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PDL 605

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 605



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

FEDI, GARAVINI, CARRA, COPPOLA, D'INCECCO, FIANO, LA MARCA, PORTA, TIDEI

Disposizioni per la revisione dei trattamenti economici del personale della carriera diplomatica e dei compensi comunque erogati dal Ministero degli affari esteri

Presentata il 29 marzo 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Il taglio complessivo delle risorse destinate alle cosiddette «politiche emigratorie», nel corso della XVI legislatura, è stato del 78 per cento. Dai 73 milioni di euro del 2008 si è passati ai 16 milioni di euro previsti per il 2012. Si tratta di capitoli di spesa per il finanziamento delle attività per le comunità italiane nel mondo, previste nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione «L'Italia in Europa e nel mondo», programma «Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali».
      A questa forte riduzione di risorse è da aggiungere quella, non meno drastica, operata sui capitoli di spesa relativi alle politiche culturali, che hanno comportato, ad esempio, restrizioni per l'attività degli istituti di cultura all'estero, per le iniziative culturali da organizzare nel mondo, per l'invio di personale destinato all'insegnamento della lingua e della cultura italiana all'estero.
      La notevole quanto improvvisa riduzione degli stanziamenti ha colpito la scuola, l'assistenza, la promozione culturale e l'organizzazione democratica della rappresentanza, i Comitati degli italiani residenti all'estero (Comites) e il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE). Una contrazione delle risorse di tale entità, peraltro, non è stata anticipata o seguita da un'azione riformatrice, come sarebbe stato auspicabile, per evitare che le pur necessarie misure di limitazione della spesa si traducessero in un vero e proprio smantellamento del sistema di intervento verso le nostre comunità, che si
 

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è concretizzato anche nella chiusura di diverse decine di sedi consolari e nella forte compressione della rete diplomatico-consolare nel mondo.
      Di fronte a un quadro tanto preoccupante, è evidente l'esigenza di imboccare un cammino di riforme, ma prima ancora, è indifferibile la necessità di garantire la sopravvivenza dei pilastri della presenza italiana nel mondo. Mentre si apre il cantiere delle riforme, volte a rendere più saldo e moderno il legame con le comunità italiane nel mondo, è il caso di entrare nelle scelte di merito dello spending review per garantire una ragionata e utile distribuzione delle risorse e dei tagli.
      Per quanto riguarda le riforme, uno dei primi temi da affrontare è quello relativo al personale a contratto del Ministero degli affari esteri, che in questo scenario in forte chiaroscuro sta assumendo un'essenziale funzione di sostegno della sempre più asfittica rete amministrativa del nostro Paese nel mondo. L'intervento, ormai improrogabile, attiene sia ai diritti e alle prerogative sindacali che ad alcune importanti questioni aperte, come le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, in scadenza a fine anno. Si tratta, in sostanza, di essere europei anche nei trattamenti economici e nella tutela dei diritti del personale che impieghiamo fuori dai confini nazionali. Una logica di parità di trattamento, che soddisfa anche esigenze di equità.
      L'intervento italiano in favore della cooperazione internazionale allo sviluppo, ridotto nel 2011 alla cifra più bassa degli ultimi venti anni, 179 milioni di euro, ha subito, con il maxiemendamento alla legge di stabilità 12 novembre 2011, n. 183, un nuovo taglio del 50 per cento che ha portato lo stanziamento complessivo della legge n. 49 del 1987 a 86 milioni di euro. Con questi livelli di impegno, l'Italia si troverà nella condizione di non poter rispettare gli impegni internazionali assunti in sede di Organizzazione delle nazioni Unite (ONU), particolarmente in relazione agli obiettivi del millennio.
      La giusta scelta di procedere concretamente a quelli che nel corrente dibattito sono definiti «costi della politica», per essere sostenibile ed efficace deve estendersi anche a trattamenti che all'opinione comune appaiono come inaccettabili privilegi. Tra questi, il trattamento riconosciuto ai diplomatici. Per queste ragioni proponiamo alcune misure di revisione dei trattamenti economici del personale della carriera diplomatica e dei compensi comunque erogati dal Ministero degli affari esteri, che introducono un principio di equità nei sacrifici e nella distribuzione delle risorse. Nello stesso tempo, in questo modo, si possono recuperare preziose risorse da destinare prioritariamente agli impegni contratti dal nostro Paese nel campo della cooperazione allo sviluppo e all'intervento a beneficio delle comunità italiane all'estero che, in questa fase di crisi globale, possono fungere da volano per una più sicura proiezione dell'Italia nel mondo.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Il Ministro degli affari esteri, con decreti da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, procede alla revisione dei trattamenti economici del personale della carriera diplomatica del Ministero degli affari esteri, a decorrere dal 1° gennaio 2014, al fine di adeguare le retribuzioni, le spese di rappresentanza, l'indennità di sede e gli ulteriori benefìci concessi a tale personale ai corrispondenti trattamenti vigenti negli altri Stati membri dell'Unione europea.
      2. La revisione di cui al comma 1 prevede che il trattamento economico onnicomprensivo del personale del Ministero degli affari esteri e dei consulenti impiegati a qualunque titolo presso il medesimo Ministero, anche se inquadrati con contratti di diritto estero, non può superare il trattamento annuo lordo spettante ai membri del Parlamento.
      3. I risparmi di spesa derivanti dall'attuazione dei commi 1 e 2 sono destinati, in pari misura, al finanziamento delle attività di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, previste dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, e al finanziamento delle attività per le comunità italiane nel mondo, previste nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, missione «L'Italia in Europa e nel mondo», programma «Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali», nonché all'adeguamento retributivo del personale a contratto del Ministero degli affari esteri e al sostegno della rete diplomatico-consolare italiana.


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