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PDL 1374

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1374



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati
TIDEI, PORTA

Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, adottata a New York il 20 dicembre 2006

Presentata il 18 luglio 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Il 23 dicembre 2010 è entrata in vigore la Convenzione delle Nazioni Unite per la protezione dalle sparizioni forzate, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2006. La Convenzione è stata aperta alla firma il 6 Febbraio 2007 a Parigi e ha raccolto finora 92 sottoscrizioni, tra cui quella dell'Italia, che ha aderito già dal 3 luglio 2007, mentre 39 Paesi l'hanno già ratificata, tra cui, in Europa, la Spagna, la Francia, la Germania, l'Olanda e l'Austria.
      La presente Convenzione è il frutto di decenni di sforzi delle Nazioni Unite contro la sparizione forzata. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione circa i numerosi casi ricorrenti di sparizione forzata per la prima volta già nel 1978. Al gruppo di lavoro competente delle Nazioni Unite, attivo nel settore dal 1980, sono stati sottoposti oltre 52.000 casi occorsi in 90 diversi Paesi. Fino ad oggi più di 42.000 casi non sono stati chiariti. Nel 1992, si è avvertita con particolare forza la necessità e l'urgenza di definire uno strumento di diritto internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata e, dopo annosi negoziati, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una prima dichiarazione che ha rappresentato il punto di partenza per l'elaborazione della presente Convenzione che rispetto alla precedente dichiarazione, ha natura vincolante.
      Il progetto della nuova Convenzione è stato avviato nel 2001 e l'adozione del testo ha rappresentato una «tappa decisiva per proteggere tutte le potenziali vittime da questo crimine» ha detto la presidentessa
 

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della Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH), Souhayr Belhassen, ricordando che il fenomeno delle sparizioni forzate è universale, «colpisce tutti i continenti, non soltanto le vittime dirette ma anche le loro famiglie, gli amici e l'intera società». La pratica, inizialmente diffusa durante il periodo delle dittature militari in America del Sud – come in Argentina con almeno 30.000 scomparsi tra il 1976 e il 1983 – si è poi estesa all'intero globo.
      Ratificando la Convenzione, ciascuno Stato parte si impegna ad adottare tutte le misure, legislative e no, necessarie per contrastare il fenomeno delle sparizioni forzate e per garantire alle vittime il diritto alla giustizia e alla riparazione.
      In particolare, l'obiettivo della Convenzione, così come enunciato all'articolo 1, sancisce il divieto assoluto della sparizione forzata che non può essere giustificata da «nessuna circostanza, di alcun tipo, si tratti di stato di guerra o minaccia di guerra, instabilità politica interna o qualunque altra emergenza pubblica».
      L'articolo 2 definisce la «sparizione forzata» come l'arresto, la detenzione, il sequestro o qualunque altra forma di privazione della libertà da parte di agenti dello Stato o di persone o gruppi di persone che agiscono con l'autorizzazione, il sostegno o l'acquiescenza dello Stato. L'articolo 3 si riferisce ai casi di sparizione forzata provocata da agenti non statali e senza la partecipazione dello Stato stabilendo che gli Stati parte devono adottare misure per punire gli autori di tali atti. L'articolo 4 prevede che, ratificando la Convenzione, ciascuno Stato parte si impegna ad adottare tutte le misure legislative per introdurre nel proprio codice penale la fattispecie di reato della sparizione forzata considerato dal diritto internazionale (articolo 5) come un crimine contro l'umanità, e a prevedere (articolo 7) una pena adeguata che tenga conto della gravità del reato. Ai fini del computo della pena, la convenzione prevede circostanze aggravanti – in caso di morte della persona spartita o di commissione del reato in danno di soggetti più deboli – e circostanze attenuanti, qualora il reo abbia contribuito alla ricomparsa della persona. L'articolo 8 obbliga gli Stati parte ad assicurare l'esistenza di termini di prescrizione adeguati al reato e al diritto a un rimedio effettivo prima della scadenza del termine di prescrizione. L'articolo 9 detta i princìpi per stabilire la competenza giurisdizionale di ogni Stato parte. Gli articoli 10 e 11 attengono alle misure per assicurare la presenza in giudizio del presunto autore in vista del perseguimento penale o dell'estradizione, fatte salve per l'imputato tutte le tutele processuali e consolari, mentre l'articolo 12 riguarda il diritto di denuncia e l'obbligo degli Stati di svolgere indagini corrispondenti, anche in presenza di una denuncia non formale, nonché il dovere di proteggere, ove necessario, la persona che denuncia, i testimoni, i parenti dello scomparso, i loro legali e chi partecipa all'indagine, da maltrattamenti o intimidazioni. L'articolo 13 chiede, ai fini dell'estradizione, la «depoliticizzazione» del reato di sparizione forzata. Di conseguenza, il reato di sparizione forzata non potrà essere considerato come reato politico nell'ambito di trattati sull'estradizione tra Stati parte e l'estradizione degli autori del reato non potrà essere respinta per ragioni politiche. Inoltre il comma 7 contiene una tipica clausola di non discriminazione: se vi sono motivi di credere che la domanda di estradizione sia stata avanzata principalmente allo scopo di perseguire una persona a causa del sesso, della razza, della religione, della nazionalità, dell'origine etnica, delle opinioni politiche o della sua appartenenza a un particolare gruppo sociale, lo Stato richiesto può rifiutare la cooperazione. Gli articoli 14 e 15 della convenzione riguardano la cooperazione internazionale in materia di assistenza giudiziaria sia in materia penale che nell'ambito dell'assistenza alle vittime di sparizione forzata. L'articolo 16 della convenzione prevede espressamente che nessuna persona può essere espulsa, respinta, consegnata o estradata verso uno Stato in cui vi è il pericolo di sparizione forzata. L'articolo 17 sancisce un divieto assoluto di detenzioni segrete. Il comma 2
 

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illustra le condizioni in cui è consentita la privazione della libertà: l'espressa previsione di legge, le garanzie procedurali, i diritti di ricorso dei congiunti, l'obbligo di tenere registri e verbali sulle persone private della libertà. L'articolo 21 stabilisce inoltre che anche il rilascio di persone private della libertà deve fondarsi su modalità disciplinate che proteggano, tra l'altro, l'incolumità fisica di tali persone e l'articolo 22 prevede sanzioni per ritardo o intralcio delle procedure. Gli articoli 18, 19 e 20 regolano l'accesso a informazioni sulla privazione della libertà, prevedendo che gli Stati parte forniscano a tutte le persone che hanno un interesse legittimo informazioni ben definite sulle circostanze della privazione della libertà. L'articolo 20 prevede tuttavia la possibilità di negare informazioni a severe condizioni, in particolare per tutelare la sfera privata o la sicurezza della persona detenuta oppure per la presenza di un'indagine penale in corso. L'articolo 24 si occupa della protezione delle vittime di sparizione forzata. Vittima è definita non solo la persona sparita, ma anche qualsiasi altra persona fisica che abbia subìto un pregiudizio quale diretta conseguenza della sparizione forzata. Gli Stati parte sono obbligati ad adottare misure affinché ogni vittima apprenda la verità sulle circostanze della sparizione forzata e il comma 4 prevede che lo Stato parte deve assicurare alle vittime il diritto a una riparazione e un indennizzo rapido, equo e adeguato, specificando, al comma 5, che la riparazione comprende la restituzione, la riabilitazione, la soddisfazione e la garanzia di non ripetizione. Il comma 6 dell'articolo 24 obbliga gli Stati ad adottare misure per definire lo status giuridico delle persone desaparecidos. L'articolo 25 garantisce ai bambini una speciale protezione nel contesto della sparizione forzata sancendo in tutti i casi che li riguardano l'interesse del bambino come condizione prioritaria. Gli Stati parte devono condannare l'allontanamento illegale di bambini, la falsificazione o la distruzione di documenti attestanti la vera identità dei bambini e prevedere procedure di revisione delle adozioni per annullare l'adozione di bambini vittime di sparizione forzata.
      La parte II della Convenzione prevede l'istituzione, in seno alle Nazioni Unite, di un Comitato sulle sparizioni forzate formato da dieci esperti indipendenti e di riconosciuta competenza, eletti tenendo conto della distribuzione geografica degli Stati parte. Il Comitato è obbligato, in base all'articolo 28 della convenzione, a cooperare con tutti gli organi pertinenti, gli uffici, le agenzie specializzate e i fondi delle Nazioni Unite. Gli Stati parte devono sottoporre, due anni dopo l'entrata in vigore della convenzione, un rapporto sulle misure di attuazione adottate (articolo 29). Il Comitato è autorizzato a esaminare il rapporto e, se del caso, formulare raccomandazioni. Gli articoli da 30 a 34 disciplinano le procedure davanti al Comitato. L'articolo 30 consente a ogni individuo che abbia un interesse legittimo, in casi urgenti, di avviare una procedura di ricerca presso il Comitato. L'articolo 34 prevede infine che il Comitato possa informare l'Assemblea generale circa la situazione di Stati parte in cui la sparizione forzata è praticata in modo sistematico.
      Infine la parte III (articoli da 37 a 45) contiene disposizioni finali. In caso di controversie in merito all'applicazione o all'interpretazione della convenzione decide un tribunale arbitrale o, se le parti non si accordano sulla sua composizione, la Corte internazionale di giustizia dell'Aja (articolo 42). Se uno Stato parte viola la Convenzione, esso può essere chiamato da un altro Stato parte a rispondere ai sensi del diritto internazionale. L'articolo 43 fa salve le disposizioni del diritto internazionale umanitario, comprese le Convenzioni di Ginevra e i due Protocolli addizionali. L'articolo 44 disciplina la possibilità di ogni Stato parte di emendare il testo della Convenzione sottoponendo gli emendamenti al Segretario generale a tutti gli Stati parte per accettazione.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

      1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, adottata a New York il 20 dicembre 2006.

Art. 2.
(Ordine di esecuzione).

      1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 39 della Convenzione stessa.

Art. 3.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


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