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PDL 1295

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1295



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

CARRESCIA, DONATI, FANUCCI, SENALDI, LUCIANO AGOSTINI, CARELLA, D'INCECCO, FEDI, GADDA, GREGORI, LENZI, LODOLINI, MELILLI, FABBRI

Modifica all'articolo 67-quater del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, in materia di condizioni per l'accesso al contributo per la riparazione e per il miglioramento sismico delle unità immobiliari site nel centro storico dell'Aquila, distrutte o danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009

Presentata il 2 luglio 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Il capo X-bis del titolo III del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2013, n. 134, reca «Misure urgenti per la chiusura della gestione dell'emergenza determinatasi nella Regione Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile 2009, nonché la ricostruzione, lo sviluppo e il rilancio dei territori interessati».
      L'articolo 67-ter, comma 1, pone esplicitamente l'obiettivo di favorire anche «l'attrattività e lo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, con particolare riguardo al centro storico monumentale della città dell'Aquila».
      Il comma 5 dell'articolo 67-quater ha previsto che «In considerazione del particolare valore del centro storico del capoluogo del comune dell'Aquila, alle unità immobiliari private diverse da quelle adibite ad abitazione principale ivi ubicate, distrutte o danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009, è riconosciuto un contributo per la riparazione e per il miglioramento sismico, pari al costo, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto, degli interventi sulle strutture e sugli elementi architettonici esterni, comprese le rifiniture esterne, e sulle parti comuni dell'intero edificio, definite ai sensi dell'articolo 1117 del codice civile, nonché per gli eventuali oneri per la progettazione e per l'assistenza tecnica di professionisti abilitati (...). La fruizione dei benefìci previsti dal presente comma è subordinata al conferimento della delega volontaria di cui alla
 

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lettera c) del comma 2 del presente articolo. In caso di mancato consenso è facoltà del Comune procedere all'occupazione temporanea degli immobili».
      La richiamata lettera c) del comma 2 prevede la delega volontaria ai comuni, da parte dei proprietari, delle fasi della progettazione, esecuzione e gestione dei lavori, previa rinuncia ad ogni contributo o indennizzo loro spettante.
      La disposizione del comma 5, condizionando la possibilità di fruire dei benefìci alla delega «volontaria» del comma 2, nella sostanza finisce per assumere un connotato tipicamente espropriativo e incide addirittura nella fase progettuale, cioè in quella dove, in un'iterazione tra struttura e funzionalità degli spazi, il privato decide la qualità e l'immagine del proprio bene compiendo scelte personali e mirate, tanto più delicate se si opera in un tessuto particolare come quello del centro storico della città dell'Aquila.
      In particolare è assolutamente penalizzante la condizione posta dalla norma della perdita di ogni forma di contributo nel caso di mancata delega nella parte in cui si riferisce alle unità immobiliari private «diverse da quelle adibite ad abitazione principale», quali sono, ad esempio, anche una struttura alberghiera o un qualsiasi ufficio o esercizio commerciale.
      È palese, infatti, che la fase progettuale è strettamente connessa non solo alla destinazione d'uso ma anche alle modalità gestionali che il proprietario intende poi fare dei locali adibiti ad attività d'impresa e non può essere un terzo, estraneo ad ogni logica di mercato, a imporre soluzioni e scelte che influiscono in modo determinante sull'uso del bene.
      La proposta di legge si compone di un solo articolo che sopprime la parte del comma 5 dell'articolo 67-quater in cui subordina la fruizione dei benefìci al conferimento della delega volontaria.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Al comma 5 dell'articolo 67-quater del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2013, n. 134, le parole: «La fruizione dei benefìci previsti dal presente comma è subordinata al conferimento della delega volontaria di cui alla lettera c) del comma 2 del presente articolo. In caso di mancato consenso è facoltà del comune procedere all'occupazione temporanea degli immobili» sono soppresse.


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