Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Bilancio dello Stato - Servizio Bilancio dello Stato
Titolo: Legge di bilancio 2020 - Profili finanziari
Riferimenti: AC N.2305/XVIII
Serie: Verifica delle Quantificazioni   Numero:
Data: 18/12/2019
Organi della Camera: V Bilancio

A.C. 2305

dicembre 2019

LEGGE DI
BILANCIO 2020


Profili finanziari



 

Servizio Bilancio dello Stato

Tel. 06 6760-2233 - * bs_segreteria@camera.it

Verifica delle quantificazioni n. 160

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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INDICE

PREMESSA.. 17

VERIFICA DELLE QUANTIFICAZIONI. 18

ARTICOLO 1. 18

Comma 1 (Risultati differenziali del bilancio dello Stato). 18

Commi 2 e 3 (Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA e accise). 18

Commi 4 e 5 (Deducibilità IMU). 20

Comma 6 (Riduzione cedolare secca per contratti a canone concordato) 21

Comma 7 (Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti). 22

Comma 8  (Sgravio contributivo assunzione apprendisti primo livello). 23

Comma 9 (Riduzione delle tariffe INAIL). 24

Comma 10  (Disposizioni in materia di esonero contributivo). 26

Comma 11  (Bonus occupazionale giovani eccellenze). 28

Comma 12 (Anticipazione Naspi destinata alla sottoscrizione di capitale di cooperative da lavoratori in mobilità). 30

Comma 13  (Contributo addizionale per rapporti di lavoro a tempo non indeterminato)  31

Commi da 14 a 16, 24, 25 e 27 (Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali)  32

Comma 17 (Sistema per la detenzione dei flussi di merci). 34

Commi da 18 a 23 (Olimpiadi invernali del 2026 e polo Metropolitano M1 – M5 e Ryder Cup) 34

Comma 26 (Viabilità funzionale allo svolgimento Olimpiadi invernali 2026). 35

Comma 28  (Interventi rete ferroviaria nazionale). 36

Commi da 29 a 37 (Opere pubbliche nei comuni). 37

Comma 38 (Contributi ai comuni per messa in sicurezza del territorio) 38

Comma 39 (Definizione dei tempi per l’utilizzazione di contributi destinati ai comuni)  41

Comma 40 (Semplificazione procedure per variante strumento urbanistico). 41

Comma 41 (Recupero della villa Alari Visconti di Saliceto in Cernusco sul Naviglio)  42

Commi 42 e 43 (Contributi ai comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana) 43

Commi da 44 a 46 (Fondo per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei comuni)  44

Commi da 47 a 50 (Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane). 45

Commi da 51 a 58 (Contributi ai comuni per la progettazione di interventi di messa in sicurezza territorio). 46

Commi da 59 a 61 (Fondo per finanziamento di opere su edifici destinati ad asili nido)  47

Comma 62 (Manutenzione rete viaria delle province e città metropolitane). 49

Commi 63 e 64 (Messa in sicurezza di strade e miglioramento energetico delle scuole)  50

Comma 66 (Contributi per investimenti nelle regioni a statuto ordinario) 51

Comma 67 (Attività di monitoraggio del rischio sismico). 52

Comma 68 (Museo della diga di Gleno). 52

Comma 69 (Contributi per investimenti nelle regioni a statuto ordinario) 53

Comma 70 (Detrazioni IRPEF per interventi sugli immobili). 54

Comma 71 (Opere pubbliche nei comuni). 57

Comma 72 (Investimenti per la messa in sicurezza idraulica in Liguria). 58

Comma 73 (Contributo per le Fiere di Bari, Verona, Foggia e Padova). 59

Comma 74 (Investimenti per la salvaguardia e la tutela dell'ambiente alpino della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste). 59

Commi 76 e 77 (Proroga grandi derivazioni idroelettriche in Trentino-Alto Adige)  60

Comma 78  (Affidamento di lavori da parte dei Vigili del fuoco). 61

Commi 79 e 80 (Modalità di determinazione del fondo crediti dubbia esigibilità) 61

Commi 81 e 82  (Edilizia sanitaria). 63

Commi 83 e 84  (Sblocca Italia). 65

Commi da 85 a 100 (Green economy). 66

Commi 101-102 (Interventi di bonifica da amianto delle navi militari). 74

Commi 103-106 (Completamento della carta geologica ufficiale d'Italia) 76

Commi 107-109  (Green Moblity). 77

Commi 110-112  (Disposizioni in materia di trasporti). 78

Commi 113-117  (Rinnovo del parco veicolare delle imprese  iscritte al REN). 80

Comma 118  (Credito d’imposta per sistemi di monitoraggio sugli immobili). 81

Commi 119-122  (Interventi in favore di Venezia). 82

Comma 123  (Investimenti agricoli in beni strumentali). 83

Commi 124-126 (Introduzione di tariffe sociali per i collegamenti aerei da e per la Regione Siciliana). 84

Comma 127 (Integrazione del Fondo contratti del personale dello Stato – Rinnovo contrattuale) 85

Comma 128 (Contratti per il tutoraggio della Scuola nazionale dell’amministrazione)  89

Commi 129 e 130 (Lavoro straordinario degli appartenenti alle Forze di polizia). 90

Comma 131 (Lavoro straordinario degli appartenenti alle al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco). 91

Comma 132 (Rifinanziamento “Operazione strade sicure”). 92

Comma 133 (Fondo per la valorizzazione del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco). 98

Comma 134  (Fondo per le risorse decentrate del personale civile del Ministero della Difesa) 100

Comma 135  (Uffici di diretta collaborazione del Ministero dell’economia). 102

Commi da 136 a 140 (Incremento dotazione organica del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) 103

Commi 141 e 142 (Fondo per le risorse decentrate del personale civile del Ministero dell’interno). 106

Commi 143 e 144 (Disposizioni per l'armonizzazione dei trattamenti accessori). 108

Commi da 145 a 147 (Portale reclutamento e trasparenza e ampliamento delle graduatorie)  110

Commi da 151 a 154  (Assunzioni straordinarie nel Corpo delle Capitanerie di Porto)  111

Commi da 155 a 159  (Assunzioni di personale presso il Ministero delle infrastrutture)  115

Comma 160  (Dipendenti degli uffici stampa delle amministrazioni regionali). 118

Commi 161 e 162 (Proroga dei contratti di lavoratori socialmente utili). 119

Commi 164 e 165 (Assunzioni di personale per il Ministero dell'interno). 121

Commi 166 e 167 (Assunzione di un dirigente generale al Ministero dell’agricoltura)  122

Commi 168 e 169  (Organico dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata). 123

Commi da 170 a 174 (Disposizioni in materia di organico dell'Avvocatura dello Stato)  128

Comma 175, lettera a) (Detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica) 133

Comma 175, lettera b) (Detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia e acquisto di mobili)  138

Comma 176  (Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di ristrutturazione e efficienza energetica) 141

Commi 177-180 (Sport bonus). 144

Comma 181 (Esonero contributivo per società sportive femminili). 146

Comma 182 (Fondo sport e periferie). 147

Comma 183 (Esenzione IRPEF redditi dominicali e agrari). 149

Commi 184-197 (Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali). 150

Commi 198-209 (Credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo). 154

Commi 210-217 (Credito d’imposta per la formazione 4.0). 156

Comma 218 (Credito di imposta investimenti sisma Centro Italia). 158

Commi da 219 a 224 (Detrazione fiscale per facciate esterne edifici). 160

Comma 225 (Disposizioni tributarie per attività di floricoltura). 163

Commi 226-229  (Rifinanziamento della Nuova Sabatini) 165

Commi 230-232 (Interventi di riconversione e riqualificazione di aree in crisi). 168

Comma 233 (Fondo di garanzia prima casa). 174

Comma 234 (Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione)  175

Comma 235 (Padova capitale europea del volontariato 2020). 175

Comma 239 (Versamento all’entrata delle disponibilità del fondo per le garanzie dello Stato) 176

Commi da 240 a 252 (Fondo per la ricerca e Agenzia nazionale per la ricerca). 176

Commi 253 e 254 (Programmi spaziali e aerospaziali). 180

Comma 255 (Fondo retribuzione dirigenti scolastici). 181

Comma 256 (Formazione dei docenti per l’inclusione scolastica). 182

Comma 257 (Innovazione digitale nella didattica - Diritto allo studio universitario)  183

Commi da 258 a 260 (Interventi in materia di edilizia scolastica). 184

Commi 261 e 262  (Scuole innovative) 185

Commi 263 e 264  (Efficientamento energetico degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico) 186

Comma 265 (Diritto allo studio universitario). 187

Comma 266 (Fondo per l’incremento dell’organico dell’autonomia del personale docente delle istituzioni scolastiche statali). 188

Comma 267 (Fondo nazionale per il servizio civile). 191

Comma 268 (Contributo alla Scuola di Scienze Sissa di Trieste). 191

Comma 269  (Disposizioni in materia di spesa per il personale del SSN). 192

Comma 270 (Fondo per la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero) 193

Comma 271 (Contratti di formazione specialistica dei medici). 193

Comma 272  (Comandi di docenti e dirigenti scolastici). 194

Commi 273-274 (Infrastrutture europee delle scienze umane, sociali e digitale multilingue)  196

Commi 275-277 (Fondazione Human Technopole). 197

Comma 278 (Consiglio Nazionale dei Giovani). 198

Comma 279  (Potenziamento dell'offerta formativa nella scuola dell'infanzia) 199

Comma 280 (Collaboratori scolastici nella provincia di Palermo). 200

Commi 282-285 (Disposizioni in materia di istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica). 202

Comma 286 (Disposizioni per gli enti di interesse pubblico) 203

Comma 287 (Incentivo generale per la patrimonializzazione delle imprese). 205

Commi 288-290 (Misure premiali per favorire l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici) 208

Commi da 291 a 295 (Errate fatturazioni di forniture energetiche, idriche e di servizi telefonici, televisivi e via internet). 209

Comma 296 (Interventi su beni culturali). 210

Commi 297 e 298   (Piano straordinario di promozione del made in Italy). 211

Comma 299 (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane). 215

Comma 300 (Credito di imposta per la partecipazione di PMI a fiere internazionali)  217

Comma 301  (Concorso pubblico di accesso alla carriera diplomatica). 217

Commi da 302 a 305 (Rappresentanza di genere negli organi delle società di intermediazione finanziaria quotate). 218

Comma 306 (Provvedimenti urgenti per le aree della rupe di Orvieto e del Colle di Todi)  219

Comma 307 (Contributo per la promozione della lingua e cultura italiana all'estero)  219

Comma 308  (Ente autonomo Volturno). 220

Comma 309 (Semplificazione interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione - FSC). 221

Comma 310 (Fondo per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei comuni). 222

Commi 311 e 312  (Contributo per investimenti in infrastrutture sociali nel Mezzogiorno) 223

Comma 313 (Agevolazioni alle Zone logistiche semplificate). 224

Comma 314  (Rifinanziamento strategia nazionale aree interne). 226

Comma 315  (Realizzazione di tralicci di proprietà pubblica). 226

Comma 316 (Rafforzamento delle ZES). 227

Comma 317 (Porto di Barletta). 230

Comma 318 (Area di Gioia Tauro). 230

Comma 319 (Proroga del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno)  231

Comma 320  (Misura “Resto al Sud”). 232

Commi 321-326  (Fondo “Cresci al Sud”). 233

Comma 327 (Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia - EIPLI). 235

Comma 328 (Rideterminazione della dotazione organica e autorizzazione all'assunzione) 236

Comma 329 (Fondo per la prevenzione del randagismo). 237

Comma 330 (Fondo per la disabilità e la non autosufficienza). 238

Commi 331-333 (Fondo per le non autosufficienze e altri interventi in materia di disabilità)  239

Comma 334 (Esenzione compartecipazione alla spesa sanitaria). 240

Comma 335 (Contribuzione alle scuole dell’infanzia paritarie che accolgono alunni con disabilità). 241

Comma 336 (Contributo straordinario all’Unione italiana ciechi e ipovedenti) 242

Comma 337 (Contributo in favore della FISH – Federazione italiana per il superamento dell’handicap). 242

Comma 338 (Interventi per le persone con disabilità). 243

Commi 339-341 e 343-344 (Disposizione in favore della famiglia). 243

Comma 342 (Congedo obbligatorio di paternità). 249

Comma 345 (Fondo per le adozioni internazionali). 251

Commi 346-347 (Detrazione scuole musica). 252

Commi 348-352 (Obbligo di esposizione del numero telefonico nazionale anti violenza e stalking). 253

Commi 353-354 (Piano straordinario di azione contro la violenza sessuale e di genere)  254

Commi 355-356 (Esenzione canone RAI per gli anziani a basso reddito). 254

Commi 357-358 (Bonus cultura diciottenni – 18app). 257

Commi 359-360 (Istituzione del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei). 258

Comma 361 (Detrazioni fiscale per spese veterinarie). 259

Commi 362 e 363  (Interventi per il Ministero per i beni e le attività culturali). 260

Commi 364 e 365 (Autorizzazione di spesa in favore del Comune di Parma e contributo in favore della Fondazione “I Pomeriggi Musicali”). 262

Comma 366 (Fondo per lo sviluppo degli investimenti del cinema e dell’audiovisivo)  263

Comma 367 (Fondo unico per lo spettacolo). 265

Comma 368 (Patrimonio culturale di istituzioni afferenti al MIBACT). 266

Comma 369 (Finanziamento di carnevali storici). 267

Comma 370 (Contributo al Pistoia Blues Festival). 268

Comma 371 (Fondo per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle bande musicali)  268

Commi da 372 a 375 (Contributi per soggetti giuridici creati o partecipati dal MIBACT, Fiera internazionale del libro di Francoforte, Triennale di Milano e destinazione quota proventi gioco del lotto per recupero beni culturali). 269

Comma 376 (Contributi per i teatri di proprietà dello Stato all’estero). 271

Comma 377  (150° anniversario di Roma capitale). 272

Comma 378  (Programma ''Vivere all'italiana''). 273

Commi 379-380  (Fondo ''Antonio Megalizzi''). 274

Comma 381 (Portale delle fonti per la storia della Repubblica italiana). 274

Comma 382  (Contributo alla Lega delle Autonomie italiane). 275

Comma 383 (Contributi alle Scuole di eccellenza nazionale operanti dell'altissima formazione musicale). 276

Comma 384 (Recupero di beni immobili statali di interesse storico e culturale in stato di abbandono e riqualificazione delle aree industriali dismesse con manufatti architettonici di interesse storico). 276

Comma 385 (Interventi in favore della Badia di Santa Maria di Pattano). 277

Comma 386 (Interventi in favore della Fondazione Ente Ville Vesuviane). 278

Commi 387 e 388 (Fondo per lo studio preliminare all'introduzione del «Volo Turistico»)  279

Commi da 389 a 393 (Contributi alle scuole e agli studenti per abbonamenti a quotidiani e periodici nonché ai punti di vendita di quotidiani e periodici). 279

Comma 394 (Contributi diretti a imprese radiofoniche e a imprese editrici di quotidiani e periodici). 282

Comma 395 (Fondazione Luigi Einaudi ONLUS di Roma). 283

Comma 396 (Contributo a favore dell'Istituto affari internazionali di Roma). 284

Commi 397-398 (Servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari). 284

Commi da 399 a 401 (Misure per l’innovazione). 285

Commi 402 e 403 (Piattaforma per le notifiche digitali). 286

Comma 404 (Festival Donizetti Opera). 288

Commi 405 e 406 (Centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano). 288

Commi da 407 a 409 (Razionalizzazione delle infrastrutture digitali). 289

Commi 410-412 (Istituti tecnici superiori) 290

Commi 413-414 (Fondo per la Carta Giovani Nazionale). 292

Commi 415 e 416  (Autorizzazione all’assunzione di magistrati vincitori di concorso)  292

Comma 417 (Misure per la funzionalità dell’Amministrazione giudiziaria). 294

Comma 418 (Disposizioni in materia di personale dell’Amministrazione della giustizia) 295

Commi da 419 a 421 (Assunzioni a tempo indeterminato di personale dirigenziale non generale degli Uffici di esecuzione penale esterna). 295

Commi 422-423 (Potenziamento dell'attività trattamentale negli istituti penitenziari)  297

Commi 424 e 425 (Piano di interventi prioritari per il potenziamento dell'esecuzione penale esterna). 299

Comma 426  (Assistenza delle vittime di reato). 302

Commi da 427 a 430 (Tesoreria spese processi civili). 303

Comma 431 (Esenzione somme corrisposte in esecuzione sentenze). 307

Comma 432 (Piante organiche flessibili distrettuali). 308

Commi 435 e 436  (Decentramento organizzazione giudiziaria del Ministero della giustizia)  310

Commi 437-444  (Programma innovativo per la rinascita urbana). 314

Comma 445 (Cartolarizzazioni immobiliari) 319

Commi 446 - 448 (Abolizione della quota fissa di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie). 321

Commi 449-450 (Apparecchiature sanitarie dei medici di medicina generale). 325

Comma 451  (Disposizioni in materia di personale della ricerca sanitaria) 327

Comma 452 (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà - INMP). 327

Comma 453 (Campagne di sensibilizzazione per gli animali di affezione). 328

Comma 454 (Destinazione di beni confiscati ai sensi dell’art. 48 del D.lgs. n. 159/2011)  329

Comma 455 (Finanziamento della centrale operativa nazionale per non udenti). 329

Commi 456-457 (Fondo per il sostegno all’acquisto di sostituti del latte materno). 330

Commi 458-460 (Disposizioni per il potenziamento del presidio delle funzioni relative all’invalidità civile e delle attività medico-legali dell’INPS). 331

Commi 461-462 (Sperimentazione sui servizi erogati dalle farmacie). 333

Comma 463 (Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza). 336

Comma 464 (Disposizioni in materia di medicinali omeopatici). 337

Comma 466 (Disposizioni in materia di precariato del Servizio sanitario nazionale)  338

Comma 467 (Stabilizzazione personale precario CREA). 339

Comma 468 (Disposizioni in materia di personale sanitario). 340

Comma 469  (Valutazione incidenza endometriosi). 341

Commi da 470 a 472  (Formazione specialistica dei medici). 341

Comma 473  (Disposizioni in materia di APE sociale). 343

Commi 474 e 475 (Istituzione della commissione occupazioni gravose e della commissione spesa previdenziale e assistenziale). 344

Comma 476 (Opzione donna). 346

Commi 477 e 478  (Perequazione automatica dei trattamenti pensionistici). 350

Commi 479 - 481 (Disposizioni per l'attuazione del programma del Reddito di cittadinanza)  354

Comma 482 (Fondo vittime gravi infortuni sul lavoro). 355

Commi 483-485 (Fondo INPS della Gestione delle prestazioni creditizie e sociali)  356

Commi 486-489  (Crediti nei confronti di orfani per crimini domestici). 359

Comma 490 (Rifinanziamento del Fondo per le disabilità). 360

Commi 491-494  (Interventi in materia di ammortizzatori sociali, sostegno al reddito e sistema duale). 361

Commi da 495 a 497 (Assunzione di lavoratori socialmente utili). 365

Commi 498-500  (Incentivi all'esodo per i lavoratori del settore editoriale). 366

Commi 501-502 (Sostegno alle imprese colpite da cimice asiatica). 372

Comma 503  (Sgravi contributivi neoassunti in agricoltura). 373

Commi 504-506 (Fondo rotativo per l’imprenditoria femminile in agricoltura). 376

Comma 507 (Fondo per la competitività delle filiere agricole). 377

Comma 509 (Deducibilità investimenti colture arboree). 377

Comma 511 (Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti)  378

Comma 512 (Parco museo minerario delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia Romagna). 379

Commi 513-514 (Disciplina dell’oleoturismo). 380

Commi 515-517 (Sostegno al reddito per pescatori per fermo pesca biologico) 382

Commi 518-519 (Fondo per il funzionamento delle Commissioni uniche nazionali)  383

Commi 520 e 521 (Sviluppo dell'innovazione in agricoltura). 384

Comma 522 (Fondo per l’agricoltura biologica). 385

Comma 523 (Disposizioni per il contrasto al batterio Xylella fastidiosa). 386

Commi da 524 a 527 (Sostegno all’economia circolare). 386

Commi 528-536 (Partecipazione alle istituzioni finanziarie internazionali) 387

Commi da 537 a 539 (Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) – salvaguardia del capitale) 390

Comma 540 (Incremento dotazioni del Fondo per la Sicurezza Urbana). 392

Commi da 541 a 545 (Regioni a statuto ordinario). 393

Comma 546 (Fondo per le celebrazioni dei cinquanta anni delle regioni). 395

Comma 547 (Incremento del limite per le anticipazioni di tesoreria in favore degli enti locali) 396

Comma 548 (Contributo della Regione Trentino-Alto Adige e delle province autonome agli obiettivi di finanza pubblica). 396

Comma 549 (Minoranze linguistiche). 397

Comma 550 (Comuni montani). 398

Comma 551 (Riduzione dei versamenti dei piccoli comuni montani al Fondo di solidarietà comunale). 398

Comma 552 (Indennità di funzione degli amministratori locali). 399

Comma 553 (Fondo per gli investimenti nelle isole minori). 400

Comma 554 (Contributo IMU/TASI). 401

Comma 555 (Incremento del limite per le anticipazioni di tesoreria in favore degli enti locali) 402

Comma 556 (Anticipazioni di liquidità per gli enti territoriali per il pagamento dei debiti)  402

Comma 557 (Debiti enti locali). 404

Comma 558 (Contributo al comune di Vibo Valentia). 405

Commi da 559 a 580 (Campione d’Italia). 405

Commi da 581 a 587 (Acquisti e negoziazioni della pubblica amministrazione) 411

Comma 588 (Razionalizzazione della spesa per servizi di SOGEI). 417

Comma 589 (Riduzione della dotazione finanziaria assegnata a Consip). 418

Commi da 590 a 602 (Misure di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica)  419

Comma 603 (Limiti alla riassegnazione di fondi alimentati dalle imprese). 425

Comma 604 (Riduzione del contributo italiano all'ONU). 427

Comma 605 (Utilizzo da parte delle università di docenti in servizio presso istituzioni scolastiche). 427

Comma 606 (Mancata riassegnazione somme al MIT). 429

Comma 607  (Riduzione sgravi contributivi nel settore della pesca). 431

Comma 608 (Soppressione di un Fondo istituito presso l'INPS). 432

Comma 609  (Revisione delle stime relative agli oneri nel settore pensionistico). 434

Commi da 610 a 613 (Riduzione della spesa nel settore informatico). 437

Commi 614 e 615 (Convenzioni stipulate dal Ministero dell’interno). 438

Commi da 616 a 620 (Rinegoziazione dei contratti di locazione passiva). 439

Commi da 621 a 623 (Immobili della Difesa: modalità di dismissione e bonifica dei poligoni)  441

Commi 624-626 (Monitoraggio dei saldi di finanza pubblica). 442

Commi 627 e 628 (Misure per la sperimentazione del voto elettronico) 445

Comma 629 (Rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito). 445

Comma 630 (Accisa sul gasolio commerciale). 447

Comma 631 (Accisa sui prodotti energetici per produrre energia elettrica). 449

Commi 632-633 (Fringe benefit per auto aziendali). 452

Commi 634-658 (Imposta sul consumo dei manufatti in plastica). 454

Comma 659 (Accise sui tabacchi). 458

Comma 660 (Imposta di consumo sui prodotti accessori ai tabacchi da fumo). 465

Commi da 661 a 676 (Imposta sul consumo di bevande con zuccheri aggiunti). 467

Comma 677 (Buoni pasto mense aziendali). 469

Comma 678  (Imposta sui servizi digitali). 471

Commi 679 e 680 (Tracciabilità delle detrazioni) 473

Commi 681-686 (Analisi di rischio). 474

Commi 687-689 (Disposizioni in materia di trasporti). 478

Comma 690 (Estromissione dei beni immobili imprese individuali). 479

Comma 691 (Regime fiscale soggetti con ricavi tra 65.001 e 100.000 euro). 480

Comma 692 (Regime forfetario). 482

Commi 693-694 (Proroga della rideterminazione del valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni). 490

Comma 695 (Imposta sostitutiva plusvalenze immobiliari). 493

Commi 696-704 (Rivalutazione dei beni d’impresa) 494

Commi da 705 a 709 (Collegamenti aerei da e per la Regione Siciliana). 499

Commi 710 e 711 (Modifiche all’ambito soggettivo dell’IVIE e dell’IVAFE). 499

Commi 712 e 715 (Differimento della deduzione delle svalutazioni e perdite su crediti)  501

Commi 713, 715  (Sospensione della deduzione delle rivalutazioni di crediti e altre attività finanziarie in applicazione dell’IFRS 9). 503

Commi 714 e 715. 505

(Rimodulazione deducibilità DTA su avviamento). 505

Commi 716 e 718 (Addizionale IRES sui redditi derivanti dallo svolgimento di attività di concessione) 507

Comma 719 (Proroga della nuova concessione dell’A22-Autobennero). 508

Comma 720  (Cinque per mille). 512

Comma 721 (Esenzione fiscale per Università non statali). 513

Commi 722-723 (Obblighi degli intermediari finanziari ai fini dell’acquisizione del codice fiscale statunitense). 514

Comma 724 (Enti internazionalistici). 515

Commi 725 e 726 (Territorialità ai fini IVA sulla locazione di imbarcazioni da diporto)  516

Commi da 727 a 730 (Concessioni per il gioco mediante apparecchi da intrattenimento)  517

Commi da 731 a 735 (Incremento del PREU e del prelievo sulle vincite). 520

Commi da 736 a 737 (“Royalties” per la coltivazione di idrocarburi). 528

Commi da 738 a 782 (Unificazione IMU-TASI). 531

Commi 784-814 (Riforma della riscossione degli enti locali). 537

Comma 815 (Riscossione enti locali). 540

Commi da 816 a 847 (Canone unico patrimoniale di concessione) 541

Commi da 848 a 851 (Rettifica del Fondo di solidarietà comunale). 547

Comma 852 (Contributo alla Fondazione ANT Italia). 548

Comma 853 (Assunzione di personale nei comuni). 549

Commi 854 e 855 (Rinvio al 2021 di misure per ritardi nel pagamento di debiti commerciali)  550

Comma 856 (Clausola di salvaguardia regioni a statuto speciale). 551

Comma 858  (Incremento del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili). 551

Comma 859 (Finanziamento ammissione dei medici alle scuole di specializzazione area sanitaria). 552

Comma 860 (Risorse derivanti dal “decreto fiscale” – DL n. 124/2019). 552

Comma 861  (Fondo per il finanziamento ordinario delle università). 554

Comma 862 (Incremento Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti). 555

Commi 863-865 (Disaccantonamento di somme relative al pagamento di interessi su titoli del debito pubblico). 556

Commi da 866 a 875 (Recepimento degli Accordi tra Governo e Regioni Sardegna e Siciliana) 559

Comma 876 (Modalità di ripiano del disavanzo di amministrazione degli enti territoriali)  564

Comma 877 (Rifinanziamento del Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti). 565

Comma 878  (Fondo per la cooperazione sui movimenti migratori). 565

Comma 879  (Cittadini di origine italiana di nazionalità venezuelana). 566

Comma 880 (Contributo allo studio di fattibilità del ''Progetto Transaqua'') 567

Comma 881 (Riconoscimento della cittadinanza in favore dei cittadini stranieri di origine italiana di nazionalità venezuelana). 568

Commi 882-883 (Fondo minori non accompagnati). 569

Comma 884  (Contributo a favore delle associazioni combattentistiche). 569

 

 


PREMESSA

Il disegno di legge in esame (AC 2305, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”) è stato esaminato dal Senato e trasmesso alla Camera il 17 dicembre 2019.

Il presente dossier contiene schede riferite alle singole disposizioni incluse nell’art. 1 del disegno di legge, nel testo trasmesso dal Senato.

L’analisi è svolta ai fini della verifica delle quantificazioni riportate nella relazione tecnica e nel prospetto riepilogativo, che danno conto degli effetti delle disposizioni sui saldi di finanza pubblica.

Non sono invece oggetto di analisi le disposizioni che non presentano profili finanziari e delle quali la relazione tecnica si limita ad evidenziare la neutralità finanziaria.

Ove non diversamente specificato, i riferimenti alla relazione tecnica e al prospetto riepilogativo contenuti nel presente dossier devono intendersi riferiti alla relazione tecnica ed al prospetto presentati a corredo del maxiemendamento sul quale è stata posta la questione di fiducia presso il Senato (emendamento 1.9000 interamente sostitutivo della prima sezione del provvedimento).

Sia la RT che il prospetto riepilogativo riferiti al maxiemendamento, infatti, espongono gli effetti finanziari del testo iniziale integrati con quelli derivanti dalle modifiche approvate dal Senato. Ove necessario, si fa riferimento anche alla relazione tecnica ed al prospetto allegati al testo originario del disegno di legge e alle relazioni tecniche allegate ad emendamenti governativi esaminati nel corso dell’esame presso il Senato. Dell’eventuale ulteriore documentazione utilizzata per le singole schede si dà conto nel corpo delle schede stesse.

La relazione tecnica riferita al maxiemendamento è inoltre corredata di una lettera di accompagnamento[1] nella quale sono contenute proposte di riformulazione di talune norme, recepite dalla Commissione Bilancio del Senato e riprodotte nel testo in esame. Anche di tale documento si dà conto nel presente dossier, ove necessario ai fini della verifica delle quantificazioni.

 

 

 

 

 

 

VERIFICA DELLE QUANTIFICAZIONI

ARTICOLO 1

 

Comma 1
(Risultati differenziali del bilancio dello Stato)

La norma fissa, mediante rinvio all'allegato 1, per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 i livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, in termini di competenza e di cassa, che sono riprodotti nella seguente tabella.

I livelli fissati tengono conto degli effetti derivanti dalla legge di bilancio in esame. Inoltre, i livelli del ricorso al mercato si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.

 

(milioni di euro)

 

2020

2021

2022

Livello max SNF competenza

79.500

56.500

37.500

Livello max SNF cassa

129.000

109.500

87.500

Livello max ricorso mercato competenza

314.340

311.366

301.350

Livello max ricorso mercato cassa

363.840

364.366

351.350

 

La RT nulla aggiunge al contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che, con riferimento al saldo netto da finanziare, gli importi indicati corrispondono agli obiettivi programmatici indicati nella Nota di aggiornamento al Def 2019 e nelle relative risoluzioni parlamentari.

Si fa presente che nell’articolato non sono menzionati i livelli massimi per il ricorso al mercato espressi in termini di cassa, che figurano invece nell’allegato 1 richiamato.

 

Commi 2 e 3
(Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA e accise)

Le norme, modificate dal Senato, intervengono sulla modulazione degli incrementi delle aliquote IVA e degli obiettivi di gettito delle accise sui carburanti come risulta dalla seguente tabella.

In merito alla formulazione della norma, si fa presente che viene novellato il testo della legge di bilancio 2018 con il quale si apportavano modifiche alle aliquote previgenti tale legge. Pertanto, le variazioni indicate nel testo normativo sono riferite alle aliquote vigenti alla data del 1° gennaio 2018.

Nella seguente tabella sono illustrate le aliquote previste a normativa previgente e quelle previste dalla norma in esame, come modificata dal Senato.

 

 

2020

2021

2022

2023

2024

dal 2025

1) Aliquota IVA ridotta

 

 

 

 

 

 

- aliquota vigente a gen 2018

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

- aliquota vigente al 31/12/2019

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

13,0%

- comma 3

10,0%

12,0%

12,0%

12,0%

12,0%

12,0%

2) Aliquota IVA ordinaria

 

 

 

 

 

 

- aliquota vigente a gen 2018

24,9%

25,0%

25,0%

25,0%

25,0%

25,0%

- aliquota vigente al 31/12/2019

25,2%

26,5%

26,5%

26,5%

26,5%

26,5%

- comma 3

22,0%

25,0%

26,5%

26,5%

26,5%

26,5%

3) Accise prodotti petroliferi

 

 

 

 

 

 

- normativa vigente al 31/12/2019

400 mln

400 mln

400 mln

400 mln

400 mln

400 mln

- comma 2

0

1.221 mln

1.683 mln

1.954 mln

2.054 mln

2.154 mln

Fonte: Elaborazione del Servizio bilancio dello Stato.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate

 

Sterilizzazione clausola accise

400

 

 

400

 

 

400

 

 

Sterilizzazione clausola IVA

22.672

9.450

2.895

22.672

9.450

2.895

22.672

9.450

2.895

Maggiori entrate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Revisione accise

 

821

1.283

 

821

1.283

 

821

1.283

 

La relazione tecnica evidenzia in apposite tabelle le variazioni normative e di gettito che la proposta comporta rispetto alla normativa vigente.

Si riportano, nella seguente tabella, alcuni dati di sintesi.

 

(milioni di euro)

 

2020

2021

2022

2023

2024

da 2025

Gettito atteso a normativa variata

 

 

 

 

 

 

     1) Aliquota IVA ridotta

0

5.793

5.793

5.793

5.793

5.793

   - sterilizzazione incremento 2020

   - incremento 2 pp dal 2020

    2) Aliquota IVA ordinaria

0

13.110

19.665

19.665

19.665

19.665

   - sterilizzazione incremento 2020

   - incremento 3 pp nel 2021

   - incremento 4,5 pp dal 2022

3) Aliquota accise prodotti petroliferi

0

1.221

1.683

1.954

2.054

2.154

- obiettivo gettito (in mln)

TOTALE GETTITO ATTESO

0

20.124

27.141

27.412

27.512

27.612

Gettito atteso a normativa vigente

23.072

28.753

28.753

28.753

28.753

28.753

Differenza

- 23.072

-8.629

-1.612

-1.341

-1.241

-1.141

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la quantificazione è stata effettuata utilizzando i parametri di gettito associato a ciascun punto percentuale di aliquota IVA, utilizzati per la prima volta, a seguito di un aggiornamento sulla base dei dati disponibili, in occasione della legge di bilancio 2018.

Tali parametri sono stati indicati dalla RT riferita alla legge di bilancio 2019 in misura pari a 4,37 miliardi per ciascun punto percentuale di IVA ordinaria e a 2,9 miliardi per ciascun punto percentuale di IVA ridotta.

In assenza di indicazioni fornite dalla relazione tecnica in esame, andrebbe confermata la validità di tali parametri anche alla luce dei dati più aggiornati disponibili sul gettito IVA.

 

Commi 4 e 5
(Deducibilità IMU)

Normativa vigente L’art. 1, co. 12, della legge n. 145/2018 ha elevato dal 20% al 40% la quota di deducibilità ai fini IRPEF/IRES dell’IMU pagata sugli immobili strumentali. La relazione tecnica ha stimato effetti negativi di gettito, in termini di competenza, pari a 166,9 milioni di euro annui.

L’art. 3 del DL n. 34/2019 ha elevato la quota deducibile di IMU pagata sugli immobili come di seguito indicato:

- dal 40% al 50%per l’anno 2019;

- dal 40% al 60%, per gli anni 2020 e 2021;

- dal 40% al 70% a decorrere dal 2022.

La relazione tecnica riferita al DL 34/2019 ha attribuito all’art. 3 effetti negativi di gettito pari a 145,1 mln nel 2020, a 228,6 mln nel 2021, a 166,9 mln nel 2022, a 312,1 mln nel 2023 e a 250,4 mln dal 2024.

 

La norma, intervenendo sull’articolo 3 del DL n. 34/2019, esclude gli incrementi delle quote di deducibilità dell’IMU previsti a decorrere dal 2020 (comma 4).

Le disposizioni si applicano anche all’IMI (imposta municipale immobiliare per la provincia autonoma di Bolzano) e all’IMIS (imposta immobiliare semplice per la provincia autonoma di Trento) (comma 5).

Si segnala che i commi da 807 a 852 dell’articolo 1 del provvedimento in esame (alla cui scheda si rinvia) recano una nuova disciplina in materia di IMU a decorrere dal 2020 che prevede, tra l’altro, la deduzione dell’imposta al 60% per gli anni 2020 e 2021 e la totale deduzione dal 2022.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica La RT non ascrive effetti finanziari alla disposizione in quanto afferma che la stessa prevede una modifica di coordinamento con le disposizioni di cui ai commi da 807 a 852 che disciplinano l'unificazione di IMU e TASI dal 2020.

Per il 2019 viene confermata la deducibilità dell'IMU relativa gli immobili strumentali nella misura del 50% dell’imposta versata.

 

In merito ai profili di quantificazione, si segnala che la disposizione non modifica la disciplina vigente riferita al periodo d’imposta 2019.

Per quanto concerne le modifiche introdotte a decorrere dal 2020, si rinvia alla nuova disciplina IMU introdotta dai successivi commi da 807 a 852 dell’articolo in esame.

 

Comma 6
(Riduzione cedolare secca per contratti a canone concordato)

La norma introduce una riduzione a regime (in luogo della riduzione transitoria, prevista fino al 2019) dal 15 al 10 per cento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, dell'imposta di registro e di quella di bollo per la tassazione del reddito derivante da contratti di locazione di unità immobiliari urbane a canone concordato di cui all'art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 23 del 2011 (c.d. cedolare secca).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate

 

Riduzione aliquota cedolare secca

201,6

222,8

212,2

201,6

222,8

212,2

201,6

222,8

212,2

 

La relazione tecnica afferma che in base ai dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2018, risulta una base imponibile relativa ai soggetti che hanno aderito alla cedolare secca per locazioni stipulate in base alla tipologia di contratto a canone "concordato" pari a 4.244 milioni di euro. La RT stima quindi che la riduzione dell'aliquota dal 15% al 10% determini una perdita di gettito da cedolare di circa 212,2 milioni di euro, in termini di competenza annua (4.244 mln *5%).

Considerando la decorrenza dall'anno di imposta 2020, gli effetti di cassa sono stimati in 201,6 mln nel 2020, 222,8 mln nel 2021 e 212,2 mln a decorrere dal 2022.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la relazione tecnica stima gli effetti finanziari utilizzando il dato rilevato nelle dichiarazioni 2018 (periodo d’imposta 2017); tuttavia quest’ultimo dato va ad inserirsi in un andamento complessivamente crescente dell’“ammontare dell’imponibile della cedolare secca al 10 per cento”, rilevato a partire dalle annualità precedenti il 2018.

In particolare, si segnala che, rispetto al valore riferito al 2017, indicato dalla RT in 4.244 milioni di euro, nelle dichiarazioni riferite all’anno 2016 tale ammontare è indicato in 3.496 milioni e in quelle riferite anno 2015 l’imponibile è pari a 2.659 milioni di euro. Pertanto dal 2015 al 2017, l’incremento è pari a circa il 60 per cento.

Pertanto, in considerazione del trend rilevato negli ultimi anni, andrebbe verificata la prudenzialità della scelta di mantenere costante nel tempo la base imponibile ai fini della stima degli effetti di minor gettito ascrivibili alla disposizione in esame: in proposito appare opportuno acquisire l’avviso del Governo.

 

Comma 7
(Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti)

La norma istituisce il “Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti” con dotazione pari a 3.000 euro per il 2020 e a 5.000 euro annui a decorrere dal 2021.

La definizione degli specifici interventi, nel limite delle risorse disponibili sul Fondo, è rinviata ad appositi provvedimenti normativi.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Fondo per la riduzione del carico fiscale

3.000

5.000

5.000

 

 

 

 

 

 

Minori entrate tributarie

 

Fondo per la riduzione del carico fiscale

 

 

 

3.000

5.000

5.000

3.000

5.000

5.000

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che la stima degli effetti finanziari delle singole misure sarà effettuata in relazione ai provvedimenti normativi che saranno adottati, i cui effetti finanziari dovranno essere contenuti nell’ambito della dotazione del Fondo in esame.

Si presume quindi che i provvedimenti in questione siano di rango legislativo e provvisti della documentazione tecnica prescritta, ai fini della verifica parlamentare delle quantificazioni, dall’art. 17 della legge n. 196 del 2009 in materia di finanza pubblica.

 

Comma 8
(Sgravio contributivo assunzione apprendisti primo livello)

Le norme – introdotte durante l’esame presso il Senato - prevedono che per l'anno 2020, per i contratti di apprendistato di primo livello (per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore), stipulati nell’anno 2020, sia riconosciuto ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo del 100 per cento con riferimento alla contribuzione dovuta ai sensi dell'articolo 1, comma 773, quinto periodo, della L. 296/2006, per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate contributive

 

Sgravi contributivi assunzione apprendisti primo livello

 

 

 

1,20

3,30

5,00

1,20

3,30

5,00

Maggiori spese correnti

 

Sgravi contributivi assunzione apprendisti primo livello

1,20

3,30

5,00

 

 

 

 

 

 

Maggiori entrate tributarie

 

Sgravi contributivi assunzione apprendisti primo livello – Effetti fiscali

0,00

0,40

1,00

0,00

0,40

1,00

0,00

0,40

1,00

 

La relazione tecnica non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, appare necessario acquisire dati ed elementi di valutazione al fine di verificare le minori entrate contributive stimate, connesse agli sgravi contributivi concessi ai datori di lavoro per i contratti di apprendistato di primo livello stipulati nell’anno 2020.

 

Comma 9
(Riduzione delle tariffe INAIL)

Normativa vigente. L’articolo 1, comma 1121, della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha disposto la revisione dei premi e contributi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali con effetto dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021. Successivamente l’articolo 3-sexies del decreto legge n. 34/2019 ha messo a regime dal 2023 la riduzione delle tariffe dei premi e contributi di cui sopra, garantendone la vigenza anche per il periodo successivo al 31 dicembre 2021, con esclusione dell’anno 2022.

Le norme sopra richiamate dispongono che la revisione debba essere operata considerando minori entrate pari a pari a 410 milioni di euro per il 2019, 525 milioni per il 2020, 600 milioni per il 2021, 630 milioni per il 2023, 640 milioni per il 2024, 650 milioni per il 2025, 660 milioni per il 2026, 671 milioni per il 2027, 682 milioni per il 2028, 693 milioni per il 2029, 704 milioni per il 2030 e 715 milioni annui a decorrere dal 2031.

 

La norma, intervenendo sul comma 1121 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2019, estende al 2022 la revisione delle tariffe dei premi e contributi INAIL prevista finora fino a tutto il 2021 e poi a decorrere dal 2023.

Resta fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 1124, della medesima legge di bilancio, per cui l'INAIL, per garantire la sostenibilità delle nuove tariffe, ne assicura il costante monitoraggio degli effetti e, in caso di accertato significativo scostamento negativo dell'andamento delle entrate, tale da compromettere l'equilibrio economico-finanziario e attuariale della gestione assicurativa, propone tempestivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze l'adozione delle conseguenti misure correttive.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate contributive

 

Revisione tariffe INAIL

 

 

 

 

 

500

 

 

500

Maggiori spese correnti

 

Revisione tariffe INAIL- prestazioni

 

 

 

 

 

110

 

 

110

Maggiori entrate tributarie

 

Revisione tariffe INAIL- effetti fiscali

 

 

76

 

 

76

 

 

76

 

La relazione tecnica afferma che la disposizione si rende necessaria al fine di completare la messa a regime della revisione delle tariffe dei premi e contributi INAIL.

Sulla base delle valutazioni effettuate dall'INAIL, dalla disposizione conseguono minori entrate contributive e maggiori prestazioni negli importi di seguito indicati. Alla parziale compensazione sui saldi di finanza pubblica (indebitamento netto e fabbisogno) concorrono le maggiori entrate conseguenti dalla disposizione in termini di effetto indotto fiscale per una minore corresponsione di contributi/premi da parte delle aziende.

(milioni di euro)

 

2020

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

2028

2029

Effetto netto

0

0

-534

26

0

0

0

0

0

0

Entrate contributive

 

 

-(500,0)

 

 

 

 

 

 

 

Maggiori prestazioni

 

 

-(110,0)

 

 

 

 

 

 

 

Effetti fiscali

 

 

(76,0)

(26,0)

 

 

 

 

 

 

Fonte: RT

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che, a differenza di quanto disposto dalla normativa vigente, la norma in esame non pone un limite di importo relativamente alle minori entrate per il 2022. Sul punto appare necessario acquisire l’avviso del Governo.

Un chiarimento andrebbe altresì fornito sulla quota parte di oneri descritti e contabilizzati come maggiori prestazioni, chiarendo se si tratta – come sembra verosimile – dei medesimi trattamenti indicati nella RT all'omologo intervento di riduzione delle tariffe di cui al comma 1121 della legge di bilancio per il 2019. Fra l'altro, si segnala che nella precedente legge di bilancio nel prospetto riepilogativo dei saldi relativo alle disposizioni in questione non era data autonoma evidenza contabile alla quota di oneri ascrivibile alle maggiori prestazioni, a differenza di quanto rilevabile nel prospetto riepilogativo riferito alla norma in esame.

Si ricorda infatti che la RT riferita all’articolo 1, comma 1120, della legge di bilancio 2019 precisava che l’effetto complessivo così quantificato costituiva il risultato complessivo della revisione riguardante le entrate contributive, le prestazioni erogate e la spesa per interessi.

 

Comma 10
(Disposizioni in materia di esonero contributivo)

Normativa vigente. L’articolo 1, comma 100, della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) dispone che ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti sia riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

I successivi commi 101e 102 dispongono altresì che l’esonero spetti ai soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata ai sensi del presente articolo, non abbiano compiuto il trentesimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2018, l’esonero è riconosciuto in riferimento ai soggetti che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età, ferme restando le condizioni di cui al comma 2. Con riferimento al settore privato (esclusi apprendisti trasformati, operai agricoli e assunti in base alle norme relative all’alternanza scuola-lavoro), la RT stimava minori entrate contributive lorde valutate in 314 milioni di euro per l’anno 2018, 1.029 milioni di euro per l’anno 2019, 1.709 milioni di euro per l’anno 2020, 2.111 milioni di euro per l’anno 2021, 2.047 milioni di euro per l’anno 2022, 2.060 per l’anno 2023.

Successivamente, l’articolo 1-bis del DL 87/2018, commi da 1 a 3, ha implicitamente modificato l’articolo 1, commi 100-108, della legge di bilancio per il 2018, estendendo alle annualità 2019 e 2020 l’esonero relativo all’assunzione di soggetti di età compresa tra 30 e 34 anni. Le modalità attuative delle misure in esame erano demandate all’emanazione di un decreto.

A tale estensione il comma 4 ha ascritto oneri valutati in 31,83 milioni di euro per l'anno 2019, in 111,52 milioni di euro per l'anno 2020, in 162,62 milioni di euro per l'anno 2021, in 134,02 milioni di euro per l'anno 2022, in 54,32 milioni di euro per l'anno 2023 e in 3,23 milioni di euro per l'anno 2024.

 

Le norme modificano l’articolo 1, comma 102, della legge di bilancio 2018, estendendo alle annualità 2019 e 2020 l’esonero per l’assunzione di soggetti di età compresa tra 30 e 34 anni nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua. Contestualmente viene soppresso l’articolo 1-bis, commi da 1 a 3, del DL 87/2018, che sostanzialmente prevedeva detta estensione senza novellare il citato comma 102 della L. 205/2017.

Conseguentemente, viene apportata una modifica formale all’articolo 1, comma 247, della L. 145/2018, che consente ai programmi operativi nazionali e regionali di prevedere, nel limite complessivo di 500 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2019 e 2020, misure per favorire nel Mezzogiorno l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età, ovvero di soggetti di almeno trentacinque anni di età privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica afferma che le norme non prevedono nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica in quanto le stesse non innovano la disciplina sostanziale, confermando l'estensione dei benefici di esonero contributivo in relazione agli assunti con età superiore a 30 anni e inferiore a 35 anni anche negli anni 2019 e 2020, i cui effetti sono stati già valutati e risultano scontati ai fini dei saldi di finanza pubblica

La RT precisa che l’articolo 1-bis, commi da 1 a 3, del DL 87/2018, sin dalla sua entrata in vigore ha generato dubbi interpretativi in quanto dalla formulazione testuale non si evinceva chiaramente se la stessa dovesse coordinarsi con l'esonero già previsto dalla L. 205/2017 o se dovesse essere considerata una previsione dotata di propria autonomia. Pertanto si è ritenuto necessario intervenire con la presente disposizione per stabilire un raccordo fra le due norme. In particolare, la disposizione con un intervento minimale risolve il problema dell'inapplicabilità dell'articolo l-bis del DL 87/2018 dovuta alla mancata previsione, in norma primaria, delle condizioni di fruizione dell'esonero. L'obiettivo viene raggiunto da un lato, prolungando di 2 anni l'estensione dell'esonero previsto dalla legge di bilancio per il 2018 in favore degli under 35, dall'altro, abrogando la corrispondente disposizione (art. l-bis), atteso che la relativa finalità viene conseguita con tale integrazione minimale alla disposizione di cui alla legge n. 205/2017. Di conseguenza, si rendono applicabili tutte le condizioni di fruizione dell'esonero previste dalla legge di bilancio 2018; senza necessità di adottare ulteriori atti.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame novellano l’articolo 1, comma 102, della legge di bilancio 2018, estendendo alle annualità 2019 e 2020 l’esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per l’assunzione di soggetti di età compresa tra 30 e 34 anni. Peraltro, si rileva che già l’articolo 1-bis del DL 87/2018, commi da 1 a 3, ha implicitamente previsto tale estensione, senza tuttavia novellare il comma 102 della legge di bilancio 2018.

Ciò premesso, non vi sono osservazioni da formulare alla luce di tale ricostruzione e di quanto affermato nella relazione tecnica.

Peraltro, appare utile acquisire dati riguardo all’impatto atteso dalla misura relativamente alle annualità 2019 e 2020, dal momento che – a quanto si evince dalla RT – le disposizioni di cui all’articolo 1-bis, commi da 1 a 3, non sembrerebbero essere state applicate.

 

Comma 11
(Bonus occupazionale giovani eccellenze)

Normativa vigente. L’articolo 1, commi da 706 a 717, della L. 145/2018 riconosce ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, assumono con contratto subordinato a tempo indeterminato cittadini laureati, o che hanno conseguito dottorati di ricerca, in possesso di specifici requisiti di eccellenza, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata.

L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede, con apposita circolare, a stabilire le modalità di fruizione dell’esonero (comma 714).

Al fine di ottenere l’esonero, si applicano procedure, modalità e controlli previsti dal Decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’Economia, del 23 ottobre 2013. Trova altresì applicazione quanto previsto dall’articolo 24, commi 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10 del DL 83/2012, che ha previsto un contributo tramite credito di imposta per le assunzioni di profili altamente qualificati[2] (comma 715).

Gli oneri relativi agli interventi in esame fanno carico, nel limite di 50 milioni di euro per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro per l’anno 2020, sulle risorse del Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO).

 

Le norme – introdotte durante l’esame presso il Senato – sostituiscono l’articolo 1, comma 715, della L. 145/2018, prevedendo che dal 1° gennaio 2020, ai fini della fruizione dell’esonero contributivo, previsto per l’assunzione di giovani eccellenze, di cui all’articolo 1, commi da 706 a 717, della medesima L. 145/2018, si applichino le procedure, le modalità e i controlli previsti per l'esonero contributivo di cui all'articolo 1, commi da 100 a 108 e da 113 a 115, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. L'Istituto nazionale della previdenza sociale acquisisce, in modalità telematica, dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca le informazioni relative ai titoli di studio e alle votazioni ottenute. Le amministrazioni pubbliche provvedono alle attività di cui al presente comma con le risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Contestualmente, viene soppresso il comma 714, relativo all’emanazione di un’apposita circolare INPS per definire le modalità di fruizione dell’esonero.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alla norma effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto introduce esclusivamente la decorrenza "dal 1 gennaio 2020" a partire dalla quale è possibile ottenere l'esonero contributivo di cui al comma 706 della L. 145/2018.

 

In merito ai profili di quantificazione, non vi sono osservazioni da formulare nel presupposto – su cui appare utile acquisire una conferma – che le amministrazioni pubbliche interessate siano in grado di svolgere gli adempimenti previsti nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

Comma 12
(Anticipazione Naspi destinata alla sottoscrizione di capitale di cooperative da lavoratori in mobilità)

Normativa vigente. Il d.lgs. n. 22/2015 reca disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati. In particolare, l’articolo 8, comma 1, prevede che il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI possa richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell'importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di:

- incentivo all'avvio di un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale;

- per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.

La relazione tecnica non fornisce una specifica quantificazione riferita alla norma in esame.

 

Le norme, introdotte dal Senato, prevedono l’esenzione IRPEF per la liquidazione anticipata in un'unica soluzione della NASpI, di cui all'articolo 8, comma 1, del D. Lgs. 22/2015, destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio (c.d. “workers buyout”).

Si rinvia ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate per la definizione dei criteri e delle modalità applicative.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate

 

IRPEF

0,37

0,51

0,51

0,37

0,51

0,51

0,37

0,51

0,51

Add.le reg.le IRPEF

 

 

 

 

0,03

0,03

 

0,03

0,03

Add.le com.le IRPEF

 

 

 

 

0,02

0,01

 

0,02

0,01

Maggiori spese correnti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Add.le reg.le IRPEF

 

0,03

0,03

 

 

 

 

 

 

Add.le com.le IRPEF

 

0,02

0,01

 

 

 

 

 

 

 

La relazione tecnica afferma che, in base ai dati INPS, risulta un ammontare delle anticipazioni Naspi erogato nel 2018 di circa 222 milioni di euro a 18.600 soggetti. Ai fini della stima la RT, non avendo a disposizione informazioni circa il numero di soggetti che potrebbero aderire, assume che la quota di soggetti interessati dall’esenzione sia pari all’1 per cento.

Applicando un’aliquota marginale media del 23 per cento, la RT stima, in termini di competenza, una perdita di gettito IRPEF in misura pari a 0,51 milioni annui e addizionale regionale e comunale pari, rispettivamente, a 0,03 e 0,01 milioni di euro. 

La RT riporta quindi la seguente tabella relativa agli effetti di cassa.

milioni di euro

 

2020

2021

dal 2022

IRPEF

-0,37

-0,51

-0,51

Add.le reg.le IRPEF

0,00

-0,03

-0,03

Add.le com.le IRPEF

0,00

-0,02

-0,01

TOTALE

-0,37

-0,56

-0,56

 

In merito ai profili di quantificazione, andrebbe verificata la prudenzialità dell’ipotesi adottata dalla RT, in base alla quale l’ammontare interessato dalla norma in esame corrisponde soltanto all’uno per cento dell’ammontare complessivo della Naspi liquidata anticipatamente nel 2018. Ciò anche in considerazione del fatto che, in base all’articolo 8, comma 1, del d.lgs. n. 22/2015, la modalità di erogazione anticipata dell’ammontare complessivo della Naspi è ammessa in presenza di due ipotesi, una delle quali corrisponde a quella per la quale la norma in esame prevede l’esenzione dalle imposte dirette. Pertanto, andrebbe esplicitato in base a quale assunzione si ritiene che tale fattispecie possa ricorrere soltanto nell’1 per cento dei casi.

 

Comma 13
(Contributo addizionale per rapporti di lavoro a tempo non indeterminato)

Normativa vigente. L’articolo 2, comma 28, della L. 92/2012 prevede che ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applichi un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all'1,4 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Il contributo addizionale è aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in regime di somministrazione. Le disposizioni del precedente periodo non si applicano ai contratti di lavoro domestico.

Il successivo comma 29 specifica le categorie di lavoratori cui non si applica il suddetto contributo addizionale.

 

Le norme – inserite durante l’esame presso il Senato – modificano l’articolo 2, commi 28 e 29, della L. 92/2012, prevedendo sostanzialmente che, a partire dal 1° gennaio 2020, ai lavoratori assunti a termine per lo svolgimento, nel territorio della provincia di Bolzano, delle attività stagionali non si applichi il contributo addizionale di cui al comma 28.

Si prevede altresì che il contributo addizionale non si applichi neppure per i rapporti di lavoro tra i datori di lavoro dell'agricoltura e gli operai a tempo determinato, di cui all’articolo 29, comma 2, lettera b), del D. Lgs. 81/2015.

 

L’emendato introduttivo della norma ha previsto la copertura per minori entrate contributive, indicate in misura pari a 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili, di cui all'articolo 1, comma 200, della L. 190/2014, come incrementato dal comma 929.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate contributive

 

Esclusione della contribuzione aggiuntiva per i lavoratori stagionali.

 

 

 

1,40

1,30

1,30

1,40

1,30

1,30

Maggiori spese correnti

 

Esclusione della contribuzione aggiuntiva per i lavoratori stagionali

1,40

1,30

1,30

 

 

 

 

 

 

Maggiori entrate tributarie

 

Esclusione della contribuzione aggiuntiva per i lavoratori stagionali – Effetti fiscali

 

0,50

0,30

 

0,50

0,30

 

0,50

0,30

 

La relazione tecnica non considera la norma.

La lettera allegata alla relazione tecnica riferita al maxiemendamento afferma che le minori entrate contributive sono valutate in 1,4 milioni di euro per l'anno 2020, 0,8 milioni di euro per l'anno 2021, 1,0 milione di euro per il 2022, 1,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023-2028 e in 1,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2029. Corrispondentemente è stato ridotto il Fondo per le esigenze indifferibili.

 

In merito ai profili di quantificazione, appare opportuno acquisire i dati e gli elementi di valutazione sottostanti la stima delle minori entrate contributive ascritte alla disposizione.

 

Commi da 14 a 16, 24, 25 e 27
(Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali)

Le norme, modificate dal Senato, istituiscono nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo da ripartire con una dotazione di 435 milioni di euro per l'anno 2020, di 880 milioni di euro per l'anno 2021, di 934 milioni di euro per l'anno 2022, di 1.045 milioni di euro per l'anno 2023, di 1.061 milioni di euro per l'anno 2024, di 1.512 milioni di euro per anno 2025, di 1.513 milioni di euro per anno 2026, di 1.672 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2032 e di 1.700 milioni di euro per ciascuno degli anni 2033 e 2034 (comma 14).

Il fondo è destinato, secondo il dettato letterale delle norme, al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, anche in riferimento all'economia circolare, alla decarbonizzazione dell'economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale, e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, ad elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali (comma 15).

Le norme prevedono che il fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali sia ripartito con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro il 15 febbraio 2020. Fra l'altro tali decreti indicano, ove necessario, le modalità di utilizzo dei contributi, sulla base di criteri di economicità e di contenimento della spesa, anche attraverso operazioni finanziarie con oneri di ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, con la Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria, compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza pubblica (comma 24).

Le norme prevedono, inoltre, che per la realizzazione della linea 2 della metropolitana di Torino è autorizzata la spesa di 50 milioni per l'anno 2020, 80 milioni per l'anno 2021, 150 milioni di euro per l'anno 2022, 200 milioni per l'anno 2023, 124 milioni per l'anno 2024 e 28 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2032 (comma 16).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Investimenti delle amministrazioni centrali (comma 14)

435

880

934

49

316

495

70,9

337,9

516,9

Metropolitana di Torino (comma 16)

50

80

150

15

50

100

15

50

100

 

La relazione tecnica si limita a ribadire il contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta, relativa a limiti di spesa. Si rileva tuttavia che la relazione tecnica non fornisce gli elementi alla base della modulazione per cassa degli stanziamenti disposti e degli effetti conseguentemente stimati in termini di fabbisogno e di indebitamento netto. La documentazione tecnica allegata al disegno di legge di bilancio si limita infatti ad indicare tali effetti, peraltro limitatamente al triennio 2020-2022.

 

Comma 17
(Sistema per la detenzione dei flussi di merci)

Le norme modificano l’articolo 16-ter del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, che prevede la realizzazione di un sistema automatico per la detenzione dei flussi di merce in entrata nei centri storici delle città metropolitane.

Le modifiche incrementano il contributo autorizzato per la realizzazione del sistema di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Realizzazione di un sistema automatico di detenzione

2

2

 

2

2

 

2

2

 

 

La relazione tecnica si limita a ribadire il contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare atteso che l’onere è definito quale limite massimo di spesa.

 

Commi da 18 a 23
(Olimpiadi invernali del 2026 e polo Metropolitano M1 – M5 e Ryder Cup)

Le norme, al fine di garantire la sostenibilità delle Olimpiadi Invernali 2026 sotto il profilo ambientale, economico e sociale, riservano un finanziamento per la realizzazione di interventi nei territori delle Regioni Lombardia e Veneto, e delle province di Trento e Bolzano, con riferimento a tutte le aree olimpiche, per un importo di 50 milioni di euro per l'anno 2020, 180 milioni per l'anno 2021, 190 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025 e di 10 milioni per l'anno 2026, a valere sulle risorse Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali di cui al comma 14. Si autorizza, inoltre, la spesa di 8 milioni di euro per l'anno 2020 e 7 milioni di euro per l'anno 2021, a valere sulle risorse Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali di cui al comma 14, per il completamento del polo metropolitano M1 – M5 di Cinisello - Monza Bettola (comma 18). 

Al fine di garantire la sostenibilità della Ryder Cup 2022 sotto il profilo ambientale, economico e sociale è riservato un finanziamento per la realizzazione di interventi nel territorio della Regione Lazio di 20 milioni di euro nell'anno 2020, di 20 milioni di euro nell'anno 2021 e 10 milioni nel 2022 a valere sulle risorse Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali di cui al comma 14 (comma 19).

Con decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sono identificate, tra l’altro, le opere infrastrutturali essenziali, connesse e di contesto da finanziare e l'entità del finanziamento concesso (comma 20).

Le norme definiscono cosa si debba intendere con le espressioni opere essenziali, opere connesse e opere di contesto (commi da 21 a 23).

 

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare dal momento che le norme dispongono la destinazione a finalità specifiche di spesa di somme già stanziate in un Fondo istituito nell’ambito del bilancio dello Stato ai sensi del comma 14.

 

Comma 26
(Viabilità funzionale allo svolgimento Olimpiadi invernali 2026)

Le norme, per la riqualificazione della viabilità funzionale allo svolgimento delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026, assegnano al soggetto attuatore degli interventi la somma di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.

La somma, secondo quanto previsto dalle norme è destinata, in via prioritaria, alla risoluzione della situazione emergenziale della strada provinciale 72, in gestione alla provincia di Lecco, attraverso favori di manutenzione straordinaria, rifunzionalizzazione e messa in sicurezza della strada.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Riqualificazione viabilità

1

1

1

1

1

1

1

1

1

 

La relazione tecnica si limita a ribadire il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare atteso che l’onere è definito quale limite massimo di spesa.

 

Comma 28
(Interventi rete ferroviaria nazionale)

Le norme – introdotte durante l’esame presso il Senato – modificano l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 86, della L. 266/2005, relativa al finanziamento degli interventi sulla rete ferroviaria nazionale, riducendola di 40 milioni di euro nel 2020 e incrementandola di 40 milioni nel 2021 e di 350 milioni nel 2026.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Finanziamento di investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale

 

40,0

 

 

40,0

 

 

40,0

 

Minori spese in conto capitale

 

Finanziamento di investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale

40,0

 

 

40,0

 

 

40,0

 

 

 

La relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle stesse.

 

In merito ai profili di quantificazione, appare utile acquisire conferma che la riduzione dei finanziamenti nell’anno 2020 sia compatibile con lo svolgimento degli interventi già previsti o programmati a valere sulle stesse risorse.

Quanto all’incremento di 350 mln disposto nel 2026, anno non ricompreso nel prospetto riepilogativo allegato al provvedimento, appare opportuno acquisire elementi di valutazione circa l’equilibrio tra maggiori oneri e relative risorse anche oltre il triennio considerato nel prospetto riepilogativo.

 

Commi da 29 a 37
(Opere pubbliche nei comuni)

Le norme, per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, assegnano ai comuni, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile (comma 29).

I contributi sono attribuiti ai comuni, sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, entro il 31 gennaio 2020, con decreto del Ministero dell'interno, come di seguito indicato:

·        ai comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 50.000;

·        ai comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 70.000;

·        ai comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 90.000;

·        ai comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 130.000;

·        ai comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 170.000;

·        ai comuni con popolazione compresa tra 100.001 e 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 210.000;

·        ai comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 250.000.

Entro il 10 febbraio 2020, il Ministero dell'interno dà comunicazione a ciascun comune dell'importo del contributo ad esso spettante per ciascun anno (comma 30).

I comuni possono finanziare lavori pubblici che non siano già integralmente finanziati da altri soggetti e che siano aggiuntivi rispetto a quelli da avviare nella prima annualità dei programmi triennali[3] dei lavori pubblici (comma 31).

Il comune beneficiario del contributo è tenuto ad iniziare l'esecuzione dei lavori entro il 15 settembre di ciascun anno di riferimento del contributo (comma 32).

I contributi sono erogati per il 50 per cento, previa verifica dell'avvenuto inizio dell'esecuzione dei lavori e per il restante 50 per cento previa trasmissione del certificato di collaudo o di regolare esecuzione (comma 33). Nel caso di mancato rispetto del termine di inizio dell'esecuzione dei lavori o di parziale utilizzo del contributo, quest’ultimo è revocato, in tutto o in parte, entro il 31 ottobre di ciascun anno di riferimento, con decreto del Ministero dell'interno. Le somme derivanti dalla revoca dei contributi sono assegnate ad altri comuni (comma 34). Si prevede il monitoraggio delle opere realizzate con i contributi in oggetto (comma 35).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo sostenibile (comma 29)

500

500

500

235

400

500

235

400

500

 

La relazione tecnica afferma che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dell'obbligo di avviare i lavori entro il 15 settembre di ciascun anno, nonché di una ipotesi di somme recuperate per mancato rispetto del termine di avvio lavori. Le somme recuperate saranno riassegnate con obbligo di inizio lavori entro il 15 marzo dell'anno successivo a quello dell'assegnazione del contributo.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’onere complessivo è configurato come limite massimo di spesa; tuttavia i contributi da erogare ai comuni, a valere su tale stanziamento, sono determinati in cifra fissa per fasce demografiche.

La RT non fornisce in proposito elementi di dettaglio; tuttavia è possibile riscontrare l’onere complessivo sulla base dei dati disponibili stimati per il 2019 e riferiti alla popolazione residente nei comuni italiani: sulla base di tali dati la quantificazione del limite complessivo di spesa appare congrua.

 

Comma 38
(Contributi ai comuni per messa in sicurezza del territorio)

La norma, modificata dal Senato, modifica alcuni commi della legge n. 145/2018 (legge di bilancio per il 2019) che prevedono l’attribuzione ai comuni di contributi[4] per la realizzazione di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. In particolare le modifiche, tra l’altro, prevedono:

·        l’incremento delle risorse da attribuire per un importo pari a 100 milioni di euro per l'anno 2021, 200 milioni di euro per l'anno 2022 e 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034. L’incremento è introdotto attraverso modifiche apportate all’articolo 1, comma 139, della legge n. 145/2018. In conseguenza di queste modifiche le risorse disponibili saranno pari a 350 milioni di euro per l'anno 2021, 450 milioni di euro per l'anno 2022, di 550 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025, di 700 milioni di euro per l'anno 2026, di 750 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2027 al 2031, di 800 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2032 e 2033 e di 300 milioni di euro per l'anno 2034;

·        che in ciascun anno non possa richiedere un contributo il comune che nel biennio precedente sia già risultato beneficiario di altro contributo;

·        la definizione di un ulteriore criterio di priorità per l'assegnazione dei contributi;

·        si elimina un vincolo temporale il cui rispetto era condizione necessaria per l'erogazione del 60 per cento dei contributi. Tale vincolo imponeva che l’affidamento dei lavori da realizzare dovesse avvenire entro il 31 luglio dell’anno di riferimento del contributo. La nuova formulazione prevede l’erogazione del contributo previa la mera verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori escludendo, in tal modo, il recupero del contributo medesimo in caso di mancato affidamento entro il termine indicato;

·         che le attività di supporto, vigilanza e assistenza tecnica connesse all'utilizzo delle risorse, nel loro complesso, sono disciplinate con decreto ministeriale con oneri a carico delle medesime risorse nel limite annuale di 100.000 euro.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

 (milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Investimenti di messa in sicurezza di edifici e territori dei comuni

 

100

200

 

 

200

 

 

200

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto, tra l'altro, della revisione dei termini entro i quali il comune è tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche in ragione del costo dell'opera.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la relazione tecnica chiarisce che l’effetto di maggior spesa in termini di indebitamento netto e fabbisogno “tiene conto, tra l'altro, della revisione dei termini entro i quali il comune è tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche in ragione del costo dell'opera”. Tanto premesso, si rileva che la norma in esame prevede termini meno stringenti per disporre l’affidamento delle opere. Ne consegue che le modifiche apportate dovrebbero implicare la rideterminazione dei tempi di utilizzo anche delle somme già stanziate in forza dalla vigente formulazione dell’articolo 1, comma 139, della legge n. 145/2018, con presumibili conseguenti effetti di minor spesa capitale, in termini di fabbisogno e indebitamento netto, nei primi anni di utilizzo dei contributi e maggior spesa in conto capitale negli anni successivi. Su tale aspetto, non considerato dalla RT, appare necessario acquisire elementi di valutazione dal Governo.

Ciò anche in considerazione del fatto che gli effetti sui saldi di fabbisogno e di indebitamento netto sono indicati limitatamente al periodo di competenza del bilancio.

Inoltre, tenuto conto che gli stanziamenti di ammontare più rilevante sono disposti dal 2023, andrebbe verificata la coerenza di detti effetti rispetto alle proiezioni, oltre il triennio, dei complessivi effetti finanziari ascritti dal prospetto riepilogativo al provvedimento in esame. Ciò al fine di verificare i complessivi equilibri finanziari anche oltre il triennio di riferimento.

 

Comma 39
(Definizione dei tempi per l’utilizzazione di contributi destinati ai comuni)

La norma, introdotta dal Senato, inserisce il comma 857-bis nell’articolo 1 della legge n. 205/2017.

Tale legge nei commi da 853 a 861 prevede il finanziamento di interventi in favore dei comuni per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio e detta la disciplina per l’accesso e la ripartizione dei contributi specificando, tra l’altro, che ciascun comune non possa chiedere contributi di importo superiore a 5.225.000 euro complessivi.

La norma introdotta specifica, tra l’altro, che il comune beneficiario di un contributo per l'anno 2019 è tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro specifici termini, indicati decorrenti dalla data di emanazione del decreto di assegnazione.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza.

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e afferma che la disposizione non determina maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno rilievi da formulare attesa la natura ordinamentale delle disposizioni.

 

Comma 40
(Semplificazione procedure per variante strumento urbanistico)

Le norme sono finalizzate, secondo il tenore letterale delle stesse, a non pregiudicare l'utilizzo delle risorse per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali[5], propedeutiche alla celere realizzazione delle opere pubbliche utili anche allo svolgimento delle Olimpiadi Invernali 2026 (ivi comprese quelle per l'accessibilità da e verso il Comune e la Città Metropolitana di Milano, nonché quelle connesse e di contesto dei capoluoghi interessati, qualora le stesse ricadano nel territorio di più Comuni). A tale scopo si prevede che la variante allo strumento urbanistico e vincoli conseguenti può essere adottata mediante Accordo di programma ovvero con la determinazione conclusiva della conferenza di servizi su richiesta dell'interessato ovvero su iniziativa dell'ente attuatore o dell'amministrazione competente all'approvazione, ai fini dell'approvazione del progetto definitivo. Rimangono comunque ferme le vigenti disposizioni in materia di tutela ambientale, paesaggistica e del patrimonio culturale.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive effetti sui saldi di finanza pubblica alle norme.

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle disposizioni ed afferma che alla disposizione non si ascrivono effetti per la finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare attesa la natura ordinamentale delle disposizioni.

 

Comma 41
(Recupero della villa Alari Visconti di Saliceto in Cernusco sul Naviglio)

La norma autorizza un contributo di 300 mila euro per gli interventi di riqualificazione e restauro volti al completo recupero della storica villa Alari Visconti di Saliceto in Cernusco sul Naviglio.

La città di Cernusco sul Naviglio nel 2020 sarà Città europea dello Sport. La disposizione in esame viene adottata nell’ambito degli interventi finalizzati della promozione dello sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale di cui alla presente legge di bilancio.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Recupero e qualificazione della villa Alari Visconti di Saliceto in Cernusco sul Naviglio (comma 47)

0,3

 

 

0,3

 

 

0,3

 

 

 

La relazione tecnica riafferma il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione si osserva che la formulazione testuale della norma non individua esplicitamente l’esercizio finanziario per il quale l’autorizzazione di spesa viene disposta: tale elemento è comunque desumibile dal prospetto riepilogativo e dalla relazione tecnica della disposizione.

Andrebbe dunque acquisita conferma che la spesa avrà effetto esclusivamente nell’esercizio 2020.

 

Commi 42 e 43
(Contributi ai comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana)

Le norme, modificate dal Senato, assegnano contributi ai comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale e al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. I contributi sono attribuiti nel limite complessivo di 150 milioni di euro nell'anno 2021, 250 milioni di euro nell'anno 2022, 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 700 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034 (comma 42).

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono individuati i criteri e le modalità di riparto, di monitoraggio e di recupero ed eventuale riassegnazione delle somme non utilizzate. Gli importi per ciascun beneficiario sono individuati con decreto del Ministero dell'interno (comma 43).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Investimenti in progetti di rigenerazione urbana (comma 42)

 

150

250

 

 

250

 

 

250

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dei tempi necessari per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse, di assegnazione delle risorse stesse e della necessaria programmazione da parte degli enti e successiva attuazione.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta, rilevando, tuttavia, che la relazione tecnica non fornisce gli elementi di dettaglio posti alla base della quantificazione degli effetti sui saldi di fabbisogno e di indebitamento, ma si limita ad indicare il risultato finale di tale stima con esclusivo riferimento al triennio di bilancio.

In proposito appare necessario acquisire i relativi elementi informativi. Inoltre, tenuto conto che gli stanziamenti di ammontare più rilevante sono disposti dal 2023, si richiama quanto già segnalato in relazione ad altre norme riguardo alla necessità di verificare la coerenza di detti stanziamenti rispetto alle proiezioni, oltre il triennio, dei complessivi effetti ascritti dal prospetto riepilogativo al provvedimento in esame.

 

Commi da 44 a 46
(Fondo per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei comuni)

Le norme, modificate dal Senato, istituiscono nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo per gli investimenti a favore dei comuni con una dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034 (comma 44).

Il fondo è destinato al rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale del Paese.

Con DPCM[6] sono individuati i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse, di monitoraggio e di recupero ed eventuale riassegnazione delle somme non utilizzate.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica nel triennio di bilancio dal momento che il Fondo è dotato a partire dal 2025.

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dei tempi necessari per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse, di assegnazione delle risorse stesse e della necessaria programmazione da parte degli enti e successiva attuazione.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che né la norma né la relazione tecnica forniscono indicazioni riguardo agli effetti finanziari che si produrranno a partire dal 2025, tenuto conto che tali esercizi si collocano al di fuori del triennio di bilancio.

In proposito, tenuto conto del rilevante ammontare degli stanziamenti disposti, andrebbero acquisiti elementi informativi riguardo al loro impatto sui diversi saldi nonché una valutazione riguardo alla coerenza di tali effetti rispetto alle proiezioni oltre il triennio del complesso delle risorse e degli impieghi previsti dal prospetto riepilogativo. Ciò al fine di verificare gli equilibri complessivi finanziari anche oltre il triennio di bilancio.

 

Commi da 47 a 50
(Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane)

Le norme istituiscono nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane, con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024.

L’intervento ha lo scopo di cofinanziare interventi per la promozione e il potenziamento di percorsi urbani destinati alla mobilità ciclistica.

Il Fondo finanzia il 50% del costo complessivo degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane poste in essere da comuni e unioni di comuni.

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità di erogazione delle risorse del Fondo, di verifica e controllo dell'effettivo utilizzo per le finalità della norma. Il monitoraggio degli interventi è effettuato ai sensi del D.lgs. n. 229/2011[7].

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Istituzione Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane

 

 

50,0

 

 

50,0

 

 

50,0

 

La relazione tecnica afferma che la disposizione comporta oneri in termini di saldo netto da finanziare nella misura di 50 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024. L'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dei tempi necessari per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse, nonché di assegnazione delle risorse stesse. Il Fondo ha la finalità di finanziare il 50% del costo complessivo degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane poste in essere da Comuni e Unioni di Comuni.

Infine, la RT evidenzia come la copertura del fondo sia determinata nell'ambito dei contributi trasferiti ai Comuni ai sensi del comma 42, che sono corrispondentemente ridotti negli anni 2022, 2023 e 2024.

 

In merito ai profili di quantificazione non si formulano osservazioni in quanto gli oneri sono limitati ai relativi stanziamenti.

 

Commi da 51 a 58
(Contributi ai comuni per la progettazione di interventi di messa in sicurezza territorio)

Le norme assegnano agli enti locali contributi per finanziare la spesa sostenuta per la progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale e per investimenti di messa in sicurezza di strade. I contributi sono attribuiti nel limite di 85 milioni di euro per l'anno 2020, di 128 milioni di euro per l'anno 2021, di 170 milioni di euro per l'anno 2022 e di 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034 (comma 51).

Si stabilisce la procedura che gli enti locali devono seguire e le condizioni che devono essere soddisfatte affinché le richieste di contributo possano essere accolte (comma 52).

L'ammontare del contributo attribuito a ciascun ente locale è determinato entro il 28 febbraio dell'esercizio di riferimento del contributo, con decreto del Ministero dell'interno che valuta specifici criteri di priorità (comma 53).

Se l'entità delle richieste pervenute supera l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata a favore degli enti locali che presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa al 31 dicembre dell'esercizio precedente rispetto al risultato di amministrazione risultante dal rendiconto della gestione del medesimo esercizio (comma 54).

L’ente locale beneficiario del contributo è tenuto ad affidare la progettazione entro tre mesi decorrenti dalla data di emanazione del decreto che attribuisce il contributo; in caso contrario quest’ultimo è recuperato dal Ministero dell'interno (comma 56).

Si prevede il monitoraggio delle attività di progettazione e dei relativi adempimenti attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della banca dati delle pubbliche amministrazioni, classificato come "Sviluppo capacità progettuale dei comuni" (comma 57).

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in collaborazione con il Ministero dell'interno, effettua un controllo a campione sulle attività di progettazione oggetto del contributo in oggetto (comma 58).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

 (milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Attività dei comuni di progettazione per la messa in sicurezza  (comma 51)

85,0

128,0

170,0

0

78,0

170,0

0

78,0

170,0

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto del termine di affidamento della progettazione e della liquidazione delle parcelle, previa predisposizione della progettazione stessa, nonché di una ipotesi di somme recuperate per mancato rispetto del termine di affidamento.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta, rilevando, tuttavia, che la relazione tecnica non fornisce gli elementi alla base degli effetti stimati in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, limitandosi ad indicare il risultato di tale stima con riferimento al solo triennio di bilancio. In proposito appare necessario acquisire i relativi elementi informativi.

 

Commi da 59 a 61
(Fondo per finanziamento di opere su edifici destinati ad asili nido)

Le norme, modificate dal Senato, istituiscono un Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'interno per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia. Il Fondo ha una dotazione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 (comma 59).

Sono specificate le tipologie di interventi finanziabili con le risorse del fondo (comma 60).

Con decreto del Ministro dell’interno[8] sono individuati i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse, di monitoraggio e di recupero ed eventuale riassegnazione delle somme non utilizzate. Con successivo decreto del Ministero dell'interno sono individuati enti beneficiari, gli interventi ammessi al finanziamento e il relativo importo.

Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge è istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una Cabina di regia per il monitoraggio dello stato di realizzazione dei singoli progetti. La Cabina di regia, presieduta dal Capo del dipartimento per le politiche della famiglia, è composta da un rappresentante del Dipartimento degli affari regionali, del Ministero dell'interno, del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero delle infrastrutture e trasporti, nonché da un componente designato dalla Conferenza unificata. Ai componenti della Cabina di regia non spettano compensi, rimborsi spese, gettoni di presenza e indennità comunque denominate. Al funzionamento della Cabina di regia si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri disponibili a legislazione vigente (comma 61).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Finanziamento interventi su asili nido e scuole dell’infanzia (comma 59)

 

100

100

 

20

50

 

20

50

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dei tempi necessari per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse, di assegnazione delle risorse stesse, nonché di realizzazione delle opere.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta; si rileva tuttavia che la relazione tecnica non fornisce gli elementi di dettaglio posti alla base della quantificazione degli effetti sui saldi di fabbisogno e di indebitamento, limitandosi ad indicare il risultato finale di tale processo di quantificazione, peraltro con esclusivo riferimento al triennio di bilancio.

In proposito appare necessario acquisire i relativi elementi informativi. Inoltre, tenuto conto che gli stanziamenti di ammontare più rilevante sono disposti dal 2024, andrebbe verificata la coerenza di detti effetti rispetto alle proiezioni, oltre il triennio, dei complessivi effetti ascritti dal prospetto riepilogativo al provvedimento in esame. Ciò al fine di valutare gli equilibri finanziari complessivi anche oltre il triennio di riferimento.

Inoltre, considerato che la relazione tecnica non reca indicazioni circa gli eventuali oneri necessari a garantire il funzionamento della Cabina di regia, andrebbero indicate le risorse umane, strumentali e finanziarie da utilizzate per garantirne il funzionamento.

 

Comma 62
(Manutenzione rete viaria delle province e città metropolitane)

Le norme modificano i commi 1076 e 1078 della legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017) che dispongono il finanziamento di interventi sulla rete viaria delle province e delle città metropolitane. Le modifiche al citato comma 1076 incrementano le risorse disponibili per gli interventi di 50 milioni di euro per l'anno 2020, 100 milioni per l'anno 2021 e 250 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2022 al 2034. Inoltre, si stabilisce che in caso di mancata o parziale realizzazione degli interventi, ovvero in caso di presenza di ribassi di gara non riutilizzati, le corrispondenti risorse sono versate al bilancio dello Stato per essere riassegnate alle stesse finalità a cui erano già destinate invece di affluire al fondo da ripartire per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese[9].

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Manutenzione della rete viaria delle province  

50

100

250

 

50

250

 

50

250

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto, tra l'altro, degli effetti dell'utilizzo delle economie e del recupero e successiva riassegnazione delle risorse.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta rilevando, tuttavia, che la relazione tecnica non fornisce gli elementi di dettaglio posti alla base della quantificazione degli effetti sui saldi di fabbisogno e di indebitamento, ma indica solo il risultato finale di tale stima con riferimento al triennio di bilancio.

In proposito appare necessario acquisire i relativi elementi informativi. Inoltre, tenuto conto che gli stanziamenti di ammontare più rilevante sono disposti dal 2022, si ribadisce quanto già evidenziato rispetto a precedenti norme, riguardo alla necessità di una valutazione in merito alla coerenza degli effetti ascritti alle norme in esame anche oltre il triennio di riferimento.

 

Commi 63 e 64
(Messa in sicurezza di strade e miglioramento energetico delle scuole)

Le norme autorizzano una spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza delle strade e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole di province e città metropolitane.

Con appositi decreti sono definiti i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse e sono individuati gli enti beneficiari ed il contributo assegnato a ciascuno di essi.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Messa in sicurezza di strade e miglioramento energetico delle scuole (comma 63)

100

100

250

 

50

250

 

50

250

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato in termini di indebitamento netto e fabbisogno finanziario tiene conto dei tempi necessari per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse nonché di utilizzo delle risorse stesse.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto della quantificazione proposta, rilevando, tuttavia, che la relazione tecnica non fornisce gli elementi di dettaglio posti alla base della quantificazione degli effetti sui saldi di fabbisogno e di indebitamento, ma indica il risultato finale di tale stima con esclusivo riferimento al triennio di bilancio.

In proposito appare necessario acquisire i relativi elementi informativi anche in considerazione del fatto che gli stanziamenti più rilevanti sono previsti dal 2022.

 

Comma 66
(Contributi per investimenti nelle regioni a statuto ordinario)

Le norme, modificate dal Senato, intervengono sull’articolo 1, comma 134, della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019).  Tali norme assegnano alle regioni a statuto ordinario, per il periodo 2021-2033, contributi per una pluralità di finalità specificate. Le modifiche incrementano la misura dei contributi di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034.

Conseguentemente viene sostituita la tabella n. 1 allegata alla legge n. 145/2018 che ripartiva gli importi previsti dalle norme tra le varie Regioni. La nuova tabella tiene conto dell’incremento delle somme da erogare.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica nel triennio di bilancio dal momento che i contributi agli investimenti sono incrementati a partire dal 2023, esercizio successivo al triennio di riferimento.

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme e specifica che l'effetto stimato sui saldi di finanza pubblica è pari a 200 milioni di euro in ciascun anno.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la RT indica in 200 milioni l’effetto delle norme per ciascun esercizio considerato, ma non esplicita l’impatto sui diversi saldi di tali stanziamenti.

In proposito appare opportuno acquisire i relativi elementi informativi. Inoltre, tenuto conto che gli effetti delle norme si determinano dal 2023, esercizio non ricompreso nel triennio di bilancio, andrebbero acquisiti elementi volti a verificare la complessiva coerenza di detti effetti rispetto alle proiezioni, oltre il triennio, dei valori iscritti nel prospetto riepilogativo allegato al provvedimento in esame.

 

Comma 67
(Attività di monitoraggio del rischio sismico)

La norma autorizza la spesa di 0,8 milioni di euro per l'anno 2020 e 1 milione di euro a decorrere dell'anno 2021, per reintegrare e stabilizzare il finanziamento dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, del decreto legge n. 195/2009. Tale autorizzazione di spesa è finalizzata a garantire la prosecuzione delle attività di monitoraggio del rischio sismico attraverso l'utilizzo di tecnologie scientifiche innovative integrate dei fattori di rischio nelle diverse aree del territorio.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Monitoraggio rischio sismico

0,8

1

1

0,8

1

1

0,8

1

1

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione non si hanno osservazioni da formulare dal momento che l’onere è configurato quale limite massimo di spesa.

 

Comma 68
(Museo della diga di Gleno)

La norma assegna alla Regione Lombardia un contributo straordinario di 300.000 euro per l'anno 2020 quale concorso finanziario per la realizzazione del Museo della Diga del Gleno entro l'anno 2023.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Museo della diga di Gleno

0,3

 

 

0,3

 

 

0,3

 

 

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione non si hanno osservazioni da formulare dal momento che l’onere è configurato quale limite massimo di spesa.

 

Comma 69
(Contributi per investimenti nelle regioni a statuto ordinario)

Le norme stabilisce che con DPCM[10], entro la data del 31 dicembre 2023, possono essere rimodulati, ad invarianza dei contributi complessivi, gli stanziamenti dei commi da 29 a 38, da 42 a 46, da 51 a 64 e da 64 a 66, riferiti al periodo 2025-2034, previsti dall’articolo 8 in esame. Le eventuali rimodulazioni sono disposte al fine di adeguare, anche sulla base delle informazioni disponibili derivanti dai monitoraggi, le complessive risorse alle esigenze territoriali.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica si limita ad affermare che le norme non determinano effetti finanziari.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma impone il solo rispetto dell’invarianza dei contributi complessivi. Peraltro, per garantire la neutralità dell’impatto delle norme sulla finanza pubblica, occorre non solo che risultino invariati i contributi erogati nel loro complesso, ma anche che gli effetti sui saldi non eccedano quelli già contabilizzati a normativa vigente. Appare, pertanto, necessario acquisire la valutazione del Governo riguardo all’idoneità della formulazione adottata a garantire la tenuta di entrambi i vincoli indicati.

 

Comma 70
(Detrazioni IRPEF per interventi sugli immobili)

Normativa vigente. L’art. 10, comma 1, del DL n. 34/2019, inserendo il comma 3.1 all’articolo 14 del DL n. 63/2013, interviene sulla disciplina relativa alla detrazione IRPEF per spese riqualificazione energetica, consentendo la fruizione del beneficio mediante un contributo in luogo della detrazione fiscale. Si tratta, in particolare, di una riduzione del prezzo all’atto del pagamento che viene recuperata dal fornitore mediante credito d’imposta da utilizzare in compensazione in cinque annualità. Alla disposizione – che prevede anche un analogo intervento sull’articolo 16 del DL n. 63/2013 in materia di detrazione per spese di ristrutturazione edilizia - sono ascritti complessivamente effetti positivi, per la minore fruizione della detrazione, ed effetti negativi, per l’utilizzo del credito d’imposta come risulta dalla seguente tabella.

(milioni di euro)

 

2019

2020

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

2028

2029

2030

2031

IRPEF/

IRES

0,8

8,5

9,6

11,8

10,2

10,2

5,7

3,2

0,6

2,5

2,5

-1,9

0,0

Credito

-15,2

-15,2

-15,2

-15,2

-15,2

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

Totale

-14,4

-6,7

-5,6

-3,4

-5,0

10,2

5,7

3,2

0,6

2,5

2,5

-1,9

0,0

 

La norma, introdotta dal Senato, sostituisce il comma 3.1 dell’articolo 14 del DL n. 63/2013.

La nuova formulazione stabilisce che, a decorrere dal 2020, la facoltà di utilizzare il contributo, in luogo della detrazione IRPEF, si applica alle sole ipotesi di interventi di ristrutturazione importante di primo livello[11] per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori non inferiore a 200.000 euro.

Si conferma la procedura che prevede la fruizione del contributo a titolo di sconto sul prezzo da parte del fornitore. Quest’ultimo procede al recupero di quanto non riscosso mediante credito d’imposta da utilizzare in compensazione in cinque quote costanti.

È espressamente esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.

La disposizione andrebbe coordinata con quanto disposto dal comma 176 che abroga il comma 3.1 dell’articolo 14 del DL n. 63/2013, oggetto di sostituzione del presente articolo.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate

 

Minore credito d’imposta per interventi di riqualificazione – IRPEF/IRES

0,2

2.0

1,3

0,2

2.0

1,3

0,2

2.0

1,3

Minori spese in conto capitale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Minore credito d’imposta per interventi di riqualificazione – IRPEF/IRES

5,0

5,0

5,0

 

 

 

 

 

 

 

La relazione tecnica afferma che gli effetti recati dalla disposizione sono stati considerati nella relazione tecnica afferente i commi 191 (detrazione IRPEF per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica) e 192 (interviene sulla disciplina che consente la fruizione del beneficio tramite contributo in luogo della detrazione IRPEF).

 

La Nota di trasmissione della relazione tecnica riferita al maxiemendamento afferma che gli effetti recati dal “ripristino dello sconto in fattura per gli interventi di riqualificazione energetica, limitandola solo alle spese relative ad interventi di ristrutturazione importante di primo livello per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro” sono stimati come indicato nella seguente tabella.

milioni di euro

 

2020

2021

2022

2023

dal 2024 al 2030

2031

dal 2022

IRPEF/IRES

-0,2

-2,0

-1,3

-1,3

-1,3

0,9

0

Credito d’imposta

5,0

5,0

5,0

5,0

0

0

0

TOTALE

4,8

3,0

3,7

3,7

-1,3

0,9

0

 

La Nota segnala altresì che, per un migliore coordinamento per materia, si propone di ricondurre il comma 70 alle disposizioni di cui al comma 125, relativo alla proroga delle detrazioni per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia, e al comma 126 del provvedimento. Tenuto conto dell'abrogazione disposta dal comma 126, si suggerisce, altresì, di coordinare le modifiche normative prevedendo, al comma 126, di non sopprimere il comma 1, dell'articolo 10 del DL n. 34/2019, e, conseguentemente, di prevederne la riscrittura con il comma 70 in argomento.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma interviene sulla disciplina prevista dall’articolo 14 del DL n. 63/2013 (recante disposizioni in materia di detrazioni IRPEF per spese di riqualificazione energetica), avente carattere transitorio. In merito al coordinamento di tale intervento normativo con quello operato dal comma 176, si rinvia alla scheda riferita a quest’ultima disposizione.

Quanto alle norme in esame, si evidenzia che la nuova formulazione del comma 3.1 che si introduce:

-         prevede una decorrenza “a regime” delle disposizioni da esso recate (“a partire dal 1° gennaio 2020”). Tuttavia gli effetti stimati dalla relazione tecnica sembrerebbero basarsi esclusivamente su una riduzione (quale conseguenza del minore ambito applicativo rispetto alla normativa vigente) dell’ammontare degli effetti già scontati – con riferimento alla sola spesa effettuata nel 2019 -  in occasione dell’introduzione della norma del DL 34/2019. Per contro, l’estensione “a regime” della predetta modalità di fruizione dovrebbe comportare effetti di gettito riferiti anche a spese sostenute negli anni successivi al 2019, che la RT non sembra considerare espressamente;

-         l’applicazione del beneficio esclusivamente a specifici “interventi di ristrutturazione importante di primo livello”. In tal modo nel quadro della disciplina relativa alla riqualificazione, viene inserito il riferimento ad interventi di ristrutturazione.

 

Peraltro, tenuto conto del diverso sviluppo temporale della disciplina della detrazione IRPEF per spese di riqualificazione energetica (di carattere non permanente) e di quella per interventi di ristrutturazione (che vige invece “a regime”) nonché delle differenze di carattere sostanziale tra le due normative, appare necessario chiarire quale sia l’effettiva portata della norma in esame, il profilo temporale di applicazione e il conseguente impatto sui saldi. 

Per quanto concerne l’ammontare degli effetti ascritti alle norme nel prospetto riepilogativo – indicati nella stessa misura sui tre saldi di finanza pubblica – andrebbero acquisiti gli elementi e le ipotesi sottostanti tale contabilizzazione. In particolare, si ricorda che la disciplina riferita agli interventi per spese di riqualificazione energetica si applica anche alle società e prevede, in presenza di specifici requisiti, la possibilità di cedere il credito anche agli istituti finanziari. In relazione a tale facoltà, gli effetti in termini di indebitamento netto dovrebbero differenziarsi da quelli ascritti ai fini del saldo netto da finanziare e del fabbisogno e prevedere importi annui più elevati nel triennio considerato dal prospetto riepilogativo. In proposito andrebbe acquisito un chiarimento.

Inoltre, in base a quanto indicato dalla RT:

-         è prevista una riduzione delle entrate corrispondente, presumibilmente, all’incremento delle spese ammesse in detrazione. In assenza di informazioni di dettaglio, gli importi indicati sembrerebbero corrispondere ad una maggiore spesa stimata in 14 milioni di euro;

-         è previsto un incremento delle spese in conto capitale corrispondente verosimilmente alle spese per le quali, in luogo della detrazione, il contribuente opta per il contributo, che viene poi recuperato dal fornitore mediante credito d’imposta in cinque annualità. In assenza di ulteriori indicazioni, gli importi individuati sembrerebbero corrispondere ad una maggiore spesa stimata in circa 25 milioni di euro.

Premessa la necessità di acquisire una conferma in merito alla suddetta ricostruzione, andrebbe verificata la prudenzialità dell’ammontare di spesa annua considerata ai fini della stima.

In merito ai predetti aspetti appare opportuno acquisire l’avviso del Governo.

 

Comma 71
(Opere pubbliche nei comuni)

La norma, introdotta dal Senato, afferma che ai fini dello sviluppo sostenibile assumono rilevanza i lavori di riqualificazione e razionalizzazione degli elettrodotti della Rete di trasmissione Nazionale RTN, sul territorio italiano. La norma attribuisce priorità al progetto di variante delle linee Cislago-Dalmine e Bovisio Cislago, nei comuni di Barlassina, Cesano Maderno e Seveso, per la cui realizzazione è autorizzata la spesa di 3,7 milioni per l'anno 2022.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Razionalizzazione elettrodotti

 

 

3,7

 

 

3,7

 

 

3,7

 

La relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare considerato che l’onere recato dalla norma è configurato quale limite massimo di spesa.

 

Comma 72
(Investimenti per la messa in sicurezza idraulica in Liguria)

Le norme, introdotte nel corso dell’esame presso il Senato, modificano l'articolo 9-bis del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, in materia di semplificazione delle procedure di intervento dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale. Una prima modifica stabilisce che il programma straordinario di investimenti - adottato dal Commissario straordinario per la ripresa e lo sviluppo del porto di Genova (dopo il crollo del ponte Morandi) e delle relative infrastrutture di accessibilità - possa includere anche investimenti per la messa in sicurezza idraulica e per l'adeguamento alle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Si prevede, inoltre, che il Commissario straordinario provveda all’aggiornamento del citato programma di investimenti entro il 28 febbraio 2020; l’aggiornamento è previsto per includere le ulteriori finalità sopra descritte ossia al fine di consentire i necessari lavori di messa in sicurezza e di adeguamento idraulico del rio Molinassi e del rio Cantarena, di adeguamento alle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, nonché di razionalizzazione dell'accessibilità dell'area portuale industriale di Genova Sestri Ponente.

Per tali finalità, è autorizzata la spesa complessiva di 480 milioni di euro per gli anni 2020-2024 di cui 40 milioni di euro per l'anno 2020, 60 milioni di euro per l'anno 2021, 80 milioni di euro per l'anno 2022, 120 milioni di euro per l'anno 2023 e 180 milioni di euro per l'anno 2024.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Messa in sicurezza rio Molinassi e rio Cantarena 

40

60

80

40

60

80

40

60

80

 

La relazione tecnica riferita al maxiemendamento non considera la norma.

La formulazione della norma è frutto delle considerazioni espresse dalla Ragioneria generale dello Stato sul testo del comma in esame che sono state recepite nel parere reso sul maxiemendamento dalla Commissione Bilancio del Senato.

 

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazione da formulare dal momento che l’onere è configurato quale limite massimo di spesa.

 

Comma 73
(Contributo per le Fiere di Bari, Verona, Foggia e Padova)

La norma autorizza un contributo annuo di 2 milioni di euro per il 2020 per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 45, comma 3, della legge n. 448/2001.

La norma richiamata ha autorizzato limiti di impegno quindicennali di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2002 per la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità al servizio della Fiera del Levante di Bari e di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2003 per la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità al servizio della Fiera di Verona, della Fiera di Foggia e della Fiera di Padova.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Realizzazione delle infrastrutture per la mobilità al servizio della Fiera del Levante di Bari della Fiera di Verona, della Fiera di Foggia e della Fiera di Padova

2,0

 

 

2,0

 

 

2,0

 

 

 

La relazione tecnica si limita a ribadire il contenuto della norma.

 

In merito ai profili di quantificazione non vi sono osservazioni dal momento che l’autorizzazione è formulata in termini di limite massimo di spesa.

 

Comma 74
(Investimenti per la salvaguardia e la tutela dell'ambiente alpino della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste)

La norma assegna alla regione Valle d’Aosta un contributo straordinario di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per il finanziamento di spese di investimento destinate alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente alpino dai rischi idrogeologici.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Contributo destinato agli investimenti per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente alpino della Regione Valle d’Aosta

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

 

La relazione tecnica, dopo aver ribadito il contenuto della norma, afferma che gli interventi saranno svolti in coerenza con il “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico” di cui al D.P.C.M. 20 febbraio 2019 e saranno monitorati ai sensi del D.lgs. n. 229/2011[12].

 

In merito ai profili di quantificazione non si formulano osservazioni in quanto l'onere è limitato all'entità dello stanziamento.

 

Commi 76 e 77
(Proroga grandi derivazioni idroelettriche in Trentino-Alto Adige)

Normativa vigente. L’articolo 13, comma 6, dello Statuto di autonomia TAA, prevede che le concessioni per grandi derivazioni a scopo idroelettrico accordate nelle province autonome di Trento e di Bolzano, che prevedono un termine di scadenza anteriore al 31 dicembre 2022, ancorché scadute, sono prorogate di diritto per il periodo utile al completamento delle procedure di evidenza pubblica e comunque non oltre la predetta data. Le province e i concessionari possono, in tal caso, concordare eventuali modificazioni degli oneri e delle obbligazioni previsti dalle concessioni in corso, secondo quanto stabilito dalla pertinente legge provinciale.

 

Le norme prorogano il predetto termine dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023.

 

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

La relazione tecnica afferma che alla disposizione, di natura ordinamentale, non si ascrivono effetti per la finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che le disposizioni non sembrano suscettibili di determinare effetti finanziari diretti. Tanto premesso, sarebbe necessario acquisire l’avviso del Governo riguardo alla compatibilità con la normativa europea in materia di affidamenti pubblici delle disposizioni in esame al fine di escludere eventuali procedure di infrazione.

 

Comma 78
(Affidamento di lavori da parte dei Vigili del fuoco)

Le norme – introdotte durante l’esame presso il Senato - prevedono che le disposizioni di cui al D. Lgs. 50/2016 (Nuovo Codice degli appalti) non si applichino agli appalti e alle concessioni di servizi concernenti lavori, servizi e forniture affidati dai Corpi dei vigili del fuoco volontari e loro Unioni delle province autonome di Trento e di Bolzano e dalla componente volontaria del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, nell'ambito delle proprie attività istituzionali, fermo restando l'obbligo del rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell'ambiente ed efficienza energetica.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta oneri.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva preliminarmente che al D. Lgs. 50/2016 (Nuovo Codice degli appalti) non erano complessivamente ascritti effetti sui saldi di finanza pubblica. Tanto premesso, appare utile acquisire l’avviso del Governo riguardo alla compatibilità delle disposizioni in esame con la normativa europea in materia di appalti al fine di escludere eventuali procedure di infrazione.

 

Commi 79 e 80
(Modalità di determinazione del fondo crediti dubbia esigibilità)

Le norme prevedono che, nel corso degli anni 2020 e 2021, gli enti locali possono variare il bilancio di previsione 2020-2022 e 2021-2023 per ridurre il fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato per l'esercizio 2020 e 2021 ad un valore pari al 90 per cento dell'accantonamento quantificato nel relativo allegato al bilancio. La riduzione è consentita se nell’esercizio precedente a quello di riferimento l’ente locale è risultato in regola con i tempi di pagamento e con l’impegno di riduzione dello stock di debito pregresso[13] (comma 79).

Nel corso degli esercizi dal 2020 al 2022, a seguito di una verifica dell’accelerazione delle riscossioni in conto/competenza e in conto/residui delle entrate, previo parere dell'organo di revisione, gli enti locali possono ridurre il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel bilancio di previsione relativo alle medesime entrate sulla base del rapporto che si prevede di realizzare alla fine dell'esercizio di riferimento tra gli incassi complessivi e gli accertamenti (comma 80).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

FCDE degli enti locali (comma 79)

 

 

 

60

139

 

60

139

 

 

La relazione tecnica, con riguardo alle norme recate dal comma 79, evidenzia che le stesse prevedono la facoltà per gli enti locali “buoni pagatori” di calcolare nel 2020 e nel 2021 il fondo crediti di dubbia esigibilità applicando la percentuale del 90 per cento in luogo del 95 per cento (per l’anno 2020 ndr) e del 100 per cento (per il 2021 ndr) prevista dalle norme vigenti. Ciò comporta un ampliamento della capacità di spesa di tali enti, determinando effetti finanziari negativi sull'indebitamento netto e sul fabbisogno pari a 60 milioni di euro per l'esercizio 2020 e 139 milioni di euro per l'esercizio 2021.

La relazione tecnica, inoltre, afferma che il comma 80 non determina effetti sui saldi di finanza pubblica in quanto costituisce applicazione di principi contabili. già previsti dal decreto legislativo n. 118/2011, che consentono di ridurre il Fondo crediti di dubbia esigibilità in caso di maggiore riscossione delle entrate rispetto a quella prevista.

 

In merito ai profili di quantificazione, con riferimento a quanto previsto dal comma 79, si prende atto della quantificazione proposta, rilevando tuttavia che la relazione tecnica non fornisce gli elementi numerici posti alla base della determinazione dell’onere stimato, necessari per verificare la correttezza delle stime.

Per quanto concerne le norme recate dal comma 80, si rileva che le stesse - pur operando secondo la logica che assiste gli accantonamenti al FCDE, che potranno essere ridotti all’aumentare della capacità di incasso dell’ente - innovano la legislazione vigente introducendo criteri nuovi per la determinazione del FCDE. Infatti, in luogo di applicare le norme del principio contabile concernente la contabilità finanziaria[14], si consente agli enti locali di operare una riduzione degli accantonamenti al FCDE “sulla base del rapporto (da loro) previsto tra gli incassi e gli accertamenti”. La possibilità di riduzione è dunque rimessa ad una valutazione dell’ente, che potrà applicare una riduzione determinata “sulla base” di proprie valutazioni, sia pur asseverate dall’organo di revisione.

Alla luce di tale considerazione appare necessario acquisire la valutazione del Governo riguardo alle risorse che potranno essere liberate in applicazione delle norme in esame e che saranno, presumibilmente, destinate ad incrementare la spesa degli enti, verificando il conseguente possibile impatto sui saldi di finanza pubblica, aggiuntivo rispetto a quello scontato nel prospetto in applicazione del comma 79. 

 

Commi 81 e 82
(Edilizia sanitaria)

La norma eleva a 30 miliardi di euro, ai fini del programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico, l’importo fissato dall’articolo 20 della legge n. 67 del 1988, rideterminato dall’articolo 2, comma 69, della legge n. 191 del 2009 e, da ultimo, determinato dall’articolo 1, comma 555, della legge n. 145 del 2018 in 28 miliardi di euro.

Resta fermo, per la sottoscrizione di accordi di programma con le regioni e l’assegnazione di risorse agli altri enti del settore sanitario interessati, il limite annualmente definito in base alle effettive disponibilità di bilancio.

La norma stabilisce che l’incremento è destinato prioritariamente alle regioni che abbiano esaurito, con la sottoscrizione di accordi, la propria disponibilità a valere sulle risorse previste dall’articolo 1, comma 555, dalla legge n. 145 del 2018.

La norma differisce, intervenendo sulla legge n. 120 del 2007, dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2021 il termine per il conseguimento del collaudo, in assenza del quale è disposta la risoluzione degli accordi di programma relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia sanitaria finalizzati a consentire l'esercizio dell'attività libero-professionale intra-muraria, a condizione che detti interventi risultino comunque iniziati.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico

 

 

100

 

 

100

 

 

100

 

La relazione tecnica chiarisce che l'incremento di 2 miliardi complessivi destinati al finanziamento di programmi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico sono così ripartiti:

- 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023;

- 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2032.

La RT puntualizza inoltre che la relativa realizzazione, a seguito della ripartizione delle risorse con delibere del CIPE alle regioni e agli enti interessati, si realizza mediante la sottoscrizione degli accordi di programma che avviano il complessivo iter di realizzazione delle opere. I trasferimenti di risorse avvengono per stati di avanzamento dei lavori.

In relazione al differimento del termine del collaudo, la RT evidenzia che esso mira a consentire il completamento delle opere avviate entro il termine del 31/12/2014, con vincolo di collaudo entro il nuovo termine del 31/12/2021. La RT esclude che dalla presente disposizione derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, trattandosi di interventi già finanziati negli esercizi pregressi.

 

In merito ai profili di quantificazione, si osserva che dalle norme non si evince la modulazione annua del rifinanziamento per complessivi 2 miliardi del programma di edilizia sanitaria, che risulta desumibile soltanto dalla relazione tecnica. Peraltro, al fine di verificare l’impatto finanziario oltre il triennio, andrebbero acquisiti i dati sottostanti la dinamica di spesa, prefigurata dalla RT.

Si fa presente in proposito che gran parte degli oneri e della relativa copertura finanziaria decorrono dal 2024 e non sono pertanto inclusi nel prospetto riepilogativo, riferito esclusivamente al triennio2020-2022. Occorre pertanto acquisire elementi che consentano di verificare la complessiva compensatività degli effetti attribuiti dal 2023 alle norme in esame rispetto alle proiezioni oltre il triennio degli importi iscritti nel prospetto riepilogativo allegato al provvedimento in esame.

 

Commi 83 e 84
(Sblocca Italia)

Normativa vigente. L’articolo 3, comma 1, del DL 133/2014 ha incrementato di 26 milioni per l'anno 2014, 231 milioni per l'anno 2015, 159 milioni per l'anno 2016, 1.073 milioni per l'anno 2017, 2.066 milioni per l'anno 2018 e 148 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020 un Fondo finalizzato a consentire nell'anno 2014 la continuità dei cantieri in corso ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all'avvio dei lavori. Il Fondo è altresì incrementato, per un importo pari a 39 milioni di euro, mediante utilizzo delle disponibilità, iscritte in conto residui, derivanti dalle revoche di cui all'articolo 13, comma 1, del DL 145/2013.

Il successivo comma 2 ha demandato a uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, l'assegnazione delle risorse occorrenti.

Il comma 3-bis ha disposto infine che, ai fini della revoca dei finanziamenti, le “condizioni di appaltabilità e di cantierabilità si realizzino quando i relativi adempimenti sono compiuti entro il 31 dicembre dell'anno successivo all'effettiva disponibilità delle risorse necessarie ai fini rispettivamente corrispondenti”.

 

Le norme modificano l’articolo 3, comma 3-bis, del DL 133/2014, prorogando il termine per la revocabilità delle risorse assegnate al 31 dicembre 2021.

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica afferma che la modifica della norma non comporta ulteriori oneri economici, trattandosi di interventi già finanziati e i cui impatti sui saldi di finanza pubblica risultano già scontati a legislazione vigente.

La RT chiarisce inoltre che l'obiettivo della norma è quello di consentire l'accelerazione della conclusione dei lavori pubblici; tuttavia, il processo realizzativo delle opere pubbliche inserito nel DL 133/2014 ha dovuto tenere conto dell’entrata in vigore delle nuove norme contenute nel D. Lgs. 50/2016 (Nuovo Codice degli appalti), tra cui la cancellazione dell'appalto integrato. In siffatto contesto, alcuni interventi finanziati con i contributi previsti dalla norma di cui trattasi presentano difficoltà riguardo al rispetto delle condizioni di appaltabilità e di cantierabilità, previste dall'articolo 3, comma 3-bis, della medesima norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto che la RT afferma che la disposizione attiene a interventi già finanziati e i cui impatti sui saldi di finanza pubblica risultano già scontati a legislazione vigente. Non si formulano quindi osservazioni.

 

Commi da 85 a 100
(Green economy)

Le norme intervengono in materia di interventi ecosostenibili ed ecoefficienti e di titoli di Stato definiti “green”, prevedendo la copertura di taluni oneri per consulenze, nonché in materia di partecipazione italiana al “Green climate fund” e di riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi.

 

Interventi ecosostenibili ed ecoefficienti.

Le norme istituiscono nello stato di previsione del MEF un fondo con una dotazione di 470 milioni per l'anno 2020, di 930 milioni per l'anno 2021 e di

1.420 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, di cui una quota non inferiore a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 è destinata ad interventi coerenti con le finalità di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, di cui fino a 20 milioni di euro per ciascun ano destinati ad iniziative da avviare nelle Zone Economiche Ambientali.[15]

Alla costituzione del fondo concorrono (per un importo pari a 150 milioni) i proventi delle aste delle quote di emissione di C02[16] relativi agli anni 2020, 2021 e 2022, a valere sulla quota di pertinenza del Ministero dell'ambiente.

Al fine di sostenere progetti economicamente sostenibili che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell'economia, l'economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sua sostituzione con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l'adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico:

1) il Ministro dell'economia può, a valere sul nuovo fondo:

- concedere una o più garanzie, a titolo oneroso, anche con riferimento ad un portafoglio collettivo di operazioni e nella misura massima dell'80 per cento (comma 2);

- intervenire attraverso la partecipazione indiretta in capitale di rischio e/o di debito, anche di natura subordinata.

Con decreti ministeriali:

- è individuato l'organismo competente alla selezione degli interventi;

- sono stabiliti i criteri, le modalità e condizioni per il rilascio delle garanzie e per la partecipazione indiretta al capitale o al debito, anche al fine di escludere che da tali interventi possano derivare oneri non previsti in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche.

Il MEF può operare attraverso società in house o attraverso il gruppo BEI quale banca dell'UE[17];

2) possono essere destinate risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI).[18]

Il Fondo è finalizzato alla concessione alle imprese, anche associate, di finanziamenti agevolati che assumono la forma dell'anticipazione, rimborsabile con un piano di rientro pluriennale;

     3) nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, sugli interventi ammessi al finanziamento del FRI, può essere concesso un contributo a fondo perduto per spese di investimento, sino ad una quota massima del 15 per cento dell'investimento medesimo. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni nel 2020, 40 milioni nel 2021 e 50 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023;

4) è esteso l'ambito di operatività del “FRI regionale”[19], in quanto, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, le Regioni e le Province autonome possono concedere una quota di finanziamento a fondo perduto, a valere su risorse proprie o di terzi, integrativa del finanziamento concesso sul FRI regionale;

5) per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023, gli interventi agevolativi delle “Misure in favore della nuova imprenditorialità nei settori della produzione dei beni e dell'erogazione dei servizi”[20] (si tratta di mutui a tasso zero concessi a valere sule risorse di un apposito Fondo rotativo) possono essere integrati, nel rispetto della normativa UE, con una quota di finanziamento a fondo perduto in misura non superiore al 20% delle spese ammissibili a valere su risorse dei Fondi strutturali e d'investimento europei. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022 e 2023.

Nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell'Unione europea, a valere sul “Fondo di garanzia per supporto a investimenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)”[21], la garanzia dello Stato può anche essere concessa in complementarità con la garanzia di bilancio dell'UE a sostegno di prodotti finanziari forniti da partner esecutivi: la disciplina attuativa è rimessa a un decreto ministeriale.

Inoltre, nell'ambito del fondo di garanzia per la prima casa[22] è istituita una sezione speciale per la concessione, a titolo oneroso, di garanzie sui finanziamenti ai condomini connessi ad interventi di ristrutturazione per accrescimento dell'efficienza energetica. Gli interventi della sezione speciale sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza. Alla sezione speciale sono attribuite risorse pari a 10 milioni di euro per il 2020 e a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

La dotazione della sezione speciale può essere incrementata mediante versamento di contributi da parte delle regioni e di altri enti e organismi pubblici ovvero con l'intervento della Cassa depositi e prestiti Spa, anche a valere su risorse di soggetti terzi e anche al fine di incrementare la misura massima della garanzia.

 

Titoli di Stato definiti “green”.

La quota di interventi sopra descritti finanziata con risorse statali e gli interventi finanziati dalle amministrazioni centrali dello Stato a sostegno dei programmi di spesa orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all'economia circolare, alla protezione dell'ambiente e alla coesione sociale e territoriale possono essere inseriti dal MEF tra le spese rilevanti nell’ambito dell’emissione di titoli di Stato cosiddetti “green”. Le emissioni di titoli di Stato “green” sono proporzionate agli interventi con positivo impatto ambientale finanziati dal Bilancio dello Stato, ivi inclusi gli interventi ora descritti, e devono essere comunque tali da garantire un efficiente funzionamento del mercato secondario di detti titoli.

Ai fini dell’emissione dei titoli di Stato “green” è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un Comitato interministeriale coordinato dal MEF con l'obiettivo di recepire, organizzare e rendere disponibili al pubblico le informazioni concernenti l’effettivo utilizzo e l’impatto ambientale degli impieghi indicati nella documentazione dei Titoli.

Con decreto ministeriale:

- si può prevedere che la rispondenza degli investimenti rispetto alle finalità della normativa in esame, e la quantificazione del relativo impatto, siano certificati da un professionista indipendente;

- sono individuati dati e informazioni che le amministrazioni pubbliche comunicano al MEF per assicurare il monitoraggio dell'impatto degli interventi previsti dal presente articolo e di quelli finanziati con il fondo investimenti delle amministrazioni centrali e delle operazioni a sostegno dei programmi di spesa orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all'economia circolare, alla protezione dell'ambiente e alla coesione sociale e territoriale. La mancata comunicazione dei dati e delle informazioni richieste, necessarie anche per il rispetto degli impegni con l'Unione Europea, rileva ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare.

 

Copertura finanziaria per le consulenze esterne

Agli oneri “derivanti dalla norma che concerne l'organismo competente alla selezione degli interventi e dalla norma che concerne il professionista incaricato di certificare le informazioni relative ai Titoli di Stato “green” si provvede a valere sulle disponibilità del Fondo istituito presso il MEF (sopra descritto), nei limiti di l milione di euro per l'anno 2020 e di 5 milioni di euro annui per ciascuno degli anni successivi.

 

Partecipazione italiana al “Green climate fund

Al fine di assicurare la partecipazione italiana dal 2020 al 2028 alla ricostituzione del “Green climate fund” è autorizzata la spesa di 33 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e di 66 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028.

In proposito si ricorda che l’articolo 3 della legge n. 204/2016 (ratifica dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici) ha autorizzato il Ministero dell'ambiente ad assicurare la partecipazione italiana, per un importo pari a 50 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018, alla prima capitalizzazione del Green Climate Fund istituito durante la sedicesima sessione della Conferenza delle Parti (COP 16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

Riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi

Viene infine costituita, presso il Ministero dell’ambiente, una Commissione di studio e di proposta per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi. La Commissione, presieduta dal Ministro dell’ambiente e composta da rappresentanti ed esperti di varie amministrazioni centrali, coinvolge soggetti esterni quali le parti sociali, gli enti locali, le associazioni ecc. Ai componenti della Commissione non spettano compensi, indennità, rimborsi spese, gettoni di presenza o altri emolumenti comunque denominati. Alla Commissione è assegnata una dotazione finanziaria di 0,5 milioni per il 2020.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Oneri per l'avvalimento di una società in house o del gruppo BEI e di un professionista indipendente

 

 

 

 

 

 

1

5

5

Commissione per lo studio e le proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi

0,5

 

 

0,5

 

 

0,5

 

 

Maggiori entrate tributarie

 

Acquisizione all’erario dei proventi delle aste delle quote di emissione CO2-minori riassegnazioni

150

150

150

 

 

 

 

 

 

Maggiori spese in conto capitale

 

Fondo investimenti per la Green economy

470

930

1420

470

930

1420

 

 

 

Contributo a fondo perduto per spese di investimento in ricerca

10

40

50

10

40

50

10

40

50

Contributo a fondo perduto per nuova imprenditorialità

10

10

10

10

10

10

10

10

10

Garanzie su finanziamenti ai condomini per interventi di ristrutturazione per accrescimento efficienza energetica

10

20

20

 

 

 

10

20

20

Partecipazione italiana dal 2020 al 2028 alla ricostituzione del "Green climate fund"

33

33

33

33

33

33

33

33

33

Minori spese in conto capitale

 

Acquisizione all’erario dei proventi delle aste delle quote di emissione CO2

 

 

 

 

 

 

150

150

150

 

La relazione tecnica afferma che i commi da 85 a 88 prevedono stanziamenti per misure finalizzate a realizzare progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell'economia, l'economia circolare, il supporto a/l'imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell'uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l'adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico ed, in generale, programmi di investimento e/o progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale. Complessivamente tali stanziamenti ammontano a 533 milioni di euro per il 2020, 1033 milioni di euro per il 2021, 1533 milioni di euro per il 2022 e per il 2023.

In particolare, il comma 85 istituisce nello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze un fondo da ripartire con una dotazione di 470 milioni di euro per l'anno 2020, di 930 milioni di euro per l'anno 2021 e di 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Tale fondo è destinato ad operazioni finanziarie, ossia alla concessione dì garanzie e alla partecipazione indiretta in capitale di rischio e/o di debito, anche di natura subordinata. Si tratta pertanto di operazioni che hanno effetti solo in termini di saldo netto da finanziare e fabbisogno. I decreti attuativi saranno predisposti al fine di escludere che da tali operazioni possano derivare oneri non previsti in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche.

Alla costituzione del fondo concorrono i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, a valere sulla quota di pertinenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per un importo pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 che resta acquisita all'erario. Tale utilizzo determina un effetto migliorativo di pari importo in termini di indebitamento netto, atteso che detti proventi sono generalmente utilizzati per operazioni che hanno effetto su tale saldo, mentre in questo caso concorrono all'alimentazione di un fondo che effettua unicamente operazioni finanziarie sia pure finalizzando la quota parte derivanti dai predetti proventi ad interventi coerenti con le finalità previste dall'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, di cui fino a 20 milioni di euro per ciascuno dei predetti anni destinati alle iniziative da avviare nelle Zone Economiche Ambientali, sulla base di uno specifico decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dello sviluppo economico.

Inoltre, il comma 89 prevede che - nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell'Unione europea - la garanzia dello Stato che oggi può assistere le operazioni finanziarie delle piattaforme di investimento ammissibili al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) promosse da CDP nell'ambito del c.d. "Piano Juncker" in qualità di Istituto nazionale di promozione, possa anche essere utilizzata in complementarità con la garanzia di bilancio dell'Unione europea a sostegno di prodotti finanziari forniti da partner esecutivi che sarà regolata con specifici atti dell'UE in attuazione del predetto quadro finanziario pluriennale. La disposizione non comporta effetti in quanto resta invariata la dotazione del Fondo di cui all'art. 1, comma 825, della legge n. 208/2015, che sarebbe altresì alimentato con le commissioni pagate dalla CDP sulle garanzie concesse, senza nuovi o maggiori oneri per l'erario.

Al comma 90, la disposizione prevede il potenziamento di strumenti già previsti a legislazione vigente per le finalità di cui al comma 88 e per l'incremento degli investimenti. In particolare:

- alla lettera a) si prevede che le risorse non utilizzate del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) possano essere destinate anche agli interventi con le finalità del Fondo, riportate al comma 89. La proposta impiega principalmente risorse già disponibili della gestione separata della CDP e può essere realizzata con risorse già destinate al funzionamento del FRI a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri;

- alla lettera b) si prevede di associare al finanziamento agevolato a valere sul FRI per i progetti green anche una quota di contributo a fondo perduto - nella misura massima del 15 per cento - per spese d'investimento, necessario ad accrescere l'appeal dello strumento (in un periodo caratterizzato da tassi di interesse contenuti), rinviando per la disciplina dell'intervento a uno o più decreti attuativi del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La disposizione comporta oneri per 10milioni nel 2020, 40 nel 2021 e 50 nel 2022 e nel 2023;

- alla lettera c) si prevede l'estensione agli interventi green anche dell'operatività del FRI c.d. "regionale". Si prevede, al tal fine, che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possano, altresì, concedere una quota di finanziamento a fondo perduto, a valere su risorse proprie o di terzi, integrative del finanziamento concesso dai predetti soggetti sul FRI Regionale. La disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto restano fermi i vincoli finanziari per gli enti;

- la lettera d) prevede per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023, che gli interventi agevolativi di cui al Titolo I, Capo 01, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 ("nuove imprese a tasso zero"), possano essere integrati, nel rispetto della normativa dell'Unione europea, con una quota di finanziamento a fondo perduto. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022 e 2023. Per l'erogazione dei contributi a fondo perduto possono essere altresì utilizzate le risorse originariamente destinate a contributi della stessa natura che si rendessero eventualmente disponibili sul conto aperto presso la tesoreria dello Stato per la gestione delle predette agevolazioni, quantificate dal gestore dell'intervento al 31 dicembre di ciascun anno dal 2019 al 2022.

Il comma 91 istituisce una sezione speciale del Fondo di garanzia per la prima casa di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c) della legge 27 dicembre 2013, n. 147: coerentemente con la natura di tale garanzia, considerata standardizzata ai fini del SEC2010, la disposizione ha effetti in termini di saldo netto da finanziare e di indebitamento netto.

Con riferimento ai commi da 92 a 94, la RT ribadisce il contenuto delle norme e afferma che le stesse non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Con riferimento ai commi da 95 a 96, la RT ribadisce il contenuto delle norme.

Con riferimento al comma 97, la RT afferma che la disposizione non comporta oneri a carico della finanza pubblica. Il Ministero dell'ambiente provvede con le risorse disponibili a legislazione vigente sul proprio bilancio sui capitoli relativi allo sviluppo e al funzionamento del sistema informativo (capitoli n. 3501 e n. 8811) e sui capitoli sui quali gravano anche spese relative a convenzioni (capitoli n. 8406 e n. 8407), anche riprogrammando gli interventi finanziati con le risorse ivi allocate.

Con riferimento ai commi da 98 a 100 la relazione tecnica ribadisce il contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si osserva che la norma dispone un ulteriore utilizzo dei proventi delle aste delle quote di emissione di C02 relativi agli anni 2020, 2021 e 2022, a valere sulla quota di pertinenza del Ministero dell'ambiente: tali proventi sono stati oggetto di diversi utilizzi (di recente, si considerino gli articoli 2, 3, 4, 4-bis, 4-ter, del DL n. 111/2019). Pur rilevando che la quota utilizzata non è quella destinata all’ammortamento del debito pubblico, bensì allo stato di previsione della spesa del Ministero dell’ambiente, sarebbe utile acquisire un quadro esaustivo degli utilizzi previsti a valere sulle risorse in esame nonché elementi di valutazione volti ad escludere che le disposizioni in esame possano incidere su interventi già avviati o programmati a valere sulle medesime risorse. Inoltre, la RT spiega che l’utilizzo determina un effetto migliorativo in termini di indebitamento netto, atteso che detti proventi sono “generalmente utilizzati” per operazioni che hanno effetto su tale saldo, mentre in questo caso concorrono all’alimentazione di un fondo che effettua unicamente operazioni finanziarie: pertanto il prospetto riepilogativo ascrive effetti positivi in termini di indebitamento netto per l’integrale importo utilizzato (150 milioni annui). Al fine di verificare la correttezza di tale iscrizione, andrebbe acquisita conferma che, a normativa vigente, tutti gli utilizzi previsti a valere sulle predette risorse riguardino interventi che determinano un impatto anche sul saldo di indebitamento (mentre la RT fa riferimento alla generalità, piuttosto che alla totalità, degli utilizzi previsti a legislazione vigente).

Per quanto riguarda il Fondo istituito presso il MEF, al quale vengono ascritti effetti in termini di saldo netto da finanziare e di fabbisogno, ma non di indebitamento netto, non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che la norma medesima prevede che con decreto attuativo siano stabilite le modalità attuative al fine di escludere che da tali interventi possano derivare oneri non previsti in termini di indebitamento netto e che, dunque, l’operatività del fondo può essere assicurata in termini tali da non incidere, prospetticamente, sul deficit.

Quanto alle garanzie per gli interventi condominiali di efficientamento energetico, andrebbero chiarite le ragioni per le quali i relativi effetti non sono registrati anche in termini di fabbisogno, come invece avviene per tutte le restanti operazioni finanziarie descritte dalla norma.

In merito ai titoli di Stato cosiddetti “green”, andrebbe acquisita conferma che le norme in esame, come parrebbe dal loro tenore testuale, abbiano l’effetto di introdurre una nuova categoria di titoli del debito che potranno essere emessi e collocati nel quadro finanziario previsto a legislazione vigente, ossia senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica o altri impatti, anche di carattere indiretto, sul debito pubblico. Andrebbe altresì confermato che le amministrazioni pubbliche interessate possano effettivamente raccogliere e comunicare al MEF i dati e le informazioni richiesti in merito agli investimenti pubblici “verdi” ad invarianza di risorse e che il Comitato interministeriale coordinato dal MEF per l’emissione dei titoli “green” possa operare senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica (come previsto da un’apposita clausola) pur dovendo fronteggiare nuovi adempimenti non previsti a legislazione vigente.

Quanto allo stanziamento per consulenze esterne, che la norma indica “nei limiti di l milione di euro per l'anno 2020 e di 5 milioni di euro annui per ciascuno degli anni successivi”, sarebbe necessario precisare se si tratti di un onere permanente, posto che la consulenza relativa ai titoli di Stato non appare limitata a un arco temporale circoscritto ovvero, in alternativa, individuare puntualmente le annualità per le quali è disposta la relativa spesa.

Infine, in merito alla Commissione di studio per il superamento dei sussidi ambientalmente dannosi, andrebbe acquisita conferma che la stessa possa effettivamente svolgere i compiti affidati nel quadro delle risorse assegnate.

 

Commi 101-102
(Interventi di bonifica da amianto delle navi militari)

Normativa vigente. L’articolo 56, comma 7, della legge n. 221/2015[23] istituisce presso il Ministero dell’ambiente il “Fondo per la progettazione degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto”, al fine di promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto. Il fondo aveva una dotazione finanziaria iniziale di 5,536 milioni di euro per il 2016 e di 6,018 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

 

La norma estende gli interventi di bonifica sopra descritti alle navi militari.

Inoltre, il Fondo per la progettazione degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, sopra descritto, viene incrementato di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.

Il Ministro della difesa definisce con decreto le priorità di intervento per le unità navali da bonificare nei limiti degli stanziamenti addizionali ora descritti.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Incremento Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto di cui all’articolo 56, comma 7 della legge n. 221/2015 (comma 102)

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

 

La relazione tecnica afferma che la norma interviene sulla rimozione di amianto dalle navi militari estendendo in tal senso le finalità del fondo previsto dall'articolo 56, comma 7, della legge n. 221/2015, che attualmente prevede l'utilizzo del fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica amianto per gli edifici pubblici contaminati. A tal fine, viene incrementato il sopra citato fondo di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.

Come precisato dal Ministero della difesa, il quadro esigenziale per le bonifiche da amianto della Unità navali/mezzi minori e imbarcati della Marina militare per il periodo 2020 - 2030 ammonta a circa 54 milioni di euro. In particolare, i mezzi navali militari da sottoporre a bonifica da amianto sono 136, così distribuiti: 45 dislocati nella sede di Taranto, 60 dislocati nella sede di La Spezia e 31 dislocati nella sede di Augusta (SR), per un costo medio di bonifica pari a 400.000 euro per unità. Tuttavia, la RT precisa che trattasi di costo medio, tenendo conto che per le Unità navali maggiori il costo si aggira intorno al milione di euro.

Per quanto sopra, l'incremento di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022, per un totale di 12 milioni di euro, è finalizzato ad avviare un processo di bonifica di circa 30 unità navali/mezzi minori della Marina militare.

 

In merito ai profili di quantificazione non si formulano osservazioni in quanto l'onere è limitato all'entità dello stanziamento.

 

Commi 103-106
(Completamento della carta geologica ufficiale d'Italia)

La norma assegna un contributo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 all'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

L’intervento è finalizzato al completamento della carta geologica ufficiale d'Italia alla scala 1:50.000.

Le attività per il raggiungimento delle finalità sopra indicate sono coordinate dal Dipartimento per il servizio geologico d'Italia dell'ISPRA e svolte in collaborazione con le regioni, con istituti e dipartimenti universitari e con il Consiglio nazionale delle ricerche, mediante la stipula di convenzioni (ai sensi dell'articolo 15 della legge n. 241/1990) nei limiti delle risorse stanziate.

Una quota non superiore al 5 per cento degli stanziamenti annuali sopra indicati, può essere destinata ad oneri di carattere generale connessi alle attività di completamento della carta geologica ufficiale d'Italia e all’acquisto di apparecchi scientifici e materiali di documentazione, nonché alle spese occorrenti per fronteggiare i compiti di carattere esecutivo connessi al rilevamento, all'aggiornamento e alla pubblicazione della carta geologica d'Italia.

Il Dipartimento per il servizio geologico d'Italia dell'ISPRA, prima di avviare le attività di completamento della carta geologica ufficiale d'Italia, rende note le aree non ancora coperte dalla nuova cartografia CARG allo scopo di programmare i lavori, per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, per il completamento dell'intero progetto, nel limite delle risorse previste dal comma 103.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Contributo a ISPRA per il completamento della carta geologica ufficiale d’Italia (comma 103)

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

5,0

 

La relazione tecnica evidenzia come la norma abbia ad oggetto il completamento di una cartografia geologica moderna, che si pone come presupposto fondamentale per la conoscenza di un territorio ad elevato rischio sismico.

L'Italia deve recuperare enormi ritardi sul tema: la copertura territoriale, infatti, è pari solamente al 40% del territorio nazionale. La redazione di carte di microzonazione sismica, di pari passo con gli studi di pericolosità sismica di base e le relative classificazioni del territorio nazionale, appare sempre più indispensabile per orientare consapevolmente le scelte di governo del territorio a partire dall'ambito comunale, sia per le aree già edificate sia per quelle di espansione e sviluppo. Infatti, gli studi di microzonazione sismica consentono di conoscere le modificazioni che lo scuotimento sismico può comportare in superficie a causa delle condizioni geologiche e geomorfologiche locali, restituendo informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione, per l'emergenza e per la ricostruzione post sisma.

La RT precisa che il completamento della Carta è funzionale alla microzonazione sismica del territorio nazionale di competenza del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In tale ambito, la disposizione prevede lo stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli 2020, 2021 e 2022 per avviare il completamento della cartografia geologica ufficiale d'Italia, destinato all'ISPRA per l'informatizzazione della stessa e connesse attività strumentali. Si tratta di una attività che rientra nelle competenze dell'ISPRA, specificamente del Dipartimento per il servizio geologico d'Italia, che a tal fine si avvarrà delle risorse umane e strumentali previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. A tal fine, l'ISPRA potrà svolgere tali attività in collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con istituti e dipartimenti universitari e con il Consiglio nazionale delle Ricerche mediante apposite convenzioni nei limiti delle risorse stanziate, pertanto non si determinano ricadute per la finanza pubblica.

Inoltre, per quanto concerne il comma 103 secondo la RT non si determino ricadute negative per la finanza pubblica trattandosi di un tetto di spesa entro il quale le risorse potranno essere destinate alle specifiche finalità individuate nella norma.

Infine, la RT evidenzia la natura ordinamentale del comma 106, che non determina effetti sulla finanza pubblica. L'atto ivi previsto a carico del Dipartimento per il servizio geologico d'Italia rientra nelle competenze di quest'ultimo, che quindi vi provvederà con le risorse assegnate.

 

In merito ai profili di quantificazione non si formulano osservazioni in quanto l'onere è limitato all'entità dello stanziamento.

 

Commi 107-109
(Green Moblity)

Le norme prevedono che le pubbliche amministrazioni siano tenute, in misura non inferiore al cinquanta per cento, in occasione del rinnovo dei relativi autoveicoli in dotazione, a procedere, dal 1° gennaio 2020, all'acquisito o noleggio di veicoli adibiti al trasporto su strada alimentati ad energia elettrica, ibrida o – con modifica apportata durante l’esame al Senato - a idrogeno, nei limiti delle risorse di bilancio destinate a tale tipologia di spesa. Le disposizioni si applicano in caso di acquisto o noleggio di almeno due veicoli. (commi 107 e 108).

All’attuazione delle misure le amministrazioni interessate provvedono nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente (comma 109).

 

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

La relazione tecnica afferma che la norma non prevede oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato in quanto l'obbligo per le PA di dotarsi di veicoli ibridi o elettrici diventa cogente solo quando si procede all'acquisto o noleggio in occasione del rinnovo del parco autoveicoli e previa disponibilità delle relative risorse finanziarie.

 

In merito ai profili di quantificazione, si prende atto di quanto affermato dalla RT, secondo la quale l’acquisto dei veicoli ibridi o elettrici diventerà obbligatorio per le pubbliche amministrazioni solo in presenza di veicoli da sostituire e previa disponibilità delle relative risorse finanziarie.

Ciò premesso, si rileva che le norme in esame introducono comunque obblighi per i soggetti interessati di rinnovo del 50 per cento del parco veicoli con modelli ecologici. Le risorse già stanziate per il rinnovo dei veicoli potrebbero pertanto non essere congrue per l’acquisto dei nuovi veicoli, a minor impatto ambientale e presumibilmente dal costo unitario più elevato, se non riducendo il numero dei veicoli da acquistare. Andrebbe quindi verificato se tale obbligo possa ostacolare il soddisfacimento di esigenze operative delle amministrazioni interessate.

 

Commi 110-112
(Disposizioni in materia di trasporti)

Le norme, introdotte durante l’esame presso il Senato, dispongono quanto segue:

·        autorizzano la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2021 per la concessione di contributi volti all'attuazione di progetti per migliorare relativi alla catena intermodale, riguardanti l'istituzione, l'avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, di cui all’articolo 1, comma 647, della L. 208/2015. Ai relativi oneri si provvede, quanto a 3,8 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 36 della L. 457/1978 (finanziamento dell’edilizia residenziale agevolata), e quanto a 16,2 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di parte corrente di cui all’articolo 34-ter, comma 5, della L. 196/2009, relativo ai residui passivi perenti eliminati iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (comma 110);

·        autorizzano la spesa di 14 milioni di euro per l’anno 2020 e di 25 milioni di euro per l’anno 2021 per la concessione di contributi per i servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo e/o partenza dai nodi logistici e portuali, di cui all’articolo 1, comma 648, della L. 208/2015 (comma 111);

·        il Fondo di parte corrente di cui all’articolo 34-ter, comma 5, della L. 196/2009, relativo ai residui passivi perenti eliminati iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è ridotto di 14 milioni di euro per l’anno 2021 (comma 112)

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Marebonus - contributi per il miglioramento della catena intermodale e decongestione della rete viaria di cui all'articolo 1, comma 647  della legge n. 208/2015

 

20,00

 

 

20,00

 

 

20,00

 

Ferrobonus - contributi decongestione rete ferroviaria

14,00

25,00

 

14,00

25,00

 

14,00

25,00

 

Minori spese correnti

 

Riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 36 della legge 457/1978  inerente il  Finanziamento per l'edilizia convenzionata agevolata

 

3,80

 

 

3,80

 

 

3,80

 

Riduzione Fondo per il riaccertamento dei residui di parte corrente-MIT

 

16,20

 

 

16,20

 

 

16,20

 

Riduzione fondo  per il riaccertamento dei residui passivi perenti di parte corrente-MIT

 

14,00

 

 

14,00

 

 

14,00

 

 

La relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non vi sono osservazioni da formulare atteso che gli oneri in esame sono limitati allo stanziamento previsto.

Per quanto riguarda le modalità di copertura, appare utile acquisire conferma che la riduzione dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 36 della L. 457/1978 (finanziamento dell’edilizia residenziale agevolata), pari a 3,8 milioni di euro per il 2021, non pregiudichi lo svolgimento di interventi già programmati a valere sulle medesime risorse.

Analogamente, riguardo alla riduzione del Fondo di parte corrente di cui all’articolo 34-ter, comma 5, della L. 196/2009, relativo ai residui passivi perenti eliminati, andrebbe escluso che, per effetto della riduzione per 14 milioni disposta dalla norma nell’anno 2021, possano determinarsi esigenze connesse ad eventuali impegni già assunti.

 

Commi 113-117
(Rinnovo del parco veicolare delle imprese  iscritte al REN)

Le norme, introdotte durante l’esame presso il Senato, stanziano 3 milioni di euro per l'anno 2020, da destinare, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti agli investimenti, al rinnovo del parco veicolare delle imprese attive sul territorio italiano iscritte al Registro elettronico nazionale (R.E.N.).

I contributi sono erogati fino a concorrenza delle risorse disponibili ed è esclusa la loro cumulabilità con altre agevolazioni, relative alle medesime tipologie di investimenti.

L'entità dei contributi per i veicoli destinati al trasporto passeggeri, compresa tra un minimo di euro 4.000 e un massimo di euro 40.000 per ciascun veicolo, è differenziata in ragione della categoria M2 o M3 del nuovo veicolo.

Con decreto sono disciplinate le modalità e i termini di presentazione delle domande di contributo, i criteri di valutazione, l'entità del contributo massimo riconoscibile, anche al fine di garantire il rispetto del limite di spesa, le modalità di erogazione dello stesso.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Contributi per il rinnovo parco veicolare delle imprese attive sul territorio italiano iscritte al Registro Elettronico Nazionale (R.E.N.)

3,00

 

 

3,00

 

 

3,00

 

 

 

La relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle norme.

Si ricorda che la proposta emendativa che ha introdotto le disposizioni in esame prevedeva un onere pari a 3 milioni di euro nel 2020, a fronte di una copertura di 1 milione di euro per lo stesso esercizio, a valere sul Fondo per le esigenze indifferibili. Rispetto a tale incongruenza, nella lettera di accompagnamento della RT si chiede l’allineamento della copertura con l’onere, sempre a valere sul Fondo per le esigenze indifferibili. La Commissione Bilancio del Senato ha espresso la condizione che per il 2020 tale Fondo sia incrementato di 15.189.498 euro.

 

In merito ai profili di quantificazione, non vi sono osservazioni da formulare atteso che gli oneri in esame sono limitati allo stanziamento previsto e che le modalità attuative della misura saranno definite con decreto anche al fine di garantire il rispetto del limite di spesa.

Comma 118
(Credito d’imposta per sistemi di monitoraggio sugli immobili)

Le norme, introdotte durante l’esame presso il Senato, riconoscono un credito d'imposta ai fini dell'imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per le spese documentate relative all'acquisizione e alla predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo. Con decreto sono definiti i criteri e le procedure per l'accesso al beneficio e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa complessiva entro i limiti di cui al presente comma.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Credito d'imposta per acquisto e predisposizione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo per la sicurezza degli immobili

1,50

1,50

 

1,50

1,50

 

1,50

1,50

 

 

La relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non vi sono osservazioni da formulare atteso che gli oneri in esame sono limitati allo stanziamento previsto.

Si rileva peraltro che la norma non fa espresso riferimento a modalità di fruizione del credito d’imposta (presumibilmente rinviate al decreto attuativo) che prevedano un monitoraggio volto a garantire il rispetto dei limiti di spesa previsti. Sul punto sarebbe utile acquisire l’avviso del Governo.

 

Commi 119-122
(Interventi in favore di Venezia)

Le norme, introdotte durante l’esame presso il Senato, istituiscono il Centro di Studio e di ricerca internazionale sui cambiamenti climatici, con sede nella città di Venezia (comma 119).

Il Centro si avvale del contributo delle università veneziane di Ca' Foscari, IUAV, VIU-Venice International University, degli istituti di ricerca in materia, tra i quali, CNR e il Centro Maree, nonché del Consorzio Venezia nuova e del Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia (CORILA) e della società Thetis Spa e può realizzare partnership con i principali organismi di studio e di ricerca nazionali e internazionali. In proposito, è autorizzata la spesa di 500.000 euro a decorrere dall'anno 2020 quale concorso dello Stato alle spese per l'avvio e il funzionamento del Centro (comma 120).

È altresì autorizzata una spesa di 60 milioni di euro per il 2020 per la prosecuzione degli interventi di cui alla L. 798/1984, recante interventi per la salvaguardia di Venezia (comma 121).

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Centro di Studio e di Ricerca internazionale sui cambiamenti climatici

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

Maggiori spese in conto capitale

 

Interventi per la salvaguardia di Venezia

60,00

 

 

10,00

15,00

20,00

10,00

15,00

20,00

 

La relazione tecnica, riferita al comma 121, nulla aggiunge al contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame recano oneri limitati agli stanziamenti previsti per l’istituzione di un Centro studi nella città di Venezia e per la prosecuzione degli interventi di cui alla L. 798/1984, in materia di salvaguardia della medesima città lagunare.

In proposito, non vi sono osservazioni da formulare, atteso che la norma specifica che l’autorizzazione di spesa, a decorrere dal 2020, in ragione di 500 mila euro annui, si configura come contributo alle spese di avvio e funzionamento del Centro.

La Commissione Bilancio del Senato ha espresso parere favorevole sulla norma a condizione che la stessa venisse modificata secondo la formulazione ora presente nel testo. A tal proposito, appare comunque utile, al fine di escludere oneri connessi alla necessità di successivi rifinanziamenti, chiarire se il Centro potrà provvedere alle proprie spese negli anni successivi, esclusivamente sulla base del finanziamento statale e del “contributo” da parte di università e consorzi e centri specializzati nonché di specifiche partnership, previsti dalle disposizioni.

Appare altresì utile acquisire conferma che i contributi forniti al Centro da parte di soggetti pubblici (tra cui Università Ca Foscari, IUAV, CNR) non comportino nuovi e maggiori oneri per la finanza.

 

Comma 123
(Investimenti agricoli in beni strumentali)

Le norme, introdotte durante l’esame presso il Senato, istituiscono un Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole che determinano il reddito agrario, con dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2020. Con decreto sono stabilite le modalità attuative delle risorse del Fondo.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole

5,0

 

 

5,0

 

 

5,0

 

 

 

La relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, non vi sono osservazioni da formulare atteso che gli oneri in esame sono limitati allo stanziamento previsto.

Peraltro, trattandosi di risorse in conto capitale, appare necessario acquisire indicazioni circa il profilo di spendibilità delle risorse per verificare gli effetti stimati sui tre saldi di finanza pubblica, che il prospetto riporta in misura identica per ciascun anno.

 

Commi 124-126
(Introduzione di tariffe sociali per i collegamenti aerei da e per la Regione Siciliana)

La norma riconosce un contributo per ogni biglietto aereo acquistato da e per Palermo e Catania, ai sensi dell'articolo 107, par. 2, lettera a) del Trattato dell'Unione Europea[24], alle categorie dei soggetti individuate nella norma. Il contributo è previsto per ogni biglietto aereo acquistato nella tratta sopraindicata dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 126. A tal fine è autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per l'anno 2020.

L’intervento è finalizzato a garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei con la Sicilia che consenta di ridurre i disagi derivanti dalla condizione di insularità e assicurare la continuità del diritto alla mobilità.  

Il riconoscimento si applica ai cittadini residenti nel territorio della Regione siciliana e che rientrino in almeno una delle seguenti categorie: studenti universitari fuori sede, disabili gravi[25], nonché lavoratori dipendenti con sede lavorativa al di fuori della Regione e migranti per ragioni sanitarie con reddito lordo annuo non superiore a 20.000.

Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stabilite le modalità attuative del nuovo regime tariffano con particolare riferimento alla quantificazione dello sconto e alle modalità e ai termini del rimborso.

 

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Contributo per tariffe agevolate relativo ai collegamenti aerei da e per la regione Sicilia a favore di determinati soggetti (comma 124)

25,0

 

 

25,0

 

 

25,0

 

 

 

La relazione tecnica non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione non si formulano osservazioni tenuto conto che l'onere risulta limitato all'entità dello stanziamento.

 

Comma 127
(Integrazione del Fondo contratti del personale dello Stato – Rinnovo contrattuale)

Normativa vigente. I commi da 436 a 441 dell’articolo 1 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) determinano, per il triennio 2019-2021, gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico in 1.100 milioni di euro per il 2019, in 1.425 milioni di euro per il 2020 e in 1.775 milioni di euro a decorrere dal 2021 (comma 436). Tali importi comprensivi degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’IRAP concorrono a costituire l'importo complessivo massimo destinato, in ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, al rinnovo dei contratti del pubblico impiego (comma 437). Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall'amministrazione statale, gli oneri per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019 - 2021, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici a professori e ricercatori universitari, sono posti a carico dei rispettivi bilanci (comma 438). Le disposizioni di cui al comma 438 si applicano anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (comma 439).

Nelle more della definizione dei contratti collettivi di lavoro e dei provvedimenti negoziali riguardanti il personale in regime di diritto pubblico relativi al triennio 2019-2021, a valere sulle risorse a copertura degli oneri di cui ai commi 436 e 438, si dà luogo, in deroga alle procedure previste dai rispettivi ordinamenti, all’erogazione:

•   dell'anticipazione di vacanza contrattuale, nonché degli analoghi trattamenti relativi al personale in regime di diritto pubblico, nella misura percentuale, rispetto agli stipendi tabellari, dello 0,42 per cento dal 1° aprile 2019 al 30 giugno 2019, dello 0,7 per cento a decorrere dal l° luglio 2019 (comma 440, lettera a);

•   dell'elemento perequativo una tantum al personale contrattualizzato, ove previsto dai relativi CCNL riferiti al triennio 2016-2018, con decorrenza dal 1° gennaio 2019 fino alla data di definitiva sottoscrizione dei CCNL relativi al triennio 2019-2021 che ne disciplinano il riassorbimento (comma 440, lettera b).

Fermo restando quanto previsto dal comma 440, lettera a), in relazione alla specificità della funzione e del ruolo del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a valere sulle risorse di cui al comma l, l’importo di 210 milioni di euro può essere destinato, nell'ambito dei rispettivi provvedimenti negoziati relativi al triennio 2019-2021, alla disciplina degli istituti normativi nonché ai trattamenti economici accessori. Previo avvio delle rispettive procedure negoziati e di concertazione, in caso di mancato perfezionamento dei predetti provvedimenti negoziati alla data del 30 giugno di ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, l'importo annuale di cui al primo periodo è destinato con DPCM all'incremento delle risorse dei fondi per i servizi istituzionali del personale del Comparto sicurezza-difesa e dei fondi per il trattamento accessorio del personale dei Vigili del fuoco, con successivo riassorbimento nell'ambito dei benefici economici relativi al triennio 2019-2021 (comma 441)