Camera dei deputati - XVII Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento affari esteri
Titolo: Gli sviluppi dei negoziati sul Partenariato transatlantico (TTIP)
Serie: Documentazione e ricerche    Numero: 187
Data: 29/07/2015
Descrittori:
COMMERCIO CON L' ESTERO   COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
UNIONE EUROPEA   USA
Organi della Camera: III-Affari esteri e comunitari
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Documentazione e ricerche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli svil uppi dei negozi ati

sulPartenariato transatlantic o

(TTIP )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 187

 

 

 

 

 

 

29 lugli o 2015


Camera dei deputati

 

XV I I L E GIS L A T U R A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D oc um ent a z i on e e r i c er c he

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli sviluppi dei negoziati sul Partenariato transatlantico (TTIP)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 187

 

 

 

 

 

 

 

 

29 lugli o 2015


 

Servizio responsabile:

 

 

SERVIZIO STUDI

Dipartimento Affari esteri

(066760-4172 *st_affari_esteri@camera.it

 

Dipartimento Agricoltura

(066760-3610 *st_agricoltura@camera.it

 

 

 

 

Ha collaborato:

 

SEGRETERIA GENERALE Ufficio Rapporti con lUnione europea

(066760-2145 *cdrue@camera.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera destinata alle esigenze di documentazione interna per l'attivit degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilit per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

 

File: es0391.docx


I N D I C E

 

 

 

SCHEDE DI LETTURA

 

I negoziati tra lUE e USA per un Partenariato in materia di commercio e investimenti (TTIP) (a cura dellUfficio Rapporti con

lUnione europea) 3

 

Le relazioni commerciali tra lUE e gli Stati Uniti 4

 

I contenuti e limpatto del TTIP 4

 

La posizione dellItalia 5

 

Lo stato dei negoziati 6

 

La posizione del Parlamento europeo 7

 

Il TTIP ed il comparto agricolo 9

 

Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione ed il commercio digitale 10

Diritti di propriet intellettuale 12

 

Le piccole e medie imprese 13

 

La trasparenza dei negoziati 17

 

I flussi commerciali Europa-Stati Uniti e Italia-Stati Uniti 19

 

Gli effetti del TTIP sulleconomia italiana in alcuni studi dimpatto 27

 

LAttivit parlamentare conoscitiva e di indirizzo sul TTIP 30

 

LIndagine conoscitiva sullaccordo di partenariato transatlantico

avviata dalla XIII Commissione della Camera 30

- Le principali questioni emerse nel corso delle Audizioni presso

la XIII Commissione della Camera 31

 

Le mozioni di indirizzo al Governo approvate dallAula della

Camera 39

 

 

ALLEGATO

 

Risoluzione 2014/2228(INI) del Parlamento europeo dell'8 luglio

2015 recante le raccomandazioni del Parlamento europeo alla

Commissione sui negoziati riguardanti il partenariato transatlantico

su commercio e investimenti (TTIP) 51


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schede di lettura


 


I NEGOZIATI TRA LUE E USA PER UN PARTENARIATO IN MATERIA DI COMMERCIO E INVESTIMENTI (TTIP)

 

 

(a cura dellUfficio Rapporti con lUnione europea)

 

 

 

I negoziati per un partenariato in materia di commercio e investimenti tra gli Stati Uniti e lUnione europea (Transatlantic Trade and Investment Partnership - TTIP) sono stati avviati ufficialmente al G8 del 17 giugno 2013.

Il Consiglio dei ministri competenti per il commercio aveva approvato, il 14 giugno

2013, il mandato negoziale per la Commissione, concordando, per superare il veto minacciato dalla Francia che ha invocato leccezione culturale dellUE, che i servizi audiovisivi non siano coperti dal mandato stesso.

Parere favorevole all'avvio dei negoziati stato dato dal Parlamento europeo nella risoluzione del 23 maggio 2013 (approvata con 460 voti favorevoli, 105 contrari e 28 astensioni), in cui si ricorda ai negoziatori il loro dovere di tenere il Parlamento "immediatamente e pienamente informato" durante tutte le fasi delle trattative. I parlamentari europei sottolineano che nessun accordo potr avere effetto senza l'approvazione del Parlamento europeo. Nella risoluzione viene avanzata la forte richiesta di salvaguardare i principi essenziali propri dell'UE, tra i quali in particolare il

consolidatoprincipio di precauzione in materia di sicurezza alimentare 1, la tutela dei

diritti di propriet intellettuale e delle indicazioni geografiche, lalto livello di protezione dei dati personali; gli standard ambientali e sul lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Sulla base di una comunicazione della Commissione, adottata nel febbraio del 2000, il principio di precauzione (previsto dallarticolo 191 del Trattato sul funzionamento dellUnione europea) si applica quando:

i dati scientifici sono insufficienti, poco conclusivi o non certi;

da una valutazione scientifica previa emerge che si possono ragionevolmente temere effetti potenzialmente pericolosi per l'ambiente e la salute umana, animale o vegetale.

In questi due casi, i rischi sono incompatibili con il livello di protezione elevato perseguito dall'Unione europea. La comunicazione enuncia anche le tre regole cui attenersi per far s che il principio di precauzione sia rispettato:

una valutazione scientifica completa condotta da un'autorit indipendente per determinare il grado d'incertezza scientifica;

una valutazione dei rischi e delle conseguenze in mancanza di un'azione europea;

la partecipazione, nella massima trasparenza, di tutte le parti interessate allo studio delle azioni eventuali.


Le relazioni commerciali tra lUE e gli Stati Uniti

 

USA e UE sono reciprocamente i primi partner commerciali. Nel 2014 l'UE ha esportato verso gli Stati Uniti merci per circa 311 miliardi di euro e ha importato merci dagli Stati Uniti per circa 205 miliardi di euro.

 

Nel periodo 2010-2014 le esportazioni dellUE verso gli Stati Uniti sono cresciute con un tasso annuale medio di 6,4% mentre le importazioni dagli Stati Uniti verso lUE del 4,2%.

 

Nel settore dei servizi, secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2013, le esportazioni di servizi dall'UE verso gli Stati Uniti hanno raggiunto circa 181 miliardi di euro e le importazioni nell'Unione di servizi provenienti dagli Stati Uniti sono state pari a 160 miliardi di euro.

 

In termini di investimenti esteri diretti (IED), al 2013 gli stock di IED dell'UE negli Stati Uniti hanno raggiunto il valore di 1.686 miliardi di euro e quelli degli Stati Uniti nellUE sono pari a 1.651 miliardi di euro.

 

Per maggiori dettagli sui rapporti commerciali tra UE e USA si veda la nota a cura della Direzione generale Commercio della Commissione europea.

Per le statistiche commerciali nel settore agricolo tra UE e USA si veda la

notaacura della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea.

 

 

 

I contenuti e limpatto del TTIP

 

Il Trattato TTIP verte sui seguenti settori:

 

tariffe - l'obiettivo sopprimere tutti i dazi sugli scambi bilaterali, con lo scopo comune di raggiungere una sostanziale eliminazione delle tariffe. Le barriere tariffarie transatlantiche sono relativamente basse, con una media del 5,2% per lUE e 3,5% per gli USA, ma, in considerazione della grandezza degli scambi tra UE e USA, comportano costi non trascurabili;

 

eliminazione degli ostacoli non tariffari causati dalle differenze nella disciplina e nelle norme. In base ai calcoli effettuati da uno studio indipendente del Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra, intitolato Reducing barriers to Transatlantic Trade, circa l'80% dei vantaggi economici del TTIP deriverebbero dalla riduzione dei costi imposti dalla burocrazia e dalle disposizioni normative, nonch da una liberalizzazione degli scambi di servizi e delle gare d'appalto pubbliche;

 

servizi - entrambe le parti dovrebbero aprire i loro settori dei servizi analogamente a quanto stato fatti in altri accordi simili; allo stesso tempo le parti intendono aprire i loro mercati dei servizi in nuovi settori, quale


 

 

quello dei trasporti. Su richiesta dalla Francia, stato escluso il settore degli audiovisivi;

 

appalti pubblici - si aprirebbero reciprocamente i mercati relativi agli appalti pubblici. Significative nuove opportunit dovrebbero arrivare secondo la Commissione dallapertura dei mercati degli appalti pubblici a tutti i livelli, senza discriminazioni per le imprese europee;

 

clausola ISDS - l'ISDS (Investor state dispute settlement) uno strumento di diritto pubblico internazionale che garantisce ad un investitore straniero il diritto di dare inizio ad un procedimento di risoluzione delle controversie nei confronti di un Governo straniero presso una corte arbitrale.

 

Nelle previsioni della Commissione europea, la stipula dellaccordo potrebbe incrementare il PIL dellUE di circa lo 0,5%, per un valore di 119 miliardi di euro lanno; per gli USA il vantaggio viene quantificato in un aumento dello 0,4% del PIL, per un valore di 95 miliardi di euro.

 

Lo studio Stima degli impatti sulleconomia italiana derivanti dallaccordo di libero scambio USA-UE di Prometeia evidenzia che i risultati pi significativi non verrebbero tanto dallabolizione delle barriere tariffarie, quanto dalla riduzione delle barriere non tariffarie.

 

LItalia sarebbe quindi tra i paesi che maggiormente beneficerebbero in termini industriali dallaccordo TTIP, considerato il mix merceologico dellexport italiano, maggiormente esposto alla concorrenza dei paesi che hanno nel prezzo la loro maggiore leva competitiva (Cina e Messico su tutti).

Particolarmente positivi sarebbero gli effetti per tutto il comparto dei mezzi di trasporto e per i seguenti settori: meccanica, sistema moda, alimentare e bevande. Nello scenario pi ottimista il rapporto stima la possibilit di un aumento delle esportazioni italiane di merci, a prezzi costanti, pari ai due miliardi di euro. Il rapporto individua come esposte ad un possibile effetto negativo le aree della filiera chimica e farmaceutica, dellagricoltura e dei prodotti intermedi come carta e legno, data la maggiore competitivit delle merci statunitensi. Gli effetti non sarebbero per limitati alla competitivit delle esportazioni: laumento delle esportazioni stimolerebbe lattivit di investimento. La componente di domanda interna pi favorita sarebbe quella dei beni strumentali, storicamente legata allandamento delle esportazioni. Unestensione ampia dellaccordo di liberalizzazione potrebbe produrre un aumento delleconomia italiana di circa un mezzo punto percentuale. Il rapporto stima che a tre anni dallapplicazione dellaccordo il PIL dellItalia aumenterebbe di 5,6 miliardi di Euro, al netto dellinflazione, e loccupazione di circa 30.000 unit.

 

 

La posizione dellItalia

 

Il Governo italiano si impegnato, durante il proprio semestre di

Presidenza del Consiglio dellUE, a sostenere lo sviluppo delle relazioni UE-


 

 

USA e il mantenimento di contatti ad alto livello su tutte le principali questioni politiche e regionali, con una particolare attenzione ai progressi significativi che devono essere compiuti nei negoziati TTIP.

Come dichiarato in pi occasioni dal Presidente del Consiglio, Matteo

Renzi, laccordo ha lappoggio totale e incondizionato del governo italiano, che spera in una sua conclusione entro la fine del 2015.

 

 

Lo stato dei negoziati

 

Finora si sono tenuti dieci round negoziali, lultimo dei quali si concluso il

17 luglio 2015, in occasione del quale i due capi-negoziatori del TTIP, Ignacio Bercero per lUE e Dan Mullaney per gli USA hanno auspicato di poter concludere i negoziati prima della scadenza del mandato del Presidente Obama.

Nel corso del decimo round negoziale:

 

le parti hanno valutato le reciproche offerte sullaccesso al mercato in materia di servizi. Da parte americana sono state ribadite le reticenze ad includere nellaccordo i servizi finanziari. stata inoltre ribadita da entrambe le parti lesclusione dei servizi pubblici dallambito del TTIP2;

i negoziatori hanno discusso sul settore delle telecomunicazioni e sui servizi aerei;

sono avanzati i lavori in tema di convergenza regolamentare nei seguenti settori: prodotti farmaceutici, automotive, prodotti chimici, tessili, cosmetici, dispositivi medici e pesticidi;

sono proseguiti i negoziati per quanto riguarda i capitoli relativi alla concorrenza e alla riduzione delle barriere non tariffarie, come la duplicazione di regolamentazioni tecniche, per laccesso al mercato delle PMI.

In occasione del prossimo round negoziale, che si svolger a settembre, la UE dovrebbe presentare e rendere pubblica la sua proposta sul capitolo dello sviluppo sostenibile, che comprende le questioni dei diritti sindacali, dellambiente e della tutela della salute.

 

Il Consiglio europeo, a dicembre 2014 e a marzo 2015, ha invitato lUE e gli Stati Uniti a concludere i negoziati entro il 2015; anche la riunione del G7 dell8 giugno scorso ha invitato ad accelerare il ritmo dei negoziati per pervenire ad una

loroconclusione entro la fine del 2015.

 

 

 

 

 

 

2 Si ricorda che il Commissario Malmstrom e il rappresentante degli USA hanno rilasciato il 20 marzo 2015 una dichiarazione sui servizi pubblici.


 

 

Il 24 giugno scorso ha ottenuto il via libera la proposta di legge che conferisce al Presidente Obama un'autorit negoziale speciale (Trade Promotion Authority, TPA) per la conclusione di alcuni trattati commerciali. Il Presidente potr sottoporre direttamente al Congresso gli accordi commerciali affinch siano approvati o respinti in tempi brevissimi e senza possibilit di votare emendamenti. L'istituzione di questa corsia preferenziale ("fast track") dovrebbe imprimere un'accelerazione nella conclusione di due accordi cruciali per la sua agenda politica, ovvero il TPP e il TTIP.

 

 

 

La posizione del Parlamento europeo

 

Il Parlamento europeo ha approvato (436 voti favorevoli, 241 contrari e 32 astensioni) lo scorso 8 luglio una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione europea sui negoziati TTIP.

 

Nella risoluzione approvata sono formulate le seguenti raccomandazioni

alla Commissione europea per il prosieguo dei negoziati:

 

si preveda la possibilit per prodotti agricoli e industriali sensibili- dei quali dovranno essere concordati elenchi esaustivi - di periodi di transizione e quote nonch, in alcuni casi, anche la loro esclusione dallambito di applicazione dellaccordo;

 

siano esclusi dall'ambito di applicazione del TTIP i servizi di interesse generale, nonch i servizi di interesse economico generale (inclusi, a titolo non esaustivo, acqua, sanit, servizi sociali, previdenza sociale e istruzione);

 

i negoziati sulle norme di origine siano intesi ad avvicinare le posizioni dell'UE e degli USA e a stabilire norme efficaci in materia di origine, impedendo che le norme di origine siano pregiudicate; Dovrebbe essere eliminato il divieto statunitense sull'importazione di carne di manzo europea;

 

siano esclusi dallaccordo e quindi dai negoziati i settori in cui l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno norme molto diverse, come ad esempio nel caso dei servizi sanitari pubblici, gli OGM, l'impiego di ormoni nel settore bovino, il regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals) e la sua attuazione e la clonazione degli animali a scopo di allevamento;

sia garantito il pieno rispetto delle norme dell'UE in materia di diritti fondamentali attraverso l'inserimento di una clausola sui diritti umani giuridicamente vincolante e sospensiva;

l'acquis dell'UE in materia di protezione dei dati personali non sia compromesso dalla liberalizzazione dei flussi di dati, in particolare nel


 

 

settore del commercio elettronico e dei servizi finanziari. L'approvazione da parte del Parlamento europeo dell'accordo definitivo sul TTIP potrebbe essere a rischio fintantoch gli Stati Uniti non cesseranno del tutto le attivit di sorveglianza indiscriminata di massa e non si trover una soluzione adeguata alla questione del diritto alla riservatezza dei dati dei cittadini dell'Unione, che preveda anche strumenti di ricorso giudiziario e amministrativo;

laccordo includa un capitolo specifico per le PMI che preveda di: eliminare il doppio requisito di certificazione; istituire un sistema d'informazione via web sulle diverse regolamentazioni; introdurre una "corsia preferenziale" alle frontiere o eliminare alcuni picchi tariffari;

si preveda un capitolo sui diritti di propriet intellettuale (DPI) che comprenda una tutela sicura di settori DPI definiti in modo chiaro e preciso;

sia previsto un monitoraggio delle incidenze economiche, occupazionali, sociali e ambientali del TTIP. Si chiede, inoltre, alla Commissione europea di eseguire studi di impatto per ciascuno Stato membro come pure una valutazione della competitivit dei settori dell'Unione rispetto ai settori analoghi degli Stati Uniti;

sia assicurata una migliore trasparenza dei negoziati, rendendo pubblico un numero superiore di testi;

il sistema ISDS sia sostituito con un nuovo sistema per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, che sia soggetto ai principi e al controllo democratici, nell'ambito del quale i casi siano trattati in modo trasparente da giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti durante udienze pubbliche e che preveda un meccanismo di appello in grado di assicurare la coerenza delle sentenze e il rispetto della giurisdizione dei tribunali dell'Unione e degli Stati membri, e nell'ambito del quale gli interessi privati non possano compromettere gli obiettivi di interesse pubblico;

 

Il 6 maggio 2015 il Commissario Cecilia Malmstrm ha presentato proposte per riformare il meccanismo ISDS in quattro aree: diritto a regolamentare degli Stati: introdurre delle disposizioni volte a garantire il diritto degli Stati di prendere misure per obiettivi di interesse pubblico; trasparenza /nomina degli arbitri: prevedere che gli arbitri del sistema ISDS siano scelti nellambito di un albo prestabilito dalle parti dellaccordo e abbiano qualifica per svolgere attivit giurisdizionali; rapporto con le giurisdizioni nazionali: imporre agli investitori esteri che vogliano aprire un contenzioso di scegliere, allinizio del procedimento, tra il ricorso al meccanismo ISDS o quello alle corti nazionali; introdurre un sistema di appello rispetto al decisioni assunte con meccanismo ISDS, sulla base dellorganismo di appello esistente in ambito OMC. Il Commissario propone, inoltre, a medio lungo termine di far evolvere il sistema ISDS verso un sistema multilaterale attraverso la creazione di una corte permanente internazionale, composta da giudici titolari, per decidere sulle controversie in


 

 

tutti gli accordi commerciali che richiedano un sistema di ISDS. La Commissione europea ha annunciato che presenter nel prossimo autunno delle nuove proposte sul ISDS che terr conto della posizione del PE.

 

 

Il TTIP ed il comparto agricolo

 

I negoziati per il TTIP riguardano anche il settore agricolo.

 

Il commercio bilaterale del settore agricolo tra UE e USA ammonta a circa

30 miliardi di dollari. Gli USA rimangono il maggior mercato dellUE per lesportazione dei suoi prodotti agricoli, mentre lUE il quinto mercato per le esportazioni statunitensi. Dopo una ripresa nel 2010 ed un moderato incremento nel 2011, le esportazioni agricole UE sono in decisa crescita sul mercato USA (+13% rispetto al 2011) e hanno raggiunto nel 2012 i 15 miliardi di euro, con un surplus dellUE rispetto agli Stati Uniti pari a 6,8 miliardi di euro

 

Gli Stati Uniti sono interessati a vendere una quota maggiore dei loro prodotti agricoli di base, quali il frumento e la soia. Le esportazioni UE verso gli USA interessano in genere prodotti alimentari di maggior valore come alcolici, vino, birra e alimenti trasformati (tra i quali formaggi, prosciutto e cioccolato).

 

L'Europa ha interesse a potenziare le vendite agli Stati Uniti dei prodotti alimentari di alta qualit. Al momento, alcuni prodotti alimentari europei, come le mele e vari formaggi, sono vietati sul mercato statunitense; altri sono penalizzati da elevati dazi applicati dagli USA carni 3%, bevande 22-23% e prodotti lattiero-caseari fino al 139%. L'eliminazione di questi e di altri ostacoli contribuir a rafforzare le esportazioni UE verso gli Stati Uniti.

 

Come ricordato, il TTIP riguarder anche le indicazioni di origine, materia sulla quale la Commissione europea, nellillustrare i capitoli negoziali sottolinea quanto segue:

 

motivazione per negoziare le regole sulle indicazioni di origine: esse sono un punto chiave in qualsiasi accordo commerciale poich regolano la produzione nei paesi contraenti; pertanto il TTIP dovrebbe garantire che le regole europee incontrino le necessit dell industria e del commercio e promuovano gli investimenti negli Stati Uniti; occorrono regole comuni per lindicazione di origine dei prodotti;

Obiettivi dellUE sono pertanto: regole pi semplici; particolare attenzione alla

necessit di incentivare linnovazione; stabilire norme per la verifica dellefficacia delle regole; limitazione delle frodi.

Al riguardo, il Commissario europeo al commercio, Cecilia Malmstrom, in visita in Italia il 22 giugno scorso, ha ribadito che la Commissione si sta impegnando per rafforzare la parte del negoziato che riguarda le indicazioni geografiche, al fine di proteggere la produzione di qualit, quale quella


 

 

italiana, considerato che mentre la vendita del cibo italian style negli Stati Uniti genera un ritorno economico di circa 24 miliardi di euro, soltanto circa 3 miliardi di produzione autentica italiana viene esportata dallItalia.

 

 

 

Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione ed il commercio digitale

 

Come previsto nel mandato negoziale, uno degli obiettivi del futuro accordo quello di ridurre gli ostacoli non tariffari e raggiungere un alto livello di compatibilit normativa in materia di beni e servizi, anche mediante il riconoscimento reciproco, larmonizzazione delle regole e il miglioramento della cooperazione tra autorit di regolamentazione.

 

Tra i settori nei quali intervenire figurano anche le tecnologie dellinformazione e della comunicazione (TIC), che dovrebbero essere oggetto di uno dei 24 capitoli del testo finale e sulle quali lUE non ha ancora presentato la propria posizione3.

 

Una grande quantit del commercio UE-USA rappresentato da beni e dati digitali. Secondo una relazione dellistituto Brookings, i flussi di dati digitali tra USA e UE sono i pi alti al mondo, 50% in pi rispetto a quelli tra USA e Asia e quasi il doppio dei flussi tra USA e America latina. Se vero che non ospita le maggiori aziende mondiali del settore, lEuropa tuttavia leader in alcuni importanti ambiti, quali robotica ed embedded systems, in cui copre il 31% del mercato globale, ed il maggior esportatore di servizi digitali.

 

Nellambito del negoziato con gli USA, lUnione europea si posta gli obiettivi generali di elevare gli standard e rafforzare la protezione del consumatore. In particolare lUE punta a:

 

rafforzare la regolamentazione del settore ed incrementare la cooperazione su e-labelling (attraverso la definizione di standard per fornire ai consumatori informazioni sui prodotti in formato elettronico, rimpiazzando le etichette tradizionali) nonch e-accessibility (per rendere le TIC pi accessibili, in particolare per persone anziane e con disabilit);

 

migliorare linteroperabilit, consentendo agli utenti di scambiare con facilit dati tra differenti prodotti;

 

definireprincipi comuni per la certificazione dei prodotti TIC.

 

 

 

 

 

 

3 L'UE ha finora presentato proposte in sette settori (sostanze chimiche, prodotti cosmetici, farmaceutici e tessili, settore ingegneristico, dispositivi medici, veicoli a motore).


 

 

Anche in questo settore la Commissione ha sottolineato come siano infondate le preoccupazioni avanzate dallopinione pubblica, dal momento che lUE non abbasser n comprometter i suo standard di qualit e sicurezza nel corso del negoziato.

 

La promozione del commercio digitale rappresenta un importante obiettivo per la Commissione, che lha inserita tra le azioni prioritarie dellAgenda digitale europea del 2010 e, pi recentemente, della strategia per il mercato unico digitale presentata a maggio 2015.

 

Come rilevato dalla Commissione, lesistenza di ostacoli alle operazioni online impedisce ai cittadini e alle imprese di profittare di una pi vasta gamma di beni e servizi: solo il 15% dei cittadini effettua acquisti online da un altro Stato, mentre soltanto il 7% delle piccole e medie imprese vende allestero.

 

Per superare tali difficolt, nella citata strategia la Commissione ha preannunciato lintenzione di:

 

introdurre norme intese ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero. Ci include norme dellUE armonizzate in materia di contratti e di tutela dei consumatori per gli acquisti online, che si tratti di beni materiali, o di contenuti digitali;

 

garantire unattuazione pi rapida ed omogenea delle norme di protezione dei consumatori, mediante la revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori;

 

assicurare servizi di consegna dei pacchi pi efficienti e a prezzi accessibili. Attualmente, il 62% delle imprese che cercano di vendere online sostiene che il costo eccessivo della consegna dei pacchi costituisce un ostacolo;

 

individuare potenziali problemi relativi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del commercio elettronico. Pertanto, la Commissione europea ha di recente avviato uninchiesta in materia di antitrust nel settore del commercio elettronico nellUnione europea (comunicato stampa);

 

In materia di TIC, nella relazione del 28 maggio 2015 (vedi infra) la commissione commercio internazionale del PE ha sollecitato la Commissione a:

 

sottolineare, nell'ambito dei negoziati, la necessita che l'economia digitale sia al centro del mercato transatlantico, fungendo da leva per l'economia mondiale e l'ulteriore apertura dei mercati globali;

 

tenere presente, per quanto riguarda i servizi della societ dell'informazione e i servizi di telecomunicazione, la particolare importanza che il TTIP garantisca parit di condizioni, assicurando alle imprese di servizi dell'UE


 

 

un accesso al mercato statunitense equo e trasparente e improntato alla reciprocit, prevedendo altres l'obbligo per i fornitori di servizi statunitensi di rispettare tutti i pertinenti standard di settore e sulla sicurezza dei prodotti, nonch i diritti dei consumatori quando prestano servizi in Europa o a clienti europei.

 

 

 

Diritti di propriet intellettuale

 

Il commercio tra UE e USA di beni e servizi ad alto contenuto di diritti di propriet intellettuale gi molto intenso e il futuro accordo, secondo la Commissione, potr sostenerlo e incrementarlo grazie ad un limitato numero di miglioramenti specifici.

 

Lo studio, intitolato "Intellectual Property Rights intensive industries:

contribution to economic performance and employment in Europe" (settembre

2013), ha misurato l'importanza dei diritti di propriet intellettuale per l'economia europea. I suoi principali risultati indicano che circa il 39% dell'attivit economica complessiva dellUnione europea (pari indicativamente a

4.700 miliardi di euro allanno) ruota attorno a industrie ampiamente basate sui diritti di propriet intellettuale, le quali generano direttamente circa il 26% di tutti i posti di lavoro nellUE (56 milioni) a cui si somma un altro 9% derivante dall'indotto.

 

La Commissione ricorda che lUE - nel corso degli anni ha sviluppato un sistema moderno di protezione dei diritti di propriet intellettuale (IPR) che ha fornito un grande contributo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, allo stesso tempo assicurando un bilanciamento degli interessi degli utenti. Daltra parte anche gli USA hanno sviluppato un sistema IPR altamente sofisticato.

 

Su tali basi, nel corso del negoziato lUE vorrebbe affrontare un numero limitato di temi specifici che, secondo la sua opinione, limitato la crescita potenziale di beni e servizi.

 

Secondo quanto indicato nel breve documento che sintetizza la posizione dellUE, una possibile architettura del capitolo dedicato ai diritti di propriet intellettuale potrebbe prevedere quattro sezioni:

 

la prima sezione dovrebbe contenere la lista degli accordi internazionali in cui sono impegnate entrambe le parti;

lobiettivo della seconda sezione sarebbe quello di individuare - in aree preventivamente identificate di comune accordo - un comune denominatore tra regole UE e regole USA, in modo da incrementare, senza modificare tali regole, la certezza giuridica degli scambi transatlantici. Una lista non esaustiva di tali aree potrebbe includere:


 

 

misure contro la non corretta registrazione di marchi e brevetti; rafforzamento dei controlli doganali, ivi inclusi beni contraffatti in piccole spedizioni; pratiche su criteri e procedure per la concessione delle patenti, ivi incluse quelle per uso secondario o incrementale dellinnovazione;

la terza sezione dovrebbe contenere impegni vincolanti su un numero

limitato di questioni significative: oltre alle indicazioni geografiche (vedi infra), si tratter di diritto dautore e in particolare di tre questioni chiave: diritti di remunerazione in caso di radiodiffusione e comunicazioni pubbliche per performers e produttori di fonogrammi; pieno diritto di comunicazione in pubblico per autori in bar, ristoranti e negozi; diritto per i creatori di opere darte di partecipare alla loro rivendita. Si tratta di questioni sulle quali lUE gi garantisce protezione attraverso il suo acquis e sulle quali importante ottenere il reciproco riconoscimento negli USA;

la quarta sezione dovrebbe riguardare la cooperazione nelle aree di

comune interesse per proseguire e rafforzare il lavoro gi compiuto nel gruppo di lavoro su diritti di propriet intellettuale: portale del gruppo di lavoro; coordinamento dellassistenza tecnica ai paesi terzi; cooperazione doganale.

 

 

Le piccole e medie imprese

 

Uno degli obiettivi del TTIP quello di garantire che le piccole imprese

dellUE possano:

 

vendere negli USA o importare da tale paese pi facilmente;

 

trarre il massimo vantaggio dallaccordo per contribuire alla loro crescita.

 

I 20 milioni di imprese europee di piccole dimensioni (aziende con meno di 250 dipendenti) costituiscono la spina dorsale delleconomia dellUE:

 

danno lavoro a pi di due terzi dei lavoratori nel settore privato;

 

creano molti pi posti di lavoro di altri settori delleconomia (l85% del totale tra il 2002 e il 2010);

 

rappresentano unimportante fonte di innovazione, nuovi prodotti e nuovi servizi.

 

Secondo le valutazioni della Commissione, il TTIP creer nuove opportunit sia negli USA sia nellUE, che saranno particolarmente importanti per le piccole e medie imprese (PMI) considerato che gli ostacoli al commercio costituiscono impedimenti sproporzionati per le imprese pi piccole, che hanno meno risorse e meno personale.


 

 

Ad aprile 2015 la Commissione ha presentato una relazione che sintetizza i risultati di un'indagine svolta nel corso del 2014 tra le piccole e medie imprese in merito alle difficolt incontrate esportando negli Stati Uniti.

 

Dalla relazione emerge in primo luogo che gli scambi transatlantici sono gi fonte di vantaggi per le PMI: nel 2012 sono state 150.000 le PMI che hanno effettuato esportazioni negli Stati Uniti; la loro quota ammonta al 28% delle esportazioni totali dell'UE negli Stati Uniti; in particolare le PMI operanti nel settore dei prodotti alimentari, delle bevande, dell'agricoltura, dell'abbigliamento, dei prodotti tessili, del cuoio e dei prodotti chimici hanno registrato una quota di esportazioni superiore alla media dell'UE.

 

Sempre secondo la relazione lItalia il paese in cui c il maggior numero di PMI che esportano oltreoceano: 30.000 aziende, che rappresentano il 96% dellexport nazionale e che generano un giro di affari di 11,2 miliardi.

 

Tuttavia, l'indagine mostra che le esportazioni delle PMI sul mercato degli Stati Uniti non sono esenti da difficolt, molte delle quali potrebbero essere attenuate dall'accordo. Le questioni sollevate comprendono:

 

l'osservanza delle norme e delle regolamentazioni tecniche per tutte le merci, che rappresenta la questione pi frequentemente menzionata;

 

l'accesso alle informazioni per stabilire quali regolamenti si applicano ai loro prodotti. Quasi un terzo degli intervistati non era in grado di individuare la fonte effettiva delle questioni regolamentari che si trova ad affrontare (vale a dire il governo federale degli Stati Uniti oppure i singoli Stati USA);

 

l'esclusione dal mercato, giuridicamente prevista in molti settori degli appalti pubblici;

 

la conformit alle norme doganali, che possono risultare molto costose e rappresentano di fatto ostacoli al commercio;

 

le differenze di regolamentazione tra i diversi Stati USA nonch tra USA e UE, il che comporta di dover superare due diversi tipi di test per essere presenti su entrambi i mercati.


Allo stato attuale di avanzamento delle trattative, i potenziali benefici del TTIP

per le PMI potrebbero includere:

 

tariffe - milioni di piccoli produttori in Europa e negli Stati Uniti forniscono circa il 30% delle esportazioni di beni in entrambi i mercati. Di conseguenza le PMI trarrebbero un forte vantaggio dalleliminazione delle tariffe, in particolare nei settori in cui sono ancora relativamente alte;

 

aspetti normativi e barriere non tariffarie - le piccole imprese possono essere colpite in modo sproporzionato da barriere non tariffarie, che possono assumere la forma di requisiti applicati ai confini o barriere behind-the-border. Il rispetto di tali misure pu essere difficile e costoso, per cui un intervento in questo ambito gioverebbe alle PMI attive nel mercato transfrontaliero;


 

 

servizi - lUnione europea e gli Stati Uniti sono i maggiori esportatori di servizi al mondo e molti fornitori (quali specialisti delle tecnologie dellinformazione, commercialisti, ingegneri e consulenti nei servizi ambientali) lavorano nelle piccole imprese. In tal senso, i fornitori di servizi pi piccoli potrebbero trarre vantaggio da una maggiore certezza del diritto e da un nuovo accesso al mercato;

 

agevolazioni doganali e commerciali: un obiettivo chiave dei negoziati TTIP quello di aumentare gli scambi riducendo costi inutili e ritardi alle frontiere, migliorando prevedibilit, semplicit e uniformit nelle procedure di frontiera. Tali risultati renderebbero pi facile la partecipazione delle PMI al commercio transatlantico e la promozione delloccupazione attraverso il commercio;

 

propriet intellettuale: le PMI sono anche leader in innovazione e creativit, ma spesso non riescono a proteggere i diritti di propriet intellettuale. Il TTIP punta a riaffermare limpegno condiviso in tale direzione, anche nei confronti degli altri partner commerciali;

 

commercio elettronico: Internet consente a milioni di PMI americane ed europee di raggiungere la clientela estera, aumentando le proprie entrate e sostenendo i posti di lavoro nelle comunit locali. Poich le PMI attive sul mercato online sono, generalmente, molto pi propense a esportare in pi paesi, una particolare attenzione sar dedicata alle disposizioni che promuovono il regime duty-free per i prodotti digitali e laccesso dei consumatori ai servizi e alle applicazioni di loro scelta su Internet;

 

benefici attraverso catene di valore: molte piccole imprese che non esportano direttamente verso lUE o gli Stati Un