Frontespizio Relazione Relazione Tecnica Analisi tecnico-normativa Progetto di Legge Allegato 1

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PDL 2090

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2090



 

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DISEGNO DI LEGGE

presentato dal ministro degli affari esteri
(BONINO)

di concerto con il ministro dell'interno
(ALFANO)

con il ministro della giustizia
(CANCELLIERI)

e con il ministro dell'economia e delle finanze
(SACCOMANNI)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e le Isole Cayman sullo scambio di informazioni in materia fiscale, fatto a Londra il 3 dicembre 2012

Presentato il 12 febbraio 2014


      

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Onorevoli Deputati! L'Accordo firmato il 3 dicembre 2012 (già parafato il 22 giugno 2009 dalle autorità fiscali italiane e di Cayman) è basato sostanzialmente sul Modello del Tax Information Exchange Agreement (TIEA) predisposto in sede OCSE, nell'ambito dei lavori sulla trasparenza fiscale.
      L'intesa raggiunta è in linea con gli orientamenti condivisi dall'Italia nelle diverse sedi internazionali (G20; OCSE – Global Forum on Taxation e Unione europea) in tema di potenziamento degli strumenti di contrasto del fenomeno della evasione fiscale.
      A tal fine, l'Accordo prevede una serie di disposizioni atte a favorire la cooperazione tra le amministrazioni fiscali delle Parti con uno scambio di informazioni in materia fiscale che garantisca un adeguato livello di trasparenza.
      Da parte italiana, la conclusione dell'Accordo in questione è conforme alla
 

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prossima evoluzione normativa, in quanto esso può costituire una delle basi per poter inserire la Parte estera contraente nella white list dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni, da emanare ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), che all'articolo 1, comma 83, ha previsto una riformulazione delle disposizioni antielusive italiane.
      Si delinea di seguito il contenuto dell'Accordo.
      Ai sensi dell'articolo 1, le informazioni oggetto dello scambio sono quelle rilevanti per la determinazione, l'accertamento, l'applicazione e la riscossione delle imposte indicate al successivo articolo 3 che per l'Italia sono: l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF); l'imposta sul reddito delle società (IRES); l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'IVA, l'imposta sulle successioni, l'imposta sulle donazioni e le imposte sostitutive.
      All'articolo 2 è precisato che l'obbligo di fornire informazioni non sussiste qualora dette informazioni non siano detenute dalle autorità domestiche o siano in possesso o sotto il controllo di persone che non si trovino entro la giurisdizione territoriale della Parte interpellata.
      Di seguito, nell'articolo 4, vengono fornite le definizioni, a fini interpretativi, di alcuni termini utilizzati nel TIEA.
      Articolo centrale dell'Accordo è l'articolo 5, redatto secondo il modello TIEA elaborato dall'OCSE, nel quale sono stabilite le modalità con cui le informazioni sono richieste da una delle due Parti e fornite dall'altra. Si evidenzia, in particolare, il paragrafo 4 di detto articolo che prevede, tra l'altro, il superamento del segreto bancario, conformemente all'obiettivo prioritario della lotta all'evasione, nonché agli standard dell'OCSE in materia.
      Nell'articolo 6 viene regolamentata la facoltà di una Parte contraente di consentire che rappresentanti dell'autorità competente dell'altra Parte contraente possano effettuare attività di verifica fiscale nel proprio territorio.
      Le disposizioni dell'articolo 7 indicano i casi in cui è ammesso il rifiuto di una richiesta di informazioni, ad esempio ove la divulgazione delle informazioni sia contraria all'ordine pubblico o possa consistere nella rivelazione di segreti commerciali, industriali o professionali.
      Garanzie di riservatezza sono, inoltre, previste all'articolo 8.
      L'articolo 9 stabilisce un criterio generale per la ripartizione dei costi sostenuti dai Paesi contraenti per fornire l'assistenza necessaria ad attuare lo scambio di informazioni previsto dalle norme pattizie.
      Le parti contraenti si impegnano, all'articolo 10, ad adottare la legislazione necessaria per ottemperare e dare applicazione ai termini dell'Accordo.
      Qualora sorgano tra le Parti controversie riguardanti l'applicazione o l'interpretazione delle disposizioni contenute nell'Accordo, l'articolo 11 prevede la possibilità di avviare una procedura amichevole al fine della loro risoluzione.
      All'articolo 12 sono stabilite le modalità di entrata in vigore dell'Accordo, che dispiegherà i suoi effetti a partire dalla data dello scambio degli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione previsti dagli ordinamenti interni.
      Infine, l'articolo 13 disciplina l'ipotesi di denuncia dell'Accordo da parte di uno dei due Stati contraenti mediante notifica di cessazione all'altra Parte.
 

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RELAZIONE TECNICA

(Articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni).

        In relazione ai negoziati avviati dalla Direzione relazioni internazionali al fine di addivenire alla firma e ratifica di un Tax Information Exchange Agreement (TIEA) tra l'Italia e le autorità fiscali delle Isole Cayman, fatto a Londra il 3 dicembre 2012, si osserva come lo scambio di informazioni in materia fiscale favorisca la collaborazione tra le autorità competenti dei due Paesi e il raggiungimento di un adeguato livello di trasparenza, con effetti positivi sulla lotta all'elusione e all'evasione fiscale.

        La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), all'articolo 1, comma 83, ha previsto una riformulazione delle disposizioni antielusive italiane, eliminando il criterio incentrato sull'individuazione degli Stati aventi un regime fiscale privilegiato (cosiddetti paradisi fiscali, elencati in una serie di liste approvate con decreto ministeriale) con un nuovo sistema incentrato sull'individuazione degli Stati con un regime fiscale conforme agli standard di legalità e trasparenza adottati dall'Unione europea (cosiddetta white list).

        Risulta evidente che saranno senz'altro positivi sia gli effetti di gettito per l'erario, derivanti dallo scambio informativo che si attiverà con la ratifica del presente Accordo, sia gli effetti per i contribuenti, nell'ipotesi di un'eventuale futura iscrizione delle Isole Cayman nelle costituende white list, venendo meno l'applicazione delle norme antielusive attualmente vigenti.

        In definitiva lo scambio di informazioni previsto dal presente Accordo renderebbe più efficace l'attività di accertamento espletata dall'Amministrazione finanziaria e consentirebbe l'emersione di maggiore base imponibile, configurando per l'erario italiano un potenziale recupero di gettito non quantificabile.

        Le attività previste dal presente Accordo rientrano nelle competenze attribuite agli uffici della predetta Amministrazione e saranno svolte con le risorse umane, tecniche e finanziarie esistenti a legislazione vigente. Per quanto concerne i costi straordinari di cui all'articolo 9 dell'Accordo, gli stessi hanno natura meramente eventuale e, qualora dovessero verificarsi, vi si farà fronte con apposito provvedimento legislativo.

 

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ANALISI TECNICO-NORMATIVA

Parte I. Aspetti tecnico-normativi di diritto interno

1) Obiettivi e necessità dell'intervento normativo. Coerenza con il programma di Governo.

        Il presente Accordo costituisce la base giuridica per intensificare la cooperazione tra le amministrazioni fiscali delle Parti con uno scambio di informazioni in materia fiscale che garantisca un adeguato livello di trasparenza, in vista di una più efficace lotta all'evasione fiscale.

        Come noto, le azioni di contrasto nei confronti dei paradisi fiscali sono al centro delle iniziative di diverse sedi multilaterali alle quali l'Italia partecipa attivamente. Tali azioni hanno portato a definire un unico standard internazionale in materia di trasparenza e scambio di informazioni. In tale contesto, si sottolinea che l'Accordo con le Isole Cayman è in linea con gli orientamenti condivisi dall'Italia nelle diverse sedi (G8-G20-OCSE Global Forum on Taxation – ONU ed Unione europea).

        In particolare, si evidenzia che le disposizioni dell'Accordo con le Isole Cayman consentiranno fra l'altro il superamento del segreto bancario in conformità con gli attuali standard dell'OCSE.

2) Analisi del quadro normativo nazionale.

        La conclusione del TIEA (Tax Information Exchange Agreement) in oggetto rileva nel quadro delle disposizioni antielusive presenti nel quadro normativo nazionale poiché rappresenta uno strumento giuridico idoneo ad attuare con le Isole Cayman uno scambio di informazioni effettivo e quanto più ampio possibile. Tale Accordo può, infatti, rappresentare una delle basi per poter inserire la Parte contraente nella white list dei Paesi e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni con l'Italia, da emanare ai sensi dell'articolo 168-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 (TUIR) introdotto dall'articolo 1, comma 83, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        Si evidenzia inoltre che, ai sensi dell'articolo 1 del presente Accordo con le Isole Cayman, le informazioni oggetto dello scambio ivi previsto sono quelle rilevanti per la determinazione, l'accertamento e la riscossione delle imposte che per l'Italia, come specificato al successivo articolo 3, sono: IRPEF, IRES, IRAP, IVA, imposta sulle successioni, imposta sulle donazioni e imposte sostitutive.

 

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3) Incidenza delle norme proposte sulle leggi e sui regolamenti vigenti.

        Per l'entrata in vigore dell'Accordo in esame è necessaria l'approvazione parlamentare di una legge che autorizzi la ratifica da parte del Presidente della Repubblica.

        Lo scambio di informazioni previsto dal presente Accordo ha lo scopo di rendere più efficace l'attività di accertamento espletata dall'Amministrazione finanziaria.

4) Analisi della compatibilità dell'intervento con i princìpi costituzionali.

        L'intervento risulta compatibile con i princìpi costituzionali, in particolare con quelli stabiliti all'articolo 117, secondo comma, lettera a), della Costituzione, che riserva la materia «politica estera e rapporti internazionali dello Stato.» alla competenza legislativa esclusiva dello Stato e con quelli di cui all'articolo 80 della Costituzione per i quali si rinvia al successivo punto 7).

5) Analisi della compatibilità dell'intervento con le competenze e le funzioni delle regioni ordinarie e a statuto speciale, nonché degli enti locali.

        Le regioni italiane, incluse quelle a statuto speciale, non hanno la possibilità di stipulare autonomamente accordi con altri Stati; pertanto l'Accordo in esame è compatibile con le competenze delle suddette regioni.

6) Verifica della compatibilità con i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza sanciti dall'articolo 118, primo comma, della Costituzione.

        L'Accordo non incide sulle fonti legislative primarie che dispongono il trasferimento delle funzioni amministrative agli enti locali.

7) Verifica dell'assenza di rilegificazioni e della piena utilizzazione delle possibilità di delegificazione e degli strumenti di semplificazione normativa.

        L'articolo 80 della Costituzione prescrive l'intervento del Parlamento per la ratifica degli accordi internazionali.

        Nel caso di specie non esiste possibilità di delegificazione. Per l'entrata in vigore dell'Accordo in esame è pertanto necessaria l'approvazione di una legge che autorizzi la ratifica da parte del Presidente della Repubblica.

 

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8) Verifica dell'esistenza di progetti di legge vertenti su materia analoga all'esame del Parlamento e relativo stato dell’iter.

        Non sono attualmente all'esame del Parlamento disegni di legge di ratifica di accordi della specie con le Isole Cayman.

9) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto.

        Non si è a conoscenza di giurisprudenza o giudizi di costituzionalità in materia.

Parte II. Contesto normativo dell'Unione europea e internazionale

10) Analisi della compatibilità dell'intervento con l'ordinamento dell'Unione europea.

        L'entrata in vigore dell'Accordo in esame non implica dirette conseguenze sull'ordinamento europeo in quanto le Isole Cayman non sono un Paese appartenente all'Unione europea.

11) Verifica dell'esistenza di procedure di infrazione da parte della Commissione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono procedure di infrazione sull'argomento.

12) Analisi della compatibilità dell'intervento con gli obblighi internazionali.

        L'intervento è conforme alle azioni condivise intraprese nell'ambito del G20 e dell'OCSE – Global Forum on Transparency and Information Exchange.

13) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono linee prevalenti di giurisprudenza, né sono pendenti giudizi innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea in materia.

14) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono linee prevalenti di giurisprudenza, né sono pendenti giudizi innanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo in materia.

 

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15) Eventuali indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte di altri Stati membri dell'Unione europea.

        I seguenti Stati dell'Unione europea hanno già firmato accordi della specie con le Isole Cayman: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Svezia.

Parte III. Elementi di qualità sistematica e redazionale del testo

1) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso.

        Le definizioni normative non si discostano dalle formulazioni contenute nel modello TIEA OCSE di riferimento e da quelle contenute nella normativa fiscale vigente in Italia.

        In ogni caso, il paragrafo 2 dell'articolo 4 dell'Accordo precisa che le espressioni non diversamente definite hanno il significato che ad esse è attribuito dalla legislazione domestica della Parte contraente, in particolare da quella fiscale.

2) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni e integrazioni subite dai medesimi.

        Nel testo del progetto di Accordo non sono presenti riferimenti normativi.

3) Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni e integrazioni a disposizioni vigenti.

        Oltre alla legge di ratifica non sono previste ulteriori modificazioni e integrazioni a disposizioni vigenti.

4) Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dell'atto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo.

        L'adozione dell'Accordo in parola non produce effetti abrogativi né espliciti né impliciti.

5) Individuazione di disposizioni dell'atto normativo aventi effetto retroattivo o di reviviscenza di norme precedentemente abrogate o di interpretazione autentica o derogatorie rispetto alla normativa vigente.

        Non sono previste all'interno dell'atto da recepire disposizioni aventi effetto retroattivo, né disposizioni delle altre tipologie indicate.

 

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6) Verifica della presenza di deleghe aperte sul medesimo oggetto, anche a carattere integrativo o correttivo.

        Non vi sono attualmente deleghe aperte sul medesimo oggetto.

7) Indicazione degli eventuali atti successivi attuativi; verifica della congruità dei termini previsti per la loro adozione.

        Dopo la ratifica con legge dell'Accordo in esame ai sensi dell'articolo 80 della Costituzione, non sono previsti successivi atti attuativi.

8) Verifica della piena utilizzazione e dell'aggiornamento di dati e di riferimenti statistici attinenti alla materia oggetto del provvedimento, ovvero indicazione della necessità di commissionare all'Istituto nazionale di statistica apposite elaborazioni statistiche, con correlata indicazione nella relazione economico-finanziaria della sostenibilità dei relativi costi.

        Si rinvia a quanto indicato nella relazione tecnica sulla valutazione degli effetti sul gettito.

 

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DICHIARAZIONE DI ESCLUSIONE DALL'AIR

 

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DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

      1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica italiana e le Isole Cayman sullo scambio di informazioni in materia fiscale, fatto a Londra il 3 dicembre 2012.

Art. 2.
(Ordine di esecuzione).

      1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo stesso.

Art. 3.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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