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PDL 224-387-727-946-1014-1045-1336-A-bis

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 224-387-727-946-1014-1045-1336-A-bis



 

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PROPOSTE DI LEGGE

n. 224, d'iniziativa dei deputati

FEDRIGA, CAPARINI

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al trattamento pensionistico

Presentata il 15 marzo 2013

n. 387, d'iniziativa dei deputati

MURER, GNECCHI, MARANTELLI, VELO, MAGORNO, MOSCATT, MARTELLA, D'INCECCO, MOGNATO, TULLO, MIOTTO

Delega al Governo per l'estensione dell'applicazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, anche ai settori del pubblico impiego e del lavoro autonomo

Presentata il 21 marzo 2013
 

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n. 727, d'iniziativa dei deputati

DAMIANO, GNECCHI, BELLANOVA, ALBANELLA, FABBRI, CINZIA MARIA FONTANA, GIACOBBE, MAESTRI, MICCOLI, ZAPPULLA

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernenti i requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico

Presentata l'11 aprile 2013

n. 946, d'iniziativa del deputato POLVERINI

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico, nonché altre disposizioni concernenti il pensionamento flessibile e delega al Governo per la diffusione della cultura previdenziale nelle scuole

Presentata il 14 maggio 2013

n. 1014, d'iniziativa dei deputati

FEDRIGA, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, CAON, CAPARINI, GRIMOLDI, MARCOLIN, RONDINI

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico

Presentata il 21 maggio 2013
 

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n. 1045, d'iniziativa dei deputati

DI SALVO, AIRAUDO, PLACIDO, META, NICCHI

Modifica all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e altre disposizioni concernenti i requisiti per l'accesso al pensionamento da parte del personale ferroviario viaggiante, di macchina e di manovra

Presentata il 23 maggio 2013

n. 1336, d'iniziativa dei deputati

AIRAUDO, DI SALVO, PLACIDO

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernenti i requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico

Presentata il 9 luglio 2013

(Relatore di minoranza: FEDRIGA)
 

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Onorevoli Colleghi! Riteniamo la relazione di maggioranza della Commissione Lavoro pubblico e privato non esauriente, perché non risolve in maniera strutturale la problematica degli esodati e delude le aspettative dei diretti interessati che, in attesa dal 2011, avevano intravisto uno spiraglio di soluzione della loro drammatica vicenda nel testo unificato approvato dalla Commissione lo scorso 20 marzo.
      Dopo un anno di attese e rinvii per colpa del Governo, si era giunti all'elaborazione di un testo che garantiva le categorie di lavoratori finora esclusi dalle misure di salvaguardia, come ad esempio i lavoratori collocati in mobilità in caso di fallimento dell'impresa che maturino i requisiti entro trentasei mesi dalla fine del periodo di mobilità, il personale ferroviario e marittimo, i cosiddetti «quindicenni», già rientranti nelle deroghe di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a), del decreto legislativo n. 503 del 1992. Lo stesso testo, peraltro, ai fini della individuazione della platea dei beneficiari, faceva riferimento ai lavoratori i cui requisiti anagrafici e contributivi, in base alla disciplina pensionistica previgente all'articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011, avrebbero comportato non già la decorrenza del trattamento medesimo, bensì la maturazione del diritto al trattamento pensionistico.
      Il Governo, invece, con un colpo di mano stravolge l'impianto del provvedimento, proponendo una versione ancora meno efficace di quella elaborata dalla Commissione, già giudicata dal nostro Gruppo al ribasso rispetto alle premesse iniziali.
      La proposta di legge originaria a firma della Lega Nord ed Autonomie si prefiggeva di porre rimedio ad una parte dei danni provocati dal decreto-legge n. 201 del 2011, estendendo il regime delle salvaguardie a tutti i lavoratori colpiti ingiustamente dalla nuova normativa attraverso la rimozione di quei paletti e quelle storture normative che, nel prevedere decorrenze temporali limitate, escludono talune categorie di lavoratori e creano di fatto categorie di serie A e di serie B tra soggetti parimenti colpiti.
      Non dobbiamo dimenticare che la questione esodati trae origine dalla scellerata riforma delle pensioni Fornero che con una modifica al rialzo tout court dell'età anagrafica per accedere alla pensione ha lasciato privi di copertura reddituale una incalcolabile platea di lavoratori già usciti dal processo produttivo a seguito di accordi individuali o collettivi. Trattasi di lavoratori che, in vista del raggiungimento del diritto a pensione, avevano modificato le proprie aspettative professionale e di vita, anche attraverso la stipula di accordi con il proprio datore di lavoro e che in conseguenza di un cambio repentino delle regole di accesso alla pensione si sono ritrovate di colpo in uno stato di nullatenenti.
      Riteniamo, pertanto, che tali lavoratori meriterebbero ben altre misure di quelle proposte dal Governo e dalla maggioranza, proposte che tra l'altro tradiscono le soluzioni strutturali e definitive annunciate dallo stesso rappresentante del Governo, nella persona del sottosegretario Bobba, durante le sedute di Commissione. Invece, il testo della maggioranza risultante dall'emendamento del Governo si traduce in una sorta di sesta salvaguardia, che si limita a prolungare di dodici mesi le tutele già previste a legislazione vigente, rivedendo la platea dei beneficiari solo con l'estensione delle salvaguardie esistenti anche ai lavoratori a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1o gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011 e non rioccupati a
 

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tempo indeterminato, anzi in alcuni casi addirittura restringendo la platea stessa.
      Altrettanto grave è, a nostro parere, la decisione del Governo di utilizzare per la copertura degli oneri le risorse destinate al finanziamento degli ammortizzatori in deroga, specie quando lo stesso Ministro del lavoro in questi giorni lancia l'allarme risorse per la cassa integrazione e dichiara che manca un miliardo per rifinanziare quella in deroga. In proposito avevamo predisposto un emendamento teso a reperire le necessarie risorse attraverso misure di spending review, in linea con quanto compiuto dallo stesso Governo con l'articolo 1, comma 6, lettera a), del decreto-legge n. 90 del 2014, di riforma della pubblica amministrazione. L'emendamento è stato respinto senza alcuna motivazione soddisfacente da parte del rappresentante del Governo.
      In sintesi critichiamo l'operato del Governo e della maggioranza parlamentare che, ancora una volta, sembra compiere il gioco delle tre carte: attua un sesto intervento di salvaguardia che interesserà 32.100 soggetti, a fronte di una riduzione delle platee della seconda e quarta salvaguardia di 24.000 soggetti. Tuttavia, comprendendo l'importanza che il provvedimento riveste, ne auspichiamo un miglioramento con l'approvazione dei nostri emendamenti e per questo motivo non abbiamo ritenuto necessario presentare un testo alternativo.

Massimiliano FEDRIGA,
Relatore di minoranza


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