XVIII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 209 di martedì 16 luglio 2019

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ETTORE ROSATO

La seduta comincia alle 11.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

MARZIO LIUNI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 12 luglio 2019.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Andreuzza, Ascari, Borghese, Carelli, Comaroli, Covolo, D'Ambrosio, D'Ettore, Gallinella, Gallo, Gebhard, Lorenzin, Lupi, Maschio, Nardi, Pittalis, Paolo Russo, Schullian, Soverini, Stumpo e Vitiello sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.

I deputati in missione sono complessivamente novantaquattro, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Svolgimento di interrogazioni (ore 11,02).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

(Elementi e iniziative in relazione al monitoraggio delle attività di alternanza scuola-lavoro relativo all'anno scolastico 2017-2018 – n. 3-00737 e n. 3-00872)

PRESIDENTE. Passiamo alle interrogazioni Toccafondi n. 3-00737 e n. 3-00872, che, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (Vedi l'allegato A).

Il sottosegretario di Stato per l'Istruzione, l'università e la ricerca, Salvatore Giuliano, ha facoltà di rispondere.

SALVATORE GIULIANO, Sottosegretario di Stato per l'Istruzione, l'università e la ricerca. Grazie, Presidente. Grazie, onorevole Toccafondi, rispondo allo specifico quesito da lei postomi riferendo succintamente i dati più significativi emersi all'esito del monitoraggio da lei richiamato e relativo ai percorsi ridenominati “per le competenze trasversali e per l'orientamento” realizzati, nello scorso anno scolastico 2017-2018, presso le scuole sia statali che paritarie.

Partendo dai dati che le stesse scuole hanno inserito sulla piattaforma dedicata, risulta che, nell'anno scolastico 2017-2018, gli alunni i partecipanti ai percorsi sono stati 754.135, pari al 52,3 per cento del totale degli alunni frequentanti le classi terza, quarta e quinta delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie. In particolare, gli studenti delle classi terze sono stati circa 277 mila, gli studenti delle classi quarte risultano essere stati 272 mila e quelli delle classi quinte sono stati 204 mila. Sono, poi, 4.676 le scuole che hanno attivato i percorsi, pari al 70 per cento delle sedi scolastiche. Dalle indagini risulta, inoltre, che le strutture ospitanti sono state pressoché 190 mila.

Questi, in estrema sintesi, i dati estrapolati dal monitoraggio. Le metto, comunque, a disposizione alcune tabelle per una più esaustiva ricognizione della stessa indagine.

Come ben sa, al fine di superare le criticità emerse riguardo all'istituto dell'alternanza scuola-lavoro, come previsto dalla cosiddetta legge “La buona scuola”, affinché questo strumento di formazione dello studente non fosse più letto come un obbligo, un dovere, ma come un'opportunità da cogliere, sia per gli studenti sia per le strutture che si sono proposte di accoglierli presso di loro, siamo intervenuti con apposite disposizioni in occasione della scorsa legge di bilancio.

I percorsi di alternanza scuola-lavoro, di fatti, oltre a essere stati ridenominati come “percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento”, sono stati sensibilmente ridotti e la loro durata minima è stata stabilita in misura differenziata, in ragione della loro specificità, in 210 ore per gli istituti professionali, 150 per i tecnici e 90 per i licei.

Resta ferma, comunque, la possibilità da parte delle scuole, alla luce del principio di autonomia e in osservanza dei requisiti incomprimibili di qualità e di sicurezza, di elevare il numero di ore dedicato a tali percorsi e attività, in una logica di potenziamento dell'offerta formativa sul proprio territorio. A tal fine, le scuole potranno accedere anche a forme diverse di finanziamenti, come, ad esempio, ai PON.

Per di più, per assicurare la qualità dei nuovi percorsi, è stata peraltro prevista l'adozione, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di apposite linee guida. Le stesse troveranno applicazione a partire dal prossimo anno scolastico per i progetti che avranno inizio ovvero saranno in corso a decorrere da tale periodo.

Per la definizione delle suddette linee guida è stato già costituito un apposito tavolo tecnico, il quale sentito il Forum delle associazioni degli studenti, ha oramai elaborato tale documento. Le linee guida sono state perfezionate e inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione per l'espressione del parere che, presumibilmente, sarà reso entro il mese di luglio, dopodiché si provvederà ad adottarle mediante apposito decreto.

PRESIDENTE. Il deputato Toccafondi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alle sue interrogazioni.

GABRIELE TOCCAFONDI (MISTO-CP-A-PS-A). Grazie, Presidente. Mi dichiaro assolutamente non soddisfatto, non tanto e solo per il fatto, sottosegretario, che la risposta sul monitoraggio, i dati sul monitoraggio, alcuni dati del monitoraggio dell'alternanza scuola-lavoro, che è attività curriculare, cioè obbligatoria, nelle scuole, vengono resi dal Ministero solo oggi, quindi a luglio inoltrato, grazie ad una, anzi due interrogazioni presentate mesi fa dal sottoscritto. Di solito, i dati del monitoraggio utili, utilissimi per migliorare i percorsi e per dare un percorso alle scuole per migliorarsi, per aumentare le opportunità per i ragazzi venivano dati dal Ministero in pompa magna - me lo faccia dire - tra aprile e maggio, presentando i dati pubblicamente; invece - l'ho detto e lo ribadisco -, il Ministero si è palesato con alcuni dati solo grazie alla mia interrogazione qui in Aula.

Ma sono anche insoddisfatto per il fatto che il 52 per cento dei ragazzi di terza, quarta e quinta ha svolto attività di alternanza scuola-lavoro. Lo voglio ribadire: l'alternanza scuola-lavoro è un'esperienza reale e concreta. Certo, va fatta bene, l'abbiamo sempre detto; ci sono luci ed ombre, l'abbiamo sempre detto; solo che non bisogna spegnere la luce ovunque, bisogna accenderla laddove ci sono le ombre. Ebbene, pensare che un'attività curriculare obbligatoria, utile se fatta bene, è stata fatta solo dal 52 per cento dei ragazzi delle nostre scuole, nel 70 per cento delle sedi scolastiche, significa tornare, e in fretta, indietro, visto che fino al precedente monitoraggio avevano svolto attività di alternanza il 90 per cento degli studenti, con 76 mila percorsi e 6 mila scuole. C'è qualcosa che non torna o nei dati che lei mi ha fornito oppure si è tornati rapidissimamente indietro.

Penso si sia tornati indietro, e velocemente, perché voi l'alternanza, di fatto, l'avete abbandonata: non avete creduto nell'utilità dell'alternanza scuola-lavoro, sempre se fatta bene, perché io non difendo quella fatta male, perché la scuola è luogo di conoscenza, ma anche luogo di competenze e le competenze, con tutta la buona volontà, il ragazzo da solo, insieme all'insegnante, non se le può dare.

Penso ai tanti istituti tecnici, penso ai tanti istituti professionali: voi l'alternanza l'avete abbandonata anche lì, perché - lo ricordo a tutti - i licei sono passati da 200 ore, nel triennio, a 90 ore, cioè 90 ore in tre anni di alternanza; i tecnici, da 400 ore, nel triennio, a 150 ore di alternanza in tre anni; e i professionali - per capirci, gli alberghieri, gli agrari - sono passati da 400 ore curriculari di alternanza a 180 ore, cioè meno 60 per cento di ore. E avete così risparmiato - perché questa, forse, era la vostra volontà - 57 milioni di euro, che non date più alle scuole.

È chiaro, quindi, che senza una volontà precisa del Governo e del Ministero dell'istruzione, l'alternanza scuola-lavoro non solo è serie B, ma viene retrocessa a quella che è sempre stata, ovvero lasciata al buon cuore delle scuole, degli insegnanti, della buona volontà dei territori. Ma se la scuola è fatta per i ragazzi - cosa che non va data per scontata, soprattutto, con il vostro Governo e con la vostra amministrazione -, allora deve puntare al merito, non alla mediocrità, delle puntare alla conoscenza, alle conoscenze, ma deve puntare anche alle competenze, perché il mondo del lavoro chiede e chiederà sempre di più le competenze, e l'alternanza scuola-lavoro è proprio questo: è scuola a tutti gli effetti perché, insieme alle conoscenze, affianca le competenze.

(Iniziative di competenza, anche per il tramite del comando carabinieri per la tutela ambientale, in relazione al centro di trasbordo e messa in riserva dei rifiuti da raccolta differenziata sito in località Tonnego nel comune di Rapallo (Genova) – n. 3-00873)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato, Salvatore Giuliano, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Traversi n. 3-00873 (Vedi l'allegato A).

SALVATORE GIULIANO, Sottosegretario di Stato per l'Istruzione, l'università e la ricerca. Grazie, Presidente. Con riferimento alle questioni poste, occorre innanzitutto premettere che, nel caso in esame, la competenza in materia di autorizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti è in carico alle amministrazioni regionali, ai sensi dell'articolo 196, comma 1, lettere d) ed e) del decreto legislativo n. 152 del 2006.Per quanto attiene, invece, alle verifiche sul territorio, è utile evidenziare che la competenza territoriale in ordine al controllo di tutte le attività di gestione dei rifiuti, ivi compreso l'accertamento delle violazioni di cui alla parte quarta del predetto decreto, spetta alle province, che, laddove ne ravvisino gli estremi, potranno richiedere anche l'intervento degli organi di polizia giudiziaria.

Fermo restando, dunque, che i procedimenti riguardanti l'area in questione non prevedono in alcun modo la partecipazione del Ministero dell'Ambiente in nessuna fase, il Ministero ha, comunque, provveduto a richiedere informazioni alle amministrazioni competenti in merito alle modalità del rilascio dell'autorizzazione al citato impianto e sulle sue modalità gestionali.

Sulla base degli clementi informativi forniti dalla regione Liguria e dalla città metropolitana di Genova, si fa presente che il centro di trasbordo per rifiuti solidi urbani derivanti dalla raccolta differenziata e di raccolta rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata sita in località Tonnego è gestito in forza del provvedimento dirigenziale di rinnovo e aggiornamento n. 7054 del 9 dicembre 2011 della provincia di Genova (ora città metropolitana di Genova).

Secondo quanto previsto dalle prescrizioni del provvedimento provinciale, il tempo di stoccaggio non superiore alle 24 ore è riferito ai soli rifiuti urbani non differenziati e ai rifiuti speciali assimilabili agli urbani che vengono stoccati in cumuli nell'apposita area sita nel piazzale superiore, in attesa di essere ricaricati su altro mezzo per l'avvio a smaltimento o recupero. Per le altre frazioni da raccolta differenziata sono previsti diversi limiti volumetrici e temporali di giacenza e stoccaggio; in particolare, si precisa che, a parte i rifiuti biodegradabili di cucine e mense per i quali è stato stabilito un tempo massimo di stoccaggio pari a 3 giorni e per le ramaglie per le quali è stato stabilito un tempo massimo di stoccaggio di 10 giorni, i tempi massimi di permanenza stabiliti dal provvedimento in questione variano tra i 60 e i 90 giorni.

Sempre sulla base degli elementi acquisiti, risulta che le acque di dilavamento devono essere gestite in conformità al Piano di prevenzione e gestione delle acque meteoriche di prima pioggia e lavaggio, approvato da città metropolitana con provvedimento 4021/2010, ora aggiornato con il nuovo provvedimento 3042/2015, relativo all'area di messa in riserva di rifiuti denominata "piazzale inferiore" di titolarità del comune di Rapallo. Tale area, avente una superficie di circa 450 metri quadri, pavimentata con calcestruzzo armato, è utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti urbani differenziati costituiti da carta/cartone, vetro, imballi di plastica, metallo e legno in contenitori scarrabili stagni (chiusi o coperti), che, una volta pieni, sono movimentati per essere caricati sui mezzi ed inviati al recupero presso terzi. Non è autorizzato il deposito di rifiuti sul suolo. Lo stoccaggio – messa in riserva – di rifiuti in argomento è autorizzato in forza dell'atto dirigenziale n. 1624 del 1° agosto 2017, che prevede un tempo massimo di permanenza a stoccaggio dei rifiuti pari a un anno.

La città metropolitana ha, inoltre, evidenziato che lo stoccaggio dei rifiuti in questione non ne modifica le caratteristiche, compromettendone il successivo recupero. In particolare, in base a quanto previsto dalle autorizzazioni, con specifico riferimento ai rifiuti messi in riserva nel piazzale inferiore, non è previsto alcun trattamento sui rifiuti che sono solo stoccati in cassoni; peraltro, non si tratta di rifiuti costituiti da RAEE per i quali è giustificata la prescrizione generale di non modificare le caratteristiche del rifiuto compromettendone il successivo recupero.

Come già evidenziato, non è consentito il deposito dei rifiuti sul suolo e vengono impiegati per lo stoccaggio contenitori scarrabili chiusi o coperti. I contenitori dei rifiuti devono comunque essere chiusi con teloni in caso di pioggia e a fine della giornata lavorativa. Prescritta, inoltre, la pulizia dell'area mediante spazzamento meccanico e/o manuale e la manutenzione della superficie del piazzale.

Per quanto attiene ai rifiuti gestiti nel piazzale superiore, anche in questo caso non sono autorizzate attività di trattamento di rifiuti, ma esclusivamente operazioni di messa in riserva/deposito preliminare di rifiuti all'interno di contenitori/cassoni/compattatori oppure in cumuli. In questa parte di impianto è autorizzato lo stoccaggio di RAEE, per i quali sono richiamate le prescrizioni generali di gestione e, in particolare, quella generale di non modificare le caratteristiche del rifiuto compromettendone il successivo recupero. Anche in questo caso, la movimentazione e lo stoccaggio dei rifiuti devono avvenire in modo che sia evitata ogni contaminazione del suolo e dei corpi ricettori superficiali e/o profondi mediante l'impiego di contenitori scarrabili chiusi o coperti. Prescritta, inoltre, come già detto, la pulizia delle aree non occupate dai rifiuti, la manutenzione della superficie del piazzale per evitare infiltrazioni e la raccolta di eventuali spandimenti di rifiuti liquidi con prodotti specifici ad alto assorbimento, da tenere in deposito in sito.

La città metropolitana di Genova ha fatto presente, altresì, che durante il 2017 l'ARPAL ha effettuato sopralluoghi in sito su richiesta della Procura della Repubblica, ravvisando alcune inottemperanze alle prescrizioni impartite con i vari provvedimenti (mantenimento buono stato di manutenzione delle aree esposte a inquinamento, frequenza e parametri da ricercare negli scarichi, trasmissione delle risultanze, eccetera). Un nuovo sopralluogo effettuato dall'Agenzia nel corso del 2018 non ha, invece, evidenziato difformità o violazioni.

Si segnala, da ultimo, che, secondo quanto riferito dalla regione Liguria, nell'area in argomento è inserita nell'anagrafe regionale dei siti da bonificare la ex discarica di RSU, in località Tonnego, per la quale, nell'ambito del procedimento di messa in sicurezza autorizzato nel 2005, il comune ha realizzato la prevista manutenzione della piattaforma sommitale in calcestruzzo e del relativo sistema di raccolta acque di dilavamento. Restavano ancora da realizzare i lavori relativi alla sistemazione versanti, per i quali fin dal 2010, con decreto dirigenziale regionale n. 3152 del 18 ottobre 2010, è stato assegnato al comune di Rapallo un contributo di euro l50 mila.

Nonostante i ripetuti solleciti degli uffici regionali, con avvio della procedura di definanziamento, il comune di Rapallo ha comunicato l'avvio dei lavori, avvenuto in data 15 maggio 2018, solo in data 24 ottobre 2018, con un cronoprogramma che prevedeva il certificato di regolare esecuzione per il 3 giugno 2019. Tale certificato, ad oggi, non risulta pervenuto a regione Liguria.

PRESIDENTE. Il deputato Roberto Traversi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.

ROBERTO TRAVERSI (M5S). Grazie, presidente. Grazie, sottosegretario. Naturalmente sono soddisfatto della risposta perché è molto lineare e spiega bene quello che dovrebbe succedere. Naturalmente, però, le risposte partono un pochettino da quello che riferisce la città metropolitana, e le ultime due righe, comunque, già specificano molto chiaramente che è una situazione che è sui giornali da molti anni, tutto sommato non è stata ancora sistemata e le ultime righe lo dicono proprio chiaramente.

E allora, lo spirito di questa interrogazione era proprio quello di chiedere al Ministero competente cosa si deve fare in queste situazioni, quando c'è addirittura stato un avvio, da parte della Procura della Repubblica, di questa pratica. Ci sono diversi scritti, però alla fine dei conti, poi, la situazione non viene sistemata. Allora, giustamente, a tutela dei cittadini è stato necessario produrre questo atto, che rappresento ancora con vigore per diverse altre situazioni che vado adesso a mostrarvi brevemente.

L'esposto alla Procura della Repubblica è stato, intanto, effettuato da un consigliere comunale, Federico Solari, del comune di Rapallo, coadiuvato dal portavoce regionale Fabio Tosi. In una loro visita, intanto, sono riusciti tranquillamente ad entrare in questa discarica, a piedi, senza che nessuno li fermasse. Quindi, già il primo dubbio riguarda una discarica di questo tipo senza sorveglianza: qualora arrivasse qualcuno a voler conferire dei materiali che sono un po' diversi da quelli soliti, diciamo illeciti, chi controlla cosa? Il secondo punto è che c'era un percolamento e questo è stato segnalato, e anche questo sicuramente è meritevole della massima attenzione. Inoltre, per quanto riguarda anche lo stoccaggio, i rifiuti non erano coperti. Quindi, al di là di avere sentito chiaramente cosa si dovrebbe fare, avremmo ovviamente la necessità che queste cose, poi, in discarica si facessero veramente.

Divido un attimo nell'intervento, brevemente, alcuni passaggi: per quanto riguarda il piazzale inferiore, i rifiuti sono gestiti, come è stato indicato chiaramente, con comunicazione di inizio attività, però occorre rilevare che, per quanto è stato a me riferito, non risulta agli atti pubblicata alcuna presentazione della comunicazione di inizio attività, ai sensi del decreto del 5 febbraio del 2008; per quanto riguarda il piazzale superiore, l'autorizzazione n. 7054 del 9 novembre 2011 non contiene adeguata prescrizione, ai sensi dell'articolo 208 del decreto n. 152 del 2006, se non quella generica di non stoccare rifiuti indifferenziati oltre le 24 ore. Lo stoccaggio avviene, infatti, in modo prolungato e reiterato nel tempo – mesi addirittura – senza le adeguate precauzioni e prescrizioni ulteriori alla generica prescrizione sopra riportate. Le segnalazioni ricevute, che a me sono state spedite anche con fotografie dell'area, dimostrano quanto meno che questo non è vero, almeno non è stato per molto tempo così, quello che si è affermato nella risposta alla nostra interrogazione. Non c'è stoccaggio al suolo ed entro 24 ore i rifiuti sono spostati.

Dico anche qualcosa, per quanto riguarda la situazione che emerge, come ho detto anche prima, che è anni che avviene, infatti il comma 11 dell'articolo 208 recita: l'autorizzazione individua le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 178. I principi di quest'articolo sono quelli di precauzione, prevenzione e sostenibilità, ma anche, per interpretazione sistematica, quelli sulla gestione dei rifiuti in generale, quello che era l'ex articolo 117, comma 4. I rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente, in particolare senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo e la flora, questo mi piaceva precisarlo. Come premettevo all'inizio, quindi, su questa discarica si è mossa la procura della Repubblica, e il nostro consigliere dichiarò che è stato segnalato il reato di attività di gestione dei rifiuti non autorizzata; quindi, secondo me è meglio che venga chiarita ancora con più decisione questa vertenza.

(Elementi e iniziative di competenza in ordine all'attività di produzione dei diversi stabilimenti dell'industria ex Saronio – n. 3-00554)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato, Salvatore Giuliano, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Barzotti e Romaniello n. 3-00554 (Vedi l'allegato A).

SALVATORE GIULIANO, Sottosegretario di Stato per l'Istruzione, l'università e la ricerca. Grazie, Presidente. Grazie, onorevoli Barzotti e Romaniello. Con riferimento alle questioni poste, sulla base degli elementi informativi forniti dai competenti uffici del Ministero della Difesa, della regione Lombardia e della prefettura di Milano si rappresenta che l'area in oggetto è stata interessata da un'attività produttiva di tipo chimico ad uso bellico a partire dal 1943 fino alla fine della seconda guerra mondiale. In particolare, si fa presente che il sedime, di cui alla Saronio di Foggia, è interamente inglobato nel sedime dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e dal 1963 non è più nella disponibilità del Ministero della Difesa. Da informazioni acquisite nel corso dei tavoli tecnici istituiti dalla prefettura di Foggia nel 2014 si è appreso che il sedime, completamente distrutto nel 1943, produceva, per conto dell'allora Ministero della Guerra, aggressivi chimici da guerra, tra cui iprite e fosgene. Tuttavia, dato il lungo lasso temporale trascorso dalla fine della produzione, nonostante gli approfondimenti tuttora in atto chiesti dalla prefettura di Foggia e condotti con il concorso dell'Esercito Italiano per meglio definire la situazione ambientale dell'area, non è stato possibile finora definire analiticamente le lavorazioni effettuate ed i relativi quantitativi prodotti. Per quanto attiene invece all'ex stabilimento chimico di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, in consegna all'Esercito italiano come infrastruttura non attiva e per il quale in passato vi è stato un interesse all'acquisizione da parte delle amministrazioni locali, lo stesso è rimasto in funzione fino a quando, prima della fine del secondo conflitto mondiale, le Forze armate tedesche hanno imposto il blocco delle relative attività. Il sedime, utilizzato fino al 2001 quale area addestrativa e mai come poligono di tiro, è stato oggetto, fino al 1943, di produzione di aggressivi chimici a seguito della stipula di tre successivi contratti che prevedevano la costruzione di impianti per la produzione della sostanza “P” (un composto a prevalenza proteica scoperto nel 1931 e, verosimilmente, utilizzato come sostanza psicoattiva in funzione del dosaggio), di sostanze chimiche e di liquido nebbiogeno. Anche in questo caso, non è stato ancora possibile risalire con certezza ai quantitativi prodotti nel periodo indicato, ma i relativi accertamenti sono tuttora in corso. Con particolare riferimento alle eventuali criticità ambientali connesse ai due sedimi, le richiamate amministrazioni competenti hanno fatto presente che l'area di Foggia è oggetto di approfondimenti ambientali coordinati dalla prefettura ed effettuati a cura dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Da tali attività non sono emersi, ad oggi, profili di criticità ambientale e sarà, inoltre, coinvolto l'Esercito italiano nell'effettuazione di attività analitiche connesse alla presenza di aggressivi chimici su un'area considerata di potenziale criticità denominata “Area Cavone”. Per quanto riguarda il sito ex Saronio a Riozzo, è in corso il procedimento per la prevenzione di contaminazioni e la bonifica di siti contaminati, ex articolo 6 del DM Difesa 22 ottobre 2009, recante disposizioni sulla “Gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale”.

A tal proposito, secondo quanto riferito dall'ARPA Lombardia, il 23 gennaio 2012 la stessa ha effettuato un sopralluogo, ai fini della verifica dello stato dei luoghi, congiuntamente con i rappresentanti dei comuni di Melegnano e Cerro al Lambro, Città metropolitana di Milano, regione Lombardia, ATS MI 2 e Comando Militare Esercito Italiano. Il comando militare aveva eseguito autonomamente nel 2010, presso l'area, un piano di indagine ambientale sulla matrice terreni e sulle acque sotterranee, i cui risultati avevano dimostrato il rispetto delle CSC di cui alla tabella 1/B, allegato 5, titolo V, del decreto legislativo n. 152 del 2006. A seguito di quanto verificato durante il sopralluogo e discusso in occasione dell'incontro tecnico presso il comune di Cerro al Lambro, gli enti coinvolti avevano tuttavia ribadito la necessità di eseguire una caratterizzazione all'interno del sito militare, così come effettuato sul resto delle aree dell'ex Chimica Saronio. ARPA ha espresso parere tecnico sul Piano di caratterizzazione, discusso nella Conferenza di servizi regionali del 14 dicembre 2016; successivamente, ha espresso parere tecnico sull'integrazione al Piano di caratterizzazione, presentata in data 15 gennaio 2018. Le attività di caratterizzazione sulla matrice terreni e acque sotterranee sono state eseguite presso l'area nelle date del 16 e 17 maggio 2017, in contraddittorio con ARPA, che ha trasmesso agli enti la relazione tecnica di confronto delle analisi, in merito ai risultati ottenuti durante la caratterizzazione. Nella relazione è stata segnalata, nello strato superficiale del terreno, la presenza di arsenico, mercurio, benzoapirene, indenopirene, benzo(ghi)perilene e PCB. In particolare, la presenza di mercurio potrebbe essere riferita alle attività a connotazione industriale condotte fino al 1943 dalla Chimica Saronio e legate al ciclo produttivo cloro-soda, mentre la presenza di arsenico potrebbe essere relazionata alla produzione di aggressivi chimici.

Successivamente il Comando militare dell'Esercito ha proceduto autonomamente all'esecuzione di ulteriori indagini, convocando una Conferenza dei servizi per la presentazione dei risultati ottenuti, sui quali ARPA ha trasmesso nota tecnica di commento. Il 17 settembre 2018 ATS Milano Città metropolitana ha trasmesso agli enti coinvolti il parere tecnico in merito alle attività di integrazione alla caratterizzazione dell'area, chiedendo al Comando militare di procedere con le analisi di speciazione del mercurio nel terreno e la valutazione delle concentrazioni di mercurio in fase vapore, per escludere l'eventualità che la popolazione limitrofa al sedime possa essere stata interessata da inalazione di vapori di mercurio. Nel mese di novembre 2018 il Comando Militare dell'Esercito ha proceduto autonomamente al monitoraggio ambientale del mercurio gassoso presso l'area militare di Cerro al Lambro, trasmettendo agli enti i risultati che attestano che le concentrazioni in massa di mercurio totale gassoso sono al di sotto del valore di riferimento, ed è stata convocata apposita Conferenza dei servizi tenutasi il 18 febbraio scorso. In tale contesto è stato inoltre concordato che l'Esercito procederà ad effettuare una stima dei costi di demolizione dei fabbricati, in modo da consentire, con oneri a carico della regione Lombardia, di procedere ad una caratterizzazione estensiva che riguardi anche le aree oggi occupate dai fabbricati.

PRESIDENTE. La deputata Valentina Barzotti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

VALENTINA BARZOTTI (M5S). Grazie, Presidente. Grazie sottosegretario del riscontro fornito in merito ad una situazione, quella dell'eredità lasciata dall'ex industria Chimica Saronio sul nostro territorio, che si trascina ormai da anni. La risposta, seppur ampia e articolata, non può che soddisfare solo parzialmente. Sebbene infatti sia stato confermato che presso la chimica militare in oggetto venissero lavorati difenilcloroarsina, cloropicrina, difosgene, cloro liquido, acido formico, tuttora non c'è certezza circa la produzione di liquido nebbiogeno, né circa i quantitativi prodotti di questi aggressivi. Inoltre, nonostante il tempo ormai trascorso, né presso Foggia, né presso Riozzo è stato ancora possibile definire la situazione ambientale delle aree in questione e, quindi, se vi permangano effettivamente contaminazioni. Evidentemente, l'incertezza in merito alla vergognosa produzione di veleni creati dalla dittatura fascista deve essere chiarita definitivamente. Si tratta di sostanze che sono penetrate nella nostra acqua e nella nostra terra e sono ancora lì e non si può più temporeggiare. Il nostro Ministro dell'Ambiente ha già mostrato grande sensibilità rispetto alla tutela dell'ecosistema, mi sento però di chiedere di dedicare un'attenzione particolare al tema oggi in questione, tuttora oggetto di preoccupazione.

Auspico fiduciosa che il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare possa dare un forte impulso politico, volto all'elaborazione della stima dei costi di demolizione dei fabbricati, così come concordato in sede di conferenza di servizi nello scorso febbraio; ma anche che si possa dare l'opportuno sostegno agli enti locali coinvolti, sollecitando i necessari interventi e monitorando le misure adottate per il ripristino ambientale dei luoghi. Inoltre, l'auspicio non può che essere rivolto a valutare la riclassificazione da SIR, sito di interesse regionale, a SIN, sito di interesse nazionale, del sito di Cerro al Lambro, come lo era prima del 2013, considerate le caratteristiche del sito stesso, i forti ritardi nell'attuazione degli interventi, la pericolosità degli inquinanti presenti ed il rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ambientale.

(Iniziative volte a garantire la sicurezza per il personale di polizia penitenziaria presso la casa circondariale di Sassari – n. 3-00581)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, Vittorio Ferraresi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Zoffili e De Martini n. 3-00581 (Vedi l'allegato A).

VITTORIO FERRARESI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Presidente, con l'atto di sindacato ispettivo in epigrafe gli onorevoli interroganti, nel fare riferimento ad un episodio di aggressione da parte di un detenuto ai danni di un agente di Polizia penitenziaria, avvenuto lo scorso 4 marzo presso il carcere di Bancali a Sassari, dopo che, nel corso delle settimane precedenti, si era consumato altro similare episodio, evidenziando che tali eventi critici sono sintomatici della necessità di ripristinare le condizioni di sicurezza per il personale di Polizia penitenziaria, chiedono di sapere se ed in che termini il Ministro della Giustizia intenda intervenire a sostegno del personale della casa circondariale di Sassari, aumentando la sicurezza degli agenti nel penitenziario.

In punto di fatto va premesso che il detenuto, resosi protagonista dell'evento critico, veniva sanzionato con 15 giorni di esclusione dall'attività in comune, e ne veniva disposto dapprima il trasferimento per ragioni di sicurezza presso la casa circondariale di Aosta-Brissogne e quindi un successivo trasferimento, per motivi di giustizia, presso la casa circondariale di Cagliari. Ciò posto, per quanto qui di interesse, va detto che il trasferimento per ragioni di ordine e sicurezza rappresenta uno strumento che di recente questo Dicastero ha incisivamente potenziato, proprio al fine di favorire l'innalzamento dei livelli di sicurezza nelle strutture detentive. In particolare, con lettera circolare adottata il 9 ottobre dello scorso anno dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, si è inteso valorizzare l'applicazione degli strumenti normativi previsti sia dalla legge n. 354 del 1975 che dal decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000, diretti proprio a tutelare la sicurezza degli istituti. Nello specifico è stata dettagliata una mirata applicazione della normativa stabilita dall'articolo 42 della legge n. 354 del 1975, nella parte relativa ai trasferimenti per gravi motivi di sicurezza. Parimenti funzionale allo scopo è apparso il richiamo all'articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000, nella parte in cui è prevista l'assegnazione in via cautelare a particolari istituti e sezioni di quei detenuti che, quand'anche non si siano ancora resi responsabili di alcun episodio di violenza o di altro genere, per il loro comportamento siano da considerarsi pericolosi per la sicurezza.

Sulla base di quanto appena rappresentato, si è disposto il trasferimento ad altri istituti di soggetti resisi responsabili di aggressioni consumate o tentate nei confronti di tutto il personale operante in contesto penitenziario, incluso il volontariato; di aggressioni consumate o tentate nei confronti di altri detenuti; di condotte di danneggiamento dei beni dell'Amministrazione, e di qualsiasi altro gesto di violenza. Sono di immediata evidenza i benefici che, in termini di ripristino delle condizioni di sicurezza, possono discendere da un più consistente ricorso a tale strumento, che, all'indomani della richiamata circolare, ha fatto registrare un sensibile incremento del numero dei detenuti trasferiti per ragioni di sicurezza nel periodo compreso fra ottobre 2018 e marzo 2019, pari a 1.829 unità, come tale superiore di 520 unità rispetto al numero di detenuti trasferiti per la stessa ragione nell'arco del medesimo periodo delle annualità precedenti (ottobre 2017-marzo 2018, 1.309 detenuti trasferiti). Questo sul piano amministrativo; oltre al piano penale, questo di competenza ovviamente della procura della Repubblica, per gli atti, i reati commessi all'interno degli istituti.

Sempre sul fronte della sicurezza del personale della Polizia penitenziaria, va rimarcato che l'amministrazione penitenziaria ha sviluppato progetti importanti, quali il SIA (Sistema informativo armamento) e l'Accordo quadro per il vestiario. In questa direzione sono state avviate anche attività per la dotazione di innovativi equipaggiamenti atti al contenimento senza pregiudizio per l'operatore penitenziario, come prodotti antitaglio e nuovi giubbotti antiproiettile, ed è attualmente allo studio l'adozione per l'anno venturo di altri presidi di sicurezza, come prodotti paracolpi, scudi curvi e maschere facciali. È in atto su scala nazionale una campagna di potenziamento degli impianti tecnologici di sicurezza, in quanto nel programma di edilizia penitenziaria per l'anno in corso sono stati già previsti una serie di lavori di adeguamento dei dispositivi, ed a partire da questo esercizio finanziario, nell'ambito del Fondo investimenti, è stato creato uno stanziamento di 1 milione 500 mila euro destinato specificatamente all'adeguamento dei sistemi di sicurezza, compresi quelli di videosorveglianza citati. Va altresì evidenziato che è attualmente allo studio l'ipotesi dell'impiego di droni ai fini di sorveglianza.

Il proposito di incrementare sensibilmente gli standard di sicurezza nelle carceri ha avuto un altro snodo fondamentale, lo scorso mese di aprile, con la costituzione presso l'Amministrazione penitenziaria di un gruppo di lavoro dedicato, composto da operatori penitenziari esperti nel settore, con il precipuo compito di individuare, tra l'altro, specifici strumenti organizzativi finalizzati ad una migliore gestione degli eventi critici in ambito penitenziario. Le risultanze dei lavori del summenzionato gruppo, conclusisi lo scorso 29 maggio, sono state già illustrate nel corso di un primo incontro con le sigle sindacali rappresentative del Corpo, fermi restando i necessari approfondimenti cui si darà corso in occasione delle prossime riunioni.

È di immediata evidenza il legame che avvince il tema della sicurezza nelle carceri con quello del contingente organico della Polizia penitenziaria, che vi opera quotidianamente. Uno degli obiettivi prioritari perseguiti da questo Dicastero è costituito dall'incisivo potenziamento degli organici di Polizia penitenziaria, proprio nella piena consapevolezza della rilevanza che tale obiettivo riveste ai fini di garantire standard più elevati di sicurezza all'interno delle carceri a tutela di coloro che vi lavorano quotidianamente, innalzando parallelamente il grado di efficienza del circuito penitenziario nel suo complesso. È quindi con orgoglio che posso dire che, in particolare nella finanziaria per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145), articolo 1, commi 382 e 383, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è stato autorizzato all'assunzione straordinaria di 1.300 unità, con decorrenza 10 marzo 2019, mediante scorrimento delle graduatorie vigenti, attingendo in via prioritaria da quelle approvate nell'anno 2017 e per i posti residui in parti uguali da quelle approvate nell'anno 2018, e sono scorrimenti che fra poco vedremo attuarsi.

Pertanto, nei mesi di novembre e dicembre scorsi, avuto riguardo alle autorizzazioni intervenute relativamente al turnover ordinario, si è proceduto all'assunzione di più di 1.500 unità, vincitori dei concorsi le cui graduatorie sono state approvate nel 2018, mentre, a partire dal mese di marzo 2019, l'Amministrazione penitenziaria è stata autorizzata all'assunzione degli idonei dei concorsi le cui graduatorie sono state approvate nel 2017, nonché all'assunzione degli idonei delle graduatorie approvate nel 2018, fino al raggiungimento della consistenza delle 1.300 unità autorizzate dalla citata legge di bilancio.

Inoltre, in data 24 giugno 2019, è stato calendarizzato l'avvio del 176° corso di formazione per la nomina alla qualifica iniziale del ruolo agenti assistenti per un totale di 320 unità, mentre il 16 settembre 2019 prenderà avvio il 177° corso, che vede coinvolti un totale di 980 unità. Lo scorso 31 maggio sono stati immessi in ruolo un totale di 248 agenti per il 174° corso, mentre il 31 luglio prossimo saranno immessi in ruolo complessive 1.221 unità appartenenti al medesimo ruolo (175° corso, di cui stiamo parlando in questi giorni). Si sono di recente concluse le procedure che hanno comportato il passaggio nei ruoli di 971 viceispettori, mentre a breve si concluderanno quelle relative all'immissione in ruolo di 2.851 sovrintendenti. È prevista l'attivazione altresì nel breve periodo di ulteriori analoghe procedure.

In aderenza alla normativa inaugurata con la legge di stabilità innanzi richiamata, nella Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale – n. 18 del 5 marzo 2019 è stato già pubblicato un bando di concorso per complessive 754 unità, i cui vincitori saranno auspicabilmente assunti entro la fine del corrente anno.

Tutto ciò avrà quindi ovviamente ricadute anche sull'istituto di Sassari: infatti per quanto qui l'interesse va detto che, fermi restando i benefici generali delle future procedure di reclutamento, l'istituto sassarese ha allo stato ottenuto un incremento di complessive 4 unità nel ruolo di ispettori, provenienti dal corso di formazione sopracitato; al quale va aggiunto l'incremento di altre complessive 26 unità nel ruolo di agenti assistenti, di cui pure l'istituto ha fruito, 24 delle quali lo scorso mese di settembre, in esito alle procedure di mobilità ordinaria del 2018, e le altre 2 provenienti dal 174° corso appena conclusosi; nonché di ulteriori 6 unità che saranno assegnate con il piano di mobilità relativo al 175° corso, il cui giuramento sarà attuato il prossimo 31 luglio.

PRESIDENTE. Il deputato Zoffili ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.

EUGENIO ZOFFILI (LEGA). Grazie Presidente, sono soddisfatto, grazie al sottosegretario. Parto dalla fine dell'intervento del sottosegretario: siamo contenti, come Lega, rispetto a questo incremento annunciato di nuove unità, di nuovi agenti per il carcere di Sassari e per il carcere di Bancali. Io e il collega De Martini, che è seduto qui di fianco a me, ci siamo stati personalmente. È un carcere nuovo, sottosegretario - mi rivolgo a lei per il tramite del Presidente - che però, pur essendo nuovo, necessita di manutenzioni, necessita di interventi. Gli agenti ci hanno segnalato, insomma anche il personale, situazioni per cui il Governo deve fare assolutamente degli approfondimenti. Un carcere che ospita i 41-bis, che ospita terroristi islamici e ospita anche detenuti comuni. Ci sono delle situazioni particolari.

Estrema solidarietà a questo agente che ha ricevuto una testata al viso; queste cose non devono più accadere. Bene le politiche del Governo, che stanno lavorando per tutelare e difendere chi lavora all'interno delle carceri, per cercare di poterlo fare con serenità e con le strumentazioni adeguate.

Segnalo per un approfondimento rispetto al carcere di Bancali, ma la situazione generale delle carceri in Sardegna, per quanto insomma abbiamo rilevato, c'è una condivisione di direzioni e di comandi. La Sardegna è particolare perché ha dei collegamenti stradali che sono molto precari. Quindi, questa è una segnalazione che, come Lega, facciamo al Governo e secondo noi è utile approfondire questo aspetto. Noi al carcere di Bancali, con il collega De Martini e altri colleghi, ci torneremo; torneremo per abbracciare gli agenti, per verificare anche, naturalmente, le condizioni dei detenuti, ma, soprattutto, per ascoltare chi lavora all'interno di queste strutture.

È stato fatto tanto in questo anno di Governo, bisogna fare ancora di più. Quindi, grazie per la risposta, siamo soddisfatti e buon lavoro. Grazie anche a nome degli agenti che ci hanno interpellato.

(Iniziative di competenza volte a contrastare il fenomeno delle applicazioni installate sui dispositivi telefonici che possono violare dati sensibili – n. 3-00676)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Bergamini n. 3-00676 (Vedi l'allegato A).

Il sottosegretario di Stato per la Giustizia, Vittorio Ferraresi, ha facoltà di rispondere.

VITTORIO FERRARESI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Grazie, Presidente. Con l'atto di sindacato ispettivo in epigrafe gli onorevoli interroganti, nel fare riferimento alla nota vicenda relativa al software Exodus, già impiegato da numerose procure per l'espletamento di intercettazioni telematiche, richiamando in particolare, da un lato, l'illecita diffusione in rete di tale spyware, occultato all'interno di applicazioni liberamente scaricabili dalla piattaforma Google Play Store, da cui è disceso il pericolo per la privacy di migliaia di utenti ignari e per la sicurezza delle comunicazioni, e, dall'altro, l'attività di indagine in corso presso la procura di Napoli che, proprio in merito a tale vicenda, ha proceduto al sequestro delle società coinvolte eSurv Srl e Stm Srl, chiedono di sapere se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e se intenda chiarire se si possa escludere che Exodus abbia messo a rischio la sicurezza nazionale; quali iniziative urgenti di competenza, anche di natura normativa, il Governo intenda assumere per affrontare le problematiche di cui in premessa e per rimuovere i software spia diffusi sulle piattaforme come fossero comuni applicativi e prevenirne l'immissione in rete, anche a tutela della privacy dei cittadini; se non intenda svolgere approfondimenti, nell'ambito delle proprie competenze, in ordine ad eventuali turbative delle inchieste per le quali è stato impiegato Exodus.

Per quanto concerne la vicenda che vede coinvolte le società eSurv, Stm e i relativi titolari, nonché gli ulteriori accadimenti illustrati dall'onorevole interrogante, si rappresenta che è attualmente pendente un fascicolo di indagine presso la procura della Repubblica di Napoli. Nell'ambito delle complessive attività investigative finalizzate all'accertamento di gravi reati collegati alla gestione di software utilizzati per l'intercettazione di comunicazioni telematiche con captatore informatico, tuttora in corso e, come tali, coperte da segreto istruttorio, è stato anche disposto il sequestro delle suddette società, su richiesta della procura della Repubblica di Napoli, che ha delegato le verifiche investigative alla Polizia postale e delle comunicazioni, unitamente ai reparti specialistici dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza. Al tempo stesso, è opportuno rassicurare l'onorevole interrogante circa il fatto che lo sviluppo di Exodus o di altra simile applicazione realizzata facendo capo a eSurv o ad altre società come quelle di cui in riferimento al testo parlamentare in oggetto non è stato commissionato dal Ministero della Giustizia ed esula, allo stato, dalle competenze del Ministero in materia di intercettazioni telefoniche.

Gli incarichi delle ditte esterne, infatti, che erogano i servizi per le intercettazioni sono conferiti esclusivamente dalle singole procure nell'ambito dei poteri investigativi previsti dalle norme vigenti, con la conseguenza che non vi è una correlazione tra i due fenomeni. In ogni modo, si sottolinea che nell'ambito delle attività prodromiche alla realizzazione del processo penale telematico, il Ministero della Giustizia, tramite la direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, sta operando presso le sale CIT delle sedi di procura della Repubblica per l'installazione di server ministeriali la cui finalità è anche quella di innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza dei sistemi informativi ministeriali. Per quanto riguarda il profilo normativo nell'elaborazione della riforma delle intercettazioni, è attualmente allo studio di questo Ministero la previsione di una serie di accorgimenti tesi ad arginare in maniera incisiva i rischi connessi alle forme illecite, distorte o comunque improprie di impiego di questo prezioso strumento di indagine quale il trasferimento delle comunicazioni intercettate esclusivamente verso gli impianti della procura della Repubblica, con controlli a garanzia della integrale corrispondenza fra quanto intercettato, registrato e trasmesso, nonché alla previsione di requisiti tecnici dei programmi informatici funzionali allo scopo secondo misure di affidabilità, sicurezza ed efficacia, al fine di garantire che gli stessi si limitino all'esecuzione delle operazioni autorizzate.

Sul piano del diritto sostanziale la disciplina vigente si presenta completa nell'abbracciare ogni forma di tutela. A tutela dei beni costituzionali, dell'inviolabilità del domicilio, dell'inviolabilità della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, il legislatore, infatti, è intervenuto sulla sezione IV, delitti contro l'inviolabilità del domicilio, e sulla sezione V, delitti contro l'inviolabilità dei segreti, del capo III, del libro secondo del codice penale, introducendo una serie di nuove fattispecie di reato, dapprima con la legge 8 aprile 1974, n. 98, e successivamente con la legge 23 dicembre 1993, n. 547.

Per effetto di detti interventi normativi, attualmente il codice penale contempla una pluralità di figure di reato che tutelano la riservatezza degli atti della vita privata e delle comunicazioni di ciascuno, qualunque sia, per queste ultime, il mezzo di trasmissione utilizzato, da ogni intromissione abusiva. Il riferimento è innanzitutto al delitto di interferenze illecite nella vita privata, di cui all'articolo 615-bis del codice penale, così come al delitto di cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, di cui all'articolo 617 del codice penale, al delitto di installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, previsto dall'articolo 617-bis del codice penale, che nello specifico incrimina l'installazione, fuori dei casi previsti dalla legge, di apparati e strumenti o di parti di essi, al fine di intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone e che, come tale, anticipa la tutela della riservatezza e della libertà delle comunicazioni mediante l'incriminazione di fatti prodromici all'effettiva lesione di tali beni. Pertanto, la giurisprudenza di legittimità ritiene che il reato si consumi con la sola attività di installazione, a nulla rilevando che gli apparecchi installati possano non aver funzionato o non essere stati attivati.

E, ancora, proprio con riferimento ai fatti riportati dagli onorevoli interroganti, il delitto di intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, previsto dall'articolo 617-quater del codice penale, e il correlato delitto di installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche, di cui all'articolo 600-quinquies del codice penale, che punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni, salvo ricorra la circostanza aggravante prevista dall'articolo 617-quater, nel qual caso la pena diventa da uno a cinque anni di reclusione, la condotta di mera installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico intercorrente fra più sistemi che, quale reato di pericolo concreto inteso a reprimere una condotta prodromica rispetto a quella contemplata dall'articolo 617-quater, appresta una tutela anticipata e più ampia della libertà e riservatezza delle comunicazioni realizzate attraverso sistemi informatici o telematici.

Da ultimo, sempre a livello di normazione positiva, va chiarito che, come noto, con la legge 9 gennaio 2019, n. 3, cosiddetta spazza-corrotti, nella consapevolezza dell'assoluta utilità della tecnica di intercettazioni a mezzo di captatore informatico e al precipuo fine di potenziare anche sul piano investigativo il contrasto alla corruzione, si è inteso estenderne le modalità di impiego anche ai più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione nelle stesse forme in cui esso è previsto per i reati più gravi di criminalità organizzata e terrorismo di cui all'articolo 51, comma 3-bis e 3-quater del codice di procedura penale.

È di immediata evidenza, infatti, che il contrasto alla corruzione, fermamente perseguito dalla politica legislativa di questo Dicastero, non possa essere scalfito dal rischio di uso deviato da parte di operatori economici privati dei software che essi stessi sviluppano, rischio che, per quanto di competenza di questo Dicastero, potrà essere efficacemente contenuto ed arginato, da un lato, per effetto delle prospettive di riforma delle intercettazioni di cui si è fatto cenno in precedenza e, dall'altro, attraverso il lavoro delle articolazioni ministeriali preposte, quali la direzione generale per i sistemi informativi automatizzati che, come innanzi evidenziato, si sta già operando presso la sala CIT delle sedi delle procure della Repubblica per l'installazione di server ministeriali la cui finalità è anche innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza dei sistemi informativi ministeriali.

PRESIDENTE. La deputata Bergamini ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

DEBORAH BERGAMINI (FI). Presidente, lo dico con rispetto, ma non è possibile dichiararsi soddisfatti di una risposta del genere: io non so se il rappresentante del Governo - ripeto sono rispettosa - parla nella sua vita normale come ha parlato in risposta all'interrogazione che ho posto, ma non credo.

Quello che io e i miei colleghi chiedevamo è capire qual è la posizione del Governo su un fatto che non è solo un fatto di cronaca ma è un fatto che ha scosso molto le coscienze nel nostro Paese, perché ci sono state decine di migliaia di cittadini ignari, non sottoposti ad iniziativa giudiziaria, che sono stati ascoltati e frugati nella loro vita personale.

Lei è venuto qui a farmi un bignami del codice penale rispetto alla violazione o meno dell'articolo 15 della Costituzione: grazie, ma non era questo l'oggetto della domanda perché il bignami vado in libreria, me lo compro e me lo leggo, se anche non conoscessi gli articoli che lei ha richiamato del codice penale.

Io ho chiesto un'altra cosa e lei non mi ha risposto: intanto non mi sembra che, in seguito alla mia interrogazione del 5 aprile, ci sia stato da parte del Governo, da allora ad oggi, alcuna iniziativa per censurare l'accaduto. Lei mi dice che sono le procure che decidono chi fa le intercettazioni, tra l'altro spendendo un budget rilevante della spesa giudiziaria complessiva, la parte più importante. Quindi, il Ministero della Giustizia non ha alcuna competenza.

Io le rifaccio di nuovo la domanda, consapevole che lei non mi può rispondere perché il rituale che ci vede contrapposti non lo consente, ma provi a rispondermi con una telefonata. Mi dice che cosa sta facendo - lei ha parlato di “accorgimenti” senza specificare – e che cosa pensa di fare il Governo rispetto a un problema che è un problema esiziale della modernità? Ovvero il rispetto, anzi lei ha usato la parola “tutela” più forte ancora, il rispetto o la tutela della sfera privata, ammesso che essa ancora esista, della vita delle persone in questo Paese, che è il Paese più intercettato, a mio parere, del mondo in maniera spesso illegale, abusiva, intrusiva, irrispettosa e molto lontano dalla tutela della Carta costituzionale e anche della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che viene regolarmente violata nel silenzio di tutti, perché comandano le procure e decidono loro.

Poi spesso tali intrusioni vengono messe a disposizione dell'opinione pubblica attraverso la pubblicazione sui giornali: io ravvedo il reato di ricettazione, perché sono presi beni, oggetti di natura illegale e se ne trae profitto e si pubblicano intercettazioni e si fanno i soldi vendendo le copie dei giornali. E su tutto questo, cosa mi sento dire? Niente. Sono individuati una serie di accorgimenti ma quali non è dato di saperlo, non una parola.

Il caso Exodus è gravissimo perché basta andare su Google Play Store e si rischia di trovarselo inserito nel proprio cellulare: è sparito dalle cronache, nessuno ha fatto niente, nessuno ha detto niente, cerchiamo di dimenticarcelo il prima possibile, cerchiamo di ignorare il più possibile che ci sono decine di migliaia di nostri concittadini che vengono spiati non solo nelle conversazioni, non solo nella messaggistica ma addirittura con intercettazioni ambientali.

Allora, la sfera privata di un individuo esiste o non esiste? O è diventato bene pubblico e lo Stato ne può disporre come più desidera senza chiedere autorizzazioni, senza niente?

Queste società che fanno intercettazioni che crescono come funghi in questo Paese, il cui fatturato si moltiplica, si decuplica nel giro di pochi anni, che requisiti hanno? Lei mi risponde: decidono le procure. No, non mi sta bene, lo dico da cittadina, non da parlamentare: da tutte e due. Decidono le procure, e il Ministero della Giustizia che fa? Lasciamo così? Ci accontentiamo del fatto che esistono società molto poco trasparenti? Ne abbiamo lette, in questi anni, di cotte e di crude su tali società non meglio identificate, che poi per lo più lavorano con amministrazioni pubbliche: in base a quali criteri? Ma come, trattiamo ogni parlamentare come un potenziale corrotto - ha citato lei lo “spazza-corrotti” - siamo tutti potenziali corrotti, siamo tutti trattati come potenziali ladri, tutte le regole del mondo sono fatte contro la potenziale corruzione di persone che sono qui, fino a prova contraria, con fedina penale pulita (sennò non ci staremmo) e poi però senza alcun controllo, senza alcun ritegno si indaga sulle vite dei nostri concittadini, senza ritegno, così, a casaccio.

Ma insomma io mi attendevo di sapere da un Governo fatto di innovatori - scatolette di tonno aperte, cambiare tutto - io mi aspettavo qualcosina di più, glielo dico con franchezza, glielo dico anche con un po' di tenerezza, non una lettura didascalica senz'anima. Non eravate lì per fare tutto diverso dagli altri? E lei mi fa uguale, pari pari. Io sono in Parlamento da undici anni e di letture come la sua ne ho sentite a “quintalate”. È questo che avete portato voi al Governo? Ma fatevi un esame di coscienza: stiamo parlando della libertà, della sfera privata, delle vite personali dei nostri concittadini.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DEBORAH BERGAMINI (FI). Qui – concludo, Presidente - ci sono rischi enormi; qui c'è un conflitto tra privato e pubblico gigantesco e le risposte che date è la lettura del codice penale. Vi prego, fate un pochino di meglio non per Forza Italia o per Bergamini, ma fatelo per questo Paese che merita qualche rispetto in più. Per lo meno, se non siete capaci nella sfera pubblica, almeno lasciate da parte, lasciate in pace la sfera privata delle persone.

(Iniziative di competenza volte a preservare il regime vincolistico con riferimento al progetto di riqualificazione ciclo-pedonale del lungomare di Napoli – n. 3-00874)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali, Gianluca Vacca, ha facoltà di rispondere all'interrogazione De Lorenzo n. 3-00874 (Vedi l'allegato A).

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Grazie, Presidente. L'onorevole De Lorenzo richiede notizie in merito all'attività di tutela sul Lungomare di Napoli, uno dei più belli del mondo ed elemento di valore identitario per la città, alla luce dei lavori da effettuarsi su via Partenope-Lungomare.

Permettetemi di riportare, in primo luogo, la situazione dei vincoli a cui sono sottoposti il predetto asse stradale e le aree contermini. Mi prenderò un po' di tempo per fornire notizie e dati allo scopo di definire in modo rigoroso il perimetro di contenuti del progetto di sistemazione di questa porzione del lungomare.

Su alcuni degli edifici con affaccio su via Partenope (in particolare al civico 1, al civico 10/A e al civico 36) insistono puntuali vincoli monumentali imposti ai sensi della legge n. 1089 del 1939; sono state, inoltre, dettate disposizioni e limiti con il decreto n. 171 del 2005 del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, poi modificato e integrato dal decreto n. 2174 del 2014, sempre a firma del direttore regionale ed ancora con il vincolo relativo al “muro frangiflutto del lungomare di Napoli, dal Largo Sermoneta fino alla radice esterna del Molosiglio” dichiarato con il decreto 11 luglio 2003, n. 175, dal soprintendente regionale per i beni e le attività culturali della Campania, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 490 del 1999.

Sulla stessa area e sui manufatti in parola gravano inoltre vincoli di carattere paesaggistico.

Mi riferisco al vincolo emanato con decreto ministeriale 26 aprile 1966 ai sensi e per gli effetti della legge n. 1497 del 1939 e a quello relativo alla “…località Scogliera di Mergellina, fra il Molosiglio e l'isola di Nisida”, mentre con il decreto ministeriale 21 febbraio 1977 ai sensi della stessa legge, si procedeva a dichiarare il “ (…) notevole interesse pubblico di una zona in comune di Napoli”, zona compresa nel settore urbano specifico tra via Santa Lucia e il Lungomare, in aggiunta a quanto in precedenza sottoposto a vincolo con i decreti ministeriali del 27 maggio e del 6 novembre 1958 e del 24 gennaio 1953 (sulla collina di Posillipo).

Il progetto relativo alla pedonalizzazione delle vie Partenope e Nazario Sauro nasce dall'idea dell'amministrazione comunale di Napoli di migliorare la fruibilità di una porzione non trascurabile della città, il Lungomare, ipotizzandone appunto, con la sottrazione all'intenso traffico veicolare della città, la possibilità di realizzare, come s'immagina fosse anche nelle intenzioni dei progettisti Enrico Alvino e Gaetano Bruno alla fine del XIX secolo, una Promenade.

Quanto alle scelte operate dall'amministrazione comunale, non vi è dubbio che la Soprintendenza non abbia nel caso di specie alcuna competenza, non potendosi sostenere che la pedonalizzazione di un tratto del Lungomare sia condizione o funzione in contrasto con la tutela sia paesaggistica sia monumentale gravante sull'asse stradale. Né, d'altra parte, si ha motivo di ritenere che la proposta progettuale sia in contrasto con lo strumento urbanistico vigente nella e per la città di Napoli, strumento la cui redazione, a suo tempo, avrà visto partecipe la Soprintendenza quanto agli aspetti di competenza.

La pressoché totale riduzione del traffico veicolare dovrebbe comportare il drastico abbassamento delle emissioni inquinanti con innegabili benefici per il microclima e con effetti positivi in primis per la salute pubblica e in secundis per la conservazione e la salvaguardia dei monumenti, materia questa che è di specifica competenza della Soprintendenza. In tal senso la proposta progettuale che prevede, dunque, la pedonalizzazione non poteva contenere il parere favorevole della Soprintendenza.

Va, inoltre, precisato che, secondo notizie assunte presso i locali uffici del Ministero, il progetto è corredato da tutti i nullaosta e le autorizzazioni necessarie sia sotto il profilo monumentale che paesaggistico e lasciato, appunto, nell'ambito delle proprie specifiche competenze dalla Soprintendenza e, nel caso di specie, firmate dal soprintendente titolare dell'incarico.

Dette note facevano seguito alla nota della direzione generale per i beni culturali e paesaggistici della Campania del 30 giugno 2014 che, a seguito del lungo dibattito con la competente locale Soprintendenza e l'amministrazione comunale, aveva ritenuto, nell'ambito della propria competenza, di esprimere il proprio assenso all'esecuzione dell'opera progettata, tanto che l'intervento della Soprintendenza nel successivo periodo non è stato certo innovativo, visto che già la nota della direzione regionale stabiliva - cito - “la conservazione della sezione stradale con marciapiedi, le pavimentazioni in pietra lavica, la percentuale del 40 per cento di occupazione lineare dei fronti edilizi per attività di ristorazione, per le quali si prevedeva l'adozione di strutture leggere e amovibili (…)”, ma ha avuto in ogni caso lo scopo di migliorare il progetto già delineato definendone con maggiore precisione, a mezzo delle prescrizioni espresse, i contenuti e i limiti.

Permettetemi poi di precisare, in merito al “falso ripristino dell'originario basolato vesuviano con lastre di pietra etnea” riferito alla pavimentazione di progetto, che lo scopo dell'operazione era quello di riproporre una pavimentazione lapidea invece dell'attuale asfalto per le corsie e piastrelle di cemento pressato per i marciapiedi. Nessuna traccia è presente del basolato, che nemmeno al tempo della formazione dell'asse stradale costituiva il piano pavimentale. A tale proposito sono state condotte ulteriori ricerche su tale questione con lo scopo di fornire un ulteriore e definitivo contributo alla vicenda.

Dalla documentazione fotografica e iconografica rinvenuta si ha motivo di ritenere che la pavimentazione originaria fosse in macadam (massicciate di pietrisco) sostituita in occasione dell'intervento di ripavimentazione voluto negli anni 1925-1930 da bitulite (materiale bituminoso) su massicciate compresse meccanicamente, mentre per i marciapiedi si optava per l'impiego di lastre di Pietrarsa. In seguito altri interventi manutentivi e di rinnovamento dei piani pavimentali (strada e marciapiedi) modificavano lo stato di fatto conducendo progressivamente alla situazione odierna.

Quanto all'uso della pietra etnea per la pavimentazione essa è litologicamente non dissimile dalla pietra comunemente impiegata per il basolato, di cui ha il colore negli adeguati cromatismi e toni. Inoltre, la pietra etnea è oggi ancora disponibile sul mercato mentre le cave da cui veniva estratto il materiale lapideo, che a suo tempo veniva impiegato per realizzare i basolati, sono esaurite o chiuse e, comunque, non è più possibile per norma il prelievo.

Conseguenza poi dell'intenzione dell'amministrazione comunale di pedonalizzare la strada è stata quella di definire - si ritiene anche nel rispetto delle norme del codice della strada - le nuove dimensioni delle carreggiate come dei marciapiedi.

Nello specifico, si è anche voluta ripristinare la possibilità di avere il passaggio pedonale alle spalle dell'attività di ristorazione, destinandovi un adeguato spazio che oggi, invece, è occupato.

E proprio in merito all'occupazione del suolo da parte dei ristoratori, si evidenzia come la Soprintendenza abbia ritenuto di poter migliorare i contenuti delle decisioni in precedenza assunte dalla direzione generale proponendo di bandire un concorso pubblico per l'individuazione del linguaggio architettonico più idoneo al contesto, fermo restando che le occupazioni, come già stabilito, non potessero eccedere il 40 per cento.

Nelle stesse prescrizioni imposte dalla Soprintendenza si è avuta specifica e peculiare attenzione al fatto che le vedute panoramiche dovessero essere rese più libere da ingombri e, quindi, più fruibili, dal momento che la piena godibilità del mare è stata la principale intenzione dei vincoli imposti.

La sistemazione dell'asse stradale prevede inoltre - e concludo - l'intervento di rifacimento della rete fognante, assai danneggiata e comunque non idonea a sopportare un carico antropico rilevante in quanto connesso direttamente anche alle attività di ristorazione.

PRESIDENTE. La deputata Rina De Lorenzo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

RINA DE LORENZO (M5S). Grazie, Presidente. Grazie, sottosegretario. La sua risposta mi trova soddisfatta nella misura in cui pone l'accento sull'esigenza di ridurre il traffico veicolare con il conseguente abbassamento delle emissioni inquinanti in una città che indossa la maglia nera, così come rilevato e registrato dal dossier di Legambiente “Mal'aria” del 2019. Una città dal codice rosso che vede registrare quasi quotidianamente il superamento dei limiti giornalieri previsti per le polveri sottili e per l'ozono.

Tuttavia, devo rilevare che la pedonalizzazione di un tratto del Lungomare, peraltro già oggetto di una restrizione del traffico, e in linea con la tutela paesaggistica e monumentale che grava sull'intero percorso litoraneo - e ricordiamo che su quel tratto stradale grava un vincolo UNESCO e, quindi, quel bene è patrimonio dell'UNESCO - non rappresenta, in realtà, il vero problema. Il problema va individuato, piuttosto, nel progetto di riqualificazione ciclopedonale del Lungomare di Napoli. Il Lungomare monumentale, che va da Mergellina al Molosiglio, la cui bellezza ha reso celebre la città in tutto il mondo, costituisce in realtà l'unica via di fuga in un'area a elevato rischio sismico. In realtà, si tratta di un asse viario che si trova tra due zone a elevato rischio vulcanico, quella vesuviana e quella flegrea, e costituisce, appunto, essa stessa via di fuga in caso di emergenza.

Ora, l'ampliamento dei marciapiedi e la conseguente riduzione della sede stradale a esclusivo vantaggio degli esercizi commerciali, che la utilizzeranno per l'installazione di strutture amovibili, in realtà crea problemi dal punto di vista della sicurezza ma anche dal punto di vista stilistico, perché immaginare un'interruzione stilistica del Lungomare, che è patrimonio dell'UNESCO, significa far perdere al fronte litoraneo della città quello che è il suo respiro spaziale e il suo valore di percorso continuo, respiro spaziale e valore continuo che furono proprio gli elementi fondamentali del progetto iniziale del Lungomare di Napoli.

Occorre anche ricordare che i fondi PON che sono stati utilizzati e che saranno utilizzati per la realizzazione di questi interventi - ampliamento dei marciapiedi a esclusivo vantaggio degli esercizi commerciali e conseguente riduzione della sede stradale, peraltro, già oggi, oggetto di restrizione del traffico -, in realtà, collidono con quelli che sono i principi che indicano l'utilizzo e orientano l'utilizzo dei fondi PON. Bisogna dare largo spazio agli interessi collettivi senza intenti speculativi, né di tipo privato né di tipo pubblico.

(Elementi e iniziative in merito all'organizzazione degli Uffici immigrazione e alla gestione del relativo personale – n. 3-00750)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'Interno, Luigi Gaetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Ascari n. 3-00750 (Vedi l'allegato A).

LUIGI GAETTI, Sottosegretario di Stato per l'Interno. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, l'onorevole interrogante, nel porre l'attenzione sulla situazione degli uffici immigrazione delle questure, chiede al Ministro dell'Interno iniziative volte ad assicurare un numero adeguato di personale per il loro funzionamento. Al riguardo, rammento che le divisioni Polizia amministrativa e sociale e dell'immigrazione (l'acronimo è PASI) sono state istituite nelle questure italiane sin dal 2001. Per quanto concerne l'impiego del relativo personale, con circolare del capo della Polizia del 12 gennaio 2001, è stato disposto che “il personale in servizio presso gli uffici immigrazione, in ragione della peculiare professionalità posseduta, che verrà ulteriormente accresciuta attraverso una mirata programmazione di corsi di formazione, aggiornamento e specializzazione, non potrà, di norma, essere impiegato in altri ambiti operativi”. Va evidenziato, tuttavia, che, qualora esigenze prioritarie ovvero di ordine pubblico lo richiedano e, comunque, in via del tutto eccezionale, è possibile che i questori impieghino il personale in forza presso i predetti uffici in servizi istituzionali diversi dal settore dell'immigrazione. Quello dell'immigrazione, come è intuibile, è un ambito particolarmente delicato e complesso e rispetto al quale vi è la consapevolezza di dovere investire in termini di professionalità e specializzazione del personale addetto.

Proprio al fine di garantire un costante ed adeguato aggiornamento professionale, il Ministero dell'Interno organizza periodicamente dei corsi di formazione rivolti al personale degli uffici immigrazione, con particolare riferimento alla materia dei rimpatri e all'ambito relativo alle piattaforme informatiche in uso agli uffici. In proposito, informo che, dal mese di marzo di quest'anno, è in corso di svolgimento il modulo formativo “Training on the job”, che proseguirà sino al giugno del 2020, inerente alle procedure operative standard in materia di rimpatri per gli uffici territoriali.

Quanto al numero complessivo del personale che svolge funzioni di Polizia in servizio presso gli uffici immigrazione, si rappresenta che, alla data del 1° giugno scorso, esso è pari a 2.456 unità.

Su un piano più generale, voglio inoltre assicurare che è ferma intenzione del Governo procedere ad un significativo incremento degli organici delle forze di Polizia. In particolare, al progetto di riorganizzazione degli uffici periferici dell'amministrazione della pubblica sicurezza, il cui iter è tuttora in corso, si accompagnerà l'assunzione, entro il prossimo aprile del 2020, di 3 mila nuovi agenti per rafforzare gli uffici di Polizia. Lo prevede il piano di potenziamento già presentato alle organizzazioni sindacali del personale. I 2.988 nuovi agenti saranno assegnati in tre fasi: 483 entro luglio, 645 entro fine anno e 1.851 entro aprile 2020. In particolare, 2.094 unità sono destinate alle questure, 539 alle specialità, 149 alle frontiere e i restanti saranno utilizzati in altri compiti di istituto. Il 4 luglio scorso è stato pubblicato il bando di concorso per l'assunzione di 1.515 agenti, che saranno operativi entro fine 2020; ciò consentirà di destinare ai presidi di Polizia complessivamente 4.503 agenti. L'obiettivo del Governo è assumere, nei prossimi anni, circa 8 mila donne ed uomini delle forze dell'ordine in più tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, oltre ai Vigili del fuoco. Ciò consentirà di innalzare ulteriormente gli standard di operatività ed efficacia di tutte le componenti del sistema sicurezza, sistema che rappresenta un asset strategico per garantire quel quadro di legalità necessario ad assicurare le precondizioni per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese.

PRESIDENTE. La deputata Ascari ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

STEFANIA ASCARI (M5S). Grazie, Presidente. Sottosegretario Gaetti, la ringrazio per le risposte chiare ed esaurienti che ha voluto fornire a me e a quest'Aula, sia per quanto riguarda le soluzioni che intende adottare per ovviare alle criticità degli uffici immigrazione operanti nelle questure italiane sia per i dati aggiornati sul personale in servizio. Mi ritengo soddisfatta per l'impegno che il suo Dicastero intende assumere nel voler razionalizzare ed efficientare i servizi presso tali uffici, anche attraverso nuove assunzioni. Lavorare per garantire ai cittadini una buona gestione del fenomeno migratorio, anche nei suoi aspetti burocratici e, in particolare, con riferimento alle permanenze di stranieri regolarmente residenti in Italia significa anche rendere più celeri le procedure per far valere i diritti costituzionalmente riconosciuti agli immigrati. La pubblica amministrazione assolve pienamente al suo compito se dà risposte certe in tempi brevi, ma la celerità e l'efficienza non possono e non devono essere in nessun modo divise dal rispetto dei diritti dei lavoratori. Infatti, credo fermamente che una dotazione certa di personale dedicato specificamente all'amministrazione dell'immigrazione non potrà far altro che migliorare la macchina burocratica e, gradualmente, ridurre, fino ad eliminare, il sovraccarico di lavoro che gli uffici immigrazione delle questure stanno sopportando negli ultimi anni; sovraccarichi che pesano, in primo luogo, sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa che ogni giorno, con il proprio lavoro, mandano avanti questo apparato. Ci auguriamo - e la sua risposta va in questa direzione - che il personale in servizio presso gli uffici immigrazione possa svolgere le mansioni prescritte dalle circolari che stabiliscono rigidamente i loro compiti, senza però dover supplire alla carenza di organico. È necessario evitare il rischio di accumulare carico di lavoro non dovuto, con conseguente rallentamento nelle proprie attività. Siamo certi che il suo Ministero, che ha tanto a cuore la gestione del fenomeno migratorio, saprà dare seguito, dopo queste sollecitazioni, alle soluzioni che ha espresso in questa sede.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno. Sospendiamo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 15,30. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 12,20, è ripresa alle 15,30.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA EDERA SPADONI.

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Berardini, Giorgis e Scoma sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.

I deputati in missione sono complessivamente novantasette, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 15,31).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15,51.

La seduta, sospesa alle 15,31, è ripresa alle 15,51.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Sull'ordine dei lavori e per richiami al Regolamento.

EMANUELE FIANO (PD). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMANUELE FIANO (PD). La ringrazio, signora Presidente. Signora Presidente, il Ministro dell'Interno ha mentito al nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questa è la nostra opinione politica e il Ministro dell'Interno scappa dal Parlamento nel quale dovrebbe venire, come ha fatto nel caso della nave Diciotti. Non basteranno certo tre minuti di question time per spiegare al Parlamento anni di rapporti non chiari con la nazione russa.

Queste che le elenco, signora Presidente, nell'ordine dei lavori, sono le domande alle quali noi chiediamo che il Ministro Salvini venga in quest'Aula a rispondere, per le quali noi riteniamo che il Ministro Salvini abbia il dovere di rispondere, in quest'Aula, al Paese.

Il Ministro ha sostenuto di non essere in alcuna relazione con la presenza del signor Savoini a una cena offerta dal Premier Conte al Presidente Putin a Villa Madama, ma così si è dimostrato di non essere. Quella persona è stata invitata su esplicita richiesta dal signor D'Amico della segreteria del Ministro Salvini, suo consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale, sempre del Ministro Salvini, e noi vogliamo sapere perché il Ministro abbia mentito su questo punto.

Secondo: noi vogliamo capire, signora Presidente, conoscere e sapere quali siano i rapporti che intercorrono tra il Ministro dell'Interno e il partito Russia Unita, con il quale lo stesso Ministro - allora, quando sottoscrisse questo protocollo, solo segretario della Lega, ma oggi Ministro - concluse un protocollo d'intesa nel quale è previsto un partenariato confidenziale tra i due partiti. E noi vogliamo sapere quali questioni di sicurezza nazionale coinvolge questo accordo, perché, ad interrogazione svolta dal Partito Democratico su questo punto, le risposte del Governo sono state totalmente evasive, e noi stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro Paese.

Terzo, signora Presidente: noi vogliamo sapere quale sia il rapporto che lega Salvini a Savoini, vogliamo sapere se, quando il signor Savoini partecipa, con o senza il Ministro, a incontri ufficiali o non ufficiali, in Russia, con rappresentanti di quel Paese e dei loro partiti, lo faccia a titolo personale o in sua rappresentanza, perché anche qui noi stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Quarto punto: noi vogliamo sapere chi abbia incontrato, nel corso delle visite ufficiali di Stato in Russia, il Ministro Salvini, oltre alle persone viste e citate negli incontri ufficiali resi noti, perché anche questo interessa la sicurezza nazionale del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Vogliamo sapere, sempre su questa questione fondamentale della sicurezza nazionale, di cui è titolare, su delega del Presidente del Consiglio Conte, il senatore Salvini, cosa significhino e quale rilevanza abbiano i rapporti del signor Savoini, che si è recentemente definito da sempre membro dello staff del Ministro Salvini, i suoi rapporti con Orazio Maria Gnerre, che, stando alle indagini, sarebbe tra i reclutatori delle milizie del Donbass, peraltro milizie in parte pare addestrate nel nostro Paese, in una palestra di Milano. E, come è evidente, noi, anche qui, nella quinta domanda, stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro Paese.

Sesta domanda: vogliamo sapere, circa i rapporti dimostrati tra il signor Savoini e il signor Malofeev, finanziatore russo della guerra in Crimea e di quella del Donbass, personaggio inserito nella black list del Consiglio d'Europa, che avrebbe più volte incontrato Savoini, se il Ministro Salvini sia a conoscenza di questi incontri e se sappia di cosa si è trattato in questi incontri, perché, evidentemente, anche questi incontri riguardano la sicurezza nazionale del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Settima domanda…

PRESIDENTE. Collega la invito a concludere.

EMANUELE FIANO (PD). Ho quasi concluso, Presidente. Lei capirà che parliamo di questioni molto, molto rilevanti, alle quali un Ministro della Repubblica si rifiuta di rispondere al Parlamento italiano (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Vogliamo sapere - settima domanda - se il Ministro Salvini ritenga che le affermazioni del signor Savoini - da sempre membro del suo staff, come lo stesso dice, e che il Ministro Salvini oggi ha finalmente riconosciuto di conoscere da almeno 25 anni, ma se ne è ricordato oggi - sul “superamento” - leggo tra virgolette – “del tradizionale sistema”…

PRESIDENTE. Collega, la invito a concludere.

EMANUELE FIANO (PD). …”di alleanze internazionali del nostro Paese” siano, queste affermazioni, un danno ed un pericolo per il nostro Paese nel campo della nostra sicurezza nazionale.

Ultima domanda, signora Presidente. Noi vogliamo sapere - ottava domanda - se il Ministro sia a conoscenza - e lo abbiamo chiesto di nuovo con formale interrogazione, come gli altri punti, senza risposta - di possibili ingerenze di potenze straniere nella gestione dei dati e delle informazioni sulla rete e della manipolazione del consenso sul web ad opera di potenze straniere, con particolare riferimento allo svolgimento delle nostre elezioni politiche ed europee (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Perché anche qui stiamo parlando della sicurezza del nostro Paese…

PRESIDENTE. Collega, la invito a concludere.

EMANUELE FIANO (PD). Ho concluso.

PRESIDENTE. Deve concludere, grazie. Ha già sforato.

EMANUELE FIANO (PD). Ho concluso. L'ultima frase. Su tutto questo, Presidente, noi non chiediamo un tribunale: ad altri, ove lo ravvisino necessario, spetta quel lavoro. Noi chiediamo che, nel luogo naturale nel quale si svolge e si esplica, secondo Costituzione, il rapporto fiduciario tra i cittadini, rappresentati dai parlamentari, ed il Governo, un Ministro da cui dipende la nostra sicurezza venga qui a riferire la verità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Chiaro… chiaro, collega.

EMANUELE FIANO (PD). Ne va della democrazia e della libertà di questo Paese.

PRESIDENTE. Grazie collega.

EMANUELE FIANO (PD). Noi non vogliamo essere schiavi di un Paese straniero senza neanche saperlo, perché stiamo parlando della sicurezza nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - I deputati del gruppo Partito Democratico espongono cartelli recanti immagini)!

PRESIDENTE. Grazie, collega. Colleghi! Colleghi, abbassate i cartelli! Colleghi, abbassate i cartelli! Chiedo agli assistenti parlamentari di intervenire (Gli assistenti parlamentari ottemperano all'invito della Presidente).

Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il deputato Federico Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (LEU). Signora Presidente, apprendiamo in queste ore dalle agenzie che, con colpevole ritardo, il Ministro dell'Interno dichiara di accettare di venire in Parlamento per chiarire la sua posizione rispetto alle vicende che sono state ricordate poc'anzi anche dal collega Fiano, e su cui non ritorno. Il problema, da un lato, come dicevo, è un ritardo, un ritardo ingiustificabile, una mancata disponibilità immediata, che sarebbe più consona al ruolo e anche alla funzione fiduciaria che il Governo svolge rispetto al Parlamento. Ho chiesto di intervenire perché proprio in queste agenzie è stato detto dal Ministro che lo strumento da utilizzare per chiarire la sua posizione e per chiarire eventuali dubbi da parte delle opposizioni era il question time. Intanto, da questo punto di vista, credo che vada ricordato al Ministro che il question time è nato ed è stato pensato per altri obiettivi e per altre questioni, e non può essere - lo dico, Presidente, perché lei possa riferirlo al Presidente Fico - in alcun modo lo strumento attraverso cui il Ministro dell'Interno risponde alle legittime domande delle opposizioni e dei gruppi parlamentari.

Chiediamo, quindi, una convocazione della Conferenza dei capigruppo perché si definisca quello che, a nostro giudizio, è un iter corretto da un punto di vista parlamentare, che, ripeto, non può essere il question time, bensì un'informativa del Ministro dell'Interno, con un adeguato spazio al dibattito e anche ovviamente a un'eventuale replica. Noi non possiamo certamente pensare di risolvere le questioni, che sono questioni legate alla sicurezza nazionale, legate ai rapporti e alla politica estera di questo Paese, legate a responsabilità che stanno emergendo, ridotte in un question time in cui l'interrogante, lo ricordo, ha un minuto di tempo per presentare la propria interrogazione e due minuti per replicare.

È evidente che questo sarebbe una farsa e non invece quello che deve essere nel luogo della sovranità popolare, nel luogo in cui la democrazia parlamentare svolge il suo momento più alto: la possibilità di avere un dibattito e un confronto serio di fronte al Paese su questioni gravi da un punto di vista politico e di comportamento etico e morale su cui credo ci debba essere tutto lo spazio e tutto il tempo necessario affinché l'opinione pubblica e chi sta fuori da quest'Aula possa farsi un'opinione. Quindi, da questo punto di vista, ribadisco la richiesta di una convocazione di una Conferenza dei presidenti di gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il deputato Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, in realtà, in questo dibattito, fa un po' sorridere il fatto che proprio dai banchi della sinistra possa arrivare questo nuovo grande senso di patriottismo. Da una parte, fa sorridere quelli come noi, che al patriottismo credono davvero, che credono davvero che le parole che abbiamo ascoltato in quest'Aula abbiano un senso. La destra non è stata mai pagata e non è serva di nessuno, da sempre (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Dai banchi del fu PCI, del fu Partito Comunista di Togliatti, il Partito Comunista che definiva Stalin un gigante del pensiero a pagamento, con i rubli russi, quelli che hanno permesso alla sinistra italiana di sopravvivere, di comprare le sedi, di finanziare fino a qualche anno fa...Speriamo non si sia continuato in quel modello distorto, che vedeva un pezzo della nostra democrazia essere influenzato da stranieri, o almeno dai russi, perché questa sinistra ipocrita è serva ancora oggi negli atteggiamenti quotidiani di Paesi stranieri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Lo è stata quando, nel 2011, un colpo di Stato ha abbattuto l'ultimo Presidente del Consiglio eletto in questo Parlamento a colpi di spread. Festeggiavate allora e festeggiavate quando avete solidarizzato con la Francia quando ha attaccato la Libia, quando fece finire il regime di Gheddafi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico), non per come Gheddafi si era comportato nei confronti degli italiani…

PRESIDENTE. Collega Morani! Collega!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). …ma per come l'Italia si stava liberando dalla schiavitù energetica, di approvvigionamento energetico. Anche in quel caso, avete festeggiato, così come, ancora, qualche anno fa, il Ministro Gentiloni aveva regalato un pezzo di mare italiano alla Francia, nel silenzio di tutti, con l'accordo di Caen. Sono cose note, la sinistra è serva da sempre (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Liberi e Uguali)! Ha ragione Renzi, a scrivere, accanto al suo nome, il termine “alto tradimento”, perché il vostro core business principale…

PRESIDENTE. Collega, le ricordo di rivolgersi alla Presidenza, ovviamente siamo sull'ordine (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)…Colleghi, colleghi!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Quando parlate di sovranità nazionale…

PRESIDENTE. Collega, siamo sull'ordine dei lavori, quindi le chiedo se deve formalizzare qualcosa di farlo.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Quando parlate di sovranità nazionale, siamo lieti di ascoltarvi, quando smetterete di essere ipocriti (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico)

PRESIDENTE. Colleghi!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI)....negli atteggiamenti che vi vedono guardare le altre nazioni sempre inchinandovi (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi possiamo parlare sempre serenamente delle sanzioni alla Russia - siamo contrari, ma non per fare favori alla Russia, ma perché danneggiano i nostri imprenditori, danneggiano le nostre aziende (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) - e lo facciamo da forza libera. Voi brindate a champagne nella sede dell'ambasciata francese, che onora una trasportatrice di immigrati clandestini come Carola Rackete, mentre noi manifestiamo per difendere e tutelare la nostra sovranità e la possibilità che l'Italia resti libera. Allora, il Ministro Salvini deciderà se venire in questo Parlamento a parlare di questioni che però restano fumose (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti di deputati del gruppo di Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Colleghi!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Restano fatti concreti i comportamenti, Presidente, che il Partito Democratico ha avuto in questi anni e quello del Partito Comunista (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)…

PRESIDENTE. Collega Morani! Colleghi!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). …ha combinato nella storia. Vergogna! Ipocrisia di questa sinistra! Siete servi! Inchinatevi e continuerete ad inchinarvi allo straniero, come avrete sempre fatto. E prima di parlare di sovranità nazionale, chiedete scusa per la vostra storia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Vive proteste dei deputati Scalfarotto e Morani)!

PRESIDENTE. Collega Scalfarotto! Collega Scalfarotto! Colleghi! Collega De Carlo! Collega Migliore! Collega Morani (Commenti del deputato Luca De Carlo)! Collega De Carlo, la richiamo all'ordine! Colleghi, vi chiedo di abbassare i toni. Collega De Carlo! Collega Morani, la richiamo all'ordine. Colleghi, chiedo a tutti di abbassare i toni, e soprattutto di rispettare le persone che intendono intervenire.

ROBERTO OCCHIUTO (FI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Chiedo ovviamente, visto che siamo sull'ordine dei lavori, se si intende formalizzare una qualche richiesta, perché l'ordine dei lavori tratta appunto di questo. Prego, collega.

ROBERTO OCCHIUTO (FI). Presidente, noi di Forza Italia siamo come il PD all'opposizione di questo Governo, ma intendiamo in maniera diversa l'opposizione (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico), e vediamo in maniera diversa anche il modo di fare lotta politica all'interno delle Aule parlamentari.

Siamo all'opposizione di questo Governo, che ci ha isolato in Europa. Non abbiamo ottenuto, almeno le forze di maggioranza che compongono il Governo, e dovrebbe essere il Governo l'interlocutore principale per il nostro Paese in Europa, non hanno ottenuto una sola presidenza di Commissione in Europa, probabilmente non otterranno nemmeno un posto nel “Governo” dell'Europa, se non avremo un commissario; ed oggi in Aula sembra che il problema principale debba essere quello di chiedere a Salvini di venire a riferire, quando il Ministro Salvini ha già detto che verrà in Aula a riferire.

Siamo all'opposizione di questo Governo che ci ha isolato in Europa, che è in confusione, è in conflitto tra le forze che lo compongono su tutto, su Alitalia, sulla TAV, sulla flat tax; ma non possiamo associarci a questo modo di intendere la lotta politica. Noi siamo Forza Italia, sia quando governiamo con Salvini nelle regioni, sia quando siamo all'opposizione di Salvini per la perversa alleanza che ha stipulato per il Governo di questo Paese. E tante volte, nella storia recente del nostro Paese, noi di Forza Italia abbiamo subito sulla nostra pelle, e il nostro leader ha subito sulla sua pelle, la speculazione politica che dalle Aule del Parlamento si è fatta per vicende giudiziarie solo abbozzate, che poi nelle aule preposte, quelle dei tribunali, hanno dimostrato di non valere la polemica politica, e anche gli effetti politici che quella polemica aveva generato.

Quindi noi no, noi non possiamo dimenticare di essere coerenti anche oggi che siamo all'opposizione di Salvini. Noi vorremmo che lui venisse a riferire qui sull'inconcludenza del Governo. Per esempio vorremmo venisse a riferire sulle strategie per contrastare l'immigrazione, il piano di Moavero che abbiamo letto sul Corriere della Sera: è un libro dei sogni del nostro Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale o è un'idea condivisa all'interno del Governo, e il Governo intende realizzarla nell'interlocuzione difficile, mi pare, con i partner europei?

Ecco, noi vorremmo venisse a riferire sui passi indietro che Salvini, insieme al MoVimento 5 Stelle, sta facendo fare al nostro Paese, quando la Lega vota provvedimenti giustizialisti, come ha fatto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi. Sui passi indietro che ha fatto compiere al nostro Paese quando la Lega ha votato i provvedimenti di carattere economico ed assistenziale del MoVimento 5 Stelle, assegnando al Movimento 5 Stelle le chiavi della politica economica del Paese. Queste sono le responsabilità che ci interessano! Certo, anche noi vorremmo sapere quali sono i rapporti tra Salvini e Savoini, ma aspettiamo che ce lo dicano le aule dei tribunali, che sono preposte a dircelo. Non vogliamo che in quest'Aula si compiano speculazioni politiche su vicende giudiziarie: non lo abbiamo voluto in passato, non lo vogliamo oggi.

Ma Salvini ha detto che verrà a riferire. Per noi è indifferente che lo faccia nel question time o rendendo comunicazioni al Parlamento. Gli vorremmo consigliare, però, prima di presentarsi qui in Aula, prima di venire a riferire, di mettersi d'accordo con i suoi alleati, perché non è solo il PD a chiedergli di venire in Aula: è il suo collega di Governo Di Maio che gli ha chiesto di venire in Aula, scaricandolo ancora una volta (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

Allora, quando verrà a riferire, prima di venire in Aula, passi dall'ufficio di Di Maio, e magari parli anche con Di Battista e con Travaglio; e poi quando viene qui in Aula riferisca sulla vicenda.

PRESIDENTE. Collega, dovrebbe concludere.

ROBERTO OCCHIUTO (FI). Ma riferisca dicendo anche di essersi pentito di aver contratto un'alleanza innaturale e perversa col MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Colleghi, sulle richieste di riferire trasmetterò, chiaramente, questa richiesta al Presidente della Camera.

ANDREA ROMANO (PD). Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Quale articolo?

ANDREA ROMANO (PD). Articolo 8 e seguenti.

PRESIDENTE. Prego.

ANDREA ROMANO (PD). (Inizia il suo intervento in lingua russa).

PRESIDENTE. Collega, lei deve parlare in italiano, come ben sa. Collega, lei deve parlare in italiano, se no le devo togliere la parola, collega.

ANDREA ROMANO (PD). (Prosegue il suo intervento in lingua russa).

PRESIDENTE. Non voglio togliere la parola. Collega, le tolgo la parola (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

ROBERTO GIACHETTI (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Collega Giachetti, per richiamo al Regolamento?

ANDREA ROMANO (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. No, collega Migliore, le ho già tolto la parola, collega.

ANDREA ROMANO (PD). Posso? Mi ero confuso…No, sono Romano, non Migliore, anche se ci somigliamo molto. Però di solito…

PRESIDENTE. No, collega, faccio parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà. Collega Giachetti, prego. No, collega Romano, le ho tolto la parola. Prego, collega Giachetti.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Presidente, io faccio un richiamo al comma 1 dell'articolo 59, che così inizia: “Se un deputato pronunzia parole sconvenienti oppure turba, eccetera eccetera, il Presidente lo richiama”. Ora, Presidente, è chiaro che nella dinamica politica ognuno tendenzialmente può dire quello che vuole; il Presidente però presiede anche per intervenire in base al Regolamento e valutare se il deputato che parla dice delle parole sconvenienti. L'onorevole Lollobrigida ha ripetuto cinque volte che noi siamo servi (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

MARCO OSNATO (FDI). Troppe poche!

PRESIDENTE. Collega!

ROBERTO GIACHETTI (PD). La battuta dell'onorevole che ha parlato lo qualifica per quello che è.

Io le vorrei dire, Presidente, e lo vorrei dire anche al geniale collega che ha fatto questa battuta, che se qui dentro non si ha neanche la responsabilità e il senso della moralità politica di rispettare gli avversari non usando parole indegne… Ed io considero essere considerato servo una parola indegna, come lo considerano tutti i miei colleghi, e come farebbero bene a considerarlo tutti i colleghi qualora venissero considerati servi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico); anche perché tendenzialmente qua dentro ci stiamo perché chi più e chi meno abbiamo preso dei voti, siamo stati delegati dal popolo italiano, e quindi semmai siamo servi del popolo italiano, ma non mi piace neanche in questo senso. Ecco, però io volevo solo dirle, Presidente, non mi appello all'articolo 8, mi appello al nostro Regolamento, che se c'è bisogno di alzare il volume dell'audio che è vicino a lei in maniera che lei possa cogliere le parole che vengono dette, facciamolo; se invece lei non ritiene da censurare il fatto che dei colleghi dicano a degli altri colleghi “servi”, io penso che questo sia un problema. Glielo dico, Presidente, perché una volta può scappare, cinque volte se ne può accorgere anche il Presidente di turno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ovviamente ho chiesto a tutti i gruppi di abbassare il tono (Commenti). Colleghi! Collega Morani! Chiaramente chiedo a tutti i gruppi di riuscire a portare avanti una discussione in modo rispettoso di tutti, soprattutto perché, appunto, siamo in una fase di ordine dei lavori.

GENNARO MIGLIORE (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Sempre sull'ordine dei lavori? Però su un'altra questione, è corretto? Perché ho già fatto parlare il collega Fiano sull'argomento precedente. Ne ha facoltà.

GENNARO MIGLIORE (PD). Sì, certamente, su un'altra questione, anche perché, dopo aver ascoltato questi accorati interventi in difesa della vicenda che riguarda il signor Savoini, che molti potrebbero chiamare il nuovo “rubli rubacuori”, sappiamo anche di chi è diventato nipote (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Collega!

GENNARO MIGLIORE (PD). Allora vi faccio una considerazione su quello che è accaduto non più tardi di qualche ora fa nelle nostre Commissioni riunite I e II. Con una decisione che conculca in maniera decisa i diritti dell'opposizione, i gruppi riuniti, che hanno anche raggiunto i tre quarti, per dare indicazione di una feroce opposizione fatta da Fratelli d'Italia e anche da Forza Italia, hanno deciso di tagliare gli interventi per illustrare gli emendamenti a cinque minuti per gruppo. Ora, sono stati citati anche degli esempi come precedenti, alcuni dei quali ho citato anche nella sede della Commissione - ho scritto anche al Presidente della Camera, insieme ad altri colleghi capigruppo di Commissione, per avere un incontro immediato con il Presidente Fico - nei quali c'era stato un richiamo a questo tipo di limitazione solo in scadenza - e ci tengo a sottolinearlo - solo in scadenza di un decreto, cosa che non avviene in questo momento.

Noi siamo a martedì, in Aula è calendarizzato per lunedì, la scadenza del provvedimento è tra circa un mese: il decreto sicurezza bis non aveva nessun motivo di essere ridotto ad una specie di contabilità degli emendamenti. E voglio anche dare notizia all'Aula, per i colleghi che non erano presenti all'interno della Commissione, che ciò avviene per due motivi. Il primo è generale, cioè l'insofferenza da parte della maggioranza a discutere proposte emendative che nel merito, e non in maniera ostruzionistica, stanno cercando di impedire al nostro Paese di figurare a livello internazionale come fuori dal consesso internazionale e all'interno del nostro Paese in violazione di alcune norme che sono gerarchicamente sovraordinate, in particolare gli accordi internazionali e anche gli obblighi costituzionali.

Secondo, perché la fretta di discutere in relazione agli emendamenti, in particolare sui primi articoli, che noi riteniamo i più lesivi, tant'è che abbiamo su questi presentato una serie di obiezioni e anche una pregiudiziale di costituzionalità, rappresentano la volontà di andare dritti ad emendamenti, che peraltro noi avremmo anche sostenuto, relativi al cosiddetto pacchetto polizia, che il Ministro dell'Interno aveva dimenticato di inserire nel decreto e che, dopo una pagliacciata fatta all'interno della maggioranza e con la Presidenza della Camera, sono stati riammessi, dopo essere stati dichiarati inammissibili. Ora è del tutto evidente che non esiste alcuna motivazione ragionevole per impedire all'opposizione di illustrare con coscienza e competenza questi emendamenti, ed è per questo motivo che sull'ordine dei lavori chiedo alla Presidenza e rinnovo l'invito ad un incontro immediato e di revocare questa decisione insensata, che non ha nessuna ragione di tempo e ha men che meno ragioni di carattere di merito (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ovviamente, riferirò alla Presidenza.

ROBERTO SPERANZA (LEU). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO SPERANZA (LEU). Grazie, Presidente. Ritengo anche io molto grave quanto avvenuto questa mattina nelle due Commissioni congiunte I e II; bisogna dire che non è il primo passaggio a vuoto del lavoro di queste due Commissioni, perché già nella passata settimana avevamo stigmatizzato il comportamento delle presidenze delle due Commissioni, che avevano prima convocato le ONG rispetto a questo decreto e poi, in maniera inspiegabile, su input di alcuni gruppi di maggioranza, le avevano sconvocate. Già allora c'era stato un primo vulnus rispetto alla funzione democratica della Commissione. Ora ci troviamo di fronte ad un'altra forzatura: siamo a sei giorni dall'arrivo in Aula di questo provvedimento e si ritiene, con un atto perentorio, in cui si comprimono i diritti delle minoranze, di ridurre in maniera inaccettabile i tempi di discussione degli emendamenti. La nostra richiesta formale è al Presidente Fico e a tutta la Presidenza della Camera di poter immediatamente intervenire per poter ripristinare il corretto funzionamento di questa Commissione. Siamo di nuovo di fronte ad una violazione plateale dei diritti delle opposizioni (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

RICCARDO MAGI (MISTO-+E-CD). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RICCARDO MAGI (MISTO-+E-CD). Grazie, Presidente. Intendiamo sottolineare anche noi la gravità di quello che sta accadendo in I e II Commissione sull'esame del cosiddetto decreto sicurezza bis e chiedere un intervento e un interessamento immediato della Presidenza. La necessità legittima di far arrivare il provvedimento in Aula lunedì 22 poteva e potrebbe benissimo essere assicurata e perseguita con altre modalità, ad esempio nello stesso modo in cui ci si è comportati con il primo decreto sicurezza. Si prosegue ordinatamente, cioè, l'esame degli emendamenti e, a un certo punto, le presidenze e la Commissione daranno mandato al relatore di arrivare in Aula, anche se ci sono degli emendamenti non esaminati e non votati. Invece, in questo caso, si è ritenuto, con una forzatura che è lesiva dei diritti dei parlamentari in una fase delicatissima della discussione di emendamenti sulla parte più importante del decreto, di contingentare i tempi a un intervento di massimo cinque minuti per ogni gruppo, nonostante si tratti, peraltro, di due Commissioni congiunte.

Questo va a ledere la possibilità politica di scegliere per ogni gruppo su quale parte del provvedimento concentrare l'esame e il tempo di parola. Ripeto: ciò è grave perché, evidentemente, si vuole perseguire la finalità di approvare e di avere la certezza di approvare gli emendamenti della Lega che sono in fondo al provvedimento. Quindi, noi chiediamo che venga riconsiderato questo modo di procedere e chiediamo al Presidente Fico di esprimersi su questo.

CARLO FATUZZO (FI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Anche lei sull'ordine dei lavori? Su che cosa?

CARLO FATUZZO (FI). Sì, sull'ordine dei lavori, signor Presidente. Questa mattina, leggendo i giornali, ho avuto notizia di un'informazione che riguarda 20 milioni di pensionati…

PRESIDENTE. Sì, collega, mi scusi. Sull'ordine dei lavori deve essere formalizzata una richiesta, altrimenti ci sono gli interventi di fine seduta.

CARLO FATUZZO (FI). Ha ragione. Chiedo che venga in Aula a rispondere il Ministro del Lavoro, che è anche competente per le pensioni, se sia d'accordo o meno con quello che tutti i giornali stanno scrivendo in prima pagina e che è una dichiarazione - leggo testualmente - per cui la metà dei pensionati prende poco, ma non ha mai versato un euro. Questa notizia è falsa! È vero che la metà dei pensionati prendono poco, ma hanno sempre versato contributi, la metà dello stipendio netto che hanno riscosso lavorando, hanno fatto sacrifici, hanno pagato imposte e, da vecchi, vengono messi in ambienti dove nessuno si ricorda che esistono. Non si può parlare così dei pensionati, specialmente se si tratta di consulenti di gruppi di Governo. Chiedo che il Ministro del Lavoro venga a dire la sua su questo argomento che interessa tantissime persone anziane e pensionate. Viva i pensionati, pensionati all'attacco!

CARMELO MICELI (PD). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARMELO MICELI (PD). Grazie, Presidente. Per la mia qualità di componente della Commissione antimafia, chiamato a farne parte su indicazione dell'Ufficio di Presidenza, segnalo che l'atteggiamento di reticenza e di disprezzo nei confronti delle istituzioni da parte del Ministro Salvini è un atteggiamento…

PRESIDENTE. Collega, abbiamo già toccato quell'argomento.

CARMELO MICELI (PD). …che si ripete anche e soprattutto in Commissione antimafia, Presidente. In Commissione antimafia - le segnalo ciò - è giacente una richiesta di audizione del Ministro dell'Interno formalizzata dal gruppo del Partito Democratico a inizio dei lavori della Commissione e poi fatta propria dal presidente della Commissione antimafia, formalizzata con PEC e trasmessa al Ministro dell'Interno il 7 maggio. Capirà che mai si era verificato che il Ministro dell'Interno, dopo oltre un anno dall'inizio dei lavori della Commissione antimafia, omettesse di collaborare con la Commissione per il contrasto al fenomeno della criminalità organizzata e omettesse di venire in Commissione per riferire sulle sue linee programmatiche in tema di contrasto alla criminalità organizzata. La situazione risulta ancora più grave se si considera che, nel frattempo, alle richieste di chiarimento sulle linee politiche programmatiche si sono aggiunti anche fatti di cronaca molto pesanti che hanno a che fare anche e soprattutto con fenomeni di criminalità internazionale e anche con la criminalità di stampo mafioso. Nella specie, Presidente, segnalo che è divenuto di assoluta necessità chiarire anche e soprattutto in Commissione antimafia i contorni della vicenda che hanno riguardato Vito Nicastri, noto finanziatore del boss latitante Matteo Messina Denaro, e gli affari dallo stesso conclusi insieme ai signori Arata, che con la Lega del Ministro Salvini hanno avuto molto a che fare fino al punto di assurgere al ruolo di consulenti per la predisposizione dei programmi in tema energetico. A questo si aggiunga, Presidente, che la richiesta di fare chiarimento in Commissione antimafia risulta aggravata dal fatto che, allo stato, la procura di Milano ha iscritto per corruzione internazionale Savoini, quel Savoini che, conformemente ai diritti che gli sono consentiti dal codice di procedura penale, si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi alla procura, quella stessa facoltà però non può essere riconosciuta per un'istituzione qual è quella ricoperta dal Ministro dell'Interno. Quest'ultimo non può avvalersi della facoltà di non rispondere; il Ministro dell'Interno ha il dovere di venire a riferire in Commissione antimafia e di questo intendo investire la Presidenza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

ENRICO BORGHI (PD). Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A quale articolo del Regolamento si richiama, collega?

ENRICO BORGHI (PD). Agli articoli 13 e 37, signora Presidente, che lei ben conoscerà. Sono costretto a dovere fare appello al richiamo al Regolamento alla luce di una omissione che, a nostro giudizio, la Presidenza ha commesso. Ieri il gruppo del Partito Democratico in quest'Aula ha richiesto formalmente, alla luce delle vicende che riguardano lo staff del Ministro dell'Interno e i rapporti tra questo e personaggi della Federazione russa, le due seguenti cose: una immediata informativa del Ministro e una immediata calendarizzazione della Conferenza dei presidenti di gruppo. Ora, come lei ben sa, l'articolo 13 stabilisce che, su richiesta del Governo o di un presidente del gruppo, il Presidente della Camera convoca la Conferenza dei presidenti di gruppo. Alla luce anche delle dichiarazioni che sono state rese in quest'Aula dal collega Migliore, a nostro giudizio si ritiene indispensabile per la prosecuzione dei nostri lavori che immediatamente venga calendarizzata la Conferenza dei presidenti di gruppo, anche perché, signora Presidente, da notizie che ci arrivano, la Camera non sembra essere particolarmente impegnata nelle prossime ore, visto che per la seconda settimana di fila la maggioranza arriva qui, apre i lavori e poi sta per preannunciarci un rinvio di un provvedimento all'ordine del giorno, a giustificazione evidentemente del fatto che vi è un riverbero delle tensioni interne alla maggioranza sui lavori dell'Aula.

Ma la Conferenza dei presidenti di gruppo, signora Presidente, è per noi un elemento indispensabile perché di ora in ora si stanno aggiungendo notizie, informazioni e particolari che impongono che al centro e in vetta all'agenda dei nostri lavori vi sia l'informativa del Ministro Salvini. È di queste ore il rinvenimento di una interessante dichiarazione del medesimo, allora eurodeputato Salvini, del 2014, il quale, dopo essersi recato in visita alla Duma, ebbe motivo di dichiarare a la Repubblica testuali parole: Salvini a Mosca "Ora mi aspetto un finanziamento da parte di Putin", 9 gennaio 2014 (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Sempre testualmente l'allora eurodeputato Salvini: “Non cerco regali, ma un prestito conveniente come quello concesso alla Le Pen lo accetterei volentieri”. Allora, siccome non stiamo parlando di pettegolezzi ma stiamo parlando della sicurezza nazionale e lo dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle: siete venuti qui a farci la morale sullo spazza-corrotti, avete inserito una norma specifica che vieta ogni finanziamento straniero alle forze politiche italiane, possiamo andare avanti a discutere di patente nautica, di riforma del codice della strada, mentre è in discussione la sicurezza nazionale? Chiediamo immediatamente la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo ai sensi dell'articolo 13 (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. D'accordo, chiaramente, collega, la vostra richiesta è stata trasmessa ieri e il Presidente ne è a conoscenza. Ovviamente trasmetteremo di nuovo le vostre richieste.

Seguito della discussione della proposta di legge: Piccoli Nardelli ed altri: Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura (A.C. 478-A); e delle abbinate proposte di legge: Belotti ed altri; Mollicone ed altri; Frassinetti ed altri; Casciello ed altri (A.C. 1410-1516-1614-1686) (ore 16,34).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge n. 478-A: Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura; e delle abbinate proposte di legge nn. 1410-1516-1614-1686.

Ricordo che nella seduta dell'8 luglio si è conclusa la discussione sulle linee generali e la relatrice e il rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.

(Esame degli articoli - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli della proposta di legge, nel testo della Commissione.

Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A), che sono in distribuzione.

In particolare tale ultimo parere reca una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione che è in distribuzione e che sarà posta in votazione ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del Regolamento.

Avverto che la Commissione ha ritirato gli emendamenti 2.200, 3.200, 3.202, 5.200 e 8.200 e ha presentato gli emendamenti 2.203, 2.204, 2.205, 2.206 e 9.201 (Nuova formulazione) che sono in distribuzione (Vedi l'allegato A).

Avverto inoltre che fuori dalla seduta gli emendamenti 9.10 Toccafondi, 9.101 Toccafondi e 9.102 Toccafondi sono stati ritirati dal presentatore.

(Esame dell'articolo 1 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dell'unica proposta emendativa 1.1 Fratoianni ad esso presentata (Vedi l'allegato A).

Nessuno chiedendo di parlare, invito la relatrice ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento 1.1 Fratoianni.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Il Governo esprime parere conforme a quello espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Fratoianni.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 2).

(Esame dell'articolo 2 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A).

Se nessuno chiede di intervenire, invito la relatrice ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Emendamento 2.203 della Commissione, parere favorevole; emendamento 2.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, parere favorevole; emendamenti 2.204, 2.205, 2.206 e 2.201 della Commissione, parere favorevole; emendamento 2.100 Emanuela Rossini, parere favorevole con la seguente riformulazione: aggiungere le seguenti parole: “anche in collaborazione con le librerie”; emendamento 2.202 della Commissione, parere favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Parere conforme a quello espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.203. della Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 3).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.204 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.205 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.206 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 7).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.201 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 8).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.100 Emanuela Rossini, su cui è stato espresso parere favorevole con riformulazione. Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione dell'emendamento 2.100 Emanuela Rossini.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.100 Emanuela Rossini, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.202 della Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 10).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

(Esame dell'articolo 3 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A).

Nessuno chiedendo di parlare, invito la relatrice ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Parere contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Conforme.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1 Fratoianni.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 13).

(Esame dell'articolo 4 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 14).

PRESIDENTE. L'articolo 5 è precluso dall'emendamento 2.300, quindi passiamo direttamente all'articolo 6.

(Esame dell'articolo 6 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A).

Nessuno chiedendo di parlare, invito la relatrice ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Allora, 6.100 Fusacchia contrario, 6.101 Fusacchia contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Pareri contari anche per il Governo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.100 Fusacchia.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fusacchia. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-+E-CD). Grazie Presidente, volevo intervenire velocemente sul mio emendamento 6.100, ma contestualmente sul 6.101: sono due articoli che stanziano dei fondi per promuovere la lettura sia in formati innovativi, presso le scuole, sia soprattutto in aree interne e aree disagiate, dove spesso non ci sono librerie o non ci sono altri presidi culturali - lo dico guardando e salutando il Ministro - e che fanno in modo che le scuole diventino dei luoghi aperti, dei luoghi integrati, dove la lettura possa diventare uno strumento di coinvolgimento della cittadinanza a più ampio raggio.

Mi stupisce quindi, per questo, il parere contrario di maggioranza e del Governo, ma soprattutto mi stupisce - lo voglio lasciare agli atti, Presidente - il fatto che sia arrivato un parere contrario della Commissione bilancio, che ritiene che non ci sia idonea copertura.

Ora, la copertura su questi due emendamenti, pari a 10 milioni ciascuno, è presa sui risparmi della precedente ultima legge di bilancio, ricavati dall'internalizzazione dei servizi di pulizia, meglio conosciuti come l'assunzione dei bidelli, pari a 175 milioni sul 2020 e a oltre 75 milioni sul 2021.

Ora, posso capire la valutazione politica di non mettere soldi su questa legge - non attiene a me la responsabilità di questa scelta - ma non capisco sinceramente come si possa dire che dei risparmi certificati dall'ultima legge di bilancio, che non mi risultano, visto che devono essere impegnati per legge, essere stati impegnati con altri provvedimenti fino ad ora, non siano soldi a disposizione per degli emendamenti.

Ci tenevo a lasciarlo agli atti, perché credo che questo sia un passaggio delicato e un po' oscuro, su cui credo che tutti i colleghi debbano essere informati, visto che stiamo parlando complessivamente di 250 milioni sul 2020 ed il 2021; ora qui già si fa fatica a trovare soldi che non ci sono, ma se facciamo sparire pure nel frattempo quelli che ci sono diventa veramente complicato lavorare, grazie.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.100 Fusacchia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.101 Fusacchia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo alla votazione dell'articolo 6.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la collega Aprea. Ne ha facoltà.

VALENTINA APREA (FI). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, Ministro Bonisoli, Sottosegretario Vacca, intendo innanzitutto ringraziare l'onorevole Flavia Nardelli per aver proposto all'Aula l'approvazione di una legge sulla lettura (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico), l'onorevole Carbonaro, relatrice del provvedimento, per il lavoro svolto in Commissione, e l'onorevole Casciello per aver contribuito con una legge di Forza Italia ad arricchire il dibattito e ad introdurre principi e opportunità per l'intero settore. Capire e farsi capire nella propria lingua è fondamentale, come viene ribadito all'articolo 1 della presente legge, per lo sviluppo personale nei rapporti con gli altri, a scuola, nell'esercizio della cittadinanza e nel lavoro. La lingua madre è anche una palestra del pensiero e per questo il suo pieno possesso rappresenta uno dei requisiti fondamentali per l'esercizio attivo e consapevole della cittadinanza. E quindi non poteva questa legge non avere un riferimento esplicito alla promozione della lettura a scuola. È molto importante per ogni sistema formativo dotarsi di strumenti di promozione della lettura, sin dalla più tenera infanzia, garantendo pieno e adeguato accesso a tutti e a ciascuno ai testi scritti, né tale competenza, colleghi, può essere ascritta alla sfera dell'inclinazione, degli interessi personali di ciascun individuo, ma deve essere promossa mediante un'azione educativa, sistematica ed efficace. La scuola svolge in quest'ambito un ruolo decisivo, potendo, lei sola, colmare i divari e gli svantaggi determinati dalle condizioni socio-culturali di provenienza dei singoli studenti. Di qui l'importanza di questo articolo, che propone anche una più efficace organizzazione territoriale, le scuole polo, per sensibilizzare i dirigenti, i docenti e le famiglie agli obiettivi che rimandano alle competenze di lettura. Queste ultime devono essere monitorate nel loro sviluppo sin dall'inizio del ciclo primario. Fortunatamente per noi decisori politici, per la nostra scuola, per il nostro Paese, l'INVALSI, Istituto nazionale di valutazione che misura gli apprendimenti scolastici, ci fornisce ogni anno lo stato dell'arte anche relativamente ai testi in italiano dei nostri studenti. Purtroppo, però, pochi giorni fa, Ministro Bonisoli, l'INVALSI ha presentato i dati delle rilevazioni del 2019, dai quali è emerso un quadro tutt'altro che incoraggiante. Già nella scuola primaria gli allievi mostrano alcune difficoltà nell'effettuare una lettura che vada al di là del semplice ritrovamento di informazioni esplicitamente fornite nel testo. Colleghi, in Campania, in Sicilia, in Calabria e in Sardegna gli allievi che mostrano difficoltà sono circa il 10 per cento in più di ciò che si riscontra a livello nazionale. Al termine del ciclo secondario di primo grado, diciamo la terza media, circa il 30 per cento degli studenti è in difficoltà a cogliere il senso di un testo, se non per gli aspetti più semplici. Il dato nazionale diventa ancora più drammatico, quando viene articolato a livello regionale: gli allievi in forte difficoltà sono sostanzialmente oltre il 40 per cento in Sardegna, per superare il 45 per cento in Sicilia e Campania, per giungere a sfiorare il 50 per cento in Calabria. Gli esiti delle prove INVALSI ci dicono quindi che, al termine del primo ciclo di istruzione, ci sono studenti che hanno già accumulato 2 o 3 anni di ritardo rispetto alle competenze di lettura e in alcune regioni del Paese sono quattro su dieci, se non addirittura cinque su dieci o uno su due. Purtroppo, la situazione non migliora affatto nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Insomma, Presidente, colleghi, Governo, senza alcuna ombra di dubbio siamo di fronte ad una vera emergenza nazionale, onorevole Nardelli, che necessita di azioni di supporto immediate ed efficaci.

Esse non possono essere soltanto un'una tantum, non possono prescindere da azioni di monitoraggio costante e periodico su tutti gli studenti. Non ho sentito, però, in questi giorni…

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole.

VALENTINA APREA (FI). …forse voi sì, io no, proposte di intervento da parte dei presidenti delle regioni più interessate a questo grave fenomeno e lo stesso Ministro dell'Istruzione, Ministro Bonisoli, ha semplicemente preso atto con stupore dei dati, riconoscendo la gravità della situazione. Al contrario, ci saremmo aspettati una reazione del Governo tutto su queste emergenze. Ministro, bisogna imparare a fare le crisi: questa è un'emergenza colleghi, tutto il resto è politica, ma questa è un'emergenza nazionale…

PRESIDENTE. Collega, la invito a concludere.

VALENTINA APREA (FI). E, allora, in primis, le regioni del sud, che sono sempre recalcitranti, quando si parla di autonomia, ma non intervengono con leggi e risorse dedicate a colmare lacune, anche quando queste sono più evidenti sui propri territori. Di questo dobbiamo parlare, di cosa si fa in quelle regioni, oltre che di cosa si fa a livello nazionale, e non può valere l'alibi delle condizioni socio-ambientali di partenza…

PRESIDENTE. Collega, la invito a concludere.

VALENTINA APREA….perché questo costituisce una ragione in più per promuovere piani di azioni, reti territoriali culturali, shock culturali. Di questo abbiamo bisogno, insieme a un clima che deve favorire tutto questo. E cosa proponiamo oggi? Cosa propone il Governo? Tre milioni destinati da questa legge in tre anni.

PRESIDENTE. Collega, non voglio toglierle la parola, però…

VALENTINA APREA (FI). Sono insufficienti, inadeguati per risolvere le sorti della lettura del nostro Paese. Noi ci asterremo perché abbiamo bisogno di un rinascimento culturale, che riparta dalla lettura nelle scuole, però prima di tutto formazione degli insegnanti, risorse dedicate e riflessioni nazionali, anche in questo Parlamento. Organizziamo una sessione di riflessione sui dati Invalsi qui in Aula (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il presidente Gallo. Ne ha facoltà.

LUIGI GALLO (M5S). Grazie, Presidente. Su questo dibattito è bene intervenire perché è stato affrontato anche in discussione generale. Sono stati riportati in Aula dei dati importanti, uno di questi è il dato di 1,2 milioni di bambini, di minori di 18 anni che sono in povertà assoluta in Italia. Questo, se facciamo un parallelo con il 1948, quando Togliatti scoprì la vergogna di Matera e delle abitazioni delle popolazioni che vivevano lì in quel momento e si decise poi negli anni successivi di intervenire, oggi potremmo dire che in Italia esistono circa cento città come Matera, nascoste, formate solo da bambini, che aspettano ancora di essere sollevate, affrontate, aspettano ancora una risposta necessaria.

PRESIDENTE. Scusi, collega. Colleghi è possibile abbassare il tono della voce?

LUIGI GALLO (M5S). E' chiaro che questa risposta non può venire da una legge-quadro sul libro ed intervenire radicalmente su una necessità che c'è nel Paese, perché i dati che sono stati raccontati dell'Invalsi sono dati che sono necessariamente collegati a un circolo vizioso che c'è tra povertà economica e povertà educativa, che ormai tutti gli istituti di ricerca sanciscono e descrivono come tali, da Save the Children, da Svimez e tanti altri istituti che fanno la ricerca su questi temi. Per cui è chiaro che bisogna trovare delle leve importanti per fare in modo che si recuperino i cittadini, i minori, i bambini, i ragazzi e le ragazze con degli interventi per affrontare in maniera seria la povertà educativa e culturale. Non si può fare con una legge, probabilmente non si può fare neanche con un decreto; io credo molto che si possa fare con delle alleanze e questa legge traccia dei punti di alleanza, li traccia con i patti locali, quindi con la necessità di costruire dei patti locali tra gli attori più importanti, più belli, più attivi sul territorio, li traccia, istituendo una “card cultura”, per le famiglie che hanno dei minori a rischio, che abbandonano la scuola, affinché si possa intervenire con delle prime risorse che lo Stato mette in questa legge, ma anche con altre risorse che possono essere incentivate da politiche attive che possono mettere anche i privati, le aziende, i cittadini, che possono donare nel fondo, così come è previsto dalla legge. È chiaro che questa è una lotta che deve proseguire e deve trovare nuovi strumenti, nuovi patti, alcuni li abbiamo costruiti anche in altre leggi: penso all'educazione civica, anche lì, ci sono patti per l'educazione civica; li abbiamo costruiti con i centri sportivi scolastici, che sono ancora un altro presidio. Sono tanti tasselli che, secondo me, in questo momento, anche il lavoro della Commissione cultura sta mettendo per dare delle risposte. È chiaro che l'impegno deve essere maggiore, ci deve essere una coralità su questo e affrontare in maniera seria un problema che è trascinato nel Paese da troppo tempo. Noi ci siamo, questo è il primo passo e credo che vada dato atto che si sta intervenendo con una certa visione di alleanze e patti territoriali per andare ad affrontare, con una società civile organizzata, anche il degrado organizzato che c'è sul territorio e che colpisce la dignità e la qualità di vita di tutti noi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 17).

(Esame dell'articolo 7 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A).

Nessuno chiedendo di parlare, invito la relatrice ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Sull'emendamento 7.200 della Commissione, parere favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.200 della Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 18).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 19).

(Esame dell'articolo 8 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 20).

(Esame dell'articolo 9 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A).

Nessuno chiedendo di parlare, invito la relatrice ad esprimere il parere della Commissione.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Sull'emendamento 9.11 Fusacchia, parere contrario, mentre sugli emendamenti 9.200 e 9.201 della Commissione, parere favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Parere conforme.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 9.11 Fusacchia.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fusacchia. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-+E-CD). Grazie, Presidente. Solo per chiarire a tutti i colleghi in Aula che questo emendamento riguarda l'introduzione, che è stata fatta con la legge, del divieto del cosiddetto cross-merchandising: significa, sostanzialmente, la possibilità, in fase di vendita, di fare delle promozioni tra prodotti merceologici differenti e, quindi, di dire “acquista un libro, ci sono gli sconti su altri prodotti, e viceversa”. L'emendamento tende a rimuovere questo divieto introdotto e, quindi, a consentire di continuare a fare operazioni di cross-merchandising, di offrire, quindi, in promozione prodotti diversi, tra cui i libri.

Perché questo emendamento, e chiudo? Ci sono anche altre misure: c'è un tetto agli sconti massimi che possono essere fatti sui libri, altre misure che non necessariamente, a mio avviso, vanno nella direzione di sostenere il potere di acquisto del lettore e, in particolare, dei lettori più giovani, dei lettori con meno possibilità economiche.

Essendo una legge sulla promozione della lettura, vi sono due interessi meritevoli in gioco molto forti: da un lato, quello di aumentare l'acquisto di libri da parte di lettori, che siano i cosiddetti lettori forti, i lettori che leggono poco, e così via, dall'altro, la tutela di piccole librerie, piccole librerie indipendenti, soprattutto, in alcune parti del Paese, dove rappresentano non solo degli snodi commerciali, ma dei presidi culturali.

Penso che l'insieme di alcune misure, la scontistica bloccata al 5 per cento, il divieto cross-merchandising ed altre, complessivamente, sbilancino un po' troppo questa legge. Quindi, l'idea di questo emendamento è di ribilanciare e tenere insieme entrambe queste esigenze legittime. Non vorrei che fossimo accusati, come Aula, da parte dei lettori, da parte dei giovani lettori di fare una proposta di legge, una legge sulla promozione della lettura che, alla fine dei conti, riduce la possibilità per i giovani lettori di comprare libri.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.11 Fusacchia.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.200 della Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 22).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.201 della Commissione (Nuova formulazione).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 23).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 24).

(Esame dell'articolo 10 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 25).

(Esame dell'articolo 11 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 26).

(Esame dell'articolo 12 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 27).

(Esame dell'articolo 13 - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 28).

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Se nessuno chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere.

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/1 Tiramani il parere è favorevole con la seguente riformulazione: dopo le parole: “a valutare l'opportunità di prevedere, nella prossima legge di Bilancio,” inserire le parole: “nei limiti delle risorse finanziarie disponibili”.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/2 Ciampi, dopo le parole: “nella fase di attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 9,” inserire le parole: “a valutare l'opportunità di precisare che le percentuali di sconto…

PRESIDENTE. Mi scusi, sottosegretario, quindi il parere è favorevole con riformulazione, giusto?

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Sì, favorevole con riformulazione.

PRESIDENTE. Perfetto. Colleghi, vi chiedo un attimo un po' di silenzio perché facciamo fatica a sentire le riformulazioni. Prego, sottosegretario.

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Quindi, sull'ordine del giorno n. 9/478-A/2 Ciampi, la riformulazione è la seguente: dopo le parole: “nella fase di attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 9,” inserire le seguenti: “a valutare l'opportunità di precisare (…)”.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/3 Carnevali, il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/4 Siani, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “Al fine di contrastare la povertà educativa, a sostenere - nel rispetto delle finalità della presente legge e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili - l'importanza della lettura (…)” eccetera.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/5 Frassinetti, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/6 Bond, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire l'azione di potenziamento dell'offerta culturale ai non vedenti, valutando l'opportunità di stanziare ulteriori contributi economici a favore dei centri nazionali specializzati nel settore”.

Sugli ordini del giorno nn. 9/478-A/7 Casa, 9/478-A/8 Lattanzio e 9/478-A/9 Gallo, il parere è favorevole.

Sugli ordini del giorno nn. 9/478-A/10 Pellicani e 9/478-A/11 Losacco, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/478-A/12 Bucalo il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno Mollicone n. 9/478-A/13, parere favorevole con riformulazione; rileggo l'impegno: “a valutare l'opportunità di finanziare con bando, riservando una quota di 500 mila euro degli stanziamenti previsti per l'attuazione del Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura di cui all'articolo 2, la realizzazione di un circuito culturale integrato (…)”, e poi è uguale fino alla fine (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Sta bene. Collega Tiramani, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno? Sì, perfetto. Collega Ciampi, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno? Sì, d'accordo. Sull'ordine del giorno Carnevali n. 9/478-A/3, parere favorevole. Collega Siani, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno? D'accordo.

Sull'ordine del giorno Frassinetti n. 9/478-A/5 c'è parere contrario.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, chiedo al Ministro Bonisoli e al Governo di ripensarci, in quanto questo è un ordine del giorno di buonsenso, che riguarda anche le biblioteche dei piccoli centri, che spesso sono l'unico momento di aggregazione e di incentivazione del circuito culturale. Si chiede proprio di promuovere questa fruizione delle collezioni delle produzioni editoriali con dei programmi continuativi, per dare quindi continuità a questi progetti. Quindi non mi sembra che ci siano degli ostacoli insormontabili. Penso anche che questa iniziativa sia un'iniziativa d'eccellenza, utile proprio alla crescita culturale dei piccoli territori (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Presidente, possiamo riformulare l'impegno, inserendo le parole: “a valutare l'opportunità di promuovere la conoscenza e la fruizione delle collezioni e della produzione editoriale” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Collega Frassinetti, accetta? D'accordo.

Ordine del giorno Bond n. 9/478-A/6, c'è parere favorevole con riformulazione.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bond. Ne ha facoltà.

DARIO BOND (FI). Presidente, vorrei che venisse apposta la firma anche dei colleghi Cortelazzo e Baratto. Poi mi appello al Governo, perché la questione degli ipovedenti, di quelli che non possono leggere e che sono sostenuti totalmente dai libri parlati, dei centri dei libri parlati, deve essere una questione totalmente sostenuta dal Governo. Questi centri sono in grande crisi economica, e ci sono anche pochi volontari. C'è bisogno di risorse, chiedo quindi che, nella prossima legge finanziaria, voi facciate un piccolo sforzo, perché non si va più avanti. Voglio poi ringraziare il Comitato dei nove, la relatrice del MoVimento 5 Stelle e anche la relatrice della XII Commissione, perché hanno avuto la sensibilità di inserire all'articolo 2, comma 1, un passaggio sul libro parlato: vi fa onore e vi ringrazio veramente di cuore (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Collega Bond, accetta la riformulazione? L'accetta, d'accordo. Ordine del giorno Casa n. 9/478-A/7, parere favorevole. Ordine del giorno Lattanzio n. 9/478-A/8, parere favorevole. Ordine del giorno Gallo n. 9/478-A/9, parere favorevole.

Ordine del giorno Pellicani n. 9/478-A/10, parere contrario.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pellicani. Ne ha facoltà.

NICOLA PELLICANI (PD). Presidente, mi stupisce il parere del Governo su un ordine del giorno che mi sembrava ispirato al buon senso e in linea con la legge che stiamo discutendo, che riguarda appunto la promozione e la valorizzazione della lettura. In quest'ordine del giorno, si chiede di aiutare, di sostenere le piccole librerie in particolare, che stanno chiudendo in tutto il Paese. In particolare, nell'ordine del giorno segnalavo quelle della città di Venezia, dove negli ultimi anni hanno chiuso moltissime librerie. Per cui, non so se c'è una riformulazione che possiamo fare per indicare comunque un impegno del Governo a sostenere questo tipo di iniziative (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Presidente, solo per specificare che ovviamente la legge già prevede degli interventi a sostegno delle piccole librerie, mentre l'ordine del giorno prevedeva delle misure specifiche soltanto per una città, che ovviamente potrebbe essere un danno per le altre, escludendo tutte le altre città. La legge prevede interventi per tutte le piccole librerie; era soltanto per questo motivo che il parere era contrario, non ovviamente per una specifica ragione che riguarda Venezia.

NICOLA PELLICANI (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA PELLICANI (PD). Presidente, sono d'accordo anche ad allargarlo e renderlo generale per tutte le librerie, nel senso che io volevo puntualizzare un caso specifico, che era emblematico appunto di una crisi che riguarda le piccole librerie in tutto il Paese. Quindi, se vogliamo ricalibrare l'ordine del giorno in questo senso, può andar bene per me.

PRESIDENTE. D'accordo, lo pongo quindi in votazione…

ROBERTO GIACHETTI (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Presidente, è intervenuto il sottosegretario, che ha detto che il limite di questo ordine del giorno è che non si può riferire soltanto a Venezia; è intervenuto il proponente e ha detto che - visto che lo può fare solo il sottosegretario - se il sottosegretario lo riformula togliendo Venezia…

PRESIDENTE. Chiaro, collega. È decisione del sottosegretario decidere se riformularlo o meno.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Ma lei non lo metta ai voti, Presidente, perché sennò il sottosegretario parla a posteriori, post mortem!

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VACCA, Sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali. Presidente, ribadisco che un ordine del giorno non può prevedere quanto già contenuto nella legge, cioè il sostegno alle piccole librerie. Quindi, estendere l'impegno dell'ordine del giorno a tutte le librerie, cioè quello che è contenuto già nella legge, mi sembra alquanto inutile. Per questo confermo il parere contrario all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. D'accordo. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pellicani n. 9/478-A/10, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Losacco n. 9/478-A/11, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Ordine del giorno Bucalo n. 9/478-A/12, parere favorevole.

Ordine del giorno Mollicone n. 9/478-A/13, parere favorevole con riformulazione, che viene accettata.

È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Alessandro Fusacchia. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-+E-CD). Presidente, posso chiederle quanto tempo ho …

PRESIDENTE. Due minuti.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-+E-CD). Grazie.

Sono già intervenuto in discussione generale e prima su alcuni emendamenti. La sintesi di questo lavoro è un grande apprezzamento, sia per la collega che ha parlato…

PRESIDENTE. Mi scusi, collega, mi scusi. Colleghi! Colleghi! C'è un collega che sta intervenendo, se dovete uscire dall'Aula fatelo in silenzio. Colleghi! Prego, collega, ci proviamo.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-+E-CD). Ci proviamo, Presidente, non si preoccupi. Grazie.

Dicevo, in sintesi e molto brevemente: questo è un provvedimento che introduce nel Paese una legge sulla promozione alla lettura. È un passaggio penso molto significativo, in un Paese dove abbiamo, pochi giorni fa, avuto prova dai dati dell'Invalsi di come si stanno impoverendo culturalmente le fasce più giovani e deboli della popolazione, e dove c'è un analfabetismo di ritorno che è sotto gli occhi di tutti.

È quindi sicuramente una legge meritoria, che stabilisce un quadro organico, con tante misure assolutamente positive e che cerca di bilanciare l'interesse del lettore da una parte, sia dei lettori cosiddetti forti, sia dei lettori da acquisire, ossia coloro che non leggono e che devono diventare dei lettori, e dall'altro di tutelare le piccole librerie, e in generale tutta la filiera della costruzione del libro e della distribuzione del libro, soprattutto in quelle aree geografiche del Paese più disagiate, dove spesso le librerie svolgono anche una funzione di presidio culturale.

Detto questo, ci sono un paio di passaggi della legge che non mi convincono, e su cui faccio personalmente e facciamo molta fatica.

Uno è quello che ha a che fare con tutte le misure che cercano di calmierare il mercato del libro: si poteva intervenire di più e meglio, con misure di sostegno ad hoc per le piccole librerie, e non modificare così fortemente il mercato librario. E, dall'altro lato, ed è la chiave di tutto, ci sono troppe poche risorse, per usare un eufemismo. Non ci sono soldi; è vero che è una legge quadro, si potranno appostare successivamente, ma se pensavamo e pensiamo che è una legge fondamentale per il futuro del Paese, era necessario ed importante, con il sostegno di tutti, a partire dalla maggioranza, trovare più risorse. Per questa ragione su questo provvedimento ci asterremo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Antonio Tasso. Ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE). Grazie, Presidente. Buonasera, Ministro Bonisoli, buonasera, sottosegretario Vacca. Una citazione del grande scrittore Umberto Eco diceva: “Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto per 5 mila anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito, perché la lettura è una immortalità all'indietro.”

Bene. Anzi male, perché i dati ISTAT sulla produzione e la lettura di libri in Italia mostrano una situazione oramai ben nota, e cioè che in Italia si legge poco. Nel nostro Paese sembrerebbe, infatti, mancare una cultura alla lettura, un avviamento che, sin dalle scuole, mostri in che modo approcciarsi ad un libro.

Negli ultimissimi anni, tuttavia, si è registrato un lievissimo segnale di ripresa della produzione editoriale e una diffusione tecnologica dei libri elettronici, ma questa diffusione non è sufficiente a compensare il calo di quella cartacea, portando a pensare che molti lettori si allontanino dal libro classico e si perdano e non passino alla versione elettronica, sostanzialmente. Quindi, da una parte, l'editoria incrementa, seppur lievemente, la sua produzione, supportando la qualità e diversificando l'offerta, ma dall'altra continua ad essere consistente la staticità del numero dei fruitori, del numero dei lettori.

A cosa è, quindi, dovuto questo conclamato disinteresse? Una scuola di pensiero sostiene che sia dovuto al basso livello culturale della popolazione.

Questo porterebbe però ad una stridente contraddizione con la considerazione che l'Italia è la culla della cultura. Altri individuano la causa nella mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura.

Da questo quadro sostanzialmente emergono chiaramente i due ambiti che dovrebbero spingere all'amore per la lettura, cioè la scuola e la famiglia. Pertanto un provvedimento che prevede nuovi strumenti di programmazione e di incentivi all'acquisto dei libri per le fasce più deboli della popolazione, meccanismi di sostegno al sistema pubblico delle biblioteche, il coinvolgimento attivo delle istituzioni scolastiche nel percorso di coinvolgimento, e quindi di diffusione della lettura, il sostegno con politiche commerciali alle piccole realtà che spesso fungono da presidio culturale in zone poco servite delle nostre città, non può che trovarci assolutamente d'accordo. Concludo quindi allo stesso modo con cui ho aperto il mio intervento, con una citazione di Umberto Eco fatta pronunciare a Guglielmo da Baskerville, personaggio principale del romanzo Il nome della rosa, che mentre istruiva il giovane novizio Adso da Melk disse: “Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto”. Pertanto la componente MAIE del gruppo Misto vuole contribuire a dare voce ai libri e sostegno alla lettura, quindi annuncio il voto favorevole al provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-MAIE-Movimento Associativo Italiani all'Estero).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gabriele Toccafondi. Ne ha facoltà.

GABRIELE TOCCAFONDI (MISTO-CP-A-PS-A). Presidente, saluto il Ministro Bonisoli, saluto il sottosegretario Vacca. Questa è una legge per la promozione della lettura, e deve quindi riguardare l'intera filiera, dagli editori fino ai lettori, passando dai distributori, da chi vende, dalle librerie. Non è e non può essere quindi semplicemente una legge sul prezzo dei libri. Il prezzo è elemento importante, come in tanti settori commerciali; però non è l'unico elemento che determina la scelta di leggere o meno, di acquistare o meno un libro, e non può essere quindi solo e soltanto questo il tema di discussione del concetto di promozione e sostegno alla lettura. Se 40 italiani su 100 dichiarano di leggere al massimo un libro l'anno, c'è da preoccuparsi; e c'è da preoccuparsi se vediamo che le statistiche e le percentuali del resto d'Europa ci doppiano: pensiamo alla Germania o alla Gran Bretagna.

Ma mi chiedo: è colpa solo del prezzo dei libri? Ribadisco: penso proprio di no, anzi ne sono assolutamente convinto. È importante, certo, il prezzo di copertina, ma non può essere l'unico tema; e chi ha provato a convincere un sedicenne a leggere se ne rende conto, che il tema reale, concreto, prioritario non è assolutamente il prezzo di copertina.

È importante invece che non ci sia nessuno che all'interno di un percorso, di una filiera, come detto, abbia la possibilità lui solo di avere invece carta bianca sulla scontistica. E bene ha fatto la relatrice ad ascoltarci, ad ascoltare le opposizioni, e quindi ad abolire il comma 4 dell'articolo 9, che invece, quello sì, se rimaneva lasciava carta bianca alla grande distribuzione, di fare una scontistica di percentuali illimitate attraverso i buoni acquisto su altri generi, e solo sulla scolastica, perché questo c'era scritto nell'articolo 9: invito tutti a leggerlo e a rileggerlo.

Se il tema della filiera della lettura è importante, altrettanto importante è però - lo voglio dire con franchezza, come ho sempre detto - un'azione economica nazionale, perché se non è il principale argomento, quello del prezzo, per la lettura, la promozione della lettura soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, però un'azione economica nazionale è fondamentale.

Quindi bene la carta della cultura, bene i bandi per le scuole, il tax credit, il credito d'imposta, ma l'unico strumento che in questi anni, vorrei dire decenni, ha funzionato davvero sul tema della lettura è stato quello creato dal Governo Renzi e da quel principio per il quale in tanti sorridevano. Il principio era “un euro in sicurezza e uno in cultura”. Coerentemente ai sorrisi, voi, maggioranza di questo Governo, siete già al decreto sicurezza bis, ma sulla cultura siamo ancora a zero, perché, lo voglio ricordare, questa proposta di legge arriva qui in quota opposizioni, non in quota maggioranza; 18app, la carta di 500 euro per i diciottenni, ha funzionato, e ha funzionato bene, e ha funzionato bene soprattutto per l'acquisto di libri, cartacei o meno.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ETTORE ROSATO (ore 17,45)

GABRIELE TOCCAFONDI (MISTO-CP-A-PS-A). Altro che bamboccioni, altro che privi di valore: quando ai ragazzi gli si dà qualcosa e possono scegliere loro, i dati dimostrano che sanno scegliere e scegliere bene. Nel primo anno, su 166 milioni, 132 milioni della carta 18app sono stati spesi per l'acquisto dei libri; nel secondo anno, su 200 milioni, 134 milioni sono stati spesi per libri; nel 2018, per ora, il 60 per cento delle carte sono state spese per libri, il 54 per cento dei casi su piattaforme online e il 46 per cento direttamente nei circa 4 mila esercizi commerciali. Oltre l'80 per cento del valore della spesa complessiva di questi tre anni della 18app, della carta per i diciottenni, ha riguardato l'acquisto di libri. Numeri alla mano, l'unica vera e reale politica che ha aiutato veramente la lettura è stata questa; e pensare che volevate eliminarla. Questa deve essere la strada da percorrere: aiutare la filiera, tutta la filiera, e individuare azioni mirate, che hanno bisogno di finanziamenti reali. Per questo motivo, annuncio il voto favorevole della mia componente (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Civica Popolare-AP-PSI-Area Civica).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Emanuela Rossini. Ne ha facoltà.

EMANUELA ROSSINI (MISTO-MIN.LING.). Siamo da sempre convinti che misure per la promozione e il sostegno della lettura debbano essere considerate un fattore fondamentale per la tutela e lo sviluppo culturale e sociale di un Paese. Sotto questi profili, il provvedimento in esame rappresenta il punto d'intesa possibile fra i gruppi parlamentari, e, come tale, noi della componente Minoranze Linguistiche lo sosterremo. In ordine al piano nazionale d'azione per la promozione della lettura sono state accolte le proposte da noi indicate: promuovere la lettura presso i teatri pubblici all'interno delle programmazioni artistiche e culturali e i grandi eventi come i festival, al fine di far conoscere le opere e le novità letterarie di ogni ambito della conoscenza. Riteniamo decisivo che tali attività di promozione della lettura avvengano in collaborazione con le librerie, non soltanto a tutela del ruolo che hanno, ma con l'obiettivo di sostenere e rafforzare la loro presenza nel tessuto sociale e culturale, che oggi avviene con sempre maggiori difficoltà per le piccole librerie indipendenti.

Riteniamo che, seppur contestato da alcuni gruppi editoriali, l'abbassamento degli sconti sul prezzo del libro non oltre il 5 per cento sia parte del quadro di misure a sostegno della lettura che questo testo presenta. Dobbiamo essere attenti e consapevoli dei meccanismi di mercato che rischiano di mettere ai margini proprio i soggetti, le librerie, che avvicinano i lettori alle opere. Nel provvedimento resta la possibilità di fare promozioni non oltre il 20 per cento a sei mesi dall'uscita di un libro e per un mese all'anno, ma il problema fondamentale, a nostro avviso, che abbiamo di fronte e richiede un sostegno è quello di sostenere in primo luogo le librerie indipendenti, che sono il presidio diffuso e insostituibile della promozione e conoscenza del libro e della lettura.

D'altra parte i dati sono chiari: la maggior parte di sconti fino ad oggi non ha determinato un'inversione di tendenza nella diminuzione dei lettori; anzi, è avvenuto il contrario, con un ulteriore pesantissimo conto per le librerie indipendenti, che chiudono in numero sempre maggiore. Non è pensabile, perciò, che questo si affronti con scelte episodiche e talvolta contraddittorie. Le librerie storiche indipendenti, laddove resistono, svolgono una funzione fondamentale di prossimità e di dialogo con le scuole, le biblioteche, le istituzioni culturali e i grandi eventi, come i festival culturali, a diffusione della conoscenza. Le innovazioni del mercato digitale e il mercato online del libro potrebbero essere considerati come complementari ad un programma nazionale di sostegno del libro cartaceo, a condizione che si intervenga con incisività a sostegno delle librerie. Siamo fortemente in ritardo e occorre recuperare con urgenza. Il provvedimento che oggi siamo chiamati a votare, arriva in Aula dopo un proficuo lavoro in Commissione, e ringrazio per questo anche il Comitato dei nove per il coordinamento con tutti noi parlamentari e per il confronto con tutti i soggetti protagonisti del mondo del libro che ha accompagnato l'esame del provvedimento. È bene che oggi il voto dell'Aula promuova tale confronto e il provvedimento che ne è una credibile espressione. Annuncio, pertanto, il nostro voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze Linguistiche).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (LEU). Signor Presidente, signor Ministro, il provvedimento che oggi è al nostro esame, disposizioni per la promozione e il sostegno alla lettura, va inquadrato, seppur brevemente, in alcuni dati che ci aiutano a capire lo stato emergenziale in cui noi viviamo, spesso a nostra insaputa. È già stato ricordato il fenomeno dell'analfabetismo di ritorno o analfabetismo funzionale, lo ha ricordato la collega Aprea nella sua dichiarazione di voto sull'articolo 6. Credo che sia giusto aggiungere un numero, e questo numero ci dice che il 47 per cento degli italiani è in uno stato di analfabetismo funzionale. Che cosa vuol dire, soprattutto per chi ci ascolta? Vuol dire che una persona è in grado di leggere, sa far conto, ma, posto di fronte a un articolo di giornale, non è poi in grado di comprenderlo e di poterlo poi raccontare, farne sintesi.

Vuol dire che quasi la metà della popolazione oggi è in questo stato. Alcuni anni fa un importante istituto di ricerca internazionale di sondaggi ha fatto un lavoro in 14 nazioni per verificare il divario tra la percezione e la realtà su singoli aspetti della vita di ogni nazione. Ebbene, i tecnici, gli esperti lo chiamano indice di misperceptions, ovvero indice di ignoranza. Ebbene, l'indice di ignoranza vede nei 14 Paesi del 2014 al primo posto l'Italia; successivamente, nel 2017, questa ricerca è stata allargata a 37 Paesi. Non siamo più i primi, ma continuiamo a essere primi tra quelle 14 grandi nazioni. Vuol dire che c'è un divario tra percezione e realtà su questioni politiche, sociali ed economiche che stanno mettendo a rischio da un lato un corretto voto degli italiani quando ci sono le elezioni, ma, soprattutto, una proiezione negativa sul futuro.

Cito a caso: il 71 per cento degli italiani non sa che siamo la seconda nazione manifatturiera d'Europa; gli italiani, nel 2014, erano convinti che il 30 per cento dei residenti erano stranieri, mentre in realtà all'epoca erano il 7 per cento, oppure che il 48 per cento degli italiani aveva più di 65 anni, quando questa percentuale è poco più del 22 per cento. Potrei continuare. Viviamo, cioè, in una situazione in cui questo divario tra percezione e realtà in Italia, in particolare, si sta divaricando in maniera molto preoccupante. E qui, a nostro giudizio, ci sta l'iniziativa lodevole di una di legge per la promozione e il sostegno alla lettura perché la lettura, lo strumento evidentemente della formazione e dell'educazione, sono il miglior antidoto sia rispetto all'emergenza nazionale dell'analfabetismo funzionale al 47 per cento, sia alla divaricazione tra percezione e realtà che sta creando molti problemi e, da questo punto di vista, è evidente che questa legge non ha la bacchetta magica, da questo punto di vista prova a dare alcune timide risposte, timide soprattutto in termini economici.

Sui temi della lettura non si può non richiamare, Ministro, la scuola evidentemente che ha una funzione fondamentale nell'avvicinare. Sappiamo benissimo - ce lo dicono le statistiche - che noi abbiamo nel primo ciclo scolastico un livello di lettura da parte degli studenti, degli allievi, dei bambini e delle bambine molto elevato che crolla poi nelle medie e tende a dissolversi poi successivamente e le statistiche sulla lettura sono già state sicuramente esposte in sede di discussione generale. Certamente la scuola può fare più di quanto sta facendo soprattutto dalle scuole medie che, a nostro giudizio, rimangono da questo punto di vista uno dei punti critici della promozione della lettura.

Vi è poi il ruolo delle biblioteche: c'è molto spiaciuto, devo dire, che non siano stati accolti un paio di nostri emendamenti, uno in particolare sulle biblioteche, perché le biblioteche possono svolgere un ruolo fondamentale. Lo ha ricordato anche la collega del gruppo di Fratelli d'Italia: le biblioteche dei piccoli comuni sono un motore straordinario (Applausi del deputato Deidda). Spesso i comuni ovviamente sono lasciati soli, lasciati soltanto al ruolo del volontariato: crediamo che, da questo punto di vista, le biblioteche anche dei piccoli comuni non solo delle grandi città possano svolgere il ruolo di promozione. Allo stesso modo ricordo - poi vi tornerò verso la fine - il tema delle librerie indipendenti. Noi abbiamo in Italia - ne ho conosciuti moltissimi durante la mia attività professionale - dei veri e propri eroi della lettura e della diffusione della lettura in posti, in comuni assolutamente marginali e credo, quindi, che sia giusto aver posto un'attenzione nei confronti delle piccole librerie, delle cosiddette librerie indipendenti.

Devo rilevare invece un'assenza, che spero possa essere colmata magari nel lavoro al Senato, del ruolo che, a nostro giudizio, può e deve svolgere il servizio pubblico radiotelevisivo. La RAI rispetto alla lettura - senza richiamare il ruolo straordinario che negli anni Cinquanta svolse il maestro Manzi e le trasmissioni di educazione e di alfabetizzazione – ebbene, mutatis mutandis, crediamo che, da questo punto di vista, la RAI e il servizio pubblico possono fare molto di più di quello che fanno. Ci sono alcune trasmissioni del palinsesto, ma bisognerebbe disseminare il palinsesto in maniera efficace nelle varie fasce orarie per aiutare ad amare la lettura.

Infine il tema del prezzo. Concordo che è una vexata quaestio e se ne è discusso molto anche in passato. Ci sono posizioni differenti tra gli editori, ci sono posizioni differenti tra i distributori, c'è un punto devo dire che alla fine ci convince, cioè che bisogna mettere un argine, che di fronte a una situazione di concorrenza sleale soprattutto tra i grandi soggetti che, nel caso delle vendite online, sono praticamente monopolisti o quasi, pongono di fatto un problema attraverso uno sconto sistematico del 15 per cento, ovviamente un problema di insostenibilità per la concorrenza, ad esempio, dei librai indipendenti, che hanno di fatto uno sconto base del 30 per cento, a stare dietro a questa concorrenza, quindi è necessario arginare da questo punto di vista. Poi, per così dire, le scappatoie sono molte, bisognerà stare attenti e, alla fine, lo dico, anche non penalizzare i grandi lettori perché in Italia abbiamo questa divaricazione: o non si legge oppure c'è una ristrettissima quota di italiani che leggono moltissimo, leggono decine di libri l'anno, sono grandi acquirenti, sono il sogno dei librai da questo punto di vista e, quindi, alla fine noi rischiamo un po' di andare a penalizzarli. Quindi, per concludere credo che il provvedimento vada nella direzione giusta, noi ne siamo convinti.

Rivolgo un ringraziamento alla collega Piccoli Nardelli per la sua testardaggine e la sua passione e perché credo che sia giusto che il provvedimento vada alla fine. Ci sarà un nostro voto favorevole, tuttavia credo che dobbiamo avere tutti la consapevolezza che la strada è ancora molto lunga, molto molto lunga. Siamo un Paese che ha un retaggio negativo sulla lettura, che si porta dietro numeri non degni, devo dire, del livello e anche della storia culturale del nostro Paese.

Mi consentirete anche per ragioni personali di chiudere con una citazione di Giulio Einaudi: “Dobbiamo impegnarci tutti a leggere nella nostra tradizione culturale e storica, nella nostra tradizione letteraria per ritrovare una ragione della nostra esistenza, un nuovo senso della memoria e del nesso tra passato e presente, in una parola resistere per rimanere uomini e non servi”. Giulio Einaudi (Applausi dei deputati dei gruppi Liberi e Uguali e Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, Fratelli d'Italia voterà a favore del provvedimento in quanto ha recepito alcune nostre proposte e tutelerà i piccoli operatori dell'editoria e della vendita di libri.

La proposta di legge che oggi esaminiamo rappresenta uno dei migliori momenti che questo Parlamento ha vissuto. Un comune spirito di intenti ha unito maggioranza e opposizione, nonostante l'eterogeneità delle forze politiche componenti il plenum parlamentare. Il lavoro di ricucitura delle proposte è stato impegnativo e solo il grande spirito di condivisione, di cui ringrazio tutti i colleghi, dalla collega Nardelli alla collega relatrice Carbonaro, ha permesso che il provvedimento venisse licenziato dalla Commissione in tempi brevi e arrivasse in Aula con un senso unanime di approvazione.

Il testo finale prevede disposizioni e prescrizioni provenienti dalle proposte di legge presentate dal sottoscritto, dalla collega Frassinetti, rispettivamente, sull'editoria scolastica digitale e sulla promozione della lettura di opere letterarie italiane.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA EDERA SPADONI (ore 18)

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Come ci ricorda Petrarca: “Ho degli amici (i libri) la cui società è per me deliziosissima; sono uomini di tutti i Paesi e di tutti i secoli; distinti in guerra, in pace e nelle lettere, facili a mantenersi, pronti sempre ai miei cenni: li chiamo e li congedo quando più mi aggrada; essi non van mai soggetti ad alcun capriccio, ma rispondono a tutte le mie domande”.

Quello della letteratura italiana è un compito importante sia della scuola ma anche del Parlamento: diffondere la nostra cultura che è studiata in tutto il mondo e molto spesso non è studiata nelle nostre scuole in maniera adeguata non certo per colpa dei docenti ma per colpa di una distrazione generale del sistema culturale.

L'Italia presenta un significativo e preoccupante ritardo rispetto ai Paesi a noi comparabili riguardo all'abitudine alla lettura dei libri. Senza parlare troppo di contabilità, è un dato chiaro e netto: il 60 per cento degli italiani non legge. È significativa, dicono i dati, l'elevata percentuale di alunni che non sanno comprendere un semplice testo. Il numero dei libri letti all'anno è strettamente legato ai consumi culturali. Per questo i dati, se analizzati e letti con le giuste lenti, mostrano una situazione inquietante in cui lo status sociale è correlato - utilizzo termini statistici - ai consumi di cultura con tutte le ricadute in termini di asincronia geografica e disuguaglianza sociale.

La missione del Parlamento, in questa fase storica, non può essere che la formulazione di una politica culturale per allargare il perimetro sociale dei lettori, ampliando e rafforzando un mercato in cui editori e librai possano prosperare.

Ogni giorno che passa senza questa proposta di legge, per quanto deficitaria nello stanziamento, rappresenta un costo sociale economico e culturale per la tenuta della rete delle librerie. I costi di produzione di un libro per un piccolo editore, considerati tutti i fattori, dal credito bancario ai costi fissi, possono superare anche il 100 per cento del prezzo. In poche parole, l'editore ci rimette. Solo gli editori medio-grandi sopravvivono al mercato con operazioni spregiudicate talvolta.

Alcuni punti principali sono stati inseriti nel testo grazie all'apporto fondamentale di Fratelli d'Italia e riguardano proprio la difesa di questa rete preziosa di piccoli editori e dei librai delle piccole e medie librerie.

Il piano nazionale di azione per la promozione della lettura ha tra i suoi obiettivi la diffusione dell'abitudine alla lettura e due punti sono stati inseriti proprio grazie alla nostra azione: la promozione della frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, della diversità della produzione editoriale nel rispetto delle logiche di mercato e della concorrenza.

Una proposta elaborata da Fratelli d'Italia, e inserita precedentemente, prevedeva il sostegno all'utilizzo di strumenti didattici in versione digitale, nel rispetto del piano nazionale della scuola digitale. L'articolo è stato espunto dalla Commissione bilancio per un parere tecnico e non politico, ma presenteremo e abbiamo presentato - ed è stato accettato - un ordine del giorno unitario per ripristinare il principio previsto da quell'articolo abrogato. Infatti, la nostra proposta affonda le radici in battaglie storiche di rivendicazione dell'abolizione del libro di testo obbligatorio ed è allineata alle previsioni del codice dell'amministrazione digitale e alle indicazioni internazionali. Sono radici che affondano nel tempo e che sommano una serie di rivendicazioni e battaglie decennali portate avanti dalle associazioni storiche. Il libro di testo obbligatorio costituisce un'imposizione oggi inaccettabile. Ogni avanzamento tecnologico modifica la società e in questo caso i consumi dei libri. Oggi qualsiasi studente, fin dalle scuole elementari, utilizza risorse digitali per documentarsi su un evento, un luogo o un monumento: sono i nativi digitali.

I vantaggi della digitalizzazione raggiungerebbero anche altri ambiti, come il peso degli zaini e la riduzione della carta e degli inchiostri. Significherebbe, soprattutto, un contenimento dei costi per le famiglie, che non dovrebbero più sottostare al perverso sistema delle nuove edizioni dei libri di testo che impone spesso spese superiori ai limiti previsti dal MIUR.

Gli interessi della scuola, spesso di parte, hanno in molti casi coinciso con quelli delle case editrici che hanno avuto gioco facile nel condizionare le adozioni e le vendite dei libri di testo con una semplicissima speculazione sulle nuove edizioni. Il costo medio di ogni studente all'inizio dell'anno scolastico per i libri ammonta a circa 500 euro per le famiglie, come rileva Federconsumatori. Preconizzava già Filippo Tommaso Marinetti: “Nei prossimi decenni, grazie all'uso dell'elettricità, scriveremo su libri di nichel alti non più di tre centimetri e dotati di tastiere e ciascuno di questi conterrà l'equivalente di centinaia di migliaia di pagine”.

Una nostra proposta prevedrà lo sviluppo, poi, di un circuito di promozione della lettura chiamato “Ad alta voce” - non il Festival, ma il circuito culturale con bando pubblico che abbiamo visto anche approvato nell'ordine del giorno - assicurando sinergia e collaborazione tra le istituzioni scolastiche della rete e quelle del territorio, con particolare riferimento alle biblioteche di pubblica lettura e agli altri soggetti coinvolti.

Inoltre, grazie a una norma sulla scontistica dei libri, contingentata nei tempi e nei modi, vengono riallineati i parametri della concorrenza dei vari attori: librerie indipendenti, librerie di catena e grande distribuzione online. Questa garantirà anche un aumento della qualità del mercato librario. Infatti, per esigenze di vendita spesso le librerie di catena sono provviste generalmente in evidenza solo dei titoli contemporanei mentre le librerie indipendenti, preziose forme di pluralismo intellettuale, sono costantemente provviste anche di libri più rari e, soprattutto, dei classici.

Infine, la proposta di legge istituisce presso il Ministero per i beni e le attività culturali l'albo delle librerie di qualità, che avranno un apposito marchio riservato. Il comma 4 dell'articolo 6 della nostra proposta di legge abbinata auspicava proprio questo: l'introduzione di un albo delle librerie indipendenti riformulato poi in spirito comune nel testo di base come, appunto, librerie di qualità.

Parafrasando la Yourcenar, le librerie sono i nostri granai pubblici per l'inverno del pensiero che sta arrivando.

A tal proposito - e faccio un esempio concreto di vita reale - chi si è trovato a passare per via del Tritone probabilmente si è imbattuto nella libreria Cicerone, situata nel sottopasso. È una di quelle librerie di qualità che vogliamo tutelare con questo provvedimento. Purtroppo, l'amministrazione comunale di Roma l'ha voluta sfrattare. Dunque, lanciamo oggi in questa sede un appello affinché lo sfratto sia revocato e questa libreria venga salvata e, con essa, tutte quelle sul territorio che sono state rimarcate e sottolineate anche negli ordini del giorno.

Rimarchiamo, quindi, in questo modo, il nostro sostegno a questa proposta di legge, che è un buon provvedimento ma che poteva ovviamente essere anche migliore, con una frase di Ennio Flaiano: “Il libro è l'unico oggetto inanimato che possa avere sogni”.

Ministro, noi di Fratelli d'Italia non abbiamo mai fatto sconti e non faremo sconti a questo Governo e anche al suo Dicastero su quelle che sono le battaglie che consideriamo legittime e giuste: la difesa degli artisti italiani, le fondazioni lirico-sinfoniche, la danza, la lirica, le eccellenze.

Lo facciamo con testa alta e spirito aperto, ma quando si tratta di difendere le vite preziose di quei librai che tutti i giorni alzano la saracinesca, che magari perdono del tempo prezioso anche fuori orario a selezionare dei libri, a consigliarli e a suggerire ai clienti, che ci mettono passione, che ci mettono amore, ebbene Fratelli d'Italia non può far altro che unirsi in questa lotta contro il nulla che avanza. Viva i libri, difendiamoli insieme (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Luigi Casciello. Ne ha facoltà.

LUIGI CASCIELLO (FI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, onorevoli colleghi, onorevoli colleghe, oggi siamo qui finalmente nella fase finale di una proposta di legge che ha visto più proposte avanzate da tutti i partiti di maggioranza e di opposizione - e noi abbiamo presentato la nostra proposta come Forza Italia - per l'incentivazione alla lettura.

Mi viene in mente che il verbo “leggere” - come si legge, appunto, in un bellissimo saggio di Daniel Pennac che, visto che siamo all'incentivazione della lettura, invito a prendere e a leggere - è un po' come il verbo “sognare” e il verbo “amare”: a questi verbi non si addice l'imperativo. È complicato dire: “Devi leggere”. Provate a farlo con un ragazzino e a dirgli: “Devi leggere”. Magari va su, nella sua cameretta, e dopo un po' andrete e vedrete che sta al telefonino.

Quindi, immaginare che una legge - e me lo sono chiesto sin dal primo momento, quando abbiamo lavorato anche su una nostra proposta - potesse incentivare la lettura mi ha portato a chiedermi e a chiederci, noi di Forza Italia, come poter incentivare la lettura, perché sicuramente era ed è un'urgenza e perché qualcosa bisognava fare per porsi quello che è soprattutto un problema educativo e, quindi, culturale, perché ciò che può aiutare è incidere sul criterio educativo. La crescita culturale del nostro Paese e dei cittadini è un obiettivo che ci sta cuore e che condividiamo con grande convinzione, così come condividiamo e abbiamo condiviso l'idea che tale crescita potesse passare attraverso una legge che incentivasse la lettura. Infatti, leggere è soprattutto uno strumento per appagare e alimentare il proprio desiderio di conoscenza non solo come una risposta a una crescita individuale ma a quella di una comunità e questo aiuterebbe, incentivando la lettura e incentivando la crescita culturale del nostro Paese e ponendosi il problema della crescita culturale, anche a trasformare quella che era un'antica oramai dicotomia che ci ricordava Pasolini tra il progresso e la crescita e a far sincronizzare il progresso con lo sviluppo - la dicotomia tra progresso e sviluppo - in una nuova sincronizzazione tra progresso e sviluppo che può avvenire solamente se lo sviluppo viene coniugato, appunto, con il progresso culturale.

È stato naturale, almeno per quanto ci riguarda, avere lavorato a questa proposta con l'obiettivo di introdurre misure che contrastassero la povertà educativa e culturale. Ma ci siamo sempre posti un problema, un problema che poi ci ha portati inevitabilmente a una diversificazione da quello che è stato un lavoro comune con gli altri componenti della Commissione e con la prima proponente, l'onorevole Piccoli Nardelli.

La dicotomia fondamentale che si è poi sviluppata sta sicuramente su due punti essenziali, su due chiavi essenziali di lettura della proposta di legge. Infatti, questo provvedimento da parte nostra è stato pensato e immaginato soprattutto per l'incentivazione dell'acquisto dei libri. Come si accresce il livello di lettura di questo Paese? Incentivando l'acquisto, incentivando la lettura. E come si incentiva la lettura, se non immaginando degli interventi economici e finanziari importanti?

A noi avrebbe fatto piacere sintonizzarci completamente ma da questo Governo non abbiamo avuto delle risposte essenziali e forti per rendere credibile - fatemelo dire - questa proposta di legge, per rendere credibile questa nuova legge, perché una legge è credibile se ha delle risorse finanziarie. Una legge è realizzabile se ha delle risorse finanziarie adeguate e con incentivi per i lettori.

In pratica, per favorire l'acquisto di libri - come dicevo prima - avevamo proposto misure di detrazione fiscale a favore delle famiglie, fino a 500 euro l'anno per i libri di lettura, oltre naturalmente, con identica cifra, per i libri di testo scolastico.

Tra l'altro, sui libri di testo scolastico mi auguro che davvero si arrivi alla formulazione di una proposta di legge nuova, in futuro, che tenga, tra l'altro, in considerazione la necessità che le famiglie non siano più obbligate a cambiare i libri di testo con una frequenza che non è più accettabile, non solo dal punto di vista economico, ma dal punto di vista reale della proposta educativa.

Ci voleva coraggio, Ministro, sottosegretario Vacca, ci voleva coraggio, magari, attingendo e destinando a questa finalità le risorse delle quali parlava l'onorevole Fusacchia; risorse, che sono lì al Ministero, di risparmio di fatto della legge passata, nota come la stabilizzazione e l'internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole.

Senza dimenticare che noi qualche proposta l'abbiamo avanzata e ottenuta, come la tax credit a sostegno degli operatori del settore; troppo poco, perché con un intervento che favorisce l'acquisto di libri non potevamo non pensare a misure chiaramente anche a sostegno delle librerie; ma davvero pensate - e su questo mi trovo essenzialmente d'accordo anche con l'intervento dell'onorevole Toccafondi - veramente pensiamo che la lettura possa essere incentivata (questo è stato un argomento diffuso nei lavori della Commissione) andando a misurare e a toccare la scontistica, il 5 per cento, il 10 per cento, il 15 per cento, la legge francese ed altro?

Ritengo questo non per corrispondere ad un criterio liberale al quale facciamo riferimento, nella convinzione che la società che immaginiamo è una società dove sia sempre più libera la società rispetto allo Stato, ma perché riteniamo che non sia quello il criterio e lo strumento con il quale favorire anche l'intera filiera.

Abbiamo, però, ritenuto di poter sostenere anche le piccole librerie, come citavo prima, con la flat tax.

Ecco perché dico che non era un problema di scontistica, non è sicuramente intervenendo sui periodi in cui si possa o si debba regolarizzare lo sconto e si debba permettere lo sconto, che aiutiamo il nostro Paese a crescere sui livelli di lettura. Perché guardate, se andiamo a vedere la percentuale della classe dirigente, ecco, solamente il 40 per cento della classe dirigente legge. E immaginate che la classe dirigente non sia in grado di sostenere un acquisto o di affrontare senza sconti l'acquisto di un libro? Vuol dire che è un problema educativo, è un problema culturale, è un problema di educazione che sicuramente attraversa il momento scolastico, che sicuramente attraversa e interagisce con l'educazione scolastica e faceva bene l'onorevole Aprea a ricordare il divario che c'è e i risultati ottenuti in termini anche dei test dai nostri giovani, dalla non conoscenza.

Nella mia vita mi è capitato anche di essere commissario d'esame per la prova dei giornalisti professionisti e dico sempre che, anche in quella che era ed è la mia categoria professionale, purtroppo avanza la categoria degli attualisti, cioè conoscono oramai solo ciò che li riguarda, solo ciò che li attraversa, come se fossero degli uomini cubo; cioè, tutto ciò che rientra nel cubo della propria esistenza ci riguarda, ciò che non ci riguarda non ci interessa.

E allora questo è vero che è il Paese di Dante, è vero che è il Paese di Leopardi, è vero che è il Paese di Pasolini, di Cesare Pavese e di Prezzolini, è anche e soprattutto questo, ma sta diventando un Paese dove la povertà culturale diventa un'emergenza e a me dispiace, come componente della Commissione e come uno dei proponenti, come il proponente della proposta di legge avanzata da Forza Italia, che la questione si sia trasformata - fatemelo dire, lo dico anche con un po' di rammarico - come un moto dell'anima, cioè un moto, un'incentivazione e un auspicio alla lettura, non un'incentivazione alla lettura, perché mancano risorse.

Mancano risorse ma si potevano trovare: Ministro Bonisoli, serviva un po' di coraggio, serviva un po' di coraggio finalmente, visto che avete fatto il reddito di cittadinanza, per fare un reddito di cittadinanza culturale, che è una vera emergenza in questo Paese.

Domandate ai ragazzi che magari hanno avuto anche 100 all'esame di maturità…

PRESIDENTE. Collega dovrebbe concludere.

LUIGI CASCIELLO (FI). …chi sia John Kennedy, che cosa sia la rivoluzione cubana: vi troverete di fronte a risposte disarmanti.

Basterebbe andare a verificare i risultati - e concludo Presidente - degli esami di ammissione alla facoltà di medicina: vi trovereste di fronte ad uno scenario da brividi.

Per me la povertà culturale è ancora un brivido e mi dispiace che si sia ritenuto di doverla affrontare sulla questione degli sconti, senza avanzare un vero progetto, con un atto di coraggio, mettendo vere risorse finanziarie in questa legge, che è partita con uno spirito…

PRESIDENTE. Collega dovrebbe concludere.

LUIGI CASCIELLO….straordinario, ma poi si è arenata nelle secche di un Governo che non ha avuto coraggio ad investire su quella che è una vera emergenza nazionale.

Grazie Presidente per il tempo in più che mi ha concesso e naturalmente annuncio l'astensione, per questo motivo, di Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Flavia Piccoli Nardelli. Ne ha facoltà.

FLAVIA PICCOLI NARDELLI (PD). Gentile Presidente e cari colleghi, oggi un quotidiano nazionale mette in prima pagina una fotografia di un bambino che non può non toccare chi porta avanti con determinazione, come fa oggi tutto insieme questo Parlamento, il valore della lettura, la promozione di un libro, vista come riscatto, come ricchezza, come segnale di libertà, Presidente. In quella foto, a dare legittimità alle aspettative di una vita diversa per quel bambino, sono proprio i libri che il bambino porta in braccio.

Sono tutti questi motivi, legati alla consapevolezza della forza e dell'importanza del libro, quelli per cui il Partito Democratico ha fortemente sostenuto la proposta di legge sulle disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura. Il provvedimento, per noi, è l'ultimo di alcuni importanti interventi realizzati negli scorsi anni: dall'autonomia gestionale per i grandi musei nel nostro Paese, alla riforma del cinema, ai nuovi meccanismi di erogazione del Fondo unico per lo spettacolo, al buono garantito dalla App “diciott'anni”, tutti punti che per noi rappresentano un punto fondamentale per quelle che sono le politiche culturali nel nostro Paese.

La lettura e la filiera costituita da autori, editori, distributori, bibliotecari, librai, lettori, completano il quadro appunto delle politiche culturali pensate per il nostro Paese.

La proposta di legge ha avuto un lungo iter già nella scorsa legislatura, ma il procedimento legislativo, pur godendo di un'ampia condivisione, non si è concluso a causa della mancanza di una copertura finanziaria adeguata.

In questa nuova legislatura il Partito Democratico ha riproposto da subito la legge e la Commissione cultura ha ripreso in esame il testo, aggiornando i dati già raccolti. La legge rientra nella quota garantita alle minoranze e i lavori del comitato ristretto, incaricato dalla Commissione cultura di rielaborare in un testo unificato le proposte di legge presentate dai colleghi di altri gruppi parlamentari, ben quattro, hanno prodotto un provvedimento di legge che arriva oggi in Aula, semplificato in alcune parti e arricchito in altre, ma con gli stessi principi fondanti e con un'ampia condivisione da parte delle diverse forze politiche.

Si interviene sulle fragilità di un sistema che è stato ben rappresentato da molti dei relatori che mi hanno preceduto. Il nostro è un Paese che legge poco, che ha alle spalle una storia fatta di analfabetismo, di recupero difficile di popolazioni povere, di ricadute in forme gravi di analfabetismo di ritorno.

Il nostro è un Paese dove non leggono poco solo i meno abbienti, ma leggono poco anche i benestanti, i professionisti, i grandi manager. In questa proposta di legge è inserito un intervento mirato, una carta della cultura, per aiutare le famiglie con bassi ISEE ad acquistare libri e a fruire di cultura per contrastare così la povertà educativa e promuovere la diffusione della lettura. La legge non è una legge sul prezzo del libro perché il tema è stato affrontato in maniera molto esauriente dal Parlamento già nel 2011 con la “legge Levi”, che rimane in vigore con un'eccezione: allinea al 5, come accade in Francia, lo sconto praticabile sul prezzo del libro per i primi sei mesi dal momento dell'uscita in libreria. Non si aboliscono gli sconti per i libri, ma si differiscono di alcuni mesi e si mette ordine nel sistema delle promozioni. Ogni lettore, recandosi in libreria, troverà regolarmente a rotazione campagne promozionali del 20 per cento di sconto sui libri dei diversi gruppi editoriali. Perché questo provvedimento? Perché le librerie che chiudono sono moltissime e perché, dietro ogni libro, esiste una filiera di lavori e di mestieri, che sono mestieri di grande competenza, di grande professionalità, che meritano rispetto. Questa disposizione, prevista all'articolo 9 della proposta di legge, è solo una delle molte misure previste. Infatti, si interviene - come avrete capito - a sostegno dei più deboli e, per contrastare la povertà educativa, si promuove la lettura per i bambini, secondo l'esempio virtuoso di “Nati per leggere” e si interviene sulle biblioteche scolastiche.

Si rilanciano le buone pratiche già attive nel Paese, cercando di mettere a sistema, in una sorta di legge-quadro, gli interventi più urgenti per affrontare le emergenze del settore. Ne sono una dimostrazione i patti locali per la lettura, che uniscono in modo virtuoso soggetti pubblici e soggetti privati, biblioteche comunali, librerie, biblioteche scolastiche, gruppi di volontari. La proposta di legge interviene anche per favorire le pratiche già sperimentate, raddoppia il finanziamento previsto per il tax credit per le librerie, prevede l'albo delle librerie di qualità, che consentirà alle librerie di fregiarsi di un marchio per l'attività svolta, istituisce la capitale italiana del libro, riproponendo il modello virtuoso della capitale italiana della cultura. Si prevede anche che il libro venga considerato all'interno della filiera del dono, estendendo la disciplina agevolativa prevista dalla legge n. 166 del 2016, consentendo le cessioni gratuite di libri, si incentiva così lo sviluppo dell'economia circolare e il recupero di beni a fini di solidarietà sociale. Ringrazio la collega Gadda per il suo suggerimento prezioso, per aver consentito di inserire anche questo articolo all'interno della legge.

Le risorse sono poche, avremmo voluto fossero molto più significative e avremmo sicuramente voluto fare di più; pensiamo però che sia importante che nascano già da ora dei fondi che potranno in futuro essere implementati. Mi riferisco ad esempio al finanziamento previsto per formare personale in grado di far funzionare le biblioteche scolastiche, di cui c'è assoluto bisogno, dato che uno dei nostri obiettivi è di aumentare la lettura fra i giovani. Non voglio ricordare i dati INVALSI perché parlano da soli e sono argomento di forte preoccupazione per tutti quelli di noi che si occupano di scuola. Nel testo non è stato affrontato il tema dei libri scolastici proprio perché questa è una legge sulla promozione della lettura, ma siamo consapevoli che è un tema difficile, che deve essere affrontato in modo organico. Da più parti nei gruppi parlamentari è emersa l'intenzione di procedere con proposte di legge specifiche su questa materia.

Una ricerca, pubblicata nel Regno Unito, fatta da Censuswide per la società Roxy all'inizio di quest'anno ha accertato che gli adolescenti, compresi tra i 9 e i 18 anni, passano sullo smartphone 23 ore a settimana, più di tre ore al giorno; si tratta di una media: vi sono ragazzi naturalmente che possono passare anche molte più ore sul cellulare; calcolando otto ore di sonno e sei ore di scuola, i ragazzi occupano circa un terzo del loro tempo di vita sul cellulare. Altre ricerche fanno registrare dati ancora più allarmanti. È dunque lo smartphone, non il libro, il veicolo principale dei contenuti del nostro tempo, che modifica la parabola della maturazione psicointellettuale delle persone. I ragazzi hanno capacità di attenzione e di concentrazione sempre più brevi ed è frustrata la tendenza alla crescita, cioè lo sviluppo delle capacità intellettive volte a far progredire e allungare il tempo di concentrazione e di apprendimento.

Chi controlla i contenuti proposti sugli smartphone controlla il mercato, ma controlla anche, spesso, il pensiero e le coscienze; lo sanno bene i responsabili dei cosiddetti grandi gruppi del web, ma sarebbe un discorso lungo e non è questa la sede; ne parlo perché siamo consapevoli di muoverci in un mondo in continua evoluzione. Il rischio di scrivere una legge che nasce già superata dalle cose esiste; ciò nonostante il Partito Democratico voterà a favore di questa proposta di legge per le ragioni che sono emerse nella discussione generale di lunedì 8 Luglio scorso e nel dibattito che si è svolto in Commissione, in questa e nella passata legislatura. Sappiamo tutti che si tratta solo di un primo passo, di un telaio iniziale, al quale dovranno seguire altri provvedimenti, se vogliamo farci compiutamente carico di questo problema. Dobbiamo pensare a vere e proprie campagne di sensibilizzazione sulla lettura attraverso strumenti diversi, compresi anche i programmi televisivi, e dobbiamo ripensare a un'idea di detassazione della filiera del libro, una serie di no tax area.

Le misure contenute in questa legge vanno nella giusta direzione e valorizzano le buone pratiche che già vivono e sono presenti nelle pieghe della società e dei territori italiani, ma dobbiamo fare e cercheremo di fare di più. Tutta la Commissione, il Comitato ristretto e la relatrice si sono ritrovati a condividere questo provvedimento; voglio darne atto perché la discussione generale di lunedì 8 Luglio e quella che si sta svolgendo oggi ci ha fatto vivere in un Parlamento, che forse è quello che tutti vorremmo. Per tutte queste ragioni, esprimo, Presidente, il voto favorevole del Partito Democratico su questa proposta di legge, di cui - sono assolutamente convinta - il nostro Paese ha urgente necessità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Ketty Fogliani. Ne ha facoltà.

KETTY FOGLIANI (LEGA). Grazie, Presidente. La proposta di legge oggi all'esame in questo ramo del Parlamento dispone interventi al fine di sostenere e promuovere la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini. Può sembrare strano parlare di libri e di lettura nella società contemporanea, dove sembra ci sia poco spazio per leggere per passione e poco desiderio di farlo. Questo è il tempo della tecnologia e dei grandi mezzi di comunicazione, come i social network, che assorbono la maggior parte del nostro tempo e dei nostri interessi. Da questo non sono esclusi nemmeno i bambini, anzi, spesso posseggono uno smartphone che consente loro di collegarsi in rete e di usufruire di tali piattaforme. Tale atteggiamento, poi, perdura passando per l'età dell'adolescenza e gli anni di scuola superiore, fino all'approdo all'età adulta. Se fermassimo per strada dei giovanissimi, chiedendo loro il titolo dell'ultimo libro letto, pochi saprebbero rispondere perché la lettura non rientra tra gli interessi e le attività principali. La loro lettura in molti casi si limita a quella imposta dallo studio scolastico. Quand'ero bambina, per mio padre, ogni occasione diventava momento per regalarmi un libro, dall'influenza al compleanno. I libri, con il loro profumo, sono diventati una grande attrazione; mi hanno fatto crescere, sognando e visitando molti mondi con la fantasia ed anche ora lo fanno (anche se ora leggo anche gli e-book che condivido con i miei figli).

Vari studiosi concordano nel sostenere l'importanza della lettura già a partire dall'infanzia. Oggi, la maggior parte degli esperti sono concordi nell'affermare che i principali vantaggi derivanti dall'iniziazione alla lettura sono i vantaggi cognitivi: la lettura è da considerarsi una vera e propria palestra in cui si può allenare la mente. Il leggere abitua i bambini a pensare a realtà possibili e diverse dalla propria, a provare ad anticipare con l'immaginazione quello che succederà, ad esercitare la propria capacità di problem solving, nel momento in cui, mettendosi nei panni dei protagonisti, provano a pensare a cosa si potrebbe fare per cercare di risolvere i loro problemi. In questo senso, si può dire che la lettura stimola la fantasia dei nostri bambini e allarga il loro orizzonte di pensiero.

Poi ci sono i vantaggi emotivi: la lettura amplia il ventaglio delle emozioni che una persona può conoscere, dandogli un nome. È proprio attraverso la lettura che si può parlare ai bambini di emozioni difficili, sia da comprendere, sia da accettare. Le storie dei protagonisti, infatti, permettono di trattare gli stati d'animo particolari, anche molto intensi e in alcuni casi dolorosi. Inoltre, la lettura stimola la cosiddetta empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni dell'altro e di comprendere ciò che sente e ciò che prova: essa è alla base di qualsiasi relazione.

Entrando nel merito del testo, tra le misure previste dal testo uscente dalla Commissione c'è il Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura. Nell'individuazione delle priorità del Piano si tiene conto delle seguenti finalità: diffondere l'abitudine alla lettura e favorire l'aumento del numero dei lettori, valorizzando l'immagine sociale del libro e della lettura, anche attraverso attività programmate di lettura comune e pratiche fondate sulla condivisione dei testi e la partecipazione attiva dei lettori; promuovere le frequentazioni di biblioteche e librerie, nonché la conoscenza della produzione libraria italiana; valorizzare e sostenere le buone pratiche di promozione della lettura realizzate da soggetti pubblici e privati, anche in collaborazione tra loro e, in particolar modo, quelle tra le istituzioni pubbliche, gli operatori e le associazioni professionali del settore librario, favorendone la diffusione nel territorio nazionale; valorizzare e sostenere la lingua italiana, favorendo la conoscenza delle opere e degli autori italiani e la loro diffusione all'estero, anche tramite le biblioteche; valorizzare la diversità della produzione editoriale nel rispetto delle logiche di mercato e della concorrenza; promuovere la formazione continua e specifica degli operatori di tutte le istituzioni coinvolte nella realizzazione dello stesso Piano; promuovere la dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle istituzioni scolastiche e nelle biblioteche; promuovere la lettura presso i teatri, all'interno delle programmazioni artistiche e culturali, nonché durante i festival; prevedere interventi mirati per specifiche fasce di lettori e territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale, anche al fine di prevenire o di contrastare fenomeni di esclusione sociale.

Tra gli altri strumenti aventi le finalità di sostegno e valorizzazione della lettura, vorrei citare i patti locali per la lettura, la Carta della cultura e le modifiche della “legge Levi” del 2011 sul prezzo dei libri. I primi prevedono interventi finalizzati ad aumentare il numero di lettori abituali; la seconda è destinata all'acquisto di libri, anche digitali, muniti di codice ISBN, nonché di prodotti e servizi culturali da parte dei cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale e appartenenti a nuclei familiari in condizioni disagiate. Grazie anche ad una proposta di legge abbinata, a prima firma Belotti, del gruppo Lega (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), il provvedimento interviene a modificare anche la “legge Levi” del 2011 nelle parti relative agli sconti sui libri nuovi. La vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, è consentita con uno sconto massimo fino al 5 per cento del prezzo apposto; lo sconto può arrivare al 15 per cento sui libri adottati dalle istituzioni scolastiche, come i libri di testo. La norma si applica anche alla vendita di libri effettuata per corrispondenza o tramite piattaforme digitali su Internet. Il limite massimo di sconto non si applica alla vendita di libri alle biblioteche, purché i libri siano destinati all'uso dell'istituzione, restando esclusa la loro rivendita.

Questa legge difende le librerie dal rischio di estinzione, rivaluta le biblioteche scolastiche e valorizza i patti locali per la lettura; sancisce la rinascita di un centro per il libro e la lettura al passo con i modelli innovativi ed efficienti; argina i rischi di uno strapotere della vendita online, introducendo regole che permettono una concorrenza più equa tra tutte le aziende che operano nel nostro settore. Leggere è una grande ricchezza per ciascuno di noi, ci apre alla conoscenza, ai sentimenti, alla bellezza, ci dà consapevolezza delle nostre radici e di quelle degli altri.

Leggere è anche libertà, perché è cultura e, attraverso essa, siamo persone libere di scegliere e di capire cosa è giusto per noi. Occorrono, dunque, politiche che sappiano valorizzare la lettura e incoraggiarla, e questo è un primo importante passo. È stato un importante lavoro di squadra da parte di tutti i gruppi politici ed anche questo notevole risultato è prova che ci sono temi trasversali che portano il buonsenso a prevalere. Per tutti questi motivi, il gruppo Lega voterà a favore (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Casa. Ne ha facoltà.

VITTORIA CASA (M5S). Grazie, signora Presidente. Onorevoli colleghi, dopo un lungo iter parlamentare, siamo finalmente giunti all'approvazione di questa importante proposta di legge per il sostegno e la promozione della lettura. Una proposta che nasce da istanze diverse provenienti da molti gruppi parlamentari e che ha, quindi, richiesto un'enorme operazione di raccordo e sintesi affinché si potesse addivenire ad un testo largamente condiviso. Pertanto, mi preme sottolineare l'ottimo lavoro svolto dalla relatrice e mia compagna di gruppo parlamentare, l'onorevole Alessandra Carbonaro, che ha alacremente profuso ogni singolo sforzo in virtù di un risultato che oggi può essere colto per intero da quest'Aula in stretta sinergia con l'onorevole Piccoli Nardelli.

Il valore della lettura e dei libri è certamente universale, ma non temo di poter essere smentita affermando che l'Italia, in misura maggiore rispetto ad altri Stati, deve gran parte della propria identità storica a scrittori e poeti. D'altronde, l'Italia è la patria di menti sopraffine che hanno per sempre impreziosito la letteratura, divenendo faro luminoso per tutte le generazioni future. Eppure, anche in un Paese che molto deve ai libri, tanto l'editoria, quanto la prassi della letteratura attraversano un momento di profonda crisi.

Le motivazioni risiedono in una molteplicità di fattori, come la mancata capacità di sfruttare le nuove tecnologie in maniera adeguata, l'eccessivo utilizzo degli smartphone e dei social network, l'assenza di adeguate campagne di sensibilizzazione alla lettura, un impoverimento generale del lessico di uso quotidiano. A queste vanno aggiunti l'odiosa pratica della pirateria, che ha colpito anche il settore dell'editoria, e l'eccessivo numero di stimoli a cui sono adesso sottoposti soprattutto i giovani, che possono impiegare, con un'infinità di svaghi, il tempo che, tradizionalmente, veniva dedicato alla lettura.

Il risultato è un costante declino culturale, con la piaga dell'analfabetismo funzionale che colpisce sempre più cittadini italiani: un fenomeno che - si badi bene - non si abbatte soltanto sulle fasce meno istruite di popolazione, se è vero che appena il 41 per cento degli italiani dichiara di leggere almeno un libro all'anno per motivi che non siano strettamente professionali o scolastici. E non vi è dubbio alcuno che analfabetismo funzionale e diminuzione della lettura sono strettamente correlati.

Pertanto, ritengo che questa proposta di legge sia decisiva per il sostegno ed il rilancio della lettura e dell'industria editoriale e che questa votazione assuma un fortissimo carattere non solo simbolico, ma anche e, soprattutto, pragmatico. Non potevamo, infatti, e non possiamo rimanere inerti di fronte a questo processo di crisi e con questo provvedimento auspichiamo di dare una risposta concreta, rapida ed efficace. Per poter formulare un testo trasversale in grado di incidere su molteplici aspetti, la VII Commissione - ringrazio il presidente Gallo - ha svolto numerose audizioni, affinché si potesse cogliere il maggior numero di istanze provenienti dal mondo dell'editoria, dai librai, dalle piccole realtà editoriali autonome e indipendenti, dagli esperti in materia di antitrust. Il risultato è un dispositivo normativo che raccoglie questi stimoli e interviene sotto diversi profili, quali, naturalmente, la promozione della lettura nelle scuole, ma anche negli istituti penitenziari o nelle strutture socio-assistenziali.

Siamo intervenuti sul prezzo della vendita dei libri, sull'istituzione di una capitale italiana del libro, diversa di anno in anno, con i conseguenti progetti da svolgere, sulla valorizzazione delle biblioteche civiche e scolastiche, con la possibilità di creare dei poli territoriali, sulla predisposizione di un Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura, con una conseguente distribuzione territorialmente equilibrata delle risorse; sulla possibilità di stabilire dei patti locali per la lettura che coinvolgano sia soggetti privati che soggetti pubblici e, per ultimo, ma non in ultimo, sull'istituzione della Carta della lettura.

Onorevoli colleghi, grazie a questi interventi questa proposta potrà assumere una valenza civica di non poco conto. I libri, del resto, sono dei pilastri di civiltà, ma la civiltà, per essere tale, deve poter abbracciare le componenti più disparate di ogni comunità.

Passando ad altri aspetti della proposta di legge, altrettanto rilevanti sono le misure per il sostegno alle piccole librerie e alle piccole case editrici. Siamo pienamente consapevoli che, in un contesto di mercato globale, i grandi colossi editoriali e le piattaforme di vendita online abbiano quasi stritolato le realtà locali. Sappiamo bene che, dietro a una piccola casa editrice, a una piccola libreria, stanno spesso sacrifici di intere famiglie, uomini e donne che hanno creduto in un sogno, lo hanno costruito e coltivato per tutta la loro vita.

Oggi questo sogno è minacciato dalla concorrenza spietata del web, dalle grandi catene, che fagocitano il mercato con offerte e promozioni non sostenibili dai piccoli esercenti.

A tale scopo, questo dispositivo introduce delle modifiche alla disciplina del prezzo dei libri, recata dalla legge n. 128 del 2011, modifiche volte alla tutela delle piccole librerie.

Si stabilisce una percentuale più bassa per gli sconti sui libri per la vendita al consumatore, fissata al 5 per cento sulla varia e al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni come libri di testo.

All'articolo 9 prevediamo, inoltre, l'istituzione dell'albo delle librerie di qualità e delle librerie indipendenti, albo che vuole essere un ulteriore riconoscimento al valore delle piccole librerie e alla capacità delle stesse di mettersi in relazione con il territorio. Ancora, per favorire l'acquisto di libri da parte dei cittadini appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati, con un emendamento da noi presentato abbiamo previsto l'istituzione della Carta della cultura. Attraverso questa carta, verrà assegnato un importo nominale di 100 euro da utilizzare entro un anno per i pagamenti relativi all'acquisto dei libri. Con questa forma di sostegno vogliamo poter avvicinare quanto più possibile i cittadini alla lettura, ritenendo che lo Stato non debba permettere allo svantaggio economico di diventare anche svantaggio sociale.

Vorrei concludere il mio intervento con una citazione di Cesare Pavese: “leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”. Perché la magia della lettera è tutta in queste parole: accendere la luce sulle nostre più recondite capacità, su quelle riflessioni che dimorano nel nostro animo, ma che per venir fuori necessitano talvolta dell'ispirazione che poeti e scrittori riescono a suggellare in pochi versi.

Con questa proposta di legge vogliamo far supportare le nuove generazioni nel loro percorso di crescita umana e culturale. Pertanto, in virtù del minuzioso lavoro svolto dalla Commissione e dal nobile fine di questa proposta di legge, a nome del MoVimento 5 Stelle, dichiaro il voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il Collega Fatuzzo. Ne ha facoltà.

CARLO FATUZZO (FI). Signora Presidente, prendo volentieri, molto volentieri, la parola in questo momento nell'Aula, perché finalmente - finalmente! - leggo le parole: anziani non autosufficienti ricoverati. Sono d'accordo anche i miei colleghi qua vicino, Tripodi e Minardi, leggo letteralmente in questa legge, all'articolo 2, punto 5, lettera b): questa legge si propone di promuovere…

PRESIDENTE. Collega Fitzgerald… mi scusi, collega…

CARLO FATUZZO (FI). …la lettura presso le strutture socio-assistenziali per anziani…

PRESIDENTE. Collega Fatuzzo, mi scusi. Collega Fitzgerald…

CARLO FATUZZO (FI). …e negli ospedali per le persone ricoverate per lunga degenza…

PRESIDENTE. Collega Fatuzzo… vada avanti, prego.

CARLO FATUZZO (FI). Ho detto qualcosa che non va?

PRESIDENTE. No, no, stavo intervenendo per la collega Fitzgerald, che stava facendo un video. Prego, le abbiamo bloccato il tempo. Ha quindici secondi più o meno.

CARLO FATUZZO (FI). Quindici secondi? Viva i pensionati. Pensionati all'attacco!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la relatrice Carbonaro, suppongo per un ringraziamento. Ne ha facoltà.

ALESSANDRA CARBONARO, Relatrice. Grazie, Presidente. Questa legge giunge in Aula dopo un esame articolato, in cui tutte le parti sono state ascoltate e vorrei solo poter ringraziare la prima firmataria per il testo e i colleghi che hanno cofirmato la legge e hanno presentato dei nuovi testi, e tutta la Commissione per il lavoro che è stato svolto, il presidente di Commissione e il Governo per il supporto, gli uffici della Commissione cultura, gli uffici della Commissione bilancio, gli uffici della Camera e i legislativi del gruppo.

Questa è una legge di cui credo questo Paese, finalmente, con la prima lettura alla Camera e poi al Senato, si potrà dotare. Volevo unirmi, ovviamente, ai ringraziamenti a tutti per il lavoro fatto (Applausi).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Coordinamento formale - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.

(Così rimane stabilito).

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 478-A)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta di legge n. 478-A: "Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura".

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 31) (Applausi).

Dichiaro così assorbite le proposte di legge nn. 1410, 1516, 1614 e 1686.

Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Brambilla; Schullian ed altri; Schullian ed altri; Schullian ed altri; Gebhard ed altri; Molteni ed altri; Comaroli ed altri; Baldelli ed altri; Gusmeroli ed altri; De Lorenzis ed altri; Pagani e Pizzetti; Bergamini; Crosetto; Mulè ed altri; Gadda ed altri; Meloni e Lollobrigida; Frassini ed altri; Maccanti ed altri; Scagliusi ed altri; Vinci ed altri; Vinci ed altri; Butti ed altri; Zanella ed altri: Modifiche al codice della strada (A.C. 24-192-193-219-234-264-367-681-777-1051-1113-1187-1234-1245-1348-1358-1364-1366-1368-1399-1400-1601-1613-A) (ore 18,53).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge nn. 24-192-193-219-234-264-367-681-777-1051-1113-1187-1234-1245-1348-1358-1364-1366-1368-1399-1400-1601-1613-A: Modifiche al codice della strada.

DIEGO DE LORENZIS, Relatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DIEGO DE LORENZIS, Relatore. Grazie, Presidente. Chiedo formalmente il rinvio dell'ordine dei lavori su questo punto alla prossima settimana, non essendo ancora pervenuta la relazione della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. D'accordo.

ENRICO BORGHI (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Collega Borghi, a che titolo? Contro o a favore?

ENRICO BORGHI (PD). Per esprimere il giudizio del Partito Democratico. Ne ho facoltà?

PRESIDENTE. Certo, quindi sta esprimendo il parere. Prego.

ENRICO BORGHI (PD). Grazie. Sa, siamo ancora abituati a queste antiche tradizioni…

PRESIDENTE. Collega, vada avanti. Prego.

ENRICO BORGHI (PD). …siccome non siamo ancora nella Duma (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), cari colleghi, fatevene una ragione…

PRESIDENTE. Collega, per cortesia, vada avanti.

ENRICO BORGHI (PD). …fatevene una ragione, tovarish! Noi, per la seconda settimana consecutiva, oltre che essere per la glasnost, come giustamente ricorda il mio collega di banco, per la seconda settimana consecutiva, signora Presidente, assistiamo a questa pantomima per la quale la maggioranza infarcisce di provvedimenti, diciamo non decisivi per le sorti della patria, che vengono poi portati all'attenzione dell'Aula, si fa la discussione generale e poi la medesima maggioranza viene qui a raccontarci che non è pronta. Non è pronta perché? Perché la cattivissima Commissione V non è in grado di fornire i pareri. Ora, siccome il presidente della V Commissione, la scorsa settimana, si è alzato in quest'Aula, scaricando sostanzialmente la responsabilità su altri, non meglio precisati, appare di tutta evidenza plastica che la maggioranza non è in grado, per la terza settimana consecutiva, di consentire a quest'Aula di lavorare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Noi siamo in una condizione per la quale domani, alle 13 esagerando, salutiamo la compagnia e ci si rivede la prossima settimana. Ma vi pare una cosa normale? A noi no. Abbiamo chiesto la Conferenza dei capigruppo proprio per sottolineare questo.

Peraltro, signora Presidente, un metodo utile per impiegare le nostre giornate ce l'avremmo, se venisse qui il Ministro dell'Interno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), anziché andare ovunque…

PRESIDENTE. Collega, siamo ovviamente alla richiesta di rinvio del testo unificato sulle modifiche al codice della strada…

ENRICO BORGHI (PD). …persino nel gattile di Roma, pur di fuggire dalla Camera dei deputati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Lo consideriamo ovviamente un intervento contro.

Se nessuno chiede di intervenire a favore del rinvio, passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di rinvio del testo unificato delle proposte di legge n. 24-A ed abbinate, recanti modifiche al codice della strada.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva per 107 voti di differenza.

Essendo giunti alle ore 19, il seguito della discussione delle mozioni concernenti iniziative in materia di politiche urbane e riqualificazione delle periferie è rinviato alla seduta di domani, a partire dalle ore 11.

Sull'ordine dei lavori.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). In questo momento, Presidente, sta iniziando lo spoglio per le votazioni del Presidente della Commissione europea, e si inaugura proprio in questo momento un nuovo patto del Nazareno pentastellato, che vede il MoVimento 5 Stelle insieme al PD appoggiare un fronte franco-tedesco anti-italiano.

Per questo chiedo, per attenermi all'ordine dei lavori, la presenza del Presidente Conte in quest'Aula, che venga a spiegarci come mai parte di questa maggioranza prende questa scelta nefasta nei confronti dell'Italia in un momento così delicato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), con un tema dell'immigrazione che vede questa candidata alla Commissione europea prendere delle posizioni che non vedono in nessun modo l'Italia avvantaggiata.

PRESIDENTE. Grazie collega, ovviamente trasmetteremo la richiesta dell'informativa alla Presidenza.

SIMONE BALDELLI (FI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI (FI). Sì, Presidente, proprio sull'ordine o, ancora una volta, sul disordine dei nostri lavori, perché già nella seduta di ieri avevamo fatto presente il rischio concreto che, non avendo il Governo seguìto affatto il provvedimento sulla riforma del codice della strada, sarebbe mancata la consapevolezza della Commissione bilancio, una nota tecnica, per poter esprimere i pareri su una materia così vasta e complessa. Puntualmente, Presidente, ci siamo trovati la maggioranza che chiede un rinvio alla settimana successiva. A questo punto non sappiamo neanche quando mai sarà esaminato il provvedimento, perché mi permetto di ricordare ai colleghi della maggioranza che abbiamo tre decreti in scadenza che, prima della pausa estiva, in questo ramo del Parlamento dovremmo affrontare. Abbiamo però, Presidente - e la prego di farlo presente al Presidente Fico, che conosce da vicino questo tema -, un modo di procedere che viene meno per l'assenza di attenzione da parte del Governo, per il ritardo con cui i provvedimenti vengono affrontati ed esaminati nel contenuto e nelle ricadute di spesa, nelle ricadute sugli equilibri di finanza pubblica, nelle conseguenze tecnico-ragionieristiche che riguardano questi provvedimenti. Un provvedimento come la riforma del codice della strada, non nella sua complessità - perché quella è altra materia con la quale ci andremo incredibilmente a sovrapporre, anche se non so quando -, ma un provvedimento di 10 articoli, che va dalle biciclette alle moto d'epoca, dai poteri degli ausiliari del traffico fino a qualunque altra cosa si possa immaginare di inserirci, per avere dei pareri consapevoli della Commissione bilancio e delle coperture deve essere terminato almeno una settimana o dieci giorni prima dell'esame in Aula; altrimenti accade quello che abbiamo visto oggi e nella scorsa settimana.

Se fossimo stati nella scorsa legislatura - lei, Presidente Spadoni, c'era - avremmo assistito ai suoi colleghi, del suo gruppo - e probabilmente avremmo visto lei stessa - alzarsi in quest'Aula a dire che il Parlamento era un Parlamento di fannulloni, che si lavorava poco, che non si lavorava abbastanza. Queste cialtronate, per fortuna, in questa legislatura, siccome la causa di questi ritardi siete voi, ce le risparmiamo, però ci permettiamo di sottolineare il fatto che, anche su questo provvedimento, ieri il Governo, nel suo Dicastero competente non era presente e che, dal punto di vista proprio della possibilità del Dicastero competente di seguire i provvedimenti, è rimasto un solo sottosegretario, che oggi è qui presente in Aula, sopravvissuto a tutta una quantità di vicende giudiziarie e paragiudiziarie che hanno interessato da vicino il Governo e che, per polemiche interne, per giustizialismo interno, hanno fatto sì che non ci fossero più né il Viceministro Rixi, né il sottosegretario Siri all'interno del Dicastero dei trasporti. Io mi auguro che si ponga un problema anche all'interno dell'Esecutivo su come i provvedimenti vengono seguiti e su come si possano garantire coperture ai provvedimenti, perché questo modo di procedere è ben al di sotto dell'asticella della decenza.

PRESIDENTE. Sospendiamo a questo punto la seduta, che riprenderà al termine della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.

La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 19,05, è ripresa alle 20,05.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il collega Enrico Borghi. Ne ha facoltà.

ENRICO BORGHI (PD). Grazie, signora Presidente. Desidero manifestare il disappunto, a nome del gruppo del Partito Democratico, sulle conclusioni della Conferenza dei presidenti di gruppo che si è appena tenuta in quanto, su richiesta di una serie di opposizioni e su proposta del Presidente della Camera, il rappresentante del Governo ha comunicato, in quella circostanza, che il Ministro Salvini non intende venire in quest'Aula a fornire informativa come da noi richiesto.

È un precedente molto grave che riteniamo non debba essere accettato. Noi prendiamo atto delle conclusioni del Presidente Fico, che ha annunciato l'invio di un'ulteriore lettera al Ministro Fraccaro di sollecito. Da questo momento il nostro atteggiamento cambierà nelle Commissioni e in Aula, perché noi non riteniamo che si possa accedere a un principio sulla base del quale un Ministro, chiunque egli sia, diventa irresponsabile di fronte al Paese e di fronte all'Aula.

Quindi, ci teniamo a dover sottolineare questa nostra posizione che si sostanzierà, nelle prossime ore, con delle decisioni che comunicheremo e che metteremo in pratica.

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli undici interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare il deputato Carlo Fatuzzo. Ne ha facoltà per due minuti.

CARLO FATUZZO (FI). Signora Presidente, sono stato, sabato scorso al mattino, in provincia di Bologna, esattamente a Sasso Marconi dove Guglielmo Marconi lanciò il primo SOS con un telegrafo senza fili che da quel momento si chiamò radiotelegrafia e che portò poi anche a quello che vediamo oggi intorno a noi: radio, televisioni e financo i cellulari. Ma non sono andato lì per rendere omaggio, anche se lo meritava sicuramente, e di passaggio sono stato dal grande scienziato bolognese che è stato anche nostro collega al Senato, è stato senatore. È già passato un minuto?

PRESIDENTE. Sì.

CARLO FATUZZO (FI). Allora, vado a dire quello che ho fatto nel pomeriggio. Il pomeriggio sono stato alla casa di riposo per non autosufficienti privata denominata “Nuova Villa Emma” e anche lì, purtroppo, ho visto tanto buon cuore da parte delle operatrici e degli operatori sociosanitari, da parte dei dirigenti della casa di riposo e anche da parte della proprietà, ma ho visto tanto abbandono da parte della società, di coloro che potremmo essere anche noi, perché siamo tutti destinati a diventare anziani e bisognosi di assistenza continua.

Quindi, io voglio insistere ancora una volta perché gli anziani non autosufficienti obbligati a ricoverarsi in istituzioni pubbliche siano seguiti - ma veramente seguiti - non solamente a parole ma anche con i fatti.

PRESIDENTE. Grazie, collega.

CARLO FATUZZO (FI). Viva i pensionati, pensionati all'attacco!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Zan. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO ZAN (PD). Grazie, Presidente. Nella notte tra domenica e lunedì è avvenuto l'ennesimo gravissimo caso di omotransfobia in Italia. In un bar della provincia di Bologna un uomo è stato aggredito, pestato e mandato all'ospedale perché omosessuale. Ora Giovanni è ricoverato con la faccia tumefatta per il solo motivo di aver urtato la sensibilità degli avventori che non hanno accettato di condividere uno spazio pubblico con una persona gay. Questo è solo l'ultimo attacco generato dall'odio verso le persone LGBTQ di una lista divenuta lunghissima nel corso degli ultimi due anni, come dimostrano numerose inchieste giornalistiche.

Mi chiedo, Presidente, come il Parlamento possa ancora girare la testa davanti a crimini sempre più frequenti. Siamo l'ultimo tra i più grandi Paesi europei a non avere inserito nel nostro ordinamento giuridico uno strumento normativo specifico di contrasto all'odio omotransfobico. Cos'altro deve accadere perché finalmente in quest'Aula si affronti una piaga sociale che ha acquisito i profili di una vera e propria emergenza?

Una recentissima classifica OCSE che stima il grado di accettazione dell'omosessualità in Europa ci pone drammaticamente in fondo, tra l'Ungheria e la Polonia.

In altre parole, l'Italia in termini di diritti è considerata a livello internazionale come membro del blocco di Visegrád…

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

ALESSANDRO ZAN (PD). Ho ancora un po' di tempo. L'ho contato, Presidente…

PRESIDENTE. Lei ha un minuto e quindici secondi.

ALESSANDRO ZAN (PD). Forse saranno contenti i colleghi della Lega o di Fratelli d'Italia ma non noi. Spiegatelo, dunque, a quelle ragazze e a quei ragazzi che subiscono quotidianamente violenza o ai genitori delle persone che si sono tolte la vita per le sofferenze causate dall'odio. Chi in questo Parlamento ancora non considera o non vuole affrontare il problema è complice di quel branco che domenica notte ha mandato all'ospedale Giovanni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Enrico Borghi. Ne ha facoltà.

ENRICO BORGHI (PD). Grazie, signora Presidente. Intervengo per preannunciare il deposito di un'interrogazione urgente su un fatto che è emerso nella giornata di oggi in Piemonte e che mette in gravi preoccupazioni l'intera comunità del Verbano Cusio Ossola. In particolare riferiscono i sindaci di quel territorio che il Governo avrebbe disposto uno slittamento di un anno dei fondi stanziati dai Governi precedenti, 25 milioni a valere sui fondi FSC, per la messa in sicurezza del versante della strada statale 34 del lago Maggiore, sulla quale nel 2017 vi fu, a seguito di un dissesto idrogeologico, un grave incidente con un morto.

Si tratta di una strada internazionale sulla quale è stato sottoscritto un accordo di programma che metteva a disposizione della regione Piemonte e del territorio 25 milioni di euro a valere sui fondi FSC per gli anni 2019, 2020 e 2021 e non si capisce il motivo per cui si voglia far slittare di un anno la realizzazione di questi interventi in considerazione della gravità della situazione e dell'esigenza di intervenire immediatamente. Dunque, siamo estremamente preoccupati e interrogheremo su questo punto specifico il Ministro Toninelli (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Matteo Luigi Bianchi. Ne ha facoltà.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, da Cape Canaveral, in Florida, il 16 luglio di cinquant'anni fa partì la missione della NASA denominata “Apollo 11”. Il vettore Saturno V condusse gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins al di fuori dall'atmosfera terrestre in direzione della Luna. Il modulo lunare Eagle toccò il suolo del nostro satellite nella giornata del 20 luglio 1969. Fu un'epopea per tutta l'umanità. Gli Stati Uniti riuscirono a superare i sovietici nella corsa allo spazio, elemento topico di un periodo delicato della Guerra fredda.

A distanza di mezzo secolo l'attuale amministrazione americana ha annunciato un nuovo programma spaziale denominato “Artemide”. Nella mitologia greca essa era la selvaggia e splendida dea arciera che viveva nei boschi inesplorati. Rappresenta la luna crescente, il presente che è costante cambiamento e crescita ed era la sorella gemella di Apollo. La missione ha come fine un nuovo sbarco sulla Luna entro il 2024, con l'obiettivo di vedere la prima donna emulare l'avventura e l'impresa di Armstrong.

Questa nuova sfida, lanciata dalla più grande democrazia del mondo, ci impone di riflettere anche sul ruolo del nostro Paese, realtà con eccellenze importanti nel settore dell'aerospazio. Fondamentale sarà anche il ruolo operoso nel nostro intergruppo tematico, in cui sono presenti molti colleghi della Lega. È di assoluto interesse scientifico, economico e non solo, rimanere stretti a questo nuovo programma spaziale come partner per le sfide del domani, dando la nostra disponibilità a partecipare attivamente a questa ulteriore epopea che cambierà il corso della storia e ci proietterà nel sogno di Marte e di una protezione permanente del nostro pianeta direttamente dalla Luna. Abbiamo tutte le credenziali per farlo. L'attualità politica e geopolitica ci dà una straordinaria occasione per il progresso generale di conoscenze da consolidare.

Abbiamo avuto modo di studiare la Luna nel passato, non l'abbiamo mai abbandonata e ne abbiamo compreso i segreti, la sua solitudine, i suoi pericoli. L'abbiamo toccata, ci siamo appassionati e abbiamo aperto un libro pieno di piccoli dettagli e l'abbiamo amata ed adorata coltivando i nostri sogni. È stata una sfida vinta senza paura che non avevamo sviluppato in tanti altri contesti. Artemide, questa missione importante e opportunità del presente, evolverà e scriverà nuovamente la nostra storia, facendoci guardare avanti e migliorandoci giorno dopo giorno. Starà a noi saperla cogliere per viverla al meglio (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Gianluca Rospi. Ne ha facoltà.

GIANLUCA ROSPI (M5S). Grazie, Presidente. Cinquant'anni fa, il 16 luglio 1969, è iniziato dalla Florida il viaggio dell'Apollo 11 con a bordo gli astronauti Armstrong, Collins e Buzz Aldrin, viaggio che ha portato cinque giorni dopo a compiere il primo passo sulla Luna.

“Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità”: questa è la celeberrima frase pronunciata da Armstrong e che tutti ancora oggi ricordiamo dell'allunaggio.

Oggi però, signor Presidente, voglio ricordare un'altra storia, poco nota alle cronache: la storia dell'ingegner Rocco Petrone, figlio di immigrati lucani partiti da Sasso di Castalda, paesino di 1.100 anime della Basilicata, con destinazione America, così come hanno fatto gran parte dei nostri concittadini che, con una valigia di cartone e poche lire in tasca, hanno affrontato il lungo viaggio per costruire un futuro migliore per loro e per i loro figli nel nuovo mondo. Il sogno americano, o American dream: così veniva definito a quel tempo il viaggio della speranza. La determinazione e la disposizione al sacrificio di Rocco Petrone, studente modello di mattina e venditore di ghiaccio nel pomeriggio, gli hanno fatto conseguire la laurea in ingegneria e nel 1961 gli hanno permesso di entrare a far parte del programma Apollo, e successivamente di prenderne la direzione. Fu lui, da direttore del lancio, a dare il fatidico “go” con cui partì la missione Apollo 11. Mi piace ricordare oggi, a distanza di 50 anni, che l'ingegner Rocco Petrone, con il suo sforzo faticoso e silenzioso e con l'umiltà che caratterizza i lucani, è stato l'artefice della spedizione che ha cambiato il volto del mondo e ha proiettato l'umanità verso la conquista dello spazio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Vanessa Cattoi. Ne ha facoltà.

VANESSA CATTOI (LEGA). Presidente, onorevoli colleghi, durante questo fine settimana in Trentino i lupi hanno attaccato ed ammazzato ancora ben 18 pecore, costringendo un allevatore del mio comune, Lens, ad abbandonare la pastorizia di montagna presso la località Ronchi di Ala in quanto esasperato dai ripetuti episodi degli ultimi tre anni.

Il fatto è accaduto questo weekend, quando, in occasione della manifestazione promossa da Coldiretti, in piazza a Trento sono scesi da tutte le vallate i contadini e gli allevatori di montagna, per far sentire la loro voce di esasperazione e di ricerca di fatti concreti per trovare una soluzione a quello che ormai in Trentino, e non solo, ma anche in Veneto e nelle altre regioni alpine, è diventato un problema di coesistenza fra lupi, orsi e attività di montagna. Un problema che deve essere gestito: appare poco sensato stanziare importanti fondi nel bilancio dello Stato per sostenere i comuni montani, le zone di confine, per tutelarne le attività economiche e per contrastarne lo spopolamento, quando poi, nell'atto pratico, abbiamo la presenza di lupi ed orsi che rendono difficile che tutto ciò avvenga. Nell'ultimo anno in Trentino ci sono stati 222 attacchi da parte di orsi, di lupi a coltivazioni, alveari, greggi e mandrie. Il Ministro Fraccaro, rappresentante del Governo del territorio trentino, deve dare delle risposte e fornire delle soluzioni nel nostro territorio; ed il Ministro Costa, che, rispondendo ad un'interrogazione sul tema, diceva che è tutto sotto controllo, lo invito a rivalutare la sua posizione, anche a seguito di questi ultimi fatti.

Nulla è sotto controllo, la montagna va salvaguardata. È arrivato il momento di cambiare approccio, perché anche le più dotte teorie scientifiche sono state sfatate durante questo fine settimana in Trentino. Anche per quanto attiene il tema orso, M49 è stato catturato nella serata di domenica per poi essere rinchiuso in una recinzione conforme al protocollo stabilito da ISPRA, che si è rivelata inadeguata, in quanto l'orso all'alba del giorno seguente è poi fuggito dalla stessa. Quest'ultimo fatto è quindi la prova provata che gli esperti sulla gestione dei grandi carnivori ancora una volta hanno sbagliato le loro teorie. Ma io vi posso garantire, da mamma che vive la montagna, che i contadini e gli allevatori del Trentino, così come del Veneto e delle regioni alpine, sono esasperati, ed è arrivato il momento che la politica agisca con fatti concreti.

Auspico quindi che, essendo cambiata la situazione, i Ministri Fraccaro e Costa agiscano di conseguenza, prima che sia troppo tardi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marco Lacarra. Ne ha facoltà.

MARCO LACARRA (PD). Signora Presidente, oggetto del mio intervento è la posizione di alcuni lavoratori che sono occupati nei centri per l'impiego distribuiti su tutto il territorio regionale della Puglia. Si tratta di formatori che erano iscritti fino agli inizi degli anni Duemila nell'albo dei formatori regionali degli enti professionali. Ebbene, queste figure, che sono state fondamentali in questi anni per garantire ai centri per l'impiego funzionalità, esperienza, competenza, e che svolgono di fatto il ruolo che viene affidato nel progetto del reddito di cittadinanza ai cosiddetti navigator, queste figure rischiano di rimanere a casa.

Si tratta di oltre 200 persone che, dotate di grande competenza, fra poco più di due mesi, e alla soglia peraltro della pensione, che potrebbero raggiungere soltanto fra pochi anni, resteranno senza lavoro. L'obiettivo quindi del mio intervento è quello di provare a chiedere al Governo che o utilizzi queste risorse nell'ambito della figura dei navigator, che potrebbero ricoprire con grande competenza e certamente molto meglio di coloro che saranno reclutati, che sono di fatto personale senza lavoro, e che saranno impiegati senza avere alcuna esperienza,…

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

MARCO LACARRA (PD). ...secondo quelli che sono i bandi previsti. Oppure di consentire alla regione Puglia di utilizzare alcune risorse previste per il Patto per la Puglia, traslandole appunto su una progettualità che possa consentire il recupero di queste importanti professionalità ed evitare che queste possano rimanere a casa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Vittoria Casa. Ne ha facoltà.

VITTORIA CASA (M5S). Presidente, onorevoli colleghi, noi tutti ricordiamo la spiacevole vicenda della sospensione comminata alla professoressa dell'Istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, Rosa Maria Dell'Aria, che sarebbe stata colpevole di mancata vigilanza nei confronti dei propri alunni, i quali, durante le celebrazioni della Giornata della memoria, hanno realizzato, nell'ambito di un'attività didattica, un video, in cui venivano sollevati dei parallelismi tra il decreto-legge “sicurezza” e le infauste leggi razziali del 1938. La docente è tornata regolarmente in classe il 27 maggio 2019, data in cui era prevista la naturale scadenza del provvedimento. Nonostante le interlocuzioni tra l'insegnante e le figure istituzionali coinvolte, con le quali si sarebbero chiarite le rispettive posizioni, permangono tuttora diverse zone d'ombra che non sono state mai del tutto dissolte. Ad essere state messe in discussione, infatti, non sono state soltanto la professionalità della professoressa Dell'Aria, che giocoforza ha subito un forte stress psicologico, ma anche la libertà di pensiero e di opinione di docenti e studenti, diritti che - è bene ricordarlo - costituiscono un caposaldo della nostra Costituzione e sono garantiti dal decreto legislativo n. 297 del 1994.

Per quanto possano essere stati storicamente inopportuni i riferimenti presenti nell'elaborato, non si può non concordare che il lavoro del docente dev'essere quello di guidare i propri studenti, senza censurare il libero pensiero, invitandoli a correggere eventuali errori di valutazione, ma evitando quanto più possibile di limitarne l'iniziativa. È di questi giorni la notizia di una petizione promossa da centinaia di docenti per chiedere ulteriori chiarimenti sull'episodio, segno che la vicenda ha colpito nel profondo l'opinione pubblica. Per questo motivo desidero sollecitare la risposta all'interrogazione n. 4-02928 del 17 maggio 2019, che avevo prontamente presentato proprio per poter comprendere nel profondo i contorni della vicenda.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Marialucia Lorefice. Ne ha facoltà.

MARIALUCIA LOREFICE (M5S). Presidente, venerdì scorso nel comune di Vittoria, in provincia di Ragusa, si è consumata una tragedia: Alessio e Simone di 11 e 12 anni sono stati strappati alla vita. Alessio è morto sul colpo, e Simone due giorni dopo, e i funerali si svolgeranno domani. I due cuginetti giocavano tranquilli su un marciapiede di casa, quando sono stati travolti da un SUV che viaggiava a folle velocità tra le strade della città. Alla guida c'era un pregiudicato in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti, che adesso dovrà rispondere di duplice omicidio stradale aggravato, di omissione di soccorso e porto d'armi atte ad offendere. Mi auguro venga fatta presto giustizia, e che i genitori e le famiglie, alle quali va la nostra più sentita vicinanza, possano trovare consolazione in questo momento di dolore lacerante che è stato loro inflitto.

Ma la disgrazia di Alessio e Simone purtroppo accende i riflettori su uno scenario drammatico, ed in particolare sul comune di Vittoria, sciolto lo scorso anno per infiltrazioni mafiose. La mafia permea diversi settori della vita economica della città, e la paura è inevitabile, ribellarsi alla criminalità ed ai soprusi è difficile: si perde fiducia nella giustizia, si smette di credere in questa, si temono ritorsioni anche nei confronti dei propri cari, e non è accettabile tutto ciò. È importante che i vittoriesi, persone perbene, sentano le istituzioni vicine, perché solo così ci si sente protetti e si può reagire alle ingiustizie.

Ma mi permetta, Presidente, anche di ricordare due vittime di altri tragici incidenti avvenuti in questi giorni in provincia: la giovane Martina Aprile, morta anche in questo caso a causa di un incidente, a causa di un uomo che guidava sotto effetto di stupefacenti; e il sedicenne Said, che sempre a Scicli, come Martina, ha perso la vita schiantandosi con il proprio motorino contro un albero.

Alle loro famiglie, alla comunità vittoriese e sciclitana va tutta la nostra vicinanza e la speranza che, dove occorra, lo Stato garantisca pene severe e certe. Nessuno deve sentirsi solo. Lo Stato deve far sentire la sua presenza anche con un potenziamento di mezzi e uomini, richiesta che ho spesso fatto e che è una necessità alla quale occorre dare risposta concreta: lo dobbiamo ai cittadini.

Voglio approfittare - e concludo - di questo momento anche per ringraziare le Forze dell'ordine e quei giornalisti coraggiosi, come Paolo Borrometi, che lavorano ogni giorno per tutelarci e offrirci un Paese migliore e libero. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il deputato Dedalo Pignatone. Ne ha facoltà.

DEDALO COSIMO GAETANO PIGNATONE (M5S). Grazie Presidente, pongo all'attenzione dell'Assemblea un tema di primario interesse, quello dell'acqua, di cui in questi giorni si sta parlando molto in Sicilia a causa di un importante processo in corso.

Presidente, l'acqua deve essere un diritto per ogni cittadino, eppure, ancora oggi, in alcune zone della Sicilia, avere l'acqua ogni giorno, potabile, depurata, a un costo accessibile, è qualcosa di molto lontano dalla realtà.

È mio dovere denunciare in quest'Aula come in molte zone della Sicilia i serbatoi d'acqua sono ormai parte del paesaggio, usati per fronteggiare le frequenti crisi idriche per privati e aziende. La possibilità di poter usufruire dell'acqua passa necessariamente attraverso la sua gestione e sono diversi gli scandali che stanno coinvolgendo i gestori del servizio idrico in Sicilia.

In provincia di Caltanissetta, in particolare, è in corso un procedimento a carico di diversi soggetti coinvolti nella gestione idrica e depurazione. Proprio domani si terrà l'udienza preliminare di tale procedimento: 900 pagine d'accusa, nelle quali la Procura di Caltanissetta ha evidenziato le tante anomalie nei depuratori presenti in 18 comuni, molti dei quali hanno già dato notizia che si costituiranno parte civile per tutelare i cittadini.

Ma un pensiero è doveroso rivolgere anche alle tante donne e uomini che con dedizione lavorano in questo settore delicato, il cui lavoro e sforzo vengono sviliti dagli interessi di qualcuno.

Per il presente e il futuro del servizio idrico auspico che vengano messe in funzione tutte le tecnologie necessarie già disponibili per tutelare l'ambiente e il territorio, e che vengano intensificati i controlli. Grazie (Applausi).

PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha chiesto di intervenire la deputata Alessia Morani, che se non è presente in Aula si intende che vi abbia rinunciato.

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Mercoledì 17 luglio 2019 - Ore 11:

1. Seguito della discussione delle mozioni De Maria ed altri n. 1-00199, Muroni ed altri n. 1-00223, Lollobrigida ed altri n. 1-00225, Molinari e D'Uva n. 1-00226 e Gelmini ed altri n. 1-00227 concernenti iniziative in materia di politiche urbane e riqualificazione delle periferie .

(ore 15)

2. Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata .

La seduta termina alle 20,30.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nella votazione n. 9 il deputato Benamati ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nelle votazioni nn. 15 e 16 il deputato De Luca ha segnalato che non è riuscito ad astenersi dal voto;

nella votazione n. 17 il deputato Marco Di Maio ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 31 il deputato Gusmeroli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale Pdl 478-A - em. 1.1 486 486 0 244 17 469 76 Resp.
2 Nominale articolo 1 493 410 83 206 410 0 76 Appr.
3 Nominale em. 2.203 495 494 1 248 494 0 74 Appr.
4 Nominale em. 2.300 493 493 0 247 493 0 74 Appr.
5 Nominale em. 2.204 497 497 0 249 497 0 74 Appr.
6 Nominale em. 2.205 496 496 0 249 496 0 74 Appr.
7 Nominale em. 2.206 495 495 0 248 495 0 74 Appr.
8 Nominale em. 2.201 494 494 0 248 494 0 74 Appr.
9 Nominale em. 2.100 rif. 494 494 0 248 494 0 74 Appr.
10 Nominale em. 2.202 497 497 0 249 497 0 74 Appr.
11 Nominale articolo 2 495 414 81 208 414 0 74 Appr.
12 Nominale em. 3.1 499 497 2 249 18 479 74 Resp.
13 Nominale articolo 3 500 417 83 209 417 0 74 Appr.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale articolo 4 503 425 78 213 425 0 74 Appr.
15 Nominale em. 6.100 499 408 91 205 138 270 74 Resp.
16 Nominale em. 6.101 503 408 95 205 136 272 73 Resp.
17 Nominale articolo 6 497 416 81 209 415 1 73 Appr.
18 Nominale em. 7.200 504 504 0 253 504 0 73 Appr.
19 Nominale articolo 7 504 422 82 212 422 0 72 Appr.
20 Nominale articolo 8 503 425 78 213 425 0 72 Appr.
21 Nominale em. 9.11 504 381 123 191 9 372 72 Resp.
22 Nominale em. 9.200 504 499 5 250 499 0 72 Appr.
23 Nominale em. 9.201 n.f. 502 502 0 252 502 0 72 Appr.
24 Nominale articolo 9 507 433 74 217 433 0 72 Appr.
25 Nominale articolo 10 508 432 76 217 432 0 72 Appr.
26 Nominale articolo 11 508 430 78 216 430 0 72 Appr.


INDICE ELENCO N. 3 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 31)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale articolo 12 508 431 77 216 431 0 72 Appr.
28 Nominale articolo 13 504 425 79 213 425 0 72 Appr.
29 Nominale odg 9/478-A e abb./10 498 447 51 224 170 277 71 Resp.
30 Nominale odg 9/478-A e abb./11 498 448 50 225 177 271 71 Resp.
31 Nominale Pdl 478-A - voto finale 467 406 61 204 406 0 68 Appr.