Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento lavoro
Titolo: Riforma della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro - A.C. 2849 - Iter al Senato
Riferimenti:
AC n. 2636/XV   AC n. 2849/XV
Serie: Progetti di legge    Numero: 210    Progressivo: 2
Data: 04/07/2007
Descrittori:
SICUREZZA NEL LAVORO   TUTELA DELLA SALUTE
Organi della Camera: XI-Lavoro pubblico e privato
Altri riferimenti:
AS n. 1507/XV     


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

Riforma della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro

(A.C. n.2849)

 

Iter Senato

 

 

 

 

 

 

n. 210/2

 

 

4 luglio 2007


 

 

Sui provvedimenti AC 2636 e AC 2849 sono stati redatti i seguenti dossier:

 

§         dossier n. 210, contenente la scheda di sintesi, le schede di lettura e il testo dei provvedimenti;

§         dossier n. 210/1, contenente la normativa nazionale e comunitaria relativa all’AC 2849;

§         dossier n. 210/2, contenente l’iter al Senato relativo all’AC 2849;

§         dossier n. 210/3, contenente la normativa nazionale relativa all’AC 2636 (parte I, II e III);

§         dossier n. 210/4, contenente la normativa comunitaria relativa all’AC 2636 (Parte I e II).

 

 

Il presente dossier è stato redatto con la collaborazione dei Dipartimenti Ambiente, Bilancio, Finanze e Giustizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Lavoro

 

SIWEB

 

I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

File: LA0252b


INDICE

Iter al Senato

§      A.S. 1507, (iniziativa Governo), Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  3

Esame in sede consultiva

Seduta del 5 giugno 2007  21

Seduta del 12 giugno 2007  22

Seduta del 30 maggio 2007  25

Seduta del 16 maggio 2007  26

Seduta del 29 maggio 2007 antimeridiana  29

Seduta del 29 maggio 2007 pomeridiana  33

Seduta del 30 maggio 2007 antimeridiana  35

Seduta del 30 maggio 2007 pomeridiana  37

Seduta del 7 giugno 2007  39

Seduta del 13 giugno 2007 antimeridiana  42

Seduta del 13 giugno 2007 pomeridiana  44

Seduta del 19 giugno 2007  46

Seduta del 26 giugno 2007  47

Seduta del 9 maggio 2007  48

Seduta del 15 maggio 2007  49

Seduta del 16 maggio 2007  51

Seduta del 29 maggio 2007  54

Seduta del 6 giugno 2007  58

Seduta del 7 giugno 2007  60

Seduta del 12 giugno 2007  62

Esame in sede referente

-       11^ Commissione (Lavoro, previdenza sociale)

Seduta del 18 aprile 2007  71

Seduta del 19 aprile 2007  72

Seduta del 26 aprile 2007  80

Seduta del 2 maggio 2007  83

Seduta dell’8 maggio 2007  88

Seduta del 9 maggio 2007  91

Seduta del 10 maggio 2007  95

Seduta del 15 maggio 2007  97

Seduta del 29 maggio 2007  102

Seduta del 29 maggio 2007  106

Seduta del 30 maggio 2007  136

Seduta del 31 maggio 2007  150

Relazione della 11^ commissione (Lavoro, previdenza sociale)

§      Nn. 1507 e 1486-A, Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  167

Esame in Assemblea

Seduta del 15 maggio 2007  201

Seduta del 29 maggio 2007  202

Seduta del 13 giugno 2007 antimeridiana  203

Seduta del 13 giugno 2007 pomeridiana  246

Seduta del 21 giugno 2007 antimeridiana  288

Seduta del 27 giugno 2007 antimeridiana  348

Seduta del 27 giugno 2007 pomeridiana  436


SIWEB

Iter al Senato


 

SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 1507

DISEGNO DI LEGGE

 

presentato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale

(DAMIANO)

e dal Ministro della salute

(TURCO)

di concerto col Ministro dello sviluppo economico

(BERSANI)

col Ministro per le politiche europee

(BONINO)

col Ministro della giustizia

(MASTELLA)

e col Ministro della solidarietà sociale

(FERRERO)

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA il 18 aprile 2007

 

 

¾¾¾¾¾¾¾¾

Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

¾¾¾¾¾¾¾¾


Onorevoli Senatori. – La vigente normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro è il risultato di una progressiva stratificazione di fonti assai diverse ed eterogenee tra loro, succedutesi senza soluzione di continuità dagli anni Cinquanta ad oggi. Ne è derivato un quadro regolatorio particolarmente complesso, in cui i provvedimenti di recepimento delle direttive comunitarie di «nuovo approccio» si sono sommati a disposizioni vecchie di decenni e di ben diversa logica dando vita ad una difficile compresenza.

    Pertanto, appare necessario il riassetto della materia, da realizzare nel pieno rispetto delle disposizioni comunitarie e dell’equilibrio tra Stato e regioni garantendo, al contempo, l’uniformità della tutela sull’intero territorio nazionale. Di conseguenza, la formulazione del titolo considera sia l’attività di collazione e riordino della normativa sia quella di riforma delle disposizioni preesistenti e successive al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, da ricondurre in un «testo unico» non meramente compilativo. L’espressione «salute e sicurezza sul lavoro» è usata in quanto introdotta dalle direttive comunitarie ed è ritenuta riferibile sia al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, sia al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, ed al decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164. Si è scelto di non usare l’espressione «prevenzione degli infortuni sul lavoro», di cui ai citati decreti del Presidente della Repubblica n. 547 del 1955 e n. 164 del 1956, per evitare ogni fraintendimento sull’area nella quale esercitare la delega, la quale non contiene la riforma del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, recante disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Pertanto, l’intervento di riforma non comprenderà misure di carattere previdenziale (si pensi, ad esempio, a quelle in favore di chi abbia contratto malattie professionali o di chi sia divenuto inabile in costanza di lavoro).

    Il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delega, di cui all’articolo 1, comma 1, appare congruo ove si tenga conto, da un lato, l’urgenza dell’intervento di riforma e, dall’altro, della sua complessità; al riguardo, si consideri la vastità delle normative che potrebbero essere rivisitate potendo il «testo unico» comprendere, oltre ai provvedimenti degli anni Cinquanta, anche quelli che disciplinano, ad esempio, il settore degli apparecchi a pressione e quello degli ascensori. Per tali ragioni si è ritenuto opportuno prevedere, al comma 5, terzo periodo, un meccanismo di proroga – operante alle condizioni ivi esplicitate, vale a dire qualora il termine per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari scada nei trenta giorni precedenti i dodici mesi – che, ove utilizzato, porterebbe il termine complessivo dell’intervento a diciotto mesi. Quanto alla locuzione «uno o più decreti legislativi», essa consente di operare il riassetto in parola sia tramite un solo provvedimento sia per mezzo di più decreti, ove si ritenga – per ragioni legate alla particolarità di alcune normative di settore (si pensi, per tornare ad un esempio già fatto, agli apparecchi a pressione), che come tali meriterebbero un approfondimento autonomo e specifico rispetto al resto delle disposizioni vigenti – che questa seconda sia modalità più rapida ed efficace di intervento.

    I commi 4 e 5 dell’articolo 1 individuano la procedura da seguire nella adozione dei decreti di attuazione, mentre il successivo comma 6 prevede la possibilità per il Governo di intervenire in funzione integrativa e correttiva su di essi, sempre nel rispetto delle procedure appena citate, ove risulti opportuno o necessario a seguito di una prima ricognizione (nell’arco temporale di dodici mesi) delle ricadute pratiche della normativa riformata.

    Il primo dei criteri di delega – comma 2, lettera a) – è diretto a consentire al legislatore delegato di intervenire su tutte le normative vigenti in materia di sicurezza, in funzione di riordino e coordinamento delle medesime. Tale intervento dovrà essere realizzato tenendo conto del quadro delineato dalle previsioni comunitarie (numerosissime ed assai stringenti) ed internazionali vigenti in materia, nonché dell’articolo 2087 del codice civile, che impone al datore di lavoro di «adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro». La ricaduta di tale norma in materia di salute e sicurezza sul lavoro, già chiarita dalla Corte costituzionale con la nota sentenza n. 312 del 18-25 luglio 1996, è ormai pacificamente identificata nel principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, inteso come obbligo per l’imprenditore (a cui corrisponde, ovviamente, il correlativo diritto del lavoratore) di adottare nell’esercizio dell’attività di impresa ogni misura possibile, secondo la tecnologia di quel momento storico, utile ad evitare (o ridurre al minimo) ogni rischio in ambiente di lavoro.

    Il successivo criterio – comma 2, lettera b) – impone, per quanto concerne il campo di applicazione oggettivo, che la normativa di sicurezza riguardi tutte le attività pubbliche e private, ferma restando la facoltà di considerare l’esistenza di particolari esigenze; in tale senso, particolare riguardo viene attribuito alla specificità dell’attività lavorativa svolta all’interno della pubblica amministrazione. Inoltre, si prevede la predisposizione di misure di contrasto alla pericolosità di alcune lavorazioni (si pensi, per tutte, al settore delle costruzioni) nelle quali permane un indice infortunistico particolarmente elevato.

    La lettera c) del comma 1 dell’articolo 1 impone che il campo di applicazione della normativa di salute e sicurezza sul lavoro comprenda tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche «parasubordinati», in applicazione dell’orientamento, ormai consolidato, che considera beneficiari della normativa stessa tutti coloro che si trovano in un «ambiente di lavoro» di cui un datare di lavoro abbia la disponibilità, non importa a quale titolo o con quale tipologia contrattuale. Inoltre, sempre nel criterio di cui alla lettera c), seguendo le più evolute sollecitazioni comunitarie (per quanto non ancora tradottesi in direttive ma solo nella Raccomandazione n. 2003/134/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2003), si esplicita la volontà di disciplinare l’applicazione delle norme di salute e sicurezza anche nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici autonomi, in relazione ai quali, tuttavia, tale applicazione non potrebbe – per le peculiarità dello svolgimento del lavoro autonomo – atteggiarsi allo stesso modo di quella riservata agli altri lavoratori e lavoratrici; di qui la necessità di una regolamentazione peculiare.

    Inoltre, il criterio in commento permette di predisporre misure di tutela peculiari nei confronti di alcune categorie di lavoratori e lavoratrici o per specifiche tipologie di lavoro (si pensi, ad esempio, ai giovani o ai lavoratori avviati con contratto di somministrazione) o settori di attività; ciò per predisporre misure di particolare tutela – soprattutto in termini di informazione e formazione – nei confronti di categorie di lavoratori e lavoratrici o tipologie di lavoro più esposte, secondo consolidati dati statistici, agli infortuni sul lavoro. In tal modo si potrebbe superare il principio, finora invalso, della parità di tutela di tali lavoratori e lavoratrici nei confronti di quelli stabilmente inseriti in azienda assicurando ai lavoratori «giovani» e a quelli «flessibili» una tutela finalmente adeguata al rischio infortunistico (in piena coerenza con la direttiva 91/383/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1991 – in materia di miglioramento della sicurezza e della salute durante il lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici interinali o con contratto a tempo determinato – la quale parla di una «normativa complementare particolare» per quanto concerne la salute e sicurezza di tali lavoratori e lavoratrici).

    Il criterio di cui alla lettera d) si colloca nell’ottica di una semplificazione di adempimenti formali, specie nelle piccole e medie imprese, come tali intendendosi quelli che costituiscono un appesantimento di tipo amministrativo. Tale semplificazione, tuttavia, dovrà essere realizzata senza alcuna diminuzione dei livelli di tutela al momento raggiunti, come imposto dalle direttive comunitarie già recepite.

    La lettera e) è diretta a consentire l’intervento legislativo sulle normative «di utilizzo», di cui ai decreti degli anni Cinquanta, le quali possono prevedere specifici requisiti costruttivi delle macchine e delle attrezzature di lavoro non coordinate con i requisiti essenziali di sicurezza delle macchine marcate CE e di cui alla cosiddetta «direttiva macchine» (regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, e successive modificazioni). Infatti, come noto, tali ultime direttive prevedono procedure particolari – rispetto a quelle applicabili in sede ispettiva – nell’ipotesi in cui, in sede di vigilanza, emerga una non conformità ai requisiti essenziali di sicurezza (ai sensi dell’articolo 7, comma 3, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 459 del 1996). La lettera in commento prevede, altresì, la razionalizzazione, ai fini della sua migliore efficienza, del sistema pubblico di controllo, da realizzarsi senza pregiudizio delle competenze in materia riservate agli organismi privati.

    Il criterio di cui alla lettera f) consente la riformulazione del complesso apparato sanzionatorio oggi vigente, per assicurare una migliore corrispondenza tra infrazioni e sanzioni tenendo conto dei compiti effettivamente ed in concreto svolti da ciascun soggetto obbligato (si pensi, ad esempio, alle responsabilità del preposto) nonché della natura sostanziale o formale della violazione; il tutto utilizzando procedure che favoriscano la regolarizzazione del soggetto inadempiente, nel rispetto del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758. Infine, viene previsto il ricorso alle disposizioni in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, con riferimento ai reati di lesioni colpose ed omicidio colposo conseguenti alla violazione delle norme antinfortunistiche ed a tutela della sicurezza e dell’igiene sui luoghi di lavoro. Per le violazioni particolarmente gravi il criterio in commento prevede, poi, il ricorso a sanzioni di tipo interdittivo.

    La lettera g) consente la ridefinizione dei requisiti e delle funzioni di tutti i soggetti del sistema della salute e sicurezza in azienda anche attraverso idonei percorsi formativi – come evidenziato in sede di riunione del tavolo tecnico della Conferenza unificata – (con particolare evidenza, finalizzata al potenziamento delle sue prerogative, per il rappresentante per la sicurezza territoriale). A tale proposito, si prevede il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale; in tale ambito, potranno eventualmente essere affrontate la problematiche connesse alle modalità di elezione e di svolgimento del relativo mandato.

    Il criterio di cui alla lettera h) tende a valorizzare il ruolo della bilateralità, nelle forme già individuate dal citato decreto legislativo n. 626 del 1994, anche (ma non solo) quale necessario supporto ai datori di lavoro per l’adempimento degli obblighi di sicurezza o per il miglioramento delle tutele negli ambienti di lavoro.

    Il vigente quadro costituzionale rende quanto mai opportuna la ricerca – perseguita dal criterio di cui alla lettera i) – di una sede idonea ad individuare, nel rispetto del principio del tripartitismo, linee concordate di applicazione sul territorio nazionale delle normative di sicurezza; ciò al fine di indirizzare le attività di rispettiva competenza a criteri di uniformità e, al contempo, di promuovere lo scambio di informazioni sulle disposizioni, interne o comunitarie, in fase di approvazione. Del pari, nel criterio in commento si prevede – sempre nell’ottica della sussidiarietà e del coordinamento sul territorio degli interventi in materia di sicurezza – il potenziamento del ruolo dei comitati regionali di coordinamento.

    La lettera l) è diretta, nell’ottica da sempre propugnata in sede europea, a supportare le aziende nella costruzione di sistemi di sicurezza individuando accordi aziendali e strumenti volontari – quali i codici di condotta ed etici e le buone prassi – che siano utilizzabili per garantire o innalzare i livelli di tutela, per i quali vale la riserva di legge.

    La lettera m) è diretta a definire un assetto istituzionale che consenta l’organizzazione e la circolazione di informazioni per potere meglio conoscere i fenomeni infortunistici e le malattie professionali e, di conseguenza, finalizzare gli interventi di Stato, enti e regioni, alla massima efficacia. Inoltre, il criterio è utile anche ai fini degli adempimenti periodicamente richiesti dall’Unione europea a ciascuno degli Stati membri relativamente alla effettiva applicazione delle direttive comunitarie. Si prevede, per tale finalità, l’utilizzo (nel rispetto delle attuali competenze) del sistema informativo nazionale esistente in materia, reso maggiormente efficace attraverso l’eliminazione di ogni sovrapposizione o duplicazione di intervento, al quale parteciperanno – lettera n) – i Ministeri ed al cui sviluppo potranno concorrere – in una ottica di massima condivisione e utilità dello strumento – gli organismi paritetiei e gli istituti di settore a carattere scientifico.

    La lettera o) risponde alla necessità di favorire, in una logica squisitamente prevenzionistica, l’effettività dell’impatto della riforma nei confronti delle imprese e, in particolare, di quelle piccole e medie, le quali costituiscono tuttora la struttura portante dell’economia italiana e che più delle grandi aziende faticano ad adempiere compiutamente agli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

    Le misure previste sono dirette a:

    - definire, tramite una azione di governance fondata sul tripartitismo, progetti formativi da indirizzare a tutti i soggetti interessati alla salute e sicurezza in azienda, specie in quelle piccole e medie, anche per il tramite del sistema della bilateralità;

    - prevedere il finanziamento degli investimenti sulla salute e sicurezza sul lavoro delle piccole e medie imprese, anch’esse a carico dell’INAIL, che vi provvede tramite approvazione dei propri organi deliberanti, nell’ambito delle sue spese istituzionali;

    - sensibilizzare ed informare i giovani (futuri lavoratori) attraverso l’inserimento della materia della salute e della sicurezza sul lavoro nei programmi scolastici ed universitari e nei percorsi di formazione.

    Le attività di cui ai primi due punti sono da finanziare a valere su una quota delle risorse di cui all’articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l’anno 2007 deIl’INAIL.

    La lettera p) consente interventi di razionaIizzazione e coordinamento delle strutture di vigilanza valorizzando le specifiche competenze. L’intervento di riforma in materia dovrà, in particolare, essere finalizzato alla massima efficacia della vigilanza ed alla eliminazione di ogni duplicazione o carenza di intervento.

    Il criterio di cui alla lettera q) ribadisce un principio ormai pacifico (si pensi alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994), in base al quale ogni intervento in materia di salute e sicurezza sul lavoro non può gravare sul lavoratore e sulla lavoratrice subordinati vale a dire sui soggetti beneficiari della normativa.

    Inoltre, la lettera r) consente la rivisitazione della normativa vigente in materia di appalti, con particolare riferimento ai subappalti ed al miglioramento delle regole che disciplinano il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi. Si tratta di contribuire alla creazione di un sistema che assicuri, in settori a particolare – consolidata – incidenza infortunistica, una maggiore certezza delle responsabilità (anche «di filiera») di chi opera e la presenza delle sole aziende che rispettino le regole in materia. In particolare, si prevede la possibilità di introdurre strumenti in grado di valutare l’idoneità delle aziende che lavorino negli appalti utilizzando come parametro di valutazione il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro. Allo stesso tempo, la lettera in commento considera il parametro appena citato elemento vincolante per l’acceso a agevolazioni, finanziamentì e contributi a carico della finanza pubblica.

    La lettera s) prevede la rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria.

    Si evidenzia, infine, che i decreti legislativi attuativi della delega non possono disporre un abbassamento dei livelli di protezione, di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti dei lavoratori.

    I decreti attuativi della presente delega sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con il Ministro della salute, il Ministro delle infrastrutture (limitatamente alla revisione della normativa in materia di appalti), il Ministro dello sviluppo economico (limitatamente al riordino della normativa in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro), ed il concerto con il Ministro per le politiche europee, il Ministro della giustizia, il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro della solidarietà sociale (limitatamente alla lettera l) del comma 2). Per i decreti attuativi della presente delega, le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse, umane, strumentali ed economiche, in dotazione alle medesime amministrazioni.

 

 

 

Relazione tecnica

        Si ritiene utile premettere che dalla legge non devono derivare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica cosi come espressamente previsto dal comma 7 dell’articolo 1; non si prevede, inoltre, l’istituzione di nuovi organismi amministrativi ma solo la rivisitazione di quelli già esistenti ed operanti.

    Per le sottoelencate misure ed attività previste dalle lettere b), c), g), i), l), m), n) ed s) del comma 2 dell’articolo 1:

        - applicazione di misure di particolare tutela per determinate categorie di lavoratori e lavoratrici, pubblici e privati, subordinati ed autonomi; attuazione di idonei percorsi formativi in ordine alla revisione dei requisiti e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale;

        - istituzione di un coordinamento delle attività e delle strutture centrali e territoriali di vigilanza; accordi aziendali, buone pratiche;

        - riordino del sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione e controllo; sviluppo informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro;

        - rivisitazione delle modalità della sorveglianza sanitaria;

        si intendono utilizzare le ordinarie risorse, umane, economiche e strumentali, già in dotazione delle amministrazioni e degli organismi interessati, attraverso una diversa e più efficace allocazione delle stesse, senza che ciò comporti nuovi oneri o maggiori spese a carico della finanza pubblica.

        Per ciò che concerne, inoltre, le misure previste dai numeri 1 e 2 dell’articolo 1, comma 2, lettera o) – progetti formativi in materia di salute e sicurezza e finanziamenti degli investimenti in materia a favore delle piccole e medie imprese, nonché l’inserimento di tale tematica nei programmi scolastici ed universitari – si prevede che le stesse sono da finanziare a valere su una quota delle risorse di cui all’articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l’anno 2007 dall’INAIL.

    Si rappresenta, infine, che in ogni caso, trattandosi di legge di delega, per una più completa valutazione delle misure da adottare per allocare diversamente le risorse attualmente in dotazione alle Amministrazioni, si fa rinvio ai decreti di attuazione.

 

 

Analisi tecnico-normativa

1. Aspetti tecnico-normativi

a) Necessità dell’intervento normativo

        L’intervento normativo è diretto a riorganizzare e razionalizzare la normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, risultante dal combinato disposto di una molteplicità di fonti normative succedutesi dagli anni Cinquanta ad oggi. Al contempo, la necessità dell’intervento si impone per garantire la massima incisività alla lotta al fenomeno degli infortuni sul lavoro.

b)  Analisi del quadro normativo e incidenza delle norme proposte sulla legislazione vigente

        Il disegno di legge proposto incide sulla normativa vigente in materia di igiene, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; normativa che trova riferimento nella stessa Carta costituzionale (articoli 32 e 41) e nelle norme del codice civile (articolo 2087) e che si articola in numerosi interventi normativi (in particolare, tra gli altri, i decreti del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, 7 gennaio 1956, n.  164 e 19 marzo 1956, n. 303, i decreti legislativi 15 agosto 1991, n.  277, 19 settembre 1994, n. 626, e 14 agosto 1996, n.  494, e relative disposizioni di attuazione).

c) Analisi della compatibilità dell’intervento con l’ordinamento comunitario

        Si rileva che il disegno di legge non presenta profili di incompatibilità con l’ordinamento comunitario; tra l’altro, gli stessi decreti citati alla lettera b) sono essi stessi attuazione di direttive comunitarie. Pertanto, è stata già verificata la loro piena compatibilità con gli indirizzi comunitari in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

d) Analisi della compatibilità con le competenze delle regioni ordinarie ed a statuto speciale

        Il disegno di legge non presenta aspetti di interferenza o di incompatibilità con le competenze costituzionali delle regioni in quanto si prevede espressamente che l’intervento (in materia a legislazione concorrente) sia realizzato nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà orizzontale e verticale contenuti nell’articolo 117 della Costituzione, di unità, continuità e completezza dell’ordinamento giuridico nonché di uniformità della tutela dei lavoratori attraverso il rispetto in tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Sono state, inoltre, accolte, le richieste avanzate dalle regioni in sede di riunione del tavolo tecnico della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281, e successive modificazioni.

e) Verifica della coerenza con le fonti legislative primarie che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni ed agli enti locali

        Il disegno di legge, come sopra già evidenziato, non incide sulle funzioni delle regioni e degli enti locali.

2. Valutazioni dell’impatto amministrativo

        Il disegno di legge in esame non prevede la creazione di organismi amministrativi, prefiggendosi unicamente il coordinamento, finalizzato alla massima efficacia, degli interventi degli organi di vigilanza già esistenti. Inoltre, tutti gli altri organismi di cui si prevede la rivisitazione ed il potenziamento sono già esistenti ed operanti.

2. Elementi di drafting e linguaggio normativo

a) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso

        Non sono contenute definizioni normative rispetto a quelle già di uso corrente nell’attuale cultura tecnico-giuridica della materia.

b) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto

        I riferimenti normativi che figurano nel disegno di legge sono corretti.

 

Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)

a) Ambito dell’intervento, con particolare riguardo all’individuazione delle amministrazioni, dei soggetti destinatari e dei soggetti coinvolti

        L’intervento coinvolge i datori di lavoro pubblici e privati ed i beneficiari sono tutti i lavoratori.

b) Obiettivi generali e specifici

        L’obiettivo è la razionalizzazione della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

c) Presupposti attinenti alla sfera finanziaria ed economica

        Sotto l’aspetto finanziario, le disposizioni in esame non comportano oneri aggiuntivi a carico dello Stato, come espressamente previsto dal comma 7 dell’articolo 1.

        In particolare, con riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettere c), i), m) ed o), si evidenzia che per far fronte agli adempimenti ivi previsti – relativi all’applicazione di misure in particolare tutela per determinate categorie di lavoratori, all’istituzione di un coordinamento sul territorio nazionale delle attività e delle strutture centrali e territoriali e allo sviluppo informativo nazionale per la prevenzione dei luoghi di lavoro – si intendono utilizzare le risorse, umane, economiche e strumentali, già in dotazione delle amministrazioni e degli organismi interessati attraverso una diversa e più efficace allocazione delle stesse.

        Si rappresenta, inoltre, che le attività di cui ai numeri 1) e 2) di cui all’articolo 1, comma 2, lettera o), sono da finanziare a valere su una quyota delle risorse di cui all’articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n.  296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l’anno 2007 dell’INAIL.

        In ogni caso, trattandosi di legge delega, l’impatto finanziario del provvedimento potrà essere oggetto di più completa valutazione con riferimento ai decreti di attuazione.

d) Strumento tecnico normativo appropriato

        Come strumento normativo è stata individuata la legge delega, in considerazione della ampiezza dell’intervento e delle peculiarità tecniche delle disposizioni recate.


 


 


DISEGNO DI LEGGE

 

Art. 1.

 

    1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, in conformità all’articolo 117 della Costituzione e garantendo l’uniformità della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

    2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati, realizzando il necessario coordinamento con le disposizioni vigenti, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi generali:

        a) riordino e coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, in ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 117 della Costituzione;

        b) applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio, anche tenendo conto delle peculiarità o della particolare pericolosità degli stessi e della specificità di settori ed ambiti lavorativi, quali quelli presenti nella pubblica amministrazione, come già indicati nell’articolo 1, comma 2, e nell’articolo 2, comma 1, lettera b), secondo periodo, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e nel rispetto delle competenze in materia di sicurezza antincendio come definite dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;

        c) applicazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, nonché ai soggetti ad essi equiparati prevedendo:

            1) misure di particolare tutela per determinate categorie di lavoratori e lavoratrici e per specifiche tipologie di lavoro o settori di attività;

            2) adeguate misure di tutela per i lavoratori autonomi, secondo i principi della Raccomandazione 2003/134/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2003;

        d) semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, nel pieno rispetto dei livelli di tutela, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese;

        e) riordino della normativa in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di protezione individuale, al fine di operare il necessario coordinamento tra le direttive di prodotto e quelle di utilizzo e di razionalizzare il sistema pubblico di controllo;

        f) riformulazione e razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti e per le infrazioni alle disposizioni contenute nei decreti legislativi emanati in attuazione della presente legge, tenendo conto della responsabilità e delle funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato, nonché della natura sostanziale o formale della violazione, attraverso:

            1) la modulazione delle sanzioni in funzione del rischio e l’utilizzazione di strumenti che favoriscano la regolarizzazione e l’eliminazione del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei provvedimenti amministrativi, confermando e valorizzando il sistema del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758;

            2) determinazione delle sanzioni penali dell’arresto e dell’ammenda, previste solo nei casi in cui le infrazioni ledano interessi generali dell’ordinamento, individuati in base ai criteri ispiratori degli articoli 34 e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, da comminare in via esclusiva ovvero alternativa, con previsione della pena dell’ammenda fino a euro ventimila per le infrazioni formali, della pena dell’arresto fino a tre anni per le infrazioni di particolare gravità, della pena dell’arresto fino a tre anni ovvero dell’ammenda fino a euro centomila negli altri casi;

            3) previsione della sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro fino ad euro centomila per le infrazioni non punite con sanzione penale;

            4) l’applicazione ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro, delle disposizioni sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, con previsione di una sanzione pecuniaria non inferiore a mille quote e di sanzione interdittiva non superiore ad un anno;

            5) la graduazione delle misure interdittive in dipendenza della particolare gravità delle disposizioni violate;

        g) revisione dei requisiti e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, anche attraverso idonei percorsi formativi, con particolare riferimento al rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale;

        h) rivisitazione e potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici, anche quali strumento di aiuto alle imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

        i) realizzazione di un coordinamento su tutto il territorio nazionale delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato all’emanazione di indirizzi generali uniformi e alla promozione dello scambio di informazioni anche sulle disposizioni italiane e comunitarie in corso di approvazione, nonché ridefinizione dei compiti e della composizione, da prevedere su base tripartita e nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province autonome di cui all’articolo 117 della Costituzione, della commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro e dei comitati regionali di coordinamento;

        l) valorizzazione di accordi aziendali nonché, su base volontaria, dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi che orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i princìpi della responsabilità sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente;

        m) definizione di un assetto istituzionale fondato sull’organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro, anche attraverso il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, che valorizzi le competenze esistenti ed elimini ogni sovrapposizione o duplicazione di interventi;

        n) previsione della partecipazione delle parti sociali al sistema informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL), e del concorso allo sviluppo del medesimo da parte degli organismi paritetici e delle associazioni e degli istituti di settore a carattere scientifico;

        o) promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, da finanziare, per le attività di cui ai numeri 1) e 2) della presente lettera, a valere su una quota delle risorse di cui all’articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l’anno 2007 dell’INAIL, attraverso:

            1) la realizzazione di un sistema di governo per la definizione, tramite forme di partecipazione tripartita, di progetti formativi, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, da indirizzare, anche attraverso il sistema della bilateralità, nei confronti di tutti i soggetti del sistema di prevenzione aziendale;

            2) il finanziamento degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro delle piccole e medie imprese, i cui oneri siano sostenuti dall’INAIL, nell’ambito e nei limiti delle spese istituzionali dell’Istituto;

            3) la promozione e la promulgazione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro all’interno dell’attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e in considerazione dei relativi princìpi di autonomia didattica e finanziaria;

        p) razionalizzazione e coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, al fine di rendere più efficaci gli interventi di pianificazione, programmazione, promozione della salute, vigilanza, nel rispetto e nella verifica dei risultati, per evitare sovrapposizioni, duplicazioni e carenze negli interventi e valorizzando le specifiche competenze, anche riordinando il sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione, formazione e controllo in materia e prevedendo criteri uniformi ed idonei strumenti di coordinamento;

        q) esclusione di qualsiasi onere finanziario per il lavoratore e la lavoratrice subordinati e per i soggetti ad essi equiparati in relazione all’adozione delle misure relative alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e delle lavoratrici;

        r) revisione della normativa in materia di appalti prevedendo misure dirette a:

            1) migliorare l’efficacia della responsabilità solidale tra appaltante ed appaltatore e il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti, anche attraverso l’adozione di meccanismi che consentano di valutare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese pubbliche e private, considerando il rispetto delle norme relative alla salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro quale elemento vincolante per la partecipazione alle gare relative agli appalti e subappalti pubblici e per l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica;

            2) modificare il sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso, al fine di garantire che l’assegnazione non determini la diminuzione del livello di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori;

        s) rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria, adeguandola alle differenti modalità organizzative del lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonché ai criteri ed alle linee guida scientifici più avanzati, anche con riferimento al prevedibile momento di insorgenza della malattia.

    3. I decreti di cui al presente articolo non possono disporre un abbassamento dei livelli di protezione, di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

    4. I decreti di cui al presente articolo sono adottati nel rispetto della procedura di cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con il Ministro della salute, il Ministro delle infrastrutture, limitatamente a quanto previsto dalla lettera r) del comma 2, il Ministro dello sviluppo economico, limitatamente a quanto previsto dalla lettera e) del comma 2, di concerto con il Ministro per le politiche europee, il Ministro della giustizia, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro della solidarietà sociale, limitatamente a quanto previsto dalla lettera l) del comma 2, nonché gli altri Ministri competenti per materia, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro.

    5. Gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle commissioni competenti per materia. Decorso tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 e 6 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di 6 mesi.

    6. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi fissati dalla presente legge, il Governo può adottaree, attraverso la procedura di cui ai commi 4 e 5, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi.

    7. Dall’attuazione dei criteri della presente legge di delega, con esclusione di quelli di cui al comma 2, lettera o), numeri 1) e 2), non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tale fine, per gli adempimenti dei decreti attuativi della presente delega le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse, umane, strumentali ed economiche, allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni.

 


Esame in sede consultiva


Affari costituzionali (1ª)
Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 5 GIUGNO2007

42ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VILLONE

 

 

(omissis)

 

SUI LAVORI DELLA SOTTOCOMMISSIONE PER I PARERI 

 

      Il presidente VILLONE avverte che su richiesta del senatore PALMA (FI) è rimesso alla Commissione nella sede plenaria l'esame dei seguenti disegni di legge e degli emendamenti ad essi riferiti: nn. 691-A (Delega al Governo per completare la liberalizzazione dei settori dell'energia elettrica e del gas naturale e per il rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, in attuazione delle direttive comunitarie 2003/54/CE, 2003/55/CE e 2004/67/CE), 772-A (Delega al Governo per il riordino dei servizi pubblici locali), 1201-A (Interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale), 1507-A (Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro), 1465 (Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica democratica federale dell'Etiopia sulla mutua assistenza amministrativa per la prevenzione, l'accertamento e la repressione delle infrazioni doganali, con allegato, fatto a Roma il 26 settembre 2006), 1538 (Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica greca per lo sviluppo dell'interconnessione tra Italia e Grecia - Progetto IGI, fatto a Lecce il 4 novembre 2005), 1485 (Norme fiscali per l'ammortamento degli immobili ed in materia di rimborsi IVA per le automobili), 1249 (Disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute) e 1448 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2007).

 

            La Sottocommissione prende atto.

 

            La seduta termina alle ore 14,45.


Affari costituzionali (1ª)

 

MARTEDÌ 12 GIUGNO2007

124ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BIANCO

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

            La seduta inizia alle ore 14,30.

(omissis)

IN SEDE CONSULTIVA 

(1507-A) Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all'Assemblea su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo con condizione e osservazioni sul testo; parere in parte contrario, in parte non ostativo con osservazioni e in parte non ostativo sugli emendamenti)

 

Il relatore VILLONE (SDSE) illustra un parere non ostativo con condizione e osservazioni sul testo del disegno di legge e un parere in parte contrario, in parte non ostativo con osservazioni e in parte non ostativo sugli emendamenti a esso riferiti.

 

            Il senatore SINISI (Ulivo) esprime perplessità sulla condizione proposta dal relatore concernente la soppressione o quantomeno la riformulazione della lettera b) dell’articolo 3, comma 1: il disegno di legge in esame prevede che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui alla lettera b) richiamata sia adottato previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, configurando pertanto un potere sostitutivo atipico il quale, in quanto assentito dagli enti sostituiti, è a suo giudizio compatibile con il riparto di competenze costituzionali.

 

            Il relatore VILLONE (SDSE) osserva che se l’intervento in questione si qualifica come esercizio di un potere sostitutivo, che si può attivare a fronte di un’inadempienza delle Regioni, esso per sua natura non può essere condizionato dall’intesa espressa  dagli stessi soggetti sostituiti. A suo avviso, la previsione di una procedura per l’esercizio di un potere sostitutivo alternativa a quella disciplinata dall’articolo 8 dalla legge n. 131 del 2003 che ha attuato l’articolo 120, secondo comma, della Costituzione finirebbe per indebolire la stessa potestà sostitutiva dello Stato.

 

            Il senatore PASTORE (FI) condivide le osservazioni del relatore e sottolinea i riflessi che l’assetto delle competenze previste dalla Costituzione determinano sui diritti dei cittadini. Sotto tale profilo, non si può prescindere dalle conseguenze in termini di tutela dei diritti e di responsabilità penali che derivano dal mancato esercizio delle rispettive competenze di Stato e Regioni.

 

Anche il presidente BIANCO esprime riserve sulla previsione di un’intesa tra Stato e Regioni in un ambito - l'esercizio di poteri sostitutivi - che a suo giudizio va ricondotto alla piena competenza statale. Ritiene opportuno quindi che il parere faccia riferimento a interventi, ad esempio di natura sollecitatoria, che non costituiscano esercizio di poteri sostitutivi, per il quale sarebbe incongruo richiedere l’acquisizione della previa intesa.

 

            Il senatore MALAN (FI) rileva la genericità dei princìpi e criteri direttivi della delega di cui all’articolo 1, comma 2, che propone una generale revisione della  normativa in materia della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In proposito, sottolinea anche l’improprietà del riferimento inserito nel testo definito dalla Commissione di merito alle "differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati". Infine, osserva che la sanzione conseguente all’accertamento di un impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, consistente nella sospensione dell’attività imprenditoriale finirebbe per danneggiare soprattutto i lavoratori in regola: per tale circostanza, a suo avviso, sarebbe preferibile introdurre sanzioni pecuniarie che colpiscano piuttosto il datore di lavoro.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori e previa dichiarazione di voto contrario del senatore PASTORE (FI), la Commissione approva i pareri proposti dal relatore, integrati in base alle osservazioni emerse nel dibattito, pubblicati in allegato al resoconto.

(omissis)

PARERE ALL’ASSEMBLEA APPROVATO DALLA COMMISSIONE SU TESTO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 1507-A

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che nell’articolo 3, comma 1, sia soppressa la lettera b) o che sia quanto meno riformulata sostituendo il riferimento all’esercizio di poteri sostitutivi con quello all’esercizio di poteri sollecitatori in caso di inadempimento delle amministrazioni pubbliche, nei limiti di quanto non sia già disciplinato dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, attuativo dell’articolo 120, secondo comma, della Costituzione. Si osserva inoltre che l’articolo 1, comma 2, lettera i) dovrebbe essere riformulato escludendo la possibilità che si configuri un potere di indirizzo e coordinamento in una materia – quella della tutela e sicurezza del lavoro – che l’articolo 117, comma terzo della Costituzione demanda alla competenza legislativa concorrente di Stato e Regioni, in conformità ai consolidati orientamenti della giurisprudenza costituzionale. Si segnala, infine, l’opportunità di prevedere il coinvolgimento delle Regioni, in sede di Conferenza Stato-Regioni, nella fase attuativa del finanziamento degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla definizione di criteri generali di riparto, incidendo tali finanziamenti in una materia di competenza legislativa concorrente.

 

            Esaminati altresì gli emendamenti a esso riferiti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri:

- parere non ostativo sull’emendamento 1.89, invitando tuttavia a una sua riformulazione che preveda il coinvolgimento delle Regioni, in sede di Conferenza Stato-Regioni, per il riparto del fondo finalizzato alle iniziative per la promozione della sicurezza e tutela del lavoro, incidendo tali finanziamenti in una materia di competenza legislativa concorrente;

-  con l’occasione, si segnala che l’emendamento 1.36 prescrive l’acquisizione del parere vincolante della Commissioni parlamentari sugli schemi di decreto legislativo adottati in attuazione della delega conferita al Governo; su tale proposta si esprime un parere contrario, poiché tale previsione contrasta con il dettato dell’articolo 76 della Costituzione;

- parere non ostativo sui restanti emendamenti. 

(omissis)

 

 


Giustizia (2ª)
Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

9ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

CASSON

 

 

            alla 11a Commissione

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro: parere parte favorevole con osservazioni e parte contrario.

 

 


Bilancio (5ª)
Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2007

68ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 14,35.

 

 

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione. Esame e rinvio)

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra il provvedimento in titolo, segnalando per quanto di competenza in primo luogo che il provvedimento, composto di un unico articolo, prevede al comma  7 una clausola di invarianza degli oneri  ad eccezione  che per la lettera o) di cui si dirà più avanti. Proprio in relazione all’affermata invarianza, ribadita anche nella relazione tecnica allegata al provvedimento, si richiama in primo luogo, ai fini di una conferma di detto principio la lettera b) che prevede, l’applicazione  della disciplina sulla sicurezza a tutti i settori  di attività e tipologie di rischio, tenendo conto, da un lato, delle eventuali peculiarità o pericolosità degli stessi e, dall’altro della specificità di alcuni ambiti lavorativi, come quelli della PA (si veda al riguardo anche la nota di lettura n. 39 del Servizio del bilancio) e la lettera c) che estende anche ai lavoratori autonomi  la normativa in materia di sicurezza rilevando ciò per la pubblica amministrazione in relazione a tutti i contratti di lavoro non subordinato. Le medesime considerazioni valgono anche per le lettere g), h) e i) che prevedono rispettivamente un rafforzamento, attraverso idonei percorsi formativi, del ruolo del rappresentante  dei lavoratori per la sicurezza territoriale, il potenziamento degli organismi paritetici e la realizzazione di un coordinamento su tutto il territorio nazionale delle attività in materia di sicurezza: politiche che ordinariamente comportano oneri. La stessa conferma appare necessaria anche in relazione alla lettera s) che prevede la rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria. Segnala poi il punto 2) della lettera r) che propone  la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso per gli effetti che ciò potrebbe, in linea teorica, comportare sulla finanza pubblica. Per quanto riguarda la lettera o) che prevede la promozione  della cultura della sicurezza sul lavoro attraverso azioni di prevenzione  mediante  progetti formativi per le piccole e medie imprese ed investimenti  finalizzati a questi soggetti  i cui oneri siano sostenuti  dall’INAIL si prevede la copertura mediante  una quota delle risorse previste dal comma 780 della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007). Al riguardo va sottolineato che l’onere derivante da tale principio di delega, non quantificato, si finanzia su di un’entrata eventuale, come quella prevista dal comma in questione finalizzata peraltro ad altro obbiettivo (si veda al riguardo anche la richiamata nota del Servizio del bilancio) e accertabile presumibilmente a metà dell’anno 2008. Apparirebbe pertanto opportuna una quantificazione degli oneri che chiarisse quanta parte delle risorse del comma 780 debbano essere destinate agli obbiettivi del disegno di legge in esame e si rendesse esplicito che tali obbiettivi possano essere attuati solo all’atto dell’accertamento delle risorse secondo quanto stabilito dal comma 780 medesimo. Appare inoltre necessario acquisire chiarimenti sul mancato inserimento del punto 3) della medesima lettera o) nella clausola di copertura in quanto anche il raggiungimento di tale obbiettivo sembra comportare maggiori oneri. Infine, in relazione al comma 5, sembrerebbe opportuna l’assegnazione per il parere oltre che alle commissioni di merito anche a quelle che effettuano la valutazione dei profili finanziari degli schemi dei decreti legislativi.

 

Il sottosegretario CASULA, in relazione all'affermata  invarianza, ribadisce quanto già affermato in relazione tecnica, che il citato comma 7, prevede espressamente che per l'attuazione dei criteri di delega diversi da quelli della lettera o), nn. 1) e 2), le Amministrazioni competenti provvederanno con la diversa allocazione delle risorse umane, strumentali economiche allo stato in dotazione alle medesime Amministrazioni. In relazione al punto 2) della lettera r), ribadisce gli elementi di risposta forniti dal Ministero del lavoro, ossia evitare l'aggiudicazione di offerte anomale (cioè al massimo ribasso), specificando altresì in modo analitico anche i costi per la sicurezza. In relazione alla lettera o), rappresenta che allo stato non è possibile fornire un'esatta quantificazione degli oneri, in quanto gli strumenti operativi devono essere ancora definiti. Circa il punto 3), della medesima lettera o), fa presente che esso è soggetto al vincolo di invarianza degli oneri di cui al comma 7.

 

Il presidente MORANDO rileva la necessità di un ulteriore approfondimento da parte del Governo in ordine ai profili evidenziati dal relatore circa la garanzia dell'effettività della clausola di invarianza finanziaria in relazione ai principi posti per l'esercizio della delega legislativa, per cui risulta opportuna una integrazione della documentazione fornita dal Governo su tale questione. Si sofferma poi sul punto 2 della legge r), per la quale andrebbe chiarita la compatibilità tra il ricorso al sistema del massimo ribasso in materia di pubblici appalti, così da garantire risparmi in termini di finanza pubblica, e la tutela dei profili della sicurezza sul lavoro. In ordine alla lettera o), il Governo dovrebbe poi definire la scansione temporale in relazione agli oneri finanziari previsti.

 

Il senatore FERRARA (FI) evidenzia i rischi connessi al rinvio degli aspetti di quantificazione al successivo momento dell'esercizio della delega legislativa. Si sofferma, inoltre, sulla lettera r), punto 2, rilevando che la normativa in vigore già prevede norme volte a garantire il rispetto dei profili per la sicurezza sul lavoro in relazione allo svolgimento delle procedure di affidamento e realizzazione dei pubblici appalti; in tale quadro non appare chiaro il senso della norma in esame, che, stante il suo inserimento nell'ambito di una legge delega, rischia di costituire una norma interpretativa fonte di una più ampia delega in materia di normativa dei lavori pubblici, con un rischio di sovrapposizione rispetto a materie di competenza di altre Commissioni. Propone, dunque, che venga posta una condizione tesa all'espunzione dal testo del provvedimento della norma in esame, non potendo risultare sufficiente un chiarimento al riguardo.

 

Il PRESIDENTE rileva come potrebbe risultare idoneo chiarire l'oggetto della delega legislativa specificando che l'intervento sia esclusivamente riferito ad un rafforzamento nel controllo del rispetto della normativa sulla sicurezza, fermo restando il possibile ricorso al sistema dell'aggiudicazione per massimo ribasso.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) rileva che potrebbe essere formulato un parere di nulla osta nel quale, acquisita conferma dell'effettività dell'invarianza finanziaria in relazione alle lettere b), c), g), h) e i) dell'articolo unico del provvedimento, ponga una condizione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, in ordine alla lettera r), punto 2, nel senso di specificare l'obiettivo di rafforzamento del controllo sul corretto espletamento delle misure a tutela della sicurezza. In ordine alla lettera o) potrebbe inoltre condizionarsi il parere alla previsione della possibilità di disporre le relative misure solo a partire dall'esercizio 2008, in relazione al meccanismo di copertura mediante la quota di risorse di cui al comma 780 della legge finanziaria per il 2007, propone, infine, che venga prevista un'ulteriore condizione, ai sensi della citata norma costituzionale, in ordine all'inserimento al comma 5 della sottoposizione al parere parlamentare anche per i profili finanziari.

 

Il presidente MORANDO, rilevato che dovrebbero comunque essere forniti dal Governo gli ulteriori chiarimenti in ordine all'effettività della clausola di invarianza finanziaria prevista in relazione alla prima parte del provvedimento, propone che si disponga il rinvio dell'esame al fine di acquisire dal Governo la relativa documentazione integrativa.

 

Dopo un intervento del senatore FERRARA (FI) volto ad evidenziare la necessità di una specificazione in ordine alla previsione della lettera r), punto 2, il PRESIDENTE, propone di rinviare l'esame del provvedimento, anche al fine di poter chiarire nella linea già evidenziata, di rafforzamento del controllo circa l'attuazione delle misure per la sicurezza, in relazione a tale previsione della delega.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 15,10.


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

69ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

    Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula e per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.

La seduta inizia alle ore 12.

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito dell'esame del testo e rinvio. Esame degli emendamenti e rinvio) 

 

Riprende l'esame sospeso nella seduta pomeridiana del 16 maggio scorso.

 

Il presidente MORANDO ricorda che erano stati chiesti taluni approfondimenti al Governo in relazione ad alcuni profili inerenti il testo del provvedimento. In qualità di relatore, in luogo del senatore Ripamonti, assente per cause a lui non ascrivibili, illustra quindi gli emendamenti al testo del provvedimento. Per quanto di competenza richiama le osservazioni avanzate sul testo circa l’acquisizione di una conferma sulla invarianza degli oneri in relazione agli emendamenti 1.41, 1.3, 1.56, 1.17, 1.39, 1.20, 1.79, 1.10, 1.45,  1.1 (limitatamente alla lettera g- quater), 1.46, 1.22 e sull’emendamento 1.0.15 che introduce un articolo aggiuntivo concernente il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Sembrano invece comportare maggiori oneri non coperti gli emendamenti 1.35, 1.65 (limitatamente al comma 5-ter), 1.47, 1.88, 1.6, 1.54, 1.55, 1.89, 1.52, 1.0.2 e 1.0.9 (limitatamente all’ultimo periodo del comma 1).

In relazione agli emendamenti 1.4 e 1.66, 1.64, 1.5 (limitatamente alla lettera f-ter) e 1.62, ritiene necessario valutare gli effetti sulla finanza pubblica conseguenti ad una estensione degli ambiti di applicazione della normativa vigente sulla sicurezza del lavoro sia in relazione al tipo di rischio che di categorie di lavoratori. Mentre  sulle proposte emendative 1.42, 1.59 e 1.71, fa presente la necessità di avere chiarimenti su quali possano essere gli effetti finanziari derivanti dall’introduzione di nuove procedure o nuovi documenti. In relazione agli emendamenti 1.70 e 1.84, ritiene altresì necessario acquisire conferma che il riferimento alle micro imprese rappresenti una precisazione testuale e non un allargamento della platea di applicazione delle norme. In relazione all’emendamento 1.53, volto a stabilire la destinazione delle sanzioni già vigenti relative alle violazioni della normativa sulla sicurezza rileva l’esigenza di acquisire conferma che tali importi siano o meno iscritti in bilancio nelle entrate, con i conseguenti effetti sui saldi,  perché in tal caso la proposta comporterebbe maggiori oneri.

Riguardo alle proposte 1.63 (limitatamente al comma 2) e 1.1 (limitatamente alla lettera g-bis), occorre valutare quali possano essere gli effetti sul bilancio dello stato riguardo alla "rivalutazione" del tempo a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza per la parte concernente la pubblica amministrazione. In relazione all’emendamento 1.60, fa presente, inoltre, l’esigenza di valutare quali possano essere gli effetti finanziari derivanti dall’estensione di una serie di obblighi in capo  al datore di lavoro committente (riferito dunque anche alla pubblica amministrazione) attualmente in capo alle imprese esecutrici di lavori pubblici. Analoga valutazione sui possibili effetti finanziari deve essere operata in relazione all’emendamento 1.0.4 che fissa una quota del 2 per cento  delle risorse di ciascun servizio sanitario regionale  ai servizi di prevenzione  in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Occorre, poi, valutare al medesimo fine gli effetti potenzialmente derivanti dalla creazione di banche dati unificate predisposta dall’emendamento 1.0.11. Infine, in relazione all’emendamento 1.51, che prevede l’assunzione tutti gli idonei che hanno partecipato ad un concorso per ispettori del lavoro bandito dal Ministero del lavoro del 2004, chiede conferma della corretta quantificazione dell’onere al fine di valutarne la copertura. Segnala inoltre l’opportunità che la clausola di copertura, formulata come tetto di spesa a fronte del riconoscimento di diritti soggettivi derivanti dall’assunzione in ruolo, sia trasformata in previsione di spesa e sia introdotta una clausola di invarianza. In relazione all’emendamento 1.0.19 d’iniziativa governativa, recante disposizioni varie in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, sembra opportuno acquisire, oltre alla relazione illustrativa, di cui l’emendamento è corredato, la relazione tecnica debitamente verificata ai sensi dell’articolo 11-ter, comma 2, della legge di contabilità. In relazione poi all’emendamento 1.0.20 che si propone il contrasto al lavoro irregolare e che predispone, al comma 2, lettera c), sanzioni destinate ad integrare il Fondo per l’occupazione occorre acquisire conferma che si tratti di un gettito aggiuntivo oltre a quello vigente. Fa presente, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA esprime il parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in ordine alle proposte 1.41, 1.3, 1.56, 1.17, 1.39, 1.20, 1.79, 1.10, 1.45,  1.1 (limitatamente alla lettera g- quater), 1.46 e 1.22, in quanto determinano maggiori oneri non quantificati né coperti.

 

Dopo un intervento del senatore MORGANDO (Ulivo) volto a chiedere chiarimenti in ordine alla sussistenza di effetti finanziari in relazione alla proposta 1.22, il senatore FERRARA (FI) rileva che non risulta chiaro quali effetti in termini di maggiori oneri possano riconnettersi alla proposta 1.41.

 

Il sottosegretario CASULA prosegue dunque con l’espressione del parere dell’Esecutivo, rimettendosi al parere della Commissione in ordine all’emendamento 1.0.15 e formulando parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 1.35, 1.65 (limitatamente al comma 5-ter), 1.47, 1.88, 1.6, 1.54, 1.55, 1.89.

 

In relazione alla proposta 1.0.15, dopo che il senatore MORGANDO (Ulivo) rileva che la stessa non sembra comportare nuovi o maggiori oneri, il PRESIDENTE evidenzia  che l’emendamento incide su questioni di competenza e coordinamento senza rilievi di natura finanziaria.

 

Il sottosegretario CASULA in relazione alla proposta 1.52 rileva che la stessa è suscettibile di determinare maggiori oneri qualora per la promozione delle attività ivi previste non ci si possa avvalere delle figure professionali già esistenti a legislazione vigente.

 

In merito a tale proposta il presidente MORANDO propone l’espressione di un parere di contrarietà ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Il sottosegretario CASULA prosegue poi esprimendo parere contrario, ai sensi dell’artico 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.0.2  e 1.0.9 (limitatamente all’ultimo periodo del comma 1).

 

Il PRESIDENTE propone dunque che in relazione alle proposte finora esaminate, stante il parere espresso dal Governo, potrebbe esprimersi un parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione sulle proposte 1.56, 1.17, 1.39, 1.20, 1.79, 1.10, 1.1 (limitatamente alla lettera g-quater), 1.22, 1.35, 1.65 (limitatamente al comma 5-ter), 1.47, 1.88, 1.6, 1.54, 1.55, 1.89, 1.52, 1.0.2, 1.0.9 (limitatamente all’ultimo periodo del comma 1), mentre potrebbe esprimersi un parere contrario senza il richiamo alla citata norma costituzionale sulle proposte 1.41, 1.3, 1.45 e 1.46. In relazione alla proposta 1.0.15 non sembrano invece sussistere profili di carattere finanziario per cui propone l’espressione di un parere di nulla osta.

 

In relazione alla proposta 1.66 il senatore FERRARA (FI) rileva come il riferimento ad ambienti di lavoro a rischio risulta in termini generali per cui potrebbero esservi ricondotte anche altre tipologie ivi incluso i luoghi di svolgimento del telelavoro.

 

Il sottosegretario CASULA esprime al riguardo parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, mentre il senatore TECCE (RC-SE) rileva che non appaiono evidenti le ragioni per l’espressione di tale contrarietà, per cui propone l’espressione di un parere di nulla osta sulla proposta 1.66, che eventualmente potrebbe essere condizionato alla espunzione dal testo dell’emendamento del riferimento al lavoro domestico.

 

In ordine alla proposta 1.64, il sottosegretario CASULA esprime la posizione di contrarietà ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione del Governo, mentre il senatore TECCE (RC-SE) rileva che sebbene sussistano elementi di scarsa chiarezza nella formulazione della proposta non appaiono con evidenza effetti di tipo finanziario.

 

Il presidente MORANDO evidenzia la riguardo come le lettere e-bis e e-quater della proposta presentino effetti finanziari privi della necessaria copertura. In ordine all’emendamento 1.5, sul quale il Governo esprime parere contrario, il PRESIDENTE rileva che stante la genericità della formulazione potrebbe optarsi per l’espressione di un parere di contrarietà senza il richiamo dell’articolo 81 della Costituzione. In ordine all’emendamento 1.62 sul quale il Governo esprime parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, il senatore TECCE (RC-SE) evidenzia che lo stesso presenta carattere normativo e non rileva in modo evidente sul piano finanziario, per cui esprime il proprio dissenso rispetto ad un parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, risultando piuttosto auspicabile l’espressione di un parere contrario senza il richiamo alla citata disposizione costituzionale.

 

Il presidente MORANDO rileva al riguardo che l’emendamento presenta evidenti effetti sul piano finanziario, in relazione alla possibile sospensione dell’attività dei lavoratori pubblici.

 

Dopo che il sottosegretario CASULA ha espresso parere contrario sulle proposte 1.42 e 1.71, in ordine alla proposta 1.59, il PRESIDENTE dopo aver chiarito il tenore della norma del decreto legislativo n. 626 del 1994 che si intende modificare, propone l’espressione di un parere di nulla osta condizionato ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione che le parole: "la documentazione relativa alla valutazione dei rischi" siano sostituite dalle parole: "il documento". Propone quindi di rinviare il seguito dell’esame alla seduta pomeridiana.

 

La Sottocommissione conviene ed il seguito dell’esame è quindi rinviato. 

 

 

La seduta termina alle ore 14,10.


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

70ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 15.

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell’esame del testo. Parere condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Seguito dell’esame degli emendamenti e rinvio. Parere in parte non ostativo; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell’esame dell’emendamento 1.0.19) 

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana.

 

Il presidente MORANDO ricorda che nella seduta antimeridiana è stata esaminata una parte degli emendamenti. Si riprende dalla proposta 1.70.

 

Il sottosegretario CASULA precisa che le proposte 1.70 e 1.84 non determinano un allargamento della platea di applicazione delle norme citate dal relatore. Per quanto concerne, poi, le proposte 1.53, 1.63 (limitatamente al comma 2), 1.1 (limitatamente alla lettera g-bis), 1.60 e 1.0.4, esprime avviso contrario, in quanto comportano maggiori oneri non quantificati né coperti. In particolare, segnala la proposta 1.53 in quanto si tratta di un utilizzo di entrate a legislazione vigente, in relazione all’emendamento 1.0.4 precisa che mentre le quote di risorse destinate al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza sono già definiti, la proposta in questione introduce una quota di risorse aggiuntive senza copertura finanziaria.

Esprime poi avviso contrario sulla proposta 1.0.11, mentre sull’emendamento 1.51 condivide l’esigenza del relatore di predisporre una relazione tecnica, che tuttavia non è ancora disponibile. In merito alla proposta 1.0.19 fa presente che non è ancora disponibile una relazione tecnica, sebbene la relazione illustrativa sia stata trasmessa. Conferma, infine, che le sanzioni indicate nell’emendamento 1.0.20 sono aggiuntive rispetto a quelle previste a legislazione vigente. Esprime avviso favorevole su tutte le restanti proposte emendative.

 

Il senatore TECCE (RC-SE) dichiara di non condividere l’avviso del Governo sulle proposte 1.0.4 e 1.0.20 che, a suo giudizio, sono prive di profili finanziari critici.

 

Il presidente MORANDO, in relazione all’emendamento 1.0.11, non condivide l’avviso del Governo in quanto la formulazione della proposta è talmente generica da escludere un effetto negativo per la finanza pubblica. Propone, in alternativa, di esprimere avviso contrario, senza l’indicazione dell’articolo 81 della Costituzione. Analoga valutazione ritiene possa essere formulata in merito alla proposta 1.51, in quanto non presenta profili finanziari critici giacché la copertura finanziaria è più che sufficiente. Il parere contrario, senza indicazione dell’articolo 81 della Costituzione, è  motivato dal fatto che gli oneri ivi previsti non sono propriamente configurabili come tetti di spesa. Auspica che il Governo presenti, entro la giornata di domani, la relazione tecnica all’emendamento 1.0.19, che verrà esaminato successivamente.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo, formula una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti trasmessi, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo, alle seguenti condizioni rese ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione:

a)         che all’articolo 1, comma 2, lettera o), dopo le parole: "da finanziare" vengano aggiunte le altre: "a decorrere dall’anno 2008" e che dopo le parole: "a valere" vengano aggiunte le altre: ", previo atto di accertamento, ";

b)         che al comma 5, dopo le parole: "per materia" vengano aggiunte le altre: "e per i profili finanziari".

Osserva, infine, che la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso deve comunque contemplare l’obiettivo di rafforzamento del controllo sul corretto espletamento delle misure a tutela della sicurezza.

In relazione agli emendamenti esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.56, 1.17, 1.39, 1.20, 1.79, 1.10, 1.1 (limitatamente alla lettera g-quater), 1.22, 1.35, 1.65 (limitatamente al comma 5-ter), 1.47, 1.88, 1.6, 1.54, 1.55, 1.89, 1.52, 1.0.2, 1.0.9 (limitatamente all’ultimo periodo del comma 1), 1.66, 1.64, 1.62, 1.42, 1.71, 1.53, 1.63, 1.1 (limitatamente alla lettera g-bis), 1.60, 1.0.4.         Il parere è contrario sugli emendamenti 1.41, 1.3, 1.45, 1.46, 1.4, 1.5 (limitatamente alla lettera f-ter), 1.70, 1.84, 1.0.11, 1.51. In ordine all’emendamento 1.59 il parere è di nulla osta a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che le parole: "la documentazione relativa alla valutazione dei rischi" siano sostituite dalle parole: "il documento".  Il parere è di nulla osta sui restanti emendamenti ad eccezione che sull’emendamento 1.0.19, per il quale il parere è sospeso.".

 

Il senatore TECCE (RC-SE), avendo espresso orientamenti difformi da quelli del relatore, preannuncia la propria astensione al voto.

 

Il senatore FERRARA (FI) preannuncia il proprio voto contrario alla proposta del relatore, in quanto l’osservazione sul testo relativa agli appalti al massimo ribasso può ingenerare dubbi interpretativi sulla generale applicazione del rispetto della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta del relatore, rinviando il seguito dell’esame della proposta 1.0.19.


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

71ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 9,05.

 

 

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione. Seguito e rinvio dell’esame dell’emendamento 1.0.19 ed esame degli ulteriori emendamenti. Parere in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte non ostativo) 

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra gli ulteriori emendamenti al disegno di legge in titolo, rilevando, per quanto di competenza, che, in ordine alla proposta 1.102, occorre acquisire conferma che la riformulazione del comma 3 dell’articolo 7, del decreto legislativo n. 626 del 1994 non comporti effetti di natura finanziaria. Infine, rileva che l’emendamento 1.105 sembra comportare maggiori oneri, ancorché rechi una clausola di invarianza finanziaria. Informa, inoltre, che è pervenuto l’ulteriore emendamento 1.52  (testo 2), che non appare superare le osservazioni critiche già formulate dalla Commissione con riferimento al testo originario della proposta.

 

Il sottosegretario CASULA esprime il parere contrario dell’Esecutivo in ordine alle proposte 1.102 e 1.105, nonché sull’emendamento 1.52 (testo 2), in quanto determinano maggiori oneri.

 

Il presidente MORANDO rileva che l’emendamento 1.102 fa riferimento alla sola attività di coordinamento per cui non sembra suscettibile di determinare effetti di natura finanziaria, mentre la proposta 1.105 appare suscettibile di comportare effetti onerosi.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), rilevando il carattere trascurabile degli effetti eventualmente connessi alla proposta 1.102, propone l’espressione di un parere contrario senza il richiamo all’articolo 81 della Costituzione. Propone invece un parere di contrarietà ai sensi della citata norma costituzionale sulle proposte 1.105 e 1.52 (testo 2).

 

Il presidente MORANDO ricorda che è rimasta sospesa l’espressione del parere sull’emendamento del Governo 1.0.19, per il quale si è in attesa della relazione tecnica obbligatoria per gli emendamenti governativi.

 

Il sottosegretario CASULA dà lettura di una nota della Ragioneria generale dello Stato recante la verifica positiva del comma 6 della proposta emendativa, rilevando inoltre la posizione favorevole della Ragioneria sul complesso della proposta come risultante dalla relazione allegata alla medesima.

 

Il presidente MORANDO rileva tuttavia che resta non chiarito il profilo della compatibilità tra il contenuto dell’emendamento in questione e la richiamata norma della legge finanziaria per il 2007, per cui si rende necessaria una esplicitazione di tale compatibilità nell’ambito di un’apposita relazione tecnica.

 

Dopo un intervento del senatore FERRARA (FI) volto ad evidenziare la necessità che il Governo chiarisca le modalità di utilizzazione delle somme stanziate nella legge finanziaria per il 2007 in relazione alla previsione della proposta emendativa, il PRESIDENTE propone dunque di rinviare l’esame dell’emendamento 1.0.19. Pone poi ai voti la proposta di parere del relatore sugli ulteriori emendamenti del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.105 e 1.52 (testo 2), nonché parere contrario sulla proposta 1.102. Esprime inoltre parere non ostativo sulle restanti ulteriori proposte.".

 

La Sottocommissione approva.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato

 

La seduta termina alle ore 9,25.


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

72ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 15.

 

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame dell’emendamento 1.0.19. Esame dell’emendamento 1.52 (testo 4). Parere in parte contrario; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione) 

 

Riprende l’esame sospeso nell’odierna seduta antimeridiana.

 

Il presidente MORANDO avverte che è stato trasmesso l’emendamento 1.52 (testo 4) e che è stata trasmessa la relazione tecnica sull’emendamento 1.0.19. Ricorda inoltre che la formulazione della proposta 1.52 (testo 2), sulla quale la Commissione ha già reso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, non escludeva la possibilità che le istituzioni scolastiche dovessero provvedere nel limite delle risorse a loro assegnate.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra l’ulteriore emendamento 1.52 (testo 4) relativo al disegno di legge in titolo, evidenziando che, sebbene l’attuale formulazione appaia idonea a superare i rilievi emersi nell’esame del testo 2 in seguito al vincolo del rispetto del principio di autonomia didattica e nell’ambito delle dotazioni finanziarie e di personale disponibili, tuttavia, evidenzia che viene introdotto un obbligo a riorganizzare i programmi di studio, riducendo le ore relative ai programmi attualmente svolti. Per tali ragioni, ritiene che sia opportuno esprimere un avviso contrario senza l’indicazione dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Il sottosegretario CASULA esprime avviso conforme al relatore sull’emendamento 1.52 (testo 4). In relazione alla proposta 1.0.19, illustra la relazione tecnica depositata agli atti della Commissione. Conferma, infine, che gli interventi contenuti nel comma 4 della proposta  1.0.19 sono limitati all’anno 2007.

 

Il senatore TOFANI (AN), firmatario dell’emendamento 1.52 (testo 4), rileva che una volta introdotto il vincolo del rispetto delle risorse umane e finanziarie disponibili, dovrebbero essere superati i rilievi critici associati alla precedente formulazione.

 

Il senatore FERRARA (FI), tenuto conto delle considerazioni testé svolte, preannuncia il proprio voto favorevole ad un parere non ostativo sulla proposta 1.52 (testo 4). Per quanto concerne l’emendamento 1.0.19, alla luce dei chiarimenti offerti dal Governo nella relazione tecnica, sottolinea l’esigenza di esplicitare che le assunzioni previste dall’articolo 1, commi 544 e 545 della legge n. 296 del 2006, vengano effettuate a decorrere dal 1° luglio del 2007.

 

Il presidente MORANDO condivide la proposta del relatore sull’emendamento 1.52 (testo 4), in quanto la nuova formulazione, da un lato, appare idonea a garantire la neutralità finanziaria dell’emendamento, dall’altro, tuttavia, riconosce il principio di autonomia didattica prevedendo, al contempo, un obbligo di riorganizzare i piani di studio. Per quanto concerne, poi, la proposta 1.0.19, condivide l’opportunità di condizionare l’avviso favorevole all’esplicitazione della data del 1° luglio del 2007 per l’assunzione di personale, posto che dal differimento della presa di servizio di tale personale si crea lo spazio di copertura degli interventi, limitati al 2007, per il funzionamento e il potenziamento dell’attività ispettiva.  

 

Il senatore TECCE (RC-SE) preannuncia la propria astensione al voto.

 

La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento 1.52 (testo 4) e 1.0.19, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario sulla proposta 1.52 (testo 4). In relazione poi all’emendamento 1.0.19 esprime parere di nulla osta, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, a condizione che al comma 4, lettera a), siano inserite in fine le seguenti parole: "a partire dal 1° luglio 2007"."


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2007

77ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 8,45.

 

 

(1507-A) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all’Assemblea su testo ed emendamenti. Esame. Parere in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte non ostativo, sul testo. Parere in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte non ostativo, sugli emendamenti) 

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti trasmessi dall’Assemblea segnalando, per quanto di competenza, in relazione al testo, che all’articolo 1, comma 2, lettera d),  e alla lettera p),  punti 1 e 2, è stato introdotto il concetto di microimprese sul quale la Commissione aveva espresso una semplice contrarietà in relazione agli emendamenti 1.70 e 1.84. Occorre poi acquisire chiarimenti, in merito ai possibili effetti finanziari derivanti dall’introduzione, alla lettera g) del medesimo articolo 1, comma 2, della figura dei rappresentanti di sito. Segnala, ai fini di una valutazione sui possibili maggiori oneri, la lettera v) dell’articolo 1, comma 2, che amplia l’istituto dell’interpello, già previsto dall’articolo 9 della legge 124 del 2004, nel quale si prevede la costituzione di organismi cui partecipano le diverse amministrazione statali e regionali competenti. Segnala, infine, che la Commissione aveva espresso un parere di semplice contrarietà sull’emendamento 1.102, confluito nell’articolo 2 comma 1, lettera a), sull’emendamento 1.52 (testo 4) confluito nell’articolo 3, comma 8  e sull’emendamento 1.51 approvato come articolo 11 del testo.

Per quanto riguarda gli emendamenti ripresentati all’Assemblea e già esaminati dalla Commissione, ricorda il parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.56 (ripresentato con testo analogo con il numero 1.202), 1.17, 1.39, 1.42 (ripresentato con testo analogo con il numero 1.800), 1.71, 1.35, 1.65, limitatamente al comma 5-ter (ripresentato con il numero 1.225), 1.20, 1.10, 1.1 (limitatamente alla lettera g)-bis), 1.47, 1.105, 1.6, 1.88, 1.22, 1.89, 1.0.4 e 1.0.2.   La Commissione aveva inoltre espresso parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.41, 1.5, limitatamente alla lettera f-ter (ripresentato con il numero 1.227), 1.45 (ripresentato con il numero 1.801) e 1.46 (ripresentato con il numero 1.704). In relazione agli emendamenti di nuova presentazione all’Assemblea sembrano presentare maggiori oneri gli emendamenti 1.206, 1.207, 1.213 (analogo all’emendamento 1.35), 1.214, 1.215, 1.222, 1.223, 1.224, 1.233, 1.707, 1.0.201, 1.0.203, 2.203, 3.201 e 3.204. Occorre invece chiedere chiarimenti in ordine alla corretta quantificazione degli oneri contenuti nelle proposte emendative 1.203, 1.204, 1.205, 1.226 e 1.706. Infine, occorre valutare quali possono essere gli effetti di carattere finanziario derivanti dalle proposte emendative 1.211, 1.212, 1.0.202, 1.0.205, 1.0.206, 2.201, 2.202, 2.204, 2.205, 3.200 e 10.200. Rileva, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA dà lettura di una nota che deposita agli atti relativa ad un’eventuale riformulazione dell’articolo 11, nonché di una eventuale proposta di riformulazione dell’articolo 9 del testo, in relazione alla modifica della copertura attualmente recata mediante l’imposta sui tabacchi e sugli alcolici.

 

Il PRESIDENTE rileva comunque che tali riformulazioni non risultano formalmente presentate all'Assemblea per cui non può che farsi riferimento al contenuto del testo attualmente all'esame.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) propone, quindi, in relazione al testo del provvedimento, l’espressione di un parere di nulla osta ad eccezione che sull’articolo 1, comma 2, lettera d), lettera p), punti 1 e 2, e sull’articolo 2, comma 1, lettera a), sull’articolo 3, comma 8, e sull’articolo 11, sui quali il parere è di semplice contrarietà. Propone, inoltre, l’espressione di un parere di nulla osta sull’articolo 1, comma 2, lettera v), a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, siano soppresse le parole da: "anche attraverso" fino alla fine della lettera, in quanto tale parte della disposizione risulta suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri, segnala, al riguardo, che in sede di esame presso l’Assemblea potrà comunque essere presentata dal relatore una riformulazione che precisi, in ordine al testo in questione, che l’istituzione di organismi per il coordinamento in materia di interpello sia ad invarianza di spesa senza la creazione di nuove strutture amministrative.

In relazione alle proposte emendative, propone di ribadire il parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, già espresso con riferimento agli emendamenti presentati nel corso dell’esame in Commissione di merito e ripresentati in Assemblea. Propone, quindi, l’espressione di un parere di contrarietà, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.202, 1.17, 1.39, 1.800, 1.71, 1.35, 1.225 (limitatamente al comma 5-ter), 1.20, 1.10, 1.1 (limitatamente alla lettera g)-bis), 1.47, 1.105, 1.6, 1.88, 1.22, 1.89, 1.0.4 e 1.0.2.

In ordine all’emendamento 1.227 (limitatamente alla lettera f)-ter), che ha il parere contrario del Governo, propone di ribadire il parere contrario, senza il richiamo alla citata norma costituzionale, già espresso con riferimento all’analoga proposta presentata presso la Commissione di merito, ribadendo altresì la contrarietà semplice sulle proposte 1.41, 1.801 e 1.704. In relazione agli emendamenti di nuova presentazione all’Assemblea, propone l’espressione di un parere di nulla osta sulle proposte 1.203, 1.204, 1.205, mentre in ordine alla proposta 1.226, sulla quale il Governo esprime il parere contrario in relazione a maggiori oneri non quantificati né coperti, propone l’espressione di un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Propone altresì l’espressione di un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.206, 1.207, 1.213, 1.214, 1.215, 1.222, 1.223, 1.224, 1.233, 1.707, 1.0.201, 1.0.203, 2.203, 3.201 e 3.204.

 

Il PRESIDENTE, in ordine alla proposta 1.226, osserva inoltre che la stessa prevede un taglio orizzontale sulle risorse stanziate nella Tabella C, che non può essere effettuato con una legge ordinaria, mentre il senatore AZZOLLINI (FI) osserva che la copertura della proposta, con il suddetto taglio lineare, risulta solo a decorrere dall'anno 2010.

 

In ordine alla proposta 1.706, sulla quale il Governo esprime un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) osserva che sul piano formale la copertura recata dalla proposta appare corretta, per cui propone l’espressione di un parere di nulla osta. Infine, propone l’espressione di un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, con conforme avviso del rappresentante del GOVERNO, sulle proposte 1.0.205, 1.0.206, 2.201, 2.202, nonché sulle proposte 3.200 e 10.200, proponendo un parere di nulla osta sulle restanti proposte.

 

Il senatore TECCE (RC-SE), in ordine alla proposta 1.0.206, rileva che non appaiono profilarsi significativi effetti finanziari, in quanto la norma sembra principalmente riferita alle aziende di tipo privato, per cui preannuncia il proprio voto di astensione in ordine alla proposta di parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, formulata dal relatore.

 

Il presidente MORANDO (Ulivo) pone dunque ai voti una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti trasmessi dall’Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta ad eccezione che sull’articolo 1, comma 2, lettera d), lettera p), punti 1 e 2, e sull’articolo 2, comma 1, lettera a), sull’articolo 3, comma 8, e sull’articolo 11, sui quali il parere è di semplice contrarietà.

Esprime altresì parere di nulla osta sull’articolo 1, comma 2, lettera v), a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, siano soppresse le parole da: "anche attraverso" fino alla fine della lettera.

In merito agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.202, 1.17, 1.39, 1.800, 1.71, 1.35, 1.225 (limitatamente al comma 5-ter), 1.20, 1.10, 1.1 (limitatamente alla lettera g)-bis), 1.47, 1.105, 1.6, 1.88, 1.22, 1.89, 1.0.4, 1.0.2, 1.206, 1.207, 1.213, 1.214, 1.215, 1.222, 1.223, 1.224, 1.233, 1.707, 1.0.201, 1.0.203, 2.203, 3.201, 3.204, 1.226, 1.0.205, 1.0.206, 2.201, 2.202, 3.200 e 10.200.

Esprime, quindi, parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.41, 1.227 (limitatamente alla lettera f)-ter), 1.801 e 1.704.

Esprime, infine, parere di nulla osta su tutti i restanti emendamenti.".

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere del relatore.

 

La seduta termina alle ore 9,30.


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDI’ 13 GIUGNO 2007

79ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

La seduta inizia alle ore 9,15.

(1507-A) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all'Assemblea su ulteriori emendamenti. Esame e rinvio) 

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra gli ulteriori emendamenti trasmessi dall’Assemblea sul provvedimento in titolo

Per le parti di competenza si segnala l’emendamento 4.800 rispetto al quale occorre valutare se in luogo della formulazione usata: "nell’ambito delle ordinarie risorse di bilancio" non sia preferibile l’inserimento di una clausola di invarianza degli oneri al fine di escludere oneri derivanti da emolumenti aggiuntivi.

In relazione poi all’emendamento 9.800 occorre acquisire conferma dal Governo che sul Fondo di rotazione per la formazione professionale e l’accesso al Fondo sociale europeo (rispetto al quale occorre verificare se si tratti di una gestione fuori bilancio) sia sufficiente a coprire gli oneri derivanti dalla norma escludendo effetti negativi sul fabbisogno. Occorre infine inserire la cadenza temporale degli oneri medesimi nella clausola di copertura.

Quanto poi all’emendamento 11.800, accompagnato da una relazione tecnica non  "bollinata" dalla RGS, si segnala la necessità di esplicitare, al comma 2, la quota di risorse non destinate alle nuove assunzioni. Sarebbe infine opportuna una correzione testuale del comma 3.

Non vi sono osservazione sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA nel rilevare che in ordine all’emendamento 9.800 è in corso di verifica da parte del Governo la disponibilità del Fondo rotativo indicato dalla copertura finanziaria, esprime il parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione sulla proposta 4.800, che demandando nuovi compiti al personale sanitario risulta suscettibile di determinare maggiori oneri.  In ordine all’emendamento 11.800 deposita una nota, di cui dà lettura, recante la verifica della Ragioneria generale dello Stato contenente il parere favorevole in ordine alla proposta, con l’indicazione di talune correzioni e riformulazioni rispetto al testo emendativo in esame.

 

Il presidente MORANDO rileva che il riferimento dei documenti depositati dal Governo non appare chiaramente riferibile al testo in esame, per cui è necessario un chiarimento degli elementi forniti dal Governo anche con riferimento alla relazione tecnica debitamente verificata riferita alla proposta emendativa 11.800.

 

Dopo un intervento del senatore FERRARA (FI) che richiede il rinvio dell’esame degli emendamenti al disegno di legge in esame, attesi i profili di contraddittorietà e scarsa chiarezza degli elementi forniti dal Governo, il PRESIDENTE propone dunque il rinvio dell’esame.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDI’ 13 GIUGNO 2007

80ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula e per i trasporti Gentile.

La seduta inizia alle ore 15,05.

 

(1507-A) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all'Assemblea su ulteriori emendamenti. Seguito dell’esame e rinvio. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell’esame dell’emendamento 9.800) 

 

Riprende l’esame sospeso nell’odierna seduta antimeridiana.

 

Il sottosegretario CASULA illustra una proposta di riformulazione dell’emendamento 11.800, sulla scorta delle richieste avanzate dal relatore. In relazione all’emendamento 4.100, dichiara che la proposta determina maggiori oneri privi di un’adeguata copertura. Si riserva di fornire i chiarimenti richiesti sulla proposta 9.800 in altra seduta. Dichiara infine che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti 1.800, 3.800 e 8.800.

 

Il senatore FERRARA (FI) dichiara che, a suo giudizio, gli oneri connessi all’assunzione di 300 unità di personale per il contrasto al lavoro sommerso, indicati nella relazione tecnica depositata dal Governo nel corso del dibattito, sono sottostimati, preannunciando la propria contrarietà, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) propone di esprimere avviso favorevole sulle proposte 1.800, 3.800 e 8.800, avviso contrario sulla proposta 4.100, nonché avviso favorevole sull’emendamento 11.800, condizionato alla riformulazione proposta dal rappresentante del Governo. Auspica che il Governo fornisca presto i chiarimenti richiesti sull’emendamento 9.800.

 

La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti 1.800, 3.800, 4.800, 8.800 e 11.800, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 4.800.

Esprime altresì sulla proposta 11.800 parere condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, alla sostituzione dei commi  2, 3 e 5, con i seguenti: "2. In connessione con le immissioni in servizio del personale di cui al comma 1, per le spese relative all’incremento delle attività ispettive, all’aggiornamento, alla formazione, alle attrezzature, nonché per i buoni pasto, per lavoro straordinario e per le missioni svolte dal medesimo personale è autorizzata, a decorrere dall’anno 2008, la spesa di euro 9.448.724.

3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, valutato in euro 10.551.276 a decorrere dall’anno 2008, e del comma 2, pari ad euro 9.448.724 a decorrere dall’anno medesimo, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007, utilizzando la proiezione di parte dell’accantonamento relativo al Ministero della solidarietà sociale.

5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.".

Esprime infine parere di nulla osta su tutti i restanti emendamenti.".

 


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDI’ 19 GIUGNO 2007

82ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula e per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.

La seduta inizia alle ore 15,10.

(omissis)

(1507-A) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all’Assemblea su ulteriori emendamenti. Seguito e conclusione dell’esame. Parere condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione)  

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta pomeridiana del 13 giugno scorso.

 

            Il presidente MORANDO invita il sottosegretario Casula ad esprimere le valutazioni del Governo in ordine all’emendamento 9.800.

 

            Il sottosegretario CASULA, in ordine ai rilievi espressi dal relatore, fa presente che le risorse volte alla copertura della norma risultano congrue per essere assegnate sperimentalmente negli anni 2008 e 2009. Ritiene inoltre di condividere l’osservazione sulla necessità di una correzione del comma 2 in ordine alla cadenza temporale dell’onere.

 

            Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) propone pertanto l’espressione di un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio esaminato l’ulteriore emendamento 9.800 trasmesso dall’Assemblea, relativo al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione, al comma 2, della parola: "annui" con le altre: "per ciascuno degli anni 2008 e 2009".

 

            La Sottocommissione approva la proposta.

(omissis)

 


Bilancio (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDI’ 26 GIUGNO 2007

86ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula  e  per le comunicazioni Vimercati.

La seduta inizia alle ore 15,35.

(1507-1486-A) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere all'Assemblea sull’ulteriore emendamento 3.800 (testo 2). Esame. Parere non ostativo condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione)

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), dopo aver segnalato che si tratta dell’ulteriore emendamento  3.800 (testo 2), fa presente che, poiché l’emendamento si propone di sostituire i commi 7, 8 e 9 dell’articolo 3, concernente la formazione scolastica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, occorre valutare se non sia necessario ribadire che i progetti sperimentali saranno effettuati nell’ambito delle dotazioni finanziarie e di personale esistenti (analogamente a quanto previsto nel comma 8 che si vuole sostituire). Propone quindi che, in relazione all’emendamento in esame, sia posta una condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, per l’inserimento di una clausola che condizioni l’effettuazione dei programmi indicati dalla norma alla utilizzazione delle risorse umane e finanziarie attualmente disponibili.

 

Il sottosegretario CASULA esprime il parere favorevole del Governo in relazione alla proposta emendativa in esame a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione,  sia inserita una clausola d’invarianza finanziaria.

 

Il senatore FERRARA (FI) ribadisce, anche con riferimento alla proposta emendativa in esame, la posizione di semplice contrarietà, senza il richiamo all’articolo 81 della Costituzione, in relazione alle osservazioni già svolte sul testo del provvedimento.

 

Il presidente MORANDO pone dunque ai voti la proposta di parere del relatore del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l’ulteriore emendamento 3.800 (testo 2), trasmesso dall’Assemblea, relativo al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che dopo la parola: "nell’ambito" vengano inserite le altre: "delle dotazioni finanziarie e di personale disponibili e".

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere posta ai voti.

(omissis)


Istruzione pubblica (7ª)
Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2007

14ª Seduta 

 

Presidenza della Vice Presidente

PELLEGATTA 

 

 

   La Sottocommissione ha adottato le seguenti deliberazioni per i provvedimenti deferiti:

 

 

            alla 11ª Commissione:

 

            (1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro : parere favorevole.


Industria, Commercio, Turismo (10ª)

 

MARTEDÌ 15 MAGGIO 2007

56ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

PECORARO SCANIO

indi del Presidente

SCARABOSIO

 

 

            La seduta inizia alle ore 15,45.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

 

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro  

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Esame congiunto e rinvio)

 

      Il relatore MERCATALI (Ulivo) introduce l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo. Il disegno di legge n. 1507, d'iniziativa del Governo, pone una delega al Governo, da esercitarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, per l'adozione di un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il disegno di legge n. 1486, d'iniziativa dei senatori Sacconi ed altri, reca invece direttamente un testo unico sulla materia. Tale testo riprende in larga misura i contenuti dello schema di decreto legislativo n. 479, sottoposto alle Camere per il parere nella XIV legislatura e il cui iter non fu completato a seguito di un conflitto con le regioni rispetto a taluni profili. La Commissione di merito, che peraltro ha avviato un ciclo di audizioni informali, non ha escluso l'ipotesi di pervenire ad un testo misto con una parte di delega ed una parte di norme immediatamente precettive. Entrambi i disegni di legge sono comunque accomunati dalla constatazione che la materia presenta a tutt'oggi una sovrapposizione tra leggi recenti, approvate anche al fine di recepire le numerose direttive comunitarie in materia, e leggi più antiche ispirate ad una logica giuridica diversa rispetto all'impianto comunitario. Per tale ragione si ravvisa la necessità di un riordino ed unificazione della disciplina vigente.

Per quanto riguarda la proposta di delega, i principi e criteri che sembrano interessare maggiormente la 10^ Commissione sono: la lettera d) che prevede la semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, fermo restando il pieno rispetto dei livelli di tutela; la lettera h) che prevede la revisione ed il potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici, anche quali strumenti di aiuto alle imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche ed organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro; la lettera o) che prevede tra l'altro il finanziamento da parte dell'INAIL degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro delle piccole e medie imprese nonché il finanziamento pubblico di progetti formativi dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale in particolare per piccole e medie imprese. A conclusione della propria esposizione il Relatore manifesta la propria disponibilità ad acquisire nel corso del successivo dibattito tutti gli elementi utili per la redazione del parere da sottoporre al voto della Commissione. Preannuncia, tuttavia, sin da ora, una valutazione positiva sui provvedimenti in esame basata sulla puntuale ricognizione delle premesse che inducono a esprimere un parere di tenore sostanzialmente favorevole. In particolare, ritiene che debba essere sottolineata la particolare urgenza di pervenire ad un assetto normativo chiaro in materia, anche mediante norme immediatamente precettive, affinché anche l'Italia si attesti agli stessi livelli di garanzia delle altre normative europee. Peraltro,  a tale proposito, va sottolineata la necessità che la normativa in questione sia realmente semplificata, e basata su un sistema sanzionatorio più attento agli aspetti sostanziali che a quelli meramente formali, anche al fine di una reale prevenzione. Un altro aspetto di particolare importanza riguarda la necessaria attività di concertazione con il mondo imprenditoriale, con le rappresentanze dei lavoratori, nonché infine con le regioni. A tale riguardo, appare strettamente necessario, a suo avviso, operare un coordinamento fra i livelli centrale e periferico, in modo da definire chiaramente i centri di responsabilità e di garantire quindi efficacemente i lavoratori. Tale esigenza di precisare le responsabilità è particolarmente avvertita in materia di appalto e subappalto: prospetta quindi l'opportunità di auspicare la modifica delle norme concernenti il massimo ribasso. Infine richiama l'attenzione sul fatto che la proposta governativa non reca alcun onere di spesa: a tale proposito ritiene che, a prescindere dai profili di stretta competenza della 10^ Commissione, non possa esimersi dal sottolineare la necessità che vengano assegnate adeguate risorse finanziarie per promuovere efficacemente la formazione professionale nonché per tutte le attività di contrasto al triste fenomeno del lavoro nero.

 

       Si apre quindi il dibattito.

 

       Il senatore ALLOCCA (RC-SE) concorda con l'orientamento del Relatore diretto ad evidenziare il problema della normativa sui subappalti e del massimo ribasso che sono quelle che determinano le maggiori criticità del sistema. Esprime peraltro l'avviso che la tematica della tutela dei luoghi di lavoro non possa prescindere da un'adeguata considerazione del ruolo dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, soprattutto in termini di attività preventiva, anziché repressiva.

 

       Il senatore POSSA (FI) , sottolineata la particolare delicatezza e rilevanza della materia trattata, richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che l'attività normativa potrebbe incorrere da una parte nel rischio di eccessiva burocratizzazione delle norme e dall'altra nell'altrettanto grave rischio di moltiplicare i centri di responsabilità, a scapito dell'esigenza di chiarezza delle normative, ciò che comprometterebbe un'effettiva garanzia delle tutele dei lavoratori.

       Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

            La seduta termina alle ore 16,20.


Industria, Commercio, Turismo (10ª)

 

MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2007

57ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

SCARABOSIO

 

   Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Stradiotto.   

 

   La seduta inizia alle ore 14,40.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro  

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) 

 

            Riprende l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

 

      Il relatore MERCATALI (Ulivo) illustra uno schema di parere favorevole con una osservazione sui provvedimenti in titolo (pubblicato in allegato).

 

            Il senatore MANINETTI (UDC) chiede al Relatore di voler riformulare il testo, trasformando le premesse in altrettante osservazioni.

           

Poiché il relatore  MERCATALI (Ulivo) accoglie il suggerimento del senatore Maninetti, viene posto in votazione, e risulta accolto dalla Commissione, uno schema di parere favorevole con osservazioni, come riformulato (pubblicato in allegato).


Schema di parere proposto dal relatore sui disegni di legge

nn. 1507 E 1486

 

La 10ª Commissione, esaminati congiuntamente i disegni di legge in titolo,

 

            sottolineata l'urgenza di un intervento normativo nella materia, anche per armonizzare i livelli di tutela dell’ordinamento italiano con quelli dell’ordinamento comunitario; 

 

            valutata positivamente l’ipotesi di provvedere non soltanto mediante legge delega ma anche prevedendo contestualmente norme immediatamente precettive;

 

            sottolineata l’importanza di procedere attraverso la concertazione con le imprese, i lavoratori e le Regioni, al fine di un miglior coordinamento tra i vari soggetti istituzionali preposti alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di   lavoro;

 

            richiamata la particolare l'esigenza di individuare con chiarezza i precisi ambiti di responsabilità, soprattutto con riferimento alla normativa sugli appalti, della quale si auspica una modifica delle procedure di aggiudicazione basate sul criterio del prezzo più basso;

           

rilevata l'esigenza di provvedere al riordino della materia con lo specifico obiettivo di realizzare la massima semplificazione normativa, in modo da rendere, altresì, il sistema sanzionatorio più attento agli aspetti sostanziali che a quelli formali;

 

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con la seguente osservazione:

 

            si sottolinea infine l’opportunità di corredare la normativa in esame con una adeguata dotazione finanziaria, al fine di destinare le necessarie risorse alle attività di formazione professionale del personale addetto alla sicurezza, nonchè per  potenziare le attività di coordinamento, ai fini del controllo e della prevenzione sul territorio dei fenomeni di lavoro irregolare.

 

 

Parere approvato dalla commissione sui disegni di legge

nn. 1507 e 1486

 

La 10ª Commissione, esaminati congiuntamente i disegni di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

 

            si sottolinea l'urgenza di un intervento normativo nella materia, anche per armonizzare i livelli di tutela dell’ordinamento italiano con quelli dell’ordinamento comunitario; 

 

            si valuta positivamente l’ipotesi di provvedere non soltanto mediante legge delega ma anche prevedendo contestualmente norme immediatamente precettive;

 

            si sottolinea l’importanza di procedere attraverso la concertazione con le imprese, i lavoratori e le Regioni, al fine di un miglior coordinamento tra i vari soggetti istituzionali preposti alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di   lavoro;

 

            si richiama in particolare l'esigenza di individuare con chiarezza i precisi ambiti di responsabilità, soprattutto con riferimento alla normativa sugli appalti, della quale si auspica una modifica delle procedure di aggiudicazione basate sul criterio del prezzo più basso;

           

si rileva l'esigenza di provvedere al riordino della materia con lo specifico obiettivo di realizzare la massima semplificazione normativa, in modo da rendere, altresì, il sistema sanzionatorio più attento agli aspetti sostanziali che a quelli formali;

 

            si sottolinea infine l’opportunità di corredare la normativa in esame con una adeguata dotazione finanziaria, al fine di destinare le necessarie risorse alle attività di formazione professionale del personale addetto alla sicurezza, nonchè per  potenziare le attività di coordinamento, ai fini del controllo e della prevenzione sul territorio dei fenomeni di lavoro irregolare.


Igiene e sanità(12ª)

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

73ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MARINO 

 

 

   Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Zucchelli.   

 

   La seduta inizia alle ore 15,25.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione. Esame e rinvio) 

 

      Riferisce alla Commissione il senatore SILVESTRI (IU-Verdi-Com), il quale afferma che il disegno di legge in titolo rappresenta un elemento di progresso civile di grande importanza in relazione ad un tema che costituisce motivo di allarme per l'intera collettività. Ricorda a tale proposito il recente intervento del Presidente della Repubblica, il quale ha richiamato l'attenzione delle istituzioni e della società civile sull'inaccettabile frequenza di incidenti nei luoghi di lavoro, con esiti spesso mortali. Fa inoltre presente che l'attuale situazione è favorita dalla scarsa disponibilità di mezzi delle amministrazioni deputate al controllo del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché da meccanismi di attribuzione degli appalti che tendono a favorire le imprese meno scrupolose e, in generale, una scarsa chiarezza rispetto all'individuazione delle responsabilità.

Entrando nel merito del disegno di legge in esame, osserva che esso reca una delega al Governo per l'adozione di un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato al "riassetto" e alla "riforma" della disciplina in oggetto.

Il relatore si sofferma poi sui princìpi e criteri direttivi, posti dalle lettere da a) a s) del comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge in titolo. La lettera a) reca il principio del riordino e del coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali e del summenzionato riparto costituzionale di competenze normative.

La lettera b) prevede l'applicazione della disciplina sulla salute e sicurezza sul lavoro a tutti i settori di attività e tipologie di rischio, tenendo conto, da un lato, delle eventuali peculiarità o particolari pericolosità degli stessi e, dall'altro, della specificità di alcuni ambiti lavorativi, come quelli della pubblica amministrazione.

La lettera c) reca il principio dell'applicazione della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, nonché ai soggetti ad essi equiparati. Si prevedono, in particolare: misure di particolare tutela per determinate categorie di lavoratori e lavoratrici e per specifiche tipologie di lavoro o settori; adeguate misure di tutela per i lavoratori autonomi, come sollecitato anche dalla Raccomandazione del Consiglio n. 2003/134/CE del 18 febbraio 2003.

La lettera d) prevede la semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, fermo restando il pieno rispetto dei livelli di tutela.

La lettera e) contempla il riordino della disciplina in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di protezione individuale.

La lettera f) prevede la revisione delle sanzioni penali ed amministrative relative alle violazioni delle norme vigenti in materia e di quelle poste dai decreti attuativi della delega in esame. In relazione al numero 4), il relatore considera eccessivamente mite la sanzione ivi prevista rispetto ai casi di omicidio colposo e lesioni colpose commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute nel luogo di lavoro.

La lettera g)pone il principio della revisione dei requisiti e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, anche attraverso idonei percorsi formativi. Si prevede, in particolare, il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Riguardo agli altri soggetti del sistema di prevenzione aziendale, ricorda che il decreto legislativo n. 626 del 1994 disciplina il servizio di prevenzione e protezione, la figura del responsabile e degli addetti del medesimo servizio, il regime eventuale di sorveglianza sanitaria e la figura del medico competente.

Il relatore richiama quindi l'attenzione sulla lettera h), che prevede la revisione ed il potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici, anche quali strumenti di aiuto alle imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche ed organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

La successiva lettera i) pone i princìpi del coordinamento sul territorio nazionale delle attività in materia di sicurezza sul lavoro e della ridefinizione dei compiti e della composizione della commissione consultiva permanente e dei comitati regionali di coordinamento. Detto coordinamento deve essere inteso alla definizione di indirizzi generali uniformi ed alla promozione dello scambio di informazioni anche sulle disposizioni, italiane o comunitarie, in corso di approvazione.

La lettera l)introduce il principio della valorizzazione degli accordi aziendali nonché, su base volontaria, dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi, al fine di orientare i comportamenti dei datori di lavoro, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, verso il miglioramento dei livelli di tutela.

La lettera m)prevede la definizione di un assetto istituzionale fondato sull'organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Sono indicate altresì le finalità di valorizzazione delle competenze esistenti e il superamento delle sovrapposizioni o duplicazioni di interventi.

Lalettera n)prevede la partecipazione delle parti sociali al sistema informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome, INAIL ed ISPESL, nonchè il concorso allo sviluppo del medesimo da parte dei summenzionati organismi paritetici e delle associazioni e degli istituti di settore a carattere scientifico.

Soffermandosi sulla lettera o),il relatore osserva che essa concerne la promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, attraverso: l'adozione di meccanismi di definizione, mediante il concorso delle pubbliche amministrazioni e delle parti sociali, di progetti formativi; il finanziamento da parte dell'INAIL degli investimenti in materia di salute e sicurezza su lavoro delle piccole e medie imprese; la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro all'interno dell'attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei princìpi di autonomia didattica e finanziaria.

Lalettera p)prevede larazionalizzazione ed il coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza al fine di rendere più efficaci gli interventi di programmazione, promozione della salute, vigilanza. L'esercizio della delega, sotto i profili in esame, deve essere inteso altresì ad evitare sovrapposizioni, duplicazioni e carenze negli interventi ed a valorizzare le specifiche competenze, anche riordinando il sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione, formazione e controllo in materia e prevedendo criteri uniformi ed idonei strumenti di coordinamento.

Il principio di cui alla lettera q) esclude qualsiasi onere finanziario per i lavoratori subordinati e per i soggetti ad essi equiparati, in relazione all'adozione delle misure concernenti la sicurezza e salute sul lavoro.

Il relatore si sofferma quindi sullalettera r), cheprevede il miglioramento dell'efficacia della responsabilità solidale tra committente ed appaltatore, nonchè il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti. Essa fa riferimento anche all'adozione di meccanismi che consentano di valutare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese e all'introduzione della condizione del rispetto delle norme relative alla salute e sicurezza sul lavoro ai fini sia della partecipazione alle gare di appalto e subappalto pubblici sia dell'accesso ad agevolazioni e finanziamenti a carico della finanza pubblica. E' inoltre prevista la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso, al fine di garantire che l'assegnazione stessa non determini la diminuzione del livello di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Tali previsioni, a parere del relatore, sono da accogliere con favore in quanto tese a garantire un maggior rigore in un settore nel quale la stessa competizione tra le imprese è falsata a vantaggio dei soggetti in grado di ridurre notevolmente i costi sacrificando la sicurezza dei lavoratori.

Prosegue illustrando la lettera s), la quale prevede la revisione delle modalità di attuazione dell'eventuale regime di sorveglianza sanitaria, adeguandolo alle caratteristiche organizzative del lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonché ai criteri ed alle linee guida scientifici più avanzati, anche con riferimento al prevedibile momento di insorgenza della malattia.

Passando all'illustrazione del comma 3, il relatore nota come esso escluda che i decreti legislativi possano disporre un abbassamento dei livelli di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

I commi 4 e 5 recano le norme procedurali per l'esercizio della delega, mentre il comma 6 prevede l'eventuale adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore di quelli di base. Il comma7,infine, specifica che dall'attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, per gli adempimenti previsti dai decreti legislativi in esame, le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, strumentali ed economiche, attualmente in dotazione.

 

Dopo aver fatto presente che i temi recati nel disegno di legge in titolo avrebbero potuto giustificare un'assegnazione del provvedimento alle Commissioni 11ª e 12ª riunite, il senatore TOMASSINI (FI)  chiede rassicurazioni circa la possibilità di disporre di tempi adeguati per un approfondito esame del disegno di legge stesso.

 

            Il senatore CURSI(AN), anche in considerazione della delicatezza dei contenuti recati nell’atto in titolo, tanto più a fronte dei recenti accadimenti e delle richiamate affermazioni del Presidente della Repubblica in merito all'esigenza di assicurare la sicurezza nei luoghi di lavoro, chiede che la Commissione svolga un esame approfondito, prevedendo specifiche audizioni. Ciò consentirebbe, egli prosegue, per un verso, di acquisire l’orientamento degli operatori del settore nei confronti del provvedimento, con particolare riferimento alle norme di maggior rilievo recate nel disegno di legge, e, per l’altro, di approfondire le criticità del vigente decreto legislativo n. 626 del 1994, che prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

            Il presidente MARINO tiene a precisare che numerose audizioni sul provvedimento in titolo sono già state avviate e concluse dalla Commissione di merito, presso la quale l’esame è peraltro giunto in una fase avanzata. In considerazione del contributo che la Commissione igiene e sanità può comunque apportare all’esame della Commissione di merito, fa presente che l’articolo 39, comma 4, del Regolamento, consente di chiedere alla Commissione competente di allegare il parere alla relazione che la stessa presenterà all’Assemblea.

 

            La senatrice BINETTI (Ulivo) giudica opportuno integrare il disegno di legge in titolo, inserendo un’apposita norma diretta a rendere obbligatoria l’individuazione di un protocollo che preveda, da un lato, il consenso informato del lavoratore nei confronti delle condizioni di sicurezza dell’azienda in cui opera e, dall’altro, la presa d'atto, da parte dello stesso lavoratore, dell’avvenuta adozione delle misure aziendali di prevenzione.

            Inoltre, riterrebbe utile l’individuazione di un medico di riferimento a livello aziendale, nonché la definizione di un sistema che assicuri un’immediata assistenza sanitaria in favore del lavoratore vittima di un incidente sul lavoro.

 

            La senatrice BASSOLI (Ulivo) auspica che la Commissione possa acquisire, attraverso l’eventuale collaborazione del Governo, una specifica documentazione in ordine allo stato dell’arte dei servizi di medicina del lavoro e ai risultati conseguiti dai piani per la salute sui luoghi di lavoro adottati a livello regionale.

 

  Il seguito dell’esame è indi rinviato.

 


Igiene e sanità (12ª)

 

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2007

79ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MARINO 

 

 

   Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Zucchelli.   

 

   La seduta inizia alle ore 15,40.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

Il senatore TOMASSINI (FI) stigmatizza che la Commissione non sia riuscita ad esprimere un parere sul disegno di legge n. 1507, recante delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Al riguardo, fa presente che il provvedimento reca disposizioni che investono direttamente profili sanitari, tali da giustificare l'ipotesi, prospettata inizialmente dalle forze di opposizione, di chiedere una riassegnazione del provvedimento alle Commissioni 11ª e 12ª riunite. Chiede in proposito delucidazioni alla Presidenza.

 

Il presidente MARINO sottolinea che la Commissione igiene e sanità aveva avviato, lo scorso 29 maggio, l'esame del richiamato disegno di legge n. 1507; alla relazione svolta dal senatore Silvestri sono seguiti vari interventi da parte dei senatori, ma non è stato possibile concludere l'iter in sede consultiva, a causa dell'approvazione, da parte della Commissione di merito, del provvedimento. Coglie peraltro l'occasione per rilevare che in quella sede da parte dei Gruppi di opposizione sono giunte richieste di approfondimento difficilmente compatibili con una rapida conclusione.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) chiede che la Presidenza verifichi gli eventuali strumenti regolamentari che consentano alla Commissione di esprimere comunque il parere.

 

Ha indi nuovamente la parola il senatore TOMASSINI (FI), il quale rileva che in sede di avvio dell'esame in Aula del disegno di legge, può essere disposto il rinvio in Commissione, ciò che consentirebbe alla Commissione igiene e sanità di concludere l'esame in sede consultiva.

 

Anche il senatore GRAMAZIO (AN) riterrebbe proficuo un rinvio in Commissione del provvedimento.

 

La senatrice BIANCONI (FI) giudica singolare che la Commissione di merito abbia concluso l'esame senza attendere il parere della Commissione igiene e sanità, tanto più a fronte della rilevanza delle tematiche recate nel disegno di legge. Chiede alla Presidenza ulteriori ragguagli in proposito.

 

La senatrice MONACELLI (UDC) si associa alla richiesta di verificare la possibilità di consentire alla Commissione igiene e sanità di concludere il proprio esame in sede consultiva, auspicando che il Presidente si attivi in tal senso.

 

Il PRESIDENTE fa presente che la Commissione non ha più titolo per esprimersi sul provvedimento in esame. Senza entrare nel merito dell'opportunità di un eventuale rinvio del provvedimento alla Commissione di merito, tiene a precisare che si tratta di una prerogativa esclusiva del Presidente del Senato. Ricorda peraltro che il disegno di legge n. 1507 è stato mantenuto all'ordine del giorno sino a che la Commissione di merito non ne ha concluso l'esame.

 

Anche il senatore CURSI (AN) deplora la mancata conclusione dell'esame in sede consultiva del disegno di legge n. 1507, sottolineando che la Commissione non può abdicare ai propri compiti istituzionali, soprattutto su tematiche di tale rilievo. In proposito, si unisce alla richiesta di verificare la possibilità che la Commissione possa comunque esprimersi sul provvedimento.

 

La senatrice BAIO (Ulivo), dopo aver ricordato che l'accelerazione dell'iter legislativo del disegno di legge n. 1507 era stata auspicata anche dal mondo economico e dalla società civile, invita il Presidente ad attivarsi per verificare se e in che termini la Commissione igiene e sanità possa comunque esprimere il proprio orientamento sul provvedimento.

 

Il senatore IOVENE (SDSE) giudica inopportuna ogni eventuale iniziativa volta a ritardare l'iter del provvedimento, ormai all'esame dell'Aula, invitando a prendere atto che la Commissione non si è espressa entro i termini prescritti dal Regolamento. Ciascun senatore potrà comunque assicurare il proprio contributo nel corso dell'esame del provvedimento presso l'Assemblea.

 

La seduta termina alle ore 16.


Igiene e sanità (12ª) 

 

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2007

80ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MARINO 

 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Zucchelli. 

 

La seduta inizia alle ore 9.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

La senatrice BIANCONI (FI), facendo riferimento al dibattito svoltosi nella seduta di ieri in merito alla mancata espressione del parere della Commissione sul disegno di legge n. 1507 - riguardante la materia della salute e della sicurezza sul lavoro -, specifica che le forze di opposizione non possono essere ritenute responsabili di quanto è piuttosto derivato da una poco attenta gestione dell'attività da parte della Presidenza. Sottolinea inoltre come, diversamente da quanto pure sostenuto nel corso della seduta di ieri, i Gruppi di opposizione non hanno inteso operare a fini ostruzionistici, bensì richiamare l'attenzione su una questione sostanziale, peraltro condivisa da parte della maggioranza. Ritiene che l'importanza di trasmettere in tempo utile alla Commissione di merito il parere sul provvedimento citato dovesse opportunamente suggerire la convocazione, la scorsa settimana, di un'ulteriore seduta da dedicare all'argomento o, quanto meno, una diversa scelta delle priorità. Conclude auspicando che sia richiesto un rinvio in Commissione del disegno di legge n. 1507, già calendarizzato per l'Assemblea.

 

Il senatore IOVENE (SDSE) osserva che la programmazione dei lavori spetta all'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi.

 

Il senatore TOMASSINI (FI) replica che la convocazione dell'Ufficio di presidenza è prerogativa del Presidente della Commissione.

 

Il presidente MARINO precisa che non è mai mancata da parte sua o della maggioranza la volontà di far sì che la Commissione potesse esprimere il proprio parere sul disegno di legge n. 1507, considerata la sua innegabile rilevanza. Ricorda che la Commissione di merito ha concluso l'esame del provvedimento in tempi più rapidi del previsto, così che nemmeno le Commissioni Affari costituzionali e Politiche dell'Unione europea sono state in grado di portare a termine l'esame in sede consultiva. Ricorda altresì che nel corso della seduta del 29 maggio scorso, successivamente allo svolgimento della relazione sul disegno di legge, l'atteggiamento di alcune componenti dell'opposizione, giunte a ipotizzare audizioni, non era parso in sintonia con l'esigenza di una rapida conclusione dell'esame. Conviene peraltro circa la presumibile utilità di un'ulteriore seduta, da dedicare specificamente all'esame in sede consultiva del provvedimento summenzionato.

 

Ha nuovamente la parola la senatrice BIANCONI (FI), la quale ritiene che il verificarsi di situazioni analoghe in altre Commissioni chiamate ad esprimersi in sede consultiva non può indurre a trascurare l'esigenza di una costante attenzione all'attività delle Commissioni cui si è chiamati a trasmettere parere.

 

Replica il presidente MARINO, osservando di avere fatto presente la necessità di un tempestivo svolgimento dell'esame in sede consultiva, mentre gli interventi svoltisi a seguito della relazione hanno impedito di procedere rapidamente all'esaurimento della trattazione nel merito.

 

Il senatore BOSONE (Aut) rileva la sussistenza di una difficoltà oggettiva che contrasta con la necessità di un'efficace programmazione dell'attività, dovuta alla pluralità di impegni istituzionali cui sono chiamati i senatori. Ritiene peraltro che una frequente convocazione dell'Ufficio di Presidenza allargato possa consentire di superare almeno in parte le difficoltà riscontrate.

 

Il senatore GRAMAZIO (AN) ritiene che, sulla base dell'unità di intenti manifestatasi in Commissione circa la rilevanza del disegno di legge n. 1507, dovrebbe essere richiesto all'Assemblea il rinvio in Commissione dell'esame del testo.

 

La senatrice VALPIANA (RC-SE) auspica un impegno comune da parte di Capigruppo e Presidenti di Commissione al fine di rivedere la complessiva organizzazione dei lavori del Senato, affinché le Commissioni possano disporre di maggiori possibilità operative.

 

Il presidente MARINO non ritiene di aderire alle posizioni assunte in merito ad un eventuale rinvio in Commissione del disegno di legge n. 1507, dal momento che tale opzione riguarderebbe piuttosto la Commissione di merito. Osserva inoltre che un eventuale rinvio sarebbe incompatibile con il comune sentire rispetto all'urgenza di una rapida approvazione del testo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Sottolinea poi come non si possa ritenere da parte di alcuno che l'andamento dell'esame in sede consultiva presso la Commissione sia stato condizionato da un insufficiente livello di sensibilità relativamente ad un tema di indubbia importanza. Si associa all'auspicio di una più efficace organizzazione dei lavori a vantaggio delle Commissioni e, infine, preannuncia la convocazione di un Ufficio di presidenza allargato per la programmazione dei lavori.

 

La seduta termina alle ore 9,30.


Igiene e sanità (12ª) 

 

MARTEDÌ 12 GIUGNO 2007

82ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MARINO 

 

 

            La seduta inizia alle ore 10,40.

IN SEDE CONSULTIVA 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Parere alla 11a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)

 

            Riprende l'esame sospeso nella seduta del 6 giugno scorso.

 

      Il relatore SILVESTRI (IU-Verdi-Com) illustra la propria proposta di parere favorevole con osservazioni sul disegno di legge in titolo (pubblicata in allegato al presente resoconto).

 

            Interviene quindi il senatore TOMASSINI (FI), il quale manifesta in primo luogo apprezzamento per l'impegno profuso dal relatore, che ha tra l'altro accolto alcuni orientamenti delle forze di opposizione, in riferimento specialmente alle osservazioni di cui ai punti nn. 8), 9) e 10) dello schema di parere presentato. Rileva peraltro che il disegno di legge in esame, pur rispondendo ad un'esigenza ampiamente avvertita, è caratterizzato da un'eccessiva genericità nella formulazione dei principi e dei criteri direttivi per l'esercizio della delega legislativa. Esprime perplessità ulteriori riguardanti il rischio del verificarsi futuro di contenziosi tra lo Stato e le Regioni, nonché la previsione di sanzioni a carico delle imprese talvolta di una severità non ben commisurata all'illecito e tali da provocare pesanti interruzioni dell'attività lavorativa e d'impresa.

 

            Il senatore CURSI (AN), dopo aver manifestato un'opinione positiva circa l'operato del relatore, rileva come i riferimenti al sistema di attribuzione degli appalti, pur menzionato nella premessa dello schema di parere, non sia ribadito tra le osservazioni, nonostante l'indubbia rilevanza di tale questione. Osserva inoltre l'esigenza di una più specifica formulazione in materia di risorse finanziarie da destinare alla prevenzione e alla vigilanza e fa in particolare presente l'opportunità di un incremento della dotazione da impiegare ai fini di una più efficace applicazione del decreto legislativo n. 626 del 1994.

 

            La senatrice BAIO (Ulivo) rivolge l'espressione del proprio apprezzamento nei confronti del relatore per l'approfondita analisi del provvedimento in titolo e per l'apertura dimostrata nei confronti delle posizioni delle diverse componenti politiche. Suggerisce poi di modificare il testo del punto 3 delle osservazioni, inserendo un riferimento alla salute sul lavoro, accanto alla già menzionata materia della sicurezza.

 

            Replica il relatore SILVESTRI (IU-Verdi-Com), il quale riformula lo schema di parere già illustrato, accogliendo la proposta della senatrice Baio, nonché le osservazioni del senatore Cursi in relazione alle risorse finanziarie da destinare all'attuazione del decreto legislativo n. 626 del 1994. Rileva inoltre che la questione della disciplina degli appalti, pur di innegabile rilevanza, non rientra nella competenza della Commissione.

 

            La nuova proposta di parere (pubblicata in allegato al presente resoconto), risultante dall'integrazione con le osservazioni accolte dal relatore, viene infine posta ai voti e, previa verifica del numero legale, risulta approvata all'unanimità.

 

            La seduta termina alle ore 11.

 

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1507

 

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

 

            premesso che:

            il disegno di legge reca una delega al Governo per l'adozione di un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato al riordino della disciplina in oggetto;

 

            esso è finalizzato a superare le cause degli inaccettabili incidenti nei luoghi di lavoro, ponendosi in linea con il recente richiamo del Presidente della Repubblica circa l’esigenza di assicurare un’effettiva tutela e sicurezza e con l'allarme delle organizzazioni sindacali;

 

            i numerosi incidenti sono favoriti - fra l’altro - dalla scarsa disponibilità di mezzi delle amministrazioni deputate al controllo del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché da meccanismi di attribuzione degli appalti che tendono a favorire le imprese meno scrupolose e, in generale, una scarsa chiarezza rispetto all'individuazione delle responsabilità;

           

            espresso apprezzamento per i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega, ed in particolare per i seguenti:

 

            la valorizzazione degli accordi aziendali e, su base volontaria, dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi, al fine di orientare i comportamenti dei datori di lavoro, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, verso il miglioramento dei livelli di tutela,

 

            la definizione di un assetto istituzionale fondato sull'organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro,

 

            la promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, attraverso: l'adozione di meccanismi di definizione, mediante il concorso delle pubbliche amministrazioni e delle parti sociali, di progetti formativi; il finanziamento da parte dell'INAIL degli investimenti in materia di salute e sicurezza su lavoro delle piccole e medie imprese; la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro all'interno dell'attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei princìpi di autonomia didattica e finanziaria,

           

            la razionalizzazione ed il coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza al fine di rendere più efficaci gli interventi di programmazione, promozione della salute e vigilanza;

             

            il miglioramento dell'efficacia della responsabilità solidale tra committente ed appaltatore, nonché il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti. Essa fa riferimento anche all'adozione di meccanismi che consentano di valutare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese e all'introduzione della condizione del rispetto delle norme relative alla salute e sicurezza sul lavoro ai fini sia della partecipazione alle gare di appalto e subappalto pubblici sia dell'accesso ad agevolazioni e finanziamenti a carico della finanza pubblica; 

 

la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso, al fine di garantire che l'assegnazione stessa non determini la diminuzione del livello di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Tali previsioni sono da accogliere con favore in quanto tese a garantire un maggior rigore in un settore nel quale la stessa competizione tra le imprese rischia di essere falsata a vantaggio dei soggetti in grado di ridurre notevolmente i costi sacrificando la sicurezza dei lavoratori;

           

            la revisione delle modalità di attuazione dell'eventuale regime di sorveglianza sanitaria, adeguandolo alle caratteristiche organizzative del lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonché ai criteri ed alle linee guida scientifici più avanzati, anche con riferimento al prevedibile momento di insorgenza della malattia;

           

            l'impossibilità che i decreti legislativi possano disporre un abbassamento dei livelli di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze;

 

            preso altresì atto delle disposizioni in materia di sanzioni penali ed amministrative, relative alle violazioni delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute nel luogo di lavoro, di cui sarebbe opportuno valutare un ulteriore inasprimento rispetto ai casi di omicidio colposo e lesioni colpose;

 

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1) appare necessario che il disegno di legge assicuri l'adozione in tempi brevi di forme di coordinamento, a livello nazionale e a livello territoriale, delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Queste forme di sinergia, infatti, consentono di sopperire, benché solo parzialmente, alle carenze di organico o di risorse finanziarie, che attualmente presentano le amministrazioni pubbliche competenti nel settore della sicurezza;

2) l'implementazione delle forme di coordinamento, tuttavia, deve essere accompagnata da un potenziamento, anche quantitativo, delle medesime amministrazioni pubbliche, al fine di elevare il livello delle attività di prevenzione e di vigilanza;

3) con specifico riguardo alle aziende sanitarie locali (ASL), si rileva l'esigenza della definizione di un limite minimo di risorse finanziarie da destinare alla prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro; tale valore potrebbe essere determinato in una percentuale del complesso della spesa sanitaria corrente delle ASL - ferma restando, in ogni caso, l'attribuzione di livelli quantitativi adeguati -. Sarebbe poi opportuno che i proventi derivanti dall'attività di vigilanza delle ASL siano destinati ai servizi di prevenzione delle stesse (attualmente, le regioni presentano un quadro eterogeneo riguardo all'impiego di tali risorse);

4) appare opportuna l'istituzione di un libretto sanitario in cui si indichino (fermo restando il rispetto del diritto alla riservatezza) i fattori a cui il lavoratore sia esposto, ovvero sia stato esposto in precedenti attività, e che potrebbero determinare l'insorgere di una malattia;

5) occorre, inoltre, sia assicurare il pieno funzionamento degli attuali sistemi di "registrazione" di malattie professionali, come quelli relativi ai tumori ed ai casi di asbestosi e di mesotelioma asbesto-correlati, sia estendere i medesimi sistemi ad altre malattie;

6)  si invita a riporre attenzione all’esigenza di garantire efficaci forme di tutela nei confronti delle donne lavoratrici, anche in relazione alle specificità di genere;

7) si sollecita una particolare attenzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, ai quali occorre, in prospettiva, assicurare idonee forme di tutela;

8) con riferimento alle figure professionali del sistema di prevenzione aziendale di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), si segnala l’opportunità di tener conto  delle disposizioni attualmente in vigore. Con particolare riguardo al potenziamento delle funzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, si tratta di questione che è auspicabile affrontare attraverso il coinvolgimento delle parti sociali;

9) relativamente ai soggetti che partecipano, a vario titolo, al sistema informativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera n), si valuti l’inserimento anche dei dipartimenti di prevenzione delle ASL e delle università;

10) con riferimento all’articolo 1, comma 2, lettera s), in materia di rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria, si consideri l’opportunità di una più articolata definizione dei principi e criteri con cui la delega legislativa deve essere esercitata; 

 

Sen. Gianpaolo Silvestri

 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1507

 

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

 

            premesso che:

            il disegno di legge reca una delega al Governo per l'adozione di un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato al riordino della disciplina in oggetto;

 

            esso è finalizzato a superare le cause degli inaccettabili incidenti nei luoghi di lavoro, ponendosi in linea con il recente richiamo del Presidente della Repubblica circa l’esigenza di assicurare un’effettiva tutela e sicurezza e con l'allarme delle organizzazioni sindacali;

 

            i numerosi incidenti sono favoriti - fra l’altro - dalla scarsa disponibilità di mezzi delle amministrazioni deputate al controllo del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché da meccanismi di attribuzione degli appalti che tendono a favorire le imprese meno scrupolose e, in generale, una scarsa chiarezza rispetto all'individuazione delle responsabilità;

           

            espresso apprezzamento per i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega, ed in particolare per i seguenti:

 

            la valorizzazione degli accordi aziendali e, su base volontaria, dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi, al fine di orientare i comportamenti dei datori di lavoro, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, verso il miglioramento dei livelli di tutela,

 

            la definizione di un assetto istituzionale fondato sull'organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro,

 

            la promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, attraverso: l'adozione di meccanismi di definizione, mediante il concorso delle pubbliche amministrazioni e delle parti sociali, di progetti formativi; il finanziamento da parte dell'INAIL degli investimenti in materia di salute e sicurezza su lavoro delle piccole e medie imprese; la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro all'interno dell'attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei princìpi di autonomia didattica e finanziaria,

           

            la razionalizzazione ed il coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza al fine di rendere più efficaci gli interventi di programmazione, promozione della salute e vigilanza;

             

            il miglioramento dell'efficacia della responsabilità solidale tra committente ed appaltatore, nonché il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti. Essa fa riferimento anche all'adozione di meccanismi che consentano di valutare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese e all'introduzione della condizione del rispetto delle norme relative alla salute e sicurezza sul lavoro ai fini sia della partecipazione alle gare di appalto e subappalto pubblici sia dell'accesso ad agevolazioni e finanziamenti a carico della finanza pubblica; 

 

la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso, al fine di garantire che l'assegnazione stessa non determini la diminuzione del livello di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Tali previsioni sono da accogliere con favore in quanto tese a garantire un maggior rigore in un settore nel quale la stessa competizione tra le imprese rischia di essere falsata a vantaggio dei soggetti in grado di ridurre notevolmente i costi sacrificando la sicurezza dei lavoratori;

           

            la revisione delle modalità di attuazione dell'eventuale regime di sorveglianza sanitaria, adeguandolo alle caratteristiche organizzative del lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonché ai criteri ed alle linee guida scientifici più avanzati, anche con riferimento al prevedibile momento di insorgenza della malattia;

           

            l'impossibilità che i decreti legislativi possano disporre un abbassamento dei livelli di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze;

 

            preso altresì atto delle disposizioni in materia di sanzioni penali ed amministrative, relative alle violazioni delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute nel luogo di lavoro, di cui sarebbe opportuno valutare un ulteriore inasprimento rispetto ai casi di omicidio colposo e lesioni colpose;

 

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1) appare necessario che il disegno di legge assicuri l'adozione in tempi brevi di forme di coordinamento, a livello nazionale e a livello territoriale, delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Queste forme di sinergia, infatti, consentono di sopperire, benché solo parzialmente, alle carenze di organico o di risorse finanziarie, che attualmente presentano le amministrazioni pubbliche competenti nel settore della sicurezza;

2) l'implementazione delle forme di coordinamento, tuttavia, deve essere accompagnata da un potenziamento, anche quantitativo, delle medesime amministrazioni pubbliche, al fine di elevare il livello delle attività di prevenzione e di vigilanza;

3) con specifico riguardo alle aziende sanitarie locali (ASL), si rileva l'esigenza della definizione di un limite minimo di risorse finanziarie da destinare alla prevenzione in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro; tale valore potrebbe essere determinato in una percentuale del complesso della spesa sanitaria corrente delle ASL - ferma restando, in ogni caso, l'attribuzione di livelli quantitativi adeguati -. Sarebbe poi opportuno che i proventi derivanti dall'attività di vigilanza delle ASL siano destinati ai servizi di prevenzione delle stesse (attualmente, le regioni presentano un quadro eterogeneo riguardo all'impiego di tali risorse);

4) appare opportuna l'istituzione di un libretto sanitario in cui si indichino (fermo restando il rispetto del diritto alla riservatezza) i fattori a cui il lavoratore sia esposto, ovvero sia stato esposto in precedenti attività, e che potrebbero determinare l'insorgere di una malattia;

5) occorre, inoltre, sia assicurare il pieno funzionamento degli attuali sistemi di "registrazione" di malattie professionali, come quelli relativi ai tumori ed ai casi di asbestosi e di mesotelioma asbesto-correlati, sia estendere i medesimi sistemi ad altre malattie;

6)  si invita a riporre attenzione all’esigenza di garantire efficaci forme di tutela nei confronti delle donne lavoratrici, anche in relazione alle specificità di genere;

7) si sollecita una particolare attenzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, ai quali occorre, in prospettiva, assicurare idonee forme di tutela;

8) con riferimento alle figure professionali del sistema di prevenzione aziendale di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), si segnala l’opportunità di tener conto  delle disposizioni attualmente in vigore. Con particolare riguardo al potenziamento delle funzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, si tratta di questione che è auspicabile affrontare attraverso il coinvolgimento delle parti sociali;

9) relativamente ai soggetti che partecipano, a vario titolo, al sistema informativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera n), si valuti l’inserimento anche dei dipartimenti di prevenzione delle ASL e delle università;

10) con riferimento all’articolo 1, comma 2, lettera s), in materia di rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria, si consideri l’opportunità di una più articolata definizione dei principi e criteri con cui la delega legislativa deve essere esercitata; 

11) si sollecita un incremento delle risorse finanziarie da destinare alla tutela della salute dei lavoratori, ai sensi del decreto legislativo n. 626 del 1994.

 

Sen. Gianpaolo Silvestri

 

 

 


Esame in sede referente


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2007

52ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

TREU

La seduta inizia alle ore 15.

 

PER L'AVVIO DELL'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE DI DELEGA AL GOVERNO PER L'ADOZIONE DEL TESTO UNICO DELLE NORME IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO 

 

Il presidente TREU avverte che il disegno di legge di delega per l'emanazione di un testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro è stato assegnato in data odierna alla Commissione. Dopo aver ricordato il grave e diffuso allarme sociale suscitato dagli incidenti sul lavoro, alcuni dei quali mortali, succedutisi in questi giorni, allarme del quale si è fatto interprete il Capo dello Stato, il Presidente sottolinea il carattere di urgenza del provvedimento e propone alla Commissione di  convocare una nuova seduta per la mattina di domani, giovedì 19 aprile, per l'inizio dell'esame in sede referente.

 

Conviene la Commissione.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

GIOVEDÌ 19 APRILE 2007

53ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

TREU 

 

   Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino. 

 

   La seduta inizia alle ore 8,35.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Esame e rinvio)

           

      In apertura di seduta, il presidente TREU richiama l'attenzione sul grande rilievo che assume il disegno di legge all'esame, per il quale da più parti si sollecita un iter di approvazione particolarmente celere, in relazione all'esigenza di disporre al più presto di strumenti idonei, anche sul piano normativo,  a fronteggiare l'allarmante situazione determinatasi a seguito del susseguirsi, con preoccupante frequenza, di incidenti sul lavoro, molto spesso mortali.

 

            Prende la parola il senatore SACCONI (FI) per informare la Commissione di aver presentato un disegno di legge in materia di sicurezza sul lavoro, che riprende in larga misura i contenuti dello  schema di decreto legislativo n. 479, sottoposto alle Camere per il parere nella XIV legislatura e il cui iter non è stato completato.

            Dopo aver sottolineato l'impegno della sua parte politica a favorire lo sviluppo di un confronto quanto più possibile ampio ed aperto, al fine di valorizzare tutti gli elementi di possibile convergenza tra le forze politiche, in relazione al comune obiettivo di giungere al più presto alla definizione di un intervento normativo concreto ed efficace, fa presente che il predetto disegno di legge, non ancora assegnato in Commissione, pur recando, a differenza di quello in titolo, una disciplina immediatamente dispositiva - e non quindi una delega all'Esecutivo - prospetta contenuti che da un lato possono essere ricondotti a taluni principi contemplati dal disegno di legge n. 1507, dall'altro possono fornire utili indicazioni, qualora, come peraltro egli auspica, la Commissione volesse verificare la possibilità di elaborare un testo nel quale alla delega legislativa si affianchino norme direttamente precettive su specifici aspetti, per i quali l'esigenza di definire un quadro regolatorio si manifesti con particolare urgenza e sui quali si  registri la convergenza tra le forze politiche.

           

            Il PRESIDENTE nel ribadire l'esigenza di un concludere in tempi brevi l'esame del disegno di legge in titolo, ritiene altresì utile acquisire informalmente l'avviso delle parti sociali e degli altri soggetti istituzionali a vario titolo interessati alla materia della sicurezza del lavoro. Propone quindi di attivare un ciclo di audizioni di tali soggetti, da svolgere presso l'Ufficio di Presidenza, a partire dal 26 aprile.

 

            La Commissione conviene sulla proposta di audizioni formulata dal Presidente.

 

            Il senatore SACCONI (FI) chiede che ai soggetti convocati venga data notizia anche dell'intervenuta presentazione del disegno di legge in materia di sicurezza del lavoro di cui è primo firmatario e dei contenuti di essa, affinché, in attesa della presumibile assegnazione alla Commissione lavoro, anche tale proposta possa essere presa in considerazione, in via informale, nell'ambito delle audizioni testé deliberate.

 

Il PRESIDENTE assicura il senatore Sacconi che i soggetti interpellati  per il predetto ciclo di audizioni verranno informati adeguatamente sul contenuto del disegno di legge di cui è primo firmatario. Dà quindi la parola al senatore Roilo, relatore sul disegno di legge n. 1507.

 

Introduce l'esame il relatore alla Commissione ROILO (Ulivo), il quale ricorda preliminarmente che il disegno di legge in esame pone una delega al Governo, da esercitarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore, per l'adozione di un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con finalità di riassetto e di riforma della disciplina in oggetto.

Come ricorda la relazione illustrativa del disegno di legge, la legislazione intervenuta in materia in epoca recente, anche al fine del recepimento della disciplina comunitaria - legislazione costituita, in via principale, dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni - si è sovrapposta a precedenti corpi normativi.

La compresenza di vecchi provvedimenti, tuttora vigenti, improntati a princìpi di logica giuridica differenti rispetto all'impianto comunitario, richiede, quindi, secondo un'opinione largamente diffusa, ripresa dalla stessa relazione illustrativa, un'opera di riordino ed unificazione della disciplina vigente. Il disegno di legge delega, peraltro, non si limita a tale obiettivo, ma reca anche una serie di princìpi e criteri direttivi intesi ad una revisione sostanziale di numerosi profili.

Riguardo alla cornice costituzionale, il relatore ricorda che la materia della tutela e sicurezza del lavoro è tra quelle sottoposte a competenza legislativa ripartita tra Stato e regioni: in tale regime, spetta allo Stato soltanto la determinazione dei princìpi fondamentali.

Il disegno di legge in esame, all'articolo 1, comma 1, fa riferimento all'esigenza di garantire l'uniformità della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale ed al rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Come è noto, la determinazione dei suddetti livelli essenziali rientra nell'àmbito della competenza legislativa esclusiva dello Stato.

Il relatore osserva quindi che tra gli istituti e le norme di carattere generale introdotti dal decreto legislativo n. 626 del 1994, si possono menzionare: la previsione del coordinamento, a livello regionale, dei soggetti operanti nella prevenzione e nella vigilanza; la disciplina del servizio di prevenzione e protezione, del responsabile e degli addetti del medesimo servizio, dei medici competenti, dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori; il riconoscimento degli organismi paritetici, ai fini dello svolgimento di funzioni di orientamento e di promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori nonché come sede di prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte sull'applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione; la disciplina sugli obblighi di cooperazione e coordinamento, in materia di sicurezza, a carico del datore, in caso di affidamento dei lavori, all'interno dell'azienda, mediante contratto di appalto o di opera.

I princìpi e criteri direttivi della proposta di delega - prosegue il relatore - sono posti dalle lettere da a) a s) del comma 2 dell'articolo 1, mentre i successivi commi 3 e 7 pongono "norme di chiusura".

La lettera a) del comma 2 reca il principio del riordino e del coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali e del summenzionato riparto costituzionale di competenze normative.

La lettera b) prevede l'applicazione della disciplina sulla salute e sicurezza sul lavoro a tutti i settori di attività e tipologie di rischio, tenendo conto, da un lato, delle eventuali peculiarità o particolari pericolosità degli stessi e, dall'altro, della specificità di alcuni àmbiti lavorativi, come quelli della pubblica amministrazione.

La lettera c) reca il principio dell'applicazione della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, nonché ai soggetti ad essi equiparati. Si prevede, in particolare, l’adozione di misure di particolare tutela per determinate categorie di lavoratori e lavoratrici e per specifiche tipologie di lavoro o settori, nonché di adeguate misure di tutela per i lavoratori autonomi, come sollecitato anche dalla Raccomandazione del Consiglio n. 2003/134/CE, del 18 febbraio 2003.

Riguardo all'àmbito soggettivo di applicazione, si ricorda che l'attuale disciplina generale concerne, oltre ai lavoratori dipendenti, i titolari di rapporto di lavoro a progetto, nell'ipotesi, naturalmente, in cui la prestazione si svolga nei luoghi di lavoro del committente. Attualmente, sono esclusi, invece, gli altri collaboratori in forma coordinata e continuativa; i lavoratori autonomi; i componenti dell'impresa familiare.

La lettera d) prevede la semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, fermo restando il pieno rispetto dei livelli di tutela.

La lettera e) contempla il riordino della disciplina in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di protezione individuale, al fine di operare il necessario coordinamento tra le norme di recepimento delle direttive comunitarie cosiddette di prodotto e quelle di attuazione delle direttive cosiddette di utilizzo dei prodotti medesimi. La lettera e) indica altresì la finalità di razionalizzare, in tal modo, il sistema pubblico di controllo.

La lettera f) prevede la revisione delle sanzioni penali ed amministrative relative alle violazioni delle norme vigenti in materia e di quelle poste dai decreti attuativi della delega in esame. In via generale, si fa riferimento, per tale revisione, al criterio della responsabilità e delle funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato, nonché della natura sostanziale o formale della violazione.

Inoltre, i numeri da 1) a 5) della lettera f) pongono alcuni criteri specifici, relativi anche alla tipologia di pena o sanzione ed all'entità della medesima.

Si rileva che il numero 1) prevede il ricorso a strumenti che favoriscano gli adempimenti ed il superamento della situazione di pericolo, con la conferma dell'istituto della prescrizione di cui al Capo II del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758.

La lettera g) pone il principio della revisione dei requisiti e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, anche attraverso idonei percorsi formativi. Si prevede, in particolare, il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, figura introdotta dagli articoli 18 e 19 del decreto legislativo n. 626 del 1994: a tale proposito il relatore fa presente che dagli studi ed analisi in materia emerge, pur in assenza di dati statistici generali, che l'istituto del rappresentante non è ancora stato attuato in molte imprese. 

Sembra comunque opportuno chiarire, nella lettera g) in esame, se il riferimento al rappresentante "territoriale" intenda comprendere anche l'ipotesi summenzionata di rappresentanti unici per comparto produttivo, anziché per àmbito territoriale.

Riguardo agli altri soggetti del sistema di prevenzione aziendale, di cui alla presente lettera g), il relatore ricorda che il decreto legislativo  n. 626 disciplina il servizio obbligatorio di prevenzione e protezione, la figura del responsabile e degli addetti del medesimo servizio, il regime eventuale di sorveglianza sanitaria e la figura del medico competente.

La lettera h) prevede la revisione ed il potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici, anche quali strumenti di aiuto alle imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche ed organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

La lettera i) pone i princìpi del coordinamento sul territorio nazionale delle attività in materia di sicurezza sul lavoro e della ridefinizione dei compiti e della composizione della commissione consultiva permanente e dei comitati regionali di coordinamento.

Il coordinamento deve essere inteso alla definizione di indirizzi generali uniformi ed alla promozione dello scambio di informazioni anche sulle disposizioni, italiane o comunitarie, in corso di approvazione.

Sempre in base alla formulazione della lettera i) in esame, la modifica della composizione degli organi collegiali summenzionati sembrerebbe dover assicurare la presenza di rappresentanti delle parti sociali, presenza che attualmente è obbligatoria solo per la commissione consultiva permanente. In ogni caso, la revisione della disciplina di tali organi è operata nel rispetto delle competenze normative delle regioni e delle province autonome.

La lettera l) pone il principio della valorizzazione degli accordi aziendali nonché, su base volontaria, dei codici di condotta ed etici e delle buone prassi, al fine di orientare i comportamenti dei datori di lavoro - anche secondo i princìpi della responsabilità sociale - dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, verso il miglioramento dei livelli di tutela.

La lettera m) prevede la definizione di un assetto istituzionale fondato sull'organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Sono indicate altresì le finalità di valorizzare le competenze esistenti e di sopprimere le sovrapposizioni o duplicazioni di interventi. L'assetto summenzionato è conseguito anche attraverso il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.

La lettera n) prevede la partecipazione delle parti sociali al sistema informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome, INAIL ed ISPESL, ed il concorso allo sviluppo del medesimo da parte dei summenzionati organismi paritetici e delle associazioni e degli istituti di settore a carattere scientifico.

La lettera o) concerne la promozione della cultura e delle azioni di prevenzione. Al numero 1 della stessa lettera si prevede l'adozione di meccanismi di definizione, mediante il concorso delle pubbliche amministrazioni e delle parti sociali, di progetti formativi - sostenuti a carico della finanza pubblica - relativi ai soggetti sopra ricordati del sistema di prevenzione aziendale. Nella definizione di tali progetti occorre fare particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Essi possono essere attuati anche attraverso il sistema degli organismi paritetici e in generale della bilateralità. Il finanziamento da parte dell'INAIL degli investimenti in materia di salute e sicurezza su lavoro delle piccole e medie imprese, è previsto al numero 2 della stessa lettera o), mentre al numero 3, la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro è contemplata all'interno dell'attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei princìpi di autonomia didattica e finanziaria.

La lettera p) prevede la razionalizzazione ed il coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza - nel rispetto delle particolari competenze già attribuite, per specifici settori o àmbiti, a determinati organi - al fine di rendere più efficaci gli interventi di programmazione, promozione della salute e vigilanza.  L'esercizio della delega, sotto i profili in esame, deve essere inteso altresì ad evitare sovrapposizioni, duplicazioni e carenze negli interventi ed a valorizzare le specifiche competenze, anche riordinando il sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione, formazione e controllo in materia e prevedendo criteri uniformi ed idonei strumenti di coordinamento.

Il principio di cui alla lettera q) esclude qualsiasi onere finanziario per il lavoratore e la lavoratrice subordinati, e per i soggetti ad essi equiparati, in relazione all'adozione delle misure concernenti la sicurezza e salute sul lavoro.

La lettera r), numero 1), prevede il miglioramento dell'efficacia della responsabilità solidale tra committente ed appaltatore ed il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti. Si fa riferimento anche all'adozione di meccanismi che consentano di valutare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese pubbliche e private, nonché all'introduzione della condizione del rispetto delle norme relative alla salute e sicurezza sul lavoro ai fini sia della partecipazione alle gare di appalto e subappalto pubblici sia dell'accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica.

Il relatore ricorda quindi che la responsabilità solidale del committente e delle imprese appaltatrici - tema di grande attualità - è prevista dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 626 del 1994, e successive modificazioni, che disciplina gli specifici profili di sicurezza del lavoro nelle ipotesi di affidamento di lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi. Tale disciplina è stata da ultimo integrata dall'articolo 1, comma 910, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

La lettera r), numero 2), prevede la modifica del sistema di assegnazione degli appalti pubblici al massimo ribasso, al fine di garantire che l'assegnazione stessa non determini la diminuzione del livello di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

La lettera s) prevede la revisione delle modalità di attuazione dell'eventuale regime di sorveglianza sanitaria, adeguandolo alle caratteristiche organizzative del lavoro, ai particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, nonché ai criteri ed alle linee guida scientifici più avanzati, anche con riferimento al prevedibile momento di insorgenza della malattia.

Si ricorda che, in base all'articolo 16 del decreto legislativo n. 626 del 1994, il regime di sorveglianza sanitaria si applica nei casi in cui sia previsto dalle singole norme, in relazione all'attività lavorativa svolta, e comprende lo svolgimento di accertamenti medici preventivi e periodici.

Avviandosi a concludere la sua esposizione, il relatore  si sofferma sui  commi 3 e 7, che, coma già aveva accennato,  pongono, in merito all'esercizio della delega in esame, alcune norme di chiusura: in particolare, il comma 3 esclude che i decreti legislativi possano disporre un abbassamento dei livelli di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze, mentre il comma 7 specifica che dall'attuazione della delega - fatti salvi i princìpi e criteri direttivi di cui al comma 2, lettera o), numeri 1) e 2) - non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, per gli adempimenti previsti dai decreti legislativi in esame, le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, strumentali ed economiche, allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni.

I commi 4 e 5 recano le norme procedurali per l'esercizio della delega, mentre il comma 6 prevede l'eventuale adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore di quelli di base, nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi.

Il relatore richiama infine la rilevanza del provvedimento all'esame, la cui urgenza è resa evidente dal drammatico susseguirsi in questi giorni di gravissimi incidenti sul lavoro, molti dei quali mortali, che ha prodotto un forte e diffuso allarme sociale, di cui si è fatto interprete il Capo dello Stato. Esprime pertanto l'augurio che l'iter del provvedimento all'esame possa concludersi con la necessaria celerità e che si giunga alla predisposizione di un testo quanto più possibile condiviso. In tal senso, egli si associa all'auspicio già espresso dal senatore Sacconi.

 

            Si apre la discussione generale.

 

            Il senatore TOFANI (AN), riservandosi di intervenire in altro momento nella discussione generale, dichiara di condividere l'esigenza di un rapido iter procedurale del provvedimento in esame, ma evidenzia che la disciplina contenuta nello stesso risulta sotto taluni profili piuttosto debole, risolvendosi in una sorta di elencazione di tematiche rilevanti, la cui puntuale definizione è però inviata alla successiva fase dell'esercizio della delega, con la conseguenza che per l'emanazione del testo unico trascorrerà un consistente lasso di tempo. La gravità del fenomeno degli infortuni postula invece la necessità che almeno sugli aspetti maggiormente condivisi si addivenga celermente all'enucleazione di misure immediatamente dispositive.

           

            Il senatore TIBALDI (IU-Verdi-Com), dopo aver espresso apprezzamento per l'impegno profuso dall'Esecutivo nell'elaborazione della disciplina di delega contenuta nel disegno in titolo, messa a punto anche attraverso un ampio confronto con le parti sociali e con le regioni, e dopo aver altresì sottolineato l'esigenza di una rapida approvazione di tale testo normativo, sottolinea tuttavia l'esigenza di porre in essere ulteriori iniziative atte a fronteggiare nell'immediato la grave recrudescenza del fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro, recentemente verificatasi, che si aggiungano alle misure già previste nella legge finanziaria per il 2007, per quel che concerne il rafforzamento delle strutture ispettive del Ministero del lavoro e la denuncia preventiva delle assunzioni effettuate da parte del datore di lavoro.

            La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo al fenomeno della cosiddette "morti bianche" ha già approvato una relazione intermedia in cui si sollecita l'adozione di misure volte a favorire il coordinamento delle attività di vigilanza, non solo a livello centrale, ma anche a livello territoriale. A tale particolare riguardo, va evidenziato che il coordinamento a livello regionale dei soggetti operanti nella prevenzione e nella vigilanza sugli infortuni, prefigurato dal decreto legislativo n. 626 del 1994, non ha avuto attuazione in alcune regioni, mentre dall'audizione di un rappresentate della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, effettuata dalla predetta Commissione d'inchiesta, è emerso che nelle aree in cui tali moduli sono stati attuati si è registrato un sensibile miglioramento per quel che concerne la sicurezza sul lavoro.

            Va infine sottolineato che il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavatori per la sicurezza territoriale costituisce una misura utile, soprattutto per la prevenzione degli infortuni nelle piccole realtà imprenditoriali.

           

            Il senatore SACCONI (FI), riservandosi di intervenire in fase successiva in merito al provvedimento in esame, ricorda che nella XIV legislatura lo schema di decreto legislativo n. 479, presentato dall'Esecutivo allora in carica, non completò il proprio iter a seguito di un conflitto con le regioni rispetto a taluni profili. Ritiene tuttavia necessario ribadire quanto meno il principio al quale quel testo si ispirava, relativamente all'esigenza di evitare una eccessiva disarticolazione territoriale delle normative in materia di sicurezza sul lavoro: ne potrebbe infatti derivare un pregiudizio alla certezza del diritto riguardo agli aspetti in questione, certezza che andrebbe invece garantita e rafforzata attraverso una semplificazione e una razionalizzazione della disciplina e delle competenze degli organi di vigilanza.

            Un altro nodo problematico di rilievo è quello di una rimodulazione dell'approccio complessivo agli adempimenti previsti dalle normative di sicurezza, volta a incentrare lo stesso non tanto su un piano meramente formalistico quanto su quello sostanzialistico, articolato per obiettivi, la cui attuazione andrebbe monitorata attraverso parametri oggettivi ed efficaci, determinati d'intesa con le parti sociali, che, per questo aspetto, potrebbero avvalersi dell'opera di coordinamento del CNEL.

            Altre questioni cruciali relative alla sicurezza sul lavoro sono costituite dal ruolo della bilateralità, che deve essere valorizzato in maniera adeguata, più di quanto risulta nel disegno di legge del Governo, nonché dal riassetto dell’apparato sanzionatorio, rispetto al quale occorre un approccio equilibrato e non condizionato da fattori di emotività comprensibili, ma che rischiano di compromettere la razionalità e l'efficacia dello stesso. Occorre in particolare che venga prestata una adeguata attuazione al condivisibile principio - enunciato tra i principi di delega all'esame - della differenziazione tra le sanzioni concernenti violazioni meramente formali e le sanzioni concernenti violazioni di tipo sostanziale.

            Per quel che concerne i profili connessi all'adozione delle misure tecnologiche più idonee a prevenire gli infortuni sul lavoro, va evidenziato che tale obiettivo può essere conseguito solo attraverso una normazione di soft low idonea ad evolversi parallelamente ai continui progressi scientifici e tecnologici.

 

            Il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) ritiene condivisibile l'esigenza, emersa nel corso del dibattito, di arricchire il disegno di legge delega in esame con talune disposizioni di carattere immediatamente precettivo.

E' inoltre necessario che venga celermente completato l'iter legislativo del disegno di legge n. 1201, recante interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale, per arginare i fenomeni di caporalato, particolarmente diffusi in taluni settori produttivi, che favoriscono tra l'altro anche gravi violazioni delle normative antinfortunistiche, suscettibili di ingenerare pericoli per l'incolumità di tale fasce di lavoratori.

            Va infine sottolineata l'esigenza di intervenire con una serie di misure operative atte ad accrescere l'efficacia dei controlli e a eliminare talune distorsioni applicative di normative di prevenzione, tra le quali cita a titolo esemplificativo quella conseguente alla circolare del 28 marzo 2007 dell'INPS, con la quale si autorizzano le imprese ad adottare alcune discutibili modalità di conservazione, presso i cantieri, di documentazione di notevole interesse.

 

Il sottosegretario MONTAGNINO, dopo aver sottolineato l'importanza della tematica della sicurezza sul lavoro, ricorda che gli iter legislativi avviati sia nella XIII legislatura che nella XIV non furono completati, sia per la complessità della materia in questione, rispetto alla quale sono coinvolti poteri dello Stato e delle regioni, sia per la difficoltà di intervenire su un mercato del lavoro che presenta caratteristiche di accentuata articolazione e frammentazione.

Sarà pertanto utile l'approfondimento che verrà effettuato nel corso del dibattito parlamentare e che potrà consentire un ulteriore miglioramento della disciplina contenuta nel disegno di legge in titolo, nella prospettiva di fondo di individuare una normativa pienamente compatibile con i canoni di razionalità e di semplificazione e strategicamente orientata a prevenire in modo più incisivo gli infortuni sul lavoro.

Nell'auspicare un celere iter di approvazione del provvedimento in esame, il rappresentante del Governo fa presente che l'Esecutivo ha elaborato un testo snello, condiviso anche dalle regioni, e che non esaurisce tuttavia gli interventi ipotizzabili in materia di sicurezza. A tal proposito va evidenziato che il conferimento di una delega per l'elaborazione del testo unico sulla sicurezza non esclude l'eventuale adozione di misure con valenza operativa immediata, volte a risolvere taluni gravi nodi problematici riscontrabili rispetto alla tematica in questione.

 

Il PRESIDENTE proprio alla luce della complessità della tematica della sicurezza sul lavoro, ritiene opportuno, non appena verrà assegnato alla Commissione il disegno di legge a firma del senatore Sacconi e non appena lo stesso verrà congiunto all'iter del provvedimento in esame, valutare tempi e modalità di prosecuzione dell'esame, senza escludere la possibilità di dare vita ad un comitato ristretto, che potrà compiere gli approfondimenti istruttori necessari.

 

   Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 9,30.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

GIOVEDÌ 26 APRILE 2007

54ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

TREU

 

   La seduta inizia alle ore 14,35.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

(Seguito dell'esame e rinvio) 

 

Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta del 19 aprile scorso.

 

Il presidente TREU comunica che nel corso della mattina sono state svolte presso l'Ufficio di Presidenza della Commissione le audizioni informali sul disegno di legge in titolo - deliberate dalla Commissione medesima nella precedente seduta - alle quali hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché una delegazione dell'INAIL. Nel corso delle audizioni, durante le quali si è fatto riferimento anche ai contenuti del disegno di legge in materia di sicurezza del lavoro la cui presentazione è stata preannunciata, sempre nella precedente seduta, dal senatore Sacconi, sono emerse numerose ed utili indicazioni, nell'ambito di una generale condivisione dell'impostazione del testo elaborato dal Governo e di apprezzamento per l'impegno assunto dalla Commissione di procedere con la necessaria celerità nell'esame del disegno di legge in titolo. In particolare, soprattutto da parte della componente datoriale, è stata segnalata l'esigenza di approfondire le problematiche connesse alla disciplina del regime sanzionatorio,  mentre da più parti, e in particolare dalle associazioni dei lavoratori,  sono state manifestate perplessità sulla disposizione per la quale dall'esercizio della delega non devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Interpellati sul numero degli incidenti sul lavoro per comparti produttivi e per aree geografiche, i rappresentanti dell'INAIL si sono inoltre riservati di trasmettere quanto prima alla Commissione  i dati statistici in possesso dell'Istituto.

Le audizioni hanno offerto pertanto un importante contributo al dibattito, e hanno fornito elementi di riflessione utili anche in relazione all'ipotesi, avanzata da più parti nella precedente seduta, di prevedere che, oltre ai principi di delega, su alcuni specifici aspetti, vengano introdotti nel disegno di legge all'esame disposizioni immediatamente precettive.

 

Prende quindi la parola il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) il quale, ad integrazione delle considerazioni già svolte nella precedente seduta, sottolinea come i lavori della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro e sulle "morti bianche" abbiano evidenziato, sin dalla passata Legislatura, non soltanto l'entità e la gravità del fenomeno, ma anche le difficoltà nell'accertamento dei dati e la carenza di interventi specifici in questo campo, come ad esempio, la realizzazione presso l'INAIL del registro nazionale delle malattie del lavoro, che potrebbe concorrere a definire un quadro più esatto circa la realizzazione di condizioni effettive di sicurezza sui luoghi di lavoro. Proprio il tema delle malattie del lavoro richiederebbe, tra l'altro, approfondimenti specifici, poiché si tratta di una fenomenologia in continua evoluzione in relazione alle trasformazioni del sistema produttivo ed al conseguente insorgere di nuove patologie. A tale proposito, occorre che si affermino principi generali di cautela per quanto attiene all'esposizione a sostanze delle quali non sono ancora del tutto chiariti i possibili effetti nocivi.

E' comunque opportuno che, come ha anche ricordato il Presidente, la Commissione abbia assunto l'impegno a procedere quanto più speditamente possibile nell'esame di un provvedimento che affronta un tema sul quale si registra un diffuso e crescente allarme sociale: non a caso, le organizzazione sindacali hanno deciso di dedicare la celebrazione del Primo Maggio alla problematica della sicurezza sui luoghi di lavoro, oggetto, in questi giorni, anche di autorevolissimi richiami da parte del Pontefice e del Presidente della Repubblica. 

Il disegno di legge d'iniziativa del Governo - prosegue il senatore Zuccherini - si affianca in modo positivo alle misure già adottate nella legge finanziaria per il 2007, per l'assunzione di nuovi ispettori del lavoro e in materia di contrasto del lavoro precario, e tuttavia, pur avendo apprezzabilmente acquisito il consenso delle regioni, presenta ancora dei profili di eccessiva genericità, in parte giustificati dalla complessità del corpo normativo oggetto dell'intervento di riordino. A questo proposito, sono certamente da accogliere gli inviti, rivolti anche da numerosi esponenti delle organizzazioni ascoltate questa mattina, a procedere nel senso della semplificazione normativa ed amministrativa, e del superamento di un sistema sanzionatorio orientato ancora in misura eccessiva a colpire gli inadempimenti di carattere meramente formale. Al tempo stesso, però, la disciplina che interviene su un bene costituzionale di primaria importanza, quale la salute dei lavoratori, non può rinunciare a perseguire in modo rigoroso le violazioni che mettono effettivamente a rischio l'integrità psico-fisica delle persone, e a costruire pertanto un sistema sanzionatorio non persecutorio, ma sufficientemente severo.

Dopo avere auspicato una azione puntuale di verifica e monitoraggio dell'efficacia delle norme che il Governo varerà in sede di esercizio della delega, il senatore Zuccherini si sofferma sull'esigenza di valorizzare appieno il protagonismo dei lavoratori nella realizzazione di condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e, in questo ambito, di rafforzare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ampliandone i poteri di intervento e di proposta nei confronti dei rischi derivanti dalle trasformazioni dei processi produttivi. Occorre altresì garantire ai familiari delle vittime di incidenti mortali la possibilità di cumulare i trattamenti pensionistici di reversibilità e le rendite erogate dall'INAIL, e prevedere misure specifiche per estendere l'assicurazione obbligatoria anche al lavoro domestico.

Per perseguire queste finalità occorrono risorse finanziarie adeguate, considerata anche la ridotta frequenza degli accessi ispettivi alle aziende - i responsabili dell'INAIL hanno parlato questa mattina di una media di un accesso ogni quindici anni  - e la conseguente esigenza di disporre dei mezzi per rafforzare ed intensificare l'azione di vigilanza, anche al fine di assicurare una effettiva omogeneità dell'azione di tutela su tutto il territorio nazionale.   

Specifiche misure occorrono poi per definire puntualmente la responsabilità delle stazioni appaltanti, e per valorizzare il ruolo delle parti sociali, in particolare attraverso un maggior coinvolgimento degli enti bilaterali, soprattutto nell'ambito della formazione alla sicurezza che, ad oggi, appare del tutto insufficiente, malgrado i flussi finanziari non esigui di cui è destinataria, anche tramite i fondi europei.

In conclusione, il senatore Zuccherini ribadisce la rilevanza etica e politica dell'impegno che la Commissione ha concordemente assunto, di elaborare, con la necessaria speditezza, una disciplina legislativa in grado di contribuire a segnare un'inversione di tendenza e a colpire un fenomeno che non è frutto di fatalità, ma di ben precisi ed individuati meccanismi economici e sociali.

 

Il senatore POLI(UDC),  nell'associarsi alle considerazioni del senatore Zuccherini sulla necessità di un esame quanto più possibile celere del disegno di legge in titolo,   ricorda che anche dall'attività che sta svolgendo la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro emerge l'esigenza di un intervento radicale sul sistema della prevenzione, della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo ambito, assume una particolare rilevanza l'obiettivo del riordino e della razionalizzazione delle funzioni ispettive, da conseguire anche mediante la valorizzazione delle competenze e delle specializzazioni in possesso dei diversi soggetti pubblici impegnati in tale attività, mentre la semplificazione normativa ed amministrativa dovrebbe assicurare un quadro di maggiore certezza per le imprese.

Oltre alla vigilanza, un altro fattore rilevante per realizzare condizioni di effettiva sicurezza sui luoghi di lavoro è costituito dalla formazione: occorre superare i ritardi che si registrano in questo settore, e, in particolare, prevedere che, soprattutto per alcune mansioni o per il passaggio da una mansione all'altra, l'inserimento lavorativo sia accompagnato obbligatoriamente da un periodo adeguato di formazione. Si tratta di misure essenziali, della cui improcrastinabilità è prova inconfutabile la impressionante frequenza degli incidenti, anche mortali, sul lavoro.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 15,10.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

MERCOLEDÌ 2 MAGGIO 2007

55ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

TREU

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Patta. 

   La seduta inizia alle ore 14,30.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame del disegno di legge n. 1507, congiunzione con l’esame del disegno di legge n. 1486 e rinvio. Esame del disegno di legge n. 1486, congiunzione con il seguito dell’esame del disegno di legge n. 1507 e rinvio) 

 

      Il relatore ROILO (Ulivo) introduce l'esame del disegno di legge n. 1486, evidenziando che esso riprende con alcuni adattamenti i contenuti dello schema di decreto legislativo recante testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presentato nella passata Legislatura in attuazione della delega contenuta nell'articolo 3 della legge 29 luglio 2003, n. 229, ma ritirato dal Governo allora in carica, in relazione ad alcune questioni riguardanti la compatibilità della disciplina proposta con il riparto costituzionale  delle competenze legislative tra Stato e regioni in materia di sicurezza del lavoro. Contrariamente al disegno di legge n. 1507, che conferisce una delega legislativa al Governo, il disegno di legge n. 1486 si pone dunque come una disciplina immediatamente precettiva, e opera non solo una riorganizzazione della normativa di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche una rivisitazione di tutta la materia attraverso l'armonizzazione della legislazione vigente.

            Il relatore osserva quindi che, stante la complessità del disegno di legge n. 1486, composto da 194 articoli, non è possibile dare conto nel dettaglio di ogni suo aspetto. Se però se ne considerano i principi ispiratori, si può affermare in primo luogo che la revisione normativa proposta, come peraltro è esplicitato nella relazione di accompagnamento, parte dall'idea che il modello legale italiano della sicurezza sui luoghi di lavoro si configuri attualmente come una disciplina caratterizzata da una notevole complessità, strutturata sul modello della grande impresa e tale da imporre alle aziende ed agli organi di vigilanza un approccio alla sicurezza unicamente per regole, tassative ed assistite da sanzione penale. Tale sistema, sempre ad avviso dei proponenti, evidenzia notevoli problemi di adattabilità alla realtà produttiva italiana, fondata sulle imprese di piccole o piccolissime dimensioni, ed una perdurante difficoltà - anche degli organi ispettivi - ad intervenire nei settori nei quali l'utilizzo del lavoro nero determina una minore attuazione di cautele antinfortunistiche. Di conseguenza, il disegno di legge tende a rivedere tutta la normativa prevenzionistica applicabile nei luoghi di lavoro, ponendo soprattutto l'accento sugli aspetti di programmazione della sicurezza dei luoghi di lavoro medesimi, già delineata nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, tuttora fonte principale in materia.

            Anche se occorrerà riflettere sui modi di realizzazione, il relatore ritiene condivisibile l'intento dichiarato nella relazione, di rendere le norme prevenzionistiche maggiormente esigibili ed accessibili da parte innanzitutto dei piccoli imprenditori e di facilitare, in tal modo, una capillare ed efficace diffusione della normativa di salute e sicurezza in ogni luogo di lavoro. Da tale finalità, deriva, come conseguenza, l'opzione in favore di una strategia della prevenzione incentrata su obiettivi sostanziali e non soltanto su regole formali. Una tale impostazione presuppone anche l'esigenza di tenere conto del rinnovamento dei sistemi di organizzazione d'azienda e di regolamentazione dei rapporti di lavoro, nonché di definire un ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina inteso ad assicurare a  tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato con il datore di lavoro e con il committente, il diritto a un ambiente di lavoro sicuro.

            A tale scopo, nel disegno di legge n. 1486 si rinvengono norme dirette a valorizzare la bilateralità, quale fattore di controllo sociale, con la previsione di norme premiali e incentivanti per le imprese, e di un alleggerimento dei vincoli meramente formali e burocratici. La promozione della bilateralità persegue, nelle intenzioni dei proponenti, anche l'obiettivo di facilitare la diffusione di una concezione della sicurezza sul lavoro nella quale, ai fini della prevenzione degli infortuni, assumono una rilevanza strategica la formazione di tutti i soggetti  inseriti in ambiente produttivo e le forme di organizzazione del lavoro finalizzate a risolvere i problemi aziendali sulla base delle più aggiornate linee fornite dalla migliore tecnologia disponibile e non solo con riferimento al mero adempimento burocratico delle regole.

            Nella relazione illustrativa del disegno di legge n. 1486 - prosegue il senatore Roilo -  i proponenti elencano  le linee di intervento più rilevanti prospettate dalla delega conferita  al Governo ai sensi del citato articolo 3 della legge n. 229 del 2003 e riprese nell'articolato: esse riguardavano, oltre alla finalità summenzionata di riordino e di coordinamento, l'adeguamento alle normative comunitarie e alle convenzioni internazionali in materia di sicurezza del lavoro; l'individuazione di misure di prevenzione compatibili con le caratteristiche delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole o dei settori artigiano, agricolo, forestale e zootecnico; il riordino delle norme tecniche di sicurezza delle macchine e degli istituti concernenti l'omologazione, la certificazione e l'autocertificazione; la revisione dell'apparato sanzionatorio; la promozione dell'informazione e della formazione preventiva e periodica dei lavoratori sui rischi e sulle relative misure di prevenzione; l'assicurazione della tutela della salute e della sicurezza in tutti i settori di attività, pubblici e privati, e in favore di tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato con il datore o con il committente; la promozione di codici di condotta e la diffusione di buone prassi; il riordino razionale delle competenze istituzionali; il conseguimento delle condizioni per un'adeguata informazione e formazione, ai fini della prevenzione e dell'elaborazione e attuazione delle misure di sicurezza necessarie; la modifica o l'integrazione delle discipline vigenti per i singoli settori interessati, al fine di evitare disarmonie.           

Per quel che concerne alcuni aspetti specifici del disegno di legge all'esame, il relatore sottolinea che l'ambito soggettivo di applicazione della disciplina viene esteso ai lavoratori autonomi - come peraltro prevede anche il disegno di legge n. 1507 - ed ai componenti dell'impresa familiare, di cui all'articolo 230-bis del codice civile: tali soggetti, com'è noto, sono attualmente esclusi dall'ambito di applicazione della normativa di prevenzione e sicurezza. Per essi, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del disegno di legge n. 1486 trovano applicazione i seguenti obblighi: di munirsi di dispositivi di protezione individuale; di impiegare i medesimi conformemente alle disposizioni di cui al Titolo V; di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal provvedimento in titolo. Il disegno di legge presenta inoltre un carattere estensivo anche per quanto concerne i collaboratori in forma coordinata e continuativa.

            Un altro punto di rilievo riguarda la valorizzazione degli enti bilaterali, soprattutto con riferimento alle piccole e medie imprese: in particolare, l'articolo 27, comma 4, del disegno di legge prevede che, nelle aziende con un organico non superiore a 100 dipendenti, gli enti bilaterali, su richiesta dei datori, possano effettuare sopralluoghi intesi alla verifica del rispetto della disciplina sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro e al rilascio di relativa certificazione. Si dispone, al riguardo, che gli organi di vigilanza tengano conto di tali certificazioni ai fini della programmazione delle attività ispettive. Gli enti bilaterali inoltre, vengono inclusi tra i soggetti competenti per la definizione di buone prassi e per il relativo monitoraggio.

            In via generale, come indica la relazione illustrativa, gli enti bilaterali mantengono e vedono notevolmente accentuato il ruolo - giàoggi ad essi riservato – di orientamento e promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti, così come la competenza in materia di raffreddamento delle controversie tra aziende e sindacati.

            Il relatore si sofferma quindi sulla parte del disegno di legge n. 1468 relativa alla disciplina delle norme di buona tecnica e dalle buone prassi: le prime sono costituite da un insieme di  prescrizioni la cui osservanza assicura in ogni caso la conformità alle norme in esame; le buone prassi rappresentano,  come recita l'articolo 5, comma 1, lettera o), del disegno di legge all'esame, soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e generalizzabili, che permettono di ottenere una riduzione dei rischi, miglioramenti delle condizioni di lavoro e in generale la promozione della salute sui luoghi di lavoro; tali soluzioni sono definite dalle regioni, dall’ISPESL, dall’INAIL e dagli enti bilaterali, che  provvedono anche al loro monitoraggio.

            Ai fini della rilevanza giuridica delle buone prassi, occorre far riferimento, in particolare, all'articolo 32, comma 1, del disegno di legge all'esame: esso infatti prevede che gli ispettori, qualora riscontrino l'inosservanza delle norme di buona tecnica o delle buone prassi e salvo che il fatto non costituisca reato, impartiscano, ai fini dell'applicazione delle medesime, disposizioni esecutive.

            In merito, il relatore ricorda altresì che tra le funzioni della Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro rientra, ai sensi dell'articolo 35, comma 5, lettera b), lo studio per l'aggiornamento di alcune delle norme di buona tecnica e delle buone prassi individuate tramite rinvii agli atti normativi.

            Riguardo, più in generale, ai compiti delle pubbliche amministrazioni previsti al Titolo I, Capo VIII del disegno di legge all'esame, e alle relative norme di carattere innovativo, il relatore segnala, oltre a quelle già menzionate: la disciplina, di cui all'articolo 34, dell'attività di monitoraggio e di verifica sull'applicazione della normativa in esame, attività che deve essere svolta congiuntamente da tutte le amministrazioni ivi individuate e dalle parti sociali, mediante accordi e con metodi di misurazione condivisi; la destinazione, di cui all'articolo 37, comma 1, lettera a), al finanziamento di attività promozionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro del 20 per cento delle risorse provenienti dalla riscossione delle sanzioni di cui all'articolo 176 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni; l'attribuzione alla summenzionata Commissione consultiva del compito di individuare ogni anno i piani di azione e le attività di sostegno alle imprese dell'INAIL, dell'ISPESL e dell'IIMS e la previsione del coordinamento - da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - dei medesimi piani ed attività, di cui alla lettera b) del citato articolo 37, comma 1.

            Il Titolo XII del disegno di legge n. 1468 - prosegue il relatore - contiene l’apparato sanzionatorio, definito sul modello del titolo IX del decreto legislativo n. 626 del 1994, dal quale si differenzia innanzitutto per la considerazione dei lavoratori e dei componenti della impresa familiare tra i destinatari delle sanzioni.

            In  generale, la  rivisitazione dell’apparato sanzionatorio vigente in materia di salute e sicurezza, viene effettuata dal disegno di legge in titolo attraverso una rimodulazione degli obblighi di datori di lavoro, dirigenti e preposti, realizzata tramite la scelta di mantenere lo stesso regime sanzionatorio oggi vigente,  conservando, in particolare, la sanzione penale, con correlata possibilità  di oblazione ai sensi del decreto legislativo n. 758 del 1994, per tutti gli obblighi diretti ad incidere sulle condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro. Nella relazione introduttiva si sottolinea la contiguità del meccanismo sanzionatorio proposto con quello previsto dal decreto legislativo n. 626 del 1994,  incentrato sulla azione penale e correlata sanzione quale conseguenza della verifica  dell’inosservanza delle normative di sicurezza direttamente incidenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro; tale sistema  risulterebbe potenziato – sempre in una ottica di prevenzione dell’inadempimento e non di mera repressione del medesimo – dall’implementazione del meccanismo della disposizione, ai sensi del decreto legislativo n. 758 del 1994,  destinato ad operare unicamente con riferimento a normative non direttamente incidenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e, ciò nonostante, attualmente assistite da sanzione penale in caso di loro inadempimento. In tali ipotesi, corrispondenti all’area delle norme di buona tecnica e delle buone prassi, viene, infatti, consentito all’organo di vigilanza di impartire una disposizione in luogo della sanzione penale oggi prevista, consentendo al soggetto obbligato di adempiere entro un dato termine ai propri obblighi liberandosi di ogni responsabilità ed, al contempo, introducendo una sanzione penale assai gravosa in caso di perdurante inosservanza delle istruzioni impartite. Infine, ancora con riferimento al sistema sanzionatorio, va segnalato che nell'articolato sono individuati analiticamente e separatamente gli obblighi dei preposti, limitati a compiti di attuazione e vigilanza delle disposizioni della legge e di quelle impartite dai datori di lavoro e dai dirigenti.

            Il relatore rileva quindi la difficoltà di condurre un esame congiunto dei disegni di legge n. 1507 e n. 1468, considerata la diversa natura dei due testi, il primo inteso a conferire una delega legislativa al Governo e il secondo recante già il testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro che della delega medesima dovrebbe costituire l'oggetto. Tuttavia si propone l'abbinamento dei due disegni di legge, in base a due considerazioni:  la prima è relativa alla disposizione dell'articolo 51, comma 1 del Regolamento del Senato, in base al quale i disegni di legge aventi oggetti identici o strettamente connessi sono posti congiuntamente all'ordine del giorno della Commissione competente; la seconda  riguarda l'orientamento, emerso nel corso del dibattito fin qui svolto in Commissione, volto ad individuare alcuni temi sui quali si potrebbe decidere, nell'ambito dell'esame in sede referente,  di dettare norme immediatamente precettive, da inserire nell'ambito del disegno di legge n. 1507, e che si affiancherebbero alle disposizioni recanti i principi e i criteri direttivi della delega.  Il disegno di legge del Governo dovrebbe pertanto essere assunto come testo base.

                       

Il presidente TREU fa presente che, poiché non si fanno obiezioni, le proposte del relatore si intendono accolte. Avverte pertanto che l'esame dei disegni di legge n. 1507 e n. 1486 procederà congiuntamente, e che viene assunto come testo base, al quale riferire gli eventuali emendamenti, il disegno di legge n. 1507.           

Propone quindi di convocare prossimamente un Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, per assumere le opportune decisioni in merito ai tempi e alle modalità di prosecuzione dell'esame congiunto, e per valutare meglio l'ipotesi di dare vita ad un Comitato ristretto, al quale potrà essere affidato il compito di individuare - con riferimento al testo base testé prescelto dalla Commissione -  gli ambiti specifici suscettibili di essere disciplinati con norme immediatamente precettive, nonché i profili che dovranno essere connotati come criteri e principi direttivi di delega.

 

Il senatore SACCONI(FI), dopo aver sottolineato l'esigenza, da lui già espressa in altra occasione nel corso del dibattito, di un confronto ampio e costruttivo tra i Gruppi politici di maggioranza e di opposizione, finalizzato all'elaborazione di un testo normativo largamente condiviso, dichiara di condividere la linea metodologica testé prospettata dal Presidente, ritenendo in particolare che l'attività del Comitato ristretto, ove se ne decida la costituzione, potrebbe opportunamente orientare l'attività emendativa, con effetti positivi anche sulla speditezza dell'iter di esame dei disegni di legge in titolo.

 

Il senatore TOFANI(AN), concordando sull'esigenza di prevedere tempi certi e spediti per l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, ritiene che il termine per l'esercizio della delega contemplato nel disegno di legge n. 1507 - pari ad un anno, prorogabile di altri sei mesi - sia eccessivamente ampio, e prospetta quindi l'opportunità di una riduzione dello stesso.

 

Dopo che il presidente TREU ha sottolineato che l'esigenza rappresentata dal senatore Tofani è già emersa nel corso della discussione generale, il rappresentante del GOVERNO rileva che la questione è meritevole di attenta considerazione e si riserva di valutarla in modo più approfondito nel corso dell'esame congiunto.

 

Il PRESIDENTE , nel prendere atto del comune proposito di procedere senza indugi nell'esame dei disegni di legge in titolo, propone che  la discussione generale si concluda entro la prossima settimana e che entro lo stesso termine abbiano luogo anche gli interventi di replica del relatore e del rappresentante dell'Esecutivo. Propone altresì di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti, riferiti al disegno di legge n. 1507, assunto come testo base,  per le ore 12 di mercoledì 16 maggio.

 

La Commissione conviene sulle proposte del Presidente.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

    La seduta termina alle ore 15,05.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

MARTEDÌ 8 MAGGIO 2007

57ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

TREU

indi del Vice Presidente

ZUCCHERINI

 

La seduta inizia alle ore 15,15.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Riprende l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta del 2 maggio scorso.

 

Il presidente TREU avverte che nella seduta dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi politici, tenutasi prima dell'inizio della seduta, si è deciso di proporre alla Commissione di costituire un Comitato ristretto per l'esame degli emendamenti al disegno di legge n. 1507, già adottato come testo base, e per una valutazione sulla possibilità di trasformare alcuni principi di delega in norme direttamente precettive - facendo riferimento anche ad alcune parti del disegno di legge n. 1486 - secondo un orientamento emerso in numerosi interventi nel corso dell'esame congiunto. A tal fine, si è convenuto sull'opportunità di tenere una prima riunione del Comitato ristretto già nel pomeriggio di domani alle ore 15,30, in luogo della seduta della Commissione, già convocata per la stessa ora, e che si riunirà invece alle ore 21.

 

Poiché non si fanno obiezioni, così rimane stabilito.

 

Interviene quindi nella discussione generale il senatore SACCONI (FI), il quale ricorda che il disegno di legge n. 1486, di cui è primo firmatario, ripropone con alcuni aggiustamenti lo schema di decreto legislativo recante testo unico delle norme sulla sicurezza del lavoro, varato nella passata Legislatura in base alla delega conferita al Governo con l'articolo 3 della legge n. 229 del 2003, e successivamente ritirato, soprattutto a causa della difficoltà di superare i rilievi mossi presso altre sedi istituzionali circa la presunta violazione delle norme costituzionali in materia di riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni.  

Ciò nonostante, ad avviso del senatore Sacconi, le ragioni delle scelte effettuate con il testo elaborato nella passata Legislatura mantengono tuttora la loro piena validità, in primo luogo in relazione all'esigenza di pervenire finalmente al coordinamento ed alla semplificazione di un sistema normativo che si è sedimentato nell'arco di un cinquantennio, e del quale si rende necessario assicurare l'operatività, a fronte dell'ineffettività che si è riscontrata soprattutto negli ultimi anni. Tale ineffettività è il problema principale che il legislatore è chiamato ad affrontare. La disciplina vigente in materia di sicurezza del lavoro è stata infatti elaborata essenzialmente con riferimento alle imprese di grandi dimensioni, e si fonda pertanto su un approccio prescrittivo, supportato da adempimenti di carattere formale, con un elevato livello di burocratizzazione: questa impostazione si è rivelata del tutto inefficace nei confronti delle piccole e medie imprese e, più in generale, di una realtà del sistema produttivo italiano caratterizzata da un forte decentramento.

Occorre quindi mutare la filosofia stessa del sistema normativo della sicurezza sul lavoro, e dare vita ad un testo unico la cui effettività nei confronti della piccola impresa sia garanzia di effettività anche nei confronti dell'impresa di grandi dimensioni, e che si deve connotare in primo luogo per certezza e semplicità della norma, come presupposto per la sua applicabilità. A tale fine, è essenziale l'adozione di un approccio sostanzialistico e per obiettivi, con alcune caratteristiche specifiche. In primo luogo, occorre prevedere che le funzioni pubbliche nel campo della sicurezza sul lavoro possano essere svolte con il concorso delle parti sociali, in un rapporto fondato sul principio di sussidiarietà, anche traendo spunto dalle positive esperienze di bilateralità realizzate nel settore dell'edilizia e dell'artigianato. D'altra parte, è innegabile che un vero ed effettivo incentivo alla bilateralità presuppone che laddove essa si afferma si realizzi una proporzionale riduzione degli adempimenti e dei controlli.

Un altro problema al quale si deve trovare una positiva risoluzione nel testo unico - prosegue il senatore Sacconi - riguarda l'esigenza di individuare modalità operative condivise con le Regioni, per superare le ambiguità della disciplina costituzionale, che, come è noto, ha alimentato a dismisura il contenzioso innanzi la Corte costituzionale. Sarebbe peraltro gravemente errato, in materia di sicurezza del lavoro, accreditare l'idea di una disciplina differenziata a livello territoriale. Si rende invece necessaria una riflessione specifica sul coordinamento delle funzioni di vigilanza, indispensabile proprio al fine di garantire un'applicazione uniforme della normativa prevenzionistica su tutto il territorio nazionale. Nell'ambito del predetto coordinamento, va poi assicurato anche il diritto di interpello, nei termini già previsti dalla legislazione vigente, per venire incontro alle esigenze degli operatori chiamati ad applicare la norma e anche di coloro che sono addetti alla vigilanza.

Come è già stato affermato durante la discussione, nel disegno di legge n. 1507, adottato dalla Commissione come testo base, occorre introdurre, in misura quanto più possibile ampia, disposizioni immediatamente precettive: l'idea di limitarsi al varo di una delega, che potrebbe essere esercitata - secondo quanto previsto nello stesso disegno di legge del Governo - entro un termine suscettibile di protrarsi fino  a diciotto mesi, contraddice apertamente l'esigenza, richiamata da più parti e in sedi istituzionali autorevolissime, di disporre celermente di un insieme di norme in grado di incidere efficacemente sul fenomeno degli infortuni sul lavoro. Pertanto, si potrebbero introdurre norme immediatamente operative per quanto riguarda la disciplina delle bilateralità, del coordinamento delle funzioni di vigilanza, nonché in materia di sanzioni. Su questo ultimo tema, nel corso delle audizioni informali svolte presso l'Ufficio di Presidenza, si è registrato un unanime e motivato dissenso delle organizzazioni datoriali nei confronti dei principi di delega contenuti nel disegno di legge del Governo. Questi ultimi, in effetti, non sono tali da assicurare sanzioni proporzionate alla responsabilità ed al danno prodotto a seguito della violazione della norma, e per questo aspetto, potrebbero sortire l'effetto indesiderato di incoraggiare il ricorso del lavoro sommerso.

Altre disposizioni immediatamente precettive, da inserire nel disegno di legge n. 1507 - prosegue il senatore Sacconi - potrebbero riguardare i profili relativi alla formazione, all'informazione e all'incentivazione dei comportamenti virtuosi, sul modello del bonus malus applicato dall'INAIL ai premi assicurativi. Un altro problema da chiarire, e sul quale sarò fondamentale conoscere l'avviso del rappresentante del Governo, attiene alle risorse pubbliche effettivamente disponibili per la sicurezza e la prevenzione.  

In conclusione, il senatore Sacconi rileva  che permangono forti motivi di divergenza tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione, in particolare per quanto attiene alla disciplina relativa alle sanzioni. Esprime peraltro l'auspicio che nel prosieguo della discussione possa prevalere l'approccio collaborativo, di cui la sua parte politica si è fatta promotrice - e di cui ha avuto sentore anche negli interventi del rappresentante del Governo e del Presidente - e che maturino conseguentemente le condizioni per pervenire all'elaborazione di un testo normativo quanto più possibile condiviso.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

CONVOCAZIONE DEL COMITATO RISTRETTO PER L'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE N. 1507 E N. 1486. DIFFERIMENTO DELL'ORARIO DI INIZIO DELLA SEDUTA POMERIDIANA DELLA COMMISSIONE  DI MERCOLEDI' 9 MAGGIO 

 

Il presidente ZUCCHERINI avverte che, a seguito delle decisioni testé adottate dalla Commissione su proposta dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi politici, il Comitato ristretto per l'esame dei disegni di legge n. 1507 e n. 1486 si riunirà domani, mercoledì 9 maggio, alle ore 15,30. Conseguentemente, l'orario di inizio della seduta pomeridiana della Commissione è differito alle ore 21.

 

    La seduta termina alle ore 15,40.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

 

MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2007

58ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

TREU 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.         

La seduta inizia alle ore 8,35.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Riprende l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

 

Il senatore TURIGLIATTO (Misto-SC), intervenendo nella discussione generale, sottolinea preliminarmente che il disegno di legge n. 1507 è orientato nella giusta direzione rispetto alle politiche di prevenzione degli incidenti sul lavoro, anche se è opportuna l’introduzione in tale testo normativo di alcune modifiche migliorative.

Va in generale evidenziato che l'elevata incidenza statistica degli infortuni sul lavoro è ascrivibile innanzitutto alla progressiva diminuzione delle tutele del lavoro operata nell'ultimo decennio, nella prospettiva - assai discutibile – di una centralità assoluta dell'impresa, con tutte le conseguenti ripercussioni di tale impostazione sul contenimento del costo del lavoro e sulla precarizzazione dei rapporti lavorativi, suscettibile quest'ultima di indebolire notevolmente la posizione dei lavoratori, spesso sottoposti a orari e condizioni di lavoro inaccettabili.

In tale quadro complessivo appare evidente che una politica del lavoro volta a ridurre la frequenza degli infortuni dovrebbe articolarsi in un'ottica più ampia rispetto a quella sottesa al disegno di legge n. 1507, prospettando anche interventi idonei a contrastare il grave fenomeno della precarietà del lavoro.

E' ravvisabile poi una contraddittorietà tra le campagne giornalistiche volte a denunciare il grave fenomeno delle cosiddette "morti bianche" e le campagne, anch'esse promosse da taluni organi di stampa, dirette contro il fenomeno dell'assenteismo dei dipendenti – anche di quelli appartenenti al pubblico impiego -  che spesso non tengono conto dello stress a cui è continuamente sottoposto il lavoratore. Gli orientamenti recentemente emersi rispetto alle ipotesi di eliminazione dell'obbligo posto in capo al datore di lavoro di pagare la retribuzione nei primi tre giorni di malattia del lavoratore non sono condivisibili, come pure risultano del tutto inaccettabili i tentativi di eliminare il secondo macchinista nei convogli delle Ferrovie dello Stato, nonché quelli volti a esternalizzare in talune circostanze i controlli sulla sicurezza sul lavoro.

Va inoltre rilevato che i tempi previsti per l'esercizio della delega da parte dell'Esecutivo - ai quali occorre aggiungere quelli necessari per l'approvazione del disegno di legge di delega stesso - risultano incompatibili con l'urgenza di porre rimedio al grave problema degli infortuni sul lavoro, e conseguentemente sarebbe necessario integrare il predetto disegno di legge con disposizioni immediatamente precettive.

Un intervento specifico dovrebbe poi riguardare il comma 1198 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007: tale disposizione, che  sospende le ispezioni in materia di sicurezza nelle imprese che abbiano presentato una domanda di regolarizzazione retributiva e contributiva dei rapporti di lavoro non risultanti da scritture, è del tutto inaccettabile, poiché si ispira ad un equivoco principio di mercificazione della sicurezza sul lavoro, e andrebbe pertanto abrogata.

Occorre inoltre prevedere anche un intervento sulla disciplina degli appalti, al fine di evitare la frammentazione del ciclo produttivo, che inevitabilmente finisce per determinare una diminuzione delle tutele sul piano della sicurezza.

E' necessario altresì definire, alla stregua di taluni parametri oggettivi, gli standard minimi di controlli e verifiche a cui sottoporre le aziende, come pure occorre assumere tutte quelle misure volte ad evitare l’esposizione dei lavoratori ad agenti potenzialmente nocivi - come ad esempio l'amianto – anche nelle situazioni in cui le predette esposizioni che non superino i valori limite previsti per ciascuna sostanza.

E' inoltre opportuno rafforzare il ruolo e le responsabilità dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, tutelando gli stessi rispetto ad eventuali indebite pressioni dei datori di lavoro.

Un'altra misura che potrebbe sortire effetti positivi in ordine alla prevenzione degli infortuni è costituita dalla introduzione della possibilità per il lavoratore di sospendere l'attività lavorativa qualora la stessa presenti dei pericoli per l'incolumità, e della contestuale facoltà per lo stesso di chiedere in tali circostanze l'attivazione dei  controlli da parte delle autorità competenti.

E' infine del tutto condivisibile l'aggravamento delle sanzioni per violazioni di norme antinfortunistiche, prefigurato nel disegno di legge delega n. 1507.

 

Intervenendo nella discussione generale, il presidente TREU rileva preliminarmente che nel corso del dibattito in Commissione è emersa una significativa convergenza tra le forze politiche sia sulla necessità di procedere quanto più possibile speditamente  nel varo della legge delega sia, nel merito, sull'esigenza di procedere alla semplificazione e all'innovazione del corpo normativo riguardante la sicurezza del lavoro. Occorre peraltro non nascondersi le difficoltà di un intervento di così ampia portata, che è stato tentato già, senza successo, sia nella XIII sia nella XIV Legislatura.

D'altra parte, la Commissione ha iniziato l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo nella consapevolezza della necessità di fornire risposte tempestive e concrete alle rilevanti aspettative che si sono create nella pubblica opinione attorno alle problematiche della sicurezza sul lavoro. A tale proposito, sono già emerse nel corso del dibattito in Commissione alcune indicazioni meritevoli della più attenta considerazione, relativamente all'opportunità di assegnare un termine più ridotto di quello previsto nel disegno di legge n. 1507, per l'esercizio della delega, nonché alla possibilità di trasformare in disposizioni immediatamente precettive alcuni principi di delega.

Dalle valutazioni espresse nel corso delle audizioni, è emersa una generale condivisione dell'impostazione del disegno di legge del Governo, che, peraltro, è il risultato di un lungo ma proficuo lavoro di confronto con le parti sociali e con le Regioni. In particolare, vanno segnalati come importanti elementi di novità, in linea con la normativa europea, i principi di delega contenuti nel disegno di legge n. 1507 riguardanti l'estensione della normativa di sicurezza a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, e ai soggetti ad essi equiparati, nonché  l'adeguamento della stessa normativa di sicurezza all'evoluzione tecnologica ed organizzativa delle imprese.

In materia di semplificazione - questione richiamata anche negli interventi dei senatori appartenenti ai gruppi politici dell'opposizione - è stato sottolineato come il corpo normativo vigente sia stato modellato con riferimento soprattutto alla grande impresa, e come si renda pertanto necessario adattarlo, ai fini di una maggiore effettività, alla realtà del sistema produttivo italiano, caratterizzato soprattutto dalla presenza di imprese di piccole dimensioni. Non c'è dubbio che anche in sede di esercizio della delega, occorrerà elaborare norme che risultino concretamente applicabili alla realtà del sistema produttivo, ma questa impostazione deve tradursi in una disciplina che agevoli l'adeguamento della piccola impresa alle normative di sicurezza, senza però indulgere in atteggiamenti assolutori, per i casi di violazione delle norme.

Sull'apparato sanzionatorio delineato nei principi di delega - prosegue il Presidente - si sono registrate forti critiche da parte delle associazioni datoriali. Si tratta di un punto particolarmente delicato, che il disegno di legge del Governo affronta con apprezzabile equilibrio, e rispetto al quale anche l'ipotesi di passare dalle norme di delega a disposizioni immediatamente precettive - formulata ieri nell'intervento del senatore Sacconi - deve essere concretamente valutata, verificando la sussistenza delle condizioni per pervenire ad una intesa: sull'argomento, occorre prendere atto che permangono valutazioni fortemente differenziate tra le forze politiche. Qualora si dovesse intervenire sulla parte del disegno di legge del Governo relativo al sistema sanzionatorio, si dovrebbe anche valutare l'applicabilità del  decreto legislativo n. 231 del 2001, sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, limitatamente alle violazioni più gravi. Inoltre, la riflessione sul tema dell'apparato sanzionatorio non può andare disgiunta da una ricognizione delle norme di carattere premiale - l'attivazione delle quali richiede peraltro risorse finanziarie adeguate - e delle relative sanzioni per la loro violazione.

Anche se gli interventi di razionalizzazione e semplificazione della legislazione  sono importanti, è tuttavia essenziale assicurare l'effettività della norma rendendo più efficaci ed incisive le funzioni di controllo; occorre infatti considerare che l'Italia dispone di una normativa sulla sicurezza del lavoro non dissimile da quella degli altri Stati membri dell'Unione europea, stante la comune matrice comunitaria, ma registra un numero di incidenti sul lavoro molto più elevato rispetto agli altri paesi.

Un altro punto rilevante riguarda l'attribuzione di maggiori tutele e di prerogative più incisive ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, a livello sia aziendale sia territoriale: a tale proposito, è meritevole di attenzione la proposta di concentrare l'elezione di tali rappresentanti in un unico giorno, da dedicare anche  alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui temi della sicurezza del lavoro.

Sulla bilateralità occorre precisare che, oltre alle funzioni in materia di formazione ed informazione, essa può operare anche come supporto all'azione di prevenzione e di accertamento, con un ruolo integrativo, ma non sostitutivo del controllo esercitato dagli organismi pubblici competenti. Analogamente, la valorizzazione delle buone prassi deve essere rivolta all'integrazione e non alla sostituzione della disciplina legale.

Sempre in tema di vigilanza, si è poi posto il problema di realizzare forme di coordinamento finalizzate a rendere più efficace l'azione dei diversi soggetti pubblici preposti a tale funzione. A tal fine, occorre anzitutto prevedere la definizione di indirizzi generali cogenti, concordati in particolare tra lo Stato e le Regioni, per la programmazione degli interventi a livello nazionale e territoriale, con l'indicazione delle relative priorità, nonché individuare i soggetti ai quali attribuire il compito del coordinamento operativo dell'attività di vigilanza e controllo, sempre nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni. Ove intervenisse un accordo tra i diversi livelli istituzionali coinvolti, si potrebbe pensare di disciplinare questo profilo tramite atti di natura regolamentare - come ad esempio un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - che assicurerebbero, tra l'altro, una maggiore flessibilità ed adattabilità della regolazione.

In materia di informazione e formazione, sia quella prevista nelle scuole, sia quella più specificamente rivolta ad alcune figure imprenditoriali, quale presupposto per l'avvio di attività, occorre poi una peculiare riflessione circa la necessità di assicurare adeguate risorse finanziarie, mentre sul tema degli appalti occorre elaborare una disciplina coerente con l'azione di riordino già intrapresa dal Governo per tale materia, precisando l'ambito di responsabilità del committente nonché modalità specifiche di individuazione dei costi per la sicurezza, affinché quest'ultima non venga sacrificata alla logica del contenimento degli oneri e del massimo ribasso. Gli obblighi in materia di sicurezza già vigenti per gli appalti nel settore pubblico dovrebbero inoltre essere estesi anche al settore privato. 

Ogni adeguamento ed ogni miglioramento del corpo normativo riguardante la sicurezza del lavoro - conclude il Presidente - comporta un impegno specifico sul piano del reperimento di risorse finanziarie adeguate: si tratta di un punto prioritario, sul quale è imprescindibile un impegno forte ed inequivoco del Governo.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA NOTTURNA  

 

      Il presidente TREU avverte che, a seguito della richiesta di sconvocazione avanzata informalmente da alcuni Gruppi politici, la seduta della Commissione, già convocata per oggi, mercoledì 9 maggio, alle ore 21, non avrà più luogo.

 

            La seduta termina alle ore 9,15.

 


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª) 

 

GIOVEDÌ 10 MAGGIO 2007

59ª Seduta 

 

Presidenza del Vice Presidente

ZUCCHERINI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Patta.           

La seduta inizia alle ore 14,35.

 

 

 IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Riprende l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

 

Il senatore TOFANI(AN), intervenendo in discussione generale, evidenzia preliminarmente che, alla fine della XIV Legislatura, esattamente l'8 marzo 2006, la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche" approvò all'unanimità una relazione finale, le cui considerazioni conclusive sottolineano l'esigenza prioritaria di addivenire all'adozione di un testo unico o codice in materia di sicurezza sul lavoro.

Il disegno di legge n. 1507, assunto come testo base dalla Commissione, viene quindi incontro alla sopra descritta esigenza, prospettando una disciplina condivisa anche dalle regioni e dalle parti sociali.

Durante l'istruttoria effettuata dal Comitato ristretto costituito nell'ambito della Commissione per l'esame dei disegni di legge in titolo è altresì emersa l'esigenza, largamente condivisa, di elaborare su taluni profili norme immediatamente precettive, ad integrazione dei criteri e principi direttivi di delega, in modo tale da dare risposte concrete e immediatamente efficaci rispetto al grave problema degli infortuni sul lavoro.

 Tale normativa dovrebbe essere finalizzata anche a favorire il coordinamento delle attività di vigilanza, già prefigurato nell'ambito della relazione finale della Commissione d'inchiesta sopra citata, nella prospettiva, che venne unanimemente condivisa dai Gruppi politici, di incrementare gli standard di efficacia dei controlli. A tal proposito va sottolineata l'opportunità di assumere al più presto i candidati risultati idonei a precedenti concorsi espletati dal Ministero del lavoro, per il reclutamento di personale con qualifica di ispettore del lavoro, come pure è necessario valutare la possibilità che, con il consenso dell'Istituto, gli attivi di gestione dell'INAIL siano utilizzati per il sostegno finanziario alle politiche di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Come anche il ministro Damiano ha in più occasioni sottolineato, una politica efficace di salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori non può non fondarsi su una cultura che miri ad umanizzare il lavoro, diffondendo un messaggio in tal senso, rivolto in particolare alle giovani generazioni, in primo luogo attraverso la scuola: è auspicabile che anche tale aspetto trovi una appropriata traduzione sul piano normativo nell'ambito del disegno di legge che la Commissione si accinge a varare.

Nella nuova legge occorre poi valorizzare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, adottando tutte le misure volte a favorire l'espletamento da parte degli stessi del proprio mandato.

Nella relazione intermedia approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche", costituita nella XV Legislatura - la cui attività  è stata richiamata recentemente anche dal Presidente della Repubblica e da autorevoli esponenti del Governo - è stato affrontato il tema del coordinamento, a livello centrale e locale, delle attività di vigilanza dei vari soggetti competenti in materia di sicurezza ed è stata altresì sottolineata l'esigenza che nell'ambito delle quote minime della spesa sanitaria da destinare - in base al piano sanitario triennale - alla prevenzione complessivamente considerata, venga definito , in termini tassativi, un limite minimo di risorse da attribuire specificamente alla prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro.

Sempre nella predetta relazione intermedia, su proposta del senatore Zuccherini, è stato ipotizzato un sistema premiale, relativamente ai trasferimenti statali per la spesa sanitaria, da destinare a beneficio di quelle regioni che abbiano adottato comportamenti maggiormente virtuosi e raggiunto significativi risultati nella prevenzione degli incidenti sul lavoro.

L'oratore conclude il proprio intervento auspicando che il Comitato ristretto concluda la propria istruttoria addivenendo ad una soluzione largamente condivisa, che consenta in tempi celeri di completare l'iter di approvazione del provvedimento all'esame.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 14,50.

 


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª) 

 

MARTEDÌ 15 MAGGIO 2007

60ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

TREU 

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino e per la salute Patta.             

La seduta inizia alle ore 15.

 

 

 IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l' emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Riprende l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta del 10 maggio 2007.

 

Poiché non vi sono altre richieste di intervenire nella discussione generale, il presidente TREU la dichiara conclusa e dà la parola al relatore ed al rappresentante del Governo per le repliche.

 

Replica quindi agli intervenuti il relatore ROILO (Ulivo) , il quale rileva  preliminarmente che la discussione generale ha consentito di svolgere un proficuo approfondimento sui temi oggetto dei provvedimenti all'esame, e, in particolare, ha messo in luce la piena convergenza di tutti i gruppi politici, di maggioranza e di opposizione, sulla necessità di varare quanto prima il testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro. E' stata in tal modo colta una indicazione già contenuta nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, approvata all'unanimità nella passata Legislatura: in quella sede, infatti, si sottolineò il carattere prioritario di un intervento di razionalizzazione e semplificazione della normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro attraverso la predisposizione di un testo unico, come peraltro ha ricordato nel suo intervento il senatore Tofani, chiamato a presiedere la Commissione di inchiesta anche nella attuale Legislatura.

Nel corso della discussione generale si è anche convenuto sulla necessità di predisporre interventi urgenti a fronte di un forte e diffuso allarme sociale in relazione al ripetersi di incidenti sul lavoro, spesso mortali. Sono stati pertanto individuati alcuni profili rispetto ai quali la Commissione, avvalendosi anche del lavoro svolto in tal senso dal Comitato ristretto costituito nella seduta dell'8 maggio, ha ritenuto di potere elaborare norme immediatamente precettive, che dovrebbero pertanto affiancarsi ai criteri e principi della delega. In particolare, la Commissione ritiene che possano essere regolati direttamente, senza ricorrere alla delega legislativa al Governo, i profili relativi al coordinamento nazionale e territoriale delle funzioni pubbliche di controllo e vigilanza; alla promozione delle attività di prevenzione per le piccole e medie imprese, ed al relativo finanziamento; alla disciplina dei soggetti direttamente coinvolti nell'attività di prevenzione, con particolare riferimento ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nonché alla disciplina degli appalti e sub appalti. Per quest'ultimo aspetto - prosegue il relatore - occorre rilevare che la ricorrente preoccupazione delle imprese di mantenere standard di competitività elevati anche attraverso la riduzione dei costi ha condizionato fortemente l'organizzazione del lavoro e, ormai non più solo nei cantieri, ha fatto prevalere una spinta all'esternalizzazione delle attività ed alla frammentazione delle funzioni produttive che alimenta la catena degli appalti, con modalità che sovente risultano gravemente penalizzanti per le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. E' peraltro evidente che una revisione organica della normativa sulla sicurezza del lavoro richiede la disponibilità di risorse adeguate all'entità degli interventi che si rendono necessari: per questo aspetto, molti interventi hanno posto in luce l'esigenza di disporre di risorse aggiuntive, a carico del bilancio dello Stato, da destinare all'incremento quantitativo e qualitativo delle attività di prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

In conclusione il relatore osserva che la discussione generale ha messo in luce la possibilità di concentrare il confronto ed anche l'attività emendativa sui profili maggiormente qualificanti del disegno di legge del Governo, adottato dalla Commissione come testo base, ed esprime l'auspicio che nel prosieguo della discussione possa concretizzarsi la volontà unanimemente manifestata dai gruppi di maggioranza e di opposizione nel corso del dibattito, di ricercare soluzioni condivise e di dare vita ad un testo normativo sostenuto da un'ampia convergenza politica.

 

            Il sottosegretario MONTAGNINO evidenzia preliminarmente che il disegno di legge governativo in titolo risponde innanzitutto all’esigenza, emersa anche nel corso dell’esame del provvedimento e delle audizioni informali svoltesi presso l'Ufficio di Presidenza della Commissione, di operare un riordino della disciplina attualmente vigente in materia di sicurezza del lavoro, razionalizzando un corpus normativo risultante da più di cinquanta anni di interventi legislativi, rispondenti a logiche spesso profondamente differenti tra loro, tali da creare un complesso regolatorio privo di omogeneità e coordinamento.

            In particolare, alle regole risalenti agli anni cinquanta si sono aggiunte altre disposizioni contenute in successivi interventi legislativi, rispondenti essenzialmente alla necessità di attuare le direttive comunitarie succedutesi dagli anni ottanta ad oggi e dirette all’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri attraverso l’adozione di prescrizioni minime per migliorare le condizioni di lavoro. In tal modo si è creato un modello di prevenzione degli infortuni di natura particolarmente complessa, risultante dalla progressiva stratificazione di una serie di provvedimenti ciascuno dei quali ha una sua peculiare logica e propri specifici meccanismi applicativi.

            Per tale ragione, la prospettiva della razionalizzazione della normativa - intesa come risultato combinato della abrogazione delle disposizioni obsolete e della rivisitazione di quella da aggiornare - costituisce il primo importante obiettivo del disegno di legge in commento.

            Pertanto, il disegno di legge delega ha una portata tutt’altro che meramente compilativa aspirando, al contrario, ad operare una vera e propria riforma di tutta la normativa di sicurezza applicabile nei luoghi di lavoro, da realizzarsi in piena coerenza da un lato con gli indirizzi comunitari e, dall’altro, con gli assetti costituzionali vigenti.

            In relazione a tale ultimo aspetto, il rappresentante del Governo ricorda che l’articolo 117 della Costituzione, comma 3, colloca tra le materie riservate alla potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni anche la tutela e sicurezza del lavoro e che il disegno di legge delega in esame ha tenuto conto di tale ripartizione di competenze legislative, operando anche un espresso richiamo alla previsione di cui all’articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione, che attribuisce alla potestà legislativa esclusiva dello Stato la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali, che devono essere salvaguardati su tutto il territorio nazionale. In tal modo, viene ribadita la assoluta necessità di garantire l’uniformità della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale - all'articolo 1, comma 1 del disegno di legge n. 1507 - evitando diversificazioni per territorio in una materia che involge un bene fondamentale per la persona quale la salute, ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione. Tale esigenza è stata rimarcata anche nel corso della discussione generale dal senatore Sacconi e dalle stesse Regioni, in sede di espressione del parere favorevole sul disegno di legge governativo da parte della Conferenza Stato-Regioni.

            Ne deriva che allo Stato spetta il compito di individuare la legislazione sui livelli minimi delle tutele in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che costituirà un nucleo intangibile, rispetto al quale la potestà legislativa concorrente delle Regioni potrà introdurre unicamente deroghe migliorative.

            Nel decreto legislativo - o nei decreti legislativi - occorrerà, quindi, indicare espressamente i profili ascrivibili alla competenza dello Stato, in relazione ai sopracitati livelli essenziali delle prestazioni, nonché quelli affidati alle Regioni. In relazione alla complessità e delicatezza di tale disciplina – da elaborare in stretto collegamento con le Regioni – nonché della ampiezza dei testi normativi da razionalizzare e della loro eterogeneità, il termine di attuazione previsto nell’ambito del disegno di legge in commento – pari a 12 mesi - appare congruo. Il Governo infatti, pur non sottovalutando l'esigenza, sottolineata dal senatore Tofani nel corso della discussione generale, di una riduzione dei tempi per l’approvazione dei decreti delegati, intende adoperarsi al fine di elaborare, in fase attuativa, una normativa completa ed efficace. In ogni caso l’Esecutivo non si opporrà ad eventuali ipotesi di riduzione a nove mesi del termine finale per l’esercizio della delega, ritenendo di non potere invece accogliere, per le ragioni testé indicate, l’ipotesi di una riduzione a sei mesi del termine medesimo.

            Il Governo comunque, considerati il drammatico andamento degli infortuni e degli incidenti mortali, nonché le indicazioni, emerse nel corso della discussione generale e nel corso delle audizioni delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei sindacati, condivide l’esigenza di conferire immediata precettività ad alcune norme contenute nel disegno di legge delega, nelle more dell'esercizio della delega stessa.

            L’Esecutivo inoltre, alla luce della necessità di operare un coordinamento delle attività di vigilanza, sottolineata anche dalla relazione intermedia approvata dalla Commissione d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, ritiene opportuno conferire immediata operatività ai profili attinenti al coordinamento degli interventi degli organi di vigilanza, al fine di garantire interventi sinergici e mirati sulle specificità dei diversi ambiti territoriali.

            Va altresì evidenziato che è in fase di predisposizione il coordinamento dei sistemi informativi nonché la realizzazione di programmi formativi e di informazione nei confronti dei lavoratori, nella prospettiva di favorire, specie con riferimento a settori o lavoratori maggiormente esposti, la crescita della conoscenza dei rischi in ambiente di lavoro. Saranno predisposti anche progetti sperimentali in materia di sicurezza, da inserire nei programmi scolastici e nei percorsi formativi.

Proseguendo nel suo intervento, il rappresentante del Governo sottolinea inoltre l'opportunità di estendere il Documento unico di regolarità contributiva anche ai profili attinenti alla sicurezza sul lavoro, nonché di ampliare l'applicabilità delle misure sospensive, previste per l'edilizia nelle ipotesi di impiego irregolare di lavoratori, anche ad altri settori.

Il Governo provvederà inoltre ad introdurre una disciplina per la qualificazione delle imprese, nonché a predisporre un Piano straordinario di interventi ispettivi nei cantieri, necessario in ragione della grave incidenza del rischio infortunistico nel settore: a tale proposito è essenziale un ulteriore potenziamento dell'apparato ispettivo attraverso l'assunzione di un rilevante numero di nuovi ispettori nell'ambito degli idonei ai concorsi di ispettore del lavoro e di ispettore tecnico, nonché l'implementazione delle risorse per le missioni, al fine di intensificare l'azione di vigilanza: a fronte di tali misure, saranno previste idonee coperture finanziarie. L’Esecutivo ritiene infatti necessario modificare la disposizione contenuta nel comma 7 dell’articolo 1, recante una clausola di invarianza degli oneri: nella prossima Relazione sulla stima del fabbisogno di cassa sarà possibile effettuare una ricognizione più puntuale delle risorse finanziarie disponibili.

Con specifico riferimento alle osservazioni dei senatori Sacconi e Poli, in ordine alla necessità di semplificare gli adempimenti in materia di sicurezza, il rappresentante del Governo evidenzia poi che il disegno di legge delega prospetta tale intervento, all'articolo, 1, comma 1, lettera d), soprattutto a beneficio delle piccole e medie imprese. Viene modificata inoltre l'impostazione complessiva della gestione della sicurezza, che viene incentrata su obiettivi e non solo sul mero rispetto di regole formali e viene altresì prospettata una strategia di prevenzione atta a combinare gli aspetti attinenti alla informazione, formazione e diffusione di buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nel disegno di legge n. 1507 viene inoltre delineato un metodo tendenzialmente tripartito relativamente alla materia in discussione e viene altresì valorizzato il ruolo della bilateralità.

La strategia di prevenzione degli infortuni dovrà necessariamente partire dal rispetto dei livelli di tutela al momento raggiunti - ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del disegno di legge n. 1507 - tenendo conto del principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, a prescindere dalle discipline di soft law, che potranno, eventualmente, operare in funzione integrativa rispetto alle previsioni di legge.

Quanto alle considerazioni espresse nel corso della discussione generale in merito alla disciplina sanzionatoria, il Sottosegretario concorda sulla opportunità di approfondire le ricadute pratiche della attuazione del criterio di delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettera f), del disegno di legge n. 1507, anche se va comunque evidenziato che quest'ultimo, considerato nella sua globalità, prefigura un impianto non incentrato esclusivamente sui profili sanzionatori. Essi infatti rappresentano l'argine finale, il deterrente ultimo di un processo che ha come pilastri la prevenzione e la vigilanza e che si propone di determinare le condizioni idonee a promuovere la sicurezza nelle aziende, attraverso specifiche norme che riguardano il sistema di informazione e formazione, il rafforzamento dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, la valorizzazione degli accordi aziendali, il coinvolgimento delle parti sociali e il potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici, anche quale strumento di aiuto alle imprese nell'individuare soluzioni tecniche ed organizzative più idonee ad una migliore tutele della salute e sicurezza sul lavoro.

La finalità ultima di tale disciplina è quella di creare le migliori condizioni per l’applicazione da parte delle imprese delle normative di sicurezza, attraverso la garanzia di norme certe, omogenee su tutto il territorio nazionale, e attraverso un'importante opera di semplificazione.

Inoltre, quanto alla necessità - segnalata del senatore Zuccherini nel corso della discussione generale - di realizzare il registro nazionale delle malattie del lavoro presso l'INAIL, che appare coerente con la logica della riforma, occorre considerare la necessità di configurare in maniera più stringente - eventualmente nei decreti legislativi - l'obbligo di segnalazione delle malattie professionali, gravante non solo sul medico competente, ma anche sui medici del servizio sanitario nazionale che ne vengano a conoscenza.

Le notazioni critiche espresse dal senatore Turigliatto in ordine alla precarietà del lavoro e alla proposta di escludere il pagamento della retribuzione nei primi tre giorni di malattia, affrontano temi di ampio respiro ed indubbia rilevanza, che però non possono essere affrontati nell'ambito di una operazione di rivisitazione ed ammodernamento della normativa di salute e sicurezza sul lavoro.

Con riferimento, invece, alla abrogazione dell'articolo 1, comma 1198, della legge finanziaria 2007 - volto a sospendere le ispezioni nelle imprese che operino una regolarizzazione contributiva - si segnala come il disegno di legge n. 1507 superi integralmente la logica sottesa alla predetta disposizione, incentivando l’applicazione delle normative in materia di sicurezza attraverso la previsione di misure premiali a favore delle aziende virtuose o di quelle - specie medie e piccole - che pianifichino interventi di sostanziale miglioramento della propria organizzazione del lavoro.

Infine, sempre con riferimento alle notazioni del senatore Turigliatto, si condivide la necessità di intervenire sul settore degli appalti al fine di impedire che la pratica dell'affidamento dei lavori in subappalto determini una riduzione dei livelli di tutela che devono essere garantiti ai lavoratori. Al riguardo, è già contenuto nel disegno di legge delega uno specifico criterio in ordine a tale profili, che potrebbe essere ampliato o reso immediatamente precettivo.

L’oratore informa infine la Commissione che contestualmente ai lavori parlamentari si stanno già costituendo, presso i ministeri competenti, i gruppi di lavoro tecnici per la stesura dei decreti legislativi, che inizieranno l'attività in tempi rapidissimi, esprime quindi il proprio ringraziamento a tutti i componenti della Commissione, di maggioranza ed opposizione, per il contributo dato all'esame del provvedimento in questione e per la testimonianza della priorità degli obiettivi da raggiungere in materia di sicurezza.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

CONVOCAZIONE DEL COMITATO RISTRETTO PER L'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE NN. 1507 E 1486 

 

      Il presidente TREU avverte che la riunione del Comitato ristretto per l'esame dei disegni di legge nn. 1507 e 1486, già convocata per questa sera al termine della seduta dell'Assemblea, non avrà più luogo. Il Comitato ristretto tornerà invece a riunirsi domani, martedì 16 maggio, alle ore 8.

 

            La seduta termina alle ore 15,30.

 

 


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª)

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

61ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

TREU 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.   

            La seduta inizia alle ore 10,10.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l’esame dei provvedimenti in titolo sospeso nella seduta del 15 maggio scorso.

 

      Il presidente TREU avverte che il comitato ristretto, costituito per l’esame dei disegni di legge n. 1507 e n. 1486, ha concluso i propri lavori con l’esame di alcune ipotesi emendative e la valutazione di alcune proposte di riformulazione, convenendo comunque sull’opportunità di rimettere alla Commissione l’esame degli emendamenti.

            Avverte pertanto che si passerà all’illustrazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 1507, costituito da un unico articolo, adottato a suo tempo dalla Commissione come testo base.

           

            Il senatore SACCONI  (FI), dopo aver dato per illustrato l’emendamento 1.91, si sofferma sugli emendamenti 1.67 e 1.68, sottolineando, con particolare riferimento a quest’ultimo, l’esigenza di chiarire l’ambito entro la quale la disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro si applica ai lavoratori autonomi. Dati per illustrati gli emendamenti 1.69, 1.70 e 1.71, sottolinea che l’emendamento 1.72 intende assicurare, con riferimento al principio di delega di cui alla lettera e) del comma 2 dell’articolo 1, che sia confermato il ruolo di controllo svolto da enti ed organismi privati, già oggi previsto.  L’emendamento 1.73, nel determinare un inasprimento delle attuali sanzioni, intende assicurare che la pena dell’arresto sia sempre alternativa all’ammenda, come presupposto per l’applicazione del decreto legislativo n. 758 del 1994, anche al fine di evitare una formulazione della delega contraddittoria con quanto previsto al numero 1) della lettera f) relativamente alla valorizzazione del principio del ravvedimento operoso disciplinato dal predetto decreto. Sempre in tema di apparato sanzionatorio, l’emendamento 1.74 si occupa di assicurare la proporzionalità della pena, mentre gli emendamenti 1.75 e 1.76, soppressivi dei numeri 4) e 5) della lettera f) del comma 2 dell’articolo 1, si propongono di prevenire un’indesiderabile innovazione normativa, in quanto, in base a tali disposizioni, le sanzioni interdittive previste dalla disciplina in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche verrebbero irrogate in relazione a reati colposi, e non più solo a reati dolosi, come attualmente previsto.

            L’emendamento 1.77  - prosegue il senatore Sacconi - intende circoscrivere la responsabilità dei preposti, mentre l’emendamento 1.78 si propone di valorizzare il potere di disposizione da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria, al fine di incoraggiare l’applicazione di norme di buona tecnica e buona prassi che, per loro stessa natura, non possono essere vincolate a singole norme, in quanto devono tenere conto dell’evoluzione organizzativa e tecnologica dell’impresa.

            Dati per illustrati gli emendamenti 1.79, 1.81, 1.83, 1.84 e 1.85, il senatore Sacconi fa presente che l’emendamento 1.80 intende precisare che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sul territorio può essere alternativo rispetto alla presenza di organismi bilaterali. L’emendamento 1.82 vuole consentire il rafforzamento dell’efficacia degli accordi previsti dalla lettera l) del comma 2 dell’articolo 1, prevedendone il riconoscimento legale; l’emendamento 1.86 sviluppa il tema della responsabilità solidale tra primo appaltatore e subappaltatore, contemplando altresì il principio dell’esonero della responsabilità del committente persona fisica non imprenditore. L’emendamento 1.87 riprende i termini di un avviso comune dei sindacati di categoria e dei datori di lavoro, relativamente all’esclusione degli obblighi inerenti il collocamento obbligatorio dei disabili nei cantieri edili.

            L’emendamento 1.88 fa riferimento all’esigenza di disporre di un sistema di monitoraggio condiviso tra le parti sociali e i soggetti istituzionali coinvolti nelle problematiche della sicurezza del lavoro; l’emendamento 1.92 introduce un principio di carattere generale, finalizzato a conferire alla disciplina legale in materia di sicurezza del lavoro il dinamismo necessario per tenersi al passo con l’evoluzione scientifica e tecnologica.

            Dopo aver dato conto dell’emendamento 1.89, relativo al finanziamento delle iniziative mirate alla promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, dato altresì per illustrato l’emendamento 1.90, il senatore Sacconi illustra l’emendamento 1.0.17, che disciplina prerogative e funzioni degli organismi paritetici per la salute e la sicurezza del lavoro, e si sofferma infine sull’emendamento 1.0.18 che, riprendendo la disciplina già vigente, contenuta nel decreto legislativo n. 124 del 2004, estende il diritto di interpello alle materie relative alla salute e alla sicurezza del lavoro

 

            Il senatore POLI (UDC)  illustra l’emendamento 1.28, sottolineando che il termine di sei mesi appare sufficiente per l’esercizio da parte del Governo della delega all'esame, che deve essere attuata, alla luce delle preoccupanti statistiche infortunistiche degli ultimi mesi, nel modo più celere possibile.

 

            Il sottosegretario MONTAGNINO prende la parola, evidenziando brevemente che l’introduzione di un termine semestrale sarebbe incompatibile con la complessità dell’opera di riordino dell’articolata normativa in materia di sicurezza, mentre una riduzione a nove mesi del termine in questione, prospettata da altre proposte emendative, risulta congrua rispetto ai tempi  tecnici necessari per l’attuazione della delega.

 

            Il senatorePOLI (UDC), continuando nell’illustrazione degli emendamenti a propria firma, dopo aver dati per illustrati gli emendamenti 1.15, 1.30, 1.16, 1.27, si sofferma sull’emendamento 1.17, evidenziando che l’età del lavoratore costituisce un parametro da tenere nel debito conto, al fine di rafforzare l’efficacia delle misure antifortunistiche.

Dà infine per illustrati gli emendamenti 1.24, 1.18, 1.25, 1.19, 1.20, 1.21, 1.31, 1.26, 1.29, 1.22 e 1.23.

 

Il relatore ROILO (Ulivo)  dà per illustrati gli emendamenti, a propria firma, 1.32, 1.93, 1.35, 1.0.13, 1.94, 1.34, 1.33, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.10, 1.0.11, 1.0.12, 1.0.14 e 1.0.15.

 

Successivamente, vengono dati per illustrati gli emendamenti 1.41, 1.42, 1.43, 1.44, 1.440, 1.441, 1.442, 1.443, 1.45, 1.46, 1.47, 1.48, 1.0.16, 1.3, 1.4, 1.5, 1.1, 1.2, 1.6, 1.0.1 e 1.0.2.

 

Il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) illustra l’emendamento 1.56, sottolineando che in taluni casi gli incidenti sul lavoro possono determinare potenziali pericoli anche per la popolazione di un determinato territorio, come recentemente è avvenuto ad esempio in occasione dell’infortunio mortale determinatosi in conseguenza dell’esplosione di taluni serbatoi contenenti sostanze combustibili a Campello sul Clitumno, o come verificatosi in passato nei siti destinati alla lavorazione dell’amianto.

L’emendamento 1.66 prende in considerazione, ai fini antinfortunistici, anche il lavoro domestico, che include non solo l’attività delle collaboratrici familiari, ma anche quella svolta quotidianamente dalle casalinghe.

Relativamente all’emendamento 1.64, va sottolineata l’importanza del principio di cautela, in esso sancito, mentre l’emendamento 1.53 prefigura la destinazione degli introiti derivanti dalle sanzioni amministrativi al potenziamento dei servizi di vigilanza.

Dopo aver dato per illustrato l’emendamento 1.65, l’oratore si sofferma sull’emendamento 1.63, che prospetta l’elezione diretta da parte dei lavoratori dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale.

Dopo aver fatto proprio e dato per illustrato l’emendamento 1.57, fa proprio e ritira l’emendamento 1.58.

Successivamente viene illustrato l’emendamento 1.62, che amplia il diritto del lavoratore di sospendere la prestazione nei casi di violazione delle normative di igiene e sicurezza del lavoro.

Il senatore Zuccherini ritira gli emendamenti 1,54, 1.55 e 1.59, dando poi per illustrato l’emendamento 1.60.

Relativamente all’emendamento 1.61, ricorda che lo stesso sancisce il diritto del rappresentante per la sicurezza di ricevere dal datore di lavoro per l’espletamento della propria funzione - ed eventualmente anche a richiesta - il documento di valutazione dei rischi, di cui all’articolo 4, commi 2 e 3 del decreto legislativo n. 626 del 1994, nonché il registro degli infortuni sul lavoro.

 

Il senatore PETERLINI (Aut) sottolinea preliminarmente che l’esigenza di adottare idonee misure atte a prevenire gli infortuni sul lavoro – pienamente condivisibile - deve essere adattata alla peculiare natura delle piccole imprese e degli artigiani, evitando di porre a carico degli stessi oneri eccessivamente gravosi.

In tale prospettiva va inquadrato l’emendamento 1.7, volto a sopprimere il riferimento ai lavoratori autonomi nell’ambito della lettera c) del comma 2 dell’articolo 1 del disegno di legge governativo in esame.

L’emendamento 1.8 è finalizzato ad estendere la semplificazione - prefigurata nella lettera b), comma 2, articolo 1 del disegno di legge governativo - anche agli adempimenti in materia di sicurezza che non rivestano carattere meramente formale, mentre l’emendamento 1.9 è volto a conferire maggior elasticità alla delega per la rimodulazione dell’apparato sanzionatorio, nella prospettiva di evitare l’eccessivo inasprimento delle sanzioni, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Dopo aver dati per illustrati gli emendamenti 1.10 e 1.11, l’oratore si sofferma sull’emendamento 1.12, atto a valorizzare gli accordi aziendali e i codici di condotta ed etici e delle buone prassi, attraverso il conferimento a tali atti di una particolare valenza giuridica.

Dà infine per illustrati gli emendamenti 1.13 e 1.14.

 

Vengono poi dati per illustrati gli emendamenti 1.39, 1.40, 1.38, 1.37 e 1.36.

 

Il senatore TOFANI (AN), dopo aver dati per illustrati gli emendamenti 1.49, 1.50, 1.51 e 1.52, chiede al rappresentante del Governo chiarimenti circa l’individuazione delle risorse economiche, a suo avviso necessarie per finanziarie taluni  interventi in materia di sicurezza in tempi brevi, e comunque prima che venga completato l’esame dei disegni di legge in titolo da parte del Senato, in modo tale da evitare una eventuale terza lettura, che amplierebbe eccessivamente la tempistica per la conclusione dell’iter legislativo in questione.

 

Il sottosegretario MONTAGNINO assicura che il Governo è già attivamente impegnato nel lavoro di accertamento circa la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive, da destinare ad ulteriori interventi in materia di sicurezza del lavoro.

 

            Dopo che è stato dato per illustrato l’emendamento 1.0.3, il rappresentante del GOVERNO dà per illustrati gli emendamenti 1.95, 1.0.19 e 1.0.20.

 

Il presidente TREU avverte che l'illustrazione degli emendamenti è conclusa.

 

 

            Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 11,05.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª)

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

62ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

TREU

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino e per la salute Patta.     

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

(1507) Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro  

(1486) SACCONI ed altri.  -  Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l’esame dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

 

      Il PRESIDENTE ricorda che nella odierna seduta antimeridiana è stata effettuata l'illustrazione degli emendamenti presentati riferiti al disegno di legge n. 1507. Invita quindi il relatore a riferire su alcuni emendamenti, da lui presentati con riferimento a segnalazioni e sollecitazioni che sono emerse nel dibattito dei giorni scorsi.

 

Il relatore ROILO (Ulivo) illustra l'emendamento 1.106, finalizzato all'introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo. Si sofferma poi sugli emendamenti 1.105 - relativo alla possibilità per le Regioni di stipulare con l'INAIL convenzioni per lo svolgimento delle attività di riabilitazione dei lavoratori infortunati - e 1.102, inerente all'unitarietà del documento di valutazione dei rischi.

 

Il senatore TOFANI (AN) , aderendo all'invito del relatore ROILO (Ulivo), riformula l'emendamento 1.50 nel testo 2. Prospetta poi una nuova versione dell'emendamento 1.52 (testo 2).

 

Il senatore POLI(UDC), aderendo ad un invito del relatore ROILO(Ulivo), riformula gli emendamenti 1.31, 1.19 e 1.23 nei rispettivi testi 2.

 

            Il senatore ZUCCHERINI(RC-SE), accogliendo l' invito del relatore ROILO(Ulivo), riformula nel testo 2 l'emendamento 1.61, nonché - limitatamente alla prima parte di tale proposta emendativi, concernente la costituzione di parte civile - l'emendamento 1.65a

 

            Il sottosegretario MONTAGNINO dichiara di riformulare l'emendamento 1.95 nel testo 2, evidenziando che gli incidenti sul lavoro sono spesso ascrivibili ad una scarsa conoscenza delle normative di sicurezza da parte di taluni imprenditori. Preannuncia poi la presentazione di una proposta di riformulazione atta ad integrare l'emendamento 1.0.20 con un esplicito riferimento alle normative in materia di sicurezza sul lavoro, riprendendo in parte il contenuto dell'emendamento 1.0.10.

            Riformula quindi l’emendamento 1.0.19, nel testo 2.

 

Il senatore SACCONI(FI), relativamente all'emendamento 1.95 (testo 2), fa presente che l'impostazione sottesa allo stesso pone inopportunamente degli ostacoli all'accesso all'attività imprenditoriale, ponendosi in contraddizione con le linee di fondo seguite dallo stesso Governo relativamente alla cosiddetta liberalizzazione di  talune professioni.

 

Il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) dichiara di non condividere l'opinione testé espressa dal senatore Sacconi, atteso che il diritto alla salute del lavoratore riveste una valenza fondamentale, da salvaguardare con strumenti adeguati.

 

Il senatore NOVI (FI) nel concordare con l'opinione precedentemente espressa dal senatore Sacconi, sottolinea la contraddittorietà del predetto emendamento governativo 1.95 (testo 2) con le misure di liberalizzazione delle professioni contenute nel cosiddetto decreto Bersani.

 

Si passa all'espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo su tutti gli emendamenti presentati in ordine all'articolo 1, compresi gli aggiuntivi.

 

Il relatore ROILO(Ulivo), dopo aver raccomandato l'accoglimento delle proposte emendative 1.106, 1.105 e 1.102,  formula parere favorevole sugli emendamenti 1.50 (testo 2), 1.23 (testo 2), 1.19 (testo 2), 1.32, 1.31 (testo 2), 1.61 (testo 2), 1.65a, 1.93, 1.70, 1.43, 1.35, 1.83, 1.95 (testo 2), 1.94, 1.84, 1.34, 1.33, 1.90, 1.49, 1.51, 1.0.13, 1.0.19 (testo 2), 1.0.20, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.10, 1.0.11, 1.0.12, 1.0.14 e 1.0.15. Esprime poi parere contrario sugli emendamenti 1.65, 1.57, 1.68, 1.56, 1.4, 1.66, 1.67, 1.8, 1.69, 1.24, 1.42, 1.18, 1.71, 1.64, 1.53, 1.63, 1.20, 1.79, 1.10, 1.45, 1.1, 1.11, 1.81, 1.46, 1.60, 1.91, 1.28, 1.15, 1.41, 1.30, 1.3, 1.16, 1.27, 1.7, 1.17, 1.39, 1.72, 1.9, 1.25, 1.44, 1.440, 1.73, 1.441, 1.40, 1.74, 1.442, 1.38, 1.75, 1.443, 1.76, 1.77, 1.78, 1.5, 1.80, 1.2, 1.37, 1.26, 1.13, 1.29, 1.85, 1. 47, 1.48, 1.86, 1.14, 1.22, 1.62, 1.87, 1,88, 1.92, 1.89, 1.36, 1.0.1,  1.0.3, 1.0.16, 1.0.17 e 1.0.18.

Si rimette quindi al Governo per quel che concerne l'emendamento 1.21, prospettando altresì l'opportunità di trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 1.6 e 1.0.2 e avvertendo che, in caso contrario, il proprio avviso in ordine agli stessi sarà negativo.

Propone infine di accantonare temporaneamente l'esame delle proposte emendative 1.12, 1.82 e 1.52 (testo 2).

 

Conviene la Commissione su tale ultima proposta.

 

            Il sottosegretario MONTAGNINO, riservandosi di svolgere considerazioni più puntuali su talune proposte emendative in fase successiva, dichiara di conformarsi ai pareri espressi dal relatore, rimettendosi invece alla Commissione per quel che concerne gli emendamenti 1.106 e 1.102, dopo aver comunque espresso talune perplessità sulla disciplina contenuta negli stessi.

 

            Il sottosegretario PATTA prende la parola evidenziando brevemente l'importanza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo, utile soprattutto nelle aree industriali in cui svolgano la propria opera contemporaneamente diverse aziende. Dopo aver sottolineato poi il ruolo del datore di lavoro committente per quel che concerne la cooperazione e il coordinamento nell'attuazione delle misure e degli interventi di prevenzione e di protezione dai rischi sul lavoro, cita a titolo esemplificativo l'incidente mortale avvenuto a Campello sul Clitunno, evidenziando che in tale caso il prestatore d'opera non fu informato dei rischi specifici dell'attività manutentiva da svolgere.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

CONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA E POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI DOMANI 

 

      Il presidente TREU avverte che la Commissione tornerà a riunirsi alle ore 8,30 di domani, mercoledì 30 maggio, per il seguito dell'esame dei disegni di legge n. 1507 e n. 1486.

            Fa presente inoltre che, in relazione alla convocazione del Parlamento in seduta comune, l'orario di inizio della seduta pomeridiana di domani è posticipato alle ore 15.

 

 

            La seduta termina alle ore 16,30.

 


EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE  N° 1507

 

Art. 1

 

1.91

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 1, sostituire la parola: «dodici» con la seguente: «sei».

1.28

POLI

Al comma 1, sostituire la parola: «dodici» con la seguente: «sei».

1.32

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Al comma 1, sostituire la parola: «dodici» con la seguente: «nove».

1.93

ROILO, relatore

Al comma 1, in fine, dopo le parole: «civili e sociali», aggiungere le seguenti: «, anche con riguardo alle differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati».

1.15

POLI

Al comma 1, sostituire le parole: «per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori» con le seguenti: «per la riforma in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro ed il riassetto normativo con le disposizioni vigenti».

1.41

DE POLI

Al comma 2, lettera b), inserire, in apertura, il seguente inciso:

            «b) fatto salvo il principio della commisurazione degli adempimenti in funzione delle caratteristiche settoriali e delle dimensioni aziendali,».

1.30

POLI

Al comma 2, lettera b), dopo le parole: «tutte le tipologie di rischio» inserire le  seguenti: «ad esse connesse».

1.3

TURIGLIATTO

Al comma 2, lettera b), dopo le parole: «a tutte le categorie di rischio» inserire le seguenti: «secondo gli standard scientifici e tecnologici più elevati» e sopprimere fino alla fine della lettera b).

1.16

POLI

Al comma 2, lettera b), dopo le parole: «a tutte le attività e a tutte le tipologie di rischio,» sopprimere la seguente: «anche».

1.56

ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA, TIBALDI

Al comma 2, dopo la lettera b), inserire la seguente:

            «b-bis) stabilire che la valutazione dei rischi deve riguardare, oltre ai rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, anche i potenziali pericoli per la popolazione che può subire le conseguenze delle misure adottate in azienda durante il lavoro;».

1.27

POLI

Al comma 2, lettera c), sopprimere, dopo le parole: «i lavoratori e lavoratrici» le seguenti: «, autonomi e subordinati, nonché ai soggetti ad essi equiparati».

1.7

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera c), sopprimere le parole: «, autonomi e».

        Conseguentemente, al comma 2, lettera c), sopprimere il numero 2).

1.17

POLI

Al comma 2, lettera c), numero 1), sostituire le parole: «per specifiche tipologie di lavoro o settori di attività» con le seguenti: «per specifiche tipologie di lavoro, settori di attività o età dei soggetti».

1.4

TURIGLIATTO

Al comma 2, lettera c), numero 1), dopo le parole: «lavoro o settori di attività» aggiungere le seguenti: «con particolare attenzione al lavoro precario e al mobbing».

1.39

GALLI

Al comma 2, lettera c), numero 1), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive integrazioni e modificazioni»

1.66

ALFONZI, TIBALDI, DI SIENA, ZUCCHERINI

Al comma 2, lettera c), dopo il numero 1), aggiungere il seguente:

        «1-bis)misure di particolare tutela per specifiche tipologie di lavoro, anche in considerazione delle nuove nocività degli ambienti di lavoro, compreso quello domestico, con particolare attenzione al lavoro precario e alla violenza psicologica (mobbing);».

1.67

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera c), numero 2), sopprimere la parola: «adeguate».

1.68

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera c), numero 2),  dopo le parole: «18 febbraio 2003» aggiungere le seguenti: «limitatamente all'obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, all'obbligo di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e all'obbligo di formazione di sicurezza, incentrata sui rischi propri delle attività svolte».

1.8

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera d), dopo le parole: «semplificazione degli adempimenti» sopprimere le parole: «meramente formali».

1.69

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera d), dopo le parole: «semplificazione degli adempimenti» sopprimere le parole: «meramente formali».

1.24

POLI

Al comma 2, lettera d), dopo le parole: «semplificazione degli adempimenti» sopprimere le seguenti: «meramente formali».

1.42

DE POLI

Al comma 2, lettera d), dopo le parole: «semplificazione degli adempimenti» sopprimere le parole: «meramente formali» ed aggiungere, in fine: «; eliminazione degli obblighi di notifica ed istituzione di un documento unico per tutte le registrazioni previste dalla normativa vigente; istituzione di libretti sanitari e formativi individuali».

1.18

POLI

AI comma 2, lettera d), dopo le parole: «adempimenti meramente formali» inserire le  seguenti: «, salvo il documento di valutazione dei rischi ed il registro degli infortuni,».

1.70

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera d), sostituire le parole: «piccole e medie imprese» con le seguenti: «piccole, medie e micro imprese».

1.71

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, dopo la lettera d), inserire la seguente:

            «d-bis) eliminazione degli obblighi di notifica; istituzione di un unico documento per tutte le registrazioni previste dalla normativa vigente; istituzione dei libretti individuali sanitari e formativi;».

1.43

DE POLI

Al comma 2, lettera e), dopo le parole: «e, quelle di utilizzo» inserire le seguenti: «concernenti la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro,».

1.72

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera e), dopo le parole: «e di razionalizzare il sistema pubblico di controllo», aggiungere le seguenti: «, anche confermando il ruolo di controllo svolto da enti ed organismi privati».

1.35

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Al comma 2, dopo la lettera e), inserire la seguente:

            «e-bis) riconoscimento, nell'arco dei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore dei decreti delegati di cui alla presente legge, di un contributo statale in favore di imprese e lavoratori autonomi che acquistano veicoli industriali o macchinari nuovi di fabbrica, consegnando per la rottamazione veicoli industriali e macchinari obsoleti o comunque non conformi a regole e standard di sicurezza stabiliti dalla normativa vigente o da regolamenti di organismi pubblici o privati di certificazione riconosciuti a livello nazionale o comunitario. Il contributo è concesso, subordinatamente all'autorizzazione delle competenti autorità europee, in misura non superiore al 10 per cento del prezzo di mercato del bene acquistato e a condizione che il venditore pratichi uno sconto almeno pari alla misura del contributo statale;».

1.64

DI SIENA, ZUCCHERINI, TIBALDI, ALFONZI

Al comma 2, dopo la lettera e), inserire  le seguenti:

            «e-bis) ridefinizione dei criteri per stabilire la composizione qualitativa e quantitativa degli organi di vigilanza nei luoghi di lavoro approntando a tal fine le risorse finanziarie necessarie;

            e-ter) affermazione del principio di cautela per l'esposizione ad agenti e sostanze di cui non sia accertato il livello di pericolosità, in considerazione del fatto che i valori limite per gli agenti e le sostanze tossiche e cancerogene sono indicativi e non giustificano l'esposizione dei lavoratori anche se al di sotto degli stessi;

            e-quater) rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria, adeguandola alle differenti modalità organizzative del lavoro, nonché ai criteri e linee guida scientifiche più avanzate, ed estendendola, per particolari tipi di lavorazioni ed esposizioni, anche oltre il termine del rapporto di lavoro in atto;».

1.9

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, sostituire la lettera f) con la seguente:

            «f) riformulazione e razionalizzazione dell'apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti e per le infrazioni alle disposizioni contenute nei decreti legislativi emanati in attuazione della presente delega, tenendo conto della responsabilità e delle funzioni svolte da ciascun soggetto, nonché della natura sostanziale o formale della violazione, attraverso una diversa modulazione delle sanzioni in funzione del rischio e l'utilizzazione di strumenti che favoriscano la regolarizzazione e l'eliminazione del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei provvedimenti amministrativi;».

1.25

POLI

Al comma 2, sostituire la lettera f) con la seguente:

            «f) riformulazione razionalizzazione dell'apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti e per le infrazioni alle disposizioni contenute nei decreti legislativi emanati in attuazione della presente delega, tenendo conto della responsabilità e delle funzioni svolte da ciascun soggetto, nonché della natura sostanziale o formale della violazione, attraverso una diversa modulazione delle sanzioni in funzione del rischio e l'utilizzazione di strumenti che favoriscano la regolarizzazione e l'eliminazione del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei provvedimenti amministrativi;».

1.44

DE POLI

Al comma 2, lettera f), dopo le parole: «in attuazione della presente legge» inserire le seguenti: «delega, che deve rispondere ai criteri di coerenza, proporzionalità, rischiosità».

1.19

POLI

Al comma 2, lettera f), dopo le parole: «funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato,» inserire seguenti: «con riguardo in particolare alla figura del preposto,».

1.19 (testo 2)

POLI

Al comma 2, lettera f), dopo le parole: «funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato,» inserire seguenti: «con riguardo in particolare alla responsabilità del preposto,».

1.440

DE POLI

Al comma 2, lettera f), al numero 1), dopo le parole: «in funzione del rischio» inserire le seguenti: «e dell'afflittività della sanzione in relazione alle dimensioni aziendali,».

1.73

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), sostituire il numero 2) con il seguente:

            «2) determinazione delle sanzioni penali dell'arresto e dell'ammenda da comminare in via alternativa, con previsione della pena dell'arresto non inferiore a 15 giorni e non superiore a 6 mesi e dell'ammenda non inferiore a 200 euro e non superiore a 31.000 euro;».

1.441

DE POLI

Al comma 2, lettera f), sostituire il numero 2) con il seguente:

            «2) determinazione delle sanzioni penali dell'arresto e dell'ammenda da comminare in via alternativa, con previsione della pena dell'arresto non inferiore a 15 giorni e non superiore a sei mesi e dell'ammenda non inferiore a duecento euro e non superiore a quarantamiIa euro;».

1.40

GALLI

Al comma 2, lettera f), numero 2), sostituire le parole: «euro centomila negli altri casi» con le seguenti: «euro trecentomila negli altri casi».

1.74

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), numero 3), sostituire le parole: «fino ad euro centomila per le infrazioni non punite con sanzione penale» con le seguenti: «non inferiore a 100 euro e non superiore a 500 euro per la violazione di norme che prevedono adempimenti di natura meramente formale».

1.442

DE POLI

AI comma 2, lettera f), numero 3), sostituire le parole: «fino ad euro centomila per le infrazioni non punite con sanzione penale» con le seguenti: «non superiore a cinquecento euro per la violazione di norme che prevedano adempimenti di natura meramente formale».

1.38

GALLI

Al comma 2, lettera f), numero 3), sostituire le parole: «fino ad euro centomila» con le seguenti: «fino ad euro trecentomila».

1.75

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), sopprimere il numero 4).

1.0.13

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

All'articolo 1, comma 1, lettera f), sopprimere il numero 4).

        Conseguentemente, dopo l'articolo 1 inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

            1. Dopo l'articolo 25-sexies del decreto legislativo 8 giugno 200l, n. 231, è aggiunto il seguente:

        "Art. 25-septies. (Omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro).

        1. In relazione ai delitti di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle nonne antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a quattrocento quote.

        2. Nel caso di condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si applicano le sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.".

1.443

DE POLI

Al comma 2, lettera f), sostituire il numero 4) con il seguente:

            «4) l'articolo 90 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente:

        "i preposti sono puniti con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 250 euro a 1.000 euro per la violazione dell'articolo 4, comma 5, lettere e), f), h), i), l), m), n) e q), e dell'articolo 41.";».

1.76

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), sopprimere il numero 5).

1.53

ZUCCHERINI, ALFONZI

Al comma 2, lettera f), dopo il numero 5), aggiungere il seguente:

            «5-bis) previsione della destinazione degli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative comminate al potenziamento e alla qualificazione dei servizi stessi;».

1.77

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), dopo il numero 5), aggiungere il seguente:

            «5-bis) l'articolo 90 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente: "i preposti sono puniti con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 250 a 1.000 euro per la violazione dell'articolo 4, comma 5, lettere f), e), h), i), e), m), n), q) edell'articolo 41.";».

1.78

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera f), dopo il numero 5), aggiungere il seguente:

            «5-bis) fatte salve le ipotesi di violazione di precise norme di legge, valorizzazione del potere di disposizione da parte degli Ufficiali di Polizia giudiziaria che effettuano attività di vigilanza in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro, per dare indicazioni ai fini dell'applicazione di norme di buona tecnica e di buone prassi;».

1.65

TIBALDI, ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA

Al comma 2, lettera f), dopo il numero 5), aggiungere i seguenti:

            «5-bis) l'affermazione del diritto da parte delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei familiari delle vittime a costituirsi parte civile nei procedimenti a carico dei datori di lavoro per le violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori;

            5-ter) la disposizione di idonee misure volte a garantire la gratuità del patrocinio legale alle vittime di incidenti sul lavoro e alle loro famiglie;».

1.65a

TIBALDI, ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA

Al comma 2, lettera f), dopo il numero 5 aggiungere il seguente:

«5-bis) il riconoscimento ad organizzazioni sindacali ed associazioni dei familiari delle vittime della possibilità di esercitare, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, i diritti e le facoltà attribuiti alla persona offesa, con riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale; ;».

1.5

TURIGLIATTO

Al comma 2, dopo la lettera f), aggiungere le seguenti:

            «f-bis) definizione dei criteri per stabilire gli organici degli organismi di vigilanza nei luoghi di lavoro in relazione alle condizioni territoriali (industriali, agricole e commerciali), alle concentrazioni dei lavoratori e alle peculiarità ambientali;

            f-ter) affermazione del principio di cautela per l'esposizione ad agenti e sostanze di cui non si conosce la pericolosità, in considerazione che i valori limite per le sostanze tossiche e cancerogene sono indicativi e non giustificano l'esposizione dei lavoratori anche se inferiori agli stessi;».

1.63

ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA, TIBALDI

Al comma 2, lettera g), sostituire le parole da: «anche attraverso idonei percorsi formativi» fino alla fine della lettera, con le seguenti: «anche attraverso la riqualificazione e la previsione di responsabilità per i consulenti nominati dal datore di lavoro;» indi, dopo la lettera g), inserire la seguente:

            «g-bis) rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, a partire:

                1) dalla loro elezione diretta da parte dei lavoratori;

                2) dalla rivalutazione del tempo a disposizione per l'esercizio del mandato e per la formazione, considerata l'organizzazione del lavoro ed il numero dei lavoratori rappresentati;

                3) dal diritto a proporre, in stretto rapporto con i lavoratori, un proprio documento di analisi dei rischi e dei danni, con l'obbligo da parte del datore di lavoro di consegna del documento aziendale di valutazione dei rischi e della relativa documentazione;

                4) riconoscimento esplicito del diritto del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenere l'attuazione delle misure di sicurezza necessarie a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori ed applicazione, su ricorso del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza delle disposizioni di cui all'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio dei diritti riconosciuti al rappresentante per la sicurezza;».

1.20

POLI

AI comma 2, lettera g), dopo le parole: «rafforzamento del ruolo del», inserire le seguenti: «medico competente e del».

1.79

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera g), dopo le parole: «rafforzamento del ruolo», inserire le seguenti: «del medico competente, nonché».

1.10

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera g), dopo le parole: «del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale», aggiungere le seguenti: «e del medico competente».

1.80

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera g), dopo le parole: «del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale», aggiungere le seguenti: «, laddove non siano presenti organismi bilaterali per la sicurezza».

1.106

ROILO, relatore

Al comma 2, lettera g), dopo le parole: «sicurezza territoriale,» aggiungere le seguenti: «introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo;».

1.45

DE POLI

Al comma 2, lettera g), aggiungere, in fine, le parole: «, procedendo anche ad una rivisitazione critica dei compiti e delle responsabilità del medico competente».

1.1

TURIGLIATTO

Al comma 2, dopo la lettera g), inserire le seguenti:

            «g-bis) rivalutazione del tempo a disposizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in funzione dei compiti da svolgere, con particolare riguardo agli obblighi del datore di lavoro di consegna della documentazione necessaria, a partire dal documento di valutazione dei rischi;

            g-ter) allargamento dei compiti del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza alla formulazione di un proprio documento della valutazione dei rischi;

            g-quater) ridefinizione dei compiti del medico competente, a partire dalla determinazione della sua autonomia del datore di lavoro, a cui spetta l'onere economico in termini di contribuzione sociale;

            g-quinquies) definizione dei diritti dei lavoratori, a partire dalla garanzia all'integrità psicofisica e morale durante lo svolgimento della prestazione; dalla garanzia di poter sospendere la prestazione nei casi di violazione delle normative in materia di igiene e sicurezza o nei casi in cui vi sia un ragionevole motivo di potersi trovare in situazioni di pericolo grave, imminente e altrimenti non eliminabile; dalla garanzia di non pregiudizio nei confronti del lavoratore che abbia rifiutato la prestazione in assenza di sicurezza; dalla garanzia di poter richiedere l'intervento dei competenti organi di vigilanza e dell'autorità giudiziaria;».

1.21

POLI

Al comma 2, lettera i), sostituire la parola: «attività» con la seguente: «politiche».

1.11

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera i), dopo le parole: «da prevedere su base tripartita» inserire le seguenti: «, un terzo dei componenti espressione delle parti sindacali datoriali, un terzo dei componenti espressione delle parti sindacali dei lavoratori e un terzo dei componenti espressione della Pubblica Amministrazione,».

1.81

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera i), dopo le parole: «da prevedere su base tripartita» inserire le seguenti: «, un terzo dei componenti espressione delle parti sindacali datoriali, un terzo dei componenti espressione delle parti sindacali dei lavoratori e un terzo dei componenti espressione della pubblica amministrazione».

1.31

POLI

Al comma 2, lettera i), dopo le parole: «da prevedere su base tripartita» inserire le seguenti: «e paritetica».

1.31 (testo 2)

POLI

Al comma 2, lettera i), dopo le parole: «da prevedere su base tripartita» inserire le seguenti: «e di norma paritetica».

1.2

TURIGLIATTO

Al comma 2, sopprimere la lettera l).

1.46

DE POLI

Al comma 2, lettera l), dopo le parole: «accordi aziendali», aggiungere le seguenti: «, territoriali e nazionali,»;

            sostituire le parole: «ai fini del miglioramento dei livelli di tutela» con le seguenti: «per meglio garantire il rispetto dei livelli di tutela»;

            e, in fine, dopo la parola: «legislativamente», aggiungere i seguenti numeri:

            «1) agendo su quattro punti: valutazione, notificazione, formazione e sanità,

            2) trasferendo la normativa tecnica in un ambito regolamentare separato e fornendo anche ai datori di lavoro soluzioni alternative alla normativa tecnica vigente, più rispondenti alle esigenze delle lavorazioni e del luogo di lavoro;

            3) prevedendo l'esclusione degli obblighi inerenti il collocamento obbligatorio dei disabili nei cantieri edili e in altre attività assimilabili, poiché si tratta di attività che espongono tutti coloro che vi sono addetti ad elevati rischi per la sicurezza e salute, incompatibili con le disabilità;».

1.12

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera l), dopo la parola: «valorizzazione» inserire le seguenti: «, anche attraverso il riconoscimento di un particolare ruolo giuridico,».

1.82

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera l), dopo la parola: «valorizzazione» inserire le seguenti: «– anche attraverso il riconoscimento, tramite rinvio, della legge –».

1.83

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera l), dopo le parole: «accordi aziendali», inserire le seguenti: «territoriali e nazionali».

1.95

Il Governo

Al comma 2, dopo la lettera l), inserire la seguente:

«l-bis. previsione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, fondato sulla esperienza, competenze e conoscenza dei fattori di rischio dell'attività d'impresa anche individuale;».

1.95 (testo 2)

Il Governo

Al comma 2, dopo la lettera l), inserire la seguente:

«l-bis. previsione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, fondato sulla esperienza, competenze e conoscenza in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro;».

1.37

GALLI

Al comma 2, sostituire la lettera n) con la seguente:

            «n) previsione della partecipazione degli organismi paritetici e delle associazioni e degli istituti di settore a carattere scientifico al sistema informativo, costituito da Ministeri, regioni, e province autonome, Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL);».

1.94

ROILO, relatore

Al comma 2, lettera n), dopo la parola: «(INAIL)» inserire  le seguenti: «Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA)».

1.57

ALFONZI

Al comma 2, lettera n), dopo le parole: «e del concorso allo sviluppo del medesimo degli organismi paritetici» inserire le seguenti: «, degli istituti e delle associazioni che si occupano della salute delle donne».

1.58

ALFONZI

Al comma 2, lettera o), dopo le parole: «promozione della cultura e delle azioni di prevenzione» inserire le seguenti: «con particolare attenzione alle differenze di genere e alle specificità delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati».

1.26

POLI

AI comma 2, lettera o), sostituire le parole: «a valere su una quota delle risorse di cui all'articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l'anno 2007 deIl'INAIL,» con le seguenti: «attraverso il corrispondente incremento, da attuarsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, delle aliquote di base di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell'imposta sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio,».

1.13

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera o), sostituire le parole: «a valere su una quota delle risorse di cui all'articolo 1, comma 780, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, accertate in sede di bilancio consuntivo per l'anno 2007 deIl'INAIL,» con le seguenti: «attraverso il corrispondente incremento, da attuarsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, delle aliquote di base di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell'imposta sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio,».

1.84

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera o), numero 2), sostituire le parole: «piccole e medie» con le seguenti: «piccole, medie e micro».

1.29

POLI

AI comma 2, lettera o), numero 2), dopo le parole: «istituzionali dell'Istituto» aggiungere le seguenti: «, garantendo l'immediata accessibilità nonché semplicità delle procedure».

1.85

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera o), numero 2), dopo le parole: «istituzionali dell'Istituto», aggiungere le seguenti: «. Per tali finanziamenti devono essere garantite la fruibilità e la semplicità delle procedure».

1.47

DE POLI

Al comma 2, lettera o), numero 2), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, garantendo la gestione tramite forme di partecipazione che coinvolgano i soggetti di cui al precedente numero 1), anche tramite la costituzione di un apposito fondo di rotazione finalizzato al sostegno degli investimenti delle micro, piccole e medie imprese, in cui sia garantita la fruibilità e semplicità delle procedure».

1.48

DE POLI

Al comma 2, lettera r), numero 1), sostituire le parole: «migliorare l'efficacia della responsabilità solidale tra appaltante ed appaltatore e il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti, anche attraverso» con le seguenti: «regolamentare la responsabilità penale solidale tra appaltatori e subappaltatori, rafforzando l'obbligo di cooperazione e di coordinamento tra committente, da un lato, ed appaltatore e subappaltatori, dall'altro, per eliminare i rischi ambientali e da interferenza tra i vari lavori mantenendo fermo il principio che tale obbligo di cooperazione e di coordinamento non si estende ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appltatrici e dei subappaltatori; valorizzare».

1.86

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, lettera r), numero 1), sostituire le parole: «migliorare l'efficacia della responsabilità solidale tra appaltante ed appaltatore e il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti» con le seguenti: «regolamentare la responsabilità solidale tra primo appaltatore e subappaltatori, introducendo l'obbligo giuridico di vigilanza in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali da parte del primo appaltatore nei confronti di tutti i subappaltatori successivi; confermare l'obbligo di cooperazione e di coordinamento tra committente, da un lato, ed appartatori e subappaltatori, dall'altro, per prevenire i rischi derivanti dall'ambiente del committente e dall'interferenza tra i vari lavori, mantenendo fermo il principio che tale obbligo di cooperazione e di coordinamento non si estende ai rischi specifici propri dell'attività dell'appaltatore, dei subappaltatori e dei singoli lavoratori autonomi; da tale obbligo è esaonerato il committente persona fisica non imprenditore;».

        Conseguentemente, sostituire le parole: «anche attraverso» con la seguente: «valorizzare».

1.14

PETERLINI, THALER AUSSERHOFER, PINZGER, TONINI, MOLINARI, PERRIN, BOSONE, NEGRI, MONTALBANO, RUBINATO

Al comma 2, lettera r), numero 1), dopo le parole: «e il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi, con particolare riferimento ai subappalti», sopprimere le seguenti: «anche attraverso la previsione di meccanismi che consentano di valutare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese pubbliche e private».

1.34

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Al comma 2, lettera r), dopo il numero 2), inserire il seguente:

            «2-bis) modificare la disciplina di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici, prevedendo che i costi relativi alla sicurezza debbano essere specificamente indicati nei bandi di gara e risultare congrui rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture oggetto di appalto;».

1.22

POLI

AI comma 2, lettera s), dopo le parole: «differenti modalità organizzative,» inserire le seguenti: «garantendo il rispetto di adeguati livelli di sorveglianza nell'organizzazione del lavoro.».

1.23

POLI

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) prevedere, rafforzare e garantire le tutele previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.».

1.23 (testo 2)

POLI

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) rafforzare e garantire le tutele previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.».

1.62

ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA, TIBALDI

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) affermazione del diritto del lavoratore di sospendere la prestazione lavorativa, ampliandolo a tutti i casi di violazione della normativa sull'igiene e sicurezza del lavoro e a tutti casi in cui vi sia un ragionevole motivo per ritenere di trovarsi in una situazione di pericolo grave, imminente e altrimenti non eliminabile; assicurando che il lavoratore che abbia rifiutato la prestazione nociva o pericolosa non subisca alcun pregiudizio a causa di tale condotta e predisponendo le procedure necessarie per garantire che, nei casi di sospensione dell'attività lavorativa, la stessa non riprenda se non dopo l'eliminazione della situazione di rischio.».

1.87

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) esclusione degli obblighi inerenti il collocamento obbligatorio dei disabili nei cantieri edili e in altre attività assimilabili, che espongano ad elevati rischi per la sicurezza e la salute, incompatibili con le disabilità.».

1.88

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) previsione di un sistema di monitoraggio presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) concordato tra la Conferenza delle Regioni, i Ministeri del lavoro e della previdenza sociale e della salute e le parti sociali, sulla base di metodi di misurazione condivisi. Ai fini di tale attività sono utilizzati il sistema informativo nazionale dell'ISPESL e quello dell'INAL.».

1.92

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) introduzione di un principio generale che colleghi la prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza sul lavoro alla evoluzione della relativa scienza e tecnica, con la previsione di un limite di pretendibilità oggettivo, al fine di garantire adeguata certezza del diritto.».

1.6

TURIGLIATTO

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

            «s-bis) revisione del decreto ministeriale n. 284 del 14 giugno 2000 in direzione:

                1) dell'esclusione del personale del Ministero della difesa dall'effettuazione dei controlli e dal rilascio delle certificazioni riguardanti la sicurezza dei luoghi di lavoro della stessa amministrazione;

                2) dell'attribuzione alle AUSL della vigilanza sul rispetto delle norme di legge in tutte le aree in cui si svolgono attività lavorative, nonché nei siti di pertinenza del Ministero della difesa, con esclusione parziale o totale solo di quelli coperti da segreto militare.».

1.105

ROILO, relatore

Al comma 2, dopo la lettera s), aggiungere la seguente:

«s-bis) possibilità per le regioni di stipulare con l'INAIL convenzioni relative allo svolgimento delle attività di riabilitazione dei lavoratori successiva a infortuni sul lavoro o malattie professionali, limitatamente ai soggetti iscritti all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dal medesimo Istituto e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. »

1.54

ZUCCHERINI, ALFONZI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Istituzione dell'anagrafe dei rappresentanti per la sicurezza (RLS-RLST) di cui all'articolo 18, commi 2 e 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, , presso l'Ispettorato del lavoro.».

1.55

ZUCCHERINI, ALFONZI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Assunzione fino ad esaurimento dei candidati risultati idonei dei concorsi pubblici espletati, dopo il 1º gennaio 2005, per ispettori del Ministero del lavoro.».

1.59

ZUCCHERINI, ALFONZI, DI SIENA, TIBALDI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "la documentazione relativa alla valutazione dei rischi deve essere trasmessa all'organo di vigilanza territorialmente competente, anche in formato elettronico".».

1.60

ZUCCHERINI, ALFONZI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626, dopo la lettera b), è aggiunta la seguente:

            "b-bis) il datore di lavoro committente è obbligato a redigere un piano di sicurezza e di coordinamento che tenga conto dell'utilizzazione comune di infrastrutture, impianti e misure di protezione collettiva e definisca le procedure da seguire in caso di emergenza, che definisca le responsabilità del committente nel coordinamento tra le varie imprese, lavoratori autonomi e tra le varie attività svolte; il piano di sicurezza e coordinamento elaborato dal committente è allegato al contratto di appalto di lavoro; la redazione del piano di sicurezza è requisito di validità del contratto e deve essere inviato all'organo di vigilanza territorialmente competente, anche in formato elettronico, e a tutte le imprese e lavoratori autonomi affidatari di lavori prima dell'inizio dell'attività. L'impresa esecutrice dei lavori è obbligata a redigere in forma scritta il piano di sicurezza specifico per i lavori affidati che deve trasmettere al committente e all'organo di vigilanza, anche in formato elettronico, prima dell'inizio dei lavori. I lavoratori autonomi affidatari dei lavori devono utilizzare le attrezzature di lavoro e i dispositivi di protezione individuale nel rispetto delle norme del piano di sicurezza e coordinamento."».

1.61

ZUCCHERINI, ALFONZI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, il comma 5 è sostituito dal seguente:

        "5.Il rappresentante per la sicurezza riceve dal datore di lavoro, per l'espletamento della sua funzione, il documento di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, nonché il registro degli infortuni sul lavoro di cui all'articolo 4, comma 5, lettera o).''».

1.61 (testo 2)

ZUCCHERINI, ALFONZI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Il comma 5 dell'articolo 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente: "5. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare al rappresentante per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, nonché del registro degli infortuni sul lavoro di cui all'articolo 4, comma 5, lettera o)". ».

1.89

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. È istituito, con cadenza annuale, un fondo di finanziamento di iniziative mirate alla promozione della sicurezza e della tutela della salute nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle piccole, medie imprese e micro imprese dell'artigianato e dell'agricoltura. Il sostegno finanziario è finalizzato ad interventi informativi e formativi, di miglioramento in termini di sicurezza delle strutture, degli impianti, di organizzazione delle imprese e di individuazione e diffusione di buone pratiche per lo sviluppo delle azioni di prevenzione. Al finanziamento del fondo si provvede mediante appositi stanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria».

1.36

GALLI

Al comma 5, dopo le parole: «dalla data di trasmissione, il parere» inserire la seguente: «vincolante».

1.33

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Al comma 5, sostituire le parole: «6 mesi» con le seguenti: «tre mesi».

1.90

SACCONI, GENTILE, MORRA, NOVI, PICCONE

Al comma 5, sostituire le parole: «sei mesi» con le seguenti: «tre mesi».

1.49

TOFANI, CORONELLA, VIESPOLI

Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

        «7-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai datori di lavoro è concesso, entro un limite di spesa pari a 25 milioni di euro annui, un credito d'imposta nella misura massima del 50 per cento delle spese sostenute per la partecipazione dei lavoratori a programmi e percorsi certificati di carattere formativo in materia di tutela e sicurezza sul lavoro. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale sono stabiliti, ai soli fini del beneficio di cui al presente comma, i criteri e le modalità della certificazione della formazione. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, emana, ogni anno, uno o più decreti per determinare il riparto delle risorse tra i beneficiari. Il credito d'imposta di cui al presente comma può essere fruito nel rispetto dei limiti derivanti dall'applicazione della disciplina de minimis di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006.

            7-ter. All'onere derivante dall'applicazione del comma 7-bis, pari a 25 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente incremento, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, delle aliquote di base di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell'imposta sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio.».

1.50

TOFANI

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 1198 è sostituito dal seguente:

        "1198. Nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato l'istanza di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata di un anno a decorrere dalla data di presentazione, sono sospese le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nelle materie oggetto della regolarizzazione con esclusione di quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Resta ferma la facoltà dell'organo ispettivo di verificare la fondatezza di eventuali elementi nuovi che dovessero emergere nelle materie oggetto di regolarizzazione, al fine dell'integrazione della regolarizzazione medesima da parte del datore di lavoro. I datori di lavoro possono riprendere l'attività esclusivamente al completamento, ove necessario, degli adeguamenti organizzativi e strutturali previsti dalla vigente legislazione in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L'efficacia estintiva di cui al comma 1197 resta condizionata al completo adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori."».

1.50 (testo 2)

TOFANI

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 1198 è sostituito dal seguente:

        "1198. Nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato l'istanza di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata di un anno a decorrere dalla data di presentazione, sono sospese le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nelle materie oggetto della regolarizzazione con esclusione di quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Resta ferma la facoltà dell'organo ispettivo di verificare la fondatezza di eventuali elementi nuovi che dovessero emergere nelle materie oggetto di regolarizzazione, al fine dell'integrazione della regolarizzazione medesima da parte del datore di lavoro. L'efficacia estintiva di cui al comma 1197 resta condizionata al completo adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori."».

1.51

TOFANI

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale è autorizzato ad assumere tutti gli idonei non dichiarati vincitori, collocati nelle rispettive graduatorie regionali di partecipazione, del concorso per esami per complessivi 795 posti di ispettore del lavoro bandito dal medesimo Ministero nell'anno 2004».

        Conseguentemente, all'onere derivante dall'attuazione del presente comma, pari a 20 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente incremento, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, delle aliquote di base di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell'imposta sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio».

1.52

TOFANI, VIESPOLI, CORONELLA

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei principi di autonomia didattica e finanziaria, in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, almeno l'otto per mille del monte ore annuale deve essere destinato allo studio, all'informazione e alla formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro e alla promozione della cultura della prevenzione. Tale percentuale è raddoppiata negli istituti universitari e di istruzione secondaria superiore, i cui percorsi formativi devono prevedere l'insegnamento e lo svolgimento di esercitazioni teoriche e pratiche.».

1.52 (testo 2)

TOFANI, VIESPOLI, CORONELLA

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

          «7-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i programmi e le attività scolastiche degli istituti di 2° grado, quelli universitari e i percorsi di formazione prevedono, nell'ambito delle ore destinate all'insegnamento delle materia tecnico-scientifiche e giuridiche e nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei principi di autonomia didattica e finanziaria, che almeno il 5 per cento del monte ore annuale di tali discipline, sia dedicato allo studio e alla promozione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro, anche attraverso lo svolgimento di percorsi teorico-pratici.».

1.0.19

Il Governo

   Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni varie in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro)

            1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa conclusa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, è disciplinato il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro affidato ai comitati regionali di coordinamento di cui all'articolo 27 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, ed al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 1997. In particolare sono individuati:

            a) nell'ambito della normativa già prevista in materia, i settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, i piani di attività ed i progetti operativi da attuare a livello territoriale;

            b) l'esercizio di poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte di amministrazioni ed enti pubblici.

            2. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 1, il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro è esercitato dal Presidente della provincia o da assessore da lui delegato, nei confronti degli uffici delle amministrazioni e degli enti pubblici territoriali rientranti nell'ambito di competenza.

            3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le Regioni, le province autonome, l'Istituto nazionale per l'assicurazione sugli infortuni sul lavoro, l'Istituto di previdenza per il settore marittimo, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro e le altre amministrazioni aventi competenze nella materia, predispongono le attività necessarie per l'integrazione dei rispettivi archivi informativi, anche attraverso la creazione di banche dati unificate, da realizzare utilizzando le ordinarie risorse economiche e strumentali in dotazione alle suddette amministrazioni.

            4. Le risorse stanziate a decorrere dall'anno 2007 dall'articolo 1, comma 545, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relative alle finalità di cui alla lettera a) del precedente comma 544, vengono così utilizzate per il solo esercizio finanziario 2007:

            a) euro quattromilioni ducentocinquantamila per l'immissione in servizio del personale di cui all'articolo 1, comma 545, lettera a) della legge n. 296 del 27 dicembre 2006;

            b) euro quattromilioni duecentocinquatamila per finanziare il funzionamento e il potenziamento dell'attività ispettiva, la costituzione di appositi nuclei di pronto intervento e per l'incremento delle dotazioni strumentali.

            5. Per la ripartizione delle risorse di cui al comma 4 il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio nello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

            6. Il personale amministrativo degli Istituti previdenziali che, ai sensi dell'articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, accerta d'ufficio violazioni amministrative sanabili relative alla disciplina in materia previdenziale applica la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 24 aprile 2004, n. 124.

            7. Nel rispetto delle disposizioni e dei vigenti principi in materia di autonomia didattica, sono avviati progetti sperimentali, in ambito scolastico e nei percorsi di formazione professionale, volti a favorire la conoscenza delle tematiche in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. I progetti da avviare nell'anno scolastico 2007-2008 sono a carico del Programma Operativo Nazionale (PON).

            8. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni contenute nei decreti di cui all'articolo 1, comma 1, sono abrogate le disposizioni del presente articolo.».

1.0.20

Il Governo

   Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni per il contrasto al lavoro irregolare)

            1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dal presente articolo, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), della Guardia di Finanza e delle Aziende Sanitarie Locali (AUSL), può adottare provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articolo 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni. I competenti uffici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale informano tempestivamente le competenti amministrazioni dell'adozione del provvedimento di sospensione al fine dell'emanazione da parte di questi ultimi di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.

            2. E' condizione per la revoca del provvedimento da parte del personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 1:

            a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;

            b) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni alla disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni;

            c) il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle di cui al comma 3 pari ad un quinto delle sanzioni amministrative complessivamente comminate.

            3. E' comunque fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.

            4. L'importo delle sanzioni amministrative di cui al comma 2, lettera c), integra la dotazione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui all'articolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

            5. Al comma 2 dell'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo la lettera b)è inserita la seguente: "c) il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle di cui alla lettera b), ultimo periodo, pari ad un quinto delle sanzioni amministrative complessivamente comminate.».

1.0.1

TURIGLIATTO

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Abrogazione del comma 1198 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296)

        1. Il comma 1198 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è abrogato».

1.0.2

TURIGLIATTO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche all'articolo 1 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626)

        1. Il comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, è così modificato:

        ''2. Nei riguardi dei servizi di protezione, delle strutture giudiziarie, penitenziari e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli archivi, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, delle rappresentanze diplomatiche e consolari e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, nonché delle Forze di polizia e delle Forze armate limitatamente ai siti o a specifiche aree dei siti di pertinenza del Ministero della difesa coperti da segreto militare le norme del presente decreto sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, individuate con decreto del Ministro competente di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e della funzione pubblica.''».

        Consenguentemente, ogni decreto ministeriale attuativo non conforme è abrogato.

1.0.3

RIPAMONTI, BULGARELLI, DE PETRIS, DONATI, PECORARO SCANIO, SILVESTRI

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica dell'articolo 1, comma 1198 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente le ispezioni e le verifiche in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori)

        1. Al comma 1198 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al primo periodo, le parole: ''anche con riferimento a quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori'' sono sostituite dalle seguenti: ''ad esclusione di quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori'';

            b) il terzo periodo è soppresso;

            c) al quarto periodo, le parole: ''al completo adempimento'' sono sostituite dalle seguenti: ''all'adempimento'' e le parole: ''alla scadenza del predetto anno'' sono soppresse».

1.0.4

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Piano sanitario nazionale)

        1. Il Piano sanitario nazionale adottato dal Governo ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, con riferimento ai livelli essenziali di assistenza in materia di prevenzione, fissa, in misura non inferiore al 2 per cento, la quota percentuale di risorse da destinare specificamente, da parte di ciascun Servizio sanitario regionale, ai servizi di prevenzione in materia di sicurezza e salute del lavoro.

        2. Alle Regioni che non adempiano all'obbligo di destinazione di cui al comma 1 è precluso l'accesso ai finanziamenti a carico dello Stato integrativi rispetto ai livelli di cui all'accordo sancito l'8 agosto 2001 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2001».

1.0.5

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere  il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche al comma 1198 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296)

        1. Il comma 1198 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è sostituito dal seguente:

        ''1198. Nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato l'istanza di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata di un anno a decorrere dalla data di presentazione, sono sospese le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nella materia oggetto della regolarizzazione, ad esclusione di quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza del lavoro. Resta ferma la facoltà dell'organo ispettivo di verificare la fondatezza di eventuali elementi nuovi che dovessero emergere nella materia oggetto della regolarizzazione, al fine dell'integrazione della regolarizzazione medesima da parte del datore di lavoro. L'efficacia estintiva di cui al comma 1197 resta condizionata al pieno adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.''».

1.0.6

TREU, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere  il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche all'articolo 18 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626)

        1. All'articolo 18, dopo il comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, è inserito il seguente:

        ''4-bis. L'elezione dei rappresentanti per la sicurezza aziendali e territoriali, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in un'unica giornata su tutto il territorio nazionale, come individuata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma.''».

1.0.7

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modiche all'articolo 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626)

        1. All'articolo 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, dopo il comma 5 è aggiunto  il seguente:

        ''5-bis. I rappresentanti territoriali o di comparto dei lavoratori di cui all'articolo 18, comma 2, secondo periodo, esercitano le attribuzioni di cui al presente articolo con riferimento a tutte le unità produttive del territorio o del comparto di rispettiva competenza.''».

1.0.8

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modiche all'articolo 7 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626)

        1. All'articolo 7 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, dopo il comma 3-bis è aggiunto il seguente:

        ''3-ter. Ferme restando le disposizioni in materia di sicurezza e salute del lavoro previste dalla disciplina vigente degli appalti pubblici, nei contratti di somministrazione, di appalto e di subappalto, di cui agli articoli 1559, 1655 e 1656 del codice civile, devono essere specificamente indicati i costi relativi alla sicurezza del lavoro. A tali dati può accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori di cui all'articolo 18.''».

1.0.9

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere  il seguente:

«Art. 1-bis.

(Tessera di riconoscimento per il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici)

        1. Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, a decorrere dal 1° settembre 2007, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Nei casi in cui siano presenti contemporaneamente nello stesso luogo di lavoro più datori di lavoro o lavoratori autonomi, dell'obbligo risponde in solido l'impresa appaltante o subappaltante.

        2 I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere all'obbligo di cui al comma 1 mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. Ai fini del presente comma, nel computo delle unità lavorative si tiene conto di tutti i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi per i quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1.

            3. La violazione delle previsioni di cui ai commi l e 2 comporta l'applicazione, in capo al datare di lavoro, della sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di riconoscimento di cui al comma l che non provvede ad esporla è punito con la sanzione amministrativa da euro 50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni non è ammessa la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.».

1.0.10

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Misure urgenti per l'emersione del lavoro sommerso)

        1. Il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), può adottare provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni della normativa vigente in materia di sicurezza e salute del lavoro. I competenti uffici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale informano tempestivamente i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture dell'adozione del provvedimento di sospensione al fine dell'emanazione da parte di questi ultimi di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione, e comunque non superiore a due anni.

        2. È condizione per la revoca del provvedimento da parte del personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 1:

            a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;

            b) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni alla disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni;

            c) l'adeguamento alla normativa vigente in materia di sicurezza e salute del lavoro, nei casi di gravi e reiterate violazioni della stessa.

        3. È comunque fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali e amministrative vigenti.».

1.0.11

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere  il seguente:

«Art. 1-bis.

(Unificazione delle banche dati)

        1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le Regioni, le province autonome, l'INAIL e l'ISPESL predispongono, le attività necessarie per l'integrazione dei rispettivi archivi informativi, anche attraverso la creazione di banche dati unificate relative ai singoli settori o comparti produttivi, e per il coordinamento delle attività di vigilanza ed ispettive in materia di prevenzione e sicurezza dei lavoratori.».

1.0.12

TREU, ZUCCHERINI, TIBALDI, ROILO, ADRAGNA, ALFONZI, BOBBA, DE SIMONE, LIVI BACCI, MONGIELLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Poteri degli enti bilaterali)

        1. Gli organismi paritetici di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, possono effettuare nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza sopralluoghi finalizzati a verificare l'applicazione delle vigenti norme in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro.

        2. Degli esiti dei sopralluoghi di cui al comma l viene informata la competente autorità di coordinamento delle attività di vigilanza.

        3. Gli organismi paritetici possono altresì chiedere alla competente autorità di coordinamento delle attività di vigilanza di disporre l'effettuazione di controlli in materia di sicurezza sul lavoro mirati a specifiche situazioni.».