Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica - A.C. 1074 - Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale
Riferimenti:
AC N. 1074/XVI     
Serie: Note per la I Commissione affari costituzionali    Numero: 194
Data: 26/05/2010
Descrittori:
ALIENAZIONE DI BENI   EDILIZIA PUBBLICA
IMMOBILI PER ABITAZIONE     
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni

SIWEB

 

26 maggio 2010

 

n. 194

Alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica

A.C. 1074

Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale

 

Numero del progetto di legge

A.C. 1074

Titolo

Modifiche all'articolo 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 560, in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Iniziativa

Parlamentare

Iter al Senato

No

Numero di articoli

1

Date:

 

adozione quale testo base

-

richiesta di parere

9 marzo 2010

Commissione competente

VIII Commissione (Ambiente)

Sede e stato dell’iter

Sede referente – concluso l’esame degli emendamenti

Iscrizione nel programma dell’Assemblea

-

 

 


Contenuto

La proposta di legge in commento introduce alcune modifiche alla legge 24 dicembre 1993, n. 560 in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

In particolare, la lettera a) modifica, integrandolo, il disposto dell’art. 1, comma 3,della legge n. 560 del 1993, al fine di ricomprendere nell’ambito di applicazione della legge stessa anche gli alloggi soggetti ai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggiodi cui al d.lgs. n. 42/2004, subordinatamente ad alcune condizioni:

·   che gli alloggi siano destinati ad abitazione civile;

·   che gli stessi siano compresi nei piani di vendita proposti dagli enti gestori ed approvati dalle regioni.

 

Con la modifica introdotta dalla norma in esame si permetterebbe, quindi, anche agli alloggi “vincolati” di essere alienati all’interno dei piani di vendita (di cui all’art. 1, comma 4, della legge n. 560) proposti dagli enti gestori ed approvati dalle regioni applicando ai relativi assegnatari le particolari condizioni agevolative previste dalla legge n. 560 del 1993.

 

La lettera b) inserisce nel testo dell’art. 1 della legge n. 560 un nuovo comma 4-ter che attribuisce la facoltà agli enti proprietari di procedere direttamente all’alienazione degli alloggi compresi nei piani di vendita e che si rendano liberi, anziché segnalarne la disponibilità al comune ai fini di una nuova assegnazione prima della loro vendita effettiva.

La facoltà concessa dal comma in esame può però essere esercitata nel rispetto delle seguenti condizioni:

·   previa comunicazione al comune competente per territorio;

·   fatte salve opportune misure di pubblicità.

 

È inoltre previsto che i beneficiari di tale alienazione siano:

·   soggetti assegnatari;

·   soggetti non assegnatari, purché in possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti per non incorrere nella decadenza dal diritto all'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

Viene infine previsto un titolo di priorità, per l'acquisto degli immobili di cui al presente comma, a favore degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica non compresi nei piani di vendita, a condizione che siano in possesso dei requisiti previsti dal comma 6 della medesima legge (conduzione di un alloggio ERP da oltre un quinquennio nonché regolare pagamento dei canoni e delle spese).

 

La lettera c) provvede quindi a riscrivere il comma 7 dell’art. 1 della legge n. 560, prevedendo una soluzione alternativa nei casi in cui l’assegnatario non intenda acquistare l'alloggio condotto a titolo di locazione ed abbia diritto a rimanervi, in quanto “soggetto disagiato”, cioè titolare di reddito familiare complessivo inferiore al limite fissato dalle norme vigenti ai fini della decadenza dal diritto all'assegnazione, ovvero ultrasessantenne o portatore di handicap.

In tal caso, qualora l’assegnatario abbia preventivamente espresso il proprio consenso, l’ente proprietario può alienare l'alloggio a terzi, a condizione che venga garantita la prosecuzione della locazione in altri alloggi non compresi nei piani di vendita e preferibilmente ubicati in quartieri residenziali adiacenti.

Viene inoltre previsto che gli immobili così liberati siano alienati alle condizioni indicate dal nuovo comma 4-ter.

Viene poi confermata la possibilità, già prevista dal testo vigente, di alienare a terzi gli alloggi di cui al comma 2, lettera a) (cioè alcune tipologie di alloggi di proprietà dell’Amministrazione delle poste e telecomunicazioni), garantendo comunque all'assegnatario la prosecuzione della locazione.

 

La lettera d) provvede a novellare il comma 22 dell’art. 1 della legge n. 560, al fine di esentare gli enti proprietari non solo dal pagamento dell’INVIM (secondo quanto previsto dal testo vigente) ma anche dalla corresponsione di tributi speciali catastali.

 

Il comma 2 reca una norma di interpretazione autentica del comma 27 dell’art. 1 della legge n. 560.

La finalità di tale interpretazione è quella di consentire l’acquisto degli alloggi realizzati ai sensi della legge n. 640/1954 (finalizzata all'eliminazione delle abitazioni malsane) da parte dei relativi assegnatari e ad un prezzo pari alla metà del costo di costruzione.

 

Relazioni allegate

La proposta di legge è corredata della relazione illustrativa.

 

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Secondo la giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 94/2007 e n. 121/2010), l’edilizia residenziale pubblica possiede «carattere di “trasversalità”» e non risulta pertanto interamente classificabile all'interno di una denominazione contenuta nell'art. 117 Cost.

In particolare, la materia dell'edilizia residenziale pubblica si estende su tre livelli normativi.

Il primo riguarda la determinazione dell'offerta minima di alloggi destinati a soddisfare le esigenze dei ceti meno abbienti, che rientra nella competenza esclusiva dello Stato in materia di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art. 117, secondo comma, lettera m), Cost.). In tale ambito si inserisce la fissazione di principi che valgano a garantire l'uniformità dei criteri di assegnazione su tutto il territorio nazionale. Tale determinazione «non può essere solo quantitativa, ma anche qualitativa, nel senso che, nel momento in cui si determina l'offerta minima destinata alle categorie sociali economicamente disagiate, occorre stabilire anche le caratteristiche di questi alloggi (sentenza n. 166/2008).

Il secondo livello normativo riguarda la programmazione degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica, che ricade nella materia governo del territorio, di competenza concorrente tra Stato e regioni (sentenza n. 451 del 2006).

Il terzo livello normativo, che rientra nella competenza residuale delle regioni, riguarda la gestione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari o degli altri enti che a questi sono stati sostituiti ad opera della legislazione regionale.

 

La disciplina dell’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica appare riferibile a quest’ultimo livello normativo e, quindi, ascrivibile alla competenza residuale delle regioni.

In particolare, secondo la sentenza n. 94 del 2007 «se l'alienazione degli alloggi deve essere considerata […] “indissolubilmente connessa con l'assegnazione degli stessi” (sentenza n. 486 del 1992), e se la “disciplina organica dell'assegnazione e cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica [...] costituisce, in linea di principio, espressione della competenza spettante alla Regione in questa materia” (ordinanza n. 104 del 2004), la disciplina delle procedure amministrative tendenti all'alienazione […] deve essere ricondotta al potere di gestione dei propri beni e del proprio patrimonio, appartenente in via esclusiva alle Regioni ed ai loro enti strumentali.

Sulla base di questa argomentazione è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale di disposizioni che incidevano, tra l’altro, sulla determinazione del prezzo di vendita degli immobili e sul diritto di opzione all’acquisto (art. 1, comma 598 L 266/2005 e art. 13, comma 2, DL 112/2008, dichiarati incostituzionali, rispettivamente, dalla sentenza n. 94/2007 e n. 121/2010).

La Corte ha inoltre rilevato che il riconoscimento di facoltà direttamente in capo agli enti proprietari degli immobili di edilizia residenziale pubblica costituisce una lesione delle competenze regionali, in quanto consente ai predetti enti di scavalcare le possibili scelte gestionali delle regioni (sentenza n. 94/2007).

 

Le disposizioni dell’articolo 1, comma 1, lettere b) e c), e comma 2, devono essere valutate alla luce della giurisprudenza costituzionale in materia.

Con riferimento al comma 2, si segnala che una disposizione vertente sullo stesso ambito è stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla sentenza n. 121/2010.

Si tratta, in particolare, dall’articolo 13, comma 3-ter, DL 112/2008, relativo appunto alla cessione in proprietà agli aventi diritto degli alloggi realizzati ai sensi della legge 9 agosto 1954, n. 640 (Provvedimenti per l’eliminazione delle abitazioni malsane).

 

Con riferimento all’articolo 1, comma 1, lettere a) e d), possono essere invece richiamate, rispettivamente, le materie tutela dell’ambiente e dei beni culturali e sistema tributario e contabile dello Stato, di competenza legislativa esclusiva statale.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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File: cost194-AC1074.doc