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PDL 458

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 458



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa del deputato BRAMBILLA

Modifica all'articolo 1 del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, in materia di svolgimento di iniziative di educazione alimentare e di diffusione della cultura vegetariana e vegana nell'ambito dell'insegnamento scolastico

Presentata il 21 marzo 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Scegliere l'alimentazione vegetariana o vegana rappresenta un importante passo per bandire dalla nostra vita la violenza verso miliardi di animali e verso l'ecosistema. Secondo l'Istituto Eurispes le persone che, per le più diverse ragioni, hanno adottato una dieta vegetariana o vegana sono, in Italia, alcuni milioni, corrispondente a circa il 12 per cento della popolazione: gruppo in costante crescita, che manifesta una rinnovata esigenza di cambiamento culturale. I promotori di tale scelta sono oggi ancora discriminati, troppo spesso sono derisi e trattati come individui stravaganti che si privano delle gioie del palato e delle delizie della carne. Ancor di più coloro che adottano la dieta vegana, che si nutrono cioè di nulla che abbia un'origine animale, dunque neanche di derivati quali latte, prodotti caseari o uova.
      Le manifestazioni e i comportamenti sociali delineati da media e consumismo hanno indotto una preoccupante ignoranza in campo alimentare anche nel nostro Paese che si distingue, invece, per la gran varietà della propria cucina tradizionale e regionale e per la specialità della dieta mediterranea, basata prevalentemente sulla tipicità ed eccellenza dei prodotti della terra. La malsana opulenza carnivora ha falsato i gusti alimentari degli italiani e l'odierno consumo di carne risponde non ad esigenze dietetiche reali bensì a mode d'oltreoceano e all'arroganza di un mercato che impone, tramite gli
 

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strumenti di comunicazione di massa, i propri bisogni commerciali ai consumatori.
      Entrando nel vivo della scelta vegetariana, sono tre, in sintesi, le ragioni che inducono all'opzione: si tratta di motivazioni di ordine etico; della tutela della propria salute; di ragioni socio-ambientali.
      Le motivazioni etiche si fondano sui princìpi della non violenza, della coesistenza pacifica e rispettosa con le altre creature. Il rispetto e la considerazione per gli animali non sono certo temi che appartengono alla sensibilità dei giorni nostri, ma valori e sentimenti connaturati all'uomo fin dall'origine delle civiltà. Occorre però che tutti riflettano maggiormente sull'atrocità, sul dolore, sulle sofferenze che vengono imposte agli animali pasciuti negli allevamenti intensivi, aumentati in maniera esponenziale nella seconda metà del ventesimo secolo. Gli animali destinati al factory farming vengono cresciuti in ambienti confinati, condannati alla quasi totale immobilità, rinchiusi in gabbie o in spazi angustissimi, nutriti con alimenti che fanno aumentare rapidamente e in maniera del tutto innaturale il loro peso o atti ad incidere addirittura sulla colorazione delle carni.
      Dal punto di vista della tutela della salute, ricercatori di ogni parte del mondo e anche illustri medici e scienziati italiani mettono in guardia da un eccesso di proteine nella dieta, poiché l'alimentazione iperproteica sovraccarica il sistema urinario predisponendo a malattie croniche degenerative.
      La terza delle elencate ragioni alla base della scelta della dieta vegetariana è quella di voler fornire un contributo alla risoluzione del problema della fame nel mondo, intervenendo altresì sulla sostenibilità ambientale, poiché l'allevamento intensivo è responsabile di ben il 18 per cento di tutte le emissioni di gas serra prodotte da attività umana. Alle descritte motivazioni fondanti la scelta vegetariana se ne aggiungono altre a sostegno, in particolare, della dieta vegana: si tratta della possibile sofferenza provocata dalla privazione del latte al cucciolo dell'animale che lo produce e, nel caso delle uova, dalla forzatura alla produzione, come avviene negli allevamenti in batteria.
      Chi mangia carne deve rendersi conto dell'impatto sociale e ambientale che ha la sua dieta e mutare le proprie abitudini alimentari. È, dunque, necessaria un'ulteriore riflessione da parte di tutti sull'alimentazione non violenta, sulla sofferenza degli animali, sulla propria salute, sul terzo mondo.
      Alla luce delle descritte motivazioni, nella profonda convinzione che tutti gli animali, essendo dotati di un elevato livello di consapevolezza, di coscienza, sensibilità e alcuni, addirittura, di capacità di sviluppare sentimenti, abbiano il diritto di non essere uccisi, la proposta di legge in oggetto si prefigge l'obiettivo di educare a tale sensibilità e cultura la popolazione in età scolare. In particolare, l'iniziativa legislativa mira ad inserire nell'ambito della materia «Cittadinanza e Costituzione», prevista nei programmi scolastici delle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione, l'educazione alimentare al fine di incentivare anche la diffusione della cultura alimentare vegetariana e vegana. Al medesimo scopo è rivolta la previsione in base alla quale in ogni provincia sono organizzate manifestazioni pubbliche che promuovano la diffusione della suddetta cultura alimentare coinvolgendo gli alunni. Inoltre, viene previsto l'insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegetariana e vegana per programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e per i servizi alberghieri o ristorativi.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Educazione alla cultura alimentare vegetariana e vegana).

      1. Dopo il comma 1-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è inserito il seguente:
      «1-ter. Nell'ambito delle azioni di cui al comma 1 sono attivate iniziative finalizzate alla promozione dell'educazione alimentare, con particolare attenzione alla diffusione della cultura alimentare vegetariana e vegana».

      2. Con cadenza annuale, in data e con modalità stabilite con decreto del Mi-nistro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, in ogni provincia sono organizzate manifestazioni pubbliche che promuovono la diffusione della cultura alimentare vegetariana e vegana, con il coinvolgimento degli alunni delle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione.
      3. Entro l'anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca inserisce l'insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegetariana o vegana nei programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi.

Art. 2.
(Invarianza finanziaria).

      1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.


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