CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 5 dicembre 2018
107.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 32

DELIBERAZIONE PER L'ISTITUZIONE DI COMITATI PERMANENTI

  Mercoledì 5 dicembre 2018. – Presidenza della presidente Marta GRANDE.

  La seduta comincia alle 13.05.

  Marta GRANDE, presidente, facendo seguito a quanto convenuto in modo unanime dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione avverte che la seduta odierna è finalizzata alla istituzione, ai sensi dell'articolo 22, comma 4, del regolamento e nell'ambito delle materie di competenza della Commissione, dei seguenti quattro Comitati permanenti: il Comitato permanente Diritti umani nel mondo; il Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; il Comitato permanente Politica estera e relazioni esterne dell'Unione europea; infine, il Comitato permanente Italiani nel mondo e promozione del Sistema Paese.
  Rileva che nella seduta odierna la Commissione è chiamata unicamente a deliberarne l'istituzione mentre per la definizione della composizione, con particolare riferimento ai rispettivi uffici di presidenza, si riserva di formulare una proposta da sottoporre all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione ai fini dell'opportuno consenso unanime tra i gruppi.
  Sul piano regolamentare, rammenta che si tratta di articolazioni di carattere organizzativo, volte a snellire oltre che ad arricchire i lavori della Commissione, e la cui attività di programmazione è oggetto di deliberazione da parte dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Pag. 33gruppi, della Commissione. Ricorda, inoltre, che non è ammessa sovrapposizione né tra i lavori della Commissione e quelli dei comitati, né tra un comitato e l'altro, che possono tuttavia svolgere audizioni in sede congiunta. Non sono possibili riunioni congiunte di un comitato con altre Commissioni, né con comitati permanenti di altre Commissioni. Nel precisare che le sedute dei comitati si svolgono nella stessa aula della Commissione, rileva che i Comitati possono procedere al loro interno ad organizzare gruppi di lavoro.
  Sottolinea che si tratta di organi privi di rilevanza esterna, nel senso che per qualsivoglia questione interpretativa, la presidenza del comitato è tenuta ad informare la Presidenza della Commissione che, se necessario, provvede a consultare la Presidenza della Camera per le decisioni di competenza. Inoltre, spetta in ogni caso alla Presidenza della Commissione l'impostazione di ogni rapporto con l'esterno proposto dal Comitato nell'ambito della sua attività, quanto ai rapporti sia con altri organi della Camera sia con soggetti esterni.
  Nel ricordare che i sopra citati quattro comitati sono già stati istituiti nelle precedenti legislature, fa presente che essi assolverebbero a finalità di tipo istruttorio e conoscitivo, soprattutto con riferimento allo svolgimento di indagini conoscitive, ferma restando in capo alla Commissione ogni deliberazione in merito a documenti intermedi e conclusivi.
  In merito alla loro composizione, che è soggetta al criterio di rappresentatività e di proporzionalità tra tutti i gruppi, propone di fissare in 21 il numero dei componenti di ciascun comitato, ripartiti tra i gruppi in misura che consenta un rapporto tra maggioranza e opposizione analogo a quello della Commissione: 15 per il gruppo del Movimento 5 Stelle, 9 per il gruppo della Lega, 8 per il gruppo del Partito Democratico, 8 per il gruppo di Forza Italia, 2 per il gruppo di Fratelli d'Italia, 1 per il gruppo Liberi e Uguali e 2 per il gruppo Misto.
  Per quanto concerne la composizione degli organi direttivi dei comitati, propone che essi siano costituiti da un presidente, da un vicepresidente e da un segretario, sulla base di designazioni fatte dai gruppi d'intesa tra loro, a cui potranno fare seguito la deliberazione unanime dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, e la successiva presa d'atto della Commissione. Fa presente che qualora non fosse possibile pervenire ad un accordo unanime tra i gruppi, la Commissione sarà chiamata a procedere alla votazione per schede per l'elezione dei componenti degli uffici di presidenza dei comitati.

  La Commissione approva all'unanimità l'istituzione dei quattro Comitati permanenti, nei termini proposti dalla presidente.

  La seduta termina alle 13.15.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 5 dicembre 2018 — Presidenza della presidente Marta GRANDE.

  La seduta comincia alle 13.15.

DL 119/2018: Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria.
C. 1408 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Marta GRANDE, presidente, avverte che il Governo ha fatto sapere di non potere prendere parte con un proprio rappresentante alla seduta odierna, il cui slittamento ad oggi è legato al particolare andamento dei lavori dell'Aula nella settimana in corso.

  Maurizio LUPI (Misto-NcI-USEI), intervenendo sui lavori della Commissione, comprendendo le ragioni dell'assenza del Governo in seduta in ragione dell'evoluzione dell'agenda parlamentare degli ultimi giorni, ritiene comunque essenziale che il rappresentante del Governo prenda parte ai lavori della Commissione in occasione Pag. 34della deliberazione sulla proposta di parere. Chiede, pertanto, che nella seduta odierna possa avere luogo soltanto l'avvio dell'esame del provvedimento in titolo, rinviando la deliberazione ad altra seduta in presenza del Governo.

  Marta GRANDE, presidente, accede alla richiesta dell'onorevole Lupi, precisando che il parere dovrà comunque essere espresso entro martedì 11 dicembre.

  La Commissione conviene.

  Paolo FORMENTINI, relatore, rileva che il decreto-legge in esame, composto di 65 articoli, di cui 28 introdotti nel corso dell'esame presso il Senato, introduce nell'ordinamento disposizioni in materia di pacificazione fiscale, di semplificazione fiscale e di innovazione del processo tributario e fiscale.
  Segnala che i profili di interesse per la Commissione si rinvengono, oltre che in relazione agli articoli 24 e 26, concernenti il rifinanziamento delle missioni internazionali e le coperture finanziarie del provvedimento a valere di stanziamenti riferiti al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, anche in relazione ai nuovi articoli 16-sexies, recante disposizioni in materia di scambio automatico di informazioni, 25-octies, concernente lo status dei residenti nel comune di Campione d'Italia, e 25-novies, concernente l'istituzione dell'imposta sui trasferimento di denaro all'estero effettuati per messo degli istituti di pagamento, di cui all'articolo 114-decies del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385.
  Quanto all'articolo 24, sottolinea che, per garantire la prosecuzione delle missioni internazionali per l'anno 2018, il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, di cui alla legge quadro sulle missioni internazionali del 2016, viene incrementato di 130 milioni di euro per l'anno 2018 a copertura delle attività in corso per gli ultimi tre mesi del 2018.
  Ricorda che le deliberazioni sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, adottate dal precedente Governo nel dicembre 2017 ed approvate dalle Camere nel gennaio di quest'anno, contemplano un fabbisogno finanziario per il periodo 1o gennaio 2018 – 30 settembre 2018 pari a circa 684 milioni di euro, mentre per l'intero anno 2018 il fabbisogno complessivo è valutato in 1.019 milioni di euro. Nell'ambito degli importi destinati al Fondo missioni, di cui all'articolo 4 della legge n. 145 del 2016, sono individuate anche alcune risorse destinate alle politiche di cooperazione allo sviluppo per interventi a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione e impiegate nel quadro della programmazione triennale di cui alla legge n. 125 del 2014.
  Evidenzia che, come segnalato dal rappresentante del Governo presso l'omologa Commissione del Senato, per i primi nove mesi del 2018 il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha ricevuto un'assegnazione di 236 milioni di euro, in gran parte destinati all'aiuto pubblico allo sviluppo e ad iniziative internazionali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Una quota, pari a 16,5 milioni di euro, è stata destinata, come negli anni precedenti, al rafforzamento delle misure di sicurezza e al funzionamento di uffici situati in aree di crisi
  Osserva, inoltre, che nel 2018, a seguito delle modifiche introdotte lo scorso anno all'articolo 2 della legge n. 145 del 2016, è stato possibile chiedere un'anticipazione del 75 per cento delle risorse deliberate per i primi nove mesi, nelle more del perfezionamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di ripartizione del fondo destinato alle missioni internazionali. Tale innovazione ha reso più fluido e funzionale il meccanismo di assegnazione dei fondi, consentendo così al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alle altre Amministrazioni coinvolte di porre in essere tempestivamente i propri interventi, con particolare riferimento alle aree di crisi umanitaria.
  Su questo tema, in vista della prossima deliberazione sulla partecipazione alle missioni internazionali per l'anno 2019, ritiene opportuno evidenziare fin da ora l'esigenza che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione Pag. 35internazionale dedichi uno sforzo maggiore rispetto al passato al fine di assicurare trasparenza e leggibilità agli interventi di cooperazione allo sviluppo, organizzandoli per area geografica ed indicando cifre e dati sul numero di cooperanti coinvolti e sulle tipologie di progetti, in modo analogo alle schede concernenti le singole missioni militari e nello spirito di una maggiore coerenza e specularità tra interventi di cooperazione allo sviluppo e missioni internazionali deliberate.
  In merito all'articolo 26, sulla copertura finanziaria del provvedimento, osserva che esso stabilisce che, anche per gli oneri derivanti dall'articolo 24, si provveda anche mediante riduzione delle dotazioni di competenza e di cassa, relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione di alcuni Ministeri, fra cui quello dell'economia e delle finanze e quello degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
  Quanto all'articolo 26, comma 3, lettera a), evidenzia che esso stabilisce che le dotazioni finanziarie dei Ministeri per il 2018 sono ridotte per 589,31 milioni di euro. Di questi, 7,65 milioni saranno a carico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con un'incidenza percentuale di circa lo 0,3 per cento sul volume complessivo del suo bilancio (stanziamento iniziale di 2.609 milioni di euro).
  Sottolinea che l'elenco I, allegato al testo, che individua il quadro delle riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese per singoli dicasteri, evidenzia una riduzione per il Ministero dell'economia, relativamente alla Missione n. 3 (L'Italia in Europa e nel mondo), programma 3.1 (Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE) per 28 milioni di euro.
  Sottolinea che si tratta di riduzioni non sostanziali in termini assoluti, ma che vanno ad incidere su un bilancio di entità già ridotta, anche per effetto delle successive manovre di contenimento della spesa degli ultimi anni, e per sua natura «rigido», essendo costituito per circa il 70 per cento da voci di spesa a carattere obbligatorio e non comprimibile (contributi obbligatori a enti internazionali in virtù di impegni giuridicamente vincolanti determinati per legge, pagamento di stipendi al personale, finanziamento obbligatorio del Fondo Europeo di Sviluppo di cui alla legge n. 125 del 2014).
  Evidenzia che lo stesso articolo 26, al comma 3, lettera d), stabilisce, inoltre, che agli oneri relativi alle misure disposte dal decreto si provveda altresì, quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge n. 848 del 1957 che reca l'Esecuzione dello Statuto delle Nazioni Unite. La norma prevede pure che spetti al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale disporre degli adempimenti eventualmente necessari, anche sul piano internazionale, per rinegoziare i termini dell'accordo internazionale concernente la determinazione del contributo all'organizzazione delle Nazioni Unite, per un importo pari a 20 milioni di euro per l'anno 2018. Rammenta, al riguardo, che il contributo ordinario del Paese per l'anno 2018 è pari a circa 91,1 milioni di dollari. Come rilevato dal rappresentante del Governo presso il Senato, sottolinea che almeno in questa fase la rinegoziazione non appare necessaria in quanto vi è sufficiente capienza nell'esercizio corrente per assorbire la riduzione di 20 milioni di euro. L'ammontare del contributo obbligatorio è stato, infatti, determinato in misura minore del previsto in ragione dell'andamento del cambio e sulla base dell'applicazione della scala di ripartizione del triennio 2016-2018 (in scadenza) concordata in ambito delle Nazioni Unite, che tiene conto anche dell'andamento del PIL nazionale.
  Sottolinea che, quanto ad ulteriori 10 milioni di euro per l'anno 2018, l'articolo 26, comma 3, lettera f), stabilisce che si provveda mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando Pag. 36l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
  In merito al complessivo articolo 26, in linea con quanto segnalato al Senato sia dai gruppi di maggioranza sia di opposizione, auspica per il futuro che non si ponga mano ad ulteriori riduzioni delle risorse destinate al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al fine di non indebolire l'azione internazionale del nostro Paese, laddove è provato che le sinergie tra leva diplomatica e sistema Paese all'estero possono avere un impatto positivo rilevante sulla crescita del PIL. D'altra parte il provvedimento appare permeato non dalla consueta logica basata sui tagli lineari di spesa, bensì su un criterio di effettiva razionalizzazione della spesa.
  Passando agli articoli inseriti nel corso dell’iter presso il Senato, caratterizzati da un'evidente impegno di contrasto a fenomeni di evasione ed elusione fiscale, segnala l'articolo 16-sexies, che disciplina lo scambio automatico di informazioni per attività di controllo tributario o per finalità di analisi del rischio di evasione fiscale tra l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, previa stipula di un'apposita convenzione. In particolare, il comma 1 prevede che l'Agenzia delle entrate fornisca, su richiesta, alla Guardia di finanza, elementi e specifiche elaborazioni basate sulle informazioni ricevute ai sensi dell'articolo 1, commi 145 e 146, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, nonché su quelle ricevute nell'ambito dello scambio automatico di informazioni per finalità fiscali, previsto dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, e da accordi tra l'Italia e gli Stati esteri. Si tratta di una norma che attua, tra l'altro, anche direttive dell'OCSE e che ha per destinatari le società controllanti che fatturino nell'ambito di gruppi di imprese multinazionali e le società controllate residenti in Paesi che non siano legati da accordi con l'Italia per lo scambio di informazioni sulla rendicontazione Paese per Paese.
  Passando all'articolo 25-octies, recante misure per il rilancio di Campione d'Italia, rileva che esso novella l'articolo 188-bis del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, prevedendo, al comma 4, che si considerano iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d'Italia anche le persone fisiche aventi domicilio fiscale nel medesimo comune le quali, già residenti nel comune di Campione d'Italia, sono iscritte nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) dello stesso comune e residenti nel Canton Ticino della Confederazione elvetica.
  Infine, segnala che l'articolo 25-novies comporta l'istituzione di un'imposta sui trasferimenti di denaro all'estero effettuati per mezzo degli istituti di pagamento, ad esclusione delle transazioni commerciali, effettuati verso Paesi non appartenenti all'Unione europea da istituti di pagamento, di cui all'articolo 114-decies del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, n. 385, che offrono il servizio di rimessa di somme di denaro. L'imposta è dovuta in misura pari all'1,5 per cento del valore di ogni singola operazione effettuata, a partire da un importo minimo di euro 10. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con l'Agenzia delle entrate, sentita la Banca d'Italia, emana uno o più provvedimenti per determinare le modalità di riscossione e di versamento dell'imposta. Inoltre, nel pieno rispetto delle vigenti normative antiriciclaggio, i trasferimenti di denaro, ad esclusione delle transazioni commerciali, effettuati verso Paesi non appartenenti all'Unione europea sono perfezionati esclusivamente su canali di operatori finanziari che consentono la piena tracciabilità dei flussi.
  Tutto ciò premesso, si riserva di presentare una proposta di parere che terrà conto anche degli spunti che potranno emergere dal dibattito odierno.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD), ringraziando la presidenza per aver accolto senza indugio la richiesta dell'onorevole Lupi in merito all'opportunità che la Commissione deliberi sul provvedimento potendosi avvalere del confronto con il rappresentante del Governo, manifesta la contrarietà del suo gruppo sul provvedimento in esame Pag. 37al netto della norma per il finanziamento delle missioni internazionali ed evidenzia due questioni, connesse l'una all'altra, che presentano serie criticità: in primo luogo, l'imposta dell'1,5 per cento sulle rimesse dei migranti rappresenta una misura vessatoria, in linea con altri interventi, di matrice punitiva, adottati da questo Esecutivo nei confronti dei migranti regolari quali, ad esempio, l'aumento da due a quattro anni del tempo per la concessione della cittadinanza a seguito di matrimonio, introdotta con il decreto-legge n. 113 del 2018. Peraltro, tale misura, in combinato disposto con la seconda questione preoccupante, concernente la riduzione degli stanziamenti per l'aiuto pubblico allo sviluppo, appare del tutto incoerente con la logica, più volte espressa da autorevoli esponenti della maggioranza, sintetizzata nel motto «aiutiamoli a casa loro», e determina un evidente riposizionamento dell'Italia nel dibattito internazionale, dal momento che il nostro Paese si è sempre battuto per una riduzione dei costi a carico delle rimesse. Invoca una riflessione e un ripensamento da parte della maggioranza su tali snodi, che riguardano la credibilità del Paese e la coerenza delle politiche del Governo in carica.

  Maurizio LUPI (Misto-NcI-USEI), ringraziando il collega Formentini per la sua disponibilità a collaborare con la richiesta di rinvio ad altra seduta del voto sul parere, esprime forti riserve sulla scelta di ridurre i fondi a disposizione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Tale scelta appare miope e sbagliata, in primis perché l'Italia, rispetto agli altri partner di peso equivalente, si è sempre distinta per una presenza capillare delle sue ambasciate nel mondo, coerentemente con una tradizione prestigiosa e una visione alta dell'azione internazionale del nostro Paese. La rete delle nostre rappresentanze diplomatiche necessita, dunque, di un organico adeguato al compito che le è affidato, trattandosi di un investimento e non di un costo, come sostenuto anche dal Ministro Moavero Milanesi. Ritiene pertanto che anche questa Commissione debba inviare al Paese un segnale in tale direzione. In secondo luogo, in questa fase storica il Paese ha bisogno di rafforzare il proprio ruolo sullo scenario internazionale per affrontare sfide globali quali, tra l'altro, il fenomeno migratorio. Chiede inoltre chiarimenti sull'allocazione dei fondi destinati alle missioni internazionali, con particolare riferimento alle quote riservate al personale militare e a quelle destinate agli interventi di cooperazione allo sviluppo. Condivide, inoltre, la linea dello «aiutiamoli a casa loro» e ritiene necessario assicurare un adeguato finanziamento degli aiuti pubblici allo sviluppo. Da ultimo, facendosi portavoce della componente di italiani eletti all'estero presente nel proprio gruppo, che sul tema ha presentato specifiche proposte emendative sulla manovra, segnala l'opportunità di stanziare risorse per l'assistenza ai connazionali residenti all'estero che versino in condizione di indigenza, in linea con le battaglie che il Governo sta conducendo per contrastare la povertà per i cittadini residenti in Italia.

  Laura BOLDRINI (LeU), associandosi in parte ai rilievi del collega Lupi, sottolinea che i tagli al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale recheranno grave nocumento alla diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo, che dovrebbero rappresentare, invece, una fondamentale politica di investimento per rafforzare il ruolo e il prestigio dell'Italia nel mondo. Si associa alle osservazioni critiche dell'onorevole Quartapelle Procopio sulle misure relative alle rimesse dei migranti, sottolineandone il carattere discriminatorio e incostituzionale, dal momento che tale imposta graverebbe solo sui lavoratori e sulle lavoratrici migranti e non anche sulle altre transazioni finanziarie commerciali con i Paesi terzi. Sottolineando che le rimesse, con un valore complessivo di 450 miliardi di dollari all'anno per un numero pari a circa 200 milioni di persone a livello globale, rappresentano un terzo del totale degli aiuti pubblici allo sviluppo, rileva che il maggiore onere a carico delle transazioni tramite i cosiddetti money transfer, che praticano tassi di interesse già assai elevati, potrebbe determinare un incremento delle attività del sistema informale di trasferimento del denaro, Pag. 38ovvero l’hawala, che non consente la tracciabilità del contante e rischia di alimentare i traffici illegali. Ribadendo che tale misura è ingiusta, discriminatoria e controproducente, invita la maggioranza e il Governo ad un supplemento di riflessione, tenuto conto che la penalizzazione delle rimesse è del tutto incoerente con la logica dello «aiutiamoli a casa loro».

  Eugenio ZOFFILI (Lega), rispondendo ad alcuni rilievi della collega Boldrini, la appella utilizzando il genere maschile.

  Laura BOLDRINI (LeU), rivolgendosi alla presidente della Commissione, chiede con fermezza che sia rispettata la sua identità di genere, giudicando demenziale l'atteggiamento del collega Zoffili che si ostina a negare ciò che altro non è se non il corretto uso della lingua italiana.

  Marta GRANDE, presidente, pur comprendendo le ragioni della collega Boldrini, ritiene che si tratti di un tema delicato, affidato alla sensibilità individuale e su cui non si possono fare imposizioni. Invita i colleghi a non insistere oltre sulla questione, considerati gli ulteriori punti previsti all'ordine del giorno.

  Eugenio ZOFFILI (Lega), esprimendo il suo disappunto per essere stato interrotto in apertura del suo l'intervento, chiede che venga censurato l'utilizzo del termine «demenziale», usato dall'onorevole Boldrini nei suoi riguardi. Sottolinea di aver sempre dimostrato sensibilità rispetto alle questioni di genere, da ultimo in occasione di uno scambio di battute in Aula con l'onorevole Serracchiani, da lui appellata «signora».
  Tornando al merito del provvedimento, evidenzia che il Governo e la maggioranza hanno sempre dimostrato grande attenzione nei riguardi della promozione della cultura italiana nel mondo. Riguardo alla tassa sui money transfer, dà conto di una recente operazione di polizia, da lui seguita con particolare attenzione, che ha portato all'arresto a Ponte Lambro, di ventuno siriani, coinvolti in un traffico di esseri umani, oltre che in altre attività illecite, tra cui il trasferimento illegale di capitali. In generale, l'efficacia delle scelte dell'Esecutivo in materia di immigrazione, a suo avviso, è confermata dall'ampio consenso dei cittadini, che è assai più importante degli attacchi che arrivano dagli avversari politici e dal web.

  Paolo FORMENTINI (Lega), rispondendo alle obiezioni delle colleghe Quartapelle e Boldrini, sottolinea l'opportunità che i migranti contribuiscano al benessere del Paese versando l'imposta prevista sui money transfer. Peraltro, sottolinea che tale misura è sempre stata un cavallo di battaglia del suo partito e segna un chiaro discrimine tra i precedenti Esecutivi e l'attuale «Governo del cambiamento». Con riferimento ai rilievi del collega Lupi, ricorda che la relazione illustrativa già sottolinea l'esigenza che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dedichi uno sforzo maggiore per assicurare trasparenza agli interventi di cooperazione allo sviluppo, organizzandoli per area geografica ed indicando cifre e dati sul numero di cooperanti coinvolti e sulle tipologie di progetti, in modo analogo alle schede concernenti le singole missioni militari e nello spirito di una maggiore coerenza e specularità tra interventi di cooperazione allo sviluppo e missioni internazionali deliberate.

  Marta GRANDE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.55.

INDAGINE CONOSCITIVA

  Mercoledì 5 dicembre 2018. – Presidenza della presidente Marta GRANDE.

  La seduta comincia alle 14.10.

Pag. 39

Indagine conoscitiva sulla politica estera energetica dell'Italia tra crisi regionali e rotte transcontinentali.
Audizione di Nicolò Sartori, responsabile del programma «Energie, clima, e risorse» dell'Istituto Affari Internazionali (IAI).
(Svolgimento e conclusione).

  Marta GRANDE, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche attraverso la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Introduce, quindi, l'audizione.

  Nicolò SARTORI, responsabile del programma «Energie, clima, e risorse» dell'Istituto Affari Internazionali (IAI), svolge una relazione sui temi oggetto dell'indagine conoscitiva.

  Intervengono, quindi, a più riprese, Laura BOLDRINI (LeU) e Simone BILLI (Lega) per porre quesiti e formulare osservazioni.

  Nicolò SARTORI, responsabile del programma «Energie, clima, e risorse» dell'Istituto Affari Internazionali (IAI), risponde ai quesiti posti e fornisce ulteriori precisazioni.

  Marta GRANDE, presidente, dichiara conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.55.

  N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

INDAGINE CONOSCITIVA

  Mercoledì 5 dicembre 2018. – Presidenza della presidente Marta GRANDE.

  La seduta comincia alle 15.05.

Indagine conoscitiva sulla politica estera dell'Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo.
Audizione di Paolo Quercia, Direttore del Center for Near Abroad Strategic Studies (CENASS) e docente di studi strategici all'Università di Perugia.
(Svolgimento e conclusione).

  Marta GRANDE, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche attraverso la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Introduce, quindi, l'audizione.

  Paolo QUERCIA, Direttore del Center for Near Abroad Strategic Studies (CENASS) e docente di studi strategici all'Università di Perugia, svolge una relazione sui temi oggetto dell'indagine conoscitiva.

  Intervengono, quindi, Laura BOLDRINI (LeU), Eugenio ZOFFILI (Lega), Paolo FORMENTINI (Lega), Yana Chiara EHM (M5S) e Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD), per porre quesiti e formulare osservazioni.

  Paolo QUERCIA, Direttore del Center for Near Abroad Strategic Studies (CENASS) e docente di studi strategici all'Università di Perugia, risponde ai quesiti posti e fornisce ulteriori precisazioni.

  Marta GRANDE, presidente, dichiara conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 16.15.

  N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.35.