XVII Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti

Resoconto stenografico



Seduta n. 124 di Mercoledì 19 ottobre 2016

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori
Bratti Alessandro , Presidente ... 2 

Audizione del commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, Maria Francesca Gatto (Svolgimento e conclusione) :
Bratti Alessandro , Presidente ... 2 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 3 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 3 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 3 ,
Zolezzi Alberto (M5S)  ... 4 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 4 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 4 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 4 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 4 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 4 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 4 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 4 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 5 ,
Vignaroli Stefano (M5S)  ... 5 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 5 ,
Nugnes Paola  ... 6 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 6 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 6 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 6 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 6 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 6 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 6 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 6 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 6 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 7 ,
Puppato Laura  ... 7 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 7 ,
Puppato Laura  ... 7 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 7 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 7 ,
Puppato Laura  ... 8 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 8 ,
Migliorino Clemente , Direttore del dipartimento di Catanzaro ... 8 ,
Zolezzi Alberto (M5S)  ... 8 ,
Russo Francesco Maria , Direttore del dipartimento di Crotone ... 8 ,
Gatto Maria Francesca , Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ... 9 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 9 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 9 ,
Zolezzi Alberto (M5S)  ... 9 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 9 ,
Nugnes Paola  ... 10 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 10 ,
Nugnes Paola  ... 10 ,
Procopio Salvatore , Tecnico dell'ARPA Calabria ... 10 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 10 

Audizione del presidente della regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio:
Bratti Alessandro , Presidente ... 10 ,
Oliverio Gerardo Mario , Presidente della regione Calabria ... 11 ,
Zolezzi Alberto (M5S)  ... 12 ,
Oliverio Gerardo Mario , Presidente della regione Calabria ... 12 ,
Cominelli Miriam (PD)  ... 13 ,
Oliverio Gerardo Mario , Presidente della regione Calabria ... 13 ,
Pallaria Domenico , Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità ... 14 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 14 ,
Pallaria Domenico , Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità ... 14 ,
Nugnes Paola  ... 15 ,
Pallaria Domenico , Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità ... 15 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 15 ,
Oliverio Gerardo Mario , Presidente della regione Calabria ... 15 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 16 ,
Oliverio Gerardo Mario , Presidente della regione Calabria ... 16 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 16 ,
Compagnone Giuseppe  ... 16 ,
Bratti Alessandro , Presidente ... 16

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ALESSANDRO BRATTI

  La seduta comincia alle 14.15.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso.

  (Così rimane stabilito).

Audizione del commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, Maria Francesca Gatto.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del commissario straordinario dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, Maria Francesca Gatto, accompagnata dal direttore del dipartimento provinciale di Crotone, dottor Francesco Maria Russo, dal direttore del dipartimento di Catanzaro e dirigente responsabile dell'area qualità e valutazione ambientale, dottor Clemente Migliorino, e dal dottor Salvatore Procopio, fisico dell'ARPACAL, che ringrazio per la presenza. Ricordo che la Commissione si occupa di illeciti ambientali relativi al ciclo dei rifiuti, ma anche dei reati contro la pubblica amministrazione e dei reati associativi connessi al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al ciclo di depurazione delle acque.
  L'audizione odierna si inserisce nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sulle bonifiche dei siti di interesse nazionale, con particolare riferimento a quello di Crotone, dove una delegazione della Commissione si è recata in missione lo scorso 7 settembre.
  Avverto i nostri ospiti che della presente audizione viene redatto un resoconto stenografico e che, facendone espressa e motivata richiesta, in particolare in presenza di fatti illeciti sui quali siano in corso indagini tuttora coperte da segreto, consentendo la Commissione i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta.
  La motivazione dell'audizione è abbastanza circoscritta e, magari, ne approfitteremo anche per farvi qualche domanda sull'attuale situazione dell'agenzia, su cosa sta succedendo con il commissariamento in atto, però, visto il focus che stiamo facendo sullo stato dell'arte dei siti contaminati nel Paese e considerato che Crotone ha un sito storicamente importante, sia per la natura dell'inquinamento che per una serie di eventi succedutisi nel tempo, vorremmo conoscere il vostro punto di vista rispetto ai lavori che sono stati realizzati e agli eventuali progetti in campo.
  Nel corso della visita che abbiamo fatto c'è stata segnalata, sia dal sindaco che da ENI, una serie di problemi e di progetti in itinere; abbiamo visitato il sito e visto che comunque qualcosa è stato realizzato rispetto all'abbattimento di vecchie strutture. Audiremo successivamente il presidente della regione e il commissario straordinario recentemente nominato, che ha il compito di utilizzare i 70 milioni di euro per interventi di bonifica del sito, quindi avremo il quadro complessivo di tutti gli attori coinvolti nell'eventuale bonifica o messa in sicurezza permanente di quell'area. Darei quindi la parola a lei, dottoressa Pag. 3Gatto, per un'introduzione, ricordandole che può cederla ai suoi collaboratori quando ella ritenga opportuno, purché si qualifichino con nome e cognome affinché rimanga agli atti.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. Grazie, onorevole presidente, onorevoli membri della Commissione, inizierei parlando di quelle che sono le funzioni dell'Agenzia nelle procedure di bonifica dei siti contaminati. La funzione dell'agenzia è proprio fondamentale nel supportare le autorità competenti durante l'avanzamento delle procedure operative e amministrative per la bonifica dei siti contaminati. Le attività tecniche di ARPACAL vengono infatti esercitate durante tutte le fasi dell’iter amministrativo di bonifica e comprendono compiti istruttori in sede di approvazione dei progetti e attività di controllo e supervisione nelle fasi operative di campo.
  L'impegno di ARPACAL ha il fine di aumentare il livello di qualità di tutte le operazioni necessarie al risanamento e al recupero ambientale delle aree contaminate. Nello specifico, le attività tecniche che ARPACAL svolge sui siti inquinati comprendono la valutazione tecnica dei piani di caratterizzazione, sottoposti all'esame della conferenza di servizio per la loro approvazione, i controlli durante le operazioni relative al piano di caratterizzazione del sito, la valutazione tecnica del documento di analisi di rischio/sito specifico, sulla base dei protocolli tra ISPRA e Ministero dell'ambiente, le verifiche necessarie all'accertamento durante le fasi dell'operazione di bonifica e delle relative misure di efficacia delle tecnologie applicate.
  Tra le attività di ARPACAL riveste sicuramente particolare rilevanza quella di validazione delle attività di caratterizzazione e bonifica, al fine di consentire la certificazione degli interventi. È chiaro che la conoscenza anche in ambito regionale dei siti contaminati è fondamentale non solo per avere sotto controllo lo stato di contaminazione ma, soprattutto, per pianificare strategie e risposte efficaci, in modo da quantificare le risorse economiche necessarie per la bonifica dei siti.
  Se vuole, illustro la situazione regionale o andiamo direttamente al sito di Crotone.

  PRESIDENTE. Visto che ci lasciate agli atti della documentazione sullo stato dell'arte dei siti calabresi, dove sappiamo esservi una serie di istituti orfani, direi di concentrarci specificatamente sul sito di interesse nazionale, quindi su Crotone.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. Crotone, ma anche Cassano e Cerchiara, che non sono ricadenti proprio nella provincia di Crotone, ma sono comunque territori classificati all'interno del SIN. Per quanto riguarda Cassano e Cerchiara, le bonifiche sono state tutte effettuate perché a Cassano e Cerchiara sono state attuate tutte le attività previste per le continue contaminazione del suolo e delle acque. C'è stata, quindi, l'approvazione del piano di caratterizzazione, l'analisi di rischio sito specifica, l'approvazione del progetto di bonifica, l'attuazione della bonifica e il controllo dei risultati di bonifica, un'ulteriore integrazione al progetto di bonifica con estensione d'approfondimento delle aree dalle quali sono stati asportati terreni contaminati, al collaudo finale della bonifica dell'ente di controllo.
  Attualmente Syndial in questo territorio sta eseguendo la prescritta attività di ripristino ambientale e il monitoraggio delle acque di falda, in attesa di ulteriori determinazioni che il Ministero dovrà adottare. Per quanto riguarda invece la provincia di Crotone, sono comprese nel SIN 3 aree industriali dismesse: l'area ex Pertusola, ex Fosfotec ed ex agricoltura, una discarica ubicata in località Tufolo Farina, nonché la fascia costiera prospiciente la zona industriale, che è compresa tra la foce del fiume Esaros a sud e quella del fiume Passovecchio al nord.
  La discarica comunale Tufolo Farina è stata sottoposta ad attività di caratterizzazione ambientale nel 2009, i terreni e le acque sotterranee sono risultate contaminate; Pag. 4 ora si è in attesa della redazione dell'analisi di rischio per il sito e dell'adozione di misure per il trattamento delle acque sotterranee. È in corso, qui, un intervento di messa in sicurezza d'emergenza in cui è previsto il monitoraggio ARPACAL sulle matrici ambientali, monitoraggio che, tra l'altro, è già iniziato.
  L'area marino-costiera prospiciente il SIN di Crotone è stata oggetto di caratterizzazione, articolata in una prima fase, eseguita nel 2006 da parte del commissario delegato, e poi in una seconda fase conclusiva, eseguita nel 2009. Anche qui il sedimento prelevato nei primi cinquanta centimetri di profondità è risultato contaminato da alcuni metalli pesanti.
  Nel corso della conferenza di servizi decisoria il Ministero per l'ambiente ha chiesto alla regione di trasmettere tutta la documentazione, quindi siamo in questa fase. Per quanto riguarda invece l'area archeologica di Crotone, si sono sovrapposte due misure. Il comune di Crotone ha bandito la gara di appalto per l'attuazione degli interventi previsti dal progetto di bonifica, che è stato approvato nella conferenza di servizi presso il Ministero; questi consistono in un impianto di fitorimediazione. Il piano è in fase operativa ed è stata già conclusa l'attività relativa alla caratterizzazione integrativa; attualmente si sta ultimando la piantumazione delle essenze prescelte ed è in corso...

  ALBERTO ZOLEZZI. Mi scusi, non ho capito a quale area si sta riferendo.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. All'area archeologica di Crotone. Anche qui è in corso il monitoraggio da parte dell'agenzia. Su un'area limitata, stralciata dalla più ampia superficie sottoposta a fitorimediazione, sono stati condotti una caratterizzazione integrativa ed un progetto pilota per valutare l'efficacia di un'eventuale bonifica dei suoli utilizzando la tecnica del soil washing. Le attività sono state eseguite da ARPACAL, ma i risultati non sono stati quelli attesi, indicando la non applicabilità di questa tecnica. Inoltre le contaminazioni presenti in quest'area a stralcio non sono rilevanti e possono essere gestite mediante altri tipi di intervento. In via preliminare occorre anche qui effettuare un'analisi di rischio per individuare le modalità operative. I tecnici potranno ora integrare perché sono quelli che hanno operato direttamente.

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Buongiorno a tutti, signor presidente, onorevoli. Sono Francesco Maria Russo, direttore del dipartimento di Crotone. Una piccola aggiunta la farei per quanto riguarda i sedimenti marini prospicienti l'area industriale. In una riunione tecnica svoltasi al Ministero, il giorno 7 ottobre, il Ministero ci ha comunicato che sono state approvate le nuove linee guida relative agli ambiti marini ricadenti nei SIN, alla luce delle quali andrà sicuramente rifatta la caratterizzazione. Questa è una situazione recentissima.

  PRESIDENTE. Lo deve fare Syndial?

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. In quella sede non è stato stabilito chi debba farlo e come; c'è una caratterizzazione precedente, che è stata eseguita dalla regione, di cui è stato trasferito tutto il materiale presso il Ministero dell'ambiente, tuttavia, alla luce di queste nuove linee guida e dell'implementazione delle analisi dal punto di vista ecotossicologico, il Ministero quasi certamente richiederà alla regione di integrare la caratterizzazione del 2010 con un'ulteriore caratterizzazione.

  PRESIDENTE. La prima caratterizzazione era a carico della regione?

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Sì, penso che fosse un intervento programmato dall'allora commissario.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale Pag. 5per la protezione dell'ambiente della Calabria. Nei siti contaminati nell'area del SIN di Crotone ricadono anche alcuni siti interessati dall'inchiesta denominata Black mountains, i famosi CIC, Conglomerato idraulico catalizzato. Nell'ambito della caratterizzazione di questi siti svolta nei mesi di giugno, luglio e agosto del 2012 sono stati eseguiti da ARPACAL complessivamente 122 carotaggi (il 10 per cento di queste attività è stata eseguita l'ARPACAL), sono stati allestiti 35 piezometri, per un totale di circa 500 campioni di terreno, 42 campioni di acque sotterranee e 52 campioni di topsoil, nei quali sono stati ricercati diossine, furani ed amianto.
  ARPACAL ha proceduto al prelievo in contraddittorio del 10 per cento sul totale dei campioni e quantizzato in un totale di circa 65 campioni, tra cui 45 campioni di terreno e 8 campioni di topsoil. Nel corso dell'attività sul campo sono state eseguite da personale tecnico della ditta incaricata dal comune di Crotone misure radiometrica campali.
  Si è poi proceduto alla redazione del rapporto di validazione delle risultanze analitiche relative all'attività di caratterizzazione di 18 siti contaminati da conglomerato idraulico catalizzato, ricadenti nel territorio della provincia di Crotone.

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Buongiorno a tutti, sono Salvatore Procopio, referente del laboratorio fisico che si occupa di misure radiometriche. Vorrei solo porre all'attenzione una questione che a noi tecnici è ben nota, ma spesso facciamo difficoltà a far presente. L'altro giorno sono stato al Ministero dell'ambiente, dove si è insediato il commissario per questa specifica.
  Nell'area industriale e su tutto il territorio crotonese sono stati utilizzati materiali di risulta, residui; il dibattito verteva sulle due ipotesi tra residui o rifiuti, ma a noi tecnici questo non interessa, il punto è che sono stati impiegati in opere civili. Oltre al manganese, ai solfati, ai metalli pesanti che scopriamo quotidianamente, non ultima una recente attività che il dipartimento di Catanzaro e Crotone ha effettuato sul territorio ed è stata trovata questa contaminazione da materiali contenenti valori di radioattività più alti.
  Questa è l'origine di questi residui di lavorazioni, nel senso che le produzioni industriali che insistevano sul territorio sono quelle del fosforo elementare, di acido fosforico per via umida e di acido fosforico per via termica. Il materiale di partenza conteneva uranio, che è prodotto naturale, ma sull'aggettivo «naturale» si è spesso confusa la partita sulla esposizione dei lavoratori e della popolazione. Sono noti a tutti gli effetti delle radiazioni ionizzanti, quindi anche della radioattività naturale, che è prevista anche dalla norma (il 241 la classifica già dal 2001).
  Solo per dare un elemento di valutazione, Syndial, che si occupa specificatamente dell'area interessata, fino al 2010 non aveva istituito nemmeno un servizio di radioprotezione per i lavoratori. Per fortuna abbiamo cominciato un percorso virtuoso comune ed è stata riconosciuta anche la problematica di inquinamento e di contaminazione della radioattività naturale.

  STEFANO VIGNAROLI. Scusi, in che concentrazione era?

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Una domanda interessante. Per fare un esempio, un chilo di metasilicati contenente fosfuorite contiene 1.300 Becquerel chilogrammo; si tratta, in questo caso, ovviamente, di radioattività naturale, quindi va in deroga; non sono rifiuti radioattivi, ma sono materiali che contengono un'attività più elevata della norma. Noi classifichiamo con la norma attuale un rifiuto radioattivo quando ha un Becquerel a grammo, 1 a 3 secondo la norma; se non fossero residui naturali, saremmo già ai rifiuti radioattivi, ma il problema che voglio porre all'attenzione di questa Commissione non sono i siti già censiti, sui quali si sta lavorando sia per l'esposizione dei lavoratori, sia per le ditte delle zona, quanto il fatto che scopriamo quotidianamente un territorio dove questo residuo è stato utilizzato come materiale inerte. Ricordava il dottor Russo, venendo qui, che le discariche note a mare, Farina Pag. 6Trappeto in particolare, sono censite nelle carte come discariche di materiale inerte, quindi la problematica dal punto di vista della radioattività naturale era completamente trascurata.

  PAOLA NUGNES. Da che anno?

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. La produzione è finita intorno al 1990.

  PRESIDENTE. Tenete conto che questa indagine è iniziata negli anni ’90 ed è stata oggetto sia di processi importanti che della relazione di questa Commissione nella scorsa legislatura, cioè la questione di questo conglomerato, il CIC, che è stato utilizzato nella costruzione delle scuole...

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Il CIC dal punto di vista tecnico è qualcosa di «positivo».

  PRESIDENTE. Diciamo che doveva essere CIC, ma non è stato CIC. Facevo riferimento all'indagine Black Mountain, che è andata avanti a Crotone per diversi anni. È interessante capire oggi come state gestendo il problema.

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Dal punto di vista strettamente radiometrico, sul territorio, grazie anche all'intervento della Prefettura che si è coordinata con gli enti locali, oggi qualsiasi attività di scavo e di posa viene monitorata anche dal punto di vista radiometrico. Ricordo loro che si tratta di potenziali esposizioni da inalazione, ci sono vaste aree dove il famoso capping usato da bitume o calcestruzzo è praticamente assente, proprio perché questo materiale, per le sue caratteristiche di durezza, di facile trasportabilità, veniva venduto come materia prima seconda e quindi veniva utilizzato al posto dei ciottoli di fiume. Questo è stato fatto anche nelle case.
  Abbiamo scoperto da un'indagine molto recente, che è stata oggetto anche di pubblicazioni scientifiche, che questo materiale, poiché contiene uranio, quindi la catena del radio 226, aumenta anche la produzione di radon all'interno delle abitazioni, proprio perché si schermano alcune radiazioni, ma non si scherma il radon che è gas inerte, quindi può facilmente esalare.

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Poiché mi è sembrato di capire che si fa confusione siti CIC/siti NORM, vorrei sottolineare che i siti CIC sono una cosa, i siti NORM un'altra. Non è stato possibile caratterizzare uno dei siti CIC, che sono 19 in totale, perché è ancora sotto sequestro dell'autorità giudiziaria. Per dovere di cronaca va detto che si è concluso tutto l’iter giudiziario e i 47 imputati nel procedimento sono stati tutti assolti.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. A questo proposito desidero comunicare che per questa problematica è in itinere l'installazione di un osservatorio operativo (abbiamo già cominciato ad operare) nel dipartimento di Crotone per la misura della radioattività naturale, proprio in considerazione del fatto che la contaminazione accertata nel territorio crotonese è prevalentemente da NORM.
  Con questo progetto finanziato dai POR, che è stato positivamente valutato soprattutto per la problematica ambientale che insiste sul territorio di Crotone, abbiamo potuto acquistare una strumentazione moderna e nuova (spettrometro a fluorescenza a raggi X e spettrometro di massa magnetico), così l'ARPACAL è in grado di stabilire se un terreno sia contaminato da NORM (scarti di lavorazione che contengono questa radioattività naturale in concentrazioni elevate) oppure se non è inquinato dal punto di vista radiologico. Questo è un progetto molto ambizioso, che necessiterà dell'implementazione di personale per essere validamente portato a termine.

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Anche nell'area archeologica dove sono state fatte le caratterizzazioni Pag. 7 ci sono strade e piazzali realizzati con materiali di risulta contenente NORM.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. In seguito al rinvenimento, nell'agosto del 2008, sull'arenile prospiciente la discarica ex Fosfotec, di rifiuti con caratteristiche analoghe ai rifiuti presenti nel corpo della stessa discarica, il Ministero dell'ambiente ha chiesto a Syndial di avviare un intervento di messa in sicurezza d'emergenza, procedendo alla rimozione dei rifiuti abbandonati sulla battigia.
  In seguito al sopralluogo effettuato dai tecnici dell'ARPACAL unitamente ad altri enti, finalizzato a verificare l'efficacia degli interventi di messa in sicurezza, è stata osservata ancora la presenza di rifiuti sull'arenile e pertanto gli interventi di messa in sicurezza di emergenza non possono essere considerati conclusi.
  In seguito al sopralluogo effettuato, essendosi manifestata la necessità di approfondire le indagini in sito, Syndial ha trasmesso, nel marzo scorso, al Ministero dell'ambiente e agli altri enti interessati, tra cui anche ARPACAL, il piano di caratterizzazione dell'arenile antistante la discarica Farina Trappeto. Al momento, questo progetto operativo per la bonifica dei suoli è in discussione.
  Altra discarica è quella di Farina Trappeto, dove i terreni e le acque sotterranee sono risultati contaminati. È stato presentato anche qui un progetto operativo per la bonifica dei suoli da parte di Syndial, che risulta ancora al vaglio degli enti interessati.
  Mi pare che il quadro dei siti sia completo, ma i tecnici sono a disposizione per eventuali approfondimenti.

  LAURA PUPPATO. Alcune domande veloci che cercano di delineare il quadro della situazione. Voi avete dichiarato più volte che in diverse aree (Farina, Tufola) avete rinvenuto, con il monitoraggio che avete attivato, un forte inquinamento delle acque sotterranee. Vorrei capire se queste acque sotterranee portino contaminazione, ovvero siano un rischio per la salute umana in quanto utilizzate per l'approvvigionamento idrico della città, oppure vengano utilizzate a scopo agricolo. Vorrei capire esattamente quale sia la situazione in itinere, cosa si intenda per acqua contaminata, che state monitorando, che fine faccia questa acqua e dove arrivi. Altra questione: cogliamo l'occasione per dire che è positivo quantomeno avere un Commissario, che quando siamo stati a Crotone, ai primi di settembre, non c'era ancora, ma era solo un auspicio...

  PRESIDENTE. Non lei, l'altro Commissario....

  LAURA PUPPATO. Stiamo parlando del commissario per le bonifiche, quindi, alla luce di questo insediamento del nuovo commissario, emerge la possibilità di attivare, finalmente, caratterizzazioni, che sono state fatte, anche se in misura non sufficiente, nonché di procedere con le bonifiche e la messa in sicurezza. I diversi soggetti che abbiamo audito evidenziavano alcuni aspetti molto gravi e rilevanti, ovvero che non vi è certezza su come procedere per mettere in sicurezza i fanghi di fronte alla città di Crotone, quindi sul mare; qui le opinioni sono diverse (non so se ARPACAL ne abbia una precisa sulla modalità con cui procedere) ma, soprattutto, era risultato evidente come quasi tutta la Calabria, in particolare Crotone, fosse ancora priva di un impianto di depurazione. Vorrei chiedervi di darci un quadro generale in relazione al tema depurazione, con riguardo specifico al caso della città di Crotone.

  PRESIDENTE. Ovviamente, sull'ultimo caso ci riserviamo di avere la documentazione specifica. Immagino, infatti, che questo della depurazione sia un problema fortemente presente in tutta la regione Calabria.

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Le acque sotterranee di cui parliamo sono acque di falda prospiciente il mare: non sono di Pag. 8interesse idropotabile. Quindi, di conseguenza, stiamo parlando di acque sotterranee che non vengono nemmeno utilizzate per la loro alta salinità a livello agricolo, proprio perché risentono molto dell'intrusione salina del mare in certi casi, ma anche della costituzione caratteristica del territorio crotonese, che è fatto principalmente da argille ad alto contenuto salino: stiamo parlando di acque che, almeno nell'area del SIN, non vengono utilizzate.
  Per quanto riguarda il discorso contaminazione, vanno fatti dei distinguo perché, in alcuni casi, specialmente nell'area industriale, ci sono contaminazioni da metalli pesanti e lì avviene un trattamento mediante barriera idraulica, che contiene la dispersione di questi inquinanti. In altri casi la contaminazione viene rilevata per specie, che sono strettamente correlate al mare e alla tipologia di substrato, vale a dire, spesso, manganese e solfati, due elementi tipici, uno delle argille (il manganese) e l'altro nei solfati per intrusione salina. Stiamo lavorando per cercare di determinare il valore di fondo dei solfati, che per il manganese è stato già determinato ed è circa due volte superiore a quello indicato dal 152, quindi il nostro valore di riferimento è stato accertato in quella direzione.
  Stato dell'arte della depurazione: il capitolo riguarda tutta la provincia di Crotone poiché quasi tutti i depuratori della provincia erano in mano ad una partecipata pubblica denominata Soakro. Questa società è fallita e ha praticamente abbandonato (mi sia consentita l'espressione) tutti cadaveri lungo la strada, cioè la depurazione provinciale era priva di qualsiasi trattamento, in certi casi con impianti veramente in condizioni fatiscenti. Questo, naturalmente, ha comportato il bypass di tutti gli impianti. L'aggiornamento che posso dare è che, almeno per la città di Crotone, data l'attivazione del comune, che ha rilevato l'impianto a febbraio e ha investito somme messe a disposizione dalla regione, la depurazione mi risulta attivata e a breve faremo dei controlli per verificare se sia ripristinata.

  LAURA PUPPATO. Abbiamo visitato quello di Soverato, che è in condizioni pazzesche!

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Per Soverato cederei la parola al dottor Migliorino, che è competente per la provincia.

  CLEMENTE MIGLIORINO, Direttore del dipartimento di Catanzaro. Sono Migliorino, direttore del dipartimento di Catanzaro. Nel resto della regione, in particolare nella provincia di Catanzaro, i depuratori sono correttamente gestiti e non c'è stata la problematica che si è sviluppata sul dipartimento di Crotone. Tuttavia, dobbiamo dire che i depuratori hanno un sistema impiantistico molto antiquato, hanno una capacità depurativa inadeguata agli abitanti serviti e quindi vanno in sofferenza. Soprattutto nel periodo estivo abbiamo parecchie situazioni di non conformità: oltre il 70 per cento dei depuratori non è conforme e supera i valori limite di emissione allo scarico (parlo come provincia di Catanzaro, ma non penso di allontanarmi troppo dalla media regionale). Questo è un problema diffuso in tutta la regione e dipende dall'impiantistica dei depuratori, che sono molto obsoleti.

  ALBERTO ZOLEZZI. La prima domanda è sulla Soakro: per quanto vi compete, vi risulta che i dirigenti della vecchia società siano stati inseriti nella società nuova che si sta costituendo? Le risorse che riceve ARPACAL risultano inferiori rispetto a quanto dovrebbe essere prescritto dalla legge? Un commento aggiuntivo riguarda le radiazioni pericolose; ci avete fatto una descrizione puntuale, però vorrei capire se in questo momento possa esserci qualche pericolo per la popolazione e se siano stati fatti controlli anche agli impianti di gestione dei rifiuti dell'imprenditore Tonino Gatto, fratello dall'attuale Commissario. Grazie.

  FRANCESCO MARIA RUSSO, Direttore del dipartimento di Crotone. Per la prima domanda la risposta è no: non seguiamo le Pag. 9vicende della Soakro, quindi non sappiamo se personale precedente sia stato inserito a qualsiasi livello nella nuova società che dovrebbe gestire la depurazione. Per il resto risponde il commissario.

  MARIA FRANCESCA GATTO, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria. Per quanto riguarda i fondi riversati ad ARPACAL, siamo molto al di sotto di quanto stabilito, dall'1 per cento rispetto al Fondo sanitario, siamo allo 0,47 per cento e questo non ci consente di essere pienamente operativi e strutturati. Le risorse che riceviamo sono insufficienti per aprire a nuovi concorsi per avere il personale necessario perché abbiamo 190 tecnici, compresi i tecnici di laboratorio, in tutta la regione, un numero insufficiente se si considera che l'organico dell'ente è stabilito in 500 unità, per cui noi operiamo con un personale sotto i minimi livelli; quindi per quanto ci avvaliamo di tecnici molto capaci e molto dotati di buona volontà, facciamo fatica a stare dietro a tutte le competenze demandate all'ARPACAL. Per il resto non so se fosse provocatoria, ma non sono a conoscenza delle attività di mio fratello: rispondo delle mie....

  PRESIDENTE. Non è provocatoria, è una domanda di un commissario. Lei ha dato la risposta, cioè di non esserne a conoscenza, ma la domanda è legittima.

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Posso rispondere alla domanda sull'esposizione alla radiazione. La problematica radiologica presente sul territorio della città di Crotone e anche nella provincia si può declinare in due momenti. Questi materiali sono stati posati sotto le strade, soprattutto nella zona industriale, e lo si può capire per esempio se loro vanno a fare una passeggiata nell'area industriale e le strade che mantengano di più, non hanno buche o particolari disagi, presentano una straordinaria durezza e quindi quasi certamente è stato utilizzato il materiale. Capita, però, che debba essere posata, per qualche servizio, una sottostazione di tubi di gas, per cui laddove verifichiamo che si trova questo materiale, grazie anche a una circolare della prefettura di Crotone, scatta l'allerta dal punto di vista radiologico con la nomina dell'esperto qualificato da parte della ditta, che deve usare una serie di accortezze, soprattutto se fa scavi; è stato infatti dimostrato scientificamente che il problema più grosso delle radiazioni naturali in questo tipo di materiale, è il probabile aumento di dosi da inalazione.
  L'altra questione su cui stiamo lavorando come ente, è pretendere che vengano fatte delle messe in sicurezza di emergenza, cioè un capping. Abbiamo già operato nel molo Giunti perché in una vasta area del porto erano stati usati questi materiali, che erano tranquillamente sottoposti all'azione erosiva degli agenti atmosferici. Immaginate cosa fa possono fare il vento e la pioggia quando passano su queste pietruzze: le nanoparticelle possono essere messe sul pulviscolo e trasportate in atmosfera. Non c'è dubbio, quindi, che laddove ci sono delle aree scoperte e non c'è protezione, la probabilità di un aumento di dose da inalazione per la popolazione è reale. Stiamo mettendo in sicurezza le aree che abbiamo censito (non noi, perché il nostro è un ente di controllo) e stiamo forzando affinché questo avvenga, ma si tratta, comunque, così come prescrive la legge, di un'operazione di messa in sicurezza in emergenza.

  ALBERTO ZOLEZZI. Negli ultimi anni avete fatto riferimento anche ad altri enti centrali come ISPRA?

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Sì, ovviamente non solo per la conoscenza della problematica, anche se sia nel sito specifico nell'area di proprietà di Syndial, sia nel contesto extra Syndial, cioè nel territorio crotonese, le misure sono state realizzate da ARPACAL e, modestamente, sono stato io a realizzarle.
  Il 12 di questo mese è stata realizzata con il commissario Belli la riunione sul progetto di bonifica sull'area di Farina Pag. 10Trappeto: era presente anche ISPRA, il dottor Luciano Bologna, che è un luminare della materia, che ovviamente ha seguito e ha concordato. Ci sono anche altri esempi in Italia con Syndial e problematiche diverse. Anche lì, gli enti territoriali hanno fatto capire che c'era un problema da parte della questione radiometrica e non si capisce perché a Crotone questa cosa sia arrivata tardi, comunque, ormai, siamo in marcia: però solo nel 2010 Syndial ha istituito un servizio di radioprotezione per i suoi lavoratori.

  PAOLA NUGNES. Per quanto concerne sempre il materiale di lavorazione che è stato utilizzato nelle costruzioni, da che anno è iniziato l'uso di questo materiale e quanto è diffuso rispetto agli edifici che sono stati costruiti? Lei ha parlato soltanto di sottofondi stradali e di alcune aree, ma è stato utilizzato anche negli edifici e da quale anno? Rispetto alle aree bonificate, in che percentuale sul totale dei SIN questa procedura è arrivata a compimento? Lei diceva che ci sono le competenze specifiche nell'agenzia per trattare questo tema.

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Una su tutte è stata la scuola San Francesco, dove abbiamo trovato metasilicati contenenti NORM nel pavimento della scuola, che è stata chiusa e messa in sicurezza.

  PAOLA NUGNES. Quindi non si può datare...

  SALVATORE PROCOPIO, Tecnico dell'ARPA Calabria. Tra gli anni ’80 e gli anni ’90 di questo materiale c'era necessità perché erano esaurite le discariche a mare di inerti, ma non sono inerti né dal punto di vista radiologico, né da altri punti di vista, come spiegato ai nostri colleghi. C'era una necessità effettiva di piazzare questo materiale da qualche parte; noi non abbiamo contezza di dove sia stato utilizzato; se questo del radon è un indicatore, posso dire dal punto di vista tecnico che sicuramente c'è un aumento di dose di radioattività naturale.
  A Biella c'è la pechblenda o sienite della balma, che è una roccia radioattiva naturale: si trovano, per esempio, valori fino a 7-800 nano grey a ora; a Crotone, in media, il valore è 96-97; ci sono poi aree dove troviamo 7-800, ma non è Biella, è Crotone; il sottosuolo, geologicamente, non è uranifero; sono materiali riportati che hanno questo tipo di radioattività.
  Se lei mi chiede in quante case e dove è stato usato, è difficile rispondere a questa domanda; cercheremo di usare questo indicatore del radon per capire ed eventualmente tentare di promuovere delle azioni di bonifica o rimedio, ma tenga conto che è praticamente impossibile andare a censire le case. Probabilmente, siccome era a buon mercato, è stato quasi certamente usato in attività dove c'erano costruzioni di carattere pubblico, tuttavia io non indago, io misuro, quindi non so rispondere altro.

  PRESIDENTE. Vi ringraziamo e dichiaro conclusa l'audizione.

Audizione del presidente della regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del presidente della regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, che è accompagnato dall'ingegner Domenico Pallaria, che ringrazio della presenza. Ricordo che la Commissione si occupa di illeciti ambientali relativi al ciclo dei rifiuti, ma anche dei reati contro la pubblica amministrazione e dei reati associativi connessi al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al ciclo di depurazione delle acque. L'audizione odierna si inserisce nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sulle bonifiche dei siti di interesse nazionale. Noi stiamo facendo un lavoro sullo stato delle bonifiche di tutti i siti di interesse nazionale, con particolare riferimento, in questo caso, a quello di Crotone, dove una delegazione della Commissione si è recata in visita lo scorso 7 settembre.
  Avverto i nostri ospiti che della presente audizione viene redatto un resoconto stenografico e che, facendone espressa e motivata richiesta, in particolare in presenza Pag. 11di fatti illeciti sui quali siano in corso indagini tuttora coperte da segreto, consentendo la Commissione i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta.
  Rispetto alla situazione di Crotone, dove recentemente è stato anche nominato un commissario, che ascolteremo domani mattina, nel corso della nostra visita, ovviamente, ci siamo confrontati con Syndial e con un sindaco (che tra l'altro era stato appena eletto), per cui abbiamo capito che finalmente le risorse ci sono.
  A questo punto si trattava di capire se ci fosse la possibilità di attivare quei processi e quelle proposte avanzate da Syndial (ci dicevano addirittura cinque, ormai reiterate nel tempo). Qualcosa è stato fatto perché abbiamo visto che hanno iniziato a demolire degli edifici, però, ad esempio, c'è un'area attigua a una vecchia attività industriale, che oggi credo sia fallita e gestita dalla curatela fallimentare, che sicuramente porrà qualche problema.
  Noi ci eravamo occupati, anche nella scorsa legislatura, come Commissione (i colleghi non erano presenti, ma io sì), di una situazione in cui oggi, con le risorse disponibili e avendo una regione che svolge un importante ruolo di player nei confronti sia dei privati che del Ministero, sembra esserci la possibilità di procedere con la bonifica o la messa in sicurezza permanente di quel sito. Vorremmo quindi capire come stia procedendo la regione, come abbia intenzione di porsi rispetto a questa questione.
  Cedo dunque la parola al presidente della regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, per lo svolgimento di una breve introduzione, al termine della quale seguiranno le domande dei commissari.

  GERARDO MARIO OLIVERIO, Presidente della regione Calabria. Innanzitutto, permettetemi di ringraziare la Commissione per aver inteso convocare la regione, il presidente, nella persona del sottoscritto, per questa audizione. Premetto che, come voi sapete, sono con la responsabilità del governo della regione dal dicembre 2014, quindi, sostanzialmente, dal 2015, circa due anni, un periodo nel quale noi abbiamo dato impulso alla necessaria iniziativa per accelerare la bonifica del sito di Crotone e non solo di Crotone; come voi sapete, infatti, Syndial è interessata anche a Cassano e a Cerchiara. Abbiamo dato un impulso in tal senso perché consideriamo quel sito di notevole interesse, non solo per l'impatto ambientale, ma anche perché lì c'è stata una delle poche attività industriali della Calabria, che ha caratterizzato la storia dell'intero dopoguerra; è un sito che è contiguo ad un'area archeologica di notevole importanza perché, a ridosso di questo sito, c'è la vecchia Kroton, quindi c'è un interesse innanzitutto di carattere ambientale, che è primario su ogni cosa; poi c'è anche un interesse di carattere storico-culturale e, anche nella nostra programmazione, un'attenzione al percorso della Magna Grecia per farne un attrattore nella regione. Sulla base di questi presupposti, abbiamo dato impulso e attenzione a questa problematica. Devo dire che sono stati fatti dei passi avanti, come lei, presidente, ricordava; sicuramente nella vostra missione a Crotone avete avuto modo di verificare direttamente ciò; so che avete anche visitato i luoghi e quindi avete avuto modo di rilevare direttamente lo stato dei lavori per quanto riguarda la rimozione di manufatti e delle strutture nell'ambito di questo percorso.
  Noi abbiamo aperto un'interlocuzione con Syndial, che sta per approdare ad una conclusione importante (prima fase, cioè quella della sottoscrizione di un protocollo con Syndial stessa per accelerare la fase di bonifica); è un'iniziativa che abbiamo sospeso, però, perché a Crotone si sono svolte le elezioni amministrative e riteniamo che in un percorso di questo tipo sia giusto che anche gli enti locali siano coinvolti; quindi, per consentire anche al comune di essere coinvolto in questo processo, abbiamo momentaneamente sospeso questo confronto, che sarà però concluso a giorni; entro la fine di ottobre – o al massimo i primi di novembre – sottoscriveremo il protocollo con Syndial. Noi partiamo da una valutazione: riteniamo che la bonifica vada realizzata in armonia con le politiche regionali. Pag. 12 Noi siamo in fase di definizione e, entro la fine dell'anno, sarà formalmente assunto il nuovo piano dei rifiuti, nel quale prevediamo discariche zero e messa in sicurezza del territorio.
  È chiaro che l'assunto discariche zero vale a trecentosessanta gradi, nel senso che si tratta non solo di non autorizzare nuove discariche, ma anche di impedire di portare in discarica il materiale. Non a caso abbiamo fatto riferimento al modello della RUR, che prevede la inertizzazione dei terreni, in modo tale da poterli riusare con la sicurezza di una bonifica in profondità in un progetto di rivalorizzazione dell'area.
  Per questo abbiamo chiesto a Syndial (nel protocollo è previsto) di farsi carico di una manifestazione di interesse o di un bando di carattere internazionale, un concorso di idee per la rivalorizzazione del sito industriale; c'è un'ipotesi di riuso, avanzata da Syndial, in direzione di servizi, di attività di attrazione, di spazi per attività sportive in tutta l'area, che prevedono anche il riuso degli inerti per rimodellare il terreno. Questa scelta sarebbe coerente con l'impostazione che stiamo perseguendo e che sarà contenuta nel piano dei rifiuti, che è già in dirittura di arrivo. In tal senso stiamo lavorando, anche perché prevediamo contemporaneamente interventi, per cui abbiamo già finalizzato risorse (62 milioni di euro) per la rivalorizzazione della vecchia Kroton, che è a ridosso di questo sito. Il protocollo che stiamo per sottoscrivere con Syndial è quindi collocato nell'ambito di un percorso più generale di valorizzazione dell'area archeologica, che prevede la destinazione di risorse del PAC, del Fondo di azione e coesione, destinate alla Calabria.
  È tuttora in corso un'importante interlocuzione con il Ministero dei beni culturali in tal senso; il 12 settembre si è svolto presso il Ministero dell'ambiente un importante incontro sui progetti di bonifica del sito industriale di Crotone, presieduto dal nuovo commissario Belli, recentemente nominato; la regione ha comunicato che si procederà alla firma della convenzione con il comune il Crotone per le bonifiche delle acque di falda nell'area dell'azienda Kroton Gres 2000, ex Sasol, da realizzare in sostituzione e in danno del soggetto responsabile inadempiente. Il finanziamento concesso ammonta a 1.200.000 euro, pari al finanziamento concesso dal Ministero dell'ambiente; inoltre, su impulso della regione, presso l'ARPACAL di Crotone è stato realizzato con i fondi POR un osservatorio per le misurazioni della radioattività derivante dalla presenza di residui di lavorazione dell'area industriale. Questo, in sintesi, è il lavoro che abbiamo impostato e avviato, ed è il percorso rispetto al quale intendiamo procedere.

  ALBERTO ZOLEZZI. Ringrazio il governatore. Sicuramente è una situazione non semplice e vorrei un suo commento sui fondi che sta ricevendo in questo momento ARPA Calabria perché, dai dati che abbiamo, risulta che questi fondi che ARPA, come ente di controllo e come attore importante in questo momento sta ricevendo, siano fondi insufficienti.
  Dal punto di vista della governance vorrei sapere se sia prevista la nomina di un vero e proprio direttore generale di questo ente (ci risulta che l'attuale commissario che abbiamo audito poc'anzi sia in proroga) e se, per quanto riguarda le risorse – seppur insufficienti – che riceve ARPA Calabria, la regione stia effettuando un monitoraggio di queste spese; ciò è molto importante, infatti, poiché sono stati segnalati alcuni conflitti di interesse dell'attuale commissario Gatto, per cui se le risulta qualche spesa, anche impropria, che possa essere ascritta a conflitti di interesse (ricordo che il Commissario ha un fratello che si occupa di rifiuti), vorremmo saperlo.

  GERARDO MARIO OLIVERIO, Presidente della regione Calabria. Io parto dall'ultima domanda che lei ha fatto: a me non risulta che ci sia conflitto d'interesse, altrimenti non avrei esitato a rimuoverlo e nemmeno l'avrei nominato. Per me questa è una novità, anzi, se ci sono problemi di questa natura chiedo a voi, in quanto Commissione, per il ruolo che svolgete e avendo la possibilità di acquisire informazioni che per me possono essere più difficili da acquisire, di fornire queste informazioni, posto Pag. 13 che non esiterei un attimo, se ci fossero problemi di questa natura, a chiedere al commissario di lasciare il posto per la quale è stata nominata. Per quanto riguarda i fondi dell'ARPACAL, noi lavoriamo in una condizione di difficoltà dal punto di vista del bilancio, come è noto; è chiaro che, in una condizione di difficoltà di bilancio a cascata, tutte le attività della regione risentono di questa restrizione di disponibilità finanziaria, quindi, anche l'ARPACAL risente di questo.
  Ho trovato una condizione di difficoltà e, naturalmente, non intendo scaricare la croce su chi mi ha preceduto perché non è questa la mia cultura: non mi appartiene questa pratica, che è diffusa nel Paese. Non è cosa della Calabria dal punto di vista delle condizioni economiche: il problema è generale. Abbiamo lavorato al fine di commissariare (tutti gli enti della regione sono commissariati in questo momento) la struttura con personale interno perché anche questo ci ha consentito di contenere le risorse.
  Tutti gli enti strumentali, le società in house, le fondazioni della regione sono commissariati con personale interno alla regione: anche la dottoressa Gatto è un dirigente trasferito dalla provincia alla regione e queste nomine sono state fatte con il compito di procedere a riorganizzazione, quando non a liquidazione, per semplificare, accorpare, alleggerire i costi e razionalizzare le strutture, ovvero le risorse, sia umane che finanziarie. In questo ambito, la dottoressa Gatto ha lavorato per chiudere i bilanci (c'erano quattro bilanci che non erano stati approvati), per definire l'approvazione dei bilanci, l'ultimo dei quali verrà approvato nei prossimi giorni dalla Giunta e dal Consiglio regionale, per riorganizzare la struttura, per definire una nuova pianta organica all'insegna della razionalizzazione, della utilizzazione delle risorse e della qualificazione e potenziamento dei servizi sul territorio. In questo ambito, considerato che noi abbiamo anche lavorato per definire la programmazione 2014-2020 (in cui c'è uno spazio importante per il settore ambientale) e abbiamo sottoscritto con il Presidente del Consiglio un patto tra i patti del Mezzogiorno sulla Calabria, il 30 aprile scorso, al quale abbiamo destinato delle risorse, pensiamo che parte di queste risorse nell'ambito della programmazione debba essere utilizzata per potenziare e riqualificare i servizi dell'ARPACAL. Chiaramente, la dottoressa Gatto è lì con questo compito: è lì per ridefinire un percorso che consenta di consegnare al nuovo direttore generale un ente ripulito dal punto di vista della organizzazione, cioè messo nella regolarità dal punto di vista amministrativo. L'approvazione dei bilanci è un esempio di questo percorso. Serve un ente messo nelle condizioni di operare in modo attivo perché riteniamo che l'ARPACAL abbia una funzione importante, come peraltro sapete meglio di me perché la vostra funzione vi consente di approfondire ancora più specificamente queste problematiche; intendiamo fare dell'ARPACAL uno strumento attivo nelle politiche ambientali di monitoraggio e di controllo del territorio.

  MIRIAM COMINELLI. Vorrei fare una domanda rispetto a un altro degli argomenti di cui si occupa la Commissione, cioè la depurazione delle acque. Vorrei sapere quali sono le azioni concrete che ha in campo la regione anche rispetto a ciò che ci ha detto ARPA Calabria, che ha parlato di un 70 per cento di depuratori non a norma.

  GERARDO MARIO OLIVERIO, Presidente della regione Calabria. Dopo, se permettete, per integrare su questo punto, esprimerò una considerazione di ordine generale, che mi limito a fare al direttore del dipartimento, il quale ha la responsabilità di questo segmento del sistema idrico e della sua riorganizzazione. Per quanto riguarda la depurazione delle acque, noi scontiamo ritardi accumulati nel corso di un lungo periodo. La prima questione che mi sono trovato sul tavolo, a gennaio 2015, ad appena quindici giorni dal mio insediamento, è stata proprio questa: in un'interlocuzione con il Ministero dell'ambiente, che noi abbiamo sollecitato, abbiamo posto il problema della depurazione e, in modo specifico, della utilizzazione di risorse destinate alla depurazione, che erano state oggetto di gare da parte dei comuni per quanto riguarda impianti consortili, che noi ritenevamo non conformi dal punto di vista normativo. Pag. 14
  Mi riferisco ad alcune gare che erano state fatte con il ricorso al project financing, con un rapporto tra investimento pubblico e quota privata di 90 a 10, cosa che noi ritenevamo assolutamente non conforme.
  Devo aggiungere che «per fortuna» (capite bene cosa muova questa affermazione) non erano stati ancora sottoscritti contratti con le imprese, ad alcune erano stati aggiudicati i lavori, ma non sottoscritti i contratti, per altre erano in corso le gare, perché altrimenti si sarebbe aperto un contenzioso o comunque si sarebbe determinata una situazione ancora più complicata e grave.
  Appena quindici giorni dopo il nostro insediamento abbiamo sollecitato questa interlocuzione e abbiamo aperto un'attenzione su questa questione. Questo ha portato in molti casi ad una sospensione delle procedure per rivedere e reimpostare il tutto, ma ha anche comportato un ritardo nella risposta necessaria a questo problema. È chiaro che c'è, quindi, un problema che va affrontato, ma io non sono nelle condizioni di dirvi se il 70 per cento della depurazione nelle condizioni qui rilevate sia stato oggetto di un'informativa da parte di ARPACAL; lascerò per questo la parola al dirigente, che potrà essere più puntuale, giacché segue questa problematica. Posso dire, però, che noi abbiamo posto all'attenzione questo problema perché riteniamo di assoluta priorità affrontarlo, se non altro perché la nostra regione vive di turismo, ha 800 chilometri di coste ed è la regione forse più bagnata dal mare d'Italia: la Calabria è circondata dal mare, quindi annettiamo strategica e fondamentale importanza a questa problematica.
  Nel corso delle due stagioni che mi hanno visto presidente della regione, abbiamo fatto ricorso a interventi tampone per ridurre il danno, tanto che, nell'estate 2015 e nell'estate 2016, abbiamo avuto una riduzione dei divieti di balneabilità perché abbiamo destinato risorse alla manutenzione degli impianti, a sostegno dei comuni; spesso in passato anche la mancata manutenzione degli impianti provocava inquinamenti, laddove, purtroppo, si verificavano malfunzionamenti di una pompa o mancanze di collegamento di un collettore ad un depuratore.
  Abbiamo costituito una task force con la presenza delle università calabresi, che ci stanno dando una mano e lo fanno anche volontariamente; abbiamo chiesto loro uno sforzo in questa direzione per garantire una svolta in questo senso; stiamo spingendo molto con i comuni; c'è un rapporto di collaborazione con le procure per determinare la giusta sollecitazione, affinché gli atteggiamenti di pigrizia possano essere rimossi; stiamo lavorando, sia pure con fatica e non senza difficoltà, in questa direzione.
  Pensiamo di dovere utilizzare queste risorse per riprogrammarle in direzione della definizione di un sistema impiantistico che, sulla base di procedure corrette, possa essere realizzato. Non a caso abbiamo messo risorse importanti sia nella programmazione comunitaria che nel patto che abbiamo sottoscritto con il Governo da destinare proprio alla depurazione.

  DOMENICO PALLARIA, Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità. Non mi risultano questi valori, però mi riservo di informarmi meglio; non mi risulta che il 70 per cento dei depuratori...

  PRESIDENTE. Il direttore di Catanzaro ha parlato del 70 per cento su Catanzaro o su Crotone, ma ha detto che molto probabilmente ciò si può estendere a tutta la Calabria. Queste sono state le parole dei dirigenti, quindi non ci ha portato il dato scientifico, ma ha parlato di una provincia. Non ricordo se fosse Catanzaro o Crotone (credo Crotone) e ci ha detto che, più o meno, in tutta la regione....

  DOMENICO PALLARIA, Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità. Sono convinto che non è così! Comunque, mi riservo anche di interloquire con il dirigente dell'ARPACAL perché ciò non ci risulta. Noi stiamo facendo un lavoro certosino nella piena consapevolezza di quello che è stato il passato in questo settore, un settore in cui sono state spese ingenti risorse (quasi 1 miliardo di euro nel periodo 2000-2012, contraddistinto dal commissariamento), che purtroppo non hanno prodotto effetti positivi, se è vero come è vero Pag. 15che 14 sono gli agglomerati superiori a 15.000 abitanti con sentenza già esecutiva di infrazione (sono i famosi project financing su cui ci siamo mossi per risolvere il problema) e 128 sono gli agglomerati in procedura di infrazione tra 2.000 e 15.000, che sono stati oggetto del finanziamento sul patto per la Calabria e sul POR, sui quali stiamo cercando di organizzarci in maniera da spenderli nel migliore dei modi.
  Come giustamente diceva il presidente, c'è stata una piena collaborazione con le procure; impianto per impianto sapevamo dove sono le pecche, anche perché qualche impianto era sottoposto a sequestro; siamo intervenuti per valutare il tipo di intervento da fare e l'abbiamo finanziato in piena collaborazione con la procura. Ci siamo riferiti anche ai rapporti di Legambiente, Goletta Verde, da cui emergeva uno spaccato che riguardava un segmento della gestione, quello dello smaltimento dei fanghi, su cui stiamo cercando di dare un punto fermo. Sono quindi valori che mi riservo di mandarle perché voglio capire anch'io; però, sia l'anno scorso che quest'anno abbiamo avuto un miglioramento qualitativo anche nella gestione dei depuratori. Ci sono delle zone critiche come Crotone, su cui però si è intervenuti in maniera massiccia con un finanziamento di 600.000 euro almeno per eliminare le problematiche presenti.
  Sullo Ionio ci sono delle «zone d'ombra», sul Tirreno magari ce ne sono di più, però sono circoscritte e si sta cercando di intervenire con queste risorse e con i tempi legati all'eleggibilità delle stesse.
  Giustamente ci stiamo organizzando per garantire una continuità nella gestione con l'organizzazione del servizio idrico a cui siamo chiamati.

  PAOLA NUGNES. Sulla stampa si legge che rispetto ai comuni che dovevano adeguarsi c'è una quarta proroga al 31 dicembre rispetto allo stanziamento di 8 milioni di euro: rispetto a questa data a che punto si è, per stringere un po'anche sul cronoprogramma?

  DOMENICO PALLARIA, Direttore del dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità. Leggendo questo articolo di stampa sull'ulteriore proroga, mi sono preoccupato, chiedendomi a quale proroga si riferisse. Questa è per la rendicontazione perché i lavori sono stati fatti, ma i comuni sono lenti a rendicontare, quindi, per essere in linea con le convenzioni, diamo la proroga per poter integrare la documentazione per la rendicontazione e ci riferiamo in particolare agli interventi relativi al riefficientamento 2015, dove i lavori sono stati fatti ma i comuni latitano nella rendicontazione. Letto così sul giornale sembra qualcosa che non è possibile dal 2015, quindi abbiamo allestito anche una squadra di consulenti, che possono andare nei comuni per la rendicontazione, solo per questo.

  PRESIDENTE. Con la nomina della dottoressa Belli sono messi a disposizione circa 70 milioni di euro per interventi di bonifica. Per l'esperienza che abbiamo maturato in questi anni, soprattutto in alcune zone del Paese, abbiamo visto che quando ci sono troppi accordi di programma, che si accavallano tra di loro, poi il rischio è che per un motivo o per un altro, essendoci quattro o cinque punti di riferimento (il Ministero e il commissario che non si parlano, situazioni che abbiamo visto, da Bussi all'ILVA, dove addirittura non so quante stratificazione di accordi di programma ci sono, per cui poi non vengono annullati e si fa un accordo di programma sull'accordo di prima), si crea veramente confusione e poca operatività. In questo caso, visto che, giustamente, lei dice di dover fare il protocollo con il sindaco, con il comune di Crotone, un accordo di programma con ENI e poi c'è la questione del commissario, che ovviamente, al momento, ha un suo percorso specifico, non ritiene necessario, per essere operativi e più veloci, fare in modo che ci sia un unico, eventuale accordo di programma con un unico coordinatore del processo, all'interno del quale ognuno ha le sue competenze, in modo da facilitare l'esplicazione della spesa di queste risorse in maniera adeguata e in tempi rapidi?

  GERARDO MARIO OLIVERIO, Presidente della regione Calabria. Se mi permette, Pag. 16presidente, vorrei cogliere lo spunto da questa sua domanda molto pertinente per fare una riflessione. Noi siamo in una regione (naturalmente non è l'unica) nella quale l'esperienza dei commissariamenti è ricca ed è ricca di fallimenti. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione, per il ruolo di questa autorevolissima Commissione, questa riflessione: da noi i commissariamenti sono stati un fallimento. Penso al commissariamento dei rifiuti, con risultati disastrosi, al commissariamento della depurazione, con risultati disastrosi, al commissariamento del sistema idrogeologico, con risultati disastrosi, al commissariamento della sanità (di questo non ne parliamo proprio, per carità, perché è ancora in atto lo stato di avanzamento del disastro).
  Colgo quindi l'occasione perché questa sede autorevole non può non ascoltare la riflessione di chi ha la responsabilità di una regione del Mezzogiorno che sta pagando, sulla propria pelle, le conseguenze di questi disastri. Mi auguro, naturalmente (per questo colgo la sostanza della sua domanda in positivo), che con il commissario Belli, che tra l'altro ritengo persona degna, autorevole ed espressione di competenza e di esperienza, si possa instaurare un rapporto di collaborazione, di cooperazione, che considero la premessa per evitare altri disastri.

  PRESIDENTE. La ringrazio, presidente; se avremo necessità di avere qualche dato in più o di scambiarci qualche dato...

  GERARDO MARIO OLIVERIO, Presidente della regione Calabria. Noi stiamo facendo un importante lavoro anche per quanto riguarda i rifiuti più in generale e sarebbe per noi motivo di soddisfazione se, in futuro, potessimo avere il piacere di informare...

  PRESIDENTE. Ne parleremo. Non abbiamo toccato il tema perché siamo impegnati e oberati su tanti fronti; sulla Calabria nella scorsa legislatura avevamo fatto, secondo me, un buon lavoro; è chiaro che sono cambiati i presupposti, è cambiata un'amministrazione importante come quella regionale, che ha la pianificazione, quindi sarebbe interessante da parte nostra occuparci anche del resto. Faremo una riflessione perché ormai manca un anno e mezzo alla fine della legislatura e siamo veramente oberati. Purtroppo il tema dei rifiuti, delle bonifiche e della depurazione non riguarda solo una regione. Stiamo guardando anche il traffico transfrontaliero e le situazioni anche estere. È diventato un mercato complicato, che va tenuto almeno sotto osservazione; la forza nostra è quella che è; facciamo, come lei ha ricordato, tutto questo nello spirito di provare a dare una mano a chi vuole risolvere il problema; non ci interessa solo denunciare le cose che non vanno; ci riserveremo, comunque, di capire se magari possiamo anche occuparci di questa questione.

  GIUSEPPE COMPAGNONE. Ci potrebbe brevemente descrivere lo stato dell'arte per quanto riguarda il sistema dei rifiuti?

  PRESIDENTE. Eventualmente potremmo chiedere la documentazione sulla nuova pianificazione sul ciclo dei rifiuti, magari disturbando l'assessore, oppure facendo un'audizione: lo valuteremo tra noi, anche per capire cosa significhi in termini di lavoro. Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 15.50.