ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00191

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 29 del 18/07/2018
Firmatari
Primo firmatario: PAXIA MARIA LAURA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 18/07/2018
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
VALLASCAS ANDREA MOVIMENTO 5 STELLE 18/07/2018
DE TOMA MASSIMILIANO MOVIMENTO 5 STELLE 18/07/2018
CARABETTA LUCA MOVIMENTO 5 STELLE 18/07/2018


Commissione assegnataria
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 18/07/2018
Stato iter:
19/07/2018
Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 19/07/2018
Resoconto PAXIA MARIA LAURA MOVIMENTO 5 STELLE
 
RISPOSTA GOVERNO 19/07/2018
Resoconto CIOFFI ANDREA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (SVILUPPO ECONOMICO)
 
REPLICA 19/07/2018
Resoconto PAXIA MARIA LAURA MOVIMENTO 5 STELLE
Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 19/07/2018

SVOLTO IL 19/07/2018

CONCLUSO IL 19/07/2018

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00191
presentato da
PAXIA Maria Laura
testo di
Mercoledì 18 luglio 2018, seduta n. 29

   PAXIA, VALLASCAS, DE TOMA e CARABETTA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il made in Italy è uno dei primi brand conosciuti ed apprezzati al mondo, è il terzo marchio più noto al mondo dopo Coca-Cola e dopo Visa;

   il marchio di un saper fare che distingue l'Italia agli occhi degli altri Paesi. Creatività e qualità che si esprimono principalmente nelle aree dell'abbigliamento, arredamento, automazione meccanica, agroalimentare;

   purtroppo i danni causati dalla contraffazione all'insieme delle capacità lavorative espressione di un determinato prodotto made in Italy sono incalcolabili e mettono in serio pericolo la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali;

   a livello sociale, infatti, i danni che le imprese subiscono a causa della contraffazione e della pirateria si riflettono anche sul numero dei posti di lavoro da esse offerti: 250.000 è la stima dei posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni a livello mondiale, di cui 100.000 circa nella sola Unione europea;

   una ricerca dell'Ocse condotta qualche anno fa ha stimato in 250 miliardi di dollari il controvalore del commercio internazionale dei soli prodotti contraffatti o piratati, mentre, secondo i dati in possesso della Banca mondiale, il volume d'affari della contraffazione si aggirerebbe intorno ai 350 miliardi di euro, pari al prodotto interno lordo di 150 dei Paesi meno ricchi;

   il problema principale riguarderebbe, soprattutto, la minaccia proveniente dalla globalizzazione dei mercati;

   la causa principale di ciò risiederebbe nella mancata omogeneità tra le norme in materia vigenti all'interno di ciascun Paese, ognuno rimanendo fedele alle proprie leggi e alle proprie tradizioni, a scapito della possibilità di trovare un metodo comune e coordinato per affrontare in sinergia una seria battaglia contro il dilagare del fenomeno;

   la delocalizzazione di alcune o intere fasi del processo produttivo ha portato a un conseguente allungamento della filiera produttiva oltre i confini nazionali;

   segmenti sempre più consistenti di lavorazione vengono realizzati in luoghi esterni all'azienda madre, in alcuni casi addirittura a migliaia di chilometri di distanza da essa;

   lo stesso know how originario relativo alla produzione di un determinato bene oggi è condiviso da un numero sempre maggiore di individui, i quali sono in grado di realizzare merci del tutto identiche a quelle originali –:

   quali iniziative intenda assumere per rafforzare le attività per il contrasto alla contraffazione e per la tutela del made in Italy e garantire un marchio così importante per il nostro Paese.
(5-00191)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 19 luglio 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-00191

  Rispondo al quesito posto dagli Onorevoli Interroganti rappresentando quanto segue.
  Riguardo al « Made in Italy», voglio evidenziare che l'ultimo rapporto OCSE, uscito a fine giugno, rileva che in Italia il commercio mondiale di beni contraffatti, dalle borse di lusso ai prodotti alimentari, ha un impatto sull'economia pari a circa l'1-2 per cento del PIL in termini di mancate vendite.
  Il valore dei beni italiani contraffatti, venduti nel mondo nel 2013, era pari a oltre 35 miliardi di euro, il 4,9 per cento delle vendite di prodotti manifatturieri italiani, causando oltre 25 miliardi di mancate vendite.
  L'impegno del Governo per il futuro è quello di difendere le nostre produzioni che da sempre sono sinonimo di qualità in ogni parte del mondo.
  Tuteleremo le nostre eccellenze, ostacolando le contraffazioni, le violazioni dei marchi e la circolazione dei falsi e, laddove sia possibile, prevedendo la dichiarazione di origine dei prodotti (rendendoli tracciabili attraverso apposita etichettatura).
  Il tutto, anche attraverso la definizione di politiche di sensibilizzazione, azioni strategiche ed interventi finalizzati ad innalzare la consapevolezza dei consumatori e delle imprese sui richiamati danni derivanti dalle violazioni dei diritti di Proprietà Industriale, al fine di ridurre la domanda di beni contraffatti e, conseguentemente, depotenziare l'offerta di fake goods.
  Il Ministero è dunque impegnato in campagne di comunicazione, nonché in attività di formazione/informazione rivolte a diversi target, al fine di rendere più consapevoli i cittadini e, in particolare, le giovani generazioni che si approcciano a tale realtà.
  Proprio a questo riguardo, il Ministro dello sviluppo economico ha firmato il «Protocollo di Intesa per la realizzazione di iniziative di formazione contro la contraffazione e l’Italian Sounding rivolte ai giovani» per innalzare e potenziare il livello di efficacia delle azioni di sensibilizzazione e formazione rivolte agli studenti.
  La nostra volontà è quella di diffondere una cultura basata sull'informazione e sulla trasparenza, affinché ognuno sia in grado di compiere scelte di acquisto sempre più consapevoli, da un punto di vista qualitativo oltre che quantitativo.
  In relazione, invece, alla fornitura di servizi alle imprese, finalizzati a dotare soprattutto le piccole e medie imprese di strumenti atti a tutelare i propri asset intangibili, segnalo che è stato reso operativo uno «sportello» di assistenza gratuita alle medesime, per supportarle nell'individuazione delle soluzioni tecnologiche, anche di tracciabilità, più adeguate alla prevenzione.
  Si fa altresì presente che, sul sito del Ministero, sono a disposizione degli utenti alcuni servizi tra i quali si segnala la Linea diretta anticontraffazione che riceve segnalazioni da parte di cittadini relative a violazioni di diritti di proprietà industriale, anche grazie ad una app che consente di inviare foto delle merci contraffatte.
  Inoltre, informo che a livello comunitario, il Ministero partecipa all'Osservatorio sulla violazione dei diritti di proprietà industriale presso l’European Union Intellectual Property Office (EUIPO), mentre a livello nazionale si sottolinea la funzione strategica di coordinamento del Ministero dello sviluppo economico nell'ambito del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC).
  Ricordo, altresì, che nell'ambito della strategia promozionale che va sotto il nome di Piano Straordinario per il Made in Italy e l'Attrazione degli investimenti, è stata data particolare attenzione alla valorizzazione delle produzioni di qualità del brand Made in Italy, sia in termini di sostegno alla penetrazione sui mercati esteri dei prodotti medesimi, sia in termini di azioni di sensibilizzazione e comunicazione multicanale dell'eccellenza e della salubrità delle produzioni agroalimentari italiane, a contrasto del fenomeno del cosiddetto « Italian Sounding», ovvero l'utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l'Italia per promuovere e commercializzare prodotti non riconducibili al nostro Paese.
  Tale fenomeno rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare. È indispensabile, infatti, sostenere «a sistema» la maggior presenza sugli scaffali della grande distribuzione organizzata di quanti più prodotti italiani di qualità possibile, risultando del tutto evidente che tale disponibilità è il primo e miglior contrasto ai prodotti « fake italian».
  Infine, questo Governo si sta impegnando anche nel combattere la delocalizzazione delle Aziende italiane, come dimostra l'entrata in vigore del decreto-legge n. 87 del 2018 (cosiddetto Decreto Dignità), consapevole del fatto che gran parte dei rischi legati alla contraffazione derivano dallo spostamento della produzione di prodotti italiani all'estero. La delocalizzazione, infatti, è un fenomeno allarmante sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, se si pensa che il numero delle partecipazioni all'estero delle Aziende italiane è aumentato dal 2009 al 2015 del 12,7 per cento e che, quando un'Azienda delocalizza porta fuori dall'Italia, non solo gli impianti ed il proprio mercato, ma anche il « know-how», ossia tutto il bagaglio di esperienze e conoscenze accumulato negli anni con il concorso determinante delle maestranze italiane.

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

contraffazione

denominazione di origine

traffico illecito