Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Osservatorio legislativo e parlamentare
Titolo: Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo - D.L. 103/2010 - A.C. 3646 - Elementi di valutazione sulla qualità del testo e su specificità, omogeneità e limiti di contenuto del decreto-legge
Riferimenti:
AC N. 3646/XVI   DL N. 103 DEL 06-LUG-10
Serie: Note per il Comitato per la legislazione    Numero: 91
Data: 28/07/2010
Descrittori:
SERVIZI PUBBLICI DI TRASPORTO   TRASPORTI MARITTIMI
Organi della Camera: Comitato per la legislazione

 

28 luglio 2010

 

n. 91

Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità

del servizio pubblico di trasporto marittimo

D.L. 103/2010 - A.C. n. 3646

Elementi di valutazione sulla qualità del testo

e su specificità, omogeneità e limiti di contenuto del decreto-legge

 

Numero del disegno di legge di conversione

3646

Numero del decreto-legge

103/2010

Titolo del decreto-legge

Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo

Iter al Senato

Numero di articoli:

 

testo originario

2

testo approvato dal Senato

3

Date:

 

emanazione

6 luglio 2010

pubblicazione in Gazzetta ufficiale

7 luglio 2010

approvazione del Senato

21 luglio 2010

assegnazione

22 luglio 2010

scadenza

5 settembre 2010

Commissione competente

IX Commissione (Trasporti)

Stato dell’iter

All’esame della Commissione in sede referente

 

 


Contenuto

Il provvedimento in esame si compone, nel testo approvato dal Consiglio dei ministri, di un solo articolo recante disposizioni di carattere sostanziale, che dispone la nomina di un amministratore unico delle società Tirrenia di navigazione S.p.A. e Siremar S.p.A. a decorrere dal 13 luglio 2010, in vista della loro dismissione.

All’amministratore unico sono conferiti i più ampi poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria. L’amministratore resta in carica sino al 30 settembre 2010 o, se anteriore, sino alla data di cessione dell’intero capitale di Tirrenia S.p.A. (lettera a) ).

La responsabilità civile e amministrativa per gli atti e i provvedimenti posti in essere nel periodo in cui resta in carica l’amministratore unico è posta esclusivamente a carico delle società interessate(lettera b) ).

Fino al 30 settembre 2010, o, se precedente, fino alla cessione dell’intero capitale sociale, è consentita l’erogazione di nuovi finanziamentiin favore di Tirrenia S.p.A.. I relativi atti non sono soggetti all’azione revocatoria (lettera c) ). Tali finanziamenti sono assistiti dalla garanzia dello Stato, tramite la società Fintecna S.p.A. (lettera d) ).

 

Nel corso dell’esame presso il Senato è stato introdotto il nuovo articolo 1-bis, che reca disposizioni in materia di autotrasporto di cose per conto terzi e di sostegno del settore aeronautico.

Il comma 1 modifica l’articolo 83-bis del decreto-legge n. 112/2008, rubricato Tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto di terzi.

La lettera a) prevede che, nei contratti di trasporto in forma scritta, l’importo in favore del vettore deve essere fissato in modo tale da coprire i costi minimi di esercizio, che garantiscano il rispetto dei parametri di sicurezza previsti dalla legge. I costi minimi vengono individuati nell'ambito degli accordi volontari di settore, conclusi tra le organizzazioni associative di vettori rappresentati nella Consulta generale per l'autotrasporto e la logistica e le organizzazioni associative dei committenti. In mancanza di accordo entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione in esame, i costi saranno determinati dall’Osservatorio sulle attività di autotrasporto.

La determinazione del corrispettivo è invece rimessa alla autonoma contrattazione delle parti quando la prestazione è effettuata entro un limite di cento chilometri al giorno.

La lettera b) stabilisce che il termine per il pagamento del corrispettivo dei contratti di trasporto di merci su strada, nei quali siano parte i soggetti che svolgono professionalmente operazioni di trasporto, è fissato in sessanta giorni, rispetto agli attuali trenta, dalla data di emissione della fattura. La fattura deve essere emessa entro la fine del mese in cui si è svolta la prestazione.

La lettera c) prevede che in caso di mancato rispetto del termine sopra indicato, il committente, oltre a dover corrispondere gli interessi moratori, è soggetto alle sanzionidell’esclusione fino a sei mesi dalla procedura per l’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, e dell’esclusione per un anno dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo.

Le previsioni di cui alle lettere b) e c) si applicano anche alle prestazioni fatturate dagli operatori, diversi dai vettori, che partecipano al servizio di trasporto su strada (lettera d) ).

Il comma 2 novella il decreto legislativo n. 286/2005, recante Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasportatore.

La lettera a) disciplina i tempi di attesa ai fini del carico e dello scarico delle merci, denominato periodo di franchigia, che non può essere superiore a due ore. Il superamento del limite massimo comporta l’obbligo per il committente di corrispondere un indennizzoal vettore. E’ consentita la stipula di pattuizioni che prevedano la disapplicazione della norma in esame, basate su accordi volontari, conclusi fra le organizzazioni del settore.

La lettera b) modifica la procedura per l’accertamento della responsabilità del vettore, del committente, del caricatore e del proprietario della merce per le violazioni commesse del conducente in esecuzione delle istruzioni che gli sono state fornite. In particolare, per i contratti non stipulati in forma scritta, si impone l’obbligo di redigere e di conservare a bordo le istruzioni scritte relative all’esecuzione della prestazione.

Le lettere c) e d) intervengono sulla disciplina della scheda di trasporto, prevedendo che essa contenga il numero di iscrizione del vettore all’Albo nazionale degli autotrasportatori e che possa essere sostituita dai documenti di trasporto equipollenti. Gli obblighi relativi alla scheda di trasporto si applicano anche ai trasporti effettuati all’interno del territorio italiano mediante veicoli immatricolati all’estero.

La lettera e), nell’ipotesi di subcontratto, concede azione direttaper il pagamento del corrispettivo al vettore finale, che ha effettuato il trasporto, nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto stesso. Questa disposizione, ai sensi del comma 3 dell’articolo in esame, si applica decorso un annodalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione.

La lettera f) modifica la procedura per l’accertamento della responsabilità del vettore, del committente, del caricatore e del proprietario della merce trasportata, per le violazioni al codice della strada commesse dal conducente, nei trasporti effettuati sulla base di contratti stipulati in forma scritta.

La lettera g) regola i rapporti tra committente e vettore in ordine alla restituzione degli imballaggi e delle unità per la movimentazione delle merci.

Il comma 4 stabilisce che l’assegnazione delle risorse, previste dall’articolo 5 del decreto-legge n. 40/2010, al settore aeronautico possa avvenire anche attraverso l’istituzione di un apposito fondo di garanzia, da affidare all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. .

 

L’articolo 2 dispone l’entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella “Gazzetta ufficiale”.

Tipologia del provvedimento

Si tratta di un disegno di legge di conversione di un decreto-legge, approvato in prima lettura dal Senato ed ora all’esame della Camera.

Il disegno di legge non è corredato né della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), né della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR). La relazione illustrativa, difformemente da quanto disposto dall’articolo 9, comma 3, del regolamento di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, non “contiene il riferimento alla disposta esenzione [dall’obbligo di redazione della relazione AIR] e alle sue ragioni giustificative”, né “indica sinteticamente la necessità ed i previsti effetti dell’intervento normativo sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull’organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dando conto della eventuale comparazione di opzioni regolatorie alternative.

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

Con riguardo all’articolo 1, si segnala che, nel corso della legislatura, la società Tirrenia è stata oggetto di 6 decreti-legge. In particolare:

-        l’articolo 57 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 ha previsto il trasferimento alle Regioni interessate, su loro richiesta, della partecipazione detenuta dalla società Tirrenia di Navigazione S.p.a. in altre società di trasporto marittimo;

-        l’articolo 26 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 ha stanziato 65 milioni di euro per “consentire l’attivazione delle procedure di privatizzazione della Società Tirrenia di Navigazione S.p.A.”;

-        l’articolo 26 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, nel testo originario, proroga al 31 dicembre 2009 le convenzioni con la Tirrenia (l’articolo è stato integralmente sostituito nell’iter di conversione, ad eccezione della rubrica, che continua a fare riferimento alla Tirrenia, mentre il testo ora vigente  concerne il Corpo delle capitanerie di porto);

-        l’articolo 7-sexies, comma 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, introdotto dalla legge di conversione e modificato dall’articolo 19-ter, comma 22, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, concerne il disavanzo ed il personale del Gruppo Tirrenia;

-        l’articolo 19, comma 13-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, introdotto dalla legge di conversione, destina risorse “alla sovvenzione dei servizi di collegamento marittimo effettuati dal Gruppo Tirrenia nell’anno 2009, all’ammodernamento della flotta dell’intero Gruppo e all’adeguamento alle norme internazionali in materia di sicurezza”;

-        l’articolo 19-ter del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, introdotto dalla legge di conversione, dispone il trasferimento a titolo gratuito alle regioni interessate del capitale sociale detenuto da Tirrenia di navigazione S.p.a. nelle società Caremar, Saremar e Toremar.

 

Con riguardo all’articolo 1-bis, introdotto dal Senato, si segnala che esso novella l’articolo 83-bis del citato decreto-legge n. 112/2008 (introdotto dalla legge di conversione e poi modificato dai decreti-legge nn. 162/2008 e 5/2009) e l’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40.

Collegamento con lavori legislativi in corso

Con riguardo all’articolo 1-bis, comma 2, lettera b), si segnala che l’articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286 è oggetto di modifiche anche ad opera dell’articolo 51 del progetto di legge S. 1720-B, recante disposizioni in materia di sicurezza stradale, approvato dal Senato in prima lettura, modificato dalla Camera (C. 44 ed abb.) ed ora nuovamente all’esame del Senato.

Specificità ed omogeneità delle disposizioni

Durante l’iter al Senato, è stato introdotto, dopo l’articolo 1, riguardante il trasporto marittimo, l’articolo 1-bis, recante misure urgenti in materia di trasporto stradale, i cui contenuti sembrerebbero assorbire quelli di un provvedimento di urgenza approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 luglio 2010 e non pubblicato in “Gazzetta ufficiale”. Il comma 4 del citato articolo 1-bis novella l’articolo 4 del decreto-legge n. 40/2010, in materia di interventi a favore del settore dell’industria aeronautica.

Conseguentemente all’introduzione dell’articolo 1-bis, è stato integrato anche il titolo del decreto con il riferimento al sostegno della produttività nel settore dei trasporti.

Coordinamento con la legislazione vigente e semplificazione

Confluenza in un unico testo di distinte delibere del Consiglio dei ministri

L’articolo 1-bis sembrerebbe riprodurre – almeno parzialmente – i contenuti di un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 luglio e non pubblicato in “Gazzetta ufficiale”. Infatti, il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri informa dell’approvazione di “un decreto-legge che dispone interventi a sostegno dell’ autotrasporto stradale e aereo. Il testo modifica la normativa vigente per conseguire obiettivi primari di interesse collettivo, quali la tutela degli addetti e la sicurezza della circolazione e, nel contempo, rendere più competitivo il settore dell’autotrasporto di merci su strada, che ha particolarmente risentito della congiuntura economica sfavorevole oltre che del forte aumento del costo del gasolio. L’intervento regolatorio garantisce un migliore equilibrio commerciale dei ruoli dei vettori e dei committenti, attraverso gli accordi di settore per categorie merceologiche e gli accordi tra le organizzazioni associative di categoria che interagiscono all’interno della filiera logistica”.

In questo modo, confluirebbero in un unico testo disposizioni che originano da due distinte delibere del Consiglio dei ministri.

 

Modifica di norme di recente emanazione

L’articolo 1-bis, comma 4 novella l’articolo 4 del recente decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73: si tratta di una circostanza che, come ribadito dal Comitato, da ultimo, nel parere sul decreto-legge n. 78/2010, espresso nella seduta del 21 luglio 2010, “costituisce una modalità di produzione legislativa non conforme alle esigenze di stabilità, certezza e semplificazione della legislazione”.

 

 

 

 

Coordinamento con disposizioni vigenti

L’articolo 1, comma 1, lettera b), sulla esclusione della responsabilità civile, amministrativa e contabile, reca una norma di tenore analogo a quella contenuta nell’articolo 3 del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134 con riguardo agli amministratori di Alitalia S.p.a. .

All’articolo 1-bis, andrebbe valutata l’opportunità di chiarire:

-        al comma 1, lettera b), come si coordinino le previsioni dei capoversi 12 e 13, in base alle quali gli interessi moratori sono dovuti trascorsi sessanta giorni “dalla data di emissione della fattura da parte del creditore”,  con l’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, in base al quale “gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora”, alla scadenza di “trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente”. Si segnala che il capoverso 12 mantiene ferma “l’applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231”. Il citato decreto, in attuazione della direttiva 2000/35/CE, reca disposizioni finalizzate alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, dettando quindi una disciplina generale per la materia cui i capoversi 12 e 13 sembrerebbero implicitamente derogare;

-        la portata normativa del comma 2, lettera g), capoverso Art.11-bis.4, che si limita a stabilire che “le operazioni di trasporto su strada di merci destinate all’alimentazione umana o animale sono svolte nel rispetto della vigente disciplina comunitaria e nazionale”.

 

Si segnala infine che l’articolo 1-bis, comma 2, lettera g), capoverso Art.11-bis.3 sembrerebbe andare in controtendenza rispetto all’orientamento legislativo volto alla semplificazione degli oneri amministrativi, anche in presenza di uno specifico impegno assunto in sede europea dallo Stato italiano. Tale orientamento legislativo è testimoniato, da ultimo, dall’articolo 49, commi 4-quater e 4-quinquies , del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, che autorizza il Governo ad adottare uno o più regolamenti di delegificazione per la riduzione degli oneri amministrativi.

Già l’articolo 25 del decreto-legge n. 112/2008 dispone una complessa procedura di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi, prevedendo che “sulla base degli esiti della misurazione di ogni materia” il Governo adotti, entro il 30 settembre 2012, uno i più regolamenti di delegificazione “contenenti gli interventi normativi volti a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese nei settori misurati e a semplificare e riordinare la relativa disciplina”. Tale articolo è oggetto di modifica ad opera dell’articolo 19 del disegno di legge S. 2243, recante disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l’emanazione della Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche e per la codificazione in materia di pubblica amministrazione, già approvato dalla Camera (A. C. 3209-bis).

 

Disposizioni in deroga

L’articolo 1, comma 1, lettera a) dà la facoltà ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, di nominare un amministratore unico delle suddette società, “al quale sono conferiti i più ampi poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria”, “in deroga a quanto previsto dagli statuti di Tirrenia di Navigazione S.p.A. e di Siremar S.p.A., nonché dalle disposizioni in materia contenute nel codice civile”.

L’articolo 1, comma 1, lettera b) reca una disciplina in materia di responsabilità amministrativa, contabile e civile implicitamente derogatoria rispetto a quella generale.

Nell’articolo 1-bis:

al comma 1, lettera a), capoversi 4 e 4-quater, sono presenti due disposizioni che rimettono - rispettivamente - agli accordi volontari di settore ed all’autonomia negoziale delle parti la possibilità di derogare a quanto previsto dalle novelle apportate dal medesimo articolo 1-bis all’articolo 83-bis del decreto-legge n. 112/2008. In particolare, il capoverso 4-quater, “in deroga a quanto previsto nei commi 4 e 4-bis” sulla individuazione dei costi minimi di esercizio, stabilisce che, per le prestazioni effettuate entro il limite di cento chilometri giornalieri, l’importo del corrispettivo a favore del vettore “è rimesso all’autonomia negoziale delle parti”, “fatte salve diverse pattuizioni fondate su accordi volontari di settore, conclusi ai sensi del comma 4”: la disposizione in esame, quindi, da un lato dispone in deroga al comma 4 e dall’altro però fa salva la sua applicazione;

• al comma 1, lettera b), i capoversi 12 e 13, come già accennato nel paragrafo relativo al coordinamento con le disposizioni vigenti, contengono una disciplina derogatoria rispetto a quella recata dal decreto legislativo n. 231/2002;

• al comma 2, lettera b), il capoverso 3 stabilisce che le disposizioni dell’articolo 6-bis del decreto legislativo n. 286/2005, introdotto dalla norma in esame, “non si applicano in caso di diverse pattuizioni tra le parti, basate sugli accordi volontari fra le organizzazioni associative di vettori rappresentati nella Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica […] e organizzazioni associative di utenti dei servizi di trasporto […] e su specifici accordi di programma con le amministrazioni e gli enti competenti per quanto riguarda attività di autotrasporto connesse alla movimentazione delle merci nei porti, negli interporti e nei terminal ferroviari, promossi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.

Richiami normativi

Il nuovo comma 4 dell’articolo 83-bis del decreto-legge n. 112/2008, come integralmente sostituito dall’articolo 1-bis, comma 1, lettera a) del provvedimento in esame, richiama, insieme ad altre norme puntualmente citate del decreto legislativo n. 286/2005, le “disposizioni in materia di azione diretta”: il riferimento è all’articolo 7-ter del medesimo decreto legislativo n. 286/2005, introdotto sempre dall’articolo 1-bis, comma 2, lettera e) del provvedimento in esame.

Chiarezza e proprietà della formulazione del testo

Immediata applicazione

L’articolo 1-bis, comma 3 dispone che le disposizioni di cui al comma 2, lettera e) del medesimo articolo (che introduce, nell’ambito del decreto legislativo n. 286/2005 l’articolo 7-ter) “si applicano dopo un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.Per tale disposizione la rispondenza al requisito, previsto dall’articolo 15, comma 3, della legge n. 400 del 1988, della “immediata applicabilità” delle misure disposte dal decreto, va valutata – per costante giurisprudenza del Comitato – anche con riguardo ad eventuali effetti intermedi ed allatempistica di adempimenti previsti (che, nel caso di specie,nonsono espressamente indicati ma solo implicitamente previsti).

 

Adempimenti

L’articolo 1-bis, comma 2 novella il decreto legislativo n. 286/2005. In particolare:

- la lettera a) introduce il nuovo articolo 6-bis, cha al comma 5 demanda ad un decreto direttoriale – senza indicazione di un termine per la sua adozione – la definizione delle modalità applicative delle disposizioni di cui al medesimo articolo, commi da 1 a 4;

- la lettera c) sostituisce integralmente il comma 3 dell’articolo 7-bis, al fine di prevedere che nella scheda di trasporto, da approvare con decreto ministeriale, figurino le indicazioni relative anche al numero di iscrizione del vettore all’Albo nazionale degli autotrasportatori. Pertanto la scheda di trasporto approvata, in base alla vigente formulazione del comma, con il citato decreto del Ministro dei trasporti in data 30 giugno 2009, dovrà essere integrata con tale indicazione.

Formulazione del testo

All’articolo 1, comma 1, lettera a), il primo periodo prevede la nomina “di un amministratore unico delle suddette società” (Tirrenia e Siremar); il secondo periodo comincia facendo riferimento a “Detti amministratori unici”; analogamente, la lettera b) si riferisce agli “amministratori unici”. Il 14 luglio è stato nominato l’amministratore unico delle due società.

L’articolo 1, comma 1, lettera b) contiene una disciplina speciale per la responsabilità civile ed amministrativa degli amministratori unici, dei componenti del collegio sindacale, del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, prevedendo altresì che “negli stessi limiti è esclusa la responsabilità amministrativo-contabile dei citati soggetti, dei pubblici dipendenti e dei soggetti comunque titolari di incarichi pubblici”. In proposito, andrebbe valutata l’opportunità di precisare i termini di tale esonero dalla responsabilità amministrativo- contabile, con particolare riguardo all’ambito soggettivo di tale previsione.

All’articolo 1-bis, comma 1, lettera a), capoverso 4-ter, andrebbe valutata l’opportunità di chiarire se la salvezza delle “diverse pattuizioni fondate su accordi volontari conclusi ai sensi del comma 4” si riferisca all’ipotesi che “dalla fattura  risulti indicato un importo inferiore a quanto previsto nel comma 4 o, in alternativa, nel comma 4-bis” ovvero – come si potrebbe desumere dalla collocazione – al termine di prescrizione per l’azione del vettore nei confronti del mittente. Con riguardo a quest’ultimo, si segnala che l’articolo 2936 del codice civile stabilisce la nullità di qualsiasi patto diretto a modificare la disciplina legale della prescrizione.

Il nuovo articolo 11-bis del decreto legislativo n. 286/2005, introdotto dall’articolo 1-bis, comma 2, lettera g), reca una formulazione che non risulta comprensibile perché, probabilmente, sono saltate alcune parole. La disposizione andrebbe probabilmente letta così (tra parentesi quadre le parole aggiunte): “Qualora il committente e il destinatario della merce si siano accordati per la riconsegna degli imballaggi o delle unità di movimentazione, il vettore non è responsabile per il rifiuto di restituzione [o per la restituzione] da parte del destinatario di [imballaggi o] unità di movimentazione di numero o di qualità inferiore rispetto a quelle con cui è stato effettuato il trasporto, ed ha comunque diritto ad un compenso per ogni prestazione accessoria eseguita”.


 

 

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