Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Modifiche alla Parte seconda della Costituzione concernenti le Camere del Parlamento e la forma di governo - A.C. 5386 - Parte Seconda: Iter al Senato (A.S. 24 e abb.) - Esame in sede referente e consultiva
Riferimenti:
AC N. 5386/XVI     
Serie: Progetti di legge    Numero: 674    Progressivo: 1
Data: 06/08/2012
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni
Altri riferimenti:
AS N. 24/XVI     

 

Camera dei deputati

XVI LEGISLATURA

 

 

 

Documentazione per l’esame di
Progetti di legge

Modifiche alla Parte seconda della Costituzione concernenti le Camere
del Parlamento e la forma di governo

A.C. 5386

Iter al Senato: esame in sede referente e consultiva

 

 

 

 

 

 

n. 674/1

(Parte seconda)

 

 

6 agosto 2012

 


Servizio responsabile:

Servizio Studi – Dipartimento Istituzioni

( 066760-9475 / 066760-3855 – * st_istituzioni@camera.it

 

 

 

 

 

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File: AC0829a2.doc

 


I N D I C E

 

Iter al Senato

Esame in sede referente

-       1a Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 10 giugno 2008 – 1° pomeridiana (sui lavori della Commissione)     5

Seduta del 10 giugno 2008 – 2° pomeridiana                                             7

Seduta del 18 marzo 2009 (sui lavori della Commissione)                     11

Seduta del 20 luglio 2011 (sui lavori della Commissione)                       15

Seduta dell’11 ottobre 2011 (sui lavori della Commissione)                    17

Seduta del 19 ottobre 2011 (sui lavori della Commissione)                    23

Seduta del 20 ottobre 2011 (sui lavori della Commissione)                    29

Seduta del 26 ottobre 2011 (sui lavori della Commissione)                    35

Seduta del 2 novembre 2011(sui lavori della Commissione)                  37

Seduta del 23 novembre 2011 (sui lavori della Commissione)                39

Seduta del 30 novembre 2011 (sui lavori della Commissione)               41

Seduta del 14 dicembre 2011 (sui lavori della Commissione)                43

Seduta del 10 gennaio 2012 (sui lavori della Commissione)                   45

Seduta del 7 marzo 2012 (sui lavori della Commissione)                       47

Seduta del 13 marzo 2012                                                                       49

Seduta del 27 marzo 2012                                                                       51

Seduta dell’11 aprile 2012                                                                         55

Seduta del 18 aprile 2012                                                                         59

Seduta del 24 aprile 2012                                                                         71

Seduta del 26 aprile 2012                                                                         77

Seduta del 2 maggio 2012                                                                        83

Seduta dell’8 maggio 2012 – Seduta pomeridiana                                   91

Seduta dell’8 maggio 2012 – Seduta notturna                                          99

Seduta del 9 maggio 2012 – Seduta pomeridiana                                 107

Seduta del 9 maggio 2012 – Seduta notturna                                        195

Seduta del 10 maggio 2012 – Seduta antimeridiana                              201

Seduta del 10 maggio 2012 – Seduta pomeridiana                               205

Seduta del 15 maggio 2012 (sui lavori della Commissione)                  211

Seduta del 15 maggio 2012                                                                    213

Seduta del 16 maggio 2012                                                                    217

Seduta del 17 maggio 2012                                                                    223

Seduta del 23 maggio 2012                                                                    229

Seduta del 24 maggio 2012                                                                    243

Seduta del 29 maggio 2012 – Seduta antimeridiana                              267

Seduta del 29 maggio 2012 – Seduta pomeridiana                               277

Seduta del 29 maggio 2012 – Seduta notturna                                      289

Seduta del 5 giugno 2012 – Seduta pomeridiana (sui lavori della Commissione)           299

Seduta del 21 giugno 2012                                                                     301

Seduta del 25 giugno 2012                                                                     303

Seduta del 26 giugno 2012                                                                     307

Seduta del 26 giugno 2012 (sui lavori della Commissione)                   313

Seduta del 3 luglio 2012                                                                          321

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alla 1ª Commissione (Affari costituzionali)

-       3ª Commissione (Affari esteri, emigrazione)

Seduta del 5 giugno 2012 (pomeridiana)                                                329

 

 


Iter al Senato

 


 

Esame in sede referente

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 10 GIUGNO 2008

7ª Seduta (1ª pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 

 

La seduta inizia alle ore 13,30.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

Il PRESIDENTE riferisce l’esito della riunione dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena svolta.

All’unanimità si è convenuto di inserire nell’ordine del giorno dei lavori della Commissione l’esame in sede referente del disegno di legge costituzionale n. 24 (Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo) e di convocare un’ulteriore seduta pomeridiana per avviarne l’esame.

 

La Commissione prende atto.

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 10 GIUGNO 2008

8ª Seduta (2ª pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 

La seduta inizia alle ore 13,45.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo

(Esame e rinvio)

 

 Il presidente VIZZINI (PdL), relatore sul disegno di legge, ricorda che la discussione in tema di riforme istituzionali ha compiuto ormai i suoi venticinque anni in Parlamento: nel 1983, infatti, venne istituita la Commissione Bozzi, organo con funzioni esclusivamente di studio, ma già segnale di una ricerca diretta a tentare una revisione costituzionale concentrata sull’ordinamento della Repubblica. Elemento rilevante e, oggi, di prevalente interesse nel dibattito in corso è senz’altro l’assetto del Parlamento: dalla esperienza di bicameralismo paritario dei primi decenni repubblicani si prospetta un’evoluzione verso un nuovo modello parlamentare, fondato su caratteri e funzioni diverse per le due Camere. In effetti, la scelta del bicameralismo perfetto fu compiuta in Assemblea Costituente secondo ragioni storiche non secondarie, come - fra le altre - quella di assicurare tutti i contrappesi possibili, anzitutto nella sede propria in cui si esprime la sovranità popolare, contro i timori di possibili torsioni autoritarie che individuavano nel Governo l’istituzione più critica, data la recente, ventennale dittatura.

 Ma dopo 60 anni di democrazia repubblicana quella preoccupazione si può dire definitivamente fugata: una democrazia matura non teme, anzi incoraggia, la decisione governativa efficace, in un contesto di controlli e indirizzi parlamentari a loro volta efficienti e non dispersivi né ripetitivi. Perciò vi sono oggi condizioni di consenso generale che preludono a una scelta concorde, diretta ad abbandonare il bicameralismo paritario. Tale scelta è fondata non solo sul proposito di semplificare le istituzioni rappresentative e le procedure parlamentari, bensì anche su un fattore innovativo: realizzare un disegno che si rinviene in nuce già nella Costituzione del 1948, ma non ha trovato finora una realizzazione compiuta. Nel testo vigente della Costituzione, infatti, vi è solo un cenno alla base regionale di elezione per il Senato, ma è noto a tutti come quella formula risenta delle suggestioni concernenti l’idea di una Camera delle regioni e delle autonomie. Di qui si sviluppa il proposito innovativo, convergente nel cercare un modello bicamerale differenziato, con una Camera che elabori l’indirizzo politico di Governo e lo realizzi nella legislazione che ne costituisce attuazione, un Senato che rappresenti i territori della Repubblica e permetta a quelle rappresentanze di manifestarsi e decidere nel Parlamento nazionale.

 Una riforma del genere diventa tanto più importante, e anche urgente, quanto più emerge e si afferma una ridefinizione dei poteri repubblicani secondo una tendenza regionalista, autonomista, persino federale. Su tale indirizzo di riforma si sono esercitati, con soluzioni diverse, i successivi tentativi che hanno occupato il Parlamento italiano fin dalla stessa Commissione Bozzi, proseguendo nella XII Legislatura con la Commissione De Mita - Iotti e poi nella XIII legislatura con la Commissione D’Alema. Nello scorcio finale di quella stessa Legislatura, inoltre, con la riforma del Titolo V si prevedeva anche un primo approccio di integrazione della rappresentanza parlamentare con esponenti delle istituzioni regionali e locali: era l’ipotesi, mai realizzata, di integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali, che avrebbe conferito a quell’organo un potere consultivo assai incisivo nel procedimento legislativo. Si pervenne, quindi, al testo di revisione costituzionale approvato dalle Camere nella XIV legislatura ma poi non confermato dagli elettori: in un contesto di riforma assai più ampio, si prevedeva in quel caso un Senato federale della Repubblica, diverso dall'attuale sia per criteri di composizione sia per funzioni. Infine, durante la XV legislatura, la Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati definì un testo di riforma che interveniva anche sull’assetto e le funzioni del Senato.

 Allo stato attuale, pertanto, si può contare, in materia, su una elaborazione ormai cospicua e sedimentata nel tempo, ma soprattutto su una condizione di consenso potenziale così esteso da prefigurare, finalmente, un successo davvero possibile. L’occasione che porta la Commissione affari costituzionali a intraprendere ancora il cammino riformatore è data dal disegno di legge n. 24, del senatore Peterlini: esso modifica la denominazione del Senato della Repubblica in "Senato federale della Repubblica"; affida al nuovo Senato la funzione di rappresentare le Regioni al fine di favorire e rafforzare la loro partecipazione alla politica e alla legislazione nazionale; determina una nuova modalità di composizione, fondata sull’elezione dei senatori, in ciascuna Regione, contestualmente all’elezione per il rinnovo del rispettivo Consiglio regionale o Assemblea regionale e, per le Regioni Trentino Alto Adige/Südtirol, dei Consigli delle Province autonome che ne fanno parte.

 L’elezione dei senatori, a suffragio universale e diretto, sarebbe disciplinata con legge propria di ciascuna Regione, nel rispetto dei princìpi stabiliti da una legge dello Stato.

 I senatori potrebbero partecipare alle attività dei Consigli regionali nelle rispettive Regioni, senza diritto di voto.

 Il numero complessivo dei senatori è indicato in 240, con un limite minimo di 5 senatori per Regione, salvo i casi - determinati in modo fisso - del Molise (2) e della Valle d'Aosta (1), nonché nelle Province autonome di Trento e di Bolzano (3 e 3). Quanto agli altri seggi, sono ripartiti tra le Regioni in proporzione alla popolazione.

 Si tratta, dunque, di un disegno di legge che introduce senz'altro il tema di un Senato diverso da quello attuale, sia per composizione sia per funzioni, anche se a tale riguardo vi è solo una disposizione di principio. In ogni caso, l'iniziativa permette di avviare una discussione utile e aperta al contributo di altre proposte, in modo che dall'enunciazione di un tema così rilevante, in questo caso risolto in uno dei modi possibili, ma suscettibile di estensioni, precisazioni e anche di soluzioni alternative, si possa pervenire alla definizione di un'ipotesi di riforma corrispondente all'orientamento prevalente tra le forze politiche e tra i cittadini. Infine, il relatore preannuncia che avrà cura di informare il Governo affinché possa valutare anche l’opportunità di presentare un proprio disegno di legge.

 

 Il senatore CECCANTI (PD) ritiene inopportuna la presentazione di un’autonoma iniziativa legislativa da parte del Governo che potrebbe compromettere il confronto fra le forze politiche, condizionandolo secondo valutazioni di maggioranza e di opposizione.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) esprime il proprio compiacimento per l'avvio dell'esame di una iniziativa di riforma costituzionale avente per oggetto il Senato della Repubblica in questo stesso ramo del Parlamento. Pur ritenendo comprensibile che il Governo possa presentare una propria proposta, anch'egli considera più proficuo riservare l’iniziativa alla sede parlamentare, in modo da evitare inopportune pregiudiziali di schieramento.

 

 Il PRESIDENTE assicura il suo impegno affinché il dibattito si svolga senza pregiudiziali politiche per favorire il confronto tra tutti i Gruppi parlamentari, nell’interesse delle istituzioni. L’opinione del Governo, intanto, potrà essere acquisita anche nell’incontro in cui il Ministro delle riforme renderà le proprie comunicazioni in occasione dell’inizio della legislatura.

 

 Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 14.

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 18 MARZO 2009

90ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Palma.

 

 La seduta inizia alle ore 15,20.

 

SULL'ESAME IN SEDE REFERENTE DEL DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1178, CONCERNENTE LA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI 

 

 Il PRESIDENTE dà conto di una lettera, in data 11 marzo 2009, con la quale il Presidente del Senato segnala, affinché se ne tenga conto nell'organizzazione dei lavori della Commissione, che nella Conferenza dei capigruppo la Presidente del Gruppo del Partito Democratico ha sollecitato l'esame del disegno di legge costituzionale n. 1178, d'iniziativa del senatore Zanda, recante: "Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari". Rammenta, quindi, che nella seduta pomeridiana del 10 giugno 2008 la Commissione aveva iniziato, con una sua relazione introduttiva, l'esame del disegno di legge costituzionale n. 24, d'iniziativa del senatore Peterlini, che propone una riforma del Senato, quanto a composizione e funzioni; in quella occasione, peraltro, si era convenuto di rinviare il seguito dell'esame, anche in attesa di altre iniziative in materia. Successivamente, sono stati assegnati alla Commissione i disegni di legge n. 1086, d'iniziativa del senatore Ceccanti e di altri senatori, e n. 1114, d'iniziativa del senatore Pastore e di altri senatori, che propongono, in un contesto di riforma più ampio, anche una revisione delle disposizioni costituzionali che riguardano la composizione e le funzioni delle Camere del Parlamento. Ciò considerato, invita i Gruppi parlamentari a fornire indicazioni circa l'opportunità di procedere all'esame in forma congiunta di tutte le proposte appena citate, ovvero di soffermarsi per ora solo sul tema della riduzione dei parlamentari, su cui interviene specificamente il disegno di legge n. 1178.

 

 Il senatore BOSCETTO (PdL) ritiene improprio che i Gruppi dell'opposizione tentino di affermare la primogenitura di una misura che, come è noto, per iniziativa del centro-destra era stata approvata in doppia deliberazione dalle Camere già nella XIV legislatura, ma venne rigettata insieme alle altre modifiche costituzionali nel referendum promosso proprio da quanti oggi sono all'opposizione.

 

 La senatrice INCOSTANTE (PD) nota che le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito di una auspicabile riduzione del numero dei parlamentari hanno impresso una accelerazione alle proposte presentate in Parlamento, una dalle quali, appunto, è quella di cui al disegno di legge n. 1178, d'iniziativa della sua parte politica. Si tratta di ipotesi che incontrano il favore dell'opinione pubblica e tuttavia il tema non può essere disgiunto da quello più generale del funzionamento del Parlamento: in proposito ribadisce l'indicazione del suo Gruppo di riprendere l'esame delle iniziative di revisione costituzionale, sulla base della proposta avanzata nella scorsa legislatura dall'onorevole Violante, in qualità di relatore alla Commissione affari costituzionali della Camera.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) si dichiara non contrario a procedere a un esame specifico della proposta di ridurre il numero dei parlamentari, anche per sottrarre la materia alle strumentalizzazioni demagogiche. Tuttavia, la Commissione non può ignorare che la questione del numero dei parlamentari è collegata ad altri temi di possibile revisione della Costituzione, con particolare riguardo al funzionamento del Parlamento.

Inoltre, esprime la sua contrarietà alle proposte contenute nella cosiddetta "bozza Violante", segnatamente all'ipotesi di relegare il Senato al ruolo di Camera sostanzialmente non parlamentare, composta da rappresentanti delle Regioni e con funzione legislativa concorrente ed eventuale. Conviene, invece, sull'opportunità di superare dal punto di vista funzionale il bicameralismo perfetto.

Conclude, convenendo sull'opportunità di rimettere la decisione sulle modalità dell'esame all'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, sulla base di un'attenta analisi delle proposte assegnate alla Commissione.

 

Il senatore Mauro Maria MARINO (PD), commentando le osservazioni del senatore Boscetto, ricorda che l'impegno profuso dal centro-sinistra affinché gli elettori respingessero la proposta di riforma costituzionale approvata nella XIV legislatura era fondato su un giudizio complessivamente negativo, anche se alcune disposizioni - è il caso della riduzione del numero dei parlamentari - erano invece condivise. Conviene con il senatore Benedetti Valentini sull'esigenza di superare una dialettica demagogica, recuperando il significato del ruolo dell'istituzione parlamentare: sarebbe sbagliata, dunque, l'affermazione di primogeniture, in questo come in altri ambiti dell'attività legislativa.

 

Il senatore BOSCETTO (PdL) esprime apprezzamento per le osservazioni fin qui svolte. A suo avviso, vi è il rischio di dare luogo ad atteggiamenti demagogici: la riduzione del numero dei parlamentari determina un inevitabile rafforzamento delle oligarchie e quindi un rischio di indebolimento della democrazia.

 

Il senatore LAURO (PdL) ritiene che sia incongruo affrontare il tema della riduzione dei parlamentari senza aver intrapreso una revisione del funzionamento delle Camere. Una minore partecipazione all'attività legislativa potrebbe rivelarsi perfino dannosa se si mantenesse l'assetto dei lavori parlamentari definito dai Regolamenti vigenti.

 

Il senatore PASTORE (PdL) ritiene preferibile procedere all'esame del complesso delle proposte di revisione costituzionale in materia di riforma del Parlamento, riservandosi eventualmente di stralciare e anticipare, se necessario, la trattazione di argomenti specifici, come la riduzione del numero dei parlamentari.

 

Il PRESIDENTE, replicando agli interventi svolti, assicura che sottoporrà all'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari le modalità di esame del disegno di legge n. 1178 e delle altre iniziative di revisione costituzionale concernenti la struttura e le funzioni delle Camere.

 

La Commissione prende atto.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 20 LUGLIO 2011

309ª Seduta (1ª pomeridiana)

 

Presidenza del Vice Presidente

BENEDETTI VALENTINI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Sonia Viale.

 

La seduta inizia alle ore 14,35.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

 Il senatore BIANCO (PD) chiede che la prossima settimana si svolga una riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per esaminare la proposta di procedere quanto prima all'esame dei disegni di legge costituzionali che prevedono la riduzione del numero dei parlamentari, separatamente rispetto ad altre ipotesi di riforma costituzionale che riguardano anche il bicameralismo e la forma di governo. Infatti, si tratta, a suo avviso, di una questione sulla quale tutti i Gruppi parlamentari hanno espresso un orientamento convergente e che può essere risolta entro il termine della legislatura.

 

Il senatore BOSCETTO (PdL) ricorda che la Commissione aveva già espresso il suo orientamento in favore di un esame complessivo delle proposte che riguardano la composizione e la funzione delle Camere nel quadro di una più generale revisione della seconda Parte della Costituzione. Tuttavia, non vi sono obiezioni da parte del suo Gruppo a riconsiderare la questione in una apposita riunione dell'Ufficio di Presidenza.

 

Il PRESIDENTE riferisce che, intervenendo questa mattina in Assemblea, ha ricordato l'indagine conoscitiva in corso, presso le Commissioni congiunte affari costituzionali della Camera e del Senato, sulle questioni inerenti al processo di revisione costituzionale in materia di ordinamento della Repubblica. Conviene sulla possibilità che i Gruppi parlamentari, in luogo di procedere all'esame complessivo dei disegni di legge di riforma della seconda Parte della Costituzione, decidano di esaminare esclusivamente - o, comunque, in via prioritaria - il tema della riduzione del numero dei Parlamentari, anche per raccogliere le istanze che provengono dall'opinione pubblica.

Assicura, comunque, la convocazione dell'Ufficio di Presidenza nella giornata di martedì 27 luglio.

 

Il senatore BIANCO (PD) precisa di aver solo preannunciato la richiesta, che sarà formalmente avanzata in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari. Ribadisce l'intenzione del suo Gruppo di chiedere che l'esame si concentri sulla questione specifica della riduzione del numero dei parlamentari, rispetto alla quale ogni Gruppo assumerà le proprie decisioni, non sussistendo, a suo avviso, le condizioni politiche per trattare nel loro complesso le ipotesi di riforma dell'assetto costituzionale.

 

Il senatore LAURO (PdL) osserva che il tema della riduzione del numero dei parlamentari è strettamente connesso al tema della riforma dei Regolamenti parlamentari, soprattutto per quanto attiene alla programmazione dei lavori e al loro svolgimento nelle Commissioni e nelle Assemblee.

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 11 OTTOBRE 2011

328ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

indi della Vice Presidente

INCOSTANTE

 

 Intervengono il ministro per la semplificazione normativa Calderoli e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito.

 

La seduta inizia alle ore 14,30.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede si è convenuto di iscrivere all'ordine del giorno, a partire dalle sedute della prossima settimana, l'esame in sede referente del disegno di legge costituzionale n. 2941, d'iniziativa del Governo, che si svolgerà congiuntamente al seguito dell'esame del disegno di legge costituzionale n. 24 e all'esame delle altre iniziative di revisione costituzionale alla Commissione che intervengono in materia di riforma del parlamento e della forma di governo. Si tratta, finora, dei disegni di legge costituzionale nn. 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784 e 2875. Precisa che, in considerazione della deliberazione assunta all'unanimità dalla Commissione il 27 luglio, tali disegni di legge, che sovente contengono anche disposizioni in materia di composizione numerica delle Camere, saranno trattati comunque in forma distinta dall'esame dei disegni di legge costituzionale che propongono solo la riduzione del numero dei parlamentari.

Inoltre, si è deciso che saranno presi gli opportuni contatti con la Presidenza della Commissione finanze e tesoro, per concordare la convocazione di una seduta delle Commissioni riunite 1a e 6a al fine di avviare l'esame in sede referente del disegno di legge n. 2484, d'iniziativa dei senatori Li Gotti (IdV) e altri (Modifica all'articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, concernente la disciplina delle concessioni e delle licenze in materia di giochi e scommesse).

 Infine, l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, definirà in una prossima riunione i tempi per il seguito dell'esame dei disegni di legge costituzionale in materia di referendum.

Informa la Commissione che il seguito dell'esame dei disegni di legge nn. 1178 e connessi, in materia di riduzione del numero dei parlamentari, è stato programmato per la seconda parte della seduta odierna per consentire l'intervento del senatore Bianco, corelatore su quel provvedimento, che aveva preannunciato un suo ritardo per altri impegni istituzionali.

 

 La Commissione prende atto.

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1178) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - ZANDA ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari 

(1633) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di numero dei deputati e dei senatori 

(2821) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori 

(2848) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BODEGA e MAZZATORTA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(2891) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BELISARIO ed altri. - Modifica agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori 

(2893) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - LAURO ed altri. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei parlamentari

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 ottobre.

 

 Riprende l'illustrazione degli emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 4 ottobre.

 

 Il relatore BIANCO (PD) dà conto dell'emendamento 3.100, pubblicato in allegato, da lui presentato assieme all'altro relatore, senatore BOSCETTO (PdL).

 

 Il senatore MALAN (PdL) illustra l'emendamento 1.7, che corregge il numero dei componenti della Camera dei deputati, allo scopo di ottenere una dimensione complessiva del numero dei parlamentari che sarebbe sensibilmente ridotta, ma congrua nelle proporzioni tra le due Camere restandone immutate le funzioni. Osserva, quindi che tutte le proposte in esame determinerebbero una proporzione tra elettori ed eletti tra le più basse nei Paesi europei. Più in generale, ritiene che non sussistano ragioni persuasive per una riduzione ancora più accentuata del numero dei parlamentari e che, soprattutto, non debba essere assecondata una polemica antiparlamentare fondata sul pregiudizio e sul disprezzo per la rappresentanza democratica.

 

 Il senatore BATTAGLIA (PdL) dichiara di sottoscrivere l'emendamento 1.7.

 

 Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI) illustra le sue proposte di modifica, dirette a riprodurre il contenuto del disegno di legge n. 2821. L'emendamento 1.3 propone di ridurre il numero dei componenti delle Camere in misura più consistente rispetto a quella del testo unificato, mentre il 2.8 è diretto a fissare in 6 anziché in 5 il numero minimo di senatori eletti in ciascuna regione. In subordine a tale proposta, ha presentato l'emendamento 2.9 (testo 2), pubblicato in allegato, che fissa in 6 i senatori eletti nel Trentino Alto Adige, postulando che siano 3 quelli della provincia di Bolzano, in osservanza dell'accordo stipulato fra Italia e Austria in favore delle popolazioni alto-atesine. A tale riguardo, in via subordinata, egli ha proposto anche l'emendamento 2.10.

 

 Il senatore PARDI (IdV), integrando l'intervento svolto nella seduta del 4 ottobre, sottolinea che gli emendamenti da lui presentati insieme ad altri senatori del Gruppo, che propongono un dimezzamento del numero dei parlamentari, sono improntati alla massima semplicità affinché siano comprensibili per i cittadini.

 

 Il relatore BOSCETTO (PdL) si riserva di esprimere il parere sugli emendamenti nelle sedute della prossima settimana. In ogni caso, sottolinea l'esigenza di mantenere un adeguato livello di rappresentanza democratica e nota che in nessun altro Paese europeo si è progettato di ridurre il numero dei parlamentari per fare fronte agli effetti della crisi economica.

 

 Il relatore BIANCO (PD) ricorda la decisione della Commissione, di esaminare con priorità le iniziative di revisione costituzionale che propongono solo la riduzione del numero dei parlamentari: essa è stata assunta con consapevolezza da tutti i Gruppi parlamentari, quale segno di considerazione e di riguardo per le istanze dell'opinione pubblica. I relatori, avendo consultato i rispettivi Gruppi e gli altri Gruppi parlamentari, hanno individuato un punto di equilibrio nel testo unificato che hanno sottoposto alla Commissione.

 Al fine di valorizzare il lavoro fin qui compiuto, egli invita i proponenti a ritirare tutti gli emendamenti. Inoltre, sollecita l'altro relatore, senatore Boscetto, a pronunciarsi nella seduta di domani per consentire alla Commissione di avviare le votazioni nelle sedute della prossima settimana, tenendo conto dell'orientamento dell'Assemblea del Senato, di non dare luogo subito alla istituzione di una Commissione speciale, considerata la sollecitudine con cui la Commissione affari costituzionali sta procedendo nell'esame. Nel caso in cui, invece, la maggioranza ritenga di prolungare indebitamente l'esame oltre i tempi imposti dall'urgenza condivisa da tutta la Commissione, preannuncia che rinuncerà all'incarico di relatore.

 

 Il relatore BOSCETTO (PdL) ritiene necessaria una ulteriore meditazione delle proposte di modifica, per cui preferisce esprimere il parere sugli emendamenti nella seduta di martedì 18 ottobre. In quella stessa sede si potrà procedere alle votazioni.

 

 Il senatore BATTAGLIA (PdL) sottolinea l'esigenza di consentire a tutti i senatori della Commissione di intervenire sugli emendamenti, senza ostacolare lo svolgimento di un dibattito ampio e approfondito.

 

 Il PRESIDENTE ricorda che nella discussione generale e nella illustrazione degli emendamenti tutti i senatori che hanno preso la parola hanno potuto svolgere i loro interventi nel rispetto dei tempi consentiti dal Regolamento. Inoltre, si potrà intervenire, secondo le regole consuete, nelle dichiarazioni di voto relative ai singoli emendamenti.

 Considerato che le esigenze prospettate dai relatori, senatori Boscetto e Bianco, appaiono conciliabili, propone di rinviare alla seduta di martedì 18 ottobre l'espressione dei pareri; in quella stessa seduta inizierà la votazione degli emendamenti.

 

 Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.

 

 Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 16.

 


 

EMENDAMENTI AL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAI RELATORI PER I DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE

N. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891, 2893

 

 

Art. 2

2.9 (testo 2)

PETERLINI

Al comma 1, lettera b), capoverso sostituire le parole: «il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta /Vallée d'Aoste uno», con le seguenti: «il Trentino-Alto Adige/Südtirol ne ha sei, il Molise due, la Valle d'Aosta /Vallée d'Aoste uno».

Conseguentemente, all'articolo 3, aggiungere i seguenti commi:

«2-bis. Fino all'adeguamento della legislazione elettorale alle disposizioni degli articoli 1 e 2, i senatori del Trentino-Alto Adige/Südtirol sono eletti nei collegi uninominali determinati dalle disposizioni di legge già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

2-ter. La legge assicura l'attuazione della misura 111 a favore della popolazione alto-atesina».

Conseguentemente, nel titolo, aggiungere le seguenti parole: «nonché per l'elezione dei senatori nella Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol».

 

Art. 3

3.100

BIANCO, BOSCETTO, relatori

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «Fino all'adeguamento della legislazione elettorale alle disposizioni degli articoli 1 e 2,».

Conseguentemente, nel titolo, dopo la parola: «disposizioni» inserire le parole: «transitorie e».

 

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE 2011

331ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

BENEDETTI VALENTINI

Intervengono il ministro per la semplificazione normativa Calderoli e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito.

 

La seduta inizia alle ore 14,30.

 

SULL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE IN MATERIA DI RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI E DEI DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE CONCERNENTI LA RIFORMA DEL PARLAMENTO E LA FORMA DI GOVERNO  

 

 Il senatore QUAGLIARIELLO (PdL) ricorda la decisione, assunta quest'oggi dal Senato, di riconoscere la procedura d'urgenza per il disegno di legge n. 2941, d'iniziativa del Governo, che propone una riduzione del numero dei parlamentari connessa a una riforma delle funzioni delle Camere e della forma di governo. In proposito, reputa utile che il ministro Calderoli illustri quella proposta alla Commissione.

 

 Il senatore BIANCO (PD) obietta che la procedura d'urgenza è stata deliberata dal Senato anche per i disegni di legge n. 1178 e connessi. Ricorda, in proposito, l'orientamento espresso con voto unanime dalla Commissione, rivolto a esaminare quei disegni di legge in via prioritaria e in forma distinta da altre iniziative di riforma costituzionale, al fine di accelerarne l'esito. A seguito di quella decisione, assunta nella consapevolezza che il Governo avrebbe presentato, entro un breve termine, un suo disegno di legge, diretto, fra l'altro, anche a ridurre il numero dei parlamentari, la Commissione ha già svolto un ampio esame e ha convenuto di assumere un testo unificato quale base per il seguito dell'iter. Si trova ora nella fase di trattazione degli emendamenti, sui i quali egli e l'altro relatore, senatore Boscetto, sono pronti a pronunciarsi.

Prospetta dunque l'opportunità di proseguire nell'esame dei disegni di legge n. 1178 e connessi, rinviando alla sede opportuna, sia pure il più presto possibile, l'illustrazione, da parte del Governo, del disegno di legge n. 2941.

 

Il ministro CALDEROLI, a nome del Governo, si rimette alle determinazioni che la Commissione vorrà assumere in merito al seguito dell'esame dei disegni di legge n. 1178 e connessi. Tuttavia, ritiene che debba essere considerato il fatto nuovo, consistente nella presentazione, da parte del Governo, del disegno di legge n. 2941 e della dichiarazione d'urgenza deliberata dal Senato. È auspicabile che la Commissione riconsideri la sua decisione, tenendo conto che la riduzione del numero dei parlamentari non può essere avulsa da una nuova definizione delle funzioni delle Camere; in proposito, ricorda la preoccupazione, espressa anche dal Presidente della Repubblica, affinché la composizione delle Camere sia tale da assicurare, tra l'altro, il buon funzionamento delle Commissioni parlamentari.

A suo avviso, vi sono i tempi tecnici per realizzare una riforma del Parlamento e della forma di governo: a tal fine, ritiene che le Commissioni potrebbero dedicare apposite sessioni settimanali all'esame del testo e di quelli connessi, in modo da consentire una rapida conclusione dell'iter,verificando così l'effettiva volontà politica di realizzare il disegno riformatore.

 

Il senatore PARDI (IdV) ritiene che si debba tenere conto dello stato avanzato dell'esame dei disegni di legge n. 1178 e connessi. La proposta, avanzata dal Governo con il disegno di legge n. 2941, dovrebbe tenere conto dell'esito negativo del referendum con il quale i cittadini, nel 2006, si sono espressi sulla riforma costituzionale approvata nella XIV legislatura. Inoltre, per quel disegno di legge ancora non è stato designato un relatore alla Commissione.

 

Il senatore ZANDA (PD) sottolinea che il disegno di legge n.1178, da lui presentato assieme ad altri senatori fin dal 4 novembre 2008, non intende corrispondere a una ondata emotiva dell'opinione pubblica e si ispira a un progetto già presentato nella scorsa legislatura. Inoltre, ricorda che la decisione della Commissione, di trattare immediatamente e in forma distinta i disegni di legge che propongono solo una riduzione del numero dei parlamentari, è stata assunta nel presupposto che il Governo avrebbe formalmente depositato un suo disegno di legge, già approvato in Consiglio dei Ministri, che interviene anche su quella materia.

Ricorda che nella odierna seduta antimeridiana del Senato, la presidente del Gruppo del Partito Democratico, senatrice Finocchiaro, al fine di escludere una funzione strumentale della dichiarazione d'urgenza del disegno di legge n. 2941, ha chiesto e ottenuto che la maggioranza convenisse sull'urgenza anche dei disegni di legge n. 1178 e connessi. Sarebbe contrario allo spirito di correttezza parlamentare tentare di ritardare l'iter di un provvedimento che si trova già in fase avanzata di esame attraverso l'unificazione con un altro gruppo di proposte di revisione costituzionale, in particolare con un disegno di legge presentato dal Governo con grave ritardo nel corso della legislatura e che assai probabilmente, data la sua complessità, non potrà essere approvato entro il tempo che residua alla fine della legislatura medesima.

 

Il senatore BRICOLO (LNP) osserva che, dopo la deliberazione assunta dalla Commissione, sono intervenuti alcuni fatti nuovi: anzitutto, la presentazione da parte del Governo del disegno di legge che prospetta la riduzione del numero dei parlamentari in connessione a una riforma del Parlamento e a interventi rilevanti sulla forma di governo; inoltre, il Senato ha convenuto di non procedere alla deliberazione sulla proposta di costituire una commissione speciale destinata, fra l'altro, a esaminare il tema della riduzione del numero dei parlamentari, in considerazione dell'attività che si sta svolgendo in proposito nella Commissione affari costituzionali. A suo avviso, vi è l'occasione storica di realizzare un disegno riformatore complessivo in tempi brevi, collegando l'eventuale riduzione del numero dei parlamentari a una riconsiderazione della struttura e delle funzioni del Parlamento e interventi rilevanti sulla forma di governo.

 

Pertanto, ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento, ritiene opportuno svolgere un esame congiunto dei disegni di legge n. 2941 e connessi e dei disegni di legge n. 1178 e connessi, che riguardano una parte dell'insieme, cioè la riduzione del numero dei parlamentari.

 

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI) osserva che la dichiarazione d'urgenza dei disegni di legge n. 1178 e connessi, nonché del disegno di legge n. 2941, è stata assunta dall'Assemblea del Senato in considerazione della fase avanzata in cui si trova l'esame del primo gruppo di provvedimenti e della inevitabile complessità dell'esame del disegno di legge presentato dal Governo e di quelli che vi sono connessi. Dopo aver espresso la sua preferenza per un Senato federale che comunque possa incidere sulle politiche generali dello Stato, osserva che è sempre possibile un eventuale successivo adeguamento del numero dei parlamentari alle funzioni delle Camere che saranno definite.

 

Il senatore QUAGLIARIELLO (PdL) sostiene la proposta avanzata dal senatore Bricolo, che non dovrebbe essere giudicata in contrasto con le regole della correttezza parlamentare. Essa è conseguente alla presentazione formale del disegno di legge n. 2941 da parte del Governo e non intende affatto ritardare la decisione in merito alla composizione delle Camere; in proposito, sottolinea il significato della dichiarazione di urgenza e della proposta testé avanzata dal ministro Calderoli, di esaminare i provvedimenti in questione con ritmi serrati, anche attraverso lo svolgimento di apposite sessioni di lavoro.

 Replicando alle osservazioni del senatore Peterlini, nota che la proposta di revisione del bicameralismo, contenuta nel disegno di legge n. 2941, riproduce una ipotesi a suo tempo prospettata dal compianto senatore Leopoldo Elia, per un bicameralismo paritario ma razionalizzato, e stabilisce la competenza prevalente del Senato su tutte le materie di cui all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, cioè su quelle di competenza legislativa concorrente delle Regioni. Con riguardo al numero dei parlamentari, osserva che esso potrà essere definito solo con riferimento alle funzioni delle Camere; in particolare, se le competenze del Senato saranno quantitativamente omogenee a quelle della Camera dei deputati, non sarebbe congrua, tenuto conto dell'evoluzione complessiva dell'ordinamento, una composizione numerica diversa.

 

 Il senatore ZANDA (PD) ritiene che le motivazioni della proposta di esame congiunto siano inerenti all'attuale temperie politica, nella quale la maggioranza di governo preferisce rinviare, anziché risolvere, una serie di questioni importanti per il Paese. Infatti, essa prospetta un rinvio per la riduzione del numero dei parlamentari in analogia ai rinvii che riguardano la designazione del Governatore della Banca d'Italia, le misure per lo sviluppo economico, l'adeguamento dell'articolo 81 della Costituzione alle richieste provenienti dalle autorità europee, l'abolizione delle province e persino la missione militare in Libia. A suo giudizio, l'esame congiunto determinerà un ritardo fatale per la proposta di ridurre il numero dei parlamentari, il cui fallimento sarà da attribuirsi integralmente alla colpevole e deliberata volontà della maggioranza di governo.

 

Il PRESIDENTE, replicando alle osservazioni svolte nel corso del dibattito, ricorda che, ai sensi dell'articolo 41, comma 2, del Regolamento, che si applica per analogia anche nelle procedure in sede referente, il Presidente è relatore alla Commissione sui disegni di legge assegnati, salvo che deleghi tale incarico a un altro senatore. In proposito, informa che il presidente Vizzini, oggi assente, ha fatto sapere per le vie brevi che intende svolgere egli stesso l'incarico di relatore, già assunto per l'esame del disegno di legge costituzionale n. 24, il solo all'epoca assegnato alla Commissione.

Per quanto riguarda lo svolgimento dell'esame dei disegni di legge in materia di riduzione del numero dei parlamentari e di riforma del bicameralismo e della forma di governo, se l'esame proseguirà in forma congiunta a seguito di una deliberazione in tal senso della Commissione, i tempi e le modalità saranno definiti in una prossima riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari.

Avverte, quindi, che si passerà alla votazione della proposta, univocamente desumibile dagli interventi dei senatori Quagliariello e Bricolo, di svolgere d'ora innanzi un esame congiunto di tutti i disegni di legge costituzionale concernenti sia la riforma del Parlamento e la forma di governo sia la sola riduzione del numero dei parlamentari.

 

Il senatore BIANCO (PD), preannunciando il voto contrario del suo Gruppo, ritiene preferibile confermare la decisione, già assunta dalla Commissione all'unanimità nella seduta del 27 luglio scorso, di svolgere un esame prioritario e disgiunto delle iniziative dirette esclusivamente a ridurre il numero dei parlamentari. Quel testo potrebbe così essere definito dalla Commissione già nella prossima seduta e sottoposto immediatamente all'approvazione del Senato.

 Ricorda, peraltro, che la Commissione, quando si pronunciò sulla disgiunzione dei disegni di legge in materia di riduzione del numero dei parlamentari, era avvertita circa l'approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge costituzionale successivamente presentato al Senato da parte del Governo (A.S. 2941).

 

Il senatore QUAGLIARIELLO (PdL) obietta che in quella occasione il testo del disegno di legge n. 2941 non era ancora noto né formalmente presentato alle Camere.

 

Il PRESIDENTE ricorda che, all'epoca della decisione della Commissione, era comunque noto che il disegno di legge era stato approvato dal Consiglio dei Ministri.

 

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI) preannuncia un voto di astensione sulla proposta in esame, al fine di testimoniare la disponibilità della sua parte politica nei confronti della riforma presentata dal Governo con il disegno di legge n. 2941. Tuttavia conferma la preferenza per le modalità di esame indicate dal senatore Bianco.

 

Il senatore PARDI (IdV) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo ed esprime forti dubbi sull'esperibilità del percorso, indicato dalla maggioranza, di realizzare in tempi brevi un disegno riformatore complesso per rivedere le disposizioni che regolano la composizione e la funzione delle Camere e la forma di governo.

 

Posta ai voti, è approvata la proposta di svolgere in forma congiunta l'esame dei disegni di legge costituzionale n. 216 e connessi, compreso il n. 2941, di iniziativa del Governo, già iscritti all'ordine del giorno, del disegno di legge costituzionale n. 24, concernente la riforma del Senato, già all'esame della Commissione, e dei disegni di legge costituzionale n. 1178 e connessi, concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, già all'esame della Commissione.

 

Il PRESIDENTE, al fine di assicurare un iter celere per i disegni di legge in questione, prospetta l'opportunità di convocare per domani, alle ore 8,30, una seduta della Commissione nella quale potrà essere intrapreso l'esame, in forma congiunta con tutti gli altri, dei disegni di legge costituzionale n. 216 e connessi, compreso il n. 2941, di iniziativa del Governo, concernente la riforma del Parlamento e la forma di governo.

 

Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.

 

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

GIOVEDÌ 20 OTTOBRE 2011

332ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

BENEDETTI VALENTINI

 Intervengono il ministro per la semplificazione normativa Calderoli e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito.

 

 La seduta inizia alle ore 8,55.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1178) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - ZANDA ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonchè i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1633) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di numero dei deputati e dei senatori 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2821) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori 

(2848) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BODEGA e MAZZATORTA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2891) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BELISARIO ed altri. - Modifica agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori 

(2893) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - LAURO ed altri. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei parlamentari 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

- e petizioni (nn. 9, 216, 259, 322, 651 e 1208 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame del disegno di legge n. 24, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893 e con l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941 e rinvio; seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893, congiunzione con il seguito dell'esame del disegno di legge n. 24 e con l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941 e rinvio; esame congiunto dei disegni di legge nn. 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941, congiunzione con il seguito dell'esame del disegno di legge n. 24 e con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893 e rinvio)

 

 Prosegue l'esame del disegno di legge n. 24, sospeso nella seconda seduta pomeridiana del 10 giugno 2008 e l'esame dei disegni di legge nn.1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893, sospeso nella seduta dell'11 ottobre 2011. Ha inizio l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941.

 

Il PRESIDENTE ricorda che, nella seduta di ieri, dopo aver deliberato nel senso di compiere un esame congiunto di tutti i disegni di legge costituzionale in titolo, la Commissione ha convenuto sulla sua proposta, di convocare un'ulteriore seduta questa mattina per l'avvio dell'iter comune, al fine di dare un seguito concreto al proposito di intraprendere un disegno riformatore organico, compresa la riduzione del numero dei parlamentari.

 

In sostituzione del relatore Vizzini, Presidente della Commissione, riferisce sui disegni di legge in titolo il senatore BOSCETTO (PdL): egli ricorda, anzitutto, che il disegno di legge n. 24 fu già esposto alla Commissione dal relatore Vizzini nella seconda seduta pomeridiana del 10 giugno 2008. In quella occasione, inoltre, lo stesso presidente Vizzini ricostruì le complesse vicende che accompagnano da molti anni il dibattito politico sulla riforma dell'ordinamento della Repubblica. Successivamente, la Commissione si è dedicata a un esame specifico dei disegni di legge nn.1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893, in tema di riduzione del numero dei parlamentari. In proposito rinvia alla relazione da lui stesso svolta nella seconda seduta antimeridiana del 7 settembre 2011 e all'integrazione sul disegno di legge n. 2893, svolta nella seduta del 14 settembre 2011. Si sofferma, quindi, sull'insieme dei disegni di legge in titolo.

Osserva che l'ampiezza della revisione costituzionale prospettata non è la medesima nelle diverse proposte. Talune riformano solo il Senato (Atto Senato 24) o sono prevalentemente incentrate sul numero dei parlamentari (Atto Senato 2875); il n. 216 fa riferimento alle elaborazioni compiute nella XIII legislatura presso la Commissione bicamerale per le riforme costituzionali presieduta dall'onorevole D'Alema. Inoltre, egli nota che le diverse proposte si mantengono all'interno della forma di governo parlamentare, a eccezione dell'Atto Senato 1218, che espressamente richiama il modello presidenziale statunitense.

 Tutti i disegni di legge modificano la composizione del Parlamento, nel senso di una riduzione del numero dei parlamentari; in base al disegno di legge d'iniziativa governativa (Atto Senato 2941) i deputati diminuirebbero a 250, così come i senatori. Diversi disegni di legge incidono sulla disciplina dei rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero, per il numero o anche per la dislocazione presso la sola Camera dei deputati (Atti Senato 24, 1114, 1590, 2875 e nel disegno di legge governativo n. 2941) ovvero presso il solo Senato (Atto Senato1086). L'Atto Senato 1218 sopprime del tutto la circoscrizione Estero.

 La riduzione dell'età per essere elettori del Senato e per esseri eletti alla Camera e al Senato è stabilita - in varia misura - dalla maggior parte dei disegni di legge (fanno eccezione gli Atti Senato 1761 e 2784). La maggior parte dei disegni di legge vuole un Senato federale o delle autonomie, mentre gli Atti Senato 216, 1761 e 2875 dispongono secondo l'attuale prescrizione costituzionale della base regionale di elezione.

 Dei disegni che prefigurano un Senato federale, un più limitato gruppo prevede una elezione di secondo grado (Atti Senato 894, 1589, 2784). Una composizione mista è prevista dall'Atto Senato 216 (limitatamente a quando il Senato opera in sessione speciale o legifera su determinate materie) e dall'Atto Senato 1590.  L'elezione diretta - ma combinata con elementi vari, che accentuano la rappresentatività territoriale - è prevista invece negli Atti Senato 24, 1086, 1114, 1218 (che prevede una durata di sei anni del mandato dei senatori e un rinnovo parziale di un terzo ogni due anni) e 2941. È da notare che in base a quest'ultimo i rappresentanti dei Consigli regionali o delle Province autonome e dei Consigli delle autonomie locali, che integrerebbero la composizione del Senato, hanno diritto di voto (non così invece nell'Atto Senato 1114).

L'Atto Senato 1548 disloca la rappresentatività territoriale (e delle categorie socio-economiche, in quella proposta) presso la Camera dei deputati, non al Senato. Inoltre, prevede per i componenti della Camera una forma di mandato imperativo.

Alcuni disegni di legge dettano specifiche disposizioni in materia di parlamentari a vita (Atti Senato 1218, 1548, 1590, 2941). Particolare rilievo assume la riforma del bicameralismo: essa è perseguita da quasi tutti i disegni di legge(fanno eccezione gli Atti Senato 24, 1761 e 2875).

La riorganizzazione del procedimento legislativo è tracciata combinando, secondo varie modalità, il criterio della competenza per materia con un criterio procedurale. Si delinea una competenza legislativa per materia secondo tre modelli: paritaria, della Camera o del Senato, insieme alla previsione dell'esame, in tempi certi e su richiesta, da parte dell'altro ramo, non competente in via prevalente. È intuitiva la rilevanza del quorum: l'Atto Senato 2941 lo fissa nella maggioranza assoluta dei componenti. La terza lettura, da parte della Camera competente, è comunque l'ultima.

L'individuazione delle materie di competenza ha un grande rilievo. L'attenzione della Commissione si soffermerà su una analitica disamina delle diverse proposte.

Per quanto attiene la fiducia al Governo il disegno di legge d'iniziativa governativa non innova. Lo fanno invece, rendendo solo la Camera dei deputati l'attore parlamentare della fiducia, gli Atti Senato 216, 1086, 1114 (che insieme delinea un meccanismo - eventuale - di sfiducia costruttiva), 1589, 1590 e 2784. L'A.S. 1548 individua solo il Senato quale soggetto del rapporto fiduciario con il Governo. L'Atto Senato 1218, ispirato alla separazione dei poteri propria della forma di governo statunitense, esclude il rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo. Molti (non tutti) dei disegni di legge che individuano nella Camera dei deputati l'unico soggetto che esprime la fiducia stabiliscono che solo quel ramo può essere oggetto di scioglimento anticipato.

Alcuni disegni di legge definiscono ulteriori elementi di asimmetria nel bicameralismo; per esempio l'Atto Senato 2784 prevede che solo la Camera dei deputati può disporre inchieste parlamentari.

Un altro profilo saliente è quello relativo alla configurazione del Governo. In diversi disegni di legge si persegue il rafforzamento della posizione costituzionale del Presidente del Consiglio, definito Primo Ministro(ancorché non in tutte le proposte). Sua è la nomina e revoca dei ministri (Atti Senato 1114, 1590, 2941), in alternativa alla mera proposta al Presidente della Repubblica (Atti Senato 894, 1086, 1548, 1594); esprime l'indirizzo politico definito dal programma governativo sul quale si instaura il rapporto fiduciario (che alcuni disegni di legge configurano specificamente come fiducia al Primo Ministro o al Presidente del Consiglio, non al Governo nel suo complesso).

Nel disegno di legge n. 2941, d'iniziativa governativa, si prevede che in caso di dimissioni a seguito dell' approvazione di una mozione di sfiducia il Primo Ministro può richiedere lo scioglimento delle Camere. Anche altri disegni di legge prevedono tale richiesta (Atti Senato1086; 1548); impiegano una formula più sfumata gli Atti Senato 1114 e 1589).

Diverse proposte intendono collegare con maggiore intensità la nascita del Governo ai risultati delle elezioni. Gli Atti Senato 1590 e 2941 costituzionalizzano il principio della candidatura del Premier da parte delle forze politiche.

Il rafforzamento della capacità di azione del Governo passa anche attraverso la definizione di uno statuto del Governo in Parlamento, con riguardo all'organizzazione dei lavori e ai tempi della decisione. Contestualmente, si propone da alcuni la definizione di uno statuto delle opposizioni.

 

 Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato il senatore Boscetto per l'esposizione appena svolta, preannuncia che in una prossima riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari sarà definita l'organizzazione dei lavori con riguardo alle modalità e ai tempi dell'esame.

 

 Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 9,20.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE 2011

335ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

indi della Vice Presidente

INCOSTANTE

Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Davico.

 

La seduta inizia alle ore 14,40.

 

ORGANIZZAZIONE DELLA DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 24 E CONNESSI (RIFORMA DEL PARLAMENTO E FORMA DI GOVERNO) 

 

 Il PRESIDENTE riferisce che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa, si è convenuto, di comune accordo, che a partire dalle sedute in programma per la prossima settimana sarà avviata la discussione generale in sede di esame dei disegni di legge costituzionale n. 24 e connessi, concernenti la riforma del Parlamento e la forma di governo. In qualità di relatore su quelle iniziative, egli ha informato la Commissione che intende svolgere una serie di incontri con i Gruppi parlamentari per valutare se sussistono le condizioni per una larga condivisione di quelle proposte che, come è noto, investono numerosi articoli della Costituzione, anticipando - in caso di esito negativo - il proposito di affidare l'incarico di relatore a un altro senatore e di riservarsi il ruolo proprio del Presidente di una Commissione, quello di favorire il dialogo tra le forze politiche su una materia così rilevante. Riferisce, quindi, che il senatore Bianco, a nome del Gruppo del Partito democratico, ha ribadito l'orientamento di limitare l'esame ai disegni di legge costituzionale che propongono solo la riduzione del numero dei parlamentari preannunciando, in caso contrario, un atteggiamento non collaborativo ancorché, come di consueto, istituzionalmente corretto. Da parte sua, il ministro Calderoli ha rinnovato la richiesta di dedicare con regolarità due sedute settimanali della Commissione all'esame dei disegni di legge costituzionale n. 24 e connessi, tra i quali vi è il n. 2941, d'iniziativa del Governo, anche per testimoniare l'intento non dilatorio della decisione assunta dalla Commissione, e condivisa dal Governo, di promuovere una revisione complessiva delle funzioni del Parlamento, oltre che la sua composizione.

 

 La Commissione prende atto.


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 2 NOVEMBRE 2011

336ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito.

 

La seduta inizia alle ore 16,10.

 

SULL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE NN. 24 E CONNESSI, IN MATERIA DI RIFORMA DEL PARLAMENTO E FORMA DI GOVERNO 

 

 Il PRESIDENTE informa che il senatore Bianco ha comunicato che tutti i senatori del Gruppo del Partito Democratico della Commissione hanno chiesto di parlare per l'esame dei disegni di legge nn. 24 e connessi. Inoltre si sono iscritti a parlare i senatori Benedetti Valentini, Bodega, Malan, Pardi e Pastore. Nella seduta che sarà convocata per martedì 15 novembre alle ore 14,30, interverranno la senatrice Adamo e i senatori Pastore, Bodega, Benedetti Valentini e Pardi. Nella stessa giornata sarà convocata una riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per definire l'organizzazione dei lavori di esame.

Infine, non sussistendo le condizioni per svolgere l'incarico di relatore alla Commissione, secondo quanto riferito nella seduta pomeridiana del 26 ottobre, si riserva di designare quale relatore un altro senatore.

 

La Commissione prende atto.

 

Il senatore CECCANTI (PD), commentando la dichiarazione del Vertice Euro, rileva che il punto 6, mentre elogia l'impegno dell'Italia per raggiungere il pareggio di bilancio e la prevista introduzione di una norma in materia nella Costituzione entro la metà del 2012, non reca alcun riferimento alla parte della lettera trasmessa dal Governo italiano che dichiarava l'intento di realizzare una riforma della forma di governo e del Parlamento. Tale preferenza del Vertice è confermata dal punto 5 della medesima dichiarazione che, con riguardo alla Spagna, prende atto delle misure adottate per ridurre il disavanzo di bilancio.

Ciò premesso, invita il Governo a non insistere nell'esame di una riforma che riguarda ben 26 articoli della Costituzione, ma ad adoperarsi piuttosto affinché la discussione sulla modifica dell'articolo 81 della Costituzione, in corso presso l'altro ramo del Parlamento, proceda tempestivamente.

 

 

La seduta termina alle ore 16,40.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2011

337ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

La seduta inizia alle ore 15.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

 Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede, si è convenuto che a partire dalle sedute della prossima settimana riprenderà l'esame dei disegni di legge costituzionali in materia di riforma del Parlamento e di forma di governo (nn. 24 e connessi) e delle iniziative che propongono modifiche alla legge elettorale (nn. 2 e connessi). Inoltre, proseguirà l'esame dei disegni di legge n. 2646 e n. 2254, di riforma della disciplina relativa alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. Infine, saranno esaminati gli atti preparatori della legislazione comunitaria nn. 559 (Schengen) e 560 (controllo di frontiera).

 Si è poi deciso di invitare il Ministro dell'interno, Anna Maria Cancellieri, per le consuete comunicazioni alla Commissione sugli indirizzi programmatici del Dicastero. Allo stesso fine saranno invitati il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, in relazione alla delega in materia di pari opportunità, e il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione Riccardi, con riguardo alla competenza relativa all'integrazione.

 Subito dopo le comunicazioni del Ministro dell'interno, da acquisire possibilmente in tempi brevi, potrà riprendere l'esame dei disegni di legge nn. 2259 e connessi, in materia di Carta delle autonomie, e dei disegni di legge nn. 272 e connessi, in materia di polizia locale.

 Infine, il disegno di legge n. 2243-bis (semplificazione bis) sarà nuovamente iscritto all'ordine del giorno dopo che il Governo avrà reso le sue comunicazioni in merito alla persistente attualità delle disposizioni contenute nel testo e negli emendamenti presentati, anche in riferimento al contenuto dell'ultima legge di stabilità.

 

 La Commissione prende atto

La seduta termina alle ore 15,15.

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2011

338ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il ministro per gli affari europei Moavero Milanesi.

 

La seduta inizia alle ore 15,10.

 

SULL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 24 E CONNESSI (RIFORMA DEL PARLAMENTO E FORMA DI GOVERNO) 

 

 Il presidente VIZZINI mantiene una riserva sulla designazione di un relatore per il seguito dell'esame dei disegni di legge in titolo, considerato che quello d'iniziativa del Governo (n. 2941) ha assunto evidentemente una nuova, diversa fisionomia nell'iter parlamentare, considerato che si tratta ormai della proposta avanzata da un governo non più in carica.

 Anche in ragione di tale circostanza, ritiene opportuno che ogni determinazione sul seguito dell'esame sia preceduta da un confronto tra i Gruppi parlamentari.

 

 La Commissione prende atto.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2011

340ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 

 La seduta inizia alle ore 15,10.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

 Il presidente VIZZINI riferisce sull'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, appena conclusa. In quella sede si è convenuto, di comune accordo, di iscrivere all'ordine del giorno per le sedute della prossima settimana, l'esame in sede referente del disegno di legge n. 2998 (Modifica all'articolo 37 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di determinazione della popolazione negli enti locali), fatto proprio dal Gruppo Italia dei Valori. Inoltre, si prenderanno opportuni contatti con la Commissione giustizia in vista dell'esame dei disegni di legge nn. 2347 e connessi, in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei magistrati nelle regioni e negli enti locali, e del disegno di legge n. 2662, in materia di servizio dei magistrati cessati da cariche elettive o di governo.

 Si è poi concordato di riprendere l'esame congiunto dei disegni di legge costituzionale nn. 2923 e 2991 (composizione ed elezione del Consiglio regionale sardo), eventualmente chiedendo al Presidente del Senato di sollecitare il parere del Consiglio regionale della Sardegna, previsto dallo Statuto speciale, in modo da consentire la tempestiva approvazione del provvedimento alla ripresa dei lavori dopo le festività di fine anno. Potranno essere connesse ed esaminate congiuntamente, ove assegnate, analoghe iniziative dirette a modificare la composizione dei Consigli in altre Regioni a Statuto speciale, già presentate o in via di elaborazione.

 È stata sollecitata anche la ripresa dell'esame dei disegni di legge costituzionale in materia di revisione della disciplina del referendum (nn. 83 e connessi), sui quali svolgeranno la funzione di relatori i senatori BIANCO (PD) e BOSCETTO (PdL).

 Per quanto riguarda la Carta delle autonomie (disegni di legge nn. 2259 e connessi), preso atto della convergenza di tutti i Gruppi parlamentari, si è deciso che nella prossima settimana si riprenderà l'esame al fine di concluderlo al più presto, con la votazione degli emendamenti già pubblicati in occasione delle precedenti sedute e dei relativi subemendamenti pubblicati in allegato al presente resoconto. Ancora nel corso della prossima settimana, il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, renderà le comunicazioni alla Commissione sulle linee programmatiche; inoltre, si prenderanno i necessari contatti con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Malinconico, al quale è stata attribuita la delega sull'editoria, affinché riferisca alla Commissione sulle misure riguardanti quel settore.

 Infine, si è preso atto dell'approvazione da parte dell'Assemblea del Senato, nella seduta del 13 dicembre, della mozione 1-00510 (testo 2), d'iniziativa della senatrice Finocchiaro e di altri senatori, e della mozione 1-00501 (testo 3), d'iniziativa del senatore Calderoli e di altri senatori, con le quali si è deliberato di promuovere in tempi rapidi l'esame e l'approvazione dei disegni di legge costituzionale concernenti la riduzione del numero dei parlamentari e, a seguire, quelli relativi alla differenziazione del bicameralismo paritario. Tale proposizione implica la nuova disgiunzione dei due gruppi di disegni di legge costituzionale, che saranno esaminati con procedure distinte, a partire dalle sedute che saranno convocate dopo la pausa dei lavori parlamentari per le festività di fine anno. Pertanto, per i disegni di legge concernenti esclusivamente la riduzione del numero dei parlamentari, i senatori BIANCO (PD) e BOSCETTO (PdL), assumeranno nuovamente l'incarico di relatori alla Commissione, che potrà riprendere l'esame a partire dal testo unificato già elaborato in proposito dagli stessi relatori e adottato a suo tempo come testo base, con i relativi emendamenti, già presentati.

 

 La Commissione prende atto.

 

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 10 GENNAIO 2012

345ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Zoppini.

 

La seduta inizia alle ore 14,45.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

 Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede si è convenuto di prorogare alle ore 18 di giovedì 19 gennaio il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge n. 2646 (normativa e politiche dell'Unione europea). Inoltre, si è condivisa l'opportunità di convocare nel corso della prossima settimana una riunione del comitato ristretto per l'esame degli emendamenti ai disegni di legge nn. 2259 e connessi, in materia di Carta delle autonomie. Si valuterà, inoltre, l'opportunità di riprendere tempestivamente l'esame dei disegni di legge in materia di ordinamento della polizia locale, anche sulla base dell'avviso che il Governo esprimerà sul testo unificato già predisposto dai relatori. Anche per quanto attiene i disegni di legge costituzionale in materia di disciplina dei referendum sarà compiuta una valutazione, una volta acquisito l'orientamento dei nuovi relatori, senatori Bianco e Boscetto.

 Si è poi convenuto di procedere nell'esame dei disegni di legge costituzionale che propongono una riduzione del numero dei parlamentari (nn.1178 e connessi), eventualmente fissando, sentiti i relatori, un nuovo termine per la presentazione di eventuali, ulteriori emendamenti, da riferire al testo unificato già predisposto dagli stessi relatori. In proposito si è convenuto anche di continuare, in forma distinta e parallela, la discussione sui disegni di legge costituzionale concernenti la riforma del Parlamento e la forma di governo. Inoltre, su proposta del senatore Malan, relatore, si è stabilito di verificare la possibilità di condurre in tempi celeri l'esame dei disegni di legge che modificano la disciplina per l'elezione dei senatori e dei deputati da parte degli italiani residenti all'estero.

 Avverte, quindi, che domani, mercoledì 11 gennaio, alle ore 14,30, si svolgerà un'altra riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per proseguire il confronto ai fini dell'organizzazione dei lavori della Commissione sulle questioni appena menzionate.

 Infine, informa che saranno presi gli opportuni contatti con il Ministro dell'interno, per proseguire il dibattito sulle comunicazioni rese alla Commissione, sospeso nella seduta del 6 dicembre 2011, nonché con il ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione, Patroni Griffi, per concordare una data per lo svolgimento delle sue comunicazioni, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, per individuare le sedute nelle quali potranno essere svolte le loro comunicazioni rispettivamente in materia di pari opportunità e di politiche dell'integrazione.

 

 La Commissione prende atto.

 

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 7 MARZO 2012

362ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Intervengono i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini e per l'economia e le finanze Ceriani.

 

La seduta inizia alle ore 14,30.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

Il PRESIDENTE avverte che, in considerazione dell'intenso dibattito politico che si sta svolgendo sui temi delle riforme del Parlamento e della forma di Governo, a partire dalle sedute della prossima settimana si riprenderà l'esame dei disegni di legge costituzionale nn. 24 e connessi. Infatti, è opportuno che la Commissione sia pronta a una trattazione quanto più possibile tempestiva, al fine di agevolare lo svolgimento del complesso iter per l'approvazione, entro il termine della fine naturale della legislatura, di quei progetti di riforma costituzionale.

 

Il senatore PARDI (IdV) osserva che il dibattito politico sulle riforme costituzionali è stato limitato esclusivamente al confronto fra i rappresentanti di alcuni partiti, ignorando gli auspici più volte ribaditi per una partecipazione quanto più possibile pluralistica.

 

Il PRESIDENTE condivide tale rilievo: tuttavia, la ripresa dell'esame delle iniziative di riforma costituzionale rappresenta appunto l'occasione per coinvolgere tutte le forze politiche.

 

Il senatore Mauro Maria MARINO (PD) conviene sull'opportunità di ricondurre le riforme costituzionali nell'ambito del dibattito parlamentare.

Inoltre, propone che si riprenda e si concluda l'esame dei disegni di legge nn. 2259 e connessi, in materia di Carta delle autonomie e quello dei disegni di legge nn. 2646 e 2254, di riforma della disciplina relativa all'adeguamento dell'ordinamento interno alle direttive e alle politiche dell'Unione europea.

 

Il PRESIDENTE informa che, nell'ambito del comitato ristretto costituito per l'esame degli emendamenti al disegno di legge n. 2259, il rappresentante del Governo si è impegnato a presentare in forma scritta l'avviso dell'esecutivo ai fini della conclusione dell'esame. Per quanto riguarda la trattazione dei disegni di legge nn. 2646 e 2254, fa presente che la relatrice, senatrice Boldi, sta completando la propria sintesi, valutando ipotesi di modifica.

 

Il senatore BIANCO (PD) condivide l'opportunità di programmare la ripresa dell'esame dei disegni di legge nn. 2646 e 2254.

 

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) sollecita anche la ripresa dei disegni di legge costituzionale in materia di referendum e di istituti di democrazia diretta.

 

Il PRESIDENTE avverte che nelle sedute della prossima settimana potrà proseguire la discussione generale sui disegni di legge costituzionale nn. 83 e connessi.

 

 La Commissione conviene.

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 13 MARZO 2012

363ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini.

 

La seduta inizia alle ore 15,10.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonchè i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651 e 1208 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 20 ottobre.

 

 Il PRESIDENTE propone che la Commissione prosegua la discussione generale sui disegni di legge in titolo, in modo da consentire che il dibattito in corso fra alcune forze politiche e di cui si ha notizia dagli organi di informazione possa essere quanto prima ricollocato nella sede propria, che è quella parlamentare. A tal fine, l'argomento potrà essere trattato anche nelle prossime settimane.

 

 La Commissione conviene.

 

 Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 27 MARZO 2012

371ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Intervengono i ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi, dell'istruzione, dell'università e della ricerca Profumo nonché il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca Elena Ugolini.

 

La seduta inizia alle ore 15,15.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonchè i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo. 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651 e 1208 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 3204 e rinvio; esame del disegno di legge n. 3204, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875 e 2941 e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 13 marzo.

 

 Su proposta del relatore, la Commissione conviene di esaminare il disegno di legge costituzionale n. 3204, d'iniziativa del senatore Calderoli e di altri senatori, congiuntamente alle altre iniziative di revisione costituzionale in titolo.

 

 Il presidente VIZZINI, relatore, illustra il disegno di legge costituzionale n. 3204, che intende conferire alla Repubblica un carattere più marcatamente federale con un intervento su più articoli della Carta fondamentale. Il principio federale è affermato innanzitutto quale fondamento della Repubblica all'articolo 1. Segue una modifica dell'articolo 5 che valorizza il medesimo indirizzo nella legislazione e nell'esercizio delle competenze amministrative. Il Senato assume la denominazione di "Senato federale della Repubblica" e si compone di duecento senatori, eletti contestualmente a ciascun Consiglio regionale. La Camera dei deputati, invece, si compone di duecento deputati eletti su base nazionale. Il disegno di legge sopprime la circoscrizione Estero nonché i senatori di diritto e a vita. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere solo per i disegni di legge di revisione costituzionale e per il conferimento di autonomie differenziate. La Camera dei deputati è invece competente per le materie di competenza esclusiva statale, con l'eccezione dei provvedimenti di perequazione delle risorse. Al Senato sono attribuite le materie di competenza statale espressamente individuate, oltre a una generale competenze in materia di atti dell'Unione europea.

Il potere di scioglimento presidenziale viene limitato alla Camera dei deputati, così come il rapporto di fiducia con il Governo. La proposta di revisione costituzionale prevede che il sistema elettorale favorisca la formazione di una maggioranza governativa.

Quanto ad altri organi di rilievo costituzionale, si procede alla soppressione del CNEL e si affida la funzione disciplinare dei magistrati non più al CSM bensì a una Alta Corte di giustizia della magistratura, composta da nove membri (di cui cinque laici).

Le competenze concorrenti, attualmente previste dal terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione, vengono mutate in competenze esclusive, dello Stato o, in via prevalente, delle Regioni.

La Corte costituzionale viene limitata a nove membri, tutti di elezione parlamentare. Si introduce all'articolo 138 una forma di referendum deliberativo su proposte di revisione costituzionale che abbiano ottenuto l'appoggio di almeno un milione di elettori.

 

 Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 19,40.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 11 APRILE 2012

373ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Ruperto.

 

 La seduta inizia alle ore14,30.

 

 IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941 e 3204, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 3183 e rinvio; esame del disegno di legge n. 3183, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941 e 3204 e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana del 27 marzo.

 

 La Commissione conviene di esaminare il disegno di legge n. 3183 congiuntamente alle altre iniziative in titolo.

 Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, illustra il disegno di legge costituzionale n. 3183, d'iniziativa del senatore Fistarol. Esso intende ridefinire l’articolazione istituzionale, adeguandone il funzionamento a nuovi parametri di semplificazione e di efficienza decisionale.

A tal fine, istituisce un Senato federale della Repubblica, determina la composizione su nuove basi, anche quantitative, della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali e prevede l'accorpamento delle Regioni e dei Comuni, nonché la soppressione delle Province. Il Senato assume la denominazione di "Senato federale della Repubblica" e si compone di centocinquanta senatori, eletti in ciascuna Regione contestualmente all'elezione del rispettivo Consiglio regionale. La Camera dei deputati, invece, si compone di trecentocinquanta deputati eletti su base nazionale. La Camera esamina le proposte di legge sulle materie di competenza statale esclusiva di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione; al Senato sono attribuiti i disegni di legge che riguardano le materie riservate alla competenza concorrente di Stato e Regioni. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere solo per i disegni di legge concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, nonché nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello Stato o alla legge della Repubblica.

È fatta salva per il ramo del Parlamento che non ha competenza legislativa prevalente la possibilità di presentare proposte di modifica. Il relatore segnala la particolare procedura riservata alle modifiche proposte dal Governo e approvate dalla Camera dei deputati a disegni di legge di competenza del Senato: quando il Governo ritenga che quelle modificazioni siano essenziali per l'attuazione del suo programma ovvero per la tutela delle finalità di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, e il Senato non le accolga entro trenta giorni, il disegno di legge è trasmesso per l'approvazione definitiva alla Camera dei deputati, che delibera a maggioranza assoluta.

Il disegno di legge propone anche una modificazione all'articolo 92, diretta a indicare in Costituzione il numero - pari a dieci - di Ministri nel Governo. Conseguentemente, tramite legge ordinaria, si dispone la corrispondente riduzione del numero dei Ministeri e dei componenti complessivi del Governo.

Allo scopo di ridurre i costi e di snellire l'apparato amministrativo è prevista anche una profonda ridefinizione degli altri enti costitutivi della Repubblica. Anzitutto, la riduzione del numero massimo di componenti dei Consigli regionali e l'accorpamento delle Regioni in dodici macro-aree, con conseguente abrogazione degli statuti speciali. Il disegno di legge propone quindi l'abolizione delle Province e il trasferimento delle relative funzioni ai Comuni capoluogo, salva la facoltà delle Regioni di istituire un livello amministrativo sovracomunale. Infine, vengono dettate norme per la razionalizzazione dei Comuni, ridefiniti nel numero e nei confini in modo che ciascuno possa comprendere - salvo deroghe motivate - una popolazione non inferiore a 20.000 abitanti.

 

 Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, si riserva di verificare insieme ai rappresentanti dei Gruppi parlamentari le condizioni per definire una proposta di testo unificato dei disegni di legge in esame che agevoli lo svolgimento della discussione. Sottolinea l'esigenza di accelerare l'iter, tenendo conto dei tempi necessari per l'approvazione della riforma costituzionale entro il termine della legislatura.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2012

375ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Peluffo, accompagnato da Andrea Mancinelli, consigliere giuridico.

 

 La seduta inizia alle ore 14,05.

 

 IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183 e 3204, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 3252 e rinvio; esame del disegno di legge n. 3252, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183 e 3204 e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'11 aprile.

 

 La Commissione conviene di esaminare il disegno di legge n. 3252, assegnato da ultimo, insieme alle altre iniziative in titolo.

 

 Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, illustra il nuovo disegno di legge in esame: esso comprende una serie di modifiche costituzionali che vanno dalla forma di governo, ai rapporti Governo-Parlamento, alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni, alla riforma del bicameralismo e alla riduzione del numero dei parlamentari. Il potere di dare e revocare la fiducia spetta alla sola Camera dei deputati; dopo le elezioni, il candidato alla Presidenza del Consiglio, individuato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati elettorali, si presenti alla sola Camera dei deputati, per ottenerne la fiducia. Il Presidente del Consiglio, che abbia avuto la fiducia, può proporre al Capo dello Stato anche la revoca dei ministri e può essere sfiduciato dalla Camera, a seguito di una mozione di sfiducia costruttiva, comprendente l’indicazione del nuovo Presidente del Consiglio. Il Presidente del Consiglio in carica ha inoltre il potere di richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento anticipato della Camera dei deputati. Se al Governo dispone di una corsia preferenziale per l’approvazione dei provvedimenti giudicati essenziali per l’attuazione del suo programma.

Si prevede di inserire nell’articolo 117 della Costituzione la "clausola di supremazia" prevedendo che in ogni caso "il legislatore statale, nel rispetto dei princìpi di leale collaborazione e di sussidiarietà, può adottare i provvedimenti necessari ad assicurare la garanzia dei diritti costituzionali e la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica" Il Senato federale è la Camera di rappresentanza delle autonomie territoriali. Salvo eccezioni, le leggi saranno discusse e approvate dalla Camera. Il Senato potrà decidere di esaminare le leggi approvate dalla Camera e proporre a questa emendamenti. Spetterà alla Camera valutare gli emendamenti proposti dal Senato, approvarli o respingerli. Il bicameralismo resterà invece paritario solo per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali; le leggi elettorali; le leggi in materia di organi di governo e funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane. La riduzione prevede un numero di parlamentari pari a 450 deputati e a 225 senatori.

Come annunciato nella precedente seduta dedicata al tema in esame, il Relatore comunica di avere svolto un confronto informale con i Gruppi parlamentari, che gli ha consentito di predisporre una proposta di testo unificato: esso tiene conto sia della cospicua e prolungata elaborazione compiuta nelle legislature precedenti, sia delle proposte avanzate in questa legislatura in forma di disegni di legge, compresa quella da ultimo illustrata, che i proponenti avevano usato la cortesia di sottoporgli preventivamente, sia, infine, del dibattito più recente fra le diverse formazioni politiche. All'argomento sono stati dedicati, nel tempo, tutti gli approfondimenti possibili, anche mediante le consultazioni in audizione condotte, nella legislatura in corso, insieme alla Commissione omologa della Camera dei deputati. Il tempo, ormai limitato, che rimane sino al termine della legislatura e la maturazione delle diverse opzioni formulate in materia di riforme istituzionali, inducono a ritenere che vi sia, con un'azione tempestiva, la possibilità concreta - a certe condizioni, soprattutto di metodo - di compiere un tentativo proficuo per approvare un testo di revisione costituzionale: a questo scopo egli ha predisposto una proposta che riassume e definisce gli elementi nei quali si manifesta un sostanziale, largo consenso.

 Tali elementi di revisione costituzionale riguardano la riforma del Parlamento e la forma di governo, con interventi diretti a razionalizzare il sistema secondo linee d'indirizzo largamente condivise: ridurre il numero dei parlamentari; risolvere la questione del bicameralismo nella scelta di un procedimento legislativo che preveda la necessità di una doppia deliberazione conforme solo per casi limitati; valorizzare gli interessi delle Regioni nel processo di formazione della legislazione nazionale; definire e integrare i poteri del governo in Parlamento e accentuare il primato del Presidente del Consiglio dei ministri nella compagine di governo; dare certezza alle deliberazioni parlamentari tempestive sulla legislazione proposta dal governo; garantire stabilità di governo, anche con il ricorso alla cosiddetta sfiducia costruttiva.

 Questi gli aspetti essenziali della proposta, pubblicata in allegato, che il Relatore si accinge a rimettere all'esame della Commissione: poiché si tratta - come già sottolineato - del risultato di un dibattito già ampiamente svolto in varie occasioni e in ogni possibile sede, a partire da quella parlamentare, egli ritiene di poter subito sottoporre alla Commissione un programma di lavoro, con il relativo calendario: adottare oggi la proposta appena formulata come testo base per il seguito dell'esame; fissare per domani, giovedì 19 alle ore 18, il termine per iscriversi a intervenire nella discussione sul nuovo testo; delimitare la proponibilità di emendamenti all'oggetto proprio del testo unificato, con la possibilità di introdurre argomenti ulteriori solo in quanto siano in correlazione diretta con quelli trattati nel testo; fissare il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 18 di martedì 8 maggio; svolgere nel frattempo alcune sedute da dedicare alla discussione del testo unificato, che potrebbero tenersi martedì 24 aprile (dalle ore 13,30 alle ore 15), giovedì 26 aprile (dalle ore 10 alle ore 12) e mercoledì 2 maggio (dalle ore 10 alle ore 14, con eventuale prosecuzione e conclusione martedì 8 maggio dalle ore 10); svolgere la trattazione degli emendamenti, con illustrazione e conseguenti votazioni, a partire dalla seduta pomeridiana di mercoledì 9 maggio e fino al termine di quella settimana, anche in seduta notturna.

 

 Sulla proposta del Presidente relatore si pare un dibattito.

 

 Il senatore CALDEROLI (LNP) ritiene che la proposta di testo unificato possa costituire una buona base di discussione e, a nome del suo Gruppo, dichiara di condividere l'ipotesi di calendario avanzata dal Presidente relatore. In proposito, sottolinea l'opportunità di prevedere anche la possibilità, ove necessario, di termini più ampi per la conclusione dell'esame che dovrà essere particolarmente approfondito in entrambi i rami del Parlamento, anche al fine di assicurare un ampio consenso e una maggioranza di almeno due terzi nella seconda deliberazione, in modo da rendere non necessario il ricorso al referendum.

 

 Il senatore PARDI (IdV) ritiene che il richiamo al dibattito che si è svolto in Parlamento in passato, sia in questa che nelle precedenti legislature, non debba precludere la possibilità di una discussione approfondita sul testo unificato proposto dal relatore. A tal fine, chiede che si svolga un ciclo di audizioni per acquisire elementi informativi e valutazioni, in particolare di esperti esterni al Parlamento, con specifico riguardo ai modelli costituzionali, anche stranieri, cui si ispirano le proposte in esame. Inoltre, chiede che il termine per la presentazione di emendamenti sia differito di una settimana, fissandolo alle ore 18 di martedì 15 maggio.

 

 Il senatore BOSCETTO (PdL) ritiene che l'analisi dello stato di maturazione degli argomenti in esame e l'ipotesi di calendario prospettata dal Presidente relatore siano adeguati e consentano di giungere tempestivamente a una approvazione della riforma. Non condivide la richiesta del senatore Pardi di procedere a una serie di audizioni, in quanto la materia è stata già ampiamente approfondita. Tuttavia, nel corso dell'esame sarà comunque possibile concentrare l'attenzione su nodi giuridici di particolare rilevanza e complessità, eventualmente acquisendo il parere di esperti.

 

 La senatrice INCOSTANTE (PD) sottolinea che la proposta del Presidente relatore deve essere contestualizzata nello scenario politico attuale: si tratta di rispondere in modo non demagogico alla forte istanza di rinnovamento che proviene dall'opinione pubblica, a partire dal quadro costituzionale e dalla legge elettorale. In tale prospettiva, è necessario concludere l'esame in tempi ravvicinati se si intende approvare la riforma entro la fine della legislatura.

 Condivide quindi l'ipotesi di calendario, che potrà essere seguito con la dovuta flessibilità nello spirito indicato dal senatore Calderoli, la cui convergenza di metodo sul testo unificato giudica asssai apprezzabile. Al contrario, ritiene che sia da respingere la proposta di svolgere ulteriori audizioni, il cui effetto sarebbe quello di impedire l'effettiva approvazione della riforma in tempo utile. Resta salva la possibilità di acquisire i pareri degli esperti su singoli aspetti normativi, durante il corso dell'esame.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL), nel ringraziare il Presidente relatore per aver formulato un testo unificato che costituisce un'utile base di lavoro, esprime tuttavia riserve sull'effettiva capacità delle disposizioni in esso contenute a risolvere la questione del rapporto tra istituzioni e opinione pubblica; infatti, da un lato si mette in discussione il principio del bicameralismo paritario, che a suo avviso rappresenta un valore della tradizione costituzionale italiana, mentre dall'altro le innovazioni nella forma di governo e nel procedimento legislativo appaiono non idonee a realizzare il necessario rinnovamento.

 Per quanto riguarda il calendario, esso deve considerarsi politicamente impegnativo, ma non può penalizzare il contributo e il potere emendativo dei singoli parlamentari. Da questo punto di vista, giudica inopportuna la limitazione della proponibilità degli emendamenti a quelli che abbiano correlazione diretta con gli oggetti trattati nel testo unificato.

 

 Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, precisa che la "correlazione diretta", un parametro desunto direttamente dal Regolamento del Senato per la valutazione della proponibilità degli emendamenti in alcune particolari ipotesi , si riferisce in questo caso non alle singole disposizioni del testo base, bensì alle materie che ne formano l'oggetto. D'altra parte, osserva che - a questo punto della legislatura - un'eventuale estensione dell'esame ad argomenti ulteriori avrebbe il solo effetto di vanificare il tentativo di approvare la riforma in discussione.

 

 Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) condivide la proposta di calendario avanzata dal Presidente relatore, che tiene conto di un lavoro compiuto dalla Commissione in questa e nelle precedenti legislature, nonché del lungo dibattito che si è svolto tra le forze politiche e nell'opinione pubblica. Il testo unificato recepisce i temi su cui si è verificato il consenso delle forze politiche e su cui più forte è la sensibilità dell'opinione pubblica, per cui egli ritiene che si potrà procedere alla prima deliberazione da parte dell'Assemblea del Senato entro la fine di maggio.

 

 La senatrice ADAMO (PD) ricorda che la possibilità di pervenire a una riforma della legge elettorale condivisa dalle forze politiche è stata correttamente collegata a una preventiva revisione della struttura e delle funzioni del Parlamento e della forma di governo. Un calendario che preveda termini certi e ravvicinati per la conclusione dell'esame è dunque funzionale alla possibilità di realizzare anche la riforma elettorale.

 Non condividendo la richiesta del senatore Pardi di svolgere un ciclo di audizioni, ritiene che si potrà procedere di volta in volta agli eventuali necessari approfondimenti dei profili problematici, semmai riducendo lo spazio, in verità assai ampio, che il calendario proposto riserva alla discussione generale.

 

 Il senatore PARDI (IdV) giudica improprio il richiamo fatto in alcuni interventi al dibattito che si svolge nell'opinione pubblica: infatti, a suo avviso, i cittadini non sono affatto interessati e non sono convinti che la riforma costituzionale di cui si tratta possa risolvere i loro problemi. Al contrario, il Parlamento attualmente in carica è sottoposto a una severa critica sociale sotto il profilo della sua rappresentatività, e dunque non appare il consesso più adatto per realizzare un disegno riformatore tanto significativo, che a suo avviso dovrebbe pertanto essere preceduto dalla riforma della legge elettorale.

 In conclusione, ribadisce la richiesta di svolgere un ciclo di audizioni.

 

 Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, ricorda che la discussione sulle materie oggetto del testo unificato è stata svolta in Commissione in numerose sedute, e che è disponibile una documentazione esaustiva, inclusi i resoconti delle audizioni sull'ordinamento della Repubblica svolte dalle Commissioni affari costituzionali riunite della Camera dei deputati e del Senato.

 Quanto al calendario proposto e alle osservazioni svolte nel dibattito, precisa che si tratta di date e orari, fissati con l'obiettivo di assicurare una conclusione dell'esame in tempi utili e tali, fra l'altro, da consentire anche la trattazione tempestiva delle proposte di riforma della legge elettorale. In proposito, sottolinea anche l'opportunità di mantenere un collegamento proficuo con l'altro ramo del Parlamento, nell'intento di assicurare un iter quanto più possibile veloce della riforma costituzionale.

 

 Posta ai voti, non è approvata la proposta del senatore Pardi di svolgere un ciclo di audizioni e di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 18 di martedì 15 maggio.

 

Successivamente, previa dichiarazione di voto contrario del senatore PARDI (IdV), la Commissione conviene di adottare il testo unificato proposto dallo stesso relatore come base per il seguito dell'esame, e dunque come testo al quale riferire gli emendamenti, e approva infine la proposta di calendario avanzata dal Presidente relatore .

 

 La seduta, sospesa alle ore 14,50, riprende alle ore 15,05.

 

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI 

 

Il PRESIDENTE comunica che è pervenuta la richiesta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, di trasmissione del segnale audio con diffusione radiofonica, nonché di attivazione dell'impianto audiovisivo anche sul canale satellitare e sulla web-TV, e avverte che, ove la Commissione convenga nell'utilizzazione di tale forma di pubblicità dei lavori, il Presidente del Senato ha preannunciato il proprio assenso.

Non facendosi osservazioni, tali forme di pubblicità vengono adottate per il seguito dei lavori.

Avverte, inoltre, che della procedura informativa sarà redatto il resoconto stenografico.

 

La seduta termina alle ore 16,05.

 


 

TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAL RELATORE PER I DISEGNI DI LEGGE COSTITUZIONALE

N. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204, 3252

 

NT1

VIZZINI, relatore

Art. 1.

(Modifiche all'articolo 56 della Costituzione)

1. All'articolo 56 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al secondo comma, la parola: "seicentotrenta" è sostituita con la parola: "cinquecentootto" e la parola: "dodici" è sostituita con la parola: "otto";

b) al terzo comma, la parola: "venticinque" è sostituita con la parola: "ventuno";

c) al quarto comma, la parola: "seicentodiciotto" è sostituita con la parola: "cinquecento".

 

 

Art. 2.

(Modifiche all'articolo 57 della Costituzione)

1. All'articolo 57 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al secondo comma, la parola: "trecentoquindici" è sostituita con la parola: "duecentocinquantaquattro" e la parola: "sei" è sostituita con la parola: "quattro";

b) al terzo comma, la parola: "sette" è sostituita con la parola: "sei".

 

 

Art. 3.

(Modifiche all'articolo 58 della Costituzione)

1. All'articolo 58 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è abrogato;

b) al secondo comma, la parola: "quarantesimo" è sostituita con la parola: "trentacinquesimo".

 

 

Art. 4.

(Modifiche all'articolo 70 della Costituzione)

1. All'articolo 70 della Costituzione, al primo comma, la parola: "collettivamente" è soppressa.

 

 

Art. 5.

(Modifiche all'articolo 72 della Costituzione)

1. All'articolo 72 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è sostituito dai seguenti:

"I disegni di legge sono presentati al Presidente di una delle Camere.

I disegni di legge devono avere un contenuto omogeneo.

I disegni di legge riguardanti prevalentemente le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 sono assegnati al Senato della Repubblica; gli altri disegni di legge sono assegnati alla Camera dei deputati.

Presso il Senato della Repubblica è istituita la Commissione paritetica per le questioni regionali, composta da un rappresentante per ciascuna Regione e Provincia autonoma, eletto dai rispettivi consigli, e da un eguale numero di senatori che rispecchi la proporzione tra i gruppi parlamentari, la quale esprime, entro termini e secondo procedure stabiliti dal Regolamento, parere obbligatorio sui disegni di legge riguardanti prevalentemente le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117.

I disegni di legge sono assegnati, con decisione insindacabile, ad una delle due Camere d'intesa tra i loro presidenti secondo le norme dei rispettivi regolamenti.

Il disegno di legge è esaminato, secondo le norme del regolamento della Camera alla quale è stato assegnato, da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale";

b) al quarto comma:

1) dopo le parole: "di delegazione legislativa,", sono inserite le seguenti: "di concessione di amnistia e indulto";

2) dopo le parole: "di bilanci e consuntivi", sono aggiunte le seguenti: "di attuazione dell'articolo 81, sesto comma, e per quelli diretti all'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea";

3) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per tali disegni di legge occorre l'approvazione di entrambe le Camere";

c) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

"Il Governo può chiedere che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno della Camera che deve esaminarlo e che sia votato entro un termine determinato secondo le modalità e con i limiti stabiliti dai regolamenti. Può altresì chiedere che, decorso tale termine, il testo proposto o condiviso dal Governo sia approvato articolo per articolo, senza emendamenti, e con votazione finale.

Il disegno di legge, approvato da una Camera, è trasmesso all'altra e si intende definitivamente approvato se entro quindici giorni dalla trasmissione questa non delibera di disporne il riesame su proposta di un terzo dei suoi componenti.

La Camera che dispone di riesaminare il disegno di legge deve approvarlo o respingerlo entro i trenta giorni successivi alla decisione di riesame. Decorso inutilmente tale termine, il disegno di legge si intende definitivamente approvato.

Se la Camera che ha chiesto il riesame lo approva con emendamenti o lo respinge, il disegno di legge è trasmesso alla prima Camera, che delibera in via definitiva".

 

 

Art. 6.

(Modifiche all'articolo 73 della Costituzione)

1. All'articolo 73 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il secondo comma è sostituito dal seguente: "Se la Camera che la ha approvata definitivamente, a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiara l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito";

b) dopo il secondo comma è inserito il seguente: "Quando è previsto il voto di entrambe le Camere, l'urgenza deve essere deliberata da ciascuna di esse a maggioranza assoluta dei propri componenti".

 

 

Art. 7.

(Modifiche all'articolo 74 della Costituzione)

1. All'articolo 74 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "secondo le procedure di cui all'articolo 72";

b) al secondo comma, le parole: "Se le Camere approvano nuovamente la legge" sono sostituite dalle seguenti: "Se la legge è nuovamente approvata".

 

 

Art. 8.

(Modifiche all'articolo 92 della Costituzione)

1. All'articolo 92 della Costituzione, al secondo comma, dopo le parole: "su proposta di questo," sono inserite le seguenti: "nomina e revoca".

 

 

Art. 9.

(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)

1. All'articolo 94 della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, la parola: "Governo" è sostituita dalle seguenti: "Presidente del Consiglio dei Ministri";

b) al secondo comma, le parole: "accorda e revoca la" sono sostituite dalle seguenti: "delibera sulla richiesta di";

c) al terzo comma, le parole: "sua formazione il Governo" sono sostituite dalle seguenti: "formazione del Governo, il Presidente del Consiglio dei Ministri";

d) il quinto comma è sostituito dai seguenti:

"La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno un terzo dei componenti della Camera e dei componenti del Senato, deve contenere la indicazione del nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, da nominare ai sensi dell'articolo 92, secondo comma, e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

La mozione di sfiducia deve essere approvata dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna delle due Camere.

Qualora una delle Camere neghi la fiducia, il Presidente del Consiglio dei Ministri può chiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere o anche di una sola di esse; le Camere non possono essere sciolte se il Parlamento in seduta comune entro venti giorni dalla richiesta di scioglimento indica a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, da nominare ai sensi dell'articolo 92, secondo comma".

 

 

 

 

Art. 10.

(Modifiche all'articolo 126 della Costituzione)

1. All'articolo 126 della Costituzione, al primo comma, il terzo periodo è sostituito dal seguente: "Il decreto è adottato sentita la Commissione paritetica per le questioni regionali, costituita presso il Senato della Repubblica."

 

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 24 APRILE 2012

378ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Intervengono il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini.

 

 La seduta inizia alle ore 13,40.

 

 IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni (nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti)

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 18 aprile.

 

Si apre la discussione sulla proposta di testo unificato avanzata dal relatore nella seduta precedente e già pubblicata in allegato al resoconto di quella stessa seduta.

 

Il PRESIDENTE informa che il senatore Pardi gli ha personalmente rappresentato il proprio rammarico per non poter assistere al dibattito che si svolge nella seduta in corso e si è riservato di acquisirne conoscenza attraverso il resoconto.

 

La Commissione prende atto.

 

Il senatore CECCANTI (PD), rilevato che la proposta di testo unificato è una buona base di discussione per la riforma delle istituzioni democratiche, osserva che sarebbe utile, comunque, considerare almeno alcune delle indicazioni formulate nel disegno di legge n. 3252, frutto di una elaborazione comune tra esponenti di più parti politiche. Ciò premesso, ritiene che la proposta di modifica dell'articolo 92 della Costituzione contenuta nel testo unificato debba essere riconsiderata in quanto, a suo avviso, non è sufficiente introdurre il potere di revoca dei ministri. Sarebbe preferibile stabilire, come si è scelto in altre Costituzioni, che il Capo dello Stato indica un candidato, che resta tale fino alla fiducia da parte delle Camere. Sulla scorta di tale fiducia, il Presidente del Consiglio indicherà i ministri da nominare e avrà il potere di proporne la revoca.

Quanto all'articolo 94, ritiene che anche la fiducia, così come la mozione di sfiducia, dovrebbe essere votata dalle Camere in seduta comune, in modo da non determinare una asimmetria. Per quanto riguarda la cosiddetta sfiducia costruttiva, ritiene che si dovrebbe esplicitare la conseguenza che a seguito della deliberazione del Parlamento, il Presidente della Repubblica deve nominare il Presidente del Consiglio dei ministri indicato. Infine, l'istituto della questione di fiducia, di cui all'ultimo comma dell'articolo 94, dovrebbe risultare più chiaro, mentre non è necessario contemplare la motivazione della richiesta di fiducia del Presidente del Consiglio incaricato.

Si sofferma quindi sulla proposta di modifica dell'articolo 72 della Costituzione, che disponendo una differenziazione delle funzioni delle Camere potrebbe dare luogo a rischiosi conflitti istituzionali. Anzitutto, al comma 3 dovrebbe essere soppressa la parola "prevalentemente", potendosi intendere implicitamente che il criterio per l'assegnazione dei disegni di legge all'una o all'altra Camera tiene conto del contenuto prevalente dell'atto. Inoltre, la competenza del Senato non può essere limitata alla definizione dei princìpi nelle materie di legislazione concorrente; devono essere incluse anche le proposte legislative nelle materie riguardanti il rapporto tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Quanto alla Commissione paritetica di cui al comma 4, a suo avviso dovrebbero essere disciplinate le conseguenze di un parere contrario. Infine, si dovrebbe utilizzare l'occasione per inserire la clausola di supremazia statale nell'articolo 117 della Costituzione, in analogia a quanto previsto persino in alcuni ordinamenti propriamente federali.

 

Il sottosegretario MALASCHINI - intervenendo per segnalare una specifica questione - rileva che, ai sensi dell'articolo 72, primo comma, del testo unificato, i disegni di legge sono presentati al presidente di una delle Camere. Tuttavia, al quinto comma, si stabilisce che i disegni di legge sono assegnati a una delle due Camere, d'intesa fra i loro Presidenti. Ne potrebbe derivare la conseguenza che il presentatore di un disegno di legge alla Camera dei deputati che non avesse il requisito anagrafico per far parte del Senato, potrebbe essere autore di una proposta che compete a un consesso di cui non può far parte; in proposito, ricorda che i regolamenti parlamentari prevedono ipotesi in cui il presentatore del disegno di legge assume un rilievo anche ai fini dell'esame dell'atto. Se l'intenzione è in senso diverso, si dovrebbe prevedere che i deputati e i senatori presentino i disegni di legge rispettivamente alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica e introdurre, o comunque postulare, una dichiarazione di improcedibilità dell'iniziativa legislativa che fosse presentata presso la Camera che non ne ha la competenza.

 

Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, ricorda che il disegno di legge di riforma costituzionale approvato nella XIV legislatura e non confermato nel referendum prevedeva un'ipotesi, analoga a quella indicata nel testo, di assegnazione dei disegni di legge a uno dei rami del Parlamento, ma differenziava l'iniziativa dei deputati e dei senatori in ragione della Camera di appartenenza.

 

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) apprezza l'esito dell'iniziativa del Presidente relatore, un testo che può ben rappresentare la base per il seguito e l'auspicabile conclusione dell'iter di riforma costituzionale. Esso, tuttavia, si limita a introdurre le modifiche più urgenti (come ad esempio la riduzione del numero dei parlamentari), ma non realizza l'ampio disegno riformatore di cui vi sarebbe bisogno per rendere più moderno l'assetto istituzionale, salvi i princìpi contenuti nella prima parte della Costituzione, che ne fanno una delle leggi fondamentali più attuali tra quelle vigenti. In tale direzione si muoveva invece il disegno di legge n. 24, da lui presentato.

In particolare, rileva la carenza di un collegamento effettivo tra Senato della Repubblica e Consigli regionali, che dovrebbe essere assicurato comunque da forme di rappresentanza diretta dell'elettorato, anziché con il ricorso a composizioni di secondo livello, quali quelle adottate negli ordinamenti della Germania e dell'Austria.

Inoltre, è necessario riavvicinare i cittadini alle istituzioni, risolvendo l'attuale discredito della politica, che genera un pericolo per la democrazia. Tenuto conto che i centri in cui si assumono le decisioni si allontanano progressivamente dall'ambito locale, anche per il ruolo crescente dell'Unione europea e delle istituzioni finanziarie internazionali, il regionalismo e il federalismo potrebbero fornire una risposta soddisfacente, con strumenti idonei ad assicurare la partecipazione dei cittadini. Nello stesso senso potrebbero operare gli istituti di democrazia diretta, se rafforzati sulla base delle proposte già all'attenzione della Commissione. Anche il progresso economico potrebbe essere favorito dallo sviluppo dei poli regionali.

In tale contesto, il ruolo delle regioni a statuto speciale potrebbe essere un esempio, da rafforzare con esperienze di autonomia differenziata da attivare ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

La riduzione del numero dei parlamentari corrisponde a una richiesta che proviene dall'opinione pubblica, ma può essere anche il presupposto per una attività più agile del Parlamento e per l'autorevolezza dei suoi membri. Anche l'indicazione in sei del numero minimo di senatori assegnati a ciascuna regione è condivisibile e tale da non ledere la condizione della Regione Trentino - Alto Adige, tutelata in base a princìpi definiti in sede di accordi internazionali, che indicano il numero minimo di tre rappresentanti per ciascuna delle province autonome di Trento e di Bolzano. Al contrario, giudica non adeguata la disposizione (articolo 72, quarto comma) che prevede una Commissione paritetica per le questioni regionali, soprattutto se si considera che al Senato non è assegnata la funzione di Camera federale. Quanto alla distinzione delle competenze tra le due Camere, ritiene che il bicameralismo paritario non sia l'ostacolo maggiore all'approvazione delle leggi: un ruolo depotenziato del Senato, sotto il profilo della qualità e quantità delle materie assegnate, non è auspicabile, tenuto conto che a tale Camera - a dispetto della pretesa funzione di rappresentanza anche delle istanze regionali - sarebbe affidato il compito di definire i princìpi fondamentali nella legislazione concorrente, e quindi i limiti per la legislazione delle regioni.

Infine, condivide il principio della sfiducia costruttiva, mentre dissente dalla scelta di affidare alle Camere la rappresentanza di fasce anagrafiche diverse dell'elettorato: a suo giudizio, la differenza dovrebbe avere riguardo piuttosto alla natura dei corpi rappresentati, la sovranità popolare nazionale da un lato e le regioni dall'altro.

Conclude, auspicando che il successo dell'iter per una riforma delle istituzioni consenta di procedere anche alla revisione della legge elettorale.

 

Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, precisa che la formulazione del testo unificato, sulla base dei disegni di legge costituzionale in titolo, tiene conto dell'apporto di tutti i Gruppi parlamentari, sia di quelli della maggioranza che sostiene il Governo, sia di quelli dell'opposizione che, sia pure giudicando in modo diverso l'ipotesi di procedere nella riforma istituzionale, hanno rappresentato chiaramente il proprio orientamento.

 

Il senatore SARO (PdL) giudica favorevolmente il testo unificato, soluzione equilibrata per dare risposte efficaci alle istanze di funzionamento più efficace e moderno delle istituzioni. In particolare sono apprezzabili la proposta di ridurre il numero dei parlamentari e quella di rafforzare le prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri; anche la differenza di funzioni fra le Camere, con la possibilità di richiamo dei disegni di legge, costituisce una soluzione di equilibrio. Ugualmente apprezzabile è l'introduzione della sfiducia costruttiva, che garantisce la stabilità del Governo.

Auspica che i partiti politici dimostrino senso di responsabilità, convergendo su una ipotesi di riforma che potrà favorire un futuro migliore per l'Italia. Essa costituisce anche un viatico per la revisione della legge elettorale, nella prospettiva di sciogliere i vincoli imposti dalla disciplina vigente: questa, infatti, impone un bipolarismo coatto senza assicurare la tenuta delle coalizioni in funzione della governabilità. In proposito, osserva che la sfiducia costruttiva sarebbe un presidio e una garanzia rispetto a possibili degenerazioni derivanti da una evoluzione della legge elettorale in senso proporzionale. Conclude, sostenendo che in un momento successivo il Parlamento potrà occuparsi anche di riorganizzare il sistema dei partiti con interventi normativi appropriati e coerenti ai disegni di riforma costituzionale ed elettorale.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 14,35.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

GIOVEDÌ 26 APRILE 2012

379ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Intervengono il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini.

 

 La seduta inizia alle ore 10,10.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2319) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BIANCO ed altri. - Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo  

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204 e 3252, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 2319 e rinvio; esame del disegno di legge n. 2319, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204, 3252 e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 24 aprile.

 

Su proposta del presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, la Commissione conviene di esaminare insieme alle altre iniziative in titolo il disegno di legge costituzionale n. 2319 (Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica), d'iniziativa del senatore Bianco e di altri senatori.

 

 Continua, quindi, la discussione sul testo unificato proposto dal relatore.

 

La senatrice BASTICO (PD) ritiene che la formulazione di un testo unificato da parte del relatore sia un passo importante, che rende possibile l'approvazione della riforma entro il termine della legislatura, a condizione che vi sia una risoluta determinazione politica e sia fissato un calendario inderogabile per l'esame. Contrariamente all'opinione secondo la quale non sarebbe opportuno rivedere l'assetto istituzionale in una condizione di emergenza economica ed occupazionale e di grave crisi della politica, osserva che la possibilità di raggiungere risultati riformatori si concretizza spesso proprio in situazioni drammatiche. Inoltre, la fiducia accordata a un Governo di natura tecnica favorisce un consenso ampio e non di parte su importanti regole di funzionamento delle istituzioni.

In particolare, segnala la riduzione del numero dei parlamentari, che risponde alle attese dell'opinione pubblica: il successo di tale operazione consentirebbe di affrontare anche l'altro tema prioritario, la modifica della legge elettorale. In proposito, ricorda che il suo Gruppo aveva avanzato proposte di riduzione più radicali, ma il punto di intesa individuato è apprezzabile anche perché consente di mantenere un'adeguata rappresentanza dei territori, tra loro molto differenziati per tradizioni e condizioni economiche. Inoltre, è risultato che il numero dei parlamentari in rapporto ai cittadini è in media con quello di altri Paesi europei.

Per quanto riguarda le funzioni delle Camere, a suo giudizio sarebbe stato preferibile affidare al Senato la funzione di rappresentanza delle istanze degli enti territoriali e di composizione dei loro rapporti con lo Stato.

È apprezzabile la proposta di conferire al Governo prerogative specifiche nell'ambito del procedimento legislativo. Ciò consentirà un minore ricorso alla decretazione d'urgenza, ma presuppone, come contrappeso, un maggiore vigore nelle funzioni del Parlamento. L'espressione della fiducia nei confronti del Presidente del Consiglio, che quindi nomina ma può anche revocare i Ministri, corrisponde alla evoluzione dei rapporti istituzionali; va chiarito però se permane la potestà del Parlamento di esprimere la sfiducia nei confronti di un singolo ministro.

Infine, è interessante l'adozione della cosiddetta "sfiducia costruttiva" - sul modello tedesco - ma appare incomprensibile la regola secondo cui la deliberazione è affidata al Parlamento in seduta comune e non a ciascuna delle Camere.

 

La senatrice ADAMO (PD) non condivide l'obiezione secondo cui, nell'attuale crisi del sistema politico, il Parlamento dovrebbe limitarsi a correggere la legge elettorale, non essendo legittimato ad approvare riforme dell'ordinamento. Il testo unificato predisposto dal relatore si concentra su alcune correzioni per rendere più efficace l'azione delle istituzioni, obiettivo coerente anche con l'azione diretta a risolvere la crisi economica. Si tratta di temi ampiamente dibattuti delle forze politiche fin dagli anni '90, che assumono un'urgenza particolare, considerata la preoccupazione crescente anche per la tenuta del sistema democratico.

La proposta di differenziare le funzioni delle Camere, a suo avviso, è equilibrata: si prevede la specializzazione per materia e l'abbandono della cosiddetta navette per l'esame di tutti i disegni di legge.

Si riserva di proporre emendamenti per rendere più incisiva la differenza tra le Camere, chiarire le fasi del procedimento legislativo e regolare meglio il referendum abrogativo, secondo le proposte già all'esame della Commissione. Infine, esprime perplessità sulle disposizioni che regolano l'elezione di parlamentari nella circoscrizione Estero.

 

La senatrice INCOSTANTE (PD) invita a tenere conto della condizione politica attuale: non è opportuno rinviare ancora una riforma delle istituzioni, in particolare dell'assetto del Parlamento, sulla quale si è dibattuto per molti anni.

Per quanto riguarda il Senato, il testo unificato del relatore prospetta una differenza per materie legislative e non recepisce le proposte di modifica del metodo di elezione basate su una scelta indiretta, cioè da parte delle regioni, ovvero contestuale alla formazione dei consigli regionali.

Anche il rafforzamento delle prerogative del Presidente del Consiglio corrisponde a progetti ampiamente dibattuti, in particolare quello approvato nella scorsa legislatura dalla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, non approvato per il termine anticipato della legislatura.

Infine, condivide le proposte che disciplinano il procedimento legislativo e l'introduzione della sfiducia costruttiva, mentre esprime riserve sul mantenimento di un elettorato passivo diverso per le due Camere.

 

Il senatore PASTORE (PdL) ritiene che la proposta di riforma in esame rappresenti un'occasione storica per restituire credibilità al sistema politico. L'accordo intervenuto tra le maggiori forze parlamentari ha individuato un nucleo limitato di questioni, riducendo l'ambito dell'intervento riformatore e concentrandosi sulla stabilità e sull'efficienza del Governo. In particolare, si prevede che la fiducia sia concessa al Presidente del Consiglio dei ministri e non al Governo nel suo insieme, anche se il terzo comma dell'articolo 94 della Costituzione, come modificato dal testo unificato, contraddittoriamente prevede che il Presidente del Consiglio si presenti alle Camere per ottenerne la fiducia, ma una volta formato il Governo. Inoltre, si prevede il Presidente del Consiglio debba avere la fiducia di entrambe le Camere: a suo avviso, sarebbe preferibile, invece, istituire un Senato federale per la rappresentanza delle istanze delle Regioni e degli enti locali nelle questioni legislative. Tale ipotesi però sembra impraticabile, perché implica la definizione di questioni complesse e tempi di esame non compatibili con quelli di una riforma da approvare entro la fine della legislatura. Ciò considerato, è condivisibile il mantenimento del bicameralismo, con un'equilibrata riduzione del numero dei parlamentari, e la partecipazione delle rappresentanze delle Regioni nella Commissione paritetica per le questioni regionali, la cui funzione di composizione degli interessi degli enti della Repubblica, ai fini della legislazione, appare più congrua rispetto a quella della Conferenza Stato-Regioni. Ugualmente apprezzabile è l'introduzione della sfiducia costruttiva, che rafforza la posizione del premier, anche se la deliberazione del Parlamento in seduta comune sembra incoerente rispetto all'altra secondo cui il Governo deve avere la fiducia di entrambe le Camere.

Il testo unificato presenta, a suo avviso, una serie di criticità. Anzitutto, non si chiarisce che il Presidente della Repubblica deve nominare Presidente del Consiglio il candidato alla carica indicato dai partiti vincenti nelle elezioni politiche; inoltre, non si contemplano i casi in cui il premier si dimette ovvero non riceve la fiducia richiesta, ipotesi queste per cui si dovrebbe ricorrere allo scioglimento delle Camere.

Per quanto riguarda la funzione legislativa, la divisione della competenza secondo le materie prevalentemente trattate nei disegni di legge non è compatibile con la previsione secondo cui il Governo riceve la fiducia di entrambe le Camere e sarebbe comunque impraticabile, per la difficoltà di individuare un confine definito tra alcune delle materie indicate nei commi secondo e terzo dell'articolo 117 della Costituzione. Inoltre, sia a seguito di alcune sentenze della Corte costituzionale, sia in attuazione dei poteri sostitutivi previsti dall'articolo 120, le Camere potrebbero essere chiamate a legiferare su materie di competenza legislativa residuale delle Regioni.

Comunque, una differenza per materie non può prescindere dalla revisione delle competenze legislative concorrenti, con particolare riguardo alle reti dell'energia e delle comunicazioni, e deve essere accompagnata da una clausola che sancisca la supremazia della legislazione dello Stato su questioni di interesse nazionale. In ogni caso, se si fa leva sull'articolo 117 della Costituzione non solo per quanto riguarda la procedura ma anche per individuare la Camera cui compete la deliberazione definitiva, occorre rendere più incisiva una revisione delle competenze legislative.

Conclude sottolineando che non è opportuno mantenere la procedura tradizionale, cioè la deliberazione di entrambe le Camere, per i disegni di legge che recano l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Si tratta di un ambito che richiederebbe la massima accelerazione, o attraverso l'attribuzione a una sola delle Camere o attraverso procedure definite in sede regolamentare.

 

Il senatore VITALI (PD) condivide la scelta di procedere a una riduzione del numero dei parlamentari contestualmente alla revisione delle funzioni del Parlamento. Tuttavia, a suo avviso, lo scetticismo diffuso rispetto alla possibilità che il disegno di riforma in esame abbia effettivamente successo dipende dalle incongruenze appena segnalate dal senatore Pastore. Il riconoscimento di una funzione politica del Senato, attraverso la fiducia al Governo non ammetterebbe differenze di competenze legislative rispetto alla Camera dei deputati: siccome, però, è opportuno introdurre una differenza funzionale, la soluzione sarebbe nel senso che il Governo deve avere la fiducia solo dalla Camera dei deputati. In tale direzione, si muove il disegno di legge n. 3252, sottoscritto da senatori di diversi partiti. Anch'esso propone la sfiducia costruttiva e la riduzione del numero di parlamentari (anche se prospetta una revisione complessiva per l'elezione dei parlamentari nella circoscrizione Estero), ma a differenza del testo unificato del relatore interviene sull'elenco delle materie di competenza legislativa concorrente e reca la clausola di supremazia della legge statale.

Per quanto riguarda il Senato, è necessaria una scelta chiara da realizzare anzitutto nel sistema di elezione: non essendo praticabile l'ipotesi di una formazione indiretta, l'elezione dei senatori dovrebbe essere contestuale a quella dei consigli regionali. Inoltre, il Senato, che non dovrebbe dare la fiducia al Governo, potrebbe concentrare le sue funzioni sulle materie attinenti la struttura federale della Repubblica. In tal modo si potrebbe completare l'assetto istituzionale disegnato fin dal 2001 con la riforma del Titolo V. In proposito, giudica incongrua la soluzione individuata con la Commissione paritetica per le questioni regionali, le cui funzioni sarebbero meno incisive di quelle ipotizzate dall'articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001. Infine, nota che l'assegnazione dei disegni di legge in base al loro contenuto prevalente e all'intesa (che potrebbe non realizzarsi) tra i Presidenti delle Camere è suscettibile di determinare un notevole contenzioso.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 11,20.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 2 MAGGIO 2012

380ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

indi del Vice Presidente

BENEDETTI VALENTINI

 Interviene il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi.

 

 La seduta inizia alle ore 10,05.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(873) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PINZGER e Helga THALER AUSSERHOFER. - Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2319) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BIANCO ed altri. - Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3210) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RAMPONI ed altri. - Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2319, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204 e 3252, congiunzione con l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 873 e 3210 e rinvio; esame congiunto dei disegni di legge nn. 873 e 3210, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2319, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204, 3252 e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 26 aprile.

 

Su proposta del presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, la Commissione conviene di esaminare insieme alle altre iniziative in titolo il disegno di legge costituzionale n. 873 (Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo), d'iniziativa del senatore Pinzger e della senatrice Thaler Ausserhofer, e il disegno di legge costituzionale n. 3210 (Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento), d'iniziativa del senatore Ramponi e di altri senatori. Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, ne illustra quindi il contenuto.

 

Continua, quindi, la discussione sul testo unificato proposto dal relatore.

 

Il senatore ZANDA (PD), riservandosi l'analisi del testo unificato in sede di esame degli articoli e degli emendamenti, svolge alcune considerazioni di carattere generale. Ritiene che la scarsità del tempo a disposizione per l'approvazione della riforma costituzionale determini difficoltà sia nell'esame in Commissione sia successivamente nella discussione in Assemblea. Il Parlamento, per diverse ragioni, si occupa della riforma costituzionale solo a un anno dal termine della legislatura e tuttavia a tutti è chiaro che fino a quando l'ordinamento costituzionale non sarà messo in grado di funzionare, anche le questioni economiche e sociali non potranno essere affrontate con successo. Ad esempio, malgrado siano state presentate fin dall'inizio della legislatura iniziative dirette a ridurre il numero dei parlamentari, l'esame è iniziato solo di recente. Il Parlamento oggi ha l'opportunità di farsi carico dei ritardi che esso stesso ha determinato, ma se l'esame non procederà secondo il calendario che la Commissione ha condiviso a larghissima maggioranza, la legislatura in corso risulterà inutile ai fini della riforma costituzionale. È questo il motivo principale per cui egli ha espresso contrarietà alla proposta di svolgere ulteriori audizioni in Commissione, che avrebbero comportato automaticamente l'impossibilità di concludere l'iter. Vi è comunque il tempo di discutere e approvare, eventualmente migliorandolo, il testo sottoposto all'attenzione della Commissione, nella consapevolezza che il mancato rispetto dei termini avrebbe comportato l'archiviazione della riforma.

Si sofferma quindi sulla legittimità costituzionale del testo unificato. Osserva che anche se, nei momenti più critici della storia repubblicana, la validità della Costituzione ha consentito di evitare degenerazioni, tuttavia diverse disposizioni costituzionali sono rimaste inattuate, segno della debolezza del Parlamento: in particolare, la regolamentazione dei sindacati e dei partiti politici, la tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio, la disciplina del conflitto di interessi, il controllo dei mercati avrebbero potuto evitare al Paese una serie di difficoltà.

Sottolinea che l'articolo 138 della Costituzione è utilizzabile solo per la "revisione" della Carta fondamentale, mentre non può essere impiegato per alterarne lo spirito e l'impianto. Se il Paese avesse bisogno di profondi mutamenti, che coinvolgessero anche l'assetto costituzionale, si dovrebbe ricorrere a un'Assemblea costituente, eletta sulla base di un'apposita legge costituzionale. Ciò considerato, la riforma approvata nel 2005, a prescindere dal mancato accoglimento nel referendum, era viziata a suo avviso da un uso non legittimo dell'articolo 138 della Costituzione, per la vastità e la profondità dell'intervento.

Al contrario, le modifiche contenute nel testo unificato proposto dal relatore Vizzini sono in linea con l'articolo 138 della Costituzione, in quanto confermano lo spirito e l'impostazione complessiva della Carta. Segnatamente, rafforzano la rappresentanza politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e in vista di una altrettanto necessaria riforma della legge elettorale, rafforzano il Parlamento, con il superamento del bicameralismo paritario, rafforzano il Governo, in virtù dell'introduzione della cosiddetta sfiducia costruttiva e del potere di revoca dei ministri da parte del Presidente del Consiglio. Si tratta di un corpus unitario, compatto e organico, coerente con le altre disposizioni costituzionali.

Sottolinea quindi i motivi di necessità della riforma. Le misure dirette a contrastare la crisi finanziaria e il recepimento a livello costituzionale del principio di equilibrio di bilancio, nonché l'eventuale revisione di importanti norme dello Statuto dei lavoratori, non sarebbero sufficienti per superare le difficoltà: è necessario un ammodernamento delle regole istituzionali, da realizzare con la stessa premura. A suo avviso, dunque, l'attuale fase di crisi economica può rappresentare un'opportunità per un cambiamento dell'ordinamento istituzionale. In Parlamento e tra le forze politiche è stato rilevato ripetutamente il cattivo funzionamento delle Camere e del Governo, testimoniato da ultimo dall'affidamento del potere esecutivo a un Governo "tecnico". Tuttavia, l'aggiornamento delle istituzioni non può essere delegato e spetta esclusivamente al Parlamento. La politica, la cultura giuridica e l'opinione pubblica discutono da alcuni decenni dei temi contenuti nel testo unificato (a cominciare dal bicameralismo); nel frattempo, la mancata adozione delle riforme necessarie ha dato luogo, talvolta anche con il sostegno dottrinario, all'idea che una non meglio identificata Costituzione materiale o "di fatto" possa incidere perfino sulla natura parlamentare della democrazia e possa affievolire la titolarità del potere legislativo da parte del Parlamento. Il Parlamento allora è chiamato a chiarire se sia sua la competenza di una revisione della Costituzione ovvero se, a causa della sua prolungata inerzia, il vuoto debba essere riempito dalla cosiddetta "Costituzione materiale".

Infine, si augura ancora che le modifiche costituzionali siano approvate nei tempi previsti, con le correzioni necessarie e da una larga maggioranza, simile a quella che recentemente ha approvato definitivamente la revisione dell'articolo 81 della Costituzione. In sede di discussione di quella riforma, è stato osservato che l'introduzione delle modifiche costituzionali deve essere accompagnata da comportamenti coerenti. Anche il testo di riforma in esame dovrebbe essere esaminato con la stessa visione e con la stessa sensibilità politica. Infatti, quelle disposizioni non esauriscono il bisogno di revisione e di attuazione della Carta costituzionale, anche se nelle attuali condizioni politiche rappresentano nel contempo il minimo risultato che deve essere perseguito e il massimo possibile per dare prova della sensibilità delle forze politiche.

 

Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) si sofferma su alcune disposizioni del testo, preannunciando emendamenti che saranno formulati tenendo conto della contingenza politica e temporale in cui si svolge il tentativo di riforma, senza rinunciare, tuttavia, a un'ispirazione ideale e lungimirante del progetto.

Pur apprezzando il lavoro svolto da chi ha cooperato alla elaborazione del testo unificato sottoposto all'attenzione della Commissione da parte del relatore, ritiene che esso non sia in grado di riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Un coinvolgimento effettivo dell'opinione pubblica, infatti, è perseguibile o attraverso scelte dirompenti che investono gli interessi di una parte maggioritaria del popolo o attraverso il carisma di persone che propongono disegni politici alternativi o anche con nuove forme istituzionali capaci di veicolare in modo inedito la volontà popolare. Inoltre, la partecipazione dei cittadini può svolgersi o attraverso l'adesione a partiti e movimenti politici, o nell'ambito di corpi rappresentativi di interessi legittimi liberamente aggregabili ovvero in sede locale. Sulla base di tale constatazione si muove la sua proposta di revisione costituzionale (Atto Senato 1548), diretta a dividere il Parlamento in una Camera alta, cui compete la funzione di sintesi e il voto definitivo sulle questioni politiche più rilevanti, e una Camera bassa, in rappresentanza delle aggregazioni territoriali e degli interessi legittimi dei cittadini; entrambe le Camere parteciperebbero al procedimento legislativo.

La proposta tiene conto del fatto che il contesto istituzionale è caratterizzato attualmente da un Governo tecnico, che nei fatti ha commissariato la politica e che ha indicato perfino dei "supertecnici" per la risoluzione di questioni politiche particolarmente complesse. Inoltre, si assiste a una pressione progressivamente crescente delle lobby - che alcuni disegni di legge vorrebbero anche disciplinare - mentre, d'altro canto, il CNEL conserva una funzione propositiva e consultiva insufficiente. Infine, le liste civiche e i partiti territoriali si moltiplicano, a livello sia locale sia nazionale, e il procedimento legislativo si limita alla presa d'atto di intese dettagliate e non modificabili tra il Governo e le parti sociali - le sole legittimate di fatto a esercitare un'influenza rilevante - spesso attraverso la questione di fiducia.

Entrando nel merito, condivide l'ipotesi di una riduzione equilibrata del numero dei parlamentari, che consente di mantenere un livello adeguato di rappresentanza degli interessi dei territori, e quella di ridurre l'età dell'elettorato passivo al Senato. Ritenendo che il bicameralismo rappresenti un valore e una risorsa e che i ritardi nella legislazione siano dovuti piuttosto alla politica - come del resto l'instabilità dei Governi - esprime riserve sulla distinzione per materia delle funzioni delle Camere; inoltre, giudica poco elegante dal punto di vista sistematico l'indicazione delle materie che residuano nell'ambito bicamerale. In proposito, in considerazione della loro rilevanza, suggerisce di includere anche la sicurezza e le Forze armate, nonché la giustizia. Si dovrebbe risolvere la questione dell'assegnazione da parte dei Presidenti delle Camere e sopprimere il termine "prevalentemente", che darebbe luogo a contenziosi e strumentalizzazioni. Il potere di richiamo, che si tradurrebbe nella proposta di emendamenti che potrebbero essere comunque respinti dalla Camera in cui si è svolta la prima lettura, non sarebbe in grado di temperare il procedimento che si configura sostanzialmente come monocamerale. Quanto al rapporto tra Governo e Parlamento non è congrua la previsione di un termine entro il quale il disegno di legge di iniziativa del Governo deve essere comunque esaminato, e con una votazione che potrebbe essere svolta "in blocco", su richiesta del Governo. Pur riconoscendo l'opportunità di un iter privilegiato per i provvedimenti d'iniziativa del Governo, vista anche la sussistenza di un rapporto fiduciario con la maggioranza, suscita perplessità un meccanismo che renderebbe normale la questione di fiducia. Condivide la proposta di introdurre la sfiducia costruttiva, che però dovrebbe essere accompagnata dalla precisazione che le Camere sarebbero sciolte qualora la nuova maggioranza non fosse riconducibile, almeno nella consistenza, a quella che aveva espresso la fiducia al Governo all'esito delle elezioni politiche.

Infine, sottolinea l'urgenza di una disciplina giuridica dei partiti e di sistemi di verifica parlamentare sulla rispondenza dei decreti legislativi ai criteri di delega, con procedure più cogenti di quelle attuali, per evitare eccessi e deviazioni dalle indicazioni del legislatore.

 

Il senatore SANNA (PD) sostiene le ragioni politiche per l'approvazione tempestiva della riforma costituzionale, cogliendo l'opportunità di un contesto in cui i partiti convergono su ipotesi funzionali al soddisfacimento non di un interesse di parte, ma del bene comune, senza avere la possibilità di prevedere i reciproci vantaggi e svantaggi. A suo avviso, sarebbe l'occasione anche per recuperare la credibilità del sistema politico e per smentire il paradosso secondo cui, in una situazione bloccata, poiché la riforma costituzionale è questione particolarmente ardua per i partiti, il Parlamento non riesce a risolverlo, con la conseguenza di un progressivo decadimento di ruolo degli stessi partiti, fino al loro travolgimento. A suo avviso, dunque, gli attori politici dovrebbero acquisire la consapevolezza della necessità di un estremo tentativo diretto a concludere il disegno riformistico. Il risultato minimo, a suo avviso, consiste nell'approvazione delle disposizioni contenute nel testo unificato e nella contestuale, profonda revisione delle regole elettorali, anche se la definizione dell'assetto costituzionale del Parlamento rappresenta un prius.

Commentando il testo unificato, rileva che la proposta di ridurre il numero dei senatori riporta il Senato alla composizione del 1958, mentre la riduzione del numero dei deputati dà luogo a una Camera che, in proporzione rispetto al numero degli abitanti come rilevato nell'ultimo censimento, avrebbe 70 membri in meno rispetto a quelli della I legislatura. Si tratta di una contrazione giustificata anche dalla odierna disponibilità di strumenti efficaci di interazione e di conoscenza nel rapporto fra cittadini e parlamentari.

A suo avviso, la formulazione dell'articolo 57 della Costituzione, come risulterebbe dall'approvazione del testo unificato, dovrebbe essere oggetto di un'ulteriore riflessione attenta al carattere di uguaglianza del voto. Infatti, l'indicazione per quasi tutte le Regioni di un numero minimo di 6 senatori - soprattutto nell'ipotesi prescelta di un Senato non rappresentativo delle Regioni - potrebbe dare luogo a un'inopportuna sovrarappresentazione delle Regioni con minore popolazione a scapito delle Regioni più popolose.

Nell'analizzare la proposta di distinguere i compiti delle Camere, a suo avviso occorre considerare, oltre che la rappresentatività degli interessi, la necessità di un'adeguata competitività con gli altri Paesi europei, anche in termini di tempestività delle decisioni. Pertanto, è necessario un superamento del bicameralismo paritario. Tale obiettivo dovrebbe essere perseguito con l'individuazione del nucleo di materie che restano nell'ambito bicamerale e di quelle per le quali l'esame dei provvedimenti inizia rispettivamente al Senato o alla Camera dei deputati, salvo il richiamo dell'altra Camera. In ogni caso, non è opportuno esplicitare dettagliatamente la distinzione per materia, se si vuole evitare di attribuire alla Corte costituzionale la giustiziabilità del procedimento legislativo; inoltre, si dovrebbe sopprimere la parola "prevalentemente", per evitare il rischio di un contenzioso costituzionale. Infine, dovrebbero essere riservate all'ambito bicamerale, o al Senato, i provvedimenti che riguardano le Regioni a Statuto speciale, richiamando espressamente gli Statuti, in modo da riconoscere il giusto rilievo al rapporto sostanzialmente pattizio che esse mantengono con lo Stato.

 

La senatrice BUGNANO (IdV) conferma il giudizio negativo del suo Gruppo sulla bozza di riforma costituzionale. In particolare, la revisione dell'assetto del Parlamento che viene proposta contraddice le ipotesi di una Camera di rappresentanza degli interessi territoriali, in particolare delle Regioni, soprattutto considerando la loro piena autonomia costituzionale e l'attribuzione di competenze legislative primarie. Inoltre, la mancata costituzione di un Senato federale, ostacola la risoluzione delle questioni legate alla formulazione dell'articolo 117 della Costituzione, con particolare riguardo alle competenze legislative concorrenti. A suo avviso, anche la composizione del Senato dovrebbe essere riconsiderata: sarebbe preferibile una elezione da parte dei Consigli regionali (limitata ai rispettivi componenti), per garantire un legame più stretto con quelle Assemblee legislative. Nella stessa direzione si muove la proposta di prevedere nei Regolamenti parlamentari la formazione di Gruppi in base all'appartenenza territoriale.

In secondo luogo, il testo unificato prescinde dalle questioni connesse all'attuazione dell'articolo 49, in materia di regolamentazione dei partiti politici: l'Unione europea ha richiamato l'attenzione sull'inadeguatezza della disciplina attuale, con particolare riguardo al finanziamento, e ha sollecitato un intervento entro il 2014. Si tratta di un argomento all'attenzione delle forze politiche fin dall'epoca dell'Assemblea costituente, da quando Aldo Moro sottolineò l'importanza della democrazia interna dei partiti. La regione Piemonte ha approvato all'unanimità un disegno di legge (Norme sul diritto dei cittadini di associarsi in partiti o movimenti politici, in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione), che riguarda proprio tale materia.

 

Il PRESIDENTE avverte che la discussione proseguirà mercoledì 8 maggio in due sedute da convocare per le ore 14,30 e per le ore 20, per concludersi mercoledì 9 maggio, in una seduta da convocare per le ore 8,30. Resta fermo il termine già stabilito per la proposizione di emendamenti al testo unificato (martedì 8 maggio alle ore 18), il cui esame potrà avere inizio nella seduta pomeridiana di mercoledì 9 maggio, da convocare alle ore 14,30, per proseguire in altre sedute, anche notturne nel corso della stessa settimana.

 

La Commissione prende atto.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

MARTEDÌ 8 MAGGIO 2012

381ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza della Vice Presidente

INCOSTANTE

indi del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini.

 

La seduta inizia alle ore 15.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(873) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PINZGER e Helga THALER AUSSERHOFER. - Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2319) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BIANCO ed altri. - Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3210) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RAMPONI ed altri. - Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 2 maggio.

 

 Continua la discussione sul testo unificato proposto dal relatore.

 

 Il senatore Mauro Maria MARINO (PD) ritiene che il testo unificato proposto dal Presidente relatore sia un compromesso condivisibile, se si tiene conto delle condizioni politiche interne e internazionali e dei tempi ristretti entro i quali il Parlamento può approvare la riforma. Pur nella sua preferenza per un intervento più incisivo, egli apprezza le soluzioni individuate in materia di riduzione del numero dei parlamentari, di superamento del bicameralismo ripetitivo e di rafforzamento equilibrato dei poteri del Presidente del Consiglio, nonché delle prerogative del Governo in Parlamento, che consentono di ridurre la necessità di ricorrere alla decretazione d'urgenza.

 Tuttavia, esprime perplessità sull'ipotesi - a suo avviso troppo timida - di distinguere le funzioni della Camera dei deputati e del Senato, basata sulla ripartizione di cui all'articolo 117 della Costituzione, che potrebbe determinare il rischio di un notevole contenzioso. Inoltre, la riduzione del numero dei parlamentari avrebbe dovuto indurre a una diversa soluzione per quanto riguarda i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. A suo avviso, sarebbe preferibile ricondurre quei parlamentari alla sola Camera dei deputati, dato che il numero degli eletti all'estero potrebbe influenzare le determinazioni del collegio in un Senato ridotto nel numero dei componenti.

 Infine, la riduzione a sei del numero minimo di senatori per regione non corrisponde alla riduzione complessiva del numero di senatori e penalizza la rappresentanza delle regioni più grandi, incidendo anche sul requisito dell'uguaglianza del voto.

 

 Il senatore DEL PENNINO (Misto-P.R.I.) ritiene che quella in esame sia una riforma di basso profilo, con elementi demagogici e confusi, al di fuori di un disegno riformatore complessivo. Non condivide il giudizio secondo il quale le soluzioni individuate realizzerebbero l'obiettivo di un Governo forte in un Parlamento forte. Infatti, se da un lato sono rafforzati i poteri del Presidente del Consiglio e del Governo, il Parlamento resta indebolito a causa della vigente legge elettorale. Inoltre, la riduzione del numero dei parlamentari non è accompagnata da una riforma della legge per l'elezione dei deputati e dei senatori nella circoscrizione Estero che, come testimoniato dall'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione nella XIV legislatura, è motivo di confusione e spesso anche di episodi di clientelismo; i parlamentari eletti all'estero dovrebbero essere ricondotti alle circoscrizioni del territorio nazionale.

 Quanto alla ripartizione delle competenze tra Camera e Senato, giudica inappropriata l'adozione di un simile modello senza dare corso all'istituzione di una Camera delle regioni e senza riconsiderare l'assetto delle funzioni legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione che, soprattutto per quanto riguarda quelle concorrenti con le Regioni, ha già determinato un forte contenzioso. Si dovrebbe riformulare l'articolo 117, individuando le funzioni legislative delle Regioni e dello Stato in modo chiaro e definito, considerato, tra l'altro, che lo Stato finora non ha realizzato la legislazione di principio quale quadro per quella di competenza delle Regioni.

La situazione di crisi economica e le proteste, che si sono manifestate anche nei risultati della consultazione elettorale amministrativa appena svolta, richiedono risposte appropriate. A suo avviso l'ordinamento francese, ad esempio, favorisce lo sviluppo di un bipolarismo moderno, che garantisce la possibilità di assumere scelte tempestive e di individuare le relative responsabilità. Occorre compiere scelte risolute per realizzare un sistema istituzionale ed elettorale altrettanto efficiente.

Si appella infine ai Gruppi parlamentari, affinché preferiscano una riforma più incisiva, basata sull'elezione diretta del Capo dello Stato e sull'elezione delle Camere con il sistema del doppio turno di collegio.

 

Il senatore DIVINA (LNP) auspica che il tentativo in corso si realizzi nell'approvazione effettiva della riforma e non sia ostacolato, come nel passato, dalla rigidità del sistema politico.

La sua parte politica conferma la proposta di un'evoluzione in senso federale, in attuazione del principio di sussidiarietà: tale obiettivo, a suo avviso, consentirà anche di risolvere la questione dei costi eccessivi del funzionamento delle istituzioni. Inoltre, ritiene che si debba sopprimere la circoscrizione Estero: non si intravede, infatti, il senso logico del contributo che un gruppo minimo di persone provenienti da altri continenti potrebbe fornire alla funzione legislativa. Si dovrebbero sopprimere anche le disposizioni sulla nomina dei senatori a vita e quelle che prevedono la stessa carica di diritto per gli ex Presidenti della Repubblica. Quanto al numero dei parlamentari, sarebbe preferibile che le due Camere avessero un pari numero di componenti, ma il Senato dovrebbe essere integrato con rappresentanti degli enti territoriali.

Dopo aver sottolineato l'opportunità di prevedere esplicitamente che l'indennità parlamentare sia commisurata all'effettiva partecipazione ai lavori delle Camere, condivide che le rispettive funzioni siano distinte secondo la materia su cui vertono i disegni di legge e che sia prevista una procedura preferenziale per le iniziative del Governo. Ugualmente apprezzabile è la previsione della fiducia parlamentare riferita al Presidente del Consiglio, il quale può nominare i ministri e revocarli. Infine, ritiene che non si dovrebbe stabilire un requisito anagrafico per l'elezione a Capo dello Stato e che si dovrebbe sopprimere il CNEL, organo pletorico ed eccessivamente costoso.

Sottolinea infine l'opportunità di rafforzare l'autonomia delle Regioni ordinarie per avvicinarla, per quanto è possibile, a quella delle regioni a statuto speciale, con particolare riguardo all'attribuzione delle competenze legislative.

 

Il senatore BOSCETTO (PdL) osserva che quella contenuta nel testo unificato proposto dal relatore è la riforma possibile nelle condizioni attuali e tenendo conto dell'esiguità dei tempi disponibili: è comunque ipotizzabile un arricchimento nella prossima legislatura. Ringrazia quindi il Presidente relatore per la sintesi compiuta, che rende possibile un cambiamento.

Entrando nel merito, prospetta la necessità di indicare esplicitamente che il Senato è eletto a suffragio universale e diretto e di sopprimere la prescrizione secondo la quale i disegni di legge debbono avere un contenuto omogeneo; invece è opportuno mantenere l'avverbio "prevalentemente", con riferimento al contenuto dei disegni di legge ai fini dell'assegnazione a una delle Camere. Inoltre, è opportuno precisare che quando la funzione legislativa è esercitata dalle due Camere paritariamente (termine preferibile a "collettivamente"), l'esame dovrebbe avere inizio presso la Camera dove è stato presentato il disegno di legge.

Per quanto riguarda la composizione della Commissione paritetica per le questioni regionali, la rappresentanza della regione Trentino Alto Adige dovrebbe coincidere con quella delle Province autonome di Trento e di Bolzano, non essendo necessario un ulteriore rappresentante. Inoltre, la Presidenza di quella Commissione dovrebbe essere affidata a un senatore nominato dal Presidente del Senato. Per quanto attiene alla assegnazione dei disegni di legge, va precisato che la decisione dei Presidenti delle Camere non è sindacabile in alcuna sede, in modo da non ammettere la possibilità di censure da parte della Corte costituzionale. Al fine di definire più precisamente gli ambiti per i quali la funzione legislativa è esercitata paritariamente dalle Camere, si dovrebbe specificare che a tale procedura si ricorre sempre nel caso di disegni di legge per i quali la Costituzione prescrive la procedura normale di esame e di approvazione, o per i quali stabilisce una maggioranza speciale, e per quelli previsti da disposizioni costituzionali; inoltre, vi si dovrebbe ricorrere quando il legislatore statale intende adottare con legge i provvedimenti necessari ad assicurare la garanzia dei diritti costituzionali e la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica.

Per quanto riguarda la sfiducia costruttiva, sottolinea che l'opzione per cui la deliberazione è fatta dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, tiene conto della notevole criticità di quella decisione. Inoltre, è opportuno prevedere che sia di ventuno giorni - anziché venti - il termine entro il quale può essere indicato il nuovo Presidente del Consiglio: la prescrizione della maggioranza assoluta di ciascuna delle Camere consente di prescindere da una norma che riconduca la nuova maggioranza a quella espressa dagli elettori o manifestata nella fiducia al Presidente del Consiglio nominato a seguito delle elezioni. Infine, è opportuno chiarire che quando il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio indicato dal Parlamento in seduta comune, si intende che già abbia ricevuto la fiducia.

Sottolinea in conclusione la necessità di prevedere che, qualora venga respinta da una delle Camere la questione di fiducia posta dal Presidente del Consiglio in sede di "sfiducia costruttiva", il Presidente del Consiglio dei ministri si deve dimettere, salva la facoltà di chiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere.

 

Il senatore BIANCO (PD) plaude all'iniziativa del Presidente relatore, che consente di portare a compimento i tentativi di riforma delle istituzioni avviati nelle scorse legislature, falliti a causa dell'estrema conflittualità politica. La congiuntura economica e politica, che ha suggerito l'insediamento di un Presidente del Consiglio indicato dal Capo dello Stato e non eletto in Parlamento, sostenuto da una maggioranza inedita e assai ampia, è un'occasione favorevole per rinnovare lo spirito costituente e approvare una riforma costituzionale.

Il testo in esame non coincide con gli orientamenti della sua parte politica, tuttavia è il primo, significativo traguardo di un disegno che potrà essere completato nella prossima legislatura. Tra l'altro, è apprezzabile l'abbandono del bicameralismo ripetitivo che, se aveva rappresentato un'importante garanzia per la ponderazione della legislazione, si è rivelato non adeguato alla tempestività delle decisioni, richiesta dalla straordinaria e repentina evoluzione della società. La scelta di conservare in capo a entrambe le Camere il potere di esprimere la fiducia al Presidente del Consiglio è la conseguenza diretta della loro formazione per suffragio universale diretto. La riduzione del numero dei parlamentari è prevista in misura equilibrata ed è coerente con la composizione delle Camere di altri Paesi europei.

È condivisibile anche il rafforzamento delle prerogative del Presidente del Consiglio, senza torsioni della forma di governo in senso presidenziale: il potere di nomina e revoca dei ministri, la richiesta di scioglimento delle Camere e la sfiducia costruttiva procedono nella direzione giusta e rispondono alla necessità di processi istituzionali tempestivi, senza ricorrere a espedienti che metterebbero in discussione la natura parlamentare della democrazia.

La riforma costituzionale deve essere accompagnata da una contestuale revisione delle regole elettorali, allo scopo di ripristinare la credibilità dei partiti.

Preannuncia, quindi la disponibilità dei senatori del Gruppo del Partito Democratico a sostenere il testo presentato dal relatore, con le correzioni condivise insieme agli altri Gruppi parlamentari, e a ritirare le eventuali proposte di modifica - alcune presentate anche a titolo personale - che non trovassero un consenso ampio della Commissione.

 

Il senatore QUAGLIARIELLO (PdL) condivide le considerazioni svolte dal senatore Bianco, nel senso che l'ipotesi di riforma tiene conto del momento storico in cui si procede e dell'esigenza di individuare un compromesso accettabile. Anche il suo Gruppo esprime il consenso su disposizioni che non contraddicono i progetti elaborati in passato, in quanto costituiscono un primo traguardo del disegno riformatore, che potrà completarsi nella prossima legislatura.

La riforma costituzionale sarà accompagnata da una riconsiderazione della legge elettorale e, auspicabilmente, dalla revisione del regime giuridico dei partiti politici, ma ne rappresenta un presupposto indispensabile, senza il quale non sarebbe possibile entrare nel merito delle regole elettorali. Inoltre, deve essere affiancata dalla riforma dei regolamenti parlamentari, il cui esame presso la Giunta per il Regolamento ha portato alla condivisione di alcune norme innovative. Anzitutto, un rapporto più cogente tra le liste che partecipano alle elezioni e i Gruppi parlamentari: si prevede, infatti, che il parlamentare che fuoriesce dal Gruppo di appartenenza non può costituire un nuovo Gruppo parlamentare, salva la facoltà di aderire al Gruppo Misto. In secondo luogo, si individuano procedure preferenziali per i disegni di legge governativi, in modo da evitare il ricorso reiterato alla decretazione d'urgenza e alla questione di fiducia. Inoltre, si stabilisce il divieto di presentare maxiemendamenti, al fine di tutelare le prerogative del Parlamento, a fronte di quelle rafforzate del Governo; in proposito, ricorda che la rigidità delle procedure parlamentari, anche recentemente, ha impedito di correggere errori evidenti commessi nell'esame presso le Commissioni di merito. Altri profili, in particolare quello delle garanzie, vengono rinviati alla prossima legislatura.

Entrando nel merito del testo unificato proposto dal relatore, sottolinea che la riduzione del numero dei parlamentari corrisponde non alle pressioni dell'opinione pubblica, bensì alla necessità di garantire un funzionamento celere e snello del Parlamento, senza mortificare la rappresentanza.

Quanto al bicameralismo, di fronte alla crisi del debito sovrano non si può immaginare che una delle Assemblee parlamentari non sia collegata al Governo attraverso il rapporto di fiducia. Il criterio della "culla", come concepito a suo tempo dal senatore Elia, secondo il quale, per tutti i disegni di legge, la Camera dove viene presentata la proposta ne compie l'iter parlamentare, salvo l'eventuale riesame dell'altra, sarebbe stato preferibile alla specializzazione per materia, che comunque recepisce ipotesi riformatrici già condivise dalla sua parte politica. In ogni caso, l'introduzione di un criterio rigido potrebbe amplificare le incongruenze del Titolo V. Si tratta di un ambito sul quale si potrà riflettere ancora in sede di esame degli emendamenti e comunque da rimettere anche alla ragionevole prassi applicativa.

Per quanto concerne il Governo, le sue prerogative sono adeguatamente rafforzate, anche se non nella misura auspicata dalla sua parte politica, e consentiranno di conseguire l'obiettivo di un Governo di legislatura.

Infine, invita a tenere conto dei tempi minimi a disposizione del Parlamento: se il tentativo riformatore avrà successo si procederà anche alla revisione della legge elettorale. In ogni caso, la Commissione potrà tenere conto di tutte le proposte di modifica, nel rispetto dell'accordo politico raggiunto e del consenso che esse potranno incontrare.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 16,40.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 8 MAGGIO 2012

382ª Seduta (notturna)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Ruperto.

 

La seduta inizia alle ore 20,05.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(873) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PINZGER e Helga THALER AUSSERHOFER. - Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2319) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BIANCO ed altri. - Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3210) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RAMPONI ed altri. - Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana.

 

 Continua la discussione sul testo unificato proposto dal relatore.

 

 Il senatore MALAN (PdL), pur apprezzando il tentativo di rendere più agile il lavoro del Parlamento, attraverso una razionalizzazione del procedimento legislativo, ritiene che sia necessario riflettere preventivamente sulla circostanza che i disegni di legge ordinaria sono considerati ormai una anomalia nell'attività del legislatore e che la decretazione d'urgenza assorbe la parte preponderante dei lavori parlamentari. Inoltre, le Camere sono impegnate nell'esame di decreti legislativi e di proroghe di termini rese necessarie per ritardi spesso attribuibili alla responsabilità del Governo, non già ad inerzie del Parlamento.

 Il testo unificato prospetta un rafforzamento delle prerogative del Governo nel procedimento legislativo, in particolare attraverso l'introduzione di una procedura preferenziale per i disegni di legge di iniziativa dell'Esecutivo. Tuttavia, il progetto di riforma non interviene sul rapporto tra Governo e pubblica amministrazione: la scarsa efficacia dell'azione governativa sul funzionamento della macchina statale e sull'attuazione delle leggi permane come criticità irrisolta.

Nell'apprezzare il lavoro svolto dal relatore, ritiene però che quanto meno debba essere soppressa, al terzo comma dell'articolo 72, la parola "prevalentemente", in quanto il criterio della prevalenza, ai fini della decisione sull'attribuzione della competenza, è foriero di un notevole contenzioso. A suo avviso, inoltre, la disciplina per l'assegnazione dei disegni di legge a una Camera, pur in presenza di un meccanismo di richiamo da parte dell'altra, rischia di determinare un affollamento di disegni di legge in prima lettura in uno solo dei due rami del Parlamento.

 

Il senatore SALTAMARTINI (PdL), pur apprezzando lo sforzo compiuto dal relatore nell'elaborazione del testo unificato, manifesta le sue perplessità in merito ad alcune disposizioni in esso contenute. Anzitutto, ritiene che il bicameralismo si sia rivelato una risorsa nell'esperienza storica: infatti, la doppia lettura ha garantito uno svolgimento efficace e ponderato del procedimento legislativo. Inoltre, se il rafforzamento del Presidente del Consiglio corrisponde a una opzione condivisa dai diversi tentativi di riforma compiuti in passato, resta irrisolta la questione, a suo avviso determinante, della definizione di una nuova cittadinanza repubblicana, con particolare riguardo ai diritti dei cittadini nei confronti dell'imposizione fiscale, segnatamente sui redditi da lavoro.

Anche la riduzione del numero dei parlamentari non appare condivisibile. Si tratta, infatti, di una proposta populistica, sostenuta dalle campagne pubblicistiche di alcuni quotidiani, dai contenuto demagogici, soprattutto considerando che il numero dei parlamentari in Italia non è superiore a quello di altri Stati omogenei per tradizioni democratiche e sviluppo economico. Pur convenendo sulla necessità di opportune razionalizzazioni, sottolinea che gli alti costi della politica non dipendono dalle spese delle istituzioni rappresentative, le quali invece assolvono al compito prezioso di rappresentare e ammortizzare i conflitti sociali.

Più in particolare, la riduzione a sei del numero minimo di senatori per ciascuna regione potrebbe comportare, tra l'altro, un notevole dispendio di risorse economiche da parte dei candidati, anche in considerazione del progressivo, preoccupante esaurirsi del ruolo dei partiti che hanno svolto, fin dalla loro nascita, la funzione centrale di rappresentanza del pluralismo sociale. In proposito, sottolinea la connessione esistente tra un adeguato livello di rappresentanza politica e gli scopi che la Costituzione assegna alla Repubblica. In proposito, richiama il significato dell'articolo 3, secondo comma, della Costituzione e il principio, contenuto all'articolo 41, terzo comma, in base al quale l'attività economica pubblica e privata può essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Si rammarica anche per il tono demagogico che caratterizza alcune disposizioni in esame e invita a tenere conto del fatto che analoghe critiche a quelle espresse in questi giorni da alcuni settori dell'opinione pubblica e da organi di informazione furono rivolte ai Parlamenti di Paesi come la Germania e l'Italia poco prima dell'affermazione di regimi dittatoriali. Semmai, la riduzione dei costi della politica si sarebbe potuta perseguire, a suo avviso, attraverso i tagli alle spese di rappresentanza e ai privilegi, piuttosto che con una riduzione del numero dei parlamentari.

Entrando nel merito della proposta avanzata dal relatore, nota che essa non si propone di correggere alcune delle distorsioni introdotte nell'ordinamento con la riforma del Titolo V e non affronta le tre questioni più rilevanti: il debito sovrano, la spesa pubblica e la giustizia fiscale. A tale riguardo, sottolinea che lo sviluppo economico non può riavviarsi, se la disciplina delle grandi reti dell'energia e delle comunicazioni resta una materia di competenza legislativa concorrente, tale da obbligare lo Stato a tenere conto degli indirizzi di ciascuna regione, senza poter far leva sulla clausola dell'interesse nazionale, anche a fronte di vincoli posti dalla politica e dalle istituzioni europee.

Inoltre, i comuni sono stati impropriamente trasformati in enti esattori dello Stato. In proposito, prospetta la necessità di riconoscere loro il potere di sollevare davanti alla Corte costituzionale conflitti di attribuzione con le regioni e lo Stato, al fine di dotarli di uno strumento di difesa della propria legislazione, nel rispetto dell'articolo 114 della Costituzione e in ossequio al principio di sussidiarietà.

A suo avviso, la riforma costituzionale avrebbe dovuto porsi altri obiettivi, in particolare l'efficienza della pubblica amministrazione, i conflitti di competenza tra lo Stato e e le regioni e i diritti dei cittadini nei confronti del fisco. Preannuncia, quindi, la presentazione di emendamenti conseguenti alle osservazioni critiche appena svolte ed esprime il rammarico per il fatto che il Parlamento non possa determinarsi liberamente, finendo con l'essere condizionato da pressioni esterne.

 

Il senatore BELISARIO (IdV) osserva che, contrariamente a quanto sostenuto dal Presidente relatore nella seduta del 18 aprile scorso, il suo Gruppo non ha potuto partecipare né in modo formale né informalmente alla elaborazione del testo unificato. Esso prospetta una riduzione troppo esigua del numero dei parlamentari e configura un procedimento legislativo incerto, mentre rafforza, oltre ogni ragionevole misura, le prerogative del Presidente del Consiglio, già eccessivamente ampie.

Si rammarica per la decisione di comprimere eccessivamente i tempi di esame della riforma, nonché per la scelta di non svolgere un ciclo di audizioni al fine di acquisire elementi informativi e valutazioni sul testo, con particolare riguardo alla tenuta dei modelli costituzionali stranieri, dai quali sono stati recepiti molti istituti, senza tenere conto del contesto in cui dovrebbero inserirsi. Vi è il rischio, a suo avviso, che la riforma sia adottata, al termine della legislatura, da un Parlamento composto da deputati e senatori delegittimati, sia perché di fatto "nominati", sia perché in molti casi inquisiti o rinviati a giudizio. Il testo, inoltre, appare il frutto dell'elaborazione di un gruppo ristretto, e non sembra poter essere oggetto degli opportuni approfondimenti né di alcun reale significativo apporto da parte dei Gruppi parlamentari.

Quanto ai contenuti della riforma, osserva che il numero dei parlamentari, che risulterebbe in caso di sua approvazione, sarebbe ancora troppo elevato; inoltre, si dovrebbe sopprimere la circoscrizione Estero e individuare con legge ordinaria una modalità diversa di partecipazione alla vita politica da parte degli italiani residenti all'estero. Il superamento del bicameralismo appare, inoltre, una finzione: infatti, il potere di richiamo della seconda Camera su proposta di un terzo dei componenti, a suo avviso, sarà largamente utilizzato dall'opposizione, con una conseguente torsione verso una nuova, ma più confusa forma di bicameralismo perfetto. Si propongono procedure incerte e inedite, come pure istituti tipici di sistemi costituzionali ispirati a princìpi e valori propri di altri ordinamenti costituzionali come, ad esempio, quello francese. A suo avviso, per semplificare i procedimenti legislativi, sarebbe sufficiente una riforma dei Regolamenti parlamentari, dai contenuti però ben diversi rispetto a quelli dei progetti di revisione attualmente all'esame della Giunta per il Regolamento, rispetto ai quali il suo Gruppo ha già manifestato il proprio dissenso.

Nel testo unificato, non si affronta il tema della ineleggibilità e incandidabilità per chi sia stato condannato, né quello dell'impedimento all'assunzione di incarichi di governo per chi sia stato rinviato a giudizio.

Inoltre, la mozione di sfiducia da parte del Parlamento in seduta comune non appare compatibile con l'altra previsione, in base alla quale entrambi i rami del Parlamento, separatamente, accordano la fiducia al Governo. Perplessità suscita anche la previsione che la fiducia sia espressa direttamente al Presidente del Consiglio e non al Governo, così come parimenti incongruo appare il potere di revoca dei ministri, nonché la facoltà del Presidente del Consiglio di proporre lo scioglimento delle Camere. In proposito, nota che, qualora il Capo dello Stato rifiuti di sciogliere le Camere, a fronte di una richiesta in tal senso da parte del Presidente del Consiglio, si determinerebbe un conflitto fra organi costituzionali di assoluto rilievo. Infine, non si è dato corso all'istituzione di un Senato federale rappresentativo delle autonomie locali, per il timore che una proposta in quella direzione sarebbe stata respinta.

Conclude, sottolineando il disinteresse del Paese per la riforma costituzionale in esame, la quale, in definitiva, non risponde alle istanze che provengono dall'opinione pubblica, orientata a chiedere esclusivamente una riduzione consistente del numero dei parlamentari e a pretendere legittimamente che sia precluso l'accesso alle cariche pubbliche a chi sia stato condannato.

 

Il senatore PARDI (IdV) osserva che la Costituzione del 1948 ha consentito al Paese di affrontare un lungo periodo critico, contrassegnato dalla anomalia assoluta di Governi diretti da un soggetto proprietario di una quota maggioritaria dei mezzi di comunicazione. Da tale anomalia discendono le numerose leggi ad personam, alcune delle quali censurate dalle Corte costituzionale, altre contenute e corrette grazie al vaglio responsabile del Presidente della Repubblica.

Osserva che il progetto di riforma appare fondato sulla consapevolezza che l'attuale assetto delle istituzioni sia inadeguato a risolvere i più rilevanti problemi di natura politica che caratterizzano la vita della Nazione. Tuttavia, a suo avviso, la difficoltà di esprimere una guida per il Paese e la mancata tenuta delle coalizioni sono questioni che non possono essere risolte con espedienti di ingegneria costituzionale. Già nel 2006, il tentativo di stravolgere la Carta costituzionale fallì per la reazione del corpo elettorale. In realtà, i cittadini italiani non chiedono una riforma della Costituzione, ma pongono con insistenza esclusivamente la questione della riduzione del numero dei parlamentari.

A tale riguardo, in parziale dissenso dalle posizioni assunte da altri esponenti della sua parte politica, condivide il giudizio del senatore Saltamartini, circa il tono populista e demagogico delle richieste di riduzione del numero dei rappresentanti. A suo avviso, sussiste il pericolo che, in mancanza di una riforma della legge elettorale, la riduzione dei parlamentari accentui la tendenza verso l'oligarchia e non rafforzi, contrariamente all'opinione del senatore Zanda, l'efficacia del Parlamento.

Inoltre, l'annunciata riforma del bicameralismo non sembra realizzarsi effettivamente, in quanto, come ha osservato il senatore Vitali, sarebbe mantenuto il rapporto di fiducia tra il Governo e la Camera alta.

Anche la procedura definita dall'articolo 72 presenta elementi di criticità, che occorre correggere con appositi emendamenti.

Mentre non è introdotto alcun istituto volto al rafforzamento del Parlamento, si assiste a un ampliamento dei poteri del Presidente del Consiglio, profilo tra i più negativi del progetto di riforma: a suo avviso, infatti, l'Italia non è ancora matura per una evoluzione in tal senso. Inoltre, le prerogative attribuite al Presidente del Consiglio potrebbero alterare l'equilibrio dei poteri, comprimendo e mortificando le funzioni del Presidente della Repubblica. Peraltro, esse implicherebbero anche una revisione della rubrica della sezione della Costituzione intitolata "Il Consiglio dei Ministri", perché il Presidente del Consiglio diventa un organo a sé stante, non più parte del collegio.

Quanto alla scelta di attribuire al Presidente del Consiglio la nomina e la revoca dei ministri, osserva come una facoltà di tal genere avrebbe consentito al Presidente Berlusconi di nominare ministro della giustizia l'onorevole Cesare Previti (tentativo impedito dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro). Ancora, la sola ipotesi che il Presidente del Consiglio possa richiedere lo scioglimento delle Camere - ferma la facoltà del Capo dello Stato di respingere tale richiesta - darebbe luogo a una pressione grave e al rischio di un conflitto tra le due cariche dello Stato.

Per quanto concerne la cosiddetta "sfiducia costruttiva", che alcuni concepiscono in termini di temperamento dei poteri del Presidente del Consiglio, egli ritiene, al contrario, che, nelle condizioni in cui versa la politica italiana, l'istituto si trasformerebbe in uno strumento di ricatto nelle mani del Presidente del Consiglio, in grado di paralizzare il sistema politico-istituzionale.

Infine, la volontà di creare le condizioni per un'approvazione del progetto in seconda deliberazione con la maggioranza dei due terzi, in modo da evitare il referendum - una opzione già praticata per la modifica dell'articolo 81 della Costituzione - rappresenta, a suo avviso, un tradimento della volontà popolare espressa nel 2006 nella consultazione referendaria sul progetto di riforma approvato dalla maggioranza di centro-destra nella XIV legislatura. Pur considerando l'obiezione del senatore Ceccanti, secondo il quale l'approvazione con il quorum dei due terzi è considerata, dall'articolo 138 della Costituzione, la via preferenziale, occorre tenere conto della circostanza che il Parlamento attuale, sia per le modalità della sua formazione, sia per le scelte compiute nel corso della legislatura, non appare pienamente legittimato ad alterare gli equilibri democratici, intervenendo sull'assetto istituzionale.

Conclude, sottolineando l'ispirazione conservatrice delle disposizioni contenute nel testo unificato (tra le quali manca, ad esempio, uno statuto delle opposizioni); inoltre, prevalgono, a suo avviso, le posizioni delle forze politiche del centrodestra, per cui non si può parlare di un vero compromesso tra le componenti della maggioranza di Governo.

 

Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale e, in qualità di relatore, rinuncia alla replica, riservandosi di intervenire sulle questioni emerse nel corso del dibattito in sede di esame degli emendamenti.

 

La seduta termina alle ore 21,15.

 

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2012

383ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

VIZZINI

 Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Malaschini.

 

La seduta inizia alle ore 14,05.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(24) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo 

(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione 

(873) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PINZGER e Helga THALER AUSSERHOFER. - Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo 

(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo 

(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali 

(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri 

(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale 

(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 

(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo 

(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica 

(2319) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BIANCO ed altri. - Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell'età anagrafica per l'elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica 

(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale 

(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati 

(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province 

(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo 

(3210) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RAMPONI ed altri. - Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento 

(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni 

- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta notturna di ieri 8 maggio.

 

 Il PRESIDENTE avverte che si passerà all'illustrazione degli emendamenti, pubblicati in allegato, riferiti al testo unificato, proposto dal relatore per i disegni di legge in titolo.

Ricorda che, a norma del Regolamento, ciascun senatore potrà intervenire per dieci minuti per l'illustrazione delle proposte di modifica riferite a ciascun articolo.

 Inoltre, si riserva di pronunciarsi sulla proponibilità degli emendamenti e pertanto invita i proponenti degli emendamenti 01.1 e 01.2, che incidono sulla Prima Parte della Costituzione, e dell'emendamento 01.5 a rinviarne l'illustrazione, in attesa della valutazione circa la loro effettiva proponibilità.

 

 Il senatore CALDEROLI (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, invita la Presidenza a tenere conto, in sede di valutazione della proponibilità degli emendamenti, nel rispetto del Regolamento del Senato, del fatto che il testo unificato a cui essi si riferiscono sintetizza le proposte contenute in numerosi disegni di legge costituzionale, alcuni dei quali intervengono anche su materie diverse da quelle che il relatore ha ritenuto di trattare nel testo unificato stesso.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) prende atto della precisazione del Presidente a proposito dei tempi a disposizione dei senatori per l'illustrazione degli emendamenti. Tuttavia sottolinea l'opportunità di consentire un dialogo più ampio e libero, trattandosi di materie importanti e complesse.

 

 Il PRESIDENTE replica che nella discussione generale tutti i temi trattati dai disegni di legge costituzionale in titolo sono stati affrontati. Inoltre, vi sarà spazio per ulteriori interventi in sede di dichiarazione di voto sulle singole proposte di modifica. Rispondendo a una specifica richiesta del senatore Calderoli, precisa, inoltre, che nella seduta in corso non si svolgeranno votazioni.

 

 Si procede q uindi all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1.

 

 Il senatore CALDEROLI (LNP) illustra l'emendamento 01.3, soppressivo della previsione del diritto di voto per i cittadini residenti all'estero, alla luce dell'esperienza negativa maturata nell'attuazione di quella norma. Inoltre, dà conto dell'emendamento 0.1.7, che sottolinea il carattere federale del Senato della Repubblica.

 

 Il senatore PERDUCA (PD) illustra gli emendamenti da lui presentati insieme alla senatrice Poretti, soppressivi delle disposizioni del testo unificato, ad eccezione dell'articolo 3, in materia di elettorato passivo dei senatori. A suo avviso, sarebbe necessaria una riformulazione dell'articolo 2, nel senso di prevedere che le regioni eleggono indistintamente cinque senatori, per un totale di cento componenti del Senato, e di sopprimere la circoscrizione Estero.

 

 Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore BIANCO (PD) invita la Presidenza a definire un'organizzazione dei lavori che consenta di conseguire l'obiettivo condiviso di completare l'esame in tempo utile. Il suo Gruppo ha concordato alcune proposte di modifica con altri Gruppi parlamentari e auspica il consenso dei Gruppi della Lega Nord e dell'Italia dei Valori, ma esprime preoccupazione per un possibile ritardo nell'esame, che pregiudicherebbe il successo dell'iniziativa riformatrice. Pertanto, propone che sia fissato un termine finale della discussione in Commissione.

 

 Il senatore CALDEROLI (LNP) condivide l'esigenza di definire l'organizzazione dei lavori, fissando anzitutto l'inizio delle votazioni degli emendamenti.

 

 Il PRESIDENTE assicura che l'organizzazione dei lavori sarà concordata fra i Gruppi parlamentari al termine dell'illustrazione degli emendamenti.

 

 Prosegue quindi l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1.

 

 Il senatore CABRAS (PD) conferma l'intenzione di fornire alla Commissione un contributo costruttivo, senza che ciò implichi un prolungamento indebito dei tempi dell'esame. Sottolinea, anzitutto, l'esigenza di orientare la composizione del Senato in senso federale, anche se tale carattere non può essere indicato nella sede attuale. A tal fine, propone di prevedere che l'elezione si svolga contestualmente a quella dei Consigli regionali. Inoltre, propone di prevedere il ricorso alla Corte costituzionale sulle decisioni in materia di titoli di ammissibilità dei membri delle Camere, con particolare riguardo alle cause di ineleggibilità e di incompatibilità. Per quanto riguarda la funzione legislativa, è opportuno distinguere chiaramente le competenze delle due Camere, attraverso disposizioni costituzionali. Infine, ritiene che non sia necessario mantenere il voto di fiducia delle Camere al Presidente del Consiglio, se si stabilisce che il Presidente della Repubblica nomina il candidato indicato dalla lista o dalla coalizione che vince le elezioni. In ogni caso, il potere di indirizzare politicamente il Governo e di controllarlo spetterebbe solo alla Camera dei deputati.

 

 Il senatore PASTORE (PdL) illustra congiuntamente gli emendamenti 01.4, 1.18 e 2.26, diretti a sopprimere la previsione di parlamentari eletti all'estero. Si tratta di un nucleo di deputati e senatori che, come si è visto nella scorsa legislatura, possono influenzare in modo determinante la composizione della maggioranza di Governo, senza tuttavia godere di un potere di rappresentanza apprezzabile. L'indagine svolta dalla Commissione affari costituzionali nella XIV legislatura ha messo in luce episodi clamorosi, in particolare la mancata legittimazione territoriale, l'incoerenza rispetto agli altri enti di rappresentanza degli italiani residenti all'estero e persino evidenti irregolarità. In ogni caso, l'emendamento 01.4 precisa che l'esercizio di voto dei cittadini residenti all'estero può svolgersi anche per corrispondenza, a condizione che ne sia assicurata l'effettività e la personalità.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL), dopo aver sottolineato la necessità di una disciplina giuridica dei partiti politici, illustra l'emendamento 1.10 che precisa la funzione della Camera dei deputati, quella di rappresentanza del libero pluralismo sociale e territoriale.

 

 Il senatore PARDI (IdV) ribadisce le critiche della sua parte politica a un Parlamento che appare insensibile alla volontà del corpo elettorale manifestata nel referendum, che rigettò il progetto di riforma costituzionale approvato nella XIV legislatura, compresa la riduzione del numero dei parlamentari, introdotta solo per conquistare la benevolenza dell'opinione pubblica, e il cosiddetto "premierato forte". Un Parlamento come quello in carica, composto da deputati e senatori eletti non attraverso una libera scelta dei cittadini, ma per nomina da parte dei vertici dei partiti, a suo avviso non può procedere alla modifica della Costituzione, mentre dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla revisione della legge elettorale. In proposito, contrariamente a quanto sostenuto, ritiene che la riforma costituzionale non sia un presupposto necessario per correggere le regole elettorali. Inoltre, non si dovrebbe pensare di risolvere, con operazioni di ingegneria costituzionale, questioni squisitamente politiche connesse alla capacità di costruire coalizioni e di esprimere forti leadership.

 In particolare, le riserve sul testo unificato riguardano la riduzione del numero dei parlamentari, che appare eccessivamente timida. In proposito, tuttavia, conferma l'opinione personale - già illustrata in sede di discussione generale - che una diminuzione dei parlamentari, soprattutto se accompagnata da una legge elettorale accentuatamente maggioritaria, precluderebbe definitivamente la partecipazione delle formazioni minori alla vita politica del Paese.

 Infine, rileva che la riforma in esame è connotata in senso conservatore e si meraviglia che il Partito Democratico, oltre a non aver colto la necessità di introdurre uno statuto delle opposizioni, ha maturato un consenso sull'istituto della sfiducia costruttiva che, anziché fungere da garanzia per il Parlamento, come si vorrebbe far intendere, sarà un ulteriore strumento nelle mani del Premier.

 

 Il senatore DIVINA (LNP) ritiene che l'esito del voto amministrativo avrebbe dovuto suggerire un intervento più incisivo, per dare risposta alle autentiche istanze che provengono dai cittadini. Il testo in esame prospetta una riduzione modesta del numero dei parlamentari; inoltre, si dovrebbero rimettere in discussione le disposizioni che prevedono l'esercizio di voto degli italiani residenti all'estero.

 

 Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) illustra complessivamente gli emendamenti da lui sottoscritti, che ripropongono i contenuti del disegno di legge costituzionale n. 24. In particolare, commenta l'emendamento 2.5, diretto a prevedere un Senato federale in rappresentanza delle regioni e delle province autonome, eletto direttamente dai cittadini, contestualmente all'elezione per il rinnovo dei consigli regionali e delle province autonome. I senatori eletti parteciperebbero senza diritto di voto all'attività di quei consigli.

 

 Il senatore MALAN (PdL) illustra l'emendamento 1.31, diretto a ridurre il numero dei deputati eletti all'estero, in considerazione, fra l'altro, dell'esperienza negativa, da cui è emersa la violazione del principio del voto segreto e, conseguentemente, dei requisiti di eguaglianza e libertà nell'esercizio del diritto elettorale. Inoltre, l'emendamento 1.32 precisa che la popolazione delle circoscrizioni è costituita da cittadini italiani.

 

 Si procede all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 2.

 

 Il senatore CALDEROLI (LNP) ribadisce la proposta del suo Gruppo di ridurre in misura più coraggiosa il numero dei parlamentari e si sofferma sull'emendamento 2.2, che definisce in senso federale il Senato della Repubblica, prevedendone l'elezione contestualmente a quella dei consigli regionali e delle Province autonome.

 

 Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) illustra l'emendamento 2.22, diretto a precisare che il Senato della Repubblica rappresenta il libero pluralismo politico ed è eletto a base regionale. Inoltre, condivide l'emendamento 2.19, coincidente con il suo emendamento 3.6, secondo il quale i senatori sono eletti a suffragio universale e diretto.

 

 Il senatore BOSCETTO (PdL) illustra l'emendamento 2.19.

 

 Il senatore MALAN (PdL) dà conto dell'emendamento 2.38, volto a ridurre il numero dei senatori eletti nella circoscrizione Estero. Si sofferma anche sugli emendamenti 2.39, analogo al precedente 1.32. Infine, l'emendamento 2.41 propone di correggere la formulazione dell'articolo 57, relativamente al nome della regione Valle d'Aosta.

 

 Il senatore PARDI (IdV) illustra l'emendamento 2.4, che prospetta una differenziazione incisiva delle funzioni delle Camere. Altri emendamenti all'articolo 2 propongono una riduzione più drastica del numero dei senatori e degli eletti nella circoscrizione Estero.

 Inoltre, dà conto delle proposte volte a limitare la candidabilità e l'eleggibilità di coloro che siano stati condannati. In particolare, l'emendamento 2.36 stabilisce l'ineleggibilità per coloro che possiedono partecipazioni rilevanti nei settori della difesa, dell'energia, del credito, delle opere pubbliche, delle comunicazioni di rilevanza nazionale e di imprese operanti nel settore pubblicitario.

 

 Il senatore