Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Servizi di informazione e sicurezza e disciplina del segreto di Stato - Lavori preparatori della Legge 3 agosto 2007, n. 124 - Iter al Senato (A.S. 1335 e abb.): esame in sede consultiva e discussione in Assemblea (Seconda edizione)
Riferimenti:
AC n. 445/XV   AC n. 982/XV
AC n. 1401/XV   AC n. 1566/XV
AC n. 1822/XV   AC n. 1974/XV
AC n. 1976/XV   AC n. 1991/XV
AC n. 1996/XV   AC n. 2016/XV
AC n. 2038/XV   AC n. 2039/XV
AC n. 2040/XV   AC n. 2070/XV
AC n. 2087/XV   AC n. 2105/XV
AC n. 2124/XV   AC n. 2125/XV
Serie: Progetti di legge    Numero: 76    Progressivo: 3
Data: 17/09/2007
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni
Altri riferimenti:
AS n. 1335/XV   AS n. 68/XV
AS n. 139/XV   AS n. 246/XV
AS n. 280/XV   AS n. 328/XV
AS n. 339/XV   AS n. 360/XV
AS n. 367/XV   AS n. 765/XV
AS n. 802/XV   AS n. 972/XV
AS n. 1190/XV   AS n. 1203/XV

SIWEB

 

 

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File: ac0161c6.doc

 

 


INDICE

Iter al Senato

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alla 1a Commissione (Affari costituzionali)

-       2a Commissione (Giustizia)

Seduta del 29 maggio 2007  5

Seduta del 30 maggio 2007  11

Seduta del 3 luglio 2007  15

Seduta del 4 luglio 2007  17

Seduta del 5 luglio2007  23

-       3a Commissione (Affari esteri, emigrazione)

Seduta del 7 giugno 2007  31

-       4a Commissione (Difesa)

Seduta del 22 marzo 2007  33

Seduta del 6 giugno 2007  35

Seduta del 7 giugno 2007  39

Seduta del 12 giugno 2007  45

Seduta del 13 giugno 2007  51

Seduta del 14 giugno 2007  61

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 5 giugno 2007  63

Seduta del 20 giugno 2007  67

Seduta del 27 giugno 2007  69

Seduta del 28 giugno 2007  71

-       6a Commissione (Finanze e tesoro)

Seduta del 30 maggio 2007  75

§      Pareri resi all’Assemblea

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 24 luglio 2007  77

Relazione della 1a Commissione (Affari costituzionali)

§      A.S. 1335, 68, 139, 246, 280, 328, 339, 360, 367, 765, 802, 972, 1190 e 1203-A, Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto  81

Discussione in Assemblea

Seduta del 17 luglio 2007  301

Seduta del 24 luglio 2007  303

Seduta del 25 luglio 2007  331

 

 


Iter al Senato

 


 

Esame in sede consultiva

 


 

GIUSTIZIA (2a)

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

82ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SALVI

 

 La seduta inizia alle ore 15.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga.

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l' esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalita' di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell' organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilita' del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni di sicurezza e per il segreto di Stato ( COPACO ) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonche' attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalita' di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza

(Parere alla 1a Commissione. Esame congiunto e rinvio)

 

 La senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) rileva preliminarmente che la complessità del disegno di legge trasmesso dalla Camera dei deputati richiede alcune riflessioni di carattere generale, prodromiche all'esame più puntuale di quelle parti del testo che più risultano di competenza della Commissione giustizia. Richiamando le riflessioni di Norberto Bobbio, la senatrice afferma che il potere, e tutte le attività ad esso connesse, manifestano una irresistibile tendenza a nascondersi, poiché quanto più si è invisibili tanto più si è sicuri di ottenere i risultati perseguiti. La senatrice osserva che la democrazia, al contrario, richiede un alto grado di trasparenza, atteggiandosi - per usare ancora le espressioni di Bobbio - come "potere in pubblico". Storicamente, tra le critiche mosse da sempre alla democrazia, vi è quella di non riuscire a rispettare questi suoi caratteri strutturali di pubblicità e di trasparenza, invocando spesso anche essa il segreto quale strumento per tutelare lo Stato e per difendere l'ordinamento costituzionale. Dopo aver affermato che criterio primario per distinguere la democrazia dai regimi autoritari è rappresentato dal tipo di rapporto che intercorre tra le esigenze di segretezza e le esigenze di pubblicità, la senatrice si sofferma sulle attuali dinamiche sociali in cui tutti, sia i cittadini sia le istituzioni, sono soggetti, e talvolta pericolosamente esposti, ad un eccesso di informazione. Rileva altresì che, a fronte di un tale flusso informativo, sembra emergere - negli ordinamenti statali - la volontà di estendere gli spazi di segretezza dell'attività dei pubblici poteri. Per quanto risulti difficile il bilanciamento tra le esigenze di pubblicità e di informazione e la garanzia del segreto di Stato, la senatrice ritiene nondimeno rilevante mettere in luce alcune esigenze insopprimibili di ogni regime democratico, considerando che la democrazia - intesa anche come governo delle leggi - richiede un rigoroso rispetto delle procedure e delle forme, nelle quali si invera l'essenza stessa di tale forma di Governo. In democrazia in altre parole, il fine non può mai giustificare i mezzi, anche quando si tratta di difendere interessi supremi per l'esistenza stessa o per la sicurezza dello Stato.

 La senatrice svolge anche alcune brevi considerazioni preliminari sul rapporto tra legalità e legittimità, chiedendosi se un potere legittimo che autorizzi comportamenti contra legem possa rendere legali fattispecie criminose solo perché poste in essere da soggetti autorizzati e per determinati fini.

 L'oratrice passa quindi all'esame del disegno di legge in titolo, osservando che esso abroga la legge n. 801 del 1977 sul segreto di Stato la quale - come rilevato in diverse sedi - presenta notevoli limiti, ed è stata oggetto di sistematiche violazioni da parte dei soggetti abilitati a svolgere le attività connesse alla sicurezza dello Stato. La normativa del 1977 presenta inoltre notevoli lacune per quanto concerne il confine tra l'attività dei servizi segreti e l'attività giudiziaria, come pure per quanto riguarda la compatibilità tra la disciplina dell'attività dei servizi e i principi costituzionali soprattutto in materia penale.

 Nonostante i limiti della normativa, la legge n. 801 aveva il pregio di non prevedere speciali cause di giustificazione per l'attività degli agenti dei servizi segreti, come alcune recenti vicende italiane hanno potuto mettere in luce. Ciò che invece è sempre apparso elemento di debolezza del sistema è stata - osserva l'oratrice - la facilità con cui era possibile violare le norme e i limiti contenuti nella disciplina vigente, oltre alla assenza di un effettivo controllo politico sull'attività svolta dai servizi.

 L'oratrice osserva che il disegno di legge n. 1335 di riforma dei servizi rinviene la sua ratio giustificativa nel tentativo di operare un più solido bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e i principi costituzionali, attribuendo la piena responsabilità politica al Presidente del Consiglio de Ministri che, però, ad eccezione di alcune competenze a lui esclusivamente riservate, può delegare le funzioni ad un organo ad hoc, previsto dall'articolo 4, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Il Presidente del Consiglio, che ha l'obbligo di essere informato, può comunque avocare a sé tutta l'attività o parti di essa. Dopo aver svolto alcune riflessioni sull'articolo 2 che istituisce il sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, la senatrice osserva come l'attività di sicurezza sia distinta in due rami, che fanno capo rispettivamente al Servizio di informazione per la sicurezza esterna e al servizio di informazione per la sicurezza interna, prevedendosi dunque, come criterio distintivo, l'ambito territoriale in cui si svolge l'attività di sicurezza. Dopo aver valutato positivamente la previsione dell'obbligo di collaborazione tra i diversi servizi che costituiscono il sistema, la senatrice osserva che al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che svolge anche compiti di coordinamento e di controllo, fanno capo tutti gli uffici che svolgono attività rilevanti per la sicurezza dello Stato, nonché gli archivi che conservano la documentazione coperta da segreto.

 La senatrice esprime inoltre un giudizio favorevole per l'istituzione di una Scuola ad hoc per i funzionari preposti ai servizi, organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 L'articolo 4 sostituisce l'attuale Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza con un nuovo organo di coordinamento, il Dipartimento per le informazioni e la sicurezza (DIS), al cui vertice vi è un direttore generale che fa riferimento diretto al Presidente del Consiglio dei Ministri o all'autorità da questi delegata.

 I compiti del DIS appaiono rilevanti e più incisivi di quelli che erano riconosciuti al CESIS e la sua articolazione comprende strutture tecniche dotate di poteri penetranti, quale, in particolare, l'ufficio centrale per la segretezza (UCSe) che decide sulle classifiche di segretezza e sul rilascio del nulla osta di sicurezza (NOS).

 Anche il funzionamento del DIS è rinviato ad un apposito regolamento.

 La relatrice osserva che i principi, i limiti e le caratteristiche del regolamento del DIS, come pure di quelli del SIE e del SIN, dovrebbero, considerato il rilievo degli interessi costituzionali in gioco, essere disciplinati dalla legge in maniera ben altrimenti puntuale di quanto non facciano gli articoli 4, 6 e 7, che si limitano ad un generico rinvio alla fonte secondaria.

 Nell'illustrare le disposizioni di cui agli articoli dal 12 al 16, che disciplinano le forme di collaborazione con altre amministrazioni e con l'autorità giudiziaria, la relatrice si sofferma sull'articolo 14, che novella il codice di procedura penale, introducendo l'articolo 118-bis che consente al Presidente del Consiglio dei Ministri, anche a mezzo del direttore generale del DIS ed anche in deroga al segreto sugli atti di indagine, di ottenere dall'autorità giudiziaria copia di atti e informazioni scritte.

 Considerati rilevanti aspetti di eccezione alla normativa processuale generale, recati dalla norma in questione, l'oratrice esprime perplessità sia sulle effettive conseguenze della norma che consente di effettuare le richieste per il tramite del direttore del DIS, sia soprattutto sulla portata ben altrimenti ampia dell'articolo 118-bis del codice di procedura penale, rispetto all'articolo 118, giacché mentre quest'ultimo prevede il diritto per il Ministro dell'interno di chiedere informazioni unicamente in riferimento a delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, la nuova norma riconosce analoga facoltà al Presidente del Consiglio dei Ministri sul mero presupposto che i dati richiesti siano ritenuti indispensabili allo svolgimento delle attività connesse alle sue funzioni di autorità nazionale per la sicurezza.

 La senatrice Boccia illustra quindi gli articoli dal 17 al 20, relativi alle cosiddette garanzie funzionali previste a favore dell'attività di sicurezza. In particolare si sofferma sull'articolo 17, che introduce una vera e propria causa di giustificazione - e non mera causa di non punibilità, che almeno avrebbe lasciato impregiudicata la possibilità di un'azione di responsabilità civile da parte dei danneggiati - per il personale dei servizi di sicurezza che ponga in essere condotte astrattamente previste come reati purché legittimamente autorizzate di volta in volta in quanto indispensabili per le funzioni istituzionali.

 Nell'esprimere in via generale una viva perplessità per una norma che, facendo prevalere il principio di legittimità rispetto a quello di legalità, riconosce ai servizi segreti uno spazio di azione ben altrimenti ampio, e potenzialmente in grado di violare i diritti dei cittadini, di quello riconosciuto alle forze di Polizia, la senatrice osserva come almeno sarebbe opportuno circoscrivere la portata di questa esimente.

 L'articolo 18 stabilisce il procedimento di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato, basato sull'autorizzazione rilasciata dal Presidente del Consiglio che peraltro, in casi di assoluta urgenza, può ratificare un'autorizzazione rilasciata dal direttore del DIS. In proposito la relatrice osserva che sarebbe opportuno chiarire meglio, in particolare per quanto riguarda i reciproci ambiti di responsabilità dei soggetti coinvolti, le conseguenze della mancata ratifica da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri o dell'autorità da esso delegata.

 L'articolo 19 disciplina le modalità di opposizione della speciale causa di non punibilità davanti all'autorità giudiziaria, mentre l'articolo 20 reca una specifica sanzione penale per gli appartenenti ai servizi di sicurezza che preordinano illegittimamente le condizioni per il rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 18.

 Nell'illustrare gli articoli dal 21 al 29, che disciplinano lo stato giuridico e le norme sull'attività del personale, la relatrice si sofferma in particolare sulla norma di cui all'articolo 21, che disciplina il contingente speciale del personale addetto al DIS e le condizioni personali richieste per svolgere attività di collaborazione con quest'ultimo o con i servizi di sicurezza.

 Dopo aver rapidamente illustrato le norme dall'articolo 30 all'articolo 38 in materia di controllo parlamentare, la relatrice si sofferma sugli articoli dal 39 al 42 che disciplinano il segreto di Stato.

 In particolare l'articolo 39 reca una nuova definizione del segreto di Stato, indubbiamente preferibile a quella di cui all'articolo 12 della legge n. 801 del 1977, in particolare in quanto sono esclusi dall'apposizione del segreto di Stato oltre ai fatti eversivi dell'ordine costituzionale, anche i fatti di terrorismo, nonché quelli costituenti i reati di strage, di mafia o di relazione politico-mafiosa, ma soprattutto in quanto viene introdotto un limite temporale al vincolo di segretezza, che deve cessare ordinariamente dopo quindici anni e può essere, con provvedimento motivato del Presidente del Consiglio, trasmesso al Comitato interministeriale, prorogato una o più volte, per un massimo di trent'anni. Suscita però perplessità il comma 3 dell'articolo 39 in quanto estende il segreto, indipendentemente dalla classifica di segretezza attribuita dai soggetti legittimamente preposti, vale a dire dall'UCSe, alle informazioni, ai documenti, agli atti, alle attività, alle cose o ai luoghi la cui conoscenza, al di fuori degli ambiti e delle sedi autorizzate sia tale da ledere gravemente le finalità di tutela dell'integrità della Repubblica. Una disposizione di così ampia portata appare assolutamente preoccupante, dal momento che l'apposizione del segreto deve essere di volta in volta riconducibile a un atto responsabile di un'autorità legittimamente preposta. Mentre l'articolo 40 disciplina la tutela del segreto di Stato, in particolare novellando al comma 1 l'articolo 202 del codice di procedura penale, l'articolo 41 regolamenta il divieto per i pubblici ufficiali di riferire riguardo a fatti coperti dal segreto di Stato.

 La relatrice invita la Commissione a prestare una particolare attenzione all'incidenza di questa norma sul diritto alla difesa, che in alcuni casi potrebbe essere gravemente limitato da tale divieto.

 

 Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 La seduta termina alle ore 16,25.

 

 

 


 

GIUSTIZIA (2a)

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

83ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SALVI

 

 Intervengono i sottosegretari di Stato per la giustizia Maritati e Scotti.

 La seduta inizia alle ore 14,30.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga.

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l' esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalita' di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell' organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilita' del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato ( COPACO ) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonche' attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalita' di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza

(Parere alla 1a Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.

 

 Il senatore CENTARO (FI) riservandosi di esprimere valutazioni più puntuali alla luce della proposta di parere che la senatrice Boccia redigerà, svolge alcune considerazioni di carattere generale. Nell'esprimere una valutazione complessivamente positiva sul disegno di legge n. 1335, osserva però - in ciò concordando con quanto rilevato dalla relatrice - che non appare del tutto soddisfacente la configurazione dei reati esclusi dalla scriminante di cui all'articolo 17, ovvero ai quali tale esimente si applica. In particolare non si comprende, ad esempio, il motivo per cui il comma 4 non preveda, accanto alle fattispecie di cui agli articoli 270-bis, secondo comma, e 416-bis, primo comma, del codice penale, anche ipotesi strutturalmente analoghe come quella dell'articolo 416, ed anzi in proposito osserva come molte volte la classificazione di un determinato fatto criminoso quale associazione per delinquere ovvero associazione di tipo mafioso dipenda esclusivamente dalla particolare cultura giudiziaria della procura procedente.

 Egli condivide inoltre l'opportunità di una più chiara definizione dell'articolo 18, in particolare per quanto riguarda l'ipotesi della mancata ratifica, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri o dell'autorità delegata, dell'autorizzazione per condotte previste dalla legge come reato rilasciata dal direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS). Sebbene infatti i principi generali in materia dovrebbero comunque soccorrere, sarebbe raccomandabile la formulazione di una specifica norma di tutela per l'operato di un agente che ha eseguito un ordine provvisto di un'autorizzazione legittimamente rilasciata.

 Nel soffermarsi sulle norme relative al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, egli esprime un vivo stupore per il fatto che non sia prevista l'inopponibilità del segreto di Stato al Comitato stesso.

 Laddove si consideri che tale inopponibilità è ad esempio prevista dalla legge istitutiva a favore della Commissione antimafia, appare paradossale che essa non sia garantita all'organo esercita l'attività di controllo parlamentare sul sistema di informazione per la sicurezza. Egli condivide poi un suggerimento del senatore Massimo Brutti circa l'opportunità, a fronte di un allargamento nell'ambito di operatività del Comitato rispetto a quello previsto per l'attuale Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato, di prevedere un numero di componenti più contenuto rispetto ai dodici proposti dal disegno di legge.

 Nel soffermarsi sull'articolo 39, che disciplina il segreto di Stato, il senatore Centaro si sofferma in particolare sulla previsione di cui al comma 3, concernente l'obbligo di copertura, con segreto di Stato, indipendentemente dalla classifica di segretezza, di atti, attività, cose o luoghi la cui conoscenza, al di fuori degli ambiti e delle sedi autorizzate, sia tale da ledere gravemente le finalità indicate dal comma 1 dello stesso articolo, rilevando l'opportunità di sopprimere il riferimento alla "gravità" del rischio di lesione, dal momento che ciò introduce un inaccettabile elemento di discrezionalità.

 

 Poiché i senatori CARUSO(AN), CASSON (Ulivo) e Massimo BRUTTI (Ulivo) chiedono di poter intervenire dopo che la relatrice avrà preparato una bozza di proposta di parere, il presidente SALVI rinvia il seguito dell'esame.

 

 

 


 

GIUSTIZIA (2a)

 

MARTEDÌ 3 LUGLIO 2007

94ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SALVI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

La seduta inizia alle ore 14.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

La senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) manifesta l'opportunità di concludere l'esame in sede consultiva del disegno di legge sul segreto di Stato, dal momento che la 1a Commissione permanente lo licenzierà molto presto per l'Assemblea.

 

 Concorda il presidente SALVI che dispone pertanto l'integrazione dell'ordine del giorno della seduta di domani.

 

 


 

GIUSTIZIA (2a)

 

MERCOLEDÌ 4 LUGLIO 2007

95ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SALVI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Li Gotti.

 La seduta inizia alle ore 14.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l' esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalita' di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell' organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilita' del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato ( COPACO ) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonche' attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalita' di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza

(Parere alla 1a Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

 Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 30 maggio 2007.

 

 La senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) illustra la proposta di parere, pubblicata in allegato al resoconto, da integrare però alla luce delle osservazioni dei membri della Commissione, in particolare per quanto concerne il ruolo e i poteri del Comitato parlamentare di controllo.

 

 Il senatore Massimo BRUTTI (Ulivo), nel chiedere alla Presidenza la possibilità di integrare il proprio intervento in una successiva seduta, si sofferma sulla questione sollevata dalla relatrice. In particolare egli osserva che, a fronte di evidenti esigenze di efficienza nell'attività dei servizi segreti, occorra - per un corretto equilibrio fra poteri - prevedere un adeguato apparato garantistico, che consenta all'organo parlamentare di esercitare un controllo effettivo sull'attività di intelligence.

 Ad avviso dell'oratore, le attuali competenze del Comitato parlamentare di controllo non sono adeguatamente penetranti, non possedendo tale organismo poteri analoghi a quelli delle Commissioni d'inchiesta. Egli ritiene invece opportuno dotare il Comitato di strumenti più invasivi, che evitino l'imbarazzante fenomeno, ripetutosi nel corso degli anni, di comunicazioni reticenti e talvolta destituite di fondamento, rilasciate da soggetti auditi appartenenti ai servizi segreti civili e militari.

 Al riguardo egli osserva che l'eventuale opposizione del segreto di Stato debba avvenire soltanto per un tempo limitato e in ragione di concrete esigenze di sicurezza concretamente motivate.

 A tale proposito, l'oratore ritiene che il recente ampliamento del numero dei membri del Comitato parlamentare di controllo è in contrasto con l'esigenza di assicurare la massima efficienza dell'attività di controllo del Comitato stesso che, per poter funzionare adeguatamente, necessita di una composizione estremamente snella.

 Al riguardo, l'oratore auspica che vengano opportunamente corretti anche i criteri di nomina dei membri del Comitato, i quali devono rispondere ad esigenze tali da evitare che i parlamentari nominati sfruttino le loro funzioni all'interno di tale organo di controllo per fini di visibilità politica.

 L'oratore auspica un supplemento di riflessione anche in riferimento all'articolo 17 del disegno di legge n. 1335, soprattutto nella parte relativa all'indicazione dei reati per i quali, in ragione della gravità e del disvalore sociale connesso, le scriminanti funzionali non sono applicabili, condividendo in proposito le osservazioni della relatrice sulla necessità di integrare tale elenco con l'indicazione di altri reati ugualmente gravi.

 

 Il senatore VALENTINO (AN), pur condividendo le osservazioni del senatore Brutti in ordine alla necessità di estendere i poteri del Comitato parlamentare di controllo, onde evitare che si presentino situazioni, quanto meno imbarazzanti, di voluta reticenza o di falsa informazione da parte dei soggetti auditi, ritiene opportuno accentrare, in capo al Presidente del Consiglio, il potere di direzione e di coordinamento dell'attività dell'intelligence, consentendo in tal modo una diretta responsabilizzazione dei vertici dei servizi segreti di fronte all'autorità politica.

 

 Il senatore D'AMBROSIO (Ulivo) ritiene che il problema più rilevante, per quanto concerne l'attività dei servizi segreti, sia la strutturale assenza di trasparenza e la tendenza a evitare la diffusione delle attività coperte dal segreto anche quando tale segreto sia stato tolto. Tale atteggiamento appare oltremodo diffuso incomprensibilmente proprio a danno del potere giudiziario.

 Al riguardo egli ricorda la sua pregressa esperienza di sostituto procuratore della Repubblica negli anni in cui ebbe modo di indagare sulla strage di Piazza Fontana.

 

 Il presidente SALVI rinvia il seguito della discussione alla seduta di domani ed auspica che, in quella sede, si possa procedere all'approvazione di un parere, considerando che la Commissione di merito è già in fase di votazione degli emendamenti e che quindi probabilmente concluderà a breve l'esame del disegno di legge.

 

 La seduta termina alle ore 15.

 


 

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE PER I DISEGNI DI LEGGE NN. 1335 E CONGIUNTI

 

 

"La Commissione giustizia,

esaminato il testo di cui all’Atto Senato n. 1335,

 

rilevato che:

- l’articolo 17, nel disciplinare condizioni e modalità applicative delle garanzie funzionali, prevede ai commi 2, 3 e 4, una serie di reati per i quali tali scriminanti non sono applicabili, in ragione della gravità e del disvalore sociale connesso alla condotta illecita. In tale categoria di reati non sono tuttavia compresi delitti – la cui gravità è certamente pari, se non maggiore di quella che caratterizza i reati compresi nella suddetta categoria – quali il sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’articolo 630 del codice penale, la banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17. In assenza di una riformulazione della norma - tale da escludere anche i suddetti delitti dal novero delle condotte autorizzabili ai sensi dell’articolo 17 - la disposizione solleverebbe dubbi di legittimità costituzionale anche sotto il profilo del rispetto del principio di ragionevolezza di cui all’articolo 3 della Costituzione, a motivo del trattamento irragionevolmente diverso previsto per reati che presentano analoga gravità. Appare pertanto opportuno riformulare la disposizione in esame in maniera in maniera tale da escludere dalla sfera di applicabilità delle garanzie funzionali anche i suddetti delitti;

- l’articolo 17, quinto comma, esclude l’applicabilità delle garanzie funzionali in relazione a condotte realizzate "nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un’assemblea o consiglio regionale, nelle sedi di organizzazioni sindacali ovvero nei confronti di giornalisti professionisti iscritti all’albo". La norma non comprende tuttavia, all’interno della categoria dei luoghi nei quali non sono autorizzabili condotte astrattamente costituenti reato, ma coperte dalla scriminante in esame, le sedi degli organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, né degli uffici giudiziari. Appare invece opportuno tutelare queste sedi rispetto a tali condotte, al fine di garantire il libero svolgimento delle attività che ivi si realizzano, in ragione della loro rilevanza sociale e politica, che rappresenta il presupposto delle particolari garanzie riconosciute, dall’ordinamento costituzionale, ai suddetti organi. In assenza di una riformulazione della norma nel senso auspicato, essa presenterebbe quindi dubbi di legittimità costituzionale, rispetto ai principi sanciti nella Carta fondamentale a tutela dell’attività svolta da tali organi. Appare pertanto opportuna una riformulazione della norma, tale da escludere l’applicabilità della scriminante di cui all’articolo 17, anche alle condotte realizzate nelle sedi di organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, nonché di uffici giudiziari;

- l’articolo 39, comma 11, esclude dalla possibilità di secretazione "notizie, documenti o cose relativi a fatti di terrorismo o eversivi dell’ordine costituzionale o a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli 285, 416-bis, 416-ter e 422 del codice penale", in ragione della particolare gravità e del disvalore sociale che connota tali delitti, rispetto ai quali sarebbe estremamente pericolo impedire di fatto, in virtù della secretazione, la possibilità che la magistratura conduca come doveroso le indagini in ordine a tali fatti, per accertare le relative responsabilità. Tuttavia, la medesima gravità e il medesimo disvalore sociale connotano anche altri delitti (in particolare, quelli di banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17), rispetto ai quali si manifesta quindi l’esigenza di impedire la possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose che li concernano. Appare pertanto opportuna una riformulazione della norma tale da escludere anche questi delitti dalla possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose che li concernano, conseguentemente riformulando anche il secondo comma dell’art. 40, nella parte in cui è prevista una modifica al testo dell’art. 204, comma 1 del codice di procedura penale, per esigenze di coordinamento con la disciplina sostanziale del segreto di Stato, dettata dall’articolo 39 in esame;

- l’articolo 41, comma 1, disciplina il regime di opponibilità del segreto di Stato, sancendo in capo a pubblici ufficiali, pubblici impiegati e incaricati di un pubblico servizio, l’obbligo di astenersi dal deporre su fatti coperti dal segreto di Stato. Tale formulazione solleva dubbi di legittimità costituzionale per violazione dell’articolo 24 della Costituzione, nella misura in cui, vietando ai suddetti soggetti di deporre su fatti coperti dal segreto di Stato anche qualora la deposizione sia necessaria a fini difensivi, impedisce ad eventuali imputati o indagati di esercitare il proprio diritto inviolabile alla difesa, ritenuto, per costante orientamento della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, prevalente rispetto al mero "interesse" alla tutela del segreto di Stato. Inoltre, lo status di pubblico agente rischierebbe di configurarsi quale vera e propria causa, in sé, di non punibilità determinando, tra l'altro, profili di illegittimità costituzionale per violazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale, di cui all’articolo 112 della Costituzione. Appare quindi opportuna una riformulazione della norma, tale da prevedere un inciso che ribadisca che la disposizione si applica "fermo quanto previsto dall’articolo 51 del codice penale", al fine di consentire la compatibilità della norma con la scriminante dell’esercizio di un diritto, di cui all’articolo 51 del codice penale;

 

esprime

 

PARERE FAVOREVOLE

 

con le seguenti osservazioni:


- a) all’articolo 17, commi 2, 3, 4, la Commissione di merito valuti l'opportunità di riformulare le disposizioni relative alle ipotesi di inapplicabilità delle garanzie funzionali, in maniera in maniera tale da escludere dalla sfera di applicabilità della scriminante in esame, anche i delitti di sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’articolo 630 del codice penale, la banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17;

- b) all’articolo 17, comma 5, la Commissione di merito valuti l'opportunità di riformulare le disposizioni relative alle ipotesi di inapplicabilità delle garanzie funzionali anche alle condotte realizzate nelle sedi di organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, nonché di uffici giudiziari;

- c) all’articolo 39, comma 11, la Commissione di merito valuti l'opportunità di riformulare la disposizione relativa alla esclusione dalla possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose relativi anche a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli di banda armata (articolo 306 del codice penale), associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, nonché al delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17; conseguentemente, all’articolo 40, comma 2, la Commissione di merito valuti l'opportunità di riformulare la disposizione, nella parte in cui è prevista una modifica al testo dell’articolo 204, comma 1, codice di procedura penale, per esigenze di coordinamento con la disciplina sostanziale del segreto di Stato, dettata dall’articolo 39 in esame;

- d) all’articolo 41, comma 1, la Commissione di merito valuti l'opportunità di riformulare la disposizione, in maniera tale da prevedere un inciso che ribadisca che la norma si applica "fermo quanto previsto dall’articolo 51 del codice penale".

 

 

 


 

GIUSTIZIA (2a)

 

GIOVEDÌ 5 LUGLIO 2007

96ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SALVI

 

 

 La seduta inizia alle ore 14,15.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l' esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalita' di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell' organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilita' del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato ( COPACO ) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonche' attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalita' di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza

(Parere alla 1a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere favorevole con osservazioni)

 

 Riprende l'esame sospeso nella seduta di ieri.

 

 Il senatore CASSON (Ulivo) dichiara preliminarmente di condividere l'impostazione generale fornita, dal disegno di legge n.1335, al sistema dei servizi segreti. A suo avviso, un intervento legislativo in materia si rende necessario anche alla luce delle recenti rivelazioni sulle intercettazioni telefoniche operate nei confronti di duecento magistrati. A tal proposito egli ritiene che l'espressione "servizi deviati" sia impropria, dal momento che spesso tali "deviazioni" sono consentite proprio dalla legge.

 Al riguardo l'oratore, in considerazione della delicatezza e dell'attualità della materia, chiede che la Commissione giustizia acquisisca al più presto il documento, prodotto dal Consiglio superiore della magistratura, sui magistrati "attenzionati" dai servizi di sicurezza, onde valutare l'opportunità, a fronte del compimento di eventuali attività illecite, di proporre un'inchiesta parlamentare in tema.

 Dopo aver ribadito la necessità di riformare la disciplina dei servizi segreti, risalente al 1977, l'oratore condivide la scelta di mantenere la dualità dei servizi di sicurezza, al fine di evitare pericolose concentrazioni di potere con conseguente rischio di abusi. Condivide anche il potenziamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri, che assume, in questo modo, una piena responsabilità politica sulla gestione di tali apparati di intelligence.

 Il senatore si sofferma quindi sul criterio di distinzione fra il Servizio di informazione per la sicurezza esterna e il Servizio di informazione per la sicurezza interna, fondato su una ripartizione geografico-territoriale dell'attività di intelligence, nonché sul ruolo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza il quale, esercitando sostanzialmente i poteri del vecchio CESIS, è preposto al coordinamento delle attività dei due servizi.

 Dopo aver espresso il suo giudizio positivo sul ruolo e le competenze del direttore generale dell'ufficio, l'oratore palesa alcune perplessità sull'ufficio ispettivo all'interno del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, valutando in particolare la genericità delle indicazioni contenute nella legge, anche alla luce degli ampi poteri che vengono attribuiti a tale ufficio. Al riguardo, onde evitare una delega troppo ampia all'autorità amministrativa, auspica una più puntuale indicazione legislativa dei compiti e dell'organizzazione dell'ufficio. Nella normativa in dettaglio, ad avviso del relatore, devono essere indicati anche i criteri di scelta degli appartenenti all'ufficio ispettivo, onde assicurare la loro indipendenza e garanzia.

 Dopo aver rilevato l'opportunità di estendere al Servizio di sicurezza interno i compiti relativi alla tutela degli interessi economici e industriali dell'Italia, l'oratore si sofferma sugli articoli 8 e 12 del disegno di legge in titolo, relativi alla esclusività delle funzioni attribuite ai Servizi e alla collaborazione con le forze armate e con le forze di Polizia. Al riguardo, egli ritiene che il principio di esclusività funzionale debba essere mitigato, considerando il rilievo dei compiti svolti dagli uffici informativi presenti all'interno delle strutture dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia di Stato. Quanto al principio di collaborazione tra servizi e forze dell'ordine, il senatore ritiene opportuno che il disegno di legge chiarisca espressamente quale sia il rapporto intercorrente fra le attività di intelligence e le attività riservate poste in essere tra le forze dell'ordine, onde evitare il rischio, concretizzatosi negli anni passati, di una possibile impropria moltiplicazione di attività investigative sullo stesso argomento.

 Quanto all'articolo 15, volto ad introdurre nel codice di procedura penale l'articolo 256-bis, relativo all'acquisizione di documenti o altro materiale da parte dell'autorità giudiziaria presso le sedi dei Servizi di sicurezza, il senatore ritiene opportuno prevedere l'obbligo, in capo all'autorità giudiziaria, di premettere, nella richiesta di acquisizione documentale, l'indicazione del reato per cui si procede, anche in considerazione del fatto che, per alcuni reati, non è opponibile il segreto. L'oratore si sofferma in particolare sul comma 4 dell'articolo 15, relativo all'acquisizione di un documento originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, su cui il Presidente del Consiglio ancora non abbia espresso le relative determinazioni in ordine alla posizione del segreto di Stato. Al riguardo egli propone che, fino alla determinazione sull'apposizione del segreto di Stato da parte dell'autorità politica, il magistrato possa comunque visionare la documentazione, potendo prenderne copia esclusivamente nell'ipotesi in cui non venga posto il segreto.

 Quanto all'introduzione, nel codice di procedura penale, dell'articolo 256-ter, sull'acquisizione di atti, documenti ed altro materiale per cui viene eccepito il segreto di Stato, l'oratore propone di specificare meglio le procedure e le forme di autorizzazione di acquisizione dei documenti.

 Il senatore passa quindi all'esame delle cosiddette garanzie funzionali, ritenendo che i limiti previsti, in ordine al loro ambito di applicazione, siano accettabili. In particolare, egli considera positivamente la previsione che le condotte illecite siano legittimate solo a seguito di autorizzazione ed esclusivamente in ipotesi indispensabili alle finalità istituzionali di tali servizi, con l'esclusione assoluta per particolari categorie di reato.

 Quanto alla puntuale indicazione dei reati per i quali non si applica la speciale causa di giustificazione, l'oratore ritiene opportuno esplicitare la non retroattività della norma, onde evitare la possibile decadenza ex post di procedimenti penali per illeciti compiuti, in questi ultimi anni, da appartenenti ai servizi segreti.

 Nel valutare positivamente quanto previsto dal comma 5, che esclude la possibilità di porre in essere le condotte di cui al comma 1 nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento, assemblee, consigli giudiziari e sedi di organizzazioni sindacali, l'oratore ritiene opportuno prevedere tale esclusione anche nelle sedi degli uffici giudiziari.

Quanto alle caratteristiche che tali condotte devono recare per godere della speciale causa di giustificazione, il senatore ritiene che, al comma 6, si specifichi se tali requisiti debbano essere congiuntamente presenti ovvero se sia sufficiente la presenza alternativa anche di uno solo di essi.

 Il senatore passa quindi all'esame dell'articolo 18, avente ad oggetto le procedure di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato.

 In particolare, egli si sofferma sui casi di assoluta urgenza, che consentono, al direttore del servizio di sicurezza, di autorizzare le condotte richieste, dandone però immediata comunicazione, comunque non oltre le 24 ore, al Presidente del Consiglio dei ministri. Al riguardo, egli ritiene che tale limite temporale non debba essere modificato ed impropriamente esteso, onde evitare il rischio di possibili abusi.

 Quanto all'articolo 21, relativo al contingente speciale del personale, il relatore ritiene opportuno sia esplicitare il divieto di assunzioni dirette, sia prevedere puntualmente le ipotesi di incompatibilità per ragioni di parentela ed anche per ragioni legate alle esigenze di garanzia dell'ordine pubblico e della sicurezza. In particolare egli si sofferma sul comma 11, che vieta al dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai servizi di avere alle loro dipendenze, o di impiegare in qualità di collaboratori, alcune particolari categorie di soggetti. Al riguardo, egli ritiene opportuno inserire l'inciso "anche saltuari", al fine di evitare un possibile aggiramento della norma.

 Dopo aver rilevato, quanto alla disciplina dell'identità di copertura prevista all'articolo 24, l'opportunità di consentire anche ai direttori dei due servizi, oltre che al direttore generale del DIS, il potere di autorizzare l'uso di documenti di identificazione diversi da quelli reali, l'oratore passa all'articolo 28, volto ad introdurre, nel codice di procedura penale, l'articolo 270-bis sulle comunicazioni di servizio di appartenenti al DIS e ai servizi di sicurezza. Al riguardo, egli deplora l'assenza di una normativa di coordinamento che regoli i procedimenti pendenti. Tale norma transitoria, a suo avviso, consente di non vanificare le attività di indagine finora compiute in ordine a reati posti in essere da appartenenti ai servizi di sicurezza.

 L'oratore passa quindi all'esame del capo IV del disegno di legge, relativo al controllo parlamentare sull'attività dei servizi. Dopo aver dichiarato di condividere quanto rilevato dal senatore Brutti in ordine all'opportunità di conservare l'attuale composizione di otto membri, anche per ragioni di riservatezza, egli svolge alcune considerazioni critiche sull'articolo 21, che disciplina le funzioni attribuite al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. L'oratore ritiene opportuno, al riguardo, ampliare i poteri del CO.PA.CO, prevedendo per quest'ultimo, poteri analoghi a quelli delle Commissioni d'inchiesta. Egli ritiene anche che non sia possibile opporre al CO.PA.CO. il segreto di Stato, poichè una tale previsione rischia di compromettere, in modo irreversibile, le funzioni per le quali è istituito il controllo parlamentare. Il senatore ritiene inoltre corretto modificare il comma 4 dell'articolo 31, nel senso di rendere più stringente l'obbligo giuridico, in capo ai soggetti auditi dal Comitato parlamentare, di riferire, con lealtà e completezza, le informazioni in loro possesso concernenti le materie di interesse del Comitato, prevedendo altresì, in caso di inottemperanza a tale obbligo, l'applicazione di sanzioni penali.

 Quanto all'articolo 34, nell'ipotesi in cui il Comitato, nell'esercizio delle proprie funzioni, riscontri condotte illecite, il senatore ritiene che esso debba essere abilitato a darne informazione non solo al Presidente del Consiglio dei Ministri, ma anche all'autorità giudiziaria.

 L'oratore si sofferma quindi sul segreto di Stato, rilevando in primo luogo la correttezza della previsione contenuta al comma 11 dell'articolo 39, che vieta l'apposizione del segreto su alcune categorie di notizie di documenti o di altro materiale nell'ipotesi in cui esse si riferiscono a fatti di terrorismo, a fatti eversivi dell'ordine costituzionale o ad altre ipotesi delittuose. In secondo luogo l'oratore ritiene necessario prevedere il diritto dell'indagato a non essere limitato, nella sua autodifesa, dall'obbligo del segreto di Stato, in ragione del valore prioritario recato dalla tutela del diritto di difesa in ogni grado e stato del procedimento, riconosciuto all'articolo 24 della Costituzione.

 

 Il senatore CENTARO(FI), dopo aver dichiarato di condividere, nelle sue linee essenziali, la proposta di parere formulata dalla senatrice Boccia, propone alcune integrazioni.

 In primo luogo, egli ritiene che nel nuovo l'articolo 256-bis del codice di procedura penale, sia opportuno prevedere l'obbligo, in capo all'autorità giudiziaria, di indicare precisamente il tipo di reato che si intende perseguire. Non condivide invece quanto affermato dal senatore Casson, in ordine alla possibilità di consentire al magistrato di prendere visione del documento prima dell'eventuale apposizione del segreto di Stato.

 Quanto alle procedure di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato, l'oratore si sofferma sul comma 6 dell'articolo 18, rilevando l'opportunità di escludere la responsabilità dell'agente che abbia posto in essere la condotta illecita in esecuzione di un ordine che, nel momento in cui veniva emanato salvo ratifica, appariva legittimamente impartito; sarà dunque colui che ha dato l'ordine a doverne rispondere qualora tale condotta si riveli essere stata posta in essere oltre i limiti delle autorizzazioni previste.

 L'oratore passa quindi all'esame della disciplina dei poteri del comitato parlamentare di controllo, condividendo l'opportunità di incrementare e di rendere più incisivi i poteri del Comitato medesimo. Al riguardo, anch'egli ritiene opportuno impedire che al Comitato parlamentare possa essere opposto il segreto di Stato, dovendo quest'ultimo verificare in concreto la correttezza dell'attività posta in essere dai servizi e la conformità a legge delle attività di intelligence i cui esiti vengono quasi sempre coperti dal segreto.

 Quanto all'articolo 33, relativo ai doveri di comunicazione, il senatore si sofferma sul comma 4, che disciplina gli obblighi di informazione, in capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, nei confronti del Comitato, circa le operazioni condotte dai servizi di sicurezza, nella quali siano state poste in essere condotte previste dalla legge come reato. Al riguardo, egli ritiene opportuno che notizie che vengono fornite al CO.PA.CO siano classificate con gli stessi criteri con cui vengono autorizzate.

 In riferimento alla disciplina del segreto di Stato, l'oratore ritiene opportuno integrare il parere, indicando la necessità di introdurre, tra le materie che possono essere coperte da segreto, anche quelle attinenti agli apparati economico-produttivi della nazione. Ritiene inoltre opportuno sopprimere, al comma 3 dell'articolo 39, l'avverbio "gravemente", rilevando che la sola lesione delle finalità previste al comma 1 del medesimo articolo, quali l'integrità della Repubblica, la difesa delle istituzioni, l'indipendenza dello Stato e la sua difesa militare, sia tale da giustificare la posizione del segreto, indipendentemente dalla classifica di segretezza eventualmente attribuita dai soggetti a ciò legittimamente preposti.

 Quanto al comma 1 dell'articolo 41, l'oratore esprime alcune perplessità sulle osservazioni del senatore Casson in ordine alla necessità di far prevalere sempre il diritto di difesa costituzionalmente garantito, riconoscendo all'imputato il diritto di non essere soggetto al divieto di riferire fatti coperti da segreto di Stato. Al riguardo, egli ritiene opportuno un più adeguato bilanciamento fra le fondamentali esigenze di difesa e le garanzie di sicurezza dello Stato, onde evitare che, attraverso tale canale, possa essere facilmente elusa la disciplina del segreto.

 

 Il senatore D'AMBROSIO(Ulivo), dopo aver dichiarato di condividere le puntuali osservazioni del senatore Casson, si sofferma sui poteri del Comitato parlamentare di controllo, ritenendo opportuno che non si opponga a quest'ultimo il segreto di Stato e che si contempli un'eventuale sanzione penale nei confronti di soggetti auditi, i quali celino alcune informazioni che vengono loro richieste ovvero forniscano informazioni false. Non condivide invece quanto affermato dal senatore Casson in ordine alla previsione dell'obbligo, in capo al CO.PA.CO., nell'ipotesi in cui riscontri condotte poste in essere in violazione di legge, di informare l'autorità giudiziaria, ritenendo più corretto mantenere l'obbligo di informare il Presidente del Consiglio dei Ministri il quale valuterà semmai l'opportunità di informare l'autorità giudiziaria o meno.

 Quanto alla possibilità per i soggetti imputati di non essere vincolati al segreto di Stato, l'oratore ritiene necessario prevedere un congruo bilanciamento tra il diritto di difesa costituzionalmente garantito e le esigenze di sicurezza dello Stato sottese all'apposizione del segreto. Eventualmente, ad avviso dell'oratore, si potrebbe prevedere una sospensione del processo, per un periodo fissato dalla legge, onde chiarire la posizione dell'imputato e i suoi vincoli di fedeltà agli obblighi di segretezza assunti.

 Quanto all'articolo 8, che prevede l'esclusività delle funzioni attribuite al dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai servizi, l'oratore ritiene che sia opportuno mantenere, in capo alle forze dell'ordine, alcune competenze specifiche in ordine all'acquisizione di informazioni, anche considerando che gli organismi preposti a tale attività di intelligence svolgono spesso la funzione di uffici periferici di grande utilità per le esigenze di tutela della sicurezza dello Stato. Condividendo le preoccupazioni del senatore Casson, ritiene infine opportuno regolare, in modo più puntuale, i rapporti fra i servizi e le forze dell'ordine.

 

 Il senatore Massimo BRUTTI(Ulivo), dopo aver ribadito l'esigenza di rendere più incisivi i poteri del CO.PA.CO., ritiene auspicabile integrare il parere, indicando anche l'opportunità che tale Comitato acquisisca la documentazione relativa, per poter valutare ex post le condotte poste in essere dai servizi per lo svolgimento di alcune particolari operazioni svolte usufruendo delle garanzie funzionali previste all'articolo 17 del disegno di legge n.1335, al fine di tutelare la sicurezza dello Stato.

 

 La relatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) dichiara di condividere quanto affermato, in sede di discussione generale, in ordine alla opportunità di prevedere, nel disegno di legge n.1335, un ampliamento dei poteri di controllo del Comitato. Condivide inoltre l'osservazione del senatore Brutti sulla previsione, in capo al CO.PA.CO., di un potere di controllo ex post delle condotte poste in essere ai sensi dell'articolo 17, al fine di valutare se le garanzie funzionali siano state effettivamente necessarie per il compimento di una determinata operazione.

 Quanto alle osservazioni del senatore Casson, ritiene opportuno integrare il parere, indicando puntualmente i criteri di composizione e di organizzazione, nonchè i compiti, dell'ufficio ispettivo istituito presso la direzione generale del DIS. Quanto alle osservazioni sul nuovo articolo 256-bis del codice di procedura penale, la relatrice ritiene corretto prevedere, in capo all'autorità giudiziaria, l'obbligo di indicare puntualmente i reati che intende perseguire. Valuta inoltre opportuno l'inserimento al comma 11 dell'articolo 21, dell'inciso "anche saltuariamente", al fine di evitare qualsiasi elusione del divieto, per alcune categorie di soggetti, di svolgere attività di collaborazione o di consulenza alle dipendenze dei servizi segreti.

 Dopo aver espresso l'opportunità di inserire una norma di coordinamento per i procedimenti pendenti, la relatrice condivide quanto osservato dal senatore Centaro, in riferimento alla necessità di prevedere esclusioni di responsabilità in capo a soggetti che abbiano agito nell'adempimento di comandi rivelatisi poi illegittimi.

 Ritiene inoltre corretto espungere, al comma 3 dell'articolo 39, l'avverbio "gravemente", condividendo, al riguardo, i rilievi sollevati dal senatore Centaro.

 Condivide inoltre quanto affermato, sempre dal senatore Centaro, sull'opportunità che, nella comunicazione al CO.PA.CO. delle operazioni condotte ai sensi degli articoli 17 e 18, si faccia uso delle medesime classificazioni utilizzate per le procedure di autorizzazione.

 Dopo aver dichiarato di condividere quanto affermato dai senatore Centaro e D'Ambrosio sulla necessità di bilanciare il diritto fondamentale di difesa con le esigenze di sicurezza dello Stato, non ritenendo al riguardo corretto escludere del tutto i soggetti imputati dall'obbligo del segreto di Stato, la relatrice condivide quanto affermato dal senatore Casson sulla necessità di meglio dettagliare i criteri di assunzione del personale dei servizi di sicurezza, nonchè i casi di incompatibilità all'assunzione delle funzioni.

 

 La Commissione dà mandato alla relatrice di integrare la proposta di parere secondo quanto emerso nel dibattito.

 

 

 


AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3a)

Sottocommissione per i pareri

giovedi' 7 GIUGNo 2007

 

Presidenza del Presidente

TONINI

 

 

alla 1° Commissione:

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga : parere favorevole.

 

 

 

 


DIFESA (4a)

 

GIOVEDÌ 22 MARZO 2007

55ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

DE GREGORIO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

 

La seduta inizia alle ore 10,20.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

 Il presidente DE GREGORIO informa che, nella seduta del 20 marzo scorso l’Ufficio di Presidenza della Commissione allargato ai rappresentanti dei Gruppi ha affrontato il tema del disegno di legge 1335, Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, attualmente assegnato in sede referente alla Commissione affari costituzionali e in sede consultiva, tra le altre, anche alla Commissione difesa. Rileva che in seno all’Ufficio di Presidenza è emerso l’unanime orientamento di sollevare conflitto di competenza in ordine al predetto disegno di legge, richiedendone la nuova assegnazione in sede primaria congiuntamente alla 1a Commissione permanente. Nel riassumere le argomentazioni avanzate nel corso della seduta dell’Ufficio di Presidenza, domanda pertanto alla Commissione se ritenga di confermare detta posizione.

 

 La Commissione conviene, dando incarico al Presidente De Gregorio di informare il Presidente del Senato di tale orientamento e di sollevare formalmente la questione di competenza sul disegno di legge n. 1335.

 

 

 

 


 

DIFESA (4a)

 

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2007

70ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

DE GREGORIO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

La seduta inizia alle ore 9.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l'esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalità di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell'organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilità del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato (COPACO) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonché attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalità di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza 

(1203) COSSIGA. - Norme di principio sulla fiducia internazionale e abrogazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in materia di istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato

(Parere alla 1ª Commissione. Esame congiunto e rinvio)

 

 Riferisce alla Commissione il senatore RAMPONI (AN), il quale dichiara che si soffermerà in particolare sul disegno di legge n. 1335, approvato dalla Camera dei Deputati il 15 febbraio 2007, volto ad aggiornare la normativa sui servizi di informazione per la sicurezza dello Stato, anche alla luce delle mutate esigenze di sicurezza nazionale ed internazionale.

Dopo aver indicato i principali settori di innovazione, il senatore si sofferma sulla struttura del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, osservando che l’articolo 1 conferma l’attribuzione al Presidente del Consiglio della direzione e della responsabilità generale della politica d’informazione per la sicurezza, del potere di apposizione e del compito di tutela del segreto di Stato, nonché della nomina dei vertici dei responsabili dell’organizzazione.

Quanto alla struttura interna del sistema di informazione, l’oratore rileva che è mantenuto il comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, mentre è prevista la possibilità, solo eventuale, di una autorità delegata.

Il Relatore si sofferma quindi sulla istituzione sia di un Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) sia di due servizi distinti, il Servizio d’Informazione per la Sicurezza Esterna (SIE) e il Servizio d’Informazione per la Sicurezza Interna (SIN), che però non risultano inseriti né nella struttura del Ministero degli Interni o del Ministero della Difesa, né all’interno del DIS. Al riguardo, egli esprime alcune perplessità sulla previsione solo eventuale della nomina di un’autorità delegata, rilevando la oggettiva impossibilità, per il Presidente del Consiglio, di svolgere direttamente la funzione di guida, coordinamento e controllo del sistema.

 Dopo alcune brevi riflessioni sulle modalità di nomina e sulle competenze dell’autorità delegata, previste all’articolo 3 del disegno di legge in titolo, il Relatore svolge diffuse considerazioni sull’articolo 4, il quale definisce l’istituzione del DIS, indicandone puntualmente le competenze.

 Il relatore Ramponi osserva che il Direttore del Dipartimento riferisce in via immediata al Presidente del Consiglio dei ministri. Benché il disegno di legge sembri voler mantenere una struttura binaria sulla base di una competenza territoriale, scindendo la sicurezza esterna dalla sicurezza interna, proprio la rilevanza dei compiti, delle prerogative e delle competenze attribuite al Dipartimento e, in particolare, al suo Direttore, sembra smentire tale originaria intenzione, dal momento che il Direttore del DIS risulta essere l’autentico titolare della guida, del controllo, del potere di direttiva dell’intero sistema dei servizi. L’oratore osserva però che, se l’intenzione del proponente è quella, certamente condivisibile per ragioni di efficienza, di un sistema unitario, sarebbe più opportuno che la guida del Dipartimento fosse affidata ad una autorità politica cui dovrebbero rispondere tutte le componenti del sistema.

 Il Relatore svolge quindi alcune considerazioni sul SIE, rilevando in particolare l’incongruità del sistema delineato dal disegno di legge. Mentre infatti si prevede, in capo al SIE, un obbligo di tempestiva e continuativa informazione al Ministro della Difesa, al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro dell’Interno, il suo Direttore può comunicare al Presidente del Consiglio dei ministri, cui direttamente risponde, solo tramite il DIS. Il Relatore esprime la sua perplessità, ritenendo opportuno che le competenze del SIE siano coordinate da una autorità politica, che non può essere – per ovvie ragioni – un funzionario dello Stato preposto alla guida del Dipartimento. Quanto al servizio di informazioni per la sicurezza interna, l’oratore, dopo averne illustrato i compiti, esprime le medesime perplessità precedentemente palesate in riferimento al SIE, ribadendo la necessità di una comune direzione politica alla quale, per ragioni funzionali e di correttezza organizzativa, deve essere affidata la responsabilità di indirizzo e di coordinamento senza ulteriori tramiti.

 Dopo aver svolto alcune sintetiche osservazioni sulla tutela amministrativa del segreto e sull’istituzione dell’ufficio centrale degli archivi, il Relatore esprime un giudizio positivo sugli articoli 11, 12 e 13 del disegno di legge, in materia di formazione e addestramento del personale, e si sofferma in particolare sull’istituzione di un’unica Scuola di Formazione all’interno del DIS. Dopo aver brevemente illustrato gli articoli 14, 15 e 16, volti ad introdurre, nel codice di procedura penale, una puntuale disciplina in ordine alla richiesta e alla acquisizione di documenti attinenti alla sicurezza dello Stato, si sofferma quindi sugli articoli 17, 18, 19 e 20, giudicando favorevolmente la previsione di garanzie funzionali per il personale che opera nei servizi, tramite l’indicazione non equivoca di responsabilità, procedure e strumenti di tutela.

 Il Relatore passa quindi all’esame della disciplina relativa allo status del personale, in particolare osservando come gli articoli 21 e 22 del disegno di legge individuino i principi cui deve ispirarsi l’apposito regolamento sul contingente speciale del personale addetto al DIS, al SIE e al SIN, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Per quanto concerne il trattamento economico, il Relatore critica la previsione, contenuta nel disegno di legge, dell’allineamento alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, rilevando che l’attività di chi opera all’interno dei servizi assume connotati di tale tipicità da non consentire improprie equiparazioni, soprattutto in riferimento ai compensi. Al riguardo egli propone, in alternativa, o il mantenimento del sistema attualmente vigente ovvero un sistema che gradui il trattamento economico a seconda del tipo di attività concretamente svolta dal funzionario. In riferimento alla disciplina del segreto di Stato, si sofferma in particolare sui possibili conflitti tra i poteri, in ordine alla trasmissione di atti e documenti coperti dal segreto.

Al riguardo esprime alcune perplessità sul fatto che, nel caso di conflitto di competenza tra Presidente del Consiglio e Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in ordine alla trasmissione di copia di un documento negato perché coperto da segreto, il disegno di legge preveda solo il ricorso del Comitato a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni: non viene indicato il soggetto a cui spetta la decisione finale, a differenza del caso in cui il conflitto di competenze si manifesti tra Presidente del Consiglio e magistratura, per il quale è la Corte costituzionale a decidere. Ritiene pertanto opportuno prevedere, anche per questa fattispecie, l’indicazione di una procedura risolutoria in capo ad un’autorità terza, che potrebbe essere proprio la Corte costituzionale.

Si sofferma, infine, sugli articoli 39, 40, 41 e 42, relativi alla disciplina del segreto di Stato, criticando in particolare le numerose ripetizioni contenute nell’articolato, le quali nuocciono alla semplicità e alla chiarezza della normativa in esame. Al riguardo auspica una rigorosa revisione del testo, al fine di eliminare ogni inutile ripetizione, ritenendo importante procedere con cautela e con attenzione.

Il Relatore, dopo aver ricordato che la Commissione aveva sollevato una questione di competenza per l’assegnazione congiunta del disegno di legge in titolo, si riserva conclusivamente di predisporre una proposta di parere che tenga anche conto delle osservazioni che emergeranno nella discussione generale.

 

Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato il senatore Ramponi per la diffusa relazione, dichiara aperta la discussione generale e rinvia il seguito dell’esame congiunto ad altra seduta.

 

 

 La seduta termina alle ore 9,25.

 

 


 

DIFESA (4a)

 

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2007

71ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

GIULIANO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

 

La seduta inizia alle ore 9,05.

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto , approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga.

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l'esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalità di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell'organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilità del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al Comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni di sicurezza e per il segreto di Stato (COPACO) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonché attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalità di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza 

(1203) COSSIGA. - Norme di principio sulla fiducia internazionale e abrogazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in materia di istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato

(Parere alla 1ª Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.

 

Il senatore NIEDDU (Ulivo) osserva preliminarmente che il disegno di legge n. 1335, nel prevedere una riforma completa dell’intelligence, è volto a rendere più efficace il sistema, da una parte potenziando la capacità di acquisizione di informazioni, dall’altra mantenendo alte le garanzie di democraticità.

Si sofferma quindi sui limiti della normativa vigente, svolgendo in particolare alcune considerazioni sulla responsabilità generale della politica di sicurezza, sulle garanzie funzionali riconosciute al personale dei Servizi di intelligence, nonché sui poteri della Commissione parlamentare di controllo, che non reputa particolarmente incisivi.

Dopo aver ricordato che già nella scorsa legislatura il Parlamento aveva tentato di adottare una nuova disciplina dei servizi di informazione e sicurezza, rileva che il disegno di legge n. 1335 risulta più organico, perché incide sull’intera struttura dei servizi e ne definisce le responsabilità.

Svolge quindi alcune considerazioni sull’attribuzione in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei ministri, delle funzioni di direzione e di responsabilità generale della politica informativa per la sicurezza, nonché sul conferimento al Comitato parlamentare per la sicurezza dell’intera attività di controllo.

Dopo aver espresso un giudizio positivo sulla separazione netta tra il sistema di sicurezza esterna e quello di sicurezza interna, valuta positivamente le parti del disegno di legge relative alla struttura dei Servizi, ai controlli interni, alla disciplina del segreto di stato e alle diverse classificazioni di segretezza.

Quanto alle competenze del Reparto – Informazioni e Sicurezza dello Stato maggiore della Difesa (RIS), esprime perplessità sulla scelta di porre tale organismo al di fuori del sistema dei Servizi. In particolare, ritiene non chiaro il rapporto tra le funzioni del RIS e quelle del SIE e del SIN, osservando che le competenze del RIS continuano ad essere stabilite in modo estremamente sintetico da un atto normativo di rango secondario, l’articolo 2, comma 1, lettera o), n. 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 556 del 1999, il quale, oltretutto, rinvia all’articolo 5 della legge n. 801 del 1977. Ciò, a suo avviso, rischia di determinare sovrapposizioni di competenze tra gli organi del sistema di intelligence; propone quindi che le funzioni del RIS siano compiutamente disciplinate nel provvedimento.

Si sofferma quindi sulla necessità di un coerente legame funzionale tra il SIE e il RIS, che dovrebbe prevedere la possibilità, per il SIE, di continuare ad avvalersi delle potenzialità informative del RIS e dei dispositivi tattici di sorveglianza dei teatri delle Forze armate, nonché l’interesse del RIS all’attività di ricerca delle informazioni, soprattutto nelle aree di crisi e di supporto delle reti HUMINT.

Rileva poi che l’esclusione del RIS dal sistema di informazione per la sicurezza rischia di farlo salvo da qualsiasi controllo parlamentare, e ciò in controtendenza con la ratio del provvedimento, che spinge invece verso un rafforzamento del controllo medesimo. Punto fondamentale del provvedimento è infatti proprio la riconduzione dell’intera materia alla responsabilità politica del Governo, aspetto connesso a quello del corrispondente rafforzamento del controllo parlamentare sulle garanzie funzionali, sui bilanci e sulla documentazione custodita negli archivi. Quanto ai regolamenti attuativi che dovranno essere emanati, auspica che essi definiscano la suddivisione reale delle competenze tra i Servizi, le modalità di coordinamento delle loro attività, i criteri per l’arruolamento e per la gestione del personale, nonché il relativo trattamento economico; tutto ciò nei limiti che la legge di riforma, delimitando i limiti sostanziali della normativa secondaria, dovrà fissare in modo puntuale.

In ordine al ruolo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, esprime perplessità sulla tesi del relatore, in base alla quale tale organismo costituisce l’unico strumento attraverso cui i responsabili del SIN e del SIE possano rapportarsi al Presidente del Consiglio dei ministri. In riferimento all’opportunità, sempre palesata dal relatore, di prevedere un controllo diretto di natura politica sul SIE e sul SIN, pur non essendo contrario in via pregiudiziale, ritiene però opportuno un supplemento di riflessione, osservando che il ruolo di coordinamento svolto dal RIS, come pure i suoi poteri di controllo sul SIE e sul SIN, potrebbero costituire un punto di mediazione importante rispetto alla diretta responsabilità politica in capo ai due Servizi.

In conclusione, nell’esprimere un giudizio favorevole sul disegno di legge n. 1335, propone, qualora prevalga l’idea di non modificare l’articolo 8, comma 2, relativo alla collocazione e alle competenze del RIS, di inserire comunque la previsione di opportune modalità attraverso le quali anche il RIS, benché non parte del sistema di informazione per la sicurezza, sia comunque sottoposto al controllo del Parlamento, nelle modalità che si riterranno più idonee, onde evitare comunque che una parte importante dell’attività di intelligence sia sottratta ad ogni forma di controllo politico.

 

La senatrice PISA (SDSE) esprime innanzitutto un giudizio positivo sulla scelta di affidare la direzione e la responsabilità politica direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri, il quale potrà gestire direttamente o delegare alcune funzioni ad un sottosegretario o a un ministro senza portafoglio.

Valuta del pari positivamente la scelta di mantenere due Servizi, con una netta distinzione di competenze per aree geografiche, prevedendo inoltre un compito di coordinamento da parte del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, qualora i due Servizi siano costretti ad operare insieme.

Svolge quindi alcune considerazioni sulle garanzie funzionali per il personale dei Servizi introdotte nel disegno di legge n. 1335, ritenendo che tale scelta risponda ad esigenze da tempo fortemente manifestate dagli operatori del settore.

Elementi di forte positività sono rappresentati a suo avviso dall’ampliamento e dal rafforzamento dei poteri di controllo in capo al Comitato parlamentare, anche in ordine alle spese sostenute per le attività di intelligence.

Quanto alla disciplina del segreto di Stato, le sue perplessità si appuntano sulla scelta di prevedere un periodo di conservazione del segreto della durata di quindici anni, prorogabili, in alcuni casi eccezionali, per un massimo di altri quindici: l’opinione pubblica, sia alla luce delle recenti vicende che hanno coinvolto i nostri Servizi sia in considerazione di alcune importanti decisioni dell’Unione europea relative ai voli CIA, è infatti particolarmente sensibile all’esigenza di chiarezza e di trasparenza, anche in ordine a settori che afferiscono alla sicurezza dello Stato.

Conclude segnalando la necessità di valorizzare il diritto di cronaca e la libertà di stampa, anche in riferimento alla possibile divulgazione di elementi coperti dal segreto di Stato, e auspicando che la stampa diventi sempre più un elemento di controllo e di verità piuttosto che uno strumento al servizio del potere.

 

La senatrice VILLECCO CALIPARI (Ulivo) giudica in modo complessivamente positivo il disegno di legge n. 1335, che a suo avviso nasce non solo dall’esigenza di fornire adeguate risposte al personale dei Servizi, ma anche dai notevoli mutamenti degli scenari internazionali verificatisi dal 1977 ad oggi. Pur considerando opportuna l’approvazione in tempi rapidi di una nuova disciplina, ritiene tuttavia importante intervenire per migliorarne il testo.

In particolare, suggerisce di ampliare il potere di controllo parlamentare del COPACO, inserendo un opportuno bilanciamento tra tale controllo e le garanzie funzionali di tutela di coloro che operano nel settore, affinché l’attività di intelligence si svolga nel quadro dei valori costituzionali e nel rispetto delle libertà fondamentali dei cittadini.

Osserva quindi che la previsione di un sistema binario su base territoriale può presentare il rischio di una mancata collaborazione, laddove si operi in settori che risultano di rilevanza sia nazionale che internazionale; la previsione di un coordinamento da parte del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza può inoltre essere non funzionale alla speditezza e al buon esito delle operazioni.

È a suo avviso importante aver attribuito al Servizio di informazione per la sicurezza interna l’attività di controspionaggio, attesa l’opportunità che responsabilità di funzioni di tanta delicatezza sia attribuita a soggetti di grande esperienza professionale.

Nel segnalare l’opportunità di correggere le numerose imprecisioni del testo del disegno di legge n. 1335, annuncia di aver presentato alla Commissione di merito un emendamento al comma 5 dell’articolo 21, relativo alle modalità di passaggio del personale attualmente in servizio presso il CESIS, il SISMI e il SISDE nel ruolo unico del personale dei Servizi di sicurezza e del RIS.

Quanto agli articoli 24 e 25, relativi, rispettivamente, alle identità di copertura e alle attività simulate, esprime perplessità sulla scelta di affidare al direttore del RIS il potere di autorizzare l’uso di documenti di identificazione diversi da quelli reali, ritenendo più opportuno conferirlo, almeno nei limiti della proposta, al direttore di ciascuno dei due Servizi; ciò anche al fine di evitare la surrettizia evoluzione del sistema di intelligence verso un’unica struttura che, a suo avviso, potrebbe presentare dei profili di criticità sul piano della democrazia.

Quanto alle osservazioni del senatore Nieddu sull’opportunità di inserire il RIS nel sistema dell’attività di sicurezza, si dichiara favorevole a un maggiore controllo parlamentare su tale organismo, ritenendo corretto attribuire il potere di controllo direttamente alle Commissioni difesa dei due rami del Parlamento.

Torna quindi all’articolo 21, che prevede una forte delegificazione della materia relativa al personale e rinvia a regolamenti governativi la puntuale disciplina dell’ordinamento, del reclutamento, nonché del trattamento economico e previdenziale degli operatori del settore. Valuta positivamente la scelta – operata al comma 6 – di prevedere un trattamento economico omnicomprensivo, costituito dallo stipendio tabellare, dall’indennità integrativa speciale, dagli assegni familiari e dall’indennità di funzione, che garantisce il massimo di trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica, rendendo pensionabile l’intero compenso. Ciò che invece, a suo avviso, occorre modificare è la previsione dell’allineamento del trattamento economico alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, dal momento che la delicatezza dell’attività svolta e i rischi che essa comporta giustificano un compenso differenziato, considerando oltretutto che spesso il rientro nelle amministrazioni di provenienza comporta disagi e svantaggi per coloro che hanno svolto attività di intelligence per un determinato numero di anni.

Esprime infine un giudizio negativo sull’ipotesi di flessibilità del personale, tenuto conto in particolare del lungo tempo necessario ai fini di un’adeguata formazione del personale che opera in settori così delicati.

 

Il senatore RAMPONI (AN), in riferimento a quanto osservato dal senatore Nieddu e dalla senatrice Villecco Calipari in ordine alla possibilità di prevedere un controllo parlamentare sull’attività del RIS, propone l’introduzione, dopo il comma 3 dell’articolo 21, di un comma aggiuntivo che preveda l’attribuzione al Comitato parlamentare ad hoc del controllo sull’attività del Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa.

 

Ha quindi la parola il senatore GIANNINI(RC-SE), il quale registra innanzitutto un deficit di dibattito su questioni pur tanto delicate. Nel concordare pienamente con le osservazioni avanzate dalle senatrici Pisa e Villecco Calipari e nel fare proprie in particolare le perplessità formulate in ordine alle norme riguardanti la tutela del segreto di Stato e quelle afferenti alla collaborazione tra i due Servizi, dichiara conclusivamente il proprio sostanziale consenso nei confronti dell’impianto del disegno di legge n. 1335, auspicando peraltro un più incisivo ed efficace controllo parlamentare sulla materia.

 

Interviene poi il presidente GIULIANO, il quale, premesso innanzitutto il proprio consenso nei confronti dell’impianto complessivo del disegno di legge n. 1335, avanza tuttavia alcune osservazioni di carattere specifico. Quanto all’articolo 8, in materia di funzioni attribuite al DIS, al SIE ed al SIN, ritiene essenziale chiarire, al comma 1, che esse hanno valore cogente, e in nessun caso debbono essere svolte da altri enti. Con riferimento all’articolo 17, in materia di applicazione delle garanzie funzionali, ritiene importante che al comma 2 venga inserita l’esclusione dalla speciale causa di giustificazione di cui al comma precedente nel caso in cui la condotta prevista dalla legge come reato configuri delitti diretti a mettere in pericolo o a ledere anche l’integrità psichica degli individui. Al successivo comma 5, reputa inoltre vada inserito un riferimento anche ai consigli provinciali. Si sofferma quindi sulle procedure di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato, di cui all’articolo 18, per segnalare che la previsione contenuta al comma 4, che si riferisce a casi di "assoluta" urgenza, appare eccessivamente rigorosa, considerate le esigenze operative dei Servizi, e propone pertanto di cassare l’aggettivo. In ordine ai ricorsi giurisdizionali, disciplinati all’articolo 22, riterrebbe fondamentale un’integrazione della norma, rendendo obbligatoria una camera di conciliazione, che consenta di esplorare la possibilità di ricorrere a transazioni, sul modello di quanto accade per le controversie di lavoro. Passa quindi all’articolo 28, che inserisce nel codice di procedura penale un articolo, 270-bis, che disciplina le comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai Servizi di sicurezza. Al riguardo, egli ritiene che la responsabilità in ordine alla secretazione e alla custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni, genericamente individuati dall’attuale formulazione della norma nell’autorità giudiziaria, vada decisamente individuata nel vertice della Procura, attesa l’esigenza di scongiurare la divulgazione di notizie di tale delicatezza. Quanto al Capo IV del disegno di legge n. 1335, in materia di controllo parlamentare, dopo aver suggerito di snellire la composizione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che l’articolo 30 fissa in sei deputati e sei senatori, giudica pleonastica la disposizione di cui al comma 6, attesa la pressoché costante sussistenza delle esigenze di natura istruttoria cui esso fa riferimento. Reputa infine troppo mite la pena prevista all’articolo 36, comma 2, per eventuali violazioni del segreto da parte di componenti parlamentari del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, suggerendone pertanto una accentuazione.

In considerazione dell’imminente inizio delle votazioni da parte dell’Assemblea, il Presidente rinvia quindi il seguito dell’esame congiunto ad altra seduta.

 

 

 

 

 


 

DIFESA (4a)

 

MARTEDÌ 12 GIUGNO 2007

72ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

DE GREGORIO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

 

La seduta inizia alle ore 12.

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga.

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l'esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalità di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell'organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilità del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza 

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al Comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni di sicurezza e per il segreto di Stato (COPACO) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonché attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalità di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza 

(1203) COSSIGA. - Norme di principio sulla fiducia internazionale e abrogazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in materia di istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato

(Parere alla 1ª Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 7 giugno scorso.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire in discussione generale, ha la parola il senatore RAMPONI (AN) il quale, dopo aver riassunto le osservazioni emerse nel corso del dibattito, illustra diffusamente una bozza di parere, favorevole con condizioni e osservazioni (allegata al resoconto della seduta), dando conto della ratio della formulazione da lui proposta.

 

La senatrice VILLECCO CALIPARI (Ulivo) ripropone alcuni elementi di riflessione, già segnalati nel suo precedente intervento e tuttavia non inclusi nella bozza di parere.

In particolare si sofferma sull’articolo 13 del disegno di legge n. 1335, relativo alla collaborazione richiesta a pubbliche amministrazioni e a soggetti erogatori di servizi di pubblica utilità. Ritiene infatti che nel comma 3 vada inserito un riferimento alla prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale o di ogni pericolo o forma di eversione dei gruppi criminali organizzati che minacciano le istituzioni e lo sviluppo della civile convivenza, al fine di fornire un ulteriore strumento di contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso, come sottolineato dal direttore del SISMI nel corso di una audizione dinanzi alla Commissione affari costituzionali.

Caldeggia inoltre che l’autorizzazione del Direttore del DIS, di cui all’articolo 25 comma 1, venga rivolta ai direttori dei Servizi e non ai singoli dirigenti, onde evitare un’eccessiva permissività su un punto di particolare delicatezza. Analoga modifica andrebbe a suo avviso effettuata all’articolo 24 del disegno di legge.

Un ulteriore elemento di riflessione concerne gli emolumenti agli operatori dei Servizi. Su questo aspetto, nel convenire parzialmente con quanto già inserito nella bozza predisposta dal relatore, segnala che il trattamento presenterebbe comunque aspetti di discrezionalità.

Infine, sottolinea l’esigenza che, al comma 2 dell’articolo 21, si inserisca una norma che tuteli il personale che rientra nell’amministrazione di provenienza, nella valutazione delle professionalità acquisite negli anni di servizio e nel riconoscimento degli avanzamenti di carriera conseguiti.

 

Il senatore NIEDDU (Ulivo), espresso apprezzamento per il lavoro di raccordo svolto dal relatore Ramponi, che ha raccolto molti dei suggerimenti emersi nel corso del dibattito, gli segnala l’opportunità di inserire nella bozza di parere anche un riferimento all’esigenza di un coinvolgimento del Ministero della difesa nella definizione degli obiettivi e delle attività del SIE e del SIN per quanto concerne la Difesa militare, nonché alla necessità di una più compiuta esplicitazione dei compiti del RIS e dei legami funzionali e di coordinamento tra il SIE e il RIS.

Chiede altresì di voler inserire nella bozza di parere, tra le condizioni, l’esigenza di definire in modo più compiuto i compiti del RIS e i rapporti funzionali e di coordinamento tra RIS, SIE e SIN.

 

Il relatore RAMPONI (AN) prende nuovamente la parola, soffermandosi sulle ulteriori osservazioni oggi emerse e dichiarandosi complessivamente disponibile ad effettuare un ulteriore sforzo di raccordo, al fine di pervenire all’espressione di un parere che registri il più ampio consenso della Commissione.

 

Ha quindi la parola il sottosegretario VERZASCHI, il quale nel ringraziare la Commissione per avere effettuato un esame attento e puntuale della normativa, e nel dare atto a tutti gli intervenuti della grande disponibilità dimostrata, registra con favore lo sforzo di pervenire con tempestività all’espressione di un parere condiviso e segnala che anche gli interventi odierni hanno dato indicazioni estremamente importanti dal punto di vista del suo Dicastero. Nel rimettersi al parere che la Commissione vorrà esprimere, si limita a segnalare l’opportunità che vengano date indicazioni di carattere tecnico più specifiche sull’attività del RIS, pervenendosi a una più efficace definizione della norma.

 

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

 La seduta termina alle ore 13,05.

 

 


 

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1335

 

 

 

La Commissione difesa,

 

esaminato il disegno di legge 1335, scelto dalla Commissione di merito come testo base,

formula parere favorevole, a condizione che vengano introdotte le seguenti modifiche:

- a capo del Dipartimento di informazione per la Sicurezza (DIS) sia posto un Sottosegretario alla informazione per la Sicurezza espressamente nominato dal Presidente del Consiglio che rimane, pur sempre, il titolare dell'alta direzione e della responsabilità generale della politica di informazione per la Sicurezza;

- il Dis sia costituito da una direzione e dai due Servizi SIE e SIN;

- il Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza, sia il responsabile dei compiti attribuiti al DIS dall'art. 4;

- per le materie di competenza i direttori dei due Servizi e del DIS riferiscano direttamente al Sottosegretario;

- al direttore del DIS rimanga la competenza di Coordinatore della struttura secondo le linee di politica informativa definita dal Sottosegretario. In conseguenza debbono essere cancellate tutte le norme che indicano il direttore del DIS, funzionario della Pubblica Amministrazione, come tramite tra i Direttori dei Servizi e l'Autorità Politica delegata o addirittura il Presidente del Consiglio;

- sia evidenziato in legge il legame funzionale tra SIE e RIS che dovrebbe prevedere la possibilità, per il SIE, di continuare ad avvalersi delle potenzialità informative del RIS e dei dispositivi tattici di sorveglianza dei teatri delle Forze armate, nonché l'interesse del RIS all'attività di ricerca delle informazioni, soprattutto nelle aree di crisi e di supporto delle reti HUMINT;

- dopo il comma 3 dell'art. 21, venga inserito un comma aggiuntivo che preveda l'attribuzione al CO.PA.CO. del controllo sull'attività del Reparto informazioni e sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa e sull'attività di intelligence svolta da reparti ad hoc delle diverse istituzioni della Pubblica Amministrazione;

- sempre all'art. 21, venga modificata la previsione dell'allineamento del trattamento economico alle qualifiche del personale delle Forze di Polizia, atteso che la delicatezza dell’attività svolta e i rischi che essa comporta giustificano un compenso differenziato, e sia invece mantenuto l'attuale trattamento o ne sia definito uno nuovo, calibrato in base alle diverse funzioni svolte e alla maggiore o minore delicatezza dei compiti svolti dal personale, considerando oltretutto che spesso il rientro nelle amministrazioni di provenienza comporta disagi e svantaggi per coloro che hanno svolto attività di intelligence per un determinato numero di anni;

- sia indicata in legge la Competenza della Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di competenza tra il legislativo e l'esecutivo indicato all'art. 31 comma 10;

- al fine di evitare ridondanze e difficoltà di interpretazione siano cancellate le ripetizioni di norme che compaiono contemporaneamente in articoli diversi. In questo quadro, andranno pertanto aboliti i commi da 1 a 8 dell'art. 41, che ripetono quanto già detto al comma 1 dell'art. 40, e il comma 9 del medesimo art. 41 va inserito nell'ambito delle disposizioni dell'art. 31, poiché trattano entrambi delle funzioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si segnala inoltre che il comma 1 (paragrafo 8) all'art. 28 è identico al comma 1 (paragrafo 8) dell'art. 40; occorre quindi che le due disposizioni vengano meglio coordinate.

Si suggerisce inoltre alla Commissione di merito di apportare al testo le seguenti modifiche:

- all'art. 8, comma 1, sostituire le parole "non possono" con "non devono", al fine di dare maggiore cogenza alla disposizione;

- all'art. 17, comma 2, nell'elenco dei delitti, introdurre anche quelli volti a ledere l'integrità psichica degli individui; al comma 5 del medesimo articolo, inserire un riferimento anche ai Consigli provinciali;

- all'art. 18 comma 4, eliminare l'aggettivo "assoluta", che appare eccessivo, considerate le esigenze operative dei Servizi;

- all'art. 22 introdurre il ricorso ad una camera di conciliazione, che consenta la possibilità di ricorrere a transazioni, sul modello di quanto accade per le controversie dei rapporti di lavoro;

- all'art. 28, comma 1, paragrafo 1, individuare nella figura del procuratore generale il responsabile della decretazione e della custodia degli atti e dei documenti, attualmente definito in modo generico;

- all'art. 30, comma 1, si suggerisce uno snellimento del numero dei componenti del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica; si invita inoltre ad eliminare il comma 6 del medesimo articolo, perché pleonastico;

- all'art. 36, comma 2, si segnala l'opportunità di un inasprimento della pena prevista per eventuali violazioni del segreto da parte di membri del Comitato parlamentare.

 

 

 


 

DIFESA (4a)

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

73ª Seduta (antimeridiana)

 

Presidenza del Presidente

DE GREGORIO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

 

La seduta inizia alle ore 9,05.

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto , approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga.

(68) MALABARBA. - Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell' articolo 204 del codice di procedura penale concernente l'esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalità di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage 

(139) MANTOVANO ed altri. - Norme sulla riforma dell'organizzazione e dei processi relativi alla politica informativa e di sicurezza 

(246) BULGARELLI ed altri. - Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato 

(280) VITALI ed altri. - Disposizioni concernenti la non opponibilità del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo 

(328) RAMPONI. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione per la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato 

(339) COSSIGA. - Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza

(360) COSSIGA. - Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza 

(367) COSSIGA. - Attribuzione al comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato (COPACO) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonché attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d' inchiesta 

(765) COSSIGA. - Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza 

(802) Massimo BRUTTI. - Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza e sul segreto di Stato 

(972) RIPAMONTI. - Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalità di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti 

(1190) CAPRILI ed altri. - Riforma dell'ordinamento del sistema delle informazioni per la sicurezza 

(1203) COSSIGA. - Norme di principio sulla fiducia internazionale e abrogazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in materia di istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato

(Parere alla 1ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere favorevole con osservazioni e condizioni)

 

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 12 giugno scorso.

 

Il relatore RAMPONI (AN) illustra una nuova proposta di parere (allegato al resoconto della seduta odierna), che recepisce gli ulteriori rilievi avanzati nel corso della precedente seduta. Accede quindi ad una richiesta della senatrice VILLECCO CALIPARI (Ulivo), che ritiene che l’espressione "escludendo quindi questi ultimi dall’esercizio dello stesso", di cui al punto 13 della bozza, possa dar luogo a difficoltà interpretative, modificando conseguentemente il testo.

 

Si passa alle dichiarazioni di voto.

 

Il senatore DIVINA (LNP), premesso apprezzamento per l’approfondito lavoro svolto dal relatore, osserva che le numerose condizioni e osservazioni contenute nella proposta di parere integrano una richiesta di radicale modifica del disegno di legge n. 1335 e che di fatto danno luogo ad un parere contrario. Per tali ragioni, si asterrà dalla votazione.

 

Il senatore NIEDDU (Ulivo), nel dichiarare il proprio voto favorevole, esprime apprezzamento per l’approfondita e puntuale attività svolta nella fase istruttoria e per lo sforzo del relatore volto a recepire le osservazioni provenienti da tutte le forze politiche. Ciò, in un contesto politico come l’attuale, rappresenta, a suo avviso, un elemento di notevole positività.

 

Il relatore RAMPONI (AN), nel richiamarsi alle osservazioni del senatore Divina, rileva che le numerose proposte di modifica contenute nello schema di parere, lungi dallo stravolgere l’impianto della riforma, intendono piuttosto migliorare il testo del disegno di legge trasmesso dalla Camera dei deputati.

 

Il presidente DE GREGORIO, espressa soddisfazione per il lavoro svolto dal senatore Ramponi e per lo spirito di collaborazione che ha animato i lavori, auspica che la Commissione di merito tenga conto delle puntuali osservazioni contenute nel parere.

Previa verifica della presenza del prescritto numero dei senatori, pone quindi ai voti lo schema di parere proposto dal relatore, come da ultimo modificato, che risulta approvato.

 

 

 La seduta termina alle ore 9,25.

 

 


 

NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1335

 

 

La Commissione difesa,

 

esaminato il disegno di legge 1335, scelto dalla Commissione di merito come testo base,

esprime, per quanto di competenza,

 

parere favorevole

 

con le osservazioni e le condizioni di seguito riportate.

 

Le condizioni si sostanziano nella richiesta alla Commissione di merito di introdurre le seguenti modifiche al testo:

1. a capo del Dipartimento di informazione per la Sicurezza (DIS) sia posto un Sottosegretario alla informazione per la Sicurezza espressamente nominato dal Presidente del Consiglio, che rimane, pur sempre, il titolare dell'alta direzione e della responsabilità generale della politica di informazione per la Sicurezza;

2. il DIS sia costituito da una Direzione e dai due Servizi SIE e SIN;

3. il Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza sia il responsabile dei compiti attribuiti al DIS dall'articolo 4;

4. per le materie di competenza i direttori dei due Servizi e del DIS riferiscano direttamente al Sottosegretario;

5. al direttore del DIS rimanga la competenza di coordinatore della struttura secondo le linee di politica informativa definita dal Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza. In conseguenza, debbono essere cancellate tutte le norme che indicano il direttore del DIS, che è un pubblico funzionario, come tramite tra i Direttori dei Servizi e l'autorità politica delegata o addirittura il Presidente del Consiglio;

6. siano definiti in modo più compiuto i compiti del RIS ed i rapporti funzionali e di coordinamento tra il RIS, il SIE e il SIN;

7. sia previsto il coinvolgimento del Ministero della difesa nella definizione degli obiettivi e delle correlate attività del SIE e del SIN, nonché nella ricerca della migliore idoneità ed efficacia delle loro strutture, per quanto concerne la sicurezza militare (personale, mezzi e infrastrutture), sia sul territorio nazionale che nelle aree operative all’estero;

8. sia evidenziato in legge il legame funzionale tra SIE e RIS, che dovrebbe prevedere la possibilità per il SIE di continuare ad avvalersi delle potenzialità informative del RIS e dei dispositivi tattici di sorveglianza dei teatri delle Forze armate, nonché l’interesse del RIS all’attività di ricerca delle informazioni, soprattutto nelle aree di crisi e di supporto delle reti HUMINT;

9. il comma 3 dell’articolo 13 sia sostituito dal seguente: «3. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole "per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale" sono sostituite con le seguenti: "per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale o di ogni pericolo o forma di eversione dei gruppi criminali organizzati che minacciano le istituzioni e lo sviluppo della civile convivenza". Per i dati relativi alle comunicazioni si applica l’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, così come modificato dal presente articolo.»

10. all'articolo 21, dopo il comma 3, venga inserito un ulteriore comma che preveda l’attribuzione al CO.PA.CO. del controllo sull’attività del Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa e sull’attività di intelligence svolta da reparti ad hoc delle diverse istituzioni della Pubblica Amministrazione;

11. sempre all'articolo 21, venga modificata la previsione dell’allineamento del trattamento economico alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, atteso che la delicatezza dell’attività svolta e i rischi che essa comporta giustificano un compenso differenziato, e sia invece mantenuto l’attuale trattamento o ne sia definito uno nuovo, calibrato in base alle diverse funzioni svolte e alla maggiore o minore delicatezza dei compiti svolti dal personale, considerando oltretutto che spesso il rientro nelle amministrazioni di provenienza comporta disagi e svantaggi per coloro che hanno svolto attività di intelligence per un determinato numero di anni;

12. all’articolo 24, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente ascolti i direttori del SIE e del SIN prima di autorizzare l’uso di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali;

13. all’articolo 25, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente autorizzi, su proposta dei direttori dei servizi di sicurezza, l’esercizio di attività economiche simulate, escludendo quindi questi ultimi dall’esercizio dello stesso;

14. sia indicata in legge la competenza della Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di competenza tra il legislativo e l'esecutivo di cui all'articolo 31, comma 10;

15. al fine di evitare ridondanze e difficoltà di interpretazione, siano cancellate le ripetizioni di norme che compaiono in articoli diversi. In questo quadro, andranno pertanto cassati i commi da 1 a 8 dell’articolo 41, che ripetono quanto già detto al comma 1 dell’articolo 40, e il comma 9 del medesimo articolo 41 andrà inserito nell’ambito delle disposizioni dell’articolo 31, poiché trattano entrambi delle funzioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si segnala inoltre che il comma 1 (paragrafo 8) dell’articolo 28 è identico al comma 1 (paragrafo 8) dell’art. 40; occorre quindi che le due disposizioni vengano meglio coordinate.

 

Si suggerisce inoltre alla Commissione di merito di apportare al testo le seguenti modifiche:

· all’articolo 8, comma 1, sostituire le parole "non possono" con "non devono", al fine di dare maggiore cogenza alla disposizione;

· all’articolo 17, comma 2, nell’elenco dei delitti, introdurre anche quelli volti a ledere l’integrità psichica degli individui; al comma 5 del medesimo articolo, inserire un riferimento anche ai Consigli provinciali;

· all’articolo 18, comma 4, eliminare l'aggettivo "assoluta", che appare eccessivo, considerate le esigenze operative dei Servizi;

· all’articolo 22, introdurre il ricorso ad una camera di conciliazione, che consenta la possibilità di ricorrere a transazioni, sul modello di quanto accade per le controversie dei rapporti di lavoro;

· all’articolo 28, comma 1, paragrafo 1, individuare nella figura del Procuratore generale il responsabile della secretazione e della custodia degli atti e dei documenti, attualmente definito in modo generico;

· all’articolo 30, comma 1, si suggerisce uno snellimento del numero dei componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; si invita inoltre ad eliminare il comma 6 del medesimo articolo, perché pleonastico;

· all’articolo 36, comma 2, si segnala l'opportunità di un inasprimento della pena prevista per eventuali violazioni del segreto da parte di membri del Comitato parlamentare.

 


 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1335

 

 

La Commissione difesa,

 

esaminato il disegno di legge 1335, scelto dalla Commissione di merito come testo base,

esprime, per quanto di competenza,

 

parere favorevole

 

con le osservazioni e le condizioni di seguito riportate.

 

Le condizioni si sostanziano nella richiesta alla Commissione di merito di introdurre le seguenti modifiche al testo:

1. a capo del Dipartimento di informazione per la Sicurezza (DIS) sia posto un Sottosegretario alla informazione per la Sicurezza espressamente nominato dal Presidente del Consiglio, che rimane, pur sempre, il titolare dell'alta direzione e della responsabilità generale della politica di informazione per la Sicurezza;

2. il DIS sia costituito da una Direzione e dai due Servizi SIE e SIN;

3. il Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza sia il responsabile dei compiti attribuiti al DIS dall'articolo 4;

4. per le materie di competenza i direttori dei due Servizi e del DIS riferiscano direttamente al Sottosegretario;

5. al direttore del DIS rimanga la competenza di coordinatore della struttura secondo le linee di politica informativa definita dal Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza. In conseguenza, debbono essere cancellate tutte le norme che indicano il direttore del DIS, che è un pubblico funzionario, come tramite tra i Direttori dei Servizi e l'autorità politica delegata o addirittura il Presidente del Consiglio;

6. siano definiti in modo più compiuto i compiti del RIS ed i rapporti funzionali e di coordinamento tra il RIS, il SIE e il SIN;

7. sia previsto il coinvolgimento del Ministero della difesa nella definizione degli obiettivi e delle correlate attività del SIE e del SIN, nonché nella ricerca della migliore idoneità ed efficacia delle loro strutture, per quanto concerne la sicurezza militare (personale, mezzi e infrastrutture), sia sul territorio nazionale che nelle aree operative all’estero;

8. sia evidenziato in legge il legame funzionale tra SIE e RIS, che dovrebbe prevedere la possibilità per il SIE di continuare ad avvalersi delle potenzialità informative del RIS e dei dispositivi tattici di sorveglianza dei teatri delle Forze armate, nonché l’interesse del RIS all’attività di ricerca delle informazioni, soprattutto nelle aree di crisi e di supporto delle reti HUMINT;

9. il comma 3 dell’articolo 13 sia sostituito dal seguente: «3. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole "per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale" sono sostituite con le seguenti: "per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale o di ogni pericolo o forma di eversione dei gruppi criminali organizzati che minacciano le istituzioni e lo sviluppo della civile convivenza". Per i dati relativi alle comunicazioni si applica l’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, così come modificato dal presente articolo.»

10.all'articolo 21, dopo il comma 3, venga inserito un ulteriore comma che preveda l’attribuzione al CO.PA.CO. del controllo sull’attività del Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa e sull’attività di intelligence svolta da reparti ad hoc delle diverse istituzioni della Pubblica Amministrazione;

11.sempre all'articolo 21, venga modificata la previsione dell’allineamento del trattamento economico alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, atteso che la delicatezza dell’attività svolta e i rischi che essa comporta giustificano un compenso differenziato, e sia invece mantenuto l’attuale trattamento o ne sia definito uno nuovo, calibrato in base alle diverse funzioni svolte e alla maggiore o minore delicatezza dei compiti svolti dal personale, considerando oltretutto che spesso il rientro nelle amministrazioni di provenienza comporta disagi e svantaggi per coloro che hanno svolto attività di intelligence per un determinato numero di anni;

12.all’articolo 24, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente ascolti i direttori del SIE e del SIN prima di autorizzare l’uso di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali;

13.all’articolo 25, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente autorizzi, su proposta dei direttori dei servizi di sicurezza, l’esercizio di attività economiche simulate;

14.sia indicata in legge la competenza della Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di competenza tra il legislativo e l'esecutivo di cui all'articolo 31, comma 10;

15.al fine di evitare ridondanze e difficoltà di interpretazione, siano cancellate le ripetizioni di norme che compaiono in articoli diversi. In questo quadro, andranno pertanto cassati i commi da 1 a 8 dell’articolo 41, che ripetono quanto già detto al comma 1 dell’articolo 40, e il comma 9 del medesimo articolo 41 andrà inserito nell’ambito delle disposizioni dell’articolo 31, poiché trattano entrambi delle funzioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si segnala inoltre che il comma 1 (paragrafo 8) dell’articolo 28 è identico al comma 1 (paragrafo 8) dell’art. 40; occorre quindi che le due disposizioni vengano meglio coordinate.

 

Si suggerisce inoltre alla Commissione di merito di apportare al testo le seguenti modifiche:

· all’articolo 8, comma 1, sostituire le parole "non possono" con "non devono", al fine di dare maggiore cogenza alla disposizione;

· all’articolo 17, comma 2, nell’elenco dei delitti, introdurre anche quelli volti a ledere l’integrità psichica degli individui; al comma 5 del medesimo articolo, inserire un riferimento anche ai Consigli provinciali;

· all’articolo 18, comma 4, eliminare l'aggettivo "assoluta", che appare eccessivo, considerate le esigenze operative dei Servizi;

· all’articolo 22, introdurre il ricorso ad una camera di conciliazione, che consenta la possibilità di ricorrere a transazioni, sul modello di quanto accade per le controversie dei rapporti di lavoro;

· all’articolo 28, comma 1, paragrafo 1, individuare nella figura del Procuratore generale il responsabile della secretazione e della custodia degli atti e dei documenti, attualmente definito in modo generico;

· all’articolo 30, comma 1, si suggerisce uno snellimento del numero dei componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; si invita inoltre ad eliminare il comma 6 del medesimo articolo, perché pleonastico;

· all’articolo 36, comma 2, si segnala l'opportunità di un inasprimento della pena prevista per eventuali violazioni del segreto da parte di membri del Comitato parlamentare.

 

 


 

DIFESA (4a)

 

GIOVEDÌ 14 GIUGNO 2007

75ª Seduta (antimeridiana)

 

Presidenza del Vice Presidente

GIULIANO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Verzaschi.

 

 La seduta inizia alle ore 9.

 

SUL PARERE RESO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1335

 

 Il presidente GIULIANO (FI), nel rammentare che nella seduta antimeridiana di ieri la Commissione ha espresso parere favorevole con osservazioni e condizioni sul disegno di legge n. 1335, in materia di sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, propone di chiedere, ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del Regolamento, che il parere scritto sia stampato in allegato alla relazione che la Commissione di merito presenterà all’Assemblea.

 

 La Commissione unanime conviene.

 

 

 La seduta, sospesa alle ore 9,05, è ripresa alle ore 9,10.

 

 

 

 


BILANCIO (5a)

 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 5 GIUGNO 2007

74ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 14,40.

 

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(Parere alla 1a Commissione su testo ed emendamenti. Esame e rinvio del testo. Richiesta di relazione tecnica. Rinvio dell’esame degli emendamenti)

 

Il presidente MORANDO (Ulivo), in qualità di relatore, illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il provvedimento non è corredato da relazione tecnica e che l’articolo 29, contenente le norme di contabilità e le disposizioni finanziarie, stabilisce, al comma 6, una clausola di invarianza secondo la quale dall’attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  In relazione all’affermata invarianza degli oneri appare tuttavia opportuno acquisire dal Governo chiarimenti su taluni aspetti del testo. Segnala in primo luogo l’articolo 4, comma 3, lettera i), all’interno del quale viene istituito, presso il DIS, un Ufficio ispettivo attualmente non previsto dalla legislazione vigente. Sempre presso questo organismo è istituito l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSE) (articolo 9). Entrambi questi organismi sono dotati di proprio personale. Infine, presso la medesima struttura, all’articolo 11, si prevede l’istituzione di una Scuola di formazione della cui direzione faranno parte, tra gli altri, esponenti qualificati di centri di eccellenza e universitari. All’articolo 12 si prevede poi l’istituzione di un Comitato di analisi strategica antiterrorismo finalizzato alla collaborazione con tutti gli organismi di sicurezza. Sempre in relazione all’affermata invarianza finanziaria segnala che occorrono chiarimenti sull’articolo 13, che autorizza il DIS, il SIE e il SIN a stipulare convenzioni con tutte le pubbliche amministrazioni e con i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità, con le università e con gli enti di ricerca. Segnala poi l’articolo 21 che disciplina il contingente speciale del personale. In relazione al principio di invarianza apparirebbe opportuno acquisire elementi, in particolare sulla lettera d), che predispone l’individuazione di una quota di personale chiamato a svolgere funzioni di diretta collaborazione con i dirigenti degli organismi di sicurezza e la cui permanenza è legata a quella dei medesimi direttori, e la lettera m), nella quale si stabiliscono i criteri per il riconoscimento della professionalità acquisita presso i servizi in relazione al trattamento economico del personale di altra provenienza e che torna al ruolo di appartenenza. Segnala infine che il comma 6 dell’articolo in questione stabilisce che con regolamento si definirà il trattamento del personale del contingente, sulla base di tabelle di allineamento alle qualifiche del personale delle Forze di polizia. In relazione poi all’articolo 29, che disciplina gli aspetti contabili, segnala in particolare le lettere c) e d) del comma 3, per l’istituzione di un ufficio distaccato della Corte dei Conti presso il DIS e di un Ufficio bilancio e ragioneria distaccato presso il medesimo organismo. Segnala infine che il comma 2 dell’articolo 45 appare contraddittorio rispetto al principio di invarianza degli oneri affermato dall’articolo 29, in quanto vi si afferma che solo in sede di prima applicazione all’attuazione della legge si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente prefigurando un onere non quantificato e non coperto.

 

Il sottosegretario CASULA fa presente l’esigenza che il provvedimento venga corredato di relazione illustrativa e di una relazione tecnica, al fine di verificare che gli oneri ivi recati siano contenuti nell’ambito delle risorse destinate, a legislazione vigente, al funzionamento dell’attuale sistema dei servizi per le informazioni e la sicurezza. Sempre al fine di garantire la neutralità finanziaria del provvedimento, ritiene necessario sopprimere il riferimento: "in sede di prima applicazione" contenuto nell’articolo 45, comma 2. Per quanto concerne, poi, i chiarimenti richiesti sull’articolo 4, comma 3, lettera i), fa presente che il DIS provvederà ai maggiori oneri da sostenere derivanti dall’istituzione dei nuovi uffici avvalendosi, per la Scuola di formazione, delle strutture logistiche, didattiche, impiantistiche e del personale attualmente utilizzati dal SISMI e dal SISDE per l’addestramento dei propri dipendenti; per l’Ufficio centrale per gli archivi, di parte degli spazi, degli apparati e del personale impiegati da CESIS, SISMI e SISDE per la gestione degli archivi di rispettiva competenza. I risparmi derivanti dall’accorpamento di comuni compiti, saranno utilizzati per la gestione degli Archivi; per l’Ufficio ispettivo, si impiegherà il supporto di personale e di risorse strumentali esistenti, mentre gli oneri relativi agli "ispettori" potranno essere sostenuti con le attuali disponibilità finanziarie destinate al pagamento delle competenze del personale. L’Ufficio centrale per la Segretezza svolgerà le proprie attribuzioni utilizzando tutte le risorse attualmente assegnate all’UCSI, ufficio preposto alla tutela amministrativa del segreto. In relazione alle richieste di chiarimento relative all’articolo 13, fa presente che gli eventuali oneri derivanti dalla stipula di talune convenzioni potranno essere assorbiti nell’ambito dei generali costi di funzionamento delle strutture per la realizzazione delle finalità istituzionali e, pertanto, con le risorse attualmente disponibili. Con riferimento all’articolo 21, precisa che i riflessi di natura finanziaria delle disposizioni di cui alla lettera m) sono compensati dai risparmi derivanti dai commi 5 e 6. Occorre inoltre specificare che il trasferimento di personale debba avvenire nell’ambito della normativa vigente in materia di assunzioni e di mobilità del personale del pubblico impiego. Al personale trasferito dovrà essere attribuito il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto dell’amministrazione di destinazione, al fine di evitare che il provvedimento determini nuovi o maggiori oneri, privi di copertura, a carico del bilancio dello Stato.

 

Il PRESIDENTE, preso atto della esigenza di disporre una relazione tecnica sostenuta anche dal Ministero dell’economia e delle finanze, propone di rinviare l’esame in attesa di tale documento. Propone, altresì, di rinviare l’esame degli emendamenti.

 

La Sottocommissione delibera la predisposizione della relazione tecnica sul testo ed il seguito dell’esame viene pertanto rinviato. Viene altresì rinviato l’esame degli emendamenti.

 

 

 

 


 

BILANCIO (5a)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2007

83ª Seduta (antimeridiana)

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 9.

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(Parere alla 1a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta pomeridiana del 5 giugno scorso.

 

Il sottosegretario CASULA dà lettura di una nota del CESIS, che deposita agli atti, nella quale si chiarisce che in relazione all’articolo 4, comma 3, lettera i) il personale viene reso disponibile nell’ambito della complessiva riorganizzazione del settore, nel rispetto delle risorse finanziarie già disponibili nel comparto. In ordine all’articolo 9 chiarisce che non si determinano spese aggiuntive così come in relazione all’articolo 11 le spese di formazione saranno effettuate con le risorse umane già disponibili. In relazione all’articolo 12, comma 2, la struttura di riferimento risulta già prevista dall’articolazione dell’amministrazione determinata nell’anno 2004, mentre non determinano impegni aggiuntivi di spesa le disposizioni dell’articolo 21, lettera d) nonché lettera m), quest’ultima non determinando benefici premiali, ma volta solo a evitare penalizzazioni. In ordine all’articolo 29, non si determinano oneri aggiuntivi, mentre in relazione all’articolo 45, comma 2, rileva che la disposizione risulta connessa all’articolo 44 del provvedimento in esame ed evidenzia che gli effetti finanziari del provvedimento potranno essere concretamente valutati ad esito della fase di prima applicazione della normativa.

 

Il PRESIDENTE, dopo aver richiesto taluni chiarimenti in ordine all’articolo 45, comma 2, chiede che sia fornita al riguardo una apposita nota esplicativa della Ragioneria generale dello Stato, stanti taluni profili di contraddittorietà nell’ambito degli elementi forniti al riguardo dalla nota depositata dal rappresentante del Governo, in particolare risultando necessario chiarire l’invarianza finanziaria a regime e non solo per la prima fase applicativa della normativa.

 

Il seguito dell’esame è dunque rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 9,30.

 

 

 

 


 

BILANCIO (5a)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 27 GIUGNO 2007

88ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 14,40.

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga

(Parere alla 1a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana del 20 giugno 2007.

 

Il PRESIDENTE ricorda che era stata richiesta la relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame, debitamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato.

 

Il sottosegretario CASULA deposita agli atti la relativa relazione tecnica, con allegata una nota di verifica della Ragioneria generale dello Stato, nella quale si rileva l’assenza di effetti finanziari connessi al provvedimento.

 

Il PRESIDENTE propone dunque di rinviare l’esame del provvedimento, al fine di approfondire i contenuti della relazione tecnica depositata e acquisita agli atti.

 

Il seguito dell’esame viene pertanto rinviato.

 

 


 

BILANCIO (5a)

Sottocommissione per i pareri

 

GIOVEDÌ 28 GIUGNO 2007

89ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 8,40.

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga)

(Parere alla 1a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, e con osservazioni, sul testo. Parere in parte non ostativo; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, in parte non ostativo con osservazioni, sugli emendamenti)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana del 20 giugno 2007.

 

Il presidente relatore MORANDO (Ulivo) ricorda che, a seguito della richiesta di relazione tecnica formulata dalla Sottocommissione, il Governo ha depositato una nota recante relazione tecnica, vidimata dalla Ragioneria generale dello Stato. Rileva tuttavia che il tenore di tale nota non corrisponde propriamente al contenuto di relazione tecnica in senso proprio, atteso che non vi sono puntuali aspetti di quantificazione in relazione ai profili riguardanti il numero dei dipendenti interessati dalla riorganizzazione del settore dei servizi segreti nonché i relativi emolumenti. Posta tuttavia la peculiarità della materia oggetto del provvedimento, in relazione alla quale non sembra profilarsi la possibilità di acquisire puntuali dati numerici sull’organizzazione dei servizi segreti, evidenzia che gli elementi forniti dal Governo nella nota citata appaiono comunque rispondere ai rilievi sollevati in sede di relazione illustrativa. Preso atto dunque di tali chiarimenti, propone l’espressione di un parere di nulla osta sul testo del provvedimento, nel quale siano tuttavia elencati una serie di presupposti in relazione ai punti evidenziati nella relazione illustrativa, sui quali il Governo ha chiarito che possa operarsi nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente. Propone inoltre che nel parere sia posta una condizione ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione in ordine all’articolo 45 del testo, per l’inserimento, all’inizio del comma 2 dell’articolo, della parola: "anche", ciò al fine di chiarire che la clausola di invarianza finanziaria, già espressa nell’articolo 29 del provvedimento, deve valere in via permanente per tutta la fase attuativa della riorganizzazione dei servizi segreti, e non già solo in relazione alla prima fase attuativa, come invece potrebbe ritenersi sulla base dell’attuale formulazione del testo. Rileva al riguardo che lo stesso chiarimento fornito dal Governo in relazione all’articolo 45 pone un elemento interpretativo in tal senso, chiarendo che l’articolo in questione si pone in linea e non risulta in contraddizione con la clausola di invarianza finanziaria di cui all’articolo 29. Tuttavia, a fini di maggiore certezza normativa, appare opportuno l’inserimento di un’apposita condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che chiarisca in via espressa la valenza generale, e non solo in sede di prima attuazione, della clausola di invarianza finanziaria.

In relazione alle proposte emendative segnala le proposte 5.0.1, 8.0.3, 8.0.4, 43.1 e 45.0.1, in quanto appaiono suscettibili di determinare maggiori oneri privi di adeguata copertura finanziaria. In relazione alle proposte 21.28 (testo 2), 21.7, 21.1 e 21.17 ritiene necessario valutarne gli effetti finanziari posto che, in materia di trattamento economico dei nuovi servizi segreti, viene eliminato il criterio di riferimento alle tabelle di allineamento al personale della polizia. Osserva, pertanto, la necessità di valutare se l’eliminazione di tale parametro sia compatibile con il vincolo dell’invarianza degli oneri di cui all’articolo 29. Sulla proposta 45.0.2, posto che sopprime e trasforma le attuali strutture dei servizi segreti in altri organismi, ritiene utile valutare l’opportunità di introdurre una clausola di invarianza degli oneri.

Fa presente, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretari CASULA esprime il parere contrario del Governo, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 5.0.1, 8.0.3, 8.0.4, 43.1, 45.0.1, nonché sugli emendamenti 21.28 (testo 2), 21.7, 21.1 e 21.17, in relazione all’eliminazione del criterio di riferimento alle tabelle di allineamento al personale della polizia. Esprime, infine, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 45.0.2.

 

Il presidente relatore MORANDO (Ulivo), in relazione alla proposta 45.0.2, rileva tuttavia che la stessa potrebbe ritenersi corretta dal punto di vista finanziario laddove venisse inserita una clausola di invarianza finanziaria. Propone dunque di formulare un parere di nulla osta sulla proposta 45.0.2, condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, all’inserimento di una clausola di invarianza finanziaria analogamente a quanto previsto nel testo del provvedimento. Aggiunge poi che l’emendamento 21.25 (testo 2) incide sull’articolo 21, comma 2, lettera m), del testo in relazione al quale è stata rilevata la necessità di un chiarimento in ordine alla effettività dell’invarianza finanziaria. Posto che su tale punto sono intervenuti i chiarimenti del Governo e che in base a quanto già osservato risulta opportuno l’inserimento di un apposito presupposto nell’ambito del parere sul testo per tale profilo, propone di esprimere, anche in relazione a tale ultima proposta emendativa, un parere di nulla osta sulla base del medesimo presupposto di invarianza finanziaria. Pone dunque ai voti una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sul testo, condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, a che nell’articolo 45, comma 2, le parole "2. In sede di prima applicazione," siano sostituite dalle seguenti "2. Anche in sede di prima applicazione,".

Il parere di nulla osta è altresì reso nei seguenti presupposti:

- che, in relazione all’articolo 4, comma 3, lettera i), l’istituzione e il funzionamento dell’Ufficio ispettivo presso il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza sia effettuata nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente;

- che l’Ufficio centrale per la segretezza di cui all’articolo 9 costituisca una mera trasformazione della struttura già attualmente prevista, potendosi dunque operare nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente;

- che, in ordine all’articolo 11, l’istituzione e il funzionamento della Scuola di formazione avvenga nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;

- che la facoltà di stipula di convenzioni di cui all’articolo 13, comma 1, non determini nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, operando nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio già previsti a legislazione vigente;

- che la previsione di cui all’articolo 21, comma 2, lettera d) non determini incrementi in ordine alla spesa per il personale;

- che, in relazione all’articolo 21, comma 2, lettera m), non si determino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, risultando il meccanismo ivi delineato operante nell’ambito della legislazione vigente;

- che dalla disposizione dell’articolo 21, comma 6, concernente l’allineamento delle qualifiche e la determinazione del trattamento economico onnicomprensivo non derivino incrementi in ordine alla spesa per il personale;

- che, in ordine all’articolo 29, comma 3, lettere c) e d), non si prevedono trattamenti aggiuntivi in relazione allo svolgimento delle attività degli uffici distaccati, che operano nell’ambito delle risorse già previste a legislazione vigente.

 In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 5.0.1, 8.0.3, 8.0.4, 43.1, 45.0.1, 21.28 (testo 2), 21.7, 21.1 e 21.17. In relazione alla proposta 45.0.2, il parere è di nulla osta condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, a che sia inserito in fine un ulteriore comma recante le seguenti parole: "5. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.". In merito alla proposta 21.25 (testo 2), esprime parere di nulla osta nel presupposto, in relazione al parere reso sull’articolo 21, comma 2, lettera m) del testo, che non si determino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, risultando il meccanismo ivi delineato operante nell’ambito della legislazione vigente.

Esprime, infine, parere di nulla osta sui restanti emendamenti.".

 

La Sottocommissione approva infine la proposta di parere del Presidente.

 


 

FINANZE E TESORO (6a)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

13ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BONADONNA

 

La Sottocommissione ha adottato le seguenti deliberazioni per i provvedimenti deferiti:

 

 

 alla 1a Commissione:

 

(1335) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Ascierto; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Boato; Boato; Scajola ed altri; D'Alia; Maroni ed altri; Cossiga; Cossiga : parere favorevole;

 

 

 

 


 

BILANCIO (5a)

 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 24 LUGLIO 2007

101ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 10,10.

 

(1335-A) Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Ascierto; Zanotti ed altri; Naccarato; Mattarella ed altri; Galante ed altri; Deiana; Fiano; Gasparri ed altri; Mascia; Boato; Scajola ed altri; D’alia; Maroni ed altri; Cossiga

(Parere all’Assemblea su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo, sul testo. Parere in parte non ostativo; in parte non ostativo condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale)

 

Il presidente MORANDO (Ulivo), in qualità di relatore, illustra il provvedimento in titolo ed i relativi emendamenti trasmessi dall’Assemblea, segnalando, per quanto di competenza, che non vi sono osservazioni da formulare sul testo. Per quanto concerne gli emendamenti, segnala le proposte 21.17 e 21.12, in quanto analoghe o identiche a emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha reso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

Segnala poi le proposte 21.280 e 21.400. Esse sono volte a sostituire il criterio di riferimento alle tabelle di allineamento al personale della polizia nella determinazione del trattamento economico del personale dei nuovi servizi segreti – criterio che potenzialmente potrebbe determinare un costo medio di personale inferiore rispetto a quello vigente – con una disposizione più generale che, in luogo di parametri tabellari, prevede il limite degli ordinari stanziamenti di bilancio. Le proposte richiamano anche il vincolo dell’invarianza degli oneri di cui all’articolo 29. Occorre acquisire conferma dal Governo dell’effettiva compatibilità di tali disposizioni con i suddetti vincoli. Per quanto concerne le proposte 1.200, 1.201, 6.200 e 7.200, occorre valutare se siano idonee a istituire figure di dirigenti di prima fascia non previste a legislazione vigente e quindi incompatibili con la clausola di invarianza degli oneri di cui all’articolo 29, comma 6. Infine, segnala la proposta 43.500 in quanto volta ad istituire, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, un Comitato di otto esperti. Ritiene necessario valutare la congruità della clausola di invarianza degli oneri sia con riferimento alla partecipazione degli otto esperti sia alla necessità, non indicata nella proposta emendativa, di prevedere una segreteria del Comitato. Segnala, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA conferma che non vi sono osservazioni da formulare sul testo. Conviene altresì con l’avviso contrario sulle proposte 21.17 e 21.12. In relazione agli emendamenti 21.280 e 21.400, considerato che la nuova formulazione assicura l’invarianza della spesa, esprime avviso favorevole. Suggerisce poi di sostituire il riferimento agli ordinari stanziamenti di bilancio con quello alle risorse finanziarie attualmente previsto a legislazione vigente. Sul piano concreto, l’effettività della spesa dovrà essere garantita rimodulando l’attuale struttura retributiva senza incrementare la consistenza dell’organico e le correlate risorse. Esprime poi avviso contrario sulle proposte 1.200, 1.201, 6.200 e 7.200, in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri non quantificati né coperti. In relazione alla proposta 43.500, rileva che essa si pone in contraddizione con la ratio dell’articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006, volto ad evitare la proliferazione di nuovi organismi soprattutto ove sia possibile utilizzare quelli già esistenti.

 

Il presidente MORANDO rileva che, alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo e con le modifiche suggerite, sulle proposte 21.280 e 21.400 si potrebbe esprimere un parere di nulla osta condizionato all’accoglimento della clausola indicata dal Rappresentante del Governo. Infatti, le stesse, pur prevedendo disposizioni che finanziariamente sono meno virtuose di quelle previste nel testo, tuttavia sono compatibili con la clausola di invarianza. In qualità di relatore, illustra quindi una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul testo. Esprime parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 21.17, 21.12, 1.200, 1.201, 6.200 e 7.200. Esprime parere di semplice contrarietà sulla proposta 43.500. Esprime parere non ostativo sui restanti emendamenti, ad eccezione delle proposte 21.280 e 21.400 sulle quali il parere è condizionato ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione alla sostituzione delle parole: "degli ordinari stanziamenti di bilancio" con le seguenti: "delle risorse finanziarie previste a legislazione vigente".".

 

La Sottocommissione approva, infine, la proposta del Presidente relatore.

 

 

 

 


Relazione della 1a Commissione
(Affari costituzionali
)

 


 

SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 1335, 68, 139, 246, 280, 328, 339, 360, 367, 765, 802, 972, 1190 e 1203-A

RELAZIONE DELLA 1ª COMMISSIONE PERMANENTE

(AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL’INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE)

(Relatori PASTORE e SINISI)

 

Comunicata alla Presidenza il 18 luglio 2007

 

SUL

 

DISEGNO DI LEGGE

 

Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica
e nuova disciplina del segreto (n.1335)

 

approvato dalla Camera dei deputati il 15 febbraio 2007, in un testo risultante
dall’unificazione dei disegni di legge

 

d’iniziativa dei deputati ASCIERTO (445); ZANOTTI, LENZI, BAFILE, BELLILLO, BOFFA, BORGHESI, BRANDOLINI, BUCCHINO, BURGIO, BURTONE, CACCIARI, CARDANO, CARTA, CASSOLA, D’ANTONA, DE ZULUETA, DEIANA, D’ELIA, DURANTI, FARINA Gianni, FIANO, FONTANA Cinzia Maria, FRIGATO, GENTILI, GHIZZONI, GIULIETTI, GRASSI, GRILLINI, LO MONTE, LONGHI, LUMIA, MARIANI, MURA, NICCHI, RAMPI, ROSSI GASPARRINI, ROTONDO, SAMPERI, SINISCALCHI, SQUEGLIA, SUPPA, TOLOTTI, TRANFAGLIA, TRUPIA e VOLPINI (982); NACCARATO (1401); MATTARELLA, AMICI e NACCARATO (1566); ASCIERTO (1822); GALANTE, LICANDRO, DILIBERTO, SGOBIO, BELLILLO, CANCRINI, CESINI, CRAPOLICCHIO, DE ANGELIS, NAPOLETANO, PAGLIARINI, PIGNATARO Ferdinando Benito, SOFFRITTI, TRANFAGLIA, VACCA e VENIER (1974); DEIANA (1976); FIANO (1991); GASPARRI, BOCCHINO e LA RUSSA (1996); MASCIA (2016); BOATO (2038); BOATO (2039); BOATO (2040); SCAJOLA, BRESSA, D’ALIA e FIANO (2070); D’ALIA (2087); MARONI, COTA, ALESSANDRI, ALLASIA, BODEGA, BRICOLO, BRIGANDÌ, CAPARINI, DOZZO, DUSSIN, FAVA, FILIPPI, FUGATTI, GARAVAGLIA, GIBELLI, GIORGETTI Giancarlo, GOISIS, GRIMOLDI, LUSSANA, MONTANI, PINI, POTTINO E STUCCHI (2105); COSSIGA (2124); COSSIGA (2125)

 

(V. Stampati Camera nn.445, 982, 1401, 1566, 1822, 1974, 1976, 1991, 1996, 2016, 2038, 2039, 2040, 2070, 2087, 2105, 2124 e 2125)

 

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 19 febbraio 2007

———–

 

 

E SUI

 

DISEGNI DI LEGGE

 

Norme in materia di durata del segreto di Stato e modifica dell’articolo 204 del codice di procedura penale concernente l’esclusione del segreto di Stato per i reati commessi per finalità di terrorismo e di eversione e per i delitti di strage (n. 68)


d’iniziativa del senatore MALABARBA

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 28 APRILE 2006

—–——

 

 

Norme sulla riforma dell’organizzazione e dei processi relativi
alla politica informativa e di sicurezza (n. 139)

 

d’iniziativa dei senatori MANTOVANO, BALBONI, BATTAGLIA Antonio, BIANCONI, CARRARA, CARUSO, CURSI, FLUTTERO, IZZO, MANTICA, MATTEOLI, MAURO, MENARDI, MORSELLI, MUGNAI, PITTELLI, PONTONE, SAPORITO, SELVA, TOFANI, TOTARO, VALDITARA, VALENTINO, VIESPOLI, DE ANGELIS e CURTO

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 3 MAGGIO 2006

———–

 

 

Disposizioni in materia di accesso ai documenti di Stato e istituzione di una Commissione per la desecretazione degli atti di Stato (n. 246)

 

d’iniziativa dei senatori BULGARELLI, DE PETRIS, MALABARBA, PALERMI, BODINI, CAPRILI, COSSUTTA, DONATI, GRASSI, MARTONE, PETERLINI, RIPAMONTI, ROSSI Fernando, SILVESTRI, SODANO e TIBALDI

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 5 MAGGIO 2006

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Disposizioni concernenti la non opponibilità del segreto di Stato nel corso di procedimenti penali relativi a delitti di strage e terrorismo (n. 280)

 

d’iniziativa dei senatori VITALI, CALVI, LEGNINI, FRANCO Vittoria, PIGNEDOLI, ZAVOLI, ENRIQUES, NIEDDU, BARBOLINI, BANTI, RUSSO SPENA, MERCATALI, MAGISTRELLI, MANZELLA, CASSON, CARLONI, SOLIANI, COSSUTTA, MARTONE e GRASSI

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’8 MAGGIO 2006

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Nuovo ordinamento dei servizi di informazione
per la sicurezza e disciplina del segreto di Stato (n. 328)

 

d’iniziativa del senatore RAMPONI

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 15 MAGGIO 2006

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Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza (n. 339)

 

d’iniziativa del senatore COSSIGA

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 15 MAGGIO 2006

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Nuovo ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza (n. 360)

 

d’iniziativa del senatore COSSIGA

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 17 MAGGIO 2006

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Attribuzione al Comitato parlamentare per il controllo dei servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di Stato (COPACO) di compiti e correlative funzioni afferenti al contrasto, alla prevenzione e alla repressione del terrorismo interno e internazionale, nonché attribuzione in via permanente dei poteri di commissione parlamentare d’inchiesta (n. 367)


d’iniziativa del senatore COSSIGA

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 17 MAGGIO 2006

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Disposizioni in materia di segretezza delle comunicazioni
degli agenti dei servizi di informazione e sicurezza (n. 765)

 

d’iniziativa del senatore COSSIGA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 10 LUGLIO 2006

 

Nuove norme sul sistema di informazione per la sicurezza
e sul segreto di Stato (n. 802)

 

d’iniziativa del senatore BRUTTI Massimo

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 13 LUGLIO 2006

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Nuove norme in materia di esclusione del segreto di Stato per i reati commessi con finalità di terrorismo e per i delitti di strage ed estensione delle disposizioni del codice di procedura penale relative al segreto di Stato ai processi penali che proseguono con le norme previgenti (n. 972)

 

d’iniziativa del senatore RIPAMONTI

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 19 SETTEMBRE 2006

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Riforma dell’ordinamento del sistema delle informazioni
per la sicurezza (n. 1190)

 

d’iniziativa dei senatori CAPRILI, DI LELLO FINUOLI, RUSSO SPENA, ALBONETTI, ALFONZI, ALLOCCA, BOCCIA Maria Luisa, BONADONNA, BRISCA MENAPACE, CAPELLI, CONFALONIERI, DEL ROIO, EMPRIN GILARDINI, GAGGIO GIULIANI, GIANNINI, GRASSI, LIOTTA, MARTONE, NARDINI, PALERMI, TECCE, TURIGLIATTO, VALPIANA, VANO e ZUCCHERINI

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 22 NOVEMBRE 2006

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Norme di principio sulla fiducia internazionale e abrogazione della legge 24 ottobre 1977, n.801, in materia di istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato (n. 1203)

d’iniziativa del senatore COSSIGA

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 5 DICEMBRE 2006

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dei quali la Commissione propone l’assorbimento
nel disegno di legge n.—1335

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NONCHÉ SULLE

 

PETIZIONI

del signor Salvatore Acanfora (n.45)

PRESENTATA ALLA PRESIDENZA L’11 LUGLIO 2006

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del signor Salvatore Acanfora (n.399)

PRESENTATA ALLA PRESIDENZA IL 13 MARZO 2007

 

 

 

 


 


Onorevoli Senatori. – Il tentativo di riforma esperito nella scorsa legislatura, una riforma limitata dell’organizzazione dei servizi che, approvata dal Senato, non ebbe in tempo utile l’assenso della Camera dei deputati, aveva il pregio di introdurre garanzie funzionali per il personale dei servizi di intelligence e una nuova disciplina del segreto di Stato. Il disegno di legge in esame, ampliando l’ambito dell’intervento, incide sulla struttura dei servizi definendo opportunamente le responsabilità dei soggetti del sistema di informazione per la sicurezza. In particolare, vi è l’attribuzione in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei ministri delle funzioni di direzione e di responsabilità generale della politica informativa per la sicurezza, mentre al Parlamento è demandato il controllo, attraverso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Inoltre, si prevede una più netta separazione dei compiti del Servizio di informazione per la sicurezza esterna (nel testo della Commissione, Agenzia informazioni e sicurezza esterna – AISE) e del Servizio di informazione per la sicurezza interna (nel testo della Commissione, Agenzia informazioni e sicurezza interna – AISI), che consentirà di superare il rischio di sovrapposizione e di interferenze.

Il disegno di legge in esame, introducendo il riferimento alla sicurezza della Repubblica, amplia la missione dei servizi d’informazione rispetto a tutte le articolazioni pubbliche.

Nel testo approvato dalla Camera dei deputati, l’articolo 1 riunifica le responsabilità dei servizi in capo al Presidente del Consiglio individuato come Autorità nazionale per la sicurezza, e l’articolo 2 elenca le componenti del sistema: il Presidente del Consiglio dei ministri, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), l’Autorità delegata, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), il Servizio informazioni per la sicurezza esterna (SIE) e il Servizio informazioni per la sicurezza interna (SIN). L’articolo 3 introduce la figura dell’Autorità delegata che il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di istituire senza deliberazione del Consiglio dei ministri.

L’articolo 4 istituisce il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza cui è preposto un direttore generale nominato dal Presidente del Consiglio. Ha la funzione di svolgere analisi globali, oltre a quella tradizionale di coordinamento, ma non può mantenere rapporti con i servizi di informazione stranieri. Inoltre, svolge attività di controllo attraverso l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSe), che ai sensi dell’articolo 9 si occupa del segreto amministrativo e delle classifiche di segretezza e dei NOS (nulla osta di segretezza) la cui durata è limitata a cinque anni per la classifica di «segretissimo» e a dieci anni per le altre classifiche.

Il CISR, disciplinato dall’articolo 5, ha funzioni di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi in materia di sicurezza. Vi partecipano oltre che il Presidente del Consiglio l’Autorità delegata e i Ministri degli affari esteri, dell’interno, della difesa, della giustizia e dell’economia ed eventualmente, in relazione agli argomenti da trattare, altri Ministri e i direttori del SIE e del SIN.

Gli articoli 6 e 7 definiscono rispettivamente il SIE e il SIN, competente il primo riguardo alle minacce esterne e il secondo rispetto a quelle interne. L’articolo 8 dispone l’esclusività delle funzioni dei due servizi e limita quelle del Reparto informazioni e sicurezza (RIS) dello stato maggiore della difesa ad attività tecnico-militari. L’articolo 10 istituisce l’Ufficio centrale archivi (UCA), mentre l’articolo 11 istituisce presso il DIS la scuola di formazione del personale. Gli articoli da 12 a 16 fissano le regole e i doveri di collaborazione con le forze armate e le forze di polizia, con le pubbliche amministrazioni, i soggetti erogatori di servizi pubblici e l’amministrazione della giustizia. In proposito, va sottolineato il rilievo degli articoli 118-bis, 256-bis e 256-ter, introdotti nel codice di procedura penale per disciplinare la raccolta di informazioni provenienti dal sistema giudiziario e l’acquisizione di documenti rilevanti da parte dell’autorità giudiziaria.

Quanto alla disciplina delle garanzie funzionali (articoli 17-20), l’articolo 9 della legge n. 146 del 2006, ha ratificato una convenzione delle Nazioni Unite in materia, introducendo una disciplina omogenea per gli operatori di polizia giudiziaria impiegati in tecniche speciali di investigazione. Si prevede una causa di giustificazione per il personale impiegato in attività di intelligence, per le attività autorizzate e indispensabili per gli obiettivi istituzionali. Sono esclusi i delitti che ledono o mettono in pericolo la vita, l’integrità fisica, la libertà personale e morale, la salute e l’incolumità delle persone, nonché l’attentato ad organi costituzionali e ad assemblee regionali, l’attentato ai diritti politici e i delitti contro l’amministrazione della giustizia. L’esimente non si applica per la sottrazione, soppressione e falsificazione di documenti sulla sicurezza dello Stato e per i reati di sfruttamento della prostituzione.

L’articolo 21 demanda la disciplina del personale a un regolamento e l’articolo 22 reca disposizioni in materia di controversie di lavoro, mentre l’articolo 23 preclude le qualifiche di ufficiale o agente di polizia giudiziaria e di polizia di Stato per il personale dei servizi. Con gli articoli 24 e 25 si prevedono l’identità di copertura autorizzata dal servizio e la possibilità di svolgere attività economiche simulate, mentre l’articolo 26 è volto a impedire la costituzione di archivi illegali e a garantire la riservatezza dei dati e delle informazioni.

Il disegno di legge prevede, inoltre, una tutela per il personale dei servizi nel corso dei processi e nel caso di intercettazioni (articoli 27 e 28), mentre l’articolo 29 reca disposizioni in materia di contabilità e specifiche procedure di attribuzione delle risorse, compreso un rafforzamento dei vincoli di segretezza per gli organismi deputati al controllo.

Gli articoli successivi disciplinano il controllo parlamentare ridefinendo la composizione e i poteri del COPACO al quale il Presidente del Consiglio dei ministri presenta una relazione semestrale (articoli 30-33). L’articolo 39 ridefinisce la disciplina del segreto di Stato limitandone l’applicazione in funzione dell’integrità della Repubblica, in difesa delle istituzioni costituzionali, dell’indipendenza dello Stato, della preparazione e difesa militare. Il segreto cessa decorsi 15 anni e può essere prorogato non oltre i 30 anni, salvo il caso di cessazione anticipata che può essere disposta dal Presidente del Consiglio, qualora vengano meno le esigenze che ne determinarono l’apposizione. L’articolo 40 sostituisce l’articolo 202 del codice di procedura penale, sancendo l’obbligo dei pubblici ufficiali, pubblici impiegati e incaricati di pubblico servizio di astenersi dal deporre su fatti coperti dal segreto di Stato e prevedendo che l’autorità giudiziaria sospenda ogni iniziativa volta ad acquisire elementi relativi all’oggetto del segreto; essa, tuttavia, può sollevare conflitto di attribuzione, nel qual caso la Corte costituzionale può accedere anche agli atti oggetti del segreto.

Infine, l’articolo 43 definisce le procedure per l’emanazione dei regolamenti di attuazione, l’articolo 44 abroga le disposizioni incompatibili e la legge n. 801 del 1977, l’articolo 45 fissa il termine per l’entrata in funzione del CISR e l’articolo 46 stabilisce in sessanta giorni il termine per l’entrata in vigore della legge.

La Commissione ha svolto un esame molto accurato, nella condivisione generale, unanime, del testo già approvato dalla Camera dei deputati, nella sua impostazione fondamentale. Pertanto, le modifiche proposte si limitano ad alcuni adattamenti, pur rilevanti, ma tali da non alterare le scelte qualificanti compiute di comune accordo dall’altro ramo del Parlamento.

In particolare, all’articolo 1, comma 2, si preferisce non indicare nel Presidente del Consiglio l’Autorità nazionale per la sicurezza, all’articolo 2 si definisce in altro modo la denominazione dei nuovi servizi, scegliendo quella di Agenzie, anche in conformità ad analoghe esperienze straniere.

All’articolo 4 e, simmetricamente, all’articolo 12, si precisa che le informazioni richieste dal DIS alle forze di polizia secondo le disposizioni dello stesso articolo 2 possono essere acquisite solo con il nulla osta dell’autorità giudiziaria, che a sua volta può trasmettere atti e informazioni anche di propria iniziativa, quando quelle informazioni siano relative a indagini di polizia giudiziaria e, comunque, fermo restando quanto disposto dal nuovo articolo 118-bis del codice di procedura penale, inserito nell’ordinamento dall’articolo 14 del testo in esame.

All’articolo 6, comma 8, e così pure all’articolo 7, comma 8, si integrano le disposizioni concernenti l’obbligo di informativa del direttore delle Agenzie nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità delegata, se istituita; si prevede, in particolare, che di norma l’informativa transita per il tramite del direttore generale del DIS, salvo i casi di urgenza o circostanze particolari, che rendano ammissibile una informativa diretta all’autorità politica, con immediata comunicazione anche al direttore del DIS.

All’articolo 8, comma 2, si precisa che il RIS svolge in particolare ogni attività informativa utile alla tutela dei presìdi e delle attività delle forze armate all’estero.

All’articolo 11 si include l’aggiornamento professionale tra i compiti della Scuola di formazione istituita nell’ambito del DIS.

All’articolo 13, il comma 3, che si propone di aggiungere, integra la disciplina già contenuta nell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 144 del 2005, convertito in legge, anche in riferimento al crimine organizzato di stampo mafioso: si tratta di assicurare anche al servizio per la sicurezza interna la possibilità di svolgere intercettazioni e controlli preventivi sulle comunicazioni personali, per la persecuzione di reati di particolare gravità.

L’articolo 21 subisce alcune, limitate modifiche concernenti lo status e il trattamento del personale.

All’articolo 24 si prevede che l’identità di copertura sia autorizzata sempre su proposta dei direttori delle Agenzie; nello stesso senso è integrato l’articolo 25, quanto alle attività simulate.

L’articolo è modificato, nel comma 7, in tema di conflitto di attribuzione concernente il segreto di Stato: qualora sia negata la sussistenza del segreto, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo sul medesimo oggetto. Se invece la sussistenza del segreto è affermata, l’autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare atti o documenti sui quali il segreto è stato opposto.

L’articolo 29 è integrato con alcune precisazioni inerenti alla normativa di contabilità e ai relativi procedimenti.

L’articolo 39, concernente il segreto di Stato, al comma 3 è modificato con la prescrizione secondo cui la copertura del segreto, quando la conoscenza possa ledere gravemente le finalità di tutela dell’integrità repubblicana, delle istituzioni, della difesa dello Stato, non è correlata alla classifica di segretezza eventualmente e legittimamente apposta.

Nell’articolo 44, infine, relativo alle abrogazioni, è introdotta una disposizione di diritto intertemporale relativa al personale.

La riforma del sistema della informazione e sicurezza italiana prevista da questo disegno di legge ha un carattere di novità che va oltre le modifiche legislative. Introduce un sistema più moderno, coerente con le più accreditate strutture di intelligence internazionali, chiaro nella divisione dei compiti, senza rinunciare alla unitarietà delle responsabilità politiche e istituzionali, maturo nelle scelte sul reclutamento e sulla formazione del proprio personale.

Sotto questo punto di vista il rafforzamento delle capacità operative delle Agenzie di informazione e sicurezza risulta ben bilanciato dalle funzioni di controllo democratico affidate agli organismi parlamentari e della Corte dei conti, che potranno vigilare con strumenti nuovi sulla attività in concreto autorizzata e svolta e sulle spese che a tal fine saranno sostenute.

Questo Parlamento realizza nella sua piena condivisione sin qui manifestata un intervento su uno degli anelli più importanti e delicati dell’assetto istituzionale del nostro Paese.

Il metodo non è estraneo alla qualità del risultato e insegna che le Istituzioni attraverso le quali lo Stato si manifesta non possono che essere un patrimonio condiviso della nostra Nazione.

Pastore e Sinisi, relatori

 

 



 

PARERE DELLA 2ª COMMISSIONE PERMANENTE

(GIUSTIZIA)

 


(Estensore: Boccia Maria Luisa)

sul disegno di legge n. 1335

 

5 luglio 2007

 

La Commissione, esaminati i disegni di legge in titolo, rilevato che:

– l’articolo 17, nel disciplinare condizioni e modalità applicative delle garanzie funzionali, prevede ai commi 2, 3 e 4, una serie di reati per i quali tali scriminanti non sono applicabili, in ragione della gravità e del disvalore sociale connesso alla condotta illecita. In tale categoria di reati non sono tuttavia compresi delitti – la cui gravità è certamente pari, se non maggiore di quella che caratterizza i reati compresi nella suddetta categoria – quali il sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’articolo 630 del codice penale, la banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17. In assenza di una riformulazione della norma – tale da escludere anche i suddetti delitti dal novero delle condotte autorizzabili ai sensi dell’articolo 17 – la disposizione solleverebbe dubbi di legittimità costituzionale anche sotto il profilo del rispetto del principio di ragionevolezza di cui all’articolo 3 della Costituzione, a motivo del trattamento irragionevolmente diverso previsto per reati che presentano analoga gravità. Appare pertanto opportuno riformulare la disposizione in esame in maniera tale da escludere dalla sfera di applicabilità delle garanzie funzionali anche i suddetti delitti;

– l’articolo 17, quinto comma, esclude l’applicabilità delle garanzie funzionali in relazione a condotte realizzate «nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un’assemblea o consiglio regionale, nelle sedi di organizzazioni sindacali ovvero nei confronti di giornalisti professionisti iscritti all’albo». La norma non comprende tuttavia, all’interno della categoria dei luoghi nei quali non sono autorizzabili condotte astrattamente costituenti reato, ma coperte dalla scriminante in esame, le sedi degli organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, nè degli uffici giudiziari. Appare invece opportuno tutelare queste sedi rispetto a tali condotte, al fine di garantire il libero svolgimento delle attività che ivi si realizzano, in ragione della loro rilevanza sociale e politica, che rappresenta il presupposto delle particolari garanzie riconosciute, dall’ordinamento costituzionale, ai suddetti organi. In assenza di una riformulazione della norma nel senso auspicato, essa presenterebbe quindi dubbi di legittimità costituzionale, rispetto ai principi sanciti nella Carta fondamentale a tutela dell’attività svolta da tali organi. Appare pertanto opportuna una riformulazione della norma, tale da escludere l’applicabilità della scriminante di cui all’articolo 17, anche alle condotte realizzate nelle sedi di organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, nonchè di uffici giudiziari;

– l’articolo 39, comma 11, esclude dalla possibilità di secretazione «notizie, documenti o cose relativi a fatti di terrorismo o eversivi dell’ordine costituzionale o a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli 285, 416-bis, 416-ter e 422 del codice penale», in ragione della particolare gravità e del disvalore sociale che connota tali delitti, rispetto ai quali sarebbe estremamente pericoloso impedire di fatto, in virtù della secretazione, la possibilità che la magistratura conduca come doveroso le indagini in ordine a tali fatti, per accertare le relative responsabilità. Tuttavia, la medesima gravità e il medesimo disvalore sociale connotano anche altri delitti (in particolare, quelli di banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17), rispetto ai quali si manifesta quindi l’esigenza di impedire la possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose che li concernano. Appare pertanto opportuna una riformulazione della norma tale da escludere anche questi delitti dalla possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose che li concernano, conseguentemente riformulando anche il secondo comma dell’articolo 40, nella parte in cui è prevista una modifica al testo dell’articolo 204, comma 1 del codice di procedura penale, per esigenze di coordinamento con la disciplina sostanziale del segreto di Stato, dettata dall’articolo 39 in esame;

– l’articolo 41, comma 1, disciplina il regime di opponibilità del segreto di Stato, sancendo in capo a pubblici ufficiali, pubblici impiegati e incaricati di un pubblico servizio, l’obbligo di astenersi dal deporre su fatti coperti dal segreto di Stato. Tale formulazione solleva dubbi di legittimità costituzionale per violazione dell’articolo 24 della Costituzione, nella misura in cui, vietando ai suddetti soggetti di deporre su fatti coperti dal segreto di Stato anche qualora la deposizione sia necessaria a fini difensivi, impedisce ad eventuali imputati o indagati di esercitare il proprio diritto inviolabile alla difesa, ritenuto, per costante orientamento della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, prevalente rispetto al mero «interesse» alla tutela del segreto di Stato. Inoltre, lo status di pubblico agente rischierebbe di configurarsi quale vera e propria causa, in sé, di non punibilità determinando, tra l’altro, profili di illegittimità costituzionale per violazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale, di cui all’articolo 112 della Costituzione. Appare quindi opportuna una riformulazione della norma, al fine di consentirne la compatibilità con la scriminante dell’esercizio di un diritto,

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

a) all’articolo 4, comma 7, la Commissione di merito valuti l’opportunità di indicare puntualmente i criteri di composizione e di organizzazione, nonchè i compiti, dell’ufficio ispettivo istituito presso la Direzione generale del DIS, al fine di evitare una delega troppo ampia all’autorità amministrativa che è chiamata ad approvare il Regolamento di organizzazione;

b) all’articolo 15, comma 1, la Commissione di merito valuti l’opportunità di prevedere, nel nuovo articolo 256-bis del codice di procedura penale, l’obbligo, in capo all’autorità giudiziaria, di indicare puntualmente i reati che intende perseguire quando deve disporre l’acquisizione di documenti, atti o altro materiale presso le sedi del servizio di sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all’esercizio delle funzioni di autorità nazionale per la sicurezza;

c) all’articolo 17, commi 2, 3, 4, la Commissione di merito valuti l’opportunità di riformulare le disposizioni relative alle ipotesi di inapplicabilità delle garanzie funzionali, in maniera tale da escludere dalla sfera di applicabilità della scriminante in esame, anche i delitti di sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’articolo 630 del codice penale, la banda armata (articolo 306 del codice penale), l’associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, il delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17;

d) all’articolo 17, comma 5, la Commissione di merito valuti l’opportunità di riformulare le disposizioni relative alle ipotesi di inapplicabilità delle garanzie funzionali anche alle condotte realizzate nelle sedi di organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, nonchè di uffici giudiziari;

e) all’articolo 17, la Commissione di merito valuti l’opportunità di inserire una norma di coordinamento per i procedimenti pendenti al momento di entrata in vigore della legge;

f) all’articolo 18, comma 6, la Commissione di merito valuti l’opportunità di prevedere un’esplicita esclusione di responsabilità per l’agente che abbia posto in essere la condotta illecita in esecuzione di un ordine che, nel momento in cui veniva emanato, salvo ratifica, appariva legittimamente impartito, dovendo infatti rispondere di tale condotta, qualora sia stata posta in essere oltre i limiti delle autorizzazioni previste, l’agente che ha dato l’ordine;

g) all’articolo 21, comma 9, la Commissione di merito valuti l’opportunità di esplicitare il divieto di assunzioni dirette, nonchè di prevedere le ipotesi di incompatibilità, sia per ragioni di parentela, sia per ragioni legate alle esigenze di garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza;

h) all’articolo 21, comma 11, la Commissione di merito valuti l’opportunità di introdurre, dopo le parole «i servizi di sicurezza» l’inciso «anche saltuariamente», al fine di evitare ogni possibile elusione del divieto, per alcune categorie di soggetti, di svolgere attività di collaborazione o di consulenza alle dipendenze dei servizi segreti;

i) all’articolo 31, la Commissione di merito valuti l’opportunità di prevedere un ampliamento dei poteri di controllo del comitato rendendoli più incisivi, sia prevedendo sanzioni penali nei confronti dei soggetti auditi che celino informazioni che vengono loro richieste, ovvero che forniscano informazioni false, sia prevedendo espressamente la non opponibilità, al comitato medesimo, del segreto di Stato. La Commissione valuti anche la possibilità che il comitato acquisisca la documentazione necessaria per valutare ex post le condotte poste in essere dai servizi usufruendo delle garanzie funzionali previste all’articolo 17 del disegno di legge, al fine di valutare se queste ultime siano state effettivamente necessarie per il compimento dell’operazione di intelligence.

l) all’articolo 33, comma 4, la Commissione di merito valuti l’opportunità di prevedere che le notizie comunicate dal Presidente del Consiglio dei ministri al comitato, circa le operazioni condotte dai servizi di sicurezza secondo le modalità di cui agli articoli 17 e 18, siano classificate secondo gli stessi criteri con cui sono state autorizzate;

m) all’articolo 39, comma 3, la Commissione di merito valuti l’opportunità di sopprimere l’avverbio «gravemente», dal momento che la sola lesione delle finalità previste al comma 1, è tale da giustificare la posizione del segreto, indipendentemente dalla classifica di segretezza eventualmente attribuita dai soggetti a ciò legittimamente preposti;

n) all’articolo 39, comma 11, la Commissione di merito valuti l’opportunità di riformulare la disposizione relativa alla esclusione dalla possibilità di secretazione di notizie, documenti o cose relativi anche a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli di banda armata (articolo 306 del codice penale), associazione a delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale, nonchè al delitto di cui all’articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17; conseguentemente, all’articolo 40, comma 2, la Commissione di merito valuti l’opportunità di riformulare la disposizione, nella parte in cui è prevista una modifica al testo dell’articolo 204, comma 1, codice di procedura penale, per esigenze di coordinamento con la disciplina sostanziale del segreto di Stato, dettata dall’articolo 39 in esame;

o) all’articolo 40, la Commissione di merito valuti l’opportunità di prevedere un adeguato bilanciamento tra il diritto di difesa, costituzionalmente garantito, e le esigenze di sicurezza dello Stato sottese all’apposizione del segreto, chiarendo meglio la posizione dell’imputato e l’ambito dei suoi vincoli di fedeltà agli obblighi di segretezza assunti;

p) all’articolo 41, comma 1, la Commissione di merito valuti l’opportunità di riformulare la disposizione, in maniera tale da prevedere un inciso che ribadisca che la norma si applica «fermo quanto previsto dall’articolo 51 del codice penale».

 



PARERE DELLA 4ª COMMISSIONE PERMANENTE

(DIFESA)

 


(Estensore: Ramponi)

sul disegno di legge n. 1335

 

13 giugno 2007

 

La Commissione,

esaminato il disegno di legge 1335, scelto dalla Commissione di merito come testo base,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le osservazioni e le condizioni di seguito riportate.

Le condizioni si sostanziano nella richiesta alla Commissione di merito di introdurre le seguenti modifiche al testo:

1. a capo del Dipartimento di informazione per la Sicurezza (DIS) sia posto un Sottosegretario alla informazione per la Sicurezza espressamente nominato dal Presidente del Consiglio, che rimane, pur sempre, il titolare dell’alta direzione e della responsabilità generale della politica di informazione per la Sicurezza;

2. il DIS sia costituito da una Direzione e dai due Servizi SIE e SIN;

3. il Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza sia il responsabile dei compiti attribuiti al DIS dall’articolo 4;

4. per le materie di competenza i direttori dei due Servizi e del DIS riferiscano direttamente al Sottosegretario;

5. al direttore del DIS rimanga la competenza di coordinatore della struttura secondo le linee di politica informativa definita dal Sottosegretario a capo del Dipartimento della politica di informazione e Sicurezza. In conseguenza, debbono essere cancellate tutte le norme che indicano il direttore del DIS, che è un pubblico funzionario, come tramite tra i Direttori dei Servizi e l’autorità politica delegata o addirittura il Presidente del Consiglio;

6. siano definiti in modo più compiuto i compiti del RIS ed i rapporti funzionali e di coordinamento tra il RIS, il SIE e il SIN;

7. sia previsto il coinvolgimento del Ministero della difesa nella definizione degli obiettivi e delle correlate attività del SIE e del SIN, nonchè nella ricerca della migliore idoneità ed efficacia delle loro strutture, per quanto concerne la sicurezza militare (personale, mezzi e infrastrutture), sia sul territorio nazionale che nelle aree operative all’estero;

8. sia evidenziato in legge il legame funzionale tra SIE e RIS, che dovrebbe prevedere la possibilità per il SIE di continuare ad avvalersi delle potenzialità informative del RIS e dei dispositivi tattici di sorveglianza dei teatri delle Forze armate, nonchè l’interesse del RIS all’attività di ricerca delle informazioni, soprattutto nelle aree di crisi e di supporto delle reti HUMINT;

9. il comma 3 dell’articolo 13 sia sostituito dal seguente: «3. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole «per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale» sono sostituite con le seguenti: «per la prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale o di ogni pericolo o forma di eversione dei gruppi criminali organizzati che minacciano le istituzioni e lo sviluppo della civile convivenza». Per i dati relativi alle comunicazioni si applica l’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, così come modificato dal presente articolo.»;

10. all’articolo 21, dopo il comma 3, venga inserito un ulteriore comma che preveda l’attribuzione al CO.PA.CO. del controllo sull’attività del Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa e sull’attività di intelligence svolta da reparti ad hoc delle diverse istituzioni della Pubblica Amministrazione;

11. sempre all’articolo 21, venga modificata la previsione dell’allineamento del trattamento economico alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, atteso che la delicatezza dell’attività svolta e i rischi che essa comporta giustificano un compenso differenziato, e sia invece mantenuto l’attuale trattamento o ne sia definito uno nuovo, calibrato in base alle diverse funzioni svolte e alla maggiore o minore delicatezza dei compiti svolti dal personale, considerando oltretutto che spesso il rientro nelle amministrazioni di provenienza comporta disagi e svantaggi per coloro che hanno svolto attività di intelligence per un determinato numero di anni;

12. all’articolo 24, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente ascolti i direttori del SIE e del SIN prima di autorizzare l’uso di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali;

13. all’articolo 25, comma 1, sia previsto che il Sottosegretario competente autorizzi, su proposta dei direttori dei servizi di sicurezza, l’esercizio di attività economiche simulate;

14. sia indicata in legge la competenza della Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di competenza tra il legislativo e l’esecutivo di cui all’articolo 31, comma 10;

15. al fine di evitare ridondanze e difficoltà di interpretazione, siano cancellate le ripetizioni di norme che compaiono in articoli diversi. In questo quadro, andranno pertanto cassati i commi da 1 a 8 dell’articolo 41, che ripetono quanto già detto al comma 1 dell’articolo 40, e il comma 9 del medesimo articolo 41 andrà inserito nell’ambito delle disposizioni dell’articolo 31, poichè trattano entrambi delle funzioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si segnala inoltre che il comma 1 (paragrafo 8) dell’articolo 28 è identico al comma 1 (paragrafo 8) dell’articolo 40; occorre quindi che le due disposizioni vengano meglio coordinate.

Si suggerisce inoltre alla Commissione di merito di apportare al testo le seguenti modifiche:

– all’articolo 8, comma 1, sostituire le parole «non possono» con «non devono», al fine di dare maggiore cogenza alla disposizione;

– all’articolo 17, comma 2, nell’elenco dei delitti, introdurre anche quelli volti a ledere l’integrità psichica degli individui; al comma 5 del medesimo articolo, inserire un riferimento anche ai Consigli provinciali;

– all’articolo 18, comma 4, eliminare l’aggettivo «assoluta», che appare eccessivo, considerate le esigenze operative dei Servizi;

– all’articolo 22, introdurre il ricorso ad una camera di conciliazione, che consenta la possibilità di ricorrere a transazioni, sul modello di quanto accade per le controversie dei rapporti di lavoro;

– all’articolo 28, comma 1, paragrafo 1, individuare nella figura del Procuratore generale il responsabile della secretazione e della custodia degli atti e dei documenti, attualmente definito in modo generico;

– all’articolo 30, comma 1, si suggerisce uno snellimento del numero dei componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; si invita inoltre ad eliminare il comma 6 del medesimo articolo, perchè pleonastico;
– all’articolo 36, comma 2, si segnala l’opportunità di un inasprimento della pena prevista per eventuali violazioni del segreto da parte di membri del Comitato parlamentare.

La Commissione chiede, ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del Regolamento, che il presente parere sia stampato in allegato alla relazione all’Assemblea della 1ª Commissione permanente.

 


 


PARERE DELLA 5ª COMMISSIONE PERMANENTE

(PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO)

 


(Estensore: Morando)

sul disegno di legge n. 1335

 

28 giugno 2007

 

La Commissione, esaminato il disegno di legge ed i relativi emendamenti esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sul testo, condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, a che nell’articolo 45, comma 2, le parole «2. In sede di prima applicazione,» siano sostituite dalle seguenti «2. Anche in sede di prima applicazione,».

Il parere di nulla osta è altresì reso nei seguenti presupposti:

– che, in relazione all’articolo 4, comma 3, lettera i), l’istituzione e il funzionamento dell’Ufficio ispettivo presso il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza sia effettuata nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente;

– che, l’Ufficio centrale per la segretezza di cui all’articolo 9 costituisca una mera trasformazione della struttura già attualmente prevista, potendosi dunque operare nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente;

– che, in ordine all’articolo 11, l’istituzione e il funzionamento della Scuola di formazione avvenga nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;

– che la facoltà di stipula di convenzioni di cui all’articolo 13, comma 1, non determini nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, operando nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio già previsti a legislazione vigente;

– che la previsione di cui all’articolo 21, comma 2, lettera d), non determina incrementi in ordine alla spesa per il personale;

– che, in relazione all’articolo 21, comma 2, lettera m), non si determinino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, risultando il meccanismo ivi delineato operante nell’ambito della legislazione vigente;

– che dalla disposizione dell’articolo 21, comma 6, concernente l’allineamento delle qualifiche e la determinazione del trattamento economico onnicomprensivo non derivino incrementi in ordine alla spesa per il personale;

– che, in ordine all’articolo 29, comma 3, lettere c) e d), non si prevedono trattamenti aggiuntivi in relazione allo svolgimento delle attività degli uffici distaccati, che operano nell’ambito delle risorse già previste a legislazione vigente.

In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 5.0.1, 8.0.3, 8.0.4, 43.1,45.0.1, 21.28 (testo 2), 21.7, 21.1 e 21.17. In relazione alla proposta 45.0.2, il parere è di nulla osta condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, a che sia inserito in fine un ulteriore comma recante le seguenti parole: «5. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.». In merito alla proposta 21.25 (testo 2), esprime parere di nulla osta nel presupposto, in relazione al parere reso sull’articolo 21, comma 2, lettera m), del testo, che non si determinino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, risultando il meccanismo ivi delineato operante nell’ambito della legislazione vigente.

Esprime, infine, parere di nulla osta sui restanti emendamenti.

 

 


 

DISEGNO DI LEGGE N. 1335

DISEGNO DI LEGGE N. 1335

Approvato dalla Camera dei deputati

Testo proposto dalla Commissione

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Capo I

Capo I

STRUTTURA DEL SISTEMA
DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA

STRUTTURA DEL SISTEMA
DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA

Art. 1.

Art. 1.

(Competenze del Presidente del Consiglio dei ministri)

(Competenze del Presidente del Consiglio dei ministri)

1. Al Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuiti, in via esclusiva:

1.Identico.

a) l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza, nell’interesse e per la difesa della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento;

 

b) l’apposizione e la tutela del segreto di Stato;

 

c) la conferma dell’opposizione del segreto di Stato;

 

d) la nomina e la revoca del direttore generale e di uno o più vice direttori generali del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza;

 

e) la nomina e la revoca dei direttori e dei vice direttori dei servizi di sicurezza;

 

f) la determinazione dell’ammontare annuo delle risorse finanziarie per i servizi di sicurezza e per il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, di cui dà comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30.

 

2. Ai fini dell’esercizio delle competenze di cui alle lettere b) e c) del comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri opera come Autorità nazionale per la sicurezza, determinando i criteri per l’apposizione e l’opposizione del segreto ed emanando le disposizioni necessarie per la sua tutela amministrativa, nonché quelle relative al rilascio e alla revoca dei nulla osta di sicurezza.

2. Ai fini dell’esercizio delle competenze di cui alle lettere b) e c) del comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri determina i criteri per l’apposizione e l’opposizione del segreto ed emana le disposizioni necessarie per la sua tutela amministrativa, nonché quelle relative al rilascio e alla revoca dei nulla osta di sicurezza.

3. Il Presidente del Consiglio dei ministri provvede al coordinamento delle politiche dell’informazione per la sicurezza, impartisce le direttive e, sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, emana ogni disposizione necessaria per l’organizzazione e il funzionamento del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

3.Identico.

Art. 2.

Art. 2.

(Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica)

(Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica)

1. Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), dall’Autorità delegata di cui all’articolo 3, ove istituita, dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), dal Servizio di informazione per la sicurezza esterna (SIE) e dal Servizio di informazione per la sicurezza interna (SIN).

1. Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), dall’Autorità delegata di cui all’articolo 3, ove istituita, dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), dall’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI).

2. Ai fini della presente legge, per «servizi di sicurezza» si intendono il SIE e il SIN.

2. Ai fini della presente legge, per «servizi di sicurezza» si intendono l’AISE e l’AISI.

Art. 3.

Art. 3.

(Autorità delegata)

(Autorità delegata)

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ove lo ritenga opportuno, può delegare le funzioni che non sono ad esso attribuite in via esclusiva soltanto ad un Ministro senza portafoglio o ad un Sottosegretario di Stato, di seguito denominati «Autorità delegata».

Identico

2. L’Autorità delegata non può esercitare funzioni di governo ulteriori rispetto a quelle ad essa delegate dal Presidente del Consiglio dei ministri a norma della presente legge.

 

3. Il Presidente del Consiglio dei ministri è costantemente informato dall’Autorità delegata sulle modalità di esercizio delle funzioni delegate e, fermo restando il potere di direttiva, può in qualsiasi momento avocare l’esercizio di tutte o di alcune di esse.

 

4. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 9 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, non è richiesto il parere del Consiglio dei ministri per il conferimento delle deleghe di cui al presente articolo al Ministro senza portafoglio.

 

Art. 4.

Art. 4.

(Dipartimento delle informazioni
per la sicurezza)

(Dipartimento delle informazioni
per la sicurezza)

1. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 3 è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).

1.Identico.

2. Il Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata, ove istituita, si avvalgono del DIS per l’esercizio delle loro competenze, al fine di assicurare piena unitarietà nella programmazione della ricerca informativa del Sistema di informazione per la sicurezza, nonché nelle analisi e nelle attività operative dei servizi di sicurezza.

2.Identico.

3. Il DIS svolge i seguenti compiti:

3.Identico:

a) coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza, verificando altresì i risultati delle attività svolte dal SIE e dal SIN, ferma restando la competenza dei predetti servizi relativamente alle attività di ricerca informativa e di collaborazione con i servizi di sicurezza degli Stati esteri;

a) coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza, verificando altresì i risultati delle attività svolte dall’AISE e dall’AISI, ferma restando la competenza dei predetti servizi relativamente alle attività di ricerca informativa e di collaborazione con i servizi di sicurezza degli Stati esteri;

b) è costantemente informato delle operazioni di competenza dei servizi di sicurezza e trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri le informative e le analisi prodotte dal Sistema di informazione per la sicurezza;

b)identica;

c) raccoglie le informazioni, le analisi e i rapporti provenienti dai servizi di sicurezza, dalle Forze armate e di polizia, dalle amministrazioni dello Stato e da enti di ricerca anche privati; ferma l’esclusiva competenza del SIE e del SIN per l’elaborazione dei rispettivi piani di ricerca operativa, elabora analisi strategiche o relative a particolari situazioni; formula valutazioni e previsioni, sulla scorta dei contributi analitici settoriali del SIE e del SIN;

c) raccoglie le informazioni, le analisi e i rapporti provenienti dai servizi di sicurezza, dalle Forze armate e di polizia, dalle amministrazioni dello Stato e da enti di ricerca anche privati; ferma l’esclusiva competenza dell’AISE e dell’AISI per l’elaborazione dei rispettivi piani di ricerca operativa, elabora analisi strategiche o relative a particolari situazioni; formula valutazioni e previsioni, sulla scorta dei contributi analitici settoriali dell’AISE e dell’AISI;

d) elabora, anche sulla base delle informazioni e dei rapporti di cui alla lettera c), analisi globali da sottoporre al CISR, nonché progetti di ricerca informativa, sui quali decide il Presidente del Consiglio dei ministri, dopo avere acquisito il parere del CISR;

d)identica;

e) promuove e garantisce, anche attraverso riunioni periodiche, lo scambio informativo tra il SIE, il SIN e le forze di polizia; comunica al Presidente del Consiglio dei ministri le acquisizioni provenienti dallo scambio informativo e i risultati delle riunioni periodiche;

e) promuove e garantisce, anche attraverso riunioni periodiche, lo scambio informativo tra l’AISE, l’AISI e le forze di polizia; comunica al Presidente del Consiglio dei ministri le acquisizioni provenienti dallo scambio informativo e i risultati delle riunioni periodiche;

f) trasmette, su disposizione del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il CISR, informazioni e analisi ad amministrazioni pubbliche o enti, anche ad ordinamento autonomo, interessati all’acquisizione di informazioni per la sicurezza;

f)identica;

g) elabora, d’intesa con il SIE e il SIN, il piano di acquisizione delle risorse umane e materiali e di ogni altra risorsa comunque strumentale all’attività dei servizi di sicurezza, da sottoporre all’approvazione del Presidente del Consiglio dei ministri;

g) elabora, d’intesa con l’AISE e l’AISI, il piano di acquisizione delle risorse umane e materiali e di ogni altra risorsa comunque strumentale all’attività dei servizi di sicurezza, da sottoporre all’approvazione del Presidente del Consiglio dei ministri;

h) sentiti il SIE e il SIN, elabora e sottopone all’approvazione del Presidente del Consiglio dei ministri lo schema del regolamento di cui all’articolo 21, comma 1;

h) sentiti l’AISE e l’AISI, elabora e sottopone all’approvazione del Presidente del Consiglio dei ministri lo schema del regolamento di cui all’articolo 21, comma 1;

i) esercita il controllo sul SIE e sul SIN, verificando la conformità delle attività di informazione per la sicurezza alle leggi e ai regolamenti, nonché alle direttive e alle disposizioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Per tale finalità, presso il DIS è istituito un ufficio ispettivo le cui modalità di organizzazione e di funzionamento sono definite con il regolamento di cui al comma 6. L’ufficio ispettivo, nell’ambito delle competenze definite con il predetto regolamento, può svolgere, anche a richiesta del direttore generale del DIS, autorizzato dal Presidente del Consiglio dei ministri, inchieste interne su specifici episodi e comportamenti verificatisi nell’ambito dei servizi di sicurezza;

i) esercita il controllo sull’AISE e sull’AISI, verificando la conformità delle attività di informazione per la sicurezza alle leggi e ai regolamenti, nonché alle direttive e alle disposizioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Per tale finalità, presso il DIS è istituito un ufficio ispettivo le cui modalità di organizzazione e di funzionamento sono definite con il regolamento di cui al comma 7. L’ufficio ispettivo, nell’ambito delle competenze definite con il predetto regolamento, può svolgere, anche a richiesta del direttore generale del DIS, autorizzato dal Presidente del Consiglio dei ministri, inchieste interne su specifici episodi e comportamenti verificatisi nell’ambito dei servizi di sicurezza;

l) vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri in materia di tutela amministrativa del segreto;

l)identica;

m) cura le attività di promozione e diffusione della cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale;

m)identica;

n) impartisce gli indirizzi per la gestione unitaria del personale di cui all’articolo 21, secondo le modalità definite dal regolamento di cui al comma 1 del medesimo articolo.

n)identica.

 

4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 118-bis del codice di procedura penale, introdotto dall’articolo 14 della presente legge, qualora le informazioni richieste alle forze di polizia, ai sensi delle lettere c) ed e) del comma 3 del presente articolo, siano relative a indagini di polizia giudiziaria, le stesse, se coperte dal segreto di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale, possono essere acquisite solo previo nulla osta della autorità giudiziaria competente. L’autorità giudiziaria può trasmettere gli atti e le informazioni anche di propria iniziativa.

4. La direzione generale del DIS è affidata ad un dirigente di prima fascia o equiparato dell’amministrazione dello Stato, la cui nomina e revoca spettano in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il CISR. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta. Per quanto previsto dalla presente legge, il direttore del DIS è il diretto referente del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata, ove istituita, salvo quanto previsto dall’articolo 6, comma 5, e dall’articolo 7, comma 5, ed è gerarchicamente e funzionalmente sovraordinato al personale del DIS e degli uffici istituiti nell’ambito del medesimo Dipartimento.

5.Identico.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il direttore generale del DIS, nomina uno o più vice direttori generali; il direttore generale affida gli altri incarichi nell’ambito del Dipartimento, ad eccezione degli incarichi il cui conferimento spetta al Presidente del Consiglio dei ministri.

6.Identico.

6. L’ordinamento e l’organizzazione del DIS e degli uffici istituiti nell’ambito del medesimo Dipartimento sono disciplinati con apposito regolamento.

7.Identico.

7. Il regolamento previsto dal comma 6 istituisce l’ufficio ispettivo di cui al comma 3, lettera i), attuando i seguenti criteri:

8. Il regolamento previsto dal comma 7 istituisce l’ufficio ispettivo di cui al comma 3, lettera i), attuando i seguenti criteri:

a) agli ispettori è garantita piena autonomia e indipendenza di giudizio nell’esercizio delle funzioni di controllo;

a)identica;

b) salva specifica autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità delegata, ove istituita, i controlli non devono interferire con le operazioni in corso;

b)identica;

c) sono previste per gli ispettori specifiche prove selettive e un’adeguata formazione;

c)identica;

d) non è consentito il passaggio di personale dall’ufficio ispettivo ai servizi di sicurezza;

d)identica;

e) gli ispettori, previa autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità delegata, ove istituita, possono accedere a tutti gli atti conservati presso i servizi di sicurezza e presso il DIS; possono altresì acquisire, tramite il direttore generale del DIS, altre informazioni da enti pubblici e privati.

e)identica.

Art. 5.

Art. 5.

(Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica)

(Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica)

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) con funzioni di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza.

1.Identico.

2. Il Comitato elabora gli indirizzi generali e gli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica dell’informazione per la sicurezza, delibera sulla ripartizione delle risorse finanziarie tra il DIS e i servizi di sicurezza e sui relativi bilanci preventivi e consuntivi.

2.Identico.

3. Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ed è composto dall’Autorità delegata, ove istituita, dal Ministro degli affari esteri, dal Ministro dell’interno, dal Ministro della difesa, dal Ministro della giustizia e dal Ministro dell’economia e delle finanze.

3.Identico.

4. Il direttore generale del DIS svolge le funzioni di segretario del Comitato.

4.Identico.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri può chiamare a partecipare alle sedute del Comitato, anche a seguito di loro richiesta, senza diritto di voto, altri componenti del Consiglio dei ministri, i direttori del SIE e del SIN, nonché altre autorità civili e militari di cui di volta in volta sia ritenuta necessaria la presenza in relazione alle questioni da trattare.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri può chiamare a partecipare alle sedute del Comitato, anche a seguito di loro richiesta, senza diritto di voto, altri componenti del Consiglio dei ministri, i direttori dell’AISE e dell’AISI, nonché altre autorità civili e militari di cui di volta in volta sia ritenuta necessaria la presenza in relazione alle questioni da trattare.

Art. 6.

Art. 6.

(Servizio di informazione per la sicurezza esterna)

(Agenzia informazioni e sicurezza esterna)

1. È istituito il Servizio di informazione per la sicurezza esterna (SIE), al quale è affidato il compito di ricercare ed elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica, anche in attuazione di accordi internazionali, dalle minacce provenienti dall’estero.

1. È istituita l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), alla quale è affidato il compito di ricercare ed elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica, anche in attuazione di accordi internazionali, dalle minacce provenienti dall’estero.

2. Spettano al SIE inoltre le attività in materia di controproliferazione concernenti i materiali strategici, nonché le attività di informazione per la sicurezza, che si svolgono al di fuori del territorio nazionale, a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.

2. Spettano all’AISE inoltre le attività in materia di controproliferazione concernenti i materiali strategici, nonché le attività di informazione per la sicurezza, che si svolgono al di fuori del territorio nazionale, a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.

3. È, altresì, compito del SIE individuare e contrastare al di fuori del territorio nazionale le attività di spionaggio dirette contro l’Italia e le attività volte a danneggiare gli interessi nazionali.

3. È, altresì, compito dell’AISE individuare e contrastare al di fuori del territorio nazionale le attività di spionaggio dirette contro l’Italia e le attività volte a danneggiare gli interessi nazionali.

4. Il SIE può svolgere operazioni sul territorio nazionale soltanto in collaborazione con il SIN, quando tali operazioni siano strettamente connesse ad attività che lo stesso SIE svolge all’estero. A tal fine il direttore generale del DIS provvede ad assicurare le necessarie forme di coordinamento e di raccordo informativo, anche al fine di evitare sovrapposizioni funzionali o territoriali.

4. L’AISE può svolgere operazioni sul territorio nazionale soltanto in collaborazione con l’AISI, quando tali operazioni siano strettamente connesse ad attività che la stessa AISE svolge all’estero. A tal fine il direttore generale del DIS provvede ad assicurare le necessarie forme di coordinamento e di raccordo informativo, anche al fine di evitare sovrapposizioni funzionali o territoriali.

5. Il SIE risponde al Presidente del Consiglio dei ministri.

5. L’AISE risponde al Presidente del Consiglio dei ministri.

6. Il SIE informa tempestivamente e con continuità il Ministro della difesa, il Ministro degli affari esteri e il Ministro dell’interno per i profili di rispettiva competenza.

6. L’AISE informa tempestivamente e con continuità il Ministro della difesa, il Ministro degli affari esteri e il Ministro dell’interno per i profili di rispettiva competenza.

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, nomina e revoca il direttore del SIE, scelto tra dirigenti di prima fascia o equiparati dell’amministrazione dello Stato, sentito il CISR. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta.

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, nomina e revoca il direttore dell’AISE, scelto tra dirigenti di prima fascia o equiparati dell’amministrazione dello Stato, sentito il CISR. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta.

8. Il direttore del SIE riferisce costantemente sull’attività svolta al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, per il tramite del DIS; presenta al CISR, per il tramite del direttore generale del DIS, un rapporto annuale sul funzionamento e sull’organizzazione del Servizio.

8. Il direttore dell’AISE riferisce costantemente sull’attività svolta al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, per il tramite del direttore generale del DIS. Riferisce direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri in caso di urgenza o quando altre particolari circostanze lo richiedano, informandone senza ritardo il direttore generale del DIS; presenta al CISR, per il tramite del direttore generale del DIS, un rapporto annuale sul funzionamento e sull’organizzazione dell’Agenzia.

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, sentito il direttore del SIE, uno o più vice direttori. Il direttore del SIE affida gli altri incarichi nell’ambito del Servizio.

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, sentito il direttore dell’AISE, uno o più vice direttori. Il direttore dell’AISE affida gli altri incarichi nell’ambito dell’Agenzia.

10. L’organizzazione e il funzionamento del SIE sono disciplinati con apposito regolamento.

10. L’organizzazione e il funzionamento dell’AISE sono disciplinati con apposito regolamento.

 

Art. 7.

 

Art. 7.

(Servizio di informazione
per la sicurezza interna)

(Agenzia informazioni e sicurezza interna)

1. È istituito il Servizio di informazione per la sicurezza interna (SIN), al quale è affidato il compito di ricercare ed elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni utili a difendere, anche in attuazione di accordi internazionali, la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento da ogni minaccia, da ogni attività eversiva e da ogni forma di aggressione criminale o terroristica.

1. È istituita l’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI), alla quale è affidato il compito di ricercare ed elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni utili a difendere, anche in attuazione di accordi internazionali, la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento da ogni minaccia, da ogni attività eversiva e da ogni forma di aggressione criminale o terroristica.

2. Spettano al SIN le attività di informazione per la sicurezza, che si svolgono all’interno del territorio nazionale, a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.

2. Spettano all’AISI le attività di informazione per la sicurezza, che si svolgono all’interno del territorio nazionale, a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.

3. È, altresì, compito del SIN individuare e contrastare all’interno del territorio nazionale le attività di spionaggio dirette contro l’Italia e le attività volte a danneggiare gli interessi nazionali.

3. È, altresì, compito dell’AISI individuare e contrastare all’interno del territorio nazionale le attività di spionaggio dirette contro l’Italia e le attività volte a danneggiare gli interessi nazionali.

4. Il SIN può svolgere operazioni all’estero soltanto in collaborazione con il SIE, quando tali operazioni siano strettamente connesse ad attività che lo stesso SIN svolge all’interno del territorio nazionale. A tal fine il direttore generale del DIS provvede ad assicurare le necessarie forme di coordinamento e di raccordo informativo, anche al fine di evitare sovrapposizioni funzionali o territoriali.

4. L’AISI può svolgere operazioni all’estero soltanto in collaborazione con l’AISE, quando tali operazioni siano strettamente connesse ad attività che la stessa AISI svolge all’interno del territorio nazionale. A tal fine il direttore generale del DIS provvede ad assicurare le necessarie forme di coordinamento e di raccordo informativo, anche al fine di evitare sovrapposizioni funzionali o territoriali.

5. Il SIN risponde al Presidente del Consiglio dei ministri.

5. L’AISI risponde al Presidente del Consiglio dei ministri.

6. Il SIN informa tempestivamente e con continuità il Ministro dell’interno, il Ministro degli affari esteri e il Ministro della difesa per i profili di rispettiva competenza.

6. L’AISI informa tempestivamente e con continuità il Ministro dell’interno, il Ministro degli affari esteri e il Ministro della difesa per i profili di rispettiva competenza.

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, con proprio decreto, il direttore del SIN, scelto tra i dirigenti di prima fascia o equiparati dell’amministrazione dello Stato, sentito il CISR. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta.

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, con proprio decreto, il direttore dell’AISI, scelto tra i dirigenti di prima fascia o equiparati dell’amministrazione dello Stato, sentito il CISR. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta.

8. Il direttore del SIN riferisce costantemente sull’attività svolta al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, per il tramite del DIS; presenta al CISR, per il tramite del direttore generale del DIS, un rapporto annuale sul funzionamento e sull’organizzazione del Servizio.

8. Il direttore dell’AISI riferisce costantemente sull’attività svolta al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, per il tramite del direttore generale del DIS. Riferisce direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri in caso di urgenza o quando altre particolari circostanze lo richiedano, informandone senza ritardo il direttore generale del DIS; presenta al CISR, per il tramite del direttore generale del DIS, un rapporto annuale sul funzionamento e sull’organizzazione dell’Agenzia.

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, sentito il direttore del SIN, uno o più vice direttori. Il direttore del SIN affida gli altri incarichi nell’ambito del Servizio.

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina e revoca, sentito il direttore dell’AISI, uno o più vice direttori. Il direttore dell’AISI affida gli altri incarichi nell’ambito dell’Agenzia.

10. L’organizzazione e il funzionamento del SIN sono disciplinati con apposito regolamento.

10. L’organizzazione e il funzionamento dell’AISI sono disciplinati con apposito regolamento.

Art. 8.

Art. 8.

(Esclusività delle funzioni attribuite al DIS,
al SIE e al SIN)

(Esclusività delle funzioni attribuite al DIS,
all’ASIE e all’AISI)

1. Le funzioni attribuite dalla presente legge al DIS, al SIE e al SIN non possono essere svolte da nessun altro ente, organismo o ufficio.

1. Le funzioni attribuite dalla presente legge al DIS, all’AISE e all’AISI non possono essere svolte da nessun altro ente, organismo o ufficio.

2. Il II Reparto Informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa (RIS) svolge esclusivamente compiti di carattere tecnico militare e di polizia militare e non è parte del Sistema di informazione per la sicurezza. Il RIS agisce in stretto collegamento con il SIE secondo la disciplina regolamentare approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato previa deliberazione del CISR, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa (RIS) svolge esclusivamente compiti di carattere tecnico militare e di polizia militare, e in particolare ogni attività informativa utile al fine della tutela dei presìdi e delle attività delle Forze armate all’estero, e non è parte del Sistema di informazione per la sicurezza. Il RIS agisce in stretto collegamento con l’AISE secondo la disciplina regolamentare approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato previa deliberazione del CISR, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Capo II

Capo II

DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE

DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE

Art. 9.

Art. 9.

(Tutela amministrativa del segreto e nulla osta di sicurezza)

(Tutela amministrativa del segreto e nulla osta di sicurezza)

1. È istituito nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 6, l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSe), che svolge funzioni direttive e di coordinamento, di consulenza e di controllo sull’applicazione delle norme di legge, dei regolamenti e di ogni altra disposizione in ordine alla tutela amministrativa del segreto di Stato e alle classifiche di segretezza di cui all’articolo 42.

1. È istituito nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 7, l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSe), che svolge funzioni direttive e di coordinamento, di consulenza e di controllo sull’applicazione delle norme di legge, dei regolamenti e di ogni altra disposizione in ordine alla tutela amministrativa del segreto di Stato e alle classifiche di segretezza di cui all’articolo 42.

2. Competono all’UCSe:

2. Identico.

a) gli adempimenti istruttori relativi all’esercizio delle funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri quale Autorità nazionale per la sicurezza, a tutela del segreto di Stato;

 

b) lo studio e la predisposizione delle misure volte a garantire la sicurezza di tutto quanto è coperto dalle classifiche di segretezza di cui all’articolo 42, con riferimento sia ad atti, documenti e materiali, sia alla produzione industriale;

 

c) il rilascio e la revoca dei nulla osta di sicurezza (NOS), previa acquisizione del parere dei direttori dei servizi di sicurezza e, ove necessario, del Ministro della difesa e del Ministro dell’interno;

 

d) la conservazione e l’aggiornamento di un elenco completo di tutti i soggetti muniti di NOS.

 

3. Il NOS ha la durata di cinque anni per la classifica di segretissimo e di dieci anni per le altre classifiche di segretezza indicate all’articolo 42, fatte salve diverse disposizioni contenute in trattati internazionali ratificati dall’Italia. A ciascuna delle classifiche di segretezza corrisponde un distinto livello di NOS.

3. Identico.

4. Il rilascio del NOS è subordinato all’effettuazione di un preventivo procedimento di accertamento diretto ad escludere dalla conoscibilità di notizie, documenti, atti o cose classificate ogni soggetto che non dia sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà alle istituzioni della Repubblica, alla Costituzione e ai suoi valori, nonché di rigoroso rispetto del segreto.

4. Identico.

5. Al fine di consentire l’accertamento di cui al comma 4, le Forze armate, le Forze di polizia, le pubbliche amministrazioni e i soggetti erogatori dei servizi di pubblica utilità collaborano con l’UCSe per l’acquisizione di informazioni necessarie al rilascio dei NOS, ai sensi degli articoli 12 e 13.

5. Identico.

6. Prima della scadenza del termine di cui al comma 3, l’UCSe può revocare il NOS se, sulla base di segnalazioni e di accertamenti nuovi, emergono motivi di inaffidabilità a carico del soggetto interessato.

6. Identico.

7. Il regolamento di cui all’articolo 4, comma 6, disciplina il procedimento di accertamento preventivo di cui al comma 4 del presente articolo, finalizzato al rilascio del NOS, nonché gli ulteriori possibili accertamenti di cui al comma 6, in modo tale da salvaguardare i diritti dei soggetti interessati.

7. Il regolamento di cui all’articolo 4, comma 7, disciplina il procedimento di accertamento preventivo di cui al comma 4 del presente articolo, finalizzato al rilascio del NOS, nonché gli ulteriori possibili accertamenti di cui al comma 6, in modo tale da salvaguardare i diritti dei soggetti interessati.

8. I soggetti interessati devono essere informati della necessità dell’accertamento nei loro confronti e possono rifiutarlo, rinunciando al NOS e all’esercizio delle funzioni per le quali esso è richiesto.

8. Identico.

9. Agli appalti di lavori e alle forniture di beni e servizi, per i quali la tutela del segreto sia richiesta da norme di legge o di regolamento ovvero sia ritenuta di volta in volta necessaria, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 17, comma 3, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

9. Identico.

10. Il soggetto appaltante i lavori e le forniture di cui al comma 9, quando lo ritiene necessario, richiede, tramite l’UCSe, al Presidente del Consiglio dei ministri l’autorizzazione alla segretazione, indicandone i motivi. Contestualmente all’autorizzazione, l’UCSe trasmette al soggetto appaltante l’elenco delle ditte individuali e delle imprese munite di NOS.

10. Identico.

11. Il dirigente preposto all’UCSe è nominato e revocato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dell’Autorità delegata, ove istituita, sentito il direttore generale del DIS. Il dirigente presenta annualmente al direttore generale del DIS, che informa il Presidente del Consiglio dei ministri, una relazione sull’attività svolta e sui problemi affrontati, nonché sulla rispondenza dell’organizzazione e delle procedure adottate dall’Ufficio ai compiti assegnati e sulle misure da adottare per garantirne la correttezza e l’efficienza. La relazione è portata a conoscenza del CISR.

11. Identico.

Art. 10.

Art. 10.

(Ufficio centrale degli archivi)

(Ufficio centrale degli archivi)

1. È istituito nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 6, l’Ufficio centrale degli archivi, al quale sono demandate:

1. È istituito nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 7, l’Ufficio centrale degli archivi, al quale sono demandate:

a) l’attuazione delle disposizioni che disciplinano il funzionamento e l’accesso agli archivi dei servizi di sicurezza e del DIS;

a) identica;

b) la gestione dell’archivio centrale del DIS;

b) identica;

c) la vigilanza sulla sicurezza, sulla tenuta e sulla gestione dei citati archivi;

c) identica;

d) la conservazione, in via esclusiva, presso appositi archivi storici, della documentazione relativa alle attività e ai bilanci dei servizi di sicurezza, nonché della documentazione concernente le condotte di cui all’articolo 17 e le relative procedure di autorizzazione.

d) identica.

2. Il regolamento di cui all’articolo 4, comma 6, definisce le modalità di organizzazione e di funzionamento dell’Ufficio centrale degli archivi, le procedure di informatizzazione dei documenti e degli archivi cartacei, nonché le modalità di conservazione e di accesso e i criteri per l’invio di documentazione all’Archivio centrale dello Stato.

2. Il regolamento di cui all’articolo 4, comma 7, definisce le modalità di organizzazione e di funzionamento dell’Ufficio centrale degli archivi, le procedure di informatizzazione dei documenti e degli archivi cartacei, nonché le modalità di conservazione e di accesso e i criteri per l’invio di documentazione all’Archivio centrale dello Stato.

Art. 11.

Art. 11.

(Formazione e addestramento)

(Formazione e addestramento)

1. È istituita nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 6, la Scuola di formazione con il compito di assicurare l’addestramento e la formazione di base e continuativa del personale del DIS e dei servizi di sicurezza.

1. È istituita nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 7, la Scuola di formazione con il compito di assicurare l’addestramento, la formazione di base e continuativa e l’aggiornamento del personale del DIS e dei servizi di sicurezza.

2. La Scuola ha una direzione della quale fanno parte, oltre a rappresentanti dei Ministeri interessati, esponenti qualificati dei centri di eccellenza universitari nei settori di interesse.

2.Identico.

3. Il direttore generale del DIS, i direttori dei servizi di sicurezza e il direttore della Scuola definiscono annualmente i programmi di formazione in relazione alle esigenze operative dei servizi di sicurezza, ai mutamenti dello scenario internazionale e all’evoluzione del quadro strategico internazionale.

3.Identico.

Art. 12.

Art. 12.

(Collaborazione delle Forze armate e delle Forze di polizia)

(Collaborazione delle Forze armate e delle Forze di polizia)

1. Nell’ambito delle rispettive attribuzioni, le Forze armate, le Forze di polizia, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza forniscono ogni possibile cooperazione, anche di tipo tecnico-operativo, al personale addetto ai servizi di sicurezza, per lo svolgimento dei compiti a questi affidati.

1.Identico.

 

2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 118-bis del codice di procedura penale, introdotto dall’articolo 14 della presente legge, qualora le informazioni richieste alle forze di polizia, ai sensi delle lettere c) ed e) dell’articolo 4, comma 3, siano relative a indagini di polizia giudiziaria, le stesse, se coperte dal segreto di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale, possono essere acquisite solo previo nulla osta della autorità giudiziaria competente. L’autorità giudiziaria può trasmettere gli atti e le informazioni anche di propria iniziativa.

2. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, istituito presso il Ministero dell’interno, fornisce ogni possibile cooperazione al Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica per lo svolgimento dei compiti a questo affidati dalla presente legge.

3.Identico.

Art. 13.

Art. 13.

(Collaborazione richiesta a pubbliche amministrazioni e a soggetti erogatori di servizi di pubblica utilità)

(Collaborazione richiesta a pubbliche amministrazioni e a soggetti erogatori di servizi di pubblica utilità)

1. Il DIS, il SIE e il SIN possono corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con i soggetti che erogano, in regime di autorizzazione, concessione o convenzione, servizi di pubblica utilità e chiedere ad essi la collaborazione, anche di ordine logistico, necessaria per l’adempimento delle loro funzioni istituzionali; a tale fine possono in particolare stipulare convenzioni con i predetti soggetti, nonché con le università e con gli enti di ricerca.

1. Il DIS, l’AISE e l’AISI possono corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con i soggetti che erogano, in regime di autorizzazione, concessione o convenzione, servizi di pubblica utilità e chiedere ad essi la collaborazione, anche di ordine logistico, necessaria per l’adempimento delle loro funzioni istituzionali; a tale fine possono in particolare stipulare convenzioni con i predetti soggetti, nonché con le università e con gli enti di ricerca.

2. Con apposito regolamento, adottato previa consultazione con le amministrazioni e i soggetti interessati, sono emanate le disposizioni necessarie ad assicurare l’accesso del DIS, del SIE e del SIN agli archivi informatici delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti che erogano, in regime di autorizzazione, concessione o convenzione, servizi di pubblica utilità, prevedendo in ogni caso le modalità tecniche che consentano la verifica, anche successiva, dell’accesso a dati personali.

2. Con apposito regolamento, adottato previa consultazione con le amministrazioni e i soggetti interessati, sono emanate le disposizioni necessarie ad assicurare l’accesso del DIS, dell’AISE e dell’AISI agli archivi informatici delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti che erogano, in regime di autorizzazione, concessione o convenzione, servizi di pubblica utilità, prevedendo in ogni caso le modalità tecniche che consentano la verifica, anche successiva, dell’accesso a dati personali.

 

3. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, dopo le parole: «ordinamento costituzionale» sono inserite le seguenti: «o del crimine organizzato di stampo mafioso».

3. Per i dati relativi alle comunicazioni si applica l’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155.

4. Per i dati relativi alle comunicazioni si applica l’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, come modificato dal comma 3 del presente articolo.

Art. 14.

Art. 14.

(Introduzione dell’articolo 118-bis del codice di procedura penale)

(Introduzione dell’articolo 118-bis del codice di procedura penale)

1. Dopo l’articolo 118 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

Identico

«Art. 118-bis. - (Richiesta di copie di atti e di informazioni da parte del Presidente del Consiglio dei ministri). – 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può richiedere all’autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329, direttamente o a mezzo del direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto ritenute indispensabili per lo svolgimento delle attività connesse alle sue funzioni di Autorità nazionale per la sicurezza e, in particolare, per le esigenze del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

 

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 118, commi 2 e 3.

 

3. L’autorità giudiziaria può altresì trasmettere le copie e le informazioni di cui al comma 1 anche di propria iniziativa. Ai medesimi fini l’autorità giudiziaria può autorizzare l’accesso diretto di funzionari delegati dal direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al registro delle notizie di reato, anche se tenuto in forma automatizzata».

 

Art. 15.

Art. 15.

(Introduzione dell’articolo 256-bis del codice di procedura penale)

(Introduzione dell’articolo 256-bis del codice di procedura penale)

1. Dopo l’articolo 256 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

Identico

«Art. 256-bis. - (Acquisizione di documenti, atti o altre cose da parte dell’autorità giudiziaria presso le sedi dei servizi di sicurezza). – 1. Quando deve disporre l’acquisizione di documenti, atti o altre cose presso le sedi dei servizi di sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all’esercizio delle funzioni di Autorità nazionale per la sicurezza, l’autorità giudiziaria indica nell’ordine di esibizione, in modo quanto più possibile specifico, i documenti, gli atti e le cose oggetto della richiesta.

 

2. L’autorità giudiziaria procede personalmente sul posto all’esame dei documenti, degli atti e delle cose e acquisisce agli atti quelli strettamente indispensabili ai fini dell’indagine. Nell’espletamento di tale attività, l’autorità giudiziaria può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.

 

3. Quando ha fondato motivo di ritenere che i documenti, gli atti o le cose esibiti non siano quelli richiesti o siano incompleti, l’autorità giudiziaria informa il Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede a disporre la consegna di ulteriori documenti, atti o cose o, se ne ricorrono i presupposti, a confermare l’inesistenza di ulteriori documenti, atti o cose.

 

4. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, un atto o una cosa, originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, l’esame e la consegna immediata sono sospesi e il documento, l’atto o la cosa è trasmesso immediatamente al Presidente del Consiglio dei ministri affinché vengano assunte le necessarie iniziative presso l’autorità estera per le relative determinazioni in ordine all’apposizione del segreto di Stato.

 

5. Nell’ipotesi prevista al comma 4, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l’acquisizione del documento, dell’atto o della cosa ovvero oppone o conferma il segreto di Stato entro sessanta giorni dalla trasmissione.

 

6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 5, l’autorità giudiziaria acquisisce il documento, l’atto o la cosa».

 

Art. 16.

Art. 16.

(Introduzione dell’articolo 256-ter del codice di procedura penale)

(Introduzione dell’articolo 256-ter del codice di procedura penale)

1. Dopo l’articolo 256-bis del codice di procedura penale, introdotto dall’articolo 15 della presente legge, è inserito il seguente:

Identico

«Art. 256-ter. - (Acquisizione di atti, documenti o altre cose per i quali viene eccepito il segreto di Stato). – 1. Quando devono essere acquisiti, in originale o in copia, documenti, atti o altre cose per i quali il responsabile dell’ufficio detentore eccepisce il segreto di Stato, l’esame e la consegna sono sospesi; il documento, l’atto o la cosa è sigillato in appositi contenitori e trasmesso prontamente al Presidente del Consiglio dei ministri.

 

2. Nell’ipotesi prevista al comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l’acquisizione del documento, dell’atto o della cosa ovvero conferma il segreto di Stato entro trenta giorni dalla trasmissione.

 

3. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 2, l’autorità giudiziaria acquisisce il documento, l’atto o la cosa».

 

Capo III

Capo III

GARANZIE FUNZIONALI, STATO
GIURIDICO DEL PERSONALE E
NORME DI CONTABILITÀ

GARANZIE FUNZIONALI, STATO
GIURIDICO DEL PERSONALE E
NORME DI CONTABILITÀ

Art. 17.

Art. 17.

(Ambito di applicazione delle garanzie funzionali)

(Ambito di applicazione delle garanzie funzionali)

1. Fermo quanto disposto dall’articolo 51 del codice penale, non è punibile il personale dei servizi di sicurezza che ponga in essere condotte previste dalla legge come reato, legittimamente autorizzate di volta in volta in quanto indispensabili alle finalità istituzionali di tali servizi, nel rispetto rigoroso dei limiti di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo e delle procedure fissate dall’articolo 18.

Identico

2. La speciale causa di giustificazione di cui al comma l non si applica se la condotta prevista dalla legge come reato configura delitti diretti a mettere in pericolo o a ledere la vita, l’integrità fisica, la personalità individuale, la libertà personale, la libertà morale, la salute o l’incolumità di una o più persone.

 

3. La speciale causa di giustificazione non si applica, altresì, ai reati di attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali, di cui all’articolo 289 del codice penale, agli attentati contro i diritti politici del cittadino, di cui all’articolo 294 del codice penale, ai delitti contro l’amministrazione della giustizia, salvo che si tratti di condotte di favoreggiamento personale o reale indispensabili alle finalità istituzionali dei servizi di sicurezza e poste in essere nel rispetto rigoroso delle procedure fissate dall’articolo 18, sempre che tali condotte di favoreggiamento non si realizzino attraverso false dichiarazioni all’autorità giudiziaria oppure attraverso occultamento della prova di un delitto ovvero non siano dirette a sviare le indagini disposte dall’autorità giudiziaria. La speciale causa di giustificazione non si applica altresì alle condotte previste come reato a norma dell’articolo 255 del codice penale e della legge 20 febbraio 1958, n. 75, e successive modificazioni.

 

4. Non possono essere autorizzate, ai sensi dell’articolo 18, condotte previste dalla legge come reato per le quali non è opponibile il segreto di Stato a norma dell’articolo 39, comma 11, ad eccezione delle fattispecie di cui agli articoli 270-bis, secondo comma, e 416-bis, primo comma, del codice penale.

 

5. Le condotte di cui al comma 1 non possono essere effettuate nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un’assemblea o consiglio regionale, nelle sedi di organizzazioni sindacali ovvero nei confronti di giornalisti professionisti iscritti all’albo.

 

6. La speciale causa di giustificazione si applica quando le condotte:

 

a) sono poste in essere nell’esercizio o a causa di compiti istituzionali dei servizi di sicurezza, in attuazione di un’operazione autorizzata e documentata ai sensi dell’articolo 18 e secondo le norme organizzative del Sistema di informazione per la sicurezza;

 

b) sono indispensabili e proporzionate al conseguimento degli obiettivi dell’operazione non altrimenti perseguibili;

 

c) sono frutto di una obiettiva e compiuta comparazione degli interessi pubblici e privati coinvolti;

 

d) sono effettuate in modo tale da comportare il minor danno possibile per gli interessi lesi.

 

7. Quando, per particolari condizioni di fatto e per eccezionali necessità, le attività indicate nel presente articolo sono state svolte da persone non addette ai servizi di sicurezza, in concorso con uno o più dipendenti dei servizi di sicurezza, e risulta che il ricorso alla loro opera da parte dei servizi di sicurezza era indispensabile ed era stato autorizzato secondo le procedure fissate dall’articolo 18, tali persone sono equiparate, ai fini dell’applicazione della speciale causa di giustificazione, al personale dei servizi di sicurezza.

 

Art. 18.

Art. 18.

(Procedure di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato)

(Procedure di autorizzazione delle condotte previste dalla legge come reato)

1. In presenza dei presupposti di cui all’articolo 17 e nel rispetto rigoroso dei limiti da esso stabiliti, il Presidente del Consiglio dei ministri, o l’Autorità delegata, ove istituita, autorizza le condotte previste dalla legge come reato e le operazioni di cui esse sono parte.

1.Identico.

2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, o l’Autorità delegata, ove istituita, rilascia l’autorizzazione, motivandola, sulla base di una circostanziata richiesta del direttore del servizio di sicurezza interessato, tempestivamente trasmessa tramite il DIS. Le richieste e le autorizzazioni devono avere forma scritta, anche ai fini della loro conservazione nello schedario di cui al comma 7.

2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, o l’Autorità delegata, ove istituita, rilascia l’autorizzazione, motivandola, sulla base di una circostanziata richiesta del direttore del servizio di sicurezza interessato, tempestivamente trasmessa informandone il DIS. Le richieste e le autorizzazioni devono avere forma scritta, anche ai fini della loro conservazione nello schedario di cui al comma 7.

3. Il Presidente del Consiglio dei ministri può in ogni caso modificare o revocare il provvedimento adottato a norma del comma 1 con l’utilizzo delle medesime forme previste dal comma 2.

3.Identico.

4. Nei casi di assoluta urgenza, che non consentono di acquisire tempestivamente l’autorizzazione di cui al comma 2, e qualora l’Autorità delegata non sia istituita, il direttore del servizio di sicurezza autorizza le condotte richieste e ne dà comunicazione immediata, e comunque non oltre le ventiquattro ore, al Presidente del Consiglio dei ministri, tramite il DIS, indicando circostanze e motivi dell’intervento di urgenza.

4. Nei casi di assoluta urgenza, che non consentono di acquisire tempestivamente l’autorizzazione di cui al comma 2, e qualora l’Autorità delegata non sia istituita, il direttore del servizio di sicurezza autorizza le condotte richieste e ne dà comunicazione immediata, e comunque non oltre le ventiquattro ore, al Presidente del Consiglio dei ministri, informandone il DIS, indicando circostanze e motivi dell’intervento di urgenza.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri o l’Autorità delegata, ove istituita, se l’autorizzazione era di sua competenza, qualora riscontri la sussistenza dei presupposti di cui all’articolo 17, nonché il rispetto del termine di comunicazione di cui al comma 4, ratifica il provvedimento.

5.Identico.

6. Nei casi in cui la condotta prevista dalla legge come reato sia stata posta in essere in assenza ovvero oltre i limiti delle autorizzazioni previste dal presente articolo, il Presidente del Consiglio dei ministri adotta le necessarie misure e informa l’autorità giudiziaria senza ritardo.

6.Identico.

7. La documentazione relativa alle richieste di autorizzazione previste nel presente articolo è conservata presso il DIS in apposito schedario segreto, unitamente alla documentazione circa le relative spese, secondo le norme emanate con il regolamento di cui all’articolo 4, comma 6. La rendicontazione di tali spese è sottoposta a specifica verifica da parte dell’ufficio ispettivo del DIS, di cui all’articolo 4, comma 3, lettera i).

7. La documentazione relativa alle richieste di autorizzazione previste nel presente articolo è conservata presso il DIS in apposito schedario segreto, unitamente alla documentazione circa le relative spese, secondo le norme emanate con il regolamento di cui all’articolo 4, comma 7. La rendicontazione di tali spese è sottoposta a specifica verifica da parte dell’ufficio ispettivo del DIS, di cui all’articolo 4, comma 3, lettera i).

Art. 19.

Art. 19.

(Opposizione della speciale causa di giustificazione all’autorità giudiziaria)

(Opposizione della speciale causa di giustificazione all’autorità giudiziaria)

1. Quando risulta che per taluna delle condotte indicate all’articolo 17 e autorizzate ai sensi dell’articolo 18 sono iniziate indagini preliminari, il direttore del servizio di sicurezza interessato, tramite il DIS, oppone all’autorità giudiziaria che procede l’esistenza della speciale causa di giustificazione.

Identico

2. Nel caso indicato al comma 1, il procuratore della Repubblica interpella immediatamente il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo che sia data conferma della sussistenza dell’autorizzazione di cui all’articolo 18. Gli atti delle indagini sul fatto e quelli relativi all’opposizione sono separati e iscritti in apposito registro riservato, per essere custoditi secondo modalità che ne tutelino la segretezza.

 

3. Quando l’esistenza della speciale causa di giustificazione è opposta nel corso dell’udienza preliminare o del giudizio, il Presidente del Consiglio dei ministri è interpellato dal giudice che procede.

 

4. Il Presidente del Consiglio dei ministri, se sussiste l’autorizzazione, ne dà comunicazione entro dieci giorni all’autorità che procede, indicandone i motivi. Della conferma è data immediata comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30. Nelle more della pronuncia del Presidente del Consiglio dei ministri il procedimento è sospeso.

 

5. Se la conferma non interviene nel termine indicato al comma 4, essa si intende negata e l’autorità giudiziaria procede secondo le ordinarie disposizioni.

 

6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri conferma la sussistenza dell’autorizzazione, il giudice, su richiesta del pubblico ministero o d’ufficio, pronuncia, a seconda dei casi, sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione. Gli atti del procedimento sono, all’esito, trasmessi al procuratore della Repubblica, che li custodisce in archivio secondo modalità, dallo stesso determinate, idonee a tutelarne la segretezza.

 

7. Analoga procedura di custodia degli atti viene seguita quando è sollevato conflitto di attribuzione fino a che il conflitto non sia stato risolto.

 

8. Se è stato sollevato conflitto di attribuzione, la Corte costituzionale ha pieno accesso agli atti del procedimento e al provvedimento di autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, con le garanzie di segretezza che la Corte stessa stabilisce.

 

9. Quando l’esistenza della speciale causa di giustificazione è eccepita dall’appartenente ai servizi di sicurezza o da uno dei soggetti di cui all’articolo 17, comma 7, al momento dell’arresto in flagranza o dell’esecuzione di una misura cautelare, l’esecuzione del provvedimento è sospesa e la persona è accompagnata dalla polizia giudiziaria nei propri uffici per esservi trattenuta per il tempo strettamente necessario ai primi accertamenti e comunque non oltre ventiquattro ore, salvo il caso previsto al comma 10.

 

10. Il procuratore della Repubblica, immediatamente informato, provvede a norma degli articoli 390 e seguenti del codice di procedura penale, dispone le necessarie verifiche e chiede conferma al direttore del DIS, che deve rispondere entro ventiquattro ore dalla richiesta. La persona è trattenuta negli uffici della polizia giudiziaria sino a quando perviene la conferma del direttore del DIS e comunque non oltre ventiquattro ore dalla ricezione della richiesta. Decorso il termine senza che sia pervenuta la conferma richiesta, si procede a norma del codice di procedura penale.

 

11. Se necessario, il procuratore della Repubblica chiede conferma al Presidente del Consiglio dei ministri, che conferma o smentisce l’esistenza della causa di giustificazione entro dieci giorni dalla richiesta. Se la conferma non interviene nel termine indicato, essa si intende negata e l’autorità giudiziaria procede secondo le ordinarie disposizioni.

 

Art. 20.

Art. 20.

(Sanzioni penali)

(Sanzioni penali)

1. Gli appartenenti ai servizi di sicurezza e i soggetti di cui all’articolo 17, comma 7, che preordinano illegittimamente le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 18 sono puniti con la reclusione da tre a dieci anni.

Identico

Art. 21.

Art. 21.

(Contingente speciale del personale)

(Contingente speciale del personale)

1. Con apposito regolamento è determinato il contingente speciale del personale addetto al DIS e ai servizi di sicurezza, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il regolamento disciplina altresì, anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge e nel rispetto dei criteri di cui alla presente legge, l’ordinamento e il reclutamento del personale, il relativo trattamento economico e previdenziale, nonché il regime di pubblicità del regolamento stesso.

1.Identico.

2. Il regolamento determina, in particolare:

2.Identico:

a) l’istituzione di un ruolo unico del personale dei servizi di sicurezza e del DIS, prevedendo le distinzioni per le funzioni amministrative, operative e tecniche;

a)identica;

b) la definizione di adeguate modalità concorsuali e selettive, aperte anche a cittadini esterni alla pubblica amministrazione, per la scelta del personale;

b)identica;

c) i limiti temporali per le assunzioni a tempo determinato nel rispetto della normativa vigente per coloro che, a norma dei criteri indicati nella lettera e), non vengono assunti tramite concorso;

c)identica;

d) l’individuazione di una quota di personale chiamato a svolgere funzioni di diretta collaborazione con il direttore generale del DIS e con i direttori dei servizi di sicurezza, la cui permanenza presso i rispettivi organismi è legata alla permanenza in carica dei medesimi direttori;

d)identica;

e) il divieto di assunzione diretta, salvo casi di alta e particolare specializzazione debitamente documentata, per attività assolutamente necessarie all’operatività del DIS e dei servizi di sicurezza;

e)identica;

f) le ipotesi di incompatibilità, collegate alla presenza di rapporti di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo grado o di convivenza o di comprovata cointeressenza economica con dipendenti dei servizi di sicurezza o del DIS, salvo che l’assunzione avvenga per concorso; qualora il rapporto di parentela o di affinità o di convivenza o di cointeressenza economica riguardi il direttore generale del DIS o i direttori dei servizi di sicurezza, l’incompatibilità è assoluta;

f)identica;

g) il divieto di affidare incarichi a tempo indeterminato a chi è cessato per qualunque ragione dal rapporto di dipendenza dal DIS e dai servizi di sicurezza;

g)identica;

h) i criteri per la progressione di carriera;

h)identica;

i) la determinazione per il DIS e per ciascun servizio di una percentuale minima non inferiore al 50 per cento dei dipendenti del ruolo di cui alla lettera a);

i) la determinazione per il DIS e per ciascun servizio della percentuale minima dei dipendenti del ruolo di cui alla lettera a);

l) i casi eccezionali di conferimento di incarichi ad esperti esterni, nei limiti e in relazione a particolari profili professionali, competenze o specializzazioni;

l)identica;

m) i criteri e le modalità relativi al trattamento giuridico ed economico del personale che rientra nell’amministrazione di provenienza al fine del riconoscimento delle professionalità acquisite;

m) i criteri e le modalità relativi al trattamento giuridico ed economico del personale che rientra nell’amministrazione di provenienza al fine del riconoscimento delle professionalità acquisite e degli avanzamenti di carriera conseguiti;

n) i criteri e le modalità per il trasferimento del personale del ruolo di cui alla lettera a) ad altra amministrazione.

n)identica.

3. Per il reclutamento del personale addetto al DIS e ai servizi di sicurezza non si applicano le norme di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, e successive modificazioni, e all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni.

3.Identico.

4. Le assunzioni effettuate in violazione dei divieti previsti dalla presente legge o dal regolamento sono nulle, ferma restando la responsabilità personale, patrimoniale e disciplinare di chi le ha disposte.

4.Identico.

5. Il regolamento definisce la consistenza numerica, le condizioni e le modalità del passaggio del personale del CESIS, del SISMI e del SISDE nel ruolo di cui al comma 2, lettera a).

5. Il regolamento definisce la consistenza numerica, le condizioni e le modalità del passaggio del personale della Segreteria generale del CESIS, del SISMI e del SISDE nel ruolo di cui al comma 2, lettera a).

6. Il regolamento definisce, sulla base di tabelle di allineamento alle qualifiche del personale delle Forze di polizia, il trattamento economico onnicomprensivo del personale appartenente al contingente di cui al comma 1, costituito dallo stipendio tabellare, dall’indennità integrativa speciale e dagli assegni familiari, nonché da una indennità di funzione, rapportata al grado, alla qualifica e al profilo rivestiti e alle funzioni svolte.

6.Identico.

7. È vietato qualsiasi trattamento economico accessorio diverso da quelli previsti dal regolamento. In caso di rientro nell’amministrazione di appartenenza, è escluso il mantenimento del trattamento economico principale e accessorio maturato alle dipendenze dei servizi di sicurezza, fatte salve le misure eventualmente disposte ai sensi della lettera m) del comma 2.

7. È vietato qualsiasi trattamento economico accessorio diverso da quelli previsti dal regolamento. In caso di rientro nell’amministrazione di appartenenza o di trasferimento presso altra pubblica amministrazione, è escluso il mantenimento del trattamento economico principale e accessorio maturato alle dipendenze dei servizi di sicurezza, fatte salve le misure eventualmente disposte ai sensi della lettera m) del comma 2.

8. Il regolamento disciplina i casi di cessazione dei rapporti di dipendenza, di ruolo o non di ruolo.

8.Identico.

9. Il regolamento stabilisce le incompatibilità preclusive del rapporto con il DIS e con i servizi di sicurezza, in relazione a determinate condizioni personali, a incarichi ricoperti e ad attività svolte, prevedendo specifici obblighi di dichiarazione e, in caso di violazione, le conseguenti sanzioni.

9.Identico.

10. Non possono svolgere attività, in qualsiasi forma, alle dipendenze del Sistema di informazione per la sicurezza persone che, per comportamenti o azioni eversive nei confronti delle istituzioni democratiche, non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà alla Costituzione.

10.Identico.

11. In nessun caso il DIS e i servizi di sicurezza possono avere alle loro dipendenze o impiegare in qualità di collaboratori o di consulenti membri del Parlamento europeo, del Parlamento o del Governo nazionali, consiglieri regionali, provinciali, comunali o membri delle rispettive giunte, dipendenti degli organi costituzionali, magistrati, ministri di confessioni religiose i cui statuti non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano e giornalisti professionisti o pubblicisti.

11.Identico.

12. Tutto il personale che presta comunque la propria opera alle dipendenze o a favore del DIS o dei servizi di sicurezza è tenuto, anche dopo la cessazione di tale attività, al rispetto del segreto su tutto ciò di cui sia venuto a conoscenza nell’esercizio o a causa delle proprie funzioni.

12.Identico.

Art. 22.

Art. 22.

(Ricorsi giurisdizionali)

(Ricorsi giurisdizionali)

1. Ai ricorsi al giudice amministrativo, aventi ad oggetto controversie relative al rapporto di lavoro, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

Identico

Art. 23.

Art. 23.

(Esclusione della qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza)

(Esclusione della qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza)

1. Il personale di cui all’articolo 21 non riveste la qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria né, salvo quanto previsto al comma 2, quella di ufficiale o di agente di pubblica sicurezza. Tali qualità sono sospese durante il periodo di appartenenza al contingente speciale di cui all’articolo 21 per coloro che le rivestono in base agli ordinamenti dell’amministrazione di provenienza.

Identico

2. In relazione allo svolgimento di attività strettamente necessarie a una specifica operazione dei servizi di sicurezza o volte alla tutela delle strutture e del personale del DIS o dei servizi di sicurezza, la qualifica di ufficiale o di agente di pubblica sicurezza, con funzioni di polizia di prevenzione, può essere attribuita a taluno dei soggetti appartenenti al contingente speciale di cui all’articolo 21, per non oltre un anno, dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del direttore generale del DIS.

 

3. L’attribuzione della qualifica è rinnovabile.

 

4. L’attribuzione della qualifica è comunicata al Ministro dell’interno.

 

5. Nei casi di urgenza, la proposta del direttore generale del DIS può essere formulata anche in forma orale e seguita entro ventiquattro ore dalla comunicazione scritta.

 

6. In deroga alle ordinarie disposizioni, il personale di cui all’articolo 21 ha l’obbligo di denunciare fatti costituenti reato ai rispettivi direttori i quali, senza ritardo, informano il Presidente del Consiglio dei ministri, o l’Autorità delegata, ove istituita.

 

7. I direttori dei servizi di sicurezza e il direttore generale del DIS hanno l’obbligo di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria le informazioni e gli elementi di prova relativamente a fatti configurabili come reati, di cui sia stata acquisita conoscenza nell’ambito delle strutture che da essi rispettivamente dipendono.

 

8. L’adempimento dell’obbligo di cui al comma 7 può essere ritardato, su autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, quando ciò sia strettamente necessario al perseguimento delle finalità istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza.

 

Art. 24.

Art. 24.

(Identità di copertura)

(Identità di copertura)

1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare l’uso, da parte degli addetti ai servizi di sicurezza, di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali. Con la medesima procedura può essere disposta o autorizzata l’utilizzazione temporanea di documenti e certificati di copertura.

1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare, su proposta dei direttori dell’AISE e dell’AISI, l’uso, da parte degli addetti ai servizi di sicurezza, di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali. Con la medesima procedura può essere disposta o autorizzata l’utilizzazione temporanea di documenti e certificati di copertura.

2. I documenti indicati al comma 1 non possono attestare le qualità di agente e di ufficiale di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.

2.Identico.

3. Con apposito regolamento sono definite le modalità di rilascio e conservazione nonché la durata della validità dei documenti e dei certificati di cui al comma 1. Presso il DIS è tenuto un registro riservato attestante i tempi e le procedure seguite per il rilascio dei documenti e dei certificati di cui al comma 1. Al termine dell’operazione, il documento o il certificato è conservato in apposito archivio istituito presso il DIS.

3.Identico.

Art. 25.

Art. 25.

(Attività simulate)

(Attività simulate)

1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare i dirigenti dei servizi di sicurezza ad esercitare attività economiche simulate, sia nella forma di imprese individuali sia nella forma di società di qualunque natura.

1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare, su proposta dei direttori dell’AISE e dell’AISI, l’esercizio di attività economiche simulate, sia nella forma di imprese individuali sia nella forma di società di qualunque natura.

2. Il consuntivo delle attività di cui al comma 1 è allegato al bilancio consuntivo dei fondi riservati.

2.Identico.

3. Con apposito regolamento sono stabilite le modalità di svolgimento delle attività di cui al comma 1.

3.Identico.

Art. 26.

Art. 26.

(Trattamento delle notizie personali)

(Trattamento delle notizie personali)

1. La raccolta e il trattamento delle notizie e delle informazioni è finalizzata esclusivamente al perseguimento degli scopi istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza.

1. Identico.

2. Il DIS, tramite l’ufficio ispettivo di cui all’articolo 4, comma 3, lettera i), e i direttori dei servizi di sicurezza garantiscono il rispetto di quanto disposto dal comma 1.

2. Identico.

3. Il personale addetto al Sistema di informazione per la sicurezza che in qualunque forma istituisca o utilizzi schedari informativi in violazione di quanto previsto al comma 1 è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni.

3. Identico.

4. Il DIS, il SIE e il SIN non possono istituire archivi al di fuori di quelli la cui esistenza è stata ufficialmente comunicata al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30, ai sensi dell’articolo 33, comma 6.

4. Il DIS, l’AISE e l’AISI non possono istituire archivi al di fuori di quelli la cui esistenza è stata ufficialmente comunicata al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30, ai sensi dell’articolo 33, comma 6.

Art. 27.

Art. 27.

(Tutela del personale nel corso di procedimenti giudiziari)

(Tutela del personale nel corso di procedimenti giudiziari)

1. Quando, nel corso di un procedimento giudiziario, devono essere assunte le dichiarazioni di un addetto ai servizi di sicurezza o al DIS, l’autorità giudiziaria procedente adotta ogni possibile tutela della persona che deve essere esaminata.

Identico

2. In particolare, nel corso del procedimento penale, l’autorità giudiziaria dispone la partecipazione a distanza dello stesso con l’osservanza, in quanto compatibili, delle disposizioni previste all’articolo 146-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. La partecipazione a distanza è disposta a condizione che siano disponibili strumenti tecnici idonei a consentire il collegamento audiovisivo e che la presenza della persona non sia necessaria.

 

3. In ogni caso si applicano, ove ne ricorrano le condizioni, gli articoli 128 del codice di procedura civile e 472 e 473 del codice di procedura penale.

 

4. Nel corso delle indagini, il pubblico ministero adotta comunque adeguate cautele a tutela della persona che deve essere esaminata o deve partecipare ad un atto di indagine.

 

5. In particolare, il pubblico ministero provvede sempre con decreto succintamente motivato a disporre il mantenimento del segreto sugli atti ai quali partecipano addetti ai servizi di sicurezza o al DIS fino alla chiusura delle indagini preliminari, anche in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 329, comma 3, del codice di procedura penale, salvo che il mantenimento del segreto non sia di impedimento assoluto alla prosecuzione delle indagini ovvero sussista altra rilevante necessità della pubblicità degli atti.

 

6. Nel corso delle indagini il pubblico ministero provvede, altresì, alla custodia degli atti di cui al presente articolo con modalità idonee a tutelarne la segretezza.

 

Art. 28.

Art. 28.

(Introduzione dell’articolo 270-bis del codice di procedura penale)

(Introduzione dell’articolo 270-bis del codice di procedura penale)

1. Dopo l’articolo 270 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

1.Identico:

«Art. 270-bis. - (Comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai servizi di sicurezza). – 1. L’autorità giudiziaria, quando abbia acquisito, tramite intercettazioni, comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di sicurezza, dispone l’immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni.

Art. 270-bis. - (Comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e ai servizi di sicurezza). – 1. Identico.

2. Terminate le intercettazioni, l’autorità giudiziaria trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri copia della documentazione contenente le informazioni di cui intende avvalersi nel processo, per accertare se taluna di queste informazioni sia coperta da segreto di Stato.

2.Identico.

3. Prima della risposta del Presidente del Consiglio dei ministri, le informazioni ad esso inviate possono essere utilizzate solo se vi è pericolo di inquinamento delle prove, o pericolo di fuga, o quando è necessario intervenire per prevenire o interrompere la commissione di un delitto per il quale sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per attività del personale dei servizi di sicurezza.

3.Identico.

4. Se entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l’ulteriore corso del procedimento.

4.Identico.

5. L’opposizione del segreto di Stato inibisce all’autorità giudiziaria l’utilizzazione delle notizie coperte dal segreto.

5.Identico.

6. Non è in ogni caso precluso all’autorità giudiziaria di procedere in base ad elementi autonomi e indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto.

6.Identico.

7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, e il conflitto è accolto, il segreto di Stato non può più essere opposto con riferimento allo stesso oggetto.

7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell’insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l’autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.

8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento».

8.Identico».

Art. 29.

Art. 29.

(Norme di contabilità e disposizioni finanziarie)

(Norme di contabilità e disposizioni finanziarie)

1. Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze è istituita un’apposita unità previsionale di base per le spese del Sistema di informazione per la sicurezza.

1.Identico.

2. All’inizio dell’esercizio finanziario, il Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del CISR, sentiti i responsabili del DIS, del SIE e del SIN, ripartisce tra tali organismi lo stanziamento di cui al comma 1 e stabilisce, altresì, le somme da destinare ai fondi ordinari e a quelli riservati. Di tale ripartizione e delle sue variazioni in corso d’anno, adottate con la stessa procedura, è data comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30.

2. All’inizio dell’esercizio finanziario, il Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del CISR, sentiti i responsabili del DIS, dell’AISE e dell’AISI, ripartisce tra tali organismi lo stanziamento di cui al comma 1 e stabilisce, altresì, le somme da destinare ai fondi ordinari e a quelli riservati. Di tale ripartizione e delle sue variazioni in corso d’anno, adottate con la stessa procedura, è data comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30.

3. Il regolamento di contabilità del DIS e dei servizi di sicurezza è approvato, anche in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, nel rispetto dei princìpi fondamentali da esse stabiliti, nonché delle seguenti disposizioni:

3. Il regolamento di contabilità del DIS e dei servizi di sicurezza è approvato, sentito il Presidente della Corte dei conti, anche in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, nel rispetto dei princìpi fondamentali da esse stabiliti, nonché delle seguenti disposizioni:

a) il bilancio preventivo, nel quale sono distintamente indicati i fondi per le spese riservate, e il bilancio consuntivo delle spese ordinarie sono unici per DIS, SIE e SIN e sono predisposti su proposta dei responsabili delle strutture stesse, per la parte di rispettiva competenza;

a) il bilancio preventivo, nel quale sono distintamente indicati i fondi per le spese riservate, e il bilancio consuntivo delle spese ordinarie sono unici per DIS, AISE e AISI e sono predisposti su proposta dei responsabili delle strutture stesse, per la parte di rispettiva competenza;

b) il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo di cui alla lettera a) sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del CISR;

b)identica;

c) il bilancio consuntivo è inviato per il controllo della legittimità e regolarità della gestione, insieme con la relazione annuale dell’organo di controllo interno, ad un ufficio della Corte dei conti, distaccato presso il DIS;

c)identica;

d) gli atti di gestione delle spese ordinarie sono assoggettati al controllo preventivo di un ufficio distaccato presso il DIS, facente capo all’Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei ministri;

d)identica;

e) i componenti degli uffici distaccati della Corte dei conti e dell’Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui alle lettere c) e d), sono tenuti al rispetto del segreto;

e) i componenti degli uffici distaccati della Corte dei conti e dell’Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui alle lettere c) e d), singolarmente designati, rispettivamente, dal Presidente della Corte dei conti e dal Presidente del Consiglio dei ministri, sono tenuti al rispetto del segreto;

f) gli atti di gestione delle spese riservate sono adottati esclusivamente dai responsabili del DIS e dei servizi di sicurezza, che presentano uno specifico rendiconto trimestrale e una relazione finale annuale al Presidente del Consiglio dei ministri;

f)identica;

g) il consuntivo della gestione finanziaria delle spese ordinarie è trasmesso, insieme con la relazione della Corte dei conti, al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30, al quale è presentata, altresì, nella relazione semestrale di cui all’articolo 33, comma 1, un’informativa sulle singole linee essenziali della gestione finanziaria delle spese riservate; la documentazione delle spese riservate, senza indicazioni nominative, è conservata negli archivi storici di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d).

g)identica.

4. Un apposito regolamento definisce le procedure per la stipula di contratti di appalti di lavori e forniture di beni e servizi, nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 17 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come modificato dal comma 5 del presente articolo. Sono altresì individuati i lavori, le forniture e i servizi che, per tipologie o per importi di valore, possono essere effettuati in economia o a trattativa privata.

4.Identico.

5. È abrogato il comma 8 dell’articolo 17 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

5.Identico.

6. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

6.Identico.

Capo IV

Capo IV

CONTROLLO PARLAMENTARE

CONTROLLO PARLAMENTARE

Art. 30.

Art. 30.

(Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

(Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

1. È istituito il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, composto da sei deputati e sei senatori, nominati entro venti giorni dall’inizio di ogni legislatura dai Presidenti dei due rami del Parlamento in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, garantendo comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni e tenendo conto della specificità dei compiti del Comitato.

Identico

2. Il Comitato verifica, in modo sistematico e continuativo, che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza si svolga nel rispetto della Costituzione, delle leggi, nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni.

 

3. L’ufficio di presidenza, composto dal presidente, da un vicepresidente e da un segretario, è eletto dai componenti del Comitato a scrutinio segreto. Il presidente è eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi di opposizione e per la sua elezione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti.

 

4. Se nessuno riporta tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggiore numero di voti.

 

5. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

 

6. Per l’elezione, rispettivamente, del vicepresidente e del segretario, ciascun componente scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si procede ai sensi del comma 5.

 

Art. 31.

Art. 31.

(Funzioni di controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

(Funzioni di controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

1. Nell’espletamento delle proprie funzioni, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica procede al periodico svolgimento di audizioni del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata, ove istituita, dei Ministri facenti parte del CISR, del direttore generale del DIS e dei direttori del SIE e del SIN.

1. Nell’espletamento delle proprie funzioni, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica procede al periodico svolgimento di audizioni del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata, ove istituita, dei Ministri facenti parte del CISR, del direttore generale del DIS e dei direttori dell’AISE e dell’AISI.

2. Il Comitato ha altresì la facoltà, in casi eccezionali, di disporre con delibera motivata l’audizione di dipendenti del Sistema di informazione per la sicurezza. La delibera è comunicata al Presidente del Consiglio dei ministri che, sotto la propria responsabilità, può opporsi per giustificati motivi allo svolgimento dell’audizione.

2. Identico.

3. Il Comitato può altresì ascoltare ogni altra persona non appartenente al Sistema di informazione per la sicurezza in grado di fornire elementi di informazione o di valutazione ritenuti utili ai fini dell’esercizio del controllo parlamentare.

3. Identico.

4. Tutti i soggetti auditi sono tenuti a riferire, con lealtà e completezza, le informazioni in loro possesso concernenti le materie di interesse del Comitato.

4. Identico.

5. Il Comitato può ottenere, anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. L’autorità giudiziaria può trasmettere copie di atti e documenti anche di propria iniziativa.

5. Identico.

6. L’autorità giudiziaria provvede tempestivamente alla trasmissione della documentazione richiesta ai sensi del comma 5, salvo che non rilevi, con decreto motivato per ragioni di natura istruttoria, la necessità di ritardare la trasmissione. Quando le ragioni del differimento vengono meno, l’autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto ha efficacia per sei mesi e può essere rinnovato, ma perde efficacia dopo la chiusura delle indagini preliminari.

6. Identico.

7. Il Comitato può ottenere, da parte di appartenenti al Sistema di informazione per la sicurezza, nonché degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, informazioni di interesse, nonché copie di atti e documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti.

7. Identico.

8. Qualora la comunicazione di un’informazione o la trasmissione di copia di un documento possano pregiudicare la sicurezza della Repubblica, i rapporti con Stati esteri, lo svolgimento di operazioni in corso o l’incolumità di fonti informative, collaboratori o appartenenti ai servizi di sicurezza, il destinatario della richiesta oppone l’esigenza di riservatezza al Comitato.

8. Identico.

9. Ove il Comitato ritenga di insistere nella propria richiesta, quest’ultima è sottoposta alla valutazione del Presidente del Consiglio dei ministri, che decide nel termine di trenta giorni se l’esigenza opposta sia effettivamente sussistente. In nessun caso l’esigenza di riservatezza può essere opposta o confermata in relazione a fatti per i quali non è opponibile il segreto di Stato.

9. Identico.

10. Il Comitato, qualora ritenga infondata la decisione del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero non riceva alcuna comunicazione nel termine prescritto, ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni.

10. Identico.

11. Fermo restando quanto previsto dal comma 5, al Comitato non può essere opposto il segreto d’ufficio, né il segreto bancario o professionale, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell’ambito del mandato.

11. Identico.

12. Quando informazioni, atti o documenti richiesti siano assoggettati al vincolo del segreto funzionale da parte delle competenti Commissioni parlamentari di inchiesta, tale segreto non può essere opposto al Comitato.

12. Identico.

13. Il Comitato può esercitare il controllo diretto della documentazione di spesa relativa alle operazioni concluse, effettuando, a tale scopo, l’accesso presso l’archivio centrale del DIS, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera b).

13. Identico.

14. Il Comitato può effettuare accessi e sopralluoghi negli uffici di pertinenza del Sistema di informazione per la sicurezza, dandone preventiva comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri.

14. Identico.

15. Nei casi previsti al comma 14, il Presidente del Consiglio dei ministri può differire l’accesso qualora vi sia il pericolo di interferenza con operazioni in corso.

15. Identico.

Art. 32.

Art. 32.

(Funzioni consultive del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

(Funzioni consultive del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

1. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica esprime il proprio parere sugli schemi dei regolamenti previsti dalla presente legge, nonché su ogni altro schema di decreto o regolamento concernente l’organizzazione e lo stato del contingente speciale di cui all’articolo 21.

Identico

2. Il Presidente del Consiglio dei ministri informa preventivamente il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica circa le nomine dei direttori e dei vice direttori del DIS e dei direttori e dei vice direttori dei servizi di sicurezza.

 

3. I pareri di cui al comma 1 hanno carattere obbligatorio, ma non vincolante.

 

4. I pareri di cui al comma 1 sono espressi dal Comitato nel termine di un mese dalla ricezione dello schema di decreto o regolamento; tale termine è prorogabile una sola volta, per non più di quindici giorni.

 

Art. 33.

Art. 33.

(Obblighi di comunicazione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

(Obblighi di comunicazione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette ogni sei mesi al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica una relazione sull’attività dei servizi di sicurezza, contenente un’analisi della situazione e dei pericoli per la sicurezza.

1. Identico.

2. Sono comunicati al Comitato, a cura del DIS, tutti i regolamenti e le direttive del Presidente del Consiglio dei ministri che riguardano le materie di competenza del Comitato, nonché i decreti e i regolamenti concernenti l’organizzazione e lo stato del contingente speciale di cui all’articolo 21.

2. Identico.

3. Il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa e il Ministro degli affari esteri trasmettono al Comitato i regolamenti da essi emanati con riferimento alle attività del Sistema di informazione per la sicurezza.

3. Identico.

4. Il Presidente del Consiglio dei ministri informa il Comitato circa le operazioni condotte dai servizi di sicurezza nelle quali siano state poste in essere condotte previste dalla legge come reato, autorizzate ai sensi dell’articolo 18 della presente legge e dell’articolo 4 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. Le informazioni sono inviate al Comitato entro trenta giorni dalla data di conclusione delle operazioni.

4. Identico.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri comunica tempestivamente al Comitato tutte le richieste di cui all’articolo 270-bis del codice di procedura penale, introdotto dall’articolo 28 della presente legge, e le conseguenti determinazioni adottate.

5. Identico.

6. Il Presidente del Consiglio dei ministri comunica tempestivamente al Comitato l’istituzione degli archivi del DIS e dei servizi di sicurezza.

6. Identico.

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri, nella relazione concernente ciascun semestre, informa il Comitato sull’andamento della gestione finanziaria del DIS e dei servizi di sicurezza relativa allo stesso semestre.

7. Identico.

8. Nell’informativa di cui al comma 7 sono riepilogate, in forma aggregata per tipologie omogenee di spesa, le previsioni iscritte nel bilancio del DIS, del SIE e del SIN e i relativi stati di utilizzo.

8. Nell’informativa di cui al comma 7 sono riepilogate, in forma aggregata per tipologie omogenee di spesa, le previsioni iscritte nel bilancio del DIS, dell’AISE e dell’AISI e i relativi stati di utilizzo.

9. Nella relazione semestrale il Presidente del Consiglio dei ministri informa il Comitato dei criteri di acquisizione dei dati personali raccolti dai servizi di sicurezza per il perseguimento dei loro fini.

9. Identico.

10. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Presidente del Consiglio dei ministri presenta la relazione riguardante il primo semestre dell’anno in corso; entro il 31 marzo di ogni anno, il Presidente del Consiglio dei ministri presenta la relazione riguardante il secondo semestre dell’anno precedente.

10. Identico.

11. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette al Comitato, nella seconda relazione semestrale, un’informativa sulle linee essenziali delle attività di cui all’articolo 24, comma 1, svolte nell’anno precedente.

11. Identico.

12. La relazione semestrale informa anche sulla consistenza dell’organico e sul reclutamento di personale effettuato nel semestre di riferimento, nonché sui casi di chiamata diretta nominativa, con indicazione dei criteri adottati e delle prove selettive sostenute.

12. Identico.

Art. 34.

Art. 34.

(Accertamento di condotte illegittime
o irregolari)

(Accertamento di condotte illegittime
o irregolari)

1. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, qualora nell’esercizio delle proprie funzioni riscontri condotte poste in essere in violazione delle norme che regolano l’attività di informazione per la sicurezza, informa il Presidente del Consiglio dei ministri e riferisce ai Presidenti delle Camere.

Identico

Art. 35.

Art. 35.

(Relazioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

(Relazioni del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

1. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presenta una relazione annuale al Parlamento per riferire sull’attività svolta e per formulare proposte o segnalazioni su questioni di propria competenza.

Identico

2. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica può, altresì, trasmettere al Parlamento nel corso dell’anno informative o relazioni urgenti.

 

Art. 36.

Art. 36.

(Obbligo del segreto)

(Obbligo del segreto)

1. I componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, i funzionari e il personale di qualsiasi ordine e grado addetti al Comitato stesso e tutte le persone che collaborano con il Comitato oppure che vengono a conoscenza, per ragioni d’ufficio o di servizio, dell’attività del Comitato sono tenuti al segreto relativamente alle informazioni acquisite, anche dopo la cessazione dell’incarico.

Identico

2. La violazione del segreto di cui al comma 1 è punita, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a norma dell’articolo 326 del codice penale; se la violazione è commessa da un parlamentare le pene sono aumentate da un terzo alla metà.

 

3. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, le pene previste dall’articolo 326 del codice penale si applicano anche a chi diffonde, in tutto o in parte, atti o documenti dei quali non sia stata autorizzata la divulgazione.

 

4. Il presidente del Comitato, anche su richiesta di uno dei suoi componenti, denuncia all’autorità giudiziaria i casi di violazione del segreto di cui al comma 1.

 

5. Fermo restando quanto previsto al comma 4, qualora risulti evidente che la violazione possa essere attribuita ad un componente del Comitato, il presidente di quest’ultimo ne informa i Presidenti delle Camere.

 

6. Ricevuta l’informativa di cui al comma 5, il Presidente della Camera cui appartiene il parlamentare interessato nomina una commissione di indagine, composta paritariamente da parlamentari dei gruppi di maggioranza e di opposizione.

 

7. La commissione di indagine di cui al comma 6 procede ai sensi del regolamento della Camera di appartenenza e riferisce le sue conclusioni al Presidente. Qualora la commissione ritenga che vi sia stata violazione del segreto da parte del parlamentare interessato, il Presidente della Camera di appartenenza procede a sostituirlo quale componente del Comitato, nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 30, comma 1, dandone previa comunicazione al Presidente dell’altro ramo del Parlamento.

 

Art. 37.

Art. 37.

(Organizzazione interna)

(Organizzazione interna)

1. L’attività e il funzionamento del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sono disciplinati da un regolamento interno approvato dal Comitato stesso a maggioranza assoluta dei propri componenti. Ciascun componente può proporre la modifica delle disposizioni regolamentari.

Identico

2. Le sedute e tutti gli atti del Comitato sono segreti, salva diversa deliberazione del Comitato.

 

3. Gli atti acquisiti dal Comitato soggiacciono al regime determinato dall’autorità che li ha formati.

 

4. Per l’espletamento delle sue funzioni il Comitato fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai Presidenti delle Camere, di intesa tra loro. L’archivio e tutti gli atti del Comitato parlamentare di cui all’articolo 11 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono trasferiti al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

 

5. Le spese per il funzionamento del Comitato sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati. Il Comitato può avvalersi delle collaborazioni esterne ritenute necessarie, previa comunicazione ai Presidenti delle Camere, nei limiti delle risorse finanziarie assegnate. Il Comitato non può avvalersi a nessun titolo della collaborazione di appartenenti o ex appartenenti al Sistema di informazione per la sicurezza, né di soggetti che collaborino o abbiano collaborato con organismi informativi di Stati esteri.

 

Art. 38.

Art. 38.

(Relazione al Parlamento)

(Relazione al Parlamento)

1. Entro il mese di febbraio di ogni anno il Governo trasmette al Parlamento una relazione scritta, riferita all’anno precedente, sulla politica dell’informazione per la sicurezza e sui risultati ottenuti.

Identico

Capo V

Capo V

DISCIPLINA DEL SEGRETO

DISCIPLINA DEL SEGRETO

Art. 39.

Art. 39.

(Segreto di Stato)

(Segreto di Stato)

1. Sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recare danno all’integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali, alla difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento, all’indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi, alla preparazione e alla difesa militare dello Stato.

1.Identico.

2. Le informazioni, i documenti, gli atti, le attività, le cose e i luoghi coperti da segreto di Stato sono posti a conoscenza esclusivamente dei soggetti e delle autorità chiamati a svolgere rispetto ad essi funzioni essenziali, nei limiti e nelle parti indispensabili per l’assolvimento dei rispettivi compiti e il raggiungimento dei fini rispettivamente fissati. Tutti gli atti riguardanti il segreto di Stato devono essere conservati con accorgimenti atti ad impedirne la manipolazione, la sottrazione o la distruzione.

2.Identico.

3. Sono coperti dal segreto di Stato, indipendentemente dalla classifica di segretezza eventualmente attribuita dai soggetti a ciò legittimamente preposti, le informazioni, i documenti, gli atti, le attività, le cose o i luoghi la cui conoscenza, al di fuori degli ambiti e delle sedi autorizzate, sia tale da ledere gravemente le finalità di cui al comma 1.

3. Sono coperti dal segreto di Stato le informazioni, i documenti, gli atti, le attività, le cose o i luoghi la cui conoscenza, al di fuori degli ambiti e delle sedi autorizzate, sia tale da ledere gravemente le finalità di cui al comma 1.

4. Il vincolo derivante dal segreto di Stato è apposto e, ove possibile, annotato, su espressa disposizione del Presidente del Consiglio dei ministri, sugli atti, documenti o cose che ne sono oggetto, anche se acquisiti all’estero.

4.Identico.

5. Il Presidente del Consiglio dei ministri, in attuazione delle norme fissate dalla presente legge, disciplina con regolamento i criteri per l’individuazione delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato.

5.Identico.

6. Con il regolamento di cui al comma 5, il Presidente del Consiglio dei ministri individua gli uffici competenti a svolgere, nei luoghi coperti da segreto, le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

6.Identico.

7. Decorsi quindici anni dall’apposizione del segreto di Stato o, in mancanza di questa, dalla sua opposizione confermata ai sensi dell’articolo 202 del codice di procedura penale, chiunque vi abbia interesse può richiedere al Presidente del Consiglio dei ministri di avere accesso alle informazioni, ai documenti, agli atti, alle attività, alle cose e ai luoghi coperti dal segreto di Stato.

7.Identico.

8. Entro trenta giorni dalla richiesta, il Presidente del Consiglio dei ministri consente l’accesso ovvero, con provvedimento motivato, trasmesso senza ritardo al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, dispone una o più proroghe del vincolo. La durata complessiva del vincolo del segreto di Stato non può essere superiore a trenta anni.

8.Identico.

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri, indipendentemente dal decorso dei termini di cui ai commi 7 e 8, dispone la cessazione del vincolo quando sono venute meno le esigenze che ne determinarono l’apposizione.

9.Identico.

10. Quando, in base ad accordi internazionali, la sussistenza del segreto incide anche su interessi di Stati esteri o di organizzazioni internazionali, il provvedimento con cui è disposta la cessazione del vincolo, salvo che ricorrano ragioni di eccezionale gravità, e a condizione di reciprocità, è adottato previa intesa con le autorità estere o internazionali competenti.

10.Identico.

11. In nessun caso possono essere oggetto di segreto di Stato notizie, documenti o cose relativi a fatti di terrorismo o eversivi dell’ordine costituzionale o a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli 285, 416-bis, 416-ter e 422 del codice penale.

11.Identico.

Art. 40.

Art. 40.

(Tutela del segreto di Stato)

(Tutela del segreto di Stato)

1. L’articolo 202 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

Identico

«Art. 202. - (Segreto di Stato). – 1. I pubblici ufficiali, i pubblici impiegati e gli incaricati di un pubblico servizio hanno l’obbligo di astenersi dal deporre su fatti coperti dal segreto di Stato.

 

2. Se il testimone oppone un segreto di Stato, l’autorità giudiziaria ne informa il Presidente del Consiglio dei ministri, ai fini dell’eventuale conferma, sospendendo ogni iniziativa volta ad acquisire la notizia oggetto del segreto.

 

3. Qualora il segreto sia confermato e per la definizione del processo risulti essenziale la conoscenza di quanto coperto dal segreto di Stato, il giudice dichiara non doversi procedere per l’esistenza del segreto di Stato.

 

4. Se entro trenta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non dà conferma del segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l’ulteriore corso del procedimento.

 

5. L’opposizione del segreto di Stato, confermata con atto motivato dal Presidente del Consiglio dei ministri, inibisce all’autorità giudiziaria l’acquisizione e l’utilizzazione, anche indiretta, delle notizie coperte dal segreto.

 

6. Non è, in ogni caso, precluso all’autorità giudiziaria di procedere in base a elementi autonomi e indipendenti dagli atti, documenti e cose coperti dal segreto.

 

7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell’insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l’autorità giudiziaria non può né acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.

 

8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento».

 

2. All’articolo 204, comma 1, primo periodo, del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonché i delitti previsti dagli articoli 285, 416-bis e 422 del codice penale».

 

3. Dopo il comma 1 dell’articolo 204 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti:

 

«1-bis. Non possono essere oggetto del segreto previsto dagli articoli 201, 202 e 203 fatti, notizie o documenti concernenti le condotte poste in essere da appartenenti ai servizi di sicurezza in violazione della disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per attività del personale dei servizi di sicurezza. Si considerano violazioni della predetta disciplina le condotte per le quali, essendo stata esperita l’apposita procedura prevista dalla legge, risulta esclusa l’esistenza della speciale causa di giustificazione.

 

1-ter. Il segreto di Stato non può essere opposto o confermato ad esclusiva tutela della classifica di segretezza o in ragione esclusiva della natura del documento, atto o cosa oggetto della classifica.

 

1-quater. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento.

 

1-quinquies. Quando il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga di confermare il segreto di Stato, provvede, in qualità di Autorità nazionale per la sicurezza, a declassificare gli atti, i documenti, le cose o i luoghi oggetto di classifica di segretezza, prima che siano messi a disposizione dell’autorità giudiziaria competente».

 

4. All’articolo 66 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

 

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:

 

«2. Quando perviene la comunicazione prevista dall’articolo 204, comma 2, del codice, il Presidente del Consiglio dei ministri, con atto motivato, conferma il segreto, se ritiene che non ricorrano i presupposti indicati nei commi 1, 1-bis e 1-ter dello stesso articolo, perché il fatto, la notizia o il documento coperto dal segreto di Stato non concerne il reato per cui si procede. In mancanza, decorsi trenta giorni dalla notificazione della comunicazione, il giudice dispone il sequestro del documento o l’esame del soggetto interessato»;

 

b) il comma 3 è abrogato.

 

5. Di ogni caso di conferma dell’opposizione del segreto di Stato, ai sensi dell’articolo 202 del codice di procedura penale o dell’articolo 66, comma 2, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, il Presidente del Consiglio dei ministri è tenuto a dare comunicazione, indicandone le ragioni essenziali, al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30 della presente legge. Il Comitato, se ritiene infondata l’opposizione del segreto, ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni.

 

Art. 41.

Art. 41.

(Divieto di riferire riguardo a fatti coperti
dal segreto di Stato)

(Divieto di riferire riguardo a fatti coperti
dal segreto di Stato)

1. Ai pubblici ufficiali, ai pubblici impiegati e agli incaricati di pubblico servizio è fatto divieto di riferire riguardo a fatti coperti dal segreto di Stato. Nel processo penale, in ogni stato e grado del procedimento, salvo quanto disposto dall’articolo 202 del codice di procedura penale, se è stato opposto il segreto di Stato, l’autorità giudiziaria ne informa il Presidente del Consiglio dei ministri, nella sua qualità di Autorità nazionale per la sicurezza, per le eventuali deliberazioni di sua competenza.

Identico

2. L’autorità giudiziaria, se ritiene essenziale la conoscenza di quanto coperto dal segreto per la definizione del processo, chiede conferma dell’esistenza del segreto di Stato al Presidente del Consiglio dei ministri, sospendendo ogni iniziativa volta ad acquisire la notizia oggetto del segreto.

 

3. Qualora il segreto sia confermato e per la definizione del processo risulti essenziale la conoscenza di quanto coperto dal segreto di Stato, il giudice dichiara non doversi procedere per l’esistenza del segreto di Stato.

 

4. Se entro trenta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non dà conferma del segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l’ulteriore corso del procedimento.

 

5. L’opposizione del segreto di Stato, confermata con atto motivato dal Presidente del Consiglio dei ministri, inibisce all’autorità giudiziaria l’acquisizione e l’utilizzazione, anche indiretta, delle notizie coperte dal segreto.

 

6. Non è, in ogni caso, precluso all’autorità giudiziaria di procedere in base a elementi autonomi e indipendenti dagli atti, documenti e cose coperti dal segreto.

 

7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell’insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l’autorità giudiziaria non può né acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.

 

8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento.

 

9. Il Presidente del Consiglio dei ministri è tenuto a dare comunicazione di ogni caso di conferma dell’opposizione del segreto di Stato ai sensi del presente articolo al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30, indicandone le ragioni essenziali. Il Comitato parlamentare, se ritiene infondata l’opposizione del segreto di Stato, ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni.

 

Art. 42.

Art. 42.

(Classifiche di segretezza)

(Classifiche di segretezza)

1. Le classifiche di segretezza sono attribuite per circoscrivere la conoscenza di informazioni, documenti, atti, attività o cose ai soli soggetti che abbiano necessità di accedervi e siano a ciò abilitati in ragione delle proprie funzioni istituzionali.

Identico

2. La classifica di segretezza è apposta, e può essere elevata, dall’autorità che forma il documento, l’atto o acquisisce per prima la notizia, ovvero è responsabile della cosa, o acquisisce dall’estero documenti, atti, notizie o cose.

 

3. Le classifiche attribuibili sono: segretissimo, segreto, riservatissimo, riservato. Le classifiche sono attribuite sulla base dei criteri ordinariamente seguiti nelle relazioni internazionali.

 

4. Chi appone la classifica di segretezza individua, all’interno di ogni atto o documento, le parti che devono essere classificate e fissa specificamente il grado di classifica corrispondente ad ogni singola parte.

 

5. La classifica di segretezza è automaticamente declassificata a livello inferiore quando sono trascorsi cinque anni dalla data di apposizione; decorso un ulteriore periodo di cinque anni, cessa comunque ogni vincolo di classifica.

 

6. La declassificazione automatica non si applica quando, con provvedimento motivato, i termini di efficacia del vincolo sono prorogati dal soggetto che ha proceduto alla classifica o, nel caso di proroga oltre il termine di quindici anni, dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

7. Il Presidente del Consiglio dei ministri verifica, in qualità di Autorità nazionale per la sicurezza, il rispetto delle norme in materia di classifiche di segretezza. Con apposito regolamento sono determinati l’ambito dei singoli livelli di segretezza, i soggetti cui è conferito il potere di classifica e gli uffici che, nell’ambito della pubblica amministrazione, sono collegati all’esercizio delle funzioni di Autorità nazionale per la sicurezza, nonché i criteri per l’individuazione delle materie oggetto di classifica e i modi di accesso nei luoghi militari o in quelli definiti di interesse per la sicurezza della Repubblica.

 

8. Qualora l’autorità giudiziaria ordini l’esibizione di documenti classificati per i quali non sia opposto il segreto di Stato, gli atti sono consegnati all’autorità giudiziaria richiedente, che ne cura la conservazione con modalità che ne tutelino la riservatezza, garantendo il diritto delle parti nel procedimento a prenderne visione senza estrarne copia.

 

9. Chiunque illegittimamente distrugge documenti del DIS o dei servizi di sicurezza, in ogni stadio della declassificazione, nonché quelli privi di ogni vincolo per decorso dei termini, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

 

Capo VI

Capo VI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 43.

Art. 43.

(Procedura per l’adozione dei regolamenti)

(Procedura per l’adozione dei regolamenti)

1. Salvo che non sia diversamente stabilito, le disposizioni regolamentari previste dalla presente legge sono emanate entro centottanta giorni dalla data della sua entrata in vigore, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati anche in deroga all’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, previo parere del Comitato parlamentare di cui all’articolo 30 e sentito il CISR.

Identico

2. I suddetti decreti stabiliscono il regime della loro pubblicità, anche in deroga alle norme vigenti.

 

Art. 44.

Art. 44.

(Abrogazioni)

(Abrogazioni)

1. La legge 24 ottobre 1977, n. 801, è abrogata, salvo quanto previsto al comma 2. Sono altresì abrogate tutte le disposizioni interne e regolamentari in contrasto o comunque non compatibili con la presente legge.

1. La legge 24 ottobre 1977, n. 801, è abrogata, salvo quanto previsto al comma 2. Sono altresì abrogate tutte le disposizioni interne e regolamentari in contrasto o comunque non compatibili con la presente legge, tranne le norme dei decreti attuativi che interessano il contenzioso del personale in quiescenza dei servizi di sicurezza ai fini della tutela giurisdizionale di diritti e interessi.

2. Il CESIS, il SISMI e il SISDE continuano ad assolvere i compiti loro affidati dalla legge 24 ottobre 1977, n. 801, fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui all’articolo 4, comma 6, all’articolo 6, comma 10, all’articolo 7, comma 10, all’articolo 21, comma 1, e all’articolo 29, comma 3.

2. Il CESIS, il SISMI e il SISDE continuano ad assolvere i compiti loro affidati dalla legge 24 ottobre 1977, n. 801, fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui all’articolo 4, comma 7, all’articolo 6, comma 10, all’articolo 7, comma 10, all’articolo 21, comma 1, e all’articolo 29, comma 3.

3. I regolamenti di cui al comma 2 entrano in vigore contestualmente.

3.Identico.

4. In tutti gli atti aventi forza di legge l’espressione «SISMI» si intende riferita al SIE, l’espressione «SISDE» si intende riferita al SIN, l’espressione «CESIS» si intende riferita al DIS, l’espressione «CIIS» si intende riferita al CISR, i richiami al Comitato parlamentare di controllo devono intendersi riferiti al Comitato di cui all’articolo 30 della presente legge.

4. In tutti gli atti aventi forza di legge l’espressione «SISMI» si intende riferita all’AISE, l’espressione «SISDE» si intende riferita all’AISI, l’espressione «CESIS» si intende riferita al DIS, l’espressione «CIIS» si intende riferita al CISR, i richiami al Comitato parlamentare di controllo devono intendersi riferiti al Comitato di cui all’articolo 30 della presente legge.

Art. 45.

Art. 45.

(Disposizioni transitorie)

(Disposizioni transitorie)

1. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è costituito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica e il Comitato parlamentare è integrato nella sua composizione ai sensi dell’articolo 30, comma 1. A decorrere dallo stesso termine cessa dalle proprie funzioni il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza di cui all’articolo 2 della legge 24 ottobre 1977, n. 801.

1. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è costituito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica e il Comitato parlamentare di cui all’articolo 11 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, costituito nella XV legislatura è integrato nella sua composizione ai sensi dell’articolo 30, comma 1, della presente legge. A decorrere dallo stesso termine cessa dalle proprie funzioni il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza di cui all’articolo 2 della legge 24 ottobre 1977, n. 801.

2. In sede di prima applicazione, all’attuazione della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente. A tale fine, nell’unità previsionale di base di cui al comma 1 dell’articolo 29 confluiscono gli stanziamenti già iscritti, per analoghe esigenze, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

2. Anche in sede di prima applicazione, all’attuazione della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente. A tale fine, nell’unità previsionale di base di cui al comma 1 dell’articolo 29 confluiscono gli stanziamenti già iscritti, per analoghe esigenze, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 46.

Art. 46.

(Entrata in vigore)

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il sessantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Identico

 

 


 

DISEGNODILEGGE

N. 68
D’iniziativa del senatore Malabarba

 

 

Art. 1.

1. L’articolo 204 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

«Art. 204. - (Esclusione del segreto). – 1. Non possono essere oggetto del segreto previsto dagli articoli 201, 202 e 203 fatti, notizie o documenti concernenti reati commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale, nonché i delitti di strage previsti dagli articoli 285 e 422 del codice penale. Se viene opposto il segreto, la natura del reato è definita dal giudice. Prima dell’esercizio dell’azione penale, provvede il giudice per le indagini preliminari su richiesta di parte.

2. Dell’ordinanza che rigetta l’eccezione di segretezza è data comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri».

Art. 2.

1. Al comma 2 dell’articolo 66 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.271, dopo le parole: «conferma il segreto», sono inserite le seguenti: «con atto motivato».

Art. 3.

1. Dopo il secondo comma dell’articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n.801, sono aggiunti i seguenti:

«Il segreto di Stato è apposto con provvedimento del Presidente del Consiglio dei ministri, il quale può delegare un sottosegretario di Stato e i direttori dei servizi di cui agli articoli 4 e 6.

Il segreto di Stato è revocato con le modalità previste dal terzo comma qualora vengano meno i presupposti di cui al primo comma.
La durata del segreto di Stato non può comunque eccedere i dieci anni».

Art. 4.

1. L’articolo 16 della legge 24 ottobre 1997, n.801, è sostituito dal seguente:

«Art. 16. – 1. Di ogni caso di conferma dell’opposizione del segreto di Stato ai sensi dell’articolo 202 del codice di procedura penale il Presidente del Consiglio dei ministri è tenuto a dare comunicazione, indicandone le ragioni, al Comitato parlamentare di cui all’articolo 11 della presente legge. Il Comitato parlamentare, qualora ritenga a maggioranza assoluta dei suoi componenti infondata la opposizione del segreto, ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni politiche».

 

 

DISEGNODILEGGE

N. 139
D’iniziativa dei senatori Mantovano edaltri

 

TITOLO I

SISTEMA DELLE INFORMAZIONI
PER LA SICUREZZA

 

CAPO I

ALTA DIREZIONE E CONTROLLI

 

Art. 1.

(Alta direzione, responsabilità
e coordinamento)

1. Al Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuiti l’alta direzione e la responsabilità generale della politica informativa per la sicurezza, nell’interesse e per la difesa della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento.

2. Ai fini indicati nel comma 1 e in conformità agli indirizzi formulati dal Parlamento, il Presidente del Consiglio dei ministri impartisce le direttive ed emana ogni disposizione necessaria allo svolgimento coordinato delle attività di informazione per la sicurezza e alla organizzazione e funzionamento degli Organismi informativi disciplinati dalla presente legge.
3. Al Presidente del Consiglio dei ministri è devoluta la tutela del segreto di Stato. A tal fine opera come Autorità Nazionale per la Sicurezza, determinando i criteri per l’apposizione del segreto ed emanando le disposizioni necessarie alla sua tutela amministrativa.

Art. 2.

(Delega al Ministro per le informazioni
e la sicurezza)

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può delegare l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 1 ad un Ministro delle informazioni per la sicurezza senza portafoglio. Il Ministro è nominato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio.

2. Non sono comunque delegabili le funzioni che la presente legge attribuisce in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei ministri ed, in particolare, quelle in tema di segreto di Stato.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri è costantemente informato dal Ministro senza portafoglio delle informazioni per la sicurezza sulle modalità di esercizio delle funzioni delegate e, fermo il potere di direttiva, può in qualsiasi momento avocare l’esercizio di tutte o di alcune di esse nonché, sentito il Consiglio dei ministri, revocare la delega al Ministro predetto.

 

 

Art. 3.

(Consiglio Nazionale per la sicurezza
della Repubblica)

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica (CNS), con funzioni di consulenza e proposta per il Presidente del Consiglio dei ministri, in materia di politica informativa per la sicurezza.

2. Nell’ambito delle attribuzioni indicate nel comma 1 il Consiglio nazionale:

a) coadiuva il Presidente del Consiglio dei ministri nell’analisi e nell’individuazione ed elaborazione strategica degli indirizzi generali e degli obiettivi prioritari da perseguire nel quadro della politica informativa per la sicurezza;

b) esprime pareri sulle questioni che il Presidente del Consiglio dei ministri sottopone al suo esame;
c) provvede all’approvazione del piano dell’attività informativa, verificandone l’attuazione nei modi e tempi indicati;
d) delibera gli atti normativi previsti dalla presente legge;
e) designa, per la successiva nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, il Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza (DIGIS) e, su proposta di questi, i Responsabili delle strutture in cui si articola tale Direzione generale in fase di prima attuazione della presente legge.

3. Il Consiglio nazionale è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, in caso di assenza o impedimento, dal Ministro delle informazioni per la sicurezza. Il Consiglio è composto dal Ministro degli affari esteri, dal Ministro dell’interno, dal Ministro dell’economia e delle finanze e dal Ministro della difesa. Le funzioni di segretario generale del Consiglio sono svolte, senza diritto di voto, dal Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

4. In relazione a particolari situazioni che richiedano approfondimenti specifici il Presidente del Consiglio dei ministri – o, in sua assenza o impedimento, il Ministro delle informazioni per la sicurezza – può invitare a partecipare alle sedute del Consiglio Nazionale, senza diritto di voto, esperti nelle specifiche materie oggetto di esame.
5. Le modalità di funzionamento del Consiglio Nazionale per la sicurezza della Repubblica sono stabilite con apposito regolamento.

Art. 4.

(Obblighi di informazione del Governo
nei confronti del Parlamento.
Comitato Parlamentare per la sicurezza)

1. Il Governo riferisce semestralmente al Parlamento, con una relazione scritta, sulla politica informativa per la sicurezza e sui risultati ottenuti.

2. Il Comitato parlamentare per la sicurezza (CPS) è costituito da due deputati e da due senatori, nominati all’inizio di ogni legislatura dai Presidenti dei due rami del Parlamento sulla base del criterio di proporzionalità. I Presidenti dei due rami del Parlamento nominano altresì un membro supplente per ciascuna delle due Camere.
3. Il Comitato parlamentare per la sicurezza esercita il controllo sull’applicazione delle norme che regolano le attività di informazione per la sicurezza. A tal fine può acquisire informazioni sull’organizzazione e sulle attività della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza (DIGIS). Il contenuto delle informazioni non può in nessun caso riguardare le fonti informative, l’apporto dei servizi stranieri, l’identità degli operatori, la dislocazione territoriale delle strutture operative, le operazioni in corso e quelle concluse la cui rivelazione sia ritenuta dal Presidente del Consiglio dei ministri pericolosa per la sicurezza della Repubblica e, comunque, ogni altro elemento idoneo a rivelare tali informazioni.
4. Per lo svolgimento delle sue funzioni il Comitato può convocare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle informazioni per la sicurezza e i membri del Consiglio Nazionale per la sicurezza della Repubblica.
5. Il Comitato può formulare quesiti, proposte, rilievi indirizzati al Governo.
6. Al Comitato sono comunicati tutti gli atti normativi emanati In attuazione della presente legge.
7. Il Presidente del Consiglio dei ministri può opporre al Comitato parlamentare, indicandone con sintetica motivazione le ragioni essenziali, l’esigenza di tutela del segreto in ordine alle informazioni che, a suo giudizio, eccedono i limiti di cui al comma 3. In nessun caso la tutela del segreto può valere in relazione a fatti eversivi dell’ordine costituzionale.
8. Nell’ipotesi di cui al comma 7, il Comitato parlamentare, qualora ritenga a maggioranza assoluta dei suoi componenti, che l’opposizione del segreto non sia fondata, ne riferisce alle Camere per le conseguenti valutazioni politiche.
9. I membri del Comitato parlamentare sono tenuti al segreto relativamente alle informazioni acquisite ai sensi dei precedenti commi, anche dopo la cessazione del mandato parlamentare.

 

CAPO II

ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO
DELLA DIREZIONE GENERALE
PER LE INFORMAZIONI E LA
SICUREZZA (DIGIS)

 

Art. 5.

(Direzione generale per le informazioni
e la sicurezza – DIGIS)

1. Per lo svolgimento delle attività connesse alle sue funzioni, il Presidente del Consiglio dei ministri – o, in caso di delega di cui all’articolo 2, il Ministro delle informazioni per la sicurezza – si avvale della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza (DIGIS), costituita con la presente legge, in deroga alle disposizioni vigenti. Fatto salvo quanto è previsto nei successivi commi 2 e 3, il definitivo assetto organizzativo e tutte le successive modifiche e/o integrazioni sono stabilite con apposito regolamento.

2. La DIGIS svolge le funzioni indicate nel presente capo ed è ordinata, in sede di prima attuazione, nelle seguenti tre agenzie, preposte allo svolgimento di funzioni info-operative:

a) Agenzia per le informazioni sul terrorismo e l’eversione (AITE);

b) Agenzia per le informazioni sulla criminalità organizzata (AICO);
c) Agenzia per la ricerca e la controingerenza (ARC).

3. Per lo svolgimento delle funzioni tecnico-amministrative di supporto alle attività demandate alle strutture di cui al comma 2 sono altresì istituiti, sempre in sede di prima attuazione, i seguenti tre Dipartimenti:
a) Dipartimento per la gestione del personale;

b) Dipartimento tecnico-logistico;
c) Dipartimento per gli affari amministrativi e legali.

4. Nell’ambito della DIGIS operano altresì l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSE) e l’Ufficio centrale degli archivi (UCA), che dipendono direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri – o, in presenza della delega di cui all’articolo 2, dal Ministro delle informazioni per la sicurezza pur mantenendo la dipendenza organica e funzionale dalla Direzione generale per quanto riguarda le competenze organizzative, amministrative e logistiche.

5. L’ordinamento delle strutture di cui ai commi precedenti e la loro ulteriore articolazione organizzativa sono stabiliti con regolamento.
6. Entro un anno dall’emanazione dei regolamenti previsti dalla presente legge l’assetto organizzativo sarà sottoposto a revisione da parte di apposito gruppo di lavoro, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, i cui componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio Nazionale per la sicurezza della Repubblica. Il Gruppo di lavoro è costituito da un rappresentante di ciascuna delle Agenzie di cui al comma 2, designati dal Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, nonché tre esperti di comprovata competenza e professionalità. All’esito della revisione il Gruppo di lavoro potrà proporre al Presidente del Consiglio dei ministri modifiche e/o integrazioni al modello organizzativo delineato nella presente legge.

Art. 6.

(Direttore della Direzione generale
per le informazioni e la sicurezza)

1. Alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza (DIGIS) è preposto, alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri o, se delegato, del Ministro delle informazioni per la sicurezza, un direttore generale, quale responsabile generale dell’attuazione della politica informativa per la sicurezza.

2. Il direttore della DIGIS è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, previa designazione da parte del Consiglio Nazionale per la sicurezza della Repubblica.
3. Per l’assolvimento dei compiti a lui assegnati il direttore della DIGIS si avvale di un ufficio di diretta collaborazione, con funzioni di pianificazione, analisi e valutazione. Il relativo assetto ordinativo è fissato in apposito regolamento.
4. In caso di assenza o impedimento il direttore della DIGIS è sostituito da un vice direttore, nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del direttore della DIGIS, sentito il Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica.
5. Il direttore della direzione generale per le informazioni e la sicurezza:

a) fornisce al Presidente del Consiglio dei Ministri o, se delegato ai sensi dell’articolo 2, al Ministro delle informazioni per la sicurezza ogni elemento utile per l’elaborazione e l’attuazione delle politiche dell’informazione per la sicurezza di cui all’articolo l e lo tiene aggiornato su ogni questione di rilievo;

b) propone al Presidente del Consiglio dei Ministri o, se delegato ai sensi dell’articolo 2, al Ministro delle informazioni per la sicurezza il piano di ricerca informativa e, dopo l’approvazione e la conseguente diramazione, ne controlla costantemente l’attuazione, indirizzando, se necessario, su ricerche informative mirate l’attività delle Agenzie;
c) informa il Presidente del Consiglio dei Ministri o, se delegato, ai sensi dell’articolo 2, il Ministro delle informazioni per la sicurezza dell’attività svolta dalla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza;
d) esercita le funzioni di segretario generale del Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica;
e) garantisce lo scambio informativo tra la direzione generale per le informazioni e la sicurezza e le Forze di Polizia nonché tra la direzione generale per le informazioni e il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa;
f) coordina i rapporti con gli organismi informativi degli altri Stati;
g) designa al Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica, per la successiva nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri, i responsabili delle strutture organizzative indicate nell’articolo 5.

Art. 7.

(Agenzia per le informazioni sul terrorismo
e l’eversione – AITE)

1. L’Agenzia per le informazioni sul terrorismo e l’eversione (AITE) ha il compito di ricercare, elaborare ed analizzare le informazioni utili a salvaguardare l’indipendenza, l’integrità e la sicurezza della Repubblica e delle istituzioni democratiche da ogni pericolo, minaccia o aggressione proveniente dal terrorismo o dall’eversione nel territorio nazionale ed estero.

2. Nel quadro dei fini indicati nel comma 1, l’AITE fornisce supporto informativo nei confronti degli organi di Governo e delle Forze di polizia per la valutazione e la prevenzione dei rischi derivanti dal terrorismo e dall’eversione di qualunque natura.

Art. 8.

(Agenzia per le informazioni
sulla criminalità organizzata – AICO)

1. L’Agenzia delle informazioni per la criminalità organizzata (AICO) ha il compito di ricercare, elaborare ed analizzare le informazioni utili a salvaguardare l’indipendenza, l’integrità e la sicurezza della Repubblica e delle istituzioni democratiche da ogni pericolo, minaccia o aggressione proveniente da ogni pericolo, minaccia o aggressione, anche di natura economica, portata dalla criminalità organizzata all’interno del territorio nazionale e all’estero.

2. Nel quadro dei fini indicati nel comma 1, l’AICO fornisce supporto informativo nei confronti degli organi di Governo e delle Forze di polizia per la valutazione e la prevenzione dei rischi derivanti dalla diverse forme di criminalità organizzata, anche di tipo economico.

Art. 9.

(Agenzia per la ricerca e la contro
ingerenza - ARC)

1. L’Agenzia per la ricerca e la controingerenza (ARC) svolge attività di ricerca, sul territorio nazionale e all’estero, per la raccolta di informazioni utili al processo decisionale nei settori della politica, dell’economia e dell’industria. L’Agenzia, altresì, acquisisce informazioni in grado di sostenere la ricerca scientifica nazionale.

2. L’ARC espleta altresì attività di controingerenza a tutela del sistema politico, economico ed industriale e della ricerca scientifica contro attività di singoli, gruppi o governi stranieri che possano risultare lesivi della sicurezza nazionale.

Art. 10.

(Ufficio centrale per la segretezza – UCSE)

1. L’ufficio centrale per la segretezza (UCSE) svolge funzioni direttive, di coordinamento, consultive e di studio, nonché di controllo sull’applicazione delle norme di legge, dei regolamenti e di ogni altra disposizione vigente in materia di tutela amministrativa di quanto coperto da classifica di segretezza, sotto il profilo della sicurezza dei documenti, dei materiali, del personale, degli aspetti di carattere industriale, delle infrastrutture e delle installazioni di interesse fondamentale o strategico per la sicurezza nazionale, delle comunicazioni e dei sistemi di elaborazione automatizzata dei dati.

2. Il capo dell’ufficio è nominato dal presidente del Consiglio dei ministri, su designazione del Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica. Risponde, per l’esercizio delle sue funzioni, direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, che può delegargli, in tutto o in parte, l’esercizio dei compiti e delle funzioni di Autorità Nazionale per la sicurezza.
3. Competono all’UCSE:

a) gli adempimenti istruttori relativi all’esercizio delle funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri quale Autorità nazionale per la sicurezza, a tutela del segreto di Stato;

b) lo studio e la predisposizione delle misure volte a garantire la sicurezza di tutto quanto è coperto dalle classifiche di segretezza, con riferimento sia ad atti, documenti, materiali, sia alla produzione industriale, alle infrastrutture ed alle installazioni di interesse strategico per la sicurezza nazionale, sia alle comunicazioni ed ai sistemi di elaborazione automatizzata dei dati;
c) il rilascio e la revoca dei Nulla osta di segretezza (NOS);
d) la conservazione e l’aggiornamento di un elenco completo delle persone fisiche e giuridiche e di tutti i soggetti muniti di NOS.

4. Con apposito regolamento, sentito il CNS, è disciplinato il procedimento di accertamento finalizzato al rilascio del NOS, nonché il procedimento di ritiro, ove ne ricorrano le condizioni.

Art. 11.

(Ufficio centrale degli archivi – UCA)

1. All’Ufficio centrale degli archivi (UCA) sono demandate:

a) l’attuazione delle disposizioni che disciplinano il funzionamento e l’accesso agli archivi degli Organismi informativi;

b) la vigilanza sulla sicurezza, la tenuta e la gestione degli archivi;
c) la conservazione, in via esclusiva, presso un apposito archivio storico, della documentazione relativa alle attività ed ai bilanci della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

2. Le modalità di organizzazione e di funzionamento dell’Ufficio sono disciplinate con regolamento, sentito il CNS.

3. Con il regolamento di cui al comma 2, sono inoltre stabiliti le modalità di informatizzazione dei documenti e degli archivi cartacei, nonché le modalità di conservazione e di accesso e i criteri per l’invio di documentazione all’archivio di Stato.

 

CAPO III

AMMINISTRAZIONE
E FUNZIONAMENTO
DELLA DIREZIONE GENERALE
PER LE INFORMAZIONI
E LA SICUREZZA

 

Art. 12.

(Norme di organizzazione
e di funzionamento)

1. All’organizzazione e al funzionamento della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza non si applicano direttamente le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n.241, e quelle contenute nel decreto legislativo 31 marzo 2001, n.165 e successive modifiche e integrazioni. Apposito regolamento stabilisce, per le materie di cui al capo III ed al capo IV, le norme concernenti l’esercizio dell’attività amministrativa nel rispetto dei seguenti principi regolatori:

a) individuazione del responsabile del procedimento, specificandone le relative funzioni;

b) obbligo di conclusione del procedimento entro termini tassativi, attraverso l’emanazione di un provvedimento espresso e motivato,
c) esercizio del diritto di accesso agli atti ed ai documenti amministrativi, salvaguardando le ragioni di tutela e di riservatezza afferente alla documentazione della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

Art. 13.

(Spese per la Direzione generale
per le informazioni e la sicurezza)

1. Nello stato di previsione della spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituita, anche in deroga alle disposizioni di cui alla legge 3 aprile 1997, n.94 e al decreto legislativo 7 agosto 1997, n.279, una apposita unità previsionale di base per le spese della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

2. All’inizio dell’esercizio finanziario il Presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Consiglio nazionale per la sicurezza della Repubblica, sentito il direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, definisce lo stanziamento iscritto nel bilancio dello Stato, stabilendo altresì le somme da destinare ai fondi ordinari e a quelli riservati. Di tale ripartizione e delle sue variazioni in corso d’anno, adottate con la stessa procedura, è data comunicazione al Comitato parlamentare.
3. Sono adottate con regolamento le norme concernenti la tenuta del bilancio e del rendiconto e la gestione delle spese della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, ma nel rispetto dei relativi principi nonché delle seguenti disposizioni:

a) il bilancio preventivo, nel quale sono iscritti in appositi capitoli i fondi per le spese riservate, e il rendiconto della gestione finanziaria del fondo per le spese ordinarie sono predisposti dal direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza;

b ) il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria del fondo per le spese ordinarie sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e sono inviati, per la verifica della legittimità e della regolarità della gestione al controllo di un ufficio della Corte dei Conti, costituito nell’ambito della Sezione per il controllo dello Stato e distaccato presso la Direzione generale per le informazioni e la sicurezza;
c) gli atti di gestione del fondo di cui alla precedente lettera b sono assunti dal direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza e dagli altri dirigenti della direzione e sono assoggettati al controllo preventivo di un apposito ufficio della Ragioneria centrale della Presidenza del Consiglio dei ministri, distaccato presso la direzione generale stessa;
d) gli atti di gestione del fondo per le spese riservate sono assunti esclusivamente dal direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, che presenta specifico rendiconto trimestrale e relazione finale annuale al Presidente del Consiglio dei ministri, o se delegato ai sensi dell’articolo 2, al Ministro delle informazioni per la sicurezza;
e) il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria del fondo per le spese ordinarie sono trasmessi, insieme con la relazione della Corte dei conti, al Comitato parlamentare, al quale il Presidente del Consiglio dei ministri, o se delegato ai sensi dell’articolo 2, al ministro delle informazioni per la sicurezza riferisce, altresì, annualmente sulle linee essenziali della gestione finanziaria del fondo per le spese riservate, quantificate per settori di intervento come determinati dagli indirizzi politici.

4. Con apposito regolamento sono, inoltre, definite le procedure per la stipulazione di contratti di appalti di lavori e forniture di beni e servizi, nel rispetto dei principi della normativa comunitaria vigente. Sono altresì individuati i lavori, le forniture ed i servizi che, per tipologie o per importi di valore, possono essere effettuati in economia o a trattativa privata.

Art. 14.

(Ricorsi giurisdizionali)

1. La competenza giurisdizionale per le controversie nelle materie di cui ai Capi III e IV del presente titolo spetta al giudice amministrativo. Si applicano al riguardo le disposizioni di cui all’articolo 19 del decreto-legge 25 marzo 1997, n.67, convertito nella legge 23 maggio 1997, n.135.


CAPO IV

GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
E MATERIALI

 

Art. 15.

(Contingente speciale del personale)

1. È costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il contingente speciale del personale addetto alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, determinato con apposito regolamento. Con il medesimo regolamento sono altresì stabiliti l’ordinamento del personale e la disciplina del relativo trattamento economico e previdenziale, in conformità ai principi posti dalle disposizioni del presente titolo, nonché i criteri e le modalità per attuare il trasferimento presso altre Amministrazioni dello Stato del personale in servizio presso gli attuali organismi informativi che, a seguito del processo di riorganizzazione previsto dalla presente legge e dai regolamenti attuativi, risulterà non più necessario per le esigenze della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

2. Il personale appartenente al contingente speciale di cui al comma 1 può essere composto:

a) da dipendenti civili e militari dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche che sono trasferiti in via definitiva, con il loro consenso, alle dipendenze della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, previo superamento del periodo di prova;

b) da personale assunto direttamente.

In nessun caso la Direzione generale per le informazioni e la sicurezza può avere alle proprie dipendenze, in modo organico o saltuario, membri del Parlamento, magistrati, ministri di culto e giornalisti.

3. Il personale di cui al presente articolo è collocato in distinti ruoli amministrativi, tecnici ed operativi, secondo le modalità previste nel regolamento di cui al comma 1.

Art. 16.

(Principi generali per l’esercizio del potere regolamentare in materia di Ordinamento del personale)

1. Nell’esercizio del potere regolamentare di cui all’articolo 15, comma 1, devono, in ogni caso, essere osservati i seguenti principi generali:

a) il reclutamento del personale mediante assegnazione da altra amministrazione deve avvenire a seguito di apposita procedura selettiva, previa diffusione presso le amministrazioni interessate di avviso che specifichi le competenze e i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti per l’espletamento delle singole funzioni, nell’ambito del personale dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dalle Università, dagli Enti pubblici di ricerca ed eventualmente anche dalle altre amministrazioni pubbliche;

b) il reclutamento del personale mediante assunzione diretta eventualmente anche con contratto di lavoro a tempo determinato avviene secondo speciali procedure selettive fissate in relazione alle particolari funzioni da espletare; è consentito l’utilizzo di questo canale di reclutamento solo per l’assunzione di personale di elevata e particolare specializzazione.
c) gli aspiranti al reclutamento sono preliminarmente sottoposti ad accertamenti sanitari e a specifici test psico-attitudinali, al fine di verificarne l’idoneità al servizio presso la Direzione generale per le informazioni e la sicurezza;
d) è in facoltà della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza disporre in ogni tempo il rientro del personale presso l’amministrazione di originaria appartenenza o, per i dipendenti di cui all’articolo 15, comma 2, lettera b), presso altra Amministrazione dello Stato;
e) al fine di favorire la necessaria mobilità del personale il regolamento di cui all’articolo 15, comma 1, può prevedere che al personale trasferito ad altra amministrazione dello Stato, fermo restando l’inquadramento nella qualifica rivestita, sia garantita la conservazione del trattamento economico e previdenziale in godimento al momento dell’emanazione del provvedimento di trasferimento.

 

TITOLO II

DISPOSIZIONI SULLA CONDOTTA E SULLO STATUS DEGLI APPARTENENTI ALLA DIREZIONE GENERALE PER LE INFORMAZIONI E LA SICUREZZA

 

CAPO I

GARANZIE FUNZIONALI

 

Art. 17.

(Ambito di applicabilità)

1. Fermo quanto disposto dall’articolo 51 del codice penale, una speciale causa di giustificazione si applica al personale della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza che pone in essere condotte costituenti reato, legittimamente autorizzate di volta in volta, in quanto indispensabili alle finalità istituzionali della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, nel rispetto rigoroso dei limiti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo e delle procedure fissate dall’articolo 18.

2. La speciale causa di giustificazione di cui al comma l non si applica se la condotta costituente reato configura delitti specificamente diretti a mettere in pericolo o a ledere la vita, l’integrità fisica, la salute o l’incolumità pubbliche.
3. La speciale causa di giustificazione non si applica altresì ai reati di attentato contro organi costituzionali e contro le Assemblee regionali, di cui all’articolo 289 del codice penale, agli attentati contro i diritti politici del cittadino, di cui all’articolo 294 del codice penale, ai delitti contro l’amministrazione della giustizia, salvo che si tratti di condotte di favoreggiamento personale o reale indispensabili alle finalità istituzionali della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza e poste in essere nel rispetto rigoroso delle procedure fissate dall’articolo 18, sempre che tali condotte di favoreggiamento non si realizzino attraverso false dichiarazioni all’autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria e non cagionino uno sviamento degli accertamenti da queste disposti.
4. La speciale causa di giustificazione si applica quando la condotta costituente reato:

a) è posta in essere nell’esercizio o a causa di compiti istituzionali della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, in attuazione di un’operazione deliberata e documentata ai sensi dell’articolo 18 e secondo le norme organizzative del sistema di informazione per la sicurezza;

b) è indispensabile per il conseguimento degli obiettivi dell’operazione, che non sono altrimenti perseguibili, e risulta proporzionata al loro raggiungimento, in base ad una compiuta valutazione e comparazione degli interessi pubblici e privati coinvolti.

5. Quando in ragione di particolari condizioni di fatto e di eccezionali necessità, specifiche attività rientranti tra quelle indicate nei commi 1 e 2 sono state svolte da persone non addette alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza e risulta che il ricorso a esse era indispensabile, tali persone sono equiparate, ai fini della applicazione della causa di non punibilità, agli addetti a tale Direzione generale.

Art. 18.

(Procedure)

1. Le condotte indicate nell’articolo 17 sono autorizzate, nei casi previsti nell’articolo citato e ricorrendo i presupposti di cui allo stesso articolo 17, dal Presidente del Consiglio dei ministri, o se delegato ai sensi dell’articolo2, dal Ministro delle informazioni per la sicurezza, sentito il comitato di consulenza previsto dall’articolo 20.

2. Il Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato ai sensi dell’articolo 2, il Ministro delle informazioni per la sicurezza provvede a norma del comma 1, su proposta del Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza. Il Presidente del Consiglio dei ministri, nel caso di delega disposta a sensi dell’articolo 2, è informato dal Ministro delle informazioni per la sicurezza. Il Presidente del Consiglio dei ministri può in ogni caso modificare o revocare il provvedimento adottato a norma del comma 1.
3. Nei casi di assoluta necessità e urgenza, che non consentono di formulare tempestivamente la proposta di cui al comma 2, il Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza autorizza le condotte richieste e ne informa immediatamente, e comunque non oltre le ventiquattro ore, il Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato ai sensi dell’articolo 2, il Ministro delle informazioni per la sicurezza. Il Presidente del Consiglio dei ministri, se delegato ai sensi dell’articolo 2, il Ministro delle informazioni per la sicurezza, sentito il comitato previsto dall’articolo 20, ratifica il provvedimento del Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza se esso è stato legittimamente adottato ed è stato rispettato il termine sopra indicato. Il Presidente del Consiglio dei ministri, nel caso di delega disposta a sensi dell’articolo 2, è informato dal Ministro delle informazioni per la sicurezza perché, ove lo ritenga, adotti taluno dei provvedimenti indicati nel comma2.
4. Quando il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro delle informazioni per la sicurezza, se delegato ai sensi dell’articolo 2, valuti che la condotta costituente reato è stata tenuta fuori dei casi e dei presupposti di legge ovvero in assenza delle autorizzazioni previste dai commi precedenti, adotta le necessarie misure e riferisce all’autorità giudiziaria competente.
5. La documentazione relativa alle condotte di cui all’articolo 17 è conservata in un’apposita sezione riservata dell’archivio, con la documentazione delle spese.

 

 

Art. 19.

(Condotte dolose)

1. Il personale addetto alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza che preordini illegittimamente le condizioni per il rilascio della autorizzazione di cui agli articoli 17 e 18 è punito con la reclusione da due a cinque anni.

2. Nell’ipotesi di eccesso colposo trova applicazione l’articolo 55 del codice penale.

Art. 20.

(Comitato di consulenza)

1. Prima di provvedere in ordine alla autorizzazione di taluna delle condotte indicate nell’articolo 17, il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro delle informazioni per la sicurezza, se delegato ai sensi dell’articolo 2, è tenuto ad acquisire il motivato parere del Comitato di consulenza.

2. Il Comitato di consulenza è composto da tre membri effettivi e tre supplenti, nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri sulla base di requisiti di indiscussa competenza, prestigio e garanzia di imparzialità.
3. Il Comitato di consulenza deve assicurare in ogni momento la possibilità di consultazione e a tal fine adotta le necessarie regole organizzative interne.
4. I Componenti del Comitato sono tenuti al rispetto del segreto su tutto ciò di cui siano venuti a conoscenza nell’esercizio o a causa delle proprie funzioni.

Art. 21.

(Opposizione della causa di non punibilità)

1. Quando risulta che per taluno dei fatti indicati nell’articolo 17 sono iniziate indagini preliminari, il Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza può opporre all’autorità giudiziaria procedente l’esistenza della causa di non punibilità.

2. Nel caso indicato nel comma l, il procuratore della Repubblica interpella immediatamente il Presidente del Consiglio dei ministri chiedendo che sia data conferma. Gli atti delle indagini sul fatto e quelli relativi alla opposizione sono separati e iscritti in apposito registro riservato e custoditi secondo modalità che ne tutelino la segretezza.
3. Quando l’esistenza della causa di non punibilità di cui all’articolo 17 è opposta nel corso dell’udienza preliminare o del giudizio, il Presidente del Consiglio dei ministri è interpellato dal giudice procedente.
4. Il Presidente del Consiglio dei ministri, se intende confermare la esistenza delle condizioni della causa di non punibilità, ne dà comunicazione entro sessanta giorni all’autorità che procede indicandone i motivi. Della conferma è data immediata comunicazione al Comitato parlamentare per la sicurezza. Se la conferma non interviene nel termine indicato, essa si intende negata e l’autorità giudiziaria può procedere secondo le regole ordinarie.
5. Sempre che l’autorità giudiziaria non ritenga di sollevare conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato, se il Presidente del Consiglio dei ministri conferma la esistenza della causa di non punibilità, il procuratore della Repubblica dispone la trasmissione in archivio degli atti, da custodire secondo modalità che ne tutelino la segretezza; il giudice, a seconda dei casi, pronuncia sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione. Analoga procedura di custodia degli atti viene seguita fino a che non si sia risolto il conflitto di attribuzione.
6. Se è stato sollevato conflitto di attribuzione, la Corte costituzionale ha pieno accesso agli atti del procedimento e al provvedimento di autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, con le garanzie di segretezza che la Corte stessa stabilisce.
7. Quando l’esistenza della speciale causa di giustificazione è eccepita dall’appartenente alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza o dalla persona legalmente richiesta ai sensi dell’articolo 17, comma 5, al momento dell’arresto in flagranza o dell’esecuzione di una misura cautelare, l’esecuzione del provvedimento è sospesa e la persona è accompagnata dalla polizia giudiziaria nei propri uffici per esservi trattenuta per il tempo strettamente necessario ai primi accertamenti e comunque non oltre ventiquattro ore. Il procuratore della Repubblica, immediatamente informato, dispone le necessarie verifiche e adotta i provvedimenti conseguenti.

Art. 22.

(Attività deviate)

1. Nessuna attività comunque idonea per la sicurezza della Repubblica può essere svolta al di fuori degli strumenti, delle modalità, delle competenze e dei fini previsti dalla presente legge.

 

CAPO II

QUALIFICHE GIURIDICHE E TUTELA DELLA IDENTITÀ

 

Art. 23.

(Esclusione delle qualifiche di polizia
giudiziaria e di pubblica sicurezza)

1. Gli addetti alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza non rivestono la qualifica di ufficiali o di agenti di polizia giudiziaria nè, salvo quanto previsto dal comma 2, quella di ufficiali o di agenti di pubblica sicurezza. Tali qualità sono sospese durante il periodo di servizio nella Direzione generale sopra indicata per coloro che le rivestono in base agli ordinamenti dell’amministrazione di provenienza.

2. In relazione all’attività prevista da una specifica operazione e necessaria allo svolgimento di particolari compiti a essa inerenti ovvero indispensabili al compimento dell’operazione stessa, nonché per la tutela delle strutture, la qualifica di ufficiale o di agente di pubblica sicurezza può essere attribuita dal Presidente del Consiglio dei ministri, o se delegato ai sensi dell’articolo 2, dal Ministro delle informazioni per la sicurezza, su proposta dal Direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza. Nei casi di urgenza, la proposta può essere formulata anche in forma orale e seguita entro quarantotto ore da quella scritta. La qualifica è attribuita per non oltre sei mesi ed è rinnovabile.
3. L’autorità giudiziaria non può avvalersi di infrastrutture, di mezzi e di personale della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza.

Art. 24.

(Identità di copertura)

1. Il direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro delle informazioni per la sicurezza, se delegato ai sensi dell’articolo 2, può disporre o autorizzare l’uso, da parte degli addetti alla Direzione generale, di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali. Con la medesima procedura può essere disposta o autorizzata l’utilizzazione temporanea di documenti e certificati di copertura.

2. Con apposito regolamento saranno definite le modalità di rilascio del documento o del certificato di copertura, di registrazione della procedura seguita e di conservazione del documento stesso al termine dell’operazione, nonché la durata della sua validità.

Art. 25.

(Attività simulate)

1. Il direttore della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, previa comunicazione il Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro delle informazioni per la sicurezza, se delegato ai sensi dell’articolo 2, può autorizzare i dirigenti delle strutture da lui dipendenti ad esercitare attività economiche simulate, sia nella forma di imprese individuali sia nella forma di società di qualunque natura.

2. Il consuntivo delle attività di cui al comma 1 è allegato al rendiconto del bilancio dei fondi riservati.
3. Con apposito regolamento sono stabilite le relative modalità attuative.

Art. 26.

(Garanzie di riservatezza nel corso
di procedimenti giudiziari)

1. Quando nel corso di un procedimento devono essere assunte le dichiarazioni di una persona addetta alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, l’autorità giudiziaria, oltre a dare applicazione, ove ne ricorrano le condizioni, a quanto previsto dagli articoli 472 e 473 c.p.p., adotta comunque rigorose cautele a tutela della persona che deve essere esaminata o deve partecipare ad un atto di indagine. Quando sono disponibili strumenti tecnici idonei a consentire il collegamento audiovisivo, l’autorità giudiziaria, salvo che la presenza della persona sia indispensabile, può procedere a distanza, curando che siano osservate, in quanto compatibili, le forme e le modalità stabilite dalle norme di attuazione del codice di procedura penale.

 

TITOLO III

RAPPORTI CON ALTRE AMMINISTRAZIONI
E CON L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA

 

Art. 27.

(Collaborazione con le Forze armate
e con le Forze di polizia)

1. Nell’ambito delle rispettive attribuzioni, le Forze armate, le Forze di polizia e gli altri ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza devono fornire ogni possibile cooperazione, anche di tipo tecnico-operativo, al personale addetto alla Direzione generale per le informazioni e la sicurezza, per l’espletamento dei compiti a questi affidati.

2. La Direzione generale per le informazioni e la sicurezza cura la tempestiva trasmissione ai competenti organi di polizia giudiziaria di tutte le informazioni ed i dati in suo possesso suscettibili di possibili sviluppi di interesse per l’accertamento o la prevenzione dei reati.
3. Il Direttore della DIGIS e i responsabili delle Forze Armate e delle Forze di Polizia vigilano perché i collegamenti e le forme di cooperazione previsti dai commi 1 e 2 siano efficaci e tali da assicurare completezza e tempestività allo scambio informativo.

Art. 28.

(Collaborazione richiesta a pubbliche amministrazioni e a soggetti erogatori
di servizi di pubblica utilità)

1. La Direzione generale per le informazioni e la sicurezza può corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni ed i soggetti erogatori, in regime di concessione o mediante convenzione, di servizi di pubblica utilità e chiedere ad essi la collaborazione, anche di ordine logistico, necessaria per l’adempimento delle loro funzioni istituzionali; a tal fine possono in particolare stipulare convenzioni con i predetti soggetti nonché con le Università e gli enti di ricerca.

2. Con apposito regolamento sono emanate le disposizioni necessarie ad assicurare l’accesso della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza agli archivi informatici delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti erogatori – in regime di concessione o di autorizzazione amministrativa – di servizi di pubblica utilità, prevedendo in ogni caso le modalità tecniche che consentano la verifica, anche successiva, dell’accesso a dati personali.

Art. 29.

(Acquisizione di documenti, atti o altra cosada parte dell’autorità giudiziaria e acquisizione di copie di atti o informazioni da parte del Ministro delle informazioni per la sicurezza)

1. Quando deve disporre l’acquisizione di documenti, atti o altra cosa presso le sedi sia della Direzione generale per le informazioni e la sicurezza sia dell’Autorità Nazionale per la Sicurezza, l’autorità giudizi aria indica nel modo più specifico possibile nell’ordine di esibizione il documento, l’atto o la cosa oggetto della richiesta.

2. L’autorità giudiziaria, salvo casi di assoluta impossibilità, procede personalmente sul posto all’esame della documentazione e acquisisce agli atti quella strettamente indispensabile ai fini dell’indagine. Nell’espletamento di tale attività può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.
3. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, atto o cosa originati da un organismo informativo estero, trasmessi con vincolo di non divulgazione, la consegna immediata è sospesa e il documento, atto o cosa sono trasmessi immediatamente al Ministro delle informazioni per la sicurezza perché vengano assunte le necessarie iniziative presso l’autorità estera per le relative determinazioni.
4. Quando devono essere acquisiti documenti, atti o altre cose in originale o in copia per i quali il responsabile dell’ufficio detentore eccepisce il segreto di Stato, la consegna immediata è sospesa, il documento, l’atto o la cosa sono sigillati in appositi contenitori e trasmessi prontamente al Presidente del Consiglio dei ministri.
5. Nelle ipotesi previste nel comma 4, entro sessanta giorni il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l’acquisizione del documento, dell’atto o della cosa o conferma il segreto di Stato. In tal caso trovano applicazione le disposizioni in tema di segreto di Stato. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine su indicato, l’autorità giudizi aria acquisisce il documento, l’atto o la cosa.
6. Il Ministro delle informazioni per la sicurezza può ottenere dall’autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto ritenute indispensabili per lo svolgimento delle attività connesse alle sue funzioni e, in specie, per le esigenze anche ispettive degli organismi informativi. L’autorità giudiziaria può altresì trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa. Ai medesimi fini l’autorità giudiziaria può autorizzare il Ministro delle informazioni per la sicurezza all’accesso diretto