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PDL 4050

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 4050



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

BORGHESE, MERLO

Princìpi per favorire l'integrazione degli studenti stranieri mediante la conoscenza della tradizione culturale europea attraverso l'insegnamento delle discipline storiche e letterarie nelle scuole di ogni ordine e grado

Presentata il 22 settembre 2016


      

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Onorevoli Colleghi! – Una società multietnica è un sistema sociale in cui convivono soggetti con identità etniche diverse. Oggi la maggior parte dei Paesi è caratterizzata da diversità culturale. Sono davvero pochi gli Stati nel mondo in cui si può dire che i cittadini condividano la stessa lingua, religione, cultura, e l'Italia non fa eccezione.
      È riconosciuto da molti il fatto che le varietà etniche, culturali, sessuali, religiose, professionali sono alla base dello sviluppo di qualunque gruppo umano. In passato il nostro bel Paese è stato uno di quelli che ha contribuito di più all'emigrazione.
      Con il termine multiculturale si definisce il rapporto tra più culture, con valori, usi e costumi diversi e ciò può implicare un arricchimento reciproco, che a sua volta comporta la possibilità di una reciproca modificazione.
      In Europa, sempre più persone di diverse nazionalità condividono spazi, servizi, bisogni, in una grande mescolanza di tradizioni, abitudini e linguaggi. L'integrazione dei migranti deve essere favorita dalle politiche di una società multietnica e multiculturale. L'Italia sta divenendo sempre più velocemente un Paese multiculturale, la situazione delle società multietniche attuali porta con sé chiare implicazioni sul piano educativo, soprattutto per l'elevato numero di bambini stranieri che frequentano la scuola italiana.
      Questa sempre maggiore presenza di persone di etnie diverse implica la necessità, per il sistema scolastico italiano, di aprirsi alle esigenze di una scuola sempre
 

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più multiculturale che contribuisca a una piena integrazione degli alunni stranieri e delle loro famiglie nella nostra società. La scuola può costituire uno strumento essenziale di comunicazione tra le culture, e di costruzione di una nuova convivenza possibile.
      Si può agevolare l'integrazione dei bambini stranieri a scuola introducendo l'insegnamento di materie che colleghino tra loro le varie culture, come le lingue straniere e corsi di adattamento psicologico all'ambiente in cui si vive.
      Mai come in questo periodo storico l'opinione pubblica italiana si è posta domande sul proprio futuro in riferimento alla propria identità culturale e linguistica.
      L'immigrazione extra-comunitaria dell'Unione europea e il progressivo espandersi di un certo fondamentalismo islamico contrastato con tutti i mezzi possibili ma anche con molta difficoltà dai vari Governi europei, che solo negli ultimi tempi hanno adottato provvedimenti atti ad arginare l'influenza di questi movimenti, chiamano in causa l'Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alle tradizioni culturali, che ne definiscono le essenze e ne sono elementi costituivi.
      In questa circostanza, non può non destare inquietudine quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e del rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, in realtà rigetta i presupposti della nostra civiltà, omologa tutte le culture in un amalgama indistinto che finisce per penalizzare proprio la nostra storia culturale, il nostro essere italiani ed europei.
      Un esempio eclatante si verifica nella scuola, che è un terreno di sperimentazione di un approccio culturale ai temi dell'integrazione che, in nome degli ideali di accoglienza e solidarietà, che hanno di fatto cancellato nelle giovani generazioni non solo il ricordo del proprio passato, ma anche l'ancoraggio alle proprie radici culturali e spirituali. Il fallimento del modello di integrazione delle democrazie nord-europee e l'esperienza di Paesi come l'Olanda, la Danimarca e, in modo diverso, la Francia e la Germania, dove sono aumentate le spinte xenofobe e razziste per effetto di un emergente integralismo islamico che pretende privilegi e diritti senza conseguente assunzione di oneri e, soprattutto, senza il rispetto della legge e delle consuetudini locali, pone per il nostro Paese il problema di una legislazione multietnica che, pur nell'affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell'integrazione dell'immigrazione comunitaria ed extracomunitaria, sappia anche e soprattutto difendere la tradizione culturale italiana, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando sistematiche denigrazioni o colpevoli dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale.
      La presente proposta di legge non intende assolutamente ridefinire la libertà di insegnamento delle lingue straniere o di quelle materie che favoriscono un'integrazione di una cultura multietnica da parte dei docenti o l'autonomia degli organi collegiali della scuola, ma, partendo dall'assunto che la qualità degli studi e la definizione dei programmi nelle loro linee generali non può non interessare la collettività nazionale e di conseguenza lo Stato, proprio in ragione della funzione pubblica della scuola e dei valori che sono in essa trasmessi, si fa carico di definire alcuni princìpi irrinunciabili per le scuole di ogni ordine e grado, quali quelli citati. Lo sbandamento culturale dell'attuale momento storico e i nuovi e incessanti fenomeni migratori impongono al legislatore di affrontare in termini di confronto con le altre culture diverse dalla nostra, ma con una precisa assunzione di responsabilità, il problema della difesa della nostra identità culturale, oggi pericolosamente messa a repentaglio da una visione ideologica della società che tende a denigrare gli elementi costitutivi della nostra identità e a valorizzare solamente le culture diverse dalla nostra, in un cupio dissolvi che non ha precedenti nella nostra epoca.
      Occorre riflettere sul fatto che nelle nostre classi, sempre più multietniche (sono decine di migliaia gli studenti extracomunitari: nelle scuole primarie delle regioni dell'Italia settentrionale la loro presenza
 

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supera in alcuni casi la misura del 30 per cento), i bambini musulmani sono stati invitati a protestare non dalle famiglie, ma spesso da qualche insegnante italiano scarsamente consapevole del suo senso di appartenenza alla nostra collettività.
      Al riguardo è bene ricordare che l'insegnamento delle lingue straniere, basato su un'adesione volontaria dell'allievo, risponde a un'esigenza individuale molto importante ed essenziale, ma distinta da quella eminentemente culturale che, con la presente proposta di legge, si vorrebbe introdurre nella legislazione italiana in modo vincolante per tutti.
      La presente iniziativa legislativa propone pertanto che, nell'ambito dell'autonomia scolastica e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso obbligatorio nei programmi scolastici l'insegnamento della tradizione culturale europea, al fine di assicurare il preciso riferimento ai capisaldi della nostra tradizione culturale in un mondo sempre più multietnico.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Al fine di favorire la crescita intellettuale e spirituale delle nuove generazioni, la migliore conoscenza della tradizione culturale della nazione italiana e dell'Europa e la condivisione dei suoi valori fondanti, nella predisposizione e nello svolgimento dei programmi scolastici relativi alle discipline storiche e letterarie nelle scuole di ogni ordine e grado è inserito l'insegnamento della tradizione culturale europea nel suo sviluppo e nella sua influenza storica quale fondamento delle tradizioni civili, sociali e culturali italiane ed europee.
      2. L'insegnamento delle lingue straniere secondo le indicazioni formulate dalle competenti autorità scolastiche rimane distinto e indipendente rispetto agli insegnamenti scolastici obbligatori.
      3. La conoscenza della tradizione culturale europea e degli elementi fondamentali della legislazione italiana sono parte integrante del percorso culturale degli allievi nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado.
      4. Nell'ambito dell'esercizio dell'autonomia scolastica e della libertà di insegnamento e nell'attuazione degli interventi volti all'integrazione dei giovani immigrati e alla promozione del dialogo e del necessario confronto con altre culture, ad ogni livello del sistema educativo di istruzione e formazione è assicurato il rispetto del principio di cui al comma 1.

Art. 2.

      1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in 500.000 euro a decorrere dall'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

 

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missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
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