Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Titolo: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) - Legge 24 dicembre 2012, n. 228 - Schede di lettura - (Articolo 1, commi 301-561)
Riferimenti:
AC N. 5534-BIS/XVI   L N. 228 DEL 24-DIC-12
Serie: Progetti di legge    Numero: 708    Progressivo: 4
Data: 31/01/2013
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione

 

Camera dei deputati

XVI LEGISLATURA

 

Le leggi

 

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

 

Legge 24 dicembre 2012, n. 228

 

 

Schede di lettura

(Articolo 1, commi 301-561)

 

 

 

n. 708/4

Tomo II

 

 

31 gennaio 2013

 

 


Servizio responsabile:

Servizio Studi – Dipartimento Bilancio

( 066760-9932 – * st_bilancio@camera.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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INDICE
(Tomo I)

Tavola di raffronto della numerazione degli articoli e dei commi tra il disegno di legge e il testo finale della legge nelle diverse fasi dell’esame parlamentare.................................................................... 3

Schede di lettura

§      Articolo 1, comma 1 (Risultati differenziali).................................................. 19

§      Articolo 1, commi 2 e 3 (Gestioni previdenziali)........................................... 22

§      Articolo 1, commi 4 e 5 (Riduzioni di spesa dei Ministeri)........................... 25

§      Articolo 1, commi 6 e 7 (Riduzioni Ministero dell’economia)....................... 33

§      Articolo 1, commi 8-15 (Riduzioni di spesa del Ministero del lavoro).......... 37

§      Articolo 1, commi 16-18 e 22-29 (Riduzione della spesa del Ministero della giustizia)   41

§      Articolo 1, comma 19 (Giustizia digitale)...................................................... 50

§      Articolo 1, commi 20 e 21 (Pignoramento nell’espropriazione presso terzi) 56

§      Articolo 1, comma 30 (Contributo unificato nel processo tributario)............ 58

§      Articolo 1, commi 31 e 32 (Liquidazione di spese processuali)................... 59

§      Articolo 1, comma 33 (Trasferimenti dei componenti delle Commissioni tributarie)  61

§      Articolo 1, comma 34 (Assunzione di Avvocati dello Stato)........................ 63

§      Articolo 1, commi 35 e 37-42 (Disposizioni per la riduzione della spesa del Ministero degli Affari esteri)............................................................................................................ 64

§      Articolo 1, comma 36 (Modifiche all’armonizzazione dei bilanci degli enti servizi sanitari regionali)  70

§      Articolo 1, commi 43 e 48-59 (Riduzioni di spesa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca)......................................................................................................... 72

§      Articolo 1, commi 44 e 45 (Assistenti amministrativi incaricati di svolgere mansioni superiori)   83

§      Articolo 1, commi 46 e 47 (Compensi per le commissioni esaminatrici dei concorsi per docenti)   85

§      Articolo 1, comma 60 (Collegi universitari legalmente riconosciuti)............ 88

§      Articolo 1, commi 61 e 62 (Riduzioni delle spese Ministero delle infrastrutture e trasporti)     90


§      Articolo 1, commi 63-66 (Riduzioni delle spese Ministero delle infrastrutture e trasporti)   92

§      Articolo 1, commi 67 e 68 (Capitanerie di porto).......................................... 95

§      Articolo 1, comma 69 (Incremento introiti derivanti dalla contribuzione degli utenti dei servizi del Registro italiano dighe)................................................................................. 96

§      Articolo 1, commi 70, 71 e 73-75 (Disposizioni per la riduzione della spesa del Ministero delle politiche agricole).......................................................................................... 98

§      Articolo 1, comma 72 (Liquidazione EIPLI)................................................ 102

§      Articolo 1, comma 76 (Riduzioni di spesa del Ministero per i beni e le attività culturali) 104

§      Articolo 1, comma 77 (Interventi conservativi volontari sui beni culturali) 105

§      Articolo 1, comma 78 (Somme giacenti nelle contabilità speciali del Mibac) 107

§      Articolo 1, commi 79-87 (Riduzioni delle spese del Ministero della salute) 110

§      Articolo 1, comma 88 (Piano straordinario di verifiche INPS sulle invalidità e devoluzione dei risparmi al fondo per le non autosufficienze)............................................................ 115

§      Articolo 1, commi 89-91 e 94 (Assunzioni nel comparto Sicurezza, Difesa e Vigili del fuoco) 117

§      Articolo 1, comma 92 (Celebrazione del 70° anniversario della resistenza) 120

§      Articolo 1, comma 93 (Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso)............................................................................. 122

§      Articolo 1, commi 95-97 (Fondo per la concessione di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo)..................................................................................................... 123

§      Articolo 1, commi 98-101 (Trattamenti di fine servizio)............................. 128

§      Articolo 1, commi 102-107 (Titoli di studio rilasciati dalle istituzioni AFAM e messa ad ordinamento dei corsi)..................................................................................................... 131

§      Articolo 1, commi 108, 110 e 112 (Riduzioni di spesa degli enti pubblici di previdenza) 140

§      Articolo 1, comma 109 (Piano straordinario di verifiche INPS sulle invalidità e devoluzione dei risparmi al fondo per le non autosufficienze)............................................. 145

§      Articolo 1, comma 111 (Personale dell’INAIL)........................................... 147

§      Articolo 1, comma 113 (Assegno sostitutivo per l’accompagnatore militare) 149

§      Articolo 1, comma 114 (Invio telematico CUD da parte degli enti previdenziali)   151

§      Articolo 1, comma 115 (Sospensione e proroga di termini in tema di funzioni, risorse e di riordino delle province, di istituzione delle città metropolitane e di riduzione di dotazioni dell'amministrazione civile dell'interno)........................................................................................ 152

§      Articolo 1, comma 116 (Fabbisogno delle università e degli enti di ricerca) 157

§      Articolo 1, commi 117 e 118 (Riduzione della spesa per le regioni e le province autonome)  159

§      Articolo 1, commi 119, 121 e 127 (Fondo sperimentale di equilibrio di comuni e province)     165

§      Articolo 1, comma 120 (Incremento delle risorse del Fondo di solidarietà comunale)   172

§      Articolo 1, commi 122-126 (Contributo per il patto regionalizzato verticale) 174

§      Articolo 1, commi 128-130 (Recupero somme a debito dovute dagli enti locali al Ministero dell'interno)................................................................................................. 177

§      Articolo 1, commi 131-132 (Razionalizzazione e riduzione della spesa nel settore sanitario)  180

§      Articolo 1, comma 133 (Prezzi unitari di riferimento dei beni e servizi in ambito sanitario) 184

§      Articolo 1, comma 134 (Gestione del risk management in Sanità)........... 185

§      Articolo 1, comma 135 (Concorsi AIFA).................................................... 186

§      Articolo 1, comma 136 (Plasma ed emoderivati)...................................... 188

§      Articolo 1, comma 137 (Bacini imbriferi montani)...................................... 189

§      Articolo 1, comma 138 (Acquisto di immobili da parte della P.A.)............. 191

§      Articolo 1, comma 139 (Fondo per il pagamento canoni di locazione)...... 196

§      Articolo 1, comma 140 (Capitale sociale della SGR per la valorizzazione del patrimonio immobiliare) 201

§      Articolo 1, commi 141-145 e 165 (Limiti all’acquisto di mobili, arredi e autovetture)  207

§      Articolo 1, commi 146-148 (Incarichi di consulenza nelle amministrazioni pubbliche)   211

§      Articolo 1, commi 149 e 150 (Obbligo delle convenzioni quadro Consip per gli istituti scolastici e universitari e ricorso al sistema telematico delle centrali regionali).......... 217

§      Articolo 1, commi 151, 153 e 155-158 (Modifiche alla disciplina sulla razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi da parte della P.A.)........................................................... 221

§      Articolo 1, comma 152 (Internazionalizzazione delle imprese).................. 228

§      Articolo 1, comma 154 (Obblighi di procedere ad acquisti centralizzati)... 229

§      Articolo 1, commi 159-162 (Soppressione dell’Autorità marittima della navigazione dello Stretto)    230

§      Articolo 1, comma 163 (Indennità di trasferta per il personale militare e di polizia)    234

§      Articolo 1, comma 164 (Modifica delle autorizzazioni di spesa per l’attuazione di norme a tutela della minoranza linguistica slovena)................................................................... 235

§      Articolo 1, comma 166 (Stabilizzazione personale Consob)..................... 237

§      Articolo 1, comma 167 (Disposizioni concernenti l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile)................................................................................... 239

§      Articolo 1, comma 168 (Dismissioni immobiliari ENASARCO)................ 241

§      Articolo 1, comma 169 (Ricorribilità alla Corte dei Conti avverso gli atti di ricognizione della nozione di Amministrazioni pubbliche)........................................................................ 243

§      Articolo 1, commi 170 e 171 (Partecipazione italiana ai fondi multilaterali di sviluppo ed al Fondo globale per l’ambiente)................................................................................ 245

§      Articolo 1, commi 172 e 173 (Partecipazione italiana all’aumento di capitale della Banca Europea per gli Investimenti).......................................................................................... 249

§      Articolo 1, comma 174 (Contributo all’Ufficio per la promozione tecnologica e degli investimenti dell’Unido)................................................................................................... 250

§      Articolo 1, comma 175 (Contratto di programma con RFI)....................... 251

§      Articolo 1, comma 176 (Rete infrastrutturale ferroviaria)........................... 255

§      Articolo 1, comma 177 (Proroga della sospensione delle azioni esecutive nell’ambito del piano di riorganizzazione del trasporto ferroviario regionale campano).................. 258

§      Articolo 1, comma 178 (Aggiornamento delle tariffe massime delle prestazioni di assistenza termale) 260

§      Articolo 1, comma 179 (Contratto di programma con ANAS)................... 261

§      Articolo 1, comma 180 (Differimento di termini concernenti il riassetto delle funzioni di ANAS)  263

§      Articolo 1, comma 181 (Strada statale n. 652 - Tirreno-Adriatica)............ 265

§      Articolo 1, comma 182 (Dissesto idrogeologico nella regione Abruzzo)... 266


§      Articolo 1, comma 183 (Rinegoziazione delle concessioni delle autostrade A24 e A25)    267

§      Articolo 1, commi 184-188 (Autorizzazione di spesa per il sistema Mo.SE. e finanziamento degli interventi per la salvaguardia di Venezia).................................................. 269

§      Articolo 1, commi 189-206 (Misure di prevenzione patrimoniali)............... 272

§      Articolo 1, comma 207 (Alleggerimento delle sanzioni per mancato rispetto del Patto per gli enti locali che dismettono partecipazioni).................................................................. 284

§      Articolo 1, comma 208 (Linea ferroviaria Torino-Lione)............................. 286

§      Articolo 1, commi 209 e 210 (Completamento del Sistema digitale Radiomobile e standard Te.T.Ra.) 288

§      Articolo 1, comma 211 (Completamento della piattaforma logistica nazionale e composizione capitale sociale del soggetto attuatore)................................................................... 291

§      Articolo 1, comma 212 (Pedemontana Piemontese)................................. 294

§      Articolo 1, comma 213 (Risorse al Fondo sviluppo e coesione per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con Stretto di Messina S.p.A.)................................................ 295

§      Articolo 1, commi 214-216 (Disposizioni per la realizzazione dell’Expo 2015) 299

§      Articolo 1, commi 217-222 (Sistema telematico centrale della nautica da diporto)    302

§      Articolo 1, comma 223, lett. a) (Soppressione previsione utilizzo esclusivo pneumatici invernali)   305

§      Articolo 1, comma 223, lett. b) (Soppressione dell’obbligo di dotazione ABS per veicoli di nuova immatricolazione)....................................................................................... 307

§      Articolo 1, comma 224 (Utilizzo di risorse assegnate del FSC per finalità relative al sisma del 1968 nella Valle del Belice)................................................................................. 309

§      Articolo 1, comma 225 (Assegnazione di un contributo ai comuni colpiti dal terremoto del Belice)  310

§      Articolo 1, comma 226 (Attuazione di accordi internazionali in materia di politiche per l’ambiente marino)....................................................................................................... 312

§      Articolo 1, comma 227 (Convezioni nel settore pesca)............................. 314

§      Articolo 1, comma 228 (Incremento risorse del Fondo di rotazione per gli enti locali in situazione di grave squilibrio finanziario)......................................................................... 315

§      Articolo 1, comma 229 (Riconoscimento CIG per il settore della pesca). 317

§      Articolo 1, comma 230 (Disposizioni per le regioni sottoposte al piano di stabilizzazione finanziaria) 319

§      Articolo 1, commi 231-237 (Interventi in favore dei c.d. esodati).............. 322

§      Articolo 1, commi 238-249 (Ricongiunzione e cumulo di periodi assicurativi posseduti presso diverse gestioni previdenziali)................................................................................. 333

§      Articolo 1, comma 250 (Disposizioni in materia di ASPI e mini-ASPI)...... 341

§      Articolo 1, comma 251 (Fondi bilaterali di solidarietà)............................... 347

§      Articolo 1, comma 252 (Incentivi per le assunzioni di giovani e donne).... 351

§      Articolo 1, commi 253-255 (Ulteriori disposizioni in materia di ammortizzatori sociali)   353

§      Articolo 1, comma 256 (Contratti di solidarietà)......................................... 358

§      Articolo 1, comma 257 (Consulta nazionale del Servizio civile)................ 359

§      Articolo 1, comma 258 (Indennizzo per il disastro aereo del Monte Serra) 361

§      Articolo 1, comma 259 (Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza)    362

§      Articolo 1, comma 260 (Disavanzi sanitari regione Campania)................ 363

§      Articolo 1, comma 261 (Istituzione di un fondo per la gestione della flotta aerea antincendio) 364

§      Articolo 1, comma 262 (Agenzia sviluppo settore ippico).......................... 366

§      Articolo 1, comma 263 (Scuole non statali)............................................... 368

§      Articolo 1, comma 264 (Fondo spese urgenti e indifferibili)....................... 371

§      Articolo 1, comma 265 (Lavoratori socialmente utili)................................. 373

§      Articolo 1, commi 266-268 (Offerta turistica in Basilicata)........................ 378

§      Articolo 1, comma 269 (Enti di ricerca in agricoltura)................................ 379

§      Articolo 1, comma 270 (Fondo per il finanziamento di esigenze indifferibili) 380

§      Articolo 1, comma 271 (Fondo nazionale per le politiche sociali).............. 382

§      Articolo 1, comma 272 (Fondo per le non autosufficienze)....................... 384

§      Articolo 1, comma 273 (Fondo integrativo statale per le borse di studio). 386

§      Articolo 1, comma 274 (Incremento del Fondo per il finanziamento ordinario delle università)    388

§      Articolo 1, comma 275 (Autorizzazione di spesa per i policlinici universitari, il Bambin Gesù e la Fondazione Gerolamo Gaslini).................................................................. 389

§      Articolo 1, comma 276 (Contributo per il Comitato italiano paraolimpico). 391

§      Articolo 1, comma 277 (Rifinanziamento del Fondo ISPE)....................... 393

§      Articolo 1, comma 278 (Contributo annuo per la Basilica di San Francesco in Assisi)  394

§      Articolo 1, comma 279 (Riduzione dell’8 per mille IRPEF)........................ 395

§      Articolo 1, comma 280 (Eventi alluvionali nel territorio della provincia di Teramo)    396

§      Articolo 1, comma 281 (Fondi per l’attività sportiva universitaria)............. 399

§      Articolo 1, comma 282 (Finanziamento della Fondazione orchestra sinfonica G. Verdi)    400

§      Articolo 1, comma 283 (Museo nazionale della Shoah)............................ 402

§      Articolo 1, comma 284 (Lega italiana per la lotta contro i tumori).............. 403

§      Articolo 1, commi 285-287 (Credito di imposta per l’erogazione di borse di studio universitarie) 404

§      Articolo 1, comma 288 (Contributo straordinario alla Fondazione EBRI-European Brain Research Institute)...................................................................................................... 406

§      Articolo 1, comma 289 (Assegnazione di risorse finanziarie nelle zone colpite dal sisma del 2009 in Abruzzo e revoca del finanziamento alla Tramvia su gomma de L’Aquila) 407

§      Articolo 1, comma 290 (Assegnazione di risorse finanziarie ai territori colpiti da calamità naturali)  410

§      Articolo 1, comma 291 (Fondo per la compensazione degli effetti finanziari) 414

§      Articolo 1, comma 292 (Missione “Politiche economico-finanziarie e di bilancio”)     415

§      Articolo 1, comma 293 (Riduzione del Fondo ISPE)................................. 416

§      Articolo 1, commi 294 e 295 (Finanziamenti per le comunità degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia e per la minoranza italiana in Slovenia e in Croazia)......... 417

§      Articolo 1, comma 296 (Contributo straordinario alla Fondazione Arena di Verona e riduzione del FUS)........................................................................................................... 419

§      Articolo 1, comma 297 (Provvidenze per l’editoria, per l’emittenza televisiva locale e per l’emittenza radiofonica locale e nazionale)................................................................... 421

§      Articolo 1, comma 298 (Trasferimento del Castello di Udine alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia)......................................................................................................... 423

§      Articolo 1, commi 299 e 300 (Lotta all’evasione fiscale e destinazione delle maggiori entrate)    425

 


INDICE
(Tomo II)

Schede di lettura

§      Articolo 1, comma 301 (Trasporto pubblico locale) 433

§      Articolo 1, comma 302 (Contratto di servizio Trenitalia S.p.A.) 443

§      Articolo 1, commi 303 e 304 (Modifiche al Testo Unico del Debito pubblico) 444

§      Articolo 1, comma 305 (Funzioni dei comuni in materia statistica) 447

§      Articolo 1, comma 306 (Gestione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente) 449

§      Articolo 1, comma 307 (Avanzamento degli ufficiali della Guardia di finanza) 451

§      Articolo 1, comma 308 (Diritto di prelazione sulle concessioni di valorizzazione) 452

§      Articolo 1, comma 309 (Norme concernenti i Presidenti degli enti parco) 454

§      Articolo 1, commi 310-313 (Risorse per la continuità territoriale) 455

§      Articolo 1, comma 314 (Norme in favore di enti non commerciali operanti nel settore della sanità privata in alcune aree territoriali) 459

§      Articolo 1, commi 315 e 316 (Delegazione per la Presidenza italiana dell’UE) 462

§      Articolo 1, comma 317 (Stanziamenti per digitalizzazione degli uffici giudiziari) 463

§      Articolo 1, comma 318 (Stanziamento in favore della Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie del Pancreas) 464

§      Articolo 1, commi 319-322 (Fondo nazionale integrativo per i comuni montani) 465

§      Articolo 1, comma 323 (Ricostruzione di Villa Taranto) 470

§      Articolo 1, commi 324-335 (Fattura elettronica) 471

§      Articolo 1, commi 336-338 (Parità di trattamento tra uomini e donne esercitanti attività autonome) 485

§      Articolo 1, comma 339 (Congedi parentali) 489

§      Articolo 1, commi 340 e 341 (Qualità e sicurezza degli organi umani destinati ai trapianti) 492

§      Articolo 1, commi 342-348 (Sistema di farmacovigilanza) 495

§      Articolo 1, commi 349 e 350 (Vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini) 500

§      Articolo 1, commi 351-356 (Sgravi contributivi per aziende di Venezia e Chioggia: sanzioni UE) 503

§      Articolo 1, comma 357 (Sostegno finanziario a MPS) 508

§      Articolo 1, commi 358-361 (Esercizio del potere sostitutivo statale per la gestione dei rifiuti nel territorio della provincia di Roma) 517

§      Articolo 1, comma 362 (Salvezza degli effetti del D.L. 11 dicembre 2012, n. 216) 522

§      Articolo 1, comma 363 (Regime di circolazione intracomunitaria degli additivi per carburanti) 524

§      Articolo 1, comma 364 (Incentivazione dei bioliquidi sostenibili) 527

§      Articolo 1, commi 365-379 (Disposizioni in favore dei soggetti danneggiati dagli eventi sismici del maggio 2012 nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) 530

§      Articolo 1, commi 380 e 382-384 (Disposizioni in materia di imposta municipale propria – IMU e finanziamento dei Comuni) 540

§      Articolo 1, comma 381 (Differimento del termine per l’approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali) 547

§      Articolo 1, commi 385 e 386 (Modalità di acquisizione di servizi da parte di IFEL e suo finanziamento) 549

§      Articolo 1, comma 387 (Disposizioni in materia di tributo comunale sui rifiuti e sui servizi - TARES) 552

§      Articolo 1, commi 388 e 394 (Proroga termini) 558

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 1 (Remunerazione della filiera distributiva del farmaco) 559

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 2 (Composizione Comitato centrale dell’Albo nazionale degli autotrasportatori) 560

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 3 (Costituzione Centri di istruzione automobilistica da parte di autoscuole consorziate) 561

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 4 (Requisiti relativi al carico dei veicoli utilizzati nell’esame pratico della patente di guida) 563

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 5 (Contrasto alle pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e di noleggio con conducente) 564

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 6 (Corsi di formazione addetti al salvamento acquatico) 565

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 7 (Facoltà di variazione delle tasse e dei diritti marittimi) 566

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 8 (Diritti aeroportuali) 568

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 9 (Autocertificazione della valutazione dei rischi) 570

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 10 (Consulenti finanziari) 571

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 11 (Proroga termini finanziamenti della Banca d’Italia) 572

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, nn. 12-18 (Proroga di termini per l’armonizzazione dei sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche diverse dagli enti territoriali) 573

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 19 (Mozzarella di bufala) 576

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 20 (Personale dei vigili del fuoco) 577

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 21 (Documentazione per lavoratori extracomunitari) 578

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 22 (Assunzioni di personale a tempo indeterminato nella P.A.) 579

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 23 (Assunzioni di personale a tempo indeterminato) 580

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 24 (Proroga dell’efficacia di graduatorie concorsuali) 581

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 25 (Importazione di prodotti petroliferi) 582

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 26 (Aliquota per uso combustione ridotta) 583

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 27 (Istituzione del Parco nazionale “Costa teatina”) 584

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 28 (Contabilità speciali Prefetture di Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani) 585

§      Articolo 1, comma 388, tabella 2, n. 29 (Ammortizzatori sociali per i settori non coperti dalla Cassa integrazione guadagni) 586

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 30 (Delimitazione distretti turistici costieri) 587

§      Articolo 1, comma 388, tab. 2, n. 31 (Misure antipirateria) 588

§      Articolo 1, comma 388, tabella 2, n. 32 (Proroga del sistema Pay-back sui farmaci) 589

§      Articolo 1, commi 389, 398 e 399 (Procedure per l’abilitazione scientifica nazionale) 591

§      Articolo 1, comma 390 (Proroga del mandato dei commissari straordinari delle fondazioni lirico-sinfoniche) 594

§      Articolo 1, comma 391 (Linee di azione contro la ludopatia) 595

§      Articolo 1, comma 392 (Proroga termini quote latte) 596

§      Articolo 1, comma 393 (Professioni turistiche) 597

§      Articolo 1, comma 395 (Proroga termini magistratura onoraria) 598

§      Articolo 1, comma 396 (Proroga della data di avvio della sperimentazione prevista dal D.Lgs. n. 91/2011) 600

§      Articolo 1, comma 397 (Poteri sostitutivi del Prefetto in caso di mancata approvazione del bilancio degli enti locali nei termini previsti) 601

§      Articolo 1, commi 400 e 401 (Proroga dei contratti di lavoro a termine nella P.A. e riserva di posti nei concorsi pubblici) 603

§      Articolo 1, commi 402 e 403 (Consigli di Indirizzo e Vigilanza di INPS e INAIL) 606

§      Articolo 1, comma 404 (Assunzioni nella P.A. relative alle cessioni verificatesi nel 2011) 608

§      Articolo 1, comma 405 (Interventi di sostegno al reddito) 611

§      Articolo 1, comma 406 (Regolamenti di organizzazione dei ministeri) 613

§      Articolo 1, comma 407 (Regolamento rivendite generi di monopolio) 614

§      Articolo 1, comma 408 (Rapporti tra Consip e Sogei) 615

§      Articolo 1, comma 409 (Riduzione della spesa delle federazioni sportive e delle discipline sportive associate iscritte al CONI) 617

§      Articolo 1, comma 410 (Sportelli unici per l’immigrazione) 620

§      Articolo 1, comma 411 (Modifiche al Codice dell’ordinamento militare) 622

§      Articolo 1, comma 412 (Proroga termine per esecuzione provvedimenti di rilascio per finita locazione) 623

§      Articolo 1, commi 413-415 (Assegnazioni temporanee, comando e collocamento fuori ruolo personale P.A.) 624

§      Articolo 1, comma 416 (Commissari liquidatori) 626

§      Articolo 1, comma 417 (Proroga contratti a tempo determinato del comune de L’Aquila per chiusura emergenza sisma) 628

§      Articolo 1, comma 418 (Proroga termini art. 1, comma 32, legge 190/2012 in materia di dati riguardanti procedura di scelta del contraente) 630

§      Articolo 1, comma 419 (Proroga del termine per l’emanazione regolamento di riordino del Corpo delle Capitanerie di porto) 631

§      Articolo 1, comma 420 (Proroghe degli adempimenti per il miglioramento della sicurezza delle grandi dighe) 632

§      Articolo 1, comma 421 (Proroghe dei termini per verifiche tecniche e sismiche) 633

§      Articolo 1, comma 422 (Veicoli a basse emissioni) 635

§      Articolo 1, comma 423 (Spese per autovetture e buoni taxi) 637

§      Articolo 1, comma 424 (Proroga delle scadenze dei mandati degli organi direttivi degli Enti parco) 640

§      Articolo 1, comma 425 (Proroghe dei termini riguardanti impianti fotovoltaici) 641

§      Articolo 1, comma 426 (Differimento del pagamento delle rate di mutui concessi da Cassa depositi agli enti locali colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012) 643

§      Articolo 1, comma 427 (Divieto di partecipazioni incrociate televisive e editoriali) 645

§      Articolo 1, commi 428-431 (Redistribuzione della manovra fra gli enti territoriali sulla base del meccanismo di “virtuosità”) 648

§      Articolo 1, commi 432-438 (Modifica alla disciplina del patto di stabilità interno per gli enti locali) 654

§      Articolo 1, commi 439 e 440 (Sanzioni agli enti locali per mancato rispetto del patto di stabilità interno) 661

§      Articolo 1, commi 441-444 (Limite all’utilizzo di entrate in conto capitale per il finanziamento delle spese correnti degli enti locali) 665

§      Articolo 1, commi 445 e 446 (Certificazione del patto di stabilità interno degli enti locali) 668

§      Articolo 1, comma 447 (Sanzioni per mancato rispetto del patto per gli enti locali che dismettono partecipazioni) 670

§      Articolo 1, commi 448-472 (Patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) 672

§      Articolo 1, comma 473 (Rivalutazione terreni e partecipazioni) 687

§      Articolo 1, comma 474 (Promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane) 689

§      Articolo 1, comma 475 (Apparecchi da divertimento ed intrattenimento senza vincita in denaro) 690

§      Articolo 1, commi 476-478 (Istituzione di contabilità speciali intestate all'Agenzia delle dogane e dei monopoli per la gestione dei giochi) 695

§      Articolo 1, comma 479 (Aumento del PREU) 697

§      Articolo 1, comma 480 (Aumento IVA) 699

§      Articolo 1, commi 481 e 482 (Detassazioni contratti di produttività e rafforzamento sistema confidi) 702

§      Articolo 1, commi 483-485 (Detrazioni IRPEF per carichi di famiglia-deducibilità IRAP) 705

§      Articolo 1, comma 486 (Imposta di bollo sui certificati penali) 711

§      Articolo 1, comma 487 (Aliquote di accisa dei carburanti) 712

§      Articolo 1, commi 488-490 (Variazioni al regime di IVA agevolato per cooperative assistenziali) 714

§      Articolo 1, commi 491-500 (Imposta sulle transazioni finanziarie) 717

§      Articolo 1, comma 501 (Deducibilità spese auto nell’esercizio di impresa) 726

§      Articolo 1, commi 502-505 (Differimento termini maggiori valori conseguenti al riallineamento) 728

§      Articolo 1, commi 506-508 e 511 (Tassazione delle imprese assicurative) 731

§      Articolo 1, comma 509 (Imposta di bollo sulle attività finanziarie) 734

§      Articolo 1, comma 510 (Collaborazione tra intermediari assicurativi) 735

§      Articolo 1, comma 512 (Reddito dominicale e agrario) 737

§      Articolo 1, commi 513 e 514 (Determinazione del reddito delle società agricole e degli imprenditori agricoli) 739

§      Articolo 1, comma 515 (Fondo per esenzione IRAP persone fisiche) 741

§      Articolo 1, commi 516 e 517 (Terreni agricoli e gasolio agricolo) 742

§      Articolo 1, commi 518 e 519 (Modifiche all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero e di imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero) 744

§      Articolo 1, commi 520 e 521 (Regime IVA gestioni individuali di portafogli) 747

§      Articolo 1, comma 522 (Sanzioni per violazioni della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali) 749

§      Articolo 1, comma 523 (Finanziamento delle autorità indipendenti) 751

§      Articolo 1, comma 524 (Detrazioni per erogazioni al Fondo ammortamento titoli di Stato) 756

§      Articolo 1, comma 525 (Riscossione delle quote latte) 758

§      Articolo 1, comma 526 (Detrazioni per carichi di famiglia di soggetti non residenti) 761

§      Articolo 1, commi 527-535 e 537-546 (Disposizioni in materia di riscossione) 762

§      Articolo 1, comma 536 (Modifiche alla riorganizzazione del Ministero dell’economia e finanze) 776

§      Articolo 1, comma 547 (Proroga concessioni demaniali) 778

§      Articolo 1, comma 548 (Assegnazione di risorse finanziarie per gli eventi alluvionali del mese di novembre 2012) 780

§      Articolo 1, comma 549 (Proroga della franchigia IRPEF per i lavoratori frontalieri) 782

§      Articolo 1, comma 550 (Tabella A e B) 784

§      Articolo 1, comma 551 (Tabella C) 791

§      Articolo 1, commi 552 e 553 (Tabella E) 806

§      Articolo 1, comma 554 (Regioni a statuto speciale e province autonome di Trento e Bolzano) 827

§      Articolo 1, comma 555 (Addizionale regionale IRPEF) 829

§      Articolo 1, comma 556 (Esenzioni fiscali per il comune di Marsciano colpito dal sisma del 15 dicembre 2009) 831

§      Articolo 1, comma 557 (Sose S.p.A) 833

§      Articolo 1, comma 558 (Proroga graduatorie selezione funzionari Agenzia Entrate) 835

§      Articolo 1, comma 559 (Riduzione incentivi rottamazione veicoli) 836

§      Articolo 1, comma 560 (Commissari gestione emergenza) 838

§      Articolo 1, comma 561 (Entrata in vigore) 840

 

 


Schede di lettura


 

Articolo 1, comma 301
(Trasporto pubblico locale)

 


301. L'articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è sostituito dal seguente:

«Art. 16-bis. - (Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale). - 1. A decorrere dall'anno 2013 è istituito il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato, agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario. Il Fondo è alimentato da una compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina. L'aliquota di compartecipazione è applicata alla previsione annuale del predetto gettito, iscritta nel pertinente capitolo dello stato di previsione dell'entrata, ed è stabilita, entro il 31 gennaio 2013, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, in misura tale da assicurare, per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e a decorrere dal 2015, l'equivalenza delle risorse del Fondo stesso al risultato della somma, per ciascuno dei suddetti anni, delle seguenti risorse:

a) 465 milioni di euro per l'anno 2013, 443 milioni di euro per l'anno 2014, 507 milioni di euro annui a decorrere dal 2015;

b) risorse derivanti dalla compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione e dell'accisa sulla benzina, per l'anno 2011, di cui agli articoli 1, commi da 295 a 299, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e 3, comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, al netto della quota di accisa sulla benzina destinata al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale;

c) risorse derivanti dallo stanziamento iscritto nel fondo di cui all'articolo 21, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui all'articolo 30, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 1 sono abrogati:

a) il comma 12 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549;

b) i commi da 295 a 299 dell'articolo i della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni;

c) il comma 3 dell'articolo 21 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni;

d) il comma 3 dell'articolo 30 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

3. Ferme restando le funzioni attribuite ai sensi della legislazione vigente all'Autorità di regolazione dei trasporti, di cui all'articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, entro il 31 gennaio 2013, sono definiti i criteri e le modalità con cui ripartire e trasferire alle regioni a statuto ordinario le risorse del Fondo di cui al comma 1. I criteri sono definiti, in particolare, tenendo conto del rapporto tra ricavi da traffico e costi dei servizi previsto dalla normativa nazionale vigente in materia di servizi di trasporto pubblico locale e di servizi ferroviari regionali, salvaguardando le esigenze della mobilità nei territori anche con differenziazione dei servizi, e sono finalizzati a incentivare le regioni e gli enti locali a razionalizzare e rendere efficiente la programmazione e la gestione dei servizi medesimi mediante:

a) un'offerta di servizio più idonea, più efficiente ed economica per il soddisfacimento della domanda di trasporto pubblico;

b) il progressivo incremento del rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi;

c) la progressiva riduzione dei servizi offerti in eccesso in relazione alla domanda e il corrispondente incremento qualitativo e quantitativo dei servizi a domanda elevata;

d) la definizione di livelli occupazionali appropriati;

e) la previsione di idonei strumenti di monitoraggio e di verifica.

4. Entro quattro mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 3, le regioni a statuto ordinario, al fine di ottenere assegnazioni di contributi statali destinati a investimenti o a servizi in materia di trasporto pubblico locale e ferrovie regionali, procedono, in conformità con quanto stabilito con il medesimo decreto di cui al comma 3, all'adozione di un piano di riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale e di trasporto ferroviario regionale, rimodulano i servizi a domanda debole e sostituiscono, entro centottanta giorni dalla predetta data, le modalità di trasporto da ritenere diseconomiche, in relazione al mancato raggiungimento del rapporto tra ricavi da traffico e costi del servizio al netto dei costi dell'infrastruttura, previsto dall'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, con quelle più idonee a garantire il servizio nel rispetto dello stesso rapporto tra ricavi e costi. A seguito della riprogrammazione, rimodulazione e sostituzione di cui al presente comma, i contratti di servizio già stipulati da aziende di trasporto, anche ferroviario, con le singole regioni a statuto ordinario, sono oggetto di revisione.

5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare, sentita la Conferenza unificata, entro il 30 giugno di ciascun anno, sono ripartite le risorse del Fondo di cui al comma 1, previo espletamento delle verifiche effettuate sugli effetti. prodotti dal piano di riprogrammazione dei servizi, di cui al comma 4, nell'anno precedente. Per l'anno 2013 il riparto delle risorse è effettuato sulla base dei criteri e delle modalità previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3, previa adozione del piano di riprogrammazione di cui al comma 4 da parte delle regioni a statuto ordinario.

6. Nelle more dell'emanazione del decreto di cui al comma 5, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata, è ripartito a titolo di anticipazione tra le regioni a statuto ordinario il 60 per cento dello stanziamento del Fondo di cui al comma 1. Le risorse ripartite sono oggetto di integrazione, di saldo o di compensazione con gli anni successivi a seguito dei risultati delle verifiche di cui al comma 3, lettera e), effettuate attraverso gli strumenti di monitoraggio. La relativa erogazione a favore delle regioni a statuto ordinario è disposta con cadenza mensile.

7. A decorrere dal 1° gennaio 2013, le aziende di trasporto pubblico locale e le aziende esercenti servizi ferroviari di interesse regionale e locale trasmettono, per via telematica e con cadenza semestrale all'Osservatorio istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i dati economici e trasportistici, che lo stesso Osservatorio provvede a richiedere con adeguate garanzie di tutela dei dati commerciali sensibili, utili a creare una banca di dati e un sistema informativo per la verifica dell'andamento del settore, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. I dati devono essere certificati con le modalità indicate con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dell'interno. I contributi pubblici e i corrispettivi dei contratti di servizio non possono essere erogati alle aziende di trasporto pubblico e ferroviario che non trasmettono tali dati secondo le modalità indicate.

8. Le risorse di cui al comma 1 non possono essere destinate a finalità diverse da quelle del finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. Ferme restando le funzioni attribuite ai sensi della legislazione vigente all'Autorità di regolazione dei trasporti, di cui all'articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, il monitoraggio sui costi e sulle modalità complessive di erogazione del servizio in ciascuna regione è svolto dall'Osservatorio di cui al comma 7 del presente articolo, in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3.

9. La regione non può avere completo accesso al Fondo di cui al comma 1 se non assicura l'equilibrio economico della gestione e l'appropriatezza della gestione stessa, secondo i criteri stabiliti con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono stabilite, per l'ipotesi di squilibrio economico:

a) le modalità di redazione del piano di riprogrammazione dei servizi, anche con la previsione dell'eventuale nomina di commissari ad acta;

b) la decadenza dei direttori generali degli enti e delle società regionali che gestiscono il trasporto pubblico locale;

c) le verifiche sull'attuazione del piano e dei relativi programmi operativi, anche con l'eventuale nomina di commissari ad acta».


 

 

Il comma 301 dell’articolo 1 sostituisce l’articolo 16-bis del D.L. n. 95/2012[1], relativo al finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, e istituisce il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario, alimentato da una quota di compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina. L’aliquota di compartecipazione verrà determinata con successivo D.P.C.M. in misura tale che la dotazione del Fondo corrisponda agli attuali stanziamenti, con una maggiorazione di 465 milioni di euro per l’anno 2013, 443 milioni di euro per l’anno 2014 e 507 milioni di euro annui a decorrere dal 2015. La norma detta disposizioni per la ripartizione del Fondo, prevedendo criteri di ripartizione finalizzati alla razionalizzazione e al miglioramento dell’efficienza del servizio.

 

Il previgente articolo 16-bis demandava a un D.P.C.M., che avrebbe dovuto essere emanato entro il 31 ottobre 2012, la definizione di criteri e modalità di ripartizione e trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle risorse del Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, di cui all’articolo 21, comma 3, del D.L. n. 98/2011[2] e all’articolo 30, comma 3, del D.L. n. 201/2011[3]. Stabiliva inoltre che le risorse di detto Fondo, e quelle derivanti dalla compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio, una volta emanato il D.P.C.M., non potessero essere destinate a finalità diverse dal finanziamento del trasporto pubblico locale, compreso quello ferroviario.

 

Il comma 1 del nuovo articolo 16-bis istituisce, a decorrere dal 2013, il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario. Il Fondo è alimentato da una quota di compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina, riferita alla previsione annuale del gettito stesso, come risultante iscritto sul pertinente capitolo dello stato di previsione dell’entrata.

Entro il 31 gennaio 2013 un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, dovrà stabilire l’aliquota di compartecipazione al gettito delle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina, in misura tale da assicurare che la dotazione del Fondo sia equivalente alla somma delle seguenti risorse:

a)   465 milioni di euro per l’anno 2013, 443 milioni di euro per l’anno 2014 e 507 milioni di euro annui a decorrere dal 2015;

b)   risorse derivanti, per l’anno 2011, dalla compartecipazione al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione (articolo 1, commi 295-299, della legge n. 244/2007[4]) e al gettito dell’accisa sulla benzina (articolo 3, comma 12, della legge n. 549/1995[5]), al netto della quota di accisa sulla benzina destinata al finanziamento corrente del Servizio Sanitario nazionale.[6] Le citate disposizioni sono abrogate dal comma 3, lettere a) e b), del nuovo articolo 16-bis in commento.

A partire dall'anno 2008, l’articolo 1, commi 295-297 e commi 298-299, ha attribuito alle regioni a statuto ordinario, per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale, due differenti quote del gettito dell'accisa sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione, erogato nei rispettivi territori regionali.

La relazione tecnica quantifica le risorse derivanti dalle due compartecipazioni al gettito dell’accisa sul gasolio rispettivamente in 1.748.340.405,16 euro annui (comma 295-297) e in 242.393.790,26 euro annui (comma 298-299)

L’articolo 3, comma 12, della legge n. 549/1995 ha attribuito, dal 1° gennaio 1996, una quota del gettito dell'accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo per autotrazione alla regione a statuto ordinario nel cui territorio avviene il consumo, a titolo di tributo proprio, successivamente elevata dall’articolo 4 del D.Lgs. n. 56/2000[7]. L’articolo 5 del medesimo D.Lgs. n. 56/2000 ha demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze e del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, la periodica rideterminazione della compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina.

La relazione tecnica quantifica per il 2011 la compartecipazione regionale al gettito dell’accisa sulla benzina in 1.388.520.273,95 euro. La quota destinata al finanziamento del servizio sanitario nazionale ai sensi del decreto legislativo n. 56/2000 è pari a circa 50 milioni di euro.

c)   risorse derivanti dallo stanziamento iscritto nel Fondo di cui agli articoli 21, comma 3, del D.L. n. 98/2011 e 30, comma 3, del D.L. n. 201/2011. Le citate disposizioni sono abrogate dal comma 3, lettere c) e d), del nuovo articolo 16-bis in commento.

L’articolo 21, comma 3, del D.L. n. 98/2011 ha istituito il Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, con una dotazione di 400 milioni di euro annui a decorrere dal 2011. Successivamente il sopra citato articolo 30, comma 3, del D.L. n. 201/2011 ha incrementato la dotazione del Fondo di 800 milioni di euro annui a decorrere dal 2012.

La relazione tecnica precisa che le risorse dei due fondi ammontano attualmente, al netto delle riduzioni nel frattempo intervenute, a 1.135 milioni di euro per l’anno 2013, 1.157 milioni di euro per l’anno 2014 e 1.093 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015.

 

In base alla relazione tecnica, la dotazione complessiva del Fondo nazionale per il concorso finanziario agli oneri del trasporto pubblico locale sarà di circa 4.929 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

 

Dal computo delle risorse destinate al finanziamento del trasporto pubblico locale è espressamente esclusa - come già anticipato supra - la quota di accisa sulla benzina destinata al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale, di cui all'articolo 4 del citato D.Lgs. n. 56/2000 (che, come si è visto, aveva elevato la quota di accisa stabilita dall’articolo 3, comma 12, della legge n. 549/1995).

Dal 2013, in conseguenza delle modifiche sopra illustrate, il fabbisogno sanitario verrà finanziato dalle seguenti fonti:

§       addizionale regionale IRPEF,

§       IRAP,

§       entrate proprie,

§       compartecipazione all’IVA.

 

Il comma 2 del nuovo articolo 16-bis, a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.P.C.M. di cui al comma 1, abroga le seguenti disposizioni:

a)   il comma 12 dell'articolo 3 della legge n. 549/1995, che ha attribuito alle regioni una quota di compartecipazione al gettito dell’accisa sulla benzina;

b)   i commi 295-299 dell'articolo 1 della legge n. 244/2007, che hanno attribuito alle regioni due quote del gettito dell'accisa sul gasolio impiegato come carburante;

c)   il comma 3 dell'articolo 21 del D.L. n. 98/2011, che ha istituito il Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario;

d)   il comma 3 dell'articolo 30 del D.L. n. 201/011, che ha incrementato il Fondo di cui alla precedente lettera c) ed ha previsto (secondo periodo) che a decorrere dal 2013, il predetto Fondo sia alimentato da una compartecipazione al gettito derivante dalle accise sui carburanti. L’aliquota di compartecipazione avrebbe dovuto essere stabilita entro il 30 settembre 2012 con D.P.C.M., su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze.

 

Il comma 3 del nuovo articolo 16-bis stabilisce che i criteri e le modalità con cui ripartire e trasferire alle regioni a statuto ordinario le risorse del Fondo siano definiti, entro il 31 gennaio 2013[8], con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del D.Lgs. n. 281/1997.

Con riferimento al coinvolgimento della Conferenza unificata, si ricorda che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 222 del 2005, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una disposizione che prevedeva l’istituzione di un Fondo per il conseguimento di risultati di maggiore efficienza e produttività dei servizi di trasporto pubblico locale, limitatamente alla parte cui prevedeva il parere della Conferenza Stato-regioni, anziché l’intesa con la Conferenza medesima, ai fini l’adozione del relativo decreto di riparto.

In particolare, nella richiamata sentenza, la Corte costituzionale rileva innanzitutto che la materia del trasporto pubblico locale rientra nell’ambito della competenza legislativa residuale delle Regioni. La Corte sottolinea poi che, ancor prima della riforma del Titolo V della Costituzione, il decreto legislativo n. 422/97, aveva ridisciplinato l'intero settore, conferendo alle Regioni ed agli enti locali funzioni e compiti relativi a tutti i «servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale con qualsiasi modalità effettuati ed in qualsiasi forma affidati» e prevedendo la ripartizione delle risorse statali di finanziamento tramite decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni. La Corte prosegue richiamando la propria giurisprudenza secondo cui, nell'ambito del nuovo Titolo V della Costituzione, non è di norma consentito allo Stato prevedere propri finanziamenti in ambiti di competenza delle Regioni né istituire fondi settoriali di finanziamento delle attività regionali. Nella perdurante situazione di mancata attuazione delle prescrizioni costituzionali in tema di garanzia dell'autonomia di entrata e di spesa delle Regioni e degli enti locali e del vigente finanziamento statale nel settore del trasporto pubblico locale, la Corte ha comunque ritenuto legittima l’istituzione del fondo, richiedendo però un pieno coinvolgimento delle Regioni nei processi decisionali concernenti il riparto dei fondi, attraverso lo strumento dell’intesa con la Conferenza Stato-regioni.

Per la definizione dei criteri si dovrà tenere conto, in particolare, del rapporto tra ricavi da traffico e costi dei servizi previsto dalla normativa nazionale vigente in materia di servizi di trasporto pubblico locale e di servizi ferroviari regionali, salvaguardando esigenze della mobilità nei territori, anche con differenziazione dei servizi.

Si ricorda che l’articolo 19, comma 5, del D.Lgs. n. 422/1997[9] prevede che il rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi, al netto dei costi di infrastruttura, debba essere pari almeno allo 0,35.

I criteri di ripartizione dovranno essere finalizzati ad incentivare le regioni e gli enti locali a razionalizzare e rendere efficiente la programmazione e la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, mediante:

a)   il miglioramento dell’offerta di servizio, rendendola più idonea, efficiente ed economica per il soddisfacimento della relativa domanda;

b)   l’incremento progressivo del rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi;

c)   la progressiva riduzione dei servizi offerti in misura eccessiva rispetto alla domanda e il corrispondente incremento, qualitativo e quantitativo, dei servizi per i quali si registra una domanda elevata;

d)   la definizione di appropriati livelli occupazionali;

e)   la previsione di idonei strumenti di monitoraggio e verifica.

 

Le finalità sopra indicate sono le stesse previste dal previgente articolo 16-bis, comma 2, del D.L. n. 95/2012.

 

Sono fatte salve le funzioni attribuite all’Autorità dei trasporti ai sensi della legislazione vigente.

L’Autorità di regolazione dei trasporti è stata istituita dall’articolo 37 del citato D.L. n. 201/2011, con competenze nel settore dei trasporti e dell'accesso alle relative infrastrutture e ai servizi accessori. Con specifico riferimento al trasporto pubblico locale, l’Autorità:

§       stabilisce le condizioni minime di qualità dei servizi connotati da oneri di servizio pubblico, individuate secondo caratteristiche territoriali di domanda e offerta;

§       definisce gli schemi dei bandi di gara per l'assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva e delle convenzioni da inserire nei capitolati delle medesime gare e stabilisce i criteri per la nomina delle commissioni aggiudicatrici;

§       con riferimento al trasporto ferroviario regionale, verifica che nei relativi bandi di gara non sussistano condizioni discriminatorie o che impediscano l'accesso al mercato a concorrenti potenziali, con particolare riferimento alla disponibilità del materiale rotabile al momento della gara.

L’Autorità è un organo collegiale composto da un presidente e due componenti, in carica per sette anni senza possibilità di riconferma, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente. Le designazioni effettuate dal Governo sono previamente sottoposte al parere delle competenti Commissioni parlamentari. In nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. La disposizione prevedeva, in sede di prima attuazione, la costituzione del collegio entro il 31 maggio 2012

Il Consiglio dei ministri ha provveduto alla designazione della terna dei componenti l’Autorità nella riunione dell’8 giugno 2012. Tuttavia, nel corso della seduta della IX Commissione trasporti della Camera del 19 settembre 2012, il rappresentante del Governo ha annunciato “alla luce delle difficoltà riscontrate nel soddisfare l'esigenza che per i tre commissari designati fosse raggiunta la maggioranza qualificata necessaria per ottenere la ratifica parlamentare […] la necessità di ripensare la composizione della terna”. L’Autorità non risulta quindi ancora costituita.

 

Si segnala che l’articolo 34-undecies del D.L. n. 179/2012[10] prevede che, per l’anno 2012, il Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, di cui ai citati articolo 21, comma 3, del D.L. n. 98/2011, e articolo 30, comma 3, del D.L. n. 201/2011, è ripartito sulla base del criterio storico.

 

Il comma 4 del nuovo articolo 16-bis prevede che le regioni a statuto ordinario, al fine di ottenere l’assegnazione dei contributi per il trasporto pubblico locale e ferroviario regionale, entro quattro mesi dall’emanazione del D.P.C.M. che definisce i criteri di ripartizione e trasferimento delle risorse del Fondo di cui al comma 1, debbano adottare un piano di riprogrammazione dei propri servizi, secondo le indicazioni dello stesso D.P.C.M., e rimodulare i servizi a domanda debole. Inoltre, entro centottanta giorni dall’emanazione del D.P.C.M., le stesse regioni dovranno sostituire modalità di trasporto diseconomiche, con altre modalità che consentano di garantire il servizio, raggiungendo il rapporto costi/ricavi fissato dal sopra citato articolo 19, comma 5, del D.Lgs. n. 422/1997.

I contratti di servizio già stipulati per lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico, compreso quello ferroviario, saranno oggetto di revisione per tener conto di tali riprogrammazioni, rimodulazioni e sostituzioni.

 

Il comma 5 del nuovo articolo 16-bis dispone che la ripartizione, tra le regioni, del Fondo di cui al comma 1 sia effettuata mediante decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi sentita la Conferenza unificata, previa verifica degli effetti prodotti del piano di riprogrammazione dei servizi, effettuata nell’anno precedente ai sensi del comma 4. Il decreto dovrà essere emanato entro il 30 giugno di ciascun anno.

Il secondo periodo del comma 5 prevede che, per l’anno 2013, il riparto delle risorse è effettuato sulla base dei criteri e delle modalità previsti dal D.P.C.M. di cui al comma 3, previa adozione da parte delle regioni del piano di riprogrammazione di cui al comma 4.

 

Il comma 6 del nuovo articolo 16-bis stabilisce che, nelle more dell’emanazione del decreto di ripartizione di cui al comma 5, il 60 per cento dello stanziamento del Fondo di cui al comma 1, sia ripartito tra le regioni, a titolo di anticipazione, mediante decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata. Le risorse ripartite possono essere aumentate, confermate o ridotte, mediante compensazione con gli anni successivi, in relazione all’esito delle verifiche sulla gestione del servizio, effettuate, secondo quanto previsto dal comma 3, lettera e), attraverso gli strumenti di monitoraggio. L’erogazione delle risorse avviene con cadenza mensile.

 

Il comma 7 del nuovo articolo 16-bis, a decorrere dal 1° gennaio 2013, impone alle aziende che effettuano servizi di trasporto pubblico locale e servizi ferroviari di interesse regionale di trasmettere ogni sei mesi, per via telematica, i propri dati economici e trasportistici all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale.[11] I dati da trasmettere saranno richiesti dall’Osservatorio, con adeguate garanzie di tutela dei dati commerciali sensibili, al fine di creare una banca dati e un sistema informativo per la verifica dell’andamento del settore, senza oneri per la finanza pubblica. I dati trasmessi dovranno essere certificati, con le modalità che saranno definite da un apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con i Ministri dell’economia e delle finanze e dell’interno.

La mancata trasmissione dei dati, con le previste modalità, impedisce l’erogazione dei contributi pubblici e dei corrispettivi dei contratti di servizio.

 

Il primo periodo del comma 8 del nuovo articolo 16-bis, analogamente a quanto previsto dal comma 2 del previgente articolo 16-bis, prevede che le risorse del Fondo di cui al comma 1 non possono essere destinate a finalità diverse da quelle del finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario.

Il secondo periodo del comma 8 attribuisce all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale il monitoraggio sui costi e sulle modalità di erogazione del servizio in ciascuna regione, ferme restando le funzioni attribuite dalla legislazione vigente all'Autorità dei trasporti.

 

Il primo periodo del comma 9 del nuovo articolo 16-bis stabilisce che le regioni non possono avere completo accesso al Fondo di cui al comma 1, se non assicurano l’equilibrio economico della gestione e la sua appropriatezza, secondo i criteri stabiliti con il D.P.C.M. di cui al precedente comma 3.

Il secondo periodo del comma 9 prevede l’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza unificata, che stabilisca, nel caso di squilibrio economico:

a)   le modalità di redazione del piano di riprogrammazione dei servizi, anche con la previsione della eventuale nomina di commissari ad acta,

b)   la decadenza dei direttori generali degli enti e società regionali che gestiscono il trasporto pubblico locale,

c)   le verifiche sull’attuazione del piano e dei relativi programmi operativi, anche con l’ eventuale nomina di commissari ad acta.

 

Con riferimento alle modalità di gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, si segnala la sentenza della Corte costituzionale n. 199 del 17 luglio 2012 con la quale è stata dichiarata l’illegittimità dell’articolo 4 del D.L. n. 138/2011. Tale articolo disciplinava le modalità di svolgimento di tutti servizi pubblici locali, con particolare attenzione ai criteri per la loro assegnazione, prevedendo una drastica riduzione delle ipotesi di affidamento in house. Con riferimento specifico al settore del trasporto pubblico locale, si ricorda altresì il D.Lgs. n. 422/1997, e successive modifiche e integrazioni, il quale attribuisce preferenza alla scelta del gestore mediante gara.

La segnalazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2013 dell’ottobre 2012 ricorda che in base alla pubblicazione Radiografia del trasporto pubblico locale dell’ASSTRA, Associazione nazionale delle imprese pubbliche di trasporto, del 2012, il 51 per cento dei servizi di trasporto pubblico locale risulta affidato ad esito di una procedura ad evidenza pubblica; per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su gomma, le aziende a connotazione pubblica gestiscono circa il 95 per cento del trasporto urbano e il 75 per cento di quello extraurbano.


 

Articolo 1, comma 302
(Contratto di servizio Trenitalia S.p.A.)

 

302. Nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio pubblico tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Trenitalia S.p.A., il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a corrispondere a Trenitalia S.p.A. le somme previste, per l'anno 2012, dal bilancio di previsione dello Stato, in relazione agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, nel rispetto della vigente normativa comunitaria.

 

 

Il comma 302 autorizza il Ministero dell’economia e delle finanze a corrispondere a Trenitalia S.p.A. le somme previste, per il 2012, per lo svolgimento degli obblighi di servizi pubblico ferroviario, nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio pubblico. Le somme alle quali si riferisce la norma sono quelle previste con questa finalità dal bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2012.

 

Il contratto di servizio pubblico tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Trenitalia S.p.A., previsto dall'articolo 4, comma 4, della legge n. 538/1993 (legge finanziaria 1994), regola i rapporti tra i suddetti soggetti concernenti gli obblighi di esercizio, di trasporto e tariffari. I relativi oneri a carico dello Stato sono iscritti in appositi capitoli del bilancio dello Stato.

Secondo la normativa comunitaria, è definito contratto di servizio il contratto concluso fra le autorità competenti di uno Stato membro e un'impresa di trasporto allo scopo di fornire alla collettività servizi di trasporto sufficienti. Esso assolve alla funzione di garantire il soddisfacimento di esigenze di trasporto che le imprese stesse non avrebbero convenienza economica ad assicurare. A tal fine, il contratto provvede attraverso l’imposizione alle imprese di obblighi di servizio pubblico, a fronte dei quali sono previsti meccanismi di compensazione in favore delle imprese stesse.

Gli obblighi di servizio pubblico comprendono: gli “obblighi di esercizio”, in virtù dei quali le imprese debbono garantire la continuità, la regolarità e l’adeguatezza, in termini di capacità, del servizio; gli “obblighi di trasporto”, per cui le imprese sono tenute ad accettare ed effettuare qualsiasi trasporto di persone o di merci a prezzi e condizioni determinati; gli “obblighi tariffari”, in virtù dei quali le imprese sono tenute ad applicare prezzi stabiliti o approvati dalle pubbliche autorità, in particolare per talune categorie di viaggiatori o di prodotti o per determinati collegamenti.

 

Si segnala infine che risultano in corso di negoziazione con Trenitalia S.p.A. i contratti di servizio, sia in relazione al trasporto merci sia in relazione al trasporto passeggeri, relativi al periodo 2009-2014. In particolare sul “Contratto relativo ai servizi di trasporto merci d'interesse nazionale sottoposti a regime di obbligo di servizio pubblico per il periodo 2009-2014” è stato espresso parere favorevole da parte del CIPE nella riunione del 21 dicembre 2012.


 

Articolo 1, commi 303 e 304
(
Modifiche al Testo Unico del Debito pubblico)

 


303. Al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di debito pubblico, sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 3, comma 1, dopo la lettera b), è inserita la seguente:

«b-bis) di disporre l'emissione di tranche di prestiti vigenti volte a costituire un portafoglio attivo di titoli di Stato da utilizzarsi per effettuare operazioni di pronti contro termine o altre in uso nei mercati finanziari, finalizzate a promuovere l'efficienza dei medesimi. I titoli emessi per essere destinati al detto portafoglio concorrono alla formazione del limite annualmente stabilito con la legge di approvazione del bilancio dello Stato soltanto nel momento in cui sono collocati sul mercato mediante le suddette operazioni;»;

b) all'articolo 57, comma 3, lettera c) sono soppresse le seguenti parole: «o presso un dipartimento provinciale del Tesoro» ed al comma 5 è soppresso «o, fuori dalla sede, ai dipartimenti provinciali del Ministero».

304. In conseguenza a quanto previsto dal comma 303, lettera b), a decorrere dall'esercizio 2013, gli adempimenti delle Direzioni provinciali del Tesoro previsti dal titolo I delle Istruzioni generali sul servizio del debito pubblico approvate con decreto del Ministero del tesoro del 20 novembre 1963, attualmente di competenza delle Ragionerie territoriali dello Stato, non sono più dovuti.


 

 

Il comma 303 prevede talune modifiche all’articolo 3 e all’articolo 57 del Testo unico delle norme in materia di debito pubblico, D.P.R. n. 398/2003[12], recanti rispettivamente, la disciplina relativa alle operazioni di emissione di titoli del debito annualmente consentite e al rimborso dei titoli.

Il comma 304, dispone che, a decorrere dall'esercizio 2013, non sono più dovuti gli adempimenti delle Direzioni provinciali del Tesoro - previsti dal titolo I delle Istruzioni Generali sul Servizio del Debito Pubblico - attualmente di competenza delle Ragionerie Territoriali dello Stato.

 

In particolare, il comma 303, alla lettera a) introduce all’articolo 3, comma 1, dopo la lettera b), una ulteriore lettera b-bis), la quale include - nell’elenco delle operazioni di emissione che possono essere annualmente consentite al Tesoro - l'emissione di tranche di prestiti vigenti volte a costituire un portafoglio attivo di titoli di Stato da utilizzarsi per effettuare operazioni pronti contro termine o altre in uso nei mercati finanziari, finalizzate a promuovere l'efficienza degli stessi mercati.

I titoli emessi destinati al detto portafoglio concorrono al raggiungimento del limite annualmente stabilito con la legge di approvazione del bilancio dello Stato solo nel momento in cui sono collocati sul mercato attraverso le sopra indicate operazioni.

L’articolo 3, comma 1, del D.P.R. n. 398/2003 prevede che il Ministro dell’economia, nel limite annualmente stabilito dalla legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, è autorizzato, in ogni anno finanziario, ad emanare decreti cornice che consentano al Tesoro:

a)    di effettuare operazioni di indebitamento sul mercato interno od estero nelle forme di prodotti e strumenti finanziari a breve, medio e lungo termine, indicandone l’ammontare nominale, il tasso di interesse o i criteri per la sua determinazione, la durata, l’importo minimo sottoscrivibile, il sistema di collocamento ed ogni altra caratteristica e modalità, compresa la facoltà di stipulare convenzioni con la Banca d'Italia, con le società di gestione accentrata dei titoli di Stato e con intermediari finanziari italiani ed esteri, nonché il foro competente e la legge applicabile nelle controversie derivanti dalle operazioni d'indebitamento;

b)    di disporre, per promuovere l’efficienza dei mercati finanziari, l’emissione temporanea di tranches di prestiti vigenti attraverso il ricorso ad operazioni di pronti contro termine od altre in uso nei mercati. Tali operazioni, visto il loro carattere transitorio, non modificano la consistenza dei relativi prestiti e danno luogo alla movimentazione di un apposito conto di tesoreria; i conseguenti effetti finanziari vengono imputati all’entrata del bilancio dello Stato, ovvero gravano sugli oneri del debito fluttuante. Con le stesse modalità si provvede sul mercato interbancario ad operazioni di prestito di strumenti finanziari di cui alla lettera a);

c)    di procedere, ai fini della ristrutturazione del debito pubblico interno ed estero, al rimborso anticipato dei titoli, a trasformazioni di scadenze, ad operazioni di scambio, nonché a sostituzione tra diverse tipologie di titoli o altri strumenti previsti dalla prassi dei mercati finanziari internazionali.

Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 3, ove necessario, la disciplina contenuta nei decreti del Ministro può derogare alle norme di contabilità di Stato, sulla base e nei limiti dei criteri determinati nel comma 1.

 

L’articolo 57 del medesimo D.P.R. n. 398/2003 disciplina il rimborso dei titoli di importo pari o superiore a 2.582,28 euro.

In particolare, il comma 1 prevede che il rimborso del capitale dei titoli di importo pari o superiore a 2.582,28 euro, non sottoposti a vincolo cauzionale, si esegue su domanda a firma autenticata del titolare o del suo avente causa e su deposito dei titoli stessi.

Si prescinde dall'autenticazione della firma sulla domanda, quando il titolare o i suoi aventi causa dichiarino di voler intervenire personalmente alla riscossione del capitale.

Ai sensi del comma 2, qualora i titoli siano intestati ad enti o società oppure a persone fisiche che non abbiano la libera disponibilità dei propri beni, il rimborso del capitale ha luogo su domanda del titolare, o degli aventi causa, a firma autenticata.

Il comma 3 prevede che non occorre nella domanda l'autenticazione della firma qualora la volontà di rimborsare risulti espressa mediante: a) atto pubblico notarile o giudiziale o amministrativo; b) scrittura privata con firma autenticata da notaio; c) dichiarazione resa presso la Direzione o presso un dipartimento provinciale del Tesoro.

Ai sensi del comma 4, il capitale dei titoli nominativi e di quelli sottoposti a vincolo cauzionale, se di importo pari o superiore a 2.582,28 euro, è rimborsato previa presentazione della documentazione prevista al precedente comma 3 e, in base all'articolo 56 del medesimo D.P.R. n. 398, su presentazione di apposita dichiarazione di un intermediario finanziario attestante l'apertura di un conto di deposito intestato e vincolato di importo pari ai titoli esibiti.

Il comma 5 dispone che le operazioni di rimborso di titoli non prescritti devono essere chieste alla Direzione o, fuori dalla sua sede, ai dipartimenti provinciali del Ministero.

Infine, ai sensi del comma 6, quanto disposto dall’articolo in esame si applica anche qualora sia previsto il pagamento di premi.

Si ricorda che il medesimo D.P.R. all’

 

Il comma 303, alla lettera b), reca talune modifiche all’articolo 57 del D.P.R. n. 398, volte essenzialmente ad eliminare, all’interno della procedura per il rimborso dei titoli, disciplinata nel citato articolo, ogni riferimento ai soppressi dipartimenti provinciali del Tesoro e dipartimenti provinciali del Ministero dell’economia e finanze.

In conseguenza di quanto disposto da tale lettera b), il successivo comma 304 prevede che, a decorrere dall'esercizio 2013, non sono più dovuti gli adempimenti delle Direzioni provinciali del Tesoro previsti dal titolo I delle Istruzioni Generali sul Servizio del Debito Pubblico approvate con Decreto del Ministero del Tesoro del 20 novembre 1963, attualmente di competenza delle Ragionerie Territoriali dello Stato.

Si ricorda che, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1-ter del D.L. n. 40/2010 (legge n. 73/2010), a decorrere dal 1° marzo 2011 sono state soppresse le Direzioni Territoriali dell'Economia e delle Finanze (ex Direzioni Provinciali del Tesoro)[13].


 

Articolo 1, comma 305
(Funzioni dei comuni in materia statistica)

 

305. Nel decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, all'articolo 19, comma 1, lettera l) sono eliminate le parole: «e statistici» e dopo la lettera l) è aggiunta la seguente:

«l-bis) i servizi in materia statistica».

 

 

Il comma 305 modifica la disciplina in tema di funzioni fondamentali dei comuni introdotta dall’art. 19 decreto legge 95/2012.

Tale disciplina ha individuato le funzioni fondamentali dei comuni in conformità all’art. 117, comma secondo, lett. p), Cost., che attribuisce in via esclusiva allo Stato la competenza normativa in materia.

L’individuazione delle funzioni fondamentali è compiuta attraverso una modifica dell’art. 14, comma 27, del D.L. 78/2010[14], che aveva definito le stesse funzioni mediante rinvio ad altra fonte normativa, a fini di coordinamento della finanza pubblica, di contenimento delle spese funzionali e di esercizio in forma obbligatoriamente associata di funzioni dei comuni.

La fonte oggetto di rinvio, cioè l’art. 21, comma 3, della L. 42/2009[15], aveva definito le funzioni fondamentali dei comuni solo in via provvisoria ed esclusivamente ai fini perseguiti dalla disciplina complessiva in essa contenuta, vale a dire determinazione dei fabbisogni e delle spese degli enti locali. Sulla base di tale definizione il D.Lgs. 216/2010[16] ha stabilito disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.

A differenza delle fonti richiamate, l’individuazione di funzioni fondamentali effettuata dall’art. 19 non è marcata da finalità specifiche o transitorie, ma ha vocazione a regime. Essa comprende sia funzioni strumentali, relative alla gestione e organizzazione degli enti, sia funzioni dirette alla comunità territoriale.

La disposizione in esame interviene sulla lettera l) inserita nell’ambito della disciplina di funzioni fondamentali ma riferita a funzioni che la medesima lettera specifica che costituiscono esercizio di funzioni di competenza statale.

Per tale motivo tali funzioni, sulla base dell’articolazione di funzioni, tra proprie e conferite, stabilita dall’art. 118, secondo comma, Cost., dovrebbero essere ricondotte alle seconde. Del resto, art. 14 Tuel, rubricato “Compiti del comune per servizi di competenza statale”, nel prevedere che il comune gestisce i servizi elettorali, di stato civile, di anagrafe, di leva militare e di statistica, chiarisce che le relative funzioni sono esercitate dal sindaco quale ufficiale del Governo.

Per effetto della modifica illustrata le funzioni in materia di servizi statistici vengono scorporate dalla citata lett. l), riferita a funzioni di competenza statale e ad esse viene conferita specifica configurazione, nell’ambito di un’autonoma lettera con la definizione di servizi in materia statistica.


 

Articolo 1, comma 306
(Gestione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente)

 

306. Per la progettazione, implementazione e gestione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente ANPR il Ministero dell'interno si avvale della società di cui all'articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

 

 

Il comma 306 prescrive che il Ministero dell’interno si avvale della SO.GE.I S.p.a. per progettazione, implementazione e gestione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).

I commi da 8 a 15 del citato art. 83 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112[17] recano un complesso di disposizioni eterogenee riguardanti l’attività di controllo e di accertamento, l’organizzazione delle Agenzie fiscali e la SOGEI. Il comma 15, per quanto rileva in questa sede, dispone che i diritti dell’azionista della società di gestione del sistema informativo dell’amministrazione finanziaria, vale a dire la SOGEI (Società di gestione informatica), siano esercitati da parte del Ministero dell’economia e delle finanze. Si ricorda, in breve, che SOGEI, società a totale partecipazione pubblica le cui azioni appartengono al MEF, ai sensi dell'art. 4 del proprio statuto, ha per oggetto, prevalentemente, la prestazione di servizi strumentali all'esercizio delle funzioni pubbliche attribuite a detto Ministero e alle Agenzie fiscali, potendo, altresì, svolgere, nel rispetto della normativa vigente, ogni altra attività di natura informatica per conto dell'amministrazione pubblica centrale o locale, di istituzioni, di enti pubblici territoriali locali, di società a partecipazione pubblica, anche indiretta, di organismi ed enti che svolgono attività di interesse pubblico o rilevanti nel settore pubblico, nonché di istituzioni internazionali e sovranazionali e di amministrazioni pubbliche estere.

Con riferimento, poi, alla tematica di cui al comma in esame, si segnala che l'art. 2 del D.L. n. 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) ha disposto, tra l’altro, l'unificazione del sistema anagrafico nazionale, già strutturato in quattro partizioni (Indice nazionale delle anagrafi-INA, anagrafe comunale, AIRE centrale e AIRE comunale) in un'unica anagrafe - l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), istituita presso il Ministero dell'interno. L'ANPR assicura al singolo comune la disponibilità dei dati anagrafici della popolazione residente e degli strumenti per lo svolgimento delle funzioni di competenza statale attribuite al sindaco, quale ufficiale del Governo, per la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e per gli adempimenti in materia elettorale, di leva militare e di statistica; l’ANPR assicura altresì la disponibilità dei dati anagrafici e dei servizi per l'interoperabilità con le banche dati tenute dai comuni per lo svolgimento delle funzioni di competenza.

Merita, anche, ricordare che con il D.P.C.M. che dovrà essere emanato per attuare quanto sopra introdotto, verrà definito un piano per il graduale subentro dell'ANPR alle citate anagrafi, da completare entro il 31 dicembre 2014 e che, fino alla completa attuazione di detto piano, l'ANPR acquisisce automaticamente in via telematica i dati contenuti nelle anagrafi tenute dai comuni per i quali non è ancora avvenuto il subentro; il sistema è organizzato secondo modalità funzionali e operative che garantiscano la univocità dei dati stessi.


 

Articolo 1, comma 307
(Avanzamento degli ufficiali della Guardia di finanza)

 

307. A decorrere dal 1° ottobre 2013, nella colonna 4 della tabella 1 allegata al decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, la parola: «4», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «5».

 

 

Il comma 307 interviene in merito alla normativa sull’avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza disciplinata dal decreto legislativo n. 69 del 2001, attraverso una modifica alla Tabella 1 allegata al decreto stesso, stabilendo che, a decorrere dal 1º ottobre 2013, sono necessari 5 anni (anziché 4 anni) di anzianità minima di grado per l’inserimento nella aliquota per la valutazione ai fini del passaggio da generale di brigata a generale di divisione e del passaggio da generale di divisione a generale di corpo di armata.


 

Articolo 1, comma 308
(Diritto di prelazione sulle concessioni di valorizzazione)

 

308. All'articolo 3-bis del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modifiche dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:

«4-bis. Al termine del periodo di tempo previsto dalle concessioni e locazioni di cui al presente articolo, il Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento della finalità di riqualificazione e riconversione dei beni riconosce al locatario/concessionario, ove non sussistano esigenze di utilizzo per finalità istituzionali, il diritto di prelazione per l'acquisto del bene, al prezzo di mercato.».

 

 

Il comma 308, con una integrazione all’articolo 3-bis del D.L. n. 351 del 2001 in tema di concessioni di valorizzazione, attribuisce al locatario/concessionario, ove non sussistano esigenze di utilizzo per finalità istituzionali, il diritto di prelazione per l'acquisto del bene al prezzo di mercato.

 

L’articolo 3-bis del D.L. n. 351 del 2001, recentemente modificato dal D.L. n. 95 del 2012, prevede la possibilità di dare in concessione o locare a privati, a titolo oneroso, beni immobili di proprietà dello Stato ai fini della riqualificazione e riconversione tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l'introduzione di nuove destinazioni d'uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini, ferme restando le disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio. Le concessioni e le locazioni sono affidate con procedure di evidenza pubblica.

Nella relazione illustrativa al D.L. n. 95 del 2012 si legge che con le modifiche introdotte si è voluto favorire il superamento di talune criticità riscontrate nell’attuazione delle cosiddette concessioni di valorizzazione che di fatto ne hanno impedito una più ampia diffusione. Tali criticità hanno conseguentemente limitato in maniera significativa la possibilità di valorizzare e mettere a reddito immobili appartenenti al demanio storico-artistico per i quali, in ragione dell’inalienabililtà derivante dai vincoli cui spesso sono sottoposti, la concessione di valorizzazione risulta l’unico strumento in grado di consentire il coinvolgimento attivo di investitori e gestori privati.

L’articolo 3, comma 14, del D.L. n. 95 del 2012 ha eliminato il limite massimo di cinquanta anni per la durata delle locazioni e concessioni di valorizzazione per gli immobili di proprietà dello Stato appartenenti al demanio storico-artistico. All'Agenzia del demanio è stata attribuita l'iniziativa per la convocazione delle conferenze di servizi o la promozione di accordi di programma per la valorizzazione degli immobili; ai comuni interessati, per l'intera durata della concessione o della locazione, è riconosciuta una quota del 10 per cento del relativo canone. Infine, nei bandi di gara predisposti dall'Agenzia del demanio, può essere contemplata la possibilità per il concessionario di subconcedere le attività economiche o di servizio per i cittadini.

Il comma 308 prevede che al termine del periodo di tempo previsto dalle concessioni e locazioni, l’Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento della finalità di riqualificazione e riconversione dei beni, riconosce al locatario/concessionario, ove non sussistano esigenze di utilizzo per finalità istituzionali, il diritto di prelazione per l'acquisto del bene al prezzo di mercato.

Si segnala che oggetto delle concessioni di valorizzazione in argomento possono essere immobili del demanio storico-artistico, sottoposti a vincoli di inalienabilità.


 

Articolo 1, comma 309
(Norme concernenti i Presidenti degli enti parco)

 

309. A decorrere dal 1° gennaio 2013, le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano agli organi di cui all'articolo 9, comma 2, lettera a), della legge 6 dicembre 1991, n. 394. Ai fini dell'attuazione della disposizione di cui al presente comma è autorizzata la spesa annua pari a un milione di euro, a decorrere dall'anno 2013.

 

 

Il comma 309 prevede che, a decorrere dal 1º gennaio 2013, le disposizioni di cui al comma 2 dell'art. 6 del D.L. 78/2010 (che rendono onorifica la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti che ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità degli organi dei predetti enti) non si applicano ai Presidenti degli Enti parco.

Ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera a), della L. 394/1991, il Presidente dell’ente parco è un organo dell’ente stesso.

Il citato comma 2 dell’articolo 6 del D.L. 78/2010 prevede che la partecipazione agli organi collegiali che ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche e la titolarità di tali organi può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano già previsti i gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera.

 

Ai fini dell'attuazione della disposizione, è autorizzata la spesa annua pari a 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2013.


 

Articolo 1, commi 310-313
(
Risorse per la continuità territoriale)

 


310. Per gli anni dal 2013 al 2016, al fine di garantire la continuità territoriale nei collegamenti aerei per le isole minori della Sicilia, dotate di scali aeroportuali, in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 settembre 2008, alla compartecipazione a carico dello Stato per la compensazione degli oneri di servizio pubblico si fa fronte con le risorse disponibili presso l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) già finalizzate alla continuità territoriale del trasporto merci per via aerea con gli aeroporti siciliani nel limite di euro 2.469.000 per l'anno 2013 ed euro 1.531.000 per l'anno 2014, nonché nel limite di euro 2.722.000 per l'anno 2014, di euro 4.253.000 per l'anno 2015 e di euro 1.785.000 per l'anno 2016, mediante parziale utilizzo della quota delle entrate previste, per i medesimi anni, dall'articolo 1, comma 238, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. A tal fine, al terzo periodo dell'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, aggiungere alla fine le seguenti parole: «per l'anno 2014 all'importo di euro 9.278.000, per l'anno 2015 all'importo di euro 7.747.000 e per l'anno 2016 all'importo di euro 10.215.000».

311. Al fine di garantire la continuità territoriale dei collegamenti marittimi che si svolgono in ambito regionale, nelle more del completamento del processo di privatizzazione di competenza delle Regioni Campania, Lazio e Sardegna, è autorizzata, fino alla data del 30 giugno 2013, la corresponsione alle Regioni Campania, Lazio e Sardegna delle risorse necessarie ad assicurare i servizi resi dalle Società Caremar S.p.A., Laziomar S.p.A. e Saremar S.p.A.

312. La corresponsione delle risorse di cui al comma 311, quantificate ai sensi dell'articolo 19-ter, commi 16 e 17, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, e convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, è condizionata alla pubblicazione dei bandi di gara previsti dal predetto articolo 19-ter, comma 9, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, e alla stipula di apposite convenzioni o contratti di servizio tra le Regioni Campania, Lazio e Sardegna e le società Caremar S.p.A., Laziomar S.p.A. e Saremar S.p.A., nel rispetto della normativa vigente.

313. Agli oneri derivanti dal comma 311, pari complessivamente a euro 17.422.509 per l'anno 2012 ed a euro 21.778.136 per l'anno 2013, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 19-ter, comma 16, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.


 

 

Comma 310: Collegamenti aerei con le isole minori della Sicilia

Il comma 310 individua le risorse attraverso le quali si provvede, per gli anni 2013-1016, alla compartecipazione a carico dello Stato per la compensazione degli oneri di servizio pubblico relativi alla continuità territoriale nei collegamenti aerei per le isole minori della Sicilia, dotate di scali aeroportuali, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1008/2008[18].

Le risorse a tal fine destinate ammontano a:

§      2,469 milioni di euro per l'anno 2013;

§      4,253 milioni di euro per l'anno 2014;

§      4,253 milioni di euro per l'anno 2015;

§      1,785 milioni di euro per l'anno 2016.

 

Sono previste due fonti per il reperimento delle suddette risorse:

1)   risorse disponibili presso l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) già finalizzate alla continuità territoriale del trasporto merci per via aerea con gli aeroporti siciliani;

2)   parziale utilizzo della quota delle entrate previste dall'articolo 1, comma 238, secondo periodo, della legge n. 311/2004[19]

Si ricorda che l’articolo 1, comma 238, della legge n. 311/2004 dispone un incremento delle tariffe per operazioni in materia di motorizzazione, quantificando le maggiori entrate derivanti da tale misura in 24 milioni di euro a decorrere dall'anno 2005. Il secondo periodo del comma prevede che una quota delle predette maggiori entrate, pari a 20 milioni di euro per l'anno 2005, e a 12 milioni di euro a decorrere dall'anno 2006, è riassegnata allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a copertura della svolgimento delle attività svolte dal predetto Ministero, relativamente alla realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 2, commi 3-5, del D.Lgs. n. 190/2002, il cui contenuto è successivamente confluito nel D.Lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici).

Successivamente l’articolo 29, comma 16, del D.L. n. 216/2011[20] ha utilizzato parte delle risorse riassegnabili, di cui al secondo periodo del citato comma 238 (3,38 milioni di euro per il 2013), per la proroga dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo.

Recentemente l’articolo 34, comma 13, del D.L. n. 179/2012[21] ha autorizzato la spesa di 4 milioni di euro per il 2012 per garantire le procedure centralizzate di conferma della validità della patente di guida, provvedendo alla copertura del relativo onere mediante parziale utilizzo della quota delle entrate riassegnabili sopra indicate.


Nella seguente tabella le risorse per i collegamenti aerei oggetto del presente comma sono suddivise in relazione all’annualità e alla fonte:

(in milioni di euro)

Anno

Risorse ex ENAC

Risorse
ex motorizzazione

TOTALE

2013

2,469

---

2,469

2014

1,531

2,722

4,253

2015

---

4,253

4,253

2016

---

1,785

1,785

 

 

Il secondo periodo del comma 310 novella il citato comma 238 dell’articolo 1 della legge n. 311/2004, stabilendo che la riassegnazione delle somme di cui al comma stesso, originariamente prevista in 12 milioni di euro annui, sia limitata agli importi di seguito indicati:

§      9,278 milioni di euro per l’anno 2014;

§      7,747 milioni di euro per l’anno 2015;

§      10,215 milioni di euro per l’anno 2016.

Commi 311-313: Collegamenti marittimi nell’ambito delle Regioni Campania, Lazio e Sardegna

I commi da 311 a 313, nelle more del completamento del processo di privatizzazione delle società che facevano parte del gruppo Tirrenia, disciplinato all’articolo 19-ter del D.L. n. 135/2009,[22] autorizzano la corresponsione delle risorse necessarie per garantire, sino al 30 giugno 2013, la continuità territoriale dei collegamenti marittimi che si svolgono nell’ambito delle Regioni Campania, Lazio e Sardegna.

 

Si ricorda che il citato articolo 19-ter ha disposto il trasferimento a titolo gratuito delle società del Gruppo Tirrenia: Caremar S.p.A., Saremar S.p.A. e Toremar S.p.A.[23], rispettivamente alle Regioni Campania, Sardegna e Toscana, prevedendo inoltre che la Regione Campania dovesse cedere alla Regione Lazio, a titolo gratuito, il ramo d’azienda costituito dal complesso delle attività, passività e risorse umane, utilizzate per l’esercizio dei collegamenti con l’arcipelago pontino. E’ stata così costituita la società Laziomar S.p.A.. Le società trasferite alle Regioni dovranno poi essere privatizzate mediante gara e tra le Regioni e le società privatizzate verranno stipulati contratti di servizio di durata non superiore a dodici anni.

Il comma 311 autorizza la corresponsione alle menzionate Regioni delle risorse necessarie ad assicurare i servizi resi dalle società Caremar S.p.A., Laziomar S.p.A. e Saremar S.p.A.. L’autorizzazione è valida sino al 30 giugno 2013.

 

Il comma 312 subordina la corresponsione delle risorse di cui al comma 311 alla pubblicazione dei bandi di gara per la privatizzazione delle società Caremar S.p.A., Laziomar S.p.A. e Saremar S.p.A., secondo quanto previsto dal comma 9,[24] del citato articolo 19-ter del D.L. n. 135/2009, e alla stipula di apposite convenzioni o contratti di servizio tra le Regioni Campania, Lazio e Sardegna e le menzionate società. Per la quantificazione delle risorse da corrispondere, la norma rinvia ai commi 16 e 17 dello stesso articolo 19-ter.

I citati commi attribuiscono le seguenti risorse per garantire l’erogazione dei servizi per l’anno 2010 e per ciascuno degli anni della durata delle nuove convenzioni e dei singoli contratti di servizio:

§       Saremar S.p.A.: euro 13.686.441;

§       Caremar S.p.A.: euro 19.839.226;

§       Laziomar S.p.A.: euro 10.030.606.

 

Il comma 313 provvede alla copertura dell’onere per l’autorizzazione di spesa di cui al comma 311, quantificato in 17.422.509 euro per l’anno 2012 e in 21.778.136 per l’anno 2013, prevedendo che ci si avvalga delle risorse di cui al sopra citato articolo 19-ter, comma 16.


 

Articolo 1, comma 314
(Norme in favore di enti non commerciali operanti nel settore della sanità privata in alcune aree territoriali)

 


314. Al comma 7, dell'articolo 41, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le parole: «Per gli anni 2004-2013» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2004-2015». È ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2015 il termine di cui al primo periodo del comma 8-quinquies dell'articolo 6 del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, come da ultimo prorogato al 31 dicembre 2013 dall'articolo 23, comma 12-duodecies, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Al terzo periodo dell'articolo 2, comma 12-undecies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, la parola: «2013», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «2015». Al fine di attuare le disposizioni di cui al presente comma, è autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per l'anno 2014, 10 milioni di euro per l'anno 2015 e 4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


 

 

Il comma 314 proroga fino al 31 dicembre 2015 l'applicazione di ammortizzatori sociali e il beneficio della sospensione dei termini di pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali, in favore di enti non commerciali operanti nel settore della sanità privata in alcune aree territoriali.

In particolare:

§      viene prorogata ulteriormente, per gli anni 2014 e 2015, l’agevolazione, consistente nell’erogazione di un trattamento economico corrispondente all’80% dell’importo massimo dell’indennità di mobilità a favore dei lavoratori licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/99 del Consiglio, del 21 giugno 1999[25], con un organico superiore alle 1.800 unità lavorative, nel settore della sanità privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione aziendale, di cui all’articolo 41, comma 7, della legge finanziaria per il 2003 (L. 289/2002).

L’articolo 41, comma 7, della legge finanziaria per il 2003 (L. 289/2002) ha disposto, per gli anni 2004-2013[26], un’agevolazione in favore dei lavoratori licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/99 del Consiglio, del 21 giugno 1999, con un organico superiore alle 1.800 unità lavorative, nel settore della sanità privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione aziendale, consistente nell’erogazione di un trattamento economico corrispondente all’80% dell’importo massimo dell’indennità di mobilità (comprensivo della contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, ove spettanti), per la durata di 66 mesi dalla data di decorrenza del licenziamento e nel limite di 400 unità, calcolato come media del periodo. I soggetti fruitori del trattamento devono frequentare, durante il relativo periodo, corsi di formazione professionale indetti dalla regione o dai competenti enti locali ai fini di aggiornamento e riqualificazione professionale, e successiva ricollocazione degli stessi. La mancata ingiustificata partecipazione comporta la decadenza dal beneficio. Inoltre le amministrazioni pubbliche devono promuovere, per la ricollocazione dei soggetti, procedure per l'affidamento all'esterno di attività, attraverso la stipulazione di convenzioni con società di capitale, cooperative di produzione e lavoro, consorzi di artigiani;

§      viene prorogato ulteriormente, fino al 31 dicembre 2015, il termine per la concessione di agevolazioni in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi fiscali e contributi previdenziali (di cui all'articolo 1, comma 255, della L 30 dicembre 2004, n. 311 – legge finanziaria 2005) in favore degli enti non commerciali operanti nel settore della sanità privata e in situazione di crisi aziendale, aventi una sede operativa nei territori colpiti da calamità naturali situati in Molise, Sicilia e Puglia, termine già prorogato, da ultimo al 31 dicembre 2012, da precedenti disposizioni legislative (articolo 47-bis del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248; articolo 1, comma 5-ter, del D.L. 30 dicembre 2009, n. 194; articolo 2, comma 12-undecies, del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, articolo 11, comma 6-quinquies, del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216). In particolare tali enti hanno quindi diritto al beneficio della sospensione, appunto fino al 31 dicembre 2013, dei termini di pagamento di contributi, tributi e imposte, a qualunque titolo ancora dovuti, anche in qualità di sostituti d'imposta, relativi agli anni dal 2008 al 2013, senza necessità di ulteriori provvedimenti attuativi.

Si ricorda che la legge finanziaria 2005 aveva stabilito l’applicazione, in favore degli enti non commerciali di cui all’articolo 1, comma 47 della legge finanziaria 2003 – ovvero gli enti operanti nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, con un organico superiore alle 2.000 unità lavorative, nel settore della sanità privata e in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione aziendale, aventi almeno una sede operativa nelle province di Catania, Campobasso e Foggia –, fino al 31 dicembre 2005, della sospensione dei termini legali, tributari ed esecutivi (disciplinata dall'articolo 4 del decreto-legge n. 245 del 2002), nonché, per i versamenti non eseguiti alla data del 31 dicembre 2005, dei differimenti di termini relativi a compensi per prestazioni di lavoro straordinario, ad adempimenti per obblighi tributari e relativi ai versamenti dei contributi di previdenza e di assistenza sociale, indicati, rispettivamente, nell'articolo 3, comma 2, e nell'articolo 4, comma 3, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio 2004 n. 3354, recante disposizioni urgenti in materia di protezione civile.

Successivamente, l’articolo 1, comma 5-ter, del D.L. 194/2009 ha esteso alla data del 31 ottobre 2010 la possibilità di prorogare, tra i vari interventi, la sospensione dei termini tributari e contributivi in favore dei predetti enti come recata dalla citata legge 311/2004, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze.

Il termine è stato da ultimo prorogato al 31 dicembre 2012, dall’articolo 23, comma 12-duodecies, del decreto-legge n. 95/2012.

In favore dei predetti enti, la legge finanziaria 2008 (articolo 2, commi 110 e 111 della L. 244/2007) aveva inoltre consentito di definire in maniera automatica la propria posizione tributaria relativamente agli anni dal 2002 al 2006, versando l’intera somma dovuta per ciascun contributo e tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interesse, diminuita al 30%, in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2008, pena la decadenza del beneficio;

§      si individua la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione del comma in esame, quantificati in 8 milioni di euro per l'anno 2014, 10 milioni di euro per l’anno 2015 e in 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del D.L. 185/2008. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

L’articolo 18, comma 1, del D.L. 185/2008 prevede che il CIPE, presieduto dal Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze - nonché di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per quanto attiene le risorse destinate alle infrastrutture – provveda ad assegnare, in coerenza con gli indirizzi assunti in sede europea, una quota delle risorse nazionali disponibili del Fondo aree sottoutilizzate ad una serie di fondi[27]. Alla lettera a) del comma 1 viene indicato il Fondo sociale per occupazione e formazione, che viene appositamente istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. In tale Fondo affluiscono anche le risorse del Fondo per l'occupazione nonché ogni altra risorsa comunque destinata al finanziamento degli ammortizzatori sociali, concessi in deroga alla normativa vigente, e quelle destinate in via ordinaria dal CIPE alla formazione.

Si ricorda, che nell’articolo 18, del D.L. 185/2008 si è inteso, più in generale, perseguire l’obiettivo di concentrare le risorse che risultino disponibili sul Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) su obiettivi che, in considerazione della eccezionale crisi economica internazionale attuale, siano da considerarsi prioritari per il rilancio dell’economia italiana, quali le opere pubbliche e l’emergenza occupazionale.


 

Articolo 1, commi 315 e 316
(D
elegazione per la Presidenza italiana dell’UE)

 

315. Per far fronte agli impegni derivanti dal semestre di presidenza italiana dell'Unione europea del 2014 nonché al funzionamento dell'apposita «Delegazione per la Presidenza italiana dell'UE», è autorizzata la spesa di euro 1.500.000 per l'anno 2013.

316. La delegazione di cui al comma 315 è istituita ai sensi dell'articolo 2 della legge 5 giugno 1984, n. 208, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

 

 

Il comma 315 autorizza, per l’anno 2013, un finanziamento di 1.500.000 euro per il funzionamento della Delegazione per la Presidenza italiana della UE che avrà luogo nel secondo semestre del 2014.

Il comma successivo precisa che la Delegazione è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, così come previsto dall’art. 2, comma 2 della legge 5 giugno 1984, n. 208, recante “Organizzazione e fina del semestre di presidenza della CEE”.

 

La legge n. 208/1984 dispone che le spese di organizzazione connesse con i periodi di presidenza italiana del Consiglio dell’UE, articolate su un tempo massimo di ventiquattro mesi gravino sullo stato di previsione del Ministero degli affari esteri.

Inoltre, la medesima legge prevede che sia istituita, di volta in volta, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, un’apposita Delegazione alla quale spetti il compito di “assolvere a tutti gli adempimenti necessari per il buon esito della Presidenza stessa”, la cui composizione è determinata con lo stesso decreto. A tale riguardo si prevede che a disposizione della Delegazione possano essere collocati, con incarico, fino ad un massimo di tre funzionari della carriera diplomatica e possano essere collocati, fuori ruolo, fino ad un massimo di sette funzionari appartenenti ad altre Amministrazioni dello Stato.


 

Articolo 1, comma 317
(Stanziamenti per digitalizzazione degli uffici giudiziari)

 

317. Per l'anno 2013 è autorizzato, ai sensi della legge 24 aprile 1941, n. 392, il trasferimento di euro 3.500.000 al fine di consentire, nel contesto di cui all'articolo 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la prosecuzione delle attività di innovazione e infrastrutturazione informatica occorrenti per le connesse attività degli uffici giudiziari.

 

 

Il comma 317 autorizza il Ministero dell’economia al trasferimento di 3,5 milioni di euro per il 2013, per proseguire le attività di innovazione e infrastrutturazione informatica degli uffici giudiziari, nel contesto di cui all’art. 14 del decreto-legge n. 112 del 2008, concernente la “realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015”.

Lo stanziamento si basa sulla legge n. 392 del 1941, secondo cui spetta ai Comuni, se sono sede di uffici giudiziari, sostenere – tra le altre – anche le «spese necessarie per i locali ad uso degli uffici giudiziari, e per le pigioni, riparazioni, manutenzione, illuminazione, riscaldamento e custodia dei locali medesimi; per le provviste di acqua, il servizio telefonico, la fornitura e le riparazioni dei mobili e degli impianti per i detti uffici». Lo Stato provvede, sempre secondo la legge n. 392, a versare a detti Comuni un contributo annuo alle spese, determinato in base ad una tabella allegata alla legge. Lo stanziamento previsto dalla disposizione in commento si aggiunge a quanto già previsto dalla legislazione in vigore. L’art. 14 del decreto-legge n. 112 del 2008 prevede, al comma 1, lo stanziamento, per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015, per ciascuna annualità fino al 2015. Per il 2013 lo stanziamento è pari a 564 milioni di euro. Il comma 2 individua nel Sindaco di Milano il Commissario straordinario del Governo per l'attività preparatoria urgente e disciplina l’istituzione degli organismi per la gestione delle attività.


 

Articolo 1, comma 318
(Stanziamento in favore della Fondazione Italiana per la
Ricerca sulle Malattie del Pancreas)

 

318. Al fine di sostenere l'attività di ricerca sul genoma del pancreas alla Fondazione Italiana Onlus - per la Ricerca sulle Malattie del Pancreas è attribuito un contributo di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.

 

 

Il comma 318 reca uno stanziamento di 500.000 euro, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, in favore della Fondazione Italiana (Onlus) per la Ricerca sulle Malattie del Pancreas (FIMP), al fine di sostenere l'attività di ricerca sul genoma del pancreas.

La Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie del Pancreas (FIMP) è stata fondata nel 2005 a Verona con lo scopo di raccogliere risorse da dedicare allo studio delle malattie del pancreas, principalmente sostenendo le ricerche a Verona, ma anche ampliando e integrando il network internazionale di ricerca già esistente al fine di raggiungere la massa critica necessaria a debellare la malattia[28].


 

Articolo 1, commi 319-322
(
Fondo nazionale integrativo per i comuni montani)

 


319. A decorrere dall'anno 2013, è istituito il Fondo nazionale integrativo per i comuni montani, classificati interamente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con una dotazione pari a 1 milione di euro per l'anno 2013 e 6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014 da destinare al finanziamento dei progetti di cui al comma 321.

320. All'individuazione dei progetti di cui al comma 321, si provvede, entro il 30 marzo di ciascun anno, con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dell'interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Lo schema del decreto è trasmesso alle Camere per l'acquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, da esprimere entro trenta giorni dalla trasmissione. Qualora il Governo non intenda attenersi alle condizioni contenute nei pareri, lo schema è nuovamente trasmesso alle Camere, corredato di una relazione, per l'acquisizione di un nuovo parere delle medesime Commissioni, da esprimere entro i successivi quindici giorni. Decorso il termine di cui al precedente periodo, il decreto può essere comunque adottato.

321. Il decreto di cui al comma 320 provvede, nei limiti delle disponibilità finanziarie del Fondo di cui al comma 319, al finanziamento in favore dei comuni montani, di progetti di sviluppo socio-economico, anche a carattere pluriennale, che devono avere carattere straordinario e non possono riferirsi alle attività svolte in via ordinaria dagli enti interessati, rientranti tra le seguenti tipologie:

a) potenziamento e valorizzazione dei servizi pubblici e della presenza delle pubbliche amministrazioni;

b) potenziamento e valorizzazione del sistema scolastico;

c) valorizzazione delle risorse energetiche e idriche;

d) incentivi per l'utilizzo dei territori incolti di montagna e per l'accesso dei giovani alle attività agricole, nonché per l'agricoltura di montagna;

e) sviluppo del sistema agrituristico, del turismo montano e degli sport di montagna;

f) valorizzazione della filiera forestale e valorizzazione delle biomasse a fini energetici;

g) interventi per la salvaguardia dei prati destinati a pascolo e recupero dei terrazzamenti montani;

h) servizi socio-sanitari e servizi di assistenza sociale;

i) servizi di raccolta differenziata e di smaltimento rifiuti;

l) diffusione dell'informatizzazione ed implementazione dei servizi di e-governement;

m) servizi di telecomunicazioni;

n) progettazione e realizzazione di interventi per la valorizzazione e salvaguardia dell'ambiente e la promozione dell'uso delle energie alternative;

o) promozione del turismo, del settore primario, delle attività artigianali tradizionali e del commercio dei prodotti di prima necessità;

p) sportello unico per le imprese e servizi di orientamento all'accesso ai fondi comunitari, nazionali, regionali, provinciali o comunali a sostegno delle iniziative imprenditoriali;

q) incentivi finalizzati alle attività ed ai progetti delle seguenti istituzioni:

1) Club alpino italiano (CAI);

2) Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS);

3) Collegio nazionale delle guide alpine italiane;

4) Collegio nazionale dei maestri di sci.

322. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


 

 

Il comma 319 istituisce, a decorrere dall’anno 2013, il Fondo nazionale integrativo per i comuni montani, che siano classificati interamente montani ai sensi dell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT, con una dotazione pari a 1 milione di euro per il 2013 e a 6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014 da destinare al finanziamento dei progetti di cui al successivo comma 320.

Le risorse sono allocate sul capitolo 1370 dello stato di previsione del Ministero dell’interno.

 

Le disposizioni in commento riprendono sostanzialmente quanto già contenuto all’articolo 3 del ddl A.S. 2566, recante “Disposizioni in favore dei territori di montagna”, già approvato dalla Camera dei deputati il 16 febbraio 2011, quale testo unificato di numerose proposte di legge presentate da diversi gruppi parlamentari.

 

In particolare il ddl A.S. 2566, all’articolo 2 , comma 3, prevede che, ai soli fini della ripartizione del Fondo nazionale integrativo per i comuni montani svantaggiati, il decreto del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale avrebbe provveduto al riconoscimento, come comuni montani svantaggiati, dei comuni caratterizzati alternativamente da:

a)    posizionamento di almeno il 70 per cento del territorio comunale al di sopra dei 400 metri di altitudine sul livello del mare;

b)    posizionamento di almeno il 40 per cento del territorio comunale al di sopra dei 400 metri di altitudine sul livello del mare e presenza in almeno il 30 per cento del territorio comunale di una pendenza superiore al 20 per cento.

Per i comuni situati nelle regioni alpine il successivo comma 4 eleva le soglie di 400 metri di altitudine sul livello del mare di cui alle lettere a) e b) del comma 3 a 500 metri.

Inoltre il comma 5 prevede che, ai fini dell’individuazione come comune montano svantaggiato sia richiesta, oltre ai requisiti di cui ai commi 3 e 4, la sussistenza di particolari situazioni di svantaggio sociale ed economico dovute alla presenza di fenomeni di dissesto idrogeologico del territorio, alla marginalità delle aree e alla limitata accessibilità dei territori montani.

Infine il comma 2 del medesimo articolo 2, stabilisce che le regioni, in attuazione dei criteri definiti dal decreto di cui al comma 1, entro i trenta giorni successivi alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, provvedono alla classificazione del rispettivo territorio montano.

 

La definizione giuridica di territorio o comune “montano” è risultata nel corso degli anni assai complessa. Numerose disposizioni legislative hanno interessato la materia, a partire dall’articolo 1 della legge n. 991 del 1952, che, introducendo una definizione generale di zona montana valida per tutto il territorio nazionale, definisce "montani" i comuni posti per almeno l'80% della loro superficie al di sopra dei 600 metri di altitudine sul livello del mare e “parzialmente montani quelli nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e quella superiore del territorio comunale non è minore di 600 metri, e nei quali il reddito imponibile medio per ettaro non supera le 2.400 lire.

Anche con legge n. 1102 del 1972, il legislatore non ha adottato, nella classificazione dei territori montani, un proprio criterio, sostitutivo del precedente, ma si è limitato a rinviare agli articoli 1, 14 e 15 della legge del 1952. Con la legge di riforma dell'ordinamento degli enti locali – legge n. 142 del 1990 – invece, si interviene in modo radicale sulla definizione di territorio montano: l'articolo 29, infatti, abrogando tutti i precedenti riferimenti normativi in merito, ha fatto scomparire dall'ordinamento giuridico nazionale la definizione di montagna individuata secondo i criteri geografico ed economico. Ai sensi della legge n. 142/1990, la definizione di comune montano, e di conseguenza anche di territorio montano, viene lasciata alle singole Regioni, alle quali spetta, con legge regionale, di costituire le Comunità montane, enti locali formati da comuni montani e parzialmente montani della stessa provincia. Nemmeno con la legge sulla montagna n. 97 del 1994 si arriva ad una definizione certa: l'articolo 1 richiama, infatti, la legge n. 142/1990, individuando, quali territori destinatari delle disposizioni stabilite dalla nuova legge sulla montagna, i «comuni facenti parte di comunità montane» ridelimitate ai sensi dell'articolo 28, ovvero, in mancanza di ridelimitazione, i «comuni interamente montani classificati tali ai sensi della legge n. 1102 del 1971, che a sua volta richiama, come si è detto, la classificazione operata dalla legge n. 991/1952.

Si segnala che una proposta scientifica di definizione di comune montano era stata formulata dall’Ente italiano per la montagna (EIM), istituito dall’articolo 1, comma 1279, della legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296/2006) in sostituzione dell’IMONT e poi soppresso dall’articolo 7, comma 19 del D.L. n. 78 del 2010 (le funzioni sono state trasferite al Dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Nel corso dell’audizione del 22 aprile 2009 presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul federalismo fiscale, il commissario straordinario dell’EIM, Luigi Olivieri, ha ricordato che “l’esplicito riferimento alle “zone” o ai “territori” montani richiede un chiarimento in merito alla definizione stessa di montagna, questione dibattuta da tempo in ambito scientifico, anche per le sue implicazioni legislative e amministrative. La premessa scientifica da cui partire è che «lo spazio geografico è un “continuum”, dove non si può fissare nettamente il limite fra territorio montano e territorio non montano». L’EIM ha effettuato una serie di proiezioni a scala nazionale per individuare gli indicatori più adeguati a classificare la montagna ed elaborare una definizione “aperta” di montagna, attraverso l’individuazione di alcune sue caratteristiche distintive, da precisare e calibrare in base alle finalità della definizione. La proposta di classificazione elaborata dall’EIM è la seguente: sono montani i comuni situati per il 70% della loro superficie al di sopra dei 500 m di altitudine sul livello del mare, ovvero i comuni che abbiano almeno il 40% della loro superficie al di sopra dei 500 m di altitudine sul livello del mare e nei quali il 30% del territorio presenti una pendenza superiore al 20%; nelle regioni alpine il limite minimo di altitudine è di 600 metri”[29].

Si segnale che interessanti dati demografici, economici e istituzionali sono contenuti in un recente studio sui comuni montani curato da IFEL-ANCI:

www.anci.it/Contenuti/Allegati/COMUNI_MONTANI_2012.pdf

Secondo lo studio su 8.092 comuni, 3.538 comuni (43,7%) sono dall’ISTAT classificati montani e 655 parzialmente montani.

 

Il comma 320 prevede che all’individuazione dei progetti di cui al successivo comma 321, si provvede, entro il 30 marzo di ciascun anno, con decreto del “Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale”, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

 

Si osserva che la disposizione non specifica le modalità relative alla presentazione alla Presidenza del Consiglio – Dipartimento affari regionali dei progetti da parte degli enti interessati.

 

Lo schema del decreto è trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, da esprimere entro 30 giorni dalla trasmissione. Qualora il Governo non intenda attenersi alle condizioni contenute nei pareri, lo schema è nuovamente trasmesso alle Camere, corredato di una relazione, per l’acquisizione di un nuovo parere delle medesime Commissioni, da esprimere entro i successivi 15 giorni. Decorso il termine di cui al precedente periodo, il decreto può essere comunque adottato.

 

Ai sensi del comma 321, il decreto ministeriale provvederà, nei limiti delle disponibilità finanziarie del Fondo, al finanziamento di progetti in favore dei comuni montani di sviluppo socio-economico, anche a carattere pluriennale, che devono avere carattere straordinario e che non possono riferirsi alle attività svolte in via ordinaria dagli enti interessati, rientranti tra numerose tipologie, tra cui gli incentivi per l’utilizzo dei territori incolti di montagna e per l’accesso dei giovani alle attività agricole, nonché per l’agricoltura di montagna; lo sviluppo del sistema agrituristico, del turismo montano e degli sport di montagna; gli incentivi per le attività e i progetti del Club alpino italiano (CAI), del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (CNSAS), del Collegio nazionale delle guide alpine e del Collegio nazionale dei maestri di sci.

 

Infine il comma 322 autorizza il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


 

Articolo 1, comma 323
(Ricostruzione di Villa Taranto)

 

323. Al fine di intervenire per la ricostruzione di Villa Taranto a seguito degli eventi atmosferici eccezionali avvenuti nel mese di agosto 2012, sono destinati 2 milioni di euro all'Ente Giardini Botanici Villa Taranto per l'anno 2013.

 

 

Il comma 323 prevede la destinazione di 2 milioni di euro all'Ente Giardini Botanici Villa Taranto per l'anno 2013 per la ricostruzione di Villa Taranto (a Verbania) a seguito degli eventi atmosferici eccezionali avvenuti nel mese di agosto 2012.

 

Relativamente ai predetti eventi atmosferici non risultano adottate deliberazioni volte alla dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 225 del 1992.


 

Articolo 1, commi 324-335
(Fattura elettronica)

 


324. Al fine di recepire la direttiva 2010/ 45/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione, sono emanate le disposizioni previste dai commi da 325 a 335 del presente articolo.

325. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 13, il quarto comma è sostituito dal seguente:

«Ai fini della determinazione della base imponibile i corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell'operazione o, in mancanza di tale indicazione nella fattura, del giorno di emissione della fattura. In mancanza, il computo è effettuato sulla base della quotazione del giorno antecedente più prossimo. La conversione in euro, per tutte le operazioni effettuate nell'anno solare, può essere fatta sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla Banca centrale europea.»;

b) all'articolo 17 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al secondo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Tuttavia, nel caso di cessioni di beni o di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, il cessionario o committente adempie gli obblighi di fatturazione di registrazione secondo le disposizioni degli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.»;

2) al quinto comma, secondo periodo, le parole: «l'indicazione della norma di cui al presente comma» sono sostituite dalle seguenti: «l'annotazione "inversione contabile" e l'eventuale indicazione della norma di cui al presente comma»;

c) all'articolo 20, primo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Non concorrono a formare il volume d'affari le cessioni di beni ammortizzabili, compresi quelli indicati nell'articolo 2424 del codice civile, voci B.I.3) e B.I.4) dell'attivo dello stato patrimoniale, nonché i passaggi di cui al quinto comma dell'articolo 36.»;

d) all'articolo 21 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) i commi da 1 a 6 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio emette fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili o, ferma restando la sua responsabilità, assicura che la stessa sia emessa, per suo conto, dal cessionario o dal committente ovvero da un terzo. Per fattura elettronica si intende la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico; il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all'accettazione da parte del destinatario. L'emissione della fattura, cartacea o elettronica, da parte del cliente o del terzo residente in un Paese con il quale non esiste alcuno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza è consentita a condizione che ne sia data preventiva comunicazione all'Agenzia delle entrate e purché il soggetto passivo nazionale abbia iniziato l'attività da almeno cinque anni e nei suoi confronti non siano stati notificati, nei cinque anni precedenti, atti impositivi o di contestazione di violazioni sostanziali in materia di imposta sul valore aggiunto. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono determinate le modalità, i contenuti e le procedure telematiche della comunicazione. La fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all'atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente.

2. La fattura contiene le seguenti indicazioni:

a) data di emissione;

b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

e) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

f) numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione, codice fiscale;

g) natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell'operazione;

h) corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui all'articolo 15, primo comma, n. 2;

i) corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;

l) aliquota, ammontare dell'imposta e dell'imponibile con arrotondamento al centesimo di euro;

m) data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi, di cui all'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

n) annotazione che la stessa è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario o committente ovvero da un terzo.

3. Se l'operazione o le operazioni cui si riferisce la fattura comprendono beni o servizi soggetti all'imposta con aliquote diverse, gli elementi e i dati di cui al comma 2, lettere g), h) ed l), sono indicati distintamente secondo l'aliquota applicabile. Per le operazioni effettuate nello stesso giorno nei confronti di un medesimo soggetto può essere emessa una sola fattura. Nel caso di più fatture elettroniche trasmesse in unico lotto allo stesso destinatario da parte dello stesso cedente o prestatore le indicazioni comuni alle diverse fatture possono essere inserite una sola volta, purché per ogni fattura sia accessibile la totalità delle informazioni. Il soggetto passivo assicura l'autenticità dell'origine, l'integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione; autenticità dell'origine ed integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile, ovvero mediante l'apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell'emittente o mediante sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati o altre tecnologie in grado di garantire l'autenticità dell'origine e l'integrità dei dati. Le fatture redatte in lingua straniera sono tradotte in lingua nazionale, a fini di controllo, a richiesta dell'amministrazione finanziaria.

4. La fattura è emessa al momento dell'effettuazione dell'operazione determinata a norma dell'articolo 6. La fattura cartacea è compilata in duplice esemplare di cui uno è consegnato o spedito all'altra parte. In deroga a quanto previsto nel primo periodo:

a) per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione ed avente le caratteristiche determinate con decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime;

b) per le cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente la fattura è emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni;

c) per le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro dell'Unione europea non soggette all'imposta ai sensi dell'articolo 7-ter, la fattura è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione;

d) per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 6, sesto comma, primo periodo, rese o ricevute da un soggetto passivo stabilito fuori dell'Unione europea, la fattura è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

5. Nelle ipotesi di cui all'articolo 17, secondo comma, primo periodo, il cessionario o il committente emette la fattura in unico esemplare, ovvero, ferma restando la sua responsabilità, si assicura che la stessa sia emessa, per suo conto, da un terzo.

6. La fattura è emessa anche per le tipologie di operazioni sottoelencate e contiene, in luogo dell'ammontare dell'imposta, le seguenti annotazioni con l'eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale:

a) cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all'imposta a norma dell'articolo 7-bis, comma 1, con l'annotazione "operazione non soggetta";

b) operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8-bis, 9 e 38-quater, con l'annotazione "operazione non imponibile";

c) operazioni esenti di cui all'articolo 10, eccetto quelle indicate al n. 6), con l'annotazione "operazione esente";

d) operazioni soggette al regime del margine previsto dal decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, con l'annotazione, a seconda dei casi, "regime del margine - beni usati", "regime del margine - oggetti d'arte" o "regime del margine - oggetti di antiquariato o da collezione";

e) operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo soggette al regime del margine previsto dall'articolo 74-ter, con l'annotazione "regime del margine - agenzie di viaggio".»;

2) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:

«6-bis. I soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato emettono la fattura anche per le tipologie di operazioni sotto elencate quando non sono soggette all'imposta ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies e indicano, in luogo dell'ammontare dell'imposta, le seguenti annotazioni con l'eventuale specificazione della relativa norma comunitaria o nazionale:

a) cessioni di beni e prestazioni di servizi, diverse da quelle di cui all'articolo 10, nn. da 1) a 4) e 9), effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato membro dell'Unione europea, con l'annotazione "inversione contabile";

b) cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dell'Unione europea, con l'annotazione "operazione non soggetta".

6-ter. Le fatture emesse dal cessionario di un bene o dal committente di un servizio in virtù di un obbligo proprio recano l'annotazione "autofatturazione"»;

e) dopo l'articolo 21 è inserito il seguente:

«Art. 21-bis. - (Fattura semplificata). - 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 21, la fattura di ammontare complessivo non superiore a cento euro, nonché la fattura rettificativa di cui all'articolo 26, può essere emessa in modalità semplificata recando, in luogo di quanto previsto dall'articolo 21, almeno le seguenti indicazioni:

a) data di emissione;

b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

e) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il solo codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, il solo numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;

f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;

g) ammontare del corrispettivo complessivo e dell'imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;

h) per le fatture emesse ai sensi dell'articolo 26, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

2. La fattura semplificata non può essere emessa per le seguenti tipologie di operazioni:

a) cessioni intracomunitarie di cui all'articolo 41 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

b) operazioni di cui all'articolo 21, comma 6-bis, lettera a).

3. Con decreto di natura non regolamentare il Ministro dell'economia e delle finanze può innalzare fino a quattrocento euro il limite di cui al comma 1, ovvero consentire l'emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell'ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali o amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli obblighi di cui agli articoli 13, comma 4, e 21, comma 2.»;

f) l'articolo 39, terzo comma, è sostituito dal seguente:

«I registri, i bollettari, gli schedari e i tabulati, nonché le fatture, le bollette doganali e gli altri documenti previsti dal presente decreto devono essere conservati a norma dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato ai sensi dell'articolo 21, comma 5, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente. Il luogo di conservazione elettronica delle stesse, nonché dei registri e degli altri documenti previsti dal presente decreto e da altre disposizioni, può essere situato in un altro Stato, a condizione che con lo stesso esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza. Il soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato assicura, per finalità di controllo, l'accesso automatizzato all'archivio e che tutti i documenti ed i dati in esso contenuti, compresi quelli che garantiscono l'autenticità e l'integrità delle fatture di cui all'articolo 21, comma 3, siano stampabili e trasferibili su altro supporto informatico.»;

g) all'articolo 74, settimo comma, secondo periodo, le parole: «l'indicazione della norma di cui al presente comma» sono sostituite dalle seguenti: «l'annotazione "inversione contabile" e l'eventuale indicazione della norma di cui al presente comma».

326. Al decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 38, comma 5, lettera a), dopo la parola: «oggetto» sono inserite le seguenti: «di perizie o»;

b) l'articolo 39 è sostituito dal seguente:

«Art. 39. - (Effett