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PDL 1743

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1743



 

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DISEGNO DI LEGGE

presentato dal ministro degli affari esteri
(BONINO)

di concerto con il ministro dell'interno
(ALFANO)

con il ministro della giustizia
(CANCELLIERI)

e con il ministro dell'economia e delle finanze
(SACCOMANNI)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan in materia di prevenzione e contrasto al traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori, fatto a Roma il 2 giugno 2011

Presentato il 28 ottobre 2013


      

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Onorevoli Deputati! L'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan sancisce l'impegno dei due Paesi a rafforzare la collaborazione e la reciproca assistenza al fine di prevenire e di contrastare il traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori chimici.
      L'intesa, in mancanza di un accordo quadro di riferimento, si pone l'obiettivo di creare uno strumento giuridico per regolamentare la collaborazione operativa, intensificando i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi.
      Il contesto internazionale pone l'attenzione sulla necessità di una collaborazione nel contrasto del traffico illecito delle
 

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sostanze stupefacenti e delle attività connesse della criminalità organizzata, per garantire la sicurezza e il benessere della comunità.
      Sotto il profilo tecnico-operativo, l'intesa si rende necessaria per realizzare una cooperazione bilaterale di polizia in materia di lotta al narcotraffico, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, nei limiti di quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici e dagli obblighi internazionali nonché di quanto stabilito nell'intesa stessa.
      L'atto internazionale contiene, innanzitutto, una definizione dei termini stupefacenti, sostanze psicotrope, precursori chimici e droghe (articolo 1); individua, poi, l'ambito di applicazione della cooperazione (articolo 2).
      Si sottolinea, a tale proposito, che esiste una proliferazione di laboratori di raffinazione mobili, allocati nelle più remote aree di confine dell'Afghanistan, nonché un flusso di precursori chimici, che vi giungono dai confini pakistani e dai Paesi centro-asiatici, che rendono necessaria l'attività di monitoraggio e di controllo per evitare la diversione verso i mercati illeciti.
      L'Accordo sancisce, quindi, l'impegno a promuovere la cooperazione in materia di prevenzione e contrasto del traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori chimici, nei limiti di quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici dei due Paesi – con esclusione di aspetti legati all'assistenza giudiziaria penale e all'estradizione – nonché dagli obblighi internazionali (articolo 3).
      Seguono le disposizioni che definiscono le aree di intervento, con particolare attenzione alla prevenzione, allo studio e all'analisi congiunta sulle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, all'eventuale pianificazione di mirate strategie di intervento, alle tecniche investigative e all'informazione aggiornata sulle norme e sulle procedure operative (articolo 4). Sono individuate le modalità di attuazione della cooperazione, quali lo scambio delle informazioni, l'adozione delle misure necessarie per l'esecuzione di speciali tecniche investigative, come le consegne controllate e le operazioni sotto copertura, le attività di formazione e di addestramento, anche attraverso lo scambio di esperti.
      Si tiene conto della normativa e delle procedure vigenti nei due Paesi in materia di sequestro e di confisca di beni e utilità derivanti dal traffico illecito di droghe, anche in relazione alle innovazioni introdotte dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, firmata a Palermo il 12 dicembre 2000 (articolo 5).
      L'Accordo indica le procedure per l'esecuzione delle richieste di cooperazione, individuandone i requisiti formali e sostanziali (articolo 6), e l'eventuale rifiuto (articolo 7), con particolare attenzione alla tutela delle informazioni e dei dati sensibili (articolo 8).
      Sono, poi, stabilite le modalità di ripartizione tra i due Paesi degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dell'Accordo (articolo 9).
      Gli organismi preposti all'applicazione dell'Accordo sono:

          per la Repubblica italiana: il Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale per i servizi antidroga;

          per la Repubblica islamica dell'Afghanistan: il Ministero per le attività antidroga – Direzione nazionale della sicurezza e Ministero dell'interno (articolo 10).

      L'Accordo prevede strumenti di verifica della sua efficacia, attraverso l'organizzazione di gruppi di lavoro congiunti e di incontri (articolo 11), disposizioni sulla soluzione di eventuali controversie in ordine all'interpretazione e all'applicazione dell'atto, da risolvere tramite negoziati e incontri tra le Parti (articolo 12), procedure per la revisione (articolo 13) e per l'entrata in vigore (articolo 14).
      Il testo pattizio ha una durata quinquennale – prorogabile, tacitamente, per uguali periodi – salvo preavviso scritto di una delle Parti, tramite canali diplomatici, di almeno sei mesi.

 

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RELAZIONE TECNICA

(Articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni).

        L'attuazione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan in materia di prevenzione e contrasto al traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori comporta i seguenti oneri a carico del bilancio dello Stato, in relazione ai sotto indicati articoli.

Articolo 4, paragrafo 4.

        Le parti concordano che la collaborazione e la cooperazione per la prevenzione e il contrasto al traffico illecito di droghe si effettuerà anche attraverso la programmazione di corsi di formazione e addestramento del personale preposto all'attività antidroga. Al riguardo, si prevede di attivare due corsi di formazione all'anno a beneficio della polizia afghana, per dieci giorni ciascuno, per un numero massimo di dieci frequentatori.

Costo di due corsi per dieci giorni ciascuno per dieci frequentatori.
(euro)                

            oneri alloggio e vitto 30.000,00            

            oneri materiale didattico 1.000,00            

            oneri docenti 3.000,00            

            oneri interpretariato 6.000,00            

                                            Totale 40.000,00            

Articolo 4, paragrafo 6.

        Al fine di attuare la cooperazione reciproca, i due Paesi contraenti prevedono la partecipazione a corsi, seminari e incontri su tematiche di reciproco interesse istituzionale. Per tale scopo si prevede di organizzare in Afghanistan un corso all'anno per dieci giorni con un team addestrativo composto da cinque rappresentanti italiani della Polizia di Stato, due con la qualifica dirigenziale e tre con la qualifica direttiva. Ai sensi dell'articolo 9 del presente Accordo, le spese di missione, di vitto e di alloggio del personale che si reca nel territorio dell'altro Stato contraente saranno sostenute dal Paese di appartenenza.

 

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Delegazione italiana.
(euro)    

      diaria giornaliera ridotta di un terzo (due dirigenti) 895,20
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (tre direttivi) 1.266.30
      albergo (euro 150 x cinque unità x nove notti) 6.750,00
      biglietti aereo A/R + 5 per cento

            (euro 1.260 x cinque unità) 6.300,00

                            Totale 15.211,50

Articolo 5, paragrafo 1.

        Le Parti concordano che la cooperazione si realizzerà anche attraverso lo scambio di informazioni. Per tale scopo si prevede di inviare in Afghanistan quattro rappresentanti italiani della Polizia di Stato, due con la qualifica dirigenziale e due con la qualifica direttiva, per un massimo di otto giorni. Ai sensi dell'articolo 9 del presente Accordo, le spese di missione, di vitto e di alloggio del personale che si reca nel territorio dell'altro Stato contraente saranno sostenute dal Paese di appartenenza.

Delegazione italiana.
(euro)    
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (due dirigenti) 716,16
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (due direttivi) 675,36
      albergo (euro 150 x quattro unità x sette notti) 4.200,00
      biglietti aereo A/R + 5 per cento

                (euro 1.260 x quattro unità) 5.040,00

                        Totale 10.631,52

Articolo 5, paragrafo 2.

        Le Parti si impegnano a prestarsi reciproca collaborazione nell'esecuzione di speciali tecniche investigative. Per tale scopo si prevede di inviare in Afghanistan due volte l'anno tre rappresentanti italiani della Polizia di Stato, con la qualifica direttiva, per un massimo di sette giorni. Ai sensi dell'articolo 9 del presente Accordo, le spese di missione, di vitto e di alloggio del personale che si reca nel territorio dell'altro Stato contraente saranno sostenute dal Paese di appartenenza.

Delegazione italiana.
(euro)    
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (tre direttivi) 886,41
      albergo (euro 150 x tre unità x sei notti) 2.700,00
      biglietti aereo A/R + 5 per cento (euro 1.260 x tre unità) 3.780,00

                        Totale 7.366,41
      Costo totale per due missioni all'anno 14.732,82

 

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Articolo 5, paragrafo 3.

        Le Parti concordano che la cooperazione si realizzerà anche attraverso la costituzione di gruppi di lavoro comuni e lo scambio di esperti. Per tale scopo si prevede di inviare in Afghanistan due volte l'anno due rappresentanti italiani della Polizia di Stato, uno con la qualifica dirigenziale e uno con la qualifica direttiva, per un massimo di quattro giorni. Ai sensi dell'articolo 9 del presente Accordo, le spese di missione, di vitto e di alloggio del personale che si reca nel territorio dell'altro Stato contraente saranno sostenute dal Paese di appartenenza.

Delegazione italiana.
(euro)    
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (un dirigente) 179,04
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (un direttivo) 168,84
      albergo (euro 150 x due unità x tre notti) 900,00
      biglietti aereo A/R + 5 per cento (euro 1.260 x due unità) 2.520,00

                        Totale 3.767,88
      Costo totale per due missioni all'anno 7.535,76

Articolo 5, paragrafo 4.

        Le Parti concordano che per una valutazione congiunta dello stato della collaborazione si potranno organizzare riunioni periodiche. Per tale scopo si prevede di inviare in Afghanistan due volte l'anno tre rappresentanti italiani della Polizia di Stato, uno con la qualifica dirigenziale e due con la qualifica direttiva, per un massimo di cinque giorni. Ai sensi dell'articolo 9 del presente Accordo, le spese di missione, di vitto e di alloggio del personale che si reca nel territorio dell'altro Stato contraente saranno sostenute dal Paese di appartenenza.

Delegazione italiana.
(euro)    
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (un dirigente) 223,80
      diaria giornaliera ridotta di un terzo (due direttivi) 422,10
      albergo (euro 150 x tre unità x quattro notti) 1.800,00
      biglietti aereo A/R + 5 per cento (euro 1.260 x tre unità) 3.780,00

                        Totale 6.225,90
      Costo totale per due missioni all'anno 12.451,80.

Articoli 6 e 7.

        Gli oneri relativi risultano essere compresi nelle ordinarie attività d'istituto e non comportano, quindi, spese aggiuntive; ad ogni modo giova rammentare che l'eventuale richiesta non presuppone necessariamente la realizzazione della stessa, stante il potere discrezionale comunque riconosciuto alle Parti (articolo 7, paragrafo 4).

 

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Articolo 10.

        Le modalità e i punti di contatto saranno riconducibili principalmente ai canali dell'Interpol, nonché all'esperto per la sicurezza presso l'ambasciata d'Italia a Kabul, entrambi considerati tra le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente e che non rappresentano, quindi, oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

Articolo 11.

        La verifica e la valutazione dello stato di attuazione dell'Accordo saranno effettuate durante le riunioni già previste dall'articolo 5, paragrafo 3, i cui oneri sono già stati stimati.

Oneri complessivi dell'Accordo.

        All'onere derivante dall'Accordo, valutato in euro 100.563 a decorrere dal 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.

        Si fa presente che le ipotesi assunte per il calcolo degli oneri di cui all'Accordo relativi al numero dei funzionari, alle riunioni, ai corsi e alla loro durata, costituiscono riferimenti inderogabili ai fini dell'attuazione del medesimo Accordo.

        Si evidenzia, infine, che il calcolo della diaria è stato effettuato tenendo conto del decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006, che riduce del 20 per cento l'importo della diaria e abroga la maggiorazione del 30 per cento sulla stessa, prevista dall'articolo 3 del regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, e dei parametri di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 13 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003.

 

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ANALISI TECNICO-NORMATIVA

PARTE 1. ASPETTI TECNICO-NORMATIVI DI DIRITTO INTERNO.

1) Obiettivi e necessità dell'intervento normativo. Coerenza con il programma di Governo.

        L'intesa, in piena coerenza con gli obiettivi del Governo, risponde all'esigenza di rafforzare la collaborazione e la reciproca assistenza, al fine di prevenire e contrastare il traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e precursori chimici.

        L'obiettivo che l'Accordo si pone, in mancanza di un accordo quadro di riferimento, è creare uno strumento giuridico per regolamentare la collaborazione operativa e intensificare i rapporti tra gli omologhi organismi impegnati nella lotta al narcotraffico, in un contesto internazionale estremamente delicato.

        La collaborazione è fondamentale per la sicurezza e il benessere della comunità internazionale. L'Afghanistan ha una realtà particolare: le aree più remote di confine registrano un proliferare di laboratori mobili di raffinazione, nonché la presenza di immigrati con esperienza nel settore chimico, che fanno presumere un collegamento a mercati illeciti. Il flusso di precursori chimici non controllabili che giungono nel Paese, attraverso le frontiere pakistane e dei Paesi centro-asiatici, pone l'attenzione sul controllo circa il rischio di una probabile diversione verso il mercato illecito. A ciò si aggiunga l'aumento dell'estensione delle coltivazioni di cannabis, che fanno dell'Afghanistan uno dei maggiori produttori al mondo di sostanze cannabinoidi.

        L'intesa mira a realizzare una cooperazione bilaterale di polizia in materia di lotta al narcotraffico ben strutturata, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi.

        Al fine di conseguire i predetti obiettivi, le Parti si impegnano a cooperare attraverso scambio di informazioni, tecniche investigative, studio, ricerca e analisi congiunta sulle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, per pianificare strategie mirate di intervento.

2) Analisi del quadro normativo nazionale.

        Il quadro normativo è quello riferito all'attività delle Forze di polizia. Più nello specifico si richiama:

            la legge 16 marzo 2006, n. 146, recante «Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea Generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001»;

 

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            la legge 15 gennaio 1991, n. 16, recante «Norme di adeguamento dell'organizzazione delle strutture del Ministero dell'interno per il potenziamento dell'attività antidroga»;

            il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, recante il «Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza»;

            la legge 5 novembre 1990, n. 328, recante Ratifica ed esecuzione della convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, con annesso, atto finale e relative raccomandazioni, fatta a Vienna il 20 dicembre 1988»;

3) Incidenza delle norme proposte sulle leggi e sui regolamenti vigenti.

        L'Accordo non incide sulle leggi e sui regolamenti vigenti, in quanto le materie e gli istituti previsti rientrano nelle normali attribuzioni degli organi nazionali competenti all'esecuzione dell'Accordo.

4) Analisi della compatibilità dell'intervento con i princìpi costituzionali.

        L'intervento è compatibile con i princìpi costituzionali e, poiché rientra nelle fattispecie previste dall'articolo 80 della Costituzione, è necessaria una legge di ratifica.

5) Analisi della compatibilità dell'intervento con le competenze e le funzioni delle regioni ordinarie e a statuto speciale, nonché degli enti locali.

        L'Accordo rientra nell'ambito di applicazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione e non incide sulle competenze delle regioni e degli enti locali.

6) Verifica della compatibilità con i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza sanciti dall'articolo 118, primo comma, della Costituzione.

        L'Accordo non confligge con l'articolo 118, primo comma, della Costituzione, in quanto fa riferimento alla collaborazione di polizia tra i due Paesi, riservata alla competenza statale.

7) Verifica dell'assenza di rilegificazioni e della piena utilizzazione delle possibilità di delegificazione e degli strumenti di semplificazione normativa.

        Trattandosi di ratifica di un trattato internazionale non risultano possibili la delegificazione né strumenti di semplificazione normativa.

 

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8) Verifica dell'esistenza di progetti di legge vertenti su materia analoga all'esame del Parlamento e relativo stato dell’iter.

        È in itinere la modifica del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, per il suo adeguamento alla disciplina europea, in relazione alla delega conferita al Governo dall'articolo 45 della legge 4 giugno 2010, n. 96 (legge comunitaria 2009), per il riordino, l'attuazione e l'adeguamento della normativa interna ai regolamenti europei in tema di precursori di droga. Si tratta, in particolare, della modifica dell'articolo 70 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, che tiene conto del regolamento (CE) n. 111/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, recante norme per il controllo del commercio dei precursori di droghe tra la Comunità e i paesi terzi, e del regolamento (CE) n. 273/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, relativo ai precursori di droghe.

9) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto.

        Non risultano giudizi pendenti di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto.

PARTE 2. CONTESTO NORMATIVO DELL'UNIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE.

10) Analisi della compatibilità dell'intervento con l'ordinamento dell'Unione europea.

        L'Accordo è compatibile con l'ordinamento europeo, in quanto riguarda la cooperazione bilaterale in materia di polizia, riservata alle competenze nazionali.

11) Verifica dell'esistenza di procedure di infrazione da parte della Commissione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Non sono in corso procedure di infrazione in materia. È stata definita, con sentenza in data 29 luglio 2010, la procedura di infrazione, a seguito del ricorso per inadempimento, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), presentato dalla Commissione europea, per mancata adozione delle misure nazionali necessarie di cui all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 273/2004 e all'articolo 31 del regolamento (CE) n. 111/2005. Al riguardo, si precisa che con la legge comunitaria 2009 (articolo 45) il Governo è stato delegato ad adeguare la normativa interna ai regolamenti europei in materia di precursori di droga.

 

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12) Analisi della compatibilità dell'intervento con gli obblighi internazionali.

        L'Accordo tiene conto delle disposizioni contenute nella Convenzione unica sugli stupefacenti del 30 marzo 1961, come emendata dal Protocollo del 25 marzo 1972, della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 20 dicembre 1988, della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, firmata a Palermo il 12 dicembre 2000, e dei Protocolli annessi. L'Accordo, peraltro, riafferma i princìpi adottati nella sessione straordinaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sugli stupefacenti, tenutasi nel giugno 1998, nella dichiarazione politica e nel piano di azione sulla cooperazione internazionale in vista di una strategia integrata ed equilibrata di lotta contro il problema mondiale della droga, adottati dal Segmento di alto livello della Commissione stupefacenti il 12 marzo 2009. I citati atti sono richiamati nel preambolo dell'Accordo.

13) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Allo stato attuale non risultano giudizi pendenti presso la Corte di giustizia dell'Unione europea relativamente ad analogo oggetto.

14) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo sul medesimo o analogo oggetto.

        Non risultano indicazioni giurisprudenziali della CEDU, né giudizi pendenti sul medesimo o analogo oggetto.

15) Eventuali indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte di altri Stati membri dell'Unione europea.

        Intese atte a regolamentare la cooperazione di polizia sono stipulate anche da altri Stati membri.

PARTE 3. ELEMENTI DI QUALITÀ SISTEMATICA E REDAZIONALE DEL TESTO.

1) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso.

        L'Accordo non reca nuove definizioni normative.

 

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2) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni e integrazioni subite dai medesimi.

        Il testo dell'Accordo fa corretto riferimento ad atti aventi rilevanza internazionale. Viene, inoltre, effettuato un rinvio generico alla legislazione nazionale vigente, quale cornice entro la quale devono muoversi tutte le attività previste dall'intesa medesima.

3) Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni e integrazioni a disposizioni vigenti.

        Non è stato effettuato ricorso alla tecnica della novella legislativa, in quanto non sono state introdotte modifiche o integrazioni all'ordinamento vigente.

4) Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dell'atto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo.

        Non si rilevano effetti abrogativi impliciti nel provvedimento in oggetto.

5) Individuazione di disposizioni dell'atto normativo aventi effetto retroattivo o di reviviscenza di norme precedentemente abrogate o di interpretazione autentica o derogatorie rispetto alla normativa vigente.

        Il provvedimento legislativo non contiene norme aventi la suddetta natura.

6) Verifica della presenza di deleghe aperte sul medesimo oggetto, anche a carattere integrativo o correttivo.

        Non risultano esservi deleghe sulle tematiche oggetto del provvedimento.

7) Indicazione degli eventuali atti successivi attuativi; verifica della congruità dei termini previsti per la loro adozione.

        L'entrata in vigore dell'accordo non implica la necessità di adottare misure di adeguamento amministrativo.

 

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8) Verifica della piena utilizzazione e dell'aggiornamento di dati e di riferimenti statistici attinenti alla materia oggetto del provvedimento, ovvero indicazione della necessità di commissionare all'Istituto nazionale di statistica apposite elaborazioni statistiche con correlata indicazione nella relazione economico-finanziaria della sostenibilità dei relativi costi.

        Per la predisposizione dello schema di atto normativo sono stati utilizzati i dati statistici già in possesso dell'amministrazione degli affari esteri.

 

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ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE (A.I.R.)

SEZIONE I: IL CONTESTO E OBIETTIVI DELL'INTERVENTO DI REGOLAMENTAZIONE.

A) Rappresentazione del problema da risolvere e delle criticità constatate, anche con riferimento al contesto internazionale ed europeo, nonché delle esigenze sociali ed economiche considerate.

        Il traffico illecito internazionale di stupefacenti e di sostanze psicotrope e la necessità di un controllo sul commercio illegale dei cosiddetti «precursori» costituiscono congiuntamente un problema planetario. Il contesto internazionale nel quale si sviluppano tali fenomeni criminali richiede un'intensificazione della cooperazione internazionale di polizia tra gli Stati, attraverso l'adozione di efficaci forme di collaborazione, di prevenzione e di contrasto, in special modo con i Paesi delle aree strategiche maggiormente interessate da fattori di rischio e di quelle ad esse limitrofe. L'Afghanistan registra una proliferazione di laboratori mobili di raffinazione, allocati nelle aree più remote di confine. Nelle province a sud-ovest del Paese, ove vi è una radicata presenza di talebani e di organizzazioni criminali, tra l'altro, esistono enormi estensioni di coltivazioni di oppio. Vi è il rischio, inoltre, che i proventi ricavati dalle attività illecite collegate al traffico di droga possano essere utilizzati per azioni criminali, per il finanziamento del terrorismo interno e internazionale, nonché per finalità di riciclaggio e di sviluppo delle organizzazioni criminali transnazionali.

        Nell'ambito delle relazioni bilaterali italo-afghane, in assenza di un accordo quadro di riferimento in materia di sicurezza tra i due Paesi, l'Accordo in oggetto consente di regolamentare la collaborazione operativa di settore e di intensificare i rapporti di collaborazione con gli omologhi organismi afghani.

B) Indicazione degli obiettivi (di breve, medio o lungo periodo) perseguiti con l'intervento normativo.

        L'obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione di polizia, da tempo avviata tra i due Paesi, e di rendere la stessa più aderente alle attuali esigenze di sicurezza, favorendo l'apertura per lo sviluppo, nell'ambito delle relazioni bilaterali italo-afghane, di nuove prospettive di collaborazione in un'area geografica di particolare interesse strategico.

        Ulteriore obiettivo è quello anche di fornire uno scambio formativo-professionale tra i due Paesi, valorizzando le esperienze specifiche a vantaggio della qualità investigativa delle Parti.

 

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C) Descrizione degli indicatori che consentiranno di verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi indicati e di monitorare l'attuazione dell'intervento nell'ambito della VIR.

        Nell'Accordo sono disciplinate le modalità di attuazione della collaborazione, che prevedono, tra le altre, quali forme applicative, lo scambio delle informazioni, lo scambio di esperti, l'adozione delle misure necessarie per l'esecuzione di speciali tecniche investigative.

        Le richieste di cooperazione e di assistenza costituiranno gli indicatori per la verifica del raggiungimento degli obiettivi che l'Accordo persegue. In particolare, per la verifica e lo stato di attuazione della collaborazione, nell'Accordo sono previsti i gruppi di lavoro congiunti e incontri bilaterali, che si svolgeranno, su base di reciprocità, in Italia e in Afghanistan. Come ulteriore indicatore si potrà considerare l'esito delle eventuali attività di cooperazione di polizia poste in essere in esecuzione dell'Accordo stesso.

D) Indicazione delle categorie di soggetti pubblici e privati destinatari dei principali effetti dell'intervento regolatorio.

        Destinatarie dirette dell'Accordo sono le amministrazioni e le strutture nazionali, già titolari delle attribuzioni necessarie per la sua attuazione e operanti nei settori in esame.

SEZIONE II: PROCEDURE DI CONSULTAZIONE PRECEDENTI L'INTERVENTO.

        I negoziati per la definizione di un accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan in materia di prevenzione e contrasto del traffico illecito di stupefacenti, di sostanze psicotrope e precursori hanno avuto inizio nel mese di febbraio 2009, su proposta della Direzione centrale per i servizi antidroga. Tale iniziativa venne motivata dalla duplice esigenza di intensificare i rapporti di collaborazione con gli omologhi organismi afghani e di regolamentare in un atto internazionale, gli aspetti operativi delle cooperazione di polizia fino ad allora condotta nel settore. Tale esigenza venne evidenziata anche in considerazione della guida da parte italiana del progetto europeo COSPOL per il controllo del traffico illecito di droga proveniente dall'Afghanistan verso l'Europa e del distacco di un esperto antidroga presso l'Ambasciata d'Italia a Kabul.

        Il testo condiviso, di cooperazione in materia di prevenzione e contrasto del traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori, è stato sottoscritto a Roma il 2 giugno 2011.

SEZIONE III: VALUTAZIONE DELL'OPZIONE DI NON INTERVENTO DI REGOLAMENTAZIONE (OPZIONE ZERO).

        È stata valutata l'opzione zero, ma non è stata ritenuta congrua in quanto l'Accordo mira a favorire la cooperazione in materia di

 

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polizia per la prevenzione e il contrasto del traffico illecito di droga, in assenza di un accordo analogo del Governo italiano con il Governo della Repubblica islamica dell'Afganistan.

SEZIONE IV: OPZIONI ALTERNATIVE DI INTERVENTO REGOLATORIO.

        Non sono state valutate opzioni alternative alla stipula dell'Accordo in quanto, pur non esistendo altri accordi di analogo contenuto con l'Afghanistan, esso ricalca accordi stipulati con altri Paesi che hanno già dimostrato, nella pratica, la netta diminuzione dei reati connessi alla criminalità organizzata transnazionale.

        La stipulazione di tale Accordo è stata, quindi, ritenuta la soluzione ottimale al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

SEZIONE V: GIUSTIFICAZIONE DELL'OPZIONE REGOLATORIA PROPOSTA E VALUTAZIONE DEGLI ONERI AMMINISTRATIVI E DELL'IMPATTO SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.

A) Svantaggi e vantaggi dell'opzione prescelta, per i destinatari diretti e indiretti, a breve e a medio-lungo termine, adeguatamente misurati e quantificati, anche con riferimento alla possibile incidenza sull'organizzazione e sulle attività delle pubbliche amministrazioni, evidenziando i relativi vantaggi collettivi netti e le relative fonti di informazioni.

        Non sussistono svantaggi. L'opzione prescelta comporta vantaggi netti per gli organismi dei due Paesi preposti al contrasto del traffico illecito di droga, destinatari diretti dell'Accordo, in quanto viene definito un quadro giuridico più preciso e adeguato, quale cornice entro la quale viene svolta la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza per il contrasto del traffico illecito di droga. Presenta, altresì, vantaggi per i cittadini dei due Paesi e per la comunità internazionale, in relazione alle finalità dell'Accordo, connesse al rafforzamento dell'azione di contrasto del traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e precursori.

B) Individuazione e stima degli effetti dell'opzione prescelta sulle micro, piccole e medie imprese.

        Non sono individuabili o stimabili gli effetti, diretti e indiretti, dell'opzione prescelta sulle micro, piccole e medie imprese.

C) Indicazione e stima degli oneri informativi e dei relativi costi amministrativi, introdotti o eliminati a carico di cittadini e imprese.

        Non sussistono oneri informativi e relativi costi amministrativi introdotti o eliminati a carico di cittadini e imprese.

 

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D) Condizioni e fattori incidenti sui prevedibili effetti dell'intervento regolatorio, di cui comunque occorre tener conto per l'attuazione.

        Non sussistono condizioni o fattori esterni, attualmente prevedibili, che possano incidere sulla corretta attuazione del provvedimento. L'Accordo non produrrà impatto sull'organizzazione dell'amministrazione, in quanto le materie e gli istituti in esso previsti rientrano nelle normali attribuzioni degli organi nazionali competenti alla sua esecuzione.

        Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'Accordo, quantificati in euro 100.563, sono specificamente indicati nell'articolo 3 (copertura finanziaria) del disegno di legge di ratifica.

SEZIONE VI: INCIDENZA SUL CORRETTO FUNZIONAMENTO CONCORRENZIALE DEL MERCATO E SULLA COMPETITIVITÀ DEL PAESE.

        L'intervento regolatorio, che attiene prioritariamente alla materia di sicurezza pubblica, potrà incidere positivamente sul mercato, soprattutto sotto il profilo della competitività, in relazione agli attesi riflessi positivi, connessi al rafforzamento della cooperazione bilaterale di polizia nel contrasto della criminalità organizzata transnazionale dedita al traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e precursori.

SEZIONE VII: MODALITÀ ATTUATIVE DELL'INTERVENTO DI REGOLAMENTAZIONE.

A) Soggetti responsabili dell'attuazione dell'intervento regolatorio.

        I soggetti preposti all'applicazione dell'Accordo sono:

            per la Repubblica italiana, la Direzione centrale per i servizi antidroga - Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno;

            per la Repubblica islamica dell'Afghanistan, il Ministero per le attività antidroga - Direzione nazionale della sicurezza e il Ministero dell'interno.

B) Azioni per la pubblicità e per l'informazione dell'intervento.

        L'Accordo non prevede particolari forme di informazione e di pubblicità e, comunque, allo stesso verrà data pubblicità tramite i siti web delle amministrazioni coinvolte.

C) Strumenti per il controllo e il monitoraggio dell'intervento regolatorio.

        Il Ministero dell'interno seguirà l'esecuzione e l'effettiva attuazione dell'Accordo con la verifica diretta, tramite i propri uffici

 

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interessati, sia sullo scambio delle informazioni sia sulle attività espletate.

D) Meccanismi eventualmente previsti per la revisione dell'intervento regolatorio.

        L'Accordo prevede per entrambi i Paesi la possibilità di respingere le richieste di collaborazione o assistenza previste nell'Accordo, qualora queste possano compromettere la sovranità o la sicurezza dello Stato o altri interessi nazionali di primaria importanza.

E) Aspetti prioritari da monitorare in fase di attuazione dell'intervento regolatorio e da considerare ai fini della VIR.

        A cura del Ministero dell'interno si procederà alla relazione di verifica dell'impatto regolatorio, che terrà conto degli esiti di valutazione dei gruppi di lavoro congiunti e degli incontri bilaterali, che si svolgeranno su base di reciprocità nei due Paesi per l'applicazione dell'Accordo, nonché dell'esito delle eventuali attività di cooperazione di polizia poste in essere in esecuzione dell'Accordo stesso.

 

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DISEGNO DI LEGGE
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Art. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

      1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica dell'Afghanistan in materia di prevenzione e contrasto al traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori, fatto a Roma il 2 giugno 2011.

Art. 2.
(Ordine di esecuzione).

      1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 14 dell'Accordo stesso.

Art. 3.
(Copertura finanziaria).

      1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in euro 100.563 a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
      2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge

 

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e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. Si intendono corrispondentemente ridotti, per il medesimo anno, di un ammontare pari all'importo dello scostamento, i limiti di cui all'articolo 6, commi 12 e 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.
      3. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2.
      4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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Frontespizio Relazione Relazione Tecnica Analisi tecnico-normativa Testo Articoli Analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) Progetto di Legge Allegato 1
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