Allegato B
Seduta n. 434 dell'8/3/2004


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LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
la Optimes nasce nel 1987 come consociata tra Stet e Philips, ma ben presto quest'ultima cede la propria quota alla Stet che a sua volta cederà tutto alla Finmeccanica. L'azienda produce compact


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disc ed è la prima in Italia, nel settore, ad avere un ciclo produttivo completo. Nel 97 avviene un nuovo cambio di proprietà; la MacRecord, facente capo alla famiglia Minotti di Novara, che controlla anche la Stardus e Videopiù, rispettivamente produttrice e distributrice di videocassette, subentra alla Finmeccanica. Con questo cambio di proprietà iniziano i problemi all'interno dell'azienda e tra azienda e maestranze. A Ferragosto del 97 la proprietà della Optimes sospende unilateralmente la chiusura per ferie della fabbrica per l'arrivo di una grossa commessa. Da quel momento l'amministrazione, ad avviso dell'interrogante arbitrariamente e in assenza di qualsiasi piano produttivo e di accordo con il sindacato, sconvolge totalmente l'organizzazione del lavoro, imponendo turni, straordinari e ferie forzate. L'arroganza dell'azienda arriva fino alla palese violazione dell'articolo 4 della legge n. 300 del 1970, istallando all'interno della fabbrica un sistema di videocamere per controllare gli spostamenti dei lavoratori;
nel 2001 iniziano i primi veri problemi produttivi, con la perdita di clienti e di commesse a cui si fa fronte con il ricorso alla mobilità e ritardando anche di mesi il pagamento degli stipendi;
tale situazione, e le conseguenti agitazioni e scioperi dei dipendenti della Optimes, si protraggono fino al settembre del 2003, quando un accordo siglato alla Presidenza della Regione impegna l'Azienda a rispettare alcune delle scadenze inevase dall'azienda stessa, anche se viene concesso di procrastinare di 30 giorni oltre i termini del contratto, gli stipendi in ritardo;
la Optimes è ormai in piena crisi di liquidità. Scelte incomprensibili e l'improvvisazione di una gestione inadeguata la tagliano ormai fuori dalle esigenze di un mercato del settore che si manifesta invece vivace e ricettivo;
la Regione Abruzzo è costretta a farsi carico di un intervento di mediazione per la stesura di un piano industriale tra l'Azienda e le maestranze ma all'incontro, verificatosi con ben 43 giorni di ritardo sulla data stabilita, la direttrice dello stabilimento signora Angela Zaira Sala dichiara di non poter illustrare il piano produttivo della Optimes per la mancata acquisizione di elementi certi; in quella sede la signora Sala assume l'impegno di mettere in pagamento entro il 31 dicembre la 13a mensilità e gli altri emolumenti arretrati, impegno che non verrà assolutamente rispettato poiché l'ultima mensilità ricevuta dai lavoratori è datata al mese di ottobre;
il 7 gennaio 2004, al rientro delle festività natalizie, i lavoratori trovano, senza alcun preavviso, l'azienda chiusa per cassa integrazione.
A tale decisione del tutto inaspettata e al di fuori da ogni contrattazione ha fatto seguito un tavolo istituzionale in sede regionale il 12 gennaio. In questa occasione la gravità della situazione amministrativa della Optimes è appare in tutta la sua importanza, a partire dall'impossibilità di mettere in pagamento le mensilità arretrate la cui unica possibilità di copertura risultata essere la concessione di un eventuale prestito da parte della Cassa di Risparmio dell'Aquila;
il 13 gennaio 2004, viene alla luce, da un'indagine di un rappresentante del Comune al tavolo istituzionale, che la Optimes era stata cancellata dalla camera di commercio dell'Aquila già dal 31 dicembre 2003 e incorporata, insieme a Videopiù, nella MacRecord, assumendo l'oggetto sociale di quest'ultima e cioè «produzione e distribuzione di materiale audiovisivo» con stabilimento in l'Aquila ad uso deposito. Nel frattempo, il 9 gennaio, la sede sociale della MacRecord, che riassume il nome di Optimes spa, viene trasferita da Roma a Milano;
nello stesso periodo, viene avviata nei confronti della Optimes una procedura di decreto ingiuntivo di pagamento delle competenze in sospeso (novembre, dicembre, 13a mensilità) nonché una denuncia di appropriazione indebita per la trattenuta relativa al fondo pensionistico previdenziale


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integrativo «Cometa» pertinente agli ultimi 6 mesi del 2003, dalla busta paga dei dipendenti;
in merito all'assetto proprietario si acquisisce inoltre che il consiglio d'amministrazione dell'azienda ha deliberato la scelta della confluenza nella MacRecord fin dal 23 marzo 2003 e che a luglio dello stesso anno, i proprietari della stessa MacRecord, Angelo e Claudio Minotti, cedevano rispettivamente il 50 per cento ed il 45 per cento del totale delle quote possedute alla società inglese «Belgrave Corporeted Limited» con sede in Londra, la quale eleggeva Claudio Minotti amministratore unico e Angela Zaira Sala direttrice generale della Optimes;
a fronte della continue e persistenti pressioni delle istituzioni locali in merito alle inadempienze e alla possibilità di poter avere un piano produttivo e societario soddisfacente, e alla conseguente lotta dei lavoratori, ormai sessanta i giorni di sciopero, si continua a prospettare l'ipotesi di un trasferimento dell'impianto a Milano, attuale sede sociale della Optimes;
l'Enel ha nel frattempo sospeso la fornitura di energia elettrica per morosità nei pagamenti, rendendo ancora più precaria la possibilità di una ripresa produttiva dello stabilimento;
l'ultima beffa è avvenuta l'8 febbraio 2004, quando in un incontro con il signor Komoto, direttore della società inglese Belgrave, questo mostrava di non conoscere del tutto la situazione dell'azienda che aveva acquistato da oltre sei mesi;
risulta all'interrogante che, attualmente, il nuovo direttore generale della Belgrave sia il signor Marcel Artur Ulrich, e non il signor Komoto;
appare evidente in tutta questa vicenda l'incomprensibile volontà della Optimes di riattivare la produzione in un mercato palesemente ricettivo e con commesse che continuano a pervenire all'azienda e l'altrettanto pervicace volontà di non addivenire a nessun chiarimento in merito alla sua situazione societaria e proprietaria e tantomeno dei piani aziendali, né con i lavoratori, né con le maestranze, né con le istituzioni locali -:
se il Ministro, a fronte di una situazione di impoverimento produttivo generale e tanto più sentita e cogente in un territorio come quello aquilano, non intenda assumere, con urgenza, l'impegno di aprire un tavolo ministeriale per chiarire prioritariamente la situazione proprietaria e societaria della Optimes e per garantire la ripresa produttiva di un'azienda in un mercato settoriale estremamente ricettivo, oltre a dare la giusta garanzia di occupazione ai lavoratori della Optimes che da mesi sono impegnati, con grandi sacrifici personali, a tutelare il loro diritto al lavoro e la capacità produttiva del territorio aquilano.
(2-01100) «Deiana, Cialente, Lolli».

Interrogazione a risposta in Commissione:

DEIANA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
l'8o CERIMANT ha tra le proprie competenze l'onere di provvedere allo stoccaggio e lo smistamento dei rifornimenti per le truppe impiegate in teatri operativi fuori dai confini italiani, tra cui l'Afghanistan e l'Iraq;
a seguito di una gara espletata, la Cooperativa A.R.X. di Roma forniva su richiesta dell'8o CERIMANT dell'Esercito, i lavoratori giornalieri da adibire alla movimentazione e allo stoccaggio di materiali di magazzino e bellici;
l'Ente impiegava mediamente n. 44 lavoratori giornalieri divisi tra la Sede in Roma e n. 7 depositi esterni ubicati in Abruzzo, Umbria, Toscana e Lazio, pagando il corrispettivo della prestazione numerica richiesta alla A.R.X. di Roma;
l'8o CERIMANT per fare fronte alle necessità economiche derivanti dall'impiego di detti lavoratori gravanti sul capitolo di bilancio n. 1297 programma 61


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dell'esercizio finanziario 2004 ha richiesto, in sede di programmazione economica, il finanziamento per tale servizio, che non è stato invece soddisfatto;
gli esigui stanziamenti sul relativo capitolo di bilancio e la mancata assegnazione delle somme a completo soddisfacimento della necessità economica programmata e richiesta dall'8o CERIMANT ha avuto come conseguenza, oltre l'impossibilità di avvalersi del servizio fornito dalla A.R.X., la perdita del lavoro per tutti i lavoratori giornalieri della Cooperativa A.R.X. normalmente impiegati presso il detto Ente -:
se il Ministro della difesa non ritenga che l'interruzione dei servizi prestati dalla A.R.X. possa comportare disagi e situazioni di rischio, derivanti dall'inevitabile ritardo nelle operazioni di movimentazione e stoccaggio dei materiali, per i contingenti impiegati nei teatri di operazioni fuori area, in particolare Iraq e Afghanistan, e quali provvedimenti intenda mettere in atto affinché vengano reintegrate le somme richieste dall'8o CERIMANT e possa essere riattivato il servizio della A.R.X;
quali passi il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda compiere affinché siano salvaguardati gli attuali livelli occupazionali della Cooperativa A.R.X.
(5-02958)

Interrogazione a risposta scritta:

BULGARELLI e CENTO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
i lavoratori dell'ELSAG STI S.p.A. (gruppo Elsag-finmeccanica società quotata in borsa controllato dal Ministero del tesoro) svolgono da 30 anni il lavoro di riscontro della biglietteria aerea per conto della IATA Industry Distribution and Finanzial Service, commessa BPS IATA Italia. Dal 1970 il capocommessa della funzione in oggetto è la Holding BNL che la svolge attraverso varie società tra cui la Mediser;
tra marzo e agosto del 2000, per contrasti societari, i lavoratori videro minacciata la propria posizione occupazionale rischiando di perdere il lavoro, furono costretti a lunghi scioperi e ad interminabili assemblee finché la situazione fu ricomposta con l'accordo delle parti anche grazie al ruolo svolto dalla Regione Lazio;
l'accordo in questione si concretizzò nella creazione della ELSAG Sti S.p.A., che per l'occasione aprì una sede a Roma, cui affidare la commessa IATA;
risulta all'interrogante che alla ELSAG Sti S.p.A vennero conferiti la maggior parte dei lavoratori della Mediser che nel passaggio furono penalizzati perdendo l'anzianità di servizio e le qualifiche professionali raggiunte; per contro, ai lavoratori fu promessa da parte della BNL multiservizi un fatturato tale da garantire il benessere finanziario della società subentrante e l'occupazione almeno fino al 2005;
alla fine del 2003, la IATA internazionale però prese «l'inspiegabile» decisione di affidare la commessa alla multinazionale spagnola ADP che al subentro iniziò una politica di tagli incompatibile con gli accordi del 2000 cui la ADP non si sente vincolata, e comunque ritenuti inaccettabili per i lavoratori;
a questo punto avvengono dei fatti su cui l'interrogante vorrebbe fosse fatta luce: l'ADP spacca in due la commessa, lasciando alla ELSAG il riscontro manuale e affidando il riscontro automatico della biglietteria alla cooperativa «Amico Service» che in passato si era limitata a fornire saltuariamente del personale itinerante alla ELSAG per trasporti e consegne, diviene immediatamente operativa e abilitata a lavori qualificati e di responsabilità nonostante l'evidente instabilità della stessa che è costretta solo il primo anno a cambiare ben tre sedi, sempre in scantinati e garages;
l'inevitabile perdita di fatturato è immediatamente scaricata sui lavoratori: il


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70 per cento dei lavoratori è messo in cassa integrazione con premessa di licenziamento e alcuni sono già in mobilità;
nell'affidare il riscontro automatico ad «Amico Services» la ADP non ha fatto nessun tentativo di conferire anche i lavoratori che, fino ad allora, l'avevano svolto. Inoltre nel richiedere la cassa integrazione non ha mostrato alcun prospetto di rientro produttivo, né alcun piano industriale;
il quotidiano Italia Oggi il 26 gennaio 2004 ha dato notizia di una nuova importante commessa per il sistema informatizzato per i documenti della pubblica amministrazione da parte del gruppo ATI di cui la ELSAG STI fa parte, ed una simile commessa richiede competenze tipiche dei lavoratori che si vorrebbero in mobilità;
secondo gli interroganti, la commessa IATA dovrebbe essere affidata, per i criteri di sicurezza interna ed internazionale il cui rispetto dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 deve essere ancora più scrupoloso, a ditte certificate, garantite e qualificate come la ELSAG STI, e non in base a criteri di risparmio indiscriminato che vanno a discapito della sicurezza -:
se non si ritenga che conformemente agli accordi presi con il concorso della Regione Lazio e sottoscritti dalla BNL MLS dovrebbero esser comunque tutelati i posti di lavoro all'ELSAG STI almeno fino al 2005;
se non sia opportuno impiegare i lavoratori ELSAG STI nell'informatizzazione della P.A. o ricollocare eventuali esuberi in altre società del gruppo FINMECCANICA controllate dal Ministero del Tesoro e comunque usufruire di idonei ammortizzatori sociali;
se non si giudichi, inoltre, poco conforme ai soprammenzionati criteri di sicurezza l'affidamento del riscontro automatico ad una cooperativa non certificata e garantita.
(4-09238)