CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 8 ottobre 2019
250.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
COMUNICATO
Pag. 140

AUDIZIONI INFORMALI

  Martedì 8 ottobre 2019.

Audizioni nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 707 Polverini, recante norme in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia dei contratti collettivi di lavoro, nonché delega al Governo per l'introduzione di disposizioni sulla collaborazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, in attuazione dell'articolo 46 della Costituzione, e C. 788 Gribaudo, recante norme sull'accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro privati.
Audizione di rappresentanti di Confindustria.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.05 alle 11.25.

Audizione di rappresentanti di R.E TE. Imprese Italia.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.25 alle 11.35.

AUDIZIONI INFORMALI

  Martedì 8 ottobre 2019.

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Audizione di rappresentanti di Deliverance Milano, Riders Union Bologna e Firenze Riders nell'ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7-00106 Costanzo, 7-00224 Invidia e 7-00236 Serracchiani, concernenti iniziative per la regolazione del rapporto di lavoro tramite piattaforma (gig working).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.55 alle 12.30.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 8 ottobre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE.

  La seduta comincia alle 13.45.

Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019.
Doc. LVII, n. 2-bis, Annesso e Allegati
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Andrea GIACCONE, presidente, avverte che la Commissione è convocata per l'avvio dell'esame in sede consultiva della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, ai fini dell'espressione del parere alla V Commissione, che avrà luogo nella giornata di domani, mercoledì 9 ottobre.
  Chiede quindi al relatore, onorevole D'Alessandro, di illustrare il contenuto del documento.

  Camillo D'ALESSANDRO (IV), relatore, precisa preliminarmente che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2019, della quale la Commissione avvia l'esame in sede consultiva nella seduta odierna, reca un aggiornamento del quadro tendenziale e di quello programmatico, con riferimento tanto alle grandezze macroeconomiche quanto agli obiettivi di finanza pubblica, alla luce sia dell'evoluzione del quadro macroeconomico rispetto allo scenario in cui si era inquadrato il Documento presentato in primavera, sia dei mutamenti del quadro politico.
  Infatti, come si legge nella relazione introduttiva, le scelte che il nuovo Governo si accinge a compiere sono, in gran parte, condizionate, a livello internazionale, dalle tensioni protezionistiche e internazionali e dal rallentamento di alcune economie emergenti, da una parte, e, dall'altra, dal peggioramento del quadro macroeconomico interno, riconducibile alle fibrillazioni politiche e all'adozione di misure particolarmente onerose che hanno messo sotto pressione il bilancio pubblico. Per tali motivi e per la ristrettezza dei tempi per l'elaborazione di una strategia di politica economica, il Governo ha individuato l'obiettivo del rilancio della crescita, nel rispetto dell'equilibrio dei conti pubblici e nell'ottica di una partecipazione più propositiva al progetto europeo, attraverso un Green New Deal orientato al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all'economia circolare, alla protezione dell'ambiente e alla coesione sociale e territoriale. Strumentali a tali obiettivi sono: l'aumento degli investimenti, pubblici e privati; la riduzione del carico fiscale sul lavoro; un piano per stimolare la produttività e migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione e della giustizia; il contrasto dell'evasione fiscale e contributiva; la riduzione della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali.
  Partendo da un quadro tendenziale di sostanziale stagnazione dell'economia italiana nel 2019 (tasso di crescita del PIL reale pari allo 0,1 per cento e del PIL nominale pari all'1 per cento), più accentuata rispetto alle previsioni contenute nel DEF, destinata a perdurare sulla base delle previsioni più recenti (crescita del PIL intorno allo zero nel terzo trimestre e un intervallo di 0,0-0,2 per cento per la crescita trimestrale negli ultimi tre mesi dell'anno), la Nota di aggiornamento registra un miglioramento del mercato del lavoro, che ha risentito della debole espansione economica del primo semestre del Pag. 1422019: in esso, gli occupati misurati in termini di unità lavorative annue (ULA) sono aumentati nel primo trimestre, rimanendo stabili nel trimestre successivo. La Nota rileva che l'aumento ha riguardato soprattutto i lavoratori dipendenti. In particolare, secondo recenti elaborazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel primo semestre del 2019 l'aumento delle posizioni lavorative dipendenti riguarda le posizioni a tempo indeterminato, mentre quelle a tempo determinato subiscono una consistente riduzione. Il fenomeno è influenzato da un elevato livello di trasformazioni a tempo indeterminato: l'incidenza delle trasformazioni sul totale degli ingressi a tempo indeterminato raggiunge il 28,7 per cento nel primo trimestre e il 22,4 per cento nel secondo trimestre del 2019. L'andamento moderatamente positivo dell'occupazione è confermato anche dall'indagine delle forze di lavoro ISTAT. D'altra parte, l'offerta di lavoro è risultata solo marginalmente positiva: ne ha beneficiato il tasso di disoccupazione, che si è ridotto di 0,7 punti (dal 10,5 per cento del quarto trimestre del 2018 al 9,8 per cento del secondo trimestre del 2019). Le ultime informazioni relative al mese di luglio indicano un lieve calo congiunturale degli occupati; la crescita su base annua continua ad essere moderata e di poco inferiore all'1 per cento. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno, arrivando al 9,9 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile, nonostante il progressivo calo, si colloca appena sotto il 30 per cento. La crescita media della produttività nei primi sei mesi dell'anno è stata lievemente negativa, con andamenti differenti tra i settori, mentre si è registrata un'accelerazione della crescita salariale che, combinata con la debole dinamica della produttività, ha comportato, specie nel primo trimestre 2019, un modesto aumento del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP), che ha rallentato sensibilmente nel secondo trimestre dell'anno. Il venir meno della spinta salariale ha comportato anche la decelerazione del deflatore del PIL nel medesimo arco di tempo.
  Diversi fattori hanno inciso sulla revisione delle previsioni riguardanti la seconda metà dell'anno. L'economia italiana continua a risentire delle difficoltà internazionali (rallentamento dell'economia tedesca, incertezze sulla Brexit, inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina), ma sulla ripresa della domanda interna, in particolare dei consumi, inferiore rispetto a quanto previsto nel quadro programmatico del DEF, ha inciso il più modesto impatto dei provvedimenti di Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, i cui effettivi beneficiari sono risultati, almeno per il momento, inferiori alle previsioni. Per tale ultima misura, tuttavia, si prevede l'allineamento del tasso di adesione alle previsioni iniziali, che comporterà una spinta alla crescita dei consumi.
  Nella seconda parte del 2019, anche la dinamica del mercato del lavoro risente degli effetti ritardati della debole fase ciclica e di quelli, ridimensionati, delle adesioni al Reddito di Cittadinanza e a Quota 100. In media d'anno, il numero degli occupati aumenta dello 0,5 per cento, accompagnato da una crescita marginale dell'offerta di lavoro; il tasso di disoccupazione si colloca al 10,1 per cento (10,6 per cento nel 2018). La riduzione del tasso di disoccupazione rispetto al 2018 riflette principalmente il miglioramento del mercato del lavoro riscontrato nei primi sette mesi dell'anno in corso. Inoltre, dai dati dell'indagine sulle forze di lavoro non emerge ancora pienamente l'incremento del tasso di partecipazione che sarebbe dovuto scaturire dall'adesione al reddito di cittadinanza (RdC) e dal conseguente patto per il lavoro. Tale ritardo ha portato a spostare, almeno in parte, dall'anno in corso al 2020 l'incremento del tasso di partecipazione che il DEF aveva imputato all'entrata in vigore della misura. Tale rimodulazione, unitamente alla debole dinamica dell'occupazione, determina un tasso di disoccupazione che aumenta al 10,2 per cento per poi ridursi gradualmente al 9,5 per cento nel 2022. Il tasso Pag. 143di occupazione, nella fascia tra i 15 e i 64 anni, è stimato crescere leggermente, passando dal 58,9 per cento del 2019 al 59,2 per cento nel 2020, al 59,7 per cento nel 2021 e al 60,2 per cento nel 2022.
  La NADEF, adottando le stesse ipotesi metodologiche già adottate nel DEF, prevede che, nello scenario tendenziale, proseguirà anche nel 2020 l'aumento delle ore lavorate per occupato, poiché si ipotizza solo una parziale sostituzione degli aderenti a Quota 100; rallenterà nel 2019 la dinamica dei salari pro-capite, restando modesta nel triennio successivo; e, infine, il tasso di crescita del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP), risentendo della moderata crescita della produttività, aumenterà in media dell'1,2 per cento nell'orizzonte di previsione (2019-2022).
  Dal lato delle entrate, la NADEF stima la crescita dei contributi sociali del 2,8 per cento nel 2019 e, in media, dell'1,8 per cento all'anno nel triennio successivo. L'andamento riflette l'evoluzione delle variabili macroeconomiche rilevanti, il venir meno degli effetti economici delle misure di esonero contributivo previste dalle leggi di stabilità 2015 e 2016 per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, gli interventi di agevolazione per le assunzioni di giovani introdotti con la legge di bilancio 2018 nonché la revisione delle tariffe INAIL introdotta dalla legge di bilancio 2019. In rapporto al PIL, i contributi sociali raggiungeranno il 13,5 per cento nel 2019 e 2020, per poi ridursi al 13,4 per cento nel 2021 e al 13,3 per cento nel 2022.
  Sul versante della spesa, la componente più dinamica è quella delle prestazioni sociali in denaro, che crescerà del 3,9 per cento nel 2019, per poi assumere un ritmo medio annuo del 3,2 per cento nel periodo 2020-2021 e aumentare del 2,5 per cento nel 2022. In rapporto al PIL, la spesa per prestazioni sociali in denaro conferma un profilo lievemente crescente, passando dal 20,3 per cento nel 2019 al 20,7 per cento nel 2022, un livello allineato al tendenziale del DEF di aprile. All'interno delle prestazioni sociali, le previsioni della spesa pensionistica scontano il sensibile aumento del numero di soggetti che accedono al pensionamento anticipato in virtù dei recenti cambiamenti normativi introdotti con la legge di bilancio 2019 e altri provvedimenti attuativi, tra cui Quota 100. La NADEF sottolinea, inoltre, che prospettive di crescita economica più contenute, unitamente a tali innovazioni normative, contribuiscono a far aumentare il rapporto tra spesa per pensioni e PIL, che salirà dal 15,5 per cento del 2019 al 15,9 per cento nel 2022. Rispetto alla previsione del DEF di aprile, la stima della spesa pensionistica nel 2019 è tuttavia rivista al ribasso di circa 1,4 miliardi di euro, di cui circa 1,2 miliardi imputabili al minor numero di domande di pensionamento anticipato con il nuovo canale sperimentale rispetto alla platea di soggetti che potevano beneficiare dell'agevolazione. La nuova stima si basa anche su una previsione prudenziale delle domande che perverranno entro fine anno. Per gli anni successivi, la NADEF ipotizza una distribuzione graduale degli accessi al pensionamento nel 2020 e nel 2021, con conseguenti economie pari a 1,7 miliardi di euro nel 2020 e a 400 milioni di euro nel 2021. La Nota di aggiornamento precisa, infine, che tali valutazioni previsionali saranno aggiornate nei prossimi mesi sulla base degli andamenti effettivi.
  Le altre prestazioni non pensionistiche sono attese crescere dell'8 per cento nell'anno in corso, sostenute dalle politiche di contrasto alla povertà e dalle ulteriori prestazioni assistenziali riconosciute. La previsione per il 2019 è stata aggiornata sulla base dei dati di monitoraggio relativi alle domande accolte e a quelle che saranno prevedibilmente accolte fino alla fine del 2019 per il Reddito di Cittadinanza (RdC) e per il Reddito di Inclusione (ReI), e include una riduzione di spesa complessiva di circa 400 milioni di euro rispetto al DEF.
  I redditi da lavoro dipendente della pubblica amministrazione continuano ad avere una tendenza positiva, crescendo a un ritmo sostenuto, pari al 3,3 per cento su base nominale, sostenuti dalla dinamica delle retribuzioni pro-capite. Nel 2019 la Pag. 144previsione della NADEF sconta, fra l'altro, la conclusione della tornata contrattuale 2016-2018 e il maggior numero di pensionamenti attesi già dal 2019 per effetto della cosiddetta Quota 100, con un effetto complessivo di incremento dello 0,3 per cento nell'anno. Nel triennio 2020-2022 la spesa per redditi è prevista aumentare in media dello 0,6 per cento, mentre l'incidenza sul PIL risulta in calo, dal 9,7 del PIL nel 2019 al 9,2 per cento nel 2022, confermando sostanzialmente le proiezioni del DEF.
  Come di consueto, la Nota di aggiornamento dedica un focus specifico alle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico italiano e delle spese pubbliche connesse all'invecchiamento. Una prima previsione della spesa pensionistica in rapporto al PIL è elaborata nell'ipotesi dello scenario nazionale base, che assume le previsioni demografiche elaborate dall'ISTAT e un tasso di crescita del PIL reale che si attesta attorno all'1,2 per cento medio annuo nel corso dell'orizzonte di previsione (2070). Sulla base di tale scenario, il rapporto fra spesa pensionistica e PIL inizia una fase di crescita a partire dal 2019 fino al 2022, cui segue una fase di lieve flessione che si protrae fino al 2029 quando il rapporto raggiunge il 15,4 per cento. Successivamente, il rapporto tra spesa e PIL riprende ad aumentare fino a raggiungere il 16,1 per cento nel 2044. Infine, il rapporto scende rapidamente portandosi al 15,3 per cento nel 2050 e al 13,1 per cento nel 2070, con una decelerazione pressoché costante nell'intero periodo.
  Le previsioni delle tendenze del sistema pensionistico, unitamente a quelle delle spese cosiddette age related (che comprendono, oltre alle pensioni, anche sanità, long term care, ammortizzatori sociali), e per l'istruzione, funzionali alla valutazione della sostenibilità delle finanze pubbliche, sono elaborate anche nello scenario cosiddetto EPC-WGA baseline, in quanto definito in sede di EPC-WGA (Economic Policy Committee – Working Group on Ageing). Tale scenario, finalizzato a supportare in modo coordinato e omogeneo l'analisi della sostenibilità delle finanze pubbliche dei diversi Paesi europei, recepisce le proiezioni demografiche EUROSTAT e assume, nel corso dell'orizzonte di previsione, un tasso di crescita del PIL reale pari all'1,0 per cento medio annuo. In tale scenario, la spesa pensionistica raggiunge il valore di maggiore incidenza sul PIL, pari al 18,4 per cento, nel 2042, per poi decrescere al 18,2 per cento nel 2044, fino al 13,7 per cento nel 2070. Più in particolare, il rapporto spesa pensionistica PIL è previsto raggiungere il 15,9 per cento nel 2025, il 16,9 per cento nel 2030 e il 18,3 per cento nel 2040. Il rapporto, quindi, mostra una tendenza alla riduzione, raggiungendo il 16,9 per cento nel 2050 e il 13,7 per cento nel 2070.
  In ambedue gli scenari, le previsioni sono elaborate scontando gli effetti delle misure contenute negli interventi di riforma adottati negli ultimi venti anni nonché degli interventi normativi contenuti nella legge di bilancio 2019. Essi hanno effetti diversi, che si manifestano in tempi altrettanto differenti: infatti, il peggioramento del rapporto spesa/PIL nel primo periodo di previsione è influenzato anche dalle misure adottate con il decreto-legge n. 4 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2019, che favoriscono una più rapida uscita dal mercato del lavoro e il conseguente aumento del numero di pensioni in rapporto al numero di occupati, nonché dalla crescita del PIL reale, molto contenuta. La successiva flessione del rapporto è imputabile, in parte, alla riduzione dell'importo medio di pensione conseguente all'anticipo del pensionamento e, in parte, al recupero dei livelli occupazionali. Negli anni che seguono, l'aumento della spesa pensionistica in rapporto al PIL è essenzialmente dovuto all'incremento del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati indotto dalla transizione demografica, solo parzialmente compensato dall'innalzamento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento. Tale incremento sopravanza l'effetto di contenimento degli importi pensionistici esercitato dalla graduale applicazione del sistema di calcolo Pag. 145contributivo sull'intera vita lavorativa. Infine, la riduzione del rapporto, nell'ultima fase del periodo di previsione, è determinata dall'applicazione generalizzata del calcolo contributivo, che si accompagna alla stabilizzazione, e alla successiva inversione di tendenza, del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati. Tale andamento risente sia della progressiva uscita delle generazioni del baby boom sia degli effetti dell'adeguamento automatico dei requisiti minimi di pensionamento in funzione della speranza di vita.
  Per quanto riguarda le politiche di bilancio da adottare nel triennio 2020-2022, la Nota di aggiornamento dà conto in più punti dell'intenzione del Governo di presentare alla Commissione Europea una richiesta di flessibilità per il 2020 in ragione di spese eccezionali per il contrasto dei rischi derivanti dal dissesto idrogeologico e per altri interventi volti a favorire la sostenibilità ambientale del Paese, quantificabili nell'ordine di 0,2 punti percentuali di PIL. Inoltre, la manovra di finanza pubblica per il 2020 comprende la completa disattivazione dell'aumento dell'IVA, il finanziamento delle politiche invariate per circa un decimo di punto di PIL e il rinnovo di alcune politiche in scadenza (fra cui gli incentivi Industria 4.0). Tra le nuove politiche che il Governo intende adottare, oltre al rilancio degli investimenti pubblici, l'aumento delle risorse per istruzione e ricerca scientifica e tecnologica e il sostegno al sistema sanitario universale, si segnala, in particolare, la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, il cui costo è valutato in 0,15 punti percentuali di PIL nel 2020 e in 0,3 punti nel 2021.
  Nel quadro programmatico, che incorpora gli effetti delle misure preannunciate nella Nota di aggiornamento, la crescita del PIL reale nel 2020 è prevista allo 0,6 per cento, mentre il PIL nominale crescerebbe del 2,0 per cento. L'occupazione aumenterebbe di un decimo di punto in più rispetto al tendenziale, in termini sia di occupati sia di ore lavorate. Infatti, la variazione dell'occupazione ULA è stimata pari allo 0,4 per cento nel 2020, allo 0,6 per cento nel 2021 e allo 0,9 per cento nel 2022. La variazione in aumento dell'occupazione FL (numero di occupati) è stimata pari allo 0,4 per cento nel 2020, 0,7 per cento nel 2021 e 0,9 per cento nel 2022. Infine, la variazione del tasso di disoccupazione è cifrata pari al 10 per cento nel 2020 e, in riduzione, al 9,5 per cento nel 2021 e al 9,1 per cento nel 2022. Il tasso di occupazione, nella fascia tra i 15 e i 64 anni è stimato crescere dal 58,9 per cento nel 2019 al 59,3 per cento nel 2020, al 59,8 per cento nel 2021 e al 60,5 per cento nel 2022.
  Per il conseguimento degli obiettivi enunciati nel Nota di aggiornamento, il Governo prevede l'adozione, oltre che della legge di bilancio per il 2020, di ventidue disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, tra i quali segnala, in particolare, quello recante la ricordata riduzione del cuneo fiscale e quello recante interventi mirati finalizzati a coordinare le responsabilità disciplinari dei dipendenti pubblici.
  Rileva, quindi, che la Nota di aggiornamento fornisce anche dettagli sulle Raccomandazioni all'Italia approvate dal Consiglio Ecofin del 9 luglio 2019 nonché sullo stato di attuazione delle riforme illustrate nel Programma Nazionale di Riforma dello scorso aprile. Tra le prime, per quanto di competenza della Commissione, segnala: lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro; il contrasto del lavoro sommerso; l'efficace integrazione tra politiche attive del lavoro e politiche sociali, favorendo in particolare i giovani e i gruppi vulnerabili; il sostegno alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, garantendo l'accesso a servizi di assistenza all'infanzia; maggiori investimenti nelle competenze dei dipendenti pubblici, al fine di migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione. Il Governo, da parte sua, intende seguire le Raccomandazioni europee con precisi provvedimenti, tra i quali: la già ricordata riduzione del cuneo fiscale che grava sul lavoro; il potenziamento delle politiche attive del lavoro e di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e Pag. 146l'incentivo alla parità di genere nelle retribuzioni. Ad avviso del Governo, inoltre, la disciplina del salario minimo aumenterà le tutele per i lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell'efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La Nota di aggiornamento preannuncia, quindi, il sostegno del Governo allo sforzo per una regolamentazione più efficace della rappresentanza sindacale e datoriale, attraverso l'adozione di indici rigorosi di misurazione della rappresentatività, e per una politica maggiormente a favore di famiglie, disabili e lavoratori tramite piattaforma digitale. Segnalo che la Nota dà conto anche dell'intenzione del Governo di intervenire in materia di «Opzione Donna» e di APE sociale e di affrontare la questione del Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani. Per rafforzare le tutele dei lavoratori ed elaborare nuove strategie occupazionali, sarà istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Osservatorio Nazionale del Lavoro. Ulteriori impegni sono preannunciati nel contrasto del lavoro sommerso e delle false partite IVA e nell'individuazione dell'equo compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento, in particolare a danno dei giovani professionisti. Con riferimento alla Raccomandazione volta al sostegno delle pari opportunità e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la Nota di aggiornamento preannuncia il recepimento della direttiva europea sui congedi di paternità e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata, la revisione della disciplina dei congedi parentali e dello smart working e l'adozione di misure di sostegno all'educazione dei figli e alla frequenza degli asili nido. Per assicurare l'efficienza della pubblica amministrazione, la Nota di aggiornamento prevede, tra l'altro, l'effettuazione delle necessarie assunzioni in specifici comparti e, d'intesa con le Regioni, l'avvio di un piano di reclutamento straordinario di medici e infermieri. Sarà inoltre valorizzato il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco. Più nello specifico, si legge nella Nota che la pubblica amministrazione necessita di una strategia di rilancio della sua immagine e delle sue funzioni, favorendo l'ingresso di giovani e migliorando la sua capacità di innovare. Sempre in tale ottica, la Nota sottolinea la necessità di una revisione delle dotazioni organiche e di un rafforzamento degli strumenti e delle azioni a supporto della formazione continua, per valorizzare le competenze del personale e, di conseguenza, per migliorare la produttività. Infine, si legge nella Nota che una particolare attenzione sarà rivolta al tema dell'inclusione e, in particolare, della tutela e della partecipazione dei disabili ai processi organizzativi e operativi, venendo incontro alle esigenze non solo dei dipendenti affetti da disabilità, ma anche di coloro che hanno carichi di cura familiare.
  Per quanto riguarda, invece, lo stato di avanzamento delle misure già adottate, la Nota di aggiornamento fa il punto sull'attuazione delle disposizioni in materia di Reddito di Cittadinanza e di riforma dei Centri per l'impiego; ricorda, in tema di pubbliche amministrazioni, la recente approvazione della legge n. 56 del 2019; sottolinea che il precedente Governo aveva presentato al Parlamento due disegni di legge delega, rispettivamente, per il miglioramento della pubblica amministrazione e in materia di semplificazione e codificazione.
  Annessa alla Nota di aggiornamento, il Governo, ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, ha presentato la Relazione, da approvare a maggioranza assoluta, che illustra al Parlamento l'aggiornamento del piano di rientro del saldo strutturale verso l'Obiettivo di medio periodo (MTO).
  Infine, segnala, tra gli allegati alla Nota di aggiornamento, l'Allegato III, che reca il Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, e l'Allegato IV, che reca la Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva. In particolare, la Relazione, riportata Pag. 147nell'Allegato IV, previsto dal decreto legislativo n. 160 del 2015, è stata predisposta da una specifica Commissione, istituita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 26 aprile 2016 e composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, centrali e locali, e da soggetti provenienti dal mondo accademico. Essa, oltre a fornire i risultati del lavoro svolto e approfondimenti sulla metodologia adottata, espone anche le principali linee di attività per il 2020. Con riferimento alle competenze della Commissione, la Relazione, anche con specifici approfondimenti, segnala che, dalla rilevazione annuale dei risultati dell'azione ispettiva svolta nel 2018 dall'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), risulta che, a fronte di un numero di aziende ispezionate pari a 144.163 e di 166.280 verifiche ispettive, sono stati accertati 162.932 lavoratori irregolari (252.659 nel 2017), di cui 42.306 completamente in nero. Tale dato, si legge nella Relazione, confermerebbe la validità della metodologia di programmazione degli accertamenti ispettivi, orientati, in base alle specificità del tessuto economico e sociale a livello locale, verso i settori di attività e le aree geografiche più esposte al rischio. Nel medesimo anno, sono stati recuperati, grazie alle verifiche dell'Ispettorato, contributi previdenziali e premi assicurativi per un importo di 1.356 milioni di euro (1.100 milioni di euro nel 2017). L'INPS, con la sua attività preventiva di vigilanza documentale, ha accertato nel 2018 irregolarità di natura contributiva pari a 346,7 milioni di euro, cui si aggiunge il risparmio stimato in 127,8 milioni di euro in termini di maggiori entrate future o di minori uscite. Con i medesimi obiettivi di contrasto, l'INAIL ha, nel corso del 2018, ulteriormente implementato il sistema di «Business Intelligence» che prevede sistematiche analisi e studi approfonditi, svolti a livello centrale, attraverso cui seleziona le aziende potenzialmente a rischio di irregolarità e, pertanto, meritevoli di attenzione. La vigilanza amministrativa dell'Istituto, inoltre, ha comportato un recupero per un importo complessivo di 36,3 milioni di euro in termini di premi accertati. La Relazione, inoltre, riporta un apposito focus dedicato all'approfondimento del cosiddetto lavoro grigio, ovvero il sommerso parziale, che appare interessare anche i lavoratori dipendenti. Si tratta di un fenomeno favorito dall'uso distorto dei contratti atipici, che permette, da un lato, ai datori di lavoro di mascherare i contratti più onerosi, ostacolando l'individuazione delle irregolarità da parte degli ispettori, e, dall'altro lato, agli occupati di occultare parte del reddito e di accedere a prestazioni assistenziali previste per i contribuenti meno abbienti. L'analisi, condotta con una metodologia ancora sperimentale, dimostrerebbe che il fenomeno del sommerso parziale è presente e consistente e avrebbe determinanti che lo differenziano dal sommerso totale e che richiederebbero, pertanto, azioni di contrasto specifiche.

  Andrea GIACCONE, presidente, nessuno chiedendo di intervenire e in considerazione dell'imminente ripresa della seduta dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del documento alla seduta già convocata per la giornata di domani, mercoledì 9 ottobre, nel corso della quale si procederà all'espressione del parere.

  La seduta termina alle 13.55.