ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02297

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 640 del 29/05/2012
Firmatari
Primo firmatario: DOZZO GIANPAOLO
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 29/05/2012
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BOSSI UMBERTO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
LUSSANA CAROLINA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FOGLIATO SEBASTIANO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MONTAGNOLI ALESSANDRO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FEDRIGA MASSIMILIANO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FUGATTI MAURIZIO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
ALESSANDRI ANGELO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
ALLASIA STEFANO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
BITONCI MASSIMO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
BONINO GUIDO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
BRAGANTINI MATTEO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
BUONANNO GIANLUCA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CALLEGARI CORRADO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CAPARINI DAVIDE LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CAVALLOTTO DAVIDE LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CHIAPPORI GIACOMO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
COMAROLI SILVANA ANDREINA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CONSIGLIO NUNZIANTE LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
CROSIO JONNY LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
D'AMICO CLAUDIO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
DAL LAGO MANUELA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
DESIDERATI MARCO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
DI VIZIA GIAN CARLO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
DUSSIN GUIDO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FABI SABINA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FAVA GIOVANNI LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FOLLEGOT FULVIO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
FORCOLIN GIANLUCA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
GIDONI FRANCO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
GIORGETTI GIANCARLO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
GOISIS PAOLA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
GRIMOLDI PAOLO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
ISIDORI ERALDO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
LANZARIN MANUELA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MAGGIONI MARCO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MARONI ROBERTO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MARTINI FRANCESCA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MERONI FABIO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MOLGORA DANIELE LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MOLTENI LAURA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MOLTENI NICOLA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
MUNERATO EMANUELA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
NEGRO GIOVANNA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
PAOLINI LUCA RODOLFO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
PASTORE MARIA PIERA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
PINI GIANLUCA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
POLLEDRI MASSIMO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
RAINIERI FABIO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
REGUZZONI MARCO GIOVANNI LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
RIVOLTA ERICA LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
RONDINI MARCO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
SIMONETTI ROBERTO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
STEFANI STEFANO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
STUCCHI GIACOMO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
TOGNI RENATO WALTER LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
TORAZZI ALBERTO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
VANALLI PIERGUIDO LEGA NORD PADANIA 29/05/2012
VOLPI RAFFAELE LEGA NORD PADANIA 29/05/2012


Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 29/05/2012
Stato iter:
30/05/2012
Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 30/05/2012
Resoconto RONDINI MARCO LEGA NORD PADANIA
 
RISPOSTA GOVERNO 30/05/2012
Resoconto CANCELLIERI ANNA MARIA MINISTRO - (INTERNO)
 
REPLICA 30/05/2012
Resoconto RONDINI MARCO LEGA NORD PADANIA
Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 30/05/2012

SVOLTO IL 30/05/2012

CONCLUSO IL 30/05/2012

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02297
presentata da
GIANPAOLO DOZZO
martedì 29 maggio 2012, seduta n.640

DOZZO, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, FUGATTI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. -
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
il fenomeno dei «matrimoni di comodo» contratti da stranieri extracomunitari con un cittadino italiano, al solo fine di «regolarizzare» la posizione di clandestinità o di agevolare l'acquisto della cittadinanza italiana, ha avuto una significativa diffusione nel nostro Paese, come risulta anche da ricorrenti notizie di cronaca;

il Governo Berlusconi aveva adottato, su iniziativa del Ministro pro tempore Maroni, una serie di misure, in particolare contenute nella legge n. 94 del 2009, dirette a contrastare questa pratica, elusiva delle norme vigenti in materia di soggiorno degli stranieri;

prima della modifica legislativa, intervenuta con la citata legge n. 94 del 2009, ai sensi della previgente formulazione dell'articolo 116 del codice civile, lo straniero, intenzionato a contrarre matrimonio in Italia, doveva presentare all'ufficiale dello stato civile solo un nulla osta rilasciato dall'autorità competente del proprio Paese;

oltre al predetto requisito formale, sul piano sostanziale il nubendo doveva rispettare le condizioni previste dalla normativa italiana riguardanti la capacità di contrarre matrimonio (tra l'altro, libertà di stato ed età minima) e l'assenza di situazioni personali ostative (ad esempio, impedimenti per parentela ed affinità);

con la citata legge n. 94 del 2009 era stato modificato l'articolo 116, primo comma, del codice civile, sicché la nuova norma stabiliva che «lo straniero che vuole contrarre matrimonio nella Repubblica deve presentare all'ufficiale dello stato civile», oltre al nulla osta, di cui sopra, «un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano»;

la legge n. 94 del 2009, al fine di ridurre il fenomeno dei cosiddetti matrimoni di comodo, aveva, altresì, modificato l'articolo 5 della legge n. 91 del 1992, in materia di acquisto della cittadinanza italiana, prevedendo un ampliamento del periodo di convivenza post matrimonio, necessario per l'acquisto della cittadinanza da parte del coniuge straniero;

in particolare, al comma 1 dell'articolo 5 della citata legge si prevede che «il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero, qualora», al momento dell'adozione del decreto di acquisto della cittadinanza, «non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi»; al successivo comma 2 si stabilisce che i termini sono, peraltro, «ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi»;

per effetto di queste importanti innovazioni legislative si era posto un freno ai matrimoni contratti per finalità estranee a questo istituto e dirette ad aggirare la normativa in materia di immigrazione, dotando, in particolare, i sindaci di uno strumento efficace per non procedere alle pubblicazioni di matrimonio, allorché il nubendo straniero era privo di un titolo di soggiorno;

la Corte costituzionale, con la sentenza n. 245 del 25 luglio 2011, ha, tuttavia, dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo 116, primo comma, del codice civile, come modificato dall'articolo 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano»;

le ragioni di tale declaratoria di incostituzionalità risiedono nel contrasto della disposizione in esame con il godimento di diritti fondamentali, tra i quali, afferma la Corte costituzionale, «certamente rientra quello di contrarre matrimonio, discendente dagli articoli 2 e 29 della Costituzione, ed espressamente enunciato nell'articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e nell'articolo 12 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali»;

l'effetto pratico di questa pronuncia è stato quello di privare i sindaci di un'effettiva possibilità di ostacolare la celebrazione di matrimoni di comodo, quando sia nota la condizione di clandestinità del nubendo e sia evidente la finalità strumentale del matrimonio rispetto all'obbiettivo della regolarizzazione;

il sindaco che volesse ostacolare la conclusione di un matrimonio simulato si dovrebbe, perciò, impegnare in accertamenti che non gli competono, dai quali risultava esonerato dalla precedente disposizione che legava la possibilità di contrarre matrimonio ad un requisito oggettivo e documentale, quale l'attestazione della regolarità del soggiorno -:

quali iniziative normative si intendano assumere per pervenire, rispetto alla situazione illustrata in premessa e tenendo conto di quanto enunciato dalla Corte costituzionale, ad un bilanciamento degli interessi che contemperi il rispetto dei diritti fondamentali con il contrasto alla celebrazione dei matrimoni di comodo.
(3-02297)