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Legislatura XVII

Proposta emendativa 5.02.  nelle commissioni riunite I-II in sede referente riferita al C. 1540

Proposta emendativa pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 25/09/2013  [ apri ]
5.02.

  Dopo l'articolo 5 aggiungere il seguente:

Art. 5-bis.
(Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne nonché organizzazione dei centri antiviolenza e delle case rifugio).

  1. Al fine di dare continuità all'attuazione del Piano d'azione contro la violenza sessuale e di genere di cui all'articolo 5 della presente legge nonché di incrementare e rendere uniforme su tutto il territorio nazionale in misura di almeno uno ogni 10 mila abitanti (Racc Ue – Expert Meeting sulla violenza contro le donne – Finlandia 8-10 novembre 1999), la presenza dei centri antiviolenza nonché delle case rifugio è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un apposito Fondo denominato «Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne» finanziato annualmente dalla legge di stabilità.
  2. Il Presidente del Consiglio dei ministri con proprio atto, sentito il Ministro per le Pari Opportunità e il Ministro delle Politiche sociali d'intesa con la Conferenza Stato regioni, provvede annualmente a ripartire tra le regioni le risorse del Fondo tenendo conto:
   a) della programmazione regionale e degli interventi già operativi per contrastare la violenza nei confronti delle donne;
   b) dei centri antiviolenza pubblici e privati già esistenti in ogni regione;
   c) delle case rifugio pubbliche e private già presenti in ogni regione;
   d) della necessità di riequilibrare la presenza dei centri antiviolenza e delle case rifugio in ogni regione riservando un terzo dei fondi disponibili alla creazione di nuovi centri e di nuove case rifugio al fine di raggiungere l'obiettivo previsto dalla Raccomandazione Ue – Expert Meeting sulla violenza contro le donne – Finlandia 8-10 novembre 1999.

  3. I centri antiviolenza e le case rifugio, a cui è garantita la segretezza dell'ubicazione finalizzata alla sicurezza delle vittime di violenza, sono promossi da:
   a) enti locali, in forma singola o associata;
   b) singole associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e dell'aiuto alle donne vittime di violenza, che abbiano maturato esperienze e competenze specifiche in materia di violenza contro le donne, che utilizzino una metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne, con personale specificatamente formato;
   c) soggetti di cui alle lettere a) b), di concerto, d'intesa o in forma consorziata.

  4. I centri antiviolenza e le case-rifugio operano in maniera integrata con la rete dei servizi sociosanitari e assistenziali territoriali, tenendo conto delle necessità imprescindibili per la protezione delle persone che subiscono violenza, anche qualora svolgano funzioni di servizi specialistici.
  5. Indipendentemente dalle metodologie di intervento adottate e dagli specifici profili professionali degli operatori coinvolti, la formazione delle figure professionali dei centri antiviolenza e delle case-rifugio, delle forze dell'ordine nonché del personale sanitario coinvolto promuove un approccio integrato alle fenomenologie della violenza, al fine di garantire il riconoscimento delle diverse dimensioni della violenza subita dalle persone, a livello relazionale, fisico, psicologico, sociale, culturale ed economico. Fa altresì parte della formazione degli operatori dei centri antiviolenza e delle case-rifugio il riconoscimento delle dimensioni della violenza riconducibili alle diseguaglianze di genere.
  6. La dotazione del fondo di cui al comma 1 per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, è pari a 20 milioni di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.