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PDL 3953-A-ter

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 3953-A-ter



 

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DISEGNO DI LEGGE

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 29 giugno 2016 (v. stampato Senato n. 2389)

presentato dal presidente del consiglio dei ministri
(RENZI)

dal ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
(GENTILONI SILVERI)

dal ministro della difesa
(PINOTTI)

e dal ministro dell'interno
(ALFANO)

di concerto con il ministro della giustizia
(ORLANDO)

e con il ministro dell'economia e delle finanze
(PADOAN)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2016, n. 67, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché misure urgenti per la sicurezza. Proroga del termine per l'esercizio di delega legislativa

Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica il 30 giugno 2016

(Relatore di minoranza: ARTINI)
 

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Onorevoli Colleghi! Il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 67 del 16 maggio 2016 reca l'ennesima, e speriamo l'ultima, proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché misure urgenti per la sicurezza. Proroga del termine per l'esercizio di delega legislativa.
      Il decreto-legge mantiene quasi inalterato l'impianto delle missioni internazionali già autorizzate precedentemente e ne introduce di nuove, anche in sovrapposizione con altre missioni già esistenti (Active Endeavour).
      Nel merito del provvedimento in esame, l'articolo 1 (Europa) riferisce delle missioni nei Balcani, a Cipro e nel Mediterraneo. Da notare come siano sempre presenti sia la missione Active Endeavour ormai prorogata dal 2001 senza nessun tipo di valutazione sulla effettiva efficacia, sia la missione EUNAVFOR MED e la missione di sicurezza nazionale Mare Sicuro (articolo 7, comma 10). Viene inoltre introdotta la missione NATO di sicurezza nel Mediterraneo (dove dovremmo essere esclusivamente contributori, articolo 4, comma 11). Si raggiunge così la somma di circa 180 milioni di euro, che rappresentano oltre il 10 per cento dell'intero impegno finanziario delle missioni internazionali per questo anno. Riteniamo opportuno un ripensamento non solo da un punto di vista tecnico delle missioni (ovvero una integrazione funzionale delle 4 missioni, pensando di ridurre quelle che danno un minore rilievo al nostro interesse nazionale), ma anche con riferimento allo scopo delle missioni ed ai loro obbiettivi, valutando nel merito i risultati raggiunti. Da considerare che sarebbe stato opportuno specificare che EUNAVFOR MED, ora abilitata alla formazione della Guardia Costiera Libica, deve agire al di fuori delle acque territoriali libiche.
      Per quanto riguarda l'articolo 2 (Asia) dovremmo iniziare a considerare opportuno il ritiro dall'Afghanistan a fronte di uno stallo nei risultati della missione Resolute Support, in quanto il concetto sviluppato da implementare dopo ISAF, è risultato totalmente inapplicabile, non adeguato alla realtà afghana e di questo ne stanno pagando le conseguenze tutti gli attori presenti nell'area, in primis i cittadini Afghani, in secondo luogo i nostri soldati che vivono una situazione paradossale di «difesa del fortino» dopo la smobilitazione spagnola.
      Importante soffermarsi su missioni come UNIFIL che continuano, pur in una situazione ambientale critica, a sostenere un processo di ripristino della pace e di mantenimento dello stato di diritto in Libano, paese fondamentale per la stabilità dell'area.
      Sull'articolo 3 (Africa) è da rilevare solamente la necessità di un attenta valutazione delle missioni nell'area somala, in quanto la sensibilità è dovuta al fine di evitare la formazione di forze che poi vadano ad utilizzare minori come combattenti.
      All'articolo 4 vengono trattati temi di sicurezza nazionali (come l'estensione di Strade sicure) e temi di sicurezza nazionale in ambito internazionale. Un plauso alla scelta del Senato di modificare la norma che garantiva all'Egitto il trasferimento di materiali di ricambio per F-16, già autorizzata nel precedente decreto: trasferimento rispetto al quale avevamo già dichiarato la nostra totale contrarietà, per l'ambigua azione del governo egiziano sia nel campo dell'utilizzo dei propri velivoli, sia circa il rispetto del nostro paese
 

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in merito al caso della morte efferata di Giulio Regeni.
      Per quanto riguarda gli interventi di cooperazione internazionale (articolo 8 e 9) si rileva come sia fuorviante il modo con cui è stato fatto il decreto-legge, dando una parvenza di raggiungimento dell'obbiettivo del rapporto di 1/3 tra l'impegno militare e quello nella cooperazione. Infatti si raggiunge (volendo forzatamente considerare il supporto alle forze di polizia afghane come cooperazione) circa il 26 per cento (268 milioni di euro).
      Se non consideriamo però i 120 milioni di euro, che sono assegnati ad ambito completamente militare, si ritorna ad un misero 11 per cento, che fa comprendere per quale motivo anche in sede ONU la nostra nazione non ha un peso così rilevante anche rispetto a paesi come Olanda e Svezia che hanno un impegno militare molto più limitato del nostro.
      Un ultimo appunto va fatto sulla scorretta pratica di aggiungere al testo del disegno di legge un comma che proroga la delega al Governo sui provvedimenti di riforma della pubblica amministrazione (i cosiddetti «decreti Madia»). Non entrando nel merito della proroga questa pratica è stata ampiamente indicata come scorretta da vari organi, quindi auspichiamo in un ripensamento della Presidenza della Repubblica nell'approvare questo testo.
      Per quanto sopra esposto AL-P rimane critica sull'impostazione del decreto-legge all'esame, tuttavia auspica l'accoglimento di alcuni ordini del giorno presentati al testo in esame, volti a introdurre migliorie all'azione successiva all'approvazione del provvedimento.

Massimo ARTINI,
Relatore di minoranza


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