CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 17 luglio 2018
37.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
COMUNICATO
Pag. 125

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 17 luglio 2018. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE.

  La seduta comincia alle 9.05.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2017.
C. 850 Governo.

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2018.
C. 851 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza).
(Parere alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.

  Andrea GIACCONE, presidente, avverte che la Commissione inizia l'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, del disegno di legge recante «Rendiconto generale dello Stato per l'anno finanziario 2017» e del disegno di legge recante «Assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2018», per le parti di competenza.
  Si tratta dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Tabella n. 4) e dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2).
  Ricorda che l'esame dei provvedimenti si conclude con l'approvazione di relazioni alla V Commissione e con la nomina di un relatore incaricato di riferire alla medesima Commissione.
  Comunica che nella seduta odierna si svolgerà la relazione introduttiva e si avvierà l'eventuale dibattito sui provvedimenti in titolo, mentre il seguito dell'esame Pag. 126e la sua conclusione avranno luogo nella seduta prevista per domani, mercoledì 18 luglio.
  Ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, essendo ammissibili soltanto gli emendamenti volti ad apportare modifiche di carattere meramente tecnico o formale. Per quanto concerne gli emendamenti al disegno di legge di assestamento, devono ritenersi ammissibili esclusivamente gli emendamenti alle voci di spesa oggetto di votazione parlamentare, vale a dire ai programmi di spesa, che contengono al loro interno capitoli rimodulabili. Gli emendamenti che comportano una maggiore spesa devono essere compensati da corrispondenti diminuzioni di spesa.
  Ricorda peraltro che gli emendamenti possono essere presentati anche direttamente presso la Commissione Bilancio e che, qualora fossero presentati in questa sede, saranno nuovamente esaminati dalla Commissione Bilancio.
  Avverte, infine, che, se non vi sono obiezioni, il termine per la presentazione di eventuali emendamenti al disegno di legge recante l'assestamento potrebbe essere fissato alle ore 10 di domani, mercoledì 18 luglio.

  Non essendovi obiezioni, rimane così stabilito.

  Filippo Giuseppe PERCONTI (M5S), relatore, iniziando la relazione introduttiva del Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2017, ricorda che, in base agli articoli da 35 a 38 della legge di contabilità e finanza pubblica, esso è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica, adempie all'obbligo, previsto dall'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria e costituisce, pertanto, un importante momento di verifica, da parte delle Camere, dell'andamento delle diverse politiche di settore.
  Nell'anno 2017, le linee di intervento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno fatto riferimento a tre macro-aree che ricomprendono: le politiche previdenziali, volte al coordinamento e all'applicazione della normativa in materia di contributi e di trattamenti pensionistici; le politiche per l'occupazione e la tutela del lavoro; le politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e alla riduzione delle condizioni di bisogno e di disagio delle persone e delle famiglie, nonché all'integrazione e all'inclusione delle fasce deboli della popolazione (rientranti però queste ultime, prevalentemente, nell'ambito di competenza della XII Commissione).
  Il Ministero ha gestito risorse per un ammontare pari a 123,3 miliardi di euro in termini di stanziamenti definitivi di competenza, in lieve diminuzione rispetto al precedente esercizio, destinati in massima parte al trasferimento all'INPS per l'attività di previdenza e assistenza proprie dell'Istituto.
  Le risorse allocate nel 2017 nello stato di previsione del Ministero sono destinate ad attuare dodici programmi facenti parte di cinque missioni, tutte condivise con lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
  Si tratta di: missione n. 24 «Diritti sociali, solidarietà sociale e famiglia», missione n. 25 «Politiche previdenziali», missione n. 26 «Politiche per il lavoro» e missione n. 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», alle quali si affianca la missione n. 32 «Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche».
  Quanto all'andamento degli stanziamenti nel corso della gestione, segnala che le risorse inizialmente assegnate al Ministero con la legge di bilancio ammontavano a 123,4 miliardi (+0,1 per cento rispetto allo stanziamento definitivo, pari, come detto, a 123,3 miliardi). Il dato finale è la risultante di variazioni in aumento e in diminuzione, avvenute nel corso dell'esercizio.
  Le variazioni in diminuzione sono state apportate, in massima parte, con decreti ministeriali e hanno riguardato le missioni Pag. 127«Politiche previdenziali» (cap. 2539) e «Diritti sociali, politiche sociali e famiglie» (cap. 2401).
  Le variazioni in aumento hanno interessato soprattutto la missione «Politiche per il lavoro» (cap. 2230 e 2402) e sono state introdotte con il provvedimento di assestamento del bilancio.
  Confrontando gli stanziamenti definitivi di competenza con quelli del precedente esercizio, si rileva una leggera flessione (0,4 per cento).
  Confermando le caratteristiche riscontrate negli esercizi già trascorsi, la spesa finale primaria del Ministero è formata per la quasi totalità dello stanziamento da spesa corrente, che rappresenta oltre il 99,9 per cento del totale. Quest'ultima, rispetto al 2016, diminuisce leggermente, mentre risulta in aumento del 15,2 per cento la spesa in conto capitale, aumento dovuto principalmente al programma «Sistemi informativi per il monitoraggio e lo sviluppo delle politiche sociali e del lavoro».
  Per quanto attiene all'incidenza delle diverse missioni di spesa, segnala, per la parte di specifico interesse della XI Commissione, che circa il 65,5 per cento delle risorse assegnate al Ministero, pari a 80,8 miliardi di euro, riguarda la missione «Politiche previdenziali», il cui peso sul totale della spesa registrata dallo stato di previsione aumenta rispetto all'esercizio 2016.
  Gli stanziamenti per le «Politiche per il lavoro», che rappresentano il 9,3 per cento del Ministero, risultano in diminuzione rispetto all'anno precedente del 24 per cento ed ammontano, nel 2017, a 11,5 miliardi di euro.
  Infine, la spesa destinata alla missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» ha avuto uno stanziamento definitivo di 30,9 miliardi, quasi interamente dedicato (74,5 per cento) al trasferimento all'INPS delle risorse necessarie all'erogazione degli interventi assistenziali di competenza dello Stato (assegno sociale, invalidità civile, indennità di accompagnamento, e via dicendo).
  Con riferimento alle singole missioni, premesso che gli interventi ricompresi in quelle riguardanti diritti sociali, politiche sociali e famiglia, nonché immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti, sono prevalentemente di competenza della XII Commissione, segnala che la Missione 25 «Politiche previdenziali» è la più rilevante in termini finanziari del Ministero e si esplica nell'unico programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali», che assorbe, con uno stanziamento definitivo di competenza di 80,8 miliardi, il 65,5 per cento delle risorse presenti nello stato di previsione del Ministero stesso.
  La missione ha fatto registrare impegni per 92.343 milioni di euro e pagamenti per 86.953 (10,8 per cento degli impegni e 10,4 per cento dei pagamenti complessivi), destinati per la maggior parte, al finanziamento del programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali».
  Quasi la totalità delle somme è costituita da trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche (trasferimenti all'INPS), che, come accennato, rappresenta la quasi totalità della spesa finale primaria (99,5 per cento). Nel 2017, la spesa finale primaria di tale missione è aumentata, rispetto al 2016, dell'1,7 per cento. La spesa per la previdenza si è attestata nel 2017 su un valore pari a 304 miliardi (+1,6 per cento rispetto al 2016), valore corrispondente al 15,4 per cento del prodotto interno lordo. Le pensioni in senso stretto hanno avuto un costo pari a 264 miliardi (+1,2 per cento).
  Nel corso del 2017, inoltre, il Ministero ha gestito le operazioni relative alla cd. «ottava salvaguardia», disposta con legge di bilancio per il predetto anno, che, nelle previsioni, avrebbe dovuto riguardare circa 30.000 lavoratori. Più specificamente, i dati di consuntivo, aggiornati al mese di novembre 2017, evidenziano, a fronte di oltre 35.000 domande presentate, l'accoglimento di 13.837 richieste (il 45 per cento del limite numerico massimo stabilito dalla legge). Complessivamente, le otto operazioni di salvaguardia sinora attivate Pag. 128hanno visto poco più di 142.000 certificazioni positive, a fronte di un numero ipotizzato di oltre 203.000, e la liquidazione anticipata di 114.247 trattamenti.
  Ulteriori interventi in campo previdenziale sono stati inoltre effettuati con la legge di bilancio per il 2017, volti ad accrescere i redditi da pensione meno elevati (cd. «quattordicesima mensilità»), ovvero a mitigare il rigore delle norme contenute nella legge Fornero (rimozione delle penalità in caso di pensionamento anticipato, anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, cumulo gratuito dei periodi contributivi maturati presso diverse gestioni, Anticipo pensionistico-Ape volontario e Rendita integrativa temporanea anticipata – RITA). Di tali interventi, la più rilevante in termini di impatto sulla finanza pubblica è l'Ape sociale, introdotto in via sperimentale per il periodo maggio 2017-dicembre 2018, consistente nell'erogazione di un'indennità di importo pari a quello della rata di pensione mensile maturata al momento dell'accesso anticipato alla prestazione (fino ad un massimo di 1.500 euro), destinato a durare fino alla maturazione dei requisiti previsti per la corresponsione del trattamento ordinario. Per quanto attiene a tale istituto, risultano accolte (fonte INPS) 17.683 domande (il 45 per cento di quelle presentate).
  Per quanto riguarda la Missione 26 «Politiche per il lavoro», che – come nota la Corte dei conti – identifica l'attività più significativa del Ministero, che meglio ne connota il ruolo istituzionale, la quasi totalità degli stanziamenti è assorbita dal programma «Politiche passive del lavoro e incentivi all'occupazione», che ha una dotazione pari a circa 10,7 miliardi di euro, a fronte dei circa 11,5 destinati alla missione, che rappresentano il 9,3 per cento del bilancio del Ministero e risultano in diminuzione, rispetto al 2016, del 24 per cento.
  Le politiche passive si sono incentrate nel 2017 nella gestione del nuovo sistema degli ammortizzatori sociali. Secondo i dati comunicati dal Ministero, nel 2017 le erogazioni della NASpI sono state 2.926.000, riferite a 2.466.563 beneficiari per un costo totale di 4,8 miliardi, onere stimato per l'intero esercizio sulla base di una puntuale valutazione dell'andamento della spesa.
  Dal maggio 2017 è stata avviata una sperimentazione relativa all'Assegno di ricollocazione nei confronti di 28.000 titolari di NASpI, in vista della entrata a regime dell'istituto a partire dal 2018. Secondo quanto riportato dal Ministero, ipotizzando diverse percentuali di adesione a regime e applicando un tasso medio di successo occupazionale, la spesa prevista per il 2018 oscilla tra i 75,8 e 151,6 milioni per anno. Le richieste volte all'ottenimento della DIS-COLL sono state 20.577, di cui 13.000 accolte, per un numero di beneficiari pari a 12.850. La spesa per la DIS-COLL è stata di 43 milioni (cap. 2402). A fronte della istituzione dell'ASpI prima e della NASpI poi, la spesa connessa alla cassa integrazione in deroga è progressivamente diminuita dal 2013 al 2016. La misura è stata definitivamente abolita a partire dall'esercizio 2017, con conseguente progressivo abbattimento delle risorse impegnate negli anni, sia per quanto riguarda le concessioni e proroghe ministeriali, sia per quanto riguarda gli interventi a livello regionale.
  Inoltre, le politiche passive del lavoro si sono avvalse, come nei precedenti esercizi, delle risorse stanziate nel Fondo sociale per l'occupazione e la formazione (cap. 2230), pari a 585,3 milioni di euro.
  Il capitolo presenta un rilevante ammontare di residui passivi mantenuti in bilancio a termine dell'esercizio, conseguente ai ritardi nella rendicontazione da parte degli enti destinatari, che viene effettuata negli anni successivi rispetto a quelli degli esercizi in cui vengono assunti gli impegni. Al riguardo, il Ministero ha richiesto agli Enti previdenziali di trasmettere nell'anno di competenza, per ogni singolo intervento finanziato, sia la previsione annuale di spesa, sia i c.d. «preconsuntivi», per poter effettuare un costante monitoraggio della spesa sostenuta, anche al fine di allineare le risorse in relazione ai reali fabbisogni. Tale monitoraggio ha avuto come conseguenza l'effettuazione di Pag. 129undici disimpegni, relativi ad attività non svolte, per un totale di 315,3 milioni rimasti nella disponibilità del capitolo per finanziare interventi diversi. Segnala che, in proposito, la Corte dei conti ha più volte sottolineato l'opportunità di una revisione del dimensionamento e della ripartizione del capitolo 2230, da effettuare sulla base di una rivalutazione all'attualità, della necessità dei diversi interventi risalenti nel tempo e di un'aggiornata quantificazione delle risorse necessarie a ciascuna linea d'azione. Nel 2017 tra le gestioni a carico del Fondo per l'occupazione e la formazione, particolarmente complessa inoltre si è rivelata l'attività di finanziamento alle Regioni ed agli Enti locali per lo svuotamento del bacino dei lavoratori socialmente utili attraverso procedure di stabilizzazione.
  Ricorda, inoltre, che dal 1o gennaio 2017 le attività di competenza della Direzione Generale per l'attività ispettiva e delle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro e, in particolare quelle relative al programma «Contrasto al lavoro nero e irregolare, prevenzione e osservanza delle norme di legislazione sociale e del lavoro», sono state trasferite all'Ispettorato Nazionale del Lavoro-INL, istituito ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149. L'INL ha operato con 2.832 unità di personale trasferite dal Ministero, di cui 2.100 effettivamente adibite all'attività ispettiva, alle quali vanno aggiunti il gruppo Carabinieri per la tutela del lavoro (391 unità), 1.182 ispettori dell'INPS e circa 300 dell'INAIL. Le visite ispettive sono state oltre 160.000, numero inferiore a quello del 2016, ma superiore del 3 per cento all'obiettivo indicato nella convenzione con il Ministero. Le aziende irregolari sono state oltre 103.000, con un numero di lavoratori irregolari di 253.000, di cui 48.000 completamente in nero. Il recupero dei contributi e dei premi evasi è stato di 1,1 miliardi di euro, mentre le sanzioni effettivamente introitate nell'anno ammontano a 75 milioni, cui vanno aggiunti 5,5 milioni di euro versati dagli interessati per ottenere la revoca dei provvedimenti di sospensione delle attività.
  In materia di politiche attive del lavoro, l'attività dell'ANPAL, succeduta al Ministero nei relativi compiti, si è incentrata, in particolare, nella prosecuzione del progetto «Garanzia giovani», finanziato attraverso l'utilizzo del Fondo Sociale Europeo. Al 1o gennaio 2018, i soggetti registrati nell'ambito del progetto, in progressivo costante aumento, erano 1.256.431. I soggetti effettivamente presi in carico risultavano essere 995.000 (il 78,6 per cento dei registrati). Tra questi ultimi, un'alta percentuale appartiene ad un profilo elevato che evidenzia difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro attraverso i canali tradizionali. Il 55 per cento dei presi in carico è stato avviato a un intervento di politica attiva. Le misure effettivamente erogate – talvolta più di una nei confronti del medesimo soggetto – sono state principalmente il tirocinio extracurriculare (attivato nel 60 per cento degli interessati), seguito dalla formazione e dal ricorso ad incentivi occupazionali. Pressoché residuali gli altri istituti (servizio civile, autoimprenditorialità, apprendistato). Quasi la metà dei giovani che hanno completato il percorso ha avuto uno sbocco occupazionale nei sei mesi successivi. L'ingresso nel mondo del lavoro è avvenuto nel 40 per cento dei casi con un contratto di apprendistato; nel 22,5 per cento con contratto a tempo indeterminato.
  Infine, la missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» ha evidenziato impegni per 32.084 milioni di euro e pagamenti per 31.318 milioni (il 3,8 per cento sia per gli impegni che per i pagamenti), destinati per lo più al finanziamento del programma «Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva».
  Per quanto attiene agli stanziamenti afferenti a materie di competenza della XI Commissione, presenti nell'ambito della Tabella n. 2 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, vengono in rilievo in particolare gli stanziamenti della Missione 25 «Politiche previdenziali», Pag. 130pari a 11,5 miliardi di euro, con particolare riguardo al cap. 7301 (Fondo di garanzia per l'accesso all'APE, con uno stanziamento definitivo di 70 milioni di euro sia in termini di competenza sia di cassa); al cap. 2148 (Contribuzione aggiuntiva all'INPS – ex gestione INPDAP a carico delle amministrazioni statali, con uno stanziamento definitivo di 10.800 milioni di euro in termini sia di competenza sia di cassa); al cap. 2156 (Intervento contributivo per i fondi gestori di previdenza complementare dei pubblici dipendenti, con uno stanziamento definitivo di 50.398,5 milioni di euro in termini sia di competenza sia di cassa).
  Riguardo al disegno di legge di assestamento per il 2018, ricorda preliminarmente che si tratta dello strumento attraverso il quale il Governo propone gli aggiornamenti delle previsioni di entrata e degli stanziamenti di bilancio per l'esercizio in corso, in termini di competenza e di cassa, alla luce dell'aggiornamento del quadro macroeconomico alla base del Documento di economia e finanza, presentato lo scorso mese di aprile, della disponibilità di informazioni aggiornate sugli andamenti di finanza pubblica, delle richieste formulate dalle Amministrazioni centrali in relazione alle nuove esigenze legate alla loro operatività, nonché della consistenza dei residui accertata in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. Le variazioni proposte dal provvedimento in esame integrano le variazioni di bilancio adottate tra il 1o gennaio e il 31 maggio dell'anno in corso e, tenendo conto degli effetti finanziari dei provvedimenti legislativi entrati in vigore dopo l'approvazione della legge di bilancio 2018, forniscono le previsioni assestate per il corrente esercizio finanziario.
  Nell'ambito della flessibilità prevista dalla normativa contabile (e nei limiti dei saldi programmatici di competenza e di cassa definiti con la legge di bilancio), con il disegno di legge di assestamento possono essere proposte variazioni compensative tra le dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, anche tra unità di voto diverse, ferma restando, anche in assestamento, la preclusione all'utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.
  Come si legge nella Relazione illustrativa al disegno di legge di assestamento, le variazioni che si propongono determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare pari a 2.450 milioni di euro in termini di competenza e 38 milioni di euro in termini di cassa.
  Passando al contenuto del disegno di legge, segnala che esso consta di quattro articoli e di quattordici tabelle, la prima delle quali rappresenta lo stato di previsione dell'entrata, mentre le restanti corrispondono allo stato di previsione della spesa dei singoli ministeri.
  Quanto ai profili di competenza della XI Commissione, assume particolare rilievo il contenuto della Tabella n. 4, che reca lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Come si legge nella nota illustrativa alla Tabella, il disegno di legge di assestamento, da un lato, dà conto delle variazioni amministrative intervenute nel periodo 1o gennaio – 31 maggio 2018 rispetto alle previsioni di competenza per il 2018, pari a 125,70 miliardi di euro, e alle autorizzazioni di cassa pari a 126,98 miliardi di euro, previste dalla legge di bilancio 2018, e, dall'altro, ne propone di ulteriori.
  Con riferimento al primo aspetto, le modifiche derivanti da atti amministrativi interessano le previsioni relative ai residui, alla competenza e alla cassa e derivano da provvedimenti legislativi intervenuti nel frattempo o da norme di carattere generale, che determinano un incremento delle previsioni rispettivamente di 339,7 milioni di euro in termini di residui, di 396,29 milioni di euro in termini di competenza e di 736,03 milioni di euro in termini di cassa.
  Anche le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento interessano le previsioni riferite a residui, competenza e cassa.
  Per i residui, si prevede un incremento delle appostazioni di bilancio pari a circa 25,52 miliardi di euro, essenzialmente riferibili a spese di parte corrente (essendo Pag. 131l'incremento previsto per i residui in conto capitale pari a soli 25,7 milioni di euro). La relazione illustrativa precisa che, come di regola avviene, le variazioni proposte traggono origine dall'esigenza di adeguare gli importi presunti previsti in sede di approvazione del bilancio per il 2018 a quelli risultanti dal rendiconto riferito all'anno 2017.
  Per gli stanziamenti in termini di competenza e di cassa si prevede, invece, una diminuzione di circa 804 milioni di euro. Per quanto attiene alle variazioni delle previsioni di competenza, la relazione illustrativa evidenzia, in via generale, che esse sono connesse alle esigenze emerse dall'effettivo svolgimento della gestione, tenendo altresì conto della situazione della finanza pubblica, mentre per le autorizzazioni di cassa le variazioni proposte tengono conto della nuova consistenza dei residui e delle variazioni proposte per la competenza, anche alla luce delle concrete capacità operative dell'Amministrazione. Si precisa, inoltre, che le principali variazioni proposte sono il risultato di un'attenta e rigorosa valutazione delle richieste delle Amministrazioni e riguardano l'integrazione di spese di natura indifferibile o inderogabile.
  Per effetto delle modifiche sopra riassunte, le previsioni dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il 2018 risultano assestate in 29,56 miliardi di euro quanto ai residui, in 124,90 miliardi di euro quanto alla competenza e in 126,51 miliardi di euro per quanto attiene alle previsioni di cassa. In tutti i casi, le spese sono essenzialmente riferite alla parte corrente, considerata la limitata incidenza delle spese per investimento nell'ambito delle politiche di competenza del Ministero.
  La Tabella n. 4 dà quindi conto delle variazioni proposte, articolate per unità di voto.
  Dal prospetto risulta che per la Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» le variazioni in aumento ammontano a circa 3,62 miliardi di euro in termini di residui e a circa 36 mila euro tanto in termini di competenza quanto in termini di cassa. Le variazioni in termini di competenza e di cassa sono riconducibili al programma di spesa relativo al Terzo settore (associazionismo, volontariato, Onlus e formazioni sociali) e alla responsabilità sociale delle imprese e delle organizzazioni.
  Per quanto riguarda la Missione 25 «Politiche previdenziali», il disegno di legge propone un incremento degli stanziamenti di 19,25 miliardi di euro in termini di residui e una diminuzione delle poste iscritte in termini di competenza e di cassa di circa 1 miliardo di euro, integralmente riconducibile al programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali». Nell'ambito di tale programma le riduzioni più consistenti, pari rispettivamente a circa 262 e a 966 milioni di euro in termini di competenza e di cassa, interessano i capitoli n. 2539 e n. 4339, relativi alle somme da trasferire all'INPS a titolo di anticipazioni di bilancio sul fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali, rispettivamente per i lavoratori pubblici e privati. Segnalo anche che si prevede un incremento del capitolo n. 4331, relativo al finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale, per un importo di 141,88 milioni di euro in termini di competenza e di cassa.
  Per la Missione 26 «Politiche per il lavoro», si propone un incremento degli stanziamenti di 2,61 miliardi di euro in termini di residui e una diminuzione di 183,80 milioni di euro in termini di competenza e di 183,94 milioni di euro in termini di cassa.
  Nell'ambito di tale missione, le variazioni più consistenti riguardano il programma «Politiche passive del lavoro e incentivi all'occupazione», per il quale è proposto un incremento degli stanziamenti pari a 2,33 miliardi di euro in termini di residui, e una diminuzione pari a 184 milioni di euro in termini di competenza e di cassa, interamente ascrivibile al cap. 2402, concernente gli oneri relativi ai trattamenti di mobilità dei lavoratori e di disoccupazione.
  Un significativo incremento dei residui, pari a 1,42 miliardi di euro, riguarda il Pag. 132capitolo 2402, concernente gli oneri relativi ai trattamenti di mobilità dei lavoratori e di disoccupazione, con particolare riferimento alla revisione degli ammortizzatori sociali in attuazione della legge sulla riforma del mercato del lavoro. Il capitolo 2230, relativo al Fondo sociale per l'occupazione e formazione, registra inoltre un significativo incremento dell'ammontare dei residui, per i quali si propone una variazione in aumento di circa 536,91 milioni di euro.
  Segnala, inoltre, che si prevede un incremento degli stanziamenti in termini di residui per 15 milioni di euro con riferimento al programma «Politiche di regolamentazione in materia di rapporti di lavoro», destinato integralmente al capitolo n. 4776, che reca le somme da trasferire all'INPS per gli oneri connessi agli accertamenti medico-legali sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. Ulteriori 17 milioni di euro in termini di competenza e di cassa sono destinati al programma «Sistemi informativi per il monitoraggio e lo sviluppo delle politiche sociali e del lavoro e comunicazione istituzionale», finalizzati principalmente alle spese per lo sviluppo dei sistemi informativi per il lavoro.
  Da ultimo, segnala che si prevede una variazione in aumento in termini di residui pari a 24,5 milioni di euro con riferimento al Programma «Contrasto al lavoro nero e irregolare, prevenzione e osservanza delle norme di legislazione sociale e del lavoro», destinato quasi integralmente al capitolo n. 1231, che reca le somme da trasferire all'Ispettorato nazionale del lavoro.
  Con riferimento alla Missione 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», le variazioni proposte si riferiscono essenzialmente all'incremento per circa 9,8 milioni di euro in termini di residui del programma «Flussi migratori per motivi di lavoro e politiche di integrazione sociale delle persone immigrate». Variazioni sono apportate anche alla Missione 32 «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» per la quale si propone un incremento degli stanziamenti di 16,7 milioni di euro in termini di residui, e di 109 mila euro in termini di competenza e di cassa.
  Per quanto attiene agli stanziamenti afferenti a materie di competenza della Commissione nell'ambito della Tabella n. 2, relativa allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, le variazioni proposte dal disegno di legge che riguardano la Missione 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» prevedono un aumento delle previsioni di 62,2 milioni di euro in termini di residui e di 881 mila euro in termini di cassa, e una diminuzione di 5 mila euro in termini di competenza, di 99,5 milioni di euro in termini di cassa e di 136,5 milioni di euro in conto residui.

  Andrea GIACCONE, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame dei provvedimenti ad altra seduta.

  La seduta termina alle 9.35.