Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento finanze
Titolo: Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali D.L. 10/2007 - A.C. 2374 - Iter al Senato (A.S. 1329)
Riferimenti:
AC n. 2374/XV   DL n. 10 del 15-FEB-07
Serie: Progetti di legge    Numero: 123    Progressivo: 1
Data: 20/03/2007
Descrittori:
DIRETTIVE DELL'UNIONE EUROPEA   REGOLAMENTI DELL'UNIONE EUROPEA
Organi della Camera: VI-Finanze
XIII-Agricoltura
Altri riferimenti:
AS n. 1329/XV     


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

 

Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

D.L. 10/2007 - A.C. 2374

 

Iter al Senato
(A.S. 1329)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 123/1

 

 

20 marzo 2007


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Finanze

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File:D07010a.doc

 




 

SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾ XV LEGISLATURA ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 1329

DISEGNO DI LEGGE

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri
(PRODI)

dal Ministro per le politiche europee
(BONINO)

e dal Ministro dell’economia e delle finanze
(PADOA-SCHIOPPA)

di concerto col Ministro della salute
(TURCO)

col Ministro delle comunicazioni
(GENTILONI SILVERI)

col Ministro della solidarietà sociale
(FERRERO)

col Ministro dello sviluppo economico
(BERSANI)

col Ministro dell’interno
(AMATO)

col Ministro degli affari esteri
(D’ALEMA)

e col Ministro della giustizia
(MASTELLA)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 15 FEBBRAIO 2007

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Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

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Onorevoli Senatori. – La vincolatività degli obblighi comunitari e internazionali è stata esplicitata, a livello costituzionale, nella novella dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione, ad opera della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Il Governo, per fare fronte a tali obblighi, si trova costretto a ricorrere allo strumento normativo d’urgenza, con contenuti solo apparentemente eterogenei, ma resi unitari dalla funzionalizzazione al comune scopo di provvedere ad obblighi ed impegni di fonte sopranazionale, il cui adempimento si appalesa urgente al fine di porre termine al contenzioso già in atto in sede comunitaria e di consentire la candidatura della città di Milano all’Esposizione universale del 2015.

I presupposti costituzionali di necessità ed urgenza si collegano, pertanto, in via generale, agli obblighi sopranazionali di adeguamento del diritto interno, che s’impongono a norma degli articoli 117 e 11 della Costituzione e, in particolare, alle esigenze che saranno via via illustrate trattando dell’articolato.

Giova, altresì, precisare che l’articolo 10 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro per le politiche comunitarie il potere di proposta di provvedimenti normativi, anche urgenti, necessari a fare fronte ad atti comunitari o a sentenze che comportino obblighi statali di adeguamento, allorquando la scadenza di tali obblighi risulti anteriore alla data di presunta entrata in vigore della legge comunitaria relativa all’anno in corso.

Trattandosi di obblighi già scaduti, si è ritenuto di avvalersi del predetto strumento previsto dalla legge n. 11 del 2005 e di adottare, con il decreto-legge, misure urgenti volte ad adeguare la legislazione interna ad obblighi di recepimento discendenti sia da direttive già trasposte nel diritto interno, ma con modalità tali da aver suscitato fondate contestazioni in sede comunitaria, sia da direttive non ancora trasposte che, tenuto conto del termine di scadenza, non possono utilmente essere inserite nella legge comunitaria in corso di approvazione.

Di seguito sono illustrati i contenuti dell’articolato.

Con riguardo all’articolo 1 si rileva che il contenzioso comunitario legato agli aiuti concessi dallo Stato alle società a totale o prevalente partecipazione degli enti locali, così dette ex-municipalizzate, è giunto ad un livello di assoluta urgenza.

Con la sentenza pronunciata il 1º giugno 2006 nella causa C – 207/05, la Corte di giustizia delle Comunità europee ha condannato l’Italia per non aver «adottato entro i termini prescritti i provvedimenti necessari per recuperare presso i beneficiari gli aiuti dichiarati illegittimi ed incompatibili con il mercato comune dalla decisione della Commissione 5 giugno 2002, 2003/193/CE».

Successivamente, stante il perdurante inadempimento degli obblighi nascenti dalla pronuncia, la Commissione europea ha avviato la procedura d’infrazione 2006/2456, cui conseguirà, in caso di mancata attuazione delle misure richieste, il ricorso dinanzi la Corte di giustizia delle Comunità europee, con conseguente applicazione di sanzioni pecuniarie particolarmente gravose a carico dell’Italia fin dal giorno di presentazione del ricorso medesimo.

In un primo momento il recupero degli aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione era stato disposto con l’articolo 27, commi 2 e 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62, investendo della competenza a procedere l’Agenzia delle entrate, che aveva avviato l’iter amministrativo attraverso il provvedimento del direttore del 1º giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2005.

Successivamente, l’articolo 1, comma 132, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, aveva innovato la materia, attribuendo la competenza al recupero al Ministero dell’interno, il quale avrebbe operato mediante un regolamento di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni.

Al momento il regolamento medesimo è ancora in fase di definizione, sicché i tempi tecnici necessari per la sua adozione risultano del tutto incompatibili con l’accelerazione impressa dalla Commissione europea.

Pertanto, risulta necessario adottare un provvedimento normativo d’urgenza che assicuri immediatezza e certezza all’attività di recupero dell’aiuto dichiarato illegittimo.

Sussistendo, quindi, tutti i requisiti di necessità ed urgenza rappresentati dall’esigenza di evitare il ricorso per inadempimento da parte dell’Esecutivo comunitario e l’immediata applicazione di sanzioni contro lo Stato italiano, si è predisposta una norma articolata in 11 commi.

Il comma 1 attribuisce la competenza al recupero all’Agenzia delle entrate, che opera in forza del citato provvedimento del direttore del 1º giugno 2005.

Il comma 2 fissa i termini entro i quali si provvede all’emanazione degli atti di ingiunzione al pagamento ed alla successiva iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme non versate nei termini indicati. Per i beneficiari che non abbiano provveduto alla presentazione delle dichiarazioni già richieste dall’Agenzia delle entrate, essa provvede sulla base degli elementi direttamente acquisiti. Si chiarisce la non concedibilità di alcun tipo di sospensione di pagamento da parte dell’autorità amministrativa, anche in ragione del fatto che l’iscrizione a ruolo è a titolo definitivo. Vengono, infine, fissati i parametri a cui gli organi giurisdizionali devono attenersi nella valutazione della concessione di eventuali provvedimenti cautelari alle imprese destinatarie del recupero. In particolare si prevede che il giudice dovrà tenere conto dell’interesse nazionale a che non subentrino sentenze di condanna in sede comunitaria per mancato recupero degli aiuti e a che non vengano sospese le erogazioni di altri aiuti a mente della giurisprudenza Deggendorf. Ne consegue che la sospensione possa essere disposta, una volta accertata la sussistenza del pregiudizio grave ed irreparabile, solo ai casi di errore di persone, errore del contribuente ed evidente errore di calcolo.

Il comma 3 individua le norme di riferimento per il calcolo degli interessi dovuti sulle somme da restituire nelle disposizioni di cui al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, secondo i criteri di calcolo già approvati dalla Commissione europea in relazione ad analogo recupero di agevolazioni fiscali (trattasi dell’aiuto CR57/03, disciplinato dall’articolo 24 della legge 25 gennaio 2006, n. 29). Il tasso di interesse da applicare è il tasso in vigore alla data di scadenza ordinariamente prevista per il versamento di saldo delle imposte non corrisposte con riferimento al primo periodo di imposta interessato dal recupero dell’aiuto.

Il comma 4 prevede quale unica ipotesi di riduzione dell’entità della restituzione l’applicazione del contributo «de minimis».

I commi da 5 a 10 fissano modalità di calcolo e procedure per il riconoscimento del «de minimis» stesso. Si precisa che gli importi degli aiuti appartenenti alla categoria «de minimis» sono stati espressi in ECU in conformità a quanto previsto nella comunicazione 92/C 213/02 della Commissione, del 20 maggio 1992. Il comma 7 individua i tassi di conversione relativamente ai singoli periodi nei quali gli aiuti sono stati erogati. I commi 8, 9 e 10 disciplinano l’esclusione dal cumulo e la dichiarazione sostitutiva, mentre il comma 11 dispone l’abrogazione delle norme non più compatibili.

L’articolo 2 definisce le modalità per il trasferimento delle necessarie risorse finanziarie dal bilancio del Ministero degli affari esteri (ove sono allocate) al Comitato di candidatura dell’Expo Milano 2015, al fine di consentire all’Italia di corrispondere ad un impegno assunto in ambito internazionale (candidatura della città di Milano). L’intervento, oltreché necessario al fine di adempiere ad obblighi internazionali, è urgente in quanto l’attività di promozione è già in atto e deve anzi concludersi nei prossimi mesi.

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), ha, infatti, stanziato 4 milioni di euro, ripartiti in 3 milioni per il 2007 ed un milione per il 2008, per le attività di promozione della candidatura italiana all’Esposizione universale del 2015, per la quale è stata scelta dal Consiglio dei ministri, nella riunione del 27 ottobre 2006, la città di Milano.

L’assemblea generale della BIE (Bureau International des Expositions), organizzazione internazionale alla quale è affidata la regolamentazione delle mostre internazionali, nei primi mesi del 2008 dovrà scegliere tra Milano e Smirne la città alla quale affidare l’Esposizione universale del 2015.

L’organizzazione di un’Esposizione universale costituisce, nello scenario internazionale, un momento di grande prestigio per la città prescelta, destinato ad avere una ricaduta positiva per il Paese che rappresenta. Per ottenere il consenso dell’assemblea generale della BIE è necessaria un’intensa e tempestiva attività di promozione, che sottolinei il rilievo del tema scelto dalla città di Milano, «Feeding the Planet, Energy for Life», unitamente alla capacità della stessa di organizzare l’Esposizione. A tale fine si è costituito il Comitato di candidatura dell’Expo – Milano 2015, al quale hanno aderito la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero degli affari esteri, il Ministero del commercio internazionale, la regione Lombardia, il comune di Milano, la provincia di Milano, la Camera di commercio di Milano, l’Ente autonomo Fiera internazionale di Milano.

Inoltre, per assicurare una più ampia ed efficace campagna di promozione, si riservano delle quote di risorse a favore della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero del commercio internazionale, che nell’ambito delle rispettive competenze possono svolgere un rilevante ruolo di sostegno alla candidatura della città di Milano.

Tale disposizione non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato in quanto vengono utilizzate le somme stanziate dall’articolo 1, comma 950, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007).

Resta inteso che, per quanto riguarda le previste deroghe alla normativa in materia di appalti, esse, in fase applicativa, dovranno realizzare, per quanto possibile, l’opportuna compatibilità tra gli strumenti prescelti ed i princìpi comunitari che presiedono alla materia.

L’articolo 3 detta disposizioni di adeguamento a decisioni comunitarie in materia fiscale e societaria.

Il comma 1 dispone l’abrogazione integrale dell’articolo 2450 del codice civile, come sostituito dal decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6. Tale disposizione è complementare a quella dell’articolo 2449 del codice civile, che estende la possibilità di attribuire per statuto allo Stato ed agli enti pubblici il medesimo potere speciale di nominare e revocare amministratori, sindaci e componenti del consiglio di sorveglianza di società nelle quali i suddetti soggetti pubblici detengano partecipazioni azionarie.

La disciplina codicistica in questione costituisce un altro fronte sul quale lo Stato italiano si trova attualmente esposto ad un contenzioso comunitario ormai stringente. È già stato infatti formalmente contestato che con le citate norme l’ordinamento interno si pone in contrasto con i princìpi della libera circolazione dei capitali e del diritto di stabilimento, come rispettivamente attuati dall’articolo 56 e dall’articolo 43 del Trattato che istituisce la Comunità europea (Trattato CE).

In particolare, le sedi in cui il contenzioso comunitario in oggetto ha trovato spazio sono due. Da un lato, la Corte di giustizia delle Comunità europee è stata adita nel settembre 2004 dal tribunale amministrativo per la Lombardia con questione interpretativa pregiudiziale sulla conformità del solo articolo 2449 del codice civile all’articolo 56 del Trattato CE; il giudizio è prossimo alla definizione, essendosi esaurita, con le conclusioni presentate dall’Avvocato generale il 7 settembre 2006, anche la fase orale che precede la decisione con sentenza. Dall’altro lato, la Commissione delle Comunità europee ha avviato la procedura di infrazione n. 2006/2104 mediante messa in mora della Repubblica italiana con note del 4 aprile 2006 e del 12 dicembre 2006: quest’ultima, replicando alle osservazioni rese dal Ministro degli affari esteri con nota del 3 agosto 2006 e valutandone la sostanziale inidoneità a superare la contestazione di incompatibilità degli articoli 2449 e 2450 del codice civile con gli articoli 56 e 43 del Trattato, ha assegnato il termine di due mesi dalla ricezione della messa in mora complementare per la presentazione di eventuali osservazioni ulteriori dello Stato italiano e si è riservata, all’esito, di esprimere il proprio parere motivato, prodromico all’eventuale giudizio dinanzi alla Corte di giustizia ai sensi dell’articolo 228 del Trattato CE.

L’articolo 2450 del codice civile risulta attualmente privo di concreta attuazione nel sistema societario; per di più, a fronte di tale sostanziale inutilità, esso appare in palese contrasto con la normativa comunitaria, caratterizzato com’è dall’attribuzione a soggetti pubblici della possibilità di ingerirsi nella gestione e nel controllo di società di cui non sono neppure soci.

L’abrogazione che si dispone presenta inoltre un’utilità strumentale, laddove consente di dimostrare alle Autorità comunitarie il concreto sforzo del nostro Stato di dare seguito, ancorché parziale, alle contestazioni di inadempimento degli obblighi derivanti dal Trattato. La maggiore delicatezza giuridica dell’intervento sul complementare articolo 2449 e le ben più vaste implicazioni pratiche di una sua eliminazione, che coinvolgerebbe gli assetti di società operanti nel vitale settore dei servizi pubblici locali, con le intuibili ricadute sul mercato (alcune di tali società sono quotate in Borsa), consiglia invece una più approfondita riflessione sui possibili contenuti di una novella legislativa.

In esecuzione del parere motivato della Commissione europea, adottato lo scorso 12 dicembre nell’ambito della procedura d’infrazione n. 2006/4136, il comma 2 modifica l’articolo 3 del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 143, che ha recepito la direttiva 2003/49/CE, concernente il regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi.

In particolare, l’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo in esame stabilisce che le disposizioni in esso contenute si applicano agli interessi e ai canoni maturati a decorrere dal 1º gennaio2004. Con la lettera di messa in mora del 13 luglio 2006 la Commissione europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione in merito alle suddette disposizioni di attuazione della citata direttiva, a seguito della quale è stato emesso il parere motivato n. C(2006)6020 del 12 dicembre 2006.

La questione posta dall’Esecutivo comunitario riguarda il criterio di decorrenza del regime di esenzione stabilito dal citato articolo 3 del decreto legislativo n. 143 del 2005, in quanto, avendo la norma in esame reso applicabile l’esenzione dalla ritenuta alla fonte sui pagamenti di interessi e canoni fra società consociate di Stati membri diversi soltanto agli interessi maturati a decorrere dal 1º gennaio 2004, con esclusione degli importi maturati precedentemente e corrisposti a partire dalla stessa data, si è venuti meno agli obblighi imposti dagli articoli 1 e 7 della direttiva 2003/49/CE del Consiglio, del 3 giugno 2003.

A seguito della posizione assunta in merito da parte della Commissione europea e tenuto conto del contenuto della predetta decisione comunitaria, si è constatata la necessità di procedere ad una modifica del provvedimento normativo in esame.

Pertanto, in attuazione del parere motivato della Commissione, il comma 2 dell’articolo 3 provvede a modificare il testo del comma 1 dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 143 del 2005, sostituendo il principio di competenza, introdotto in relazione al periodo di prima applicazione del regime di esenzione degli interessi e dei canoni, con quello di cassa.

Il comma 3 stabilisce le modalità di restituzione delle ritenute effettuate sugli interessi e i canoni pagati a decorrere dal 1º gennaio 2004 ai soggetti non residenti indicati nell’articolo 26-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Queste possono avvenire mediante rimborso, da parte dei soggetti che effettuano i pagamenti dei redditi in esame, ai soggetti beneficiari esteri, delle ritenute sugli interessi e i canoni maturati fino al 31 dicembre 2004 e pagati a decorrere dal 1º gennaio 2004. Il recupero delle ritenute restituite verrà effettuato mediante l’utilizzazione delle modalità di compensazione previste dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Si evidenzia che, qualora non sia possibile procedere al rimborso previsto dal comma 3 (come nel caso in cui non sussistano più i rapporti societari di collegamento), le ritenute operate sugli interessi e i canoni maturati fino al 31 dicembre 2003 e pagati a decorrere dal 1º gennaio 2004 ai soggetti non residenti indicati nell’articolo 26-quater, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono in ogni caso rimborsate ai sensi dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. La disposizione contenuta nel citato articolo 38 si configura infatti come una norma di carattere generale, che si applica in tutti i casi in cui si verifichi il pagamento di un’imposta non dovuta.

I commi 5 e 6 contengono le disposizioni di copertura finanziaria, stabilendo che alle minori entrate derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, pari a 26 milioni di euro per l’anno 2007, si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui all’articolo 1. Le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui all’articolo 1 affluiscono in apposita contabilità speciale intestata al Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento per le politiche fiscali. Il conto speciale è impignorabile.

L’articolo 4 reca norme di adeguamento a decisioni comunitarie in materia di pubblicità e sponsorizzazione dei prodotti del tabacco, accesso alle reti di comunicazione elettronica, servizi post-contatore e protezione del diritto d’autore delle opere del disegno industriale.

Il comma 1 reca la disposizione abrogativa del comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, che ha fornito attuazione alla direttiva 2003/33/CE, in materia di pubblicità e sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco. Tale disposizione risulta in contrasto con l’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, perché pone una deroga al divieto di sponsorizzazione degli eventi e delle attività praticate nell’ambito degli stessi, quando tali eventi o attività si svolgano esclusivamente nel territorio dello Stato italiano.

Trattasi di misura imposta dalla necessità di dare immediata risposta ai rilievi formalizzati dalla Commissione europea, dapprima con la procedura d’infrazione n. 2006/2022 e, da ultimo, con ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee (causa C-483/06) notificato lo scorso 6 dicembre 2006, e di evitare che le conseguenze finanziarie della sicura soccombenza nel giudizio in corso possano aggravarsi per effetto del trascorrere del tempo.

Il comma 2 sopprime l’inciso «e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi» del comma 1 dell’articolo 50 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, ritenuto dalla Commissione europea non conforme al disposto della direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002 (cosiddetta «direttiva accesso»), in quanto introduce elementi di costo supplementari che le autorità nazionali di regolamentazione devono prendere in considerazione per calcolare i costi per l’accesso e/o l’interconnessione che non sono correlati alla fornitura dell’accesso e dell’interconnessione e che inoltre riguardano investimenti futuri.

Ai rilievi mossi dalla Commissione europea con l’apertura della procedura d’infrazione n. 2005/2083, si è fornito riscontro attraverso una circolare interpretativa (circolare del Ministero delle comunicazioni del 5 luglio 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2005), al cui contenuto, con il presente intervento, si attribuisce rango legislativo, come richiesto dal medesimo Esecutivo comunitario, a fini di certezza giuridica. La Commissione, ai fini dell’archiviazione della procedura d’infrazione, ha sottolineato la necessità di provvedere alla modifica legislativa preferibilmente entro il mese di ottobre 2006. Tale termine è già trascorso; pertanto, occorre dare seguito con urgenza agli impegni assunti in sede europea ed evitare la prosecuzione dell’iter dell’infrazione.

Il comma 3 abroga il comma 34 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239.

Tale disposizione prevede il divieto, per le aziende operanti nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale che hanno in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali, di esercitare attività nel settore dei servizi postcontatore, nei confronti degli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti. La ratio è quella di tutelare principalmente le categorie artigianali da possibili abusi di posizione dominante da parte delle società di distribuzione di energia elettrica e di gas, nel cosiddetto settore dei servizi «post-contatore».

La formulazione della norma è comunque imprecisa tanto che il Ministero delle attività produttive (ora dello sviluppo economico) ha emanato in data 28 aprile 2005 una circolare interpretativa volta a chiarire il campo di applicazione della norma, precisando che il divieto non riguarda le attività svolte in regime di franchising, disciplinate dalla legge 6 maggio 2004, n. 129, che prevede che i contratti di affiliazione commerciale siano stipulati tra soggetti economicamente e giuridicamente indipendenti. Ciononostante, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione (n. 2005/4604), adottando un parere motivato in data 15 dicembre 2006, rilevando la non conformità della norma in esame con gli articoli 43 e 49 del Trattato in materia di divieto di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi.

In considerazione delle motivazioni della Commissione e della costante giurisprudenza della Corte di giustizia, al fine di evitare un contenzioso che vedrebbe lo Stato italiano necessariamente soccombente, si rende necessario abrogare il comma 34 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239.

Il comma 4 allinea alle disposizioni comunitarie in vigore (direttive 93/98/CEE del Consiglio, del 29 ottobre 1993, e 98/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998) la normativa nazionale in materia di durata temporale della protezione assicurata al disegno industriale e dal diritto d’autore, risolvendo la procedura d’infrazione n. 2005/4088, giunta a parere motivato e rispetto alla quale, per evitare il ricorso alla Corte di giustizia, il Governo ha già assunto l’impegno con la Commissione europea di procedere alla modifica normativa in esame.

La disposizione, non avendo efficacia retroattiva, fa salvi i diritti acquisiti dai terzi per effetto della scadenza della protezione accordata dalla normativa previgente.

L’articolo 5 contiene disposizioni di modifica del testo unico dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, necessarie al fine di corrispondere ai rilievi mossi dalla Commissione europea con due procedure d’infrazione.

Le disposizioni di cui al comma 1, recate dalle lettere da a) a d), hanno lo scopo di risolvere la procedura d’infrazione n. 2006/2126 avviata per la non conformità al diritto comunitario della normativa italiana in materia di soggiorno di breve durata dei cittadini di Paesi terzi e, in particolare, della norma che impone ai cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno per periodi di permanenza sul territorio inferiore a novanta giorni. In tali casi la normativa europea consente agli Stati membri esclusivamente di imporre l’obbligo di una dichiarazione di presenza. Tale obbligo, inoltre, può essere imposto solo allo straniero e non all’ospitante.

Le novelle al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di cui al comma 1, lettere da a) a d), dell’articolo 5, eliminano l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno per periodi di permanenza sul territorio nazionale inferiori a novanta giorni, prevedendo in sostituzione una dichiarazione di presenza da presentare all’ufficio di frontiera ovvero, entro otto giorni dall’ingresso, in questura, rinviando ad un decreto del Ministro dell’interno le modalità concrete di attuazione. Si provvede, inoltre, all’abrogazione dell’articolo 7 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 che attualmente prevede l’obbligo per l’ospitante di comunicare l’ospitalità alla questura. L’obbligo di comunicazione del datore di lavoro del cittadino straniero extracomunitario era, invece, già stato soppresso dall’articolo 1, comma 1184, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). Resta vigente, per le finalità connesse alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la disciplina prevista dall’articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191, che impone l’obbligo di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza la cessione della proprietà o del godimento ovvero dell’utilizzo di un fabbricato o di parte di esso. Si adeguano, infine, alle nuove disposizioni i motivi di espulsione, includendovi la mancata presentazione della dichiarazione di presenza nel termine prescritto.

La lettera e) del comma 1 dell’articolo 5 reca le disposizioni occorrenti a risolvere la procedura d’infrazione n. 2127/1998, con la quale la Commissione europea ha censurato la normativa italiana concernente l’autorizzazione al lavoro relativo ai cittadini di Stati terzi dipendenti da imprese comunitarie e distaccati in Italia nell’ambito di una prestazione di servizi.

La normativa vigente è costituita dall’articolo 27, comma 1, lettera i), del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nonché dall’articolo 40 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, di attuazione del testo unico.

La censura prospettata dalla Commissione europea, alla luce degli articoli 49 e seguenti del Trattato CE, riguarda, in particolare, la previsione di un regime di autorizzazione preventiva e l’obbligo del visto d’ingresso. Tale regime previsto dalla normativa italiana costituirebbe un ostacolo alla libera prestazione di servizi con effetto discriminatorio nei confronti delle imprese stabilite in un altro Stato membro.

In risposta al parere motivato dello scorso 19 dicembre, il Governo italiano ha già assunto l’impegno con la Commissione europea ad operare la necessaria modifica alla normativa vigente, con nota del 4 dicembre 2006.

In particolare, in armonia con la predetta nota, con l’articolo 5 si intende sostituire, nel caso di lavoratori cittadini di Paesi terzi dipendenti da imprese con sede in uno degli Stati membri dell’Unione europea che devono essere distaccati in Italia per una determinata prestazione di servizi, l’attuale sistema di autorizzazione al lavoro con una comunicazione da parte del committente del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, corredata da una dichiarazione dell’impresa datrice di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione quanto alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro in cui ha sede l’impresa medesima. Nei casi in cui per i lavoratori da distaccare sia necessario un visto d’ingresso in Italia – in particolare quando si tratti di cittadini di Paesi terzi dipendenti da un’impresa con sede in uno Stato membro non facente parte dell’area Schengen ed ivi residenti – il visto sarà rilasciato dietro semplice produzione di detta comunicazione.

La comunicazione sostitutiva del nulla osta al lavoro è presentata allo Sportello unico per l’immigrazione, che rimane competente a ricevere la richiesta del permesso di soggiorno da parte dell’interessato.

Dalla disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, né minori entrate.

L’articolo 6, infine, concerne l’entrata in vigore del decreto-legge.


Relazione tecnica

 

Le disposizioni del presente decreto che producono effetti finanziari sono previste dagli articoli 1 e 3, commi 2 e 3. Le rimanenti disposizioni non producono nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, né minori entrate.

L’articolo 1 del decreto-legge definisce i criteri per il recupero degli aiuti di Stato dichiarati illegittimi dalla decisione 2003/193/CE della Commissione, del 5 giugno 2002. Tali aiuti sono relativi alle imposte non corrisposte in conseguenza del regime di esenzione fiscale in favore di società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti servizi pubblici locali, costituite ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142.

L’articolo 66, comma 14, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, integrato dall’articolo 3, comma 70, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, prevedeva l’assoggettamento ai fini dell’IRPEG delle suddette aziende a partire dal quarto esercizio successivo a quello di costituzione e comunque non oltre il 31 dicembre 1999, per cui le stesse ne risultavano esenti così come gli enti locali dei quali costituivano emanazioni.

Non costituiscono, comunque, ai fini della determinazione della restituzione degli aiuti illegittimi, gli aiuti rientranti nell’ambito di applicabilità della regola «de minimis» così come regolati dalla Commissione europea (comunicazione 92/C 213/02 della Commissione, del 20 maggio 1992 e successiva comunicazione 96/C 68/06 del 1996).

 

Stima delle conseguenze in termini di gettito

Non essendo, le aziende interessate, soggette ad IRPEG fino all’anno di imposta 1999, non si è in possesso dei dati delle dichiarazioni dei redditi e quindi dell’imposta sul reddito delle società da esse dovuta.

Per stimare i possibili effetti di gettito del presente provvedimento si è quindi proceduto in via indiretta, utilizzando i dati relativi al credito di imposta sui dividendi distribuiti agli enti locali da aziende ex-municipalizzate e di cui gli enti stessi potevano fruire, introdotto dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001). Dai dati della relazione tecnica all’articolo 90, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, relativo alla soppressione di tale credito di imposta, basata sui dati del modello di versamento unificato F24, codice tributo «6739», risulta un importo medio, per il periodo 2001-2004, di circa 25 milioni di euro.

In mancanza di ulteriori elementi per effettuare la stima, si suppone una distribuzione media lineare degli importi analoga ai dati del quadriennio 2001-2004, considerando prudenzialmente l’intera proprietà delle aziende municipalizzate riconducibile ad enti pubblici e la distribuzione di tutti gli utili conseguiti. In questo modo si può stimare prudenzialmente che l’imposta da recuperare in virtù degli aiuti dichiarati illegittimi, al netto degli aiuti rientranti nell’ambito di applicabilità della regola «de minimis» e considerando gli interessi e la quota di adesione immediata al provvedimento nel corso del 2007, è certamente sufficiente a coprire le minori entrate derivanti dall’articolo 3, commi 2 e 3.


Articolo 3, commi 2 e 3.

(Regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e canoni

fra società consociate di Stati membri)

 

Le somme chieste a rimborso e utilizzate in compensazione relative alle ritenute alla fonte su interessi e canoni (I&C) maturati nel periodo 1º gennaio 2004 – 26 luglio 2005 sono state pari a:

 

modalità

importo

Istanze di rimborso C.O.P.

 3

Compensazioni relative a ritenute su I (codice tributo 6787)

50

Compensazioni relative a ritenute su C (codice tributo 6788)

 4

 

 

Totale (milioni di euro) . . . 

57

 

 

 

Al fine di stimare l’onere risultante dal passaggio dal meccanismo di esenzione dalla ritenuta su I&C maturati a partire dal 1º gennaio 2004 a quello di esenzione dalla ritenuta su I&C pagati a partire dallo stesso periodo, ci si è basati sulle seguenti assunzioni. Considerata la natura dei rapporti fra le società consociate, da ritenersi essenzialmente di natura commerciale e di finanziamento a breve termine, si è ipotizzata una durata media del finanziamento pari ad un anno e una distribuzione lineare degli importi nonché, per quanto riguarda i canoni, prudentemente, un pagamento annuale posticipato. Considerato il periodo interessato pari a circa 19 mesi, ne consegue che:

– l’ammontare dei 57 milioni di euro si ripartisce negli anni 2004 e 2005 rispettivamente in 26 e 31 milioni di euro;

– per le ritenute su I&C relative all’anno 2005 l’ammontare delle somme pagate coincide con l’ammontare delle somme maturate (avendo ipotizzato una scadenza media massima pari ad un anno);

– con riferimento alle ritenute del 2004, le compensazioni e le richieste di rimborso sugli I&C maturati sono pari alla metà delle rispettive compensazioni e richieste di rimborso che si sarebbero verificate ove tali ritenute fossero state effettuate sugli I&C pagati.

Si perviene ad un onere negativo per l’anno 2007 di circa 26 milioni di euro.

Le rimanenti disposizioni del decreto-legge non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, né minori entrate.

In particolare, quanto alla copertura dei costi per l’attuazione dell’articolo 2, si precisa che l’articolo 1, comma 950, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), ha già previsto lo stanziamento di 4 milioni di euro, ripartiti in 3 milioni per il 2007 ed 1 milione per il 2008, per il finanziamento delle attività di promozione della candidatura italiana all’Esposizione universale del 2015, per la quale è stata scelta dal Consiglio dei ministri, nella riunione del 27 ottobre 2006, la città di Milano.

Dall’attuazione degli articoli 4 e 5 non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, atteso che la prima disposizione ha come destinatari esclusivamente soggetti privati e che dalla seconda non deriva alcun ampliamento delle prestazioni assistenziali o previdenziali già previste dalla legislazione vigente.

In particolare, quanto all’articolo 4:

– il comma 1 estende agli eventi sportivi che si svolgono interamente sul territorio nazionale il divieto di sponsorizzazione già previsto per gli eventi aventi rilevanza internazionale;

– il comma 2 riproduce con norma di rango legislativo, a fini di certezza giuridica, una disposizione già contenuta nella circolare del Ministro delle comunicazioni in data 5 luglio 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2005, concernente le componenti di costo di cui le autorità di regolamentazione devono tener conto ai fini del controllo dei prezzi praticati dagli operatori privati;

– il comma 3 elimina il divieto per le imprese affidatarie di pubblici servizi locali nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale di esercitare attività nel settore dei servizi cosiddetti «post-contatore»;

– il comma 4 eleva da 25 a 70 anni la durata della protezione dei disegni industriali, facendo esplicitamente salvi i diritti acquisiti.

L’articolo 5 reca norme di semplificazione amministrativa per i soggiorni di breve durata di cittadini di Paesi terzi e per l’esercizio dell’attività lavorativa da parte dei medesimi soggetti, qualora siano distaccati dalle imprese comunitarie di cui siano dipendenti nell’ambito di prestazioni di servizi. Per entrambe le fattispecie si sostituiscono gli atti autorizzatori previsti dalla legislazione vigente con la comunicazione del soggiorno o del distacco a fini lavorativi alle autorità competenti.

Tale innovazione non determina un ampliamento dei diritti già riconosciuti ai destinatari della disposizione e, conseguentemente, alcun maggior onere a carico della finanza pubblica.

 


Allegato

(Previsto dall’articolo 17, comma 30,

della legge 15 maggio 1997, n. 127)

 

 

TESTO INTEGRALE DELLE NORME ESPRESSAMENTE

MODIFICATE O ABROGATE DAL DECRETO-LEGGE

 

 

Legge 18 aprile 2005, n. 62

Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 200

4.

 

... Omissis ...

 

Art. 27. (Procedura per il recupero degli aiuti di Stato dichiarati illegittimi dalla decisione 2003/193/CE del 5 giugno 2002 della Commissione).

1. In attesa della definizione dei ricorsi promossi innanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte in conseguenza del regime di esenzione fiscale reso disponibile, per effetto degli articoli 3, comma 70, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e 66, comma 14, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, in favore delle società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti servizi pubblici locali, costituite ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142, si effettua secondo le disposizioni del presente articolo, in attuazione della decisione 2003/193/CE del 5 giugno 2002 della Commissione.

2. Il recupero degli aiuti di cui al comma 1 è eseguito, fatto salvo quanto stabilito dalle presenti disposizioni, secondo i princìpi e le ordinarie procedure di accertamento e riscossione delle entrate dello Stato; alla riscossione coattiva provvede il Ministero dell’interno. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 6, gli enti locali individuano i beneficiari del regime di esenzione di cui al comma 1 e ne comunicano gli estremi al Ministero dell’interno nonché alle Direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti in funzione dei relativi domicili fiscali.

3. Entro il termine di cui al comma 2, i beneficiari di cui al medesimo comma, indipendentemente dalla comunicazione ivi prevista, presentano alle Direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti una dichiarazione dei redditi dei periodi d’imposta nei quali il regime di esenzione è stato fruito, con l’autoliquidazione delle imposte dovute. Il modello è presentato anche in caso di autoliquidazione negativa.

4. Il recupero non si applica nelle ipotesi in cui i singoli casi rientrano nella categoria de minimis e in quelle nelle quali, per ragioni attinenti al caso specifico, le esenzioni non rientrano nell’ambito di applicazione della decisione della Commissione di cui al comma 1, come individuate in applicazione del decreto di cui al comma 6.

5. Il Ministero dell’interno, tenuto conto dei dati forniti dall’Agenzia delle entrate sulla base delle dichiarazioni di cui al comma 3, provvede, ove risulti l’obbligo di restituzione, entro e non oltre sei mesi successivi al termine di cui al comma 6, alla notifica di avvisi contenenti la determinazione degli aiuti corrispondenti all’aiuto vietato, e dei relativi interessi secondo quanto disposto dall’articolo 3, terzo comma, della decisione di cui al comma 1. La motivazione, oltre agli elementi previsti dalla legge, si basa sulle operazioni compiute ai sensi del comma 2 e deve indicare le ragioni per le quali la decisione è applicabile nei confronti del destinatario. Non si fa luogo, in ogni caso, all’applicazione di sanzioni per violazioni di natura tributaria e di ogni altra specie comunque connesse alle procedure disciplinate dalle presenti disposizioni. Gli aiuti dovuti sono riscossi secondo le ordinarie procedure, anche mediante compensazione senza limitazioni quantitative. È fatta in ogni caso salva la restituzione, anche mediante compensazione, degli aiuti corrisposti ai sensi delle presenti disposizioni in ogni caso di annullamento, perdita di efficacia o inapplicabilità della decisione della Commissione di cui al comma 1.

6. Con provvedimento dirigenziale del Ministero dell’interno, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al secondo periodo, sono stabilite le modalità applicative delle presenti disposizioni. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le politiche comunitarie, relativamente alle parti di rispettiva competenza, sono stabilite le linee guida per una corretta valutazione dei casi di non applicazione delle norme di recupero e per la quantificazione dell’aiuto indebito, tenendo conto dei seguenti criteri: osservanza dei criteri di applicazione al caso concreto desumibili in base ai princìpi del diritto comunitario ed alla decisione di cui al comma 1; osservanza dei princìpi costituzionali, dello statuto dei diritti del contribuente e delle regole fiscali applicabili nei periodi di competenza; riconoscimento della parità di accesso ai regimi fiscali alternativi di cui il contribuente avrebbe potuto fruire in assenza del regime di aiuti fiscali di cui al comma 1; riconoscimento delle forme di restituzione degli aiuti già attuate mediante reimmissione nel circuito pubblico delle minori imposte versate; riconoscimento della estraneità al recupero delle agevolazioni fiscali relative ad attività non concorrenziali; riconoscimento della parità di accesso agli istituti fiscali ordinariamente applicabili alla generalità dei contribuenti nei periodi d’imposta di fruizione delle agevolazioni, anche per effetto di specifica dichiarazione di volersene avvalere.

 

... Omissis ...

 

Codice Civile.

 

... Omissis ...

 

Art. 2450. (Amministratori e sindaci nominati dallo Stato o da enti pubblici).

Le disposizioni dell’articolo precedente si applicano anche nel caso in cui la legge o lo statuto attribuisca allo Stato o a enti pubblici, anche in mancanza di partecipazione azionaria, la nomina di uno o più amministratori o sindaci o componenti del consiglio di sorveglianza, salvo che la legge disponga diversamente.

Qualora uno o più sindaci siano nominati dallo Stato, il presidente del collegio sindacale deve essere scelto tra essi.

 

... Omissis ...

 

Decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 143

Attuazione della direttiva 2003/49/CE concernente il regime fiscale applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi.

 

... Omissis ...

 

Art. 3. (Decorrenza).

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano agli interessi e ai canoni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), maturati a decorrere dal 1º gennaio 2004.

2. La ritenuta sui compensi corrisposti a non residenti per l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche che si trovano nel territorio dello Stato, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), si applica ai compensi corrisposti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

 

... Omissis ...

 

Decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300

Attuazione della direttiva 2003/33/CE in materia di pubblicità e di sponsorizzazione dei prodotti del tabacco.

 

... Omissis ...

Art. 4. (Sponsorizzazione di eventi e di attività).

1. La sponsorizzazione di un evento o di un’attività è vietata qualora gli stessi si svolgano contemporaneamente in più di uno Stato appartenente alla Comunità europea ovvero il cui organizzatore sia costituito da più soggetti residenti in più di uno Stato della Comunità.

2. È vietata altresì la sponsorizzazione di un evento che per quanto attiene la sua organizzazione produca direttamente effetti transfrontalieri.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo si svolge esclusivamente nel territorio dello Stato.

4. È vietata la distribuzione gratuita di prodotti del tabacco nel contesto della sponsorizzazione degli eventi di cui ai commi 1 e 2, che abbia lo scopo o l’effetto diretto od indiretto di promuovere tali prodotti.

 

... Omissis ...

 

Decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259

Codice delle comunicazioni elettroniche.

 

... Omissis ...

 

Art. 50. (Obblighi in materia di controllo dei prezzi e di contabilità dei costi).

1. Ai sensi dell’articolo 45, per determinati tipi di interconnessione e di accesso l’Autorità può imporre obblighi in materia di recupero dei costi e controlli dei prezzi, tra cui l’obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonché l’obbligo di disporre di un sistema di contabilità dei costi, qualora l’analisi del mercato riveli che l’assenza di un’effettiva concorrenza comporta che l’operatore interessato potrebbe mantenere prezzi ad un livello eccessivamente elevato o comprimerli a danno dell’utenza finale. L’Autorità tiene conto degli investimenti effettuati dall’operatore e gli consente un’equa remunerazione del capitale investito, di volume congruo, in considerazione dei rischi connessi e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi.

2. L’Autorità provvede affinché tutti i meccanismi di recupero dei costi o metodi di determinazione dei prezzi resi obbligatori servano a promuovere l’efficienza e la concorrenza sostenibile ed ottimizzino i vantaggi per i consumatori. Al riguardo l’Autorità può anche tener conto dei prezzi applicati in mercati concorrenziali comparabili.

3. Qualora un operatore abbia l’obbligo di orientare i propri prezzi ai costi, ha l’onere della prova che il prezzo applicato si basa sui costi, maggiorati di un ragionevole margine di profitto sugli investimenti. Per determinare i costi di un’efficiente fornitura di servizi, l’Autorità può approntare una metodologia di contabilità dei costi indipendente da quella usata dagli operatori. L’Autorità può esigere che un operatore giustifichi pienamente i propri prezzi e, ove necessario, li adegui.

4. L’Autorità provvede affinché, qualora sia imposto un sistema di contabilità dei costi a sostegno di una misura di controllo dei prezzi, sia pubblicata una descrizione, che illustri quanto meno le categorie principali di costi e le regole di ripartizione degli stessi. La conformità al sistema di contabilità dei costi è verificata da un organismo indipendente dalle parti interessate, avente specifiche competenze, incaricato dall’Autorità. È pubblicata annualmente una dichiarazione di conformità al sistema. I costi relativi alle verifiche rientrano tra quelli coperti ai sensi dall’articolo 34.

 

... Omissis ...

 

Legge 23 agosto 2004, n. 239

Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia.

 

Art. 1.

 

... Omissis ...

 

34. Le aziende operanti nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale che hanno in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali, nel territorio cui la concessione o l’affidamento si riferiscono e per la loro durata, non possono esercitare, in proprio o con società collegate o partecipate, alcuna attività in regime di concorrenza, ad eccezione delle attività di vendita di energia elettrica e di gas e di illuminazione pubblica, nel settore dei servizi postcontatore, nei confronti degli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle attività produttive, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas e le altre amministrazioni interessate provvederanno a modificare e integrare le norme e i provvedimenti rilevanti ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente comma.

 

... Omissis ...

 

Decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30

Codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 27 3.

 

... Omissis ...

 

Art. 44. (Durata del diritto di utilizzazione economica per diritto d’autore).

1. I diritti di utilizzazione economica dei disegni e modelli industriali protetti ai sensi dell’articolo 2, primo comma, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del venticinquesimo anno solare dopo la sua morte o dopo la morte dell’ultimo dei coautori.

2. Il Ministero per i beni e le attività culturali comunica, con cadenza periodica, all’Ufficio italiano brevetti e marchi i dati relativi alle opere depositate ai sensi dell’articolo 103 della legge 22 aprile 1941, n. 633, con riferimento al titolo, alla descrizione dell’oggetto ed all’autore, al nome, al domicilio del titolare dei diritti, alla data della pubblicazione, nonché ad ogni altra annotazione o trascrizione.

3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi annota i dati di cui al comma 2 nel Bollettino ufficiale, pubblicato ai sensi dell’articolo 189 del presente codice.

 

... Omissis ...

 

Art. 239. (Limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore).

1. Per un periodo di dieci anni decorrenti dalla data del 19 aprile 2001, la protezione accordata ai disegni e modelli ai sensi dell’articolo 2, primo comma, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, non opera nei soli confronti di coloro che, anteriormente alla predetta data, hanno intrapreso la fabbricazione, l’offerta o la commercializzazione di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio. I diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non possono essere trasferiti separatamente dall’azienda.

 

... Omissis ...

 

Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

 

... Omissis ...

 

 

 

Art. 5. (Permesso di soggiorno).

1. Possono soggiornare nel territorio dello Stato gli stranieri entrati regolarmente ai sensi dell’articolo 4, che siano muniti di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno rilasciati, e in corso di validità, a norma del presente testo unico o che siano in possesso di permesso di soggiorno o titolo equipollente rilasciato dalla competente autorità di uno Stato appartenente all’Unione europea, nei limiti ed alle condizioni previsti da specifici accordi.

2. Il permesso di soggiorno deve essere richiesto, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione, al questore della provincia in cui lo straniero si trova entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato ed è rilasciato per le attività previste dal visto d’ingresso o dalle disposizioni vigenti. Il regolamento di attuazione può provvedere speciali modalità di rilascio relativamente ai soggiorni brevi per motivi di turismo, di giustizia, di attesa di emigrazione in altro Stato e per l’esercizio delle funzioni di ministro di culto nonché ai soggiorni in case di cura, ospedali, istituti civili e religiosi e altre convivenze.

2-bis. Lo straniero che richiede il permesso di soggiorno è sottoposto a rilievi fotodattiloscopici.

3. La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro è quella prevista dal visto d’ingresso, nei limiti stabiliti dal presente testo unico o in attuazione degli accordi e delle convenzioni internazionali in vigore. La durata non può comunque essere:

a) superiore a tre mesi, per visite, affari e turismo;

b) [superiore a sei mesi, per lavoro stagionale, o nove mesi, per lavoro stagionale nei settori che richiedono tale estensione];

c) superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione debitamente certificata; il permesso è tuttavia rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;

d) [superiore a due anni, per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato e per ricongiungimenti familiari];

e) superiore alle necessità specificatamente documentate, negli altri casi consentiti dal presente testo unico o dal regolamento di attuazione.

 

... Omissis ...

 

Art. 7. (Obblighi dell’ospitante e del datore di lavoro).

1. Chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all’autorità locale di pubblica sicurezza.

2. La comunicazione comprende, oltre alle generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l’esatta ubicazione dell’immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospita o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta.

2-bis. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 euro.

 

... Omissis ...

 

Art.13. (Espulsione amministrativa).

 

... Omissis ...

2. L’espulsione è disposta dal prefetto quando lo straniero:

a) è entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e non è stato respinto ai sensi dell’articolo 10;

b) si è trattenuto nel territorio dello Stato senza aver chiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno è stato revocato o annullato, ovvero è scaduto da più di sessanta giorni e non è stato chiesto il rinnovo;

c) appartiene a taluna delle categorie indicate nell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituto dall’articolo 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, o nell’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.

 

... Omissis ...

 

Art. 27. (Ingresso per lavoro in casi particolari).

 

1. Al di fuori degli ingressi per lavoro di cui agli articoli precedenti, autorizzati nell’àmbito delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri:

a) dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione europea;

b) lettori universitari di scambio o di madre lingua;

c) professori universitari e ricercatori destinati a svolgere in Italia un incaricato accademico o un’attività retribuita di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia;

d) traduttori e interpreti;

e) collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all’estero da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti all’estero che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;

f) persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato;

g) lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato, tenuti a lasciare l’Italia quando tali compiti o funzioni siano terminati;

h) lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di attuazione;

i) lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all’estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall’estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche residenti o aventi sede in Italia e quelle residenti o aventi sede all’estero, nel rispetto delle disposizioni dell’art. 1655 del codice civile e della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, e delle norme internazionali e comunitarie;

l) lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero;

m) personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;

n) ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;

o) artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell’ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;

p) stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91;

q) giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;

r) persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l’Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate «alla pari»;

r-bis) infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private.

2. In deroga alle disposizioni del presente testo unico i lavoratori extracomunitari dello spettacolo possono essere assunti alle dipendenze dei datori di lavoro per esigenze connesse alla realizzazione e produzione di spettacoli previa apposita autorizzazione rilasciata dall’ufficio speciale per il collocamento dei lavoratori dello spettacolo o sue sezioni periferiche che provvedono, sentito il Dipartimento dello spettacolo, previo nulla osta provvisorio dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza. L’autorizzazione è rilasciata, salvo che si tratti di personale artistico ovvero di personale da utilizzare per periodi non superiori a tre mesi, prima che il lavoratore extracomunitario entri nel territorio nazionale. I lavoratori extracomunitari autorizzati a svolgere attività lavorativa subordinata nel settore dello spettacolo non possono cambiare settore di attività né la qualifica di assunzione. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con le Autorità di Governo competenti in materia di turismo ed in materia di spettacolo, determina le procedure e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione prevista dal presente comma.

 

... Omissis ...

 


 


 

DISEGNO DI LEGGE

 

Art. 1.

 

1. È convertito in legge il decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 


Decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 38

del 15 febbraio 2007.

 

 

Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari

ed internazionali

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni al fine di adempiere ad obblighi comunitari derivanti da sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee e da procedure di infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano, nonché di ottemperare ad impegni assunti in ambito internazionale in merito alla candidatura della città di Milano per l’Esposizione universale 2015;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio 2007;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per le politiche europee e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della salute, delle comunicazioni, della solidarietà sociale, dello sviluppo economico, dell’interno, degli affari esteri e della giustizia;

 

emana

 

il seguente decreto-legge:

 

Articolo 1.

(Esecuzione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, resa in data 1º giugno 2006 nella causa C–207/05. Attuazione della decisione della Commissione 2003/193/CE del 5 giugno 2002. Procedura d’infrazione ex articolo 228 del Trattato CE n. 2006/2456)

 

1. Il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi calcolati ai sensi dell’articolo 3, terzo comma, della decisione della Commissione europea 2003/193/CE del 5 giugno 2002, in relazione a ciascun periodo di imposta nel quale l’aiuto è stato fruito, è effettuato dall’Agenzia delle entrate.

2. L’Agenzia delle entrate, sulla base delle comunicazioni trasmesse dagli enti locali e delle dichiarazioni dei redditi presentate dalle società beneficiarie ai sensi rispettivamente dei punti 2 e 3 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 1º giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2005, emesso in attuazione del comma 6 dell’articolo 27 della legge 18 aprile 2005, n. 62, nella formulazione vigente anteriormente alle modifiche apportate dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, liquida le imposte con i relativi interessi; in caso di mancata presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle entrate liquida le somme dovute sulla base degli elementi direttamente acquisiti. L’Agenzia delle entrate provvede al recupero degli aiuti, notificando, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, apposita comunicazione, in relazione a ciascuna annualità interessata dal regime agevolativo, contenente l’ingiunzione di pagamento delle somme dovute, con l’intimazione che, in caso di mancato versamento entro trenta giorni dalla data di notifica, si procede, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ad iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme non versate, nonché degli ulteriori interessi dovuti. Non si fa luogo, in ogni caso, all’applicazione di sanzioni per violazioni di natura tributaria e di ogni altra specie comunque connesse alle procedure disciplinate dalle presenti disposizioni. Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa. La comunicazione contenente l’ingiunzione al pagamento delle somme dovute a titolo di restituzione dell’aiuto costituisce atto impugnabile davanti alle Commissioni tributarie, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Tenuto conto tanto del preminente interesse nazionale in relazione alle condanne irrogabili alla Repubblica italiana, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 228, paragrafo 2, del Trattato che istituisce la Comunità europea, quanto dell’effetto negativo delle determinazioni di competenza della Commissione europea sugli interventi in favore di imprese nazionali, l’autorità giudiziaria, previo accertamento della gravità ed irreparabilità del pregiudizio allegato dal richiedente, può disporre la sospensione in sede cautelare delle ingiunzioni di cui al periodo precedente solo nelle ipotesi:

 a) errore di persona;

 b) errore materiale del contribuente;

 c) evidente errore di calcolo.

3. Gli interessi sono determinati in base alle disposizioni di cui al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, secondo i criteri di calcolo approvati dalla Commissione europea in relazione al recupero dell’aiuto di Stato C57/03, disciplinato dall’articolo 24 della legge 25 gennaio 2006, n. 29. Il tasso di interesse da applicare è il tasso in vigore alla data di scadenza ordinariamente prevista per il versamento di saldo delle imposte non corrisposte con riferimento al primo periodo di imposta interessato dal recupero dell’aiuto.

4. Conformemente alla disciplina comunitaria applicabile ed alla decisione della Commissione europea 2003/193/CE del 5 giugno 2002, costituiscono deroghe al divieto previsto dall’articolo 87, paragrafo 1, del Trattato CE, e non sono pertanto oggetto di iscrizione a ruolo a titolo definitivo, gli aiuti, comunque determinati nella comunicazione di ingiunzione notificata al soggetto beneficiario, rientranti nell’ambito di applicabilità della regola «de minimis», esclusi i settori disciplinati da norme comunitarie speciali in materia di aiuti di Stato emanate sulla base dal Trattato CEE o del Trattato CECA, vigenti nel periodo di riferimento.

5. Ai fini del presente recupero, appartengono alla categoria degli aiuti «de minimis» gli aiuti che, in base alla comunicazione 92/C 213/02 della Commissione del 20 maggio 1992, non eccedono l’importo complessivo di 50.000 ECU, elevato a 100.000 ECU con la comunicazione 96/C 68/06 del 6 marzo 1996, su un periodo di tre anni decorrente dal primo aiuto «de minimis»; tale massimale si applica indipendentemente dalla forma degli aiuti o dall’obiettivo perseguito.

6. Per gli aiuti concessi sotto la vigenza della regolamentazione «de minimis» di cui alla comunicazione della Commissione europea 92/C 213/02 del 20 maggio 1992 ed alla comunicazione 96/C 68/06 del 6 marzo 1996, il triennio di riferimento per il calcolo del limite massimo ha carattere fisso, esaurito il quale inizia a decorrere un nuovo triennio. Per la verifica del limite si sommano tutti gli importi di aiuti «de minimis», di qualsiasi tipologia, ottenuti dallo stesso soggetto nel triennio. Ai fini dell’applicazione della regola «de minimis» nei confronti delle società beneficiarie è condizione necessaria che il risparmio d’imposta goduto, risultante dalla sommatoria dell’esenzione fiscale fruita per ogni periodo di imposta, sia inferiore a detto massimale.

7. Conformemente alle indicazioni fornite dalla Commissione con la comunicazione 96/C 68/06 del 6 marzo 1996, l’importo massimo di aiuto nel periodo di riferimento è espresso sotto forma di sovvenzione diretta di denaro. Gli aiuti erogati in forma diversa, ai fini dell’applicazione del limite previsto dalla regola «de minimis», devono essere convertiti in equivalente sovvenzione, calcolata al lordo dell’imposta eventualmente applicabile sull’aiuto. Ai fini della determinazione del limite per gli aiuti «de minimis» ottenuti fino al 31 dicembre 1998, si applicano i tassi variabili di conversione del valore nominale in lire nel valore in ECU; per gli aiuti ottenuti dal 1º gennaio 1999 il tasso di conversione in euro è fisso e pari a 1.936,27. Il tasso di conversione lira/ECU da applicare è quello medio annuale relativo all’esercizio precedente a quello di concessione dell’aiuto «de minimis».

8. Sono esclusi dal cumulo per il computo dell’importo massimo fissato per l’applicazione della regola «de minimis» gli aiuti autorizzati dalla Commissione o rientranti in un regolamento di esenzione per categoria anche se riferiti allo stesso presupposto, qualora la rispettiva normativa non preveda diversamente.

9. Le società beneficiarie, che intendono avvalersi della disposizione di cui al comma 4 producono dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente tutte le informazioni relative agli aiuti «de minimis» ricevuti con riferimento al periodo di godimento dell’esenzione fiscale dichiarata aiuto di Stato illegittimo dalla decisione della Commissione 2003/193/CE del 5 giugno 2002, conformemente alla disciplina pro-tempore vigente.

10. La documentazione di cui al comma 9 è consegnata a mano o inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, entro quindici giorni dalla notifica della comunicazione-ingiunzione di cui al comma 2, all’ufficio che ha adottato l’atto.

11. Sono abrogati i commi da 2 a 6 dell’articolo 27 della legge 18 aprile 2005, n. 62.

 

Articolo 2.

(Promozione della candidatura della città di Milano all’Esposizione universale del 2015)

 

1. Le iniziative per la promozione della candidatura della città di Milano all’Esposizione universale del 2015, di cui all’articolo 1, comma 950, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono realizzate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero del commercio internazionale anche attraverso l’Ente Comitato di candidatura Expo-Milano 2015. Con apposita convenzione sono regolate le modalità del finanziamento statale al predetto Ente, fermo restando l’obbligo di rendicontazione. Per le stesse finalità di promozione, gli importi di 220.000 euro nel 2007 e di 180.000 euro nel 2008, disponibili presso la pertinente unità previsionale di base del Ministero degli affari esteri, sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere interamente riassegnati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero del commercio internazionale, a ciascuno nella misura del cinquanta per cento degli stessi importi. L’Ente, nell’affidamento ed esecuzione dei servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie in materia di appalti pubblici, è autorizzato a derogare, nel rispetto dei principi desumibili dalle disposizioni comunitarie, alle norme della contabilità generale dello Stato in materia di contratti ed, in particolare, alle disposizioni di cui alla parte II, titolo II, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

 

Articolo 3.

(Norme di adeguamento a decisioni comunitarie in materia fiscale e societaria. Procedure d’infrazione n. 2006/4136 e n. 2006/2104)

 

1. L’articolo 2450 del codice civile è abrogato.

2. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 143, la parola: «maturati» è sostituita dalla seguente: «pagati».

3. Le ritenute sugli interessi e i canoni maturati fino al 31 dicembre 2003 e pagati a decorrere dal 1º gennaio 2004 ai soggetti non residenti di cui all’articolo 26-quater, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono restituite dai soggetti indicati nel citato articolo 26-quater, comma 1, lettere a) e b), i quali, ai fini del recupero delle ritenute restituite, utilizzano la modalità di compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.

4. I compiti assegnati all’Agenzia delle entrate ai sensi del presente decreto sono svolti con le risorse umane e finanziarie assegnate a legislazione vigente.

5. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, pari a 26 milioni di euro per l’anno 2007, si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui all’articolo 1. Tali maggiori entrate affluiscono in apposita contabilità speciale intestata al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento per le politiche fiscali e una quota parte delle stesse, pari a 26 milioni di euro, è riversata nell’anno 2007 all’entrata del bilancio dello Stato. Il conto speciale è impignorabile.

6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

7. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui ai commi 2 e 3, anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti correttivi di cui all’articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti emanati ai sensi dell’articolo 7, secondo comma, n. 2), della medesima legge n. 468 del 1978, prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al periodo precedente, sono tempestivamente trasmessi al Parlamento, corredati da apposite relazioni illustrative.

 

Articolo 4.

(Norme di adeguamento a decisioni comunitarie in materia di pubblicità e di sponsorizzazione dei prodotti del tabacco, accesso alle reti di comunicazione elettronica, servizi post-contatore e di protezione del diritto d’autore delle opere del disegno industriale. Procedure d’infrazione n. 2006/2022, n. 2005/2083, n. 2005/4604 e n. 2005/4088)

 

1. All’articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, il comma 3 è abrogato.

2. All’articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, le parole: «e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi» sono soppresse.

3. Il comma 34 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, è abrogato.

4. Al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, sono apportate le seguenti modificazioni:

 a) all’articolo 44, comma 1, la parola: «venticinquesimo» è sostituita dalla seguente: «settantesimo»;

 b) l’articolo 239 è sostituito dal seguente:

«Art. 239. - (Limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore). – 1. La protezione accordata ai disegni e modelli industriali ai sensi dell’articolo 2, primo comma, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, non opera in relazione ai prodotti realizzati in conformità ai disegni o modelli che, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 95, erano oppure erano divenuti di pubblico dominio.».

 

Articolo 5.

(Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di distacco di lavoratori cittadini di Paesi terzi nell’ambito di una prestazione di servizi e di soggiorni di breve durata. Procedure d’infrazione n. 1998/2127 e n. 2006/2126)

 

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

 a) all’articolo 5, il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Il permesso di soggiorno deve essere richiesto per soggiorni superiori a tre mesi, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione, al questore della provincia in cui lo straniero si trova entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato ed è rilasciato per le attività previste dal visto d’ingresso o dalle disposizioni vigenti. Il regolamento di attuazione può prevedere speciali modalità di rilascio relativamente ai soggiorni brevi per motivi di giustizia, di attesa di emigrazione in altro Stato e per l’esercizio delle funzioni di ministro di culto, nonché ai soggiorni in case di cura, ospedali, istituti civili e religiosi e altre convivenze. Per soggiorni inferiori a tre mesi lo straniero dichiara la sua presenza all’ufficio di polizia di frontiera, al momento dell’ingresso sul territorio nazionale ovvero, entro otto giorni dal suo ingresso, al questore della provincia in cui si trova, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno.»;

 b) al comma 3 dell’articolo 5, la lettera a) è soppressa;

 c) l’articolo 7 è abrogato;

 d) all’articolo 13, la lettera b) del comma 2 è sostituita dalla seguente:

«b) si è trattenuto nel territorio dello Stato senza aver presentato la dichiarazione di presenza di cui all’articolo 5, comma 2, o richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno è stato revocato o annullato, ovvero è scaduto da più di 60 giorni e non è stato chiesto il rinnovo oppure, avendo presentato la dichiarazione di presenza, si è trattenuto sul territorio dello Stato oltre i novanta giorni o il minore termine stabilito nel visto d’ingresso;»;

 e) All’articolo 27, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell’Unione europea, il nulla osta al lavoro è sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell’Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro. La comunicazione è presentata allo sportello unico della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.».

 

Articolo 6.

(Entrata in vigore)

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

 

Dato a Roma, addì 15 febbraio 2007.

 

NAPOLITANO

 

Prodi – Bonino – Padoa-Schioppa – Turco –
Gentiloni Silveri – Ferrero –
Bersani – Amato – D’Alema – Mastella

 

Visto, il Guardasigilli: Mastella

 

 



AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

martedì 20 febbraio 2007

82a Seduta

Presidenza del Presidente

BIANCO

 

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere alle Commissioni 1a e 6a riunite, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Esame. Parere favorevole)

 

Il relatore SINISI (Ulivo) dà conto dei motivi di necessità e urgenza del decreto-legge n. 10 del 2007, recante disposizioni per adempiere a obblighi comunitari derivanti da sentenze e procedure di infrazione nei confronti dello Stato italiano e per ottemperare a impegni assunti in ambito internazionale con riferimento alla candidatura della città di Milano per l'Esposizione universale del 2015.

Si sofferma sulle singole disposizioni del decreto-legge, sottolineando la necessità di recuperare presso i beneficiari alcuni aiuti dichiarati illegittimi e incompatibili con il mercato comune (articolo 1) e di sostenere la candidatura di Milano per l'Expo del 2015 (articolo 2). Ricorda l'abrogazione dell'articolo 2450 del codice civile, ritenuto in contrasto con i princìpi della libera circolazione dei capitali e del diritto di stabilimento (articolo 3), e le norme di adeguamento a decisioni comunitarie in materia di pubblicità e sponsorizzazione dei prodotti del tabacco, di accesso alle reti di comunicazione elettronica, di servizi post-contatore e di protezione del diritto d'autore delle opere del disegno industriale (articolo 4). Infine richiama le modifiche al testo unico dell'immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), necessarie per corrispondere ai rilievi mossi dalla Commissione europea all'Italia con due procedure d'infrazione, per quanto riguarda la disciplina dei soggiorni di durata inferiore ai novanta giorni dei cittadini di Paesi terzi (articolo 5).

Conclude, proponendo l'espressione di un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

 

Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere favorevole proposto dal relatore.


 

AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3a)

Sottocommissione per i pareri

 

martedì 27 febbraio 2007

13a Seduta

Presidenza del Presidente

TONIINI

 

 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

 

alle Commissioni 1a e 6a riunite:

 

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali: parere favorevole.


 

BILANCIO(5a)

Sottocommissione per i pareri

 

martedì 6 marzo 2007

40a Seduta

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere alle Commissioni 1a e 6a riunite su testo ed emendamenti. Esame e rinvio. Parere condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sul testo. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, sugli emendamenti. Rinvio del seguito dell’esame degli emendamenti)

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) illustra il provvedimento in titolo, segnalando per quanto di competenza che l’articolo 1 prevede il recupero degli aiuti di Stato riconosciuti, sotto forma di esenzioni fiscali, alle società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria per la gestione dei servizi pubblici locali, in attuazione della decisione della Commissione europea 2003/193/CE. La relazione tecnica indica l’importo di tale recupero di gettito in circa 25 milioni di euro, facendo riferimento al credito di imposta sui dividendi distribuiti agli enti locali dalle aziende in questione, utilizzato quale parametro per la suddetta stima, stante la non disponibilità delle relative dichiarazioni dei redditi. Al riguardo, occorre acquisire un supplemento di RT, atteso che la stessa non reca dati numerici in ordine alla quantificazione dell’importo indicato, che viene definito quale importo medio, non risultando peraltro chiaro se lo stesso sia da riferire ad una annualità o, una tantum, all’intero periodo 2001-2004, in cui ha operato il regime di esenzione fiscale. Tale supplemento si rende altresì necessario al fine di verificare la natura prudenziale della stima ivi recata. Inoltre, segnala che il recupero di gettito nei termini previsti comporta un effetto negativo sulla finanza locale, a fronte del quale si registra un effetto positivo per il bilancio dello Stato; tuttavia, l’effetto compensativo, che in tal senso si determinerebbe in termini di finanza pubblica, non appare consentito, atteso il previsto impiego delle somme recuperate a fini di copertura delle minori entrate connesse ad altra disposizione del provvedimento (articolo 3, commi 2 e 3, di seguito precisato).

Con riferimento all’articolo 2, che interviene in materia di candidatura della città di Milano all’Esposizione universale del 2015, si rendono necessari chiarimenti relativamente alla upb di riferimento, che non risulta indicata nella norma, nonché in ordine alle deroghe previste alla normativa di contabilità di Stato in materia di contratti ed al decreto legislativo n. 163 del 2006 (recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE).

L’articolo 3 del decreto-legge in conversione prevede disposizioni di adeguamento a decisioni comunitarie conseguenti a procedure di infrazione in materia fiscale e societaria, tra le quali, ai commi 2 e 3, viene disciplinato il regime di restituzione delle ritenute effettuate sugli interessi e i canoni pagati ai soggetti ivi indicati. I relativi oneri, stimati in 26 milioni di euro, vengono coperti, ai sensi del comma 5 della medesima disposizione, mediante ricorso alle maggiori entrate maturate con il recupero di gettito connesso all’articolo 1 del decreto-legge. Al riguardo, segnala che la norma prevede il versamento delle risorse in questione, fatta salva una quota parte pari a 26 milioni di euro, nell’ambito di una contabilità speciale, anziché nel bilancio dello Stato, non risultando tale profilo conforme al principio di universalità del bilancio. Inoltre, osserva che la relativa copertura dovrebbe più correttamente essere formulata in termini di previsione di spesa (stante, peraltro, la previsione di apposito monitoraggio, ai sensi del comma 7), e rinvia alle osservazioni svolte con riferimento all’articolo 1 in merito alla necessità di una integrazione di RT per i profili di quantificazioni, atteso che le maggiori entrate previste, stimate in 25 milioni di euro circa, ove riferite una tantum all’intero arco 2001-2004, non risulterebbero sufficienti alla copertura dell’onere connesso alla disciplina dell’articolo 3, commi 1 e 2, indicato in 26 milioni di euro.

 

Il sottosegretario CASULA, in merito alle osservazioni di cui all’articolo 1, illustra una nota di risposta elaborata dall’Ufficio legislativo delle finanze, che deposita agli atti della Sottocommissione.

Con riferimento all’articolo 2, occorre premettere che il Comitato di candidatura Expo Milano 2015 è stato costituito con atto notarile del 16 ottobre 2006 tra il Comune di Milano, la regione Lombardia, la provincia di Milano, la Camera di Commercio di Milano e la Fondazione Ente Fiera di Milano. Successivamente alla presentazione da parte del Governo italiano della candidatura della città di Milano, hanno aderito al Comitato la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli affari esteri ed il Ministero del commercio internazionale e ciò al fine di assicurare una piena sinergia alle diverse iniziative di promozione e sostegno. Il Comitato in parola, quindi, è stato costituito ai limitati fini di sostenere, attraverso attività promozionali internazionali, la candidatura italiana. La sua attività avrà termine entro il mese di giugno 2008, quando il Bureau International des Expositions, organismo ufficiale internazionale al quale è affidata la regolamenzione delle mostre internazionali, individuerà, con votazione, la città cui affidare l’organizzazione dell’Esposizione universale del 2015. L’unità previsionale di base soggetta a riduzione è la 13.1.2.3 "Esposizioni Universali", del Centro di responsabilità 13 "Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale", dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri. Sul punto della previsione della facoltà di deroga alle norme in materia di contratti, chiarisce che tale deroga si è resa necessaria in relazione alle esigenze indifferibili, connesse alla tempestiva attivazione delle iniziative promozionali, nel rispetto dei principi dell’ordinamento comunitario e dei principi generali dell’ordinamento giuridico italiano. La deroga, comunque, ha esclusivo riferimento agli appalti di servizi e forniture che si pongono al di sotto della soglia comunitaria e, in particolare, alle disposizioni recate dalla Parte II, Titolo II, del decreto legislativo 12 aprile 2002, n. 163.

Infine, con riferimento all’articolo 3, relativamente alle osservazioni formulate dalla Commissione circa la paventata violazione del principio di universalità del bilancio, esclude tale violazione, in quanto le maggiori entrate derivanti dall’articolo 1 - ad eccezione di 26 milioni che sono versati al bilancio - affluiscono ad apposita contabilità speciale, come già previsto dall’articolo 27, comma 7, dalla legge n. 62 del 2005, cui le disposizioni dell’articolo 1 si ricollegano.

 

Il senatore FERRARA (FI) rileva che i chiarimenti forniti dal Governo sull’articolo 1 non sono sufficienti a escludere effetti finanziari negativi per i bilanci dei comuni o delle società partecipate.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) ritiene che l’osservazione svolta dal senatore Ferrara non sia condivisibile, trattandosi di restituzioni di somme illecitamente corrisposte a comuni o a società partecipate dai comuni. Osserva che, semmai, si potrebbe prevedere un meccanismo compensativo, che non rechi pregiudizio per la finanza locale, e che intervenga sulle tariffe o sulle entrate proprie dei comuni.

 

Il presidente MORANDO rileva che tali profili, da ultimo trattati, possano eventualmente produrre effetti indiretti sulla finanza pubblica.

 

Alla luce dei chiarimenti emersi nel corso del dibattito, il RELATORE illustra una proposta di parere sul testo del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere di nulla osta sul testo a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che all’articolo 3, comma 5, del decreto legge in conversione, le parole "pari a 26 milioni di euro per l’anno 2007" siano sostituite dalle seguenti: "valutati in 26 milioni di euro per l’anno 2007".

Il parere è altresì reso con i seguenti presupposti:

- che la deroga prevista dall’articolo 2 del decreto-legge sia motivata da esigenze indifferibili connesse all’attuazione di iniziative promozionali per la candidatura della città di Milano all’esposizione universale Expo 2015 e venga comunque garantito il rispetto dei principi in materia di affidamento posti dall’ordinamento nazionale e da quello comunitario;

- che la contabilità speciale intestata al Ministero dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 3, comma 5, del decreto-legge sia quella di cui all’articolo 27, comma 7, della legge 18 aprile 2005, n. 62.".

 

Previa dichiarazione di voto contrario del senatore FERRARA (FI), la Sottocommissione approva infine la proposta di parere nel testo del relatore.

 

La Sottocommissione passa quindi all’esame degli emendamenti.

 

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 1 del testo del disegno di legge di conversione, il relatore ADDUCE (Ulivo) segnala sull’emendamento x01.1 la necessità dell’inserimento di una clausola di invarianza finanziaria.

Per quanto riguarda poi gli emendamenti riferiti all’articolo 1 del decreto legge segnala che l’emendamento 1.1 determina maggiori oneri in quanto sopprime la norma da cui è previsto un recupero di gettito per l’erario, così come l’emendamento 1.3. Occorre valutare le proposte 1.9 e 1.10 in relazione alla possibile riduzione dell’ambito di recupero di gettito previsto dalla disposizione. L’emendamento 1.16 determina maggiori oneri in quanto sopprime dalla disposizione la voce relativa agli interessi. Occorre valutare la proposta 1.17 in relazione al disposto della decisione della Commissione europea che definisce le modalità per il calcolo degli interessi. Appaiono determinare maggiori oneri le proposte 1.18, 1.19, 1.20, 1.21 e 1.27, quest’ultimo facendo riferimento al periodo di autorizzazione anziché di fruizione del beneficio.

Con riferimento agli emendamenti 1.30, 1.31, 1.32, 1.33, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39 e 1.40, occorre valutare se non possano ridimensionare le entrate necessarie ai fini della copertura degli oneri di cui all’articolo 3, in relazione all’eventuale estensione dei casi di esclusione dal divieto di aiuti di Stato.

L’emendamento 1.44 appare determinare maggiori oneri in quanto, sopprimendo il comma che disciplina i criteri per le restituzioni, invalida il recupero di gettito previsto. Occorre poi valutare l’emendamento 1.58, analogamente a quanto osservato per la proposta 1.17, in relazione al disposto della decisione della Commissione europea che definisce le modalità per il calcolo degli interessi, nonché 1.66, in relazione al possibile effetto di appesantimento delle procedure di recupero connesse al requisito dell’instaurazione del contraddittorio, con possibile ridimensionamento rispetto al gettito previsto.

In ordine agli emendamenti da 1.72 a 1.85, occorre valutare se il diverso e più ampio termine previsto non possa compromettere la procedura di recupero del gettito; occorre altresì valutare se le proposte da 1.96 a 1.115, che ampliano il termine previsto per il versamento, possano mettere a rischio la procedura di recupero in relazione alla stima di gettito previsto utilizzato a fini di copertura.

L’emendamento 1.121 determina maggiori oneri in quanto sopprime gli interessi dovuti, mentre in relazioni alle proposte 1.122, 1.123 e 1.124 occorre valutare quali possano essere gli effetti della compensazione tra restituzione delle quote di imposte liquidate e la riduzione dei trasferimenti erariali per l’anno 2007 agli enti locali. In relazione agli emendamenti 1.133, 1.134, 1.135, 1.136 e 1.137 occorre valutare quali siano gli effetti finanziari della soppressione della norma che rende inapplicabili gli istituti della dilazione e della sospensione dei pagamenti. Sull’emendamento 1.144, che sopprime il sesto periodo del comma 2, occorre valutare quali possano essere gli effetti conseguenti all’ampliamento della facoltà, per coloro che debbono restituire gli aiuti, di adire l’autorità giudiziaria senza alcuna condizione. Occorre valutare se gli emendamenti 1.150 e 1.154 non rendano possibile un allargamento della platea dei ricorrenti e dunque una minore efficacia nel recupero di gettito, nonché la proposta 1.153, relativamente alla introduzione del potere giudiziale di revoca, oltre alla prevista sospensione.

In relazione alla proposta 1.156, occorre valutare se la proposta soppressione del comma 3 non incida negativamente sulla quantificazione nonché se non possa comportare profili di non conformità al diritto comunitario, con possibile esposizione a sanzioni per infrazioni.

Occorre inoltre valutare la proposta 1.160 in relazione a possibili effetti sulla quantificazione.

La proposta 1.161 appare determinare maggiori oneri, in quanto riduce la misura degli interessi, mentre sono da valutare l’emendamento 1.162, in relazione ai profili di conformità al diritto comunitario, nonché le proposte 1.170, 1.171 e 1.172, in relazione all’ampliamento delle deroghe previste al divieto di aiuti di Stato.

Occorre altresì valutare, in relazione ai profili di compatibilità con l’ordinamento comunitario, le proposte 1.173, 1.180, 1.182, 1.188, 1.195, 1.201 e 1.217 che sopprimono disposizioni del provvedimento adottate in linea con la normativa comunitaria. Occorre altresì valutare le proposte 1.202 e 1.203 in relazione all’esenzione degli aiuti c.d. de minimis e ai profili di conformità con il diritto comunitario. In relazione alle proposte da 1.205 a 1.216 (ad eccezione degli emendamenti 1.206 e 1.207, sui quali non vi sono osservazioni), occorre valutare quali effetti potrebbe avere il previsto ritardo nell’iscrizione a ruolo in relazione al recupero di gettito stimato. L’emendamento 1.0.1 comporta maggiori oneri in quanto determina un minor gettito nelle entrate senza la necessaria copertura.

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 2 del testo del decreto legge non vi sono osservazioni da fare ad eccezione che sulle seguenti proposte emendative: sull’emendamento 2.61 che dispone che il Comitato possa avvalersi di esperti non vi sono osservazioni nel presupposto che ciò non comporti oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato. Sugli emendamenti 2.77, 2.78, 2.79 e 2.80 relativi alle procedure di gara per l’espletamento delle attività di promozione in deroga alle norme generale del Codice degli appalti rinvia alle osservazioni già formulate sul testo. Infine, in relazione all’emendamento 2.0.1 occorre acquisire chiarimenti in ordine alla sussistenza di riflessi finanziari connessi alla reviviscenza dell’articolo 26 della legge n. 488 del 1999 concernente l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche mentre l’emendamento 2.0.2 sembra suscettibile di comportare maggiori oneri in relazione all’istituzione del registro nazionale per le "varietà da conservazione" gratuito per gli utenti.

Per quanto concerne l’articolo 3, segnala nel merito gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.6, 3.9, 3.10, 3.11 e 3.12, che, pur non presentando profili di copertura finanziaria in quanto soppressivi, in tutto o in parte, di norme del provvedimento in esame recanti oneri, tuttavia sono volte a porre rimedio a procedure di infrazione comunitarie che hanno effetti finanziari negativi sulla legislazione vigente. Segnala, altresì, per le ragioni di merito della Commissione, l’emendamento 3.4 in quanto abolisce la possibilità per lo stato o per gli enti pubblici di nominare amministratori nelle società a partecipazione pubblica.

Segnala ancora gli emendamenti 3.14, 3.16 e 3.0.1 (limitatamente al secondo periodo), in quanto appaiono suscettibili di determinare maggiori oneri privi della corrispondente copertura finanziaria, nonché le proposte 3.22, 3.23 e 3.24, in quanto contrarie alla legge di contabilità di Stato.

In relazione al parere da rendere sul testo segnala la proposta 3.18.

Sulla proposta 3.31, occorre rilevare che, in assenza di relazione tecnica, risulta necessaria una corretta quantificazione degli oneri anche al fine di valutare se la copertura del provvedimento sia idonea a garantire la neutralità finanziaria della proposta in esame.

In merito all’articolo 4, segnala gli emendamenti 4.0.4, 4.0.11 (limitatamente al comma 2), 4.0.12 (limitatamente al comma 2), 4.0.15, 4.0.16 e 4.0.17, in quanto appaiono suscettibili di determinare maggiori oneri privi della corrispondente copertura finanziaria. Rileva, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA, in relazione all’articolo 1, esprime avviso contrario su tutti gli emendamenti segnalati dal relatore, in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri privi della necessaria copertura finanziaria. In merito all’emendamento X01.1, esprime avviso favorevole a condizione che venga introdotta una clausola di invarianza degli oneri.

 

Il presidente MORANDO, in relazione agli emendamenti 1.9, 1.10, 1.173, 1.180, 1,182, 1.188, 1.195, 1.201, 1.217, 1.202, 1.203 e 1.162, nonché sulle proposte da 1.96 a 1.115 e da 1.208 a 1.216, propone di esprimere avviso contrario senza, tuttavia, l’indicazione dell’articolo 81 della Costituzione, in quanto l’effetto negativo per il bilancio dello Stato è eventuale, ovvero condizionato alla verifica di determinati presupposti. Sui restanti emendamenti citati dal relatore e sui quali il Governo ha reso avviso contrario, propone di esprimere un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in quanto incidono negativamente sul gettito atteso dall’articolo 1. Propone, inoltre, di esprimere avviso favorevole sui restanti emendamenti riferiti all’articolo 1 e avviso contrario, ai sensi della richiamata norma costituzionale, sulla proposta 1.0.1.

Infine, stante l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, propone di rendere il parere sugli emendamenti riferiti all’articolo 1, nonché su quelli aggiuntivi al medesimo articolo, rinviando l’esame dei restanti emendamenti ad altra seduta.

 

Il RELATORE illustra quindi una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti fino all’articolo 1, inclusi gli articoli aggiuntivi al medesimo articolo, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario sugli emendamenti 1.9, 1.10, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100, 1.101, 1.102, 1.103, 1.104, 1.105, 1.106, 1.107, 1.108, 1.109, 1.110, 1.111, 1.112, 1.113, 1.114, 1.115, 1.122, 1.123, 1.124, 1.162, 1.173, 1.180, 1.182, 1.188, 1.195, 1.201, 1.217, 1.202, 1.203, 1.208, 1.209, 1.210, 1.211, 1.212, 1.213, 1.214, 1.215 e 1.216, nonché parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.3, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.27, 1.30, 1.31, 1.32, 1.33, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39, 1.40, 1.44, 1.58, 1.66, 1.72, 1.73, 1.74, 1.75, 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.80, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.121, 1.133, 1.134, 1.135, 1.136, 1.137, 1.144, 1.150, 1.153, 1.154, 1.156, 1.160, 1.161, 1.170, 1.171, 1.172, 1.205 e 1.0.1.

Esprime, altresì, parere non ostativo sui restanti emendamenti riferiti all’articolo 1, ad eccezione della proposta X01.1, sulla quale il parere non ostativo è condizionato ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione dall’aggiunta del seguente comma: "3-bis. Dall’attuazione dei commi da 1 a 3 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.".".

 

La Sottocommissione approva la proposta di parere del relatore ed il seguito dell’esame dei restanti emendamenti viene quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 16,30


BILANCIO(5a)

Sottocommissione per i pareri

 

mercoledì 7 marzo 2007

41a Seduta

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere alle Commissioni riunite 1a e 6 a su emendamenti. Seguito dell’esame e rinvio. Parere in parte non ostativo; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio del seguito dell’esame dei restanti emendamenti)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

 

Il PRESIDENTE ricorda che sono già stati esaminati gli emendamenti riferiti all’articolo 1, sui quali la Commissione ha espresso il proprio parere. Dà quindi la parola al rappresentante del Governo per la formulazione del parere dell’Esecutivo in ordine agli emendamenti riferiti ai successivi articoli del provvedimento.

 

Il sottosegretario CASULA esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 2.61, in quanto reca oneri non quantificati.

 

Il PRESIDENTE propone al riguardo la formulazione di un parere di nulla osta condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, all’inserimento di una apposita clausola di invarianza finanziaria in relazione alla proposta emendativi.

 

Il sottosegretario CASULA, in ordine agli emendamenti 2.77, 2.78, 2.79 e 2.80, si rimette alle osservazioni svolte con riferimento al testo, per il quale è stato espresso un parere di nulla osta nel presupposto delle ragioni di indifferibilità connesse alle attività promozionali per la candidatura della città di Milano all’Expo 2015. Esprime parere favorevole sull’emendamento 2.0.1, che mira a correggere un errore di tipo formale, e non comporta oneri finanziari. Formula parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 2.0.2, nonché sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.6, 3.9, 3.10, 3.11 e 3.12 soppressivi di norme del provvedimento volte a porre rimedio a procedure di infrazione comunitarie.

Il senatore FERRARA (FI) rileva al riguardo che le proposte emendative non presentano formalmente profili di copertura in quanto soppressive di norme che recano oneri finanziari, a fronte dei quali eventuali sanzioni sul piano comunitario risultano meramente ipotetiche e non ancora emesse, non risultando pertanto giustificata una contrarietà ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Dopo l’intervento del senatore MORGANDO (Ulivo) volto ad evidenziare la rilevanza di eventuali provvedimenti sanzionatori per il mancato rispetto del diritto comunitario, il presidente MORANDO rileva che risulterebbe necessario avere contezza degli effetti di eventuali sanzioni europee rispetto al quadro degli oneri previsti dall’articolo 3 del provvedimento.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) sottolinea che la soppressione totale o parziale dell’articolo 3 del provvedimento, conseguente alle proposte emendative in questione, non risolverebbe il problema della pendenza delle procedure di infrazione comunitaria, che seguirebbero il loro corso esponendo l’Italia alle relative sanzioni.

 

Il senatore MORGANDO (Ulivo) interviene in ordine alla opportunità di esprimere un parere contrario, senza il richiamo all’articolo 81 della Costituzione, che rechi tuttavia le motivazioni della contrarietà in relazione alla esposizione dell’Italia al rischio di sanzioni comunitarie.

 

Il presidente MORANDO, aderendo a tale prospettazione, formula dunque una proposta di parere contrario, senza il richiamo alla citata norma costituzionale, alla quale aderisce il senatore FERRARA (FI), richiamando precedenti in tal senso nei quali la Commissione bilancio non ha ritenuto di utilizzare la norma costituzionale in relazione a rischi sanzionatori non ancora definitivi.

 

Il sottosegretario CASULA prosegue esprimendo parere contrario sull’emendamento 3.4, in quanto crea possibili effetti negativi sul controllo delle società a partecipazione pubblica.

 

Dopo l’intervento del senatore FERRARA (FI), volto ad evidenziare come il controllo sul capitale investito in tali figure societarie sia possibile solo in presenza di nomine da parte dell’investitore medesimo, il PRESIDENTE rileva dunque che non sussistono ragioni per il ricorso allo strumento dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Il sottosegretario CASULA esprime poi avviso contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 3.14, 3.16 e 3.0.1 (limitatamente al secondo periodo), in quanto determinano maggiori oneri privi di copertura, nonché sulle proposte 3.22, 3.23 e 3.24, mentre formula avviso di nulla osta sulla proposta 3.18. In merito all’emendamento 3.31, dà lettura di una nota esplicativa che ripercorre la questione della tassazione prevista in materia di società ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 448 del 1998, la cui modifica si è resa necessaria ad esito di diverse pronunce della Corte di giustizia europea relative alla disciplina dell’iscrizione nel registro delle imprese. Dopo aver ripercorso l’orientamento giurisprudenziale in materia, chiarisce che le agenzie delle entrate, in recepimento delle sentenze in materia, hanno già provveduto ad impartire istruzione per la corresponsione degli interessi che la normativa italiana aveva fissato in misura meno favorevole rispetto all’ordinamento comunitario.

Il presidente MORANDO ricorda come il relatore avesse chiesto al riguardo una specifica relazione tecnica recante la quantificazione dell’onere connesso alla proposta emendativa, richiesta rispetto alla quale la risposta fornita dal Governo appare insoddisfacente in assenza di elementi relativi alla quantificazione. Propone dunque di rinviare l’espressione del parere su tale proposta emendativa in attesa che siano forniti i necessari chiarimenti da parte del Governo.

 

Il sottosegretario CASULA prosegue esprimendo parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 4.0.4, 4.0.11 (limitatamente al comma 2), 4.0.12 (limitatamente al comma 2), 4.0.15, 4.0.16 e 4.0.17, quest’ultima in quanto estende la normativa di favore in materia di donazioni a tutti i beni e non solo, in base a quanto già previsto dalla normativa, ai beni farmaceutici e alimentari.

 

In relazione all’emendamento 4.0.17, interviene il senatore VITALI (Ulivo) il quale, dopo aver richiamato la ratio della normativa in materia di donazioni dei beni alimentari e farmaceutici in scadenza, per i quali è stata prevista un’esenzione dall’IVA al fine di favorire con un incentivo le donazioni piuttosto che la destinazione a rifiuto, si sofferma sulla finalità della proposta che intende estendere tale meccanismo anche ai beni non alimentari. Sottolinea come appaia difficile ipotizzare un mancato introito al riguardo, atteso che tali beni risulterebbero altrimenti comunque destinati allo smaltimento come rifiuti, preannunciando comunque che presenterà presso le Commissioni di merito 1a e 6a riunite una riformulazione della proposta.

 

Dopo gli interventi del senatore FERRARA (FI) che richiede taluni chiarimenti in ordine agli effetti dell’estensione anche ad altri beni, del regime di favore in materia di cessioni e donazioni, e del senatore LUSI (Ulivo), in relazione alla natura eccessivamente estensiva della dizione "beni" di cui alla proposta emendativa, il PRESIDENTE sottolinea che l’agenzia delle entrate dovrebbe chiarire gli effetti della modifica normativa in relazione al mercato, atteso che il regime di favore trova una sua giustificazione logica per i beni destinati a scadere, ma potrebbe avere effetti ben più rilevanti per i beni di consumo non soggetti a deperimento.

 

Il senatore VITALI (Ulivo) osserva che in relazione ai profilati effetti sul mercato sarebbe necessario agire sul piano sanzionatorio per evitare che i soggetti donatari possano procedere ad una vendita dei beni donati senza scontare la relativa IVA.

 

Dopo un intervento del senatore MORGANDO (Ulivo), relativo alla complessità degli effetti nel mercato, il PRESIDENTE rileva che sulla formulazione attuale della proposta 4.0.17 si debba procedere all’espressione di un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, fermo restando che si procederà alla disamina della proposta come eventualmente riformulata dal proponente in sede referente presso le Commissioni riunite.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) illustra gli ulteriori emendamenti segnalando per quanto di competenza le proposte 1.0.1 (testo 2), 2.0.1 (testo 2), 4.1000, 4.0.11 (testo 2), 5.0.1, 5.0.2 e 5.0.3 al decreto-legge recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali.

L’emendamento 1.0.1 (testo 2) risulta analogo ad un altro sul quale la Commissione ha espresso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 2 del testo del decreto legge, si segnala l’emendamento 2.0.1 (testo 2) occorre acquisire chiarimenti in ordine alla sussistenza di riflessi finanziari connessi alla reviviscenza dell’articolo 26 della legge n. 488 del 1999 concernente l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche.

In relazione all’emendamento 5.0.1, occorre acquisire conferma che sul Fondo rotativo delle politiche comunitarie siano disponibili risorse sufficienti a garantire la copertura finanziaria dell’emendamento, nonché allineare la decorrenza della copertura finanziaria all’orizzonte temporale dell’onere prevedendo la decorrenza dal 2008 del ricorso ai fondi speciali. In relazione agli emendamenti 4.1000, 4.0.11 (testo 2), 5.0.2 e 5.0.3, fa presente che non vi sono osservazioni da formulare.

 

Il sottosegretario CASULA formula un avviso contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 1.0.1 (testo 2), mentre esprime avviso di nulla osta sulla proposta 2.0.1 (testo 2), nonché avviso favorevole sull’emendamento 5.0.1, a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che ci sia un allineamento della copertura con decorrenza dell’onere a partire dall’anno 2008.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo), preso atto dei chiarimenti emersi nel corso del dibattito, fermo restando il rinvio dell’esame della proposta 3.31, illustra dunque una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori, restanti emendamenti relativi al disegno di legge in titolo esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 2.0.2, 3.14, 3.16, 3.0.1 (limitatamente al secondo periodo), 3.22, 3.23, 3.24, 4.0.4, 4.0.11 (limitatamente al comma 2), 4.0.12 (limitatamente al comma 2), 4.0.15, 4.0.16, 4.0.17, nonché sull’emendamento 1.0.1 (testo 2).

Esprime, altresì, parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.6, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12 e 3.4.

Esprime, poi, parere di nulla osta sull’emendamento 2.61 a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che nel medesimo sia inserita una clausola di invarianza dei costi del seguente tenore: dopo la parola: "avvalendosi", inserire le seguenti: ", senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica,".

Sugli emendamenti 2.77, 2.78, 2.79 e 2.80 esprime parere di nulla osta nel presupposto, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che le deroghe in essi contenute siano motivate da esigenze indifferibili connesse all’attuazione di iniziative promozionali per la candidatura della città di Milano all’esposizione universale Expo 2015 e venga comunque garantito il rispetto dei principi in materia di affidamento posti dall’ordinamento nazionale e da quello comunitario, analogamente a quanto già osservato sull’articolo 2 del testo.

Infine, esprime parere di nulla osta sull’emendamento 5.0.1 a condizione che, ai sensi della medesima norma costituzionale, le parole: "Per gli anni 2008 e 2009", siano sostituite con le seguenti: "Per 4,4 milioni di euro per l’anno 2008 e 4,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009"; dopo la parola: "mediante", inserire la parola: "corrispondente"; dopo la parola "speciale," inserire le seguenti: "dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007," e sostituire la parola "apporre" con la seguente: "apportare".

Esprime quindi parere non ostativo sui restanti emendamenti.".

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere del relatore.

 

La seduta termina alle ore 16,05.


BILANCIO(5a)

Sottocommissione per i pareri

 

martedì 13 marzo 2007

42a Seduta

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere alle Commissioni riunite 1a e 6 a su emendamenti. Seguito e conclusione dell’esame. Parere in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte non ostativo con osservazioni; in parte non ostativo)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta del 7 marzo scorso.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) illustra gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge, segnalando, per quanto di propria competenza, che l’emendamento 4.0.17 (testo 2) è la riformulazione della proposta 4.0.17, sulla quale la Commissione aveva espresso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in quanto comportante maggiori oneri privi di copertura; anche in relazione alla nuova formulazione, occorre tuttavia, ancorché essa preveda una copertura dell’onere, acquisire chiarimenti in ordine alla corretta quantificazione del medesimo. Rileva, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti ulteriori emendamenti.

 

Il presidente MORANDO, dopo aver ricordato che era altresì rimasto sospeso l’esame dell’emendamento 3.31, sul quale erano stati richiesti chiarimenti al Governo in ordine alla quantificazione, dà la parola al rappresentante dell’Esecutivo per la formulazione del parere sulle proposte emendative.

 

Il sottosegretario CASULA deposita una nota esplicativa predisposta dall’Agenzia delle entrate nonché una nota del Dipartimento per le politiche fiscali in ordine alla proposta 4.0.17 (testo 2), in base alle quali formula un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, rilevando la necessità che si intervenga, in futuro, in maniera più organica in materia. Al riguardo, riassumendo i contenuti dei documenti depositati, evidenzia un effetto di ampliamento e di esenzione dall’IVA a favore delle imprese operanti nel settore commerciale, con un effetto di minori entrate a carico dell’erario, derivante dalla proposta in questione.

In ordine alla proposta 3.31, deposita una nota del Ministero dell’economia e delle finanze (Dipartimento per le politiche fiscali), in base alla quale viene chiarita la non sussistenza di maggiori oneri connessi alla modifica normativa in materia di imposta per la registrazione delle imprese. In particolare, l’adeguamento della normativa, che scaturisce dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea ad esito di procedura d’infrazione, ha rilievo sul piano meramente formale e ricognitivo, atteso che gli effetti dell’adeguamento all’ordinamento comunitario, stimati per un importo variabile tra circa 521 e 687 milioni di euro, sono stati già scontati nel quadro della legislazione vigente sul piano amministrativo mediante apposita circolare dell’Agenzia delle entrate emanata sul punto (circolare n. 20/E del 1° giugno 2004). Chiarisce, inoltre, che non potranno essere presentate nuove richieste di rimborso, ormai precluso da un decorso del termine triennale fissato dall’articolo 13, comma 2, del DPR n. 641 del 1972. Rileva che l’insussistenza di nuovi oneri finanziari a carico dell’erario in ragione della disposizione rende ultronea la previsione di una specifica copertura finanziaria e la redazione di un’apposita relazione tecnica. Richiama l’asseverazione da parte della Ragioneria generale dello Stato di tale interpretazione, con l’espressione di parere di nulla osta alla presentazione della proposta come formulata.

 

Il presidente MORANDO osserva come, sul piano metodologico, la posizione della Ragioneria generale dello Stato dovrebbe risultare in apposito atto dalla stessa formulato e depositato presso la Commissione, non risultando a ciò sufficiente che tale posizione sia meramente riferita da altri uffici. Attesi comunque i chiarimenti intervenuti, propone che venga deliberato un parere di nulla osta sull’emendamento in questione, nel presupposto che i relativi effetti, di rilevante entità, risultino già scontati nel quadro della legislazione vigente, ad esito del provvedimento amministrativo dell’Agenzia delle entrate sopra richiamato. Rileva, inoltre, l’esigenza che siano forniti chiarimenti più sistematici sui criteri con i quali viene definito il bilancio a legislazione vigente, in particolare, in ordine al metodo per l’elaborazione del medesimo con riferimento ad obblighi scaturenti dalla giurisprudenza comunitaria.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo), preso atto dei chiarimenti intervenuti, propone dunque di formulare un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori e restanti emendamenti relativi al disegno di legge in titolo esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 4.0.17 (testo 2). Esprime quindi parere di nulla osta sull’emendamento 3.31, nel presupposto che il bilancio a legislazione vigente già sconti l’onere determinato dalla giurisprudenza comunitaria, recepito in prima istanza con atto amministrativo, risultando la modifica normativa un mero atto di adeguamento formale all’ordinamento comunitario. Esprime, infine, parere di nulla osta su tutti i restanti emendamenti.".

 

La Sottocommissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.


(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere all’Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte contrario; in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale; in parte non ostativo)

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) illustra per quanto di competenza gli emendamenti trasmessi dall’Assemblea, relativi al disegno di legge n. in titolo, sui quali conferma il parere già espresso in occasione dell’esame dei medesimi per il parere alle Commissioni di merito per quelli di identico contenuto. In relazione, invece, a quelli ulteriormente presentati, segnala che gli emendamenti 1.503 e 1.504 sono identici all’emendamento 1.133 sul quale la Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Gli emendamenti 1.506, 1.507 e 1.508 sono identici all’emendamento 1.172 sul quale la Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Gli emendamenti 1.509, 1.510 e 1.511 sono uguali alla proposta 1.203 sul quale è stato espresso un parere di contrarietà senza il richiamo alla citata norma costituzionale. L’emendamento 1.512 appare comportare maggiori oneri in quanto sembra prorogare benefici fiscali scaduti nel dicembre 2006. L’emendamento 1.0.20 è identico alla proposta 1.0.1 (testo 2) sul quale la Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. L’emendamento 2.0.20 è analogo al 2.0.2 sul quale la Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Rileva, poi, che occorre acquisire chiarimenti in ordine agli effetti sul bilancio dello Stato della proposta emendativa 3.500, che rivede i parametri per l’accesso ai benefici di cui al comma 345 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007. L’emendamento 3.0.500, che estende il regime di esenzione di natura fiscale ai negozi di cui all’articolo 128 del TULD, sembra comportare maggiori oneri privi di copertura finanziaria. Gli emendamenti 3.0.501 e 3.0.502 sembrano comportare maggiori oneri privi della necessaria copertura finanziaria. Segnala, inoltre, che sull’emendamento 4.0.170 (testo 2) - analogo, ma privo di copertura, al 4.0.17 (testo 2) - presentato alle Commissioni di merito, la Commissione aveva espresso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in quanto comportante maggiori oneri privi di copertura. In relazione all’emendamento 5.0.502, segnala che viene utilizzata a fini di rinnovo della contrattazione collettiva una cospicua cifra del Fondo speciale relativo al Ministero degli Affari esteri, per il quale è necessario rimanga la copertura finalizzata all’adempimento di obblighi internazionali, secondo quanto stabilito dalla legge di contabilità di Stato, articolo 11-ter, comma 1, lettera a). Inoltre, in base alla verifica delle finalizzazioni connesse a tale Fondo speciale, risultano essere disponibili, per il triennio richiamato, cifre inferiori a quelle previste dalla proposta emendativi in questione. Rileva, infine che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.503 e 1.504 nonché sugli emendamenti 1.506, 1.507 e 1.508, mentre esprime una posizione di contrarietà, senza il richiamo alla citata norma costituzionale, sulle proposte 1.509, 1.510 e 1.511. In ordine all’emendamento 1.512, chiarisce che il citato regolamento CE concerne l’applicazione degli articoli 86 e 87 del Trattato in materia di aiuti di Stato, con riferimento agli incentivi per l’assunzione dei disabili, per i quali è stata già prevista, ai sensi dell’articolo 63 della legge n. 289 del 2002, una specifica procedura che implica la presentazione di una domanda e l’esplicito assenso al riguardo da parte dell’amministrazione finanziaria. Ne consegue che la disposizione non determina maggiori oneri, anche alla luce delle modalità di concessione, non automatica, del beneficio, per cui esprime una posizione favorevole. Formula un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 1.0.20, nonché sulla proposta 2.0.20.

 

Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) rileva la non identicità della proposta 2.0.20 rispetto all’emendamento 2.0.2, già presentato presso le Commissioni di merito, atteso che è stato inserito un comma aggiuntivo che prevede l’invarianza finanziaria della proposta. Evidenzia, inoltre, che l’Istituto del registro in questione risulta già previsto dalla normativa vigente, per cui non sussistono ragioni per l’espressione di un parere di contrarietà, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) rileva che la proposta era stata già approfondita in sede di esame degli emendamenti presentati alle Commissioni di merito, per cui la tenuta di un nuovo registro non risultava prevista già a legislazione vigente.

 

La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) ricorda, in primo luogo, che l’emendamento è frutto di un ordine del giorno già approvato dal Senato ed è volto all’attuazione di un Trattato internazionale concernente la conservazione delle sostanze fitogenetiche. Rileva, al riguardo, l’esistenza di un registro per l’iscrizione delle sementi, per le quali non sarebbe altrimenti possibile la commercializzazione, evidenziando che in tale quadro lo specifico registro inerente alle varietà a rischio di estinzione risulterebbe una mera appendice dell’istituto già in vigore. In relazione alla prevista gratuità per l’iscrizione, sottolinea che ciò non comporterebbe alcun appesantimento burocratico relativamente alla gestione. Dopo aver evidenziato di aver riformulato la proposta con la previsione di una specifica clausola d’invarianza, preannuncia comunque la presentazione di un altro emendamento recante una copertura finanziaria.

 

Il presidente MORANDO, dopo aver rilevato che tale ulteriore riformulazione non risulta ancora acquisita dalla Commissione, in merito alla proposta in esame evidenzia che, stante l’attuazione di un Trattato internazionale, vi è un apposito Fondo per la copertura degli obblighi connessi ai trattati medesimi, al quale è dato attingere a fini di copertura. Rileva, inoltre, che l’invarianza della disposizione potrebbe essere sostenuta solo ove il registro esistesse già in ogni sua parte, mentre l’articolazione del medesimo quale appendice di una struttura già esistente non consente di affermare la suddetta invarianza. Rileva, dunque, che sulla scorta di quanto già espresso su analoga proposta presentata alle Commissioni di merito, non possa che formularsi un parere di contrarietà, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, fatta salva una futura riformulazione dell’emendamento, sulla quale la Commissione tornerebbe ad esprimersi.

 

Il sottosegretario CASULA prosegue dunque nell’espressione del parere dell’Esecutivo, formulando una posizione di nulla osta sulla proposta 3.500, volta a correggere un errore materiale contenuto nella tabella 3 della legge finanziaria, allegando al riguardo una relazione del Governo ove si esplicita che effetti negativi deriverebbero dalla mancata adozione di tale correzione formale. Esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 3.0.500, 3.0.501, 3.0.502, 5.0.502 nonché 4.0.170 (testo 2).

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo), preso atto dei chiarimenti intervenuti e del dibattito, propone dunque di esprimere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi dall’Assemblea, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, relativamente agli emendamenti riferiti all’articolo 1, parere contrario sugli emendamenti 1.9, 1.10, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100, 1.101, 1.102, 1.103, 1.104, 1.105, 1.106, 1.107, 1.108, 1.109, 1.110, 1.111, 1.112, 1.113, 1.114, 1.115, 1.122, 1.123, 1.124, 1.162, 1.173, 1.180, 1.182, 1.188, 1.195, 1.201, 1.217, 1.202, 1.203, 1.509, 1.510, 1.511, 1.208, 1.209, 1.210, 1.211, 1.212, 1.213, 1.214, 1.215 e 1.216, nonché parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.3, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.27, 1.30, 1.31, 1.32, 1.33, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39, 1.40, 1.44, 1.58, 1.66, 1.72, 1.73, 1.74, 1.75, 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.121, 1.133, 1.503, 1.504, 1.134, 1.135, 1.136, 1.137, 1.144, 1.150, 1.153, 1.154, 1.156, 1.160, 1.161, 1.170, 1.171, 1.172, 1.506, 1.507, 1.508, 1.205 e 1.0.20.

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 2, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 2.0.20.

Esprime, poi, parere di nulla osta sull’emendamento 2.61 a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che nel medesimo sia inserita una clausola di invarianza dei costi del seguente tenore: dopo la parola: "avvalendosi", inserire le seguenti: ", senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica,".

Sugli emendamenti 2.77, 2.78, 2.79 e 2.80 esprime parere di nulla osta nel presupposto, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che le deroghe in essi contenute siano motivate da esigenze indifferibili connesse all’attuazione di iniziative promozionali per la candidatura della città di Milano all’esposizione universale Expo 2015 e venga comunque garantito il rispetto dei principi in materia di affidamento posti dall’ordinamento nazionale e da quello comunitario, analogamente a quanto già osservato sull’articolo 2 del testo.

 

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 3, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 3.14, 3.16, 3.0.1 (limitatamente al secondo periodo), 3.22, 3.23, 3.24, 3.0.500, 3.0.501 e 3.0.502.

Esprime, altresì, parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.6, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12 e 3.4.

Esprime quindi parere di nulla osta sull’emendamento 3.31, nel presupposto, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che il bilancio a legislazione vigente già sconti l’onere determinato dalla giurisprudenza comunitaria, recepito in prima istanza con atto amministrativo, risultando la modifica normativa un mero atto di adeguamento formale all’ordinamento comunitario.

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 4, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 4.0.4, 4.0.11 (limitatamente al comma 2), 4.0.12 (limitatamente al comma 2), 4.0.15, 4.0.16, nonché sull’emendamento 4.0.170 (testo 2).

In relazione agli emendamenti riferiti all’articolo 5, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’emendamento 5.0.502, mentre il parere è di nulla osta sull’emendamento 5.0.1 a condizione che, ai sensi della medesima norma costituzionale, le parole: "Per gli anni 2008 e 2009", siano sostituite con le seguenti: "Per 4,4 milioni di euro per l’anno 2008 e 4,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009"; dopo la parola: "mediante", inserire la parola: "corrispondente"; dopo la parola "speciale," inserire le seguenti: "dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007," e sostituire la parola "apporre" con la seguente: "apportare". Esprime quindi parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti.".

 

La Sottocommissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.


BILANCIO(5a)

Sottocommissione per i pareri

 

mercoledì 14 marzo 2007

43a Seduta

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere all’Assemblea su ulteriori emendamenti. Esame. Parere non ostativo condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione)

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo) illustra l'ulteriore emendamento 2.0.20 (testo 2), presentato in Assemblea. Al riguardo, fa presente che occorre acquisire un chiarimento in merito all'istituzione Registro nazionale di cui al comma 1 della proposta in esame, al fine di specificare se esso si avvalga delle risorse umane e strumentali previste dalla legge n. 101 del 2004 in relazione alla banca dati istituita presso il Ministero dell'ambiente per la classificazione e la catalogazione delle specie selvatiche affini a piante coltivate e delle specie selvatiche per la produzione alimentare. In ogni caso, per quanto concerne i profili di copertura, occorre specificare se l'attuazione degli oneri recati dal comma 1 (istituzione del Registro nazionale) sia configurabile in termini di autorizzazione di spesa o di previsione di spesa. In tal ultimo caso si renderebbe necessario acquisire una quantificazione degli oneri.

 

Il sottosegretario CASULA deposita una nota predisposta dal Ministero delle politiche agricole che conferma la prospettazione dei presentatori della proposta emendativi, secondo i quali il registro risulta già esistente e la proposta tenderebbe ad una mera implementazione del medesimo. Gli oneri previsti per il relativo funzionamento riguardano spese di tipo informatico e le somme indicate risultano disponibili nel relativo capitolo di bilancio. Formula, dunque, un parere favorevole in ordine alla proposta.

 

Il senatore FERRARA (FI)sottolinea la mancanza di una bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato in ordine alla nota esplicativa depositata, per cui residuano profili problematici, sebbene l’importo indicato nella copertura assuma una limitata rilevanza. In relazione al parere già espresso dalla Sottocommissione nella seduta di ieri, si sofferma sulla proposta emendativa del Governo 3.31, rilevando che l’affermato valore meramente ricognitivo non giustificherebbe l’adozione di un’apposita norma. Dopo aver evidenziato l’importo assai elevato connesso al recepimento della giurisprudenza comunitaria, sottolinea la rilevanza della questione rispetto alla quale la norma sembra avere piuttosto natura novativa.

 

Il presidente MORANDO, in relazione all’intervento del senatore Ferrara, ricorda che sull’emendamento 3.31 la Commissione ha formulato un parere di nulla osta con la specifica previsione di un presupposto in ordine alla natura di adeguamento meramente formale della proposta. Precisa poi che il documento depositato dal Governo in relazione all’emendamento 2.0.20 (testo 2) non integra una relazione tecnica in senso formale, in quanto non risulta vidimata dal Ragioniere generale dello Stato, rileva tuttavia che la nota fornisce elementi di chiarificazione rispetto all’istituzione del registro quale mera implementazione della struttura esistente. Fa inoltre presente che la formulazione della copertura finanziaria dell’emendamento di cui al comma 9 dovrebbe essere più correttamente rivista nel senso di prevedere un’autorizzazione di spesa dell’onere stimato e previsto in termini di tetto di spesa.

 

Il relatore ADDUCE (Ulivo), preso atto dei chiarimenti intervenuti, propone dunque di formulare un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l’ulteriore emendamento 2.0.20 (testo 2) trasmesso dall’Assemblea, relativo al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, al comma 9, venga premesso il seguente periodo: "Per il funzionamento del Registro di cui al comma 1, è autorizzata la spesa annua di 30.000 euro a decorrere dall’anno 2007." e che le parole: "dall’attuazione del comma 1, valutato in" vengano sostituite dalle altre: "pari a".".

 

La Sottocommissione approva la proposta di parere del relatore.


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11a)

Sottocommissione per i pareri

 

martedì 6 marzo 2007

9a Seduta

Presidenza del Presidente

LIVI BACCI

 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per i provvedimenti deferiti:

 

 

alle Commissioni 1a e 6a riunite:

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali: parere favorevole;


POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14a)

Sottocommissione per i pareri (fase discendente)

giovedì 1 marzo 2007

4a Seduta

Presidenza del Presidente

SOLIANI

 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

 

alle Commissioni 1a e 6a riunite:

 

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Parere favorevole con osservazioni)


POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14a)

Sottocommissione per i pareri (fase discendente)

martedì 13 marzo 2007

6a Seduta

Presidenza del Presidente

SOLIANI

 

 

La Sottocommissione ha adottato le seguenti deliberazioni per i provvedimenti deferiti:

 

 

alle Commissioni 1a e 6a riunite:

 

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali: parere su emendamenti. Parere in parte contrario, in parte favorevole, in parte non ostativo.




COMMISSIONI 1ª e 6ª RIUNITE

1ª (Affari Costituzionali)
6ª (Finanze e tesoro)

 

giovedì 22 febbraio 2007

1ª Seduta

Presidenza del Presidente della 6ª Commissione

BENVENUTO

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Esame e rinvio)

 

Il senatore EUFEMI (UDC) interviene lamentando l’assenza del rappresentante del Governo, la quale costituisce, a suo avviso, una circostanza particolarmente grave attese le condizioni politiche generali. Anche in riferimento al rilievo del provvedimento, tale assenza si qualifica per una sostanziale scorrettezza nei confronti delle Commissioni.

 

Il presidente BENVENUTO assicura che si farà carico di rappresentare i rilievi esposti al Governo. Tuttavia puntualizza che l’assenza del rappresentante del Governo non costituisce un elemento ostativo all’esame del provvedimento.

 

Interviene nuovamente il senatore EUFEMI (UDC), il quale ribadisce le opinioni precedentemente espresse, rimarcando altresì la condotta costruttiva dei Gruppi di opposizione.

 

Il senatore PASTORE (FI) condivide i rilievi formulati dal senatore Eufemi. Considerata l’irritualità di un decreto-legge che dispone l’attuazione di obblighi comunitari, a suo avviso, è ancora più importante la presenza del rappresentante del Governo che, tra l’altro, dovrebbe informare le Commissioni riunite circa i possibili esiti delle procedure di infrazione avviate nei confronti dell’Italia. Infatti, in passato (per esempio a proposito dell’IRAP) le procedure di infrazione non si sono tradotte in condanne della Corte di giustizia.

 

Il presidente BENVENUTO ribadisce, d’intesa con il senatore Bianco, presidente della 1a Commissione, l’impegno a informare il Governo di tali osservazioni.

 

A giudizio del senatore CURTO (AN), il Governo, nella conduzione del rapporto politico con le Camere, dovrebbe sempre assumere una linea volta a favorire un dialogo costruttivo con le forze parlamentari, segnatamente con l’opposizione. Prende atto, tuttavia, del fatto che l’Esecutivo assume una condotta nettamente contraria a tale principio, come accaduto nella seduta dell’Assemblea di ieri, oltre che nel corso dell’esame del disegno di legge n. 1299. Pertanto, ove il Governo seguitasse in tale atteggiamento, esemplificato dall’assenza del Sottosegretario, l’oratore annuncia che la propria parte politica assumerà tutte le strategie consentite per contrastare tale linea di condotta.

 

Il senatore BARBOLINI (Ulivo), relatore sugli aspetti di competenza della 6a Commissione, osserva che il comma 1 dell’articolo 1 dà attuazione alla decisione della Commissione europea 2003/193/CE del 5 giugno 2002 (Decisione della Commissione relativa all’aiuto di Stato relativo alle esenzioni fiscali e prestiti agevolati concessi dall’Italia in favore di imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico C 27/99). Con tale provvedimento, la Commissione europea aveva riconosciuto come aiuto di Stato - ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del Trattato CE - l’esenzione triennale dall’imposta sul reddito (ex IRPEG, ora IRES) concessa a favore di società per azioni a partecipazione totale o maggioritaria degli enti locali (cosiddette ex municipalizzate).

Per effetto di tale disposizione, prosegue il relatore, è attribuito all’Agenzia delle Entrate il compito di recuperare gli aiuti concretizzatisi nella mancata corresponsione di imposte, nonché i relativi interessi - calcolati ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della menzionata decisione della Commissione - in relazione a ciascun periodo di imposta nel quale l’aiuto è stato fruito.

Il comma 2 dell’articolo 1 autorizza tale Agenzia a liquidare gli importi (ovvero le imposte con i relativi interessi) da restituire all’Amministrazione finanziaria. La liquidazione avverrà sulla base delle comunicazioni trasmesse dagli enti locali e delle dichiarazioni dei redditi presentate dalle società beneficiarie delle esenzioni fiscali accordate. Si prevede altresì, sottolinea il relatore, che, in caso di mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi da parte delle società beneficiarie, l’Agenzia delle Entrate liquidi le somme dovute sulla base degli elementi direttamente acquisiti. La disposizione in commento disciplina analiticamente la procedura di recupero degli aiuti concessi nonché le norme e gli istituti applicabili, escludendo comunque l’irrogazione di sanzioni per violazioni di natura tributaria connesse alle procedure da essa disciplinate. Sono dettate altresì disposizioni sulla risoluzione delle controversie eventualmente derivanti dalla restituzione degli aiuti.

Dopo avere ricordato che, ai sensi del comma 3 dell’articolo 1, gli interessi delle somme da restituire all’Agenzia delle Entrate sono determinati in base alle disposizioni di cui al capo V del regolamento (CE) n. 794 del 2004, il relatore si sofferma sul comma successivo dello stesso articolato, il quale stabilisce che, conformemente alla disciplina comunitaria applicabile nonché alla decisione della Commissione europea 2003/193/CE, gli aiuti rientranti nell’ambito di applicabilità della regola de minimis costituiscono deroghe al divieto di aiuti di Stato previsto dall’articolo 87, paragrafo 1, del Trattato CE. Tale previsione, tuttavia, non si applica ai settori disciplinati da speciali norme comunitarie sugli aiuti di Stato vigenti nel periodo di riferimento.

Dà quindi sinteticamente conto dei contenuti delle disposizioni recate dai commi da 5 a 11 dell’articolo 1.

Per quanto concerne l’articolo 3, il relatore fa presente che il comma 1 abroga l’articolo 2450 del codice civile, il quale prevede che lo Stato o gli enti pubblici, anche in mancanza di una partecipazione azionaria, possano nominare uno o più amministratori o sindaci ovvero componenti il consiglio di sorveglianza di una società per azioni. Peraltro, rimarca che tale disposizione risulta attualmente priva di concreta attuazione nel sistema societario; per di più essa appare in contrasto con la normativa comunitaria, atteso che attribuisce a soggetti pubblici la possibilità di ingerirsi nella gestione e nel controllo di società di cui non sono neanche soci. Per effetto dell’abrogazione, si recepisce l’indicazione della Commissione europea, che aveva avviato una procedura d’infrazione (2006/2104), costituendo in mora lo Stato italiano per violazione degli articoli 43 e 56 del Trattato CE sul diritto di stabilimento e sulla libera circolazione dei capitali.

Il relatore commenta poi sinteticamente i contenuti dei commi 2 e 3, i quali sono finalizzati a recepire le indicazioni fornite dalla Commissione europea in merito alla corretta trasposizione della direttiva 2003/49/CE (Direttiva del Consiglio concernente il regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi: cosiddetta direttiva interessi e royalties). Precisa infatti che la Commissione europea aveva avviato una procedura d’infrazione nei confronti della Repubblica italiana (procedura 2006/4136), ritenendo che la scelta operata con il decreto legislativo n. 143 del 2005, che limitava l’applicazione delle norme comunitarie soltanto agli interessi e ai canoni maturati a decorrere dal 1° gennaio 2004, avesse ridotto l’ambito applicativo di tali disposizioni e fosse sproporzionata rispetto alla finalità di prevenire eventuali abusi. Pertanto il citato comma 2 dell’articolo 3 interviene sulla disposizione di diritto interno al fine di adeguarla alle norme di rango comunitario.

Dopo aver dato brevemente conto dei contenuti del comma 3, il relatore osserva che, per effetto delle novelle apportate, sono esentati da ritenute alla fonte i pagamenti di interessi e canoni effettuati da società italiane a consociate comunitarie, anche se maturati anteriormente al 1° gennaio 2004.

Soffermatosi sinteticamente sulle previsioni contenute nei commi da 4 a 7 dell’articolo 3, passa infine in rassegna la disposizione recata dal primo comma dell’articolo 4, che abroga il comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, che ha dato attuazione alla direttiva 2003/33/CE, in materia di pubblicità e sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco. Tale disposizione risulta in contrasto con l’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, dal momento che pone una deroga al divieto di sponsorizzazione degli eventi e delle attività praticate nell’ambito degli stessi, quando tali eventi o attività si svolgano esclusivamente nel territorio dello Stato italiano. Tale misura muove dalla necessità di uniformarsi ai rilievi espressi dalla Commissione europea con la procedura d’infrazione n. 2006/2022 e, da ultimo, con il ricorso in data 6 dicembre 2006 alla Corte di giustizia delle Comunità europee (causa C-483/06).

 

Il presidente BENVENUTO, nel riepilogare al sottosegretario Grandi i rilievi espressi in precedenza, precisa che la mancata presenza del Governo all’inizio della seduta è da imputarsi a un mero disguido materiale.

 

Il relatore per la 1a Commissione SINISI (Ulivo) si sofferma sull’articolo 2, tendente a semplificare le procedure di utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla legge finanziaria per il 2007 per la promozione della candidatura di Milano per l’Esposizione universale del 2015.

Dà conto anche dell’articolo 4, comma 2, attraverso il quale si corrisponde all’esigenza di armonizzare le modalità in base alle quali gli Stati membri disciplinano l’accesso e l’interconnessione degli operatori alle reti di comunicazione elettronica. In particolare, esso modifica il codice delle comunicazioni elettroniche (decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259), poiché la Commissione europea, dopo l’apertura della procedura d’infrazione 2005/2083, non ha ritenuto sufficiente una circolare interpretativa del Ministero delle comunicazioni e ha imposto di provvedere entro il termine di ottobre 2006.

Il successivo comma 3 dell’articolo 4 rimuove il divieto, previsto dalla legge 23 agosto 2004, n. 239, per le aziende che abbiano in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali o degli impianti infrastrutturali, di esercitare alcuna attività nel settore dei servizi post-contatore in quello specifico territorio, a eccezione della vendita di elettricità e di illuminazione pubblica. Il comma 4, invece, estende la protezione del diritto d’autore delle opere del disegno industriale, per corrispondere all’esigenza di armonizzare pienamente l’ordinamento italiano con la normativa comunitaria.

Infine, ricorda che l’articolo 5 modifica il testo unico delle disposizioni sull’immigrazione e sulla condizione dello straniero (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) per superare i rilievi sollevati dalla Commissione europea con due procedure di infrazione. In particolare, si limita ai soggiorni di durata superiore a tre mesi l’obbligo di richiesta del permesso di soggiorno, prevedendo per i soggiorni più brevi una dichiarazione di presenza. Conseguentemente, per quegli stessi soggiorni, si elimina l’obbligo di comunicare all’autorità di pubblica sicurezza l’ospitalità dello straniero, fermo l’obbligo di comunicare la cessione della proprietà o il godimento o l’uso a qualunque titolo di un fabbricato per un tempo superiore a un mese.

 

Il presidente BENVENUTO nel ringraziare i relatori per la completezza e la chiarezza dell’esposizione compiuta, propone, d’intesa con il presidente Bianco, che le Commissioni riunite procedano, in sede di Ufficio di Presidenza, all’audizione dell’ANCI, atteso che il decreto-legge affronta alcune questioni di sicuro interesse per gli enti locali. Successivamente, esaurita la discussione generale nella giornata di mercoledì 28, propone di fissare per giovedì 1° marzo il termine per la presentazione degli emendamenti. In proposito, auspica che le Commissioni riunite svolgano un ampio e approfondito dibattito nell’esame del provvedimento e, in particolare, delle eventuali proposte emendative, ove dovesse emergere la necessità di apportare interventi correttivi al provvedimento, anche in considerazione della circostanza che il disegno di legge di conversione è stato presentato in prima lettura al Senato.

 

Il senatore EUFEMI (UDC) sottolinea che la relazione tecnica di accompagnamento non contiene una precisa quantificazione degli effetti finanziari prodotti dal provvedimento, in particolare per quel che concerne le stime sull’incremento del gettito. Pertanto, ritiene che le Commissioni riunite debbano acquisire tali elementi da parte del Governo, in via assolutamente preliminare rispetto allo svolgimento delle audizioni. Ciò al fine di consentire un esame più completo e approfondito del decreto-legge. Suggerisce quindi di prevedere l’audizione anche del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

 

Il senatore CURTO (AN) concorda con la proposta del senatore Eufemi, e rileva che l’acquisizione di precisi elementi informativi in merito all’impatto finanziario del decreto-legge si prospetti come una precondizione nell’ottica di valorizzare i contributi dei soggetti auditi.

 

Il presidente BIANCO (Ulivo) giudica condivisibile la proposta di ascoltare anche l’Agenzia delle Entrate.

 

Interviene nuovamente il senatore CURTO (AN) per ribadire la proposta testé formulata, sottolineando che la limitazione dei tempi dell’esame parlamentare è solo una conseguenza della scelta compiuta dal Governo di inserire le disposizioni di adempimento di obblighi comunitari nell’ambito di un decreto-legge.

 

Dopo gli interventi dei senatori BARBOLINI (Ulivo) ed EUFEMI (UDC) su una valutazione di massima delle stime delle maggiori entrate connesse alle disposizioni del decreto-legge, il presidente BENVENUTO fa presente che l’accertamento di tali profili non risulta in alcun modo pregiudiziale rispetto allo svolgimento delle audizioni proposte, e che il Governo potrà, in fase di replica, fornire le informazioni richieste.

 

Il senatore SAPORITO (AN) condivide la richiesta del senatore Curto e sottolinea l’opportunità di una puntuale verifica della copertura finanziaria del provvedimento in esame.

 

Il presidente BENVENUTO, dopo aver precisato che la 1a Commissione si è già pronunciata positivamente sulla sussistenza dei presupposti richiesti dall’articolo 77, secondo comma, della Costituzione, ai fini della procedibilità dell’esame del decreto-legge, ribadisce che sia il Governo in fase di replica che il parere della Commissione bilancio potranno fornire le indicazioni richieste. Invita pertanto ad attenersi al merito della discussione procedurale.

 

Interviene ancora il senatore EUFEMI (UDC), per rilevare che non sussiste alcuna invasione nella sfera di attribuzioni di altre Commissioni, dal momento che la questione da lui sollevata attiene al merito dell’esame. Peraltro, giudicando condivisibile l’esigenza rappresentata dal presidente Benvenuto di svolgere un ampio dibattito nella fase degli emendamenti, ritiene che ciò sia possibile unicamente mediante l’acquisizione di dati certi sugli effetti di gettito considerati, da compiere anteriormente alle audizioni.

 

Il senatore PASTORE (FI) osserva che il recupero di entrate derivante dall’abrogazione di alcune agevolazioni fiscali giudicate illegittime dalla Commissione europea dovrebbe essere quantificato con precisione, in modo da individuare il carico fiscale che si determina sui contribuenti e le conseguenze finanziarie per gli enti locali interessati; inoltre, il Governo dovrebbe fornire indicazioni sulla destinazione delle maggiori entrate.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) sottolinea che l’indeterminatezza dell’onere per i cittadini non costituisce un motivo di insufficiente copertura finanziaria: semmai può essere considerato ai fini della valutazione politica.

 

Il senatore CURTO (AN) interviene nuovamente per precisare l’appropriatezza dei rilievi dell’opposizione sul merito del decreto-legge, ritenendo peraltro il provvedimento incompleto in quanto privo di un elemento essenziale ai fini del suo esame.

 

Il sottosegretario GRANDI dichiara la disponibilità del Governo a fornire ulteriori e più precisi ragguagli sugli effetti finanziari del provvedimento.

 

Il presidente BENVENUTO, sulla base di quanto emerso nel corso del dibattito, propone che l’audizione dell’ANCI e del Direttore dell’Agenzia delle Entrate venga svolta nella seduta di mercoledì 28 febbraio a partire dalle ore 12. Propone altresì che la discussione sulle linee generali abbia inizio alle ore 14,30 dello stesso giorno per poi proseguire e concludersi nella seduta da convocare alle ore 14,30 di giovedì 1° marzo, fissando infine il termine per la presentazione degli emendamenti per le ore 13 di venerdì 2 marzo.

 

Le Commissioni riunite convengono.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 15,50.


COMMISSIONI 1ª e 6ª RIUNITE

1ª (Affari Costituzionali)
6ª (Finanze e tesoro)

 

giovedì 1 marzo 2007

2ª Seduta

Presidenza del Presidente della 6ª Commissione

BENVENUTO

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Si riprende l’esame sospeso nella seduta del 22 febbraio scorso.

 

Il presidente BENVENUTO avverte che il sottosegretario Grandi ha consegnato un documento di integrazione sugli aspetti finanziari del disegno di legge n. 1329 in risposta ai rilievi formulati nella precedente seduta.

 

Il senatore PASTORE (FI) interviene su questioni di metodo, che investono tuttavia anche il contenuto del provvedimento: osserva, infatti, che per una volta ancora, dopo un precedente analogo, si ricorre al decreto-legge con la motivazione di dover corrispondere a obblighi comunitari. Se il presupposto è fondato, la necessità di adempiere quegli obblighi, lo strumento legislativo appropriato, è la legge annuale comunitaria, che tra l’altro di recente, anche al Senato, è stata affidata in sede referente a una commissione con competenza apposita. Il disegno di legge di conversione, invece, non può essere assegnato, secondo il Regolamento, a quella commissione, non in sede referente, alterandosi così l’ordine normale delle competenze in materia comunitaria.

D’altra parte, egli ritiene che l’articolo 1 del decreto-legge sia effettivamente necessario in ragione di una pronuncia comunitaria di condanna già adottata e dell’impatto, finanziario e istituzionale, nell’ordinamento interno.

A sua volta, l’articolo 2 dimostra elementi di necessità e urgenza ma per ragioni diverse da obblighi comunitari.

Invece, gli altri articoli del decreto solo in via indiretta, preventiva e non necessariamente fondata, possono essere riferiti a obblighi cogenti e attuali derivanti dall’ordinamento europeo: perciò sarebbe preferibile una riflessione ponderata sulle modalità congrue, non in procedure di conversione di decreti-legge, circa il mezzo appropriato per risolvere le questioni sottese a quegli articoli. Osserva, in proposito, che non sempre una procedura in sede europea determina la necessità di adattare subito l’ordinamento interno, come ben dimostra il caso dell’IRAP.

Ritiene, pertanto, che il Governo debba motivare specificamente, dinanzi alle Commissioni riunite, con un intervento del Ministro per le politiche europee, l’effettiva necessità del decreto al fine di adempiere obblighi comunitari: sarebbe grave, infatti, un uso strumentale del decreto-legge, per introdurre nell’ordinamento elementi normativi nuovi, non sufficientemente approfonditi, con il pretesto di corrispondere a impegni sovranazionali.

 

Il senatore EUFEMI (UDC) condivide le preoccupazioni del senatore Pastore richiamando l’esigenza di una maggiore attenzione del Governo sulle modalità con le quali lo Stato italiano provvede a conformarsi agli obblighi derivanti dalla sua appartenenza all'Unione europea. Infatti, l'oratore ritiene che, in via di principio, le disposizioni di adempimento agli obblighi comunitari debbano essere valutate in sede di esame del disegno di legge comunitaria, costituendo quest'ultimo uno strumento volto a potenziare le prerogative delle Camere nelle fasi di formazione della legislazione comunitaria. Di conseguenza, giudica particolarmente criticabile la scelta operata dal Governo di collocare tali disposizioni nell'ambito di un decreto-legge, analogamente peraltro a quanto accaduto con le norme di recepimento del cosiddetto accordo di Basilea 2. A suo avviso, tale circostanza integra una sostanziale violazione dell'ordinario assetto delle competenze per materia tra le Commissioni parlamentari e un affievolimento della legge "La Pergola", atteso che la 14a Commissione non può esaminare in sede referente tali provvedimenti. Peraltro, il decreto-legge, prosegue l'oratore, denota una eccessiva eterogeneità nei suoi contenuti normativi, in modo da comprimere i tempi dell'esame parlamentare su disposizioni che appaiono meritevoli di un vaglio molto più approfondito. In ogni caso, ritiene preliminare all'esame nel merito del provvedimento l'acquisizione dei pareri, rispettivamente, della 14a Commissione sugli aspetti di rilievo comunitario, e della 5a Commissione sui profili di copertura finanziaria. Richiama inoltre alcuni elementi di perplessità emersi durante le audizioni dell'Agenzia delle Entrate e dell'ANCI, in particolare per quel che riguarda le stime relative al recupero degli aiuti di Stato dichiarati illegittimi, anche in considerazione dell'esclusione dei contributi rientranti nell'ambito di applicabilità della regola de minimis.

 

Il presidente BENVENUTO giudica le osservazioni svolte dai senatori Pastori ed Eufemi meritevoli di attenzione, anche se sottolinea come le questioni sollevate non siano idonee ad incidere sull’organizzazione dei lavori delle Commissioni riunite. In particolare, l’espressione del parere da parte della 14a Commissione consente di valutare gli aspetti specifici della compatibilità delle norme rispetto alla disciplina comunitaria.

Per quanto riguarda il giudizio sui presupposti di costituzionalità del decreto-legge, rammenta che la 1a Commissione si è già pronunciata in senso favorevole alla sussistenza di essi. Peraltro, ritiene che la sede istituzionale nella quale si debba procedere all’esame delle questioni sollevate dal senatore Pastore, ove riproposte, sia rappresentata dall’Assemblea.

Dopo aver avvertito che secondo il calendario dei lavori dell’Assemblea la votazione finale sul disegno di legge di conversione dovrà aver luogo entro il 17 marzo 2007, il Presidente assicura che la Presidenza sottoporrà al Ministro per le politiche europee l’esigenza di una sua partecipazione ai lavori delle Commissioni riunite nel corso delle sedute della prossima settimana.

Il senatore BIANCO (Ulivo), presidente della 1a Commissione, condivide l’opportunità di prevedere l’intervento del Ministro per le politiche europee.

 

Il presidente BENVENUTO dichiara aperta la discussione generale.

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP) si sofferma sull’articolo 5 del decreto-legge, recante norme in materia di immigrazione, criticando il comportamento del Governo, volto a giustificare l’introduzione di nuove norme nell’ordinamento giuridico richiamandosi alla pretesa necessità di conformare la normativa nazionale al diritto comunitario, in materia di soggiorno di breve durata, sul territorio nazionale, dei cittadini di Paesi terzi. Il metodo utilizzato appare poi particolarmente censurabile, dal momento che, con la finalità di introdurre nel diritto interno disposizioni volte a risolvere la procedura di infrazione n. 2006/2126, si apportano modifiche al Testo unico sulla disciplina dell’immigrazione e sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998. Infatti, sotto il profilo della tecnica legislativa, l’oratore ritiene più corretto evitare il ricorso allo strumento del decreto-legge al fine di eliminare un presunto contrasto tra norme nazionali e diritto comunitario.

Dopo aver riepilogato i contenuti dell’articolo 5, rileva che le osservazioni contenute nella relazione illustrativa non sono assolutamente fondate, in merito alla presunta difformità delle norme di diritto interno rispetto alle norme dell’Unione europea. Al contrario la soluzione adottata si correla ad una politica in materia di immigrazione assolutamente non condivisibile, volta, a suo parere, a favorire una eccessiva dilatazione dei requisiti previsti per la permanenza di breve durata degli stranieri sul territorio italiano. Evidenzia altresì che tra le disposizioni introdotte con l’articolo 5 del decreto-legge e la comunicazione della Commissione europea, con la quale lo Stato italiano è stato costituito in mora, non sussiste alcun rapporto di consequenzialità logico-giuridica. Infatti, l’oratore richiama l’articolo 5 della convenzione d’applicazione dell’accordo di Schengen, il quale prevede che per un soggiorno non superiore a tre mesi, l’ingresso nel territorio degli Stati contraenti può essere concesso allo straniero che soddisfi una serie di requisiti elencati alle lettere da a) ad e) della disposizione medesima. In aggiunta, la lettera di costituzione in mora, senza implicare di per sé un giudizio di incompatibilità della normativa nazionale con il diritto comunitario, si colloca soltanto in una fase precontenziosa, limitandosi a invitare il Governo italiano a trasmettere le proprie osservazioni alla Commissione europea. Di tali profili non sembra che il Governo abbia tenuto conto nella redazione del testo normativo dell’articolo 5.

Sulla base di tali osservazioni, emergono a suo giudizio profili di incostituzionalità del predetto articolato, tanto per la mancanza dei presupposti di necessità ed urgenza quanto per l’assenza di una incompatibilità accertata tra le norme comunitarie e quelle di diritto interno. Ricorda inoltre come un emendamento riferito al decreto-legge n. 297 del 2006, dichiarato inammissibile nel corso dell’esame presso la Camera dei deputati, fosse volto a introdurre una serie di disposizioni di tenore analogo a quelle criticate.

Sottolinea quindi che l’intervento normativo attuato dal Governo è volto in modo surrettizio a praticare una politica in materia di immigrazione assolutamente discutibile, dal momento che non soltanto i presupposti ideologici sono infondati, ma anche perché essa finisce con il determinare, come ricaduta applicativa, una situazione di pericolo per l’ordine pubblico oltre che di allarme sociale. Il perseguimento di tale strategia investe la responsabilità politica del Governo e preannuncia che la propria parte politica utilizzerà tutti gli strumenti regolamentari per opporsi a tale indirizzo.

In conclusione, nell’ambito della contrarietà della propria parte politica all’approvazione dell’articolo 5, preannuncia la presentazione di numerosi emendamenti volti a sopprimere tale disposizione, al fine di espungerla dal decreto-legge.

 

Il senatore EUFEMI (UDC) rileva la genericità delle osservazioni contenute nel documento consegnato dal sottosegretario Grandi rispetto alle osservazioni da lui svolte nella precedente seduta, rimanendo sostanzialmente impregiudicata la questione della precisa determinazione degli effetti finanziari delle operazioni di recupero delle somme non versate da parte delle aziende ex municipalizzate. Nonostante il documento del Sottosegretario quantifichi gli oneri derivante dall'applicazioni di disposizioni dell'articolo 3 e valuti tali oneri coperti dalle entrate derivanti dal recupero degli aiuti concessi dallo Stato, formula una serie di osservazioni, citando analiticamente la nota di lettura del Servizio del bilancio, relative alla circostanza che la relazione tecnica non fornisce una stima né del numero di aziende coinvolte né le tipologie di soggetti che rientrano o meno nella categoria cosiddetta del de minimis. Del resto, anche l'audizione dei rappresentanti dell'ANCI non sembra aver sciolto tale perplessità. Il rischio effettivo, prosegue l'oratore, è quello di sovrastimare le entrate derivanti dall'azione di recupero e, al contempo, di non considerare gli effetti indiretti sulla finanza pubblica poiché, come è a tutti chiaro, il carattere pubblico delle aziende coinvolte chiama in causa direttamente gli enti locali. In generale, ritiene che le disposizioni recate dal decreto-legge pongano il problema di coordinare tali misure con i principi recati dal disegno di legge governativo sui servizi pubblici locali. Nel riepilogare gli obiettivi fondamentali di tale disegno di legge governativo, orientato per lo più a ampliare la concorrenza tra soggetti privati nel settore dei servizi pubblici locali, l'oratore si sofferma criticamente sulle disposizioni concernenti l'attività delle aziende operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale di cui al comma 3 dell’articolo 4 del decreto: la legge 23 agosto 2004, n. 239, aveva introdotto il divieto per le grandi aziende operanti in tali settori di esercitare attività nei servizi cosiddetti di "post-contatore" - e cioè installazione e manutenzione degli apparecchi -, allo scopo di tutelare le microimprese e le categorie artigianali che effettuano tale servizio. L'abrogazione di tale disposizione, non solo rischia di conclamare un vantaggio sistematico delle grandi imprese, ma mette in grave difficoltà tutto un comparto produttivo nel quale operano circa 121.000 microaziende e imprese artigiane, anche con eventuali e pesanti riflessi dal punto di vista occupazionale. Dopo aver ricordato la sostanziale inerzia del Governo rispetto alle prese di posizione dell'Unione europea sul punto, rileva che il richiamo al principio della libera concorrenza, pur legittimo da parte delle autorità comunitarie, non crea un'effettiva liberalizzazione del comparto, ma favorisce sostanzialmente le grandi aziende operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale. Infatti, a suo parere, l'indirizzo comunitario sarebbe accettabile solo se in Italia vi fossero effettive condizioni di concorrenza: tutto ciò considerato, la norma abrogata sembra maggiormente rispondente alle esigenze dello specifico comparto. Si riserva, infine, di affrontare altre questioni in sede di esame degli emendamenti auspicando un chiarimento definitivo del Governo sulla portata dell'articolo 1, nonché sulle disposizioni concernenti il diritto di autore.

 

A giudizio del senatore BONADONNA (RC-SE) le osservazioni svolte dal senatore Eufemi pongono opportunamente l'accento sull'effettivo impatto della misura recata dall'articolo 4, comma 3, laddove l'invocazione del principio di libera concorrenza appare debole e confusa, soprattutto se raffrontata alla sostanziale posizione di vantaggio offerta alle grandi aziende operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale, cui finora era preclusa l'attività dei servizi cosiddetti "post-contatore". Come accade in altri settori, ancorare la legislazione alla tutela della libera concorrenza, declinata come tutela dei diritti del consumatore, da un canto rischia di non apportare modifiche sostanziali ai costi dei servizi e dall'altro, come nel caso specifico, sembra paradossalmente favorire gli operatori economici più forti. Ritiene opportuno quindi evitare che le microimprese e le imprese artigiane operanti in tale settore siano messe in difficoltà. Dopo aver sottolineato l'opportunità di approfondire gli aspetti concernenti l'applicazione dell'articolo 5, della cui necessità ed urgenza non nutre dubbi, conclude il proprio intervento richiamando il valore politico delle misure in materia di servizi pubblici locali: a suo parere, più che favorire l’attività di soggetti privati occorrerebbe privilegiare il soggetto pubblico, al fine di far prevalere i diritti dei cittadini a fruire di determinati servizi, gestiti in maniera economicamente efficiente, abbandonando l'illusione che l’unico criterio possa essere quello di valutare i costi rispetto ai ricavi.

 

Il senatore VENTUCCI (FI) condivide le preoccupazioni del senatore Franco Paolo in relazione alle disposizioni recate dall'articolo 5, rilevando come l'acquiescenza alle decisioni maturate in sede comunitaria mostra con sufficiente chiarezza la debolezza dell'Italia rispetto agli interessi degli Stati membri più importanti. Le modifiche alle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero, non sembrano tenere affatto conto della circostanza che l'Italia per gran parte dei suoi confini è una frontiera dell'Unione. Tali rilievi possono essere fatti anche per il settore specifico dei controlli doganali.

L'oratore svolge poi riflessioni critiche in relazione ai contenuti dell'articolo 1, richiamando tra l'altro l'inerzia delle autorità italiane rispetto ad una problematica risalente nel tempo. Più in generale, sottopone all'attenzione del rappresentante del Governo l'esigenza di affrontare la tematica molto delicata della gestione delle aziende pubbliche speciali.

 

Il presidente BENVENUTO dichiara chiusa la discussione generale.

 

Il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la 1a Commissione, conviene sull’opportunità di ascoltare il Ministro per le politiche europee in merito all’effettiva "necessità comunitaria" delle diverse misure contenute nel decreto-legge: osserva, peraltro, che in alcuni casi si tratta di dare una veste normativa appropriata a provvedimenti già adottati a suo tempo da Governi di altra tendenza, come nel caso dell’articolo 4, comma 2. Quanto all’articolo 5, egli ne ricava una lettura non particolarmente impegnativa in tema di disciplina dell’immigrazione, come invece sembra ritenere il senatore Paolo Franco: si tratta infatti, a suo avviso, solo di adeguare un procedimento amministrativo. Dopo aver acquisito le indicazioni del Ministro per le politiche europee, ritiene che si possa pervenire a conclusioni più mature.

 

Il senatore BARBOLINI (Ulivo), relatore per la 6a Commissione, condivide l'opportunità di un intervento chiarificatore del Ministro per le politiche europee, rimarcando tuttavia come permangano ancora incertezze sulla effettiva portata delle disposizioni recate dall'articolo 1. A suo parere, peraltro, l'audizione dei rappresentanti dell'ANCI ha consentito di valutare alcune indicazioni, sulle quali si riserva di decidere. In merito all'abrogazione del divieto per le grandi imprese dell'energia elettrica e del gas naturale di esercitare attività nel settore dei servizi "post-contatore", ritiene opportuno valutare le osservazioni avanzate dal senatore Eufemi e dal senatore Bonadonna al fine di individuare un punto di equilibrio tra le varie opzioni.

 

Interviene in replica quindi il sottosegretario GRANDI, il quale, dopo aver richiamato i contenuti del documento depositato in apertura di seduta, fa presente che il Governo con l'articolo 1 ha inteso dare seguito ad una sentenza di condanna della Corte di giustizia delle Comunità europee, ma al contempo è ben consapevole della necessità di evitare agli enti locali una misura che rischia di incidere in misura gravosa in termini finanziari. Si dichiara quindi disponibili a valutare le eventuali proposte di modifica, sempre con l'obiettivo di tener fermo il rispetto degli obblighi comunitari. Per quanto riguarda invece l'articolo 5 e le norme sull'immigrazione condivide le riflessioni svolte dal relatore Sinisi, rimarcando il valore limitato e il carattere politicamente non molto rilevante delle disposizioni in commento.

 

Il presidente BENVENUTO, pur prendendo atto delle osservazioni da ultimo svolte dal rappresentante del Governo, invita il Sottosegretario a compiere un ulteriore approfondimento in merito alla portata delle disposizioni recate dall'articolo 5.

In relazione ai lavori delle Commissioni riunite ricorda che domani alle ore 13 è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti, all'esame dei quali saranno dedicate le sedute di martedì, ore 15,30 e mercoledì, ore 8,30 e 15. Nel corso di tali sedute potrà svolgersi l’intervento del Ministro per le politiche europee, come richiesto, compatibilmente con gli impegni del rappresentante del Governo.

 

Le Commissioni riunite prendono atto.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 13,40.


COMMISSIONI 1ª e 6ª RIUNITE

1ª (Affari Costituzionali)
6ª (Finanze e tesoro)

 

martedì 6 marzo 2007

3ª Seduta

Presidenza del Presidente della 6ª Commissione

BENVENUTO

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Si riprende l’esame sospeso nella seduta del 1° marzo scorso.

 

Il presidente BENVENUTO ricorda che nella scorsa seduta si era conclusa la discussione generale con le repliche dei relatori e del rappresentante del Governo. In relazione ai numerosi emendamenti presentati invita i rappresentanti dei Gruppi a pronunziarsi circa la possibilità di convocare un'ulteriore seduta delle Commissioni riunite nella giornata di giovedì al fine di concludere l’esame del provvedimento nel corso della settimana corrente.

 

Interviene il senatore Paolo FRANCO (LNP) il quale, prima di passare all'esame degli emendamenti, chiede ai relatori e al rappresentante del Governo di chiarire l'orientamento in merito alle disposizioni recate dall'articolo 5, anche alla luce della presa di posizione del ministro Ferrero che ha preannunziato una revisione della legge in materia di immigrazione "Bossi-Fini". La propria parte politica ritiene pregiudiziale rispetto all'avvio dell'esame degli emendamenti tale chiarimento, poiché in presenza di modifiche radicali dell'articolo 5, potrebbe essere valutato un diverso atteggiamento, rispetto a quello che è evidenziato dalla presentazione di numerosissimi emendamenti agli articoli del decreto-legge.

 

Il relatore per la Commissione affari costituzionali SINISI (Ulivo) ricorda che l'articolo 5 ha una formulazione complessa. In particolare, alla lettera e) si prevede la sostituzione del permesso di soggiorno con una dichiarazione per i lavoratori extracomunitari dipendenti da datori di lavoro residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, al fine di tutelare la libertà di stabilimento delle imprese europee. Ritiene che le Commissioni riunite potrebbero convenire sulla soppressione della prima parte dell'articolo 5, secondo quanto proposto dal Gruppo Lega Nord, mantenendo la citata lettera e), riconducibile solo marginalmente alla disciplina dell'immigrazione e della condizione dello straniero.

 

Il senatore PASTORE (FI) precisa che la posizione del proprio Gruppo sulle disposizioni del decreto e sulle proposte emendative è subordinata ai chiarimenti che il Ministro per le politiche europee fornirà nella seduta antimeridiana di domani: a suo avviso, la deroga alla procedura ordinaria di recepimento di direttive comunitarie, che si traduce in un provvedimento di urgenza, può giustificarsi solo se si verifica un pericolo effettivo a seguito di procedura di infrazione o di altra procedura in sede comunitaria.

 

Il sottosegretario GRANDI dichiara l'interesse del Governo per la proposta del relatore Sinisi, di sopprimere l'articolo 5 a esclusione della lettera e); si riserva di riferire un parere nella seduta antimeridiana di domani, attesa la necessità di compiere una verifica rispetto ai competenti componenti del Governo, tenendo conto, tra l'altro, della auspicabile disponibilità del Gruppo Lega Nord a convergere su tale proposta, ritirando i restanti, numerosi emendamenti.

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP) prende atto dell’orientamento manifestato dal senatore Sinisi e si dichiara disponibile a ritirare le numerose proposte emendative presentate dalla propria parte politica.

 

Interviene quindi il senatore BONADONNA (RC-SE) il quale, pur rilevando che le disposizioni recate dall'articolo 5 non sembrano avere un'attinenza specifica rispetto alla disciplina recate dalla legge "Bossi-Fini", prende atto dell'orientamento che va maturando nelle Commissioni riunite al fine di accelerare i tempi di approvazione del decreto-legge.

 

Il presidente BIANCO (Ulivo), preso atto della disponibilità manifestata dai senatori Paolo FRANCO (LNP) e VENTUCCI (FI) propone ai relatori di concordare, insieme ai rappresentanti dei Gruppi, in una sede informale al termine della seduta delle Commissioni, gli emendamenti da discutere nella seduta pomeridiana di domani, in modo da agevolare la tempestiva conclusione dell’esame.

 

A giudizio del senatore CALDEROLI (LNP) la proposta del presidente Bianco appare condivisibile: alla luce di tale orientamento non ritiene necessaria la convocazione di un'ulteriore seduta nella giornata di giovedì.

 

Il presidente BENVENUTO preso atto dell'orientamento unanime delle Commissioni riunite, rinvia il seguito dell'esame, invitando i relatori e il rappresentante del Governo ad individuare, insieme ai rappresentanti dei Gruppi, le uniche proposte emendative che verranno discusse nella seduta pomeridiana di domani, una volta ritirati tutti i restanti emendamenti.

 

La seduta termina alle ore 16,10.


COMMISSIONI 1ª e 6ª RIUNITE

1ª (Affari Costituzionali)
6ª (Finanze e tesoro)

 

mercoledì 7 marzo 2007

4ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Presidente della 6ª Commissione

BENVENUTO

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Si riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

 

In relazione all'esame del decreto-legge, il presidente BENVENUTO ricorda che nel corso del dibattito erano state poste due questioni, in rapporto alle quali si era reso necessario chiedere gli opportuni chiarimenti al Governo. La prima concerneva la scelta dell'Esecutivo di adottare il decreto-legge, in luogo del ricorso alla legge comunitaria, quale strumento per adempiere agli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea. La seconda questione riguardava la disciplina contenuta nell'articolo 5 in materia di immigrazione. In proposito, ricorda che nella seduta di ieri era emerso l'orientamento unanime delle Commissioni riunite favorevole a sopprimere la prima parte dell'articolo 5, in accoglimento di una specifica proposta avanzata dal Gruppo Lega Nord, mantenendo soltanto la disposizione recata dalla lettera e), solo marginalmente riconducibile alla disciplina dell'immigrazione e della condizione dello straniero.

 

Il ministro Emma BONINO ricorda che l'articolo 10 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 (cosiddetta "legge Buttiglione") prevede la possibilità di adottare provvedimenti anche urgenti a fronte di atti normativi o sentenze degli organi giurisdizionali dell'Unione europea che comportano obblighi di adeguamento, quando la scadenza sia anteriore alla presunta entrata in vigore della legge comunitaria relativa all'anno in corso. Considerato che la legge comunitaria per il 2006 è stata approvata dal Parlamento con notevole ritardo (gennaio 2007) e che l'introduzione di ulteriori emendamenti volti a recepire le direttive in scadenza avrebbe comportato un'ulteriore dilazione nella conclusione dell'iter, il Governo si è orientato ad adottare un provvedimento urgente in modo da evitare l'irrogazione delle multe assai gravose conseguenti alle condanne per infrazione.

Illustra quindi un documento informativo sulle procedure d'infrazione pendenti, sottolineando che i termini per il recepimento delle direttive di cui al provvedimento in titolo sono già scaduti.

Con riferimento alla proposta, avanzata nella seduta di ieri dal relatore Sinisi e condivisa dalle Commissioni riunite, di sopprimere alcune disposizioni dell'articolo 5, osserva che esso ha lo scopo di corrispondere ai rilievi mossi dalla Commissione europea con due procedure di infrazione. Anzitutto, si prevede che per i soggiorni brevi (di durata inferiore a 90 giorni) al cittadino di un paese terzo sia richiesta una semplice dichiarazione di presenza; in secondo luogo, nel caso di cittadini di Paesi terzi dipendenti da imprese con sede in uno Stato dell'Unione che devono essere distaccati in Italia, si sostituisce l'attuale sistema di autorizzazione al lavoro con una comunicazione del committente del contratto. Un rinvio della nuova disciplina dei soggiorni brevi alla prevista revisione della disciplina generale sull'immigrazione, il cui iter sarà prevedibilmente lungo e complesso, a suo avviso non solo aggraverebbe la procedura d'infrazione in corso e le conseguenti sanzioni economiche, ma si tradurrebbe anche in una penalizzazione in termini di competitività: infatti, altri Stati membri applicano procedure più flessibili allo straniero che intenda farvi ingresso per motivi di turismo o di commercio internazionale.

Considerata l'entità degli impegni da assumere con l'accoglimento della suddetta proposta, si riserva di chiedere l'avviso del Consiglio dei ministri che si riunirà fra breve.

 

Il presidente della Commissione affari costituzionali BIANCO (Ulivo) precisa che la soluzione prospettata dal relatore non esclude l'individuazione di una formulazione che consenta di semplificare le procedure di ingresso in alcuni casi specifici e circoscritti. Il parere favorevole del Governo su quella proposta contribuirebbe al raggiungimento di un punto di equilibrio politico nelle Commissioni riunite.

 

Nel ringraziare la Presidenza per aver dato tempestivamente corso alle sollecitazioni avanzate dall'opposizione, garantendo la presenza del Ministro per le politiche europee alla seduta delle Commissioni riunite, il senatore EUFEMI (UDC) ritiene che sia inopportuna la scelta di abbinare la delega per le politiche europee con quella per il commercio internazionale. Infatti, la profonda diversità esistente tra le due competenze determina, a suo avviso, serie difficoltà operative per l'esercizio delle funzioni attribuite. Prende atto delle informazioni contenute nella nota esplicativa depositata dal Ministro, volta a illustrare la scadenza delle varie procedure di infrazione attivate a livello comunitario contro l'Italia. Tuttavia, sottolinea la natura politica della questione sollevata e critica in generale l'atteggiamento assunto dal Governo nella conduzione dei rapporti con le Camere. Nel caso di specie, ciò si è verificato per la questione riguardante gli effetti finanziari delle norme recate dal decreto-legge, in relazione alla quale ritiene non siano stati forniti i chiarimenti richiesti. In proposito prende atto dell'orientamento espresso dal Ministro, nel senso di giustificare la scelta di inserire nel decreto-legge varie disposizioni di adeguamento agli obblighi comunitari, con il ricorso alle previsioni recate dall'articolo 10 della legge n. 11 del 2005, le quali effettivamente ampliano i poteri del Governo nelle procedure di attuazione delle normative comunitarie. Rileva, tuttavia, che tale situazione d'urgenza discende da una circostanza non imputabile al Parlamento. Il decreto-legge, prosegue l'oratore, presenta una serie di nodi problematici ancora irrisolti: in particolare la previsione recata dal terzo comma dell'articolo 4, che elimina il divieto per le imprese operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale, concessionarie di servizi pubblici locali, di esercitare attività in regime di concorrenza nel settore dei servizi «post-contatore» danneggia principalmente le categorie artigianali, lungi dal perseguire una logica di liberalizzazione soltanto propagandata. Pertanto, evidenzia che in relazione a tutte le problematiche emerse neanche l'odierno intervento del Ministro ha fornito risposte soddisfacenti.

 

Interloquisce il ministro Emma BONINO, sottolineando che le questioni sollevate non ricadono soltanto nella sfera di competenza del suo Dicastero: esse infatti attingono le competenze anche di altri Ministeri.

 

Proseguendo il proprio intervento, il senatore EUFEMI (UDC) ribadisce che l'ottica sottesa al provvedimento del Governo era soltanto quella di intervenire in alcune materie particolarmente delicate, come i servizi «post-contatore» e la disciplina sul diritto d'autore, utilizzando la pretesa necessità di adeguare l'ordinamento nazionale al diritto comunitario quale giustificazione dell'intervento attuato. Dal momento che le norme introdotte rientrano nella competenza di altri Ministeri, è evidente, a suo giudizio, l'intento del Governo di evitare ogni interlocuzione sulle questioni più importanti, assumendo un atteggiamento di chiusura nei confronti delle Camere.

 

Il senatore SAPORITO (AN) rileva che con un provvedimento d'urgenza si interviene su istituti di grande rilievo, come la disciplina dell'immigrazione, senza che l'opposizione abbia uno spazio di discussione adeguato per svolgere il suo ruolo di controllo. Più in generale richiama l'attenzione del Governo sulla necessità di assicurare una attuazione delle norme comunitarie che tenga conto della realtà locale e degli interessi degli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese, che a suo avviso sarebbero danneggiate dalle disposizioni in esame.

 

Il senatore PASTORE (FI) osserva che il rispetto di normative comunitarie o di procedure di infrazione mediante decreto-legge comporta, fra l'altro, una riduzione del ruolo di controllo dell'opposizione. Inoltre, si dovrebbe sollevare la questione della produzione normativa comunitaria che a suo avviso si sviluppa in contrasto con i criteri di semplificazione osservati dalla legislazione nazionale e con lo spirito di liberalizzazione del mercato.

Sottolinea quindi che non sempre le denuncie di infrazione hanno esito in effettive sentenze di condanna, come testimonia il caso recente della vertenza sull'IRAP, per cui è opportuno osservare un criterio di prudenza. Inoltre, il recepimento di direttive dovrebbe considerare le peculiarità economiche e sociali del Paese; in particolare, il divieto per le aziende operanti nel settore dell'energia elettrica di esercitare attività nei servizi post-contatore, che la Commissione chiede di rimuovere, risponde all'esigenza di tutelare le categorie artigianali da possibili abusi di posizione dominante.

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP), intervenendo sull'articolo 5, rileva la natura politica della scelta compiuta dal Governo italiano di non presentare alla Commissione europea le proprie osservazioni in merito alla procedura di infrazione n. 2006/2126. Ritiene infatti che il tenore letterale dell'articolo 5 della convenzione d'applicazione dell'accordo di Schengen giustifichi, in relazione alla normativa nazionale censurata (in materia di permesso di soggiorno), un giudizio diverso da quello prospettato dagli organi della Comunità europea e posto a fondamento dell'intervento normativo del Governo. Contesta poi il metodo impiegato (con l'adozione di un decreto-legge) per attuare scelte politiche volte alla revisione della disciplina sull'immigrazione.

Infine pone in rilievo l'esigenza che il Governo prenda posizione sull'orientamento unanime delle Commissioni riunite, favorevole alla soppressione dell'articolo 5.

 

Il ministro Emma BONINO giudica condivisibile l'esigenza prospettata dal senatore Pastore di procedere ad una semplificazione del corpus normativo tanto nazionale quanto comunitario, ritenendo opportuno al riguardo un maggiore coordinamento tra le due produzioni normative. Per quanto riguarda l'adeguamento dell'Italia agli obblighi comunitari, osserva che a fronte di un numero molto alto di procedure d'infrazione avviate (molte delle quali si correlano a normative introdotte dagli enti locali), la scelta compiuta è stata nel senso di risolvere innanzitutto le infrazioni che si trovano in uno stadio iniziale. Pertanto, in riferimento alle valutazioni compiute dal Governo nella conduzione delle singole procedure d'infrazione (citando l'esempio dell'IRAP e quello della detraibilità ai fini dell'IVA delle spese per l'acquisto di veicoli ad uso promiscuo), assicura che esse sono state ampie e approfondite. Infine, informa le Commissioni dell'avvenuta costituzione presso il Dipartimento per gli affari europei di uno specifico osservatorio sulle infrazioni comunitarie, al quale è stato affidato il compito di curare i rapporti con le varie amministrazioni nazionali coinvolte nel processo di adeguamento al diritto dell'Unione europea.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 9,15.

 


COMMISSIONI 1ª e 6ª RIUNITE

1ª (Affari Costituzionali)
6ª (Finanze e tesoro)

 

mercoledì 7 marzo 2007

5ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente della 1ª Commissione

BIANCO

 

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1329) Conversione in legge del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali

(Seguito dell’esame e rinvio)

 

Si riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana odierna.

 

Il presidente BIANCO, prima di passare all’esame degli emendamenti presentati, il cui testo è pubblicato in allegato al resoconto, riepiloga le principali questioni problematiche emerse durante l’esame del decreto-legge. Sotto un primo profilo, è stata criticata dall’opposizione l’adozione del decreto-legge quale strumento per introdurre disposizioni di adeguamento del diritto nazionale agli obblighi comunitari con norme di rango legislativo; in secondo luogo è stato espresso un giudizio negativo sull’articolo 5, con la conseguente presentazione di numerosi emendamenti soprattutto da parte della Lega Nord Padania. Tale scelta, muove dal timore che l’articolato sia volto a stravolgere l’impianto normativo della vigente disciplina sull’immigrazione, e quindi risponde all’obiettivo di contrastarne l’approvazione. A tale riguardo, i Gruppi dell’opposizione hanno manifestato l’esigenza di affidare il confronto su tale tematica alla discussione del progetto di revisione di detta disciplina, la cui presentazione è stata preannunciata da esponenti del Governo, a condizione di espungere dal testo le disposizioni dell’articolo 5.

Il Presidente ricorda inoltre che è emerso nelle Commissioni riunite l’orientamento unanime a concordare una modifica dell’intero articolo 5, finalizzata a prevedere la soppressione delle lettere a), b), c) e d), ad eccezione della disposizione recata dalla lettera e). A fronte di tale indirizzo, era stato dato mandato ai relatori di procedere alla selezione degli emendamenti da discutere nel prosieguo dell’esame.

Ricapitola infine i contenuti dell’intervento svolto dal ministro Emma Bonino nell’odierna seduta antimeridiana, con l’illustrazione dei motivi sottesi all’introduzione dell’articolo 5, in particolare per ciò che riguarda la necessità di procedere con urgenza all’adeguamento del diritto nazionale all’ordinamento comunitario nella materia dei permessi di soggiorno per una permanenza di breve durata nel territorio nazionale. Invita quindi il ministro Rutelli a esplicitare l’orientamento dell’Esecutivo, atteso che il ministro Emma Bonino aveva rinviato al Consiglio dei Ministri la determinazione di una valutazione complessiva.

 

Il vice presidente del Consiglio dei ministri RUTELLI, nell’illustrare le finalità perseguite dall’articolo 5, precisa che il Governo non intende con esso apportare modifiche stravolgenti all’impianto di fondo della disciplina sull’immigrazione recata dalla legge "Bossi-Fini", che invece potrà essere oggetto di uno specifico intervento in seguito. Pertanto, all’intervento in commento, il Governo annette particolare rilevanza, poiché esso si muove nella prospettiva di modificare la disciplina attualmente in vigore sul rilascio dei permessi di soggiorno, ritenuta eccessivamente restrittiva. Una prima esigenza emersa concerne il rilascio del permesso per motivi di studio: le difficoltà esistenti, infatti, costituiscono un serio ostacolo all’ingresso di studiosi ed esperti che intendono svolgere in Italia attività scientifica e di studio. Analoga esigenza si prospetta per quanto riguarda il settore turistico, in particolar modo per l’afflusso di visitatori provenienti dall’Asia e appartenenti a ceti sociali abbienti. Al riguardo cita una statistica che dimostra come solo una minima parte del numero complessivo di turisti cinesi che hanno effettuato viaggi all’estero abbia scelto di visitare l’Italia. D’altro canto, la semplificazione procedurale attuata con l’articolo 5 mira a recuperare al Paese competitività in tale settore. La procedura attualmente prevista per il rilascio del permesso incide negativamente anche sulla possibilità di ingresso nel territorio nazionale di quanti vi si recano per affari.

Sotto altro profilo, le misure varate con l’articolo 5 mirano anche a risolvere alcune procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, come ricordato dal ministro Emma Bonino.

Dopo aver ricordato che la disciplina attualmente in vigore è più restrittiva di quella prevista negli ordinamenti di altri Paesi, compresi gli Stati Uniti, auspica che le Commissioni riunite valutino con un confronto ampio e approfondito, anche con l’apporto dell’opposizione, il valore delle tematiche appena illustrate, avendo presente che, più in generale, sulle strategie normative in materia di immigrazione, il dibattito parlamentare potrà svolgersi in altra sede. Auspica, inoltre che nell’ambito di uno specifico tavolo tecnico, si possano creare le condizioni per un’ampia convergenza da parte delle forze dell’opposizione, ferme restando le indicazioni su turismo e studio illustrate.

 

Il presidente BIANCO chiede alle Commissioni riunite di esprimere il proprio orientamento sulla eventuale presentazione di un emendamento all’articolo 5, che ne riformuli il testo in modo da contemperare le esigenze prospettate dall’opposizione con quelle richiamate dal ministro Rutelli.

 

A giudizio del senatore CALDEROLI (LNP) occorre sottolineare la grande valenza politica dell’orientamento maturato nella seduta di ieri, le cui risultanze sono a suo parere irretrattabili laddove i Gruppi di opposizione avevano dato la disponibilità a ritirare eventualmente gli emendamenti presentati a fronte di una soppressione dell’articolo 5, ad eccezione delle disposizioni di cui alla lettera e) del comma 1. Pertanto non giudica corretta la proposta secondo la quale le Commissioni dovrebbero assumere una nuova decisione in merito alle questioni già trattate. In proposito, evidenzia che nella seduta odierna il dibattito dovrebbe svolgersi sulla sola disposizione recata dalla lettera e) dell’articolo 5, senza riaprire la discussione per le disposizioni recate dalle altre lettere dell’articolo. Nel ribadire il giudizio negativo sull’adozione del decreto-legge per apportare modifiche al Testo unico sull’immigrazione, giudica molto positivamente l’emendamento 5.1000 del relatore Sinisi, che recepisce in modo puntuale le esigenze rappresentate dell’opposizione. Conclusivamente, ritiene che il testo di tale emendamento costituisca una soluzione ottimale alle questioni concernenti l’articolo 5.

 

Il presidente BIANCO, in merito all’orientamento maturato nella seduta di ieri, fa tuttavia presente che tanto il sottosegretario Grandi, quanto il ministro Emma Bonino si erano riservati di far conoscere la valutazione del Governo, illustrata adesso dal Vice presidente del Consiglio.

 

Il senatore SAPORITO (AN) ribadisce la valutazione negativa del ricorso allo strumento del decreto-legge per sanare presunte difformità del diritto nazionale rispetto all’ordinamento comunitario ed evidenzia che tale metodo è illegittimo non solo sul piano costituzionale, ma anche perché limita ingiustificatamente i tempi e le modalità della discussione presso le Camere. Sottolinea il valore politicamente vincolante dell’intesa raggiunta nella seduta di ieri, con la quale si affrontavano in modo efficace i problemi individuati con riferimento all’articolo 5. In proposito, giudica molto positivamente l’emendamento 5.1000 del relatore. Incidentalmente, apprezza anche l’emendamento 4.65 (testo 2), che rappresenta a suo avviso un’idonea soluzione alle questioni emerse anche in riferimento al terzo comma dell’articolo 4.

Quanto alla proposta del vice presidente del Consiglio Rutelli di istituire un tavolo tecnico per l’esame delle tematiche da lui stesso enucleate, non si dichiara aprioristicamente contrario, anche se ritiene che l’intesa di massima raggiunta dalle Commissioni rappresenti un punto fermo.

 

Il senatore EUFEMI (UDC), prendendo atto dell’elenco delle procedure d’infrazione avviate contro lo Stato italiano depositato dal ministro Emma Bonino, ribadisce il proprio giudizio negativo sull’introduzione con decreto-legge di disposizioni volte ad adeguare l’ordinamento interno al diritto comunitario. Osserva poi che le esigenze segnalate dal ministro Rutelli appaiono meritevoli di un’attenta e approfondita valutazione, anche se ritiene che esse non debbano essere discusse in sede di conversione del decreto-legge. Ribadisce altresì le critiche già espresse agli articoli del provvedimento, in particolare per il riferimento alle «altre convivenze» contenuto alla lettera a) dell’articolo 5, nonché per la norma abrogativa contenuta nel terzo comma dell’articolo 4, che incide in modo negativo sul settore dei servizi «post-contatore», danneggiando in particolare le imprese artigiane, senza perseguire un’autentica logica di liberalizzazione. Almeno quanto all’articolo 5, ritiene che i problemi evidenziati siano risolti dall’emendamento 5.1000, presentato dal relatore. Pertanto, egli prosegue, le difficoltà insorte sono da porre in stretta correlazione con i rapporti tra la maggioranza parlamentare e il Governo. In conclusione ribadisce che l’interlocuzione del Governo con gli organi parlamentari, nel corso dell’esame del decreto-legge, è stata assolutamente carente.

 

Interviene quindi il senatore VILLONE (Ulivo), il quale si rammarica delle critiche espresse dall’opposizione, in particolare per quanto riguarda la censura ai presunti rischi dell’articolo 5, che riecheggia quelle già rivolte ad altro provvedimento, in cui si volle infondatamente individuare una surrettizia introduzione nell’ordinamento italiano delle unioni di fatto. Auspica pertanto che nel prosieguo dell’esame le forze dell’opposizione accettino un confronto serio e approfondito sul merito del provvedimento.

Il senatore PASTORE (FI) sottolinea l'anomalia dell’adeguamento al diritto comunitario attraverso lo strumento del decreto-legge, che restringe in particolare l'ambito di intervento delle forze politiche di opposizione. Vi è il timore, tra l'altro, che data la storica inadempienza dell'Italia nel recepimento delle norme comunitarie, l'adozione di provvedimenti d'urgenza con questa finalità possa diventare un metodo ordinario.

Conclude, confermando le perplessità della sua parte politica sul contenuto dell'articolo 5 e di altre disposizioni del decreto-legge.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) rileva che la proposta di modifica su cui nella seduta di ieri le Commissioni riunite avevano convenuto unanimemente deve essere riconsiderata alla luce degli argomenti portati dal ministro Rutelli, che ha sottolineato l'esigenza di risolvere tempestivamente la questione dei visti turistici e di studio, anche per corrispondere alla messa in mora da parte della Commissione europea, promossa dai rilievi del commissario Frattini.

A suo avviso, lo spirito dell'intesa in seno alle Commissioni riunite può essere conservato attraverso la ricerca di una formulazione che, non pregiudicando eventuali modifiche della disciplina sull'immigrazione, nel contempo colga le sollecitazioni del ministro Rutelli.

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP) ricorda che alla procedura avviata dalla Commissione europea con riferimento alla disciplina nazionale in materia di soggiorni brevi, il Governo non ha opposto alcuna controdeduzione: a suo giudizio si sarebbe potuto ottemperare all'obbligo comunitario attraverso una norma che prevedesse la facoltà e non già l'obbligo di consentire l'ingresso in base a una dichiarazione.

Ribadisce quindi l'orientamento del suo Gruppo, di convergere sull'emendamento 5.1000 proposto dal relatore nel rispetto dell'intesa intervenuta all'interno delle Commissioni riunite - e di poter rinunciare agli emendamenti presentati - rinviando all'imminente revisione della disciplina sull'immigrazione la questione complessiva dei visti per soggiorni brevi.

 

Il senatore BONADONNA (RC-SE) sottolinea che in altri Stati dell'Unione la dichiarazione di ingresso per soggiorni di breve durata rappresenta un fatto acquisito. A suo giudizio la disposizione proposta dal Governo con l'articolo 5 è condivisibile e tende a risolvere i casi illustrati dal ministro Rutelli. Del resto, sarebbe inopportuno attendere l'approvazione della legge comunitaria per il 2007 per introdurre la nuova disciplina richiesta dalla Commissione europea attraverso la messa in mora dell'Italia ai sensi dell'articolo 226 del Trattato.

 

Il senatore ZANDA (Ulivo) sostiene la proposta del relatore, di individuare una formulazione condivisa al fine di soddisfare le esigenze prospettate dal Ministro: si tratta di argomenti di interesse nazionale, che non vengono contestati dall'opposizione e non hanno uno specifico valore politico di parte.

 

Il senatore MAFFIOLI (UDC) preannuncia l’opposizione della propria parte politica sulla proposta avanzata dal relatore Barbolini con l’emendamento 5.0.2, che prevede l'adeguamento all'ordinamento comunitario della legge n. 157 del 1992, recante norme per la tutela della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. A suo avviso, infatti, si tratta di materia del tutto estranea all'oggetto del decreto-legge.

 

Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) ritiene inopportuna la conflittualità che si sta determinando nelle Commissioni riunite in ordine alle disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto-legge. Ritiene necessario da parte delle forze politiche uno sforzo comune per raggiungere un risultato positivo, una formulazione che soddisfi le esigenze prospettate dal ministro Rutelli. A tal fine propone di sopprimere le disposizioni di cui alle lettere a), b), c) e d), traducendole in un disegno di legge ordinario che potrebbe essere rapidamente approvato dal Parlamento.

 

Il senatore CALDEROLI (LNP) conviene con la proposta appena avanzata dal senatore Saro: ritiene che essa potrebbe favorire lo sviluppo ulteriore del clima di collaborazione che si è determinato più recentemente tra i Gruppi parlamentari del Senato al fine di consentire la proficua attività legislativa.

 

Il senatore CANTONI (FI), a nome del Gruppo Forza Italia, sostiene la proposta del senatore Saro.

 

Il presidente BIANCO, riassumendo i termini del dibattito, propone di rimettere ai relatori, d’intesa con i rappresentanti dei Gruppi, l'individuazione di una soluzione tecnica che venga incontro alle esigenze illustrate dal Vice presidente del Consiglio e generalmente condivise dalle Commissioni riunite, escludendo ogni intervento politicamente rilevante sulla vigente disciplina dell'immigrazione e prendendo in considerazione le proposte avanzate dal relatore Sinisi e dal senatore Saro.

 

Il vice presidente del Consiglio RUTELLI sottolinea che l'accelerazione impressa dal Governo, anche attraverso l'adozione di provvedimenti d'urgenza, al recepimento di direttive comunitarie, è giustificata dalle numerose procedure di infrazione rivolte all'Italia e dalla consapevolezza che il mancato adeguamento dell'ordinamento interno determina costi gravosi per il contribuente a causa delle multe comminate dalla Commissione europea, ma anche una penalizzazione per la competitività delle imprese nazionali. Auspica, pertanto, che la valutazione delle Commissioni riunite tenga conto dell'urgenza di provvedere alla semplificazione delle procedure per l'ingresso di cittadini di Paesi terzi per motivi turistici o di studio, che nel merito non è stata contestata da alcuno durante il dibattito svolto in proposito.

 

Il presidente BIANCO comunica che le Commissioni riunite potranno essere convocate nella giornata di martedì prossimo.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 16,05.


EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE
(AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)

 

N° 1329

 

1.1

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

L'articolo 1 è soppresso.

 

1.2

I Relatori

Nella rubrica, sostituire le parole: «della Commissione 2003/193/CE» con le seguenti: «2003/193/CE della Commissione,».

 

1.3

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 1 è soppresso.

 

1.4

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «In attuazione della sentenza 1º giugno 2006 nella causa C-207/05 della Corte di giustizia,».

 

1.5

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «Stante il perdurante inadempimento degli obblighi comunitari,».

 

1.6

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «recupero», con la seguente: «rientro».

 

1.7

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, la parola: «degli» è sostituita con le seguenti: «di tutti».

1.8

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «degli aiuti» con le seguenti: «delle somme».

 

1.9

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «recupero degli aiuti», aggiungere la seguente: «illegittimi».

 

1.10

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «recupero degli aiuti», aggiungere le seguenti: «percepiti illegittimamente».

 

1.11

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «equivalenti» con la seguente: «equiparati».

 

1.12

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma sostituire la parola: «equivalenti» con la seguente: «corrispondenti».

 

1.13

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, le parole: «alle imposte» sono sostituite con le seguenti: «a tutte le imposte».

 

1.14

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, le parole: «non corrisposte» sono sostituite con le seguenti: «non pagate».

 

1.15

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «corrisposte», con la seguente: «versate».

1.16

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sopprimere le parole: «e dei relativi interessi».

 

1.17

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «relativi interessi», aggiungere la seguente: «legali».

 

1.18

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «interessi» aggiungere le seguenti: «, da ridurre nella misura del cinquanta per cento,».

 

1.19

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «interessi» aggiungere le seguenti: «maturati fino al primo periodo d'imposta in che si è usufruito degli aiuti».

 

1.20

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «interessi» aggiungere le seguenti: «maturati fino al 1º giugno 2006».

 

1.21

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «interessi» aggiungere le seguenti: «maturati fino alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge».

 

1.22

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «interessi» aggiungere le seguenti: «maturati».

 

 

1.23

I Relatori

Al comma 1, sostituire le parole: «della Commissione europea 2003/193/CE» con le seguenti: «2003/193/CE della Commissione,».

 

1.24

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, le parole: «a ciascun periodo di imposta» sono sostituite con le seguenti: «ai singoli periodi di imposta».

 

1.25

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «l'aiuto è stato fruito», con le seguenti: «la somma è stata utilizzata».

 

1.26

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1 le parole: «è stato fruito» sono sostituite con le seguenti: «è stato goduto».

 

1.27

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «fruito» con la seguente: «autorizzato».

 

1.28

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «è effettuato», con le seguenti: «è disposto».

 

1.29

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1 dopo le parole: «è effettuato» è aggiunta la seguente: «esclusivamente».

 

1.30

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, tale da assicurare immediatezza e certezza all'attività di recupero dell'aiuto dichiarato illegittimo, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.31

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, tale da assicurare immediatezza e certezza all'attività di recupero, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.32

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.33

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni».

 

1.34

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione».

 

1.35

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «Agenzia delle entrate», con le seguenti: «Ministero dell'interno».

 

1.36

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, tale da assicurare immediatezza e certezza all'attività di recupero dell'aiuto dichiarato illegittimo, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, al fine di evitare l'applicazione di sanzioni contro lo Stato».

 

1.37

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, tale da assicurare immediatezza e certezza all'attività di recupero dell'aiuto dichiarato illegittimo, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.38

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, tale da assicurare immediatezza e certezza all'attività di recupero, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.39

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni, da emanarsi entro il termine massimo di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

 

1.40

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione in cui determinare anche i casi di esclusione o limitazione delle restituzioni».

 

1.41

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, a mezzo di procedura fissata con decreto di attuazione».

 

 

1.42

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, aggiungere infine: «, al fine di evitare applicazioni di sanzioni pecuniarie particolarmente gravose».

 

1.43

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Agenzia delle entrate», aggiungere le seguenti: «, entro il termine massimo di un anno decorrente dall'inizio dell'iter amministrativo.».

 

1.44

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 2 è soppresso.

 

1.45

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «sulla base» sono sostituite con le seguenti: «sulle risultanze».

 

1.46

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «sulla base» sono sostituite con le seguenti: «tenendo conto».

 

1.47

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «comunicazioni», con la seguente: «informazioni».

 

1.48

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «sulla base delle comunicazioni», aggiungere la seguente: «definitive».


1.49

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «trasmesse», con la seguente: «inviate».

 

1.50

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, la parola: «presentate» è sostituita con la seguente: «depositate».

 

1.51

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo peiodo, sostituire le parole: «società beneficiarie», con le seguenti: «soggetti beneficiari».

 

1.52

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «emesso», con la seguente: «emanato».

 

1.53

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «nella formulazione», con le seguenti: «nel testo».

 

1.54

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, la parola: «formulazione» è sostituita con la seguente: «versione».

 

1.55

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «anteriormente alle» con le seguenti: «prima delle».

 

1.56

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «apportate», con la seguente: «introdotte».

 

1.57

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, dopo la parola: «imposte», inserire la seguente: «dovute».

 

1.58

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «relativi interessi», aggiungere la seguente: «legali».

 

1.59

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «in caso» sono sostituite con le seguenti: «nel caso».

 

1.60

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo sostituire la parola: «mancata», con la seguente: «omessa».

 

1.61

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «presentazione della dichiarazione» sono sostituite con le seguenti: «presentazione delle dichiarazioni».

 

1.62

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo sostituire la parola: «liquida», con le seguenti: «provvede a liquidare».

 


1.63

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo sostituire le parole: «le somme dovute», con le seguenti: «gli importi dovuti».

 

1.64

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «degli elementi direttamente acquisiti», con le seguenti: «delle informazioni direttamente raccolte».

 

1.65

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 la parola: «direttamente» è soppressa.

 

1.66

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, primo periodo, aggiungere in fine le parole: «in contradditorio».

 

1.67

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire la parola: «provvede», con la seguente: «cura».

 

1.68

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire la parola: «recupero», con la seguente: «rientro».

 

1.69

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «degli aiuti», con le seguenti: «delle somme dovute».

 


1.70

BARBOLINI, relatore

Al comma 2, secondo periodo dopo la parola: «aiuti» inserire le seguenti: «nella misura della loro effettiva fruizione».

 

1.71

BIANCO

Al comma 2, secondo periodo dopo la parola: «aiuti» inserire le parole: «nella misura della loro effettiva fruizione».

 

1.72

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.73

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «novanta giorni», con le seguenti: «centocinquanta giorni».

 

1.74

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centoquarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.75

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centoquaranta giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.76

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centotrentacinque giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.77

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centotrenta giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.78

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centoventicinque giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.79

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.80

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «novanta giorni», con le seguenti: «centoventi giorni».

 

1.81

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centoquindici giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.82

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centodieci giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.83

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro centocinque giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.84

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 2, secondo periodo, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro cento giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.85

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore» sono sostituite con le seguenti: «entro novantacinque giorni dalla data di entrata in vigore».

 

1.86

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «novanta giorni», con le seguenti: «sessanta giorni».

 

1.87

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «novanta giorni», con le seguenti: «trenta giorni».

 

1.88

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «apposita comunicazione», con le seguenti: «apposito avviso».

 

1.89

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire la parola: «relazione», con la seguente: «merito».

 


1.90

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «a ciascuna annualità interessata» con le seguenti: «a ciascun periodo di imposta interessato».

 

1.91

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «ciascuna annualità interessata dal», con le seguenti: «ogni periodo attinente al».

 

1.92

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire la parola: «contenente», con la seguente: «recante».

 

1.93

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «delle somme dovute», con le seguenti: «degli importi dovuti».

 

1.94

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «l'intimazione», con le seguenti: «l'avvertimento».

 

1.95

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «mancato versamento», con le seguenti: «omesso pagamento».

 

1.96

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro centoventi giorni dalla data di notifica».

 

1.97

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro centoquindici giorni dalla data di notifica».

 

1.98

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro centodieci giorni dalla data di notifica».

 

1.99

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro centocinque giorni dalla data di notifica».

 

1.100

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro cento giorni dalla data di notifica».

 

1.101

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro novantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.102

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro novanta giorni dalla data di notifica».

 


1.103

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro ottantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.104

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro ottanta giorni dalla data di notifica».

 

1.105

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro settantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.106

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro settanta giorni dalla data di notifica».

 

1.107

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro sessantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.108

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro sessanta giorni dalla data di notifica».

 

1.109

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «trenta giorni», con le seguenti: «sessanta giorni».

 

1.110

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro cinquantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.111

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro cinquanta giorni dalla data di notifica».

 

1.112

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro quarantacinque giorni dalla data di notifica».

 

1.113

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «trenta giorni», con le seguenti: «quarantacinque giorni».

 

1.114

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro quaranta giorni dalla data di notifica».

 

1.115

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, le parole: «versamento entro trenta giorni dalla data di notifica» sono sostituite con le seguenti: «versamento entro trentacinque giorni dalla data di notifica».

 

 

1.116

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «trenta giorni», con le seguenti: «venti giorni».

 

1.117

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «trenta giorni», con le seguenti: «quindi giorni».

 

1.118

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «trenta giorni», con le seguenti: «dieci giorni».

 

1.119

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «si procede», con le seguenti: «si provvederà».

 

1.120

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «delle somme non versate», con le seguenti: «degli importi non corrisposti».

 

1.121

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, secondo periodo, sopprimere le parole: «nonché degli ulteriori interessi dovuti».

 

1.122

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente: «Gli enti locali possono, ai fini della restituzione della quota delle imposte liquidate, optare per la corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali spettanti per l'anno 2007:».

 

1.123

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente: «Gli enti locali possono, in alternativa, optare per la corrispondente riduzione pari alle imposte dovute dei trasferimenti erariali spettanti per l'anno 2007:».

 

1.124

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente: «Gli enti locali possono, ai fini della restituzione della quota degli interessi dovuti, optare per la corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali spettanti per l'anno 2007:».

 

1.125

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, sostituire le parole: «Non si fa luogo» con le seguenti: «Non si procede».

 

1.126

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, sostituire le parole: «non si fa luogo», con le seguenti: «non si procederà».

 

1.127

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, le parole: «in ogni caso» sono soppresse.

 

1.128

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, sostituire le parole: «all'applicazione», con le seguenti: «alla comminazione».

 

1.129

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, le parole: «di sanzioni» sono sostituite con le seguenti: «delle sanzioni».

 

1.130

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, sostituire la parola: «violazioni», con la seguente: «infrazioni».

 

1.131

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, sostituire la parola: «connesse», con la seguente: «riferite».

 

1.132

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, terzo periodo, le parole: «dalle presenti disposizioni» sono sostituite con le seguenti: «dal presente articolo».

 

1.133

BARBOLINI, relatore

Al comma 2, eliminare il seguente periodo: «Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa».

 

1.134

EUFEMI

Al comma 2 eliminare il seguente periodo: «Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa».

 

1.135

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sopprimere il quarto periodo.

 

1.136

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quarto periodo, la parola: «non» è soppressa.

 

1.137

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, al quarto periodo, sopprimere le parole: «e della sospensione in sede amministrativa».

 

1.138

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quinto periodo, sostituire le parole: «la comunicazione», con le seguenti: «l'avvuso».

 

1.139

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quinto periodo, la parola: «contenente» è sostituita con le seguenti: «che contiene».

 

1.140

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quinto periodo, sostituire le parole: «delle somme dovute», con le seguenti: «degli importi dovuti».

 

1.141

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quinto periodo, sostituire le parole: «dell'aiuto», con le seguenti: «delle sovvenzioni».

 

1.142

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, quinto periodo, la parola: «davanti» sono sostituite con la seguente: «innanzi».

 

1.143

I Relatori

Al comma 2, nel quinto periodo, dopo le parole: «decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546» inserire le seguenti: «, e successive modificazioni» e, nel sesto periodo, dopo le parole: «solo nelle ipotesi» inserire la seguente: «di».

 

1.144

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 il sesto periodo è soppresso.

 

1.145

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, le parole: «tenuto conto tanto del» sono sostituite con le seguenti: «tenuto conto sia del».

 

1.146

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, le parole: «quanto dell'effetto» sono sostituite con le seguenti: «sia dell'effetto».

 

1.147

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, sostituire la parola: «determinazioni», con la seguente: «deliberazioni».

 

1.148

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, la parola: «delle determinazioni» sono sostituite con le seguenti: «delle decisioni».

 

1.149

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, le parole: «di competenza» sono soppresse.

 


1.150

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, sopprimere le seguenti parole: «ed irreparabilità».

 

1.151

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 2, sesto periodo, sostituire la parola: «allegato», con la seguente: «arrecato».

 

1.152

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, le parole: «può disporre» sono sostituite con la seguente: «dispone».

 

1.153

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, dopo la parola: «sospensione», aggiungere le seguenti: «ovvero la revoca».

 

1.154

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo, lettera c), sopprimere la parola: «evidente».

 

1.155

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sesto periodo lettera c), sostituire la parola: «evidente» con le seguenti: «rilevante».

 

1.156

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 3 è soppresso.

 

 

1.157

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, dopo le parole: «Gli interessi», aggiungere le seguenti: «legali».

 

1.158

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, dopo le parole: «gli interessi» sono aggiunte le seguenti: «da applicare».

 

1.159

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, secondo capoverso, dopo le parole: «Il tasso di interesse», aggiungere la seguente: «legale».

 

1.160

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, le parole: «al primo periodo» sono sostituite con le seguenti: «al primo anno».

 

1.161

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, alla fine del secondo periodo, aggiungere le seguenti parole: «, ridotto nella misura del cinquanta per cento».

 

1.162

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 4 è soppresso.

 

1.163

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, sostituire le parole: «Conformemente alla disciplina comunitaria applicabile ed» con le seguenti: «In applicazione».

 


1.164

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, la parola: «Conformemente» è sostituita con le seguenti: «In conformità».

 

1.165

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, le parole: «alla decisione» sono sostituite con le seguenti: «alla determinazione».

 

1.166

I Relatori

Al comma 4, sostituire le parole: «della Commissione europea 2003/193/CE» con le seguenti: «2003/193/CE della Commissione,», le parole: «Trattato CE» con le seguenti: «Trattato che istituisce la Comunità europea», le parole: «Trattato CEE» con le seguenti: «Trattato che istituisce la Comunità economica europea» e le parole: «Trattato CECA» con le seguenti: «Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio».

 

1.167

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, sostituire le parole: «comunicazione d'ingiunzione notificata», con le seguenti: «avviso di pagamento notificato».

 

1.168

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, le parole: «di applicabilità» sono sostituite con le seguenti: «di applicazione».

 

1.169

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, la parola: «vigenti» è sostituita con le seguenti: «in vigore».

 

1.170

VITALI

Al comma 4, dopo le parole: «di riferimento» aggiungere le seguenti: «nonché quelli che, per ragioni attinenti al caso specifico, non rientrano nell'ambito di applicazione della decisione della Commissione di cui al comma 1».

Conseguentemente, sostituire il comma 9 con il seguente:

«9. Fatti salvi gli effetti delle dichiarazioni già comunicate di cui al comma 1, le società beneficiarie, che intendono avvalersi della disposizione di cui al comma 4 producono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente tutte le necessarie informazioni con riferimento al periodo di godimento dell'esenzione fiscale dichiarata aiuto di Stato illegittimo dalla decisione della Commissione 2003/193/CE del 5 giugno 2002, conformemente alla disciplina pro tempore vigente».

 

1.171

BIANCO

Al comma 4, dopo le parole: «di riferimento» aggiungere le seguenti: «nonché quelli che, per ragioni attinenti al caso specifico, non rientrano nell'ambito di applicazione della decisione della Commissione di cui al comma 1».

 

1.172

PEGORER, VITALI

Al comma 4, dopo le parole: «di riferimento» aggiungere le seguenti: «nonché quelli che, per ragioni attinenti al caso specifico, non rientrano nell'ambito di applicazione della decisione della Commissione di cui al comma 1».

 

1.173

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 5 è soppresso.

 

1.174

I Relatori

Al comma 5, sostituire le parole: «presente recupero» con le seguenti: «recupero di cui al presente articolo» e, dopo le parole: «comunicazione 96/C 68/06» inserire le seguenti: «della Commissione,».

 

1.175

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, la parola: «recupero» è sostituita con la seguente: «articolo».

 

1.176

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, sostituire la parola: «recupero», con la seguente: «rientro».

 


1.177

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, sostituire le parole: «appartengono alla», con le seguenti: «rientrano nella».

 

1.178

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, sostituire le parole: «gli aiuti», con le seguenti: «le sovvenzioni».

 

1.179

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, le parole: «su un periodo» sono sostituite con le seguenti: «su un arco temporale».

 

1.180

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 5, le parole da: «tale massimale...» a: «obiettivo perseguito» sono soppresse.

 

1.181

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 5, la parola: «massimale» è sostituita con le seguenti: «limite massimo».

 

1.182

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 6 è soppresso.

 

1.183

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 6, sostituire le parole: «gli aiuti concessi», con le seguenti: «le sovvenzioni elargite».

 

1.184

I Relatori

Al comma 6, sostituire le parole: «della Commissione europea 92/C 213/02» con le seguenti: «92/C 213/02 della Commissione,» e, dopo le parole: «comunicazione 96/C 68/06» inserire le seguenti: «della Commissione,».

 

1.185

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 6, sostituire le parole: «carattere fisso», con le seguenti: «natura perentoria».

 

1.186

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 6, secondo periodo, sostituire la parola: «aiuti», con la seguente: «sovvenzioni».

 

1.187

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 6, terzo periodo, sostituire le parole: «società beneficiarie», con le seguenti: «soggetti beneficiari».

 

1.188

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 7 è soppresso.

 

1.189

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, la parola: «Conformemente» è sostituita con le seguenti: «In conformità».

 

1.190

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, le parole: «alle indicazioni fornite» sono sostituite con le seguenti: «alle disposizioni stabilite».

 

1.191

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, le parole: «l'importo massimo» sono sostituite con le seguenti: «la somma massima».

 

1.192

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, sostituire le parole: «sovvenzione diretta», con le seguenti: «versamento diretto».

 

1.193

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, le parole: «ai fini della» sono sostituite con le seguenti: «per la».

 

1.194

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 7, le parole: «si applicano i tassi variabili» sono sostituite con le seguenti: «si devono applicare i tassi variabili».

 

1.195

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 8 è soppresso.

 

1.196

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 8, le parole: «sono esclusi» sono sostituite con le seguenti: «si escludono».

 

1.197

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 8, le parole: «per il computo» sono sostituite con le seguenti: «per il calcolo».

 

1.198

I Relatori

Al comma 8, dopo la parola: «Commissione» inserire la seguente: «europea».

 


1.199

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 8, la parola: «rientranti» è sostituita con le seguenti: «che rientrano».

 

1.200

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 8, la parola: «qualora» sono sostituite con le seguenti: «nel caso».

 

1.201

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

II comma 9 è soppresso.

 

1.202

BIANCO

Sostituire il comma 9, con il seguente:

«9. Fatti salvi gli effetti delle dichiarazioni già comunicate di cui al comma 1, le società beneficiarie, che intendono avvalersi della disposizione di cui al comma 4 producono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente tutte le necessarie informazioni con riferimento al periodo di godimento dell'esenzione fiscale dichiarata aiuto di Stato illegittimo dalla decisione 2003/193/CE della Commissione del 5 giugno 2002, conformemente alla disciplina pro tempore vigente».

 

1.203

PEGORER, VITALI

Sostituire il comma 9 con il seguente:

«9. Fatti salvi gli effetti delle dichiarazioni già comunicate di cui al comma 1, le società beneficiarie, che intendono avvalersi della disposizione di cui al comma 4 producono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente tutte le necessarie informazioni con riferimento al periodo di godimento dell'esenzione fiscale dichiarata aiuto di Stato illegittimo dalla decisione 2003/193/CE della Commissione del 5 giugno 2002, conformemente alla disciplina pro tempore vigente».

 

1.204

I Relatori

Al comma 9, dopo le parole: «comma 4» inserire il segno di interpunzione: «,» e sostituire le parole: «della Commissione 2003/193/CE» con le seguenti: «2003/193/CE della Commissione,».

 

1.205

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 10 è soppresso.

 

1.206

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «La documentazione» sono sostituite con le seguenti: «Tutti i documenti».

 

1.207

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «consegnata a mano o» sono soppresse.

 

1.208

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro sessanta giorni dalla notifica».

 

1.209

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro cinquantacinque giorni dalla notifica».

 

1.210

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro cinquanta giorni dalla notifica».

 

1.211

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro quarantacinque giorni dalla notifica».

1.212

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro quaranta giorni dalla notifica».

 

1.213

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro trentacinque giorni dalla notifica».

 

1.214

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro trenta giorni dalla notifica».

 

1.215

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro venticinque giorni dalla notifica».

 

1.216

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 10 le parole: «entro quindici giorni dalla notifica» sono sostituite con le seguenti: «entro venti giorni dalla notifica».

 

1.217

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Il comma 11 è soppresso.

1.0.1 (testo 2)

BARBOLINI, relatore

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

1. Al fine di chiarire il trattamento fiscale degli interventi nel settore dei trasporti pubblici, di cui agli articoli 70 e seguenti, titolo V, del Trattato CEE 25 marzo 1957, i contributi attribuiti dalle regioni ai soggetti beneficiari ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 1º aprile 1995, n. 98, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 204, non sono da considerarsi componenti positivi del reddito e quindi non sono compresi tra i ricavi previsti dall'articolo 85 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

2. I contributi di cui al comma 1, nonché quelli erogati ai sensi dell'articolo 6 della legge 10 aprile 1981, n. 151, e dell'articolo 1 del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 833, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 6 febbraio 1987, n. 18, non sono da considerare rilevanti ai fini dell'applicazione delle disposizioni degli articoli 96, 109, comma 5, e 84, comma 1, del predetto testo unico delle imposte sui redditi».

 

1.0.1

BARBOLINI, relatore

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Norme di interpretazione autentica in materia di contributi al settore dei trasporti pubblici locali)

1. I contributi attribuiti dalle regioni ai soggetti beneficiari ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 1º aprile 1995, n. 98, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 204, non sono da considerarsi componenti positivi del reddito e quindi non sono compresi tra i ricavi previsti dall'articolo 85 del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

2. l contributi di cui al comma 1, nonché quelli erogati ai sensi dell'articolo 6 della legge 10 aprile 1981, n. 151, e dell'articolo 1 del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 833, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 6 febbraio 1987, n. 18, non sono da considerare rilevanti ai fini dell'applicazione delle disposizioni degli articoli 96, 109, comma 5, e 84, comma 1, del predetto testo unico delle imposte sui redditi».

 

2.1

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il primo periodo.

 

2.2

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: «Ai fini della semplificazione delle procedure di utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1, comma 950 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, la Presidenza del Consiglio, di concerto con i Ministri degli affari esteri e del commercio internazionale, realizza le iniziative di promozione della candidatura della città di Milano all'Esposizione universale del 2015, anche attraverso l'Ente Comitato di candidatura Expo – Milano 2005».

 

2.3

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: «Ai fini della partecipazione della città di Milano all'Esposizione universale del 2015, di cui all'articolo 1, comma 950, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, la Presidenza del Consiglio, d'intesa con i Ministri degli affari esteri e del commercio internazionale autorizza l'Ente Comitato di candidatura Expo – Milano 2015 a promuoverne la candidatura».

 

2.4

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «Nel quadro di un maggiore impulso per progetti di innovazione e sviluppo del territorio e per liberare risorse finora inutilizzate,».

 

2.5

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, premettere le seguenti parole: Nel quadro di un maggiore impulso per progetti di innovazione e sviluppo del territorio,».

 

2.6

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «Ai fini di creare un'occasione di rilancio per tutta la provincia,».

 

2.7

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sopprimere le parole: «le iniziative per».

Conseguentemente, sostituire le parole: «sono realizzate», con le seguenti: «è realizzata».

 

2.8

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «le attività di supporto alla».

 

2.9

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «le attività di sostegno alla».

 

2.10

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «le attività finalizzate alla».

 

2.11

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «le attività volte alla».

 

2.12

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «i progetti per il sostegno della».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «realizzati».

 

2.13

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «il sostegno alla».

Conseguentemente, sostituire le parole: «sono realizzate», con le seguenti: «è realizzato».

 

2.14

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la promozione della», con le seguenti: «la sponsorizzazione».

Conseguentemente, sostituire le parole: «sono realizzate», con le seguenti: «è realizzata».

 

2.15

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la», con le seguenti: «gli atti finalizzati alla».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «curati».

 

2.16

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la», con le seguenti: «gli atti finalizzati alla».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «eseguiti».

 

2.17

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la», con le seguenti: «gli atti finalizzati alla».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con Ia seguente: «concretizzati».

 

2.18

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la», con le seguenti: «gli atti finalizzati alla».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «posti in essere».

 

2.19

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire le parole: «le iniziative per la», con le seguenti: «gli atti finalizzati alla».

Conseguentemente, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «realizzati».

 

2.20

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma primo, primo periodo, sostituire la parola: «iniziative», con la seguente: «procedure».

 


2.21

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «iniziative», con la seguente: «attività».

 

2.22

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «per la promozione», con le seguenti: «finalizzate al sostegno».

 

2.23

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «per la promozione», con le seguenti: «volte al sostegno».

 

2.24

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «per la promozione», con le seguenti: «che mirano alla promozione».

 

2.25

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «per la promozione», con le seguenti: «finalizzate alla promozione».

 

2.26

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «per la», con le seguenti: «volte alla».

 

2.27

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «la promozione», con le seguenti: «il supporto».

2.28

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «la promozione», con le seguenti: «il sostegno».

 

2.29

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «promozione» con la seguente: «sponsorizzazione».

 

2.30

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo la parola: «promozione», aggiungere le seguenti: «ed il sostegno».

 

2.31

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «della candidatura della città di Milano», con le seguenti: «della città di Milano quale candidata».

 

2.32

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Esposizione universale del 2015», aggiungere le seguenti: «, nel rispetto degli impegni sottoscritti nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite».

 

2.33

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Esposizione universale del 2015», aggiungere le seguenti: «, nel rispetto degli impegni sottoscritti nella Dichiarazione del Millennio».

 

2.34

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «realizzate», con la seguente: «curate».

 


2.35

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma primo, primo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dal Ministero delle politiche comunitarie e dalla Regione Lombardia».

 

2.36

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dal Ministero per le politiche comunitarie».

Conseguentemente, al secondo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché al Ministero delle politiche comunitarie, a ciascuno nella misura di un terzo degli stessi importi».

 

2.37

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dal Ministero per le politiche comunitarie».

 

2.38

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

Conseguentemente, al terzo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché alla Regione Lombardia, a ciascuno nella misura di un terzo degli stessi importi».

 

2.39

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

Conseguentemente, al terzo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché al Comune di Milano, a ciascuno nella misura di un terzo degli stessi importi».

 

2.40

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

Conseguentemente, al terzo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché alla Regione Lombardia e al Comune di Milano, a ciascuno nella misura di un quarto degli stessi importi».

 

2.41

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

Conseguentemente, al terzo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché alla Regione Lombardia e alla Provincia di Milano, a ciascuno nella misura di un quarto degli stessi importi».

 

2.42

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

Conseguentemente, al terzo periodo, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «nonché alla Regione Lombardia, alla Provincia e al Comune di Milano, a ciascuno nella misura di un quinto degli stessi importi».

 

2.43

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

 

2.44

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano».

 

2.45

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano».

 

2.46

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Regione Lombardia».

 

2.47

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Provincia e dal Comune di Milano».

 

2.48

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dal Comune di Milano».

 

2.49

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Ministero del commercio internazionale», aggiungere le seguenti: «, nonché dalla Provincia di Milano».

 

2.50

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «anche attraverso», con le seguenti: «anche tramite».

 

2.51

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Expo-Milano 2015», aggiungere le seguenti: «La candidatura di Milano per l'Expo 2015 persegue i seguenti obiettivi:

d) assicurare un'alimentazione sana e di qualità a tutta l'umanità per eliminare la fame, la sete, la mortalità infantile e la malnutrizione, debellando carestie e pandemie;

e) prevenire le nuove grandi malattie sociali quali l'obesità, le patologie cardiovascolari, i tumori e le epidemie più diffuse;

f) rafforzare la sicurezza dell'alimentazione ovvero la certezza di poter consumare cibo sano e acqua potabile;».

 

2.52

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Expo-Milano 2015», aggiungere le seguenti: «La candidatura di Milano per l'Expo 2015 persegue i seguenti obiettivi:

a) assicurare un'alimentazione sana e di qualità a tutta l'umanità per eliminare la fame, la sete, la mortalità infantile e la malnutrizione;

b) prevenire le nuove grandi malattie sociali quali l'obesità, le patologie cardiovascolari, i tumori e le epidemie più diffuse;

c) rafforzare la sicurezza dell'alimentazione ovvero la certezza di poter consumare cibo sano e acqua potabile;».

 

2.53

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Expo-Milano 2015», aggiungere le seguenti: «La candidatura di Milano per l'Expo 2015 persegue i seguenti obiettivi:

a) assicurare un'alimentazione sana e di qualità a tutta l'umanità;

b) prevenire le nuove grandi malattie sociali;

c) rafforzare la sicurezza dell'alimentazione;».

 

2.54

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Expo-Milano 2015», aggiungere le seguenti: «A rappresentare la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel suddetto Ente Comitato sarà il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Al suddetto Ente comitato partecipano il Comune di Milano, la Provincia di Milano, la CClAA di Milano e l'Ente autonomo Fiera internazionale di Milano».

 

2.55

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo le parole: «Expo-Milano 2015», aggiungere le seguenti: «A rappresentare la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel suddetto Ente Comitato sarà il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri».

 


2.56

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sopprimere il secondo periodo.

 

2.57

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire il periodo da: «Con apposita convenzione» fino a: «rendicontazione» con il seguente: «Le modalità di assegnazione del finanziamento statale al predetto Ente sono regolate con apposita Convenzione. L'Ente ha l'obbligo di effettuare una rendicontazione accurata».

 

2.58

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, secondo periodo, sostituire la parola: «regolate», con la seguente: «stabilite».

 

2.59

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, secondo periodo, sostituire la parola: «regolate», con la seguente: «disciplinate».

 

2.60

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, secondo periodo, sostituire la parola: «regolate», con la parola: «previste».

 

2.61

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente: «L'Ente ha il compito di promuovere la candidatura della città di Milano avvalendosi anche di personalità che si sono distinte nei differenti settori della comunicazione, dell'impatto ambientale, della sicurezza e qualità alimentare, con particolare riguardo all'innovazione della filiera alimentare, ed infine nella tecnologia per l'agricoltura e la diversità, la solidarietà e la cooperazione alimentare».

2.62

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sopprimere il terzo periodo.

 

2.63

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sopprimere le parole: «di promozione».

 

2.64

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «Per le stesse finalità di promozione» aggiungere le seguenti: «rafforzate da programmi e iniziative di cooperazione internazionale».

 

2.65

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole: «disponibili presso la pertinente» con le seguenti: « allocati nella corrispondente».

 

2.66

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «Ministero degli affari esteri», aggiungere il seguente periodo: «all'occorrenza aumentati del 50 per cento».

Conseguentemente, alla Tabella A, alla voce relativa al Ministero dell'economia e delle finanze, ridurre gli accantonamenti nella misura del 5% per ciascuno degli anni 2007 e 2008.

 

2.67

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «Ministero degli affari esteri», aggiungere il seguente periodo: «all'occorrenza aumentati del 40 per cento».

Conseguentemente, alla Tabella A, alla voce relativa al Ministero dell'economia e delle finanze, ridurre gli accantonamenti nella misura del 5% per ciascuno degli anni 2007 e 2008.

 

2.68

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «Ministero degli affari esteri», aggiungere il seguente periodo: «all'occorrenza aumentati del 30 per cento».

Conseguentemente, alla Tabella A, alla voce relativa al Ministero dell'economia e delle finanze, ridurre gli accantonamenti nella misura del 5% per ciascuno degli anni 2007 e 2008.

 

2.69

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «Ministero degli affari esteri», aggiungere il seguente periodo: «all'occorrenza aumentati del 20 per cento».

Conseguentemente, alla Tabella A, alla voce relativa al Ministero dell'economia e delle finanze, ridurre gli accantonamenti nella misura del 5% per ciascuno degli anni 2007 e 2008.

 

2.70

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire il periodo da: «rassegnati» fino a: «cinquanta per cento» con il seguente: «rassegnati rispettivamente nella misura dell'80 per cento alla Presidenza del Consiglio e del 20 per cento al Ministero del commercio internazionale».

 

2.71

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire il periodo da: «rassegnati» fino a: «cinquanta per cento» con il seguente: «riassegnati nella misura del 20 per cento alla Presidenza del Consiglio e nella misura dell'80 per cento al Ministero del commercio internazionale».

 

2.72

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire il periodo da: «rassegnati» fino a: «cinquanta per cento» con il seguente: «rassegnati rispettivamente nella misura del 30 per cento alla Presidenza del Consiglio e del 70 per cento al Ministero del commercio internazionale».

 

2.73

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire il periodo da: «rassegnati» fino a: «cinquanta per cento» con il seguente: «rassegnati rispettivamente nella misura del 40 per cento alla Presidenza del Consiglio e del 60 per cento al Ministero del commercio internazionale».

 

2.74

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole: «nella misura del cinquanta per cento», con le parole: «in misura paritaria».

 

2.75

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, terzo periodo, aggiungere infine: «Tale disposizione non comporta oneri aggiuntivi al bilancio dello Stato».

 

2.76

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sopprimere il quarto periodo.

 

2.77

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, parte II, titolo II, l'Ente Expo – Milano 2015, nell'affidamento ed esecuzione dei servizi e fomiture di importo inferiore alle soglie comunitarie in materia di appalti pubblici, è autorizzato a derogare dal Codice degli Appalti. Resta inteso che la prevista deroga, in fase applicativa, dovrà realizzare l'opportuna compatibilità tra gli strumenti prescelti ed i princìpi che presiedono alla materia».

 

2.78

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire il quarto periodo con il seguente: «Per assicurare una maggiore tempestività all'azione del Comitato promotore per la pubblicizzazione della candidatura, è altresì previsto che l'Ente possa derogare dalle norme del Codice degli appalti, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, purché non in contrasto con la normativa europea vigente in materia».

 

2.79

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, parte II, titolo II, l'Ente Expo – Milano 2015, nell'affidamento ed esecuzione dei servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie in materia di appalti pubblici, è autorizzato a derogare dal Codice degli Appalti, purché non in contrasto con le norme comunitarie vigenti».

 

2.80

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, parte II, titolo II, l'Ente Expo – Milano 2015, nell'affidamento ed esecuzione dei servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie in materia di appalti pubblici, è autorizzato a derogare dagli obblighi di pubblicità e di comunicazione in ambito sovranazionale».

 

2.81

I Relatori

Al comma 1, quarto periodo, sostituire le parole: «ed esecuzione» con le seguenti: «e nell'esecuzione» e dopo le parole: «titolo II, del» inserire le seguenti: «codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al».

 

2.82

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La Provincia di Milano si fa carico di intensificare le attività di gemellaggio e cooperazione anche internazionale, programmi e iniziative che interessano i diversi Comuni della Provincia stessa».

 

2.83

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La Provincia di Milano si fa carico di intensificare le attività di gemellaggio e cooperazione anche internazionale e programmi che interessano i diversi Comuni della Provincia stessa».

 

2.84

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La Provincia di Milano si fa carico di intensificare le attività di gemellaggio e cooperazione anche internazionale che interessano i diversi Comuni della Provincia stessa».

 

2.85

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La Provincia di Milano si fa carico di intensificare le attività di gemellaggio e cooperazione che interessano i diversi Comuni della Provincia stessa».

 

2.86

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, POLLEDRI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, STEFANI, STIFFONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La Provincia di Milano si fa carico di intensificare le attività di gemellaggio che interessano i diversi Comuni della Provincia stessa».

 

2.0.1 (Testo 2)

Il Governo

Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Modalità di acquisto di beni e servizi con riferimento al decreto legislatio 12 prile 2006, n. 163 ''Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE'')

1. All'articolo 1, comma 209, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: ''gli articoli 24 e 26'' sono sostituite dalle seguenti: ''l'articolo 24''».

 

2.0.1

Il Governo

Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

1. All'articolo 1, comma 209, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: ''gli articoli 24 e 26'' sono sostituite dalle seguenti: ''l'articolo 24''».

 

2.0.2

DE PETRIS, MARCORA, BENVENUTO

Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Disposizioni per l'attuazione degli articoli 5, 6 e 9 del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'agricoltura e l'alimentazione, ratificato con legge 6 aprile 2004, n.101)

1. L'art. 19-bis della legge 25 novembre 1971, n. 1096, è sostituito dal seguente: ''19-bis. – 1. Al fine di promuovere la conservazione in situ e l'utilizzazione sostenibile delle risorse fitogenetiche, il Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali, in attuazione degli impegni previsti dagli articoli 5, 6 e 9 del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'agricoltura e l'alimentazione, ratificato con legge 6 aprile 2004, n. 101, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, all'istituzione di un apposito registro nazionale nel quale sono iscritte, su richiesta delle regioni e delle province autonome, di altri enti pubblici, di istituzioni scientifiche, organizzazioni sociali, associazioni e singoli cittadini, previa valutazione dell'effettiva unicità, le 'varietà da conservazione', come definite al comma 2.

2. Si intendono per 'varietà da conservazione' le varietà, le popolazioni, gli ecotipi, i cloni e le cultivar di interesse agricolo relativi alle seguenti specie di piante:

a) autoctone e non autoctone, mai iscritte in altri registri nazionali, purché integratesi da almeno cinquanta anni negli agroecosistemi locali;

b) non più iscritte ad alcun registro e minacciate da erosione genetica;

c) non più coltivate sul territorio nazionale e conservate presso orti botanici, istituti sperimentali, banche del germoplasma pubbliche o private e centri di ricerca, per le quali sussiste un interesse economico, scientifico, culturale, o paesaggistico a favorirne la reintroduzione.

3. Il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, le regioni e le province autonome, nell'ambito delle rispettive competenze, tutelano il patrimonio agrario costituito dalle risorse genetiche delle piante di cui al comma 2 e provvedono affinchè le comunità locali che ne hanno curato la conservazione partecipino ai benefici derivanti dalla loro riproduzione, come previsto dalla Convenzione internazionale sulla biodiversità, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124.

4. L'iscrizione delle 'varietà da conservazione' nel registro di cui al comma 1 è gratuita e esentata dall'obbligo di esame ufficiale, anche sulla base di adeguata considerazione dei risultati di valutazioni non ufficiali, delle conoscenze acquisite dagli agricoltori nell'esperienza pratica della coltivazione, della riproduzione e dell'impiego. Ai fini dell'iscrizione viene altresì disposta la deroga alle condizioni di omogeneità, stabilità e differenziabilità previste dall'articolo 19.

5. Per quanto non previsto dal presente articolo l'iscrizione delle 'varietà da conservazione' nel registro di cui al comma 1 è disciplinata dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065 e dalla legge 20 aprile 1976, n. 195.

6. Ai produttori agricoli residenti nei luoghi dove le 'varietà da conservazione' iscritte nel registro di cui al comma 1 hanno evoluto le loro proprietà caratteristiche o che provvedano al loro recupero e mantenimento, è riconosciuto il diritto alla vendita diretta in ambito locale di modiche quantità di sementi o materiali da propagazione relativi a tali varietà, qualora prodotti nella azienda condotta. Il Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali stabilisce, con proprio decreto, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le modalità per l'esercizio di tale diritto.

7. Il Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali può definire, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adeguate restrizioni quantitative ed eventuali deroghe ai fini dell'iscrizione nei registri di cui all'art. 19 nel caso di coltivazione e commercializzazione di sementi di specie e varietà prive di valore intrinseco per la produzione vegetale, ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari.

8. Sono escluse dal campo di applicazione del presente articolo le varietà geneticamente modificate, come definite dall'art. 1 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212 ».

 

3.1

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere l'intero articolo.

 

3.2

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il comma 1.

 

3.3

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 1.

 

3.4

EUFEMI

Al comma 1, dopo la parola: «articolo» aggiungere le seguenti: «2449 e».

 

3.5

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il comma 2.

 

3.6

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 2.

 

3.7

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, sostituire la parola: «pagati» con la seguente: «liquidati».

 

3.8

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e al comma 2 la parola ''corrisposti'' è sostituita con la seguente: ''pagati''».

 

3.9

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il comma 3.

 

3.10

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 3.

 

3.11

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, sostituire le parole: «lettere a) e b)» con le seguenti: «lettera a)».

 

3.12

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «lettere a) e b)» con le seguenti: «lettera b)».

 

3.13

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 3, sopprimere le parole: «ai fini del recupero delle ritenute restituite».

 

3.14

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, sopprimere il comma 4.

 

3.15

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 4, aggiungere in fine: «e comunque senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato».

 

3.16

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, sopprimere il comma 5.

 

3.17

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 5, sopprimere il secondo periodo.

 

3.18

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 5, secondo periodo, sopprimere la parola: «apposita».

 

3.1000

Il Relatore

Al comma 5, sostituire le parole: «pari a 26 milioni di euro per l'anno 2007» con le seguenti: «valutati in 26 milioni di euro per l'anno 2007».

 

3.19

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 5, sopprimere l'ultimo periodo.

 

3.20

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 5, sostituire le parole: «è impignorabile» con le seguenti: «non è pignorabile né cedibile».

 

3.21

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, sopprimere il comma 6.

 

3.22

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, sopprimere il comma 7.

 

3.23

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, sopprimere il primo periodo.

 

3.24

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, primo periodo, sopprimere le parole da: «anche» fino alla fine del periodo.

 

3.25

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, sopprimere l'ultimo periodo.

 

3.26

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, secondo periodo, sopprimere le parole da: «prima dell'entrata in vigore» fino a: «periodo precedente».

 

3.27

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, sostituire le parole: «al Parlamento» con le seguenti: «alle competenti Commissioni parlamentari».

 

3.28

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, dopo le parole: «al Parlamento» aggiungere le seguenti: «che esprimerà il suo parere entro sessanta giorni».

 

3.29

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7, sopprimere le parole: «corredati da apposite relazioni illustrative».

 

3.30

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

All'articolo 3, comma 7 aggiungere in fine le seguenti parole: «ai fini di un approfondito esame presso le competenti Commissioni».

 

3.31

Il Governo

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

«7-bis. Al fine di adeguare la normativa nazionale alle prescrizioni della giurisprudenza comunitaria di cui alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee dell'11 2006, all'articolo 11 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 1 è abrogato;

b) al comma 2 le parole: ''indicati al comma 1'' sono sostituite dalle seguenti: ''1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991 e 1992'' e le parole: '' della differenza fra le somme versate e quelle dovute a norma del citato comma 1'' sono sostituite dalle seguenti: ''delle somme versate'';

c) al comma 3 le parole:'' nella misura del tasso legale vigente alla data di entrata in vigore della presente legge'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura stabilita dall'articolo 1 della legge 26 gennaio 1961, n. 29, e successive modificazioni''.»

 

3.0.1

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

«Art. 3-bis.

(Norme per consentire la circolazione dei titoli comunitari)

1. Il comma 2 dell'articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, è sostituito dal seguente:

''2. L'ammontare dell'imposta principale non può essere in nessun caso inferiore alla misura fissa indicata nell'articolo 11 della tariffa, parte prima, salvo quanto disposto dagli articoli 5 e 7 della tariffa stessa. Tuttavia, gli atti che trasferiscono in via definitiva o temporanea i titoli all'aiuto attribuiti agli agricoltori nell'ambito del regime di pagamento unico di cui al Regolamento (CE) n. 1782/2003 del 29 settembre 2003, del Consiglio, sono soggetti alla sola aliquota indicata nell'articolo 6 della tariffa, parte prima, anche se l'imposta così liquidata sia inferiore alla misura fissa. Si applica in ogni caso la disciplina prevista dall'articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289''».

 

4.1

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere l'articolo.

 

4.2

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 1

 

4.3

EUFEMI

Sopprimere il comma 1.

 

4.4

EUFEMI

Sostituire il comma 1, con il seguente:

«1. Al comma 3 dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 300 del 2004, sono apportate le seguenti modificazioni:

''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano alle sponsorizzazioni di eventi, o attività praticate nel loro ambito, svolte esclusivamente nel territorio dello Stato e privi di effetti transfrontalieri''».

 

4.5

MANZELLA, SOLIANI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. All'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, sono aggiunte in fine le seguenti parole: ''e non produce effetti transfrontalieri''».

 

4.6

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 1, con il seguente:

1. All'articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, al comma 3 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''non'' ed ''esclusivamente'' sono soppresse;

b) le parole: ''di un evento, o di attività praticate'' sono sostituite dalle seguenti: ''di eventi e di attività praticati''».

 

4.7

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 1, con il seguente:

«1. All'articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, al comma 3, la parola: ''non'' è soppressa».

 

4.8

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 1, con il seguente:

«1. All'articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, al comma 3 le parole: ''di un evento, o di attività praticate'' sono sostituite dalle seguenti: ''di eventi e di attività praticati''».

 

4.9

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 1, con il seguente:

«1. All'articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 2004, n. 300, al comma 3 la parola: ''esclusivamente'' è soppressa».

 

4.10

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo si svolge esclusivamente nel territorio di una o più Regioni dello Stato italiano''».

 

4.11

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo si svolge esclusivamente nel territorio di una Regione dello Stato italiano''».

 

4.12

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità istituzionali di rilievo culturale''.

 

4.13

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità istituzionali di rilievo sociale''».

 

4.14

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità istituzionali di informazione ed educazione sanitaria''».

 

 

4.15

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità istituzionali di formazione sanitaria''».

 

4.16

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità di informazione sanitaria sui rischi derivanti dalla dipendenza da tabacco, alcool e droga''».

 

4.17

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità di informazione sanitaria sui rischi derivanti dal consumo di tabacco''».

 

4.18

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità di informazione sanitaria sui rischi derivanti dalla dipendenza da tabacco''».

 

4.19

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire la parola: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo sia promosso da enti, società pubbliche e private, organizzazioni non lucrative di utilità sociale ed enti non commerciali di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460''».

 

 

4.20

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo sia promosso da imprese sociali di cui al decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155''».

4.21

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua come scopo istituzionale la promozione di una disciplina sportiva''».

 

4.22

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo persegua finalità di promozione del turismo nazionale''».

 

4.23

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''È vietata la distribuzione gratuita di prodotti alcolderivati nel contesto della sponsorizzazione degli eventi di cui ai commi 1 e 2, che abbia lo scopo o l'effetto diretto od indiretto di promuovere tali prodotti''».

 

4.24

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''È vietata la distribuzione gratuita di gadgets recanti il marchio di prodotti del tabacco nel contesto della sponsorizzazione degli eventi di cui ai commi 1 e 2, che abbia lo scopo o l'effetto diretto od indiretto di promuovere tali prodotti''».

 

4.25

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''È vietata la distribuzione gratuita di materiale pubblicitario cartaceo recanti il marchio di prodotti del tabacco nel contesto della sponsorizzazione degli eventi di cui ai commi 1 e 2, che abbia lo scopo o l'effetto diretto od indiretto di promuovere tali prodotti''».

 

4.26

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando questo si svolge esclusivamente nel territorio di due Stati limitrofi appartenenti alla Comunità europea''».

 

4.27

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, quando l'organizzatore è costituito da più soggetti residenti in due Stati confinanti della Comunità''».

 

4.28

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui al comma 2 non si applicano agli eventi la cui organizzazione produca effetti transfrontalieri circoscritti a due Stati limitrofi della Comunità''».

 

4.29

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui al comma 2 non si applicano agli eventi la cui organizzazione produca involontariamente effetti transfrontalieri''».

 

4.30

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se il valore della sponsorizzazione non supera i 5.000 euro''».

4.31

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se il valore della sponsorizzazione non supera i 2.000 euro''».

 

4.32

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se l'entità della sponsorizzazione non supera un quinto del valore dell'evento''».

 

4.33

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi l e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se l'entità della sponsorizzazione non supera un settimo del valore dell'evento''».

 

4.34

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se l'entità della sponsorizzazione non supera un decimo del valore dell'evento''».

 

4.35

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se il medesimo si rivolge esclusivamente ai professionisti del commercio del tabacco''».

 


4.36

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento, o di attività praticate nel suo ambito, se il contributo persegue solo indirettamente lo scopo di promuovere un prodotto del tabacco''».

 

4.37

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «abrogato» con le seguenti: «sostituito dal seguente: ''Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla sponsorizzazione di un evento quando questo si svolge esclusivamente nel territorio dello Stato''».

 

4.38

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, sostituire le parole: «è abrogato» con le seguenti: «è soppresso».

 

4.39

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il comma 2.

 

4.40

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 2.

 

4.41

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''può imporre obblighi in materia di'', sono sostituite dalle seguenti: ''può regolamentare il''».

 

 

4.42

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''può imporre'', sono sostituite dalle seguenti: ''ha facoltà di imporre''».

 

4.43

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''tra cui l'obbligo'', sono sostituite dalle seguenti: ''e, in specie, prevedere''».

 

4.44

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''siano orientati ai'', sono sostituite dalle seguenti: ''siano coerenti coi''».

 

4.45

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovati vi'' sono soppresse;

b) le parole: ''di un sistema di contabilità'', sono sostituite dalle seguenti: ''di una regolare contabilità''».

4.46

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''di un sistema di contabilità'', sono sostituite dalle seguenti: ''di una contabilità''».

 

4.47

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) la parola: ''qualora'', sono sostituite dalle seguenti: ''nel caso''».

 

4.48

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''l'analisi del mercato'', sono sostituite dalle seguenti: ''le analisi di mercato''».

 

4.49

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''di una effettiva concorrenza'', sono sostituite dalle seguenti: ''delle condizioni necessarie ad assicurare una leale concorrenza''».

4.50

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''potrebbe mantenere'', sono sostituite dalle seguenti: ''si trova nella condizione di poter mantere''».

 

4.51

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ''e degli investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi'' sono soppresse;

b) le parole: ''eccessivamente elevato'', sono sostituite dalle seguenti: ''eccessivo''».

 

4.52

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. All'articolo 50, comma 1, del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, sopprimere l'ultimo periodo».

 

4.53

I Relatori

Al comma 2, dopo le parole: «comma 1, del» inserire le seguenti: «codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al».

 

4.54

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 sopprimere le parole: «di reti».

 

4.55

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 2 sopprimere le parole: «servizi innovativi».

 

4.56

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Il comma 3 è abrogato.

Conseguentemente il comma 34 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004 n. 239 resta in vigore ed i relativi effetti restano salvi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

4.57

EUFEMI

Il comma 3 è abrogato.

Conseguentemente il comma 34 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004 n. 239 resta in vigore ed i relativi effetti restano salvi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

4.58

GARRAFFA

Il comma 3 è soppresso.

Conseguentemente nella rubrica dell'articolo 4, sopprimere le seguenti parole: «servizi post contatore».

 

4.59

VALDITARA

Sopprimere il comma 3.

 

4.1000

SAPORITO

Sopprimere il comma 3.

 

4.60

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere il comma 3.

 

4.61

BONADONNA, TECCE, GRASSI

Sopprimere il comma 3.

 

4.62

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Sopprimere il comma 3.

 

4.63

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 3.

 

4.64

MALAN

Sopprimere il comma 3.

 

4.65 (testo 2)

BONADONNA, TECCE, GRASSI

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

«3. Il comma 34 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, è sostituito dai seguenti:

''34. Al fine di garantire un'effettiva concorrenza e pari opportunità di iniziativa economica, le imprese operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale, che abbiano in concessione o in affidamento la gestione dei servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali, possono svolgere direttamente attività nel settore verticalmente collegato o contiguo dei servizi post-contatore di installazione, assistenza e manutenzione nei confronti dei medesimi utenti finali del servizio pubblico, anche avvalendosi di società separate, partecipate o controllate, ovvero operanti in affiliazione commerciale, per l'esercizio indiretto dei medesimi servizi di post-contatore, sempreché non applichino condizioni, né concordino pratiche economiche, contrattuali ed organizzative atte a determinare ingiustificati svantaggi per le imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore dei servizi post-contatore e rendano accessibili alle medesime imprese i beni, i servizi e gli elementi informativi e conoscitivi di cui abbiano la disponibilità in relazione all'attività svolta in posizione dominante o in regime di monopolio.

34-bis. Alle imprese di cui al precedente comma operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas si applicano le disposizioni previste dai commi 2-bis, 2-ter, 2-quater, 2-quinquies e 2-sexies dell'articolo 8 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni e integrazioni''».

 

4.65

BONADONNA, TECCE, GRASSI

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

«3. Il comma 34 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, è sostituito dai seguenti:

''34. Al fine di garantire un'effettiva concorrenza e pari opportunità di iniziativa economica, le imprese operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale, che abbiano in concessione o in affidamento la gestione dei servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali, non possono svolgere direttamente attività nel settore verticalmente collegato o contiguo dei servizi post-contatore di installazione, assistenza e manutenzione nei confronti dei medesimi utenti finali del servizio pubblico, e qualora si avvalgano di società separate, partecipate o controllate, ovvero operanti in affiliazione commerciale, per l'esercizio indiretto dei medesimi servizi di post-contatore, non possono applicare condizioni, né concordare pratiche economiche, contrattuali ed organizzative atte a determinare ingiustificati svantaggi per le imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore e devono rendere accessibili alle medesime imprese i beni, i servizi e gli elementi informativi e conoscitivi di cui abbiano la disponibilità in relazione all'attività svolta in posizione dominante o in regime di monopolio.

34-bis. Alle imprese di cui al precedente comma operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas si applicano le disposizioni previste dai commi 2-bis, 2-ter, 2-quater, 2-quinquies e 2-sexies dell'articolo 8 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni e integrazioni''».

 

4.66

ENRIQUES, PEGORER

Sostituire il comma 3 con il seguente:

«3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas emana un provvedimento diretto a disciplinare la concorrenza e la sicurezza nel settore dei servizi post contatore di cui all'articolo 1 comma 34 della legge 23 agosto 2004, n. 239. Tale comma è abrogato a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas».

 

4.67

GALARDI

Al comma 3, le parole: «è abrogato» sono sostituite dalle seguenti: «è sostituito dal seguente: ''34. Le imprese titolari del diritto di proprietà della rete, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali necessarie al trasporto di energia elettrica e di gas naturale, non possono esercitare, direttamente ovvero mediante società controllate o partecipate, attività di vendita di energia elettrica e gas nell'ambito territoriale corrispondente all'estensione della rete di cui sono titolari''».

 

4.68

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 3, sostituire le parole: «è abrogato», con le seguenti: «è soppresso».

 

4.69

BONADONNA, SODANO, CONFALONIERI, TECCE, GRASSI

Dopo il comma 3 , aggiungere il seguente:

«3-bis. I finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo del comma 1117 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono concessi ai soli impianti realizzati ed operativi. Resta ferma, ai sensi del comma 1118 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la potestà di deroga in capo al Ministero dello sviluppo economico che, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le competenti commissioni parlamentari, provvede con propri decreti, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge n. 400, del 1988, a definire le condizioni e le modalità per l'eventuale riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi a specifici impianti gia autorizzati e non ancora in esercizio».

Conseguentemente, alla rubrica, dopo le parole: «servizi post-contatore», aggiungere le seguenti: «, fonti rinnovabili».

 

 

4.70

BONADONNA, GRASSI

Sopprimere il comma 4.

 

4.71

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere il comma 4.

 

4.72

I Relatori

Al comma 4, nell'alinea, sostituire le parole: «Al decreto» con le seguenti: «Al codice della proprietà industriale, di cui al decreto» e nel capoverso Art. 239, sopprimere le parole: «e successive modificazioni,».

 

4.73

BARBOLINI

Al comma 4, sopprimere la lettera a).

 

4.74

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4 sopprimere la lettera a).

 

4.75

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), è sostituita con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo''; le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla'' le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''; le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.76

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), è sostituta con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo''; le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''; le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''».

4.77

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), è sostituta con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo''; le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''; le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.78

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), è sostituta con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo'' e le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''.

 

4.79

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), è sostituta con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo'' e le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.80

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantacinquesimo'' e le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''».

 

4.81

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4 alla lettera a) sostituire la parola: «settantesimo» con la seguente: «sessantesimo».

 


4.82

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: ''la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo''; le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''; le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''; le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.83

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: ''la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo''; le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''; le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''».

 

4.84

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo»; le parole: ''durano tutta la» sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''; le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.85

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo'' e le parole: ''durano tutta la'' sono sostituite dalle seguenti: ''hanno durata pari alla''».

 

4.86

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente::

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo'' e le parole: ''sino al termine del'' sono sostituite dalle seguenti: ''sino a tutto il''».

 

4.87

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera a), sostituirla con la seguente:

«a) all'articolo 44, comma 1, la parola: ''venticinquesimo'' è sostituita dalla seguente: ''settantesimo'' e le parole: ''dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori'' sono sostituite dalle seguenti: ''dopo la morte dello stesso autore o dell'ultimo dei coautori''».

 

4.88

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4 dopo la lettera a) aggiungere la seguente:

«a-bis. all'articolo 44, comma 2 dopo le parole: ''periodica,'' aggiungere le seguenti: ''al Ministero dello sviluppo economico e''».

 

4.89

EUFEMI

Al comma 4, sopprimere la lettera b).

 

4.90

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

 Al comma 4, sopprimere la lettera b).

 

4.91

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

La lettera b) del comma 4 è sostituita dalla seguente:

«b) L'articolo 239, comma 1 è abrogato. Non costituiscono contraffazione i soli prodotti realizzati anteriormente all'abrogazione da coloro che, anteriormente alla data del 19 aprile 2001, hanno intrapreso la fabbricazione, l'offerta o la commercializzazione di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli, che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio».

 

4.92

GASBARRI

Al comma 4, sostituire la lettera b) con la seguente:

«b) l'articolo 239 è sostituito dal seguente:

''Art. 239. – (Limiti alla protezione accordata del diritto d'autore). – 1. Per un periodo di sei anni decorrenti dalla data del 19 aprile 2001, la protezione accordata ai disegni e ai modelli ai sensi dell'articolo 2, primo comma, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, non opera nei soli confronti di coloro che, anteriormente alla predetta data, hanno intrapreso la fabbricazione, l'offerta o la commercializzazione di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio, purché nei limiti anche quantitativi del preuso. I diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non possono essere trasferiti separatamente dall'azienda''».

 

4.93

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

La lettera b) del comma 4 è sostituita dalla seguente:

«b) All'articolo 239, il comma 1 è sostituito dal seguente:

''1. La protezione accordata ai disegni e modelli ai sensi dell'articolo 2, comma l, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, non opera nei soli confronti di coloro che, anteriormente alla data del 19 aprile 2001, hanno intrapreso la fabbricazione, l'offerta o la commercializzazione di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli, che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio. L'attività in tal caso può proseguire nei limiti, anche quantitativi, del preuso. I diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non possono essere trasferiti separatamente dall'azienda''».

 

4.94

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

La lettera b) del comma 4 è sostituita dalla seguente:

«b) All'articolo 239, il comma 1 è sostituito dal seguente:

''1. La protezione accordata ai disegni e modelli ai sensi dell'articolo 2, comma l, numero 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, non opera nei soli confronti di coloro che, anteriormente alla data del 19 aprile 2001, hanno intrapreso la fabbricazione, l'offerta o la commercializzazione di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli, che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio. L'attività in tal caso può proseguire nei limiti del preuso. I diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non possono essere trasferiti separatamente dall'azienda''».

 

4.95

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4 dopo la lettera b) all'inizio del periodo aggiungere le seguenti parole: «Per un periodo di dieci anni decorrenti dalla data del 19 aprile 2001».

 

 

4.96

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b) sostituire le parole: «accordata ai» con le seguenti: «prevista per i».

 

4.97

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b) sostituire le parole: «e modelli» con le seguenti: «ed ai modelli».

 

4.98

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b) sostituire le parole: «opera in relazione ai» con le seguenti: «è riconosciuta ai».

 

4.99

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b) sostituire le parole: «opera in relazione ai» con le seguenti: «è concessa ai».

 

4.100

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b) sostituire le parole: «in relazione ai» con le seguenti: «in favore dei».

 

4.101

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «in relazione ai» con la seguente: «sui».

 

4.102

MANZELLA, SOLIANI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole da: «ai prodotti realizzati» fino alla fine della lettera, con le seguenti: «ai soggetti che, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 95, di attuazione della direttiva 98/71/CE, hanno intrapreso attività di utilizzazione, fabbricazione, offerta, commercializzazione, importazione, esportazione o impiego di prodotti realizzati in conformità con disegni o modelli che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio».

4.103

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «o modelli» con le seguenti: «o ai modelli».

 

4.104

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «anteriormente alla» con le seguenti: «in tempi precedenti alla».

 

4.105

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «anteriormente alla» con le seguenti: «prima della».

 

4.106

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «oppure erano divenuti» con le seguenti: «, a qualsiasi titolo divenuti,».

 

4.107

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 4, lettera b), alla fine del periodo aggiungere le seguenti parole: «I diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non possono essere trasferiti separatamente dall'azienda».

 

4.0.1

DE PETRIS, SODANO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Attuazione di obblighi comunitari per il finanziamento all'energia da fonti rinnovabili)

1. I finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo del comma 1117 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono concessi ai soli impianti realizzati ed operativi. Resta ferma, ai sensi del comma 1118 della citata legge n. 296 del 2006, la potestà di deroga in capo al Ministro dello sviluppo economico che, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le competenti Commissioni parlamentari, provvede con propri decreti, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, a definire le condizioni e le modalità per l'eventuale riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi a specifici impianti gia autorizzati e non ancora in esercizio».

 

4.0.2

DE PETRIS, SODANO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Attuazione di obblighi comunitari per il finanziamento all'energia da fonti rinnovabili)

1. Ai fini della piena attuazione della direttiva 2001/77/CE, con particolare riferimento all'articolo 2 della direttiva medesima, nonché al fine di risolvere le connesse procedure di infrazione in corso, all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1117, le parole: ''ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione'' sono sostituite dalle seguenti: ''ai soli impianti già realizzati ed operativi'';

b) al comma 1118 , secondo periodo, dopo le parole: ''Ministro dello sviluppo economico'' sono aggiunte le seguenti: ''di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le competenti Commissioni parlamentari''».

 

4.0.3

DE PETRIS

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione degli obblighi comunitari di cui agli articoli 19 e 20 del regolamento CE n.595/2004, della Commissione, del 30 marzo 2004)

1. Entro il 30 giugno 2007 le regioni e le province autonome, d'intesa con gli organi nazionali addetti ai controlli sul territorio, provvedono alla verifica, per ciascuna azienda, della situazione relativa alla corrispondenza della consistenza di stalla con i dati concernenti i quantitativi di latte prodotti ed il tenore di grasso dichiarati negli allegati L 1, anche utilizzando le risultanze dell'anagrafe bovina nazionale di cui al decreto dei Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali del 31 gennaio 2002 e le registrazioni dei capi effettuate a seguito delle profilassi veterinarie. In caso di riscontro di anomalie, le regioni e le province autonome provvedono all'attribuzione della effettiva produzione accertata, alla revoca, per la quota residua, del quantitativo di riferimento individuale ed all'avvio della procedura di riassegnazione con i criteri di cui all'articolo 3, commi 4 e 4-bis, del decreto-legge 28 marzo 2003, n.49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119».

 

4.0.4

DE PETRIS

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione degli obblighi comunitari in materia di prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari)

1. Il comma 42 dell'articolo 5 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, è sostituito dal seguente:

''42. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è nominato un Commissario straordinario del Governo, che può avvalersi di un sub-commissario, per assicurare il monitoraggio e la vigilanza sull'applicazione del presente decreto, nonché per provvedere all'eventuale applicazione del principio del risarcimento del danno in favore dei produttori che ritengono di essere stati lesi in conseguenza dell'omessa o dell'irregolare applicazione da parte dello Stato della normativa comunitaria in materia di prelievo supplementare, in conformità alle disposizioni del Trattato istitutivo della Comunità europea che prevedono che gli Stati membri sono tenuti a risarcire i danni causati ai singoli dalle violazioni del diritto comunitario ad essi imputabili».

 

4.0.5

MARCORA, BENVENUTO, NARDINI, LADU, MASSA, BOSONE, LIOTTA, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per il pagamento o il recupero di somme in applicazione della normativa comunitaria in materia agricola)

1. All'articolo 3, comma 5-duodecies, del decreto legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge Il novembre 2005, n. 231, dopo le parole: ''di pagamenti indebiti di tali provvidenze'' sono inserite le seguenti: ''o di somme a qualsiasi titolo dovute in attuazione della regolamentazione comunitaria''.

2. Al comma 16 dell'articolo 01 del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''A tal fine, in sede di pagamento degli aiuti comunitari, gli organismi pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti con i contributi previdenziali dovuti dall'impresa agricola benefici aria, comunicati dall'Istituto previdenziale all'AGEA in via informatica. In caso di contestazioni, la legittimazione processuaIe passiva compete all'Istituto previdenziale''».

 

4.0.6

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per il pagamento o recupero di somme in applicazione della normativa comunitaria in materia agricola)

1. All'articolo 3, comma 5-duodecies, del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, dopo le parole: ''di pagamenti indebiti di tali provvidenze'' sono inserite le seguenti: '', o di somme a qualsiasi titolo dovute in attuazione della regolamentazione comunitaria''.

2. Alla fine del comma 16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, è aggiunto il seguente periodo: ''A tal fine, in sede di pagamento degli aiuti comunitari, gli organismi pagatori, su richiesta dell'INPS, tempestivamente notiziato, sono autorizzati a compensare tali aiuti con i contributi previdenziali dovuti dalll'impresa agricola beneficiaria''».

 

4.0.7

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per il recupero di somme dovute in attuazione di obblighi comunitari)

1. All'articolo 3, comma 5-duodecies, del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, dopo le parole: ''di pagamenti indebiti di tali provvidenze'' sono inserite le seguenti: '', o di somme a qualsiasi titolo dovute in attuazione della regolamentazione comunitaria''».

 

4.0.8

MARCORA, BENVENUTO, NARDINI, LADU, MASSA, LIOTTA, BOSONE, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per il recupero di somme dovute in attuazione di obblighi comunitari)

1. All'articolo 3, comma 5-duodecies, del decreto legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, dopo le parole: ''di pagamenti indebiti di tali provvidenze'' sono inserite le seguenti: ''o di somme a qualsiasi titolo dovute in attuazione della regolamentazione comunitaria''».

 

4.0.9

MARCORA, BENVENUTO, DE PETRIS, NARDINI, LADU, MASSA, BOSONE, LIOTTA, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per la compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali)

1. Al comma 16 dell'articolo 01 del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''A tal fine, in sede di pagamento degli aiuti comunitari, gli organismi pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti con i contributi previdenziali dovuti dall'impresa agricola beneficiaria, comunicati dall'Istituto previdenziale all'AGEA in via informatica. In caso di contestazioni, la legittimazione processuale passiva compete all'Istituto previdenziale''».

 

4.0.10

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per la compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali)

1. Alla fine del comma 16 dell'articolo 01 del decreto-Iegge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge Il marzo 2006, n. 81, è aggiunto il seguente periodo: ''A tal fine, in sede di pagamento degli aiuti comunitari, gli organismi pagatori, su richiesta dell'INPS, tempestivamente notiziato, sono autorizzati a compensare tali aiuti con i contributi previdenziali dovuti dall'impresa agricola beneficiaria''».

 

4.0.11 (testo 2)

BARBOLINI, relatore

Dopo l'articolo 4-bis, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia agricola)

1. Nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, del Consiglio del 29 settembre 2003, il pagamento degli aiuti comunitari riferiti ai titoli speciali da soccida, incluse in domande di aiuto per l'anno 2005 non corredate dell'assenso dei soccidari alla data di entrata in vigore della presente legge, è effettuato dagli Organismi pagatori competenti con la stessa ripartizione percentuale prevista dall'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81.

2. Al fine di assicurare la regolare applicazione della normativa comunitaria, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'AGEA, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, istituisce il Registro pubblico informatico dei diritti di reimpianto del settore vitivinicolo, di cui ai regolamenti (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 e n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000. Le Regioni e le Province autonome, avvalendosi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), comunicano all'AGEA i dati relativi a tali diritti e provvedono al loro tempestivo aggiornamento».

 

4.0.11

MARCORA, BENVENUTO, DE PETRIS, NARDINI, LADU, MASSA, BOSONE, LIOTTA, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia agricola)

1. Nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, del Consiglio del 29 settembre 2003, il pagamento degli aiuti comunitari riferiti ai titoli speciali da soccida, inclusi in domande di aiuto per l'anno 2005 non corredate dall'assenso dei soccidari alla data di entrata in vigore della presente legge, è effettuato dagli Organismi pagatori competenti con la stessa ripartizione percentuale prevista dall'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge Il marzo 2006, n. 81.

2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'Agea, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, istituisce il Registro pubblico dei diritti di reimpianto del settore vitivinicolo, di cui ai regolamenti (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 199 e n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000. Le Regioni e le Province autonome, avvalendosi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), comunicano all'AGEA i dati relativi a tali diritti e provvedono alloro tempestivo aggiornamento».

 

 

4.0.12

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia agricola)

1. Nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, del Consiglio del 29 settembre 2003, il pagamento degli aiuti comunitari riferiti ai titoli speciali da soccida, inclusi in domande di aiuto per l'anno 2005 non corredate dell'assenso dei soccidari alla data di entrata in vigore della presente legge, è effettuato dagli Organismi pagatori competenti con la stessa ripartizione percentuale prevista dall'articolo l-bis, comma 6, del decreto-legge lO gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge Il marzo 2006, n. 81.

2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'AGEA, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica istituisce il Registro pubblico dei diritti di reimpianto del settore vitivinicolo, di cui ai regolamenti (CE) n. 1493/1999 del cosiglio del 17 maggio 1999 e n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000. Le Regioni e le Province autonome, avvalendosi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), comunicano all'AGEA i dati relativi a tali diritti e provvedono alloro tempestivo aggiornamento.

 

4.0.13

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4-bis è inserito il seguente:

«Art. 4-ter.

(Norme per l'attuazione delle disposizioni comunitarie in materia di domanda unica 2005)

1. Nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, del Consiglio del 29 settembre 2003, il pagamento degli aiuti comunitari riferiti ai titoli speciali da soccida, inclusi in domande di aiuto per l'anno 2005 non corredate dell'assenso dei soccidari alla data di entrata in vigore della presente legge, è effettuato dagli Organismi pagatori competenti con la stessa ripartizione percentuale prevista dall'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81».

 

4.0.14

MARCORA, BENVENUTO, DE PETRIS, NARDINI, LADU, MASSA, BOSONE, LIOTTA, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione delle disposizioni comunitarie in materia di domanda unica 2005)

!. Nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) n. 1782/2003, del Consiglio del 29 settembre 2003, il pagamento degli aiuti comunitari riferiti ai titoli speciali da soccida, inclusi in domande di aiuto per l'anno 2005 non corredate dall'assesnso dei soccidari alla data di entrata in vigore della presente legge, è effettuato dagli Organismi pagatori competenti con la stessa ripartizione percentuale prevista dall'articolo 1-bis, comma 6, del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge Il marzo 2006, n. 81».

 

4.0.15

PIGNEDOLI

Dopo l'articolo 4-ter è inserito il seguente:

«Art. 4-quater.

(Norme per l'attuazione dei regolamenti comunitari in materia di diritti di reimpianto del settore vitivinicolo)

1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'AGEA, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, istituisce il Registro pubblico dei diritti di reimpianto del settore vitivinicolo, di cui ai regolamenti (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 e n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000. Le Regioni e le Province autonome, avvalendosi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), comunicano all'AGEA i dati relativi a tali diritti e provvedono alloro tempestivo aggiornamento».

 

4.0.16

MARCORA, BENVENUTO, DE PETRIS, NARDINI, LADU, MASSA, BOSONE, LIOTTA, PIGNEDOLI, RANDAZZO

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norme per l'attuazione dei regolamenti comunitari in materia di diritti di re impianto del settore vitivinicolo)

1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'Agea, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, istituisce il Registro pubblico dei diritti di reimpianto del settore vitivinicolo, di cui ai regolamenti (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 199 e n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000. Le Regioni e le Province autonome, avvalendosi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), comunicano all'AGEA i dati relativi a tali diritti e provvedono alloro tempestivo aggiornamento».

 

4.0.17 (testo 2)

VITALI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per le donazioni di beni non alimentari)

1. All'articolo 6, comma 15, della legge 13 maggio 1999, n. 133, le parole: ''I prodotti alimentari'' sono sostituite dalle seguenti: ''Le derrate alimentari, i prodotti farmaceutici, i beni strumentali per l'istruzione e la cultura, i prodotti per l'igiene personale, i cosmetici, i prodotti per la casa, il mobilio, gli elettrodomestici, l'abbigliamento e gli accessori, i prodotti per l'infanzia, i giocattoli e gli articoli sportivi, l'elettronica di consumo, le batterie, i prodotti ottici, gli attrezzi per il bricolage, i prodotti e gli accessori per gli animali''.

2. All'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, le parole: ''Le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici'' sono sostituite dalle seguenti: ''Le derrate alimentari, i prodotti farmaceutici, i beni strumentali per l'istruzione e la cultura, i prodotti per l'igiene personale, i cosmetici, i prodotti per la casa, il mobilio, gli elettrodomestici, l'abbigliamento e gli accessori, i prodotti per l'infanzia, i giocattoli e gli articoli sportivi, l'elettronica di consumo, le batterie, i prodotti ottici, gli attrezzi per il bricolage, i prodotti e gli accessori per gli animali''.

3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, valutato nel limite massimo di euro 3 milioni a decorrere dall'anno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente ''Fondo speciale'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.».

 

4.0.17

VITALI

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art.4-bis.

(Disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per le donazioni di beni non alimentari)

1. All'articolo 6, comma 15, della legge 13 maggio 1999, n. 133, la parola: ''alimentari'' è soppressa.

2. All'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.460, le parole: ''Le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici'' sono sostituite dalle seguenti: ''I beni''».

 

5.1

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Sopprimere l'articolo.

 

5.2

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere l'articolo.

 

5.3

EUFEMI

Sopprimere l'articolo.

 

5.1000

SINISI, relatore

Sostituire l'articolo 5, con il seguente:

«Art. 5. – (Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di distacco di lavoratori cittadini di Paesi terzi nell'ambito di una prestazione di servizi. Procedura d'infrazione n. 1998/2127). - 1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 13, la lettera b) del comma 2 è sostituita dalla seguente:

''b) si è trattenuto nel territorio dello Stato in assenza della comunicazione di cui all'articolo 27, comma 1-bis, o senza aver richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno è stato revocato o annullato, ovvero è scaduto da più di 60 giorni e non è stato chiesto il rinnovo;'';

b) All'articolo 27, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

''1-bis. Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente retribuiti dai datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, il nulla osta al lavoro è sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell'Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro. La comunicazione è presentata allo sportello unico della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.».

 

5.4

PASTORE, VENTUCCI

Sopprimere l'intero comma.

 

5.5

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

 

5.6

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), capoverso, dopo le parole: «deve essere richiesto» inserire le seguenti: «dal cittadino straniero in possesso di visto di ingresso valido nel territorio della Repubblica Italiana o altro Stato partecipe degli Accordi di Schengen».

 

5.7

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), capoverso, dopo le parole: «deve essere richiesto» inserire le seguenti: «dal cittadino straniero entrato regolarmente nel territorio della Repubblica Italiana».

 

5.8

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono soppresse.

 

5.9

EUFEMI

Sostituire alle parole: «superiori a tre mesi» le seguenti: «fino ad un anno».

 

5.10

EUFEMI

Sostituire alle parole: «superiori a tre mesi» le seguenti: fino a centottanta giorni».

 

5.11

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «due giorni».

 

5.12

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «tre giorni».

 

5.13

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «quattro giorni».

 

5.14

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «cinque giorni».

 

5.15

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «sei giorni».

 

5.16

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «sette giorni».

5.17

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «otto giorni».

 

5.18

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «nove giorni».

 

5.19

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «dieci giorni».

 

5.20

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a dieci giorni».

 

5.21

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «undici giorni».

 

5.22

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «dodici giorni».

 

5.23

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «tredici giorni».

 

5.24

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «quattordici giorni».

 

5.25

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «quindici giorni».

 

5.26

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a quindici giorni».

 

5.27

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «venti giorni».

 

5.28

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a venti giorni».

 

5.29

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «ad un mese».

 

5.30

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a) le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a un mese».

 

 

5.31

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a quarantacinque giorni».

 

5.32

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «cinquanta giorni».

 

5.33

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «tre mesi» con le seguenti: «due mesi».

 

5.34

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a due mesi».

 

5.35

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), le parole: «per soggiorni superiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per soggiorni superiori a settantacinque giorni».

 

5.36

EUFEMI

Sostituire alle parole: «superiori a tre mesi» le seguenti: «fino a novanta giorni».

 

5.37

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo sostituire la parola: «questore della provincia» con le seguenti: «sportello unico della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo».

 

5.38

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni lavorativi» con le seguenti: «24 ore».

5.39

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni lavorativi» con le seguenti: «36 ore».

 

5.40

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni lavorativi» con le seguenti: «48 ore».

 

5.41

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nel primo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro 48 ore».

 

5.42

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «due giorni».

 

5.43

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «tre giorni».

 

5.44

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

AI comma 1, lettera a), nel primo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro tre giorni».

 

5.45

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «quattro giorni».

 

5.46

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nel primo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro quattro giorni».

 

5.47

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «cinque giorni».

 

5.48

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a) nel primo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro cinque giorni».

 

5.49

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «sei giorni».

 

5.50

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «sette giorni».

 

5.51

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nel primo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro sette giorni».

 

5.52

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) primo periodo, sopprimere le seguenti: «lavorativi».

 

 

5.53

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) sopprimere il secondo periodo.

 

5.54

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), secondo periodo, dopo le parole: «regolamento di attuazione» inserire le seguenti: «nel rispetto delle disposizioni degli Accordi di Schengen».

 

5.55

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al secondo periodo sopprimere le seguenti: «di giustizia,».

 

5.56

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «di emigrazione in altro Stato e per l'esercizio delle funzioni di ministro di culto».

 

5.57

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «di attesa di emigrazione in altro Stato e,».

 

5.58

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «e per l'esercizio delle funzioni di ministro di culto».

 

5.59

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: «case di cura, ospedali,».

 

5.60

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «case di cura,».

 

5.61

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere la seguente parola: «ospedali».

 

5.62

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «istituti civili».

 

5.63

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «e religiosi».

 

5.64

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al secondo periodo sopprimere le seguenti parole: «e altre convivenze».

 

5.65

EUFEMI

Al comma 1, lettera a), punto 2, sopprimere le parole: «e altre convivenze».

 

5.66

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), sopprimere l'ultimo periodo.

 

5.67

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a quindici giorni».

 

5.68

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a venti giorni».

 

5.69

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a venti giorni».

 

5.70

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «soggiorni inferiori a tre mesi» con le seguenti: «per i soggiorni inferiori ad un mese».

 

5.71

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori ad un mese».

 

5.72

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a quarantacinque giorni».

 

5.73

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), all'interno del comma 2 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, riformulato, sostituire le parole: «Per i soggiorni inferiori a tre mesi» con le seguenti: «Per soggiorni inferiori a due mesi».

 

5.74

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a due mesi».

 

5.75

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Per soggiorni inferiori a settantacinque giorni».

5.76

I Relatori

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «Per soggiorni inferiori a tre mesi lo straniero dichiara la sua presenza all'ufficio di polizia di frontiera, al momento dell'ingresso sul territorio nazionale ovvero» con le seguenti: «Per soggiorni non superiori a tre mesi lo straniero dichiara la sua presenza all'ufficio di polizia di frontiera, al momento dell'ingresso nel territorio nazionale, ovvero».

 

5.77

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, capoverso, lettera a) al terzo periodo sopprimere le seguenti: «ovvero, entro otto giorni dal suo ingresso, al questore della provincia in cui si trova».

 

5.78

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «24 ore».

 

5.79

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «36 ore».

 

5.80

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «48 ore».

 

5.81

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro 48 ore».

 

5.82

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «due giorni».

 

5.83

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma l, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «tre giorni».

 

5.84

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro tre giorni».

 

5.85

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «quattro giorni».

 

5.86

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

AI comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro quattro giorni».

 

5.87

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «ovvero, entro otto giorni dal suo ingresso» con le seguenti: «ovvero, entro cinque giorni lavorativi dalla data del suo ingresso».

 

5.88

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «cinque giorni».

 

5.89

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro cinque giorni».

 

5.90

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «sei giorni».

 

5.91

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «otto giorni» con le seguenti: «sette giorni».

 

5.92

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, lettera a), nell'ultimo periodo, le parole: «entro otto giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro sette giorni».

 

5.93

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, lettera a), all'interno del comma 2 del D.Lgl. 25 luglio 1998, n. 286 riformulato, sostituire le parole: «ovvero, entro otto giorni dal suo ingresso» con le seguenti: «ovvero, entro otto giorni dalla data del suo ingresso nell'area Schengen, per la quale fa fede il timbro apposto dal presidio di frontiera italiano o di altro Stato partecipe degli Accordi».

 

5.94

FRANCO PAOLO, CALDEROLI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo dopo le parole: «al questore della provincia in cui si trova» aggiungere le seguenti: «esibendo i documenti che giustificano lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e la documentazione atte stante la disponibilità dei mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata prevista del soggiorno, sia per il ritorno nel Paese di provenienza o per il transito verso un terzo Stato nel quale la sua ammissione sia garantita».

 

5.95

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a) al terzo periodo sostituire le parole: «Ministro dell'Interno» con le seguenti: «Presidente del Consiglio dei Ministri».

 


5.96

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo aggiungere infine:f1;: «da emanarsi entro il 30 giugno 2007».

 

5.97

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo aggiungere infine: «da emanarsi entro il 28 giugno 2007».

 

5.98

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo aggiungere infine: «da emanarsi entro il 22 giugno 2007».

 

5.99

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo aggiungere infine: «da emanarsi entro il 20 giugno 2007».

 

5.100

FRANCO PAOLO, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRUSCIO, GABANA, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI

Al comma 1, capoverso, lettera a), al terzo periodo aggiungere infine: «da emanarsi entro il 18 giugno 2007».