Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento cultura
Titolo: Esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra scuola e universita' - A.C. 1961 - Iter al Senato
Riferimenti:
AC n. 1961/XV     
Serie: Progetti di legge    Numero: 72    Progressivo: 1
Data: 22/11/2006
Descrittori:
ESAMI DI STATO   SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE
Organi della Camera: VII-Cultura, scienza e istruzione
Altri riferimenti:
L n. 1 del 11-GEN-07   AS n. 923/XV
AS n. 938/XV   AS n. 960/XV


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

Esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra scuola e universita'

(AC 1961)

 

(Iter Senato)

 

 

 

 

 

 

 

n. 72/1

 

 

22 novembre 2006


 

Per l’esame parlamentare dell’Atto Camera 1961, concernente gli esami di Stato conclusivi dei percorsi di istruzione secondaria superiore ed il raccordo tra scuola ed università, sono stati predisposti due dossier:

il dossier Progetti di legge n. 72 contenente il testo del progetto di legge approvato dal Senato e delle proposte di legge abbinate; la scheda di sintesi per l’istruttoria legislativa; i riferimenti normativi;

il dossier n. 72/1 recante l’iter.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Cultura

 

SIWEB

 

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File: CU0049a.doc

 


INDICE

Iter al Senato

Disegni di legge

§      A.S. 923, (on. Valditara ed altri), Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore                                                    5

§      A.S. 938, (on. Schifani ed altri), Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore                                                                    11

§      A.S. 960, (Governo), Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università                                                                                                       21

Esame in sede referente presso la 7^ Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)

Seduta del 26 settembre 2006 (pom)                                                       47

Seduta del 28 settembre 2006 (pom)                                                       51

Seduta del 3 ottobre 2006 (pom)                                                              55

Seduta del 4 ottobre 2006 (pom)                                                              57

Seduta del 17 ottobre 2006 (pom)                                                            62

Seduta del 18 ottobre 2006 (ant)                                                            104

Seduta del 19 ottobre 2006 (ant)                                                            118

Seduta del 19 ottobre 2006 (pom)                                                          127

Seduta del 24 ottobre 2006 (pom)                                                          175

Seduta del 25 ottobre 2006 (pom)                                                          185

Seduta del 26 ottobre 2006 (pom)                                                          204

Esame in sede consultiva

-       1^ Sottocommissione (Affari Costituzionali)

Seduta del 17 ottobre 2006 (pom)                                                          211

Seduta del 26 ottobre 2006 (pom)                                                          213

Seduta del 14 novembre 2006 (pom)                                                     215

-       5^ Commissione (bilancio)

Seduta del 18 ottobre 2006 (ant)                                                            217

Seduta del 19 ottobre 2006 (ant)                                                            220

Seduta del 24 ottobre 2006 (pom)                                                          223

Seduta del 7 novembre 2006 (ant)                                                         226

Relazione della 7^ Commissione permanente  (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport)

§      A.S. 960, 923 e 938-A, Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università                                                                                                     231

Discussione in Assemblea

Seduta del 24 ottobre 2006                                                                     269

Seduta del 7 novembre 2006                                                                  270

Seduta del 14 novembre 2006 (ant.)                                                      311

Seduta del 14 novembre 2006 (pom.)                                                    374

Seduta del 15 novembre 2006 (ant.)                                                      442

Seduta del 15 novembre 2006 (pom.)                                                    504

 

 


Iter al Senato


Disegni di legge


SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 923

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori : VALDITARA, DELOGU, STRANO, BALBONI e BUTTI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 31 LUGLIO 2006

 

 

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Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore

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Onorevoli Senatori. – Due princìpi cardine di una società sono responsabilità e merito. La scuola ha un’essenziale funzione formativa del carattere di ogni cittadino. La responsabilizzazione dello studente è un momento fondamentale per la sua crescita. Il merito, che è riconosciuto nella nostra Costituzione tra i valori da promuovere e che si coniuga innanzitutto con la serietà dell’impegno, è alla base dello sviluppo e della promozione sociale e in quanto tale è il presupposto della vera eguaglianza.

    Al termine delle scuole superiori si chiude un percorso nella vita dello studente; proprio perciò è essenziale la verifica della sua preparazione che riconosca le conoscenze e competenze acquisite e più in generale il grado della maturità raggiunta.

    Questo esame conclusivo, per svolgere adeguatamente la sua funzione, deve realizzare una verifica seria che rispecchi soprattutto una scuola diversa rispetto a quella che ci siamo abituati a conoscere negli ultimi trenta anni.

    Sulla scia delle idee maturate nel cosiddetto ’68 si è invero affermato un modello di scuola facile che ha scambiato il carattere di massa con la assenza di selezione. Una scuola che anziché premiare un impegno serio nello studio, come passaggio formativo essenziale di un cittadino maturo e responsabile, ha privilegiato l’indulgenza, la deresponsabilizzazione, l’assemblearismo. A livello internazionale si va in direzione opposta. La scuola è sempre più impegnativa e selettiva; si arriva in alcuni Paesi addirittura a prevedere percorsi riservati agli studenti migliori. Ne va della competizione del nostro sistema complessivo e del futuro stesso dei nostri giovani: non possiamo più permetterci un modello di scuola sgangheratamente indulgente che abbia paura di far crescere, prima ancora psicologicamente, lo studente. Questo modello «buonista» è a sua volta alla base della crescente incapacità dei ragazzi di adattarsi con metodo, serietà e spirito di sacrificio alle sfide di una società certamente complessa e non priva di difficoltà. Una indagine promossa da un importante quotidiano nazionale proprio di recente denunciava la indisponibilità dei giovani ad affrontare materie complesse, preferendo evitare studi impegnativi.

    La riforma della maturità deve dunque rappresentare una svolta verso un modello di scuola più seria che privilegi merito e responsabilità all’insegna di una valutazione più rigorosa delle conoscenze e delle abilità e incoraggi l’impegno nello studio.

    Con questo disegno di legge si intende dunque invertire la rotta all’insegna di una concezione più alta di scuola.

    L’articolo 1, dopo aver specificato che l’esame di maturità ha lo scopo di accertare le conoscenze e le competenze acquisite nell’ultimo anno, precisa tuttavia che dovranno essere verificate anche le basi culturali generali relative agli apprendimenti dell’intero triennio. L’ultimo anno completa infatti un percorso di cui lo studente deve aver compreso l’intero significato e le cui fondamenta culturali non possono essere ignorate al termine degli studi. Non è pensabile, per esempio, che ad un esame di filosofia non si ricordino le nozioni generali del pensiero platonico, né che risulti ignota in una verifica di storia la figura di Federico II o la rivoluzione americana.

    Nell’articolo 2, comma 1, si è reintrodotta l’ammissione all’esame di maturità per assicurare un ruolo importante alla autonomia scolastica nella verifica conclusiva e per garantire una costante serietà di impegno. Nel comma 2 si richiede il superamento con una media di voto elevata degli scrutini finali di ammissione dal III al IV anno e dal IV al V, per poter accedere dal quarto anno direttamente all’esame di maturità. Ciò al fine di contrastare il fenomeno dei cosiddetti diplomifici. Non sarà dunque possibile il conseguimento del diploma di maturità facendo cinque anni in uno.

    Nell’articolo 3, per reintrodurre criteri di maggiore oggettività nel giudizio, si propone di ritornare ad una composizione esterna della commissione di maturità con la salvaguardia di un membro interno. Ciò dovrebbe incoraggiare una più adeguata selezione. L’Italia è fra i Paesi OCSE quello dove sono percentualmente più alte le promozioni; questo testimonia di una scuola in cui si è persa ogni ragione di una seria valutazione del profitto dello studente. In questo modello di scuola facile si individuano elementi di deresponsabilizzazione che influiscono negativamente sul futuro degli stessi studenti, generando attese non rispondenti alla realtà.

    Dal momento che l’esame di maturità conferisce un valore legale al titolo conseguito ed esprime una certificazione nazionale, la prevalenza di membri esterni nella composizione della commissione trova una sua piena giustificazione.

    Nell’articolo 4 si innova sulle singole prove introducendo una valutazione esterna, fatta cioè da un organismo esterno alla scuola, con riferimento alla terza prova, avente carattere pluridisciplinare. Essa viene infatti attribuita nella predisposizione e nella gestione all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Ciò al fine di realizzare meccanismi che garantiscano una piena oggettività e una omogeneità a livello nazionale dei criteri di valutazione. La terza prova si sostanzierà in test.

    Nell’articolo 5 si realizzano significative modifiche anche con riguardo ai meccanismi di valutazione, introducendo fra i metri di giudizio il grado di serietà e continuità dimostrate nell’impegno di studio e riducendo contestualmente l’incidenza della prova orale sul complessivo punteggio.

    Nell’articolo 6 si riconosce che riforme serie non si possono fare a costo zero e si stima in 60 milioni di euro annui il costo per finanziare la nuova maturità.

 

 



DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. L’esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore è finalizzato all’accertamento:

        a) delle conoscenze e competenze acquisite nell’ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo;

        b) delle basi culturali generali con riferimento agli ultimi tre anni del percorso formativo della scuola secondaria di secondo grado.

Art. 2

    1. Al termine del quinto anno dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore sono ammessi all’esame di Stato gli studenti valutati positivamente nell’apposito scrutinio.

    2. Sono altresì ammessi all’esame di Stato, nella sessione dello stesso anno, gli studenti del penultimo anno del corso di studi che, nello scrutinio finale del terzo anno di corso, abbiano riportato una votazione non inferiore alla media di sette decimi e, nello scrutinio finale del quarto anno di corso, una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina.

Art. 3.

    1. La commissione d’esame è nominata dal Ministero della pubblica istruzione ed è composta da sei membri, dei quali uno interno e cinque esterni provenienti dal territorio regionale, più il presidente, esterno, proveniente da altra regione.

    2. I compensi dei commissari e del presidente sono contenuti nei limiti di spesa di cui all’articolo 6.

Art. 4.

    1. L’esame di Stato comprende tre prove scritte a carattere nazionale ed un colloquio.

    2. La prima e la seconda prova scritta sono individuate annualmente dal Ministro della pubblica istruzione e si svolgono secondo quanto stabilito dall’articolo 3, comma 1, della legge 10 dicembre 1997, n. 425, e dall’articolo 4, commi 2 e 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323; la terza prova, a carattere pluridisciplinare, è predisposta e gestita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell’ultimo anno.

    3. Il colloquio si svolge secondo quanto stabilito dall’articolo 3, comma 3, della legge 10 dicembre 1997, n. 425, e dall’articolo 4, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n.  323.

Art. 5.

    1. A conclusione dell’esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d’esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti relativi al credito scolastico acquisito da ciascun candidato.

    2. A ciascun candidato è attribuito dal consiglio di classe un credito scolastico massimo di venti punti, determinato sulla base della media dei voti riportati negli scrutini finali degli ultimi tre anni, della serietà e continuità dimostrate nell’impegno di studio e dei crediti formativi presentati dal candidato.

    3. La commissione dispone di venti punti per la valutazione di ciascuna delle prove scritte e di venti punti per la valutazione del colloquio.

    4. A ciascuna delle prove scritte e al colloquio giudicati sufficienti non può essere attribuito un punteggio inferiore a dodici.

    5. Per superare l’esame di Stato è richiesto un punteggio minimo complessivo di sessanta centesimi.

Art. 6.

    1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 3, pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 938

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori: SCHIFANI, ASCIUTTI, AMATO, BARELLI e MAURO

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’11 SETTEMBRE 2006

 

 

¾¾¾¾¾¾¾¾

Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore

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Onorevoli Senatori. – Il seguente disegno di legge, che richiama modifiche dello svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studi di istruzione secondaria superiore già approvate nella XIV legislatura, intende proseguire il cammino di riforma e modernizzazione del sistema scolastico già avviato, e fondato sul criterio del rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e degli indirizzi europei: obiettivi irrinunciabili e prioritari messi a repentaglio dagli attuali indirizzi governativi.

    La necessità di riforma si pone a ragione del dibattito da tempo apertosi nel Paese e rispetto al quale si evidenziano due essenziali elementi indicatori della progressiva perdita di serietà dell’esame di Stato: ovvero l’alta percentuale di promossi e la composizione della commissione esaminatrice.

    Se per serietà si intende selettività, da una mera valutazione della attuale percentuale dei promossi, quella oggi riscontrabile, e concretizzata da criteri di valutazione discutibili, riferisce l’inequivocabile necessità di tornare ad un esame selettivo, severo, esigente, impegnativo e che sia in qualche modo garante di una reale acquisita maturità – scolastica e individuale – necessaria per il passaggio ai successivi step imposti dall’età adulta.

    In realtà la questione centrale, dopo la scolarizzazione di massa che ha interessato la nostra scuola a partire dagli anni ’70, non sta più soltanto in un problema di selezione fine a se stessa; né si può ancora sollevare la questione del valore legale del titolo di studio. In effetti, anche riconoscendo che i titoli conferiti dagli istituti superiori continuano ad avere valore legale in quanto producono effetti giuridici (consentono la prosecuzione degli studi, la partecipazione a concorsi pubblici o l’inserimento nel mondo del lavoro), il vero problema sta nella qualità delle conoscenze possedute dagli studenti affinché producano competenze certificabili e spendibili per una efficace prosecuzione degli studi e/o per l’inserimento attivo nel mondo del lavoro. Dunque l’unico vero rigore che è giusto perseguire, parimenti al riconoscimento del merito, diviene la certificazione delle competenze conseguite al termine degli studi superiori attraverso modalità oggettive e comparabili, e quindi attraverso valutazioni esterne: esattamente come avviene in Europa e in tutti i Paesi economicamente più avanzati e che vantano i migliori livelli di apprendimento nelle analisi comparative internazionali.

    Puntare ad un maggior rigore nella valutazione scolastica è giusto ed è un obiettivo che è stato perseguito nella leggi di riforma della XIV legislatura. Così come è giusto, dal punto di vista educativo, attuare un sistema di valutazione rigoroso e graduale, interno ed esterno, capace di registrare i livelli di apprendimento dello studente nei bienni che precedono l’ultimo anno, al fine di consentire il recupero graduale degli insuccessi scolastici all’interno del biennio, pena la non ammissione a quello successivo.

    Per ciò che attiene invece la composizione delle commissioni esaminatrici e delle prove d’esame, appare inutile il ritorno alla commissione mista che già in passato si è rivelato inefficace e costoso, oltre a non aver risolto i problemi dell’esame di Stato: riteniamo quindi fondamentale che la composizione della commissione sia a carattere interno.

    Riteniamo inoltre indispensabile la tutela dell’autonomia delle scuole attraverso la elaborazione di due delle prove scritte di esame, coerentemente con il progetto educativo di istituto, mantenendo la terza prova a carattere pluridisciplinare e nazionale. Ciò al fine di non ripristinare il modello di «Stato educatore» che renderebbe il nostro sistema scolastico davvero non competitivo e lontano dall’Europa e dai Paesi più avanzati dove si pratica, invece, nelle fasi conclusive degli studi, la certificazione delle competenze.

    Il disegno di legge è costituito di un unico articolo, con il quale si sostituiscono gli articoli da 1 a 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425.

    In particolare, all’articolo 1 si richiamano le finalità dell’esame di Stato.

    All’articolo 2 si riprendono le disposizioni contenute nel decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, relative ai requisiti di ammissione all’esame, con il ripristino dello scrutinio di ammissione da parte del consiglio di classe, e si introducono norme tese a garantire maggiore trasparenza e maggiore rigore per i candidati interni ed esterni.

    All’articolo 3 vengono definite le prove d’esame che, da una parte, valorizzano e responsabilizzano le scuole autonome assegnando loro il compito di predisporre le due prime prove scritte coerentemente con il progetto educativo di istituto e, dall’altra, mantengono la terza prova a carattere pluridisciplinare e nazionale. Essa viene predisposta dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) ed è finalizzata a certificare le competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale stabilito a livello nazionale per gli apprendimenti fondamentali e per quelli caratterizzanti l’indirizzo prescelto, nonché i livelli di padronanza linguistica in inglese e nella seconda lingua comunitaria.

    Il punteggio ed i crediti assegnati agli studenti valorizzano il percorso di studio e uniformano il punteggio della prova orale a quello delle altre prove.

    All’articolo 4 si ripropone la commissione interna, con un presidente esterno nominato dal Ministero della pubblica istruzione.

 



DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. Gli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, sono sostituiti dai seguenti:

    «Art. 1. - (Finalità e disciplina). – 1. L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria superiore considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su due prove scritte, anche laboratoriali per gli istituti superiori ad indirizzo, organizzate dalle commissioni di esame, su una terza prova scritta, a carattere nazionale, e su un colloquio.

    Art. 2. - (Ammissione). – 1. All’esame di Stato sono ammessi:

        a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l’ultimo anno di corso, che in sede di scrutinio finale siano stati valutati con almeno sei decimi in ciascuna disciplina dell’ultimo anno e per i quali sia stato certificato il superamento degli eventuali debiti formativi pregressi, ai sensi dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

        b) alle stesse condizioni e con i requisiti di cui alla lettera a), gli alunni delle scuole pareggiate o legalmente riconosciute nelle quali continuano a funzionare corsi di studio, fino al loro completamento, ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

    2. All’esame di Stato sono ammessi altresì, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, gli alunni del penultimo anno del corso di studi delle scuole statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, che nello scrutinio finale del primo periodo biennale abbiano riportato una votazione non inferiore alla media dei sette decimi e, nello scrutinio finale del secondo periodo biennale, una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, senza essere incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell’insegnamento dell’educazione fisica.

    3. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 7, l’ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell’anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell’idoneità alla classe successiva e su tutte le materie del quinto anno di corso. Si tiene conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti. Il superamento dell’esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell’esame di Stato, vale come idoneità all’ultima classe. L’esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell’istituto, statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato, integrata dai docenti delle materie non previste nell’ultimo anno di corso; il candidato è ammesso all’esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle prove cui è sottoposto.

    4. I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero massimo non può superare il 50 per cento dei candidati interni; nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere costituite, soltanto presso gli istituti statali, commissioni apposite. I candidati esterni devono presentare domanda di ammissione all’esame di Stato e sostenere lo stesso e, ove prescritti, gli esami preliminari, presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nel comune di residenza ovvero, in caso di assenza nel comune dell’indirizzo di studio indicato nella domanda, nella provincia e, nel caso di assenza del medesimo indirizzo nella provincia, nella regione. Eventuale deroga deve essere autorizzata dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma preclude l’ammissione all’esame di Stato, fatte salve le responsabilità penali, civili e amministrative a carico dei soggetti preposti alle istituzioni scolastiche interessate.

    5. Gli alunni delle classi antecedenti l’ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo e devono possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

    6. I candidati non appartenenti a Paesi dell’Unione europea, che non abbiano frequentato l’ultimo anno di corso di istruzione secondaria superiore, possono sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati esterni secondo le medesime modalità previste per i candidati esterni, di cui ai commi 3, 4 e 5.

    7. Possono sostenere, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, il corrispondente esame di qualifica o di licenza di maestro d’arte, rispettivamente gli alunni degli istituti professionali e degli istituti d’arte che, nello scrutinio finale per la promozione alla classe terza, abbiano riportato una votazione non inferiore a otto decimi in ciascuna disciplina, non abbiano presentato debiti al termine del primo anno e non siano incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell’insegnamento dell’educazione fisica.

    8. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall’anno scolastico 2009-2010.

    9. A partire dall’anno scolastico 2007-2008, ai fini della verifica e certificazione del superamento dei debiti formativi, per gli allievi iscritti al primo e al secondo anno di corso si applica quanto disposto all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

    Art. 3. - (Contenuto ed esito dell’esame). – 1. L’esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana, nonché le competenze espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la seconda prova, che può essere anche grafica, scrittografica o laboratoriale, accerta le competenze maturate dai candidati in una o più discipline caratterizzanti il corso di studio. I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta sono organizzati dalle commissioni di esame, le quali provvedono anche alla predisposizione dei relativi criteri di valutazione.

    2. La terza prova, a carattere pluridisciplinare e nazionale, è predisposta e gestita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell’ultimo anno. L’Istituto provvede altresì a fornire i criteri cui le commissioni di esame dovranno attenersi per la valutazione della prova. Essa consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. La prova è strutturata in modo da consentire la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale stabilito a livello nazionale per gli apprendimenti fondamentali e per quelli caratterizzanti l’indirizzo prescelto; essa accerta, altresì, i livelli di padronanza linguistica nella lingua inglese e nella eventuale seconda lingua comunitaria.

    3. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti alle Indicazioni nazionali e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso ed è finalizzato a verificare le competenze maturate dall’alunno, anche attraverso attività multidisciplinari ed interdisciplinari documentate di ricerca o di laboratorio presentate dallo stesso.

    4. La lingua di esame è la lingua ufficiale di insegnamento.

    5. A conclusione dell’esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione di esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato. La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 15 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 40 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l’esame è di 60/100. L’esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo dell’istituto sede della commissione di esame un giorno prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento del colloquio.

    6. Gli esami degli alunni con handicap sono disciplinati in coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.

    7. Per gli alunni ammalati o assenti dagli esami per cause specificamente individuate sono previste una sessione suppletiva d’esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.

    Art. 4. - (Commissione e sede d’esame). – 1. La commissione di esame è composta dagli insegnanti delle materie d’esame della classe del candidato per tutte le scuole del servizio nazionale di istruzione, statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, e da un presidente esterno.

    2. Per ogni commissione di esame viene nominato un presidente dal Ministero della pubblica istruzione, sulla base di criteri e modalità predeterminati, tra i capi di istituto di istruzione secondaria superiore statali, tra i capi di istituto di scuola media statale in possesso di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria superiore, tra i professori universitari di prima e seconda fascia anche fuori ruolo, tra i ricercatori universitari confermati, tra i capi di istituto e i docenti degli istituti statali di istruzione secondaria superiore collocati a riposo da meno di cinque anni, tra i docenti della scuola secondaria superiore. Il presidente è tenuto a essere presente a tutte le operazioni della commissione.

    3. Le commissioni di esame possono provvedere alla correzione delle prime due prove scritte operando per aree disciplinari; la correzione della terza prova e ciascun colloquio devono avvenire alla presenza dell’intera commissione. Le valutazioni per l’attribuzioni dei punteggi e le decisioni finali sono assunte dall’intera commissione a maggioranza assoluta.

    4. A ogni singola commissione di esame sono assegnati, di norma, non più di trentacinque candidati. Ciascuna commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata a una commissione di istituto statale.

    5. I casi e le modalità di sostituzione dei presidenti sono specificamente individuati con decreto del Ministro della pubblica istruzione di natura non regolamentare.

    6. Le nomine dei presidenti sono effettuate avuto riguardo, nell’ordine, all’ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali, all’ambito regionale o interregionale.

    7. Sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, sono assicurati nell’ambito della funzione ispettiva».

 

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 960

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Ministro della pubblica istruzione
(FIORONI)

di concerto col Ministro dell’economia e delle finanze
(PADOA SCHIOPPA)

e col Ministro per le riforme e le innovazioni della pubblica amministrazione
(NICOLAIS)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 SETTEMBRE 2006

 

 

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Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università

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Onorevoli Senatori. –     L’esame di Stato rappresenta la vicenda culminante del percorso formativo seguito dallo studente, ma costituisce al tempo stesso un segno tangibile dei mutamenti che intervengono nella scuola e nella società.

    Il processo di evoluzione dei contenuti e delle modalità di svolgimento dell’esame si inserisce infatti in quello più ampio che ha caratterizzato i cambiamenti del sistema scolastico italiano in stretta correlazione con quelli emergenti dal contesto socio-economico del nostro Paese e dal dibattito pedagogico corrente nei vari decenni del secolo appena decorso.

    Dalla riforma di Giovanni Gentile, che disegnò un modello organico di esame di maturità, coerente con le tradizioni della cultura italiana, si passò all’esame del 1969, che, sull’onda del movimento sessantottesco e sotto la spinta di correnti pedagogiche interessate soprattutto ad incidere sui procedimenti valutativi, finì con l’accantonare il valore selettivo della prova finale, proprio della riforma gentiliana.

    La esigenza di valorizzare in sede d’esame la verifica e la valutazione, anche quantitativa oltre che qualitativa, delle conoscenze, competenze e capacità acquisite dallo studente al termine del corso di studi, è stata invece fortemente avvertita dalla legge 10 dicembre 1997, n.  425.

    Attraverso una serie di dispositivi di normazione secondaria, la legge n. 425 del 1997 ha introdotto la disciplina dei crediti, scolastico e formativo; ha previsto particolari modalità di svolgimento della terza prova scritta, predisposta dalla commissione in stretta correlazione con il piano dell’offerta formativa realizzato dalla scuola nell’ambito della propria autonomia, e ha infine sancito l’adozione di tecniche e modelli di certificazione in linea con quelli dei Paesi dell’Unione europea.

    La stessa composizione delle commissioni giudicatrici, costituite per il cinquanta per cento da membri interni e per il restante cinquanta per cento da docenti esterni e da un presidente esterno, costituiva in certo modo un limite all’assoluta autoreferenzialità del consiglio di classe.

    La summenzionata formazione delle commissioni è stata però modificata dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria del 2002), che ha disposto la costituzione di commissioni con soli membri interni e un presidente esterno nominato per tutte le commissioni operanti in ciascun Istituto.

    Tali modifiche, pur ispirate, oltre che dall’esigenza di contenimento della spesa pubblica, dall’intento di valorizzare a pieno l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, rendendo i docenti della classe protagonisti esclusivi della valutazione finale dei propri allievi, non ha però dato i risultati attesi.

    La nuova composizione delle commissioni ha reso invece i docenti sempre più autoreferenziali nella valutazione e nel proprio impegno di lavoro.

    Venuta meno l’occasione di confrontarsi con contenuti e impostazioni metodologiche diverse dalle proprie, i docenti hanno finito con l’appiattirsi su una didattica ripetitiva, priva di mordente culturale e professionale, oltre che di stimoli per gli studenti, oramai avvezzi purtroppo a dare tutto per scontato.

    Tale fenomeno ha mostrato aspetti ancora più inquietanti nelle scuole non statali, nelle quali i docenti sono stati sottratti ad ogni forma di confronto, verifica ed anche controllo della propria attività.

    Ancora più difficile si è rivelato il compito del presidente, il quale, dovendo attendere al governo di un numero molto più elevato di commissioni, coincidente con tutte quelle operanti nella stessa sede d’esame (in molti casi anche più di 15), ha finito con l’assumere un ruolo quasi notarile di registrazione e autenticazione burocratica degli atti d’esame.

    La nuova formazione delle commissioni tutte interne ha favorito inoltre, nelle scuole non statali, il fenomeno delle abbreviazioni per merito. Studenti – in certi casi addirittura di intere classi – del penultimo anno di corso sono stati ammessi all’esame di Stato con una valutazione di otto decimi in ciascuna disciplina, senza avere quasi mai alle spalle un regolare corso di studi.

    Altrettanto inquietanti i risultati finali che, negli ultimi quattro anni, hanno subìto una impennata nelle percentuali dei candidati dichiarati promossi.

    Si è cioè passati dal 91,70 per cento del 1999, dal 94,30 per cento del 2000 e dal 95,8 per cento del 2001 (ultimo anno della composizione mista delle commissioni), al 97 per cento del 2002, fino al 97,8 per cento del 2005.

    L’attuale composizione delle commissioni giudicatrici, come si evince dalle situazioni e dai dati sopra riportati, ha inciso negativamente sulla dignità e sulla credibilità dell’esame di Stato, che da qualche anno viene celebrato quasi come un rito stanco.

    A tale pregiudiziale, che grava pesantemente sull’esame di Stato, si aggiunge il dispositivo relativo al requisito dell’ammissione all’esame, che viene consentita a tutti i candidati, purché classificati, indipendentemente dal voto minimo di sufficienza riportato in ciascuna disciplina. Ne è pertanto derivata in questi anni un’ammissione quasi d’ufficio, che si è poi tradotta, in sede d’esame, in una assoluzione indiscriminata e nel conseguimento generalizzato del diploma.

    Tale situazione impone la necessità di restituire dignità all’esame di Stato, per renderlo credibile sia di fronte alle università, che devono ritornare a dare il giusto valore al voto dei diplomi, sia di fronte al mondo del lavoro, che a buon diritto richiede trasparenza nella corrispondenza tra le competenze effettivamente acquisite dal diplomato e la votazione a lui attribuita in sede di esame.

    Al fine di soddisfare tali esigenze è stato predisposto il presente disegno di legge di riforma dell’esame di Stato che modifica, integra e sostituisce alcuni articoli della legge 10 dicembre 1997, n. 425, anche in considerazione degli effetti derivanti dalla legge 10 marzo 2000, n. 62, sulla parità scolastica.

    Con riferimento alla materia degli esami di Stato, gli elementi correttivi, modificativi, ed anche innovativi, che il disegno di legge intende introdurre si riassumono, in sostanza, nei seguenti:

        – introduzione dell’istituto dell’ammissione all’esame di Stato, condizionata alla valutazione positiva in sede di scrutinio finale;

        – modifica dei requisiti di abbreviazione per merito vincolati oltre che al conseguimento di otto decimi in ciascuna disciplina nello scrutinio del penultimo anno, anche al conseguimento della media di sette decimi nei due anni antecedenti e all’assenza di ogni ripetenza;

        – vincolo del possesso della residenza nella località dell’istituto scolastico scelto quale sede d’esame per i candidati esterni, con previsione di sanzioni per il mancato rispetto della norma;

        – accentuazione della connotazione tecnico-pratica e della dimensione laboratoriale della seconda prova destinata agli istituti tecnici, professionali ed artistici, con possibilità di svolgimento della stessa anche in più di un giorno di lavoro;

        – scelta delle prove nazionali da parte del Ministro della pubblica istruzione, con eliminazione del potere di predisposizione delle stesse da parte dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI);

        – modifica della ripartizione dei punteggi fra i tre momenti di valutazione con incremento da 20 a 25 punti di quello relativo al credito scolastico e flessione da 35 a 30 punti per la valutazione del colloquio;

        – introduzione di misure tese a valorizzare le eccellenze anche ai fini dell’accesso alle università, alla formazione tecnica superiore e al mondo delle professioni e del lavoro;

        – ripristino della composizione mista delle commissioni di esame, con commissari interni ed esterni al 50 per cento oltre al presidente esterno, al quale sono affidate non più di due commissioni-classe;

        – inserimento dei docenti universitari e dei ricercatori tra i soggetti destinatari della nomina a presidente;

        – previsione di sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul funzionamento delle scuole e sulla organizzazione e gestione dell’esame, da effettuarsi nell’ambito della funzione ispettiva.

    Il presente disegno di legge contiene inoltre una delega al Governo in materia di percorsi di orientamento, di accesso ai corsi di istruzione postsecondaria e di valorizzazione di risultati di eccellenza.

    Il disegno di legge si compone di tre articoli.

    L’articolo 1, con la tecnica della «novella», sostituisce gli articoli 2, 3 e 4 della legge n. 425 del 1997, apportandovi le modificazioni necessarie.

    Con l’articolo 1, si provvede, in particolare, a sostituire, le disposizioni contenute negli articoli 2 (Ammissione all’esame di Stato), 3 (Contenuto ed esito dell’esame) e 4 (Commissione e sede di esame) della legge 10 dicembre 1997, n. 425.

    L’articolo 2 della predetta legge n. 425 del 1997, come novellato, disciplina quindi, nel comma l l’ammissione all’esame, introducendo, a tal fine, la valutazione positiva in sede di scrutinio finale e richiedendo comunque il saldo degli eventuali debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici ed, eventualmente, ancora sussistenti.

    Il comma 2 riguarda una particolare categoria di candidati, e cioè coloro che possono fruire, in presenza di specifici requisiti espressamente previsti, dell’abbreviazione per merito. Si tratta cioè di candidati che abbiano riportato, nello scrutinio finale del penultimo anno del corso, gli otto decimi in ciascuna disciplina. A tale requisito si deve però aggiungere anche quello di aver riportato la media di sette decimi nei due anni antecedenti il penultimo, con esclusione di ogni ripetenza. Solo in presenza di tali requisiti si può, pertanto, fruire dell’abbreviazione, di un anno, del corso di studi, e affrontare quindi l’esame di Stato conclusivo del corso stesso. In tal modo si rende più rigoroso un istituto, quello dell’abbreviazione per merito, già previsto dall’ordinamento ma che, così come disciplinato attualmente, ha dato luogo ad abusi e distorsioni.

    Analogamente, ai candidati esterni che sostengono l’esame preliminare per l’ammissione all’esame di Stato, viene richiesto, al comma 3, un punteggio di sei decimi in tutte le prove d’esame.

    Il comma 4 esplicita la perentorietà del possesso del requisito della residenza del candidato esterno nella località in cui ha sede l’istituzione scolastica presso la quale deve sostenere l’esame di Stato. La concessione di eventuale deroga viene demandata al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di provenienza del candidato. Non si manca inoltre di sottolineare che la mancata osservanza delle disposizioni contenute nel comma preclude l’ammissione all’esame di Stato, configurando al tempo stesso responsabilità penali, civili e amministrative per i dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate.

    Il comma 5, di nuova introduzione rispetto alla legge n. 425 del 1997, prevede che gli alunni delle classi antecedenti l’ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni devono avere cessato la frequenza prima del 15 marzo e possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

    Il comma 6 prende in considerazione i candidati non appartenenti a Paesi dell’Unione europea nei cui confronti non esistono obblighi internazionali. Accade ogni anno che molti dei citati candidati, i quali hanno frequentato in Italia con esito positivo i corsi di istruzione secondaria superiore fino all’ammissione all’ultimo anno, siano stati costretti per motivi di lavoro ad interrompere gli studi. A tali candidati il disegno di legge concede il diritto di poter sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati esterni.

    Il comma 7 estende le norme relative all’abbreviazione di un anno per merito all’esame di qualifica o di licenza di maestro d’arte rispettivamente per gli alunni degli istituti professionali e degli istituti d’arte.

    L’articolo 3 del testo novellato esplicita, al comma 1, le caratteristiche delle tre prove scritte d’esame, lasciando inalterate, rispetto alla legge n. 425 del 1997, le finalità proprie della prima prova scritta in italiano ed integrando invece quelle riguardanti le altre due. In particolare, per quanto attiene alla seconda prova scritta, fermo restando l’aspetto caratterizzante della disciplina che ne costituisce oggetto, si precisa che negli istituti tecnici e professionali, in conformità a quanto già accade per i licei artistici e gli istituti d’arte, le modalità di svolgimento di detta prova devono aver riguardo alla dimensione tecnico-pratica e laboratoriale delle discipline coinvolte e prevedere una durata di più di un giorno di lavoro. Nei confronti della terza prova, ne viene esplicitata la identità, quale espressione dell’autonomia didattico-metodologica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche e sottolineata la stretta correlazione al piano dell’offerta formativa attuato da ciascuna scuola.

    I commi 2, 3, e 4 riproducono sostanzialmente le norme presenti nello stesso articolo della legge n. 425 del 1997.

    Il comma 5 prevede una diversa ripartizione dei punteggi da assegnare ai tre momenti valutativi dell’esame. Mentre resta invariato il punteggio massimo di 45 punti da riservare complessivamente alle tre prove scritte, viene innalzato da 20 a 25 punti quello relativo al credito scolastico e diminuito da 35 a 30 punti quello riguardante il colloquio. L’intervento mira a valorizzare l’impegno dimostrato dallo studente nel corso degli studi e ad evidenziare il ruolo dei docenti della classe in un’attività didattica di particolare delicatezza e complessità, qual è quella della valutazione in itinere e finale. Il lieve decremento del punteggio previsto per il colloquio è peraltro in linea con i criteri di valutazione vigenti nei sistemi scolastici europei nei quali, alla prova orale, viene riservata una votazione inferiore a quella del credito e delle prove scritte.

    Il comma 6 riproduce sostanzialmente, una disposizione già presente nel corrispondente articolo della legge n. 425 del 1997.

    Al comma 7 vengono previste, per gli alunni ammalati o assenti dagli esami, una sessione suppletiva di esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.

    L’articolo 4 novellato riguarda, infine, la commissione e la sede di esame.

    Al comma 1 si prevede la formazione della commissione di esame di Stato, per la quale viene ripristinata la composizione mista, al 50 per cento di membri interni, ed al restante 50 per cento di membri esterni più il presidente. Al comma 2 si prevede la nomina di un presidente esterno, unico e di commissari esterni comuni, ogni due classi. Negli stessi commi viene inoltre precisato che il numero massimo dei componenti la commissione è di sei unità e che competente per la nomina è il dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale. Si precisa infine che ad ogni classe sono assegnati non più di trentacinque candidati.

    Per quanto riguarda le categorie e i criteri da osservare nella nomina del presidente, il comma 3 prevede un elenco di categorie tra le quali sono individuati i soggetti da preporre alla presidenza delle commissioni; fra tali categorie sono indicati i professori universitari e i ricercatori, nell’ottica di un proficuo collegamento scuola-università ed in vista di un maggiore coinvolgimento dei docenti universitari nelle iniziative di orientamento degli studenti nell’ultimo anno di corso.

    I commi 4, 5, 6, 7 stabiliscono i criteri da seguire sia nelle fasi territoriali di nomina di presidenti e commissari, sia in quelle relative alla sostituzione dei rinunciatari.

    Il comma 8 fornisce indicazioni relative sia alla correzione delle prove scritte e all’espletamento del colloquio, sia all’assunzione delle decisioni finali.

    Il comma 9 riguarda i candidati esterni, i quali vengono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari in numero corrispondente al 50 per cento di quello dei candidati interni. Viene inoltre precisato che commissioni composte da soli candidati esterni possono essere costituite, con autorizzazione del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, soltanto presso istituti statali e in numero non superiore ad una unità o a due in presenza di corsi di studi a scarsa o disomogenea diffusione sul territorio nazionale.

    Il comma 10 reca disposizioni riguardanti i compensi dovuti a presidenti e commissari, rinviando la definizione della relativa misura alla contrattazione collettiva del comparto del personale della scuola. Tra le norme finanziarie previste vi è anche quella che fa carico allo Stato dell’onere previsto per il compenso spettante ai commissari esterni e ai presidenti delle commissioni degli istituti paritari e degli istituti pareggiati e legalmente riconosciuti.

    Il comma 11 individua la sede d’esame per i candidati interni e per quelli esterni negli istituti statali e paritari, demandando al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale la indicazione della sede per candidati non residenti in Italia, che abbiano inoltrato domanda al succitato Ufficio.

    Al comma 12 viene ribadita la esigenza di operare sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul funzionamento degli istituti statali e paritari, in relazione alla organizzazione e gestione degli esami di Stato, nonché di quelli di idoneità e integrativi, attraverso l’esercizio della funzione ispettiva.

    L’articolo 2 del presente disegno di legge prevede una delega in materia di percorsi di orientamento, di accesso ai corsi di istruzione post-secondaria e di valorizzazione di risultati di eccellenza. Quest’ultima costituisce una significativa innovazione nell’ordinamento vigente in quanto con essa viene previsto un meccanismo premiante per coloro che hanno conseguito risultati di eccellenza, anche al di fuori dell’ordinario corso di studio. Si è previsto, a tal fine, che tali risultati debbano essere debitamente certificati.

    L’articolo 3 del disegno di legge riguarda, infine, le disposizioni transitorie, finali, finanziarie e le abrogazioni. Il comma 1 dispone che per i candidati agli esami di Stato a conclusione, rispettivamente, dell’anno scolastico 2006-2007 e dell’anno scolastico 2007-2008, continuano ad applicarsi, relativamente ai debiti formativi ed all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico, le disposizioni previgenti. Il comma 2 dispone puntualmente l’abrogazione delle disposizioni incompatibili con le innovazioni introdotte dal disegno di legge. I commi 3 e 4 recano le disposizioni di carattere finanziario. Il comma 5, infine, riguarda l’entrata in vigore della legge.


Relazione tecnica

1. Aspetti tecnico-normativi

        a) Necessità dell’intervento normativo

        Il presente disegno di legge intende modificare le norme che regolano gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, con l’obiettivo di far recuperare ai suddetti esami quella dignità e credibilità che, negli anni, è venuta meno.

        Significativi appaiono i dati degli ultimi sei anni: si è passati infatti da una percentuale di promossi pari al 91,7 per cento nel 1999 ad una pari quasi al 98 per cento nell’anno 2005.

        A dati così elevati hanno contribuito senza dubbio le modifiche normative introdotte a partire dalla legge 10 dicembre 1997, n. 425, e soprattutto con la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002) che ha disposto la costituzione di commissioni con soli membri interni e un presidente esterno nominato per tutte le commissioni di un istituto.

        Tali modifiche hanno finito per esaltare l’autoreferenzialità dei docenti, che si sono appiattiti su una didattica ripetitiva, e per rendere ancora più difficile il compito del presidente, il quale, causa l’eccessivo numero di commissioni di cui deve occuparsi, ha spesso finito per assumere il ruolo notarile di mera registrazione e autenticazione burocratica degli atti d’esame.

        A tale situazione si è aggiunta anche la disposizione relativa all’ammissione all’esame che viene garantita a tutti i candidati classificati, indipendentemente dal voto minimo di sufficienza; ne è derivata una ammissione quasi d’ufficio e il conseguimento generalizzato del diploma.

        Il presente provvedimento mira pertanto a restituire dignità all’esame di Stato, per renderlo nuovamente credibile sia di fronte alle università che devono poter tornare a dare il giusto valore al voto dei diplomi, sia di fronte al mondo del lavoro che giustamente richiede corrispondenza tra le competenze acquisite dal diplomato e la votazione a lui attribuita in sede di esame.

        b) Analisi del quadro normativo

        Il quadro normativo vigente si basa sulla legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, sul regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e su altri atti applicativi successivamente adottati.

        Tale legge ha introdotto, anche attraverso una serie di disposizioni di tipo regolamentare, la disciplina dei crediti, scolastico e formativo; ha previsto particolari modalità di svolgimento della terza prova scritta, che deve essere predisposta dalla commissione in stretta correlazione con il piano dell’offerta formativa; ha sancito l’adozione di modelli di certificazioni in linea con quelli degli altri Paesi dell’Unione europea; ha disciplinato, infine, la composizione delle commissioni d’esame, costituite da un presidente esterno e da non più di 8 membri, dei quali il 50 per cento interni e il restante 50 per cento esterni all’istituto.

        Tale composizione è stata tuttavia modificata dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448, che all’articolo 22, comma 7, ha previsto commissioni costituite di soli membri interni e un presidente esterno nominato per tutte le commissioni operanti in ciascuna istituzione scolastica sede di esame.

        c) Incidenza delle norme proposte sulle leggi e sui regolamenti vigenti

        La norma proposta modifica, con la tecnica della novella, gli articoli 2, 3 e 4 della legge n. 425 del 1997 in tema rispettivamente di ammissione all’esame di Stato, contenuto ed esito dell’esame e composizione della commissione e sede d’esame. Poiché l’ulteriore disciplina della materia è demandata, dalla suddetta legge, a regolamenti e decreti, ne deriva che le innovazioni introdotte dal disegno di legge comporteranno l’adeguamento di tali provvedimenti (segnatamente il regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323).

        d) Analisi della compatibilità dell’intervento con l’ordinamento comunitario

        Non si ravvisano profili di incompatibilità con l’ordinamento comunitario.

        e) Analisi della compatibilità con le competenze delle regioni ordinarie ed a statuto speciale

        Non si ravvisano profili di incompatibilità con le competenze delle regioni ordinarie ed a statuto speciale. Ciò in quanto la materia oggetto del provvedimento – disciplina degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore – rientra nella competenza esclusiva dello Stato.

        f) Verifica della coerenza con le fonti legislative primarie che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni e agli enti locali

    Per quanto detto sub e), non si ritiene che si pongano problemi di interferenza con le fonti legislative che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni e agli enti locali.

2. Elementi di drafting e linguaggio normativo

        a) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso

        Le disposizioni del disegno di legge non introducono nuove definizioni normative.

        b) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni ed integrazioni subite dai medesimi

        È stata verificata positivamente la correttezza dei riferimenti normativi contenuti negli articoli del disegno di legge.

        c) Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni ed integrazioni a disposizioni vigenti

        L’articolo 1 del presente disegno di legge sostituisce gli articoli 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425.

        d) Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dell’atto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo

        Non sussistono effetti abrogativi impliciti nel disegno di legge.

3. Ulteriori elementi

        a) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto

        Non risultano attualmente pendenti giudizi di costituzionalità riguardanti la materia oggetto del disegno di legge.

        b) Verifica dell’esistenza di progetti di legge vertenti su materia analoga all’esame del Parlamento e relativo stato dell’iter

        Risultano presentati i seguenti disegni di legge:

        Atto Senato n. 923, d’iniziativa dei senatori Valditara ed altri.

        Atto Senato n. 938, d’iniziativa dei senatori Schifani ed altri.

 

Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)

        a) Destinatari dell’intervento

        Destinatari dell’intervento normativo in esame sono gli alunni delle scuole statali, paritarie, pareggiate e legalmente riconosciute che hanno frequentato l’ultimo anno di corso, sono stati valutati positivamente in ciascuna disciplina e hanno saldato i debiti formativi accumulatisi nei precedenti anni scolastici.

        Possono essere destinatari della norma anche gli alunni che, in determinate circostanze e per motivi particolari, sono ammessi all’esame di Stato con abbreviazione di un anno del corso di studi.

        Sono, altresì, destinatari della norma i docenti che costituiscono le commissioni esaminatrici e coloro che possono essere nominati presidenti di commissione (dirigenti scolastici, docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali e professori universitari di prima e seconda fascia).

        b) Obiettivi e risultati attesi

        L’obiettivo del disegno di legge è quello di restituire maggiore credibilità all’esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore che, da qualche tempo a questa parte, è sempre più considerato un mero adempimento burocratico.

        Preoccupante è certamente l’impennata nelle percentuali dei candidati dichiarati promossi che è arrivata a toccare quota 98 per cento nell’ultimo anno scolastico. Ma ancora più preoccupante è la gestione degli esami di Stato che viene effettuata dalle commissioni, ormai composte solo di membri interni e perciò assolutamente autoreferenziali. La previsione di un presidente esterno non è bastata, da sola, a modificare tale situazione, dal momento che il presidente, dovendo attendere al governo di un numero elevato di commissioni (a volte anche più di 15), ha finito spesso con l’assumere il mero compito di registrare e autenticare gli atti di esame.

        Il risultato atteso da questo disegno di legge è quello di risolvere le disfunzioni sopra menzionate per far sì che l’esame di Stato torni ad essere, per gli studenti, ma anche per gli stessi docenti, un importante e sentito atto di verifica finale del corso di studi.

        Tutto ciò si ripercuoterebbe positivamente sulla credibilità che l’esame di Stato deve tornare ad avere, sia di fronte alle università che accolgono gli studenti diplomati, sia di fronte al mondo del lavoro che, a buon diritto, chiede corrispondenza tra le competenze acquisite dal diplomato e la votazione conseguita al termine del corso di studio.

        c) Impatto sull’organizzazione e sull’attività delle pubbliche amministrazioni; condizioni di operatività

        Il disegno di legge non presenta profili problematici di copertura amministrativa, in quanto le innovazioni non richiedono incrementi delle attuali strutture amministrative coinvolte nell’attuazione del provvedimento.

Relazione tecnica

        Ai fini della stima dell’onere complessivo per la corresponsione dei compensi ai componenti delle commissioni per gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, è necessario precisare che la normativa proposta, con l’articolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, come novellato con il presente disegno di legge, prevede la costituzione di una commissione esaminatrice ogni due classi terminali dei corsi di studio, con la nomina di un presidente per commissione, nonché di nove commissari, dei quali sei interni (tre per classe) e tre esterni.

        Ciò premesso, ai fini della quantificazione della spesa da corrispondere per i compensi dei componenti delle commissioni d’esame si debbono considerare i seguenti fattori:

    – le classi interessate allo svolgimento dell’esame di Stato sono circa 24.000 ogni anno, per un totale di 12.000 commissioni;

    – i presidenti e i commissari esterni debbono essere nominati, ove possibile, all’interno dell’ambito comunale; solo nel caso che ciò non risulti fattibile, si potrà ampliare l’ambito geografico, procedendo nell’ordine a nomine a livello provinciale, regionale e nazionale;

    – sulla base delle pregresse esperienze relativamente ai tempi di viaggio dei presidenti, si stima che, su dieci presidenti, sei viaggino per meno di sessanta minuti, tre fra sessanta e novantanove minuti e uno per cento o più minuti;

    – similmente, relativamente ai tempi di viaggio dei commissari esterni, si stima che, su trenta commissari, ventiquattro viaggino per meno di sessanta minuti, cinque fra sessanta e novantanove minuti e uno per cento o più minuti.

        Si stima così un costo medio per commissione pari a euro 11.497,39, per una spesa complessiva da sostenere dal prossimo anno finanziario 2007 pari a 137,97 milioni di euro (12.000 commissioni x 11.497,39 euro), arrotondati ad euro 138 milioni.

        L’autorizzazione di spesa per la corresponsione dei compensi ai componenti delle commissioni viene dunque elevata, rispetto alla somma di euro 40,24 milioni attualmente fissata dalla legge finanziaria 2002, a complessivi 138 milioni.

        L’allegata Tabella 1 dettaglia la stima del costo medio per commissione.

        Circa il contenuto dell’articolo 2, comma 3, diretto a specificare che dall’attuazione del comma 1, lettere a), b), e c), e del comma 2, lettere a), b) e c), dello stesso articolo 2 non devono scaturire oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica ivi compresi quelli a carico delle università, si precisa che gli interventi, individuati con le citate lettere, sono attualmente realizzati con specifiche risorse finanziarie già a carico della finanza pubblica.

        Relativamente al contenuto dell’articolo 2, comma 4, si precisa che la somma di euro 5.000.000, ivi prevista, costituisce l’importo massimo destinato agli incentivi di natura economica indicati nel comma 1, lettera d), e nel comma 2, lettera d), del medesimo articolo 2.

 

Tabella 1

COSTO MEDIO PER COMMISSIONE D’ESAME

 

Presidente

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio < 60 minuti

= e 1.791 x 0,6 unità

e1.074,60

Presidente

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio > = 60  e  < 100 minuti

= e 2.126 x 0,3 unità

e637,80

Presidente

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio > = 100 minuti

= e 3.467 x 0,1 unità

e346,70

Commissari esterni

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio < 60 minuti

= e    958 x 2,4 unità

e  2.299,20

Commissari esterni

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio > = 60  e  < 100 minuti

= e 1.293 x 0,5 unità

e646,50

Commissari esterni

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione -  viaggio > = 100 minuti

= e 2.634 x 0,1 unità

e263,40

Commissari interni

Compenso onnicomprensivo lordo dipendente riferito alla funzione per i commissari interni

= e    566 x    6 unità

e3.396,00

Totale compensi riferiti alla funzione

(a)

e8.664,20

INPDAP sui compensi

= 24,20% x (a)       (b)

e2.096,74

IRAP sui compensi

=   8,50% x (a)       (c)

e736,46

Costo medio per commissione

(d) = (a) + (b) + (c)

e11.497,39

Costo medio per classe

(e) = (d) / 2

e5.748,70

Costo complessivo

(f) = (d) x 12.000

e137.968.720,80

 

 

 

 

 


 


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Ammissione all’esame di Stato,

commissione e sede di esame)

    1. Gli articoli 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, sono sostituiti dai seguenti:

    «Art. 2. – (Ammissione). – 1. All’esame di Stato sono ammessi:

        a)  gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l’ultimo anno di corso, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;

        b)  alle stesse condizioni e con i requisiti di cui alla lettera a), gli alunni delle scuole pareggiate o legalmente riconosciute nelle quali continuano a funzionare corsi di studio, fino al loro completamento, ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

    2. All’esame di Stato sono ammessi, altresì, con abbreviazione di un anno per merito, gli alunni delle scuole statali e paritarie e gli alunni delle scuole pareggiate o legalmente riconosciute di cui al comma 1, lettera b), che hanno riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria superiore e che hanno riportato una votazione non inferiore alla media di sette decimi negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell’insegnamento dell’educazione fisica.

    3. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 7, l’ammissione dei candidati esterni che non siano in possesso di promozione all’ultima classe è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell’anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell’idoneità alla classe successiva. Si tiene conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti. Il superamento dell’esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell’esame di Stato, vale come idoneità all’ultima classe. L’esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell’istituto, statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato; il candidato è ammesso all’esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle prove cui è sottoposto.

    4. I candidati esterni devono presentare domanda di ammissione all’esame di Stato e sostenere lo stesso e, ove prescritti, gli esami preliminari, presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nel comune di residenza ovvero, in caso di assenza nel comune dell’indirizzo di studio indicato nella domanda, nella provincia e, nel caso di assenza del medesimo indirizzo nella provincia, nella regione. Eventuale deroga deve essere autorizzata dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma preclude l’ammissione all’esame di Stato, fatte salve le responsabilità penali, civili e amministrative a carico dei soggetti preposti alle istituzioni scolastiche interessate.

    5. Gli alunni delle classi antecedenti l’ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo e devono possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

    6. I candidati non appartenenti a Paesi dell’Unione europea, che non abbiano frequentato l’ultimo anno di corso di istruzione secondaria superiore, possono sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati esterni.

    7. Possono sostenere, nella sessione dello stesso anno, con abbreviazione di un anno per merito, il corrispondente esame di qualifica o di licenza di maestro d’arte, rispettivamente gli alunni degli istituti professionali e degli istituti d’arte che, nello scrutinio finale per la promozione alla classe terza, abbiano riportato non meno di otto decimi in ciascuna disciplina, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la votazione dell’insegnamento dell’educazione fisica.

        Art. 3. – (Contenuto ed esito dell’esame). – 1. L’esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la seconda prova, che può essere anche grafica o scrittografica, ha per oggetto una delle materie caratterizzanti il corso di studio. Negli istituti tecnici, negli istituti professionali, negli istituti d’arte e nei licei artistici le modalità di svolgimento tengono conto della dimensione tecnico-pratica e laboratoriale delle discipline coinvolte e possono articolarsi anche in più di un giorno di lavoro; la terza prova è espressione dell’autonomia didattico-metodologica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche ed è strettamente correlata al piano dell’offerta formativa utilizzato da ciascuna di esse. Essa è a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell’ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti; tale ultima prova è strutturata in modo da consentire, di norma, anche l’accertamento della conoscenza di una lingua straniera.

    2. I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta, scelti dal Ministro, sono inviati dal Ministero della pubblica istruzione; il testo della terza prova scritta è predisposto dalla commissione d’esame con modalità predefinite. Le materie oggetto della seconda prova scritta sono individuate dal Ministro della pubblica istituzione entro la prima decade del mese di aprile di ciascun anno. Il Ministro disciplina altresì le caratteristiche della terza prova scritta, nonché le modalità con le quali la commissione d’esame provvede alla elaborazione delle prime due prove d’esame in caso di mancato tempestivo ricevimento delle medesime.

    3. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso.

    4. La lingua d’esame è la lingua ufficiale di insegnamento.

    5. A conclusione dell’esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d’esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato. La commissione d’esame dispone di 45 punti per la valutazione delle prove scritte e di 30 per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 25 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l’esame è di 60/100. L’esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo dell’istituto sede della commissione d’esame un giorno prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento del colloquio. Fermo restando il punteggio massimo di 100, la commissione di esame può motivatamente integrare il punteggio fino ad un massimo di 5 punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo della prova di esame pari almeno a 70 punti.

    6. Gli esami degli alunni con handicap sono disciplinati in coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.

    7. Per gli alunni ammalati o assenti dagli esami per cause specificamente individuate sono previste una sessione suppletiva d’esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.

        Art. 4. – (Commissione e sede di esame) – 1. La commissione di esame di Stato è composta da non più di sei commissari, dei quali il cinquanta per cento interni e il restante cinquanta per cento esterni all’istituto, più il presidente, esterno. Le materie di esame affidate ai commissari esterni sono scelte annualmente con le modalità e nei termini stabiliti con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro della pubblica istruzione. La commissione è nominata dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale.

    2. Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse, in numero pari a quello dei commissari interni di ciascuna classe, e, comunque, non superiore a tre. In ogni caso, è assicurata la presenza dei commissari delle materie oggetto di prima e seconda prova scritta. Ad ogni classe sono assegnati non più di trentacinque candidati.

    3. Il presidente è nominato, sulla base di criteri e modalità determinati, secondo il seguente ordine, tra:

        a)  i dirigenti scolastici in servizio preposti ad istituti di istruzione secondaria superiore statali, ovvero ad istituti di istruzione statali nei quali funzionano corsi di studio di istruzione secondaria superiore, e i dirigenti preposti ai convitti nazionali ed agli educandati femminili;

        b)  i dirigenti scolastici in servizio preposti ad istituti di istruzione primaria e secondaria di primo grado, provvisti di abilitazione all’insegnamento negli istituti di istruzione secondaria superiore;

        c)  i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro ci tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo;

        d)  i professori universitari di prima e seconda fascia anche fuori ruolo, e i ricercatori universitari confermati;

        e)  i dirigenti scolastici di istituti di istruzione secondaria superiore statali, collocati a riposo da non più di tre anni.

    4. I commissari esterni sono nominati tra i docenti di istituti statali di istruzione secondaria superiore.

    5. I casi e le modalità di sostituzione dei commissari e dei presidenti sono specificamente individuati con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di natura non regolamentare.

    6. Le nomine dei presidenti e dei commissari esterni sono effettuate avuto riguardo, nell’ordine, all’ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali, all’ambito regionale o interregionale.

    7. È stabilita l’incompatibilità a svolgere la funzione di presidente o di commissario esterno della commissione di esame nella propria scuola, nelle scuole ove si sia già espletato per due volte consecutive, nei due anni precedenti, l’incarico di presidente o di commissario esterno e nelle scuole nelle quali si sia prestato servizio nei due anni precedenti.

    8. Le commissioni d’esame possono provvedere alla correzione delle prove scritte e all’espletamento del colloquio operando per aree disciplinari; le decisioni finali sono assunte dall’intera commissione a maggioranza assoluta.

    9. I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari e il loro numero non può superare il cinquanta per cento dei candidati interni, fermo restando il limite numerico di trentacinque candidati; nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni possono essere autorizzate, dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale, commissioni con un numero maggiore di candidati esterni ovvero commissioni apposite con soli candidati esterni costituite esclusivamente presso istituzioni scolastiche statali. Presso ciascuna istituzione scolastica può essere costituita soltanto una commissione di soli candidati esterni. Un’altra commissione di soli candidati esterni può essere costituita soltanto in caso di corsi di studio a scarsa o disomogenea diffusione sul territorio nazionale. I candidati esterni sostengono l’esame di Stato secondo le modalità dettate al riguardo dalle norme regolamentari di cui all’articolo 1, comma 2.

    10. I compensi per i presidenti e per i componenti delle commissioni sono onnicomprensivi e sostitutivi di qualsiasi altro emolumento e rimborso spese; essi sono differenziati in relazione alla funzione di presidente, di commissario esterno e di commissario interno. Per i presidenti e per i commissari esterni si tiene conto dei tempi di percorrenza dalla sede di servizio o di residenza a quella di esame. La misura dei compensi è stabilita in sede di contrattazione collettiva del comparto del personale della scuola. Fino al prossimo rinnovo del predetto contratto collettivo di comparto alla determinazione della misura dei compensi si provvede con decreto del Ministro della pubblica istruzione, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. L’onere previsto per il compenso spettante ai commissari esterni e ai presidenti delle commissioni degli istituti paritari e degli istituti pareggiati e legalmente riconosciuti in cui continuano a funzionare corsi di studio ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 6, del decreto legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, è a carico dello Stato.

    11. Sede d’esame per i candidati interni sono gli istituti statali e paritari; sono sede di esame anche gli istituti pareggiati e legalmente riconosciuti, con corsi che continuano a funzionare ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27. Sede d’esame dei candidati esterni sono gli istituti statali e paritari. Qualora il candidato non sia residente in Italia, la sede di esame è indicata dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale al quale viene presentata la domanda di ammissione agli esami.

    12. Sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, sono assicurati nell’ambito della funzione ispettiva».

Art. 2.

(Delega in materia di percorsi di orientamento, di accesso all’istruzione post-secondaria e di valorizzazione di risultati di eccellenza)

    1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro della pubblica istruzione e, per quanto riguarda le lettere a), b) e c), su proposta del Ministro dell’università e della ricerca e del Ministro della pubblica istruzione, previo parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, da rendere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi, trascorsi i quali possono essere comunque adottati, uno o più decreti legislativi finalizzati a:

        a)  realizzare appositi percorsi di orientamento finalizzati alla scelta, da parte degli studenti, di corsi di laurea universitari e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica;

        b)  potenziare il raccordo tra la scuola e le università ai fini di una migliore e specifica formazione degli studenti rispetto al corso di laurea prescelto;

        c)  valorizzare la qualità dei risultati scolastici degli studenti ai fini dell’ammissione ai corsi di laurea universitari di cui alla legge 2 agosto 1999, n. 264;

        d)  incentivare 1’eccellenza degli studenti, ottenuta a vario titolo sulla base dei percorsi di istruzione.

    2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati con l’osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

        a) per i decreti legislativi di cui alla lettera a), prevedere l’individuazione delle misure e modalità di raccordo tra le istituzioni scolastiche, le università e gli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica; prevedere, nella definizione e realizzazione dei percorsi di orientamento, la partecipazione anche di docenti universitari e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica; prevedere la realizzazione dei predetti percorsi nell’ultimo anno del corso di studi;

        b)  per i decreti legislativi di cui alla lettera b), prevedere apposite modalità per favorire e sostenere la partecipazione degli istituti di istruzione secondaria superiore alle prove di verifica dell’adeguata preparazione iniziale degli studenti di cui all’articolo 6, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, e per il soddisfacimento degli eventuali obblighi formativi universitari;

        c)  per i decreti legislativi di cui alla lettera c), prevedere che una quota del punteggio degli esami di ammissione ai corsi universitari di cui all’articolo 1 della legge 2 agosto 1999, n. 264, sia assegnata agli studenti che abbiano conseguito risultati scolastici di particolare valore, nell’ultimo triennio e nell’esame di Stato, anche in riferimento alle discipline più significative del corso di laurea prescelto;

        d)  per i decreti legislativi di cui alla lettera d), prevedere incentivi, anche di natura economica, finalizzati alla prosecuzione degli studi, anche nell’ambito dell’istruzione e formazione tecnica superiore, e definire le modalità di certificazione del risultato di eccellenza.

    3. L’attuazione del comma 1, lettere a), b) e c), e del comma 2, lettere a), b) e c), non deve comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.

    4. Alla finalizzazione di cui al comma 1, lettera d), e comma 2, lettera d), è destinata la somma di euro 5.000.000.

    5. Ulteriori disposizioni, correttive e integrative dei decreti legislativi di cui al presente articolo possono essere adottate, sulla medesima proposta di cui al comma 1, con il rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi e con le stesse procedure, entro diciotto mesi dalla data della loro entrata in vigore.

Art. 3.

(Disposizioni transitorie, finali,

finanziarie e abrogazioni)

    1. Per i candidati agli esami di Stato a conclusione, rispettivamente, dell’anno scolastico 2006-2007 e dell’anno scolastico 2007-2008, continuano ad applicarsi, relativamente ai debiti formativi e all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico, le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

    2. Sono abrogati:

        a) l’articolo 22, comma 7, primo, secondo, terzo, quarto e quinto periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448;

        b) l’articolo 13, comma 4, e l’articolo 14 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

        c) l’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286.

    3. All’onere derivante dalla presente legge, determinato in complessivi euro 143.000.000, a decorrere dall’anno 2007, di cui euro 138.000.000 per i compensi di cui al comma 10 dell’articolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, come sostituito dalla presente legge, ed euro 5.000.000 per l’incentivazione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), e comma 2, lettera d), si provvede, quanto ad euro 40.240.000, con la disponibilità di cui all’articolo 22, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, quanto ad euro 63.810.000, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 92, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e, quanto ad euro 38.950.000, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 130, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    5. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 


Esame in sede referente presso la 7^ Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

MARTedi' 26 SETTEMBRE 2006

17a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Dalla Chiesa.      

 

La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le universita'

(Esame congiunto e rinvio)

 

Riferisce alla Commissione la relatrice SOLIANI (Ulivo), la quale afferma preliminarmente che l’esame di Stato è un punto fermo nel sistema di istruzione, in quanto si colloca nel contesto dell’articolo 33 della Costituzione, dedicato alla libertà di insegnamento, al compito della Repubblica di dettare le norme generali e di istituire scuole statali, alla parità scolastica, all’autonomia ordinamentale delle università, delle accademie e delle istituzioni di alta cultura.

L’esame di Stato è quindi, a suo avviso, uno snodo importante nell'esperienza di vita degli adolescenti, in quanto conclude il percorso di istruzione secondaria superiore e apre una fase nuova della loro vita. Intervenire su questo punto, sia pure in un ambito circoscritto, è  perciò, a giudizio della relatrice, una scelta strategica.

A tal fine il Governo ha presentato al Senato il disegno di legge n. 960, a cui si affiancano altre due disegni di legge di iniziativa parlamentare, il n. 923 dei senatori Valditara e altri e il n. 938 dei senatori Schifani e altri.

Ricorda inoltre che attraverso tali disegni di legge si interviene per la terza volta sugli esami conclusivi della scuola secondaria superiore all’inizio della legislatura, come avvenne nel 1997 con la legge n. 425, che innovò la disciplina di settore, e nel 2001 con la legge n. 448, che modificò la composizione delle commissioni.

I disegni di legge in esame, e in particolare da quello presentato dal Governo, sono volti ad affermare: la serietà e la dignità del passaggio costituito dall’esame di Stato; la responsabilizzazione degli studenti, degli insegnanti e dell’intera istituzione scolastica; il valore dei risultati ottenuti, della valutazione, del merito e del titolo di studio; il carattere pubblico dell’esame, attraverso la costituzione di commissioni miste di membri interni ed esterni con un presidente esterno; il significato della multidisciplinarità, evidenziato soprattutto nella prova orale; l’importanza dell’autonomia didattica; la trasparenza e la legalità, che contrastano i diplomifici; la verifica e il monitoraggio dei risultati espressione della funzione ispettiva; l’adeguamento alle scuole europee; il raccordo con l’università, l’alta formazione artistica e musicale e il lavoro; l’incentivazione anche economica ai giovani che intendono proseguire gli studi.

A giudizio della relatrice, tre sono gli elementi qualificanti dei disegni di legge: la natura pubblica dell’esame, l'autonomia delle scuole e il valore della valutazione.

Precisa quindi che il Governo intende dare un messaggio politico chiaro riconquistando la fiducia del Paese nella scuola e negli obiettivi che essa sa conseguire, nonché la fiducia dell’Italia nei suoi studenti, a cui chiede impegno e serietà riconoscendone i risultati e offrendo loro migliori collegamenti con l’università e il mondo del lavoro.

Passando all'esame del contenuto dei tre provvedimenti, ella rileva che essi convergono su molteplici aspetti, primo tra tutti l’accentuato richiamo alla responsabilità, alla meritocrazia, alla serietà e alla selettività. A ciò si aggiunge che  tutte le proposte di modifica convengono sulla necessità di modernizzazione del sistema di istruzione, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e degli indirizzi europei.

Tuttavia, la relatrice rammenta che sono riscontrabili degli elementi di diversità.

In particolare, con riferimento ai requisiti di ammissione agli esami di Stato, gli elementi correttivi disposti dal disegno di legge governativo si possono riassumere nei seguenti: introduzione dell’istituto dell’ammissione all’esame di Stato, condizionata alla valutazione positiva in sede di scrutinio finale; modifica dei requisiti di abbreviazione per merito vincolati oltre che al conseguimento di otto decimi in ciascuna disciplina nello scrutinio del penultimo anno, anche al conseguimento della media di sette decimi nei due anni antecedenti e all’assenza di ogni ripetenza; vincolo del possesso della residenza nella località dell’istituto scolastico scelto quale sede d’esame per i candidati esterni, con previsione di sanzioni per il mancato rispetto della norma.

Per quanto concerne il contenuto delle prove scritte, il disegno di legge n. 960 accentua la connotazione tecnico-pratica e laboratoriale della seconda prova destinata agli istituti tecnici, professionali ed artistici, con possibilità di svolgimento della stessa anche in più di un giorno di lavoro. Esso prevede inoltre che la scelta della prima e della seconda prova sia effettuata dal  Ministro della pubblica istruzione e stabilisce che la terza prova interdisciplinare non sia più predisposta dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), bensì dalla commissione d’esame nell’ambito di modalità predefinite dal Ministero. Su questo punto si registrano delle diversità rispetto ai due disegni di legge di opposizione, in quanto il n. 938 prevede che le prime due prove vengano predisposte dalla commissione d’esame, mentre il disegno di legge n. 923 ne attribuisce l'individuazione al Ministero della pubblica istruzione conformemente alla proposta del Governo. Tuttavia, entrambi attribuiscono all’INVALSI la competenza di predisporre la terza prova.

Quanto al risultato finale dell'esame, il disegno di legge del Governo modifica la ripartizione dei punteggi fra i tre momenti di valutazione, aumentando da 20 a 25 punti quello relativo al credito scolastico e riducendo da 35 a 30 punti la valutazione del colloquio. Su tale aspetto ella chiarisce che il disegno di legge Schifani attribuisce al credito un punteggio massimo di 40 punti e al colloquio un punteggio massimo di 15 punti, mentre nel disegno di legge Valditara è previsto un massimo di 20 punti di credito e analogo punteggio per il colloquio.

La relatrice ricorda altresì che il provvedimento dell’Esecutivo introduce misure tese a valorizzare le eccellenze anche ai fini dell’accesso alle università, alla formazione tecnica superiore e al mondo delle professioni e del lavoro.

Prosegue inoltre illustrando la modifica governativa della composizione delle commissioni di esame, formate da non più di sei componenti, equamente ripartiti tra membri interni ed esterni oltre al presidente esterno, nominato anche nell’ambito dei docenti universitari e dei ricercatori, al quale sono affidate non più di due commissioni-classe. Riguardo a questo punto, il disegno di legge presentato dal senatore Schifani lascia inalterata l’attuale composizione della commissione d’esame (formata da membri interni più un presidente esterno), mentre il disegno di legge del  senatore Valditara prevede che la commissione d’esame sia composta da un massimo di sei membri (di cui cinque esterni ed uno interno) più il presidente esterno.

Il provvedimento del Governo contiene, ella aggiunge, all’articolo 2, una delega, da esercitare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, attraverso la quale saranno adottati uno o più decreti legislativi volti a: realizzare appositi percorsi di orientamento finalizzati alla scelta, da parte degli studenti, di corsi di laurea universitari e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica; potenziare il raccordo tra la scuola e l’università, al fine di una migliore e specifica formazione degli studenti rispetto al corso di laurea prescelto; valorizzare la qualità dei risultati scolastici conseguiti dagli studenti ai fini dell’ammissione ai corsi di laurea; incentivare il merito degli studenti, prevedendo un meccanismo premiante per coloro che hanno conseguito risultati di eccellenza, anche al fuori dell’ordinario corso di studio e che siano certificati. Tali principi costituiscono, a suo avviso, una novità nella storia dell’istruzione in Italia e testimoniano una scelta di grande significato in quanto si avvia un raccordo serio tra il sistema di istruzione, l’università, la formazione superiore e il lavoro.

L’articolo 3 del disegno di legge del Governo prevede infine una disciplina transitoria per i candidati all’esame di Stato a conclusione degli anni scolastici 2006-2007 e 2007-2008, disponendo che per essi continuino ad applicarsi le norme previgenti, relativamente ai debiti formativi ed all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico.

Quanto al profilo finanziario del provvedimento, sono stanziati, a decorrere dall’anno 2007, 143.000.000 euro, di cui 138.000.000 per i compensi dei presidenti e dei commissari e 5.000.000 per i progetti volti ad incentivare l’eccellenza degli studenti.

La relatrice ricorda che sul provvedimento del Governo ha espresso un parere complessivamente favorevole il Consiglio nazionale della pubblica istruzione.

Nella consapevolezza che nei testi in esame vi sono punti di convergenza e altri di differenziazione, ella auspica che in Commissione possa aver luogo un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione, che conduca a scelte migliori per la scuola e per il futuro degli studenti e del Paese anche attraverso l’audizione dei soggetti interessati. Si augura inoltre che vengano affrontati anche altri problemi non risolti dai provvedimenti in esame, come il meccanismo dei debiti e dei crediti, la diversità delle esperienze delle scuole superiori in ordine al recupero, la necessità di imprimere maggiore dinamismo culturale ed educativo alla scuola attraverso docenti competenti e motivati, nonché l’esigenza di una riorganizzazione complessiva della scuola superiore.

Tale dibattito, a suo giudizio, può esprimere la comune volontà di caratterizzare questa fase di riforma con serietà, equilibrio e ragionevolezza, tenendo presente che i ragazzi sono la principale ricchezza del Paese.

La relatrice afferma altresì che la modifica degli esami di Stato può restituire al Paese un’immagine di rigore, cultura ed equità.

In conclusione, ella pone l’attenzione sulle responsabilità che in tale processo di riforma gravano su tutti i soggetti potenzialmente destinatari delle norme, dagli studenti, ai docenti, alle istituzioni scolastiche, all’università, fino all’intera società.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

giovedi' 28 SETTEMBRE 2006

19a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Interviene il vice ministro per la pubblica istruzione Mariangela Bastico.       

 

La seduta inizia alle ore 14,45.

IN SEDE REFERENTE 

 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le universita'

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 26 settembre scorso.

 

Dopo aver ribadito la centralità della formazione nel programma dell'Unione, la senatrice CAPELLI (RC-SE) afferma che la scuola è il luogo principale in cui possono essere superate le disuguaglianze, nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione. Il percorso di istruzione infatti rappresenta un momento fondamentale della vita degli individui in cui il bene comune può diventare patrimonio di tutti.

Quanto al disegno di legge del Governo, ella osserva che esso si pone in controtendenza sia rispetto alla riforma Moratti che alla riforma Berlinguer. La modifica della composizione delle commissioni d'esame, voluta dal ministro Moratti e disposta con la legge n. 448 del 2001 anche per ragioni economiche, si è dimostrata fallimentare, demotivando sia gli studenti che i docenti. L'elevata percentuale di promossi è inoltre una conseguenza delle modalità, a suo avviso troppo semplici, con cui è possibile abbreviare il corso di studi per merito, nonché del proliferare dei diplomifici.

Rispetto alla riforma Berlinguer, ella reputa opportuna una riflessione di carattere generale non tanto sulla terza prova scritta quanto sul sistema dei debiti e dei crediti, nonché sul valore del percorso scolastico antecedente all'ultimo anno di corso.

In un'ottica di maggiore rigore, accoglie dunque con estremo favore l'introduzione dell'istituto dell'ammissione all'esame di Stato, la modifica dei requisiti per abbreviare il corso di studi per merito, la predisposizione delle prove da parte del Ministero, nonché il ripristino della commissione mista.

Non condivide invece la possibilità che le scuole paritarie accolgano i privatisti, in quanto si determinerebbe un aumento del clientelismo e si reitererebbe l'esperienza dei diplomifici. Reputando più opportuno che i privatisti possano presentarsi a sostenere l'esame solo nelle scuole statali, dà atto al Governo di aver esplicitato la perentorietà del possesso della residenza per il candidato esterno nella località in cui ha sede l'istituzione scolastica presso la quale deve effettuare l'esame di Stato, non ritenendo comunque sufficiente tale vincolo.

Dichiara infine di non essere favorevole all'aumento del peso dei crediti formativi nell'ambito del punteggio finale, sollecitando al contrario una sua riduzione.

 

La senatrice PELLEGATTA (IU-Verdi-Com) afferma preliminarmente che è opportuno assegnare pari importanza sia al merito del provvedimento sia ai tempi da perseguire per la sua approvazione, al fine di consentirne l'adozione entro l'anno scolastico in corso. Del resto, il nucleo centrale del disegno di legge governativo è rappresentato dalla modifica della composizione delle commissioni d'esame, che non costituisce certamente una assoluta novità.

La composizione mista delle commissioni fu introdotta infatti nel 1997 e poi cancellata nel 2001 attraverso la legge finanziaria, che rappresentò il primo atto della cosiddetta "controriforma Moratti".

Il provvedimento del Governo potrebbe invece a suo avviso produrre conseguenze positive, riducendo il fenomeno dei diplomifici, limitando l'autoreferenzialità dei consigli di classe, incentivando la verifica delle conoscenze acquisite dallo studente nonché recuperando il valore dell'esame di maturità.

Né va dimenticato che la legge n. 425 del 1997 fu il risultato di un dibattito intenso nel mondo della scuola e fu poi accompagnata da corsi di formazione del personale docente. Tale legge fu fortemente innovativa, in quanto introdusse accanto alle due prove scritte elaborate a livello nazionale, una terza prova predisposta dalle singole scuole nel rispetto della loro autonomia; essa dispose altresì la valutazione espressa in centesimi nonché la valorizzazione del percorso di studi e delle attività extra scolastiche.

Compito della Commissione è a suo avviso quello di tesorizzare l'esperienza innovativa dell'esame di Stato, atteso che essa è ancora in fase di sperimentazione riducendo la sovrapposizione di norme non coerenti con l'esigenza, condivisa anche dall'opposizione, di riconoscere il valore formativo di tale momento di passaggio nella vita dello studente. Occorre inoltre evitare di sminuire il titolo di maturità, pena il rischio di annullamento del valore legale del titolo di studio.

Nel concordare con lo svolgimento di audizioni, osserva peraltro che le innovazioni proposte dal Governo sono già state sottoposte al parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, il quale ha chiesto di precisare la parte concernente i crediti scolastici.

Manifesta invece il suo dissenso sull'accentuazione del ruolo dell'INVALSI nella predisposizione della terza prova come risulta dalle proposte dell'opposizione, in quanto tale istituto dovrebbe esclusivamente occuparsi del momento valutativo.

Con riferimento alla delega prevista nel disegno di legge n. 960, ella giudica assai favorevolmente l'obiettivo di individuare elementi di raccordo tra la scuola, l'università e il mondo del lavoro, per un ingresso consapevole dei giovani nell'attività professionale. A tal fine, invita a rafforzare l'orientamento anche con interventi volti a valorizzare le eccellenze, sulla base di criteri omogenei, tra cui il reddito e l'interesse nazionale, prevedendo in particolare incentivi economici a favore degli studenti, oggi poco numerosi nel nostro Paese, che scelgano percorsi di studio di carattere scientifico.

 

La senatrice NEGRI (Aut) prende atto con soddisfazione che il Governo abbia posto le premesse per restituire dignità al percorso scolastico dopo che, anche al di là delle intenzioni, la modifica della composizione delle commissioni degli esami di maturità operate nel 2001 aveva avviato un processo negativo.

Dichiara di condividere anche il nuovo equilibrio fra curriculum precedente e prove d'esame con riguardo all'attribuzione dei crediti.

Complessivamente, esprime pertanto apprezzamento per l'impostazione del disegno di legge n. 960, anche alla luce della diversa composizione delle commissioni d'esame ivi prevista.

Ritiene peraltro di estremo rilievo anche l'articolo 2, di cui sottolinea la centralità. Innanzitutto, registra con favore che le attività di orientamento avranno luogo durante tutto l'ultimo anno del corso di studio, attraverso la partecipazione di figure professionali elevate. Prende poi atto dell'intenzione di valorizzare i risultati conseguiti all'esame di maturità ai fini dell'accesso all'università con modalità diverse a secondo che si tratti o meno di corsi a numero programamto; al riguardo osserva tuttavia che ciò impone un coordinamento con l'autonomia universitaria e quindi l'apprestamento di soluzioni innovative.

Chiede infine chiarimenti in ordine alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 2.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI) conviene che gli esami di Stato rappresentino un passaggio delicato nella vita degli adolescenti. Osserva tuttavia che da molti anni le statistiche registrano un numero elevatissimo di diplomati con il massimo dei voti, sicchè se ne dovrebbe dedurre un eccellente livello di preparazione dei giovani. Le indagini OCSE fotografano peraltro una realtà assai differente, a testimonianza di criticità ben più a monte rispetto agli esami di maturità. L'esigenza di rigore tanto conclamata va infatti rivolta, a suo avviso, non tanto al termine dei corsi di studio bensì lungo tutto l'arco della loro durata, dedicando particolare attenzione all'effettivo superamento dei debiti formativi.

Solo recuperando il lassismo culturale che oggi pervade la scuola con riguardo a tutto il percorso scolastico si potrà infatti restituire dignità alla formazione così  conseguita, di cui gli esami di maturità sono solo l'aspetto finale.

Auspica infine l'istituzione di un comitato ristretto per l'esame congiunto dei tre disegni di legge in titolo.

 

Il senatore BUTTIGLIONE (UDC) si chiede anzitutto se sia davvero necessario intervenire normativamente in questo settore, alla luce dell'eccesso di produzione legislativa che affligge il Paese. Posto che la riforma sia necessaria, si domanda poi se quella proposta dal Governo sia davvero tale, atteso che le soluzioni offerte non si discostano molto dall'ordinamento vigente. Per affrontare efficacemente i nodi della scuola occorrono infatti, a suo avviso, interventi assai più coraggiosi ed innovativi.

La scuola attuale è ad esempio assai ingiusta, risultando incapace di far eccellere i giovani che provengono da ambiti familiari disagiati. Né il livellamento verso l'alto aiuta la selezione dei migliori. Il mondo del lavoro chiede invece una selettività assai più rigorosa, che il provvedimento del Governo non assicura di certo.

Dopo essersi espresso in senso contrario alla redistribuzione di crediti fra attività curricolari ed extra curricolari in favore delle seconde, esprime perplessità sull'efficacia delle misure di orientamento previste, sollecitando una maggiore valorizzazione di quelle destinate alla formazione tecnica professionale di secondo livello. 

Manifesta infine sconcerto per le modalità con cui si prevede di accertare la conoscenza di una lingua straniera nell'ambito di un esame di Stato così articolato.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

martedi' 3 ottobre 2006

20a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Interviene il vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico.

 

 La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le universita'

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

 

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 28 settembre scorso.

 

Nel dibattito interviene la senatrice CARLONI (Ulivo), la quale esprime anzitutto apprezzamento per la relazione introduttiva della relatrice Soliani e per il ruolo assunto dai disegni di legge in esame nell'ambito della discussione in materia scolastica.

Conviene poi con il senatore Buttiglione che la scuola italiana sia attualmente incapace di far emergere i veri talenti e di colmare le lacune dovute a particolari condizioni di disagio delle famiglie di provenienza degli alunni.

Giudica pertanto positivamente gli obiettivi di contrastare il disincanto dell'opinione pubblica nei confronti della scuola e di restituire valore e serietà agli esami conclusivi dei corsi di studio, in un'ottica di rinnovata autostima e rispetto delle nuove generazioni.

Ella manifesta inoltre compiacimento per la larga convergenza registrata su tali tematiche, nonostante che proprio sulla scuola si accentuino le distanze fra i programmi dei diversi schieramenti politici. Analoga convergenza era del resto maturata, ricorda, proprio in apertura di legislatura in ordine al finanziamento dei compensi destinati ai commissari d'esame. Auspica quindi che tale clima collaborativo consenta di concludere sollecitamente l'esame dei provvedimenti in titolo, al fine di inviare un messaggio politico chiaro agli operatori di settore. In tale ottica, dichiara la propria apertura ad eventuali proposte migliorative.

Quanto al merito, ella esprime consenso per la discontinuità rispetto alle riforme Moratti e Berlinguer con riferimento alla composizione delle commissioni d'esame e alla reintroduzione dell'ammissione agli esami. Nonostante l'elevata percentuale di promossi, l'attuale articolazione dell'esame conclusivo ha infatti profondamente demotivato gli studenti.

Dichiara infine di condividere le scelte di attribuire all'INVALSI una prevalente attività di valutazione e di perseguire una più equilibrata ripartizione dei crediti.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

           

La seduta termina alle ore 15,30.

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

mercoledì' 4 ottobre 2006

21a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Interviene il vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico. 

 

            La seduta inizia alle ore 15,05.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le universita'

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

 

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.

 

Nel dibattito interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale lamenta preliminarmente che nel disegno di legge finanziaria sia prevista una forte penalizzazione della filiera dell'istruzione soprattutto a danno del settore universitario. Chiede pertanto al Governo la disponibilità ad accogliere in sede di esame parlamentare alcune richieste dell'opposizione.

Quanto al disegno di legge n. 960, egli ritiene innanzitutto che la scuola abbia un ruolo importante nell'affermazione di due principi fondamentali, quali la responsabilità e il merito.

Prima di affrontare il tema della riforma degli esami di maturità, bisogna peraltro a suo avviso definire un preciso modello di scuola e interrogarsi sul senso e sul valore dell'esame finale. Alla luce della pressante competizione internazionale cui è sottoposto il sistema di istruzione e formazione, è necessario, a giudizio dell'oratore, abbandonare il modello di scuola facile di deriva post sessantottina, puntando invece a renderla idonea e adeguata al confronto con altri Paesi. La riforma dell'esame di maturità potrebbe perciò essere il punto di partenza per una riflessione complessiva sulle tipologie di modelli formativi.

Egli ritiene ancora utile il passaggio dell'esame conclusivo, in quanto rappresenta una prova di responsabilità, un momento di maturazione individuale, nonché uno strumento a disposizione dello Stato per accertare le conoscenze possedute dallo studente ai fini del rilascio di un titolo avente valore legale.

Il disegno di legge del Governo è tuttavia a suo avviso insoddisfacente e troppo modesto, limitandosi a ripristinare soluzioni in parte già contenute nella riforma Moratti sul secondo ciclo, e ciò al solo fine di non contrastare alcune istanze provenienti da forze sindacali conservatrici.

Nel condividere la reintroduzione dell'istituto dell'ammissione all'esame, egli puntualizza poi che la causa della elevata percentuale dei promossi è da rinvenirsi nell'abolizione dello scrutinio finale e non nella composizione interna delle commissioni. Manifesta perciò contrarietà al ritorno alla composizione mista, in quanto si tratta di una misura poco significativa ai fini di un maggiore rigore. Esprime inoltre disaccordo in ordine al vincolo territoriale dei commissari esterni, paventando il rischio di forme di condizionamento ambientale a scapito di una maggiore trasparenza e serietà dell'esame. La soluzione ottimale, peraltro non eccessivamente onerosa, sarebbe, a suo avviso, offerta dalla presenza di soli commissari esterni e un membro interno.

Quanto al necessario superamento dei debiti per l'accesso all'esame, egli ritiene tale previsione scontata, in quanto già prevista nella riforma Moratti, la quale era peraltro assai più incisiva disponendo verifiche al termine dei bienni ed intervenendo sul collegamento tra la scuola e l'università. Neanche sul tema dei requisiti per l'abbreviazione del corso di studi per merito, egli giudica innovativo il provvedimento del Governo, rimarcando che norme analoghe sono previste anche nel disegno di legge n. 923.

Espone altresì forti riserve sulla possibilità di introdurre un vincolo per l'accesso alle università legato al riconoscimento del voto di diploma, in quanto tale prospettiva palesa una violazione dell'autonomia degli atenei e introduce disparità di trattamento tra gli studenti in conseguenza dell'assenza di omogeneità tra gli istituti scolastici nei criteri di valutazione. Deplora anche il riconoscimento automatico del percorso di studi a favore degli extra comunitari, in grado di generare disuguaglianze rispetto agli studenti italiani.

Il Governo, a suo avviso, avrebbe potuto introdurre novità maggiormente rilevanti, che evidentemente sono state osteggiate dalla parte più corporativa del sindacato. A tal proposito, egli ritiene fondamentale che la predisposizione della terza prova sia affidata all'INVALSI, il quale potrebbe garantire uniformità di giudizio e oggettività nella valutazione, in conformità agli standard europei, nonché rappresentare un punto di partenza per la valutazione di sistema delle scuole. In particolare, considera questo profilo cruciale ai fini del giudizio sull'intero provvedimento.

Nell'ottica di una maggiore serietà e continuità del percorso scolastico, egli reputa poi opportuna una verifica in sede d'esame delle basi culturali generali del triennio, dando maggior peso al credito scolastico e minor rilievo al colloquio. In tal modo potrebbero essere raggiunti gli obiettivi della responsabilizzazione degli insegnanti, del rigore nello studio e della organicità nella valutazione delle scuole.

Dopo aver richiamato le esperienze positive di altri Paesi orientate ad imprimere maggiore selettività nella scuola, egli auspica che il Governo si impegni a favorire un dialogo serio sia sul tema della maturità che sulla individuazione delle risorse nella legge finanziaria, rifuggendo da concessioni di carattere demagogico e corporativo.

 

Concluso il dibattito, agli intervenuti replica la relatrice SOLIANI (Ulivo), la quale registra con soddisfazione la convergente volontà di restituire rigore non solo al momento finale dei corsi di studio, ma anche all'intero percorso. Auspica quindi che, da queste premesse, si possa giungere ad una proposta condivisa, magari semplice e limitata, come rilevato dai senatori Pellegatta e Valditara, ma al tempo stesso significativa.

I disegni di legge in esame rappresentano del resto una risposta positiva all'interrogativo se sia ancora utile un esame di Stato al termine dei corsi di studio. Essi non affrontano invece problematiche più profonde, quali quelle tracciate dai senatori Asciutti e Carloni, ma rappresentano comunque a suo avviso un passo importante nella direzione giusta.

Entrando nel merito della discussione svolta, ella prende atto con favore che la richiesta di maggiore continuità nel rigore si traduca in un diverso equilibrio fra le prove d'esame e la valutazione del percorso precedente.

Quanto alla composizione delle commissioni, conviene che tutte le soluzioni possibili (commissioni interne, commissioni esterne e commissioni miste) siano motivate da buone ragioni. Tenuto conto delle esigenze economiche, ritiene tuttavia che la proposta del Governo rappresenti un buon punto di equilibrio. Manifesta invece qualche perplessità in ordine al previsto vincolo territoriale di provenienza dei commissari esterni.

Si sofferma indi sul rapporto fra autonomia delle scuole e parametri nazionali in ordine alla terza prova, ritenendo indispensabile raggiungere un equilibrio ragionevole che passi attraverso la valorizzazione dell'autonomia.

Risponde poi alla senatrice Capelli, che aveva sollevato perplessità in ordine alla possibilità che candidati esterni scegliessero quali sedi d'esame le scuole paritarie, osservando che il dettato costituzionale e la successiva legge n. 62 del 2000 le pongono sullo stesso piano di quelle pubbliche. Condivide tuttavia l'esigenza di vincoli stringenti per segnare una netta discontinuità rispetto al deplorevole fenomeno dei diplomifici.

Sottolinea altresì il rilievo dell'articolo 2 del disegno di legge del Governo e in particolare il raccordo ivi previsto con la formazione tecnica superiore. Al riguardo, raccoglie positivamente la sollecitazione del senatore Asciutti per un più stretto rapporto anche con il mondo del lavoro.

Suggerisce infine di individuare misure idonee per facilitare gli studenti che abbiano dimostrato particolari attitudini nelle materie scientifiche e tecniche, al fine di una loro prosecuzione in tale tipologia di studi.

Quanto al prosieguo dell'iter dei provvedimenti in titolo, ella propone di adottare quale testo base il disegno di legge n. 960 di iniziativa governativa, rispetto al quale aprire la fase emendativa. Considerato il carattere di urgenza dell'intervento in questione, ritiene infatti di non accedere alla proposta del senatore Asciutti di istituire un comitato ristretto, in quanto rischierebbe di allungare i tempi. Manifesta invece piena disponibilità a recepire proposte emendative condivise.

 

Replica anche il vice ministro Mariangela BASTICO, la quale ringrazia a sua volta la relatrice e gli intervenuti nel dibattito per il proficuo contributo reso, nella comune convinzione che occorra restituire credibilità e autorevolezza agli esami di Stato. In tal senso, trova del resto una risposta positiva il ricorrente interrogativo sull'opportunità di mantenere o meno un esame conclusivo dei corsi di studio, che a suo giudizio è confermata dalla vigenza del valore legale del titolo di studio.

Ella si sofferma quindi sulle principali novità del provvedimento governativo, manifestando peraltro apertura rispetto ad eventuali miglioramenti.

Anzitutto, sottolinea l'importanza di aver reintrodotto lo scrutinio per l'ammissione degli studenti agli esami. Quanto ai criteri, ella prende atto di proposte parzialmente diverse, che concorrono comunque all'obiettivo di distinguere tale momento di valutazione rispetto alla prova finale.

Anche con riferimento alla composizione delle commissioni d'esame, ella ritiene che la proposta del Governo sia equilibrata, tanto più alla luce delle esigenze di carattere economico. Una composizione completamente esterna comporterebbe infatti costi troppo elevati rispetto ai benefici conseguiti.

Registra altresì con soddisfazione la comune volontà di accertare il superamento dei debiti, quale elemento-chiave della riforma. Quanto al richiamo del senatore Valditara alle verifiche biennali, ella non si dichiara pregiudizialmente contraria anche se ritiene che esse debbano essere prese in considerazione dopo una più radicale riforma dell'istruzione secondaria.

Anche con riferimento all'obiettivo di superare la piaga dei diplomifici, esprime compiacimento per l'ampio consenso alle misure proposte dal Governo per vincolare l'abbreviazione del percorso per merito a requisiti di effettiva eccellenza.

Quanto alle osservazioni dei senatori Buttiglione e Asciutti in ordine ai limiti del disegno di legge governativo, ella conferma che più incisive modifiche potranno essere apportate alla disciplina degli esami di Stato solo dopo un definitivo riassetto dell'istruzione superiore.

Esprime poi piena condivisione con i rilievi della relatrice in ordine all'urgenza del provvedimento, che a suo avviso dovrebbe entrare in vigore già a partire da quest'anno scolastico, salva una maggiore gradualità per il nuovo sistema di superamento dei debiti.

Al senatore Valditara, che aveva criticato la scarsa selettività degli esami, risponde indi osservando che la percentuale dei promossi deve essere valutata congiuntamente al tasso di dispersione scolastica, che purtroppo in Italia raggiunge livelli sconosciuti in tutti gli altri Paesi europei. Occorre dunque, a suo avviso, che la scuola sia messa in condizione di portare tutti i giovani al termine del percorso di studi.

Soffermandosi sull'articolo 2 del disegno di legge n. 960, ella chiarisce poi che il Governo intende valorizzare le eccellenze attraverso la concessione di borse di studio e l'opportunità di periodi di formazione all'estero; condivide altresì l'obiettivo di incentivare l'accesso alle facoltà scientifiche e tecnologiche, ritenendo che un ruolo essenziale possa essere svolto proprio dall'orientamento. Sollecita indi una riflessione sulle modalità con cui potrebbe essere valorizzato il voto degli esami di Stato, nonché il percorso scolastico seguito, ai fini dell'accesso alle università, anche con riferimento ai corsi a numero chiuso.

Risponde infine al senatore Valditara in ordine alla terza prova, confermando che a giudizio del Governo essa debba rappresentare un'espressione dell'autonomia delle scuole e non essere quindi svolta a livello nazionale. In tal senso il Governo auspica una collaborazione con l'INVALSI, ma non ritiene condivisibile l'ipotesi di delegare la prova stessa all'Istituto.

 

La presidente FRANCO (Ulivo) propone di fissare a mercoledì 11 ottobre alle ore 11 il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge n. 960, da assumere quale testo base della discussione.

 

  Il senatore ASCIUTTI (FI) esprime rammarico per il mancato accoglimento della sua proposta di istituire un comitato ristretto, che a suo avviso avrebbe abbreviato i tempi d'esame dei provvedimenti anziché allungarli. L'assenza di una volontà ostruzionistica dell'opposizione è del resto testimoniata, sottolinea, dal costruttivo dibattito svolto e dal ragionevole numero di iscritti a parlare. Ritiene comunque che il termine di mercoledì 11 ottobre sia eccessivamente ravvicinato.

 

Si associa il senatore VALDITARA (AN), il quale sollecita la fissazione del  termine per gli emendamenti a lunedì 16 ottobre.

 

Su proposta della presidente Vittoria FRANCO (Ulivo) la Commissione conviene infine di fissare a venerdì 13 ottobre, alle ore 12, il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge n. 960, assunto quale testo base.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

martedì' 17 ottobre 2006

26a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Intervengono il ministro della pubblica istruzione Fioroni, i sottosegretari di Stato per lo stesso Dicastero Maria Letizia De Torre e per l'università e la ricerca Dalla Chiesa.

 

La seduta inizia alle ore 14,40.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 ottobre scorso.

 

      La presidente Vittoria FRANCO comunica che un Gruppo ha manifestato l'esigenza di riaprire il termine per la presentazione degli emendamenti; propone perciò che esso sia posticipato alle ore 15 di oggi.

 

            Conviene la Commissione.

 

            Passando alla illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti di cui è firmataria, la relatrice SOLIANI (Ulivo) dichiara innanzitutto di aver recepito alcuni suggerimenti e proposte avanzati nel corso delle audizioni.

Quanto all'ordine del giorno n. 0/960/1/7ª, ella ritiene di fondamentale importanza che il Governo promuova iniziative volte alla formazione dei docenti e dei dirigenti delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, aperte anche a docenti e dirigenti collocati a riposo, a professori universitari, nonché a insegnanti degli istituti di alta formazione artistica e musicale interessati a svolgere le funzioni di commissari negli esami di Stato. L'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª impegna invece il Governo a raccordare le disposizioni previste dal disegno di legge n. 960 e dai successivi decreti legislativi con le iniziative individuate in sede europea, nell'ambito della strategia di Lisbona.

            Procede quindi ad illustrare gli emendamenti 1.196, volto a esplicitare le finalità dell'esame di Stato, 1.197, mirante a integrare il colloquio con la possibilità per i candidati di esporre le proprie aspettative per il futuro, stimolandone un approccio più consapevole e 1.198, finalizzato ad introdurre criteri di collegialità nelle modalità di lavoro delle commissioni d'esame. Conclude illustrando l'emendamento 1.199, in base al quale nell'ambito della funzione ispettiva devono essere monitorate anche le iniziative di carattere organizzativo e didattico realizzate dalla singola istituzione scolastica al fine di recuperare i debiti.

 

            Il senatore ASCIUTTI (FI) illustra gli emendamenti di cui è primo firmatario, soffermandosi in particolare sull'emendamento 1.46, che recepisce il contenuto del disegno di legge n. 938, e sugli emendamenti 1.75, 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.80, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.86, 1.87, 1.88, 1.89, 1.90, 1.91, 1.92, 1.93, 1.94, 1.95, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100 e 1.101, che pongono come requisito per l'ammissione all'esame una determinata percentuale di lezioni frequentate nell'ultimo anno di corso. Gli emendamenti 1.51, 1.52, 1.50, 1.53, 1.54, 1.55, 1.56, 1.48, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.49, 1.61, 1.62, 1.63, 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73 e 1.74, oltre a stabilire una certa frequenza per l'ammissione all'esame, esplicitano invece l'obbligo di aver saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici.

            Quanto all'emendamento 1.111, egli reputa necessario restringere i criteri per i cosiddetti "ottisti" stabilendo che l'abbreviazione del corso di studi per merito sia subordinata al conseguimento di una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo in luogo della media dei sette decimi. Prosegue inoltre nell'illustrare gli emendamenti 1.114, sull'integrazione della commissione di esame per i candidati esterni con docenti nominati dal presidente della commissione, e 1.118, volto a valorizzare le esperienze professionali quali crediti formativi per i candidati esterni. Si sofferma altresì sugli emendamenti 1.134, secondo cui la terza prova deve essere predisposta dall'INVALSI al fine di garantirne il carattere pluridisciplinare e nazionale, e 1.139, che stabilisce una identica ripartizione tra le tre prove scritte dei 45 punti. Prende atto inoltre che il Governo ha presentato una proposta emendativa analoga al suo emendamento 1.151, finalizzato ad attribuire la lode aggiuntiva al candidato che raggiunga livelli di eccellenza in sede d'esame. Gli emendamenti 1.164 e 1.165 riguardano la composizione della commissione d'esame, mentre l'emendamento 1.176 è orientato a riequilibrare la posizione degli insegnanti delle scuole paritarie con quelli delle scuole statali; al riguardo egli sottolinea l'esigenza di assicurare effettiva applicazione alla legge sulla parità scolastica. L'emendamento 1.174 colma poi una lacuna normativa, poiché stabilisce che il presidente della commissione può essere nominato anche tra i professori di ruolo degli istituti di alta formazione artistica musicale e coreutica.

Illustra infine gli emendamenti 1.183 e 1.184, che rimuovono il vincolo territoriale per la nomina dei commissari esterni e dei presidenti, atteso che nei piccoli comuni le rivalità tra istituti potrebbero ripercuotersi negativamente sugli studenti proprio in occasione degli esami di maturità. Dà per illustrati gli altri emendamenti di cui è firmatario.

 

Prende brevemente la parola la PRESIDENTE per comunicare che il ministro Fioroni ha fatto sapere che intende partecipare oggi stesso ai lavori della Commissione, per rispondere alle sollecitazioni dei senatori Valditara e Gagliardi.

 

            Il senatore DAVICO (LNP) illustra l'emendamento 1.103, che stabilisce, quali requisiti per l'ammissione all'esame, il conseguimento del punteggio di almeno sei decimi in ciascuna disciplina dell'ultimo anno e la certificazione del superamento degli eventuali debiti formativi pregressi. Quanto all'emendamento 1.110, egli precisa che si tratta di una riformulazione tecnica volta a rendere più stringenti i requisiti per l'abbreviazione per merito del corso di studi. Prosegue nell'illustrare gli emendamenti 1.107 e 1.119, rispettivamente sull'ammissione di candidati appartenenti a Paesi dell'Unione europea e di candidati extra comunitari, 1.108 in merito all'ammissione in qualità di esterni di studenti che hanno abbandonato la frequenza delle lezioni, 1.106, in ordine al necessario superamento di una prova preliminare sia per i candidati esterni che per quelli che beneficiano dell'abbreviazione e 1.109, sulle modalità di deliberazione del consiglio di classe in sede di scrutinio finale.

Si sofferma altresì sull'emendamento 1.136, che prevede per l'anno scolastico 2006-2007 l'applicazione delle norme già vigenti relativamente alla valutazione dei debiti formativi e all'attribuzione del punteggio per il credito scolastico. Gli emendamenti 1.152 e 1.158 riguardano rispettivamente il contenuto della terza prova e la predisposizione della stessa da parte dell'INVALSI, in una logica di sistema incentrata sulla commissione interna, prevista dall'emendamento 1.163, e sul carattere meramente integrativo del colloquio, come disposto dall'emendamento 1.162. Nell'ottica di valorizzare i territori, egli ritiene inoltre che le prove scritte debbano essere svolte in tedesco e in sloveno nelle scuole ove esse siano lingue di insegnamento, come previsto dall'emendamento 1.161. Gli emendamenti 1.159 e 1.160 pongono l'accento rispettivamente sulla valutazione dello studente e sull'aumento a 40 punti del credito scolastico.

Conclude illustrando gli emendamenti 1.171, in tema di modalità di nomina del presidente di ogni commissione, 1.189, sull'aggregazione di classi di istituti statali con quelle di istituti paritari, e 1.195, finalizzato a riconoscere un valore esclusivamente formale e non legale al titolo di studio rilasciato dalle autorità scolastiche.

 

La presidente Vittoria FRANCO comunica che non sono stati ancora resi i pareri delle Commissioni affari costituzionali, bilancio e politiche dell'Unione europea. Avverte pertanto che la seduta notturna di oggi è convocata e che l'illustrazione degli emendamenti proseguirà nella seduta pomeridiana di domani, anticipata alle ore 14,30.

 

La Commissione prende atto.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.


EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE 

960

0/960/1/7^

SOLIANI, relatore

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

            premesso che il disegno di legge:

            introduce importanti novità sull'esame di Stato, momento fondamentale nell'esperienza di vita degli adolescenti, in quanto conclusione del percorso di istruzione secondaria superiore, sottolineandone la dignità, la serietà ed il rigore;

            prevede altre importanti novità sui percorsi di orientamento e sul potenziamento del raccordo tra la scuola e le università, l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, le professioni ed il lavoro;

 

            considerato che il conseguimento di una migliore qualità dell'istruzione rappresenta una necessità non più differibile;

        impegna il Governo:

            a promuovere iniziative di formazione dei docenti e dirigenti delle istituzioni scolastiche statali, aperte anche a docenti e dirigenti delle scuole paritarie, nonché a docenti e dirigenti collocati a riposo e a docenti universitari e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, interessati a svolgere funzioni di commissario nell'esame di Stato.

0/960/2/7^

SOLIANI, relatore

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

            premesso che:

            l'Italia è impegnata al rilancio della strategia di Lisbona per accrescere la qualità dei livelli di istruzione e la formazione del capitale umano;

            l'attuazione del Piano per l'innovazione, la crescita e l'occupazione (PICO) prevede lo sviluppo di politiche integrate, percorsi di istruzione e formazione e percorsi della formazione continua, con particolare riguardo agli immigrati;

            lo sviluppo dei distretti tecnologici richiede che i percorsi di orientamento valorizzino in modo particolare le competenze scientifiche e tecnologiche;

        impegna il Governo:

            a raccordare le disposizioni previste dal disegno di legge n. 960 e dai decreti legislativi che saranno adottati dal Governo sulla base della delega prevista all'articolo 2, con le linee strategiche individuate dall'Unione europea e dal Governo italiano in ordine rilancio della strategia di Lisbona.

 

Art. 1

1.28

AMATO

Sopprimere l'articolo.

1.46

ASCIUTTI, MAURO

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. - (Modifiche alla legge n. 425 del 1997). – 1. Gli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, sono sostituiti dai seguenti:

        ''Art. 1. - (Finalità e disciplina). – 1. L'esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria superiore considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su due prove scritte, anche laboratoriali per gli istituti superiori ad indirizzo, organizzate dalle commissioni di esame, su una terza prova scritta, a carattere nazionale, e su un colloquio.

        Art. 2. - (Ammissione). – 1. All'esame di Stato sono ammessi:

            a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, che in sede di scrutinio finale siano stati valutati con almeno sei decimi in ciascuna disciplina dell'ultimo anno e per i quali sia stato certificato il superamento degli eventuali debiti formativi pregressi, ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

            b) alle stesse condizioni e con i requisiti di cui alla lettera a), gli alunni delle scuole pareggiate o legalmente riconosciute nelle quali continuano a funzionare corsi di studio, fino al loro completamento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

        2. All'esame di Stato sono ammessi altresì, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, gli alunni del penultimo anno del corso di studi delle scuole statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, che nello scrutinio finale del primo periodo biennale abbiano riportato una votazione non inferiore alla media dei sette decimi e, nello scrutinio finale del secondo periodo biennale, una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, senza essere incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell'insegnamento dell'educazione fisica.

        3. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 7, l'ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell'anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell'idoneità alla classe successiva e su tutte le materie del quinto anno di corso. Si tiene conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti. Il superamento dell'esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe. L'esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell'istituto statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato, integrata dai docenti delle materie non previste nell'ultimo anno di corso; il candidato è ammesso all'esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle prove cui è sottoposto.

        4. I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero massimo non può superare il 50 per cento dei candidati interni; nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere costituite, soltanto presso gli istituti statali, commissioni apposite. I candidati esterni devono presentare domanda di ammissione all'esame di Stato e sostenere lo stesso e, ove prescritti, gli esami preliminari, presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nel comune di residenza ovvero, in caso di assenza nel comune dell'indirizzo di studio indicato nella domanda, nella provincia e, nel caso di assenza del medesimo indirizzo nella provincia, nella regione. Eventuale deroga deve essere autorizzata dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma preclude l'ammissione all'esame di Stato, fatte salve le responsabilità penali, civili e amministrative a carico dei soggetti preposti alle istituzioni scolastiche interessate.

        5. Gli alunni delle classi antecedenti l'ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo e devono possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

        6. I candidati non appartenenti a Paesi dell'Unione europea, che non abbiano frequentato l'ultimo anno di corso di istruzione secondaria superiore, possono sostenere l'esame di Stato in qualità di candidati esterni secondo le medesime modalità previste per i candidati esterni, di cui ai commi 3, 4 e 5.

        7. Possono sostenere, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, il corrispondente esame di qualifica o di licenza di maestro d'arte, rispettivamente gli alunni degli istituti professionali e degli istituti d'arte che, nello scrutinio finale per la promozione alla classe terza, abbiano riportato una votazione non inferiore a otto decimi in ciascuna disciplina, non abbiano presentato debiti al termine del primo anno e non siano incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell'insegnamento dell'educazione fisica.

        8. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed all'attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2009-2010.

        9. A partire dall'anno scolastico 2007-2008, ai fini della verifica e certificazione del superamento dei debiti formativi, per gli allievi iscritti al primo e al secondo anno di corso si applica quanto disposto all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

        Art. 3. - (Contenuto ed esito dell'esame). – 1. L'esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana, nonché le competenze espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la seconda prova, che può essere anche grafica, scrittografica o laboratoriale, accerta le competenze maturate dai candidati in una o più discipline caratterizzanti il corso di studio. I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta sono organizzati dalle commissioni di esame, le quali provvedono anche alla predisposizione dei relativi criteri di valutazione.

        2. La terza prova, a carattere pluridisciplinare e nazionale, è predisposta e gestita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno. L'Istituto provvede altresì a fornire i criteri cui le commissioni di esame dovranno attenersi per la valutazione della prova. Essa consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. La prova è strutturata in modo da consentire la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale stabilito a livello nazionale per gli apprendimenti fondamentali e per quelli caratterizzanti l'indirizzo prescelto; essa accerta, altresì, i livelli di padronanza linguistica nella lingua inglese e nella eventuale seconda lingua comunitaria.

        3. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti alle Indicazioni nazionali e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso ed è finalizzato a verificare le competenze maturate dall'alunno, anche attraverso attività multidisciplinari ed interdisciplinari documentate di ricerca o di laboratorio presentate dallo stesso.

        4. La lingua di esame è la lingua ufficiale di insegnamento.

        5. A conclusione dell'esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione di esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato. La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 15 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 40 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100. L'esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede della commissione di esame un giorno prima della data fissata per l'inizio dello svolgimento del colloquio.

        6. Gli esami degli alunni con handicap sono disciplinati in coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.

        7. Per gli alunni ammalati o assenti dagli esami per cause specificamente individuate sono previste una sessione suppletiva d'esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.

        Art. 4. - (Commissione e sede d'esame). – 1. La commissione di esame è composta dagli insegnanti delle materie d'esame della classe del candidato per tutte le scuole del servizio nazionale di istruzione, statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, e da un presidente esterno.

        2. Per ogni commissione di esame viene nominato un presidente dal Ministero della pubblica istruzione, sulla base di criteri e modalità predeterminati, tra i capi di istituto di istruzione secondaria superiore statali, tra i capi di istituto di scuola media statale in possesso di abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria superiore, tra i professori universitari di prima e seconda fascia anche fuori ruolo, tra i ricercatori universitari confermati, tra i capi di istituto e i docenti degli istituti statali di istruzione secondaria superiore collocati a riposo da meno di cinque anni, tra i docenti della scuola secondaria superiore. Il presidente è tenuto a essere presente a tutte le operazioni della commissione.

        3. Le commissioni di esame possono provvedere alla correzione delle prime due prove scritte operando per aree disciplinari; la correzione della terza prova e ciascun colloquio devono avvenire alla presenza dell'intera commissione. Le valutazioni per l'attribuzione dei punteggi e le decisioni finali sono assunte dall'intera commissione a maggioranza assoluta.

        4. A ogni singola commissione di esame sono assegnati, di norma, non più di trentacinque candidati. Ciascuna commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata a una commissione di istituto statale.

        5. I casi e le modalità di sostituzione dei presidenti sono specificamente individuati con decreto del Ministro della pubblica istruzione di natura non regolamentare.

        6. Le nomine dei presidenti sono effettuate avuto riguardo, nell'ordine, all'ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali, all'ambito regionale o interregionale.

        7. Sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, sono assicurati nell'ambito della funzione ispettiva».

1.75

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 66 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.76

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 69 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.77

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 70 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.78

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 71 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.79

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 72 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.80

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 73 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.81

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 74 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.82

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 75 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.83

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 76 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.84

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 77 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.85

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 78 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.86

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 79 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.87

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 80 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.88

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 81 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.89

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 82 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.90

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 83 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.91

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 84 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.92

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 86 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.93

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 87 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.94

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 88 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.95

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 89 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.96

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 90 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.97

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 91 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.98

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 92 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.99

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 93 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.100

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 94 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.101

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 95 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.51

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 66 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.52

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 69 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.50

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 70 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.53

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 71 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.54

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 72 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.55

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 73 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.56

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 74 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.48

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 75 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.57

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 76 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.58

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 77 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.59

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 78 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.60

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 79 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.49

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 80 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.61

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 81 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.62

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 82 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.63

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 83 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.64

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 84 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.65

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 86 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.66

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 87 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.67

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 88 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.68

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 89 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.69

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 90 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.70

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 91 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.71

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 92 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.72

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 93 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.73

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 94 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.74

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 95 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici».

1.47

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che vengono valutati positivamente in sede di scrutinio finale, secondo le indicazioni presenti nei regolamenti attuativi e abbiano saldato i debiti formativi contratti nel precedente anno scolastico secondo le modalità e i tempi indicati nei medesimi regolamenti;».

1.103

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso e che in sede di scrutinio abbiano ottenuto il punteggio di almeno sei decimi in ciascuna disciplina dell'ultimo anno e per i quali sia stato certificato il superamento degli eventuali debiti formativi pregressi;».

1.27

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, lettera a), dopo le parole: «siano stati valutati positivamente» inserire le seguenti: «in tutte le discipline».

1.1

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, lettera a), dopo la parola: «positivamente» inserire le seguenti: «, ovvero negativamente purché con non meno di cinque decimi in non più di tre discipline;».

1.104

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici» con le seguenti: «siano stati ammessi dal consiglio di classe».

1.102

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, lettera a), sopprimere la parola: «comunque».

1.105

Il Governo

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, lettera a), alla fine aggiungere le seguenti parole: «, secondo modalità definite con decreto del Ministro della pubblica istruzione».

1.107

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

            «b-bis) gli alunni degli istituti statali, paritari, pareggiati o legalmente riconosciuti e gli studenti che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla data di inizio delle prove d'esame e abbiano assolto all'obbligo d'istruzione in scuole italiane o in scuole appartenenti a Paesi dell'Unione europea. L'ammissione dei candidati avrà luogo previo superamento di una prova preliminare, intesa ad accertare il grado di preparazione posseduta».

1.29

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, aggiungere la seguente lettera:

            «b-bis) alle stesse condizioni e con i requisiti di cui alla lettera a), coloro che, avendo compiuto il diciottesimo anno di età entro la data di inizio degli esami, abbiano frequentato l'ultimo anno di corso in scuole di Paesi dell'Unione europea».

1.29 (nuovo testo)

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, aggiungere la seguente lettera:

            «b-bis) coloro che, avendo compiuto il diciottesimo anno di età entro la data di inizio degli esami, abbiano frequentato l'ultimo anno di corso in scuole di Paesi dell'Unione europea, secondo le modalità previste per i candidati esterni di cui ai commi 3, 4, e 5».

 

1.108

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Gli alunni interni, di cui al comma 1, lettere a) e b), che siano stati costretti ad abbandonare per qualsiasi motivo la frequenza delle lezioni scolastiche per più di sessanta giorni, nell'ultimo anno del quinquennio, possono sostenere l'esame di Stato in qualità di candidati esterni».

1.109

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. L'ammissione dei candidati di cui al comma 1, lettere a) e b), è disposta dal consiglio di classe, con deliberazione motivata, a maggioranza dei due terzi dei componenti. La valutazione è espressa mediante l'attribuzione di voti sul profitto conseguito in ciascuna disciplina e con la formulazione del parere positivo o negativo di ammissione. Il parere tiene conto anche della personalità e delle attitudini psico-cognitive dell'allievo».

1.110

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. All'esame di Stato sono ammessi altresì, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, gli alunni del penultimo anno del corso di studi delle scuole statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute che, nello scrutinio finale del primo biennio, abbiano riportato una votazione non inferiore alla media dei sette decimi e, nello scrutinio finale del secondo biennio, una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, senza essere incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell'insegnamento dell'educazione fisica».

1.30

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, sostituire le parole: «una votazione non inferiore alla media di sette decimi» con le seguenti: «una votazione non inferiore alla media di otto decimi».

1.111

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, sostituire le parole: «una votazione non inferiore alla media di sette decimi» con le seguenti: «una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina».

1.31

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, sostituire le parole: «una votazione non inferiore alla media di sette decimi» con le seguenti: «una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina».

1.32

DELOGU, VALDITARA, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, sostituire le parole: «negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo» con le seguenti: «negli scrutini finali degli anni antecedenti il penultimo».

1.2

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, dopo le parole: «senza essere incorsi in ripetenze» inserire le seguenti: «e non aver mai conseguito debiti formativi».

1.33

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 2, sopprimere le parole: «nei due anni predetti».

1.106

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. L'ammissione dei candidati esterni, inclusi quelli che beneficiano dell'abbreviazione, ha luogo previo superamento di una prova preliminare, consistente in un colloquio atto ad accertare le competenze sulle singole discipline contenute nel piano di studi, nonché le attitudini psico-cognitive di ciascun candidato».

1.200

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, primo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole: "nonché su quelle previste dal piano di studio dell'ultimo anno".

1.34

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Nella determinazione del credito scolastico il consiglio di classe terrà conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti».

1.112

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, quarto periodo, sostituire le parole: «L'esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell'istituto, statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato;» con le seguenti: «L'esame preliminare è sostenuto davanti alla commissione d'esame integrata da docenti dell'istituto sede di esami su nomina del presidente della commissione;».

1.114

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, quarto periodo, sostituire le parole: «L'esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell'istituto, statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato;» con le seguenti: «L'esame preliminare è sostenuto davanti alla commissione di esame integrata da docenti nominati dal presidente della commissione;».

1.201

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, quarto periodo, sopprimere le parole: "o paritario".

1.113

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 3, quarto periodo, sostituire le parole: «il candidato è ammesso all'esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle prove cui è sottoposto» con le seguenti: «il candidato è ammesso all'esame di Stato se la commissione, in sede di scrutinio finale, ritiene che le prove sostenute siano idonee ad accedere all'esame».

1.115

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, sopprimere il comma 4.

1.116

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 4, sostituire il primo periodo con il seguente: «I candidati esterni devono presentare domanda di ammissione all'esame di Stato e sostenere lo stesso e, ove prescritti, gli esami preliminari, presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nella regione di residenza».

1.117

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 4, sopprimere le parole: «o paritarie».

1.202

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 4, sopprimere le parole: «o paritarie».

 

1.118

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 4, inserire il seguente:

        «4-bis. Per i candidati esterni il credito scolastico è attribuito dalla commissione d'esame sulla base della documentazione del curriculum scolastico, dei crediti formativi e dei risultati delle prove preliminari. Le esperienze professionali documentabili possono essere valutate quali crediti formativi».

1.17

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, sostituire il comma 6 con il seguente:

        «6. I candidati non appartenenti a Paesi dell'Unione europea non possono sostenere l'esame di Stato se non hanno frequentato il quarto anno del corso di studio di istruzione secondaria superiore e non sono in possesso di promozione all'ultima classe del medesimo».

1.17 (nuovo testo)

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, sostituire il comma 6 con il seguente:

        «6. I candidati non appartenenti a Paesi dell'Unione europea che non hanno frequentato l'ultimo anno di corso di istruzione secondaria superiore possono sostenere l'esame di Stato in qualità di candidati esterni ai sensi dei commi 3, 4, e 5 se hanno frequentato il quarto anno del corso di studio e sono in possesso di promozione all'ultima classe del medesimo».

1.203

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 6, dopo le parole: "corso di istruzione secondaria superiore"  inserire le seguenti: "in Italia o presso istituzioni scolastiche italiane all'estero".

1.119

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 6, aggiungere, infine, le seguenti parole: «secondo le medesime modalità previste ai commi 3, 4 e 5».

1.120

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 6, aggiungere, infine, le seguenti parole: «secondo le medesime modalità previste ai commi 3, 4 e 5».

1.121

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 6, aggiungere, infine, le seguenti parole: «, ferme restando le condizioni disposte dai commi 3 e 4».

1.122

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 7, dopo le parole: «non meno di otto decimi in ciascuna disciplina,» inserire le seguenti: «non abbiano presentato debiti al termine del primo anno e non siano incorsi in ripetenze,».

1.131

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2017-2018».

1.130

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2016-2017».

1.129

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2015-2016».

1.128

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2014-2015».

1.127

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2013-2014».

1.126

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2012-2013».

1.125

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012».

1.124

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2010-2011».

1.123

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed alla attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2009-2010».

1.136

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. Ai candidati agli esami di Stato dell'anno scolastico 2006-2007 continuano ad applicarsi, relativamente alla valutazione dei debiti formativi e all'attribuzione del punteggio per il credito scolastico, le disposizioni vigenti in materia».

1.132

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. A partire dall'anno scolastico 2007-2008, ai fini della verifica e della certificazione del superamento dei debiti formativi, per gli allievi iscritti al primo e al secondo anno di corso si applica quanto disposto all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226».

1.133

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, ai fini della verifica e della certificazione del superamento dei debiti formativi, per gli allievi iscritti al primo e al secondo anno di corso si applica quanto disposto all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226».

1.19

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, prima del comma 1, premettere il seguente:

        «01. L'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore è finalizzato all'accertamento:

            a) delle conoscenze e competenze acquisite nell'ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo;

            b) delle basi culturali generali con riferimento agli ultimi tre anni del percorso formativo della scuola secondaria di secondo grado».

1.196

SOLIANI, relatore

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, primo periodo, aggiungere infine le seguenti parole: «ed è finalizzato ad accertare le conoscenze, le competenze e le capacità critiche del candidato».

1.135

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, secondo periodo, sopprimere le parole: «o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento».

1.3

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», comma 1, secondo periodo, sostituire la parola: «una» con le seguenti: «almeno due».

1.156

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato,al comma 1, terzo periodo, sopprimere le parole da: «Negli istituti tecnici» fino a: «giorno di lavoro;».

1.4

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sopprimere le seguenti parole: «espressione dell'autonomia didattico-metodologica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche ed è strettamente correlata al piano dell'offerta formativa utilizzato da ciascuna di esse. Essa è a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell'ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti; tale ultima prova è».

1.157

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sopprimere le parole da: «espressione» fino a: «ciascuna di esse. Essa è».

1.134

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole: «la terza prova è espressione dell'autonomia didattico-metodologica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche ed è strettamente correlata al piano dell'offerta formativa utilizzato da ciascuna di esse. Essa è a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell'ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti; tale ultima prova è strutturata in modo da consentire, di norma, anche l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera» con le seguenti:  «la terza prova, a carattere pluridisciplinare e nazionale, è predisposta e gestita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno. L'Istituto provvede altresì a fornire i criteri cui le commissioni di esame dovranno attenersi per la valutazione della prova. Essa consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. La prova è strutturata in modo da consentire la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale stabilito a livello nazionale per gli apprendimenti fondamentali e per quelli caratterizzanti l'indirizzo prescelto; essa accerta, altresì, i livelli di padronanza linguistica nella lingua inglese e nella eventuale seconda lingua comunitaria».

1.152

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole da: «la terza prova» fino alla fine del comma con le seguenti: «la terza prova, a carattere pluridisciplinare e nazionale, consiste nella trattazione sintetica di argomenti di interesse culturale, ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici professionali o nello sviluppo di progetti; la prova è strutturata in modo da consentire la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale, ai fini della realizzazione degli apprendimenti di base e di quelli caratterizzanti l'indirizzo prescelto; la prova è volta anche all'accertamento della conoscenza della lingua inglese e dell'eventuale seconda lingua dell'Unione europea».

1.20

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole da: «la terza prova è espressione» fino a: «nello sviluppo di progetti;» con le seguenti: «la terza prova ha carattere pluridisciplinare ed ha riguardo agli obiettivi specifici di apprendimento del corso e alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno;».

1.35

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole da: «la terza prova» fino a: «sviluppo di progetti;» con le seguenti: «la terza prova, a carattere pluridisciplinare, verte su quattro discipline diverse da quelle della prima e seconda prova, individuate almeno 30 giorni prima dell'inizio degli esami di Stato ed è predisposta, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'INVALSI, sulla base di obiettivi specifici di apprendimento ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno dei singoli indirizzi. Il Ministro disciplina con apposito regolamento le modalità con le quali le commissioni provvedono alla somministrazione della terza prova inviata dall'INVALSI; l'INVALSI fornisce alle commissioni i criteri cui attenersi per la correzione della stessa;».

1.5 (nuovo testo)

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 3 », ivi richiamato, sostituire il comma 2 con il seguente:

«2. I testi relativi alle prove scritte sono scelti dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo e di formazione».

1.137

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: «il testo della terza prova scritta è predisposto dalla commissione d'esame con modalità predefinite».

1.21

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «il testo della terza prova scritta è predisposto dalla commissione d'esame con modalità predefinite» con le seguenti: «la terza prova scritta è predisposta e gestita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione, secondo direttive di carattere generale impartite dal Ministero».

        Conseguentemente, al terzo periodo, sopprimere le parole: «le caratteristiche della terza prova scritta, nonché».

1.158

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 2, sostituire il terzo periodo con i seguenti: «Le caratteristiche della terza prova sono predisposte e gestite, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo d'istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso e in relazione alle discipline d'insegnamento dell'ultimo anno. L'Istituto provvede altresì a fornire i criteri ai quali le commissioni d'esame dovranno attenersi nella valutazione della prova».

1.36

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, sostituire il comma 3 con il seguente:

            «3. Il colloquio ha carattere di approfondimento critico e verte su tutte le discipline delle prove scritte, di cui una scelta dal candidato e comunicata alla commissione il giorno della prima prova scritta».

1.37

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, sostituire il comma 3 con il seguente:

        «3. Il colloquio ha carattere di approfondimento critico e verte su tre discipline fra le sei oggetto delle tre prove scritte, di cui una scelta dal candidato e comunicata alla commissione il giorno della prima prova scritta e due sorteggiate dalla commissione fra le cinque residue e pubblicate due giorni prima dell'inizio dei colloqui delle singole classi».

1.7

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, sostituire il comma 3 con il seguente:

        «3. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti con preferenza ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso, tenendo anche presente l'intero percorso didattico del quinquennio».

1.162

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, sostituire il comma 3 con il seguente:

        «3. Il colloquio è finalizzato ad integrare gli argomenti che hanno costituito l'oggetto delle prove scritte».

1.22

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 3, aggiungere in fine le seguenti parole: «, avuto riguardo anche alle basi culturali generali acquisite negli ultimi tre anni di corso».

1.138

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 3, aggiungere le seguenti parole: «ed è inteso ad accertare sia la conoscenza dei contenuti specifici di tutte le discipline oggetto del colloquio, sia la capacità che il candidato ha maturato nel contestualizzare eventi, dati e conoscenze diverse mettendole, quando è possibile, in relazione tra loro. Il colloquio, pertanto, può dirsi pienamente soddisfacente, con l'attribuzione del massimo dei punti messi a disposizione, se il candidato ha svolto la sua trattazione evidenziando conoscenza in tutte le discipline. Un lavoro di ricerca in una determinata discliplina, una trattazione monografica o un'esperienza di laboratorio può essere esibita, anche in versione multimediale, ma sempre validamente corredata e documentata, dal candidato e a tal fine costituire elemento di valutazione da parte della commissione».

1.197

SOLIANI, relatore

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 3, aggiungere infine il seguente periodo: «Durante il colloquio il candidato può esporre le sue aspettative ed i suoi progetti per il futuro».

1.161

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 4, aggiungere il seguente periodo: «Nelle scuole con lingua d'insegnamento tedesca o slovena, le prove scritte e il colloquio sono svolte nelle rispettive lingue».

1.159

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, dopo il comma 4, inserire il seguente:

        «4-bis. La commissione d'esame, prima dell'inizio delle prove, procede alla valutazione dell'alunno e alla valutazione della carriera scolastica di ciascun candidato mediante l'attribuzione di un punteggio espresso in centesimi. Detta valutazione si basa, per coloro che hanno frequentato l'intero corso, sul profitto, tenendo in considerazione anche l'assiduità della frequenza scolastica e l'impegno nelle attività sperimentali organizzate dalla scuola; per i candidati esterni la valutazione si basa sui risultati delle prove stesse e sui dati relativi alla formazione personale debitamente documentata».

1.160

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, sostituire il comma 5 con i seguenti:

        «5. A conclusione dell'esame di Stato la commissione assegna un voto finale complessivo espresso in centesimi. La commissione dispone di 40 punti per la valutazione didattico-formativa del candidato e di 20 punti per la valutazione di ciascuna delle prove scritte.

        5-bis. L'esame di Stato s'intende superato qualora i candidati abbiano riportato un voto finale complessivo non inferiore a 60 centesimi. Per i candidati che abbiano riportato un credito scolastico eccellente e risultati fortemente rilevanti nelle prove d'esame, la commissione può deliberare che al voto massimo venga aggiunta la lode».

1.23

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sostituire il secondo e il terzo periodo con i seguenti: «La commissione d'esame dispone di 20 punti per la valutazione di ciascuna delle prove scritte e di 20 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 20 punti, determinato sulla base della media dei voti riportati negli scrutini finali degli ultimi tre anni, della serietà e continuità dimostrata nell'impegno di studio e dei crediti formativi presentati dal candidato».

1.39

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sostituire il secondo e il terzo periodo con i seguenti: «A ciascun candidato è attribuito dal consiglio di classe un credito scolastico massimo di 20 punti, determinato sulla base della media dei voti riportati negli scrutini finali degli ultimi tre anni, della serietà e continuità dimostrate nell'impegno di studio e dei crediti formativi presentati dal candidato. La commissione dispone di 20 punti per la valutazione di ciascuna delle prove scritte e di 20 punti per la valutazione del colloquio».

1.139

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sostituire il secondo e il terzo periodo con i seguenti: «La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 15 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico di 40 punti».

1.140

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, comma al 5, sostituire il secondo e il terzo periodo con i seguenti: «La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 20 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico di 35 punti».

1.141

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sostituire il secondo e il terzo periodo con i seguenti: «La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 25 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 30 punti».

1.204

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, dopo le parole: "45 punti per la valutazione delle prove scritte" inserire le seguenti: ", assegnando non più di 15 punti a ciascuna delle tre prove,".

1.38

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sostituire le parole: «e di 30 per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 25 punti» con le seguenti: «e di 25 per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 30 punti».

1.8 (nuovo testo)

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, secondo periodo, sostituire le parole: «30 per la valutazione del colloquio» con le seguenti: «25 per la valutazione del colloquio».

        Conseguentemente, al terzo periodo, sostituire le parole: «25 punti» con le serguenti: «30 punti».

 

1.153

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, secondo periodo, sostituire le parole: «30 per la valutazione del colloquio» con le seguenti: «35 per la valutazione del colloquio».

        Conseguentemente, al terzo periodo, sostituire le parole: «25 punti» con le serguenti: «20 punti». 

1.205

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, secondo periodo, sostituire le parole: «30 per la valutazione del colloquio» con le seguenti: «40 per la valutazione del colloquio».

        Conseguentemente, al terzo periodo, sostituire le parole: «25 punti» con le serguenti: «15 punti».

1.40

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, dopo il secondo periodo inserire il seguente: «A ciascuna delle prove scritte e al colloquio giudicati sufficenti non può essere attribuito un punteggio inferiore, rispettivamente, a 9 e a 18».

1.41

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al  comma 5, dopo il terzo periodo inserire il seguente: «Nella determinazione del credito scolastico, ad una media dei voti di sei decimi corrisponde un punteggio pari a 5, per ciascuno degli ultimi tre anni del corso di studi»

1.154

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al  comma 5, quinto periodo, sostituire le parole: «un giorno» con le seguenti: «tre giorni».

1.155

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, quinto periodo, sostituire le parole: «un giorno» con le seguenti: «due giorni».

1.143

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», al comma 5, sopprimere l'ultimo periodo.

1.142

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, sesto periodo, dopo le parole: «può motivatamente», inserire le seguenti: «e sulla base di comprovate ragioni e requisiti di merito e qualificazione culturale».

1.147

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «di almeno 15 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 70 punti» con le seguenti: «di almeno 16 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 74 punti».

1.148

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «di almeno 15 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 70 punti» con le seguenti: «di almeno 17 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 73 punti».

1.145

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «di almeno 15 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 70 punti» con le seguenti: «di almeno 18 punti e un risultato complessivo della prova di esame pari almeno a 72 punti».

1.149

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «di almeno 15 punti e un risultato complessivo della prova d'esame pari almeno a 70 punti» con le seguenti: «di almeno 19 punti e un risultato complessivo della prova di esame pari almeno a 71 punti».

1.144

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «di almeno 15 punti» con le seguenti: «di almeno 20 punti».

1.146

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: «pari almeno a 70 punti» con le seguenti: «pari almeno a 75 punti».

1.150

Il Governo

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della predetta integrazione può essere attribuita dalla commissione ''la lode'' ovvero una speciale ''menzione di merito''».

1.206

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della predetta integrazione può essere attribuita dalla commissione ''la lode''».

1.151

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «La commissione nel caso che il candidato raggiunga il punteggio complessivo di 100 può attribuire la lode aggiuntiva».

1.163

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. La commissione d'esame è composta dagli insegnanti delle materie d'esame della classe del candidato per tutti gli istituti d'istruzione statali, paritari, pareggiati o legalmente riconosciuti, e da un presidente esterno».

1.164

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. La commissione di esame è composta dagli insegnanti delle materie d'esame della classe del candidato per tutte le scuole del servizio nazionale di istruzione, statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, e da un presidente esterno».

1.165

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: «La commissione di esame di Stato è composta da un minimo di quattro commissari ad un massimo di otto commissari dei quali il cinquanta per cento interni e il restante cinquanta per cento esterni all'istituto, più il presidente esterno».

        Conseguentemente, al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: «e, comunque, non superiore a tre».

            Conseguentemente, ancora all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti: «euro 178.904.000»  e aggiungere in fine le seguenti parole «e quanto a euro 35.904.000, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

1.10

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: «La commissione di esame di Stato è composta da non più di sei commissari, dei quali – in proporzione – quattro sono esterni all'istituto e due interni, più il presidente, esterno».

1.208

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: "La commissione di esame di Stato è composta da non più di sei commissari" con le seguenti: " La commissione di esame di Stato è composta da più di sei commissari, elevabili a non più di otto negli indirizzi di studio che presentano un numero elevato di discipline di insegnamento".

1.207

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: "sei commissari" con le seguenti: "otto commissari".

1.24

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «dei quali il cinquanta per cento interni e il restante cinquanta per cento esterni all'istituto» con le seguenti: «di cui cinque esterni all'istituto ed uno interno».

1.24 (nuovo testo)

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «dei quali il cinquanta per cento interni e il restante cinquanta per cento esterni all'istituto» con le seguenti: «di cui cinque esterni all'istituto ed uno interno». Conseguentemente, al comma 2, sopprimere le parole da:", e numero pari" fino a: "non superiore a tre".

1.169

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, primo periodo, aggiungere le seguenti parole: «e proveniente da altra regione».

1.166

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole da: «con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro della pubblica istruzione» con le seguenti: «con decreto del Ministro della pubblica istruzione, adottato a norma dell'articolo 205 del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297».

1.167

Il Governo

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, sulla base di criteri determinati a livello nazionale».

1.168

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 2, aggiungere il seguente periodo: «Ciascuna commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata a una commissione di istituto statale o paritario».

1.170

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 2, aggiungere il seguente periodo: «Ciascuna commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata a una commissione di istituto statale».

1.42

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 2, aggiungere infine il seguente periodo: «In ogni caso, il numero complessivo dei candidati assegnati alla singola commissione non può essere superiore a 60».

1.171

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 3 con il seguente:

        «3. Il presidente di ogni commissione d'esame è nominato dal Ministero della pubblica istruzione, con criteri e modalità predeterminati, tra i dirigenti di istituti d'istruzione secondaria superiore statali, paritaria, pareggiati o legalmente riconosciuti, tra i dirigenti di istituto di scuola media statale, paritaria, pareggiata o legalmente riconosciuta, in possesso di abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria superiore, tra i docenti universitari di prima e seconda fascia, tra i ricercatori universitari in servizio, tra i docenti della scuola secondaria superiore. Il presidente è tenuto al controllo di tutte le operazioni della commissione d'esame presieduta».

1.11

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera a), dopo le parole: «superiore statali» inserire le seguenti: «e a scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.177

DELOGU, VALDITARA, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera a), dopo le parole: «superiore statali» inserire le seguenti: «e a scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.12

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera b), dopo le parole: «e secondaria di primo grado» inserire le seguenti: «anche di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.178

DELOGU, VALDITARA, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera b), dopo le parole: «e secondaria di primo grado» inserire le seguenti: «anche di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.13

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera c), dopo le parole: «secondaria superiore statali» inserire le seguenti: «e di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.179

DELOGU, VALDITARA, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera c), dopo le parole: «secondaria superiore statali» inserire le seguenti: «e di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.172

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera c), sostituire la parola: «dieci» con la seguente: «cinque».

1.173

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera d), dopo le parole: «i professori universitari di prima e seconda fascia anche fuori ruolo,» inserire le seguenti: «i docenti AFAM».

1.209

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera d), aggiungere infine le seguenti parole: ", nonché i direttori e i docenti delle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale".

1.174

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, dopo la lettera d) aggiungere la seguente:

            «d-bis) i professori di ruolo degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica;».

1.175

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera e), dopo le parole: «i dirigenti scolastici» inserire le seguenti: «e i docenti».

1.14

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera e), dopo le parole: «secondaria superiore statali» inserire le seguenti: «e di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.180

DELOGU, VALDITARA, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera e), dopo le parole: «secondaria superiore statali» inserire le seguenti: «e di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.43

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, lettera e), sostituire le parole: «da non più di tre anni» con le seguenti: «da non più di cinque anni».

1.210

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, aggiungere infine la seguente lettera:

           "e-bis) i docenti di istituti di istruzione secondaria superiore, in possesso dei requisiti di cui alla lettera c), collocati a riposo da non più di tre anni".

1.176

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. I commissari esterni sono nominati tra i docenti di istituti di scuola superiore statali e paritari che abbiano fatto almeno un anno di docenza nella classe terminale o che abbiano svolto servizio di docenza per almeno 5 anni».

1.181

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. I commissari esterni sono nominati tra i docenti di istituti statali o paritari di istruzione secondaria superiore».

1.15

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 4, dopo le parole: «docenti di istituti statali», inserire le seguenti: «e di scuole paritarie e legalmente riconosciute».

1.45

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 4, dopo le parole: «docenti di istituti statali», inserire le seguenti: «e paritari».

1.44

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con rapporto di lavoro a tempo indeterminato».

1.182

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, provenienti da altra provincia».

1.183

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sopprimere il comma 6.

Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti:«euro 240.116.000» e aggiungere in fine le seguenti parole: «e quanto a euro 97.116.000, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

1.184

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 6 con il seguente:

        «6. Le nomine dei presidenti e dei commissari esterni sono effettuate nell'ambito regionale o interregionale».

Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti:«euro 240.116.000» e aggiungere in fine le seguenti parole: «e quanto a euro 97.116.000, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

1.25

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 6 con il seguente:

        «6. La nomina dei commissari esterni è effettuata in ambito regionale o interregionale. La nomina dei presidenti è effettuata in ambito interregionale».

Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti:«euro 240.116.000» e aggiungere in fine le seguenti parole: «e quanto a euro 97.116.000, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

1.185

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, sopprimere le parole: «e dei commissari esterni».

Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti:«euro 217.689.200» e aggiungere in fine le seguenti parole: «e quanto a euro 74.698.200, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

 

1.16

BUTTIGLIONE, MARCONI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, sostituire le parole: «avuto riguardo, nell'ordine, all'ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali, all'ambito regionale o interregionale» con le seguenti: «con riferimento all'intero territorio nazionale preferendo la vicinanza alla sede della commissione d'esame».

 

1.26

VALDITARA, DELOGU, STRANO

In subordine all'emendamento 1.25, al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, sopprimere le seguenti parole: «all'ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali,».

Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, sostituire le parole: «euro 143.000.000» con le seguenti:«euro 240.116.000» e aggiungere in fine le seguenti parole: «e quanto a euro 97.116.000, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

1.211

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, sopprimere le seguenti parole: «all'ambito comunale,».

1.186

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, dopo le parole: «all'ambito comunale», inserire le seguenti: «con riferimento alle città nelle quali sono presenti almeno due istituti per ciascun indirizzo,».

1.212

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, dopo le parole: «all'ambito comunale», inserire le seguenti: «limitatamente alle grandi aree urbane,».

1.187

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 7, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, nonchè in quelle ove sono presenti congiunti con vincolo di parentela fino al 3º grado».

1.213

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 8, sopprimere le parole: "e all'espletamento del colloquio".

1.198

SOLIANI, relatore

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 8, dopo le parole: «per aree disciplinari», inserire le seguenti: «e utilizzando criteri di collegialità».

1.188

DELOGU, STRANO, VALDITARA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 8, sostituire le parole: «le decisioni finali sono assunte dall'intera commissione a maggioranza assoluta» con le seguenti: «le valutazioni per l'attribuzione dei punteggi e le decisioni finali sono assunte dall'intera commissione a maggioranza assoluta. In ogni caso di parità prevale il voto del presidente».

1.189

DAVICO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, dopo il comma 8, aggiungere il seguente:

        «8-bis. Per ogni due classi è costituita una commissione di esame. Ciascuna classe di istituti legalmente riconosciuti è aggregata ad una classe di istituto statale e viceversa. I commissari interni di esame sono scelti a rotazione, per metà tra i docenti dell'una delle due classi e per l'altra metà tra i docenti dell'altra. La rotazione, riferita alle singole discpline d'insegnamento o gruppi di discipline oggetto di esame, è disciplinata con decreto del Ministro della pubblica istruzione, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400».

1.190

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 9, primo periodo, sopprimere le parole: «e paritari».

1.214

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 9, primo periodo, sopprimere le parole: «e paritari».

1.191

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 9, primo periodo, dopo le parole: «presso istituzioni scolastiche statali», inserire le seguenti: «o paritarie».

1.215

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 10, sopprimere il quarto periodo.

1.192

Il Governo

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 10, quarto periodo, sostituire le parole: «Fino al prossimo rinnovo del predetto contratto collettivo di comparto» con le seguenti: «In mancanza di norme contrattuali al riguardo,».

1.193

AMATO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, sostituire il comma 11 con il seguente:

        «11. Sede d'esame per i candidati interni sono gli istituti statali o paritari e, limitatamente ai candidati delle ultime classi di corsi che abbiano i requisiti di cui all'articolo 2, comma 1, gli istituti pareggiati e legalmente riconosciuti; sede d'esame dei candidati esterni sono gli istituti statali o paritari. Gli istituti statali o paritari sede di esame dei candidati esterni, salvo casi limitati e specificatamente individuati, sono quelli esistenti nel comune o nella provincia di residenza; ove il candidato non sia residente in Italia, la sede deve essere indicata dalla Direzione scolastica regionale ove è presentata la domanda di ammissione agli esami».

1.194

PELLEGATTA

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 11, primo periodo, sopprimere le parole: «e paritari».

1.216

CAPELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 11, primo periodo, sopprimere le parole: «e paritari».

1.199

SOLIANI, relatore

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 12, dopo le parole: «di idoneità ed integrativi», inserire le seguenti: «, nonchè sulle iniziative organizzativo-didattiche realizzate dalla istituzione scolastica per il recupero dei debiti».

1.195

DAVICO

Al comma 1, dopo il capoverso «Art. 4», inserire il seguente:

        «Art. 4-bis. - (Valore del titolo di studio). – 1. Il titolo di studio rilasciato dall'autorità scolastica certifica la formazione e il possesso delle competenze didattiche.

        2. Il titolo di studio conseguito ha un valore esclusivamente formale».

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

mercoledì' 18 ottobre 2006

27a Seduta (antimeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO 

 

            Interviene il vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico.     

 

La seduta inizia alle ore 9,40.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.

 

      Il senatore VALDITARA (AN) puntualizza anzitutto che il Gruppo di Alleanza Nazionale - pur dissentendo dalla scelta di destinare, in una situazione di difficoltà economica, 150 milioni di euro alla riforma delle commissioni degli esami di Stato anziché a finalità assai più pressanti come ad esempio l’edilizia scolastica - non ha presentato emendamenti con finalità ostruzionistiche preferendo migliorare con proposte puntuali un testo che giudica di per sé assai modesto. Illustra quindi gli emendamenti 1.27, volto a conferire maggiore serietà allo scrutinio finale, 1.29 (nuovo testo) sull'ammissione di candidati appartenenti a Paesi dell'Unione europea, nonché 1.30 e 1.31, finalizzati a stabilire criteri più stringenti per l'abbreviazione del corso di studi. Si sofferma altresì sugli emendamenti 1.17 (nuovo testo), orientato ad evitare disparità di trattamento a danno dei privatisti italiani rispetto ai candidati esterni non appartenenti a Paesi dell'Unione europea, nonchè 1.19 e 1.22, miranti a valorizzare la conoscenza delle basi culturali generali del triennio. Quanto agli emendamenti 1.20 e 1.21, egli osserva che lo Stato dovrebbe garantire maggiore omogeneità nella predisposizione e nella correzione della terza prova affidandola perciò ad un soggetto esterno come l'INVALSI.

Con riguardo all'emendamento 1.23, egli precisa anzitutto che al colloquio deve essere attribuito lo stesso punteggio delle prove scritte, al fine di ridurre la discrezionalità nella valutazione. L'emendamento 1.24 (nuovo testo), che assorbe una precedente proposta emendativa, introduce una commissione prevalentemente esterna in luogo di quella mista, posto che quest'ultima non ha garantito maggiore rigore. Si tratta peraltro di un elemento qualificante nella posizione di Alleanza Nazionale sul tema degli esami di maturità.

Gli emendamenti 1.25 e 1.26 sono infine rispettivamente preordinati ad eliminare il vincolo territoriale per i commissari esterni e i presidenti.

 

Il senatore MARCONI (UDC), dopo aver invitato preliminarmente la Commissione a svolgere una riflessione più approfondita sui tempi di entrata in vigore delle norme in esame, illustra gli emendamenti 1.1, in tema di requisiti per l'ammissione, 1.2, sui criteri per l'abbreviazione del corso di studi, 1.3, sull'inserimento di una materia aggiuntiva nella seconda prova scritta, 1.4 e 1.5 (nuovo testo) che recepisce anche una precedente proposta emendativa, riguardanti l’uno il contenuto della terza prova scritta e l’altro la predisposizione delle tre prove ad opera dell'INVALSI.

Gli emendamenti 1.7 e 1.8 (nuovo testo) hanno ad oggetto rispettivamente il contenuto del colloquio e la ripartizione del punteggio tra credito ed esame, mentre l'emendamento 1.10 prevede un diverso rapporto tra docenti esterni e interni nella commissione mista. Gli emendamenti 1.11, 1.12, 1.13, 1.14 e 1.15 sono finalizzati a riequilibrare il ruolo dei docenti delle scuole paritarie rispetto a quelli delle scuole statali. Conclude illustrando l'emendamento 1.16, volto a stabilire come ambito territoriale di provenienza dei commissari quello nazionale.

 

La senatrice PELLEGATTA (IU-Verdi-Com), dopo aver ricordato il notevole contributo reso dai soggetti auditi dall’Ufficio di Presidenza della Commissione, procede ad illustrare gli emendamenti 1.104, finalizzato a rafforzare la collegialità in sede di scrutinio finale e ad evitare l’obbligatorietà del superamento dei debiti, nonché 1.117, 1.190 e 1.194, volti ad escludere che i candidati esterni possano sostenere gli esami in scuole paritarie. Quanto agli emendamenti 1.173 e 1.175, ella precisa che essi sono finalizzati ad ampliare l’elenco dei soggetti idonei a ricoprire la carica di presidente di commissione rispettivamente ai docenti di istituti di alta formazione artistica e musicale e ai docenti di istituti secondari superiori collocati a riposo.

 

Il senatore DELOGU (AN), dichiarando di non voler procedere ad una illustrazione analitica delle singole proposte emendative, lamenta l'assenza nel disegno di legge del Governo di una visione di insieme delle questioni attinenti la scuola, mentre ritiene prevalente la volontà di modificare ad ogni costo quanto disposto dal precedente Esecutivo. Richiamandosi all’intervento del senatore Valditara, egli ribadisce che il suo Gruppo ha mostrato sin dall'inizio la volontà di collaborare al miglioramento del testo, rinunciando a presentare emendamenti a fini ostruzionistici.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE) osserva innanzitutto che gli emendamenti di cui è firmataria hanno una triplice finalità: alcuni sono orientati a precisare il testo laddove esso risulti poco chiaro; altri apportano dei miglioramenti nella prospettiva di una maggiore serietà, equità di giudizio e rafforzamento del valore dell'esame; altri infine riguardano la collocazione delle scuole paritarie nel sistema di istruzione e stabiliscono il divieto per i candidati esterni di sostenere l'esame in scuole non statali.

Ciò premesso si sofferma in particolare sugli emendamenti 1.200, riguardante i criteri di ammissione, 1.204, sulla ripartizione del punteggio tra le tre prove scritte, 1.205, mirante a ridurre il peso del credito scolastico, 1.206, sulla possibilità di attribuire la lode a candidati particolarmente meritevoli, nonché 1.208 e 1.207 aventi entrambi ad oggetto la composizione della commissione. Ella illustra inoltre gli emendamenti 1.209 e 1.210, sui soggetti qualificati a svolgere la funzione di presidente, 1.212, concernente la limitazione del vincolo territoriale per i commissari, 1.213, volto a rafforzare la collegialità nei lavori della commissione d’esame con particolare riferimento al colloquio, e 1.215, finalizzato a non rinviare al prossimo rinnovo del contratto collettivo di comparto la negoziazione dei compensi dei commissari.

 

Il senatore STRANO (AN) procede ad illustrare gli emendamenti 1.121, preordinato ad estendere le disposizioni sui candidati esterni anche ai soggetti non appartenenti a Paesi dell'Unione europea, 1.142 mirante ad incentivare una maggiore  ponderazione nei giudizi della commissione, 1.169, 1.182 e 1.186 in tema di provenienza territoriale rispettivamente del presidente e dei commissari, nonché 1.187 e 1.138 riguardanti l'uno i criteri di incompatibilità dei commissari e l'altro il carattere multidisciplinare del colloquio.

 

Il senatore AMATO (FI) dà per illustrati gli altri emendamenti di cui è firmatario.

 

Prende la parola il vice ministro BASTICO, che esprime innanzitutto apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione e per la qualità dei contributi resi da ciascun senatore. Dopo aver dichiarato la propria disponibilità a prendere in considerazione alcune proposte emendative particolarmente utili e interessanti, ella chiarisce che gli emendamenti del Governo prevedono esclusivamente delle correzioni di carattere tecnico e dei miglioramenti nella formulazione del testo.

Nell'auspicare che i lavori della Commissione proseguano in un clima collaborativo volto a valorizzare gli elementi di convergenza tra le diverse forze politiche, ella prospetta l'ipotesi che in una fase successiva sia affrontata la questione dei requisiti dei presidenti delle commissioni, con particolare riferimento al possesso della laurea.

 

            Conclusa l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1, su di essi si esprime la relatrice SOLIANI (Ulivo), la quale premette che su alcune proposte si riserverà di manifestare il proprio orientamento in un successivo momento, ritenendone condivisibile la finalità ma giudicando necessaria una riformulazione.

            Entrando nel dettaglio, ella esprime parere contrario sugli emendamenti 1.28, 1.46, 1.75, 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.80, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.86, 1.87, 1.88, 1.89, 1.90, 1.91, 1.92, 1.93, 1.94, 1.95, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100, 1.101, 1.51, 1.52, 1.50, 1.53, 1.54, 1.55, 1.56, 1.48, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.49, 1.61, 1.62, 1.63, 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73 e 1.74.

            Quanto all'emendamento 1.47, ella osserva che esso risponde alla medesima ratio dell'1.105 del Governo, su cui invita i presentatori a confluire.

            Dopo aver espresso parere contrario sull'emendamento 1.103, ella si riserva di esprimere il proprio orientamento sull'1.27, riconoscendo che esso affronta una tematica di rilievo. Esprime invece parere contrario sull'emendamento 1.1, che giudica troppo complicato.

Quanto all'emendamento 1.104, invita la presentatrice al ritiro, non concordando con la proposta di sopprimere l'obbligatorietà del superamento dei debiti formativi.

Esprime poi parere contrario sull'1.102, favorevole sull'1.105 e contrario sugli emendamenti 1.107, 1.29 (nuovo testo), 1.108, 1.109 e 1.110.

Sugli emendamenti 1.30, 1.111 e 1.31, ella si riserva di esprimere il proprio orientamento, ritenendo indispensabile una più approfondita riflessione.

Esprime indi parere contrario sugli emendamenti 1.32, 1.2, 1.33 e 1.106 e parere favorevole sull'1.200.

Dopo aver sospeso il giudizio sull'emendamento 1.34, sollecitandone eventualmente  una riformulazione, ella esprime parere contrario sugli emendamenti 1.112 e 1.114.

Coglie poi l'occasione dell'emendamento 1.201, relativo agli istituti paritari, per preannunciare fin d'ora la propria posizione in favore del punto di equilibrio raggiunto nel disegno di legge n. 960. Invita quindi la senatrice Capelli a ritirare l’ emendamento 1.201, così come rivolgerà analogo invito agli altri presentatori di emendamenti similari.

Esprime poi parere contrario sugli emendamenti 1.113, 1.115 e 1.116 ed invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 1.117 e 1.202; manifesta indi parere favorevole sull'emendamento 1.118 (rilevando l'esigenza di una eventuale riformulazione per coordinarlo con l'impianto del testo del Governo), parere contrario sull'1.17 (nuovo testo) e parere favorevole sugli emendamenti 1.203, 1.119, 1.120 e 1.121 (a condizione che anche quest'ultimo faccia riferimento al comma 5, come già gli emendamenti 1.119 e 1.120).

 

Il senatore STRANO (AN), accogliendo l'invito della relatrice, modifica il proprio emendamento 1.121, di cui presenta un nuovo testo, pubblicato in allegato al resoconto.

 

Proseguendo l'espressione del proprio parere, la relatrice SOLIANI (Ulivo) manifesta contrarietà sull'1.122.

Quanto agli emendamenti 1.131 e successivi, volti a rinviare l'entrata in vigore delle disposizioni relative ai debiti formativi e all'attribuzione del punteggio per il credito scolastico, ella dichiara di condividere l'impostazione del disegno di legge n. 960. Il parere è quindi contrario sugli emendamenti 1.131, 1.130, 1.129, 1.128, 1.127, 1.126, 1.125, 1.124, 1.123 e 1.136. Il parere è analogamente contrario sugli emendamenti 1.132 e 1.133.

Quanto agli emendamenti 1.19 e 1.196, la relatrice auspica una riformulazione, in attesa della quale sospende il proprio giudizio.

Esprime indi parere contrario sugli emendamenti 1.135, 1.3, 1.156, 1.4 e 1.157.

Relativamente agli emendamenti 1.134, 1.152, 1.20, 1.35, 1.5 (nuovo testo), 1.137, 1.21 e 1.158, riguardanti le caratteristiche della terza prova scritta e in particolare il ruolo dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione, ella ritiene che possa essere raggiunta una formulazione che recuperi un maggiore coinvolgimento dell'INVALSI. Si riserva pertanto di esprimere il parere in un momento successivo.

Il parere è invece contrario sugli emendamenti 1.36 e 1.37.

Quanto all'emendamento 1.7, connesso ai precedenti 1.19 e 1.196, ella sollecita una riformulazione, riservandosi di esprimere il parere successivamente.

Dopo aver espresso parere contrario sull'emendamento 1.162, ella rileva che gli emendamenti 1.22 e 1.138 riguardano l'accertamento, in sede di esame di Stato, della preparazione acquisita negli anni precedenti l'ultimo, analogamente ad altri su cui ha già sospeso il giudizio. Anche su tali due proposte si riserva quindi di esprimersi in una fase successiva.

Con riferimento all'emendamento 1.197, a sua firma, dichiara l'intenzione di trasformarlo in ordine del giorno.

Riguardo all'1.161, osserva che esso è superfluo in quanto le fattispecie ivi richiamate sono già disciplinate dalla normativa di carattere generale. Il parere è quindi contrario, così come sul successivo 1.159.

Quanto agli emendamenti 1.160 e successivi, relativi alla redistribuzione del punteggio, ella dichiara di ritenere equilibrata la soluzione contenuta nel disegno di legge n. 960, del resto condivisa anche nel corso delle audizioni svolte dall'Ufficio di Presidenza. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti 1.160, 1.23, 1.39, 1.139, 1.140, 1.141, 1.204, 1.38, 1.8 (nuovo testo), 1.153, 1.205 e 1.40. Precisa tuttavia di concordare con il riferimento all'attribuzione della lode, contenuto nell'emendamento 1.160, invitando peraltro il presentatore a convergere, quanto a tale specifico punto, sui successivi emendamenti 1.150, 1.206 e 1.151. Osserva altresì che la proposta di suddividere analiticamente il punteggio complessivo di 45 fra le tre diverse prove scritte rappresenta un'utile indicazione, che tuttavia può a suo avviso essere più opportunamente contenuta in un atto di indirizzo al Governo.

Il parere è poi contrario sugli emendamenti 1.41, 1.154, 1.155, 1.143, 1.142, 1.147, 1.148, 1.145, 1.149, 1.144 e 1.146.

Sui summenzionati emendamenti 1.150, 1.206 e 1.151, relativi all'attribuzione della lode, si riserva invece di esprimere il proprio orientamento in una fase successiva, ritenendo indispensabile un ulteriore approfondimento.

Con riferimento agli emendamenti volti a consentire anche agli insegnanti degli istituti paritari di fare parte delle commissioni d'esame, ella dichiara di comprenderne le motivazioni; ritiene tuttavia che allo stato non vi siano le condizioni per poterli accogliere. Il parere è pertanto contrario sugli emendamenti 1.163 e 1.164, così come sugli emendamenti 1.165 e  1.10.

Dopo aver invitato la presentatrice a ritirare gli emendamenti 1.208 e 1.207, la relatrice esprime parere contrario sugli emendamenti 1.24 (nuovo testo), 1.169 e 1.166, nonché parere favorevole sull'1.167.

Quanto agli emendamenti 1.168 e 1.170, si riserva di esprimersi successivamente.

Il parere è indi contrario sugli emendamenti 1.42, 1.171, 1.11, 1.177, 1.12, 1.178, 1.13, 1.179 e 1.172.

Relativamente agli emendamenti 1.173, 1.209 e 1.174, volti a consentire ai docenti delle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale di svolgere le funzioni di presidente di commissione, ella auspica una riformulazione unitaria, riservandosi quindi di esprimere il parere successivamente.

Il parere è indi favorevole sull'emendamento 1.175, contrario sugli emendamenti 1.14, 1.180 e 1.43, favorevole sull'emendamento 1.210 e contrario sugli emendamenti 1.176, 1.181, 1.15, 1.45, 1.44, 1.182 e 1.183.

Quanto al vincolo di territorialità per i presidenti e i commissari, la relatrice si dichiara disponibile a tenere in considerazione le esigenze sottese agli emendamenti 1.184 e seguenti. Nel sollecitarne una riformulazione, sospende quindi il giudizio sugli emendamenti 1.184, 1.25, 1.185, 1.16, 1.26, 1.211, 1.186 e 1.212.

Il parere è invece contrario sull'emendamento 1.187.

Con riferimento agli emendamenti 1.213 e 1.198, relativi alle modalità di espletamento del colloquio, ella ritiene opportuna una ulteriore riflessione. Si riserva quindi di manifestare il proprio orientamento, così come sull'1.188.

Dopo aver espresso parere contrario sull’emendamento 1.189, invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 1.190, 1.214 e 1.191.

Quanto all'1.215, invita la presentatrice a ritirarlo per confluire sull'1.192, di analogo contenuto, su cui il parere è favorevole.

Ella esprime poi parere contrario sull'emendamento 1.193, invita le presentatrici a ritirare gli emendamenti 1.194 e 1.216, raccomanda l'approvazione dell'1.199 ed esprime parere contrario sull'1.195.

 

Il vice ministro Mariangela BASTICO si associa al parere della relatrice sugli emendamenti. Dichiara altresì di condividere la trasformazione di alcune proposte di dettaglio in ordini del giorno.

 

            La PRESIDENTE avverte che si passerà all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2.

 

            Il senatore ASCIUTTI (FI) chiede chiarimenti in ordine al prosieguo dei lavori.

 

            La PRESIDENTE comunica che la seduta antimeridiana dell'Assemblea, prevista per le ore 11,30, non avrà presumibilmente luogo. La Commissione potrà pertanto proseguire l'esame dei provvedimenti in titolo per tutta la mattinata e, eventualmente, riprendere dalle 14,30 alle 15, orario di inizio della seduta pomeridiana dell'Aula. Quanto alla seduta notturna, prevista per le ore 21, ella è disponibile ad accedere alla richiesta di sconvocazione pervenuta da un Gruppo. L'esame dei provvedimenti in titolo potrà quindi ulteriormente proseguire nella seduta già convocata per domani alle ore 14,30.

 

            Il senatore ASCIUTTI (FI) chiede che l'eventuale votazione degli emendamenti nella seduta di domani non inizi prima delle ore 15.

 

            Il senatore VALDITARA (AN) chiede che la seduta di domani non si protragga oltre le ore 17.

 

            La relatrice SOLIANI (Ulivo) si dichiara disponibile a corrispondere alle esigenze segnalate dai Gruppi, nell'auspicio che ciò contribuisca a mantenere un clima di costruttivo e proficuo confronto.

 

            Si associa la PRESIDENTE, la quale propone tuttavia che la Commissione sia altresì convocata per domani mattina alle ore 8,30.

 

Conviene la Commissione.

 

In sede di illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2, il senatore ASCIUTTI (FI) si sofferma anzitutto sul 2.8, in materia di orientamento verso l'istruzione e formazione tecnica superiore e sul 2.13, teso ad estendere il raccordo fra scuola e università anche nei confronti dell'alta formazione artistica e musicale.

Illustra poi il 2.14, volto a sopprimere la lettera c) del comma 1, secondo cui i risultati scolastici di eccellenza debbono essere valorizzati ai fini dell'ammissione alle università. Al riguardo, osserva tuttavia che i risultati degli esami di maturità non sono tali da consentirne una immediata traduzione in termini di accesso alle università. Invita pertanto il Governo e la maggioranza ad una ulteriore riflessione.

Motiva indi il 2.19 e il 2.5.

 

Il senatore AMATO (FI) dà per illustrati i suoi emendamenti.

 

La senatrice CARLONI (Ulivo) illustra in primo luogo il 2.10, relativo anch'esso all'orientamento verso la formazione tecnica superiore.

Illustra altresì il 2.18, teso ad attribuire un particolare valore, nel curriculum degli studenti, alla partecipazione a progetti di contrasto della dispersione scolastica.

 

La senatrice PELLEGATTA (IU-Verdi-Com) sottolinea anzitutto l'importanza della funzione di orientamento. Illustra indi l'emendamento 2.7, anch'esso in tema di istruzione e formazione tecnica superiore, nonché l'emendamento 2.17. A tale ultimo riguardo, rimarca i danni al sistema economico produttivo dovuti all'insufficienza di diplomati con adeguata preparazione nelle discipline tecnico-scientifiche.

Dà infine conto dell'emendamento 2.0.1, volto a disciplinare l'orientamento verso il mondo del lavoro.

 

La relatrice SOLIANI (Ulivo) illustra l'emendamento 2.9, nel quale ha recepito l'esigenza dell'orientamento verso la formazione tecnica superiore, nonché verso le professioni e il lavoro.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE), premesso di apprezzare in modo particolare l'articolo 2, illustra gli emendamenti presentati (2.23 e 2.24), volti a colmare la lacuna relativa alle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale.

 

Il senatore VALDITARA (AN) illustra gli emendamenti 2.1 e 2.2 volti, rispettivamente, a sopprimere la lettera c) del comma 1 e, in subordine, a modificarla. Ritiene infatti che la previsione di un riconoscimento obbligatorio dei risultati scolastici da parte delle università sia del tutto incostituzionale in quanto lesiva dell'autonomia degli atenei. Semmai, la valutazione degli istituti scolastici potrebbe essere presa in considerazione ai fini della concessione degli strumenti del diritto allo studio.

 

Conclusa l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 2, su di essi si esprime la relatrice SOLIANI (Ulivo), manifestando anzitutto parere contrario sugli emendamenti 2.3, 2.4, 2.11 e 2.6.

Quanto agli emendamenti sull'istruzione e formazione tecnica superiore (2.10, 2.7, 2.9 e 2.8), dichiara di condividerne senz'altro le finalità. Nel sollecitare una riformulazione comune, si riserva quindi di esprimere il proprio parere.

Ella manifesta poi contrarietà all'emendamento 2.12, mentre condivide gli emendamenti 2.23, 2.13 e 2.24, relativi alle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale. Al riguardo, auspica tuttavia una formulazione unitaria.

Relativamente alla soppressione della lettera c),ella esprime parere contrario sugli emendamenti 2.14, 2.15 e 2.1, interamente soppressivi, ritenendo che la disposizione non sia affatto incostituzionale. Si dichiara tuttavia disponibile a ricercare un'intesa sull'emendamento 2.2, in ordine al quale sospende pertanto il giudizio.

Dopo aver espresso parere favorevole sul 2.17, invita poi la presentatrice a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 2.18.

Ella esprime indi parere contrario sul 2.16, si riserva di esprimersi sul 2.19, esprime parere favorevole sul 2.5 e parere contrario sul 2.21, sul 2.20 e sul 2.22.

Quanto all'emendamento 2.0.1, invita la presentatrice a ritirarlo, tanto più che alcuni dei profili in esso contenuti sono stati già recepiti in altre proposte emendative.

 

Il vice ministro BASTICO si associa al parere reso dalla relatrice, auspicando - con riferimento agli emendamenti su cui il giudizio è stato sospeso - che si giunga a riformulazioni soddisfacenti.

 

Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

            Il senatore AMATO (FI) dà per illustrati i suoi emendamenti.

 

            Anche il senatore ASCIUTTI (FI) rinuncia ad illustrare i suoi emendamenti.

 

            La relatrice SOLIANI (Ulivo) e il vice ministro BASTICO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 3.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 


EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE 

960

Art. 1

1.121 (nuovo testo)

STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 6, aggiungere, infine, le seguenti parole: «, ferme restando le condizioni disposte dai commi 3, 4 e 5».

Art. 2

2.3

AMATO

Sopprimere l'articolo.

2.4

ASCIUTTI, MAURO

Sopprimere l'articolo.

2.11

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, alinea, sostituire le parole: «dodici mesi» con le seguenti: «diciotto mesi».

2.6

AMATO

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera a).

2.10

CARLONI, FRANCO VITTORIA

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «corsi di laurea universitari» inserire le seguenti: «, della formazione tecnica superiore».

2.7

PELLEGATTA

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «di corsi di laurea universitari» inserire le seguenti: «, di percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore».

2.9

SOLIANI, relatore

Al comma 1, lettera a), aggiungere in fine le seguenti le parole: «e di percorsi della formazione tecnica superiore, nonché di percorsi finalizzati alle professioni ed al lavoro».

        Conseguentemente, al comma 2, lettera a), dopo le parole: «le istituzioni scolastiche, le università e gli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica» inserire le seguenti: «, gli istituti della formazione tecnica superiore, nonché i percorsi finalizzati alle professioni ed al lavoro;» e dopo le parole: «dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica» inserire le seguenti: «nonché della formazione tecnica superiore;».

2.8

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «musicale e coreutica» aggiungere le seguenti: «e dell'istruzione e formazione tecnica superiore».

2.12

AMATO

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera b).

 

2.23

CAPELLI

Al comma 1, lettera b), dopo la parola: «scuola» inserire le seguenti: «, le istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica».

2.13

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, lettera b), dopo la parola: «università» inserire le seguenti: «e l'alta formazione artistica, musicale e coreutica».

2.24

CAPELLI

Al comma 1, lettera b), dopo le parole: «corso di laurea» inserire le seguenti: «o al corso di diploma accademico».

2.14

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, sopprimere la lettera c).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera c).

2.15

AMATO

Al comma 1, sopprimere la lettera c).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera c).

2.1

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, sopprimere la lettera c).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera c).

2.2

VALDITARA, DELOGU, STRANO

In subordine all'emendamento 2.1, al comma 1, lettera c), sostituire le parole: «ai fini dell'ammissione ai corsi di laurea universitari di cui alla legge 2 agosto 1999, n. 264» con le seguenti: «al fine di facilitare la prosecuzione degli studi».

        Conseguentemente, al comma 2, sostituire la lettera c) con la seguente:

            «c) per i decreti legislativi di cui alla lettera c) prevedere che i risultati scolastici di particolare valore conseguiti dagli studenti nell'ultimo triennio dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e nell'esame di Stato siano valorizzati ai fini dell'accesso alle residenze universitarie alla concessione degli altri benefici connessi al diritto allo studio».

2.17

PELLEGATTA

Al comma 2, lettera c), aggiungere in fine le seguenti parole: «definendo altresì, in detti decreti, i criteri volti a valorizzare le discipline tecnico-scientifiche».

2.18

CARLONI

Al comma 2, lettera c), aggiungere in fine le seguenti parole: «, tenuto anche conto della loro eventuale partecipazione, nel corso del biennio, a progetti di contrasto della dispersione scolastica».

2.16

AMATO

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

        Conseguentemente, al comma 2, sopprimere la lettera d).

2.19

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 2, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:

            «d-bis) i decreti di cui alle lettere a) e d) sono adottati previa intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997».

2.5

ASCIUTTI, MAURO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il Ministro della pubblica istruzione presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione sull'andamento degli esami di Stato».

2.21

AMATO

Sopprimere il comma 3.

2.20

AMATO

Sopprimere il comma 4.

2.22

AMATO

Sopprimere il comma 5.

2.0.1

PELLEGATTA

Dopo l'articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis

(Delega in materia di percorsi di orientamento professionale)

        1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, da rendere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi, trascorsi i quali possono essere comunque adottati, uno o più decreti legislativi finalizzati a realizzare appositi percorsi di orientamento professionale all'ingresso, da parte degli studenti, nel mercato del lavoro.

        2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:

            a) prevedere l'individuazione delle misure e modalità di raccordo tra istituzioni scolastiche, enti locali, enti di formazione professionale, imprese, associazioni dei lavoratori e sindacati per la definizione e realizzazione dei percorsi di orientamento professionale;

            b) consentire agli allievi di gestire e di pianificare i propri percorsi educativi e professionali conformemente agli obiettivi di vita, ponendo le loro competenze ed interessi in relazione all'istruzione, alla formazione ed alle opportunità del mercato del lavoro e contribuendo in tal modo al loro sviluppo personale;

            c) garantire agli allievi la piena consapevolezza dei propri diritti nel mondo del lavoro;

            d) garantire agli allievi la piena consapevolezza delle proprie competenze, anche attraverso l'offerta di informazioni e consigli, la consulenza, la valutazione delle competenze, il sostegno, il patrocinio, la formazione per la presa di decisioni e la gestione della carriera;

            e) aiutare le imprese e le organizzazioni a reclutare personale motivato in grado di valutare le opportunità di apprendimento sul luogo di lavoro ed all'esterno e di trarne profitto;

            g) sostenere durevolmente percorsi e domanda di formazione lungo tutto il corso della vita.

        3. L'attuazione del presente articolo non deve comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica».

Art. 3

3.1

AMATO

Sopprimere l'articolo.

3.2

AMATO

Sopprimere il comma 1.

3.3

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, dopo le parole: «e dell'anno scolastico 2007-2008» inserire le seguenti: «e dell'anno scolastico 2008-2009».

3.4

AMATO

Sopprimere il comma 2.

3.5

AMATO

Al comma 2, sopprimere la lettera a).

3.6

AMATO

Al comma 2, sopprimere la lettera b).

3.7

AMATO

Al comma 2, sopprimere la lettera c).

3.8

AMATO

Sopprimere il comma 3.

3.9

AMATO

Sopprimere il comma 4.

3.10

ASCIUTTI, MAURO

Sopprimere il comma 5.

3.11

AMATO

Sopprimere il comma 5.

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

giovedì' 19 ottobre 2006

28a Seduta (antimeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per la pubblica istruzione Pascarella e per l'università e la ricerca Dalla Chiesa.        

 

La seduta inizia alle ore 8,35.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.

 

      La relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime il parere sugli emendamenti su cui aveva sospeso il proprio giudizio nella seduta di ieri, pubblicati in allegato al resoconto delle sedute di martedì 17 ottobre e di mercoledì 18 ottobre.

            Il parere è contrario sull'emendamento 1.27.

            Sugli emendamenti 1.30, 1.111 e 1.31, relativi ai cosiddetti "ottisti", ella dichiara che, dopo più approfondita riflessione, ritiene preferibile la soluzione offerta dagli emendamenti 1.111 e 1.31, di identico tenore, su cui il parere è quindi favorevole. Il parere è invece contrario sull'1.30.

            Il parere è contrario anche sull'emendamento 1.34, atteso che la materia è già analiticamente trattata dal disegno di legge n. 960.

            Quanto all'emendamento 1.118, relativo all'attribuzione del credito scolastico ai candidati esterni, ella conferma il parere favorevole già reso nella seduta di ieri. Tuttavia, per ragioni di coerenza con l'impianto complessivo del disegno di legge governativo, invita il presentatore a riformularlo nel senso di prevedere che il credito sia attribuito dal consiglio di classe davanti al quale il candidato esterno sostiene l'esame preliminare, anziché dalla commissione d'esame.

 

            Il senatore ASCIUTTI (FI) osserva che la formulazione dell'emendamento 1.118 era coerente con altri emendamenti da lui presentati, volti ad attribuire alla commissione d'esame il compito di svolgere l'esame preliminare dei candidati esterni. Non avendo tuttavia tali emendamenti incontrato il favore della maggioranza, egli conviene che occorra modificare l'1.118 nel senso indicato dalla relatrice. Ne presenta pertanto una riformulazione (emendamento 1.118 nuovo testo), pubblicata in allegato al presente resoconto.

 

            Riprendendo l'espressione del parere, la relatrice SOLIANI (Ulivo) ricorda che, nella seduta di ieri, aveva condizionato il proprio parere favorevole sull'emendamento 1.121 ad una riformulazione che lo rendesse omogeneo agli emendamenti 1.119 e 1.120. Prende quindi atto con favore della riformulazione presentata dal senatore Strano (emendamento 1.121 nuovo testo), su cui esprime parere positivo.

            Quanto agli emendamenti 1.19, 1.196, 1.7, 1.22 e 1.138, relativi all'accertamento delle competenze del candidato, ella ricorda di aver sollecitato una riformulazione.

 

            Il senatore VALDITARA (AN) dà conto di una nuova formulazione dell'emendamento 1.19, pubblicato in allegato al presente resoconto e destinato ad assorbire gli emendamenti predetti, su cui la relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime parere favorevole. Quanto agli emendamenti sulla terza prova e sul ruolo dell'INVALSI, la relatrice illustra un nuovo emendamento (1.500), volto a recepire le indicazioni degli emendamenti 1.134, 1.152, 1.20, 1.35, 1.5 (nuovo testo), 1.137, 1.21 e 1.158, pubblicato in allegato al presente resoconto.

 

Il senatore VALDITARA (AN) precisa che tale emendamento non è frutto di una mediazione condivisa. Si riserva pertanto di valutarlo nel merito all'atto della votazione.

 

Si associa il senatore ASCIUTTI (FI).

 

La relatrice SOLIANI (Ulivo) dichiara poi di aver trasformato il proprio emendamento 1.197 nell'ordine del giorno n. 0/960/3/7ª, pubblicato in allegato al presente resoconto.

Ricorda poi di aver sollecitato la redazione di un ordine del giorno volto a recepire l'indicazione, contenuta in diversi emendamenti fra cui l'1.139, l'1.140, l'1.141 e l'1.204, di distribuire equamente fra le tre prove scritte il punteggio di 45 punti complessivi.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE) illustra l'ordine del giorno n. 0/960/4/7ª, su cui conviene il senatore ASCIUTTI (FI), pubblicato in allegato al presente resoconto.

 

La relatrice SOLIANI (Ulivo) ricorda indi di aver sospeso il giudizio sugli emendamenti 1.150, 1.206 e 1.151, relativi all'attribuzione della lode.

 

Il sottosegretario PASCARELLA illustra una riformulazione dell'emendamento 1.150, pubblicato in allegato al presente resoconto, su cui la relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime parere favorevole, osservando che essa risulta identica all'emendamento 1.206 ed è destinata ad assorbire l'1.151.

Con riferimento agli emendamenti 1.168 e 1.170, ella dichiara che, dopo più approfondita riflessione, ritiene preferibile l'1.168, su cui il parere è quindi favorevole; l'emendamento 1.170 è pertanto destinato ad essere assorbito.

Passando agli emendamenti volti ad includere i docenti dell'alta formazione artistica e musicale fra i presidenti di commissione (1.173, 1.209 e 1.174), ella ricorda di aver sollecitato una formulazione unitaria.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI) presenta un nuovo testo dell'emendamento 1.174, pubblicato in allegato al presente resoconto, su cui la relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime parere favorevole, osservando che esso è destinato ad assorbire gli emendamenti 1.173 e 1.209. Quanto agli emendamenti relativi al vincolo di territorialità per i presidenti e i commissari, ella presenta un nuovo emendamento (1.501), pubblicato in allegato al presente resoconto, volto ad assorbire gli emendamenti 1.184, 1.25, 1.185, 1.16, 1.26, 1.211, 1.186 e 1.212.

 

Il senatore VALDITARA (AN) osserva che tale formulazione costituisce un sostanziale ritorno al modello introdotto con la legge Berlinguer. Pur convenendo che si tratti di un miglioramento rispetto al disegno di legge n. 960, egli non può quindi non rilevare che esso non ha dato buona prova negli anni passati.

 

La relatrice SOLIANI (Ulivo) conviene che esso non rappresenti la soluzione ottimale, ma rileva che non è purtroppo possibile prescindere dalla difficile congiuntura economica.

Passando agli emendamenti 1.213, 1.198 e 1.188, ella dichiara di ritenere preferibile l'1.213, su cui esprime quindi parere favorevole; gli emendamenti 1.198 e 1.188 sono pertanto destinati ad essere assorbiti.

Con riferimento agli emendamenti all'articolo 2, ella ricorda di aver sospeso il proprio giudizio sugli emendamenti riferiti alla formazione tecnica superiore (2.10, 2.7, 2.9 e 2.8). Al riguardo, dichiara di ritenere preferibile il 2.9, in quanto più completo, e ne raccomanda pertanto l'approvazione, nel presupposto che gli altri siano dichiarati assorbiti.

Quanto al raccordo con le istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale, ella esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.23 (di tenore analogo al 2.13) e 2.24.

Quanto all'emendamento 2.2, ella dichiara che allo stato il Governo non è incline ad accogliere modifiche alla lettera c) del comma 1. Per il momento il parere non può quindi che essere contrario. Si augura tuttavia che la questione possa essere ulteriormente approfondita in vista dell'esame in Assemblea.

Ella ricorda indi di aver invitato la senatrice Carloni a trasformare l'emendamento 2.18 in ordine del giorno.

 

La senatrice CARLONI (Ulivo) illustra l'ordine del giorno n. 0/960/5/7ª, pubblicato in allegato al presente resoconto, su cui la relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime parere favorevole. Ella ricorda infine di aver sollecitato una riformulazione dell'emendamento 2.19.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI) presenta un nuovo testo dell'emendamento 2.19, pubblicato in allegato al presente resoconto, su cui la relatrice SOLIANI (Ulivo) esprime parere favorevole.

 

Il sottosegretario PASCARELLA si associa agli ulteriori pareri resi dalla relatrice e si esprime in senso favorevole alle riformulazioni illustrate.

 

La PRESIDENTE avverte che, completata l'espressione del parere sugli emendamenti, si passa all'esame degli ordini del giorno di carattere generale, pubblicati in allegato al resoconto di ieri.

 

Il sottosegretario PASCARELLA dichiara di accogliere l'ordine del giorno n. 0/960/1/7ª.

 

La RELATRICE chiede che la Commissione si esprima con un voto su tale ordine del giorno, al fine di trasmetterlo in Assemblea.

 

Intervenendo in dichiarazione di voto il senatore ASCIUTTI (FI) manifesta la sua contrarietà alla formulazione proposta dalla relatrice, in quanto suscettibile di creare discriminazioni tra le scuole statali e quelle paritarie, entrambe comprese nel sistema pubblico di istruzione.

 

Il senatore VALDITARA (AN), associandosi alle dichiarazioni del senatore Asciutti, ricorda che la legge n. 62 del 2000 istituisce il sistema pubblico di istruzione, che include sia le scuole statali che quelle paritarie. Ai fini dell'approvazione dell'ordine del giorno, reputa perciò più opportuno modificare il testo eliminando le parole: "aperte anche a docenti e dirigenti delle scuole".

 

            La relatrice SOLIANI (Ulivo), pur comprendendo le ragioni dei senatori Asciutti e Valditara, precisa che la sua formulazione era finalizzata a garantire l'autonomia delle scuole paritarie, le quali sono libere di organizzare propri corsi di formazione anche al di fuori delle iniziative dello Stato.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE) puntualizza che la legge n. 62 del 2000 non si riferisce al sistema "pubblico" di istruzione, ma al sistema "nazionale" di istruzione. Preannuncia pertanto il proprio voto favorevole all'ordine del giorno n. 0/960/1/7ª, senza modifiche.

 

            La senatrice PELLEGATTA (IU-Verdi-Com) concorda con la posizione espressa dalla relatrice.

 

Il senatore DAVICO (LNP), dichiarando di non condividere la ricostruzione della relatrice Soliani, in quanto le scuole paritarie devono avere la possibilità di partecipare alle attività svolte da tutte le altre scuole, manifesta la sua contrarietà all'ordine del giorno n. 0/960/1/7ª.

 

In dissenso dal suo Gruppo, il senatore STERPA (FI) dichiara di astenersi a meno che il testo non venga riformulato sopprimendo le parole da: "statali" fino a "paritarie".

 

Anche il senatore STRANO (AN), nel condividere la proposta del senatore Sterpa, preannuncia la sua astensione.

 

Dopo che la PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione conviene di trasmettere all'Assemblea l'ordine del giorno n. 0/960/1/7ª nel testo proposto dalla relatrice.

 

Passando all'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª, esso è accolto dal sottosegretario PASCARELLA.

 

La RELATRICE chiede che esso sia messo ai voti al fine di consentirne la trasmissione in Assemblea.

 

Si passa alle dichiarazioni di voto.

 

Prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale osserva preliminarmente che, nonostante i tentativi condivisi di miglioramento del disegno di legge, esso presenta ancora delle criticità, che potranno essere affrontate in Assemblea.

Quanto al merito dell'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª, che egli condivide nella sostanza, osserva che dovrebbe essere collegato al carattere nazionale della terza prova, quale utile strumento di comparazione a livello internazionale. Prende atto della disponibilità manifestata dalla relatrice e dal Governo ad attribuire la predisposizione della terza prova ad opera dell'INVALSI, tuttavia ritiene solo parziale tale soluzione. Dopo aver osservato che le prime due prove scritte non possono avere carattere nazionale né garantire omogeneità di valutazione, egli rimarca l'opportunità che all'approvazione dell'ordine del giorno seguano iniziative concrete del Governo per modificare l'impianto della terza prova scritta. Solo in tal modo, a suo avviso, si darebbe al Paese un segnale di cambiamento reale, atteso che la riforma del secondo ciclo risulta per ora sospesa.

Conclude dichiarando voto favorevole all'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª, purchè ad esso segua una volontà emendativa nella direzione suesposta.

 

Il senatore RANIERI (Ulivo), dando atto al senatore Asciutti della disponibilità a votare tale ordine del giorno, ritiene che in Aula potrà essere ulteriormente approfondita la questione della coerenza tra l'ordine del giorno medesimo e il testo del disegno di legge. Egli precisa tuttavia che nè la terza prova, né il metodo PISA devono essere considerati quali unici strumenti di valutazione del sistema di istruzione, in quanto ciascun Paese può elaborare soluzioni originali sulle modalità con cui monitorare le istituzioni scolastiche. Manifesta infine il suo orientamento favorevole all'approvazione dell'ordine del giorno.

 

Il senatore VALDITARA (AN) reputa fondamentale un sistema misto di valutazione delle prove scritte, in base al quale le prime due devono essere affidate alle scuole mentre la terza deve essere gestita e corretta da un istituto esterno. Si dichiara pertanto favorevole all'approvazione dell'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª, riservandosi tuttavia di approfondire successivamente tali tematiche.

 

La Commissione conviene infine di trasmettere all'Assemblea l'ordine del giorno n. 0/960/2/7ª.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 9,30.


EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE 

960

0/960/3/7^

SOLIANI, relatore

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

rilevata l'esigenza di assicurare agli studenti un approccio più consapevole rispetto alle loro scelte future e di tesaurizzare l'apprendimento conseguito durante il corso di studi,

impegna il Governo ad impartire alle istituzioni scolastiche le opportune disposizioni affinché, nel corso della prova orale degli esami di Stato, il candidato possa esporre le proprie aspettative e i propri progetti per il futuro.

 

0/960/4/7^

ASCIUTTI, CAPELLI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

rilevata l'esigenza di distinguere analiticamente il punteggio complessivo, pari a 45 punti, previsto per le tre prove scritte degli esami di Stato,

impegna il Governo ad impartire alle istituzioni scolastiche le opportune disposizioni affinché le commissioni d'esame assegnino non più di 15 punti a ciascuna delle tre prove.

 

Art. 1.

0/960/5/7^

CARLONI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

rilevata l'esigenza di porre in atto iniziative concrete per contrastare efficacemente i fenomeni di dispersione scolastica,

impegna il Governo, nell'esercizio della delega di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), ad assicurare un'adeguata valorizzazione alla eventuale partecipazione degli studenti, nel corso dell'istruzione secondaria superiore, a progetti di contrasto della dispersione scolastica.

Art. 1

1.118 (nuovo testo)

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, dopo il comma 4, inserire il seguente:

        «4-bis. Per i candidati esterni il credito scolastico è attribuito dal consiglio di classe davanti al quale sostengono l'esame preliminare di cui al comma 3 sulla base della documentazione del curriculum scolastico, dei crediti formativi e dei risultati delle prove preliminari. Le esperienze professionali documentabili possono essere valutate quali crediti formativi».

1.19 (nuovo testo)

VALDITARA, DELOGU, STRANO

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, prima del comma 1, premettere il seguente:

        «01. L'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore è finalizzato all'accertamento delle conoscenze e delle competenze acquisite nell'ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo e delle basi culturali generali, nonché delle capacità critiche del candidato».

1.500

SOLIANI, relatore

         Al comma 1, capoverso "Art. 3", ivi richiamato, al comma 1, aggiungere infine i seguenti periodi: "l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) provvede, sulla base di apposite direttive del Ministero della pubblica istruzione, alla predisposizione di modelli da porre a disposizione delle autonomie scolastiche ai fini della elaborazione della terza prova. L'Istituto provvede, altresì, alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti a conclusione dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore, utilizzando le prove scritte degli esami di Stato secondo criteri e modalità coerenti con quelli applicati a livello internazionale per garantirne la comparabilità".

1.150 (nuovo testo)

Il Governo

Al comma 1, capoverso «Art. 3», ivi richiamato, al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della predetta integrazione può essere attribuita dalla commissione ''la lode''».

1.174 (nuovo testo)

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 3, dopo la lettera d) aggiungere la seguente:

            «d-bis) i direttori e i docenti di ruolo degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica;».

1.501

SOLIANI, relatore

Al comma 1, capoverso «Art. 4», ivi richiamato, al comma 6, dopo le parole: «avuto riguardo" inserire le seguenti :"con esclusione dei presidenti e dei commissari provenienti da istituti scolastici appartenenti allo stesso distretto".

Art. 2

2.19 (nuovo testo)

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 2, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:

            «d-bis) i decreti di cui alle lettere a) e d) sono adottati sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997».

 


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

giovedì' 19 ottobre 2006

29a Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

Vittoria FRANCO

 

            Interviene il vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico. Intervengono altresì, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, per l’Associazione generale italiana dello spettacolo (AGIS), il dottor Alberto Francesconi, presidente, il dottor Lorenzo Scarpellini, consulente, il dottor Antonio Di Lascio, dirigente, nonché il dottor Paolo Protti, il dottor Luigi Grispello, il dottor Mario Mazzetti e il dottor Enrico Di Mambro, rispettivamente presidente, vice presidente vicario, responsabile ufficio cinema e consulente dell'Associazione nazionale esercenti cinema (ANEC), il dottor Angelo Barbagallo, presidente dell'Associazione autori e produttori indipendenti (API), il dottor Carlo Tagliabue, presidente del Centro studi cinematografici (CSC) e il dottor Candido Coppetelli, presidente dei Cinecircoli giovanili socioculturali (CGS).       

           

La seduta inizia alle ore 14,40.

IN SEDE REFERENTE 

(923) VALDITARA ed altri.  -  Disposizioni per la modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(938) SCHIFANI ed altri.  -  Norme in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore  

(960) Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

            Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta antimeridiana nel corso della quale - ricorda la PRESIDENTE - avevano avuto inizio le votazioni.

 

            Il vice ministro Mariangela BASTICO accoglie gli ordini del giorno  nn. 0/960/3/7ª e 0/960/4/7ª (pubblicati in allegato al presente resoconto).

 

      Il senatore ASCIUTTI (FI) insiste per la votazione dell'ordine del giorno n. 0/960/4/7ª, che la Commissione conviene all'unanimità di trasmettere all'esame dell'Assemblea.

           

            Il senatore VALDITARA (AN) preannuncia un ordine del giorno, predisposto d'intesa con il senatore Ranieri, volto ad impegnare il Governo a rinvenire adeguate risorse finanziarie per permettere in futuro di ricorrere a commissari esterni oltre i limiti previsti dal disegno di legge  n. 960.

 

            Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, pubblicati allegato al presente resoconto.

 

            Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.28 prende la parola il senatore AMATO (FI), il quale esprime la propria contrarietà al disegno di legge nel suo complesso, in quanto privo di una prospettiva organica di riforma della scuola. Desta perplessità, a suo avviso, la mancata previsione di un coordinamento tra gli esami di maturità e l'intero percorso formativo, che attualmente è ispirato ai principi della riforma Moratti. Senza un disegno complessivo, la modifica delle commissioni rischia di essere priva di significato e induce a riflettere sulla reale utilità dell'esame di Stato quale momento conclusivo del ciclo di istruzione. Dopo aver esposto le sue forti riserve in ordine all' impostazione del disegno di legge, egli conclude ritenendo poco proficuo un intervento così specifico, che giustifica perciò il suo emendamento interamente soppressivo dell'articolo 1.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.28 viene respinto.

 

La PRESIDENTE informa che l'emendamento 1.46 deve essere accantonato dal momento che è suscettibile di comportare oneri finanziari, su cui occorre attendere il parere della Commissione bilancio.

Comunica poi che gli emendamenti da 1.75 a 1.101 differiscono esclusivamente per un dato percentuale. Dichiara pertanto che intende applicare, ai sensi dell'articolo 102, comma 4, la cosiddetta regola del "canguro", ponendo in votazione solo il primo e l'ultimo emendamento della serie, nonché uno intermedio.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.75, prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale prende atto nel contempo dell'intenzione della Presidente di avvalersi di ogni strumento per accelerare il ritmo delle votazioni. Nell'augurarsi che ciò non comporti un'eccessiva compressione dei tempi di esame in Commissione, pena il venir meno del clima collaborativo finora registrato, entra nel merito dell'emendamento segnalando che esso e i successivi sono volti a conferire maggiore serietà all'esame di Stato.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.75 viene respinto.

 

La PRESIDENTE avverte che porrà ai voti l'emendamento 1.82.

 

Il senatore VALDITARA (AN) aggiunge la propria firma all'emendamento 1.82, su cui dichiara il voto favorevole rilevando l'assoluta necessità di restituire serietà al percorso scolastico e al suo momento conclusivo, tanto più a fronte del ricorrente rito delle occupazioni studentesche.

 

Anche il senatore DAVICO (LNP) dichiara di aggiungere la propria firma all'emendamento 1.82 e preannuncia voto favorevole.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.82 viene respinto, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.80 e 1.81.

 

Posto ai voti, viene altresì respinto l'emendamento 1.101, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.83, 1.84, 1.85, 1.86, 1.87, 1.88, 1.89, 1.90, 1.91, 1.92, 1.93, 1.94, 1.95, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99 e 1.100.

 

 

La PRESIDENTE avverte che anche per la successiva serie di emendamenti, da 1.51 a 1.74, intende applicare la cosiddetta regola del "canguro".

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.51 viene respinto.

 

È quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.64, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.52, 1.50, 1.53, 1.54, 1.55, 1.56, 1.48 - cui aveva aggiunto la propria firma il senatore VALDITARA (AN) - 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.49, 1.61, 1.62 e 1.63.

 

È infine posto ai voti e respinto l'emendamento 1.74, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72 e 1.73.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI), accedendo all'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.47, dichiarandosi fin d'ora favorevole all'emendamento 1.105.

 

La Commissione respinge l'emendamento 1.103.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.27, prende la parola il senatore VALDITARA (AN), il quale si rammarica per il parere contrario espresso su di esso dalla relatrice e dal rappresentante del Governo. Esso era volto infatti ad introdurre un ulteriore elemento di serietà negli esami di Stato, mentre l'attuale Governo sembra addirittura favorevole ad incrementare il numero delle promozioni per conseguire risparmi di spesa nella formazione delle classi. Alleanza nazionale, già dalla scorsa legislatura, ha invece costantemente invocato maggiore rigore, richiedendo in particolare verifiche biennali sul superamento dei debiti e la possibilità di ripetenze laddove necessarie. Rilevazioni internazionali dimostrano del resto che, attualmente, la scuola italiana non risulta idonea a responsabilizzare gli studenti e selezionare i migliori.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.27 viene respinto.

 

In assenza dei proponenti, l'emendamento 1.1 viene fatto proprio dal senatoreASCIUTTI (FI). Posto ai voti, esso viene respinto.

 

La senatrice PELLEGATTA (IU-Verdi-Com), accedendo all'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.104, dichiarandosi fin d'ora in favore dell'1.105.

 

Con separate votazioni, la Commissione respinge l'emendamento 1.102, approva l'emendamento 1.105 e respinge gli emendamenti 1.107, 1.29 (nuovo testo), 1.108, 1.109, 1.110 e 1.30.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sugli emendamenti 1.111 e 1.31 (di identico tenore), prende la parola il senatore VALDITARA (AN), il quale ringrazia la relatrice e la rappresentante del Governo per il parere favorevole espresso, che consente un passo avanti nella direzione di una maggiore serietà dell'esame. Pur ritenendo preferibile la soluzione offerta dall'emendamento 1.30, che prevedeva la media dell'otto per i cosiddetti "ottisti", ritiene infatti che prevedere la votazione minima del sette in tutte le discipline possa scoraggiare fenomeni di indebolimento del percorso formativo.

 

Si associa il senatore ASCIUTTI (FI), il quale sottolinea l'esigenza di assicurare il pagamento dei debiti formativi, ricordando che attualmente le statistiche sono assai inquietanti: oltre il 50 per cento dei debiti non sarebbe infatti mai colmato nel corso dell'istruzione secondaria superiore. Esprime pertanto soddisfazione che l'abbreviazione del percorso formativo per merito sia consentita solo a coloro che non hanno contratto debiti, ma possono vantare una votazione soddisfacente in tutte le discipline.

 

La Commissione approva quindi l'emendamento 1.111, identico all'1.31.

 

Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 1.32, 1.2 - cui aggiunge la propria firma il senatore ASCIUTTI (FI) in assenza dei proponenti,  1.33 e 1.106, approva l'1.200 e respinge l'1.34.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.112, prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale illustra le ragioni che lo hanno indotto a presentare una serie di emendamenti secondo cui l'esame preliminare dei candidati esterni dovrebbe essere sostenuto davanti alla commissione d'esame anziché davanti al consiglio di classe dell'istituto collegato alla commissione alla quale il candidato è assegnato. Si augura quindi che, in vista dell'esame in Assemblea, vi sia un ripensamento da parte della maggioranza.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.112  viene respinto, così come l'1.114.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE), accedendo all'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.201.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.113, 1.115 e 1.116 risultano respinti.

 

Le senatrici CAPELLI (RC-SE) e PELLEGATTA (IU-Verdi-Com), accedendo all'invito della relatrice, ritirano gli emendamenti 1.117 e 1.202.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.118 (nuovo testo), precisando di averlo modificato per renderlo compatibile con l'impianto complessivo del disegno di legge n. 960. L'originaria versione era infatti connessa alla formulazione degli emendamenti 1.112 e seguenti.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.118 (nuovo testo)  è approvato all'unanimità.

 

La Commissione respinge invece l'emendamento 1.17 (nuovo testo).

 

Il senatore VALDITARA (AN) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.203, che risponde alle esigenze sottese all'emendamento 1.17 (nuovo testo) da lui stesso presentato.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI)  dichiara anch'egli voto favorevole, esprimendo in particolare soddisfazione per il segnale di attenzione reso nei confronti delle scuole italiane all'estero, che svolgono un importante ruolo di promozione dell'Italia.

 

Con separate votazioni, la Commissione accoglie all'unanimità gli emendamenti 1.203, nonché 1.119, 1.120 e 1.121 (nuovo testo) di analogo tenore.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.122, prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale sottolinea l'esigenza di coordinare l'abbreviazione per merito presso gli istituti professionali e gli istituti d'arte rispetto alla disciplina di carattere generale introdotta con gli emendamenti 1.111 e 1.31.

 

La vice ministro Mariangela BASTICO concorda con le osservazioni del senatore Asciutti e propone di accantonare l'emendamento 1.122.

 

Conviene la Commissione.

 

La PRESIDENTE avverte che gli emendamenti da 1.131 a 1.123 hanno carattere di serialità. Dichiara quindi di applicare la cosiddetta regola del "canguro".

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.131 viene respinto.

 

Posto ai voti, viene altresì respinto l'emendamento 1.125, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.130, 1.129, 1.128, 1.127 e 1.126.

 

È infine respinto l'emendamento 1.123, con conseguente assorbimento dell'emendamento 1.124.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.136, 1.132 e 1.133 risultano respinti.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.19 (nuovo testo), prende la parola il senatore VALDITARA (AN), il quale dà atto alla relatrice e al rappresentante del Governo di aver accolto un'indicazione significativa nel senso di non limitare l'esame di Stato alle conoscenze acquisite nell'ultimo anno.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.19 (nuovo testo) è approvato all'unanimità, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.196, 1.7, 1.22 e 1.138.

 

La Commissione respinge invece l'emendamento 1.135.

 

Quanto all'emendamento 1.3, la PRESIDENTE avverte che occorre accantonarlo in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.156, 1.4 - cui aggiunge la propria firma il senatore ASCIUTTI (FI) in assenza dei proponenti - e 1.157 risultano respinti.

 

La PRESIDENTE avverte che occorre accantonare gli emendamenti 1.500, 1.134, 1.152, 1.20, 1.35, 1.5 (nuovo testo), 1.137, 1.21 e 1.158 in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

Con separate votazioni la Commissione respinge poi gli emendamenti 1.36, 1.37 e 1.162.

 

La relatrice SOLIANI (Ulivo) ricorda di aver trasformato l'emendamento 1.197 nell'ordine del giorno n. 0/960/3/7ª, già accolto dal Governo.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.161, 1.159 e 1.160 risultano respinti.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.23, prende la parola il senatore VALDITARA (AN) il quale ribadisce l'opportunità di una redistribuzione del punteggio complessivo. In particolare rileva l'esigenza di assicurare centralità alle prove più oggettive e meno soggette a margini di discrezionalità.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.23 e 1.39 risultano respinti.

 

Il senatore ASCIUTTI (FI) e la senatrice CAPELLI (RC-SE) ricordano di aver trasformato gli emendamenti 1.139, 1.140, 1.141 e 1.204 nell'ordine del giorno n. 0/960/4/7ª, già accolto dal Governo e che la Commissione ha convenuto di trasmettere all'Assemblea.

 

Con separate votazioni, la Commissione respinge poi gli emendamenti 1.38, 1.8 (nuovo testo) - cui il senatore ASCIUTTI (FI) aggiunge la propria firma in assenza dei proponenti - e 1.153.

 

La senatrice CAPELLI (RC-SE), accedendo all'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.205.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.40 e 1.41 risultano respinti.

 

La PRESIDENTE avverte che occorre accantonare gli emendamenti 1.154 e 1.155 in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.143, 1.142 - cui aggiunge la propria firma il senatore VALDITARA (AN) in assenza del proponente - 1.147, 1.148, 1.145, 1.149, 1.144 e 1.146 risultano respinti.

 

Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore ASCIUTTI (FI), la Commissione accoglie l'emendamento 1.150 (nuovo testo), identico all'1.206, con conseguente assorbimento dell'1.151.

 

La PRESIDENTE avverte che occorre accantonare gli emendamenti 1.163, 1.164, 1.165, 1.10, 1.208, 1.207, 1.24 (nuovo testo) e 1.169 in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.166 viene respinto.

 

La Commissione accoglie invece all'unanimità l' emendamento 1.167.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.168, prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale esprime apprezzamento per la scelta della relatrice e del rappresentante del Governo di condividere la proposta. Nel ribadire la sua ferma contrarietà nei confronti dei diplomifici, rammenta poi che tale deprecabile fenomeno non deve risolversi a danno delle scuole paritarie più serie. Al contrario è preciso compito del Governo utilizzare gli strumenti offerti dalla legge n. 62 del 2000 per revocare la parità agli istituti che abbiano dimostrato di non meritarla.

 

Anche il senatore VALDITARA (AN)  dichiara il voto favorevole su tale emendamento, che rappresenta a suo avviso un passo importante verso la piena equiparazione tra istituti statali e paritari, augurandosi che altre importanti scelte vengano adottate nella medesima direzione.

 

Previa dichiarazione di voto contrario della senatrice CAPELLI (RC-SE) a nome del suo Gruppo, l'emendamento 1.168 è posto ai voti ed accolto, con conseguente assorbimento dell'1.170.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.42 e 1.171 risultano respinti.

 

In assenza del proponente, l'emendamento 1.11 viene fatto proprio dal senatore ASCIUTTI (FI), il quale dichiara il proprio voto favorevole.

 

Anche il senatore VALDITARA (AN) dichiara il proprio voto favorevole, lamentando il parere contrario espresso dalla relatrice e dal rappresentante del Governo, che testimonia a suo avviso un'assoluta schizofrenia. Si augura quindi che nel corso dell'esame in Assemblea sia svolta una riflessione più attenta rispetto all'unicità del sistema scolastico.

 

Con separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 1.11 (identico all'1.177), 1.12 (identico all'1.178) e 1.13 (identico all'1.179).

 

In assenza del proponente, l'emendamento 1.172 viene fatto proprio dal senatore VALDITARA (AN); posto ai voti esso risulta respinto.

 

Le senatrici PELLEGATTA (IU-Verdi-Com) e CAPELLI(RC-SE), accedendo all'invito della relatrice, ritirano gli emendamenti 1.173 e 1.209, dichiarandosi a favore dell'1.174 (nuovo testo) che, posto ai voti, risulta approvato all'unanimità.

 

La Commissione approva altresì l'emendamento 1.175, con conseguente assorbimento dell'1.210. Con separate votazioni respinge invece gli emendamenti 1.14 (identico all'1.180), 1.43 e 1.176.

 

Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.181, prende la parola il senatore ASCIUTTI (FI), il quale ricorda le modalità con cui nella XIII legislatura si pervenne all'approvazione della legge n. 62 sulla parità scolastica. Rammenta altresì che essa prescrive stringenti requisiti per gli istituti che richiedono la parità, fra cui l'assunzione di docenti abilitati, con contratti equivalenti a quelli nazionali di settore. Si tratta di norme a suo avviso assolutamente condivisibili, dalle quali discende una assoluta equiparazione dei docenti delle scuole paritarie a quelli degli istituti statali. Non si comprende pertanto come possano il Governo e la maggioranza disattendere tale equiparazione, escludendo i docenti delle scuole paritarie dalle commissioni d'esame. Invita quindi il Governo, se tale è il suo intendimento, ad avere il coraggio di abrogare la legge n. 62.

 

Anche il senatore VALDITARA (AN) dichiara il suo voto favorevole, osservando che la mancata inclusione dei docenti delle scuole paritarie nelle commissioni d'esame rappresenta una palese discriminazione ai loro danni. La legge n. 62 ha infatti istituito il sistema nazionale di istruzione, ponendo le scuole statali e quelle paritarie sullo stesso piano. Né il disegno di legge n. 960 distingue fra i docenti di ruolo e quelli precari delle scuole statali. Si registra così il paradosso che i docenti delle scuole paritarie possono svolgere il ruolo di membri interni ma non quello di membri esterni. Tale filosofia avrebbe allora imposto la scelta di costituire commissioni d'esame solo presso gli istituti statali, mentre il disegno di legge del Governo appare del tutto incoerente, risultando alla fine viziato da palese incostituzionalità. Rammentando che la relatrice aveva lasciato intendere un possibile margine di apertura, sollecita la maggioranza a non attendere oltre e assumersi l'onere di una scelta precisa.

 

Il senatore DAVICO (LNP), nel preannunciare voto favorevole, ritiene che la posizione della relatrice e del Governo pregiudichino il processo di completamento del sistema nazionale di istruzione avviato nella XIII legislatura, mentre il precedente Governo aveva operato in continuità con la legge sulla parità voluta dal Centro-sinistra. L'emendamento in questione non si riferisce alle scuole private ma a quelle paritarie, le quali offrono il medesimo servizio e le medesime garanzie di professionalità di quelle statali, in quanto comprese nella globalità del sistema di istruzione.

            Pertanto è inaccettabile, a suo giudizio, respingere un emendamento che si ricollega alla legge n. 62 del 2000, la quale, essendo recente, richiede un periodo di maturazione più lungo. Senza tale emendamento si creerebbe una situazione ingiusta e discriminatoria, inducendo l'opposizione a far venire meno quella collaborazione che ha fino ad ora caratterizzato i lavori della Commissione. Prende atto infine della distinzione netta che divide la maggioranza - o parte di essa - e l'opposizione su questo tema.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.181, 1.15, 1.45 e 1.44 risultano respinti.

 

La PRESIDENTE avverte che occorre accantonare gli emendamenti 1.182, 1.183, 1.184, 1.25, 1.185, 1.16, 1.501, 1.26, 1.211, 1.186 e 1.212 in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

In assenza del proponente, l'emendamento 1.187 viene fatto proprio dal senatore VALDITARA (AN); esso, posto ai voti risulta respinto.

 

Con distinte votazioni, la Commissione approva all'unanimità l'emendamento 1.213, con conseguente assorbimento degli emendamenti 1.198 e 1.188, e respinge l'1.189.

 

I senatori  PELLEGATTA (IU-Verdi-Com), CAPELLI (RC-SE) e ASCIUTTI (FI), accedendo all'invito della relatrice, ritirano gli emendamenti 1.190, 1.214 e 1.191 (cui avevano aggiunto la propria firma i senatori VALDITARA (AN), BARELLI (FI) e DAVICO (LNP)).

 

La PRESIDENTE avverte che occorre accantonare gli emendamenti 1.215 e 1.192 in attesa del parere della Commissione bilancio.

 

Posto ai voti, l'emendamento 1.193 viene respinto.

 

Le senatrici PELLEGATTA (IU-Verdi-Com) eCAPELLI (RC-SE), accedendo all'invito della relatrice, ritirano gli emendamenti 1.194 e 1.216.

 

Con separate votazioni, la Commissione accoglie infine all'unanimità l'emendamento 1.199 e respinge l'1.195.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 17.


EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE 

960

0/960/3/7^

SOLIANI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

rilevata l'esigenza di assicurare agli studenti un approccio più consapevole rispetto alle loro scelte future e di tesaurizzare l'apprendimento conseguito durante il corso di studi,

impegna il Governo ad impartire alle istituzioni scolastiche le opportune disposizioni affinché, nel corso della prova orale degli esami di Stato, il candidato possa esporre le proprie aspettative e i propri progetti per il futuro.

 

0/960/4/7^

ASCIUTTI, CAPELLI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 960, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università"

rilevata l'esigenza di distinguere analiticamente il punteggio complessivo, pari a 45 punti, previsto per le tre prove scritte degli esami di Stato,

impegna il Governo ad impartire alle istituzioni scolastiche le opportune disposizioni affinché le commissioni d'esame assegnino non più di 15 punti a ciascuna delle tre prove.

 

Art. 1

1.28

AMATO

Sopprimere l'articolo.

1.46

ASCIUTTI, MAURO

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. - (Modifiche alla legge n. 425 del 1997). – 1. Gli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, sono sostituiti dai seguenti:

        ''Art. 1. - (Finalità e disciplina). – 1. L'esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria superiore considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su due prove scritte, anche laboratoriali per gli istituti superiori ad indirizzo, organizzate dalle commissioni di esame, su una terza prova scritta, a carattere nazionale, e su un colloquio.

        Art. 2. - (Ammissione). – 1. All'esame di Stato sono ammessi:

            a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, che in sede di scrutinio finale siano stati valutati con almeno sei decimi in ciascuna disciplina dell'ultimo anno e per i quali sia stato certificato il superamento degli eventuali debiti formativi pregressi, ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

            b) alle stesse condizioni e con i requisiti di cui alla lettera a), gli alunni delle scuole pareggiate o legalmente riconosciute nelle quali continuano a funzionare corsi di studio, fino al loro completamento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

        2. All'esame di Stato sono ammessi altresì, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, gli alunni del penultimo anno del corso di studi delle scuole statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, che nello scrutinio finale del primo periodo biennale abbiano riportato una votazione non inferiore alla media dei sette decimi e, nello scrutinio finale del secondo periodo biennale, una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, senza essere incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell'insegnamento dell'educazione fisica.

        3. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 7, l'ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell'anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell'idoneità alla classe successiva e su tutte le materie del quinto anno di corso. Si tiene conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti. Il superamento dell'esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe. L'esame preliminare è sostenuto davanti al consiglio della classe dell'istituto statale o paritario, collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato, integrata dai docenti delle materie non previste nell'ultimo anno di corso; il candidato è ammesso all'esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle prove cui è sottoposto.

        4. I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero massimo non può superare il 50 per cento dei candidati interni; nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere costituite, soltanto presso gli istituti statali, commissioni apposite. I candidati esterni devono presentare domanda di ammissione all'esame di Stato e sostenere lo stesso e, ove prescritti, gli esami preliminari, presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nel comune di residenza ovvero, in caso di assenza nel comune dell'indirizzo di studio indicato nella domanda, nella provincia e, nel caso di assenza del medesimo indirizzo nella provincia, nella regione. Eventuale deroga deve essere autorizzata dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma preclude l'ammissione all'esame di Stato, fatte salve le responsabilità penali, civili e amministrative a carico dei soggetti preposti alle istituzioni scolastiche interessate.

        5. Gli alunni delle classi antecedenti l'ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo e devono possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

        6. I candidati non appartenenti a Paesi dell'Unione europea, che non abbiano frequentato l'ultimo anno di corso di istruzione secondaria superiore, possono sostenere l'esame di Stato in qualità di candidati esterni secondo le medesime modalità previste per i candidati esterni, di cui ai commi 3, 4 e 5.

        7. Possono sostenere, nella sessione dello stesso anno e con abbreviazione di un anno per merito, il corrispondente esame di qualifica o di licenza di maestro d'arte, rispettivamente gli alunni degli istituti professionali e degli istituti d'arte che, nello scrutinio finale per la promozione alla classe terza, abbiano riportato una votazione non inferiore a otto decimi in ciascuna disciplina, non abbiano presentato debiti al termine del primo anno e non siano incorsi in ripetenze, ferme restando le specifiche disposizioni concernenti la valutazione dell'insegnamento dell'educazione fisica.

        8. Le disposizioni del presente articolo, relative ai debiti formativi ed all'attribuzione del punteggio per il credito scolastico, trovano applicazione per i candidati agli esami di Stato a decorrere dall'anno scolastico 2009-2010.

        9. A partire dall'anno scolastico 2007-2008, ai fini della verifica e certificazione del superamento dei debiti formativi, per gli allievi iscritti al primo e al secondo anno di corso si applica quanto disposto all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

        Art. 3. - (Contenuto ed esito dell'esame). – 1. L'esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana, nonché le competenze espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la seconda prova, che può essere anche grafica, scrittografica o laboratoriale, accerta le competenze maturate dai candidati in una o più discipline caratterizzanti il corso di studio. I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta sono organizzati dalle commissioni di esame, le quali provvedono anche alla predisposizione dei relativi criteri di valutazione.

        2. La terza prova, a carattere pluridisciplinare e nazionale, è predisposta e gestita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno. L'Istituto provvede altresì a fornire i criteri cui le commissioni di esame dovranno attenersi per la valutazione della prova. Essa consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. La prova è strutturata in modo da consentire la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti al termine degli studi superiori con riferimento al profilo educativo, culturale e professionale stabilito a livello nazionale per gli apprendimenti fondamentali e per quelli caratterizzanti l'indirizzo prescelto; essa accerta, altresì, i livelli di padronanza linguistica nella lingua inglese e nella eventuale seconda lingua comunitaria.

        3. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti alle Indicazioni nazionali e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso ed è finalizzato a verificare le competenze maturate dall'alunno, anche attraverso attività multidisciplinari ed interdisciplinari documentate di ricerca o di laboratorio presentate dallo stesso.

        4. La lingua di esame è la lingua ufficiale di insegnamento.

        5. A conclusione dell'esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione di esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato. La commissione di esame dispone di 15 punti per la valutazione di ciascuna prova scritta e di 15 punti per la valutazione del colloquio. Ciascun candidato può far valere un credito scolastico massimo di 40 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100. L'esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede della commissione di esame un giorno prima della data fissata per l'inizio dello svolgimento del colloquio.

        6. Gli esami degli alunni con handicap sono disciplinati in coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.

        7. Per gli alunni ammalati o assenti dagli esami per cause specificamente individuate sono previste una sessione suppletiva d'esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.

        Art. 4. - (Commissione e sede d'esame). – 1. La commissione di esame è composta dagli insegnanti delle materie d'esame della classe del candidato per tutte le scuole del servizio nazionale di istruzione, statali, paritarie e pareggiate o legalmente riconosciute, e da un presidente esterno.

        2. Per ogni commissione di esame viene nominato un presidente dal Ministero della pubblica istruzione, sulla base di criteri e modalità predeterminati, tra i capi di istituto di istruzione secondaria superiore statali, tra i capi di istituto di scuola media statale in possesso di abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria superiore, tra i professori universitari di prima e seconda fascia anche fuori ruolo, tra i ricercatori universitari confermati, tra i capi di istituto e i docenti degli istituti statali di istruzione secondaria superiore collocati a riposo da meno di cinque anni, tra i docenti della scuola secondaria superiore. Il presidente è tenuto a essere presente a tutte le operazioni della commissione.

        3. Le commissioni di esame possono provvedere alla correzione delle prime due prove scritte operando per aree disciplinari; la correzione della terza prova e ciascun colloquio devono avvenire alla presenza dell'intera commissione. Le valutazioni per l'attribuzione dei punteggi e le decisioni finali sono assunte dall'intera commissione a maggioranza assoluta.

        4. A ogni singola commissione di esame sono assegnati, di norma, non più di trentacinque candidati. Ciascuna commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata a una commissione di istituto statale.

        5. I casi e le modalità di sostituzione dei presidenti sono specificamente individuati con decreto del Ministro della pubblica istruzione di natura non regolamentare.

        6. Le nomine dei presidenti sono effettuate avuto riguardo, nell'ordine, all'ambito comunale, provinciale e, solo in casi eccezionali, all'ambito regionale o interregionale.

        7. Sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, sono assicurati nell'ambito della funzione ispettiva».

1.75

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 66 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.76

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 69 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.77

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 70 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.78

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 71 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.79

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 72 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.80

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 73 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.81

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 74 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.82

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 75 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.83

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 76 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.84

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 77 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.85

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 78 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.86

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 79 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.87

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, per almeno il 80 per cento delle lezioni, siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici;».

1.88

ASCIUTTI, MAURO

Al comma 1, capoverso «Art. 2», ivi richiamato, al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) gli alunni delle scuole statali e paritarie che abbiano frequentato l'