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PDL 2307

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2307



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

VALERIA VALENTE, ROBERTA AGOSTINI, AMENDOLA, ARGENTIN, BERRETTA, BRUNO BOSSIO, CAPONE, CHAOUKI, COCCIA, EPIFANI, FAMIGLIETTI, FEDI, GARAVINI, GRASSI, IACONO, IMPEGNO, LA MARCA, MAGORNO, MANFREDI, MARCHI, MATTIELLO, MOSCATT, PAOLUCCI, PIRAS, PETITTI, GIORGIO PICCOLO, SALVATORE PICCOLO, RAMPI, ROSTAN, STUMPO, TARTAGLIONE, VACCARO, VALIANTE, VENITTELLI, ZARDINI

Modifica all'articolo 2-quinquies del decreto-legge 2 ottobre 2008, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 2008, n. 186, in materia di benefìci per i superstiti delle vittime della criminalità organizzata

Presentata il 16 aprile 2014


      

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Onorevoli Colleghi! La disciplina prevista dall'articolo 21 della legge n. 94 del 2009, che ha modificato la lettera a) del comma 1 dell'articolo 2-quinquies del decreto-legge n. 151 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 186 del 2008, ha dettato i requisiti per la concessione dei benefìci di legge ai superstiti delle vittime della criminalità organizzata, prescrivendo che tali benefìci possano essere concessi solo se i superstiti non risultino in rapporti di coniugio, di convivenza, di parentela o affinità, entro il quarto grado, con soggetti nei cui confronti siano state applicate misure di prevenzione o che risultino indagati per uno dei delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale.
      La parentela è il vincolo di sangue che unisce persone discendenti l'una dall'altra o discendenti da uno stipite comune. I parenti in linea retta discendono uno
 

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dall'altro (padre e figlio, nonno e nipote), i parenti in linea collaterale hanno uno stipite in comune ma non discendono uno dall'altro (fratelli, cugini, zio e nipote e altri).
      Diverso è il calcolo del grado di parentela a seconda che si tratti di parentela in linea retta o collaterale. Per i parenti in linea retta, i gradi parentali si computano risalendo da un parente all'altro e contando tutti i parenti intermedi, escluso l'ascendente nei cui confronti si vuole stabilire il grado di parentela. Per i parenti in linea collaterale, il grado di parentela si determina risalendo da un parente al primo stipite comune, scendendo a un altro parente e contando il numero di parenti intermedi, comprese le due persone fra le quali si vuole determinare la parentela, ma escluso lo stipite comune (i fratelli, ad esempio, sono parenti in secondo grado).
      I parenti entro il quarto grado si individuano negli ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle, zii e cugini primi. I gradi di parentela, ai sensi dell'articolo 76 del codice civile, corrispondono ai passaggi di generazione e si computano in via sia diretta che collaterale. Ne nostro ordinamento non è riconosciuto il vincolo parentale oltre il sesto grado, ai sensi dell'articolo 77 del medesimo codice civile.
      Questi, dunque, secondo il nostro ordinamento, sono i gradi parentali: primo grado: padre, figlio; secondo grado: fratelli, nonni, nipoti (abiatici, cioè figli dei figli); terzo grado: bisnonni, pronipoti (figli di un nipote in linea retta, cioè figlio del figlio del figlio), nipoti in linea collaterale (cioè figli di un fratello o di una sorella), zii (cioè fratelli e sorelle dei genitori); quarto grado: primi cugini (cioè figli di un fratello o di una sorella dei genitori), prozii (cioè zii dei genitori, fratelli di uno dei nonni) pronipoti in linea collaterale (figli dei figli dei fratelli).
      L'affinità è, invece, il vincolo – senza rapporto di consanguineità – che intercorre fra una persona e i parenti del suo coniuge, anche se morto. Nella linea e nel grado in cui taluno è parente di uno dei coniugi egli è affine dell'altro coniuge. Sono affini entro il secondo grado: il coniuge, i suoceri, i generi, le nuore, i cognati. La differenza è che non c’è rapporto di consanguineità. L'affinità dei parenti del coniuge può terminare solamente in caso di divorzio o di annullamento del matrimonio, mentre nel caso di morte del coniuge l'affinità acquisita rimane tale.
      L'indicazione del quarto grado di parentela o affinità, con riferimento al quale è oggi necessario l'accertamento ai fini dell'ottenimento dei citati benefìci per i superstiti delle vittime della criminalità organizzata, ha pertanto determinato – com’è facilmente comprensibile ripercorrendo le notazioni che precedono sui rapporti parentali e di affinità – un tale aggravamento di lavoro per le prefetture – uffici territoriali del Governo e per le questure deputati ai controlli, da rendere, di fatto difficilmente erogabili gli stessi benefìci o, comunque, da allungare i relativi tempi istruttori oltre ogni limite di ragionevolezza. Ciò, soprattutto, considerate le gravi carenze strutturali delle strutture, nelle ipotesi, tutt'altro che infrequenti, di famiglie numerose che presentano la richiesta.
      Appare, pertanto, necessario prevedere accertamenti istruttori che rispondano e contemperino tra loro, da un lato, il pubblico interesse all'erogazione dei benefìci previsti dalla legge in favore dei superstiti delle vittime della criminalità organizzata e, dall'altro, il pubblico interesse a che tali benefìci non siano in nessun caso concessi a coloro che intrattengano relazioni con soggetti nei cui confronti siano state applicate misure di prevenzione o che risultino indagati per uno dei delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale e questo si garantisce contenendo, ragionevolmente, le verifiche istruttorie entro il secondo grado parentale.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. All'articolo 2-quinquies, comma 1, lettera a) del decreto-legge 2 ottobre 2008, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 2008, n. 186, e successive modificazioni, le parole: «entro il quarto grado» sono sostituite dalle seguenti: «entro il secondo grado».


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