Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Controllo Parlamentare
Titolo: L'attività di controllo parlamentare n. 45/XVI LUGLIO 2012
Serie: L'attività di controllo parlamentare    Numero: 45    Progressivo: 2012
Data: 27/07/2012
Descrittori:
ATTIVITA' PARLAMENTARE NON LEGISLATIVA   CONTROLLO SUL GOVERNO
NOMINE IN ENTI   ORDINE DEL GIORNO
RELAZIONI GOVERNATIVE     


Notiziario mensile

Numero 45/XVI

LUGLIO 2012

L’attività di controllo parlamentare


MONITORAGGIO DI:

NOMINE GOVERNATIVE

ATTI DI INDIRIZZO E DI CONTROLLO

RELAZIONI AL PARLAMENTO ED ALTRI ADEMPIMENTI


a cura del Servizio per il Controllo parlamentare



INDICE

AVVERTENZA 1

Sezione I 3

NOMINE GOVERNATIVE PRESSO ENTI 3

In evidenza a giugno 2012 4

a) L’ampiezza del campo di applicazione della L. n. 14/1978 a seguito dell’attuazione della normativa taglia-enti 10

b) Principali nomine effettuate (o in corso di perfezionamento) dal Governo in enti ricompresi nel campo di applicazione della L. n. 14/1978 nel mese di giugno 2012 49

c) Principali cariche di nomina governativa in enti ricompresi nel campo di applicazione della L. n. 14/1978 scadute e non ancora rinnovate nel mese di giugno 2012 o previste in scadenza entro il 31 agosto 2012 55

d) Principali cariche in enti e autorità non ricompresi nel campo di applicazione della L. n. 14/1978, rinnovate o in scadenza entro il 31 luglio 2012 67

Sezione II 81

ATTI DI INDIRIZZO E DI CONTROLLO 81

In evidenza a giugno 2012 82

Note annunciate al 30 giugno 2012 in attuazione di atti di indirizzo 85

Ministero della difesa 85

Ministero dell'interno 89

Elenco dei deputati primi firmatari degli atti cui sono riferite le note di attuazione annunciate al 30 giugno 2012 96

Sezione III 97

RELAZIONI AL PARLAMENTO E ALTRI ADEMPIMENTI DA OBBLIGO DI LEGGE 97

L’attività di monitoraggio delle relazioni al Parlamento 98

In evidenza a giugno 2012 99

Relazioni al Parlamento annunciate nel periodo 1° - 30 giugno 2012 102

Relazioni governative 102

Relazioni non governative 108

Nuove relazioni previste da fonti normative 109

Relazioni governative 109


AVVERTENZA



Questa pubblicazione trae origine dal lavoro svolto dal Servizio per il controllo parlamentare sul monitoraggio di vari tipi di adempimenti governativi nei confronti del Parlamento, per offrire notizie, dati statistici ed altre informazioni utili per l’attività parlamentare.

A tal fine il notiziario è suddiviso in tre sezioni in modo da considerare analiticamente gli adempimenti governativi a fronte di obblighi derivanti da leggi ovvero da deliberazioni non legislative della Camera dei deputati, nonché relativi alla trasmissione degli atti per i quali è prevista l’espressione di un parere parlamentare.


La pubblicazione si apre con la Sezione I relativa alle nomine governative negli enti pubblici, monitorate principalmente ai sensi dalla legge n. 14 del 24 gennaio 1978, che disciplina le richieste di parere parlamentare e le comunicazioni al Parlamento di nomine effettuate dal Governo in enti pubblici.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, la sezione I dà conto, nella sottosezione a), delle nomine effettuate dal Governo in enti ricompresi nel campo di applicazione della suddetta legge n. 14 del 1978 nel periodo considerato dalla pubblicazione. Si tratta pertanto delle nomine conseguenti a proposte di nomina trasmesse per l’espressione del parere parlamentare (ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978), informando quindi sull’esito dei pareri espressi dalle Commissioni parlamentari di entrambe le Camere in sede di nomina da parte governativa, o comunicate dal Governo (ai sensi dell’articolo 9 della richiamata legge n. 14). Vengono anche specificate le procedure di nomina previste dalle norme relative ai singoli enti e fornite notizie essenziali sull’attività degli stessi.

Nella sottosezione b) vengono elencate ed analizzate le principali cariche di nomina governativa, sempre ricomprese nell’ambito della legge n. 14 del 1978, scadute e non ancora rinnovate nel periodo considerato o che scadranno nei mesi successivi.

La sottosezione c) dà conto di nomine o di cariche in scadenza, sempre nel periodo preso in esame, in enti pubblici e autorità indipendenti che esulano dal campo di applicazione della legge n. 14 del 1978.

La Sezione I cerca quindi di fornire un quadro della situazione delle nomine governative in molti enti pubblici tramite l’utilizzo di una banca dati istituita negli ultimi mesi del 2002 dal Servizio per il controllo parlamentare per colmare una lacuna avvertita non solo a livello parlamentare, e che da allora è cresciuta anche estendendo il campo del proprio monitoraggio. Tale banca dati viene implementata dal Servizio stesso tramite la ricerca e l’esame di documenti di varia provenienza (prevalentemente parlamentare e governativa) nonché il contatto diretto con i Ministeri competenti per le nomine e con gli enti stessi. Lo scopo è appunto quello di fornire dati di non facile reperibilità, ordinati in modo cronologico e logicamente coerente, per far sì che l’utente possa meglio orientarsi in un campo vario e complesso. In tal modo è possibile disporre, tra l’altro, di uno scadenzario delle principali nomine che dovranno poi essere rinnovate ed avere notizia dell’esito dei pareri espressi dalle competenti Commissioni.


Nella Sezione II viene presa in esame l’attuazione data dai diversi Ministeri agli impegni contenuti in atti di indirizzo (ordini del giorno, mozioni o risoluzioni) approvati in Assemblea o in Commissione. Il Servizio per il controllo parlamentare provvede a segnalare detti atti ai Ministeri di volta in volta individuati come competenti a dare loro seguito (nel caso degli ordini del giorno una volta divenuta legge l’A.C. cui sono riferiti). Gli atti così inviati alle Amministrazioni sono elencati nel paragrafo “Le nostre segnalazioni”.


Nella Sezione III si illustrano gli esiti del monitoraggio svolto dal Servizio sulle relazioni al Parlamento la cui trasmissione sia prevista da norme di legge, distinte tra “governative” e “non governative”. Si dà inoltre conto delle relazioni di nuova istituzione, stabilite cioè da nuove norme entrate in vigore nel periodo considerato.


Come per quelle contenute nella Sezione I, anche le informazioni riportate nelle sezioni II e III sono tratte dalle altre due banche dati sviluppate e gestite dal Servizio per il controllo parlamentare, e costantemente alimentate sulla base dei dati contenuti nelle Gazzette Ufficiali, degli atti parlamentari, nonché delle informazioni acquisite direttamente dai Ministeri.















Sezione I


NOMINE GOVERNATIVE PRESSO ENTI























La sezione è ripartita in quattro sottosezioni che danno conto: 1) dell’ampiezza del campo di applicazione della legge n. 14/1978, relativa al controllo parlamentare sulle nomine negli enti pubblici, a seguito dell’attuazione data alla normativa vigente in materia di riforma, accorpamento e soppressione di enti pubblici (c.d. normativa taglia-enti); 2) delle nomine effettuate dal Governo in enti ricompresi nel campo di applicazione della legge n. 14/1978 nel mese di giugno 2012 (e nella prima parte del mese di luglio 2012), indicando i nominativi dei titolari, le cariche assunte, le modalità, le date di nomina e il tipo di controllo parlamentare previsto (espressione del parere da parte delle Commissioni competenti o comunicazione al Parlamento da parte dei Ministeri, evidenziando altresì i casi in cui non sia stata seguita nessuna delle due procedure); 3) delle nomine scadute e non ancora rinnovate negli enti medesimi nello stesso periodo e di quelle in scadenza fino al 30 giugno 2012 con l’indicazione dei titolari e delle cariche in scadenza (o scadute), delle procedure di nomina e del tipo di controllo parlamentare previsto per il rinnovo delle suddette cariche; 4) delle principali nuove nomine effettuate e di quelle in scadenza in enti pubblici o autorità amministrative indipendenti non ricompresi nel campo della citata legge n. 14/1978, entro il 31 agosto 2012, con l’indicazione dei titolari, delle procedure di nomina, delle date di scadenza e dell’eventuale rinnovo se già avvenuto.

In evidenza a giugno 2012


La prima sezione della pubblicazione “l’attività di controllo parlamentare” dà conto delle nomine governative negli enti e dello stato del quadro normativo di riferimento, monitorando il mese di giugnoe l'inizio di quello di luglio, con una proiezione previsionale delle cariche in scadenza fino alla fine di agosto. La sezione è composta da quattro sottosezioni, che danno rispettivamente conto dell'attuazione della normativa taglia-enti, delle cariche rinnovate nel mese di giugno e di quelle da rinnovare entro la fine di agosto, nei campi degli enti pubblici e delle autorità amministrative indipendenti.



IN QUESTO NUMERO:


- Si anticipa che il 5 luglio 2012 l’Assemblea degli azionisti della RAI-radiotelevisione S.p.a. ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell’Azienda. Ne fanno parte Benedetta Tobagi, Rodolfo De Laurentiis, Luisa Todini, Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Gherardo Colombo ed Antonio Pilati, in quanto designati dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nonché Marco Pinto ed Anna Maria Tarantola, quali componenti indicati dal Ministero dell'economia e delle finanze. Il 10 luglio 2012 Anna Maria Tarantola è stata nominata presidente della RAI dal predetto consiglio di amministrazione, ma tale nomina è divenuta efficace dopo che la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ha espresso parere favorevole a maggioranza dei due terzi dei componenti nella seduta del 12 luglio 2012.


- Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con propri decreti del 18 giugno 2012, ha nominato Francesco Messineo ed Antonino De Simone presidenti delle Autorità portuali rispettivamente di Marina di Carrara e di Messina.


- Il 19 giugno 2012 si è insediato il nuovo collegio del Garante per la protezione dei dati personali, i cui componenti erano stati eletti dalle Camere il 6 giugno 2012. Nelle rispettive sedute la Camera ha eletto Giovanna Bianchi Clerici ed Antonello Soro, mentre sono risultati eletti dal Senato Augusta Iannini e Licia Califano. Nella prima riunione del collegio Antonello Soro ed Augusta Iannini sono stati eletti all'unanimità rispettivamente presidente e vicepresidente del Garante.


- Sempre il 6 giugno 2012 le Camere hanno anche eletto i nuovi componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM. Nelle rispettive sedute, la Camera ha eletto Maurizio Decina ed Antonio Martusciello mentre il Senato ha eletto Antonio Preto e Francesco Posteraro.


- Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha successivamente trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina di Angelo Marcello Cardani a presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM, sulla quale la IX Commissione della Camera e - si anticipa - l'8ª Commissione del Senato hanno espresso il prescritto parere favorevole a maggioranza qualificata.


- Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha altresì trasmesso le richieste di parere parlamentare sulle proposte di nomina di Mario Sebastiani a presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, nonché di Pasquale De Lise e di Barbara Marinali a componenti della medesima Autorità. Anche tali richieste sono state assegnate alla IX Commissione della Camera ed alla 8ª Commissione del Senato, che tuttavia non hanno ancora espresso il prescritto parere favorevole a maggioranza qualificata..


- Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha comunicato di aver confermato Franco Iezzi nell'incarico di commissario straordinario dell'Ente parco nazionale della Majella. La 13ª Commissione del Senato e l'VIII Commissione della Camera hanno invece espresso parere favorevole sulla proposta di nomina di Giampiero Sammuri a presidente dell'Ente parco nazionale dell'Arcipelago toscano.


- Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha comunicato di aver nominato, con proprio decreto, Domenico Giardinicomponente del consiglio di amministrazione dell'Istitutonazionale di geofisica e vulcanologia INGV.


- Nel mese di giugno è scaduto il mandato di Matilde Mancini quale commissario straordinario dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratoriISFOL.


- Nel mese di luglio scade il mandato di Giancarlo Giannini a presidente dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private di interesse collettivo ISVAP.


- Sempre nel mese di luglio scadono inoltre i mandati del presidente della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia CSC, Francesco Alberoni, nonché dei componenti del consiglio di amministrazione Giuseppe (Pupi) Avati, Dario Edoardo Viganò, Giancarlo Giannini e Giorgio Tino.


- Nei mesi di luglio ed agosto scadranno i mandati quadriennali dei presidenti delle Autorità portuali di Catania, Santo Castiglione, di Venezia, Paolo Costa, e di Savona, Cristoforo Canavese.


- Nel mesi di luglio ed agosto sono altresì in scadenza i mandati dei presidenti degli Enti parco nazionali del Circeo, Gaetano Benedetto, e del Pollino, Domenico Pappaterra, nonché dei commissari straordinari degli Enti parco nazionali dell'Arcipelago toscano, Massimo Avancini, delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro, dell'Ente parco nazionale dell'Appennino lucano - Val d'Agri - Lagonegrese, Domenico Totaro, nonché del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna,Antonio Granara.


- Nel mese di agosto scadranno infine i mandati di Paolo Sestito a commissario straordinario dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione INVALSI, di Stefania Fuscagni a commissario straordinario dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica ANSAS, di Giancarlo Morcaldo a commissario della Commissione di vigilanza sui fondi pensione COVIP e di Vito Riggio a presidente dell'Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC.


- È stato pubblicato nel S.O n. 129 alla G.U. n. 147 del 26 giugno 2012, il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, tra le quali rileva, all'articolo 19, l'istituzione dell'Agenzia per l'Italia digitale. L'Agenzia, che opera sulla base di principi di autonomia organizzativa, tecnico-operativa, gestionale, di trasparenza e di economicità, è sottoposta alla vigilanza del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro da lui delegato, del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. L'articolo 20 del suddetto decreto-legge specifica le funzioni della nuova Agenzia, preposta alla realizzazione degli obiettivi dell'Agenda digitale italiana, in coerenza con l'Agenda digitale europea e con gli indirizzi elaborati dalla Cabina di regia istituita dall'articolo 47 del decreto-legge n. 5/2012, convertito in legge con modificazioni dalla legge n. 35/2012. All'Agenzia sono attribuite le funzioni già svolte dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le funzioni di coordinamento, indirizzo e regolazione già affidate a DigitPA, nonché quelle proprie dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, che sono soppressi dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del decreto-legge1. Sono organi della nuova Agenzia il direttore generale, il comitato di indirizzo ed il collegio dei revisori dei conti. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, il direttore generale è nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con gli altri Ministri vigilanti e previo avviso pubblico, tra persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica e in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione. L'incarico è di durata triennale. Entro 45 giorni dalla nomina del direttore generale è approvato lo statuto dell'Agenzia con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. In particolare lo statuto prevede che il Comitato di indirizzo sia composto da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, un rappresentante del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, un rappresentante del Ministero dell'economia e finanze e due rappresentanti designati dalla Conferenza Unificata. Quanto ai profili relativi al controllo parlamentare sulle nomine negli enti pubblici, si osserva che la nuova Agenzia, costituita ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, può ritenersi sprovvista della personalità giuridica di diritto pubblico ed in quanto tale sottratta alla disciplina generale di cui alla legge n. 14/1978, alla quale peraltro non viene fatto alcun rimando dalle norme istitutive, che nemmeno prevedono discipline speciali in tal senso. Viceversa le procedure di controllo parlamentare previste dalla legge n. 14/1978 erano state puntualmente attivate in ordine alle nomine relative al soppresso ente DigitPA.


- Il decreto-legge n. 83/2012 reca altresì all'articolo 41 misure di razionalizzazione dell'organizzazione dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane - ICE e dell'Agenzia nazionale per il turismo all'estero - ENIT. Tali misure risultavano già inserite nel disegno di legge A.C. 5209, presentato alla Camera il 16 maggio 2012 e menzionato nel precedente numero della presente pubblicazione. Riprodotte nel testo del predetto decreto-legge, tali disposizioni risultano dunque in vigore a decorrere dal 26 giugno 2012. È stato quindi disposto che, nell'ambito della razionalizzazione dell'utilizzo delle sedi e del personale all'estero dell'Agenzia nazionale del turismo ENIT, a decorrere dal primo rinnovo del consiglio di amministrazione del predetto Ente, uno dei membri sia designato dal Ministro degli affari esteri. Ulteriori prescrizioni riguardano la composizione della cabina di regia chiamata a fissare le linee guida e di indirizzo strategico per la promozione e l'internazionalizzazione delle imprese italiane2.

- È stato altresì pubblicato nella G.U. n. 148 del 27 giugno 2012 il decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, recante misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. Ai fini della presente pubblicazione, si segnalano in particolare le disposizioni di cui all'articolo 3 del citato decreto-legge, le quali, nel disegnare un nuovo assetto delle Agenzie fiscali, prevedono tra l'altro la soppressione dell'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ASSI, le cui funzioni e risorse vengono ripartite tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli3, con decorrenza dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del predetto decreto-legge. Come ricordato nei precedenti numeri di questa pubblicazione, per effetto dell'articolo 14, commi 28 e 29, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 111 del 2011, l'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine UNIRE, ente pubblico soggetto alla legge n. 14/1978, era stata appunto trasformata nell'ASSI, che subentrava nella titolarità dei relativi rapporti giuridici attivi e passivi. Tale trasformazione non aveva comportato il rinnovo delle cariche commissariali in essere a quel momento e che, previamente nominate in capo all'UNIRE, erano rimaste in vita in relazione al nuovo soggetto in quanto successore ex lege. L'ASSI è dunque venuta in essere immediatamente in regime commissariale, scaduto peraltro il 2 maggio 2012 e protrattosi per ulteriori 45 giorni in regime di prorogatio (ai sensi del decreto-legge n. 293/1994, convertito dalla legge n. 444/1994) fino al 16 giugno 2012. Dell'ASSI peraltro non è stato emanato lo statuto, né sono stati costituiti gli organi (direttore generale, comitato direttivo e collegio dei revisori) previsti dal ricordato decreto-legge n. 98/2011.


- Si anticipa che il 5 luglio 2012 è stato presentato alle Camere lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di riordino degli enti vigilati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (atto n. 492). Le relative disposizioni prevedono tra l'altro la riduzione dei componenti degli organi degli Enti parco nazionali, dei Consorzi dell'Adda, dell'Oglio e del Ticino, nonché del Consorzio del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna. Detto schema è stato assegnato alla Commissione per la semplificazione, che dovrà esprimersi entro il 4 agosto 2012. Della materia si darà tuttavia una trattazione più organica all'esito dell'iter parlamentare e dell'emanazione del relativo provvedimento.


- Si anticipa infine che è stato pubblicato, nel S.O. n. 141 alla G.U. n. 156 del 6 luglio 2012, il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, il cui disegno di legge di conversione è attualmente assegnato in sede referente alla 5ª Commissione (Bilancio) del Senato della Repubblica. Per quanto specificamente concerne gli enti rilevanti ai fini della presente pubblicazione, si precisa che l'articolo 12 del suddetto decreto-legge dispone, a decorrere dalla entrata in vigore del provvedimento d'urgenza, ossia dal 7 luglio 2012: la soppressione dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimentie la nutrizione INRAN e della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia CSC, la messa in liquidazione della Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo ARCUS S.p.a., il riordino dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura AGEA, nonché la proroga del commissariamento dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ISFOL. Lo stesso articolo reca altresì ulteriori prescrizioni circa la costituzione o, in subordine, l'eventuale soppressione dell'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali. Inoltre, l'articolo 13 del medesimo decreto-legge n. 95/2012 istituisce l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale IVARP, cui sono attribuite le funzioni già affidate all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ISVAP e parte di quelle già spettanti alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione COVIP, i quali sono soppressi alla data di entrata in vigore dello statuto del nuovo Istituto, che succede loro nei relativi poteri, funzioni, competenze e rapporti giuridici. Per una trattazione esaustiva e compiuta della materia, si rinvia tuttavia ad una prossima pubblicazione, anche all'esito dell'iter di conversione in legge del citato provvedimento d'urgenza.


Per l'approfondimento sulle nomine e le scadenze nei singoli enti, si rinvia alle relative note.



a) L’ampiezza del campo di applicazione della L. n. 14/1978
a seguito dell’attuazione della normativa taglia-enti


Il controllo parlamentare sulle nomine effettuate dal Governo negli enti pubblici è disciplinato, in via generale, dalla legge 24 gennaio 1978, n. 14 (il cui contenuto è illustrato più avanti, in apertura della prossima sottosezione), che definisce il proprio campo di applicazione con riferimento agli “istituti ed enti pubblici, anche economici”. In tale campo intervengono altresì le disposizioni della normativa vigente in materia di riforma, accorpamento e soppressione di enti pubblici, nota come normativataglia-enti, la cui applicazione ha provocato, e potrebbe ancora provocare in futuro, una diminuzione tanto del numero degli enti pubblici quanto di quello delle nomine di competenza governativa da effettuarsi negli enti medesimi, restringendo di conseguenza l’estensione del campo di applicazione della legge n. 14/1978. Pertanto, in considerazione della sua evidente rilevanza per la delimitazione dell’oggetto della presente sezione, si procede di seguito ad una ricognizione preliminare degli effetti della normativa taglia-enti sulle nomine governative negli enti pubblici.




1. Il nucleo originario della normativa taglia-enti

Negli ultimi anni la materia della soppressione o razionalizzazione degli enti pubblici è stata oggetto di diversi interventi legislativi. Muoveva in quella direzione la legge finanziaria per il 2002 (legge n. 448 del 2001, art. 28, secondo Governo Berlusconi), poi modificata dalla legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006, art. 1, commi 482 e seguenti, secondo Governo Prodi), che ponevano in relazione agli “enti ed organismi pubblici statali, nonché strutture amministrative pubbliche statali” un complesso di norme finalizzate al loro riordino, trasformazione o soppressione che sono rimaste sostanzialmente inattuate. A dare nuovo impulso al procedimento mirava quindi la legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244 del 2007, art. 2, commi da 634 a 641, secondo Governo Prodi), che peraltro, come le precedenti, affidava a successivi regolamenti di delegificazione governativi, adottati ai sensi della legge n. 400/1988, il compito di procedere al riordino, alla trasformazione o alla soppressione e messa in liquidazione degli enti in questione. I princìpi e criteri direttivi da seguire prevedevano: la fusione degli enti e strutture che svolgessero attività analoghe o complementari; la trasformazione degli enti che non svolgessero funzioni di rilevante interesse pubblico in soggetti di diritto privato o la loro soppressione e liquidazione; la fusione, trasformazione o soppressione degli enti attivi in materie attribuite alle regioni o agli enti locali; la razionalizzazione degli organi degli enti e la riduzione del numero dei loro componenti; la previsione che per gli enti liquidati lo Stato rispondesse delle passività nei limiti dell’attivo delle liquidazioni; l’abrogazione dei finanziamenti pubblici agli enti soppressi o trasformati in soggetti di diritto privato; il trasferimento alle amministrazioni con preminente competenza nella materia delle funzioni degli enti soppressi (comma 634). Unicamente per 11 enti identificati nell’allegato A4 era direttamente prevista dalla legge la soppressione, ai sensi del comma 636, ove non riordinati entro il termine previsto per l’emanazione dei regolamenti di delegificazione (col meccanismo, cioè, della c.d. ‘ghigliottina’).

Molto più ‘interventista’, sebbene riferita a un campo di applicazione più ristretto (i soli “enti pubblici non economici”5) è invece la nuova disciplina della materia introdotta, a breve distanza di tempo, dall’art. 26 della legge 6 agosto 2008, n. 133, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (quarto Governo Berlusconi, come le seguenti fino al novembre 2011): generalizzando la clausola del predetto comma 636 dell’art. 2 della legge n. 244/2007, l’art. 26 dispone esso stesso direttamente la soppressione automatica degli enti pubblici non economici, ad eccezione di quelli espressamente confermati o riordinati con una determinata procedura ed entro determinati termini, mediante una ‘ghigliottina’ da cui sono escluse unicamente talune categorie di enti identificati dalla legge stessa (cfr. infra). Peraltro, mentre si introduceva la nuova ‘ghigliottina generalizzata’, veniva meno la ‘ghigliottina specifica’, in quanto il comma 636 e l’allegato A della legge n. 244/2007 erano abrogati e gli 11 enti interessati venivano a rientrare nella disciplina generale recata dalla nuova legge (comma 3 dell’art. 26). D’altra parte, il medesimo comma 3 dell’art. 26 della legge n. 133/2008 abrogava le disposizioni della legge finanziaria per il 2007 che prevedevano l’istituzione di un nuovo ente pubblico, l’Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica amministrazione, e l’art. 28 disponeva direttamente l’accorpamento di tre enti già esistenti in un unico nuovo organismo pubblico: veniva infatti istituito l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA, trasferendogli le funzioni e le risorse dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici ARPAT, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica INFS e dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare ICRAM, di cui veniva contestualmente disposta la soppressione (comma 2). Con decreto interministeriale dovevano essere determinati, fra l’altro, gli organi di amministrazione e controllo e le modalità di costituzione e di funzionamento dell’ISPRA, tenendo conto dei risparmi da realizzare a regime per effetto della riduzione degli organi di amministrazione e controllo degli enti soppressi, nonché conseguenti alla razionalizzazione delle funzioni amministrative, anche attraverso l'eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali, e al minor fabbisogno di risorse strumentali e logistiche (comma 3).

L’articolo 26 della legge n. 133/2008 è stato successivamente in parte novellato e in parte integrato da altre disposizioni, in primo luogo quelle volte a ribadire in modo più stringente gli obiettivi di risparmio nonché di contenimento strutturale di spesa, recate dall’art. 17, commi 1-9, della legge 3 agosto 2009, n. 102, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78. Pertanto, la legge n. 133/2008 sviluppa quanto già formulato dalla legge n. 244/2007, e ancora vigente come criteri direttivi,6 e costituisce dunque la ‘carta’ normativa del procedimento taglia-enti, recando la disciplina fondamentale del riordino e della soppressione degli stessi; nell’art. 17 della legge n. 102/2009 si trovava invece la disciplina fondamentale dei profili inerenti al contenimento di spesa che il procedimento di riordino e soppressione degli enti persegue, successivamente a sua volta modificata ed integrata da altre disposizioni di legge.

Interessati da questa normativa, come si è detto, sono gli enti pubblici non economici; in via interpretativa7, è stato chiarito che si tratta degli enti pubblici non economici statali. Il procedimento di riordino e soppressione di tali enti prevede due diverse procedure, il discrimine tra l’una e l’altra delle quali è dato dalle dimensioni degli enti, ossia se essi abbiano o meno una dotazione organica di personale inferiore a cinquanta unità. Le norme relative alle due procedure presentavano tuttavia alcuni profili problematici, quanto alla loro interpretazione e raccordo, per superare i quali, nonché per prorogare i termini originariamente assegnati al procedimento, è stato necessario introdurre ulteriori disposizioni con la legge 26 febbraio 2010, n. 25, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, all’art. 10-bis, e con la legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, all’art. 7, comma 30.

Il complesso della normativa così risultante stabiliva dunque, in sintesi, che dovessero esseresoppressi gli enti pubblici non economici (statali):

a) con una dotazione organica inferiore alle 50 unità, con determinate esclusioni (ordini professionali e loro federazioni; federazioni sportive; enti non inclusi nell’elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato; enti la cui funzione consiste nella conservazione e nella trasmissione della memoria della Resistenza e delle deportazioni; autorità portuali; enti parco; enti di ricerca8) e ad eccezione di quelli confermati con decreto dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione n. 133/2008, e cioè entro il 20 novembre 20089. Anche gli enti così confermati possono comunque, specifica il citato art. 10-bis della legge n. 25/2010, essere riordinati ai sensi dei commi 634 e seguenti dell’articolo 2 della legge finanziaria 2008, con appositi regolamenti;

b) con dotazione pari o superiore a 50 unità, con esclusione degli stessi enti di cui sopra, nonché di quelli comunque non inclusi nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuati dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (periodo aggiunto dal citato comma 30 dell'articolo 7 della legge n. 122/2010), per i quali alla scadenza del termine previsto dalla legge non fossero stati emanati i regolamenti di riordino ai sensi della legge finanziaria 2008 o non fossero stati approvati in via preliminare dal Consiglio dei ministri i relativi schemi di regolamento di riordino. Tali regolamenti sono poi emanati con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere, entro trenta giorni dalla trasmissione, delle Commissioni parlamentari competenti. Il predetto termine di legge per l’attuazione del riordino degli enti è stato ripetutamente differito10; da ultimo, l'articolo 10-bis della citata legge di proroga termini n. 25 del 2010 ha stabilito che gli schemi di regolamento di riordino, adottati in via preliminare entro il 31 ottobre 2009, dovessero essere emanati in via definitiva entro il 31 ottobre 2010, salvando comunque dalla soppressione gli enti oggetto di apposite previsioni legislative di riordino entrate in vigore nella XVI Legislatura.

Vale per entrambe le procedure quanto previsto dal terzo periodo del comma 1 dell’art. 26 della legge n. 133/2008 per cui, nei novanta giorni successivi rispetto al termine di decorrenza dell’effetto soppressivo degli enti, i Ministri vigilanti sono tenuti a comunicare al Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e al Ministro per la semplificazione normativa l’elenco degli enti che risultano soppressi. Agli stessi Ministri vigilanti è stato attribuito dalla legge n. 102/2009 il potere di proposta per l’adozione dei regolamenti di riordino, originariamente posto in capo ai Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione, per la semplificazione normativa e per l’attuazione del programma di governo, poi chiamati ad esprimere sui regolamenti di riordino unicamente il proprio concerto. In caso di soppressione di un ente è previsto che l’amministrazione vigilante succeda ad esso a titolo universale, in ogni rapporto (“anche controverso”), e ne acquisisca le risorse.

Circa l’esclusione dalla normativa taglia-enti degli enti di ricerca, va precisato che l’art. 27 della legge 18 giugno 2009, n. 69, al comma 2, la limita agli enti di ricerca di cui alla legge n. 165/2007, cioè quelli vigilati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per i quali siano adottati entro il 31 dicembre 2009 i decreti legislativi attuativi della delega al riordino ivi prevista. Il successivo comma 3 dell’art. 27 stabilisce inoltre l’esenzione anche dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca ANVUR, dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica ANSAS, dell’Ente nazionale di assistenza magistrale ENAM e dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione INVALSI, qualora riordinati entro il 31 dicembre 2009 tenendo conto dei princìpi e criteri direttivi di cui all’art. 2, comma 634, della legge n. 244/2007. In altre parole, gli enti di ricerca esclusi dal procedimento taglia-enti sono unicamente quelli effettivamente riordinati per altra via, in attuazione della normativa speciale recata dalla legge-delega n. 165/2007 o tenendo conto della previsione generale di cui alla legge n. 244/2007.

Si segnala inoltre che uno speciale procedimento, preliminare al riordino da effettuarsi ai sensi della normativa taglia-enti, riguardava gli enti controllati o vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali: in base all’art. 4-sexiesdecies del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, introdotto dalla legge di conversione 30 dicembre 2008, n. 205, tali enti, nonché le società controllate o vigilate dal Ministero, dovevano, “in vista del relativo necessario riordino”, adeguare i propri statuti entro il 30 aprile 2009 allo scopo di prevedere un numero massimo di componenti dei rispettivi consigli di amministrazione non superiore a cinque, di cui uno designato dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome. Conseguentemente, nei trenta giorni successivi all’adeguamento doveva procedersi al rinnovo dei relativi organi di amministrazione. In applicazione di tale disposizione (il cui ambito di applicazione era più vasto rispetto alla normativa taglia-enti propriamente intesa, riguardando anche gli enti pubblici economici, come ad esempio l’Ente nazionale risi, e le società), che di fatto anticipava per gli enti del comparto agro-alimentare l’intervento poi generalizzato dall’art. 6, comma 5, della legge n. 122/2010 (cfr. infra), nel corso del 2009 risultano aver modificato i propri statuti i seguenti sette enti pubblici non economici: Agenzia per le erogazioni in agricoltura AGEA, Istituto nazionale di economia agraria INEA, Unione nazionale per l’incremento delle razze equine UNIRE, Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura CRA, Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare ISMEA, Istituto nazionale per gli alimenti e la nutrizione INRAN, Ente nazionale sementi elette ENSE, che hanno tutti ridotto a 5 i componenti dei rispettivi CDA. Alcuni di tali enti, l’UNIRE, l’INRAN e l’ENSE, saranno poi interessati da provvedimenti di trasformazione, riordino o soppressione adottati ai sensi della normativa taglia-enti (cfr. infra). Nessuna modificazione statutaria risulta invece approvata per l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania EIPLI, anch’esso controllato dal Ministero delle politiche agricole, peraltro da anni in regime commissariale e successivamente soppresso (cfr. infra).


SCHEMA RIEPILOGATIVO

La normativa taglia-enti stabilisce la soppressione degli enti pubblici non economici statali:

a) con una dotazione organica inferiore alle 50 unità, con esclusione degli ordini professionali e loro federazioni, delle federazioni sportive, degli enti non inclusi nell’elenco ISTAT, di quelli la cui funzione consiste nella conservazione e nella trasmissione della memoria della Resistenza e delle deportazioni, nonché delle autorità portuali, degli enti parco, degli enti di ricerca riordinati per altra via, e ad eccezione di quelli confermati con decreto interministeriale del 19/11/2008.

b) con dotazione organica pari o superiore a 50 unità, con le stesse esclusioni di cui al punto a), per i quali non vengano adottati i relativi schemi di regolamento governativo di riordino, in via preliminare entro il 31/10/2009 e in via definitiva entro il 31/10/2010, salvando comunque gli enti riordinati nella XVI Legislatura.



2. L’impostazione degli schemi di regolamenti di riordino

In attuazione della normativa taglia-enti il Governo ha progressivamente definito ed approvato in via preliminare una serie di schemi di regolamenti di riordino: quelli approvati dal Consiglio dei ministri entro il 31 ottobre 2009 riguardavano un numero di enti pari a 96, ma tale numero complessivo non si riferisce solo agli enti interessati dal procedimento taglia-enti, che sono 55 (compresi 6 Enti di ricerca non sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, esclusi, quindi, dall’autonomo riordino effettuato con il D.Lgs. n. 213/2009), bensì comprende anche enti espressamente esclusi da esso, come Autorità portuali (in numero di 20) ed Enti parco (in numero di 21).

Sono stati approvati in via preliminare complessivamente 29 schemi di regolamento, per il riordino di:

- Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” (nella seduta del Consiglio dei ministri del 3 ottobre 2008);

- Lega navale italiana, Unione italiana tiro a segno, Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia UNUCI, Casse militari (nella seduta del Consiglio dei ministri del 6 marzo 2009);

- Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA (nella seduta del Consiglio dei ministri del 28 maggio 2009);

- enti pubblici non economici vigilati dal Ministero dell’economia e delle finanze (nella seduta del Consiglio dei ministri del 26 giugno 2009);

- Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ANSV, Istituto opere laiche palatine pugliesi, Istituto nazionale di beneficenza Vittorio Emanuele III, Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali (nella seduta del Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2009);

- Ente italiano montagna EIM, Agenzia nazionale per i giovani, Automobile club d’Italia ACI, Club alpino italiano CAI, Agenzia nazionale per il turismo ENIT, Istituto postelegrafonici IPOST, enti vigilati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, enti vigilati dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali (due distinti schemi riguardanti, rispettivamente, il settore lavoro ed il settore salute), Scuola archeologica italiana di Atene, Fondazione Guglielmo Marconi, Unione accademica nazionale, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, Istituto agronomico per l’oltremare, Fondo di assistenza per il personale della polizia di Stato, enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Accademia nazionale dei Lincei, Istituto nazionale di statistica ISTAT (nella seduta del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2009).

L’elenco completo dei 96 enti inclusi negli schemi di regolamenti di riordino risulta il seguente: Accademia nazionale dei Lincei; Aero club d'Italia; Agenzia italiana del farmaco; Agenzia nazionale per i giovani; Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali; Agenzia nazionale per il turismo; Agenzia nazionale per la sicurezza del volo; Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione; Automobile club d'Italia; 20 Autorità portuali; Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali; Cassa ufficiali della Guardia di finanza; 6 Casse militari; Club alpino italiano; Comitato per il marchio comunitario di qualità ecologica dei prodotti e per il sistema comunitario di ecogestione e audit; Consorzi dell'Adda, del Ticino, dell'Oglio; Consorzio parco nazionale dello Stelvio; Croce rossa italiana; Ente italiano montagna; Ente nazionale per l'aviazione civile; Ente parco nazionale del Gran Paradiso; 21 Enti parco; Fondazione Guglielmo Marconi; Fondazione Il Vittoriale degli Italiani; Fondo di assistenza per i finanzieri; Fondo di assistenza per il personale della polizia di Stato; Fondi di previdenza per il personale appartenente ai ruoli ispettori, sovrintendenti, appuntati, finanzieri della Guardia di Finanza; Fondo di previdenza per il personale dell'ex Ministero delle Finanze; INPS, INAIL, INPDAP, ENPALS, IPSEMA, ENAPPSMAD (integrazione logistico-funzionale) ed ISFOL; Istituto agronomico per l’oltremare; Istituto di studi e analisi economica; Istituto nazionale di statistica ISTAT; Istituto nazionale di beneficenza Vittorio Emanuele III; Istituto nazionale per studi ed esperienza di architettura navale; Istituto opere laiche palatine pugliesi; Istituto postelegrafonici; Istituto per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro; Istituto superiore di sanità; Lega navale italiana; Opera nazionale per i figli degli aviatori; Scuola archeologica italiana di Atene; Unione accademica nazionale; Unione italiana tiro a segno; Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia.

L’adozione in via preliminare da parte del Governo dello schema di decreto di riordino, in attesa dell’approvazione definitiva entro il 31 ottobre 2010, valeva intanto la conferma per gli enti interessati, che altrimenti, ai termini di legge, avrebbero dovuto essere soppressi perché non sottoposti a riordino. Fra tali enti non rientrava l’Ente irriguo umbro toscano EIUT, la cui bozza di regolamento di riordino esaminata nella riunione del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2009 non è stata approvata (cfr. infra).

Si segnala altresì che nella seduta del 28 ottobre 2009 il Governo ha approvato in via preliminare un ulteriore schema di regolamento di riordino di enti pubblici non economici, peraltro non ai sensi della normativa taglia-enti e nell’ambito del relativo procedimento, ma sulla base di altre disposizioni di legge che li riguardavano: si tratta del regolamento per l’unificazione strutturale della Giunta centrale per gli studi storici e degli Istituti storici, ai sensi del D.Lgs. n. 419/del 1999. Un altro schema di regolamento di questo tipo approvato in precedenza era quello per la riorganizzazione del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione CNIPA, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 69/2009, deliberato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 24 luglio 2009, ed ulteriori analoghi schemi di regolamento approvati successivamente erano quello per il riordino dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione INVALSI e dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica ANSAS, quello di riordino dell’Ente nazionale di assistenza magistrale ENAM, approvati il 17 dicembre 200911, e quello di riordino del sistema delle Stazioni sperimentali per l’industria, ai sensi dell’art. 46 della legge n. 99/2009 (seduta del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2010). Per questi enti il previsto riordino seguiva quindi specifiche modalità, che potevano anche essere differenti da quelle seguite nell’ambito del procedimento taglia-enti.


3. L’evoluzione del nucleo originario: prima fase

Una nuova ed importante tappa del procedimento taglia-enti è stata successivamente aggiunta dalla citata legge n. 122/2010, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 78/2010, che ha attuato un vasto intervento di c.d. ‘riduzione del perimetro della pubblica amministrazione’. Infatti l’art. 7 di tale legge - oltre ad intervenire al comma 30, come si è detto, sull’individuazione degli enti esclusi dalla soppressione - ha introdotto una serie di nuove disposizioni che hanno innanzitutto stabilito, ai commi da 1 a 17, la soppressione e il riordino immediati di taluni enti vigilati dai Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della salute. In particolare, il comma 1 stabilisce la soppressione dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo IPSEMA e dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ISPESL, attribuendo le relative funzioni all’INAIL, che succede ad essi in tutti i rapporti attivi e passivi; allo stesso modo, i commi 2 e 3 provvedono a sopprimere l’Istituto postelegrafonici IPOST, le cui funzioni sono trasferite all’INPS, e il comma 3-bis sopprime l’Ente nazionale di assistenza magistrale ENAM (per il quale era inutilmente scaduto il termine del 31 dicembre 2009 per l’esclusione dal procedimento taglia-enti mediante autonomo riordino: cfr. infra), attribuendo le relative funzioni all’INPDAP. Le risorse umane e strumentali degli enti soppressi sono trasferite agli enti destinatari delle loro funzioni con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, nonché, per quanto riguarda l’ISPESL, con il Ministro della salute (commi 4 e 5).

I successivi commi 7, 8 e 9 intervengono in materia di riordino degli enti pubblici di previdenza e di assistenza di cui alla legge n. 479 del 1994, eliminando i consigli di amministrazione di tali enti ed attribuendone alcune funzioni ai presidenti (che continueranno ad essere nominati in base alle norme della legge n. 14/1978 sul controllo parlamentare sulle nomine governative); inoltre, viene stabilito che quando verranno rinnovati i consigli di indirizzo e vigilanza degli enti in questione, il numero dei loro componenti verrà ridotto almeno del trenta per cento. I commi da 10 a 14 prevedono poi, tra l'altro, l'adeguamento dei regolamenti che disciplinano l'organizzazione ed il funzionamento degli enti in oggetto, in modo da conformarli alle nuove norme, specificando che le nuove disposizioni si applicano anche all'organizzazione ed al funzionamento dell'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo ENPALS, a cui il comma 16 trasferisce anche funzioni e personale di ruolo (nonché attività e passività di bilancio) del soppresso Ente nazionale di assistenza e previdenza per pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici ENAPPSMAD.

Ulteriori soppressioni di enti e trasferimenti delle relative funzioni sono previsti ai successivi commi 15, che sopprime l'Istituto affari sociali IAS e ne trasferisce le funzioni all'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ISFOL, in una delle macroaree già esistenti; 18, che sopprime un ente vigilato dal Ministero dell'economia e delle finanze, l'Istituto di studi e analisi economica ISAE, le cui risorse e funzioni sono assegnate al ministero vigilante e all'ISTAT; 19, che sopprime un ente di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, l'Ente italiano montagna EIM, al quale la Presidenza succede a titolo universale; 20, che sopprime una serie di enti elencati nell'allegato 2 alla legge, in cui sono specificate le amministrazioni a cui sono trasferiti i rispettivi compiti e attribuzioni. Si tratta in primo luogo di enti vigilati dal Ministero dello sviluppo economico, e cioè tutte le otto Stazioni sperimentali per l'industria, a cui subentrano le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura CCIAA territorialmente competenti, e l'Istituto per la promozione industriale IPI, a cui subentra direttamente il Ministero dello sviluppo economico; poi, di un altro ente vigilato dal Ministero dello sviluppo economico, l'Istituto nazionale per le conserve alimentari INCA12, e di un ente vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l'Ente nazionale delle sementi elette ENSE13, ad entrambi i quali subentra l'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione INRAN. Vengono altresì soppressi altri due enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, e cioè il Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale di Portici e il Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e la FAO, i cui compiti e attribuzioni passano al suddetto Ministero, nonché l'Ente teatrale italiano ETI14, a cui subentra il vigilante Ministero per i beni e le attività culturali. Infine, il comma 21 sopprime l'Istituto nazionale per studi e esperienze di architettura navale INSEAN e trasferisce le sue funzioni e risorse al Consiglio nazionale delle ricerche e i commi da 31-ter a 31-septies sopprimono l’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali AGES, cui succede a titolo universale il Ministero dell’interno.

All’elenco degli enti così soppressi ha successivamente aggiunto un’altra voce l’art. 2 della legge 26 febbraio 2011, n. 10, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, che, ai commi 5-quater e 5-quinquies, ha disposto l’aggiunta nell’allegato 2 della legge n. 122, e quindi la soppressione, del Banco nazionale di prova delle armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali, assegnando alla Camera di commercio di Brescia i relativi compiti e attribuzioni. Il Banco era stato appena riordinato con apposito provvedimento adottato ai sensi della normativa taglia-enti, il D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 222, che aveva, tra l’altro, portato il numero dei componenti del Consiglio di amministrazione da 11 a 5 (cfr. infra).

Ulteriori disposizioni, di carattere più generale ed onnicomprensivo, attinenti al riordino (anche) degli enti ricompresi nel campo di applicazione della normativa taglia-enti sono quelle recate, in un ambito più vasto, dai commi 2 e 5 dell’art. 6 della legge n. 122. Il comma 2, infatti, stabilisce che la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità di organi dei predetti enti, è onorifica: essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano già previsti i gettoni di presenza, essi non possono superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. La violazione di queste norme determina responsabilità erariale e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli. Il comma 2 non si applica agli enti previsti nominativamente dal decreto legislativo n. 300 del 1999 e dal decreto legislativo n. 165 del 2001, e comunque alle Università, enti e fondazioni di ricerca e organismi equiparati, alle Camere di commercio, agli enti del Servizio sanitario nazionale, agli enti indicati nella tabella C della legge finanziaria ed agli enti previdenziali ed assistenziali nazionali, alle ONLUS, alle associazioni di promozione sociale, agli enti pubblici economici individuati con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministero vigilante, nonché alle società.

Il comma 5 dell’art. 6 della legge n. 122 prevede inoltre la riduzione del numero dei componenti degli organi amministrativi di tutti gli enti ed organismi pubblici, inclusi, quindi, gli enti ricompresi nel campo di applicazione della normativa taglia-enti: fermo restando quanto previsto dall'illustrato articolo 7, tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, devono provvedere all'adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della legge n. 122, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove non già costituiti in forma monocratica, nonché il collegio dei revisori, siano costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre componenti. In ogni caso, le amministrazioni vigilanti provvedono al conseguente adeguamento della relativa disciplina di organizzazione, mediante i regolamenti di cui all'articolo 2, comma 634, della legge n. 244/2007, con riferimento a tutti gli enti ed organismi pubblici rispettivamente vigilati. La mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento statutario o di organizzazione previsti dal comma 5 nei termini indicati determina responsabilità erariale e tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli. In attuazione dell’art. 6, comma 5, della legge 122/2010 risulta adottato, con D.P.R. 27 ottobre 2011, n. 207, il nuovo regolamento riguardante la disciplina di organizzazione dell’Istituto per il credito sportivo, che ha ridotto da 10 a 5 i componenti del consiglio di amministrazione dell’ente; di tale riduzione, in quanto, come si è detto, conseguente ad una norma di legge non riconducibile alla normativa taglia-enti propriamente intesa, non si tiene peraltro conto nella ricostruzione dello stato d’attuazione e degli effetti di tale normativa.

La legge n. 122/2010 segna dunque un ulteriore incremento del livello di ‘interventismo’ della normativa taglia-enti, disponendo essa stessa, come si è visto, la soppressione immediata di 23 enti pubblici non economici – poi portati a 24 dalla legge n. 10/2011 - e disciplinando direttamente il riordino degli enti pubblici di previdenza e di assistenza, in un momento in cui non era ancora scaduto il termine del 31 ottobre 2010 per l’adozione dei regolamenti definitivi di riordino degli enti pubblici interessati dal procedimento15, e in un caso - quello dell’ETI - addirittura ritornando sulla procedura in materia di soppressione degli enti con dotazione organica inferiore alle 50 unità già definita con il D.M. 19 novembre 2008. Viene anche derogata la regola generale per cui, in caso di soppressione di un ente, è l’amministrazione vigilante a dovergli succedere, acquisendone le risorse: infatti, in numerosi casi le funzioni e le risorse degli enti soppressi sono attribuite ad altri enti pubblici, anziché alle amministrazioni vigilanti.


4. L’iter degli schemi di regolamenti di riordino

L’iter degli schemi di regolamento di riordino, già adottati dal Governo in via preliminare e il cui termine finale era stato frattanto posposto al 31 ottobre 2010, degli enti successivamente interessati dalla legge n. 122 si è quindi interrotto prima di giungere all’approvazione definitiva; lo stesso è accaduto anche per altri degli schemi di regolamento approvati entro il 31 ottobre 2009, per una serie di motivi fra cui di particolare rilievo appaiono le osservazioni in merito del Consiglio di Stato. Infatti, esaminandoli per l’espressione del prescritto parere, il Consiglio di Stato ha censurato gran parte di tali schemi, chiedendo al Governo di rimettervi mano sulla base del rilievo che il riordino era previsto in un’unica direzione, quella della riduzione degli organi collegiali di gestione e di alcuni posti di vertice interni degli enti, senza mai riguardare anche la riduzione degli uffici dirigenziali dei Ministeri vigilanti; e ciò in violazione della norma (art. 2, comma 634, della legge n. 244/2007, come modificato dall’art. 17 della legge n. 102/2009: cfr. infra) che stabilisce che l’operazione di riorganizzazione deve avvenire su entrambi i versanti con, in entrambi i casi, “corrispondente riduzione degli organici del personale dirigenziale e non dirigenziale ed il contenimento delle spese relative alla logistica ed al funzionamento”. I decreti governativi di riordino dovevano quindi dare attuazione a tutti i princìpi e criteri direttivi indicati dalla legge e non risultava condivisibile la tesi del Governo per cui al riordino degli enti potesse procedersi senza attuare taluni di essi purché fosse rispettato l’obiettivo di contenimento della spesa: secondo il Consiglio di Stato, “il concetto di ‘riordino’ non può essere schiacciato su quello di ‘risparmio’, sino ad ammettere che una qualsiasi operazione di riorganizzazione, tra quelle previste dal legislatore, sia adeguata se genera una riduzione di spesa”.

Come risultato, alla scadenza del 31 ottobre 2010 posta dalla legge per l’adozione dei regolamenti definitivi di riordino, i provvedimenti effettivamente adottati nell’ambito del procedimento taglia-enti risultano soltanto 16, cui si sono aggiunti due ulteriori provvedimenti di riordino adottati ai sensi di altre disposizioni di legge (quelli relativi al CNIPA e all’Istituto per il credito sportivo). L’elenco completo è il seguente:


- D.P.R. 12 novembre 2009, n. 203, di riordino dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia UNUCI;

- D.P.R. 12 novembre 2009, n. 205, di riordino della Lega navale italiana;

- D.P.R. 12 novembre 2009, n. 209, di riordino dell’Unione italiana tiro a segno;

- D.P.R. 4 dicembre 2009, n. 211, di riordino delle Casse militari, accorpate in un unico ente, la Cassa di previdenza delle Forze armate;

- D.P.R. 12 novembre 2009, n. 215, di riordino dell’Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA;

- D.P.R. 13 dicembre 2009, n. 180, di privatizzazione della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”;

- D.P.R. 7 settembre 2010, n. 166, di riordino dell’Istituto nazionale di statistica ISTAT;

- D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 188, di riordino degli enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (riguardante l’Aero club d’Italia e l’Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC);

- D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 189, di riordino dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ANSV;

- D.P.R. 28 ottobre 2010, n. 232, di riordino dell’Accademia nazionale dei Lincei;

- D.P.R. 28 ottobre 2010, n. 237, di riordino dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione16;

- D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 222, di riordino del Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali17;

- D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 243, di riordino dell’Istituto agronomico per l’oltremare;

- D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 244, di riordino del Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato;

- D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 261, di privatizzazione dell’Istituto nazionale di beneficenza Vittorio Emanuele III;

- D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 263, di privatizzazione dell’Istituto opere laiche palatine pugliesi.


A questi regolamenti di riordino, come si è detto, si sono aggiunti, al di fuori del procedimento taglia-enti propriamente inteso, il D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 177, di riorganizzazione del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione CNIPA, che veniva trasformato nel nuovo Ente nazionale per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni DigitPA18, e il D.P.R. 27 ottobre 2011, n. 207, recante il nuovo regolamento di organizzazione dell’Istituto per il credito sportivo.

Tutti gli altri 13 schemi di regolamento di riordino approvati dal Governo in via preliminare entro il 31 ottobre 2009 non sono pervenuti all’approvazione definitiva, non risultando, anzi, essere mai stati neanche trasmessi al Parlamento per l’espressione del prescritto parere. Analogamente, non sono stati approvati definitivamente, ad eccezione di quelli relativi al CNIPA e all’Istituto per il credito sportivo, anche gli schemi di provvedimenti di riordino adottati sulla base di disposizioni di legge diverse dalla normativa taglia-enti, relativi ad INVALSI, ENAM Stazioni sperimentali per l’industria, nonché a Giunta centrale per gli studi storici ed Istituti storici (benché trasmesso alle Camere per il prescritto parere, poi espresso dalle competenti Commissioni parlamentari) e all’ANSAS (anch’esso trasmesso al Parlamento per il parere, effettivamente espresso dalle competenti Commissioni parlamentari). Pertanto, INVALSI, ANSAS ed ENAM sono venuti a rientrare nel campo di applicazione della normativa taglia-enti, risultando inutilmente scaduto il termine del 31 dicembre 2009 di cui all’art. 27, comma 3, della legge n. 69/2009, e l’ENAM, come si è visto, è stato poi soppresso dalla legge n. 122/2010 (sorte analoga toccherà poi all’ANSAS: cfr. infra).

Di conseguenza, i 14 enti pubblici non economici così riordinati e non trasformati in enti di diritto privato19 dovevano essere, a stretto rigore di legge, gli unici interessati dalla normativa taglia-enti ad essere confermati dopo la scadenza del termine del 31 ottobre 2010; tutti gli altri dovevano intendersi soppressi, in quanto non inclusi negli schemi di riordino approvati entro il 31 ottobre 2009 oppure, benché ivi inclusi, non interessati da riordino approvato in via definitiva. E’ peraltro evidente che, in pratica, le cose non stanno in questi termini (cfr. infra sull’esito attuale della procedura taglia-enti e sui conseguenti riflessi in merito all’ambito di applicazione della normativa sul controllo parlamentare sulle nomine), come confermato anche dal fatto che la storia della normativa taglia-enti non si esaurisce affatto con la scadenza del termine del 31 ottobre 2010.


5. L’evoluzione del nucleo originario: seconda fase

Infatti, nella complessa disciplina taglia-enti ha poi innovato la legge 15 luglio 2011, n. 111, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, che da una parte ha introdotto una norma di interpretazione autentica della legge n. 122/2010 e dall’altra ha proseguito nella linea di rafforzato interventismo inaugurata da quest’ultima legge, introducendo nuove disposizioni concernenti la soppressione e il riordino di singoli enti pubblici. Sotto il primo aspetto, l'art. 14, comma 15, della legge n. 111 chiarisce che le amministrazioni a cui sono trasferiti i compiti e le attribuzioni precedentemente spettanti agli enti di cui all’allegato 2 alla legge n. 122/2010, soppressi dall'art. 7, comma 20, della medesima legge, subentrano direttamente nella titolarità di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi degli enti soppressi, senza che gli stessi siano previamente assoggettati a una procedura di liquidazione. Per quanto riguarda il secondo profilo, i commi da 17 a 27 dell’art. 15 della legge n. 111/2011 provvedono innanzitutto a sopprimere l’Istituto per il commercio estero ICE e a trasferirne le funzioni, le risorse umane, strumentali e finanziarie ed i relativi rapporti giuridici attivi e passivi al Ministero dello sviluppo economico ed al Ministero degli affari esteri per le parti di rispettiva competenza, senza l’esperimento di alcuna procedura di liquidazione; inoltre, in materia di riordino di enti pubblici intervengono i commi da 1 a 5 dell’art. 14, di modifica delle funzioni attribuite alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione COVIP, i commi 28 e 29 del medesimo art. 14, che dispongono, nel rispetto di quanto previsto dalla legge n. 122/2010, la trasformazione dell’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine UNIRE20 nell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ASSI, con il conseguente subentro dell’ASSI nella titolarità dei rapporti giuridici attivi e passivi dell’UNIRE21, e i commi 7, 8 e 9 dell’art. 17, che autorizzano il Ministro della salute a provvedere con proprio decreto, entro il 30 giugno 2013, a modifiche all’organizzazione e al funzionamento dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà INMP e ne prevedono la soppressione e liquidazione in caso di mancato raggiungimento dei risultati connessi al progetto di sperimentazione gestionale di cui al comma 7, da concludersi entro il 31 dicembre 2013. Infine, l’art. 19, ai commi 1, 2 e 3, prevede, in materia di riordino degli enti di ricerca, la soppressione, a decorrere dal 1° settembre 2012, dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica ANSAS ed il ripristino dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa INDIRE (si compie, dunque, l’operazione inversa rispetto a quella attuata con la legge finanziaria per il 2007 n. 296/2006 che, ai commi 610 e 611 dell’art. 1, aveva istituito l’ANSAS disponendone il subentro nei compiti e nelle funzioni già svolti dall’INDIRE e dagli Istituti regionali di ricerca educativa IRRE, che erano contestualmente soppressi; questi ultimi Istituti, peraltro, non vengono ripristinati dalla legge n. 111/2011). Nulla viene precisato circa un eventuale riordino del ripristinando INDIRE rispetto alla configurazione che lo stesso aveva all’atto della sua precedente soppressione; sembra dunque doversi concludere che l’Istituto riprenderà il medesimo assetto che aveva prima dell’entrata in vigore dei commi 610 e 611 dell’art. 1 della legge n. 296/2006.22

Da notare, inoltre, che in materia di controllo parlamentare sulle nomine, anche se al di fuori del quadro della normativa taglia-enti, incideva anche l’art. 21, comma 4, lettera b) della legge n. 111/2011, che prevedeva il preventivo parere delle competenti Commissioni parlamentari sulla proposta di nomina da parte del Presidente del Consiglio dei ministri del soggetto preposto all’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari, costituito nell’ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti23. Tuttavia, a seguito dell’istituzione da parte della legge n. 27/2012 (cfr. infra) della nuova Autorità di regolazione dei trasporti, tale procedura dovrebbe essere venuta meno il 30 giugno 2012, data prevista per l’entrata in funzione della nuova Autorità con la conseguente soppressione dell’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari; si segnala peraltro che al momento in cui il presente dossier è stato predisposto, la nuova Autorità non risultava ancora operativa.

Si ricorda che sul procedimento taglia-enti era successivamente intervenuto anche il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, che, al comma 31 dell’art. 1, aveva modificato il campo di applicazione della normativa taglia-enti definito dalla normativa precedente, ed in particolare dalle disposizioni basilari di cui all’art. 26 della legge n. 133/2008. In base a tali modificazioni, la platea degli enti pubblici non economici ricompresi nella prima procedura di soppressione in caso di assenza di riordino, cioè quelli di piccole dimensioni, veniva ampliata sia mediante l’innalzamento da 50 a 70 dipendenti del limite della dotazione organica, sia mediante la riduzione delle categorie escluse dal procedimento, fra le quali non figurava più quella degli enti di ricerca, che potevano quindi essere interessati dalla soppressione anche se recentemente riordinati con il D.Lgs. 31 dicembre 2009, n. 213. Veniva inoltre modificato il meccanismo di identificazione delle ulteriori esclusioni dalla soppressione generalizzata, che potevano essere stabilite per gli enti “di particolare rilievo” identificati dal Presidente del Consiglio dei ministri (anziché dai Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa) con apposito decreto da adottare entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge. Era poi previsto che, sempre con DPCM adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, le funzioni commissariali di gestioni liquidatorie di enti pubblici o di stati passivi potessero essere attribuite a società interamente possedute dallo Stato. Pertanto, l’illustrata disposizione si configurava come ancora più ‘interventista’ di quelle recate dalla stessa legge n. 122/2010, attuando un’ulteriore intensificazione del ricorso diretto a norme di legge immediatamente precettive e dell’accentramento delle decisioni in ambito governativo ad un livello sempre più alto. A seguito dell’esame parlamentare, il comma 31 dell’art. 1 del D.L. n. 138/2001 è stato peraltro soppresso dalla legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148.

Se ha cassato le nuove norme in materia di soppressione degli enti, la legge n. 148/2011 ha tuttavia mantenuto quelle del D.L. n. 138 in materia di riordino degli stessi: infatti, l’art. 1, ai commi da 2 a 5, reca un ulteriore intervento di riduzione delle dotazioni organiche delle amministrazioni già interessate dall’art. 74 della legge n. 112/2008 e dall’art. 2, comma 8-bis, della legge n. 25/2010, che sono tenute, entro il 31 marzo 2012, ad apportare un’ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, in aggiunta a quelle risultanti dall’applicazione dei citati art. 74 e 2 ed in misura non inferiore al 10 per cento delle stesse, nonché ad effettuare una rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, anche in questo caso ulteriore e con una riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione degli art. 74 e 2 (comma 3 dell’art. 1 della legge n. 148/2011). Anche in questo caso, alle amministrazioni inadempienti è fatto divieto di assumere nuovo personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto (comma 4) e vengono specificamente individuate le amministrazioni esonerate dall’applicazione delle norme (comma 5).


6. I profili direttamente inerenti al contenimento di spesa

Per quanto riguarda i profili della normativa taglia-enti direttamente inerenti al contenimento di spesa che il procedimento di riordino e sfoltimento degli enti persegue, già la citata legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296/2006, art. 1, comma 483) aveva quantificato i risparmi di spesa conseguenti alle norme da essa introdotte in un importo non inferiore a 205 milioni di euro per l’anno 2007, a 310 milioni di euro per il 2008 e a 415 milioni di euro a decorrere dal 2009. In caso di accertamento di minori economie rispetto ai predetti obiettivi di risparmio, la legge n. 296 aveva inoltre introdotto, al comma 621 dell’art. 1, una clausola di salvaguardia, con la previsione di una riduzione delle dotazioni del bilancio dello Stato relative ai trasferimenti agli enti pubblici, in maniera lineare, fino alla concorrenza degli importi sopra indicati. Le norme della legge n. 296 sono state successivamente sostituite dalla citata legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244/2007, art. 2, comma 641), che ha mantenuto tuttavia fermi gli obiettivi di risparmio a decorrere dal 1° gennaio 2008, e la relativa clausola di salvaguardia, come pure ha fatto la successiva legge n. 102/2009, ai commi 1-9 dell’art. 17, a decorrere dall’anno 2009: pertanto, la misura complessiva dei risparmi di spesa da conseguire rimane pari a 415 milioni di euro a decorrere dal 2009.

A questo scopo, il citato art. 17 della legge n. 102 aveva introdotto una scansione procedimentale finalizzata ad assicurare effettività ai risparmi di spesa perseguiti. Di qui, innanzitutto, la previsione (comma 3) che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, fossero assegnati a ciascuna amministrazione vigilante gli obiettivi di risparmio di spesa da conseguire a decorrere dall’anno 2009; le amministrazioni vigilanti competenti erano chiamate a trasmettere tempestivamente i rispettivi piani di razionalizzazione, con l’indicazione degli enti assoggettati a riordino. Di qui la possibilità per il Ministero dell’economia e delle finanze, in attesa dell’indicazione degli obiettivi di risparmio posti a ciascuna amministrazione vigilante, di rendere indisponibile in maniera lineare una quota delle risorse disponibili nell’ambito del bilancio dello Stato, con decreti di accantonamento su cui le Commissioni parlamentari rendessero parere (commi 4 e 4-bis). O ancora, la previsione che le amministrazioni competenti, una volta condotto il riordino degli enti vigilati, adottassero interventi di contenimento strutturale della spesa ulteriori rispetto a quelli già previsti a legislazione vigente, sì da effettivamente raggiungere gli obiettivi di risparmio ricevuti (comma 5). E ancora, la previsione che finché quegli obiettivi non fossero conseguiti, amministrazioni ed enti non potessero procedere a nuove assunzioni di personale, con alcune esclusioni specificamente determinate (comma 7), e quella per cui le amministrazioni vigilanti dovevano comunicare alla Ragioneria generale e al Dipartimento della funzione pubblica, entro il 30 novembre 2009, le economie conseguite in via strutturale in riferimento alle misure relative agli enti ed organismi vigilati ed eventualmente alle spese del proprio apparato organizzativo (comma 8, primo periodo).

Nell’ipotesi in cui gli obiettivi di contenimento della spesa assegnati alle amministrazioni vigilanti non risultassero conseguiti o fossero stati conseguiti in modo parziale, era prevista l’applicazione della clausola di salvaguardia finanziaria, secondo la quale si doveva operare una riduzione lineare delle dotazioni di bilancio relative ai trasferimenti agli enti pubblici, fino a concorrenza degli importi di risparmio previsti (comma 8, terzo periodo). A suggello del procedimento, era previsto che in caso di minori risparmi conseguiti a seguito del riordino degli enti di propria competenza, ciascuna amministrazione vigilante concorresse essa stessa al raggiungimento degli obiettivi di risparmio assegnati, mediante una riduzione del suo stato di previsione della spesa (comma 9).

Tuttavia, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di assegnazione a ciascuna amministrazione degli obiettivi di risparmio di spesa da conseguire a decorrere dal 2009, che costituiva la prima e indispensabile fase del procedimento scandito dall’art. 17 della legge n. 102/2009, non è stato mai adottato: l’intero procedimento è rimasto così, di fatto, mutilo di una sua componente essenziale e destinato alla non applicazione. Di conseguenza, la predetta legge n. 25 del 2010 ha successivamente abrogato i commi 3, 5, 7, 8, primo e terzo periodo, e 9 dell’articolo 17 della legge n. 102/2009, lasciando dunque in piedi unicamente le disposizioni dei commi 4 e 4-bis che autorizzavano a rendere indisponibile in maniera lineare una quota delle risorse disponibili nell’ambito del bilancio dello Stato, e stabilendo che a decorrere dal 1° gennaio 2010 le dotazioni di bilancio rese in tal modo indisponibili sono ridotte definitivamente (art. 2, comma 8-septies, della legge n. 25); le disposizioni del comma 6, che aggiornano i princìpi e criteri direttivi della delega per l’adozione dei regolamenti di delegificazione di cui all’art. 2, comma 634, della legge n. 244/2007 prevedendo la riduzione del numero degli uffici dirigenziali esistenti presso gli enti da riordinarsi e presso le amministrazioni vigilanti, con corrispondente riduzione, in entrambi i casi, degli organici del personale dirigenziale e non dirigenziale ed il contenimento delle spese relative alla logistica ed al funzionamento; e quelle del secondo periodo del comma 8, in base alle quali le economie conseguite dagli enti pubblici che non ricevono contributi a carico dello Stato, inclusi nell’elenco ISTAT degli enti appartenenti al settore istituzionale della pubblica amministrazione (fatta eccezione per le Autorità amministrative indipendenti), sono rese indisponibili fino a diversa determinazione del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati.

Successivamente, la citata legge n. 122 del 2010, al comma 24 dell’art. 7, ha stabilito, in via generale, che a decorrere dalla data della propria entrata in vigore gli stanziamenti sui competenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni vigilanti relativi al contributo dello Stato a enti, istituti, fondazioni e altri organismi (quindi, anche agli enti pubblici non economici statali oggetto della normativa taglia-enti) sono ridotti del 50 per cento rispetto all'anno 2009. Al fine di procedere alla razionalizzazione e al riordino delle modalità con le quali lo Stato concorre al finanziamento dei predetti enti, i Ministri competenti, con decreto da emanare entro 60 giorni, dovevano stabilire il riparto delle risorse disponibili, con l’obiettivo di razionalizzare e riordinare il sistema delle funzioni strumentali dello Stato dipendenti dai rispettivi dicasteri: in pratica, ciascun Ministero vigilante veniva chiamato a ripensare il ruolo, le funzioni e le attribuzioni degli enti strumentali dello Stato posti sotto la propria vigilanza ed a fare le conseguenti scelte di ridimensionamento. Il successivo comma 31-octies ha poi stabilito che le amministrazioni destinatarie delle funzioni degli enti soppressi dal medesimo art. 7, in esito all’applicazione delle norme delle leggi n. 133/2008 e n. 25/2010, rideterminano, senza nuovi o maggiori oneri, le proprie dotazioni organiche, tenuto conto delle vacanze così coperte, evitando l’aumento del contingente del personale di supporto.


7. I nuovi sviluppi estensivi: prima fase

Ma la rapida evoluzione normativa della materia non è cessata neppure con i descritti interventi direttamente rivolti al contenimento di spesa, e si è anzi sviluppata allargandosi al di là dei confini del procedimento taglia-enti finora illustrati. Ancora, infatti, è poi intervenuta la legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (primo Governo Monti), recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici. Le disposizioni introdotte da tale legge non costituiscono in senso stretto una nuova parte della normativa taglia-enti propriamente intesa, alla quale non fanno specifico riferimento, prevedendo anzi talune deroghe e innovazioni alla normativa stessa (come nel caso dell’inclusione delle Autorità amministrative indipendenti nelle misure di contenimento dei costi degli apparati amministrativi) ed affermando altresì specifiche ed ulteriori finalità (come la considerazione del processo di convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo); esse, tuttavia, rientrano pienamente nella materia della soppressione, razionalizzazione e riordino degli enti pubblici non economici a fini di riduzione della spesa pubblica complessiva, ragion per cui il loro inserimento nell’analisi condotta in questa sede appare pienamente giustificato.

Continuando nella linea di diretto interventismo ormai caratteristica delle norme in materia, l’art. 21 della legge n. 214/2011 ha provveduto innanzitutto, al comma 1, a sopprimere, a decorrere dal 1° gennaio 2012, due ulteriori enti previdenziali, l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica INPDAP e l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo ENPALS24, attribuendo i relativi compiti e funzioni all’INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi. I commi da 2 a 5 dell’art. 21 disciplinano la procedura per il trasferimento delle risorse strumentali, umane e finanziarie degli Enti soppressi all’INPS, che deve provvedere entro i sei mesi successivi al proprio riassetto organizzativo e funzionale operando una razionalizzazione di organizzazione e procedure (comma 7). In considerazione dell’incremento dell’attività dell’INPS derivante dalla soppressione di INPDAP ed ENPALS, il comma 6 dell’art. 21 stabilisce l’integrazione del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS con sei ulteriori rappresentanti, ed il successivo comma 9 prolunga la durata in carica del Presidente dell’INPS fino al 31 dicembre 2014. In base al comma 8, dalla soppressione di INPDAP ed ENPALS e dal conseguente riordino dell’INPS deve derivare una riduzione degli oneri complessivi di funzionamento dell’INPS in misura non inferiore a 20 milioni di euro nel 2012, 50 milioni nel 2013 e 100 milioni di euro a decorrere dal 2014; tali importi sono destinati al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e si affiancano ai risparmi già preventivati a seguito delle misure di razionalizzazione organizzativa di INPS, INPDAP ed INAIL previste dall’art. 4, comma 66, della legge di stabilità per il 2012 (legge n. 183/2011) per complessivi 60 milioni di euro nel 2012, 10 milioni per il 2013 e 16,5 milioni annui a decorrere dal 2014.

Al comma 10, inoltre, l’art. 21 della legge n. 214/2011 ha disposto la soppressione dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania EIPLI25: le sue funzioni, con le relative risorse umane e strumentali, ed il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi sono trasferiti al soggetto da costituirsi o individuarsi da parte delle Regioni interessate, con la procedura definita dal successivo comma 11.

Analogamente, il comma 12 dell’articolo 21 ha disposto la soppressione dei tre Consorzi locali per i bacini prealpini (Consorzio del Ticino – Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell’opera regolatrice del lago Maggiore; Consorzio dell’Oglio – Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell’opera regolatrice del lago d’Iseo; Consorzio dell’Adda – Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell’opera regolatrice del lago di Como) e l’affidamento delle loro funzioni, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al nuovo Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, istituito sotto la vigilanza del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Gli organi di amministrazione e controllo, la sede e le modalità di funzionamento del nuovo Consorzio nazionale dovevano essere determinati, in coerenza con obiettivi di funzionalità, efficienza, economicità e rappresentatività, con decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente; peraltro, in materia è successivamente intervenuto il dietrofront disposto dalla legge n. 14/2012 (cfr. infra).

Ai commi da 13 a 21, l’articolo 21 della legge n. 214/2011 ha provveduto infine alla soppressione e al trasferimento delle funzioni, senza l’esperimento di alcuna procedura di liquidazione, di ulteriori enti pubblici non economici statali elencati nell’allegato A: si tratta dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, le cui funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici sono trasferite all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, mentre le ulteriori funzioni passano al Ministero dell’ambiente; dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, le cui funzioni passano in via transitoria (in attesa dei decreti attuativi) all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA e successivamente, in via definitiva, al Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; e dell’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale, le cui funzioni passano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM. Viene altresì soppressa la Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche costituita presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare26 (comma 20). Anche in questo caso, viene dettagliatamente disciplinata direttamente dalla legge la procedura per il trasferimento delle risorse strumentali, umane e finanziarie degli Enti soppressi alle amministrazioni incorporanti; non è però previsto il conseguimento di specifici risparmi di spesa, in quanto il comma 21 si limita a stabilire che dall’attuazione dei commi 13 e seguenti non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Altre disposizioni in materia di enti ed organismi pubblici sono state introdotte dall’art. 22 della legge n. 214/2011. Fra queste, il comma 2 prevede innanzitutto la riduzione delle spese di funzionamento delle Agenzie, incluse quelle fiscali, e degli enti e degli organismi strumentali comunque denominati: a questo scopo, con regolamenti governativi di delegificazione di cui alla legge n. 400/1988 devono essere riordinati, entro il termine di sei mesi, gli organi collegiali di indirizzo, amministrazione, vigilanza e controllo dei predetti soggetti, assicurandone la riduzione del numero complessivo dei componenti; la decorrenza di tale riduzione, in base al successivo comma 4, è fissata nel primo rinnovo dei componenti degli organi collegiali successivo all’entrata in vigore della legge n. 214. Il comma 3 prevede poi un’analoga disciplina per le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali.

I commi da 6 a 9 dell’art. 22, sostituendo con una nuova formulazione i commi da 18 a 26 dell’art. 14 della legge n. 111/2011, disciplinano invece l’istituzione, l’organizzazione ed il funzionamento di un nuovo Ente pubblico non economico statale, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ICE, ponendolo sotto la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministero degli esteri e sentito il Ministero dell’economia e delle finanze. All’Agenzia sono trasferite alcune delle funzioni già esercitate dal soppresso Istituto per il commercio estero ICE (quelle di cui l’originario testo dell’art. 14 della legge n. 111/2011 prevedeva il passaggio al Ministero degli esteri), mentre per le restanti attribuzioni è confermato il già disposto trasferimento al Ministero dello sviluppo economico; conseguentemente, le inerenti risorse di personale, finanziarie e strumentali, nonché il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi del soppresso Istituto, vengono ripartiti fra il Ministero dello sviluppo economico e la nuova Agenzia. Organi dell’Agenzia sono il Consiglio di amministrazione, costituito da cinque membri, il Presidente, eletto dal Consiglio di amministrazione al proprio interno, e il Collegio dei revisori dei conti; i membri del Consiglio di amministrazione sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per lo sviluppo economico; uno dei cinque membri è designato dal Ministro degli affari esteri. Le nomine in questione rientrano dunque nel campo di applicazione della legge n. 14/1978.

Anche in questo caso, non è previsto il conseguimento di specifici risparmi di spesa a seguito dell’adozione delle misure illustrate, in quanto il comma 9 dell’art. 22 si limita a stabilire che dall’attuazione dei commi da 6 a 8 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, utilizzandosi allo scopo le risorse già destinate al soppresso Istituto per il commercio estero ICE.

L’art. 23 della legge n. 214/2011 ha inoltre apportato ulteriori innovazioni nella materia dei costi di funzionamento degli apparati amministrativi pubblici, includendovi tra l’altro per la prima volta (insieme ad Autorità di Governo, al CNEL ed alle Province, che in questa sede non rilevano in quanto non interessati dal controllo parlamentare sulle nomine) le Autorità amministrative indipendenti, che, pur essendo anch’esse enti pubblici non economici statali, erano in precedenza escluse dagli interventi disposti nell’ambito della complessiva normativa taglia-enti. Il comma 1 dell’art. 23 dispone infatti la riduzione del numero dei componenti di nove di tali Autorità: il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM è ridotto da 8 a 4 componenti, escluso il Presidente (e conseguentemente sono ridotti da 4 a 2, escluso il Presidente, i componenti della Commissione per le infrastrutture e le reti e della Commissione per i servizi e i prodotti costituite nell’ambito dell’AGCOM); la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali passa da 9 a 5 componenti, compreso il Presidente; l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture passa da 7 a 3 componenti, compreso il Presidente; il Consiglio dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ISVAP passa da 6 a 3 componenti, compreso il Presidente; i membri dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas AEEG, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, della Commissione nazionale per la società e la borsa CONSOB, della Commissione per la vigilanza sui fondi pensione COVIP e della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche CIVIT scendono da 5 a 3, compreso il Presidente.

Le riduzioni così disposte non interessano i componenti delle Autorità già nominati alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011; ove l’ordinamento preveda la cessazione contestuale di tutti i componenti, le riduzioni si applicano a decorrere dal primo rinnovo successivo a tale data (comma 2). Vengono altresì introdotte le conseguenti modifiche alle modalità di funzionamento della CONSOB (commi 2-bis e 2-ter), nonché disposto il potenziamento delle funzioni dell’AGCOM (art. 35), e si stabilisce che il Presidente ed i componenti di tutte le Autorità amministrative indipendenti (non solo le nove interessate dal comma 1 dell’art. 23, quindi) non possono essere confermati alla cessazione della carica (comma 3 dell’art. 23). Infine, il successivo art. 37 delegava il Governo, fra l’altro, ad individuare, tra quelle esistenti, l’Autorità amministrativa indipendente cui attribuire specifiche funzioni in materia di liberalizzazione del settore dei trasporti; la norma, peraltro è stata modificata a distanza di appena tre mesi.

Infatti, a modifica del predetto art. 37 della legge n. 214 del 2011 è successivamente intervenuta la legge 24 marzo 2012, n. 27, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, che all’art. 36, interamente riformulato nel corso dell’esame parlamentare27, istituisce direttamente una nuova autorità amministrativa indipendente denominata Autorità di regolazione dei trasporti, composta dal Presidente e da due componenti nominati secondo le procedure di cui all’art. 2, comma 7, della legge n. 481/1995, recante norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità e per l’istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità28. L’Autorità di regolazione dei trasporti è competente nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture ed esercita in particolare le funzioni di cui al medesimo art. 36 ed al successivo art. 37 del D.L. n. 1/2012; in sede di prima attuazione, il collegio dell’Autorità è costituito entro il 31 maggio 2012 e l’Autorità esercita le proprie competenze a decorrere dalla data di adozione dei regolamenti relativi all’organizzazione interna, al funzionamento ed alla pianta organica del personale di ruolo, che devono essere adottati entro trenta giorni dalla sua costituzione (e quindi entro il 30 giugno 2012). Nelle more dell’entrata in operatività dell’Autorità, le funzioni e le competenze ad essa attribuite continuano ad essere svolte dalle amministrazioni e dagli enti pubblici competenti nei diversi settori interessati; a decorrere dalla sua entrata in operatività è soppresso l’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari URSF del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente riduzione della dotazione organica di personale dirigenziale del Ministero e degli stanziamenti di bilancio destinati alle relative spese di funzionamento. A seguito di tale soppressione verrà dunque meno un’ulteriore carica, quella del Direttore generale dell’URSF, attualmente ricompresa nel campo di applicazione della normativa sul controllo parlamentare sulle nomine.


8. I nuovi sviluppi estensivi: seconda fase

Nella più recente, e tuttora aperta, fase della normativa taglia-enti, ulteriori rilevanti innovazioni sono state introdotte dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, che, all’art. 27-bis, introdotto nel corso dell’esame parlamentare del decreto-legge, ha annullato la manovra compiuta sui Consorzi per i laghi prealpini dalla legge n. 214/2011: seguendo il percorso inverso, infatti, il nuovo Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, scaturito dall’accorpamento dei tre preesistenti Consorzi locali, è soppresso a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge n. 14 e sono ricostituiti i Consorzi del Ticino, dell’Oglio e dell’Adda, che riprendono le funzioni esercitate precedentemente all’accorpamento disposto dalla legge n. 214/2011. E’ peraltro stabilito il riordino della struttura ed organizzazione dei ricostituiti Consorzi rispetto alla situazione precedente, in quanto con decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottarsi entro sessanta giorni previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, saranno approvate le modifiche statutarie inerenti la composizione degli organi di amministrazione e controllo nonché le modalità di funzionamento dei Consorzi stessi, finalizzate ad accrescerne funzionalità, efficienza, economicità e rappresentatività. I presidenti e gli altri amministratori dei tre Consorzi già soppressi che non siano cessati a qualsiasi titolo dalla carica continuano ad operare fino alla scadenza naturale dei rispettivi mandati.

Il successivo art. 29-bis della legge n. 14/2012 ha poi innovato nel procedimento di liquidazione del soppresso Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e in Lucania EIPLI, prorogando al 30 settembre 2012 il termine per il trasferimento al soggetto costituito o individuato dalle Regioni interessate delle relative funzioni, risorse umane e strumentali e complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi.

Da ultimo, la legge 4 aprile 2012, n. 35, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, ha introdotto, all’art. 46, comma 1, nuove disposizioni in materia di enti pubblici non economici vigilati dal Ministero della difesa: tali enti possono, con appositi regolamenti governativi di delegificazione adottati ai sensi della legge n. 400/1988, essere trasformati in soggetti di diritto privato sulla base dei princìpi e criteri direttivi dettati dall’art. 2, comma 634, lettere b) ed f), della legge n. 244/2007, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; la procedura per la trasformazione prevede la proposta del Ministro della difesa di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali in relazione alla destinazione del personale. Gli enti vigilati dal Ministero della difesa sono attualmente l’Agenzia industrie difesa (che sembrerebbe però avere natura di ente pubblico economico), l’Associazione italiana della Croce rossa per le componenti ausiliarie delle Forze armate, nonché cinque enti già interessati dal riordino ai sensi della normativa taglia-enti: l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia UNUCI, l’Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA, l’Unione italiana tiro a segno UITS, la Lega navale italiana e la Cassa di previdenza delle Forze armate. Gli enti in questione sono altresì oggetto di un’ulteriore iniziativa di riordino attuata mediante lo schema di regolamento in materia di ordinamento militare per la riorganizzazione del Ministero della difesa, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e degli enti vigilati, deliberato in via preliminare da parte del Consiglio dei Ministri nella seduta del 20 gennaio 2012, in attuazione dell'articolo l, commi da 3 a 5, della citata legge n. 148/2011 (cfr. supra); peraltro, l’unico ente vigilato effettivamente interessato da tale schema di regolamento risulta l’Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA, il cui consiglio di amministrazione, mediante la modifica dell’art. 55 del Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare di cui al D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, viene portato da 6 a 5 membri (si recepisce così anche al livello normativo l’operazione di adeguamento alle nuove disposizioni sulla composizione degli organi di amministrazione di tutti gli enti pubblici introdotte dall’art. 6, comma 5, della legge n. 122/2010, già attuata con l’adozione del nuovo statuto dell’ONFA successivamente al riordino dell’ente effettuato con il D.P.R. n. 215/2009: cfr. supra). Trasmesso alle Camere l’8 maggio 2012, sullo schema di regolamento in questione si è avuta l’espressione dei prescritti pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato nella prima settimana di giugno 2012; il testo non risulta peraltro ancora adottato in via definitiva da parte del Consiglio dei ministri.

La legge 26 aprile 2012, n. 44, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni in materia tributaria, ha poi disposto, all’art. 8, comma 23, la soppressione dell’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)29 e il trasferimento dei relativi compiti, funzioni e risorse strumentali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che provvede di conseguenza ad adeguare il proprio assetto organizzativo senza nuovi o maggiori oneri. Chiamata ad operare affinché su tutto il territorio nazionale italiano fosse perseguita una "uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa e regolamentare" concernente le ONLUS, il Terzo settore e gli enti non commerciali, l’Agenzia svolgeva compiti di vigilanza e controllo per favorire la corretta applicazione della normativa vigente da parte degli organismi del Terzo settore, di promozione per favorire la conoscenza del settore stesso, la diffusione di buone pratiche e l’educazione alla cittadinanza attiva, e di indirizzo per favorire l'uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa e regolamentare in materia. L’Agenzia per il Terzo settore era dotata di 1 Presidente e 4 componenti, ulteriori cariche che escono quindi dall’ambito di applicazione della normativa sul controllo parlamentare sulle nomine.

Si segnala inoltre che è attualmente in corso, sulla base di nuove disposizioni di legge e con diverse procedure, il riordino di taluni enti pubblici non economici già interessati dalla normativa taglia-enti per i quali il relativo procedimento non era andato a buon fine: si tratta degli enti vigilati dal Ministero della salute, sulla base dell’art. 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183, che ha delegato il Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e, appunto, dal Ministero della salute, sulla base di specifici princìpi e criteri direttivi. Un primo schema di decreto legislativo in tal senso era stato approvato dal Governo Berlusconi in via preliminare il 22 settembre 2011 ed esaminato dalle competenti Commissioni parlamentari per i prescritti pareri, effettivamente espressi fra novembre 2011 e gennaio 2012, tornando quindi all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Ai sensi di tale schema, il riordino avrebbe dovuto riguardare l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Istituto superiore di sanità30, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, gli Istituti zooprofilattici sperimentali e l’Associazione italiana della Croce rossa, quest’ultima oggetto di un separato schema di decreto legislativo, approvato dal Governo in via preliminare l’11 novembre 2011 anch’esso ai sensi dell’art. 2 della legge n. 183/2010 ed anch’esso esaminato dalle competenti Commissioni parlamentari per i prescritti pareri, effettivamente espressi fra novembre 2011 e gennaio 2012; nei due schemi di decreto non risultava inclusa l’Agenzia italiana per il farmaco AIFA. Il Governo non ha peraltro proceduto all’approvazione definitiva dei decreti nel termine previsto e nel frattempo, nella citata legge n. 14/2012, di conversione in legge del D.L. n. 216/2011, è stato aggiunto in sede di esame parlamentare il comma 2 dell’art. 1, che proroga al 30 giugno 2012 il termine per l’esercizio della delega per il riordino degli enti, istituti e società vigilati dal Ministero delle salute, di cui alla legge n. 183/2010, aggiungendo altresì taluni nuovi princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega.

Conseguentemente, il nuovo Governo Monti ha approvato, nella seduta del Consiglio dei ministri del 30 maggio 2012, un nuovo schema di decreto legislativo di riordino dell’Istituto superiore di sanità, degli Istituti zooprofilattici sperimentali, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Tale schema di decreto, trasmesso al Parlamento ed annunciato alla Camera nella seduta del 7 giugno 2012, prevede che la riorganizzazione dei predetti enti sia effettuata attraverso tre azioni: la semplificazione e lo snellimento della loro organizzazione e struttura amministrativa, in base a princìpi di efficienza, efficacia ed economicità; la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle spese e dei costi di funzionamento; e la ridefinizione del rapporto di vigilanza tra il Ministero della salute e gli enti stessi, prevedendo la possibilità per il Ministero di emanare indirizzi e direttive nei loro confronti. La riorganizzazione sarà effettuata senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Su tale schema di decreto si è avuta l’espressione del prescritto parere delle Commissioni parlamentari competenti nell’ultima settimana di giugno 2012; conseguentemente, il Consiglio dei ministri ha completato l’esame del testo definitivo nelle sedute del 26 e 28 giugno 2012, senza però procedere alla sua adozione.

Nella medesima seduta del 28 giugno 2012 il Consiglio dei ministri ha altresì approvato in via preliminare un separato schema di decreto legislativo per la riorganizzazione della Croce rossa italiana (come già accaduto per il precedente Esecutivo, anche in questo caso non risulta prevista la riorganizzazione dell’Agenzia italiana per il farmaco). La riorganizzazione, che segue princìpi di semplificazione, economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, mira a quattro obiettivi: 1) valorizzare l’attività dei volontari della CRI; 2) garantire un assetto della CRI più corrispondente ai principi di autonomia e indipendenza del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa; 3) completare il risanamento della gestione; 4) modulare il contributo pubblico alla CRI agli obblighi di servizio, favorendo nel contempo la crescita del finanziamento privato. Per raggiungere questi obiettivi è previsto un processo di graduale trasformazione dell’attuale Ente in associazione privata di interesse pubblico, distinto in tre fasi. Nel corso della prima fase, da concludersi il 31 dicembre 2013, data in cui cesserà il commissariamento, la CRI assumerà un ordinamento democratico provvisorio e si predisporranno gli atti preparatori alla fase successiva. La seconda fase, che avrà inizio a gennaio 2014, porterà alla costituzione di una nuova associazione privata di interesse pubblico della CRI, da qualificarsi come associazione di promozione sociale; a questa si trasferiranno tutti i compiti svolti prevalentemente da volontari, mentre l’Ente Croce Rossa rimarrà limitato, cambiando denominazione, a funzioni di supporto tecnico-logistico dell’attività dell’Associazione. Durante questa fase il nuovo Ente gestirà il patrimonio per ripianare i debiti e provvederà a ricollocare il personale in eccedenza (salvo quello assunto con contratto di diritto privato dall’Associazione). La terza fase, che inizierà a gennaio 2016, prevede la soppressione e messa in liquidazione dell’Ente, mentre all’Associazione saranno trasferite tutte le funzioni attualmente esercitate dalla CRI in qualità di ente pubblico.

Non risulta, invece, ancora adottato in via preliminare alcuno schema di decreto per il riordino degli enti vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che pure costituiscono anch’essi oggetto della delega di cui all’art. 2 della legge n. 183/2010. Analogamente, dopo la scadenza del termine del 31 ottobre 2010 non risulta ancora alcuna nuova iniziativa legislativa per il riordino degli enti vigilati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Da ultimo, sono recentemente intervenuti due nuovi provvedimenti d’urgenza con cui il Governo ha ulteriormente innovato nel campo della normativa taglia-enti, intesa nel senso lato illustrato all’inizio del paragrafo 7. Il primo di essi è il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, che, agli articoli da 19 a 22, stabilisce, al fine di realizzare gli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, l’istituzione della nuova Agenzia per l’Italia digitale e la conseguente soppressione di un Dipartimento della Presidenza del Consiglio e di due enti pubblici già operanti nel settore, l’Ente nazionale per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni DigitPA e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione31. La nuova Agenzia, che opera sulla base di princìpi di autonomia organizzativa, tecnico-operativa, gestionale, di trasparenza e di economicità ed è sottoposta alla vigilanza del Presidente del Consiglio e dei Ministri dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dello sviluppo economico e dell’istruzione, università e ricerca, non risulta dotata di autonoma personalità giuridica di diritto pubblico ed è costituita sulla base, oltre che del D.L. n. 83/2012, degli articoli 8 e 9 del Decreto legislativo n. 300 del 1999, relativi – si ricorda – alle Agenzie, definite come “strutture che, secondo le previsioni del presente decreto legislativo, svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, in atto esercitate da ministeri ed enti pubblici”. Non sembra, quindi, di trovarsi di fronte ad un nuovo ente pubblico, per cui dell’Agenzia per l’Italia digitale, che non dovrebbe essere compresa nell’ambito di applicazione della legge n. 14/1978 sul controllo parlamentare sulle nomine, non si terrà conto nell’ambito del quadro riassuntivo di cui al paragrafo 9.

L’art. 20 del D.L. n. 83/2012 specifica le funzioni della nuova Agenzia, preposta alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, in coerenza con l’Agenda digitale europea e con gli indirizzi elaborati dalla cabina di regia per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana istituita dall’art. 47 del D.L. n. 5/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35/2012. All’Agenzia sono attribuite le funzioni già svolte dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché le funzioni di coordinamento, indirizzo e regolazione già affidate a DigitPA e quelle proprie dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, che sono soppressi a decorrere dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del decreto-legge; l’Agenzia assicura altresì il coordinamento informatico dell’amministrazione statale, regionale e locale. Al fine di garantire la continuità dei rapporti facenti capo agli enti soppressi, l’art. 22, comma 2, prevede che gli organi attualmente in carica continuino a svolgere le rispettive funzioni fino alla nomina del Direttore generale della nuova Agenzia e deliberino altresì i bilanci di chiusura degli enti soppressi alla data di cessazione degli enti stessi; il predetto Direttore generale, peraltro, eserciterà in via transitoria, in qualità di commissario straordinario e fino alla nomina degli altri organi dell’Agenzia, le funzioni svolte dagli enti e dal Dipartimento soppressi. Con riferimento a tale Dipartimento, viene precisato che in considerazione del trasferimento delle relative funzioni, le strutture della Presidenza del Consiglio sono conseguentemente adeguate con successivo decreto del Presidente del Consiglio, ai sensi del comma 7 del medesimo art. 22.

Il personale di ruolo delle amministrazioni soppresse, fatto salvo il diritto di opzione per il personale a tempo indeterminato del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché le risorse finanziarie e strumentali ed il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi, sono trasferiti alla nuova Agenzia, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale (art. 22, comma 3). Ai sensi dell’art. 21, sono organi della nuova Agenzia il Direttore generale, nominato dal Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri vigilanti e previo avviso pubblico, il Comitato di indirizzo ed il Collegio dei revisori dei conti. Lo statuto dell’Agenzia è approvato con decreto del Presidente del Consiglio entro 45 giorni dalla nomina del Direttore generale e prevederà in particolare che il Comitato di indirizzo sia composto da un rappresentante della Presidenza del Consiglio, un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, un rappresentante del Ministero dell’istruzione, università e ricerca, un rappresentante del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, un rappresentante del Ministero dell’economia e finanze e due rappresentanti designati dalla Conferenza Unificata.

Da notare che, come già accaduto in altri casi di soppressione di enti pubblici esistenti accompagnata dalla contemporanea istituzione di altri organismi destinati ad ereditarne i compiti e le funzioni, agli illustrati articoli da 19 a 22 del D.L. n. 83/2012 non è riconnesso alcuno specifico effetto di risparmio di spesa, limitandosi l’art. 22, comma 8, a stabilire che dalla loro attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e che alle attività previste si farà fronte con le risorse disponibili a legislazione vigente.

Il secondo provvedimento d’urgenza recentemente intervenuto è il decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, recante misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. Tale decreto, all’art. 3, reca innanzitutto norme per l’incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato AAMS e dell’Agenzia del territorio: a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, la prima sarà incorporata nell’Agenzia delle dogane, che assumerà la nuova denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli, e la seconda nell’Agenzia delle entrate (comma 1). Da notare che l’AAMS non risulta dotata di autonoma personalità giuridica di diritto pubblico, per cui non costituisce un ente pubblico soggetto alla normativa sul controllo parlamentare sulle nomine32, mentre lo è l’Agenzia del territorio, una delle quattro Agenzie fiscali (Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio e Agenzia del demanio) attualmente configurate come enti pubblici, non economici o economici, dotati di personalità giuridica di diritto pubblico che, in conformità alle disposizioni di legge (contenute nel D.Lgs. n. 300/1999) e dei rispettivi statuti, godono di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria33.

Le funzioni attualmente esercitate dall’AAMS e dall’Agenzia del territorio saranno trasferite, con le inerenti risorse umane, finanziarie e strumentali ed il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi, senza l’esperimento di alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale, rispettivamente all’Agenzia delle dogane e all’Agenzia delle entrate (comma 2); il trasferimento avrà luogo mediante decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (comma 3). Entro la stessa data saranno deliberati dagli organi in carica alla data di cessazione degli enti incorporati i bilanci di chiusura degli enti medesimi, mentre i comitati di gestione delle Agenzie incorporanti saranno rinnovati, anche al fine di tenere conto delle nuove funzioni trasferite (comma 4). I successivi commi 5, 6, 7 e 8 disciplinano nei dettagli il trasferimento del personale attualmente dipendente dall’AAMS e dall’Agenzia del territorio e delle risorse finanziarie disponibili sui bilanci degli enti medesimi.

Il comma 9 dell’art. 3 del D.L. n. 87/2012 stabilisce inoltre la soppressione, sempre con decorrenza dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ASSI, nata, come si è visto, dalla trasformazione dell’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine UNIRE (cfr. supra). Le funzioni attualmente esercitate dall’ASSI, con le inerenti risorse umane, finanziarie e strumentali ed il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi, senza l’esperimento di alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale, saranno ripartite fra il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli; il trasferimento avrà luogo mediante decreti di natura non regolamentare del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi anche in questo caso entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Il trasferimento del personale attualmente dipendente dall’ASSI e delle risorse finanziarie disponibili sul bilancio dell’ente sono disciplinati in maniera analoga a quanto già disposto nei commi precedenti con riferimento all’AAMS e all’Agenzia del territorio.

Anche in questo caso, alle illustrate disposizioni dell’art. 3 del D.L. n. 83/2012 non è riconnesso alcuno specifico effetto di risparmio di spesa, limitandosi il comma 11 di tale articolo a stabilire che dalla loro attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Infine, l’art. 4 del D.L. n. 87/2012 compie nei confronti delle Agenzie fiscali e del Ministero dell’economia e delle finanze la stessa operazione già compiuta dalla legge n. 148/2011 in materia di riordino degli enti pubblici in generale: infatti, tale articolo reca un ulteriore intervento di riduzione delle dotazioni organiche delle predette amministrazioni, che sono tenute, entro il 31 ottobre 2012, ad apportare un’ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e non generale e delle relative dotazioni organiche (per il Ministero, in aggiunta a quelle risultanti dall’applicazione dell’art. 1 del D.L. n. 138/2011 ed in misura non inferiore al 20 per cento delle stesse; per le Agenzie fiscali, tale che il rapporto tra personale dirigenziale di livello non generale e personale non dirigente sia non superiore ad 1 su 40 ed il rapporto tra personale dirigenziale di livello generale e personale dirigenziale di livello non generale sia non superiore ad 1 su 20 per l'Agenzia delle entrate e ad 1 su 15 per l'Agenzia delle dogane e dei monopoli), nonché ad effettuare una rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, anche in questo caso ulteriore e con una riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione, per il Ministero, del predetto articolo 1 del decreto-legge n. 138 del 2011 e, per le Agenzie, dell'articolo 3 dello stesso D.L. n. 87/2012. Anche in questo caso, alle amministrazioni inadempienti è fatto divieto di assumere nuovo personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto.


9. Quadro di sintesi riassuntivo

Volendo, quindi, sintetizzare l'esito di quanto finora detto, per quanto riguarda gli effetti della normativa taglia-enti sulle nomine governative negli enti pubblici, il quadro che emerge alla data di pubblicazione di questo Bollettino è il seguente.

Sono stati soppressi (cfr. la tabella seguente) 39 enti ed istituti pubblici non economici statali, con il conseguente trasferimento delle relative funzioni e risorse ad altri enti e pubbliche amministrazioni, a fronte dell’istituzione di 4 nuovi enti (l’ISPRA, risultante, come si è detto, dall’accorpamento di 3 enti precedentemente esistenti, l’Agenzia ICE, la nuova Autorità indipendente di regolazione dei trasporti e l’ASSI, peraltro in via di soppressione). Sono state inoltre abrogate le disposizioni istitutive di un nuovo ente (l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche - Scuola nazionale della pubblica amministrazione) previsto dalla legge n. 296 del 2006 ma non ancora costituito.

Gli enti soppressi rientravano per la quasi totalità - in 38 casi su 39 - nella categoria di quelli con dotazione organica pari o superiore a 50 unità di personale; fra gli enti con dotazione organica inferiore alle 50 unità risulta invece un’unica soppressione (l’Ente teatrale ETI).

A seguito di tali soppressioni sono venuti meno 38 incarichi di Presidenti di enti pubblici di nomina governativa34 (nel caso del Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e la FAO, il Presidente era di diritto il Ministro delle politiche agricole e forestali) sulle cui proposte di nomina era prevista l’acquisizione del parere parlamentare, a fronte della previsione di 3 nuovi incarichi presidenziali (quelli dei Presidenti dell’ISPRA, dell’Agenzia ICE e della nuova Autorità indipendente di regolazione dei trasporti) soggetti ad analogo controllo parlamentare.

Sono stati altresì soppressi, complessivamente, 364 incarichi di altri amministratori di nomina governativa35, il cui conferimento costituiva oggetto di obbligatoria comunicazione al Parlamento, a fronte della previsione di 18 nuovi incarichi analoghi (quelli degli altri amministratori dell’ISPRA, dell’Agenzia ICE e della nuova Autorità indipendente di regolazione dei trasporti, nonché i 6 nuovi rappresentanti destinati ad integrare il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS).36


ENTI SOPPRESSI O TRASFORMATI

e relative nomine governative venute meno

AMMINISTRAZIONI SUBENTRANTI

nei compiti e nelle funzioni degli enti soppressi

Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici ARPAT

1 Presidente e 4 componenti del Cons. di Amminis.



Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA (di nuova istituzione)

dotato di 1 Presidente e 6 componenti del CDA

Istituto nazionale per la fauna selvatica INFS

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare ICRAM

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Istituto di previdenza per il settore marittimo IPSEMA

1 Presidente e 4 componenti del CDA



Istituto nazionale per l'assicurazione degli infortuni sul lavoro INAIL

Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ISPESL

1 Presidente e 8 componenti del CDA

Istituto postelegrafonici IPOST

1 Presidente e 6 componenti del CDA

Istituto nazionale della previdenza sociale INPS

Ente nazionale di assistenza magistrale ENAM

1 Presidente e 10 componenti del CDA

Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica INPDAP (poi a sua volta soppresso: cfr. infra)

Ente nazionale di assistenza e previdenza per pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici ENAPPSMAD

1 Presidente e 12 componenti del CDA

Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo ENPALS (poi a sua volta soppresso: cfr. infra)

Istituto affari sociali IAS

1 Presidente e 5 componenti del CDA

Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ISFOL

Istituto di studi e analisi economica ISAE

1 Presidente e 8 componenti del CDA

Ministero dell'economia e delle finanze

Ente italiano montagna EIM

1 Presidente e 2 componenti del CDA

Presidenza del Consiglio dei ministri

Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari SSICA

1 Presidente e 17 componenti del CDA

Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura CCIAA Parma

Stazione sperimentale del vetro

1 Presidente e 17 componenti del CDA

CCIAA Venezia

Stazione sperimentale per la seta

1 Presidente e 8 componenti del CDA






CCIAA Milano

Stazione sperimentale per i combustibili

1 Presidente e 11 componenti del CDA

Stazione sperimentale carta, cartoni e paste per la carta SSCCP

1 Presidente e 8 componenti del CDA

Stazione sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi SSOG

1 Presidente e 17 componenti del CDA

Stazione sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati dagli agrumi SSEA

1 Presidente e 17 componenti del CDA

CCIAA Reggio Calabria

Stazione sperimentale pelli e materie concianti

1 Presidente e 8 componenti del CDA

CCIAA Napoli

Istituto per la promozione industriale IPI

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Ministero dello sviluppo economico

Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale

1 Presidente e 4 componenti del CDA



Ministero per le politiche agricole e forestali

Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e la FAO

7 componenti della Giunta esecutiva

Ente teatrale italiano ETI

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Ministero per i beni e le attività culturali

Ente nazionale delle sementi elette ENSE37

1 Presidente e 4 componenti del CDA


Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione INRAN

Istituto nazionale conserve alimentari INCA

1 Presidente e 10 componenti del CDA


Istituto nazionale per studi e esperienze di architettura navale INSEAN

1 Presidente e 9 componenti del CDA

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed altri enti e istituzioni di ricerca

Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali AGES

1 Presidente e 8 componenti del CDA

Ministero dell’interno

Banco nazionale di prova delle armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali

1 Presidente e 10 componenti del CDA, già ridotti a 4 a seguito del riordino precedente alla soppressione

CCIAA Brescia


Istituto per il commercio estero ICE

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Ministero dello sviluppo economico e Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ICE (di nuova istituzione)

dotata di 1 Presidente e 4 componenti del CDA

Unione nazione per l’incremento delle razze equine UNIRE

1 Presidente e 4 componenti del CDA

Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ASSI (di nuova istituzione, con organi amministrativi ancora da determinarsi in quanto l’ente è in regime commissariale dal momento della sua costituzione, ma ora in via di soppressione in base al recente D.L. n. 87/2012)

Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica INPDAP

1 Presidente e 24 componenti del Consiglio di indirizzo e vigilanza



Istituto nazionale della previdenza sociale INPS (il cui Consiglio di indirizzo e vigilanza è conseguentemente integrato di 6 rappresentanti)

Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo ENPALS

1 Presidente e 12 componenti del Consiglio di indirizzo e vigilanza

Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania EIPLI

1 Presidente, 3 vicepresidenti, 64 componenti del CDA

(Erano altresì previsti 3 deputazioni di sezione, composte in media da 18 membri, e 3 comitati esecutivi in seno alle deputazioni, composti da 8 membri ciascuno. L’Ente era peraltro in gestione commissariale dal 1979)


Soggetto non ancora specificato (da costituirsi o individuarsi da parte delle Regioni interessate)

Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua

1 Presidente e 2 componenti

Autorità per l’energia elettrica e il gas e Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare




Agenzia per la sicurezza nucleare

1 Presidente e 4 componenti

In via transitoria: Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA (di nuova istituzione: cfr. supra)

Successivamente, in via definitiva: Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale

1 Presidente e 2 componenti

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM

Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

1 Presidente e 4 componenti

Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Ente nazionale per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni DigitPA

1 Presidente e 3 componenti del CDA


Agenzia per l’Italia digitale (di nuova istituzione ma non configurata come ente dotato di autonoma personalità giuridica)

Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione

1 Presidente e 8 componenti del CDA, già ridotti a 4 a seguito del riordino precedente alla soppressione


Nel computo così effettuato non si tiene conto della soppressione dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica ANSAS e del conseguente ripristino dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa INDIRE, in quanto entrambi avranno luogo a decorrere dal 1° settembre 2012. Non si tiene altresì conto dell’incorporazione dell’Agenzia per il territorio nell’Agenzia delle entrate e della soppressione dell’ASSI disposte dal D.L. n. 87/2012, in quanto entrambe avranno luogo a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge. Infine,non si tiene conto dell’intervenuta soppressione dell’Ente irriguo umbro toscano EIUT, rientrante nella categoria degli enti con dotazione organica inferiore alle 50 unità, in quanto tale soppressione ha avuto luogo in base alla normativa speciale riguardante l’ente stesso e non in attuazione della normativa taglia-enti, della quale si può semmai dire che ha omesso di “salvarlo” riordinandolo e mutandone la natura giuridica: infatti, nella riunione del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2009, l’ultima utile prima della scadenza prevista dalla legge per la durata dell’Ente (prorogata da ultimo al 6 novembre 2009), il Governo non ha approvato la bozza di regolamento per la trasformazione dell’EIUT in ente pubblico economico presentata dal Ministro dell’agricoltura, per cui l’Ente è stato posto in liquidazione con Decreto ministeriale del 20 novembre successivo38.

Finora, tutti gli enti soppressi lo sono stati mediante specifica norma di legge che ha disposto direttamente la loro soppressione ed il trasferimento ad altri organismi delle relative funzioni e risorse; non risultano casi di soppressione conseguenti ai procedimenti di riordino e soppressione inizialmente previsti dall’originaria normativa taglia-enti, nemmeno a seguito dell’applicazione dell’istituto della ‘ghigliottina’ introdotto dalla legge n. 133/2008.

Risultano invece casi di riordino che hanno fatto perdere agli enti interessati la natura di ente pubblico: a seguito di riordino effettuato ai sensi del procedimento taglia-enti sono infatti venuti meno tre ulteriori enti pubblici non economici, trasformati con apposito regolamento in enti di diritto privato a ridosso della scadenza del 31 ottobre 2010. Si tratta, come si è visto, della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, trasformata con il D.P.R. 13 ottobre 2009, n. 180, dell’Istituto nazionale di beneficenza Vittorio Emanuele III (D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 261) e dell’Ente opere laiche palatine pugliesi (D.P.R. 29 ottobre 2010, n. 263). Tutti e tre gli enti rientravano, come il soppresso EIUT, fra gli 11 di cui era direttamente prevista dalla legge n. 244 del 2007 la soppressione ove non riordinati entro il maggio 2008, poi “salvati” dalla legge n. 133 del 2008 per essere ricondotti alla procedura generale di riordino e soppressione. A seguito della trasformazione in fondazioni di diritto privato è espressamente previsto dai citati regolamenti che gli enti in questione si finanzino con entrate proprie, senza oneri a carico della finanza pubblica, e che il relativo statuto non possa prevedere la possibilità di ricevere contributi o finanziamenti da parte dello Stato o altri enti pubblici; inoltre, nei due regolamenti del 2010 la titolarità degli organi delle fondazioni è onorifica. Rimane peraltro la vigilanza sulle fondazioni da parte del Ministro competente (rispettivamente, il Ministro per i beni e le attività culturali, il Ministro della difesa e il Ministro dell’interno). Le tre fondazioni subentrano nella titolarità del patrimonio già appartenente ai corrispondenti enti pubblici preesistenti; i rapporti di lavoro con il personale dipendente di tali enti pubblici sono integralmente confermati e proseguono con le fondazioni di diritto privato sulla base dell’applicazione, successivamente all'approvazione dei nuovi statuti, del contratto collettivo di lavoro di diritto privato del pertinente comparto. Per quanto non disposto dai regolamenti di riordino, le fondazioni agiscono sulla base delle disposizioni del codice civile. In conseguenza dell’operazione così effettuata sono uscite dall’ambito del controllo parlamentare, complessivamente, altre 29 nomine governative, relative a 3 cariche di Presidente ed a 26 cariche di altri amministratori nei tre enti in questione39.

Ugualmente mediante riordino effettuato ai sensi del procedimento taglia-enti, come si è visto, sono stati riordinati, complessivamente, 12 enti pubblici non economici statali40; gli effetti di tale riordino sul campo di applicazione del controllo parlamentare sulle nomine, con l’indicazione delle 57 cariche amministrative venute meno nell’ambito di tali enti, sono ricostruiti nella tabelle che segue. Sono in via di accertamento, in collaborazione con gli uffici del Governo, gli effetti della scadenza del termine del 31 ottobre 2010 sugli altri enti pubblici non economici ricompresi nel campo di applicazione della normativa taglia-enti e non effettivamente interessati da riordino; al momento, come si è detto, non risultano casi di soppressione comunicati dai Ministri vigilanti al Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e al Ministro per la semplificazione normativa, come stabilito dall’art. 26, comma 1, terzo periodo, della legge n. 133/2008.


ENTI RIORDINATI

NOMINE GOVERNATIVE VENUTE MENO

Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ANSV

1 componente del Collegio (passato da 4 a 3 componenti più il Presidente)

Accademia dei Lincei

0 (risulta modificata solo la composizione del Collegio dei revisori dei conti)

Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA

4 componenti del CDA (passato da 9 a 5 componenti compreso il Presidente e il Vicepresidente)

Lega navale italiana LNI

3 componenti del CDA (passato da 13 a 10 componenti più il Presidente)

Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia UNUCI

4 componenti del CDA (passato da 9 a 5 componenti compreso il Presidente e il Vicepresidente)

Aero Club d’Italia

6 componenti del Consiglio federale (passato da 11 a 5 componenti compreso il Presidente)

Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC

2 componenti del CDA (passato da 7 a 5 componenti compreso il Presidente)

Unione italiana tiro a segno UITS

4 componenti del Consiglio direttivo (passato da 16 a 12 componenti più il Presidente)

Istituto agronomico per l’oltremare IAO

4 componenti del Comitato di gestione (passato da 9 a 5 componenti compreso il Direttore generale)

Istituto nazionale di statistica ISTAT

5 componenti del Consiglio (passato da 10 a 5 componenti compreso il Presidente)

Cassa di previdenza delle Forze armate

21 componenti del CDA (i CDA delle sei Casse militari preesistenti contavano in totale 34 componenti compresi i Presidenti, mentre il CDA della Cassa di previdenza è composto da 13 membri compreso il Presidente)

Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato

3 componenti del CDA (passato da 6 a 3 componenti compreso il Presidente)



Mediante riordino effettuato invece ai sensi dell’art. 4-sexiesdecies del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, convertito dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205 (cfr. supra), sono stati modificati gli statuti di 7 enti pubblici non economici controllati o vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con la conseguente scomparsa di 12 cariche amministrative già rientranti nel campo di applicazione della legge sul controllo parlamentare sulle nomine, come ricostruito nella tabella che segue. L’intervento così effettuato, che ai sensi di legge doveva essere preliminare a quello previsto dalla normativa taglia-enti (“in vista del relativo necessario riordino”), è stato di fatto definitivo per la maggior parte degli enti interessati, ad eccezione, come si è visto, di UNIRE, INRAN ed ENSE:


ENTI RIORDINATI

NOMINE GOVERNATIVE VENUTE MENO

Unione nazione per l’incremento delle razze equine UNIRE41

2 componenti del CDA (passato da 7 a 5 componenti compreso il Presidente)

Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura CRA

3 componenti del CDA (passato da 8 a 5 componenti compreso il Presidente)

Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione INRAN42

0 (per il CDA, già in precedenza composto da 5 membri, sono cambiate solo le modalità di designazione)

Agenzia per le erogazioni in agricoltura AGEA

3 componenti del CDA (passato da 8 a 5 componenti compreso il Presidente)

Istituto nazionale di economia agraria INEA

0 (per il CDA, già in precedenza composto da 5 membri, sono cambiate solo le modalità di designazione)

Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare ISMEA

0 (per il CDA, già in precedenza composto da 5 membri, sono cambiate solo le modalità di designazione)

Ente nazionale sementi elette ENSE43

4 componenti del CDA (passato da 9 a 5 componenti compreso il Presidente)


Infine, mediante riordino effettuato, come si è visto, direttamente per legge, sono stati soppressi, complessivamente, 25 incarichi di componente di 9 Autorità amministrative indipendenti (cfr. la tabella seguente):


AUTORITA’ AMMINISTR. INDIPENDENTI

interessate dalla riduzione dei componenti

RIDUZIONE DEI COMPONENTI

disposta dalla legge n. 214/2011

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM

Da 8 a 4 componenti del Consiglio (-4)

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

Da 7 a 3 componenti (-4)

Autorità per l’energia elettrica ed il gas AEEG

Da 5 a 3 componenti (-2)

Autorità garante della concorrenza e del mercato

Da 5 a 3 componenti (-2)

Commissione nazionale per la società e la borsa CONSOB

Da 5 a 3 componenti (-2)

Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ISVAP

Da 6 a 3 componenti (-3)

Commissione per la vigilanza sui fondi pensione COVIP

Da 5 a 3 componenti (-2)

Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche CIVIT

Da 5 a 3 componenti (-2)

Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

Da 9 a 5 componenti (-4)






b) Principali nomine effettuate (o in corso di perfezionamento)
dal Governo in enti ricompresi nel campo di applicazione
della L. n. 14/1978 nel mese di giugno 2012


In questa sottosezione si dà conto delle principali nomine soggette a controllo parlamentare effettuate dal Governo nel periodo considerato, delle procedure e del tipo di controllo parlamentare seguiti.

In particolare si specifica se per il rinnovo delle suddette cariche sia stata trasmessa dal Governo la richiesta di parere parlamentare (ai sensi dell’articolo 1 della L. n. 14 del 24/1/1978, recante norme per il controllo parlamentare sulle nomine negli enti pubblici, definiti successivamente come: istituti e (...) enti pubblici anche economici, che riguarda generalmente i presidenti o comunque gli organi di vertice degli enti e in qualche caso anche i vicepresidenti o i componenti di consigli o commissioni), o la mera comunicazione al Parlamento (ai sensi dell’articolo 9 della suddetta L. n. 14/1978, che riguarda generalmente i componenti dei consigli degli enti o i commissari straordinari), o se in occasione dei precedenti rinnovi non siano state attivate queste procedure.


La citata L. 14/1978 stabilisce, tra l’altro, dall’art. 1 all’art. 8, che il Presidente del Consiglio dei ministri, il Consiglio dei ministri ed i singoli ministri, prima di procedere, secondo le rispettive competenze, a nomine, proposte o designazioni di presidenti e vicepresidenti di istituti e di enti pubblici, anche economici, devono richiedere il parere parlamentare (…). Il parere parlamentare è espresso dalle Commissioni permanenti competenti per materia delle due Camere ed è motivato anche in relazione ai fini ed agli indirizzi di gestione da perseguire. (…) L'organo cui compete la nomina, la proposta o la designazione può provvedere, trascorsi i termini stabiliti dai regolamenti delle due Camere, anche se non sia stato reso il parere delle Commissioni. (…) La richiesta di parere da parte del Governo deve contenere la esposizione della procedura seguita per addivenire alla indicazione della candidatura, dei motivi che la giustificano secondo criteri di capacità professionale dei candidati e degli eventuali incarichi precedentemente svolti o in corso di svolgimento, in relazione ai fini ed agli indirizzi di gestione che si intendono perseguire nell'istituto o ente pubblico. (…) Qualora, a seguito del parere espresso da una o entrambe le Commissioni, il Governo ritenga di procedere a nomine, proposte o designazioni diverse da quelle indicate nella richiesta di parere, si applica la procedura prevista negli articoli precedenti. La stessa procedura si applica altresì per la conferma di persona in carica, anche nel caso in cui nei confronti della stessa sia già stato espresso il parere del Parlamento. La conferma non può essere effettuata per più di due volte.


Le richieste di parere parlamentare su proposte di nomina trasmesse dal Governo, sono poi assegnate alle Commissioni competenti per l’esame ai sensi del comma 4 dell’articolo 143 del Regolamento della Camera, che stabilisce che: nei casi in cui il Governo sia tenuto per legge a richiedere un parere parlamentare su atti che rientrano nella sua competenza, il Presidente della Camera assegna alla Commissione competente per materia la relativa richiesta, e ne dà notizia all'Assemblea nella prima seduta successiva alla presentazione della richiesta stessa. In periodo di aggiornamento dei lavori della Camera, il Presidente della Camera può differire l'assegnazione della richiesta di parere, tenuto conto del termine previsto dalla legge per l'adozione dell'atto da parte del Governo. (…) In ordine ad atti di nomina, proposta o designazione, la Commissione delibera il parere nel termine di venti giorni dall’assegnazione, prorogabile una sola volta, per non più di dieci giorni, dal Presidente della Camera. (…) Il parere è comunicato al Presidente della Camera, che lo trasmette al Governo.


Per quanto riguarda le nomine che il governo è tenuto a comunicare al Parlamento, sempre la legge 24 gennaio 1978, n. 14, all’articolo 9, stabilisce che le nomine, le proposte o designazioni degli altri amministratori degli istituti ed enti di cui al precedente articolo 1 effettuate dal Consiglio dei ministri o dai ministri, devono essere comunicate entro quindici giorni alle Camere. Tali comunicazioni devono contenere l’esposizione dei motivi che giustificano le nomine, le proposte o designazioni, le procedure seguite ed una biografia delle persone nominate o designate con l’indicazione degli altri incarichi che eventualmente abbiano ricoperto o ricoprano.

Qualora la legge istitutiva del singolo ente (o categoria di enti) o il relativo statuto, ove approvato con atto avente forza di legge, contengano specifiche norme relative al controllo parlamentare alternative o integrative rispetto a quelle generali contenute nella L. n. 14/1978, allora se ne dà conto, nell'ambito della successiva sottosezione "d", nella colonna relativa alla procedura di nomina.


Si ricorda per inciso, riguardo alla scadenza degli organi degli enti in questione, che il D.L. 16/5/1994, n. 293, convertito dalla L. 15/7/1994, n. 444, sulla disciplina della proroga degli organi amministrativi, stabilisce tra l’altro che: (…) gli organi amministrativi svolgono le funzioni loro attribuite sino alla scadenza del termine di durata per ciascuno di essi previsto ed entro tale termine debbono essere ricostituiti. Gli organi amministrativi non ricostituiti nel termine di cui all'articolo precedente sono prorogati per non più di quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno della scadenza del termine medesimo. Nel periodo in cui sono prorogati, gli organi scaduti possono adottare esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione, nonché gli atti urgenti e indifferibili (…). Entro il periodo di proroga gli organi amministrativi scaduti debbono essere ricostituiti. (…) I provvedimenti di nomina dei componenti di organi scaduti adottati nel periodo di proroga sono immediatamente esecutivi. (…) Decorso il termine massimo di proroga senza che si sia provveduto alla loro ricostituzione, gli organi amministrativi decadono. Tutti gli atti adottati dagli organi decaduti sono nulli.

Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare


Data nomina

Procedura di nomina

Ente parco nazionale dell'Arcipelago toscano

Presidente:


Giampiero Sammuri

Pareri favorevoli espressi dalla 13ª Commissione del Senato il 6/6/2012

e dalla VIII Commissione della Camera il 20/6/2012

ai sensi dell'art. 1 della L. n. 14/1978


Procedura di nomina in corso

D.M. del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d'intesa con la regione competente

Ente parco nazionale della Majella

Commissario straordinario:


Franco Iezzi

Nomina comunicata ed annunciata alla Camera il 12/6/2012 ed al Senato il 26/6/2012 ai sensi dell'art. 9 della

L. n. 14/1978


6/6/2012


(decorrenza: 19/6/2012)

D.M. del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare


Come anticipato nel bollettino dello scorso mese, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera del 16 maggio 2012, annunciata alla Camera ed al Senato il 29 maggio 2012, ha richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina di Giampiero Sammuri a presidente dell'Ente parco nazionale dell'Arcipelago toscano.Su detta proposta hanno espresso parere favorevole la 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato e l'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nelle rispettive sedute del 6 e del 20 giugno 2012.

In precedenza, lo stesso Ministro, con lettera del 20 aprile 2012 annunciata al Senato il 2 maggio 2012 ed alla Camera il 3 maggio 2012, aveva comunicato la nomina, con proprio decreto del 12 aprile 2012, di Massimo Avancini a commissario straordinario del predetto Ente parco, fino alla nomina del presidente e comunque per un periodo massimo di tre mesi a decorrere dal 16 aprile 2012.

Si ricorda infatti che il 20 novembre 2011 era scaduto il mandato quinquennale del presidente uscente, Mario Tozzi, il quale ha proseguito ad operare fino al 3 gennaio 2012 secondo il regime di prorogatio della durata di 45 giorni previsto dall’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 1994, n. 444. Successivamente la gestione dell'Ente parco è stata assicurata dal consiglio direttivo dello stesso sotto la guida del vicepresidente, che sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento. Alla scadenza del consiglio direttivo, avvenuta il 1° marzo 2012, anche tale gestione è stata protratta in regime di prorogatio, per ulteriori 45 giorni fino al 15 aprile 2012.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera dell'8 giugno 2012, annunciata alla Camera il 12 giugno 2012 ed al Senato il 26 giugno 2012, ha comunicato di aver confermato, con proprio decreto del 6 giugno 2012, Franco Iezzi nell'incarico di commissario straordinario dell'Ente parco nazionale della Majella, per tre mesi a decorrere dal 19 giugno 2012 e comunque non oltre la nomina del presidente.

Iezzi era già stato nominato commissario straordinario dell'Ente parco suddetto il 18 febbraio 2011 ed il suo incarico è stato reiteratamente prorogato, da ultimo per tre mesi a decorrere dal 19 marzo 2012, con decreto in data 13 aprile 2012 non comunicato alle Camere.

Glienti parco nazionali, disciplinati dall'articolo 9 della legge 6 dicembre 1991 n. 394 legge quadro sulle aree protette, hanno personalità di diritto pubblico, sede legale ed amministrativa nel territorio del parco e sono sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne nomina il presidente con proprio decreto, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate e previa espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Oltre al presidente, sono organi dell'Ente parco: il consiglio direttivo, la giunta esecutiva, il collegio dei revisori dei conti e la comunità del parco. In particolare, il consiglio direttivo è composto dal presidente dell'Ente parco e da dodici componenti, nominati con decreto ministeriale sentite le regioni interessate, su designazione della comunità del parco, delle associazioni di protezione ambientale, di taluni enti di ricerca ed università, nonché del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e dello stesso Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente scelto tra i membri designati dalla comunità del parco ed una giunta esecutiva formata da cinque componenti, compreso il presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dell'Ente parco. Il consiglio direttivo delibera in merito a tutte le questioni generali del medesimo Ente ed in particolare sullo statuto, sui bilanci, sui regolamenti e sulla proposta di piano per il parco; esprime altresì parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale.

Si anticipa che lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di riordino degli enti vigilati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (atto n. 492), presentato alle Camere il 5 luglio 2012, interviene sulla disciplina della consistenza e della composizione degli organi degli Enti parco. Detto schema è stato assegnato alla Commissione per la semplificazione, che dovrà esprimersi entro il 4 agosto 2012.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare


Data nomina

Procedura di nomina

Autorità portuale

di Marina di Carrara

Presidente:


Francesco Messineo

Pareri favorevoli

espressi dalla

8ª Commissione del Senato il 16/5/2012

e dalla

IX Commissione della Camera

il 30/5/2012


D.M. 18/6/2012


(decorrenza: 19/6/2012)



D.M. del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d'intesa con la regione nell'ambito di una terna proposta da province, comuni e camere di commercio


Autorità portuale di Messina

Presidente:


Antonino

De Simone

D.M. 18/6/2012


(decorrenza: 21/6/2012)

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto del 18 giugno 2012, notificato il 19 giugno 2012, ha nominato Francesco Messineo presidente dell'Autorità portuale di Marina di Carrara per la durata di un quadriennio.

Come riferito nel precedente numero della presente pubblicazione, il suddetto Ministro aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina di Francesco Messineo con lettera in data 17 aprile 2012 annunciata alla Camera ed al Senato l'8 maggio 2012. Su tale richiesta avevano espresso parere favorevole l'8ª Commissione (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato e la IX Commissione (Trasporti) della Camera, nelle rispettive sedute del 16 e del 30 maggio 2012.

Il 20 dicembre 2011 era infatti venuto a scadenza il secondo ed ultimo mandato quadriennale di Luigi Guccinelli a presidente della predetta Autorità portuale. Scaduto anche il periodo di prorogatio di 45 giorni previsto dall’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 1994, n. 444, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto del 27 febbraio 2012 peraltro non comunicato al Parlamento, aveva nominato Dario Buzzelli commissario straordinario dell'Autorità portuale carrarese. Tale mandato commissariale, la cui durata massima era prevista in 6 mesi a decorrere dal 27 febbraio 2012, è pertanto venuto a conclusione per effetto della sopravvenuta nomina del presidente Messineo.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, inoltre, con ulteriore proprio decreto in data 18 giugno 2012, notificato il 21 giugno 2012, ha nominato Antonino De Simone presidente dell'Autorità portuale di Messina per la durata di un quadriennio.

La richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina di Antonino De Simone era stata trasmessa dal suddetto Ministro con lettera in data 17 aprile 2012, ed annunciata alla Camera ed al Senato l'8 maggio 2012. Anche su tale richiesta avevano espresso parere favorevole l'8ª Commissione del Senato e la IX Commissione della Camera, nelle rispettive sedute del 16 e del 30 maggio 2012.

Si ricorda infatti che il 20 dicembre 2011 era scaduto anche il mandato quadriennale di Dario Lo Bosco quale presidente dell'Autorità portuale predetta. Intercorso pure in questo caso il periodo di prorogatio di 45 giorni, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto del 13 febbraio 2012, peraltro non comunicato al Parlamento, aveva nominato lo stesso Dario Lo Bosco commissario straordinario dell’Autorità portuale messinese.Detto mandato commissariale, la cui durata massima era prevista in 6 mesi a decorrere dal 13 febbraio 2012, è pertanto venuto a conclusione per effetto della sopravvenuta nomina del presidente De Simone.

L'Autorità portuale, disciplinata dalla legge n. 84 del 28 gennaio 1994 di riordino della legislazione in materia portuale, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria. L'autorità ha compiti di indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali, di manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni dell'ambito portuale e di mantenimento dei fondali del porto, nonché di affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale. Ulteriori competenze rilevanti riguardano le autorizzazioni allo svolgimento di operazioni e servizi portuali, la vigilanza sull'applicazione delle tariffe, la concessione delle aree demaniali e delle banchine comprese nell'ambito portuale.

L’articolo 8, commi 1 e 1-bis, della legge n. 84 del 1994, stabilisce che il presidente dell’Autorità portuale è nominato dal Ministro dei trasporti e della navigazione (oggi delle infrastrutture e dei trasporti) previa intesa con la Regione interessata, nell'ambito di una terna di esperti designati rispettivamente da provincia, comuni e camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti. La terna è comunicata al Ministro tre mesi prima della scadenza del mandato ed egli, con atto motivato, può richiedere, entro trenta giorni dalla richiesta, una seconda terna di candidati nell'ambito della quale effettuare la nomina. Qualora non pervenga nei termini alcuna designazione, il Ministro può procedere alla nomina previa intesa con la Regione.

Espletate tali procedure, qualora entro trenta giorni non si raggiunga l'intesa con la Regione, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti indica il prescelto nell'ambito di una terna formulata dal Presidente della giunta regionale, tenendo conto anche delle indicazioni degli enti locali e delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati. Ove il Presidente della giunta regionale non provveda alla indicazione della terna entro trenta giorni dalla richiesta allo scopo indirizzatagli dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, questi chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri di sottoporre la questione al Consiglio dei Ministri, che provvede con deliberazione motivata.

Ai sensi dell’art. 8, comma 2, della legge n. 84 del 1994, il presidente ha la rappresentanza dell'autorità portuale, dura in carica quattro anni e può essere riconfermato una sola volta.


c) Principali cariche di nomina governativa in enti ricompresi
nel campo di applicazione della L. n. 14/1978
scadute e non ancora rinnovate nel mese di giugno 2012
o previste in scadenza entro il 31 agosto 2012




Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto


Data scadenza

Procedura di nomina

Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori

ISFOL


Commissario straordinario:


Matilde Mancini



Comunicazione al Parlamento ai sensi dell'art. 9 della

L. n. 14/1978


30/6/2012



Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali



Il 30 giugno 2012 è scaduto il mandato di Matilde Mancini a commissario straordinario dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ISFOL. Matilde Mancini era stata infatti nominata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in data 22 dicembre 2011, annunciato nella G.U. n. 303 del 30 dicembre 2011 e non comunicato alle Camere (nonostante la trasmissione fosse richiesta dalla legge n. 14 del 1978), a decorrere dal 1° gennaio 2012 in luogo di Sergio Trevisanato, il cui mandato di commissario straordinario dell'Ente scadeva il 31 dicembre 2011.

Il decreto ministeriale sopra citato aveva tra l'altro precisato che la nomina di un nuovo commissario straordinario dell'ISFOL si rendeva necessaria nelle more della conclusione della procedura di nomina del relativo presidente. Si ricorda infatti che il Ministro per i rapporti con il Parlamento del precedente Esecutivo, con lettera in data 28 ottobre 2011 annunciata alla Camera ed al Senato il 2 novembre 2011, aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina del suddetto Sergio Trevisanato a presidente dell'Istituto. Tale richiesta era stata assegnata alla 11ª Commissione (Lavoro, previdenza sociale) del Senato ed alla XI Commissione (Lavoro) della Camera senza che venisse espresso alcun parere. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali in carica non ha tuttavia trasmesso alle Camere alcuna richiesta di parere parlamentare su una nuova proposta di nomina a presidente dell'ISFOL.

Si ricorda che Trevisanato aveva già ricoperto l'incarico di commissario straordinario dell'Istituto nel 2004 succedendo a Carlo Dell'Aringa. Trevisanato era stato quindi nominato presidente dell'ISFOL per quattro anni con D.P.C.M. del 23 aprile 2004, incarico nel quale è stato altresì confermato il 1° agosto 2008. Tale secondo mandato si è tuttavia concluso anticipatamente a seguito dell'adozione del nuovo statuto dell'Istituto, avvenuta con D.P.C.M. 11 gennaio 2011, pubblicato nella G.U. n. 77 del 4 aprile 2011. Infatti l'articolo 16, comma 1, recante norme transitorie e finali, stabiliva tra l'altro che il presidente, il consiglio di amministrazione ed il collegio dei revisori dei conti in carica alla data di entrata in vigore dello statuto, decadessero con la nomina dei nuovi organi, alla quale provvedere entro i successivi 60 giorni.Considerato quindi anche l'ulteriore periodo di 45 giorni di prorogatio, previsto dal D.L. n. 293/1994, convertito dalla L. n. 444/1994, gli organi dell'ISFOL sono decaduti a decorrere dal 18 luglio 2011. Conseguentemente, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto del 20 luglio 2011, nominava Trevisanato commissario straordinario a decorrere dal 18 luglio 2011 fino alla data di insediamento dei nuovi organi e comunque non oltre il 31 dicembre 2011.

L'ISFOL, istituito con D.P.R. n. 478 del 30 giugno 1973, è, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del D.Lgs. n. 419 del 29 ottobre 1999, ente nazionale di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per effetto dell'articolo 7, comma 15, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010, sono state trasferite all'ISFOL le funzioni proprie dell'Istituto affari sociali IAS (di cui all'articolo 2 del D.P.C.M. del 23 novembre 2007), contestualmente soppresso. L'ISFOL è succeduto allo IAS in tutti i rapporti attivi e passivi.

L'articolo 6, comma 1, del nuovo statuto dell'ISFOL prevede che il presidente, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le Commissioni parlamentari, dura in carica quattro anni ed è rinnovabile una sola volta.

L'articolo 7, comma 2, del nuovo statuto prevede altresì una riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione da 8 a 4 più il presidente. Essi sono nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che ne designa due; altri due sono designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e uno dal Ministro dell'istruzione, università e ricerca.

Si anticipa tuttavia che per effetto dell'articolo 12, comma 90, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame della 5ª Commissione (Bilancio) del Senato, il commissariamento dell'ISFOL è stato prorogato fino all'approvazione di un nuovo statuto dell'Ente, volto a riordinare il predetto Istituto secondo regole di contenimento della spesa, e comunque non oltre il 31 dicembre 2012.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto


Data scadenza

Procedura di nomina

Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private di interesse collettivo ISVAP


Presidente:


Giancarlo Giannini



Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978.

5/7/2012

Nominato con D.P.R. previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico



Il 5 luglio 2012 è scaduto il mandato quinquennale di Giancarlo Giannini a presidente dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private di interesse collettivo ISVAP. Giannini, in effetti, era stato nominato alla presidenza dell'Istituto con decreto del Presidente della Repubblicadel 20 giugno 2007, notificato in data 5 luglio 2007. In base allo statuto dell'ISVAP, infatti, il termine iniziale di decorrenza del mandato si intende riferito alla data della notifica del provvedimento di nomina. Per Giannini si tratta peraltro del secondo ed ultimo mandato alla guida dell'Istituto, del quale era già stato nominato presidente con D.P.R. del 6 maggio 2002.

L'ISVAP è stato istituito dall'articolo 3 della legge 12 agosto 1982, n. 576, recante la riforma della vigilanza sulle assicurazioni. L'Istituto, con sede in Roma, è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico ed è un'autorità indipendente dotata di autonomia giuridica, patrimoniale, contabile, organizzativa e gestionale. Ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della suddetta legge n. 576 del 1982, l'ISVAP svolge, in conformità alla normativa dell'Unione europea in materia assicurativa e nell'ambito delle linee di politica assicurativa determinate dal Governo, le funzioni di vigilanza previste nel codice delle assicurazioni private di cui al D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 20944.

L'ISVAP svolge attività consultiva e di segnalazione nei confronti del Parlamento e del Governo. Entro il 31 maggio di ogni anno presenta al Presidente del Consiglio dei Ministri una relazione sull'attività svolta, per la trasmissione al Parlamento.

Sono organi dell'ISVAP il presidente, con funzioni anche di direttore generale, e il consiglio.

Il presidente è scelto tra persone di indiscussa moralità ed indipendenza, particolarmente esperte nelle discipline tecniche e amministrative interessanti l'attività assicurativa, ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico. Come specificato dall'articolo 10, comma 1, secondo periodo della citata legge n. 576 del 1982, alla nomina del presidente dell'ISVAP si applicano le disposizioni della legge 24 gennaio 1978, n. 14, ragione per la quale se ne dà conto nella presente pubblicazione. Il mandato del presidente dell'Istituto dura, come sopra ricordato, cinque anni, ma il presidente non può essere più confermato nell'incarico come originariamente previsto dalla legge istitutiva45, per effetto del divieto generale di conferma alla cessazione della carica previsto dall'articolo 23, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetto "Salva Italia").

Anche la composizione del consiglio dell'ISVAP, dapprima disciplinata dall'articolo 11, comma 1, della citata legge n. 576 del 1982, è stata modificata dall'articolo 23, comma 1, lettera f) del ricordato decreto-legge n. 201 del 2011, che ne ha ridotto la consistenza dai sei componenti oltre al presidente dell'Istituto inizialmente previsti, a tre componenti compreso il presidente dell'Istituto. I membri del consiglio dell'Istituto sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Il loro mandato dura quattro anni ma, analogamente a quanto disposto per il presidente dell'ISVAP, anche i componenti del consiglio non possono più essere confermati nell'incarico come originariamente previsto dalla legge istitutiva46.

Si anticipa che, ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame della 5ª Commissione (Bilancio) del Senato, è istituito l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale IVARP, cui sono attribuite le funzioni già affidate all'ISVAP e parte delle funzioni già spettanti alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione COVIP. In particolare, alla data di entrata in vigore di tale decreto-legge, ossia dal 7 luglio 2012, gli organi dell'ISVAP e della COVIP decadono ed i rispettivi presidenti assumono le funzioni di commissari per l'ordinaria e la straordinaria amministrazione. Entro i 120 giorni successivi è tra l'altro prevista la predisposizione dello statuto dell'IVARP, alla cui successiva entrata in vigore è subordinata l'effettiva soppressione dell'ISVAP e della COVIP, la successione dell'IVARP nei rispettivi poteri, funzioni, competenze, rapporti giuridici e risorse, nonché infine la decadenza dei suddetti commissari straordinari.

Sono organi dell'IVARP il presidente, il consiglio ed il direttorio della Banca d'Italia in composizione integrata. Presidente dell'IVARP è il Direttore generale della Banca d'Italia. Il Consiglio è composto dal presidente dell'Istituto e da due consiglieri nominati con D.P.R., previa delibera del Consiglio dei Ministri, ad iniziativa del Presidente del Consiglio, su proposta del Governatore della Banca d'Italia e di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. I due consiglieri, che restano in carica per sei anni rinnovabili una sola volta, integrano altresì il direttorio della Banca d'Italia per il solo esercizio delle funzioni istituzionali in materia assicurativa e previdenziale.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Ente parco nazionale

del Circeo

Presidente:


Gaetano Benedetto

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978.

2/7/2012


D.M. del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d'intesa con la regione competente


Ente parco nazionale dell'Arcipelago toscano

Commissario straordinario:


Massimo Avancini

Comunicazione

ai sensi dell'art. 9 della L. n. 14/1978



16/7/2012

D.M. del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare




Ente parco nazionale delle Cinque Terre

Commissario straordinario:


Vittorio Alessandro

18/7/2012

Ente parco nazionale dell'Appennino lucano - Val d'Agri - Lagonegrese


Commissario straordinario:


Domenico Totaro

6/8/2012

Ente parco nazionale del Pollino

Presidente:


Domenico Pappaterra

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978.

31/8/2012

D.M. del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d'intesa con la regione competente

Nel mese di luglio sono in scadenza i mandati del presidente dell'Ente parco nazionale del Circeo Gaetano Benedetto, nonché dei commissari straordinari degli Enti parco nazionali dell'arcipelago toscano, Massimo Avancini, e delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro.

Nel mese di agosto scadrà invece l'incarico di Domenico Totaro a commissario straordinario dell'Ente parco nazionale dell'Appennino lucano - Val d'Agri - Lagonegrese. Nello stesso mese è altresì previsto in scadenza il mandato di Domenico Pappaterra a presidente dell'Ente parco nazionale del Pollino.

La nomina dei presidenti degli enti parco è disciplinata dal comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394/1991, secondo cui: il presidente è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente d'intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio ricada in tutto o in parte il parco nazionale. Il Presidente ha la legale rappresentanza dell'ente parco, ne coordina l'attività, esplica le funzioni che gli sono delegate dal consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica del consiglio direttivo nella seduta successiva. Ai sensi del successivo comma12 del medesimo articolo 9 (come modificato dal comma 8 dell’articolo 11-quaterdecies del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248), il presidente e gli altri organi dell'Ente parco durano in carica cinque anni. Sulle nomine dei presidenti di questi enti viene richiesto il parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della citata L. n. 14/1978.

Su questi enti in generale, si veda supra alla sottosezione "b".


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna

Commissario straordinario:


Antonio Granara

Comunicazione al Parlamento ai sensi dell'art. 9 della

L. n. 14/1978

4/8/2012



D.M. del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare



Il 4 agosto 2012 scade il mandato di Antonio Granara a commissario straordinario del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna. Granara era già stato nominato nel suddetto incarico il 3 febbraio 2009 ed il suo mandato è stato più volte prorogato, da ultimo per la durata massima di tre mesi a decorrere dal 4 maggio 2012, con decreto ministeriale del 3 maggio 2012, annunciato alla Camera il 10 maggio 2012 ed al Senato il 22 maggio 2012.

Il Parco, commissariato dal 2 febbraio 2007, è il primo del genere riconosciuto dall’UNESCO nel 1998 e ne sono promotori la Regione autonoma della Sardegna e l’Ente minerario sardo EMSA. Il decreto del 9 marzo 2004, recante lo statuto dell’ente, all’art. 1 stabilisce che: per la gestione del Parco (...) riconosciuto dall'UNESCO, è costituito il Consorzio di cui all'art. 114, comma 10, prima parte, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ed all'art. 4 del decreto ministeriale del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive ed il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 16 ottobre 2001, prot. DEC/SCN/999, adottato d'intesa con la Regione autonoma della Sardegna. Il Consorzio è un ente di diritto pubblico, vigilato dai tre suddetti ministeri insieme a quello per i beni e le attività culturali e dalla Regione ed ha sede nel territorio del Comune di Iglesias. L’ente promuove, valorizza e conserva il patrimonio geominerario, artistico e culturale dell’area ed è governato dal presidente, dal consiglio direttivo e dalla comunità del Parco.

Si anticipa che lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di riordino degli enti vigilati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (atto n. 492), presentato alle Camere il 5 luglio 2012, interviene sulla disciplina della consistenza e della composizione degli organi anche del presente Parco. Come riferito supra, detto schema è stato assegnato alla Commissione per la semplificazione, che dovrà esprimersi entro il 4 agosto 2012.



Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Autorità portuale di Venezia

Presidente:


Paolo Costa

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978.


2/7/2012



D.M. del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d'intesa con la regione nell'ambito di una terna proposta da province, comuni e camere di commercio


Autorità portuale

di Catania

Presidente:


Santo Castiglione

Autorità portuale di Savona

Presidente:


Cristoforo Canavese

8/8/2012


Il 2 luglio 2012 scadono i mandati quadriennali dei presidenti dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, e dell'Autorità portuale di Catania, Santo Castiglione, essendo entrambi stati nominati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in data 1° luglio 2008, notificati in data 2 luglio 2008.

Costa è alla scadenza del primo mandato alla presidenza dell'Autorità portale lagunare, della quale peraltro era stato nominato commissario straordinario il 23 maggio 2008 durante l'espletamento della procedura per la sua nomina a presidente.

Per Castiglione scade invece il secondo ed ultimo mandato alla guida dell'Autorità portuale etnea, della quale è già stato presidente dal 29 marzo 2004, nonché commissario straordinario dal 14 maggio 2008 fino alla nuova nomina a presidente, avvenuta appunto il 1° luglio 2008.

L'8 agosto 2012 scade altresì il mandato quadriennale del presidente dell'Autorità portuale di Savona, Cristoforo Canavese, che era stato nominato con decreto ministeriale del 5 agosto 2008, notificato l'8 agosto 2008. Anche per Canavese si tratta del secondo ed ultimo mandato al vertice della predetta Autorità portuale, essendone già stato nominato presidente con decreto ministeriale del 15 luglio 2004, notificato il 22 luglio 2004.

Si ricorda infatti che, ai sensi dell’art. 8, comma 2, della legge n. 84 del 1994, il presidente dell'Autorità portuale dura in carica quattro anni e può essere riconfermato una sola volta.

Sulle autorità portuali in generale, vedasi supra alla sottosezione "b".


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Commissione di vigilanza sui fondi pensione

COVIP


Commissario:


Giancarlo Morcaldo

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978.

4/8/2012


D.P.R. previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze



Il 4 agosto 2012 scade il mandato di Giancarlo Morcaldo a commissario della Commissione di vigilanza sui fondi pensione COVIP. Morcaldo era stato infatti nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008, dopo che sulla relativa richiesta di parere parlamentare avevano espresso parere favorevole l'11ª Commissione (Lavoro e previdenza sociale) del Senato e l'XI Commissione (Lavoro) della Camera, rispettivamente il 16 ed il 24 luglio 2008.

La COVIP, già istituita con il decreto legislativo n. 124 del 21 aprile 1993, è regolata dall'articolo 18 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante la disciplina delle forme pensionistiche complementari, con lo scopo di perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche complementari, avendo riguardo alla tutela degli iscritti e dei beneficiari e al buon funzionamento del sistema di previdenza complementare.

I componenti della Commissione, che ha personalità giuridica di diritto pubblico, sono scelti tra persone dotate di riconosciuta competenza e specifica professionalità nelle materie di pertinenza, nonché di indiscussa moralità e indipendenza. Tali componenti sono nominati, nel rispetto della disciplina di cui alla legge 24 gennaio 1978, n. 14, con decreto del Presidente della Repubblica emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. In effetti, come precisato all'articolo 18, comma 1, del D.Lgs. n. 252/2005, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali vigila sulla COVIP ed esercita l'attività di alta vigilanza sul settore della previdenza complementare, mediante l'adozione, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, di direttive generali alla predetta Commissione, volte a determinare le linee di indirizzo in materia di previdenza complementare.

Tuttavia la composizione della COVIP è stata modificata dall'articolo 23, comma 1, lettera g) del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetto "Salva Italia"), che ne ha ridotto la consistenza dai cinque componenti compreso il presidente inizialmente previsti, a tre componenti compreso sempre il presidente. Il relativo mandato dura quattro anni ma, per effetto del divieto generale di conferma alla cessazione della carica previsto dall'articolo 23, comma 3, del citato decreto-legge n. 201 del 2011, anche i componenti della COVIP non possono più essere confermati nell'incarico come originariamente previsto dalla legge istitutiva.

Sulla base di tale mutato quadro normativo, all'avvenuta scadenza del mandato di Giancarlo Morcaldo non farà verosimilmente seguito la nomina di un nuovo componente della suddetta Commissione, analogamente per quanto avvenuto alla scadenza del mandato di Eligio Boni nel mese di febbraio 2012. Di conseguenza, scaduto anche il mandato di Morcaldo, la COVIP risulterà composta dal presidente Antonio Finocchiaro e dai commissari Rino Tarelli e Giuseppe Stanghini, con ciò allineandosi alla consistenza numerica prevista dal citato decreto-legge n. 201/2011.

Tuttavia si anticipa che, ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame della 5ª Commissione (Bilancio) del Senato, è istituito l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale IVARP, cui sono attribuite le funzioni già spettanti alla COVIP, ad eccezione di quelle da ultimo attribuitele dall'articolo 14 del decreto-legge n. 98 del 201147 (che sono esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali), nonché le funzioni già affidate all'ISVAP, in riferimento alla quale vedasi supra. In particolare, alla data di entrata in vigore di tale decreto-legge, ossia dal 7 luglio 2012, gli organi dell'ISVAP e della COVIP decadono ed i rispettivi presidenti assumono le funzioni di commissari per l'ordinaria e la straordinaria amministrazione. Entro i 120 giorni successivi è tra l'altro prevista la predisposizione dello statuto dell'IVARP, alla cui successiva entrata in vigore è subordinata l'effettiva soppressione dell'ISVAP e della COVIP, la successione dell'IVARP nei rispettivi poteri, funzioni, competenze, rapporti giuridici e risorse, nonché infine la decadenza dei suddetti commissari straordinari.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC


Presidente:


Vito Riggio

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 1 della

L. n. 14/1978


30/8/2012


D.P.R., previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti



Il 30 agosto 2012 scadrà il mandato del presidente dell'Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC, Vito Riggio, che era stato nominato con D.P.R. del 27 settembre 2007. Il mandato presidenziale di Riggio è stato peraltro prolungato di un anno per effetto del riordino dell'Ente operato dal D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 188 che, modificando la disciplina prevista dal decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250 istitutivo dell'ENAC, ha portato da quattro a cinque anni la durata del mandato del presidente dell'Ente, prevedendo altresì la possibilità che detto mandato possa essere rinnovato fino a due mandati consecutivi dopo il primo (in precedenza era ammesso un solo eventuale rinnovo).

Per Riggio è in scadenza il secondo mandato alla guida dell'ENAC, del quale era già stato nominato presidente per quattro anni con il D.P.R. dell'11 agosto 2003, dopo peraltro esserne stato nominato commissario straordinario l'11 luglio 2003.

L'ENAC costituisce l'Autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell'aviazione civile in Italia. Tra i compiti dell'Enac rientrano: il controllo della sicurezza (sia in quanto progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli aeromobili, nonché idoneità degli operatori aerei e del personale di volo, sia in quanto sicurezza a terra ed a bordo degli aeromobili per la prevenzione degli atti illeciti); la garanzia della qualità dei servizi resi all'utente e la tutela dei diritti del passeggero (seguendo le indicazioni dell'Unione Europea, ha infatti redatto la Carta dei Diritti del Passeggero e la Carta dei Servizi Standard aeroportuali); il compimento di valutazioni volte alla riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico prodotto dagli aeromobili. L'ENAC rappresenta altresì l'Italia nelle maggiori organizzazioni internazionali dell'aviazione civile.

Il presidente dell'ENAC, scelto tra soggetti aventi particolari capacità ed esperienza riferite al trasporto aereo ed all’aviazione, ha la rappresentanza legale dell'Ente, presiede il consiglio di amministrazione ed esercita le competenze stabilite dallo statuto. È nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentite le commissioni parlamentari competenti per materia, ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14.

Per mera completezza di informazione si ricorda che il riordino dell'ENAC disposto dal citato D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 188 ha comportato altresì la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione del'Ente, che è passato dalla consistenza iniziale di sette membri compreso il presidente, a quella attuale di cinque membri compreso il presidente. I componenti di tale organo sono scelti tra soggetti di comprovata cultura giuridica, tecnica ed economica nel settore aeronautico, e sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il consiglio rimane in carica cinque anni e la nomina dei suoi componenti è rinnovabile per una sola volta.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica

ANSAS


Commissario straordinario:


Stefania Fuscagni

Comunicazione al Parlamento ai sensi dell’art. 9 della

L. n. 14/1978


(ma è prevista la soppressione dell'Ente alla scadenza del mandato)


31/8/2012


Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'univeristà e della ricerca


Il 31 agosto 2012 verrà a scadenza il mandato di Stefania Fuscagni a commissario straordinario dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica ANSAS. Fuscagni era stata infatti inizialmente nominata decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'univeristà e della ricerca, del 27 gennaio 2010 al posto dei tre precedenti commissari Onorato Grassi, Flaminio Galli e Leopolda Boschetti. Tale mandato, scaduto il 30 giugno 2010, era stato rinnovato fino al 31 dicembre 2010 con analogo D.P.C.M. in data 30 luglio 2010. Infine, l'articolo 2, comma 4-sepdiesdecies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie, convertito in legge con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto la proroga fino al 31 agosto 2012 del mandato commissariale di Fuscagni.

L'ANSAS è stata istituita ai sensi dei commi 610 e 611 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007) subentrando all’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa INDIRE e agli Istituti regionali di ricerca educativa IRRE. Il suddetto comma 610 disponeva in particolare che allo scopo di sostenere l’autonomia delle istituzioni scolastiche nella dimensione dell’Unione europea ed i processi di innovazione e di ricerca educativa nelle medesime istituzioni, nonché per favorirne l’interazione con il territorio, è istituita presso il Ministero della pubblica istruzione, […] l’Agenzia [...], avente sede a Firenze, articolata, anche a livello periferico, in nuclei allocati presso gli uffici scolastici regionali ed in raccordo con questi ultimi, con le seguenti funzioni: a) ricerca educativa e consulenza pedagogico - didattica; b) formazione e aggiornamento del personale della scuola; c) attivazione di servizi di documentazione pedagogica, didattica e di ricerca e sperimentazione; d) partecipazione alle iniziative internazionali nelle materie di competenza; e) collaborazione alla realizzazione delle misure di sistema nazionali in materia di istruzione per gli adulti e di istruzione e formazione tecnica superiore; f) collaborazione con le regioni e gli enti locali.

Si segnala tuttavia che l'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito in legge con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha disposto l'avvio, da parte dei commissari straordinari dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione INVALSI,e dell'ANSAS, di un programma straordinario di reclutamento da concludere entro il 31 agosto 2012. La stessa norma prevede inoltre, a far data dal 1° settembre 2012, la decorrenza delle assunzioni, la soppressione dell'ANSAS ed il ripristino dell'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa INDIRE che, articolato in tre nuclei territoriali, assume la natura di ente di ricerca dotato di autonomia scientifica, finanziaria, patrimoniale, amministrativa e regolamentare. L'articolo 19, comma 1, ultimo periodo del citato D.L. n. 98 del 2011 dispone in conseguenza l'abrogazione dei suddetti commi 610 e 611 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (che, come detto sopra, avevano istituito l'ANSAS e viceversa soppresso l'INDIRE), confermando peraltro la soppressione degli Istituti regionali di ricerca educativa IRRE, già ivi disposta.


d) Principali cariche in enti e autorità non ricompresi
nel campo di applicazione della L. n. 14/1978,
rinnovate o in scadenza entro il 31 luglio 2012





Ente

Carica di riferimento e

titolari

Data nomina


Data scadenza

Procedura di nomina

RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a.

Componenti del Consiglio di amministrazione:


Anna Maria Tarantola (presidente)

Marco Pinto














Benedetta Tobagi,

Rodolfo

De Laurentiis,

Luisa Todini,

Antonio Verro,

Guglielmo Rositani,

Gherardo Colombo e

Antonio Pilati





nominati dall'Assemblea degli azionisti il 5/7/2012 su designazione del Ministro

dell'economia e delle finanze;


(Tarantola

presidente a decorrere dal 12/7/2012, con il parere favorevole della Commissione di vigilanza RAI)



designati dalla Commissione di vigilanza sulla RAI il 5/7/2012;

nominati dall'Assemblea degli azionisti il 5/7/2012

31/12/2014



organo da rinnovare entro 180 giorni

(entro il 30/6/2015)



7 componenti

sono designati dalla Commissione di vigilanza sulla RAI,

2 componenti

(tra cui il presidente)

sono designati dall'azionista di maggioranza (Ministro dell'economia e delle finanze)

ed eletti dall'assemblea degli azionisti



Si anticipa che il 5 luglio 2012 l’Assemblea degli azionisti della RAI-radiotelevisione S.p.a. ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell’Azienda. Ne fanno parte Benedetta Tobagi, Rodolfo De Laurentiis, Luisa Todini, Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Gherardo Colombo ed Antonio Pilati, che sono stati designati dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nella quinta votazione a scrutinio segreto svoltasi durante la seduta del 5 luglio 201248; fanno altresì parte del nuovo organo di amministrazione della RAI, secondo quanto comunicato dal Presidente del Consiglio dei Ministri l'8 giugno 2012, Marco Pinto, indicato dal Ministero dell'economia e delle finanze quale proprio rappresentante, ed Anna Maria Tarantola, indicata dal medesimo Ministero come presidente della RAI.

Il 10 luglio 2012 il consiglio di amministrazione dell'Azienda ha effettivamente nominato Anna Maria Tarantola presidente della RAI. Tale nomina è divenuta tuttavia efficace solo il 12 luglio 2012, a seguito del parere favorevole espresso, a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Come ricordato nei precedenti numeri della presente pubblicazione, il mandato dei componenti del consiglio di amministrazione uscente della RAI, nominati il 25 marzo 2009, era scaduto il 31 dicembre 2011. Secondo lo statuto della RAI, infatti, gli amministratori restano in carica per la durata di tre esercizi sociali e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio dell'esercizio sociale relativo all'ultimo anno di carica (nella fattispecie, entro 180 giorni dal 31 dicembre 2011). A seguito dell'approvazione del bilancio relativo all'anno 2011, avvenuto in data 4 maggio 2012, il mandato dei componenti del consiglio di amministrazione doveva ritenersi effettivamente concluso. Tuttavia gli amministratori uscenti hanno continuato l'attività di gestione dell'azienda nelle more del rinnovo dell'organo predetto.

Si ricorda che, alla luce delle dimissioni presentate il 31 gennaio 2012 da Antonino Rizzo Nervo, il consiglio di amministrazione uscente risultava composto dal presidente Paolo Garimberti e dai consiglieri Giovanna Bianchi Clerici (peraltro eletta dalla Camera componente del Garante per la protezione dei dati personali nella seduta del 6 giugno 2012), Rodolfo De Laurentiis, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani, Giorgio Van Straten ed Antonio Verro.

La normativa riguardante la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e del presidente di RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., è stata profondamente innovata dalla legge n. 112 del 3 maggio 2004, recante norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione.

In particolare la disciplina della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo (che realizza canali televisivi, radiofonici e satellitari) contenuta nell’articolo 20 della suddetta legge, stabilisce al comma 9, riguardo alla nomina dei vertici dell’azienda, che: fino a che il numero delle azioni alienate non superi la quota del 10 per cento del capitale della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., in considerazione dei rilevanti ed imprescindibili motivi di interesse generale connessi allo svolgimento del servizio pubblico generale radiotelevisivo da parte della concessionaria, ai fini della formulazione dell'unica lista di cui al comma 7, la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi indica sette membri eleggendoli con il voto limitato a uno; i restanti due membri, tra cui il presidente, sono invece indicati dal socio di maggioranza. La nomina del presidente diviene efficace dopo l'acquisizione del parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.



Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare



Data nomina

Procedura di nomina

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM

Presidente:


Angelo Marcello Cardani





Pareri favorevoli

espressi dalla

IX Commissione della Camera

il 27/6/2012, e dalla 8ª Commissione del Senato il 4/7/2012, ai sensi dell'art. 1, co. 3, della L. n. 249/1997 e dell'art. 2, comma 7, della L. n. 481/1995.



Procedura di nomina in corso

D.P.R. su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Ministro delle comunicazioni, previo parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti




Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso, con lettera del 13 giugno 2012 annunciata alla Camera ed al Senato il 14 giugno 2012, la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina di Angelo Marcello Cardani a presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM. Tale richiesta è stata assegnata alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera ed alla 8ª Commissione (lavori pubblici, comunicazioni) del Senato.

La IX Commissione della Camera, dopo aver iniziato l'esame della suddetta proposta di nomina nella seduta del 19 giugno 2012, e dopo aver proceduto all'audizione di Cardani il 20 giugno 2012, l'ha approvata in quella del 27 giugno 2012 con la maggioranza qualificata prescritta dal combinato disposto dell'articolo 1, comma 3, della legge n. 249/1997 e dell'articolo 2, comma 7, della legge n. 481/1995. Si anticipa peraltro che anche l' 8ª Commissione del Senato, nella seduta del 4 luglio 2012, ha audito Cardani ed ha parimenti approvato la relativa proposta di nomina con la prescritta maggioranza qualificata.

Si ricorda infatti che, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, ultimo periodo, della legge n. 249/1997, istitutiva dell'AGCOM, la designazione del nominativo del presidente dell'Autorità è previamente sottoposta al parere delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 481/1995. Quest'ultima disposizione prevede - al comma 7, terzo e quarto periodo - che in nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. Le medesime Commissioni possono procedere all'audizione delle persone designate.

Peraltro, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, penultimo periodo, della citata legge n. 249/1997 il presidente dell'Autorità è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri d'intesa con il Ministro delle comunicazioni .

Ai sensi dell'articolo 1, comma 3, primo, secondo e terzo periodo della citata legge n. 249/1997, sono organi dell'Autorità il presidente, la commissione per le infrastrutture e le reti, la commissione per i servizi ed i prodotti, ed il consiglio. Ciascuna commissione è organo collegiale costituito dal presidente dell'Autorità e da due commissari. Il consiglio è costituito dal presidente e da tutti i commissari.

I commissari sono eletti per metà dalla Camera e per metà dal Senato. Peraltro, per effetto dell'articolo 23, comma 1, lettera a), deldecreto-legge n. 201/2011 (cosiddetto "Salva Italia"), convertito con modificazioni dalla legge n. 214/2011, i componenti del consiglio dell'Autorità sono stati ridotti da otto a quattro, escluso il presidente, ciò comportando altresì la riduzione da quattro a due, sempre escluso il presidente, dei componenti della commissione per le infrastrutture e le reti e la commissione per i servizi e i prodotti. Di conseguenza, l'articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge n. 29/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 62/2012, ha modificato la disciplina relativa alle modalità di elezione da parte dei due rami del Parlamento dei commissari dell'AGCOM. Per effetto di tale novella, il quarto ed il quinto periodo del citato articolo 1, comma 3, della legge n. 249/1997, risultano in tal modo modificati: "Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati eleggono due (il testo originario recitava: quattro) commissari ciascuno, i quali vengono nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e ciascun deputato esprime il voto indicando un nominativo per il consiglio (il testo originario prevedeva che ciascun senatore e ciascun deputato esprimesse il voto indicando due nominativi, uno per ciascuna commissione interna all'AGCOM)".

Tale nuova disciplina è stataimmediatamente applicata in occasione del rinnovo dell'Autorità, avvenuto il 6 giugno 2012. Nelle rispettive sedute, la Camera ha eletto Maurizio Decina ed Antonio Martusciello mentre sono risultati eletti dal Senato Antonio Preto e Francesco Posteraro. Il 15 maggio 2012 erano infatti scaduti i mandati settennali dei componenti uscenti dell'AGCOM, nominati con D.P.R. del 9 maggio 2005: si trattava in particolare del presidente Corrado Calabrò e dei commissari Enzo Savarese, Michele Lauria, Stefano Mannoni, Roberto Napoli (eletti dalle Camere il 16 marzo 2005), Nicola D'Angelo, Sebastiano Sortino (eletti dalla Camera il 5 maggio 2005) ed Antonio Martusciello (eletto dal Senato il 28 luglio 2010 e nominato con D.P.R. del 30 agosto 2010, in sostituzione del dimissionario Giancarlo Innocenzi Botti). Il 29 novembre 2011 si era invece dimesso Gianluigi Magri, nominato sottosegretario di Stato presso il Ministero della Difesa.

Il presidente ed i commissari durano in carica sette anni e, anche alla luce del divieto generale di conferma alla cessazione della carica previsto dall'articolo 23, comma 3, del citato decreto-legge n. 201/2011, non possono essere riconfermati. Possono tuttavia essere confermati i commissari che siano stati eletti per un periodo inferiore a tre anni, in sostituzione di altri commissari che non abbiano portato a termine il mandato. In caso di morte, dimissioni o impedimento di un commissario, la Camera competente ne elegge uno nuovo che resta in carica fino alla scadenza ordinaria del mandato.


Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare



Data nomina

Procedura di nomina

Autorità per la regolazione dei trasporti

Presidente:


Mario Sebastiani



Componenti:


Pasquale De Lise

Barbara Marinali





Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 37, co. 1-bis, del decreto-legge n. 201/2011 (convertito con modificazioni dalla legge n. 214/2011) ed ai sensi dell'art. 2, comma 7, della L. n. 481/1995, annunciata alla Camera ed al Senato il 14/6/2012


Procedura di nomina in corso

D.P.R. previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti




Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso, con lettere in data 13 giugno 2012 annunciate alla Camera ed al Senato il 14 giugno 2012, le richieste di parere parlamentare sulle proposte di nomina di Mario Sebastiani a presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, nonché di Pasquale De Lise e di Barbara Marinali a componenti della medesima Autorità. Tali richieste sono state assegnate alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera ed alla 8ª Commissione (lavori pubblici, comunicazioni) del Senato.

Il presidente ed i componenti designati sono stati auditi il 21 giugno 2012 dall'8ª Commissione del Senato e il 26 giugno 2012 dalla IX Commissione della Camera, che peraltro non hanno ancora espresso alcun parere.

L'Autorità di regolazione dei trasporti è stata istituita dall'articolo 37 del decreto-legge n. 201/2011 (cosiddetto "Salva Italia"), convertito con modificazioni dalla legge n. 214/2011, nel testo come successivamente modificato dall'articolo 36 del decreto-legge n. 1/2012 (recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2012, in vigore dal 25 marzo 2012. Il testo originario dell'articolo 37 del decreto-legge n. 201/2011, in vigore dal 6 dicembre 2011, prevedeva infatti l'attribuzione ad una delle Autorità indipendenti esistenti di una serie di funzioni in materia di liberalizzazione del settore dei trasporti.

Le richieste di parere parlamentare sulle proposte di nomina in oggetto si riferiscono dunque alla costituzione di una nuova Autorità amministrativa indipendente. Peraltro la norma istitutiva introdotta dal decreto-legge n. 1/2012 prevedeva che in sede di prima attuazione il collegio di tale Autorità dovesse essere costituito entro il 31 maggio 2012.

L'Autorità è organo collegiale composto dal presidente e da due componenti nominati secondo le procedure di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e cioè con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro competente, ovvero del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Le designazioni effettuate dal Governo sono previamente sottoposte al parere delle competenti Commissioni parlamentari. In nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. Le medesime Commissioni possono procedere all'audizione delle persone designate.

I componenti dell'Autorità sono scelti, nel rispetto dell'equilibrio di genere, tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza nei settori in cui opera l'Autorità. Essi sono nominati per un periodo di sette anni e non possono essere confermati nella carica. In caso di dimissioni o impedimento del presidente o di un membro dell'Autorità, si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina dei componenti dell'Autorità, la loro durata in carica e la non rinnovabilità del mandato.

L'Autorità è competente nel settore dei trasporti e dell'accesso alle relative infrastrutture e ai servizi accessori, in conformità con la disciplina europea e nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze delle regioni e degli enti locali. Le competenze dell'Autorità sono disciplinate dal comma 2 dell'articolo 37 del decreto-legge n. 201/2011. Tra di esse rileva la garanzia - secondo metodologie che incentivino la concorrenza - dell'efficienza produttiva delle gestioni, il contenimento dei costi e le condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali, fatte salve le competenze dell'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali di cui all'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Spetta altresì alla nuova Autorità la definizione dei criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi, la fissazione delle condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto nonché dei diritti, anche di natura risarcitoria, che possono essere fatti valere dagli utenti. Ulteriori specifiche competenze sono previste in riferimento al settore autostradale, al settore aeroportuale (ove l'Autorità viene a svolgere le funzioni di Autorità di vigilanza in attuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali), al settore ferroviario (ove all'Autorità sono demandate le funzioni già attribuite all'Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari URSF49 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che viene conseguentemente soppresso alla data di entrata in operatività della nuova Autorità) ed in relazione al servizio taxi (ove l'Autorità verifica la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio e delle relative tariffe alle esigenze dei diversi contesti urbani, ed esprime altresì pareri preventivi ai comuni e alle regioni ai fini dell'adeguamento del servizio taxi ai principi determinati dalla stessa norma istitutiva). I poteri, anche ordinatori, ispettivi e sanzionatori dell'Autorità nell'ambito delle citate competenze sono specificati dal comma 3 del medesimo articolo 37 del del decreto-legge n. 201/2011. Restano altresì ferme le competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato AGCM e dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture AVCP.

L'Autorità per la regolazione dei trasporti rende pubblici nei modi più opportuni i provvedimenti di regolazione e riferisce annualmente alle Camere evidenziando lo stato della disciplina di liberalizzazione adottata e la parte ancora da definire.



Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare



Data nomina

Procedura di nomina

Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia INGV

Componente del consiglio di amministrazione:


Domenico Giardini

Nomina comunicata ed annunziata alla Camera il 4/6/2012, ai sensi dell'art. 11, co. 5, del D.Lsg. 213/2009


10/5/2012

      D.M. del Ministro dell'istruzione, dell'Università e della ricerca, su designazione dello stesso Ministro




Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera del 29 maggio 2012 annunciata alla Camera il 4 giugno 2012, ha comunicato di aver nominato, con proprio decreto in data 10 maggio 2012, Domenico Giardinicomponente del consiglio di amministrazione dell'Istitutonazionale di geofisica e vulcanologia INGV, a decorrere dalla data del decreto stesso e per la restante durata del quadriennio di carica del predetto organo.

Giardini era già stato nominato presidente dell'Istituto con decreto ministeriale del 10 agosto 2011, contestualmente alla nomina dei componenti del consiglio di amministrazione dell'Ente. Il 22 dicembre 2011, tuttavia, aveva rassegnato le proprie dimissioni da tale carica, successivamente accettate a far data dal 1° marzo 2012. Di conseguenza, con decreto ministeriale del 27 marzo 2012, veniva nominato presidente dell'INGV Stefano Gresta, già componente del consiglio di amministrazione dell'Istituto in carica dal 10 agosto 2011. La nomina di Gresta a presidente ha comportato quindi la vacanza di uno degli incarichi di componente del consiglio di amministrazione dell'Ente, che ha reso necessaria la nuova nomina di Giardini.

Il consiglio di amministrazione dell'INGV risulta pertanto composto, oltre che dal presidente Gresta e dal suddetto Giardini, anche da Bernardino Chiaia, Antonio Meloni e Nicola Alessandro Pino, questi ultimi due nominati su designazione della comunità scientifica. Sostanzialmente la composizione dell'organo risulta quindi analoga a quella definita il 10 agosto 2011, eccetto che per le cariche attribuite a Gresta e Giardini, che risultano attualmente invertite rispetto a quelle previste in origine.

Costituito nel 1999, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) raccoglie e valorizza le competenze di cinque istituti già operanti quali l'Istituto nazionale di geofisica, l'Osservatorio vesuviano, l'Istituto internazionale di vulcanologia, l'Istituto di geochimica dei fluidi e l'Istituto per la ricerca sul rischio sismico. L'INGV, che sorveglia la sismicità e l'attività vulcanica sul territorio nazionale, opera in stretto contatto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con il Dipartimento della protezione civile e con le altre autorità preposte alla gestione delle emergenze. Coopera inoltre con i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della difesa e degli affari esteri nel quadro di progetti strategici nazionali e internazionali.

Gli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono stati oggetto di riordino con il D. Lgs. 31 dicembre 2009, n. 213, in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. Ai fini del controllo parlamentare sulle nomine in tali enti, il D. Lgs. n. 213/2009 ha apportato, tra le altre, importanti innovazioni come la riduzione del numero dei componenti dei consigli di amministrazione e la modifica della composizione e delle relative modalità di nomina. Sono state altresì novellate le procedure di designazione e nomina dei presidenti, sulle cui candidature non si esprimono più le Commissioni parlamentari competenti, restando prevista solo la comunicazione al Parlamento dei decreti di nomina emanati dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.



Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto


Data scadenza

Procedura di nomina

Fondazione

Centro sperimentale di cinematografia

CSC


Presidente:


Francesco Alberoni





Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell'art. 6 del D. Lgs. n. 426 del 1997

23/07/12

D.M. del Ministro per i beni e le attività culturali

Componenti del Consiglio di amministrazione:


Giuseppe (Pupi) Avati,

Dario Edoardo Viganò,

Giancarlo Giannini e Giorgio Tino





D.M. del Ministro per i beni e le attività culturali, tre su designazione del Ministro per i beni e le attività culturali, ed uno su designazione del Ministro dell'economia e delle finanze

Il 23 luglio 2012 scadono i mandati, tutti quadriennali, del presidente della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia CSC, Francesco Alberoni, e dei componenti del consiglio di amministrazione Giuseppe (Pupi) Avati, Dario Edoardo Viganò, Giancarlo Giannini e Giorgio Tino.

Per Alberoni, in particolare, scade il terzo mandato alla guida della Fondazione, della quale era già stato nominato presidente con decreti del Ministro per i beni e le attività culturali in data 5 marzo 2002 e 17 giugno 2004.

Alberoni, Avati, Viganò e Giannini (quest'ultimo pure giunto al terzo mandato come il presidente50) sono stati designati dal Ministro per i beni e le attività culturali, che li ha nominati con proprio decreto del 23 luglio 2008, conformemente ai pareri favorevoli delle Commissioni VII (Cultura) della Camera e 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato espressi rispettivamente il 15 ed il 16 luglio 2008. Il 13 ottobre 2009 il Ministro per i beni e le attività culturali aveva poi nominato anche il consigliere designato del Ministro dell’economia e delle finanze, Giorgio Tino, dopo che le medesime Commissioni di Camera e Senato avevano espresso parere favorevole il 23 settembre 2009 ed il 6 ottobre 2009.

Ai sensi, infatti, dell'articolo 6 del del decreto legislativo 18 novembre 1997, n. 426, come modificato e integrato dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 32, recante appunto la disciplina della Fondazione, il consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, ed è composto dal presidente, indicato dal medesimo Ministro, e da quattro componenti, designati, rispettivamente, tre dal Ministro per i beni e le attività culturali ed uno dal Ministro dell'economia e delle finanze.

Peraltro, sempre ai sensi dell'articolo 6 del citato D.Lgs. 426 del 1997, il consiglio di amministrazione della Fondazione può essere integrato da "due ulteriori rappresentanti di soggetti pubblici o privati che partecipino alle attività della Fondazione con un contributo annuo di almeno un milione di euro. Essi restano in carica per l'anno cui si riferisce il contributo". In applicazione di tale disposizione, il 6 settembre 2011 era stata trasmessa alle Camere la richiesta di parere parlamentare sulle proposte di nomina di Paolo Tenna ed Alberto Contri a componenti del consiglio di amministrazione, in relazione all'anno 2011, in qualità di rappresentanti delle regioni Piemonte e Lombardia quali enti contributori della Fondazione. Dette proposte di nomina non hanno tuttavia avuto seguito, malgrado i pareri favorevoli espressi dalla 7ªCommissione del Senato il 14 settembre 2011 e dalla Commissione VII della Camera il 19 ottobre 2011.

Il Centro sperimentale di cinematografia, nato nel 1935 e qualificato ente pubblico dalla legge n. 419 del 1942, è stato trasformato nella fondazione Scuola nazionale di cinema con personalità giuridica di diritto privato dall'articolo 1 del citato D.Lgs. n. 426 del 1997, successivamente ridenominata Fondazione Centro sperimentale di cinematografia ai sensi dell'articolo 1 del D. Lgs. n. 32 del 2004. Finalità della Fondazione, istituzione di alta formazione nel campo della cinematografia che riunisce la Scuola nazionale di cinema e la Cineteca nazionale, sono lo sviluppo dell'arte e della tecnica cinematografica ed audiovisiva a livello d'eccellenza; la conservazione e la promozione del patrimonio cinematografico; la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie e linguaggi innovativi nei campi connessi. Organi della Fondazione sono il presidente, il consiglio di amministrazione, il comitato scientifico, il direttore generale ed il collegio dei revisori dei conti. I mandati sono tutti quadriennali e riconfermabili per non più di due volte.

La Fondazione, peraltro, è disciplinata dal codice civile e dalle sue disposizioni di attuazione, per quanto non espressamente previsto dal D.Lgs. n. 426 del 1997. È tuttavia l'articolo 6 di questo stesso decreto legislativo la fonte normativa speciale del controllo parlamentare sulle nomine dell'Ente in oggetto: avendo infatti veste giuridica di fondazione di diritto privato, la Fondazione non sarebbe ricompresa nel campo di applicazione della legge generale n. 14 del 1978, che riguarda unicamente “istituti ed enti pubblici, anche economici”, e che per questa ragione è stata tra l'altro ritenuta inapplicabile ad altri soggetti privati quali le società di diritto comune.

Si anticipa tuttavia che, ai sensi dell'articolo 12, commi da 31 a 37, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame della 5ª Commissione (Bilancio) del Senato, ed a far data dall'entrata in vigore del predetto provvedimento d'urgenza, ossia dal 7 luglio 2012, la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia è soppressa e viene contestualmente istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali il Centro sperimentale di cinematografia, quale Istituto centrale ai sensi e per gli effetti dell'articolo 15, comma 1, del D.P.R. 26 novembre 2007, n. 223 e successive modificazioni (Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali). L'Istituto è posto sotto la vigilanza della direzione generale per il cinema del predetto Ministero e l'incarico di direttore dell'Istituto è conferito dal Direttore generale per il cinema. Quest'ultimo, nelle more della costituzione degli organi dell'Istituto, assicura la continuità della gestione amministrativa e didattica, e svolge in tal senso le funzioni dei cessati organi amministrativi della soppressa Fondazione. Ai sensi peraltro dei commi 34 e 35 del citato articolo 12, le funzioni svolte dalla Cineteca nazionale, nonché le inerenti risorse finanziarie e strumentali ed i relativi rapporti giuridici, sono trasferiti alla s.r.l. Istituto Luce Cinecittà con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del predetto decreto-legge.













Ente

Carica di riferimento e

titolari

Controllo parlamentare

previsto

Data scadenza

Procedura di nomina

Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione

INVALSI


Commissario straordinario:


Paolo Sestito

Comunicazione al Parlamento ai sensi dell'art. 9 della

L. n. 14/1978


(in via di ipotesi interpretativa)



29/8/2012


D.P.C.M. su proposta del Ministro dell'Istruzione, università e ricerca


Il 29 agosto 2012 verrà a scadenza il mandato di Paolo Sestito a commissario straordinario dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione INVALSI. Sestito era stato infatti nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29 febbraio 2012 per il periodo di un semestre, subentrando a Giuseppe Cosentino, che aveva rassegnato le proprie dimissioni dal predetto incarico in data 23 dicembre 2011. Come successivamente disposto dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le dimissioni di Cosentino hanno avuto effetto dalla data della nomina del nuovo commissario straordinario.

L’INVALSI è un ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto l’eredità del Centro europeo dell’educazione CEDE. L’istituto effettua verifiche sistematiche sulle conoscenze degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e formazione professionale. Tra l'altro l’INVALSI predispone i testi della nuova prova scritta, a carattere nazionale, nell’esame di Stato al terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Per il ruolo del commissario straordinario dell'INVALSI nell'ambito delle procedure previste per la soppressione dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolasticaANSAS ed il ripristino dell'Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa INDIRE, vedasi supra alla sottosezione "b".

Sono organi dell'INVALSI il presidente, il consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori dei conti ed il consiglio tecnico-scientifico. I componenti del consiglio di amministrazione, compreso il presidente, sono nominati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta. In particolare, il consiglio di amministrazione è composto dal presidente e da due membri di alto profilo professionale e culturale nel panorama nazionale ed internazionale, dei quali almeno uno deve provenire dal mondo della scuola o dell’amministrazione scolastica.

Ai fini del controllo parlamentare sulle nomine nell'ente in questione, si ricorda che il richiamato D. Lgs. n. 213 del 2009, nel provvedere al riordino degli enti di ricerca, ha stabilito tra l'altro che sulle candidature dei presidenti non si esprimano più in via preventiva le Commissioni parlamentari competenti, rimanendo prevista (ai sensi dell'articolo 11, comma 5) solo la comunicazione al Parlamento delle nomine dei presidenti e dei consigli di amministrazione effettuate dal Ministro dell'istruzione, università e ricerca. È pertanto dubbio che il decreto di nomina degli "altri amministratori" (come i commissari straordinari) sia anch'esso soggetto ad obbligo di comunicazione al Parlamento: così sarebbe se, in assenza di espressa menzione nel citato comma 5 dell'art. 11 del D.Lgs. n. 213/2009, si ritenesse ancora applicabile a tali nomine l'art. 9 della legge generale n. 14/1978; viceversa, ove l'applicabilità della legge generale dovesse ritenersi esclusa in presenza della norma speciale di cui al D.Lgs. n. 213/2009, non sussisterebbe più alcun obbligo di comunicazione a carico del Governo e le nomine degli "altri amministratori" degli enti di ricerca non sarebbero più soggette al controllo parlamentare. Tale seconda interpretazione parrebbe quella seguita dal Governo, che non risulta infatti aver trasmesso al Parlamento i decreti di nomina dei Commissari straordinari dell'INVALSI.



















Sezione II

ATTI DI INDIRIZZO E DI CONTROLLO




























Nella presente Sezione si dà conto degli atti di indirizzo (mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno) segnalati dal Servizio per il controllo parlamentare ai Ministeri ai fini della loro attuazione, nonché delle note trasmesse dagli stessi Dicasteri a seguito delle segnalazioni ricevute.

In evidenza a giugno 2012


Le attuazioni governative:

Nel periodo considerato dalla presente pubblicazione sono state trasmesse al Servizio per il controllo parlamentare da parte dei Ministeri competenti le note relative all’attuazione di 6 ordini del giorno e di 1 risoluzione.

Di tali attuazioni 5sono state trasmesse dal Ministero dell'interno e 2 dal Ministero della difesa.

Premesso che nella Sezione II della presente pubblicazione si dà conto testualmente di quanto riferito dai Dicasteri in merito ai singoli atti di indirizzo, si evidenzia che delle 6 attuazioni riferite ad ordini del giorno trasmesse nel periodo considerato:

4 danno seguito ad ordini del giorno presentati nel corso dell'esame degli Atti Camera 4865-AR e 4865-B, divenuti legge n. 14 del 2012, di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Differimento di termini relativi all'esercizio di deleghe legislative”. Tali atti di indirizzo sono stati attuati dal Ministero della difesa e dal Ministero dell'interno.

Gli ordini del giorno accolti dal Governo e/o approvati dall’Assemblea riferiti agli Atti Camera4865-AR e 4865-B, e pertanto segnalati ai Dicasteri per il seguito di competenza, sono in totale 156, di cui finora attuati 8;


1 attuazione dà seguito all'unico ordine del giorno presentato nel corso dell'esame dell'Atto Camera 5049, divenutolegge n. 36 del 2012, di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 febbraio 2012, n. 15, recante disposizioni urgenti per le elezioni amministrative del maggio 2012”.Tale atto di indirizzo è stato attuato dal Ministero dell'interno;


1 attuazione dà seguito ad un ordine del giorno presentato nel corso dell'esame dell'Atto Camera 5052, divenuto legge n. 56 del 2012, di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, recante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni”. Tale atto di indirizzo è stato attuato dal Ministero della difesa.

Gli ordini del giorno accolti dal Governo e/o approvati dall’Assemblea riferiti all'A.C. 5052, e pertanto segnalati ai Dicasteri per il seguito di competenza, sono in totale 8, di cui finora attuati 1.


Le nostre segnalazioni:

Il Servizio per il controllo parlamentare provvede a segnalare le risoluzioni e le mozioni, ai fini della loro attuazione, ai Ministeri individuati come competenti, subito dopo la loro approvazione da parte dell'Assemblea o delle Commissioni.


In particolare, nel periodo 1° - 30 giugno 2012 sono state segnalate10 risoluzioni:

- MONTAGNOLI, CROSETTO, FLUVI, CICCANTI, BORGHESI, POLIDORI, MISITI, MOSELLA, OSSORIO, LOMBARDO, IANNACCONE, CAMBURSANO ed altri n. 6/00110, concernente misure a favore delle piccole e medie imprese in materia di accesso al credito e per la tempestività dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, al Ministero dell'economia e delle finanze;

- CARLUCCI ed altri n. 7/00846, concernente misure a tutela delle donne che operano nel mondo della cultura e dell'arte, al Ministero per i beni e le attività culturali;

- PISTELLI ed altri n. 7/00852, sulle responsabilità del Presidente Assad per le violazioni dei diritti umani nella crisi in atto in Siria, alla Presidenza del Consiglio dei ministri;

- D'ANTONI n. 7/00904, concernente l'attuazione delle norme per la riduzione dei costi e per il contrasto alle frodi nel settore delle assicurazioni RC auto, al Ministero dello sviluppo economico;

- Marco CARRA ed altri n. 8/00178, concernente interventi per fronteggiare i danni subiti dal comparto agroalimentare a seguito del recente terremoto in Emilia Romagna, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;

- FUGATTI ed altri n. 8/00179, concernente la sospensione dei versamenti tributari e moratoria dei pagamenti relativi a mutui e finanziamenti nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, al Ministero dell'economia e delle finanze;

- DELLA VEDOVA ed altri n. 8/00180, concernente la revisione del regime tributario doganale degli oli vegetali, al Ministero dell'economia e delle finanze;

- MURER ed altri n. 8/00181, concernente iniziative a tutela delle donne vittime di violenza, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero della salute;

- Paolo RUSSO ed altri n. 8/00182, concernente l'attuazione dell'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, recante disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;

- NEGRO ed altri n. 8/00183, concernente iniziative per il settore del tabacco, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.



Sono state inoltre segnalatedal Servizio per il controllo parlamentare2mozioni:

- MOFFA, Antonino FOTI, DAMIANO, POLI, PALLADINI ed altri n. 1/01034 (Testo modificato nel corso della seduta) e FEDRIGA ed altri n. 1/01067 (Testo modificato nel corso della seduta),concernenti iniziative a tutela dei lavoratori esposti all'amianto nello stabilimento Goodyear di Cisterna di Latina e dei familiari delle vittime, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.



Note annunciate al 30 giugno 2012
in attuazione di atti di indirizzo


Ministero della difesa


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/4865-B/5

Ordine del giorno

Turco

Maurizio

Assemblea

14/06/12

IV

Rispetto del termine per il rinnovo dei onsigli della rappresentanza militare ed attuazione della normativa in materia di trattamento economico di missione per il personale delegato COCER


L'ordine del giorno Maurizio TURCO ed altri n. 9/4865-B/5, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 23 febbraio 2012, impegnava l'esecutivo a ritenere la data del 15 luglio 2012 come termine perentorio entro il quale dovranno concludersi i procedimenti di rinnovo dei consigli della rappresentanza militare, nonché a dare completa attuazione all'articolo 4, comma 98, della legge 12 novembre 2011, n. 183, concernente il trattamento economico di missione per i delegati della rappresentanza militare.

In merito a tale impegno il Ministerodella difesa ha trasmesso la seguente nota:

Il Ministro della difesa attribuisce da sempre fondamentale rilevanza alla funzione svolta dagli organi della Rappresentanza militare. Proprio per tale convincimento, a dimostrazione della rilevanza da sempre attribuita alla rappresentatività di tali organismi, nel corso dell'iter parlamentare di conversione del decreto-legge n. 216 del 2011, ha sempre fornito avviso contrario ad ulteriori proroghe del mandato della rappresentanza militare centrale, ritenendo che il rinnovamento degli organismi costituisca un'imprescindibile garanzia della loro democraticità.

Coerentemente, in attuazione dell'impegno assunto con l'Ordine del Giorno in trattazione ed allo scopo di assicurare il rinnovamento democratico degli organi della Rappresentanza militare, il Ministero della difesa ha dato prontamente corso, ad ogni livello ordinativo, a tutte le azioni necessarie per garantire il pieno rispetto del termine che proroga la scadenza dell'attuale mandato al 30 maggio 2012 e di quella fissato al 15 luglio 2012 dall'articolo 2257 del Codice dell'ordinamento militare, così come modificato dall'articolo 1 della legge n.14 de1 2012, di conversione del decreto- legge n. 216 del 2011 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), per la conclusione dei procedimenti elettorali per il rinnovo dei predetti organi rappresentativi.

A tale scopo si conferma che le competenti articolazioni di questo Ministero hanno già predisposto e diramato, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze - ed è ora in attuazione - il calendario delle attività per il regolare svolgimento delle procedure elettorali, che si svolgeranno fino al previsto termine del 15 luglio 2012, ed hanno, altresì, adottato il nuovo decreto interministeriale di modifica della composizione degli organi della Rappresentanza militare a livello centrale (Co.Ce.R) e intermedio (Co.I.R) resosi necessario a seguito dell'introduzione, in seno all'articolo 1476, commi 2 e3 del citato Codice, della nuova categoria dei sergenti e sovrintendenti.

In attuazione dell'impegno assunto dal Governo di dare piena attuazione all'articolo 4, comma 98 della legge n. 183 del 2011, si evidenzia che la problematica del trattamento economico di missione per i delegati della rappresentanza militare è anch'esso argomento da sempre all'attenzione di questo Ministero ed è stata posta anche all'esame di un apposito tavolo di lavoro interforze. In tale ambito, gli approfondimenti effettuati hanno evidenziato che la diversa distribuzione sul territorio delle diverse componenti della rappresentanza militare genererebbe una diversa applicazione della richiamata normativa tale da comportare, inevitabilmente, un'ingiustificata difformità di trattamento tra delegati. Per tale motivo, nonché in considerazione che le esigenze e le attività dei delegati del COCER non sono in alcun modo assimilabili a quelle dei frequentatori di corso o di altre categorie di personale militari per quali vige il sistema dell'aggregazione, si è ritenuto di non far ricorso a tale istituto, ma solo limitatamente ai periodi di missione per gli impegni consiliari nella capitale, esclusivamente per il personale delegato COCER. Tale decisione, peraltro, tiene conto oltre che della tipologia delle attività svolte, anche delle peculiari caratteristiche della città. di Roma, ivi compresa la dispersione della diversa disponibilità sul territorio di strutture militari idonee per l'accasermamento che potrebbe ulteriormente ingenerare ingiustificate sperequazioni di trattamento tra delegati dello stesso Consiglio.

Tale trattamento, che prima facie può apparire differenziato rispetto a quello che disciplina il restante personale, ivi compreso quello del consiglio di base ed intermedi di rappresentanza, in realtà si rende necessario anche in ragione delle particolari caratteristiche degli impegni e dei rapporti dei delegati centrali con i diversi organismi dello Stato (a mero titolo di esempio quelli con le Commissioni parlamentari) e per le peculiari attività istituzionali del consiglio centrale stesso che, per loro natura, sono intense, continuative e protratte nel tempo. In coerenza con quanto sopra esposto si evidenzia che qualora il personale della rappresentanza centrale sia inviato in missione per riunioni svolte in località nazionali diverse da Roma, e sempre che vi sia la disponibilità di idonee strutture logistiche della Difesa, anche per i delegati Cocer, al pari di tutto il rimanente personale della Difesa, si fa ricorso all'istituto dell'aggregazione”.


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/5052-A/6

Ordine del giorno

Di Stanislao

Assemblea

19/06/12

IV

Poteri di veto del Governo nelle attività di rilevanza strategica nel sistema della difesa e della sicurezza nazionale ed avvio di maggiori controlli e restrizioni sulle esportazioni e sul commercio di armi


L'ordine del giorno Di Stanislao ed altri n. 9/5052-A/6, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea dell'11 aprile 2012, impegnava l'esecutivo a valutare l'opportunità, nell'esercitare i suoi poteri speciali: di fornire elementi utili a valutare quando il livello di partecipazione al capitale di un'impresa raggiunto mediante acquisto sia “in grado di compromettere nel caso specifico gli interessi della difesa e della sicurezza”; di individuare un elenco delle aziende private che operano nel settore della difesa e sicurezza e che potrebbero ricadere nella “golden share”; di avviare maggiori controlli e restrizioni sull'esportazione e sul commercio di armi ad uso militare e non.

In merito a tale impegno il Ministero della difesa ha trasmesso la seguente nota:

Con riferimento all'Ordine del Giorno in oggetto, si rappresenta che è intendimento del Governo, e in particolare, per quanto di competenza, del Ministero della difesa, compiere, ai fini dell'esercizio dei poteri speciali, una profonda riflessione e una attenta valutazione delle richieste formulate dai proponenti, nella consapevolezza dell'importanza e della delicatezza del tema trattato, anche con riferimento alle possibili ripercussioni sugli investimenti in Italia da parte di operatori stranieri.

In proposito, si osserva, preliminarmente, che le eventuali limitazioni alla libera circolazione dei capitali, suscettibili di derivare dall'applicazione dei poteri speciali riconosciuti dal decreto legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, trovano giustificazione non nell'esigenza di tutelare un generico "interesse nazionale", bensì nella necessità di preservare - come espressamente consentito dal Trattato e come praticato dai più importanti Stati europei - la difesa e la sicurezza nazionale, concetti questi recentemente considerati, a livello nazionale, dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 40 del 2012 ove il Consesso, confermando una posizione più volte espressa, testualmente afferma che "la sicurezza dello Stato costituisce un interesse essenziale, insopprimibile della collettività, con palese carattere di assoluta preminenza su ogni altro, in quanto tocca l'esistenza stessa dello Stato". Inoltre, si rappresenta che è fermo intendimento del Governo declinare queste due citate categorie avvalendosi dei poteri attribuiti con gradualità e ragionevolezza, ed ignora in termini di proporzionalità, adottando cioè le sole misure sufficienti a fronteggiare le minacce che gli investimenti esteri possono arrecare ai richiamati interessi e riservando le misure più incisive, come l'opposizione all'acquisto di partecipazioni, ai soli casi di concreto pericolo per l'esercizio della funzione difesa e sicurezza.

Questa prospettiva presuppone una accorta ponderazione di tutti gli elementi che compongono le singole fattispecie ricadenti nell'ambito di applicazione della normativa, da condurre volta per volta con riferimento alle specifiche caratteristiche del soggetto acquirente, dell'attività di specie e del contingente contesto politico-internazionale, al duplice scopo di poter acclarare l'esistenza di un effettivo nesso di causalità tra l'operazione e la minaccia all'interesse protetto, e di determinarne altresì la portata, onde poter adottare la misura più appropriata tra le diverse predisposte dalla legge, nel pieno rispetto, appunto, di quel principio di proporzionalità più volte sancito dalla Corte di Giustizia Europea e pertinentemente richiamato nell'ordine del giorno.

Ne discende che anche la valutazione del livello della partecipazione al capitale sociale "in grado di compromettere gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale" va operata volta per volta, in relazione ai singoli e specifici casi concreti di acquisizione, non essendo tecnicamente possibile, né coerente con gli orientamenti della Corte di Giustizia, inquadrare preventivamente e in maniera formale la sussistenza di una tale minaccia in fattispecie aprioristicamente predeterminate, ad esempio attraverso la fissazione di soglie minime di rilevanza.

Inoltre, si sottolinea che, sempre in applicazione dei principi desumibili dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia che ritiene i poteri speciali ammissibili solo se esercitati a tutela non della proprietà delle imprese ma delle attività strategiche la nuova normativa è stata imperniata sulla tutela dei richiamati interessi fondamentali dello Stato, la difesa e la sicurezza nazionale, e non su motivazioni di ordine economico: pertanto, a differenza della precedente disciplina, l'accento viene ora posto non su singole società, più o meno importanti nel panorama delle industrie della Difesa, ma sulla rilevanza specifica delle attività che anche le più piccole di esse possono svolgere rispetto alla salvaguardia dei più volte citati interessi essenziali, con la conseguenza che, a prescindere dalla redazione di un elenco, le imprese di possibile interesse sono tutte quelle che esercitano le attività individuate, volta per volta, e in relazione all'evolvere dello "stato dell'arte"(evoluzione delle tecnologie, mutate condizioni dello scenario geopolitico, etc.), come strategiche per il settore, e che dunque in esso operano. Per quanto riguarda, infine, l'impegno relativo all'avvio di maggiori controlli e restrizioni sulle esportazioni e sul commercio di armi ad uso militare e non, si comunica che, in data 30 maggio 2012, a seguito del prescritto parere delle Commissioni parlamentari, il Consiglio dei Ministri ha provveduto alla definitiva approvazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/43/CE che, modificando - secondo i dettami della relativa delega - la legge 9 luglio 1990, n. 185, disciplinante la materia, ne ha ampliato il campo di applicazione, estendendolo alle operazioni di intermediazione, di trasferimento intangibile di tecnologie e di delocalizzazione produttiva, e integrandone nel contempo le ipotesi di divieto di effettuazione delle operazioni e di rilascio dellerelative autorizzazioni alla lucedei principi desumibili dalle Posizioni comuni 2003/468/PESC del 23 giugno 2003 e 2008/944/PESC dell'8 dicembre 2008”.


Ministero dell'interno


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/4865-AR/42

Ordine del giorno

Compagnon

Assemblea

12/06/12

I

Stabilizzazione e trasformazione dei contratti a tempo determinato del personale impiegato presso gli sportelli unici per l'immigrazione


L'ordine del giorno Compagnon n. 9/4865-AR/42, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 26 gennaio 2012, impegnava l'esecutivo a valutare la possibilità, compatibilmente con i vincoli di bilancio, di procedere alla definitiva stabilizzazione ed alla trasformazione dei contratti a tempo determinato del personale in servizio presso gli sportelli unici per l'immigrazione delle prefetture e gli uffici immigrazione delle questure in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, evitando in tal modo di disperdere un patrimonio di know how e professionalità specifica, maturato in anni di lavoro precario ed esperienza sul campo.

In merito a tale impegno il Ministero dell'interno ha trasmesso la seguente nota:

“Si ritiene di dover evidenziare che corrisponde ad un preciso intento dell'Amministrazione continuare ad avvalersi della specifica professionalità acquisita, nel corso degli anni, dal personale in parola, non solo per garantire la piena operatività dei suddetti Uffici competenti allo svolgimento delle delicate funzioni in materia di immigrazione, ma anche per fronteggiare in maniera adeguata i gravosi oneri derivanti dall'attuazione della disciplina dell'Accordo di integrazione, di cui al D.P.R. n. 179/2001, la cui recente entrata in vigore ha richiesto, e continua a richiedere, uno straordinario sforzo organizzativo, come pure sottolineato nelle premesse dello stesso ordine del giorno.

Al fine di assicurare la prosecuzione dei rapporti di lavoro in parola si fa presente che è in fase di elaborazione una proposta di intervento normativo che consenta di intervenire, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione, sulla situazione dei dipendenti in argomento, nei sensi indicati nell'ordine del giorno in esame. Nel contempo si sta valutando la possibilità di procrastinare ulteriormente la durata dei relativi contratti di lavoro a tempo determinato che scadranno i1 30 giugno p.v”.


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/4865-AR/97

Ordine del giorno

Dal Lago

Assemblea

12/06/12

I

Iniziative volte a riconsiderare l'opportunità della proroga del termine in materia di contributi a favore della soppressa Agenzia autonoma per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali


L'ordine del giorno Dal Lago ed altri n. 9/4865-AR/97, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 26 gennaio 2012, impegnava l'esecutivo ad adottare iniziative normative volte a riconsiderare la proroga del termine in materia di contributo all'Agenzia autonoma dei segretari comunali e provinciali, ai sensi dell'articolo 7, comma 31-sexies, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al fine di non gravare ulteriormente sulle risorse a disposizione degli enti locali territoriali, considerata l'avvenuta soppressione, dal 31 maggio 2010, dell'Agenzia medesima.

In merito a tale impegno il Ministero dell'interno ha trasmesso la seguente nota:

Le norme che dispongono la soppressione dell'Agenzia autonoma dei Segretari Comunali e Provinciali sono state introdotte, in sede di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, all'entrata in vigore della quale deve più precisamente farsi risalire la cessazione della stessa.

Ciò premesso, si rammenta che il previgente articolo 102 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) prevedeva un contributo a carico degli enti locali destinato ad alimentare un fondo di mobilità con il quale l'Agenzia provvedeva al funzionamento proprio ed a quello della Scuola superiore della pubblica amministrazione locale.

All'abrogazione del predetto articolo 102, tuttavia, non è conseguita la soppressione del fondo, che, invece, è stata differita ad un termine successivo, oggetto della proroga alla quale l'atto parlamentare si riferisce, unitamente alla riduzione in pari misura dei contributi ordinari a favore delle amministrazioni locali.

L'asserito ulteriore aggravio degli oneri a carico degli enti locali non sussiste, in quanto si tratta di somme già strutturate nella spesa dell'ente locale e per questo, con la definitiva soppressione del fondo di mobilità, verrà sì a cessare il contributo degli enti locali in favore dell'Agenzia dei segretari comunali ma nel contempo verrà operata una contestuale riduzione dei trasferimenti erariali, da disporsi con il decreto interministeriale previsto dal secondo periodo del richiamato comma 31-sexies.

Tale ultimo provvedimento che, peraltro, giova ricordare, è solo uno dei numerosi atti e provvedimenti che compongono la complessa procedura volta a consentire al Ministero dell'interno l'assunzione dell'effettivo esercizio delle funzioni proprie della soppressa Agenzia e a realizzare il trasferimento allo stesso delle relative risorse umane, strumentali e finanziarie, si trova attualmente alla firma dei ministri competenti”.


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/4865-AR/38

Ordine del giorno

Zeller

Assemblea

26/06/12

VIII e X

Opportunità di differire il termine per l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi da parte delle strutture ricettive turistico-alberghiere


L'ordine del giorno Zeller ed altri n. 9/4865-AR/38, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 26 gennaio 2012, impegnava l'esecutivo a valutare l'opportunità di differire il termine per l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi da parte delle strutture ricettive turistico-alberghiere.

In merito a tale impegno il Ministero dell'interno ha trasmesso la seguente nota:

“Le regole tecniche che fissano, nello specifico, le modalità di adeguamento alla normativa antincendio da parte delle strutture ricettive turistico-alberghiere sono state adottate con decreto del Ministro dell'Interno del 9 aprile 1994.

Tale decreto prevedeva un termine di 5 anni entro il quale le strutture esistenti dovevano adeguarsi. Il termine è stato più volte prorogato e da ultimo l'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216 ha individuato la data del 31 dicembre 2013 per il definitivo adeguamento antincendio delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'Interno del 9 aprile 1994, da conseguire attraverso l'ammissione ad un piano straordinario biennale di adeguamento.

In data 16 marzo scorso il Ministro dell'Interno ha emanato un decreto che disciplina le modalità ed i requisiti che consentono l'ammissione al suddetto piano di adeguamento. Il predetto decreto, all'articolo 3, prevede il termine di trenta giorni, dalla data della sua entrata in vigore, entro il quale gli enti e i privati responsabili delle strutture ricettive turistico-alberghiere devono presentare la relativa domanda di ammissione, corredata dall'attestazione del possesso, alla stessa data, dei requisiti indicati all'articolo 5 del decreto.

A seguito della presentazione di alcune risoluzioni che evidenziavano la difficoltà di provvedere nei termini previsti da parte dei titolari delle strutture interessate, la questione dell'adeguamento delle strutture turistiche ricettive è stata esaminata presso la Camera dei Deputati dalle Commissioni riunite VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) con esito conclusivo nella seduta dell'8 maggio scorso.

In tale circostanza, il Sottosegretario di Stato, dott. Giovanni Ferrara, in rappresentanza del Governo, nella consapevolezza delle difficoltà di rispettare la tempistica prevista rappresentate dalle strutture ricettive per l'imminenza della stagione estiva, ha assicurato che sarebbero state valutate con attenzione e disponibilità le indicazioni delle Commissioni in ordine ad ulteriori interventi volti a favorire l'attuazione delle disposizioni in materia antincendio, garantendo comunque gli aspetti della sicurezza.

In data 15 maggio scorso, in considerazione delle esigenze rappresentate in sede parlamentare, il Ministro dell'Interno ha adottato un provvedimento che, fermo restando il termine ultimo del 31 dicembre 2013 per l'adeguamento alla normativa antincendio, ha differito al 31 ottobre 2012 la scadenza per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento e per l'attestazione del possesso dei requisiti minimi di sicurezza antincendio indicati nel decreto del Ministro dell'Interno del 16 marzo scorso.

Il differimento dei predetti termini si ritiene possa costituire un equilibrato punto di sintesi tra le esigenze rappresentate dal mondo degli albergatori e delle strutture ricettive in generale e la necessità di assicurare, comunque, un idoneo livello di sicurezza sia ai cittadini utenti che agli stessi operatori del settore”.


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

8/00175

Risoluzione conclusiva

Marchioni

Commissione

27/06/12

VIII e X

Sospensione dell'adozione del decreto approvato dal Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi in data 28 febbraio 2012 ed adeguamento delle disposizioni di prevenzione incendi nelle strutture alberghiere


La risoluzione conclusiva Marchioni ed altrin. 8/00175, accolta dal Governo ed approvata dalle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) nella seduta dell'8 maggio 2012, impegnava l'esecutivo: a prevedere una proroga del termine di presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto 16 marzo 2012, al fine di consentire l'effettivo adeguamento delle strutture ricettive turistico-alberghiere entro il 31 dicembre 2013, come previsto dall'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14; a valutare la possibilità di assumere iniziative normative per introdurre, se del caso con l'intesa e la partecipazione delle regioni interessate, a favore dei gestori delle strutture ricettive interessate, agevolazioni o sistemi di incentivazione volti a facilitare le operazioni di adeguamento alle norme di prevenzione incendi.

In merito a tale impegno il Ministero dell'interno ha trasmesso la seguente nota:

“Si informa che con decreto del Ministro dell'Interno del 15 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.116 del 19 maggio u.s., è stato disposto il differimento dei termini per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico alberghiere, così come dichiarato in sede di risoluzione conclusiva in Commissione”.

Il Ministero ha altresì trasmesso il testo del decreto cui si fa riferimento:


DECRETO 15 maggio 2012

Differimento di termini per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere, con oltre venticinque posti letto. (12A05731)


IL MINISTRO DELL'INTERNO


Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 recante il riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'art. 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229;

Visto l'art. 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante la proroga di termini previsti da disposizioni legislative, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, che prevede, entro il termine del 31 dicembre 2013, l'adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno del 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, attraverso l'ammissione ad un piano straordinario biennale di adeguamento;

Visto il decreto del Ministro dell'interno 16 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo 2012, adottato in esecuzione del disposto legislativo;

Atteso che il predetto decreto, all'art. 3, prevede il termine di trenta giorni, dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, entro il quale gli enti e i privati responsabili delle strutture ricettive turistico-alberghiere devono presentare domanda di ammissione al piano corredata dell'attestazione del possesso dei requisiti di sicurezza antincendio indicati all'art. 5 del decreto;

Atteso che l'art. 1, comma 2 del decreto prevede, altresì, che l'ammissione al piano sia consentita alle strutture ricettive in possesso, alla data di entrata in vigore del decreto stesso, dei predetti requisiti di sicurezza antincendio;

Considerato che, sull'argomento, sono state presentate alla Camera dei Deputati alcune risoluzioni che, fermo restando il rispetto del termine di adeguamento fissato al 31 dicembre 2013, convergono nel richiedere maggiore flessibilità dei tempi previsti dal decreto per l'ammissione al piano straordinario di adeguamento, al fine di consentire alle strutture ricettive interessate di superare le difficoltà a dotarsi dei prescritti requisiti di sicurezza antincendio;

Tenuto conto dell'esito dell'esame delle risoluzioni presso le Commissioni riunite VIII e X della Camera dei Deputati, con l'impegno del Governo circa 1'opportunità di prorogare il termine previsto per la presentazione della domanda di ammissione al piano;

Ritenuto che, a tal fine, occorre differire il termine entro il quale le strutture ricettive interessate devono essere in possesso dei requisiti di sicurezza antincendio previsti dall'art. 5 del decreto, nonché il termine entro il quale gli enti e i privati responsabili delle strutture medesime devono presentare domanda di ammissione al piano.

Decreta:

Art. 1

1. Il termine per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno del 9 aprile 1994, previsto dall'articolo 3 del decreto del Ministro dell'interno 16 marzo 2012, è differito al 31 ottobre 2012.

2. Il termine entro il quale le strutture ricettive di cui al comma 1 devono essere in possesso dei requisiti di sicurezza antincendi, previsto all'art. 1, comma 2 del decreto del Ministro dell'interno 16 marzo 2012, è differito al 31 ottobre 2012.


Tipo atto e

Numero

Primo

firmatario

Sede

esame

Data

annuncio

Comm.

Comp.

Oggetto

9/5049/2

Ordine del giorno

Vanalli

Assemblea

27/06/12

I

Nomina dei presidenti in carica quali commissari delle amministrazioni provinciali in scadenza


L'ordine del giorno Vanalli ed altrin. 9/5049/2, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 27 marzo 2012, impegnava l'esecutivo a nominare gli attuali presidenti di provincia quali commissari degli enti il cui mandato elettivo è ormai giunto a scadenza, fino al momento in cui gli organi di governo delle province saranno rinnovati secondo le modalità previste dalla legge statale di cui all'articolo 23, comma 16, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e comunque non oltre la data del 31 dicembre 2012.

In merito a tale impegno il Ministero dell'interno ha trasmesso la seguente nota:

“Per le province i cui organi elettivi sono scaduti o si approssimano alla fine del rispettivo mandato, il comma 20 dell'articolo 23 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, prevede un regime transitorio con l'applicazione dell'articolo 141 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, mediante il commissariamento dell'ente, al fine di assicurarne il funzionamento, nelle more dell'attuazione delle disposizioni di riforma recate dai commi precedenti dello stesso articolo.

In relazione a tanto, con decreti del Presidente della Repubblica, in data 31 maggio, 1 e 2 giugno 2012, per le province di Vicenza, La Spezia, Como e Verona, si è proceduto nei sensi auspicati dall'atto parlamentare in argomento, affidando la gestione commissariale ai rispettivi presidenti uscenti, i cui mandati sono scaduti rispettivamente il 30 e 31 maggio e il 1° giugno 2012”.

Elenco dei deputati primi firmatari degli atti cui sono riferite le note di attuazione annunciate
al 30 giugno
2012



Primo firmatario

Tipo di Atto

Numero

Pag.

On.

Compagnon

Ordine del giorno

9/4865-AR/42

89

On.

Dal Lago

Ordine del giorno

9/4865-AR/97

90

On.

Di Stanislao

Ordine del giorno

9/5052-A/6

87

On.

Marchioni

Risoluzione conclusiva

8/00175

92

On.

Turco
Maurizio

Ordine del giorno

9/4865-B/5

85

On.

Vanalli

Ordine del giorno

9/5049/2

94

On.

Zeller

Ordine del giorno

9/4865-AR/38

91



















Sezione III

RELAZIONI AL PARLAMENTO E ALTRI ADEMPIMENTI DA OBBLIGO DI LEGGE

























La sezione tratta della trasmissione al Parlamento da parte del Governo e di altri soggetti (regioni, autorità amministrative indipendenti, ecc.) delle relazioni previste dalle norme vigenti che sono pervenute nel periodo in esame. Conclude la sezione l’indicazione delle nuove relazioni ove previste da norme entrate in vigore nel periodo esaminato.

L’attività di monitoraggio delle relazioni al Parlamento


Il Servizio per il controllo parlamentare effettua il monitoraggio delle relazioni che la Presidenza del Consiglio dei ministri e i diversi Dicasteri, nonché altri soggetti non governativi, devono trasmettere periodicamente al Parlamento come stabilito dalle vigenti disposizioni legislative.

A tale fine, il Servizio cura una banca dati che viene aggiornata sia attraverso la registrazione delle relazioni di volta in volta trasmesse ed annunciate nel corso delle sedute dell’Assemblea, riscontrabili nell’Allegato A al resoconto della relativa seduta, sia mediante l’individuazione degli obblighi previsti da norme di nuova introduzione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. L’aggiornamento si completa con l’accertamento delle relazioni per le quali l’obbligo di trasmissione sia venuto meno a seguito dell’abrogazione della norma istitutiva, ovvero sia da ritenersi - per le più diverse ragioni - superato o, comunque, non più attuale o rilevante alla luce della situazione di fatto (ad esempio, una relazione che abbia ad oggetto programmi o interventi ormai completati o esauriti senza che la norma che prevede la relazione stessa sia stata esplicitamente abrogata). Ciò nell’ottica di contribuire, da una parte ad una focalizzazione degli obblighi residui e, dall'altra ad un superamento di tutto il superfluo, per favorire il processo di semplificazione normativa.

Nella presente Sezione si dà dunque conto delle risultanze dell’attività di monitoraggio circoscritta alla sola indicazione delle relazioni trasmesse nel periodo considerato dalla pubblicazione, nonché degli eventuali obblighi di nuova introduzione.

Al fine di definire un quadro complessivo degli adempimenti vigenti quanto più corretto ed esaustivo, il Servizio per il controllo parlamentare intrattiene costanti contatti con i competenti uffici interni alle amministrazioni (governative e non) anche attraverso la predisposizione e l’invio di schede informative contenenti l’elenco delle relazioni a carico di ciascun presentatore. Per ogni relazione, vengono indicati la norma istitutiva dell’obbligo, l’argomento, la frequenza della trasmissione (con la data entro la quale si aspetta il prossimo invio), nonché le informazioni sull’ultima relazione inviata. In una distinta sezione di ogni scheda vengono, inoltre, elencate le relazioni la cui trasmissione risulti in ritardo rispetto alla scadenza prevista e di cui pertanto si sollecita la trasmissione al Parlamento.

Tali schede vengono contestualmente inviate anche alle Commissioni parlamentari competenti per materia, con l’intento di fornire uno strumento di agevole consultazione che consenta da un lato ad ogni Ministero di essere al corrente dell’esito delle verifiche effettuate dal Servizio per il controllo parlamentare e, dall’altro, di informare i parlamentari dello stato di adempimento degli obblighi.

In evidenza a giugno 2012


Nell'ambito delle relazioni annunciate nel mese di giugno, si segnala innanzitutto la trasmissione, da parte del Ministro della giustizia, della prima relazione sullo stato delle spese di giustizia, concernente il secondo semestre 2011 ed il primo semestre 2012 (Doc. CCXLVII, n. 1), in conformità di quanto disposto dall'articolo 37, comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 11: tale disposizione prevede che, a decorrere dall'anno 2012, il Ministro della giustizia presenti alle Camere, entro il mese di giugno, una relazione sullo stato delle spese di giustizia, che comprenda anche un monitoraggio delle spese relative al semestre precedente.

Si segnalano inoltre, in quanto intervengono dopo un significativo lasso di tempo dall'ultima trasmissione, le relazioni, predisposte dal Difensore civico della Provincia autonoma di Bolzano ai sensi di quanto previsto dall'articolo 16, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, sull'attività svolta nel 2010 (Doc. CXXVIII, n. 46) e nel 2011 (Doc. CXXVIII, n. 47),considerato che il precedente invio aveva ad oggetto dati riferiti all'annualità 2009. Si ricorda che la disposizione che ha introdotto l'obbligo stabilisce che i difensori civici istituiti presso le regioni e le province autonome inviino ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente ai sensi del comma 1 del richiamato articolo 16 della legge n. 127 del 1997 (come modificato dall'articolo 2 della legge 16 giugno 1998, n. 191).

Sempre in quanto sana un ritardo nella trasmissione alle Camere, si evidenzia la relazione, inviata dal Consiglio regionale dell'Emilia Romagna,sullo stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, ai sensi dell'articolo 19-bis, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157. La relazione pervenuta era attesa dal giugno 2008, considerato che i penultimi dati trasmessi riguardavano la stagione venatoria 2006-2007, ed è peraltro relativa alla sola stagione venatoria 2011-2012: non ottempera dunque all'obbligo di riferire in merito alle annualità 2008, 2009 e 2010. Si ricorda che l'articolo 19-bis della legge n. 157 del 1992 stabilisce che le deroghe in materia di prelievo venatorio siano disciplinate dalle regioni in conformità alle prescrizioni dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, ai princìpi e alle finalità degli articoli 1 e 2 della stessa direttiva ed alle disposizioni della richiamata legge n. 157 e che debbano menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa. Il comma 5 dell'articolo 19-bis dispone, infine, che entro il 30 giugno di ogni anno ciascuna regione trasmetta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero al Ministro per gli affari regionali ove nominato, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle politiche agricole e forestali, al Ministro per le politiche comunitarie, all'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS)*, nonché alle competenti Commissioni parlamentari, una relazione sull'attuazione delle deroghe in questione.

Ancora più significativa sotto il profilo dell'interruzione del ritardo nella trasmissione, è la relazione, inviata dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, concernente l'attività svolta dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) nell'anno 2011 (Doc. CCVI, n. 1), considerato che la precedente, pervenuta alle Camere nel mese di aprile 2008, conteneva dati relativi al 2006; non risultano tuttavia trasmessi i dati concernenti gli anni dal 2007 al 2010. L'obbligo in questione è stato introdotto dalla legge 12 agosto 1982, recante “Riforma della vigilanza sulle assicurazioni” che istituisce l'ISVAP ed all'articolo 4 dispone che quest'ultimo, in conformità alla normativa dell'Unione europea in materia assicurativa e nell'ambito delle linee di politica assicurativa determinate dal Governo, svolga le funzioni di vigilanza previste nel codice delle assicurazioni private, nonché attività consultiva e di segnalazione nei confronti del Parlamento e del Governo, nell'ambito delle competenze per la regolazione e la vigilanza sul settore assicurativo. Il comma 3 del citato articolo 4 prevede, inoltre, che entro il 31 maggio di ogni anno l'ISVAP presenti al Presidente del Consiglio dei Ministri, per la trasmissione al Parlamento, una relazione sull'attività svolta.

Si registra infine l'invio, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, delle relazioni conclusive sull'attività svolta, il bilancio di previsione e la consistenza dell'organico dell'Istituto nazionale previdenza dipendenti amministrazione pubblica (INPDAP) e dell'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS). L'articolo 21, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214), recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici” ha infatti soppresso entrambi gli enti richiamati a decorrere dal 1° gennaio 2012 e ne ha attribuito le funzioni all'INPS. L'obbligo si è pertanto concluso con la trasmissione dei dati, annunciati nella seduta dell'Assemblea del 27 giugno 2012, relativi all'attività svolta nel 2011, con allegati il bilancio consuntivo per l'anno 2010, il bilancio di previsione per l'anno 2011 e la relativa pianta organica.

Sul versante dell'individuazione di nuovi obblighi, si segnala invece la previsione introdotta dall'articolo 5, comma 1, della legge 5 giugno 2012, n. 86, recante “Istituzione del registro nazionale e dei registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonché divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori”. La legge richiamata prevede (articolo 1) che il Ministero della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscano, rispettivamente, il registro nazionale e i registri regionali degli impianti protesici mammari effettuati in Italia, nell'ambito della chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Detti registri sono finalizzati sia al monitoraggio clinico del soggetto sottoposto a impianto, allo scopo di prevenire le complicanze e migliorare la gestione clinico-assistenziale degli eventuali effetti indesiderati ed esiti a distanza (articolo 1, comma 3, lettera a), sia al monitoraggio epidemiologico, a fini di studio e ricerca scientifica in campo clinico e biomedico e di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria (lettera b).

Nello specifico, l'articolo 5 della legge n. 86 del 2012 dispone che ogni due anni il Ministro della salute trasmetta al Parlamento una relazione sui dati raccolti nel registro nazionale e nei registri regionali degli impianti protesici mammari, relativamente alle finalità di cui all'articolo 1, comma 3, lettera b).

Un ulteriore nuovo adempimento è previsto dall'articolo 3 della legge 5 giugno 2012, n. 88, recante “Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di riconoscimento degli studi, titoli e diplomi di istruzione media, diversificata e professionale per il proseguimento degli studi di istruzione superiore, tra i Governi della Repubblica italiana e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, sottoscritto a Caracas il 27 luglio 2007”. I commi 2 e 3 di tale articolo prevedono che, nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa individuate, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, provveda con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere, delle dotazioni finanziarie destinate alle spese di missione nell'ambito del programma “Cooperazione in materia culturale” e, comunque, della missione “L'Italia in Europa e nel mondo” dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e che riferisca, senza ritardo, alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti ed alle misure adottate. La disposizione, riproduce, quindi, con riferimento allo scostamento rispetto ad una specifica previsione di spesa, un obbligo di riferire alle Camere già introdotto, in via generale, dall'articolo 17, commi 12 e 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e, ancor prima, dall'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, per tutte le leggi che comportino nuovi o maggiori oneri. Per inciso, si rileva che la mancata individuazione di un termine certo entro il quale il Governo è tenuto ad informare le Camere (come già ricordato, la dizione utilizzata è “senza ritardo”) non consente un'oggettiva valutazione della tempestività della trasmissione della relazione.


Relazioni al Parlamento annunciate nel periodo
1° - 30 giugno 2012


Relazioni governative


Presidenza del Consiglio dei ministri

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 576/1982,

art. 4, co. 3


Attività dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo – ISVAP

(Dati relativi al 2011,

Doc. CCVI, n. 1)

VI Finanze

25/6/2012



Ministro per la coesione territoriale

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 196/2009,

art. 10, co. 7*

Rapporto sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate

(Predisposto dal Ministero dello sviluppo economico)

(Dati relativi al 2011,

Allegato VI al Documento di economia e finanza 2012,

Doc. LVII, n. 5)

Tutte le Commissioni permanenti

Commissione per le questioni regionali

27/6/2012

*La disposizione istitutiva dell'obbligo prevede che il rapporto sia presentato alle Camere, entro il 10 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, in allegato al Documento di economia e finanza (DEF).



Ministero della difesa

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 244/2007,

art. 3, co. 68

Stato della spesa, efficacia nell'allocazione delle risorse e grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta

(Dati relativi al 2011,

Doc. CCVIII, n. 45)

I Affari costituzionali

IV Difesa

V Bilancio

21/6/2012

Ministero dell'economia e delle finanze

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 196/2009,

art. 12, co. 1*

Relazione generale sulla situazione economica del Paese

(Dati relativi al 2011,

Doc. XI, n. 4)

V Bilancio

18/6/2012

*L'articolo 6, comma 1, della legge 7 aprile 2011, n. 39, ha interamente sostituito l'articolo 12 della L. 196/2009, che prevedeva originariamente l'obbligo al comma 7.



Ministero della giustizia

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 354/1975,

art. 20, ultimo co.

Attuazione delle disposizioni di legge relative al lavoro dei detenuti

(Dati relativi al 2011,

Doc. CXVIII, n. 4)

II Giustizia

5/6/2012

D.L. 98/2011,

art. 37, co. 16*

Stato delle spese di giustizia

(Dati relativi al secondo semestre 2011 ed al primo semestre 2012,

Doc. CCXLVII, n. 1)

(PRIMA RELAZIONE)

II Giustizia

28/6/2012

*Il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

La norma istitutiva dell'obbligo dispone che, a decorrere dall'anno 2012, il Ministro della giustizia presenti alle Camere, entro il mese di giugno, una relazione sullo stato delle spese di giustizia, che comprenda anche un monitoraggio delle spese relative al semestre precedente.



Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

D.P.R. 204/2006,

art. 2, co. 6

Attività svolta dal Consiglio superiore dei lavori pubblici

(Dati relativi al 2011,

Doc. CCXV, n. 4)

VIII Ambiente

6/6/2012

L. 194/1998,

art. 1, co. 4

Andamento del processo di liberalizzazione e di privatizzazione del trasporto aereo

(Dati relativi al II semestre 2011,

Doc. LXXI, n. 6)

IX Trasporti

18/6/2012

Ministero dell'interno

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

D.L. 8/1991,

art. 16, co. 1

Programmi di protezione, loro efficacia e modalità generali di applicazione per coloro che collaborano con la giustizia

(Dati relativi al I semestre 2011,

Doc. XCI, n. 9)

II Giustizia

12/6/2012

D.Lgs 159/2011,

art. 109, co. 1,

primo periodo*


Attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA)

(Dati relativi al II semestre 2011,

Doc LXXIV, n. 8)

I Affari costituzionali

II Giustizia

13/6/2012

*Un obbligo di analogo contenuto era già previsto dal decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, articolo 5, comma 1, primo periodo, abrogato dall'articolo 120, comma 1, lett. i) del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.




Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

D.Lgs. 252/2005,

art. 19, co. 7*

Attività della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP)

(Dati relativi al 2011,

Doc. CXIX, n. 5)

VI Finanze

XI Lavoro

6/6/2012

*La disposizione istitutiva dell'obbligo recita: “entro il 31 maggio di ciascun anno la COVIP trasmette al Ministro del lavoro e delle politiche sociali una relazione sull'attività svolta, sulle questioni in corso di maggior rilievo e sugli indirizzi e le linee programmatiche che intende seguire. Entro il 30 giugno successivo il Ministro del lavoro e delle politiche sociali trasmette detta relazione al Parlamento con le proprie eventuali osservazioni”.

L. 70/1975,

art. 30, co. quinto,

Tab. I

Attività svolta, bilancio di previsione e consistenza dell’organico dell’Istituto nazionale assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – INAIL

(Dati relativi all'attività svolta nel 2011 con allegati il bilancio consuntivo per l'anno 2010, il bilancio di previsione per l'anno 2011 e la relativa pianta organica)

XI Lavoro

27/6/2012

L. 70/1975,

art. 30, co. quinto,

Tab. I

Attività svolta, bilancio di previsione e consistenza dell’organico dell’Istituto nazionale previdenza sociale – INPS

(Dati relativi all'attività svolta nel 2011 con allegati il bilancio consuntivo per l'anno 2010, il bilancio di previsione per l'anno 2011 e la relativa pianta organica)

XI Lavoro

27/6/2012

L. 70/1975,

art. 30, co. quinto,

Tab. I

Attività svolta, bilancio di previsione e consistenza dell’organico dell’ex Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica – INPDAP*

(Dati relativi all'attività svolta nel 2011 con allegati il bilancio consuntivo per l'anno 2010, il bilancio di previsione per l'anno 2011 e la relativa pianta organica)

XI Lavoro

27/6/2012

*L'articolo 21, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) ha soppresso l'INPDAP a decorrere dal 1°/1/2012 ed ha attribuito le relative funzioni all'INPS. Pertanto, l'obbligo si è concluso con la trasmissione dei dati relativi all'attività per l'anno 2011.

L. 70/1975,

art. 30, co. quinto,

Tab. I

Attività svolta, bilancio di previsione e consistenza dell’organico dell’ex Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo - ENPALS*

(Dati relativi all'attività svolta nel 2011 con allegati il bilancio consuntivo per l'anno 2010, il bilancio di previsione per l'anno 2011 e la relativa pianta organica)

XI Lavoro

27/6/2012

*L'articolo 21, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) ha soppresso l'ENPALS a decorrere dal 1°/1/2012 ed ha attribuito le relative funzioni all'INPS. Pertanto, l'obbligo si è concluso con la trasmissione dei dati relativi all'attività per l'anno 2011.


Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

D.L. 147/2003,

art. 8, co. 19

Attività svolta dall'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI ex UNIRE*) e sull'andamento delle attività sportive e di incremento ippico

(Trasmessa dal Ministro per i rapporti con il Parlamento)

(Dati relativi all'anno 2011,

Doc. CXC, n. 4)

XIII Agricoltura

20/6/2012

*L'Unione per l'incremento delle razze equine (Unire) è stato trasformata in Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) dall'articolo 14, comma 28, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. L'articolo 3, comma 9, del decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, ha ulteriormente previsto la soppressione dell'ASSI, che decorrerà dalla data di entrata in vigore della legge di conversione dello stesso decreto-legge n. 87.




Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

D.Lgs. 322/1989,

art. 24, co. 1 e 2

Attività dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) sulla raccolta, trattamento e diffusione dei dati statistici della pubblica amministrazione, nonché stato di attuazione del programma statistico nazionale

(Dati relativi al 2011, con allegato il rapporto redatto dalla Commissione per la garanzia dell'informazione statistica*, Doc. LXIX, n. 5)

I Affari costituzionali

4/6/2012

*La norma istitutiva dell'obbligo prevede che alla relazione sia allegato il rapporto annuale di cui all'articolo 12, comma 6, del D.Lgs. 322/1989, redatto dalla Commissione per la garanzia dell'informazione statistica.


Ministero della salute

Fonte istitutiva

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 244/2007,

art. 68, co. 3

Stato della spesa, efficacia nell'allocazione delle risorse e grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta

(Dati relativi al 2011,

Doc. CCVIII, n. 46)

I Affari costituzionali

V Bilancio

XII Affari sociali

28/6/2012



Relazioni non governative


Fonte istitutiva

Soggetto

competente

Argomento

Commissione competente

per materia

Data annuncio

L. 127/1997,

art. 16, co. 2

Difensore civico del Veneto

Attività svolta

(Dati relativi al 2011 con aggiornamenti al I trimestre 2012, Doc. CXXVIII, n. 45)

I Affari costituzionali

4/6/2012

L. 593/1977,

art. 3

Accademia nazionale dei Lincei

Attività del Centro Linceo interdisciplinare "Beniamino Segre"

(Relazione triennale consuntiva 2009-2011)

VII Cultura

4/6/2012

L. 289/2002,

art. 52, co. 4,

lett. c)

Regione Liguria

Attuazione degli adempimenti previsti dall'accordo del 14 febbraio 2002 tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in materia di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e di indirizzi applicativi sulle liste di attesa

(Trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri)

(Dati relativi al 2011,

Doc. CCI, n. 39)

XII Affari sociali

11/6/2012

D.Lgs. 102/2004,

art. 17,

co. 5-ter

Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA)

Attività svolta in materia di interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole

(Dati relativi al 2011,

Doc. XCII, n. 5)

VI Finanze

XIII Agricoltura

11/6/2012

L. 127/1997,

art. 16, co. 2

Difensore civico della Provincia autonoma di Bolzano

Attività svolta

(Dati relativi al 2010, Doc. CXXVIII, n. 46;

Dati relativi al 2011, Doc. CXXVIII, n. 47)

I Affari costituzionali

13/6/2012

L. 212/2000,

art. 13,

co. 13-bis

Garante del contribuente della regione Abruzzo

Stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale

(Dati relativi all'anno 2011)

VI Finanze

14/6/2012

L. 157/1992,

art. 19-bis,

co. 5


Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna

Stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio previste dall'art. 9 della direttiva 79/409/CEE

(Dati relativi alla stagione venatoria 2011-2012)

XIII Agricoltura

19/6/2012



Nuove relazioni previste da fonti normative (*)


Relazioni governative



Fonte

Ministero competente

Oggetto

L. 86/2012,

art. 5, co. 1*

Ministero della salute

Dati raccolti nel registro nazionale e nei registri regionali degli impianti protesici mammari effettuati in Italia

*La legge 5 giugno 2012, n. 86, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2012, n. 148.

L. 88/2012

art. 3, co. 3*

Ministero dell'economia e delle finanze

Cause degli scostamenti verificatisi rispetto alle previsioni di spesa indicate all'articolo 3, comma 1, della legge n. 88 del 2012 recante “Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di riconoscimento degli studi, titoli e diplomi di istruzione media, diversificata e professionale per il proseguimento degli studi di istruzione superiore, tra i Governi della Repubblica italiana e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, sottoscritto a Caracas il 27 luglio 2007”, e misure adottate per la copertura del maggior onere

*La legge 5 giugno 2012, n. 88, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2012, n. 149.















(*) Si tratta di relazioni previste da nuove norme entrate in vigore nel periodo preso in considerazione dal presente bollettino.

1Al fine di garantire la continuità dei rapporti facenti capo agli enti soppressi, l'articolo 22, comma 2 del decreto-legge n. 83/2012, prevede che gli organi in carica alla data di approvazione del presente decreto continuano a svolgere le rispettive funzioni fino alla nomina del direttore generale della nuova Agenzia e deliberano altresì i bilanci di chiusura degli enti soppressi alla data di cessazione degli stessi. Una volta nominato, peraltro, il direttore generale esercita in via transitoria, in qualità di commissario straordinario fino alla nomina degli altri organi dell'Agenzia, le funzioni svolte dagli enti soppressi e dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per tale Dipartimento si precisa che, in considerazione del trasferimento delle relative funzioni, le strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono conseguentemente adeguate con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi del successivo comma 7 del predetto articolo 22.


2Si prevede infatti che la cabina di regia di cui all'articolo 14, comma 18-bis del decreto-legge n. 98/2011, sia copresieduta non solo dal Ministro degli affari esteri e dal Ministro dello sviluppo economico, ma anche, per le materie di propria competenza, dal Ministro con delega per il turismo. Si prevede altresì che dello stesso organismo faccia parte, insieme al Ministro dell'economia e delle finanze o persona dallo stesso designata, anche il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali (o persona dallo stesso designata). Viene inoltre sostituita la partecipazione del presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, con quella del presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome. Infine viene inserito tra i partecipanti anche il presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane, che si unisce ai già previsti presidenti dell’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, della Confederazione generale dell’industria italiana, di R.E.TE. Imprese Italia e della Associazione bancaria italiana.

3Si precisa in tal senso che lo stesso articolo 3 del decreto-legge n. 87/2012, dispone, sempre con decorrenza dalla data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, l'incorporazione dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ad opera dell'Agenzia delle dogane, che assume la denominazione di "Agenzia delle dogane e dei monopoli". Viene infine parimenti disposta l'incorporazione dell'Agenzia del territorio da parte dell'Agenzia delle entrate. Su tali disposizioni vedasi più approfonditamente infra nella sottosezione "a".

4Si trattava di: Unione italiana di tiro a segno UITS; Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia UNUCI; Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia EIPLI; Ente irriguo umbro toscano; Unione accademica nazionale UAN; Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”; Opera nazionale per i figli degli aviatori ONFA; Ente opere laiche palatine pugliesi; Istituto nazionale di beneficenza “Vittorio Emanuele III”; Pio istituto elemosiniere; Comitato per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo dei Balcani.

5La categoria degli enti pubblici non economici, da intendere quale ‘residuale’ rispetto alla categoria degli enti pubblici economici, è comunque assai ampia: in sintesi, ente pubblico non economico può dirsi qualsiasi ente pubblico che non operi secondo una logica di tipo imprenditoriale.

6Rimaneva infatti operante l’autorizzazione recata dalla legge n. 244, art. 2, comma 634, a regolamenti governativi di riordino, trasformazione, soppressione, messa in liquidazione di enti pubblici o strutture amministrative pubbliche partecipate dallo Stato, anche in forma associativa, sulla base dei princìpi e criteri direttivi ivi previsti.

7Vedasi la Circolare dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa del 20 ottobre 2008, n. 9, con la quale sono stati enunciati taluni criteri di interpretazione della normativa taglia-enti, chiarendo in particolare che la seconda procedura riguarda anche gli enti che, pur avendo un organico inferiore alle 50 unità, sono espressamente esclusi dall'applicazione della prima ai sensi del primo periodo del comma 1 dell’articolo 26; quest’ultimo criterio interpretativo, secondo il quale l’esclusione dalla prima fase del taglia-enti non comporta l’esclusione anche dalla seconda, ha investito uno dei profili maggiormente dubbi dell’originaria normativa taglia-enti.

8Questi ultimi sono stati oggetto di autonomo riordino, che giustificava la loro esclusione dal procedimento taglia-enti (cfr. il testo fra breve), con il D.Lgs. 31 dicembre 2009, n. 213, in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165, recante delega in materia di riordino degli enti di ricerca. La legge delega riguardava tuttavia solo gli enti vigilati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca: ai fini del controllo parlamentare sulle nomine in tali enti, il D.Lgs. n. 213/2009 ha apportato, tra le altre, importanti innovazioni come la riduzione del numero dei componenti dei consigli degli enti e la modifica della composizione e delle relative modalità di nomina, anche per i presidenti, sulle cui candidature non si esprimono più le Commissioni parlamentari competenti, restando prevista solo la comunicazione al Parlamento delle nomine effettuate dal Ministro dell'istruzione, università e ricerca.

9Con decreto interministeriale del 19 novembre 2008 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro per la semplificazione normativa erano stati confermati i seguenti enti pubblici non economici: Accademia della Crusca; Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale; Cassa conguaglio trasporti di gas di petrolio liquefatto; Cassa conguaglio settore elettrico; Comitato olimpico nazionale italiano CONI; Istituto italiano per l’Africa e l’oriente ISIAO; Lega italiana per la lotta ai tumori LILT; Unione nazionale ufficiali in congedo UNUCI; Ente teatrale italiano ETI. Quest'ultimo è stato poi comunque soppresso dal comma 20 del citato D.L. 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 122 del 30/7/2010 (cfr. infra).

10 Originariamente fissato al 30 giugno 2008 dall’art. 2, comma 634, della legge n. 244/2007, è stato dapprima posposto al 31 dicembre 2008 dall’art. 26 della legge n. 133/2008 e successivamente al 30 giugno 2009 dall’art. 4 della legge n. 14/2009, per essere poi differito al 31 ottobre 2009 dall’art. 17, comma 1, lettera a), della legge n. 102/2009 ed infine portato al 31 ottobre 2010 dall’art. 10-bis della legge n. 25/2010.

11INVALSI, ANSAS ed ENAM, come si è detto, erano stati esclusi dal procedimento taglia-enti, se autonomamente riordinati entro il 31 dicembre 2009, dall’art. 27, comma 3, della legge n. 69/2009.

12Di cui peraltro era già stata prevista la soppressione dall'articolo 46, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, che recava una delega legislativa al Governo per l’adozione di un decreto di riordino del sistema delle stazioni sperimentali per l'industria con riattribuzione delle competenze e conseguente soppressione dell'Istituto nazionale per le conserve alimentari.

13In attuazione dell’art. 4-sexiesdecies della legge n. 205/2008 (cfr. supra), nel 2009 l’ENSE aveva riformato il proprio statuto portando a 5 (rispetto ai 9 precedenti) i componenti del proprio consiglio di amministrazione.

14Come detto supra (cfr. nota 5), quest'ultimo ente era stato in precedenza escluso dalla soppressione e confermato in vita dal D.M. 19 novembre 2008.

15Gli schemi di regolamento di riordino approvati dal Consiglio dei ministri entro il 31 ottobre 2009, infatti, riguardavano tra l’altro, come si è detto, alcuni degli enti su cui è poi intervenuta la legge n. 122, come gli enti previdenziali INPDAP, ENPALS, IPSEMA , ENAPPSMAD ed IPOL, l’ISFOL, l’ISAE e l’EIM.

16Successivamente soppressa dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cfr. infra).

17Neanche quattro mesi dopo, come detto, il Banco veniva peraltro soppresso dall’art. 2 della legge n. 10/2011.

18Anch’esso successivamente soppresso dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cfr. infra).

19Quasi subito, peraltro, ridottisi a 13 e successivamente a 12 (vedasi note precedenti).

20In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 4-sexiesdecies della legge n. 205/2008 (cfr. supra), il riordino degli organi di amministrazione dell’UNIRE era avvenuto con il Decreto del ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 31 agosto 2009, che aveva modificato la composizione del consiglio di amministrazione dell’ente portandone i componenti da sette a cinque.

21Peraltro, l’Agenzia ASSI risulta in regime commissariale fin dal momento della nascita, non essendo ancora stato approvato uno statuto che ne disciplini l’attività né costituiti gli organi di gestione interni, e il decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, ne ha recentemente disposto la soppressione a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (cfr. infra).

22Altre norme della legge n. 111/2011 relative ad enti ed organismi pubblici, ma non ascrivibili al complesso della normativa taglia-enti, sono i commi da 6 a 14 dell’art. 14, volti a costituire la società "Istituto Luce – Cinecittà Srl” ed a liquidare "Cinecittà – Luce Spa”, il comma 16 del medesimo art. 14, che integra la disciplina concernente la soppressione del Comitato per l'intervento nella Società italiana resine SIR, nonché l’art. 36, commi da 1 a 10, concernente il riordino dell’ANAS Spa.

23Per quanto non abbia natura di ente pubblico e non rientri quindi nella normativa e nel procedimento taglia-enti, l’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari gode, ai sensi della legge n. 111/2011, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 98/2011, di autonomia organizzativa e contabile e il Direttore generale ad esso preposto è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. La relativa proposta di nomina è sottoposta al preventivo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimersi entro il termine di 20 giorni dalla richiesta; al fine dell’espressione del parere le Commissioni possono procedere all’audizione della persona designata. E’ altresì previsto che l’Ufficio riferisca annualmente al Parlamento sull’attività svolta.

24In attuazione della normativa taglia-enti, come si è visto, gli Enti in questione erano a loro volta subentrati nei compiti e nelle funzioni dei soppressi ENAM, nel caso dell’INPDAP, ed ENAPPSMAD, nel caso dell’ENPALS.

25Come si è visto, l’EIPLI era stato incluso fra gli 11 enti per i quali era stata inizialmente prevista la ‘ghigliottina’ in caso di mancato riordino dall’art. 2, comma 636, della legge n. 244/2007, successivamente abrogato dall’art. 26, comma 3, della legge n. 133/2008.

26La soppressione di tale Commissione risultava peraltro già disposta dall’art. 10, comma 26, della legge n. 106/2011, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 70/2011.

27Il testo approvato dalla Camera in prima lettura prevedeva, al comma 1 dell’art. 36, che il Governo, entro tre mesi dalla data di conversione in legge, presentasse un apposito disegno di legge volto ad istituire una specifica Autorità indipendente di regolazione dei trasporti (veniva comunque meno, quindi, la precedente delega ad attribuire le relative funzioni ad un’Autorità già esistente, di cui all’art. 37 della legge n. 214/2011); sino all’istituzione di tale nuova Autorità ed a decorrere dal 30 giugno 2012, le relative funzioni erano attribuite all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas AEEG, ferme restando le competenze previste dalla vigente normativa.

28In base al richiamato comma 7, ciascuna Autorità è organo collegiale costituito dal presidente e da due membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro competente. Le designazioni effettuate dal Governo sono previamente sottoposte al parere delle competenti Commissioni parlamentari; in nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. Ai fini dell’espressione del parere, le Commissioni possono procedere all'audizione delle persone designate. In sede di prima attuazione della legge le Commissioni parlamentari si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta del parere; decorso tale termine il parere viene espresso a maggioranza assoluta.

29Così identificata nel citato D.L. n. 16/2012 benché ridenominata Agenzia per il Terzo settore dall’art. 1 del D.P.C.M. 26 gennaio 2011, n. 51, recante modifiche al regolamento di organizzazione dell’Agenzia. Benché non si ritrovasse un’espressa attribuzione della personalità giuridica di diritto pubblico all’Agenzia, la stessa era ricompresa fra le Autorità amministrative indipendenti nell’elenco delle Amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, predisposto dall’ISTAT ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge n. 196/2009.

30Questi due enti erano già stati oggetto, come si è visto, di schemi di regolamenti di riordino approvati dal Governo in via preliminare nell’ambito del procedimento taglia-enti.

31Come si è visto, entrambi gli enti erano stati recentemente riordinati, il primo, sulla base di norme di legge speciali che lo riguardavano, con il D.Lgs. n. 177 del 2009, e il secondo, nell’ambito della procedura taglia-enti, con il D.P.R. n. 237 del 2010 (cfr. supra).

32La trasformazione dell’AAMS in Agenzia fiscale con autonoma personalità giuridica era stata disposta dall’articolo 40, commi da 2 a 6, del D.L. 1° ottobre 2007, n. 159, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (con decorrenza inizialmente stabilita al 1° ottobre 2008). Tali norme affidavano ad appositi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, tra l’altro, l’individuazione della data dalla quale le funzioni svolte dall'AAMS dovevano passare alla nuova Agenzia, con contestuale soppressione della stessa AAMS; peraltro, lo schema di decreto ministeriale recante le norme per l’istituzione dell’Agenzia fiscale dei Monopoli di Stato attuative del D.L. n. 159/2007, trasmesso al Parlamento il 12 ottobre 2011, non è stato mai approvato dal Consiglio dei ministri in via definitiva, benché su di esso si fossero effettivamente espresse le competenti Commissioni di Camera e Senato fra il novembre 2011 e il febbraio 2012.

33Si segnala peraltro che, nonostante appaiano con tutta evidenza enti pubblici ricompresi nel campo di applicazione della legge n. 14/1978, il controllo parlamentare sulle nomine nelle Agenzie fiscali, nella prassi, non si attua in base alle disposizioni di tale legge, ed in particolare a quelle, che sembrerebbero applicabili, relative agli “altri amministratori” di cui all’art. 9, ma alle norme dell’art. 19, comma 9, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che disciplina la comunicazione al Parlamento da parte del Governo degli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale delle amministrazioni pubbliche, di cui e' data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti. Sotto questo aspetto, dunque, le Agenzie fiscali dotate di personalità giuridica risultano equiparate alle Agenzie “ordinarie”, non dotate di autonoma personalità giuridica di diritto pubblico, costituite sulla base del Decreto legislativo n. 300 del 1999.

34Il numero sale a 41 se si considerano anche i Presidenti dei tre enti pubblici non soppressi ma trasformati in fondazioni di diritto privato: cfr. infra.

35Il numero sale a 390 se si considerano anche gli altri amministratori dei tre enti pubblici non soppressi ma trasformati in fondazioni di diritto privato: cfr. infra.

36Il computo dei dati non tiene conto del soggetto non ancora specificato che subentrerà al soppresso EIPLI, in quanto, dovendo esso essere individuato o costituito da parte delle Regioni interessate, dovrebbe avere le caratteristiche di ente o istituto regionale, e non statale, per cui non dovrebbe essere ricompreso nel campo di applicazione della legge n. 14/1978 sul controllo parlamentare sulle nomine.

37Lo statuto dell’ENSE era già stato modificato nel 2009 in attuazione dell’art. 4-sexiesdecies del D.L. n. 171/2008, convertito dalla legge n. 205/2008, con la riduzione da 9 a 5 dei componenti del CDA (cfr. infra).

38L’EIUT era stato istituito fin dall’inizio “a termine”, per un periodo di trent’anni, dalla legge 18 ottobre 1961, n. 1048, ed avrebbe quindi dovuto venir meno il 6 novembre 1991; peraltro, in prossimità di tale scadenza si era iniziata a delineare la sua possibile trasformazione in società per azioni, e a questo scopo il predetto termine di scadenza era stato prorogato di 10 anni, fino al 6 novembre 2001. A decorrere dal 1998, inoltre, dopo l’entrata in vigore delle leggi Bassanini, il progetto di trasformazione dell’EIUT si era orientato verso la costituzione di una spa pubblica e per accompagnare la transizione il Ministro dell’agricoltura non aveva rinnovato il Consiglio di amministrazione dell’EIUT, procedendo alla nomina di un commissario. Ciò nonostante, nel 2001 anche il nuovo termine stava per venire a scadenza senza che fosse intervenuta alcuna trasformazione, per cui furono accordate per legge una serie di ulteriori proroghe di durata annuale, mentre si faceva strada la nuova ipotesi, sorta nel 2007, di trasformare l’EIUT da ente pubblico non economico in ente pubblico economico. Nel frattempo, come si è visto, l’EIUT era stato inserito dalla legge n. 244 del 2007 fra gli 11 enti di cui era direttamente prevista dalla legge la soppressione ove non riordinati entro il termine previsto per l’emanazione degli appositi regolamenti, e poi ricondotto alla procedura generale taglia-enti dalla legge n. 133 del 2008. In attuazione di tale procedura, il Ministro dell’agricoltura presentava nella riunione del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2009 la bozza di regolamento per la trasformazione dell’EIUT in ente pubblico economico, che non veniva però approvata. Posto in liquidazione il mese successivo, l’Ente è definitivamente venuto meno nel novembre 2011, con l’approvazione da parte delle regioni Umbria e Toscana di analoghe leggi regionali istitutive dell’Ente (regionale) acque umbro-toscane, destinato a subentrare all’EIUT. L’EIUT era dotato di 1 Presidente, 2 Vicepresidenti e 10 componenti del Consiglio di amministrazione, incarichi che escono anch’essi dal campo di applicazione della legge sul controllo parlamentare sulle nomine; come si è detto, l’Ente era peraltro in regime commissariale dal 1998.

39Rispettivamente, 1 Presidente e 16 componenti del CDA per la Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, 1 Presidente e 6 componenti del CDA per l’Istituto nazionale di beneficenza Vittorio Emanuele III e 1 Presidente e 4 componenti del CDA per l’Ente opere laiche palatine pugliesi.

40Il computo non tiene conto del Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali e dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, conteggiati invece fra gli enti soppressi (cfr. supra).

41Successivamente trasformata nella nuova Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ASSI, ora in via di soppressione (cfr. supra).

42All’INRAN sono stati successivamente trasferiti i compiti e le funzioni dei soppressi Ente nazionale delle sementi elette ENSE e Istituto nazionale conserve alimentari INCA (cfr. supra).

43Successivamente soppresso con il trasferimento dei relativi compiti e funzioni all’INRAN (cfr. supra).

44La vigilanza dell'ISVAP ha per scopo la sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, nonché la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese, degli intermediari e degli altri operatori del settore assicurativo, avendo riguardo alla stabilità, all'efficienza, alla competitività ed al buon funzionamento del sistema assicurativo, alla tutela degli assicurati ed alla protezione dei consumatori.

45Ai sensi dell'art. 10, comma 2, della legge n. 576/1982, il presidente dell'ISVAP poteva essere confermato nell'incarico per una sola volta.

46Ai sensi dell'art. 11, comma 2, della legge n. 576/1982, i componenti del consiglio dell'ISVAP potevano essere confermati nell'incarico per non più di due volte.

47Si ricorda che l'articolo 14, commi da 1 a 5, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito con modificazioni della legge n. 111 del 2011, ha attribuito alla COVIP compiti di controllo e poteri ispettivi sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio degli enti gestori di forme previdenziali obbligatorie privatizzati ai sensi dei decreti legislativi n. 509/1994 e n. 103/1996, subentrando al Nucleo di valutazione della spesa previdenziale in ordine alle indicazioni sulla redazione dei bilanci tecnici, alle valutazioni sul riequilibrio economico-finanziario e alla nomina del commissario straordinario in caso di mancato riequilibrio.

48Avevano infatti avuto luogo quattro votazioni nelle sedute del 26 giugno, del 3 e del 4 luglio 2012, che non avevano comunque consentito di procedere alla designazione dei componenti di indicazione parlamentare della lista da sottoporre all'assemblea degli azionisti della Rai.

49Nelle more dell'entrata in operatività dell'Autorità di regolazione dei trasporti, la disciplina introdotta dall'art. 21 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2001, prevede che il Direttore generale dell'URSF è nominato dal Governo previa acquisizione, sulla relativa proposta di nomina, del parere delle competenti Commissioni parlamentari.

50Il primo mandato di Alberoni e Giannini, di cui al decreto del Ministro per i beni e le attività culturali del 5 marzo 2002, si è concluso anticipatamente a causa dell'intervenuta riforma dell'Ente operata con il citato D. Lgs. n. 32/2004. Il secondo ed il terzo mandato si riferiscono rispettivamente ai decreti ministeriali del 17 giugno 2004 e del 23 luglio 2008.

*L'INFS è stato soppresso dall'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ne ha trasferito le funzioni all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale-ISPRA.