Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Titolo: Finanziaria 2007 - A.C. 1746-bis - Lavori preparatori alla Camera - Esame in sede consultiva - Parte III
Riferimenti:
AC n. 1746-bis/XV     
Serie: Progetti di legge    Numero: 56    Progressivo: 2
Data: 24/10/2006
Descrittori:
LEGGE FINANZIARIA     
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

 

 

 

Finanziaria 2007

A.C. 1746-bis

Lavori preparatori alla Camera

Esame in sede consultiva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 56/2

Parte III

 

24 ottobre 2006


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Bilancio e politica economica

 

SIWEB

 

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File: BI0063c.doc

 


 

INDICE

 

Volume III

Esame in sede consultiva

I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 3

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 13

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 17

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 44

II Commissione (Giustizia)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 67

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 74

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 82

III Commissione (Affari esteri)

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 95

§      Seduta del 12 ottobre 2006 (antimeridiana)101

§      Seduta del 12 ottobre 2006 (pomeridiana)106

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 108

IV Commissione (Difesa)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 123

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 133

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 137

VI Commissione (Finanze)

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 159

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 172

§      Seduta del 19 ottobre 2006. 174

VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione)

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 197

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 207

§      Seduta del 16 ottobre 2006. 215

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 256

VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 285

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 292

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 297

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 303

IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 343

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 349

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 350

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 353

X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo)

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 377

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 396

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 400

XI Commissione (Lavoro pubblico e privato)

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 417

§      Seduta del 12 ottobre 2006 (antimeridiana)427

§      Seduta del 12 ottobre 2006 (pomeridiana)432

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 435

XII Commissione (Affari sociali)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 465

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 473

§      Seduta del 12 ottobre 2006. 481

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 490

XIII Commissione (Agricoltura)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 537

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 544

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 578

§      Seduta del 18 ottobre 2006. 621

XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea)

§      Seduta del 10 ottobre 2006. 634

§      Seduta dell’11 ottobre 2006. 644

§      Seduta del 17 ottobre 2006. 645

 


Esame in sede consultiva


 

ICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

Martedì 10 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Martedì 10 ottobre 2006 - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE.

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007.

(Parere alla V Commissione).

(Esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che nella giornata di giovedì 5 ottobre 2006 sono stati assegnati alla Commissione in sede consultiva il disegno di legge C. 1746-bis (Legge finanziaria 2007), ed il disegno di legge C. 1747 (Bilancio dello Stato per il 2007 ed il Bilancio triennale 2007-2009) e che l'esame da parte della Commissione di tali documenti ha luogo congiuntamente ed è riferito alle parti di competenza della I Commissione. L'esame si concluderà con l'approvazione di due distinte relazioni - concernenti rispettivamente lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza) e lo stato di evisione del Ministero dell'interno e le connesse parti del disegno di legge finanziaria - che saranno trasmesse alla Commissione bilancio, e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione. Alla Commissione Bilancio saranno, altresì, trasmesse le eventuali relazioni di minoranza presentate in Commissione; in tal caso un proponente per ciascuna relazione di minoranza potrà partecipare, per riferirvi, alle sedute della Commissione Bilancio.

Avverte che l'esame in sede consultiva dovrà essere concluso entro martedì 17 ottobre 2006 e che il termine per la presentazione degli emendamenti, nonché di eventuali ordini del giorno, secondo quanto stabilito in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è fissato alle ore 17 di domani, mercoledì 11 ottobre 2006. A tale proposito ricorda che, secondo quanto previsto dall'articolo 121, comma 1, del regolamento, gli emendamenti proponenti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione devono essere presentati presso le Commissioni in sede consultiva. Peraltro, in considerazione della riforma della struttura del bilancio conseguente alla riforma dell'organizzazione del Governo, non è sempre possibile definire con esattezza le unità previsionali di base rientranti nella competenza di ciascuna Commissione; in tali casi non appare possibile applicare rigidamente la previsione regolamentare e pertanto è da ritenersi comunque ammissibile la presentazione di emendamenti recanti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione anche direttamente in Commissione bilancio. Gli emendamenti approvati saranno inseriti nella relazione approvata dalla Commissione, mentre gli emendamenti respinti potranno essere successivamente ripresentati, ai sensi dell'articolo 121, comma 4, del regolamento, nel corso dell'esame in Assemblea. Ricorda inoltre, che potranno essere presentati e votati in Commissione anche emendamenti concernenti variazioni non compensative ovvero variazioni compensate non all'interno del medesimo stato di previsione. Anche tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione. In caso di reiezione è invece necessario che gli stessi siano ripresentati alla Commissione bilancio, anche al solo fine di consentire a quest'ultima di respingerli ai fini della ripresentazione in Assemblea.

Le medesime regole disciplinano anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di competenza della Commissione del disegno di legge finanziaria. Peraltro, anche in questo caso, in considerazione delle difficoltà che deriverebbero da un'applicazione rigida di tale meccanismo anche all'articolato della finanziaria, dei tempi ristretti disponibili per la presentazione degli emendamenti nelle Commissioni di merito, nonché - considerato l'ampliamento del contenuto proprio della legge finanziaria operato dalla legge n. 208 del 1999 - della difficoltà di individuare con esattezza le parti dell'articolato di competenza di ciascuna Commissione, è comunque ammissibile la presentazione degli emendamenti all'articolato della finanziaria direttamente in Commissione bilancio. Nelle Commissioni in sede consultiva possono comunque essere presentati e votati emendamenti per le parti del disegno di legge finanziaria di rispettiva competenza. Tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione; ove respinti è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione bilancio.

Ricorda, quindi, che gli emendamenti presentati presso le Commissioni in sede consultiva sono soggetti alle regole di ammissibilità proprie dell'esame dei documenti di bilancio, con riferimento ai limiti di contenuto proprio e di compensatività degli effetti finanziari.

Con riferimento al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, come definito dall'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, non saranno ritenuti ammissibili: emendamenti recanti deleghe legislative; emendamenti recanti disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi; emendamenti che rechino aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, che non siano finalizzati al sostegno dell'economia; emendamenti recanti norme onerose che abbiano carattere localistico o microsettoriale; emendamenti recanti norme onerose i cui effetti finanziari non decorrano dal 2007, primo anno considerato dalla manovra di finanza pubblica. Con riferimento al vincolo di compensatività, saranno ammessi solo emendamenti compensativi, che cioè garantiscano effetti finanziari equivalenti a quelli del testo che si intende modificare. La presidenza, nel valutare la compensatività degli emendamenti che tendano a sostituire misure di contenimento previste nel testo, si limiterà a considerare inammissibili solo gli emendamenti evidentemente privi di compensazione o con compensazioni manifestamente inidonee sul piano formale. Fa presente in proposito che la valutazione circa l'ammissibilità degli emendamenti presentati nell'ambito dell'esame in sede consultiva sarà effettuata prima che gli stessi vengano esaminati e votati. Peraltro, in considerazione della necessità di valutare l'ammissibilità degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi, la valutazione compiuta nelle commissioni in sede consultiva si limiterà ai profili generali, mentre la valutazione puntuale di ammissibilità sarà compiuta nel corso dell'esame presso la commissione bilancio.

Per questi motivi sottolinea come il giudizio circa l'ammissibilità di un emendamento pronunciata nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudichi in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilità.

Con riferimento, in fine, alla presentazione degli ordini del giorno ricorda che presso le Commissioni di settore devono essere presentati tutti gli ordini del giorno riferiti alle parti di rispettiva competenza del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria. Gli ordini del giorno concernenti l'indirizzo globale della politica economica generale devono invece essere presentati direttamente in Assemblea; gli ordini del giorno respinti dalle Commissioni di settore o non accolti dal Governo possono essere ripresentati in Assemblea. In ordine ai criteri di ammissibilità segnala altresì che non sono ammissibili gli ordini del giorno volti ad impegnare il Governo ad utilizzare accantonamenti dei Fondi speciali di parte corrente e di conto capitale per determinate finalità.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, con riferimento al disegno di legge finanziaria, avverte che intende soffermarsi esclusivamente sulle disposizioni che appaiono più direttamente afferire ad ambiti di competenza della Commissione affari costituzionali, secondo le linee guida già evidenziate dal presidente Violante. In proposito ritiene che tali disposizioni possano essere ricondotte a quattro principali settori di intervento normativo. Il primo ambito è quello relativo alla organizzazione delle amministrazioni statali, ed è interessato dalle disposizioni recate dagli articoli 32, 33, 35, 37, 38 e 77. Il secondo settore è individuabile negli interventi recati dagli articoli 39, 42, 46 e 47 in materia di enti pubblici. Un terzo settore di intervento è quello relativo alle assunzioni di personale nella pubblica amministrazione e al relativo trattamento economico, con riferimento al personale delle forze di polizia e ai dirigenti di cui agli articoli 57 e 64. L'ultimo settore di intervento è quello relativo ai costi della politica, cui sono riconducibili le disposizioni di cui agli articoli 63, 76, 77, 78, 79 e 80.

Passando ad illustrare il contenuto delle disposizioni recate dagli articoli citati, fa presente che l'articolo 32 prevede un vasto programma di riorganizzazione dei ministeri, finalizzato al contenimento delle spese di funzionamento, da attuare attraverso l'adozione di regolamenti di delegificazione da emanarsi, su proposta di ciascuna amministrazione, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis della legge n. 400 del 1988. Tra gli interventi previsti si registrano la riduzione degli uffici dirigenziali e l'accorpamento delle strutture
periferiche facenti capo a una amministrazione in un unico ufficio regionale oppure mediante trasferimento delle funzioni svolte all'interno delle prefetture-uffici territoriali del Governo. L'articolo 33 ha l'obiettivo di razionalizzare la presenza sul territorio degli uffici periferici del Ministero dell'interno, prevedendo che con i regolamenti previsti dall'articolo 32 si proceda alla determinazione degli ambiti territoriali ottimali per l'esercizio delle funzioni delle prefetture, delle questure e dei comandi provinciali dei vigili del fuoco attraverso. In particolare, viene stabilita una soglia demografica minima di 200.000 abitanti per la determinazione territoriale di tali strutture. Al riguarda esprime forti perplessità sulla fissazione per legge di tale soglia demografica, ritenendo più opportuno introdurre un criterio di massima che consenta al governo di derogarvi in presenza di ponderate esigenze.

L'articolo 35 reca modifiche all'assetto organizzativo dell'Amministrazione della pubblica sicurezza e all'ordinamento del personale della Polizia di Stato, finalizzate al conseguimento di risparmi di spesa, a tal fine disponendo, a decorrere dal 1o gennaio 2007, la soppressione delle Direzioni interregionali della pubblica sicurezza e la razionalizzazione delle strutture per la formazione e l'aggiornamento del personale. L'articolo 37 reca disposizioni dirette ad agevolare l'attività dell'Amministrazione della pubblica sicurezza attraverso lo snellimento sia delle procedure relative alle attività negoziali e ai pagamenti necessari per l'attuazione delle misure di emergenza, sia delle modalità di utilizzazione dei beni sequestrati o confiscati affidati in uso alle forze di polizia. L'articolo 38 stabilisce che il Ministro dell'interno, o per sua delega i prefetti, possono stipulare convenzioni con le regioni e gli enti locali al fine di realizzare programmi straordinari volti ad incrementare i servizi di polizia a tutela della sicurezza dei cittadini.

Con riferimento al secondo ambito di intervento fa presente che l'articolo 39 reca disposizioni in materia di riorganizzazione e riallocazione di determinate categorie di personale degli enti pubblici non economici nazionali e delle agenzie, prevedendo, in particolare, che il personale impiegato nello svolgimento delle funzioni di supporto non possa eccedere il 15 per cento delle risorse umane complessivamente utilizzate e che a tal fine debbano essere adottati i necessari provvedimenti di riorganizzazione e riallocazione del personale, riducendo contestualmente le dotazioni organiche. L'articolo 42 configura un procedimento volto alla riorganizzazione degli enti pubblici non economici nazionali, con talune eccezioni, secondo il quale le competenze del presidente e del consiglio d'amministrazione sono attribuite, rispettivamente, al direttore generale e ad un comitato di gestione composto dai dirigenti di livello apicale dell'ente. Tale processo è avviato dagli enti entro un mese dalla data di entrata in vigore della legge; all'eventuale inerzia consegue la decadenza dei relativi vertici amministrativi. L'articolo 46 sopprime la Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, prevedendo la costituzione, con regolamento di delegificazione, di una Commissione con identica denominazione, ma con assetto e compiti diversi.

L'articolo 47 ridefinisce il processo di riordino, trasformazione e soppressione di enti ed organismi pubblici previsto dall'articolo 28 della legge n. 448 del 2001, fissando il nuovo termine del 30 giugno 2007 e individuando specifici princìpi e criteri direttivi.

Quanto al terzo ambito di interventi, rileva che l'articolo 57 detta disposizioni in ordine alle assunzioni di personale da parte di pubbliche amministrazioni. In particolare, si prevede al comma 1 la possibilità per i Corpi di polizia di effettuare assunzioni di personale per un contingente complessivo non superiore a 1.000 unità, mentre il comma 4 prevede che, per gli anni 2008 e 2009, alcune amministrazioni dello Stato, tra le quali i Corpi di polizia, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. Tale limite si applica anche alle assunzioni dei segretari comunali e provinciali nonché al personale ancora in regime di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001. L'articolo 64 interviene in materia di trattamento economico dei dirigenti pubblici sotto due profili. Il comma 1 riduce del 50 per cento la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti per le categorie che ancora usufruiscono di progressioni stipendiali automatiche, quali magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate. Il comma 2 estende anche ai dirigenti apicali dei corpi di polizia e delle forze armate la fissazione di limiti massimi ai trattamenti accessori, e demanda all'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri la definizione dei criteri applicativi per l'attuazione della riduzione del 10 per cento della spesa per i dirigenti stabilita dall'articolo 22-bis del decreto-legge n. 223 del 2006.

Quanto all'ultimo ambito di intervento, quello relativo alla riduzione dei costi della politica, fa presente che l'articolo 63 prevede una riduzione del 30 per cento del trattamento economico complessivo dei Ministri e dei sottosegretari di Stato di cui alla legge n. 212 del 1952, a decorrere dal 1o gennaio 2007.

Venendo ad illustrare il contenuto dell'articolo 76, che reca disposizioni in materia di organi di governo degli enti locali, premette che esso rappresenta, a suo avviso, una delle disposizioni di maggior rilievo in riferimento agli ambiti di competenza della Commissione, e, al tempo stesso, quello connotato da maggior criticità. Tale articolo apporta, al comma 1, una serie di modifiche a vari articoli del testo unico sugli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, finalizzate ad esigenze di coordinamento della finanza pubblica, e reca, ai commi 2 e 3, disposizioni volte al contenimento di taluni emolumenti spettanti agli amministratori locali. In particolare la disposizione connotata da maggior problematicità, a suo avviso, è quella che prevede la limitazione dell'applicabilità dell'istituto dell'aspettativa non retribuita per espletamento del mandato, attualmente prevista per tutti gli amministratori locali, solamente ai sindaci e ai presidenti di provincia, nonché ai presidenti dei consigli comunali e provinciali.

L'articolo 77 subordina l'organizzazione degli uffici periferici delle amministrazioni statali nelle nuove province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani, istituite con le leggi n. 146, 147 e 148 del 2004, ai princìpi di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche contenuti negli articoli 33, 34 e 35 del disegno di legge finanziaria. L'articolo 79, al comma 1, mira a razionalizzare i processi di revisione delle circoscrizioni provinciali e di istituzione di nuove province, istituendo a tal fine una commissione di studio presso la Conferenza unificata Stato-regioni-città e autonomie locali e sospendendo, nelle more della sua attività, i procedimenti in corso. I commi 2, 3 e 4 recano misure finanziarie volte ad incentivare la fusione di comuni e l'esercizio associato di funzioni e servizi, mentre i commi 5 e 6 vietano la contemporanea partecipazione di comuni ad unioni di comuni ed a comunità montane. L'articolo 80 reca ulteriori misure di contenimento della spesa degli enti territoriali, limitando sia l'entità massima dei compensi spettanti agli amministratori delle società partecipate da comuni o province sia il numero complessivo dei componenti i relativi consigli di amministrazione. Anche tali disposizioni, che valgono quali princìpi per le Regioni, presentano profili problematici sotto il profilo della congruità dell'indennità rispetto alla rilevanza imprenditoriale di tali società.

Ulteriori disposizioni che interessano ambiti di competenza della Commissione sono infine quelle recate dagli articoli 112, 120, 194 e 199. L'articolo 112 autorizza uno stanziamento annuale di 10 milioni di euro per il triennio 2007-2009 da destinarsi alla realizzazione di progetti per la società dell'informazione. L'articolo 120 autorizza uno stanziamento annuale di 5 milioni di euro, a decorrere dal 2007, destinato all'Agenzia nazionale per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione. L'articolo 194 aumenta la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità istituito dal decreto-legge n. 223 del 2006, prevedendo un incremento di 20 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009, mentre l'articolo 199 istituisce un Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati presso il Ministero della solidarietà sociale. La dotazione del Fondo è pari a 50 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009.

Con riferimento al disegno di legge di bilancio, fa presente che gli stanziamenti per la Presidenza del Consiglio dei ministri recati dalla U.P.B. 3.1.5.2 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di cui alla tabella n. 2 sono pari, in termini di competenza e cassa, a 391,34 milioni di euro, interamente di parte corrente, completamente assorbita dalle spese per il funzionamento (cap. 2115). Rispetto alle previsioni assestate per il 2006 (373,46 mln.) si registra un aumento pari a 17,88 milioni di euro. L'aumento è in gran parte dovuto alle modifiche dell'organizzazione del Governo intervenute a seguito dell'emanazione del decreto legge 181/2006 ed in particolare al significativo passaggio di competenze in favore della Presidenza del Consiglio, pur accompagnato da alcune riattribuzioni di competenze da questa a singoli ministeri.

Quanto allo stato di previsione del Ministero dell'interno (tabella n. 8) ricorda che esso si articola nei seguenti sei centri di responsabilità amministrativa: Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera del ministro; Affari interni e territoriali; Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile;

Libertà civili e immigrazione; Pubblica sicurezza; Politiche del personale dell'Amministrazione civile e delle risorse strumentali e finanziarie. Gli stanziamenti ammontano, in termini di competenza, a 24.286,68 milioni di euro ed è prevista una riduzione di spese pari a 2.520,56 milioni di euro.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, invita la Commissione a riflettere in ordine a tre questioni che sono state sottoposte alla sua attenzione. La prima riguarda l'opportunità di includere l'Accademia dei Lincei nell'elenco gli enti pubblici non economici che il comma 5 dell'articolo 42 esclude dall'ambito di applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione degli organi di vertice. La seconda questione concerne la fissazione della soglia demografica prevista dall'articolo 33 per la determinazione degli ambiti territoriali ottimali per gli uffici periferici del Ministero dell'interno, al riguardo evidenzia l'opportunità di prevedere la possibilità di derogare alla soglia minima, in determinate circostanze, con particolare riferimento alle aree territoriali con maggiore presenza della criminalità. In terzo luogo invita la Commissione a valutare l'opportunità di estendere le misure finanziarie volte a incentivare la fusione dei comuni e l'esercizio associato di funzioni e servizi anche alle province.

 

Marco BOATO (Verdi) con riferimento all'ultima questione prospettata dal presidente esprime alcune perplessità con riferimento alla procedura prevista dall'articolo 133 della Costituzione per il mutamento delle circoscrizioni provinciali.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, precisa al riguardo che la sua sollecitazione riguarda esclusivamente la previsione di strumenti per incentivare la gestione coordinata e associata di servizi da parte delle province, e non anche l'assetto territoriale delle stesse.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) si sofferma sulle disposizioni del disegno di legge finanziaria aventi ad oggetto gli enti locali. In particolare si dichiara contrario sulla previsione di cui all'articolo 57, comma 4, che stabilisce limiti alle assunzioni di segretari comunali e provinciali.

Con riferimento all'articolo 76, recante disposizioni in materia di organi di governo degli enti locali, osserva che la portata delle modifiche recate al testo unico in materia, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, avrebbero consigliato un esame separato in quanto, sia a causa della mancanza di concertazione con il mondo delle autonomie che a causa della settorialità delle misure recate, si corre il rischio di produrre una modifica di natura estemporanea e poco organica. In particolare reputa che limitare la rappresentanza nelle unioni di comuni e nelle comunità montane ad un solo soggetto per ciascun comune rischia di pregiudicare i diritti delle minoranze. Si sofferma quindi sulla lettera h) del comma 1 dello stesso articolo 76, che limita l'aspettativa per espletamento del mandato, oggi prevista dall'articolo 81 del testo unico sugli enti locali per tutti gli amministratori locali che siano anche pubblici dipendenti, ai soli sindaci e presidenti delle province, nonché ai presidenti dei consigli comunali e provinciali, ritenendo che rappresenti un pericoloso meccanismo in grado di pregiudicare la funzionalità degli enti locali. In proposito ritiene che sarebbe più opportuno agire sul numero massimo degli assessori, ritenendo che sia stato un errore commesso nell'elaborazione della relativa disciplina aver consentito un eccessivo allargamento di tale numero. Non condivide inoltre le limitazioni previste dall'articolo 80 alle retribuzioni dei presidenti delle società a totale partecipazione degli enti locali, i quali sono chiamati a svolgere compiti di elevata professionalità, collegati alla progressiva aziendalizzazione dei servizi pubblici. Neppure ritiene condivisibile la preventiva definizione del numero dei consiglieri di amministrazione, prevista dal comma 5 dell'articolo 80, che potrebbe pregiudicare l'aggregazione delle società di servizi, impedendo così un loro esercizio virtuoso. Si sofferma poi l'articolo 77, volto a subordinare l'organizzazione degli uffici periferici delle amministrazioni statali nei territori delle istituende province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani all'applicazione delle nuove disposizioni in materia di organizzazione amministrativa recate dagli articoli 33, 34 e 35 del disegno di legge finanziaria. Pur dichiarandosi favorevole a frenare la crescita del numero delle province, esprime dubbi sulla correttezza della procedura seguìta, essendo l'istituzione di tali province già stata definita con legge. Esprime infine perplessità in ordine ai criteri stabiliti per la determinazione degli ambiti territoriali ottimali per l'esercizio delle funzioni di competenza degli uffici periferici del Ministero dell'interno, con particolare riguardo alla soglia dei 200 mila abitanti quale limite minimo di popolazione. Pur dichiarando il proprio orientamento favorevole a contenere la proliferazione delle strutture periferiche di tale Ministero, ritiene che le soglie stabilite debbano consentire margini di derogabilità collegati ad altri fattori di valutazione.

 

Franco RUSSO (RC-SE), intervenendo a nome del proprio gruppo, esprime un giudizio sostanzialmente favorevole sulla manovra di bilancio in esame. Ritiene in particolare che elemento qualificante di questa manovra sia rappresentato dall'applicazione del principio dell'equa redistribuzione del reddito, attuato non solo attraverso la ridefinizione delle aliquote fiscali, ma anche mediante la previsione di apposite forme di detrazione in materia di lavoro dipendente. Ritiene tuttavia eccessiva l'entità della manovra finalizzata a perseguire l'obiettivo nell'arco di un solo anno del riallineamento dei conti pubblici ai parametri previsti dal trattato di Maastricht, mentre giudica positive le misure in materia di trattamento di fine rapporto che, insieme ad altre disposizioni, configurano un rovesciamento dell'impostazione complessiva della manovra rispetto a quelle della passata legislatura.

Si sofferma quindi su alcuni punti, a proprio avviso problematici, del disegno di legge finanziaria. In particolare ritiene che le misure in materia di riorganizzazione dei ministeri presentano un'impronta dirigistica, non essendo stato previsto un preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Si tratta di una impostazione non condivisibile che configura l'erogazione dei servizi pubblici in un'ottica meramente burocratica e non, invece, secondo criteri di produttività ed efficienza, che meglio si addicono all'esercizio di tale funzione, dichiarandosi pertanto favorevole a limitare le privatizzazioni in materia di servizi pubblici. In proposito dichiara la sua contrarietà rispetto ad un eventuale utilizzo dello strumento della legge finanziaria per intervenire in tale settore, oggetto di disciplina di un disegno di legge all'esame della 1a Commissione del Senato

Con riferimento al patto di stabilità interno, ritiene necessaria una attiva interlocuzione del Governo con gli enti locali, che giudica un momento essenziale per armonizzare lo svolgimento del processo di decisione pubblica a livelli multipli. Reputa quindi inaccettabile la previsione normativa che quantifica preventivamente gli effetti sui saldi della finanza pubblica derivanti dai tagli delle spese per gli enti locali, che sono i principali soggetti erogatori di servizi di assistenza. Ritiene che tale misura produrrebbe effetti negativi sulla collettività, ritenendo in proposito più opportuno limitare le spese per la ricerca militare previste nel disegno di legge finanziaria.

Si dichiara poi favorevole a prevedere tagli alle spese della politica, sia con riferimento alla riduzione del 30 per cento del trattamento economico dei ministri, che alla diminuzione degli automatismi stipendiali previste per alcune categorie di amministratori locali. In particolare, non ritiene che gli interventi sullo status economico degli amministratori possa pregiudicare la selezione dei soggetti migliori, che potrebbero essere attratti da remunerazioni maggiori offerte nel settore privato; non condivide invece la norma che limita l'aspettativa per espletamento del mandato, oggi prevista dall'articolo 81 del testo unico sugli enti locali per tutti gli amministratori locali che siano anche pubblici dipendenti, ai soli sindaci e presidenti delle province, nonché ai presidenti dei consigli comunali e provinciali, ritenendo che in tale modo l'esercizio della funzione sarebbe precluso di fatto ai lavoratori dipendenti.

Condivide la proposta formulata dal presidente Violante relativamente alla possibile previsione di forme di incentivi per favorire le unioni di province, al fine di ottimizzare l'esercizio dei servizi di pubblica utilità.

Ritiene opportuno quindi prevedere forme di efficiente riorganizzazione degli enti pubblici, come pure delle rappresentanze territoriali del Governo che consentano una sostanziale razionalizzazione delle forze di sicurezza. In sostanza giudica necessario ridefinire i livelli di governo al fine di consentire che gli sforzi di razionalizzazione delle risorse possano produrre effetti positivi. In proposito ritiene che l'indagine conoscitiva che le Commissioni Affari costituzionali del Senato e della Camera si accingono a svolgere sul Titolo V della seconda parte della Costituzione potrebbe indurre a considerare l'opportunità di procedere ad una ridefinizione delle diverse articolazioni di governo del territorio.

 

Jole SANTELLI (FI) esprime un giudizio complessivamente negativo sulla manovra di bilancio presentata dal Governo.

Si sofferma preliminarmente sull'articolo 32 del disegno di legge finanziaria, volto a ridefinire gli assetti organizzativi dei Ministeri, prevedendo la riduzione del 10 per cento degli uffici di livello dirigenziale generale e del 5 per cento di quelli di livello dirigenziale non generale. In particolare ritiene che tale articolo configuri una forma di spoil system mascherato, agendo da un lato mediante la rivisitazione delle direzioni generali di cui allo stesso articolo 32 e, dall'altro, mediante la norma prevista nel decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria, che prevede la decadenza degli incarichi dirigenziali per figure estranee alla pubblica amministrazione. Pur dichiarando la legittimità politica del sistema dello spoil system, ritiene che esso debba essere applicato dal Governo espressamente, senza ricorrere ad espedienti legislativi indiretti. Interviene quindi sulle misure previste in ordine al Ministero dell'interno, rispetto al quale sono previsti tagli di spesa generalizzati, soprattutto nel settore della sicurezza. In particolare ritiene che la prevista soppressione di uffici periferici del Ministero dell'interno in alcune zone del Paese, quali ad esempio le province di Vibo Valentia e di Crotone, dove si registra un alto tasso di criminalità, rappresenti un pericoloso segnale di indietreggiamento da parte dello Stato, auspicando che su tale punto possa registrarsi una larga convergenza da parte della Commissione per introdurre alcune modifiche. Con riferimento alle misure di carattere finanziario e, in particolare, alla soppressione di alcune indennità, sottolinea il rischio che le forze dell'ordine, che svolgono un essenziale ruolo a tutela della sicurezza pubblica, finiscano per essere sostanzialmente equiparate ai restanti comparti di pubblico impiego. Dichiara quindi di non condividere il contenuto dell'articolo 35, che prevede, a suo avviso in modo del tutto immotivato, la soppressione delle direzioni interregionali della Polizia di Stato e la riorganizzazione delle strutture per la formazione e l'aggiornamento del personale della stessa Polizia di Stato, osservando in proposito che nello stesso disegno di legge finanziaria sono previste maggiori risorse per la formazione e l'aggiornamento a vantaggio dell'Arma dei carabinieri. Ritiene che su questo specifico punto sia opportuno ascoltare, nel prosieguo dell'esame in sede consultiva dei provvedimenti in titolo, il Viceministro con delega alla pubblica sicurezza. Conclude dichiarando che il suo gruppo è disponibile a cercare convergenze con la maggioranza per introdurre disposizioni a favore del Ministero dell'interno e l'Amministrazione della pubblica sicurezza, in mancanza delle quali, preannuncia un atteggiamento di netta contrarietà.

 

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) esprime un giudizio sostanzialmente positivo sulla complessiva manovra di bilancio che, pur chiedendo sacrifici a molte categorie di persone, si propone il fine di trovare soluzioni ad una situazione di dissesto finanziario, contestualmente alla creazione dei presupposti per un efficace sviluppo economico.

Si sofferma quindi sulle disposizioni recate dal disegno di legge finanziaria in materia di autonomie locali, dichiarando di non condividere il divieto del ricorso all'aspettativa per l'espletamento del mandato da parte degli assessori comunali. In proposito ritiene che tale previsione paralizzerebbe l'attività delle giunte soprattutto nei comuni di medie e grandi dimensioni, dove le competenze attribuite agli assessori impediscono di fatto a costoro di svolgere altre attività remunerate. Pur condividendo l'impostazione seguita dal Governo, volta a limitare le spese superflue degli enti locali, ritiene che sul punto in questione debba essere trovata una soluzione più equa.

 

Giampiero D'ALIA (UDC) si sofferma preliminarmente sulle disposizioni in materia di pubblico impiego, osservando la anomalia regolamentare per la quale le norme in materia di dirigenza sono assegnate alla competenza della I Commissione, mentre per il resto del comparto pubblico risulta competente la XI Commissione. In particolare rileva come la contrattazione del settore del pubblico impiego, pur essendo sostanzialmente di natura privata, è disciplinata dal legislatore con una netta impostazione pubblicistica. Esprime perplessità sulla complessiva portata della manovra su tale materia, che da un lato è volta a reperire risorse finanziarie a vantaggio del settore, ma dall'altro non ne prevede una efficace forma di razionalizzazione, come ritiene sarebbe necessario.

Con riferimento alle disposizioni relative alla organizzazione del Ministero dell'interno, osserva che la creazione del V Dipartimento ha prodotto la necessità di drenare su di esso le necessarie risorse, cosa che ha dato luogo ad una sorta di partita di giro interno al Ministero stesso. In particolare rileva una forte riduzione delle risorse per l'attività della Polizia di Stato, nonché del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, settori che assumono caratteri di priorità sul fronte della sicurezza pubblica. Ritiene che tale riduzione evidenzi un deciso passo indietro del Governo nell'attuazione delle politiche dell'immigrazione. Pur condividendo l'istituzione di un apposito Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, di cui all'articolo 199 del disegno di legge finanziaria, ritiene poco comprensibile la citata riduzione delle risorse per l'applicazione a regime della disciplina sull'immigrazione, come pure la compressione della dotazione del Fondo per gli edifici di culto, che gestisce l'80 per cento del patrimonio architettonico del Paese, che evidenzia una irrazionale politica di tagli operata dal Governo nei settori più disparati.

Con riferimento all'articolo 33 del disegno di legge finanziaria, ritiene di non condividere l'inclusione delle prefetture all'interno della categoria degli uffici periferici del Ministero dell'interno, essendo esse soggetti istituzionali di primo piano nell'espletamento dell'attività di coordinamento tra le amministrazioni statali e la popolazione. Reputa quindi grave la conseguenza che deriverebbe dalla mancata corrispondenza delle prefetture ai territori provinciali che, oltre alla soppressione di importanti prefetture, produrrebbe uno stravolgimento dell'intera organizzazione del Ministero dell'interno. Ritiene che la questione assuma una rilevanza significativa in quei territori, quale ad esempio la provincia di Enna, connotati dalla presenza di un elevato tasso di criminalità, nei quali la presenza di presìdi statali è di significativa importanza. Al riguardo sarebbe stato più efficace sopprimere alcuni uffici periferici statali, integrandoli però all'interno degli uffici territoriali del Governo. Sottolinea al riguardo come lo svolgimento dell'indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia, sugli indirizzi della politica della sicurezza dei cittadini e sull'organizzazione e sul funzionamento delle Forze di polizia, già deliberata dalla I Commissione, potrebbe perdere di significato alla luce di simili interventi.

Dichiara inoltre di non condividere la soppressione dell'Alta Commissione di studio di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, e la contestuale istituzione, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, della Commissione tecnica per il coordinamento dei rapporti finanziari tra lo Stato e il sistema delle autonomie locali, che rappresenta a proprio avviso una duplicazione di funzioni.

Dichiara di condividere le osservazioni svolte dai deputati Franco Russo e Incostante sulle disposizioni che prevedono tagli alle risorse per gli enti locali. In particolare non ritiene condivisibile la scelta del Governo di non affrontare la questione delle liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che avrebbe consentito di creare risorse utili per le finanze comunali.

Si sofferma quindi sulla scarsa efficacia delle misure volte a prevedere la compressione di emolumenti per consulenze e di spese di missione, il cui uso distorto dovrebbe essere rilevato dalla Corte dei conti, e la cui complessiva portata non appare comunque strumentale ad assicurare il risanamento della finanza pubblica. In proposito ritiene che la legge finanziaria avrebbe dovuto più opportunamente combattere lo sperpero delle risorse degli enti locali con riferimento alle elevate retribuzioni di figure professionali esterne alla pubblica amministrazione, assunte senza l'espletamento di procedure concorsuali, la cui professionalità è tuttavia solo presunta.

Si sofferma infine sull'organizzazione del vertice degli enti pubblici non economici di cui all'articolo 42 del disegno di legge finanziaria. Pur condividendo il principio per il quale si sopprimono le figure del presidente e del consiglio di amministrazione, attribuendo le relative funzioni al direttore generale ed ad un comitato di gestione composto dai dirigenti dell'ente stesso, osserva che però in questo modo si rischia di sostituire l'indirizzo politico con un circuito interno autoreferenziale soprattutto nella nomina del consiglio di amministrazione.
 
Enrico LA LOGGIA (FI) osserva preliminarmente che la lunga attività di preparazione delle manovra di bilancio ha prodotto una serie di disposizioni tra loro contraddittorie. Rileva infatti che se da un lato sono previste misure volte a ridurre la pressione fiscale sui redditi meno elevati, dall'altro la riduzione delle risorse per gli enti territoriali minori produrrà inevitabilmente l'aumento delle imposte locali, che annulleranno così i vantaggi derivanti dalla originaria riduzione della pressione fiscale.

Con riferimento alla compressione delle risorse per gli enti locali, dà conto dell'audizione, svoltasi nella giornata odierna presso la V Commissione, del presidente della Corte dei conti, che ha espresso perplessità circa la sostenibilità per gli enti locali dei tagli alle risorse loro destinate. Al riguardo giudica negativa la politica che, riducendo tali risorse, produce un grave pregiudizio per i cittadini destinatari dei servizi pubblici, erogati essenzialmente dai comuni. Invita quindi il Governo a perseguire politiche coerenti in materia di imposizione fiscale e di attribuzione delle risorse agli enti locali. Si sofferma poi sulla misura che stabilisce il pagamento del ticket per le prestazioni di pronto soccorso ospedaliero, ritenendola ingiusta e poco coerente nei confronti degli utenti.

Inoltre, con riferimento alle disposizioni che riducono le risorse per il Ministero dell'interno e la Polizia di Stato, osserva che esse produrranno, nel corso dei prossimi tre anni, una riduzione di 12 mila addetti alla pubblica sicurezza, dando luogo ad evidenti difficoltà nella gestione dell'ordine pubblico nazionale.

Si sofferma infine sulla necessità di prevedere che le risorse già destinate alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, di cui al decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, non vengano considerate come risorse effettivamente disponibili. Sottolinea comunque l'opportunità, qualora sia possibile prevederne l'utilizzo ad altri scopi, che esse siano comunque destinate anche ad assicurare lo sviluppo delle infrastrutture nella regione siciliana.

 

Francesco ADENTI (Pop-Udeur), intervenendo a nome del proprio gruppo, esprime un giudizio complessivamente favorevole sulla manovra di finanza pubblica predisposta dal Governo. Evidenzia, tuttavia, alcuni punti di criticità contenuti nel disegno di legge finanziaria in ordine ai quali ritiene che possano apportarsi alcuni correttivi. Si tratta in particolare delle disposizioni in materia di trattamento di fine rapporto, di imposta sulle successioni, che ritiene debba essere soppressa, di riduzioni delle progressioni stipendiali per i magistrati e, infine, di disposizioni fiscali per gli esercenti attività commerciali, che ritiene in alcuni punti eccessivamente penalizzanti.

Con riferimento alle questioni di competenza della Commissione, giudica, in primo luogo, insufficienti al fine di garantire l'ordine e al sicurezza pubblica le nuove assunzioni previste per le forze dell'ordine. Con riferimento alle disposizioni in materia di enti locali, condivide l'osservazione del deputato Giovanelli secondo cui una rivisitazione così incisiva della materia avrebbe dovuto essere trattata nell'ambito di una riforma generale del testo unico enti locali. Al riguardo ritiene che l'indagine conoscitiva che le Commissione Affari Costituzionali del Senato e della Camera si accingono a svolgere sul Titolo V della seconda parte della Costituzione possa evidenziare l'opportunità di modificare tale testo unico. Giudica comunque eccessivo il taglio di risorse per gli enti locali, anche alla luce della considerazione che una significativa percentuale di enti già oggi non riesce a rispettare i vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. Al riguardo non ritiene condivisibile la norma recata dal comma 6 dell'articolo 74, che non considera nel saldo finanziario le spese per investimento relative ad opere da effettuare alla data del 30 settembre 2006, ritenendo tale previsione pregiudizievole nei confronti degli enti più virtuosi. Altrettanto non condivisibile è il divieto di collocamento in aspettativa per gli assessori comunali, mentre ritiene tale divieto giustificabile per i presidenti dei consigli comunali e provinciali.
Esprime perplessità anche sulle disposizioni dettate dall'articolo 76 in materia di riduzione dei gettoni di presenza degli amministratori locali. Infine, con riferimento al rispetto del patto di stabilità interno, osserva come da parte di molti comuni si cerchino soluzioni volte ad aggirarne il rispetto, ad esempio mediante la costituzione di enti strumentali.

 

Italo BOCCHINO (AN) esprime un giudizio negativo sulla manovra di bilancio presentata dal Governo, che palesa l'incapacità dell'Esecutivo nell'approntare una strategìa univoca, che oltretutto si manifesta vessatoria nei confronti di talune categorie di contribuenti. Esprime la propria contrarietà sulla riorganizzazione degli uffici periferici del Ministero dell'interno, osservando come la soppressione di tali uffici nell'ambito di province con un'alta concentrazione di attività criminale rappresenti un grave arretramento dello Stato.

Esprime quindi perplessità circa le future capacità di mantenimento della sicurezza e dell'ordine pubblico, che non ritiene possano essere efficacemente assicurati a seguito delle riduzioni del numero del personale ad essi addetti, come evidenziato nell'intervento svolto dal deputato La Loggia. Al riguardo, ritiene opportuno che sui tagli predisposti alle dotazioni finanziarie per la pubblica sicurezza venga ascoltato il viceministro Minniti al fine di capire come il Governo intende assicurare l'ordine pubblico e la sicurezza n Italia dopo l'approvazione della manovra di bilancio.

Si sofferma quindi sulle disposizioni in materia di organizzazione del vertice degli enti pubblici non economici osservando come esse introducano un sistema di spoil system mascherato, giudicando tale misura eccessivamente pregiudizievole nei confronti dei soggetti che ricoprono le cariche in questione. Ritiene poi demagogica la misura che stabilisce la riduzione del 30 per cento del trattamento economico dei Ministri. Si sofferma quindi sulle riduzioni degli stanziamenti in favore degli enti locali, osservando come sarebbe più opportuno prevedere misure volte a contenere in modo efficace lo sperpero delle risorse finanziarie, intervenendo, ad esempio, sui rimborsi per le spese di missione all'estero e per consulenze.

Dichiara di non condividere la prevista dotazione di 150 milioni di euro del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, di cui all'articolo 199 del disegno di legge finanziaria, in assenza di una chiara politica del governo e della maggioranza in materia di immigrazione e di cittadinanza e, in generale sul modello di integrazione che si vuole seguire e i percorsi che in materia si intendono attivare. Infine ritiene che la Commissione debba esaminare anche le disposizioni in materia di aiuti all'editoria sulle quali chiede che venga sentito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la relativa delega.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, osserva che, ai sensi della circolare sugli ambiti di competenza delle Commissioni permanenti, la materia dell'editoria è espressamente esclusa dalla competenza della I Commissione, essendo invece attribuita alla VII Commissione. Osserva altresì che nel disegno di legge finanziaria non sono presenti disposizioni che attengono alla materia in questione.

 

Sesa AMICI (Ulivo) osserva preliminarmente che l'essenza della manovra di bilancio in esame è rappresentata da un meccanismo che prevede al contempo il contenimento della spesa e la garanzia dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa. Con riferimento all'intervento del deputato Santelli in ordine alla riduzione delle risorse per il Ministero dell'interno e per il personale addetto alla pubblica sicurezza, osserva che la soppressione delle direzioni interregionali della Polizia di Stato si caratterizza in termini di efficacia e di efficienza, in quanto consente di mettere a disposizione della pubblica sicurezza ottocento unità di personale senza un corrispondente abbassamento del livello della complessiva tutela dell'ordine pubblico.

Per quanto concerne poi la presunta riduzione e la riorganizzazione delle strutture per la formazione e l'aggiornamento del personale della Polizia di Stato, paventata nell'intervento del deputato Santelli, ritiene che la centralizzazione di tale attività ne consente invece una più efficace organizzazione.

Dichiara di condividere le previsioni in materia di dirigenza pubblica, che risultano perseguire l'obiettivo dell'efficienza, essendo basato il sistema delle promozioni per il passaggio da una fascia all'altra su un presupposto valutativo.

Ricorda che, in occasione dell'ultima manovra di bilancio, il taglio complessivo delle risorse attribuite al Ministero dell'interno, previste dal disegno di legge finanziaria determinò una condivisa obiezione da parte di questa Commissione in ordine alla necessità di garantire un efficace livello di sicurezza nel paese. Osserva al riguardo che le disposizioni in esame non si limitano, invece, a prevedere tagli alle risorse, ma prevedono anche una più efficace distribuzione di risorse e competenze volte ad evitare la duplicazione di funzioni a vari livelli.

Ritiene che il disegno di legge finanziaria non rappresenti una mera operazione contabile, quanto piuttosto una complessiva manovra volta ad assicurare uno Stato più giusto ed equo per tutti.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 13.25


ICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

Mercoledì 11 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Mercoledì 11 ottobre 2006 - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007.

(Parere alla V Commissione).

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 10 ottobre 2006.

 

Gabriele BOSCETTO (FI) ribadisce preliminarmente il giudizio sostanzialmente negativo sulla manovra di bilancio in esame, già espresso da altri deputati del suo gruppo nel corso della seduta di ieri.

Con riferimento all'articolo 32 del disegno di legge finanziaria, esprime la propria contrarietà sull'uso dello strumento regolamentare per provvedere alla revisione degli assetti organizzativi dei ministeri, anche in considerazione del fatto che questa norma dà luogo ad un meccanismo mascherato di spoil system di alcuni incarichi dirigenziali. Al riguardo preannuncia la presentazione di un emendamento soppressivo da parte del proprio gruppo.

Si dichiara quindi contrario sui contenuti dell'articolo 33, volto a prevedere la rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali degli uffici periferici del Ministero dell'interno, in quanto i criteri definiti per la riorganizzazione territoriale di tali uffici, ed in particolare delle prefetture, si connotano per una eccessiva genericità. In proposito non ritiene condivisibile che una norma così delicata, che stabilisce la presenza di prefetture e questure nelle diverse zone del paese, sia stata introdotta solo per ragioni di ordine finanziario e che ne sia prevista l'attuazione mediante lo strumento regolamentare, che giudica inopportuno. Pur condividendo il senso della proposta del presidente Violante, volta a modificare il criterio della popolazione minima residente, la giudica insufficiente. Ritiene infatti che le istituzioni territoriali esistenti debbano essere tutte mantenute, soprattutto al fine di non trasmettere messaggi di arretramento dello Stato rispetto a territori nei quali si registra una elevata concentrazioni di attività criminali.

Esprime analoghe considerazioni sull'articolo 35, che prevede la soppressione, a proprio avviso incomprensibile, delle direzioni interregionali della Polizia di Stato, motivata da esigenze di risparmio della spesa.

Si sofferma quindi sull'articolo 38, che prevede che il Ministro dell'interno possa stipulare convenzioni con le regioni e gli enti locali per la realizzazione di programmi straordinari di incremento dei servizi di polizia e per la sicurezza dei cittadini, ritenendo che tali convenzioni, che comunque dovrebbero assumere carattere di facoltatività, producano in realtà solo un aggravio di costi sulle finanze locali.

In ordine all'articolo 46 dichiara di non comprendere le ragioni della prevista soppressione della Commissione cui all'articolo 12 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e della contestuale costituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, preannunciando al riguardo un emendamento soppressivo.

Con riferimento all'articolo 57, si richiama alle considerazioni svolte dal deputato Santelli nel corso della seduta di ieri. In proposito, tuttavia, sottolinea l'importanza del ruolo svolto dalle forze di polizia, in ordine alle quali però l'articolo in questione non solo sopprime alcune indennità pecuniarie, ma ne prevede altresì un contenuto incremento di organico, nell'ordine di mille unità, che invece ritiene opportuno aumentare a tremila.

Dichiara la propria perplessità sull'articolo 76, in materia di organi di governo degli enti locali, che introduce forme di economie di spese, quale la riduzione degli organi rappresentativi di unioni di comuni e di comunità montane. In proposito osserva la presenza di meccanismi volti a contenere i costi della politica che si caratterizzano per il loro eccessivo rigore, quale è ad esempio la norma che impedisce agli assessori comunali di beneficiare dell'istituto della aspettativa.

Esprime una considerazione negativa sull'articolo 77, in quanto l'istituzione delle province ivi previste sono già state oggetto di apposita deliberazione parlamentare e pertanto non ritiene che il relativo processo di formazione possa essere interrotto mediante un articolo del disegno di legge finanziaria.

Si sofferma inoltre sull'articolo 79, che reca norme in materia di razionalizzazione delle dimensioni territoriali degli enti locali. In proposito ritiene che tali disposizioni, alla luce della loro importanza, avrebbero dovuto essere esaminate all'interno di un apposito provvedimento rispetto al disegno di legge finanziaria. Dopo essersi dichiarato favorevole ad incentivare le unioni di comuni, esprime perplessità sugli incentivi previsti per la fusione di comuni, una fattispecie che risponde a logiche diverse, che potrebbe invece rischiare di produrre la soppressione di comuni. Evidenzia come la materia in questione sia molto delicata, tanto che da diversi decenni non si dà luogo ad alcuna fusione di comuni. Pertanto una riforma in materia dovrebbe essere oggetto di attenta ponderazione all'interno di un sereno confronto tra le diverse forze politiche al fine di trovare la massima condivisione.

Con riferimento all'articolo 194, che aumenta la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità di 20 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009, propone di aumentare tale dotazione fino a 30 milioni di euro. Propone altresì di aumentare ad un milione di euro la dotazione finanziaria dell'articolo 197, volto a disciplinare le attività per la prevenzione delle mutilazioni genitali.

Si sofferma infine sull'articolo 199, che prevede l'istituzione di un Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, rispetto al quale preannuncia la presentazione di emendamenti da parte del proprio gruppo. Al riguardo ritiene che con tale fondo, che è volto anche a sostenere i bisogni alloggiativi dei lavoratori immigrati, si finisca per aggirare surrettiziamente la vigente legge in materia di immigrazione.

Conclude auspicando che alcune delle osservazioni da lui svolte possono essere condivise dalla maggioranza.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ritiene che, alla luce delle richieste pervenute dai gruppi di opposizione, il termine per la presentazione degli emendamenti ai provvedimenti in esame, già fissato alle ore 17 di oggi, possa essere posticipato alle ore 20 della giornata odierna.

 

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) si riporta alle considerazioni già svolte dal deputato Bocchino nel corso della seduta di ieri, che dichiara di condividere.

Si sofferma in particolare sulle disposizioni recate dal disegno di legge finanziaria in materia di enti locali, che propone di sopprimere, insieme alle disposizioni concernenti le articolazioni periferiche del Ministero dell'interno. Con riferimento a tali ultime norme, non ritiene condivisibile che una riforma così importante debba essere affronta in maniera estemporanea all'interno del disegno di legge finanziaria esclusivamente per impellenti ragioni di ordine finanziario, che pure dichiara di comprendere. Ritiene infatti che uffici importanti quali questure e prefetture debbano essere presenti in tutte le province italiane non solo per assicurare una efficace presenza dello Stato nella lotta contro la criminalità, ma anche per non accentuare la penalizzazione delle province meno popolate, che già sono pregiudicate relativamente alla fruizione di determinati servizi e benefici. Ritiene, in sostanza, che la filosofia dell'organizzazione del territorio debba mutare in un'ottica costruttiva volta a tutelare tutta la cittadinanza evitando che ad essere penalizzate siano sempre le zone meno popolate. Ribadisce la necessità di esaminare in modo generale l'intera materia sul ruolo delle province, la cui eventuale riorganizzazione non può essere attuata attraverso una sorta di delega in bianco al Governo, quale quella configurata dalla norma in esame per le strutture periferiche dell'amministrazione dell'interno. Al riguardo ritiene che si debba preventivamente chiarire la natura della provincia, stabilendo se si tratti anche di una articolazione periferica dello Stato, come ritiene sia effettivamente percepita dai cittadini, ovvero di un organismo autonomo endoregionale, ragionando altresì sulla effettiva utilità di tale ente.

Si sofferma sull'articolo 35, volto a modificare l'assetto organizzativo dell'amministrazione della pubblica sicurezza e dell'ordinamento del personale della Polizia di Stato. In proposito osserva che si sta incidendo sull'organizzazione di un apparato delicato per la gestione dell'ordine pubblico mediante una sorta di delega al Governo, ma allo stesso tempo al riparo della responsabilità politica, essendo tale «delega» attribuita, ancorché solo formalmente, alla stessa amministrazione interessata.

Infine, in ordine alla riorganizzazione degli enti locali, ritiene opportuno che tale materia sia affrontata all'interno dell'esame di un apposito provvedimento.

Mercedes Lourdes FRIAS (RC-SE) condivide le perplessità, manifestate nel corso dell'esame dei provvedimenti in oggetto, sull'articolo 33 del disegno di legge finanziaria in materia di determinazione degli ambiti territoriali ottimali degli uffici periferici del Ministero dell'interno. In proposito ritiene che sarebbe pregiudizievole per alcune province minori, quale ad esempio quella di Prato, la soppressione della prefettura o della questura.

Si sofferma quindi sull'articolo 199, che prevede l'istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, sul quale il deputato Boscetto ha espresso la contrarietà del proprio gruppo preannunciando la presentazione di emendamenti. In proposito osserva che in Italia si spende a sostegno della inclusione sociale degli immigrati solo una ridotta parte delle risorse complessivamente disponibili per la gestione delle politiche sulla immigrazione, che sono invece per lo più utilizzate ai fini della repressione dei reati. Reputa pertanto che la dotazione del fondo in esame debba essere aumentata.

Ritiene poi che la previsione, contenuta nella vigente legge in materia di immigrazione, per cui il datore di lavoro è tenuto ad assicurare la disponibilità di un alloggio per il lavoratore immigrato, rappresenti una norma lesiva della dignità della persona e riflesso di una visione «padronale» del rapporto di lavoro. Al riguardo sottolinea che il lavoratore straniero, oltre che una persona, è anche un contribuente. Reputa in sostanza che sia necessario un cambio di mentalità in materia di immigrazione al fine di garantire una compiuta integrazione nella realtà sociale dei lavoratori immigrati.

 

Jole SANTELLI (FI), dopo aver dichiarato di comprendere l'assenza di volontà polemica nell'intervento del deputato Frias, precisa che la contrarietà del proprio gruppo sulla istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati è dovuta alla mancanza di linee guida nell'utilizzo delle relative disponibilità finanziarie. Ritiene infatti che, mancando indicazioni sulle precise finalità di tale fondo, esso finisca per assumere le caratteristiche di una generica apertura di credito per il dicastero competente, che può così intervenire discrezionalmente e senza coordinamento su situazioni disparate. Si dichiara tuttavia disponibile ad esaminare eventuali proposte di modifica.

 

Marco BOATO (Verdi) si sofferma sulle finalità generali della manovra, rappresentate dal duplice obiettivo del risanamento della finanza pubblica e della creazione dei presupposti di crescita. Al riguardo evidenzia come, dopo la XIV legislatura, nella quale ha governato la coalizione di centro-destra, i principali indicatori di finanza pubblica abbiano registrato sensibili peggioramenti. In particolare sottolinea come i rapporti tra debito pubblico e prodotto interno lordo e tra deficit e prodotto interno lordo, dopo gli incoraggianti progressi registrati durante la gestione finanziaria dei governi di centro-sinistra, abbiano ripreso a peggiorare. Osserva infatti che nei confronti dell'Italia è stata applicata da parte dell'Unione europea una procedura di messa in mora, che è tuttora in corso.

Ribadisce quindi che la manovra in esame persegue efficacemente gli obiettivi del risanamento dei conti pubblici, del rilancio economico e della equità sociale. Sotto quest'ultimo profilo, infatti, osserva che l'Italia risulta essere uno dei paesi europei con il più elevato tasso di disparità sociale presente al proprio interno. Conclude auspicando un costruttivo confronto con l'opposizione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno è fissato alle ore 20 di oggi, martedì 11 ottobre 2006. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 15.15.


ICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

Giovedì 12 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Giovedì 12 ottobre 2006 - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007.

(Parere alla V Commissione).

(Seguito esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta dell'11 ottobre 2006.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che il Viceministro Marco Minniti ha chiesto di intervenire per fornire alcune precisazioni in ordine a talune questioni problematiche evidenziate nel corso del dibattito svoltosi nelle sedute precedenti. Il Viceministro sarà poi impedito a partecipare al prosieguo dei lavori della Commissione nella giornata odierna dovendo recarsi in Calabria per partecipare alle celebrazioni in ricordo del presidente Fortugno.

 

Il Viceministro Marco MINNITI osserva preliminarmente che dal dibattito svoltosi sulle parti del disegno di legge finanziaria di competenza di questa Commissione sono emersi utili elementi di valutazione, volti a suggerire miglioramenti che non stravolgano l'essenza della manovra finanziaria.

Osserva che il comparto della sicurezza ha subito negli ultimi anni una progressiva riduzione di risorse, per sopperire alle quali risulta oggi necessario prevedere un nuovo modello di sicurezza nazionale, che non concentri la presenza delle forze di polizia essenzialmente all'interno delle aree urbane. A tale fine risulta necessario liberare il personale di pubblica sicurezza dallo svolgimento delle funzioni amministrative che potrebbero passare alle competenze degli enti locali, evitando così di paralizzare l'attività delle questure come accade per l'espletamento delle pratiche relative ai permessi di soggiorno. Ritiene che la finalità complessiva di un'efficace riforma in materia debba consentire una ottimizzazione delle forze per assicurare il controllo del territorio, la capacità di indagine ed assicurare il miglior coordinamento tra le diverse forze. Sotto quest'ultimo aspetto, pur ritenendo inevitabile alcune sovrapposizioni, giudica possibile prevedere efficaci forme di collaborazione senza tuttavia arrivare alla creazione di un'unica forza di polizia. Osserva comunque che tali questioni saranno oggetto dell'indagine conoscitiva, già deliberata dalla Commissione, sullo stato della sicurezza nel Paese.

Un altro obiettivo da perseguire è quello legato all'ulteriore sviluppo della «sicurezza partecipata», che consenta un'efficace collaborazione tra lo Stato e gli enti territoriali. In proposito evidenzia come una prima sperimentazione sarà fatta nella città di Napoli, per essere poi sviluppata in altri ambiti e contesti.

Ribadisce la necessità di perseguire una efficace razionalizzazione delle forze presenti sul territorio, nella cui ottica ritiene potersi giustificare la soppressione delle direzioni interregionali della polizia di Stato, le quali sono titolari di funzioni logistiche e non operative. Da tale soppressione deriverà un aumento di 800 unità di agenti da destinare alle attività operative, senza pregiudicare il mantenimento dello stato di sicurezza. In ordine allo stato di attuazione di tali provvedimenti fa presente che il Parlamento sarà costantemente informato.

Si sofferma poi sulla gestione del personale, ed in particolare della dirigenza della pubblica sicurezza, sulla quale il Governo si riserva di intervenire mediante un'apposita iniziativa legislativa.

Evidenzia quindi la necessità di provvedere ad un riordino delle attività di formazione del personale di polizia. In proposito osserva che tale personale transita attraverso le forze armate, rendendo così di fatto più opportuno prevedere la definizione di una formazione permanente, che sarà oggetto di apposito esame da parte del Governo.

Ritiene in sostanza necessario introdurre un principio di flessibilità in ordine all'impiego di forze di polizia. Al riguardo giudica necessario implementare la polizia di prossimità, migliorando la gestione dei vigili di quartiere, oggi presenti solo nei centri delle aree urbane, al fine di recuperare il rapporto con le polizie locali e per restituire alla legalità zone che oggi presentano difficoltà nella gestione dell'ordine pubblico e della sicurezza A questo riguardo sottolinea l'importanza di individuare forme di collaborazione con i responsabili degli enti territoriali. Più in particolare ritiene necessario, anziché incrementare il numero delle forze presenti a livello locale, creare squadre di pubblica sicurezza flessibili in grado di intervenire sulle diverse zone del territorio nazionale per sopperire alle esigenze che dovessero presentarsi.

Si sofferma poi su alcuni punti di criticità presenti nelle parti del disegno di legge finanziaria relative al Ministero dell'interno. In primo luogo evidenzia il problema delle assunzioni, rispetto al quale assicura che gli impegni assunti dal Governo nei confronti del Parlamento in ordine alla stabilizzazione degli agenti ausiliari saranno comunque rispettati. Ritiene poi necessario garantire reinserire il trattamento sanitario per le forze di polizia che ritiene una misura imprescindibile. Osserva poi che il Governo ha garantito le risorse sufficienti per provvedere ai contratti del personale ancorché non risulti possibile garantire le indennità che specificano l'attività degli agenti di pubblica sicurezza rispetto ai dipendenti pubblici ordinari, che pure ritiene un punto di principio essenziale a tutela delle attività svolte dagli agenti di pubblica sicurezza. Ritiene inoltre che il tema del riordino delle carriere debba essere oggetto di un apposito provvedimento, in ordine al quale il Governo presenterà all'inizio del 2007 un disegno di legge delega alle Camere. Reputa infatti che il riordino delle carriere debba essere affrontato senza eccessive forzature e comunque non in prossimità della scadenza della legislatura. Si sofferma infine sul problema dell'ammodernamento del parco dei mezzi terrestri ed aerei a disposizione delle forze di polizia. In proposito osserva che il problema è stato finora risolto dalle varie amministrazioni mediante provvedimenti che hanno prolungato la disponibilità in servizio di tali mezzi.

Conclude affermando di confidare nella collaborazione del Parlamento al fine di individuare punti di convergenza che, evitando campagne propagandistiche, possano contribuire a migliorare la disciplina in esame.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, dopo aver ringraziato il Viceministro Minniti per l'ampio ed esauriente intervento, sottolinea l'importanza dei temi da lui trattati. In particolare osserva come sarebbe opportuno un emendamento volto ad assicurare il trattamento sanitario gratuito per gli agenti di pubblica sicurezza che subiscano danno per causa di servizio.

 

Jole SANTELLI (FI) condivide l'osservazione svolta dal presidente Violante.

 

Roberto COTA (LNP) si sofferma in particolare sulla scarsa attenzione che il Governo rivolge al problema della sicurezza nel territorio, ritenendo che le rassicurazioni fornite dal Viceministro Minniti non siano sufficienti a superare le perplessità che derivano dalla lettura delle disposizioni del disegno di legge finanziaria. Dichiara di non condividere il contenuto dell'articolo 33, volto a riorganizzare gli ambiti territoriali degli uffici periferici del Ministero dell'interno, preannunciando al riguardo una forte opposizione. Ricorda che il proprio gruppo è stato sempre contrario alla presenza delle prefetture sul territorio, ritenendo tali enti anacronistici e titolari di funzioni improprie, come dimostra l'articolo 38 che consente al prefetto, che è una figura burocratica, di stipulare convenzioni con i rappresentanti politici degli enti locali. L'attuazione dell'articolo 33, che sopprime anche le questure ed i presidi dei vigili del fuoco nelle province meno popolate, produrrebbe effetti devastanti soprattutto per gli abitanti delle zone montane. Cita in proposito l'esempio della Val d'Ossola, dove gli interventi di pubblica sicurezza dovrebbero essere assicurati dalla città di Novara, eccessivamente lontana. Preannuncia pertanto la presentazione di emendamenti presso la Commissione bilancio volti a sopprimere le prefetture e a prevedere la riattribuzione delle relative funzioni ad altri organi e soggetti. Dichiara quindi la propria contrarietà sull'articolo 77, in quanto l'istituzione di quelle province era stata giustificata dalla rispondenza dei relativi territori a precise esigenze.

Sottolinea quindi come lo sforzo di razionalizzazione, delle forze di polizia, a cui ha fatto riferimento il Viceministro Minniti nel corso del suo intervento, non può prescindere da una sostanziale riduzione delle auto e degli agenti di scorta. In proposito chiede che il Ministro dell'interno o lo stesso Viceministro riferiscano presso questa Commissione in ordine alla situazione complessiva dei costi e dei mezzi utilizzati per assicurare i servizi di scorta.

Alla luce della mancanza di risorse necessarie per assicurare efficacemente il mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza, si dichiara contrario all'istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati. Ritiene inoltre che la riduzione delle indennità dei ministri sia una misura solo propagandistica. Conclude preannunciando l'opposizione del proprio gruppo rispetto alla manovra di bilancio.

 

Luciano VIOLANTE (Ulivo), presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti ed articoli aggiuntivi riferiti al disegno di legge finanziaria per il 2007 (vedi allegato).

Con riferimento a una serie di emendamenti riferiti all'articolo 33, fa presente che, pur configurando le norme da esso recate una specificazione dell'articolo 32, volto al contenimento della spesa, nella relazione tecnica non sono attribuiti significativi effetti di risparmio alle disposizioni di cui allo stesso articolo 33. Tali effetti, nell'allegato 7, sono infatti attribuiti complessivamente alle disposizioni di cui agli articoli 32, 33 e 34. Pertanto gli emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, gli identici 1746-bis/I/33.1 Giovanardi e 1746-bis/I/33.5 Bocchino, gli identici 1746-bis/I/33.2 Giovanardi e 1746-bis/I/33.6 Bocchino, 1746-bis/I/33.3 D'Alia, 1746-bis/I/33.4 Nazzareno, possono essere considerati ammissibili, salvo che il Governo non ritenga, sulla base di motivate argomentazioni, che gli stessi richiedano una puntuale compensazione.

Con riferimento agli emendamenti presentati all'articolo 76 del disegno di legge finanziaria 1746-bis/I/76.3 del relatore, 1746-bis/I/76.4 del relatore, 1746-bis/I/76.5 del relatore, 1746-bis/I/76.1 Mascia, 1746-bis/I/76.7 del relatore, fa presente che gli stessi sono da considerare ammissibili, in questa sede, atteso che la relazione tecnica afferma che gli effetti di contenimento della spesa potranno essere verificati solo a posteriori. Resta ovviamente salva la possibilità di ulteriori o diverse valutazioni in ordine alla compensazione da parte della Commissione bilancio.

Analogamente, con riferimento agli emendamenti, presentati agli articoli 79 e 80, 1746-bis/I/79.3 Bressa, 1746-bis/I/80.4 Zaccaria, gli identici 1746-bis/I/80.1 Incostante e 1746-bis/I/80.5 del relatore, 1746-bis/I/80.6 del relatore, 1746-bis/I/80.7 del relatore, fa presente che gli stessi possono essere in questa sede considerati ammissibili atteso che, pur essendo tali articoli diretti al contenimento della spesa, i relativi effetti non sono quantificati nella relazione tecnica; anche in questo caso resta salva la possibilità di ulteriori o diverse valutazioni in ordine alla compensazione da parte della Commissione bilancio.

Avverte, quindi, che sono da considerare inammissibili, per carenza di compensazione gli emendamenti 1746-bis/I/32.2 Bocchino, 1746-bis/I/32.5 Bressa, 1746-bis/I/32.1 Giovanardi 1746-bis/I/35.1 D'Alia, 1746-bis/I/35.2 Giovanardi, 1746-bis/42.2 Bocchino, 1746-bis/42.4 Bressa, 1746-bis/I/47.3, Bocchino, 1746-bis/47.1 Zeller, 1746-bis/I/47.5 Bocchino, 1746-bis/I/51.1 Zeller, gli identici 1746-bis/I/57.1 D'Alia e 1746-bis/I/57.5 Bocchino, 1746-bis/I/57.10 Bressa, 1746-bis/I/57.2 D'Alia, 1746-bis/I/57.6 Bocchino, 1746-bis/I/57.13 Bressa, 1746-bis/I/57.3 Zeller, 1746-bis/I/57.16 Bressa, 1746-bis/I/58.1 Giovanardi, 1746-bis/I/58.6 Santelli, 1746-bis/I/58.4 Boscetto, 1746-bis/I/58.2 Giovanardi, 1746-bis/I/64.5 Bocchino, 1746-bis/I/64.2 D'Alia, 1746-bis/I/64.3 D'Alia, 1746-bis/I/64.4 D'Alia, 1746-bis/I/194.1 D'Alia. Sono altresì da considerare inammissibili per inidoneità della compensazione gli emendamenti 1746-bis/I/57.11 Bressa, 1746-bis/I/57.12 Bressa, 1746-bis/I/57.17 Bressa, 1746-bis/I/57.15 Bressa. A tale proposito, tuttavia, tenuto conto dell'esigenza di consentire alla Commissione di esaminare le questioni agli stessi sottese, che sono di particolare rilevanza, ritiene di poter consentire ai presentatori di riformulare tali emendamenti, al fine di prevedere idonee forme di compensazione, entro il termine delle ore 18 della giornata odierna. Fa quindi presente che gli articoli cui tali emendamenti si riferiscono saranno accantonati, per essere esaminati in una seduta successiva.

Avverte inoltre che è da considerare inammissibile per estraneità di materia, in quanto recante disposizioni di carattere ordinamentale privo di effetti finanziari, l'emendamento 1746-bis/I/80.3 D'Alia.

Avverte altresì che l'emendamento 1746-bis/I/58.3 Boscetto può essere considerato ammissibile subordinatamente alla espunzione del riferimento all'anno 2006, che risulta privo di compensazione. Invita quindi il relatore ed il rappresentante del Governo ad esprimere il prescritto parere sugli emendamenti e gli articoli aggiuntivi allo stato giudicati ammissibili.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/32.3 Boscetto, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/32.6 Bressa. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/32.7. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/32.8 Bressa, parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/32.4 Boscetto, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/32.9 Bressa. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/33.9. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/33.7 Boscetto, parere favorevole sugli emendamenti identici 1746-bis/I/33.1 Giovanardi e 1746-bis/I/33.5 Bocchino, parere contrario sugli emendamenti identici 1746-bis/I/33.2 Giovanardi e 1746-bis/I/33.6 Bocchino, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/33.3 D'Alia, parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/33.8 Boscetto, 1746-bis/I/33.4 Nazzareno, 1746-bis/I/35.4 Boscetto, 1746-bis/I/35.3 Giovanardi. Sugli emendamenti identici 1746-bis/I/37.1 D'Alia e 1746-bis/I/37.2 Boscetto esprime parere contrario, chiedendo tuttavia chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine alla portata della modifica proposta. Sull'emendamento 1746-bis/I/38.1 Incostante si rimette alla valutazione della Commissione, chiedendo tuttavia chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine alla portata della modifica proposta. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/38.2, 1746-bis/I/38.3, 1746-bis/I/38.4 e 1746-bis/I/39.2 del deputato Bocchino, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/39.4 Bressa, parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/39.3 Bocchino, 1746-bis/I/39.1 Zeller, 1746-bis/I/42.3 Bocchino. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/42.5. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/42.1 Zeller, parere favorevole sugli emendamenti 1746-bis/I/44.1 e 1746-bis/I/45.2 del deputato Bressa, parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/45.1 D'Alia e sugli identici emendamenti 1746-bis/I/46.1 D'Alia, 1746-bis/I/46.2 Bocchino e 1746-bis/I/46.5 Boscetto, sugli emendamenti 1746-bis/I/46.3, 1746-bis/I/46.4 e 1746-bis/I/47.4 e 1746-bis/I/47.6 del deputato Bocchino. Con riferimento all'emendamento 1746-bis/I/47.2 Piazza si rimette alla valutazione della Commissione, chiedendo tuttavia chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine alla portata della modifica proposta. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/57.8 Boscetto, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/57.9 Bressa, parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/57.18 Boscetto. Con riferimento all'emendamento 1746-bis/I/57.4 D'Alia si rimette alla valutazione della Commissione, chiedendo tuttavia chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine alla portata della modifica proposta. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/57.14 Bressa, parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/57.7 Bocchino, parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/58.5 Bressa, parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/58.3 Boscetto, parere favorevole sugli emendamenti 1746-bis/I/64.1 Franco Russo e 1746-bis/I/64.6 Bressa. Raccomanda l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/I/64.01. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/68.1 e 1746-bis/I/76.2 del deputato Boscetto. Raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 1746-bis/I/76.3, 1746-bis/I/76.4, 1746-bis/I/76.5, 1746-bis/I/76.6, 1746-bis/I/76.7, 1746-bis/I/76.8 e 1746-bis/I/76.9. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/77.2 Boscetto, 1746-bis/I/77.1 Bocchino e 1746-bis/I/79.1 Boscetto. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 1746-bis/I/79.2 Boato, 1746-bis/I/79.3 Bressa, 1746-bis/I/80.4 Zaccaria e sugli emendamenti identici 1746-bis/I/80.1 Incostante e del relatore 1746-bis/I/80.5. Raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 1746-bis/I/80.6 e1746-bis/I/80.7. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/80.2 del deputato D'Alia. Raccomanda l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/I/80.01. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/88.1 Bressa. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/194.5. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/194.3 Zaccaria. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/194.2. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/194.2 Boscetto, 1746-bis/I/199.1 D'Alia, 1746-bis/I/199.4 Boscetto, 1746-bis/I/199.2 e 1746-bis/I/199.3 del deputato D'Alia. Raccomanda infine l'approvazione dei propri articoli aggiuntivi 1746-bis/I/200.01 e 1746-bis/I/200.02.

 

Il sottosegretario Franco BONATO esprime parere conforme a quello del relatore ad eccezione dell'emendamento 1746-bis/I/38.1 Incostante, che giudica sostanzialmente poco innovativo, per il quale invita la presentatrice al ritiro; dell'emendamento 1746-bis/I/44.1 Bressa, sul quale si rimette alla valutazione della Commissione; dell'emendamento 1746-bis/I/47.2 Piazza, per il quale esprime parere contrario e dell'emendamento 1746-bis/I/57.4, rispetto al quale il parere potrebbe essere favorevole se venisse espunto il riferimento al comma 1. Infine, in ordine all'emendamento 1746-bis/I/37.1 Giovanardi esprime parere contrario in quanto volto a far rientrare una misura ordinaria quale è la liquidazione degli emolumenti del personale, all'interno delle misure di emergenza che sono individuate dal Ministro. Osserva inoltre che l'articolo 40 del disegno di legge finanziaria è volto a disciplinare tale materia in un'ottica di razionalizzazione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) sottoscrive gli emendamenti 1746-bis/I/33.1, 1746-bis/I/33.2, 1746-bis/I/35.3 e 1746-bis/I/37.1 del deputato Giovanardi.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), con riferimento alla valutazione di inammissibilità del proprio emendamento 1746-bis/I/57.13 per carenza di compensazione, fa presente che lo stesso è volto a consentire l'assunzione di segretari comunali e provinciali, i cui oneri sono a carico degli enti locali nell'ambito del tetto massimo di spesa previsto dal patto di stabilità interno. Ritiene pertanto che tale emendamento non necessiti di compensazione.

 

Italo BOCCHINO (AN), intervenendo sugli ordini dei lavori, chiede di sapere secondo quali modalità proseguiranno i lavori della Commissione.

 

Luciano VIOLANTE (Ulivo), presidente, avverte che la Commissione proseguirà l'esame dei provvedimenti in titolo fino alle ore 13.30. Nel corso della giornata di martedì avrà luogo il seguito l'esame degli articoli accantonati e si procederà quindi alla votazione delle proposte di relazione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che gli emendamenti 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino potrebbero essere riformulati nel senso di prevedere, dopo la soppressione dell'articolo 33, una parte consequenziale volta a sostituire, al primo periodo dell'articolo 77, la parola: «33» con la parola «32». In questo modo tali emendamenti sarebbero identici a quello del relatore 1746-bis/I/33.9 e votati insieme ad esso. Riformula pertanto il proprio emendamento nel senso indicato.

 

I deputati Gabriele BOSCETTO (FI) e Italo BOCCHINO (AN) riformulano i rispettivi emendamenti nel senso indicato dal deputato D'Alia.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sugli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino, ne raccomanda l'approvazione in quanto volti ad evitare il riordino degli uffici periferici del Ministero dell'interno, previsto dall'articolo 33, che avrebbe comportato la soppressione di alcune prefetture in diverse zone del Paese.

 

Italo BOCCHINO (AN) raccomanda l'approvazione degli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino che consentono allo Stato di non arretrare in zone del Paese dove la sua presenza è necessaria. Auspica che su tali emendamenti possa votarsi unanimemente.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) ritiene il Governo non abbia inteso sottovalutare il problema della presenza delle articolazioni territoriali del Ministero dell'interno sul territorio nazionale, in quanto l'articolo 33 era stato pensato all'interno di un generale riordino delle strutture periferiche, che comunque auspica possa essere oggetto di un esame separato.

 

Marco BOATO (Verdi) condivide le osservazioni svolte dal deputato Bressa, evidenziando come su tale questione si sia registrata una sostanziale convergenza tra maggioranza ed opposizione. Rivolto al deputato Cota, che ha preannunciato la presentazione di un emendamento volto a sopprimere tutte le prefetture esistenti, ricorda che un'analoga iniziativa non è stata tuttavia mai intrapresa nel corso della passata legislatura, quando la Lega Nord era una forza di governo. Preannuncia quindi voto favorevole sugli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino.

 

Franco RUSSO (RC-SE) dichiara il proprio voto favorevole sugli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino. Osserva infatti che resta in vigore l'articolo 32, volto a incentivare forme di riorganizzazione, in un'ottica razionalizzatrice dei Ministeri che dichiara di condividere. Sottolinea inoltre che quando sarà affrontato l'esame dei vari livelli territoriali di governo dovrà essere tenuta in considerazione anche il livello di mobilità del personale al fine di evitare duplicazioni di funzioni e consequenziali sprechi di risorse.

 

Il sottosegretario Franco BONATO evidenzia come il Governo abbia intenzione di procedere ad una generale riorganizzazione di tutte le articolazioni ministeriali sul territorio nazionale, non limitata ai soli uffici periferici del Ministero dell'interno. Osserva che verso tale obiettivo è comunque rivolto l'articolo 32 del disegno di legge finanziaria, che reca disposizioni in materia di revisione degli assetti organizzativi dei ministeri.

 

Roberto COTA (LNP) si dichiara favorevole alla presenza articolata al livello locale delle questure e dei presìdi dei vigili del fuoco. Si dichiara altresì favorevole a sopprimere la figura dei prefetti, i cui compiti potranno essere rassegnati ad altri organi, assicurando così un sostanzioso risparmio che potrebbe essere utilizzato per garantire la più massiccia presenza di altri presìdi di sicurezza. Dichiara quindi il proprio voto di astensione su gli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto, 1746-bis/I/33.1 D'Alia e 1746-bis/I/33.5 Bocchino.

 

La Commissione approva gli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto (nuova formulazione), 1746-bis/I/33.1 D'Alia (nuova formulazione) e 1746-bis/I/33.5 Bocchino (nuova formulazione).

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti 1746-bis/I/33.9 del relatore, 1746-bis/I/33.7 Boscetto (nuova formulazione), 1746-bis/I/33.1 D'Alia (nuova formulazione) e 1746-bis/I/33.5 Bocchino (nuova formulazione), sono preclusi gli identici emendamenti 1746-bis/I/33.2 Giovanardi e 1746-bis/I/33.6 Bocchino, nonché gli emendamenti 1746-bis/I/33.3 D'Alia, 1746-bis/I/33.8 Boscetto e 1746-bis/I/33.4 Nazzareno.

 

Marco BOATO (Verdi) dichiara il proprio voto contrario sugli identici emendamenti 1746-bis/I/ 37.1 D'Alia e 1746-bis/I/37.2 Boscetto in quanto volti a ricomprendere la liquidazione degli emolumenti del personale all'interno delle misure di emergenza emanate dal Ministro dell'interno.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che la logica sottesa agli identici emendamenti 1746-bis/I/37.1 D'Alia e 1746-bis/I/37.2 Boscetto è quella di assicurare che la liquidazione degli emolumenti al personale sia svolta razionalmente mediante procedure semplificate. Tale atto, essendo dovuto, deve essere necessariamente attribuito. Dopo aver dichiarato di comprendere le motivazioni espresse dal deputato Boato, si dichiara disposto a ritirare il proprio emendamento qualora il rappresentante del Governo assicuri che il riassetto razionale di tutta la materia sarà oggetto di considerazione da parte del Governo.

 

Il sottosegretario Franco BONATO, rivolto al deputato D'Alia assicura che il Governo prenderà in esame l'intera problematica della funzionalità dei servizi di polizia al fine di garantire soluzioni di razionalizzazione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritira il proprio emendamento 1746-bis/I/37.1

 

Gabriele BOSCETTO (FI) insiste per la votazione del proprio emendamento 1746-bis/I/37.2

 

La Commissione respinge l'emendamento 1746-bis/I/37.2 Boscetto.

 

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) osserva che il proprio emendamento 1746-bis/I/38.1 ha una sua specifica funzione, essendo volto a configurare un ruolo attivo per l'azione degli enti locali nell'ambito della realizzazione di programmi di incremento dei servizi di polizia. Pertanto ritiene che debba essere approvato.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) condivide le osservazioni svolte dal deputato Incostante relative al suo emendamento 1746-bis/I/38.1, che dichiara di sottoscrivere.

 

Marco BOATO (Verdi) sottoscrive emendamento 1746-bis/I/38.1 del deputato Incostante.

Ritiene tuttavia che esso potrebbe essere riformulato nel senso di prevedere che al comma 1 dell'articolo 38, dopo le parole: «sicurezza dei cittadini» siano aggiunte le parole: «e in relazione a contratti di sicurezza volti a sviluppare azioni di sicurezza urbana integrata».

 

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) riformula il proprio emendamento nel senso indicato dal deputato Boato.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) si dichiara favorevole all'emendamento 1746-bis/I/38.1 Incostante come riformulato in quanto volto a garantire una forma di collaborazione molto più efficace con gli organismi centrali dello Stato da parte degli enti territoriali.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 1746-bis/I/38.1 Incostante (nuova formulazione), respinge gli emendamenti 1746-bis/I/38.2, 1746-bis/I/38.3, 1746-bis/I/38.4 e 1746-bis/I/39.2 del deputato Bocchino. Approva l'emendamento 1746-bis/I/39.4 Bressa e respinge l'emendamento 1746-bis/I/39.3 Bocchino.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1746-bis/I/39.1 Zeller, fa presente che si intende che vi abbia rinunciato. Con riferimento all'emendamento 1746-bis/I/44.1 Bressa, esprime perplessità in ordine alla sua attinenza agli ambiti di competenza della I Commissione.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) fa presente che l'emendamento 1746-bis/I/44.1, essendo volto a prevedere il controllo di merito nel sistema delle ragionerie, riguarda anche l'attività dei dirigenti, di competenza di questa Commissione.

 

Franco RUSSO (RC-SE) dichiara di condividere il contenuto dell'intervento svolto dal deputato Bressa, ribadendo l'attinenza dell'emendamento alla competenza della I Commissione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) dichiara di condividere il contenuto dell'intervento svolto dal deputato Bressa evidenziando come tale controllo è volto ad estendersi anche sull'efficacia della gestione delle spese.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/44.1 Bressa.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che, qualora fosse approvato l'emendamento 1746-bis/I/45.2 Bressa, occorrerebbe comunque decidere come utilizzare l'Alta Commissione di studio sul federalismo fiscale prevista dalla legge n. 289 del 2002. Segnala che il proprio emendamento 1746-bis/I/45.1 è volto a rimodulare i compiti attribuiti alla stessa Alta Commissione.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) osserva che il Governo, all'interno del documento di programmazione economico-finanziario ha manifestato l'intenzione di approfondire le problematiche connesse al federalismo fiscale. In questo senso ritiene che sia opportuno sopprimere la prevista istituzione della Commissione tecnica di cui all'articolo 45 del disegno di legge finanziaria.

 

Marco BOATO (Verdi), intervenendo sull'emendamento 1746-bis/I/45.2 Bressa, ne raccomanda l'approvazione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritira il proprio emendamento 1746-bis/I/45.1, auspicando che su tale punto il Governo voglia fornire chiarimenti.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/45.2 Bressa.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sul proprio emendamento 1746-bis/I/46, osserva che esso è volto ad impedire la costituzione della Commissione per la garanzia dell'informazione statistica per il cui funzionamento è prevista una spesa che ritiene eccessiva. Osserva inoltre che l'articolo 46 del disegno di legge finanziaria attribuisce potere ispettivo al Governo sull'attività dell'ISTAT, che invece ritiene opportuno agisca senza forme di condizionamento da parte dell'Esecutivo. In proposito ritiene comunque necessaria la presenza di forme di controllo da parte del Parlamento.

 

Marco BOATO (Verdi) preannuncia il proprio voto contrario sull'emendamento 1746-bis/I/46.1 D'Alia. Osserva, infatti, che se fosse soppresso l'articolo 46 rimarrebbe comunque in funzione la Commissione di cui all'articolo 112 del decreto legislativo n. 322 del 1989, con poteri tuttavia ridotti.

 

Franco RUSSO (RC-SE) dichiara di comprendere le argomentazioni svolte dal deputato D'Alia, sottolineando la necessità di evitare forme di condizionamento dell'attività di organi statistici. Dichiara altresì di essere contrario sulla scelta di rimettere ad un regolamento di delegificazione l'effettiva costituzione della Commissione. Propone pertanto di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46 al fine di maturare su di esso un'opportuna riflessione.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) dichiara di condividere la proposta di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritiene che la Commissione attualmente in funzione non incide sulla potestà di controllo riservata al Parlamento, mentre quella istituita dall'articolo 46 ne snatura le funzioni.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) dichiara di condividere la riflessione svolta dal deputato D'Alia, evidenziando inoltre l'inopportunità di ricorrere allo strumento di un regolamento di delegificazione per la nomina del Presidente e dei membri della Commissione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ritiene che il problema principale non sia rappresentato dalle modalità del controllo governativo sull'ISTAT, che per certi versi ritiene sussistere anche attualmente, ma dall'uso del regolamento di delegificazione per la costituzione della Commissione e per la nomina del Presidente e dei relativi componenti. Alla luce degli orientamenti maturati nel corso del dibattito, propone pertanto di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46.

 

Il sottosegretario Franco BONATO dichiara di condividere la proposta di accantonamento formulata dal Presidente Violante.

 

La Commissione acconsente. La Commissione respinge l'emendamento 1746-bis/I/68.1 Boscetto.

 

Franco RUSSO (RC-SE) ritira il proprio emendamento 1746-bis/I/76.1

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento 1746-bis/I/76.2 Boscetto, approva gli emendamenti del relatore 1746-bis/I/76.3, 1746-bis/I/76.4, 1746-bis/I/76.5, 1746-bis/I/76.6, 1746-bis/I/76.7, 1746-bis/I/76.8 e 1746-bis/I/76.9. Respinge l'emendamento 1746-bis/I/77.2 Boscetto.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) si dichiara contrario all'emendamento 1746-bis/I/77.1 Bocchino. In proposito ricorda che il proprio gruppo, nel corso della passata legislatura, ha sempre manifestato una ferma contrarietà all'istituzione di nuove province se non all'interno di un generale riordino delle circoscrizioni provinciali.

 

La Commissione respinge gli emendamento 1746-bis/I/77.1 Bocchino.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che il relatore ha presentato l'emendamento 1746-bis/I/77.3 (vedi allegato).

 

La Commissione approva l'emendamento del relatore 1746-bis/I/77.3.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) invita i presentatori dell'emendamento 1746-bis/I/79.1 a ritirarlo. Al riguardo osserva che l'articolo 79 del disegno di legge finanziaria è volto ad assicurare una razionalizzazione delle dimensioni territoriali degli enti locali che denota un'apprezzabile logica di fondo.

 

Gabriele BOSCETTO (FI), dopo aver dichiarato di rispettare l'opinione del deputato D'Alia, insiste per la votazione del proprio emendamento richiamandosi in proposito all'intervento da lui svolto nel corso della seduta di ieri.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento 1746-bis/I/79.1 Boscetto, approva gli emendamenti 1746-bis/I/79.2 Boato e 1746-bis/I/79.3 Bressa.

 

Franco RUSSO (RC-SE) dichiara il proprio voto di astensione sull'emendamento 1746-bis/I/80.4 Zaccaria, ricordando in proposito di essere favorevole al contenimento delle spese per gli emolumenti degli amministratori delle società. Tuttavia, trattandosi di società per azioni, tale limitazione non è configurabile.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 1746-bis/I/80.4 Zaccaria, gli identici emendamenti 1746-bis/I/80.1 Incostante e 1746-bis/I/80.5 del relatore, nonché gli emendamenti del relatore 1746-bis/I/80.6 e 1746-bis/I/80.7.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) riformula il proprio emendamento 1746-bis/I/80.2 nel senso di aggiungere come parte conseguenziale il contenuto del proprio emendamento 1746-bis/I/80.3, dichiarato inammissibile per estraneità di materia in quanto recante una norma di natura ordinamentale.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, propone di accantonare l'esame dell'emendamento 1746-bis/I/80.3 D'Alia (nuova formulazione) anche al fine di poterne valutare l'ammissibilità.

 

La Commissione acconsente.

 

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1746-bis/I/80.01 del relatore, ritiene che al comma 2 debba essere previsto anche il concerto del dipartimento delle riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) osserva che il comma 2 in questione è idoneamente formulato in quanto le competenze ivi previste sono correttamente individuate alla luce della recente riforma sulle competenze ministeriali.

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/80.01.

 

I deputati Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo), Jole SANTELLI (FI), Gianpiero D'ALIA (UDC), Italo BOCCHINO (AN), Roberto COTA (LNP), Gabriele BOSCETTO (FI), Maria Rosaria CARFAGNA (FI) sottoscrivono l'emendamento 1746-bis/I/88.1 Zaccaria.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/88.1.

 

Marco BOATO (Verdi) osserva sull'articolo 194, recante l'istituzione di un fondo relativo alle politiche delle pari opportunità, sono stati presentati gli emendamenti 1746-bis/I/194.5 e 1746-bis/I/194.2 del relatore, nonché l'emendamento 1746-bis/I/194.3 Zaccaria. In proposito ritiene opportuno che su tale questione si proceda verso una direzione univoca.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sull'emendamento 1746-bis/I/194.5, osserva che esso prevede la destinazione di risorse alle politiche per l'assistenza e l'integrazione sociale degli immigrati, a cui fa riferimento anche il Fondo previsto dall'articolo 199 del disegno di legge finanziaria. Ritiene poco comprensibile che, mentre tale ultimo Fondo viene gestito in via primaria dal Ministro della solidarietà sociale, quello previsto dall'emendamento in questione viene gestito esclusivamente dal Ministro per i diritti e le pari opportunità. Evidenzia in proposito l'opportunità di trovare soluzioni volte ad evitare la dispersione delle risorse.

 

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) osserva come la tutela delle vittime di violenza e di altre forme di sfruttamento nonché le altre finalità di protezione sociale degli immigrati di cui all'articolo 18 del testo unico sull'immigrazione sono sempre stati di competenza del Ministro per i diritti e le pari opportunità.

 

Marco BOATO (Verdi) invita il relatore a trovare una soluzione che possa coordinare le varie scelte in materia di finanziamento alle politiche sull'immigrazione.

 

Gabriele BOSCETTO (FI) dichiara di condividere le perplessità espresse dal deputato D'Alia ritenendo che su tali materie sia sempre necessario individuare una forma partecipazione alle decisioni in materia da parte del Ministro dell'interno.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, propone di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 194.

 

La Commissione acconsente.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sul proprio emendamento 199.1, osserva che il Governo, nell'istituire il Fondo sociale per l'inclusione sociale degli immigrati, ha contestualmente ridotto le risorse del dipartimento di pubblica sicurezza e del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. In particolare, quest'ultimo dipartimento svolge compiti fondamentali ai fini dell'espletamento delle pratiche amministrative relative a servizi richiesti dagli immigrati, per i quali si registra un costante disservizio. Il proprio emendamento pertanto è volto a consentire a tale dipartimento di reperire risorse sufficienti per operare opportunamente.

 

Mercedes Lourdes FRIAS (RC-SE), pur comprendendo le osservazioni del deputato D'Alia, non ritiene che l'incremento delle dotazioni del dipartimento delle libertà civili e l'immigrazione debba pregiudicare l'esistenza del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) non condivide la previsione di numerosi fondi da parte del disegno di legge finanziaria ritenendo che, per evitare la dispersione delle risorse, sarebbe stato più opportuno rafforzare il Fondo sociale, utilizzato dagli enti territoriali per le varie politiche sociali.

 

Marco BOATO (Verdi) suggerisce di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 199 al fine di individuare le opportune coperture finanziare per garantire al contempo il mantenimento del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati ed il rafforzamento della dotazione finanziaria per il dipartimento delle libertà civili e l'immigrazione.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) dichiara di condividere la proposta del deputato Boato.

 

Il sottosegretario Franco BONATO si associa alla proposta del deputato Boato assicurando la propria disponibilità a ricercare forme di copertura necessarie a tal fine. Sottolinea tuttavia al riguardo di non poter assumere in tal senso un impegno formale nei confronti della Commissione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ribadisce l'importanza di assicurare l'adeguato funzionamento per il dipartimento delle libertà civili e l'immigrazione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, propone di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 199.

 

La Commissione acconsente.

 

Olga D'ANTONA (Ulivo) auspica l'approvazione dell'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/200.01, volto a garantire l'accesso privilegiato al lavoro per i familiari stretti delle vittime del terrorismo.

 

La Commissione approva all'unanimità l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/200.1.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, illustra il contenuto dell'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/200.02, volto ad estendere la tutela di cui alla legge n. 206 del 2004, oltre che ai familiari delle vittime del disastro di Ustica del 1980 ed ai familiari delle vittime ed ai superstiti della «banda della Uno bianca», anche a tutte le vittime italiane, ed ai loro familiari, degli atti di terrorismo compiuti sul territorio nazionale ed extra nazionale, la cui effettiva quantificazione ritiene essere problematica.

 

Marco BOATO (Verdi) fa presente che l'articolo aggiuntivo in esame è volto a produrre i medesimi effetti della proposta di legge del deputato Mazzoni C. 616, attualmente in corso di esame presso la I Commissione, recante modifica dell' articolo 15 della legge 3 agosto 2004, n. 206, in materia di benefici per le vittime del terrorismo. Osserva in proposito che tale proposta di legge rende applicabili i benefici previsti per le vittime di eventi terroristici accaduti sul territorio nazionale a partire dal 1961 anche alle vittime di eventi occorsi all'estero a partire dalla medesima data. Pertanto ritiene che il rappresentante del Governo potrebbe impegnarsi ad individuare idonee forme di copertura dell'articolo aggiuntivo in esame.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) fa presente che una diversa soluzione percorribile potrebbe essere quella di prevedere, nella tabella A allegata al disegno di legge finanziaria, un congruo accantonamento che consenta di procedere rapidamente all'inizio del prossimo anno all'approvazione di legge C. 616 del deputato Mazzoni.

 

Gabriele BOSCETTO (FI) ritiene opportuno che il rappresentante del Governo individui una copertura congrua che garantisca un idoneo risarcimento ai soggetti interessati. Ricorda in proposito che nel corso della passata legislatura, durante l'esame della proposta di legge in materia di benefici alle vittime del terrorismo, il sottosegretario pro tempore Mantovano aveva espresso le sue perplessità in ordine alla difficoltà di quantificare il numero dei soggetti effettivamente interessati.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, alla luce del dibattito sviluppatosi, propone di accantonare l'esame dell'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/44.1200.02.

 

Il sottosegretario Franco BONATO dichiara di condividere la proposta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/200.02

 

La Commissione acconsente.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, nessuna altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 13.25.


ALLEGATO

 

Legge finanziaria per l'anno 2007 (C. 1746-bis Governo).

 

EMENDAMENTI

 

ART. 32.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis./I/32. 3. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, sopprimere l'articolo 33 e l'articolo 35.

1746-bis/I/32. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le parole: , salvaguardando in ogni caso la possibilità della immissione, nel quinquennio 2007-2011, di nuovi dirigenti in misura non inferiore al 10 per cento degli uffici dirigenziali generali e non.

1746-bis/I/32. 5. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

a-bis) alla riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari di Stato, in modo di ridurre del 50 per cento i contingenti massimi attualmente previsti e di almeno il 30 per cento il personale effettivamente addetto.

1746-bis/I/32. 6. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1, sostituire la lettera c) con la seguente:

c) alla progressiva riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato presso la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, ad eccezione di quelli degli affari esteri, della giustizia, della difesa, dei beni e delle attività culturali e delle agenzie. La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo esercita le funzioni degli uffici riordinati e dipende funzionalmente dai Ministeri di settore per gli aspetti relativi alle materie di competenza degli uffici stessi. Con il medesimo regolamento sono disciplinate le modalità della riorganizzazione in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali sul territorio e sono individuate le Prefetture-Uffici territoriali del Governo nelle quali confluiscono gli uffici la cui competenza ecceda l'ambito provinciale; si provvede, anche, alle necessarie modifiche dei regolamenti di organizzazione delle amministrazioni interessate al riordino, alla conseguente specificazione dei compiti e delle responsabilità del prefetto titolare dell'Ufficio territoriale del Governo, nonché alla individuazione delle modalità organizzative e gestionali dirette alla riorganizzazione ed alla razionalizzazione delle strutture attraverso l'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, l'istituzione di servizi comuni, l'utilizzazione in via prioritaria di beni immobili demaniali e la rideterminazione delle piante organiche, al fine di realizzare risparmi di spesa. Il regolamento prevede altresì il mantenimento dei ruoli di provenienza per il personale delle strutture periferiche riordinate e della disciplina vigente per il reclutamento e l'accesso ai suddetti ruoli.

1746-bis/I/32. 7. Il relatore.

 

Al comma 1, lettera f), aggiungere, in fine, le seguenti parole: , mediante processi di riorganizzazione e di formazione e riconversione del personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne il numero in misura non inferiore al 5 per cento all'anno fino al raggiungimento del limite predetto.

1746-bis/I/32. 8. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. È assicurata la contrattualizzazione dei dirigenti delle forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge 1o aprile 1981 n. 121, secondo le procedure previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/32. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. È assicurata la contrattualizzazione dei dirigenti delle forze di polizia di cui all'articolo 16 delle legge 1o aprile 1981, n. 121, secondo le procedure previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, numero 195.

1746-bis/I/32. 1. Giovanardi.

 

Al comma 5, primo periodo, sostituire le parole: non eccedano, al 31 dicembre 2008, il 15 per cento dei dipendenti in servizio con le seguenti: siano effettivamente ridotte nella misura indicata al comma 1, lettera f).

1746-bis/I/32. 9. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

ART. 33.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/33. 7. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/33. 1. Giovanardi.

 

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/33. 5. Bocchino, Ascierto.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 77, primo periodo, sostituire la parola: 33 con la seguente: 32.

** 1746-bis/I/33. 9. Il relatore.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 77, primo periodo, sostituire la parola: 33 con la seguente: 32.

** 1746-bis/I/33. 7. (nuova formulazione) Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 77, primo periodo, sostituire la parola: 33 con la seguente: 32.

** 1746-bis/I/33. 1. (nuova formulazione) Giovanardi.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 77, primo periodo, sostituire la parola: 33 con la seguente: 32.

** 1746-bis/I/33. 5. (nuova formulazione) Bocchino, Ascierto.

 

Al comma 1, all'alinea, dopo le parole: di cui all'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 aggiungere le parole: con esclusione delle Questure della Repubblica e sentite le organizzazioni sindacali rappresentative del personale della Polizia di Stato.

* 1746-bis/I/33. 2. Giovanardi.

 

Al comma 1, all'alinea, dopo le parole: di cui all'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 aggiungere le seguenti parole: con esclusione delle Questure della Repubblica e sentite le organizzazioni sindacali rappresentative del personale della Polizia di Stato.

* 1746-bis/I/33. 6. Bocchino, Ascierto.

 

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

1746-bis/I/33. 3. D'Alia, Tassone.

 

Al comma 1, lettera d), sopprimere le seguenti parole: nonché alla popolazione residente che non deve essere inferiore a 200.000 abitanti.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/33. 8. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, lettera d), aggiungere, in fine, le seguenti parole: ad esclusione dei territori nei quali si trovino Province o Comuni i cui Consigli siano stati sciolti negli ultimi cinque anni ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

1746-bis/I/33. 4. Oliverio, Laratta, Dorina Bianchi, Laganà Fortugno.

 

ART. 35.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/35. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

1746-bis/I/35. 1. D'Alia.

 

Sopprimere il comma 1.

1746-bis/I/35. 2. Giovanardi.

 

Al comma 2, aggiungere, in fine, le parole: , sentiti i sindacati rappresentativi della Polizia di Stato.

1746-bis/I/35. 3. Giovanardi.

 

ART. 37.

Al comma 1, aggiungere, in fine, le parole: , ivi compresa la liquidazione degli emolumenti del personale.

* 1746-bis/I/37. 1. Giovanardi.

 

Al comma 1, aggiungere, in fine, le parole: , ivi compresa la liquidazione degli emolumenti del personale.

* 1746-bis/I/37. 2. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

ART. 38.

Al comma 1, dopo la parola: convenzioni aggiungere le seguenti: e contratti di sicurezza volti a sviluppare azioni di sicurezza urbana integrata.

1746-bis/I/38. 1. Incostante.

 

Al comma 1, dopo le parole: sicurezza dei cittadini aggiungere le seguenti: e in relazione a contratti di sicurezza volti a sviluppare azioni di sicurezza urbana integrata.

1746-bis/I/38. 1. (nuova formulazione) Incostante, Giovanelli, Boato.

 

Al comma 1, sopprimere le parole: che prevedano la contribuzione logistica o finanziaria delle stesse Regioni e degli enti locali.

1746-bis/I/38. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, sopprimere le parole: anche in deroga a disposizioni di legge e di regolamento.

1746-bis/I/38. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, sostituire le parole: sentita la Conferenza unificata con le seguenti: previo parere obbligatorio della Conferenza unificata.

1746-bis/I/38. 4. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

ART. 39.

Al comma 1, sostituire le parole: 15 per cento con le seguenti: 10 per cento.

1746-bis/I/39. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: mediante processi di riorganizzazione e di formazione e riconversione del personale addetto alle funzioni di supporto che consentano di ridurne il numero in misura non inferiore al 5 per cento all'anno fino al raggiungimento del limite predetto.

1746-bis/I/39. 4. Bressa. Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 2, sostituire le parole: tre mesi con le seguenti: due mesi.

1746-bis/I/39. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Aggiungere in fine il seguente comma:

7. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/39. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

ART. 42.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/42. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sostituire i commi 1 e 2 con i seguenti:

1. I consigli di amministrazione degli enti pubblici non economici nazionali sono composti dal Presidente e da due consiglieri, a far data dalla approvazione delle disposizioni di cui al comma 3. Gli emolumenti e i compensi dei Presidenti sono determinati dal Ministro vigilante e non possono in nessun caso superare il 50 per cento dell'indennità parlamentare. Gli emolumenti e i compensi dei consiglieri sono determinati dal Ministro vigilante e non possono in nessun caso superare il 30 per cento dell'indennità parlamentare.

2. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge sono presentate ai Ministeri vigilanti le modifiche delle norme statutarie e dei regolamenti di organizzazione di ciascun ente necessarie per l'attuazione delle disposizioni del comma precedente.

1746-bis/I/42. 4. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: un mese con le seguenti: due mesi.

Conseguentemente, al comma 3 le parole: due mesi sono sostituite dalle seguenti: tre mesi, ed al comma 4 le parole: un mese sono sostituite dalle seguenti: due mesi.

1746-bis/I/42. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 5, dopo le parole: ISTAT, aggiungere le seguenti: all'Accademia dei Lincei.

1746-bis/I/42. 5. Il Relatore.

 

Al comma 5, dopo le parole: all'INAIL aggiungere le seguenti: , agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/42. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

ART. 44.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/44. 1. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

ART. 45.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/45. 2. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Sostituirlo con il seguente:

45. Nell'espletamento dei compiti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, l'Alta Commissione di studio dovrà altresì:

a) indicare proposte tecniche sui princìpi generali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;

b) implementare i meccanismi di controllo dei flussi finanziari compatibili con il Patto di stabilità europeo anche sotto il profilo dell'entità del debito pubblico;

c) operare analisi, monitoraggio e valutazione dei flussi finanziari centro-periferia;

d) verificare le problematiche classificatorie e di armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni pubbliche centrali e decentrate, compatibili con i criteri di contabilità nazionale ed europea.

1746-bis/I/45. 1. D'Alia.

 

ART. 46.

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/46. 1. D'Alia.

 

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/46. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/46. 5. Boschetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: entro due mesi con le seguenti: entro trenta giorni.

1746-bis/I/46. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 3, secondo periodo, sostituire le parole: con la stessa procedura di cui al comma 1 con le seguenti: con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.

1746-bis/I/46. 4. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

ART. 47.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/47. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, lettera a) capoverso 1 dopo le parole: enti ed organismi pubblici aggiungere la parola: nazionali e dopo le parole: strutture amministrative pubbliche aggiungere la parola: nazionali.

1746-bis/I/47. 4. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, lettera a), capoverso 1, dopo le parole: strutture amministrative pubbliche aggiungere le seguenti: , esclusi gli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consiglio nazionali,.

1746-bis/I/47. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

Al comma 1, lettera e), sostituire il capoverso lettera b) con il seguente: i commi 2-bis e 6 sono abrogati.

1746-bis/I/47. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 2 sostituire le parole: 200 milioni con le seguenti: 300 milioni le parole: 300 milioni con le seguenti: 400 milioni e le parole: 400 milioni con le seguenti: 500 milioni.

1746-bis/I/47. 6. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

4. È soppressa la camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture istituita ai sensi dell'articolo 241, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Conseguentemente sono abrogate tutte le disposizioni che prevedono compiti e funzioni della camera stessa.

1746-bis/I/47. 2. Angelo Piazza, Turco.

 

ART. 51.

Aggiungere in fine il seguente comma:

2. Le disposizioni di cui agli articoli 39, 42, 47 e 57 della presente legge non si applicano agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/51. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

ART. 57.

Al comma 1 sostituire le parole: 1000 unità con le seguenti: 3000 unità oltre alla stabilizzazione degli ausiliari già in servizio.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/57. 8. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. Per l'anno 2007, a valere sul fondo di cui al comma 96 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, appositamente incrementato, per gli anni 2007 e 2008, di 31,1 milioni di euro, nonché, a decorrere dal 2009, a valere sul fondo di cui al comma 6, i Corpi di polizia sono autorizzati entro il 30 marzo, ad effettuare assunzioni per un contingente complessivo di personale non superiore a 2.000 unità. In questo contingente sono compresi 1316 agenti della Polizia di Stato trattenuti in servizio, da ultimo, ai sensi del decreto-legge 27 settembre 2006, n. 260, che sono assunti a tempo indeterminato a decorrere dal 1o gennaio 2007 con le modalità previste all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49.

Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell'interno apportare le seguenti variazioni:

2007:-31,1 mln;

2008:-31,1 mln.

1746-bis/I/57. 9. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1 sostituire le parole: 1.000 unità con le seguenti: 3.000 unità.

* 1746-bis/I/57. 1. D'Alia.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 1.000 unità con le seguenti: 3.000 unità.

* 1746-bis/I/57. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: per gli anni 2008 e 2009 con le seguenti: per gli anni 2007, 2008 e 2009.

Conseguentemente, al comma 6, dopo le parole: per ciascuno degli anni aggiungere le seguenti: 2007.

1746-bis/I/57. 10. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, primo periodo, dopo le parole: Per gli anni aggiungere la seguente: 2007.

Conseguentemente alla Tabella A, Voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare per il 2007 le conseguenti variazioni.

1746-bis/I/57. 11. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, primo periodo, sopprimere le parole da: ivi a: fuoco.

1746-bis/I/57. 2. D'Alia.

 

Al comma 4, sostituire le parole: corrispondente ad una spesa pari al venti per cento con le parole: corrispondente ad una spesa pari al trenta per cento.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/57. 18. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 4, primo periodo, sopprimere le parole: i Corpi di Polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le conseguenti variazioni.

1746-bis/I/57. 12. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: 20 per cento con le seguenti: 25 per cento.

1746-bis/I/57. 6. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 4, secondo periodo, sopprimere le parole: alle assunzioni dei segretari comunali e provinciali nonché.

Conseguentemente all'articolo 57, dopo il comma 14, inserire il seguente:

14-bis. L'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali procede, in deroga ad ogni altra disposizione, a bandire ed espletare il corso-concorso per l'accesso in carriera dei segretari comunali e provinciali. Il corso-concorso si svolge secondo le seguenti modalità, fermo restando, per il resto, quanto previsto dalle norme vigenti:

a) il concorso è indetto con deliberazione del consiglio nazionale d'amministrazione, previa comunicazione al Dipartimento per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione ed al Ministero vigilante;

b) il corso-concorso ha una durata di nove mesi ed è seguito da un tirocinio pratico di tre mesi presso uno o più comuni. Durante il corso è prevista una verifica volta ad accertare l'apprendimento.

1746-bis/I/57. 13. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, terzo periodo, in fine, aggiungere le parole: , nonché agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consiglio nazionali.

1746-bis/I/57. 3. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

4-bis. Per le assunzioni di cui ai commi 1 e 4, le amministrazioni pubbliche, prima dell'espletamento di nuove procedure concorsuali, devono procedere all'assunzione degli idonei nelle graduatorie dei concorsi precedentemente banditi.

1746-bis/I/57. 4. D'Alia.

 

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

4-bis. Per le assunzioni di cui al comma 4, le amministrazioni pubbliche, prima dell'espletamento di nuove procedure concorsuali, devono procedere all'assunzione degli idonei nelle graduatorie dei concorsi precedentemente banditi.

1746-bis/I/57. 4. (nuova formulazione) D'Alia.

 

Al comma 5, dopo le parole: Per gli anni aggiungere la seguente: 2007.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare per il 2007 le conseguenti variazioni.

1746-bis/I/57. 17. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

5-bis. Sulla base delle disposizioni dei commi 4 e 5 è determinato il numero complessivo delle assunzioni e delle stabilizzazioni concernente il complesso delle amministrazioni interessate. Tali contingentamenti sono ripartiti fra le singole amministrazioni sulla base di piani semestrali, approvati dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme e l'innovazione delle pubbliche amministrazioni di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

1746-bis/I/57. 14. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 6, primo periodo, dopo le parole: per ciascuno degli anni aggiungere la seguente: 2008.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le conseguenti variazioni.

1746-bis/I/57. 15. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 6, primo periodo, dopo le parole: ulteriori assunzioni aggiungere le seguenti: di personale a tempo indeterminato.

1746-bis/I/57. 7. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sopprimere il comma 13.

1746-bis/I/57. 16. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

ART. 58.

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo:

In aggiunta a quanto previsto dal primo periodo è stanziata a decorrere dall'anno 2007 la somma di 80 milioni di euro da destinare al trattamento accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle speciali esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, con la prevenzione e la repressione dei reati, nonché alle speciali esigenze della difesa nazionale anche in relazione agli accresciuti impegni in campo internazionale.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007:-80.000;

2008-80.000;

2009-80.000.

1746-bis/I/58. 5. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2, è stanziata, per gli anni 2006 e 2007, la somma di 200 milioni di euro annui da destinare al trattamento economico accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle pressanti esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/58. 3. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2, è stanziata, per gli anni 2006 e 2007, la somma di 200 milioni di euro annui da destinare al trattamento economico accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle presenti esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

1746-bis/I/58. 1. Giovanardi.

 

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

2-bis. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e delle forze di polizia.

1746-bis/I/58. 6. Santelli.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze amate e delle forze di polizia. Per completare il processo di graduale valorizzazione retributiva funzionale per il personale delle Forze armate e delle forze di polizia sono rispettivamente stanziati per gli anni 2006, 2007 e 2008, secondo gli obiettivi prefissati dai provvedimenti normativi di cui al precedente periodo, 350, 450 e 650 milioni di euro.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/58. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze amate e delle forze di polizia. Per completare il processo di graduale valorizzazione retributiva funzionale per il personale delle Forze armate e delle forze di polizia sono rispettivamente stanziati per gli anni 2006, 2007 e 2008, secondo gli obiettivi prefissati dai provvedimenti normativi di cui al precedente periodo, 350, 450 e 650 milioni di euro.

1746-bis/I/58. 2. Giovanardi.

 

ART. 64.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/64. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: stipendiali automatica aggiungere le seguenti: ad eccezione dei professori e dei ricercatori universitari.

Conseguentemente, all'articolo 110, sopprimere i commi 1 e 3.

1746-bis/I/64. 1. Mascia, Franco Russo.

 

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: 165, e successive modificazioni aggiungere le seguenti: ad eccezione della categoria dei docenti e ricercatori universitari.

Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007:-18 milioni;

2008:-35 milioni;

2009:-70 milioni.

1746-bis/I/64. 6. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano a coloro che abbiano maturato un periodo di anzianità inferiore a tre anni.

1746-bis/I/64. 2. D'Alia, Mazzoni.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai docenti e ricercatori universitari.

1746-bis/I/64. 3. D'Alia, Mazzoni.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate.

1746-bis/I/64. 4. D'Alia, Mazzoni.

 

Dopo l'articolo 64 è aggiunto il seguente:

Art. 64-bis.

(Misure di contenimento dei trattamenti accessori extracontrattuali).

1. Il comma 1 e il comma 2 dell'articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, come sostituiti dall'articolo 3 comma 165, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono abrogati. Nulla è dovuto per gli anni 2005 e 2006.

1746-bis/I/64. 01. Il relatore.

 

ART. 68.

Al comma 9, primo periodo dopo le parole: anche immigrata con particolare riferimento alla conoscenza della lingua aggiungere le seguenti: , della cultura e della Costituzione italiana.

1746-bis/I/68. 1.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

ART. 76.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/76. 2.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

1746-bis/I/76. 3.Il relatore.

 

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

1746-bis/I/76. 4.Il relatore.

 

Al comma 1, sopprimere la lettera c).

1746-bis/I/76. 5.Il relatore.

 

Al comma 1, lettera d), capoverso, primo periodo, dopo le parole: assumere consulenze aggiungere la seguente: professionali.

1746-bis/I/76. 6.Il relatore.

 

Al comma 1, sopprimere la lettera e).

1746-bis/I/76. 1.Mascia, Franco Russo, Frias.

 

Al comma 1, lettera e), capoverso, dopo le parole: consigli provinciali, giungere le seguenti: i componenti delle giunte comunali e provinciali, i presidenti degli organi di decentramento dei comuni con popolazione superiore a 150.000 abitanti.

1746-bis/I/76. 7.Il relatore.

 

Al comma 1, lettera h), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole da: un comune avente popolazione fino alla fine della lettera con le seguenti: il comune avente la maggiore popolazione.

1746-bis/I/76. 8.Il relatore.

 

Al comma 1, dopo la lettera l) inserire la seguente:

l-bis) nell'articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole da «un terzo» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti «un quarto arrotondato per difetto del numero dei consiglieri comunali e provinciali, computando a tal fine il sindaco e il presidente della provincia, e comunque non superiore a quattordici unità». La disposizione di cui alla presente lettera si applica a decorrere dalle prime elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali, successive all'entrata in vigore della presente legge, ai comuni e alle province ad esse interessati e, successivamente, agli enti di volta in volta chiamati a rinnovare i propri organi elettivi.

1746-bis/I/76. 9.Il relatore.

 

ART. 77.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/77. 2.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

1746-bis/I/77. 1.Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1 sostituire le parole: , 34 e 35 con le seguenti: e 34.

1746-bis/I/77. 3.Il relatore.

 

ART. 79.

Sopprimere i commi 1, 2, 3, 5 e 6.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/79. 1.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: di concerto con il Ministro dell'Interno con le seguenti: d'intesa con il Ministro dell'interno.

1746-bis/I/79. 2.Boato, Zaccaria, Franco Russo.

 

Al comma 1, sopprimere il quarto periodo.

1746-bis/I/79. 3.Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 


ART. 80.

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. Il limite di cui al comma 1 non si applica agli amministratori di cui all'articolo 2381, comma 2, del Codice civile.

1746-bis/I/80. 4.Zaccaria, Amici, Bressa, Giovanelli, Incostante, Boato.

 

Al comma 2 sostituire la parola: minore con la seguente: maggiore.

*1746-bis/I/80. 1.Incostante.

 

Al comma 2 sostituire la parola: minore con la seguente: maggiore.

*1746-bis/I/80. 5.Il relatore.

 

Sopprimere il comma 4.

1746-bis/I/80. 6.Il relatore.

 

Al comma 5, primo periodo, sostituire le parole: , in tutto o in parte, con la seguente: totalmente.

1746-bis/I/80. 7.Il relatore.

 

Aggiungere, in fine il seguente comma:

9. L'articolo 108 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è abrogato.

1746-bis/I/80. 2.D'Alia.

 

Aggiungere, in fine i seguenti commi:

9. L'articolo 108 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è abrogato.

10. Il comma 5 dell'articolo 98 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è sostituito dal seguente:

5. Al relativo corso si accede mediante concorso nazionale a cui possono partecipare i laureati in giurisprudenza, scienze politiche, economia, nonché i direttori generali nominati prima dell'entrata in vigore della presente legge, se in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso al concorso.

1746-bis/I/80. 2. (nuova formulazione) D'Alia.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

9. Il comma 5 dell'articolo 98 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è sostituito dal seguente:

5. Al relativo corso si accede mediante concorso nazionale a cui possono partecipare i laureati in giurisprudenza, scienze politiche, economia, nonché i direttori generali nominati prima dell'entrata in vigore della presente legge, se in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso al concorso.

1746-bis/I/80. 3.D'Alia.

 

Dopo l'articolo 80, aggiungere il seguente:

Art. 80-bis.

(Fondo incentivi per il sostegno agli investimenti ICT negli enti locali).

1. È istituito, presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti Spa, un apposito fondo, denominato «Fondo incentivi per il sostegno agli investimenti per l'innovazione negli enti locali», destinato a finanziare le spese in conto interessi per l'ammortamento dei mutui contratti dagli Enti locali per realizzare interventi di razionalizzazione, semplificazione e digitalizzazione dell'attività amministrativa. Per la gestione del fondo sono autorizzati limiti di impegno quindicennali per l'importo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero per gli Affari regionali e per le autonomie locali, sentita la Commissione permanente per l'innovazione tecnologica nelle regioni e negli enti locali di cui all'articolo 14 comma 3-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono stabiliti i criteri e le modalità attuative di assegnazione dei suddetti fondi e di erogazione degli stessi per le finalità di cui al comma 1.

Conseguentemente alla Tabella A del Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007:-15 milioni;

2008:-15 milioni;

2009:-15 milioni.

1746-bis/I/80. 01.Il relatore.

 

ART. 88.

Al comma 1, dopo la lettera p), inserire la seguente:

p-bis. A decorrere dal 1o settembre 2007, sono a carico dell'amministrazione le spese di cura, comprese quelle per ricoveri in istituti sanitari e per protesi sostenute dal personale delle Forze di polizia e delle Forze armate e conseguenti a ferite o lesioni riportate nell'espletamento di servizi di polizia o di soccorso pubblico, ovvero nello svolgimento di attività operative, riconosciute dipendente da causa di servizio.

Conseguentemente, alla tabella A, alla voce: Ministero della salute, sono apportate le seguenti variazioni:

2007:-10 milioni;

2008:-10 milioni;

2009:-10 milioni.

1746-bis/I/88. 1.Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici, Santelli, D'Alia, Bocchino, Cota, Boscetto, Carfagna, Incostante.

 

ART. 194.

Sostituirlo con il seguente:

1. Il «fondo nazionale per le politiche dei diritti e delle pari opportunità», istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, è incrementato della somma di euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009.

2. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza il fondo di cui al comma 1 per l'Osservatorio per il contrasto della violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento sessuale nonché, d'intesa con le Regioni e le amministrazioni locali, per sostenere i centri antiviolenza accreditati.

3. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza, inoltre, il fondo di cui al comma 1 per combattere ogni forma di discriminazione e per i programmi di assistenza ed integrazione sociale in favore delle vittime di violenza e di sfruttamento nonché delle altre finalità di protezione sociale degli immigrati di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 recante il testo unico sull'immigrazione e per il programma speciale di assistenza per le vittime dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù o servitù ovvero di tratta di persone di cui all'articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228.

4. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza il fondo di cui al comma 1 anche per promuovere la politica di genere nonché per garantire il funzionamento del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ed il perseguimento degli obiettivi stabiliti nella piattaforma di azione della conferenza di Pechino e dal Consiglio europeo straordinario di Lisbona del marzo 2000.

5. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza altresì il fondo di cui al comma 1 per le attività relative all'Anno Europeo per le pari opportunità per tutti.

6. Per realizzare le azioni di cui ai punti 2, 3, 4 e 5, il Ministro delle Pari Opportunità può effettuare studi, ricerche, campagne di informazione e di formazione, anche tramite convenzioni ed intese con associazioni, enti pubblici, enti locali ed imprese.

1746-bis/I/194. 5.Il relatore.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 35 milioni.

Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: -15 milioni;

2008: -15 milioni;

2009: -15 milioni.

1746-bis/I/194. 3.Zaccaria.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 30 milioni.

Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: -10.000;

2008: -10.000;

2009: -10.000.

* 1746-bis/I/194. 4.Il relatore.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 30 milioni.

Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: -10.000;

2008: -10.000;

2009: -10.000.

* 1746-bis/I/194. 2.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni di euro con le seguenti: 30 milioni di euro.

1746-bis/I/194. 1.D'Alia.

 

ART. 199.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, dopo l'articolo 214 aggiungere il seguente:

214-bis. Per l'espletamento delle funzioni e dei compiti spettanti al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, è assegnato al Ministero dell'interno la somma di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

1746-bis/I/199. 1.D'Alia.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/199. 4.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: solidarietà sociale aggiungere le seguenti: e dal Ministro dell'interno.

1746-bis/I/199. 2.D'Alia.

 

Al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: pari opportunità aggiungere le parole: e con il Ministro dell'interno.

1746-bis/I/199. 3.D'Alia.

 

ART. 200.

Dopo l'articolo 200 aggiungere il seguente:

Art. 200-bis.

1. L'articolo 1 comma 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, modificato dall'articolo 2 della legge 17 agosto 1999, n. 288 è sostituito dal seguente:

«2. I soggetti di cui all'articolo 1 comma 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, come modificato dal comma 1 del presente articolo, nonché i rispettivi coniugi e i figli, ovvero i fratelli e le sorelle conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi, godono, singolarmente e direttamente, del diritto alle assunzioni obbligatorie e delle altre tutele di cui alle vigenti disposizioni di legge, con chiamata diretta nominativa, con diritto di precedenza assoluta rispetto ad ogni altra categoria e con preferenza, a parità di titoli.

Per i predetti soggetti, compresi coloro che svolgono già un'attività lavorativa, le assunzioni per chiamata diretta nominativa sono previste per i profili professionali del personale contrattualizzato del comparto Ministeri fino all'ottavo livello retributivo. Fermo restando le percentuali di assunzione previste dalle vigenti disposizioni, per i livelli retributivi dal sesto all'ottavo le assunzioni, da effettuarsi previo espletamento della prova di idoneità di cui all'articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, come sostituito dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1997, n. 246, non potranno superare l'aliquota del 10 per cento del numero di vacanze nell'organico. Entro il 31 dicembre di ogni anno tutte le Amministrazioni pubbliche devono comunicare al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio il numero degli appartenenti alla speciale categoria delle vittime del terrorismo assunti nel corso dell'anno, distribuito per categorie professionali.

In caso di trasferimenti o promozioni, a parità di titoli o merito, la qualità di vittima del terrorismo e della criminalità organizzata riconosciuta ai soggetti di cui al primo capoverso, costituisce titolo di precedenza assoluta».

1746-bis/I/200. 01.Il relatore.

 

Dopo l'articolo 200 aggiungere il seguente:

Art. 200-bis.

Il comma 1, articolo 1 della legge 3 agosto 2004, n. 206 «Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice» è sostituito dal seguente:

«1. Le disposizioni della presente legge si applicano:

a) a tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, compiuti sul territorio nazionale o extranazionale, se coinvolgenti cittadini italiani, nonché ai loro familiari superstiti;

b) ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980;

c) ai familiari delle vittime e ai superstiti della cosiddetta «banda della Uno Bianca».

Conseguentemente alla tabella A, Ministero dell'interno apportare le seguenti modificazioni:

2007: -12;

2008: -12;

2009: -12.

1746-bis/I/200. 02.Il relatore.


ICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

Martedì 17 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Martedì 17 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Franco Bonato.

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007.

(Parere alla V Commissione).

(Seguito esame congiunto e conclusione - Relazioni favorevoli con condizioni).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 12 ottobre.

 

Luciano VIOLANTE (Ulivo), presidente, ricorda che nella seduta odierna la Commissione deve esaminare gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi accantonati nella seduta del 12 ottobre 2006 (vedi allegato 1). Avverte che sono stati ritirati gli emendamenti 1746-bis/I/32.6 Bressa, 1746-bis/I/57.10 Bressa e 1746-bis/I/64.6 Bressa.

Comunica, quindi, con riferimento all'articolo 32, concernente la revisione degli assetti organizzativi dei Ministeri, che sono inammissibili per carenza di compensazione i seguenti emendamenti: 1746-bis/I/32.2 Bocchino, 1746-bis/I/32.10 Lo Presti e 1746-bis/I/32.5 Bressa. Con riferimento all'articolo 42, concernente l'organizzazione del vertice degli enti pubblici non economici, avverte che sono inammissibili, per carenza di compensazione i seguenti emendamenti: 1746-bis/42.2 Bocchino, 1746-bis/42.6 Barbieri, 1746-bis/42.7 Ciocchetti e 1746-bis/42.13 Aprea. Con riferimento all'articolo 47, concernente il riordino, la trasformazione e soppressione di enti pubblici, avverte che sono inammissibili, per carenza di compensazione, gli emendamenti 1746-bis/I/47.3, Bocchino, 1746-bis/47.1 Zeller e 1746-bis/I/47.5 Bocchino. Con riferimento all'articolo 51, concernente l'ambito di applicazione delle misure di contenimento della spesa, è inammissibile per carenza di compensazione l'emendamento 1746-bis/I/51.1 Zeller. Quanto all'articolo 57, concernente le assunzioni di personale, avverte che sono inammissibili, per carenza di compensazione gli emendamenti 1746-bis/I/57.5 Bocchino, 1746-bis/I/57.6 Bocchino e 1746-bis/I/57.3 Zeller. Avverte altresì che è da considerare inammissibile per inidoneità della compensazione l'emendamento 1746-bis/I/57.15 Bressa.

Quanto all'emendamento 1746-bis/I/57.13 Bressa, fa presente che lo stesso può essere considerato ammissibile, ferma restando la possibilità di diversa valutazione nelle successive fasi dell'esame parlamentare, tenuto conto che nella relazione tecnica che accompagna il disegno di legge finanziaria non sono quantificati gli effetti di contenimento della spesa derivanti dall'estensione dei limiti alle assunzioni anche ai segretari comunali e provinciali.

Con riferimento all'articolo 58, concernente i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, avverte che sono inammissibili, per carenza di compensazione gli emendamenti: 1746-bis/I/58.6 Santelli, 1746-bis/I/58.4 Boscetto (nuova formulazione). Quanto all'articolo 64, concernente gli automatismi stipendiali e i trattamenti accessori dirigenziali, avverte che sono inammissibili, per carenza di compensazione gli emendamenti 1746-bis/I/64.5 Bocchino, 1746-bis/I/64.2 e 1746-bis/I/64.3 D'Alia. Avverte, infine, che è da ritenere inammissibile, per inidoneità della compensazione, l'articolo aggiuntivo 1746-bis/I/187.02 del relatore.

Invita quindi il relatore ed il rappresentante del Governo ad esprimere il prescritto parere sugli emendamenti ed articoli aggiuntivi.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/32.1 Giovanardi (nuova formulazione), 1746-bis/I/35.1 D'Alia (nuova formulazione) e 1746-bis/I/42.10 Aprea. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/42.4 Bressa (nuova formulazione). Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/42.11 e 1746-bis/I/42.14 del deputato Aprea. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/57.1 D'Alia (nuova formulazione) e parere favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/57.11 Bressa (nuova formulazione). Sull'emendamento 1746-bis/I/57.2 del deputato D'Alia, invita il presentatore al ritiro, avvertendo che altrimenti il parere sarà contrario. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 1746-bis/I/57.12 (nuova formulazione) D'Alia, 1746-bis/I/57.13 Bressa, 1746-bis/I/57.4 D'Alia (nuova formulazione), 1746-bis/I/57.17 (nuova formulazione) e 1746-bis/I/57.16 (nuova formulazione) del deputato Bressa. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1746-bis/I/58.3 Boscetto (nuova formulazione), 1746-bis/I/58.1 Giovanardi (nuova formulazione), 1746-bis/I/58.4 Boscetto (nuova formulazione) e 1746-bis/I/58.2 Giovanardi (nuova formulazione). Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/I/64.10. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/64.4 D'Alia (nuova formulazione). Raccomanda l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/I/64.01. Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/80.2 D'Alia (nuova formulazione). Raccomanda l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/I/187.01. Esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 1746-bis/I/194.5 (nuova formulazione). Esprime parere contrario sull'emendamento 1746-bis/I/194.1 D'Alia (nuova formulazione). Raccomanda infine l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/I/200.02 (nuova formulazione).

 

Il sottosegretario Franco BONATO esprime parere conforme a quello del relatore ad eccezione degli emendamenti 1746-bis/I/42.4 Bressa (nuova formulazione), 1746-bis/I/57.11 Bressa (nuova formulazione), 1746-bis/I/57.16 Bressa (nuova formulazione) 1746-bis/I/57.17 Bressa (nuova formulazione), per i quali si rimette alla valutazione della Commissione. Sugli emendamenti 1746-bis/I/58.4 Boscetto (nuova formulazione) e 1746-bis/I/58.2 Giovanardi (nuova formulazione) invita i presentatori al ritiro, avvertendo che altrimenti il parere sarà contrario. Infine, sugli emendamenti 1746-bis/I/199.2 e 1746-bis/I/199.3 del deputato D'Alia si rimette alla valutazione della Commissione. (modifica del parere).

 

La Commissione respinge l'emendamento 1746-bis/I/32.3 Boscetto.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), intervenendo sul proprio emendamento 1746-bis/I/32.5, precisa che i «nuovi dirigenti» cui esso fa riferimento devono intendersi i vincitori del corso-concorso di cui all'articolo 28, commi 2, 3, 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Chiede tuttavia al Presidente di valutare l'opportunità di proporre l'accontanamento dell'emendamento in esame al fine di individuare una idonea formulazione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, propone di accantonare l'esame dell'emendamento 1746-bis/I/32.5 Bressa.

 

La Commissione acconsente e, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1746-bis/I/32.7 del relatore e 1746-bis/I/32.8 Bressa. Respinge gli emendamenti 1746-bis/I/32.4 Boscetto e 1746-bis/I/32.1 D'Alia (nuova formulazione). Approva l'emendamento 1746-bis/I/32.9 Bressa. Respinge gli emendamenti 1746-bis/I/35.4 Boscetto, 1746-bis/I/ 35.1 D'Alia (nuova formulazione), 1746-bis/I/35.2 Giovanardi (nuova formulazione), 1746-bis/I/35.3 Giovanardi e 1746-bis/I/42.10 Aprea. Approva l'emendamento 1746-bis/I/42.4 Bressa (nuova formulazione).

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1746-bis/I/42.4 Bressa (nuova formulazione), sono preclusi gli emendamenti 1746-bis/I/42.11 Aprea e 1746-bis/I/42.3 Bocchino.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento 1746-bis/I/42.14 Aprea ed approva all'unanimità l'emendamento 1746-bis/I/42.5 del relatore.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) sottoscrive l'emendamento 1746-bis/I/42.1 Zeller e chiede di sapere i motivi per i quali è stato espresso su di esso un parere contrario.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, osserva che il parere è contrario in quanto l'emendamento è riferito a soggetti che, non essendo enti pubblici non economici, non sono destinatari delle disposizioni in esame.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritira l'emendamento da lui sottoscritto 1746-bis/I/42.1 Zeller, alla luce del chiarimento fornito dal relatore.

 

Il sottosegretario Franco BONATO invita al ritiro di tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 46, invitando la Commissione a prevedere, nella relazione alla V Commissione, una osservazione volta a sollecitare una riconsiderazione della formulazione dell'articolo 46 avendo riguardo in particolare al carattere di autonomia che deve permeare l'attività della istituenda Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, nonché alla procedura di nomina dei componenti.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ritiene opportuno evitare che i poteri di indagine attribuiti dal comma 2 dell'articolo 46 alla Commissione per la garanzia dell'informazione statistica siano troppo incisivi nei confronti dell'ISTAT.

 

Il sottosegretario Franco BONATO sottolinea che non è intenzione del Governo prevedere poteri di indagine troppo incisivi.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, dichiara di condividere la proposta formulata dal rappresentante del Governo volta a prevedere, nella proposta di parere alla V Commissione, una apposita riflessione sui caratteri da attribuire alla istituenda Commissione e sulle procedure di nomina, che si riserva di presentare alla Commissione. Esprime pertanto un invito al ritiro di tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 46, avvertendo che altrimenti il parere sarà contrario.

 

Il sottosegretario Franco BONATO esprime un parere conforme a quello del relatore.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sul proprio emendamento 1746-bis/I/46.1, osserva che la istituenda Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, oltre a recare un significativo onere finalizzato alla retribuzione del personale, essendo soggetta all'influenza del Governo, che ne nomina i componenti, può condizionare in maniera rilevante l'attività dell'ISTAT. Dichiara di non comprendere il senso del meccanismo contenuto dall'articolo 46, che sopprime una Commissione istituendone una nuova senza modificarne strutturalmente le funzioni. Chiede pertanto che il proprio emendamento 1746-bis/I/46.1 sia messo in votazione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, osserva che l'istituzione di una nuova Commissione per la garanzia dell'informazione statistica si giustifica alla luce della nuova e significativa competenza in materia di finanza pubblica che viene ad essa attribuita.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritiene che l'integrazione delle funzioni già attribuite alla Commissione non richiede la sua soppressione con la contestuale istituzione di una nuova Commissione dotata di penetranti poteri di indagine.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo), pur dichiarando di comprendere le riflessioni del deputato D'Alia, ritiene che sia sufficiente prevedere una apposita osservazione nella proposta di relazione alla V Commissione che tenga conto dei suggerimenti emersi nel dibattito.

 

Franco RUSSO (RC-SE), rivolto al deputato D'Alia, ritiene che si possa inserire nella relazione alla V Commissione una osservazione volta a sottolineare il carattere di autonomia che deve connotare l'azione della Commissione per la garanzia dell'informazione statistica. Propone tuttavia di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46.

 

Luciano VIOLANTE (Ulivo), presidente, prima di passare all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46, ritiene opportuno discutere sulla formulazione dell'osservazione che dovrebbe essere contenuta nella relazione alla V Commissione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritiene che si potrebbe accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46 e verificare la possibilità di esaminare un emendamento che dovrebbe presentare il relatore in luogo dell'osservazione da inserire nella proposta di relazione alla V Commissione.

 

Italo BOCCHINO (AN) chiede che il rappresentante del Governo fornisca chiarimenti circa le differenze che esisterebbero tra la Commissione di cui si propone la soppressione e quella di cui si prevede l'istituzione. Ritiene infatti che la finalità dissimulata dalla istituenda Commissione sia solo quella di prevedere elevati emolumenti per i componenti.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), rispondendo al deputato Bocchino, osserva come il tratto distintivo tra le due Commissioni è rappresentato dall'attribuzione alla Commissione istituenda della specifica competenza in materia di finanza pubblica, volta a fornire carattere di terzietà all'esercizio della funzione di verifica dello stato dei conti pubblici. Ritiene opportuno tuttavia modificare la denominazione della nuova Commissione in modo da porne in evidenza il carattere di trasparenza della relativa azione.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), rivolto al deputato Bressa, chiede di sapere come sia possibile prevedere che la nuova Commissione, rispetto a quella di cui il Governo propone la soppressione, sia formata da un numero minore di componenti, passati da nove a cinque, e che al contempo aumenti le proprie spese e le proprie competenze.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ribadisce che la finalità sottesa alla istituzione della nuove Commissione è quella di attribuire a un organo imparziale il controllo dello stato delle finanze pubbliche, al fine anche di evitare ricorrenti polemiche all'inizio di ogni legislatura tra le due coalizioni politiche.

 

Italo BOCCHINO (AN) ritiene che quello in esame rappresenti un significativo problema di natura politica. In proposito tuttavia dichiara di condividere l'opportunità di attribuire alla Commissione per la garanzia dell'informazione statistica competenze in materia di finanza pubblica, non essendo invece favorevole sulla prevista durata di sei anni, che, coincidendo in parte con la successiva legislatura, rischierebbe di creare frizioni politiche con futuri Esecutivi. Conclude affermando che una tale previsione non fornisce adeguate garanzie alle opposizioni e che sarebbe a suo avviso preferibile far coincidere il mandato della Commissione con la durata della legislatura.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), ritiene che nell'osservazione da inserire nella relazione alla V Commissione debba essere previsto che la nomina dei componenti sia effettuata mediante un decreto del Presidente della Repubblica.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) dichiara di condividere il contenuto dell'emendamento 1746-bis/I/46.6 De Simone, che prevede che la nomina del Presidente e dei membri della Commissione sia fatta con determinazione dei Presidenti delle Camere.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), ritiene che tale osservazione potrebbe prevedere l'alternatività delle nomine con decreto del Presidente della Repubblica o con determinazione dei Presidenti delle Camere.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, propone che l'osservazione da prevedere nella relazione alla V Commissione sia formulata nel senso di evidenziare l'opportunità che la stessa Commissione di merito riformuli l'articolo 46, secondo gli indirizzi esposti dal rappresentante del Governo, tenendo prioritariamente conto dell'esigenza di salvaguardare sia l'autonomia della Commissione - prevedendo che la nomina dei componenti sia effettuata con decreto del Presidente della Repubblica ovvero attribuendo il potere di nomina ai Presidenti delle due Camere - sia l'autonomia dell'ISTAT e degli altri enti del sistema statistico nazionale, nonché dell'esigenza di evitare che alla istituenda Commissione siano assegnate funzioni di indagine costituzionalmente attribuite alle Camere.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, condivide la proposta testè formulata dal presidente e si riserva di inserire questa osservazione nella proposta di relazione che sottoporrà alla Commissione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, alla luce del dibattito svoltosi, propone di accantonare l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 46.

 

La Commissione acconsente.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti 1746-bis/I/47.4 e 1746-bis/I/47.6 del deputato Bocchino, nonché l'emendamento 1746-bis/I/47.2 Piazza.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) intervenendo sull'emendamento 1746-bis/I/57.9, osserva che esso tende a stabilizzare personale ausiliaro di pubblica sicurezza, auspicando, qualora venisse approvato, che nella proposta di relazione alla V Commissione si segnali l'opportunità di prevedere una analoga misura relativamente agli ausiliari del comparto della difesa, per evitare disparità di trattamento.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 1746-bis/I/57.9 Bressa.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1746-bis/I/57.9 Bressa, sono preclusi gli emendamenti 1746-bis/I/57.8 Boscetto e 1746-bis/I/57.1 (nuova formulazione) D'Alia.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/57.11 Bressa (nuova formulazione).

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritira il proprio emendamento 57.2.

 

La Commissione respinge l'emendamento 1746-bis/I/57.18 Boscetto.

 

I deputati Gianpiero D'ALIA (UDC) e Italo BOCCHINO (AN) sottoscrivono l'emendamento 1746-bis/I/57.12 Bressa (nuova formulazione).

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1746-bis/I/57.12 (nuova formulazione) e 1746-bis/I/57.13 del deputato Bressa.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC), intervenendo sul proprio emendamento 1746-bis/I/57.4, lo riformula nel senso di aggiungere, in fine, le parole: «ed ancora valide».

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1746-bis/I/57.4 D'Alia (ulteriore nuova formulazione), 1746-bis/I/57.17 Bressa (nuova formulazione) e 1746-bis/I/57.14 Bressa. Respinge l'emendamento 1746-bis/I/57.7 Bocchino.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) illustra il proprio emendamento 1746-bis/I/57.16 nella nuova formulazione, che è volto a favorire le operazioni di riorganizzazione del personale.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/57.16 Bressa (nuova formulazione).

 

Jole SANTELLI (FI) preannuncia voto contrario sull'emendamento 1746-bis/I/58.5 Bressa, in ragione della sua determinazione quantitativa, pur comprendendo le motivazioni che lo ispirano.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 1746-bis/I/58.5 Bressa.

 

Il sottosegretario Franco BONATO ricorda che il vice ministro Minniti ha manifestato l'intenzione del Governo di presentare un apposito disegno di legge per il riordino ed il rinnovo dei contratti del personale di pubblica sicurezza e invita pertanto a ritirare gli emendamenti che intervengono su tale materia.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), intervenendo sull'emendamento 1746-bis/I/58.6 Santelli, dichiarato inammissibile per carenza di compensazione, ritiene necessario verificare l'effettiva se le somme in esso previste siano ancora disponibili nel residuo per l'anno 2006, o siano andate in economia per effetto dei provvedimenti in materia di limitazione delle spese approvati nella passata legislatura.

 

Jole SANTELLI (FI) ribadisce che il suo emendamento è volto a rendere disponibile per il rinnovo contrattuale la parte delle somme stanziate che dovrebbero essere ancora disponibili, per un ammontare pari a circa 190 milioni di euro. Si riserva comunque di ripresentare l'emendamento nella fase di esame presso la V Commissione.

 

Il sottosegretario Franco BONATO comunica che le somme cui fa riferimento l'emendamento 1746-bis/I/58.6 Santelli non sono disponibili, essendo confluite tra le risorse in economia.

 

La Commissione respinge gli emendamenti 1746-bis/I/58.3 Boscetto (nuova formulazione), 1746-bis/I/58.1 Giovanardi (nuova formulazione), 1746-bis/I/58.4 Boscetto (nuova formulazione) e 1746-bis/I/58.2 Giovanardi (nuova formulazione).

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), intervenendo sull'emendamento 1746-bis/I/64.1 Franco Russo, osserva che le categorie contemplate dall'articolo 64 sono dissimili tra loro, soprattutto per le diverse dimensioni retributive, accomunando alti magistrati a ricercatori universitari. Reputa utile chiedere al Governo di ripensare la formulazione di tale articolo, non ritenendo questo l'approccio più corretto per affrontare il problema del contenimento della spesa. Interviene anche per illustrare l'emendamento del relatore 1746-bis/I/64.10 volto a consentire, se l'articolo 64 dovesse restare immodificato, che il decreto di determinazione delle retribuzioni venga adottato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri competenti.

 

Graziella MASCIA (RC-SE) sottolinea che il proprio emendamento 1746-bis/I/64.1 è volto ad impedire una evidente disparità di trattamento a danno dei professori e ricercatori universitari, le cui retribuzioni non sono elevate.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) ricorda di aver sottoscritto l'emendamento in esame 1746-bis/I/64.1 Franco Russo, avendone condiviso le finalità, dichiarandosi tuttavia contrario ad includere la dirigenza della pubblica sicurezza tra le categorie interessate dalla riduzione delle progressioni stipendiali automatiche. Ritiene inoltre opportuna una adeguata riflessione in ordine all'inclusione della categoria dei magistrati in quelle interessate dall'articolo 64, che rischierebbe di produrre evidenti squilibri tra le retribuzioni all'interno della categoria stessa, con particolare riferimento ai magistrati di prima nomina. Preannuncia il proprio voto favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/64.1 Franco Russo.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che per la definizione della retribuzione dei magistrati è stato adottato un sistema di adeguamento automatico al fine di evitare forme di reciproco condizionamento tra magistratura e forze politiche.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) ritiene che sia opportuno prevedere nella relazione alla V Commissione una osservazione volta a segnalare l'opportunità di riconsiderare la formulazione dell'articolo 64 tenendo conto delle differenze retributive tra le varie categorie interessate.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ritiene che potrebbe prevedersi di apportare alla relazione alla V Commissione una condizione volta a segnalare l'esigenza di riformulare l'articolo 64, al fine di evitare che le disposizioni da esso recate si applichino in modo indifferenziato a ciascuna di tali categorie, in particolare a quelle con reddito medio-basso, senza tenere conto delle sostanziali differenziazioni previste dalla normativa vigente in ordine al loro trattamento economico.

 

Khaled Fouad ALLAM (Ulivo) sottolinea l'esigenza di tenere presente le sperequazioni presenti tra le retribuzioni delle varie categorie interessate dall'articolo 64.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) condivide la proposta formulata dal presidente Violante.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) dichiara di non volere ritirare i propri emendamenti, sottolineando come per la seconda volta si stia cercando di usare lo strumento dell'osservazione alla relazione alla V Commissione per superare le difficoltà causate dalle disposizioni non condivise dalla maggioranza.

 

Graziella MASCIA (RC-SE) preannuncia l'intenzione di ritirare il proprio emendamento 1746-bis/I/64.1, riservandosi di presentarlo alla V Commissione.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, ritira il proprio emendamento 1746-bis/I/64.10.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) ritiene che il relatore potrebbe presentare un nuovo emendamento soppressivo dell'articolo 64.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che la Commissione giustizia, nel corso dell'esame delle parti di sua competenza del disegno di legge finanziaria, ha approvato un emendamento identico a quello proposto dal deputato Bressa.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, accogliendo la proposta del deputato Bressa, presenta l'emendamento 1746-bis/I/64.15 (vedi allegato), soppressivo dell'articolo 64.

 

I deputati Gianpiero D'ALIA (UDC) e Franco RUSSO (RC-SE) dichiarano il proprio orientamento favorevole sull'emendamento del relatore 1746-bis/I/64.15.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/64.15 del relatore.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento del relatore 1746-bis/I/64.15, sono preclusi gli emendamenti 1746-bis/I/64.1 Mascia, 1746-bis/I/64.10 del relatore, 1746-bis/I/64.4 D'Alia (nuova formulazione).

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) illustra l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/64.01, volto a consentire un risparmio stimato nell'ordine di 447 milioni di euro.

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/64.01.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) illustra il proprio emendamento 1746-bis/I/80.2, che, prevedendo la soppressione della figura del direttore generale degli enti locali, contribuisce a perseguire adeguatamente l'obiettivo della riduzione delle spese.

 

Oriano GIOVANELLI (Ulivo) preannuncia il proprio voto contrario sull'emendamento 1746-bis/I/80.2 D'Alia (nuova formulazione), che dovrebbe a suo avviso costituire oggetto di esame separato quando si affronterà la riforma del testo unico sugli enti locali. Non condivide le osservazioni del deputato D'Alia, ritenendo che le figure dei direttori generali non condizionino eccessivamente i costi della politica.

 

Felice BELISARIO (IdV) condivide le osservazioni del deputato D'Alia, ritenendo necessario ridurre i costi eccessivi del personale nelle amministrazioni locali.

 

Roberto COTA (LNP) ritiene opportuno sopprimere anche la figura del segretario comunale, che rappresenta una proiezione dello Stato nelle amministrazioni comunali. Rileva poi che l'uso di criteri non condivisibili nella scelta di taluni dei direttori generali nelle amministrazioni comunali rappresenti solo un problema di malcostume pubblico.

 

Franco RUSSO (RC-SE) dichiara la propria intenzione di non votare l'emendamento in discussione, ritenendo preferibile affrontare la problematica da esso recata quando la Commissione esaminerà la riforma del testo unico sugli enti locali. In proposito invita il deputato D'Alia a ritirare il proprio emendamento 1746-bis/I/80.2.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, invita a tenere distinti i costi della politica, i cui sprechi devono essere evitati, da quelli della democrazia.

 

La Commissione respinge l'emendamento 1746-bis/I/80.2 D'Alia (nuova formulazione).

 

Jole SANTELLI (FI) chiede chiarimenti sui contenuti dell'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.01.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) fa presente che l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.01, volto a consentire al Ministero dell'interno di entrare in possesso di somme di sua spettanza.

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.01.

 

Gianclaudio BRESSA (Ulivo), con riferimento all'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.02, dichiarato inammissibile per inidoneità della compensazione, osserva che esso non necessita di apposita compensazione essendo diretto ad assicurare la possibilità di completare il processo di emissione delle carte di identità elettroniche, mediante risorse già iscritte in bilancio.

 

Il sottosegretario Franco BONATO dichiara di condividere l'osservazione del deputato Bressa, assicurando che le risorse sono già iscritte al bilancio e che non è necessaria una compensazione.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, alla luce delle rassicurazioni fornite dal rappresentante del Governo, giudica ammissibile l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.02 ed invita il rappresentante del Governo ad esprimere su di esso il prescritto parere.

 

Il sottosegretario Franco BONATO esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.02.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'articolo aggiuntivo del relatore 1746-bis/I/187.02 e l'emendamento 1746-bis/I/194.5 (nuova formulazione) del relatore.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1746-bis/I/194.5 (nuova formulazione) del relatore, sono preclusi gli emendamenti 1746-bis/I/194.3 Zaccaria, 1746-bis/I/194.4 del relatore, 1746-bis/I/194.2 Boscetto, 1746-bis/I/194.1 (nuova formulazione) D'Alia.

 

Il sottosegretario Franco BONATO invita al ritiro degli emendamenti riferiti all'articolo 199, assicurando che il Governo intende disporre a favore del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno un apposito stanziamento di 3 milioni di euro, destinati ad aumentare successivamente.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) insiste per la votazione del proprio emendamento 1746-bis/I/199.1, volto a sopprimere il Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati e ad assicurare al contempo adeguate risorse al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. Ritiene infatti che la dotazione prospettata dal rappresentante del Governo sia eccessivamente esigua.

 

Italo BOCCHINO (AN) dichiara il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale sull'emendamento 1746-bis/I/199.1 D'Alia. Ritiene preoccupante prevedere un Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, affidato alla disponibilità del Ministro per la solidarietà sociale, senza precise indicazioni sulle sue finalità, delle quali chiede conto al rappresentante del Governo. In proposito osserva che non è stata proposta da parte della maggioranza una chiara politica in materia di immigrazione.

 

Jole SANTELLI (FI) ricorda che nel corso della seduta dello scorso 12 ottobre erano stati richiesti chiarimenti al rappresentante del Governo sulla modalità di utilizzo del Fondo in questione.

 

Franco RUSSO (RC-SE) ritiene che il Ministro per la solidarietà sociale Ferrero sia una figura competente ed in grado di assicurare una coerente politica in materia di solidarietà sociale. Osserva inoltre che la materia dell'immigrazione non può essere ridotta ad una questione di ordine pubblico.

 

Roberto ZACCARIA (Ulivo) si associa alle considerazioni del deputato Franco Russo.

 

Roberto COTA (LNP) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/199.1 D'Alia.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti 1746-bis/I/199.1 D'Alia, 1746-bis/I/199.4 Boscetto, 1746-bis/I/199.2 e 1746-bis/I/199.3 D'Alia e approva l'articolo aggiuntivo 1746-bis/I/200.02 del relatore.

 

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che è stato riformulato l'emendamento 1746-bis/I/32.5 Bressa, prevedendo che i «nuovi dirigenti» cui esso fa riferimento devono intendersi i vincitori del corso-concorso di cui all'articolo 28, commi 2, 3, 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Invita il relatore ed il rappresentante del Governo ad esprimere su di esso il prescritto parere.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, e il sottosegretario Franco BONATO esprimono parere favorevole.

 

La Commissione approva l'emendamento 1746-bis/I/32.5 Bressa (nuova formulazione) e respinge gli identici emendamenti 1746-bis/I/46.1 D'Alia, 1746-bis/I/46.2 Bocchino e 1746-bis/I/46.5 Boscetto, nonché l'emendamento 1746-bis/I/46.3 Bocchino.

 

Gianpiero D'ALIA (UDC) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento 1746-bis/I/46.6 De Simone.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti 1746-bis/I/46.6 De Simone e 1746-bis/I/46.4 Bocchino.

 

Jole SANTELLI (FI) ritiene che nella relazione alla V Commissione debba essere contenuto un riferimento alla esiguità, già segnalata anche dal deputato Amici, delle risorse attribuite a tutela della sicurezza pubblica.

 

Pierangelo FERRARI (Ulivo), relatore, illustra le proposte di relazione favorevole con condizioni sulla tabella 2, limitatamente alle parti di competenza della Commissione e alle connesse parti del disegno di legge finanziaria, nella quale ha introdotto le due condizioni riferite, rispettivamente, agli articoli 46 3 64, tenendo conto degli orientamenti emersi nella odierna seduta.

Illustra, quindi, la proposta di relazione favorevole sulla tabella 8 e le connesse parti del disegno di legge finanziaria.

La Commissione, con distinte votazioni, approva la proposta di relazione favorevole con condizioni sulla tabella 2, limitatamente alle parti di competenza della Commissione e alle connesse parti del disegno di legge finanziaria, (vedi allegato 2) e la proposta di relazione favorevole sulla tabella 8 e le connesse parti del disegno di legge finanziaria (vedi allegato 3), del relatore e nomina il deputato Ferrari relatore presso la V Commissione.

La seduta termina alle 13.10.


ALLEGATO 1

 

Legge finanziaria 2007 (C. 1746-bis Governo)

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009 (C. 1747 Governo)

 

EMENDAMENTI

 

ART. 32.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis./I/32. 3. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, sopprimere l'articolo 33 e l'articolo 35.

1746-bis/I/32. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1 sopprimere la lettera a).

1746-bis/I/32. 10. Lo Presti.

 

Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le parole: , salvaguardando in ogni caso la possibilità della immissione, nel quinquennio 2007-2011, di nuovi dirigenti in misura non inferiore al 10 per cento degli uffici dirigenziali generali e non.

1746-bis/I/32. 5. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le parole: , salvaguardando la possibilità della immissione, nel quinquennio 2007-2011, di nuovi dirigenti assunti ai sensi dell'articolo 28, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 in misura non inferiore al 10 per cento degli uffici dirigenziali generali e non.

1746-bis/I/32. 5. (Nuova formulazione) Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

a-bis) alla riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari di Stato, in modo di ridurre del 50 per cento i contingenti massimi attualmente previsti e di almeno il 30 per cento il personale effettivamente addetto.

1746-bis/I/32. 6. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1, sostituire la lettera c) con la seguente:

c) alla progressiva riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato presso la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, ad eccezione di quelli degli affari esteri, della giustizia, della difesa, dei beni e delle attività culturali e delle agenzie. La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo esercita le funzioni degli uffici riordinati e dipende funzionalmente dai Ministeri di settore per gli aspetti relativi alle materie di competenza degli uffici stessi. Con il medesimo regolamento sono disciplinate le modalità della riorganizzazione in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali sul territorio e sono individuate le Prefetture-Uffici territoriali del Governo nelle quali confluiscono gli uffici la cui competenza ecceda l'ambito provinciale; si provvede, anche, alle necessarie modifiche dei regolamenti di organizzazione delle amministrazioni interessate al riordino, alla conseguente specificazione dei compiti e delle responsabilità del prefetto titolare dell'Ufficio territoriale del Governo, nonché alla individuazione delle modalità organizzative e gestionali dirette alla riorganizzazione ed alla razionalizzazione delle strutture attraverso l'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, l'istituzione di servizi comuni, l'utilizzazione in via prioritaria di beni immobili demaniali e la rideterminazione delle piante organiche, al fine di realizzare risparmi di spesa. Il regolamento prevede altresì il mantenimento dei ruoli di provenienza per il personale delle strutture periferiche riordinate e della disciplina vigente per il reclutamento e l'accesso ai suddetti ruoli.

1746-bis/I/32. 7. Il relatore.

 

Al comma 1, lettera f), aggiungere, in fine, le seguenti parole: , mediante processi di riorganizzazione e di formazione e riconversione del personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne il numero in misura non inferiore al 5 per cento all'anno fino al raggiungimento del limite predetto.

1746-bis/I/32. 8. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. È assicurata la contrattualizzazione dei dirigenti delle forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge 1o aprile 1981 n. 121, secondo le procedure previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/32. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. È assicurata la contrattualizzazione dei dirigenti delle forze di polizia di cui all'articolo 16 delle legge 1o aprile 1981, n. 121, secondo le procedure previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, numero 195.

Conseguentemente, dopo l'articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un'imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/32. 1.(nuova formulazione) Giovanardi, D'Alia.

 

Al comma 5, primo periodo, sostituire le parole: non eccedano, al 31 dicembre 2008, il 15 per cento dei dipendenti in servizio con le seguenti: siano effettivamente ridotte nella misura indicata al comma 1, lettera f).

1746-bis/I/32. 9. Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

ART. 35.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/35. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Sopprimerlo.

Conseguentemente, all'articolo 6, comma 11, sostituire le parole: 1.100 milioni di euro con le seguenti: 1.115 milioni di euro.

1746-bis/I/35. 1.(nuova formulazione) D'Alia.

 

Sopprimere il comma 1.

Conseguentemente, all'articolo 6, comma 11, sostituire le parole: 1.100 milioni di euro con le seguenti: 1.115 milioni di euro.

1746-bis/I/35. 2.(nuova formulazione) Giovanardi, D'Alia.

 

Al comma 2, aggiungere, in fine, le parole: , sentiti i sindacati rappresentativi dello Polizia di Stato.

1746-bis/I/35. 3. Giovanardi, D'Alia.

 

ART. 42.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/42. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sopprimerlo.

1746-bis/I/42. 6. Barbieri.

 

Sopprimere il comma 1.

Conseguentemente, alla tabella A, di cui all'articolo 216 comma 1, alla voce Ministero dell'economia e delle finanze sono apportate le seguenti variazioni:

2007: - 5.000;

2008: - 10.000;

2009: - 15.000.

1746-bis/I/42. 10. Aprea, Garagnani, Adornato, Bonaiuti, Carlucci, Lainati, Martusciello, Palmieri, Pescante.

 

Sostituire i commi 1 e 2 con i seguenti:

1. I consigli di amministrazione degli enti pubblici non economici nazionali sono composti dal Presidente e da due consiglieri, a far data dalla approvazione delle disposizioni di cui al comma 3. Gli emolumenti e i compensi dei Presidenti sono determinati dal Ministro vigilante e non possono in nessun caso superare il 50 per cento dell'indennità parlamentare. Gli emolumenti e i compensi dei consiglieri sono determinati dal Ministro vigilante e non possono in nessun caso superare il 30 per cento dell'indennità parlamentare.

2. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge sono presentate ai Ministeri vigilanti le modifiche delle norme statutarie e dei regolamenti di organizzazione di ciascun ente necessarie per l'attuazione delle disposizioni del comma precedente.

Conseguentemente alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007: - 2 milioni;

2008: - 2 milioni;

2009: - 2 milioni.

1746-bis/I/42. 4.(nuova formulazione) Bressa, Boato, Franco Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. La presidenza ed il consiglio di amministrazione degli enti pubblici non economici nazionali rimangono in carica fino alla scadenza del mandato naturale.

Conseguentemente al comma 2, sostituire le parole: dall'entrata in vigore della presente legge con le seguenti: dalla scadenza naturale dei mandati.

Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze sono apportate le seguenti variazioni:

2007: - 5.000;

2008: - 10.000;

2009: - 15.000.

1746-bis/I/42. 11. Aprea, Garagnani, Adornato, Bonaiuti, Carlucci, Lainati, Martusciello, Palmieri, Pescante.

 

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. La presidenza ed il consiglio di amministrazione degli enti pubblici non economici nazionali rimangono in carica fino alla scadenza del mandato naturale.

Conseguentemente al comma, sostituire le parole: dall'entrata in vigore della presente legge con le seguenti: dalla scadenza naturale dei mandati.

1746-bis/I/42. 7. Ciocchetti.

 

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: un mese con le seguenti: due mesi.

Conseguentemente, al comma 3 le parole: due mesi sono sostituite dalle seguenti; tre mesi, ed al comma 4 le parole: un mese sono sostituite dalle seguenti: due mesi.

1746-bis/I/42. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sopprimere il comma 4.

1746-bis/I/42. 13. Aprea, Garagnani, Adornato, Bonaiuti, Carlucci, Lainati, Martusciello, Palmieri, Pescante.

 

Sopprimere il comma 5.

1746-bis/I/42. 14. Aprea, Garagnani, Adornato, Bonaiuti, Carlucci, Lainati, Martusciello, Palmieri, Pescante.

 

Al comma 5, dopo le parole: ISTAT, aggiungere le seguenti: all'Accademia dei Lincei.

1746-bis/I/42. 5. Il Relatore.

 

Al comma 5, dopo le parole: all'INAIL aggiungere le seguenti: , agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/42. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

Art. 46

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/46. 1. D'Alia.

 

Sopprimerlo.

* 1746-bis/I/46. 2. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

L'articolo è soppresso.

* 1746-bis/I/46. 5. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: entro due mesi con le seguenti: entro trenta giorni.

1746-bis/I/46. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: Il presidente e i membri della Commissione, aggiungere le seguenti: «sono designati dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e».

1746-bis/I/46. 6. De Simone, Guadagno, Folena.

 

Al comma 3, secondo periodo, sostituire le parole: con la stessa procedura di cui al comma 1 con le seguenti: con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.

1746-bis/I/46. 4. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

ART. 47.

Sopprimerlo.

1746-bis/I/47. 3. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, lettera a) capoverso 1 dopo le parole: enti ed organismi pubblici aggiungere la parola: nazionali e dopo le parole: strutture amministrative pubbliche aggiungere la parola: nazionali.

1746-bis/I/47. 4. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, lettera a), capoverso 1, dopo le parole: strutture amministrative pubbliche aggiungere le seguenti: , esclusi gli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consiglio nazionali,.

1746-bis/I/47. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

Al comma 1, lettera e), sostituire il capoverso lettera b) con il seguente: i commi 2-bis e 6 sono abrogati.

1746-bis/I/47. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 2 sostituire le parole: 200 milioni con le seguenti: 300 milioni le parole: 300 milioni con le seguenti: 400 milioni e le parole: 400 milioni con le seguenti: 500 milioni.

1746-bis/I/47. 6. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

4. È soppressa la camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture istituita ai sensi dell'articolo 241, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

1746-bis/I/47. 2. Angelo Piazza, Maurizio Turco.

 

ART. 51.

Aggiungere infine il seguente comma:

2. Le disposizioni di cui agli articoli 39, 42, 47 e 57 della presente legge non si applicano agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/51. 1. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

ART. 57.

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. Per l'anno 2007, a valere sul fondo di cui al comma 96 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, appositamente incrementato, per gli anni 2007 e 2008, di 31,1 milioni di euro, nonché, a decorrere dal 2009, a valere sul fondo di cui al comma 6, i Corpi di polizia sono autorizzati entro il 30 marzo, ad effettuare assunzioni per un contingente complessivo di personale non superiore a 2.000 unità. In questo contingente sono compresi 1316 agenti di Polizia di Stato trattenuti in servizio, da ultimo, ai sensi del decreto-legge 27 settembre 2006, n. 260, che sono assunti a tempo indeterminato a decorrere dal 1o gennaio 2007 con le modalità previste all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49.

Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell'interno apportare le seguenti variazioni:

2007:-31,1 mln;

2008:-31,1 mln.

1746-bis/I/57. 9. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 1 sostituire le parole: 1000 unità con le seguenti: 3000 unità oltre alla stabilizzazione degli ausiliari già in servizio.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/57. 8. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1 sostituire le parole: 1.000 unità con le seguenti: 3.000 unità.

Conseguentemente, dopo l’articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un\`imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/57. 1. D'Alia.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 1.000 unità con le seguenti: 3.000 unità.

1746-bis/I/57. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: per gli anni 2008 e 2009 con le seguenti: per gli anni 2007, 2008 e 2009.

Conseguentemente, al comma 6, dopo le parole: per ciascuno degli anni aggiungere la seguente: 2007.

1746-bis/I/57. 10. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, primo periodo, dopo le parole: Per gli anni aggiungere la seguente: 2007.

alla Tabella A, Voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007: - 200.000.

1746-bis/I/57. 11.(nuova formulazione) Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, primo periodo, sopprimere le parole da: ivi a: fuoco.

Conseguentemente, dopo l’articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un\`imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/57. 2.(nuova formulazione) D'Alia.

 

Al comma 4, sostituire le parole: corrispondente ad una spesa pari al venti per cento con le parole: corrispondente ad una spesa pari al trenta per cento.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

1746-bis/I/57. 18. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli Verdini.

 

Al comma 4, primo periodo, sopprimere le parole: i Corpi di Polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le conseguenti variazioni:

2008: - 54.000;

2009: - 149.000.

1746-bis/I/57. 12.(nuova formulazione) Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici, D'Alia, Bocchino.

 

Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: 20 per cento con le seguenti: 25 per cento.

1746-bis/I/57. 6. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 4, secondo periodo, sopprimere le parole: alle assunzioni dei segretari comunali e provinciali nonché.

Conseguentemente all'articolo 57, dopo il comma 14, inserire il seguente:

14-bis. L'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali procede, in deroga ad ogni altra disposizione, a bandire ed espletare il corso-concorso per l'accesso in carriera dei segretari comunali e provinciali. Il corso-concorso si svolge secondo le seguenti modalità, fermo restando, per il resto, quanto previsto dalle norme vigenti:

a) il concorso è indetto con deliberazione del consiglio nazionale d'amministrazione, previa comunicazione al Dipartimento per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione ed al Ministero vigilante;

b) il corso-concorso ha una durata di nove mesi ed è seguito da un tirocinio pratico di tre mesi presso uno o più comuni. Durante il corso è prevista una verifica volta ad accertare l'apprendimento.

1746-bis/I/57. 13. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 4, terzo periodo, aggiungere le parole, infine: , nonché agli Ordini e Collegi professionali e relative Federazioni e Consigli nazionali.

1746-bis/I/57. 3. Zeller, Brugger, Widmann, Bezzi, Nicco.

 

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

4-bis. Per le assunzioni di cui al comma 4, le amministrazioni pubbliche, prima dell'espletamento di nuove procedure concorsuali, devono procedere all'assunzione degli idonei nelle graduatorie dei concorsi precedentemente banditi e ancora valide.

1746-bis/I/57. 4. (ulteriore nuova formulazione) D'Alia.

 

Al comma 5, dopo le parole: Per gli anni aggiungere la seguente: «2007,».

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007: - 50 milioni.

1746-bis/I/57. 17. (nuova formulazione) Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

5-bis. Sulla base delle disposizioni dei commi 4 e 5 è determinato il numero complessivo delle assunzioni e delle stabilizzazioni concernenti il complesso delle amministrazioni interessate. Tali contingentamenti sono ripartiti fra le singole amministrazioni sulla base di piani semestrali, approvati dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme e l'innovazione delle pubbliche amministrazioni di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

1746-bis/I/57. 14. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 6, primo periodo, dopo le parole: per ciascuno degli anni aggiungere la seguente: 2008.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le conseguenti variazioni.

1746-bis/I/57. 15. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 6, primo periodo, dopo le parole: ulteriori assunzioni aggiungere le seguenti: di personale a tempo indeterminato.

1746-bis/I/57. 7. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Sopprimere il comma 13.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007: - 20 milioni;

2008: - 20 milioni;

2009: - 20 milioni.

1746-bis/I/57. 16.(nuova formulazione) Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

ART. 58.

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo:

In aggiunta a quanto previsto dal primo periodo è stanziata a decorrere dall'anno 2007 la somma di 80 milioni di euro da destinare al trattamento accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle speciali esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, con la prevenzione e la repressione dei reati, nonché alle speciali esigenze della difesa nazionale anche in relazione agli accresciuti impegni in campo internazionale.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni:

2007: - 80.000;

2008: - 80.000;

2009: - 80.000.

1746-bis/I/58. 5. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2, è stanziata, per gli anni 2006 e 2007, la somma di 200 milioni di euro annui da destinare al trattamento economico accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle pressanti esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, apportare le seguenti variazioni:

1) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

2) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

2. La presente disposizione si applica dal periodo d'imposta decorrente dal 1o gennaio 2006.

Conseguentemente, alla tabella C, tutte le spese di parte corrente sono ridotte del 5 per cento negli anni 2007 - 2008 - 2009.

1746-bis/I/58. 3.(nuova formulazione) Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2, è stanziata, per gli anni 2006 e 2007, la somma di 200 milioni di euro annui da destinare al trattamento economico accessorio del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, in relazione alle pressanti esigenze connesse con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Conseguentemente, dopo l’articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un'imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/58. 1. (nuova formulazione) Giovanardi, D'Alia.

 

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

2-ter. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia.

1746-bis/I/58. 6. Santelli.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze amate e delle Forze di polizia. Per completare il processo di graduale valorizzazione retributiva funzionale per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia sono rispettivamente stanziati per gli anni 2006, 2007 e 2008, secondo gli obiettivi prefissati dai provvedimenti normativi di cui al precedente periodo, 350, 450 e 650 milioni di euro.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, apportare le seguenti variazioni:

3) alla lettera a) sostituire le parole: «per la quota del 20 per cento» con le seguenti: «per la quota del 40 per cento»;

4) alla lettera b) sostituire le parole: «per la quota del 30 per cento» con le seguenti: «per la quota del 60 per cento».

2. La presente disposizione si applica dal periodo d'imposta decorrente dal 1o gennaio 2006.

Conseguentemente, alla tabella c, tutte le spese di parte corrente sono ridotte del 5 per cento negli anni 2007-2008-2009.

1746-bis/I/58. 4. Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

2-bis. Le somme stanziate dall'articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate a provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia. Per completare il processo di graduale valorizzazione retributiva funzionale per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia sono rispettivamente stanziati per gli anni 2006, 2007 e 2008, secondo gli obiettivi prefissati dai provvedimenti normativi di cui al precedente periodo, 350, 450 e 650 milioni di euro.

Conseguentemente, dopo l’articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un\`imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/58. 2.(nuova formulazione) Giovanardi, D'Alia.

 

ART. 64.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, alla tabella A della voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti modifiche:

2007: 30.000.000;

2008: 60.000.000;

2009: 120.000.000.

1746-bis/I/64. 15. Il relatore.

 

Sopprimerlo.

1746-bis/I/64. 5. Bocchino, Benedetti Valentini, Holzmann.

 

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: stipendiali automatica aggiungere le seguenti: ad eccezione dei professori e dei ricercatori universitari.

Conseguentemente, all'articolo 110, sopprimere i commi 1 e 3.

 

1746-bis/I/64. 1. Mascia, Franco Russo.

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: 165, e successive modificazioni aggiungere le seguenti: ad eccezione della categoria dei docenti e ricercatori universitari.

Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007:-18 milioni;

2008:-35 milioni;

2009:-70 milioni.

1746-bis/I/64. 6. Bressa, Boato, Russo, Zaccaria, Mascia, Amici.

 

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Per le predette categorie di personale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è adottato su proposta, rispettivamente, del Ministro dell'Interno e del Ministro della Difesa.

1746-bis/I/64. 10. Il relatore.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano a coloro che abbiano maturato un periodo di anzianità inferiore a tre anni.

1746-bis/I/64. 2. D'Alia, Mazzoni.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai docenti e ricercatori universitari.

1746-bis/I/64. 3. D'Alia, Mazzoni.

 

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate.

Conseguentemente, dopo l’articolo 214 è aggiunto il seguente:

Art. 214-bis.

1. Le plusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a e-quinquies, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono assoggettate ad un\`imposta sostitutiva del 20 per cento.

1746-bis/I/64. 4.(nuova formulazione) D'Alia, Mazzoni.

Dopo l'articolo 64 è aggiunto il seguente:

Art. 64-bis.

(Misure di contenimento dei trattamenti accessori extracontrattuali).

1. I commi 1 e 2 dell'articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, come sostituiti dall'articolo 3 comma 165, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono abrogati. Nulla è dovuto per gli anni 2005 e 2006.

1746-bis/I/64. 01. Il relatore.

 

ART. 80.

Aggiungere, in fine i seguenti commi:

9. L'articolo 108 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è abrogato.

10. Il comma 5 dell'articolo 98 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è sostituito dal seguente:

5. Al relativo corso si accede mediante concorso nazionale a cui possono partecipare i laureati in giurisprudenza, scienze politiche, economia, nonché i direttori generali nominati prima dell'entrata in vigore della presente legge, se in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso al concorso.

1746-bis/I/80. 2.(nuova formulazione) D'Alia.

 

ART. 187.

Dopo l'articolo 187 aggiungere il seguente:

Art. 187-bis.

(Disposizioni finanziarie per il Ministero dell'interno).

1. Al fine di garantire la continuità dei servizi nei settori della sicurezza pubblica e del soccorso, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede, entro il giorno 5 di ogni mese, alla riassegnazione per intero delle somme versate nel mese precedente da soggetti pubblici e privati, e comunque delle altre somme nel frattempo dovute ai sensi di singole disposizioni, alle competenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell'interno quali proventi principalmente destinati alla copertura delle prestazioni di servizi. Alle riassegnazioni previste dal presente articolo non si applica il limite previsto dall'articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

1746-bis/I/187. 01. Il relatore.

 

Dopo l'articolo 187, è aggiunto il seguente:

Art. 187-bis.

(Carta di identità elettronica).

1. Per l'anno 2007 è prevista un'anticipazione pari ad euro dieci milioni a favore del Ministero dell'interno, per la prosecuzione della attività finalizzate al completamento del sistema di emissione della carta d'identità elettronica. L'anticipazione è posta a carico delle entrate di competenza del Ministero dell'interno di cui all'articolo 7 - vicies quater, comma 2, del decreto-legge 311 gennaio 2005, n. 7, introdotto dalla legge di conversione 31 marzo 2005, n. 43, come modificato dall'articolo 34-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, introdotto dalla legge di conversione 4 agosto 2006 n. 248.

1746-bis/I/187. 02. Il relatore.

 

ART. 194.

L'articolo 194 è sostituito dal seguente:

1. Il «fondo nazionale per le politiche dei diritti e delle pari opportunità», istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità -, è incrementato della somma di euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

2. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza il fondo di cui al comma 1 per l'Osservatorio per il contrasto della violenza nei confronti delle donne, nonché, d'intesa con le Regioni e le amministrazioni locali, per sostenere i centri antiviolenza.

3. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza, inoltre, il fondo di cui al comma 1 per combattere ogni forma di discriminazione e per i programmi di assistenza ed integrazione sociale in favore delle vittime di violenza e di sfruttamento nonché delle altre finalità di protezione sociale degli immigrati di cui all'articolo 18 del decreto legislativo n. 286 del 1998, recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione, e per il programma speciale di assistenza per le vittime dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù o servitù ovvero di tratta di persone di cui all'articolo 13 legge n. 228 dell'11 agosto 2003.

4. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza il fondo di cui al comma 1 anche per promuovere la politica di genere nonché per garantire il funzionamento del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ed il perseguimento degli obiettivi stabiliti nella piattaforma di azione della conferenza di Pechino e dal Consiglio europeo straordinario di Lisbona del marzo 2000.

5. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità utilizza altresì il fondo di cui al comma 1 per le attività relative all'Anno Europeo per le pari opportunità per tutti.

6. Per realizzare le azioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, il Ministro per i diritti e le pari opportunità può effettuare studi, ricerche, campagne di informazione e di formazione, anche tramite convenzioni ed intese con associazioni, enti pubblici, enti locali ed imprese.

Conseguentemente alla Tabella A voce: Ministero dell'Economia e delle Finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 30 milioni;

2008: - 30 milioni;

2009: - 30 milioni.

1746-bis/I/194. 5.(nuova formulazione) Il relatore.

 

Al comma 1 sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 35 milioni.

Conseguentemente alla Tabella A voce: Ministero dell'Economia e delle Finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 15 milioni;

2008: - 15 milioni;

2009: - 15 milioni.

1746-bis/I/194. 3.Zaccaria.

 

All'articolo 194 sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 30 milioni.

Conseguentemente alla Tabella A, voce: Ministero dell'Economia e delle Finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 10 milioni;

2008: - 10 milioni;

2009: - 10 milioni.

*1746-bis/I/194. 4.Il relatore.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni con le seguenti: 30 milioni.

Conseguentemente, alla tabella A, di cui all'articolo 216, 1o comma, recante fondo speciale di parte corrente, alla voce relativa al Ministero dell'economia e delle finanze, sono apportate le seguenti riduzioni:

2007: - 10 milioni;

2008: - 10 milioni;

2009: - 10 milioni.

*1746-bis/I/194. 2.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, sostituire le parole: 20 milioni di euro con le seguenti: 30 milioni di euro.

Conseguentemente, all'articolo 6, comma 11, sostituire le parole: 1.100 milioni di euro con le seguenti: 1.110 milioni di euro.

1746-bis/I/194. 1.(Nuova formulazione) D'Alia.

 

ART. 199.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, dopo l'articolo 214 aggiungere il seguente:

214-bis. Per l'espletamento delle funzioni e dei compiti spettanti al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, è assegnata al Ministero dell'interno la somma di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

1746-bis/I/199. 1.D'Alia.

 

Sopprimerlo.

1746-bis/I/199. 4.Boscetto, La Loggia, Bertolini, Biancofiore, Bruno, Carfagna, Cicchitto, Fitto, Santelli, Verdini.

 

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: solidarietà sociale aggiungere le seguenti: e dal Ministro dell'interno.

1746-bis/I/199. 2.D'Alia.

 

Al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: pari opportunità aggiungere le parole: e con il Ministro dell'interno.

1746-bis/I/199. 3.D'Alia.

 

ART. 200.

Dopo l'articolo 200 aggiungere il seguente:

Art. 200-bis.

1. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 1, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:

«1-bis. Le disposizioni della presente legge si applicano inoltre ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980 nonché ai familiari delle vittime e ai superstiti della cosiddetta «banda della Uno bianca. Ai beneficiari vanno compensate le somme già percepite»;

b) all'articolo 15 il primo periodo del comma 1 è sostituito dal seguente

«I benefici di cui alla presente legge si applicano agli eventi verificatisi a decorrere dal 1o gennaio 1961 sul territorio nazionale e sul territorio dei Paesi attualmente membri dell'Unione Europea».

Conseguentemente alla Tabella A, Ministero dell'Interno apportare le seguenti modificazioni:

2007: - 12;

2008: - 12;

2009: - 12.

1746-bis/I/200. 02.(nuova formulazione) Il relatore.

 


ALLEGATO 2

 

Legge finanziaria 2007 (C. 1746-bis Governo)

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009 (C. 1747 Governo)

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

 

 

RELAZIONE APPROVATA

 

La I Commissione,

esaminata la tabella 2, relativa allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il 2007, limitatamente alle parti di competenza, e le connesse parti del disegno di legge finanziaria 2007;

valutati favorevolmente gli indirizzi complessivi della manovra di finanza pubblica per l'anno 2007, con specifico riferimento, per gli aspetti connessi agli ambiti di competenza della I Commissione, all'obiettivo di contenimento delle spese delle pubbliche amministrazioni e dei costi della politica;

rilevata, tuttavia, l'inopportunità che il perseguimento di tale obiettivo da parte della legge finanziaria sia realizzato mediante una riscrittura parziale e non organica di disposizioni inerenti l'organizzazione degli enti locali e che, in ogni caso, tale obiettivo debba essere perseguito garantendo l'effettiva operatività degli esecutivi, anche prevedendo una ridefinizione del numero massimo dei componenti delle giunte comunali e provinciali;

 

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

 

con le seguenti condizioni:

1) valuti la Commissione di merito l'esigenza di riformulare l'articolo 46, secondo gli indirizzi esposti dal rappresentante del Governo presso la I Commissione in occasione dell'esame degli emendamenti ad esso riferiti, tenendo prioritariamente conto dell'esigenza di salvaguardare sia l'autonomia della Commissione - prevedendo che la nomina dei componenti sia effettuata con decreto del Presidente della Repubblica ovvero attribuendo il potere di nomina ai Presidenti delle due Camere - sia l'autonomia dell'ISTAT e degli altri enti del sistema statistico nazionale nonché dell'esigenza di evitare che alla istituenda Commissione siano assegnate funzioni di indagine costituzionalmente attribuite alle Camere.

2) valuti la Commissione di merito l'esigenza di riformulare l'articolo 64, al fine di evitare che le disposizioni da esso recate in materia di contenimento delle progressioni stipendiali automatiche per le categorie di personale in regime pubblico ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001, si applichino in modo indifferenziato a ciascuna di tali categorie, in particolare a quelle con reddito medio-basso, senza tenere conto delle sostanziali differenziazioni previste dalla normativa vigente in ordine al loro trattamento economico

e trasmette gli emendamenti approvati.


ALLEGATO 3

 

Legge finanziaria 2007 (C. 1746-bis Governo)

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009 (C. 1747 Governo)

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007

 

 

RELAZIONE APPROVATA

 

La I Commissione,

esaminata la tabella 8, relativa allo stato di previsione del Ministero dell'interno per il 2007 e le connesse parti del disegno di legge finanziaria,

condiviso l'obiettivo di procedere ad una razionalizzazione dell'assetto organizzativo dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, al potenziamento degli organici mediante la stabilizzazione degli ausiliari e ad una semplificazione delle procedure amministrative attraverso le quali si esplica la sua attività,

segnalata l'opportunità di adeguare le risorse per la sicurezza alle effettive necessità del Paese,

segnalata l'opportunità che la distribuzione delle risorse e dei mezzi tra forze di polizia ad ordinamento civile e forze di polizia ad ordinamento militare venga effettuata secondo criteri di congruità rispetto alle funzioni effettivamente svolte,

condiviso, altresì, l'obiettivo di razionalizzare la presenza sul territorio degli organi dell'amministrazione periferica del Ministero dell'interno, ma ritenuta inappropriata rispetto al conseguimento di tale obiettivo la previsione di rigidi parametri, anche di natura demografica, per la determinazione degli ambiti territoriali ottimali per l'esercizio delle funzioni di competenza del Ministero,

 

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

 

e trasmette gli emendamenti approvati.

 


IICOMMISSIONE PERMANENTE

(Giustizia)

Martedì 10 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Martedì 10 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO.

 

Legge finanziaria per l'anno 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 5: Stato di previsione del Ministero della Giustizia.

Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture (limitatamente alle parti di competenza).

(Parere alla V Commissione).

(Esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti relativi alla sessione di bilancio.

 

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che la Commissione è chiamata ad esaminare, ai sensi dell'articolo 120, comma 3 del regolamento, il disegno di legge C. 1746-bis, legge finanziaria 2007, ed il disegno di legge C. 1747, recante il Bilancio dello stato per il 2007 ed il Bilancio triennale 2007-2009. L'esame si concluderà con la trasmissione alla Commissione Bilancio di una relazione e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione. La Commissione procederà altresì all'esame di eventuali emendamenti afferenti agli stati di competenza della Commissione ed ordini del giorno riferiti agli specifici ambiti materiali di competenza. In particolare, per quanto riguarda il disegno di legge di bilancio, la Commissione esaminerà lo stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia (Tabella 5), nonché quelli dei Ministeri dell'economia (Tabella 2) e delle infrastrutture (Tabella 10) limitatamente alle parti di competenza.

La Commissione, oltre ad essere chiamata a trasmettere una relazione alla V Commissione su ciascuno stato di previsione, esaminerà anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di sua competenza del disegno di legge di bilancio. A tale proposito ricorda che, ai sensi dell'articolo 121, comma 1, del regolamento, gli emendamenti proponenti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione devono essere presentati presso le Commissioni in sede consultiva. Peraltro, in considerazione delle modifiche alla struttura del bilancio conseguente alla riforma dell'assetto dei Dicasteri e del fatto che singoli stati di previsione possono rientrare nella competenza di più Commissioni, è da ritenersi comunque ammissibile la presentazione di emendamenti recanti variazioni compensative all'interno di tali stati di previsione anche direttamente in Commissione bilancio.

Gli emendamenti approvati saranno inseriti nella relazione approvata dalla Commissione, mentre gli emendamenti respinti potranno essere successivamente ripresentati, ai sensi dell'articolo 121, comma 4, del regolamento, nel corso dell'esame in Assemblea. Inoltre, potranno essere presentati e votati in Commissione anche emendamenti concernenti variazioni non compensative, ovvero variazioni compensate non all'interno del medesimo stato di previsione. Anche tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione. Nel caso in cui tali ultimi emendamenti fossero respinti è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione bilancio, anche al solo fine di consentire a quest'ultima di respingerli ai fini della ripresentazione in Assemblea.

Le medesime regole disciplinano anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di competenza della Commissione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2007. Nelle Commissioni in sede consultiva potranno essere presentati e votati emendamenti per le parti del disegno di legge finanziaria di rispettiva competenza. Tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione; ove respinti è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione bilancio. Peraltro, anche in questo caso, è comunque ammissibile la presentazione degli emendamenti all'articolato della finanziaria direttamente in Commissione bilancio. Gli emendamenti presentati presso le Commissioni in sede consultiva sono naturalmente soggetti alle regole di ammissibilità proprie dell'esame dei documenti di bilancio, con riferimento ai limiti di contenuto proprio e di compensatività degli effetti finanziari. Con riferimento al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, come definito dall'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, non saranno ritenuti ammissibili: emendamenti recanti deleghe legislative; emendamenti recanti disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi; emendamenti che rechino aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, che non siano finalizzati al sostegno dell'economia; emendamenti recanti norme onerose che abbiano carattere localistico o microsettoriale. Con riferimento al vincolo di compensatività, le modalità di copertura della legge finanziaria sono indicate ai commi 5 e 6 dell'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, come modificato dalla legge n. 362 del 1988. In particolare, il comma 5, con riferimento alle sole spese correnti, prescrive il divieto per la legge finanziaria di peggiorare il risultato corrente dell'anno precedente, mentre il comma 6 vincola la legge finanziaria al rispetto dei saldi di finanza pubblica indicati, per il periodo di riferimento, nelle risoluzioni con le quali le Camere hanno approvato il DPEF e che la legge finanziaria espone all'articolo 1.

Alla luce di tali criteri, saranno ammessi solo emendamenti compensativi, che cioè garantiscano effetti finanziari equivalenti a quelli del testo che si intende modificare. La presidenza, nel valutare la compensatività degli emendamenti che tendano a sostituire misure di contenimento previste nel testo, si limiterà a considerare inammissibili solo gli emendamenti evidentemente privi di compensazione o con compensazioni manifestamente inidonee sul piano formale, ivi compresi gli emendamenti che determinino oneri di durata non coincidente con quella della relativa compensazione. La valutazione circa l'ammissibilità degli emendamenti presentati nell'ambito dell'esame in sede consultiva sarà effettuata dai presidenti delle medesime commissioni prima che gli stessi vengano esaminati e votati. Peraltro, in considerazione della necessità di valutare l'ammissibilità degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi, una valutazione puntuale di ammissibilità sarà comunque compiuta nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio. Per questi motivi sottolinea come il giudizio circa l'ammissibilità di un emendamento pronunciata nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudichi in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilità.

Con riferimento alla presentazione degli ordini del giorno ricorda che presso le Commissioni di settore devono essere presentati tutti gli ordini del giorno riferiti alle parti di rispettiva competenza del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria. Gli ordini del giorno concernenti l'indirizzo globale della politica economica generale devono invece essere presentati direttamente in Assemblea; gli ordini del giorno respinti dalle Commissioni di settore o non accolti dal Governo possono essere ripresentati in Assemblea. In ordine ai criteri di ammissibilità segnala altresì che non sono ammissibili gli ordini del giorno volti ad impegnare il Governo ad utilizzare accantonamenti dei Fondi speciali di parte corrente e di conto capitale per determinate finalità.

Da ultimo, per quanto attiene all'organizzazione dei lavori, ricorda che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, le Commissioni dovranno concludere il proprio esame dei documenti di bilancio non oltre la giornata di martedì 17 ottobre. L'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è comunque convocato al termine della seduta per stabilire i tempi del prosieguo dell'esame in sede consultiva dei documenti di bilancio, ivi inclusi quelli relativi alla presentazione delle proposte di relazione e degli emendamenti.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo) relatore, illustra innanzitutto le parti di competenza della Commissione Giustizia in ordine al Bilancio di previsione dello Stato - di cui al disegno di legge n. 1747 - che costituisce l'autorizzazione giuridica all'esercizio finanziario coincidente con il prossimo anno solare, quantificando - in termini di competenza e di cassa - le entrate e le spese sulla base della legislazione vigente. Osserva che lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2007 reca spese finali per complessivi 7.438,3 milioni di euro, mentre la proiezione per il 2008 ammonta a 7.442,5 milioni di euro e quella per il 2009 a 7.230,8 milioni di euro. Distinguendo le spese correnti, ossia quelle destinate alla produzione ed al funzionamento dei servizi statali nonché alla redistribuzione dei redditi per fini non direttamente produttivi, dalle spese in conto capitale, ossia quelle per investimenti, il complesso delle spese dello stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2007, si articola nel seguente modo: 7.225,3 milioni di euro per le spese correnti, pari al 97 per cento delle spese finali del Ministero; 213 milioni di euro per le spese in conto capitale, pari al 3 per cento del totale delle spese.

Rileva che la presunta consistenza dei residui passivi alla data del 1o gennaio 2007 viene valutata in 1.554,2 milioni di euro, di cui 991,4 per le unità previsionali di parte corrente e 562,8 per quelle in conto capitale. La valutazione ha carattere assolutamente provvisorio essendo condizionata dall'effettivo evolversi della gestione 2006, e tiene conto della massa spendibile del 2006 aggiornata, oltre che con le variazioni di bilancio al momento disposte, anche con il provvedimento di assestamento del bilancio 2006. Rispetto alle previsioni iniziali, ovvero ai residui presunti al 1o gennaio 2006, (1.502,4 milioni di euro), evidenzia quindi in termini positivi la diminuzione di 327,2 milioni di euro, in quanto tale andamento conferma la tendenza al regresso nel processo di formazione dei residui.

Complessivamente, rispetto ai 7.819 milioni di euro delle previsioni iniziali della legge di bilancio 2006, segnala che le previsioni per il 2007 (7.438,3 milioni di euro) mostrano una diminuzione del 5,1 per cento (-380,7 milioni di euro) mentre rispetto alle previsioni assestate (7.883,9 milioni di euro) il decremento delle spese è pari al 5,9 per cento (-445,6 milioni di euro), apprezzando tuttavia come si giunga a tale risultato anche a fronte di incrementi per alcuni importanti servizi. La diminuzione è infatti imputabile essenzialmente al decremento dello stanziamento per le spese correnti del Ministero (-434,7 milioni di euro): in particolare, risultano fortemente diminuiti (-499,9 milioni) gli stanziamenti per le spese correnti del Dipartimento Affari di giustizia. Ciò sostanzialmente a seguito delle riduzioni previste nello scorso mese di luglio dal decreto-legge n. 223, già a suo tempo esaminate da questa Commissione.

Dall'analisi dei bilanci statali per gli ultimi anni rileva poi che la percentuale delle spese del Ministero della giustizia in rapporto alle spese finali dello Stato è scesa dall'1,7 per cento all'1,6 per cento nel 2005 per poi riportarsi all'1,7 per cento nel 2006 (bilancio assestato). Nel bilancio a legislazione vigente 2007, le spese del Ministero della giustizia risultano di nuovo scese all'1,6 per cento delle spese finali dello Stato. Prima di entrare nel dettaglio delle spese, ritiene opportuno richiamare gli obiettivi strategici che il Ministero della giustizia si pone per l'anno 2007, coerentemente con il programma di governo, ai sensi della Nota preliminare allo stato di previsione: riduzione dei tempi e dei costi dei processi; riorganizzazione delle articolazioni territoriali; investimenti in materia di edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile; sviluppo della professionalità e del rendimento di tutto il personale; innovazione e potenziamento tecnologico dei servizi; potenziamento delle offerte trattamentali ai detenuti, riducendo il sovraffollamento; qualificazione e razionalizzazione della polizia penitenziaria; tutela dei minori attraverso la prevenzione e il contrasto della devianza e la lotta allo sfruttamento; rafforzamento dell'attività internazionale e della cooperazione giudiziaria e penitenziaria.

Avverte, quindi, che il progetto di bilancio di previsione per il 2007 individua nell'ambito del Ministero della giustizia i seguenti cinque centri di responsabilità amministrativa, al cui interno si collocano le unità previsionali di base che sono oggetto della decisione parlamentare. Constata che la maggior parte degli stanziamenti risulta attribuita, come di consueto, ai centri «Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi» e «Amministrazione penitenziaria» che complessivamente gestiscono l'86,1 per cento (circa 6.404,7 milioni di euro) della spesa del Ministero. Nell'ambito del centro di responsabilità «Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro», la diminuzione di 9,2 milioni di euro nelle previsioni 2007 rispetto all'assestamento 2006 deriva principalmente (-12,4 milioni di euro) dal decremento dello stanziamento per il Fondo unico da ripartire-investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria (unità previsionale di base 1.2.3.3., capitolo 7020), destinato comunque ad essere recuperato in sede di legge finanziaria, come da allegate tabelle D e F.

Per quanto riguarda il centro di responsabilità «Affari di giustizia» si propone la citata diminuzione di circa 500 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2006. La variazione è imputabile, in particolare, alla unità previsionale di base 2.1.2.1 (Spese di giustizia); lo stanziamento relativo, che secondo l'assestamento 2006 era pari a 1.225,1 milioni di euro, a seguito della presentazione del disegno di legge di bilancio è diminuito di 503,1 milioni di euro.

Il centro di responsabilità «Organizzazione giudiziaria» vede aumentare il proprio stanziamento, rispetto all'assestamento, di 20,3 milioni di euro, attestandosi a 3.551,1 milioni di euro. Nell'ambito della complessiva dotazione di parte corrente, la parte preponderante degli stanziamenti (3.114,5 milioni di euro) è costituita dalle spese di funzionamento. Riguardo alle risorse gestite dal Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria si ricorda che esse rivestono in gran parte carattere di obbligatorietà in ragione dell'incidenza degli oneri per il personale in servizio presso l'apparato giudiziario centrale e periferico; la parte restante delle risorse è destinata al funzionamento e al potenziamento delle strutture giudiziarie e costituisce l'unica parte di spesa su cui può esercitarsi l'azione discrezionale dell'amministrazione. Le spese per stipendi e altri assegni fissi al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie (40.471 unità presumibilmente in servizio al 31 dicembre 2006) sono valutate pari a 976,3 milioni di euro (allegato 15). Per quanto concerne, invece, le spese per il personale di magistratura, l'allegato n. 14 alla tabella 5 indica presuntivamente in servizio, alla data del 31 dicembre 2006, 9.083 magistrati per i cui stipendi e assegni fissi sono stanziati 1.071,7 milioni di euro (capitolo 1400).

Per quanto riguarda il centro di responsabilità «Amministrazione penitenziaria», le previsioni assestate per il 2006 recavano circa 2.814 milioni di euro; rispetto a tali previsioni si evidenzia un aumento di 39,6 milioni di euro (le previsioni 2007 sono pari a 2.853,6 milioni di euro). Anche le risorse assegnate al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria sono prevalentemente assorbite dalle spese di funzionamento - pari a 2.380,2 milioni di euro - con un incremento di 36,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2006. Il totale delle spese fisse per il personale civile dell'amministrazione penitenziaria (allegato 16), valutato in servizio al 31 dicembre 2006 in 6.495 unità, è pari a 195 milioni di euro (capitolo 1600). Per quanto concerne, invece, la consistenza del Corpo di polizia penitenziaria, l'allegato n. 17 allo stato di previsione del ministero indica in 43.597 le unità di personale presumibilmente in servizio al 31 dicembre 2006, quantificando in 1.224,6 milioni di euro le relative spese per stipendi (capitolo 1601). Ricorda inoltre che sono gestite dallo stesso dipartimento le risorse destinate alla sanità penitenziaria. Tali risorse, iscritte ora al capitolo 1761 (Spese di ogni genere riguardanti il mantenimento, l'assistenza, la rieducazione e il trasporto detenuti) della unità previsionale di base 4.1.2.1, in relazione all'organizzazione e funzionamento del servizio sanitario e farmaceutico, per il 2007 ammontano a 99 milioni di euro. Nell'ambito della stessa unità previsionale di base, 4,9 milioni di euro sono destinati nel 2007 agli interventi in favore dei detenuti tossicodipendenti e affetti da HIV (capitolo 1768), confermando le previsioni di bilancio 2006 e quelle derivanti dall'assestamento. Tale stanziamento è esposto nella tabella C allegata al disegno di legge finanziaria. Le spese per investimenti dell'amministrazione penitenziaria, pari a 52,5 milioni di euro, presentano un lieve aumento (0,6 milioni di euro) rispetto alle previsioni assestate 2006.

Per la «Giustizia minorile», le previsioni assestate per il 2006 recavano 148,5 milioni di euro; a raffronto con tali previsioni, la competenza per il 2007 (152,5 milioni di euro) registra un aumento di 3,5 milioni di euro, di cui 2 milioni riferibili all'aumento dello stanziamento della sola unità previsionale di base 5.1.2.1 (Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuti). Le risorse gestite dal centro sono pressoché totalmente destinate a spese di funzionamento per lo più di natura obbligatoria, in quanto rappresentate dagli oneri per le retribuzioni del personale.

Segnala quindi che alcuni stanziamenti per interventi di interesse del settore giustizia sono iscritti nel bilancio di previsione 2007 del Ministero dell'economia e delle finanze (tabella 2). Si tratta, anzitutto, di 212,5 milioni di euro per spese correnti in favore del Consiglio Superiore della Magistratura, del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali. Sempre nello stato di previsione del Ministero dell'economia risultano iscritti anche 20 milioni di euro per risarcimenti giudiziari, mentre in conto capitale sono confermati 47 milioni di euro sia in termini di competenza che di cassa nell'ambito della unità previsionale di base Edilizia giudiziaria (4.2.3.15) che è compresa tra le spese per investimenti del centro di responsabilità «Ragioneria generale dello Stato».

Come di consueto, anche nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture, figura un'unità previsionale di base relativa all'edilizia giudiziaria (3.2.3.7) nell'ambito delle spese per investimenti gestite dal Dipartimento per le infrastrutture stradali, l'edilizia e la regolazione dei lavori pubblici. A fronte di un residuo di circa 300 milioni di euro, al cui riguardo richiede chiarimenti al Governo, rileva che la competenza risulta azzerata per il 2007, ma è destinata ad essere rimodulata in sede di legge finanziaria, ove si incrementa sino a 100 milioni di euro per ciascun anno dal 2007 al 2009 la dotazione del Fondo unico da ripartire-investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria (come da tabelle D e F allegate al disegno di legge finanziaria).

Per completezza, rammenta che è annesso allo stato di previsione del Ministero della giustizia il bilancio di previsione dell'Amministrazione degli Archivi notarili. L'Amministrazione degli Archivi notarili presenta un quadro previsionale nel quale non risultano iscritti stanziamenti di competenza. Le autorizzazioni di cassa ammontano a pareggio a 429,4 milioni di euro, registrando una diminuzione di 8,6 milioni di euro. Risulta comunque un avanzo di 25 milioni di euro che, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, dello stesso disegno di legge di bilancio potrà essere oggetto di prelevamenti per provvedere ad eventuali deficienze delle assegnazioni ministeriali.

Passando all'esame della legge finanziaria 2007, osserva che lo stato di previsione del Ministero della giustizia è interessato principalmente dall'articolo 209 che introduce un Fondo per le spese di funzionamento della giustizia da ripartire per le esigenze correnti connesse all'acquisizione di beni e servizi. L'importo annuale per il 2007-2009 è pari a 200 milioni di euro. Chiede pertanto chiarimenti al Governo, in ordine alla finalizzazione del Fondo stesso.

Nota poi come anche altre disposizioni di portata generale, con riguardo al personale, risultino altresì di interesse della Commissione Giustizia. L'articolo 57, nel confermare le esigenze di contenimento della spesa di personale, introduce norme volte a salvaguardare le esigenze di funzionamento. In particolare, il comma 4 stabilisce, per tutte le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il turn over per gli anni 2008 e 2009 al 20 per cento delle cessazioni verificatesi nel corso dell'anno precedente. Rammenta come in passato si sia tenuto conto del particolare ruolo dell'amministrazione della giustizia, garantendo ad essa la totalità o quasi del riassorbimento del personale venuto meno. Invita pertanto a valutare l'opportunità di reintrodurre almeno una parziale differenziazione rispetto alla pubblica amministrazione nel suo complesso.

L'articolo 64, comma 1, riduce del 50 per cento la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti per le categorie che ancora usufruiscono di progressioni stipendiali automatiche, indicate dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Sono fatti salvi i ratei maturati al 31 dicembre 2006. Le categorie oggetto della riduzione sono - come chiarito nella relazione illustrativa - magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate. La disposizione in esame, afferma la norma, ha carattere transitorio e prelude alla realizzazione di una disciplina specifica volta ad eliminare del tutto le progressioni stipendiali automatiche dei dirigenti pubblici, per sostituirle con elementi di valutazione della produttività. Nella consapevolezza della delicatezza della materia, rileva come autorevoli analisi abbiano dimostrato l'impatto negativo di tale articolo sulle condizioni retributive soprattutto dei giovani magistrati e ritiene quindi opportuno un approfondimento della questione volto ad attenuare tali squilibri, ovviamente con riferimento a tutte le categorie interessate.

Richiamandosi alle tabelle allegate alla legge finanziaria, a parte i dati cui ha già fatto riferimento, segnala che la tabella A, riguardante il Fondo speciale di parte corrente ovvero il fondo destinato a finanziare le leggi a venire, prevede un accantonamento in favore del Ministero della giustizia di 50 milioni di euro all'anno per il triennio 2007-2009.

 

Pino PISICCHIO, presidente, ringrazia il relatore per la sintesi e la chiarezza dell'esposizione.

 

Paola BALDUCCI (Verdi) chiede chiarimenti in ordine all'entità globale dello stato di previsione del Ministero della giustizia.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, puntualizza i termini contabili generali delle spese per la giustizia nell'ambito del Bilancio dello Stato.

 

Enrico COSTA (FI) sottolinea la necessità di un'attenta analisi dei dati di bilancio ed invita la Commissione a darsi tempi di lavoro adeguati alla complessità della materia.

 

Edmondo CIRIELLI (AN), riservandosi ulteriori interventi di merito, evidenzia la gravità del taglio di 380,6 milioni di euro allo stato di previsione del Ministero della giustizia, rilevando una stridente contraddizione con la campagna elettorale dell'attuale coalizione di governo. Si sofferma in particolare sull'entità di alcune spese afferenti il Gabinetto del Ministro. Chiede poi chiarimenti al Governo in ordine alla drastica riduzione delle spese di giustizia - tra cui rientrano quelle relative al gratuito patrocinio - che considera complessivamente immotivata. Rivendica infine alla precedente coalizione di governo il merito di avere sempre incrementato la dotazione annua per la giustizia.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, precisa di aver fatto cenno ai valori globalmente riferibili a ciascuno dei cinque centri di responsabilità della spesa, senza entrare nell'ulteriore dettaglio.

 

Manlio CONTENTO (AN) chiede chiarimenti al Governo in ordine alle ragioni che hanno indotto all'istituzione di un Fondo per il funzionamento della giustizia come da articolo 209 del disegno di legge finanziaria, nonché agli effetti che avrebbe l'articolo 64 dello stesso disegno di legge circa le retribuzioni dei magistrati, con particolare riguardo alla durata del regime transitorio. Chiede altresì ulteriori delucidazioni sulla finalizzazione del fondo di cui alla tabella A, anche in relazione alle esigenze finanziarie delle diverse proposte di legge che sono all'esame parlamentare. Manifesta infine alcuni dubbi sulle riduzioni che hanno colpito alcune unità previsionali di base, con particolare riguardo agli affari di giustizia.

 

Daniele FARINA (RC-SE) chiede chiarimenti al Governo in ordine agli interventi in materia di edilizia penitenziaria al fine di distinguere i nuovi edifici rispetto alle ristrutturazioni. Ritiene che risulti ancora inadeguatamente finanziata la sanità penitenziaria e richiama l'attenzione sulla situazione del personale precario sempre nel comparto penitenziario. Chiede, altresì, chiarimenti sulla dotazione del gratuito patrocinio, associandosi al collega Cirielli.

 

Giuseppe CONSOLO (AN) rileva innanzitutto la contraddizione tra gli attuali tagli al bilancio della giustizia e le critiche precedentemente rivolte dall'attuale coalizione di governo alla maggioranza precedente. Richiamandosi all'opposizione non pregiudiziale condotta dalla sua parte politica sull'indulto, rileva che non si è adottato alcun piano per l'edilizia penitenziaria tale da garantire che il problema del sovraffollamento delle carceri non si ripresenti in tempi brevi. Lamenta poi l'assenza di adeguati investimenti nel campo dell'informatica, segnalando come ancora talune sentenze ed ordinanze siano scritte a mano spesso in modo illeggibile, tanto che si devono produrre istanze volte a renderle comprensibili. Condivide infine i rilievi sulle conseguenze per i giovani magistrati delle disposizioni dell'articolo 64 del disegno di legge finanziaria, ma invita la Commissione a riflettere sui devastanti effetti derivati dall'introduzione del meccanismo automatico nella progressione retributiva nella carriera dei magistrati e su come sia necessario superare finalmente tale condizione.

 

Luigi VITALI (FI), riservandosi un successivo intervento di merito, a titolo preliminare chiede al Governo chiarimenti in ordine alle conseguenze del «colpo di mano» assestato prima della pausa estiva al bilancio del Ministero della giustizia e sostanzialmente subito dal Ministro in carica, comportante una sottrazione di circa 350 milioni di euro. Rileva come lo stato di previsione per il 2007 non solo confermi ma peggiori tale situazione che pure lo stesso Ministro aveva pubblicamente denunciato come insostenibile in una conferenza-stampa. Attende, quindi, di sapere se si considera immodificabile il quadro così delineato ovvero se vi è disponibilità ad una correzione in sede parlamentare. In caso contrario, ritiene inevitabile, in ragione della logica esatta dei dati contabili, il sospetto che vi sia un orientamento fittizio volto alla riorganizzazione degli uffici giudiziari.

 

Enrico COSTA (FI) chiede al Governo chiarimenti in ordine ai 20 milioni di euro destinati al risarcimento del danno giudiziario, al fine di sapere quanto sia stato speso allo stesso titolo negli anni precedenti e se vi rientra il caso dell'irragionevole durata del processo.

 

Federico PALOMBA (IdV), richiamandosi alle dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente del Consiglio ed a quelle del Ministro della giustizia, rammenta l'impegno assunto a dimezzare nel corso della legislatura il carico processuale. Chiede quindi al Governo quali interventi abbia previsto per raggiungere tale obiettivo nell'ambito dei documenti di bilancio all'esame parlamentare. Ribadisce al riguardo la priorità che vi annette la sua parte politica. Si associa poi alle preoccupazioni emerse in relazione all'articolo 64 invitando alla massima cautela al fine di evitare atteggiamenti ingiustamente punitivi o depressivi tali da provocare lacerazioni e conflitti sul piano interistituzionale.

 

Stefania Gabriella Anastasia CRAXI (FI), invocando rispetto per il lavoro della Commissione, si domanda su quale testo del disegno di legge finanziaria il Parlamento sia chiamato ad esprimersi, dal momento che il Presidente del Consiglio ha ripetutamente dichiarato che sarà oggetto di modificazioni.

 

Pino PISICCHIO, presidente, fa presente che la Commissione lavora correttamente sui testi presentati dal Governo, che sono peraltro oggetto di incisivo intervento parlamentare.

 

Paola BALDUCCI (Verdi) richiama l'attenzione della Commissione sull'edilizia penitenziaria e sul gratuito patrocinio, preoccupata per il taglio delle spese. Lamenta peraltro la mancata previsione del gratuito patrocinio nella fase dell'esecuzione della pena, ricordando come spesso vi sopperiscano volontariamente alcuni avvocati del libero foro.

 

Gino CAPOTOSTI (Pop-Udeur), a proposito della rilevata continuità nei tagli alle spese per la giustizia, rammenta come vi sia alla base il cospicuo deficit che l'attuale maggioranza di governo ha riscontrato nelle casse dello Stato, così come aveva denunciato nella campagna elettorale. Giudicando nel complesso equilibrato il quadro finanziario della giustizia, rileva la tendenza positiva ad implementare i servizi resi ai cittadini. Nell'apprezzare l'istituzione di un fondo per le spese di funzionamento quale clausola di salvaguardia per dare una tempestiva risposta di giustizia, ritiene che vi sia una coerenza di fondo anche con i provvedimenti legislativi all'esame del Parlamento. Quanto al gratuito patrocinio, osserva che sono molto frequenti i casi di abuso soprattutto in sede civile; ritiene poi nel complesso giustificate le riduzioni delle indennità in un'ottica di equità globale. Si richiama infine alla necessità di entrare nel terzo millennio, abbandonando la logica delle parole in favore della pratica delle azioni.

 

Silvio CRAPOLICCHIO (Com.It) richiama la finalità generale di risanamento della manovra finanziaria, che tuttavia presenta luci ed ombre a giudizio della sua parte politica. Chiede maggiore attenzione per l'edilizia penitenziaria, anche a seguito della concessione dell'indulto. Si esprime favorevolmente al finanziamento del gratuito patrocinio ed approva l'istituzione del fondo per le spese di funzionamento. Riservandosi di nell'ambito della situazione del Paese.

 

Pino PISICCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 


IICOMMISSIONE PERMANENTE

(Giustizia)

Mercoledì 11 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Mercoledì 11 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO, indi del vicepresidente Daniele FARINA.

 

Legge finanziaria per l'anno 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007.

C. 1746 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 5: Stato di previsione del Ministero della Giustizia.

Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture (limitatamente alle parti di competenza).

(Parere alla V Commissione).

(Esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato il 10 ottobre 2006.

 

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), riservandosi di intervenire ulteriormente nel merito, chiede al Governo chiarimenti in ordine agli effetti dell'articolo 64 del disegno di legge finanziaria relativo al trattamento economico dei magistrati, anche in relazione alle diverse classi stipendiali. Domanda, in particolare, se vi siano ricompresi anche le magistrature amministrativa, contabile e militare, nonché l'Avvocatura generale dello Stato. Ritiene opportuno tale approfondimento nell'ottica di valutare eventuali modifiche al testo proposto dal Governo.

 

Edmondo CIRIELLI (AN), nel manifestare forte dissenso sui documenti di bilancio in materia di giustizia, richiama il rilievo svolto dal relatore circa la diminuzione delle spese di gabinetto del Ministero della giustizia per sottolineare che essa ricade sugli investimenti in conto capitale per l'edilizia giudiziaria e penitenziaria. Ne consegue una valutazione critica circa l'incremento dei costi della politica rispetto agli interventi di settore. Si sofferma poi sulla riduzione di circa 500 milioni di euro relativa agli affari di giustizia, enucleando le diverse voci del capitolo 1360 dello stato di previsione ministeriale che ne verrebbero gravate. In particolare, lamenta che detta riduzione incida sulle spese per il gratuito patrocinio e per le indagini anti-mafia, ritenendo che, in tal modo, da un lato si colpiscano le fasce deboli della società che pure la manovra finanziaria nel suo insieme pretenderebbe di tutelare - confermando la malafede degli interventi previsti con il cosiddetto «decreto Bersani» - dall'altro si penalizzerebbe il contrasto della criminalità organizzata proprio per iniziativa di uno schieramento politico che si è presentato come campione della legalità.

 

Manlio CONTENTO (AN) rammenta di avere già nella seduta precedente richiesto al Governo chiarimenti analoghi a quelli ritenuti necessari dal collega Tenaglia.

 

Gaetano PECORELLA (FI) si richiama alla consistente riduzione delle spese per l'edilizia penitenziaria riscontrabile nell'ambito del centro di responsabilità del Gabinetto del Ministro, per stigmatizzarla alla luce delle considerazioni svolte e degli impegni assunti in occasione della concessione dell'indulto.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI, nel rispondere alle richieste formulate dai componenti della Commissione, fa innanzitutto presente che lo stato di previsione del Ministero della giustizia si colloca in una non facile dimensione nell'ambito della manovra di bilancio. Ringrazia pertanto il relatore per l'impegno profuso nell'illustrazione dei documenti di bilancio.

In termini generali, sulla base della distinzione tra spese obbligatorie e non obbligatorie, rileva che negli ultimi cinque anni c'è stato un decremento del 52 per cento dei fondi destinati ai servizi della giustizia, sicché il dato incrementale complessivo appare assolutamente irrilevante e non corrispondente ad alcun miglioramento di produttività. Quanto alla riduzione dello stato di previsione per il 2007, ne ricollega le ragioni - per una quota pari al 3,8 per cento - all'intervento del cosiddetto «decreto Bersani» dello scorso luglio che ha disposto il blocco delle anticipazioni delle spese di giustizia da parte delle Poste italiane, al fine di meglio individuare gli andamenti delle singole poste di bilancio. Osserva quindi che, nel quadro di una manovra di risanamento, il Ministero della giustizia risulta tra i meno colpiti, proprio in ragione della strategicità della sua funzione.

Entrando nel dettaglio, chiarisce innanzitutto che il fondo pari a 200 milioni di euro di cui all'articolo 209 del disegno di legge finanziaria riguarda le spese di funzionamento relative alla manutenzione degli edifici, alle utenze, al parco-auto, alla cancelleria, eccetera. Rammenta la previsione di altri due fondi, uno di cento milioni di euro per l'edilizia giudiziaria e penitenziaria ed uno di cinquanta milioni di euro per le future iniziative legislative.

Rispetto alla ventilata ipotesi di revisione della geografia giudiziaria, fa presente che non sarebbe stato in alcun modo possibile contabilizzarla se non a consuntivo, dal momento che il bilancio di previsione è redatto sulla base della legislazione vigente e non risulta alcun disegno di legge presentato in tal senso.

Dà quindi ragione della sussistenza dei residui passivi, non escludendo margini di inefficienza, ma sostanzialmente motivandoli sulla base dei flussi di cassa e dei necessari concerti interministeriali che spesso ritardano l'effettiva spesa.

Riguardo all'informatica, rileva che l'importo in bilancio è pari a 84 milioni di euro con un incremento dell'1,2 per cento, che considera il massimo che sia stato possibile raggiungere, pur nella consapevolezza della sua inadeguatezza rispetto alle necessità del sistema, anche tenendo conto dell'elevato tasso di obsolescenza e del facile deterioramento delle attrezzature. Rammenta al riguardo la scelta strategica di puntare sull'informatica giudiziaria, nell'ottica dello snellimento dei tempi del processo.

Con riferimento ai 20 milioni di euro destinati al risarcimento giudiziario, precisa che non vi rientrano solo gli effetti della cosiddetta «legge Pinto», ma anche i rimedi per ingiusta detenzione ovvero per sequestri di beni. Nel rilevare la tendenza incrementale della spesa, che negli ultimi dieci anni è passata da 7 a 17 milioni di euro, segnala la crescita anche delle azioni di responsabilità in regresso, passate dal 5 per cento al 27 per cento.

Rispondendo alle osservazioni fatte sulle spese di gabinetto, evidenzia la lievitazione dovuta alla presenza presso il Ministero di cinque sottosegretari non parlamentari, ricordando tuttavia che lo stesso disegno di legge finanziaria dispone la decurtazione di un terzo dei rispettivi trattamenti. Precisando che le spese per le indennità accessorie risultano in linea con quelle degli altri dicasteri, spiega che gli apparenti incrementi delle spese di segreteria e delle spese per beni e servizi sono in realtà da imputarsi all'accorpamento di più capitoli di bilancio, in modo che complessivamente ne risulta invece una riduzione.

Con riguardo all'edilizia penitenziaria, conferma che si tratta di un comparto in sofferenza, am ritiene che risorse aggiuntive potranno pervenire dal ricorso ai fondi di altri ministeri. Considera poi appena sufficiente lo stanziamento per i servizi sanitari e farmaceutici in ambito penitenziario, alla luce della diffusione dell'HIV e della tossicodipendenza. Non vi è quindi margine per interventi di prevenzione, ma soltanto per quelli di prima necessità. Quanto ai lavoratori precari presso la polizia penitenziaria, chiarisce che non è possibile il loro inquadramento a tempo indeterminato perché le piante organiche sono complete, salvo i livelli superiori.

Circa il rilievo formulato della persistenza di sentenze redatte a mano, segnala che si tratta solo dell'1,7 per cento, dal momento che ormai quasi tutti i magistrati scrivono direttamente le sentenze al computer.

In conclusione, si sofferma sugli effetti sui magistrati delle disposizioni di cui all'articolo 64 del disegno di legge finanziaria. Ne deriva sia il rinvio dell'aumento triennale normalmente computato sulla base di un «paniere» tratto dall'alta dirigenza statale, sia il dimezzamento degli scatti biennali della progressione di carriera. Illustrando le diverse classi stipendiali, rileva che ne risentiranno soprattutto i giovani magistrati. Ne consegue il rischio di una disaffezione verso l'accesso alla magistratura che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla qualità delle nuove leve. A suo avviso, il meccanismo avrebbe invece dovuto operare al contrario, incidendo maggiormente sulle posizioni più elevate della carriera.

 

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo) ripropone la questione se l'articolo 64 del disegno di legge finanziaria riguardi non solo la magistratura ordinaria, come lascerebbe intendere il richiamo dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o meno, come invece lascerebbe intendere la tabella esemplificativa dei relativi effetti finanziari.

 

Enrico BUEMI (RosanelPugno) sollecita la conclusione delle procedure di reclutamento del personale amministrativo ed ausiliario che il Ministero della giustizia non ha ancora adempiuto.

 

Manlio CONTENTO (AN) ringrazia il sottosegretario Scotti dell'ampia risposta resa alla Commissione, anche se taluni aspetti - come ad esempio il gratuito patrocinio - restano da approfondire. Invita comunque alla prudenza nell'imputare al precedente Governo responsabilità in ordine alla situazione finanziaria, ritenendo che si debba attendere la conclusione dell'anno in corso, che potrebbe riservare qualche sorpresa, a cominciare dal dato dell'indebitamento che già è al 2,9 per cento. Contesta, quindi, la significatività delle comparazioni contabili fornite dal rappresentante del Governo, dal momento che la tendenza da lui segnalata risale al 1997 e non al 2001 e quindi non può costituire un argomento politico. Resta il fatto che nell'ultimo quinquennio il bilancio per la giustizia si è comunque incrementato, mentre suscita invece preoccupazione per il futuro l'attuale drastica riduzione, che non può non essere censurata politicamente. Manifesta altresì preoccupazione per il calo di trasparenza determinato dai citati accorpamenti dei capitoli del bilancio che, seppur motivati dal sistema statistico comunitario, rendono più difficile la valutazione degli scostamenti rispetto alle previsioni. In particolare, raccomanda attenzione alle spese per acquisto di beni e servizi. Cita il caso dei ventilati investimenti per attrezzature destinate alle intercettazioni che considera uno spreco, mentre si lesinano risorse per l'edilizia penitenziaria.

Sottolinea poi il rilievo politico, prima che quantitativo, delle osservazioni formulate riguardo alle spese di gabinetto, alla luce della contestazione a suo tempo rivolta dall'opposizione per l'incremento del numero dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari, dei cui effetti negativi oggi si ha conferma anche dalle parole del rappresentante del Governo. Segnala, quindi, la complessiva diminuzione delle risorse a disposizione dell'amministrazione della giustizia che neanche il blocco del turn over riuscirebbe più a contenere.

Passando alla valutazione dell'articolo 64 del disegno di legge finanziaria, esprime dubbi sulla sua asserita transitorietà, dal momento che gli effetti contabili sono calcolati sino al 2009 e per giunta in costante aumento, sicché appare lecito credere che si tratti piuttosto di una scelta politica almeno da parte del Ministero dell'economia. Fa presente che si sarebbero potuti prevedere risparmi di altro tipo senza incidere sugli stipendi, ritenendo comunque preferibile una rimodulazione tra le classi stipendiali in un'ottica di solidarietà che non penalizzi i più giovani. Si domanda, peraltro, se, in omaggio ad un andazzo corrente, il Governo non si prepari a presentare un emendamento al riguardo.

Non considera poi soddisfacenti le spiegazioni relative alla riduzione di circa 500 milioni di euro per gli affari di giustizia, non ritenendo sufficienti le conseguenze derivanti dal cosiddetto «decreto Bersani». Ha l'impressione, anche tenendo conto della contemporanea istituzione del fondo per le spese di funzionamento, che si sia di fronte ad un'operazione di «ingegneria finanziaria». A suo avviso, peraltro, gli effetti della fine delle anticipazioni postali delle spese di giustizia saranno ancora più negativi. Aggiunge ulteriori considerazioni critiche in ordine all'entità dei residui ed all'accorpamento delle spese per le indennità del personale esterno, per soffermarsi successivamente sulle difficoltà degli enti locali che da tempo non sono rimborsati per gli oneri sostenuti al fine di assicurare la manutenzione degli uffici giudiziari. Considera maggiormente grave tale disfunzione a seguito degli ulteriori tagli subiti dagli stessi enti locali a causa della manovra finanziaria.

Passando alla situazione degli archivi notarili, invita ad una ricognizione delle loro esigenze logistiche sul territorio nazionale, al fine di pervenire ad una loro razionalizzazione. Propone poi che la Commissione dedichi una seduta alla delicata questione della ventilata revisione della geografia giudiziaria. Segnala altresì l'esigenza di valutare l'efficacia del meccanismo del risarcimento giudiziario.

Con riguardo al sistema carcerario, rilevando il costante aumento dei costi, lamenta come un detenuto su due non sia avviato al lavoro e sollecita la definizione di una tipologia contrattuale ad hoc che consenta di realizzare la piena occupazione nel contesto penitenziario. Critica poi la scarsità delle risorse messe a disposizione della giustizia minorile, osservando la crescita degli oneri a sfondo sociale che derivano soprattutto dall'elevato numero di minori stranieri.

In conclusione, ritiene che il bilancio della giustizia sia caratterizzato da molte ombre e poche luci, auspicando che il futuro possa riservare risultati migliori e confermando comunque il contributo della sua parte politica in tale direzione.

 

Erminia MAZZONI (UDC), dopo aver dichiarato di condividere e richiamare i dettagliati rilievi formulati dall'onorevole Contento sui documenti di bilancio, osserva che, allo stesso modo che la manovra finanziaria ha tradito gli obiettivi fissati nel documento di programmazione economico-finanziaria, la nota preliminare allegata alla Tabella n. 5, relativa allo stato di previsione del Ministero della giustizia, non corrisponde al contenuto delle tabelle medesime. Secondo il DPEF, la manovra finanziaria avrebbe dovuto ottenere un miglioramento dei saldi attraverso tagli alle spese, anzichè, come invece avvenuto sotto la spinta di una parte della maggioranza, attraverso l'inasprimento della pressione fiscale. Allo stesso modo, in materia di giustizia, il Governo si pone degli obiettivi, che sono esplicitati nella nota preliminare allegata alla Tabella n. 5, ma che poi non sono perseguiti concretamente, come si evince dal contenuto della tabella medesima. Tra le diverse incongruenze rilevate, si sofferma sulla mancanza di investimenti adeguati per la costruzione di nuovi istituti penitenziari a fronte dell'obiettivo di ridurre il sovraffollamento nelle carceri, al fine di realizzarvi condizioni di vita dignitose. Altra contraddizione è data dalla mancanza di investimenti congrui in materia di giustizia minorile, necessari per raggiungere l'obiettivo di una effettiva rieducazione dei minorenni autori di reato. Rileva, inoltre, una contraddizione tra quanto più volte ribadito dal Ministro ed, oggi, dal rappresentante del Governo, in relazione alla volontà di non riformare la geografia giudiziaria e quanto espressamente dichiarato - oltre che nella relazione depositata in occasione della prima seduta della Commissione dedicata all'audizione del Ministro sulle linee programmatiche del suo dicastero - nella nota preliminare alla Tabella n. 5, nella parte in cui si afferma espressamente che la riorganizzazione delle articolazioni territoriali dell'amministrazione giudiziaria e la revisione delle circoscrizioni giudiziarie rappresentano obiettivi strategici che il Ministero della giustizia intende perseguire nel corso dell'anno 2007. A tale proposito, osserva che la scarsa dotazione prevista per gli uffici giudiziari sembrerebbe confermare quanto dichiarato nella predetta nota preliminare. Ritiene, inoltre, che la scelta di accorpare le singole voci di spesa in voci di più ampio contenuto non si sia tradotta unicamente in una operazione contabile che ha inciso negativamente sulla trasparenza del bilancio, ma di fatto abbia comportato in alcuni casi una vera e propria riduzione degli stanziamenti.

In relazione all'intervento del sottosegretario, osserva che gli ausiliari di polizia penitenziaria che dovrebbero essere assorbiti nei ruoli ammonterebbero a circa cinquecento unità. In ordine alle spese del gabinetto e degli uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro, ritiene che debba essere valutata grave la circostanza che siano aumentate considerevolmente le spese relative agli stipendi dei sottosegretari. Tale aumento di spesa è, infatti, dovuto ad una scelta di natura politica di non nominare come sottosegretari soggetti che rivestano anche la qualifica di membri del Parlamento, in quanto altrimenti si sarebbe ancora di più ridotto, specialmente al Senato, l'esiguo margine di differenza tra la maggioranza e l'opposizione.

Conclude assicurando l'apporto del suo gruppo, attraverso proposte emendative, al miglioramento della manovra finanziaria, per quanto di questa non ne sia condivisibile l' impostazione di fondo, mancando qualsiasi prospettiva volta a creare un processo virtuoso di sviluppo del Paese attraverso adeguate politiche di investimento.

 

Mario PEPE (FI) ricorda che in occasione dell'approvazione della legge sull'indulto, il Governo ha accolto un ordine del giorno della opposizione che impegnava il medesimo in ordine ad una serie di questioni in materia penitenziaria ed in particolare in relazione alla medicina penitenziaria. Osserva che, non ottemperando all'impegno preso nei confronti del Parlamento, il Governo non prevede stanziamenti adeguati per la medicina penitenziaria, secondo peraltro una linea di tendenza che da anni vede un costante decremento dei fondi destinati a tale settore. Inoltre, rileva che a causa dell'inserimento della materia della medicina penitenziaria in una unità previsionale di base che contiene una serie di spese relative al mantenimento, assistenza e rieducazione dei detenuti, gli stanziamenti che dovrebbero essere indirizzati alla medicina penitenziaria finiscono per essere dirottati su altre spese, così come, ad esempio, è avvenuto nella scorsa legislatura, quando è stato approvato un suo emendamento a sua firma, presentato proprio con la finalità di assicurare fondi alla medicina penitenziaria.

 

Paola BALDUCCI (Verdi) si sofferma sull'articolo 177 relativo all'emersione del lavoro sommerso, che specialmente nel meridione ed, in particolare in Puglia, rappresenta una piaga sociale. Ritiene che la disposizione debba essere modificata nella parte in cui prevede una sorta di condono a favore di coloro che abbiano assunto irregolarmente del personale. In particolare, non appare assolutamente condivisibile il comma 7 nella parte in cui prevede che nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato l'istanza di regolamentazione del lavoro sommerso siano sospese, per la durata di un anno a decorrere dalla data di presentazione, le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza.

 

Enrico COSTA (FI) preliminarmente contesta quanto affermato dal sottosegretario circa la effettiva consistenza degli investimenti previsti per il settore della giustizia, non condividendo la tesi secondo cui nella scorsa legislatura si sarebbe verificata una riduzione degli investimenti del 50 per cento circa. Confrontando le spese finali per la giustizia previste nel 2005 per l'esercizio 2006 con quelle previste quest'anno per l'esercizio 2007, risulta evidente che queste ultime determinano una variazione negativa. Mentre le spese per il Ministero della giustizia quest'anno incidono l'1,6 per cento rispetto alle spese finali del bilancio dello Stato, lo scorso anno l'incidenza era dell'1,7 per cento. Ciò significa che il Ministero della giustizia rispetto agli altri ministeri ha subìto una maggiore riduzione dei fondi. Ricorda, a tale proposito, che già nel luglio scorso con il «decreto Bersani» la giustizia ha subìto una considerevole decurtazione dei propri fondi.

Per quanto riguarda la diminuzione di 9,2 milioni di euro nelle previsioni relative al centro di responsabilità «gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro», osserva che sono aumentate quelle relative agli stipendi dei sottosegretari a causa di una scelta di natura politica che ha portato alla nomina di tecnici quali sottosegretari, al fine di evitare il rischio di un azzeramento dell'esiguo margine di differenza tra maggioranza ed opposizione.

Sottolinea l'inadeguatezza degli investimenti previsti a favore dell'edilizia penitenziaria, della medicina penitenziaria e del lavoro nelle carceri, nonostante che, in occasione dell'approvazione della legge sull'indulto, il Governo abbia accolto, anche come raccomandazioni, degli ordini del giorno relativi all'incremento degli investimenti in tali settori. Ritiene che la posizione del Governo sia ambigua in relazione alla questione della revisione della geografia giudiziaria, in quanto, da un lato, si nega l'intenzione di procedere a tale revisione, dall'altro, non si assegnano risorse adeguate agli uffici giudiziari distribuiti sul territorio nazionale, determinando una paralisi del funzionamento di alcuni di essi.

Circa il bilancio pluriennale, osserva che questo registra una tendenziale diminuzione delle somme stanziate per l'anno 2009 rispetto a quelle stanziate per gli anni 2007-2008. Da tale dato si ricava la volontà di ridurre nel tempo le risorse stanziate a favore della giustizia e che, al contrario di quanto afferma il Ministro, la scarsità dei fondi stanziati non costituisce un evento eccezionale legato unicamente alla manovra in corso.

Infine sottolinea la scarsa trasparenza dei documenti di bilancio a causa della scelta di accorpare le singole voci di spesa in voci di spesa di contenuto più generale.

 

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo) preliminarmente rileva che il principio costituzionale della ragionevole durata del processo rappresenta un vero e proprio vincolo nella individuazione delle somme da destinare al settore della giustizia. Tale principio, infatti, può trovare attuazione solo a condizione che alla giustizia siano attribuite risorse adeguate.

Sottolinea con favore la novità della previsione, all'articolo 209 del disegno di legge finanziaria, del fondo per le spese di funzionamento della giustizia, al quale è assegnata una dotazione annua di 200 milioni di euro, finalizzata alle esigenze correnti connesse all'acquisizione di beni e servizi. Attraverso tale stanziamento, ad esempio, potrà porsi rimedio alla prassi della anticipazione delle spese di trasferta da parte dei magistrati.

Non condivide, invece, le scelte effettuate agli articoli 57 e 64 del disegno di legge finanziaria relativi rispettivamente al blocco delle assunzioni ed al taglio degli aumenti automatici concessi al personale dello Stato non contrattualizzato. In ordine alla prima disposizione, sottolinea l'esigenza di reintrodurre l'eccezione riferita al personale di magistratura e del comparto giustizia prevista in altre occasioni quando si è stabilito il blocco di assunzioni nel pubblico impiego. Qualora l'articolo 57 non dovesse essere modificato si renderebbe ancora più difficile il funzionamento del sistema giudiziario ed il raggiungimento di livelli di efficienza accettabili. Osserva che, a seguito di tale disposizione, la legge n. 48 del 2001 sull'aumento dell'organico della magistratura, ad esempio, non potrebbe trovare più applicazione e, quindi, non potrebbero essere assunti i circa 350 nuovi magistrati che dovrebbero essere immessi nei ruoli entro il 2008 a seguito dell'espletamento del concorso straordinario attualmente in atto.

L'articolo 64 contiene la previsione di un taglio del 50 per cento degli aumenti automatici concessi al personale dello Stato non contrattualizzato «in attesa di una specifica disciplina intesa alla revisione delle relative strutture retributive, finalizzata al superamento delle progressioni economiche articolate in automatismi stipendiali per anzianità nonché all'introduzione di specifici elementi di valutazione di produttività». Ritiene che in ragione della sua formulazione la norma riguardi il personale delle magistrature ordinaria, amministrativa e contabile, oltre che dell'Avvocatura di Stato. Ritiene che il dimezzamento degli automatismi legati ad alcuni passaggi di carriera e il legare la retribuzione a valutazioni quantitative sul lavoro svolto produrranno lo stravolgimento dell'attuale modello di giudice e influiranno sulla qualità del lavoro. Rileva che dalla disposizione in esame, i giovani magistrati saranno quelli maggiormente colpiti, determinando in tal modo una sperequazione del tutto ingiustificata. Per evitare questa ingiustizia e per tradurre la norma in una disposizione legata unicamente alla contingenza della situazione economica del Paese, si potrebbe prevedere una sospensione dell'adeguamento degli automatismi stipendiali per un determinato periodo di tempo.

 

Gaetano PECORELLA (FI) preliminarmente osserva che lo stanziamento complessivo a favore della giustizia è diminuito rispetto a quello previsto dalla manovra finanziaria dell'anno precedente, come risulta chiaramente dall'analisi degli stanziamenti previsti. A tale proposito, ricorda che nella scorsa legislatura si è registrato un progressivo e costante incremento dei fondi destinati al Ministero della giustizia.

Ritiene che sia politicamente grave la mancata previsione di fondi adeguati in materia penitenziaria anche in relazione all'accoglimento da parte del Governo di un ordine del giorno, presentato in occasione dell'approvazione della legge sull'indulto, volto a prevedere una serie di investimenti, quali la costruzione di nuovi istituti penitenziari e l'adeguamento degli esistenti nonchè la creazione delle condizioni necessarie per garantire l'accesso al lavoro.

Sottolinea l'esigenza politica che il Ministro della giustizia esponga alla Commissione le ragioni per le quali nei documenti di bilancio non viene dato seguito a quell'impegno preso nei confronti del Parlamento. Si tratta di una questione estremamente grave anche in relazione alla circostanza che da parte di molti deputati dell'opposizione il voto a favore della proposta di legge sull'indulto è dipeso proprio dall'accoglimento di quell'ordine del giorno. Chiede, pertanto, alla presidenza di assicurare la presenza del Ministro prima della scadenza del termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno, già fissato per domani alle ore 9. Dall'esito dell'incontro con il Ministro dipenderà anche il contenuto degli emendamenti che sarà necessario od opportuno presentare.

 

Daniele FARINA (RC-SE), presidente, ritiene che la questione posta dal deputato Pecorella possa essere esaminata nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, convocato al termine della seduta in sede consultiva.

 

Bruno CESARIO (Ulivo) ritiene che l'impianto della manovra finanziaria sia ben equilibrato, anche in considerazione dell'eredità lasciata dal governo di centro-destra. Sottolinea con estremo favore la scelta del Governo di privilegiare gli investimenti nel meridione, la cui situazione economica in alcune realtà è estremamente grave. Per quanto riguarda il settore della giustizia, le scelte del Governo appaiono essere condivisibili, per quanto migliorabili attraverso alcuni interventi correttivi. Ritiene che debba comunque essere dato atto al Governo che, al contrario di quanto accaduto nel corso dell'ultima legislatura, sono venute meno tutte quelle tensioni che avevano caratterizzato il settore della giustizia.

 

Federico PALOMBA (IdV) rileva di aver votato la fiducia al Governo in quanto il Presidente del Consiglio, nel corso delle dichiarazioni programmatiche rese alle Camere, si era posto l'obiettivo di raffreddare le tensioni tra magistratura e politica e di ridurre della metà la pendenza dei procedimenti giudiziari. Ritiene che la manovra finanziaria debba essere valutata in relazione a tali obiettivi.

Per quanto riguarda il primo obiettivo, osserva che l'articolo 64, riducendo gli automatismi stipendiali dei magistrati, sembra avere una finalità punitiva verso la magistratura, anche se probabilmente si tratta di una disposizione la cui ratio è da ricondurre unicamente a ragioni di natura contabile finalizzate alla riduzione del saldo. Tale disposizione appare essere in conflitto con lo stesso principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura, in quanto incide negativamente sul principio della progressione automatica stipendiale, che trova la sua giustificazione nell'esigenza di evitare l'applicazione del metodo della contrattualizzazione nei confronti dei magistrati. Tale metodo, infatti, comporta necessariamente una contrattazione tra le rappresentanze sindacali ed il Governo, che nel caso della magistratura costituirebbe un vulnus alla indipendenza della medesima. Chiede al rappresentante del Governo se vi sia l'intenzione di modificare l'articolo 64.

Circa l'obiettivo della riduzione della pendenza dei procedimenti giudiziari, occorre verificare se gli investimenti previsti siano adeguati. Si tratta di una operazione che può essere compiuta con la collaborazione del Governo stesso.

 

Gino CAPOTOSTI (Pop-Udeur) preliminarmente ricorda che l'obiettivo della manovra finanziaria è il miglioramento dei saldi. Considerato che tale obiettivo deve valere anche per la giustizia, sottolinea come la valutazione della congruità dei fondi previsti per tale settore debba essere effettuata sulla base di considerazioni politiche. In sostanza non ci si deve limitare alla constatazione di una riduzione dei fondi, quanto piuttosto occorre valutare come si sia giunti ad una riduzione delle spese. Ad esempio, è pienamente condivisibile la scelta di ridurre le spese del gabinetto e degli uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro, in quanto in tal modo si sono ridotte le spese senza pregiudicare gli interessi dei cittadini.. In materia di edilizia penitenziaria, osserva che la questione della mancata previsione di adeguati investimenti potrebbe essere risolta, ad esempio, facendo ricorso all'istituto del project financing come avviene in Inghilterra o attraverso altre soluzioni, che non richiedono necessariamente la mera attribuzione di fondi.

Per quanto attiene alle scelte di politica giudiziaria, ricorda che il primo atto della legislatura, da parte del Ministro, è stata la condivisione della scelta del Parlamento di concedere l'indulto. Si tratta di una scelta che ha una valenza politica, in quanto presuppone una diversa concezione della pena, la quale non deve essere limitata alla dimensione detentiva. In ordine al disegno di legge finanziaria, evidenzia la novità della previsione di un fondo volto a dotare l'amministrazione della giustizia di risorse adeguate per le esigenze connesse all'acquisizione di beni e servizi. Non ritiene che all'incidenza negativa delle disposizioni di cui all'articolo 64 sulle retribuzioni dei giovani magistrati possa essere attribuita una valenza punitiva nei confronti di questi. In realtà, è la contingenza economica che comporta sacrifici da parte dei giovani appartenenti ad ogni categoria lavorativa.

Luigi VITALI (FI) dichiara di non condividere gli interventi a favore della manovra finanziaria che si sono susseguiti nel corso dell'esame in sede consultiva. Questi interventi non tengono conto dell'eredità negativa lasciata nel 2001 dal governo di centrosinistra e certificata ufficialmente dall'Unione europea. Eredità alla quale il governo di centrodestra ha dovuto porre rimedio nella scorsa legislatura. Nonostante che l'attuale governo di centrosinistra abbia potuto beneficiare di 5 milioni di euro di maggiore entrate, che il governo di centrodestra ha ricavato attraverso una serie di politiche strutturali, l'attuale manovra finanziaria è da valutare negativamente. Specialmente in materia di giustizia le risorse previste sono da considerare assolutamente inadeguate, in quanto porteranno, in assenza di riforme strutturali, alla paralisi della giustizia entro giugno 2007. Condivide la richiesta del deputato Pecorella, rappresentante in Commissione Giustizia del gruppo di Forza Italia, circa la presenza in Commissione del Ministro della Giustizia, affinché possa giustificare la scelta di non dare seguito all'ordine del giorno presentato dall'opposizione in occasione dell'approvazione della legge sull'indulto ed accolto dal Governo. Non si tratta di una richiesta ostruzionistica volta a ritardare i tempi d'esame in sede consultiva dei documenti di bilancio da parte della Commissione Giustizia, quanto piuttosto dell'esigenza di avere con il Ministro stesso un confronto costruttivo che possa portare al miglioramento della manovra finanziaria, almeno per quanto attiene la materia della giustizia. Contesta le affermazioni del sottosegretario in ordine alla reale portata degli stanziamenti in materia di giustizia, in quanto dai dati oggettivi che emergono dai documenti di bilancio si evince chiaramente che l'attuale manovra finanziaria determina una riduzione del 6 per cento degli stanziamenti previsti a favore della giustizia. Ritiene politicamente grave, anche in ragione al conseguente aumento delle spese, la scelta di non nominare membri del Parlamento quali sottosegretari, così come è grave prevedere una spesa di 250 mila euro finalizzata alla dotazione, a favore del ministro, di un'autovettura blindata addirittura contro i missili. Non condivide assolutamente il blocco degli automatismi stipendiali previsto dall'articolo 64 del disegno di legge finanziaria, in quanto ritiene che i magistrati non debbano essere pagati meno di quanto lo siano attualmente ma debbano piuttosto lavorare di più. Si tratta di una disposizione punitiva nei confronti dei magistrati che non trova alcuna giustificazione. A tale proposito sottolinea l'esigenza di razionalizzare le spese nel settore della giustizia ma anche di motivare al contempo il personale amministrativo e quello giudiziario.

Conclude sottolineando l'esigenza che il Ministro partecipi ai lavori della Commissione Giustizia consentendo alla medesima di individuare le soluzioni adeguate affinché possano essere raggiunti anche quegli obbiettivi che il Ministro stesso si era preposto, ma che l'attuale manovra finanziaria non consente di raggiungere.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI ribadisce che gli investimenti in materia di giustizia debbano essere considerati non in relazione al totale degli stanziamenti, quanto piuttosto in relazione alle sole spese variabili e, quindi, senza tenere conto delle spese fisse. Nella scorsa legislatura ciò che ha portato a quello che sembra essere un costante incremento delle dotazioni a favore del settore della giustizia è, in realtà, l'incremento delle spese fisse, quali ad esempio gli stipendi, che si è registrato in ciascun esercizio finanziario. In sostanza, nella scorsa legislatura sono gradualmente aumentate le spese fisse e diminuite le spese variabili, tra le quali figurano in primo luogo gli investimenti.

 

Pino PISICCHIO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara chiuso l'esame congiunto e ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti, ordini del giorno e relazioni alternative per le parti di competenza del disegno di legge C. 1746-bis e C. 1747, per le parti di competenza, è stato fissato per domani, giovedì 12 ottobre 2006, alle ore 9. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 17.35.


IICOMMISSIONE PERMANENTE

(Giustizia)

Giovedì 12 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO.

 

Legge finanziaria per l'anno 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 5: Stato di previsione del Ministero della giustizia.

Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture (limitatamente alle parti di competenza).

(Parere alla V Commissione).

(Seguito dell'esame congiunto e conclusione - Relazioni favorevoli).

 

La Commissione prosegue l'esame congiunto del provvedimento, rinviato l'11 ottobre 2006.

 

Pino PISICCHIO, presidente, ricorda che la Commissione è chiamata a proseguire l'esame in sede consultiva del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria, limitatamente agli stati di previsione e alle parti di propria competenza. In particolare, per quanto riguarda il disegno di legge di bilancio, la Commissione esaminerà lo stato di previsione del Ministero della giustizia (Tabella n. 5), lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2) e lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture (Tabella n. 10), limitatamente alle parti di competenza.

Con riferimento alla richiesta formulata dal gruppo di Forza Italia nella riunione di ieri circa la presenza ai lavori della Commissione del Ministro della giustizia, rende noto che lo stesso Ministro è impegnato nella riunione del Consiglio dei ministri e che il sottosegretario delegato ne ha comunque la piena rappresentanza politica, cogliendo l'occasione per dargli atto della continuità e della competenza del suo intervento.

Invita pertanto il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimersi in ordine agli emendamenti presentati al disegno di legge finanziaria (vedi allegato 3).

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, con riferimento al disegno di legge C. 1746-bis, esprime parere favorevole agli articoli aggiuntivi Pecorella 1746-bis/II/21.01, Pecorella 1746-bis/II/30.01 e Pecorella 1746-bis/II/30.02, agli emendamenti Tenaglia 1746-bis/II/57.1, Tenaglia 1746-bis/II/64.1, Tenaglia 1746-bis/II/64.2 e Tenaglia 1746-bis/II/64.3 nonché all'articolo aggiuntivo Forgione 1746-bis/II/215.06. Esprime parere contrario all'emendamento Balducci 1746-bis/II/57.2, all'articolo aggiuntivo Balducci 1746-bis/II/61.01, agli emendamenti Suppa 1746-bis/II/85.1, Suppa 1746-bis/II/85.2 e Balducci 1746-bis/II/177.1, nonché agli articoli aggiuntivi Vitali 1746-bis/II/209.01, Balducci 1746-bis/II/215.01, Balducci 1746-bis/II/215.02, Balducci 1746-bis/II/215.03, Balducci 1746-bis/II/215.04, Balducci 1746-bis/II/215.05.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI con riferimento al disegno di legge C. 1746-bis, esprime parere favorevole all'articolo aggiuntivo Pecorella 1746-bis/II/30.02, agli emendamenti Tenaglia 1746-bis/II/57.1 e Balducci 1746-bis/II/57.2, all'articolo aggiuntivo Balducci 1746-bis/II/61.01, agli emendamenti Tenaglia 1746-bis/II/64.1, Tenaglia 1746-bis/II/64.2 e Tenaglia 1746-bis/II/64.3 e agli articoli aggiuntivi Balducci 1746-bis/II/215.01, Balducci 1746-bis/II/215.02, Balducci 1746-bis/II/215.03, Balducci 1746-bis/II/215.04, Forgione 1746-bis/II/215.06. Esprime, invece, parere contrario agli emendamenti Suppa 1746-bis/II/85.1, Suppa 1746-bis/II/85.2 e Balducci 1746-bis/II/177.1 nonché agli articoli aggiuntivi Vitali 1746-bis/II/209.01 e Balducci 1746-bis/II/215.05, mentre si rimette alla Commissione per gli articoli aggiuntivi Pecorella 1746-bis/II/21.01, Pecorella 1746-bis/II/30.01

 

Manlio CONTENTO (AN) fa presente che taluni emendamenti presentano profili di inammissibilità alla luce delle disposizioni vigenti nell'esame dei documenti di bilancio.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli articoli aggiuntivi Pecorella 1746-bis/II/21.01, Pecorella 1746-bis/II/30.01.

 

Marilena SAMPERI (Ulivo) chiede chiarimenti in ordine all'articolo aggiuntivo Pecorella 1746-bis/II/30.02, segnalando come l'entità dell'onorario calcolata dal difensore d'ufficio possa differire rispetto a quella liquidata dal giudice.

 

Gaetano PECORELLA (FI) precisa i termini della sua proposta emendativa, volta a garantire al difensore d'ufficio la possibilità della detrazione fiscale rispetto alla lunga procedura della liquidazione in via giudiziaria.

 

Pierluigi MANTINI (Ulivo) ritiene possibile una riformulazione dell'articolo aggiuntivo che tenga conto del rilievo della collega Samperi.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI segnala l'esigenza di precisare un criterio di quantificazione degli onorari da detrarre fiscalmente.

 

Enrico COSTA (FI) chiarisce che la retribuzione del difensore d'ufficio non può essere diversa da quella della difesa di fiducia.

 

Gaetano PECORELLA (FI) ritiene che gli onorari possano essere vidimati dal Consiglio dell'ordine degli avvocati.

 

Pierluigi MANTINI (Ulivo) propone di riformulare l'articolo aggiuntivo prevedendo la previa formale rinuncia al credito come accertato dal Consiglio dell'ordine degli avvocati.

 

Gaetano PECORELLA (FI) accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal collega Mantini (vedi allegato 3).

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Pecorella 1746-bis/II/30.02 (seconda formulazione).

 

Gaetano PECORELLA (FI) chiede chiarimenti in ordine agli effetti derivanti dall' all'emendamento Tenaglia 1746-bis/II/57.1.

 

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo) illustra l'emendamento raccomandandone l'approvazione, sulla base delle necessità di incrementare l'organico - in particolare della magistratura ordinaria - al fine di garantire l'effettività del principio della ragionevole durata del processo.

 

Federico PALOMBA (IdV) propone che l'emendamento in discussione includa anche la magistratura militare.

 

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo) accoglie la proposta del collega Palomba e riformula in tal senso il proprio emendamento (vedi allegato 3).

 

Enrico COSTA (FI) manifesta la sua contrarietà all'emendamento, ritenendo che in proposito il Governo abbia compiuto una scelta consapevole e criticando l'eventuale favoritismo nei confronti di una sola categoria.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, contesta che l'emendamento costituisca un favoritismo, richiamando la necessità di colmare i vuoti di organico della magistratura per assicurare ai cittadini l'amministrazione della giustizia.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI ritiene che l'approvazione dell'emendamento rappresenterebbe una «boccata di ossigeno» per la magistratura.

 

Enrico COSTA (FI), manifestando stupore per il fatto che una simile valutazione non sia stata effettuata dal Governo nel corso della redazione del disegno di legge finanziaria, fa presente che il vero problema della giustizia non è creato dal ridotto numero dei magistrati, ma dalle carenze negli organici del personale amministrativo, per cui andrebbe seguito un ben diverso ordine di priorità.

 

La Commissione approva l'emendamento Tenaglia 1746-bis/II/57.1 (seconda formulazione).

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI, intervenendo sull'emendamento Balducci 1746-bis/II/57.2 e sull'articolo aggiuntivo Balducci 1746-bis/II/61.01, ne raccomanda l'approvazione al fine di accrescere le risorse di personale di ruolo del Ministero, precisando che non ne conseguirebbero oneri maggiori a carico del bilancio dello Stato.

 

Federico PALOMBA (IdV) si associa alle considerazioni svolte dal rappresentante del Governo.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, alla luce delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, trasforma in favorevole il proprio parere sull'emendamento Balducci 1746-bis/II/57.2 e sull'articolo aggiuntivo Balducci 1746-bis/II/61.01.

 

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Balducci 1746-bis/II/57.2 e l'articolo aggiuntivo Balducci 1746-bis/II/61.01. Approva, altresì, l'emendamento Tenaglia 1746-bis/II/64.1 e respinge gli emendamenti Tenaglia 1746-bis/II/64.2 e 1746-bis/II/64.3.

 

Rosa SUPPA (Ulivo) raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 1746-bis/II/85.1 e 1746-bis/II/85.2, volti a consentire l'instaurazione del giudizio relativo al pignoramento di crediti nei confronti di enti ed istituti esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatorie presso qualunque giudice dell'esecuzione avente sede nel distretto della Corte di appello a cui appartiene l'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento in forza del quale la procedura esecutiva è promossa. Sottolinea la finalità di favorire i cittadini, residenti in comuni spesso molto distanti dai capoluoghi dei distretti giudiziari, come si verifica in particolare nelle regioni meridionali.

 

Gaetano PECORELLA (FI) condivide la finalità degli emendamenti presentati dalla collega Suppa e ritiene significativo il fatto che la materia sia stata da ultimo oggetto di intervento in sede di legge finanziaria.

 

Alessandro MARAN (Ulivo) ritiene meritevole di considerazione l'indicazione del collega Pecorella.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI ribadisce il parere contrario del Governo, sulla base del rispetto del principio del giudice naturale.

 

Rosa SUPPA (Ulivo) considera allora preferibile il ripristino della previdente disciplina processualcivilistica.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo) ribadisce il parere contrario già espresso.

 

Roberto GIACHETTI (Ulivo) invita ad un'ulteriore riflessione, in considerazione del rilievo della finalità degli emendamenti in esame.

 

La Commissione, su proposta dell'onorevole Alessandro MARAN (Ulivo), accantona gli emendamenti Suppa 1746-bis/II/85.1 e Suppa 1746-bis/II/85.2.

 

La Commissione respinge l'emendamento Balducci 1746-bis/II/177.1.

 

Federico PALOMBA (IdV) dichiara di votare a favore dell'articolo aggiuntivo Vitali 1746-bis/II/209.01, condividendone l'obiettivo di accrescere le risorse dell'amministrazione della giustizia, anche al fine di conseguire il risultato del dimezzamento del carico processuale che il Governo ha affermato nel presentarsi alle Camere.

 

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Vitali 1746-bis/II/209.01, Balducci 1746-bis/II/215.01, Balducci 1746-bis/II/215.02, Balducci 1746-bis/II/215.03, Balducci 1746-bis/II/215.04 e Balducci 1746-bis/II/215.05.

 

Francesco FORGIONE (RC-SE) illustra il proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/II/215.06, segnalando come si tratti di estendere anche alla giustizia una deroga in materia di esecuzioni forzate già ammessa per la sanità in occasione della legge finanziaria 2006.

 

Gaetano PECORELLA (FI) dichiara il suo voto contrario all'articolo aggiuntivo presentato dall'onorevole Forgione, che inciderebbe negativamente sul diritto di credito e quindi sull'andamento dell'economia, invitando a non considerare soltanto gli interessi delle pubbliche amministrazioni, ma anche quelli degli operatori privati.

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Forgione 1746-bis/II/215.06.

 

Pino PISICCHIO, presidente, ricorda che la Commissione ha accantonato gli emendamenti Suppa 1746-bis/II/85.1 e Suppa 1746-bis/II/85.2.

 

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva l'emendamento Suppa 1746-bis/II/85.1 e respinge l'emendamento Suppa 1746-bis/II/85.2.

 

Pino PISICCHIO, presidente, esaurito l'esame degli emendamenti relativi al disegno di legge finanziaria, invita il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimersi in ordine all'unico emendamento presentato al disegno di legge di bilancio (vedi allegato 4).

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Mario Pepe 1747/II/Tab. 2.1.

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI esprime un parere conforme a quello del relatore.

 

La Commissione respinge l'emendamento Mario Pepe 1747/II/Tab. 2.1.

 

Francesco FORGIONE (RC-SE) illustra il proprio ordine del giorno volto a tutelare il gratuito patrocinio, nell'ambito della riduzione delle risorse a disposizione per le spese di giustizia (vedi allegato 4).

 

Gaetano PECORELLA (FI) invita il proponente a precisare i termini dell'impegno richiesto al Governo.

 

Francesco FORGIONE (RC-SE), aderendo all'invito rivolto dal collega Pecorella, inserisce nella parte dispositiva dell'ordine del giorno un riferimento all'entità delle risorse per il gratuito patrocinio (vedi allegato 4).

 

Il sottosegretario Luigi SCOTTI dichiara di non accogliere l'ordine del giorno presentato in quanto, pur comprendendo la dimensione sociale del problema, la prassi applicativa dell'istituto, anche a causa di taluni abusi, ha portato a degli esborsi finanziari che diventano sempre meno tollerabili per le finanze dello Stato.

 

Enrico COSTA (FI), rammentando al riguardo come incidano negativamente le conseguenze derivanti dall'approvazione del cosiddetto «decreto Bersani», considera opportuna la presentazione dell'ordine del giorno ed auspica che il Governo ne tenga conto in misura maggiore rispetto all'usuale prassi.

 

Francesco FORGIONE (RC-SE), replicando al rappresentante del Governo, rileva che la questiona da lui sollevata dovrebbe trovare risposta sul piano normativo e non su quello finanziario.

 

La Commissione approva l'ordine del giorno n. 1 presentato dal deputato Forgione come riformulato dal proponente.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, presenta una proposta di relazione favorevole sulla tabella n. 2, concernente lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria, limitatamente alle parti di competenza della Commissione (vedi allegato 5).

 

La Commissione, per quanto di competenza, approva la proposta di relazione sulla tabella n. 2 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria. Nomina quindi il deputato Gambescia relatore presso la Commissione Bilancio.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, presenta una proposta di relazione favorevole con condizioni sulla tabella n. 5, concernente lo stato di previsione del Ministero della giustizia e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria (vedi allegato 6).

 

La Commissione approva la proposta di relazione sulla tabella n. 5 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria. Nomina quindi il deputato Gambescia relatore presso la Commissione Bilancio.

 

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, presenta una proposta di relazione favorevole sulla tabella n. 10, concernente lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture, limitatamente alle parti di competenza della Commissione (vedi allegato 7).

 

La Commissione, per quanto di competenza, approva la proposta di relazione sulla tabella n. 10 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria. Nomina quindi il deputato Gambescia relatore presso la Commissione Bilancio.

 

Luigi VITALI (FI) preannuncia la presentazione di relazioni di minoranza da parte del suo gruppo, in relazione alle parti dei documenti di bilancio di competenza della Commissione Giustizia.


ALLEGATO 3

 

Legge finanziaria per l'anno 2007. C. 1746-bis Governo.

 

EMENDAMENTI

 

ART. 21.

 

Dopo l'articolo 21, inserire il seguente:

Art. 21-bis.

(Agevolazioni tributarie in materia di sicurezza contro la criminalità).

1. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative all'installazione di sistemi di allarme e di sicurezza degli immobili contro atti di criminalità spetta una detrazione dall'imposta lorda, nella misura del 50 per cento, fino a un valore massimo della detrazione di 2.500 euro.

Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare la seguente variazione:

2007: - 20.000;

2008: - 24.000;

2009: - 20.000.

1746-bis/II/21. 01.Pecorella, Balducci.

 

ART. 30.

 

Dopo l'articolo 30, inserire il seguente:

Art. 30-bis.

(Agevolazioni tributarie in materia di giustizia).

1. Per le spese processali sostenute dall'imputato assolto con sentenza definitiva, di cui all'articolo 530 del codice di procedura penale, spetta una detrazione dall'imposta lorda pari all'importo complessivo delle stesse.

Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare la seguente variazione:

2007: - 15.000;

2008: - 15.000;

2009: - 15.000.

1746-bis/II/30. 01.Pecorella, Balducci.

 

Dopo l'articolo 30, inserire il seguente:

Art. 30-bis.

(Agevolazioni tributarie in materia di giustizia).

1. All'articolo 116 del decreto del Presidente della Repubblica n. 155 del 2002, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

2-bis - 1. In alternativa a quanto previsto dai commi 1 e 2, al difensore d'ufficio che non ha recuperato i crediti professionali relativi all'onorario e alle spese sostenute spetta una detrazione dall'imposta lorda pari all'importo complessivo del proprio credito.

Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare la seguente variazione:

2007: - 15.000;

2008: - 15.000;

2009: - 15.000.

1746-bis/II/30. 02.Pecorella, Balducci.

 

Dopo l'articolo 30, inserire il seguente:

Art. 30-bis.

(Agevolazioni tributarie in materia di giustizia).

1. All'articolo 116 del decreto del Presidente della Repubblica n. 155 del 2002, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

2-bis - 1. Al difensore d'ufficio che non ha recuperato i crediti professionali relativi all'onorario e alle spese sostenute spetta una detrazione dall'imposta lorda pari all'importo complessivo del proprio credito, previa formale rinuncia al credito accertato dal Consiglio dell'ordine degli avvocati.

Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare la seguente variazione:

2007: - 15.000;

2008: - 15.000;

2009: - 15.000.

1746-bis/II/30. 02. (seconda formulazione) Pecorella, Balducci.

 

ART. 57.

Al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: nonché alla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile.

Conseguentemente alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2008: - 10.360.000 euro;

2009: - 29.600.000 euro.

1746-bis/II/57. 1.Tenaglia, Maran, Forgioni, Crapolicchio, Palomba, Capotosti, Balducci.

 

Al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole: nonché alla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile.

Conseguentemente alla tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2008: - 10.360.000 euro;

2009: - 29.600.000 euro.

1746-bis/II/57. 1. (seconda formulazione) Tenaglia, Capotosti, Forgione, Crapolicchio, Palomba, Balducci.

 

Dopo il comma 14, aggiungere il seguente:

15. Il Ministero della giustizia è autorizzato ad inquadrare nei propri ruoli, nel rispetto delle dotazioni organiche, secondo le procedure di mobilità, il personale comandato da altre amministrazioni.

1746-bis/II/57. 2.Balducci.

 

ART. 61.

 

Dopo l'articolo 61, inserire il seguente:

Art. 61-bis.

(Incorporamento degli agenti ausiliari di polizia penitenziaria).

1. Per l'anno 2007, le vacanze organiche nei ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori del Corpo di polizia penitenziaria di cui alla tabella F allegata al decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, possono essere utilizzate per le assunzioni di agenti anche in eccedenza alla dotazione organica del ruolo degli agenti ed assistenti della predetta tabella F, mediante assunzione, a domanda, degli agenti ausiliari del Corpo di polizia penitenziaria, reclutati ai sensi dell'articolo 6 della legge 30 novembre 2000, n. 356 e dell'articolo 50 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, anche se cessati dal servizio. Le conseguenti posizioni di soprannumero nel ruolo degli agenti ed assistenti sono riassorbite per effetto dei passaggi per qualunque causa del personale del predetto ruolo a quelli dei sovrintendenti e degli ispettori. Ferme restando le procedure di autorizzazione di cui al comma n), con decreto del Ministro della giustizia, sono definiti i requisiti e le modalità per le predette assunzioni, nonché i criteri per la formazione della relativa graduatoria e modalità abbreviate del corso di formazione, anche in deroga agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443.

1746-bis/II/61. 01.Balducci.

 


ART. 64.

Sopprimerlo.

Conseguentemente, alla tabella A della voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti modifiche:

2007: 30.000.000;

2008: 60.000.000;

2009: 120.000.000.

1746-bis/II/64. 1.Tenaglia, Palomba, Maran, Forgione, Balducci.

 

Sopprimere il comma 1.

Conseguentemente, alla tabella A della voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti modifiche:

2007: 30.000.000;

2008: 60.000.000;

2009: 120.000.000.

1746-bis/II/64. 2.Tenaglia, Palomba, Maran, Forgione, Balducci.

 

Al comma 1, dopo le parole: decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, aggiungere le seguenti: fatta eccezione per quello di cui alla legge 19 febbraio 1981, n. 27.

Conseguentemente alla tabella A, alla voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 8.000.000 di euro;

2008: - 15.000.000 di euro;

2009: - 30.000.000 di euro.

1746-bis/II/64. 3.Tenaglia, Forgione, Maran, Crapolicchio, Palomba, Capotosti, Balducci.

 

ART. 85.

 

All'articolo 85, dopo il comma 6 aggiungere il seguente:

6-bis. Il comma 1-bis dell'articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30 e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

«1-bis. Gli atti introduttivi del giudizio di cognizione, gli atti di precetto nonché gli atti di pignoramento e sequestro devono essere notificati a pena di nullità presso la struttura territoriale dell'Ente pubblico nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati e contenere i dati anagrafici dell'interessato, il codice fiscale ed il domicilio. Il pignoramento di crediti di cui all'articolo 543 del codice di procedura penale promosso nei confronti di Enti ed Istituti esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatoria organizzati su base territoriale deve essere instaurato, a pena di improcedibilità rilevabile d'ufficio, esclusivamente innanzi a un giudice dell'esecuzione avente sede nel distretto della Corte di appello a cui appartiene l'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento in forza del quale la procedura esecutiva è promossa. Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento è trascorso un anno senza che sia stata disposta l'assegnazione. L'ordinanza che dispone ai sensi dell'articolo 553 del codice di procedura civile l'assegnazione dei crediti in pagamento perde efficacia se il creditore procedente, entro il termine di un anno dalla data in cui è stata emessa, non provvede all'esazione delle somme assegnate.

1746-bis/II/85. 1.Suppa.

 

All'articolo 85, dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

6-bis. Il comma 1-bis dell'articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

«1-bis. Gli atti introduttivi del giudizio di cognizione, gli atti di precetto nonché gli atti di pignoramento e sequestro devono essere notificati a pena di nullità presso la struttura territoriale dell'Ente pubblico nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati e contenere i dati anagrafici dell'interessato, il codice fiscale ed il domicilio. Il pignoramento di crediti di cui all'articolo 543 codice di procedura civile promosso nei confronti di Enti ed Istituti esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatoria organizzati su base territoriale deve essere instaurato a pena di improcedibilità rilevabile d'ufficio esclusivamente innanzi a un giudice dell'esecuzione avente sede nel distretto della Corte di appello a cui appartiene l'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento in forza del quale la procedura esecutiva è promossa.

1746-bis/II/85. 2.Suppa, Balducci.

 

ART. 177.

Al comma 7 sopprimere il primo periodo.

1746-bis/II/177. 1.Balducci.

 

ART. 209.

Dopo l'articolo 209, è inserito il seguente:

Art. 209-bis.

(Istituzione di fondi per il miglioramento dei servizi del Ministero della giustizia).

1. È prevista, per il miglioramento dei servizi del Ministero della giustizia, la costituzione, di tre fondi per l'organizzazione giudiziaria, per gli affari della giustizia e per l'amministrazione penitenziaria con una dotazione rispettivamente di 200 milioni di euro, 200 milioni di euro e 50 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009.

Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 450.000.000;

2008: - 450.000.000;

2009: - 450.000.000.

1746-bis/II/209. 01.Vitali.

 

ART. 215.

Dopo l'articolo 215 inserire il seguente:

Art. 215-bis.

(Modifiche al codice penale).

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 36, comma 2, dopo le parole: «designati dal giudice» sono aggiunte le seguenti: «e, in via alternativa o congiuntamente, nel sito internet del Ministero della giustizia»;

b) l'articolo 135 è sostituito dal seguente:

«Art. 135.

(Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive).

Quando, per qualsiasi effetto giuridico, si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando euro 60, o frazione di euro 60, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva.»;

c) l'articolo 240 è sostituito dal seguente:

«Art. 240.

(Confisca).

Nel caso di condanna, il giudice può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato.

È sempre ordinata la confisca:

1) delle cose che costituiscono il prezzo, il profitto o il prodotto del reato;

2) delle cose la fabbricazione, l'uso, il porto, la detenzione o l'alienazione delle quali costituisce reato, anche se non è stata pronunciata condanna.

Le disposizioni della prima parte e del n. 1 del capoverso precedente non si applicano se la cosa appartiene a persona estranea al reato.

La disposizione del n. 2 non si applica se la cosa appartiene a persona estranea al reato e la fabbricazione, l'uso, il porto, la detenzione o l'alienazione possono essere consentiti mediante autorizzazione amministrativa.

Qualora non sia possibile procedere alla confisca del prezzo, profitto o prodotto del reato, è sempre ordinata la confisca di beni di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo, profitto o prodotto.»;

d) l'articolo 475 è abrogato;

e) l'articolo 518 è sostituito dal seguente:

«Art. 518.

(Pubblicazione della sentenza).

La condanna per alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 501, 514, 515 e 516 importa la pubblicazione della sentenza.».

1746-bis/II/215. 01.Balducci.

 

Dopo l'articolo 215, inserire il seguente:

«Art. 215-bis.

(Modifiche al codice di procedura penale).

1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 44, il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Con l'ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione, la parte privata che l'ha proposta può essere condannata al pagamento di una somma da 300 euro a 2.000 euro, senza pregiudizio di ogni azione civile o penale.»;

b) all'articolo 48, il comma 6 è sostituito dal seguente:

«6. Se la Corte rigetta o dichiara inammissibile la richiesta delle parti private queste con la stessa ordinanza possono essere condannate al pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.»;

c) all'articolo 616, il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Con il provvedimento che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso, la parte privata che lo ha proposto è condannata al pagamento delle spese del procedimento. Se il ricorso è dichiarato inammissibile, la parte privata è inoltre condannata con lo stesso provvedimento al pagamento di una somma da 300 euro a 2.500 euro. Nello stesso modo si può provvedere quando il ricorso è rigettato.»;

d) all'articolo 634, il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Quando la richiesta è proposta fuori delle ipotesi previste dagli articoli 629 e 630 o senza l'osservanza delle disposizioni previste dagli articoli 631, 632, 633, 641 ovvero risulta manifestamente infondata, la corte di appello anche di ufficio dichiara con ordinanza l'inammissibilità e può condannare il privato che ha proposto la richiesta al pagamento di una somma da 300 euro a 2.500 euro.»;

e) all'articolo 664, il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Le somme dovute per sanzioni disciplinari pecuniarie o per condanna alla perdita della cauzione o in conseguenza della dichiarazione di inammissibilità o di rigetto di una richiesta, sono devolute alla cassa delle ammende nella misura del quaranta per cento, anche quando ciò non sia espressamente stabilito. L'importo corrispondente al restante sessanta per cento è versato in conto entrate dello Stato per essere successivamente riassegnato ad apposito capitolo di bilancio della spesa del Ministero della giustizia.».

1746-bis/II/215. 02.Balducci.

 

Dopo l'articolo 215, inserire il seguente:

«Art. 215-bis.

(Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).

1. All'articolo 19 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Nei confronti dell'ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo, prodotto o profitto del reato, salvo che per la parte restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede.».

1746-bis/II/215. 03.Balducci.

 

Dopo l'articolo 215, inserire il seguente:

«Art. 215-bis.

(Modifiche al codice di procedura civile).

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 54, il comma 3 è sostituito dal seguente:

«L'ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione, provvede sulle spese e condanna la parte o il difensore che l'ha proposta a una pena pecuniaria da un minimo di 300 euro a un massimo di 2.000 euro.»;

b) l'articolo 408 è sostituito dal seguente:

«Art. 408.

(Decisione).

Il giudice, se dichiara inammissibile o improcedibile la domanda o la rigetta per infondatezza dei motivi, condanna l'opponente al pagamento di una pena pecuniaria da un minimo di 150 euro a un massimo di 1.000 euro.».

1746-bis/II/215. 04.Balducci.

 

Dopo l'articolo 215, inserire il seguente:

«Art. 215-bis.

(Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni).

1. All'articolo 171-ter, comma 4, la lettera b) è abrogata.

1746-bis/II/215. 05.Balducci.

 

Dopo l'articolo 215, inserire il seguente:

«Art. 215-bis.

All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 294, aggiungere il seguente:

«294-bis. Non sono soggetti ad esecuzione forzata i fondi destinati al pagamento di spese per servizi e forniture aventi finalità giudiziaria o penitenziaria, nonché gli emolumenti di qualsiasi tipo dovuti al personale amministrato dal Ministero della giustizia, accreditati mediante aperture di credito in favore dei funzionari delegati degli uffici centrali e periferici del Ministero della giustizia, degli uffici giudiziari e della Direzione nazionale antimafia.

Conseguentemente, alla tabella A, voce; Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

2007: - 1.000.000;

2008: - 1.000.000;

2009: - 1.000.000.

1746-bis/II/215. 06.Forgione, Maran, Palomba, Crapolicchio, Balducci, Capotosti.

 

 

 

 

 

ALLEGATO 5

 

 

Legge finanziaria per l'anno 2007. C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

 

 

RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

 

La II Commissione,

esaminata la tabella 2, relativa alla Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il 2007, con riferimento all'edilizia giudiziaria;

considerato che, nell'ambito dell'u.p.b. Edilizia giudiziaria (4.2.3.15), risultano stanziati 47 milioni di euro sia intermini di competenza che di cassa per il 2007;

sottolineando l'esigenza di fare dell'edilizia penitenziaria una priorità, anche a seguito della concessione dell'indulto, al fine di prevenire il riproporsi delle condizioni del sovraffollamento carcerario;

 

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE


ALLEGATO 6

 

Legge finanziaria per l'anno 2007. C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 5: Stato di previsione del Ministero della giustizia.

 

 

RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

 

La II Commissione,

esaminata la tabella 5, relativa alla Stato di previsione del Ministero della Giustizia per il 2007 e le connesse parti del disegno di legge finanziaria;

considerato che, rispetto ai 7.819 milioni di euro delle previsioni iniziali della legge di bilancio 2006, le previsioni per il 2007 evidenziano un decremento del 5,1 per cento (380,7 milioni di euro) mentre rispetto alle previsioni assestate (7.883,9 milioni di euro) il decremento è pari al 5,9 per cento (445,6 milioni di euro), risultante dalla compensazione tra variazioni in aumento e variazioni in diminuzione delle previsioni di spesa delle singole unità previsionali di base;

rilevato che tale decremento è dovuto in gran parte al decremento dello stanziamento per il Centro di responsabilità «Affari di giustizia»;

preso atto dell'assoluta prevalenza dell'incidenza delle spese obbligatorie e vincolate;

valutato che dall'analisi dei bilanci statali per gli anni precedenti risulta che la percentuale delle spese del Ministero della giustizia in rapporto alle spese finali dello Stato è passata dall'1,6 per cento del bilancio 2005 all'1,7 per cento del bilancio 2006, per tornare all'1,6 per cento del bilancio 2007;

esprimendo preoccupazione per la riduzione complessiva delle risorse destinate all'amministrazione della giustizia, che potrebbe incidere negativamente anche sull'erogazione di taluni servizi quali il gratuito patrocinio;

considerando, comunque, positivamente quale riequilibrio l'istituzione di un fondo pari a 200 milioni di euro per l'acquisizione di beni e servizi;

sottolineando l'esigenza di fare dell'edilizia penitenziaria una priorità, anche a seguito della concessione dell'indulto, al fine di prevenire il riproporsi delle condizioni del sovraffollamento carcerario;

segnalando la necessità di assicurare un'adeguata pianta organica alla polizia penitenziaria e di garantire effettività alla sanità penitenziaria;

raccomandando l'opportunità di esentare l'amministrazione della giustizia in tutte le sue componenti dal blocco del turn over previsto per la P.A., alla luce della strategicità della sua funzione a tutela di diritti costituzionalmente garantiti ed inerenti la libertà personale, con particolare riguardo all'obiettivo dichiarato dal Governo di dimezzare nell'arco della legislatura il carico processuale;

evidenziando l'esigenza di incentivare gli investimenti nel settore informatico, quale ulteriore strumento di miglioramento della qualità del servizio erogato ai cittadini;

manifestando contrarietà circa le riduzioni degli scatti stipendiali da applicarsi alla magistratura, che verrebbero ad incidere soprattutto sulle giovani leve e quindi sulla loro motivazione professionale, creando situazioni di disparità all'interno della categoria;

 

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

 

a condizione che la Commissione di merito approvi gli emendamenti ed articoli aggiuntivi Pecorella 1746-bis/II/21.01, Pecorella 1746-bis/II/30.01, Pecorella 1746-bis/II/30.02 (seconda formulazione), Tenaglia 1746-bis/II/57.1 (seconda formulazione), Balducci 1746-bis/II/57.2, Balducci 1746-bis/II/61.01, Tenaglia 1746-bis/II/64.1, Suppa 1746-bis/II/85.1 e Forgione 1746-bis/II/215.06.

 


ALLEGATO 7

 

Legge finanziaria per l'anno 2007. C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
(limitatamente alle parti di competenza).

 

RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

 

La II Commissione,

esaminata la tabella 10, relativa alla Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture per il 2007, con riferimento all'edilizia giudiziaria;

considerato che, nell'ambito dell'u.p.b. Edilizia giudiziaria (3.2.3.7), risultano residui ammontanti a 298.892.234 euro, mentre viene azzerata la competenza per l'anno 2007;

valutata, comunque, positivamente l'inserzione nelle tabelle D e F allegate al disegno di legge finanziaria dell'importo di 100 milioni di euro nel Fondo unico da ripartire-investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria, sulla base del Regio Decreto n. 781 del 1931;

sottolineando l'esigenza di fare dell'edilizia penitenziaria una priorità, anche a seguito della concessione dell'indulto, al fine di prevenire il riproporsi delle condizioni del sovraffollamento carcerario;

raccomandando, pertanto, la tempestiva utilizzazione dei cospicui residui e quindi la rimozione delle eventuali cause ostative all'impiego dei fondi;

 

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

 


IIICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari esteri)

 Mercoledì 11 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Mercoledì 11 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri.

(Relazione alla V Commissione).

(Esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo.

 

Umberto RANIERI, presidente, ricorda che a conclusione dell'esame dei provvedimenti in titolo, la Commissione è tenuta ad approvare una relazione da trasmettere alla V Commissione. Dopo aver ricordato le regole di ammissibilità di eventuali emendamenti, articoli aggiuntivi ed ordini del giorno, ricorda che le proposte emendative approvate dalla Commissione saranno allegate alla relazione trasmessa alla Commissione Bilancio, dove si intenderanno presentate a nome della Commissione. Ricorda infine che eventuali emendamenti e articoli aggiuntivi potranno essere presentati entro le ore 12 di lunedì 16 ottobre, secondo quanto convenuto nella scorsa riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione, e che, secondo quanto convenuto dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, la Commissione dovrà concludere il proprio esame entro martedì 17 ottobre 2006.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, osserva che il dibattito sulla manovra finanziaria per l'anno 2007 avviene in un momento particolarmente grave della politica internazionale: il test nucleare nord-coreano e le minacce del terrorismo fondamentalista allontanano il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio. Di grande rilievo è peraltro l'impegno della politica estera italiana. L'invio di tremila uomini in Libano, nell'ambito della missione UNIFIL, dopo il raggiungimento di una significativa collaborazione in ambito europeo evidenzia come per l'Italia la questione della pace in Medio Oriente sia prioritaria ai fini di un mondo più giusto, più pacifico, più sicuro. Tale impegno ha raccolto, nonostante critiche e differenziazioni, un consenso largamente bipartisan che è di buon auspicio nel proseguimento della politica estera italiana. Rispetto ai grandi compiti, non solo politici, ma anche economici sociali e culturali, della politica estera italiana, si è reso necessario segnalare anche in passato la grave inadeguatezza del bilancio del Ministero degli affari esteri, anche come percentuale del PIL, al confronto con i nostri partner europei. È questo lo stato di fatto su cui viene ad operare la manovra finanziaria per il 2007 che deve nel suo insieme rispondere alle esigenze europee di risanamento dei bilanci. È caratterizzante in senso positivo che il Governo abbia comunque deciso di incrementare le spese per la cooperazione allo sviluppo: si tratta di una scelta politica da condividere e sostenere. Rileva che, a fronte dei crescenti impegni di politica estera, i vincoli di bilancio hanno finora precluso la possibilità di un sostanziale incremento dei fondi a disposizione del Ministero degli affari esteri. Secondo i dati relativi all'esercizio 2004, l'Italia presentava un percentuale delle spese per gli esteri - al netto della cooperazione allo sviluppo - pari allo 0,24 per cento del totale del bilancio, contro lo 0,75 della Francia, lo 0,87 della Germania, lo 0,40 della Gran Bretagna. Nel bilancio di previsione per il 2007 tale percentuale - sempre calcolata al netto della cooperazione - si attesta sullo 0,33 per cento.

Pur apprezzando gli sforzi del Governo, resta ancora considerevole la distanza con gli altri paesi europei. Nei prossimi anni Governo e Parlamento dovranno impegnarsi affinché tale divario possa essere colmato, consentendo alla politica estera del nostro paese di contare su strutture e risorse adeguate.

Entrando nel merito dell'esame del disegno di legge finanziaria, vi rileva quattro articoli di specifico interesse per la Commissione. Vi sono poi alcune norme generali di contenimento della spesa dei ministeri, che incidono anche sullo stato di previsione del Ministero degli affari esteri.

L'articolo 210 sostituisce l'articolo 5 della legge 25 luglio 2000, n. 209, «Misure per la riduzione del debito estero dei Paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati», che prevede la riduzione o l'annullamento dei crediti di aiuto accordati dall'Italia ai Paesi colpiti da catastrofi naturali o da gravi crisi umanitarie. Secondo la nuova formulazione della norma, i crediti potranno essere anche convertiti, oltre che annullati, come già prevede la normativa vigente. Viene inoltre estesa la possibilità di accordare l'annullamento o la conversione dei crediti anche a seguito di iniziative internazionali che abbiano per obiettivo lo sviluppo ed a cui l'Italia partecipi. A questo proposito, sarebbe opportuno che il rappresentante del Governo fornisse chiarimenti sui capitoli su cui sono iscritte le necessarie dotazioni finanziarie, considerato che si tratta di fondi che dovrebbero insistere sulle risorse del Ministero dell'economia e delle finanze.

L'articolo 211 prevede, al comma 1, che il Ministero degli affari esteri, avvalendosi dell'Agenzia del demanio, definisca, entro il 30 luglio 2007, un piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare appartenente allo Stato e situato all'estero, al fine di verificare, mediante analisi comparativa di costi e benefici, gli immobili che possano essere proposti per la dismissione. Il comma 2 dispone che il Ministro degli affari esteri, con proprio successivo decreto, individui, anche con la collaborazione dell'Agenzia del demanio, gli immobili da destinare alla dismissione. Con il comma 3 si prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze possa destinare con proprio decreto una quota non inferiore al 30 per cento dei proventi derivanti dalle operazioni di dismissione al rifinanziamento della legge 31 dicembre 1998, n. 477, per la ristrutturazione, il restauro e la manutenzione straordinaria degli immobili ubicati all'estero. Tale destinazione viene peraltro vincolata alla compatibilità con gli obiettivi indicati nell'aggiornamento del programma di stabilità e crescita presentato all'Unione europea.

L'articolo 212 aggiorna l'importo relativo al rilascio dei visti nazionali, da riscuotersi a cura degli uffici diplomatici e consolari, contenuto nell'articolo 26 della Tabella allegata alla legge 2 maggio 1983, n. 185, «Modifica della tabella dei diritti da riscuotersi dagli uffici diplomatici e consolari». L'importo dei visti nazionali attualmente in vigore che, come indicato nel più recente decreto ministeriale di adeguamento, è di 50 euro, viene elevato a 75 euro e verrà applicato a partire dal 1o gennaio 2007: a decorrere da tale data, infatti, saranno applicati i nuovi importi relativi ai diritti da riscuotere corrispondenti alle spese amministrative per il trattamento delle domande di visto, stabilite dalla Decisione 2000/440/CE relativamente agli Stati che aderiscono alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen. Il comma 2 collega l'importo della tariffa per i visti nazionali di breve e lunga durata stabilito dalla citata Tabella dei diritti consolari - come rivalutato dall'articolo in esame - a quello per i diritti dovuti per il trattamento delle domande di visto riguardanti i Paesi dell'area Schengen, al fine di mantenerne stabile la differenziazione. È stabilito infatti che ogni successivo adeguamento dei diritti da riscuotere per il trattamento delle domande di visto per l'area Schengen, sarà seguito da un corrispondente aumento delle tariffe relative ai visti di breve e lunga durata concessi a cittadini di Paesi non appartenenti all'area Schengen.

L'articolo 213 reca l'istituzione di un Fondo speciale presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero, al quale verranno fatte affluire somme derivanti da atti di donazione e liberalità, nonché i corrispettivi di contratti di sponsorizzazione conclusi con soggetti pubblici e privati. A proposito di tali contratti, la norma precisa che essi devono escludere ogni forma di conflitto di interesse tra attività pubblica - di pertinenza del Ministero degli affari esteri - e attività privata - posta in essere dal soggetto con il quale è stato concluso il contratto stesso -. Le somme affluite al Fondo saranno utilizzate per contribuire alle spese derivanti dalla manutenzione degli immobili, dai contratti con agenzie di lavoro interinale, e dalle attività di istituto. L'istituzione del Fondo risponde - secondo quanto indicato dalla relazione illustrativa - ad esigenze di razionalizzazione amministrativa, e intende consentire alle rappresentanze diplomatiche l'utilizzo di risorse addizionali, da impiegare per le finalità sopra citate.

Segnala poi l'articolo 188, in materia di missioni militari all'estero, che, pur riguardando prioritariamente le competenze della Commissione Difesa, riveste specifico rilievo anche per la Commissione Affari esteri. Tale articolo, al comma 1, autorizza per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, la spesa di un miliardo di euro per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace ed istituisce, a tale scopo, un apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. Il comma 2 dispone che il riparto fra le varie missioni del fondo di cui al comma precedente venga effettuato con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri degli affari esteri, della difesa, dell'interno e dell'economia e delle finanze. Il comma 3 prevede che, fino all'emanazione dei citati decreti, per la prosecuzione delle missioni in atto, le amministrazioni competenti siano autorizzate a sostenere spese mensili nel limite di un sesto degli stanziamenti ripartiti nell'ultimo semestre. I commi 4 e 5 richiamano le norme in vigore applicabili al personale militare in missione in materia di trattamento giuridico ed economico.

Le norme in esame comporterebbero una sostanziale «delegificazione» in materia di proroga delle missioni, superando la necessità di una specifica autorizzazione con atto legislativo. In generale è auspicabile che sulla questione, che è stata oggetto di un accesso dibattito sui mezzi di informazione, possa essere raggiunto un consenso anche sulla base di quanto emergerà dal confronto tra le forze politiche e il Governo nel corso del dibattito.

Per quanto riguarda le norme a carattere generale, che hanno incidenza su tutte le amministrazioni, ritiene utile segnalare l'articolo 53, che prevede disposizioni di contenimento della spesa, da applicarsi a tutti gli stati di previsione. In particolare, vi si prevede un accantonamento di una quota pari a 4.572 milioni di euro per il 2007, che grava sulle dotazioni previsionali per le spese in conto capitale e su alcune categorie delle spese di parte corrente (consumi intermedi, trasferimenti ad amministrazioni pubbliche, a famiglie e istituzioni sociali private, a imprese e ad estero). Data la particolare condizione del bilancio del Ministero degli affari esteri, sarebbe opportuno che questa norma non incidesse sullo stato di previsione del Ministero.

Segnala infine l'articolo 32, che prevede un vasto programma di riorganizzazione dei ministeri, finalizzato al contenimento delle spese di funzionamento, da attuare attraverso l'adozione di regolamenti di delegificazione da emanarsi, su proposta da ciascuna amministrazione, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988. Per il Ministero degli affari esteri, in particolare, è prevista l'unificazione dei servizi contabili degli uffici della rete diplomatica aventi sede nella stessa città estera, e si dispone che le funzioni ad essi attribuite siano svolte dal responsabile dell'ufficio unificato per conto di tutte le rappresentanze medesime. In proposito, si riserva di proporre un emendamento, al fine di prevedere una ristrutturazione della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura, soprattutto nell'area europea; l'ultima ristrutturazione risale infatti a diversi anni fa. Sembra necessaria anche una razionalizzazione delle articolazioni del personale nelle varie sedi, considerando i profondi cambiamenti intervenuti nel quadro politico europeo. Si potrebbero in tal modo realizzare economie, consentendo di evitare tagli ben più dolorosi. Aggiunge che, dopo sette anni, sarebbe altresì utile una verifica della riforma del Ministero degli affari esteri, considerato che le nuove strutture sembrano essersi assommate alle vecchie, piuttosto che razionalizzate.

Passando all'esame dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri per il 2007, va sottolineato che gli stanziamenti per il 2007 sono pari a 1.894,3 milioni di euro, con un'incidenza sul totale delle spese finali del bilancio dello stato pari allo 0,4 per cento. Rispetto alle previsioni assestate 2006, gli stanziamenti fanno registrare una riduzione di 179,7 milioni di euro, quasi del tutto risultante dalla parte corrente (-176,5 milioni). Analizzando le specifiche previsioni di stanziamento per ciascun centro di responsabilità, si rileva che incrementi significativi delle dotazioni sono previste per il gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione del ministro (da 10,3 a 12,4 milioni), per la Direzione del personale (da 24,4 a 27 milioni), per il Servizio informatica (da 20,4 a 33 milioni) e per la Direzione affari politici multilaterali e diritti umani (da 242,4 a 258 milioni). Le riduzioni più rilevanti riguardano la Direzione generale per gli affari amministrativi (da 758,7 a 690,8 milioni), la Direzione generale per la promozione culturale (da 196,5 a 183,7 milioni) e la Direzione generale per i paesi dell'Europa (da 48,2 a 42,9 milioni).

Particolarmente dolorosa appare la riduzione alla Direzione generale per la promozione culturale, viste le caratteristiche del nostro paese e il benefico effetto che può derivare dalla politica culturale sulla politica estera, e considerato anche il divario con i principali paesi europei.

Ritiene che un dato su cui è opportuno richiamare l'attenzione della Commissione è rappresentato dalla riduzione - pari a circa il 10 per cento - apportata alla voce Indennità di servizio all'estero (ISE) - collocata nell'ambito del capitolo 1503 - che passa dai 360 milioni del 2006 ai 324 milioni del 2007, con un saldo negativo di 36 milioni di euro.

È chiaro come una riduzione degli stanziamenti per l'ISE sia suscettibile di produrre un ridimensionamento delle presenze, e quindi delle attività, del personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari. Pur nella piena considerazione degli obbiettivi di contenimento della spesa pubblica che ispirano la manovra di finanza pubblica per il 2007, ritiene che sarebbe opportuno - anche da parte del Governo - riflettere sulla possibilità di reperire in altre parti del bilancio le risorse derivanti dalla predetta riduzione dell'ISE. Ricorda d'altra parte che la stessa natura della indennità in questione appare strettamente connessa alla concreta possibilità del personale di espletare nel modo migliore la propria attività istituzionale. I parametri sui quali viene calcolato l'importo dell'ISE per ciascuna sede sono infatti dati dal costo della vita, dagli oneri connessi con la vita all'estero e dal corso dei cambi, oltre ai coefficiente di maggiorazione per le sedi disagiate e per le sedi a rischio. Essa non ha natura in senso stretto retributiva, ma si configura come una forma di remunerazione delle specifiche situazioni di disagio o di pericolo subite dal dipendente per causa di servizio. Le previste riduzioni non possono quindi essere motivate nel quadro di interventi di razionalizzazione e contenimento del trattamento economico-retributivo, posto che, come già accennato, l'ISE non è a questo assimilabile. Rileva che sarebbe preferibile rendere più trasparente l'indennità di missione, anche attraverso una sua «segmentizzazione», piuttosto che colpire «nel mucchio» questa importante voce di incentivo alla qualità delle nostre rappresentanze all'estero.

Per quanto riguarda la Direzione generale della cooperazione allo sviluppo - la cui dotazione nel precedente esercizio finanziario era stata ridotta in misura consistente - le previsioni indicano una flessione da 457,5 a 449,9 milioni di euro.

Sottolinea che nella Tabella C alla legge finanziaria viene disposto un consistente incremento delle dotazioni sui capitoli della cooperazione allo sviluppo, per complessivi 217,7 milioni di euro. La previsione definitiva di bilancio del centro di responsabilità Cooperazione allo sviluppo, una volta approvata la legge finanziaria, risulterà pertanto pari a circa 667,00 milioni, con un aumento di circa il 45 per cento rispetto all'anno precedente. Tale incremento dovrebbe contribuire all'obiettivo di un graduale e complessivo aumento dell'aiuto pubblico allo sviluppo, portando la percentuale delle spese per la cooperazione a livelli che siano in linea con i principali paesi europei e con gli impegni dell'Italia presso l'Unione europea e presso le Nazioni Unite.

Secondo la nota preliminare allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri per il 2007, le riduzioni apportate nel precedente esercizio finanziario hanno messo a rischio il rispetto di importanti obblighi assunti dall'Italia, quali il contributo al Fondo globale per la lotta all'aids, la tubercolosi e la malaria, il contributo al Fondo speciale FAO per la sicurezza alimentare, il Piano d'azione per l'acqua, il finanziamento del Piano del G8 per l'Africa. È auspicabile che l'incremento apportato in Tabella C possa, almeno in parte, consentire di far fronte a tali impegni. Va osservato che, in realtà, il contributo al Fondo globale per la lotta l'aids, tubercolosi e malaria dovrebbe avere una sua voce specifica oltre questi stanziamenti. Infatti, l'Italia è inadempiente per 150 milioni di euro riguardo ai contributi dovuti per il 2005 e 2006, né possono essere utilizzati a tal fine i fondi stanziati per il 2007, pena ulteriore inadempienza.

È dell'avviso che vada comunque sottolineato positivamente lo sforzo del Governo su questo tema e che sia auspicabile, da parte di tutte le forze politiche, che anche nelle previsioni di bilancio per gli anni 2008 e 2009 si possa pervenire ad un adeguato incremento degli stanziamenti per lo sviluppo, in modo da corrispondere alle attese e alle richieste che giungono dal mondo dei cooperatori, delle associazioni, delle organizzazioni non governative, il cui impegno in aiuto dei paesi e delle popolazioni più deboli merita certamente di essere concretamente sostenuto dal Parlamento.

Infine, segnala una situazione di emergenza: il Ministero degli esteri è responsabile per l'attuazione degli accordi che portano in Italia a titolo definitivo l'archivio di tutte le istituzioni europee. A tal fine è stata acquistata la Villa Salviati a Firenze, con un accordo fra Governo italiano e Istituto Universitario europeo, in applicazione della legge 27 ottobre 1988, n. 505. Non sembra peraltro che la legge finanziaria rechi alcun finanziamento per la ristrutturazione dell'immobile, che è di competenza del Ministero delle infrastrutture. L'attuale archivio (situato in Firenze e provvisorio dal 1984), non potrà più ospitare, dal 1o gennaio 2009, alcun documento perché ormai saturo e l'Italia rischia in tal modo di perdere gli archivi delle istituzioni europee, con riflessi pesantemente negativi per il nostro paese.

In conclusione, preannuncia una proposta di relazione favorevole, su cui auspica un ampio consenso tra le forze politiche in Commissione.

 

Il Viceministro Ugo INTINI, nell'esprimere apprezzamento e condivisione su quanto illustrato dal relatore, rappresenta che nel disegno di legge finanziaria per il 2007, pur in un quadro caratterizzato da un forte richiamo all'esigenza di significativa riduzione della spesa, trova conferma la particolare attenzione del Governo per l'azione di politica estera, associata all'affermazione di nuovi impulsi sulla via della razionalizzazione e riorganizzazione della pubblica amministrazione. Anche il Ministero degli affari esteri è chiamato infatti a fare la sua parte, in Italia e all'estero, ma senza trascurare le sue peculiari attività e l'unicità del suo contesto operativo. Le misure di contenimento della spesa per consumi intermedi (-6 per cento) sono in linea con quelle adottate per le altre amministrazioni ma vanno ad incidere in maniera significativa su capitoli di bilancio che avevano già subito pesanti ridimensionamenti nel corso dei precedenti esercizi finanziari. Vi saranno altresì minori risorse per il trattamento economico del personale in servizio all'estero (-50 milioni, 40 milioni per il Ministero degli affari esteri e 10 milioni per i lettori e gli insegnanti all'estero, pari al 10 per cento circa). Tuttavia tali misure sono parzialmente compensate dalla presenza di nuovi, più avanzati strumenti di flessibilità e semplificazione della gestione amministrativa e contabile, previsti dalla legge finanziaria di quest'anno.

In positivo va peraltro registrato che il Ministero degli affari esteri potrà beneficiare di risorse aggiuntive per l'attuazione di accordi internazionali (in Tabella A, che ammonta quest'anno a 109 milioni di euro e dunque aumenta di 83 milioni di euro rispetto alla finanziaria dell'anno passato) e di un notevole incremento degli stanziamenti per i Paesi in via di sviluppo (in Tabella C, per un importo quest'anno di 624 milioni di euro e con un aumento della sua dotazione rispetto all'anno scorso di quasi 208 milioni di euro).

Entrando nel merito delle principali misure previste, le disposizioni di carattere generale sulla revisione degli assetti organizzativi, recate all'articolo 32, prevedono una riduzione lineare del numero degli uffici (-10 per cento degli uffici di livello dirigenziale generale, -5 per cento degli uffici di livello dirigenziale). L'esercizio non appare del tutto agevole, ma la Farnesina è già attivamente impegnata per condurlo nei tempi previsti ed avendo bene a mente l'esigenza di salvaguardare la collaudata fluidità dei processi decisionali e la rapidità operativa in scenari in rapido e continuo mutamento.

Le difficoltà dell'esercizio sono anche da ricondurre alla circostanza che nel 1999, dopo anni di gestazione, era stata adottata una impegnativa riforma organizzativa. La sua attuazione ha richiesto un forte impegno in termini di risorse, anche dal punto di vista finanziario, ed alcuni anni di adattamento. Pertanto, modifiche sostanziali, in pochi mesi e con risorse estremamente contenute, di una struttura che ha appena ritrovato stabilità organizzativa sono sfide da affrontare con particolare cautela. Nel metodo, inoltre, aver posto a tutti i Ministeri lo stesso obiettivo quantitativo e temporale rappresenta un impegno complesso, soprattutto per strutture come quelle della Farnesina che hanno poche migliaia di dipendenti, cui sono assegnati compiti che coprono l'intero spettro delle attribuzioni statuali, senza limitazioni geografiche, e che ritengono, probabilmente non a torto, di potersi annoverare fra le organizzazioni virtuose, con significative aree di eccellenza.

Merita essere sottolineato come la legge finanziaria contenga, come accennato, nuove, più avanzate misure di semplificazione gestionale specificamente rivolte agli affari esteri.

In particolare in attuazione della legge di semplificazione 2006 è stato elaborato uno schema di decreto legislativo che semplifica notevolmente la gestione delle spese per il funzionamento degli uffici all'estero, ridetermina la struttura di bilancio con l'accorpamento di numerosi capitoli, stabilisce la compatibilità delle procedure contrattuali con la normativa locale e recepisce il Codice dell'amministrazione digitale anche nelle comunicazioni contabili con gli uffici all'estero. L'accorpamento dei capitoli proposto nella manovra finanziaria per il 2007 pone pertanto le premesse per l'attuazione del decreto legislativo, il cui schema sarà prossimamente sottoposto alla Commissione. Si inquadrano nello stesso contesto le specifiche e particolarmente innovative disposizioni riguardanti:

a) l'unificazione dei servizi contabili degli uffici aventi sede nella stessa città estera [articolo 32, comma 1, lettera f)];

b) l'affermazione di un Piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare ubicato all'estero (articolo 211) che prevede la destinazione al restauro, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli immobili all'estero di una quota non inferiore al 30 per cento dei proventi derivanti dalle operazioni di dismissione;

c) la costituzione presso le rappresentanze diplomatiche e consolari di un Fondo speciale per la manutenzione degli immobili, contratti di servizio con agenzie di lavoro interinale ed attività di istituto, all'articolo 213, al quale affluiscono donazioni e liberalità, nonché importi da sponsorizzazioni che devono escludere forme di conflitto tra attività pubblica e privata.

Tali strumenti innovativi renderanno più flessibile la gestione, offriranno nuove opportunità di acquisire risorse aggiuntive e contribuiranno a rendere ancora più efficace l'erogazione di servizi. In proposito, non è superfluo il riconoscimento che i servizi erogati, le cui finalità politiche, economiche e sociali appaiono raramente sostituibili, hanno risvolti non trascurabili anche in termini finanziari.

I relativi proventi per le casse dello Stato, infatti, sono significativi e crescenti: a riprova, si pensi all'adeguamento della tariffa visti di cui all'articolo 212, giustificando ampiamente la particolare attenzione per gli stanziamenti in materia di sicurezza e funzionalità delle sedi riflessa nella legge di bilancio.

In conclusione, la legge finanziaria ed i provvedimenti collegati comportano, come si è visto, forti ed ulteriori sacrifici che le strutture della Farnesina si accingono ad affrontare con senso di responsabilità nell'auspicio che, quando ne ricorreranno le condizioni, il Paese torni ad investire nel settore strategico della politica estera. Infatti, come è noto a questa Commissione, le risorse dedicate dal bilancio statale al Ministero degli affari esteri rimangono ancora sensibilmente inferiori rispetto a quelle di cui dispongono le strutture dei nostri partner europei più significativi.

In relazione al contenimento della spesa, l'importante riduzione sul capitolo per le indennità di servizio all'estero che già hanno suscitato tante giustificate e comprensibili preoccupazioni da parte del personale della Farnesina comporteranno altresì la necessità di una approfondita riflessione anche sulla rete diplomatico-consolare in vista di una sua razionalizzazione ed adeguamento alle sfide in corso e del prossimo futuro.

Per quanto riguarda gli aspetti innovativi, la legge finanziaria di quest'anno contiene, vale la pena di ribadirlo, importanti strumenti di flessibilità gestionale. Questi ultimi rispondono in maniera più efficace alle particolari esigenze operative di una struttura caratterizzata, come si è detto, da numerose peculiarità e delineano, fin da ora, chiari obiettivi di medio periodo. Essi richiederanno costante monitoraggio, affinamento e la vigile azione di stimolo e sostegno di questa Commissione.

In conclusione, la politica estera è da sempre decisiva. Nel mondo moderno lo è diventata anche e soprattutto per le prospettive economiche: la politica estera trascina l'economia. Ciò è ancora più decisivo per un paese come l'Italia che vive di relazioni economiche internazionali e che negli ultimi anni ha perso il 30 per cento della sua quota di mercato internazionale. Ciò significa che le spese per la politica estera sono un investimento produttivo nel quale il Ministero degli affari esteri deve essere centrale. Se ciò non potrà accadere non si spenderà di meno ma si spenderà peggio: le risorse saranno erogate a pioggia e senza coordinamento con le altre amministrazioni dello Stato e soprattutto con le regioni e i comuni.

 

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI) ritiene che la complessità dei provvedimenti in esame e la rilevanza delle questioni segnalate dal relatore e dal rappresentante del Governo impongano un particolare approfondimento. Prospetta pertanto l'opportunità di rinviare il seguito dell'esame preliminare ad altra seduta.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE), Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) e Carmelo BRIGUGLIO (AN) concordano sulla proposta di rinvio ad altra seduta.

 

Umberto RANIERI, presidente, in considerazione della prospettata esigenza di maggiori tempi per l'approfondimento dei provvedimenti in esame e tenuto conto dei limiti temporali assegnati alla Commissione per l'esame dei provvedimenti in titolo, propone di rinviare il seguito dell'esame alla seduta di domani, alle ore 10.30.

 

La Commissione concorda.

 

La seduta termina alle 14.45.


IIICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari esteri)

 Giovedì 12 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI.

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella 6: Stato di previsione del Ministero degli Affari esteri.

(Relazione alla V Commissione).

(Seguito esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in oggetto, rinviato nella seduta dell'11 ottobre 2006.

 

Franco Addolorato Giacinto NARDUCCI (Ulivo), nell'esprimere condivisione per quanto illustrato dal relatore e dal rappresentante del Governo nella precedente seduta, osserva che la manovra di finanza pubblica per il 2007 affronta questioni rilevanti, riguardanti la condizione degli italiani residenti all'estero e la promozione della cultura italiana nel mondo. Rileva che le manovre degli ultimi tre anni hanno comportato un costante ridimensionamento della rete diplomatico-consolare del nostro Paese; i tagli, adottati sia in modo programmato che occasionale, hanno determinato di fatto una riorganizzazione silenziosa delle risorse umane messe a disposizione di tale rete, anche attraverso la mancata sostituzione di funzionari rientrati in Italia. Per il nostro Paese, che è un componente del G8, i consolati sono chiamati a svolgere un ruolo nuovo rispetto al passato: il drastico ridimensionamento delle funzioni di tipo burocratico e di rilascio dei visti, con l'eccezione di taluni atti civili, avvenuto nell'area Schengen, consente oggi a tali amministrazioni di essere protagoniste della azione di riqualificazione dell'Italia nel mondo. Nel condividere l'auspicio del relatore in ordine alla urgenza di una riforma del Ministero degli affari esteri che operi nel senso di una riqualificazione e ottimizzazione delle risorse umane esistenti, esprime preoccupazione per la riduzione degli stanziamenti per l'ISE. La rete consolare ha potenzialità anche rispetto alla questione della gestione dei flussi migratori verso il nostro Paese. Ritiene, quindi, che il Governo dovrebbe valutare, in luogo della chiusura di uffici consolari finalizzata ad un risparmio immediato, di non compromettere un elemento centrale in termini di potenzialità e risorse per lo sviluppo competitivo del nostro Paese.

Rileva, altresì, come la graduale erosione della percentuale di PIL destinata alla politica estera italiana renda le risorse disponibili profondamente inadeguate rispetto alle dinamiche di una società globalizzata.In generale, sottolinea come i consolati costituiscano una sorta di «biglietto da visita» del nostro Paese e siano al momento costretti ad operare in una insostenibile condizione di ristrettezza di risorse correnti. Occorre che, a suo avviso, il Governo tenga conto che la rete diplomatico-consolare deve essere considerata non un centro di costo ma un elemento di crescita complessiva.

Condivide la preoccupazione del relatore per la riduzione dei fondi destinati alla Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli affari esteri. Prospetta, peraltro, la possibilità che la riduzione della efficienza della rete diplomatico-consolare debba essere considerata tra le possibili cause del calo dell'afflusso di turisti in Italia.

Osserva che se i tagli medi, apportati alle risorse destinate al Ministero degli affari esteri, ammontano a circa l'1,2 per cento, i fondi per il settore degli italiani all'estero subiscono una riduzione pari a quasi il 10 per cento. Alla luce di quanto prospettato, preannuncia la presentazione di un ordine del giorno per ridare centralità alle politiche di promozione e cooperazione culturale all'estero e per forme di cooperazione essenziali come, ad esempio, le concessioni farmaceutiche a favore dell'America latina.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) esprime soddisfazione pere quanto prospettato dal relatore, che ringrazia per il lavoro svolto, e dal rappresentante del Governo, pur rilevando il divario che separa l'Italia dagli altri paesi europei quanto a risorse destinate alla politica estera. Al riguardo sarebbero opportuni sforzi maggiori adeguati all'attuale ruolo internazionale dell'Italia. Ritiene che non corrisponda agli interessi del paese le riduzione dei fondi destinati agli istituti italiani di cultura, su cui è opportuno provvedere ad aggiustamenti del disegno di legge finanziaria per il 2007. Analoghe valutazioni possono essere svolte riguardo alle condizioni di estremo disagio in cui versa la rete diplomatico-consolare italiana. Rileva con soddisfazione l'incremento dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo a conferma dell'attenzione da parte dell'attuale maggioranza di governo nei confronti delle politiche per i più deboli.

 

Sergio D'ELIA (RosanelPugno), nell'associarsi alle osservazioni svolte dal relatore e dal rappresentante del Governo, osserva come la manovra di finanza pubblica per l'anno 2007 risenta della necessità generale di ridurre i costi dell'amministrazione dello Stato, con inevitabili effetti anche sul Ministero degli affari esteri. Esprime apprezzamento per l'incremento delle risorse destinate agli interventi di cooperazione allo sviluppo, anche se a fronte di una consistente riduzione di quelle per la promozione e la cooperazione culturale. Ritiene positivo l'incremento, per quanto lieve, a favore della Direzione generale per gli affari politici multilaterali ed i diritti umani. Al riguardo ritiene opportuno un chiarimento sull'entità delle risorse destinate al singolo capitolo dei diritti umani.

In ordine alle spese correnti, rileva in generale un differenziale tra le spese di mantenimento della struttura amministrativa e quelle destinate agli interventi. Rispetto alla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, che vede le spese per gli interventi collocarsi all'87 per cento delle spese complessive, le Direzioni generali relative alle aree geografiche dell'Africa subsahariana e dell'Asia presentano un rapporto inverso tra le due forme di impegno finanziario. Per quanto riguarda l'aiuto pubblico allo sviluppo, la percentuale del PIL è lontana dagli obiettivi fissati e manca dei fondi specifici per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi, alla malaria, nonché per il sostegno della FAO, per il processo di pace in Palestina, per il Sudan, l'Afghanistan e l'Iraq. In generale, gli impegni a favore degli interventi di cooperazione allo sviluppo, per quanto incrementati, sono ancora troppo bassi rispetto agli impegni internazionali assunti. Per quanto riguarda i 94 milioni di euro destinati al finanziamento di studi ed iniziative per il contrasto del traffico internazionale di stupefacenti, riconosce il valore dell'impegno del Governo a favore della riconversione delle coltivazioni di oppio in Afghanistan per la produzione di sostanze da destinare ad usi ospedalieri nel quadro della terapia del dolore. Ritiene che tale impegno dovrebbe essere indirizzato anche a favore dei malati terminali di AIDS dell'Africa. Ritiene, infine, meritevole l'obiettivo perseguito all'articolo 181 del disegno di legge finanziaria, finalizzato alla riduzione delle procedure di infrazione da parte delle istituzioni comunitarie nei confronti dell'Italia.

In conclusione, esprime un giudizio favorevole sui provvedimenti in titolo pur nella consapevolezza dei vincoli strutturali entro cui essi si muovono.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE) osserva che il quadro di ridimensionamento delle attività e delle risorse finanziarie destinate al Ministero degli affari esteri, delineato dal Viceministro Intini, determina una reazione di solidarietà in una fase in cui il Governo italiano vanta la leva della politica estera per l'aumento del suo prestigio nell'area europea e mediterranea. È noto che i tagli alle spese sono il frutto di una logica interna al disegno di legge finanziaria e alla ristrutturazione della pubblica amministrazione. Tuttavia, a suo avviso, tale logica è anomala se applicata al Ministero degli affari esteri: la rete di consolati e ambasciate costituisce, infatti, una struttura terminale dello Stato e, come tale, riveste un ruolo prioritario rispetto ad altri settori. Rileva al riguardo che in generale la situazione dei consolati e delle ambasciate italiane è insostenibile, in particolare per quanto riguarda le sedi di rappresentanza presso importanti paesi extraeuropei. Si tratta di una questione su cui l'interesse dovrebbe essere bipartisan in quanto non è pensabile potenziare la politica estera operando costanti riduzioni delle risorse. Non condivide gli incrementi, operati a favore delle spese militari, in quanto in aperta contraddizione con gli impegni presi dall'attuale Governo nei confronti del Parlamento. Ciò costituisce una tendenza connessa al dispiego di missioni militari all'estero laddove, a suo avviso, il nostro paese dovrebbe rinunciare ad un'infruttuosa competizione con gli altri paesi occidentali sul piano militare e rivendicare la propria vocazione su quello culturale. Si tratta di una questione su cui il suo gruppo è impegnato e che verrà riproposta in termini oggettivi anche in futuro.

Nell'esprimere apprezzamento per quanto rilevato sul punto dal relatore Spini, sottolinea che è giunto il momento di promuovere un bilancio sulla riforma del Ministero degli affari esteri, che ha avuto luogo quasi sette anni fa. Tale sforzo potrebbe essere condotto anche nel quadro di un'indagine conoscitiva ad hoc al fine di evitare interventi disorganici e sollecitazioni pressanti all'esterno del Parlamento. Nel ricordare gli impegni già assunti dall'Italia nel corso degli anni '80 per raggiungere obiettivi sul terreno della cooperazione allo sviluppo, rileva come l'Italia sia ancora debitrice nei confronti dei paesi in via di sviluppo e che pertanto gli interventi debbano essere incrementati nei prossimi anni. Si tratta di una questione che costituirà oggetto di dibattito anche in occasione dell'eventuale esame di un progetto di riforma della normativa sulla cooperazione: osserva, sul punto che i fondi già esigui destinati al Ministero degli affari esteri vengono purtroppo spesi male e secondo logiche diverse da quelle che governano la cooperazione per lo sviluppo.

 

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), nel sottolineare come anche in passato non siano state risparmiate critiche doverose ai tagli delle risorse destinate al Ministero degli affari esteri, osserva che il disinteresse per tale funzione sia testimoniato anche dal fatto che lo stesso sito internet del Governo, che presenta i punti salienti della manovra finanziaria, non menziona la politica estera. Lo sforzo specifico sul versante della cooperazione allo sviluppo dovrebbe essere condotto con maggiore coraggio, secondo il condivisile appello lanciato dal deputato Mantovani. Al riguardo, ritiene che, nel quadro di una lettura complessiva del disegno di legge finanziaria, i 50 milioni di euro annui destinati, all'articolo 199, alle politiche di integrazione degli immigrati sembrano sancire il fallimento delle politiche di cooperazione nei paesi di provenienza degli immigrati. Tali risorse finanziarie dovrebbero essere adeguatamente investite in interventi di cooperazione allo sviluppo, pur nel rispetto di criteri adeguati nelle politiche di accoglienza degli immigrati. Ricordando l'indagine conoscitiva svolta nel corso della XIV legislatura sugli istituti italiani di cultura all'estero, rileva la necessità di intervenire sulla prassi dei finanziamenti a pioggia a favore di istituti che non possono continuare a gravare sul bilancio del Ministero degli affari esteri e che dovrebbero divenire autonomi. Per quanto riguarda la questione della rete diplomatico-consolare, è noto come talune sedi siano più utili rispetto ad altre, per quanto tutte rappresentino articolazioni periferiche dello Stato. Tali sedi potrebbero svolgere ruoli più pregnanti rispetto ad obiettivi nuovi quali, ad esempio, l'adempimento delle procedure per le adozioni internazionali.

Per quanto riguarda i finanziamenti a favore della cooperazione allo sviluppo, occorre che tali risorse siano tenute distinte da quelle destinate ad obiettivi di ricerca. A tal proposito ricorda come nel corso della passata legislatura non fu possibile ottenere un quadro informativo adeguato da parte del Ministero degli affari esteri. Ricorda, altresì, il caso di finanziamenti destinati ad un istituto di ricerca di Firenze, l'Agrimed, nel quadro delle risorse per la lotta alla desertificazione in Niger. A prescindere dall'eventuale richiesta di un simile apporto scientifico da parte dei paesi in via di sviluppo interessati, si dovrebbe mantenere distinta l'attività di cooperazione da quella di studio e analisi dei problemi. Rileva l'opportunità di non perdere adesso l'occasione di fare chiarezza e precisare la quota di finanziamenti destinata a soggetti paragonabili ad Agrimed nel quadro degli impegni per la cooperazione allo sviluppo.

Auspica il mantenimento del sistema del 5 per mille che ha consentito di finanziare soggetti qualitativamente meritevoli e valorizzati dall'elemento del consenso popolare.

In ordine alla questione degli istituti italiani di cultura ritiene che essi dovrebbero essere monitorati e che in generale le risorse destinate alla promozione culturale dovrebbero essere indirizzate a favore di specifici soggetti, come la società «Dante Alighieri», o di eventi di autentica promozione culturale.

Infine, preannuncia un emendamento volto ad estendere a tutte le missioni di pace il criterio della preferenza dell'impiego di personale locale rispetto a quello internazionale, come previsto dalla legge n. 247 del 4 agosto 2006, recante «Disposizioni per la partecipazione italiana alle missioni internazionali».

Marco FEDI (Ulivo), nell'auspicare in generale l'aumento delle risorse finanziarie destinate al Ministero degli affari esteri, rileva come l'incremento dello 0,33 per cento costituisca un segnale positivo su cui riflettere. Ritiene condivisibile il monitoraggio sulla riforma del Ministero degli affari esteri al fine di eliminare gli accavallamenti di competenza tra le direzioni generali tematiche e quelle geografiche. Per quanto riguarda il Fondo speciale per la manutenzione degli immobili, contratti di servizio con agenzie di lavoro interinale ed attività di istituto, previsto all'articolo 213 del disegno di legge finanziaria, rileva le necessità di mantenere la flessibilità degli interventi di spesa. Ritiene necessario altresì riformare il sistema di corresponsione delle retribuzioni e delle indennità e condivide il mantenimento dell'ISE, che attualmente opera come meccanismo di incentivo o disincentivo. Per quanto riguarda lo sforzo a favore della cooperazione allo sviluppo, rileva la necessità che l'area asiatica e del Pacifico siano destinatarie di una azione più incisiva. Per quanto riguarda le missioni militari all'estero, osserva come le operazioni di peacekeeping siano parte degli interventi di cooperazione: su questo terreno l'Italia ha innanzi a sé un'occasione per svolgere un'azione più seria e coerente. Per quanto riguarda la rete diplomatico-consolare, preannuncia la presentazione di un ordine del giorno per un monitoraggio delle esigenze reali degli italiani all'estero e per conferire a tali sedi una nuova, efficace impostazione anche sul versante delle tecnologie informatiche.

 

Raffaello DE BRASI (Ulivo) sottolinea come fatto importante la priorità, evidenziata dal relatore e dal rappresentante del Governo, accordata alla razionalizzazione e alla riorganizzazione delle risorse del Ministero degli affari esteri. Tale impegno è da considerare fondamentale e non può essere condotto invocando un irrealistico balzo in avanti ma operando una significativa inversione di tendenza. Un incremento del 45 per cento delle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo costituisce un chiaro segno di cambiamento di tipo politico, anche se non è in grado di colmare il ritardo in cui versa il nostro Paese. Per quanto riguarda le obiezioni mosse dal deputato Mantovani all'impegno finanziario per le missioni militari all'estero, osserva che il Parlamento ha approvato tali missioni e non può rifiutare di provvedere al loro finanziamento. In particolare fa presente che non potrebbe essere condivisa dal suo gruppo una riduzione del finanziamento della missione in Afghanistan, su cui sono note le diverse posizioni in seno alla maggioranza. Non concorda sui rilievi del deputato Paoletti Tangheroni circa le politiche di integrazione degli immigrati: tali politiche debbono essere sostenute parallelamente agli sforzi per modificare le logiche di protezionismo che ancora governano il commercio internazionale e che talvolta trovano sostegno anche nei parlamenti nazionali. Per quanto riguarda la riforma del Ministero degli affari esteri, ritiene opportuno introdurre l'obbligo di presentazione di una relazione al Parlamento sull'evoluzione di tale processo. Ritiene in generale che l'inversione di tendenza registrata sul versante della cooperazione allo sviluppo dovrebbe interessare anche altri settori come la salute, la tutela dei diritti umani e il raggiungimento degli obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Infine, auspica uno sforzo maggiore per la promozione della cultura italiana all'estero.

 

Alessandro FORLANI (UDC) esprime dissenso sulla portata generale dei provvedimenti in titolo, che si muovono nella direzione opposta rispetto allo sviluppo di un moderno sistema economico concorrenziale e di un'autentica capacità occupazionale. Per quanto riguarda il versante delle riorse finanziarie destinate al Ministero degli affari esteri, rileva che la politica italiana attraversa una fase particolarmente delicata ed occorre porre in essere tutti gli sforzi utili a riportare l'Italia al centro del processo di soluzione delle crisi internazionali. I tagli apportati al bilancio del Ministero degli affari esteri determinano quindi erplessità: la rete diplomatico-consolare è inadeguata non solo alle esigenze degli italiani all'estero ma anche degli stranieri che intendono fare ingresso nel nostro Paese.

Per quanto concerne il Fondo speciale per la manutenzione degli immobili, contratti di servizio con agenzie di lavoro interinale ed attività di istituto, osserva che esso concorre a salvaguardare il sistema delle sedi di rappresentanza all'estero soprattutto in considerazione della presenza sempre più capillare ed efficace dei principali competitori asiatici nel mercato internazionale.

Esprime taluni dubbi in ordine alla possibile «delegificazione» della procedura di finanziamento delle missioni militari all'estero, di cui all'articolo 188. Al riguardo osserva che, pur comprendendo la necessità di non ritardare le iniziative militari per la necessità di attendere i tempi dell'esame parlamentare, tali missioni sono direttamente condizionate dall'evoluzione del quadro della politica internazionale: ne può infatti anche derivare una modifica profonda del ruolo di tali missioni, fino allo snaturamento del loro mandato iniziale. Avendo in mente le diversità di vedute in ordine alla presenza italiana in Iraq, rileva che tale missione aveva compiti di tipo umanitario ma si è trovata di fatto ad operare in uno scenario di guerra. Di conseguenza il periodico monitoraggio da parte del Parlamento è utile e rappresenta la sede ottimale per mantenere uno stretto collegamento tra Governo e alti vertici militari, da un lato, e la principale istituzione rappresentativa dei cittadini, dall'altra.

Condivide il rammarico per la decurtazione dei fondi destinati alla Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli affari esteri. Ritiene che si tratti di una questione da non sottovalutare, anche alla luce dell'interesse che all'estero suscita l'apprendimento della lingua italiana come elemento di avvicinamento alla cultura del nostro Paese. Per tale motivo condivide la opportunità di valorizzare maggiormente il ruolo di soggetti come, ad esempio, la società «Dante Alighieri». A suo avvio l'attività di promozione della cultura italiana nel mondo deve tornare ad essere prioritaria.

Per quanto concerne l'attenzione dedicata al versante della cooperazione allo sviluppo, ritiene che tale impegno includa un'azione nei confronti dei meccanismi e delle istituzioni di governo dei mercati internazionali. A suo giudizio, non si può negare che un rafforzamento degli interventi di cooperazione allo sviluppo produce conseguenze sull'entità dei flussi migratori.

Esprime, in conclusione, consenso sulle osservazioni del relatore in ordine alla necessità di incrementare il fondo per la lotta contro l'Aids. In generale, permane un dissenso sull'impianto complessivo della manovra finanziaria per il 2007, di cui non condivide gli obiettivi di fondo.

 

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.

 

La seduta termina alle 12.15.


IIICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari esteri)

 Giovedì 12 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI

 

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri.

(Relazione alla V Commissione).

(Seguito esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in oggetto, rinviato nella seduta antimeridiana.

 

Claudio AZZOLINI (FI), in relazione a quanto prospettato dal relatore circa la necessità di assicurare all'Italia la raccolta e conservazione del patrimonio archivistico delle istituzioni comunitarie, rappresenta la necessità che tale impegno comprenda anche la biblioteca Vedovato, attualmente di proprietà del Consiglio d'Europa e destinata ad essere alienata per mere ragioni di difficoltà di bilancio di tale istituzione. Considerato il legame storico che unisce il Consiglio d'Europa all'Unione europea, ritiene che i circa trentamila volumi compresi nella biblioteca Vedovato siano da considerare parte del patrimonio storico europeo e la loro acquisizione presso Villa Salviati consentirebbe all'Italia di divenire custode della più autentica eredità europeista.

 

Sabina SINISCALCHI (RC-SE), nel sottolineare la centralità degli interventi di cooperazione allo sviluppo nell'economia generale degli interventi finanziari destinati alla politica estera per il 2007, rileva come tale settore abbia offerto tradizionalmente argomenti per facili dichiarazioni di intenti sulla centralità della cooperazione nelle relazioni internazionali; adesso occorre che tali dichiarazioni siano seguite dai fatti. L'incremento finanziario, di cui si è dato conto, rappresenta una svolta ma non è sufficiente a garantire il rispetto degli impegni che l'Italia ha assunto in sede internazionale. Il principio pacta sunt servanda rappresenta l'unico strumento per ottenere da parte dei Paesi in via di sviluppo un rispetto speculare degli impegni assunti per la democratizzazione e per la tutela dei diritti e delle libertà individuali. Di conseguenza, ritiene opportuno fin da adesso prospettare al Governo la necessità che l'impegno finanziario si incrementi negli anni successivi al 2007 fino a raggiungere il valore dello 0,39 per cento previsto per il 2006. Considerato che metà della popolazione mondiale non può contare su proprie lobbies che facciano azione di persuasione sui governi, ritiene che la Commissione potrebbe valutare l'opportunità di farsi carico di tale responsabilità rappresentativa. Come rilevato dal deputato Paoletti Tangheroni, gli interventi di cooperazione allo sviluppo devono essere maggiori e di migliore qualità, al fine di realizzare davvero gli obiettivi del Millennio individuati dalle Nazioni Unite.

Nel rilevare che la Francia ha adottato tasse di scopo applicate al costo dei biglietti aerei per sostenere le politiche di cooperazione allo sviluppo, ritiene che anche il nostro Paese dovrebbe valutare l'adozione di simili strumenti di reperimento delle risorse. Ritiene altresì che dovrebbe essere preso in considerazione il ripristino della destinazione dell'8 per mille ad obiettivi di cooperazione allo sviluppo. Infine rappresenta l'opportunità di considerare la proposta, avanzata dalla Banca Mondiale, di utilizzare i proventi del fondo di rotazione per il credito di aiuto per interventi di lotta alla povertà.

 

Iacopo VENIER (Com.It), nel condividere l'impostazione della relazione del deputato Spini, osserva come il disegno di legge finanziaria per il 2007 in modo contraddittorio provveda all'incremento delle spese militari parallelamente a quello per gli interventi di cooperazione allo sviluppo. Al riguardo ritiene che la politica estera italiana dovrebbe procedere secondo una linea diversa, a partire dal ritiro del contingente militare italiano dall'Afghanistan. In generale, l'impegno finanziario per le spese militari non può restare costante negli anni, come invece prospetta la manovra di finanza pubblica per il 2007. Rileva l'opportunità che il governo fornisca chiarimenti in ordine alla portata dell'articolo 188 del disegno di legge finanziaria, ricordando che la presentazione da parte del Governo del progetto di legge per il rifinanziamento delle missioni militari all'estero costituisce un'importante occasione per lo svolgimento di un monitoraggio da parte del Parlamento. La corretta comprensione in ordine alla portata dell'articolo 188 è da considerare cruciale per lo svolgimento del successivo dibattito, sia presso la Commissione sia presso l'Assemblea.

Per quanto riguarda gli interventi di cooperazione allo sviluppo, osserva che il provvedimento è in controtendenza con il passato e che occorre procedere in questa direzione per recuperare il pregresso e fare fronte in modo adeguato agli impegni assunti in campo internazionale.

In generale, considera sconsigliabile procedere alla riduzione delle risorse destinate agli italiani all'estero. Occorre intervenire sulla regolamentazione dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero in ragione della sua rilevanza per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Per quanto concerne la materia del rilascio dei visti, occorre provvedere ad una novella della normativa sulla regolamentazione dei flussi migratori per razionalizzare le procedure di ingresso nel nostro Paese.

In generale, ritiene che il disegno di legge finanziaria per il 2007, malgrado taluni aspetti controversi, sia il primo provvedimento in materia finanziaria che porta avanti in modo congiunto gli obiettivi del risanamento e dello sviluppo.

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

La seduta termina alle 14.30.


IIICOMMISSIONE PERMANENTE

(Affari Esteri)

 Martedì 12 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Martedì 17 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI.

 

La seduta comincia alle 10.20.

Legge finanziaria 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tab. 6: Stato di previsione del Ministero degli Affari esteri

(Relazione alla V Commissione).

(Seguito esame congiunto e conclusione - Relazione favorevole)

 

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in oggetto, rinviato nella seduta del 12 ottobre 2006.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, intervenendo in sede di replica, esprime soddisfazione per l'ingresso dell'Italia tra i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che costituisce a suo avviso il riconoscimento dell'azione svolta dal nostro Paese in questi mesi per il rilancio dell'Organizzazione. Al riguardo ritiene che un riconoscimento debba essere rivolto al Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite, l'ambasciatore Spatafora, e ai suoi collaboratori per il lavoro svolto fin dalla legislatura precedente per il raggiungimento di tale risultato.

Per quanto riguarda il dibattito svoltosi presso la Commissione, ringrazia i commissari in particolare per il clima sereno e collaborativo che ha caratterizzato i diversi interventi.

Passando alle singole questioni di merito, ringrazia i deputati Narducci e Fedi per avere posto, in qualità di parlamentari eletti nella circoscrizione estero, la questione degli italiani residenti all'estero. Condivide il rammarico del deputato Narducci sulla riduzione delle risorse finanziarie destinate al Ministero degli affari esteri; al riguardo, in qualità di relatore, segnala la presentazione di un emendamento volto ad avviare la ristrutturazione di tale amministrazione. Un'iniziativa emendativa riguarderà anche la questione dell'ISE. Per quanto riguarda i rilevi del deputato Cioffi, rappresenta l'opportunità di emendamenti che sottolineino la inadeguatezza di tagli finanziari nei confronti degli istituti italiani di cultura. Condivide le sollecitazioni pervenute dal deputato D'Elia e da altri deputati intervenuti in ordine all'importanza dell'incremento dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo. A tal proposito ritiene necessario che tale incremento non sia di fatto decurtato dal versamento dei contributi previsti al Global Fund per la lotta conto la malaria, l'aids e altre malattie o al condono del debito dei Paesi in via di sviluppo, qualora queste fossero imputate al settore della cooperazione allo sviluppo.

Per quanto riguarda l'intervento del deputato Mantovani, rileva elementi di condivisione per quanto concerne la necessità di una riforma del Ministero degli affari esteri. Per quanto riguarda le indicazioni, pervenute da taluni gruppi della maggioranza, in ordine alla necessità di prevedere ulteriori incrementi dei finanziamenti per la cooperazione allo sviluppo, ritiene che tale eventualità potrà essere affrontata anche in fasi successive del dibattito parlamentare sulla manovra di finanza pubblica per il 2007.

Nel ringraziare il deputato Paoletti Tangheroni per avere posto nei giusti termini la questione della distinzione tra fondi destinati alla cooperazione e fondi destinati agli istituti di ricerca, ritiene di non condividere l'aspetto inerente l'immigrazione, in considerazione dell'urgenza di destinare alle relative politiche adeguate risorse finanziarie.

Nel condividere le osservazioni pervenute dal deputato De Brasi sulla necessità di incrementare gli impegni per la cooperazione in vista del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, ritiene parzialmente condivisibili i rilievi mossi dal deputato Forlani sul merito complessivo della manovra finanziaria, che ritiene impostata in modo da promuovere la crescita del Paese al fine di un suo ritorno nel novero dei Paesi ad alta competitività e dell'applicazione di criteri redistributivi delle maggiori risorse. Preannuncia parere favorevole rispetto ad eventuali emendamenti relativi ad un rafforzamento del ruolo del Ministero degli affari esteri, che si muovano nel senso senso di chiarire le risorse finanziarie ad esso destinate. Concorda con la proposta avanzata dal deputato Azzolini in ordine alla acquisizione del patrimonio della biblioteca Vedovato così come con le osservazioni e proposte prospettate dal deputato Siniscalchi sul versante specifico della cooperazione e del reperimento di nuove risorse finanziare ad essa destinate. Per quanto riguarda le perplessità del deputato Venier sui fondi destinati al settore della difesa, rileva che l'invio di soldati italiani in missioni internazionali di pace comporta la necessità di provvedere alla migliore dotazione dei contingenti, anche al fine di preservarne la sicurezza.

In generale, ritiene che il confronto in Commissione sia stato utile e non formale. Nel sottolineare il forte valore politico dell'incremento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, preannuncia la presentazione di un emendamento presso la V Commissione al fine di istituire un fondo speciale per la contribuzione al Global Fund per lotta contro la malaria, l'aids e altre malattie, al fine di scongiurare che vi sia ogni anno un dibattito in ordine alla opportunità di destinare risorse a tali obiettivi.

Nel rilevare la necessità di poter conoscere su ognuna delle questioni segnalate la posizione del Governo, segnala quale punto politico problematico la questione della riduzione dei fondi per l'ISE che, a suo avviso, deve essere considerata come investimento per lo sviluppo di una presenza competitiva del nostro Paese nel mondo, da implementare anche grazie all'attività dei rappresentanti diplomatici. Prospetta la presentazione di un ordine del giorno in materia al fine di sostenere l'azione del Governo su tale fronte. In generale, pur comprendendo la necessità che ogni amministrazione dello Stato si assuma la propria parte di responsabilità nell'impegno per la riduzione delle spese, osserva che i tagli operati al Ministero degli affari esteri incidono in modo negativo sulla qualità della presenza dell'Italia nella politica internazionale. Alla luce di quanto emerso nel corso del dibattito, ritiene opportuno integrare il quadro delle priorità, segnalate all'inizio dell'esame dei provvedimenti, sottolineando la necessità di ampliare le funzioni svolte dalla rete diplomatico-consolare nella direzione della promozione economica dell'Italia all'estero, secondo un indirizzo già adottato dal precedente governo di centrodestra. Su tale questione così come sulla necessità di non ridurre le risorse destinate all'ISE, auspica un dibattito più ampio anche in considerazione delle sollecitazioni provenienti dal recente viaggio del Presidente del Consiglio in Cina.

In conclusione esprime l'auspicio che il clima di forte convergenza che ha finora caratterizzato il confronto in Commissione possa caratterizzare anche la prossima fase di esame degli emendamenti. Propone quindi che la Commissione riferisca favorevolmente, per quanto di competenza, sui provvedimenti in titolo.

 

Il Viceministro Ugo INTINI, intervenendo in sede di replica, ringrazia il relatore e i commissari per i toni sereni che hanno caratterizzato il dibattito, secondo una tradizione che concerne la materia degli affari esteri. Concorda con le numerose sollecitazioni relative alla necessità di rafforzare le funzioni di politica estera. Condivide quanto segnalato dal deputato Narducci sull'esigenza di incrementare gli sforzi per la conservazione e la crescita della rete consolare italiana, anche per quanto concerne le funzioni svolte nell'attuazione delle politiche migratorie; al riguardo segnala l'avvio presso il Ministero degli affari esteri di un progetto pilota. Ritiene altresì essenziale procedere nella promozione delle politiche culturali all'estero, tenendo conto del fatto che tali politiche sono trainanti anche per gli aspetti economici. Occorre sicuramente provvedere ad un maggior coordinamento e razionalizzazione degli interventi finanziari, evitando la pratica dei finanziamenti a pioggia e le conseguenti dispersioni. È necessario altresì provvedere a trasformare la produzione di eventi culturali da un livello artigianale ad uno «industriale», nonché a portare nei paesi in via di sviluppo progetti formativi con il sostegno di adeguate joint ventures.

Per quanto concerne l'intervento del deputato D'Elia, sottolinea la necessità che il rispetto dei diritti umani permei tutti i settori della società italiana e costituisca un elemento integrato alla nostra politica estera. Per quanto concerne gli strumenti di lotta al traffico internazionale degli stupefacenti e all'impiego degli oppiacei nella terapia del dolore, si tratta di una questione astrattamente condivisibile ma di complessa fattibilità, sulla quale occorre conoscere la linea delle Nazioni Unite.

Nel concordare con gli interventi che hanno segnalato la contraddizione tra i tagli apportati al bilancio del Ministero deglia affari esteri e il rafforzamento del ruolo dell'Italia nella politica internazionale, ritiene opportuno procedere ad una riflessione, mentre non condivide la posizione di coloro che ritengono che le spese in materia di difesa siano in contraddizione con il perseguimento di politiche di cooperazione allo sviluppo. Concorda con i rilievi del deputato Paoletti Tangheroni, relativi alla necessità di riformare la rete degli istituti italiani di cultura e di provvedere ad aiuti finanziari di qualità nei confronti dei paesi in via di sviluppo, in modo da valorizzare le risorse umane presenti a livello locale. Ritiene invece che la cooperazione allo sviluppo non possa bloccare il flusso di immigrati verso il nostro paese, che deve essere selezionato a monte. A suo avviso il problema centrale investe l'abbattimento delle barriere protezionistiche, soprattutto nel settore agricolo e che occorra produrre democrazio sia a livello interno che esterno.

Ribadisce il forte significato politico derivante dai maggiori fondi alla cooperazione allo sviluppo, come segnalato dai deputati Fedi e Siniscalchi. Ritiene altresì importante operare nel senso di una distinzione tra competenze tematiche e competenze geografiche attribuite a diversi soggetti interni all'Amministrazione del Ministero degli affari esteri. Per quanto riguarda le critiche mosse dal deputato Forlani all'intera manovra di finanza pubblica per il 2007, sottolinea che essa procede non soltanto nella direzione dell'aumento delle entrate fiscali ma anche della riduziuone delle spese. Per quanto concerne l'introduzione nel nostro sistema di tasse di scopo, pur ritenendo la questione interessante, ritiene che non vi siano le condizioni per una decisione in tal senso.

Infine precisa che l'articolo 188 della legge finanziaria, che ha costituito un argomento di centrale interesse, in nessun modo è mirato a turbare le funzioni di controllo esercitate dal Parlamento nei confronti del Governo. Al riguardo rileva la opportunità di procedere ad una riflessione più approfondita, eventualmente in una sede più appropriata della manovra di finanza pubblica. Nel mantenere ferma la validità dei contenuti del comma 1 di tale articolo, prospetta l'eventualità di introdurre una novità procedurale relativa al sistema di autorizzazione alle missioni internazionali con cadenza annuale in occasione del provvedimento di proroga delle missioni, che sarà presentato nel mese di gennaio 2007. Nel rilevare il consenso dei gruppi di maggioranza sulla questione, segnala il proprio assenso sui rilievi del relatore in ordine al mantenimento del valore reale degli incrementi apportati ai fondi per la cooperazione allo sviluppo e all'ISE, da considerare come spesa di investimento.

In conclusione ribadisce la disponibilità del Governo a proseguire il confronto con la Commissione secondo un atteggiamento di aperta collaborazione.

 

Umberto RANIERI, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti, articoli aggiuntivi e ordini del giorno ai disegni di legge di bilancio e finanziaria (vedi allegato).

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE), intervenendo sul complesso degli emendamenti presentati, esprime soddisfazione per quanto rappresentato dal relatore e dal rappresentante del Governo, che hanno mostrato di tenere in conto gli elementi emersi dal dibattito in Commissione. Per quanto concerne la questione toccata dall'articolo 188 della legge finanziaria, ricorda le perplessità sollevate dal suo gruppo per il tentativo di modificare la prassi semestrale di autorizzazione parlamentare alla proroga delle missioni militari all'estero, che non corrisponde a precise indicazioni di carattere normativo ma si adegua ad una regola invalsa presso le Nazioni Unite. Apprezza pertanto che il relatore e il rappresentante del Governo abbiano deciso di sopprimere i commi dell'articolo 188 con l'eccezione del comma 1, che istituisce un fondo ad hoc per porre fine alla pratica dei «saccheggi» a parti del bilancio dello Stato a copertura degli oneri di tali missioni. Annuncia pertanto il ritiro dei propri emendamenti 1746-bis/III/188.2, 1746-bis/III/188.3, 1746-bis/III/188.4 e 1746-bis/III/188.5. Concorda con il Viceministro Intini sulla necessità di un confronto in sede parlamentare, anche sulla base di una iniziativa del Governo, per la razionalizzazione della procedura per la proroga delle missioni militari internazionali, che potrebbe avere cadenza annuale. Ritiene altresì che in quella sede dovrà essere operata una più netta distinzione tra gli aspetti militari e quelli di politica estera connessi all'invio dei soldati italiani, evitando ogni commistione di competenze in materia tra la Commissione difesa e la Commissione affari esteri. Rileva l'opportunità che il Governo provveda la più presto ad informare il Parlamento sulla attuazione della mozione approvata dall'Assemblea il 19 luglio 2006: anche alla luce di una certa incoerenza tra gli obblighi assunti con tale atto di indirizzo e i contenuti della legge finanziaria per il 2007, segnala al riguardo la già citata questione degli incrementi finanziari a favore del settore della Difesa in luogo di quelli a favore del Ministero degli affari esteri: a suo avviso armamenti più sofisticati non garantiscono meglio il successo di operazioni di peace keeping. Ribadisce inoltre la necessità che l'Italia si distingua in campo internazionale per un'azione di politica estera, fondata sulla diplomazia e sulle risorse culturali piuttosto che sulla competizione militare. Auspica l'approvazione dei restanti emendamenti presentati dal suo gruppo.

 

Sergio D'ELIA (RosanelPugno), nel sottolineare come il suo gruppo si sia limitato a presentare solo n ordine del giorno alla legge finanziaria per il 2006, preannuncia il voto favorevole sulle proposte emendative che valorizzano gli interventi di cooperazione che siano a discapito di altri settori come la difesa. Ritiene infatti anacronistico che l'apparato militare italiano pesi in modo così rilevante sul bilancio già in crisi dello Stato.

 

Tana DE ZULUETA (Verdi) fa presente di avere presentato presso la Commissione difesa, di cui è componente, emendamenti relativi agli articolo 113 e 188 del disegno di legge finanziaria. Esprime condivisione per le posizioni rappresentate dal gruppo di Rifondazione Comunista sulle spese per la cooperazione allo sviluppo. Per quanto riguarda l'articolo 188, ricorda come il relatore avesse manifestato il proprio assenso ad una significativa innovazione della procedura di autorizzazione all'invio di contingenti militari italiani all'estero. Le norme contenute nell'articolo 188 lasciano nel vago taluni aspetti procedurali e non forniscono indicazioni sulla frequenza periodica dell'atto di indirizzo del Parlamento nei confronti del Governo. Nel concordare su una impostazione annuale di tale procedura, sottolinea il proprio assenso nei confronti dei rilievi mossi ai maggiori finanziamenti nel settore della difesa. Ritiene necessario ricevere chiarimenti in ordine alla possibilità che il finanziamento del Fondo globale per la lotta contro la malaria, l'AIDS e altre malattie incida in modo sostanziale sulla consistenza dei fondi destinati alla cooperazione. Preannuncia il voto favorevole nei confronti degli emendamenti presentati dal deputato Siniscalchi volti ad indirizzare in modo esplicito talune risorse finanziarie al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

 

Iacopo VENIER (Com.It), nell'apprezzare gli interventi del relatore e del viceministro Intini, ribadisce l'inopportunità dell'inserimento dell'articolo 188 all'interno del disegno di legge finanziaria per il 2007. Nell'annunciare il ritiro del proprio emendamento 1746-bis/III/188.1, sottolinea la responsabilità del Parlamento sul rispetto dei contenuti della citata mozione approvata in Assemblea. Considera apprezzabile che sia stata prospettata l'imminenza di una riflessione su un sistema di razionalizzazione dell'attuale pratica di prorogare per sei mesi le missioni internazionali, che consenta di proseguire nell'azione di monitoraggio anche nei confronti di missioni che non sono state adeguatamente valutate dal Parlamento. Si associa a quanto emerso dal dibattito sulla necessità di chiarire in modo univoco che i finanziamenti destinati a sanare la posizione dell'Italia nei confronti delle organizzazioni internazionali non incidano sulla cooperazione allo sviluppo. Per quanto riguarda la tassa di scopo, ritiene che si tratti di una iniziativa interessante così come condivide l'opportunità di incrementare in modo progressivo gli importi destinati ogni anno alla cooperazione internazionale. Per quanto concerne infine la questione delle spese militari, preannuncia la presentazione di adeguate proposte nelle fasi successive del dibattito presso la V Commissione e l'Assemblea al fine di prospettare il tema del contenimento di tali spese e di una razionalizzazione delle Forze armate nel quadro degli impegni assunti presso le Nazioni Unite.

 

Guglielmo PICCHI (FI) auspica che il dibattito per l'incremento di fondi destinati alla rete diplomatico-consolare e all'ISE prosegua anche presso tale Commissione. Conviene con l'opportunità di affrontare il dibattito sulla procedura per la proroga delle missini militari internazionali in una sede diversa dalla legge finanziaria. Preannuncia altresì la presentazione di emendamenti presso la V Commissione volti ad estendere alle comunità degli italiani residenti all'estero il regime delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia e ad accrescere l'attenzione nei confronti del personale assunto a contratto ai sensi della legge n. 104 del 2001: stigmatizza l'assenza nel disegno di legge finanziaria per il 2007 di norme che trattino tali questioni. Esprime infine apprezzamento per l'iniziativa riguardante l'acquisizione della Biblioteca Vedovato, che, a suo avviso, dovrebbe costituire oggetto di uno specifico emendamento presso la V Commissione.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) ringrazia il relatore e il rappresentante del Governo per il lavoro svolto e sottolinea come taluni incrementi finanziari apportati a settori specifici comportino un forte segnale politico di svolta nel quadro di una generale limitatezza delle risorse finanziarie per la funzione estera. Sottolinea l'attenzione da parte del suo gruppo nei confronti della questione degli Istituti italiani di cultura, del rafforzamento della rete diplomatico-consolare e del mantenimento dell'attuale regime dell'ISE.

 

Leoluca ORLANDO (IdV), nell'esprimere apprezzamento nei confronti del relatore e del rappresentante del Governo, osserva che l'articolo 188 è da considerare uno strumento di razionalizzazione che deve essere apprezzato se accompagnato da un atto di indirizzo del Parlamento. Tale atto di indirizzo non può per sua natura essere vincolato ad una scadenza e riveste importanza centrale in attesa di un intervento normativo organico sulla questione.

 

Franco Addolorato Giacinto NARDUCCI (Ulivo), in riferimento a quanto segnalato dal deputato Picchi sulla posizione dei cosiddetti «contrattisti», assunti dal Ministero degli affari esteri e sulla questione degli oneri familiari, rileva la continuità dell'azione di Governo rispetto al passato.

 

Umberto RANIERI, presidente, invita il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti presentati.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Cioffi 1747/III/Tab. 6.1. Auspica l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/III/32.1. Esprime parere contrario sugli emendamenti Siniscalchi 1746-bis/III/113.1 e 1746-bis/III/113.2. È favorevole all'emendamento Forlani 1746-bis/III/161.1. Auspica altresì l'approvazione del proprio emendamento 1746-bis/III/188.6 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/210.1 e sugli articoli aggiuntivi Siniscalchi 1746-bis/III/210.01 e 1746-bis/III/210.02.

 

Il Viceministro Ugo INTINI esprime parere conforme a quello del relatore, con l'eccezione dell'emendamento Cioffi 1747/III/Tab. 6.1, su cui esprime parere contrario, in quanto esso sottrae risorse a capitoli del bilancio relativi ad obblighi contrattuali già assunti. Esprime altresì parere contrario sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/210.1, in quanto prevede una destinazione delle risorse assai restrittiva, che sacrifica importanti settori come le infrastrutture e la governance.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) propone una nuova formulazione del proprio emendamento 1747/III/Tab. 6.1, nel senso di sostituire il riferimento alla unità previsionale di base 7.1.2.3 con quello alla unità revisionale di base 8.1.1.1 (vedi allegato).

 

Il Viceministro Ugo INTINI, precisando di non essere in grado di esprimere un parere sulla nuova formulazione dell'emendamento Cioffi 1747/III/Tab. 6.1, invita il proponente a ritirarlo, esprimendo comunque apprezzamento per la finalità della proposta emendativa, che è volta a segnalare l'importanza del ruolo degli istituti di cultura.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur), anche in considerazione della presentazione da parte del relatore dell'emendamento 1746-bis/III/32.1 relativo alla ristrutturazione della rete diplomatica, consolare e degli istituti italiani di cultura, ritira il proprio emendamento 1747/III/Tab. 6.1, sottolineando l'attenzione del rappresentante del Governo manifestata sul merito della proposta.

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, riformula il proprio emendamento 1746-bis/III/32.1 nel senso di sostituire le parole «alla ristrutturazione» con le parole «all'avvio della ristrutturazione» (vedi allegato).

 

Il Viceministro Ugo INTINI esprime parere favorevole sul testo riformulato.

La Commissione approva l'emendamento del relatore 1746-bis/III/32.1 (nuova formulazione).

 

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) illustra il proprio emendamento 1746-bis/III/113.1, volto ad incrementare i fondi destinati alla cooperazione internazionale.

La Commissione respinge l'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.1.

 

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) illustra il proprio emendamento 1746-bis/III/113.2, di cui auspica l'approvazione.

 

Iacopo VENIER (Com.It) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, segnala l'opportunità che, alla luce delle difficoltà di copertura finanziaria, l'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2 sia ritirato e che il relativo principio informatore costituisca oggetto di un ordine del giorno.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE), pur comprendendo il suggerimento del relatore, auspica l'approvazione dell'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, che non sottrae risorse a specifici capitoli di spesa e fornisce una indicazione in ordine all'incremento dei finanziamenti futuri per la cooperazione internazionale.

 

Leoluca ORLANDO (IdV) auspica l'approvazione dell'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, che consentirebbe di fare fronte ad una chiara responsabilità politica senza pregiudizio per altri settori dell'Amministrazione dello Stato e in modo più incisivo rispetto ad un ordine del giorno.

 

Sergio D'ELIA (RosanelPugno) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, nel sottolineare la propria condivisione sulla necessità di incrementare le spese per la cooperazione allo sviluppo in modo progressivo, segnala che l'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2 sottrae fondi destinati al settore della difesa.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE) prospetta la eventuale ripresentazione dell'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2 con una nuova copertura.

 

Tana DE ZULUETA (Verdi), intervenendo sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, segnala che i fondi destinati al settore della difesa riguardano impegni contrattuali già assunti, per i quali incombe l'ipotesi di un contenzioso, e che solo in minima parte essi concernono il finanziamento di settori ad alto contenuto tecnologico. Nel ribadire la necessità che per i prossimi anni siano spostate le priorità dal settore della difesa a quello di politica estera, sottolinea come i fondi in questione non riguardino investimenti per la produttività.

 

Sergio MATTARELLA (Ulivo), intervenendo sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, fa presente che i fondi della difesa interessati dalla proposta emendativa riguardano l'attuazione di programmi internazionali ad alto contenuto tecnologico di tipo pluriennale, che sarebbero bloccati da eventuali tagli operati sulle risorse finanziarie stanziate per i prossimi anni. Preannuncia pertanto il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, pur condividendo l'opportunità di incrementare le fonti di finanziamento per la cooperazione allo sviluppo.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2, pur condividendo la questione politica sottesa.

 

La Commissione respinge l'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/113.2 e approva l'emendamento Forlani 1746-bis/III/161.1.

 

Il Viceministro Ugo INTINI, intervenendo sull'emendamento del relatore 1746-bis/III/188.6, rileva con soddisfazione l'individuazione di un punto di equilibrio sulla opportunità di procedere ad una razionalizzazione della procedura per la proroga delle missioni militari internazionali. Precisa che, come emerso dagli interventi dei deputati Mantovani e De Zulueta, è essenziale mantenere il Parlamento al centro di tale procedura.

 

Carmelo BRIGUGLIO (AN) rileva come l'inserimento dell'articolo 188 nel disegno di legge finanziaria per il 2007 sia stato considerato anche dai gruppi di opposizione come un tentativo di elusione del necessario controllo parlamentare. Esprime invece condivisione per il contenuto del comma 1 di tale articolo, relativo alla istituzione di un fondo ad hoc.

 

Alessandro FORLANI (UDC), nell'associarsi all'osservazione del deputato Briguglio, rappresenta il proprio consenso al mantenimento della cadenza semestrale per la proroga delle missioni militari all'estero e per un rafforzamento dell'azione di monitoraggio da parte del Parlamento, che in nessun modo deve divenire simbolica o routinaria.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE), nel ribadire il proprio ringraziamento al relatore e al rappresentante del Governo per aver tenuto conto della volontà unanime delle forze politiche sul merito dell'articolo 188 del disegno di legge finanziaria, sottolinea come l'elemento più grave contenuto in tale disposizione fosse l' «esproprio» della funzione di verifica parlamentare in occasione della proroga delle missioni militari all'estero. Al riguardo osserva come, anche per responsabilità dei mezzi di informazione, si sia diffusa una certa confusione tra la proroga delle missioni e il loro rifinanziamento. Sottolinea la condivisione di una riforma procedurale che comporti l'introduzione di una cadenza annuale, di una procedura abbreviata e di una più marcata separazione tra aspetti di difesa e aspetti di politica estera. Ritiene che il provvedimento che il Governo trasmetterà al Parlamento in occasione della prossima proroga potrà costituire l'occasione per affrontare in modo definitivo la questione della riorganizzazione della procedura.

 

La Commissione approva l'emendamento del relatore 1746-bis/III/188.6.

 

Sergio MATTARELLA (Ulivo), intervenendo sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/210.1, chiede chiarimenti in ordine al parere negativo espresso dal rappresentante del Governo alla luce del carattere non restrittivo della proposta emendativa a paragone di quella contenuta nell'articolo aggiuntivo Siniscalchi 1746-bis/III/210.02.

 

Il viceministro Ugo INTINI precisa che il proprio parere sull'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/210.1 deve intendersi favorevole.

 

La Commissione approva l'emendamento Siniscalchi 1746-bis/III/210.1.

 

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) ritira il proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/III/210.01, auspicando un dibattito parlamentare presso la III Commissione sulla questione sollevata dall'emendamento.

 

Umberto RANIERI, presidente, assicura che si farà carico di dare seguito alla proposta avanzata dal deputato Siniscalchi.

 

Valdo SPINI (Ulivo), relatore, intervenendo sull'articolo aggiuntivo Siniscalchi 1746-bis/III/210.02, propone una nuova formulazione nel senso di sostituire la parola «destinati» con le parole «con particolare riguardo» (vedi allegato).

 

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) accoglie la proposta di nuova formulazione del proprio articolo aggiuntivo 1746-bis/III/210.02, avanzata dal relatore.

 

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Siniscalchi 1746-bis/III/210.02 (nuova formulazione).

La Commissione passa allo svolgimento degli ordini del giorno.

 

Il viceministro Ugo INTINI accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cioffi 0/1747/III/1; accoglie altresì gli ordini del giorno del relatore 0/1746-bis/III/1, Azzolini 0/1746-bis/III/2 e D'Elia 0/1746-bis/III/3.

 

Tana DE ZULUETA (Verdi) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sui provvedimenti in oggetto anche alla luce degli emendamenti e articoli aggiuntivi approvati. Rileva il rammarico per i tagli apportati al bilancio del Ministero degli affari esteri malgrado l'orientamento unanime della Commissione a favore di maggiori investimenti per il settore della politica estera. Tali tagli potrebbero avere ripercussioni negative nel caso di mancata attuazione della norma relativa alla riorganizzazione della rete diplomatico consolare. Ritiene che, se è possibile provvedere ad una razionalizzazione delle sedi diplomatiche europee, una riduzione dei finanziamenti destinati all'indennità di servizio all'estero (ISE) potrebbe mettere a rischio l'attività delle sedi extra europee. Rileva che allo stato attuale appaiono velleitari gli ambiziosi progetti di potenziare le funzioni delle sedi consolari, anche in relazione all'affissione delle liste di collocamento per coloro che intendono fare ingresso in Italia per ragioni di lavoro. Anche alla luce dei lunghi tempi necessari per l'espletamento delle più semplici funzioni burocratiche, ritiene che non sia possibile portare avanti impegni seri di politica estera senza una reale razionalizzazione dell'intera rete. Per quanto riguarda la riduzione di risorse destinate alle politiche culturali esprime un senso di rammarico generale e l'auspicio affinché si provveda ad una gestione strategica ed omogenea dell'attività svolta dagli istituti italiani di cultura. Nel segnalare come l'eventuale riduzione dell'ISE potrebbe avere ripercussioni su taluni aspetti delle politiche culturali, osserva come manchi una qualche analisi della adeguatezza degli investimenti nelle politiche culturali rispetto ad una domanda di cultura italiana proveniente dall'esterno.

Ringrazia il relatore e il rappresentante del Governo per la disponibilità dimostrata sulle questioni inerenti l'articolo 188 del disegno di legge finanziaria e segnala come il mantenimento di tutti i commi dell'articolo 188 avrebbe costituito un passo falso del Governo nei confronti del Parlamento.

 

Guglielmo PICCHI (FI) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla relazione predisposta dal relatore alla luce delle perplessità già segnalate nel corso del dibattito. Al riguardo segnala l'insufficienza delle risorse destinate al Ministero degli affari esteri e dei tagli apportati alla rete diplomatico consolare malgrado l'approvazione dell'emendamento del relatore sull'avvio di una ristrutturazione da parte del Ministero degli affari esteri. In particolare rileva le difficoltà degli italiani residenti all'estero relative al rilascio da parte degli uffici consolari dei nuovi passaporti in considerazione della necessità di trasmettere tali documenti direttamente a Roma, presso il Ministero degli affari esteri. Esprime rammarico per la mancata estensione agli italiani residenti all'estero della disciplina fiscale in materia di carichi di famiglia e i mancati incentivi alla assunzione di personale a livello locale. Esprime altresì disagio per la riduzione delle spese a favore delle scuole italiane all'estero in considerazione delle forti esigenze rappresentate dalle comunità di italiani di prima generazione che si sono stabiliti all'estero. La cultura italiana rappresenta il biglietto da visita del Paese e richiede investimenti adeguati; a suo avviso è necessario provvedere a riformare l'azione degli istituti italiani di cultura al fine di svincolarli da iniziative di tipo personale e renderli trainanti per altri settori, quali quello economico. Infine, segnala una perplessità di fondo sulla contrazione tra i fondi destinati al Ministero degli affari esteri a fronte dell'auspicato rilancio della politica estera italiana, auspicato dal Presidente del Consiglio attuale così come dal suo predecessore.

 

Carmelo BRIGUGLIO (AN) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole predisposta dal relatore anche a causa della contrazione delle risorse finanziarie destinate alle comunità degli italiani residenti all'estero. Tale contrazione è in contraddizione con le nuove norme approvate nel corso della passata legislatura, che hanno esteso i confini democratici del nostro Paese.

 

Alessandro FORLANI (UDC), anche a nome del suo gruppo, ribadisce le perplessità già segnalate sul merito complessivo della manovra di finanza pubblica per l'anno 2007 che non sembra poter risolvere i problemi di evasione fiscale e evidenzia un atteggiamento vessatorio nei confronti dei soggetti impegnati nel sistema economico, con particolare riferimento ai giovani. Restano irrisolti gli aspetti di criticità rispetto ai problemi della rete diplomatico consolare e non emerge alcuna volontà di discontinuità rispetto al passato. In conclusione, malgrado taluni aspetti migliorativi, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole presentata dal relatore.

 

Ramon MANTOVANI (RC-SE), nel ribadire quanto già osservato nel corso del dibattito, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, auspicando una proficua prosecuzione del confronto nelle successivi fasi dell'esame parlamentare.

 

Pietro MARCENARO (Ulivo) preannuncia il voto favorevole dell'Ulivo segnalando il paradosso per cui in politica estera le posizioni della maggioranza e dell'opposizione tendono tradizionalmente a convergere. Ritiene importante che le questioni rimaste irrisolte non siano drammatizzate e che siano valorizzati gli elementi di novità nel quadro dei vincoli rigidi imposti dallo stato dei conti pubblici.

 

Franco Addolorato Giacinto NARDUCCI (Ulivo) richiama le proprie osservazioni alla luce dell'approvazione della proposta emendativa del relatore sull'avvio della ristrutturazione della rete diplomatico consolare italiana e dell'accoglimento dell'ordine del giorno sull'ISE. Al riguardo osserva che la rete consolare è uno strumento di politica estera nello sviluppo delle relazioni territoriali e che la sua ristrutturazione equivale ad una ottimizzazione delle sedi anche con il ricorso alle nuove tecnologie. Per tale ragione esprime apprezzamento nei confronti del deputato Cioffi per il ritiro della sua proposta emendativa al disegno di legge di bilancio. Esprime soddisfacimento per la decisione di differire al 2008 l'equiparazione degli italiani residenti all'estero ai cittadini residenti in Italia per quanto riguarda il regime delle rendite fondiarie. In generale esprime gratitudine al Governo per l'aumento di 2 milioni di euro delle risorse destinate per il 2007 alla Direzione generale per gli italiani all'estero a confronto con l'anno precedente.

 

Sergio D'ELIA (Rosanelpugno), nel ringraziare il rappresentante del Governo per l'accoglimento del suo ordine del giorno, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole predisposta dal relatore.

 

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, ricordando di avere ritirato la sua proposta emendativa per la contestuale presentazione da parte del relatore dell'emendamento all'articolo 32 del disegno di legge finanziaria, che lascia intendere un chiaro e tranquillizzante favore alla ristrutturazione degli istituti italiani di cultura. Ringrazia altresì il rappresentante del Governo per aver accolto come raccomandazione l'ordine del giorno 0/1747/III/1, di cui il relatore è anche cofirmatario.

 

Leoluca ORLANDO (IdV) sottolinea il clima positivo in cui si è svolto il dibattito e, nell'apprezzare il lavoro svolto dal relatore e dal rappresentante del Governo, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di relazione favorevole del relatore sullo stato di previsione del Ministero degli Affari esteri, tabella 6, e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria per l'anno 2007.

 

La seduta termina alle 13.


ALLEGATO

 

Legge finanziaria per il 2007 (C. 1746-bis)

Bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale
per il triennio 2007-2009 (C. 1747)

Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri.

 

 

EMENDAMENTI E ARTICOLI AGGIUNTIVI

 

Alla tabella 6, Ministero degli affari esteri, apportare le seguenti variazioni:

U.P.B. 7.1.2.3 - agenzie di informazioni;

CP - 2.000.000;

CS - 2.000.000.

U.P.B. 10.1.2.4 - promozione e relazioni culturali;

CP 2.000.000;

CS 2.000.000.

1747/III/Tab.6. 1 Cioffi.

 

Alla tabella 6, Ministero degli affari esteri, apportare le seguenti variazioni:

U.P.B. 8.1.1.1 - servizio informatica;

CP - 2.000.000;

CS - 2.000.000.

U.P.B. 10.1.2.4 - promozione e relazioni culturali;

CP 2.000.000;

CS 2.000.000.

 

1747/III/Tab. 6. 1(Nuova formulazione) Cioffi.

 

ART. 32

Al comma 1, lettera g), sostituire le parole: all'unificazione, da parte del Ministero degli affari esteri, con le seguenti: alla ristrutturazione, da parte del Ministero degli affari esteri, della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura in considerazione del mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa, ed in particolare all'unificazione.

1747/III/32. 1 Il Relatore.

 

Al comma 1, lettera g), sostituire le parole: all'unificazione, da parte del Ministero degli affari esteri con le seguenti: all'avvio della ristrutturazione, da parte del Ministero degli affari esteri, della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura in considerazione del mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa, ed in particolare all'unificazione.

1746-bis/III/32. 1(Nuova formulazione) Il Relatore.

 

ART. 113

Al comma 1 sostituire le parole: 1.700 milioni di euro per l'anno 2007, di 1550 milioni di euro per l'anno 2008 e di 1200 milioni di euro per l'anno 2009, con le seguenti: 1.500 milioni di euro per l'anno 2007 e di 650 milioni di euro per l'anno 2008.

Conseguentemente, alla tabella C, Ministero degli affari esteri, legge n. 49 del 1987: Stanziamenti aggiuntivi per l'aiuto pubblico a favore dei paesi in via di sviluppo (U.P.B 9.1.2.2 - Paesi in via di sviluppo capp. 2180, 2181, 2182, 2183, 2184, 2195) apportare le seguenti variazioni:

2007: + 200;

2008: + 900;

2009: + 1200;

1746-bis/III/113. 1. Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

Al comma 1 sostituire le parole: 1.700 milioni di euro per l'anno 2007, di 1550 milioni di euro per l'anno 2008 e di 1200 milioni di euro per l'anno 2009, con le seguenti: 1.700 milioni di euro per l'anno 2007 e di 650 milioni di euro per l'anno 2008.

Conseguentemente, alla tabella C, Ministero degli affari esteri, legge n. 49 del 1987: Stanziamenti aggiuntivi per l'aiuto pubblico a favore dei paesi in via di sviluppo (U.P.B 9.1.2.2 - paesi in via di sviluppo capp. 2180, 2181, 2182, 2183, 2184, 2195), apportare le seguenti variazioni:

2008: + 900;

2009: + 1200.

1746-bis/III/113. 2. Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

 

ART. 161

Al comma 2, dopo le parole: di concerto con, inserire le seguenti: il Ministro degli affari esteri e.

1746-bis/III/161. 1. Forlani.

 

ART. 188

Sopprimere i commi 1, 2, 3:

1746-bis/III/188. 1. Venier, Diliberto, Sgobio.

 

Sopprimere i commi 2, 3, 4 e 5.

1746-bis/III/188. 6. Il relatore.

 

Sopprimere il comma 2:

1746-bis/III/188. 2. Mantovani, Siniscalchi, Khalil.

 

Sopprimere il comma 3:

1746-bis/III/188. 3. Mantovani, Siniscalchi, Khalil.

 

Sopprimere il comma 4:

1746-bis/III/188. 4. Mantovani, Siniscalchi, Khalil.

 

Sopprimere il comma 5:

1746-bis/III/188. 5. Mantovani, Siniscalchi, Khalil.

 

ART. 210

Al comma 1, capoverso, lettera b), dopo le parole: promosse dalla comunità internazionale ai fini, inserire le seguenti: del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio e.

1746-bis/III/210. 1. Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

Dopo l'articolo 210 aggiungere il seguente:

Art. 210-bis

(Contributo di solidarietà sui biglietti aerei).

1. A decorrere dal 10 gennaio 2007 è istituito un contributo di solidarietà, destinato ad interventi di aiuto pubblico a favore dei paesi in via di sviluppo.

2. Il contributo è dovuto dai soggetti che acquistano un biglietto aereo con partenza da un aeroporto italiano.

3. Il contributo è stabilito nella misura di un euro per biglietto di classe turistica e di dieci euro per biglietto di prima classe o business per quanto concerne i voli continentali; di quattro euro per biglietto di classe turistica e quaranta euro per biglietto di prima classe o business per quanto concerne i voli intercontinentali.

4. Le compagnie aeree provvedono al versamento dei contributi di cui al comma 2.

1746-bis/III/210. 01. Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

Dopo l'articolo 210 aggiungere il seguente:

Art. 210-bis

1. A1l'articolo 26 della legge n. 227 del 1977, aggiungere alla fine il seguente comma: «Il rimborso degli interessi dei crediti finanziari agevolati a favore dei paesi in via di sviluppo concessi a valere sul fondo rotativo di cui ai commi precedenti è finalizzato all'erogazione degli aiuti a dono destinati al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio».

1746-bis/III/210. 02. Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

Dopo l'articolo 210 aggiungere il seguente:

Art. 210-bis.

1. All'articolo 26 della legge n. 227 del 1977 aggiungere alla fine il seguente comma: Il rimborso degli interessi dei crediti finanziari agevolati a favore dei paesi in via di sviluppo concessi a valere sul fondo rotativo di cui ai commi precedenti è finalizzato all'erogazione degli aiuti a dono con particolare riguardo al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

1746-bis/III/210. 02.(Nuova formulazione)Siniscalchi, Mantovani, Khalil.

 

 


ORDINI DEL GIORNO

 

La III Commissione,

preso atto che nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri risulta una decurtazione del 10 per cento dell'indennità di servizio all'estero (ISE)

 

impegna il Governo

 

a ripristinare le risorse destinate all'indennità di servizio all'estero decurtate definendo opportune misure compensative anche nell'ambito della legge finanziaria.

0/1747/III/1. Cioffi, Spini.

 

La III Commissione,

premesso che:

il Ministero degli affari esteri è responsabile per l'attuazione degli accordi che portano in Italia a titolo definitivo l'archivio di tutte le istituzioni europee;

a tal fine è stata acquistata villa salviati a Firenze, con un accordo fra Governo italiano e istituto universitario europeo, in applicazione della legge 27 ottobre 1988, n. 505;

nella legge finanziaria non si riscontra alcun finanziamento per la ristrutturazione dell'immobile, che è di competenza del Ministero delle infrastrutture;

l'attuale archivio (situato in Firenze e provvisorio dal 1984) non potrà più ospitare, dal 1o gennaio 2009, alcun documento perché ormai saturo e l'Italia rischia in tal modo di perdere gli archivi delle istituzioni europee, con riflessi pesantemente negativi per il nostro paese.

impegna il Governo

 

ad individuare ad assicurare al più presto la praticabilità di questa sede, per evitare di perdere l'occasione di ospitare in Italia l'archivio delle istituzioni europee.

0/1746-bis/III/1. Spini, Azzolin, Picchi.

 

La III Commissione,

premesso che:

il Ministero degli affari esteri è responsabile per l'attuazione degli accordi che portano in Italia a titolo definitivo l'archivio di tutte le istituzioni europee;

a tal fine è stata acquistata villa salviati a Firenze, con un accordo fra Governo italiano e istituto universitario europeo, in applicazione della legge 27 ottobre 1988, n. 505;

nella legge finanziaria non si riscontra alcun finanziamento per la ristrutturazione dell'immobile, che è di competenza del Ministero delle infrastrutture;

l'attuale archivio (situato in Firenze e provvisorio dal 1984) non potrà più ospitare, dal 1o gennaio 2009, alcun documento perché ormai saturo e l'Italia rischia in tal modo di perdere gli archivi delle istituzioni europee, con riflessi pesantemente negativi per il nostro paese;

la biblioteca vedovato, attualmente di proprietà del consiglio d'Europa, è destinata ad essere alienata per mere ragioni di difficoltà dl bilancio di tale istituzione: considerato il legame storico che unisce il consiglio d'Europa all'Unione europea, i circa trentamila volumi compresi nella biblioteca vedovato sono da considerare parte del patrimonio storico europeo e la loro acquisizione presso Villa Salviati consentirebbe all'Italia di divenire custode della più autentica eredità europeista.

 

impegna Il Governo

 

ad individuare ad assicurare al più presto la praticabilità di questa sede, per evitare di perdere l'occasione di ospitare in Italia l'archivio delle istituzioni europee e la Biblioteca Vedovato.

0/1746-bis/III/2. Azzolini, Picchi.

 

La III Commissione,

premesso che:

il 19 luglio 2006, la Camera dei Deputati ha approvato una mozione sulle missioni internazionali di pace dell'Italia con la quale impegna il Governo, tra l'altro, a promuovere nelle sedi internazionali competenti una nuova conferenza internazionale sull'Afghanistan allo scopo di rilanciare l'impegno della comunità internazionale volto alla ricostruzione economica e civile del Paese e, in particolare, «all'elaborazione di un piano efficace di riconversione delle colture di oppio, anche ai fini di una loro parziale utilizzazione per le terapie del dolore»;

l'attuale produzione legale di oppio per fini medici e scientifici non riesce a coprire la crescente richiesta nel campo della terapia del dolore;

il 90 per cento della produzione globale di morfina si consuma in dieci paesi sviluppati, mentre i paesi in via di sviluppo, che rappresentano circa l'80 per cento della popolazione mondiale, ne consumano solo il 6 per cento, consumo pressoché inesistente in Africa dove invece l'AIDS sta distruggendo intere popolazioni e i malati terminali muoiono tra atroci sofferenze;

con la legge finanziaria per il 2007 sono assegnati alla direzione generale cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli esteri fondi per 600 milioni di euro, che pur essendo insufficienti per assolvere l'insieme degli impegni presi in precedenza rappresenta un incremento rispetto agli anni precedenti;

lo stanziamento aggiuntivo verrà ripartito, su indicazione della direzione generale, fra i 14 capitoli per le spese di funzionamento ed i capitoli inerenti agli interventi nel campo della cooperazione, tra cui vi è quello dell'assistenza e riabilitazione dell'Afghanistan (impegno preso alla conferenza dei donatori di Berlino nel 2004);

 

impegna il Governo

 

privilegiare, per quanto guarda il capitolo dell'assistenza e riabilitazione dell'Afghanistan, le iniziative volte all'elaborazione di un piano efficace di riconversione delle colture di oppio per scopi medico-scientifici, anche ai fini di una loro parziale utilizzazione per le terapie del dolore da destinarsi al mercato interno e ai paesi meno sviluppati, nonché al Central Emergency Response Fund delle Nazioni Unite.

0/1746-bis/III/3.D'Elia.

 


IVCOMMISSIONE PERMANENTE

(Difesa)

 Martedì 10 ottobre 2006

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SEDE CONSULTIVA

 

Martedì 10 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Roberta PINOTTI.

 

Legge finanziaria per l'anno 2007.

C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

C. 1747 Governo.

Tabella n. 12: Stato di previsione del Ministero della difesa.

(Relazione alla V Commissione).

(Esame congiunto e rinvio).

 

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in oggetto.

Roberta PINOTTI, presidente, ricorda che la Commissione esaminerà, ai sensi dell'articolo 120, comma 3 del regolamento, il disegno di legge finanziaria 2007, ed il disegno di legge recante lo «Stato di previsione del Ministero della difesa». Ricorda altresì che l'esame si concluderà con la trasmissione alla Commissione bilancio di una relazione e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione. La Commissione procederà inoltre all'esame di eventuali emendamenti afferenti agli stati di competenza della Commissione ed ordini del giorno riferiti agli specifici ambiti materiali di competenza.

Dopo aver rammentato le regole di ammissibilità di emendamenti, articoli aggiuntivi ed ordini del giorno, ricorda che le proposte emendative approvate dalla Commissione saranno allegate alla relazione trasmessa alla Commissione Bilancio, dove si intenderanno presentate a nome della Commissione. Per quanto attiene all'organizzazione dei lavori, rammenta inoltre che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, la Commissione dovrà concludere il proprio esame dei documenti di bilancio entro la giornata di martedì 17 ottobre, mentre il termine per la presentazione delle proposte di relazione e degli emendamenti sarà fissato dall'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che si riunirà nella giornata di domani.

 

Antonio RUGGHIA (Ulivo), relatore, osserva che, come ogni anno, la manovra di finanza pubblica risulta incentrata su due strumenti normativi, l'uno - il disegno di legge di bilancio - di carattere formale, volto alla ricognizione della legislazione in essere, l'altro - la legge finanziaria - di carattere sostanziale, recante modifiche e integrazioni nece