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PDL 1055

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1055



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

CAPARINI, GIOVANNI FAVA, GIANLUCA PINI, MOLTENI, MATTEO BRAGANTINI, FEDRIGA, GRIMOLDI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BUONANNO, BUSIN, CAON, GUIDESI, PRATAVIERA, RONDINI

Soppressione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Presentata il 27 maggio 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Il Ministero preposto all'ambito agricolo venne creato da Camillo Benso conte di Cavour nel 1860, per proseguire la propria attività durante il primo Governo del Regno d'Italia del 1861, con la denominazione di Ministero per l'agricoltura, l'industria e il commercio. Nel periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale emerse l'esigenza di creare più stretti rapporti con le diverse realtà agricole esistenti in Italia per migliorare le condizioni produttive dell'agricoltura e garantirne uno sviluppo in armonia con il crescente settore industriale. A questo scopo nel 1916 fu costituito il Ministero per l'agricoltura anche per fare fronte alle esigenze belliche del primo conflitto mondiale. Nel 1923 venne assorbito nell'ambito di una più ampia struttura organizzativa con vaste attribuzioni riguardanti l'industria, il commercio e il lavoro e la previdenza sociale denominata Ministero dell'economia nazionale.
      Nel 1929 a causa della rapida crescita dei compiti attribuiti dal legislatore all'amministrazione (ad esempio le leggi per le foreste, per gli usi civici e le terre collettive, per la bonifica, per la tutela della produzione) l'originario Ministero dell'economia venne trasformato, con regio decreto 12 settembre 1929, n. 1661, nel Ministero dell'agricoltura e delle foreste (MAF) e con il regio decreto 27 settembre 1929, n. 1663, vennero disciplinate la struttura e le funzioni con l'istituzione degli ispettorati regionali dell'agricoltura con compiti
 

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di coordinamento degli istituti periferici e con ulteriori attribuzioni di gestione e controllo delle incentivazioni finanziarie.
      Negli anni settanta con l'istituzione delle regioni molte competenze del Ministero dell'agricoltura e delle foreste furono trasferite e il referendum del 18 e 19 aprile 1993 che abrogò il regio decreto ne decretò la trasformazione in Ministero per il coordinamento delle politiche agricole. Con la legge 4 dicembre 1993, n. 491, recante «Riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale», fu istituito il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali (MIRAAF) con competenza anche in materia agroalimentare e agroindustriale. Con questa legge, peraltro, venne operata una redistribuzione di funzioni fra diversi dicasteri e fra Ministero e regioni. Nel 1997 sulla legge 4 dicembre 1993, n. 491, fu presentata richiesta di una nuova consultazione referendaria abrogativa (decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 1997). Nelle more dello svolgimento del referendum popolare il Governo emanò il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, (fu il primo provvedimento di attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 143, nota come Legge Bassanini) che all'articolo 1 prevedeva l'abrogazione della citata legge n. 491 del 1993. Ciononostante, il referendum originariamente indetto per l'abrogazione della legge in seguito a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione si svolse sul decreto legislativo n. 143 del 1997. La consultazione popolare, svoltasi il 15 giugno 1997, non raggiunse il quorum previsto. L'originario MIRAAF divenne Ministero per le politiche agricole (MIPA) divenendo il centro di riferimento degli interessi nazionali in materia agricola, forestale, agroalimentare, piuttosto che mantenere competenze gestionali. Successivamente con il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il Ministero assunse la denominazione di Ministero delle politiche agricole e forestali.
      La legge Bassanini prevedeva il trasferimento alle regioni e agli enti locali di tutte le funzioni amministrative che non devono essere esercitate a livello centrale con l'obiettivo di realizzare il «federalismo amministrativo», la razionalizzazione e la redistribuzione delle competenze dei Ministeri, nonché il riordino e la riorganizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, come struttura di indirizzo e coordinamento delle politiche del Governo e la completa delegificazione in materia di organizzazione dei Ministeri. La riforma Bassanini conservò il Ministero limitando, però, le sue competenze all'ambito agricolo, alimentare, ma soprattutto di rappresentanza degli interessi unitari dell'Italia in seno all'Unione europea, al fine di evitare la perdita dei fondi della PAC (Politica agricola comune).
      Nel 2008 il Ministero assunse l'attuale denominazione di Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF).
      Alla luce delle tante trasformazioni avvenute in capo al Ministero e dei due referendum abrogativi, con la presente proposta di legge si vuole proporre la soppressione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali trasferendo le poche funzioni residuali non di competenza degli enti locali al Ministero dello sviluppo economico. La ratio di tale proposta nasce dall'esigenza di una razionalizzazione delle funzioni tramite l'accorpamento per materia necessaria per superare inutili quanto dannose sovrapposizioni nelle competenze nonché di contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è soppresso.
      2. I compiti e le funzioni del Ministero, di cui al capo VII del titolo IV del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, sono trasferiti al Ministero dello sviluppo economico.
      3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede all'utilizzazione del personale dipendente dal soppresso Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
      4. Sono abrogati:

          a) il numero 7) del comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

          b) il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2012, n. 41.


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