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PDL 4108-A-bis

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 4108-A-bis



 

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DISEGNO DI LEGGE

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 18 ottobre 2016 (v. stampato Senato n. 2525)

presentato dal ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
(GENTILONI SILVERI)

di concerto con il ministro della difesa
(PINOTTI)

e con il ministro dell'economia e delle finanze
(PADOAN)

Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione del Montenegro, fatto a Bruxelles il 19 maggio 2016

Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica
il 20 ottobre 2016

(Relatore di minoranza: GIANLUCA PINI)
 

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Onorevoli Colleghi! — Con il provvedimento che viene sottoposto all'esame dell'Assemblea, il Parlamento del nostro Paese è chiamato ad esprimersi per la seconda volta sul Protocollo che consentirà al Segretario Generale della NATO di invitare il Montenegro ad aderire all'Alleanza Atlantica. Il Senato lo ha infatti già approvato.
      Si tratta di un passaggio formale, quasi cerimoniale, ma non di meno denso di valenze politiche, perché per la prima volta la NATO dischiude le sue porte ad uno Stato che era parte della piccola Federazione Jugoslava di Slobodan Milosevic, contro la quale nel 1999 venne condotta una campagna di bombardamenti della cui legittimità e legalità si dubita ancora.
      Il Montenegro vanta, in effetti, rapporti storici di tutto rispetto con il nostro Paese e può veramente considerarsi uno Stato con il quale abbiamo relazioni amichevoli. Il suo ingresso nell'Alleanza Atlantica va, quindi, salutato con favore.
      Tuttavia, mentre l'Aula della Camera si accinge a vagliare il disegno di legge che autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare questo Protocollo, non possiamo non manifestare qualche elemento di perplessità.
      Pur non avendo obiezioni di merito alla scelta di accogliere il Montenegro, che bussa da tempo alle porte della NATO, ci sembra piuttosto azzardata la tempistica prescelta per questo nuovo allargamento dell'Alleanza, che si è deciso di perfezionare proprio nel bel mezzo di una fase di acute tensioni con la Federazione Russa.
      Si ritiene che l'evidente accentuazione della militarizzazione dei rapporti tra NATO e Russia in atto dal 2014 debba essere fermata quanto prima, perché in questione non ci sono solo i soldi del nostro export, che pure sono importanti, ma la pace in Europa e nello stesso Mediterraneo, che in caso di aperto confronto diventerebbe certamente un teatro di aspri combattimenti. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo, anche per il bene delle future generazioni.
      L'ingresso di Podgorica nella NATO, in effetti, non contribuirà di per sé a distendere le nostre relazioni con Mosca, che vi si oppone. Probabilmente, sarebbe stato quindi meglio aspettare un momento più favorevole e politicamente meno problematico per realizzarlo. E per quanto riguarda il nostro Paese, si avanzerà una proposta di merito al riguardo.
      È in effetti possibile che, malgrado tutto, ad una distensione con la Russia si possa pervenire comunque e che lo stesso significato dell'adesione montenegrina alla NATO possa mutare significato in tempi brevi, grazie all'ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ed alla riconfigurazione dei rapporti tra Occidente e Federazione Russa che dovrebbe discenderne.
      Si parla già, a questo proposito, di un probabile riorientamento delle priorità dell'Alleanza Atlantica verso il Mediterraneo, in uno scenario di rinnovata collaborazione con Mosca nella lotta al terrorismo transnazionale ed all'islam politico radicale, per la stabilità regionale, in cui anche il Montenegro potrebbe svolgere un ruolo positivo.
      Dal momento che il clima politico internazionale potrebbe sensibilmente cambiare dopo il 20 gennaio 2017, mentre raccomandiamo all'Assemblea di approvare il provvedimento che autorizza la ratifica del Protocollo sull'adesione del Montenegro alla NATO, auspichiamo altresì che sia possibile rinviare il voto finale alla prima data utile successiva all'insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Gianluca PINI,
Relatore di minoranza


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