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PDL 339

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 339



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa del deputato CATANOSO GENOESE

Modifica delle disposizioni concernenti i limiti di distanza dalla costa per l'esercizio della pesca marittima ravvicinata

Presentata il 19 marzo 2013


      

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Onorevoli Colleghi! Il blue box è un dispositivo di rilevazione satellitare installato a bordo dei motopescherecci che consente l'identificazione dell'unità da pesca, l'individuazione della sua esatta posizione geografica, la data e l'ora di rilevamento, la velocità e la rotta; questi dati vengono memorizzati a intervalli regolari di due ore e successivamente trasmessi alle capitanerie di porto.
      Lo strumento – introdotto per la salvaguardia delle risorse ittiche e per la sicurezza dei naviganti – sta creando serie difficoltà ai pescatori sempre più costretti, a causa della rarefazione delle risorse, a pescare più lontano, con un aggravio di costi e di rischi a cui si aggiungono le sanzioni per sconfinamento.
      La normativa vigente autorizza le imbarcazioni a esercitare la pesca entro limiti di distanza dalla costa molto precisi e rigorosi e si rende necessario non solo semplificare le procedure, rivelatesi alquanto complesse e costose, ma anche ridiscutere tali limiti in funzione della sicurezza e della reale posizione delle attuali aree di pesca.
      Le capitanerie di porto, riscontrando l'interruzione dei segnali e applicando i regolamenti vigenti, hanno multato le imbarcazioni, con conseguenti danni economici e sociali alle imprese di pesca.
      Con il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 1o luglio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 22 novembre 2006, è stato disposto il trasferimento agli armatori degli oneri relativi al traffico satellitare e alla manutenzione dei blue box, con la conseguente intestazione a loro nome dei relativi contratti nei primi tempi di questi dispositivi, imposti dall'Unione europea
 

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a tutela dei numerosi interessi coinvolti nel settore della pesca, non ultimo quello dei pescatori italiani; sono stati consentiti utilizzi parziali e sono stati superati i malfunzionamenti legati alla prima fase di sperimentazione.
      Con il decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, sono state adottate alcune misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, con un aggiornamento delle infrazioni e delle relative sanzioni a carico degli armatori e dei pescatori italiani che ha portato l'Italia a essere uno tra i Paesi più virtuosi nell'ambito dell'Unione europea ma che ha messo in difficoltà il settore a tutto vantaggio delle imprese di pesca nord-africane e degli Stati membri, come per esempio Malta, che hanno limiti di pesca più ampi e sanzioni più lievi.
      Il Corpo delle capitanerie di porto ha provveduto a installare una serie di stazioni radio telegestite per il controllo delle coste e ciò garantisce un adeguato monitoraggio.
      La presente proposta di legge modifica il limite di distanza dalla costa per l'esercizio della pesca marittima ravvicinata portandolo a 40 miglia e, in periodi dell'anno prestabiliti, a 80 miglia.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. La pesca marittima ravvicinata è esercitata nelle acque marittime fino a una distanza di 40 miglia dalla costa, con navi da pesca di categoria non inferiore alla terza, e fino a una distanza di 80 miglia dalla costa nel periodo dal 1o aprile al 30 settembre di ogni anno.
      2. Il Governo provvede, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare il terzo comma dell'articolo 9 del regolamento di cui al decreto della Presidenza della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639, e successive modificazioni, al fine di adeguarlo a quanto disposto dal comma 1 del presente articolo.


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