Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento ambiente
Titolo: Emergenza rifiuti in Campania - D.L. 263/2006 - A.C. 1922
Riferimenti:
AC n. 1922/XV   DL n. 263 del 09-OTT-06
Serie: Progetti di legge    Numero: 70
Data: 13/11/2006
Descrittori:
CAMPANIA   RIFIUTI E MATERIALE DI SCARTO
SMALTIMENTO DI RIFIUTI     
Organi della Camera: VIII-Ambiente, territorio e lavori pubblici

 

 


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

Emergenza rifiuti in Campania

D.L. 263/2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 70

 

 

13 novembre 2006


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Ambiente

SIWEB

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File: D06263

 


INDICE

Scheda di sintesi per l’istruttoria legislativa

Dati identificativi3

Struttura e oggetto  4

§      Contenuto  4

§      Relazioni allegate  5

§      Precedenti decreti-legge sulla stessa materia  5

Elementi per l’istruttoria legislativa  5

§      Motivazioni della necessità ed urgenza  5

§      Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite  5

§      Rispetto degli altri princìpi costituzionali5

§      Specificità ed omogeneità delle disposizioni5

§      Compatibilità comunitaria  5

§      Incidenza sull’ordinamento giuridico  5

§      Formulazione del testo  5

Schede di lettura

Scheda introduttiva  5

§      Le recenti disposizioni per l’emergenza rifiuti in Campania  5

§      I decreti legge nn. 14 e 245 del 2005  5

§      Le ordinanze di protezione civile per la gestione dell’emergenza  5

§      L’aggravamento dell’emergenza  5

Il Decreto-legge in esame  5

§      Articolo 1 (Individuazione e poteri del Commissario delegato)5

§      Articolo 2 (Informazione e partecipazione dei cittadini. Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania)5

§      Articolo 3 (Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili)5

§      Articolo 4 (Misure per la raccolta differenziata)5

§      Articolo 5 (Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche)5

§      Articolo 6 (Pignoramenti, benefìci previdenziali ed assicurativi)5

§      Articolo 7 (Abrogazioni)5

Progetto di legge

§      A.C. N. 1922, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania  5

Iter parlamentare

§      A.S. N. 1069, Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania  5

Esame in sede consultiva

-       Commissione Affari costituzionali 1ª

Seduta del 12 ottobre 2006  5

Seduta del 17 ottobre 2006  5

Seduta del 7 novembre 2006  5

-       Commissione Giustizia 2ª

Seduta del 7 novembre 2006  5

-       Commissione Bilancio 5ª

Seduta del 18 ottobre 2006  5

Seduta del 26 ottobre 2006  5

Seduta del 7 novembre 2006  5

Seduta del 7 novembre 2006 (notturna)5

Seduta dell’8 novembre 2006  5

Seduta dell’8 novembre 2006 (2ªpomeridiana)5

Esame in sede referente

-       Territorio, ambiente beni ambientali

Seduta del 17 ottobre 2006  5

Seduta del 18 ottobre 2006  5

Seduta del 24 ottobre 2006  5

Seduta del 25 ottobre 2006  5

Seduta del 7 novembre 2006  5

Seduta dell’8 novembre 2006  5

Esame in Assemblea

Seduta dell’8 novembre 2006  5

Seduta dell’8 novembre 2006 pomeridiana  5

Seduta del 9 novembre 2006  5

Normativa di riferimento

§      Costituzione della Repubblica italiana (artt. 77 e 87)5

§      L. 24-2-1992 n. 225 Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile. (artt. 5 e 11)5

§      D.L. 25-5-1994 n. 313 Disciplina dei pignoramenti sulle contabilità speciali delle prefetture, delle direzioni di amministrazione delle Forze armate e della Guardia di finanza. (art. 1)5

§      D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (artt. 50-54)5

§      D.L. 17 febbraio 2005, n. 14 Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania  5

§      D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 195 Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.5

§      D.L. 30 novembre 2005, n. 245 Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania ed ulteriori disposizioni in materia di protezione civile  5

§      D.Lgs. 3-4-2006 n. 152 Norme in materia ambientale (art. 205 e All.E)5

§      O.P.C.M. 30 giugno 2006, n. 3529  Disposizioni urgenti di protezione civile  5

§      D.L. 4-7-2006 n. 223 Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale. (Art. 29)5

§      O.P.C.M. 12 ottobre 2006, n. 3546 Ulteriori disposizioni per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti della regione Campania  5

Documentazione

§      Senato della Repubblica, Commissione 13ª Indagine conoscitiva sull’attività della protezione civile in relazione alle situazioni emergenziali del paese (seduta del 10 ottobre 2006)Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania  5

 

 


Scheda di sintesi
per l’istruttoria legislativa



 

Dati identificativi

Numero del progetto di legge

A.C. 1922

Titolo

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

Iniziativa

Governativa

Settore d’intervento

Rifiuti

Iter al Senato

SI

Numero di articoli

8

Date

 

§       presentazione o trasmissione alla Camera

10 novembre 2006

§       annuncio

10 novembre 2006

§       assegnazione

10 novembre 2006

Commissione competente

VIII Commissione (Ambiente)

Sede

Referente

Pareri previsti

I Commissione (Affari costituzionali)

II Commissione (Giustizia)

V Commissione (Bilancio)

VI Commissione (Finanze)

X Commissione (Attività produttive)

XI Commissione (Lavoro)

XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea)

Commissione per le questioni regionali

 

 


 

Struttura e oggetto

Contenuto

Il decreto-legge n. 263 del 2006, nel testo trasmesso dal Senato, reca misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania nonché misure in materia per raccolta differenziata.

Il provvedimento si compone di otto articoli.

L’articolo 1, al comma 1, assegna le funzioni di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2007; con il successivo comma 1-bis, introdotto dal Senato, demanda ad una successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri la precisazione dei poteri del Commissario delegato, ulteriori rispetto a quelli previsti dal decreto; al comma 2 individua le finalità dei provvedimenti che possono essere adottati dal Commissario, prevedendo la possibilità per quest’ultimo di utilizzare le strutture del Servizio nazionale della protezione civile; al comma 3 prevede che il Commissario si avvalga di tre sub-commissari per l’esercizio delle proprie funzioni, nonché la costituzione - da parte del medesimo Commissario - di una Commissione di cinque esperti nella soluzione delle emergenze ambientali; al comma 4, infine, al fine di garantire, tra l’altro, l’invarianza della spesa, prevede che, mediante ordinanze di protezione civile, si operi la riduzione dell’attuale organico della struttura commissariale, contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cinque esperti prevista dal comma 3.

L’articolo 2, anch’esso modificato dal Senato, prevede, al comma 1,  l’emanazione di ordinanze commissariali finalizzate all’individuazione delle misure volte ad assicurare l’informazione e la partecipazione dei cittadini in conformità con i principi della «Carta di Aalborg»; il comma 1-bis, introdotto dal Senato, reca talune modifiche alla composizione e alle funzioni della Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, attraverso una novella all’art. 1, comma 4, del decreto-legge. 245 del 2005; il comma 1-ter ribadisce la necessità di un pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall’emergenza.

L’articolo 3, al comma 1, autorizza il Commissario delegato a provvedere alla ridefinizione delle condizioni per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, sulla base delle migliori tecnologie immediatamente disponibili e conseguentemente dispone l’annullamento della procedura di gara indetta con l’ordinanza commissariale n. 281 del 2 agosto 2006. I successivi commi 1-bis e 1-ter, introdotti dal Senato, prevedono rispettivamente: una novella all’articolo 1, comma 7, del d.l. n. 245, al fine di meglio specificare i criteri per il passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio dei beni mobili ed immobili che appare utile rilevare e di adeguare al termine posto dall’articolo 1, comma 1 (31 dicembre 2007), il termine entro il quale le attuali affidatarie sono tenute ad assicurare la prosecuzione del servizio; la procedura per l’aggiornamento da parte del Commissario delegato del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Il comma 2 prevede, nelle more dell’individuazione dell’affidatario per lo smaltimento dei rifiuti, l’individuazione da parte del Commissario delle soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e delle cd. ecoballe nelle cave dismesse o abbandonate.

L’articolo 4, nel testo sostituito dal Senato, reca misure per la raccolta differenziata, prevedendo in particolare: al comma 1, la verifica da parte del Commissario del raggiungimento dell’obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 35 per cento dei rifiuti urbani prodotti e la definizione da parte del medesimo di un programma per il raggiungimento di almeno il 50 per cento; al comma 2, l’individuazione con apposita ordinanza degli incentivi tariffari o delle penalizzazioni correlati al raggiungimento degli obiettivi previsti; al comma 3, l’obiettivo del recupero del 60 per cento degli imballaggi, da realizzare attraverso la stipula di un accordo di programma con il CONAI; ai commi 4 e 5, il coinvolgimento nel potenziamento della filiera della raccolta, trasporto, gestione ed utilizzo economico della raccolta differenziata dei consorzi operanti nel settore della valorizzazione della raccolta differenziata.

L’articolo 5, profondamente modificato ed integrato nel corso dell’esame da parte del Senato, prevede, al comma 1:

§         l’utilizzo delle discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato-Prefetto di Napoli, nonché delle ulteriori discariche individuate dal nuovo Commissario delegato, secondo i criteri indicati dal medesimo comma 1 e dal successivo comma 2-quater nel caso di discariche in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni;

§         la possibilità, in via eccezionale, di trasferire fuori regione una parte dei rifiuti prodotti, secondo le modalità previste dai successivi commi 3 e 3bis.

Il comma 2 specifica gli ulteriori poteri del Commissario delegato per la sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture nonché per la messa in sicurezza e la bonifica dei territori interessati; i successivi commi 2-bis e 2-ter prevedono rispettivamente un contributo compensativo da riconoscere ai comuni sede di discariche in esercizio nonché la possibilità per questi ultimi di utilizzare i contributi riconosciuti anche per finalità di natura socio-economica.

I commi 4 e 5 prevedono rispettivamente disposizioni finalizzate a garantire il compiuto monitoraggio delle attività da porre in essere e adeguati livelli di salubrità dell’ambiente a tutela delle collettività locali e la disciplina delle attribuzioni del Commissario delegato in merito ai poteri stabiliti dalla normativa vigente in materia di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale  e in materia di ordine e sicurezza pubblica.

I commi 5-bis e 5-ter, attribuiscono al Commissario delegato la facoltà di sospendere, d’intesa con le regioni interessate, il conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione e di proporre al Presidente della regione Campania, limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza, modifiche del piano cave.

Il comma 6, infine, individua le risorse per la copertura degli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi previsti dal decreto.

L’articolo 6, attraverso apposite norme di interpretazione autentica, prevede: al comma 1, la non sottoponibilità ad azioni di esecuzione forzata e a sequestro, nonché l’impignorabilità delle risorse dirette a finanziare le contabilità speciali istituite con ordinanze emanate ai sensi dell’art. 5 della legge n. 225 del 1992; al comma 2, la limitazione dell’applicabilità del beneficio della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi esclusivamente ai datori di lavoro privati aventi sede nei comuni individuati da ordinanze di protezione civile.

L’articolo 7 dispone l’abrogazione di due disposizioni del precedente decreto n. 245 del 2005, conseguente alle nuove disposizioni contenute nel decreto in commento.

L’articolo 8, infine, prevede l’immediata entrata in vigore del decreto-legge.

Relazioni allegate

Il decreto-legge è accompagnato dalla relazione illustrativa del Governo e dalla relazione tecnica (A.S. 1069).

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

La materia della gestione dei rifiuti nella regione Campania è stata da ultimo disciplinata dal decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, che ha in gran parte sostituito le norme recate dal decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14.

Per un approfondimento delle disposizioni contenute in tali decreti rilevanti ai fini del commento del decreto-legge in esame, si rinvia alla scheda introduttiva.


 

Elementi per l’istruttoria legislativa

Motivazioni della necessità ed urgenza

Non sembrano esservi profili problematici in relazione ai presupposti di necessità e urgenza del decreto.

Il decreto-legge infatti prevede una serie di misure volte a fronteggiare le difficoltà legate alla gestione dei rifiuti nella Regione Campania, difficoltà testimoniate dal perdurare dello stato di emergenza nella Regione.

 

L’aggravamento dell’emergenza-rifiuti è stata evidenziata in modo particolare dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, durante l’audizione presso la 13a Commissione del Senato in data 10 ottobre 2006.

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Il provvedimento, nel complesso rispettoso dei principi costituzionali relativi alla ripartizione della funzione legislativa tra Stato e Regioni, contiene disposizioni in materia di rifiuti, materia che rientra nell’ambito della materia ambientale, assegnata dall’articolo 117 comma 1 lettera s) alla competenza esclusiva dello Stato.

Rispetto degli altri princìpi costituzionali

Nulla da segnalare.

Specificità ed omogeneità delle disposizioni

Le disposizioni contenute nel decreto-legge riguardano, in modo omogeneo, la materia della gestione dei rifiuti nella Regione Campania. Anche le misure in materia di raccolta differenziata, cui fa riferimento il titolo del decreto nel testo trasmesso dal Senato, riguardano specificamente tale situazione emergenziale.

Compatibilità comunitaria

Esame del provvedimento in relazione alla normativa comunitaria

Il provvedimento non presenta profili problematici dal punto di vista della compatibilità comunitaria

Documenti all’esame delle istituzioni europee
(a cura dell’Ufficio rapporti con l’Unione europea)

Nel quadro del sesto programma d’azione per l’ambiente[1], il 21 dicembre 2005 la Commissione ha presentato la strategia per la prevenzione e il riciclo di rifiuti, che si compone di una comunicazione e di una proposta di direttiva per modernizzare la direttiva quadro sui rifiuti 75/442/CEE.

La strategia individua un obiettivo a lungo termine che mira a fare dell’Europa una società che ricicla, cerca di contenere la produzione di rifiuti e trasforma in risorsa i rifiuti che non possono essere evitati. Per realizzare tale obiettivo saranno sfruttate le conoscenze generate dalla strategia tematica sulle risorse, adottata nella medesima data. L’attenzione è focalizzata sul concetto di ciclo di vita[2] nella politica di gestione dei rifiuti.

In tale contesto, i principali elementi del riesame proposto per la direttiva quadro sui rifiuti sono i seguenti:

·         orientare la politica sui rifiuti verso un migliore sfruttamento delle risorse;

·         prevedere l’elaborazione di programmi nazionali obbligatori di prevenzione dei rifiuti che tengano conto della varietà delle condizioni nazionali, regionali e locali, da mettere a punto entro tre anni dall’entrata in vigore della direttiva;

·         migliorare il mercato del riciclo con la fissazione di norme ambientali che stabiliscano a quali condizioni determinati rifiuti riciclati non siano più da considerare rifiuti;

·         semplificare la normativa sui rifiuti, rendendo più chiare le definizioni e più precise le disposizioni e integrando la direttiva sui rifiuti pericolosi (91/689/CEE) e la direttiva sugli oli usati (75/439/CEE). Per la seconda, occorre mirare alla raccolta piuttosto che alla rigenerazione, che non è più giustificata dal punto di vista ambientale.

Il Consiglio ambiente del 27 giugno 2006 ha approvato conclusioni con quali accoglie favorevolmente la strategia tematica della Commissione. La proposta di direttiva verrà esaminata secondo la procedura di codecisione. L’esame in prima lettura da parte del Parlamento europeo è previsto per febbraio 2007.

Procedure di contenzioso in sede comunitaria
(a cura dell’Ufficio rapporti con l’Unione europea)

Il 28 giugno 2006 la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia[3] per violazione del diritto comunitario con riferimento alla deroga alle disposizioni sulla gestione dei rifiuti di cui all’allegato I della direttiva 75/442/CEE, come modificata dalla direttiva 91/156/CEE.

Secondo la Commissione l’Italia è venuta meno agli obblighi previsti dalla direttiva 75/442, come modificata dalla direttiva 91/156 in quanto:

·   ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 25 a 27 e comma 29, della legge 308 del 15 dicembre 2004, alcune sostanze o oggetti, che ai sensi della direttiva 75/442 sono da considerarsi rifiuti, vengono sottratti all’ambito della legislazione italiana sui rifiuti;

·   sono state adottate disposizioni volte a restringere l’ambito di applicazione della direttiva 75/442 in Italia, con riferimento alla definizione di rifiuto di cui all’articolo 1, lettera a) della medesima direttiva.

Secondo la Commissione, dall’invio del parere motivato nel dicembre 2005, l'Italia non ha ancora conformato la sua normativa alla legislazione dell'UE. Al contrario, il decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale, ha riconfermato tale normativa. E’ per queste ragioni che la Commissione ha deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia.

Il 13 dicembre 2005 la Commissione ha inviato all’Italia un parere motivato[4], nel quale contesta all’Italia di essere venuta meno agli obblighi previsti dagli articoli 2, 5, 6, 10, 13 e 14 della direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti,  che è stata recepita nell’ordinamento italiano per mezzo del decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003.

In particolare la Commissione rileva che:

Il 2 maggio 2005 la Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia[5] per essere venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù dell'articolo 1 della direttiva 75/442/CEE sui rifiuti, come modificata dalla direttiva 91/156/CE. Secondo la Commissione l’Italia con l’articolo 10 della legge n. 93 del 2001 e l'articolo 1, commi 17 e 19, della legge n. 443 del 2001 ha escluso le terre e le rocce da scavo destinate all'effettivo riutilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, dall'ambito di applicazione della disciplina nazionale sui rifiuti.

Il 23 marzo 2005 la Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia[6]per non corretta applicazione degli articoli 4, 8 e 9 della citata direttiva 75/442/CEE come modificata dalla direttiva 91/156/CEE; dell’articolo 2, comma 1, della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi, e dell’articolo 14 della direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti. La Commissione dichiara di essere venuta a conoscenza dell’esistenza sul territorio italiano di un elevato numero di discariche funzionanti illegalmente e senza controllo delle autorità pubbliche, alcune delle quali contenenti rifiuti pericolosi. La Commissione ritiene che, fintanto che essa tollera la presenza di tali discariche, la Repubblica italiana violi gli obblighi derivanti dalle citate direttive. Inoltre, in relazione alle discariche già esistenti alla data del 16 luglio 2001, la mancanza di informazioni sui piani di riassetto che i gestori di tali discariche avrebbero dovuto presentare entro il 16 luglio 2002, porta la Commissione a considerare non esistenti tali piani di riassetto e le relative misure di autorizzazione e di eventuale chiusura delle discariche non rispondenti ai requisiti di legge.

Il 23 giugno 2005 la Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia[7] ritenendo che la normativa nazionale di recepimento violi la citata direttiva 75/442/CEE sui rifiuti, come modificata dalla direttiva 91/156/CEE.

In particolare, la Commissione sostiene che l’articolo 14 del decreto legge n. 138 dell’8 luglio 2002 (convertito in legge n. 178 dell’8 agosto 2002) sia in contrasto con gli obblighi derivanti dall’articolo 1(a) della direttiva citata, poiché prevede che siano esclusi dall’ambito di applicazione del decreto legislativo n. 22 del 1997 (che ha recepito la direttiva 75/442/CEE come modificata):

·   sostanze o oggetti destinati alle operazioni di smaltimento o recupero di rifiuti non esplicitamente elencate agli allegati B e C del decreto legislativo n. 22/97;

·   beni, sostanze o materiali residuali di produzione o di consumo, qualora gli stessi possano essere e siano riutilizzati in un ciclo produttivo o di consumo, a condizione che non sia effettuato alcun intervento preventivo di trattamento e che gli stessi non rechino pregiudizio all’ambiente, oppure, anche qualora venga effettuato un intervento preventivo di trattamento, quando quest’ultimo non configuri un’operazione di recupero fra quelle elencate all’allegato C del decreto legislativo n. 22/97.

La Commissione è del parere che una siffatta esclusione costituisca un'indebita restrizione della nozione di rifiuto, e quindi dell'ambito d'applicazione della normativa italiana sulla gestione dei rifiuti. Di fatto, l'interpretazione prospettata dal legislatore italiano avrebbe per effetto una limitazione dell'applicazione delle disposizioni della direttiva alle sole fattispecie identificate dalla normativa italiana, escludendone altre non prevedibili a priori che potrebbero invece esservi assoggettate ed in relazione alle quali un'interpretazione estensiva della nozione di rifiuto si renderebbe necessaria. Ciò, secondo la Commissione, si pone in contrasto colle disposizioni della direttiva, che non possono essere derogate da una norma di diritto interno.

Si segnala per altro che il citato articolo 14 del decreto legge n. 138 dell’8 luglio 2002 (convertito in legge n. 178 dell’8 agosto 2002) è stato abrogato dall’articolo 264 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Incidenza sull’ordinamento giuridico

Riflessi sulle autonomie e sulle altre potestà normative

Per la loro incidenza sulle autonomie locali, si segnalano, in particolare, le seguenti disposizioni:

§      l’articolo 2, e in particolare i seguenti commi, introdotti dal Senato:

o     il comma 1-bis che novella l’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 245 del 2005, relativo alla Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, presieduta dal Presidente della Regione Campania, prevedendo in particolare un termine per la sua istituzione, il coinvolgimento anche del Commissario delegato, con il potere di proporre la convocazione, e la modifica delle relative competenze.

Con riguardo a tale ultimo profilo può essere opportuno un chiarimento in ordine alla sottrazione alla Consulta della competenza consultiva rispetto alla localizzazione degli impianti per la combustione dei rifiuti;

oil comma 1-ter, che dispone che il Commissario delegato individui le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza.

 

§      l’articolo 5, nel testo trasmesso dal Senato, e in particolare:

o     il comma 1, che prevede il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali nelle attività di bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche;

o     i commi 3 e 3-bis, che prevedono rispettivamente l’intesa (piuttosto che, come nel testo originario, la mera consultazione) delle regioni interessate per lo smaltimento ed il recupero fuori regione e condizioni specifiche nel caso di trasferimento in regioni nelle quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento;

o     il comma 4 che prevede il coinvolgimento delle comunità locali nella definizione delle iniziative per garantire piena informazione, partecipazione e trasparenza alle attività poste in essere;

o     il commi 5-bis e 5-ter, relativi alla facoltà del Commissario delegato di sospendere, d’intesa con le regioni interessate, il conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione e di proporre al Presidente della regione Campania, limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza, modifiche del piano cave.

Attribuzione di poteri normativi

Si segnala in particolare, l’articolo 1, comma 1-bis, (introdotto presso l’altro ramo del Parlamento) che demanda ad una successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, la precisazione di ulteriori poteri del Commissario delegato e il compito di coordinare ed eventualmente modificare gli effetti delle precedenti ordinanze emanate in materia.

Coordinamento con la normativa vigente

Si segnalano le seguenti due disposizioni, che potrebbero presentare profili problematici nel coordinamento con la normativa vigente:

§         l’articolo 3, comma 1, che prevede la ridefinizione da parte del Commissario delegato delle condizioni per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e il conseguente annullamento della procedura di gara indetta con l’ordinanza commissariale n. 281 del 2 agosto 2006. Occorre valutare l’opportunità di modificare la norma nel senso di autorizzare il Commissario a procedere all’annullamento, facendo in ogni caso salvi eventuali diritti e situazioni giuridiche in capo a terzi.

 

Si segnala che l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 245, che prevedeva la risoluzione dei contratti stipulati dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti con le affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, faceva espressamente salvi gli eventuali diritti derivanti dai rapporti contrattuali risolti;

 

§         l’articolo 6, comma 1-bis,(introdotto dal Senato), che, attraverso il riferimento alla legge n. 225 del 1992, in realtà contempla una norma di interpretazione autentica delle disposizioni delle ordinanze di protezione civile; anche in considerazione del contenuto sostanziale della disposizione, appare più corretto prevedere un’apposita novella al testo della legge n. 225 del 1992.

 

Formulazione del testo

Con riferimento all’articolo 1, comma 1-bis, andrebbe precisato che l’ordinanza in esso prevista ha anche la funzione di coordinare ed eventualmente modificare le precedenti ordinanze emanate in materia, piuttosto che, come nel testo trasmesso, gli effetti delle medesime.

Con riferimento all’articolo 2, comma 1, occorre valutare l’opportunità di modificare la norma, al fine di richiamare, oltre che i principi della Carta di Aalborg, anche la puntuale normativa comunitaria in materia di informazione ambientale e di partecipazione dei cittadini contenuta nella direttiva 2003/4 e la normativa nazionale di recepimento.

Con riferimento all’articolo 3:

§         al comma 1-ter, secondo periodo, la previsione della facoltà del Commissario delegato di avvalersi delle strutture del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici appare ripetitiva dell’analoga previsione contenuta nell’articolo 1, comma 2;

§         al comma 2, appare utile un chiarimento in ordine alla portata della modifica apportata dal Senato, a seguito della quale è venuta meno la precisazione relativa alla localizzazione in Campania delle cave dismesse.

Con riferimento all’articolo 5:

§         al comma 1, al fine di meglio chiarire che il coinvolgimento degli enti locali riguarda tutte le misure previste dall’articolo 5, sarebbe più corretto prevedere tale coinvolgimento in un apposito periodo piuttosto che collegarlo, come nel testo trasmesso, alla messa in sicurezza delle discariche;

§         al comma 2, posto che il testo trasmesso si presta ad ambiguità interpretative in ordine al soggetto competente a provvedere alla bonifica dei territori interessati, andrebbe chiarita la formulazione al fine di precisare se tale compito spetta al Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque o, d’intesa con quest’ultimo, al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti;

§         al comma 2-ter, è opportuno sostituire il termine “termovalorizzatori”, con quello giuridicamente più corretto, in quanto dotato di apposita definizione normativa, di “inceneritori”.


 

Schede di lettura

 


Scheda introduttiva

Le recenti disposizioni per l’emergenza rifiuti in Campania

I decreti legge nn. 14 e 245 del 2005

La materia della gestione dei rifiuti nella regione Campania è stata da ultimo disciplinata dal decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14[8] e dal decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245[9], che ha in gran parte sostituito le norme recate dal decreto precedente. Di seguito si dà conto delle principali disposizioni recate dai provvedimenti citati.

Il decreto-legge n. 245 del 2005 (recante "Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania" e convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 27 gennaio 2006) all'art. 1, comma 1, ha disposto la risoluzione dei contratti stipulati dal Commissario delegato con le affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in regime di esclusiva.

Il successivo comma 2 ha previsto la conseguente individuazione, in termini di somma urgenza, da parte del Commissario, dei nuovi affidatari del servizio sulla base di procedure accelerate di evidenza comunitaria.

In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che fosse apparso utile rilevare, il successivo comma 7 ha previsto che, fino al momento dell'aggiudicazione dell'appalto e comunque entro il 31 maggio 2006[10], l’obbligo per le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania di assicurarne la prosecuzione e provvedere alla gestione delle imprese ed all'utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell'azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato.

Un’altra disposizione di rilievo si ritrova nel già citato comma 2, che ha rimesso al Commissario delegato la definizione, con il presidente della regione Campania, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, degli adeguamenti del piano regionale di smaltimento dei rifiuti, anche al fine di incrementare i livelli della raccolta differenziata e di individuare soluzioni compatibili con le esigenze ambientali per i rifiuti trattati accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio.

Con l'art. 1, comma 4, del decreto n. 245, inoltre, è stata istituita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, che è presieduta dal presidente della regione e della quale fanno parte i presidenti delle province, con compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento e la combustione dei rifiuti.

Una disposizione con finalità analoghe si ritrova nel comma 8, secondo cui il Ministro dell'ambiente, anche in relazione alle competenze da esercitarsi in base al decreto, provvede allo studio di programmi e piani per l'individuazione di soluzioni ottimali attinenti al ciclo integrato della gestione dei rifiuti, con le risorse previste a legislazione vigente.

Il successivo comma 6 ha poi prorogato fino al 31 maggio 2006 gli stati di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nelle regioni Campania, Calabria, Lazio, Puglia e Sicilia, nonché quelli nel settore delle bonifiche nelle regioni Calabria, Campania e Puglia.

 

Con il successivo DPCM 1° giugno 2006, lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania è stato prorogato sino al 31 gennaio 2007.

In conseguenza di tale proroga con l’art. 8 dell’OPCM 16 giugno 2006, n. 3527, è stato previsto l’obbligo per le attuali affidatarie - Fibe S.p.a. e Fibe Campania S.p.a. - di garantire la prosecuzione del servizio di smaltimento fino all'aggiudicazione dell'appalto e comunque fino alla cessazione dello stato di emergenza.

 

 

L’articolo 1 del decreto-legge n. 245 del 2005 reca anche disposizioni relative al coinvolgimento del Dipartimento della Protezione civile in una serie di attività, quali il monitoraggio e l’accertamento delle iniziative adottate dalle strutture commissariali, nonché la possibilità di avvalersi del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Anche in correlazione con i nuovi ed ulteriori compiti del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, l’art. 1-bis ha disposto un incremento di 90 posti nel ruolo speciale del medesimo Dipartimento.

 

Si ricorda, inoltre, che il comma 9 dell’art. 1, successivamente abrogato dall'art. 7 del decreto legge 9 ottobre 2006, n. 263, prevedeva l’emanazione di ordinanze di protezione civile per la ridefinizione della struttura commissariale.

 

Con il comma 1 dell'art. 2 è stato affidato al Commissario delegato il compito di provvedere tempestivamente al recupero della tariffa di smaltimento dei rifiuti presso i comuni, i relativi consorzi e gli altri affidatari della regione Campania, tenendo conto delle situazioni debitorie certificate dai comuni medesimi, o comunque attestate dal Commissario delegato stesso, fino al 31 maggio 2006[11], anche utilizzando le procedure di riscossione coattiva ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed adottando, ove necessario, misure di carattere sostitutivo a carico dei soggetti debitori. Inoltre, con il comma 2 dell'art. 2 è stato previsto che in ogni caso, a fronte del mancato adempimento delle obbligazioni pecuniarie poste a carico dei soggetti indicati nel suddetto comma 1, il Ministero dell'interno avrebbe provveduto attraverso corrispondenti riduzioni dei trasferimenti erariali spettanti ai comuni interessati, ivi compresi i trasferimenti a titolo di compartecipazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

 

Tali disposizioni hanno sostituito, abrogandole, quelle recate dall’art. 1 del D.L. n. 14/2005, che disciplinavano una procedura volta a permettere l’estinzione delle situazione debitorie dei comuni campani derivanti dal mancato versamento al Commissario sia della tariffa per il conferimento dei rifiuti solidi urbani agli impianti per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti (CDR), sia dei contributi di compensazione ambientale previsti a favore dei comuni ospitanti gli impianti stessi.

L'art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 245 ha stabilito che fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, le risorse finanziarie comunque dirette al Commissario delegato fossero vincolate all'attuazione, da parte del Commissario stesso, del piano di smaltimento rifiuti e non fossero suscettibili di pignoramento o sequestro.

 

Con l'art. 5 si è stabilito che, fino al 31 maggio 2006[12], il Commissario delegato avrebbe provveduto all’attribuzione ai consorzi costituiti nei bacini identificati con legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10, il compito di effettuare la raccolta differenziata degli imballaggi primari, ed eventualmente della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, utilizzando i lavoratori assunti in base all'ordinanza del Ministro dell'interno delegato al coordinamento della protezione civile n. 2948 del 25 febbraio 1999.

Si rammenta, in proposito, che l’art. 3, commi 1-2, dell’OPCM 30 giugno 2006, n. 3529, ha autorizzato, fino alla cessazione dello stato di emergenza, a favore dei citati consorzi, un contributo massimo pari a 43 milioni di euro, finanziato con incrementi tariffari a carico dei comuni della regione Campania che, alla data del 31 dicembre 2005, non hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 35 per cento su base annua.

Il comma 3 dell'art. 5 ha stabilito che nel caso di mancato adempimento da parte dei consorzi di tale obbligo entro 30 giorni dall'affidamento del servizio, il Commissario delegato, d'intesa con il Presidente della regione Campania, sentiti i Presidenti delle province, avrebbe provveduto al commissariamento dei medesimi.

Il successivo comma 5 ha previsto la stipula, da parte del Commissario delegato, di convenzioni con il CONAI (Consorzio nazionale imballaggi) per avviare al recupero una parte dei sovvalli in uscita dagli impianti per la produzione di CDR, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.

 

L'art. 6 del decreto-legge, al comma 1, ha stabilito che i materiali destinati al recupero, prodotti negli impianti di lavorazione dei rifiuti solidi urbani esistenti nella regione Campania, fossero mantenuti a riserva nei siti di stoccaggio provvisorio fino alla definitiva messa a regime del sistema regionale integrato di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e comunque non oltre il 31 maggio 2007, assicurando comunque adeguate condizioni di tutela igienico-sanitaria e ambientale.

Il successivo comma 2, al fine di garantire, in termini di somma urgenza, l'ordinata gestione dello smaltimento e recupero dei rifiuti nella regione Campania, ha inoltreprevisto l’obbligo per il Commissario delegato di realizzare le discariche di servizio ed i siti di stoccaggio occorrenti fino alla cessazione dello stato di emergenza.

 

Tale norma ha sostituito, abrogandola, quella recata dall’art. 2, comma 1, del D.L. n. 14/2005, che - in aggiunta rispetto a quanto citato - prevedeva, al fine di assicurare in termini di somma urgenza il funzionamento a norma di legge, nel rispetto delle prescrizioni contrattuali relative alla gestione del sistema di smaltimento e recupero dei rifiuti nella regione Campania, dei sette impianti presenti nella regione stessa di Casalduni, Pianodardine, Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, Caivano, Tufino e Battipaglia, che il Commissario delegato autorizzasse le necessarie iniziative di adeguamento tecnico-funzionale degli impianti medesimi da parte dei soggetti affidatari[13].

 

La medesima disposizione ha disposto l’obbligo per il Commissario di proseguire i lavori per la realizzazione dei termovalorizzatori di Acerra e Santa Maria la Fossa.

 

Delle norme ancora vigenti del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, si segnala, in particolare, l’art. 3, comma 1, in base al quale, per garantire la concreta e sollecita attuazione delle determinazioni del Commissario, in materia di individuazione dei siti di stoccaggio dei rifiuti e degli impianti di termovalorizzazione, anche ai fini della realizzazione delle opere occorrenti, i prefetti della regione Campania territorialmente competenti assicurano ogni collaborazione ed intervento di propria competenza in termini di somma urgenza.

Il successivo comma 2, poi, consentiva al Commissario delegato, anche per l'esercizio delle funzioni previste dal medesimo  decreto, di avvalersi di un sub-commissario, cui delegare compiti specifici nell'ambito di determinati settori d'intervento, con oneri a carico della gestione commissariale.

 

Le ordinanze di protezione civile per la gestione dell’emergenza

Successivamente sono state emanate numerose ordinanze di protezione civile finalizzate a porre in essere tutte le iniziative, di carattere straordinario ed urgente, essenziali per il raggiungimento degli obiettivi fissati dai citati decreti-legge.

In questa sede si dà conto delle disposizioni che maggiormente sembrano rilevare ai fini del commento al decreto-legge in esame.

L’articolo 3 dell’OPCM 14 dicembre 2005, n. 3479[14] ha confermato, fino alla cessazione dello stato di emergenza, la vigenza delle ordinanze commissariali recanti l'obbligo per tutti i comuni e/o i soggetti che effettuano la gestione dei rifiuti urbani, di conferire in via esclusiva agli impianti di produzione del CDR, tutti i rifiuti urbani, a valle della raccolta differenziata, prodotti e raccolti sul loro territorio e di pagare la tariffa di smaltimento con il conseguente divieto di conferimento a terzi o di altra forma di smaltimento dei rifiuti urbani.

Lo stesso articolo ha provveduto ad una rimodulazione della tariffa di smaltimento, a decorrere dal 16 dicembre 2005 e fino alla cessazione dello stato di emergenza.

L’art. 4, comma 2, della medesima ordinanza ha novellato l'art. 2, comma 1, dell'OPCM 30 marzo 2004, n. 3345, che autorizzava il Commissario delegato a porre in essere una serie di attività, tra le quali, in base al testo novellato, “assicurare, in via provvisoria ed eccezionale, il sollecito smaltimento dei rifiuti non ricevuti dagli impianti di produzione di combustibile derivato dai rifiuti previa intesa con i presidenti delle regioni interessate, nonché dei prodotti e sottoprodotti della lavorazione dei rifiuti presso detti impianti anche in deroga alle disposizioni previste dai rispettivi statuti regionali, avviandoli verso impianti ubicati presso altre regioni, in attesa della approvazione del piano di cui alla successiva lettera b)”.

Il successivo comma 3, come successivamente modificato, dalla data di risoluzione del contratto con le affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, Fibe SpA e Fibe Campania SpA, , ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modifiche ed integrazioni, ha autorizzato gli impianti siti in Caivano (Napoli), Tufino (Napoli), Giugliano (Napoli), Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Pianodardine (Avellino), Battipaglia (Salerno) e Casalduni (Benevento) ad operare una serie di attività indicate, tra cui la selezione, prevalentemente mediante tritovagliatura, di rifiuto urbano residuale da raccolta differenziata.

Lo stesso comma ha previsto che il Commissario delegato possa autorizzare l'uso degli impianti anche in misura superiore alle potenzialità di progetto previste dalle autorizzazioni di cui al medesimo comma, assicurando comunque adeguate condizioni di tutela igienico-sanitaria ed ambientale.

Ulteriori disposizioni relative a tali impianti, e finalizzate alla loro ottimizzazione gestionale, sono state dettate dall’art. 6.

 

L’art. 1 dell’OPCM 11 febbraio 2006, n. 3493[15] ha imposto al Commissario di individuare con ogni urgenza e comunque entro e non oltre il 14 febbraio 2006 le discariche di servizio presso le quali conferire rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi.

Lo stesso Commissario è stato autorizzato a finanziare, con le somme di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, opere di messa in sicurezza in termini di somma urgenza di discariche di servizio già autorizzate, anche non pubbliche, presso le quali residuano volumetrie disponibili per l'ulteriore conferimento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi; detti conferimenti dovranno essere disposti per quantità predefinite e per un periodo limitato di quaranta giorni dalla data di adozione della presente ordinanza.

Il comma 3 dell’art. 1 ha poi previsto che il Commissario, al fine di garantire l'adeguato livello di sicurezza alle popolazioni locali sotto il profilo igienico, sanitario ed ambientale, provveda a predisporre un apposito piano di sorveglianza e controllo.

 

L’art. 2, comma 1, dell’OPCM 30 giugno 2006, n. 3529[16] ha affidato al Commissario l’incarico di provvedere, d'intesa con il presidente della regione Campania ed i presidenti delle province interessate, ad individuare le discariche di servizio localizzate nella medesima regione presso le quali conferire immediatamente rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi, anche tra quelle in fase di gestione post-operativa, a condizione che residuino volumetrie disponibili per l'ulteriore conferimento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, ed al fine di garantire la messa in sicurezza.

Il comma 2 ha autorizzato il Commissario ad individuare, anche al fine della loro ricomposizione morfologica, cave dismesse e/o abbandonate, per il conferimento di rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi in uscita dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione.

 

L’art. 7, comma 1, dell’OPCM 27 settembre 2006, n. 3545, ha disposto che il Commissario eserciti in materia di emergenza sanitaria ed igiene pubblica i poteri di ordinanza di cui agli articoli 50, comma 5, e 54, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000, all'uopo subentrando ai Sindaci nella titolarità e nell'esercizio di tali potestà per la durata dello stato di emergenza.

 

L’aggravamento dell’emergenza

Di seguito si riporta la rapida disamina svolta dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, durante l’audizione presso la 13a Commissione del Senato in data 10 ottobre 2006:

“Il 21 settembre è stata chiusa la discarica di Montesarchio, come da impegno preso con le comunità locali al momento in cui quella discarica venne aperta. Non abbiamo potuto aprire contemporaneamente la discarica di Villaricca … soprattutto per questioni di carattere atmosferico. Adesso ci siamo arrivati; ma questo gap fra la chiusura di Montesarchio e l’apertura di Villaricca ha comportato il mancato conferimento di diverse tonnellate di rifiuti. Ad aggravare questa situazione hanno concorso anche, ovviamente, il provvedimento di chiusura e di sequestro di alcuni CDR e, recentissimamente, della discarica di Difesa grande e tutta un’altra serie di fattori. Sta di fatto che oggi vi sono 12.000 tonnellate di spazzatura non raccolta in provincia di Napoli, 11.000 in provincia di Salerno e 5.000, rispettivamente, nelle province di Avellino, Benevento e Caserta; siamo quindi a 38.000, grosso modo. Si tratta di stime: non abbiamo pesato la spazzatura presente nelle strade e secondo me ce n’è anche di più. Comunque diciamo che quella visibile, che dà fastidio, che in qualche situazione addirittura impedisce di andare a scuola, in chiesa o di poter frequentare i mercati, è sicuramente quella che vi ho detto”.

Questa situazione, unitamente alle dimissioni del Commissario in carica, il prefetto Catenacci, ha reso necessaria l’emanazione del decreto-legge in commento.


Il Decreto-legge in esame

Articolo 1
(Individuazione e poteri del Commissario delegato)

 

Il comma 1 dell'articolo in esame dispone l’assegnazione delle funzioni di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti nella regione Campania al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2007.

 

La fissazione di un termine per la gestione commissariale e la previsione secondo la quale l'emergenza riguarda, complessivamente, il settore dei rifiuti nella regione Campania e non solamente il loro smaltimento (come indicato nel testo originario del decreto) deriva dall’approvazione di due distinti emendamenti della Commissione presso l’altro ramo del Parlamento[17].

La disposizione recata dal comma 1 si è resa necessaria in seguito alle dimissioni (rassegnate in data 27 settembre 2006) del precedente commissario, Corrado Catenacci, nominato con l’ordinanza 27 febbraio 2004, n. 3341, che a sua volta aveva sostituito il dimissionario Presidente della regione Campania.

Si ricorda, inoltre, che con l’OPCM 30 giugno 2006, n. 3529, è stata prevista l’istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, di una struttura con funzione di coordinamento e di supporto delle attività svolte dai commissari delegati, al fine di assicurare le opportune sinergie per accelerare il completamento delle procedure necessarie alla chiusura degli stati d'emergenza in materia ambientale (tra cui quello in corso nella Regione Campania), nonché per favorire il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, finalizzata al recupero ed al riciclaggio, di imballaggi primari, secondari e terziari, della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, nelle regioni in cui é stato dichiarato lo stato d'emergenza nel settore dei rifiuti.

 

 

Il comma 1-bis (introdotto a seguito all’approvazione presso il Senato di un emendamento della Commissione[18]) dispone che alla precisazione degli ulteriori poteri del Commissario delegato, necessari per il superamento dell'emergenza, non previsti dal medesimo decreto e necessari alla sua rapida ed efficace attuazione, si provveda mediante una successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225.

Tale ordinanza, da cui non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, potranno essere coordinati ed eventualmente modificati gli effetti delle precedenti ordinanze emanate per l'emergenza rifiuti in Campania, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.

L’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225[19] prevede in termini generali che, per l'attuazione degli interventi di emergenza conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza, si provveda anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.

 

Il successivo comma 2, incarica il Commissario di provvedere, oltre che all’esercizio dei poteri conferiti dalle ordinanze emergenziali di protezione civile, all’adozione - nell’osservanza dei principi generali dell’ordinamento - degli indispensabili provvedimenti per assicurare:

§         ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate;

§         il concorso immediato delle amministrazioni e degli enti pubblici, nonché di ogni altra istituzione, organizzazione e soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile.

Per realizzare tali finalità, il Commissario può utilizzare le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile, in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica[20].

Si fa notare, in proposito, che sulla citata possibilità di coinvolgere le amministrazioni pubbliche e le strutture del Servizio nazionale della protezione civile, il Governo ha sottolineato – nel corso dell’iter al Senato – che tale facoltà rientra già nella competenza ordinaria del Capo del Dipartimento della protezione civile, che, in base al comma 1, riveste anche il ruolo di Commissario delegato.

Ai sensi dell’art. 11 della legge n. 225/1992, costituiscono strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile:

a) il Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale componente fondamentale della protezione civile;

b) le Forze armate;

c) le Forze di polizia;

d) il Corpo forestale dello Stato;

e) i Servizi tecnici nazionali;

f) i gruppi nazionali di ricerca scientifica di cui all'articolo 17, l'Istituto nazionale di geofisica ed altre istituzioni di ricerca;

g) la Croce rossa italiana;

h) le strutture del Servizio sanitario nazionale;

i) le organizzazioni di volontariato;

l) il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSA (CAI).

Il comma 2 del medesimo articolo dispone inoltre che “in base ai criteri determinati dal Consiglio nazionale della protezione civile, le strutture operative nazionali svolgono, a richiesta del Dipartimento della protezione civile, le attività previste dalla presente legge nonché compiti di supporto e consulenza per tutte le amministrazioni componenti il Servizio nazionale della protezione civile”.

 

Ai sensi del comma 3, il Commissario delegato, per l’esercizio delle proprie funzioni, si avvale di tre sub-commissari:

§         un sub-commissario con funzioni vicarie;

Tale incarico è stato affidato al prefetto Carlo Alfiero, con O.P.C.M. n. 3546 del 12 ottobre 2006, già Commissario per l'emergenza ambientale in Calabria. Con tale ordinanza[21] ne sono stati definiti attribuzioni e poteri.

§         un sub-commissario per la raccolta differenziata, dotato di comprovata e specifica esperienza nel settore, individuato d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

§         un sub-commissario delegato ad ulteriori e specifici compiti nell’ambito di determinati settori di intervento.

Lo stesso comma prevede la costituzione - da parte del Commissario delegato - di una Commissione di cinque esperti nella soluzione delle emergenze ambientali.

Tale commissione sembra destinata a sostituire l’analoga struttura tecnico-scientifica composta da sette esperti, istituita, ai fini del più proficuo e tempestivo espletamento delle attività disciplinate dalla medesima ordinanza, con l’art. 3 dell’OPCM 30 marzo 2004, n. 3345 e soppressa dall’art. 15 dell’OPCM 25 gennaio 2006, n. 3491.

 

Il comma 4 detta disposizioni finalizzate a garantire l’invarianza della spesa, l’attuazione del comma 3 e a facilitare il rientro nella gestione ordinaria una volta cessato lo stato di emergenza.

Tale disposizione, nel testo emendato nel corso dell’esame al Senato[22], prevede che, mediante ordinanze di protezione civile, si operi la riduzione dell’attuale organico della struttura commissariale e specifica che tale riduzione di organico dovrà avvenire contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cinque esperti prevista dal comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, in aggiunta a quanto previsto dall'articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223.

Tale norma sembra recare una finalità analoga a quella contenuta nell’art. 15 dell’OPCM 25 gennaio 2006, n. 3491, che ha soppresso il Comitato di rientro nell'ordinario istituito ai sensi dell'art. 7 dell'ordinanza di protezione civile n. 2774 del 31 marzo 1998.

Relativamente all’organico della struttura commissariale, si rammenta che nella relazione tecnica al disegno di legge AS 1069 si legge che attualmente la struttura commissariale è composta da circa 117 unità di personale e si ipotizza, a titolo esemplificativo, che l'onere per i sub-commissari aggiuntivi e per i 5 membri della commissione corrisponda a quello per 20 componenti della struttura commissariale.

Nella medesima relazione si fa presente, inoltre, che resta fermo per l’intera struttura commissariale quanto previsto dall’art. 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di riorganizzazione e riduzione della spesa complessiva degli organismi collegiali.

Riguardo alla riorganizzazione della struttura commissariale, nel corso della sua audizione del 10 ottobre 2006[23] presso la della 13a Commissione del Senato, il neo-Commissario Bertolaso ha dichiarato che “la prima cosa che faremo sarà di trasferire la struttura commissariale nell’ambito di una sede istituzionale. Dalle prime verifiche che abbiamo effettuato, al momento risultano che vi sono quattro sedi occupate dall’ufficio del commissario e ciò comporta una spesa di affitto non irrilevante: siamo sui 500.000 euro l’anno. Quindi, sia per questioni economiche sia soprattutto per questioni di ruolo, sono già in contatto con il prefetto e con le autorità competenti per individuare una sede istituzionale dove trasferire immediatamente quello che resterà della struttura del commissariato. Attualmente i dipendenti della struttura del commissariato sono circa cento; alla Protezione civile nazionale vi sono 500 dipendenti per gestire le emergenze italiane; ci sembra che il rapporto non sia corretto e quindi procederemo sicuramente ad una riorganizzazione di questa struttura che costa annualmente circa sei milioni di euro per il suo funzionamento.

Voglio sottolineare al riguardo che il prefetto Catenacci ha già sensibilmente ridotto i costi di gestione, precedentemente di molto superiori rispetto alle cifre che vi sto dando. Noi riporteremo il tutto ai minimi termini; non per questo ovviamente ridurremo quella che sarà la capacità di intervento e di manovra della struttura commissariale per l’intervento sulla gestione della spazzatura”.


Articolo 2
(Informazione e partecipazione dei cittadini.Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania)

 

Il comma 1 prevede l’emanazione di ordinanze commissariali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, finalizzate all’individuazione delle misure volte ad assicurare l’informazione e la partecipazione dei cittadini in conformità con i principi della «Carta di Aalborg».

La Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile (cd. Carta di Aalborg) è stata approvata dalle 80 amministrazioni locali europee e dai 253 rappresentanti di organizzazioni internazionali, governi nazionali, istituti scientifici, consulenti e singoli cittadini, che hanno partecipato alla Conferenza europea sulle città sostenibili che si è svolta ad Aalborg, in Danimarca, dal 24 al 27 maggio 1994. Con la firma della Carta le città e le regioni europee si sono impegnate ad attuare l'Agenda 21 a livello locale e a elaborare piani d'azione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile, nonché ad avviare la campagna per uno sviluppo durevole e sostenibile delle città europee.

La Carta di Aalborg elabora il concetto di sostenibilità, individua le responsabilità ambientali delle città e le impegna a sviluppare politiche ed azioni positive per realizzare città sostenibili, nonché a fondare la loro azione sulla cooperazione fra tutti gli attori interessati e a far sì che tutti i cittadini e i gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizioni di partecipare al processo decisionale locale”.

Si segnala tuttavia che, in materia di informazione ambientale, i principi basilari sono attualmente contenuti nell’articolata normativa recata dalla direttiva 2003/4/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

Le norme recate dal d.lgs. n. 195/2005 rappresenta un ulteriore passaggio normativo rispetto alla finalità di implementare il diritto di accesso all’informazione ambientale e di rafforzare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. In particolare, il d.lgs. n. 195/2005 sostituisce il d.lgs. n. 39/1997 (che aveva recepito la precedente direttiva europea[24]) ridisegnando la materia secondo le nuove disposizioni comunitarie volte ad ampliare il diritto di accesso attraverso:

§         la sensibile estensione della nozione di informazione ambientale;

§         la definizione del contenuto minimo della documentazione amministrativa che ogni autorità pubblica deve mettere a disposizione del pubblico;

§         la disciplina dei tempi del procedimento di richiesta e rilascio delle informazioni ambientali;

§         la previsione di una tutela anche amministrativa del diritto di accesso ambientale.

Occorre valutare l’opportunità di modificare la norma, al fine di richiamare, oltre che i principi della Carta di Aalborg, anche la puntuale normativa comunitaria in materia (direttiva 2003/4) e la normativa nazionale di recepimento.

Il secondo periodo del comma 1 prevede, conformemente alle disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, la collaborazione con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’attuazione di tali iniziative di informazione e specifica che, comunque, da queste ultime non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica[25].

 

In proposito si noti che il Governo ha sottolineato – nel corso dell’iter al Senato – che “le misure volte alla informazione e alla partecipazione dei cittadini, ai sensi dell’articolo 2, rientrano tra le competenze ordinarie ed istituzionali del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui il Dipartimento della protezione civile già fornisce supporto e collaborazione”.

Con riguardo a specifiche iniziative di informazione ai cittadini, si ricorda che, nel corso della più volte citata audizione presso la 13a Commissione del Senato, Bertolaso ha dichiarato l’intenzione di aprire un sito internet sul quale riportare dati relativi a tutte le situazioni[26].

 

 

Il comma 1-bis – introdotto durante l’esame da parte del Senato[27] - novella il comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, relativo all’istituzione della Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania.

Le modifiche apportate riguardano:

a)      l’introduzione del termine del 31 dicembre 2006 per l’istituzione della Consulta;

b)      il coinvolgimento - fino alla cessazione dello stato di emergenza - anche del Commissario nel funzionamento dell’organo, che diviene membro della Consulta e al quale viene attribuito il potere di proporre al Presidente della regione Campania (che presiede la Consulta) la convocazione della medesima.

c)      la modifica delle competenze della Consulta. Rispetto al testo vigente del comma 4, in base al quale la Consulta ha “compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento e la combustione dei rifiuti”, viene eliminato il riferimento alla combustione, e quindi i relativi compiti consultivi circa la localizzazione degli impianti di combustione.

 

Si segnala che la definizione “impianti di combustione” non è normativamente corretta, posto che occorrerebbe far riferimento agli “impianti di incenerimento”.

 

d)      L’attribuzione di compiti consultivi anche rispetto ai tempi di attuazione delle suddette localizzazioni.

 

Occorre un chiarimento circa la sottrazione alla Consulta della competenza consultiva rispetto alla localizzazione degli impianti per la combustione dei rifiuti.

 

Il comma 1-ter, infine, anch’esso introdotto a durante l’esame da parte del Senato[28] dispone che il Commissario delegato individui le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza.

 


Articolo 3
(Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili)

Il comma 1 dell’articolo in esame - in relazione al sopravvenuto aggravamento del contesto emergenziale nel territorio della regione Campania, per l’attuazione degli obiettivi di cui al presente decreto - autorizza il Commissario delegato a provvedere alla ridefinizione delle condizioni per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, sulla base delle migliori tecnologie immediatamente disponibili[29]. La suddetta ridefinizione avviene con l’esclusiva assistenza dell’Avvocatura Generale dello Stato[30]

 

Lo stesso comma dispone, infine, il conseguente annullamento della procedura di gara indetta con l’ordinanza commissariale n. 281 del 2 agosto 2006.

 

Si segnala che l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 245, prevedeva la risoluzione dei contratti stipulati dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti con le affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania (Fibe S.p.A. e Fibe Campania S.p.A), facendo espressamente salvi gli eventuali diritti derivanti dai rapporti contrattuali risolti. Il comma 7 del medesimo articolo stabiliva, inoltre, l’obbligo, per le citate società, di assicurare la prosecuzione del servizio medesimo e provvedere alla gestione delle imprese ed utilizzo dei beni posti nella loro disponibilità in funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio.

A seguito della risoluzione operata dalla disposizione sopra richiamata, era stata emanata l'ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006, con la quale era stata indetta una gara pubblica, da esperirsi con procedura aperta, per l'aggiudicazione dell'appalto relativo al servizio di smaltimento rifiuti della regione Campania per la durata di 20 anni da suddividersi nei seguenti 3 lotti:

§         Lotto 1 - servizio nel Sub-ATO 2, ATO 5 e ATO 6;

§         Lotto 2 - servizio nel Sub-ATO 1 e ATO 4;

§         Lotto 3 - servizio nel Sub-ATO 3 e ATO 7.

Nella medesima ordinanza si precisava che l'aggiudicazione sarebbe avvenuta previa selezione, per ciascun lotto, dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che sarebbe stata effettuata da una apposita commissione, nominata successivamente alla scadenza del termine di presentazione delle offerte.

La citata ordinanza n. 281/2006 è stata oggetto di alcuni ricorsi al TAR che ne avevano segnalato - tra l’altro – l’illegittima attribuzione “extra e contra legem di poteri assoluti di pianificazione urbanistica a soggetti privati (gli affidatari), loro demandando la scelta dei siti dei termovalorizzatori”[31], a dispetto delle competenze degli enti locali relativamente agli atti di pianificazione del territorio.

Si ricorda, infine, che, con riferimento alla gara indetta con l’ordinanza  n. 281/2006, il Capo del Dipartimento della Protezione civile nel corso dell’audizione del 20 luglio 2006 presso la 13a Commissione del Senato, ha affermato che "è stata fatta una gara per cercare di riaffidare la gestione dei rifiuti in Campania dividendola in tre settori, ma vi ha partecipato solo un’associazione di imprese; per trasparenza e correttezza non abbiamo ritenuto utile andare a trattativa privata con una sola associazione (considerate le esperienze di questi due anni non ci fidavamo). Quindi, si sta per rifare la gara e si stanno definendo piu` nel dettaglio alcuni aspetti".

 

Nel corso dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento sono stati aggiunti 2 ulteriori commi (1-bis e 1-ter[32]).

Il comma 1-bis sostituisce il primo periodo del comma 7 dell’art. 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, apportando al testo attuale le seguenti modifiche:

§      la specificazione che, ai fini del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, si tenga conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione dei beni mobili ed immobili che appare utile rilevare.

§      la modifica del termine ultimo entro il quale le attuali affidatarie sono tenute ad assicurare la prosecuzione del servizio, al fine di adeguarlo a quello previsto dall’articolo 1, comma 1 (31 dicembre 2007).

Per un commento sulle norme relative al passaggio di consegne si rinvia alla scheda introduttiva.

 

Il comma 1-ter dispone che il Commissario delegato, d'intesa con la regione Campania e con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall'emergenza, provveda all’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, integrandolo con le misure e gli interventi previsti dalle norme del decreto.

 

Il Commissario delegato pro-tempore, ha provveduto, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del d.l. n. 245 del 2005, all’aggiornamento del Piano lo scorso marzo[33], con OPCM n. 77 del 10 marzo 2006 recante "Adeguamento del piano regionale dei rifiuti della Campania", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale N. 70 del 24 Marzo 2006.

 

A tal fine, al secondo periodo, si prevede che il Commissario si avvalga delle strutture operative nazionali del servizio nazionale della protezione civile, nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.

 

La disposizione contenuta nel secondo periodo appare superflua, posto che già l’articolo 1 prevede in termini generali, per il perseguimento degli obiettivi previsti dal decreto, sia che venga assicurato il concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici, sia l’utilizzazione delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.

 

Il testo del comma 2 è stato sostituito nel corso dell’esame da parte del Senato[34].

Il testo originario  del comma 2 prevedeva che, nelle more dell’individuazione dell’affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario individua - in termini di somma urgenza - le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e di quello (eventuale) delle ecoballe nelle cave dismesse esistenti nella regione Campania, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio.

Le modifiche apportate dal Senato hanno riguardato:

§         la sostituzione del termine “ecoballe”, cui non corrisponde una definizione normativa - come sottolineato da più parti nel corso dell’esame in sede referente -, con quello giuridicamente più preciso di “balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione”;

§         l’aggiunta di alcune precisazioni volte a far sì che il Commissario provveda alla citata attività di individuazione con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie e facendo salva la normativa antimafia;

§         l’inserimento di una clausola volta a garantire in ogni caso, qualora il Commissario provveda ad affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, l’affidabilità di tali soggetti cui viene affidato il servizio, in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio stesso;

§         una più puntuale definizione delle cave cui destinare i rifiuti o le cd. ecoballe. Viene infatti previsto che tali rifiuti possano essere destinati nelle cave dismesse, abbandonate o già poste sotto sequestro con provvedimento dell’autorità giudiziaria, previa revoca del provvedimento di sequestro da parte della medesima autorità, anche al fine della loro ricomposizione morfologica.

 

Con riferimento al comma 2, occorre un chiarimento in ordine alla portata della modifica apportata dal Senato, a seguito della quale è venuta meno la precisazione relativa alla localizzazione delle cave dismesse in Campania.

Articolo 4
(Misure per la raccolta differenziata)

Nel corso dell’esame da parte del Senato, il testo originario dell’articolo 4, che si componeva di un unico comma, è stato sostituito con un testo molto più articolato, composto da sei commi, tutti recanti misure in materia di raccolta differenziata[35]. In conseguenza di tale modifica, lo stesso titolo del decreto è stato integrato con la dicitura “e misure per la raccolta differenziata”.

 

In base al testo originario del comma 1, il Commissario, sentita la struttura di coordinamento prevista dall’art. 1 dell’OPCM n. 3529 del 30 giugno 2006, procede alla verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata (art. 205, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006).

In base alle modifiche apportate dal Senato, la verifica suddetta deve riguardare il raggiungimento del solo obiettivo minimo del 35% di raccolta differenziata.

Viene comunque previsto che lo stesso Commissario provveda alla definizione di un programma per il raggiungimento di almeno il 50%, che rappresenta una percentuale compresa tra gli altri due obiettivi fissati dalla normativa vigente (vedi infra).

Il comma 1 dispone, infine, che il Commissario provveda a quanto sopra adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti delle Amministrazioni che non hanno rispettato gli obiettivi indicati.

 

Si ricorda nuovamente quanto annotato nella scheda introduttiva, ovvero che con l’OPCM 30 giugno 2006, n. 3529 è stata prevista l’istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, di una struttura con funzione di coordinamento e di supporto delle attività svolte dai commissari delegati, al fine di assicurare le opportune sinergie per accelerare il completamento delle procedure necessarie alla chiusura degli stati d'emergenza in materia ambientale (tra cui quello in corso nella Regione Campania), nonché per favorire il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, finalizzata al recupero ed al riciclaggio, di imballaggi primari, secondari e terziari, della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, nelle regioni in cui é stato dichiarato lo stato d'emergenza nel settore dei rifiuti.

Tale struttura ha, tra gli altri, il compito di formulare indicazioni ai commissari delegati circa le migliori soluzioni per assicurare livelli adeguati per la raccolta differenziata dell'umido, anche ai fini della sua trasformazione in composi di qualità per il successivo riutilizzo nonché di formulare proposte per ottenere da parte del Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) e dei consorzi di filiera il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio fissati dalla normativa vigente in materia di imballaggi e rifiuti da imballaggio.

Per quanto riguarda gli obiettivi previsti dalla vigente normativa in materia di raccolta differenziata, recata dall’art. 205, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si ricorda che in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

a) almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;

b) almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;

c) almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.

Il successivo comma 2 dispone che “la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo tra materia ed energia, secondo i criteri dell'economicità, dell'efficacia, dell'efficienza e della trasparenza del sistema, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1”.

Si segnala tuttavia che il comma 4 del medesimo articolo ha demandato ad apposito decreto - che a tutt’oggi non risulta emanato - dei ministri dell'ambiente e delle attività produttive, d'intesa con la Conferenza unificata, l’individuazione della metodologia e dei criteri di calcolo delle percentuali di cui ai citati commi 1 e 2.

 

Il comma 2 dell’articolo in esame demanda ad un’apposita ordinanza di protezione civile l’individuazione degli incentivi tariffari o le eventuali penalizzazioni correlati al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla vigente normativa in materia di raccolta differenziata.

 

Tale disposizione appare coerente con il sistema previsto dalle norme vigenti. L’art. 205, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006, prevede infatti che “nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, è applicata un'addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, istituita dall'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l'onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni”.

 

Il comma 3 prevede la stipula di un accordo di programma tra il CONAI (Consorzio nazionale imballaggi) ed il Commissario per il raggiungimento dell’obiettivo del recupero del 60% degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania, sostenendo, con proprie risorse, iniziative di sviluppo e potenziamento delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani.

 

Si ricorda che tale percentuale viene indicata dall’Allegato E alla Parte quarta del d.lgs. n. 152/2006 che prevede che, entro il 31 dicembre 2008, almeno il 60% in peso dei rifiuti di imballaggio sarà recuperato o incenerito con recupero di energia

 

Il comma 4 impegna tutti i consorzi nazionali operanti nel settore della valorizzazione della raccolta differenziata a contribuire a potenziare la filiera della raccolta, trasporto, gestione ed utilizzo economico della raccolta differenziata, attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, promosse anche su proposta di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati.

Il comma 5 dispone che gli stessi consorzi adottino, dandone tempestivamente comunicazione al Commissario delegato, i provvedimenti organizzativi e gestionali tendenti, in un’ottica di perseguimento degli obiettivi e delle procedure di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente, a registrare e rendere pubblica la tracciabilità del rifiuto dal momento della raccolta a quello della sua valorizzazione economica.

 

Si ricorda, in proposito, che il sistema consortile previsto a livello nazionale per incrementare i livelli della raccolta differenziata è imperniato sul CONAI (Consorzio nazionale imballaggi), che è un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (ora d.lgs. n. 152/2006).

Il sistema CONAI si basa sull’attività di sei Consorzi rappresentativi dei materiali (cd. consorzi di filiera): Acciaio, Alluminio, Carta, Legno, Plastica e Vetro.

Tali Consorzi, cui aderiscono i produttori e gli importatori, associano tutte le principali imprese che determinano il ciclo di vita dei rispettivi materiali.

Si fa notare, quanto ai compiti dei consorzi citati, che tra questi rientra – ai sensi dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI del 2004[36] – un “nuovo slancio alla realizzazione di campagne di comunicazione, informazione ed educazione per accrescere la sensibilizzazione ed orientare i comportamenti dei cittadini verso la prevenzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il recupero degli imballaggi. Nell’Accordo si prevede che il sistema CONAI/Consorzi di Filiera destini, per le campagne di comunicazione locali, il 35% del proprio budget complessivo di comunicazione”[37].

 

Il comma 6 reca la clausola di invarianza della spesa.

 


Articolo 5
(Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche)

L’articolo 5 è stato profondamente modificato ed integrato nel corso dell’esame da parte del Senato.

Il comma 1 autorizza, fino alla cessazione dello stato di emergenza, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani:

§         l’utilizzo delle discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato – prefetto di Napoli, nonché delle ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l’attuazione degli obiettivi fissati dal decreto;

§         la possibilità del trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti. Si sottolinea che tale eventualità deve essere perseguita in via eccezionale.

 

Le principali modifiche apportate nel corso dell’iter al Senato[38] riguardano:

§         l’eliminazione della parte del comma che provvedeva direttamente all’individuazione delle discariche, da utilizzare e mettere in sicurezza, di «Paenzano 2» nel comune di Tufino, di «Riconta» nel comune di Villaricca e di «Difesa grande» nel comune di Ariano Irpino;

Tale modifica è stata motivata, nel corso del dibattito al Senato, dal relatore Sodano, per evitare di “insistere su discariche su cui c'era stato un impegno per la chiusura, come Ariano Irpino e Tufino, che sono nel testo del Governo, nel testo del decreto-legge che è giunto alla nostra approvazione”.

§         l’eliminazione della clausola che, sempre in ordine all’individuazione delle discariche da utilizzare, faceva salvi ed impregiudicati gli eventuali provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria prima della data di entrata in vigore del decreto;

 

Tale modifica trova il suo presupposto nella considerazione che alcune delle 3 discariche citate nell’originario comma 1 “erano anche sottoposte a provvedimento di sequestro da parte della magistratura (quindi c'era un evidente conflitto)” (cfr. intervento del Senatore Ferrante nella seduta pomeridiana dell’8 novembre 2006), per cui una volta eliminata la loro puntuale individuazione, viene meno la necessità di tale clausola di garanzia.

 

Le modifiche indicate, che attribuiscono una maggiore discrezionalità al Commissario nell’individuazione delle discariche, sono controbilanciate dalle seguenti integrazioni:

§         l’introduzione di una serie di norme volte a disciplinare i meccanismi per addivenire all’individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche. Il comma 1 è stato infatti integrato al fine di imporre al Commissario, nella citata attività di individuazione, di tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. Il Commissario è inoltre tenuto, nel disporre l’apertura di nuovi impianti, a valutare prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse da quelle appena menzionate.

§         l’introduzione, alla fine del comma, di una disposizione volta a garantire che la prevista messa in sicurezza delle discariche da utilizzare avvenga con il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali nelle attività di cui al presente articolo.

 

Dal punto di vista della formulazione del testo, al fine di meglio chiarire che il coinvolgimento degli enti locali riguarda tutte le misure previste dall’articolo 5, sarebbe più corretto prevedere tale coinvolgimento in un periodo apposito piuttosto che collegarlo, come nel testo trasmesso, alla messa in sicurezza delle discariche.

 

In base al comma 2, il Commissario delegato dispone, con procedure di somma urgenza, i necessari interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili, e provvede altresì agli atti consequenziali per la messa in sicurezza, nonché, d’intesa con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania, alla bonifica dei territori interessati.

 

Nella relazione illustrativa viene sottolineato che la soluzione indicata dall’articolo in esame circa lo smaltimento in discariche regionali rappresenta, allo stato attuale, “l’unica valida soluzione in grado di superare temporaneamente la fase di vera e propria emergenza ambientale e che consentono anche una razionalizzazione dei costi necessari per le attività di smaltimento”. Nella relazione tecnica si legge, in proposito, che “tale disposizione non solo non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica, ma consente di ottenere notevoli risparmi di risorse finanziarie. Ciò in considerazione del fatto che attualmente trasportare i rifiuti fuori regione comporta un costo pari a circa 140 euro a tonnellata, mentre con la predetta disposizione si provvede a conferire nelle discariche della regione Campania individuate dal Commissario delegato, con un costo pari a circa 50 euro a tonnellata. Per quanto precede e tenuto conto che ogni giorno si producono nella regione Campania circa 7.200 tonnellate di rifiuti, l’utilizzo delle discariche ivi indicate consentirebbe di smaltire l’intero quantitativo prodotto di rifiuti. Occorre poi evidenziare come il costo per la messa in sicurezza delle predette discariche non graverà sui costi della gestione commissariale, trattandosi di voci di spesa posti a carico dei gestori delle discariche”.

 

Nel corso dell’esame al Senato il comma 2 è stato integrato[39] al fine di specificare che alle attività indicate dal comma 2 si provvede a valere sulle risorse rese disponibili dal Programma operativo regionale (POR) per il finanziamento degli interventi strutturali comunitari nella regione Campania, nei limiti delle dotazioni finanziarie del settore “Gestione rifiuti” del Programma stesso, ferme restando possibili rimodulazioni finanziarie del medesimo Programma.

Posto che il testo trasmesso si presta ad ambiguità interpretative in ordine al soggetto competente a provvedere alla bonifica dei territori interessati, andrebbe chiarita la formulazione al fine di precisare se tale compito spetta al Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque o, d’intesa con quest’ultimo, al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti.

 

Si ricorda che, relativamente alla gestione dei rifiuti, il POR Campania 2000-2006 si propone di contribuire alla realizzazione degli interventi per lo sviluppo della raccolta differenziata e alla realizzazione di piattaforme polifunzionali integrate per lo smaltimento dei rifiuti speciali.

Alla creazione di un sistema regionale di gestione e smaltimento dei rifiuti è in particolare dedicata la Misura 1.7- Sistema regionale di gestione e smaltimento dei rifiuti[40].

Tale misura promuove il completamento dell’attuazione del piano regionale rifiuti, per le parti relative alla raccolta differenziata e alle piattaforme di smaltimento dei rifiuti industriali favorendo la finanza di progetto; la misura promuove altresì la raccolta differenziata, il recupero ed il riciclaggio. La misura prevede aiuti alle imprese, anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata. Infine la misura prevede interventi volti alla sistemazione finale delle discariche autorizzate e non più attive.

 

Nel corso dell’esame al Senato, nel testo dell’articolo 5,  sono stati aggiunti tre ulteriori commi[41].

Il comma 2-bis prevede la determinazione, con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, dell’importo del contributo compensativo da riconoscere ai comuni sede di discariche in esercizio dalla data di entrata in vigore del decreto e fino alla cessazione dello stato di emergenza, a valere sugli importi incassati con la tariffa di smaltimento comprensiva delle quote di ristoro, dei contributi e maggiorazioni, di cui agli articoli 1 e 3 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 14 dicembre 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2005.

 

Il comma 2-ter consente ai comuni sede di impianti, discariche o siti di stoccaggio di utilizzare i contributi riconosciuti a valere sugli importi incassati con la tariffa di cui al comma precedente anche per finalità di natura socio-economica.

 

Per la precisione, i comuni interessati dalla disposizione citata sono quelli in cui si trovano:

§         discariche in esercizio;

§         impianti di trattamento dei rifiuti;

§         termovalorizzatori;

§         siti di stoccaggio provvisorio di balle di rifiuti trattati;

§         siti di stoccaggio definitivo degli scarti di lavorazione degli impianti di trattamento dei rifiuti.

Con riferimento al comma 2-ter,  appare più corretto sostituire il termine “termovalorizzatori”, con quello giuridicamente più corretto, in quanto dotato di apposita definizione normativa, di “inceneritori”.

 

Tale definizione è contenuta nell’art. 2, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 133/2005 (Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti).

 

Il comma 2-quater  reca disposizioni connesse a quelle contenute nel comma 1 circa l’individuazione delle discariche da utilizzare per uscire dall’emergenza.

In particolare viene disposto che, qualora le discariche individuate siano situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il Commissario adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti.

 

Per quanto riguarda le modalità per lo smaltimento ed il recupero di una parte dei rifiuti fuori regione, contemplate dal comma 3, le modifiche apportate dal Senato[42] sono finalizzate a garantire che ciò avvenga:

§         non più sentiti i presidenti delle regioni coinvolte, ma solo in seguito all’intesa delle regioni interessate;

§         nella massima sicurezza ambientale e sanitaria.

 

Si noti che, rispetto al testo originario del decreto legge, il testo approvato dal Senato mira a consentire lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti fuori regione, anziché il mero trasferimento.

 

Nel corso dell’iter al Senato è stato inoltre aggiunto il comma 3-bis[43] che, nel caso in cui il trasferimento riguardi una regione nella quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, viene posta quale condizione aggiuntiva all’intesa con la regione, che si tenga conto del livello di esaurimento delle discariche esistenti nel territorio della regione medesima.

 

Il comma 4 reca disposizioni finalizzate a garantire:

§         il compiuto monitoraggio delle attività da porre in essere ai sensi del presente decreto;

§         adeguati livelli di salubrità dell’ambiente a tutela delle collettività locali.

A tal fine viene previsto che il Commissario delegato si avvalga dei soggetti istituzionalmente deputati alle attività di controllo e verifica in materia igienico-sanitaria, e che provveda alla definizione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con le comunità locali, di tutte le necessarie iniziative per garantire piena informazione, partecipazione e trasparenza alle attività poste in essere.

 

Il comma 5 disciplina le attribuzioni del Commissario delegato in merito ai poteri stabiliti dalla normativa vigente in materia di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale (art. 50, commi 5 e 6, e art. 54, del d.lgs. n. 267/2000) e in materia di ordine e sicurezza pubblica (RD n. 773/1931).

 

I commi 5-bis e 5-ter, aggiunti dal Senato [44], rispettivamente prevedono:

§      fino alla cessazione dello stato di emergenza, la facoltà per il Commissario, da esercitare d’intesa con le regioni interessate, di sospendere il conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione negli impianti di smaltimento o di recupero esercitati nella regione Campania;

§      al fine di evitare maggiori pregiudizi alla grave situazione ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, il potere attribuito al medesimo Commissario, con riferimento alle zone caratterizzate da un elevato impatto delle attività connesse al ciclo di smaltimento di rifiuti, di proporre al Presidente della regione Campania, limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza, modifiche del piano cave, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 4, dell’OPCM n. 3529 del 30 giugno 2006.

Si ricorda che il citato comma 4 dispone che il commissario delegato “propone al presidente della regione Campania modifiche del piano cave al fine di ridurre il volume dell'attività estrattiva nelle zone caratterizzate da un elevato impatto delle attività connesse al ciclo di smaltimento dei rifiuti”.

Il piano cave è stato approvato con l'ordinanza n. 11 del 7 Giugno 2006 del Commissario ad acta per l'approvazione del Piano Regionale delle attività estrattive (pubblicata nel BUR della Regione Campania n. 27 del 19 giugno 2006)[45].

 

Il comma 6 è stato sostituito nel corso dell’esame da parte dell’Assemblea del Senato, mediante l’approvazione di un emendamento della Commissione[46], in accoglimento del parere della 5a Commissione bilancio al fine di garantire un’adeguata copertura agli oneri derivanti dalle disposizioni del decreto.

Il comma 6 prevede che agli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del decreto in esame, ivi compresi quelli relativi all’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza ed apertura delle discariche di cui all’articolo 5, si faccia fronte mediante:

§         le risorse derivanti dalla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU);

Si ricorda che tale dizione ha sostituito quella, normativamente non corretta, recata dal testo originario, che si riferiva alla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania.

§         le ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato.

§         un contributo per interventi in conto capitale di 20 milioni di euro, per l’anno 2006, integrativo delle disponibilità della citata contabilità speciale, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale“ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

 

Si segnala infine che il Governo, nel corso del dibattito al Senato, ha accolto l’ordine del giorno G5.100 Sodano e altri che contiene un impegno a prevedere, nell’ambito delle risorse destinate dalla legge finanziaria 2007 anche ad incremento dei fondi a disposizione della protezione civile, un finanziamento per l’anno 2007 adeguato e proporzionato allo stanziamento aggiuntivo per il 2006 previsto nel decreto in esame, visto che le misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania impegneranno risorse straordinarie e aggiuntive anche per l’anno 2007, per il quale nel presente decreto non vi sono stanziamenti.


Articolo 6
(Pignoramenti, benefìci previdenziali ed assicurativi)

L’articolo in esame reca le seguenti norme di interpretazione autentica:

§         al comma 1, prevede che articolo 3, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, si interpreta nel senso che l’articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, si applica alle risorse comunque dirette a finanziare le contabilità speciali istituite con ordinanze emanate ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225; tali risorse sono insuscettibili di pignoramento o sequestro;

Si ricorda che l’art. 3, comma 2, del DL n. 245/2005 dispone che “Fermo quanto previsto dall'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, fino alla cessazione degli effetti delle ordinanze di protezione civile, adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, rispetto a contesti diversi da quelli di cui al comma 1, resta sospesa ogni azione esecutiva, ivi comprese quelle di cui agli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile e quelle di cui agli articoli 26 e seguenti del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, ed all'articolo 33 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, e sono privi di effetto i pignoramenti comunque notificati”.

L’art. 1 (Pignoramenti sulle contabilità speciali delle prefetture, delle direzioni di amministrazione delle Forze armate e della Guardia di finanza) del DL n. 313/1994 dispone, in particolare, al comma 1, che i fondi di contabilità speciale a disposizione degli organi indicati nel comma stesso e “comunque destinati a servizi e finalità di protezione civile, di difesa nazionale e di sicurezza pubblica, al rimborso delle spese anticipate dai comuni per l'organizzazione delle consultazioni elettorali, nonché al pagamento di emolumenti e pensioni a qualsiasi titolo dovuti al personale amministrato, non sono soggetti ad esecuzione forzata, salvo che per i casi previsti dal capo V del titolo VI del libro I del codice civile, nonché dal testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180”.

§         il comma 2, inserito durante l’esame al Senato[47], dispone che la legge 24 febbraio 1992, n. 225, si interpreta nel senso che le disposizioni delle ordinanze di protezione civile che prevedono il beneficio della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi si applicano esclusivamente ai datori di lavoro privati aventi sede legale ed operativa nei comuni individuati da ordinanze di protezione civile.


Articolo 7
(Abrogazioni)

L’articolo in esame dispone l’abrogazione, dalla data di entrata in vigore del decreto, delle seguenti disposizioni:

§         articolo 1, comma 9, del DL n. 245/2005;

Tale disposizione, lo si ricorda, prevede che con successive ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, si provveda a ridefinire la struttura commissariale, al fine di adeguarne la funzionalità agli obiettivi di cui al presente decreto, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Lo stesso obiettivo è ora perseguito dall’articolo 1 del decreto IN COMMENTO.

§         articolo 8, comma 2, del DL n. 245/2005.

Con l’abrogazione di tale norma, modificativa dell’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, rivive l’originaria formulazione secondo cui “Il Commissario delegato, anche per l'esercizio delle funzioni previste dal presente decreto, si avvale di tre sub-commissari, cui delegare compiti specifici nell'ambito di determinati settori d'intervento, con oneri a carico della gestione commissariale”, in linea con la previsione dell’art. 1, comma 3, del presente decreto.

 

 

 


Progetto di legge

 


CAMERA DEI DEPUTATI

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N. 1922

¾

 

DISEGNO DI LEGGE

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

il 9 novembre 2006 (v. stampato Senato n. 1069)

 

presentato dal presidente del consiglio dei ministri

(PRODI)

 

di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze

(PADOA SCHIOPPA)

 

con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

(PECORARO SCANIO)

 

e con il ministro dell'interno

(AMATO)

 

         

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

 

                       

Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica

il 10 novembre 2006

 

                       

 


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

      1. Il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

      2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

 

 

 


Allegato

 

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE

AL DECRETO-LEGGE 9 OTTOBRE 2006, N.  263

        All'articolo 1:

            al comma 1, le parole: «per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania» sono sostituite dalle seguenti: «per l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania» e dopo la parola: «Campania» sono aggiunte le seguenti: «per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2007»;

            dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        «1-bis. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono precisati gli ulteriori poteri del Commissario delegato, necessari per il superamento dell'emergenza, non previsti dalle presenti norme e necessari alla loro rapida ed efficace attuazione, coordinando, e modificando se necessario, gli effetti delle precedenti ordinanze emanate per l'emergenza nel settore dei rifiuti in Campania»;

            al comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»;

            al comma 4, la parola: «successive» è soppressa e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248»;

            nella rubrica, dopo la parola: «individuazione» sono inserite le seguenti: «e poteri».

        All'articolo 2:

            al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;

            dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:

        «1-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il comma 4 è sostituito dal seguente:

        "4. È istituita, entro il 31 dicembre 2006, la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di seguito denominata Consulta, presieduta dal Presidente della regione Campania, che provvede a convocarla, su proposta del Commissario delegato fino alla cessazione dello stato di emergenza, di cui fanno parte i presidenti delle province e, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato. La Consulta ha compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento dei rifiuti, e ai tempi di attuazione. Alle riunioni della Consulta sono invitati a partecipare i sindaci dei comuni interessati alla localizzazione dei siti predetti. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".

        1-ter. Il Commissario delegato individua le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza»;

            nella rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «.  Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania».

        All'articolo 3:

            al comma 1, dopo la parola: «tecnologie» è inserita la seguente: «immediatamente» e dopo la parola: «ridefinisce» sono inserite le seguenti: «con l'esclusiva assistenza dell'Avvocatura generale dello Stato»;

            dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:

        «1-bis. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il primo periodo è sostituito dal seguente: "In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che appare utile rilevare, tenuto conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione, fino al momento dell'aggiudicazione dell'appalto di cui al comma 2, e comunque entro il 31 dicembre 2007, le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sono tenute ad assicurarne la prosecuzione e provvedono alla gestione delle imprese ed all'utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell'azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato".

        1-ter. Il Commissario delegato, d'intesa con la regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall'emergenza, aggiorna il Piano regionale di gestione dei rifiuti, integrandolo con le misure e gli interventi previsti dalle norme del presente decreto. Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici»;

            il comma 2 è sostituito dal seguente:

        «2. Fino all'individuazione dell'affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in termini di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, garantendo in ogni caso l'affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio, le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione nelle cave dismesse, abbandonate o già poste sotto sequestro con provvedimento dell'autorità giudiziaria, previa revoca del provvedimento di sequestro da parte della medesima autorità, anche al fine della loro ricomposizione morfologica».

        L'articolo 4 è sostituito dal seguente:

        «Art. 4. - (Misure per la raccolta differenziata). - 1. Il Commissario delegato, sentita la struttura di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006, verifica il raggiungimento dell'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 35 per cento dei rifiuti urbani prodotti e definisce un programma per il raggiungimento di almeno il 50 per cento, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti di tutte le Amministrazioni che non hanno rispettato gli indicati obiettivi.
        2. Con apposita ordinanza emanata ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono individuati gli incentivi tariffari o le eventuali penalizzazioni correlati al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla vigente normativa in materia di raccolta differenziata.
        3. Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) stipula un accordo di programma con il Commissario delegato per il raggiungimento dell'obiettivo del recupero del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania, sostenendo, con proprie risorse, iniziative di sviluppo e potenziamento delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani.
        4. Tutti i consorzi nazionali operanti nel settore della valorizzazione della raccolta differenziata contribuiscono a potenziare la filiera della raccolta, trasporto, gestione ed utilizzo economico della raccolta differenziata, attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, promosse anche su proposta di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati.
        5. I consorzi nazionali di cui al comma 4 adottano, dandone tempestivamente comunicazione al Commissario delegato, i provvedimenti organizzativi e gestionali tendenti, in un'ottica di perseguimento degli obiettivi e delle procedure di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente, a registrare e rendere pubblica la tracciabilità del rifiuto dal momento della raccolta a quello della sua valorizzazione economica.
        6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

        All'articolo 5:

            il comma 1 è sostituito dal seguente:

        «1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, che potranno essere destinati in via eccezionale fuori regione, sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato-prefetto di Napoli, nonché le ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. A tal fine il Commissario delegato, nel disporre l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse da quelle di cui al periodo precedente. La messa in sicurezza delle predette discariche è comunque assicurata in conformità alla normativa vigente assicurando comunque, con particolare riferimento alle misure di cui al presente articolo, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali nelle attività di cui al presente articolo»;

            il comma 2 è sostituito dal seguente:

        «2. Il Commissario delegato dispone, con procedure di somma urgenza, i necessari interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili, e provvede altresì agli atti conseguenziali per la messa in sicurezza, nonché alla bonifica dei territori interessati d'intesa con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania, che vi provvede a valere sulle risorse rese disponibili dal Programma operativo regionale per il finanziamento degli interventi strutturali comunitari nella regione Campania, nei limiti delle dotazioni finanziarie del settore "Gestione rifiuti" del Programma stesso, ferme restando possibili rimodulazioni finanziarie del medesimo Programma»;

            dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:

        «2-bis. Con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, è determinato l'importo del contributo da riconoscere ai comuni sede di discariche in corso di esercizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla cessazione dello stato di emergenza, a valere sugli importi incassati con la tariffa di smaltimento comprensiva delle quote di ristoro, dei contributi e maggiorazioni, di cui agli articoli 1 e 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 14 dicembre 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2005.
        2-ter. I comuni di cui al comma 2-bis, nonché i comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti, sede di termovalorizzatori, sede di siti di stoccaggio provvisorio di balle di rifiuti trattati, nonché sede di siti di stoccaggio definitivo degli scarti di lavorazione degli impianti di trattamento dei rifiuti, possono utilizzare i contributi riconosciuti a valere sugli importi incassati con la tariffa di cui al comma 2-bis anche per finalità di natura socio-economica.
        2-quater. Il Commissario delegato, qualora le discariche siano situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti»;

            il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. Il Commissario delegato può disporre, d'intesa con le regioni interessate, lo smaltimento ed il recupero fuori regione, nella massima sicurezza ambientale e sanitaria, di una parte dei rifiuti prodotti»;

            dopo il comma 3, è inserito il seguente:

        «3-bis. Il trasferimento, in una regione nella quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, di una parte dei rifiuti prodotti può essere disposto dal Commissario delegato, solo previa intesa con la regione interessata e comunque tenendo conto del livello di esaurimento delle discariche esistenti nel territorio della regione medesima»;

            al comma 5, le parole: «agli articoli 50 e 54» sono sostituite dalle seguenti: «ai commi 5 e 6 dell'articolo 50 ed all'articolo 54» e dopo le parole: «decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,» sono soppresse le parole: «e successive modificazioni,»;

            dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:

        «5-bis. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, d'intesa con le regioni interessate, può sospendere il conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione negli impianti di smaltimento o di recupero esercitati nella regione Campania.

        5-ter. Al fine di evitare maggiori pregiudizi alla grave situazione ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto nella regione Campania in materia di rifiuti, il Commissario delegato, con riferimento alle zone caratterizzate da un elevato impatto delle attività connesse al ciclo di smaltimento di rifiuti, propone al Presidente della regione Campania, limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza, modifiche del piano cave, secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006»;

            il comma 6 è sostituito dal seguente:

        «6. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza ed apertura delle discariche di cui al presente articolo, si fa fronte nell'ambito delle risorse derivanti dalla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. Agli oneri derivanti dagli interventi in conto capitale si fa inoltre fronte integrando le disponibilità della citata contabilità speciale intestata al Commissario delegato con l'importo di 20 milioni di euro, per l'anno 2006, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

        All'articolo 6:

            dopo il comma 1 è inserito il seguente:

        «1-bis. La legge 24 febbraio 1992, n. 225, si interpreta nel senso che le disposizioni delle ordinanze di protezione civile che prevedono il beneficio della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi si applicano esclusivamente ai datori di lavoro privati aventi sede legale ed operativa nei comuni individuati da ordinanze di protezione civile»;

            la rubrica è sostituita dalla seguente: «(Pignoramenti, benefìci previdenziali ed assicurativi)».

        All'articolo 7, al comma 1, dopo le parole: «legge 27 gennaio 2006, n. 21» sono aggiunte le seguenti: «, e successive modificazioni».

        Nel titolo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «. Misure per la raccolta differenziata».

 


DECRETO-LEGGE 9 OTTOBRE 2006, N. 263

 

 

Decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2006.

 

Testo del decreto-legge

Testo del decreto-legge
comprendente le modificazioni apportate dal Senato della Repubblica

Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania.

Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania. Misure per la raccolta differenziata.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

        Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

 

        Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di definire un quadro di adeguate iniziative volte al superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

 

        Considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione attualmente esposta al pericolo di epidemie e altri gravi pregiudizi alla salute e considerate altresì le possibili ripercussioni sull'ordine pubblico;

 

        Tenuto conto dell'assoluta urgenza di individuare discariche utilizzabili per conferire i rifiuti solidi urbani prodotti nella regione Campania e della mancanza di valide alternative per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione;

 

        Considerato il rischio di incendi dei rifiuti attualmente stoccati presso gli impianti di selezione e trattamento, ovvero abbandonati sull'intero territorio campano, e della conseguente emissione di sostanze inquinanti nell'atmosfera;

 

        Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e dell'interno;

 

        Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre 2006;

 

 

emana

il seguente decreto-legge:

 

Articolo 1.

(Individuazione del Commissario delegato).

Articolo 1.

(Individuazione e poteri del Commissario delegato).

        1. Al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono assegnate le funzioni di Commissario delegato per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania.

        1. Al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono assegnate le funzioni di Commissario delegato per l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2007.

 

        1-bis. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono precisati gli ulteriori poteri del Commissario delegato, necessari per il superamento dell'emergenza, non previsti dalle presenti norme e necessari alla loro rapida ed efficace attuazione, coordinando, e modificando se necessario, gli effetti delle precedenti ordinanze emanate per l'emergenza nel settore dei rifiuti in Campania.

        2. Il Commissario delegato, per il perseguimento degli obiettivi di cui al presente decreto, oltre ad esercitare i poteri conferiti dalle ordinanze di protezione civile emanate per fronteggiare il medesimo contesto emergenziale, adotta, nell'osservanza dei princìpi generali dell'ordinamento, gli indispensabili provvedimenti per assicurare ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate e il concorso immediato delle Amministrazioni e degli Enti pubblici, nonché di ogni altra istituzione, organizzazione e soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile, utilizzando le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.

        2. Il Commissario delegato, per il perseguimento degli obiettivi di cui al presente decreto, oltre ad esercitare i poteri conferiti dalle ordinanze di protezione civile emanate per fronteggiare il medesimo contesto emergenziale, adotta, nell'osservanza dei princìpi generali dell'ordinamento, gli indispensabili provvedimenti per assicurare ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate e il concorso immediato delle Amministrazioni e degli Enti pubblici, nonché di ogni altra istituzione, organizzazione e soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile, utilizzando le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

        3. Il Commissario delegato, anche per l'esercizio delle funzioni previste dal presente decreto, si avvale di tre sub-commissari, dei quali uno con funzioni vicarie, uno dotato di comprovata e specifica esperienza nel settore della raccolta differenziata, individuato d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed uno a cui delegare ulteriori e specifici compiti nell'ambito di determinati settori di intervento. Per il perseguimento degli obiettivi previsti dal presente decreto è costituita dal Commissario delegato una Commissione composta da cinque soggetti di qualificata e comprovata esperienza nella soluzione delle emergenze ambientali.

        3. Identico.

        4. Al fine dell'invarianza della spesa, per l'attuazione del comma 3 e per facilitare il rientro nella gestione ordinaria una volta cessato lo stato di emergenza, con successive ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è ridotto l'attuale organico della struttura commissariale.

        4. Al fine dell'invarianza della spesa, per l'attuazione del comma 3 e per facilitare il rientro nella gestione ordinaria una volta cessato lo stato di emergenza, con ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è ridotto l'attuale organico della struttura commissariale, contestualmente alla

 

 

nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

Articolo 2.

(Informazione e partecipazione dei cittadini).

Articolo 2.

(Informazione e partecipazione dei cittadini. Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania).

        1. Il Commissario delegato, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adotta, con propria ordinanza, le misure volte ad assicurare l'informazione e la partecipazione dei cittadini in conformità ai princìpi della «Carta di Aalborg», approvata dai partecipanti alla Conferenza europea sulle città sostenibili, tenutasi ad Aalborg il 27 maggio 1994. Le iniziative di informazione sono attuate in collaborazione con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in conformità alle disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

        1. Il Commissario delegato, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adotta, con propria ordinanza, le misure volte ad assicurare l'informazione e la partecipazione dei cittadini in conformità ai princìpi della «Carta di Aalborg», approvata dai partecipanti alla Conferenza europea sulle città sostenibili, tenutasi ad Aalborg il 27 maggio 1994. Le iniziative di informazione sono attuate in collaborazione con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in conformità alle disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

        1-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il comma 4 è sostituito dal seguente:

 

        «4. È istituita, entro il 31 dicembre 2006, la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di seguito denominata Consulta, presieduta dal Presidente della regione Campania, che provvede a convocarla, su proposta del Commissario delegato fino alla cessazione dello stato di emergenza, di cui fanno parte i presidenti delle province e, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato. La Consulta ha compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento dei rifiuti, e ai tempi di attuazione. Alle riunioni della Consulta sono invitati a partecipare i sindaci dei comuni interessati alla localizzazione dei siti predetti. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

 

        1-ter. Il Commissario delegato individua le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza.

 

Articolo 3.

(Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili).

Articolo 3.

(Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti ulla base delle migliori tecnologie disponibili).

        1. In relazione al sopravvenuto aggravamento del contesto emergenziale nel territorio della regione Campania, per l'attuazione degli obiettivi di cui al presente decreto relativi allo smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili, il Commissario delegato ridefinisce le condizioni per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Conseguentemente è annullata la procedura di gara indetta dal Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti nella regione Campania con propria ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006.

        1. In relazione al sopravvenuto aggravamento del contesto emergenziale nel territorio della regione Campania, per l'attuazione degli obiettivi di cui al presente decreto relativi allo smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie immediatamente disponibili, il Commissario delegato ridefinisce con l'esclusiva assistenza dell'Avvocatura generale dello Stato le condizioni per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Conseguentemente è annullata la procedura di gara indetta dal Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti nella regione Campania con propria ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006.

 

        1-bis. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il primo periodo è sostituito dal seguente: «In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che appare utile rilevare, tenuto conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione, fino al momento dell'aggiudicazione dell'appalto di cui al comma 2, e comunque entro il 31 dicembre 2007, le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sono tenute ad assicurarne la prosecuzione e provvedono alla gestione delle imprese ed all'utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell'azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato».

 

        1-ter. Il Commissario delegato, d'intesa con la regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall'emergenza, aggiorna il Piano regionale di gestione dei rifiuti, integrandolo con le misure e gli interventi previsti dalle norme del presente decreto. Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.

        2. Fino all'individuazione dell'affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato individua in termini di somma urgenza le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse esistenti nella regione Campania, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio.

        2. Fino all'individuazione dell'affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in termini di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, garantendo in ogni caso l'affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio, le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione nelle cave dismesse, abbandonate o già poste sotto sequestro con provvedimento dell'autorità giudiziaria, previa revoca del provvedimento di sequestro da parte della medesima autorità, anche al fine della loro ricomposizione morfologica.

 

 

Articolo 4.

(Misure per la raccolta differenziata).

Articolo 4.

(Misure per la raccolta differenziata).

        1. Il Commissario delegato, sentita la struttura di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006, verifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti di tutte le Amministrazioni che non hanno rispettato le percentuali previste dall'articolo 205, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

        1. Il Commissario delegato, sentita la struttura di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006, verifica il raggiungimento dell'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 35 per cento dei rifiuti urbani prodotti e definisce un programma per il raggiungimento di almeno il 50 per cento, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti di tutte le Amministrazioni che non hanno rispettato gli indicati obiettivi.

 

        2. Con apposita ordinanza emanata ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono individuati gli incentivi tariffari o le eventuali penalizzazioni correlati al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla vigente normativa in materia di raccolta differenziata.

 

        3. Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) stipula un accordo di programma con il Commissario delegato per il raggiungimento dell'obiettivo del recupero del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania, sostenendo, con proprie risorse, iniziative di sviluppo e potenziamento delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani.

 

        4. Tutti i consorzi nazionali operanti nel settore della valorizzazione della raccolta differenziata contribuiscono a potenziare la filiera della raccolta, trasporto, gestione ed utilizzo economico della raccolta differenziata, attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, promosse anche su proposta di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati.

 

        5. I consorzi nazionali di cui al comma 4 adottano, dandone tempestivamente comunicazione al Commissario delegato, i provvedimenti organizzativi e gestionali tendenti, in un'ottica di perseguimento degli obiettivi e delle procedure di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente, a registrare e rendere pubblica la tracciabilità del rifiuto dal momento della raccolta a quello della sua valorizzazione economica.

 

        6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Articolo 5.

(Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche).

Articolo 5.

(Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche).

        1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, salvi ed impregiudicati gli eventuali provvedimenti adottati dall'autorità giudiziaria prima della data di entrata in vigore del presente decreto, per lo smaltimento

        1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, che

 

dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, che potranno essere destinati in via eccezionale fuori regione, sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche di «Paenzano 2» nel comune di Tufino, di «Riconta» nel comune di Villaricca e «Difesa grande» nel comune di Ariano Irpino. Sono altresì utilizzate quelle già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato - prefetto di Napoli, nonché le ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. La messa in sicurezza delle predette discariche è comunque assicurata in conformità alla normativa vigente.

potranno essere destinati in via eccezionale fuori regione, sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato-prefetto di Napoli, nonché le ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. A tal fine il Commissario delegato, nel disporre l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse da quelle di cui al periodo precedente. La messa in sicurezza delle predette discariche è comunque assicurata in conformità alla normativa vigente assicurando comunque, con particolare riferimento alle misure di cui al presente articolo, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali nelle attività di cui al presente articolo.

        2. Il Commissario delegato dispone, con procedure di somma urgenza, i necessari interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili, e provvede altresì agli atti conseguenziali per la messa in sicurezza, nonché, d'intesa con il Commissario delegato per la bonifica e le tutela delle acque nella regione Campania, alla bonifica dei territori interessati.

        2. Il Commissario delegato dispone, con procedure di somma urgenza, i necessari interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili, e provvede altresì agli atti conseguenziali per la messa in sicurezza, nonché alla bonifica dei territori interessati d'intesa con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania, che vi provvede a valere sulle risorse rese disponibili dal Programma operativo regionale per il finanziamento degli interventi strutturali comunitari nella regione Campania, nei limiti delle dotazioni finanziarie del settore «Gestione rifiuti» del Programma stesso, ferme restando possibili rimodulazioni finanziarie del medesimo Programma.

 

        2-bis. Con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, è determinato l'importo del contributo da riconoscere ai comuni sede di discariche in corso di esercizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla cessazione dello stato di emergenza, a valere sugli importi incassati con la tariffa di smaltimento comprensiva delle quote di ristoro, dei contributi e maggiorazioni, di cui agli articoli 1 e 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 14 dicembre 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2005.

 

        2-ter. I comuni di cui al comma 2-bis, nonché i comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti, sede di termovalorizzatori, sede di siti di stoccaggio provvisorio di balle di rifiuti trattati, nonché sede di siti di stoccaggio definitivo degli scarti di lavorazione degli impianti di trattamento dei rifiuti, possono utilizzare i contributi riconosciuti a valere sugli importi incassati con la tariffa di cui al comma 2-bis anche per finalità di natura socio-economica.

 

        2-quater. Il Commissario delegato, qualora le discariche siano situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti

 

 

in altre regioni, adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti.

        3. Il Commissario delegato può disporre, sentiti i Presidenti delle regioni interessate, il trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti.

        3. Il Commissario delegato può disporre, d'intesa con le regioni interessate, lo smaltimento ed il recupero fuori regione, nella massima sicurezza ambientale e sanitaria, di una parte dei rifiuti prodotti.

 

        3-bis. Il trasferimento, in una regione nella quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, di una parte dei rifiuti prodotti può essere disposto dal Commissario delegato, solo previa intesa con la regione interessata e comunque tenendo conto del livello di esaurimento delle discariche esistenti nel territorio della regione medesima.

        4. Al fine di assicurare il compiuto monitoraggio delle attività da porre in essere ai sensi del presente decreto e per garantire adeguati livelli di salubrità dell'ambiente a tutela delle collettività locali, il Commissario delegato si avvale dei soggetti istituzionalmente deputati alle attività di controllo e verifica in materia igienico-sanitaria, definendo, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con le comunità locali tutte le necessarie iniziative per garantire piena informazione, partecipazione e trasparenza alle attività poste in essere.

        4. Identico.

        5. Il Commissario delegato assicura il ciclo di smaltimento dei rifiuti sostituendosi ai sindaci ed ai Presidenti delle province della regione Campania per l'esercizio delle competenze di cui agli articoli 50 e 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, nonché, avvalendosi dei prefetti della regione Campania territorialmente competenti, per l'esercizio dei poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

        5. Il Commissario delegato assicura il ciclo di smaltimento dei rifiuti sostituendosi ai sindaci ed ai Presidenti delle province della regione Campania per l'esercizio delle competenze di cui ai commi 5 e 6 dell'articolo 50 ed all'articolo 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché, avvalendosi dei prefetti della regione Campania territorialmente competenti, per l'esercizio dei poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

 

        5-bis. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, d'intesa con le regioni interessate, può sospendere il conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione negli impianti di smaltimento o di recupero esercitati nella regione Campania.

 

        5-ter. Al fine di evitare maggiori pregiudizi alla grave situazione ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto nella regione Campania in materia di rifiuti, il Commissario delegato, con riferimento alle zone caratterizzate da un elevato impatto delle attività connesse al ciclo di smaltimento di rifiuti, propone al Presidente della regione Campania, limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza, modifiche del piano cave, secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006.

        6. Gli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto gravano sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania.

        6. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all'affidamento

 

 

del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza ed apertura delle discariche di cui al presente articolo, si fa fronte nell'ambito delle risorse derivanti dalla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. Agli oneri derivanti dagli interventi in conto capitale si fa inoltre fronte integrando le disponibilità della citata contabilità speciale intestata al Commissario delegato con l'importo di 20 milioni di euro, per l'anno 2006, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 6.

(Pignoramenti).

Articolo 6.

(Pignoramenti, benefìci previdenziali ed assicurativi).

        1. L'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, si interpreta nel senso che l'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, si applica alle risorse comunque dirette a finanziare le contabilità speciali istituite con ordinanze emanate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225; tali risorse sono insuscettibili di pignoramento o sequestro.

        1. Identico.

 

        1-bis. La legge 24 febbraio 1992, n. 225, si interpreta nel senso che le disposizioni delle ordinanze di protezione civile che prevedono il beneficio della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi si applicano esclusivamente ai datori di lavoro privati aventi sede legale ed operativa nei comuni individuati da ordinanze di protezione civile.

Articolo 7.

(Abrogazioni).

Articolo 7.

(Abrogazioni).

        1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessano di avere efficacia gli articoli 1, comma 9, e 8, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21.

        1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessano di avere efficacia gli articoli 1, comma 9, e 8, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, e successive modificazioni.

 

Articolo 8.

(Entrata in vigore).

 

        1.  Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

        Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

        Dato a Roma, addì 9 ottobre 2006.

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri.
Padoa Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze.
Pecoraro Scanio, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Amato, Ministro dell'interno.

Visto, il Guardasigilli: Mastella.

 

 

 

 


Iter parlamentare

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

                                       XIV LEGISLATURA                                  

N. 1069

Relazione orale

Relatore Bettamio

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri

(PRODI)

di concerto col Ministro dell’economia e delle finanze

(PADOA SCHIOPPA)

col Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

(PECORARO SCANIO)

e col Ministro dell’interno

(AMATO)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 9 OTTOBRE 2006

———–

 

Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

 


Onorevoli Senatori. – Il presente decreto-legge è finalizzato ad individuare idonee soluzioni volte al superamento del contesto emergenziale presente nella regione Campania, relativo allo smaltimento dei rifiuti, e necessarie ad evitare possibili ripercussioni o pregiudizi sulla salute della popolazione e sull’ordine pubblico.

    Il settore dei rifiuti nella regione Campania versa in una situazione di grave crisi, che risulta in costante aumento a causa, in particolare, delle oggettive difficoltà di individuare discariche ove poter conferire i rifiuti solidi urbani e della mancanza di valide alternative per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione.

    Con questo provvedimento d’urgenza vengono in particolare individuate misure in grado di superare alcune criticità legate all’attuale gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti, riconoscendo maggiori poteri in capo al nuovo Commissario delegato per l’emergenza in questione, il quale potrà avvalersi di tre sub-commissari, di cui uno con il compito di individuare soluzioni volte ad incrementare la raccolta differenziata.

    Sono poi previste ulteriori misure finalizzate a consentire una nuova e più efficiente gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti, consentendo al Commissario delegato la possibilità di individuare le soluzioni ottimali anche attraverso la scelta di soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio.

 

Articolo 1

    Il comma 1 prevede l’accentramento delle competenze in materia di gestione dell’emergenza nel settore dei rifiuti nella persona del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, che, in tale modo, avrà il compito di coordinare in prima persona le attività funzionali al superamento del contesto emergenziale.

    Il comma 2 definisce i compiti di coordinamento assegnati al Commissario delegato che, a tale scopo, potrà avvalersi del supporto delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.

    Il comma 3 consente, per una migliore redistribuzione delle competenze e quindi per una più efficiente azione amministrativa, al Commissario delegato la possibilità di avvalersi di tre sub-commissari, ciascuno con ruoli e funzioni specifiche. Sempre nell’ottica di una più efficiente gestione dell’emergenza, lo stesso Commissario sarà supportato da una Commissione costituita da esperti proprio nella individuazione di soluzioni da adottare in caso di emergenze ambientali.

    Il comma 4 chiarisce che la nomina di due nuovi sub-commissari rispetto all’attuale previsione e della predetta Commissione non comportano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, avendo previsto una riduzione del personale attualmente impiegato presso la struttura commissariale.

Articolo 2

    Il comma 1 introduce misure volte a consentire una maggiore informazione e partecipazione della popolazione locale, interessata da questo provvedimento.

Articolo 3

    Il comma 1 dispone, a seguito delle recenti problematiche anche di natura giudiziaria che hanno interessato l’attuale gestione commissariale, l’annullamento della procedura di gara recentemente indetta per l’individuazione dei nuovi affidatari del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, rinviando al nuovo Commissario delegato il compito di ridefinire le condizioni per l’affidamento del servizio in argomento.

    Il comma 2 consente al Commissario delegato di ricorrere ad affidamenti diretti anche a soggetti diversi da quelli che attualmente gestiscono il servizio di smaltimento dei rifiuti in Campania.

Articolo 4

    L’articolo introduce nuovi meccanismi volti ad incrementare la raccolta differenziata, anche commissariando quelle Amministrazioni comunali che non hanno raggiunto i livelli per la raccolta differenziata stabiliti dalla vigente normativa ambientale.

Articolo 5

    Con il comma 1 vengono individuate le discariche, presenti nella regione Campania, idonee al conferimento dei rifiuti che risultano ancora con volumetrie disponibili e che, allo stato attuale, rappresentano l’unica valida soluzione in grado di superare temporaneamente la fase di vera e propria emergenza ambientale e che consentono anche una razionalizzazione dei costi necessari per le attività di smaltimento.

    Il comma 2 attribuisce al Commissario delegato il compito di disporre la messa in sicurezza delle discariche che si intendono utilizzare.
    Il comma 3 consente al Commissario delegato la possibilità, previa consultazione dei Presidenti delle altre regioni interessate, di attuare il trasferimento di una parte dei rifiuti fuori dalla regione Campania.
    Il comma 4 consente al Commissario delegato di avvalersi, per le attività di controllo igienico-sanitario, dei soggetti istituzionalmente competenti.

    Il comma 5 attribuisce al Commissario maggiori poteri anche surrogando le competenze attribuite ai sindaci ovvero ai Presidenti delle province ed avvalendosi dei prefetti della regione Campania per l’esercizio delle funzioni in materia di ordine e sicurezza pubblica.

    Con il comma 6 si chiarisce che gli oneri derivanti dalle attività sopra descritte saranno posti a carico della tariffa di smaltimento della regione Campania.

Articolo 6

    La norma, fornendo un’interpretazione autentica, consente di superare il blocco di numerose contabilità speciali di commissariati nominati in base ad ordinanze di protezione civile per il superamento di varie emergenze, chiarendo che l’impignorabilità dei relativi cespiti già a suo tempo disposta dall’articolo 3, comma 2, del citato decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, e più in particolare la locuzione : «Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni», esonera le sezioni di tesoreria della Banca d’Italia dall’obbligo dell’accantonamento, così liberando risorse che rimarrebbero altrimenti vincolate per l’eccessivo lasso di tempo occorrente alla definizione dei giudizi di opposizione all’esecuzione e consentendo gli indifferibili interventi di competenza dei Commissari delegati, che risultano attualmente paralizzati.

Articolo 7

    L’articolo, prevedendo la soppressione della norma che autorizzava il ricorso ad un solo sub-commissario, si è reso necessario per consentire al Commissario delegato di avvalersi complessivamente di tre sub-commissari, con competenze diverse, a supporto della propria attività; dispone inoltre l’abrogazione della disposizione sulla razionalizzazione della struttura commissariale, che trova una nuova disciplina nel presente decreto.

 

Relazione tecnica

Articolo 1, commi 3 e 4

        L’intervento normativo proposto non comporta ulteriori oneri per il bilancio dello Stato. Al comma 4 è, infatti, esplicitamente prevista l’invarianza della spesa.

        Di conseguenza l’avvalimento da parte del Commissario delegato di tre sub-commissari e della Commissione composta da cinque soggetti di qualificata esperienza è subordinato alla riduzione della struttura commissariale ad oggi composta da circa 117 unità di personale, cui si provvederà con ordinanza di protezione civile da emanare ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. A titolo meramente esemplificativo si può ipotizzare che l’onere per i sub-commissari aggiuntivi ed i cinque membri della commissione, corrisponda a quello per 20 componenti della struttura commissariale.

        Resta fermo per l’intera struttura commissariale quanto previsto dall’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di riorganizzazione e riduzione complessiva degli organismi collegiali.

Articolo 2

        È prevista l’attività di informazione ai cittadini da parte del Commissario delegato. La disposizione non comporta maggiori oneri in quanto è attività ordinaria ed istituzionale del Commissario delegato ed è svolta nell’ambito delle disponibilità dello stesso a legislazione vigente.

Articolo 4

        La norma in questione non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica in quanto con precedenti ordinanze di protezione civile il Commissario delegato è stato autorizzato ad avvalersi di Commissari ad acta, ponendosene il relativo onere a carico della disponibilità della struttura commissariale ovvero dei soggetti inadempienti. Si fa presente che l’eventuale nomina dei Commissari ad acta sarà comunque disposta nei limiti delle risorse all’uopo individuate e disponibili nella contabilità del Commissario delegato. In ogni caso, le misure per garantire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata sono già previste a legislazione vigente dall’articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21

Articolo 5, comma 1

        La disposizione consente al Commissario delegato per il superamento dell’emergenza di utilizzare le discariche già aperte o da individuare ai fini del conferimento dei rifiuti. Al riguardo va osservato che tale disposizione non solo non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica, ma consente di ottenere notevoli risparmi di risorse finanziarie. Ciò in considerazione del fatto che attualmente trasportare i rifiuti fuori regione comporta un costo pari a circa 140 euro a tonnellata, mentre con la predetta disposizione si provvede a conferire nelle discariche della regione Campania individuate dal Commissario delegato, con un costo pari a circa 50 euro a tonnellata.

        Per quanto precede e tenuto conto che ogni giorno si producono nella regione Campania circa 7.200 tonnellate di rifiuti, l’utilizzo delle discariche ivi indicate consentirebbe di smaltire l’intero quantitativo prodotto di rifiuti.

        Occorre poi evidenziare come il costo per la messa in sicurezza delle predette discariche non graverà sui costi della gestione commissariale, trattandosi di voci di spesa posti a carico dei gestori delle discariche.

Comma 6

        Agli oneri derivanti dal presente decreto, in particolare la messa in atto di interventi finalizzati alla sistemazione delle discariche ed infrastrutture, all’eventuale trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti, al monitoraggio delle attività poste in essere per garantire la salubrità dell’ambiente, allo smaltimento dei rifiuti in sostituzione delle autorità competenti nell’esercizio dei poteri di ordine e sicurezza pubblica, si provvede con le tariffe di smaltimento della regione Campania, introitate mensilmente dalla struttura commissariale al netto delle quote di ristoro dovute ai comuni che ospitano gli impianti di discariche e i siti di stoccaggio. Tali somme ammontano complessivamente a circa 11 milioni di euro e solo nel limite delle risorse introitate, nonché delle eventuali ulteriori residue disponibilità del Commissario, si potrà provvedere agli interventi previsti.

 

Allegato

(Previsto dall’articolo 17, comma 30,  della legge 15 maggio 1997, n.  127)

TESTO INTEGRALE DELLE NORME ESPRESSAMENTE MODIFICATE O ABROGATE DAL DECRETO-LEGGE

Legge 30 novembre 2005, n. 245
Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania ed ulteriori disposizioni in materia di protezione civile.

 

...  Omissis ...

Articolo 2.

(Norme di accelerazione delle procedure di riscossione)

        1. Il Commissario delegato per il perseguimento delle attività previste all’articolo 1 provvede tempestivamente al recupero della tariffa di smaltimento dei rifiuti presso i comuni, i relativi consorzi e gli altri affidatari della regione Campania, tenendo conto delle situazioni debitorie certificate dai comuni, o comunque attestate dal Commissario delegato medesimo, fino al termine dell’emergenza previsto dall’articolo 1, comma 6, in esecuzione di ordinanze di protezione civile adottate appositamente ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, altresì utilizzando le procedure di riscossione coattiva ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed adottando, ove necessario, misure di carattere sostitutivo a carico dei soggetti debitori.

        2. In ogni caso, a fronte del mancato adempimento delle obbligazioni pecuniarie poste a carico dei soggetti indicati nel comma 1, il Ministero dell’interno provvede attraverso corrispondenti riduzioni dei trasferimenti erariali spettanti ai comuni interessati, ivi compresi i trasferimenti a titolo di compartecipazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche le cui risorse sono versate all’entrata del bilancio dello Stato. Dette risorse rimangono acquisite al bilancio dello Stato sino alla concorrenza dell’importo complessivo indicato nell’articolo 7. Le risorse eccedenti sono riassegnate al Fondo della protezione civile per la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania.
        3. Fino alla cessazione dello stato di emergenza, per il pagamento della tariffa di smaltimento dei rifiuti si applica ai soggetti indicati nel comma 1 il regime giuridico delle obbligazioni pubbliche vigente per gli utenti finali.

 

 


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. È convertito in legge il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2006.

Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

        Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

        Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di definire un quadro di adeguate iniziative volte al superamento dell’emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

        Considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione attualmente esposta al pericolo di epidemie e altri gravi pregiudizi alla salute e considerate altresì le possibili ripercussioni sull’ordine pubblico;

        Tenuto conto dell’assoluta urgenza di individuare discariche utilizzabili per conferire i rifiuti solidi urbani prodotti nella regione Campania e della mancanza di valide alternative per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione;

        Considerato il rischio di incendi dei rifiuti attualmente stoccati presso gli impianti di selezione e trattamento, ovvero abbandonati sull’intero territorio campano, e della conseguente emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera;

        Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e dell’interno;

        Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre 2006;

emana

il seguente decreto-legge:

Articolo 1.

(Individuazione del Commissario delegato)

        1. Al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono assegnate le funzioni di Commissario delegato per l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania.

        2. Il Commissario delegato, per il perseguimento degli obiettivi di cui al presente decreto, oltre ad esercitare i poteri conferiti dalle ordinanze di protezione civile emanate per fronteggiare il medesimo contesto emergenziale, adotta, nell’osservanza dei princìpi generali dell’ordinamento, gli indispensabili provvedimenti per assicurare ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate e il concorso immediato delle Amministrazioni e degli Enti pubblici, nonché di ogni altra istituzione, organizzazione e soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile, utilizzando le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.

        3. Il Commissario delegato, anche per l’esercizio delle funzioni previste dal presente decreto, si avvale di tre sub-commissari, dei quali uno con funzioni vicarie, uno dotato di comprovata e specifica esperienza nel settore della raccolta differenziata, individuato d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed uno a cui delegare ulteriori e specifici compiti nell’ambito di determinati settori di intervento. Per il perseguimento degli obiettivi previsti dal presente decreto è costituita dal Commissario delegato una Commissione composta da cinque soggetti di qualificata e comprovata esperienza nella soluzione delle emergenze ambientali.

        4. Al fine dell’invarianza della spesa, per l’attuazione del comma 3 e per facilitare il rientro nella gestione ordinaria una volta cessato lo stato di emergenza, con successive ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è ridotto l’attuale organico della struttura commissariale.

Articolo 2.

(Informazione e partecipazione dei cittadini)

        1. Il Commissario delegato, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adotta, con propria ordinanza, le misure volte ad assicurare l’informazione e la partecipazione dei cittadini in conformità ai princìpi della «Carta di Aalborg», approvata dai partecipanti alla Conferenza europea sulle città sostenibili, tenutasi ad Aalborg il 27 maggio 1994. Le iniziative di informazione sono attuate in collaborazione con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in conformità alle disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

Articolo 3.

(Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili)

        1. In relazione al sopravvenuto aggravamento del contesto emergenziale nel territorio della regione Campania, per l’attuazione degli obiettivi di cui al presente decreto relativi allo smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili, il Commissario delegato ridefinisce le condizioni per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Conseguentemente è annullata la procedura di gara indetta dal Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti nella regione Campania con propria ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006.

        2. Fino all’individuazione dell’affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato individua in termini di somma urgenza le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l’eventuale smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse esistenti nella regione Campania, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio.

Articolo 4.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. Il Commissario delegato, sentita la struttura di cui all’articolo 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2006, verifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti di tutte le Amministrazioni che non hanno rispettato le percentuali previste dall’articolo 205, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Articolo 5.

(Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche)

        1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, salvi ed impregiudicati gli eventuali provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria prima della data di entrata in vigore del presente decreto, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, che potranno essere destinati in via eccezionale fuori regione, sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche di «Paenzano 2» nel comune di Tufino, di «Riconta» nel comune di Villaricca e «Difesa grande» nel comune di Ariano Irpino. Sono altresì utilizzate quelle già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato – prefetto di Napoli, nonché le ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l’attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. La messa in sicurezza delle predette discariche è comunque assicurata in conformità alla normativa vigente.

        2. Il Commissario delegato dispone, con procedure di somma urgenza, i necessari interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili, e provvede altresì agli atti conseguenziali per la messa in sicurezza, nonché, d’intesa con il Commissario delegato per la bonifica e le tutela delle acque nella regione Campania, alla bonifica dei territori interessati.

        3. Il Commissario delegato può disporre, sentiti i Presidenti delle regioni interessate, il trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti.

        4. Al fine di assicurare il compiuto monitoraggio delle attività da porre in essere ai sensi del presente decreto e per garantire adeguati livelli di salubrità dell’ambiente a tutela delle collettività locali, il Commissario delegato si avvale dei soggetti istituzionalmente deputati alle attività di controllo e verifica in materia igienico-sanitaria, definendo, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con le comunità locali tutte le necessarie iniziative per garantire piena informazione, partecipazione e trasparenza alle attività poste in essere.
        5. Il Commissario delegato assicura il ciclo di smaltimento dei rifiuti sostituendosi ai sindaci ed ai Presidenti delle province della regione Campania per l’esercizio delle competenze di cui agli articoli 50 e 54 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, nonché, avvalendosi dei prefetti della regione Campania territorialmente competenti, per l’esercizio dei poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

        6. Gli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto gravano sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania.

Articolo 6.

(Pignoramenti)

        1. L’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, si interpreta nel senso che l’articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, si applica alle risorse comunque dirette a finanziare le contabilità speciali istituite con ordinanze emanate ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225; tali risorse sono insuscettibili di pignoramento o sequestro.

Articolo 7.

(Abrogazioni)

        1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessano di avere efficacia gli articoli 1, comma 9, e 8, comma 2, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21.

Articolo 8.

(Entrata in vigore)

        1.  Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

        Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

        Dato a Roma, addì 9 ottobre 2006.

NAPOLITANO

Prodi – Padoa Schioppa –

Pecoraro Scanio – Amato

Visto, il Guardasigilli: Mastella

 


Esame in sede consultiva

 


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

GIOVEDÌ 12 OTTOBRE 2006

38ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e per la solidarietà sociale Cristina De Luca.

 

            La seduta inizia alle ore 15,15.

IN SEDE CONSULTIVA 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13ª Commissione, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Esame e rinvio)

 

      Il relatore VILLONE (Ulivo) illustra i motivi di necessità e urgenza del decreto-legge n. 263 del 2006. Ricorda la situazione di blocco nello smaltimento dei rifiuti che si verifica non solo a Napoli ma in numerosi e popolosi paesi della Campania, che dà luogo a un grave rischio per la salute e l'ordine pubblico.

            Sottolinea che il provvedimento intende, da un lato, affrontare lo stato emergenziale e, dall'altro, avviare a una soluzione strutturale il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania.

            Dà conto nel dettaglio del contenuto normativo del decreto-legge e propone di esprimere un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

MARTEDI’ 17 OTTOBRE 2006

39ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea, per la giustizia Li Gotti e per l'interno Marcella Lucidi.    

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13ª Commissione, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)

 

            Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 ottobre.

 

      Il senatore GRASSI (RC-SE) esprime apprezzamento per il contenuto normativo del provvedimento in titolo, adottato d'urgenza dal Governo per fronteggiare la grave situazione che si è determinata in Campania. In particolare, sottolinea l'opportunità di affidare il mandato di commissario straordinario al capo del dipartimento per la protezione civile, prendendo atto della fallimentare gestione dello smaltimento dei rifiuti da parte delle amministrazioni locali. Giudica positivamente, inoltre, la nomina di tre sub-commissari, uno dei quali incaricato di seguire, in particolare, le problematiche della raccolta differenziata dei rifiuti.

            Condivide anche il contenuto dell'articolo 2, che introduce forme di informazione e partecipazione della popolazione locale, e la prescrizione di cui all'articolo 3, comma 1, che annulla la procedura di gara indetta dal Commissario di governo per l'emergenza rifiuti nella regione Campania con ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006; esprime consenso anche sull'articolo 4, che prevede la verifica del raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata e l'eventuale nomina di commissari ad acta nei confronti delle amministrazioni inadempienti.

            Infine, esprime perplessità sul contenuto dell'articolo 5, comma 1, che individua specificamente i siti delle discariche da utilizzare e mettere in sicurezza.

 

            Il senatore STORACE (AN) ritiene che la questione sollevata da ultimo dal senatore Grassi possa pregiudicare la sussistenza dei presupposti di necessità e urgenza e dunque propone di esprimere un parere contrario sui requisiti di necessità e urgenza dell'articolo 5, comma 1.

 

            Il relatore VILLONE (Ulivo) ritiene che la norma in questione si giustifichi proprio in virtù del generale fallimento delle amministrazioni nell'affrontare la questione dello smaltimento dei rifiuti. Sottolinea come l'emergenza delle ultime settimane si accompagni alla totale indisponibilità di siti per lo smaltimento e giudica dunque necessaria la decisione del Governo di supportare l'azione del Commissario straordinario con l'individuazione specifica di alcune discariche, almeno nella fase emergenziale.

           

            Il sottosegretario D'ANDREA, a nome del Governo, osserva che la disposizione che individua direttamente alcune discariche deve considerarsi come supporto normativo alla decisione commissariale, indispensabile per avviare a soluzione l'emergenza rifiuti in Campania. Nota che il medesimo articolo 5, comma 1, prevede l'utilizzo delle discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato e ulteriori discariche che lo stesso può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal decreto.

            Si riserva comunque di valutare nel seguito dell'iter eventuali emendamenti che attenuino gli effetti della norma, limitandone l'applicazione solo alla fase di prima emergenza.

           

            Il senatore STORACE (AN), pur apprezzando la disponibilità espressa dal rappresentante del Governo, ribadisce la proposta di esprimere un parere contrario sulla sussistenza dei presupposti costituzionali dell'articolo 5, comma 1, ritenendo inammissibile che la legge si sostituisca all'amministrazione nell'individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti.

            Esprime, inoltre, perplessità sulla prescrizione di cui all'articolo 5, comma 3, in base al quale il Commissario delegato può disporre il trasferimento fuori Regione dei rifiuti prodotti, anche a prescindere dal consenso dei Presidenti delle Regioni interessate.

 

            Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) ritiene inopportuno affrontare la questione dell'emergenza nello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania attraverso la nomina di un Commissario delegato. A suo avviso, il riconoscimento dei presupposti di costituzionalità avrebbe il significato di una corresponsabilità del Parlamento di fronte all'incapacità della Regione Campania di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti analogamente a quanto avviene in altre regioni.

 

            Il senatore CALDEROLI (LNP) condivide le perplessità espresse dal senatore Storace sulla norma di cui all'articolo 5, comma 1. A sua volta propone di esprimere un parere contrario alla sussistenza dei presupposti costituzionali dell'articolo 5, comma 3, che dà facoltà al Commissario di trasferire una parte dei rifiuti prodotti nonostante l'eventuale parere contrario della Regione di destinazione.

 

            Il senatore GRASSI (RC-SE) conferma il consenso del suo Gruppo sulla sussistenza dei presupposti costituzionali del decreto-legge n. 263, volto ad affrontare l'emergenza dei rifiuti che si verifica nella regione Campania. Ribadisce, tuttavia, la contrarietà della sua parte politica alla individuazione delle discariche da utilizzare e mettere in sicurezza.

 

            Il senatore Fernando ROSSI (IU-Verdi-Com) condivide il parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali ed esprime apprezzamento sul contenuto normativo del decreto-legge che coglie la necessità e l'urgenza di affrontare un'emergenza provocata, a suo avviso, dall'inadeguatezza delle misure adottate dalle amministrazioni locali. A suo giudizio, è necessario dotare il Commissario delegato degli strumenti operativi che gli consentano di fronteggiare l'emergenza; in particolare, è opportuno prevedere che il Commissario possa disporre il trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti, anche senza il consenso della regione di destinazione, analogamente a quanto accade per la realizzazione di opere pubbliche o di insediamenti militari.

            Auspica, infine, che si definisca in tempi rapidi un programma organico di misure per risolvere definitivamente, anche nella regione Campania, la questione dello smaltimento dei rifiuti.

 

            La senatrice ALBERTI CASELLATI (FI) condivide l'urgenza e la necessità di fronteggiare l'emergenza rifiuti nella regione Campania. Tuttavia, ritiene inopportuno prescindere da un rigoroso rispetto dei rapporti tra le istituzioni. In particolare, preannuncia un voto favorevole sul parere contrario proposto dai senatori Storace e Calderoli al riconoscimento dei requisiti di urgenza e necessità dei commi 1 e 3 dell'articolo 5.

 

            Il senatore MAFFIOLI (UDC) preannuncia un voto contrario sul parere favorevole proposto dal relatore. Ritiene inopportuno che lo Stato si sostituisca attraverso la figura del Commissario nell'assunzione di responsabilità proprie degli amministratori locali.

 

            Il senatore QUAGLIARIELLO (FI) ritiene che la facoltà di trasferire parti di rifiuti prodotti in altre regioni senza il consenso delle comunità di destinazione possa determinare rischi anche per l'ordine pubblico. Un mancato chiarimento sul punto da parte del Governo potrebbe indurlo a votare contro il riconoscimento dei presupposti costituzionali dell'intero provvedimento: infatti, in mancanza dell'intesa, si verificherebbe il caso di un alto funzionario dello Stato, il Commissario delegato, che decide il trasferimento dei rifiuti prescindendo dalla volontà politica sia del Presidente della regione Campania sia del Presidente della regione di destinazione.

 

            Il relatore VILLONE (Ulivo) sottolinea che alcuni dei temi trattati dai senatori che sono intervenuti potranno essere oggetto di valutazione approfondita sia nell'esame di costituzionalità sostanziale sia nell'esame di merito; invece, il mancato riconoscimento dei presupposti costituzionali avrebbe come conseguenza immediata la decadenza del decreto-legge e con esso degli strumenti operativi necessari ad affrontare un'emergenza reale. Esprime un parere negativo sulle proposte di parere contrario sui commi 1 e 3 dell'articolo 5.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, viene posta in votazione la proposta di parere contrario sulla sussistenza dei presupposti costituzionali dell'articolo 5, comma 1 avanzata dal senatore Storace, che risulta non accolta. Successivamente, è posta in votazione ed è respinta anche la proposta di parere contrario sulla sussistenza dei presupposti costituzionali dell'articolo 5, comma 3, avanzata dal senatore Calderoli. È quindi accolta la proposta di parere favorevole avanzata dal relatore sulla sussistenza dei presupposti costituzionali degli articoli da 1 a 4, dell'articolo 5 commi 2, 4, 5 e 6, nonché degli articoli da 6 a 8.

 


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

Sottocommissione per i pareri

MARTEDI’ 7 NOVEMOBRE 2006

17ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

 

VILLONE

 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari regionali e le autonomie locali Colonnella.  

 

            La seduta inizia alle ore 14,10.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13ª Commissione su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni sul testo; parere in parte non ostativo con osservazioni, in parte non ostativo sugli emendamenti) 

 

      Il relatore presidente VILLONE (Ulivo), richiamando le considerazioni svolte in occasione dell’esame sui presupposti di costituzionalità del decreto-legge in titolo, propone di esprimere un parere non ostativo sul disegno di legge n. 1069. Illustra quindi gli emendamenti ad esso riferiti, soffermandosi in particolare sugli emendamenti 1.11 e 4.3, i quali qualificano inadempimenti in materia di smaltimento dei rifiuti quali ipotesi di grave violazione di legge, alle quali consegue lo scioglimento del Consiglio comunale o provinciale. A tale riguardo, pur ritenendo che non vi sia alcun ostacolo, sotto il profilo della costituzionalità, a precisare la fattispecie della grave violazione di legge con l’indicazione di una specifica omissione che dia luogo allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale, considera opportuno segnalare l’esigenza di riformulare dette proposte nel senso di prevedere lo scioglimento dell’organo assembleare solo in ipotesi in cui vi sia una specifica riconducibilità dell’omissione alla responsabilità dell’organo collegiale del quale si prevede lo scioglimento.

 

            Intervengono sul punto i senatori SAPORITO (AN), MAFFIOLI (UDC) e PALMA (FI), il quale sottolinea in particolare l’ampia discrezionalità che la legislazione vigente prevede in materia di scioglimento dei Consigli comunali e provinciali.

 

            Il relatore presidente VILLONE (Ulivo) conviene su tale ultima osservazione, segnalando peraltro che detta discrezionalità riguarda soprattutto i casi di scioglimento per infiltrazione mafiosa. Passa quindi a illustrare gli emendamenti 5.15, 5.22 e 5.26 sui quali propone di esprimere un parere non ostativo, invitando tuttavia a una loro riformulazione nel senso di evitare di individuare nel Presidente della Regione l’organo deputato a esprimere l’intesa prevista, considerando maggiormente conforme all’ordinamento costituzionale demandare all’autonomia regionale l’individuazione dell’organo a ciò competente. Propone inoltre di osservare, in merito agli emendamenti richiamati, che, pur essendo certamente conforme a Costituzione la previsione di intese, non deve intendersi che l’ordinamento costituzionale precluda l’esercizio del potere statale in materia, in assenza di una preventiva intesa, quando si verifichino situazioni di reale e grave emergenza, per fronteggiare le quali non sia possibile attendere l’acquisizione dell’intesa stessa.

 

            In merito agli emendamenti in questione, il senatore PALMA (FI) riterrebbe utile prevedere anche un coinvolgimento degli enti locali interessati.

 

            Il senatore SAPORITO (AN) dichiara di concordare con l’osservazione in merito all’opportunità di demandare all’autonomia regionale l’individuazione dell’organo competente a esprimere l’intesa.

 

            Il senatore CALDEROLI (LNP) non condivide il rilievo formulato dal relatore secondo il quale vi sono ipotesi in presenza delle quali potrebbe non essere richiesta l’intesa con le Regioni interessate: a suo avviso tale interpretazione contrasta con le norme del Titolo V della Parte seconda della Costituzione, dovendosi individuare nei meccanismi delineati dall’articolo 120 della Costituzione la soluzione ad eventuali emergenze che debbano portare a improcrastinabili atti di urgenza da parte dello Stato.

 

            Il presidente VILLONE (Ulivo) replica che l’articolo 120 della Costituzione risponde a esigenze diverse, presupponendo in particolare l’accertamento di un’inerzia da parte degli enti territoriali i cui tempi sono spesso incompatibili con l’urgenza di fronteggiare un’emergenza.

 

            Il senatore PASTORE (FI), pur condividendo la necessità di garantire meccanismi che consentano allo Stato di intervenire tempestivamente in casi di emergenza, concorda con il senatore Calderoli nel ritenere sufficienti gli interventi sostitutivi previsti dall’articolo 120 della Costituzione. Quanto alla proposta di parere sul testo del decreto-legge, segnala l’opportunità di invitare la Commissione di merito a valutare attentamente i possibili profili di compressione delle competenze regionali.

 

            Interviene quindi il senatore PALMA (FI) il quale osserva che occorrerebbe a suo giudizio specificare che la possibilità di decisioni a livello nazionale anche in assenza di intesa dovrebbe essere limitata a casi in cui non vi sia la concreta possibilità, soprattutto per i tempi imposti dall’emergenza, di raggiungere tale intesa.

 

            Il presidente VILLONE (Ulivo) concorda con tale valutazione; quanto al coinvolgimento degli enti locali interessati, sottolinea che tale possibilità può comunque essere garantita da ciascuna Regione. Illustra quindi l’emendamento 5.0.1, il quale presenta a suo avviso profili di possibile contrasto con l’articolo 119, ultimo comma, della Costituzione. Propone pertanto di esprimere su tale emendamento parere non ostativo invitando la Commissione di merito a valutare puntualmente tale compatibilità.

In conclusione, accogliendo il rilievo formulato dal senatore Pastore, propone di esprimere un parere non ostativo sul testo del decreto-legge, osservando in via di principio che i poteri commissariali in materie coperte da autonomia costituzionalmente protetta debbono essere disciplinati in modo particolarmente rigoroso e in relazione alle sole esigenze strettamente connesse all’emergenza stessa. In tale prospettiva la Commissione di merito deve valutare con attenzione anche il testo in esame.

Inoltre, anche alla luce del dibattito svolto, propone di esprimere sugli emendamenti i seguenti pareri:

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.11 e 4.3, non essendovi ostacolo, sotto il profilo della costituzionalità, a precisare la fattispecie della grave violazione di legge con l’indicazione di una specifica omissione che dia luogo allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale; si invita tuttavia a riformulare dette proposte nel senso di prevedere lo scioglimento dell’organo assembleare solo in ipotesi in cui vi sia una specifica riconducibilità dell’omissione alla responsabilità dell’organo collegiale del quale si prevede lo scioglimento;

- parere non ostativo sugli emendamenti 5.15, 5.22 e 5.26, invitando tuttavia a una loro riformulazione nel senso di evitare di individuare nel Presidente della Regione l’organo deputato a esprimere l’intesa prevista, considerando maggiormente conforme all’ordinamento costituzionale demandare all’autonomia regionale l’individuazione dell’organo a ciò competente; si osserva inoltre che, pur essendo certamente conforme a Costituzione la previsione di intese, non deve intendersi che l’ordinamento costituzionale precluda l’esercizio del potere statale in materia, in assenza di una preventiva intesa, quando si verifichino situazioni di reale e grave emergenza, per fronteggiare le quali non sia possibile attendere l’acquisizione dell’intesa stessa;

- parere non ostativo sull’emendamento 5.0.1, invitando tuttavia la Commissione di merito a verificarne puntualmente la compatibilità con l’articolo 119, ultimo comma della Costituzione;

- parere non ostativo sui restanti emendamenti.

 

            La Sottocommissione concorda con le proposte formulate dal relatore.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere all'Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte non ostativo con osservazioni, in parte non ostativo)  

 

      Il relatore presidente VILLONE (Ulivo), richiamato il dibattito appena concluso e segnalata la sostanziale coincidenza degli emendamenti al disegno di legge in titolo presentati per l’esame in Assemblea con quelli presentati nella Commissione di merito ed ora esaminati, propone di esprimere, per quanto di competenza, i seguenti pareri:

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.11 e 4.3, non essendovi ostacolo, sotto il profilo della costituzionalità, a precisare la fattispecie della grave violazione di legge con l’indicazione di una specifica omissione che dia luogo allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale; si invita tuttavia a riformulare dette proposte nel senso di prevedere lo scioglimento dell’organo assembleare solo in ipotesi in cui vi sia una specifica riconducibilità dell’omissione alla responsabilità dell’organo collegiale del quale si prevede lo scioglimento;

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.500, 5.15, 5.22 e 5.26, invitando tuttavia a una loro riformulazione nel senso di evitare di individuare nel Presidente della Regione l’organo deputato a esprimere l’intesa prevista, considerando maggiormente conforme all’ordinamento costituzionale demandare all’autonomia regionale l’individuazione dell’organo a ciò competente; si osserva inoltre che, pur essendo certamente conforme a Costituzione la previsione di intese, non deve intendersi che l’ordinamento costituzionale precluda l’esercizio del potere statale in materia, in assenza di una preventiva intesa, quando si verifichino situazioni di reale e grave emergenza, per fronteggiare le quali non sia possibile attendere l’acquisizione dell’intesa stessa;

- parere non ostativo sull’emendamento 5.0.1, invitando tuttavia a verificarne puntualmente la compatibilità con l’articolo 119, ultimo comma della Costituzione;

- parere non ostativo sui restanti emendamenti.

 

Concorda la Sottocommissione.

 

 

 

            La seduta termina alle ore 14,40.

 


GIUSTIZIA    (2ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDI’ 7 NOVEMBRE 2006

2ª Seduta

 

 

Presidenza del Presidente

CASSON

 

  La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

alla 13a Commissione:

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania   : parere di nulla osta.

 


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDI’ 18 OTTOBRE 2006

13ª Seduta (antimeridiana) 

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.              

 

            La seduta inizia alle ore 10,10.

 

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13 a Commissione. Esame e rinvio)

 

      Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra il provvedimento in esame, segnalando, per quanto di competenza, che in relazione all’articolo 1 il comma 3, che prevede la presenza di tre sub-commissari e la costituzione di una Commissione composta da cinque esperti in materia di emergenza ambientale, ed il comma 4, che riduce l’attuale organico della struttura commissariale al fine di consentire l’invarianza della spesa per l’istituzione della nuova struttura e della Commissione di esperti di cui al comma precedente. Sul punto, la relazione tecnica conferma l’invarianza della spesa in quanto la presenza dei tre sub-commissari e la costituzione della commissione di esperti è subordinata alla riduzione della struttura commissariale composta da 117 unità di personale, ipotizzando che l’onere per i sub-commissari e per i cinque membri della commissione corrisponda a quello di 20 componenti della struttura commissariale. Come rilevato anche dalla nota di lettura n. 12 del Servizio del bilancio, tuttavia, la relazione tecnica non fornisce ulteriori informazioni a supporto dell’asserita equivalenza di spesa. In particolare, la relazione tecnica non quantifica l’onere per i singoli sub-commissari e componenti della commissione né quello dell’organico della struttura commissariale, per cui risulta impossibile verificare l’ipotizzata invarianza della spesa, peraltro subordinata a "successive" ordinanze di protezione civile. Occorrono pertanto chiarimenti circa l’effettiva praticabilità e contestualità della riduzione di organico della struttura commissariale, atteso che alla stessa si deve aggiungere l’ulteriore riduzione prevista dall’articolo 29, comma 3, del decreto-legge n. 223 del 2006 (contenimento della spesa per commissioni, comitati ed altri organismi). In tal senso, osserva la necessità di verificare l’idoneità della formulazione testuale della clausola di cui al comma 4 ad assicurare l’invarianza finanziaria, valutando altresì l’opportunità di riformulare la stessa precisando esplicitamente che la riduzione della struttura commissariale debba essere contestuale e finanziariamente equivalente alla costituzione dei tre sub-commissari i sub-commissari e dei cinque membri della commissione. Infine, andrebbe chiarito se il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche e l’utilizzo delle strutture operative nazionali del servizio nazionale della protezione civile possa avvenire senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. Sul punto, andrebbe alternativamente valutata l’opportunità di inserire una apposita clausola di esclusione d’oneri. In merito all’articolo 2, ritiene necessario acquisire conferma che le misure dirette a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ivi previste rientrino nella attività ordinarie non solo del Commissario delegato, come indicato dalla relazione tecnica, anche del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, che deve collaborare con lo stesso. Inoltre, andrebbe valutata l’opportunità di inserire nel testo normativo una apposita clausola di invarianza finanziaria. In relazione all’articolo 3 – non considerato nella relazione tecnica –rileva che l’annullamento della procedura di gara per l’individuazione della società affidataria del servizio di smaltimento rifiuti sembrerebbe comportare un prolungamento dell’attività degli attuali affidatari. Di conseguenza, andrebbe chiarito con quali risorse finanziarie si intenda far fronte al prolungamento del periodo transitorio, atteso che l’articolo 1, comma 7, del decreto-legge n. 245 finanzia la gestione emergenziale del suddetto periodo fino al 31 maggio 2006. Poi, al fine di escludere qualsiasi onere a carico della finanza pubblica a seguito di eventuali contenziosi, appare utile confermare che la procedura di gara annullata è tuttora in corso e non è ancora giunta all’individuazione della società affidataria. Inoltre, come segnalato anche dal Servizio del bilancio, andrebbero forniti chiarimenti circa l’eventualità che dalla ridefinizione delle condizioni contrattuali per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti, nonché dall’assegnazione del servizio tramite affidamento diretto possano derivare maggiori oneri rispetto alla situazione attuale, posto che, tra l’altro, l’attribuzione del servizio tramite una procedura di gara ad evidenza pubblica, almeno in linea di principio, dovrebbe garantire una maggiore concorrenzialità tra le imprese. Infine, andrebbe chiarito con quali risorse finanziarie si intende svolgere il servizio di smaltimento rifiuti tramite affidamento diretto, atteso che l’articolo 1, comma 7, del decreto legge n. 245 del 2005 attribuisce alle attuali affidatarie il servizio di smaltimento fino all’individuazione dei nuovi affidatari oltre alle connesse risorse finanziarie.

            L’articolo 4 assegna al Commissario delegato compiti di verifica e poteri sostitutivi in materia di raccolta differenziata, prevedendo la nomina di commissari ad acta qualora le amministrazioni deputate non rispettino le percentuali minime di raccolta differenziata. Al riguardo, ritiene opportuno chiarire se, come indicato nella relazione tecnica, la nomina dei Commissari ad acta avvenga nei limiti delle risorse disponibili nella contabilità speciale, chiarendo se le relative spese siano da imputare alla gestione commissariale o alle amministrazioni inadempienti e valutando l’opportunità di inserire un’espressa clausola di invarianza finanziaria nella norma. L’articolo 5 prevede, fino alla cessazione dello stato di emergenza e ai fini dello smaltimento dei rifiuti, l’utilizzo e la messa in sicurezza di alcune discariche, oltre a quelle già autorizzate o realizzate nonché le ulteriori che il Commissario delegato individua per attuare le finalità del presente decreto, autorizzando il Commissario stesso a predisporre i necessari interventi per sistemare le discariche e le relative infrastrutture, per procedere al loro aumento volumetrico e alla messa in sicurezza, sostituendosi eventualmente alle amministrazioni territorialmente competenti. Gli interventi connessi al presente decreto sono poi posti a carico della tariffa di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. La relazione tecnica afferma che la disposizione non solo non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica, ma consente altresì di ottenere notevoli risparmi, posto il costo del conferimento dei rifiuti nelle discariche della regione Campania risulta sensibilmente inferiore a quello dell’attuale trasporto dei rifiuti fuori regione e che gli oneri della messa in sicurezza delle discariche sono comunque a carico dei gestori delle discariche. Inoltre, le tariffe di smaltimento dei rifiuti della regione Campania introitate mensilmente dalla struttura commissariale risulterebbero sufficienti a coprire gli interventi previsti nel decreto. Al riguardo, come rilevato anche dal Servizio del bilancio, osserva che l’affermazione riportata nella relazione tecnica circa il costo a tonnellata per il conferimento dei rifiuti nelle discariche della regione Campania e per il trasporto degli stessi fuori regione non risulta accompagnata da ulteriori informazioni che consentano di dimostrarne la corretta quantificazione, per cui non risultano verificabili gli ipotizzati risparmi di risorse finanziarie rispetto all’alternativa del trasporto dei rifiuti fuori regione. Peraltro, il comma 3 dell’articolo in esame lascia impregiudicata la facoltà del Commissario delegato di trasferire fuori regione "una parte" dei rifiuti prodotti.

            Inoltre, appare opportuno acquisire conferma che gli interventi di sistemazione delle discariche e delle relative infrastrutture possano essere integralmente messi a carico dei gestori, come asserito nella relazione tecnica, posto che tale indicazione non trova riscontro nel dettato testuale della norma e che gli interventi potrebbero avere in taluni casi portata rilevante. Riscontra poi l’esigenza di chiarire le fonti informative e le modalità di calcolo degli introiti derivanti dalla tariffe di smaltimento, quantificati dalla relazione tecnica in 11 milioni di euro, anche al fine di rapportare la loro consistenza alle finalità poste dalla norma, atteso che tra queste ultime vi è anche quella del trasferimento dei rifiuti fuori regione. Ancora, attesa l’incerta formulazione del comma 6 e al fine di garantire l’invarianza finanziaria della norma, andrebbe confermato se i maggiori oneri connessi agli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto siano compensati da un incremento della tariffa di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e se tutti gli interventi siano configurabili come servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti e possano quindi rientrare tra quelli per i quali è prevista la copertura mediante tariffa. Aggiunge infine l’opportunità di un ulteriore chiarimento in ordine ai profili di costi connessi alla realizzazione stessa di nuove discariche ai sensi del decreto. Richiede, infine, al Governo di fornire una valutazione sui tempi di uscita dalla situazione emergenziale, attesi i costi relativi alla medesima.

 

            Il PRESIDENTE rileva che l’esame del provvedimento di conversione del decreto-legge potrebbe costituire l’occasione per un chiarimento da parte del  Governo circa i costi generali e i profili di copertura relativi alla gestione dei rifiuti nella regione Campania.

 

            Il seguito dell’esame è rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 10,30.

 

 


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

GIOVEDi’ 26 OTTOBRE 2006

17ª Seduta

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.              

 

La seduta inizia alle ore 15,05.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)  

 

            Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana del 18 ottobre scorso.

 

            Il sottosegretario CASULA deposita agli atti della Sottocommissione alcune note di chiarimenti che forniscono risposta alle osservazioni di carattere finanziario formulate dal relatore nel corso delle precedenti sedute.

 

            Su proposta del PRESIDENTE, anche al fine di consentire alla Sottocommissione di valutare la documentazione testé consegnata, il seguito dell’esame viene quindi rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 15,10


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDI’ 7 NOVEMBRE 2006

18ª Seduta

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.                       

 

            La seduta inizia alle ore 9,05.

(omissis)

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito dell'esame del testo e rinvio. Esame degli emendamenti e rinvio)  

 

            Riprende l’esame sospeso nella seduta del 26 ottobre scorso.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), richiamando le considerazioni emerse nel dibattito, nonché le delucidazioni fornite dal Governo, durante le precedenti sedute, in merito al disegno di legge in esame, illustra una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, secondo cui:

-                                             la possibilità di coinvolgere le amministrazioni pubbliche e le strutture del Servizio nazionale della protezione civile di cui al comma 2 dell’articolo 1, rientra già nella competenza ordinaria del Capo del Dipartimento della protezione civile, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato;

-                                             le misure volte alla informazione e alla partecipazione dei cittadini, ai sensi dell’articolo 2, rientrano tra le competenze ordinarie ed istituzionali del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui il Dipartimento della protezione civile già fornisce supporto e collaborazione;

rilevando tuttavia l’opportunità, al fine di garantire l’effettiva invarianza finanziaria del provvedimento, di riformulare il disposto normativo in coerenza con quanto rappresentato nella relazione tecnica e nei chiarimenti del Governo in merito alle modalità di copertura del provvedimento, precisando espressamente:

-                                             in relazione all’articolo 1 del decreto-legge in conversione, che la riduzione dell’organico della struttura commissariale di cui al comma 4, deve riferirsi a posizioni effettivamente occupate e risultare contestuale ed equivalente finanziariamente alla nomina dei sub-commissari e all’istituzione della Commissione di cui al comma 3;

-                                             che le attività di cui all’articolo 1, comma 2, e all’articolo 2, comma 1, devono comunque essere svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

-                                             con riferimento all’articolo 4, che i relativi oneri sono a carico del Commissario delegato, nel limite delle risorse a tal fine disponibili;

-                                             che gli oneri derivanti dagli interventi per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’articolo 3, nonché quelli per la bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui all’articolo 5, sono posti a carico delle risorse rivenienti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania, nonché degli ulteriori fondi disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato;

esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta con le seguenti condizioni rese ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione:

a)                                          che all’articolo 1, comma 2, siano aggiunte, in fine, le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanzia pubblica";

b)                                         che al comma 4 del medesimo articolo 1, sia soppressa la parola: "successive" e che siano aggiunte, in fine, le seguenti: ", contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all’istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248";

c)                                          che all’articolo 2, comma 1, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";

d)                                         che all’articolo 4, dopo il comma 1, sia aggiunto, in fine, il seguente: "2. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo sono posti a carico del Commissario delegato, nei limiti delle risorse a tal fine disponibili.";

e)                                          che all’articolo 5, il comma 6 sia sostituito dal seguente: "6. Agli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui al presente articolo 5, si fa fronte nell’ambito delle risorse derivanti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania, nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato.".".

Per quanto poi concerne gli emendamenti riferiti al medesimo provvedimento in esame, fa presente, in relazione all’emendamento 1.6, che prevede la proroga della gestione commissariale nel territorio dei Comuni che non sottoscrivono il futuro piano per la gestione ordinaria dei rifiuti, che occorre valutare se ai relativi oneri si possa o meno continuare a far fronte con la tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania, posto che, non operando più sull’intero territorio regionale, presumibilmente la tariffa sarebbe versata al Commissario delegato per i soli comuni interessati, e considerando le possibili diseconomie gestionali legate alla limitazione territoriale dell’attività del Commissario delegato. In merito alla proposta 1.8, informa che occorre valutare se possano derivare nuovi o maggiori oneri dai commi 4 e 6 (che pongono a carico del Commissario delegato interventi per lo smaltimento ovvero il recupero energetico del combustibile derivato da rifiuti, anche mediante nuovi impianti), nonché dal comma 8 (che prevede la possibilità, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, di ampliare i poteri del Commissario delegato e per cui occorrerebbe valutare l’opportunità di una clausola di invarianza finanziaria).

            Ravvisa altresì l’esigenza di verificare gli effetti finanziari derivanti dalle seguenti proposte emendative: 1.11 (in relazione agli ulteriori due sub-commissari e all’obbligo di scioglimento dei consigli provinciali inadempienti), 1.14 (onde valutare se la riduzione di personale ivi indicata, in luogo di quella prevista nel testo, sia idonea ad assicurare l’invarianza di spesa), 1.0.1 (che prevede una delega al Governo per la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti in Campania e per cui appare necessaria una clausola di invarianza finanziaria), 2.1 (dove si prevede un’ulteriore campagna informativa a carico del Commissario delegato, per la quale anche occorre una clausola di invarianza finanziaria) e 3.1 (qualora l’obbligo per il Commissario delegato di avvalersi esclusivamente dell’Avvocatura generale dello Stato possa comportare oneri aggiuntivi, anche per i compensi spettanti agli avvocati di Stato).

Segnala poi che la proposta 1.13 comporta nuovi o maggiori oneri in relazione all’ulteriore commissione ivi prevista. Circa l’emendamento 3.2, sul passaggio di consegne tra vecchi e nuovi affidatari del servizio di smaltimento dei rifiuti, occorre chiarire se il riferimento ai criteri di mercato nella previa determinazione del valore dei beni da rilevare, possa incidere sulla misura del compenso da corrispondere agli affidatari uscenti ovvero sull’importo del contratto di servizio con i nuovi affidatari, nonché se ciò possa comportare per i comuni l’obbligo di rilevare direttamente i beni dai vecchi affidatari. Occorre poi valutare l’emendamento 3.4, circa l’utilizzo, previo adeguamento strutturale, delle cave dismesse della Campania quali discariche, e lo smaltimento del combustibile derivato dai rifiuti (CDR), verificando la coerenza e l’effettiva disponibilità delle risorse richiamate a parziale copertura, a valere sugli incentivi pubblici non erogati per il recupero del CDR.

            Segnala quindi la proposta 3.0.2, che modifica l’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 245 del 2005, convertito con modificazioni dalla legge n. 1 del 2006, prevedendo la diluizione fino a quattro anni del rientro dei comuni dalle situazioni debitorie certificate, da compensare mediante corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali. Poiché la norma vigente prevede il recupero dei debiti a valere sui trasferimenti erariali in un’unica soluzione, destinando parte delle risorse recuperate a copertura delle attività del Commissario delegato, mediante il reintegro dell’apposito fondo della protezione civile, si segnala che dalla proposta potrebbero derivare oneri aggiuntivi, sia in termini di cassa, per la diluizione dei debiti, sia per il venire meno di parte delle risorse destinate al Commissario delegato.

            In merito alle proposte 4.2 (testo 2), 4.2 e 4.10, occorre valutare se possono derivare nuovi o maggiori oneri dall’innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti imposte agli ambiti territoriali ottimali (ATO), dalla previsione di nuovi commissari ad acta, nonché dalla stipula di un accordo di programma con il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI), per il quale occorrerebbe prevedere un’apposita clausola di neutralità finanziaria. Sempre in materia di adempimenti a favore della raccolta differenziata, occorre verificare gli effetti degli emendamenti 4.1 (testo 2) (in relazione al coinvolgimento degli enti ed amministrazioni ivi indicate), 4.3 (che prevede lo scioglimento dei comuni inadempienti e commissari ad acta per quelli ritardatari, con oneri a carico dei comuni stessi) e 4.7 (in relazione al potere attribuito ai commissari ad acta di ridefinire le competenze degli enti territoriali in materia di rifiuti, valutando altresì l’opportunità di inserire un’apposita clausola di invarianza finanziaria).

            Segnala che derivano nuovi o maggiori oneri dalla proposta 5.1 (in quanto attribuisce al Commissario delegato ulteriori competenze in materia di bonifica e tutela delle acque e sopprime la clausola di copertura di cui all’articolo 5, comma 6, del testo), nonché dalla proposta 5.3 (in quanto pone tutti gli oneri del decreto-legge a carico del bilancio della regione Campania). Informa che occorre poi valutare se possono comportare nuovi o maggiori oneri gli emendamenti 5.6 (qualora la trasformazione in obbligo della facoltà di individuare nuove discariche possa produrre oneri per la messa in sicurezza e gli adeguamenti strutturali), 5.7 (ove la valutazione sanitaria ed ambientale per la messa in sicurezza delle discariche non sia già prevista a legislazione vigente) 5.9 (ove la previsione di limiti temporali e quantitativi per l’utilizzo delle discariche determini diseconomie gestionali rispetto alle risorse disponibili), 5.11 (che affida al comune ivi indicato la gestione della discarica senza predisporre le necessarie risorse), 5.12 (testo 2) (per il quale occorre acquisire elementi di quantificazione degli oneri per gli ulteriori interventi di bonifica e tutela delle acque e la conferma della effettiva disponibilità delle risorse richiamate a copertura), e 5.26 (qualora la riduzione del volume dell’attività estrattiva determini effetti economici negativi per i territori interessati).

In merito alla proposta 5.14 (testo 2), andrebbero fornite delucidazioni circa le modalità di determinazione del contributo da riconoscere ai comuni sede di discariche, a valere sugli importi incassati con la tariffa di smaltimento dei rifiuti, comprensiva delle quote di ristoro e maggiorazioni già previste ai sensi dell’articolo 1, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 2005. Poiché tali somme sono già destinate a favore dei comuni sedi di impianti di trasferenza, di siti di stoccaggio e altri impianti di trattamento dei rifiuti, fa presente che occorre chiarire se i contributi di cui all’emendamento in esame costituiscano una finalità di spesa aggiuntiva rispetto a quelle previste a legislazione vigente e, in caso affermativo, se a tali oneri possa o meno farsi fronte nell’ambito della complessiva tariffa di smaltimento dei rifiuti, tenuto conto inoltre che gli introiti della tariffa stessa, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del testo, sono destinati alla copertura degli interventi recati dal provvedimento in esame.

            Segnala inoltre che la proposta 5.0.1, che modifica l’articolo 2 del decreto-legge n. 245 del 2005, convertito con modificazioni dalla legge n. 1 del 2006, appare suscettibile di produrre nuovi o maggiori oneri, non quantificati e privi di copertura. Infatti, al comma 1, l’emendamento destina al Commissario delegato risorse che, a legislazione vigente, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, così sopprimendo la copertura degli oneri di cui al comma 7 del citato articolo 2 del decreto-legge n. 245. Inoltre, il comma 2 dell’emendamento in esame, al capoverso 3-bis, pone ex lege a carico dei comuni tutti i debiti derivanti dal mancato pagamento della tariffa sui rifiuti e degli importi per le misure di compensazione ambientale, senza indicare le risorse per farvi fronte (in violazione dell’articolo 27 della legge n. 468 del 1978). I successivi capoversi 3-ter e 3-quater consentono poi ai comuni l’assunzione di mutui per il pagamento dei suddetti debiti e ne escludono le relative spese dal Patto di stabilità interno, in deroga al disposto dell’articolo 1, commi da 21 a 41 della legge n. 311 del 2004, e successive modificazioni.

            Segnala poi la necessità di valutare l’emendamento 6.1, al fine di chiarire se si tratti solo di un’interpretazione tesa a precisare l’ambito dei destinatari di benefici previdenziali ed assicurativi stabiliti da leggi ad hoc nei territori individuati dalle ordinanze di protezione civile di cui alla legge n. 225 del 1992, ovvero se la norma possa attribuire in via surrettizia alle suddette ordinanze anche il potere di concessione dei benefici di cui sopra, posto che, in base alla citata legge n. 225, le ordinanze di protezione civile non dettano disposizioni in materia previdenziale e assicurativa. Fa presente che occorre poi valutare gli emendamenti 6.2 (qualora possa determinare l’inserimento dei centri funzionali ivi indicati nei ruoli del Servizio nazionale di protezione civile ovvero la loro equiparazione ai fini delle indennità per le funzioni svolte) e 7.1 (ove la mancata abrogazione delle norme che dispongono l’ampliamento della struttura commissariale possa rendere più difficoltosa l’attuazione delle misure compensative di riduzione dell’organico di cui all’articolo 1, comma 4, del testo). Ritiene che non vi sono, infine, osservazioni da formulare sui restanti emendamenti.

 

            Il sottosegretario CASULA, con riferimento agli emendamenti relativi al disegno di legge in esame, esprime avviso contrario su tutti quelli testé segnalati dal relatore in quanto suscettibili di produrre nuovi o maggiori oneri privi di copertura, ad eccezione delle proposte 4.2 (testo 2), 4.1 (testo 2), 5.6, 5.12 (testo 2) e 5.14 (testo 2), sulle quali esprime avviso favorevole, in quanto prive di effetti onerosi. In merito alla proposta 3.2, precisa che la stessa può comportare oneri aggiuntivi per quanto concerne il riferimento al criterio del valore di mercato dei beni da rilevare nel passaggio di consegne tra vecchi e nuovi affidatari del servizio di smaltimento dei rifiuti, mentre non sussiste per i Comuni l’obbligo di rilevare direttamente i beni dai vecchi affidatari. Relativamente all’emendamento 5.0.1, si dichiara altresì contrario in quanto a legislazione vigente le risorse di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 245 del 2005 sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, fino alla concorrenza di 80 milioni di euro; pertanto, il trasferimento di dette risorse, previsto nell’emendamento, direttamente sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato, comporta una minore entrata priva di una copertura finanziaria. Si riserva di fornire in altra seduta i chiarimenti richiesti in merito agli emendamenti 5.9, 6.1 e 6.2. Fa presente, infine, di non avere osservazioni da formulare sui restanti emendamenti riferiti al disegno di legge in esame.

 

            Il senatore TECCE (RC-SE) rileva che l’avviso contrario espresso dal sottosegretario Casula relativamente alla proposta emendativa 5.0.1 si riferisce alla disposizione di cui al comma 1, mentre non sono state fornite risposte alle segnalazioni del relatore circa il successivo comma 2, che ai capoversi 3-bis, 3-ter e 3-quater prevede l’assunzione a carico dei Comuni dei debiti ivi indicati, nonché la possibilità per i Comuni stessi di assumere mutui per far fronte a tali debiti, in deroga ai vincoli del patto di stabilità interno.

 

            Il sottosegretario CASULA si riserva di fornire in una successiva seduta anche i chiarimenti richiesti sulla seconda parte dell’emendamento 5.0.1.

 

            Su proposta del presidente MORANDO (Ulivo), anche al fine di consentire alla Sottocommissione di valutare la proposta di parere illustrata dal relatore sul testo, nonché le questioni relative agli emendamenti, la Sottocommissione conviene infine di rinviare il seguito dell’esame.

 

 

 

            La seduta termina alle ore 9,45.


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDI’ 7 NOVEMBRE 2006

19ª Seduta (notturna)

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.                        

 

            La seduta inizia alle ore 20,10.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere alla 13a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sul testo. Parere in parte contrario, in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, in parte non ostativo, sugli emendamenti)  

 

            Prosegue l'esame sospeso nell'odierna seduta antimeridiana.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) richiama la seguente proposta di parere sul testo del disegno di legge in esame, già formulata nella precedente seduta: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, secondo cui:

-                                 la possibilità di coinvolgere le amministrazioni pubbliche e le strutture del Servizio nazionale della protezione civile di cui al comma 2 dell’articolo 1, rientra già nella competenza ordinaria del Capo del Dipartimento della protezione civile, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato;

-                                 le misure volte alla informazione e alla partecipazione dei cittadini, ai sensi dell’articolo 2, rientrano tra le competenze ordinarie ed istituzionali del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui il Dipartimento della protezione civile già fornisce supporto e collaborazione;

rilevando tuttavia l’opportunità, al fine di garantire l’effettiva invarianza finanziaria del provvedimento, di riformulare il disposto normativo in coerenza con quanto rappresentato nella relazione tecnica e nei chiarimenti del Governo in merito alle modalità di copertura del provvedimento, precisando espressamente:

-                                 in relazione all’articolo 1 del decreto-legge in conversione, che la riduzione dell’organico della struttura commissariale di cui al comma 4, deve riferirsi a posizioni effettivamente occupate e risultare contestuale ed equivalente finanziariamente alla nomina dei sub-commissari e all’istituzione della Commissione di cui al comma 3;

-                                 che le attività di cui all’articolo 1, comma 2, e all’articolo 2, comma 1, devono comunque essere svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

-                                 con riferimento all’articolo 4, che i relativi oneri sono a carico del Commissario delegato, nel limite delle risorse a tal fine disponibili;

-                                 che gli oneri derivanti dagli interventi per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’articolo 3, nonché quelli per la bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui all’articolo 5, sono posti a carico delle risorse rivenienti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania, nonché degli ulteriori fondi disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato;

esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta con le seguenti condizioni rese ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione:

a)                              che all’articolo 1, comma 2, siano aggiunte, in fine, le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanzia pubblica";

b)                             che al comma 4 del medesimo articolo 1, sia soppressa la parola: "successive" e che siano aggiunte, in fine, le seguenti: ", contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all’istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248";

c)                              che all’articolo 2, comma 1, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";

d)                             che all’articolo 4, dopo il comma 1, sia aggiunto, in fine, il seguente: "2. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo sono posti a carico del Commissario delegato, nei limiti delle risorse a tal fine disponibili.";

e)                              che all’articolo 5, il comma 6 sia sostituito dal seguente: "6. Agli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui al presente articolo 5, si fa fronte nell’ambito delle risorse derivanti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della regione Campania, nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato.".

            Fa presente che tale proposta tiene conto sia delle considerazioni emerse nel dibattito che dei chiarimenti forniti dal Governo: al riguardo, ricorda che, in base a tali chiarimenti, il costo dei commissari ad acta nominati ai sensi dell’articolo 4 del provvedimento in esame sarebbe da porre a carico del Commissario delegato, nei limiti delle risorse a tal fine disponibili, ed in tal senso ha ritenuto opportuno proporre nello schema di parere testé richiamato la condizione di cui alla lettera d). Tuttavia, chiede al Governo di fornire ulteriori delucidazioni su tale punto, posto che tale copertura appare in contrasto con la prassi generale dell’ordinamento, secondo cui gli oneri derivanti dall’attività di commissari ad acta nominati per supplire alle eventuali inadempienze delle amministrazioni comunali sono posti normalmente a carico delle stesse amministrazioni inadempienti. In tal senso, ove fosse corretto ricondurre anche tale fattispecie alla prassi generale dell’ordinamento, si dichiara pronto a modificare conseguentemente la condizione inserita alla lettera d) della proposta di parere.

 

            Il senatore AZZOLLINI (FI) esprime apprezzamento per la proposta di parere del relatore, che si sforza di risolvere alcuni dei punti critici emersi durante l’esame del testo: in particolare, richiama la condizione di cui alla lettera b), che, in conformità alla prassi consolidata della Commissione bilancio, precisa la necessità che le riduzioni di organico a fini compensativi debbano avvenire contestualmente alla creazione di nuove posizioni e fare riferimento a posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario. Ugualmente apprezzabile appare la condizione di cui alla lettera e), con il riferimento al limite delle risorse derivanti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti, per la copertura degli interventi previsti nel decreto-legge in esame. Ciononostante, il parere testé proposto dal relatore appare meno convincente su altri punti, e comunque ritiene che non abbia fornito adeguata risposta a tutte le problematiche di carattere finanziario riscontrate nel corso dell’esame. Per tale ragione, preannuncia fin d’ora il proprio voto contrario sul suddetto schema di parere.

 

            Il senatore TECCE(RC-SE) esprime la propria adesione alla proposta di parere del relatore, preannunciando un voto favorevole. Concorda inoltre sulle perplessità manifestate dal relatore circa l’opportunità di porre i costi relativi all’attività dei commissari ad acta a carico del Commissario delegato anziché, come sarebbe più ovvio e conforme alla prassi generale dell’ordinamento giuridico, a carico dei comuni inadempienti.

 

            Il presidente MORANDO fa presente che le risposte fornite dal Governo nelle precedenti sedute confermano in modo chiaro che i costi relativi all’attività dei commissari ad acta eventualmente nominati ai sensi dell’articolo 4 del testo in esame, verranno sostenuti a valere sulle risorse a tal fine disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. D’altra parte, proprio il fatto che talune amministrazioni comunali siano inadempienti ha determinato la necessità di nominare un Commissario delegato e di predisporre i fondi per finanziarne l’attività, nell’ambito della quale rientra anche la possibilità di avvalersi della collaborazione dei suddetti commissari ad acta. Ritiene quindi opportuno mantenere la condizione di cui alla lettera d) della proposta di parere del relatore, rispetto alla quale esprime complessivamente il proprio avviso favorevole.

 

            La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere del relatore sul testo del disegno di legge in esame.

 

In merito agli emendamenti relativi al provvedimento in titolo, il PRESIDENTE ricorda che il sottosegretario Casula ha espresso il proprio avviso nella precedente seduta, riservandosi peraltro di fornire ulteriori chiarimenti in merito alle proposte 5.9, 6.1, 6.2, nonché relativamente al comma 2 dell’emendamento 5.0.1.

 

Il sottosegretario CASULA, riguardo alla proposta 5.9, ritiene che l’introduzione di limiti temporali e quantitativi ivi indicata non comporti oneri a carico della finanza pubblica, pur rinviando al Commissario delegato per la valutazione di eventuali conseguenti diseconomie gestionali, in quanto soggetto utilizzatore delle discariche e titolare della contabilità speciale in cui sussistono le risorse finanziarie per la copertura degli interventi previsti nell’emendamento in esame. Per quanto concerne poi la proposta 6.1, non ha osservazioni da formulare, trattandosi di una interpretazione tesa a precisare l’ambito dei destinatari dei benefici previdenziali ed assicurativi ivi indicati. Esprime invece avviso contrario sulla proposta 6.2, in quanto l’inserimento dei centri funzionali nell’ambito dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 225 del 1992, configura ulteriori competenze a carico di questi ultimi, rispetto a quelle previste a legislazione vigente, con conseguenti maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Infine, in merito all’emendamento 5.0.1, dopo aver ribadito l’avviso contrario sul comma 1, per le motivazioni già indicate nella precedente seduta, formula avviso contrario anche sul comma 2, sia perché la prevista contrazione dei mutui a fronte dell’assunzione, da parte dei comuni, dei debiti dei consorzi e degli altri affidatari della regione Campania contrasto con il precetto di cui all’articolo 119, ultimo comma, della Costituzione – che vieta per l’appunto agli enti territoriali di ricorrere all’indebitamento se non per il finanziamento di spese per l’investimento – e sia perché la prevista esclusione dal patto di stabilità interno delle spese di cui ai commi 3-bis e 3-ter comporta un peggioramento dei saldi di finanza pubblica non quantificati e privi di compensazione.

 

Il presidente MORANDO rileva che i chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo in merito alla proposta 5.9 non sembrano escludere l’insorgere di diseconomie  gestionali e quindi di oneri, per cui ritiene opportuno esprimere un parere contrario sull’emendamento, sia pure senza richiamo all’articolo 81 della Costituzione. Con riferimento alla proposta 5.0.1, evidenzia che le indicazioni del Governo confermano il carattere oneroso non solo delle disposizioni di cui al comma 1, ma anche di quelle di cui al comma 2, per cui, stante anche l’evidente connessione dei capoversi 3-bis, 3-ter e 3-quater, propone di rendere parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sull’intera proposta emendativi.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) condivide le indicazioni del presidente Morando in merito al parere da esprimere sulle proposte 5.9 e 5.0.1. Per quanto riguarda, invece, l’emendamento 4.2 (testo 2), chiede al rappresentante del Governo se la tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania sia sufficiente a garantire la copertura anche delle attività di promozione della raccolta differenziata ivi previste. Avendo il sottosegretario CASULA, confermato la capienza della tariffa a tal fine e quindi, l’invarianza finanziaria dell’emendamento 4.2 (testo 2), propone di rendere comunque un parere contrario sull’emendamento stesso, evidenziando che, sebbene incerti, possono comunque derivare effetti onerosi a carico dei comuni aderenti agli ambiti territoriali ottimali, a seguito dell’aumento delle percentuali di raccolta differenziata cui sono tenuti tali enti, rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente.

Sulla base delle considerazioni emerse dal dibattito, formula pertanto la seguente proposta di parere sugli emendamenti esaminati: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sugli stessi, ad eccezione delle proposte 1.6, 1.8 (limitatamente ai commi 4 e 6), 1.11, 3.1, 1.13, 3.2, 3.4, 3.0.2, 4.2, 4.10, 4.3, 5.1, 5.3, 5.7, 5.11, 5.26, 5.0.1, 6.2 e 7.1, sulle quali il parere è contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, nonché delle proposte 4.2 (testo 2) e 5.9, sulle quali il parere è contrario. Formula infine parere non ostativo sui seguenti emendamenti, a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione:

a)                              all’emendamento 1.8, al comma 8, dopo le parole: "dell’ordinamento giuridico," siano inserite le seguenti: "e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,";

b)                             all’emendamento 1.14, dopo le parole: " di due terzi" siano aggiunte, in fine, le seguenti: "e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";

c)                              all’emendamento 1.0.1, al comma 1 del capoverso "Art. 1-bis", dopo le parole: "ad adottare," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,";

d)                             all’emendamento 2.1, dopo le parole: "Il Commissario delegato," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,"

e)                              all’emendamento 4.7, dopo le parole: "I commissari ad acta definiscono," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,"."

 

Il senatore TECCE (RC-SE), pur condividendo la proposta di parere del relatore, esprime perplessità in merito al parere contrario indicato per l’emendamento 4.2 (testo 2), avendo il Governo attestato la congruità della copertura mediante la tariffa di smaltimento dei rifiuti.

 

Il senatore AZZOLLINI (FI), pur apprezzando lo schema di parere illustrato dal relatore, esprime la propria contrarietà in merito ad alcune delle indicazioni formulate, sottolineando in particolare la necessità di rendere parere contrario sulle proposte 5.6, in quanto suscettibili di produrre oneri nel passaggio da una mera facoltà ad un obbligo a carico del Commissario delegato, e 5.12 (testo 2), per mancanza della necessaria quantificazione. Propone, altresì, l’inserimento di una clausola di invarianza sulla proposta 5.14 (testo 2).

 

Con l’avviso favorevole del PRESIDENTE, la Sottocommissione approva infine la proposta di parere del relatore.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere all’Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte contrario, in parte contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, in parte non ostativo)

 

      Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), in merito agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea al provvedimento in titolo, segnala, per quanto di competenza, le seguenti proposte, di tenore identico a quelle testé esaminate per il parere da rendere alla Commissione di merito: 1.11, 1.14, x1.0.1 (identica alla 1.0.1 della Commissione di merito), 2.1, 3.1, 1.13, 3.2, 5.0.2 (identica all’emendamento 3.0.2 della Commissione di merito), 4.3, 4.7, 5.1, 5.7, 5.9, 5.11, 5.26, 5.0.1 e 6.2. Segnala altresì i seguenti emendamenti, presentati per la prima volta in Assemblea, ma simili ad altri esaminati per la Commissione di merito e per i quali rimanda quindi alle osservazioni formulate in quella sede: 5.300 (analogo al 5.3 della Commissione) e 7.20 (analogo alla proposta 7.1 della Commissione di merito). Non ha invece osservazioni da formulare sulle restanti proposte trasmesse.

 

            Il sottosegretario CASULA conferma l’avviso già espresso sulle proposte identiche a quelle già esaminate per la Commissione di merito, mentre esprime avviso contrario sulle ulteriori proposte 5.300 e 7.20.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com),  sulla base del parere già reso alla Commissione di merito, formula la seguente proposta di parere sugli emendamenti in esame: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, ad eccezione delle proposte 1.11, 3.1, 1.13, 3.2, 5.0.2, 4.3, 5.1, 5.300, 5.7, 5.11, 5.26, 5.0.1, 6.2 e 7.20, sulle quali il parere è contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, nonché della proposta 5.9, sulla quale il parere è contrario.

Formula infine parere non ostativo sui seguenti emendamenti, a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione:

a)                  all’emendamento 1.14, dopo le parole: " di due terzi" siano aggiunte, in fine, le seguenti: "e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";

b)                  all’emendamento x1.0.1, al comma 1 del capoverso "Art. 1-bis", dopo le parole: "ad adottare," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,";

c)                  all’emendamento 2.1, dopo le parole: "Il Commissario delegato," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,"

d)                  all’emendamento 4.7, dopo le parole: "I commissari ad acta definiscono," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,".".

 

Il senatore AZZOLLINI (FI) preannuncia il proprio voto contrario sulla suddetta proposta di parere, richiamando le considerazioni già svolte in sede di esame per la Commissione di merito.

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere del relatore.

 

 

            La seduta termina alle ore 20,55.

 


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDI’ 8 NOVEMBRE 2006

20ª Seduta pomeridiana

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Cento.                           

 

            La seduta inizia alle ore 14,10.

 

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere all'Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, in parte non ostativo) 

 

      Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) illustra gli ulteriori emendamenti e subemendamenti, trasmessi dall'Assemblea, relativi al provvedimento in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che gli emendamenti 1.100, 1.101, 2.100 e 5.100 recepiscono le condizioni poste, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, nel parere sul testo già espresso dalla Commissione e che l’emendamento 1.200 recepisce la condizione posta ai sensi della medesima norma costituzionale sull’emendamento 1.8, comma 8.

            Sugli emendamenti 2.30 e 4.200 appare necessaria una più corretta formulazione della clausola di invarianza finanziaria con la sostituzione, nell’ultimo periodo di entrambi gli emendamenti, della parola: "possono", con la parola: "devono". Segnala quindi che derivano nuovi o maggiori oneri dai subemendamenti 3.300/6, 5.120/1 e 5.120/2. In merito al subemendamento 4.200/1, posto che lo stesso è identico alla proposta 4.7 già esaminata, appare necessario ribadire la condizione già espressa, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, circa l'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Per quanto concerne poi il subemendamento 5.100/1, ritiene che lo stesso non sia accettabile in quanto modifica l'emendamento 5.100 (che recepiva una delle condizioni poste dalla Commissione sul testo), sostituendo la copertura di cui all'articolo 5, comma 6, del provvedimento con un'altra non idonea, a valere sulla Tabella C della legge finanziaria, senza peraltro indicare lo stanziamento cui attingere.

            Precisa infine che non vi sono osservazioni da formulare sui restanti emendamenti e subemendamenti esaminati, tenuto conto del parere già espresso dalla Commissione su emendamenti di tenore identico o analogo.

Propone, dunque, di esprimere un parere di nulla osta sugli emendamenti 2.30 e 4.200, con la condizione che sia riformulata la clausola di invarianza nel senso che non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

In merito ai subemendamenti esprime parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sui subemendamenti 3.300/6, 5.120/1, 5.120/2 e 5.100/1, mentre propone di esprimere parere di nulla osta sul subemendamento 4.200/1, a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sia inserita una clausola di invarianza finanziaria.

 

Il senatore AZZOLLINI (FI) , con riferimento al subemendamento 5.100/1, rileva che non vi è ragione per l’espressione di un parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, atteso che la proposta contiene una quantificazione per un importo di 80 milioni di euro che può ritenersi congrua in quanto conforme all’autorizzazione di spesa del precedente decreto in materia di rifiuti, prevedendo la corrispondente riduzione dell’autorizzazione medesima.

Dopo che il RELATORE ha ribadito il proprio parere di contrarietà, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sul subemendamento in questione, con il conforme parere del rappresentante del GOVERNO, viene posta ai voti la seguente proposta di parere: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti e subemendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sulla proposta 2.30, a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, all’ultimo periodo la parola: "possono" sia sostituita dalla seguente: "devono", nonché parere di nulla osta sull’emendamento 4.200, condizionato, ai sensi della medesima disposizione costituzionale, alla sostituzione, al comma 6, della parola: "possono" con la seguente: "devono".

Esprime, poi, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sui subemendamenti 3.300/6, 5.120/1, 5.120/2 e 5.100/1, e parere di nulla osta sul subemendamento 4.200/1, a condizione che, ai sensi della citata norma costituzionale, dopo le parole: "I commissari ad acta definiscono," siano inserite le seguenti: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,". Esprime, infine, parere di nulla osta sui restanti emendamenti e subemendamenti esaminati.".

 

            La Sottocommissione approva, infine, la proposta di parere.

 

 

            La seduta termina alle ore 14,20.


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDI’ 8 NOVEMBRE 2006

21ª Seduta (2ª pomeridiana)

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

La seduta inizia alle ore 17,45.

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Parere all'Assemblea su emendamenti. Esame. Parere condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione) 

 

      Il presidente MORANDO comunica che è pervenuto dall'Assemblea l'ulteriore emendamento 5.100 (testo 2) al disegno di legge in titolo. Al riguardo, segnala che la prima parte dell'emendamento è identica al testo dell'emendamento 5.100 (testo 1), sul quale la Sottocommissione ha reso parere non ostativo nella precedente seduta, in quanto recepiva una condizione specificamente posta sul testo, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Nel nuovo testo, peraltro, il riferimento alla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania è stato sostituito in quello più corretto alla TARSU (tariffa sui rifiuti solidi urbani) e inoltre è stata aggiunta una seconda parte al testo precedente, che prevede una integrazione aggiuntiva di 20 milioni di euro, per l'anno 2006, delle dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato, a valere sul Fondo speciale di parte capitale di pertinenza del Ministero dell'economia e delle finanze.

            Riguardo a quest'ultima parte, evidenzia che la Ragioneria generale dello Stato ha formalmente comunicato il proprio assenso alla integrazione dei fondi nei termini indicati, e che risultano a tal fine disponibili adeguate risorse sul Fondo speciale richiamato.

 

            Il senatore VEGAS (FI) ritiene non corretto il richiamo alle risorse derivanti dagli introiti della TARSU ai fini della copertura degli oneri connessi agli interventi previsti dal decreto-legge in conversione. Infatti, poiché tali interventi eccedono la gestione ordinaria, occorrerebbe aumentare corrispondentemente le aliquote della TARSU, ciò che dovrebbe però essere disposto dagli enti locali della Regione Campania, che dispongono della relativa potestà impositiva, e non dallo Stato centrale. Inoltre, relativamente alla seconda parte dell'emendamento, appare non corretto sotto il profilo contabile l'utilizzo di risorse in conto capitale per la copertura di interventi che sono sia di natura corrente che di parte capitale.

 

            Il senatore CICCANTI (UDC) ritiene anch'egli non condivisibile l'utilizzo della TARSU per coprire gli oneri derivanti dal provvedimento in esame, trattandosi di un tributo locale, sulla cui misura e destinazione non può decidere lo Stato centrale.

 

            Ad una richiesta di chiarimenti del senatore POLLEDRI (LNP) sulla copertura indicata nell'emendamento in esame, risponde quindi il PRESIDENTE confermando che la copertura di cui alla prima parte dell'emendamento è la stessa già indicata dalla Sottocommissione in una condizione resa sul testo, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, mentre è da valutare la ulteriore copertura indicata nella seconda parte.

 

            Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) ritiene appropriato il riferimento, nella prima parte dell'emendamento, alla TARSU, come fonte di copertura degli interventi ivi indicati. Condivide invece l'obiezione avanzata dal senatore Vegas circa l'impossibilità di utilizzare la nuova integrazione di risorse in conto capitale per coprire sia interventi di parte corrente che di natura capitale, segnalando l'opportunità di una riformulazione su tale punto.

 

Il presidente MORANDO (Ulivo), ritenendo anch'egli corretta l'osservazione del senatore Vegas, propone di riformulare l'emendamento precisando che la suddetta integrazione possa essere utilizzata solo a copertura di interventi in conto capitale. Propone, pertanto, di conferire mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l’ulteriore emendamento 5.100 (testo 2), relativo al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta, a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, al comma 6, le parole: ", che viene a tal fine integrata dell’importo" siano sostituite dalle seguenti: ". Agli oneri derivanti dagli interventi in conto capitale si fa inoltre fronte integrando le disponibilità della citata contabilità speciale intestata al Commissario delegato con l’importo".".

 

            Il senatore FERRARA (FI), pur apprezzando la proposta di parere testé illustrata, preannuncia il voto contrario della propria parte politica, in quanto permangono tutte le riserve già segnalate dal senatore Vegas sull'utilizzo della TARSU ai fini della copertura degli interventi del provvedimento in esame.

 

            Il senatore AUGELLO (AN) si associa alle argomentazioni del senatore Ferrara e preannuncia anch'egli il voto contrario della propria parte politica sullo schema di parere proposto.

 

            La Sottocommissione approva, infine, la proposta del Presidente.

            La seduta termina alle ore 18.


Esame in sede referente

 


 

TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Martedì 17 ottobre 2006

24ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 15,10.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Esame e rinvio)

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, dopo aver ricordato che sia durante l'esame del disegno di legge sull'istituzione di una Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sia nel corso della recente audizione del dottor Bertolaso si è avuto modo di cominciare a riflettere sull'attuale emergenza nel settore dei rifiuti che vive la regione Campania, illustra il decreto-legge in titolo, ad iniziare dall'articolo 1 che assegna al Capo del Dipartimento della protezione civile le funzioni di commissario delegato per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Campania. La situazione di emergenza fu decretata in quella regione nel 1994 e, da allora, si sono succeduti come commissari delegati prefetti e presidenti della regione senza raggiungere risultati positivi. Il comma 2 del medesimo articolo autorizza il Commissario delegato ad adottare gli indispensabili provvedimenti per la tutela degli interessi pubblici delle popolazioni interessate. Il comma 3, poi, consente allo stesso Commissario di avvalersi di tre commissari, uno dei quali dotato di esperienza nel settore della raccolta differenziata e prevede altresì la costituzione di una commissione di esperti; il comma 4 prevede una riduzione dell'attuale organico della struttura commissariale.

            Uno degli elementi più qualificanti del decreto-legge si rinviene nell'articolo 2 che, al fine di assicurare l'informazione e la partecipazione dei cittadini, richiama i principi della Carta di Aalborg, siglata nel 1994. L'articolo 3 affida al Commissario delegato il compito di ridefinire le condizioni per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione, annullando conseguentemente la procedura di gara indetta con l'ordinanza n. 281 del 2006 e tenendo conto delle migliori tecnologie disponibili. Il comma 2 del medesimo articolo stabilisce che il Commissario delegato individua le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle ecoballe delle cave dimesse, operazione che, tuttavia, potrebbe aprire un contenzioso con la precedente società affidataria del servizio.

            L'articolo 4 reca misure per la raccolta differenziata, consentendo al Commissario delegato di adottare le opportune misure sostitutive, mentre l'articolo 5 individua, sino alla cessazione dello stato di emergenza e fatti salvi eventuali provvedimenti dell'autorità giudiziaria, alcune discariche per lo smaltimento dei rifiuti, sebbene una di esse, quella di "Difesa grande", nel comune di Ariano Irpino, è stata posta sotto sequestro dall'Autorità giudiziaria proprio alla vigilia dell'entrata in vigore del decreto-legge. Va inoltre rilevato che, proprio in ossequio ai principi della Carta di Aalborg, richiamati nell'articolo 2, occorrerebbe un maggior coinvolgimento degli enti locali e delle popolazioni interessate nella individuazione delle località presso le quali si trovano le discariche. Il comma 2 dell'articolo 5 stabilisce che il Commissario delegato dispone i necessari interventi di sistemazione delle discariche, anche al fine di aumentarne le volumetrie disponibili; il comma 3 consente il trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti. Il comma 5, poi, consente al Commissario di sostituirsi ai sindaci ed ai presidenti delle province per assicurare il ciclo dello smaltimento dei rifiuti, mentre il comma 6 precisa che gravano sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti gli interventi resi necessari dal decreto-legge.

            Fa infine presente che da parte di molte autorità locali provengono sollecitazioni affinché siano richiamati i principi di solidarietà nel momento in cui si deciderà di provvedere al trasferimento dei rifiuti anche in altre regioni, fermo restando che sarà necessario porre dei limiti temporali e volumetrici per queste operazioni.

 

            Si apre la discussione generale.

 

      Il senatore MUGNAI (AN) , nell'auspicare che il Capo del Dipartimento della protezione civile possa assolvere pienamente le funzioni attribuitegli con il presente decreto-legge, ritiene criptico e fuorviante il comma 3 dell'articolo 1, laddove consente al Commissario delegato di avvalersi di tre subcommissari, anche per l'esercizio delle funzioni previste dal presente decreto. Infatti, non solo dovrebbe essere ribadito che i subcommissari sono delegati ad esercitare soltanto le funzioni che sono attribuite al Commissario delegato, ma occorrerebbe precisare come vengono ripartite le stesse funzioni tra i tre subcommissari.

            Suscita perplessità anche l'articolo 3, mentre per quanto concerne il trasferimento fuori regione di una parte dei rifiuti prodotti dovrebbe essere acquisita l'intesa dei presidenti delle regioni coinvolte. Infine, l'individuazione di ulteriori discariche non dovrebbe essere legata soltanto all'osservanza del requisito della messa in sicurezza, occorrendo richiamare anche ulteriori standard qualitativi.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) , pur condividendo la necessità di intervenire con un provvedimento d'urgenza per fronteggiare l'attuale situazione critica che si sta vivendo nella regione Campania ed in particolare a Napoli, legata alla notevole consistenza dei rifiuti da smaltire, osserva in via preliminare che tale emergenza rischia di riprodursi in futuro poiché gli impianti di combustibile derivato da rifiuti (CDR) restano inidonei ed il termovalorizzatore di Acerra entrerà in funzione soltanto fra otto mesi e consentirà lo smaltimento solo di 650.000 tonnellate di rifiuti a fronte degli oltre 2 milioni annui di tonnellate di rifiuti.

            Soffermandosi sul merito dell’articolato, emerge l’assenza di un riferimento all’individuazione di un sistema diffuso ed avanzato di raccolta differenziata, non essendo sufficiente il mero richiamo previsto dalla normativa vigente. Inoltre, non vi è traccia di interventi preventivi, indispensabili per contenere la crescita dei rifiuti. Si dovrebbero poi individuare ulteriori discariche da utilizzare prontamente, dopo aver attentamente valutato la situazione sanitaria ed ambientale.

            Ma, al di là di queste considerazioni preliminari, in diversi punti il decreto-legge in esame dovrebbe essere oggetto di una profonda revisione, a cominciare dall'articolo 1, comma 1, dove ci si dovrebbe riferire più correttamente al settore della gestione anziché del solo smaltimento dei rifiuti. Suscita profonda preoccupazione il comma 2 del medesimo articolo, il quale non prevede alcun termine di scadenza per l'esercizio dei poteri straordinari che sono attribuiti al Commissario delegato, in deroga rispetto alle norme vigenti. In tale senso, appare eccessivamente estesa la facoltà data allo stesso Commissario di esercitare tutti i poteri conferiti dalle ordinanze di protezione civile già emanate, quando sarebbe al contrario necessario specificare a quali ordinanze ci si intende riferire. Tale ampiezza nelle deroghe e nell'assegnazione di poteri extra ordinem emerge, tra l'altro, anche quando si stabilisce che il Commissario delegato adotta gli indispensabili provvedimenti per assicurare la tutela degli interessi primari delle popolazioni interessate. Tale previsione, infatti, risulta pericolosamente generica, configurando una deroga generalizzata, priva di finalità e senza puntuale indicazione delle misure attivabili.

            Ulteriori considerazioni critiche riguardano la ripartizione dei compiti tra i tre subcommissari - la cui nomina comunque appare in linea di principio condivisibile - nonchè il riferimento, contenuto nel comma 2 dell'articolo 3, al termine ecoballe che appare sprovvisto di una precisa definizione giuridica. D'altro canto, suscita profonde riserve tale disposizione nel momento in cui consente lo smaltimento delle stesse ecoballe nelle cave dismesse esistenti in Campania poichè ciò appare in contrasto con il generale divieto di smaltimento dei rifiuti delle cave.

            Anche il comma 3 dell'articolo 5 dovrebbe essere riformulato dal momento che non si può autorizzare il trasferimento fuori regione di una parte di rifiuti, senza garantire lo smaltimento ed il recupero degli stessi rifiuti, previo accertamento delle indispensabili condizioni di sicurezza ambientali e sanitaria. Il comma 5 dello stesso articolo 5, nel prevedere che il Commissario delegato assicura il ciclo di smaltimento dei rifiuti, sostituendosi ai sindaci e ai presidenti delle province, configura l'esercizio di ulteriori poteri straordinari che svuotano le competenze delle autonomie locali in tale settore.

            Alla luce delle considerazioni esposte, ribadisce la necessità di una profonda riformulazione del decreto-legge in titolo, per quanto riguarda le numerose parti critiche di esso che sono state segnalate.

 

            Il senatore LIBE' (UDC) , associandosi a molte delle osservazioni critiche espresse dal senatore Ronchi, ritiene che appare eccessivamente ottimistica l'affermazione resa nella recente audizione dal Capo del Dipartimento della protezione civile circa il superamento in dieci giorni dell'attuale fase di emergenza in Campania. Inoltre, il decreto-legge in esame necessita di diverse modifiche poichè esso non si pone l’obiettivo di ripristinare in tempi certi le condizioni di normalità nel settore dello smaltimento dei rifiuti, superando la perdurante fase emergenziale.

 

            Il senatore BRUNO (Ulivo)  chiede conferma dell'esistenza di una ordinanza di protezione civile che riconosce ai Prefetti un incremento degli emolumenti, pari al trenta per cento, connesso al raggiungimento degli obiettivi determinati dalla fase di emergenza.

 

            Il presidente SODANO, nel confermare al senatore Bruno l'esistenza di tale previsione, propone di fissare il termine di presentazione degli emendamenti per le ore 18 di lunedì 23 ottobre 2006.

 

            La Commissione conviene.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 16,30.     

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 18 ottobre 2006

25ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare Dettori.   

 

            La seduta inizia alle ore 9,40.

(omissis)

IN SEDE REFERENTE 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta di ieri, nella quale era stata aperta la discussione generale.

 

      Ad avviso del senatore MORRA (FI) , il decreto-legge in esame nell'assegnare ampi poteri al nuovo Commissario delegato per il superamento della situazione emergenziale non individua una prospettiva per il superamento della stessa fase emergenziale. Ma al di là di questa osservazione di ordine preliminare, emergono forti perplessità in merito all'articolo 5, nella parte in cui esso individua le discariche da utilizzare. Infatti, tale individuazione, attraverso lo strumento del decreto-legge, solleva dubbi di costituzionalità in relazione alle prerogative delle regioni.

            Inoltre, con particolare riferimento alla discarica di "Difesa grande" nel comune di Ariano Irpino, sarebbe necessario un chiarimento da parte del rappresentante del Governo poiché non risultano precisate le capacità volumetriche residue di tale sito. Ripercorrendo la storia di questa discarica, si potrà facilmente comprendere che essa si colloca al confine della regione Puglia, nell'area dove si trovano alcuni comuni come Monteleone di Puglia. Tale discarica venne aperta nel 1994 e, allora, tale scelta fu ritenuta strategica per gestire il forte dissenso sociale maturato nella regione Campania. Successivamente, attraverso varie ordinanze, si è assistito ad un susseguirsi di valutazioni contrapposte circa la volumetria residua di tale discarica presso la quale è continuato lo sversamento di tonnellate di rifiuti. Appare quindi chiaro che tale sito, in passato, è stato impiegato per lo svolgimento di operazioni di smaltimento senza che lo stesso disponesse delle capacità necessarie.

            Inoltre, occorre considerare che la discarica di "Difesa grande" è stata gestita secondo un modello privatistico da parte di una società di gestione che ha continuato a riscuotere ingenti risorse finanziarie, senza garantire alcun risultato positivo. La verità è che tale sito fu scelto nel 1994 in quanto si trovava in un territorio debole, poco rappresentato e facilmente aggredibile ogniqualvolta ci si è dovuti imbattere in una emergenza. Affinché la Commissione possa essere maggiormente edotta sullo stato della menzionata discarica, consegna agli atti copia del decreto di sequestro preventivo della stessa discarica, emanato dall'Autorità giudiziaria il 7 ottobre u.s..

           

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo), dopo aver osservato che ogni provvedimento emanato sull'onda dell'emergenza suscita dubbi e riserve e, come tale, può essere senz'altro migliorato, fa presente tuttavia che la grave situazione che vive la Campania e che è quotidianamente documentata dagli organi di stampa avrebbe richiesto un intervento maggiormente coraggioso ed incisivo.

            In primo luogo, nel decreto-legge in titolo è assente una chiara individuazione della via d'uscita dalla fase emergenziale; in secondo luogo, non si rinviene alcuna forma di coinvolgimento delle autonomie locali poiché non è sufficiente una decisione d'imperio da parte del potere centrale per credere di poter risolvere i gravi problemi che si hanno di fronte. D'altro canto, il mancato coinvolgimento degli enti locali contribuisce ad una loro deresponsabilizzazione rispetto alle inadempienze che si sono verificate nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Inoltre, pur condividendo le posizioni espresse dal senatore Morra, non può che ricordare che molte volte il localismo estremo è stato una causa delle difficoltà che si sono avute in quella regione.

            Il decreto-legge all'esame della Commissione suscita poi profonde riserve anche perché non determina un termine per la chiusura di questa nuova fase commissariale, la quale dovrebbe esser in qualche modo legata alla presentazione di un piano per la gestione del ciclo dei rifiuti, con l'individuazione di ulteriori discariche e lo scioglimento di qualsiasi rapporto con la precedente società affidataria. Inoltre, la previsione di un trasferimento fuori regione dei rifiuti può risultare pericolosa, scaricando l'emergenza in territori che si trovano nelle stesse condizioni di sofferenza; a tale riguardo, le stesse operazioni di trasferimento dovrebbero essere maggiormente regolate, precisando che esse vanno svolte in siti di proprietà pubblica.

            Anche il continuo richiamo al principio di invarianza della spesa non appare convincente poiché è facile prevedere che non saranno sufficienti i proventi della tariffa di smaltimento dei rifiuti per finanziare tutti gli interventi attivabili con il decreto-legge. Più in generale, si potrebbe cogliere l'occasione per individuare una norma che escluda i comuni dal patto di stabilità interno in merito alle spese di investimento destinate al miglioramento del ciclo dei rifiuti.

            Suscita poi profonda preoccupazione la disposizione che consente lo smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse dopo che le stesse sono state stoccate in via provvisoria in piazzali ed altri siti. Rispetto a tale fenomeno, poiché lo smaltimento mediante termovalorizzazione richiederebbe tempi eccessivamente lunghi, non rimarrebbe altro strumento che quello delle discariche.

            Alla luce delle argomentazioni svolte, esprime l'auspicio che alla ordinaria straordinarietà che si è ripetuta in questi lunghi anni possa finalmente subentrare una straordinaria ordinarietà, che dimostrerebbe il ripristino di condizioni di normalità.

 

            Secondo il senatore Antonio BATTAGLIA (AN) il decreto-legge in esame solleva molte preoccupazioni, sebbene conferisca al Capo del Dipartimento della protezione civile, col supporto di tre subcommissari, ampi poteri per il superamento della fase di emergenza. Tuttavia, le criticità presenti in tale provvedimento potrebbero rendere assai arduo l'operato del dottor Bertolaso; si prenda, ad esempio, la situazione delle discariche che si trovano già in una condizione di saturazione che rende impossibile gestire ulteriori rifiuti. Inoltre, non possono essere nascosti dubbi di ordine costituzionale legati agli ampi poteri sostitutivi che il Commissario delegato può esercitare nei confronti di comuni e province che non raggiungono le percentuali previste di raccolta differenziata. Del resto, una delle ragioni per le quali nel settore dei rifiuti, non solo in Campania, ma anche in altre parti dell'Italia meridionale, si registrano gravi problematiche deriva proprio dalla incapacità e dalle inadempienze dimostrate dalle filiere e dai consorzi che gestiscono la raccolta differenziata.

            Al fine di apportare le necessarie correzioni al provvedimento in esame, preannuncia la presentazione di alcuni emendamenti.

 

            Il senatore FERRANTE (Ulivo) , nel condividere le osservazioni già espresse dal relatore, nonchè dai senatori Ronchi e Piglionica, rileva che non è opportuno aprire una discussione sulle cause che hanno determinato questa vera e propria emergenza nell'emergenza nella regione Campania. L'obiettivo deve pertanto essere il superamento di questa situazione così grave, senza però nascondere la necessità di una correzione dello stesso decreto-legge in alcune sue disposizioni.

            Ad esempio, appare indispensabile individuare la data limite di cessazione dei poteri straordinari conferiti al nuovo Commissario delegato; inoltre, all'articolo 3, solleva dubbi il riferimento al termine ecoballe, attualmente privo di nozione giuridica, senza dimenticare poi le preoccupazioni che suscita l'eventuale smaltimento di tali materiali in cave dismesse. Più in generale, al di là della individuazione delle discariche di cui al comma 1 dell'articolo 5, bisognerebbe ricercare ulteriori siti, avendo il coraggio di superare le resistenze locali. Infine, nel comma 3 del medesimo articolo occorrerebbe specificare l'esatta destinazione dei trasferimenti fuori regione, tenendo conto che tali operazioni non dovrebbero colpire altri territori che vivono la stessa condizione di emergenza.

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com)  sottolinea che uno degli aspetti sicuramente da correggere nel decreto-legge n. 263 del 2006 è dato dall'assenza di un termine entro il quale devono essere esercitati i poteri straordinari assegnati al nuovo Commissario delegato; infatti, la mancanza di un limite temporale rischia di perpetuare la deresponsabilizzazione degli enti locali. Pur comprendendo la necessità di agire prontamente per risolvere quella che è giustamente stata definita una emergenza nell'emergenza, bisognerebbe avere il coraggio di porre le basi per il superamento di una situazione che da troppi anni è considerata straordinaria. Conseguentemente, occorrerebbe porre fine all'esperimento di una tipologia di commissariamento che si è spesso accompagnata ad irregolarità ed inefficienze. In tal senso, la finalità del decreto-legge non dovrebbe essere circoscritta al settore dello smaltimento, ma estendersi all'intero ciclo dei rifiuti.

            Nel merito, associandosi alle considerazioni critiche già emerse in precedenza, giudica negativamente la previsione di cui al comma 2 dell'articolo 3, dal momento che essa è l'amara confessione della incapacità del mancato funzionamento degli impianti di combustibile da rifiuto che hanno prodotto soltanto ecoballe. Per quanto riguarda il trasferimento dei rifiuti ad altre regioni non offre sufficienti garanzie quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 5 poichè la solidarietà da parte delle altre regioni non può essere di certo imposta.

            Tuttavia, oltre alle criticità segnalate, il decreto-legge in titolo contiene anche aspetti positivi, come il richiamo ai principi della carta di Aalborg per assicurare l'informazione e la partecipazione dei cittadini o l'annullamento previsto nell'articolo 3 della gara indetta con l' ordinanza n. 281 del 2006. Proprio le indicazioni favorevoli che sono state da ultimo richiamate giustificano la necessità di un serio lavoro di approfondimento, affinchè siano apportate al decreto-legge alcune correzioni mirate, anche allo scopo di evidenziare che è tempo di superare le gestioni emergenziali e di avviare un processo di normalizzazione.

 

            Secondo il senatore SCOTTI (FI) è singolare che tanto la maggioranza quanto l'opposizione sembrino valutare in termini ugualmente preoccupati i contenuti del decreto legge in titolo, il quale, pur conferendo poteri di natura straordinaria al nuovo Commissario delegato, potrebbe non consentire il superamento dell'attuale fase emergenziale. In tale ottica, alcune disposizioni sono particolarmente critiche poichè, ad esempio, non si comprende come possa il Commissario delegato sostituirsi a regioni ed enti locali per assicurare quei livelli di raccolta differenziata che, sotto la linea del Po, sono sempre assai bassi. Inoltre, risulta velleitario il richiamo al principio dell'invarianza della spesa, tenuto conto dell'enorme spreco di risorse pubbliche che si è verificato in passato.

            Dopo aver giudicato negativamente la previsione dell'articolo 3, comma 2, sullo smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse, fa presente che l'ultimo bando per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti è andato deserto dopo che l'unica impresa partecipante - una azienda dell'Italia settentrionale - è stata estromessa per un mero cavillo.

            Al di là dei profili di ordine costituzionale che sono stati richiamati per quanto concerne l'assenza di un termine per lo svolgimento delle funzioni attribuite al Commissario delegato, ritiene condivisibile il conferimento di poteri straordinari, giustificati dall'ampiezza e dalla gravità dei fenomeni da affrontare, considerando, ad esempio, che per lo smaltimento dei milioni di tonnellate di rifiuti in Campania sarebbe necessario servirsi della capacità di smaltimento dei termovalorizzatori di tutta l'Italia. Anche in considerazione di tale dato, resta attuale il monito più volte espresso nella scorsa legislatura dall’allora ministro Matteoli circa l’indispensabile apporto dei termovalorizzatori.

 

            Il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur) concorda sull'ipotesi di correggere il decreto-legge in esame nel senso di determinare un termine di scadenza per l'esercizio dei poteri straordinari che sono stati attribuiti al Commissario delegato, nonchè sulle osservazioni espresse dal senatore Battaglia in merito alle filiere che gestiscono la raccolta differenziata. Pur comprendendo le ragioni d'urgenza che hanno giustificato l'adozione del decreto-legge, ritiene utile porsi l'obiettivo anche di un immediato rientro nella gestione ordinaria.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) - ad integrazione di quanto già affermato durante l'intervento svolto nella seduta di ieri - chiede al rappresentante del Governo se si può individuare uno strumento per consentire al Commissario delegato di avvalersi anche di parte del contributo per il riciclo degli imballaggi, permettendo di disporre di risorse finanziarie aggiuntive, data l’insufficienza dei proventi delle tariffe di smaltimento dei rifiuti.

 

            E' quindi chiusa la discussione generale.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, intervenendo in sede di replica, dopo aver richiamato l'attenzione su alcune premesse necessarie per comprendere lo stato di emergenza presente in Campania - quali l'enorme presenza di rifiuti nelle strade e le milioni di tonnellate di ecoballe stoccate in via provvisoria in diversi siti - ritiene che ha costituito un indubbio errore aver continuato a produrre ecoballe, quando era notorio che esse non potevano essere smaltite. Il decreto-legge in esame, pur con tutti i limiti evidenziati, si pone coraggiosamente l'obiettivo di interrompere questa spirale, prevedendo lo smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse, operazione che dovrà essere naturalmente subordinata all'accertamento delle necessarie condizioni di ordine ambientale e sanitario.

            Per quanto concerne gli ulteriori rilievi emersi nel corso della discussione generale, concorda sulla esigenza di fissare una limitazione temporale per l'esercizio dei poteri straordinari, anche se l'attribuzione di questi poteri si rende indispensabile proprio per superare l'emergenza o per predisporre misure particolari, come il trasferimento di parte dei rifiuti fuori regione. Rispetto alla complessità degli interventi che dovranno essere attivati, appare opportuna una riflessione anche sulle disponibilità finanziarie; in tal senso, l'ipotesi segnalata dal senatore Ronchi di avvalersi del contributo per il riciclo degli imballaggi può essere presa in seria considerazione.

            Dopo aver sottolineato la stranezza di un decreto di sequestro preventivo per la discarica di Difesa grande che fa riferimento ad una norma del decreto-legge, quando ancora esso non era stato ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale, osserva che la complessa fase di emergenza, ai limiti della sopportabilità, giustifica l'adozione di misure straordinarie, anche perchè è facile prevedere che la situazione sfuggirebbe di mano qualora anche il Commissario delegato fallisse.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA, dopo aver ringraziato tutti i senatori intervenuti che hanno formulato suggerimenti e rilievi, rileva che il Governo è consapevole dello stato di emergenza che è necessario superare e che ha giustificato la nomina del Capo del Dipartimento della protezione civile a Commissario delegato, dotandolo di poteri forti. In tal senso, i dubbi di costituzionalità , denunciati da alcuni senatori, possono di certo suscitare qualche preoccupazione, ma bisogna tener conto che se avesse funzionato la gestione ordinaria non ci si troverebbe da tanti anni in simili condizioni. Pertanto, la nomina del nuovo Commissario delegato risponde ad una logica emergenziale alla quale non si potevano non associare anche poteri extra ordinem, dopo l'insuccesso fatto registrare dai precedenti commissari straordinari.

            Tuttavia, alcune riserve espresse sulla mancanza di un termine di scadenza per l'esercizio dei poteri straordinari possono essere attentamente valutate, anche in relazione al delicato rapporto con le amministrazioni locali. In tal senso, però, quanto osservato in senso critico in merito al comma 5 dell'articolo 5 deve essere oggetto di precisazione poiché il Commissario delegato non si sostituisce in toto  ai sindaci e ai presidenti delle province, ma esercita le funzioni di pubblico ufficiale nell'esercizio dei poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica.

            Dopo aver sottolineato la necessità della nomina di tre subcommissari -  uno dei quali potrebbe occuparsi dei protocolli necessari per assicurare l'informazione e la consultazione delle popolazioni interessate - nonchè dell'istituzione di una commissione di esperti a supporto del Commissario delegato, rileva che il principio dell'invarianza della spesa è stato richiamato poiché il Commissario delegato si avvale delle strutture della protezione civile, senza ulteriori oneri che si determinerebbero nel caso di utilizzazione di altri uffici e strutture.

            In conclusione, gli eventuali emendamenti che saranno presentati potranno essere approfonditi, sebbene vada ribadito che non possono essere stravolte la logica che ha ispirato il provvedimento d'urgenza e la necessità di dotare il Commissario delegato dei poteri indispensabili.

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

            La seduta termina alle ore 11,30.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Martedì 24 ottobre 2006

26ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

            La seduta inizia alle ore 14.

(omissis)

IN SEDE REFERENTE 

 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Prosegue l'esame del disegno di legge in esame, sospeso nella seduta del 18 ottobre scorso.

 

            Si passa all'esame degli ordini del giorno e degli emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta.

 

      Il senatore CONFALONIERI (RC-SE) illustra l'ordine del giorno n. 1 con il quale si impegna il Governo ad attivare le misure necessarie per uscire dallo stato di emergenza nelle regioni attualmente commissariate.

           

            Il senatore FERRANTE (Ulivo) , dopo averlo fatto proprio, illustra l'ordine del giorno n. 2.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, esprime parere favorevole sull'ordine del giorno n. 1, mentre invita il sentore Ferrante a ritirare l'ordine del giorno n. 2 il quale, pur essendo condivisibile, necessita di un maggiore approfondimento.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA esprime parere conforme a quello del relatore.

 

            Il senatore FERRANTE (Ulivo)  ritira quindi l'ordine del giorno n. 2.

 

            Previa verifica del prescritto numero legale, la Commissione accoglie quindi l'ordine del giorno n. 1.

 

            Si passa all'illustrazione degli emendamenti, presentati all'articolo 1.

 

            Il senatore DE ANGELIS (AN) si sofferma sugli emendamenti 1.1. - con il quale si intende limitare temporalmente i poteri del Commissario delegato - e 1.12, diretto a prevedere soltanto un subcommissario, il quale esercita funzioni vicarie.

           

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, illustra gli emendamenti 1.2, volto a precisare che l'emergenza riguarda, complessivamente, il settore dei rifiuti nella regione Campania e 1.7, avente lo scopo di limitare lo stato di emergenza fino al 30 settembre 2007.

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) , dopo aver fatto presente che l'emendamento 1.3 risulta di contenuto identico all'emendamento 1.2, illustra l'emendamento 1.9 che mira a fissare un termine per la gestione commissariale, nonché l'emendamento 1.10.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) richiama l'attenzione della Commissione sull'emendamento 1.4 che si propone di limitare la gestione commissariale ad un periodo non superiore a due anni dall'entrata in vigore del decreto-legge in esame. Peraltro, a suo avviso, ritiene che l'emendamento 1.7, fissando il termine di durata dello stato di emergenza ex lege, possa determinare alcuni dubbi di incostituzionalità. Per tale ragione, nell'emendamento 1.8 si propone di riportare la gestione commissariale alla procedura che prevede una dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Presidente del Consiglio. Lo stesso emendamento, infine, definisce finalità ed obiettivi del Commissario delegato.

 

            Il senatore LIBE' (UDC) illustra l'emendamento 1.5, il quale ribadisce l'importanza dell'intesa con il Presidente della regione Campania, nonchè il coinvolgimento della Consulta regionale per la gestione dei rifiuti.

 

            I restanti emendamenti presentati all'articolo 1 si danno quindi per illustrati.

 

            Si procede quindi all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 2.

 

            Il senatore LIBE' si sofferma sull'emendamento 2.2 che mira a ribadire il principio dell'invarianza della spesa.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, illustra l'emendamento 2.3 avente ad oggetto l'istituzione della Consulta regionale per la gestione dei rifiuti, la quale è convocata, fino alla cessazione dello stato di emergenza, dal Commissario delegato.

            L'emendamento 2.4, infine, si propone di coinvolgere maggiormente gli enti locali interessati dall'emergenza.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) esprime riserve sull'emendamento 2.3 in quanto appare singolare che la Consulta regionale sia presieduta dal Presidente della regione Campania, ma convocata dal Commissario delegato. Sarebbe quindi preferibile che tale organo fosse convocato dal Presidente della Regione, su proposta del Commissario delegato, fino alla cessazione dello stato di emergenza.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, riformula l'emendamento 2.3 nell'emendamento 2.3 (testo 2) accogliendo il suggerimento avanzato dal senatore Piglionica.

 

            I restanti emendamenti all'articolo 2 si danno quindi per illustrati.

 

            Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti presentati all'articolo 3, nonchè di quelli volti ad introdurre articoli aggiuntivi dopo lo stesso.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, richiama l'attenzione della Commissione sull'emendamento 3.2 il quale, nell'ottica di disciplinare il passaggio di consegna ai nuovi affidatari del servizio, si prefigge lo scopo di tener conto anche del valore di mercato, della funzionalità e dello stato di manutenzione degli impianti. Si sofferma quindi sull'emendamento 3.3 avente lo scopo di utilizzare le cave dismesse, abbandonate o poste sotto dissequestro da parte dell'autorità giudiziaria per lo smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti.

 

            Il senatore RONCHI illustra l'emendamento 3.4 che è diretto a consentire al Commissario delegato di avviare una ricognizione delle cave dismesse dalla regione, operazione necessaria per lo smaltimento di una consistente quantità di rifiuti. In tal senso, inoltre, si propone di utilizzare incentivi pubblici, già previsti dalla normativa vigente.

 

            La senatrice DE PETRIS illustra l' emendamento 3.6, mentre esprime le sue perplessità sull'emendamento 3.4, in merito al meccanismo di utilizzazione dei fondi.

 

            Il senatore LIBE' illustra l'emendamento 3.9.

 

            Il senatore SCOTTI (FI) invita la Commissione a tener conto dell'emendamento 3.0.1, il quale prende atto dell'impossibilità di smaltire in tempi ragionevoli l'enorme quantità di rifiuti presente nella regione Campania. A tal fine, con tale proposta, si intendono adottare le misure necessarie per utilizzare quei rifiuti come mezzo per produrre energia, prevedendo l'utilizzazione degli impianti di trasformazione dei rifiuti in combustibili da rifiuti di qualità elevata, che costituiscono un prodotto ad alto potenziale energetico.

 

            I restanti emendamenti si intendono quindi illustrati.

 

            Si procede quindi alla illustrazione degli emendamenti presentati all'articolo 4.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, illustra l'emendamento 4.1 avente lo scopo di precisare che il Commissario delegato verifica il raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di raccolta differenziata, anche nominando commissari ad acta nei confronti delle amministrazioni che non hanno raggiunto le percentuali previste. Inoltre, con ordinanza adottata ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992 si individua un meccanismo di incentivazione e penalizzazione, mentre, nella restante parte dell'emendamento, si opera un maggior coinvolgimento dei consorzi nazionali, anche per consentire la tracciabilità del rifiuto.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) , nel richiamare l'attenzione della Commissione sull'emendamento 4.2, con il quale si intendono riferire le percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa vigente agli ambiti territoriali ottimali (ATO), ne propone una ulteriore formulazione nell'emendamento 4.2 (testo 2) che mira, attraverso un accordo di programma, con il Commissario delegato, ad impegnare il CONAI nel raggiungimento dell'obiettivo del recupero del sessanta per cento degli imballaggi immessi al consumo in Campania

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com)  illustra l'emendamento 4.4.

 

            I restanti emendamenti riferiti all'articolo 4 si intendono quindi illustrati.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

           

            Il presidente SODANO avverte che il 23 novembre prossimo venturo, alle ore 14, presso la Camera dei deputati avrà luogo, ove autorizzata dal Presidente del Senato, l'audizione di una delegazione della Commissione europea del Parlamento europeo da parte delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato.

            Invita, inoltre, i rappresentanti dei Gruppi parlamentari a designare, al più presto, due senatori per la maggioranza e due senatori per l'opposizione quali componenti della delegazione che si recherà a Napoli giovedì e venerdì prossimi per lo svolgimento di un sopralluogo nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle attività della protezione civile in relazione alle situazioni emergenziali del Paese.

            Avverte infine che nella seduta antimeridiana di domani, mercoledì 25 ottobre 2006, già convocata alle ore 8,30, proseguirà l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge sull'emergenza rifiuti in Campania, mentre non avrà luogo l'audizione di rappresentanti della Comunità del Garda nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle problematiche connesse al bilancio idrico complessivo del bacino del Po.

 

 

            La seduta termina alle ore 15.

 

EMENDAMENTI  E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE) 

N° 1069

0/1069/1/13

CONFALONIERI

La 13 Commissione permanente,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania,

        considerato che,

            la regione Campania versa ormai da dodici anni in stato di emergenza nel settore dei rifiuti;

        altre tre regioni italiane sono attualmente commissariate per la medesima ragione;

        impegna il Governo

            a porre in essere tutte le misure necessarie per uscire al più presto dallo stato di emergenza nelle regioni attualmente commissariate, così da poter tornare alla gestione ordinaria.

0/1069/2/13

PALUMBO

La 13 Commissione permanente,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania,

            considerata la situazione difficile in cui versano i comuni campani che hanno già contribuito direttamente alla risoluzione dell'emergenza rifiuti nella regione;

        impegna il Governo

            a provvedere affinché il Commissario delegato non disponga l'apertura di nuovi impianti per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti nei comuni di cui al comma 1 dell'articolo 5 del decreto-legge di conversione, ed in quelli in cui sono stati già realizzati impianti durante la gestione commissariale dell'emergenza rifiuti.

 

Art. 1

1.1

MATTEOLI, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, dopo le parole: «sono assegnate», aggiungere le seguenti: «sino al 31 dicembre 2007».

1.2

Il Relatore

Al comma 1, sostituire le parole: «per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania», con le seguenti: «per l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania».

1.3

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole: «per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania» con le seguenti: «per l'emergenza nel settore rifiuti nella regione Campania».

1.4

RONCHI

Al comma 1, sostituire le parole: «nel settore dello smaltimento», con le seguenti: «nel settore della gestione»; dopo la parola: «Campania», aggiungere le seguenti: «per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto».

1.5

LIBE'

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «. Il Commissario delegato opera d'intesa con il Presidente della regione Campania, sentita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di cui al comma 4, articolo  1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n.  245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n.  21».

        Al comma 3 sostituire le parole: «tre subcommissari dei quali uno con funzioni vicarie, uno» con le seguenti: «un sub-commissario con funzioni vicarie, dotato».

        Al comma 3, sopprimere le seguenti parole: «, ed uno a cui delegare ulteriori e specifici compiti nell'ambito di determinati settori d'intervento».

        Al comma 3, sostituire le parole: «soggetti» con le parole: «membri»

        Aggiungere, in fine, al comma 3, le parole: «nel settore dello smaltimento dei rifiuti».

1.6

BARBATO

Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti periodi: «Le funzioni ed i poteri sono concessi al Commissario fino alla definizione di un piano per la gestione ordinaria dei rifiuti, con un sistema efficace di raccolta differenziata da sottoscrivere d'intesa con gli enti locali interessati dall'emergenza nel territorio campano e, comunque, non oltre il termine di due anni dall'entrata in vigore del decreto. Tali funzioni continuano ad essere esercitate nei Comuni che non sottoscrivono il suddetto piano».

1.7

Il Relatore

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania è prorogato fino alla data del 30 settembre 2007».

1.8

RONCHI

Sostituire il comma 2 con i seguenti:

        «2. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto sentiti i comuni e le province interessati, individua i siti idonei, realizza e autorizza, con procedure d'urgenza, le discariche per rifiuti urbani necessarie per affrontare l'emergenza, anche con interventi di potenziamento e incremento delle capacità di smaltimento di discariche esistenti, assicurando idonee misure di tutela ambientaIe e sanitaria.

        3. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto, promuove, sostiene e, se necessario, adotta misure e attua interventi per ridurre la quantità di rifiuti da destinare allo smaltimento, con la prevenzione, lo sviluppo delle raccolte differenziate e del riciclo.

        4. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto, adotta le misure e realizza gli interventi necessari e urgenti per lo smaltimento definitivo, in condizioni di sicurezza ambientaIe e sanitaria, delle ingenti quantità di rifiuti costituiti dal combustibile derivato da rifiuti (CDR) non avviato al recupero energetico.

        5. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto sentita la regione, le province ed i comuni interessati, individua i siti idonei per la localizzazione e autorizza la realizzazione di impianti per il recupero energetico dei rifiuti urbani, con le migliori tecnologie disponibili, assicurando un elevato livello di tutela ambientale e sanitaria, in modo che il 50 per cento di rifiuti urbani annualmente prodotti nella regione Campania possa essere avviato al recupero energetico.

        6. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto, adotta le misure e realizza gli interventi necessari per una sufficiente dotazione nel territorio regionale di impianti per la produzione di compost da rifiuti organici e verdi e per la produzione di combustibile derivato da rifiuti (CDR) di idonea qualità, nonché le misure idonee per promuovere le filiere del riciclo dei rifiuti.

        7. Il Commissario delegato di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente decreto d'intesa con la regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni, aggiorna il Piano regionale di gestione dei rifiuti, integrandolo con le misure e gli interventi previsti dalle presenti norme. Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.

        8. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, sono precisati gli ulteriori poteri del Commissario delegato, necessari per il superamento dell'emergenza, non previsti dalle presenti norme e necessario allo loro rapida ed efficace attuazione, coordinando, e modificando, se necessario, gli effetti prodotti e in corso delle precedenti ordinanze per l'emergenza rifiuti in Campania».

1.9

DE PETRIS

Al comma 2, dopo le parole: «presente decreto» aggiungere le seguenti: «entro e non oltre il 31 luglio 2007».

1.10

DE PETRIS

Al comma 2, sopprimere le parole: «ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate e».

1.11

CORONELLA

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. Il Commissario delegato, per il perseguimento degli obiettivi di cui al presente decreto, nomina sub-commissari i Presidenti delle cinque province della Campania, senza alcuna indennità, con il compito di individuare, nelle rispettive province, i siti più idonei per le discariche, per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, per gli impianti per il trattamento e la combustione dei rifiuti prodotti nel territorio di rispettiva competenza. L'individuazione dei siti dovrà avvenire, sentiti i sindaci dei comuni sul cui territorio saranno individuati i siti, entro il termine di trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. La mancata attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, entro il termine ivi stabilito, costituisce grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e comporta l'immediato scioglimento dei consigli provinciali.».

1.12

MATTEOLI, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Sostituire il comma 3 con il seguente:

        «3. Il Commissario delegato, per l'esercizio delle funzioni previste dal presente decreto-legge, si può avvalere di un sub-commissario, con funzioni vicarie.».

1.13

CORONELLA

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. Per il perseguimento degli obiettivi previsti dal presente decreto è costituita dal Commissario delegato una commissione composta: dal Direttore Generale CONAl (consorzio nazionale imballaggi), dal Direttore APAT (agenzia per la protezione dell'ambiente e dei servizi tecnici), dal Direttore ARPAC (agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania), dal Direttore dipartimento Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, dal Direttore Dipartimento Chimica Industriale della Seconda Università di Napoli, dal Direttore Generale dell'Istituto Italiano di Medicina Sociale, dal Direttore Regionale del Corpo Forestale dello Stato della Campania.».

1.14

CORONELLA

Al comma 4, dopo le parole: «è ridotto» inserire le seguenti: «di due terzi».

1.15

LEONI, STEFANI

Al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Alla scadenza del periodo di emergenza decadono le gestioni commissariali nominate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e ai sensi del presente decreto e la responsabilità dello svolgimento del servizio dello smaltimento dei rifiuti viene ripristinata in capo agli enti territoriali competenti».

Art. 2

2.1

LEONI, STEFANI

Al comma 1, dopo il primo periodo inserire il seguente: «Il Commissario delegato promuove inoltre a livello regionale una ulteriore campagna informativa volta a sensibilizzare i cittadini sui problemi e sui costi legati allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e sui costi di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, nonché sui comportamenti individuali che contribuiscono a diffondere una corretta gestione del sistema dei rifiuti.».

2.2

LIBE'

Al comma 1, in fine, aggiungere le seguenti parole: «senza che da detta collaborazione derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

2.3

Il Relatore

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il comma 4 è sostituito dal seguente:

        ''4. È istituita, entro il 31 dicembre 2006, la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di seguito denominata Consulta, presieduta dal Presidente della regione Campania, di cui fanno parte i presidenti delle province e, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato, che provvede a convocarla. La Consulta ha compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Alle riunioni della Consulta sono invitati a partecipare i rappresentanti dei comuni interessati alla localizzazione dei siti predetti. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.''».

2.3 (testo 2)

Il Relatore

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il comma 4 è sostituito dal seguente:

        ''4. È istituita, entro il 31 dicembre 2006, la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di seguito denominata Consulta, presieduta dal Presidente della regione Campania, che provvede a convocarla, su proposta del Commissario delegato fino alla cessazione dello stato di emergenza, di cui fanno parte i presidenti delle province e, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato. La Consulta ha compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Alle riunioni della Consulta sono invitati a partecipare i rappresentanti dei comuni interessati alla localizzazione dei siti predetti. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.''».

 

2.4

Il Relatore

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «2. Il Commissario delegato individua le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza.».

Art. 3

3.1

CORONELLA

Al comma 1, dopo la parola: «ridefinisce» inserire le seguenti: «con l'esclusiva assistenza dell'Avvocatura Generale dello Stato».

3.2

Il Relatore

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che appare utile rilevare, previa determinazione del loro valore di mercato tenuto conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione, fino al momento dell'aggiudicazione dell'appalto di cui al comma 2, e comunque entro il 30 settembre 2007, le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sono tenute ad assicurarne la prosecuzione e provvedono alla gestione delle imprese ed all'utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell'azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato''.».

3.3

Il Relatore

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Fino all'individuazione dell'affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in termini di somma urgenza, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione nelle cave dismesse, abbandonate o già poste sotto sequestro con provvedimento dell'autorità giudiziaria, previa revoca del provvedimento di sequestro da parte della medesima autorità, anche al fine della loro ricomposizione morfologica.».

3.4

RONCHI

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Il Commissario delegato, ai fini dello smaltimento dei rifiuti di cui al comma 4 dell'articolo 1, in termini di massima urgenza, avvia anche una ricognizione delle cave dismesse della regione, selezionando quelle idonee, provvedendo ad assicurare adeguati interventi e adeguamenti di tutela ambientale e sanitaria per il loro utilizzo quali discariche. Agli oneri necessari per tali interventi e per lo smaltimento di rifiuti costituiti dal combustibile derivato da rifiuti (CDR), il Commissario provvede anche utilizzando l'equivalente degli incentivi pubblici previsti per il recupero energetico del combustibile derivato da rifiuti (CDR) e non erogati, nelle quantità e secondo le modalità stabilite con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri».

3.5

CORONELLA

Al comma 2, dopo le parole: «somma urgenza» inserire le seguenti: «, fatta salva la normativa antimafia,».

3.6

DE PETRIS

Al comma 2, sopprimere le parole: «e per l'eventuale smaltimento delle ecoballe nelle cave dismesse esistenti».

3.7

CORONELLA

Al comma 2, dopo le parole: «nelle cave dismesse esistenti nella regione Campania» inserire le seguenti: «ad esclusione dei territori oggetto di attività di riqualificazione e bonifica ambientale ai sensi della legge n. 426 del 1998».

3.8

LEONI, STEFANI

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, garantendo in ogni caso l'affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio».

3.9

LIBE'

Al comma 1, dopo la parola: «tecnologie» aggiungere la seguente: «immediatamente».

3.10

MATTEOLI, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Sopprimere il comma 2.

3.0.1

SCOTTI

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

«Art. 3-bis.

(Misure per il recupero dei rifiuti)

        1. Per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto il Commissario delegato adotta tutte le iniziative necessarie per utilizzare i rifiuti prodotti dalla regione Campania come mezzo per produrre energia, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. A tale fine può utilizzare gli impianti di trasformazione dei rifiuti in CDR-Q, di cui agli articoli 181, 183 e 229 del citato decreto legislativo, già esistenti sul territorio nazionale, e promuovere nella regione Campania, d'intesa con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, la costruzione di nuovi impianti di trasformazione dei rifiuti in CDR-Q.

        2. Si applicano le specifiche disposizioni, comunitarie e nazionali, in materia di autorizzazione integrata ambientale e di incenerimento dei rifiuti. Per la costruzione e per l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica e per i cementifici che utilizzano CDR-Q si applica la specifica normativa di settore.».

3.0.2

LEONI, STEFANI

Dopo l'articolo 3, inserire il seguente:

«Art. 3-bis.

(Modifiche al decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21)

        1. Il comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, è sostituito dal seguente:

        ''2. Nell'ambito delle operazioni di recupero di cui al comma 1, il Commissario delegato, d'intesa con il Ministero dell'interno, provvede alla definizione di un piano di rientro, al massimo quadriennale, delle situazioni debitorie certificate, attraverso una contestuale e progressiva riduzione dei trasferimenti erariali spettanti ai Comuni interessati, ivi compresi i trasferimenti a titolo di compartecipazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche le cui risorse sono versate all'entrata del bilancio dello Stato. Dette risorse rimangono acquisite al bilancio dello Stato sino alla concorrenza dell'importo complessivo indicato nell'articolo 7. Le risorse eccedenti sono riassegnate al Fondo della protezione civile per la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania».

Art. 4

4.1

Il Relatore

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 4.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. Il Commissario delegato, sentita la struttura di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2006, verifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dall'articolo 205, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di raccolta differenziata, adottando le opportune misure sostitutive, anche mediante la nomina di commissari ad acta, nei confronti di tutte le Amministrazioni che non hanno rispettato le percentuali previste dal citato articolo 205.

        2. Con apposita ordinanza adottata ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono individuati gli incentivi tariffari o le eventuali penalizzazioni correlati al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla vigente normativa in materia di raccolta differenziata.

        3. Tutti i consorzi nazionali operanti nel settore della valorizzazione della raccolta differenziata contribuiscono a potenziare la filiera della raccolta, trasporto, gestione ed utilizzo economico della raccolta differenziata, attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, previo il necessario coinvolgimento di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati.

        4. I consorzi nazionali di cui al precedente comma adottano, dandone tempestivamente comunicazione al Commissario delegato, i provvedimenti organizzativi e gestionali tendenti, in un'ottica di perseguimento degli obiettivi e delle procedure di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente, a registrare e rendere pubblica la tracciabilità del rifiuto dal momento della raccolta a quello della sua valorizzazione economica.».

4.2

RONCHI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 4.

        1. Gli ambiti territoriali ottimali (ATO) per la gestione dei rifiuti della regione Campania devono raggiungere entro un anno l'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 35 per cento dei propri rifiuti urbani e definire un programma operativo per raggiungere almeno il 50 per cento. Il Commissario delegato sostiene, secondo le modalità del presente decreto, il raggiungimento di tali obiettivi e, nel caso verifichi inadempienze, provvede anche con il ricorso a commissari ad acta.

        2. Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAl), tenuto al raggiungimento dell'obiettivo minimo nazionale del riciclo e del recupero del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo, qualora non raggiungesse tale obiettivo, entro l'anno 2007, nella regione Campania, provvederà a versare, ogni anno, al Commissario delegato la differenza fra i costi spettanti per la raccolta differenziata del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania e quelli corrisposti per le raccolte differenziate effettivamente effettuate nell'anno considerato. Le somme così reperite sono destinate dal Commissario delegato per misure e interventi a sostegno delle raccolte differenziate. Al fine del raggiungimento dell'obiettivo della raccolta differenziata del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania, il Consorzio nazionale imballaggi (CONAl) stipula un accordo di programma con il Commissario delegato. Le somme impiegate per l'attuazione di tale accordo e versate dal Consorzio nazionale imballaggi (CONAl) sono sottratte da quelle dovute ai sensi del presente comma.».

4.2 (testo 2)

RONCHI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 4.

        1. Gli ambiti territoriali ottimali (ATO) per la gestione dei rifiuti della regione Campania devono raggiungere entro un anno l'obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 35 per cento dei propri rifiuti urbani e definire un programma operativo per raggiungere almeno il 50 per cento. Il Commissario delegato sostiene, secondo le modalità del presente decreto, il raggiungimento di tali obiettivi e, nel caso verifichi inadempienze, provvede anche con il ricorso a commissari ad acta.

        2. Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAl) stipula un accordo di programma con il Commissario delegato per il raggiungimento dell'obiettivo del recupero del 60 per cento degli imballaggi immessi al consumo nella regione Campania, sostenendo, con proprie risorse, iniziative di sviluppo e potenziamento delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani.».

 

4.3

CORONELLA

Sostituire l'articolo 4 con il seguente:

«Art. 4.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. Le Amministrazioni comunali della Campania che alla data di entrata in vigore della presente legge non hanno avviato la raccolta differenziata sono sciolte per grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

        2. Per le Amministrazioni comunali della Campania che, invece, pur avendo avviato la raccolta differenziata, non hanno rispettato le percentuali previste dall'articolo 205, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è nominato un commissario ad acta che adotta tutte le misure idonee al raggiungimento della percentuale prevista dalla predetta norma e con tutti gli oneri a carico dell'amministrazione commissariata.».

4.4

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «11 luglio 2006,» aggiungere le seguenti: «assicura l'adozione di tutti gli interventi preventivi idonei a contenere la crescita della produzione dei rifiuti nella regione e».

4.5

LIBE'

Al comma 1, sostituire le parole: «hanno rispettato» con le seguenti: «non rispettino».

4.6

MATTEOLI, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 4, sopprimere le parole da: «, adottando le opportune misure sostitutive» fino alla fine del comma.

4.7

LEONI, STEFANI

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «I commissari ad acta definiscono, in accordo con le province e la regione competenti, i tempi, i criteri e le modalità per procedere all'attuazione della normativa vigente sulla raccolta differenziata dei rifiuti e alla riorganizzazione delle competenze in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania, anche al termine dello stato di emergenza.».

  EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE)

N° 1069

Art. 1

1.0.1

LEONI, STEFANI

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Delega al Governo per la riorganizzazione delle competenze in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania)

        1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi per oggetto la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti nella regione Campania, al fine di garantire regolarità e continuità nell'erogazione del servizio anche al termine dello stato di emergenza, in base ai seguenti principi e criteri direttivi:

            a) ripristino delle competenze in capo agli enti territoriali responsabili della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti;

            b) previsione di specifici meccanismi sostituitivi e sanzionatori volti a garantire che gli enti responsabili della corretta erogazione del servizio ne assicurino l'efficacia, l'efficienza e la conformità alla normativa vigente;

            c) regolazione delle situazioni debitorie certificate ai sensi dell'articolo 2, comma 2 del decreto legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;

            d) adozione di misure anche a carattere sostitutivo volte a garantire che la regione Campania si conformi nel più rapido tempo possibile agli obiettivi comunitari sulla realizzazione della raccolta differenziata;

            e) adozione di procedure volte a garantire la tempestiva realizzazione degli interventi di cui all'articolo 6, comma 2 del decreto legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21 e all'articolo 5, comma 1 del decreto legge 9 ottobre 2006, n. 263, in fase di conversione;

            f) promozione degli interventi atti a favorire nella regione Campania la progressiva riduzione della produzione di rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia prima;

            g) introduzione di meccanismi innovativi per il contrasto all'evasione della tassa o tariffa».

 

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 25 ottobre 2006

27ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

            La seduta inizia alle ore 8,40.

 

 IN SEDE REFERENTE 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri.

 

            Si procede alla illustrazione degli emendamenti presentati all'articolo 5, nonchè di quelli volti ad introdurre articoli aggiuntivi dopo lo stesso.

 

      Il senatore CORONELLA (AN), intervenendo sul complesso degli emendamenti sui quali ha posto la propria firma, si sofferma sull'emendamento 5.1 con il quale si propone di conferire al Capo del Dipartimento della protezione civile anche l'incarico di Commissario straordinario per le bonifiche e la tutela delle acque nella regione Campania. Lo stesso Commissario dovrebbe quindi procedere alla predisposizione di un piano di bonifica e riqualificazione ambientale dei siti e delle discariche dismesse.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE), in qualità di relatore, illustra gli emendamenti 5.2, diretto alla utilizzazione e messa in sicurezza delle discariche, 5.12, volto a consentire al Commissario delegato di disporre delle risorse necessarie per gli interventi di sistemazione delle stesse discariche e 5.14 che, se approvato, consentirebbe al medesimo Commissario di adottare misure compensative, anche di natura socio- economica,  a favore degli enti locali coinvolti dalla riapertura delle discariche.

            Si sofferma altresì sugli emendamenti 5.15 - che mira a consentire lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti fuori regione, anzichè il mero trasferimento, previa intesa con i Presidenti delle regioni interessate - e 5.22, diretto a disciplinare meglio la delicata questione del trasferimento dei rifiuti in una regione nella quale è stato dichiarato lo stato di emergenza.

            Illustra infine gli emendamenti 5.24 - che precisa le attribuzioni del Commissario delegato in merito ai poteri stabiliti dal Testo unico degli enti locali - 5.25 - volto a sospendere il conferimento dei rifiuti speciali in Campania durante il periodo dello stato di emergenza - 5.26, avente ad oggetto le modifiche da apportare al Piano regionale delle attività estrattive, nonchè l'emendamento 5.0.1 che propone alcune modifiche all'articolo 2 del decreto-legge n. 245 del 2005.

 

            Il senatore LIBE' (UDC)  illustra l'emendamento 5.3, segnalando che al Commissario delegato dovrebbe essere permesso di vietare l'importazione di rifiuti speciali in Campania. Inoltre, nella medesima proposta, si ritiene di dover accollare le spese per le operazioni previste al bilancio regionale.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo)  ed il senatore RONCHI (Ulivo)  sollevano alcuni dubbi sull'emendamento 5.3, come pure sull'emendamento 5.25, nella parte in cui gli stessi vietano o sospendono il conferimento di rifiuti speciali in Campania.

 

            Il senatore MUGNAI (AN) ritiene che possa essere individuata una soluzione che consenta di tener conto sia della necessità di non continuare a conferire rifiuti speciali finchè dura lo stato di emergenza in Campania sia dell'esigenza di limitare e meglio definire questa operazione.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE), nel far presente che i contenuti di tali emendamenti potranno essere approfonditi nel proseguo dell'iter, ribadisce che, durante il periodo dello stato di emergenza, le discariche dovrebbero essere utilizzate in via prioritaria per i rifiuti solidi urbani.

 

            Il senatore MORRA (FI)  illustra l'emendamento 5.4 e appone la propria firma sull'emendamento 5.9.

 

            I restanti emendamenti si intendono quindi illustrati.

 

            Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA illustra l'emendamento 6.1 che, attraverso una norma interpretativa, si propone di applicare soltanto ai datori di lavoro privati con sede legale nei comuni individuati da ordinanze di protezione civile alcuni benefici regolati dalle medesime ordinanze.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE), in qualità di relatore, illustra l'emendamento 6.2, avente rilievo ordinamentale, allo scopo di rendere operativi i centri funzionali, già previsti dalla normativa vigente.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo), chiede se tale proposta potrebbe favorire la localizzazione delle isole ecologiche, previo adeguamento degli appositi strumenti urbanistici.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) ritiene paradossale che, in una regione dove si trovano siti dove piazzare  le cosiddette ecoballe, non vi sia poi la possibilità di individuare spazi per le isole ecologiche.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA sottolinea che ai Commissari, durante lo stato d'emergenza, spettano poteri transitori che sarebbe assai dubbio estendere ad interventi permanenti e strutturali che richiederebbero il consenso degli enti locali.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE), in qualità di relatore, ritiene necessario approfondire i contenuti di tale emendamento, fermo restando che non dovrebbe essere consentito al Commissario di operare in deroga per quanto concerne la realizzazione di impianti complessi.

            Si danno quindi per illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 7.

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

           La seduta termina alle ore 9,20.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Martedì 7 novembre 2006

29ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.     

 

            La seduta inizia alle ore 22.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Seguito e rinvio dell'esame)

 

            Riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta del 25 ottobre scorso.

 

            Il presidente SODANO fa presente che sono pervenuti i pareri della 1ª e della 5ª Commissione sul testo e sugli emendamenti presentati.

 

      Il senatore D'ALI' (FI), in considerazione del parere espresso dalla Commissione bilancio che, ad una prima lettura sommaria, risulta alquanto articolato e complesso, ritiene opportuno un aggiornamento dei lavori della Commissione a domani mattina per consentire ai Commissari un maggiore approfondimento delle delicate questioni connesse alla copertura finanziaria del provvedimento in esame.

 

            I senatori MUGNAI (AN) e LIBE' (UDC) si associano alla richiesta avanzata dal senatore D'Alì.

 

            Il senatore FERRANTE (Ulivo) osserva che la complessità degli emendamenti presentati e l'inserimento dell'esame del decreto-legge in titolo sull'ordine del giorno della seduta antimeridiana della seduta dell'Assemblea di domani inducono ad avviare fin da ora l'esame delle proposte emendative.

 

            Ad avviso del senatore PIGLIONICA (Ulivo) il parere espresso dalla Commissione bilancio non sembra tale da stravolgere il testo del decreto-legge, sebbene ponga alcuni problemi che investono la copertura finanziaria del provvedimento.

 

            Il presidente SODANO, tenuto conto dell'iscrizione all'ordine del giorno della seduta antimeridiana dell'Assemblea di domani dell'esame del decreto-legge in titolo, ritiene che la Commissione possa procedere all'esame degli emendamenti presentati, soffermandosi, in via preliminare, sulle possibili questioni connesse alla copertura finanziaria, segnalate nel parere reso dalla Commissione bilancio.

 

            Sui profili della copertura finanziaria del decreto-legge si apre quindi una discussione nella quale intervengono i senatori VIESPOLI (AN), MUGNAI (AN), CORONELLA (AN), DE PETRIS (IU-Verdi-Com), FERRANTE (Ulivo), D'ALI' (FI) e GRILLO (FI).

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, preannuncia che presenterà i necessari emendamenti volti a recepire il parere di nulla osta condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, espresso dalla Commissione bilancio.

            Fa quindi presente che è sua intenzione riformulare gli emendamenti 3.2, 4.1 (testo 2) e 5.26 (testo 2), mentre ritira gli emendamenti 4.10 e 6.2.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) fa presente che intende riformulare gli emendamenti 1.4, 1.8 e 4.2 e ritira l'emendamento 3.4.

 

            Il senatore CORONELLA (AN) ritira gli emendamenti 1.13, 3.1, 4.3 e 5.1.

 

            La senatrice DE PETRIS ritira gli emendamenti 1.10 e 5.7.

 

            Il senatore VIESPOLI ritira l'emendamento 5.11.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

SUGLI AVVISI DI CONVOCAZIONE PER LE SEDUTE DELLA COMMISSIONE 

 

            Il presidente SODANO informa che, per disposizioni del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei senatori questori, dal 1° novembre le convocazioni della Commissione non sono più diramate mediante telegramma, bensì mediante la posta elettronica interna.

 

            Prende atto la Commissione.

 

            La seduta termina alle ore 24.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 8 novembre 2006

30ª Seduta antimeridiana

 

Presidenza del Presidente

SODANO

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

 

            La seduta inizia alle ore 8,45.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

 

 (1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l' emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

(Seguito e conclusione dell'esame)

 

            Prosegue l'esame del disegno di legge in titolo e dei relativi emendamenti - pubblicati in allegato al resoconto della seduta - sospeso nella seduta notturna di ieri.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, dopo aver fatto presente che il sottosegretario D'Andrea è attualmente impegnato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per approfondire alcune questioni legate alla copertura finanziaria del provvedimento, emerse nella seduta notturna di ieri, anche alla luce del parere della Commissione bilancio, esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.3, 1.4 (testo 2), 1.8 (testo 2), limitatamente alla lettera d) del capoverso 2 - che potrebbe essere trasformato in un apposito emendamento volto ad inserire un comma  dopo il comma 1 dell'articolo 3, e limitatamente al capoverso 3 - che può essere trasformato in un apposito emendamento volto ad inserire un comma dopo il comma 2 dell'articolo 1 - e sugli emendamenti 3.5 e 6.1.

 

            Invita il senatore firmatario a ritirare l’emendamento 1.5.

 

Esprime parere contrario su tutti i restanti emendamenti 1.11, 1.12, 1.14, 1.15, 2.1, 3.9, 3.10, 3.0.1, 3.0.2, 5.10, 5.23, 7.1 e 1.0.1.

 

            I rimanenti emendamenti dovranno risultare assorbiti o preclusi dall’approvazione degli emendamenti del relatore.

 

            Si procede quindi alla votazione degli emendamenti dell'articolo 1 riferiti al testo del decreto-legge.

 

      Il senatore MUGNAI (AN)  ritira l'emendamento 1.1, il cui contenuto è sostanzialmente ripreso dall'emendamento 1.4 (testo 2).

 

            Il PRESIDENTE ritira l’emendamento 1.7.

 

            Posti separatamente ai voti, risultano quindi approvati gli emendamenti 1.2 – di contenuto identico all'emendamento 1.3 -  e 1.4 (testo 2), risultando conseguentemente preclusi o assorbiti gli emendamenti 1.6 e 1.9.

 

            Il senatore Antonio BATTAGLIA (AN)  , dopo avervi apposto la propria firma, ritira l'emendamento 1.5.

 

           

            Il senatore RONCHI (Ulivo) , accogliendo il suggerimento del Presidente, riformula l’emendamento 1.8 (testo 2) nei due emendamenti 1.200 e 3.200.

 

            Con separate votazioni sono approvati gli emendamenti 1.200 e 1.100 mentre sono respinti gli emendamenti 1.11 e 1.12.

 

            Posto ai voti, risulta approvato l'emendamento 1.101.

 

            In esito a distinte votazioni la Commissione respinge poi gli emendamenti 1.14 e 1.15.

 

            Si procede quindi alla votazione degli emendamenti presentati all'articolo 2.

 

            Con separate votazioni, la Commissione respinge l'emendamento 2.1, mentre approva l'emendamento 2.100, risultando conseguentemente assorbito l'emendamento 2.2.

 

            Posti separatamente ai voti, sono approvati gli emendamenti 2.3 (testo 3) e 2.4.

 

            Si passa quindi alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3, nonchè di quelli volti ad introdurre un articolo aggiuntivo dopo lo stesso.

 

            Posti separatamente ai voti, sono approvati gli emendamenti 3.200 e 3.2 (testo 2), mentre risultano respinti gli emendamenti 3.9 e 3.10.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, invita il senatore Coronella a ritirare l'emendamento 3.5 il cui contenuto è inserito in una ulteriore formulazione dell'emendamento 3.3 (testo 2).

 

            Il senatore CORONELLA (AN) ritira quindi l'emendamento 3.5.

 

            Posto ai voti, è approvato l'emendamento 3.3 (testo 2), con la preclusione o l'assorbimento degli emendamenti 3.6, 3.7 e 3.8.

 

            In esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 3.0.1 e 3.0.2.

 

            Si procede quindi alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, riformula l'emendamento 4.1 (testo 3) nell'emendamento 4.1 (testo 4).

 

            Con separate votazioni, la Commissione approva l'emendamento 4.1 (testo 4) risultando conseguentemente assorbito gli emendamenti 4.2 (testo 2), 4.4, 4.5, 4.6 e 4.7.

 

            Si procede quindi alla votazione degli emendamenti presentati all'articolo 5, nonchè di quelli volti ad introdurre un articolo aggiuntivo dopo lo stesso.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, dopo aver ricordato che l'emendamento 5.1 è stato ritirato, visto l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea sospende la seduta.

 

            La seduta sospesa alle ore 9,25 riprende alle ore 9,50.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, fa presente di aver rappresentato alla Assemblea la necessità di un proseguimento dell'esame del decreto-legge in titolo al fine di consentire la conclusione del suo iter in Commissione.

            Il Presidente del Senato ha quindi consentito alla Commissione di proseguire i propri lavori, sospendendo la seduta antimeridiana dell'Assemblea.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN)  esprime le proprie perplessità sull'emendamento 5.2, il quale, attraverso l'eliminazione di ogni puntuale riferimento a discariche esistenti, non consente tuttavia di riaffermare la responsabilità di regioni ed enti locali nell'individuazione delle stesse discariche.

 

            Il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur)  esprime anch'egli le proprie riserve sull'emendamento 5.2, in quanto dovrebbe essere precisato - come per altro sostenuto nell'emendamento 5.5 - che la discarica di Paenzano 2 nel Comune di Tufino non può essere oggetto di utilizzazione da parte del Commissario delegato. A suo avviso, questa precisazione assume una rilevanza fondamentale a tal punto che se la stessa non verrà in qualche modo recepita egli potrà riconsiderare la propria appartenenza all'interno della coalizione di centrosinistra.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) osserva che l'emendamento 5.2, così come formulato, sembra fugare le preoccupazioni sollevate dal senatore Barbato, fermo restando che una volta che si attribuiscono al Commissario delegato forti poteri in deroga è logico che questi poteri possono essere esercitati anche al fine di aprire discariche.

 

            Ad avviso del senatore FERRANTE (Ulivo)  non si può prevedere un elenco dettagliato delle discariche che non possono essere oggetto di riapertura o utilizzazione.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, ritiene utile in questa fase procedere comunque alla votazione dell'emendamento 5.2, così come esso è formulato, riservandosi tuttavia di verificare, nel corso dell'iter in Assemblea la possibilità di una ulteriore formulazione dello stesso che sia idonea a venire incontro alle condivisibili osservazioni espresse dal senatore Barbato.

 

            Posto ai voti, è quindi approvato l'emendamento 5.2, risultando di conseguenza assorbiti o preclusi gli emendamenti 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.8 e 5.9.

 

            La Commissione respinge poi, con successiva votazione, l'emendamento 5.10.

 

            Posti separatamente ai voti, sono approvati gli emendamenti 5.12 (testo 2), 5.14 (testo 2), 5.15 (testo 3), risultando conseguentemente preclusi o assorbiti gli emendamenti 5.16, 5.17, 5.18, 5.19, 5.20 e 5.21.

 

            Il PRESIDENTE riformula l’emendamento 5.13.

 

            In esito a distinte votazioni, la Commissione approva l'emendamento 5.22 (testo 2), mentre respinge l'emendamento 5.23.

 

            Con successive e separate votazioni, la Commissione approva gli emendamenti 5.24 e 5.13 (testo 2).

 

            Dopo alcune osservazioni dei senatori RONCHI e PIGLIONICA(Ulivo), il presidente SODANO, in qualità di relatore riformula l'emendamento 5.25, nelll'emendamento 5.25 (testo 2).

 

            Con separate votazioni, la Commissione approva gli emendamenti 5.25 (testo 2), 5.26 (testo 3) e 5.100.

 

            In merito all'emendamento 5.0.1, come più in generale sugli oneri connessi al trasferimento dei rifiuti in altre regioni, il senatore Antonio BATTAGLIA (AN)  ritiene fondamentale chiarire chi sosterrà il costo del trasferimento dei rifiuti che sono stati scaricati in Sicilia e, in particolare, presso il parco delle Madonie.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA fa presente che il Governo si riserva di presentare nel corso dell'iter in Assemblea appositi emendamenti volto ad affrontare i complessi profili di copertura finanziaria del provvedimento.

 

            Il presidente SODANO, in qualità di relatore, ritira l'emendamento 5.0.1.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) , dopo avervi apposto la propria firma, chiede che sia posto in votazione l'emendamento 5.0.1.

 

            Il PRESIDENTE, stante il parere contrario della 5ª Commissione, invita la Commissione a respingere l’emendamento 5.0.1.

 

            Posto ai voti l'emendamento 5.0.1 è respinto.

 

            Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferii all'articolo 6.

 

            Il presidente SODANO ricorda che l'emendamento 6.2 è stato ritirato.

 

            Posto ai voti, l'emendamento 6.1 è approvato.

 

            Si procede quindi alla votazione degli emendamenti presentati all'articolo 7.

 

            Con separate votazioni, la Commissione respinge l'emendamento 7.1, mentre approva l'emendamento 7.2.

 

            Risulta infine respinto l'emendamento 1.0.1, riferito al disegno di legge di conversione..

 

            Si passa quindi alle dichiarazioni di voto sul mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo del decreto-legge, risultante dalle modifiche approvate.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) fa presente che i gruppi di opposizione hanno dimostrato un atteggiamento collaborativo che ha consentito alla Commissione di poter concludere i propri lavori, superando la forte dialettica che si è spesso sviluppata tra il Governo e parti della maggioranza. Del resto, la piena disponibilità dei gruppi di minoranza nasce dalla esigenza di fronteggiare lo stato di drammatica emergenza nella quale si trova la regione Campania. Tuttavia, ciò non toglie che vi sono forti perplessità sull'articolato di un provvedimento d'urgenza che resta privo di copertura finanziaria al punto tale che il Commissario delegato rischia di trovarsi di fronte ad una assoluta carenza di mezzi e risorse. In merito agli aspetti della copertura finanziaria, ad esempio, non è apparso convincente il ricorso ad aumenti della tariffa, i quali rischiano di gravare ulteriormente sui cittadini che hanno già pagato i costi di tale situazione.

            Al di là delle preoccupazioni legate al quadro delle risorse finanziarie disponibili si deve rilevare che si è persa l'occasione per richiamare al senso di responsabilità regioni ed enti locali che fin qui non solo hanno dimostrato la loro assoluta inadeguatezza a risolvere i problemi connessi alla fase emergenziale, ma sono stati addirittura d'intralcio, manifestando un deprecabile spirito opportunista nello scaricare i problemi che essi stessi hanno determinato.

            Alla luce di tali argomentazioni, annuncia il proprio voto d'astensione.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN), dopo aver ricordato che le dimissioni del prefetto Catenacci hanno aggravato la situazione già di per sè drammatica connessa allo smaltimento dei rifiuti in Campania inducendo il Governo a nominare il Capo del Dipartimento della protezione civile come Commissario delegato, osserva che in tale vicenda emergono le forti responsabilità delle istituzioni locali che hanno competenza ad intervenire nel settore dei rifiuti.

            Se è pur vero che l'opposizione non si è sottratta ad un proficuo confronto sui contenuti del decreto-legge in esame, tuttavia, occorre che nel corso dell'iter in Assemblea sia affrontato il problema della mancata copertura finanziaria del provvedimento. A tal fine, il Governo non ha saputo indicare finora alcuna convincente soluzione che, ad esempio, dovrebbe chiamare in causa la responsabilità anche di ordine finanziario della regione.

           

            Il senatore LIBE' (UDC), nell'associarsi alle considerazioni espresse dai senatori D'ALI’ e VIESPOLI e dopo aver ricordato al relatore la questione legata al trasferimento in Campania di rifiuti tossici e nocivi, fa presente che sono assai emblematiche le osservazioni fatte dal Commissario delegato nel corso del recente sopralluogo della Commissione a Napoli poiché il Capo del Dipartimento della Protezione civile ha rappresentato le proprie difficoltà di fronte all'assenza e alla mancanza di collaborazione delle istituzioni locali.

 

            Il senatore RONCHI (Ulivo) dopo aver dato atto all'opposizione di aver assunto un comportamento costruttivo che spera possa proseguire anche nell'iter nell'Assemblea, ritiene che siano state poste serie preoccupazioni in merito alla copertura finanziaria del decreto-legge, sebbene si siano prospettate alcune soluzioni volte a recuperare risorse, ad esempio, dalla stima di un accordo di programma tra il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) con il Commissario delegato e dagli incentivi previsti per il recupero energetico dai combustibili da rifiuti.

            Tuttavia, non può essere dimenticato che attualmente il ciclo dei rifiuti risulta paralizzato dalla enorme consistenza delle cosiddette ecoballe, il cui trasferimento non può certo ritenersi privo di oneri. Anche in tal senso, occorre ricercare soluzioni per reperire risorse finanziarie aggiuntive.

 

            La Commissione conferisce mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo del decreto-legge in esame, con gli emendamenti approvati, autorizzandolo altresì a richiedere di poter svolgere relazione orale e dando mandato ad apportare le eventuali modifiche necessarie in sede di coordinamento formale.

 

            La seduta termina alle ore 10,45.


Esame in Assemblea

 


 

SENATO DELLA REPUBBLICA

                                       XIV LEGISLATURA                    

67ª SEDUTA PUBBLICA

             

 

 

 

 

 

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDI’ 8 NOVEMBRE 2006

(Pomeridiana)

                       

Presidenza del presidente MARINI

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana-Partito repubblicano italiano-Indipendenti-Movimento per l'Autonomia: DC-PRI-IND-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L'Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut; Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC; Misto: Misto; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-L'Italia di mezzo: Misto-Idm; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM;Misto-Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur.

_________________

 


RESOCONTO STENOGRAFICO

 

Discussione del disegno di legge:

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (Relazione orale) (ore 11,33)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1069.

Il relatore, senatore Sodano, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

SODANO, relatore. Signor Presidente, il tempo è stato utile per completare quello che - dobbiamo riconoscere - è stato un lavoro proficuo della Commissione, grazie all'apporto di tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, che hanno consentito di portare un testo completo all'attenzione dell'Assemblea, in considerazione anche della complessità che la materia riveste.

In Commissione abbiamo svolto un lavoro molto scrupoloso nelle settimane scorse, anche con una serie di audizioni e con una missione in Campania che ha consentito di portare a conoscenza della Commissione una situazione di una gravità estrema.

La Regione Campania si trova in emergenza dal febbraio del 1994, quando fu dichiarato appunto lo stato di emergenza e fu nominato un commissario per l'emergenza rifiuti in quella Regione. In quell'anno il problema dei rifiuti era legato soprattutto all'emergenza criminalità, perché le discariche erano gestite in gran parte dalle organizzazioni criminali di tale Regione.

Dal 1994 al 1996 commissario fu un prefetto; nel 1996 si decise, vista l'assenza anche di un piano regionale per il ciclo dei rifiuti, di affidare il commissariamento al presidente della Regione Campania, e così è stato dal 1996 fino al 2004, con il succedersi di tre presidenti della Regione Campania con poteri commissariali: i presidenti Rastrelli, Losco e Bassolino.

Dal 2004 fino al settembre di quest'anno c'è stato di nuovo un prefetto, Catenacci, e, dopo le dimissioni dello stesso e con l'esplodere dell'ennesima emergenza rifiuti nella Regione Campania, il Governo interviene ancora con un decreto per nominare commissario straordinario il Capo del Dipartimento della protezione civile. Già tale scelta ci dà il senso della drammaticità della situazione che la Regione Campania sta vivendo in questi mesi. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Per favore, colleghi, abbassiamo un po' il tono della voce.

 

SODANO, relatore. Il fatto stesso che il Governo scelga il Capo del Dipartimento della protezione civile ci dà il senso della particolare drammaticità che quella Regione sta vivendo.

Credo sia facile per ognuno di noi fare un'analisi critica di ciò che è avvenuto in questi anni. Ricordo a me stesso e a tutti i colleghi che in dodici anni si sono succedute amministrazioni e Governi regionali di centro-destra e di centro-sinistra e Governi nazionali di centro-destra e centro-sinistra e purtroppo la situazione non è cambiata.

Oggi nella Regione Campania abbiamo circa 40.000 tonnellate di rifiuti sparse per le strade, più 7.200 tonnellate che vengono prodotte ogni giorno e rispetto alle quali non c'è soluzione, non ci sono impianti. Era stato predisposto un piano, per il quale fu fatta un gara, annullata anche con questo ultimo decreto; non abbiamo ancora gli impianti che completano l'intero ciclo, la filiera del ciclo dei rifiuti. Quindi, siamo in una situazione in cui non vi è alcuna soluzione nell'immediato e dopo dodici anni, con amarezza, si deve ritornare alla riapertura delle discariche annunciate nel 1994 solo come un'emergenza e quindi da chiudere: dopo dodici anni nella Regione Campania vi è invece l'esigenza, prevista in un decreto - quello alla nostra attenzione per la conversione - della riapertura delle discariche.

Ci sono dei numeri che credo servano a tutti i colleghi per comprendere perché siamo alla più grave crisi di emergenza in tale Regione. I pochi impianti che sono stati costruiti sono saturi. Abbiamo 4.200.000 «ecoballe», un'espressione che è entrata anche in un testo governativo che, come vedremo nella fase emendativa, elimineremo perché non esiste, ma dà proprio il senso del punto a cui è arrivata la degenerazione del sistema del ciclo dei rifiuti in quella Regione; 4.200.000 ecoballe che equivalgono a 5 milioni di tonnellate.

Per poter portare via 5 milioni di tonnellate - per dare qualche numero ai colleghi - occorrerebbero 250.000 camion, TIR. Immaginate quindi la situazione: qualche giornale si è divertito nell'affermare che avremmo una fila di camion da Napoli fino a Stoccolma. Oppure, per poter destinare una così ingente quantità di rifiuti a impianti di incenerimento o a discariche occorrerebbero dei decenni. I calcoli che sono stati fatti in Commissione bicamerale nella passata legislatura ci indicano un periodo di tempo dai 35 ai 50 anni per poter smaltire il carico di rifiuti accumulati negli anni passati in Regione Campania.

Ci sono sicuramente delle gravi responsabilità, sulle quali non credo che si possa più tacere, ma sono responsabilità lunghe dodici anni, che segnano un'incapacità gestionale di programmazione e di elaborazione di un piano capace di rendere quella Regione in grado di poter - analogamente a quanto avviene in altre parti del Paese - segnare un punto di svolta e di uscita definitiva dall'emergenza.

Nel novembre del 2005 il Governo uscente, il Governo Berlusconi, intervenne con decreto e decise la prosecuzione del contratto, della gara che aveva previsto per la Campania, sola Regione d'Italia, un unico gestore per l'intera filiera dal momento in cui i rifiuti lasciavano i Comuni e che avrebbe dovuto costruire, senza alcun piano regionale e senza l'indicazione da parte dell'organo regionale dell'individuazione dei siti, gli impianti.

Si stabilì con quella gara nata nel 1996, formalizzata nel 1998, conclusa nel 2000, quindi attraverso Rastrelli, Losco e Bassolino, commissari all'epoca, che a decidere dove costruire gli impianti sarebbe stato un soggetto privato e non pubblico, venendo meno a qualsiasi logica di pianificazione urbanistica territoriale che tenga conto delle vocazioni e delle linee di sviluppo che una Regione e un territorio si vogliono dare. Succede così, ad esempio, che si individua un inceneritore nell'area della mozzarella doc dell'aversano e un altro nell'area del San Marzano doc, quella di Acerra. Da ciò nascono proteste, mobilitazioni, che portano all'apertura di un cantiere ad Acerra con un dispiegamento di forze dell'ordine e grandi sommovimenti popolari, mentre il cantiere di Santa Maria La Fossa ancora oggi non è stato mai avviato.

In relazione a quella scelta, che per molti anni abbiamo ritenuto sbagliata perché in qualche modo non ha dato soluzione al problema, si decise finalmente con tale decreto di sciogliere questo contratto con l'aggiudicatario (la Fibe, un'ATI incentrata nel gruppo Impregilo). Cos'è successo, però, dal novembre 2005 ad oggi? Pur avendo deciso di interrompere quel contratto, nella fase di avvio di un nuovo piano e di una nuova gara, la Fibe continua a gestire la parte di impiantistica che aveva allestito in Campania.

E che cosa accade ora? Nei primi dieci mesi del 2006, davanti ad un disastro, davanti alla pessima qualità del prodotto dei CDR (le famose ecoballe), davanti ad impianti vetusti e obsoleti, davanti alla pessima qualità delle produzioni, la Fibe viene pagata a piè di lista. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Colleghi, il senatore Sodano sta faticando per svolgere la relazione. Vi prego, quindi, di temperare questa vostra voglia di chiacchierare che sembra irrefrenabile. Prego, senatore, prosegua pure.

 

SODANO, relatore. Mi sto sforzando di fornire elementi che possano aiutare a comprendere perché il Parlamento è di nuovo chiamato a discutere di un tema regionale, che dovrebbe competere alla pianificazione ordinaria: viste, infatti, le cifre coinvolte e la situazione in cui tale Regione versa, è evidente che il Governo ed il Parlamento sono chiamati ad intervenire in modo risolutivo.

La Fibe - come ricordavo - in questi dieci mesi ha fatturato 85 milioni di euro: abbiamo continuato a pagare, cioè, in questi mesi, un gestore che non ha più la responsabilità diretta (che, avendo noi deciso di rescindere il contratto con il vecchio decreto, è tutta in capo al commissariato), ma che ogni mese continua a ricevere, appunto con un pagamento a piè di lista, fior di quattrini (85 milioni di euro in dieci mesi). E per che cosa? Per gli impianti, per i siti di stoccaggio. Qui non mi voglio dilungare, ma si potrebbero aprire pagine (alcune sono scritte nelle relazione della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti della passata legislatura).

Ciò che è veramente curioso è che molti di questi siti di stoccaggio - le aree individuate con gli artifici portati avanti negli anni passati - hanno consentito la lievitazione dei costi anche di tali suoli. Ricordo, a titolo di esempio, che - spesso lo stesso giorno, nello stesso studio notarile - avvenivano transazioni, atti di compravendita con la lievitazione del prezzo da una a trenta volte tanto: lo stesso suolo, lo stesso giorno, con un prestanome che, appunto, acquistava e rivendeva al commissariato, o alla Fibe; e il prezzo lievitava, per incanto, da una a trenta volte. Su questo, lo ripeto, ci sono intere pagine scritte in Commissione e indagini delle procure; non compete a noi, ma da parte delle procure sono stati adottati 30 provvedimenti su tutta la gestione commissariale di questi anni.

Oggi stiamo nuovamente discutendo un decreto, in cui si pone tale esigenza, si blocca la gara nel frattempo avviata, si comprende che la situazione non può essere più risolta con l'attuazione di un piano ormai riconosciuto da tutti come fallimentare e si decide di avviare la costruzione di un nuovo piano.

Vi è, però, il problema dell'emergenza quotidiana: 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno da smaltire; 5 milioni di tonnellate in tutto; tutte le discariche utilizzate negli anni passati colme, sature; risorse insufficienti per la messa in sicurezza delle discariche che avevano chiuso la propria attività. E qui interviene il decreto al nostro esame, che affronta il problema. Con il lavoro svolto in Commissione, abbiamo anche migliorato il testo in molte parti e spero che il lavoro dell'Aula possa contribuire a migliorarlo ulteriormente in altre.

Esporrò rapidamente il testo del provvedimento, perché avremo modo di illustrare gli articoli e gli emendamenti in seguito; sostanzialmente citerò gli articoli del decreto-legge.

L'articolo 1 individua il ruolo del commissario delegato nella figura del Capo del Dipartimento della protezione civile con poteri ulteriori e straordinari. Noi riteniamo che ciò vada fatto in un tempo certo, non è possibile lasciare che poteri commissariali possano durare un tempo illimitato. Apro una brevissima parentesi: ricordo che attraverso quei poteri straordinari e le gestioni commissariali, con il meccanismo delle ordinanze commissariali e spesso con le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri, si sono fatte molte storture, si sono avallate molte operazioni ai limiti della legalità; alcune delle realtà che citavo sono frutto di ordinanze commissariali che, in deroga a qualsiasi normativa, forzavano per aprire lo spazio, o comunque non chiudevano le porte alle organizzazioni criminali.

L'articolo 2 è importante: in esso si riconosce il senso dell'informazione e della partecipazione dei cittadini e si fa un riferimento rilevante alla «Carta di Aalborg». Anche in questo caso durante i lavori in Commissione lo abbiamo molto potenziato; sostanzialmente si afferma che non è possibile immaginare che si possano continuare a realizzare le opere contro la volontà delle comunità, degli enti locali, ma vanno fatte di concerto con le amministrazioni, con le comunità, in un processo partecipato che consenta di avere scelte condivise che non dovrebbero determinare le tensioni e i conflitti che si sono avuti negli anni passati.

L'articolo 3 tratta dell'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti, attribuendo al commissario la facoltà di intervenire con somma urgenza (quindi, anche qui in deroga, anche con la possibilità della trattativa privata, per cui credo che sia maggiormente importante porre limiti temporali rispetto a questa azione) per individuare i soggetti che possano favorire questa fase di transizione verso il nuovo piano e le nuove gare. All'articolo 3 si pone altresì il tema dello smaltimento delle ecoballe, di questo falso combustibile da rifiuti (CDR o non CDR, come vogliamo definirlo), questa montagna di rifiuti che abbiamo in Campania, per poterla anche avviare verso le cave dismesse e abbandonate, una volta messe in sicurezza.

L'articolo 4 dispone misure per la raccolta differenziata, che rappresenta un'altra nota dolente, perché in dodici anni di commissariato nella Regione Campania la raccolta differenziata è ancora al 10-12 per cento rispetto al totale, una quota assolutamente insufficiente, visti anche i poteri straordinari e commissariali che erano previsti in quella Regione.

L'articolo 5 - e mi avvio a concludere rapidamente - tratta il tema della riapertura delle discariche. Anche a questo riguardo pensiamo che vadano apportate delle modifiche, che esamineremo nel corso della giornata quando tratteremo gli emendamenti; tuttavia, si pone il problema della riapertura delle discariche nella Regione Campania.

L'articolo 6 affronta il tema dei pignoramenti, cioè la questione delle risorse: molti Comuni sono inadempienti, sono debitori nei confronti del commissariato, e quelle risorse vanno recuperate; abbiamo proposte emendative che, ad avviso della Commissione, possono migliorare il testo.

Mi rendo conto che si tratta di una materia molto complessa, su cui si potrebbe facilmente scivolare nella polemica politica. Il tema è particolarmente delicato, per cui invito, come è avvenuto in Commissione, tutti i colleghi a fare uno sforzo per comprendere che questa deve essere l'ultima volta che il Parlamento si occupa di una Regione, della Regione Campania, del tema dei rifiuti. Vorrei che il Parlamento si interessasse di altro, magari dei rifiuti, ma rispetto a un piano nazionale per portare il nostro Paese verso gli obiettivi che altri Paesi europei si sono dati in tema di ciclo dei rifiuti.

Purtroppo, siamo costretti ad occuparci di questa situazione, che è talmente drammatica che non può che essere affrontata anche con l'intervento del Governo centrale, appunto con l'auspicio che sia l'ultima volta. (Applausi dai Gruppi RC-SE, Ulivo, IU-Verdi-Com, Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur e del senatore Biondi).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Pirovano. Ne ha facoltà.

PIROVANO (LNP). Signor Presidente, ogni anno, nelle vicinanze del mese di dicembre, e quindi delle feste natalizie, ci troviamo a discutere di un problema ormai assolutamente irrisolto e credo irrisolvibile anche alla luce del decreto-legge che è oggi al nostro esame.

Vorrei ricordare ai colleghi che negli ultimi 12 anni per il problema dell'emergenza perenne dei rifiuti in Campania è già stato speso circa un miliardo di euro non dei cittadini campani, non dei Comuni, non della Regione, non delle Province della Campania: un miliardo e mezzo proveniente dalle tasche di tutti quei cittadini che pagano normalmente le tasse. A proposito poi del pagamento delle tasse, vorrei rinfrescare la memoria sul peso tributario che grava in modo assolutamente diverso nelle varie latitudini della nostra Nazione. Se, infatti, a Napoli la pressione tributaria è di circa 400 euro pro capite, a Milano è di circa 700 euro pro capite.

Già alla fine dello scorso anno con il decreto con il quale si finanziavano circa 150 milioni di euro era stato previsto che entro maggio di quest'anno si sarebbero dovute rinnovare tutte le gare (questa volta ad evidenza europea) per tentare di risolvere le tragedie che si verificano al Sud, in particolare, in Campania. Guarda casa, però, quest'anno il rapporto dell'Osservatorio nazionale dei rifiuti, quell'Osservatorio che dal 2003 impone a tutti i Comuni della Nazione Italia di raggiungere nella raccolta differenziata una percentuale pari ad almeno il 35 per cento, non è ancora pronto. Sappiamo benissimo che solo ed unicamente sulla carta in Campania forse si raggiunge l'8 per cento, mentre nei Comuni del Nord Italia si supera abbondantemente il 40 per cento, con punte di eccellenza che arrivano a sfiorare addirittura la percentuale del 65 per cento.

Già lo scorso anno nel corso del dibattito relativo a questo decreto ho avuto modo di evidenziare quanto sia grave ciò che da 13 anni si sta verificando nella Regione Campania, chiedendomi come fosse possibile che i Consigli comunali, i Consigli provinciali e il Consiglio regionale avessero approvato i bilanci, per quanto riguarda le entrate di parte corrente, relativi alle tasse sui rifiuti. La tassa sui rifiuti in Campania non viene pagata; probabilmente i cittadini campani hanno ragione a non pagarla perché quando si paga una tassa si deve avere come contropartita l'erogazione di un servizio e, come sembra evidente, in Campania ciò non accade.

Ancora una volta, però, si ricorre a misure forzose per risolvere il problema, mai neanche affrontato, della costruzione di termovalorizzatori, che i cittadini campani sono bravissimi a contrastare. I cittadini campani sono bravi a portare le carrozzine con i bambini sui binari della ferrovia, a fare dimostrazioni in 2.000, 3.000; addirittura i sindaci, non più tardi di due settimane fa, hanno bloccato una ferrovia. È una cosa inaudita in questa Nazione, se solo si ricordano i blocchi fatti dai Cobas!

Signori, lo ripeto, bisogna trovare il sistema di far pagare chi ha sbagliato, anche penalmente, perché, come ho già detto (ma lo ripeto), gli amministratori campani o sono ladri o sono incompetenti. Troviamo una soluzione che non sia quella di obbligare le altre Regioni, che offrono servizi adeguati e in cui i cittadini pagano le tasse, a subire l'arrivo di rifiuti provenienti dalla Campania.

I Presidenti delle Regioni devono essere d'accordo, non basta ascoltarli, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo LNP e dei senatori Amato e Ramponi).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Viespoli. Ne ha facoltà.

VIESPOLI (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio innanzitutto il relatore per aver sottolineato il clima del dibattito e del confronto all'interno della Commissione.

Abbiamo affrontato un problema delicato nella consapevolezza di essere una forza politica che ha avuto responsabilità di Governo e che, nel momento in cui è chiamata a svolgere un ruolo di opposizione, non può dismettere la cultura istituzionale e la cultura di Governo. Lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità, ma anche con grande chiarezza e determinazione; quella chiarezza e quella determinazione che ci impongono di evidenziare un vulnus determinante di questo decreto-legge, prima ancora che nell'articolazione della proposta di merito nell'impostazione di carattere finanziario.

Allo stato, si tratta di un provvedimento sostanzialmente privo di copertura finanziaria certa e reale. Infatti, il meccanismo individuato rinvia a successivi aumenti tariffari, o meglio ancora a una presunta tassa regionale sui rifiuti solidi urbani. Ciò determina uno strano meccanismo per cui, rispetto ad un impianto che prevede una serie di poteri commissariali, si ottiene il risultato della tassa o della tariffa a piè di lista, vale a dire a copertura degli interventi e delle iniziative significative e notevoli che il commissario dovrà concretizzare per tentare di superare l'emergenza rifiuti.

È una questione contabile ed insieme politica, perché significa scaricare le responsabilità dell'incapacità di governo sui cittadini della Campania attraverso inasprimenti di tasse e di tariffe, peraltro non predeterminabili in via preventiva, ma soltanto a seguito delle risorse che il commissario spenderà nella sua attività. Ebbene, credo che il primo punto sia questo: siamo disponibili a continuare un confronto responsabile, ma chiediamo innanzitutto alla maggioranza e al Governo di affrontare diversamente il tema della copertura finanziaria, che è una questione centrale non solo dal punto di vista contabile ma, lo ripeto e sottolineo, anche politico.

Dico ciò anche in relazione all'intervento che mi ha preceduto poiché il problema che stiamo affrontando richiama alla dignità della politica e alla responsabilità delle istituzioni. Non è possibile continuare con il commissariamento: significa commissariare pezzi di sovranità e di rappresentanza popolare e deresponsabilizzare il ceto politico e istituzionale in Campania. Credo che chiunque abbia a cuore la dignità della politica debba porsi responsabilmente il problema del superamento del commissariamento e del ritorno a poteri normali. Mi chiedo, rivolgendomi anche all'intelligenza e alla sensibilità di quest'Aula, come sia possibile immaginare un Governo del territorio in Regioni dove ci sono il commissariamento dei rifiuti, il commissariamento per l'assetto idrogeologico, in sostanza tutta una serie di commissariamenti che gridano vendetta e che devono essere assolutamente superati.

Tale tesi trova maggior sostegno se consideriamo il dibattito politico che si svolge oggi, dopo che il centro-sinistra e la maggioranza hanno determinato nel Paese, prima, durante e dopo la campagna elettorale, l'utilizzo della centralità del Mezzogiorno come la grande metafora del cambiamento. Quella grande metafora che non si è tradotta nel documento finanziario che stiamo discutendo e che affronteremo successivamente in quest'Aula, nel quale i grandi nodi non sono stati affrontati.

Oggi, inoltre, attraverso questo decreto-legge si determina un meccanismo perverso che penalizza i cittadini della Campania. In una Regione dove il sistema produttivo è chiamato, attraverso la maggiorazione dell'IRAP, a pagare l'ingovernabilità della sanità in Campania, si aggiunge una ulteriore tassa a carico dei cittadini, che devono pagare il malgoverno rispetto alla capacità di gestire i rifiuti nel territorio.

Invito la maggioranza a riflettere su tutto questo. Come opposizione avremmo tutto l'interesse a cavalcare la propaganda anziché affrontare e risolvere i problemi. Riteniamo, invece, che la politica si misuri attraverso la capacità di affrontare i nodi: non cavalcarli, ma affrontarli. Siamo pronti ancora una volta, lo ribadisco, ad affrontare questo tema con grande senso di responsabilità, ma individuando il superamento di un meccanismo di copertura che è inaccettabile.

Prima ancora di intervenire nel merito e quindi nel dibattito sugli emendamenti, chiedo che si svolga una riflessione preliminare su questo punto, che è fondamentale ai fini della prosecuzione dell'intervento e del dibattito. Questa è la nostra posizione.

Tra l'altro vorrei ricordare un aspetto, avviandomi alla conclusione. Signor Presidente, il dato paradossale è che mentre si prevede l'inasprimento della tassa a piè di lista, con questa sorta di finanza di progetto applicata ai rifiuti, a tariffa, sostanzialmente - in un modo che è anche esplicitazione di una capacità creativa di fare finanza - nello stesso tempo, rispetto al disastro ambientale e al problema della tutela della salute derivante da quella straordinaria ed ignobile vicenda dei rifiuti in Campania, si dimentica che ancora oggi è in vigore un articolo, il 59 del decreto legislativo del 15 novembre 1993, n. 507.

Tale articolo dovrebbe comportare che in Campania i cittadini che oggi non utilizzano il servizio abbiano la possibilità di attivare meccanismi tali da consentire la detrazione della tassa che pagano per un servizio che non ricevono. Ciò è previsto dal comma 6 dell'articolo, che consentirebbe tale esercizio legittimo da parte dei cittadini che non trovano risposta. Il Governo e la maggioranza, invece, rispondono aumentando all'infinito la tassa, senza neanche l'individuazione di un punto limite.

Signor Presidente, mi auguro davvero che questo sia l'ultimo dibattito che si svolge su tale vicenda. Auspico che in quella Regione prevalga, a prescindere dall'appartenenza, il senso di responsabilità che abbiamo di fronte a quella comunità e il senso di responsabilità che dobbiamo avere rispetto allo sviluppo di quella terra dalla straordinaria potenzialità e anche dalla straordinaria positività. In Campania e nel Mezzogiorno, infatti, non vi è soltanto il cumulo dei rifiuti, ma vi è anche un grande cumulo di intelligenza, di energia, di positività, di creatività e di passione civile, che viene coperto e sommerso dall'incapacità della politica di affrontare e risolvere i problemi. Vorremmo parlare anche di questo Mezzogiorno.

Allora, proprio per realizzare ciò, risolviamo nel modo migliore tale situazione e recuperiamo il dibattito che abbiamo svolto in Commissione, in cui abbiamo posto un termine a questa vicenda: entro il 2007, se non prima, bisogna chiudere il commissariamento, tornare alla gestione dei sindaci, dei preti, dei Presidenti di Regione, i quali si devono assumere le responsabilità.

Il vero modo per rispondere a coloro i quali, su tutti i grandi giornali e quotidiani, oggi parlano in un certo modo della Campania non è l'isterismo di chi governa le istituzioni, affetto da una sorta di celiachia politica, perché presenta un'intolleranza alla protesta, all'opposizione e alla contestazione. (Applausi dal Gruppo AN). Il problema vero è rispondere assumendoci la responsabilità. Basta con i commissariamenti, ritorniamo alla dignità della politica e alla qualità delle istituzioni. (Applausi dai Gruppi AN e FI e del senatore Lube').

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra. Ne ha facoltà.

MORRA (FI). Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi senatori, penso che quella fornita al Governo e al Parlamento dalle dimissioni del prefetto Catenacci, quale commissario delegato per l'emergenza rifiuti, sia, in ordine temporale (e per questo ritengo anche più colpevole), l'occasione sprecata, attraverso il decreto-legge che siamo chiamati oggi a convertire in Assemblea, per marcare una forte discontinuità rispetto alle passate politiche in materia di rifiuti in Campania.

Vorrei ricordare che quelle degli ultimi anni sono state politiche straordinarie di tipo commissariale. A questo Governo - signor Sottosegretario, mi rivolgo essenzialmente a lei - è mancato il coraggio, considerata anche la fase difficile che vive la Campania in materia di rifiuti, che qualcuno ha giustamente definito di "emergenza nell'emergenza". Atteso quindi anche questo momento difficile, noi riteniamo che al Governo sia mancato il coraggio per indicare, nel decreto-legge, una via di uscita dalla fase della gestione straordinaria di tipo commissariale: non c'è una indicazione, un percorso, una soluzione ponte che porti la gestione straordinaria a quella ordinaria.

Sono passati dodici anni e ci avviamo verso il tredicesimo anno. L'11 febbraio del 1994 fu la data del primo commissariamento della Regione Campania per affrontare l'emergenza rifiuti. Onorevoli colleghi, questo periodo coincide con dodici anni di fallimento, se è vero che rispetto al 1994 nulla è cambiato se non la massa di rifiuti presenti sulle strade della Campania. Il relatore ha parlato di 40.000 tonnellate. A queste 40.000 tonnellate di rifiuti aggiungerei i 4 milioni di ecoballe che, tipizzate come rifiuti nobili da poter convertire in energia elettrica, in realtà forse sono qualcosa di molto vicino al rifiuto solido da sversare in discarica.

Rispetto al 1994 nulla è cambiato nemmeno per quel che riguarda le politiche di smaltimento. Quella portata avanti nell'emergenza del 1994 era una politica della discarica, quando si affermava che l'unica risposta possibile alla fase emergenziale era la razionalizzazione dello sversamento in discarica, che doveva passare attraverso il controllo di quella esistente e l'individuazione di ulteriori siti per realizzarne di nuove. Si tratta di politiche della discarica ancora oggi, perché questa è l'unica politica possibile, visto il fallimento di tutti i programmi integrati per smaltire il rifiuto attraverso un ciclo completo.

Da ultimo, basta richiamare il fallimentare piano adottato dalla gestione commissariale Bassolino, presidente della Regione Campania e commissario, in data 30 settembre 2002. Tutto come nel 1994, salvo la realizzazione, nel frattempo, di sette impianti per la produzione del cosiddetto CDR (combustibile da rifiuto) per la trasformazione in energia elettrica.

Si dà il caso però che manchino i termovalorizzatori che dovevano chiudere il ciclo e che non ci sono. Qualcuno sostiene che non sono stati realizzati per la protesta delle popolazioni. Personalmente ritengo che non stati realizzati per la protesta delle popolazioni, nonché per qualcos'altro che tutti conosciamo, ma che non si affronta con le dovute energie. Né penso che il fallimento del piano sia da addebitare esclusivamente alla sfasatura temporale fra la realizzazione degli impianti per la produzione del CDR e i termovalorizzatori.

 

PRESIDENTE. Senatore Morra, la prego di concludere.

 

MORRA (FI). Signor Presidente, chiedo ancora due minuti al mio Gruppo. Secondo me, tutto è imputabile al fallimento completo del piano e anche a una tecnologia obsoleta degli impianti che afferiscono a questo piano.

Bene, tutto ciò doveva suggerire a questo Governo un maggior coraggio perché noi pensiamo, al di là della ricerca e dell'individuazione delle colpe specifiche, che non sono compiti miei né forse di questa Aula, che però che ci sono delle colpe che pervengono essenzialmente dal Governo e dal Parlamento; un po' da tutti i Governi e in misura maggiore da questo perché è l'ultimo in ordine temporale.

Il tutto è avvenuto per un cattivo uso, per un abuso - direi - distorto dello strumento del commissariamento. Si è fatto del commissariamento un'istituzione. È chiaro che dodici anni di commissariamento - e ripeto dodici anni - portano alla deresponsabilizzazione completa del territorio: deresponsabilizzazione della Regione, delle Province e dei Comuni. Attraverso questa deresponsabilizzazione si è infilata la mafia, la camorra, il malaffare. È un fatto, Presidente, che il malaffare in materia di rifiuti è aumentato all'interno e sotto la gestione commissariale.

 

PRESIDENTE. Deve concludere.

 

MORRA (FI). Presidente, vorrei dire un'ultima cosa, se mi permette. Taglio molto del mio intervento, che consegnerò agli atti. Vorrei dire soltanto che non si può invocare - come fa questo decreto - la solidarietà nazionale in un contesto territoriale, quale quello campano, completamente deresponsabilizzato, a meno... (Il microfono si disattiva automaticamente).

 

PRESIDENTE. Concluda, non mi costringa a toglierle la parola.

 

MORRA (FI) ...come quella imposta che i vari commissariamenti della Regione Campania hanno consumato nei confronti di Regioni limitrofe per la realizzazione di una serie di discariche: vedi quella di Ariano...

 

PRESIDENTE. Deve finire adesso, senatore.

 

MORRA (FI). ...direttamente nella Puglia e non nella Campania. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Senatore Morra, la Presidenza l'autorizza a consegnare il testo del suo intervento per la pubblicazione in allegato al Resoconto.

È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, ci troviamo nuovamente in quest'Aula ad affrontare una discussione sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania. Per la prima volta, con questo decreto, credo che forse si possano fare davvero passi avanti. Penso che il lavoro svolto in Commissione sia servito a migliorare il testo e a mettere più strumenti a disposizione per superare tale emergenza. Il punto, colleghi, è proprio questo.

Nella relazione, il collega Sodano accennava ad alcuni dati che devono essere oggetto della nostra riflessione. Ci troviamo di fronte ad un commissariamento che ormai perdura nel tempo, che non solo non ha prodotto alcun tipo di miglioramento della situazione ma anzi ne ha determinato l'aggravamento. In questi anni di commissariamento vi è stata, da un lato, nei fatti, una totale espropriazione, e dunque una deresponsabilizzazione, delle amministrazioni locali; dall'altro, non solo abbiamo avuto l'eredità delle 4.200.000 cosiddette ecoballe (questo la dice lunga e la definizione non ha nulla a che fare, ovviamente, con la denominazione giuridica del CDR), ma si è anche verificata una situazione grave dal punto di vista sanitario, ambientale e della sicurezza dei cittadini.

Questa situazione drammatica ha delle responsabilità. Mi spiace doverlo sottolineare, ma credo che l'Aula non possa fare a meno di sottolinearle. Sono responsabilità che, per la verità, non possono essere - com'è noto - scaricate da una parte o dall'altra, ma responsabilità che credo la classe politica che ha governato negli ultimi tredici anni in quella Regione e in quelle Province si debba assumere in toto; sono anche il risultato di alcune scelte.

Vorrei tornare sulla vicenda FIBE. Una delle cause delle gravi crisi che si sono succedute nel tempo fino ad oggi è da rintracciarsi proprio nell'aver individuato, con una gara di appalto ed un capitolato sui generis, nella FIBE il responsabile non solo degli impianti, ma addirittura delle localizzazioni. La causa della famosa rivolta dei cittadini (lo dico per coloro che, fuori della Campania, non conoscono il problema) è da ricercarsi nel fatto che sono state scelte talune localizzazioni senza nessun tipo di valutazione; localizzazioni che avrebbero comportato danni non solo ambientali, ma anche economici molto forti alla Regione. Penso ad alcune zone, tra l'altro di agricoltura di qualità, che hanno già tanti problemi per le varie discariche abusive di sostanze tossiche; mi riferisco alla vicenda della diossina, che non si è ancora conclusa e che tuttora si trascina, e alla conseguente contaminazione dell'area interessata.

Per quanto riguarda la vicenda FIBE, la Commissione di indagine sul ciclo dei rifiuti nella scorsa legislatura, quando per la prima volta si recò in missione a Napoli per esaminare la situazione, dopo aver preso atto di quanto stava accadendo (mi riferisco al capitolato d'appalto e ai problemi: eravamo infatti in piena rivolta per Acerra), chiese all'allora commissario straordinario Bassolino di arrivare alla rescissione del contratto prima che fosse troppo tardi. Ciò non è avvenuto. Si rescisse quel contratto, quando ormai la situazione era già grave, con l'ultimo decreto della scorsa legislatura. Sono stati costruiti impianti a dir poco vetusti, con tecnologie desuete; il risultato sono state le cosiddette ecoballe.

Il fatto grave è che, dopo la rescissione del contratto, da dieci mesi continuiamo a pagare alla FIBE milioni e milioni per questi impianti e per lo stoccaggio (chiedo alla Presidenza di poter usufruire di maggior tempo per terminare il mio intervento ora, rinunciando alla dichiarazione di voto finale) e tutto ciò ha creato una situazione grave, non solo con una gestione di malaffare (il presidente Sodano ricordava il passaggio delle aree di stoccaggio), ma anche con la crescita, ancora più forte, di quella che viene definita ecomafia, che credo in Campania abbia avuto la massima esposizione in questi anni. Il decreto in esame, con un lavoro serio ed approfondito, di cui ringrazio anche l'opposizione, ha cercato dunque anche di introdurre elementi importanti, inserendo alcune modifiche.

Vorrei ricordare, peraltro, ai colleghi della Lega che in Commissione è stata eliminata la norma per cui i rifiuti della Campania potevano essere portati altrove, senza intesa con le Regioni interessate, arrivando, quindi, di fatto, ad una sorta di commissariamento di altre Regioni. Questa misura molto delicata anche dal punto di vista istituzionale è stata eliminata e sono state introdotte giuste modifiche.

Sono state modificate ed approfondite le indicazioni sulla raccolta differenziata. I commissariamenti che si sono succeduti in questi anni hanno operato sulla base di un vecchissimo piano dei rifiuti; non hanno fatto praticamente nulla per la raccolta differenziata, né per diminuire la produzione dei rifiuti o per cercare, almeno, di avviare una gestione moderna del ciclo dei rifiuti.

È chiaro che questo è l'ennesimo sforzo che si compie per superare l'emergenza. Tuttavia, credo che noi tutti dobbiamo essere coscienti - e almeno per quanto riguarda il nostro Gruppo sarà così - che questa dovrà essere l'ultima volta e abbiamo anche fissato il termine del 31 dicembre 2007 per i poteri del commissario. Deve essere l'ultima volta e ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità fino in fondo per fare in modo che si esca una volta per tutte dall'emergenza... (Il microfono si disattiva automaticamente).

 

PRESIDENTE. Concluda, senatrice, la prego.

 

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Tanto i minuti, Presidente, sono sempre...

 

PRESIDENTE. I minuti glieli ho dati.

 

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Si torni, Presidente, finalmente, ad avere una gestione non solo ordinaria, ma anche capace di ridare una speranza a quella Regione. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Aut e del senatore D'Ambrosio).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Divina. Ne ha facoltà.

DIVINA (LNP). Signor Presidente, colleghi, sembra che una parte del Paese sia in eterna emergenza. È di qualche giorno fa un incontro a Napoli sulla questione della sicurezza e sempre in relazione alla Campania oggi ci troviamo a dover discutere dell'emergenza infinita relativa allo smaltimento dei rifiuti.

Per noi è significativo il modo in cui il Governo affronta la questione: non incarica una figura qualsiasi, bensì il Capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale, incernierato sulla Presidenza del Consiglio dei ministri.

La Protezione civile nazionale, colleghi, interviene nei momenti di emergenze nazionali: dissesti idrogeologici, disastri immani, catastrofi. Questo sta a significare che il nostro Governo ha classificato come catastrofe di valenza nazionale l'incapacità di gestire una delle attività più banali, che è un servizio pubblico a carattere comunale, e cioè mettere da una parte e smaltire i rifiuti che si producono quotidianamente: non un avvenimento straordinario ed eccezionale, ma l'ordinarietà che tutte le amministrazioni comunali devono fronteggiare quotidianamente.

Come la fronteggia questo Governo? Probabilmente nel modo italiota, cioè nel modo in cui non si vogliono mai risolvere le questioni: non soltanto si nomina un commissario - «speciale», a questo punto - ma lo si pone nella condizione di avvalersi di una sub-burocrazia inventata per decreto, cioè altri tre subcommissari. Scusate, forse conosciamo poco la struttura amministrativa della Campania, ma esistono uffici, direzioni generali, esistono funzionari e direttori generali, anche in parte responsabili, i quali avrebbero dovuto obbligatoriamente affiancare il commissario!

Secondo il sistema italiano, si crea invece burocrazia su burocrazia: si affiancano nuovi tre subcommissari e, addirittura, il commissario delegato potrà nominarsi una commissione di esperti. Quando sentiamo queste premesse, pensiamo subito: «e i costi»? Ebbene, probabilmente anche il Governo si è posto questa domanda e infatti afferma che i costi non dovranno superare i preventivi o comunque l'ordinario, nel senso che i maggiori oneri dovranno essere affrontati con riduzione di personale presso le strutture commissariali. Signore Iddio, peggio di così non è possibile! Riduciamo personale operativo e nominiamo capi. Ma voi pensate che solo a livello dirigenziale si risolvano le questioni? Todos caballeros. Un esercito di generali. Ma cosa farà operativamente?

Visto il tempo a noi assegnato, procederò velocemente: quali sono i poteri del commissario? Potrà innanzitutto cancellare tutte le procedure di gara iniziate - e può essere che sia una buona cosa - e affidare in modo diretto tutte le attività che servono per affrontare l'emergenza. Sappiamo cosa significa: affidamenti diretti, procedure extra legem, extra evidenza pubblica: che poteri si vanno a concentrare sul commissario!

Quella sollevata dalla collega dei Verdi era una nostra grande preoccupazione: se la Campania ha bisogno di un commissario, le altre Regioni italiane non hanno una tale necessità e scrivere nel decreto che il commissario avrebbe potuto stabilire di trasferire rifiuti anche in altre Regioni, semplicemente previa consultazione con gli altri presidenti, significava commissariare tutti gli altri presidenti regionali e superare l'autorità di governatori che hanno saputo far funzionare a casa loro il sistema. Non so se l'emendamento presentato dal relatore, che modifica tale semplice consultazione in una vera e propria intesa, possa essere sufficiente da questo punto di vista. Un'intesa implica che un accordo si deve trovare; vorrei però evitare il rischio che l'emergenza sia a questo punto trasferita, mettendo in crisi anche altre strutture.

Concludo, Presidente. Potrei anche trovarmi a disagio, come senatore della Lega che, a questo punto, difende il Sud. La cosa però mi piace, anche perché c'è una ciliegina sulla torta di questo decreto: tutti gli oneri derivanti dalla nuova straordinaria operazione dovranno porsi a carico della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti della Regione. Ciò sta a significare che li dovranno pagare cittadini incolpevoli.

Cosa avrebbe potuto e dovuto prevedere il decreto, Presidente? Il pignoramento dei beni di tutti i soggetti responsabili, a partire dalla Presidenza, dalla Giunta campana e da tutti gli amministratori, per il risarcimento dei crediti dello Stato. Questi soggetti devono essere giudicati responsabili del dissesto. Non bisogna far sempre pagare ai cittadini, anche se, a questo punto, pagheranno i cittadini del Sud, dei quali forse non ci dovremmo preoccupare in quanto rappresentanti istituzionali di un'altra parte del Paese. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Scotti. Ne ha facoltà.

SCOTTI (FI). Rinuncio ad intervenire, Presidente.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Libé. Ne ha facoltà.

LIBE' (UDC). Signor Presidente, l'UDC è stata contraria al commissariamento fin dal primo momento, anche se è consapevole del problema che esiste in Campania. In Commissione abbiamo seriamente collaborato per cercare di migliorare questo decreto, che sicuramente presenta lacune notevoli, specialmente dal punto di vista finanziario, ma siamo contrari perché tale commissariamento ancora una volta toglie le castagne dal fuoco e la responsabilità di tutti coloro che hanno creato o che hanno lasciato creare il problema in Campania.

In particolare, elimina la responsabilità del principale attore di tale vicenda, il presidente Bassolino, che si è permesso ripetutamente di non partecipare alle sedute di una Commissione parlamentare che lo aveva convocato in audizione a Roma. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN). Ho detto provocatoriamente che sono pronto ad andare a Napoli anche alle tre di notte per ascoltare questo importante presidente, che non si degna di ascoltare il Parlamento e una sua Commissione, che non è responsabile insieme al Senato di questo grave problema ma che con grande senso di responsabilità e consapevolezza intende lavorare con quella Regione per risolverlo.

Ripeto: è un problema della Campania, ma è anche un problema nazionale e morale. È un problema morale perché questo territorio è massacrato dai rifiuti. In Campania è umiliata la dignità dei cittadini, che in certe realtà e momenti si sono trovati nell'impossibilità di andare la domenica a messa o di mandare i ragazzi a scuola. Penso sia un fatto veramente grave e mai a sufficienza evidenziato.

Ho detto che si tratta di un problema nazionale: è infatti un problema nazionale quello dei rifiuti, che è molto più forte in Campania. Qualcuno ha detto che in Campania ogni volta che si decide di fare qualcosa, c'è la ribellione. È vero, ma questa ribellione c'è anche da altre parti perché non dimentichiamoci quello che è successo a Venaus con la TAV: la gente scende in strada e blocca le opere pubbliche. Allora cosa manca? Molte volte manca una classe politica che abbia la capacità di guidare e di assumersi delle responsabilità, quello che è successo in tutti questi anni in Campania.

In Campania sono stati spesi tanti soldi - è stato detto prima - dei cittadini italiani. Un Parlamento ha il dovere di operare con senso di giustizia e tengo a ricordare - non dimentichiamolo - che in Campania c'è tanta gente onesta che ogni giorno lavora e paga le tasse, paga la tassa sui rifiuti e si trova i rifiuti per strada; paga una tassa per un servizio che non le viene dato. E gli amministratori cosa fanno? Non ne rispondono, non sono capaci di dare un segnale forte al cambiamento in quest'area del Paese e, dico io, in tutto il Paese.

Ho detto, nel dare la fiducia al relatore in Commissione, di non dimenticare ciò che abbiamo ascoltato durante le audizioni a Roma e a Napoli: i dati di allarme del prefetto di Napoli sulla questione della criminalità legata al problema dei rifiuti, i dati allarmanti del commissario Catenacci, il problema dei contratti, il problema della gestione economica dell'emergenza e - ciò che mi preoccupa di più - i dati allarmanti di Bertolaso, che è venuto in Commissione il primo giorno a dire che avrebbe risolto il problema emergenza in dieci giorni. Mi sono permesso di avere dei dubbi ma voglio ribadire la nostra stima e il nostro rispetto per il commissario Bertolaso. È proprio per questo che all'inizio ho detto che abbiamo molti dubbi sul commissariamento, perché si rischia di lasciare questo commissario da solo a risolvere un problema che, bene o male, non è il suo, o non è solo il suo, o è il suo in minima parte.

Dicevo che gli amministratori locali, alla richiesta di informazioni, si permettono di essere latitanti e di non rispondere. Il 40 per cento dei Comuni non risponde alle richieste informative da parte dei prefetti; sono dati allarmanti sui quali il Parlamento, secondo me, dovrebbe veramente riflettere. Ricordiamoci che il commissario Bertolaso ha detto che ha paura di lottare contro i mulini a vento e che ha paura di lavorare con chi non ha la voglia di risolvere questo problema (è agli atti della Commissione).

C'è poi un altro problema grave da considerare. Come ho già detto, in Campania ci sono, come in tutte le Regioni, forse in misura maggiore, cittadini disonesti ma anche tanti cittadini onesti che pagano le tasse. E qual è la soluzione per l'emergenza rifiuti che ci dà questo decreto? Quella di scaricare sulla tariffa i costi dell'emergenza. Scaricare sulla tariffa vuol dire far pagare non a chi evade le tasse ma a chi la tassa sui rifiuti paga un servizio per il quale ha già pagato, un servizio che non gli è stato fornito.

Sono state già dette molte cose, ma terrei a rimarcarne una: in Commissione, maggioranza e minoranza si sono trovate spesso d'accordo nel valutare l'inconsistenza, o il problema per cui questo decreto rischia molte volte di non stare in piedi. Faccio un esempio che riguarda la storia dei rifiuti: il problema della FIBE. È già stato detto, ed è un assurdo, che da quando è stato rescisso il contratto, la FIBE incassa molto più di prima. Possiamo dire che quasi incassa cash il pagamento dei servizi effettuati: un fatturato, negli ultimi dieci mesi, di 85 milioni che sicuramente è già stato pagato per 50 milioni di euro, ma c'è chi sostiene che sia già stato pagato in questi giorni fino a 80 milioni.

Nessuna società che lavora per lo Stato o per un ente pubblico riesce ad incassare i propri proventi in tempi così rapidi.

Nel concludere questo mio intervento, voglio ricordare ancora i problemi economici. Dobbiamo - e speriamo che nel corso di questo dibattito si possa farlo - trovare una soluzione vera, che non è quella di scaricare sui cittadini campani i costi. Ricordiamo che il commissario ha detto che il deficit è di 5 milioni di euro al mese; sono tra i 12 e i 16 milioni di euro al mese le spese e i costi per la gestione dell'emergenza. Come recuperiamo tali costi? Il Governo ce lo deve dire; non può lasciare quella misera soluzione che non condividiamo e che troviamo nel decreto.

Infine, vorrei ringraziare per il loro operato la Commissione di merito e il presidente Sodano, che ha lavorato con grande capacità e con senso di responsabilità. Mi associo al suo auspicio: deve essere l'ultima volta che il Parlamento si occupa di questi problemi. Sono problemi degli enti locali, del governatore - ma preferisco chiamarlo presidente - Bassolino, dei sindaci e dei Presidenti che non partecipano a questa emergenza. Speriamo che i cittadini se ne accorgano. La politica dei rifiuti devono farla gli enti locali. Basta commissariamenti; cerchiamo di offrire una soluzione vera e di ridare dignità a tutti quei cittadini campani onesti che lavorano e pagano le tasse! (Applausi dai Gruppi UDC e FI).

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al senatore Tecce, voglio ricordare all'Aula che ieri abbiamo comunicato che in chiusura procederemo al voto segreto sulla reiterazione delle dimissioni presentate dalla senatrice Magnolfi. Dopo l'intervento del senatore Tecce e prima della chiusura della seduta provvederemo a questo adempimento.

È iscritto a parlare il senatore Tecce. Ne ha facoltà.

TECCE (RC-SE). Signor Presidente, è evidente che la conversione in legge di un decreto, che ha come oggetto misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti, parte da un dato oggettivo che ha illustrato molto bene il relatore, presidente Sodano: l'emergenza c'è. Sicché, francamente, qualche battuta sul tema, che sarebbe stato meglio un ruolo diretto delle istituzioni o una maggiore programmazione, bisogna evitarla come battuta superficiale, se non si va - come bene ha fatto il senatore Sodano - a ricostruire la storia e i problemi. Infatti, ricostruendo la storia e i problemi vedremo anche le responsabilità.

C'è un dato oggettivo che il senatore Sodano ha ricordato: dopo oltre dieci anni da quando fu varato il vecchio piano - per pura cronaca, fu varato dall'allora presidente della Giunta regionale, senatore Rastrelli - è un dato che quel piano, portato avanti certamente anche dalla successiva Giunta di Bassolino, non ha funzionato e un gestore - ne ha parlato il collega che mi ha preceduto - quale la FIBE (che non è una società locale napoletana, ma l'unione di grandi gruppi italiani e stranieri, il cui protagonista si chiama Impregilo) ha lavorato malissimo, con sospetti che non io, ma la Commissione d'inchiesta nella passata legislatura ha evidenziato, creando un'emergenza sanitaria, ambientale e di ordine pubblico. Non facciamo allora facili demagogie sull'ordinario che noi vogliamo, insieme ad altri e più di altri, come parte politica, sul ruolo degli enti locali e sulla programmazione del ciclo dei rifiuti.

Anch'io mi associo al ringraziamento a tutta la Commissione ambiente del Senato, maggioranza e opposizione, per il buon lavoro svolto e permettetemi di ringraziare il presidente, senatore Sodano.

A mio avviso, nel decreto ci sono quattro novità. In primo luogo vi è l'annullamento di una procedura di gara ambigua che rischia di perpetrare un'altra gara ambigua di cui ancora paghiamo gli effetti e la delega al commissario a individuare soluzioni idonee per lo smaltimento dei rifiuti e delle ecoballe, anche eventualmente con affidamenti diretti - sottolineo - a società diverse da quelle oggi attive e che gestiscono il servizio.

La seconda novità è la grande attenzione alla raccolta differenziata che -aggiungo - la Commissione, con gli emendamenti opportuni, intende ulteriormente valorizzare.

La terza novità è un principio importante: l'informazione dei cittadini. Badate, è inutile dar luogo a strane polemiche, seppur giuste, sul fatto che poi, alla fine, sono i cittadini a pagare anche l'aumento dei costi causati da una cattiva gestione. Non v'è dubbio che, in riferimento alla Carta di Aalborg, l'informazione e la partecipazione siano il principale antidoto ai rischi evidenziati.

La quarta novità è l'utilizzo della struttura operativa nazionale della protezione civile. Anche qui, rispetto agli altri commissariamenti (prima ai Presidenti delle Regioni, poi al prefetto Catenacci), questa sinergia tra struttura commissariale e nazionale dalla protezione civile, a nostro avviso, è importante, anche nel sottolineato rapporto con gli enti locali e con la Regione, per definire i piani della raccolta differenziata e - perché non dirlo - per avviare la preparazione da parte degli enti locali e della Regione di un nuovo piano.

È questo il primo obiettivo cui, come forza politica, lavoreremo a livello nazionale e locale. Perciò, anche il monitoraggio previsto dal decreto e la commissione di esperti sono fatti utili. Il tutto - voglio ricordarlo - con invarianza di spesa, perché la scelta che finora, a mio avviso, non ha trovato sufficiente attenzione in quest'Aula è quella di ridurre il personale dell'attuale organico del commissariato e di riorganizzare anche i tre sub-commissari ad invarianza di spesa (riducendo il personale).

Il secondo aspetto importante è il principio in base al quale i Comuni, attraverso le tariffe (mi preoccupo anch'io, in virtù degli anni in cui sono stato amministratore comunale), paghino la gestione del servizio, contribuendo così, tramite la responsabilizzazione, alla necessaria riduzione dei costi.

Voglio affermarlo senza enfasi: il decreto in esame è sicuramente emergenziale (ho iniziato il mio intervento con tale banale e tautologica considerazione), ma pone davvero le premesse per uscire dall'emergenza e - come diceva la senatrice De Petris - sicuramente... (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Colleghi, il senatore Tecce è aiutato - fortunato lui! - da un tono di voce che si fa ascoltare comunque, ma, vi prego, cercate di contenere il brusìo. Prego, senatore Tecce.

 

TECCE (RC-SE). E sicuramente - dicevo - lavoreremo perché sia l'ultima volta al dicembre del 2007.

Vorrei fare tre brevi riflessioni conclusive.

In primo luogo, se non guardassimo alla situazione precedente, non capiremmo questa storia, in cui - sia chiaro - sicuramente tutte le parti politiche, anche chi governa attualmente la Regione e i Comuni (quindi, in questo caso, il centro‑sinistra), hanno evidenti responsabilità. Perché tacere - e lo dico in quanto ho fatto parte dall'amministrazione comunale di Napoli per anni - che le discariche, prima del 1994, erano tutte in mano alla criminalità? Da ciò nacque la riflessione - come ha ricordato il senatore Sodano - sul ciclo integrato, sulla trasferenza, sulla termodistruzione e sulla raccolta differenziata. Non capiremmo la situazione attuale se non vedessimo qual era quella precedente.

In secondo luogo, oltre a parlare dei limiti della Regione, della Provincia e dei Comuni, guardiamo - come ho già ricordato - alla responsabilità della FIBE e, soprattutto, poniamoci il problema di com'è stato possibile pensare che un privato potesse individuare i siti e costruire gli impianti, senza nessun rapporto con la programmazione e con i cittadini.

In terzo luogo, credo che la relazione del senatore Sodano abbia messo in evidenza un aspetto importante, cioè la raccolta differenziata, rispetto al quale vanno sicuramente individuati strumenti e misure più forti per costringere commissariato, Regione e Comune a superare la scandalosa media del dieci per cento precedentemente richiamata.

Gli enti locali campani - lo ricordava il collega Viespoli, che è stato sindaco di Benevento - certamente, pur avendo tutti qualche responsabilità in tale vicenda, lavorano in condizioni più difficili di quelli del Centro-Nord (ha ragione il collega Viespoli, lo ribadisco). Vi è, infatti, una contraddizione fra risorse del territorio ed intellettuali (chiamiamole risorse oggettive ed economiche, sociali ed occupazionali), molto limitate; i tagli che la legge finanziaria attualmente in esame determinerà per gli enti locali la renderanno ancora più complessa.

Concludendo, mi permetto di segnalare l'importanza degli emendamenti presentati, che vanno nella direzione di aumentare la raccolta differenziata, di permettere ai Comuni che subiranno i tagli di accendere mutui per poter uscire dalla situazione debitoria, di pagare - responsabilizzando così i cittadini circa la necessità di un vero ciclo integrato - e di voltare la pagina.

Perciò, abbiamo espresso, con tutte le difficoltà del caso, il nostro assenso al decreto in esame; perciò rivolgiamo un ringraziamento alla Commissione; perciò, anche noi, esprimiamo fiducia nei confronti del commissario Bertolaso, soprattutto per la citata esigenza di coinvolgere le strutture operative nazionali della protezione civile.

Esprimiamo fiducia che questo Parlamento riesca a monitorare e a vigilare, affinché, nel tempo previsto da quest'ultimo commissariamento, enti locali, Regione e tecnici giungano a porre le condizioni di una nuova responsabilità delle popolazioni meridionali nella risoluzione di questo problema. (Applausi dal Gruppo RC-SE. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dovremmo ora passare alla votazione sulle dimissioni presentate dalla senatrice Beatrice Magnolfi.

SCHIFANI (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SCHIFANI (FI). Signor Presidente, mi sembra che la votazione era stata fissata a fine seduta; allora, dopo la votazione la seduta sarà tolta.

 

PRESIDENTE. Il termine della seduta ufficialmente è previsto alle ore 13. Dopo la votazione, chiuderò dunque la seduta.

 

SCHIFANI (FI). Vorrei comprendere le motivazioni per cui la seduta viene sospesa con dieci minuti di anticipo.

PRESIDENTE. Ho altri iscritti a parlare nella discussione generale; avevamo stabilito che la votazione si sarebbe svolta a conclusione della seduta, e non volevo costringere il Senato a lavorare un quarto d'ora in più. Comunque, andiamo avanti, accetto il rilievo del senatore Schifani. C'è tempo per un intervento.

È iscritto a parlare il senatore Coronella. Ne ha facoltà.

CORONELLA (AN). Signor Presidente, mi ero rassegnato a intervenire oggi pomeriggio, ma prendo volentieri la parola.

E' stato ricordato come noi del centro-destra abbiamo affrontato l'esame di questo provvedimento con grande senso di responsabilità, per cercare di dare soluzione ad una questione che riteniamo spinosa; tuttavia, non possiamo sostenere un provvedimento che, secondo noi, lascia ancora aperti diversi nodi e non risolve il problema dell'emergenza. Molti di noi che veniamo dalla passata legislatura sappiamo bene che il Governo Berlusconi per ben due volte si è occupato della Campania e lo ha fatto con quella correttezza istituzionale che coinvolgeva gli enti territoriali, segnatamente la Regione.

Abbiamo l'impressione che con questo provvedimento il Governo abbia scaricato la Regione Campania, abbandonando i cittadini - lo voglio ricordare: sei milioni di cittadini - al loro destino sulla vicenda dei rifiuti. Tale vicenda - voglio rispondere al collega Sodano - ha delle responsabilità precise: secondo me, è sbagliato parlare di dodici anni nei quali si sono avvicendati Governi di centro-destra e di centro-sinistra, come da qualcuno è stato detto. Secondo me, non facciamo un buon servizio nel dirlo e, in proposito, vorrei invitare i colleghi a leggere la relazione conclusiva presentata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ove sono elencate le molte responsabilità.

Allo stesso modo, devo ricordare a quest'Aula le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal commissario Bertolaso e quello che ha detto a noi in una recente missione a Napoli. Bertolaso ha affermato: la mia è una battaglia contro i mulini a vento. Non riesco a trovare interlocutori, anzi vi è uno scaricabarile nei confronti del Commissariato. Ho l'impressione che qui in Campania non vi sia la volontà di risolvere il problema.

Siamo profondamente preoccupati per la situazione che si è creata in Campania. Sottoscrivo in pieno quanto dichiarato dal collega e amico Viespoli. Aggiungo, però, che in Campania vi è un'emergenza politica che va affrontata. Ci sono tutti gli ingredienti a giustificazione della mia affermazione. Per questo il Gruppo cui appartengo ha presentato degli emendamenti al provvedimento in esame.

Con il decreto 30 novembre 2005, n. 245, del Governo Berlusconi abbiamo inteso affrontare il problema e tentare di instaurare un dialogo costruttivo tra le istituzioni. Non solo abbiamo previsto uno stanziamento di 85 milioni di euro, ma istituendo la Consulta istituzionale regionale, alla quale dovevano aderire i Presidenti delle Province e il Presidente della Regione per individuare i siti, abbiamo creato lo spazio e lo strumento per far dialogare le istituzioni locali.

Oggi con questo decreto si dimostra la presa d'atto di una situazione difficile. Non viene stanziato alcunché, anzi si lasciano i cittadini in balìa di loro stessi. Quale cittadino, signor Presidente, che non riceve un servizio è contento di pagare una tariffa per un'attività che è tutt'altro che attendibile? Teoricamente, il commissario può portare i rifiuti sulla Luna e il cittadino è costretto a pagare il costo del trasporto e dello smaltimento.

Ovviamente, mi riservo di intervenire nel corso dell'esame degli emendamenti che abbiamo presentato a testimonianza del grande senso di responsabilità che abbiamo assunto su questa materia. Al momento, non possiamo che annunciare il nostro fermo voto contrario sul provvedimento. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC, LNP e DC-PRI-IND-MPA. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

 

Allegato B

 

Testo integrale dell'intervento del senatore Morra nella discussione generale sul disegno di legge n. 1069

Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi senatori,

Penso che l'occasione fornita al Governo e al Parlamento della sostituzione del prefetto Catenacci, dimissionario da Commissario delegato per l'emergenza rifiuti Campania sia l'ultima occasione, in ordine temporale e pertanto la più colpevole, per marcare, attraverso il provvedimento che oggi siamo chiamati a convertire, una discontinuità rispetto a quelle che sono state le politiche gestionali in materia di rifiuti negli ultimi dodici anni.

Politiche gestionali, vorrei ricordarlo, quelle degli ultimi anni straordinarie di tipo commissariale.

É mancato, signor Sottosegretario, a questo Governo il coraggio per avviare, in una fase lo riconosciamo difficile, una fase che qualcuno ha definito giustamente di "emergenza nella emergenza", contestualmente alla nomina del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, l'uscita in modo chiaro ed irreversibile dalla gestione straordinaria commissariale.

Gestione straordinaria commissariale caratterizzata molto spesso da sprechi, inefficienza, poco trasparenza. Gestione straordinaria che ci viene dal lontano 1994.

L'11 febbraio 1994 è, infatti, la data della prima ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri che delegava il prefetto di Napoli quale Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania.

Dodici anni di gestione straordinaria commissariale che coincidono con dodici anni di fallimento in materia di gestione di rifiuti.

Onorevoli colleghi, dodici anni di fallimento, se è vero come è vero che nulla è cambiato rispetto al 1994 se non la massa di rifiuti che oggi invadono le strade della Campania.

Oggi giacciono sulle strade della Campania 38.000 tonnellate di rifiuti, senza considerare la comparsa di un nuovo tipo di rifiuto, il rifiuto "nobile" catalogato come ecoballe stoccato nei vari capannoni di produzione di CDR e in discariche a cielo aperto per un ammontare di oltre 4 milioni di ecoballe che con la gestione ordinaria sarebbero smaltite solo fra più di 30 anni.

Nulla è cambiato rispetto al 1994 nemmeno per quello che riguarda le politiche di smaltimento.

Politica della discarica, quella portata avanti nella prima emergenza nel 1994, quando si affermava che l'unica risposta possibile era la razionalizzazione dello sversamento in discarica attraverso il controllo di quelle esistenti e l'individuazione di ulteriori siti per realizzarne delle nuove.

Politica della discarica portata avanti oggi, in quanto unica politica possibile, atteso il sostanziale fallimento di tutti i programmi di gestione integrata dei rifiuti messi in atto dalle varie gestioni commissariali a partire dal piano del luglio 1997 per finire al piano regionale adottato dal commissario Bassolino, presidente della Regione Campania dell'epoca, il 30 settembre 2002.

Tutto come il 1994, quindi, salvo la realizzazione di sette impianti di produzione CDR (combustibile da rifiuto), da bruciare in termovalorizzatori per la trasformazione in energia elettrica.

Termovalorizzatori che dovevano chiudere il ciclo e che non ci sono.

Non sono stati realizzati per la protesta delle popolazioni, dice qualcuno.

Per la protesta delle popolazioni e per qualche cosa di altro, aggiungiamo noi.

Ma il programma per lo smaltimento integrato dei rifiuti non è saltato, secondo noi, soltanto per la mancata realizzazione dei termovalorizzatori né per la sfasatura temporale, fra i tempi di realizzazione degli impianti di CDR e quello della realizzazione, in corso, dell'unico termovalorizzatore in costruzione (Acerra), ritardo che sta appesantendo oltre misura il funzionamento degli impianti di CDR.

Il programma è saltato essenzialmente perché la tecnologia dell'impiantistica di cui al programma del ciclo integrato è obsoleta, e questo era stato evidenziato sin dalla fase di aggiudicazione.

Purtroppo la verità non si dice mai tutta e non si dice mai in una unica soluzione.

Gli impianti di CDR non producono combustibile con potere calorifico tale da poter essere bruciato nei termovalorizzatori per produrre energia elettrica. Gli impianti di CDR producono invece qualche cosa di molto simile al "rifiuto solido tal quale" ancorché confezionato in balle, le famigerate ecoballe. E questo ritengo non soltanto per il cattivo funzionamento della raccolta differenziata, ferma oggi in Campania all'11 per cento contro il 35 per cento imposto dalle norme.

Raccolta differenziata che meriterebbe un capitolo a parte per gli sprechi che l'hanno accompagnata e che gravano ancor oggi sulla cittadinanza campana atteso che la copertura di questo decreto dovrebbe trovare riscontro nella tariffa per lo smaltimento.

D'altra parte, che le nostre osservazioni, relative alla qualità del CDR non siano lontane dal vero, lo conferma non solo l'indagine della magistratura in corso ma anche il Governo, quando all'articolo 3, comma 2, prevedendo lo smaltimento delle ecoballe in cave dismesse, conferma tutti i dubbi relativi alla utilizzabilità a fini energetici del CDR prodotto.

Ed allora, allora siamo al punto di partenza.

Nel frattempo sono stati bruciati, secondo dati fermi al 12 marzo 2004, 897.000.000,00 di euro.

Di chi la colpa?

Senza andare a ricercare colpe specifiche ritengo di poter affermare in questa Aula che ci sia stato un abuso dello strumento del commissariamento e un uso distorto dello stesso per quanto attiene le funzioni ad esso attribuite.

Non si può commissariare per un tempo illimitato e per la totalità delle funzioni che attengono lo smaltimento dei rifiuti.

Dodici anni che hanno finito con il provocare una crescente deresponsabilizzazione del territorio.

Deresponsabilizzazione delle istituzioni, degli enti deputati alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti, Regione, Province, Comuni. Ma più in generale la deresponsabilizzazione ha finito con il coinvolgere la classe dirigente politica della Regione Campania.

Deresponsabilizzazione territoriale che ha favorito le attività della mafia e della camorra interessate alla gestioni dei rifiuti.

È un dato, signor Presidente, che sotto la gestione commissariale le attività del malaffare e relative alla gestione dei rifiuti abbiano fatto registrare un notevole incremento.

Ecco perché riteniamo che questo decreto, nell'indicare il dottor Bertolaso Commissario delegato alla gestione emergenza rifiuti, nomina che condividiamo per le qualità del manager e per l'esperienza che accompagna tale nomina, doveva prefigurare in maniera chiara una via di uscita dalla emergenza e dalla gestione commissariale.

Non basta solo imporre una data alle attività commissariali, lo dico ai colleghi della Commissione ambiente che hanno stabilito, emendando il decreto del Governo, un termine per la chiusura della gestione commissariale.

A quel limite temporale, non accompagnato da una soluzione ponte, seguirà una ulteriore proroga.

E la soluzione ponte non poteva non passare attraverso il coinvolgimento diretto del territorio.

Ecco perché siamo contrari a quella parte del decreto-legge in esame, articolo 5, comma 5, ove si prevede l'azzeramento delle competenze in testa a sindaci, Presidenti di Provincia ed il loro trasferimento il testa al commissario.

Non è così che si guida il passaggio dalla gestione straordinaria alla gestione ordinaria.

Il superamento dell'emergenza e della relativa gestione commissariale è un fatto essenzialmente culturale e politico e pertanto non può prescindere dal territorio.

Che senso ha allora invocare la solidarietà nazionale per un territorio completamente deresponsabilizzato e che il decreto vuole mantenere tale?

In tali condizioni penso sia una invocazione velleitaria.

A meno che il decreto non si riferisca alla solidarietà forzosa, a quella solidarietà imposta che un po' tutte le gestioni commissariali hanno praticato quando si è trattato di realizzare discariche a confine, come per esempio, con la Regione Puglia.

A questo proposito vorrei ricordare all'Aula che una delle più grandi discariche realizzate in Campania, se non la più grande, quella di "Difesa Grande" in agro di Ariano Irpino (AV), ai fini degli effetti incide molto più sul territorio pugliese, essendo posta a solo qualche chilometro dal centro abitato di Monteleone di Puglia (FG) che non sull'abitato di Ariano Irpino (AV) distante più di qualche decina di chilometri.

Così come da ricordare il tentativo, speriamo scongiurato, di realizzare a pochi chilometri da "Difesa Grande" una nuova discarica per fos e sovvalli in agro di Savignano Irpino (AV) ma più vicina al centro abitato di Panni (FG).

Per questo ultimo motivo, per scongiurare in futuro solidarietà imposte, ho presentato un emendamento in Aula, che mi auguro che il Parlamento voglia approvare, con il quale si prevede che il Commissario delegato, nel caso che le discariche siano situate in Campania, ad una distanza inferiore a 10 chilometri dal confine con altre Regioni, adotti ogni provvedimento di concerto con i Presidenti delle Regioni confinanti.

Sen. morra


SENATO DELLA REPUBBLICA

                                       XIV LEGISLATURA                    

68ª SEDUTA PUBBLICA

             

 

 

 

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDI’ 8 NOVEMBRE 2006

(Pomeridiana)

                       

Presidenza del vice presidente BACCINI,

indi del vice presidente CALDEROLI

e del vice presidente ANGIUS

 

 

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana-Partito repubblicano italiano-Indipendenti-Movimento per l'Autonomia: DC-PRI-IND-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L'Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut; Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC; Misto: Misto; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-L'Italia di mezzo: Misto-Idm; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM;Misto-Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur.

_________________

 


RESOCONTO STENOGRAFICO

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (Relazione orale) (ore 16,36)

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1069.

Ricordo che nella seduta antimeridiana il relatore ha svolto la relazione orale ed ha avuto inizio la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Matteoli. Ne ha facoltà.                                                      

 

MATTEOLI (AN). Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, quando la Regione Campania presentò, a cavallo degli anni 1994-1995, il piano di smaltimento dei rifiuti... (Brusìo).

PRESIDENTE. Mi scusi per l'interruzione, senatore Matteoli. Prego i colleghi di prendere posto in Aula.

MATTEOLI (AN). ...quel piano fu considerato dall'allora direttore generale del Ministero dell'ambiente talmente valido da dover essere addirittura esportato nelle altre Regioni.

Proprio per evitare equivoci, non ascrivo alcun merito ai Governi di centro-destra perché quando fu presentato il piano era in carica il Governo Dini e dunque certamente non un Governo di centro-destra.

Ebbene, bisogna chiedersi oggi perché quello che era considerato un ottimo piano da coloro che se ne intendono non ha funzionato ed è stato un totale fallimento.

La prima considerazione da fare è la seguente: il piano in questione prevedeva per lo smaltimento dei rifiuti, al termine del ciclo, la realizzazione di due termovalorizzatori per bruciare il CDR e produrre energia. Questi due termovalorizzatori non sono stati realizzati e la costruzione degli stessi è iniziata, circa un anno fa, grazie all'intervento dell'allora Ministro dell'interno che faceva accompagnare gli operai, le maestranze, che dovevano realizzarli dai carabinieri o dagli agenti di pubblica sicurezza.

La seconda considerazione che voglio fare è che il commissariamento avvenne nella prima fase, non solo in Campania ma anche nelle altre Regioni, nominando commissari i prefetti: ebbene, il fallimento fu totale. Chi governava allora pensò, dunque, di non rivolgersi più ad alti funzionari dello Stato, ma di commissariare facendo ricorso alla politica, quindi con i presidenti delle Regioni o comunque con delegati dei presidenti delle Regioni. Anche in quel caso, il fallimento fu totale.

Vi sono responsabilità nazionali? Certamente vi sono, perchè quando non si è risolto un problema vuol dire che i Governi di centro-sinistra e di centro-destra che hanno attraversato questo ultimo decennio non hanno trovato una soluzione e quindi possono avere delle responsabilità; ma, in larga parte, le responsabilità sono della Regione Campania, che dopo aver ottenuto centinaia di miliardi per smaltire i rifiuti ha fatto sì che nelle strade della Campania i cumuli di spazzatura arrivasse spesso anche ai primi piani. E se qualcosa deve essere rimproverato ai politici nazionali, è sicuramente il non essere stati capaci di convincere i cittadini in buona fede che la realizzazione dei termovalorizzatori era l'unico mezzo per poter risolvere il problema.

I termovalorizzatori non sono stati realizzati perché lo smaltimento dei rifiuti in Campania in larga parte è gestito, direttamente o indirettamente, dalla criminalità organizzata che vuole mantenere lo status quo perché mantenendolo continua ad arricchirsi, come ha fatto in questi ultimi dieci anni. C'è stata omertà da parte di alcuni cittadini? Io non generalizzo, ma certamente ci sono alcuni che hanno fatto finta di non vedere, di non sentire e soprattutto di non parlare.

Il Consiglio dei ministri ha deciso di presentare questo decreto‑legge e di proporre al Parlamento la nomina, come commissario straordinario, del dottor Guido Bertolaso: io sono tra coloro che ha apprezzato l'iniziativa del Governo e l'individuazione di Guido Bertolaso come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. Ci aspettavamo, però, che all'interno del provvedimento si fosse deciso di mettere in condizione Guido Bertolaso di poter veramente intervenire, inserendo una cifra da poter spendere: ebbene, ciò non è accaduto. Quando poi il decreto-legge è arrivato nelle Aule parlamentari si è fatto qualcosa di peggio, perché sono stati presentati emendamenti che mirano a far pagare ai cittadini, attraverso la tariffa, lo smaltimento dei rifiuti.

Io non mi rivolgo alle forze politiche, né ai partiti o ai Gruppi che in qualche modo le rappresentano; mi voglio rivolgere a quei colleghi senatori che sanno che in questi ultimi dieci anni sono stati inviati verso la Campania centinaia di miliardi per lo smaltimento dei rifiuti e, non essendosi risolto il problema, si ricorre nuovamente ai cittadini per far pagare loro, attraverso la tariffa, lo smaltimento dei rifiuti. Ma questi cittadini campani quante volte devono pagarne lo smaltimento? (Applausi dal Gruppo AN). Lo pagano attraverso le tasse e ora si trovano a pagarlo ulteriormente attraverso la tariffa.

Da parte del Gruppo di Alleanza Nazionale c'è la massima disponibilità e la massima responsabilità; sappiamo perfettamente che il problema esiste, sappiamo anche che il precedente prefetto Catenacci ha lavorato cercando, anche con forza, di trovare soluzioni. Le soluzioni non sono state trovate, perché ha trovato sempre un impatto attraverso la Regione, attraverso le istituzioni regionali. Noi chiediamo che il Governo, attraverso questo decreto, metta a disposizione le risorse necessarie per effettuare veramente lo smaltimento dei rifiuti in Campania, senza ricorrere al soccorso di altre Regioni o inviando i rifiuti verso la Germania, com'è accaduto più volte.

Ma ci devono essere le risorse. Non è nemmeno concepibile - circola questa voce, voglio sperare che non sia vera - che si trovino le risorse fino al 31 dicembre, poi si farebbe approvare un ordine del giorno. Questo è assolutamente inaccettabile per il Gruppo di Alleanza Nazionale.

Noi siamo disponibili ed abbiamo apprezzato la scelta di Bertolaso, perché con la Protezione civile si ha alle spalle una struttura molto forte; quindi, Bertolaso va benissimo, però ho letto anche le dichiarazioni dello stesso dottor Bertolaso, il quale ha affermato che, se non ci sono risorse, si dimetterà. Non è assolutamente pensabile di risolvere il problema senza adeguate risorse.

Sono oggi presenti esponenti autorevoli del Governo; ci facciano sapere quanti soldi sono disposti a prevedere in questo decreto e, un secondo dopo, avranno l'approvazione del Gruppo di Alleanza Nazionale. (Applausi dal Gruppo AN).

 

PRESIDENTE. Pregherei i colleghi di prendere posto, perché è difficile intervenire in una situazione del genere.

È iscritto a parlare il senatore Pontone. Ne ha facoltà.

PONTONE (AN). Signor Presidente, colleghi senatori, sono napoletano e, come tale, avrei gradito parlare delle bellezze di Napoli, del suo mare, del suo bel clima, dei suoi castelli, delle sue biblioteche, della sua università, della sua storia millenaria e della sua civiltà.

Invece, oggi si parla e si sente parlare di violenza, di camorra, di morti e, infine, di rifiuti, che ammorbano l'aria e costituiscono un pericolo per tutti gli abitanti di questa nobile città. Guardando la realtà, mi sento mortificato di dover parlare in quest'Aula e davanti a tutta la Nazione della grave quanto insostenibile condizione in cui versa oggi Napoli; e questo nonostante i miliardi che Regione, Province e Comuni campani hanno sperperato e non hanno saputo amministrare, con la conseguenza che non sono stati capaci di tutelare neppure la salute dei loro cittadini.

Com'è possibile che l'ordinario prelievo dei rifiuti e il loro necessario trattamento sia stato normale nel corso degli anni, senza stati e momenti di emergenza? Com'è possibile che in 12 anni la situazione sia precipitata, passando via via nelle mani di diversi commissari straordinari, per giungere ora ad un risultato fallimentare, ad uno stadio di emergenza nazionale, tanto da dover ricorrere al capo del Dipartimento della protezione civile, dottor Bertolaso? Dopo tanto clamore e molteplici polemiche... (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Ha ragione, senatore Pontone, e le chiedo scusa. Prego i colleghi senatori di ascoltare. C'è un brusìo inaccettabile; è veramente difficile parlare in questo contesto.

Prego, senatore Pontone.

 

PONTONE (AN). Dopo tanto clamore e molteplici polemiche, è stato ora emanato un ennesimo decreto, nato insufficiente, debole, senza coperture finanziarie e, in più, addirittura incostituzionale. Ora è il momento di fare sul serio e di arrivare ad un piano che liberi ed estirpi questo problema che affligge Napoli.

Signori della maggioranza, il commissario Bertolaso vi ha avvertito: se il decreto‑legge in discussione in Parlamento non conterrà poteri e strumenti necessari per fare un buon lavoro, sarà costretto a dimettersi. Non è possibile che un commissario... (Brusìo in Aula. Richiami del Presidente).

 

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Pontone: prego i colleghi che sono nell'emiciclo di prendere posto. Senatore Saporito, presidente Matteoli, senatore D'Alì, vi prego di prendere posto e di abbassare il volume della conversazione tra di voi, altrimenti è difficile parlare in questo contesto. Prego, senatore Pontone, prosegua.

 

PONTONE (AN). Non è possibile che un commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Campania non abbia i poteri e gli strumenti idonei per risolvere il problema una volta e per sempre: il dottor Bertolaso ha detto apertamente che questa è l'emergenza più difficile che ha dovuto affrontare da quando ricopre la carica di commissario della Protezione Civile.

Questo decreto, così come si prospetta, è quasi una camicia di forza che si vuole imporre al commissario Bertolaso senza dargli gli strumenti necessari per la soluzione del problema. Come ho già detto, c'é l'incapacità degli amministratori campani, di Regione, Provincia e Comuni, che non hanno saputo svolgere i loro compiti e oggi vogliono scaricare completamente sulla Protezione Civile questa loro responsabilità. È strano che tutti quelli che hanno sempre ostacolato la costruzione dei termovalorizzatori... (Brusìo. Richiami del Presidente).

 

PRESIDENTE. Colleghi vi prego, non siamo al mercato. Vi prego di usare attenzione a chi parla; sono stato costretto a fare già tre richiami. Gli argomenti sono importanti: chi vuole parlare d'altro, può accomodarsi fuori, altrimenti è veramente impossibile governare l'Aula.

Prego, senatore Pontone, le chiedo scusa a nome dei colleghi.

 

PONTONE (AN). È strano che tutti quelli che hanno sempre ostacolato la costruzione dei termovalorizzatori fino ad aizzare la gente per impedirne la realizzazione, oggi che sono al Governo ne vogliano la costruzione.

Signori della maggioranza, Napoli, la mia Napoli, sicuramente non può morire e non morrà per colpa vostra. (Applausi dal Gruppo AN).

 

PRESIDENTE. La ringrazio senatore Pontone, anche per le difficoltà nelle quali è intervenuto.

È iscritto a parlare il senatore Giuliano. Ne ha facoltà.

GIULIANO (FI). Signor Presidente, ancora una volta quest'Aula si trova ad esaminare un provvedimento che riguarda l'emergenza rifiuti in Campania. Allora, una riflessione è doverosa per individuare le responsabilità che ci sono state in questa che è stata definita una vergogna nazionale, altrimenti non acquisiremmo esperienza dal passato e non potremmo adottare gli opportuni provvedimenti.

Ebbene, basta riguardare il piano così come era stato formato per individuare il dilettantismo con il quale è stata affrontata la questione. Un sistema montuoso fatto di CDR, incapace anche di essere bruciato, senza pensare al termovalorizzatore, vale a dire alla fase finale necessaria per consumare tutto ciò che viene raccolto e viene prodotto. Ma, soprattutto, in questo periodo c'è stata un'inefficienza, un clientelismo, una scandalosa gestione del commissariato, che pure non è cosa nuova. Già nel 2001 la Corte dei conti l'aveva sottolineato con parole dure, con rilievi che erano indicativi di un certo tipo di gestione: in modo particolare, aveva sottolineato l'inefficienza organizzativa di quella gestione, con costi elevati e scarsa produttività complessiva, senza alcun intervento di raccolta differenziata e alcuna messa in sicurezza delle discariche abusive.

Oltre ai rilievi della Corte dei conti, c'é stata anche una recente inchiesta dell'Ispettorato del Ministero delle finanze; il dottor Natale Monsurrò ha sottolineato come la struttura addirittura operava senza un bilancio di previsione di entrata e di spesa e ha indicato anche alcuni casi veramente scandalosi: la costituzione della società PAN fatta insieme ad una società di informatica con 100 dipendenti, addirittura con compensi che fanno tremare le vene ai polsi, relativi alla costituzione di una società presieduta dal dottor Riccardo Di Palma, compensato con 400.000 euro senza che nulla avesse dimostrato di aver fatto in quel frattempo.

Sono elementi che emergono da atti ufficiali, sui quali mai si è intervenuto e dei quali mai si è preso atto con responsabilità. Ma il fatto eclatante, signor Presidente, è la famosa assunzione nel 2001, vale a dire alla vigilia di un appuntamento elettorale, di ben 2.314 LSU a tempo indeterminato, per un costo di 55 milioni di euro annui.

Di questa gestione scandalosa, il maggiore responsabile politico non può che essere indicato nel Presidente della Regione Campania che, proprio nel momento più importante, in cui si organizzava quel fenomeno, ha avuto quella responsabilità così alta, ma anche nella relazione presentata dalla Commissione di indagine sui rifiuti, dove sono stati segnalati casi vergognosi: terreni che passano di mano in una sola giornata da 4 a 5 persone, con un aumento di prezzi stipulati dalla stessa persona nei confronti della stessa società e presso lo stesso notaio. Pare vi siano ben 40 procedimenti penali e che 14 magistrati si interessino della vicenda. Ma a tutt'oggi non abbiamo ancora visto l'esito di nessuna indagine, nonostante i fatti eclatanti, di sì importante malcostume e clientelismo.

Proprio in questo momento, signor Presidente, è arrivato un comunicato stampa da parte del commissario Bertolaso che ha minacciato le proprie dimissioni, denunziando in maniera chiara e precisa le responsabilità degli enti locali, che sinora nulla hanno fatto verso questo fenomeno. Inoltre, è stato fatto un paragone rispetto al passato e alle precedenti emergenze, in modo particolare rispetto a quella denunciata dalla sinistra del momento, a proposito del terremoto di più di 20 anni fa. Questa è maggiore, più grave e, nei confronti di questa emergenza, anche lo stesso Bertolaso si dichiara impotente ed incapace di potere intervenire con efficacia e con efficienza.

Quali i rimedi? Innanzitutto, la individuazione della responsabilità di coloro i quali volevano contrabbandarci un drammatico quanto ridicolo Rinascimento e la voglia forte di tornare ad una normalità per cancellare quella che è stata giustamente definita una vergogna nazionale.

Quali i criteri? Lo abbiamo detto e più volte sottolineato. Innanzitutto, la provincializzazione dei rifiuti: ciascuna Provincia deve raccogliere e smaltire i rifiuti che produce. Soprattutto si sente la necessità di una responsabilizzazione e di un coinvolgimento degli enti locali, in modo particolare dei Comuni e delle Province che sinora si sono sottratti a quel compito, anche se indotti da una gestione che operava un vero e proprio terrorismo ecologico, imponendo contratti, ditte e situazioni che non fanno onore né alla trasparenza né alla legalità. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Coronella).

 

PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare il brusìo perché è veramente impossibile parlare in questo contesto. Prego i senatori presenti nell'emiciclo di prendere posto.

Presidente Calderoli, colleghi, vi prego: ci sono altri interventi ed anche per una forma di rispetto per quest'Aula e per chi parla è opportuno ascoltare i colleghi.

È iscritto a parlare il senatore D'Alì. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia, in Commissione, nell'esprimere il voto sul mandato al relatore, ha espresso un voto di astensione per alcuni motivi che succintamente riepilogo: alcuni sono stati illustrati dai colleghi intervenuti durante la discussione generale e riflettono le responsabilità di una vicenda assai triste per l'intera Nazione, quale quella dell'emergenza rifiuti in Campania. Condivido interamente il contenuto dell'intervento dei colleghi Giuliano e Morra.

Vi è di più. Noi esprimeremo un voto di astensione perché, in realtà, non comprendiamo alcuni passaggi del decreto-legge in esame. Riteniamo che il commissariamento sia un passaggio ineludibile per mettere un po' di ordine nella vicenda. Poi, però, a parte la concitazione e la confusione del Governo e della maggioranza nell'elaborare un possibile testo definitivo del decreto-legge, alcuni punti ci preoccupano fortemente. Essi riguardano principalmente i meccanismi di copertura del decreto-legge.

Innanzitutto, vorrei che tanto il Governo quanto il Presidente della 5a Commissione permanente mi chiarissero un punto del provvedimento in esame, a mio giudizio nuovo rispetto all'intero ordinamento giuridico. Mi riferisco alla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania. A lume delle mie conoscenze, signor Presidente, onorevoli colleghi (mi spiace che in questo momento molti senatori siano impegnati in conciliaboli vari), non esiste una tariffa regionale di smaltimento dei rifiuti. Infatti, tutto ciò che concerne lo smaltimento dei rifiuti è devoluto alla competenza degli enti locali ed, in particolare, dei Comuni.

Nonvorrei dunque che il comma 6 dell'articolo 5 del decreto-legge in esame, poi ripreso da un emendamento della Commissione elaborato sul testo definito dalla 5a Commissione permanente, sottintendesse la volontà di inserire una nuova forma di tariffazione dello smaltimento dei rifiuti effettuata su base regionale. Ciò sarebbe, innanzi tutto, un'innovazione ed un ulteriore aggravio, cioè l'introduzione di una nuova forma di aggravio nei confronti dei cittadini, e poi sarebbe una colossale violazione del Titolo V della Costituzione che riserva agli enti locali competenza e pari dignità in alcune materie specifiche. Come è noto, tra queste, una funzione fondamentale dei Comuni è quella relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.

Quindi, il Governo e la 5a Commissione permanente devono rassicurarci sul significato della dizione "tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania": per rassicurarci realmente devono eliminarla dal dettato sia del decreto-legge che di eventuali emendamenti. Infatti, resteremmo fortemente preoccupati e contrari ad ogni forma, anche surrettizia, di introduzione di nuove tassazioni e vessazioni del cittadino campano, che è già sufficientemente provato dall'inefficienza dei servizi locali che hanno provveduto al servizio di smaltimento dei rifiuti su quel territorio.

Ancora di più, con un subemendamento abbiamoproposto di definire con certezza le risorse da affidare al commissario straordinario. (Brusìo. Richiami del Presidente). Signor Presidente, le chiedo scusa, ma non sono nelle condizioni di proseguire il mio intervento.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa io, senatore D'Alì, perché lei ha perfettamente ragione.

Onorevoli colleghi, vi prego di fare silenzio. Chiunque voglia parlare si può accomodare fuori dall'emiciclo e dall'Aula, altrimenti è difficile sviluppare un intervento. Senatore Casson, senatore Stanca, vi prego di fare silenzio.

Invito tutti i colleghi ad accomodarsi. Peraltro, più di un senatore ha interrotto il proprio intervento perché impossibilitato a continuare.

Prego, senatore D'Alì, prosegua pure il suo intervento.

D'ALI' (FI). La ringrazio, signor Presidente.

Vi è di più. Uno degli opportuni interventi effettuati in Commissione è stato quello di definire lo spazio temporale del commissariamento, che il decreto del Governo ha lasciato senza alcun margine o limite. La Commissione ha individuato lo spazio temporale nel limite massimo del 31 dicembre 2007; di conseguenza, il Governo ha l'obbligo di indicare le risorse che metterà a disposizione del commissario straordinario da oggi a quella data.

Tali risorse sono facilmente quantificabili, anche sulla base delle esperienze precedenti (per quanto queste non abbiano portato a soluzione definitiva del problema). Il Governo Berlusconi, per un analogo periodo di tempo, ha messo a disposizione del commissario straordinario 80 milioni di euro.

Richiediamo allora che il Governo da oggi sino al 31 dicembre 2007 metta a disposizione quantomeno la stessa cifra, eliminando completamente la possibilità, anche se interpretativa e surrettizia, di introdurre una nuova tariffa di smaltimento dei rifiuti su base regionale, che, ripeto, non solo è pericolosa per i cittadini della Campania, ma è assolutamente contraria al dettato del Titolo V della Costituzione. (Applausi dai Gruppi FI e AN). Stiamo attenti a questo aspetto.

Nel ribadire pertanto la posizione di assoluta preoccupazione del Gruppo di Forza Italia, preannuncio che valuteremo l'atteggiamento da assumere su questo decreto al termine della discussione sugli emendamenti e quando il Governo avrà fornito i chiarimenti da noi richiesti. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanone. Ne ha facoltà.

 

ZANONE (Ulivo). Signor Presidente, signori senatori, nel motivare il voto favorevole del Gruppo dell'Ulivo alla conversione in legge del decreto-legge, la franchezza mi obbliga a non tacere il senso di sproporzione che si avverte dalla lettura del provvedimento.

Tra il provvedimento e la gravità della situazione che si cerca di fronteggiare c'è una sproporzione che si può leggere già nel titolo, nel senso che il ricorso alla decretazione è giustificato in nome dell'emergenza ma il contenuto del decreto non basta affatto ad uscirne. Ciò non vale solo per la copertura dei costi, che la tariffa regionale non basterebbe sicuramente a compensare, e che ora vedo da un emendamento della Commissione sarà affidata ai fondi di dotazione del commissario, ma per considerazioni più ampie che cercherò di presentare in breve.

La necessità del decreto è fuori discussione e non manca neppure qualche elemento di utilità di cui vorrei parlare fra poco. In premessa, dopo gli esiti infausti delle precedenti gestioni commissariali è senz'altro utile la chiamata in campo del Servizio nazionale di protezione civile e la nomina a commissario del capo del servizio Guido Bertolaso, funzionario che ha dimostrato nelle circostanze più difficili la capacità di servire lo Stato e i cittadini nelle operazioni di prima linea. Mi sembra che su questo siamo tutti d'accordo. Tanto basta di fronte alla somma urgenza delle cose per votare la conversione in legge del decreto ma con l'amara cognizione che ciò non basterà affatto ad uscire dall'emergenza.

Signor Presidente, fra le anomalie del caso italiano ci sono gli ossimori delle emergenze eterne. Quella dei rifiuti in Campania decorre ufficialmente dal 1994, come ci ha ricordato stamane il relatore, ed è appunto un'emergenza eterna di strade ingombre di rifiuti fino al rischio per la salute pubblica, in un'area fra le più sovraffollate di Europa e fra le poche d'Italia ad alta densità di popolazione infantile.

Un'emergenza eterna di discariche, per lo più fuori norma, dove razzola di tutto, soprattutto la malavita. Un'emergenza eterna di termovalorizzatori, localizzati progettati e non costruiti, e di rivolte popolari che occupano strade e ferrovie per protestare non contro i cumuli di immondizie, ma contro gli impianti che sarebbero necessari per rimuoverli.

Posso rivendicare qualche precedente in proposito soltanto per ammettere una sconfitta. Anni fa provai ad occuparmi, quale privato cittadino del Nord, del degrado ambientale dei Campi Flegrei e del litorale domiziano, un patrimonio storico, culturale e naturale unico al mondo, tappa obbligata del grand tour italiano dei viaggiatori europei del Settecento, che versava - l'uso del tempo passato è sbagliato per ottimismo - in condizioni tali di dissesto ecologico da indurmi, già negli anni Ottanta, quando mi riuscì di firmare la legge istitutiva del Ministero dell'ambiente, a individuare la zona flegrea e il basso Volturno come una delle aree a più alto rischio ecologico cui applicare le misure straordinarie istituite da quella legge.

Quando qualche anno fa tornai ad occuparmene, due parlamentari napoletani - l'onorevole Gerardo Bianco, alla Camera e il professor Fulvio Tessitore, qui al Senato - se ne fecero portavoce con un allarmato articolo sul quotidiano «Il Mattino». Sono passati altri tre o quattro anni e la questione rimane agli onori delle cronache non solo italiane, ma internazionali. La stampa estera commenta con sarcasmo le spedizioni ferroviarie dei rifiuti napoletani in varie parti d'Italia e d'Europa al non modico costo - si legge adesso nella relazione al decreto - di 140 euro per tonnellata.

La Campania produce circa 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno: uno spreco enorme di denaro pubblico, un'enorme assurdità ecologica. È perciò desolante, anche se a breve inevitabile, leggere nel decreto la previsione secondo cui una parte non precisata dei rifiuti prodotti in Campania continuerà ad essere trasferita fuori Regione. Si tratta, ripeto, di una parte che non viene precisata perché per trasferirli tutti si spenderebbe, come si è visto, la bellezza di un milione al giorno.

Quale contributo porta dunque il decreto, che indichi almeno un percorso per venire fuori dall'eterna emergenza? A mio avviso il solo efficace, oltre agli interventi immediati di somma urgenza, è l'insieme di misure per la raccolta differenziata, che in Campania segna, sia pure con qualche eccezione meritoria, indici fra i più bassi in Italia: poco più del 10 per cento rispetto alla soglia di norma del 35.

Sul punto, in effetti, nel decreto qualcosa di utile c'è: c'è la nomina di un subcommissario con l'incarico specifico di promuovere e coordinare la raccolta differenziata; c'è la possibilità di nominare commissari ad acta nei Comuni inadempienti; e, soprattutto, è sperabile che si applichi alle campagne per la raccolta differenziata l'articolo 2 del decreto, che dispone il programma di informazione e partecipazione dei cittadini, perché la raccolta differenziata, che è la prima misura fondamentale per una gestione razionale del ciclo, dipende tutta dal civismo della popolazione e quindi richiede davvero una campagna di educazione ambientale nelle scuole, nelle associazioni locali, nelle comunità di vicinato.

Se questo è l'elemento del decreto più promettente per uscire dall'emergenza, il limite più grave consiste, a mio avviso, nel silenzio sulla chiusura del ciclo, ossia sull'individuazione definitiva dei siti e delle costruzioni di impianti per il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili. Il decreto non dice nulla in proposito, ma dalle notizie che circolano - perché si sa o si pensa di sapere - è emerso che dei siti a suo tempo individuati non ne sopravvivano ormai più di un paio e che dei termovalorizzatori in costruzione ve ne sia soltanto uno, che sarà idoneo a bruciare in un anno 650.000 tonnellate di rifiuti, quanta la Campania ne produce in meno di tre mesi, mentre un secondo termovalorizzatore, nel casertano, pare che i macchinari siano stati acquistati da anni e restino nei depositi dei venditori in attesa di costruzione dell'impianto.

Quindi, di fronte allo spreco finanziario della spedizione fuori Regione e all'assoluta insufficienza degli impianti di incenerimento, anche nel futuro di medio termine, il decreto ripiega sulla riapertura delle discariche che - si legge nella relazione, con riferimento all'articolo 5 - «allo stato attuale, rappresentano l'unica valida soluzione in grado di superare temporaneamente la fase di vera e propria emergenza ambientale».

Le discariche della Campania sono oggetto di decine di provvedimenti giudiziari di validità ambientale quantomeno discutibile, mentre indiscutibile è purtroppo la connessione fra i depositi illegali in discariche non controllate e i profitti della camorra.

A questo riguardo, un elemento utile viene non dal decreto, ma dal patto per la sicurezza di Napoli e Provincia, che dovrebbe essere sottoscritto - credo oggi o domani - dal Governo e dai poteri locali: il patto aumenta di trenta unità l'organico del reparto territoriale dei Carabinieri di Castello di Cisterna e aggiunge altri venti carabinieri al nucleo operativo ecologico per contribuire alle indagini oggetto di annose inchieste parlamentari mai concluse.

Chi, come me, voterà per la conversione in legge del decreto non può certamente illudersi che questo basti ad uscire dall'emergenza eterna e ad avviare la gestione del ciclo dei rifiuti in Campania verso la normalità: ci si arriverà soltanto quando si riuscirà ad affermare un principio elementare di gestione ecologica talmente semplice che non occorre, per motivarlo, scomodare i sommi princìpi di sostenibilità affermati nella Carta di Aalborg, cui fa appello l'articolo 2 del decreto.

Non occorre essere degli specialisti in materia di sostenibilità ambientale per rendersi conto che ogni territorio deve farsi carico di smaltire i rifiuti che produce, anziché accatastarli in balle plastificate sui frutteti di Aversa, in attesa di spedirli per ferrovia.

C'è in gestazione da anni una legge regionale in materia; c'è o c'era il piano dei termovalorizzatori, che funzionano egregiamente in tutta Europa e che non possono essere oggetto di anatema in nome della sindrome Nimby che, in questo caso, non serve neppure a proteggere il cortile di casa; e, sugli illeciti, c'è la Gazzetta Ufficiale del 3 novembre (ho concluso Presidente), che ha pubblicato la legge istitutiva della Commissione parlamentare d'inchiesta, erede anche quella di emergenze su cui si indaga fin dalla XII legislatura.

È lecito attendere che l'inchiesta parlamentare faccia pulizia nella materia ed io mi permetto di dire, concludendo, che lo scandalo civile e lo spreco finanziario non possono durare oltre, per non offendere oltre una città nobilissima ed una Regione che, nonostante i guasti cui è sottoposta, appartiene al patrimonio ambientale dell'umanità. (Applausi dai Gruppi Ulivo e IU-Verdi-Com).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ronchi. Ne ha facoltà.

RONCHI (Ulivo). Signor Presidente, intervengo per fare alcune precisazioni che ritengo utili al prosieguo dei nostri lavori.

Il collega D'Alì e, prima di lui, il collega Matteoli sollevavano il problema delle risorse disponibili che accompagnano questo provvedimento e richiamavano, in particolare, una critica a una tariffa di smaltimento di rifiuti di tipo regionale. Credo che questa interpretazione derivi da una formulazione non adeguata del testo approvato dalla Commissione: l'intenzione non era quella di istituire una tariffa regionale, ma di applicare la tariffa sui rifiuti, quindi la TARSU.

Si potrebbe benissimo sistemare la questione, perché non c'era alcuna intenzione di istituire una tariffa regionale per far fronte agli oneri. Del resto togliere ogni riferimento alla TARSU non è possibile, perché c'è un'attività ordinaria di gestione dei rifiuti in Campania che interferisce con l'attività del commissario, quindi i proventi della TARSU vanno citati, in quanto fanno parte delle misure necessarie e in atto.

Si aggiunge, nell'emendamento 5.100, approvato dalla Commissione: «nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato». Come i colleghi già sanno, in Commissione, il Governo ha individuato una disponibilità finanziaria che riguarderebbe questi due mesi del 2006; la difficoltà contabile è impegnare risorse sull'esercizio 2007 mentre è in corso la sessione di bilancio.

Io credo, però, che l'impegno politico, che potrebbe essere formalizzato dall'Aula, è di coprire questi due mesi grosso modo secondo la cadenza delle quote individuate anche dall'opposizione e poi impegnarsi, per la parte restante, ad individuare le risorse nell'ambito dei fondi della Protezione civile per le emergenze straordinarie, risorse che ci sono e che vanno incrementate. Contabilmente, credo, non è possibile trovare altra soluzione, ma l'accordo della Commissione e del rappresentante del Governo in Commissione era di individuare questa copertura aggiuntiva grosso modo nella misura in cui veniva stimata, cioè in circa 80 milioni di euro.

Ripeto: il problema è che noi non siamo in grado. Credo sia così, a meno che qualcuno non riesca a trovare una soluzione. Siamo in grado di coprire due mesi a chiusura dell'esercizio 2006, e poi bisogna poi individuare le risorse con la nuova legge finanziaria, essendo aperta la sessione di bilancio, impegnabili per l'anno 2007. Questa è la differenza rispetto al precedente decreto che, invece, esso non interveniva durante la sessione di bilancio.

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

 

SODANO, relatore. Signor Presidente, vorrei solamente riconfermare il lavoro fin qui svolto e il dibattito che ha avuto luogo in quest'Aula, nonostante alcuni degli interventi abbiano puntato a una critica delle amministrazioni. Credo tuttavia che sia un sentimento diffuso, in considerazione del fatto che, se dopo dodici anni si è ancora in stato di emergenza, è chiaro che vi è una responsabilità collettiva delle amministrazioni che si sono succedute.

Non mi soffermo - com'era mia intenzione - sul tema testé ripreso dal senatore Ronchi. Assumo quindi ciò che egli ha detto, con l'impegno che nell'esame degli emendamenti, quando arriveremo al punto che individua il finanziamento degli investimenti previsti, troveremo anche la copertura che stamattina il Governo in Commissione si è impegnato a recuperare e, con un emendamento presentato in Aula, sarà data risposta alle sollecitazioni dei colleghi.

Oggi abbiamo un'esigenza. Anch'io - come i colleghi - ho letto le dichiarazioni del commissario, dottor Bertolaso, in cui esprimeva preoccupazione in merito alla conversione del decreto-legge al nostro esame. È evidente che il lavoro che abbiamo svolto in considerazione della difficoltà estrema che vive la Regione Campania tiene conto anche delle aspettative che chi è chiamato a tale compito nutre nella conversione del decreto-legge in discussione.

Ritengo che alcuni degli emendamenti, condivisi anche dall'opposizione (lo vedremo quando passeremo al loro esame e, speriamo, alla loro approvazione) vadano nella direzione di fornire strumenti, risorse e tempi certi rispetto alla fuoriuscita dalla gestione commissariale e soprattutto dall'emergenza drammatica che ancora in queste ore vive tutta la Regione Campania.

Concludo ringraziando il collega Libé e ricordando ciò che ha affermato stamattina da parlamentare non campano: il problema dell'emergenza campana è ormai un'emergenza nazionale. È con questo spirito che dobbiamo affrontare il prosieguo della discussione in quest'Aula.

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, onorevoli senatori, svolgerò un intervento molto breve, a conclusione della discussione odierna sul decreto-legge relativo all'emergenza nel settore rifiuti in Campania, partendo innanzitutto dalla necessità di dare atto a tutti i Gruppi della maggioranza e dell'opposizione dell'atteggiamento costruttivo di cui hanno dato finora prova per consentire l'iter parlamentare del decreto e il suo approdo in Aula nei termini fissati dal calendario dell'Assemblea e della disponibilità che si è appalesata, nonostante qualche elemento di criticità, emerso nel dibattito, relativo soprattutto al rapporto tra le necessità finanziarie che un'emergenza quale quella dei rifiuti nella Regione Campania manifesta e le disponibilità che è possibile assicurare a sostegno dell'azione del commissario.

Desidero soltanto ricordare, come hanno già fatto tutti i senatori intervenuti, che questo decreto si colloca a dodici anni dall'avvio delle operazioni di emergenza nella Regione Campania e devo dire che, man mano che si è andati avanti, la situazione si è ulteriormente complicata.

Con questo decreto il Governo ha dovuto fare una scelta più forte delle precedenti, decidendo di nominare commissario per l'emergenza il Capo del Dipartimento della protezione civile. Sono lieto che questa decisione del Governo (che è un po' il cardine del decreto perché poi su questa scelta è costruito l'impianto del decreto stesso) sia stata salutata con favore da tutti i rappresentanti dei Gruppi intervenuti nel dibattito, oltre che dall'opinione pubblica, non solo perché la persona scelta ha dato buona, anzi ottima prova di sé in tante circostanze e di fronte a tante emergenze nelle quali il Paese si è imbattuto, ma soprattutto perché la formula di collegare l'intervento del commissario alla struttura e alle risorse ordinariamente a disposizione della Protezione civile ci pone nella condizione di rendere comunque più efficace l'azione del commissario per l'emergenza rifiuti in Campania.

Ciò non è sfuggito alla maggior parte degli intervenuti, così come non è sfuggito loro che ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza grave, che ha a che fare con tutto il ciclo dei rifiuti: direi dalla produzione dei rifiuti, dalla prima selezione, dalla raccolta, allo smaltimento, dal trasporto, alla destinazione finale dei rifiuti.

È tutto il ciclo dei rifiuti che è chiamato in causa in questa emergenza della Campania e che richiede un intervento forte da parte del commissario, ma anche, probabilmente, dei raccordi con la politica ordinaria in materia, che bisogna assolutamente evidenziare nella prospettiva, peraltro, di una conclusione, rapida, nei limiti del possibile, della gestione commissariale.

Non c'è dubbio che una gestione commissariale così lunga descrive una situazione patologica, non esprime una situazione fisiologica. Noi dobbiamo riuscire a far sì che questa patologia, anche se ha dei segnali, delle caratteristiche di cronicità, non assuma segnali di incurabilità. Ecco la ragione per la quale noi pensiamo - ci siamo trovati tutti d'accordo nel dibattito in Commissione, oltre che in Aula - di dover raccordare le azioni straordinarie e di emergenza che il commissario deve compiere all'ordinario che si deve poter svolgere con l'aiuto, con la collaborazione, con il protagonismo diretto soprattutto degli enti locali, della Regione, dei Comuni, delle Province, che agiscono anche attraverso i consorzi, ma anche dei cittadini.

Il collega Ronchi sa, infatti, meglio di me che, perché un piano di raccolta differenziata dei rifiuti abbia successo, c'è la necessità, non solo di gestire bene il servizio di raccolta, ma anche di una convinzione diffusa da parte di tutti coloro che producono e smaltiscono rifiuti.

Gli elementi di criticità emersi sono stati corretti da numerosi emendamenti della Commissione ambiente, che nell'insieme hanno sicuramente migliorato il testo, anche sulla base di osservazioni pervenute dalla Commissione affari costituzionali e di osservazioni e condizioni pervenute dalla Commissione bilancio. Probabilmente avremmo tutti desiderato poter fare di più, ma non era questa la sede che consentiva di fare di più.

Invece, ci siamo poi tutti convinti che, oltre a prevedere l'utilizzazione di risorse indirette (ricordo che la Ragioneria, fino ad ora, aveva previsto come copertura del decreto uno schema di copertura che faceva riferimento a risorse indirette e al riguardo valgono le precisazioni di Ronchi che anch'io, come rappresentante del Governo, faccio mie, in modo che non ci siano equivoci, in ordine alla TARSU che si raccoglie nella Regione Campania e non, ad una tassa campana sulla raccolta dei rifiuti), fosse necessario poter mettere a disposizione del commissario, immediatamente, a partire da ora, anche un gruppo di risorse dirette.

Tali risorse ammontano a 20 milioni di euro e sono quelle che siamo riusciti a reperire in coda di anno finanziario e che sicuramente dovranno poi trovare nella legge finanziaria un ulteriore corrispondente impegno per far fronte alla prosecuzione del mandato del commissario che abbiamo tutti insieme convenuto debba finire il 31 dicembre 2007, noi ci auguriamo a completo superamento della situazione di emergenza rifiuti della Regione Campania.

Anche per questo, quindi, desidero esprimere un ringraziamento per la disponibilità e per la costruttività; rispetto poi ai quesiti posti dal relatore, che in particolare ringrazio, e in numerosi interventi della maggioranza e dell'opposizione, vorrei assicurare la disponibilità del Governo perché coerentemente si dia corso agli impegni che sono stati assunti in Commissione e che si assumono questa sera in quest'Aula. (Applausi della senatrice Soliani).

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.

 

MALAN, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti trasmessi, preso atto dei chiarimenti fomiti dal Governo, secondo cui:

- la possibilità di coinvolgere le amministrazioni pubbliche e le strutture del Servizio nazionale della protezione civile di cui al comma 2 dell'articolo 1, rientra già nella competenza ordinaria del Capo del Dipartimento della protezione civile, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato;

- le misure volte all'informazione e alla partecipazione dei cittadini, ai sensi dell'articolo 2, rientrano tra le competenze ordinarie ed istituzionali del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui il Dipartimento della protezione civile già fornisce supporto e collaborazione;

rilevando tuttavia l'opportunità, al fine di garantire l'effettiva invarianza finanziaria del provvedimento, di riformulare il disposto normativo in coerenza con quanto rappresentato nella relazione tecnica e nei chiarimenti del Governo in merito alle modalità di copertura del provvedimento, precisando espressamente:

- in relazione all'articolo 1 del decreto-legge in conversione, che la riduzione dell'organico della struttura commissariale di cui al comma 4 deve riferirsi a posizioni effettivamente occupate e risultare contestuale ed equivalente finanziariamente alla nomina dei sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al comma 3;

- che le attività di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 2, comma 1, devono comunque essere svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

- con riferimento all'articolo 4, che i relativi oneri sono a carico del Commissario delegato, nel limite delle risorse a tal fine disponibili;

- che gli oneri derivanti dagli interventi per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli per la bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui all'articolo 5, sono posti a carico delle risorse rivenienti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania, nonché degli ulteriori fondi disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato,

esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta con le seguenti condizioni rese ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione:

a) che all'articolo 1, comma 2, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»;

b) che al comma 4 del medesimo articolo 1, sia soppressa la parola: «successive» e che siano aggiunte, in fine, le seguenti: «, contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248»;

c) che all'articolo 2, comma 1, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;

d) che all'articolo 4, dopo il comma 1, sia aggiunto, in fine, il seguente: «2. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono posti a carico del Commissario delegato, nei limiti delle risorse a tal fine disponibili.»;

e) che all'articolo 5, il comma 6 sia sostituito dal seguente: «6. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui al presente articolo 5, si fa fronte nell'ambito delle risorse derivanti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania, nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato».

«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, ad eccezione delle proposte 1.11, 3.1, 1.13, 3.2, 5.0.2, 4.3, 5.1, 5.300, 5.7, 5.11, 5.26, 5.0.1, 6.2 e 7.20, sulle quali il parere è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, nonché della proposta 5.9, sulla quale il parere è contrario. Formula infine parere non ostativo sui seguenti emendamenti, a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione:

a) all'emendamento 1.14, dopo le parole: «di due terzi» siano aggiunte, in fine, le seguenti: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;

b) all'emendamento x1.0.1, al comma 1 del capoverso «Art. 1-bis», dopo le parole: «ad adottare,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,»;

c) all'emendamento 2.1, dopo le parole: «Il Commissario delegato» siano inserite le seguenti: «,senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,»;

d) all'emendamento 4.7, dopo le parole: «I commissari ad acta definiscono,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,».

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,33)

 

(Segue MALAN, segretario). «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti e subemendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sulla proposta 2.30, a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'ultimo periodo la parola: «possono» sia sostituita dalla seguente: «devono», nonché parere di nulla osta sull'emendamento 4.200, condizionato, ai sensi della medesima disposizione costituzionale, alla sostituzione, al comma 6, della parola: «possono» con la seguente: «devono».

Esprime, poi, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sui subemendamenti 3.300/6, 5.120/1, 5.120/2 e 5.100/1, e parere di nulla osta sul subemendamento 4.200/1, a condizione che, ai sensi della citata norma costituzionale, dopo le parole: «I commissari ad acta definiscono,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,». Esprime, infine, parere di nulla osta sui restanti emendamenti e subemendamenti esaminati».

«La 1a Commissione permanente, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri:

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.11 e 4.3, non essendovi ostacolo, sotto il profilo della costituzionalità, a precisare la fattispecie della grave violazione di legge con l'indicazione di una specifica omissione che dia luogo allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale; si invita tuttavia a riformulare dette proposte nel senso di prevedere lo scioglimento dell'organo assembleare solo in ipotesi in cui vi sia una specifica riconducibilità dell'omissione alla responsabilità dell'organo collegiale del quale si prevede lo scioglimento;

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.500, 5.15, 5.22 e 5.26, invitando tuttavia a una loro riformulazione nel senso di evitare di individuare nel Presidente della Regione l'organo deputato a esprimere l'intesa prevista, considerando maggiormente conforme all'ordinamento costituzionale demandare all'autonomia regionale l'individuazione dell'organo a ciò competente; si osserva inoltre che, pur essendo certamente conforme a Costituzione la previsione di intese, non deve intendersi che l'ordinamento costituzionale precluda l'esercizio del potere statale in materia, in assenza di una preventiva intesa, quando si verifichino situazioni di reale e grave emergenza, per fronteggiare le quali non sia possibile attendere l'acquisizione dell'intesa stessa;

- parere non ostativo sull'emendamento 5.0.1, invitando tuttavia a verificarne puntualmente la compatibilità con l'articolo 119, ultimo comma, della Costituzione;

- parere non ostativo sui restanti emendamenti».

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G.1, che s'intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G1.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1 non verrà posto in votazione.

 

MORANDO (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, mi è giunta notizia della presentazione di un emendamento, credo a firma del relatore o del Governo, che dovrebbe aver assunto la numerazione 5.100 (testo 2) su cui, avendo rilievo finanziario, è necessario che la Commissione bilancio, non avendolo esaminato prima, esprima il parere di competenza.

Pertanto, signor Presidente, quando lei lo riterrà opportuno, bisognerebbe che io avessi il tempo di riunire almeno il Comitato pareri, perchè è un emendamento che ha un rilievo finanziario piuttosto significativo, per cui non posso dare il parere ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento.

 

PRESIDENTE. Senatore Morando, l'emendamento è già stato trasmesso alla Commissione bilancio.

 

MORANDO. Io posso anche riunire il Comitato, ma prima è necessario che lei mi autorizzi a farlo.

PRESIDENTE. Senatore Morando, quanto tempo crede sia necessario per esaminare l'emendamento in questione?

MORANDO. Non più di un quarto d'ora, signor Presidente.

PRESIDENTE. In tal caso, propongo di illustrare gli emendamenti e di esprimere i pareri per poi eventualmente sospendere, se non ancora concluso l'esame da parte della Commissione bilancio.

 

MORANDO. Sono dunque autorizzato sin d'ora a riunire il Comitato pareri?

 

PRESIDENTE. È senz'altro autorizzato a farlo, senatore Morando.

 

VIESPOLI (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VIESPOLI (AN). Signor Presidente, credo che la riunione della Commissione bilancio per l'espressione dei pareri sia preliminare, quindi sarebbe opportuno sospendere subito i nostri lavori.

 

PRESIDENTE. Senatore Viespoli, procediamo solo all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1; ove il lavoro della Commissione non fosse ancora concluso, non procederò ulteriormente finché non si sia proceduto a questa valutazione.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1069) Conversione in legge del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (Relazione orale) (ore 16,36)

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1069.

Ricordo che nella seduta antimeridiana il relatore ha svolto la relazione orale ed ha avuto inizio la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Matteoli. Ne ha facoltà.

MATTEOLI (AN). Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, quando la Regione Campania presentò, a cavallo degli anni 1994-1995, il piano di smaltimento dei rifiuti... (Brusìo).

PRESIDENTE. Mi scusi per l'interruzione, senatore Matteoli. Prego i colleghi di prendere posto in Aula.

MATTEOLI (AN). ...quel piano fu considerato dall'allora direttore generale del Ministero dell'ambiente talmente valido da dover essere addirittura esportato nelle altre Regioni.

Proprio per evitare equivoci, non ascrivo alcun merito ai Governi di centro-destra perché quando fu presentato il piano era in carica il Governo Dini e dunque certamente non un Governo di centro-destra.

Ebbene, bisogna chiedersi oggi perché quello che era considerato un ottimo piano da coloro che se ne intendono non ha funzionato ed è stato un totale fallimento.

La prima considerazione da fare è la seguente: il piano in questione prevedeva per lo smaltimento dei rifiuti, al termine del ciclo, la realizzazione di due termovalorizzatori per bruciare il CDR e produrre energia. Questi due termovalorizzatori non sono stati realizzati e la costruzione degli stessi è iniziata, circa un anno fa, grazie all'intervento dell'allora Ministro dell'interno che faceva accompagnare gli operai, le maestranze, che dovevano realizzarli dai carabinieri o dagli agenti di pubblica sicurezza.

La seconda considerazione che voglio fare è che il commissariamento avvenne nella prima fase, non solo in Campania ma anche nelle altre Regioni, nominando commissari i prefetti: ebbene, il fallimento fu totale. Chi governava allora pensò, dunque, di non rivolgersi più ad alti funzionari dello Stato, ma di commissariare facendo ricorso alla politica, quindi con i presidenti delle Regioni o comunque con delegati dei presidenti delle Regioni. Anche in quel caso, il fallimento fu totale.

Vi sono responsabilità nazionali? Certamente vi sono, perchè quando non si è risolto un problema vuol dire che i Governi di centro-sinistra e di centro-destra che hanno attraversato questo ultimo decennio non hanno trovato una soluzione e quindi possono avere delle responsabilità; ma, in larga parte, le responsabilità sono della Regione Campania, che dopo aver ottenuto centinaia di miliardi per smaltire i rifiuti ha fatto sì che nelle strade della Campania i cumuli di spazzatura arrivasse spesso anche ai primi piani. E se qualcosa deve essere rimproverato ai politici nazionali, è sicuramente il non essere stati capaci di convincere i cittadini in buona fede che la realizzazione dei termovalorizzatori era l'unico mezzo per poter risolvere il problema.

I termovalorizzatori non sono stati realizzati perché lo smaltimento dei rifiuti in Campania in larga parte è gestito, direttamente o indirettamente, dalla criminalità organizzata che vuole mantenere lo status quo perché mantenendolo continua ad arricchirsi, come ha fatto in questi ultimi dieci anni. C'è stata omertà da parte di alcuni cittadini? Io non generalizzo, ma certamente ci sono alcuni che hanno fatto finta di non vedere, di non sentire e soprattutto di non parlare.

Il Consiglio dei ministri ha deciso di presentare questo decreto‑legge e di proporre al Parlamento la nomina, come commissario straordinario, del dottor Guido Bertolaso: io sono tra coloro che ha apprezzato l'iniziativa del Governo e l'individuazione di Guido Bertolaso come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. Ci aspettavamo, però, che all'interno del provvedimento si fosse deciso di mettere in condizione Guido Bertolaso di poter veramente intervenire, inserendo una cifra da poter spendere: ebbene, ciò non è accaduto. Quando poi il decreto-legge è arrivato nelle Aule parlamentari si è fatto qualcosa di peggio, perché sono stati presentati emendamenti che mirano a far pagare ai cittadini, attraverso la tariffa, lo smaltimento dei rifiuti.

Io non mi rivolgo alle forze politiche, né ai partiti o ai Gruppi che in qualche modo le rappresentano; mi voglio rivolgere a quei colleghi senatori che sanno che in questi ultimi dieci anni sono stati inviati verso la Campania centinaia di miliardi per lo smaltimento dei rifiuti e, non essendosi risolto il problema, si ricorre nuovamente ai cittadini per far pagare loro, attraverso la tariffa, lo smaltimento dei rifiuti. Ma questi cittadini campani quante volte devono pagarne lo smaltimento? (Applausi dal Gruppo AN). Lo pagano attraverso le tasse e ora si trovano a pagarlo ulteriormente attraverso la tariffa.

Da parte del Gruppo di Alleanza Nazionale c'è la massima disponibilità e la massima responsabilità; sappiamo perfettamente che il problema esiste, sappiamo anche che il precedente prefetto Catenacci ha lavorato cercando, anche con forza, di trovare soluzioni. Le soluzioni non sono state trovate, perché ha trovato sempre un impatto attraverso la Regione, attraverso le istituzioni regionali. Noi chiediamo che il Governo, attraverso questo decreto, metta a disposizione le risorse necessarie per effettuare veramente lo smaltimento dei rifiuti in Campania, senza ricorrere al soccorso di altre Regioni o inviando i rifiuti verso la Germania, com'è accaduto più volte.

Ma ci devono essere le risorse. Non è nemmeno concepibile - circola questa voce, voglio sperare che non sia vera - che si trovino le risorse fino al 31 dicembre, poi si farebbe approvare un ordine del giorno. Questo è assolutamente inaccettabile per il Gruppo di Alleanza Nazionale.

Noi siamo disponibili ed abbiamo apprezzato la scelta di Bertolaso, perché con la Protezione civile si ha alle spalle una struttura molto forte; quindi, Bertolaso va benissimo, però ho letto anche le dichiarazioni dello stesso dottor Bertolaso, il quale ha affermato che, se non ci sono risorse, si dimetterà. Non è assolutamente pensabile di risolvere il problema senza adeguate risorse.

Sono oggi presenti esponenti autorevoli del Governo; ci facciano sapere quanti soldi sono disposti a prevedere in questo decreto e, un secondo dopo, avranno l'approvazione del Gruppo di Alleanza Nazionale. (Applausi dal Gruppo AN).

 

PRESIDENTE. Pregherei i colleghi di prendere posto, perché è difficile intervenire in una situazione del genere.

È iscritto a parlare il senatore Pontone. Ne ha facoltà.

PONTONE (AN). Signor Presidente, colleghi senatori, sono napoletano e, come tale, avrei gradito parlare delle bellezze di Napoli, del suo mare, del suo bel clima, dei suoi castelli, delle sue biblioteche, della sua università, della sua storia millenaria e della sua civiltà.

Invece, oggi si parla e si sente parlare di violenza, di camorra, di morti e, infine, di rifiuti, che ammorbano l'aria e costituiscono un pericolo per tutti gli abitanti di questa nobile città. Guardando la realtà, mi sento mortificato di dover parlare in quest'Aula e davanti a tutta la Nazione della grave quanto insostenibile condizione in cui versa oggi Napoli; e questo nonostante i miliardi che Regione, Province e Comuni campani hanno sperperato e non hanno saputo amministrare, con la conseguenza che non sono stati capaci di tutelare neppure la salute dei loro cittadini.

Com'è possibile che l'ordinario prelievo dei rifiuti e il loro necessario trattamento sia stato normale nel corso degli anni, senza stati e momenti di emergenza? Com'è possibile che in 12 anni la situazione sia precipitata, passando via via nelle mani di diversi commissari straordinari, per giungere ora ad un risultato fallimentare, ad uno stadio di emergenza nazionale, tanto da dover ricorrere al capo del Dipartimento della protezione civile, dottor Bertolaso? Dopo tanto clamore e molteplici polemiche... (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Ha ragione, senatore Pontone, e le chiedo scusa. Prego i colleghi senatori di ascoltare. C'è un brusìo inaccettabile; è veramente difficile parlare in questo contesto.

Prego, senatore Pontone.

 

PONTONE (AN). Dopo tanto clamore e molteplici polemiche, è stato ora emanato un ennesimo decreto, nato insufficiente, debole, senza coperture finanziarie e, in più, addirittura incostituzionale. Ora è il momento di fare sul serio e di arrivare ad un piano che liberi ed estirpi questo problema che affligge Napoli.

Signori della maggioranza, il commissario Bertolaso vi ha avvertito: se il decreto‑legge in discussione in Parlamento non conterrà poteri e strumenti necessari per fare un buon lavoro, sarà costretto a dimettersi. Non è possibile che un commissario... (Brusìo in Aula. Richiami del Presidente).

 

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Pontone: prego i colleghi che sono nell'emiciclo di prendere posto. Senatore Saporito, presidente Matteoli, senatore D'Alì, vi prego di prendere posto e di abbassare il volume della conversazione tra di voi, altrimenti è difficile parlare in questo contesto. Prego, senatore Pontone, prosegua.

 

PONTONE (AN). Non è possibile che un commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Campania non abbia i poteri e gli strumenti idonei per risolvere il problema una volta e per sempre: il dottor Bertolaso ha detto apertamente che questa è l'emergenza più difficile che ha dovuto affrontare da quando ricopre la carica di commissario della Protezione Civile.

Questo decreto, così come si prospetta, è quasi una camicia di forza che si vuole imporre al commissario Bertolaso senza dargli gli strumenti necessari per la soluzione del problema. Come ho già detto, c'é l'incapacità degli amministratori campani, di Regione, Provincia e Comuni, che non hanno saputo svolgere i loro compiti e oggi vogliono scaricare completamente sulla Protezione Civile questa loro responsabilità. È strano che tutti quelli che hanno sempre ostacolato la costruzione dei termovalorizzatori... (Brusìo. Richiami del Presidente).

 

PRESIDENTE. Colleghi vi prego, non siamo al mercato. Vi prego di usare attenzione a chi parla; sono stato costretto a fare già tre richiami. Gli argomenti sono importanti: chi vuole parlare d'altro, può accomodarsi fuori, altrimenti è veramente impossibile governare l'Aula.

Prego, senatore Pontone, le chiedo scusa a nome dei colleghi.

 

PONTONE (AN). È strano che tutti quelli che hanno sempre ostacolato la costruzione dei termovalorizzatori fino ad aizzare la gente per impedirne la realizzazione, oggi che sono al Governo ne vogliano la costruzione.

Signori della maggioranza, Napoli, la mia Napoli, sicuramente non può morire e non morrà per colpa vostra. (Applausi dal Gruppo AN).

 

PRESIDENTE. La ringrazio senatore Pontone, anche per le difficoltà nelle quali è intervenuto.

È iscritto a parlare il senatore Giuliano. Ne ha facoltà.

GIULIANO (FI). Signor Presidente, ancora una volta quest'Aula si trova ad esaminare un provvedimento che riguarda l'emergenza rifiuti in Campania. Allora, una riflessione è doverosa per individuare le responsabilità che ci sono state in questa che è stata definita una vergogna nazionale, altrimenti non acquisiremmo esperienza dal passato e non potremmo adottare gli opportuni provvedimenti.

Ebbene, basta riguardare il piano così come era stato formato per individuare il dilettantismo con il quale è stata affrontata la questione. Un sistema montuoso fatto di CDR, incapace anche di essere bruciato, senza pensare al termovalorizzatore, vale a dire alla fase finale necessaria per consumare tutto ciò che viene raccolto e viene prodotto. Ma, soprattutto, in questo periodo c'è stata un'inefficienza, un clientelismo, una scandalosa gestione del commissariato, che pure non è cosa nuova. Già nel 2001 la Corte dei conti l'aveva sottolineato con parole dure, con rilievi che erano indicativi di un certo tipo di gestione: in modo particolare, aveva sottolineato l'inefficienza organizzativa di quella gestione, con costi elevati e scarsa produttività complessiva, senza alcun intervento di raccolta differenziata e alcuna messa in sicurezza delle discariche abusive.

Oltre ai rilievi della Corte dei conti, c'é stata anche una recente inchiesta dell'Ispettorato del Ministero delle finanze; il dottor Natale Monsurrò ha sottolineato come la struttura addirittura operava senza un bilancio di previsione di entrata e di spesa e ha indicato anche alcuni casi veramente scandalosi: la costituzione della società PAN fatta insieme ad una società di informatica con 100 dipendenti, addirittura con compensi che fanno tremare le vene ai polsi, relativi alla costituzione di una società presieduta dal dottor Riccardo Di Palma, compensato con 400.000 euro senza che nulla avesse dimostrato di aver fatto in quel frattempo.

Sono elementi che emergono da atti ufficiali, sui quali mai si è intervenuto e dei quali mai si è preso atto con responsabilità. Ma il fatto eclatante, signor Presidente, è la famosa assunzione nel 2001, vale a dire alla vigilia di un appuntamento elettorale, di ben 2.314 LSU a tempo indeterminato, per un costo di 55 milioni di euro annui.

Di questa gestione scandalosa, il maggiore responsabile politico non può che essere indicato nel Presidente della Regione Campania che, proprio nel momento più importante, in cui si organizzava quel fenomeno, ha avuto quella responsabilità così alta, ma anche nella relazione presentata dalla Commissione di indagine sui rifiuti, dove sono stati segnalati casi vergognosi: terreni che passano di mano in una sola giornata da 4 a 5 persone, con un aumento di prezzi stipulati dalla stessa persona nei confronti della stessa società e presso lo stesso notaio. Pare vi siano ben 40 procedimenti penali e che 14 magistrati si interessino della vicenda. Ma a tutt'oggi non abbiamo ancora visto l'esito di nessuna indagine, nonostante i fatti eclatanti, di sì importante malcostume e clientelismo.

Proprio in questo momento, signor Presidente, è arrivato un comunicato stampa da parte del commissario Bertolaso che ha minacciato le proprie dimissioni, denunziando in maniera chiara e precisa le responsabilità degli enti locali, che sinora nulla hanno fatto verso questo fenomeno. Inoltre, è stato fatto un paragone rispetto al passato e alle precedenti emergenze, in modo particolare rispetto a quella denunciata dalla sinistra del momento, a proposito del terremoto di più di 20 anni fa. Questa è maggiore, più grave e, nei confronti di questa emergenza, anche lo stesso Bertolaso si dichiara impotente ed incapace di potere intervenire con efficacia e con efficienza.

Quali i rimedi? Innanzitutto, la individuazione della responsabilità di coloro i quali volevano contrabbandarci un drammatico quanto ridicolo Rinascimento e la voglia forte di tornare ad una normalità per cancellare quella che è stata giustamente definita una vergogna nazionale.

Quali i criteri? Lo abbiamo detto e più volte sottolineato. Innanzitutto, la provincializzazione dei rifiuti: ciascuna Provincia deve raccogliere e smaltire i rifiuti che produce. Soprattutto si sente la necessità di una responsabilizzazione e di un coinvolgimento degli enti locali, in modo particolare dei Comuni e delle Province che sinora si sono sottratti a quel compito, anche se indotti da una gestione che operava un vero e proprio terrorismo ecologico, imponendo contratti, ditte e situazioni che non fanno onore né alla trasparenza né alla legalità. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Coronella).

 

PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare il brusìo perché è veramente impossibile parlare in questo contesto. Prego i senatori presenti nell'emiciclo di prendere posto.

Presidente Calderoli, colleghi, vi prego: ci sono altri interventi ed anche per una forma di rispetto per quest'Aula e per chi parla è opportuno ascoltare i colleghi.

È iscritto a parlare il senatore D'Alì. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia, in Commissione, nell'esprimere il voto sul mandato al relatore, ha espresso un voto di astensione per alcuni motivi che succintamente riepilogo: alcuni sono stati illustrati dai colleghi intervenuti durante la discussione generale e riflettono le responsabilità di una vicenda assai triste per l'intera Nazione, quale quella dell'emergenza rifiuti in Campania. Condivido interamente il contenuto dell'intervento dei colleghi Giuliano e Morra.

Vi è di più. Noi esprimeremo un voto di astensione perché, in realtà, non comprendiamo alcuni passaggi del decreto-legge in esame. Riteniamo che il commissariamento sia un passaggio ineludibile per mettere un po' di ordine nella vicenda. Poi, però, a parte la concitazione e la confusione del Governo e della maggioranza nell'elaborare un possibile testo definitivo del decreto-legge, alcuni punti ci preoccupano fortemente. Essi riguardano principalmente i meccanismi di copertura del decreto-legge.

Innanzitutto, vorrei che tanto il Governo quanto il Presidente della 5a Commissione permanente mi chiarissero un punto del provvedimento in esame, a mio giudizio nuovo rispetto all'intero ordinamento giuridico. Mi riferisco alla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania. A lume delle mie conoscenze, signor Presidente, onorevoli colleghi (mi spiace che in questo momento molti senatori siano impegnati in conciliaboli vari), non esiste una tariffa regionale di smaltimento dei rifiuti. Infatti, tutto ciò che concerne lo smaltimento dei rifiuti è devoluto alla competenza degli enti locali ed, in particolare, dei Comuni.

Nonvorrei dunque che il comma 6 dell'articolo 5 del decreto-legge in esame, poi ripreso da un emendamento della Commissione elaborato sul testo definito dalla 5a Commissione permanente, sottintendesse la volontà di inserire una nuova forma di tariffazione dello smaltimento dei rifiuti effettuata su base regionale. Ciò sarebbe, innanzi tutto, un'innovazione ed un ulteriore aggravio, cioè l'introduzione di una nuova forma di aggravio nei confronti dei cittadini, e poi sarebbe una colossale violazione del Titolo V della Costituzione che riserva agli enti locali competenza e pari dignità in alcune materie specifiche. Come è noto, tra queste, una funzione fondamentale dei Comuni è quella relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.

Quindi, il Governo e la 5a Commissione permanente devono rassicurarci sul significato della dizione "tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania": per rassicurarci realmente devono eliminarla dal dettato sia del decreto-legge che di eventuali emendamenti. Infatti, resteremmo fortemente preoccupati e contrari ad ogni forma, anche surrettizia, di introduzione di nuove tassazioni e vessazioni del cittadino campano, che è già sufficientemente provato dall'inefficienza dei servizi locali che hanno provveduto al servizio di smaltimento dei rifiuti su quel territorio.

Ancora di più, con un subemendamento abbiamoproposto di definire con certezza le risorse da affidare al commissario straordinario. (Brusìo. Richiami del Presidente). Signor Presidente, le chiedo scusa, ma non sono nelle condizioni di proseguire il mio intervento.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa io, senatore D'Alì, perché lei ha perfettamente ragione.

Onorevoli colleghi, vi prego di fare silenzio. Chiunque voglia parlare si può accomodare fuori dall'emiciclo e dall'Aula, altrimenti è difficile sviluppare un intervento. Senatore Casson, senatore Stanca, vi prego di fare silenzio.

Invito tutti i colleghi ad accomodarsi. Peraltro, più di un senatore ha interrotto il proprio intervento perché impossibilitato a continuare.

Prego, senatore D'Alì, prosegua pure il suo intervento.

D'ALI' (FI). La ringrazio, signor Presidente.

Vi è di più. Uno degli opportuni interventi effettuati in Commissione è stato quello di definire lo spazio temporale del commissariamento, che il decreto del Governo ha lasciato senza alcun margine o limite. La Commissione ha individuato lo spazio temporale nel limite massimo del 31 dicembre 2007; di conseguenza, il Governo ha l'obbligo di indicare le risorse che metterà a disposizione del commissario straordinario da oggi a quella data.

Tali risorse sono facilmente quantificabili, anche sulla base delle esperienze precedenti (per quanto queste non abbiano portato a soluzione definitiva del problema). Il Governo Berlusconi, per un analogo periodo di tempo, ha messo a disposizione del commissario straordinario 80 milioni di euro.

Richiediamo allora che il Governo da oggi sino al 31 dicembre 2007 metta a disposizione quantomeno la stessa cifra, eliminando completamente la possibilità, anche se interpretativa e surrettizia, di introdurre una nuova tariffa di smaltimento dei rifiuti su base regionale, che, ripeto, non solo è pericolosa per i cittadini della Campania, ma è assolutamente contraria al dettato del Titolo V della Costituzione. (Applausi dai Gruppi FI e AN). Stiamo attenti a questo aspetto.

Nel ribadire pertanto la posizione di assoluta preoccupazione del Gruppo di Forza Italia, preannuncio che valuteremo l'atteggiamento da assumere su questo decreto al termine della discussione sugli emendamenti e quando il Governo avrà fornito i chiarimenti da noi richiesti. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanone. Ne ha facoltà.

 

ZANONE (Ulivo). Signor Presidente, signori senatori, nel motivare il voto favorevole del Gruppo dell'Ulivo alla conversione in legge del decreto-legge, la franchezza mi obbliga a non tacere il senso di sproporzione che si avverte dalla lettura del provvedimento.

Tra il provvedimento e la gravità della situazione che si cerca di fronteggiare c'è una sproporzione che si può leggere già nel titolo, nel senso che il ricorso alla decretazione è giustificato in nome dell'emergenza ma il contenuto del decreto non basta affatto ad uscirne. Ciò non vale solo per la copertura dei costi, che la tariffa regionale non basterebbe sicuramente a compensare, e che ora vedo da un emendamento della Commissione sarà affidata ai fondi di dotazione del commissario, ma per considerazioni più ampie che cercherò di presentare in breve.

La necessità del decreto è fuori discussione e non manca neppure qualche elemento di utilità di cui vorrei parlare fra poco. In premessa, dopo gli esiti infausti delle precedenti gestioni commissariali è senz'altro utile la chiamata in campo del Servizio nazionale di protezione civile e la nomina a commissario del capo del servizio Guido Bertolaso, funzionario che ha dimostrato nelle circostanze più difficili la capacità di servire lo Stato e i cittadini nelle operazioni di prima linea. Mi sembra che su questo siamo tutti d'accordo. Tanto basta di fronte alla somma urgenza delle cose per votare la conversione in legge del decreto ma con l'amara cognizione che ciò non basterà affatto ad uscire dall'emergenza.

Signor Presidente, fra le anomalie del caso italiano ci sono gli ossimori delle emergenze eterne. Quella dei rifiuti in Campania decorre ufficialmente dal 1994, come ci ha ricordato stamane il relatore, ed è appunto un'emergenza eterna di strade ingombre di rifiuti fino al rischio per la salute pubblica, in un'area fra le più sovraffollate di Europa e fra le poche d'Italia ad alta densità di popolazione infantile.

Un'emergenza eterna di discariche, per lo più fuori norma, dove razzola di tutto, soprattutto la malavita. Un'emergenza eterna di termovalorizzatori, localizzati progettati e non costruiti, e di rivolte popolari che occupano strade e ferrovie per protestare non contro i cumuli di immondizie, ma contro gli impianti che sarebbero necessari per rimuoverli.

Posso rivendicare qualche precedente in proposito soltanto per ammettere una sconfitta. Anni fa provai ad occuparmi, quale privato cittadino del Nord, del degrado ambientale dei Campi Flegrei e del litorale domiziano, un patrimonio storico, culturale e naturale unico al mondo, tappa obbligata del grand tour italiano dei viaggiatori europei del Settecento, che versava - l'uso del tempo passato è sbagliato per ottimismo - in condizioni tali di dissesto ecologico da indurmi, già negli anni Ottanta, quando mi riuscì di firmare la legge istitutiva del Ministero dell'ambiente, a individuare la zona flegrea e il basso Volturno come una delle aree a più alto rischio ecologico cui applicare le misure straordinarie istituite da quella legge.

Quando qualche anno fa tornai ad occuparmene, due parlamentari napoletani - l'onorevole Gerardo Bianco, alla Camera e il professor Fulvio Tessitore, qui al Senato - se ne fecero portavoce con un allarmato articolo sul quotidiano «Il Mattino». Sono passati altri tre o quattro anni e la questione rimane agli onori delle cronache non solo italiane, ma internazionali. La stampa estera commenta con sarcasmo le spedizioni ferroviarie dei rifiuti napoletani in varie parti d'Italia e d'Europa al non modico costo - si legge adesso nella relazione al decreto - di 140 euro per tonnellata.

La Campania produce circa 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno: uno spreco enorme di denaro pubblico, un'enorme assurdità ecologica. È perciò desolante, anche se a breve inevitabile, leggere nel decreto la previsione secondo cui una parte non precisata dei rifiuti prodotti in Campania continuerà ad essere trasferita fuori Regione. Si tratta, ripeto, di una parte che non viene precisata perché per trasferirli tutti si spenderebbe, come si è visto, la bellezza di un milione al giorno.

Quale contributo porta dunque il decreto, che indichi almeno un percorso per venire fuori dall'eterna emergenza? A mio avviso il solo efficace, oltre agli interventi immediati di somma urgenza, è l'insieme di misure per la raccolta differenziata, che in Campania segna, sia pure con qualche eccezione meritoria, indici fra i più bassi in Italia: poco più del 10 per cento rispetto alla soglia di norma del 35.

Sul punto, in effetti, nel decreto qualcosa di utile c'è: c'è la nomina di un subcommissario con l'incarico specifico di promuovere e coordinare la raccolta differenziata; c'è la possibilità di nominare commissari ad acta nei Comuni inadempienti; e, soprattutto, è sperabile che si applichi alle campagne per la raccolta differenziata l'articolo 2 del decreto, che dispone il programma di informazione e partecipazione dei cittadini, perché la raccolta differenziata, che è la prima misura fondamentale per una gestione razionale del ciclo, dipende tutta dal civismo della popolazione e quindi richiede davvero una campagna di educazione ambientale nelle scuole, nelle associazioni locali, nelle comunità di vicinato.

Se questo è l'elemento del decreto più promettente per uscire dall'emergenza, il limite più grave consiste, a mio avviso, nel silenzio sulla chiusura del ciclo, ossia sull'individuazione definitiva dei siti e delle costruzioni di impianti per il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili. Il decreto non dice nulla in proposito, ma dalle notizie che circolano - perché si sa o si pensa di sapere - è emerso che dei siti a suo tempo individuati non ne sopravvivano ormai più di un paio e che dei termovalorizzatori in costruzione ve ne sia soltanto uno, che sarà idoneo a bruciare in un anno 650.000 tonnellate di rifiuti, quanta la Campania ne produce in meno di tre mesi, mentre un secondo termovalorizzatore, nel casertano, pare che i macchinari siano stati acquistati da anni e restino nei depositi dei venditori in attesa di costruzione dell'impianto.

Quindi, di fronte allo spreco finanziario della spedizione fuori Regione e all'assoluta insufficienza degli impianti di incenerimento, anche nel futuro di medio termine, il decreto ripiega sulla riapertura delle discariche che - si legge nella relazione, con riferimento all'articolo 5 - «allo stato attuale, rappresentano l'unica valida soluzione in grado di superare temporaneamente la fase di vera e propria emergenza ambientale».

Le discariche della Campania sono oggetto di decine di provvedimenti giudiziari di validità ambientale quantomeno discutibile, mentre indiscutibile è purtroppo la connessione fra i depositi illegali in discariche non controllate e i profitti della camorra.

A questo riguardo, un elemento utile viene non dal decreto, ma dal patto per la sicurezza di Napoli e Provincia, che dovrebbe essere sottoscritto - credo oggi o domani - dal Governo e dai poteri locali: il patto aumenta di trenta unità l'organico del reparto territoriale dei Carabinieri di Castello di Cisterna e aggiunge altri venti carabinieri al nucleo operativo ecologico per contribuire alle indagini oggetto di annose inchieste parlamentari mai concluse.

Chi, come me, voterà per la conversione in legge del decreto non può certamente illudersi che questo basti ad uscire dall'emergenza eterna e ad avviare la gestione del ciclo dei rifiuti in Campania verso la normalità: ci si arriverà soltanto quando si riuscirà ad affermare un principio elementare di gestione ecologica talmente semplice che non occorre, per motivarlo, scomodare i sommi princìpi di sostenibilità affermati nella Carta di Aalborg, cui fa appello l'articolo 2 del decreto.

Non occorre essere degli specialisti in materia di sostenibilità ambientale per rendersi conto che ogni territorio deve farsi carico di smaltire i rifiuti che produce, anziché accatastarli in balle plastificate sui frutteti di Aversa, in attesa di spedirli per ferrovia.

C'è in gestazione da anni una legge regionale in materia; c'è o c'era il piano dei termovalorizzatori, che funzionano egregiamente in tutta Europa e che non possono essere oggetto di anatema in nome della sindrome Nimby che, in questo caso, non serve neppure a proteggere il cortile di casa; e, sugli illeciti, c'è la Gazzetta Ufficiale del 3 novembre (ho concluso Presidente), che ha pubblicato la legge istitutiva della Commissione parlamentare d'inchiesta, erede anche quella di emergenze su cui si indaga fin dalla XII legislatura.

È lecito attendere che l'inchiesta parlamentare faccia pulizia nella materia ed io mi permetto di dire, concludendo, che lo scandalo civile e lo spreco finanziario non possono durare oltre, per non offendere oltre una città nobilissima ed una Regione che, nonostante i guasti cui è sottoposta, appartiene al patrimonio ambientale dell'umanità. (Applausi dai Gruppi Ulivo e IU-Verdi-Com).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ronchi. Ne ha facoltà.

 

RONCHI (Ulivo). Signor Presidente, intervengo per fare alcune precisazioni che ritengo utili al prosieguo dei nostri lavori.

Il collega D'Alì e, prima di lui, il collega Matteoli sollevavano il problema delle risorse disponibili che accompagnano questo provvedimento e richiamavano, in particolare, una critica a una tariffa di smaltimento di rifiuti di tipo regionale. Credo che questa interpretazione derivi da una formulazione non adeguata del testo approvato dalla Commissione: l'intenzione non era quella di istituire una tariffa regionale, ma di applicare la tariffa sui rifiuti, quindi la TARSU.

Si potrebbe benissimo sistemare la questione, perché non c'era alcuna intenzione di istituire una tariffa regionale per far fronte agli oneri. Del resto togliere ogni riferimento alla TARSU non è possibile, perché c'è un'attività ordinaria di gestione dei rifiuti in Campania che interferisce con l'attività del commissario, quindi i proventi della TARSU vanno citati, in quanto fanno parte delle misure necessarie e in atto.

Si aggiunge, nell'emendamento 5.100, approvato dalla Commissione: «nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato». Come i colleghi già sanno, in Commissione, il Governo ha individuato una disponibilità finanziaria che riguarderebbe questi due mesi del 2006; la difficoltà contabile è impegnare risorse sull'esercizio 2007 mentre è in corso la sessione di bilancio.

Io credo, però, che l'impegno politico, che potrebbe essere formalizzato dall'Aula, è di coprire questi due mesi grosso modo secondo la cadenza delle quote individuate anche dall'opposizione e poi impegnarsi, per la parte restante, ad individuare le risorse nell'ambito dei fondi della Protezione civile per le emergenze straordinarie, risorse che ci sono e che vanno incrementate. Contabilmente, credo, non è possibile trovare altra soluzione, ma l'accordo della Commissione e del rappresentante del Governo in Commissione era di individuare questa copertura aggiuntiva grosso modo nella misura in cui veniva stimata, cioè in circa 80 milioni di euro.

Ripeto: il problema è che noi non siamo in grado. Credo sia così, a meno che qualcuno non riesca a trovare una soluzione. Siamo in grado di coprire due mesi a chiusura dell'esercizio 2006, e poi bisogna poi individuare le risorse con la nuova legge finanziaria, essendo aperta la sessione di bilancio, impegnabili per l'anno 2007. Questa è la differenza rispetto al precedente decreto che, invece, esso non interveniva durante la sessione di bilancio.

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

 

SODANO, relatore. Signor Presidente, vorrei solamente riconfermare il lavoro fin qui svolto e il dibattito che ha avuto luogo in quest'Aula, nonostante alcuni degli interventi abbiano puntato a una critica delle amministrazioni. Credo tuttavia che sia un sentimento diffuso, in considerazione del fatto che, se dopo dodici anni si è ancora in stato di emergenza, è chiaro che vi è una responsabilità collettiva delle amministrazioni che si sono succedute.

Non mi soffermo - com'era mia intenzione - sul tema testé ripreso dal senatore Ronchi. Assumo quindi ciò che egli ha detto, con l'impegno che nell'esame degli emendamenti, quando arriveremo al punto che individua il finanziamento degli investimenti previsti, troveremo anche la copertura che stamattina il Governo in Commissione si è impegnato a recuperare e, con un emendamento presentato in Aula, sarà data risposta alle sollecitazioni dei colleghi.

Oggi abbiamo un'esigenza. Anch'io - come i colleghi - ho letto le dichiarazioni del commissario, dottor Bertolaso, in cui esprimeva preoccupazione in merito alla conversione del decreto-legge al nostro esame. È evidente che il lavoro che abbiamo svolto in considerazione della difficoltà estrema che vive la Regione Campania tiene conto anche delle aspettative che chi è chiamato a tale compito nutre nella conversione del decreto-legge in discussione.

Ritengo che alcuni degli emendamenti, condivisi anche dall'opposizione (lo vedremo quando passeremo al loro esame e, speriamo, alla loro approvazione) vadano nella direzione di fornire strumenti, risorse e tempi certi rispetto alla fuoriuscita dalla gestione commissariale e soprattutto dall'emergenza drammatica che ancora in queste ore vive tutta la Regione Campania.

Concludo ringraziando il collega Libé e ricordando ciò che ha affermato stamattina da parlamentare non campano: il problema dell'emergenza campana è ormai un'emergenza nazionale. È con questo spirito che dobbiamo affrontare il prosieguo della discussione in quest'Aula.

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, onorevoli senatori, svolgerò un intervento molto breve, a conclusione della discussione odierna sul decreto-legge relativo all'emergenza nel settore rifiuti in Campania, partendo innanzitutto dalla necessità di dare atto a tutti i Gruppi della maggioranza e dell'opposizione dell'atteggiamento costruttivo di cui hanno dato finora prova per consentire l'iter parlamentare del decreto e il suo approdo in Aula nei termini fissati dal calendario dell'Assemblea e della disponibilità che si è appalesata, nonostante qualche elemento di criticità, emerso nel dibattito, relativo soprattutto al rapporto tra le necessità finanziarie che un'emergenza quale quella dei rifiuti nella Regione Campania manifesta e le disponibilità che è possibile assicurare a sostegno dell'azione del commissario.

Desidero soltanto ricordare, come hanno già fatto tutti i senatori intervenuti, che questo decreto si colloca a dodici anni dall'avvio delle operazioni di emergenza nella Regione Campania e devo dire che, man mano che si è andati avanti, la situazione si è ulteriormente complicata.

Con questo decreto il Governo ha dovuto fare una scelta più forte delle precedenti, decidendo di nominare commissario per l'emergenza il Capo del Dipartimento della protezione civile. Sono lieto che questa decisione del Governo (che è un po' il cardine del decreto perché poi su questa scelta è costruito l'impianto del decreto stesso) sia stata salutata con favore da tutti i rappresentanti dei Gruppi intervenuti nel dibattito, oltre che dall'opinione pubblica, non solo perché la persona scelta ha dato buona, anzi ottima prova di sé in tante circostanze e di fronte a tante emergenze nelle quali il Paese si è imbattuto, ma soprattutto perché la formula di collegare l'intervento del commissario alla struttura e alle risorse ordinariamente a disposizione della Protezione civile ci pone nella condizione di rendere comunque più efficace l'azione del commissario per l'emergenza rifiuti in Campania.

Ciò non è sfuggito alla maggior parte degli intervenuti, così come non è sfuggito loro che ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza grave, che ha a che fare con tutto il ciclo dei rifiuti: direi dalla produzione dei rifiuti, dalla prima selezione, dalla raccolta, allo smaltimento, dal trasporto, alla destinazione finale dei rifiuti.

È tutto il ciclo dei rifiuti che è chiamato in causa in questa emergenza della Campania e che richiede un intervento forte da parte del commissario, ma anche, probabilmente, dei raccordi con la politica ordinaria in materia, che bisogna assolutamente evidenziare nella prospettiva, peraltro, di una conclusione, rapida, nei limiti del possibile, della gestione commissariale.

Non c'è dubbio che una gestione commissariale così lunga descrive una situazione patologica, non esprime una situazione fisiologica. Noi dobbiamo riuscire a far sì che questa patologia, anche se ha dei segnali, delle caratteristiche di cronicità, non assuma segnali di incurabilità. Ecco la ragione per la quale noi pensiamo - ci siamo trovati tutti d'accordo nel dibattito in Commissione, oltre che in Aula - di dover raccordare le azioni straordinarie e di emergenza che il commissario deve compiere all'ordinario che si deve poter svolgere con l'aiuto, con la collaborazione, con il protagonismo diretto soprattutto degli enti locali, della Regione, dei Comuni, delle Province, che agiscono anche attraverso i consorzi, ma anche dei cittadini.

Il collega Ronchi sa, infatti, meglio di me che, perché un piano di raccolta differenziata dei rifiuti abbia successo, c'è la necessità, non solo di gestire bene il servizio di raccolta, ma anche di una convinzione diffusa da parte di tutti coloro che producono e smaltiscono rifiuti.

Gli elementi di criticità emersi sono stati corretti da numerosi emendamenti della Commissione ambiente, che nell'insieme hanno sicuramente migliorato il testo, anche sulla base di osservazioni pervenute dalla Commissione affari costituzionali e di osservazioni e condizioni pervenute dalla Commissione bilancio. Probabilmente avremmo tutti desiderato poter fare di più, ma non era questa la sede che consentiva di fare di più.

Invece, ci siamo poi tutti convinti che, oltre a prevedere l'utilizzazione di risorse indirette (ricordo che la Ragioneria, fino ad ora, aveva previsto come copertura del decreto uno schema di copertura che faceva riferimento a risorse indirette e al riguardo valgono le precisazioni di Ronchi che anch'io, come rappresentante del Governo, faccio mie, in modo che non ci siano equivoci, in ordine alla TARSU che si raccoglie nella Regione Campania e non, ad una tassa campana sulla raccolta dei rifiuti), fosse necessario poter mettere a disposizione del commissario, immediatamente, a partire da ora, anche un gruppo di risorse dirette.

Tali risorse ammontano a 20 milioni di euro e sono quelle che siamo riusciti a reperire in coda di anno finanziario e che sicuramente dovranno poi trovare nella legge finanziaria un ulteriore corrispondente impegno per far fronte alla prosecuzione del mandato del commissario che abbiamo tutti insieme convenuto debba finire il 31 dicembre 2007, noi ci auguriamo a completo superamento della situazione di emergenza rifiuti della Regione Campania.

Anche per questo, quindi, desidero esprimere un ringraziamento per la disponibilità e per la costruttività; rispetto poi ai quesiti posti dal relatore, che in particolare ringrazio, e in numerosi interventi della maggioranza e dell'opposizione, vorrei assicurare la disponibilità del Governo perché coerentemente si dia corso agli impegni che sono stati assunti in Commissione e che si assumono questa sera in quest'Aula. (Applausi della senatrice Soliani).

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.

 

MALAN, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti trasmessi, preso atto dei chiarimenti fomiti dal Governo, secondo cui:

- la possibilità di coinvolgere le amministrazioni pubbliche e le strutture del Servizio nazionale della protezione civile di cui al comma 2 dell'articolo 1, rientra già nella competenza ordinaria del Capo del Dipartimento della protezione civile, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato;

- le misure volte all'informazione e alla partecipazione dei cittadini, ai sensi dell'articolo 2, rientrano tra le competenze ordinarie ed istituzionali del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui il Dipartimento della protezione civile già fornisce supporto e collaborazione;

rilevando tuttavia l'opportunità, al fine di garantire l'effettiva invarianza finanziaria del provvedimento, di riformulare il disposto normativo in coerenza con quanto rappresentato nella relazione tecnica e nei chiarimenti del Governo in merito alle modalità di copertura del provvedimento, precisando espressamente:

- in relazione all'articolo 1 del decreto-legge in conversione, che la riduzione dell'organico della struttura commissariale di cui al comma 4 deve riferirsi a posizioni effettivamente occupate e risultare contestuale ed equivalente finanziariamente alla nomina dei sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al comma 3;

- che le attività di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 2, comma 1, devono comunque essere svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

- con riferimento all'articolo 4, che i relativi oneri sono a carico del Commissario delegato, nel limite delle risorse a tal fine disponibili;

- che gli oneri derivanti dagli interventi per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli per la bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui all'articolo 5, sono posti a carico delle risorse rivenienti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania, nonché degli ulteriori fondi disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato,

esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta con le seguenti condizioni rese ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione:

a) che all'articolo 1, comma 2, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»;

b) che al comma 4 del medesimo articolo 1, sia soppressa la parola: «successive» e che siano aggiunte, in fine, le seguenti: «, contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all'istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248»;

c) che all'articolo 2, comma 1, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;

d) che all'articolo 4, dopo il comma 1, sia aggiunto, in fine, il seguente: «2. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono posti a carico del Commissario delegato, nei limiti delle risorse a tal fine disponibili.»;

e) che all'articolo 5, il comma 6 sia sostituito dal seguente: «6. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi da porre in essere ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli relativi all'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all'articolo 3, nonché quelli relativi alla bonifica, messa in sicurezza e apertura delle discariche di cui al presente articolo 5, si fa fronte nell'ambito delle risorse derivanti dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti della Regione Campania, nonché delle ulteriori dotazioni finanziarie disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato».

«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, ad eccezione delle proposte 1.11, 3.1, 1.13, 3.2, 5.0.2, 4.3, 5.1, 5.300, 5.7, 5.11, 5.26, 5.0.1, 6.2 e 7.20, sulle quali il parere è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, nonché della proposta 5.9, sulla quale il parere è contrario. Formula infine parere non ostativo sui seguenti emendamenti, a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione:

a) all'emendamento 1.14, dopo le parole: «di due terzi» siano aggiunte, in fine, le seguenti: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;

b) all'emendamento x1.0.1, al comma 1 del capoverso «Art. 1-bis», dopo le parole: «ad adottare,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,»;

c) all'emendamento 2.1, dopo le parole: «Il Commissario delegato» siano inserite le seguenti: «,senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,»;

d) all'emendamento 4.7, dopo le parole: «I commissari ad acta definiscono,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,».

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,33)

 

(Segue MALAN, segretario). «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti e subemendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sulla proposta 2.30, a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'ultimo periodo la parola: «possono» sia sostituita dalla seguente: «devono», nonché parere di nulla osta sull'emendamento 4.200, condizionato, ai sensi della medesima disposizione costituzionale, alla sostituzione, al comma 6, della parola: «possono» con la seguente: «devono».

Esprime, poi, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sui subemendamenti 3.300/6, 5.120/1, 5.120/2 e 5.100/1, e parere di nulla osta sul subemendamento 4.200/1, a condizione che, ai sensi della citata norma costituzionale, dopo le parole: «I commissari ad acta definiscono,» siano inserite le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,». Esprime, infine, parere di nulla osta sui restanti emendamenti e subemendamenti esaminati».

«La 1a Commissione permanente, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri:

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.11 e 4.3, non essendovi ostacolo, sotto il profilo della costituzionalità, a precisare la fattispecie della grave violazione di legge con l'indicazione di una specifica omissione che dia luogo allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale; si invita tuttavia a riformulare dette proposte nel senso di prevedere lo scioglimento dell'organo assembleare solo in ipotesi in cui vi sia una specifica riconducibilità dell'omissione alla responsabilità dell'organo collegiale del quale si prevede lo scioglimento;

- parere non ostativo sugli emendamenti 1.500, 5.15, 5.22 e 5.26, invitando tuttavia a una loro riformulazione nel senso di evitare di individuare nel Presidente della Regione l'organo deputato a esprimere l'intesa prevista, considerando maggiormente conforme all'ordinamento costituzionale demandare all'autonomia regionale l'individuazione dell'organo a ciò competente; si osserva inoltre che, pur essendo certamente conforme a Costituzione la previsione di intese, non deve intendersi che l'ordinamento costituzionale precluda l'esercizio del potere statale in materia, in assenza di una preventiva intesa, quando si verifichino situazioni di reale e grave emergenza, per fronteggiare le quali non sia possibile attendere l'acquisizione dell'intesa stessa;

- parere non ostativo sull'emendamento 5.0.1, invitando tuttavia a verificarne puntualmente la compatibilità con l'articolo 119, ultimo comma, della Costituzione;

- parere non ostativo sui restanti emendamenti».

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G.1, che s'intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G1.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1 non verrà posto in votazione.

 

MORANDO (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, mi è giunta notizia della presentazione di un emendamento, credo a firma del relatore o del Governo, che dovrebbe aver assunto la numerazione 5.100 (testo 2) su cui, avendo rilievo finanziario, è necessario che la Commissione bilancio, non avendolo esaminato prima, esprima il parere di competenza.

Pertanto, signor Presidente, quando lei lo riterrà opportuno, bisognerebbe che io avessi il tempo di riunire almeno il Comitato pareri, perchè è un emendamento che ha un rilievo finanziario piuttosto significativo, per cui non posso dare il parere ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento.

 

PRESIDENTE. Senatore Morando, l'emendamento è già stato trasmesso alla Commissione bilancio.

 

MORANDO. Io posso anche riunire il Comitato, ma prima è necessario che lei mi autorizzi a farlo.

 

PRESIDENTE. Senatore Morando, quanto tempo crede sia necessario per esaminare l'emendamento in questione?

 

MORANDO. Non più di un quarto d'ora, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. In tal caso, propongo di illustrare gli emendamenti e di esprimere i pareri per poi eventualmente sospendere, se non ancora concluso l'esame da parte della Commissione bilancio.

 

MORANDO. Sono dunque autorizzato sin d'ora a riunire il Comitato pareri?

 

PRESIDENTE. È senz'altro autorizzato a farlo, senatore Morando.

 

VIESPOLI (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VIESPOLI (AN). Signor Presidente, credo che la riunione della Commissione bilancio per l'espressione dei pareri sia preliminare, quindi sarebbe opportuno sospendere subito i nostri lavori.

 

PRESIDENTE. Senatore Viespoli, procediamo solo all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1; ove il lavoro della Commissione non fosse ancora concluso, non procederò ulteriormente finché non si sia proceduto a questa valutazione.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

 

LIBE' (UDC). Signor Presidente, l'emendamento 1.500 è volto a chiarire quanto avevo già esposto nel mio intervento in sede di discussione generale. In primo luogo, i tempi che dobbiamo dare alla gestione commissariale debbono essere tempi certi: abbiamo proposto di porre come termine ultimo il 31 dicembre 2007, salvo il fatto, che mi sembra giusto prevedere, che la gestione commissariale possa finire prima nel caso in cui, ci auguriamo, finisca prima l'emergenza.

In secondo luogo, ho parlato di coinvolgimento degli enti locali: l'emendamento aggiunge, alla fine del comma 1, la previsione che il commissario operi d'intesa con il presidente della Regione Campania e con la Consulta regionale già prevista dal decreto-legge n. 245 del 2005 che prevedeva proprio il coinvolgimento dei presidenti delle Province i quali, come ho detto prima, sono spesso assenti.

Chiediamo inoltre di aggiungere, dopo il comma 2, il comma 2-bis perché il commissario delegato, d'accordo con la Regione e le Province, deve procedere alla predisposizione di quel benedetto piano regionale dei rifiuti che aspettiamo da tempo.

Riteniamo, infine, importante togliere, al comma 3, la previsione di tre sub-commissari prevedendo invece un sub-commissario unico con una comprovata esperienza nel settore della raccolta differenziata: mi sembra un segnale importante nella direzione di un contenimento reale della spesa e di un'operatività un po' più agevole da parte del commissario.

 

SODANO, relatore. Signor Presidente, credo che gli emendamenti della Commissione in parte rispondano anche alle sollecitazioni del senatore Libè; in ogni caso, li do per illustrati.

 

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, gli emendamenti 1.3 e 1.9 da noi presentati, e che riguardano essenzialmente due questioni (da un lato, la fissazione di un termine per la durata del commissariamento; dall'altro il non limitare l'emergenza solo allo smaltimento, considerando invece l'intero settore dei rifiuti) sono stati ricompresi poi nei fatti all'interno degli emendamenti della Commissione.

Perché queste due questioni? Perché, come si è visto anche dal dibattito, era evidente che il decreto presentava una lacuna, quella di non fissare un termine temporale, e vista la straordinarietà anche dei poteri conferiti credo che questo sia un elemento assolutamente indispensabile. L'altra questione è legata invece al fatto che il fissare dei termini, augurandoci che l'emergenza possa finire prima, rappresenta un ulteriore elemento per avviare finalmente, come dice anche l'ordine del giorno approvato dalla Commissione, il superamento dell'emergenza e tornare ad una gestione ordinaria.

CORONELLA (AN). Signor Presidente, sull'emendamento 1.11 penso che sia opportuno aprire una riflessione perché nel contenuto di questo emendamento vi è in effetti la motivazione vera della crisi che ha attanagliato la nostra Regione.

Dico questo perché lo scollamento che si è creato tra le Province e la Regione è così forte che, se non lo si supera e se non si recupera un dialogo tra queste istituzioni, io penso che, pur essendo stata forte ed intelligente la nomina di Bertolaso, chiunque vada sul territorio e si trovi di fronte una situazione di questo tipo difficilmente riuscirà a risolvere i problemi.

I presidenti delle Province, che si sono visti esclusi (mi riferisco alla fase 1999-2004, quando la carica di commissario straordinario coincideva con quella di presidente della Regione Campania), rimproverano al presidente della Regione di aver agito in perfetta solitudine e di aver utilizzato le risorse senza un minimo di razionalità. Io penso che, se coinvolgiamo le Province in un ragionamento, in un discorso, in un percorso di operoso dialogo, possiamo immaginare di poter risolvere il problema. Ecco perché ho ritenuto di presentare l'emendamento 1.11.

Per quanto riguarda l'emendamento 1.13, sono stati ricordati più volte gli sperperi di danari che sono stati compiuti; ciò è scritto - ne sono piene le pagine - nella relazione della Commissione parlamentare di inchiesta della passata legislatura. Ma, ancora oggi, si insiste nel decreto, laddove si scrive che il commissario delegato è coadiuvato da una commissione o da più comitati tecnici.

Io mi sono permesso di individuare, attraverso questo emendamento, i soggetti istituzionali che sono tenuti a dare una specifica collaborazione: il CONAI, l'ARPAC, l'APAT e altri organismi. Penso che, con questo emendamento, possiamo contribuire all'economicità dell'ufficio del Commissario. Non dimentichiamoci, infatti, che - com'è stato evidenziato - sono state sperperate risorse e che - come avete sentito anche da tutti i colleghi che sono intervenuti - il decreto è privo di copertura finanziaria; è arrivata una timida disponibilità per uno o per due mesi.

Ma noi dobbiamo dare un segnale di cambiamento: o in Campania si volta pagina e si fa sul serio, oppure ciascuno si assume le proprie responsabilità, e allora non serve il decreto, non serve il commissario, ognuno faccia la propria parte. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Senatore Coronella, a proposito dell'emendamento 1.14, le ricordo che la 5a Commissione ha posto come condizione l'aggiunta, alla fine, della frase: «e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Accoglie tale richiesta della Commissione bilancio?

 

CORONELLA (AN). Sì, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

SODANO, relatore. Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 1.500, invito il senatore Libé a ritirarlo, perché parte del suo contenuto lo ritroviamo nell'emendamento concordato ed approvato in Commissione. Lo stesso discorso vale per l'emendamento 1.1 del senatore Matteoli ed altri. Sugli emendamenti 1.2 e 1.3, tra loro identici, esprimo parere favorevole, come pure sugli emendamenti 1.400, 1.100 e 1.200.

Sull'emendamento 1.11 la 5a Commissione ha espresso parere contrario; pur comprendendo le osservazioni del senatore Coronella, non posso che conformarmi a tale parere. Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 1.12 e 1.13.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.101. Per quanto riguarda l'emendamento 1.14, credo che anch'esso venga assorbito nell'1.101, quindi invito il presentatore a ritirarlo. Infine, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.15.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Come concordato, sospendiamo la seduta per qualche minuto per attendere l'arrivo del senatore Morando con il parere sull'emendamento 5.100. Il senatore Morando aveva richiesto un quarto d'ora e la richiesta è stata avanzata alle 17,40; sospendo pertanto la seduta fino alle ore 17,55, dopodiché immediatamente si inizierà a votare.

Sospendo pertanto la seduta.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,48, è ripresa alle ore 17,57).

 

Riprendiamo i nostri lavori.

Devo comunicare che la 5ª Commissione permanente non ha ancora concluso i propri lavori e ha chiesto un'ulteriore sospensione. Quindi, sospendiamo la seduta fino alle ore 18,15, con l'augurio che in quel momento avremo un parere da parte della Commissione.

VALPIANA (RC-SE). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

VALPIANA (RC-SE). Signor Presidente, mi sembra di sentire in tutta l'Aula lamentazioni per il caldo eccessivo.

PRESIDENTE. Senatrice Valpiana, appena entrato ho dato ordine di spegnere il riscaldamento, perché condivido la sudata di tutti. Fare discussioni sui protocolli ambientali e poi immettere riscaldamento senza che ve sia bisogno, visto che è anche causa di sofferenza, mi sembra una grande sciocchezza.

Sospendo pertanto di nuovo la seduta.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,58, è ripresa alle ore 18,16).

 

La seduta è ripresa.

Do lettura del parere formulato dalla 5a Commissione permanente sul nuovo testo dell'emendamento 5.100: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento 5.100 (testo 2), relativo al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta, a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, al comma 6, le parole: ", che viene a tal fine integrata dell'importo" siano sostituite dalle seguenti: ". Agli oneri derivanti dagli interventi in conto capitale si fa inoltre fronte integrando le disponibilità della citata contabilità speciale intestata al Commissario delegato con l'importo"».

Chiedo al relatore, senatore Sodano, se accetta tale modifica.

SODANO, relatore. Sì, signor Presidente.

MORANDO (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, sull'emendamento 5.100 (testo 2), la 5a Commissione permanente ha formulato un parere di nulla osta a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, la Commissione ed il relatore accettassero una modifica del testo.

Forse per l'economia dei nostri lavori, al fine anche di consentire alla Commissione bilancio di considerare chiusa la questione, bisognerebbe vedere se il relatore è disponibile ad accogliere la modifica.

 

PRESIDENTE. L'ho già fatto, senatore Morando, e il relatore l'ha accolta. È la prima cosa che ho chiesto.

Riprendiamo dunque l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.

È stato formulato un invito al ritiro dell'emendamento 1.500. Senatore Libé, accoglie tale invito?

 

LIBE' (UDC). Signor Presidente, mantengo l'emendamento e chiedo che venga votato per parti separate.

 

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Libè, può specificare come intende debba venir votato l'emendamento 1.500?

 

LIBE' (UDC). Innanzi tutto, la parte iniziale fino alle parole: "27 gennaio 2006, n. 21". Quindi, la parte tendente ad aggiungere un comma 2-bis e, infine, le parti relative al comma 3.

PRESIDENTE. Ci sono osservazioni al riguardo?

STORACE (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

STORACE (AN). Signor Presidente, vorrei intervenire sulla procedura. In particolare, vorrei sapere se in questo caso si applica il comma 5 dell'articolo 102 del Regolamento, ovvero se lei mette in votazione la richiesta di votare per parti separate.

PRESIDENTE. Esattamente. Poiché non c'è alcun rilievo da parte dell'Aula, intendo procedere in questo senso.

Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la prima parte dell'emendamento 1.500, presentato dal senatore Libè, fino alle parole: "27 gennaio 2006, n. 21".

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Colleghi sono solitamente bilanciato e tollerante, però, siccome c'è un evidente eccesso di luci, farei una riflessione sul punto. (Commenti dai banchi della maggioranza e dell'opposizione). Forza, colleghi, così evitiamo commenti dal centro‑destra e dal centro-sinistra. Stiamo buoni, stanno ancora arrivando dei senatori in Aula, quando saranno arrivati tutti vedremo se è il caso di bisticciare.

Senatore Piccioni, al suo fianco vedo un fuoco fatuo.

Senatore Boccia, anche nella sua fila c'è un fuoco fatuo, lo vogliamo eliminare? Colleghi, vi invito a stare seduti, così procediamo allo spegnimento dei fenomeni di autocombustione che ho notato nell'Aula.

Il Senato non approva.

 

Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la seconda parte dell'emendamento 1.500, presentato dal senatore Libè, dalle parole «Dopo il comma 2», fino alle parole «gestione provinciale».

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva.

 

Passiamo alla votazione della restante parte dell'emendamento 1.500.

D'ALI' (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALI' (FI). Il Gruppo di Forza Italia voterà in maniera particolarmente convinta la modifica al comma 3 che prevede la sostituzione della previsione di tre subcommissari con quella di un subcommissario.

Abbiamo fatto i salti mortali per cercare di reperire le somme. Sarebbe bene che il decreto fosse virtuoso dal punto di vista dell'economia in tutte le sue parti, anche se questa certamente non è estremamente rilevante ai fini della spesa complessiva. Questa previsione di tre subcommissari a noi non convince, preferiamo che ce ne sia uno solo e con poteri vicari, il che comporterebbe sicuramente un'economia e anche una migliore identificazione del quadro di riferimento operativo.

Votiamo, quindi, questa proposta di modifica al comma 3 e spero che anche i colleghi della maggioranza si convincano della bontà di questa proposta.

PRESIDENTE. Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la restante parte dell'emendamento 1.500, presentato dal senatore Libé, dalle parole «Al comma 3» fino alla fine.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

GARRAFFA (Ulivo). Signor Presidente, dietro il senatore Mauro, c'è una luce cui non corrisponde nessun senatore.

 

PRESIDENTE. C'è, senatore Garraffa. È seduto più in basso.

Il Senato non approva.

 

Senatore Matteoli, c'è un invito al ritiro dell'emendamento 1.1 da parte del relatore, lo accoglie?

 

MATTEOLI (AN). Lo ritiro, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 1.2/1 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dalla Commissione, identico all'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, l'emendamento 1.400, presentato dalla Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.200, presentato dalla Commissione.

È approvato.

 

Gli emendamenti 1.7, 1.9 e 1.10 sono stati ritirati.

Metto ai voti l'emendamento 1.100, presentato dalla Commissione.

È approvato.

Passiamo all'emendamento 1.11, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

CORONELLA (AN). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Coronella, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

(art. 102-bis Reg.)

 

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Coronella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Colleghi, seduti per cortesia. Senatore Izzo, per cortesia stiamo tranquilli.

 

GARRAFFA (Ulivo). È una vergogna.

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1069

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.12.

 

POLLEDRI (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Polledri, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.12, presentato dal senatore Matteoli e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione). (Commenti del senatore Garraffa).

Senatore Garraffa, il senatore segretario sta svolgendo perfettamente il suo lavoro.

Senatrice Procaccini, per cortesia, stia tranquilla. Invito gli assistenti parlamentari a ritirare la scheda alla destra della senatrice Procaccini. Se è sparita la tessera, veramente apro un'indagine con perquisizione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1069

 

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.13, su cui la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

CORONELLA (AN). Signor Presidente, ne chiediamo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Coronella, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

GIULIANO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GIULIANO (FI). Signor Presidente, l'1.13 è un emendamento sul quale andrebbe posta particolare attenzione. Ci si è lamentati in ordine alle spese effettuate dagli enti per consulenti che svolgono funzioni ed esprimono pareri che sono molte volte espressi da enti istituzionali. Ebbene, questo emendamento non fa altro che radunare tutti gli enti che in materia hanno una competenza specifica e che pertanto potrebbero dare forte ausilio al commissario straordinario senza altro esborso di denaro. Invito l'Aula a riflettere su questo emendamento che mi pare senz'altro accoglibile.

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.13, presentato dal senatore Coronella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione)

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1069

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.101 (testo corretto). (Forte brusìo).

Colleghi, ora inizio a sbattere fuori qualcuno! Non è possibile che facciamo i dibattiti tra emiciclo ed emiciclo.

 

PIROVANO (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Pirovano risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.101 (testo corretto), presentato dalla Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1069

 

PRESIDENTE. Metto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, l'emendamento 1.14 (testo 2), presentato dal senatore Coronella.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva.

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.15.

PIROVANO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PIROVANO (LNP). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio sostegno all'emendamento. Dobbiamo restituire nuovamente il potere agli enti locali eletti, perché dopo 12 anni di commissari e di prefetti siamo ora arrivati al commissario ministeriale. Non vorrei che la prossima volta (visto il sicuro insuccesso che, suo malgrado e nonostante l'impegno, avrà anche l'attuale commissario) dovremo ricorrere a una risoluzione dell'ONU per eleggere un Commissario a Napoli in grado di agire - come ritengo giusto - con regole d'ingaggio adeguate.

Chiedo all'Aula di votare a favore dell'emendamento 1.15 che è importantissimo per ricondurre alle responsabilità politiche la gestione dei rifiuti che è invece sempre mascherata da altre figure. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

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