Frontespizio Relazione Progetto di Legge Allegato 1

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PDL 108

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 108



 

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PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

SCHULLIAN, ALFREIDER, GEBHARD, PLANGGER

Ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992

Presentata il 15 marzo 2013


      

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Onorevoli Colleghe e Colleghi! La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie è stata redatta in seno al Consiglio d'Europa e aperta alla firma a Strasburgo il 5 novembre 1992. Fino ad oggi risulta firmata da 33 Stati membri del Consiglio d'Europa, con lo scopo di tutelare le lingue storiche regionali o minoritarie d'Europa che rischiano purtroppo di scomparire.
      Il trattato, in vigore dal 1o marzo 1998 dopo il raggiungimento delle cinque ratifiche previste, risulta ratificato solo da 24 Stati, mentre i restanti 9 non hanno ancora avviato o esaurito le procedure allo scopo previste.
      Il diritto ad usare una lingua regionale e minoritaria nella vita, sia pubblica che privata, rappresenta un diritto inalienabile dell'uomo, previsto nel Patto internazionale sui diritti civili e politici adottato e aperto alla firma a New York il 19 dicembre 1966, e reso esecutivo ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, e conforme anche alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848.
      L'Italia ha firmato il trattato il 27 giugno 2000, ma non ha ancora approvato lo strumento di ratifica. Durante la XIV, la XV e la XVI legislatura purtroppo non si è riusciti a concludere l’iter legislativo.
      La presente proposta di legge ripropone in sostanza il testo base approvato in Commissione Affari esteri della Camera dei deputati in data 9 ottobre 2007, comprensivo
 

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degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi approvati nella seduta del 16 ottobre 2007 (Atto Camera n. 2705 e abbinati). A questo testo abbiamo aggiunto due integrazioni che riteniamo importanti e che sarebbero state presentate da noi in Aula se la fine della XV legislatura non avesse reso impossibili l'esame e la conclusione del provvedimento.
      La prima modifica riguarda l'inserimento di un articolo aggiuntivo teso a introdurre una norma di salvaguardia a tutela delle eventuali disposizioni nazionali vigenti più favorevoli, mentre la seconda concerne una modifica all'allegato A che avrebbe il significato di estendere alle popolazioni germaniche dell'Alto Adige, slovene e a quelle parlanti il francese e il ladino quanto previsto all'articolo 11, paragrafo 1, lettera a(i), della Carta riguardo ai mass media, ovvero «a garantire l'istituzione di almeno una stazione radiofonica e di una rete televisiva nelle lingue regionali o minoritarie». Queste due modifiche sono state anche presentate nel corso dell'esame in Commissione affari esteri della Camera dei deputati durante la XVI legislatura, ma, purtroppo, non hanno trovato accoglimento.
      La Carta chiarisce quali debbano essere gli obiettivi e i princìpi ai quali gli Stati firmatari sono tenuti ad adeguare la propria politica legislativa. Prima di tutto, riconoscere le lingue regionali come espressione di ricchezza culturale; rispettare l'area geografica di ciascuna lingua regionale o minoritaria; agevolare e incoraggiare l'uso, orale e scritto, delle lingue in questione, sia nella vita privata che in quella pubblica; prevedere forme e mezzi per l'insegnamento e per lo studio di queste lingue, nonché promuovere studi e ricerche nelle università o presso istituti equivalenti.
      Il recepimento della Carta è una delle condizioni richieste dalle istituzioni europee, segnatamente dal Consiglio d'Europa, per l'adesione di nuovi Paesi al contesto comunitario, ed è quindi opportuno che un Paese fondatore del Consiglio d'Europa, quale è l'Italia, provveda sollecitamente all'esecuzione di questo importante strumento internazionale; va dato atto peraltro che l'Italia, ancora prima di sottoscrivere la Carta nel 2000, ne aveva già dato di fatto un'attivazione sostanziale, approvando la legge n. 482 del 1999.
      Vista l'importanza della presente proposta di legge, ormai non più procrastinabile, auspichiamo un rapido svolgimento e la conclusione del suo iter parlamentare.
 

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

      1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992, di seguito denominata «Carta».

Art. 2.
(Ordine di esecuzione).

      1. Piena ed intera esecuzione è data alla Carta, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 19 della Carta stessa.

Art. 3.
(Ambito di applicazione).

      1. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 2, paragrafo 2, e dall'articolo 3, paragrafo 1, della Carta, e a decorrere dalla data di cui all'articolo 2 della presente legge, le disposizioni della Carta stessa si applicano su tutto il territorio nazionale alle lingue regionali o minoritarie di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, nei termini indicati nell'allegato A annesso alla presente legge.

Art. 4.
(Programmazione radiotelevisiva).

      1. In attuazione dell'articolo 11, paragrafo 1, lettera a), della Carta, in occasione del rinnovo del contratto di servizio

 

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tra il Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per le comunicazioni e la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, sono introdotte misure dirette ad assicurare la diffusione di programmi radiotelevisivi nelle lingue regionali o minoritarie di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482.

Art. 5.
(Norma di salvaguardia).

      1. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 4 della Carta, sono comunque fatte salve eventuali disposizioni nazionali vigenti più favorevoli.

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Allegato A
(Articolo 3)

DISPOSIZIONI DELLA CARTA EUROPEA DELLE LINGUE REGIONALI O MINORITARIE

        Articolo 8, paragrafo 1:

            a(i): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b(i): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e slovene;

            b(ii): lingua delle popolazioni parlanti il francese;

            b(iii): lingua delle popolazioni parlanti il ladino;

            b(iv): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche (con esclusione di quelle dell'Alto Adige/Südtirol), greche, croate e di quelle parlanti il franco-provenzale, il friulano, l'occitano e il sardo;

            c(i): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e slovene;

            c(ii): lingua delle popolazioni parlanti il francese;

            c(iii): lingua delle popolazioni parlanti il ladino;

            c(iv): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche (con esclusione di quelle dell'Alto Adige/Südtirol), greche, croate e di quelle parlanti il franco-provenzale, il friulano, l'occitano e il sardo;

            d(i): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e slovene;

            d(ii): lingua delle popolazioni parlanti il francese;

            d(iii): lingua delle popolazioni parlanti il ladino;

            f(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            f(iii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            g: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            h: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

 

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            i: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 9, paragrafo 1:

            a(i): lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            a(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            a(iii): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e slovene;

            a(iv): lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            b(i): lingue delle popolazioni germaniche e ladine dell'Alto Adige/Südtirol;

            b(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b(iii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            c(i): lingue delle popolazioni germaniche e ladine dell'Alto Adige/Südtirol;

            c(ii): lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            c(iii): lingue delle popolazioni germaniche e ladine dell'Alto Adige/Südtirol;

            d: lingue delle popolazioni germaniche e ladine dell'Alto Adige/Südtirol.

        Articolo 9, paragrafo 2:

            c: lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol, slovene e di quelle parlanti il francese e il ladino.

        Articolo 10, paragrafo 1:

            a(i): lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            a(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

 

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            a(iii): lingue delle popolazioni slovene e di quelle parlanti il ladino;

            a(iv): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche (con esclusione di quelle dell'Alto Adige/Südtirol), greche, croate e di quelle parlanti il franco-provenzale, il friulano, l'occitano e il sardo;

            b: lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol, slovene e di quelle parlanti il francese e il ladino;

            c: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 10, paragrafo 2:

            a: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            c: lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e di quelle parlanti il francese;

            d: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            e: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            f: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            g: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 10, paragrafo 3:

            a: lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e di quelle parlanti il francese;

            b: lingue delle popolazioni slovene e di quelle parlanti il ladino.

 

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        Articolo 10, paragrafo 4:

            a: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            c: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 10, paragrafo 5:

            lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 11, paragrafo 1:

            a(i): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol, slovene e di quelle parlanti il francese e il ladino;

            a(iii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, (con esclusione di quelle dell'Alto Adige/Südtirol), greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            c(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            d: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            e(i): lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol e slovene e di quelle parlanti il francese e il ladino;

            e(ii): lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche (con esclusione di quelle dell'Alto Adige/Südtirol), greche, croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

 

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        Articolo 11, paragrafo 2:

            lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 11, paragrafo 3:

            lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 12, paragrafo 1:

            a: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            b: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            c: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            d: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            e: lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            f: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            g: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            h: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 12, paragrafo 3:

            lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

 

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        Articolo 13, paragrafo 1:

            c: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

        Articolo 13, paragrafo 2:

            a: lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            b: lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            c: lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol;

            d: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo;

            e: lingua delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol.

        Articolo 14:

            a: lingue delle popolazioni slovene e croate;

            b: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

 

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