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PDL 3973-A

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 3973-A
   N. 3974-A



 

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ALLEGATO 1
RELAZIONI DI MINORANZA
DELLE COMMISSIONI PERMANENTI

DISEGNO DI LEGGE

n. 3973

presentato dal ministro dell'economia e delle finanze
(PADOAN)

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2015

Presentato l'11 luglio 2016

e

DISEGNO DI LEGGE

n. 3974

presentato dal ministro dell'economia e delle finanze
(PADOAN)

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2016

Presentato l'11 luglio 2016

(Relatore: PARRINI)


NOTA: Relazioni di minoranza presentate nelle Commissioni permanenti sul Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato e sugli stati di previsione del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome di rispettiva competenza.
 

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ALLEGATO 1

RELAZIONI DI MINORANZA DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
 

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IV COMMISSIONE PERMANENTE
(DIFESA)
 

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IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

RELAZIONE    DI    MINORANZA
sul
DISEGNO DI LEGGE

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2015 (3973)

dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle

      La IV Commissione,

          esaminato il disegno di legge recante il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'anno finanziario 2015, relativamente alla parte di propria competenza;

          segnalato negativamente il fatto che il Rendiconto è stato presentato in ritardo (11 luglio 2016) rispetto agli obblighi di legge e questo non ha facilitato una serena e puntuale valutazione parlamentare anche in considerazione della delicatezza del contesto economico-finanziario in cui versa il Paese;

          preso atto che nelle previsioni assestate per il 2015 la dotazione iniziale di competenza è stata elevata di 1.580,2 milioni di euro, (20.951,4 milioni di euro), mentre le autorizzazioni di cassa sono state incrementate di 1.663,5 milioni, per cui l'assestamento di cassa finale per il 2015 dà un totale di 22.401 milioni di euro;

          che le più importanti variazioni di competenza interessano la Missione più rilevante, ovvero la Missione n. 5 (Difesa e sicurezza del territorio), che ha registrato un incremento di 1.663,5 milioni di euro – peraltro corretto da una diminuzione di 104,7 milioni a carico della Missione n. 33 – Fondi da ripartire;

          che anche il Programma 5.2 (Approntamento e impiego delle forze terrestri) ha visto un incremento di 366,1 milioni;

          più contenuti risultano gli aumenti a carico del Programma 5.3 (Approntamento e impiego delle forze navali, +255,5 milioni), del Programma 5.4 (Approntamento e impiego delle forze aeree, +272,7 milioni), del Programma 5.1 (Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza, +115,1 milioni) e – mentre si assiste ad una diminuzione per il Programma 5.5 (Funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare, –26,5 milioni) – il Programma 5.6 (Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari) registra un sensibile incremento di + 680,4 milioni di euro;

          nella condivisione dell'obiettivo generale di ridurre il più possibile ogni forma di discrasia tra dati previsionali e rendiconto, lavorando ad una sempre maggiore corrispondenza tra esigenze, anche sopravvenute

 

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in corso dell'anno, e risorse in previsione, nella piena valutazione dei dati relativi all'accumulo di residui passivi, utili ad una valutazione affidabile sulla performance dell'Amministrazione della difesa e sugli obiettivi di spesa;

          osservato come, secondo le analisi della Corte dei conti sul rendiconto dello Stato, permanga eccessivamente elevato lo squilibrio tra personale in servizio, soprattutto tra i marescialli, e obiettivi di forza, con un preoccupante sottodimensionamento degli organici per il personale di truppa e i sergenti, che rischia di rendere impossibile il raggiungimento dei valori previsti per il modello a 150 mila unità. La maggior parte degli stanziamenti continua ad essere incentrata sulle spese relative al personale (77,11 per cento del totale degli stanziamenti), in incremento sia in termini percentuali rispetto al 2013 (74,39 per cento) e al 2014 (76,29 per cento), sia in termini assoluti (95,2 milioni sul 2014), sebbene in calo rispetto al 2013 per 352 milioni;

          le spese in conto capitale per il 2015 sono al minimo storico del 13,29 per cento (erano il 13,81 nel 2014 e il 15,51 nel 2015) e le spese per i consumi intermedi sono ulteriormente scese al 7,63 per cento nel 2015 contro i già bassi valori del 7,89 e 8,38 rispettivamente nel 2014 e nel 2013;

          una criticità si osserva per l'Arma dei Carabinieri, dove, a fronte delle 114.778 unità previste nell'organico, si rileva una forza effettiva pari a 101.995 unità: carenza di organico presente anche per il personale dell'Arma assegnato ad altri Ministeri (1.900 unità contro le 3.062 in organico);

          si è proseguito, anche per il 2015, con missioni condotte fuori area – alcune in contrasto con l'articolo 11 della Costituzione – e finanziate con specifici decreti-legge di proroga, per importi pari a quasi 900 milioni (intorno al 5 per cento del bilancio della Difesa). L'impegno finanziario prevalente ha riguardato gli interventi nel Medio Oriente (Iraq, Afghanistan e Libano) e nell'area del Mediterraneo;

          il valore dei giudizi pendenti in cui è parte la Difesa è pari a poco più di un miliardo di euro. Il settore che incide maggiormente sul contenzioso pendente, in termini di valore delle cause, è quello dell'incidentistica aviatoria, di cui l'abbattimento dell'aereo DC9 dell'Itavia di Ustica costituisce la voce prevalente, mentre i giudizi relativi all'esposizione all'uranio impoverito, in tutto 57, ammontano a circa 60 milioni;

          per quanto concerne, invece, il rapporto percentuale tra le spese per la difesa e il PIL nazionale – contrariamente da quanto sostenuto dal Governo – questo è pari solo nominalmente a circa l'1,2 per cento. Il dato infatti aumenta all'1,5 per cento qualora vengano considerate anche le spese gravanti sugli altri ministeri, in particolare sul bilancio del Ministero dello sviluppo economico e della Presidenza del Consiglio (missioni militari internazionali). Il bilancio della Difesa, come precisato nella Relazione della Corte dei conti è sì lontano dalla soglia del 2 per cento del PIL auspicata in occasione del Vertice NATO di Galles del 4 settembre 2014 e ribadita, come obiettivo tendenziale, nel recente Vertice NATO di Varsavia (luglio 2016). Tale soglia però appare anacronistica ed incompatibile con la situazione economica e sociale che sta vivendo il nostro Paese;

          ritenuto opportuno valutare un meccanismo contabile in grado di consentire un'agevole lettura dei dati riferiti ai programmi d'arma, alla luce della valutazione della Corte dei conti già fatta per il rendiconto 2014, secondo cui «la concentrazione delle spese per l'approvvigionamento degli armamenti in un unico programma di spesa non consente un'agevole riconducibilità delle spese sostenute dalle singole Forze armate ai rispettivi programmi di spesa»;

          per quanto riguarda il programma F-35, dalla relazione della Corte dei conti si evince che ad oggi sono stati posti in essere contratti per l'acquisizione di 3 velivoli CTOL nel lotto di produzione LRIP 6, 3 velivoli CTOL nel lotto LRIP 7 e 2

 

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velivoli CTOL nel lotto LRIP 8; per quanto riguarda i velivoli dei lotti di produzione 9 e 10 e i sistemi propulsivi del lotto di produzione 10, il Ministero della difesa italiano ha autorizzato la sottoscrizione dei contratti relativi all'acquisto dei soli materiali di lunga lavorazione (cosiddetti Long Lead Items) nelle quantità previste dal profilo di acquisizione precedentemente in vigore (1 velivolo CTOL e 1 velivolo STOVL del lotto 9, 2 velivoli CTOL e 2 velivoli STOVL del lotto 10);

          la Corte segnala inoltre che sarà necessario fare altri investimenti per trasformare lo stabilimento FACO di Cameri, per cui sono stati già spesi 778,14 milioni di euro, in MRO&U, Maintenance, Repair, Overhaul and Upgrade, centro di supporto e manutenzione per gli F-35 europei; inoltre sono già stati spesi 143,5 milioni di euro per altri programmi infrastrutturali connessi con l'entrata in servizio degli F-35;

          restano decisamente scarsi i ritorni industriali riferiti al programma F-35, con un impatto occupazionale stimato in 1.154 posti, di cui 911 di Finmeccanica, identico a quello dello scorso anno, con la cifra di 6.000 posti di lavoro potenziali decisamente lontana e forse non raggiungibile;

          nella Relazione della Corte dei conti sul rendiconto 2015 vengono inoltre sollevate osservazioni rispetto alla scelta di procedere all'aggiudicazione degli appalti per la realizzazione delle unità navali del programma navale tramite l'organizzazione europea OCCAR nonostante si tratti di un programma puramente nazionale:

          ritenuto che il Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa non soddisfi le esigenze né di trasparenza, né di progettualità, di cui invece una riforma organica del nostro strumento militare nel nuovo scenario geopolitico avrebbe bisogno,

DELIBERA DI RIFERIRE IN SENSO CONTRARIO

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