VIII Commissione - Resoconto di giovedý 15 gennaio 2009


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 15 gennaio 2009. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI.

La seduta comincia alle 13.50.

Ratifica Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione Italia-Libia, fatto a Bengasi il 30 agosto 2008.
C. 2041 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame.

Agostino GHIGLIA (PdL), relatore, osserva che l'Accordo internazionale in esame, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, regola un ampio spettro di rapporti con la Libia, ponendo fine al contenzioso derivante dall'epoca coloniale e mettendo le basi per nuove relazioni tra i due Paesi. Riferisce che esso consta di 23 articoli raggruppati in tre Capi.
Il Capo I (articoli 1-7) delinea i principi generali che sono alla base dell'intesa, con l'impegno delle Parti al rispetto della legalità


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internazionale, nel quadro della comune visione di centralità delle Nazioni Unite, e la riaffermazione dei principi del rispetto dell'uguaglianza sovrana degli Stati, del non ricorso alla minaccia o all'impiego della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza dell'altra Parte, della non ingerenza negli affari interni della controparte, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché dell'opzione per la soluzione pacifica delle eventuali controversie.
Il Capo II (articoli 8-13) contiene una serie articolata di misure dirette a sanare le situazioni pregresse e i contenziosi ancora in atto, che pongono le basi per mettere fine, come dichiarato dal Presidente del Consiglio nel corso della sua visita ufficiale in Libia della scorsa estate, «a 40 anni di incomprensioni, con un riconoscimento completo e morale dei danni inflitti alla Libia dall'Italia durante l'epoca coloniale». Osserva quindi, in particolare, che l'articolo 8 impegna l'Italia a realizzare in Libia progetti infrastrutturali di base, che dovranno essere individuati sulla base delle proposte avanzate da quest'ultimo Paese. Segnala che, a tal fine, viene fissato un limite massimo di spesa complessiva di 5 miliardi di dollari USA, distribuiti in venti anni e che i fondi finanziari saranno gestiti dall'Italia, mentre la Libia renderà disponibili i terreni e agevolerà le imprese esecutrici dei lavori. Sottolinea, inoltre, che l'articolo 9 istituisce una Commissione mista paritetica, costituita da componenti designati dai rispettivi Stati, con il compito di individuare le caratteristiche tecniche dei progetti infrastrutturali di base e di decidere i tempi della loro realizzazione. Rileva, peraltro, che l'Accordo prevede all'articolo 10, la realizzazione da parte dell'Italia di iniziative speciali tra le quali la costruzione di 200 abitazioni, l'assegnazione di 100 borse di studio universitarie e post-universitarie a studenti libici, la cura di persone colpite dallo scoppio di mine in Libia presso istituti italiani, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici, e la restituzione di manoscritti e di reperti archeologici trasferiti in Italia in epoca coloniale. Per contro, la Libia si impegna, tra l'altro, a concedere i visti di ingresso anche ai cittadini italiani espulsi in passato dal proprio territorio, che desiderino entrare nel Paese per motivi di turismo, lavoro, o per altre finalità e a cooperare per regolare le pendenze riguardanti crediti di aziende italiane nei confronti della Libia ed eventuali debiti di tali aziende nei confronti del fisco libico, attraverso un negoziato nell'ambito del Comitato crediti.
Il Capo III (articoli 14-23) reca la disciplina del nuovo partenariato bilaterale, che si esprimerà attraverso consultazioni politiche su temi bilaterali, regionali e internazionali di reciproco interesse. Il Partenariato prevede, tra l'altro, una riunione annuale del Comitato di partenariato, formato dal Presidente del Consiglio dei ministri italiano e dal Segretario del Comitato popolare generale, che si svolgerà alternativamente nei due Paesi. Sono altresì previsti un rafforzamento della cooperazione negli ambiti scientifici, tecnologici, della medicina e dell'Università; della collaborazione economica e industriale, tra l'altro con la realizzazione di progetti di trasferimento di tecnologie nei settori delle opere infrastrutturali, e dell'ambiente; nonché del la cooperazione in materia energetica, riconoscendo ad essa valore strategico ed attribuendo particolare importanza alle energie rinnovabili.
Valuta, poi, particolarmente rilevante l'articolo 19 dell'Accordo, volto a rafforzare la collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina. In particolare, sottolinea che per contrastare l'immigrazione clandestina, è previsto un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, che verrà effettuato dalla parte italiana e che il costo dell'operazione sarà per metà a carico dell'Italia e per l'altra metà verrà chiesto il contributo dell'Unione europea, sulla base di precedenti intese tra quest'ultima e la Libia.
Riferisce, quindi, che l'Accordo prevede, altresì, una collaborazione nel campo della difesa con l'impegno espresso a collaborare nel settore della non proliferazione


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delle armi di distruzione di massa e del disarmo, particolarmente al fine di ripulire l'area mediterranea dalla presenza di tali armamenti. Segnalo, infine, che il partenariato è esteso anche allo sviluppo dei rapporti tra i parlamenti e gli enti locali delle due parti, con l'intendimento di approfondire la reciproca conoscenza.
Per quanto attiene al disegno di legge di ratifica, segnala che accanto alle consuete disposizioni recanti l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione del Trattato, esso reca, all'articolo 3, alcune disposizioni a carattere generale dirette ad introdurre, fino al 2028, un'addizionale all'imposta sul reddito delle società, residenti in Italia, operanti nel settore della ricerca e della coltivazione di idrocarburi. Al riguardo, osserva che si tratta di una disposizione che è stata oggetto di approfondita discussione e di approfondito esame da parte della III Commissione, anche in termini di esame delle numerose proposte emendative in quella sede presentate. Ritiene opportuno, quindi, anche per la delicatezza e la complessità tecnica della norma in questione, confermare la valutazione positiva data su tale disposizione dalla Commissione di merito nella seduta di ieri sera.
Avviandosi alla conclusione, segnala che, l'articolo 4, comma 1, del disegno di legge in esame quantifica l'onere finanziario del provvedimento in 214 milioni di euro per il 2009, 254 milioni per il 2010 e per il 2011 e in 181 milioni a decorrere dal 2012, disponendone la copertura mediante l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'attuazione del citato articolo 3. Segnala, altresì, che la relazione tecnica che accompagna il provvedimento riconduce in maniera dettagliata gli oneri quantificati a specifici articoli dell'Accordo e in particolare: all'articolo 8 per la realizzazione dei progetti infrastrutturali di base (180 milioni di euro l'anno); all'articolo 10 per la costruzione di 100 unità abitative (8 milioni di euro da erogarsi in tre anni), per le borse di studio per 100 studenti (1,3 milioni di euro l'anno), per il programma di cure (circa 16 milioni di euro suddivisi in due anni) e per il ripristino delle pensioni di guerra per 45 aventi diritto (16.200 euro l'anno); all'articolo 19, comma 2, per il sistema di controllo volto al contrasto dell'immigrazione clandestina (152 milioni di euro da ripartirsi in tre anni).
In conclusione, tenuto conto dell'importanza dell'Accordo internazionale in questione e, ancor più, dell'avvenuto inserimento del provvedimento all'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea di lunedì prossimo, propone che la Commissione esprima già nella seduta odierna un parere favorevole sul disegno di legge in esame.

Mauro LIBÈ (UdC) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore, chiarendo che, pur condividendo la necessità di dare una soluzione definitiva alle questioni che sono alla base dell'Accordo in discussione e pur apprezzando, in linea di massima, le scelte di fondo operate con la sua stipula, restano almeno due ragioni importanti a fondamento del voto contrario appena annunciato. La prima ragione, di carattere generale, attiene al trattamento inaccettabile e discriminatorio subito, alla luce del contenuto dell'Accordo internazionale in discussione, dai cittadini italiani a suo tempo costretti a rimpatriare dalla Libia; la seconda ragione, di carattere specifico, attiene invece alle modalità e agli strumenti per la copertura finanziaria del provvedimento in esame. Osserva, infatti, che ancora una volta, il Governo in carica pone apparentemente a carico di alcune società private - o, forse, di una sola - gli ingenti oneri necessari alla attuazione dell'Accordo, ma in realtà scarica sui cittadini tali oneri, giacché è praticamente certo che le società coinvolte faranno ricadere sul costo della bolletta energetica a carico di ogni famiglia italiana il prezzo delle maggiori imposte da esse dovute allo Stato per la copertura finanziaria del provvedimento in esame.

Raffaella MARIANI (PD) riferisce che in sede di esame presso la Commissione di


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merito il suo gruppo ha espresso un giudizio di massima favorevole sul provvedimento in esame, svolgendo tuttavia una organica serie di osservazioni e di proposte che in questa sede non è possibile riportare, anche per ragioni di tempo. Peraltro, con riferimento ai temi di più stretto interesse della Commissione, rileva che sarebbe opportuno che la Commissione tecnica prevista all'articolo 9 dell'Accordo per la valutazione delle infrastrutture da realizzare fosse in grado di esprimere elevate competenze in materia ambientale, anche per caratterizzare positivamente la partecipazione delle amministrazioni pubbliche e delle aziende italiane coinvolte, evitando in tal modo che il ruolo dell'Italia si risolva nel pagamento «a piè di lista» delle opere indicate dalla Libia. In tal senso, nel confermare l'orientamento favorevole del suo gruppo, chiede che nel parere della Commissione venga posta attenzione a tale questione.

Elisabetta ZAMPARUTTI (PD), annuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere favorevole sul provvedimento in titolo, in ragione della più generale contrarietà alla ratifica del Trattato Italia-Libia. Ritiene, infatti, che tale Trattato rafforzi una collocazione geopolitica dell'Italia che non è condivisibile e che rischia di avere gravi ripercussioni per il Paese.
Denuncia, quindi, gli aspetti più negativi del quarantennale regime assoluto del Colonnello Gheddafi, dalla persecuzione e repressione di ogni forma di dissenso politico, alla mancanza delle libertà fondamentali, fino alla pratica della tortura per gli oppositori del regime e alla pena di morte.
Critica, altresì, il contenuto del Trattato, anche per il fatto che con esso l'Italia assume vincoli e impegni onerosi nei confronti di una controparte inaffidabile, senza porre alcun «paletto», né sul versante ambientale né, soprattutto, sul fronte energetico - per quel che riguarda la fornitura di gas libico -, in modo tale da esporre il Paese a seri rischi e mettendo addirittura in discussione gli stessi impegni sottoscritti dall'Italia in quanto membro della NATO.

Agostino GHIGLIA (PdL), relatore, osserva che la questione posta dal deputato Mariani è senz'altro condivisibile, ma che, essendo la Commissione tecnica di cui all'articolo 9 dell'Accordo una Commissione paritetica, appare difficilmente risolvibile nei termini in cui è stata prospettata, con la presentazione anche di specifici emendamenti presso la Commissione di merito, giacché ogni vincolo nella composizione della componente italiana della Commissione tecnica potrebbe risolversi in un vincolo posto all'altra parte dell'Accordo. Ritiene, peraltro, che una sottolineatura della questione prospettata dal deputato Mariani possa essere senz'altro fatta nei confronti del Governo, e in tal senso propone di inserire una osservazione nel parere favorevole della Commissione. Ritiene, altresì, che nel corso della discussione in Assemblea, sia eventualmente possibile valutare la presentazione di un ordine del giorno che impegni il Governo ad indirizzare nel senso indicato l'attività della Commissione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva l'ulteriore nuova versione della proposta di parere favorevole con osservazione, formulata dal relatore (vedi allegato 1).

La seduta termina alle 14.05.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 15 gennaio 2009.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.05 alle 14.15.

INTERROGAZIONI

Giovedì 15 gennaio 2009. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI indi del


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vicepresidente Roberto TORTOLI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Roberto Menia.

La seduta comincia alle 14.15.

5-00199 Realacci: Corretta attuazione del nuovo sistema di gestione dei RAEE.

Il sottosegretario Roberto MENIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Salvatore MARGIOTTA (PD) ringrazia il rappresentante del Governo per la cortese risposta dichiarandosi, tuttavia, solo parzialmente soddisfatto della stessa. Pur apprezzando, infatti, gli elementi di consapevolezza in essa contenuti circa il rilievo ambientale ed economico delle questioni affrontate nell'interrogazione in titolo, ritiene che restino intatti i dubbi e le incertezze che sono alla base del proprio atto di sindacato ispettivo, a partire da quelli relativi ai tempi di entrata in vigore della nuova disciplina normativa. In tal senso sollecita nuovamente il Governo a porre in essere tutti gli strumenti atti a garantire celerità e certezza, quantomeno sui tempi di entrata in vigore delle nuove norme.

5-00517 Di Cagno Abbrescia: Disciplina delle discariche di rifiuti.

Angelo ALESSANDRI, presidente, avverte che, a seguito di accordi intercorsi fra l'interrogante e il Governo, lo svolgimento dell'interrogazione n. 5-00517, presentata dal deputato Di Cagno Abbrescia, è rinviato ad altra seduta.

5-00482 Bratti: Questioni relative all'operatività di SOGESID S.p.a.

Il sottosegretario Roberto MENIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Alessandro BRATTI (PD) ringrazia il sottosegretario per la sollecita risposta, riconoscendo che la questione posta dall'interrogazione è oggettivamente complessa e delicata. Peraltro, pur non avendo difficoltà ad accettare la ricostruzione del quadro normativo fornita dal Governo, ribadisce tutte le ragioni di perplessità e di preoccupazione in ordine al ruolo e alle competenze attribuite alla SOGESID S.p.a. Al riguarda elenca, richiamando espressamente il contenuto del sito internet di detta società, una serie di competenze - dal monitoraggio sulle attività relative al ciclo dei rifiuti, alla prevenzione e alla vigilanza in materia di inquinamento delle acque, alla valutazione di impatto ambientale -, che non possono che essere riferite ad organi di governo e ad uffici delle pubbliche amministrazioni e non già ad una società per azioni, sia pura con le peculiari caratteristiche di quella oggetto dell'interrogazione in titolo.
Su un piano diverso, ma complementare, cita inoltre una recente pronuncia dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, la quale conferma - a suo avviso - tutte le preoccupazioni sul ruolo della SOGESID S.p.a. e sui negativi effetti che dalla sua attività derivano in termini di riduzione degli spazi di concorrenza a disposizione di altri soggetti.
In conclusione, nel prendere atto degli elementi forniti dal Governo, riafferma la necessità che sia fatta chiarezza in tempi rapidi sulle attività e sul ruolo della SOGESID S.p.a., invitando il Governo a valutare i tempi e i modi per porre termine ad un'esperienza che rischia di diventare sempre più negativa. Per le stesse ragioni, sottopone, infine, al presidente della Commissione la valutazione circa l'opportunità di procedere ad una specifica audizione dei rappresentanti di detta società.

5-00507 Lussana: Autorizzazione per la realizzazione di una centrale nel comune di Villa di Serio.

Il sottosegretario Roberto MENIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).


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Carolina LUSSANA (LNP) ringrazia il sottosegretario per la puntualità della risposta che ripercorre l'intera vicenda relativa all'iter di approvazione dell'opera in questione. Ritiene, tuttavia, che il Governo non abbia sostanzialmente risposto all'interrogazione, la quale si proponeva l'obiettivo centrale di verificare la possibilità di instaurare, in applicazione delle norme del codice ambientale e della normativa comunitaria, un contraddittorio tra le parti interessate e cioè tra i cittadini e la società Italgen S.p.A., anche per evitare l'insorgere di successivi conflitti e contenziosi giudiziari che, allo stato, appaiono inevitabili in considerazione del fatto che l'istanza di VIA risulta presentata solo su una parte dell'opera. Per questi motivi, nel dichiararsi insoddisfatta della risposta ricevuta, invita nuovamente il Governo ad un ulteriore approfondimento della questione.

La seduta termina alle 14.50.

ATTI COMUNITARI

Giovedì 15 gennaio 2009. - Presidenza del vicepresidente Roberto TORTOLI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Roberto Menia.

La seduta comincia alle 14.50.

Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2009 e programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze francese, ceca e svedese.
COM(2008) 712 definitivo - 11249/08.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 13 gennaio 2009.

Alessandro BRATTI (PD), intende sottolineare l'importanza dei provvedimenti all'esame della Commissione; essi raccolgono, infatti, gli intendimenti politici comunitari per l'anno 2009 ed è, quindi, capace di fornire una panoramica di quelli che saranno i principali provvedimenti comunitari che saranno approvati nel corso dell'anno. In tale ambito le politiche ambientali rivestono un'importanza fondamentale se è vero che parte dei programmi all'esame sono incentrati proprio sulla necessità di coniugare lo sviluppo economico con la politica ambientale, richiedendo una riduzione dell'inquinamento ed una riconversione in tal senso degli strumenti produttivi. Cita, in proposito, i principali provvedimenti chiamati a definire questa nuova politica energetica e di rispetto ambientale, tra i quali l'implementazione degli acquisti verdi da parte delle pubbliche amministrazioni e la modifica della regolamentazione degli appalti, sulla quale sarebbe opportuno che il Governo prosegua quel lavoro istruttorio avviato in sede ministeriale. Auspica, pertanto, che anche la politica italiana diventi sempre più consapevole dell'esigenza di rispettare gli obiettivi europei in tema di ambiente e di riconversione del sistema di produzione dell'energia e che, a tal fine, anche ogni singolo provvedimento approvato, indipendentemente dalla materia interessata, si faccia carico dei nuovi impegni e rechi gli strumenti atti ad attuarli.

Roberto TORTOLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame dei provvedimenti ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

AUDIZIONI INFORMALI

Giovedì 15 gennaio 2009.

Audizioni di rappresentanti del Consiglio nazionale degli ingegneri, del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, nonché del Consiglio nazionale dei geometri, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge in materia di principi fondamentali per il governo del territorio.

Le audizioni informali si sono svolte dalle 15 alle 15.45.