Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Osservatorio legislativo e parlamentare
Titolo: Misure urgenti in materia di energia - D.L. 105/2010 - A.C. 3660 - Elementi di valutazione sulla qualità del testo e su specificità, omogeneità e limiti di contenuto del decreto-legge
Riferimenti:
AC N. 3660/XVI   DL N. 105 DEL 08-LUG-10
Serie: Note per il Comitato per la legislazione    Numero: 92
Data: 28/07/2010
Descrittori:
ENERGIA ELETTRICA   RISPARMIO ENERGETICO
Organi della Camera: Comitato per la legislazione

 

28 luglio 2010

 

n. 92

Misure urgenti in materia di energia

D.L. 105/2010 - A.C. n. 3660

Elementi di valutazione sulla qualità del testo

e su specificità, omogeneità e limiti di contenuto del decreto-legge

 

Numero del disegno di legge di conversione

3660

Numero del decreto-legge

105/2010

Titolo del decreto-legge

Misure urgenti in materia di energia

Iter al Senato

Numero di articoli:

 

testo originario

4

testo approvato dal Senato

13

Date:

 

emanazione

8 luglio 2010

pubblicazione in Gazzetta ufficiale

9 luglio 2010

approvazione del Senato

22 luglio 2010

assegnazione

26 luglio 2010

scadenza

7 settembre 2010

Commissione competente

X Commissione (Attività produttive)

Stato dell’iter

All’esame della Commissione in sede referente

 

 


Contenuto

Il decreto-legge in esame reca misure urgenti in materia di energia. Nel corso dell’esame presso il Senato, rispetto al testo originario, sono state introdotte numerose nuove disposizioni.

L’articolo 1, modificato dal Senato, intende dare esecuzione alla sentenza della Corte costitu­zionale 17 giugno 2010, n. 215, novellando i primi quattro commi dell’articolo 4 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78 in materia di interventi urgenti per le reti di energia e nomina di appositi commissari straordinari.

Si tratta di una disciplina che differisce, rispetto alla preesistente, in quanto:

-        conferisce alle intese con le regioni (e le province autonome) interessate l’individuazione di tutti gli interventi connessi alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione dell'ener­gia e delle fonti energetiche, che rivestono carattere strategico nazionale, anche in relazione alla possibile insorgenza di situazioni di emergenza, ovvero per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico, e che devono pertanto essere effettuati con mezzi e poteri straordinari;

-        estende a tutti i suddetti interventi (e non più solo a quelli di produzione di energia) il coinvolgimento di soggetti privati nel relativo finanziamento, ma: 1) purché ne siano assicurate l’effettività e l’entità; 2) come possibilità e non più come requisito; 3) senza più specificare che gli interventi in questione richiedono "capitale prevalentemente o interamente privato". Con un emendamento introdotto al Senato, viene anzi chiarito che in ogni caso l'apporto finanziario dei soggetti privati deve essere proporzionato alle risorse pubbliche utilizzate.

Il Senato inoltre ha aggiunto il comma 3, che novella l’articolo 185, comma 2, del decreto legislativo n. 152/2006 (cosiddetto codice ambientale), consentendo che siano considerati sottoprodotti anche gli sfalci e potature di manutenzione del verde pubblico e privato e i materiali provenienti da attività agricole anche al di fuori del luogo di produzione.

L’articolo 1-bis,introdotto dal Senato, istituisce presso l’Acquirente Unico S.p.A. un Sistema informatico integrato per la gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas, basato su una banca dati dei punti di prelievo e dei dati identificativi dei clienti finali, demandando all’Autorità per l’energia elettrica e il gas(AEEG) la definizione dei criteri generali per il funzionamento del Sistema e delle modalità di gestione dei flussi informativi attraverso il sistema. Tali flussi informativi potranno comprendere anche informazioni concernenti eventuali inadem­pimenti contrattuali da parte dei clienti finali, funzionali anche all’adozione di misure volte alla sospensione della fornitura nei confronti dei clienti finali inadempienti.

L’articolo 1-ter,introdotto dal Senato, interviene sulla questione dell’incentivazione agli impianti alimentati da fonti assimilate alle fonti rinnovabili, e in particolare sulla previsione recata dall’articolo 1, comma 1117, secondo periodo dellalegge finanziaria 2007, che - come modificata dall’articolo 2, comma 136, della legge finanziaria 2008 - ha fatto salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti già realizzati ed operativi, ivi comprese le convenzioni CIP6 destinate al sostegno delle fonti energetiche assimilate.

La norma in esame:

§       precisa che i finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo del comma 1117 della legge finanziaria 2007 sono concessi ai soli impianti realizzati e operativi al 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore della legge finanziaria 2008);

§       sopprime, al secondo periodo del comma 1117, le parole “per i quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1118”.

L’articolo 1-quater,introdotto dal Senato, fornisce un’interpretazione autentica dell’articolo 42, comma 6, della legge n. 99/2009, precisando a quali impianti spetta la tariffa fissa omnicomprensiva che i produttori utilizzanti impianti di potenza elettrica non superiore ad 1 MW, alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento o forestali, possono ottenere a titolo di remunerazione dell’energia immessa nel sistema elettrico.

L’articolo 1-quinquies,introdotto dal Senato, fa salvi gli effetti relativi alle procedure di denuncia di inizio attività (DIA) per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che risultino avviate conformemente alle disposizioni regionali che prevedono soglie di capacità di generazione superiori a quelle individuate nella tabella A allegata al decreto legislativo n. 387/2003. Condizione indispensabile è l’entrata in esercizio degli impianti entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame.

L’articolo 1-sexies,introdotto dal Senato, demanda al Ministro dello sviluppo economico la determinazione di misure opportune affinché l’istanza per l’autorizzazione unica di cui all’articolo 12 del citato decreto legislativo n. 387/2003 (relativa alle opere per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili) venga accompagnata da adeguate garanzie finanziarie a carico del richiedente l’autorizzazione e degli eventuali subentranti.

L’articolo 1-septies,introdotto dal Senato, riconosce al Ministro dello sviluppo economico la facoltà di disporre un rafforzamento degli strumenti per la sicurezza del sistema elettrico fino ad una potenza di 1000 MW, la cui remunerazione non superi quella di equivalenti servizi per la sicurezza e privilegiando i servizi a minor impatto ambientale. L’eventuale rafforzamento è finalizzato a fronteggiare le criticità di sicurezza del sistema elettrico che derivano dall’aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili.

L’articolo 1-octies,introdotto dal Senato, al comma 1novella l’articolo 2-sexies del decreto-legge n. 3/2010, relativo al riconoscimento delle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare.

La novella prevede che le tariffe incentivanti per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, così come determinate dall’articolo 6 del decreto ministeriale 19 febbraio 2007, siano riconosciute ai soggetti che nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 5 dello stesso decreto:

§       abbiano concluso l’installazione dell’impianto fotovoltaico entro la data del 31 dicembre 2010;

§       abbiano comunicato al gestore di rete e al GSE, entro la suddetta data, la fine dei lavori, purché l’impianto medesimo entri in esercizio entro il 30 giugno 2011.

La comunicazione di fine lavori è accompagnata da asseverazione, redatta da tecnico abilitato, di effettiva conclusione dei lavori e di esecuzione degli stessi nel rispetto delle pertinenti normative; il gestore di rete e il GSE possono effettuare controlli a campione per la verifica delle predette comunica­zioni.

L’AEEG definisce regole finalizzate a evitare fenomeni di prenotazione di capacità di rete per impianti alimentati da fonti rinnovabili per i quali non siano verificate entro tempi definiti le condizioni di concreta realizzabilità delle iniziative (comma 2).

L’articolo 1-novies,introdotto dal Senato, ricomprende tra le opere connesse e le infrastrutture indispensabili per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo n. 387/2003 – riconosciute dal medesimo comma di pubblica utilità e indifferibili ed urgenti – anche le opere di connessione alla rete elettrica di distribuzione e/o alla rete elettrica nazionale che sono necessarie per l’immissione dell’energia prodotta dall’impianto come risultano dalla soluzione di connessione rilasciata dal gestore di rete.

L’articolo 1-decies,introdotto dal Senato, attraverso una modifica al comma 4-undecies dell’articolo 1-sexies del decreto-legge n. 239/2003 incide sulle competenze in ordine agli interventi sulla rete di trasmissione elettrica oggetto di denuncia di inizio attività (DIA). A seguito della modifica in esame, viene attribuita al Ministero dello sviluppo economico - ricevuta dal comune l’informazione sull’assenza di una o più delle condizioni stabilite - la facoltà di notificare all’interessato l’ordine di non effettuare gli interventi previsti.

L’articolo 2 proroga dal 30 giugno 2010 al 31 dicembre 2010 il termine per l’attuazione del piano di riassetto delle partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A., limitatamente alla cessione alle regioni delle società regionali possedute dalla suddetta Agenzia.

L’articolo 3 interviene sulla disciplina relativa alle incompatibilità del presidente e dei componenti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare istituita dell’articolo 29 della legge 99/2009.

Il comma 2 interviene sulla disciplina a regime, novellando l’articolo 29 della legge n. 99/2009 con le seguenti previsioni:

a)    da un lato si sopprime la norma (comma 8, settimo periodo, della legge n. 99/2009) secondo cui "la carica di componente dell’Agenzia è incompatibile con incarichi politici elettivi, né possono essere nominati componenti coloro che abbiano interessi di qualunque natura in conflitto con le funzioni dell’Agenzia";

b)    dall'altro lato si introduce una precisazione al comma 13 della legge n. 99/2009. A seguito di tale precisazione il citato comma dispone che “a pena di decadenza il presidente, i membri dell’Agenzia e il direttore generale non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli incarichi politici elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo o in aspettativa, in ogni caso senza assegni, per l’intera durata dell’incarico”. La precisazione introdotta al comma 13 consiste nel riferirsi agli “incarichi politici elettivi” mentre il testo precedente del comma faceva più genericamente riferimento agli “incarichi elettivi”.

Il comma 1detta una disciplina “in sede di prima applicazione” per la nomina del presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Nel testo iniziale del decreto-legge era dettata una disciplina “in sede di prima applicazione” anche per la nomina dei componenti dell’Agenzia diversi dal presidente.

In particolare, il comma dispone che per il presidente dell’Agenzia non operano le incompatibilità di cui all’articolo 29, comma 13, della citata legge n. 99/2009 (cfr. supra), nonché agli articoli 1 e 2 della legge n. 60/1953.

Viene peraltro precisato che resta fermo, nei casi di cui sopra, l’obbligo di non avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore.

Di conseguenza, in sede di prima applicazione:

§       quanto agli incarichi elettivi politici il presidente dell'Agenzia potrà esserne e restarne titolare, senza incorrere nella decadenza da presidente, né nell'obbligo di opzione da parlamentare;

§       quanto all'esercizio, diretto o indiretto, di attività professionale o di consulenza, alla qualifica di amministratore o dipendente di soggetti pubblici o privati, al ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura e incarichi di rappresentanza nei partiti politici, il presidente dell'Agenzia ne ha facoltà, con l'unico limite del divieto di interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore (e con la possibilità, per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di essere collocati fuori ruolo o in aspettativa, in ogni caso senza assegni, per l’intera durata dell’incarico).

L’articolo 4 dispone sull’entrata in vigore del decreto-legge (10 luglio 2010).

Il Senato ha aggiunto il nuovo comma 2 all’articolo 1 del disegno di legge di conversione, al fine di prorogare fino al 15 febbraio 2011 il termine per l’esercizio della delega di cui all’articolo 3, comma 2, della legge n. 99/2009, per il riordino della disciplina della programmazione negoziata e degli incentivi per lo sviluppo del territorio, degli interventi di reindustrializzazione di aree di crisi, degli incentivi per la ricerca, sviluppo e innovazione.

 

Tipologia del provvedimento

Si tratta di un disegno di legge di conversione di un decreto-legge, approvato in prima lettura dal Senato ed ora all’esame della Camera.

Il disegno di legge non è corredato né della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), né della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR). La relazione illustrativa, difformemente da quanto disposto dall’articolo 9, comma 3, del regolamento di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, non “contiene il riferimento alla disposta esenzione [dall’obbligo di redazione della relazione AIR] e alle sue ragioni giustificative”, né “indica sinteticamente la necessità ed i previsti effetti dell’intervento normativo sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull’organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dando conto della eventuale comparazione di opzioni regolatorie alternative.

 

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

L’articolo 1 del provvedimento in esame novella l’articolo 4 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, che riguarda  interventi urgenti per le reti dell’energia, con specifico riguardo alla nomina di commissari straordinari per la loro realizzazione.

L’articolo 2 differisce al 31 dicembre 2010 il termine per l’attuazione del piano di riordino e di dismissione delle partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a., di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248. Il termine fissato dal decreto-legge n. 248/2007 è stato più volte prorogato, sempre con provvedimento di urgenza, da ultimo dall’articolo 23, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (che lo aveva fissato al 30 giugno 2010).

 

Collegamento con lavori legislativi in corso

Nulla da rilevare.

 

Specificità ed omogeneità delle disposizioni

Gli articoli del decreto-legge in esame, già nella formulazione approvata dal Consiglio dei ministri, intervengono su problematiche differenti e cioè, rispettivamente: l’articolo 1 dà esecuzione alla sentenza n. 215 del 2010 della Corte Costituzionale, sugli interventi urgenti ed indifferibili connessi alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione di energia; l’articolo 2 concerne il riordino ed il riassetto delle partecipazioni societarie di Invitalia, trattando quindi materia diversa da quella dell’energia cui sola fa riferimento il titolo del decreto; l’articolo 3, sulla disciplina relativa alle incompatibilità del presidente e dei componenti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Le numerose disposizioni introdotte dal Senato, pur intervenendo su temi attinenti all’energia, trattano svariati profili,quali i flussi informativi relativi ai mercati dell'energia elettrica e del gas (articolo 1-bis), gli impianti di energia da fonti rinnovabili (articoli 1-ter, 1-quinquies, 1-sexies, 1-octies e 1-novies), il sistema delle tariffe (articolo 1-quater) e la sicurezza del sistema elettrico (articolo 1-septies).

In particolare, nell’ambito dell’articolo 1, che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 215/2010 novella il decreto-legge n. 78/2009, in materia di interventi urgenti per le reti di energia e nomina di appositi commissari straordinari, è stato aggiunto il comma 3, che novella il codice ambientale, ampliando la categoria dei sottoprodotti provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia o calore, o biogas.

Si segnala infine che il Senato ha anche introdotto, nell’ambito dell’articolo unico del disegno di legge di conversione, il comma 2, che proroga il termine per l’esercizio della delega in materia di riordino del sistema degli incentivi. In conseguenza di tale integrazione è stato modificato il titolo della legge di conversione.

 

Coordinamento con la legislazione vigente e semplificazione

 

Coordinamento con la legge n.400/1988

1. Incidenza su disposizioni di delega.

L’articolo 1, comma 2 del disegno di legge di conversione, introdotto durante l’esame al Senato, proroga il termine per l’esercizio della delega in materia di riordino del sistema degli incentivi, di cui all’articolo 3 della legge n. 99/2009. Si tratta – come ribadito dal Comitato per la legislazione nel parere (espresso il 4 agosto 2008) sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 112/2008  nel testo risultante dalle modifiche apportate dal Senato (C. 1386-B) – di una “circostanza che, per costante giurisprudenza del Comitato, integra una violazione del limite posto dall'articolo 15, comma 2, lettera a), della legge n. 400 del 1988, secondo cui il Governo non può, mediante decreto-legge, «conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione», interpretandosi il citato limite di contenuto - secondo quanto ribadito anche in occasione del parere reso lo scorso 9 luglio - come volto ad impedire che nel testo o nel disegno di legge di conversione possano confluire disposizioni che incidano, in via diretta o indiretta, sulle modalità di esercizio di deleghe legislative, anche se già conferite”. In quella come nelle precedenti occasioni il Comitato ha formulato una condizione volta alla soppressione della norma.

2. Ripristino di efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

L’articolo 1, comma 2 del decreto stabilisce che i decreti di nomina dei commissari straordinari dispieghino la loro efficacia:

- fino alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte costituzionale 17 giugno 2010, n. 215, qualora nei sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore della disposizione non si raggiunga un’intesa con le regioni e le province autonome interessate;

- senza soluzione di continuità, fino alla data fissata nell’intesa, in caso di suo raggiungimento.

L’effetto della norma – quindi – sembrerebbe  quello di preservare in toto l’efficacia dei decreti di nomina almeno nel periodo intercorrente tra la loro emanazione ed il 23 giugno 2010 (data della pubblicazione della sentenza della Corte), fatto salvo l’esito dei procedimenti giurisdizionali in corso. Non potrebbe così prodursi l’evenienza che la sentenza della Corte costituzionale possa dispiegare effetti ex tunc sulla efficacia di tali decreti.  Se questo fosse l’effetto della norma, andrebbe considerata l’opportunità di verificarne la rispondenza al disposto dell’articolo 15, comma 2, lettera e) della legge n. 400/1988, in base al quale il Governo non può, mediante decreto-legge, “ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento”.

 

Incidenza su fonti secondarie

L’articolo 1-octies sostituisce integralmente l’articolo 2-sexies, comma 1 del recente decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41. la novella, come già la norma sostituita nel testo attualmente vigente, incide in maniera non testuale sul’ambito di applicazione delle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007, pubblicato nella “Gazzetta ufficiale” n. 45 del 23 febbraio 2007, come rilevato dal Comitato per la legislazione nel parere espresso nella seduta del 4 marzo 2010. In quella occasione il Comitato formulò la seguente condizione: “sia soppresso l'articolo 2-sexies - che incide in maniera non testuale sulle modalità applicative delle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, attualmente disciplinate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007, in particolare agli articoli 5 e 6 - in quanto, in relazione all'obiettivo di modificare provvedimenti di rango subordinato non appare congruo l'uso dello strumento della fonte normativa primaria; in alternativa alla soppressione della disposizione, potendo quest'ultima limitarsi ad autorizzare l'Esecutivo ad adottare le relative modifiche alla normativa secondaria, si proceda a riformulare in tal senso la norma in questione”.

 

Rapporti con fonti regionali

L’articolo 1 del decreto-legge trae origine dalla sentenza n. 215/2010, con cui la Corte Costituzionale ha ritenuto fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 4 del decreto-legge n. 78/2009 promosse dalle regioni Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna e dalla Provincia autonoma di Trento, in riferimento agli articoli 117, terzo comma e 118, secondo e terzo comma della Costituzione, nonché per violazione del principio di leale collaborazione.

Durante l’esame al Senato sono state introdotte ulteriori disposizioni che si intersecano con competenze legislative regionali.

L’articolo 1-quinquiesfa salvi gli effetti relativi alle procedure di denuncia di inizio attività (DIA) per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che risultino avviate conformemente alle disposizioni regionali che prevedono soglie di capacità di generazione superiori a quelle individuate nella tabella A allegata al decreto legislativo n. 387/2003. A titolo esemplificativo, la legge regionale toscana 23 novembre 2009, n. 71, conformemente alla considerazione svolta nel punto 23 del preambolo (“Va ampliato, per gli impianti a fonte rinnovabile e cogenerativi, l’elenco, presente all’articolo 16, delle opere soggette a DIA in quanto inferiori a determinate soglie di potenza, tenuto conto di quanto previsto in ambito nazionale dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per il bilancio annuale e pluriennale dello Stato “legge finanziaria 2008”) e dalla L. 99/2009; per tali attività non si richiede più l’autorizzazione unica”), ha innalzato le soglie di capacità di generazione entro le quali è sufficiente la DIA rispetto a quelle previste dalla tabella A allegata al decreto legislativo n. 387/2003 (articolo 16 della legge regionale toscana n, 39/2005, come novellato dall’articolo 10 della citata legge n. 71/2009).

L’articolo 1-sexies demanda ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico la definizione di “opportune misure affinché l’istanza per l’autorizzazione [per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili] di cui all’articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, sia accompagnata da congrue garanzie finanziarie poste a carico del soggetto che richiede il rilascio dell’autorizzazione e di eventuali successivi subentranti”. Si segnala in proposito che il citato articolo 12, comma 3 del decreto legislativo n. 387/2003 ha attribuito alle regioni la competenza al rilascio dell’autorizzazione. Le regioni hanno quindi disciplinato il procedimento autorizzativo, definendo la documentazione da allegare alla relativa istanza. Si segnala, in particolare, la legge regionale della Calabria 29 dicembre 2008, n. 42, recante misure in materia di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, che, nel punto 4.2 dell’allegato concernente procedure e indirizzi per l’installazione e l’esercizio di nuovi impianti da fonti rinnovabili, presta particolare attenzione alla “documentazione attestante la capacità economica e finanziaria del richiedente”.

Contengono discipline di dettaglio della documentazione da allegare all’istanza, senza riferimento agli aspetti economico- finanziari diversi altri provvedimenti regionali. A titolo puramente esemplificativo si segnalano: l’articolo 12 della legge regionale toscana 24 febbraio 2005, n. 39, recane disposizioni in materia di energia e il n. 4.1 dell’allegato A alla delibera della Giunta regionale pugliese 31 maggio 2005, n. 716, “Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Procedimento per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”.

 

Modifica di norme di recente approvazione

Come accennato, l’articolo 1-octiesnovella l’articolo 2-sexies, comma 1 del recente decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41; si tratta di una circostanza che, come ribadito dal Comitato, da ultimo, nel parere sul decreto-legge n. 78/2010, espresso nella seduta del 21 luglio 2010, “costituisce una modalità di produzione legislativa non conforme alle esigenze di stabilità, certezza e semplificazione della legislazione”.

 

Modifiche non testuali

L’articolo 1-ter modifica in maniera non testuale l’articolo 1, comma 1117 della legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007), in materia di finanziamenti ed incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.

L’articolo 1-novies integra in maniera non testuale l’articolo 12, comma 1 del decreto legislativo n. 387/2003.

 

Interpretazione autentica

L’articolo 1-quater  reca una disposizione formulata in termini di interpretazione autentica. Si segnala in proposito che la circolare sulla formulazione tecnica dei testi legislativi prescrive che l’intento di interpretare autenticamente altra precedente disposizione deve risultare nella rubrica dell’articolo. “Deve risultare comunque chiaro – continua la circolare – se ci si trovi in presenza di una disposizione di interpretazione autentica ovvero di una disposizione di modifica sostanziale alla quale si vuole dare effetto retroattivo”. Si osserva inoltre che la norma è riferita all’articolo 42, comma 6 della legge n. 99/2009 e richiama il comma 8 del medesimo articolo: entrambi i commi richiamati sono formulati in termini di novella – rispettivamente – alla tabella 3 allegata alla legge n. 244/2008 (legge finanziaria 2009) ed all’articolo 2, comma 152, della medesima legge, cui occorrerebbe riferirsi.

 

Disposizioni in deroga

L’articolo 3, comma 1 dispone che in prima applicazione, cioè per la nomina ed il mandato del primo presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare”, non si applicano le incompatibilità previste dall’articolo 29, comma 13 della legge n. 99/2009 specificamente per tale figura e dagli articoli 1 e 2 della legge n. 60/1953 per i membri del Parlamento.

Si rammenta che la Commissione Affari costituzionali del Senato ha espresso sul decreto-legge un parere non ostativo, condizionandolo però alla soppressione dell'articolo 3 (che nella versione approvata dal Consiglio dei ministri si riferisce anche agli altri componenti dell’Agenzia), «in quanto contiene disposizioni di carattere ordinamentale, riguardanti in particolare lo status del parlamentare, incompatibili con un provvedimento d'urgenza».

 

 

 

Coordinamento con disposizioni vigenti

L’articolo 1, comma 1, capoverso 3 attribuisce al Ministro per la semplificazione normativa ed agli altri Ministri competenti  i poteri di controllo e di vigilanza sui commissari straordinari nominati per gli interventi urgenti in materia di energia. In proposito, andrebbe valutata l’opportunità di integrare le disposizioni che definiscono l’ambito dellecompetenze interne all’Esecutivo, dal momento che l’articolo 1, comma 15 del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 15, stabilisce che il Ministro “assicura il coordinamento unitario delle funzioni di semplificazione normativa” ed il relativo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 13 giugno 2008 (pubblicato nella “Gazzetta ufficiale” del 27 giugno 2008) di delega delle funzioni prevede che il Ministro eserciti “le funzioni di coordinamento,  di  indirizzo, di promozione di iniziative, anche normative, di vigilanza e verifica, nonché ogni altra funzione attribuita dalle vigenti disposizioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, relative alla semplificazione normativa”.

L’articolo 2 differisce al 31 dicembre 2010 il termine per l’attuazione del piano di riordino e di dismissione delle partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a., di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, che a sua volta differiva il termine fissato al 31 marzo 2007 dall’articolo 1, comma 461 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). Il termine fissato dal decreto-legge n. 248/2007 è stato più volte prorogato, sempre con provvedimento di urgenza, da ultimo dall’articolo 23, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (che lo aveva fissato al 30 giugno 2010).

 

 

Chiarezza e proprietà della formulazione del testo

Adempimenti

L’articolo1-bis,comma 2 demanda all’Autorità per l’energia elettrica e il gas la definizione delle modalità di gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e il gas, previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari. Dovrebbe trattarsi di un inedito coinvolgimento delle Camere nel procedimento di emanazione di un atto di competenza di una autorità indipendente. Nel passato, quando il legislatore ha inteso coinvolgere nel medesimo procedimento sia autorità indipendenti sia il Parlamento, è ricorso alla previsione di atti governativi emanati previo parere di entrambi i soggetti. A titolo esemplificativo, si citano: l’articolo 3, comma 2 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 (regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentite le competenti Commissioni parlamentari e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato); l’articolo 30, comma 1 della legge 23 luglio 2009, n. 99 (decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari e l’Autorità per l’energia elettrica e il gas).

Si segnala anche che, generalmente, le delibere del’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vengono trasmesse alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

 

Formulazione del testo

All’articolo 1-octies, tra gli adempimenti previsti a carico dei “soggetti” destinatari degli incentivi viene inserita alla fine “l’entrata in esercizio” che, chiaramente, non può che riferirsi agli impianti.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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