Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Titolo: Finanziaria 2007 - A.C. 1746-bis - Lavori preparatori alla Camera - Esame in sede referente - Parte IV
Riferimenti:
AC n. 1746-bis/XV     
Serie: Progetti di legge    Numero: 56    Progressivo: 2
Data: 06/11/2006
Descrittori:
LEGGE FINANZIARIA     
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

 

 

 

Finanziaria 2007

A.C. 1746-bis

Lavori preparatori alla Camera

Esame in sede referente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 56/2

Parte IV

 

6 novembre 2006


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Bilancio e politica economica

 

SIWEB

 

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File: BI0063d.doc

 


 

INDICE

 

 

Volume IV

Esame in sede referente

V Commissione (Bilancio, Tesoro e programmazione)

§      Seduta del 16 ottobre 2006. 3

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 20

§      Seduta del 24 ottobre 2006. 38

§      Seduta del 30 ottobre 2006 (antimeridiana)42

§      Seduta del 30 ottobre 2006 (pomeridiana)58

§      Seduta del 31 ottobre 2006. 74

§      Seduta del 2 novembre 2006. 97

§      Seduta del 3 novembre 2006. 247

§      Seduta del 4 novembre 2006. 521

 


Esame in sede referente


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

 Lunedì 16 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Lunedì 16 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Nicola Sartor e Alfiero Grandi.

 

La seduta comincia alle 16.30.

 

Disposisizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Esame e rinvio).

 

La Commissione inizia l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore, osserva che con questo disegno di legge finanziaria si intende creare le premesse per intraprendere un cammino di riforme idonee a estirpare quegli elementi che rendono la società così sclerotizzata e così bloccata; idonee a consentire la liberazione e il reperimento di nuove risorse, a dare dinamismo, una maggiore mobilità sociale, uno scrostamento alle resistenze corporative e particolaristiche. Il contrario dell'abbandono della necessaria tensione riformatrice.

Centrale, in questo momento, è il sostegno ad un programma riformatore, per la realizzazione del quale deve essere pienamente coinvolto il Parlamento tutto. Le riforme avanzate nel DPEF rimangono nel programma di legislatura: in particolare, sembra assumere assoluta centralità la riforma della pubblica amministrazione, con riguardo, soprattutto all'obiettivo di ridurre il livello della spesa corrente per rendere più funzionale, moderna ed efficiente la macchina pubblica. È fondamentale badare ad eliminare e razionalizzare quei centri di spesa che rischiano la duplicazione e la moltiplicazione anche a seguito della riforma del titolo V. Occorre la piena collaborazione di Regioni e Stato a questo fine, così come è auspicabile, sul versante parlamentare, il pieno raccordo, un lavoro congiunto delle Commissioni I e V in merito. Osserva come ormai sia così evidente, dal punto di vista delle spese, che in assenza di un programma di riforma e affidandosi soltanto, e genericamente, a dei tagli, è impossibile raggiungere quei risultati duraturi e necessari, né per l'equilibrio di bilancio né per favorire una nuova fase dello sviluppo economico.

Rileva come certamente la manovra di bilancio per il 2007 sia una delle più ambiziose degli ultimi 15 anni, come possono testimoniare le cifre stesse. La manovra del Governo Amato per il 1993 al fine di evitare la bancarotta dello Stato fu di 46,9 miliardi di euro, quella di Prodi, per l'anno 1997, al fine di agganciare l'euro nel 1997 fu di 32,3 miliardi di euro; l'ultima manovra del Governo Berlusconi per il 2006, per cercare in qualche modo di limitare i danni di una finanza pubblica tornata «allegra», fu di 27 miliardi. Per il 2007 viene proposta una manovra di 34,7 miliardi di euro. Una serie di critici hanno teso a contestare la necessità di una manovra cosi gravosa. Secondo questa tesi era sufficiente correggere il tendenziale o poco più e per il resto lasciar fare il mercato. Osserva al riguardo che chi ragiona in questo modo dimentica semplicemente il contesto in cui si inserisce questa manovra, un contesto segnato da tre emergenze: un'emergenza di finanza pubblica; un'emergenza sociale definita dalla perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni in un quadro di calo dei consumi interni, di aumento della povertà, di una crescita delle rendite e delle disuguaglianze; soprattutto un'emergenza relativa alla nostra economia connotata dal declino della produttività e della competitività, dalla perdita di quote di mercato nel commercio internazionale.

È stato chiesto - anche autorevolmente - qual è l'obiettivo di questa manovra. La risposta, al di là di evidenti carenze di comunicazione, è semplice: fare ripartire l'Italia, darle un futuro, rimettere in moto le migliori energie del mondo imprenditoriale, del lavoro, dei giovani, ridare fiducia.

L'obiettivo è la crescita. Certo, l'Unione europea presidia i parametri di finanza pubblica e così i mercati finanziari, ma in modo autonomo ci si è dato l'obiettivo della crescita della produttività nazionale e si sono definiti i termini di una gestione della finanza pubblica funzionale e co-essenziale al conseguimento di questo obiettivo.

Anche senza il vincolo esterno del Patto di stabilità si dovrà comunque impedire un'ulteriore crescita della spesa pubblica corrente primaria in rapporto al Pil: perché la crescita incontrollata (2,7 per cento del Pil in 5 anni) di tale spesa è uno dei principali fattori di depressione della capacità competitiva del Paese. Non solo divora risorse che potrebbero altrimenti essere destinate alla promozione dello sviluppo, ma anche, e soprattutto, perché divora «futuro», perché azzera l'avanzo primario, e, per questa via, torna a far crescere il volume globale del debito.

Se il Governo avesse proposto una manovra di 15 miliardi non sarebbe stato possibile fare investimenti, si sarebbero completamente bloccati i cantieri dell'ANAS e delle FS, non si sarebbe finanziato il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che è un atto dovuto, non si sarebbe finanziato la missione in Libano, non si potrebbe diminuire il costo del lavoro per le imprese e cosi via.

È stato relativamente facile per il Governo precedente correggere, anche se del tutto parzialmente, i conti, dopo avere peraltro fatto correre la spesa corrente, tagliando spese che, anche se formalmente non sono «obbligatorie», costituiscono in realtà degli atti dovuti, lasciando così al Governo attuale tutte le «patate bollenti». Osserva che questi sono i veri «buchi» che l'attuale Governo ha trovato nei conti pubblici e che gli sono stati lasciati in eredità, questa è la vera «imposta di successione» di Tremonti. Oltretutto, anche per i saldi tendenziali «formali» la situazione ereditata era pesantissima. Il Governo ha trovato un deficit tendenziale per il 2007 pari al 4,3 per cento del Pil, che ha raggiunto il 4,6 per cento come effetto della sentenza della Corte europea sul rimborso dell'Iva per le auto aziendali.

Osserva al riguardo che quella sentenza, in realtà, era attesa e prevedibile dopo che la Commissione si era pronunciata in modo chiaro sui limiti della indetraibilità dell'IVA per le vetture aziendali, tanto che nella legislatura che fu governata dal centrosinistra l'Italia aveva subito avviato le trattative per compiere un graduale rientro nella regola europea, stabilendo già nel 2001 una prima riduzione del limite di indetraibilità che, originariamente, riguardava il 100 per cento dei costi. Purtroppo quel percorso di rientro è stato completamente abbandonato nella legislatura successiva, ignorando anche la presentazione del ricorso alla Corte di Giustizia promosso nel 2004 dalla Stradasfalti srl.

Il Governo ha dunque dovuto intervenire a giugno, appena insediato, con una prima manovra correttiva che ha ridotto questo deficit tendenziale dello 0,5 per cento, ed in ottobre, con delle disposizioni correttive sull'IVA relativa alle auto aziendali, per un altro 0,3 per cento del Pil. Resta un residuo dello 3,8 per cento. Per ridurlo la manovra di bilancio destina 15,2 miliardi di euro. L'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni scenderà al 2,8 per cento.

In conclusione, rileva che il totale delle misure correttive del disavanzo adottate dal Governo attuale per il 2007 è dell'1,8 per cento del Pil, più del doppio rispetto allo 0,8 per cento ipotizzato dal Governo Berlusconi per l'anno 2007. L'avanzo al netto degli interessi sul debito, che era stato praticamente azzerato dal precedente Governo, salirà al 2 per cento e di conseguenza il rapporto debito/Pil interromperà la crescita di questi due ultimi anni.

Per quanto concerne la composizione della manovra, riguardo al recente passato, non è per spirito polemico che intende ricordare come è stato sperperato, in questi ultimi anni, il regalo fatto al Paese dall'euro: entrare nell'euro ha permesso di risparmiare sulla spesa per gli interessi del debito un valore pari al 2 per cento del Pil.

La spesa corrente primaria che nel 2000 era pari al 37,3 per cento del Pil, nel periodo in cui ha governato il precedente Esecutivo, era stata portata in media al 39,9 per cento; nel 2007 si attesterà su questa percentuale interrompendo la sua crescita, ed a partire dal 2008 si ridurrà. La manovra non determina dunque, e non potrebbe in un tempo cosi ravvicinato, un'inversione di tendenza della spesa, ma certo non si può negare che ci sia una correzione del trend. La manovra determina, peraltro, un'inversione di rotta vera e propria sui saldi: il rapporto deficit/Pil, come già ricordato, si prevede in discesa al 2,8 per cento nel 2007, dopo essere costantemente cresciuto ed essersi mantenuto sempre sopra il tetto del 3 per cento fissato dal Trattato di Maastricht, dal 2001 al 2006; il rapporto debito/Pil si stima tornerà a diminuire nel 2007, dopo essere aumentato sia nel 2005 che nel 2006; l'avanzo primario salirà al 2 per cento nel 2007 da meno 0,3 per cento di questo anno e dallo 0,4 per cento dell'anno 2005; la spesa sanitaria complessiva si prevede in diminuzione nel 2007 rispetto a questo anno (da oltre 102 miliardi a 101,7 miliardi), dopo essere cresciuta a un tasso medio annuo del 5,7 per cento nel 2000-2005.

La manovra è strutturale perché produce una correzione che si rafforza nel tempo, e questi effetti crescenti vanno a beneficio delle spese per lo sviluppo e l'equità. Altri risparmi non si potevano ottenere con l'accetta. Anche perché un'altra delle eredità negative ricevute è quella dell'irrigidimento delle spese. In sostanza, il Governo precedente aveva tagliato tutte, o quasi tutte le spese discrezionali, anche oltre il ragionevole. Cosi il bilancio si è squilibrato diventando, come ha sottolineato il Ministro dell'economia, difficilissimo da risanare. La politica dei tagli era dunque molto ardua e, in ogni caso, se fatta senza criterio poco produttiva.

Sui tagli da realizzare in soli due mesi, osserva che si possono bloccare i pensionamenti per un anno, si può colpire la sanità pubblica senza razionalizzarla, si possono ridurre ancora di più i trasferimenti agli enti locali, si può negare ai pubblici dipendenti il rinnovo dei contratti. Per questa via, tuttavia, non solo avrebbero pagato il conto i soliti noti, ma si sarebbe innescato un peggioramento dei servizi pubblici.

In un Paese con le caratteristiche dell'Italia (bassa produttività totale dei fattori, esiguità dei tassi di attività di donne e giovani, trend demografico sfavorevole, arretratezza delle infrastrutture, nanismo industriale, arretratezza dei mercati finanziari) risalta la differenza tra «tagli» e «riforme strutturali». Se ci si limita a ridurre i livelli delle grandezze economiche senza modificare il rapporto tra le parti e la loro composizione interna, la tanto invocata politica dei tagli si rivela del tutto insufficiente se non controproducente. La spesa pubblica va innanzitutto riqualificata.

Già alcune di queste riforme strutturali destinate ad eliminare gli sprechi nella spesa pubblici sono contenute nella Finanziaria. Molti ministeri semplificano le loro strutture. Nel campo della scuola c'è l'avvio del processo di avvicinamento del rapporto alunni/insegnanti alla media europea. Nel campo del pubblico impiego e delle diverse strutture ministeriali sono previsti numerosi cambiamenti; c'è una modifica della struttura del bilancio dello Stato che riduce i capitoli di spesa, consente una maggiore flessibilità di gestione e quindi economie. La riorganizzazione e razionalizzazione della PA darà risparmi per 3,9 miliardi di euro. Con i sindacati si discuterà di previdenza per adeguare il nostro sistema alla crescita delle aspettative di vita. Sulla sanità ci sono già i primi risultati ed è cominciato un percorso. Con le Autonomie si è finalmente aperto il cantiere del federalismo fiscale sulla base del binomio autonomia/responsabilità. Ci vorranno determinazione e tempo, ma il processo è avviato.

Con riguardo alla lotta all'evasione, osserva che già il Ministro dell'economia ha ricordato come il maggior gettito derivante dalla lotta all'evasione non sia computabile tra gli aumenti dovuti ad un maggior carico fiscale, ma, viceversa, è da attribuire ad una maggiore efficienza della P.A. nel fare pagare il dovuto a tutti i contribuenti. Crede che gli ultimi dati diffusi dall'Istat siano estremamente eloquenti anche facendo la tara per alcune categorie delle attività cosidette «marginali» che possono in parte falsare le statistiche. Nella sua audizione, lo stesso Governatore della Banca d'Italia ci ricordava come l'imponibile sottratto al fisco abbia nel nostro Paese raggiunto un livello patologico pari al 15 per cento del Pil, ossia abbia raggiunto e superato i 200 miliardi di euro.

La lotta all'evasione è dunque una vera e propria emergenza nazionale. È l'evasione fiscale che costringe il nostro Paese ad una pressione fiscale tra le più alte della Unione europea in riferimento al Pil «ufficiale», imposte che pagano innanzitutto le imprese corrette ed i lavoratori dipendenti e quei lavoratori autonomi in regola con il fisco. L'evasione distorce la concorrenza e la sua riduzione a livelli fisiologici è una delle premesse indispensabili per il rilancio complessivo del nostro Sistema-Paese. Su questo non si tornerà indietro.

Avverte che non si vuole criminalizzare nessuna categoria, tant'è che gli stessi lavoratori autonomi onesti con il fisco sono i primi a chiedere un'efficace contrasto all'evasione. Ma certo gli ultimi dati diffusi dall'Istat danno da pensare: la gran parte dei lavoratori autonomi guadagnerebbe meno di un metalmeccanico. Sono tutti elementi di un quadro inaccettabile.

Rileva che ci deve essere in merito una presa di posizione chiara ed unanime delle forze politiche e del Parlamento: la lotta all'evasione è l'operazione di recupero di denaro sottratto allo stato, ai contribuenti veri, al Paese intero e pone le basi per una futura riduzione delle tasse per tutti. Su questo terreno la manovra vuole iniziare con determinazione un percorso quinquennale di riduzione dell'area dell'evasione a livelli fisiologici simili a quelli degli altri paesi europei. In termini prudenziali una parte del maggior gettito atteso è conteggiato nella manovra per un totale di circa 13 miliardi, se si considerano i 5 miliardi prodotti dalle disposizione del DL n. 223 (Bersani-Visco) ed i circa 8 miliardi derivanti dalla Finanziaria e dalle norme del DL fiscale collegato.

Ricorda che l'impegno del Governo man mano che si potrà contare su risorse maggiori provenienti da queste misure è quello di ridurre il carico fiscale sulle imprese e sui contribuenti. Se la pressione fiscale inevitabilmente aumenterà nel corso del 2007, essa è in prospettiva destinata a diminuire in maniera strutturale ed equilibrata. Non ci saranno più condoni e tutti devono cominciare ad abituarsi a vivere in un Paese normale, dove tutti pagano al fine di pagare meno tutti.

È stata sollevata l'obiezione che i contribuenti che si sono adeguati agli studi di settore hanno adempiuto al loro dovere fiscale e che, pertanto, una revisione degli studi di settore non può essere ascritta alla lotta all'evasione, ma rappresenterebbe a tutti gli effetti un aumento dell'imposizione.

Osserva come questo sia un modo di ragionare assai parziale. Innanzitutto l'Irpef è la stessa per tutti i contribuenti. Certo, si tratta di contribuenti che hanno fatto il loro dovere fiscale. Ma l'adesione agli studi di settore di fatto realizza un pagamento forfettario dell'imposta dovuta, il contribuente può avere un reddito uguale o, più probabilmente, superiore; l'adesione può anche essere data per evitare controlli da parte della Guardia di Finanza. Il forfait è dunque una sorte di compromesso tra il giusto e il fattibile, stante l'impossibilità per l'amministrazione finanziaria di controllare milioni di posizioni fiscali.

Desidera infine sottolineare che in parallelo alla lotta all'evasione sono state previste misure per contrastare il lavoro irregolare e precario, attraverso l'adozione del Documento unico di regolarità contributiva e di indici di congruità ma anche attraverso l'inasprimento delle sanzioni. A questo proposito vengono previsti due provvedimenti di regolarizzazione: uno per i lavoratori che non figurano nelle scritture e uno per quanti sono destinatari di collaborazioni fittizie.

Per quanto concerne lo sbilanciamento della manovra sulle entrate, osserva come anche le maggiori entrate fiscali e contributive «vere» sono una parte cospicua di questa manovra. Ma a conti fatti, se si considera che le maggiori entrate Irpef sono destinate a far pagare di meno le famiglie con redditi più bassi, e altre risorse sono destinate a ridurre l'Irap per le imprese (5 miliardi di euro a regime), il peso della maggiorazione delle entrate sul complesso della manovra si ridimensiona.

Molte di queste misure fiscali e contributive hanno peraltro un segno preciso: quello del riequilibrio sociale del peso fiscale e contributivo. L'abolizione del secondo modulo della riforma Irpef di Tremonti destinando le risorse ai redditi più bassi ed al sostegno dei nuclei familiari, l'adeguamento dei contributi previdenziali alle aliquote di computo per tutti i lavoratori, inclusi i dipendenti, riducendo anche il divario (che rimane però pari a più di 10 punti) tra autonomi e lavoratori dipendenti, l'aliquota unica al 20 per cento per le rendite finanziarie, sono tutte misure finalizzate al riequilibrio ed all'equità. Le misure concernenti l'aumento dei contributi erano peraltro, in larga misura previste dalla normativa vigente sia pure con più gradualità; si è dovuto accelerare il passo per la loro attuazione. È un momento in cui tutto il Paese deve compiere uno sforzo.

Per quanto concerne le disuguaglianze crescenti, la distribuzione del reddito delle famiglie italiane presenta un indice di Gini - che è il più noto indice per misurare la disuguaglianza dei redditi personali - peggiore di quello di tutti i Paesi continentali europei come risulta da un'indagine della Banca d'Italia. L'indice di povertà relativa, misurato con la metodologia comunitaria, è in Italia al 19 per cento: molto al di sopra della media europea, che risulta essere pari al 15 per cento. L'Italia è tra i paesi europei con più alta disuguaglianza dei redditi. Il dato riflette, in parte, il fatto che il nostro paese dedica una quota relativamente inferiore di risorse al sostegno dei redditi più bassi e precari e delle responsabilità familiari, nonché alla fornitura di servizi sociali ed abitativi alle famiglie e ai soggetti non autosufficienti. L'aumento delle occupazioni precarie e l'incremento della volatilità dei redditi familiari, inoltre, hanno aggravato il dualismo del mercato del lavoro ed accentuato il senso di vulnerabilità delle famiglie. La bassa crescita dell'economia italiana ha drammaticamente aggravato, nell'ultimo decennio, le situazioni di oggettiva difficoltà in cui si è venuta a trovare una parte significativa dei nostri cittadini. In particolare, nella redistribuzione del reddito nazionale il lavoro dipendente è stato particolarmente penalizzato nell'ultimo decennio. Dai conti nazionali dell'Istat si desume che i redditi unitari dei dipendenti nel decennio 1993-2003 sono aumentati del 35 per cento contro un aumento del Pil del 61 per cento. I redditi da capitale, che in Italia sono soprattutto le rendite, sono invece aumentati dell'87 per cento, cioè molto più del Pil. Si è attuata nell'ultimo decennio un'enorme redistribuzione alla rovescia dai salari alle rendite, ma anche ai profitti. Il secondo modulo della riforma Tremonti, che è costato 6 miliardi di euro, ha provocato un ulteriore peggioramento per via fiscale della distribuzione personale dei redditi.

Quanto al sostegno alle famiglie, osserva che la riforma dell'IRPEF operata con la manovra vale per i redditi del 2007, dunque i lavoratori dipendenti vedranno gli effetti in busta paga a partire dal 1o gennaio, autonomi e professionisti vedranno gli effetti in sede di dichiarazione dei redditi del maggio-giugno 2008, quando si dichiarano i redditi del precedente periodo d'imposta. Crede che il meccanismo introdotto dalla riforma fiscale sia noto a tutti, sullo spirito che la informa vale quanto appena ricordato in merito alle disuguaglianze. Solo per chiarezza, indica: gli scaglioni e le relative aliquote tornano ad essere cinque: fino a 15 mila euro si paga il 23 per cento; da 15 mila a 28 mila il 27 per cento; da 28 mila a 55 mila il 38 per cento; da 55 mila a 75 mila il 41 per cento; oltre i 75 mila il 43 per cento. Ma non sono solo gli scaglioni e le aliquote a dirla tutta su questa riforma, ciò che cambia radicalmente è lo sconto fiscale per le famiglie: si torna al sistema tradizionale delle detrazioni (calcolando le aliquote sui vari scaglioni, poi dal netto da pagare si sottraggono le detrazioni per figli e coniuge) al posto delle deduzioni (che riducono, invece, l'imponibile sul quale si applica l'aliquota). Le detrazioni per i figli partono da 800 euro (900 per i minori di tre anni) per i redditi da 12.500 euro. Con più di tre figli salgono a 1000 euro e 1100 per i minori di tre anni. Queste detrazioni diminuiscono progressivamente al crescere del reddito fino ad annullarsi a 95.000 euro (per calcolare l'importo delle detrazioni per ciascun reddito occorre fare questo calcolo: 95 mila meno il proprio reddito e il tutto diviso per 955 mila, il risultato va moltiplicato per 800). Il coniuge a carico dà diritto ad una detrazione di 800 euro, segue lo stesso meccanismo precedente e si annulla ad un reddito pari a 80.000 euro. Anche con riguardo alle riduzioni per il lavoro si passa alle detrazioni: fino a 8 mila euro di reddito la detrazione sarà pari a 1.840 euro e permetterà di non pagare le tasse. Da 8 mila euro l'importo è a scalare fino a 55 mila euro di reddito, che è la soglia di azzeramento delle detrazioni per lavoro. A ciò vanno aggiunti gli assegni familiari, per lavoratori dipendenti e parasubordinati, a partire dai redditi pari a 12.500 euro: 1.650 euro per un figlio, 3.100 per due,, 4.500 per tre. Decrescono con il crescere del reddito. La no tax area sale a 8 mila euro per lavoratori dipendenti, a 7.500 euro per i pensionati, da 4.500 a 4.800 per gli autonomi. A fronte del 20 per cento dei contribuenti che ci «perde», vi è un 80 per cento che guadagna. Basta guardare chi e quanto ci perde o guadagna per comprendere l'etica di fondo.

L'obiettivo dell'equità ha guidato questa riforma, il risultato è che diminuisce l'imposta per i redditi bassi e medi. La riforma è finanziata, e ciò ha un fondamentale aspetto di equità sociale, anche dalle risorse recuperate attraverso l'azione di contrasto all'elusione e all'evasione fiscale, che dovrebbero portare nelle casse dello Stato risorse aggiuntive pari a 7 miliardi di euro. Per poter avere un'idea chiara della riforma, la revisione degli scaglioni IRPEF è inscindibile dagli incrementi introdotti al sistema delle detrazioni e dall'incremento degli assegni familiari, che sono ora più «progressivi» e raggiungono scaglioni più elevati rispetto a prima, e per i quali sono stati messi a disposizione 1,4 miliardi di euro per ciascun anno del triennio 2007-2009. Ricorda che il Governo precedente aveva rimodulato l'importo degli assegni in modo che la riduzione fosse molto drastica al passaggio da un'aliquota all'altra.

Desidera segnalare che con il passaggio alle detrazioni sono probabili aggravi con riguardo alla misura dell'imponibile su cui si calcolano le addizionali comunali e regionali: su questo punto sarebbe auspicabile una riflessione per apporre, ove possibile, dei correttivi. Le risorse disponibili non hanno consentito di introdurre meccanismi di sostegno per gli incapienti, né di estendere gli assegni familiari agli autonomi, ci auguriamo nel futuro di poter correggere anche queste mancanze.

Ridurre le imposte non è un'operazione facile. Gi esponenti del precedente Governo che, per la stessa ragione, non ha potuto diminuire le imposte come promesso e che ha finanziato le riduzioni dell'IRPEF con il contemporaneo aumento di decine di altre imposte, locali, sulle imprese, indirette.

Quanto alle misure per lo sviluppo, esse si basano, oltre che sul taglio del cuneo fiscale e sul Piano Bersani, sul credito di imposta per i nuovi occupati, per spese di investimento e per spese di ricerca e sviluppo. Ripartono, anche se in misura ancora insufficiente gli investimenti infrastrutturali. Nel quinquennio 2001-2005 la quota della spesa in conto capitale è stata mediamente del 4 per cento; per il 2007 la Finanziaria destina agli investimenti risorse in misura tale che la quota della spesa pubblica in conto capitale raggiunge il 4,6 per cento del Pil. Risorse per 7 miliardi per il 2007 e 19 miliardi di euro nel triennio sono destinate al Fondo per la competitività e lo sviluppo, al Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), al Fondo per la ricerca industriale e di base, ad infrastrutture, alle reti ferroviarie e stradali, al Mezzogiorno. Misure specifiche sono previste per il turismo, la cultura, l'agricoltura, l'ambiente, i Fondi per l'occupazione e le politiche sociali, la famiglia (asili nido e anziani), le donne, le politiche abitative, il diritto allo studio, la cooperazione internazionale.

Fra gli interventi più rilevanti per le imprese vi sono: la riduzione del cuneo fiscale è l'operazione-cardine del Governo per il primo impulso allo sviluppo e alla crescita del Paese: la riduzione è pari a due punti percentuali in termini di retribuzione lorda; al suo fianco, ad ulteriore riduzione del costo del lavoro, viene previsto un abbattimento forfetario della base imponibile d'impresa in cifra fissa, pari a 5.000 e 10.000 euro per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, rispettivamente, al centro-nord e al sud; per favorire la crescita dell'occupazione nelle zone più svantaggiate è previsto un incremento del coefficiente di abbattimento dell'IRAP da 3 a 5 volte per l'assunzione delle donne; nel ddl finanziaria è confluito anche il contenuto del cosiddetto «Progetto industria 2015», proposto dal Ministro per lo sviluppo economico per il rilancio del settore industriale italiano e per il recupero di competitività nei confronti dei partners europei ed internazionali: tre le direttrici degli interventi: per la competitività, per la crisi d'impresa, in materia di brevetti.

Riguardo ai brevetti, in particolare, il mantenimento della tassazione ha lo scopo di favorirne l'abbandono quando non più di interesse per il titolare, a sostegno del passaggio della tecnologia a tutta la collettività, gratuitamente: norma che, in particolare, favorisce l'accesso alle piccole e medie imprese.

Perno della strategia di rilancio industriale saranno i Progetti di innovazione, che prevedono il finanziamento con risorse pubbliche di settori considerati strategici.

Sono stanziati dalla finanziaria 300 milioni di euro per il Fondo unico per la competitività, per il finanziamento sia dei progetti di innovazione che altri di sostegno alle imprese di competenza del ministro per lo sviluppo economico Confluiranno nel Fondo per la competitività le risorse destinate al ministero per lo sviluppo economico dal riparto del Fondo per le aree sottoutilizzate e le risorse del Fondo per gli incentivi alle imprese, che viene soppresso; viene istituito il Fondo per la finanza d'impresa - sarà reso operativo da un successivo decreto interministeriale - con un finanziamento iniziale di 600 milioni di euro (300 indicati in finanziaria, altrettanti saranno trovati in un'opera di recupero di finanziamenti residui non utilizzati in diversi capitoli di spesa per le imprese) e rappresenta l'impegno del Governo per i prossimi tre anni per facilitare l'accesso al credito e la partecipazione al capitale di rischio da parte delle piccole e medie imprese

Nel disegno di legge finanziaria, pur corposo, non compaiono disposizioni per i distretti. Questi sistemi locali di imprese rappresentano, nella loro anomalia, un'esperienza così positiva da essere stati copiati e presi a modello per le politiche di sviluppo persino in Cina.

Spera vivamente che vi sia disponibilità da parte del Governo a concedere spazi a questo settore, al pari di quanto è stato contemplato riguardo alle cosiddette «reti di impresa», affini ai distretti, ma senza la costante della territorialità che ne è la caratteristica dominante. Suggerisce di fare uno sforzo ulteriore ed inserire anche altre misure per le filiere dei distretti in termini di aiuti all'innovazione, all'esportazione, all'internazionalizzazione, ai servizi. Un'attenzione particolare, nel corso dell'esame parlamentare della Finanziaria, dovrà essere rivolta al mondo dell'artigianato, con riguardo agli artigiani contoterzisti che lavorano sulla base di committenze. Al mondo dell'artigianato viene chiesto un contributo oneroso alla manovra che può forse trovare delle misure parzialmente compensative in termini di riduzione dei premi Inail, oppure di esenzione dal trasferimento del 50 per cento dell'accantonamento annuale per il TFR all'Inps per chi impiega un solo dipendente (è il caso del 50 per cento della categoria). Chiede al Governo una risposta positiva relativamente a questa categoria.

Finalmente, dopo anni di latitanza, osserva che riappare una politica per la crescita del Mezzogiorno. La novità di quest'anno è che le misure a sostegno del mezzogiorno introdotte dalla finanziaria 2007 sono il risultato della concertazione con le Regioni del Sud e con le parti economiche e sociali ad un tavolo «Mezzogiorno» coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dello Sviluppo Economico. L'intesa in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni del 3 febbraio 2005 (recepita dal Quadro Strategico Nazionale in corso di definizione) ha previsto una programmazione unitaria dei fondi nazionali ed europei destinati alle politiche regionali: l'articolo 105 della Finanziaria, in coerenza con tale programmazione, prevede stanziamenti per il Fondo aree sottoutilizzate per i prossimi sette anni. A questo scopo il Fondo aree sottoutilizzate è incrementato di 63.273 milioni di euro tra il 2007 e il 2015, per la realizzazione di interventi di politica regionale per il periodo di programmazione 2007-2013. Questo consente di incrementare la percentuale di risorse destinate allo sviluppo del mezzogiorno sul totale destinato all'intero territorio nazionale dal 38,6 per cento (media del periodo 2000-05) al 42 per cento per il periodo 2007-2011 con un aumento - in termini percentuali - del 3,4 per cento. È importante sottolineare che il totale delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate consente inoltre di garantire il cofinanziamento nazionale delle risorse assegnate al mezzogiorno dal nuovo Quadro Comunitario di Sostegno (28,826 miliardi di euro). Una importante novità - a questo proposito - è che le somme necessarie al cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari - in particolare di quelli destinati alla realizzazione di infrastrutture - sono impegnabili sin dal primo esercizio finanziario. Il Mezzogiorno beneficia di una più ampia riduzione del cuneo fiscale e contributivo nell'ambito del complessivo intervento di taglio del cuneo per l'intero territorio nazionale.

La deduzione annuale della base imponibile per ciascun lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d'imposta può essere aumentata fino ad altri 5.000 euro all'anno per i lavoratori a tempo indeterminato impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. A vantaggio delle aziende che producono nelle regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise che acquistino nuovi macchinari, impianti o attrezzature, programmi informatici (per le piccole e medie imprese) brevetti per l'acquisizione di innovazione di processo o di prodotto c'è un consistente sconto fiscale che può essere immediatamente fruito come credito d'imposta per investimenti (anche in compensazione di imposte dovute) e che consente complessivamente una riduzione del carico fiscale stimata pari ad un miliardo di euro. Si è provveduto a rifinanziare anche il credito di imposta per i nuovi assunti a tempo indeterminato. Tra gli interventi più significativi per il mezzogiorno segnala il «Fondo per le zone franche urbane». Il Fondo ha una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per favorire lo sviluppo economico e sociale anche attraverso il recupero urbano di aree e quartieri degradati nelle città del mezzogiorno.

Il Fondo è destinato al cofinanziamento dei programmi di intervento delle regioni del mezzogiorno.

Riguardo al trasferimento del TFR inoptato all'INPS, non comprende dove sia lo scandalo, che cosa ci sia di inaccettabile. Si sono levate le voci più disparate: è stato detto che il Governo si accolla un debito futuro, sottrae risorse alle imprese ed ai lavoratori, manda in affanno le piccole, affossa la previdenza complementare: 1) intanto, il lavoratore è del tutto garantito nei suoi diritti in quanto la norma prevede che sarà il datore di lavoro che provvederà anche a liquidare/anticipare il Tfr al lavoratore (il datore conguaglierà con quanto dovuto mensilmente all'Inps); 2) nelle statistiche europee il TFR è classificato come spesa previdenziale e dunque gli accantonamenti possono essere considerati come contributi, e il debito considerato come debito previdenziale non conteggiato nel debito pubblico in nessun Paese. Ci sono dunque buone possibilità che la misura riceva il benestare della Commissione UE; 3) si tratta di soldi che appartengono ai lavoratori, prestati alle imprese con un tasso di favore;

4) l'impatto è irrisorio, il maggior onere oscilla tra lo 0,06 per cento e lo 0,23 nel 2007 (in assenza di compensazioni, decorrenti dal 2008) e tra lo 0,12 e lo 0,44 per cento a cui vanno sottratte compensazioni variabili tra lo 0,27-0,28 per cento nel 2008); 5) i benefici derivanti dal taglio del cuneo fiscale oscillano, in termini di riduzione percentuale dell'IRAP, tra l'1,9 e il 3 per cento (381 e 568 euro per ciascun lavoratore); 6) la disposizione riguarda solo il maturando a partire dal 1o gennaio 2007; 7) infine, il Governo si è detto disponibile a trovare una soluzione per le piccole e medie imprese in sofferenza.

Per la ricerca nel suo complesso sono previsti due miliardi di euro nel triennio. Oltre al credito d'imposta per le imprese (quelle che investiranno in ricerca potranno ricevere un credito d'imposta fino al 10 per cento dei costi sostenuti e questa percentuale salirà al 15 per cento se le imprese si avvarranno di contratti con università ed enti pubblici), la Finanziaria prevede la nascita del FIRST (Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica) che riunisce in un fondo unico i precedenti 4 fondi esistenti presso il ministero e per il quale sono previsti fondi aggiuntivi pari a 300 milioni di euro per il 2007, 300 per il 2008 e 360 per il 2009. A queste somme si aggiungono i fondi Cipe e i fondi precedenti pari a 200 milioni di euro per il 2007. Sono stanziati 20 milioni di euro per il 2007, 40 milioni per il 2008 e 80 milioni per il 2009 per un piano straordinario triennale di assunzione dei ricercatori stimato in 2000 unità. Il concorso sarà indetto entro marzo 2007.

Per la scuola è prevista l'assunzione di lavoratori precari di cui 150 mila nuovi docenti e 20 mila Ata, amministrativi tecnici ausiliari, in 3 anni dal 2007 al 2009. Tenuto conto che si tratta di immissioni in ruolo di personale già in servizio l'iniziativa non dovrebbe determinare un incremento di spesa. L'obbligo scolastico, a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, verrà elevato a 16 anni con l'istituzione di un biennio unitario e il conseguente innalzamento dell'età per l'accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni. Infine, sono previste misure per il diritto allo studio nella scuola dell'obbligo e per gli studenti universitari, per i quali sono previste anche agevolazioni per l'affitto di una casa.

È un programma ambizioso quello istituito dal «Nuovo patto per la salute», rivolto alla riorganizzazione del comparto, al contenimento della spesa, compresa quella farmaceutica, al risanamento. I punti qualificanti sono: la contribuzione statale per il 2007 alla spesa sanitaria è pari a 96 miliardi di euro; la destinazione di un miliardo di euro al sostegno del risanamento delle regioni che «sforeranno» rispetto alla linea concordata (con conseguente assunzione delle responsabilità e degli oneri previsti); una riduzione progressiva della spesa, rispetto al tendenziale, per ciascun anno del triennio; la piena responsabilizzazione finanziaria delle regioni; la riorganizzazione e qualificazione della spesa sanitaria.

Sottolinea le politiche sociali, le cenerentole delle ultime cinque finanziarie, perché non vorrebbe sfuggisse la traduzione nella finanziaria di uno dei punti qualificanti il programma elettorale del Governo: il sostegno alle famiglie ed ai settori di disagio. Gli aiuti proposti riguardano: l'incremento di 215 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 - 2009 del Fondo per le politiche della famiglia; lo stanziamento di 100 milioni per ciascun anno del prossimo triennio per gli asili nido; l'incremento di 115 milioni di euro (rispetto alla dotazione prevista pari a 10 milioni di euro) del Fondo per le politiche giovanili; l'istituzione del Fondo per la non autosufficienza, con particolare riguardo alla condizione degli anziani, con uno stanziamento iniziale di 50 milioni di euro; l'introduzione di una serie di «strumenti» per affrontare e individuare le linee di intervento per un Piano nazionale per la famiglia.

L'impegno di razionalizzazione della spesa richiesta al sistema delle Autonomie è particolarmente rilevante. È però intervenuto dopo la presentazione della legge finanziaria un accordo tra il Governo e le Associazioni degli enti locali. L'accordo prevede minori tagli ai Comuni ed alle Province per un ammontare di 600 milioni di euro. Saranno dati 260 milioni di ulteriori finanziamenti ai piccoli comuni ed alle comunità montane, e 266 milioni per le opere pubbliche cofinanziate dall'Unione europea. Il tutto per un ammontare complessivo di circa 1,1 miliardi di euro. Le risorse necessarie sono state rinvenute conteggiando in maniera più precisa gli aumenti di gettito derivante da misure già inserite nella manovra. È stato eliminato, inoltre, il tetto del 2,6 per cento all'indebitamento e si torna alla norma vigente che prevede un tetto del 12,5 per cento. Si è così rimosso un vincolo che avrebbe condizionato negativamente gli investimenti sul territorio. È probabile, inoltre, che il DdL per la riforma del Testo unico degli Enti locali sia depositato a giorni in Parlamento. Anche le norme contenute nella legge finanziaria relative al finanziamento degli organi e agli amministratori locali saranno esaminate in un apposito tavolo con il Ministro dell'Interno.

Alcune disposizioni previste, come quelle che riguardano i tagli ai consigli comunali e provinciali, o quelle che concernono gli stipendi di sindaci, presidenti di provincia e amministratori delle società controllate dagli enti locali, in alcune parti vanno riviste.

In conclusione, la manovra di finanza pubblica per il 2007 propone una vera e propria svolta per la vita economica e sociale del Paese attraverso: a) il risanamento dei conti pubblici, risanamento che sarà strutturale, crescente nel tempo, definitivo; b) uno spostamento della spesa pubblica dal mantenimento di apparati amministrativi pesanti a programmi di sviluppo; c) una redistribuzione più equa del reddito e della pressione fiscale complessiva attraverso modifiche al sistema fiscale e parafiscale come avvio di un processo che definirà un minore carico sulle imprese e sui redditi più bassi; d) l'avvio di riforme profonde sul terreno del federalismo fiscale, della sanità, della previdenza, della PA e dello Stato sociale. Tutti, partiti di maggioranza e di opposizione, rappresentanti delle forze produttive e sociali, siamo chiamati a dare al nostro Paese risposte al di sopra di particolarismi e corporativismi esasperati. Nel disegno di legge finanziaria in esame non c'è soltanto il grande e difficile sforzo compiuto ai fini del risanamento. C'è un disegno, c'è una strategia di lungo periodo. È qualcosa a cui non si era più avvezzi da qualche anno, ma contempla la parte più «alta» della politica: il consenso immediato è ciò che spesso viene inseguito, altrettanto spesso a scapito degli interessi del Paese e del suo futuro. La dignità di una classe politica risiede nella sua lungimiranza, nella sua capacità di compiere scelte improrogabili per la salvaguardia del Paese e in nome di frutti futuri.

 

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, osserva che il bilancio di previsione presentato che ci si avvia ad esaminare è, come è noto, «a legislazione vigente», in ossequio al dettato dell'articolo 81 Cost. e dell'attuale legislazione.

La struttura del bilancio 2007 presenta alcune significative novità.

Il ridisegno delle strutture ministeriali ha comportato la ridistribuzione delle competenze e un a diversa allocazione dei centri di spesa. Operazione questa a saldo zero, in quanto non vi sono aumenti di spesa, se non per quelle legate ai ministri e sottosegretari, già previste. Chiede se sono tutte risolte le questioni legate allo scorporo, vista anche la disposizione che dà al ministro dell'economia in relazione al nuovo assetto l'autorizzazione ad apportare variazioni di bilancio in termini di residui, competenze e cassa, compresa l'individuazione di centri di responsabilità amministrativa, e modifiche alla U.P.B.

Altra novità riguarda l'aggregazione, operata a livello dell'allegato tecnico di capitoli di spesa aventi la stessa natura e la medesima classificazione economica Sec 95, la cui gestione specifica avverrà a livello di articolo. Ciò dovrebbe comportare maggiore elasticità di gestione, perché sulla competenza si potrà operare con variazioni compensative a livello di articolo. Sulla cassa, la presenza di capitoli accorpati permetterà di fare fronte con più appropriatezza alle varie esigenze.

Le conseguenze di questa ristrutturazione sono di: i centri di responsabilità amministrativa passano da 170 a 189; le unità di voto da 1628 a 1605 (2006-2007); i capitoli passano da 7516 (2006) a 4759 (2007).

Accanto all'obiettivo dello «svuotamento» dei conti di tesoreria della cui consistenza e disponibilità si è tenuto conto nella stima delle previsioni di «autorizzazione di cassa», è stata inserita una disposizione nell'articolato (comma 20 dell'articolo 22) che autorizza il ministro dell'economia a effettuare variazioni compensative, nell'ambito di ciascun titolo, tra capitoli dell'U.P.B. del medesimo stato di previsione. Ciò per consentire una maggiore elasticità, ma anche una più puntuale attività di regolazione dei flussi, a cui contribuisce il «Fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa». In generale il bilancio a legislazione vigente evidenzia un decremento delle spese cosiddette «discrezionali» su cui incide il sistema delle convenzioni quanto CONSIP; mantiene inalterata l'estrema rigidità della spesa, in quanto le spese vincolate sul totale delle spese finali si attestano ad una percentuale del 92.15 per cento; realizza un ulteriore decremento delle spese in conto capitale, che si attestano intorno ad una percentuale del 6,54 per cento delle spese finali.

Il disegno di legge di bilancio a legislazione vigente per il 2007, in termini di competenza e al netto delle regolazioni contabili e debitorie e dei rimborsi IVA, prevede entrate finali per 423 miliardi e spese finali per 427 miliardi di euro.

II saldo netto da finanziare, corrispondente alla differenza tra le entrate finali e le spese finali, risulta, in termini di competenza e al netto delle regolazioni debitorie e contabili e dei rimborsi IVA, pari a 3.885 milioni di euro.

Le previsioni del bilancio a legislazione vigente per il 2007 registrano una forte riduzione del saldo netto da finanziare rispetto al disegno di legge di assestamento per il 2006, nell'importo di 30.638 milioni di euro derivante da un aumento delle entrate finali di 22.074 milioni di euro e una riduzione delle spese finali di 8.556 milioni di euro.

L'avanzo primario, pertanto, registra un notevole incremento, di 32.734 milioni, nonostante l'incremento della spesa per interessi di circa 2.095 milioni di euro.

Per quanto riguarda più precisamente le entrate finali, l'incremento delle entrate correnti per oltre 22.000 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2006, è determinato dall'aumento di quasi 23 miliardi di euro delle entrate tributarie e dalla riduzione di poco meno di 1 miliardo delle entrate extratributarie. Le entrate del Titolo III, relative all'alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti si mantengono stabili a 1.875 milioni.

In particolare, l'incremento delle entrate tributarie riguarda per 14.322 milioni di euro le imposte dirette e per 8.667 milioni di euro quelle indirette, in particolare, le imposte sugli affari (+6.834 milioni di euro).

Fra le maggiori entrate, secondo la relazione tecnica al decreto-legge 262, sono state considerate quelle derivanti proprio dall'applicazione di commi 25 e 26 dell'articolo 7, destinate a compensare il minore gettito connesso dalla sentenza della Corte di giustizia delle comunità europee sulla detraibilità dell'IVA sugli autoveicoli.

Riguardo alle spese finali iscritte nel bilancio a legislazione vigente per il 2007, la riduzione ha interessato sia quelle di parte corrente, che registrano, rispetto al bilancio assestato 2006, una riduzione di 3.240 milioni di euro, sia quelle in conto capitale, che presentano una riduzione di 5.326 milioni.

Nell'ambito delle spese correnti, il bilancio a legislazione vigente per il 2007 evidenzia, rispetto al bilancio assestato 2006, un incremento della spesa per interessi di 2.095 milioni di euro.

Per le spese di parte corrente, come si rileva nella relazione illustrativa del disegno di legge (A.C. 1747), che analizza il raffronto tra i dati a legislazione vigente 2007 e quelli del disegno di legge di assestamento 2006 (A.S. 1060), si rileva una riduzione delle spese correnti rispetto al 2006 pari a 3.240 milioni di euro. La variazione delle spese correnti ha riguardato i seguenti comparti:

consumi intermedi (-1.731 milioni);

trasferimenti ad enti di previdenza (+1.527 milioni);

trasferimenti a regioni (-1.515 milioni) e a comuni (-1.878 milioni) in gran parte - relativi alle risorse occorrenti per l'attuazione dei federalismo amministrativo;

trasferimenti ad imprese (-735 milioni);

finanziamento al bilancio dell'Unione europea (+1.550 euro) dovuti all'incremento dei trasferimenti concernenti le risorse IVA e il contributo calcolato sul PNL;

interessi (+2.095 milioni) dovuti all'andamenti dei tassi.

Le previsioni per il 2007 evidenziano complessivamente una riduzione (-5,3 miliardi di euro) della spesa in conto capitale, che passa dai 33,3 miliardi dell'assestamento 2006 ai 28 miliardi del bilancio a legislazione vigente 2007.

Il disegno di legge di bilancio prende atto della riorganizzazione degli uffici del Governo operata dal decreto-legge n. 181 del 2006. Chiede al riguardo di sapere se con la presentazione del disegno di legge risultino definitivamente risolte le questioni relative ai trasferimenti di competenza ed all'individuazione dei centri di responsabilità per i ministeri che derivano dallo scorporo di precedenti ministeri (si riferisce a infrastrutture e trasporti; lavoro e politiche sociali; pubblica istruzione e università e ricerca; economia e finanze, sviluppo economico e commercio internazionale) o se invece non debbano attendersi modifiche o aggiustamenti in corso d'anno.

Rileva peraltro alcuni profili problematici concernenti gli effetti sugli stanziamenti di bilancio delle disposizioni contenute negli altri provvedimenti che costituiscono la manovra.

Secondo le indicazioni contenute nella relazione tecnica al decreto-legge collegato in materia tributaria e finanziaria (decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262) nelle previsioni di bilancio a legislazione vigente per il 2007 sono incluse maggiori entrate per un importo di 5.280 milioni di euro derivanti da alcune disposizioni del decreto-legge medesimo che limitano la deducibilità delle spese per gli autoveicoli. Questa inclusione è giustificata dal fatto che dette maggiori entrate sarebbero finalizzate a compensare le minori entrate derivanti dalla sentenza della Corte di giustizia europea sulla detraibilità dell'IVA sugli autoveicoli.

Chiede al riguardo un chiarimento circa l'inclusione nel bilancio delle suddette maggiori entrate. Non appare chiaro infatti come si possa inserire nel bilancio a legislazione vigente, che è stato presentato alla Camera il 1o ottobre, una parte delle maggiori entrate derivanti da un decreto-legge che è entrato in vigore il 3 ottobre.

Ricorda inoltre che la nota di aggiornamento al DPEF valutava il minor gettito derivante dalla sentenza della Corte di giustizia europea per il 2006 in 3,7 miliardi di euro. Chiede dunque perché le minori entrate derivanti dall'applicazione della sentenza IVA per il 2007 sono state stimate di un importo superiore di circa 1,6 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il disegno di legge finanziaria, l'articolo 53 contiene una disposizione che incide sulla maggior parte degli stanziamenti di bilancio. Esso dispone infatti che è accantonata e resa indisponibile, in maniera lineare, una quota pari a circa 4,6 miliardi di euro per il 2007, a 5 miliardi di euro per il 2008 e a 5 miliardi di euro per il 2009, delle dotazioni delle unità previsionali di base relative alla maggior parte delle categorie economiche incluse nel bilancio dello Stato: i consumi intermedi, trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche, trasferimenti correnti a famiglie, a imprese e a estero, altre uscite correnti, nonché tutte le categorie di spese in conto capitale. Sono disposte alcune specifiche esclusioni.

A differenza di precedenti interventi legislativi di riduzione degli stanziamenti di bilancio, che si applicavano solo alle spese di carattere discrezionale, la disposizione, si applica anche alle spese di carattere obbligatorio. Chiede a questo punto chiarimenti in ordine all'effettivo impatto della disposizione sul bilancio in esame, anche in considerazione dell'ampiezza degli stanziamenti interessati. Restano ad esempio coinvolti nel suddetto accantonamento il Fondo per l'occupazione, il Fondo per le politiche sociali, il Fondo per l'università, il Fondo per le aree sottoutilizzate e la lista potrebbe continuare a lungo.

Chiede inoltre necessario acquisire, come avvenuto in precedenti occasioni, un elenco delle unità previsionali di base interessate dalla disposizione, con indicazione dell'entità di ciascun accantonamento, nonché conoscere l'esatto valore percentuale della quota accantonata rispetto al totale degli stanziamenti effettivamente interessati.

Chiede inoltre un ragguaglio circa le modalità con cui sarà operato l'accantonamento rispetto al bilancio a legislazione vigente. Trattandosi appunto di un accantonamento e non di una riduzione, non risulta chiaro se esso sarà effettuato in sede di nota di variazioni o solo successivamente all'approvazione della legge di bilancio. La distinzione ha un certo rilievo in quanto nel secondo caso l'accantonamento riguarderebbe anche gli stanziamenti disposti dal disegno di legge finanziaria.

Chiede poi delucidazioni sull'ampio meccanismo di flessibilità gestionale introdotto dai commi successivi dell'articolo 53, che di fatto consentono a ciascun ministro, dopo l'approvazione del bilancio, di modificare la maggior parte degli stanziamenti del relativo stato di previsione pur se riferiti a spese obbligatorie.

Allo stesso modo occorre una riflessione sulla disposizione che consente di procedere ad ulteriori accantonamenti, destinando, a consuntivo, per una quota non superiore al 30 per cento, ad appositi fondi per l'incentivazione del personale che abbia contribuito al conseguimento degli obiettivi di efficienza e di razionalizzazione della spesa. Chiede se anche questi ulteriori accantonamenti, come sembrerebbe dalla lettera della norma, possano riguardare spese di carattere obbligatorio.

Con riferimento all'articolo 67, che prevede una clausola di salvaguardia in caso di mancato conseguimento dei risparmi che dovrebbero discendere dalle misure in materia dall'attuazione degli articoli 47 e 66 del disegno di legge finanziaria, relativi al riordino degli enti pubblici e ad interventi in materia di scuola, è infatti disposta la riduzione delle dotazioni di bilancio, relative ai trasferimenti agli enti pubblici, in maniera lineare, fino alla concorrenza dei risparmi previsti e la riduzione delle dotazioni di bilancio dei Ministero della pubblica istruzione, salvo quelle relative alle competenze per il personale, in maniera lineare, anche in tal caso fino alla concorrenza dei risparmi previsti.

Anche in tal caso non sembrerebbero esclusi stanziamenti. La disposizione non indica inoltre né quando né come intervenire per accertare le minori economie ed addivenire alle riduzioni di bilancio.

Alla luce della complessità degli interventi previsti, sia per quanto riguarda il riordino degli enti pubblici sia per quanto riguarda il settore scolastico, sembrerebbe difficile poter procedere all'accertamento in tempi brevi; mi chiedo anzi se sia possibile conoscere gli effetti delle misure adottate prima del consuntivo. Credo dunque che sia necessaria una riflessione sulle concrete modalità operative della norma.

Il bilancio di cassa per l'anno 2007 reca, al netto di regolazioni debitorie e contabili, previsioni di incassi e amenti, rispettivamente, pari a 402,2 miliardi e 444,7 miliardi di euro.

La massa acquisibile e la massa spendibile (risultante dalla somma dei residui presunti al 31 dicembre 2006 e la previsione di competenza BLV 2007) vengono indicate, rispettivamente, in 588,7 miliardi e 523,4 miliardi. I coefficientidi realizzazione espressi dal raffronto dei flussi di cassa previsti con i corrispondenti potenziali risultano pari a 68,3 per cento per le entrate finali ed dall'84,97 per cento per le spese finali. Il bilancio triennale 2007-2009 contiene anch'esso una novità: tutti gli stati di previsione per il 2007, sono accompagnati da un allegato relativo al bilancio triennale esposto per unità revisionale di base.

Il bilancio prevede che, per quanto riguarda i saldi, l'avanzo primario passi da 70.195 a 81.225 a 81.822 milioni di euro. C'è quindi la previsione nel triennio di un forte miglioramento dei saldi di bilancio, derivante da una verifica percentuale degli andamenti tendenziali e degli effetti della manovra con attivo e di stimolo dell'economia messa in campo. I fondi globali per nuove leggi sono previsti in 22,6 milioni di euro parte corrente in 258 milioni di euro conto capitale. Anche quest'anno viene presentato il bilancio ambientale (eco bilancio) sperimentale. Esso offre un quadro di sintesi delle sfere previste per la protezione dell'ambiente, suddivise per settori di intervento e distinte tra spese dirette dell'Amministrazione centrale e spese mediate da altri conti, tramite trasferimenti.

Il bilancio a legislazione vigente per il 2007, espone, in termini di competenza e al netto delle regolazioni debitorie e contabili, i seguenti saldi:

un risparmio pubblico pari a 22.213 milioni di euro;

un saldo netto da finanziare pari a 3.886 milioni di euro;

un ricorso al mercato pari 196.135 milioni di euro (a lordo delle regolazioni debitorie e contabili).

Secondo le stime fornite dal Governo, il complesso delle disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 262/2006, in materia tributaria e finanziaria, determinano un aumento delle previsioni di entrata per 6.568 milioni di euro, relative alle entrate tributarie, e una riduzione delle previsioni di spesa per 1.248 milioni di euro.

Nell'allegato 8, tali effetti sembrano anche connessi alle disposizioni recate dal disegno di legge collegato «Delega al Governo per il riordino della normativa sulla tassazione dei redditi, sulla riscossione e accertamento dei tributi erariali, sul sistema estimativo del catasto fabbricati, nonché per la relazione di testi unici delle disposizioni sui tributi statali» A.C. 1762, presentato il 5 ottobre scorso.

Il complesso delle disposizioni introdotte dal disegno di legge finanziaria (articolato e tabelle), determinano sia un aumento delle entrate per 3.324 milioni di euro che un aumento delle spese per 29.694 milioni di euro.

L'incremento delle entrate è riconducibile principalmente all'aumento delle entrate tributarie (+2.954 milioni). Per quanto concerne le spese, le disposizioni contenute nel disegno di legge Finanziaria determinano un aumento delle spese correnti primarie di 16.943 milioni e un incremento della spesa in conto capitale di 12.751 milioni.

Per effetto, dunque, delle modifiche recate alle previsioni di entrata e di spesa da parte dei due provvedimenti, i saldi del bilancio dello stato per il 2007 risultano rideterminati nei seguenti valori:

il saldo netto da finanziare risulta pari a 22.440 milioni di euro (con un peggioramento, rispetto al bilancio a legislazione vigente, di 18.554 milioni);

il risparmio pubblico assume un valore pari 16.549 milioni di euro (con una riduzione di 5.664 milioni rispetto al bilancio a legislazione vigente);

un ricorso al mercato pari, a lordo delle regolazioni debitorie e contabili, a 218.359 milioni di euro (con un peggioramento rispetto al bilancio a legislazione vigente di 22.224 milioni).

Tali valori del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato, che dovrebbero determinarsi nel bilancio di previsione per il 2007 integrato con gli effetti del disegno di legge finanziaria, risultano pertanto inferiori ai limiti massimi stabiliti dall'articolo 1, comma 1, del disegno di legge finanziaria medesimo rispettivamente in 29.000 milioni di euro 240.500 milioni di euro.

In conclusione afferma che le risultanze complessive per il bilancio di previsione 2007 assicurano la piena rispondenza agli obiettivi programmati e definiti nel DPEF integrato con la nota di aggiornamento.

 

Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) dichiara di non poter condividere le valutazioni del relatore Ventura, in quanto la complessiva manovra finanziaria, determinando un forte aumento della pressione fiscale, si pone in netta contraddizione rispetto a quanto preannunciato dalla maggioranza durante la campagna elettorale, rilevando altresì come l'eccessivo aumento della tassazione sia stato evidenziato perfino dal Governatore della Banca d'Italia.

Fa presente quindi come la rimodulazione degli scaglioni di reddito e delle relative aliquote ai fini IRPEF, nonché l'innalzamento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, che colpisce anche i buoni ordinari del tesoro, finiscano per arrecare un ingiustificabile pregiudizio alle famiglie e ad alcune categorie produttive, con particolare riguardo ai professionisti, agli artigiani ed ai piccoli imprenditori.

Ritiene quindi opportuno precisare come tutte le forze politiche che trovano espressione nel Parlamento, compresi i gruppi di minoranza, siano convinti che il fenomeno dell'evasione fiscale debba essere contrastato con fermezza, sottolineando peraltro come tale convinzione non possa giustificare l'adozione di strumenti inquisitori ed invasivi della sfera di riservatezza del contribuente, i quali, peraltro, costituiscono non un deterrente, bensì un incentivo ad evadere.

Evidenzia quindi come l'evasione fiscale possa essere considerata, sotto taluni aspetti, un fenomeno culturale e come, in quanto tale, debba essere combattuto con strumenti totalmente opposti o, comunque, diversi rispetto a quelli previsti nel provvedimento in esame, quali, ad esempio, la riduzione della pressione fiscale, la somministrazione ai cittadini di servizi pubblici adeguati e l'introduzione della disciplina del cosiddetto «contrasto di interessi». Per tali motivi, considera del tutto erronea ed eccessiva la previsione di ottenere un maggior gettito, pari a circa otto miliardi di euro, dall'applicazione delle misure previste contro l'evasione fiscale.

Ritiene altresì fortemente criticabile l'introduzione della tassa di soggiorno, che rappresenta uno dei tanti oneri ingiustificati posti a carico delle famiglie da una manovra finanziaria di matrice ideologica, sottolineando come tale tributo si ponga in contrasto anche con l'articolo 16 della Costituzione.

Esprime conclusivamente un giudizio totalmente negativo sul provvedimento, il quale utilizza lo strumento, a suo giudizio rozzo e primitivo, dell'aumento della pressione fiscale, nonostante l'esperienza insegni come tale tipologia di intervento rappresenti un ostacolo alla crescita e allo sviluppo economico. Preannuncia quindi l'intransigente opposizione del proprio gruppo, la quale peraltro non avrà natura strumentale, bensì di merito, auspicando che il Governo si dimostri disponibile al confronto parlamentare ed a prendere in considerazione gli emendamenti presentati dai gruppi di opposizione.

 

Pietro ARMANI (AN) concorda con le osservazioni dell'onorevole Verro, sottolineando come l'evasione fiscale sia un fenomeno la cui entità è inversamente proporzionale al livello della pressione fiscale ed alla qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione e, conseguentemente, stigmatizza le misure previste dal provvedimento, in quanto del tutto inefficaci e inopportune.

Ritiene dunque gravemente erronea la previsione di misure che determinano, direttamente o indirettamente, un complessivo aumento della pressione fiscale, con particolare riferimento al taglio delle risorse destinate agli enti locali, il quale si tradurrà in un aumento delle addizionali IRPEF a carico del contribuente, sottolineando come, al contrario, sarebbe stato opportuni introdurre la disciplina del «contrasto di interessi», la quale garantirebbe servizi pubblici migliori ed il drastico abbattimento dell'evasione fiscale.

Evidenzia altresì come il meccanismo della doppia progressività, ottenuto, da un lato, con la rimodulazione degli scaglioni di reddito e delle aliquote ai fini IRPEF e, dall'altro, con il ritorno alle detrazioni per carichi di famiglia, finisca per arrecare ingiustificato pregiudizio alle famiglie, soprattutto a quelle numerose, sottolineando come, anche in questo caso, non si sia fatto ricorso allo strumento più adeguato, costituito a suo giudizio dall'introduzione del cosiddetto «quoziente familiare».

Rileva quindi come, a fronte del consistente aumento delle entrate, sia prevista una serie di fondi speciali che destinano risorse secondo criteri politici discutibili, evidenziando come la soluzione più efficace sarebbe stata, a suo giudizio, quella di ridurre la pressione fiscale e lasciare le imprese libere di scegliere in quali settori investire.

Sottolinea infine come gli interventi relativi all'ANAS ed alle concessioni autostradali siano del tutto inopportuni, in quanto idonei a dare origine ad un contenzioso di rilevanti dimensioni, il quale, a sua volta, rischia di costituire un pericoloso freno agli investimenti privati nel settore autostradale, con conseguente riduzione del PIL.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) segnala la necessità di esaminare con attenzione la disciplina prevista in materia di apprendistato e sul problema dell'accesso al credito per le piccole imprese, anche in relazione alle disposizioni previste in tema di trattamento di fine rapporto di lavoro.

 

Lino DUILIO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani.

 

La seduta termina alle 17.30.

 


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

 Martedì 17 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Martedì 17 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO, indi del vicepresidente Giuseppe OSSORIO. - Intervengono il viceministro per l'economia e le finanze Vincenzo Visco e i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Nicola Sartor e Alfiero Grandi.

 

La seduta comincia alle 9.

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, rinviato nella seduta di ieri.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che l'intervento in Commissione del Viceministro per l'economia e le finanze Vincenzo Visco, potrà consentire un approfondimento sulla parte della manovra di finanza pubblica relativa alle entrate. Preannuncia inoltre che l'audizione prevista nella seduta di oggi del Ministro per la funzione pubblica sarà rinviata ad altra data.

 

Il Viceministro per l'economia e le finanze Vincenzo VISCO svolge una relazione sulle linee generali degli interventi in materia fiscale contenuti nella manovra finanziaria (vedi allegato).

 

Lino DUILIO, presidente, ringrazia il Viceministro per l'economia e le finanze Vincenzo Visco per il suo contributo organico e puntuale. Gli duole constatare come le sedi proprie di confronto su alcune importanti tematiche siano scarsamente partecipate dai colleghi della minoranza.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) premette che la visione della politica fiscale della Lega Nord appare opposta a quella prospetta dal Viceministro Visco, la Lega Nord infatti non crede nell'instaurazione di un regime di polizia fiscale che si colloca in un ottica non più attuale, ma nell'implementazione della fiducia dei contribuenti.

Per quanto concerne la disposizione relativa alla sanzione derivante dalla mancata emissione dello scontrino fiscale, preannuncia la presentazione di un emendamento volto ad eliminare la necessità dell'emissione di uno scontrino fiscale. Su tale questione chiede l'opinione del viceministro Visco. Non individua nell'azione del Governo la medesima determinazione prestata su altri fronti in tema di lotta al fenomeno del lavoro in nero, su cui ritiene che bisogna agire più pesantemente. In particolare rileva come sia minima l'azione di contrasto al lavoro in nero dei lavoratori dipendenti e dei pensionati giovani. Suggerisce per i dipendenti della pubblica amministrazione che svolgano illecitamente un secondo lavoro l'introduzione di apposite sanzioni, che al momento mancano. Chiede al viceministro Visco se una famiglia del nord Italia formata in media da padre e madre che lavorano e da un figlio andrà a guadagnare o a perdere reddito con i nuovi moduli di tassazione previsti nel nuovo disegno di legge finanziaria. Infine auspica un corretto utilizzo della discrezionalità dell'Agenzia delle entrate nell'utilizzo dell'ingente massa di dati informatici che vengono accumulati sui contribuenti italiani.

 

Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN) osserva, con riguardo ai rilievi formulati dal presidente Duilio, che nelle audizioni già effettuate anche gli auditi hanno avuto poco rispetto dei membri della Commissione, ricordando come i rappresentanti apicali dei sindacati si siano allontanati senza rispondere personalmente alle domande a loro poste.

Osserva che il disegno di legge finanziaria appare largamente basato su maggiori entrate, e giudica che si sia ecceduto in modo particolare in tema di tassazione delle successioni e donazioni. Mentre è certo che la pressione fiscale aumenta, restano dubbi i risultati della lotta all'evasione. Da tabelle apparse sulla stampa quotidiana pare che anche le famiglie che hanno reddito inferiore ai 40.000 euro annui siano incise in modo negativo dalla manovra di finanza; chiede pertanto al viceministro che faccia predisporre da parte degli uffici un'apposita simulazione dell'impatto dei nuovi moduli di tassazione sulle varie fasce di reddito. Chiede inoltre se il viceministro non ritiene che la maggiore pressione fiscale prevista nel disegno di legge finanziaria porterà in definitiva a minori consumi e a una fase di recessione dell'economia.

 

Alberto GIORGETTI (AN) rileva preliminarmente come il calendario dei lavori registri una sovrapposizione di impegni tali da non consentire un esame sereno.

Chiede quindi al Viceministro Visco se crede che le previsioni di entrata derivanti dalla lotta per l'evasione siano forse sovrastimate. Sul federalismo fiscale chiede al Viceministro se la strada che il Governo intende seguire è quella indicata nel disegno di legge finanziaria ovvero se il Governo abbia altri ulteriori intendimenti in materia.

 

Laura RAVETTO (FI) chiede chiarimenti al Viceministro sull'implementazione del piano di Lisbona nonché sulle disposizioni riguardanti i distretti industriali e la destinazione del trattamento di fine rapporto. Sulla selettività delle misure riguardanti il cuneo fiscale chiede un chiarimento su quale sia il criterio utilizzato per escludere imprese difficilmente assimilabili quali, ad esempio, banche e imprese che attendono al ciclo della raccolta e del riutilizzo dei rifiuti.

 

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, si dichiara d'accordo con la strategia di politica fiscale esposta dal Viceministro Visco, che può riassumersi nel principio secondo cui tutti devono pagare il giusto affinché tutti possano pagare meno. Con particolare riguardo alle piccole imprese che versano in condizione di debolezza e marginalità sul mercato, rileva come le misure tributarie abbiano effetto immediato, mentre le misure compensative, previste per tale imprese, non hanno effetto immediato, sicché può determinarsi una situazione di crisi immediata a carico di queste stesse imprese. Chiede pertanto al viceministro quali misure intende adottare per evitare uno scenario del genere.

 

Salvatore IACOMINO (RC-SE) chiede al Viceministro Visco se la norma relativa alla trasmissione dell'elenco dei fornitori che si configura come un utile strumento per la lotta all'evasione, possa essere estesa all'inventario fisico del magazzino, individuando comunque un limite minimo.

 

Adriano MUSI (Ulivo) ritiene che il previsto potenziamento dei controlli sia un fatto positivo, anche se andrebbero valutati i tempi di irrogazione delle eventuali sanzioni, attualmente eccessivamente lunghi ed incerti. Suggerisce al Governo di evitare la proposizione di disposizioni che si prestano a facili strumentalizzazioni, come quella in materia che prevede la sospensione delle attività commerciali a seguito della mancata emissione dello scontrino, anche se comunque la conservazione di una documentazione cartacea che costituisca prova degli affari trattati resta in definitiva sempre necessaria al fine di effettuare i controlli fiscali. In merito agli studi di settore, osserva che essi configurano una presunzione forse troppo automatica del reddito anche in considerazione del fatto che essi vengono aggiornati ogni tre anni e non invece annualmente. Quanto alle disposizioni relative alla destinazione del trattamento di fine rapporto, auspica che non si prosegua con la politica della sottrazione dei versamenti contributivi dei lavoratori. Rileva infine la necessità di equiparare l'area no tax dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti, consapevole che le soluzioni tecniche individuate dal Governo consentivano già di pervenire a tale esito.

 

Pietro ARMANI (AN) sottolinea come il meccanismo degli studi di settore definisca in sostanza una forma di cassazione presuntiva che penalizza in modo indiscriminato i contribuenti che si trovano al di sotto di un certo livello di reddito, ribadendo come lo strumento più adeguato per intervenire in questo settore sia comunque quello di contrasto di interessi, in modo da rendere detraibili il costo dei servizi alla persona o all'impresa.

Evidenzia quindi come le previsioni di cui agli articoli 8, 9 e 10 della finanziaria, riducendo i trasferimenti agli enti locali, ed attribuendo correlativamente agli stessi la possibilità di innalzare le imposte locali o creare nuove imposte di scopo, si tradurranno senz'altro in un notevole aumento della pressione tributaria a carico del cittadino. Critica in particolare l'applicazione di un aumento indiscriminato dell'ICI a tutti gli immobili.

 

Lino DUILIO, presidente, premesso di concordare sostanzialmente con l'approccio adottato dal provvedimento in esame in materia di controlli tributari, chiede al Viceministro se non ritenga opportuno enfatizzare quegli aspetti dell'organizzazione dell'amministrazione finanziaria che permettano alla stessa di manifestare un volto amichevole e consulenziale nei confronti del cittadino, in modo tale da creare un rapporto che predisponga favorevolmente il contribuente.

Chiede inoltre al viceministro se sia possibile fornire un chiarimento definitivo sui motivi, peraltro noti e condivisibili, per i quali si è ritenuto di non fare ricorso all'introduzione della disciplina sul contrasto di interessi.

 

Il Viceministro Vincenzo VISCO, nel replicare analiticamente alle osservazioni emerse nel corso del dibattito, precisa, in primo luogo, con riferimento alla problematica dei rapporti fra cittadino e amministrazione finanziaria, come il ricorso agli strumenti dei controlli e delle sanzioni debba accompagnarsi all'instaurazione di un rapporto di dialogo e fiducia tra fisco e contribuenti, rilevando come il raggiungimento di tale obiettivo sia talvolta ostacolato dal diffuso convincimento circa l'accettabilità dell'evasione fiscale.

Sotto quest'ultimo profilo sottolinea come, al netto dell'economia sommersa, la pressione tributaria e contributiva raggiunga livelli estremamente elevati, pari a circa 7 punti percentuali in più rispetto a quanto stimato dal PIL ufficiale.

Passando quindi alle questioni specifiche sollevate, sottolinea, con riferimento all'obbligo di emissione dello scontrino fiscale ed alle relative sanzioni, come, dai recenti controlli svolti dall'amministrazione, emerga un livello di evasione estremamente elevato, pur riconoscendo che la disciplina prevista in materia dall'articolo 1, comma 8, del decreto-legge n. 262 del 2006 debba essere ricalibrata e resa più flessibile.

Quanto all'asserita eccessiva incidenza del prelievo fiscale sulle famiglie, ritiene che le critiche mosse nei confronti delle misure contenute nel disegno di legge siano il frutto di equivoci e malintesi, preannunciando quindi l'imminente trasmissione al Parlamento di dati analitici, idonei a dimostrare come, tenendo conto della rimodulazione degli scaglioni di reddito e delle aliquote IRPEF, delle detrazioni per carichi di famiglia e degli assegni familiari, circa il 90 per cento degli italiani trarrà beneficio dalla manovra finanziaria.

In ordine alle modalità di raccolta ed analisi informatica dei dati, fa presente come i programmi utilizzati dall'amministrazione finanziaria siano sempre più sofisticati ed estremamente selettivi, nonché tali da consentire, attraverso l'esame incrociato dei dati medesimi, di ricostruire dettagliatamente i comportamenti dei cittadini rilevanti ai soli fini fiscali, ritenendo quindi che i contribuenti non debbano temere né eccessi né violazioni della privacy.

Per quanto concerne le misure di contrasto dell'evasione fiscale, ritiene opportuno chiarire come la priorità del Governo sia rappresentata dall'identificazione dei grandi evasori e delle frodi macroscopiche, senza alcun intento persecutorio, tanto meno nei confronti dei piccoli contribuenti, sottolineando peraltro l'esigenza di migliorare e modernizzare gli strumenti di controllo e accertamento.

Con riferimento alle osservazioni del deputato Garnero Santanché, ritiene quindi opportuno precisare di non essere affatto favorevole all'aumento della pressione fiscale, ribadendo peraltro come la riduzione sostanziale del prelievo fiscale sarà possibile soltanto dopo avere riportato l'evasione a livelli fisiologici.

Rileva inoltre come le misure volte alla riduzione delle spese siano state solo impostate dal disegno di legge, evidenziando come ciò renda necessario intervenire concretamente in materia nei prossimi mesi.

Per quanto concerne la parte strettamente tributaria del disegno di legge, precisa come l'aumento del prelievo fiscale sia in realtà del tutto trascurabile e come il recupero dell'evasione sia in parte compensato dalla riduzione del cuneo fiscale. Sottolinea quindi come i contributi previdenziali abbiano la natura di dazioni di denaro eseguite a fronte della percezione di future pensioni, ritenendo pertanto erronea la relativa quantificazione ai fini della valutazione dell'asserito aumento della pressione fiscale.

Esclude inoltre che la manovra possa determinare effetti recessivi, poiché i dati dimostrano che il tasso di crescita rimarrà sostanzialmente lo stesso dell'anno in corso, ovvero, secondo taluni, sarà addirittura più elevato, sottolineando, d'altra parte, come la situazione economica complessiva sia in via di miglioramento.

Con riguardo alle osservazioni del deputato Giorgetti, concernenti il rapporto fra amministrazione finanziaria e cittadino, ricorda come i medesimi rilievi critici fossero stati avanzati già ai tempi dell'introduzione del fisco telematico, il quale invece si è dimostrato un fondamentale fattore di progresso e modernizzazione ormai unanimemente riconosciuto. Ritiene quindi che la questione principale sia comprendere se si intenda continuare sulla linea della modernizzazione, oppure se si voglia considerare invasiva qualunque misura che persegua tale obiettivo. A tale proposito, ribadisce come il Governo intenda diffondere l'utilizzazione della moneta elettronica e giungere alla totale dematerializzazione delle fatture, al fine di consentire al contribuente e all'amministrazione di risparmiare tempo e denaro, nonché di rendere più agevoli e meno invasive le attività di controllo. Conferma, inoltre, come la valutazione delle maggiori entrate derivanti dalle misure di contrasto all'evasione, stimate in circa 8 miliardi di euro, sia del tutto attendibile.

Per quanto concerne il federalismo fiscale, precisa altresì come il relativo assetto sia già presente nel provvedimento, per quanto sia più vicino a quello degli Stati Uniti piuttosto che a quello vigente in Germania.

Replicando alle osservazioni del deputato Ravetto, fa presente come le misure relative alla valorizzazione degli immobili abbiano delle potenzialità enormi, che peraltro richiedono e presuppongo la fattiva collaborazione degli enti locali e dei privati.

Quanto alla destinazione di parte del TFR ad un fondo speciale istituito pressi l'INPS, fa presente come tale misura, la quale peraltro richiede taluni interventi correttivi, appaia compatibile con la normativa comunitaria, sottolineando inoltre come il Governo abbia applicato criteri di selettività attentamente ponderati, che escludono l'applicazione della disciplina in questione ai settori meno esposti alla concorrenza.

In risposta ai rilievi sollevati dal deputato Piro, osserva come il recupero dell'evasione non avverrà comunque in modo istantaneo, e come in ogni caso il Governo presterà la dovuta attenzione al problema delle misure compensative per le imprese deboli di piccole dimensioni.

In risposta alle questioni sollevate dal deputato Musi, osserva come lo strumento degli studi di settore non rappresenti in alcun modo una forma di concordato, né un modo di catastizzazione del reddito, costituendo soltanto una guida all'accertamento che tiene conto di elementi tecnici, rilevando a tale riguardo come la revisione degli studi di settore a carattere triennale tenga conto delle modifiche alla struttura dei settori produttivi e professionali.

In riferimento alle considerazioni svolte dal deputato Armani, rileva come il disegno di legge non preveda un aumento dei tributi comunali né un intervento diretto sui trasferimenti, rilevando inoltre, per quanto riguarda le imposte di scopo, come le medesime siano opzionali e non determinino un aumento dell'imposta comunale sugli immobili.

Quanto alla tematica relativa al contrasto di interessi in materia fiscale, egli non crede all'efficacia di tale strumento, ritenendo che occorra tenere conto anche di valutazioni di carattere etiche, osservando peraltro come il provvedimento contempli una disposizione recante la deducibilità dei canoni di affitto per gli studenti fuori sede.

 

Ettore PERETTI (UDC) giudicando opportuna l'introduzione dello strumento del contrasto di interessi, suggerisce ad esempio di trasformare le spese che sostiene una famiglia in deduzioni certificate.

 

Il viceministro Vincenzo VISCO osserva che, per realizzare quanto suggerito dall'onorevole Peretti, si dovrebbero allora trasformare le famiglie italiane in sostituti d'imposta, non escludendo tuttavia che a tale situazione si potrebbe arrivare in futuro. Ritiene che lo strumento del contrasto di interessi non sia conferente al fine della lotta all'evasione fiscale in quanto le modalità di realizzazione si prestano a facili accordi elusivi fra il cedente e cessionario di beni e servizi.

 

Lino DUILIO, presidente, ringraziando il viceministro Visco rinvia ad altra seduta il seguito dell'esame.

 

La seduta termina alle 11.10.

 


ALLEGATO

 

AUDIZIONE DEL VICEMINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - ONOREVOLE PROFESSOR VINCENZO VISCO

 

Signor Presidente, onorevoli colleghi,

ringrazio la Commissione per l'opportunità che mi viene offerta di illustrare le linee generali cui si è ispirata la manovra di finanza pubblica del Governo con riferimento nello specifico alla politica fiscale.

Prima di passare a descrivere le principali linee di intervento previste nella manovra di finanza pubblica sul versante delle entrate è utile qualche chiarimento riguardo l'andamento del gettito erariale (Tabella 1). Il gettito erariale, al netto delle entrate una tantum, è stato rivisto verso l'alto rispetto al DPEF per riflettere il positivo andamento nei primi otto mesi dell'anno, andamento che non era possibile anticipare nelle previsioni del DPEF perché i versamenti di acconto delle imposte dirette non erano ancora completamente disponibili. In particolare, occorre notare che nel periodo gennaio-agosto 2006, l'Irpef ha registrato una crescita del 6,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2005, per effetto soprattutto del buon andamento delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente. L'IRES è aumentata del 20,2 per cento, anche per effetto di misure con carattere una tantum. L'IVA è cresciuta del 9,3 per cento grazie al contributo della componente relativa alle importazioni e a una dinamica della componente interna più accentuata rispetto all'andamento dei consumi registrati nel primo semestre del 2006. Alla luce di questi andamenti, le stime di preconsuntivo per il 2006, in termini di contabilità nazionale, sono state riviste al rialzo, di 5,9 miliardi rispetto al DPEF (non considerando gli effetti della sentenza IVA del 15 settembre 2006) con una crescita del 7,4 per cento rispetto al 2005. Per il 2007, le previsioni delle entrate tributarie riflettono un approccio prudenziale. La base di calcolo esclude le misure one-off e le entrate di natura straordinaria registrate nel 2006 e si assume, per prudenza, un elasticità al PIL in linea con quella realizzata nel 2005.

L'insieme degli interventi contenuti nella manovra per il 2007 riflettono e chiariscono le priorità dell'azione di governo in campo fiscale. La lotta all'evasione e all'elusione è tra queste. In base alle rilevazioni demoscopiche, tre persone su quattro ritengono l'evasione un problema grave o gravissimo. Allo stesso tempo, però, la spiegazione del fenomeno che i cittadini ritengono più convincente - in una percentuale perfino maggiore dei tre quarti - è che le tasse non si pagano perché si sa che non tutti le pagano. C'è una sorta di circolo vizioso per cui l'alta evasione percepita come fenomeno sociale diventa causa del comportamento individuale di frode al fisco, contribuendo così ad alimentare quella stessa percezione. È questo il meccanismo che deve essere spezzato, in maniera che i contribuenti onesti non si considerino discriminati per essere tali e siano quindi rassicurati sul fatto che tutti pagheranno le tasse. Man mano che l'evasione verrà riportata a livelli fisiologici, sarà possibile una riduzione sostanziale del prelievo fiscale.

Le stime più recenti dell'economia sommersa e che derivano dal confronto con le statistiche ufficiali di contabilità nazionale fanno riferimento al 2003 e indicano (Figura 5) il valore aggiunto del sommerso in un ordine di grandezza compreso tra il 14,8 e il 16,7 per cento dell'intero prodotto interno lordo: in altri termini, più di 200 miliardi di euro di valore aggiunto sfuggono al fisco. Di tale ammontare, circa 100 miliardi derivano dall'utilizzo di lavoro non regolare e più di 93 miliardi da sottodichiarazione di fatturato ottenuto con occupazione regolare. Nell'ultimo anno considerato si osserva una preoccupante inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, con una crescita complessiva del sommerso stimabile fino a circa 0,5 punti percentuali di PIL, nonostante la notevole riduzione di lavoro irregolare dovuta alla sanatoria di quasi 700 mila immigrati clandestini. I sintesi, al netto dell'economia sommersa, la pressione tributaria e contributiva raggiunge livelli estremamente elevati: circa 7 punti percentuali in più rispetto a quanto calcolato in riferimento al Pil ufficiale che, come noto, include anche la stima dell'economia sommersa.

I dati di contabilità nazionale permettono di identificare i tassi di irregolarità nell'utilizzo del lavoro nero con sufficiente dettaglio - al livello provinciale per i diversi settori dell'economia - in maniera da indirizzare puntualmente l'attività di accertamento. Allo stesso livello di dettaglio si possono confrontare i dati di contabilità nazionale con quelli di natura fiscale individuando l'entità di base imponibile sottratta al fisco. Vi sono province e settori in cui i tassi di irregolarità superano il 50 per cento e l'entità dell'evasione è perfino superiore alla base imponibile dichiarata!

I primi segnali di impegno nella direzione indicata sono contenuti nel decreto-legge n. 223 del luglio scorso. Il decreto vara la soppressione della cosiddetta «Programmazione fiscale», a indicare una ferma volontà di bandire dall'orizzonte delle politiche fiscali qualunque forma di condono, e numerose altre misure volte a rafforzare la credibilità dell'Amministrazione finanziaria, operando su diversi fronti e in particolare su quello dell'Iva, imposta che in Italia, nonostante un'aliquota base tra le più alte rispetto agli altri paesi europei, ha un rendimento assai minore in termini di gettito effettivo a causa proprio di massicci fenomeni di evasione ed elusione.

A quelli di luglio, si aggiungono i provvedimenti varati con la manovra per il 2007: in particolare, l'introduzione del reverse charge per il versamento dell'Iva (a carico del cessionario e non del cedente), già prevista a luglio nel settore dell'edilizia nei rapporti tra impresa appaltatrice e subappaltante, è ora estesa ai settori della telefonia, dell'informatica e di altre prestazioni di servizi, nonché per le attività estrattive. Si prevede anche un rafforzamento dei poteri dell'Agenzia delle Dogane per l'accertamento delle violazioni negli scambi intracomunitari e per il controllo sulle accise. Nel campo delle frodi sull'Iva intracomunitaria, si modificano le regole che consentono l'importazione cd. parallela di autoveicoli (attraverso, cioè, intermediari e non direttamente attraverso i rappresentanti delle case produttrici) in quanto oggi si prestano ad essere facilmente aggirate. Il decreto-legge del 3 ottobre provvede ad alcune correzioni e precisazioni delle norma già varate con il DL 223/2006. Tra queste assumono particolare rilievo le norme che non fu possibile introdurre a Luglio. Tali norme allargano anche al caso del leasing immobiliare lo scorporo dal valore del canone relativo al fabbricato quello imputabile al terreno: ai fini dell'ammortamento in bilancio potrà essere portato in deduzione solo la parte rimanente. Viene infine aumentata l'aliquota dell'imposta sostitutiva da applicare alle plusvalenze realizzate tramite cessioni a titolo oneroso di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, portandola dal 12,5 per cento al 20 per cento in linea con l'aliquota dell'imposta sostitutiva applicata alle rendite di tipo finanziario.

Più in generale, con le disposizioni presenti nel decreto del 3 ottobre viene impressa un'accelerazione all'attività di controllo, accertamento e recupero di base imponibile in modo specifico contro l'impiego del lavoro non regolare, il gioco illegale, le frodi negli scambi intracomunitari e con paesi esterni al mercato comune europeo, cui vengono affiancati interventi di razionalizzazione delle risorse umane e strumentali e di potenziamento e riordino dell'amministrazione finanziaria.

Il contrasto all'evasione comporta la messa in atto di una strategia generale dei controlli. L'obiettivo è il recupero di correttezza fiscale, nella consapevolezza che l'importanza dell'azione di accertamento non consiste tanto nelle maggiori entrate direttamente prodotte, quanto nei suoi effetti sull'adempimento spontaneo. L'attività di controllo tenderà a rendere sistematico e ordinario il controllo fiscale analitico per le società di dimensione grandi e medie: per le grandi, si tratta di effettuare la revisione fiscale ogni anno per tutti i tributi (meno di diecimila soggetti con ricavi sopra i 25 milioni di euro); per le medie, gli accertamenti saranno tendenzialmente fatti ogni due anni (circa 25.000 soggetti con ricavi da 7,5 a 25 milioni). Per svolgere tali attività occorrono risorse ad elevata professionalità, ma in numero ragionevolmente contenuto; senza particolari aggiustamenti normativi, ma con la necessità piuttosto di mettere a punto specifiche metodologie di controllo.

Per le piccole imprese e il lavoro autonomo, dato l'elevato numero di soggetti interessati (oltre quattro milioni), l'accertamento deve per forza di cose essere principalmente strumento di deterrenza piuttosto che di recupero delle imposte evase, inducendo i contribuenti allo spontaneo adempimento degli obblighi tributari. A questo fine è necessario rafforzare gli strumenti indiretti di definizione delle basi imponibili, e quindi particolare rilevanza e significatività dovranno avere gli studi di settore.

Gli studi di settore hanno grandi potenzialità fino ad ora non pienamente colte: ad esempio, della platea interessata, solo una piccola parte è stata in questi anni esposta concretamente al rischio di accertamento in base agli studi. Infatti, per la maggior parte dei casi, l'accertamento in base agli studi è stato possibile solo in presenza di scostamenti ripetuti (due anni su tre). Sulle regole di accertamento siamo intervenuti con il decreto del 4 luglio, uniformandole per tutti i soggetti sottoposti agli studi ed eliminando conseguentemente la possibilità di accertamento secondo la regola del due anni su tre. Si tratta di un importante intervento in linea con quella che è la natura fondamentale degli studi, i quali non devono assolutamente essere una forma di catastizzazione del reddito, ma uno strumento di indirizzo degli accertamenti. In altri termini, gli studi non servono ad «inquadrare» le diverse attività economiche in griglie di imposta da pagare, non sono una forma mascherata di minimum tax: quello che fanno è identificare in maniera sofisticata - sulla base delle caratteristiche dell'attività, delle dotazioni strumentali, dell'occupazione impiegata, della localizzazione territoriale e così via - le situazioni che sembrano non corrispondere a normalità economica. I contribuenti non congrui e non coerenti, quindi, proprio perché si trovano in una situazione «fuori linea» rispetto ai dati dichiarati dai contribuenti stessi a loro più simili, devono essere sottoposti ad accertamento con una probabilità più alta degli altri. Ciò non vuol dire necessariamente che l'eventuale anormalità segnalata dagli studi sia l'effetto di comportamenti evasivi/elusivi. L'anormalità può, infatti, anche dipendere da accadimenti accidentali e sfortunati caratteristici del singolo contribuente, il quale in questo caso non avrà nulla da temere dall'amministrazione tributaria se ha proceduto regolarmente agli adempimenti che gli competono. L'amministrazione finanziaria sarà tenuta a valutare attentamente tali circostanze.

Affinché gli studi svolgano efficacemente la funzione sopra descritta devono però essere in grado di rappresentare coerentemente la realtà economica a cui si riferiscono. L'entità macroeconomica dell'evasione non deve essere ricondotta nella sua totalità alle attività oggetto degli studi di settore. Altre attività concorrono all'evasione, ad esempio, le attività delle società di capitali al di sopra della soglia di fatturato prevista per l'applicazione degli studi, il «doppio lavoro» di lavoratori dipendenti, il lavoro dei «giovani» pensionati. Tuttavia, lo scarto tra il valore aggiunto dichiarato dalle imprese sottoposte agli studi di settore e quello riferibile in misura prudenziale agli stessi soggetti a partire dai dati di contabilità nazionale portano inevitabilmente a riferire una quota consistente dell'imponibile evaso alle attività oggetto degli studi di settore. Così, con il disegno di legge finanziaria per il 2007, si interviene su diversi aspetti degli studi in modo da recuperare nel medio periodo il divario esistente tra realtà economica e sua rappresentazione attraverso gli studi. A tal fine, va innanzitutto evitata la progressiva obsolescenza degli studi, l'obiettivo essendo la revisione degli stessi come processo naturale e non eccezionale: si è così deciso di ridurre da quattro a tre anni il termine previsto per la revisione, di norma, dei singoli studi, puntando comunque ad aggiornamenti più rapidi laddove le circostanze tipiche dei singoli studi lo consentano.

Gli studi finora si sono basati solo ed esclusivamente sulle dichiarazioni dei contribuenti stessi. Se in alcuni settori i ricavi e i compensi dichiarati sono sistematicamente al di sotto di valori verosimili per la corrispondente attività, sarà difficile per lo studio relativo essere realistico. In altri termini, come i dati diffusi in questi giorni evidenziano, gli studi non hanno la capacità di cogliere con la medesima efficacia la realtà economica espressa dai diversi settori: ad esempio, sembrerebbe che in alcuni settori del commercio o delle attività di ristorazione, la distanza tra i valori dichiarati ed i valori veri sia sistematicamente maggiore che per il settore dell'artigianato che opera su commissione. Bisogna quindi procedere necessariamente, in consultazione con le categorie e sempre al fine di una maggiore rappresentatività degli studi, verso una maggiore integrazione con i dati e le statistiche ufficiali, in particolare con quelli di contabilità nazionale. Si deve, inoltre, rendere lo strumento degli studi di settore più sofisticato e selettivo, in maniera da sfruttare appieno la sua capacità di individuare situazioni di anormalità economica: viene quindi dato maggior rilievo agli indicatori di coerenza, che attualmente non hanno alcuno specifico ruolo nell'individuare i ricavi o i compensi del contribuente congruo, mentre permetteranno a regime di meglio segnalare anomalie nel quadro complessivo dei dati dichiarati dal contribuente anche al fine della determinazione dei suoi ricavi presunti e comunque tenendo conto delle specificità economiche e territoriali in cui opera.

L'analisi della coerenza, in versione semplificata e per indicatori di carattere generale, comincerà ad operare già dal prossimo anno per poi essere implementata in maniera mirata ai singoli studi con l'accordo delle categorie ogni volta che uno studio è sottoposto ad evoluzione. Inoltre, si prevede la definizione di specifici indicatori di coerenza e di normalità economica anche per soggetti a cui non si applicano gli studi, come le società al primo anno di attività, quelle con ricavi sopra la soglia massima di definizione dell'universo degli studi, quelle che cessano l'attività o in non normale svolgimento della stessa, quelle in liquidazione ordinaria: in questo caso le anomalie risultanti dall'utilizzo degli indicatori indirizzeranno una specifica attività di accertamento, pur restando le situazioni suddette fuori dal mondo degli studi. Cade invece la causa di esclusione per quei soggetti che chiudono e riaprono un attività oppure per quelle situazioni in cui la chiusura e l'avvio di una nuova attività possono essere ricondotte nella sostanza alla continuazione della stessa attività - riconducendo quindi a pieno titolo nel mondo degli studi situazioni che potevano dar luogo in alcuni casi a comportamenti di evasione ed elusione dell'imposta. Va infine segnalato l'allargamento della platea dei contribuenti sottoposti agli studi - mediante un aggiornamento a 7,5 milioni di euro del vecchio limite superiore per i ricavi dichiarati, posto quasi dieci anni fa a 10 miliardi delle vecchie lire - e l'inasprimento delle sanzioni per l'infedeltà dei dati dichiarati rilevanti ai fini degli studi di settore - ad esempio, l'indicazione di una causa di inapplicabilità non vera o di un codice di attività non corretto.

È nostro obiettivo anche ricondurre ad una maggiore omogeneità la disciplina dell'accertamento per le diverse imposte con riferimento soprattutto ai termini e alle procedure, al fine di semplificare e razionalizzare la materia a beneficio sia dei contribuenti che delle Agenzie fiscali. A tal fine, si prevede l'esercizio di una delega. Inoltre, l'Amministrazione provvederà a riorganizzare l'anagrafe tributaria assumendo come unità di riferimento il contribuente e i suoi familiari e non le singole imposte.

Sul fenomeno dell'evasione-elusione, tuttavia, non si deve fare demagogia, né semplificare. Una corretta analisi del fenomeno è indispensabile per articolare un ventaglio di misure per riportarla a livelli «normali», ossia quelli caratteristici degli altri paesi sviluppati. È, infatti, un fenomeno complesso dove, accanto alle diffuse patologie etiche e carenza di spirito civico, si trovano anche sacche di evasione-elusione che alcuni definisco «necessaria», radicatasi come risposta compensativa alle inefficienze di contesto. Il nostro paese si è progressivamente integrato nel mercato europeo e globale senza realizzare le riforme strutturali necessarie. Tale carenza è stata per un ventennio in parte compensata da evasione fiscale, spesa pubblica improduttiva e svalutazione della Lira. Conclusasi l'insostenibile fase della svalutazione competitiva, sull'evasione si sono almeno parzialmente scaricati i costi dei ritardi nelle riforme. Per alcune imprese - le più piccole - l'integrazione senza riforme ha reso irresistibile la spinta all'evasione-elusione. Per questo, gli accertamenti saranno prioritariamente indirizzati verso i contribuenti forniti di maggiore capacità contributiva potenziale. Reprimere è necessario anche se sgradevole, ma non sufficiente. È anche necessario accompagnare l'eliminazione degli spazi normativi per l'elusione, il potenziamento dei controlli e l'innalzamento della quota di riscossione effettiva, con l'abbassamento delle aliquote e, soprattutto, con le riforme strutturali che consentano alle imprese di competere nella legalità. Non a caso, il Decreto del 4 Luglio contiene un'ampia gamma di interventi per la concorrenza in mercati fondamentali alla competitività delle imprese. Non a caso, il governo riforma anche le pubbliche amministrazioni.

L'obiettivo dell'equità non viene perseguito solo con la lotta all'evasione: prioritari sono anche gli interventi sulle imposte dirette, al fine di migliorare la progressività del sistema fiscale nel suo complesso. Ciò significa, in particolare, intervenire consapevolmente sulle imposte sui redditi e sui trasferimenti, con particolare attenzione alle posizioni economiche più deboli. L'intervento del governo su Irpef e assegni familiari corregge in particolare il cosiddetto secondo modulo di riforma varata nella passata legislatura, con l'obiettivo di rendere l'imposta più equa, riducendo il carico fiscale sui redditi medi e sui redditi bassi e, soprattutto, recuperando risorse per sostenere i redditi delle famiglie, specie di quelle con figli.

Innanzitutto vi è un aumento dell'area di esenzione per dipendenti, pensionati e autonomi: infatti, con la trasformazione delle deduzioni da lavoro e pensione in detrazioni d'imposta si eleva il minimo imponibile per i lavoratori dipendenti e parasubordinati da 7.500 a 8.000 euro e per i pensionati da 7.000 a 7.500 euro; anche il minimo imponibile dei lavoratori autonomi viene aumentato da 4.500 a 4.800 euro. Nel caso di familiari a carico l'area esente da imposta aumenta ulteriormente: per esempio, per un lavoratore dipendente, l'area esente sale da 9.775 a 10.310 se coniugato, da 11.885 a 12.540 se con coniuge e un figlio a carico, da 14.035 a 14.755 se con coniuge e due figli a carico. Il ridisegno di aliquote e scaglioni riduce l'imposta per la grande maggioranza dei contribuenti italiani: infatti, ordinando i contribuenti in base al reddito e dividendo la popolazione in dieci parti uguali, i primi nove decili guadagnano rispetto al regime vigente. La prima aliquota per il momento rimane al 23 per cento, la seconda e la terza si collocano sotto le attuali pari al 33 e al 39 per cento, portandosi rispettivamente a 27 e 38 per cento; viene introdotta una quarta aliquota al 41 per cento e viene lasciata al 43 per cento l'aliquota massima; gli scaglioni vengono ridefiniti di conseguenza.

Il sostegno ai redditi delle famiglie con figli avviene sia con la riduzione dell'incidenza dell'imposta che con aumento dei trasferimenti: in particolare sono state trasformate le deduzioni per carichi familiari in detrazioni d'imposta e aumentate in misura consistente; gli assegni al nucleo familiare per i dipendenti e i parasubordinati vengono aumentati e riformati in modo da eliminare gli attuali scaglioni che oggi determinano drastiche riduzioni dell'assegno all'aumentare della retribuzione («trappola della povertà»). Per i lavoratori dipendenti e parasubordinati, si avrà così rispetto a oggi un aumento di 250 euro all'anno in media per ogni figlio minore a carico; l'assegno, combinato con la detrazione, raggiungerà per i redditi bassi (14.000 euro) i 2.400 euro annui per i minori di 3 anni e i 2.300 euro per i figli tra 3 e 18 anni; l'assegno è modulato in funzione del reddito familiare Grazie alla detrazione d'imposta, anche il lavoratore autonomo avrà un aumento del sostegno al reddito pari a 140 euro in media per ogni figlio minore.

Sempre al fine di migliorare l'equità del sistema fiscale, si è provveduto a modificare il regime dei trasferimenti tra vivi e mortis causa. Nel decreto-legge del 3 ottobre si era inizialmente pensato di non reintrodurre formalmente l'imposta di successione nell'ordinamento, ma piuttosto di rimodulare le imposte sui trasferimenti immobiliari che hanno la stessa natura e funzione e che erano rimaste in vita dopo la sua abrogazione nel 2001. L'effetto di tale intervento sarebbe quello di ripristinare, nella sostanza, la situazione esistente dopo la riforma del 2000. Da subito, però, il governo si è detto disponibile a rivedere l'impianto descritto per riprendere quello introdotto nel 2000 con l'innalzamento della franchigia qualora questa fosse stata l'indicazione parlamentare. La decisione sarà assunta nelle prossime ore.

Infine, sempre a fini equitativi, si prevede l'esercizio della delega per il riordino della tassazione dei redditi da capitale, con la quale si ricondurrà ad aliquota unica, al 20 per cento, il ventaglio di aliquote oggi in vigore per le diverse tipologie di investimento. È intenzione del Governo applicare l'aliquota unica con riferimento a tutti e soli i redditi maturati successivamente alla data di entrata in vigore della nuova disciplina. In caso contrario si riconoscerebbero guadagni e perdite ingiustificati, in relazione alle posizioni in essere al momento della sua entrata in vigore e si potrebbero determinare segmentazioni dei mercati. Riguardo al principio da applicare per la tassazione dei redditi in oggetto, vorrei sottolineare che non si è escluso per il momento il riferimento al rendimento o alla plusvalenza realizzata invece che maturata. Ovviamente, la scelta del principio da seguire si rifletterà sul regime di deduzione delle minusvalenze. In sostanza, sia il gettito che l'incidenza rimarrebbero pressoché invariati nelle due ipotesi.

Ma accanto all'obiettivo dell'equità, lo sviluppo e la semplificazione sono al centro delle politiche che proponiamo con la manovra. Il primo grande segnale, ampiamente annunciato in campagna elettorale, consiste nella riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul lavoro. Come noto, il cuneo è la differenza tra il costo del lavoro che l'impresa sostiene e l'importo che il lavoratore riceve in busta paga. Dal punto di vista delle imprese, l'intervento consiste in una deduzione di parte del costo del lavoro dalla base imponibile Irap. In particolare, vengono dedotti tutti gli oneri sociali - contribuzione a carico del datore e del lavoratore - corrispondenti ai soli lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e per ciascuno di questi lavoratori è dedotta anche una somma fissa di 5.000 euro in tutto il territorio nazionale, ai quali si aggiungono altri 5.000 euro nelle regioni del Mezzogiorno. La misura comporta una riduzione di tre punti del costo del lavoro. In realtà, l'intervento è ancora più consistente per i lavoratori con retribuzione inferiore alla media (che sono molto più della metà dei lavoratori), dato che una parte della misura è concessa in somma fissa ed è quindi proporzionalmente più favorevole per le retribuzioni più basse. Inoltre, rispetto ad una analoga riduzione dei contributi sociali, una riduzione di 3 punti via Irap è equivalente ad una riduzione di 4,5 punti di contribuzione sociale, poiché mentre l'Irap non ha effetti sul reddito d'impresa, una riduzione dei contributi, coeteris paribus, avrebbe effetti sulla base imponibile Ires, aumentando l'imposta dovuta. Dal punto di vista dei lavoratori, gli interventi prima descritti in riduzione dell'Irpef e in aumento degli assegni familiari (i quali ultimi riguardano nello specifico i lavoratori dipendenti) comportano un incremento della busta paga di due punti in percentuale della retribuzione lorda per un lavoratore tipo con retribuzione media e ponderando per le diverse situazioni familiari (l'incremento è maggiore al crescere del numero dei figli). (Tabella 2).

Ma gli interventi a favore dello sviluppo non si limitano alla riduzione del cuneo. Il Mezzogiorno è al centro di una nuova iniziativa di rilancio degli investimenti e dell'occupazione. Si è già detto della differenziazione territoriale nella riduzione del cuneo: il costo del lavoro nelle aree meridionali diventa quindi per le imprese relativamente più basso che nelle altre aree del paese senza effetti sulla busta paga del lavoratore. Un ulteriore incentivo è previsto - sempre in deduzione dalla base imponibile Irap - per l'assunzione di lavoratrici, dal momento che il Mezzogiorno presenta tassi di occupazione femminile tra i più bassi d'Europa. Per ogni lavoratrice assunta nelle aree più svantaggiate, l'impresa potrà risparmiare fino a 6.000 euro di Irap l'anno, 1.700 euro in più della corrispondente deduzione prevista per i lavoratori maschi nelle stesse aree.

Nel Mezzogiorno viene poi reintrodotto un credito d'imposta automatico per gli investimenti. Dal periodo d'imposta 2007 gli investimenti in macchinari, impianti, attrezzature, brevetti e programmi informatici per le piccole e medie imprese, per la parte eccedente l'ammortamento relativo agli stessi beni e nelle intensità consentite dalla disciplina comunitaria, torneranno a dar luogo a crediti d'imposta automatici da indicare in dichiarazione l'anno successivo. Le imprese possono così di nuovo avere certezza della relativa agevolazione nella definizione dei propri investimenti. Infine, per quanto riguarda le misure a favore delle regioni meridionali, viene istituito un Fondo a sostegno delle cd. Zone franche urbane, che cofinanzierà interventi basati su programmi regionali a favore dello sviluppo economico e sociale nelle aree urbane degradate del Mezzogiorno.

Generalizzati a tutto il territorio nazionale sono invece i crediti d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. L'ammontare del credito è fissato nel 10 per cento dei costi sostenuti per le attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo (fino ad un massimo di tali costi pari a 15 milioni di euro), incrementato al 15 per cento nel caso di contratti stipulati con le università e gli enti pubblici di ricerca. Questo intervento si cumula con quello già previsto nel decreto-legge 223/06, laddove si introduceva una maggiore deducibilità delle quote di ammortamento sul costo dei brevetti industriali, del know how e dell'utilizzazione delle opere dell'ingegno. Si vuole in questo modo cambiare passo nell'incentivare realmente attività fondamentali per lo sviluppo futuro del paese e sulle quali il ritardo rispetto agli altri partner comunitari comincia a farsi pesante.

Le misure delle manovra per il 2007 includono anche interventi per la sostenibilità ambientale. Si tratta in particolare, della ristrutturazione delle tasse automobilistiche in funzione dell'impatto ambientale dei veicoli, di incentivi per la promozione di veicoli ed elettrodomestici a minore impatto ambientale e di una serie di misure per il sostegno alle fonti rinnovabili di energia.

Infine, per quanto riguarda la tassazione delle imprese, area di intervento non di minore rilievo rispetto alle precedenti, il governo intende arrivare ad una stabilizzazione della normativa IRES. A tal fine, è stata costituita una Commissione apposita presieduta dal prof. Biasco, con il compito di effettuare un'ampia e pubblica ricognizione tra le categorie e gli esperti per verificare criticità, dubbi e proposte. Gli eventuali interventi normativi saranno proposti successivamente.

Il governo intende completare il federalismo fiscale in un quadro di coerenza tra decentramento delle funzioni e responsabilità finanziarie. A tal fine, occorrerà disegnare un percorso condiviso di definizione dell'ammontare complessivo di risorse destinabili alla spesa per le prestazioni di responsabilità di Regioni ed Enti locali, alla luce del vincolo di bilancio dell'intero settore pubblico. In tal modo, le Autonomie locali avranno, su un orizzonte pluriennale, la garanzia di un quadro stabile, certo e coerente con gli equilibri di finanza pubblica. La realizzazione di tale obiettivo richiede il rafforzamento delle sedi di confronto tra governo centrale e governi locali, in modo che questi ultimi siano inseriti a pieno titolo nel processo di formazione della politica di bilancio. L'assetto definitivo delle relazioni finanziarie tra livelli di governo dovrà prevedere meccanismi di perequazione tali da consentire il finanziamento integrale delle prestazioni essenziali per tutti i governi locali. Gli spazi di effettiva autonomia tributaria a livello locale dovranno garantire margini di manovra sufficienti a far fronte ad eventuali eccedenze di spesa per le prestazioni essenziali e a consentire, esercitando un congruo sforzo fiscale aggiuntivo, il finanziamento di eventuali prestazioni addizionali. Tale percorso è già iniziato con il nuovo Patto di stabilità interno, che è disegnato in modo coerente con il Patto di stabilità e crescita della UME e contiene meccanismi attuativi che impongono alle autonomie in caso di violazione delle regole del patto un aumento automatico delle imposte che i cittadini pagano localmente. A tal fine, è apparso utile e giusto abbandonare il metodo dei tetti di spesa su specifiche categorie di bilancio e introdurre vincoli per il saldo di bilancio e la dinamica del debito. Agli enti locali è stata data la possibilità di poter far fronte alle nuove regole secondo l'autonomia che compete loro, cioè razionalizzando le spese o aumentando le entrate, e a tal proposito sono stati rafforzati i poteri di autonomia impositiva: i comuni, in particolare, potranno adottare una variazione dell'addizionale all'Irpef fino allo 0,8 per cento e avranno la possibilità di istituire imposte di scopo per la realizzazione di opere pubbliche - ad esempio, per il trasporto pubblico urbano, la realizzazione di parcheggi, la risistemazione di parchi - e un contributo comunale di ingresso e di soggiorno a carico dei turisti per interventi di manutenzione urbana e valorizzazione dei centri storici. Va, inoltre, sottolineato che per il finanziamento dei comuni viene istituita la compartecipazione dinamica all'Irpef, misura che permetterà di poter contare su un gettito che cresce nel tempo in attesa del riassetto complessivo del finanziamento delle autonomie a seguito dell'attuazione del federalismo fiscale. La compartecipazione è fissata inizialmente pari ad un aliquota del 2 per cento a partire dal 2008; la ripartizione degli incrementi del gettito destinato ai comuni avverrà secondo criteri da definire in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali tenendo conto soprattutto di finalità perequative e di sviluppo. In tale contesto, infine, è stato presentato un disegno di legge delega per la riforma del catasto per arrivare ad un sistema catastale integrato, collegando sistemi informativi locali e nazionali, ed integrando il sistema delle conservatorie con il catasto, in modo da costruire di fatto in tutto il Paese un sistema catastale tavolare.

Al fine di semplificare il sistema, il governo intende procedere ad una razionalizzazione della normativa attraverso la predisposizione di Testi Unici di riordino e revisione delle disposizioni legislative vigenti, sostanziali, processuali e procedimentali, in materia di tributi statali. Inoltre, si interverrà anche a migliorare l'assetto organizzativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze per la parte relativa alla politica e all'amministrazione delle entrate a partire da una valutazione positiva del funzionamento del modello delle agenzie. In tale contesto, gli adempimenti richiesti a famiglie ed imprese saranno ridotti al minimo e l'amministrazione tributaria qualificata e riorganizzata per essere posta al servizio dei contribuenti. Per raggiungere tali obiettivi, il governo, oltre ad intervenire sul piano normativo, doterà le agenzie fiscali delle risorse umane e tecnologiche necessarie a cogliere le enormi possibilità offerte dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Si è già cominciato ad intervenire in questa direzione e si continuerà a procedere in questa direzione con determinazione. L'obiettivo finale del processo di semplificazione è rendere l'adempimento fiscale una facile routine per la stragrande maggioranza delle famiglie e delle imprese.

Concludendo, vorrei sottolineare come la parte fiscale della manovra prevista dal governo comporta un aggravio della pressione tributaria di 0,2 punti percentuali di Pil. Infatti, la manovra sull'Irpef presenta un saldo negativo per 700 milioni. Le risorse recuperate dalle modifiche al bollo auto vengono dedicate agli incentivi per le auto a minor impatto ambientale. Le misure di recupero dell'evasione/elusione sono in parte significativa compensate dalla riduzione dell'Irap (circa 5 miliardi a regime attraverso l'abbattimento del cuneo fiscale). In tale quadro, si deve ricordare che l'aumento dei contributi per i lavoratori (dipendenti, autonomi e parasubordinati) va considerato come pagamento a fronte di una prestazione pensionistica futura, piuttosto che come «tassa».

Vi ringrazio

Tabella 1

 

 

Tabella 2:

Lavoratore tipo:

con retribuzione media (OCSE 2005, aggiornata per l'inflazione);

in famiglia media (secondo la distribuzione delle famiglie con e senza figli);

media delle agevolazioni territoriali

 

 

Prima della riduzione

Dopo la riduzione

Variazione assoluta

Variaz. in %

retribuzione lorda

Retribuzione lorda lavoratore

23.669

 

 

 

 

Imposte (1)

 

2.945

2.837

-107

-0,5

Contributi (lavoratore) (2)

 

2.175

 

 

 

Assegni per il nucleo familiare (3)

922

 

1.282

+361

+1,5

Retribuzione netta + assegni

19.471

 

19.939

+468

+2,0

Contributi (datore di lavoro) (4)

 

7593

 

 

 

IRAP (5)

 

1329

626

-703

-3,0

Costo del lavoro

32.591

 

31.888

-703

-3,0

Cuneo sul lavoro = (1+2+4+5-3)

 

13.120

11.949

-1.171

-5,0


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

Martedì 24 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Martedì 24 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il ministro delle politiche per la famiglia, Rosy Bindi.

 

La seduta comincia alle 8.30.

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 17 ottobre scorso.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che l'intervento in Commissione del ministro delle politiche per la famiglia, Rosy Bindi possa consentire un approfondimento delle materie di sua competenza con riferimento ai documenti di bilancio in esame: invita quindi i deputati che lo desiderino a rivolgere al Ministro proprie specifiche richieste di chiarimento.

 

Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) invita il Ministro delle politiche per la famiglia a chiarire se, tra le proposte emendative che il Governo sta predisponendo, ve ne siano sulle materie che ricadono nella sua competenza.

 

Adriano MUSI (Ulivo) invita il Ministro a chiarire se la nuova disciplina degli assegni familiari recata dal disegno di legge finanziaria entrerà in vigore a partire dal 1o gennaio 2007.

 

Antonio MISIANI (Ulivo) invita il Ministro a fornire chiarimenti in ordine all'entità, al funzionamento ed alle modalità di erogazione del Fondo per i non autosufficienti.

 

Il ministro Rosy BINDI avverte che risponderà alle domande dei deputati, illustrando preliminarmente le linee direttrici della manovra finanziaria con riferimento alle materie di sua competenza. Osserva al riguardo come, tra gli obiettivi perseguiti con la manovra di bilancio per il 2007, vi sia quello rendere più organiche le politiche per la famiglia, le quali, sebbene già avviate in passato, hanno sinora mancato di sistematicità, oltre che di adeguate risorse. Ricordato come l'Italia abbia fino ad oggi destinato al settore risorse più limitate rispetto agli altri paesi europei, evidenzia come, con il disegno di legge finanziaria per il 2007, si prevedano misure più consistenti, attraverso sia la dotazione del Fondo per le politiche della famiglia, sia le misure in materia di detrazioni fiscali e rideterminazione degli assegni familiari, in particolare in favore delle famiglie con reddito medio-basso (anche con l'obiettivo di correggere la cosiddetta trappola della povertà).

Quanto alla richiesta di chiarimento del deputato Leddi Maiola, precisa che non ritiene corretto anticipare il contenuto di proposte emendative del Governo in corso di definizione e che riguarderanno, secondo le indicazioni emerse nel dibattito parlamentare, le famiglie con fascia di reddito intorno ai 40 mila euro, i nuclei con un numero di figli superiore a tre ed i cosiddetti incapienti, peraltro senza aggravi di spesa. Sottolinea come anche tali proposte di modifica siano dirette a garantire una maggiore equità, con l'auspicio che nei prossimi anni siano disponibili maggiori risorse al fine di invertire l'attuale trend negativo della natalità. Evidenzia altresì come misure a favore della famiglia debbano essere considerate anche quelle presenti nel disegno di legge finanziaria per la riduzione del costo del lavoro e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, che dovrebbero accrescere le possibilità per i giovani sotto i trent'anni di lasciare il proprio nucleo familiare d'origine per crearsene uno nuovo: ribadisce al riguardo come, per affrontare i problemi della famiglia, si debba intervenire sul piano delle politiche del lavoro.

Illustra quindi la destinazione delle risorse del fondo per le politiche della famiglia, di cui all'articolo 192 del disegno di legge finanziaria. Sottolineato il rilievo della definizione dei livelli minimi di assistenza, secondo quanto previsto dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, anche con riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni per la famiglia, auspica la definizione di un piano nazionale per la famiglia, da discutersi anche nella sede della Conferenza nazionale per la famiglia, che intende organizzare. Il Fondo di cui all'articolo 192 verrà ripartito tra diverse finalità: l'Osservatorio nazionale della famiglia, quale ente strumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri, assicurando il concorso di regioni, enti locali e terzo settore; le iniziative di conciliazione del tempo di vita e lavoro, di cui alla legge n. 53 del 2000 (utili per favorire un miglioramento del tasso di natalità e del tasso di occupazione femminile); la riduzione del costo dei servizi (energia, gas, acqua), in particolare per le famiglie numerose; la previsione dell'attestato di buone pratiche per la famiglia, quale riconoscimento per imprese ed enti locali; il sostegno dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e del Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia, che sinora hanno svolto una meritoria attività ma con risorse troppo limitate.

Osserva quindi come abbiano rilievo per la vita delle famiglia le scelte in materia di politiche dell'immigrazione, considerato l'alto numero di badanti straniere richieste dalle famiglie italiane ed ormai considerate essenziali per l'assistenza degli anziani e dei bambini: sottolinea al riguardo l'utilità di efficienti iniziative di regolarizzazione di tali lavoratrici straniere a garanzia delle famiglie italiane. Auspica quindi il rilancio dei consultori familiari, che dovranno svolgere propriamente una funzione di consulenza per la famiglia ed un rafforzamento del sostegno alle adozioni internazionali, in particolare per le famiglie con reddito medio-basso. Ricorda quindi come l'articolo 193 preveda che il Ministro per le politiche della famiglia promuova ed attui un'intesa in sede di conferenza unificata per un piano straordinario di intervento relativo agli asili nido: ricorda come in materia l'Italia sia ancora lontana dagli obiettivi indicati dall'Agenda di Lisbona e come sussistano forti differenze tra le diverse regioni.

Rispondendo al deputato Musi, osserva che la nuova disciplina degli assegni familiari dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1o gennaio 2007. Quanto alla richiesta del deputato Misiani sul Fondo per i non autosufficienti, sottolinea come la relativa competenza sia del Ministro della solidarietà sociale, che sta predisponendo, di concerto con il suo dipartimento, un emendamento sulla materia.

Auspica infine che vi possa essere un'utile collaborazione tra il suo dipartimento ed il Parlamento, con particolare riferimento, per quanto attiene alla Camera dei deputati, alla Commissione affari sociali, collaborazione che dovrà mirare ad accrescere le risorse e a promuovere adeguate politiche per la famiglia.

 

Luana ZANELLA (VERDI) sottolinea come, benché avesse avuto inizialmente l'impressione che al Ministro Bindi fosse stato consegnato uno strumento esile di intervento, in realtà, ritiene invece che l'approccio realistico dimostrato dal ministro, anche attraverso la valorizzazione di rapporti in rete con le regioni e gli enti locali, possa consentire un lavoro utile in favore delle politiche per la famiglia. Quanto ai rapporti tra il dipartimento ed il Parlamento, sottolinea come debba essere assegnato il dovuto rilievo anche alla Commissione parlamentare per l'infanzia. Invita quindi il Ministro a chiarire quale tipo di interventi il Governo possa realizzare in favore delle famiglie immigrate, con particolare riferimento ai ricongiungimenti familiari ed alla regolarizzazione delle badanti. Quanto al Fondo per i non autosufficienti, ritiene si possa eventualmente prevedere una tassazione di scopo da parte degli enti locali.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) apprezzata la concretezza dimostrata dal Ministro Bindi, osserva che sarebbe stato opportuno dotare il Fondo per le politiche della famiglia di maggiori risorse, anche per favorire una campagna per la natalità, considerato il rilievo socio-economico del problema per il paese. Invita quindi il Ministro a fornire chiarimenti in ordine ai contributi per l'acquisto dei libri di testo.

 

Lino DUILIO, presidente, invita il Ministro ad una valutazione sull'opportunità della ricostituzione del cosiddetto Fondo «dopo di noi», previsto in passato per il sostegno dei portatori di handicap dopo la scomparsa dei genitori, sui quali in genere grava l'assistenza dei figli portatori di handicap. Chiede inoltre la sua opinione in merito all'opportunità di utilizzare il cosiddetto metodo del quoziente familiare.

 

Il ministro Rosy BINDI, rispondendo al deputato Zanella, precisato che le competenze in materia di immigrazione sono del Ministro della solidarietà sociale, ricorda come sia stata recentemente recepita una direttiva comunitaria modificando la cosiddetta legge Bossi-Fini in materia di ricongiungimenti familiari. Quanto alle pratiche di regolarizzazione, sottolinea come dovrebbero essere accelerate le relative pratiche, precisando che, sebbene il Governo non intenda prevedere sanatorie, occorre tenere presente che, se il numero delle regolarizzazioni previste è inferiore alle richieste delle famiglie, si creano le condizioni per l'ingresso nel paese di lavoratrici clandestine. Quanto al Fondo per i non autosufficienti, sottolinea come gli enti locali abbiano la possibilità di ricorrere ad addizionali IRPEF e, al fine di erogare nuovi servizi, anche alla tassazione di scopo.

Al deputato Garavaglia, che ringrazia per i suoi apprezzamenti, osserva che, se si vuole invertire la tendenza alla denatalità, non sono utili campagne per la natalità, considerato che, come è noto, nascono meno figli di quanti siano desiderati, per ragioni collegate all'occupazione non stabile, all'insufficienza del reddito disponibile, alla mancanza di infrastrutture come gli asili nido. Utile sarebbe invece riprendere una campagna informativa contro l'abbandono, chiarendo alle madri in difficoltà che possono mantenere l'anonimato e affidare i figli a strutture pubbliche favorendone l'immediata adozione. Precisa quindi al deputato Garavaglia che la materia dei contributi per l'acquisto dei libri di testo non rientra tra le sue competenze.

Rispondendo infine al Presidente, osserva che una parte del Fondo per le politiche sociali (di competenza del ministro della solidarietà sociale) potrebbe essere destinata alla finalità cui egli accennava con riferimento al cosiddetto Fondo «dopo di noi». Dichiara quindi di non essere favorevole al metodo del quoziente familiare, che favorisce a suo avviso le famiglie con reddito medio-alto e scoraggia il lavoro delle donne: ritiene che risultati più utili possano essere perseguiti con una politica delle detrazioni fiscali e degli assegni familiari.

 

Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN) invita il Ministro a chiarire se la dotazione di 215 milioni di euro del Fondo per le politiche della famiglia sia destinato a dare sostanza al suo dipartimento senza portafoglio.

 

Il ministro Rosy BINDI, rispondendo al deputato Santanchè, osserva che la dotazione del Fondo per le politiche della famiglia, pur non essendo elevata in assoluto rispetto alle finalità che il Governo intende perseguire, è comunque stata definita, in relazione alle limitate risorse disponibili, per consentire al suo dipartimento di perseguire le finalità illustrate, anche finanziando le strutture del dipartimento. Rileva peraltro come ulteriori strumenti d'intervento potrebbero rendersi disponibili attraverso accordi di programma con le regioni e gli enti locali, nonché avvalendosi di risorse private. Desidera infine formulare l'auspicio che possa da tutti essere compiuto uno sforzo comune per un cambiamento culturale che consenta di cancellare per sempre la piaga dei licenziamenti collegati alla maternità.

 

Lino DUILIO, presidente, ringrazia il Ministro Bindi per la sua disponibilità al confronto in Commissione.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 9.30.

 


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

Lunedì 30 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Lunedì 30 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Sartor e il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea.

 

La seduta comincia alle 11.

 

Disposisizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 24 ottobre 2006.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che deve essere concludersi l'esame preliminare congiunto dei disegni di legge finanziaria e di bilancio.

 

Gianluigi PEGOLO (RC-SE) sottolinea come la manovra di finanza pubblica per il 2007 sia di entità cospicua, giungendo a sfiorare i 35 miliardi di euro, osservando peraltro che sarà possibile conoscere l'importo esatto della manovra solo quando il provvedimento verrà licenziato definitivamente. La dimensione della manovra discende da alcune impostazioni iniziali e in particolare dalla ribadita necessità di far scendere il deficit di bilancio al 2,8 per cento del PIL, obiettivo che di per sé comporta lo stanziamento di circa 15 miliardi di euro. Si tratta di una scelta sulla quale il gruppo di Rifondazione comunista ha espresso riserve, sottolineando in particolare l'opportunità di una manovra meno pesante, oppure di una sua distribuzione su almeno due anni. Critica quindi il modo in cui sono stati gestiti i rapporti con l'Unione europea in questa fase, sottolineando peraltro che l'atteggiamento tenuto dalle autorità comunitarie è apparso molto più rigido che in passato, soprattutto se confrontato con quello a suo tempo tenuto con altri paesi. Sarebbe stato possibile - anche rispettando il vincolo del 2,8 per cento - ridurre l'entità della manovra in ragione della crescita che si è avuta sul fronte delle entrate, auspicando comunque che in futuro ci si muova su una linea più cauta e evidenziando altresì come una rapida compressione del debito rechi con sé effetti depressivi oltre che - inevitabilmente - un minor impegno sul fronte dell'equità.

Quanto ai rilievi critici dell'opposizione e di alcune categorie economiche, che hanno giudicato vessatorie le scelte fiscali nei confronti di alcune fasce sociali, in particolare i lavoratori autonomi o la piccola e media impresa, o in quanto carente per quel che riguarda le politiche strutturali, sottolinea che i provvedimenti di riordino delle aliquote IRPEF non fanno che ripristinare - e peraltro solo in parte - la progressività compromessa dai provvedimenti assunti a suo tempo da Tremonti, con la detassazione dei redditi medio-alti. Evidenzia inoltre, sul piano dello stato sociale, come la spesa sanitaria italiana sia in linea con quella degli altri paesi e che per la spesa previdenziale occorre tener conto di una serie di elementi (l'incidenza della spesa assistenziale, l'esiguità delle pensioni erogate, la diversità dell'impatto psicofisico delle varie professioni sulla durata e la qualità della vita). Ritiene che i rilievi critici che possono essere espressi nei confronti della manovra sono di natura diversa e per molti versi opposta a quella che ispira le opposizioni: in particolare, i limiti della manovra finanziaria stanno, piuttosto, in una serie di incongruenze che possono compromettere l'applicazione rigorosa del principio di progressività, determinando alcune anomalie in alcune fasce di reddito, evidenziando peraltro che il Governo ha allo studio interventi per porre rimedio a tali incogruenze.

La perdita del potere di acquisto di salari e stipendi è stata d'altronde così forte da richiedere misure ben più significative di quelle adottate: vi sono anzi provvedimenti contenuti nella finanziaria che rischiano di vanificare la redistribuzione del reddito, come nel caso dei previsti ticket sanitari, del possibile incremento della pressione fiscale locale derivante dai tagli ai trasferimenti agli enti locali e delle eventuali revisioni degli estimi catastali. Critica inoltre gli incrementi dei prelievi contributivi per i lavoratori dipendenti, auspicando che nel corso della discussione in sede parlamentare si intervenga al fine di evitare che questi provvedimenti possano comprimere i redditi.

Per quanto riguarda le misure di carattere sociale, evidenzia la necessità che venga incrementato il fondo per i non autosufficienti, che venga potenziato l'intervento per gli asili nido e che venga sostenuto il fondo sociale, ricordando che alcuni emendamenti approvati dalle Commissioni di merito si muovono in questa direzione. Auspica inoltre che vengano chiariti i dubbi relativamente ai provvedimenti relativi alla scuola e che vengano incrementate adeguatamente le risorse destinate ad università e ricerca, al fine si rendere possibile l'attuazione di politiche realmente innovative.

Critica inoltre la scelta di collegare alla manovra di bilancio il cosiddetto disegno di legge Lanzillotta sui servizi pubblici locali (col quale si rende obbligatoria la messa a gara della gestione di tutti i servizi pubblici di rilevanza economica), ricordando che il risultato pratico di una simile disposizione sarebbe la rimessa in discussione di tutte le gestioni pubbliche in house o miste pubblico-private a prescindere dal fatto se tali gestioni siano efficienti o meno. Ritiene infatti che la materia dei servizi pubblici locali debba rimanere di competenza delle autorità locali, alle quali deve spettare la decisione sulle modalità di affidamento del servizio.

Per quel che riguarda i provvedimenti in materia di sviluppo, sottolinea che mirano tutti a ridurre il costo del lavoro, ricordando peraltro come sia utile insistere, più che su politiche di riduzione del costo del lavoro, su politiche miranti ad aumentare l'innovazione.Ritiene, in conclusione, che la manovra finanziaria consegua l'obiettivo del risanamento ma non quelli dell'equità e dello sviluppo.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, replicando, sottolinea come l'obiettivo del risanamento, previsto dal programma di Governo, costituisca una delle finalità precipue del disegno di legge finanziaria, da perseguire anche favorendo la crescita economica e garantendo una maggiore equità sul piano sociale. Rispetto alle numerose questioni sollevate nel corso dell'esame preliminare dei documenti di bilancio, sottolinea come, attraverso l'esame degli emendamenti, sarà possibile valutare più specificamente alcune questioni molto rilevanti, con riferimento, tra l'altro, al patto di stabilità, al sostegno delle piccole e medie imprese, alla politica delle infrastrutture.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, replicando, esprime condivisione per le considerazioni del relatore, sottolineando altresì come l'obiettivo di risanare il debito pubblico in un arco di tempo molto ristretto costituisca non solo un vincolo posto dall'ordinamento comunitario ma anche uno strumento per dare impulso all'economia italiana, liberando risorse per finalità diverse da quelle del servizio del debito. Precisa inoltre che, nel corso dell'esame dei documenti di bilancio, verrà valutata l'opportunità di apportarvi modifiche, anche su iniziativa del Governo, tenendo presenti i vincoli tecnici, per esempio per quanto attiene al patto di stabilità o agli interventi finalizzati allo sviluppo (per i quali le scelte possibili sono comunque vincolate al rispetto di limiti ben precisi posti dall'ordinamento comunitario).

 

Lino DUILIO, presidente, dichiara concluso l'esame preliminare.

 

La Commissione passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti al disegno di legge finanziaria.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che il testo degli emendamenti segnalati dai gruppi è disponibile sul sito Internet, alla pagina della convocazione odierna della Commissione.

Quanto agli emendamenti non segnalati, avverte che sono disponibili i fascicoli relativi agli articoli da 3 a 41, 57, 58, 59, 71, da 74 a 80, 82, 85, 86, 166, 169, 170, 171, 172, 173, 177, 178 e 180 (vedi allegato 1).

Ricorda quindi che, come già preannunciato, nell'odierna seduta si procederà in primo luogo alle dichiarazioni di inammissibilità relative alle proposte emendative segnalate dai gruppi, che ammontano complessivamente a 938. Rileva che tale numero risulta significativamente superiore al limite di 750 emendamenti che era stato stabilito in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, e che ciò deriva dal fatto che il numero degli emendamenti segnalati da alcuni gruppi supera quello che era stato concordemente definito. Tuttavia, poiché il mancato rispetto del limite numerico sul quale si era convenuto riguarda la maggioranza così come l'opposizione, ritiene di dover consentire l'esame puntuale degli emendamenti segnalati che risultano eccedere la quota stabilita.

Quanto ai criteri adottati ai fini della valutazione di ammissibilità, fa presente di essersi attenuto a quelli consolidati nel corso degli anni. In particolare, per quanto concerne l'estraneità di materia, ricorda che non possono ritenersi ammissibili proposte emendative la cui materia non sia riconducibile al contenuto tipico della legge finanziaria, anche se disposizioni di analogo contenuto erano state inserite in precedenti leggi finanziarie. Non sono ammissibili gli emendamenti recanti deleghe legislative, ovvero disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi, gli emendamenti che rechino aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, quando non siano direttamente finalizzati al sostegno o al rilancio dell'economia, né gli emendamenti recanti norme di carattere localistico o microsettoriale. Sono state ritenute invece ammissibili le proposte emendative recanti misure di sostegno del reddito, purché per la loro entità risultino direttamente funzionali al sostegno o al rilancio dell'economia e suscettibili di incidere sulle grandezze del reddito nazionale. In particolare, sono stati dichiarati ammissibili gli interventi di sostegno al sistema produttivo, purché riferiti a interi comparti o volti a promuovere la ricerca e l'ammodernamento tecnologico. Sono stati invece giudicati inammissibili gli emendamenti intesi a provvedere a situazioni localizzate nel territorio ovvero a settori estremamente circoscritti, con limitato impatto sull'economia nazionale.

Per quanto attiene ai criteri adottati con riferimento alle diverse materie, precisa, per quanto concerne le misure in materia di calamità naturali, che sono ammissibili tutti gli interventi i quali facciano riferimento a calamità che siano state riconosciute da specifiche ordinanze di protezione civile, a prescindere dall'entità e dalla dimensione dell'evento calamitoso. Sono state poi ritenute ammissibili le proposte emendative volte a prevedere la realizzazione di opere infrastrutturali, anche se riferite ad ambiti territorialmente definiti, purché gli interventi risultino inclusi in programmi generali rilevanti a livello nazionale, in particolare quelli compresi nel programma delle infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443 del 2001. In base a questi criteri, sono ammissibili gli emendamenti volti alla realizzazione di interventi che interessino il territorio di almeno un'intera regione oltre che, ovviamente, quelli che riguardino più regioni o la cui realizzazione sia intesa a collegare il territorio nazionale a quello di Stati esteri, nonché gli emendamenti volti all'istituzione di Fondi di carattere nazionale la cui ripartizione sia affidata a successivi provvedimenti sulla base di apposite procedure.

Non sono state ammesse le proposte emendative incidenti su aspetti di carattere ordinamentale, in mancanza di effetti finanziari rilevanti e quantitativamente determinabili. Per quanto riguarda la materia del pubblico impiego, sono stati considerati ammissibili gli emendamenti che prevedano assunzioni di personale, riferite a categorie o settori delle pubbliche amministrazioni, particolarmente rilevanti dal punto di vista quantitativo o delle funzioni svolte, oltre a quelli che prevedano la proroga di rapporti in corso. Quanto agli interventi di sostegno alle attività produttive, avverte che sono stati considerati estranei gli emendamenti volti a determinare in via legislativa misure meramente ordinamentali incidenti su aspetti rimessi al mercato oltre che, ovviamente, quelli di carattere microsettoriale o localistico e che sono stati invece considerati ammissibili gli emendamenti che provvedono ad una rideterminazione dei criteri generali del settore e, in particolare, le disposizioni in materia di concessioni ovvero di gestione delle partecipazioni pubbliche, comprese le eventuali dismissioni di cespiti pubblici.

Con riferimento agli interventi di sostegno nel campo dell'agricoltura e della pesca, sono stati ritenuti ammissibili gli interventi per il sostegno di interi comparti di carattere nazionale e di grande impatto economico-produttivo e non sono stati ritenuti ammissibili gli interventi per il sostegno di singole produzioni di limitato rilievo economico, di singole produzioni colpite da infezioni di limitata portata territoriale ovvero di produzioni che si concentrino in aree territoriali estremamente circoscritte. Sono stati infine considerati ammissibili gli emendamenti volti ad introdurre modifiche al decreto-legge n. 262 del 2006, in ragione della sua connotazione quale provvedimento collegato alla manovra di bilancio, purché, ovviamente, venga assicurato il rispetto degli stessi limiti di contenuto e la necessità di idonea compensazione previsti per le proposte emendative riferite al disegno di legge finanziaria.

Con riferimento ai criteri adottati per la valutazione relativa all'adeguatezza e all'idoneità della copertura finanziaria, ricorda che, per quanto concerne i profili di compensazione, si è applicata la regola secondo cui gli emendamenti onerosi devono recare nel testo la relativa copertura finanziaria, integralmente formulata e riferita espressamente alle disposizioni proposte. Per quanto concerne il vincolo della compensatività, ai fini della valutazione delle proposte emendative, si è assunto il principio, stabilito nei commi 5 e 6 dell'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, che vieta di peggiorare il risultato corrente dell'anno precedente nonché i saldi fissati per il triennio di riferimento dal documento di programmazione economico-finanziaria, come approvato dalle Camere mediante le risoluzioni previste dai rispettivi regolamenti. In applicazione di tale principio, sono stati ammessi soltanto gli emendamenti compensativi, tali intendendosi gli emendamenti che garantiscono effetti finanziari almeno equivalenti a quelli del testo che tendono a modificare, nonché gli emendamenti volti ad introdurre riduzioni di spesa o aumenti di entrata.

Precisa che, ai fini dell'ammissibilità, gli effetti finanziari compensativi connessi alle singole proposte emendative devono risultare tali da assicurare contestualmente il rispetto delle misure del saldo netto da finanziare, dell'indebitamento netto della pubblica amministrazione e del fabbisogno del settore statale e che gli effetti compensativi devono presentare durata almeno pari a quella delle disposizioni onerose cui si riferiscono. Ricorda che gli oneri di parte corrente debbono essere compensati con risorse aventi la medesima natura contabile, al fine di evitare il peggioramento del risparmio pubblico, ciò implicando, a titolo di esempio, che le entrate derivanti da dismissioni non possono essere utilizzate a copertura di spese correnti. Ricorda inoltre che i limiti di impegno possono essere finanziati soltanto mediante risorse destinate alle medesime finalità ovvero mediante entrate correnti, purché di durata pari a quella del limite di impegno. Nel valutare la compensatività degli emendamenti, sono stati quindi considerati inammissibili gli emendamenti privi di compensazione, o la cui compensazione risulti insufficiente rispetto agli oneri, in base agli elementi disponibili, ovvero che rechino compensazioni manifestamente inidonee sul piano formale. A quest'ultimo riguardo, ricorda che sono stati considerati in particolare inammissibili per compensazione inidonea gli emendamenti che utilizzano a fini di copertura gli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente del Ministero degli affari esteri per finalità difformi rispetto all'adempimento degli obblighi internazionali, in quanto tale utilizzo risulta precluso dalla vigente disciplina contabile (articolo 11-ter, comma 1, lettera a), della legge n. 468 del 1978).

Sono invece ammissibili gli emendamenti volti ad utilizzare a copertura importi determinati dalla tabella C, anche limitatamente a singole voci, purché la riduzione sia contenuta entro la misura ritenuta ragionevole e sostenibile, anche sulla base delle esperienze degli scorsi anni e previa verifica con il Governo, del 10 per cento.

Ricorda infine che gli emendamenti dichiarati inammissibili sono stati suddivisi in tre distinti elenchi, che contengono rispettivamente gli emendamenti inammissibili per estraneità di materia, per carenza di compensazione e per inidoneità della copertura.

Alla luce degli esposti criteri di carattere generale, ricorda che risultano inammissibili le seguenti proposte emendative: l'emendamento Armani 14.9, in materia di giurisdizione sulle controversie relative alle tariffe d'estimo; l'emendamento Fratta Pasini 17.24, il quale autorizza l'Agenzia del demanio a concedere in uso gratuito al comune di Verona la Cinta magistrale della città; l'emendamento Lupi 20.283, limitatamente al comma 23-ter, in quanto rinvia ad un successivo provvedimento collegato l'istituzione di un fondo per la copertura di minori entrate; l'emendamento risulta inoltre nel suo complesso carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo Garavaglia 23.015, che vieta la partecipazione alle procedure per l'allocazione di capacità di interconnessione all'estero da parte dei soggetti che godono del corrispettivo a remunerazione del servizio di interrompibilità; l'emendamento Buonfiglio 32.33, il quale consente al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) di verificare la possibilità di reimpiego di sistemi informatici in uso presso pubbliche amministrazioni; l'emendamento D'Elpidio 32.34, che inserisce nell'ambito delle norme di revisione organizzativa dei ministeri la revisione delle componenti dell'indennità di servizio all'estero del personale del Ministero degli affari esteri; l'emendamento Zorzato 32.58, che consente la partecipazione alle unità tecnico-locali previste dalla legge sulla cooperazione internazionale da parte di esperti che abbiano prestato servizio presso organismi internazionali di cooperazione, facenti capo all'ONU o all'Unione europea; l'articolo aggiuntivo Cota 32.03, che conferisce al Governo una delega legislativa per il riordino dei ruoli del personale delle Forze armate e di polizia; l'emendamento Milana 37.7, che reca una norma interpretativa riferita all'attività di trasporto e custodia di fondi svolta dalla società Poste italiane SpA; l'articolo aggiuntivo Raiti 46.03, il quale disciplina il finanziamento della Commissione di sicurezza per le gallerie ferroviarie; l'articolo aggiuntivo Pellegrino 47.05, il quale reca disposizioni per il funzionamento del Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia; l'emendamento Brugger 51.12, il quale esclude dall'applicazione della regola del 2 per cento alcune università non statali situate nelle regioni Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta; gli identici articoli aggiuntivi Tabacci 55.03 e Nicola Rossi 55.011, che contengono disposizioni di contenuto programmatico volte fra l'altro a riconoscere un credito d'imposta in favore dei cittadini e delle imprese per i costi derivanti dall'adeguamento a leggi future. Si tratta di disposizioni che appaiono avere contenuto prevalentemente ordinamentale ovvero che, qualora s'intendessero suscettibili di determinare effetti diretti, risulterebbero tali da determinare minori entrate non quantificate né adeguatamente coperte; gli identici articoli aggiuntivi Tabacci 55.04 e Nicola Rossi 55.010, i quali, analogamente a quelli precedentemente richiamati, recano disposizioni di carattere ordinamentale riguardanti la disciplina generale sul procedimento amministrativo, che oltretutto appaiono suscettibili di determinare effetti negativi per la finanza pubblica, relativamente ai quali non è fornita idonea quantificazione; gli emendamenti risultano inoltre carenti di compensazione; l'articolo aggiuntivo Mura 55.09, il quale interviene sul meccanismo di rimborso delle spese elettorali a favore dei partiti politici, prevedendo che lo stesso sia effettuato comunque anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere; l'emendamento 57.14 dell'XI Commissione, che proroga al 31 dicembre 2007 la validità delle graduatorie per le assunzioni presso le pubbliche amministrazioni; l'emendamento Musi 57.37, il quale dispone l'inquadramento nei ruoli, nelle qualifiche corrispondenti alle funzioni svolte, in favore di circa venti dipendenti pubblici che hanno rivestito determinati incarichi per almeno quattro anni; l'emendamento Castellani 57.46 e l'articolo aggiuntivo Buemi 64.010, i quali autorizzano il Ministero della giustizia ad assumere gli idonei al concorso pubblico per posti di ufficiale giudiziario bandito nel 2002; l'articolo aggiuntivo 64.010 risulta altresì inammissibile per inidoneità della copertura; l'emendamento Porfidia 57.87, il quale proroga la validità di un concorso bandito nel 1998 per 184 posti di vigile del fuoco; l'emendamento Mura 57.88, il quale prevede il transito di ufficiali dell'Arma dei carabinieri, reclutati mediante specifico concorso, nei ruoli del servizio permanente; gli emendamenti Satta 57.92 e Sgobio 57.97, che estendono l'applicazione di disposizioni in materia di stabilizzazione del personale ai docenti convenzionati in servizio presso gli Istituti di formazione della Marina militare; l'emendamento Bressa 57.175, volto ad autorizzare il reclutamento di ufficiali dei ruoli speciale e tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri per complessive cinquantanove unità mediante concorso riservato ai frequentatori di determinati corsi; l'articolo aggiuntivo Fabris 57.08, il quale esclude dalla mobilità gli insegnanti di sostegno; l'articolo aggiuntivo Zeller 62.01, che autorizza l'assunzione di personale presso gli uffici periferici delle amministrazioni statali e degli enti pubblici situati nel territorio della provincia di Bolzano; l'emendamento 66.2 della VII Commissione, che prevede la nomina ad insegnanti in favore di candidati che abbiano partecipato a procedure concorsuali specificamente individuate; l'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 64.03, il quale interviene in materia di individuazione dei soggetti che possono ricoprire incarichi negli uffici di diretta collaborazione della Presidenza del Consiglio dei ministri nonché dei Ministeri; l'emendamento Sasso 66.151, limitatamente alle parole: «I commi 1 e 2 dell'articolo 5 della legge 8 marzo 2003, n. 53, sono abrogati», in quanto incidono su una delega legislativa; l'emendamento Meloni 68.175, che disciplina le modalità di organizzazione delle iniziative e delle attività scolastiche integrative anche mediante convenzioni con le associazioni studentesche; l'articolo aggiuntivo Di Centa 68.03, il quale autorizza la spesa di tre milioni di euro per il triennio 2007-2009 per il finanziamento del progetto pilota riservato ai giovani atleti italiani praticanti gli sport invernali; l'emendamento Antonio Pepe 70.10, il quale abroga una disposizione secondo cui i ricercatori non possono svolgere attività libero-professionali connesse all'iscrizione ad albi professionali; l'emendamento Oliva 70.14, che interviene sulla disciplina ordinamentale del personale laureato di ruolo dell'area tecnico-scientifica e socio-sanitaria in servizio nelle università; l'emendamento Pellegrino 70.18, che reca disposizioni in materia di conferimento degli incarichi di docenza da parte delle università ai dirigenti medici; l'emendamento Giudice 70.43, che autorizza le assunzioni a tempo indeterminato limitatamente ad alcune categorie di personale da impiegare in servizi di supporto alle attività di laboratorio e ricerca degli atenei; l'emendamento Costantini 80.17, il quale vieta che siano nominati amministratori di enti pubblici i soggetti che abbiano ricoperto incarichi analoghi in enti che abbiano registrato perdite di esercizio; l'emendamento Suppa 85.85, il quale modifica la disciplina delle notificazioni nei procedimenti di esecuzione forzata nei riguardi delle pubbliche amministrazioni; l'articolo aggiuntivo 85.021 Oliva, che prevede la concessione di un assegno sociale mensile ai cittadini italiani ultrasessantacinquenni residenti all'estero; l'articolo aggiuntivo risulta altresì carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo Bafile 86.012, recante disposizioni per il conferimento di assegni per il diritto allo studio dei minori italiani all'estero; l'articolo aggiuntivo Bafile 86.013, il quale prevede l'erogazione di un assegno di solidarietà per i cittadini italiani ultrasessantacinquenni residenti all'estero; l'articolo aggiuntivo Tremaglia 86.016, il quale prevede la concessione di un assegno sociale mensile ai cittadini italiani ultrasessantacinquenni residenti all'estero; l'articolo aggiuntivo Affronti 88.019, che reca una norma di carattere interpretativo relativa ai trattamenti di quiescenza e di fine rapporto del personale ospedaliero; l'articolo aggiuntivo risulta inoltre carente di compensazione; l'emendamento Ossorio 93.8, il quale prevede un contributo in favore della ex struttura sanitaria «Leonardo Bianchi» di Napoli; l'emendamento Mancuso 94.9, il quale include i laureati in veterinaria tra i soggetti che possono svolgere la funzione di responsabile del magazzino nel settore della distribuzione dei medicinali; l'emendamento Alberto Giorgetti 102.04, il quale autorizza la spesa di 2 milioni di euro annui per il potenziamento del controllo sul doping; l'articolo aggiuntivo Ossorio 122.012, il quale reca misure ordinamentali in materia di autorizzazione all'attivazione di impianti da parte di radio e televisioni di quartiere e di piccole città; gli articoli aggiuntivi Raiti 137.05 e 137.07, il quale reca misure ordinamentali in materia di attività di dragaggio; l'articolo aggiuntivo Baratella 139.03, che autorizza la spesa di 300 mila euro per la potabilizzazione dell'acqua nella provincia di Rovigo; l'articolo aggiuntivo risulta altresì carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo Raiti 142.06, il quale prevede un finanziamento per la realizzazione della strada statale n. 120 (Fiumefreddo); l'emendamento 144.8 della IX Commissione, il quale autorizza la spesa di 100.000 euro annui per la sicurezza e la salvaguardia della vita nei laghi maggiori; l'emendamento Conte 144.25, il quale preclude ai vigili urbani l'accertamento delle violazioni ai limiti di velocità sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali mediante autovelox; l'emendamento Alberto Giorgetti 148.44, il quale prevede l'istituzione di un'Autorità nazionale per la sicurezza alimentare e la contestuale creazione di una Commissione per individuare la città che dovrà esserne sede; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 149.03, che reca disposizioni ordinamentali in materia di gestione delle risorse idriche; l'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 150.04, il quale reca disposizioni per il recupero, da parte dei soggetti falliti, dei requisiti di onorabilità previsti per l'esercizio dell'attività commerciale e somministrazione di alimenti e bevande; l'emendamento Fundarò 152.96, il quale individua i soggetti che possono stipulare le polizze assicurative contro i danni nel settore agricolo; l'articolo aggiuntivo Brugger 152.012, che esenta dalla tassazione sulle successioni e donazioni i trasferimenti di masi chiusi; l'emendamento 156.1 dell'VIII Commissione, che vieta, a partire dal 1o gennaio 2010, la commercializzazione di sacchi per l'asporto delle merci non biodegradabili; l'emendamento Cicu 157.10, che autorizza la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2007 per la bonifica dei siti di importanza comunitaria soggetti a servitù militare; l'emendamento Marras 157.12, che reca un finanziamento per la bonifica degli specchi di mare antistanti i poligoni di Teulada e Capo Frasca; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 158.03, il quale reca disposizioni ordinamentali volte alla tutela del suolo; l'articolo aggiuntivo reca inoltre una compensazione inidonea; l'emendamento 160.1 dell'VIII Commissione, il quale prevede che nel documento di programmazione economico-finanziaria si debba dar conto dello stato di attuazione degli impegni derivanti dal protocollo di Kyoto; l'articolo aggiuntivo Fundarò 161.010, che istituisce i parchi nazionali delle Isole Egadi e dell'isola di Pantelleria; l'articolo aggiuntivo è altresì carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo Poletti 161.011, che autorizza un contributo triennale alla comunità del Garda per l'esecuzione di controlli limnologici nonché di attività di vigilanza ambientale sul Lago di Garda; l'emendamento 164.01 della VII Commissione, che esclude l'istituto Domus mazziniana di Pisa dal processo di fusione e unificazione di cui al decreto legislativo n. 419 del 1999; abroga il regolamento di riorganizzazione della Giunta centrale degli Studi storici e degli enti storici nazionali e sopprime il finanziamento per l'Istituto storico Giuseppe Garibaldi; l'emendamento Colasio 165.29, che detta disposizioni in materia di duplicazione di film da parte della Cineteca nazionale; l'articolo aggiuntivo 170.01 dell'XI Commissione, che reca disposizioni ordinamentali concernenti le modalità di comunicazione di dimissioni volontarie dei prestatori d'opera; l'articolo aggiuntivo Palomba 181.02, il quale interviene sulla disciplina organizzativa della sede del provveditorato alle opere pubbliche di Cagliari; l'articolo aggiuntivo Zorzato 181.04, che autorizza il Ministero degli affari esteri a stipulare contratti di consulenza per iniziative per attività di cooperazione allo sviluppo; l'emendamento Mantini 182.6, il quale prevede una spesa per il finanziamento di un progetto denominato «Buoni Vacanze»; l'emendamento 186.3 Turco, che modifica i criteri per la ripartizione della quota dell'8 per mille dell'IRPEF, con riferimento alla destinazione alle quote relative alle scelte non espresse; l'emendamento è inammissibile in quanto vertente su materia regolata da accordi con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, sulla quale non è possibile intervenire direttamente con legislazione ordinaria; l'articolo aggiuntivo Rugghia 187.08, il quale reca disposizioni in materia di cessione di immobili di cooperative edilizie costituite tra appartenenti alle Forze armate e di polizia; l'articolo aggiuntivo risulta altresì carente di compensazione; l'emendamento 194.1 della I Commissione, limitatamente ai commi 2 e 5, i quali concernono l'Osservatorio per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e l'Anno europeo per le pari opportunità, materie già trattate dagli articoli 185 e 186 che sono stati oggetto di stralcio; l'articolo aggiuntivo Zanotti 198.02, il quale abroga disposizioni in materia di controlli sulle invalidità civili, l'articolo aggiuntivo risulta altresì carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo 200.01 della I Commissione, che interviene sulla disciplina relativa ai benefici per le vittime del terrorismo; l'articolo aggiuntivo 200.02 della I Commissione, che estende i benefici previsti per le vittime del terrorismo ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica e a quelli delle vittime della banda della Uno bianca; l'articolo aggiuntivo Piazza 200.09 che prevede l'istituzione di un fondo acqua bene comune per favorire le disponibilità di acqua nei paesi in via di sviluppo; l'articolo aggiuntivo Poletti 203.01 il quale reca il divieto di imporre costi aggiuntivi per l'acquisto di carte telefoniche prepagate; l'articolo aggiuntivo Leddi Maiola 207.04 che interviene in materia di utilizzazione da parte della regione Piemonte delle risorse stanziate per i giochi olimpici invernali di Torino 2006, l'articolo aggiuntivo risulta altresì carente di compensazione; l'articolo aggiuntivo Cossiga 214.081, che estende le disposizioni in materia di sostegno alle vittime del terrorismo anche ai parenti degli aviatori italiani morti nell'abbattimento dell'aereo G222 avvenuto a Sarajevo nel 1992; l'emendamento Caparini Tab. C. 9 che riduce la voce della tabella C relativa all'Agenzia del demanio in misura superiore al 10 per cento (il taglio proposto è di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio su una dotazione complessiva di 125 milioni per il 2007, di 130 milioni per il 2008 e di 135 milioni di euro per il 2009); l'emendamento Venier Tab. C. 15 che reca una riduzione alla tabella C di entità largamente superiore al 10 per cento e utilizza a copertura di oneri correnti risorse della medesima tabella di conto capitale.

Per quanto concerne le restanti proposte emendative non segnalate e riferite agli articoli recanti disposizioni di carattere fiscale (con riferimento agli articoli da 3 a 30), ricorda che sono inammissibili per estraneità di materia: l'emendamento Filippi 5.161 che disciplina il rinnovo e la composizione dei consigli di amministrazione delle società acquisite dalla società «Riscossione SpA»; gli emendamenti Campa 5.69 e Alberto Giorgetti 5.141 i quali intervengono sulla disposizione di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto-legge n. 223 del 2006, che sopprime le commissioni per l'iscrizione al ruolo degli agenti di mediatore, nonché sulla disciplina delle sanzioni relative all'attività di mediatore; l'emendamento Vannucci 5.128 il quale sopprime la possibilità di dare la disdetta per suggellamento dell'abbonamento radiotelevisivo; gli identici emendamenti Alemanno 5.186, Osvaldo Napoli 5.194 e Lulli 5. 354, i quali abrogano le norme soppressive di alcune commissioni operanti nel settore della mediazione, istituendo una sede di concertazione tra il Governo e le associazioni degli agenti immobiliari, e modificano le sanzioni per abusivo esercizio dell'attività di mediatore; l'emendamento Marras 5.279, il quale abroga disposizioni che sopprimono alcuni organi consultivi della pubblica amministrazione e modifica la misura delle sanzioni per abusivo esercizio dell'attività di mediazione; l'emendamento Bertolini 5.379, volto ad abrogare l'articolo 11 del decreto-legge n. 223 del 2006, il quale sopprime organi collegiali consultivi della pubblica amministrazione; l'emendamento Peretti 5.244, volto a modificare la disciplina del codice civile in materia di adempimenti conseguenti alla perdita dei requisiti di mutualità prevalente da parte delle cooperative; l'articolo aggiuntivo Adolfo 5.021, riguardante la definizione delle modalità di svolgimento delle operazioni di cambio di assegni e di valuta, nonché le anticipazioni, da parte dei gestori delle case da giuoco; l'emendamento Marras 8.66, il quale reca una disposizione relativa all'ordinamento contabile degli enti locali, concernente il trattamento delle opere da essi realizzate; l'articolo aggiuntivo Alemanno 9.01, che conferisce ai comuni dell'isola di Capri o delle isole minori la facoltà di istituire appositi contributi di sbarco; gli articoli aggiuntivi Osvaldo Napoli 9.05 e Soffritti 9.08, che modificano i criteri per la ripartizione della quota dell'8 per mille dell'IRPEF, con riferimento alla destinazione alle quote relative alle scelte non espresse; gli emendamenti sono inammissibili in quanto vertenti su materia regolata da accordi con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, sulla quale non è possibile intervenire direttamente con legislazione ordinaria; l'articolo aggiuntivo Filippi 14.07, volto a individuare nel Consiglio comunale l'organo competente ad assumere talune deliberazioni in materia di ICI; gli emendamenti Filippi 11.18 e 11.19 che modificano il codice di procedura civile, intervenendo sulle modalità della notificazione degli atti; l'emendamento Filippi 11.20, che riduce la sospensione feriale dei termini processuali delle giurisdizioni ordinaria e speciali; l'articolo aggiuntivo Filippi 11.014 il quale prevede che la differenza di posizione economica degli ufficiali giudiziari non incide sull'interfungibilità delle loro funzioni; l'articolo aggiuntivo Filippi 11.015, il quale modifica una disposizione del codice di procedura civile in materia di assistenza all'azione degli ufficiali giudiziari in materia di sfratti; l'emendamento Milana 12.16, volto a istituire un servizio di informazione e consulenza per la predisposizione dei piani abitativi locali; l'articolo aggiuntivo Caparini 13.01, il quale interviene sulle modalità di pagamento del canone RAI, prevedendo sostanzialmente che sia tenuto a pagarlo solo chi presenta richiesta in tale senso; l'articolo aggiuntivo Filippi 14.06, il quale disciplina competenze e mezzi di prova della giurisdizione amministrativa, devolvendo ad essa le controversie in materia di tariffe d'estimo; l'articolo aggiuntivo Cialente 15.01, il quale estende al territorio della Provincia de L'Aquila le agevolazioni gli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale di cui all'articolo 11, comma 8 del decreto-legge n. 35 del 2005; l'articolo aggiuntivo Filippi 15.02, il quale interviene sulla disciplina relativa alla comunicazione del trasferimento di proprietà dei beni culturali; l'emendamento 16.14 della IX Commissione che interviene sulla disciplina contabile dello stato di previsione del Ministero dei trasporti, al fine di dare evidenza contabile ad un piano gestionale nel capitolo di bilancio dell'ENAC; l'emendamento Carbonella 16.42, il quale interviene sulla disciplina contabile delle risorse preordinate alla contiguità territoriale della Sardegna, nell'àmbito del bilancio dell'ENAC; l'emendamento Fratta Pasini 17.9 che autorizza l'Agenzia del demanio a concedere in uso gratuito al comune di Verona la Cinta magistrale della città; l'emendamento Caparini 17.19, il quale consente alle società di calcio professionistiche, che intendono realizzare nuovi impianti sportivi o ristrutturarli, di avvalersi di procedure previste dalla disciplina sulla finanza di progetto, consentendo inoltre ai comuni di mutare la destinazione d'uso degli immobili inseriti negli strumenti urbanistici; l'articolo aggiuntivo Maran 17.07, il quale interviene sulla disciplina relativa alla cessione di immobili in favore dei profughi istriani; l'articolo aggiuntivo Giovanardi 17.09, il quale interviene in materia di cessione di immobili a profughi della seconda guerra mondiale; l'emendamento Peretti 19.36, che modifica la disciplina del Fondo di rotazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione e del Fondo per gli interventi a salvaguardia dei livelli di occupazione; l'emendamento Piazza 20.43 il quale prevede innanzitutto che, contro i provvedimenti adottati nell'ambito della procedura di discarico per inesigibilità e reiscrizione dei ruoli nei confronti di concessionari della riscossione, è esclusa la giurisdizione delle Commissioni tributarie. Inoltre, l'emendamento, modificando l'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo n. 545 del 1992, incide sui requisiti dei componenti dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni tributarie; l'emendamento Crisafulli 20.52 il quale interpreta la legislazione vigente in materia, nel senso che le controversie concernenti all'applicazione dei canoni imposte e diritti, appartengono alla legislazione tributaria, ma non quelle relative agli atti che concernono la formazione della loro entità che rimangono di competenza della giurisdizione amministrativa; l'emendamento Leone 20.66 il quale prevede che, contro i provvedimenti adottati nell'ambito della procedura di discarico per inesigibilità e reiscrizione dei ruoli nei confronti di concessionari della riscossione, è esclusa la giurisdizione delle Commissioni tributarie; l'emendamento Giudice 20.139, il quale modifica la disciplina per l'autenticazione degli atti relativi agli autoveicoli e alle imbarcazioni da diporto, agli effetti della trascrizione nei pubblici registri; l'articolo aggiuntivo Burchiellaro 20.06 che consente la vendita al dettaglio di sigari in confezioni da uno a più esemplari; l'articolo aggiuntivo Caparini 20.013, limitatamente alla lettera c) del comma 1, che consente agli enti pubblici operanti nei territori montani di affidare, mediante convenzioni, l'esecuzione di servizi sociali a società, cooperative e organizzazioni di volontariato, in deroga alle leggi vigenti; l'articolo aggiuntivo Soffritti 20.017 che disciplina i poteri di ordinanza dei sindaci nelle situazioni di emergenza; gli articoli aggiuntivi Fugatti 20.034 e D'Elpidio 20.030 i quali recano una delega legislativa al Governo in materia di spettacolo dal vivo, istituiscono l'Ufficio del Ministero per i beni e le attività culturali per la promozione ed esportazione della musica all'estero ed intervengono inoltre in materia di disciplina della circolazione stradale dell'attività itinerante dello spettacolo dal vivo; l'articolo aggiuntivo Osvaldo Napoli 21.03 che attribuisce ai sindaci speciali poteri di ordinanza in relazione a emergenze sociali e ambientali; l'articolo aggiuntivo Caparini 23.09 il quale istituisce un marchio di garanzia e la certificazione di ecocompatibilità per il legno; l'articolo aggiuntivo Caparini 23.08 il quale mira a definire le modalità di ritiro dell'energia elettrica prodotta nelle zone montane da fonti rinnovabili, nonché a ridurre le tariffe elettriche nei territori montani; l'articolo aggiuntivo Milanato 23.07 che modifica la misura dell'addizionale in favore delle province sul consumo dell'energia elettrica; gli articoli aggiuntivi Milanato 23.012, Lulli 23.01 e Campa 23.06 che vietano la partecipazione alle procedure per l'allocazione di capacità di interconnessione all'estero per i soggetti che godono del corrispettivo a remunerazione del servizio di interrompibilità; l'articolo aggiuntivo Caparini 25.03 che mira a definire le modalità di ritiro dell'energia elettrica prodotta nelle zone montane da fonti rinnovabili, nonché a ridurre le tariffe elettriche nei territori montani; l'articolo aggiuntivo Mereu 26.05, il quale disciplina la tensione di alimentazione delle macchine mobili da utilizzare nelle cave e nelle miniere; l'articolo aggiuntivo Villari 27.04, il quale prevede che le aziende elettriche minori isolane, non trasferite all'ENEL, che si colleghino alla terraferma con elettrodotti sottomarini, continuino a fruire del regime di integrazione tariffaria; l'emendamento Napoletano 28.4, che inserisce gli agronomi e i dottori forestali tra i soggetti che possono effettuare la perizia richiesta al fine dell'individuazione del costo delle aree occupate da fabbricati strumentali, prevista dall'articolo 36, comma 7, del decreto-legge n. 223 del 2006; gli identici articoli aggiuntivi Campa 28.02 e Mondello 28.06, i quali riconoscono agli enti gestori delle case da gioco l'esercizio dell'azione di pagamento dei debiti di gioco, in deroga all'articolo 1933 del codice civile e conferisce al Ministro dell'interno il potere regolamentare di definire le modalità di svolgimento delle operazioni di cambio di assegni e di valuta, nonché di anticipazione; gli identici articoli aggiuntivi Campa 28.04 e Mondello 28.07 i quali affidano ad un regolamento del Ministro dell'interno la definizione dei criteri di controllo all'interno delle case da gioco; l'articolo aggiuntivo Campa 28.03 il quale disciplina le condizioni per adibire i locali delle case da gioco in modo che gli stessi possano essere utilizzati contemporaneamente da fumatori e non fumatori; l'articolo aggiuntivo Mazzocchi 28.05 il quale reca disposizioni in materia di cancellazione dei dati personali dei debitori da banche dati pubbliche o private; l'emendamento Laurini 29.2 il quale autorizza una detrazione fiscale per interventi di recupero immobiliare effettuati in una specifica area del centro storico di Napoli; l'emendamento Ossorio 29.7, il quale istituisce una commissione ministeriale per individuare le misure fiscali più appropriate alla conservazione e valorizzazione degli immobili situati nei centri storici riconosciuti dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità; l'articolo aggiuntivo Filippi 29.07, il quale sopprime la necessità di autorizzazione prefettizia per l'esecuzione delle sentenze di sfratto delle farmacie; l'emendamento Catone 30.58, volto a estendere la possibilità di iscrizione nel Registro internazionale alle navi che effettuano navigazione di cabotaggio; l'articolo aggiuntivo Filippi 30.013, il quale pone a carico del bilancio dello Stato i canoni di locazione non corrisposti in caso di mancata esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili per morosità; l'articolo aggiuntivo Filippi 30.014, che modifica la disciplina per l'autenticazione della sottoscrizione di atti aventi ad oggetto l'alienazione di beni immobili.

Per quanto concerne le restanti proposte emendative non segnalate e riferite agli articoli recanti disposizioni sul patto di stabilità interno (con riferimento agli articoli da 73 a 80) ricorda inoltre che sono inammissibili per estraneità di materia: l'emendamento Nicco 73.17, che prevede che si producano a decorrere dal 31 marzo 2007, a favore della Regione Val d'Aosta e in particolare della Caserma Testafochi di Aosta, gli effetti delle disposizioni sull'uso di beni immobili delle forze armate per l'edilizia universitaria; l'emendamento Saglia 74.27, che conferisce una delega al Governo in materia di determinazione del saldo per gli enti locali che erogano contributi annuali a beneficio delle società che gestiscono servizi pubblici locali; gli articoli aggiuntivi Marchi 74.01, 74.03 Napoli e 74.010 Saglia che modificano la disciplina relativa alla forma di gestione del servizio idrico, sopprimendo la personalità giuridica attribuita alla autorità di ambito territoriale e modificandone in generale la disciplina; l'emendamento Costantini 76.10, che reca una disciplina di carattere ordinamentale sui requisiti dei componenti degli organi di revisione degli enti locali; l'emendamento Ascierto 76.11, che disciplina l'obbligo di trasferire di sede gli eletti negli enti locali dipendenti delle amministrazioni delle forze armate e di polizia; l'emendamento Fratta Pasini 76.19, che prevede la facoltà per sindaci e assessori di stipulare una polizza sulla vita e contro gli infortuni, con oneri a carico della pubblica amministrazione; l'emendamento Provera 76.50, concernente l'incremento della pensione dei lavoratori che ricoprono cariche elettive; l'articolo aggiuntivo Crapolicchio 76.02, che modifica la durata del mandato del sindaco e del presidente della provincia; l'emendamennto Costantini 80.5, che reca una disposizione di carattere ordinamentale che vieta la nomina ad amministratore di ente o aziende pubblica partecipata dallo Stato per coloro i quali, avendo ricoperto incarichi analoghi in precedenza, hanno chiuso in perdita tre esercizi finanziari consecutivi; l'emendamento 80.23 D'Alia, che abroga le norme del testo unico enti locali relative alla disciplina del direttore generale dei comuni e delle province; l'articolo aggiuntivo 80.013 Pedrini, che modifica le norme del testo unico enti locali sulle modalità di nomina del collegio dei revisori dei conti degli enti locali; l'articolo aggiuntivo 80.014 Romano l'articolo aggiuntivo reca agevolazioni tariffarie con riferimento esclusivo ai voli degli amministratori locali dei comuni delle isole minori, di Sicilia e si Sardegna; l'articolo aggiuntivo 80.018 Galli, che reca principi e criteri direttivi nei confronti dei soggetti competenti alla gestione delle risorse idriche, nelle regioni e negli enti locali; l'articolo aggiuntivo 80.019 Delbono, che reca disposizioni in materia di prescrizione dell'azione di responsabilità amministrativa, in particolare prevedendo una diversa decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale nonché condizioni per la sospensione del giudizio dinanzi alla Corte dei conti.

Con riferimento agli emendamenti segnalati, altri risultano inammissibili per carenza di compensazione o per compensazione inidonea (vedi allegato 2).

Con riferimento agli articoli da 3 a 30 e da 74 a 80, risultano inammissibili per carenza di compensazione altre proposte emendative (vedi allegato 3).

Avverte infine che, entro le ore 15,30 di oggi, potranno essere presentate le richieste di riesame delle proposte emendative dichiarate inammissibili; invita, in proposito, a corredare le richieste di apposita motivazione, allo scopo di fornire un supporto nella riconsiderazione del giudizio di inammissibilità. Ricorda inoltre che resta fermo che, ovviamente, gli emendamenti non potranno essere riformulati ai fini del riesame di ammissibilità; ciò vale anche con riferimento alle compensazioni, le quali, costituendo parte integrante delle proposte emendative, non potranno essere modificate.

Avverte quindi che il Governo ha presentato due emendamenti riferiti agli articoli 3 e 181 (vedi allegato 4).

Per quanto concerne l'emendamento 3.140, si riserva di valutarne l'ammissibilità una volta acquisiti alcuni chiarimenti da parte del Governo per quanto concerne i profili finanziari. In particolare, segnala che in assenza di puntuali informazioni circa il modello utilizzato per la quantificazione, non è possibile effettuare una verifica della stessa. Il problema più delicato che si pone con riferimento a tale emendamento attiene alla copertura indicata per la compensazione dei maggiori oneri che ne derivano. Tale copertura consiste in un ulteriore incremento, oltre a quello già scontato nel testo originario del disegno di legge, dei proventi assicurati dall'accisa sui tabacchi.

In considerazione dell'andamento del gettito dell'accisa nell'anno in corso, che ha evidenziato, come emerso recentemente nel corso dell'esame del disegno di legge di assestamento, una significativa contrazione, potrebbero non prodursi gli effetti desiderati per cui l'emendamento risulterebbe privo di adeguata compensazione. Visto il rilievo delle questioni oggetto dell'emendamento, sollecita la tempestiva trasmissione da parte del Governo degli elementi necessari per consentire alla presidenza di valutarne l'ammissibilità. Ricorda che soltanto successivamente alla verifica della ammissibilità, la presidenza potrà stabilire un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti all'emendamento del Governo.

Appaiono opportuni chiarimenti, infine, in merito agli effetti finanziari quantificati per la soppressione del comma 1 dell'articolo 84, cui la relazione tecnica fa espresso riferimento. Ciò in quanto dalla richiamata soppressione, non risulta alcuna sostanziale modifica alla disciplina in materia di previdenza complementare poiché si è provveduto, contestualmente, ad introdurre le medesime disposizioni nel decreto legislativo n. 252/2005.

 

Gianfranco CONTE (FI) osserva che la valutazione di ammissibilità degli emendamenti è stata, sino a questo momento, limitata alle proposte emendative segnalate dai gruppi e ad una parte soltanto delle restanti. Al riguardo, fa presente che ciò può creare difficoltà ai deputati che intendano sostituire gli emendamenti segnalati dichiarati inammissibili, in quanto questi ultimi potrebbero essere sostituiti da emendamenti che saranno dichiarati inammissibili in seguito.

 

Lino DUILIO, presidente, dopo aver ricordato che il numero di emendamenti segnalati dai gruppi è sensibilmente superiore al limite di 750 che era stato stabilito in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, assicura comunque che la valutazione di ammissibilità su tutti gli emendamenti presentati sarà completata nel più breve tempo possibile.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA) chiede di sapere in base a quali disposizioni regolamentari possa essere dichiarato inammissibile una proposta emendamentiva segnalata dai gruppi, come nel caso del suo articolo aggiuntivo 19.02, quando da parte dei presentatori sia stato rappresentato direttamente al presidente della Commissione che la proposta reca un errore materiale. Nel caso di specie, infatti, aveva avuto modo di segnalare immediatamente al presidente Duilio che il testo dell'emendamento non era corredato della compensazione che era stata predisposta. Auspica quindi che si eviti un'eccessiva rigidità e si ammetta la possibilità di rimediare all'errore compiuto.

 

Lino DUILIO, presidente, dichiara di comprendere le argomentazioni del deputato Reina, ma fa presente che la presidenza si è attenuta a un criterio il più possibile uniforme nell'applicazione delle disposizioni in materia di ammissibilità degli emendamenti ai disegni di legge finanziaria e di bilancio. Ciò vale anche per quanto riguarda la regola che esclude la possibilità di riformulare il testo di emendamenti successivamente alla loro presentazione.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) chiede di sapere se i problemi segnalati dal presidente a proposito dell'emendamento 3.140 del Governo, relativamente alla copertura attraverso le accise sui tabacchi, possano valere anche per gli emendamenti d'iniziativa parlamentare che, ai fini della copertura, ricorrono alle accise sugli alcolici.

 

Lino DUILIO, presidente, chiarisce che gli aspetti problematici segnalati in precedenza erano riferiti specificatamente all'emendamento 3.140 del Governo.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) esprime perplessità sul fatto che tre emendamenti presentati da deputati del suo gruppo, che tendevano ad introdurre misure a favore dell'agricoltura compensate mediante riduzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, siano stati dichiarati inammissibili. Chiede pertanto di conoscere le ragioni di tale decisione e, in particolare, di sapere se gli emendamenti possano essere riformulati mediante l'individuazione di una diversa copertura.

 

Lino DUILIO, presidente, rispondendo all'ultima questione sollevata dal deputato Garavaglia, fa presente che non è possibile modificare la copertura degli emendamenti dichiarati inammissibili, anche perché ciò consentirebbe di aggirare sistematicamente la dichiarazione di inammissibilità per carenza o inidoneità della compensazione.

 

Andrea RICCI (RC-SE) fa presente che, come accennato dal presidente, il numero degli emendamenti segnalati dai gruppi è stato circa del 25 per cento superiore al limite concordato, mentre il suo gruppo si è invece attenuto strettamente al limite indicatogli. Pertanto, al fine di non favorire i gruppi che abbiano superato detto limite, chiede che anche agli altri gruppi sia data la possibilità di derogare al limite previsto nella stessa misura.

 

Lino DUILIO, presidente, dopo aver ricordato come i gruppi che versano nella situazione indicata dal deputato Ricci risultino essere quelli di Rifondazione Comunista, dell'Italia dei Valori e della Rosa nel Pugno, ritiene si possa fissare alle 13.30 di oggi il termine entro il quale detti gruppi potranno integrare il numero degli emendamenti segnalati, in modo tale da ristabilire una completa parità di trattamento tra tutti i gruppi.

Roberto VILLETTI (RosanelPugno), premesso di condividere la soluzione individuata dal presidente, auspica che la Commissione voglia attenersi alla prassi già adottata in passato, la quale prevedeva che gli emendamenti fossero esaminati previo raggruppamento per materia. Ciò risulterebbe utile, a suo avviso, anche al fine di rendere politicamente più significativo l'esame degli stessi da parte della Commissione, che necessariamente sarà limitato a una parte soltanto degli emendamenti presentati e, probabilmente, anche di quelli segnalati dai gruppi, mentre i restanti emendamenti dovranno essere considerati respinti ai fini della ripresentazione in Assemblea. Ritiene infine che sarebbe utile consentire ai gruppi, entro certi limiti, di segnalare anche in seguito gli emendamenti che dovessero assumere particolare rilevanza nel prosieguo dell'esame.

 

Lino DUILIO, presidente, assicura che si sforzerà di organizzare al meglio i lavori della Commissione, compatibilmente con i tempi a disposizione: in particolare, fa presente che, seppur in casi eccezionali, potrà essere valutata la possibilità di consentire ai gruppi di segnalare ulteriori emendamenti nel corso dell'esame.

 

Gianfranco CONTE (FI), con riferimento ad alcuni suoi emendamenti dichiarati inammissibili per carenza di compensazione, fa presente che aveva provveduto ad indicare, con lettera, una copertura per 2 miliardi di euro.

 

Salvatore RAITI (IdV) sottolinea le proprie perplessità sulla dichiarazione di inammissibilità relativa ad alcuni suoi emendamenti. In particolare, sottolinea che un suo emendamento, concernente misure in materia di dragaggio, è stato dichiarato inammissibile pur riproducendo il testo di un emendamento presentato in precedenza nell'ambito dell'esame del decreto-legge fiscale n. 262, emendamento che ritirato al fine di ripresentarlo in sede di esame del disegno di legge finanziaria.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che le circostanze riferite da ultimo dal deputato Raiti debbano essere valutate con specifica attenzione.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) esprime le proprie perplessità sulla dichiarazione di inammissibilità relativa ad alcuni suoi emendamenti, volti a correggere disposizioni che, a suo avviso, violano lo Statuto di autonomia della Regione siciliana.

 

Gaspare GIUDICE (FI) osserva che gli emendamenti presentati dal Governo, qualora fossero dichiarati ammissibili, assorbirebbero alcuni degli emendamenti segnalati dal suo gruppo: chiede pertanto che sia consentita la sostituzione di questi ultimi emendamenti con altri non segnalati in precedenza.

 

Lino DUILIO, presidente, ricordata la possibilità di presentare subemendamenti agli emendamenti presentati dal Governo, fa presente che, ove si accedesse alla richiesta del deputato Giudice, si aprirebbe di fatto la strada alla continua segnalazione di ulteriori emendamenti da parte di tutti i gruppi.

Avverte quindi che, nella seduta pomeridiana, la presidenza della Commissione si pronuncerà in ordine alle richieste di riesame delle proposte emendative dichiarate inammissibili. Successivamente, in sede di Comitato ristretto, si affronteranno le questioni attinenti al patto di stabilità.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.

 

La seduta termina alle 13.

 


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

Lunedì 30 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Lunedì 30 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Sartor e il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea.

 

La seduta comincia alle 18.15.

 

Disposisizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana di oggi.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che sta proseguendo la valutazione delle richieste di riesame delle dichiarazioni di inammissibilità, per cui la seduta deve essere brevemente rinviata.

 

La seduta, sospesa alle 18.20, è ripresa alle 19.

 

Lino DUILIO, presidente, fa presente che debbono considerarsi ammissibili, in quanto precedentemente dichiarate inammissibili per mero errore materiale, le proposte emendative Milana 16.43, Pellegrino 47.05, Mura 55.09, VII Commissione 66.2, Camillo Piazza 200.09.

Avverte quindi che si procederà ora ad un'ulteriore dichiarazione sull'ammissibilità delle proposte emendative presentate, con riferimento agli articoli dal 32 a 41, nonché con riferimento agli articoli 57, 58, 59, 71, 82, 85, 86, 166, 169, 170, 171, 172, 173, 177, 178, 180, avvertendo che le dichiarazioni di ammissibilità si riferiscono agli articoli richiamati in quanto sugli stessi è stato predisposto il lavoro di stampa dei relativi fascicoli.

Le seguenti proposte emendative risultano inammissibili per estraneità di materia:

l'emendamento Peretti 32.41, volto a conferire ai dirigenti di seconda fascia il potere di nominare i propri collaboratori e di stipulare con essi contratti individuali di lavoro;

l'emendamento Peretti 32.43, che disciplina le formalità per la nomina dei dirigenti di prima e di seconda fascia;

l'emendamento Paoletti 32.55 (identico all'emendamento Zorzato 32.58, segnalato e già dichiarato inammissibile), che consente la partecipazione alle unità tecniche locali previste dalla legge sulla cooperazione internazionale da parte di esperti che abbiano prestato servizio presso organismi internazionali di cooperazione, facenti capo all'ONU o all'Unione europea;

l'emendamento Razzi 32.36, volto a disciplinare la locazione dei locali delle sedi consolari italiane per lo svolgimento di eventi culturali;

l'emendamento Peretti 32.42, volto a stabilire un limite ai compensi corrisposti ai dirigenti delle società e dei gruppi industriali comunque sottoposti a vigilanza pubblica;

l'emendamento Colasio 32.37, che istituisce un fondo per la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici (norma già stralciata dal disegno di legge finanziaria);

gli identici emendamenti Bocchino 32.15, Boscetto 32.16 e Giovanardi 32.46, che prescrivono la contrattualizzazione dei dirigenti delle forze di polizia;

l'emendamento D'Agrò 32.45, che prescrive l'inquadramento nei ruoli dirigenziali dei dipendenti risultati idonei ai concorsi e che esercitino le corrispondenti funzioni da più di tre anni;

l'emendamento Soffritti 32.38, volto a modificare le competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

l'articolo aggiuntivo Cosimi 32.04, che trasferisce al Ministero dello sviluppo economico competenze e dotazioni relative alla programmazione economica e finanziaria, alla gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate, nonché le funzioni di segreteria del CIPE;

l'emendamento Buonfiglio 32.13 (identico all'emendamento 32.33 segnalato e già dichiarato inammissibile), il quale consente al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) di verificare la possibilità di reimpiego di sistemi informatici in uso presso pubbliche amministrazioni;

l'emendamento D'Elpidio 32.49, che proroga l'efficacia delle disposizioni transitorie che consentono l'inquadramento, previo con corso per titoli, nei ruoli dirigenziali in favore degli appartenenti alle qualifiche di ispettore generale ed ispettore di divisione;

l'emendamento Fasolino 35.6 che interviene in materia di trattamenti economici dei funzionari della polizia di Stato;

l'emendamento Gardini 35.8 il quale interviene sull'attribuzione delle sedi di lavoro ai vincitori di specifico concorso alla qualifica di vicesovrintendente della Polizia di Stato;

l'emendamento Fasolino 35.5 che interviene in materia di disciplina del porto di armi diverse da quelle in dotazione da parte degli appartenenti alle forze di polizia di Stato;

l'emendamento Fasolino 35.7 il quale interviene su una norma del regolamento di servizio dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, in materia di rapporti di subordinazione gerarchica del personale che svolge attività tecnico-scientifica;

l'articolo aggiuntivo Folena 35.01 che interviene in materia di istituzione di una direzione generale della polizia amministrativa;

l'articolo aggiuntivo Folena 35.05 che istituisce un ufficio centrale per i servizi tecnici della polizia di Stato;

articolo aggiuntivo 36.01 Garavaglia, che incrementa le risorse stanziate per le attività di controllo del territorio finalizzate ad incrementare la sicurezza, destinandole specificamente alla costituzione di un commissariato nella città di Saronno;

l'articolo aggiuntivo Buontempo 38.01, che stanzia 5 milioni di euro per la realizzazione del comando provinciale dei carabinieri di Pescara;

l'articolo aggiuntivo Crosetto 38.03, il quale prevede programmi per l'impiego di cani appartenenti alla razza del lupo italiano;

l'emendamento Strizzolo 39.16, limitatamente al comma 6-ter, il quale consente l'utilizzazione dei segretari comunali e provinciali presso il Ministero degli affari regionali, la Conferenza Stato-città e le associazioni nazionali dei comuni e delle province italiane;

l'articolo aggiuntivo Galante 40.01, che interviene sulla disciplina dell'aspettativa dei pubblici dipendenti in caso di mandato elettivo, riconoscendo la validità del periodo di aspettativa ai fini della maturazione dell'indennità di buonuscita e di altri analoghi istituti.

l'articolo aggiuntivo Pedica 41.02 che interviene sulla perequazione dei trattamenti economici accessori di specifiche categorie di dipendenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

gli emendamenti 57.19 Misuraca e Napoletano 57.109, che autorizzano l'assunzione degli idonei ad uno specifico concorso per ufficiale giudiziario;

l'emendamento 57.150 Zeller, che prevede con efficacia retroattiva l'inquadramento nella pianta organica nei ruoli del consorzio del Parco nazionale dello Stelvio con conservazione del trattamento economico e di tutti i diritti acquisiti;

gli emendamenti 57.133 Satta e 57.146 Duranti, che estendono la procedura di stabilizzazione prevista al comma 2 al personale docente convenzionato in servizio presso gli istituti di formazione della Marina Militare.

l'emendamento 57.37 Musi, che prevede l'inquadramento come dirigente dei funzionari reggenti uffici dirigenziali presso il Ministero dell'economia e delle finanze;

l'articolo aggiuntivo 57.07 Razzi, che in deroga alle disposizioni dell'articolo 57, autorizza il Ministero degli affari esteri a stabilizzare il personale a contratto assunto temporaneamente per l'aggiornamento delle liste degli italiani residenti all'estero;

l'emendamento 57.40 Minasso, che reca disposizioni in materia di anzianità di servizio del personale dell'Agenzia delle entrate;

l'emendamento 57.34 e articoli aggiuntivi 57.01 e 57.06 Lumia, relativi all'assunzione di lavoratori agricoli presso le università;

gli emendamenti 57.10 della II Commissione e 57.139 D'Elpidio, che autorizzano il Ministero della giustizia a inquadrare nei propri ruoli personale comandato da altre amministrazioni, tramite la procedura di mobilità;

l'emendamento 57.17 Campa, che reca disposizioni in materia di equo indennizzo per il personale delle forze armate e di polizia;

gli emendamenti 57.104 Di Gioia, 57.165 Del Bue e 57.120 Peretti, 57.69 Antonio Pepe, che prevedono che le PPAA provvedano, su domanda degli interessati, all'immissione in ruolo del personale in posizione di comando o fuori ruolo;

l'emendamento 57.105 Porfidia, che proroga di un anno la validità della graduatoria di uno specifico concorso per vigile del fuoco;

gli emendamenti 57.27 e 57.167 Lovelli, 57.103 Pedrini, D'elpidio 57.137 e 57.138, limitatamente alla parte che autorizza l'ENAC ad assumere un certo contingente di personale in posizione di comando;

l'emendamento 57.126 Mazzoni, che introduce una specifica disciplina volta a verificare la corretta applicazione della normativa sul collocamento obbligatorio dei disabili da parte delle pubbliche amministrazioni;

gli emendamenti 57.128 e 57.129 Mazzoni, che prevedono una decorrenza anticipata, ai fini giuridici, della nomina a ispettore capo del personale non direttivo della polizia penitenziaria;

l'emendamento 57.155 Rugghia, che modifica la disciplina relativa alle promozioni degli ufficiali militari nel caso del rinnovamento di un giudizio di avanzamento annullato d'ufficio;

l'emendamento 57.81 Bressa, che autorizza il Ministero della difesa a bandire concorsi straordinari per il reclutamento di ufficiali del ruolo speciale e del ruolo tecnico logistico dell'Arma dei carabinieri, riservati agli ufficiali in ferma prefissata che abbiano frequentato specifici corsi;

l'emendamento 57.67 Alemanno, che autorizza il Ministero delle politiche agricole e forestali ad assumere i vincitori e gli idonei dei concorsi conclusi alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame nei limiti di un tetto di spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007;

l'emendamento 57.68 Antonio Pepe, che prevede l'inquadramento nella posizione funzionale immediatamente superiore per gli appartenenti ai ruoli dell'organizzazione giudiziaria del Ministero della giustizia;

l'emendamento 57.71 Bellanova, che autorizza il Ministero del lavoro e della previdenza sociale a riconoscere i passaggi d'area al personale che ha superato i corsi-concorsi per specifiche figure professionali;

l'emendamento 57.72 Tolotti, che prevede per i dirigenti degli archivi notarili che abbiano svolto almeno 20 anni di funzioni di conservatore, dopo la cessazione dal servizio la possibilità di esercitare le funzioni di coadiutore notarile fino al 75o anno di età;

l'emendamento 57.110 Napoletano, che prevede l'inquadramento nella qualifica di consigliere penitenziario del personale per il quale sono in corso procedure di riqualificazione per l'accesso all'ex profilo professionale di direttore;

l'emendamento 57.119 Ruvolo, che prevede l'immissione nei ruoli dell'ACI del personale dell'ACI Global Spa collocato in mobilità a seguito di procedure di ristrutturazione;

l'articolo aggiuntivo 57.010 Bellanova, che autorizza il ministero del lavoro e della previdenza sociale ad assumere 100 unità di personale risultato idoneo in seguito allo svolgimento di specifiche procedure concorsuali per gli uffici ubicati in alcune regioni;

l'articolo aggiuntivo 57.012 D'Elpidio, che prevede che la soppressione dell'indennità di trasferta disposta dalla precedente legge finanziaria (l. 266/2005) non riguardi, tra l'altro, i Vigili del fuoco;

l'articolo aggiuntivo 57.013 D'Elpidio, che autorizza il ministero della giustizia ad assumere 450 unità di personale nei ruoli degli ufficiali giudiziaria attraverso l'immissione in ruolo degli idonei ad uno specifico concorso;

l'articolo aggiuntivo 57.014 D'Elpidio, che autorizza il ministero della giustizia ad immettere nei propri ruoli il personale precario che presta servizio presso le cooperative o associazioni che svolgono attività di assistenza educative nei centri di prima accoglienza per i minori;

l'articolo aggiuntivo 57.015 Farina, che estende alla specifica figura dei direttori reggenti dei centri di servizio sociale per adulti, la possibilità di essere nominati dirigenti della carriera penitenziaria;

l'articolo aggiuntivo 57.016 D'Elpidio, che prevede una riserva di un quarto dei costi messi a concorso per l'ammissione nei ruoli degli ufficiali delle forze armate agli orfani e fratelli del personale civile e militare delle forze armate deceduto in servizio;

gli emendamenti 58.7 Ascierto e 58.25 Santelli, che prevedono un obbligo per le società organizzatrici di determinate manifestazioni di destinare un contributo ad un apposito fondo finalizzato al pagamento del lavoro straordinario alle forze di polizia;

l'emendamento 58.17 La Loggia, che ripristina l'indennità di trasferta per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;

l'articolo aggiuntivo 58.02 D'Elpidio, che stanzia apposite risorse al fine di realizzare l'inquadramento nei ruoli della carriera dirigenziale penitenziaria dei direttori penitenziari;

l'articolo aggiuntivo 58.03 Ricci, che, disciplinando il diritto relativo all'indizione di assemblee retribuite durante l'orario di lavoro alle OO.SS. in possesso di determinati requisiti, assume natura ordinamentale;

gli articoli aggiuntivi 58.04 e 58.05 Rugghia, che intervengono sulla disciplina relativa al rimborso delle spese di cura per i pubblici dipendenti;

l'articolo aggiuntivo 58.06 Rugghia, che reca una norma di interpretazione autentica in riferimento alla riduzione del trattamento di missione all'estero per i pubblici dipendenti, introdotta dal decreto-legge 223 del 2006;

l'articolo aggiuntivo 58.08 Mondello, che autorizza il Ministero della difesa ad avvalersi del personale docente in servizio sino ad una certa data presso alcune scuole sottufficiali, nonché ad indire apposite procedure concorsuali per soli titoli per il reclutamento di un certo contingente di tale personale;

l'emendamento 59.25 Amendola, che prevede che le funzioni inerenti alla prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta possano essere espletate anche dagli LSU e LPU in servizio presso i comuni;

l'emendamento 59.2 Baratella e l'articolo aggiuntivo 59.04 Fava, che autorizzano l'agenzia interregionale per il fiume Po a trasformare i contratti a tempo determinato e i contratti di formazione e lavoro in contratti a tempo indeterminato;

l'emendamento 59.45 Aurisicchio, che prevede il trasferimento dei dispendenti degli enti locali, comandati presso gli uffici del giudice di pace, nei ruoli del Ministero dlela giustizia;

l'articolo aggiuntivo 59.01 Lumia, 59.07 D'Elpidio, che autorizzano la regione Sicilia a procedere alla stabilizzazione del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato;

l'articolo aggiuntivo 59.02 Piro, 59.010 Piro, che prevedono che la regione Sicilia possa procedere alla stabilizzazione del personale di protezione civile in servizio presso lo stesso ente con contratti a termine;

l'articolo aggiuntivo 59.09 D'Elpidio, che prevede la stabilizzazione tramite apposite procedurte concorsuali per i dirigenti a contratto in servizio presso le ASL

l'emendamento 71.06 Angelino Alfano, che interviene sulla disciplina relativa all'inquadramento nei ruoli statali del personale ATA, riconoscendo ai fini giuridici ed economici l'anzianità di servizio maturata presso l'ente locale di provenienza;

l'emendamento 82.1 Patarino, che introduce modifiche alla disciplina relativa alle norme in favore delle vittime del terrorismo, ampliando le provvidenze a sostegno delle stesse vittime e dei loro familiari;

l'emendamento 82.2 Morrone, che riapre il termine per la richiesta di contribuzione figurativa da parte dei lavoratori in aspettativa per funzioni elettive o cariche sindacali;

l'emendamento 85.18 Nardi, 85.41 Moroni e 85.116 D'Elpidio, che sopprimono la previsione secondo cui al finanziamento delle spese per il mantenimento, l'educazione e l'istruzione degli orfani si provvede anche tramite il contributo obbligatorio per i sanitari iscritti agli ordini professionali dei farmacisti, dei medici, degli odontoiatri e dei veterinari;

l'emendamento 85.20 Minardo, che sospende il pagamento e il fermo amministrativo per le cartelle esattoriali emesse da particolari concessionari per la riscossione di contributi dovuti all'INPS; per i medesimi debiti contributivi viene quindi prevista la possibilità di rateizzazione e il venir meno degli interessi di mora e delle sanzioni;

l'emendamenti 85.13 Campa e 85.98 D'Agrò, che prevedendo, ai fini dell'apprendistato, un obbligo formativo ridotto per i soggetti in possesso di determinati titoli di studio, appaiono di natura ordinamentale;

gli emendamenti 85.108 D'Elpidio, 85.68 Alberto Giorgetti e 85.97 D'Agrò, che intervengono sulla disciplina sanzionatoria a carico del datore di lavoro, in caso di mancata partecipazione di apprendisti alle iniziative formative all'esterno dell'azienda;

l'emendamento 85.1 della II Commissione, che interviene sulla disciplina relativa all'esecuzione forzata nei confronti di pubbliche amministrazioni;

l'emendamento 85.112 Widmann, che interviene sulla disciplina previdenziale dei dipendenti pubblici a tempo parziale;

gli emendamenti 85.22 Mazzocchi, 85.11 e 85.14 Campa, 85.57 Garavaglia, 85.100 Peretti e 85.69 Alberto Giorgetti, che intervengono sulla procedura di rideterminazione dei premi assicurativi dell'INAIL, in particolare eliminando la necessità di approvazione con decreto ministeriale;

gli articoli aggiuntivi 85.025 e 85.026 Del Bono, che recano disposizioni relative alla decorrenza degli interessi legali per le prestazioni previdenziali di disoccupazione agricola;

l'articolo aggiuntivo 85.027 Del Bono, che modifica la disciplina relativa alle comunicazioni agli enti previdenziali volte a verificare il diritto alla fruizione di determinati trattamenti pensionistici collegati al reddito dei beneficiari e dei loro coniugi, nonché le modalità di restituzione dei connessi indebiti pensionistici;

l'articolo aggiuntivo 85.031 Peretti, che riapre i termini per la richiesta di accredito della contribuzione figurativa per i lavoratori chiamati a ricoprire cariche elettive e cariche sindacali;

gli emendamenti 85.117 e 85.72 Fedi, che prevedono che non si faccia luogo al recupero degli indebiti pensionistici per i soggetti residenti all'estero che abbiano un reddito inferiore ad un certo limite;

l'emendamento 85.91 Piazza ed l'articolo aggiuntivo 85.01 Giacchetti, che sono volti ad estendere il procedimento di dismissione dei beni immobili agli enti gestori di forme di previdenza privatizzati tramite la trasformazione in fondazioni o in associazioni di diritto privato; a tal fine viene dettata la relativa procedura cui gli enti devono attenersi nella dismissione degli immobili;

l'emendamento 85.52 Garavaglia, che elimina la possibilità di effettuare una contribuzione aggiuntiva a favore dei lavoratori collocati in aspettativa per cariche e elettive e sindacato;

l'emendamento 85.54 Garavaglia, che elimina la possibilità, per le organizzazioni sindacali, di riscuotere i contributi associativi e per assistenza in giudizio tramite convenzioni con gli enti previdenziali;

l'emendamento 85.55 Garavaglia, che abroga la disposizione relativa al versamento dei contributi sindacali attraverso trattenuta sulla pensione per i titolari di pensione;

l'emendamento 85.34 Bernardo, che estende gli incentivi al posticipo del pensionamento, attualmente previsti per i soli dipendenti del settore privato, anche ai giornalisti dipendenti delle PPAA;

l'emendamento 85.35 Fasolino, che estende la possibilità di avvalersi della ricongiunzione contributiva anche ai liberi professionisti, che, prima dell'entrata in vigore della L. 45 del 1990, avevano chiesto il rimborso dei contributi versati in considerazione dell'impossibilità di avvalersi della ricongiunzione;

l'emendamento 85.58 Filippi, che interviene sulla disciplina relativa al diritto al rimborso dei contributi versati al fondo di previdenza per i dipendenti delle esattorie;

l'emendamento 85.101 Evangelisti, che dispone il trasferimento diretto alle Casse di appartenenza dei contributi dovuti dai professionisti scritti ad albi alla gestione separata INPS per i parasubordinati;

l'emendamento 85.107 Galante, che dispone che le norme relative al trattamento ai superstiti dei pubblici dipendenti si applichino anche agli eventi che si sono verificati prima dell'entrata in vigore del D.P.R: 1032 del 1973;

gli emendamenti 85.105 Napoletano e 85.115 Ricci, che modifica la disciplina relativa al comitato amministratore del fondo gestione separata INPS per i parasubordinati;

l'articolo aggiuntivo 85.04 Lazzari, che abroga la disciplina relativa al trasferimento all'INPS dell'esercizio delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità;

l'articolo aggiuntivo 85.05 Di Virgilio, che interviene sulla disciplina relativa al trattamento di quiescenza dei postelegrafonici cessati dal servizio nel periodo 1o gennaio 1994 al 1o ottobre 1997 al fine di riconoscere i benefici economici previsti dai contratti collettivi vigenti alla data del pensionamento;

l'articolo aggiuntivo 85.06 Di Virgilio, che interviene sulla disciplina relativa al trattamento di quiescenza del personale FS cessato dal servizio nel periodo 1o gennaio 1981-31 dicembre 1995;

l'articolo aggiuntivo 85.012 Garavaglia, che è volto ad introdurre norme per attribuire ad altri soggetti rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente la possibilità di costituire istituti di patronato;

gli articoli aggiuntivi 86.01 e 86.013 Bafile, che istituisce un assegno di solidarietà per i cittadini anziani residenti all'estero;

gli articoli aggiuntivi 86.02 e 86.012 Bafile, che istituisce un assegno per il diritto allo studio dei minori con cittadinanza italiana residenti all'estero;

l'articolo aggiuntivo 86.07 Leo, che estende alle aziende direttocoltivatrici il diritto di rivalsa relativo al versamento dei contributi per i coadiuvanti già previsto per le aziende artigiane e commerciali;

l'articolo aggiuntivo 86.026 Adolfo, che dispone l'introduzione di una specifica tariffa del premio relativo all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per l'attività delle case da gioco;

l'articolo aggiuntivo 86.029 Mazzoni, che, recando disposizioni previdenziali a beneficio dei titolari di esattorie, appare microsettoriale;

l'articolo aggiuntivo 86.031 Delbono, che reca modifiche alla disciplina relativa alla trasmissione telematica del certificato medico di malattia, in particolare differendo il termine di entrata in vigore della disposizione;

l'articolo aggiuntivo 166.02 Rugghia, che prevede la concessione di sgravi di natura contributiva alle imprese che assumono i volontari in ferma breve o prefissata delle Forze armate congedati senza demerito;

l'articolo aggiuntivo 166.03 Rugghia, che prevede che le risorse del Fondo casa siano versate su apposita contabilità per il funzionamento della quale si applicano specifiche modalità;

l'articolo aggiuntivo 166.04 Rugghia, che attribuisce al personale in servizio permanente delle Forze armate che sia giudicato non idoneo in forma parziale al servizio militare, la conservazione durante l'aspettativa del 50 per cento del trattamento economico previsto dalla disciplina vigente in caso di infermità non dipendente da causa di servizio;

l'articolo aggiuntivo 169.02 D'Elpidio, che riaprendo i termini per l'emanazione dei decreti modificativi del D.Lgs. 38 del 2000, di riordino della disciplina in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, appare ordinamentale;

l'emendamento 170.5, della XIII Commissione, nonché gli identici emendamenti 170.6 Cosenza, 170.4 Buonfiglio e 170.8 Misuraca, che recano disposizioni che differiscono il termine relativo ai particolari eventi che permettono la rateizzazione del versamento dei contributi previdenziali nonché di usufruire di benefici in merito alla riduzione delle sanzioni civili nel settore agricolo;

l'emendamento 170.01, dell'XI Commissione, che recando disposizioni relative alla disciplina delle dimissioni del prestatore d'opera, appare di natura ordinamentale;

l'emendamento 171.1, Di Salvo, che recando disposizioni relative alla prescrizione del diritto al risarcimento dei danni della persona danneggiata dall'utilizzo dell'amianto;

l'emendamento 171.10 Alberto Giorgetti, che autorizza il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ad assumere i candidati risultati idonei ad uno specifico concorso per il ruolo di Ispettore del lavoro;

l'articolo aggiuntivo 172.01 Palomba, che autorizza il Ministero del lavoro ad assumere gli idonei di uno specifico concorso per il profilo professionale di ispettore del lavoro;

l'articolo aggiuntivo 173.01 Giudice, che elimina la necessità del corso di formazione professionale previsto al fine di ottenere l'autorizzazione a svolgere attività di disbrigo di pratiche automobilistiche, nel caso in cui il soggetto interessato non sia in possesso del titolo di studio richiesto;

l'emendamento 177.11 Crisci, che riconosce alla Regione Abruzzo per determinate annualità specifici sgravi contributivi.

l'articolo aggiuntivo 177.01 Campa e 177.02 Bernardo, che modificando la disciplina relativa alla regolamentazione dell'apprendistato tramite contratti collettivi, appare di natura ordinamentale.

l'emendamento 178.20 Napoletano, che riconosce, ai fini della partecipazione a concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni, in termini di titoli o punteggi, il lavoro prestato presso le medesime amministrazioni attraverso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;

l'emendamento 178.02 Raiti, che autorizza la Regione siciliana a trasformare in rapporti a tempo indeterminato i contratti stipulati con il personale di protezione civile proveniente da organismi di diritto pubblico.

gli identici articoli aggiuntivi 180.05 Zanetta, 180.01 Leo, 180.06 Bergamo e 180.07 Garavaglia, 180.014 D'Agrò, che prevedono l'istituzione di appositi fondi per la formazione professionale degli iscritti alla gestione commercianti dell'INPS.

Gli identici articoli aggiuntivi 180.04 Mondello e 180.03 Campa, che prevedono l'istituzione di una specifica tariffa del premio per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro con riferimento all'attività delle case da gioco;

l'articolo aggiuntivo 180.08 Alberto Giorgetti, che prevede la soppressione della disposizione per cui i datori di lavoro privati, previa autorizzazione, possono assumere in una struttura produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre strutture produttive site in regioni diverse;

l'articolo aggiuntivo 180.011 Bono, che, incrementando gli stanziamenti volti all'incremento del capitale sociale sociale dell'Anas in modo da realizzare l'ammodernamento della strada statale124 Siracusa - Floridia, appare localistico.

Comunica quindi, sempre con riferimento agli articoli dal 32 a 41, nonché con riferimento agli articoli 57, 58, 59, 71, 82, 85, 86, 166, 169, 170, 171, 172, 173, 177, 178 e 180, le proposte emendative che risultano inammissibili per carenza di compensazione (vedi allegato 5).

Si riserva comunque di effettuare una più approfondita valutazione circa i profili di ammissibilità delle proposte emendative Longhi 86.04 e 200.02 della I Commisisone, che riguardano materie particolarmente delicate, nonché dell'emendamento Bonelli160.20, per quanto concerne la copertura finanziaria.

Nel ribadire che gli emendamenti non possono essere riformulati ai fini della richiesta di riesame dei giudizi già espressi in ordine alla loro ammissibilità, anche con riferimento all'eventualità di errori materiali compiuti dai firmatari all'atto della presentazione, avverte di non potere accogliere le richieste di correzione ai testi degli emendamenti sia relativamente alla parte espositiva che a quella relativa alla compensazione.

Avverte che le proposte emendative Raiti 137.0.5 e 137.0.7 sono state ritirate.

Per quanto concerne le richieste di riesame che sono state avanzate, ritiene che debbano essere confermati i giudizi di inammissibilità per estraneità di materia per le seguenti proposte emendative:

8.66 Marras

14.9 Armani

17.9 Fratta Pasini

17.24 Fratta Pasini

27.04 Villari

32.33 Buonfiglio

37.7 Milana

46.0.3 Raiti

55.04 Tabacci

57.14 XI Commissione

57.37 Musi

57.87 Porfidia

57.88 Mura

57.97 Sgobio

68.03 Di Centa

70.18 Pellegrino

76.19 Fratta Pasini

80.17 Costantini

86.0.12 Bafile

86.013 Bafile

86.0.16 Tremaglia

142.0.6 Raiti

144.25 Gianfranco Conte

148.44 Giorgetti A.

152.96 Fundarò

161.0.10 Fundarò

161.0.11 Poletti

164.01 VII Commissione

165.29 Colasio

181.0.2 Palomba

182.6 Mantini

186.3 Turco

200.02 I Commissione

203.01 Poletti

207.04 Leddi Maiola

In relazione alle richieste di riesame pervenute, riguardanti giudizi di inammissibilità per carenza o inidoneità della copertura, ritene di poter accogliere le richieste riferite alle seguenti emendamenti ed articoli aggiuntivi: l'emendamento Zucchi 19.48, ritenuto ammissibile a seguito di ulteriore considerazione della portata normativa delle disposizioni in esso contenute; gli emendamenti Albonetti 74.112 e Bressa 79.14, in quanto il giudizio di inammissibilità è stato formulato con riferimento ad un testo non coincidente con quello effettivamente presentato dai proponenti; l'emendamento Ricci 88.94, che viene riammesso in quanto il precedente giudizio di inammissibilità derivava da una più prudenziale valutazione del gettito atteso dalla norma di copertura, con particolare riferimento alla disposizione di natura fiscale tenuto conto della indisponibilità di dati aggiornati (sono stati utilizzati dati del periodo d'imposta 2003) e dei numerosi interventi di modifica della normativa successivamente intervenuti; l'articolo aggiuntivo Folena 122.01 che viene riammesso dal momento che interviene su un articolo del decreto-legge collegato al quale il relativo allegato 7 non ascrive effetti finanziari; l'emendamento Aurisicchio 139.1, che può ritenersi ammissibile qualora le disposizioni del comma 4, riguardante la regolarizzazione di rapporti assicurativi, si intendano applicabili soltanto nei limiti delle risorse indicate del medesimo comma e tuttora disponibili riguardanti le assegnazioni ai sensi della legge n. 32/1992; l'articolo aggiuntivo Leddi Maiola 139.0.50, che viene riammesso - pur in assenza di circostanziati elementi di quantificazione in ordine agli oneri derivanti dagli interventi disposti e dall'attualizzazione del contributo previsto dall'emendamento stesso - nel presupposto che gli interventi medesimi trovino attuazione nei limiti delle risorse - tuttora disponibili - di cui alla legge n. 35 del 1995, secondo quanto prevede il comma 6 della proposta emendativi.

Tenuto conto, peraltro, che in questa fase non è possibile procedere a riformulazioni degli emendamenti, sia pur limitate alla sola parte compensativa, restano pertanto confermati i giudizi di inammissibilità per carenza o inidoneità di compensazione di proposte emendative (vedi allegato 6).

 

Maurizio TURCO (RosanelPugno) contesta il giudizio di inammissibilità relativo al suo emendamento 186.3, sottolineando come nella medesima materia si sia intervenuto ripetutamente con leggi ordinarie.

 

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) contesta la dichiarazione di inammissibilità dell'articolo aggiuntivo 139.049, chiedendone il riesame. Fa infatti presente che un altro emendamento di analogo contenuto è stato dichiarato ammissibile.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda come non sia possibile cambiare la copertura in sede di richiesta di riesame delle proposte emendative. Con riferimento alla questione sollevata dall'onorevole Turco, precisa che l'emendamento 186.3 è stato dichiarato inammissibile in quanto vertente su materia oggetto di intesa con le confessioni religiose e che non può essere modificata prescindendo da tali intese.

 

Michele BORDO (Ulivo) chiede per quale motivo sia stato dichiarato inammissibile l'articolo aggiuntivo 20.01, dal momento che è stato invece considerato ammissibile l'analogo articolo aggiuntivo 20.039.

 

Lino DUILIO, presidente, precisa che l'articolo aggiuntivo 20.039 è inammissibile per carenza di compensazione.

 

Marino ZORZATO (FI) segnala i suoi due emendamenti 136.13 e 11.28. Rileva quindi come la maggior parte delle proposte emendative riammesse siano state presentate dai gruppi di maggioranza, rammaricandosi per il giudizio di inammissibilità degli emendamenti Fratta Pasini 17.9 e 17.24. A tale proposito fa presente come nella precedente legislatura un identico emendamento sia stato dichiarato ammissibile e approvato dalla V Commissione.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che il testo approvato lo scorso anno, al quale fa riferimento l'onorevole Zorzato recava una disciplina di carattere generale, prevedendo l'autorizzazione all'Agenzia del demanio a concedere in uso gratuito agli enti locali, per una durata massima di 99 anni, beni per i quali sia stata accertata la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico, ai fini del recupero, della conservazione, della manutenzione e della valorizzazione. Gli emendamenti 17.9 e 17.24 recano, invece, una disciplina e localistica, in quanto autorizzano l'Agenzia del demanio a concedere la Cinta Magistrale in uso gratuito al comune di Verona.

 

Alberto GIORGETTI (AN) fa presente che l'emendamento Fratta Pasini 17.6, vertente su materia analoga a quella oggetto dell'emendamento Fratta Pasini 17.24, seppure con valenza più generale rispetto a quella di tale emendamento, è stato giudicato ammissibile.

 

Lino DUILIO, presidente, rileva che le considerazioni testé svolte dal deputato Giorgetti confermano la bontà dei criteri sulla base dei quali è stata valutata l'ammissibilità delle proposte emendative. L'emendamento Fratta Pasini 17.24, che è stato dichiarato inammissibile, riguarda l'autorizzazione a concedere in uso gratuito la Cinta magistrale del Comune di Verona ed appare circoscritto a una singola fattispecie, mentre l'emendamento Fratta Pasini 17.6 ha un ambito di applicazione di carattere generale.

 

Massimo VANNUCCI (Ulivo), tenuto conto del giudizio di inammissibilità espresso sull'emendamento 30.10, di cui è primo firmatario, auspica che si esamini l'emendamento 30.1 della VI Commissione di analogo contenuto.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che gli emendamenti devono essere segnalati da parte dei rappresentanti dei gruppi.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA) ricorda che ha richiesto il riesame dell'articolo aggiuntivo 19.02, di cui è firmatario, al quale il suo gruppo attribuisce un'importanza politica rilevante. Fa presente che ha prospettato una limitata riformulazione di tale proposta emendativa in quanto il testo dell'articolo aggiuntivo 19.02 reca un errore materiale. Per tale ragione, pur prendendo atto della decisione del presidente, reputa inaccettabile che si neghi la riformulazione dell'emendamento per le ragioni precedentemente addotte.

 

Lino DUILIO, presidente, fa presente che la richiesta di riformulazione dell'articolo aggiuntivo Oliva 19.02 è pervenuta dopo la scadenza del termine per la presentazione delle richieste di riesame e che, allo stato, non appare possibile procedere alla riformulazione della proposta emendativa.

 

Gaspare GIUDICE (FI) rileva che occorre, in questa delicata fase, chiarire le regole per garantire uno svolgimento ordinato dei lavori della Commissione nel rispetto del suo ruolo e delle sue prerogative. Per tale ragione, appare necessario che si chiariscano le motivazioni per le quali sono stati giudicati ammissibili, a seguito della richiesta di riesame, gli articoli aggiuntivi Pellegrino 47.05 e Raiti 55.09 nonché l'emendamento 66.2 della VII Commissione. Giudica, in particolare opportuno che il presidente chiarisca quali fatti nuovi sono intervenuti a seguito del giudizio di inammissibilità di tali proposte emendative.

 

Lino DUILIO, presidente, precisa che l'articolo aggiuntivo Pellegrino 47.05 reca disposizioni per il funzionamento dell'Opera nazionale assistenza orfani sanitari italiani intervenendo, in particolare, su una disposizione introdotta dalla legge finanziaria per il 2003, che concerne la definizione del contributo versato. Nel ricordare che tale disposizione ha allargato in maniera rilevante la platea dei destinatari della norma, comprendendovi tutti i sanitari pubblici dipendenti, sottolinea che la proposta emendativa ha valenza generale e che, per tale ragione, a seguito della richiesta di riesame, è stato mutato il giudizio di inammissibilità precedentemente espresso. Relativamente all'articolo aggiuntivo Raiti 55.09, precisa che ad una più accurata lettura lo stesso è risultato virtuoso in quanto volto ad escludere la corresponsione dei contributi elettorali nel caso di scioglimento anticipato delle Camere. Quanto all'emendamento 66.2 della VII Commissione, ribadisce che la dichiarazione di inammissibilità resa costituisce un mero errore materiale vertendo lo stesso su materia oggetto del provvedimento.

 

Alberto GIORGETTI (AN) rileva che il presidente ha chiarito, nella seduta odierna, che l'inammissibilità per estraneità di materia investe le proposte emendative la cui materia non sia riconducibile al contenuto tipico della legge finanziaria, anche se disposizioni di analogo contenuto sono state inserite in precedenti finanziarie. Osserva quindi che sui giudizi di inammissibilità per estraneità di materia pesa un'eccessiva dose di discrezionalità che si traduce in una scelta di carattere politico. Sembra, infatti, che dagli esiti delle richieste di riesame possa dedursi una maggiore attenzione per gli emendamenti presentati dai gruppi di maggioranza, come dimostra il fatto che nessun emendamento presentato dai gruppi di opposizione è stato ritenuto ammissibile a seguito della richiesta di riesame. Al riguardo, ritiene che occorra tenere in seria considerazione le richieste presentate da tutti i gruppi politici, allo scopo di assicurare una corretta dialettica tra maggioranza e opposizione. Reputa estremamente grave tale situazione, che si è già verificata in occasione dell'esame degli emendamenti al decreto-legge n. 262 del 2006. Per quanto attiene le singole proposte emendative, fa presente che l'articolo aggiuntivo Tremaglia 86.013, dichiarato inammissibile per estraneità di materia, ha una valenza generale in quanto riguarda i cittadini italiani residenti all'estero.

 

Lino DUILIO, presidente, fa presente che numerosi emendamenti, riguardanti i cittadini italiani residenti all'estero e dichiarati inammissibili per estraneità di materia, sono stati presentati da deputati appartenenti a gruppi di maggioranza.

 

Gianfranco CONTE (FI) rileva l'opportunità che si chiariscano le ragioni per le quali è stato dichiarato inammissibile il suo emendamento 5.399, considerato che tutte le proposte emendative da lui presentate recano consistenti coperture finanziarie a valere sulle tabelle A e B del disegno di legge finanziaria nonché sulla soppressione di una serie di autorizzazioni di spesa contenute in disposizioni di legge vigenti. Analoghe considerazioni valgono per il suo emendamento 88.183. Ritiene, inoltre, che l'emendamento 163.51, dichiarato inammissibile per carenza di compensazione, reca disposizioni che non necessitano di copertura finanziaria. Intende, infine, sottolineare, che la Commissione non possa esimersi dall'esprimere una posizione ben definita sull'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, che stabilisce che vengano rese indisponibili risorse consistenti iscritte nelle unità previsionali di base di alcune categorie di spesa del bilancio dello Stato.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che ha richiesto al Governo di fornire alla Commissione un dettaglio delle autorizzazioni di spesa e delle unità previsionali di base con riguardo alle risorse previste all'articolo 53. Al riguardo, fa presente che la Commissione dovrà apportare modificazioni alla norma finalizzate, per un verso, a far sì che tali risorse non siano indeterminate e, per l'altro, che si sottoponga al controllo del Parlamento il loro utilizzo.

 

Marino ZORZATO (FI) ritiene che gli elementi di informazione che il Governo deve fornire in ordine all'articolo 53 risultano indispensabili ai fini dello svolgimento dei lavori della Commissione.

 

Alberto GIORGETTI (AN) osserva che l'articolo 53 contrasta palesemente con le regole di contabilità dello Stato, atteso che si rischia di mettere a disposizione del Governo un fondo con risorse consistenti, che il Governo medesimo potrà utilizzare a seconda delle proprie esigenze. Osservato che si rischia di creare un grave precedente e ribadendo che si tratta di una disposizione illegittima, rileva la necessità di un chiarimento del Governo.

Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, teme che la Commissione concentri negli ultimi giorni l'esame delle proposte emendative senza procedere agli opportuni approfondimenti.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA) insiste sulla richiesta di un nuovo esame sull'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo Oliva 19.02.

 

Lino DUILIO, presidente, si dichiara disponibile in via del tutto eccezionale a una revisione del giudizio di inammissibilità sull'articolo aggiuntivo Oliva 19.0, in considerazione del fatto che il deputato Reina gli aveva già rappresentato che l'articolo aggiuntivo 19.02 era presentato in un testo errato, purché ciò non costituisca un precedente e non vi siano obiezioni al riguardo, stante la regola che esclude la possibilità di riformulare i testi delle proposte emendative.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA) auspica che la sensibilità politica della Commissione porti a compiere una riflessione ulteriore in ordine al contenuto recato dall'articolo 53, che appare di importanza dirimente.

 

Laura RAVETTO (FI), associandosi alle considerazioni dell'onorevole Zorzato, ritiene il contenuto dell'articolo 53 incostituzionale in quanto contrario al principio della divisione dei poteri, prevedendo che il Ministro dell'economia e delle finanze possa procedere direttamente con propri decreti a variazioni compensative tra capitoli del bilancio appartenenti a diverse unità previsionali nell'ambito delle categorie indicate dal comma 1 dello stesso articolo.

 

Alberto FILIPPI (LNP), ricordando l'intervento dell'onorevole Ravetto svolto nella giornata di venerdì sul tema in esame, rileva come il gruppo della Lega Nord sia completamente allineato alle considerazioni svolte dai colleghi della Casa delle libertà e chiede che domani mattina la discussione possa iniziare direttamente da questo punto del provvedimento.

 

Michele VENTURA (Ulivo), rilevando come il contenuto recato dal terzo comma dell'articolo 53 debba essere oggetto di attenta riflessione, assume l'impegno di proporre una riformulazione della disposizione.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che siano da accogliere le preoccupazioni espresse dai membri della minoranza sull'articolo 53, il quale, nella formulazione attuale, configura una vulnerazione nei rapporti tra Governo e Parlamento. Invita quindi il Governo a indicare entro domani mattina le unità previsionali di base e le autorizzazioni di spesa oggetto delle relative disposizioni, auspicando che lo stesso Governo raccolga l'esigenza di modifica manifestata dai membri della Commissione.

 

Gianfranco CONTE (FI) ricorda al riguardo come l'emendamento a sua firma 53.8, che andava nella direzione auspicata dalla Commissione, sia stato però dichiarato inammissibile.

 

Michele VENTURA (Ulivo) ricorda come in ordine al contenuto dell'articolo 53 la maggioranza aveva individuato le questioni problematiche ora sollevate ben prima che la minoranza intervenisse sul tema, e auspica che la questione non rappresenti per la minoranza un mero pretesto per abbandonare o ritardare i lavori.

 

Lino DUILIO, presidente, replicando all'onorevole Conte, ricorda che l'emendamento 53.8 a sua firma è stato dichiarato inammissibile per carenza di compensazione e non per profili attinenti alla materia trattata.

 

Pietro ARMANI (AN) invita la Commissione a procedere con attenzione all'esame della questione relativa al contenuto dell'articolo 53, ricordando come nel 1997 si procedette già a una riforma del bilancio dello Stato eliminando la possibilità di intervento dei parlamentari direttamente sui capitoli in sede di esame di disegno di legge finanziaria, per cui non sarebbe ora opportuno eliminare anche la possibilità di intervento parlamentare sulle unità previsionali di base pena l'incostituzionalità delle relative disposizioni.

 

Alberto GIORGETTI (AN) rileva come una buona parte delle proposte emendative siano state presentate dalla stessa maggioranza, per cui non si può affermare che vi sia un ostruzionismo da parte della minoranza. In questo senso, la questione posta in ordine al contenuto dell'articolo 53 non si può configurare come un atto di ostruzionismo in quanto si è finora registrato da parte della minoranza un atteggiamento di estrema disponibilità nel procedere all'esame del disegno di legge finanziaria, testimoniato in primo luogo dall'accettazione del metodo proposto dal presidente sulla segnalazione. Auspica quindi la soppressione dell'articolo 53, non ritenendo sufficiente la previsione dell'obbligo di acquisire il parere delle Commissioni parlamentari.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) associandosi alle considerazioni svolte dal relatore, auspica una soppressione dell'articolo 53.

 

Roberto VILLETTI (RosanelPugno) ricorda come nell'ambito dei lavori della Commissione bicamerale istituita per procedere all'esame dei provvedimenti con cui si è riformato il bilancio dello Stato, il Governo propose allora lo stesso contenuto dell'attuale comma 3 dell'articolo 53. Rileva che anche allora non si sottovalutò l'esigenza posta dal Governo, che si scontrava però con le norme di procedura parlamentare, le quali prevedevano l'adozione come unità di voto dell'unità previsionale di base. In questo senso rileva come l'attuale comma 3 dell'articolo 53 doveva essere quanto meno stralciato preliminarmente all'esame, e auspica quindi la soppressione della disposizione, ricordando come abbia presentato un apposito emendamento soppressivo. Auspicando che il contenuto del comma 3 dell'articolo 53 non venga configurato dall'opposizione come un casus belli, ritiene che in ordine al contenuto recato dai commi 1 e 2 dell'articolo 53 si può invece discutere al fine di rendere la gestione del bilancio meno rigida.

 

Michele VENTURA (Ulivo) chiede a questo punto che venga portato un chiarimento sulla modalità con cui proseguire nell'esame del disegno di legge finanziaria e delle relative proposte emendative.

 

Marino ZORZATO (FI) ricorda come vi fosse un accordo per iniziare l'esame dall'articolo 3, ma che tuttavia in ordine all'emendamento presentato dal Governo non è ancora stato reso il giudizio di ammissibilità.

 

Lino DUILIO, presidente, rileva che vi era accordo sul fatto che l'esame sarebbe iniziato con le disposizioni del disegno di legge finanziaria relative al patto di stabilità interno, una volta rilasciata la dichiarazione di ammissibilità. Nel frattempo è invece insorta la questione in ordine all'articolo 53, su cui si aspettano chiarimenti da parte del Governo. Sospende quindi brevemente la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 20.50, è ripresa alle 21.

 

Lino DUILIO, presidente, precisa che l'emendamento Nannicini 18.86 è stato dichiarato inammissibile in quanto aumenta la misura delle deduzioni forfetarie per scaglioni di produzione netta, con una copertura, basata sull'inasprimento delle accise sugli alcolici, insufficiente.

Apprezzate le circostanze, ritiene quindi che il seguito dell'esame possa essere rinviato alla seduta di domani mattina, per esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 53 ed agli articoli da 73 a 80, con riferimento al patto di stabilità. Auspica che le proposte emendative del Governo siano presentate alle 9, per consentire la fissazione del termine per la presentazione di eventuali subemendamenti ed esaminare quindi i testi a partire dalle 11.30.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani, avvertendo che si procederà all'immediata convocazione dell'ufficio di presidenza.

 

La seduta termina alle 21.05.

 

 

(Si omettono allegati)


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

Martedì 31 ottobre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Martedì 31 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Sartor, e per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea.

 

La seduta comincia alle 10.20.

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta pomeridiana di ieri.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che il testo delle proposte emendamentive riferite ad articoli su cui nella seduta odierna si valuterà l'ammissibilità, è disponibile sul sito Internet, alla pagina della convocazione odierna della Commissione.

Comunica quindi, con riferimento alle proposte emendative che sono state ulteriormente segnalate, che risultano inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Raiti 71.09, volto a disciplinare i requisiti per l'accesso agli esami di Stato per alcune professioni da parte dei possessori di titoli accademici conseguiti prima della riforma dell'ordinamento universitario; l'emendamento Iacomino 88.155, il quale reca una norma di interpretazione autentica in materia di disciplina dell'abilitazione allo svolgimento delle funzioni di medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale; l'articolo aggiuntivo Frias 99.05, che istituisce un progetto di sperimentazione del servizio di interpretariato e mediazione linguistico-culturale presso talune strutture sanitarie; l'emendamento 144.20 Khalil detto Alì Rashid, il quale istituisce, presso tutti i capoluoghi di provincia, centri per garantire assistenza psicologica e medico-legale alle vittime sopravvissute ad incidenti stradali; l'articolo aggiuntivo Cacciari 160.05, che istituisce l'Autorità competente per i prodotti chimici presso il Ministero della salute; l'emendamento Alfano 173.1, il quale istituisce un Fondo dotato di 3 milioni di euro per compiere studi sui danni da inquinamento acustico e atmosferico subìti dagli operatori dei servizi di trasporto pubblico; l'emendamento Raiti 183.11, il quale destina, per il 2007, 6 milioni di euro a favore della gestione governativa Ferrovia Circumetnea, riducendo corrispondentemente la spesa per il rifinanziamento del trasporto pubblico locale; l'articolo aggiuntivo Alfano 190.01, che concede un contributo di 30 milioni per gli anni 2007-2009, al fine della realizzazione di impianti pilota per il risparmio energetico, a favore di fondazioni che abbiano funzionanti da almeno cinque anni istituti tecnici e un centro di formazione professionale accreditato dalla regione di appartenenza, uniti ad un istituto superiore per mediatori linguistici per la promozione di manuali multilingue relativi alla costruzione e manutenzione degli impianti, rilevandosi altresì come la proposta emendativa appaia formulata in termini tali da identificare quasi individualmente i soggetti beneficiari.

Comunica che risultano altresì inammissibili per carenza di compensazione le seguenti proposte emendative ulteriormente segnalate: Zeller 6.44, Uggè 18.10, Iacomino 88.158, Pedrini 136.12, Raiti 145.5, Alessandri 186.06, Raiti 188.01, Di Gioia 191.28, De Simone 207.08.

Fa quindi presente che, con riferimento agli articoli 104, 105, 107, 108, 109, 111 128 e 182, risultano inammissibili per estraneità di materia: gli emendamenti Testa 128.6 e Testa 128.5, che disciplinano l'organizzazione interna dell'Ufficio dell'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione; l'articolo aggiuntivo Quartiani 128.08, che interviene sulle procedure per la bonifica dell'area di Sesto S. Giovanni; l'emendamento Daniele Galli 128.7, limitatamente al comma 1-ter, che disciplina la non punibilità degli ufficiali di polizia per operazioni anticontraffazione; l'articolo aggiuntivo Lazzari 128.012, che prevede interventi per la soluzione di crisi industriali di specifici comparti in alcune zone della regione Puglia; l'emendamento D'Elpidio 104.149, il quale prevede modifiche a norma sul contrassegno SIAE di cui al regolamento n. 338 del 2001; l'emendamento Pili 104.157, che risulta di carattere programmatico e privo di effetti diretti, in quanto, senza espresso finanziamento, si limita a rimettere a direttive del Ministro dello sviluppo economico la definizione di tariffe energetiche particolari per le industrie metallurgiche; gli emendamenti Fugatti 104.165, A. Giorgetti 104.123, Burchiellaro 104.64, Garavaglia 104.84 che prevedono modifiche alle norme sul contrassegno SIAE di cui al regolamento n. 338 del 2001; l'emendamento Cialente 104.38, che estende gli interventi per la soluzione di crisi industriali di cui all'articolo 11 del decreto-legge n. 35 del 2005 ai territori della provincia dell'Aquila; l'emendamento Lulli 104.122, che disciplina i vincoli di destinazione dei fondi pubblici erogati ai confidi; l'emendamento D'Agrò 104.147, che dispone in materia di rinnovo di concessioni relative ad agevolazioni alle imprese artigiane; l'articolo aggiuntivo Cialente 104.09, che prevede l'estensione di interventi previsti dall'articolo 11, comma 8, del decreto-legge n. 35 del 2005 alle aziende del comparto elettronico operanti nelle zone di crisi delle province dell'Aquila e di Chieti; l'articolo aggiuntivo Delbono 104.012, che prevede di eliminare il parere delle Commissioni parlamentari sulla relazione relativa all'utilizzo dei fondi da parte delle imprese; l'emendamento Attili 105.19, che reca interventi settoriali per la riabilitazione ambientale del Parco geominerario della Sardegna; l'articolo aggiuntivo Germontani 182.04, che prevede un contributo in favore della Comunità del Garda per la tutela del relativo bacino imbrifero; l'emendamento Mantini 182.13, che autorizza la spesa di 10 milioni di euro per il progetto Buoni-vacanza; l'articolo aggiuntivo D'Agrò 182.013, che modifica la composizione del Comitato nazionale del turismo; l'articolo aggiuntivo D'Agrò 182.014, che istituisce un fondo per lo sviluppo della domanda turistica per rafforzare il sistema dei Buoni-vacanza; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 182.016, che dispone interventi per contrastare l'erosione della costa teramana; l'articolo aggiuntivo D'Ippolito 182.025, che destina risorse al settore del turismo della regione Calabria; l'articolo aggiuntivo D'Agrò 182.015, che modifica la composizione dell'Agenzia nazionale del turismo; gli articoli aggiuntivi Farinone 107.02 e Fratta Pasini 107.03, che modificano norme per incentivare il reimpiego di personale dirigenziale; l'articolo aggiuntivo Raiti 108.03, che dispone l'aumento di uno specifico capitolo di bilancio; gli emendamenti Campa 109.6, Tomaselli 109.12, Lulli 109.25, Milanato 109.13 (limitatamente al comma 7), Campa 109.1 e Garavaglia 109.20 (limitatamente al comma 7), Mazzocchi 109.15 e D'Agrò 109.14 (limitatamente al comma 7), Milanato 109.19, D'Agrò 109.27 e Garavaglia 109.29 (limitatamente al comma 7), che disciplinano la non assoggettabilità dei confidi agli obblighi di identificazione e registrazione; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 109.01, che detta disposizioni ordinamentali per la sospensione delle procedure esecutive presso i giudici dell'esecuzione; gli articoli aggiuntivi Tocci 111.03 e Tocci 111.04, che recano disposizioni ordinamentali per la riforma dell'ENEA; l'articolo aggiuntivo Volontè 107.05, che aumenta il contributo alle imprese per il reimpiego di personale dirigenziale e prolungamento dei relativi contratti.

Avverte poi, con riferimento ai medesimi articoli 104, 105, 107, 108, 109, 111 128 e 182, che altri emendamenti e articoli aggiuntivi risultano inammissibili per carenza di compensazione o per compensazione inidonea (vedi allegato 1).

Con riferimento infine all'emendamento Bonelli 160.20, rispetto al quale nella seduta di ieri si era riservato di decidere il ricorso sull'inammissibilità, conferma che detto emendamento, il quale istituisce un fondo per la mobilità sostenibile nelle aree urbane dotato di 400 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009, è inammissibile per carenza di compensazione, in quanto la copertura è a valere sulla riduzione di autorizzazioni di spesa, tra le quali quella di cui all'articolo 113 (investimenti nel settore della difesa), che non offre risorse ai fini dell'indebitamento e del fabbisogno.

Constatata l'assenza del rappresentante del Governo, propone quindi di sospendere la seduta fino alle 11.30.

 

Alberto GIORGETTI (AN) chiede di sapere se, con le dichiarazioni rese da ultimo dal presidente, debba considerarsi esaurita la fase della valutazione di ammissibilità delle proposte emendative.

 

Gianfranco CONTE (FI) ricorda che, nella seduta di ieri, aveva segnalato alla presidenza che per un errore materiale alcuni suoi emendamenti sono stati stampati senza la relativa copertura. Al riguardo, chiede di sapere quale orientamento abbia assunto la presidenza. Chiede altresì di sapere se sia stata valutata l'ammissibilità dell'emendamento 3.140 del Governo in materia di assegni familiari, rispetto alla cui copertura erano state avanzate alcune perplessità.

 

Lino DUILIO, presidente, rispondendo alla questione sollevata dal deputato Alberto Giorgetti, fa presente che deve ancora essere conclusa la valutazione di ammissibilità degli emendamenti e articoli aggiuntivi riferiti a circa trenta articoli del disegno di legge finanziaria. Rispondendo quindi al deputato Gianfranco Conte, precisa, quindi, che le proposte emendative a sua prima firma 5. 399, 88.183, 53.8, 163.51 e Leone 20.039 (vedi allegato 3) risultano ammissibili. Con riguardo, infine, all'emendamento 3.140 del Governo, avverte che si stanno ancora approfondendo i profili problematici relativi alla copertura, segnalati nella seduta di ieri, e che in proposito si attendono chiarimenti da parte del Governo.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) chiede di sapere se sia stata sciolta la riserva sull'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo 200.02.

 

Lino DUILIO, presidente, precisa che non è ancora stata sciolta la riserva sull'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo 200.02, che estende i benefici di cui alla legge 3 agosto 2004, n. 206, ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980 nonché ai familiari delle vittime e ai superstiti degli attentati della cosiddetta «banda della Uno bianca» e dispone che tali benefici si applichino agli eventi verificatisi a partire dal 1o gennaio 1961.

 

Marino ZORZATO (FI) annuncia il ritiro del suo emendamento 186.14.

 

Alberto GIORGETTI (AN) fa presente che non sono ancora disponibili tutti i fascicoli delle proposte emendative presentate, invitando la presidenza a tenerne conto nel garantire tempi adeguati per il loro esame.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, suggerisce che, piuttosto di sospendere ulteriormente la seduta, si proceda subito all'esame delle proposte emendative già disponibili e sulle quali sia stata completata la valutazione di ammissibilità.

 

Lino DUILIO, presidente, pur apprezzando lo spirito della proposta dell'onorevole Garavaglia, fa presente che l'assenza del rappresentante del Governo rende necessaria una sospensione della seduta.

 

Gaspare GIUDICE (FI) sottolinea che le frequenti sospensioni occorse nella seduta di ieri, e quelle che si annunciano per la seduta odierna, rendono necessario riconsiderare il termine originariamente stabilito per il conferimento del mandato al relatore.

 

Lino DUILIO, presidente, pur comprendendo le ragioni dell'onorevole Giudice, ricorda che nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo - in cui è stato fissato a venerdì prossimo il termine per la conclusione dell'esame in sede referente - aveva rappresentato l'esigenza di disporre di tempi più ampi, esigenza questa che non ha trovato accoglimento né da parte dei gruppi della maggioranza né da parte di quelli dell'opposizione.

 

Marino ZORZATO (FI) si associa alla richiesta dell'onorevole Giudice, auspicando che i tempi complessivamente dedicati all'esame del disegno di legge finanziaria siano opportunamente prolungati, considerato che ancora non si è iniziata la votazione delle proposte emendative.

 

Lino DUILIO, presidente, assicura che terrà conto delle osservazioni dell'onorevole Zorzato.

 

Salvatore IACOMINO (RC-SE) precisa che le proposte emendative da lui segnalate erano da intendersi integrative della quota di spettanza del suo Gruppo e non sostitutive rispetto a quelle segnalate e ritenute inammissibili.

 

Giorgio LA MALFA (Misto) segnala che nella giornata di sabato scorso il Presidente del Consiglio ha affermato che l'obiettivo del Governo è quello di garantire una crescita economica pari al 3 per cento nell'anno 2007. Preannuncia quindi che, quando sarà presente il rappresentante del Governo, chiederà chiarimenti al riguardo. Ritiene infatti che, se confermata, tale affermazione dovrebbe essere considerata assai positiva, in quanto denoterebbe un significativo cambiamento nell'impostazione di politica economica del Governo, destinato a ripercuotersi sui documenti di bilancio e sui relativi saldi.

 

LINO DUILIO, presidente, richiama l'urgenza che la Commissione proceda nell'esame delle proposte emendative, rinviando alla discussione generale in Assemblea le questioni di più ampia portata relative alla politica economica.

 

Sospende quindi la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 11, è ripresa alle 11.40.

 

LINO DUILIO, presidente, avverte che, essendo giunto il rappresentante del Governo, si passerà all'esame degli emendamenti.

 

Gianfranco CONTE (FI) chiede che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante trasmissione televisiva a circuito chiuso.

 

LINO DUILIO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del circuito chiuso per la trasmissione televisiva dei lavori della Commissione.

 

Giorgio LA MALFA (Misto), come preannunciato prima della sospensione della seduta, pone una questione preliminare al Governo sulla base delle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio relativamente alla possibilità di conseguire nel 2007 l'obiettivo di portare la crescita dell'economia al 3 per cento. Nel dichiararsi assolutamente d'accordo con una simile indicazione che a suo avviso rappresenterebbe una svolta nell'ambito della politica economica sin qui seguita dall'esecutivo, ritiene indispensabile che al riguardo il Governo chiarisca se si tratta di una precisa linea strategica ovvero di un mero auspicio politico.

Rilevando come il documento di programmazione economica e finanziaria si limiti a prevedere una crescita dell'1,3 per cento nel 2007, chiede altresì al Governo quali modifiche intenda apportare ai documenti di bilancio alla luce del nuovo obiettivo proclamato dal Presidente del Consiglio affinché all'opinione pubblica non siano presentati orientamenti difformi circa la manovra finanziaria.

 

Mauro DEL BUE (DC-PS), associandosi alle considerazioni dell'onorevole La Malfa, si domanda se le previsioni di maggiore crescita dell'economia contenute nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio siano frutto di una svolta nella politica economica del Governo. Nel riferirsi all'inevitabile contrasto che ne deriverebbe con i dati del documento di programmazione economica e finanziaria, invoca rispetto per le prerogative del Parlamento e coerenza di comportamenti da parte del Governo.

 

Marino ZORZATO (FI), concordando con il punto di vista manifestato dall'onorevole La Malfa, dichiara la più ampia disponibilità della sua parte politica a valutare proposte di modifica in ordine ai documenti di bilancio, alla luce delle nuove previsioni di crescita formulate dal Presidente del Consiglio. Si impegna peraltro, ove si procedesse in tale direzione, a non dilatare i tempi previsti per la discussione della manovra finanziaria, stante la prioritaria esigenza di favorire in ogni modo l'eventualità di alleggerire la pressione fiscale sui cittadini.

 

LINO DUILIO presidente, avverte - a correzione di quanto dichiarato nella seduta di ieri - che l'emendamento Zanotti 29.6 non è ammissibile, in quanto la copertura prevede l'utilizzo dell'accantonamento relativo al Ministero degli esteri che è vincolato agli adempimenti derivanti dalla ratifica di trattati internazionali.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR chiarisce che l'obiettivo del Governo è quello di aumentare la crescita dell'economia italiana, ma che esso non può essere raggiunto se prima non si attua un'efficace politica di risanamento dei conti pubblici. Ribadendo la necessità di mantenere un atteggiamento di assoluta prudenza nel rispetto dei saldi di bilancio, prefigura comunque la possibilità, in un momento in cui si conseguisse lo sviluppo economico e si migliorasse la situazione finanziaria, di alleggerire le aliquote IRPEF.

Presenta, quindi, a nome del Governo, gli emendamenti 73.23, 74.118, 75.18, 101.15 (vedi allegato 4).

 

LINO DUILIO, presidente, segnala che dopo l'illustrazione degli emendamenti ne sarà esaminata l'ammissibilità e sarà quindi fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti.

 

Marino ZORZATO (FI), rammenta alla presidenza l'impegno del Governo a presentare per tempo un emendamento all'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, che potrebbe risultare pregiudiziale rispetto alla valutazione degli emendamenti relativi al patto di stabilità interno.

 

LINO DUILIO, presidente, rassicura il deputato Zorzato che, per quanto di sua competenza, farà in modo che il Governo mantenga l'impegno assunto con riferimento all'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, nell'ottica della correttezza dei rapporti tra Parlamento e Governo.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, nell'illustrare gli emendamenti riferiti al patto di stabilità interno, ricorda che il loro obiettivo fondamentale è quello di realizzare il federalismo fiscale, un sistema cioè che da una parte dia la possibilità agli enti locali di determinare autonomamente le fonti di entrata necessarie per alimentare i compiti da essi svolti e che dall'altro accolli agli enti stessi la responsabilità derivante dalle scelte effettuate.

 

Sottolinea che la modifica principale mira a passare da un'impostazione che vincola gli enti a non effettuare spese oltre un certo limite ad una che vincola gli enti stessi al rispetto di determinati saldi tra entrate e spese. Viene quindi lasciata maggiore autonomia agli enti locali che potranno decidere discrezionalmente come raggiungere gli obiettivi di saldo previsti.

 

Specifica altresì che le modifiche non riguarderanno immediatamente le regioni per le quali continuerà quindi ad applicarsi, limitatamente all'anno 2007, il vecchio regime relativo al patto di stabilità interno, ferma restando tuttavia la loro possibilità di accedere da subito al nuovo sistema.

 

Ricorda che lo sforzo che gli enti locali dovranno sopportare, al fine di allinearsi alle nuove previsioni del patto di stabilità interno, ammonterà a circa 1 miliardo e 700 milioni di euro, una cifra, quindi, superiore soltanto di 300 milioni di euro rispetto al contributo che gli enti locali avrebbero comunque dovuto sostenere sulla base della precedente legge finanziaria.

 

Chiarisce come tale importo risulti tenendo conto, rispetto all'originaria quantificazione di 2.800 milioni di euro, di alcuni importanti benefici automatici di cui i comuni godrebbero, in quanto 600 milioni di euro sarebbero da correlarsi alle effettive conseguenze del nuovo classamento catastale ai fini ICI, mentre altri 500 milioni di euro deriverebbero dall'anticipazione delle quote spettanti ai comuni stessi nell'ambito del gettito IRPEF.

 

Ribadendo il rispetto della piena sovranità degli enti locali soggetti al patto di stabilità interno sia in relazione alla promozione di investimenti che all'assunzione di personale, sottolinea la loro autonomia nel determinare la combinazione tra spese ed entrate più adeguata a soddisfare il saldo di bilancio. Osserva come sia loro consentito comunque di imporre tributi autonomi, come le imposte di scopo ovvero la tassa di soggiorno e come sia stato ampliato il margine in cui l'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF. Aggiunge come, nella medesima ottica, si sia riconfermato il limite del 15 per cento per il loro indebitamento.

Per quel che riguarda le regioni, precisa che viene ripristinato il limite del 25 per cento per l'entità delle spese correnti che possono essere utilizzate per il servizio del debito a fronte di una previsione iniziale del 20 per cento, precisando altresì che viene eliminato il riferimento al criterio della competenza ibrida circa le norme di contabilità loro applicabili. Evidenzia poi come siano aumentate le entrate a favore delle regioni in virtù dell'estensione della quota di loro spettanza sulle accise relative alla benzina a tutti i prodotti petroliferi, così da neutralizzare le ripercussioni derivanti dalle oscillazioni nella composizione dei consumi in tale comparto.

 

Guido CROSETTO (FI) ritiene che gli emendamenti presentati dal Governo comporteranno inevitabilmente un aumento delle imposte applicate dagli enti locali ai cittadini, in particolare dell'ICI. Evidenzia peraltro che tali maggiori introiti saranno realizzabili solo nel caso in cui gli enti locali adotteranno il nuovo classamento catastale. Contesta altresì l'asserito beneficio derivante dall'anticipazione della compartecipazione spettante ai comuni sul gettito dell'IRPEF, che a suo avviso inciderebbe sulla cassa e non sulla competenza.

Sostiene, quindi, che il rispetto dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno sarà possibile solo a condizione di imporre ai cittadini ulteriori sacrifici sino all'ammontare di 2.800 milioni di euro. Critica, infine, la decisione di riportare il vincolo dell'indebitamento massimo dal 12 al 15 per cento, perché in tal modo si incentiverebbero le amministrazioni comunali a ridursi al dissesto finanziario.

 

Marino ZORZATO (FI) chiede al Governo chiarimenti in ordine agli altri articoli del disegno di legge finanziaria relativi agli enti locali e territoriali, ed in particolare agli articoli da 76 a 80, al fine di sapere se vi sia o meno l'intenzione di modificarli.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) manifesta la delusione della sua parte politica rispetto alla portata delle modifiche del Governo circa il patto di stabilità interno. Ritiene, infatti, che i comuni non potranno che procedere ad inasprimenti fiscali ed a tagli dei servizi. Contesta, poi, che dall'anticipazione del gettito IRPEF loro spettante possa derivare alcun beneficio, trattandosi di una mera alchimia contabile. Esprime, quindi, perplessità sulla reale possibilità che dal nuovo classamento catastale derivi il previsto maggiore introito ICI.

 

Gian Luigi PEGOLO (RC-SE) chiede chiarimenti al Governo in ordine alla materia dell'assetto ordinamentale degli enti locali, riferendosi in particolare alle disposizioni recate dall'articolo 76 del disegno di legge finanziaria. In ordine alla rideterminazione dei gettoni di presenza spettanti ai consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane, ritiene che tali nuove norme siano suscettibili di accentuare le differenziazioni nel trattamento fra il sindaco e i consiglieri. Si sofferma poi sull'assunzione, da parte degli amministratori di un ente locale, della carica di componente degli organi di amministrazione di società di capitali partecipate dallo stesso ente, sottolineando come si preveda che tale assunzione non configuri titolo per la corresponsione di alcun emolumento a carico della società. Rileva, al riguardo, che in tal modo si introduce un trattamento differenziato fra il consigliere di amministrazione di provenienza pubblica e il consigliere di amministrazione di provenienza privata, a scapito del primo e quindi con il rischio che possa essere disincentivato l'ottimale adempimento dei relativi compiti.

 

Maino MARCHI (Ulivo), riguardo alle disposizioni relative al patto di stabilità interno, ritiene che esse configurino un'importante innovazione, che consente di procedere verso la piena attuazione del dettato dell'articolo 119 della Costituzione, come riformato. Con riferimento agli enti locali che non sono assoggettati alla disciplina del patto di stabilità interno, osserva come il combinato disposto della disposizione recata dall'articolo 59 del disegno di legge finanziaria e della proposta emendativa presentata dal Governo possa però avere effetti problematici. Chiede poi chiarimenti al Governo sul funzionamento del nuovo meccanismo di finanziamento riguardante le province, nonché sul portato del comma 6 dell'articolo 74 che elimina la rilevanza di alcune voci ai fini del calcolo del saldo di bilancio. Chiede inoltre, con riguardo alle regioni, in quale parte delle proposte emendative del Governo venga affrontata la questione relativa alle accise. Chiede, infine, se la parte ordinamentale relativa agli enti locali presente nel disegno di legge finanziaria sia confermata oppure sia oggetto di modifica.

 

Francesco PIRO (Ulivo) riconosce che vi è uno sforzo importante compiuto dal Governo nel venire incontro alle esigenze finanziarie manifestate dagli enti locali e ritiene positivo il passaggio al sistema dei saldi. Ritiene positiva la previsione di limiti più stringenti alla possibilità di indebitamento delle regioni, nonché la novità recata dall'emendamento del Governo all'articolo 75 del disegno di legge finanziaria in ordine alla modifica dell'articolo 204, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del 2000, volto a reintrodurre la soglia del 15 per cento all'indebitamento degli enti locali. Chiede chiarimenti al Governo in ordine alle disposizioni recate dall'articolo 101, in materia di spesa sanitaria della Regione siciliana, il quale prevede che, al fine di addivenire al completo trasferimento della spesa sanitaria a carica del bilancio regionale, la misura del concorso regionale sia pari al 45 per cento per l'anno 2007, al 47,5 per cento per l'anno 2008 e al 50 per cento per l'anno 2009. Ritiene che tali disposizioni siano suscettibili di causare un significativo peggioramento degli equilibri finanziari della Regione siciliana, che di fatto si troverebbe a subire un duplice onere e ad essere discriminata rispetto ad altre regioni.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo), associandosi alle considerazioni svolte dall'onorevole Piro, valuta positivamente l'azione del Governo sulla modifica delle disposizioni del patto di stabilità interno. Rileva tuttavia come le disposizioni relative ai pubblici amministratori possano far apparire ingiustamente tale categoria come responsabile di una serie di sprechi di risorse finanziarie e preannuncia, quindi, la presentazione di proposte emendative in materia. Condivide le osservazioni svolte dall'onorevole Piro con riguardo al contenuto dell'articolo 101, rilevando che lo Stato procede in tal caso in modo unilaterale rispetto alla vicenda delle risorse volte a finanziare la spesa sanitaria della Regione siciliana. Ritenendo che ogi eventuale intervento vada invece condotto nel pieno rispetto delle norme dello Statuto della Regione siciliana, preannuncia la presentazione di apposite proposte emendative ovvero soppressive dell'articolo 101.

 

Gaspare GIUDICE (FI) si associa alle considerazioni svolte dall'onorevole Piro e dall'onorevole Crisafulli, portando a riprova i dati relativi al confronto fra varie regioni relativo al rapporto fra spesa sanitaria ed entrate tributarie. Preannuncia la presentazione di una proposta emendativa ovvero soppressiva dell'articolo 101.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA), associandosi alle considerazioni svolte dagli onorevoli Piro, Crisafulli e Giudice, preannuncia la presentazione di una proposta emendativa ovvero soppressiva dell'articolo 101.

 

Maria Teresa ARMOSINO (FI) osserva come le proposte emendative testé presentate dal Governo non comportino un effettivo alleggerimento per le finanze degli enti locali, rilevando tra l'altro come non possa configurarsi un automatismo che porti a maggiori entrate derivanti direttamente dai nuovi classamenti catastali. Ricorda al riguardo come anche nella legge finanziaria dello scorso anno si era inserita una norma che consentiva all'Agenzia del territorio di intervenire in caso di inerzia od errore da parte dei comuni. Evidenzia, quindi, come sia reale il pericolo di uno sfondamento dei saldi di bilancio.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), con riguardo alle considerazioni svolte in ordine al contenuto dell'articolo 101, ritiene che il Governo non debba in ogni caso invadere la sfera di autonomia regionale. Rileva come però si debba tenere conto del diverso regime fiscale che caratterizza le varie regioni, ricordando come la Lombardia abbia un credito per prestazioni sanitarie nei confronti di altre regioni di assai rilevante entità.

 

Antonio MISIANI (Ulivo) esprime perplessità in ordine al contenuto dell'articolo 74 laddove si mantiene il tetto di indebitamento per i comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, che non giudica condivisibile alla luce della modifica intervenuta a vantaggio dei comuni maggiori. Auspica modifiche anche al contenuto del comma 3 dell'articolo 59, in ordine ai tetti all'assunzione di personale cui sono sottoposti gli enti non assoggettati alle regole del patto di stabilità interno. Chiede infine chiarimenti sul regime sanzionatorio che si determina per gli enti locali nel passaggio al metodo dei saldi.

 

Lino DUILIO, presidente, dà lettura della lettera, relativa all'andamento della sessione di bilancio, che il presidente del gruppo DC-PS ha indirizzato al Presidente della Camera e che da quest'ultimo gli è stata trasmessa, perché ne desse comunicazione ai membri della Commissione:

«Signor Presidente,

la Legge Finanziaria presentata dal Governo alla Camera tocca punte mai raggiunte per la quantità, la complessità e la eterogeneità del testo iniziale e pone un problema del tutto inedito di compatibilità con le procedure parlamentari previste dalla sessione di bilancio. 300 pagine di articolato con minuziose modifiche ordinamentali in alcuni settori sono, nei fatti, incompatibili con i tempi rigorosamente scanditi e contingentati della sessione di bilancio.

La natura prevalentemente ordinamentale ed estremamente analitica del testo toglie ogni giustificazione all'esproprio delle competenze delle Commissioni di merito da parte della Commissione Bilancio, motivato solo se i fini sono essenzialmente e rigorosamente legati alla manovra economica e di finanza pubblica.

Non a caso, la procedura di bilancio prevede con la Legge Finanziaria la possibilità di presentare uno o più provvedimenti ad essa collegati, cui si applicano naturalmente analoghe garanzie quanto ai tempi di approvazione ed alla ammissibilità degli emendamenti. Il Governo ha il diritto ed il dovere di presentare al Parlamento la manovra economica che ritiene più opportuna, ma ha il dovere di rispettare il Parlamento e le sue procedure. Ciò implica l'obbligo e non la facoltà di utilizzare tutta la strumentazione prevista dalla legge, usando i diversi strumenti secondo la logica propria di ciascuno. Altrimenti si sottrae, volutamente e dolosamente, alla Camera ed alle sue Commissioni il parallelo diritto/dovere di conoscere adeguatamente le questioni sottoposte alla loro valutazione e alla loro sovrana decisione.

Delle due l'una, allora: o il Governo concorda nel trasformare in più disegni di legge collegati l'immenso testo dell'attuale Legge Finanziaria o dovranno essere necessariamente aumentati i tempi della sessione di bilancio. Diversamente neanche la Commissione Bilancio avrà il tempo di rendersi conto degli effetti delle singole norme, mentre all'Aula, nel successivo dibattito, sarà nei fatti impedito di esprimere una volontà democraticamente significativa su ciascuna parte del disegno di legge.

Le sarei grato se volesse affrontare questo intricato nodo che a mio giudizio rischia di trasformare la sessione di bilancio da una procedura voluta e regolata dal Parlamento in un vulnus alle sue prerogative, quelle che misurano il grado di democrazia del processo decisionale in qualsiasi ordinamento.

Roma, 7 ottobre 2006

Onorevole Paolo Cirino Pomicino».

Dà altresì lettura della risposta del Presidente della Camera al presidente del gruppo DC-PS:

«Gentile Presidente,

rispondo alla Sua lettera del 6 ottobre, che esprime motivate preoccupazioni per l'eccessiva ampiezza del disegno di legge finanziaria, presentato dal Governo alla Camera.

Apprezzo le Sue argomentate osservazioni e la ringrazio per il Suo contributo di riflessione critica, frutto - fra l'altro - dell'esperienza da Lei maturata in molte legislature. Mi propongo di riflettere a fondo su di esse, anche per rilanciare le iniziative volte a migliorare la disciplina della sessione di bilancio, riprendendo il lavoro svolto in materia nella scorsa legislatura.

Quanto alla corrente sessione, le norme vigenti non consentono alla Presidenza margini di intervento rispetto ai problemi da Lei segnalati. Per quanto riguarda la procedura preliminare di verifica del contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, il Presidente della Camera si limita, infatti, ad applicare, sulla base del parere della Commissione bilancio, i tassativi limiti di contenuto della legge finanziaria previsti dall'articolo 11 della legge n. 468 dei 1978, cui rinvia espressamente l'articolo 120, comma 2, del Regolamento. Su questa base la Presidenza ha già proceduto a stralciare numerose norme, adottando il massimo rigore formale.

È peraltro evidente che l'impostazione dei documenti di bilancio rientra nella esclusiva responsabilità del Governo, al quale spetta di definirne l'articolazione, anche con riferimento ai provvedimenti collegati.

Analoghe considerazioni valgono con riferimento ai termini assegnati alle Commissioni ed all'Assemblea nelle diverse fasi della sessione di bilancio. Essi sono stati stabiliti secondo espresse disposizioni del Regolamento, che non lasciano discrezionalità al Presidente della Camera.

È evidente, peraltro, che, ai fini del contingentamento dei tempi, la Presidenza terrà doverosamente conto anche delle dimensioni dell'articolato che sarà licenziato dalla Commissione bilancio.

Ho trasmesso comunque la Sua lettera, unitamente alla mia risposta, al Presidente della Commissione bilancio, affinché la renda nota ai componenti della Commissione, ai quali spetta assumere le determinazioni relative al testo del disegno di legge finanziaria, da sottoporre all'esame dell'Aula.

Roma, 9 ottobre 2006

Fausto Bertinotti».

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR rileva che sulle norme ordinamentali il Governo presterà la dovuta attenzione alle osservazioni della Commissione. In merito all'entità della manovra, ricorda che lo sforzo richiesto ai comuni è nell'ordine di 1,7 miliardi di euro di cui circa 1,4 derivano da decisioni del precedente Governo e solo 300 milioni da decisioni del Governo attuale. Osserva come gli introiti derivanti dal possibile nuovo classamento catastale restano in ogni caso una variabile indipendente che non comporterà - quale che ne sia l'entità - alcun riflesso negativo sui bilanci dei comuni. Fa presente che il maggior introito di 500 milioni di euro, relativo al meccanismo di anticipazione dell'IRPEF, è da considerarsi sia riscosso che accertato e quindi valutabile sia in termini di cassa che di competenza. Al riguardo, chiarisce che gli enti locali non devono automaticamente aumentare la pressione tributaria, in quanto rientra invece nella loro piena autonomia costituzionalmente riconosciuta decidere come e dove reperire le risorse per il finanziamento delle funzioni e dei compiti assegnati. Respinge, quindi, ogni illazione in merito, pur senza spirito polemico, ritenendo che si debba privilegiare l'ottica del federalismo fiscale.

In ordine alle problematiche dei comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, ritiene che si può discutere sul loro assoggettamento al patto di stabilità interno, ove lo si ritenga opportuno. Per quanto concerne la disposizione recata dall'articolo 101, ricorda come la Regione siciliana sia l'unica regione che introita tutto il gettito fiscale, senza contare i trasferimenti di risorse agli enti locali a carico dello Stato. Segnala, altresì, al riguardo che il Governo ha provveduto ad un previo approfondimento del quadro costituzionale, ferma restando ovviamente la possibilità di un'impugnazione.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) esprime vive perplessità sulle considerazioni testé svolte dal rappresentante del Governo relative al trasferimento di risorse agli enti locali della Regione siciliana sul bilancio dello Stato.

 

Francesco PIRO (Ulivo) condivide le perplessità manifestate dall'onorevole Crisafulli, osservando come gli enti locali siciliani esercitino funzioni delegate dallo Stato, al pari di quelli di tutte le altre regioni.

 

Pietro ARMANI (AN) osserva che, per limitare a 300 milioni di euro il carico sui comuni della manovra decisa dalla maggioranza attuale, in aggiunta alle decisioni derivanti da quella precedente - così come affermato dal rappresentante del Governo - o manca al momento la copertura finanziaria o si mira alla modifica del classamento catastale al fine di incrementare il gettito ICI.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) chiede chiarimenti sull'importo di 600 milioni che sarebbero scomputati ai comuni in ragione dei maggiori introiti ICI derivanti dal nuovo classamento catastale.

 

Alberto GIORGETTI (AN) rileva, dalla lettura della relazione tecnica relativa all'emendamento all'articolo 74 presentato dal Governo, come vi sia uno spostamento di risorse a favore degli enti locali, prevedendosi che la manovra originaria si riduca, per l'anno 2007, di 56 milioni per le province e di 266 milioni per i comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti e, per gli anni 2008 e 2009, si riduca per le province i 83 e di 110 milioni e per i comuni di 413 e di 562 milioni. Inoltre, le maggiori entrate provenienti dall'articolo 7 del disegno di legge finanziaria, quantificate in 500 milioni di euro per l'anno 2007, concorrerebbero al perseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno. Chiede quindi chiarimenti al Governo su come sia possibile procedere a tali riduzioni dell'entità della manovra senza incidere sugli equilibri complessivi originari.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) ritiene insufficienti le disposizioni in materia di comuni fino a 5 mila abitanti, sia con riguardo agli aspetti del personale sia con riguardo al profilo dell'indebitamento e auspica quindi una correzione delle relative norme nonché della parte ordinamentale, senza però che essi siano assoggettati al patto di stabilità interno.

 

Rolando NANNICINI (Ulivo) invita il Governo a compiere una riflessione approfondita in ordine alle disposizioni recate dall'articolo 74, in relazione alla situazione dei comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, ai quali si rischierebbe di dare l'impressione di sottovalutare le loro esigenze. Con riguardo alle disposizioni recate dall'articolo 101, osserva che l'IRAP non ha uniformità di applicazione in tutte le regioni in relazione alla quota devoluta alla spesa sanitaria per cui, essendoci altre regioni con problematiche simili a quelle della Sicilia, la questione meriterebbe di essere discussa in termini più generali in altra sede.

 

Guido CROSETTO (FI) osserva che le disposizioni relative ai comuni con meno di 5 mila abitanti penalizzano in definitiva chi ha amministrato bene tali enti locali, in quanto gli amministratori che hanno sperperato le risorse pubbliche potranno continuare a farlo mentre chi ha gestito le risorse pubbliche in maniera parsimoniosa si verrà a trovare in difficoltà. Esprime, infine, preoccupazione per la situazione debitoria di molti comuni e perplessità sugli effetti in tal senso dell'adozione del sistema dei saldi.

 

Pietro ARMANI (AN) considera inevitabile conseguenza del nuovo sistema dei saldi un maggiore ricorso all'indebitamento da parte dei comuni, nel quadro che si va delineando.

 

Francesco PIRO (Ulivo), con riferimento all'emendamento 74.118 del Governo, nella parte in cui modifica i commi 11, 12 e 13 dell'articolo 74, ritiene inopportuno differenziare la disciplina dei comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, sottolineando in particolare come la fissazione di un tetto all'indebitamento possa ripercuotersi negativamente sul versante degli investimenti.

 

Quanto all'articolo 101, precisa anzitutto che lo Stato contribuisce al finanziamento dei comuni della Regione siciliana - di cui rivendica l'esatta dizione costituzionale - nella misura in cui essi esercitino funzioni statali delegate. Contesta quindi l'affermazione secondo la quale lo Stato contribuirebbe alle spese sanitarie della Sicilia in misura maggiore rispetto a quanto non faccia per altre regioni, sottolineando altresì come una previsione che intendesse porre totalmente a carico della Regione siciliana gli oneri sanitari si porrebbe in contrasto con il relativo Statuto speciale.

 

Lino DUILIO, presidente, con riferimento all'articolo 74, precisa come l'effetto di risparmio, ascritto nell'attuale testo del disegno di legge finanziaria, al vincolo sul saldo dei comuni, ammonti a 2.242 milioni di euro nel 2007, 2.522 milioni di euro nel 2008 e 2.772 milioni di euro nel 2009. Fa presente, quindi, come la relazione tecnica allegata all'emendamento 74.118, relativamente alla nuova disciplina proposta, quantifichi un effetto di risparmio di 1.502 milioni di euro nel 2007, inferiore quindi a quello previsto dal disegno di legge, poiché il saldo sul quale è posto il nuovo vincolo non include determinate voci, tra le quali i trasferimenti statali.

 

Pertanto, avendo il Governo ricostruito il procedimento in base al quale il predetto importo di 1.502 milioni - derivante dal nuovo vincolo imposto ai comuni - si raccorda ad altre voci di risparmio, derivanti dalla medesima disciplina, al fine di dar luogo ad un ammontare di risparmi complessivamente equivalente a quello derivante dal testo attuale, ritiene necessario che sia fornito il nuovo quadro completo degli effetti, ai fini dell'allegato 7, ascrivibili alla nuova disciplina proposta dall'emendamento.

 

Fissa quindi alle ore 14.45 il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti del Governo 73.23, 74.118, 75.18 e 101.5.

Alberto GIORGETTI (AN) ritiene indispensabile che il Governo, entro il termine per la presentazione dei subemendamenti, fornisca tutti gli elementi necessari alla valutazione dell'ammissibilità dei propri emendamenti sotto il profilo della copertura finanziaria.

 

Lino DUILIO, presidente, condividendo le osservazioni dell'onorevole Giorgetti, invita il Governo a fornire gli elementi richiesti entro il termine fissato per la presentazione dei subemendamenti.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR rassicura l'onorevole Crosetto in merito alla problematica da lui sollevata, facendo presente come la stessa sia affrontata nell'ambito dell'emendamento 74.118 e sostanzialmente risolta con l'introduzione del comma 5-bis. Conferma quindi l'intenzione del Governo di fornire quanto prima tutti gli elementi necessari a dimostrare l'assenza di problemi di copertura degli emendamenti presentati. Nel rassicurare l'onorevole Armani e nel replicare all'onorevole Garavaglia, sottolinea infine come la modifica relativa al patto di stabilità interno e la questione dell'eventuale nuovo classamento catastale non siano dipendenti l'una dall'altra.

 

Alberto GIORGETTI (AN) ricorda come i relatori ed il Governo si fossero impegnati a fornire chiarimenti in ordine alla disciplina di cui all'articolo 53 del disegno di legge in esame.

 

Michele VENTURA, relatore per il disegno di legge finanziaria, preannuncia la sua intenzione di presentare una proposta modificativa dell'articolo 53.

 

Gianfranco CONTE (FI) sottolinea la necessità che il Governo fornisca adeguati chiarimenti anche sulla copertura relativa al suo emendamento 3.140 con cui si incrementano gli assegni familiari.

 

Lino DUILIO, presidente, assicura che sarà approfondita anche la tematica evidenziata dall'onorevole Conte.

 

Antonio LEONE (FI) osserva come il Presidente della Camera, nel trasmettere il carteggio intercorso con l'onorevole Cirino Pomicino, presidente del Gruppo Democrazia cristiana-Partito socialista, riconosca formalmente al presidente della Commissione Bilancio poteri molto incisivi in ordine all'organizzazione dei lavori parlamentari nel contesto della sessione di bilancio. Esprimendo la propria solidarietà al presidente Duilio, sottolinea però come tali suoi poteri siano, invero, disconosciuti nei fatti. Ritiene quindi che il presidente della Commissione dovrebbe intervenire in modo più deciso per ottenere una proroga del termine fissato per l'inizio dell'esame in Assemblea del disegno di legge finanziaria, al fine di garantire un esame più approfondito da parte della Commissione.

 

Lino DUILIO, presidente, nel rilevare come la questione avrebbe potuto essere più efficacemente risolta in sede di Conferenza dei presidenti di Gruppo, dove la sua richiesta in tal senso non è stata appoggiata neanche dall'onorevole Leone, che pure era presente, assicura che saranno approfondite tutte le tematiche più rilevanti. Sottolinea in ogni caso la necessità che il procedimento per l'esame e l'approvazione della legge finanziaria e, più in generale, l'intera sessione di bilancio, siano ricondotti entro confini determinati, anche alla luce delle considerazioni indirizzate dall'onorevole Cirino Pomicino al Presidente della Camera.

 

Antonio LEONE (FI) precisa di essere intervenuto in sede di Conferenza dei presidenti di Gruppo per sostenere la richiesta formulata dal presidente Duilio.

 

Lino DUILIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, sospende quindi la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 14.10, è ripresa alle 16.50.

 

Lino DUILIO, presidente, dato atto delle sostituzioni comunicate dai gruppi, avverte che il Governo ha presentato l'emendamento 53.9 (vedi allegato 5).

Avverte, inoltre, che sono stati presentati subemendamenti agli emendamenti 74.118 e 101.15 del Governo (vedi allegato 6). Per quanto concerne i subemendamenti riferiti all'emendamento 74.118 del Governo, segnala che i subemendamenti 0.74.118.4 e 0.74.118.5 Leddi Maiola appaiono inammissibili per estraneità di materia. Quanto al subemendamento 0.74.118.1 Albonetti, rileva che la seconda parte è irriferibile, e che, pertanto, lo stesso sarà posto in votazione senza tale parte. Allo scopo di evitare l'utilizzo dell'esclusione per finalità elusive, appare infatti opportuno precisare che le entrate in conto capitale cui il subemendamento si riferisce siano destinate all'estinzione anticipata dei prestiti nei medesimi anni in cui le stesse sono state riscosse. Invita, quindi, il presentatore a valutare l'opportunità di riformulare il subemendamento in tal senso in modo da consentirne l'ammissibilità.

Si riserva, infine, di riferire alla Commissione nel seguito dell'esame con riferimento all'ammissibilità dei subemendamenti all'emendamento 101.15 del Governo.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR rileva, in primo luogo, che l'accantonamento connesso all'indisponibilità delle risorse, previsto dall'articolo 53, è stato già utilizzato nelle precedenti leggi finanziarie. L'articolo 53 estende l'operatività di tale meccanismo a capitoli aventi natura contabilmente obbligatoria senza compromettere le finalizzazioni decise sulla base dei provvedimenti legislativi approvati dal Parlamento. Nel sottolineare pertanto che quanto deciso dalle Camere non verrà messo in discussione, precisa che l'articolo 53 è finalizzato a superare talune difficoltà contabili nell'utilizzo delle risorse. Ciò premesso, segnala che l'emendamento 53.9 del Governo intende introdurre talune specificazioni all'articolo 53 volte ad escludere, in primo luogo, gli effetti finanziari derivanti dal disegno di legge finanziaria in esame. Viene, inoltre, allegato un elenco analitico delle autorizzazioni di spesa e delle relative unità previsionali di base predeterminate legislativamente con riferimento alle risorse previste dall'articolo 53. Segnala, infine, che l'emendamento 53.9 del Governo è volto ad escludere dal contenimento delle spese il fondo per il funzionamento ordinario delle università statali, il fondo per le aree sottoutilizzate e le autorizzazioni di spesa relative alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Lino DUILIO, presidente, nel ricordare che dovrà essere valutata l'ammissibilità dell'emendamento 53.9 del Governo, ritiene che non sia opportuno aprire un dibattito su tale questione adesso.

Alberto GIORGETTI, (AN) ricorda che, nelle sedute precedenti, ha posto la questione politica concernente l'articolo 53 alla quale il Governo oggi risponde con un emendamento che, a una prima analisi, si limita a chiarire la portata normativa del medesimo articolo 53. Nel fare presente che l'articolo 53 opererà sulle autorizzazioni di spesa derivanti da fattori legislativi, con esclusione delle disposizioni derivanti dall'attuazione del presente disegno di legge finanziaria, rileva che il Governo non intende rispondere alle richieste di rivisitazione sostanziale dell'articolo 53, avanzate dai gruppi di opposizione e da buona parte dei gruppi di maggioranza, ma anzi conferma le perplessità manifestate in ordine alla gravità del medesimo articolo. Pur riservandosi di svolgere un'analisi approfondita sull'emendamento 53.9 del Governo, rileva che, contrariamente a quanto dichiarato dal rappresentante del Governo, l'articolo 53 introduce un'innovazione sostanziale rispetto alle precedenti leggi finanziarie, in quanto non esiste una disposizione di tenore analogo a quella dell'articolo 53, che interviene su spese derivanti da fattori legislativi. Fa presente, altresì, che non è possibile accantonare spese derivanti da provvedimenti legislativi in assenza di un analisi puntuale sul funzionamento delle leggi. Si rischia di vanificare le prospettive di attuazione dei provvedimenti legislativi andando a bloccare taluni automatismi che normalmente conseguono all'applicazione delle discipline legislative. In conclusione, alla luce delle considerazioni precedentemente esposte, rileva, a nome del suo gruppo, la necessità di individuare una soluzione all'articolo 53, che rimane un nodo politico prioritario.

 

Lino DUILIO, presidente, ribadisce che la Commissione avrà l'opportunità di esaminare approfonditamente il contenuto dell'articolo 53 nel seguito dell'esame.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, rileva che l'emendamento 53.9 del Governo fornisce una risposta alla richiesta di elementi di informazione sottoposta dalla Commissione, atteso che la proposta emendativa reca un elenco analitico delle unità previsionali di base e dei relativi accantonamenti e stanziamenti con riferimento alle spese previste dall'articolo 53. Osservato che l'emendamento del Governo non può ritenersi esaustivo rispetto alle questioni poste dalla Commissione, ribadisce che è sua intenzione presentare un emendamento volto a modificare in particolare il terzo comma dell'articolo 53, che necessita di una profonda rivisitazione.

 

Marino ZORZATO (FI) segnala che la discussione in corso sull'articolo 53 testimonia ancora una volta la posizione fortemente critica dei gruppi di opposizione e di parte rilevante dei gruppi di maggioranza su tale disposizione, che riveste priorità assoluta nell'esame del disegno di legge finanziaria per il 2007. Per tale ragione, ritiene che la Commissione debba esaurire in via preliminare e prioritaria l'esame dell'articolo 53 e delle relative proposte emendative: invita, quindi, il relatore a presentare il suo emendamento affinché la Commissione possa confrontarsi su una tematica che è giudicata dirimente ai fini del seguito dell'esame.

 

Guido CROSETTO (FI), premesso che il Governo parla di accantonamenti, ma di fatto si tratta di veri e propri tagli alle spese, suggerisce al relatore di formulare una proposta emendativa finalizzata a sopprimere la tabella allegata dal Governo all'emendamento 53.9. Ritiene, infatti, che da tale tabella emergano indicazioni sull'utilizzo delle autorizzazioni di spesa e delle relative esclusioni tali da alimentare contrasti e polemiche anche nell'ambito della stessa maggioranza.

 

Laura RAVETTO (FI) rileva la necessità di un approfondimento sull'emendamento 53.9 del Governo, allo scopo di chiarire se l'articolo 53 influirà su spese obbligatorie derivanti da fattori legislativi e dall'adempimento di obblighi internazionali.

 

Roberto VILLETTI (RosanelPugno) ricorda come nell'ambito dei lavori della Commissione bicamerale istituita per procedere all'esame dei provvedimenti con cui si è riformato il bilancio dello Stato, il Governo avanzò una proposta sostanzialmente coincidente con la formulazione del comma 3 dell'articolo 53, che alla fine di un lungo e travagliato dibattito fu stralciato. Rileva che non è opportuno introdurre norme che vanno a modificare la legislazione contabile dello Stato nell'ambito della legge finanziaria, ma che è necessario affrontare tali modificazioni in un provvedimento legislativo ad hoc finalizzato a definire le regole della legislazione contabile. Su tale questione, a suo avviso, il Governo deve assumere una posizione chiara in quanto di fatto la disposizione di cui si discute vanifica il potere di spesa del Parlamento: si tratta di un cambiamento radicale delle regola che mina le prerogative parlamentari. Giudica, quindi, essenziale che il Governo sopprima il comma 3 dell'articolo 53, che aleggia come un'ombra sulla sessione di bilancio.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) rileva che l'articolo 53 influirà in maniera devastante e irrazionale sul principio di continuità amministrativa, in quanto i tagli alle spese comprometteranno l'attuazione di provvedimenti attualmente operativi. Reputa incomprensibile l'atteggiamento del Governo, in quanto la tabella allegata all'emendamento 53.9 non mira a risolvere i profili problematici evidenziati né a fugare le perplessità manifestate dai deputati, anzi conferma le preoccupazioni espresse. Parrebbe che il Governo stia assumendo un atteggiamento finalizzato a dilatare i tempi di esame; in caso contrario, appare evidente che l'articolo 53 rappresenta un atto grave ed è auspicabile, per tale ragione, che l'emendamento 53.9 venga ritirato.

 

Giuseppe Maria REINA (Misto-MpA), pur apprezzando la volontà manifestata dal relatore in ordine alla presentazione di un emendamento all'articolo 53, osserva che l'emendamento 53.9 del Governo appare del tutto insufficiente a rispondere alle perplessità che la Commissione ha manifestato propendendo, come evidenziato da taluni deputati, per una soppressione dell'articolo 53. Osservato che il deputato Villetti ha espresso valutazioni gravi che impediscono alla Commissione di proseguire serenamente i lavori sul provvedimento in esame, giudica essenziale che si individui una soluzione, al fine di superare le problematicità derivanti dal terzo comma dell'articolo 53.

 

Gianfranco CONTE (FI) osserva che, da una prima lettura dell'emendamento 53.9 del Governo, si evince che l'articolo 53 interverrà pesantemente su talune autorizzazioni di spesa importanti, come ad esempio i commi 20, 86, 178, 501 e 607 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2006. Analoghe considerazioni valgono per altre disposizioni contenute nelle precedenti leggi finanziarie. Ritiene che il Governo in tal modo tenta di superare i contrasti nella sua stessa maggioranza evitando quindi il confronto con il Parlamento. Per tale finalità, viene creata una sorta di «salvadanaio» che compromette l'esercizio della funzione legislativa del Parlamento: si tratta di una disposizione gravissima che rischia di creare danni enormi.

 

Bruno TABACCI (UDC) ribadisce la irrinunciabile necessità di sopprimere il comma 3 dell'articolo 53, che assegna un potere discrezionale eccessivamente ampio al Governo nella gestione del bilancio.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ricordato come negli scorsi anni ed anche con l'ultima legge finanziaria del precedente Governo, erano stati disposti tagli trasversali ed indiscriminati sui capitoli di bilancio, sui quali il Parlamento non ha avuto sostanzialmente modo di incidere, ribadisce comunque la propria intenzione di proporre una riformulazione dell'articolo 53, che comprenda la soppressione del comma 3.

 

Guido CROSETTO (FI), pur ribadendo la propria stima nei confronti del relatore, evidenzia che i problemi posti dall'articolo 53 derivano non solamente dal comma 3 ma dall'articolo nel suo complesso, che prevede tagli discrezionali che suscitano anche sospetti di favoritismi nelle relative scelte.

 

Lino DUILIO presidente, evidenziato come i problemi posti dall'articolo 53 siano di due tipi, uno relativo ai rapporti tra Parlamento e Governo e un altro più specificatamente di merito, ricorda che si era concordato di richiedere chiarimenti al Governo in ordine all'articolo 53, accantonandone comunque l'esame per votare prima gli articoli riferiti al patto di stabilità, in fase di più avanzata definizione. Non condivide comunque l'ipotesi che, non essendo ritenuti dall'opposizione esaurienti i chiarimenti del Governo sull'articolo 53, non si debba procedere con le votazioni concordate.

 

Gaspare GIUDICE (FI), pur comprendendo le considerazioni del presidente, sottolinea come sarebbe stato opportuno che il Governo presentasse, contestualmente all'emendamento modificativo del comma 1 dell'articolo 53, anche un emendamento soppressivo del comma 3. Sottolinea peraltro come tale posizione sia tesa a difendere le prerogative del Parlamento, per cui dovrebbe essere condivisa anche dalla maggioranza. Ricorda infatti che, nella scorsa legislatura, l'attuale opposizione chiese con molta determinazione che il Parlamento fosse coinvolto in modo molto penetrante per quel che riguarda la predisposizione del provvedimento cosiddetto «taglia-spese».

 

Pietro ARMANI (AN) ribadisce che sarebbe stato importante che il Governo si fosse pronunciato chiaramente per la soppressione del comma 3 dell'articolo 53, ricordando peraltro che lo stesso comma 1 presenta profili di grave criticità, in quanto esso offre la possibilità al Ministero dell'economia di procedere con estrema discrezionalità sugli stanziamenti di bilancio. Ritiene peraltro che sia necessario definire norme di contabilità più moderne per una maggiore flessibilità, comunque con la tutela delle prerogative parlamentari in materia di bilancio.

 

Marino ZORZATO (FI) sottolinea che l'opposizione non sta svolgendo opera di ostruzionismo immotivato, ma sta semplicemente cercando di approfondire le varie questioni implicate dall'articolo 53.

 

Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) sottolinea che, come già evidenziato da alcuni colleghi, la discussione sulle proposte emendative relative all'articolo 53 del disegno di legge finanziaria ha avuto inizio nella seduta di ieri e che anche la maggioranza sembrava concordare sulla necessità di affrontare prioritariamente le questioni connesse a tale articolo. Ritiene inoltre che, anche al fine di salvaguardare la credibilità del Governo, sarebbe necessario che esso presentasse un emendamento volto a modificare il citato articolo 53, anche alla luce della discussione svoltasi nella seduta di ieri. Invita pertanto il Governo a ritirare il suo emendamento 53.9.

 

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) si dichiara esterrefatto per quanto sta accadendo e ritiene che i contenuti dell'articolo 53 del disegno di legge finanziaria costituiscano un vero e proprio attentato alle prerogative del Parlamento e alle regole della democrazia parlamentare, che stupisce tanto di più in quanto proviene da forze politiche che sono solite invocare il rispetto di tali regole. Dichiara altresì di aver apprezzato le precisazioni fornite dal relatore, che reputa rassicuranti almeno in riferimento al comma 3 dell'articolo citato. Stigmatizza invece il silenzio tenuto dal Governo, che nella seduta di ieri si era impegnato ad assumere oggi una posizione ben definita. Al riguardo, si chiede se questo silenzio derivi da mera insipienza o da scarsa considerazione per il ruolo del Parlamento. Concludendo, rimarca come, anche nel merito, la tabella allegata all'emendamento 53.9 del Governo presenti numerosi profili problematici.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ferma restando la dichiarata intenzione di presentare un emendamento all'articolo 53, desidera ricordare che l'articolo 1, comma 20, della legge finanziaria per il 2006 presentava, in materia di flessibilità del bilancio, contenuti molto simili a quelli dell'articolo in discussione. Ritiene altresì che non sia utile, da parte dell'opposizione, esasperare i toni del confronto, che finirebbe così per essere meno costruttivo di quanto da più parti auspicato. Invita infine il presidente a valutare l'opportunità di rinviare a giovedì il seguito dell'esame.

 

Gaspare GIUDICE (FI) riconosce che il precedente Governo provò a porre in essere misure analoghe a quelle contenute nell'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, ma fa notare come proprio la Commissione avesse chiesto e ottenuto che la scelta delle unità previsionali di base da ridurre non fosse rimessa alla discrezionalità del Governo e che sui successivi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze fosse espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Conclusivamente, fa presente che, ove il relatore intendesse proporre analoghe modificazioni all'articolo 53, otterrebbe su questo il voto favorevole delle opposizioni.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che la soluzione delineata dal deputato Giudice non sarebbe sufficiente, poiché l'articolo 1, comma 20, della legge finanziaria per il 2006, ricordato dal relatore, prevedeva una mera comunicazione nei confronti delle Commissioni parlamentari competenti. Data la complessità delle questioni emerse e al fine di acquisire ulteriori indicazioni da parte del Governo nonché l'emendamento annunciato dal relatore, ritiene che si potrebbe rinviare alla seduta di giovedì prossimo l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 53, procedendo ora all'esame di emendamenti ed articoli aggiuntivi riferiti ad altri articoli.

 

Mauro PILI (FI) dichiara di condividere la proposta di rinvio formulata dal relatore, che riterrebbe utile anche al fine di non esasperare i toni del confronto e di dare al relatore la possibilità di presentare l'emendamento annunciato. Invita altresì il Governo a ritirare il suo emendamento 53.9.

Maurizio FUGATTI (LNP) sottolinea che, ove venisse approvato il comma 3 dell'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, il Governo otterrebbe una autonomia pressoché illimitata di fronte al Parlamento, in materia di bilancio. Quanto alla tabella allegata all'emendamento 53.9 del Governo, rileva le disparità esistenti tra gli stanziamenti relativi a diverse regioni. A titolo di esempio, fa notare come gli stanziamenti per l'ufficio scolastico regionale della Lombardia sia notevolmente inferiore a quelli previsti per la Campania o la Puglia, sebbene queste ultime regioni siano assai meno popolose.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, invita il deputato Fugatti a non soffermarsi solo sulle previsioni relative all'anno 2007, ma a considerare anche, ad esempio, gli stanziamenti relativi alle stesse voci per l'anno 2009.

 

Maurizio FUGATTI (LNP) ringrazia il relatore per la precisazione, ma ritiene che le indicazioni relative al 2009 siano poco realistiche.

 

Lino DUILIO, presidente, dopo avere espresso rammarico per la piega assunta dalla discussione, ritiene che si possa rinviare alla seduta di giovedì prossimo l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 53 e che la Commissione possa ora procedere all'esame degli emendamenti e articoli aggiuntivi riferiti agli articoli da 73 a 80.

 

Maria Teresa ARMOSINO (FI) osserva che il contenuto dell'articolo 53 ha per l'opposizione una valenza straordinaria, essendo emersa una questione politica in quanto si consente all'esecutivo di disporre di risorse finanziarie pubbliche in modo libero. Al riguardo rileva che è positivo che il relatore condivida le osservazioni dell'opposizione.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che d'ora in poi non sono più ammesse segnalazioni di emendamenti.

Con riferimento agli emendamenti che intervengono in materia di infrastrutture, comunica che risultano inammissibili per estraneità di materia: l'emendamento Ravetto 120.1, che destina 2 milioni di euro ad azioni di «supporto esterno» per l'implementazione del regolamento europeo sulle sostanze chimiche; l'emendamento Caparini 122.8; che interviene in materia di canone di abbonamento radiotelevisivo; l'emendamento Caparini 122.9; che interviene in materia di canone di abbonamento radiotelevisivivo; l'articolo aggiuntivo Caparini 122.07; che interviene in materia di canone di abbonamento radiotelevisivivo; l'articolo aggiuntivo Caparini 122.05; che interviene in materia di canone di abbonamento radiotelevisivivo; l'articolo aggiuntivo Caparini 122.06; che interviene in materia di canone di abbonamento radiotelevisivivo; l'emendamento Campa 129.3; che contiene un'autorizzazione di spesa per la costruzione del nuovo «Palazzo del cinema di Venezia»; l'articolo aggiuntivo Pedrizzi 129.07; recante un'autorizzazione di spesa per il completamento della Cittadella giudiziaria di Latina; l'articolo aggiuntivo Peretti 129.08 recante misure settoriali per la creazione di un istituto per il monitoraggio limnologico del lago di Garda; l'articolo aggiuntivo Strizzolo 129.010 recante un'autorizzazione di spesa per per il completamento della S.S. Lignano-Latisana; l'articolo aggiuntivo Pertoldi 129.012; recante un'autorizzazione di spesa per il completamento della diga di Ravedis; l'articolo aggiuntivo Pertoldi 129.013; recante un'autorizzazione di spesa per la realizzazione della tangenziale sud di Udine; l'emendamento Raisi 130.2 e 130.6 che contiene autorizzazioni di spesa per il nuovo Palazzo dei Congressi dell'EUR e per la città dello sport di Tor Vergata (la disposizione è analoga all'articolo 130, comma 2, stralciato dal Presidente della Camera). Il comma 3 contiene un'autorizzazione di spesa per realizzare infrastrutture al servizio della Fiera di Bologna.; l'emendamento Raisi 130.3; che contiene autorizzazioni di spesa per il nuovo Palazzo dei Congressi dell'EUR e per la città dello sport di Tor Vergata (disposizione analoga all'articolo 130, comma 2, stralciato dal Presidente della Camera); l'emendamento Rampelli 130.9; che reca interventi per le linee A e B della metropolitana di Roma; l'emendamento Rampelli 130.10; che reca un finanziamento per la realizzazione di un centro studi per l'architettura razionalista; l'emendamento Rampelli 130.11; che trasforma in parco nazionale il parco regionale dell'Appia antica; gli emendamenti Rampelli 130.13 e 130.14, che recano un finanziamento per la città dello sport del Foro italico; l'articolo aggiuntivo Raisi 130.04 che reca interventi per la realizzazione della metropolitana di Bologna; gli articoli aggiuntivi Alemanno 130.08 e 130.09; che recano un complesso di interventi per la sicurezza, ma limitati alla città di Roma; l'articolo aggiuntivo Samperi 130.010, che recano interventi per i comuni non capoluogo della Valle di Noto; l'articolo aggiuntivo Raisi 130.05; che contiene un'autorizzazione di spesa per la realizzazione delle infrastrutture al servizio della Fiera di Bologna; l'articolo aggiuntivo Dussin 130.013; che prevede un finanziamento settoriale per la realizzazione del velodromo della provincia di Treviso; l'articolo aggiuntivo Sposetti 130.014; che reca uno stanziamento settoriale per interventi connessi al programma «Colombo 92»; l'articolo aggiuntivo Frassinetti 132.01; che reca un finanziamento settoriale per il rifinanziamento di un programma per giovani atleti italiani praticanti sport invernali; gli emendamenti Fava 134.7 e 134.8, Grimoldi 134.9 e 134.10 che recano interventi finanziari puntuali a favore di specifiche tratte ferroviarie non comprese fra le infrastrutture strategiche; l'articolo aggiuntivo Garavaglia 134.02; che dispone la soppressione di un'agevolazione fiscale a favore di Poste Spa; l'emendamento Caparini 135.24; che reca un'autorizzazione di spesa per il finanziamento della linea metropolitana Brescia-Iseo-Edolo; l'emendamento Caparini 135.25; che reca un'autorizzazione di spesa per il finanziamento dell'aeroporto di Montichiari; l'emendamento Dussin 135.35; che reca un'autorizzazione di spesa per il completamento della tangenziale sud di Treviso; l'articolo aggiuntivo Caparini 135.03 e 135.05, Cota 135.06 e 135.07 che recano finanziamenti per opere non comprese fra le infrastrutture strategiche; l'articolo aggiuntivo Fava 135.012; che reca un'autorizzazione di spesa per i lavori di adeguamento del tronco stradale Mantova-Montichiari; l'emendamento Mario Ricci 136.15; concernente l'indennità per lavoratori portuali nelle giornate di mancato impiego; l'emendamento Garavaglia 136.8; che aggiunge una voce all'elenco dei soggetti che fanno parte dei comitati portuali; l'articolo aggiuntivo Pini 136.02; che fissa un termine per l'entrata in vigore del nuovo regolamento di sicurezza della navigazione da diporto; l'articolo aggiuntivo Pini 136.03; che stabilisce un termine per l'entrata in vigore del nuovo regolamento di sicurezza della navigazione da diporto; l'articolo aggiuntivo Velo 137.04; che risulta diretto alla concessione di indennità per lavoratori portuali nelle giornate di mancato impiego; l'articolo aggiuntivo Pedica 137.08; concernente una disposizione del decreto-legge 262/2005, relativa al dragaggio dei siti di bonifica, materia non prevista nella finanziaria; l'articolo aggiuntivo Pedica 137.09; concernente una disposizione del decreto-legge 262/2005, relativa al dragaggio dei siti di bonifica, materia non prevista nella finanziaria; l'articolo aggiuntivo Rotondo 137.012; che differisce il termine per i contributi ai corsi di formazione nelle attività marittime; l'articolo aggiuntivo Sanza 137.013; che differisce il termine per i contributi ai corsi di formazione nelle attività marittime; l'emendamento Buontempo 137.9; che detta una disposizione di natura ordinamentale, diretta all'istituzione di una nuova autorità portuale; l'articolo aggiuntivo Velo 137.02; diretto alla concessione di indennità per lavoratori portuali nelle giornate di mancato impiego; l'articolo aggiuntivo 137.03 IX Commissione, che differisce il termine per i contributi ai corsi di formazione nelle attività marittime; l'articolo aggiuntivo Stradella 139.014; che detta, con disposizione di rango primario, modifiche procedurali ad un decreto ministeriale; l'emendamento D'Elpidio 139.12; che reca disposizioni concernenti la sola procedura per la concessione dei contributi per la ricostruzione degli immobili danneggiati dal terremoto del Belice; l'articolo aggiuntivo Cesini 139.033; che reca finanziamenti per eliminare la presenza di amianto nella sede istituzionale della provincia di Ancona; l'articolo aggiuntivo Mazzoni 139.035; che reca stanziamenti per il completamento dei piani di ricostruzione post-bellica; l'articolo aggiuntivo Ronconi 139.040; che reca stanziamenti per la ristrutturazione delle mura della città di Amelia; l'articolo aggiuntivo Mazzoni 139.036; che incrementa gli stanziamenti per la ricostruzione del centro urbano di Ariano Irpino nell'ambito degli interventi per la ricostruzione a seguito di eventi calamitosi ; l'emendamento Delfino 142.24; che dispone uno stanziamento per opere di sicurezza della rete stradale, limitatamente alla provincia di Cuneo; l'articolo aggiuntivo Garavaglia 142.07; che limita gli effetti delle revisioni tariffarie previste dall'articolo 12 del decreto-legge n. 262 del 2006 alle sole tratte autostradale sottoposte ad uno specifico limite di velocità; l'articolo aggiuntivo Gibelli 142.08; che reca interventi di carattere ordinamentale in materia di ridefinizione dei compiti dell'ANAS; l'articolo aggiuntivo Gibelli 142.015; che interviene su materia disciplinata dal decreto-legge 262/2006, ma reca una disposizione meramente ordinamentale; l'articolo aggiuntivo Gibelli 142.016; che interviene su materia disciplinata dal decreto-legge 262/2006, ma reca una disposizione che non sembra avere effetto significativo sul complesso dell'operazione di revisione delle concessioni autostradali; l'articolo aggiuntivo Gibelli 142.021; che interviene su materia disciplinata dal decreto-legge 262/2006, ma reca una disposizione che ha carattere meramente formale; l'articolo aggiuntivo Gibelli 142.022; che interviene su materia disciplinata dal decreto-legge 262/2006, ma reca una disposizione che ha carattere meramente formale; l'articolo aggiuntivo Misiti 142.023; che reca un finanziamento per i lavori stradali nel comune di Vibo Marina; l'articolo aggiuntivo D'Alia 142.024; che reca un intervento localistico riguardante lo svincolo autostradale del villaggio di Tremestieri; l'emendamento Buontempo 143.4; che reca un intervento microsettoriale per il sostegno al trasporto biciclette della ferrovia Roma-Lido; l'emendamento Sanza 144.9, che detta disposizioni ordinamentali per l'istituzione di centri provinciali di assistenza alle vittime della strada; l'emendamento Ossorio 144.17; che reca modifiche procedurali a talune disposizioni del codice della strada; l'emendamento Khalil Ali Rashid 144.20; che prevede l'istituzione di centri provinciali per l'assistenza alle vittime della strada; l'emendamento Gianfranco Conte 144.14; che reca una disposizione che preclude ai vigili urbani l'accertamento delle violazioni ai limiti di velocità mediante autovelox; l'emendamento Velo 144.22; che prevede l'istituzione di un fondo di 100.000 euro per la sicurezza della vita umana nei laghi e norme ordinamentali sui compiti delle capitanerie di porto; l'emendamento Pagliarini 144.12; che reca l'istituzione di un'Agenzia nazionale per la sicurezza dei trasporti; l'articolo aggiuntivo D'Agrò 144.02; che reca modifiche al codice della strada in relazione alle prove degli autoveicoli ai fini della verifica delle caratteristiche costruttive.

Si riserva di integrare l'elenco con riferimento agli articoli successivi, appena saranno disponibili i testi.

Segnala che da un più approfondito esame le proposte emendative segnalate 20.281 e 20.282 Fincato dichiarati inammissibili per carenza di compensazione devono ritenersi ammissibili. Con riferimento all'articolo aggiuntivo Oliva 19.02 del quale era stato richiesto il riesame, avverte che lo stesso, in quanto corredato da idonea copertura, deve ritenersi ammissibile (vedi allegato 7).

Comunica quindi le proposte emendative riferite agli articoli 120, 122, 129, 130 132, 134, 135, 136, 137, 139, 142, 143, e 144 che risultano inammissibili per carenza di compensazione e compensazione inidonea (vedi allegato 8).

 

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI), con riguardo all'impossibilità di segnalare ulteriori emendamenti, ritiene debba comunque essere consentito ai deputati di chiedere la votazione di propri emendamenti allorché si passi all'esame dell'articolo al quale sono riferiti.

 

Lino DUILIO, presidente, replicando all'onorevole Marinello, segnala che sarà senz'altro ammessa la possibilità di chiedere la votazione di propri emendamenti.

 

Gaspare GIUDICE (FI) osserva che, fra gli emendamenti che sono stati segnalati, la maggior parte di quelli dichiarati ammissibili sono stati presentati dalla maggioranza, di modo che il confronto in sede di esame sarà sostanzialmente fra il Governo e la sua maggioranza.

 

Lino DUILIO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame a giovedì 2 novembre 2006, alle ore 11, fissando il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti all'emendamento 53.9 del Governo alle ore 9 di giovedì 2 novembre.

 

La seduta termina alle 18.20.

 

(Si omettono allegati)


VCOMMISSIONE PERMANENTE

(Bilancio, Tesoro e programmazione)

Giovedì 2 novembre 2006

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SEDE REFERENTE

 

Giovedì 2 novembre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Sartor, per lo sviluppo economico, Alfonso Gianni, e per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea.

 

La seduta comincia alle 11.25.

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.

C. 1747 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta di martedì 31 ottobre 2006.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che sono stati presentati nuove proposte emendative del Governo (vedi allegato 1) e del relatore (vedi allegato 2).

Avverte quindi che risultano inammissibili per estraneità di materia le seguenti proposte emendative: l'articolo aggiuntivo 47.25, che reca norme sugli istituti storici; l'emendamento Russo 60.4, che modifica la disciplina sulla mobilità del personale sanitario; l'emendamento Russo 60.5, che modifica la disciplina di accesso alla dirigenza del SSN; l'emendamento Viola 60.7, che modifica la disciplina della stabilizzazione del personale precario in un specifico comparto; gli emendamenti Di Girolamo 60.9 e 60.2 della XII Commissione, che modificano la disciplina del trattamento previdenziale dei medici specializzandi; gli articoli aggiuntivi Narducci 60.02 e Ruta 60.03, che modificano la disciplina dei titoli dei direttori generali delle ASL; l'emendamento Crisafulli 66.10, che reca disposizioni concernenti, nell'ambito di un piano di assunzione di docenti pubblici, l'introduzione di docenti privati in materie linguistiche; l'emendamento Mereu 66.155, che prevede la conferma in ruolo di una tipologia di dirigenti scolastici; l'emendamento Russo 66.23, recante norme in tema di lettori italiani; l'emendamento Di Centa 68.60, che reca un finanziamento per progetto riservato a giovani atleti; l'emendamenti Amendola 68.6, relativo a piccoli comuni con meno di 3000 abitanti nella regione Calabria; l'emendamento D'Elpidio 68.152, che istituisce un fondo per il progetto «un anno in famiglia»; gli articoli aggiuntivi D'Elpidio 68.05 e Lucchese 68.06, che riordinano l'Alta formazione artistica e musicale; l'articolo aggiuntivo 69.015 e gli emendamenti Pinotti 69.05, 69.06 e 69.07, riguardanti l'infrastrutturazione di un polo di ricerca; gli emendamenti Piro 70.5 e 70.42, che trasformano in contratto a tempo indeterminato i contratti a tempo determinato di un numero esiguo di dipendenti (degli uffici tecnici di università statali ed enti di ricerca); l'emendamento Oliva 70.37, che reca norme in materia di personale laureato di ruolo dipendente delle università; l'emendamento D'Elpidio 70.34, che reca norme in materia di professori incaricati; l'emendamento D'Elpidio 70.33, che reca norme in materia di dottori di ricerca in servizio presso le pubbliche amministrazioni o titolari di contratti di insegnamento; l'emendamento Tassone 70.26, che istituisce la conferenza dei presidenti degli enti pubblici di ricerca; l'emendamento Napoletano 70.27, che reca norme in materia di personale laureato di ruolo di area tecnico-scientifica e socio-sanitaria in servizio presso le università; l'emendamento Rusconi 70.31, che trasforma in ente pubblico la fondazione per l'istruzione agraria di Perugia; l'articolo aggiuntivo Ruvolo 70.04, che reca norme sui dottori di ricerca; l'emendamento Pellegrino 70.3, che allarga la platea di coloro che possono avere incarichi di insegnamento nell'università; gli emendamenti Piro 70.4 e 70.6, che prorogano contratti a tempo determinato di unità di personale agricolo stagionale nelle università; l'emendamento Giudice 70.8, che prevede la trasformazione in contratto a tempo indeterminato dei contratti di una piccola categoria di dipendenti delle università; gli articoli aggiuntivi Castellani 70.013, Cassola 70.012, D'Elpidio 70.09, Bellillo 70.07, Barbieri 70.05, Campa 70.01 e Bordo 70.02 che dettano norme sull'alta formazione artistica e musicale; gli articoli aggiuntivi 71.04 e 71.03 Crisafulli, che prevedono la statizzazione di un singolo istituto musicale; l'emendamento Tessitore 71.25 che introduce una procedura di valutazione; l'emendamento Intrieri 71.29 in tema di requisiti per sostenere gli esami di stato relativi all'accesso ad alcune professioni; l'emendamento 85.106 Napoletano, che modifica i requisiti per i lavoratori dello spettacolo relativi all'accesso al pensionamento di vecchiaia; l'emendamento 85.127 Bressa, che estende l'applicazione delle aliquote relative ai rapporti di lavoro domestico ai lavoratori impiegati dalle istituzioni senza scopo di lucro; gli emendamenti Ceccacci 88.16, Viola 88.71 e Lucchese 88.134, concernenti agevolazioni fiscali per alcune spese veterinarie (tatuaggio, sterilizzazione chirurgica, etc.); l'emendamento Ceccacci 88.34 in tema di rete di laboratori di analisi; l'emendamento Garavaglia 88.55 in tema di nuovi adempimenti a carico delle regioni in caso di superamento dei livelli della spesa farmaceutica convenzionata; l'emendamento Marinello 88.07, che modifica la disciplina dei contributi che le società mediche devono versare all'ENPAM; l'articolo aggiuntivo 89.01 della XII Commissione, concernente il ricorso a contratti a tempo determinato per i procedimenti relativi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni; l'articolo aggiuntivo Grillini 89.03, concernente il finanziamento della consulta del volontariato per la lotta all'Aids; l'articolo aggiuntivo Grillini 89.04, concernente la diffusione del profilattico; l'articolo aggiuntivo Cancrini 89.012, che detta norme di natura ordinamentale sui requisiti delle comunità terapeutiche; l'articolo aggiuntivo Cancrini 89.014, che interviene su una materia (divieto di propaganda per superalcolici) analoga a quella già oggetto di stralcio da parte del Presidente della Camera; l'articolo aggiuntivo Di Virgilio 89.015, che detta norme di natura ordinamentale in materia di cause di risarcimento avanzate da utenti del SSN; l'articolo aggiuntivo Brigandì 91.01 in tema di esercizio abusivo della professione per cui è richiesta abilitazione statale; l'articolo aggiuntivo Amoruso 93.01, concernente la possibilità di finanziamenti per la ricerca sanitaria da parte di istituti di diritto privato; l'emendamento Lucchese 94.16, concernente la disciplina dei foglietti illustrativi dei medicinali; gli articoli aggiuntivi 94.01 della XII Commissione e Di Girolamo 94.04 che introducono sanzioni per il ritardo nel pagamento e per il mancato pagamento del contributo a carico delle aziende che producono dispositivi medici, previsto dalla normativa vigente (legge finanziaria per il 2006).

Risultano altresì inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Ascierto 94.02, concernente un contributo alla fondazione G.B. Bietti per la ricerca in oftalmologia; l'articolo aggiuntivo Giro 94.03, concernente un contributo all'associazione Intergruppo melanoma italiano per la ricerca, informazione e prevenzione del melanoma; l'articolo aggiuntivo Campa 99.01, concernente la costituzione di ambulatori dedicati all'esercizio della professione di infermiere; l'articolo aggiuntivo Porfidia 99.03 che prevede un ampliamento delle prestazioni sanitarie ad alcune categorie; gli articoli aggiuntivi Rampelli 99.06 e Burtone 101.01 che ripropongono una norma in materia di vigilanza e controllo sul doping già presente nel disegno di legge finanziaria e oggetto di stralcio da parte del Presidente della Camera; l'emendamento Crisafulli 101.2 che reca disposizioni in materia di rapporti tra lo Stato e la Regione Siciliana la cui disciplina è riservata allo speciale procedimento che prevede l'intervento della Commissione paritetica prevista dall'articolo 43 dello Statuto della Regione Siciliana; l'articolo aggiuntivo Uggè 118.01, in quanto reca norme concernenti la destinazione delle somme pagate per l'iscrizione all'Albo degli autotrasportatori al funzionamento dell'Albo medesimo; l'emendamento Giudice 144.6 che prevede l'istituzione di un fondo di 100.000 euro per la sicurezza della vita umana nei laghi; l'articolo aggiuntivo Motta 147.01 che reca interventi settoriali per specifiche infrastrutture di carattere viario nella città di Parma; l'articolo aggiuntivo Campa 147.03 che reca una disposizione di natura ordinamentale, diretta ad eliminare taluni obblighi connessi all'equipaggiamento dei veicoli stradali; l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 147.012 che reca un intervento a favore delle aree S. Paolino e limitrofe; gli identici emendamenti Napoletano 148.8 e Bordo 148.40 che consentono il rimborso spese ai membri di una Commissione tecnica ministeriale; gli identici emendamenti Napoletano 148.6 e Bordo 148.37 che prevedono l'assunzione di personale per il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; l'emendamento Napoletano 148.7 che prevede l'aumento delle indennità del personale appartenente al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; l'emendamento Gardini 148.11 che reca disposizioni di natura ordinamentale in tema di istituzione dell'Autorità nazionale per la sicurezza alimentare; l'emendamento Zanella 148.53 che reca un intervento di carattere ordinamentale con cui si sopprime la disposizione che attribuisce alle regioni la facoltà di regolamentare il prelievo di specie cacciabili; l'emendamento D'Elpidio 148.55 che istituisce un fondo per lo smaltimento delle carcasse degli animali e degli scarti di macellazione; l'emendamento Garavaglia 149.30 che proroga i termini per la denuncia dei pozzi; l'emendamento Stucchi 149.31 che prevede un finanziamento di 15 milioni di euro per il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca; l'emendamento Misuraca 149.35 che reca disposizioni per la semplificazione delle procedure di rilascio o rinnovo delle concessioni di acqua pubblica; gli emendamenti Misuraca 149.38 e Misuraca 152.141 che escludono le superfici vallive dalla determinazione più vantaggiosa del reddito dominicale e del reddito agrario prevista dall'articolo 3-ter, comma 1, della legge n. 106 del 2005; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 149.04 che reca disposizioni di carattere ordinamentale sulla promozione di accordi di programma con le regioni per l'utilizzo delle risorse idriche e sulla definizione delle competenze delle regioni in materia; gli articoli aggiuntivi Burchiellaro 150.02, D'Elpidio 150.05 e Fugatti 150.06 che recano disposizioni di natura ordinamentale sui requisiti di onorabilità per l'esercizio di attività commerciali; l'emendamento Franci 151.4 che fa riferimento alle disposizioni contenute nel comma 1-ter, che attribuiscono alle regioni la facoltà di disciplinare in modo diverso rispetto alla legislazione statale gli albi regionali istituiti nel settore agricolo e forestale; gli emendamenti 152.25 della XIII Commissione e Bordo 152.86 che recano interventi di carattere ordinamentale per la cessione della gestione dei fondi relativi ad iniziative agro-alimentari da Sviluppo Italia all'ISMEA; gli emendamenti Misuraca 152.10, Marras 152.92, Misuraca 152.140 che prorogano i termini di decorrenza della riforma dei consorzi agrari; gli emendamenti Buonfiglio 152.18, Cosenza 152.45, Misuraca 152.50, Ruvolo 152.107 che recano misure ordinamentali sulla forma giuridica dei consorzi agrari; gli emendamenti Napoletano 152.36, Cosenza 152.43, Misuraca 152.51, Buonfiglio 152.20, Misuraca 152.11, Bordo 152.88, Marras 152.94, Buonfiglio 152.99 che differiscono il termine per l'adeguamento degli statuti dei consorzi agrari; gli emendamenti Fundarò 152.9 e Bordo 152.84 che recano disposizioni ordinamentali per la disciplina di polizze assicurative volontarie per consorzi e centri di assistenza agricola; gli identici emendamenti Buonfiglio 152.17 e 152.100 che prevedono l'istituzione di un osservatorio nazionale per la tracciabilità alimentare; l'emendamento Buonfiglio 152.15 che stabilisce l'obbligo a carico degli organismi pagatori regionali, incaricati dei contributi comunitari in agricoltura, di avvalersi del sistema informativo agricolo per lo svolgimento delle proprie funzioni; gli emendamenti Campa 152.3, Burtone 152.4, Franci 152.89, Delfino 152.104 che dettano disposizioni di carattere settoriale finalizzate a estendere alle cooperative silvicole la facoltà per i soci di acquisire la qualifica di imprenditori professionali agricoli; l'emendamento 152.28 della XIII Commissione che estende determinate incentivazioni fiscali al settore dell'allevamento apistico e del nomadismo; l'emendamento Bellotti 152.42 che reca norme ordinamentali in materia di trasporto agricolo; gli identici emendamenti Burtone 152.32, Campa 152.2, Delfino 152.110 che recano interventi ordinamentali relativi alle procedure di valutazione di incidenza nelle ZSC (Zone Speciali di Conservazione) e nei SIC (Siti di importanza comunitaria); l'emendamento Fundarò 152.8 che reca disposizioni in materia di attribuzione di agevolazioni per il pagamento di contributi previdenziali agricoli; l'emendamento Buonfiglio 152.33 che reca disposizioni per l'estensione ad altri settori delle funzioni dell'Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare; gli emendamenti Buonfiglio 152.21, 152.35, 152.34 e 152.16 finalizzati ad integrare l'elenco delle poste di bilancio da trasferire da Sviluppo Italia all'Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare; l'emendamento Garavaglia 152.117 che dispone risarcimenti ai produttori di latte per inadempimenti da parte dello Stato nell'applicazione del regime delle quote-latte; l'emendamento Garavaglia 152.121 che prevede la concessione di contributi per le aziende frutticole colpite dalle infezioni di Sharka e di Erwinia; l'articolo aggiuntivo Cesini 152.03 che reca interventi settoriali in tema di enti agricoli determinati e di «nuovo mercato dei fiori» di Sanremo; l'articolo aggiuntivo Bellotti 152.05 che reca norme ordinamentali in materia di circolazione di macchine agricole; l'articolo aggiuntivo Buonfiglio 152.06 che dispone l'estensione ad altri settori di funzioni dell'ISA (Istituto per lo sviluppo dell'agricoltura).

Risultano del pari inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Zanella 152.0.14 che reca disposizioni in materia di modalità di allevamento degli animali; l'articolo aggiuntivo Paoletti Tangheroni 152.0.17 che incrementa il finanziamento a favore dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, in analogia con una disposizione stralciata, e modifica le modalità contabili di assegnazione del finanziamento; gli articoli aggiuntivi Vannucci 156.01 e 156.02 che dispongono l'estensione ad altri settori di funzioni dell'ISA; l'articolo aggiuntivo Fundarò 156.05 che reca disposizioni di carattere ordinamentale concernenti la disciplina del prelievo supplementare relativo alle quote-latte; gli emendamenti Marras 157.5 e Cicu 157.8 che dispongono un finanziamento per il progetto esecutivo di lavori di bonifica dei poligoni di Teulada e Capo Frasca; l'emendamento Lomaglio 157.3; che reca interventi in materia di organizzazione delle aree marine protette; gli articoli aggiuntivi Fogliardi 157.02 che reca misure settoriali per la creazione di un istituto per il monitoraggio limnologico del lago di Garda; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 158.04, che dispone l'istituzione dell'Autorità per la difesa del suolo; gli articoli aggiuntivi Pellegrino 158.01 che reca disposizioni ordinamentali sul regime di incompatibilità di alcune categorie di dipendenti della pubblica amministrazione; l'articolo aggiuntivo Fasciani 159.03 che disciplina il trasferimento della gestione delle riserve naturali protette dal Corpo forestale dello Stato agli enti parco nazionali; l'articolo aggiuntivo Francescato 159.010 che prevede la destinazione di parte delle ordinarie risorse delle aree naturali protette ad interventi per la biodiversità; l'articolo aggiuntivo Catanoso 159.08 che prevede l'istituzione della riserva marina Acireale-La Timpa.

Risultano inoltre inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Catanoso 159.09 che prevede l'istituzione del parco nazionale dell'Etna; l'articolo aggiuntivo Rampelli 159.012 che prevede l'istituzione del parco nazionale dell'Appia antica; l'articolo aggiuntivo Paolo Russo 159.06 che disciplina le procedure per escludere gli immobili abusivi dalla successione ereditaria; l'emendamento Camillo Piazza 160.22 che reca una disposizione per l'introduzione del divieto di circolazione di veicoli inquinanti nelle aree urbane; l'articolo aggiuntivo Francescato 160.04 che reca disposizioni per l'istituzione di una autorità per i prodotti chimici presso il Ministero della salute; l'articolo aggiuntivo Realacci 160.02 che reca disposizioni per la collocazione in aspettativa dei titolari di cariche direttive nei parchi nazionali; l'articolo aggiuntivo Realacci 161.01 che reca interventi in tema di funzionamento delle aree marine protette; l'articolo aggiuntivo Realacci 161.02 che reca disposizioni sulle modalità di nomina dei direttori dei parchi e sul relativo rapporto di lavoro; gli identici articoli aggiuntivi Campa 161.03 e Bernardo 161.06 che prevedono un regime specifico per la contabilizzazione dei ricavi di gestione dei sistemi di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici; l'articolo aggiuntivo Lomaglio 161.04 che prevede l'istituzione di un nuovo parco geominerario nazionale; gli identici articoli aggiuntivi Osvaldo Napoli 161.07 e Soffritti 161.030 che prorogano il termine per il conferimento in discarica dei rifiuti; l'articolo aggiuntivo Camillo Piazza 161.013 che reca disposizioni per la disciplina dei compensi spettanti agli organi degli enti parco; l'articolo aggiuntivo Camillo Piazza 161.015 che reca disposizioni per la disciplina dei compensi spettanti ai componenti delle Commissioni per le verifiche ispettive negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante; l'articolo aggiuntivo Camillo Piazza 161.016 che svincola dalle disposizioni di contenimento della spesa gli organismi il cui finanziamento è garantito attraverso contributi di privati.

Risultano altresì inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Camillo Piazza 161.018 che prevede l'avvio di procedure concorsuali per il reclutamento di personale dell'Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (ICRAM); l'articolo aggiuntivo Camillo Piazza 161.019 che reca disposizioni sul collegio dei revisori dei conti negli enti parco nazionali; l'articolo aggiuntivo Francescato 161.023 che dispone l'istituzione di un'agenzia nazionale per la gestione dello strumento finanziario per l'ambiente Life; l'articolo aggiuntivo Fava 161.028 che prevede la soppressione dell'articolo 20 del decreto-legge n. 262 del 2006 relativo all'assetto organizzativo dell'APAT; l'emendamento Rossi Gasparrini 163.5 che istituisce un fondo per l'attuazione di accordi di cofinanziamento tra stato e autonomia presso il Ministero dei beni culturali; l'emendamento Dussin 163.45 in tema di Ville venete; l'emendamento Mariani 163.37 relativo al Parco della pace - Sant'Anna di Stazzema; l'emendamento Grimoldi 163.46 relativo alla Villa reale di Monza.

Risultano del pari inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'emendamento Fincato 163.52 che reca norme in materia del sistema museale dell'ebraismo italiano; l'emendamento Bono 163.25 che reca disposizioni in materia di Fondo per il diritto di prestito pubblico; gli emendamenti Garavaglia 163.44 e Dozzo 163.43 relativi al restauro della Sala domenicani di Treviso; l'emendamento Ali Khalil 163.39 relativo all'ex convento di San Francesco-Orvieto; l'emendamento Ceccuzzi 163.38 che reca norme stralciate relative all'Unesco; l'emendamento Tocci 163.15 relativo alla Fondazione Roma Europa-arte e cultura; l'articolo aggiuntivo Andrea Ricci 163.06 relativo al Parco geominerario della Sardegna; l'articolo aggiuntivo Rampelli 163.08 relativo al recupero città e nuclei di fondazione e a centro studi per l'architettura Roma-Eur; l'articolo aggiuntivo Fincato 163.09 relativo al museo dell'ebraismo; l'emendamento Rossi Gasparrini 163.4 che prevede la costituzione di un fondo con contribuzione da parte dello Stato; l'emendamento Maderloni 163.6 che reca il rifinanziamento per un singolo museo; l'emendamento Palmieri 163.7 che ripropone disposizioni stralciate; l'emendamento Goisis 163.9 che destina risorse ad un singolo museo; l'emendamento Caparini 163.13 che destina risorse ad un sito Unisco; l'emendamento Carlucci 163.14 in tema di previdenza per i lavoratori dello spettacolo; l'articolo aggiuntivo Crisafulli 163.01 che prevede la stabilizzazione di personale precario dei beni culturali di una sola regione; l'emendamento Bocci 164.1 relativamente al comma 1-bis che prevede la statizzazione di accademie di belle arti; l'articolo aggiuntivo Picchi 164.03 che reca interventi a favore di biblioteca di Firenze.

Risultano altresì inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'emendamento De Simone 164.4 relativo al Polo della musica-Triveneto; gli emendamenti Evangelisti 164.3 e 164.2 che istituiscono una cattedra nei conservatori di musica; l'articolo aggiuntivo Giovanardi 164.04 che reca un rifinanziamento per il patrimonio culturale degli esuli istriani; l'articolo aggiuntivo Rocchi 165.08 che reca norme in materia di pensionamento dei ballerini; l'articolo aggiuntivo Rocchi 165.09 che istituisce l'albo agenti e mediatori dello spettacolo; l'articolo aggiuntivo Rocchi 165.010 relativo alla durata in carica del consiglio di amministrazione delle fondazioni lirico-sinfoniche; l'articolo aggiuntivo Barbieri 165.012 relativo al palazzo del cinema di Venezia; gli articoli aggiuntivi Chianale 165.01 e 165.02 che recano interventi relativi all'utilizzo e alla valorizzazione dei beni realizzati in occasione dei giochi olimpici invernali e paraolimpici; l'articolo aggiuntivo Carlucci 165.05 relativo alla riforma delle fondazioni liriche; l'articolo aggiuntivo Carlucci 165.06 in materia di tutele assicurative per i lavoratori dello spettacolo; l'articolo aggiuntivo Galli 189.01 in tema di privatizzazione dell'Aero club d'Italia; l'articolo aggiuntivo Fluvi 189.04 che reca norme in materia di mutui alle cooperative giornalistiche; l'articolo aggiuntivo Sposetti 189.05 che modifica i requisiti per l'accesso alle provvidenze delle cooperative giornalistiche; l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 192.01 limitatamente ai commi da 2 a 5 in quanto dispone interventi ordinamentali in edilizia residenziale e canoni di locazione; l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 192.02 che reca interventi diretti all'istituzione di agenzie per l'affitto.

Risultano inoltre inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti e articoli aggiuntivi: l'articolo aggiuntivo Daniele Galli 192.03 che prevede interventi volti a semplificare il passaggio di beni immobili tra consanguinei; l'articolo aggiuntivo Grillini 193.01 che reca disposizioni di carattere ordinamentale sulla distinzione tra figli naturali e figli legittimi; l'emendamento Zanotti 194.34 che reca norme in tema di Osservatorio per il contrasto della violenza nei confronti delle donne; l'emendamento Zanotti 194.35 che reca norme in tema di attività di prevenzione e repressione violenza alle donne; l'articolo aggiuntivo Bertolini 194.02 in tema di risorse per il pool per reati inerenti la violenza sessuale; l'emendamento Di Virgilio 198.3 che conferisce una delega legislativa al Governo per l'istituzione di un'assicurazione obbligatoria; l'articolo aggiuntivo Zanotti 198.04 che interviene sulle competenze in materia di trattamenti di invalidità; gli articoli aggiuntivi Osvaldo Napoli 199.03, Soffritti 199.07 e Milana 199.08 che intervengono sul fondo per le locazioni; l'emendamento Grillini 200.1, concernente interventi a favore di cittadini illustri in stato di difficoltà; gli articoli aggiuntivi Milana 200.013, D'Elpidio 200.019, Peretti 200.028 concernenti interventi a favore dell'Ente protezione e assistenza sordi (ENS); gli articoli aggiuntivi D'Elpidio 200.018, D'Elpidio 200.020, D'Elpidio 200.021, D'Elpidio 200.022, Giuditta 200.025, D'Elpidio 200.027, Peretti 200.030 i quali recano una serie di interventi microsettoriali o localistici; l'articolo aggiuntivo Pellegrino 205.04 che prevede il ricorso a giovani in caso di consulenze della pubblica amministrazione.; l'emendamento Dussin 206.4 e l'articolo aggiuntivo Dussin 206.02 relativi al Velodromo di Treviso; l'articolo aggiuntivo Rocchi 206.05 concernente l'attuazione dell'accordo di programma regionale - impianto canoa idroscalo Milano; gli articoli aggiuntivi Quartiani 207.02 e 207.01 relativi al Corpo nazionale soccorso alpino; l'articolo aggiuntivo Crisafulli 207.03 che reca il rifinanziamento per un singolo istituto (Stamperia Braille dell'Unione italiana ciechi di Catania); l'articolo aggiuntivo Ciocchetti 207.05 relativo al patrimonio delle società sportive; l'articolo aggiuntivo Zipponi 207.07 relativo al Corpo nazionale soccorso alpino che riproduce sostanzialmente una disposizione stralciata; l'articolo aggiuntivo Grimoldi 207.09 recante interventi per la valorizzazione dell'autodromo di Monza.

Sono inoltre inammissibili per estraneità di materia gli emendamenti Lucchese Tab. B. 26 e Tab. B. 27 in quanto la riduzione degli accantonamenti di tabella B è destinata al rifinanziamento di autorizzazioni di spesa per le zone terremotate che vengono inseriti in tabella F, anziché in tabella D. Gli emendamenti Vannucci Tab. F.1 e Forlani Tab. F.2, che inseriscono una nuova voce in Tabella F (decreto-legge n. 6 del 1998-Terremoto Marche e Umbria) ai fini del suo rifinanziamento sotto forma di limiti di impegno, risultano altresì inammissibili perché avrebbero dovuto essere formulati in articolato.Gli emendamenti D'Agrò Tab. F.4 e Formisano Tab. F.3 sono pure inammissibili, in quanto provvedono, rispettivamente, a rifinanziare l'articolo 15, comma 43, della legge n. 67 del 1988 (Artigiancassa) e la legge n. 910 del 1996 (edilizia universitaria) in tabella F, mentre il rifinanziamento di leggi di spesa è ammissibile solo in tabella D. Sempre con riferimento agli emendamenti riferiti alle tabelle, sono inammissibili per inidoneità della copertura l'emendamento Realacci Tab C.7 il quale prevede la copertura a valere su una disposizione legislativa di tabella C in misura superiore al 10 per cento delle risorse stanziate (riduzione di 22,879 milioni su una dotazione di 136,220 milioni); l'emendamento Venier Tab C.24 che prevede la copertura a valere su una disposizione legislativa di tabella C in misura superiore al 10 per cento delle risorse stanziate (riduzione di 100 milioni su una dotazione di 443 milioni). L'emendamento Bono Tab. C. 39, che reca un finanziamento del Fondo unico per lo spettacolo, si ritiene invece ammissibile nel presupposto che le risorse utilizzate a copertura si intendano destinate a finanziare le spese di conto capitale di cui alla legge n. 163 del 1985 di cui alla unità previsionale di bilancio 5.2.3.9. Infine, sono inammissibili per carenza di copertura gli emendamenti Soffritti Tab. C. 23 e Osvaldo Napoli Tab. C.32 in quanto prevedono un rifinanziamento del Fondo per il sostegno all'accesso alle locazioni abitative senza prevedere alcuna copertura finanziaria.

Fa presente inoltre che, con riferimento agli articoli 47, 60, 66, 68, 69, 70, 71, 85, 88, 89, 91, 93, 94, 99, 101, 118, 144, 147, 148, 149, 150, 151, 152, 156, 157, 158, 159, 160, 161, 163, 164, 165, 189, 192, 193, 194, 198, 199, 200, 205, 206 e 207 risultano inammissibili per carenza di compensazione o per inidoneità della copertura ulteriori proposte emendative (vedi allegato 3).

Con riferimento poi all'articolo aggiuntivo Longhi 86.04 e all'articolo aggiuntivo della I Commissione 200.02 - i cui contenuti investono delicate questioni di interesse nazionale - dichiara che essi risultano ammissibili, sciogliendo la riserva precedentemente formulata.

Ritiene, quindi, che si possa sospendere la seduta, in attesa che sia presentato l'emendamento del relatore all'articolo 53 del disegno di legge finanziaria.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) rileva che sarebbe meglio, anziché sospendere la seduta, iniziare l'esame delle proposte emendative riferite ad articoli diversi dall'articolo 53.

 

Lino DUILIO, presidente, considerata l'assenza del relatore, impegnato a completare la stesura del suo emendamento all'articolo 53, ritiene più opportuno sospendere la seduta. Propone, quindi, che, quando la seduta riprenderà, si proceda all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli da 73 a 80, anche perché dovrà essere fissato un termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti e articoli aggiuntivi che relatore e Governo hanno presentato. Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.

 

La seduta, sospesa alle 11.45, riprende alle 13.55.

 

Lino DUILIO, presidente, dato atto delle sostituzioni, invita relatore e Governo a esprimere il loro parere sulle proposte emendative relative agli articoli da 73 a 80.

Massimo GARAVAGLIA (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede di sapere per quali ragioni, tra gli emendamenti presentati dal relatore e dal Governo, non compaiano le proposte relative agli aumenti del bollo per le automobili, di cui è apparsa notizia sulla stampa.

 

Lino DUILIO, presidente, fa notare che le proposte cui si riferisce il deputato Garavaglia sono contenute nell'emendamento del Governo 3.141.

 

Gianfranco CONTE (FI) reputa disdicevole che già nella serata di martedì scorso i telegiornali abbiano dato notizia dell'emendamento cui hanno fatto riferimento il presidente e il deputato Garavaglia, senza che la Commissione ne fosse stata previamente informata.

 

Lino DUILIO, presidente, osserva che si è trattato di anticipazioni giornalistiche tanto più inopportune in quanto si sono successivamente rivelate inesatte. Aggiunge che l'emendamento in questione è stato presentato solo questa mattina.

 

Ettore PERETTI (UDC) lamenta il mancato rispetto della programmazione dei lavori della Commissione, che prevedeva un esame delle proposte emendative articolato sulla base delle rispettive materie, con l'intervento dei ministri competenti. Rileva che tale impostazione sembra essere venuta meno e che, con tutta probabilità, non ci sarà neanche tempo sufficiente per esaminare le proposte emendative segnalate dai gruppi, in particolare da quelli di opposizione. Concludendo, auspica che il prosieguo dei lavori sia improntato ad un ripristino delle programmazione originariamente stabilita.

 

Lino DUILIO, presidente, fa osservare che la ragione di quanto segnalato dal deputato Peretti deve rintracciarsi nel fatto che, nella seduta di martedì scorso, sono emerse questioni particolarmente rilevanti rispetto all'articolo 53 e che si è quindi stabilito di esaminare preliminarmente le proposte emendative riferite a tale articolo. Peraltro, fa osservare che ora la Commissione potrà procedere all'esame delle proposte emendative, segnalate dai gruppi, riferite agli articoli da 73 a 80, con l'intervento, come previsto, del sottosegretario Sartor. Successivamente la Commissione procederà, come stabilito, ad esaminare emendamenti ed articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 53 e, a seguire, all'articolo 3. L'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi stabilirà quindi come procedere, anche tenuto conto delle oggettiva ristrettezza dei tempi.

 

Gianfranco CONTE (FI) fa osservare che il modo di procedere testé indicato dal presidente non appare conforme alla prassi dell'esame dei precedenti disegni di legge finanziaria e di bilancio. Reputa altresì grave che si prospetti la possibilità che le proposte emendative segnalate dai gruppi non vengano esaminate. Chiede pertanto di sapere quali tempi saranno dedicati alle proposte emendative segnalate dai gruppi di opposizione.

 

Lino DUILIO, presidente, chiarisce che, naturalmente, nell'ambito degli argomenti prima indicati, saranno prese in considerazione le proposte emendative segnalate da tutti i gruppi, oltre che quelle presentate dal relatore e dal Governo.

 

Gianfranco CONTE (FI) fa rilevare che il modo di procedere delineato dal presidente non tiene conto delle valutazioni dei gruppi di opposizione in ordine alle materie da considerare prioritarie.

 

Lino DUILIO, presidente, ribadisce che l'impostazione delineata corrisponde a quella originariamente stabilita. Comunica la presentazione da parte del relatore dell'emendamento 53.10.

 

Alberto GIORGETTI (AN) sottolinea che si era convenuto di procedere all'esame di tutti gli emendamenti segnalati, mentre gli emendamenti successivamente presentati dal relatore e dal Governo rischiano di assorbire tutto il tempo a disposizione. Quanto all'emendamento 53.10 del relatore, fa notare che, sebbene esso segni un piccolo passo avanti nella direzione auspicata, non risponde alle perplessità e ai dubbi sollevati in riferimento al comma 3 dell'articolo 53. Fa altresì rilevare che il citato emendamento prevede che il ruolo delle Commissioni parlamentari competenti sia limitato all'espressione di un parere non vincolante.

 

Lino DUILIO, presidente, fa notare che, anziché dedicare tempo a discutere del rischio che non si riesca ad esaminare tutte le proposte emendative segnalate, sarebbe più utile procedere all'esame delle stesse, così come concordato. Quanto ai tempi a disposizione della Commissione, ritiene di potersi fare garante della possibilità di esaminarle.

 

Maurizio FUGATTI (LNP) ricorda che il suo gruppo, nonostante le iniziali perplessità, aveva accolto l'invito a segnalare alcune proposte emendative. Deve peraltro constatare che si profila attualmente il rischio che i soli emendamenti ed articoli aggiuntivi effettivamente esaminati siano quelli presentati dal relatore e Governo. Chiede infine di sapere se, nelle precedenti sessioni di bilancio, i tempi di esame in Commissione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio siano stati analoghi agli attuali.

 

Lino DUILIO, presidente, assicura che cercherà di fornire le informazioni richieste dal deputato Fugatti.

 

Marino ZORZATO (FI), con riferimento all'ultima richiesta del deputato Fugatti, chiede al presidente di garantire che, quando saranno indicati i tempi dedicati all'esame dei documenti di bilancio, non siano presi in considerazione le numerose sospensioni e i tempi dedicati alle valutazioni di ammissibilità. Fa presente, infine, la disponibilità del suo gruppo a prolungare la seduta in orario notturno, ove ciò si rendesse necessario.

 

Lino DUILIO, presidente, dichiara di accogliere senz'altro la disponibilità manifestata dal deputato Zorzato a un prolungamento notturno della seduta, mentre ritiene che le altre questioni relative ai tempi di esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio potranno essere valutate da parte dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

 

La Commissione passa quindi all'esame degli emendamenti ed articoli aggiuntivi segnalati che si riferiscono agli articoli da 73 a 80.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che il subemendamento Albonetti 0.74.118.1 era stato riformulato nel senso di inserire dopo le parole «patrimonio immobiliare e mobiliare destinate» le seguenti «nel medesimo triennio» e di sopprimere le parole «conseguentemente, sono soppresse le lettere da a) a d)» (vedi allegato 4). Dichiara, inoltre, l'inammissibilità dell'emendamento De Laurentiis 76.01, che modifica i criteri di assegnazione dei seggi nella legge elettorale regioanle. Invita quindi il rappresentante del Governo e il relatore ad esprimere i pareri sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi segnalati che si riferiscono agli articoli da 73 a 80.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, in riferimento all'emendamento Zeller 73.14, esprime parere favorevole sulla lettera b) a condizione che essa sia riformulata nel senso di sostituire le parole «le norme di attuazione di cui al comma 7» con le seguenti: «sulla base degli esiti delle sperimentazioni di cui al comma 2, le norme di attuazione»; esprime altresì parere favorevole sulle lettere c), ed f) mentre esprime parere contrario sulle lettere a), d), e) e g). Nell'auspicare l'approvazione dell'emendamento del Governo 73.23, esprime invece parere contrario sull'emendamento Giudice 73.22, ritenendolo in contrasto con la procedura negoziale comunque prevista con le regioni a statuto speciale in materia di patto di stabilità interni. Esprime altresì parere contrario sull'emendamento Garavaglia 74.65, in quanto riproporrebbe il sistema dei tetti rispetto a quello dei saldi, e sul subemendamento Ravetto 0.74.118.2. Invita al ritiro dell'emendamento Albonetti 0.74.118.1, esprimendo altrimenti parere contrario, in quanto esso introduce delle eccezioni al patto di stabilità interno per gli enti locali tali da generare effetti distorsivi a suo avviso addirittura contrari alla logica ispiratrice della stessa proposta emendativa. Al riguardo ribadisce la necessità di salvaguardare il carattere onnicomprensivo del patto di stabilità nell'ottica di valorizzare le scelte operate in modo autonomo dagli enti locali. Per analoghe ragioni, invita al ritiro, salvo parere contrario, del subemendamento Marchi 0.74.118.3. Auspica, quindi, l'approvazione dell'emendamento del Governo 74.118 ed invita i presentatori al ritiro degli emendamenti Ravetto 74.116, Garofani 74.68, Giacomelli 74.92, Albonetti 74.112, Garavaglia 74.63, Oliverio 74.31, Marchi 74.18, Moffa 74.117, esprimendo altrimenti parere contrario. Invita, altresì, al ritiro dell'emendamento Moffa 74.43, in quanto in contrasto con la proposta emendativa presentata dal Governo, nonché degli emendamenti Garofani 74.69, Garavaglia 74.64, Ossorio 74.60 e, rilevandone l'incompatibilità con l'ordinamento comunitario, dell'emendamento Siniscalchi 74.66, esprimendo altrimenti su tutti parere contrario. Esprime parere favorevole sull'emendamento Marchi 74.54 ed invita al ritiro dell'emendamento Gibelli 75.12, salvo parere contrario. Auspica l'approvazione dell'emendamento del Governo 75.18 e invita al ritiro degli articoli aggiuntivi Armani 75.03, rilevandone peraltro l'incompatibilità con l'ordinamento comunitario, e Nardi 75.01 nonché degli emendamenti Ricci 76.36, Zaccaria 76.38 e 76.39, esprimendo altrimenti parere contrario. Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti della I Commissione 76.3 e 76.4, nonché degli emendamenti Boscetto 76.62, Satta 76.35, Napoletano 76.37, Ferrari 76.40, nonché dell'emendamento della I Commissione 76.6, dell'emendamento Pedrini 76.34 e dell'emendamento della I Commissione 76.7. Invita i presentatori al ritiro degli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12, salvo parere contrario. Propone l'accantonamento degli emendamenti della I Commissione 77.1 e Quartiani 77.13. Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'emendamento Bressa 79.14, nonché degli identici emendamenti della I Commissione 79.2 e Catone 79.3. Propone infine che la Commissione consideri l'opportunità di sospendere brevemente la seduta al fine di consentire al Governo di approfondire talune questioni connesse all'espressione del parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 80.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo sull'emendamento Zeller 73.14 ed esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 73.23. Propone, invece, l'accantonamento dell'emendamento Giudice 73.22.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR concorda con la proposta del relatore di accantonare l'emendamento Giudice 73.22.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo sull'emendamento Garavaglia 74.65 e sul subemendamento Ravetto 0.74.118.2. In riferimento al subemendamento Albonetti 0.74.118.1, manifestando il suo orientamento favorevole, prende tuttavia atto che il limite di tre anni di cui alla riformulazione comunicata dal presidente - da intendersi come una sorta di clausola di salvaguardia - non viene considerato sufficiente dal parere del rappresentante del Governo.

 

Lino DUILIO, presidente, propone l'accantonamento del subemendamento Albonetti 0.74.118.1.

 

Il sottosegretario di Stato Nicola SARTOR concorda con la proposta di accantonamento avanzata dal presidente.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, nel convenire con la proposta di accantonamento dell'emendamento Albonetti 0.74.118.1, formulata dal presidente, esprime parere favorevole sul subemendamento Marchi 0.74.118.3 e sull'emendamento del Governo 74.118. Esprime, quindi, parere conforme a quello del Governo sugli emendamenti Ravetto 74.116, Garofani 74.68, Giacomelli 74.92, Albonetti 74.112, Garavaglia 74.63, Oliverio 74.31, Marchi 74.18, Moffa 74.117 e 74.43, Garofani 74.69, Garavaglia 74.64 e Ossorio 74.60. Nel proporre l'accantonamento dell'emendamento Siniscalchi 74.66, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo sugli emendamenti Marchi 74.54 e Gibelli 75.12 ed esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 75.18 previo coordinamento formale consistente nell'aggiungere in fine il seguente periodo: «All'articolo 1, comma 45, lettera b), della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole «non superiore al 16 per cento» sono sostituite dalle parole «non superiore al 15 per cento» ed è abrogata la lettera c)». Esprime parere conforme a quello del Governo sugli articoli aggiuntivi Armani 75.03 e Nardi 75.01. Propone, quindi, l'accantonamento degli emendamenti Ricci 76.36, Zaccaria 76.38 e 76.39. Propone altresì l'accantonamento degli emendamenti della I Commissione 76.3 e 76.4, Boscetto 76.62, Satta 76.35, Napoletano 76.37, Ferrari 76.40, nonché dell'emendamento della I Commissione 76.6, dell'emendamento Pedrini 76.34, dell'emendamento della I Commissione 76.7, dell'emendamento Pedrini 76.34, dell'emendamento della I Commissione 76.7: ritiene infatti tali proposte emendative meritevoli di ulteriore attenzione da parte del Governo.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR concorda con le proposte di accantonamento avanzate dal relatore.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo sugli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12, mentre conviene sulla proposta di accantonamento degli emendamenti della I Commissione 77.1 e Quartiani 77.13, avanzata dal rappresentante del Governo. Propone l'accantonamento dell'emendamento Bressa 79.14. Propone altresì l'accantonamento degli identici emendamenti della I Commissione 79.2 e Catone 79.3. Concorda sull'opportunità di sospendere brevemente la seduta per procedere ad ulteriori approfondimenti relativi ai pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 80.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR concorda con le ulteriori proposte di accantonamento avanzate dal relatore.

 

Lino DUILIO, presidente, sospende brevemente la seduta, aderendo alla richiesta formulata in tal senso sia dal rappresentante del Governo che dal relatore sul disegno di legge finanziaria.

 

La seduta, sospesa alle 14.50, riprende alle 15.30.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte la Commissione della necessità di un ulteriore breve rinvio della seduta.

 

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) esprime un giudizio fortemente critico sull'andamento dei lavori della Commissione, caratterizzati da una totale mancanza di chiarezza e linearità, ritenendo del tutto inaccettabile che non si siano ancora iniziate le votazioni sulle proposte emendative al disegno di legge finanziaria.

 

Ettore PERETTI (UDC) ringrazia il presidente per avere comunicato tale ulteriore rinvio, considerando peraltro evidente come ormai il disegno di legge finanziaria sia oggetto di discussioni e trattative che avvengono esclusivamente al di fuori della Commissione, con conseguente estromissione dell'opposizione. Ritiene altresì che tale modo di procedere costituisca una grave mancanza di riguardo non solo nei confronti dell'opposizione, ma anche della Commissione e, più in generale, del Parlamento.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che i lavori della Commissione sono stati sospesi nella giornata festiva di ieri, nonostante il numero e la complessità delle questioni ancora da affrontare, in accoglimento di una richiesta diffusa e proveniente da tutti i gruppi. Sottolinea quindi come i lavori della Commissione si siano svolti e continueranno a svolgersi nel pieno rispetto del ruolo del Parlamento.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), evidenziando la necessità di proseguire l'esame del disegno di legge in Commissione anche nelle prossime giornate di sabato e domenica, dichiara la disponibilità del suo gruppo in tal senso.

 

Lino DUILIO, presidente, ricordando di essere stato sinora l'unico a prospettare l'opportunità di proseguire i lavori della Commissione anche nelle prossime giornate di sabato e domenica, invita l'onorevole Garavaglia ad investire della questione il presidente del suo gruppo.

 

Guido CROSETTO (FI) considera estremamente grave e privo di precedenti il fatto che la Commissione, dopo essersi riunita per diversi giorni, non sia stata ancora posta in condizione di votare le proposte emendative al disegno di legge finanziaria, sottolineando come ciò sia dovuto anche alle continue modifiche apportate al testo dal Governo e dalla maggioranza, che agiscono unilateralmente, al di fuori della Commissione e senza coinvolgere l'opposizione. Ritiene quindi che i lavori debbano proseguire, se necessario, anche nelle giornate di sabato e domenica.

 

Lino DUILIO, presidente, nel ribadire di condividere pienamente la proposta di prosecuzione dei lavori nelle giornate di sabato e domenica, della quale peraltro i componenti della Commissione dovrebbero farsi latori presso i Presidenti dei rispettivi gruppi, ricorda tuttavia all'onorevole Crosetto come gran parte della seduta di martedì sia stata dedicata alle questioni, anche di natura costituzionale, sollevate con riferimento all'articolo 54, comma 3 del disegno di legge finanziaria.

 

Gianfranco CONTE (FI) osserva che, se il Governo e la maggioranza fossero realmente animati dalla volontà di confrontarsi con l'opposizione nell'ambito di un serio dibattito parlamentare, avrebbero già posto la Commissione in condizione di votare, eventualmente utilizzando la pausa dei lavori della Commissione intervenuta nella giornata di ieri per riunirsi e predisporre quanto necessario.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che la sospensione dei lavori della Commissione è stata disposta in considerazione della ricorrenza di una festività religiosa fortemente sentita in tutto il Paese. Sospende quindi la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 15.40, riprende alle 16.50.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che la Commissione procederà ora alla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 73 del disegno di legge finanziaria.

 

Karl ZELLER (Misto-Min.ling) dichiara di accogliere la proposta di riformulazione del suo emendamento 73.14 avanzata dal Governo.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Zeller 73.14, come riformulato, e 73.23 del Governo.

 

Lino DUILIO, presidente, invita il rappresentante del Governo ed il relatore ad esprimere il loro parere sull'emendamento Giudice 73.22, precedentemente accantonato.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR rinnova l'invito al presentatore a ritirare l'emendamento, esprimendo altrimenti parere contrario. Precisa altresì che le disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo 73 hanno carattere programmatico e saranno attuate nel rispetto dello Statuto della Regione siciliana e, in generale, della legislazione vigente.

 

Gaspare GIUDICE (FI) lamenta che il richiamo esplicito alle norme di attuazione dello statuto speciale, accolto nel caso dell'emendamento Zeller 73.14, non venga accettato dal Governo con riferimento alla Regione siciliana.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, fa osservare che, come già ricordato dal sottosegretario Sartor, le disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo 73 hanno carattere programmatico e, ovviamente, la loro attuazione non potrà essere operata in modo unilaterale dallo Stato. Invita pertanto il presentatore a ritirare l'emendamento 73.22 per trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno. Esprime altrimenti parere contrario.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) osserva che, piuttosto che presentare un ordine del giorno, si potrebbe valutare l'opportunità di inserire nel disegno di legge finanziaria una norma di garanzia di carattere generale per le regioni ad autonomia speciale.

 

Lino DUILIO, presidente, pone in votazione l'emendamento Giudice 73.22.

 

Gaspare GIUDICE (FI) chiede che sia effettuata la controprova per appello nominale.

 

Lino DUILIO, presidente, al fine di garantire l'univocità e la certezza della votazione, dispone la controprova per appello nominale.

 

La Commissione respinge l'emendamento Giudice 73.22.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che la Commissione procederà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 74.

 

La Commissione respinge l'emendamento Garavaglia 74.65.

 

Marino ZORZATO (FI) dichiara di sottoscrivere, anche a nome del proprio gruppo, il subemendamento Ravetto 0.74.118.2.

 

Pietro ARMANI (AN) dichiara di sottoscrivere, anche a nome del proprio gruppo, il subemendamento Ravetto 0.74.118.2.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara di sottoscrivere, anche a nome del proprio gruppo, il subemendamento Ravetto 0.74.118.2.

 

Luigi CASERO (FI) raccomanda l'approvazione del subemendamento Ravetto 0.74.118.2, di cui è firmatario, sottolineando che costituirebbe un opportuno segnale nei confronti degli enti locali virtuosi.

 

Guido CROSETTO (FI) annuncia voto favorevole sul subemendamento Ravetto 0.74.118.2, evidenziando che nel disegno di legge finanziaria mancano misure volte a premiare gli enti locali virtuosi.

 

Pietro ARMANI (AN) annuncia a sua volta voto favorevole, sottolineando che il subemendamento in esame avrebbe fra l'altro il pregio di promuovere l'attuazione di un federalismo fiscale responsabile, in coerenza con l'obiettivo che il Governo ha più volte dichiarato di perseguire.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) annuncia voto favorevole, sottolineando la rilevanza di una proposta emendativa che, seppur con risorse contenute, incentiva gli enti locali ad adottare pratiche amministrative virtuose.

 

Rolando NANNICINI (Ulivo), mentre non reputa opportuno introdurre meccanismi premiali a favore degli enti locali che semplicemente rispettano la disciplina vigente, ritiene che si potrebbe svolgere una più ampia riflessione sul meccanismo di perequazione tra enti locali.

 

Ettore PERETTI (UDC) annuncia voto favorevole, sottolineando che il subemendamento in esame afferma un condivisibile principio di responsabilizzazione degli enti locali.

 

Marino ZORZATO (FI) si dichiara disponibile a riformulare il subemendamento Ravetto 0.74.118.2 alla luce dell'intervento svolto dal deputato Nannicini.

 

Alberto GIORGETTI (AN) annuncia voto favorevole, ricordando come, nella scorsa legislatura, maggioranza e Governo avessero abbiano rivolto maggiore attenzione al problema della responsabilizzazione degli enti locali. Osserva altresì come, sempre nella scorsa legislatura, si fosse iniziato a riconsiderare il meccanismo di perequazione tra enti locali, cui faceva riferimento il deputato Nannicini. Concludendo, osserva che il disegno di legge finanziaria presenta, su questo tema, un'impostazione debole e segna un'inversione di tendenza, in senso negativo, rispetto alle politiche perseguite dalla precedente maggioranza.

 

Guido CROSETTO (FI), pur condividendo le osservazioni svolte dal deputato Nannicini, ritiene che il tema della perequazione possa essere più correttamente affrontato nel prosieguo dell'esame del disegno di legge finanziaria.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, fa osservare che, stando ai dati diffusi dall'ANCI, un numero assai elevato di comuni non avrebbe rispettato i limiti imposti dal patto di stabilità interno. Ricorda altresì che questo ha anche dato origine alla richiesta, da parte degli enti locali, di una sorta di sanatoria. Pur riconoscendo che una riconsiderazione dei meccanismi perequativi si imporrà indiscutibilmente nel prossimo futuro, ritiene che non sia opportuno intervenire premiando gli enti locali virtuosi, mentre sottolinea che il meccanismo dei saldi, introdotto dall'attuale Governo, favorirà senz'altro tali enti, a partire dal prossimo esercizio di bilancio.

 

Pietro ARMANI (AN) fa osservare che proprio la circostanza per cui molti enti locali non hanno rispettato il patto di stabilità interno rende tanto più opportuna una misura premiale nei confronti di quanti lo hanno osservato.

 

Luigi CASERO (FI) fa presente che, come il relatore sa bene, il vero limite del patto di stabilità interno è consistito nel fatto che, fino ad oggi, gli enti locali hanno sempre ritenuto che le sanzioni ivi previste non sarebbero state mai applicate nei loro confronti. Esprime peraltro un giudizio positivo sul meccanismo dei saldi proposto dal Governo.

 

La Commissione respinge il subemendamento Ravetto 0.74.118.2.

 

Gianfranco CONTE (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che, a quanto gli consta, il Governo sarebbe in procinto di presentare un emendamento volto a consentire il rinnovo dei contratti del pubblico impiego nel 2007. Se ciò rispondesse a vero, sarebbe dovere del Governo spiegare alla Commissione come intenda intervenire sul piano delle risorse finanziarie.

 

Guido CROSETTO (FI) esprime forti perplessità sulla reale possibilità che il Governo presenti una proposta emendativa nei termini indicati dal deputato Conte.

 

Lino DUILIO, presidente, fa osservare che la Commissione è chiamata a procedere all'esame delle proposte emendative effettivamente presentate.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR rinnova l'invito al deputato Albonetti a ritirare il suo subemendamento 0.74.118.1.

 

Gabriele ALBONETTI (Ulivo) fa presente che il suo subemendamento rispondeva alle preoccupazioni espresse da diversi comuni italiani, secondo i quali la mancata esclusione dal saldo finanziario delle entrate derivate nel triennio 2003-2005 dalla dismissione del patrimonio immobiliare e mobiliare, destinate alla estinzione anticipata di prestiti, limiterebbe la possibilità degli enti locali di contribuire realmente al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Si dichiara pertanto disponibile a ritirare il subemendamento, qualora il Governo confermasse che il ritiro rappresenterebbe una soluzione più favorevole per gli stessi enti locali.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, rassicurando il deputato Albonetti, ritiene che il testo proposto dal Governo tuteli adeguatamente la situazione dei comuni cui ha fatto cenno, risultando prevalente l'effetto finanziario sotto il profilo dell'entrata.

 

Guido CROSETTO (FI) dichiara di condividere le considerazioni svolte dal deputato Albonetti, in quanto il subemendamento tende a inserire una clausola che favorisce gli enti locali che hanno compiuto operazioni virtuose sotto il profilo finanziario.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ricorda di aver espresso parere favorevole sul subemendamento in esame.

 

Lucio BARANI (DC-PS) ritiene che gli enti locali abbiano ovviamente un interesse ad estinguere anticipatamente i mutui contratti, mentre il Governo è mosso dall'interesse opposto. Del resto, ritiene che sia emerso con sufficiente chiarezza dalla risposta del sottosegretario Sartor che il Governo non è in grado di fornire al deputato Albonetti rassicurazioni sufficienti.

 

Luigi CASERO (FI) fa osservare che sarebbe assai grave se realmente la situazione corrispondesse a quella descritta dal deputato Barani.

 

Pietro ARMANI (AN) sottolinea che la problematica su cui verte il subemendamento in esame trae origine dalla dismissione del patrimonio degli enti locali, fenomeno che presenta tra l'altro il pregio di allargare il mercato immobiliare e finanziario italiano. Esprime quindi apprezzamento per il parere del relatore.

 

Ettore PERETTI (UDC) rileva che il subemendamento Albonetti 0.74.118.1 sembra procedere anche nella direzione auspicata dai deputati del gruppo di Rifondazione Comunista, vale a dire nel senso della riduzione del debito piuttosto che del deficit, a conferma degli aspetti di criticità insiti al patto di stabilità interno per gli enti locali. Ritiene, quindi, opportuno che il Governo e il relatore valutino con particolare attenzione la proposta in questione.

 

Lino DUILIO, presidente, precisa che non è mancata l'attenzione da parte del rappresentante del Governo e del relatore, che hanno espressi pareri non di tipo formale sulle proposte emendative presentate, non a caso tra loro divergenti.

 

Lello DI GIOIA (RosanelPugno), nel sottoscrivere il subemendamento Albonetti 0.74.118.1, rileva di non potere condividere le considerazioni del rappresentante del Governo in quanto il subemendamento in questione è volto ad innescare un meccanismo virtuoso per gli enti locali e non procede nella direzione della differenziazione dei saldi.

 

La Commissione approva il subemendamento Albonetti 0.74.118.1.

 

Il sottosegretario di Stato Nicola SARTOR, nel ribadire l'invito al ritiro del subemendamento Marchi 0.74.118.3, osserva che esso sarebbe assorbito dall'eventuale approvazione dell'emendamento del Governo 75.18, così come riformulato.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, concorda con il rappresentante del Governo.

 

Maino MARCHI (Ulivo), auspicando l'approvazione del proprio subemendamento 0.74.118.3, rileva l'opportunità di sopprimere i commi 11, 12 e 13 dell'articolo 74 del disegno di legge finanziaria per il 2007 e di provvedere contestualmente alla fissazione al 15% del tetto massimo di indebitamento per i piccoli comuni con popolazione sino a 5 mila abitanti.

 

Guido CROSETTO (FI), nel sottoscrivere il subemendamento Marchi 0.74.118.3, osserva che non è pensabile disporre un blocco tassativo degli investimenti da parte dei comuni con meno di 5 mila abitanti per l'anno 2007 e che per essi dovrebbe essere indicato non meno del 12 per cento come limite di massimo indebitamento. Per quanto riguarda la proposta emendativa del Governo 75.18, raccomanda che la Commissione approvi il subemendamento Marchi 0.74.118.3 e che la questione della modifica del limite massimo di indebitamento per i piccoli comuni sia rinviata alla successiva fase di esame del provvedimento presso l'Assemblea.

 

Massimo VANNUCCI (Ulivo) auspica una riformulazione del subemendamento Marchi 0.74.118.3 che comporti l'individuazione del valore percentuale di massimo indebitamento per i comuni con meno di 5 mila abitanti.

 

Antonio MISIANI (Ulivo), nel sottolineare che, a paragone con i grandi comuni, i bilanci dei comuni con meno di 5 mila abitanti si caratterizzano per la estrema variabilità annua degli investimenti, osserva che il subemendamento Marchi 0.74.118.3 - di cui è cofirmatario - non produce effetti sui saldi di finanza pubblica e che sussistono comunque i margini per introdurre un criterio omogeneo e realistico per il tetto di massimo indebitamento per tutti i comuni, conformemente all'emendamento 75.18 presentato dal Governo.

 

Pietro ARMANI (AN), concordando con i deputati Marchi, Misiani e Crosetto, rileva che il subemendamento Marchi 0.74.118.3 è conforme alla logica del provvedimento in materia di piccoli comuni - condiviso in modo bipartisan - che è in corso di esame in sede referente presso le commissioni riunite Bilancio e Ambiente.

 

Giovanni MARRAS (FI), nel convenire su quanto ricordato dal deputato Armani, ritiene incongruo che nei confronti dei piccoli comuni il Parlamento intervenga in modo incoerente togliendo con una mano quanto dato con l'altra. Sottolineando che in Italia il numero dei piccoli comuni è prevalente su quello dei comuni maggiori, osserva che non è opportuno procedere a tagli che, nei fatti, precludono ogni possibilità di investimento da parte di tali soggetti e che inevitabilmente avranno ripercussioni sui servizi resi ai cittadini.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), nel sottolineare il proprio consenso al subemendamento Marchi 0.74.118.3, precisa che tale proposta si fonda sulla consapevolezza che per i piccoli comuni gli investimenti assumono uno speciale carattere di straordinarietà.

 

Rolando NANNICINI (Ulivo) ricorda che i piccoli comuni sono esclusi dal patto di stabilità e che i grandi comuni, sebbene soggetti al limite di indebitamento del 15 per cento, hanno un controllo sugli aspetti di competenza e di cassa. A suo avviso, per quanto riguarda i piccoli comuni occorre che il Governo si impegni alla fissazione di criteri percentuali di tipo graduale che non siano la mera reiterazione di valori già indicati.

 

Ettore PERETTI (UDC), nel sottoscrivere il subemendamento Marchi 0.74.118.3, sottolinea l'opportunità che i piccoli comuni siano tutelati. A suo parere, è necessario adeguare le funzioni tradizionalmente esercitate dai piccoli comuni coinvolgendo tali soggetti in un'attività programmatoria degli investimenti e promuovendo piuttosto le associazioni intercomunali.

 

Lello DI GIOIA (RosanelPugno), nel ritenere opportuno che il relatore chiarisca ulteriormente il proprio parere sul subemendamento Marchi 0.74.118.3 - che sottoscrive - rileva che il limite del 2,6 per cento incide in modo differenziato sui piccoli comuni e grava in modo particolare sui piccoli comuni svantaggiati, oltre a produrre effetti negativi sul citato provvedimento in corso di esame presso le Commissioni riunite Bilancio e Ambiente.

 

Valter ZANETTA (FI), sottoscrivendo il subemendamento Marchi 0.74.118.3, ritiene sorprendente che il governo di centrosinistra abbia assunto una linea di particolare severità e insensibilità nei confronti dei piccoli comuni, in aperta contraddizione con le posizioni sostenute durante la passata legislatura. Ritiene altresì che tale linea sia in contraddizione con quella finora mantenuta dalla maggioranza nel corso dell'esame in sede referente del citato provvedimento sui piccoli comuni.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, in considerazione di quanto emerso dal dibattito, ritiene praticabile il percorso dell'approvazione del subemendamento Marchi 0.74.118.3 unitamente ad una correzione dei valori percentuali e alla previsione di talune norme di garanzia per la possibilità di indebitamento dei piccoli comuni.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR sottolinea che la norma in discussione riguarda la fissazione di limiti al debito e non ai saldi e ricorda che i piccoli comuni non sono inclusi nel patto di stabilità interno. Inoltre, precisa che il Governo in nessun modo intende ostacolare gli investimenti dei piccoli comuni ma disporre una misura di tipo sostitutivo che, procedendo nella direzione auspicata dalla maggioranza e dall'opposizione, mira a coinvolgere i piccoli comuni nella finanza pubblica. Rileva pertanto che la Commissione potrebbe valutare la possibilità di apportare revisioni ai limiti quantitativi di indebitamento massimo dei piccoli comuni oppure di individuare norme di garanzia, secondo quanto segnalato dal relatore.

 

Alberto GIORGETTI (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, segnala che la Commissione sta procedendo secondo un percorso predefinito dalla maggioranza, che sostanzialmente lascia poco spazio all'opposizione. Si tratta, a suo avviso, di una situazione che non può non influire sul comportamento dell'opposizione medesima, che pure si è dichiarata disponibile a votare talune proposte emendative relativamente al patto di stabilità interno.

Fa presente, inoltre, che destano preoccupazione le notizie delle agenzie di stampa, che si stanno succedendo in queste ore, relativamente all'intendimento del Governo di porre la questione di fiducia sul disegno di legge finanziaria e alle modalità per porre la fiducia medesima. Rileva, in proposito, la necessità che il Governo chiarisca se è al momento in corso un lavoro parallelo a quello della Commissione, che renderebbe di fatto inutile l'esame in atto: in tal caso, si tratterebbe di una situazione inaccettabile.

 

Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) invita il presidente ad assicurare lo svolgimento ordinato dei lavori della Commissione affinché il Governo e il relatore possano essere sempre nelle condizioni di ascoltare gli interventi nel corso dell'esame; in caso contrario, sarebbe preferibile che il presidente sospendesse la seduta.

 

Pietro ARMANI (AN), nel concordare con le osservazioni del deputato Giorgetti, giudica essenziale che la Commissione risolva le questioni poste dagli emendamenti in materia di patto di stabilità interno sulle quali si registrano posizioni convergenti della maggioranza e dell'opposizione.

 

Ettore PERETTI (UDC), nel ricordare la ratio del subemendamento Marchi 0.74.118.3, segnala la necessità di escludere i piccoli comuni dall'applicazione delle regole del patto di stabilità interno, che rischiano di rivelarsi dannose per tali comuni in virtù delle loro specifiche esigenze.

 

Marino ZORZATO (FI) osserva che la questione posta dal deputato Giorgetti rende difficoltoso lo svolgimento dei lavori della Commissione. Sottolinea, pertanto, la necessità che il Ministro dell'economia e delle finanze chiarisca la situazione per assicurare il rispetto delle prerogative della Commissione e del Parlamento nella sua interezza.

 

Guido CROSETTO (FI) si associa alla richiesta del deputato Zorzato relativamente alla necessità che il Ministro dell'economia e delle finanze intervenga nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria allo scopo di chiarire quanto si sta verificando. Appare evidente, infatti, che se il Governo dovesse decidere di porre la questione di fiducia sul disegno di legge finanziaria sarebbe inutile proseguire i lavori della Commissione.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), intervenendo sul merito delle proposte emendative per i piccoli comuni, giudica non utile la soluzione prospettata dal Governo con riguardo all'incremento della soglia di indebitamento che, a suo avviso, andrebbe a vantaggio dei comuni più orientati all'incremento della spesa Sarebbe più opportuno individuare un criterio flessibile, che tenga conto della realtà dei singoli comuni e delle peculiarità socio-economiche. Per quanto attiene le richieste avanzate da taluni deputati dell'opposizione, nell'esprimere a nome del suo gruppo perplessità sul modo di procedere nell'esame, richiama l'esigenza che il Ministro dell'economia e delle finanze riferisca alla Commissione relativamente all'intenzione del Governo di porre la questione di fiducia sul disegno di legge finanziaria.

 

Maino MARCHI (Ulivo) raccomanda l'approvazione del subemendamento 0.74.118.3, di cui è primo firmatario, atteso che appare opportuno sopprimere i commi 11, 12 e 13 dell'articolo 74 e valutare successivamente l'opportunità di introdurre specifici criteri applicabili ai comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. Al riguardo, ritiene opportuno che si individui un limite valido per tutti i comuni sulla scorta di quanto previsto nel decreto legislativo n. 267 del 2000. Intervenire sullo stock di indebitamento rischia, a suo avviso, di premiare i comuni con un maggior livello di indebitamento penalizzando, nel contempo, gli enti locali più virtuosi.

 

Lello DI GIOIA (RosanelPugno), nel reputare convincenti le argomentazioni addotte dal relatore a proposito del subemendamento 0.74.118.3, ricorda ai deputati dell'opposizione quanto accaduto nelle precedenti leggi finanziarie e li invita, pertanto, ad assumere una posizione di buon senso. Pur ritenendo legittima la richiesta della presenza del Ministro dell'economia e delle finanze ai lavori della Commissione, reputa che ci siano i presupposti affinché la Commissione prosegua i lavori avvalendosi anche del contributo positivo che i gruppi di opposizione intendono apportare al fine di migliorare il testo in esame.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, alla luce di quanto emerso nel corso del dibattito, si rimette alla Commissione con riferimento al subemendamento Marchi 0.74.118.3.

 

La Commissione approva il subemendamento Marchi 0.74.118.3.

 

Guido CROSETTO (FI) fa presente che il Governo ha presentato un emendamento, relativamente ai rinnovi contrattuali nel pubblico impiego che, da una prima lettura, risulterebbe oneroso, mentre la relativa relazione di accompagnamento esclude che dall'emendamento medesimo possano derivare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato. Dichiarandosi stupefatto di un simile comportamento che in un primo tempo gli era parso impossibile, sottolinea che si tratta di un fatto grave che conferma le preoccupazioni precedentemente manifestate dal deputato Conte.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che l'emendamento 58.44 del Governo deve ancora essere sottoposto al vaglio di ammissibilità anche con riferimento ai profili di copertura finanziaria.

 

Luigi CASERO (FI) ricorda che ha precedentemente evidenziato la necessità di un intervento del Ministro dell'economia e delle finanze ai lavori della Commissione, considerato che da alcune notizie delle agenzie di stampa risulterebbe che è in corso una riunione tecnica per valutare la possibilità di presentare tre distinti maxi-emendamenti sui quali porre la questione di fiducia. Ritiene che sul punto il presidente debba fornire una risposta alla Commissione.

 

Lino DUILIO, presidente, nel precisare che non gli risultano elementi di informazione con riguardo alla possibile posizione della questione di fiducia sul disegno di legge finanziaria, fa presente che il Parlamento sta svolgendo un lavoro approfondito di cui il Governo dovrà tenere conto. Per quanto riguarda la richiesta formulata dai deputati di opposizione, pur riservandosi di verificare la disponibilità del Ministro dell'economia e delle finanze a intervenire ai lavori della Commissione, la giudica allo stato eccessiva.

 

Alberto GIORGETTI (AN) segnala che la continua presentazione di emendamenti da parte del Governo testimonia la direzione nella quale sta mutando l'impianto di base della manovra di finanza pubblica, come testimonia il pacchetto di disposizioni relative agli enti locali che determina modifiche sostanziali sulla copertura finanziaria della manovra medesima. Pur non entrando nella valutazione politica di taluni emendamenti, che in certi casi risulta di assoluta evidenza, fa presente che molte proposte emendative hanno un impatto rilevante sugli aspetti di spesa e che, per tale ragione, appare necessario richiamare la questione della copertura finanziaria in quanto non è possibile affermare che taluni emendamenti non sono onerosi. Ciò vale, in particolare, per quanto concerne i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, atteso che le proposte emendative del Governo modificano sostanzialmente il quadro finanziario di riferimento della manovra, e per quanto concerne le modifiche al patto di stabilità interno, sulle quali si impone una riflessione approfondita, in quanto determinerebbero un cambiamento rilevante negli aggregati di spesa e nei saldi complessivi di finanza pubblica.

 

Maurizio FUGATTI (LNP) sottolinea che il disegno di legge finanziaria sta mutando ora dopo ora la sua impostazione di base. Nel criticare tale modo di procedere, richiama l'esigenza che sulle modificazioni tese a stravolgere in maniera sostanziale il disegno di legge finanziaria si pronuncino i soggetti del mondo economico e sociale, che sono stati ascoltati nel corso delle audizioni svolte dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Con riferimento alla possibile posizione della questione di fiducia sulla manovra finanziaria, osserva che tale decisione rischierebbe di sminuire il lavoro del Parlamento.

 

Giorgio LA MALFA (Misto) rileva che l'articolo 58 del disegno di legge finanziaria, al comma 1, reca una disposizione importante volta a contenere la spesa pubblica nel pubblico impiego, che rappresenta uno dei temi cruciali per il rilancio dell'economia come dichiarato dal Ministro dell'economia e delle finanze. Da una prima lettura dell'emendamento 58.44 del Governo, risulta che l'intento di contenimento sarebbe modificato in maniera consistente facendo, pertanto, desumere che il Ministro ha sostanzialmente ceduto rispetto alle posizioni precedentemente assunte. Non stupisce, pertanto, che la stampa internazionale stia esprimendo giudizi pesanti sulla credibilità del Ministro, accuse che il precedente Governo non aveva subito e che, unitamente al declassamento intervenuto da parte delle agenzie di rating, desta preoccupazione per la situazione economica del Paese. A suo avviso, infine, la portata dell'emendamento 58.44 del Governo rischia di indurre un giudizio fortemente penalizzante degli esperti del Fondo monetario internazionale, che sono attualmente in visita nel Paese.

 

Lino DUILIO, presidente, giudica non utile per l'economia dei lavori avviare un dibattito su un emendamento del quale deve esser ancora vagliata l'ammissibilità; invita, quindi, i deputati ad intervenire sulle materie oggetto delle proposte emendative che la Commissione sta esaminando, al fine di garantire uno svolgimento ordinato dei lavori.

 

Marino ZORZATO (FI) rileva l'opportunità di una sospensione della seduta, allo scopo di consentire ai deputati appartenenti ai gruppi di opposizione di valutare la posizione da assumere nel seguito dell'esame.

 

Lino DUILIO, presidente, ricordato che la Commissione sta procedendo secondo il programma convenuto, ritiene che l'andamento dei lavori non possa essere influenzato dalle agenzie di stampa.

 

Luigi CASERO (FI), nel ribadire che le notizie diffuse dagli organi di stampa richiedono valutazioni importanti da parte dei gruppi di opposizione, chiede una breve sospensione dei lavori.

 

Lino DUILIO, presidente, pur non concordando in ordine a tale modo di procedere, sospende la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 18.35, riprende alle 19.15.

 

Luigi CASERO (FI), a seguito degli esiti dell'incontro fra i gruppi di opposizione, intende evidenziare taluni aspetti problematici relativi all'andamento dei lavori. Ricorda come siano sempre esistite e state rispettate delle regole volte a rendere proficuo il lavoro in Commissione. Contestando pesantemente il fatto che mai come nella presente occasione l'esame del disegno di legge finanziaria è stato in realtà un esame in progress, con la continua presentazione di emendamenti da parte del Governo che modificano in modo rilevante il testo delle disposizioni originarie giungendo a modificare anche i saldi, auspica innanzitutto un prolungamento dei tempi d'esame del disegno di legge finanziaria da parte della Commissione. Chiede poi al Governo se è maturata o meno l'intenzione di porre la questione di fiducia. Rilevando come la presentazione di emendamenti quali quello all'articolo 58 sconvolgono completamente la portata delle disposizioni originarie, chiede altresì che il Ministro dell'economia e delle finanze o il viceministro venga a riferire in Commissione. Auspica che abbia fine la presentazione continua di emendamenti da parte del Governo e che si discuta su quelli fino ad ora presentati, procedendosi alla discussione prima delle norme relative agli enti locali, quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 53 e all'articolo 58. In particolare, rileva come l'emendamento del Governo presentato a quest'ultimo articolo appaia senza copertura finanziaria. Ritiene, quindi, non corretto l'atteggiamento del Governo allorché si fa carico di una simile proposta emendativa soltanto per evitare un possibile sciopero nel comparto dei dipendenti pubblici in ragione delle richieste di rinnovo contrattuale.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP), associandosi alle considerazioni dell'onorevole Casero, chiede fermamente che finisca lo stillicidio della presentazione di emendamenti da parte del Governo, auspicando una moratoria di almeno 24 ore affinché si possano discutere quelli già presentati. Rilevando come l'emendamento presentato all'articolo 58 possa creare un ammanco nelle finanze pubbliche di quasi 2 miliardi di euro, osserva che si sta configurando un disegno di legge finanziaria nuovo rispetto a quello originario e chiede pertanto al riguardo chiarimenti al Governo. In ordine all'esame del disegno di legge finanziaria, chiede che si proceda all'esame concludendo la discussione delle disposizione relative agli enti locali. In generale, osserva come non si possa dare al Paese l'impressione di una fase di lavoro inutile, nel presupposto implicito che il Governo ponga poi la questione di fiducia.

 

Guido CROSETTO (FI) osserva come il ruolo dell'opposizione sia stato finora costruttivo, avendo questa anche votato alcuni emendamenti della maggioranza. Chiede che la Commissione prosegua nell'esame del disegno di legge finanziaria anche fino alla giornata di domenica. Osserva come le questioni relative agli articoli 53 e 58 rivestano carattere pregiudiziale per la loro importanza, di modo che si deve passare alla loro discussione appena esaurito l'esame delle disposizioni relative agli enti locali. Ritiene che sia una vergogna che il Governo presenti un emendamento all'articolo 58 corredato di una relazione tecnica la quale non configura oneri di carattere finanziario, quando invece le disposizioni recate da tale emendamento avrebbero un costo per l'erario di vari miliardi di euro. Chiede quindi che il Ministro dell'economia e delle finanze venga a riferire in Commissione, pur se impegnato all'estero in adempimento di obblighi istituzionali, così come fece il ministro Tremonti due anni fa tornando da una missione internazionale.

 

Ettore PERETTI (UDC), ricordando come non vi era mai stato un andamento dei lavori della sessione di bilancio così disordinato nelle scorse legislature, chiede che siano stabiliti tempi congrui per la chiusura dell'esame in Commissione. Chiede inoltre al presidente di garantire la presenza del Ministro dell'economia e delle finanze onde consentire un confronto con il Governo anche sulle proposte emendative dell'opposizione.

 

Alberto GIORGETTI (AN) si associa alle considerazioni svolte dagli onorevoli Peretti, Crosetto, Garavaglia e Casero. A nome del gruppo di Alleanza nazionale, richiama il presidente ai suoi doveri istituzionali, contestandogli di aver dichiarato alla stampa - durante la pausa dei lavori - che l'opposizione userebbe una drammatizzazione discendente da un ordine politico. Ricorda, al riguardo, come il presidente della Commissione debba essere punto di riferimento per le prerogative parlamentari e che nel corso del disegno di legge finanziaria non si è ancora riusciti a procedere nelle votazioni per problemi tutti interni alla maggioranza. Auspicando, quindi, che il presidente sia custode dei diritti del Parlamento e dell'opposizione, lo invita ad un maggior rispetto della stessa opposizione, anche nell'esternazione di dichiarazioni alla stampa.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che durante la pausa dei lavori della Commissione ha dichiarato ai giornalisti che si è iniziato ad esaminare la parte del disegno di legge finanziaria concernente gli enti locali solo da poche ore, in quanto nella giornata di martedì c'è stato un intenso dibattito sull'articolo 53 per considerazioni di ordine politico. Chiarisce pertanto che l'inciso «ordine politico» recato dalla sua dichiarazione non fa riferimento ad un ordine dato da qualcuno e volto a imprimere una drammatizzazione strumentale dei lavori parlamentari, ma fa riferimento al tipo di considerazioni che hanno generato il dibattito sull'articolo 53 nella giornata di martedì.

 

Laura RAVETTO (FI) chiede che, per una rapida e coerente prosecuzione dei lavori, sia reso noto l'esito del giudizio di ammissibilità in ordine all'emendamento all'articolo 58 presentato dal Governo.

 

Lino DUILIO, presidente, replicando all'onorevole Ravetto, che in ragione della sua giovane età potrebbe non avere presente tutte le fasi di cui si compone il giudizio di ammissibilità, segnala che si stanno valutando con attenzione e circospezione tutti gli aspetti relativi all'emendamento all'articolo 58 presentato dal Governo.

In ordine alle considerazioni dell'onorevole Crosetto, avverte che domani si potrà valutare se prorogare i tempi dell'esame del disegno di legge finanziaria in Commissione. Si riserva inoltre di chiedere al Governo una più ampia presenza in Commissione.

 

Giorgio LA MALFA (Misto), chiedendo al presidente di risparmiarsi accenni di ironia in ordine alla giovinezza dell'onorevole Ravetto, che non per questo corrisponde a inesperienza, ritiene - in ordine al giudizio di ammissibilità dell'emendamento all'articolo 58 presentato dal Governo - che occorrerà da parte del presidente non solo equanimità ma anche coraggio per dichiararlo inammissibile, considerato che esso appare privo di copertura finanziaria.

 

Lino DUILIO, presidente replicando all'onorevole La Malfa, osserva che non c'era da parte sua intenzione di esprimere alcun riferimento ironico nei confronti dell'onorevole Ravetto e che l'ammissibilità sull'emendamento all'articolo 58 presentato dal Governo sarà valutata, come solitamente avviene, sulla base delle regole che sono poste alla base di tale giudizio.

 

Marino ZORZATO (FI) chiede la presenza di un rappresentante politico del Governo che segua i lavori della Commissione, riferendosi espressamente al Ministro dell'economia e delle finanze.

 

Lino DUILIO, presidente ribadisce l'impegno a chiedere al Governo di presenziare alle sedute della Commissione in cui si svolge l'esame del disegno di legge finanziaria con una più ampia rappresentanza politica.

 

Ettore PERETTI (UDC), ricorda che il presidente ha finora ignorato la sua richiesta relativa alla presenza dei ministri la cui competenza si estende a materie su cui intervengono disposizioni del disegno di legge finanziaria.

 

Lino DUILIO, presidente, fa presente che è stata programmata una discussione che prevede l'intervento dei rappresentanti del Governo interessati alla materia. Sottolinea altresì che, fino a martedì sera, non si è potuto rispettare il programma previsto, in quanto la Commissione si è occupata quasi esclusivamente di questioni politiche, ricordando che, da quando si è superata questa fase, si è ritornati all'impostazione originaria, dato che la Commissione ha discusso alla presenza del sottosegretario Sartor della materia del patto di stabilità interno. Ritiene quindi che si possa continuare sulla strada intrapresa e che quindi, quando si passerà alla discussione di altre materie, saranno presenti i rappresentanti del Governo interessati.

 

Ettore PERETTI (UDC) rileva la necessità di fissare un calendario certo di svolgimento dei lavori al fine di consentire la partecipazione ai colleghi di altre Commissioni.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) condivide l'istanza formulata dal deputato Peretti, esprimendo le proprie perplessità in ordine al fatto che il Governo continui a presentare emendamenti in numero rilevante.

 

Pietro ARMANI (AN) chiede di passare alla votazione degli emendamenti sugli enti locali, criticando fortemente l'azione del Governo relativamente all'ingente quantità di emendamenti presentati.

 

Lino DUILIO, presidente, ricorda che la possibilità di presentare emendamenti da parte del Governo costituisce prassi fisiologica nell'ambito della discussione della legge finanziaria.

Dichiara, quindi, inammissibili per estraneità di materia le seguenti proposte emendative: gli articoli aggiuntivi Pedica 48.01 e Pedica 48.02, in materia di organizzazione dei Provveditorati interregionali per le opere pubbliche di Sicilia, Calabria e Sardegna; l'articolo aggiuntivo 55.01 Chianale, che proroga la scadenza del piano di rientro del debito del comune di Torino relativo alle Olimpiadi invernali 2006; l'articolo aggiuntivo 55.02 Crisafulli, che prevede la costituzione presso la Presidenza del Consiglio dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo delle isole minori, senza dettare alcuna disciplina né prevedere alcun finanziamento; l'articolo aggiuntivo Fasolino 55.07, che autorizza il Ministero della giustizia ad assumere gli idonei al concorso pubblico per posti di ufficiale giudiziario bandito nel 2002; gli articoli aggiuntivi 61.01 II Commissione, 61.04 Vitali, 61.010 Buemi, 61.012 Vitali, 61.011 D'Elpidio, che autorizzano a ricoprire le vacanze di organico nei ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori del Corpo di polizia penitenziaria tramite assunzioni, a domanda, degli agenti ausiliari di leva reclutati ai sensi di specifiche disposizioni normative; l'articolo aggiuntivo 61.07 Cesario, che in deroga alla normativa vigente, autorizza, nel ruolo speciale dell'Arma dei Carabinieri, le promozioni tabellari dei tenenti colonnelli a colonnelli, anche in soprannumero; l'articolo aggiuntivo 62.02 Mazzoni, che reca disposizioni in merito all'inquadramento in qualifiche superiori del personale dei ruoli direttivi ordinario e speciale del Corpo di polizia penitenziaria; l'articolo aggiuntivo 62.03 Zeller, che stanzia apposite risorse finanziarie al fine di aumentare la dotazione di personale del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento; l'articolo aggiuntivo 62.04 Ruta, che prevede che gli ufficiali delle Forze armate e dei Carabinieri del ruolo tecnico operativo dopo una certa anzianità di servizio nel grado di maggiore possano usufruire di un avanzamento di carriera; l'emendamento 64.33 Zeller, che dispone un aumento della misura mensile dell'indennità speciale di seconda lingua prevista per il personale di magistratura in servizio nelle province di Trento e di Bolzano; gli articoli aggiuntivi 64.02 Piro e 64.015 Piscitello, che recano disposizioni relative all'organizzazione della giustizia tributaria prevedendo che le controversie di valore inferiore ad una certa soglia siano trattate e decise da un giudice monocratico; l'articolo aggiuntivo Peretti 64.011, che dispone l'autorizzazione ad assumere gli idonei di uno specifico concorso per ufficiale giudiziario per la copertura delle piante organiche dei ruoli degli ufficiali giudiziari e dei cancellieri; l'articolo aggiuntivo 64.012 Mazzoni, che dispone la proroga ad 31 dicembre 2007 degli incarichi dei giudici onorari aggregati nelle sezioni stralcio il cui mandato sia stato già prorogato al 31 dicembre 2006; l'articolo aggiuntivo 64.09 Antonio Pepe, che in deroga alla vigente disciplina relativa al collocamento a riposo d'ufficio del personale appartenente ai ruoli dei commissari e dei dirigenti della Polizia di Stato, attribuisce la facoltà al medesimo personale di richiedere il trattenimento in servizio fino ad una maggiore anzianità anagrafica; l'articolo aggiuntivo 64.013 Sgobio, che dispone l'abrogazione della legge delega n. 30/2003 e dei conseguenti decreti legislativi n. 276/2003 e 124/2004, che hanno attuato le riforme dei rapporti di lavoro e del mercato del lavoro e della vigilanza ispettiva in materia lavoristica e previdenziale; l'articolo aggiuntivo 64.07 Fasolino, che prevede la corresponsione di una indennità mensile «per il trattamento economico di professionalità» per il personale direttivo del Dipartimento del Tesoro; l'articolo aggiuntivo 64.01 della I Commissione, che dispone l'abrogazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 12 del decreto-legge n. 79/1997 che destinano una percentuale delle somme rivenienti dai controlli tributari, delle maggiori entrate realizzate con la vendita degli immobili dello Stato nonché dei risparmi di spesa per interessi sul debito pubblico al personale dell'amministrazione finanziaria in servizio presso gli Uffici adibiti alle attività su indicate che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti dalla medesima amministrazione; l'emendamento Nicco 73.17, che prevede che si producano a decorrere dal 31 marzo 2007, a favore della Regione Val d'Aosta e in particolare della Caserma Testafochi di Aosta, gli effetti delle disposizioni sull'uso di beni immobili delle forze armate per l'edilizia universitaria; l'emendamento 83.1 Folena, che reca disposizioni in materia di obbligo di iscrizione e di contribuzione all'ENPALS da parte di lavoratori autonomi esercenti attività dello spettacolo; gli articoli aggiuntivi 83.01 e 83.02 D'Elpidio, che modificano la disciplina relativa al divieto di cumulo tra prestazioni INPS e rendita INAIL in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, ampliando rispetto alla normativa vigente la possibilità di cumulo; gli articoli aggiuntivi Osvaldo Napoli 115.01, Soffritti 115.02 e Milana 115.03, che intervengono su disposizioni ordinamentali in materia di società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti, in particolare consentendo a tali società di operare non solo con gli enti conferenti, ma anche con le altre società con partecipazione maggioritaria del medesimo ente; l'articolo aggiuntivo Zanella 115.04, che esclude alcune società a capitale misto pubblico o privato dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 13 del decreto legge n. 223 del 2006, recante limiti all'attività delle società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti; l'emendamento Nicco 187.11, che destina alla Valle d'Aosta le risorse relative al funzionamento e alla manutenzione della dismessa Caserma Testafochi; l'emendamento Caparini 187.4, che autorizza la spesa di 2 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture militari nelle province di Bergamo e Brescia del 2o reggimento artiglieria terrestre Vicenza delle truppe alpine; l'articolo aggiuntivo Galante 188.02, che rialloca nell'anno 2007 le risorse già destinate alla missione in Afghanistan, alla missione Joint Enterprise in Kosovo. In realtà, nell'anno 2007, non risultano destinate a legislazione vigente risorse alla missione in Afghanistan, posto che le citate missioni sono state autorizzate fino al 31 dicembre 2006; l'articolo aggiuntivo 190.01 Alfano, che finanzia fondazioni con requisiti particolari; l'articolo aggiuntivo Quartiani 191.01, che reca disposizioni ordinamentali in materia di riconoscimento della professione di agente e mediatore dello spettacolo; l'articolo aggiuntivo Quartiani 191.03, Reca disposizioni di carattere ordinamentale che stabiliscono limitazioni alle procedure di recupero dei crediti; l'articolo aggiuntivo Bressa 201.04, che attribuisce ad un fondo esistente la funzione di contribuire parzialmente alle spese di prima attuazione della legge n. 103 del 2006 (cultura della pace); l'articolo aggiuntivo Maran 213.01, che proroga fino al 2009 la legge n. 193 del 2004, che reca interventi a favore degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia e della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia. Si tratta di un emendamento oneroso non riconducibile a finalità di sviluppo dell'economia; l'articolo aggiuntivo Picchi 213.05, che prevede un finanziamento di 3 milioni di euro per la ristrutturazione di Villa Salviati, sede dell'archivio di tutte le istituzioni europee e un finanziamento di 500.000 euro per l'acquisizione da parte del suddetto archivio della biblioteca Vedovato; l'articolo aggiuntivo 214.01 della II Commissione, il quale detta disposizioni ordinamentali finalizzate ad escludere dalla disciplina dell'esecuzione forzata i fondi destinati al pagamento di spese per servizi e forniture con finalità giudiziarie o penitenziarie; l'articolo aggiuntivo Lupi 214.06, che detta disposizioni ordinamentali finalizzate a prorogare il termine per la chiusura degli orfanotrofi; l'articolo aggiuntivo Amoruso 214.012, che detta norme ordinamentali sul numero di componenti del consiglio di indirizzo degli enti previdenziali privati; l'articolo aggiuntivo Amoruso 214.013, recante norme prevalentemente ordinamentali sull'autonomia normativa degli enti previdenziali privatizzati; l'articolo aggiuntivo Amoruso 214.014, che disciplina le procedure per la determinazione del contributo integrativo dovuto dagli iscritti agli enti di previdenza privatizzati; l'articolo aggiuntivo Amoruso 214.015, che dispone l'inapplicabilità delle disposizioni relative al massimale annuo della base contributiva e pensionabile agli enti di previdenza privatizzati; l'articolo aggiuntivo Amoruso 214.016, che disciplina l'utilizzazione della riserva risultante dagli accantonamenti eseguiti dagli enti di previdenza privatizzati; l'articolo aggiuntivo Zanetta 214.017, che prevede l'istituzione di una nuova zona franca in alcuni comuni della provincia Verbano-Cusio-Ossola; l'articolo aggiuntivo Fratta Pasini 214.019, che reca misure settoriali per la creazione di un istituto per il monitoraggio limnologico del lago di Garda; l'articolo aggiuntivo Alemanno 214.022, recante l'istituzione dell'Osservatorio sulla migrazione nel territorio nazionale; l'articolo aggiuntivo Alemanno 214.023, recante l'istituzione della fondazione sul dialogo interreligioso a Pietrelcina; l'articolo aggiuntivo Alemanno 214.024, recante l'autorizzazione di un contributo per il comune di Pietrelcina per l'accoglienza di pellegrini; l'articolo aggiuntivo 214.025, che istituisce una Conferenza nazionale permanente per il Sud Italia, come espressione dei Governi delle regioni meridionali e delle autonomie locali e funzionali e delle parti sociali; l'articolo aggiuntivo Antonio Pepe 214. 027, in tema di conferimento di una qualifica superiore al personale dell'INPDAP già dipendente dell'Ente Poste; l'articolo aggiuntivo Bonelli 214. 029, che interviene in materia di devoluzione delle controversie in materia di impianti di generazione di energia elettrica alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.040, che proroga il termine per l'inizio dell'applicazione del calcolo su base contributiva alle prestazioni pensionistiche in favore del personale delle forze armate e di polizia; gli articoli aggiuntivi Balducci 214. 030 e D'Elpidio 214. 056, recanti modifiche ad articoli del codice di procedura penale; gli identici articoli aggiuntivi Balducci 214.039 e D'Elpidio 214.053, recanti modifiche ad articoli del codice penale; gli identici articoli aggiuntivi Balducci 214.031 e D'Elpidio 214.055, in tema di disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche delle società e delle associazioni; gli identici articoli aggiuntivi Balducci 214.032 e D'Elpidio 214.057, recante modifiche ad articoli del codice di procedura civile; gli identici articoli aggiuntivi Balducci 214.033 e D'Elpidio 214.059, che modificano la pena prevista per le violazioni delle disposizioni del diritto d'autore; l'articolo aggiuntivo Mazzoni 214.034 e gli articoli aggiuntivi Cossiga 214.073 e Paoletti Tangheroni 214.074, che estendono l'ambito di applicazione della normativa in favore delle vittime del terrorismo; gli articoli aggiuntivi Adolfo 214.036 e Adolfo 214.038, che intervengono ai fini della definizione dei criteri di controllo all'interno delle case da gioco e dei criteri per l'accesso dei fumatori alle medesime case da gioco; l'articolo aggiuntivo Formisano 214.037, che reca l'istituzione di un Fondo per l'attuazione dei programmi del Centro europeo di ricerca sul cervello da corrispondere, tra gli altri, anche al CNR; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.048, recante conferimento di funzioni direttive al personale che ha ottenuto dal CSM l'autorizzazione a rimanere in sevizio fino al 75o anno di età; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.082, che reca l'estensione della possibilità di ricorrere all'oblazione in caso di sentenze di condanna emanate in appello dalla Corte dei conti; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.049, in tema di durata dell'incarico e possibilità di conferimento per il mandato onorario che esercita le funzioni di giudice di pace; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.050, recante l'istituzione di un Fondo per la costituzione di un parco ferroviario da adibire al trasporto dei disabili; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.052, recante modifiche alla legge fallimentare; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.054, in tema di indennità per udienza in favore dei giudici onorari di tribunale e dei vicepresidenti onorari; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.046, recante interpretazione autentica di una disposizione in materia di contributi alle cooperative di giornalismo; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.060, recante proroga del termine per la ricezione di rifiuti da parte di alcune discariche; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.061, recante ampliamento dei periodi di formazione che possono essere riscattati a domanda; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.062, recante adeguamento dei dispositivi di protezione individuale per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; l'articolo aggiuntivo Franzoso 214.063, recante destinazione di particolari categorie di veicoli alla circolazione interna ad aree private ed industriali; l'articolo aggiuntivo Maran 214.065 recante il rifinanziamento di interventi in favore delle comunità di esuli italiani dell'Istria, Fiume e la Dalmazia e delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia; l'articolo aggiuntivo Cuperlo 214.064, recante riapertura dei termini per la richiesta di indennizzi per beni abbandonati nei territori italiani ceduti alla ex Jugoslavia; gli articoli aggiuntivi D'Ippolito 214.066 e 214.075, recante stanziamenti in favore del completamento di una caserma dei carabinieri a Lamezia Terme; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 214.058, recante modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia; l'articolo aggiuntivo Tocci 214.057, recante modificazioni della normativa vigente in materia di incompatibilità e cumulo di incarichi per i dipendenti della pubblica amministrazione; gli articoli aggiuntivi Rosso 214.079, che istituisce un punto franco presso il centro intermodale di Novara; l'articolo aggiuntivo Rosso 214.080, che istituisce una zona franca estesa all'intera provincia di Novara; l'articolo aggiuntivo Rosso 214.076, recante concessione di un contributo per area interessata dal deposito di rifiuti radioattivi; l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 216.01, che detta norme ordinamentali sui compiti e i compensi professionali del personale dell'avvocatura interna delle amministrazioni pubbliche; l'articolo aggiuntivo Pedrini 216.02, che reca modifiche al codice della strada in relazione alle prove degli autoveicoli ai fini della verifica delle caratteristiche costruttive.

Fa presente inoltre che, con riferimento agli articoli 2, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 61, 62, 63, 64, 65, 67, 72, 73, 81, 83, 84, 87, 102, 103, 106, 110, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 121, 123, 127, 133, 138, 140, 141, 145, 146, 154, 155, 167, 168, 175, 176, 177, 181, 183, 184, 185, 186, 187, 188, 190, 191, 197, 201, 202, 203, 204, 209, 210, 211, 212, 213, 214, 216 e 217, risultano inammissibili per carenza di compensazione o per inidoneità della copertura ulteriori proposte emendative (vedi allegato 5).

 

Lino DUILIO, presidente, precisa, con riferimento all'emendamento 3.141 del Governo, che, quanto agli aspetti compensativi, gran parte delle entrate necessarie alla copertura dei nuovi oneri indicati viene ascritta ad una disposizione riguardante le comunicazioni in materia di IVA: a tale norma, di portata antielusiva, viene attribuito un effetto di maggior gettito pari a 370 milioni di euro annui. A tal fine, è opportuno un chiarimento circa l'esatta portata della procedura di controllo cui fa riferimento la norma, esplicitando in particolare se si tratti di controllo preventivo o successivo all'utilizzo della compensazione.

 

Gianfranco CONTE (FI) segnala la gravità del rilievo appena formulato dal presidente della Commissione.

 

Lino DUILIO, presidente, fa tuttavia presente che l'Agenzia delle entrate ha testé puntualizzato in una nota che il controllo in argomento sarà di tipo preventivo e sarà, pertanto, idoneo ad inibire l'utilizzazione dei crediti che il contribuente ha chiesto di compensare. Tali crediti, poi, potranno essere oggetto di successivo rimborso - con le procedure ordinarie - previa verifica dell'effettiva spettanza del diritto al rimborso stesso.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) contesta il giudizio di inammissibilità relativamente al suo emendamento 217.2, in quanto diretto a tutelare l'autonomia statutaria della Regione Siciliana.

 

Francesco PIRO (Ulivo), contestando la valutazione di inammissibilità del suo emendamento 217.3, chiarisce che esso mira a evitare che norme di agevolazione fiscale gravino sulle casse regionali e in particolare sulle regioni a statuto speciale. Ricorda che anche nel caso della riforma del «cuneo fiscale» è stata prevista una compensazione a beneficio delle regioni.

 

Salvatore RAITI (IdV) contesta il giudizio di inammissibilità relativo agli emendamenti Crisafulli 217.2 e Piro 217.3, ricordando l'importanza di tutelare le prerogative previste dalla Costituzione in favore delle regioni e sottolineando altresì che una riforma improntata ad un sistema di federalismo fiscale non può non tutelare le prerogative previste dalla Costituzione in favore delle regioni.

 

Alberto GIORGETTI (AN) si associa alle considerazioni svolte dai colleghi in merito alla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti Crisafulli 217.2 e Piro 217.3. Critica la nota dell'Agenzia delle entrate relativa all'emendemento 3.141, ricordando che le considerazioni ivi svolte lasciano pensare ad un'attività di lotta all'evasione fiscale basata su una cultura di sospetto e di intimidazione nei confronti del contribuente.

 

Maurizio FUGATTI (LNP), facendo riferimento alla nota dell'Agenzia delle entrate circa l'emendamento 3.141, esprime la propria contrarietà nei confronti del documento distribuito, specificando altresì che gli effetti finanziari che vuole conseguire l'emendamento stesso sono esigui in rapporto ai gravosi oneri imposti ai commercialisti ed agli altri professionisti.

 

Pietro ARMANI (AN) critica l'impostazione della nota dell'Agenzia delle dogane, ricordando che tale nota viola i principi dello Statuto del contribuente e che l'impostazione in essa contenuta potrebbe generare un peggioramento della situazione per quel che riguarda l'evasione fiscale.

 

Lino DUILIO, presidente, fissa il termine per la presentazione dei subemendamenti all'emendamento 3.141 alle ore 9.30 della giornata di venerdì 3 novembre 2006.

Con riferimento ai giudizi di inammissibilità relativi agli emendamenti Crisafulli 217.2 e Piro 217.3, ricorda che il primo prevede l'invarianza di gettito per gli enti locali a valere su misure compensative da determinare con successivo provvedimento e che non è pertanto certa la copertura delle predette misure, mentre il secondo garantisce l'invarianza di gettito per gli enti locali con riferimento a norme agevolative contenute nella finanziaria per cui, essendo anche in questo caso la copertura affidata a misure compensative da determinare con successivo provvedimento, la copertura è altrettanto indeterminata.

 

Gianfranco CONTE (FI) ritiene insufficiente la relazione tecnica relativa all'emendamento 3.141 relativamente al fatto che essa non fa riferimento alle lettere a) e b) del comma 16 dell'articolo 5. Contesta inoltre la previsione in base alla quale la tessera sanitaria sarà disponibile per tutti a partire dal 2007, ricordando che ad oggi solo quattro regioni hanno provveduto a fare e ciò e che sarebbe necessario a tal fine che vi fosse un'apposita norma.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene opportuno concludere la discussione degli emendamenti riguardanti il patto di stabilità interno, al fine di passare poi all'articolo 3.

 

La Commissione approva quindi l'emendamento del Governo 74.118, come modificato a seguito dell'approvazione dei subemendamenti Albonetti 0.74.118.1 e Marchi 0.74.118.3.

 

Laura RAVETTO (FI) richiama brevemente il senso del proprio emendamento 74.116, evidenziando come lo stesso risulti assorbito dall'approvazione dell'emendamento del Governo 74.118.

 

Lino DUILIO, presidente, conferma che l'emendamento 74.116 risulta assorbito dall'approvazione della più ampia proposta emendativa del Governo 74.118.

 

Francesco Saverio GAROFANI (Ulivo) dichiara di ritirare il proprio emendamento 74.68.

 

Guido CROSETTO (FI) dichiara di sottoscrivere e fare proprio l'emendamento Garofani 74.68, raccomandandone l'approvazione.

 

La Commissione respinge l'emendamento Garofani 74.68.

 

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (Ulivo) dichiara di ritirare l'emendamento 74.31.

 

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) dichiara di sottoscrivere e fare proprio l'emendamento 74.31.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che, in conseguenza delle precedenti votazioni, risultano preclusi gli emendamenti Giacomelli 74.92, Albonetti 74.112, Garavaglia 74.63, Oliverio 74.31, Marchi 74.18, Moffa 74.117 e 74.43 e Garofani 74.69.

 

Marino ZORZATO (FI) dichiara di non condividere nel modo più assoluto il parere contrario espresso dal Governo sull'emendamento Garavaglia 74.64, il quale è volto ad introdurre delle ragionevoli limitazioni alle spese, all'assunzione di personale e all'indebitamento per investimenti degli enti locali che non rispettino il patto di stabilità interno.

 

Guido CROSETTO (FI) concorda con le osservazioni dell'onorevole Zorzato e dichiara di sottoscrivere l'emendamento Garavaglia 74.64, che introdurrebbe nella disciplina del patto di stabilità interno un elemento di equilibrio e di buon senso.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR conferma il parere contrario del Governo sull'emendamento Garavaglia 74.64 e, nel replicare all'onorevole Zorzato, precisa che la scelta compiuta dal Governo in merito alla disciplina da applicare in caso di inadempimento del patto di stabilità interno da parte degli enti locali è stata lungamente meditata ed è incompatibile con il meccanismo che si vorrebbe introdurre con l'emendamento in questione.

 

Alberto GIORGETTI (AN) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento Garavaglia 74.64, sottolineando come il relativo meccanismo sanzionatorio non si ponga in contrasto con la disciplina di cui all'articolo 74, potendo al contrario contribuire a rafforzare la tenuta del patto di stabilità interno.

 

Marino ZORZATO (FI) ribadisce le proprie perplessità sul parere espresso dal Governo, il quale appare infondato e pregiudizialmente contrario.

 

Maurizio FUGATTI (LNP) condivide le osservazioni dell'onorevole Zorzato, ritenendo che non esista alcuna ragione plausibile per esprimere parere contrario sull'emendamento Garavaglia 74.64 se non, forse, il timore del Governo che la relativa disciplina possa essere sgradita alle organizzazioni sindacali. Raccomanda pertanto l'approvazione dell'emendamento.

 

Maino MARCHI (Ulivo) ritiene che il parere espresso dal Governo sia condivisibile in quanto coerente con i principi posti a fondamento della nuova disciplina del patto di stabilità interno, rispetto ai quali appare estraneo il meccanismo sanzionatorio recato dall'emendamento Garavaglia 74.64.

 

Ettore PERETTI (UDC) dichiara il voto favorevole del suo gruppo all'emendamento Garavaglia 74.64.

 

Andrea RICCI (RC-SE) concorda con quanto osservato dall'onorevole Marchi, ritenendo che le sanzioni previste dall'emendamento Garavaglia 74.64 difetterebbero, tra l'altro, del requisito della proporzionalità. Dichiara quindi il suo voto contrario.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, conferma il parere contrario sull'emendamento Garavaglia 74.64, sottolineando come tale proposta emendativa rimanga ancorata ad un modello di disciplina sanzionatoria, che si intende superare e sostituire con un meccanismo di tipo premiale.

 

La Commissione respinge l'emendamento Garavaglia 74.64

 

Giuseppe OSSORIO (IdV) dichiara di ritirare il proprio emendamento 74.60.

 

Andrea RICCI (RC-SE) illustra l'emendamento Siniscalchi 74.66, il quale è volto, in particolare, ad escludere l'applicazione della disciplina di cui all'articolo 13 del decreto-legge 4 luglio 2006, 233 alle società a capitale misto, nelle quali il socio privato detenga una partecipazione non inferiore al 33 per cento del capitale sociale e sia scelto tramite una procedura di gara ad evidenza pubblica.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR si rimette alla Commissione.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'emendamento Siniscalchi 74.66.

 

Guido CROSETTO (FI) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Siniscalchi 74.66.

 

Pietro ARMANI (AN) dichiara anch'egli di sottoscrivere l'emendamento Siniscalchi 74.66.

 

Donata LENZI (Ulivo) esprime una valutazione negativa sull'emendamento Siniscalchi 74.66, sottolineando l'importanza di mantenere inalterato l'articolo 13 del decreto-legge n. 223 del 2006, il quale reca una disciplina ragionevole ed equilibrata delle società a capitale interamente pubblico o misto, costituite dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali, volta ad evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato.

 

Giorgio La MALFA (Misto) concorda pienamente con le osservazioni dell'onorevole Lenzi, ritenendo del tutto inopportuno modificare la parte migliore del decreto-legge n. 223 del 2006.

 

Guido CROSETTO (FI) ritiene che la disciplina recata dall'emendamento in questione possa favorire la concorrenza e non limitarla.

 

Pietro ARMANI (AN) si associa alle considerazioni dell'onorevole Crosetto, osservando come il socio privato con una partecipazione non inferiore al 33 per cento assuma una posizione di condizionamento tale da consentire alla società di operare sul mercato in modo sostanzialmente analogo ad un soggetto privato.

 

Lino DUILIO, presidente, propone l'accantonamento dell'emendamento Siniscalchi 74.66. Avverte, quindi, che l'emendamento Marchi 74.54 deve intendersi riformulato includendo anche la soppressione del comma 23 dell'articolo 1 della legge n. 266 del 2005.

 

La Commissione approva l'emendamento Marchi 74.54, come riformulato.

 

Marino ZORZATO (FI) rileva l'opportunità di un chiarimento sulle modalità con le quali la Commissione intende procedere nell'esame degli emendamenti, atteso che si sta passando alla votazione delle proposte emendative relative all'articolo 75.

 

Lino DUILIO, presidente, nel ricordare che è stato accantonato l'emendamento Siniscalchi 74.66, ritiene che la Commissione possa adesso procedere all'esame degli emendamenti relativi all'articolo 75.

 

La Commissione approva l'emendamento 75.18 del Governo, come riformulato dal relatore.

 

Pietro ARMANI (AN), nel raccomandare l'approvazione dell'articolo aggiuntivo 75.03 di cui è il primo firmatario, rileva la necessità che il Governo chiarisca le ragioni per le quali ha espresso parere contrario su tale proposta emendativa. Fa presente che l'articolo aggiuntivo 75.03 appare coerente con l'emendamento Siniscalchi 74.66 in quanto entrambi convergono nella direzione della liberalizzazione dei servizi pubblici locali.

 

Ettore PERETTI (UDC) preannuncia, a nome del suo gruppo, il voto favorevole sull'articolo aggiuntivo Armani 75.03 il cui contenuto è analogo a quello di un emendamento presentato dal suo gruppo.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR precisa che l'articolo aggiuntivo Armani 75.03 introduce importanti innovazioni nella politica dei trasferimenti erogati annualmente dallo Stato agli enti locali alterandone l'impianto complessivo: per tale ragione, ha espresso parere contrario.

 

La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Armani 75.03.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che il presentatore dell'articolo aggiuntivo Nardi 75.01 è assente: si intende quindi che vi abbia rinunciato.

 

Riccardo MILANA (Ulivo) rileva la necessità che il Governo ed il relatore si esprimano sulle proposte emendative relative all'articolo 76, precedentemente accantonate, prima che si esamini l'emendamento Ricci 76.36.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR invita i presentatori al ritiro dell'emendamento Ricci 76.36 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti Zaccaria 76.38 e 76.39, a condizione che venga espunta la parte consequenziale relativa alla copertura finanziaria. Nell'esprimere, inoltre, parere favorevole sugli emendamenti 76.3 e 76.4 della I Commissione, invita al ritiro dell'emendamento Boscetto 76.62. Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento Satta 76.35, a condizione che venga espunta la parte consequenziale relativa alla copertura finanziaria. Analoghe considerazioni valgono per gli emendamenti Napoletano 76.37 e Ferrari 76.40. Il parere è infine favorevole sull'emendamento 76.6 della I Commissione.

 

Riccardo MILANA (Ulivo) osserva che dai pareri testé espressi dal Governo sulle proposte emendative riferite all'articolo 76 risulta una nuova versione dell'articolo 76 nella quale rimarrebbe immutato il comma 1, lettera f), il cui disposto dovrebbe determinare una riduzione del gettone di presenza dei consiglieri comunali portando complessivamente ad un taglio degli emolumenti pari a circa il 40 per cento. Nel reputare paradossale che la riduzione delle indennità ricada sulle amministrazioni locali, dichiara di sottoscrivere l'emendamento Ricci 76.36.

 

Guido CROSETTO (FI) rileva l'opportunità di un chiarimento a proposito della copertura finanziaria dell'emendamento Ricci 76.36.

 

Riccardo MILANA (Ulivo), nel ribadire le argomentazioni precedentemente svolte, sottolinea che l'emendamento non richiede apposita copertura finanziaria.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo), nel concordare con le considerazioni testé svolte dal deputato Milana, fa presente che la normativa vigente disciplina in maniera puntuale l'attribuzione del gettone di presenza agli amministratori locali consentendo alle medesime amministrazioni di disporre incrementi fino ad una certa soglia. Reputa, pertanto, negativo il segnale che si intende dare con l'articolo 76, posto che in tale materia appare opportuno che i consigli comunali decidano in piena autonomia.

 

Camillo PIAZZA (Verdi), nel condividere gli interventi fin qui svolti, giudica essenziale sopprimere l'articolo 76, atteso che il Governo sta predisponendo un provvedimento normativo per il riordino degli enti locali.

 

Valter ZANETTA (FI) osserva che quanto sta accadendo conferma ancora una volta la situazione confusionale del Governo su talune questioni di importanza cruciale, atteso che il Governo sta lavorando su un riordino delle autonomie locali. Rileva la necessità di una soppressione dell'articolo 76 in quanto si tratta di una disposizione la cui collocazione appare inopportuna nell'ambito del disegno di legge finanziaria.

 

Ettore PERETTI (UDC) dichiara che si asterrà sulla votazione delle proposte emendative riguardanti l'articolo 76 poiché ritiene preferibile che la maggioranza si assuma la responsabilità di scelte che dovranno essere spiegate alle amministrazioni locali.

 

Andrea RICCI (RC-SE), alla luce del dibattito fin qui svolto, dichiara di non ritirare l'emendamento 76.36 di cui è primo firmatario.

 

Rolando NANNICINI (Ulivo), osservato che esiste una questione generale concernente i costi della politica da tutti condivisa, ritiene che una norma, come quella dell'articolo 76, debba essere opportunamente discussa nell'ambito della riforma dell'ordinamento degli enti locali. Reputa, quindi, preferibile che l'articolo 76 venga soppresso.

 

Giovanni MARRAS (FI), nel dichiararsi favorevole in ordine alla soppressione dell'articolo 76, rileva che tale disposizione penalizza le amministrazioni locali in maniera ingiusta, atteso che gli amministratori locali percepiscono già adesso emolumenti irrisori. Ritiene, pertanto, che l'articolo 76 contrasti in un certo senso con i principi di una vera democrazia, posto che non si consente a tutti di partecipare con le medesime opportunità alla vita politica delle amministrazioni locali. Nel segnalare, peraltro, che si registra un divergenza tra la posizione del Governo, quella dei deputati presenti in Commissione e degli esponenti della maggioranza presenti nell'ANCI, avverte che non parteciperà alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 76.

 

Marino ZORZATO (FI), nel dichiarare che si asterrà dalla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 76, ritiene che non si possa spacciare una disposizione, come quella di cui all'articolo 76, come un taglio alla spesa pubblica. In ogni caso, ritiene che la maggioranza debba risolvere al suo interno tale questione, rispondendone di fronte alle amministrazioni locali.

 

Antonio MISIANI (Ulivo) rileva che l'articolo 76 avrà un impatto sulla finanza pubblica stimato in un risparmio di circa 20 milioni di euro. Giudica preferibile, trattandosi di una disposizione ordinamentale, che la discussione su tale disciplina sia avviata nell'ambito di una riforma complessiva del testo unico sull'ordinamento degli enti locali attraverso un confronto con i rappresentanti degli enti locali medesimi. Sarebbe, infatti, una scelta più opportuna, considerato che non si incide sul riequilibrio dei saldi di finanza pubblica.

 

Alberto GIORGETTI (AN) osserva che tale vicenda rappresenta l'ennesimo autogol della maggioranza, di cui la maggioranza medesima deve assumersi la responsabilità.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara, a nome del suo gruppo, che si asterrà sulla votazione delle proposte emendative relative all'articolo 76.

 

Guido CROSETTO (FI) dichiara che non parteciperà alla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 76 in quanto giudica demagogico che il Parlamento discuta di una disposizione che andrà ad incidere pesantemente sulle amministrazioni locali. A suo avviso, sarebbe più onesto non scendere nel merito di tale discussione, in quanto sarebbe più coerente che il Parlamento discutesse di un taglio alle indennità dei parlamentari piuttosto che a quelle degli amministratori locali.

 

Giorgio LA MALFA (Misto) osserva che l'articolo 76 si inquadra nello spirito della manovra finanziaria volta a contenere la spesa pubblica. Modificare sostanzialmente tale disposizione si traduce in un segnale negativo nei confronti dei paesi esteri che guardano con preoccupazione alle inversioni di rotta rispetto a quanto precedentemente annunciato con riguardo alla volontà di risanamento economico del Paese. In conclusione, reputa errato che la maggioranza faccia un passo indietro sull'articolo 76 in quanto sarebbe preferibile che tale disposizione mantenesse il testo attuale. Dichiara, comunque, che non parteciperà alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 76 anche perché intende verificare come alla fine si comporterà la maggioranza.

 

Salvatore RAITI (IdV) reputa condivisibile la posizione del Governo in relazione alla riduzione delle spese delle amministrazioni locali, atteso che l'obiettivo della manovra finanziaria per il 2007 è quello di ridurre gli sprechi e i privilegi e che l'articolo 76 si inquadra in tale strategia. Al riguardo, giudica importante quanto disposto dall'emendamento 76.34, di cui è primo firmatario e che è stato giudicato inammissibile per estraneità di materia. Tale emendamento, infatti, introduce disposizioni particolarmente rilevanti per la razionalizzazione delle spese degli enti locali attraverso la previsione di un organo di revisione economico-finanziaria. Si tratta di una materia delicata che sarebbe opportuno affrontare nell'ambito di un riordino del sistema delle autonomie locali. Ciononostante, sarebbe importante dare un segnale già nell'ambito della manovra finanziaria. Osservato pertanto che la soppressione dell'articolo 76 contrasta con le finalità precedentemente evidenziate, invita la Commissione a riflettere su disposizioni che contribuiscono al risanamento economico del Paese, stante l'insostenibilità dei costi della politica che allontana i cittadini dalla politica medesima.

 

Maino MARCHI (Ulivo) giudica importante che la materia di cui si discute venga esaminata nell'ambito di un riordino dell'assetto istituzionale degli enti locali, come peraltro indicato nel documento di programmazione economico finanziaria. Ritiene, comunque, che la Commissione possa votare gli emendamenti riferiti all'articolo 76 sulla base dei pareri forniti dal Governo. È opportuno, invece, riflettere sull'articolo 76, comma 1, lettera f), allo scopo di valutare l'eventualità di introdurre un parametro differente che consenta di introdurre un rapporto tra quanto percepito a titolo di emolumento dagli amministratori locali e i loro impegni reali.

 

Lello DI GIOIA (RosanelPugno) giudica necessario uscire da una logica demagogica, atteso che i consiglieri comunali rivestono un ruolo importante ed estremamente impegnativo soprattutto nelle realtà di dimensione medio-grande. Per tale ragione, è importante che all'impegno assunto dagli amministratori corrisponda un compenso adeguato alle funzioni svolte. Nel ribadire l'importanza della questione, reputa opportuno che l'articolo 76 venga soppresso poiché si tratta di una norma che non debba essere approvata nell'ambito di una legge finanziaria, ma sia più opportuno discuterla nell'ambito di un riordino della normativa in materia di enti locali. Preannuncia, quindi, che voterà a favore dell'emendamento Ricci 76.36.

 

Andrea ORLANDO (Ulivo) ritiene che il buon senso possa guidare la Commissione verso la deliberazione delle proposte emendative sulle quali il Governo si è già espresso rinviando ad altra sede la discussione sulle indennità agli amministratori locali, allo scopo di individuare una soluzione che contemperi le diverse esigenze. Osservato, quindi, che appare determinante agire sul versante del vincolo della spesa istituzionale, mitigando pertanto la soluzione contenuta nel testo in esame, giudica condivisibile la proposta del deputato Marchi.

 

Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) reputa necessario fornire un segnale nella direzione di ridurre la spesa pubblica, come peraltro rilevato dal deputato La Malfa. Fa presente, però, che gli emolumenti agli amministratori locali non possano intendersi come sprechi, ma debbano essere commisurati alle responsabilità assunte. Non v'è dubbio, infatti, che taluni amministratori locali sono impegnati in compiti a volte più impegnativi rispetto a quelli degli amministratori regionali: a suo avviso, tali considerazioni dovrebbero ispirare la definizione di un parametro ragionevole, che tenga conto della capillare realtà comunale articolata sul territorio nazionale.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, in ordine alla disposizione volta a razionalizzare i costi della politica, ritiene che sia necessario agire con equilibrio, considerando ad esempio che può essere considerato semplicemente demagogico eliminare la possibilità di usufruire di aspettativa per lo svolgimento del mandato degli amministratori locali. Ritiene peraltro che la lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione vada affrontata e che richieda molto lavoro: si impegna quindi a formulare una proposta emendativa per accogliere le esigenze prospettate, ritenendo comunque che sarebbe errato sopprimere l'intero articolo. Propone pertanto di accantonare le proposte emendative relative all'articolo 76.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che le proposte emendative relative all'articolo 76 si intendono accantonate. Sospende quindi la seduta.

 

La seduta, sospesa alle 21.45, riprende alle 23.

 

Lino DUILIO, presidente, con riferimento agli emendamenti presentati dal relatore e dal Governo, avverte che risulta inammissibile per estraneità di materia l'articolo aggiuntivo 60.05del relatore, che modifica la determinazione delle funzioni alle quali può essere assegnato il personale del Ministero degli affari esteri reclutato per l'area della promozione culturale; si riserva di valutare successivamente l'articolo aggiuntivo 207.011 del relatore, che finanzia la realizzazione di interventi connessi al programma dell'esposizione internazionale «Colombo '92» nella città di Genova (analogo all'articolo aggiuntivo Sposetti 130.014, dichiarato inammissibile nella seduta del 31 ottobre 2006). Segnala inoltre, con riferimento all'emendamento Tab. A. 52 del Governo, nella parte che prevede l'incremento delle dotazioni della tabella A relative al Ministero per i beni e le attività culturali, che questo è finalizzato al finanziamento del Fondo per il diritto di prestito pubblico. Tale fondo previsto dall'articolo 163, commi 7 e 8, del disegno di legge finanziaria è stato oggetto di stralcio. A tale proposito, rammenta che una norma di contenuto analogo è prevista dall'articolo 2, comma 132, del decreto-legge n. 262 del 2006, nel testo approvato dalla Camera e trasmesso al Senato (A.S. 1132). Tale norma prevede che il suddetto Fondo abbia una dotazione di 2,2 milioni di euro per il 2007, e di 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008. L'importo previsto è, quindi, limitatamente all'anno 2007, inferiore di 0,8 milioni di euro a quanto previsto dall'articolo 163, commi 7 e 8, prevista dal disegno di legge finanziaria. Segnala altresì che, gli articoli aggiuntivi Delbono 85.025 e 85.026 devono ritenersi ammissibili quanto al profilo della materia mentre risultano inammissibili per carenza di compensazione. Tali emendamenti risultano peraltro identici agli articoli aggiuntivi 85.039 e 85.040 del relatore che devono quindi ritenersi inammissibili per carenza di compensazione.

Segnala, inoltre, che, ad integrazione delle precedenti pronunce di ammissibilità, risultano inammissibili per estraneità di materia l'articolo aggiuntivo Vannucci 136.01, che prevede agevolazioni limitate ad alcuni mezzi adibiti a trasporti internazionali di cose, importati temporaneamente dall'Albania e appartenenti a persone ivi stabilmente residenti, dal pagamento del diritto fisso, l'emendamento 76.34, che reca una disciplina di carattere ordinamentale sui requisiti dei componenti degli organi di revisione degli enti locali, di contenuto analogo all'emendamento 76.10 già dichiarato inammissibile per estraneità di materia, e gli emendamenti 79.4 Catone e 79.8 Pelino, i quali recano disposizioni in tema di sospensione dei procedimenti per la revisione delle circoscrizioni provinciali e l'istituzione di nuove province.

Segnala, infine, che per mero errore materiale l'emendamento 120.1 a prima firma Ravetto è stato dichiarato inammissibile per estraneità di materia.

Avverte quindi che il Governo ha riformulato il suo emendamento 53.9 (vedi allegato 6).

Segnala inoltre che l'emendamento Gibelli 75.12 per un errore tipografico è stato pubblicato in un testo difforme dall'originale. Avverte quindi che è stata posta in distribuzione la formulazione corretta del medesimo emendamento (vedi allegato 7).

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra l'emendamento Gibelli 75.12 che fa giustizia delle promesse fatte dal Governo all'ANCI ed alle quali il Governo stesso non ha ottemperato. Infatti era stato promesso ai comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti un contributo di 250 milioni di euro, e con l'emendamento in esame se ne concedono 175. Ciò anche in un'ottica di redistribuzione, in quanto si toglie alla città di Roma un finanziamento di 175 milioni all'anno e lo si dà ai comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti.

 

Massimo VANNUCCI (Ulivo) preannuncia il voto contrario all'emendamento Gibelli 75.12, poiché confida nel fatto che il Governo onori il suo impegno a finanziare i comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti per la somma di 250 milioni di euro.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che il Governo vorrà onorare l'accordo con l'ANCI stanziando 260 milioni di euro mediante un Fondo del Ministero dell'interno; invita quindi al ritiro dell'emendamento 75.12.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) mantiene l'emendamento 75.12, che è a garanzia del finanziamento a favore dei comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti.

 

Guido CROSETTO (FI) chiede quando il Governo presenterà la nuova proposta emendativa.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, replicando all'onorevole Crosetto, ritiene che l'emendamento sarà formulato nella giornata di domani.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) suggerisce di accantonare l'emendamento Gibelli 75.12 in attesa della nuova proposta emendativa del Governo.

 

Gaspare GIUDICE (FI) rileva che la nuova formulazione dell'emendamento, pur prevedendo alcune esclusioni dai tagli di spesa previsti dall'emendamento stesso, di fatto mantiene inalterate le cifre complessive relative ai tagli medesimi. In particolare, sorprendentemente, la nuova formulazione dell'emendamento non prevede più l'allegato che specifica come vengono ripartiti i vari tagli di spesa. Ritiene invece importante chiarire come incidano le esclusioni previste rispetto alle cifre totali dei tagli di spesa.

 

Lino DUILIO, presidente, ricordando che su tale argomento potrebbe essere svolta una discussione nella giornata di domani alla presenza del Ministro competente, ritiene che il dubbio sollevato dall'onorevole Giudice possa trovare una soluzione nel fatto che l'emendamento del relatore connesso all'emendamento 53.9 del Governo prevede che venga emanato un decreto per stabilire i singoli settori sui quali vanno ad incidere i tagli di spesa.

 

Guido CROSETTO (FI) non capisce il motivo per il quale a fronte delle esclusioni previste non vi sia stata una rimodulazione del totale complessivo, ipotizzando quindi che la mancata rimodulazione dipenda dalla necessità di utilizzare la somma complessiva derivante dai tagli di spesa per un'esigenza non definita, che andrebbe chiarita.

 

Lino DUILIO, presidente, ritiene che le previste esclusioni possano gravare in modo proporzionale sui tagli di spesa già previsti per i diversi settori.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, osserva che talune esclusioni erano già previste nella precedente formulazione dell'emendamento 53.9 del Governo.

 

La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 77.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR, in relazione alla stretta connessione esistente tra gli articoli 77 e 33, riterrebbe opportuna una loro trattazione congiunta, rimettendosi peraltro alle valutazioni della Commissione a tale proposito.

 

Lino DUILIO, presidente, non ritiene necessario procedere alla trattazione congiunta dei due articoli in quanto gli stessi trattano due argomenti diversi, rilevando peraltro che l'articolo 33 appare piuttosto strettamente connesso all'articolo 32.

 

Massimo GARAVAGLIA (LNP) si dichiara favorevole alla discussione congiunta degli articoli 77 e 33, evidenziando peraltro che al fine di evitare dubbi per quel che riguarda le votazioni sarebbe meglio procedere separatamente.

 

Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) auspica che si possa votare immediatamente anche con riferimento all'articolo 33.

 

Giorgio LA MALFA (Misto) invita il presidente della Commissione a rimettere alla Commissione la decisione relativa all'opportunità di procedere congiuntamente all'esame degli articoli 77 e 33.

 

Lino DUILIO, presidente, ribadisce che secondo la sua opinione i due articoli possono essere trattati separatamente.

 

Massimo VANNUCCI (Ulivo) ritiene che sia indifferente votare separatamente o congiuntamente sugli articoli 77 e 33, evidenziando peraltro che ha presentato emendamenti soppressivi sia dell'articolo 77 sia dell'articolo 33.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) esprime la convinzione che esista uno stretto legame tra gli articoli 77 e 33.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che si debbano trattare insieme gli articoli 77 e 33, evidenziando peraltro che se si sopprime l'articolo 33 occorre sopprimere anche l'articolo 77 e invitando quindi il Governo ad esprimere valutazioni in merito.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR ritiene che si possano trattare separatamente i due articoli se la Commissione si esprime in tal senso.

 

Alberto GIORGETTI (AN) ritiene opportuna la soppressione dell'articolo 77, ricordando peraltro che non bisogna discriminare tra le province di ultima istituzione e le altre province in ragione del fatto che anche le province di più antica istituzione hanno seri problemi di bilancio. Ritiene quindi opportuno avviare una discussione che porti alla predisposizione di un disegno organico ed omogeneo di riforma per tutte le province.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che l'onorevole Ceroni ha sottoscritto l'emendamento Garavaglia 77.12.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sugli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12, entrambi soppressivi dell'articolo 77.

 

Alberto GIORGETTI (AN) chiede che il suo emendamento 77.10, anch'esso soppressivo dell'articolo, sia posto in votazione insieme agli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12.

 

Francesco NAPOLETANO (Com.It) dichiara il proprio voto favorevole sugli emendamenti soppressivi dell'articolo 77.

 

Massimo VANNUCCI (Ulivo) chiede che venga posto in votazione anche il suo emendamento soppressivo 77.5

 

Giorgio La MALFA (Misto) osserva come l'impianto del disegno di legge finanziaria predisposto dal Governo dovesse basarsi sul contenimento della spesa e sul prelievo fiscale: ora, per iniziativa della stessa maggioranza si stanno progressivamente riducendo i tagli della spesa per cui la manovra è sempre più sbilanciata dal lato delle entrate e si stanno alterando gli equilibri inizialmente indicati. Dichiara quindi di astenersi dal voto sugli emendamenti soppressivi dell'articolo 77, ritenendo che sia la stessa maggioranza che deve assumersi la responsabilità della riduzione dei tagli di spesa.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, nel replicare all'onorevole La Malfa, ricorda come l'articolo 77 non ponga problemi in ordine agli effetti finanziari.

 

Francesco PIRO (Ulivo) dichiara la propria astensione sugli emendamenti soppressivi dell'articolo 77.

 

Guido CROSETTO (FI) dichiara il proprio voto contrario.

 

Lino DUILIO, presidente, avverte che gli onorevoli Camillo Piazza e Zanetta sottoscrivono l'emendamento Garavaglia 77.12.

Pone quindi in votazione gli emendamenti soppressivi Raiti 77.11, Garavaglia 77.12, Alberto Giorgetti 77.10 e Vannucci 77.5.

 

Erminio Angelo QUARTIANI (Ulivo) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12, soppressivi dell'articolo 77

 

La Commissione approva gli emendamenti soppressivi dell'articolo 77, risultando pertanto preclusi gli emendamenti 77.1 della I Commissione e Quartiani 77.13.

 

Il Sottosegretario Nicola SARTOR ritiene che l'emendamento Bressa 79.14 necessiti di maggiori approfondimenti e ne chiede quindi l'accantonamento.

 

Lino DUILIO, presidente, in accoglimento della richiesta del rappresentante del Governo, avverte che l'emendamento Bressa 79.14 è accantonato.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere contrario sugli identici emendamenti I Commissione 79.2 e Catone 79.3.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) raccomanda l'approvazione dell'emendamento I Commissione 79.2

 

La Commissione respinge gli identici emendamenti 79.2 della Commissione e Catone 79. 3.

 

Il sottosegretario Nicola SARTOR invita al ritiro dell'emendamento Andrea Ricci 80.19.

 

Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di accantonare le proposte emendative relative all'articolo 80.

 

Lino DUILIO, presidente, in accoglimento della richiesta, avverte che le proposte emendative riferite all'articolo 80 sono accantonate.

 

Andrea RICCI (RC-SE) ritiene che l'esame e la votazione del complesso delle proposte emendative accantonate debba costituire l'impegno prioritario della Commissione nella prossima seduta.

 

Lino DUILIO, presidente, rassicura l'onorevole Andrea Ricci in merito alla questione da ultimo sollevata. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani alle ore 10.

 

La seduta termina alle 24.


ALLEGATO 1

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) C. 1746-bis Governo.

 

PROPOSTE EMENDATIVE DEL GOVERNO

 

ART. 1.

 

All'articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche:

al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: 3.820 milioni con le seguenti: 9.520 milioni;

al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: 3.150 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009 con le seguenti: 8.850 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009.

Conseguentemente:

nella tabella A, sotto la voce Ministero dell'economia e delle finanze, eliminare il riferimento alle regolazioni debitorie e apportare le seguenti variazioni:

2007: - 3.000.000;

2008: - 3.000.000;

2009: - 3.000.000.

Conseguentemente, nella tabella B; sotto la voce Ministero dell'economica e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: + 5.700.000;

2008: + 5.700.000;

2009: + 5.700.000,

da considerare quali regolazioni debitorie.

Conseguentemente nella tabella A, sotto la voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 40.000;

2008: - 40.000;

2009: - 40.000.

 

Relazione.

L'emendamento opera l'adeguamento dell'ammontare delle regolazioni debitorie considerate nei saldi del bilancio dello Stato. Le modifiche proposte, infatti, considerano, relativamente alle regolazioni debitorie, l'impatto della sentenza della Corte di giustizia europea in materia di detraibilità IVA. Infatti, viene prevista l'allocazione dell'accantonamento per i rimborsi IVA, conseguenti dalla sentenza della Corte di giustizia europea, dal fondo speciale di parte corrente al fondo speciale di conto capitale, in coerenza con i criteri sec 95 che considerano tali somme tra le spese in conto capitale. Viene inoltre prevista un'integrazione di 2,7 miliardi di euro per provvedere, nell'arco del triennio, all'integrale rimborso delle somme spettanti. Tale partita non necessita di copertura in quanto trattasi di regolazione debitoria relative a somme che impatteranno in termini di competenza nell'anno 2006, mentre in termini di cassa negli anni in cui avverrà l'effettivo rimborso.

In relazione al maggior fabbisogno di cassa, cui si farà fronte mediante emissioni di titoli del debito pubblico, viene previsto un maggior onere per interessi, per la cui copertura viene indicata la riduzione dell'accantonamento di tabella A, sotto la voce Ministero dell'economia e delle finanze.

 

Relazione tecnica (modifiche tabelle A e B DDLF - Rimborsi IVA).

Il decreto-legge n. 258/2006 detta disposizioni per l'adeguamento alla sentenza della corte di giustizia Europea del 13 settembre 2006 in materia di detraibilità dell'IVA. L'onere relativo ai rimborsi derivante da tale sentenza, come risulta dalla nota di aggiornamento del DPEF 2007-2011, è stato quantificato in 17.100 milioni di euro (13.400 milioni di euro relativi al triennio 2003-2005 e 3.700 milioni di euro per il periodo 1o gennaio-13 settembre 2006).

Nel disegno di legge finanziaria 2007, a fronte di tali esigenze, sono state appostate sul Fondo speciale di parte corrente (Tab. A) risorse pari a 3.000 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2007-2009, quali regolazioni debitorie relative a somme che impatteranno in termini di competenza nell'anno 2006. Tali importi, come risulta dall'allegato 7 del disegno di legge finanziaria 2007, sono stati considerati tra gli effetti sul fabbisogno di cassa nella corrispondente misura.

Con l'emendamento in esame, in coerenza con i criteri SEC 95, che considerano tali somme tra le spese in conto capitale, è stata prevista la loro allocazione sul Fondo speciale di conto capitale nonché, si è provveduto alla totale copertura dell'onere quantificato in 5.700 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009.

Il maggiore onere, pari a 2.700 milioni di euro annui, non necessita di copertura in termini di competenza, in quanto trattasi di regolazione debitoria. Per quanto riguarda invece gli effetti di cassa, si farà fronte attraverso l'emissione di titoli del debito pubblico con conseguente maggior onere per interessi, per i quali è necessario reperire i mezzi di copertura.

A fronte di un onere complessivo di 17.100 milioni, tenuto conto che le stime del debito considerate nella predetta nota di aggiornamento al DPEF già scontano una parziale pre-alimentazione di tali risorse per circa 7.000 milioni di euro entro la fine del 2006 - favorita, tra l'altro, dalla dinamica dei flussi delle entrate fiscali che si concentrano nell'ultima decade di dicembre - e considerando, inoltre, i 9.000 milioni di euro già previsti nel disegno di legge finanziaria 2007, la parte residuale - circa 1.100 milioni di euro - verrà coperta mediante l'emissione di titoli del debito pubblico.

Pertanto, considerando un tasso di interesse netto del 3,5 per cento, l'onere da coprire è quantificabile in circa 40 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2007-2009.

1. 4.Il Governo.









 

 

 


ART. 3.

 

1. Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:

a) nella lettera b), prima del capoverso 2, inserire il seguente: 1-bis. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l'intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e quello dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relativa pertinenze l'imposta non è dovuta;

b) nella lettera c):

1) il capoverso a) è sostituito dai seguenti:

a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato:

1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;

2) 690 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;

3) 690 euro se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro, ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro diminuito del reddito complessivo e 40.00 euro;

a-bis) la detrazione spettante ai sensi della lettera a) è aumentata di un importo pari a:

1) 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;

2) 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;

3) 30 euro, se il reddito complessivo è superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;

4) 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;

5) 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro;

2) nel capoverso b):

2.1) sostituire le parole: pari a 70 euro con le seguenti: pari a 220 euro;

2.2) sostituire le parole: per ogni figlio successivo al primo l'importo di 95.000 euro è aumentato di 15.000 euro, con le parole: in presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.;

2.3) dopo le parole: La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori, inserire le seguenti: non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori.;

2.4) aggiungere, in fine, il seguente periodo: Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi o affidati, affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste alla lettera a);

3) il capoverso 4 è sostituito dal seguente: 4. Se il rapporto di cui al comma 1, lettera a), numero 1), è uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690 euro. Se i rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono uguali a zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di cui al comma 1, lettere b) e c) sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno, le detrazioni non competono. Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali.

c) nella lettera d):

1) prima del capoverso 2, inserire il seguente:

1-bis. La detrazione spettante ai sensi del comma 1, lettera c) è aumentata di un importo pari a:

a) 10 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 23.000 euro ma non a 24.000 euro;

b) 20 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 25.000 euro;

c) 30 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ma non a 26.000 euro;

d) 40 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 26.000 euro ma non a 27.700 euro;

e) 25 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 27.700 euro ma non a 28.000 euro;

2) sostituire i capoversi 3 e 4 con i seguenti:

3. Se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di età non inferiore a 75 anni concorrono uno o più redditi di pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), spetta una detrazione dall'imposta lorda, in luogo di quella di cui al comma 2, rapportata al periodo di pensione nell'anno e non cumulabile con quella prevista al comma 1, pari a:

a) 1.783 euro se il reddito complessivo non supera 7.750 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;

b) 1.297 euro aumentata del prodotto tra 486 euro e il rapporto tra 15.000, diminuito del reddito complessivo, e 7.250 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 7.750 euro ma non a 15.000 euro;

e) 1.297 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro.

4. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), h) e i), 53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quelle previste nei commi 1, 2 e 3, pari a:

a) 1.104 euro se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;

b) 1.104 euro se il reddito complessivo è superiore a 4.800 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 50.200 euro.

5. Se il risultato dei rapporti indicati nei commi 1, 2, 3 e 4 è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali;

d) dopo il comma 3, inserire il seguente:

3-bis. Ai fini della determinazione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche dovuta sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennità equipollenti e sulle altre indennità e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, si applicano, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006.

2. Dopo il comma 4 aggiungere i seguenti:

5. Alla disciplina vigente dell'assegno per il nucleo familiare sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i livelli di reddito e gli importi annuali dell'assegno per il nucleo familiare, con riferimento ai nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, e ai nuclei familiari con un solo genitore e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, sono rideterminati a decorrere dal 1o gennaio 2007 secondo la tabella allegata. Sulla base di detti importi annuali, verranno elaborate a cura dell'Inps le tabelle contenenti gli importi mensili, giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione;

b) a decorrere dal 1o gennaio 2007 gli importi degli assegni per tutte le altre tipologie di nuclei con figli vengono rivalutati del 15 per cento;

c) le tabelle di cui alle precedenti lettere a) e b) potranno essere ulteriormente rimodulate secondo criteri analoghi a quelli adottati alla lettera a), con decreto interministeriale del Ministro per le politiche per la famiglia, e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale e con il Ministro dell'economia e delle finanze, anche con riferimento alla coerenza del sostegno dei redditi disponibili delle famiglie risultante dagli assegni per il nucleo familiare e dalle detrazioni a fini Irpef;

d) restano fermi i criteri di rivalutazione dei livelli di reddito familiare di cui all'articolo 2, comma 12, del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, che troveranno applicazione a decorrere dall'anno 2008.

6. All'articolo 23 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) ovunque ricorrano, con esclusione dei commi 3 e 4, le parole «1o gennaio 2008» e «31 dicembre 2007» sono sostituite rispettivamente da «1o gennaio 2007 e «31 dicembre 2006»;

b) al comma 5,

1) nel primo periodo, la parola «erogate» è soppressa;

2) nel secondo periodo, le parole «alle prestazioni maturate» sono sostituite dalle seguenti: «ai montanti delle prestazioni accumulate»;

c) al comma 7, nelle lettere b) e c), le parole «alle prestazioni pensionistiche maturate» sono sostituite dalle seguenti: «ai montanti delle prestazioni accumulate».

7. All'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, dopo il comma 12, è inserito il seguente:

«12-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2007 una quota dell'accisa sul gasolio per autotrazione (codici NC da 2710 19 41 a 2710 19 49), è attribuita alla regione a statuto ordinario nel cui territorio avviene il consumo. Per gli anni 2007, 2008, e 2009, la predetta quota è fissata, rispettivamente, nella misura di euro 0,00266 al litro, nella misura di euro 0,00288 al litro, e nella misura di euro 0,00307 al litro. Con la legge finanziaria per l'anno 2010, la suddetta quota sarà rideterminata, ove necessario e compatibilmente con il rispetto degli equilibri della finanza pubblica, al fine di completare la compensazione, a favore delle regioni a statuto ordinario, della minore entrata registrata nell'anno 2005 rispetto all'anno 2004 relativamente alla compartecipazione all'accisa sulla benzina di cui al comma 12. L'ammontare della predetta quota viene versato dai soggetti obbligati al pagamento dell'accisa e riversato dalla .................. Le predette somme sono trasferite mensilmente in apposito conto corrente aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato intestato «Accisa sul gasolio da devolvere alle regioni a statuto ordinario».

La ripartizione delle somme viene effettuata sulla base dei quantitativi erogati nell'anno precedente dagli impianti di distribuzione di carburante che risultano dal registro di carico e scarico di cui all'articolo 3 del decreto-legge 5 maggio 1957, n. 271, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 1957, n. 474, e successive modificazioni. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di applicazione delle disposizione del presente comma.

Conseguentemente l'articolo 4 e il comma 1 dell'articolo 84 sono soppressi.

Conseguentemente all'articolo 5 dopo il comma 16 aggiungere le seguenti:

16-bis. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma precedente entrano in vigore il 1o luglio 2007.

16-ter. Al fine di contrastare l'indebita effettuazione delle compensazioni previste dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, i titolari di partita IVA, entro il giorno 10 del mese in cui intendono effettuare l'operazione di compensazione, comunicano all'Agenzia delle entrate, in via telematica, l'importo e la tipologia dei crediti oggetto della successiva compensazione.

16-quater. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono definite le modalità, anche progressive, di attuazione del comma 16-ter. Con il predetto provvedimento, in particolare, sono stabilite le procedure di controllo volte ad impedire l'utilizzo indebito di crediti.

16-quinquies. Parte delle maggiori entrate derivanti dai commi 16-ter e 16-quater, per un importo pari a 221 milioni di euro per l'anno 2007, è iscritta sul fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. L'autorizzazione di spesa relativa al predetto fondo è ridotta di 169,8 milioni di euro per l'anno 2008.

Conseguentemente all'articolo 20 apportare le seguenti modificazioni:

a) sostituire il comma 10, con il seguente:

10. All'articolo 19-bis1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo le parole «a prestazioni alberghiere,» sono aggiunte le seguenti: «con esclusione di quelle inerenti alla partecipazione a convegni, congressi e simili erogate nei giorni di svolgimento degli stessi,»;

b) al comma 22 aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Gli incrementi percentuali approvati dalle Regioni o dalle Province autonome prima dell'entrata in vigore della presente legge vengono ricalcolati sugli importi della tabella di cui sopra. I trasferimenti erariali in favore delle Regioni o delle Province autonome di cui al periodo precedente sono ridotti in misura pari al maggior gettito derivante ad essa dalla presente disposizione.».

c) al medesimo comma 22 sostituire la tabella allegata con la seguente:

 

Tipo del veicolo

Valore annuo del KW espresso in euro

Valore annuo del CV espresso in euro 1CV=0,736 KW

Per pagamenti effettuati per l'intero anno solare

Per pagamenti frazionati

Per pagamenti effettuati per l'intero anno solare

Per pagamenti frazionati

1) Autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo con le seguenti caratteristiche:

 

 

 

 

Euro 0 Fino a 100 KW o 136 CV

3,00

3,09

2,21

2,27

Euro 0 Oltre 100 KW o 136 CV Per ogni KW/CV aggiuntivo

4,50

4,59

3,31

3,78

Euro 1 Fino a 100 KW o 136 CV

2,90

2,99

2,13

2,20

Euro 1 Oltre 100 KW o 136 CV Per ogni KW/CV aggiuntivo

4,35

4,48

3,20

3,30

Euro 2 Fino a 100 KW o 136 CV

2,80

2,88

2,06

2,12

Euro 2 Oltre 100 KW o 136 CV Per ogni KW/CV aggiuntivo

4,20

4,33

3,09

3,19

Euro 3 Fino a 100 KW o 136 CV

2,70

2,78

1,99

2,05

Euro 3 Oltre 100 KW o 136 CV Per ogni KW/CV aggiuntivo

4,05

4,17

2,98

3,07

Euro 4 e Euro 5 Fino a 100 KW o 136 CV

2,58

2,66

1,90

1,96

Euro 4 e Euro 5 Oltre 100 KW o 136 CV Per ogni KW/CV aggiuntivo

3,87

3,99

2,85

2,94

2). Autobus

2,94

3,03

2,16

2,23

3) Autoveicoli speciali

0,43

0,44

0,32

0,32

 

d) aggiungere, in fine, i seguenti commi:

24. All'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il comma 37 è sostituito dal seguente: « 37. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi 33, 34 e 35 decorre dalla data progressivamente individuata, per singole categorie di contribuenti, con provvedimento del Direttore della Agenzia delle entrate da adottare entro il 1o giugno 2008».

25. All'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo il comma 37, è inserito il seguente: «37-bis. Gli apparecchi misuratori di cui all'articolo 1 della legge 26 gennaio 1983, n. 18, immessi sul mercato a decorrere dal 1o gennaio 2008 debbono essere idonei alla trasmissione telematica prevista dai commi 33 e seguenti. Per detti apparecchi è consentita la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell'esercizio in cui sono state sostenute, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 102, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I misuratori di cui al presente comma non sono soggetti alla verificazione periodica di cui al provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 29 luglio 2003.».

26. L'aliquota di accisa sul metano usato per autotrazione di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, è ridotta a euro 0,00291 per metro cubo di prodotto.

27. All'articolo 10, decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al numero 8, dopo le parole «escluse le locazioni di» aggiungere le seguenti: «fabbricati abitativi effettuate in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata dalle imprese che li hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978, n. 457, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento e a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a quattro anni, e le locazioni di»;

b) al numero 8-bis le parole da «entro quattro anni» fino a «5 agosto 1978, n. 457» sono sostituite dalle seguenti: «dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978, n 457, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento o anche successivamente nel caso in cui entro tale termine i fabbricati siano stati locati per un periodo non inferiore a quattro anni in attuazione di programmi di edilizia residenziale convenzionata».

28. Nella tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, inserire il seguente numero: « 127-octiesdecies) locazioni di immobili di civile abitazioni effettuate in esecuzione di programmi di edilizia abitativa convenzionata dalle imprese che li hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978, n. 457.».

29. Il numero 41-bis) della Tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpreta nel senso che sono ricomprese anche le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell'articolo 10 del predetto decreto rese in favore dei soggetti indicati nel medesimo numero 41-bis) da cooperative e loro consorzi sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in genere. Resta salva la facoltà per le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, di optare per la previsione di cui all'articolo 10, comma 8, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

30. All'articolo 6, comma 3, della legge 13 maggio 1999, n. 133, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: «c-bis) a società che svolgono operazioni relative alla riscossione dei tributi da altra società controllata, controllante o controllata dalla stessa controllante, ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile.».

31. All'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo del 9 settembre 1997, n. 241, dopo le parole «ai centri» sono aggiunte le seguenti: «e, a decorrere dall'anno 2006, agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di cui all'articolo 1, comma 4, e all'articolo 78 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, e nell'albo dei consulenti dl lavoro di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12.».

 

Numero componenti il nucleo oltre i genitori o il genitore

Importo annuale dell'Assegno

1 componenti oltre i genitori o il genitore

 

Fino a 12.500 euro di reddito familiare

1.650 euro

Oltre 12.500 euro

L'importo decresce di 9,3 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 12.500 e fino a un reddito di 24.000; oltre 24.000 l'importo decresce di 0,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 40.000; oltre 40.000 l'importo decresce di 2,3 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

2 componenti oltre i genitori o il genitore

 

Fino a 12.500 euro di reddito familiare

3.100 euro

Oltre 12.500 euro

L'importo decresce di 13 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 12.500 e fino a un reddito di 29.000; oltre 29.000 l'importo decresce di 0,9 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 40.000; oltre 40.000 l'importo decresce di 3,1 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

3 componenti oltre i genitori o il genitore

 

Fino a 12.500 euro di reddito familiare

4.500 euro

Oltre 12.500 euro

L'importo decresce di 11,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 12.500 e fino a un reddito di 34.700; oltre 34.700 l'importo decresce di 1,4 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 40.000; oltre 40.000 l'importo decresce di 4,8 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.


 

Numero componenti il nucleo oltre i genitori o il genitore

Importo annuale dell'Assegno

4 componenti oltre i genitori o il genitore

 

Fino a 12.500 euro di reddito familiare

6.000 euro

Oltre 12.500 euro

L'importo decresce di 5 euro per ogni 100 curo di maggior reddito familiare a partire da 12.500 e fino a un reddito di 21.300; oltre 21.300 l'importo decresce di 10,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 36.100; oltre 36.100 l'importo decresce di 19,6 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 45.000; oltre 45.000 l'importo decresce di 6,2 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

5 componenti oltre i genitori o il genitore

 

Fino a 12.500 euro di reddito familiare

7.500 euro

Oltre 12.500 euro

L'importo decresce di 7,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 12.500 e fino a un reddito di 21.300; oltre 21.300 l'importo decresce di 11,2 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 36.100; oltre 36.100 l'importo decresce di 1,6 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 39.000; oltre 39.000 l'importo decresce di 25 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino a un reddito di 45.000; oltre 45.000 l'importo decresce di 8,8 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

Assegno aggiuntivo per nuclei con un solo genitore e 3 componenti oltre il genitore

Importo annuale dell'Assegno aggiuntivo

Fino a 14.500 euro di reddito familiare

1.000 euro

oltre 14.500 euro

L'importo dell'Assegno aggiuntivo decresce di 8,6 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 14.500 fino ad azzerarsi.

Assegno aggiuntivo per nuclei con un solo genitore e 4 componenti oltre il genitore

Importo annuale dell'Assegno aggiuntivo

Fino a 14.500 euro di reddito familiare

1.000 euro

oltre 14.500 euro

L'importo dell'Assegno aggiuntivo decresce di 1,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 14.500 fino a 53.000; oltre 53.000 l'importo dell'Assegno aggiuntivo decresce di 1,4 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

Assegno aggiuntivo per nuclei con un solo genitore e 5 componenti oltre il genitore

Importo annuale dell'Assegno aggiuntivo

Fino a 21.300 euro di reddito familiare

1.550 euro

Oltre 21.300 euro

L'importo dell'Assegno aggiuntivo decresce di 1,6 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare a partire da 21.300 fino a 56.000; oltre 56.000 l'importo dell'Assegno aggiuntivo decresce di 2,5 euro per ogni 100 euro di maggior reddito familiare fino ad azzerarsi.

Nuclei con più di 5 componenti oltre i genitori o il genitore

Importo annuale dell'Assegno

 

L'importo dell'assegno è quello previsto per i nuclei con 5 componenti oltre i genitori o il

 

genitore (comprensivo, nel caso di nucleo con un solo genitore, dell'Assegno aggiuntivo) maggiorato di un ulteriore 15 per cento nonché di 660 euro per ogni componente oltre il quinto.

 

Nel caso di nuclei composti anche da fratelli, sorelle, o nipoti dei genitori o del genitore l'importo annuale dell'Assegno va ridotto: a) in presenza di un solo figlio, di 125 euro per il primo fratello, sorella o nipote presente nel nucleo. e di 650 euro per ciascuno degli altri eventuali fratelli, sorelle o nipoti; b) in presenza di almeno due figli, di 650 euro per ogni fratello, sorella o nipote presenti nel nucleo.

 


RELAZIONE ILLUSTRATIVA

 

L'emendamento proposto all'articolo 3 è volto a dare piena coerenza alla riforma dell'Irpef e degli Assegni al nucleo familiare contenuta nel disegno di legge finanziaria 2007 potenziandone i vantaggi per i redditi medi e bassi, in particolare per quanto riguarda i contribuenti con familiari a carico.

La modifica apportata al comma 1, lettera b), salvaguarda il risparmio d'imposta previsto dalla normativa vigente nel caso di redditi da pensione non superiori a 7.500 euro accompagnati da redditi da terreni non superiori a 185,92 euro e dalla rendita catastale dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Era questo l'unico caso, limitato a una platea molto ristretta, in cui un pensionato intorno a questi livelli di reddito avrebbe subito una perdita, peraltro contenuta, rispetto al regime vigente. In tutti gli altri casi, l'innalzamento del minimo esente da 7.000 a 7.500 euro grazie alla detrazione introdotta comporta di per sé sensibili vantaggi in termini di minor imposta dovuta ed evita i salti dell'aliquota marginale impliciti nel sistema vigente.

La modifica al comma 1, lettera c), capoverso a), rimodula il profilo con cui la detrazione per il coniuge a carico diminuisce all'aumentare del reddito complessivo in modo da aumentare l'importo effettivamente goduto, in particolare per i redditi fino a 40.000 euro. Ne consegue una riduzione dell'imposta dovuta e un aumento del reddito disponibile post-imposta che, nel caso di contribuente con solo coniuge a carico, estende i vantaggi della riforma fino a 40.000 euro di reddito per il lavoratore dipendente (89 per cento dei dipendenti con solo coniuge a carico), a 35.000 euro per il pensionato (94 per cento) e a 32.000 euro per il lavoratore autonomo (85 per cento). Nel caso di contribuente con coniuge e figli a carico, la modifica proposta, combinandosi con l'emendamento all'articolo 4 che riforma gli assegni al nucleo familiare, aumenta il reddito disponibile ed estende i vantaggi della riforma fino a oltre 40.000 euro per il lavoratore dipendente (più del 90 per cento dei dipendenti con figli a carico); per il lavoratore autonomo i vantaggi arrivano fino a 30.000 euro (76 per cento). L'addizionale regionale lima appena questi risultati: i dipendenti con figli guadagnano fino a 40.000 euro e oltre e con il solo coniuge a carico fino a 38.000; gli autonomi con coniuge a carico fino a 31.000.

Con riferimento alle modifiche al comma 1, lettera c), capoverso b): la prima chiarisce un nodo interpretativo, peraltro già sciolto nella Relazione illustrativa alla Finanziaria, specificando che, in presenza di più figli, ai fini del calcolo della detrazione spettante l'incremento di 15.000 euro si applica per ogni figlio, e pertanto nel caso di due figli l'importo base di 95.000 euro diventa di 110.000 per entrambi, nel caso di tre figli di 125.000 per tutti e tre, e così via; la seconda modifica consente di optare per l'attribuzione delle detrazioni per i figli al genitore con reddito più alto invece che al 50 per cento tra i due genitori in modo da permettere, nel caso di incapienza di uno dei due genitori, il godimento per intero delle detrazioni da parte del genitore fiscalmente capiente; la terza estende anche alla detrazione per il primo figlio a carico nel caso di nuclei familiari con un solo genitore i vantaggi apportati alla detrazione per il coniuge a carico dall'emendamento al comma 1, lettera c), capoverso a).

La modifica al comma 1, lettera c), capoverso 4, è coerente con la modifica alla detrazione per il coniuge a carico apportata al comma 1, lettera c), capoverso a).

L'introduzione del comma 1-bis nel nuovo articolo 13 risponde alla finalità di evitare, anche per casi particolari, riduzioni di reddito disponibile.

Inoltre, è stato introdotto il nuovo comma 3 per prevedere un incremento, a favore dei soggetti che abbiamo più di 75 anni, della detrazione spettante nel caso in cui concorrano al reddito complessivo redditi di pensione di cui all'articolo 49, comma 2 lettera a) del Tuir.

La soppressione del riferimento all'articolo 55 del Testo unico è coerente con la reintroduzione del sistema delle detrazioni in luogo delle deduzioni per tipologia reddituale. Le detrazioni, come già in passato, non si applicano ai redditi d'impresa di cui all'articolo 55 del Testo unico, in quanto la determinazione di questi redditi avviene su base analitica, a differenza dei redditi di cui all'articolo 66.

L'inserimento del comma 3-bis evita che la nuova struttura di scaglioni e aliquote porti a un aggravio di imposta sulle indennità di fine rapporto (TFR, indennità equipollenti e altre indennità e somme). Con riferimento al TFR e alle altre indennità e somme ad esso connesse, la disposizione in sede di riliquidazione da parte dell'Amministrazione finanziaria assume concreta rilevanza esclusivamente sulle somme maturate fino al 31 dicembre 2000.

L'inserimento del comma 5 in fondo all'articolo 3 (Assegni per il nucleo familiare) introduce direttamente attraverso la Legge finanziaria i nuovi livelli di reddito e i relativi importi degli assegni per il nucleo familiare per le famiglie con almeno un figlio minore. Ciò al fine di consentire la piena operatività dei nuovi assegni già dal 1o gennaio 2007, insieme con la nuova Irpef, in modo da realizzare appieno il sostegno ai redditi familiari attraverso la combinazione di detrazioni e assegni. L'emendamento ridefinisce anche gli assegni per i nuclei con più di tre figli in modo da realizzare per tutte le tipologie familiari i vantaggi derivanti dalla riforma in termini di aumento dell'importo degli assegni, di superamento delle «trappole della povertà» (si veda la Relazione illustrativa alla Finanziaria) e di innalzamento dei livelli di reddito massimi ai quali si finisce di usufruire degli assegni. Inoltre, per le famiglie monoparentali si dispone l'applicazione degli stessi importi previsti per quelle con entrambi i genitori nel caso di uno o due figli e un assegno aggiuntivo nel caso di tre figli e oltre: in ambedue i casi viene così migliorato il trattamento rispetto alla normativa vigente. Le attuali tabelle 11 e 12 degli assegni, che vengono così rideterminate, riguardano la grandissima maggioranza dei lavoratori dipendenti con figli a carico. Anche le altre tabelle degli assegni vengono ritoccate, prevedendo un aumento del 15 per cento, degli importi in esse indicati, in modo da estendere anche ai nuclei familiari che ne usufruiscono i maggiori importi previsti dalla riforma.

Con il successivo comma 6 si apportano alcune modifiche all'articolo 23, comma 5, del decreto legislativo n. 252 del 2005, in materia di forme pensionistiche complementari.

Tale disposizione contiene una disciplina fiscale transitoria per i soggetti già iscritti a forme di previdenza integrativa alla data di entrata in vigore del decreto legislativo medesimo.

In particolare, è stabilito, tra l'altro, che:

per le prestazioni già maturate alla data del 1o gennaio 2008 continua ad applicarsi il regime fiscale contenuto nell'articolo 20 del testo unico delle imposte sui redditi;

per le prestazioni maturate a decorrere dal 1o gennaio 2008 si rendono, invece, applicabili le disposizioni contenute nell'articolo 11, comma 6, del citato decreto legislativo n. 252 del 2005. In sostanza, sull'ammontare imponibile delle prestazioni è operata una ritenuta a titolo d'imposta nelle misura del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari (collettive e individuali) con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali.

Il delineato regime transitorio comporta, pertanto, sulla falsariga del regime transitorio contenuto nel decreto legislativo n. 47 del 2000, l'applicazione del precedente regime alle prestazioni maturate fino al 31 dicembre 2007 e l'applicazione delle nuove modalità di tassazione alla parte delle prestazioni maturate dal 1o gennaio 2008.

Al fine di evitare l'insorgere di qualsiasi dubbio in ordine alla concreta operatività del predetto regime transitorio, si rende opportuno delinearne tempestivamente l'esatto ambito di applicazione in considerazione dell'anticipo di un anno della data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al citato decreto legislativo n. 252 del 2005.

Ciò posto, la norma fa ora riferimento alle prestazioni accumulate piuttosto che a quelle maturate atteso che la nuova locuzione più direttamente si presta ad una interpretazione univoca. In tal modo, le prestazioni accumulate fino al 31 dicembre 2006 rimangono assoggettate al regime fiscale vigente a tale data mentre quelle accumulate successivamente saranno assoggettate a tassazione con le regole contenute nel decreto legislativo n. 252 del 2005.

In conseguenza dell'inserimento della disciplina sul nucleo familiare nel comma 5 dell'articolo 3, nonché della disciplina transitoria delle forme pensionistiche complementari nel comma 6 del medesimo articolo si provvede a sopprimere sia l'articolo 4 che il comma 1 dell'articolo 84 che disciplinavano la stessa materia.

Con il comma 7 dell'articolo 3, introdotto con il presente emendamento, si attribuisce alle regioni a statuto ordinario una quota della accisa sul gasolio per autotrazione pari a euro 0,00266 al litro, per l'anno 2007, a euro 0,00288 per l'anno 2008, e a euro 0,00307, per l'anno 2009. Si prevede altresì che con la legge finanziaria per l'anno 2010, (qualora le misure che si introducono per gli anni 2007-2009, non conseguano pienamente tale obiettivo) si provvederà, compatibilmente con il rispetto degli equilibri di finanza pubblica, ad individuare un nuovo livello della suddetta quota, al fine di completare il processo di compensazione delle minori entrate conseguite dalle regioni a statuto ordinario, nell'anno 2005, a causa alla dinamica negativa del consumo della benzina.

Tale nuova attribuzione, a decorrere dal 1o gennaio 2007, si aggiunge a quella finora vigente sulla benzina e comporta, pertanto, un significativo aumento delle entrate regionali conseguenti alla dinamica sempre in crescita delle vendite di gasolio per autotrazione.

L'emendamento inserisce, inoltre, all'articolo 5 dei nuovi commi.

L'articolo 5, comma 16 del disegno di legge finanziaria per il 2007 modifica l'articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR, subordinando la detraibilità delle spese per l'acquisto di medicinali alla certificazione delle stesse mediante fattura o scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l'indicazione del codice fiscale del destinatario (cosiddetto «scontrino parlante»).

L'entrata in vigore della disposizione il 1o gennaio 2007 comporterebbe invero rilevanti difficoltà di carattere organizzativo per le farmacie, che debbono dotarsi delle idonee attrezzature per l'inserimento negli scontrini di tutti gli elementi chiesti dalla norma. Il differimento dell'entrata in vigore della disposizione al 1o luglio 2007, operata con il comma 16-bis, consente altresì di completare la distribuzione a tutti i cittadini della tessera sanitaria, la quale, essendo dotata di codice a barre, può facilitare l'inserimento dei dati dell'acquirente dei farmaci negli scontrini.

L'emendamento inoltre, inserisce i commi 16-ter e 16-quater, diretti a contrastare l'indebito utilizzo delle compensazioni previste dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, mediante la previsione di una preventiva comunicazione da trasmettere telematicamente all'agenzia delle entrate da parte dei soggetti titolari di partita IVA. Si prevede che i titolari di partita IVA, entro il giorno 10 del mese in cui intendono effettuare l'operazione di compensazione, comunichino all'Agenzia delle Entrate, in via telematica, l'importo e la tipologia dei crediti oggetto della successiva compensazione. Si demanda ad un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate la individuazione delle modalità, anche progressive di attuazione della norma in esame, e delle procedure di controllo volte ad impedire l'utilizzo indebito di crediti. Parte del maggior gettito derivante dalle disposizioni dei predetti commi è iscritto nel Fondo per gli interventi strutturali di politica economica istituito con il decreto-legge n. 282 del 2004 e, contestualmente viene ridotta l'autorizzazione di spesa relativa al predetto fondo per l'anno 2008 al fine di dare copertura all'emendamento in commento.

Per quanto concerne le modifiche all'articolo 20, con la lettera a) si sostituisce il comma 10 che considera il cosiddetto turismo d'affari (convegni, congressi, eccetera). Esso assume un peso sempre più rilevante nell'ambito del settore turistico e riveste un ruolo fondamentale per la «destagionalizzazione» delle attività turistiche e del loro indotto. La modifica proposta renderà la normativa italiana più aderente al dettato della direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977, in quanto consentirà la detrazione dell'IVA assolta sulle prestazioni alberghiere nei giorni in cui si svolgono congressi o convegni (limitata nella misura del 50 per cento per l'anno 2007 ai sensi del comma 11). Conseguente la perdita di gettito risulterà più contenuta rispetto a quella stimata nella relazione tecnica dell'originario comma 10, che include la detraibilità dell'IVA relativa alla somministrazione di alimenti e bevande inerenti alla partecipazione a convegni e congressi.

La modifica di cui alla lettera b) ha effetti di gettito potenziali per le Regioni in quanto tiene conto di eventuali aumenti della tassa di circolazione già approvati dalle Regioni prima dell'entrata in vigore della presente legge ai fini del calcolo dei nuovi importi riportati nella tabella.

La lettera c) propone una nuova struttura del bollo auto. Si dispone che il bollo venga calcolato sulla classificazione del motore (Euro0, Euro1, Euro2, Euro3, Euro4, Euro5), e sui kw incrementali oltre i primi 100. In particolare introduce un sistema «a scaglioni» per i kw, differenziato in funzione della classificazione del motore, applicando una maggiorazione del 50 per cento dell'imposta solo sui kw che superano i primi 100.

Infine, vengono inseriti ulteriori commi all'articolo 20.

Il comma 24 sostituisce il comma 37 dell'articolo 37 del decreto-legge n. 223 del 2006 prevedendo un criterio di progressiva identificazione del termine di decorrenza delle previsioni di cui agli articoli 33, 34 e 35 a seguito della specifica previsione in provvedimento del direttore della Agenzia delle entrate.

Il comma 25 inserisce un nuovo comma all'articolo 37, del decreto-legge n. 223 del 2006 che ha introdotto l'obbligo, per i soggetti di cui all'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, della trasmissione telematica dell'ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi. Al fine di ovviare all'acquisto di nuovi misuratori, la norma in via transitoria consente ai contribuenti interessati, di adattare i misuratori fiscali già posseduti, concedendo un credito d'imposta di 100 euro per l'adattamento.

A regime, la norma proposta stabilisce che tutti i misuratori immessi sul mercato a decorrere dal 2008 debbono essere dall'origine idonei alla trasmissione telematica.

Al fine di incentivare la massima diffusione dei nuovi misuratori, si consente la deduzione integrale del costo di acquisto dei medesimi nell'esercizio in cui è stato sostenuto, esentando altresì i misuratori in esame dalla verificazione annuale prevista dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 28 luglio 2003.

Il comma 26 interviene in materia di gas metano impiegato come carburante per autotrazione. Tale prodotto è sottoposto ad accisa ai sensi dell'articolo 26 del testo unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (testo unico delle accise). L'aliquota attuale è stabilita dall'allegato I al suddetto testo unico, così come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 gennaio 1999, in euro 0,01085 per metro cubo di prodotto.

Dal punto di vista del diritto comunitario si evidenzia, parimenti, che la direttiva 2003/96/CE, in via di recepimento nell'ordinamento nazionale, prevede che gli Stati membri applichino al metano, così come agli altri prodotti energetici, una accisa rispettosa delle aliquote minime stabilite nella medesima direttiva. L'articolo 15, paragrafo 1, lettera i) prevede, però, la possibilità per gli Stati membri, di applicare sotto controllo fiscale, riduzioni totali o parziali del livello di tassazione ad alcuni impieghi dei prodotti energetici, tra cui il metano impiegato come propellente. In tale contesto la norma in illustrazione riduce tale tassazione del gas metano impiegato come carburante per veicoli fino al valore di euro 0,00291 per metro cubo.

I commi 27 e 28 tengono conto delle esigenze manifestate dalle imprese costruttrici che operano nell'ambito dei piani di edilizia residenziale convenzionata al sensi degli articoli 17 e 18 del decreto legislativo n. 380 del 2001 (testo unico dell'edilizia). I soggetti che intervengono nella realizzazione di tali programmi, a fronte delle agevolazioni extrafiscali di cui usufruiscono, sono tenuti ad applicare prezzi di vendita e canoni di locazione concordati con le amministrazioni locali. L'obbligo spesso previsto di concedere una parte degli immobili in locazione comporta che le successive cessioni degli immobili locati non possono rientrare nel regime di imponibilità ad IVA, previsto dall'articolo 10, n. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633, in quanto non vengono effettuate nel termine di quattro anni dalla ultimazione della costruzione o dell'intervento. Le locazioni e le, cessioni, concretizzando operazioni esenti da IVA comportano un aggravio di oneri finanziari per le imprese costruttrici derivante dalla indetraibilità dell'IVA pagata sugli acquisti.

Con il comma 27, che modifica l'articolo 10, numeri 8 e 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, così come riformulati dal decreto legge n. 223 del 2006 convertito con modificazioni dalla legge n. 248 del 2006, si amplia il novero delle operazioni relative agli immobili che rientrano nel regime di imponibilità ad IVA. Vengono infatti comprese in tale ambito anche le locazioni di immobili abitativi qualora siano effettuate da imprese costruttrici che, operando in attuazione di interventi di edilizia convenzionata, sono tenute a concedere in locazione una parte degli immobili realizzati, attese le finalità di interesse sociali che sono alla base dell'intervento pubblico nella realizzazione del programma abitativo. Inoltre si introduce una deroga al principio stabilito dal decreto-legge n. 223 del 2006 in relazione al quale, per quanto concerne gli immobili abitativi, sono imponibili al tributo soltanto le cessioni effettuate entro quattro anni dalla ultimazione della costruzione o dell'intervento di recupero, cioè le cessioni dei cosiddetti immobili nuovi. Con la riformulazione proposta del n. 8-bis si stabilisce che sono imponibili ad IVA anche le cessioni effettuate dalle imprese costruttrici (o di ristrutturazione) oltre tale termine purché gli immobili, nel frattempo, siano stati locati nell'ambito di programmi di edilizia abitativa convenzionata sulla base di contratti di durata non inferiore a quattro anni. Le modifiche ai numeri 8) ed 8-bis) dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, evitano che le imprese di costruzione che concorrono alla realizzazione di piani di edilizia convenzionata sopportino l'onere collegato all'indetraibilità dell'IVA assolta per rivalsa, collegata all'effettuazione di operazioni esenti. L'aliquota IVA applicabile alle suddette locazioni viene stabilita nella misura del 10 per cento, analogamente a quanto previsto per le locazioni di immobili abitativi dalla disciplina previgente al decreto legge n. 223 del 2006. A tal fine con il comma 28 è introdotto nella tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 il numero 127-octiesdecies). Per le cessioni in godimento dei fabbricati costituenti alloggi «prima casa» per i soci assegnatari di cooperative continua ad applicarsi l'aliquota del 4 per cento di cui al n. 26) della medesima tabella A, parte II.

Il comma 29, introduce una norma di interpretazione autentica volta a definire le prestazioni di beni e servizi di carattere socio-sanitario riconducibili nel n. 41-bis), tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 633/72, soggette all'aliquota IVA del 4 per cento. In particolare, conformemente alla prassi interpretativa che si è consolidata a partire dalla circolare n. 168/98 dell'Agenzia delle Entrate, si prevede che le cooperative e i loro consorzi possono scegliere, per le prestazioni socio-sanitarie ed assistenziali dagli stessi erogate, il regime di esenzione riservato alle ONLUS dall'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, ovvero quello di cui alla citata tabella, che prevede l'applicazione dell'aliquota IVA del 4 per cento. Tale emendamento si è reso necessario a causa della complessità delle norme che nel tempo si sono susseguite (che hanno in un primo momento assoggettato le prestazioni in parola all'aliquota ridotta del 4 per cento e successivamente anche al regime di esenzione) che hanno reso problematica l'applicazione della disposizione in argomento, difficoltà applicative che non sono state completamente superate neanche in seguito alla citata circolare interpretativa dell'Agenzia delle Entrate.

Il comma 30 intende estendere ai concessionari della riscossione dei tributi la norma che consente di evitare ai soggetti che operano in regime di esenzione Iva di sopportare il maggior costo conseguente all'indetraibilità, totale o parziale, dell'IVA relativa ai servizi acquisiti.

Il comma 31, modifica l'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, al fine di rimuovere una situazione di disparità di trattamento a danno dei professionisti, prevedendo il riconoscimento del diritto al compenso per lo svolgimento delle attività di cui comma 4, dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 241 citato (assistenza fiscale nei confronti dei titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati). Si rammenta che il Dipartimento, della Ragioneria Generale dello Stato, con nota n. 99055 del 26 luglio 2006, ha rilevato come l'ampliamento ai professionisti dell'attività in questione, non ha comportato automaticamente l'attribuzione ai medesimi professionisti del predetto compenso, ritenendo che «la soluzione della problematica attenga precipuamente alla sfera di valutazione politica». È necessario tenere presente che anche l'articolo 18 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, interviene a disciplinare la corresponsione dei compensi al Caf e ai sostituti d'imposta, disponendo che, ai soggetti citati, il compenso viene corrisposto in misura doppia per l'elaborazione e la predisposizione delle dichiarazioni in forma congiunta, mentre nessun compenso a carico del bilancio dello Stato deve essere corrisposto nel caso di predisposizione ed elaborazione di dichiarazioni integrative. Appare opportuno, quindi, che tale previsione sia estesa anche ai professionisti in argomento.

La disposizione in esame non genera effetti finanziari a carico del bilancio statale.

 

IRPEF

L'emendamento in esame è relativo alle disposizioni in materia di IRPEF e di assegni familiari.


In particolare, in merito ai trattamenti dedicati al sostegno dei redditi familiari:

modifica la detrazione per il coniuge a carico nei termini seguenti:

Reddito complessivo

Importo detrazione

Fino a 15.000

800-110* (rdt/15.000)

da 15.001 a 40.000

690

da 40.001 a 80.000

690* [1-(rdt-40.000)/40.000]

Oltre 80.000

0

chiarisce un nodo interpretativo per il calcolo della detrazione nel caso di più di un figlio; inoltre consente una diversa modalità di ripartizione tra i genitori delle detrazioni per i figli permettendo di attribuire al genitore con reddito più elevato il cento per cento della detrazione (in luogo della ripartizione del 50 per cento). Introduce la possibilità che, nel caso di famiglia monoparentale, il contribuente possa scegliere di usufruire per il primo figlio della detrazione prevista per il coniuge a carico;

introduce, negli oneri detraibili, in sostituzione della deduzione articolo 12, comma 4-bis, le spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza, per un importo massimo di 2.100 euro se il reddito complessivo non supera 40.000 euro;

prevede un aumento pari a 220 euro (in luogo dei 70 euro previsti dal dettato originario della norma) delle detrazioni spettanti per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n.104;

inserisce il comma 5 in fondo all'articolo 3 (Assegni per il nucleo familiare) introducendo direttamente, attraverso la Legge finanziaria, i nuovi livelli di reddito e i relativi importi degli Assegni al nucleo familiare per le famiglie con almeno un figlio minore. Tre le caratteristiche principali dei nuovi assegni: l'aumento dei loro importi base rispetto ai livelli attuali, l'andamento regolarmente decrescente dell'assegno all'aumentare del reddito familiare che supera l'attuale andamento a forti scalini e le «trappole della povertà» che ne derivano (si veda la Relazione illustrativa alla Finanziaria), l'innalzamento dei livelli di reddito massimi ai quali si finisce di usufruire degli assegni che permette di sostenere anche le famiglie con redditi medio-alti. Tutte e tre queste caratteristiche implicano una maggiore spesa per gli assegni al nucleo familiare rispetto alla normativa vigente.

Vengono inoltre apportate ulteriori modifiche alla normativa dell'imposta sul reddito delle persone fisiche; nello specifico:

introduce, per i contribuenti di età non inferiore ai 75 anni al cui reddito complessivo concorrono redditi di pensione, in luogo delle detrazioni per redditi di pensione previste nel dettato originario della Legge Finanziaria 2007, le seguenti detrazioni:

Reddito complessivo

Importo detrazione

Fino a 7.750

1.783

da 7.751 a 15.000

1.297+486*(1-(rdt-7.750)/7.250

da 15.001 a 55.000

1.297*(1-(rdt-15.000)/40.000)

Oltre 55.000

0


L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;

introduce, per i redditi di lavoro dipendente, le seguenti ulteriori detrazioni:

Reddito complessivo

Importo detrazione

Da 23.001 a 24.000

10

Da 24.001 a 25.000

20

da 25.001 a 26.000

30

Da 26.001 a 27.700

40

Da 27.701 a 28.000

25

esclude dalla fruizione della relativa detrazione i redditi dell'articolo 55, così come stabilito nel disegno originario della Legge finanziaria;

introduce l'esenzione per i contribuenti al cui reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione per un importo non superiore a 7.500 euro, goduti per l'intero anno, nonché redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e quello dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale con le relative pertinenze.

Ai fini della determinazione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche dovuta sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennità equipollenti e sulle altre somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, è consentito di applicare, se più favorevole, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006.

La quantificazione del maggior onere, in capo alle nuove disposizioni per l'erogazione dell'assegno al nucleo familiare (ANF) è stata condotta sulla base della banca dati INPS relativa alle famiglie che usufruiscono degli assegni di competenza dell'Istituto e sulla base dell'incidenza, sul totale, delle famiglie di pubblici dipendenti che usufruiscono degli assegni.

Le famiglie interessate dal provvedimento sono state suddivise per classi di reddito familiare corrispondenti al nuovo più fine profilo di riduzione dell'assegno in funzione del reddito, in modo da stimare l'effetto di incremento dei trattamenti per ogni singola classe. Si è inoltre tenuto conto dell'ampliamento del numero di fruitori dovuto all'innalzamento dei livelli massimi di reddito ai quali si finisce di godere degli assegni.

La valutazione degli effetti sul gettito IRPEF e delle addizionali (regionale e comunale) è stata effettuata con l'ausilio del modello di microsimulazione IRPEF; rispetto alla normativa contenuta nel dettato della Legge Finanziaria 2007, competenza 2007, è stato stimato complessivamente un minor gettito IRPEF pari a circa -695 milioni di euro, un decremento del gettito delle addizionali all'IRPEF (sia regionale che comunale), stimato rispettivamente, in circa -12 milioni di euro e -3 milioni di euro; l'inserimento della clausola di salvaguardia per il TFR e le indennità equipollenti annulla il relativo maggior gettito stimato nella Relazione tecnica alla Finanziaria.

L'andamento del saldo in termini di cassa rispetto alla normativa contenuta nella Legge finanziaria 2007 è il seguente:


 

 

2007

2008

2009

IRPEF

-482

-789

-695

Addizionale regionale

-

- 12

- 12

Addizionale comunale

-

- 3

- 3

TFR

-130

-130

-130

Totale

-612

-934

-840

Nell'insieme, l'emendamento all'articolo 3 implica un ulteriore aumento degli assegni al nucleo familiare e un incremento delle detrazioni. Tenendo conto della abolizione dell'articolo 4 e del comma 1 dell'articolo 84 l'andamento del saldo in termini di cassa rispetto alla normativa contenuta nella Legge finanziaria 2007 è il seguente:

Variazione dei saldi:

2007: - 142;

2008: - 464;

2009: - 370.

 

Compartecipazione Regionale all'accisa su Gasolio in aggiunta a quella all'accisa su Benzina

La compartecipazione regionale all'accesa sul gasolio per autotrazione si aggiunge a quella vigente all'accisa sulla benzina per autotrazione.

Sulla base dei dati del Ministero delle Attività produttive e dell'Agenzia delle Dogane, è risultato che una nuova compartecipazione per gli anni 2007, 2008, e 2009, rispettivamente, pari a euro 0,00266 al litro, euro 0,00288 al litro, ed euro 0,00307 al litro, determinerà i seguenti effetti di gettito:

 

2007

2008

2009

Nuova compartecipazione euro/lire

0,00266

0,00288

0,00307

Minori entrate erariali

-75.000.000

-85.000.000

-95.000.000

 

Detraibilità e deducibilità delle spese per l'acquisto di medicinali.

L'emendamento in oggetto modifica il comma 16, lettera b) dell'articolo 5 della Legge Finanziaria per il 2007 prevedendo l'entrata in vigore del provvedimento il 1o luglio 2007. Il citato comma 16 alle lettere a) e b) dispone che, ai fini della deducibilità e della detraibilità, la spesa sanitaria relativa all'acquisto di medicinali debba essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l'indicazione del codice fiscale del destinatario.

 

L'attuale formulazione della Legge Finanziaria per il 2007 prevede l'entrata in vigore del suddetto provvedimento il 1 gennaio 2007.

La quantificazione relativa alla norma originaria stima un recupero di gettito totale di competenza annua pari a +65 milioni di euro, di cui 3 milioni relativi alle spese sanitarie deducibili e 62 milioni relativi alle spese sanitarie detraibili. Considerando la data di entrata in vigore prevista dall'emendamento in esame, si ottiene una perdita di gettito IRPEF di competenza, rispetto all'attuale dettato della Finanziaria 2007, pari a circa -32,5 milioni di euro per l'anno 2007; per gli anni 2008 e seguenti si determina una invarianza di gettito.

L'andamento del gettito di cassa, considerando l'entrata in vigore al 1o luglio 2007, sarà il seguente (milioni di euro):

Irpef

2007: 0;

2008: - 57;

2009: + 24.

 

Compensazioni titolari partita IVA

Il sistema di controllo delineato dalla norma anticipa e rende certo il recupero delle somme illegittimamente compensate, di cui, attualmente, l'Agenzia viene a conoscenza solo in sede di liquidazione delle dichiarazioni.

In proposito, si fa presente che, annualmente, le somme illegittimamente compensate e di cui si chiede la restituzione ai contribuenti può stimarsi in circa 600 milioni di euro.

Di questi, soltanto un centinaio vengono pagati dai contribuenti a seguito di comunicazione di irregolarità. La restante parte viene iscritta a ruolo e sconta l'alea connessa a tale forma di recupero.

Ne consegue che, pur volendo ipotizzare - a seguito della riforma del servizio di riscossione - un miglioramento della performance di riscossione, con una percentuale di recupero pari al 20 per cento di quanto iscritto a ruolo, l'importo non recuperabile sarebbe di oltre 400 milioni di euro.

La norma in commento evita, pertanto, l'erogazione di somme il cui recupero si prevede difficile o improbabile e reca un immediato vantaggio al bilancio dello Stato.

Per motivi di assoluta prudenza, tale vantaggio viene stimato in non più di 370 milioni di euro.

2007: + 370;

2008: + 370;

2009: + 370.

 

Iva turismo congressuale.

La proposta in oggetto modifica quanto disposto nel ddl (articolo 20 comma 10) laddove intende consentire, in deroga alle norme contenute nel primo comma dell'articolo 19-bis lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, la detraibilità dell'IVA relativa a prestazioni alberghiere (in luogo di quella relativa a somministrazioni di alimenti e bevande) inerenti la partecipazione a convegni, congressi ed eventi similari nei giorni di svolgimento degli stessi.

Dai dati dell'Osservatorio Congressuale Italiano risulta che le giornate/uomo di presenza congressuale annue sono pari a circa 30 milioni, mentre i pernottamenti sono circa 12 milioni annui.

Considerando un prezzo medio di ciascun pernottamento pari a 100 euro (Iva esclusa), si ottiene un imponibile pari a circa 1.200 milioni di euro ed una relativa imposta (con una aliquota IVA del 10 per cento) pari a 120 milioni di euro.

Tuttavia va considerato che circa il 50 per cento dei soggetti che fruiscono dei servizi compresi in queste attività non usufruirà dell'agevolazione prevista, poiché operanti in settori, quali ad esempio quello sanitario, con alta incidenza di operazioni esenti oppure rientranti tra gli enti non commerciali e quindi, già in regime di indetraibilità totale o parziale IVA.

Ne deriva che la proposta produce una contrazione di gettito annua di circa 60 milioni di euro. Nel 2007, in considerazione del fatto che le detrazioni di cui alla norma si applicano solo nella misura del 50 per cento, la perdita di gettito è pari a 30 milioni.

Non si considera il recupero da parte delle imposte dirette, poiché di esigua entità: conseguentemente si avrà per il triennio 2007-2009, il seguente andamento di cassa (in milioni di euro):

CASSA

2007

2008

2009

Effetto emendamento

- 30

- 60

- 60

Effetto ddl

- 37

- 74

- 74

Variazione (per differenza)

+7

+ 14

+ 14

Dati in milioni di euro

 

Incrementi regionali Bollo auto

La disposizione prevede che gli incrementi relativi alla tassa di possesso di autoveicoli, già approvati dalle Regioni e Province autonome, vengono applicati alle nuove tariffe previste dal presente provvedimento.

Si stima che il maggior gettito annuo, a decorrere dall'anno 2007, a favore degli enti sopra indicati è di circa 15 milioni di euro, cui corrisponderà una riduzione dei trasferimenti erariali.

 

Bollo Auto

L'emendamento propone una nuova struttura del bollo auto. Si dispone che il bollo venga calcolato sulla classificazione del motore (Euro0, Euro1, Euro2, Euro3, Euro4, Euro5), e sui kw incrementali oltre i primi 100.

In particolare introduce un sistema «a scaglioni» per i kw, differenziato in funzione della classificazione del motore, applicando una maggiorazione del 50 per cento dell'imposta solo sui kw che superano i primi 100.

La nuova struttura dell'imposta segue, quindi, il seguente schema:

 

Fino a 100 kw euro/kw

Oltre 100 kw

euro/kw

Euro 0

3,00

4,50

Euro 1

2,90

4,35

Euro 2

2,80

4,20

Euro 3

2,70

4,05

Euro 4

2,58

3,87

Euro 5

2,58

3,87

Sulla base dei dati forniti dal CED-Motorizzazione alla data 19 ottobre 2006, ed alla luce di quanto previsto dal decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, articolo 7, comma 5, sono emersi i seguenti valori:

 

KW

Maggior gettito EURO

KW

Maggior gettito Soglia 100 KW

Euro0

308.260.017

129.469.207

7.425.905

11.138.857

Euro1

249.791.119

79.933.158

6.671.158

9.673.179

Euro2

646.933.639

142.325.401

15.846.016

22.184.422

Euro3

640.510.703

76.861.284

26.510.105

35.788.642

Euro4

378.928.798

0

23.780.008

30.676.211

Euro5

1.598

0

851

1.098

Totali

2.224.425.875

428.589.050

80.234.043

109.462.408

Ne consegue un maggior introito annuo pari a 538 milioni di euro. Rispetto a quanto già stimato in sede di relazione tecnica originaria, si ha:

 

2007

2008

2009

Articolo 20, comma 22 originaria

452

452

452

Emendamento

538

538

538

Variazione

86

86

86

 

Emendamento all'articolo 37 del decreto- legge 223/2006 Invio telematico dei corrispettivi

La norma in oggetto prevede che, a partire dal 1o gennaio 2008, tutti i registratori di cassa immessi sul mercato devono possedere la funzione di trasmissione automatica dei corrispettivi.

Per tali apparecchi, inoltre, si prevede che l'ammortamento sia calcolato nell'anno.

Per ciò che concerne gli effetti di gettito relativi agli apparecchi immessi nel mercato dal 1o gennaio 2008, si procede come segue.

Considerando che verosimilmente il costo complessivo della maggior parte degli apparecchi stessi sia al più pari a circa 516 euro, livello per cui è già possibile ammortizzare in un anno (articolo 102, comma 5, TUIR), gli effetti erariali negativi di gettito si andranno a concentrare su quelli di costo superiore a tale cifra.

Non disponendo, in tal senso, di dati puntuali, si stima comunque, a livello prudenziale, una perdita di gettito di competenza 2007, ai fini delle imposte dirette, pari a circa 5 milioni di euro, dovuta a quella parte di registratori di cassa di costo superiore ai 516 euro, sui quali, in base al presente emendamento, sarà consentita la deduzione integrale della spesa di acquisizione nell'esercizio in cui verrà sostenuta in luogo della deducibilità per quote di ammortamento.

Nel triennio, di cassa (tenuto conto dell'effetto dell'acconto, di un acquisto costante negli anni di nuovi registratori e dell'effetto solo temporaneo del recupero di gettito) gli effetti di gettito saranno i seguenti:

Minori entrate erariali:

2007: -;

2008: - 8,8;

2009: - 2,1.

Dati in milioni di euro.


Riduzione Accisa Metano per autotrazione

La proposta in oggetto prevede di ridurre l'accisa per il metano su autotrazione dagli attuali 10,85 euro per 1.000 mc a 2,91 euro per 1.000 mc.

Gli oneri erariali determinati dalla proposta in oggetto saranno pari a circa 5 milioni di euro annui, a partire dal 2007, in termini di cassa e competenza, di cui 4,17 di minore accisa e 0,83 di minore IVA.

 

Edilizia residenziale convenzionata ad IVA e non a Registro.

L'emendamento in esame prevede una modifica al DL 223/2006 disponendo che, alle locazioni di fabbricati ad uso abitativo costruito nell'ambito dei piani di edilizia residenziale convenzionata ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto legislativo n. 380 dei 2001 (testo unico dell'edilizia), venga applicata la legislazione in materia di IVA (con una aliquota del 10 per cento) in luogo della prevista. applicazione del Registro (con aliquota 2 per cento).

La modifica interviene sia dal lato del cedente in virtù dell'incremento del volume d'affari IVA, imponibile e, quindi, del pro-rata ed esso correlato, sia dal lato del cessionario, applicando ai soggetti in esame l'Imposta sul Valore Aggiunto in luogo del Registro.

Essendo stato valutato, in sede di RT per il decreto-legge n. 223 del 2006, l'ammontare delle modifiche introdotte dalla specifica disposizione, in circa 3 milioni di euro in termini di maggior entrate, legate al passaggio da IVA a Registro e in circa 3 milioni di perdita ai fini delle imposte dirette, legata alla indetraibilità dell'imposta di registro e alla maggiore indetraibilità IVA, per effetto del pro-rata e rappresentando il settore dell'edilizia convenzionata circa il 10 per cento dell'intero complesso, la perdita attribuibile alla specifica disposizione è stimata di trascurabile entità.

 

IVA - cooperative aliquota del 4 per cento per servizi sanitari e scolastici.

L'interpretazione in oggetto dispone che le prestazioni per servizi sanitari e scolastici del numero 41-bis della tabella A, parte II del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 ricomprende anche le prestazioni definite nell'articolo 10 ai numeri 18, 19, 20, 21 e 27-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 rese da cooperative e loro consorzi verso i soggetti indicati nel medesimo 41-bis e siano quindi assoggettate ad aliquota del 4 per cento, ferma restando la facoltà per le cooperative sociali di optare per il regime agevolativi ONLUS. L'interpretazione in oggetto comporterebbe inoltre, per i suddetti soggetti, la possibilità di portare in detrazione l'IVA pagata sugli acquisti, ora non detraibile per effetto del pro-rata.

Per stimare la perdita relativa all'introduzione della norma in parola, si è utilizzato il seguente procedimento.

Dagli ultimi archivi IVA disponibili (AI 2003) risulta che le cooperative e loro consorzi che operano nei settori Sanità e Istruzione abbiano un ammontare di operazioni esenti pari a 653 milioni di euro di cui la metà si ipotizza sia diretta al consumo intermedio.

Da ciò si ottiene che l'assoggettamento ad aliquota del 4 per cento comporta maggiori entrate per:

653 milioni di euro / 2 * 4 per cento = 13 milioni di euro

Tuttavia, l'assoggettamento comporta l'eliminazione della indetraibilità relativa al pro-rata generato dall'applicazione della norma.

Sempre dagli archivi IVA si ottiene che la percentuale di indetraibilità è pari al 20 per cento e il totale dell'imposta pagata acquisti è pari a 141 milioni di euro.

Da ciò si ha che, l'eliminazione della indetraibilità, comporta una minor entrata di gettito pari a circa:

141 milioni di euro x 20 per cento (pro-rata) = - 28 mln euro.

L'effetto complessivo del provvedimento può essere quindi valutabile in:

13 milioni di euro (maggiore IVA da cessioni) - 28 milioni di euro (indetraibilità) = - 15 milioni di euro.

In via prudenziale, per tener conto di quei soggetti che si sono classificati in codici attività diversi o che operano anche in altri contesti, ed inoltre considerando la possibilità per le cooperative sociali di cui alla legge 381/91 di avvalersi della legge sulle ONLUS (art 10 comma 8 del decreto legislativo 460/97), si raddoppia la perdita a 30 milioni di euro annui.

Pertanto, l'effetto in termini di cassa e competenza, sarà il seguente:

Gettito:

2007: - 30;

2008: - 30;

2009: - 30.

Dati in milioni di euro.

 

Esenzione ai fini IVA delle operazioni infragruppo di Riscossione SpA

Le attività infragruppo ad oggi previste sono riferibili sia alla produzione di circolari tecniche e indirizzi interpretativi Resi da Riscossione SpA alle società partecipate che esercitano la funzione di agenti della riscossione sia alla prestazione di interventi di coordinamento amministrativo e gestionale e di attività in service (accentramento e razionalizzazione degli acquisti, efficientamento tecnologico delle reti e dei sistemi informativi, ecc.) rese alle medesime società dalla capogruppo.

L'importo di riferimento di tali attività è quantificabile ad oggi fino a circa 50 milioni di euro annui. Poiché alcune di tali attività possono considerarsi già esenti in applicazione delle norme vigenti si ritiene che l'imposta interessata dall'emendamento ammonti al massimo in 5 milioni di euro.

 

2007

2008

2009

RT

Modifica IRPEF

- 142

- 464

- 370

SI

Compartecipazione accisa gasolio

-75

-85

-95

SI

Detraibilità spese acquisto medicinali

0

-57

24

SI

Compensazioni titolari di partita IVA

370

370

370

SI

IVA turismo congressuale (solo pernotti)

7

14

14

SI

Bollo auto - effetto incrementi regionali precedenti **

15

15

15

SI

Bollo auto - nuove tariffe

86

86

86

SI

Invio telematico corrispettivi

0

-8,8

-2,1

SI

Accisa gas metano

-5

-5

-5

SI

Iva edilizia residenziale convenzionata

0

0

0

SI

Iva cooperative sociali

-30

-30

-30

SI

Esenzione Iva concessionari

-5

-5

-5

SI

Totale

221

-169,8

1,9

 

Tabella in milioni di euro

 

 

 

 

Saldo

Fondo

221

-169,8

0

51,2

Totale