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PDL 2613-A-ter

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2613-8-14-21-32-33-34-148-177-178-179-180-243-247-284-329-355-357-379-398-399-466-568-579-580-581-582-757-758-839-861-939-1002-1259-1273-1319-1439-1543-1660-1706-1748-1925-1953-2051-2147-2221-2227-2293-2329-2338-2378-2402-2423-2441-2458-2462-2499-A-ter



 

Pag. 1

RELAZIONE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)

presentata alla Presidenza il 13 dicembre 2014

(Relatore: MATTEO BRAGANTINI , di minoranza)

sul

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
n. 2613
APPROVATO, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

l'8 agosto 2014 (v. stampato Senato n. 1429)

presentato dal presidente del consiglio dei ministri
(RENZI)

e dal ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento
(BOSCHI)

Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione

Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica l'8 agosto 2014
 

Pag. 2

sulle

PROPOSTE DI LEGGE COSTITUZIONALE

n. 8, D'INIZIATIVA POPOLARE

Modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione, nonché agli Statuti speciali della Regione siciliana e delle regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia, in materia di soppressione delle province

Presentata alla Camera dei deputati nella XVI legislatura l'11 ottobre 2011 e mantenuta all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 107, comma 4, del Regolamento

n. 14, D'INIZIATIVA POPOLARE

Iniziativa quorum zero e più democrazia

Presentata alla Camera dei deputati nella XVI legislatura il 24 agosto 2012 e mantenuta all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 107, comma 4, del Regolamento

n. 21, d'iniziativa del deputato VIGNALI

Modifica dell'articolo 68 della Costituzione, concernente le immunità dei membri del Parlamento

Presentata il 15 marzo 2013

n. 32, d'iniziativa del deputato CIRIELLI

Modifica dell'articolo 131 della Costituzione, concernente l'istituzione della Regione dei due Principati

Presentata il 15 marzo 2013
 

Pag. 3

n. 33, d'iniziativa del deputato CIRIELLI

Modifica dell'articolo 131 della Costituzione, concernente l'istituzione della regione «Principato di Salerno»

Presentata il 15 marzo 2013

n. 34, d'iniziativa del deputato CIRIELLI

Modifica all'articolo 132 della Costituzione, concernente il procedimento per l'istituzione di nuove regioni e la fusione di regioni esistenti

Presentata il 15 marzo 2013

n. 148, d'iniziativa del deputato CAUSI

Modifiche alla parte seconda della Costituzione in materia di forma di governo, composizione e funzioni del Parlamento e potestà legislativa dello Stato e delle regioni

Presentata il 15 marzo 2013

n. 177, d'iniziativa del deputato PISICCHIO

Modifica dell'articolo 58 della Costituzione in materia di elezione dei senatori della Repubblica

Presentata il 15 marzo 2013

n. 178, d'iniziativa del deputato PISICCHIO

Modifiche agli articoli 66, 68, 105, 107 e 134 della Costituzione. Attribuzione di funzioni in materia di prerogative parlamentari e di guarentigie della magistratura alla Corte costituzionale

Presentata il 15 marzo 2013
 

Pag. 4

n. 179, d'iniziativa del deputato PISICCHIO

Modifiche agli articoli 73 e 82 e introduzione degli articoli 69-bis, 82-bis e 82-ter della Costituzione, concernenti lo statuto dell'opposizione

Presentata il 15 marzo 2013

n. 180, d'iniziativa del deputato PISICCHIO

Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, nonché agli Statuti speciali della Regione siciliana e delle regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia, in materia di soppressione delle province, e disposizioni per la destinazione delle risorse rese disponibili al finanziamento di iniziative per promuovere l'occupazione giovanile

Presentata il 15 marzo 2013

n. 243, d'iniziativa del deputato GIACHETTI

Abrogazione dei commi secondo e terzo dell'articolo 68 della Costituzione

Presentata il 15 marzo 2013

n. 247, d'iniziativa del deputato SCOTTO

Modifiche alla Costituzione in materia di limiti di età per l'elettorato attivo e passivo dei giovani

Presentata il 15 marzo 2013

n. 284, d'iniziativa dei deputati

FRANCESCO SANNA, BIONDELLI, CARRA, MOSCA, SALVATORE PICCOLO, TARICCO

Modifiche agli articoli 66 e 134 della Costituzione. Introduzione della facoltà di ricorso alla Corte costituzionale contro le deliberazioni delle Camere in materia di elezioni e di cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento

Presentata il 15 marzo 2013
 

Pag. 5

n. 329, d'iniziativa dei deputati

PELUFFO, MARTELLA, GIACHETTI, MISIANI, AMENDOLA, BRAGA, CARUSO, CIMMINO, D'AGOSTINO, DAMBRUOSO, FERRARI, GOZI, IMPEGNO, LEVA, LIBRANDI, MANCIULLI, NARDELLA, OLIARO, PARRINI, QUARTAPELLE PROCOPIO, RABINO, SOTTANELLI, VERINI

Modifiche alla parte seconda della Costituzione per assicurare il pieno sviluppo della vita democratica e la governabilità del Paese

Presentata il 18 marzo 2013

n. 355, d'iniziativa del deputato LENZI

Modifiche agli articoli 56 e 58 della Costituzione. Riduzione dei limiti di età per l'elettorato attivo e passivo nelle elezioni politiche

Presentata il 20 marzo 2013

n. 357, d'iniziativa dei deputati

LAURICELLA, LEGNINI, AMODDIO, ARLOTTI, BARUFFI, BERRETTA, CAPONE, DE MARIA, D'INCECCO, IACONO, MOSCATT, RIBAUDO, SCALFAROTTO, TARANTO, ZAPPULLA

Modifiche agli articoli 138 e 139 della Costituzione, concernenti il procedimento per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali, nonché i limiti alla revisione costituzionale

Presentata il 20 marzo 2013

n. 379, d'iniziativa dei deputati

BRESSA, DE MENECH

Istituzione della provincia speciale montana di Belluno

Presentata il 20 marzo 2013
 

Pag. 6

n. 398, d'iniziativa dei deputati

CAPARINI, GIANLUCA PINI, GIOVANNI FAVA, MOLTENI, FEDRIGA, MATTEO BRAGANTINI, GRIMOLDI, ALLASIA, BORGHESI, BUSIN, CAON, MARCOLIN, PRATAVIERA, RONDINI

Abrogazione del secondo comma dell'articolo 59 della Costituzione, concernente la nomina dei senatori a vita

Presentata il 21 marzo 2013

n. 399, d'iniziativa dei deputati

CAPARINI, GIANLUCA PINI, GIOVANNI FAVA, MOLTENI, FEDRIGA, MATTEO BRAGANTINI, GRIMOLDI, ALLASIA, BORGHESI, BUSIN, CAON, MARCOLIN, PRATAVIERA, RONDINI

Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Presentata il 21 marzo 2013

n. 466, d'iniziativa del deputato VACCARO

Modifiche agli articoli 56 e 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Presentata il 21 marzo 2013

n. 568, d'iniziativa dei deputati
LAFFRANCO, BIANCONI

Modifiche all'articolo 117 della Costituzione in materia di attribuzione allo Stato della competenza legislativa concernente la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell'energia

Presentata il 27 marzo 2013
 

Pag. 7

n. 579, d'iniziativa del deputato PALMIZIO

Modifiche agli articoli 71 e 75 della Costituzione, in materia di iniziativa popolare e di referendum

Presentata il 28 marzo 2013

n. 580, d'iniziativa del deputato PALMIZIO

Modifica all'articolo 72 della Costituzione, in materia di esame parlamentare dei progetti di legge d'iniziativa popolare

Presentata il 28 marzo 2013

n. 581, d'iniziativa del deputato PALMIZIO

Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, in materia di ripartizione delle competenze tra lo Stato e le regioni

Presentata il 28 marzo 2013

n. 582, d'iniziativa del deputato PALMIZIO

Abrogazione dell'articolo 116 della Costituzione e degli statuti speciali regionali nonché disposizioni in materia di accorpamento delle regioni

Presentata il 28 marzo 2013

n. 757, d'iniziativa dei deputati

GIANCARLO GIORGETTI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, MATTEO BRAGANTINI, BUONANNO, BUSIN, CAON, CAPARINI, GIOVANNI FAVA, FEDRIGA, GRIMOLDI, INVERNIZZI, MARCOLIN, MOLTENI, GIANLUCA PINI, PRATAVIERA, RONDINI

Modifica all'articolo 75 della Costituzione, concernente l'ammissibilità del referendum abrogativo sulle leggi tributarie e di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali

Presentata il 16 aprile 2013
 

Pag. 8

n. 758, d'iniziativa dei deputati

GIANCARLO GIORGETTI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, MATTEO BRAGANTINI, BUONANNO, BUSIN, CAON, CAPARINI, GIOVANNI FAVA, FEDRIGA, GRIMOLDI, INVERNIZZI, MARCOLIN, MOLTENI, GIANLUCA PINI, PRATAVIERA, RONDINI

Modifiche agli articoli 116, 117 e 119 della Costituzione, concernenti l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni e l'istituzione delle Macroregioni, attraverso referendum popolare, con attribuzione alle medesime di risorse in misura non inferiore al 75 per cento del gettito tributario prodotto nel loro territorio, nonché disposizione transitoria riguardante il trasferimento delle funzioni amministrative ai Comuni e alle Regioni

Presentata il 16 aprile 2013

n. 839, d'iniziativa dei deputati

LA RUSSA, GIORGIA MELONI, CIRIELLI, CORSARO, MAIETTA, NASTRI, RAMPELLI, TAGLIALATELA, TOTARO

Modifiche alla parte seconda della Costituzione concernenti la composizione delle Camere del Parlamento e la forma di governo

Presentata il 23 aprile 2013

n. 861, d'iniziativa dei deputati

ABRIGNANI, BERGAMINI, BERNARDO, GARNERO SANTANCHÉ, GIAMMANCO, LATRONICO, POLVERINI, TANCREDI

Modifica all'articolo 117 della Costituzione. Introduzione del turismo nell'elenco delle materie attribuite alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle regioni

Presentata il 30 aprile 2013
 

Pag. 9

n. 939, d'iniziativa dei deputati

TONINELLI, COZZOLINO, DADONE, DIENI, FRACCARO, LOMBARDI, NUTI, AGOSTINELLI, ALBERTI, ARTINI, BALDASSARRE, BARBANTI, BARONI, BASILIO, BATTELLI, BECHIS, BENEDETTI, MASSIMILIANO BERNINI, PAOLO BERNINI, NICOLA BIANCHI, BONAFEDE, BRESCIA, BRUGNEROTTO, BUSINAROLO, BUSTO, CANCELLERI, CARIELLO, CARINELLI, CASO, CASTELLI, CATALANO, CECCONI, CHIMIENTI, CIPRINI, COLLETTI, COLONNESE, COMINARDI, CORDA, CRIPPA, CURRÒ, DA VILLA, DAGA, DALL'OSSO, D'AMBROSIO, DE LORENZIS, DE ROSA, DEL GROSSO, DELLA VALLE, DELL'ORCO, DI BATTISTA, DI BENEDETTO, LUIGI DI MAIO, MANLIO DI STEFANO, DI VITA, D'INCÀ, D'UVA, FANTINATI, FERRARESI, FICO, FRUSONE, FURNARI, GAGNARLI, GALLINELLA, LUIGI GALLO, SILVIA GIORDANO, GRANDE, GRILLO, CRISTIAN IANNUZZI, L'ABBATE, LABRIOLA, LIUZZI, LOREFICE, LUPO, MANNINO, MANTERO, MARZANA, MICILLO, MUCCI, NESCI, PARENTELA, PESCO, PETRAROLI, PINNA, PISANO, PRODANI, RIZZETTO, RIZZO, PAOLO NICOLÒ ROMANO, ROSTELLATO, RUOCCO, SARTI, SCAGLIUSI, SEGONI, SIBILIA, SORIAL, SPADONI, SPESSOTTO, TACCONI, TERZONI, TOFALO, TRIPIEDI, TURCO, VACCA, SIMONE VALENTE, VALLASCAS, VIGNAROLI, VILLAROSA, ZACCAGNINI, ZOLEZZI

Modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione, in materia di abolizione delle province, e disposizioni per la destinazione delle risorse rese disponibili al finanziamento di opere per la messa in sicurezza degli edifici scolastici

Presentata il 14 maggio 2013

n. 1002, d'iniziativa del deputato GIANLUCA PINI

Istituzione della Regione Romagna

Presentata il 20 maggio 2013

n. 1259, d'iniziativa dei deputati

LAFFRANCO, BIANCONI

Modifiche alla parte seconda della Costituzione in materia di elezione e funzioni del Presidente della Repubblica e di struttura del Governo

Presentata il 24 giugno 2013
 

Pag. 10

n. 1273, d'iniziativa dei deputati

GINEFRA, FONTANELLI, CASTRICONE, CHAOUKI, GARAVINI, GOZI, GRASSI, MAGORNO, MARTELLA, MELILLI, QUARTAPELLE PROCOPIO, RUGHETTI, TIDEI, ZANIN

Modifica all'articolo 84 della Costituzione, concernente il requisito di età per l'elezione a Presidente della Repubblica

Presentata il 26 giugno 2013

n. 1319, d'iniziativa dei deputati

GIORGIA MELONI, CIRIELLI, CORSARO, LA RUSSA, MAIETTA, NASTRI, RAMPELLI, TAGLIALATELA, TOTARO

Introduzione dell'articolo 31-bis e modifiche agli articoli 56, 58 e 84 della Costituzione, concernenti la partecipazione dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della nazione nonché i requisiti di età per l'elezione del Presidente della Repubblica e dei membri del Parlamento

Presentata l'8 luglio 2013

n. 1439, d'iniziativa dei deputati

MIGLIORE, PILOZZI, KRONBICHLER, AIELLO, AIRAUDO, FRANCO BORDO, COSTANTINO, DI SALVO, DURANTI, DANIELE FARINA, FAVA, FERRARA, FRATOIANNI, SILVIA GIORDANO, LACQUANITI, LAVAGNO, MARCON, MATARRELLI, MELILLA, NARDI, NICCHI, PAGLIA, PALAZZOTTO, PANNARALE, PELLEGRINO, PIAZZONI, PIRAS, PLACIDO, QUARANTA, RAGOSTA, RICCIATTI, SANNICANDRO, SCOTTO, ZAN, ZARATTI

Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Presentata il 29 luglio 2013
 

Pag. 11

sul

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

n. 1543

presentato dal presidente del consiglio dei ministri
(LETTA)

dal vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro dell'interno
(ALFANO)

dal ministro per le riforme costituzionali
(QUAGLIARIELLO)

e dal ministro per gli affari regionali e le autonomie
(DELRIO)

Abolizione delle province

Presentato il 20 agosto 2013

e sulle

PROPOSTE DI LEGGE COSTITUZIONALE

n. 1660, d'iniziativa dei deputati

BONAFEDE, VILLAROSA

Modifica all'articolo 66 della Costituzione, in materia di decadenza dal mandato parlamentare

Presentata il 4 ottobre 2013

n. 1706, d'iniziativa del deputato PIERDOMENICO MARTINO

Modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato della Repubblica

Presentata il 16 ottobre 2013
 

Pag. 12

n. 1748, d'iniziativa del deputato BRAMBILLA

Modifiche agli articoli 9 e 117 della Costituzione, in materia di tutela degli animali, degli ecosistemi e dell'ambiente

Presentata il 29 ottobre 2013

n. 1925, d'iniziativa dei deputati

GIANCARLO GIORGETTI, ALLASIA, BORGHESI, BOSSI, MATTEO BRAGANTINI, BUONANNO, BUSIN, CAON, CAPARINI, FEDRIGA, GRIMOLDI, GUIDESI, INVERNIZZI, MARCOLIN, MOLTENI, GIANLUCA PINI, PRATAVIERA, RONDINI

Modifiche alla parte seconda della Costituzione in materia di forma di governo, di composizione e funzionamento degli organi costituzionali dello Stato e di razionalizzazione del procedimento legislativo

Presentata il 7 gennaio 2014

n. 1953, d'iniziativa dei deputati

CIRIELLI, GIORGIA MELONI

Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, in materia di soppressione delle regioni e delle province e di costituzione di trentasei nuove regioni

Presentata il 15 gennaio 2014

n. 2051, d'iniziativa del deputato VALIANTE

Modifiche agli articoli 55, 57, 58 e 69 della Costituzione, concernenti le funzioni della Camera dei deputati e l'istituzione del Senato delle autonomie

Presentata il 5 febbraio 2014
 

Pag. 13

n. 2147, d'iniziativa dei deputati

QUARANTA, NARDI, ZAN, LAVAGNO, PIAZZONI, MELILLA, MIGLIORE

Introduzione dell'articolo 34-bis, in materia di trasporto pubblico, e modifiche all'articolo 117 della Costituzione concernenti l'attribuzione allo Stato della competenza legislativa in materia di disciplina del trasporto pubblico e di grandi infrastrutture di trasporto

Presentata il 27 febbraio 2014

n. 2221, d'iniziativa dei deputati

LACQUANITI, MIGLIORE, BRAMBILLA, COSTANTINO, GULLO, KRONBICHLER, LAVAGNO, NARDI, PINNA, RICCIATTI

Modifica all'articolo 117 della Costituzione. Introduzione del turismo nell'elenco delle materie attribuite alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle regioni

Presentata il 25 marzo 2014

n. 2227, d'iniziativa dei deputati

CIVATI, MATTIELLO, ROCCHI, TENTORI, GANDOLFI, PASTORINO, GIUSEPPE GUERINI

Modifiche alla parte seconda della Costituzione in materia di semplificazione dell'organizzazione e del funzionamento delle Camere, elezione e funzioni del Senato, soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, delle province e delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia delle regioni, nonché rideterminazione delle competenze legislative statali e regionali

Presentata il 25 marzo 2014
 

Pag. 14

n. 2293, d'iniziativa del deputato BOSSI

Modifiche agli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione, concernenti il rapporto tra l'ordinamento italiano e l'ordinamento dell'Unione europea

Presentata il 9 aprile 2014

n. 2329, d'iniziativa dei deputati

LAURICELLA, SIMONI

Modifiche alla parte II della Costituzione in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, elezione e funzioni del Presidente della Repubblica, soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, incompatibilità dei membri del Parlamento, scioglimento dei consigli regionali nonché composizione e funzioni della Corte costituzionale

Presentata il 29 aprile 2014

n. 2338, d'iniziativa dei deputati

DADONE, COZZOLINO, NUTI, TONINELLI, AGOSTINELLI, ALBERTI, ARTINI, MASSIMILIANO BERNINI, NICOLA BIANCHI, CARIELLO, CECCONI, CHIMIENTI, CIPRINI, COLLETTI, CORDA, CRIPPA, DA VILLA, DAGA, DALL'OSSO, D'AMBROSIO, DIENI, D'INCÀ, D'UVA, FERRARESI, FRACCARO, GAGNARLI, CRISTIAN IANNUZZI, L'ABBATE, LOMBARDI, MARZANA, MICILLO, NESCI, PARENTELA, RIZZO, PAOLO NICOLÒ ROMANO, SARTI, SEGONI, SPESSOTTO, VACCA, SIMONE VALENTE, VILLAROSA, ZOLEZZI

Modifiche agli articoli 66 e 134 della Costituzione in materia di verifica dei titoli di ammissione e delle cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento

Presentata il 30 aprile 2014
 

Pag. 15

n. 2378, d'iniziativa dei deputati

GIORGIS, D'ATTORRE, FIANO, RICHETTI, ROBERTA AGOSTINI, GASPARINI, BERSANI, BINDI, CUPERLO, FABBRI, FAMIGLIETTI, GULLO, LATTUCA, LAURICELLA, NACCARATO, PICCIONE, POLLASTRINI, ROSATO, FRANCESCO SANNA, MARCO DI MAIO
Modifica all'articolo 134 della Costituzione e introduzione dell'articolo 1-bis della legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, in materia di sindacato preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali

Presentata il 14 maggio 2014

n. 2402, d'iniziativa dei deputati

LA RUSSA, GIORGIA MELONI, CIRIELLI, CORSARO, RAMPELLI, MAIETTA, NASTRI, TAGLIALATELA, TOTARO

Modifiche agli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione, concernenti il rapporto tra l'ordinamento italiano e l'ordinamento dell'Unione europea

Presentata il 22 maggio 2014

n. 2423, d'iniziativa dei deputati

RUBINATO, DE MENECH, MORETTO, ROTTA

Modifiche agli articoli 116, 119 e 121 della Costituzione, concernenti l'autonomia delle regioni e degli enti locali

Presentata il 29 maggio 2014

n. 2441, d'iniziativa del

CONSIGLIO REGIONALE DELL'EMILIA-ROMAGNA

Modifica all'articolo 48 della Costituzione in materia di attribuzione del diritto di elettorato attivo nelle elezioni regionali e degli enti locali ai cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età

Presentata il 9 giugno 2014
 

Pag. 16

n. 2458, d'iniziativa dei deputati

MATTEO BRAGANTINI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, BUSIN, CAON, CAPARINI, FEDRIGA, GIANCARLO GIORGETTI, GRIMOLDI, GUIDESI, INVERNIZZI, MARCOLIN, MOLTENI, GIANLUCA PINI, PRATAVIERA, RONDINI, SIMONETTI

Modifiche agli articoli 68 e 87 della Costituzione, concernenti l'attribuzione del potere di autorizzazione alla limitazione dell'immunità dei membri del Parlamento al Presidente della Repubblica

Presentata il 17 giugno 2014

n. 2462, d'iniziativa del deputato CIVATI

Modifiche agli articoli 50, 71, 75, 134 e 138 della Costituzione, in materia di diritto di petizione, di iniziativa legislativa popolare e di disciplina dei referendum, per la promozione della partecipazione politica dei cittadini

Presentata il 18 giugno 2014

n. 2499, d'iniziativa dei deputati

FRANCESCO SANNA, ROBERTA AGOSTINI, GIORGIS, NICOLETTI, NACCARATO, MARCO MELONI, GASPARINI, DAL MORO, BORGHI, DELL'ARINGA, FABBRI, LATTUCA, PICCIONE, D'ATTORRE, GIUSEPPE GUERINI, VACCARO, BARGERO, CAPODICASA, CAPONE, CARLONI, CIMBRO, GAROFANI, MARZANO, MURA, PES, ROSSI, GIOVANNA SANNA, SBROLLINI, SCANU, SGAMBATO

Modifica all'articolo 83 della Costituzione, concernente la partecipazione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia all'elezione del Presidente della Repubblica

Presentata il 30 giugno 2014
 

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Onorevoli Colleghi! Il testo approvato dalla maggioranza in Commissione non può ritenersi in alcun modo soddisfacente. Nulla, infatti, questa riforma ha a che fare con il cambiamento del sistema Paese.
      Questa riforma è necessaria soltanto ad ingannare i cittadini.
      Una riforma seria si poteva fare: ridurre i costi della politica, anche attraverso la riduzione del numero dei parlamentari; snellire le procedure di approvazione delle leggi con il superamento del bicameralismo perfetto; restituire sovranità nazionale al Paese arginando l'influenza estera nelle decisioni interne; potenziare gli strumenti di democrazia partecipata anche introducendo il referendum propositivo ed estendendo il volere popolare sulle decisioni prese a livello internazionale.
      Sono passati quasi venti anni da quando si iniziò ad avvertire l'esigenza di rinnovare e riformare il sistema paese attraverso le necessarie modifiche costituzionali. Una esigenza largamente condivisa che trovava la sua forza ispiratrice dal basso. La società aveva iniziato a prendere consapevolezza che il nuovo assetto mondiale ed europeo presupponesse modifiche strutturali capaci di ridisegnare l'organizzazione dello Stato in modo più dinamico e funzionale. Questa necessità di cambiamento ha però, nei fatti, incontrato ostacoli insormontabili e si è dovuta scontrare con le posizioni ortodosse di chi sosteneva la teoria dell'intangibilità della Costituzione.
      Le posizioni ideologiche, conservatrici e di retroguardia hanno prodotto negli anni uno spaventoso immobilismo che ha infettato pian piano tutte le strutture. Questo morbo diffuso ha indebolito il nostro Paese sottoponendolo al rischio di una irreversibile malattia.
      L'ipocrisia di questi atteggiamenti non ha permesso in tutti questi anni di addivenire ad una modifica sostanziale dell'assetto organizzativo di questo Stato, capace di incidere profondamente sul sistema costituzionale, ridisegnandolo fin dalle sue fondamenta e rendendolo finalmente capace di affrontare i cambiamenti della società in modo tale da presentare, da protagonista, il nostro Paese nel nuovo contesto internazionale ed europeo.
      Nella storia di un Paese, qualora non si sia capaci con lungimiranza di compiere nei tempi giusti le necessarie riforme, intervengono degli eventi drammatici, dei fattori scatenanti, che sconvolgono gli assetti e che se non governati possono causare stravolgimenti tali che per la loro portata rischiano di non essere indolore.
      Quello che in tutti questi anni doveva essere fatto e non è stato fatto è oggi improcrastinabile.
      Non è il Governo, non siamo noi parlamentari a condurre questa fase di riforme, è il popolo che le vuole le ha chieste con forza come ultimo appello alla politica. O la politica sarà capace di cambiare e rinnovarsi o non ci sarà data una seconda possibilità.
      La riforma del titolo V era stata confezionata esclusivamente per tentare di fermare l'energia prorompente della Lega Nord che, sempre più, si radicava quale forza di impatto per far emergere la questione settentrionale;
      Ma i giochi di palazzo sono stati orchestrati ad arte per rallentare quelle riforme che andavano direttamente ad incidere sugli interessi degli stessi parlamentari (basti pensare alla riduzione del numero dei parlamentari, ai tagli dei costi della politica, al superamento del bicameralismo perfetto).
      Cosa dire poi delle campagne ideologiche che sono state sostenute da alcune
 

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forze politiche per arrestare quelle riforme come la cosiddetta «devolution».
      Una riforma che anticipava i tempi e i dibattiti di questi anni, che prevedeva l'istituzione del Senato federale, la riduzione del numero dei parlamentari, modifiche al procedimento di formazione delle leggi e al sistema di governo prevedendo maggiori poteri al Primo Ministro e interventi sull'ordinamento giurisdizionale. Una riforma che ben dopo quattro passaggi parlamentari, fu definitivamente approvata il 16 novembre 2005. Ma a dimostrazione, che parlare di federalismo è cosa diversa dal volere il federalismo e dall'agire con convinzione e determinazione per cambiare il sistema Paese, questo disegno di riforma, la «Devoluzione», fu respinta con il referendum confermativo del 25 e 26 giugno 2006. E, la campagna per votare «no» fu manovrata ad arte da quelle stesse forze politiche che, a parole, si dichiaravano a favore del federalismo.
      Tutto ciò detto, siamo convinti che sia necessario approvare riforme importanti perché sono i cittadini, le famiglie, gli imprenditori, insomma il Popolo che le vuole e farà di tutto per averle.
      Noi della Lega Nord ci siamo, perché le riforme costituzionali sono nel nostro DNA.
      Noi ci siamo perché proprio grazie a noi in questo Paese è maturata la necessità di un cambiamento essenziale. Un cambiamento per modernizzare la pubblica amministrazione, per adeguarla alle esigenze della società, per valorizzare le autonomie territoriali, per rispondere ai bisogni del mondo imprenditoriale e dei cittadini, per rendere competitivo il Paese, per semplificare gli adempimenti ed adeguare la nostra legislazione a quell'Europa a cui tanto si fa riferimento.
      Tuttavia siamo convinti che il testo che oggi arriva all'esame dell'Aula debba essere modificato, per non perdere l'occasione di riformare veramente il Paese in maniera coerente ed efficace, e non produrre una mera riforma di facciata che ancora una volta ingannerebbe i cittadini. Speriamo sinceramente che tutti coloro che sono coinvolti nella stesura di questa legge di riforma sentano forte la consapevolezza e la responsabilità di una modifica destinata a durare per decenni, e che, in considerazione della gravità dell’iter richiesto, non dovrebbe e non potrebbe essere ulteriormente modificata nei prossimi anni; Una riforma costituzionale deve essere ispirata a obiettivi di appropriatezza, lungimiranza e consapevolezza, con i tempi adeguati a permettere tutto l'approfondimento e la riflessione necessari.
      Se si avesse il coraggio di apportare alcune modifiche a questo testo ci troveremmo dinanzi ad una buona riforma destinata a durare nel tempo. Le linee di intervento sono molto chiare:

          Più federalismo, chiarendo e rafforzando le competenze legislative esclusive delle regioni.

          Maggiore garanzia della sovranità popolare, con l'elezione diretta del Senato federale se sarà configurato come organo politico, o prevedendo un vincolo di mandato nel caso si opti per l'elezione indiretta, l'elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica, l'abbassamento del numero di sottoscrizioni necessarie per referendum e leggi di iniziativa popolare, l'introduzione del referendum deliberativo sul modello svizzero.

          Meno spesa pubblica con la riduzione anche del numero dei deputati.

          Ridimensionamento dell'ingerenza dell'Unione europea ammettendo la possibilità di referendum sui trattati internazionali e comunitari ed escludendo gli enti territoriali dal patto di stabilità europeo.

Più federalismo

      1. la Repubblica federale riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i contenuti ed i metodi della sua legislazione alle esigenze del federalismo, dell'autonomia e del decentramento. Nell'assegnazione e nell'adempimento delle funzioni pubbliche è osservato il principio di sussidiarietà;

 

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      2. il Senato delle Autonomie è la Camera che rappresenta le Regioni e le altre autonomie territoriali. Non possiamo accettare modelli spuri considerata la sua delicata funzione di garanzia: dunque il Senato può essere composto da senatori eletti in via indiretta, ma con vincolo di mandato come accade nel Bundesrat tedesco, sostituendo anche la Conferenza Stato-Regioni, o può essere organo politico eletto con democrazia diretta dai cittadini. Qualunque forma ibrida costituirebbe un tradimento della volontà popolare. Concorre, nei casi e secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi dell'Unione europea. Esercita le funzioni di valutazione dell'attività delle pubbliche amministrazioni, di verifica dell'attuazione delle leggi dello Stato, nonché di controllo e di valutazione delle politiche pubbliche. Esprime pareri vincolanti sulle nomine di competenza del Governo;
      3. l'esercizio della funzione legislativa in materie di competenza esclusiva statale, ad esclusione di quelle in materia di ordine pubblico e sicurezza (salva la polizia amministrativa locale), di quelle in materia di cittadinanza, stato civile e anagrafi, giurisdizione e norme processuali, ordinamento civile e penale, giustizia amministrativa (salva l'organizzazione della giustizia di pace), può essere conferito ad una o più Regioni, anche su richiesta delle stesse, previa intesa con le Regioni interessate, in presenza di una dimensione territoriale ottimale, definita anche da intese fra le Regioni, e purché la Regione assicuri l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. In tali casi la legge disciplina l'esercizio delle funzioni amministrative; il riparto delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni è ridefinito, nel senso di attribuire alla Stato la competenza esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; coordinamento generale della finanza pubblica e del sistema tributario; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione dello Stato e degli enti pubblici nazionali; disciplina generale sul procedimento amministrativo; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; disposizioni generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la sicurezza del lavoro; n) ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica; o) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa; p) legislazione elettorale e norme di principio sull'ordinamento e sulle funzioni degli enti locali; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; programmazione strategica del commercio con l'estero; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; s) tutela dell'ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici; norme di principio sulle attività culturali, sul turismo e sull'ordinamento sportivo; t) ordinamento delle professioni intellettuali e della comunicazione; u) disposizioni generali sull'edilizia; coordinamento nazionale del sistema di protezione civile; v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia;
 

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z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale; spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia e funzione non espressamente riservata alla legislazione esclusiva dello Stato, con particolare riferimento alle seguenti materie: ordinamento della Regione; governo del territorio e urbanistica; pianificazione e dotazione infrastrutturale del territorio regionale e mobilità al suo interno; promozione dello sviluppo economico locale, scientifico e tecnologico nei diversi settori; mercato e politiche del lavoro; turismo; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; attività culturali; organizzazione dei servizi alle imprese; tutela della salute e organizzazione dei servizi sanitari; protezione civile; servizi sociali; organizzazione dei servizi scolastici, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche; diritto allo studio anche universitario; istruzione e formazione professionale; coordinamento della finanza locale e forme associative degli enti locali; coordinamento degli enti di area vasta; sono fissate le procedure con cui, nel rispetto del principio di collaborazione e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, sono determinate le funzioni attribuite allo Stato e quelle attribuite alle Regioni. Spetterà alla legge regionale, con l'assenso del Consiglio delle autonomie locali, individuare le funzioni amministrative da conferire ai Comuni nelle materie di loro competenza legislativa;
      4. revisione delle modalità previste dal testo attuale relativamente alla dichiarazione dello «stato di guerra»: benché sia oggi relegata alla categoria degli eventi improbabili, è un elemento di eccezionale gravità che deve essere normato con attenzione in una Carta costituzionale per sua natura destinata a durare nel tempo. Lo stato di guerra non può essere lasciato ad una deliberazione a maggioranza semplice della sola Camera dei deputati, soprattutto se, come pare sia nelle intenzioni del Governo, potrebbe essere attribuito un premio di maggioranza spropositato al partito di maggioranza relativa che si ritroverebbe a poter prendere da solo una simile posizione; dovrebbe invece annoverarsi tra le decisioni da prendere congiuntamente al Senato o perlomeno con maggioranze aggravate di due terzi dei componenti della Camera;

Sovranità popolare

      5. i senatori sono eletti a suffragio universale contestualmente all'elezione dei Consigli regionali e dei Consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano. Contestualmente in ciascuna regione e provincia autonoma il numero dei consiglieri è ridotto in misura non inferiore ai rispettivi senatori spettanti; come abbiamo detto in precedenza, l'elezione diretta è coerente con la funzione politica del Senato. L'unica alternativa è quella di avere un Senato costituito da rappresentanti delle autonomie ma con vincolo di mandato;
      6. elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica;
      7. abbassamento del numero di sottoscrizioni necessarie per referendum da 800.000 a 500.000 e leggi di iniziativa popolare da 250.000 a 100.000, introduzione del referendum deliberativo sul modello svizzero (introducendo ex articolo 71 della Costituzione su iniziativa di almeno 500.000 elettori la possibilità di presentare alle Camere disegni di legge redatti in articoli, affinché siano esaminati ai sensi del primo comma. Ciascun disegno di legge, qualora le Camere non ne concludano l'esame entro sei mesi ovvero lo respingano è sottoposto a referendum popolare deliberativo);
      8. con lo strumento dei decreti-legge non possono essere istituiti nuovi tributi, né prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti;

Meno spesa pubblica

      9. riduzione del numero dei deputati da 630 a 500;

 

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Ridimensionamento dell'ingerenza dell'Unione europea

      10. possibilità di referendum sui trattati internazionali e comunitari;
      11. enti territoriali non vincolati dal patto di stabilità europeo.

      Queste a nostro avviso le modifiche indispensabili per arrivare ad un testo di riforma di respiro costituente, destinato a durare nel tempo e a mantenersi adeguato ed efficace di fronte ai mutamenti sociali, istituzionali ed economici degli anni a venire.
      Senza tali modifiche, avremo di fronte il risultato misero e involutivo di un nuovo assetto costituzionale Presidenzialista ma soprattutto neo-centralista, perché non adeguatamente declinato in un federalismo compiuto.

Matteo BRAGANTINI,
Relatore di minoranza.


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