Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: La durata della legislatura e lo scioglimento delle Camere - Normativa di riferimento e precedenti - Seconda edizione
Serie: Documentazione e ricerche    Numero: 386
Data: 09/01/2013
Descrittori:
LEGISLATURA   SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni

 

Camera dei deputati

XVI LEGISLATURA

 

 

 

Documentazione e ricerche

La durata della legislatura e lo scioglimento delle Camere

 

Normativa di riferimento e precedenti

 

 

 

 

 

 

n. 386

Seconda edizione

 

 

9 gennaio 2012

 


Servizio responsabile:

Servizio Studi – Dipartimento Istituzioni

( 066760-9475 / 066760-3588 – * st_istituzioni@camera.it

 

 

 

 

 

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File: ac0880.doc

 


INDICE

Premessa                                                                                      1

Normativa di riferimento

§      Costituzione della Repubblica (artt. 56, 57, 60-62, 87, 88)                             7

§      D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361. Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati (artt. 7 e 11)                                                           9

Precedenti

Tabella sinottica delle legislature                                                                 13

Quadro cronologico delle singole legislature                                             15

§      I Legislatura                                                                                                   15

§      II Legislatura                                                                                                  19

§      III Legislatura                                                                                                 23

§      IV Legislatura                                                                                                 31

§      V Legislatura                                                                                                  39

§      VI Legislatura                                                                                                 47

§      VII Legislatura                                                                                                55

§      VIII Legislatura                                                                                               63

§      IX Legislatura                                                                                                 71

§      X Legislatura                                                                                                  79

§      XI Legislatura                                                                                                 89

§      XII Legislatura                                                                                                99

§      XIII Legislatura                                                                                             109

§      XIV Legislatura                                                                                            119

§      XV Legislatura                                                                                             131

§      XVI Legislatura                                                                                            143

§      XVII Legislatura                                                                                           155

 

 


Premessa

 


 

 

 

 

La durata della legislatura, le procedure di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi elettorali sono regolate da poche norme, prevalentemente di rango costituzionale, e da una prassi consolidata.

 

Il presente dossier raccoglie, oltre ai riferimenti normativi, gli atti ufficiali che segnano il passaggio da una legislatura all’altra. Tutti gli atti sono adottati nella forma del decreto del Presidente della Repubblica e sono controfirmati dal Presidente del Consiglio dei ministri.

 

In primo luogo, sono riportati, per ciascuna legislatura repubblicana, il decreto di scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e il conseguente decreto di convocazione dei comizi elettorali che stabilisce la data delle elezioni. I due atti, distinti e separati, sono generalmente adottati contestualmente e pubblicati nello stesso numero della Gazzetta Ufficiale.

 

Nella VII legislatura si registra un significativo disallineamento tra la data del decreto di scioglimento delle Camere (2 aprile 1979) e quello di convocazione dei comizi elettorali (10 aprile 1979) dovuto alle seguenti circostanze: il 2 aprile il Presidente della Repubblica Pertini firma il decreto di scioglimento delle Camere; nella seduta del 5 aprile il Consiglio dei ministri discute la questione dell’eventuale abbinamento delle elezioni politiche con le coincidenti consultazioni europee e amministrative, rilevando, allo stato, “l’impraticabilità del ricorso ad un decreto-legge [ritenuto necessario per rendere possibile tale abbinamento] per la mancanza, nella particolare situazione parlamentare, della necessaria unanimità di consenso”. Tenuto conto del parere negativo espresso in merito il 9 aprile dal Consiglio di Stato su richiesta del Governo, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 aprile, fissa per il 3 e 4 giugno la data di svolgimento delle elezioni politiche e per il 10 giugno quella delle elezioni europee.

 

Il decreto di convocazione dei comizi elettorali indica sempre anche la data della prima riunione delle Camere ai sensi dell’articolo 87, terzo comma, della Costituzione.

 

Completano il quadro dei provvedimenti di fine legislatura, i due decreti, uno per la Camera e uno per il Senato, di ripartizione dei seggi, rispettivamente, nelle circoscrizioni elettorali e nelle regioni, che dal 1963 accompagnano il decreto di convocazione dei comizi elettorali.

Infatti, la legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, ha determinato in misura fissa il numero dei deputati e dei senatori (630 e 315); in precedenza tale numero era calcolato proporzionalmente alla popolazione in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila e di un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila.

Inoltre, la legge costituzionale del 1963 ha previsto l’effettuazione della ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni (alla Camera) e tra le regioni (al Senato) in base al numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento generale della popolazione. Pertanto, a partire dalla III legislatura (elezioni 1963) in poi il decreto di convocazione dei comizi elettorali è stato sempre accompagnato da due altri decreti del Presidente della Repubblica, emanati contestualmente, recanti appunto l’assegnazione dei seggi.

Nelle elezioni precedenti il riparto dei seggi era effettuato, sempre in proporzione alla popolazione, direttamente dalla legge elettorale.

 

 

 


Normativa di riferimento

 


 

Costituzione della Repubblica
(artt. 56, 57, 60-62, 87, 88)

 

Art. 56

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (*)

 

 

(*) L'art. 56 è stato sostituito dapprima dall'art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2 e successivamente modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.

 

Art. 57

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (*)

 

 

(*) L'art. 57 è stato dapprima sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, poi modificato una prima volta dall'art. 2 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, e modificato una seconda volta dall'art. 2 dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.

 

Art. 60

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra. (*)

 

 

(*) L'art. 60 è stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2.

 

Art. 61

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

 

Art. 62

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.

Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l'altra.

 

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

 

Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

 

 

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

 

 


 

D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361.
Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati
(artt. 7 e 11)

 

 

Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 giugno 1957, n. 139, S.O.

(omissis)

Art. 7.

 

Non sono eleggibili:

a) i deputati regionali o consiglieri regionali (1);

b) i presidenti delle Giunte provinciali;

c) i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti;

d) il capo e vice capo della polizia e gli ispettori generali di pubblica sicurezza;

e) i capi di Gabinetto dei Ministri;

f) il Rappresentante del Governo presso la Regione autonoma della Sardegna, il Commissario dello Stato nella Regione siciliana, i commissari del Governo per le regioni a statuto ordinario, il commissario del Governo per la regione Friuli-Venezia Giulia, il presidente della Commissione di coordinamento per la regione Valle d'Aosta, i commissari del Governo per le province di Trento e Bolzano, i prefetti e coloro che fanno le veci nelle predette cariche (2);

g) i viceprefetti e i funzionari di pubblica sicurezza;

h) gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze armate dello Stato, nella circoscrizione del loro comando territoriale.

Le cause di ineleggibilità di cui al primo comma sono riferite anche alla titolarità di analoghe cariche, ove esistenti, rivestite presso corrispondenti organi in Stati esteri (3).

Le cause di ineleggibilità, di cui al primo e al secondo comma, non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate almeno centottanta giorni prima della data di scadenza del quinquennio di durata della Camera dei deputati (4).

 

Per cessazione dalle funzioni si intende l'effettiva astensione da ogni atto inerente all'ufficio rivestito, preceduta, nei casi previsti alle lettere a), b) e c) del primo comma e nei corrispondenti casi disciplinati dal secondo comma, dalla formale presentazione delle dimissioni e, negli altri casi, dal trasferimento, dalla revoca dell'incarico o del comando ovvero dal collocamento in aspettativa (5).

 

L'accettazione della candidatura comporta in ogni caso la decadenza dalle cariche di cui alle predette lettere a), b) e c).

 

Il quinquennio decorre dalla data della prima riunione dell'Assemblea, di cui al secondo comma del successivo art. 11.

 

In caso di scioglimento della Camera dei deputati, che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, le cause di ineleggibilità anzidette non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro i sette giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di scioglimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (6).

 

 

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(1) La Corte costituzionale, con sentenza 11 giugno-28 luglio 1993, n. 344, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, primo comma, lettera a).

(2) Lettera così modificata dall'art. 1, L. 11 agosto 1991, n. 271 (Gazz. Uff. 26 agosto 1991, n. 199).

(3) Gli originari commi secondo e terzo sono stati così sostituiti, con gli attuali commi secondo, terzo e quarto, dall'art. 9, L. 27 dicembre 2001, n. 459. Precedentemente l'originario terzo comma era stato modificato dall'art. 1, L. 11 agosto 1991, n. 271 (Gazz. Uff. 26 agosto 1991, n. 199).

(4) Gli originari commi secondo e terzo sono stati così sostituiti, con gli attuali commi secondo, terzo e quarto, dall'art. 9, L. 27 dicembre 2001, n. 459. Precedentemente l'originario terzo comma era stato modificato dall'art. 1, L. 11 agosto 1991, n. 271 (Gazz. Uff. 26 agosto 1991, n. 199).

(5) Gli originari commi secondo e terzo sono stati così sostituiti, con gli attuali commi secondo, terzo e quarto, dall'art. 9, L. 27 dicembre 2001, n. 459. Precedentemente l'originario terzo comma era stato modificato dall'art. 1, L. 11 agosto 1991, n. 271 (Gazz. Uff. 26 agosto 1991, n. 199).

(6) Comma così modificato prima dall'art. 1, L. 11 agosto 1991, n. 271 e poi dal comma 3 dell'art. 1, L. 21 dicembre 2005, n. 270. Vedi, anche, l'art. 3 della citata legge n. 270 del 2005.

(omissis)

TITOLO III

 

Del procedimento elettorale preparatorio

 

Art. 11.

I comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Lo stesso decreto fissa il giorno della prima riunione della Camera nei limiti dell'art. 61 della Costituzione.

Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione (1).

I Sindaci di tutti i Comuni della Repubblica danno notizia al pubblico del decreto di convocazione dei comizi con speciali avvisi.

 

 

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(1) Comma così sostituito dall'art. 1, L. 23 aprile 1976, n. 136.

 

(omissis)

 


Precedenti

 


Tabella sinottica delle legislature

Legislatura

Data delle elezioni

Prima
seduta delle Camere

Decreto di scioglimento delle Camere

Decreto di convocazione dei comizi elettorali

I

18.4.1948

8.5.1948

DPR 4.4.1953, n. 174

DPR 4.4.1953, n. 175

II

7.6.1953

25.6.1953

DPR. 17.3.1958, n. 153

DPR 17.3.1958, n. 154

III

25.5.1958

12.6.1958

DPR 18.2.1963, n. 62

DPR 18.2.1963, n. 63

IV

28.4.1963

16.5.1963

DPR 11.3.1968, n. 128

DPR 11.3.1968, n. 129

V

19.5.1968

5.6.1968

DPR 28.2.1972, n. 19

DPR 28.2.1972, n. 20

VI

7.5.1972

25.5.1972

DPR 1.5.1976, n. 163

DPR 3.5.1976, n. 164

VII

20.6.1976

5.7.1976

DPR 2.4.1979, n. 96

DPR 10.4.1979, n. 115[1]

VIII

3.6.1979

20.6.1979

DPR 4.5.1983, n. 145

DPR 5.5.1983, n. 146

IX

26.6.1983

12.7.1983

DPR 28.4.1987, n. 159

DPR 28.4.1987, n. 160

X

14.6.1987

2.7.1987

DPR 2.2.1992, n. 60

DPR 2.2.1992, n. 61

XI

5.4.1992

23.4.1992

DPR 16.1.1994, n. 27

DPR 16.1.1994, n. 28

XII

27.3.1994

15.4.1994

DPR 16.2.1996, n. 63

DPR 16.2.1996, n. 64

XIII

21.4.1996

9.5.1996

DPR 8.3.2001, n. 42

DPR 9.3.2001, n. 47

XIV

13.5.2001

30.5.2001

DPR 11.2 2006, n. 32

DPR 11.2.2006, n. 33

XV

9.4.2006

28.4.2006

DPR 6.2.2008, n. 19

DPR 6.2.2008, n. 20

XVI

13.4.2008

29.4.2008

DPR 22.12.2012, n. 225

DPR 22.12.2012, n. 226

XVII

24.2.2013

15.3.2013

 

 


Quadro cronologico delle singole legislature

 

I Legislatura

 

18 aprile 1948

data di svolgimento delle elezioni

 

8 maggio 1948

prima riunione delle Camere

 

4 aprile 1953

D.P.R. n. 174 di scioglimento delle Camere (G.U. 4 aprile 1953, n. 79)

 

4 aprile 1953

D.P.R. n. 175 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 4 aprile 1953, n. 79)

 

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio in carica De Gasperi, il quale, il 29 giugno 1953, presenta le dimissioni del Governo da lui presieduto.

Al settimo Governo De Gasperi succede l’ottavo Governo De Gasperi.

 

 


N. 33

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 febbraio 1948.

 

Convocazione dei comizi per la elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Edizione straordinaria – del 9 febbraio 1948, n. 33)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 61 della Costituzione;

Visti gli articoli 9 e 95 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto Presidenziale del 5 febbraio 1948, n. 26;

Visti gli articoli 4 e 24 della legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per la elezione del Senato della Repubblica;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’interno;

Decreta:

Art. 1.

I comizi per la elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica sono convocati per il giorno di domenica 18 aprile 1948.

La prima riunione delle Camere avrà luogo in Roma, sabato 8 maggio 1948, a Palazzo Montecitorio per la Camera dei Deputati e a Palazzo Madama per il Senato della Repubblica.

 

Art. 2.

Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 8 febbraio 1948

 

DE NICOLA

De Gasperi – Scelba

Visto, il Guardasigilli: Grassi

 


 

N. 174

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 aprile 1953.

 

Scioglimento della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 1953)

 

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Decreta:

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono sciolti.

Il presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 4 aprile 1953

 

EINAUDI

De Gasperi

Visto, il Guardasigilli: Zoli


N. 175

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 aprile 1953.

 

Convocazione dei comizi per la elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 1953)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in pari data relativo allo scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il Testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto Presidenziale 5 febbraio 1948, n. 26, e modificato con la legge 31 marzo 1953, n. 148;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono convocati per il giorno di domenica 7 giugno 1953.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 25 giugno 1953.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 4 aprile 1953

 

EINAUDI

 

De Gasperi – Scelba

 

Visto, il Guardasigilli: Zoli

 


 

II Legislatura

 

7 giugno 1953

data di svolgimento delle elezioni

 

25 giugno 1953

prima riunione delle Camere

 

17 marzo 1958

D.P.R. n. 153 di scioglimento delle Camere (G.U. 17 marzo 1958, n. 67)

 

17 marzo 1958

D.P.R. n. 154 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 17 marzo 1958, n. 67)

 

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio in carica Zoli il quale, il 19 giugno 1958, secondo la prassi costituzionale, presenta le dimissioni del Governo da lui presieduto.

Al Governo Zoli succede il secondo Governo Fanfani.

 

 


N. 153

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 marzo 1958.

 

Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 17 marzo 1958)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

 

Decreta:

 

Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 17 marzo 1958

 

GRONCHI

 

Zoli

Visto, il Guardasigilli: Gonella

 

 


N. 154

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 marzo 1958.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 17 marzo 1958)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in pari data relativo allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto Presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica, modificata con la legge 27 febbraio 1958, n. 64;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno:

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 25 maggio 1958.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 12 giugno 1958.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 17 marzo 1958.

 

GRONCHI

 

Zoli – Tambroni

Visto, il Guardasigilli: Gonella

 

 

 


 

III Legislatura

 

25 maggio 1958

data di svolgimento delle elezioni

12 giugno 1958

prima riunione delle Camere

18 febbraio 1963

D.P.R. n. 62 di scioglimento delle Camere (G.U. 18 febbraio 1963, n. 47)

18 febbraio 1963

D.P.R. n. 63 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 18 febbraio 1963, n. 47)

18 febbraio 1963

D.P.R. n. 64 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per l’elezione del Senato della Repubblica (G.U. 18 febbraio 1963, n. 47)

18 febbraio 1963

D.P.R. n. 65 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 18 febbraio 1963, n. 47)

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio in carica Fanfani che, secondo la prassi costituzionale, il 16 maggio 1963 rassegna le dimissioni del Governo da lui presieduto.

Al quarto Governo Fanfani succede il primo Governo Leone.

 

N.B. La legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2 ha modificato gli articoli 56 e 57 Cost. determinando in misura fissa il numero dei deputati e dei senatori (in precedenza calcolato proporzionalmente alla popolazione) e prevedendo la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni (alla Camera) e tra le regioni (al Senato) in base al numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento generale della popolazione. A partire dalla presente legislatura (elezioni 1963) in poi il decreto di convocazione dei comizi elettorali è stato sempre accompagnato da due altri decreti, emanati contestualmente, recanti l’assegnazione del numero dei seggi, rispettivamente, alle regioni e alle circoscrizioni (o ai collegi secondo la definizione utilizzata fino al 1992). Nelle elezioni precedenti il riparto dei seggi era effettuato dalla legge elettorale.

 


 

N. 62

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 febbraio 1963.

 

Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 18 febbraio 1963)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

 

Decreta:

 

Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 18 febbraio 1963.

 

SEGNI

Fanfani

 

Visto, il Guardasigilli: Bosco

 

 


N. 63

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 febbraio 1963.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 18 febbraio 1963)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in pari data relativo allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica e successive modificazioni;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 28 aprile 1963.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 16 maggio 1963.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 18 febbraio 1963.

 

SEGNI

 

Fanfani – Taviani

Visto, il Guardasigilli: Bosco

 


N. 64

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 febbraio 1963.

 

Assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 18 febbraio 1963)

_________________

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 28 aprile 1963;

Visti gli articoli 2 e 4 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 57 e 60 della Costituzione;

Vista la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 recante lo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia;

Visto l’art.. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 61 recante modifiche alla legge 6 febbraio 1948, n. 29 “Norme per l’elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con la quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

 

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Alle Regioni di cui all’art. 131 della Costituzione è assegnato il numero dei seggi senatoriali rispettivamente indicato nella Tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro dell’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 18 febbraio 1963.

 

SEGNI

Taviani

Visto, il Guardasigilli: Bosco


 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

R E G I O N I

Popolazione
1961

Quoziente: 164.838

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

3.914.250

23

122.976

(**) 24

Valle d’Aosta

100.959

-

-

(*)    1

Lombardia

7.406.152

44

153.280

(**) 45

Trentino-Alto Adige

785.967

-

-

(*)    7

Veneto

3.846.562

23

55.288

      23

Friuli-Venezia Giulia

1.204.298

7

50.432

       7

Liguria

1.735.349

10

86.969

(**) 11

Emilia-Romagna

3.666.680

22

40.244

       22

Toscana

3.286.160

19

154.238

(**) 20

Umbria

794.745

-

-

(*)    7

Marche

1.347.489

8

28.785

        8

Lazio

3.958.957

24

2.845

       24

Abruzzi e Molise

1.564.318

9

80.776

         9

Campania

4.760.759

28

145.295

(**) 29

Puglia

3.421.217

20

124.437

(**) 21

Basilicata

644.297

-

-

(*)    7

Calabria

2.045.047

12

66.991

      12

Sicilia

4.721.001

28

105.537

(**) 29

Sardegna

1.419.362

8

100.658

(**) 9

 

50.623.569

285

1.318.771

     315

 

N.B. – Sono contraddistinte con un asterisco le Regioni alle quali i seggi sono stati assegnati in esecuzione dell’art. 57, terzo comma, della Costituzione.

Il quoziente 164. 838, per il riparto proporzionale di cui al quarto comma dell’articolo citato, è dato dal totale della popolazione delle Regioni per le quali non trova applicazione la norma del terzo comma, diviso per 293, cifra corrispondente alla differenza tra il totale dei seggi assegnati al Senato della Repubblica (315) e totale dei seggi (22) previamente assegnati alle Regioni contraddistinte da un solo asterisco, in applicazione delle succitate norme. Sono contraddistinte da due asterischi le Regioni alle quali è stato assegnato un seggio in più in base ai più alti resti.

 

Visto, il Ministro per l’interno

Taviani


N. 65

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 febbraio 1963.

 

Assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 18 febbraio 1963)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione della Camera dei deputati sono stati convocati per il giorno di domenica 28 aprile 1963;

Visto l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione;

Visti gli articoli 2, comma secondo e seguenti, e 3 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Ai collegi elettorali di cui alla tabella A, allegata al testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, è assegnato il numero di seggi indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 18 febbraio 1963

 

SEGNI

Taviani

Visto, il Guardasigilli: Bosco


TABELLA DI ASSEGNAZIONE DEL NUMERO DEI SEGGI AI COLLEGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

COLLEGIO

Popolazione
1961

Quozienti
interi

Resti

Seggi assegnati

I

Torino-Novara-Vercelli

2.684.677

33

32.995

33

II

Cuneo-Alessandria-Asti

1.229.573

15

24.263

15

III

Genova-Imperia-La Spezia-Savona

1.735.349

21

(*) 47.915

22

IV

Milano-Pavia

3.675.008

45

(*) 59.078

46

V

Como-Sondrio-Varese

1.365.110

16

(*) 79.446

17

VI

Brescia-Bergamo

1.627.619

20

20.539

20

VII

Mantova-Cremona

738.415

9

15.229

9

VIII

Trento-Bolzano

785.967

9

(*) 62.781

10

IX

Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

2.254.852

28

4.940

28

X

Venezia-Treviso

1.356.789

16

(*) 71.125

17

XI

Udine-Belluno-Gorizia

1.140.574

14

15.618

14

XII

Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì

2.095.379

26

6.175

26

XIII

Parma-Modena-Piacenza-Reggio Emilia

1.571.301

19

(*) 44.575

20

XIV

Firenze-Pistoia

1.245.702

15

(*) 40.392

16

XV

Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara

1.241.127

15

35.817

15

XVI

Siena-Arezzo-Grosseto

799.331

9

(*) 76.145

10

XVII

Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli Piceno

1.347.489

16

(*) 61.825

17

XVIII

Perugia-Terni-Rieti

957.150

11

(*) 73.256

12

XIX

Roma-Viterno-Latina-Frosinone

3.796.552

47

19.914

47

XX

L’Aquila-Pescara-Chieti-Teramo

1.206.266

15

956

15

XXI

Campobasso

358.052

4

36.636

4

XXII

Napoli-Caserta

3.070.570

38

17.118

38

XXIII

Benevento-Avellino-Salerno

1.690.189

21

2.755

21

XXIV

Bari-Foggia

1.928.531

24

35

24

XXV

Lecce-Brindisi-Taranto

1.492.686

18

(*) 46.314

19

XXVI

Potenza-Matera

644.297

8

1.465

8

XXVII

Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria

2.045.047

25

36.197

25

XXVIII

Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna

2.406.474

29

(*) 76.208

30

XXIX

Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta

2.314.527

28

(*) 64.615

29

XXX

Cagliari-Sassari-Nuoro

1.419.362

17

(*) 53.314

18

XXXI

Valle d’Aosta

100.959

1

20.605

1

XXXII

Trieste

298.645

3

(*) 57.583

4

 

TOTALI

50.623.569

615

 

630

 

N.B. – Sono contraddistinti con un asterisco più alti resti in base ai quali viene assegnato un seggio in più al Collegio.

                                                      Visto, il Ministro per l’interno

                                                             Taviani

 


 

IV Legislatura

 

28 aprile 1963

data di svolgimento delle elezioni

 

16 maggio 1963

prima riunione delle Camere

 

11 marzo 1968

D.P.R. n. 128 di scioglimento delle Camere (G.U. 11 marzo 1968, n. 67)

 

11 marzo 1968

D.P.R. n. 129 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 11 marzo 1968, n. 67)

 

11 marzo 1968

D.P.R. n. 130 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica (G.U. 11 marzo 1968, n. 67)

 

11 marzo 1968

D.P.R. n. 131 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 11 marzo 1968, n. 67)

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio in carica Moro che, secondo la prassi costituzionale, il 5 giugno 1968 rassegna le dimissioni del Governo da lui presieduto.

Al Governo Moro succede il secondo Governo Leone.

 

 


 

N. 128

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 1968.

 

Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 dell’11 marzo 1968)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

 

Decreta:

 

Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 11 marzo 1968.

 

SARAGAT

Moro

 

Visto, il Guardasigilli: Reale

 

 


N. 129

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 1968.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 dell’11 marzo 1968)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in pari data relativo allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica e successive modificazioni;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 19 maggio 1968.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 5 giugno 1968.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 11 marzo 1968.

 

SARAGAT

 

Moro – Taviani

Visto, il Guardasigilli: Reale

 


N. 130

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 1968.

 

Assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per la elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 dell’11 marzo 1968)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 19 maggio 1968;

Vista la legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3 “Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione ella Regione Molise”;

Visto l’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, recante modifiche alla legge 6 febbraio 1948, n. 29, “Norme per la elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali del Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Alle Regioni di cui all’art. 131 della Costituzione, modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è assegnato l numero dei seggi senatoriali rispettivamente indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 11 marzo 1968

 

Saragat

 

Taviani

 

Visto, il Guardasigilli: Reale


 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

R E G I O N I

Popolazione
1961

Quoziente: 164.740

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

3.914.250

23

125.230

(**) 24

Valle d’Aosta

100.959

-

-

(*)    1

Lombardia

7.406.152

44

157.592

(**) 45

Trentino-Alto Adige

785.967

-

-

(*)    7

Veneto

3.846.562

23

57.542

      23

Friuli-Venezia Giulia

1.204.298

7

51.118

       7

Liguria

1.735.349

10

87.949

(**) 11

Emilia-Romagna

3.666.680

22

42.400

       22

Toscana

3.286.160

19

156.100

(**) 20

Umbria

794.745

-

-

(*)    7

Marche

1.347.489

8

29.569

        8

Lazio

3.958.957

24

5.197

       24

Abruzzi

1.206.266

7

53.086

         7

Molise

358.052

-

-

(*)      2

Campania

4.760.759

28

148.039

(**) 29

Puglia

3.421.217

20

126.417

(**) 21

Basilicata

644.297

-

-

(*)    7

Calabria

2.045.047

12

68.167

      12

Sicilia

4.721.001

28

108.281

(**) 29

Sardegna

1.419.362

8

101.442

(**)  9

 

50.623.569

283

1.318.129

      315

 

N.B. – Sono contraddistinte con un asterisco le Regioni alle quali i seggi sono stati assegnati in esecuzione dell’art. 57, terzo comma, della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3. Il quoziente 164. 740 per il riparto proporzionale, di cui al quarto comma dell’articolo citato, è dato dal totale della popolazione delle Regioni per le quali non trova applicazione la norma del terzo comma, diviso per 291, cifra corrispondente alla differenza tra il totale dei seggi assegnati al Senato della Repubblica (315) e totale dei seggi (24) previamente assegnati alle Regioni contraddistinte da un solo asterisco, in applicazione delle succitate norme. Sono contraddistinte da due asterischi le Regioni alle quali è stato assegnato un seggio in più in base ai più alti resti.

 

Visto, il Ministro per l’interno

Taviani


 

N. 131

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 1968.

 

Assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 11 marzo 1968)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione della Camera dei deputati sono stati convocati per il giorno di domenica 19 maggio 1968;

Visto l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione;

Visti gli articoli 2, comma secondo e seguenti, e 3 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Ai collegi elettorati di cui alla tabella A, allegata al testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, è assegnato il numero di seggi indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 11 marzo 1968

 

Saragat

 

Taviani

 

Visto, il Guardasigilli: Reale


TABELLA DI ASSEGNAZIONE DEL NUMERO DEI SEGGI AI COLLEGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

COLLEGIO

Popolazione
1961

Quozienti
interi

Resti

Seggi assegnati

I

Torino-Novara_vercelli

2.684.677

33

32.995

33

II

Cuneo-Alessandria-Asti

1.229.573

15

24.263

15

III

Genova-Imperia-La Spezia-Savona

1.735.349

21

(*) 47.915

22

IV

Milano-Pavia

3.675.008

45

(*) 59.078

46

V

Como-Sondrio-Varese

1.365.110

16

(*) 79.446

17

VI

Brescia-Bergamo

1.627.619

20

20.539

20

VII

Mantova-Cremona

738.415

9

15.229

9

VIII

Trento-Bolzano

785.967

9

(*) 62.781

10

IX

Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

2.254.852

28

4.940

28

X

Venezia-Treviso

1.356.789

16

(*) 71.125

17

XI

Udine-Belluno-Gorizia

1.140.574

14

15.618

14

XII

Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì

2.095.379

26

6.175

26

XIII

Parma-Modena-Piacenza-Reggio Emilia

1.571.301

19

(*) 44.575

20

XIV

Firenze-Pistoia

1.245.702

15

(*) 40.392

16

XV

Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara

1.241.127

15

35.817

15

XVI

Siena-Arezzo-Grosseto

799.331

9

(*) 76.145

10

XVII

Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli Piceno

1.347.489

16

(*) 61.825

17

XVIII

Perugia-Terni-Rieti

957.150

11

(*) 73.256

12

XIX

Roma-Viterno-Latina-Frosinone

3.796.552

47

19.914

47

XX

L’Aquila-Pescara-Chieti-Teramo

1.206.266

15

956

15

XXI

Campobasso

358.052

4

36.636

4

XXII

Napoli-Caserta

3.070.570

38

17.118

38

XXIII

Benevento-Avellino-Salerno

1.690.189

21

2.755

21

XXIV

Bari-Foggia

1.928.531

24

35

24

XXV

Lecce-Brindisi-Taranto

1.492.686

18

(*) 46.314

19

XXVI

Potenza-Matera

644.297

8

1.465

8

XXVII

Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria

2.045.047

25

36.197

25

XXVIII

Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna

2.406.474

29

(*) 76.208

30

XXIX

Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta

2.314.527

28

(*) 64.615

1829

XXX

Cagliari-Sassari-Nuoro

1.419.362

17

(*) 53.344

118

XXXI

Valle d’Aosta

100.959

1

20.605

41

XXXII

Trieste

293.645

3

(*) 57.583

4

 

TOTALI

50.623.569

615

 

630

 

N.B. – Sono contraddistinti con un asterisco più alti resti in base ai quali viene assegnato un seggio in più al Collegio.

                                                      Visto, il Ministro per l’interno

                                                                  Taviani

 


 

V Legislatura

 

19 maggio 1968

data di svolgimento delle elezioni

 

5 giugno 1968

prima riunione delle Camere

 

28 febbraio 1972

D.P.R. n. 19 di scioglimento delle Camere (G.U. 28 febbraio 1972, n. 56)

 

28 febbraio 1972

D.P.R. n. 20 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 28 febbraio 1972, n. 56)

 

28 febbraio 1972

D.P.R. n. 21 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per l’elezione del Senato della Repubblica (G.U. 28 febbraio 1972, n. 56)

 

28 febbraio 1972

D.P.R. n. 22 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 28 febbraio 1972, n. 22)

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio dimissionario Andreotti. Il primo governo Andreotti viene nominato il 17 febbraio 1972, il 26 febbraio 1972, non avendo ottenuto la fiducia del Senato, rassegna le dimissioni.

Al primo Governo Andreotti succede il secondo Governo Andreotti.

 

 


N. 19

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 febbraio 1972.

 

Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 28 febbraio 1972)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

 

Decreta:

 

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 28 febbraio 1972.

 

LEONE

Andreotti

 

Visto, il Guardasigilli: Gonella

 


N. 20

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 febbraio 1972.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 28 febbraio 1972)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in pari data relativo allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica e successive modificazioni;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 7 maggio 1972.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 25 maggio 1972..

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 18 febbraio 1963.

 

LEONE

 

Andreotti - Rumor

Visto, il Guardasigilli: Gonella


N. 21

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 febbraio 1972.

 

Assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 28 febbraio 1972)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 7 maggio 1972;

Vista la legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, “Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della Regione Molise”;

Visto l’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, recante modificazioni alla legge 6 febbraio 1948, n. 29, “Norme per la elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 25 febbraio 1963, n. 282 “Modificazioni all’art. 1, della legge 27 febbraio 1958, n. 64, sulla elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali del Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con il  quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Alle Regioni di cui all’art. 131 della Costituzione. Modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è assegnato il numero di seggi senatoriali rispettivamente indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro dell’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 28 febbraio 1972.

 

LEONE

Andreotti - Rumor

Visto, il Guardasigilli: Gonella

 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

R E G I O N I

Popolazione
1961

Quoziente: 164.740

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

3.914.250

23

125.230

(**)  24

Valle d’Aosta

100.959

-

-

(*)     1

Lombardia

7.406.152

44

157.592

(**)  45

Trentino-Alto Adige

785.967

-

-

(*)     7

Veneto

3.846.562

23

57.542

        23

Friuli-Venezia Giulia

1.204.298

7

51.118

         7

Liguria

1.735.349

10

87.949

(**)  11

Emilia-Romagna

3.666.680

22

42.400

       22

Toscana

3.286.160

19

156.100

(**)  20

Umbria

794.745

-

-

(*)     7

Marche

1.347.489

8

29.569

         8

Lazio

3.958.957

24

2.845

        24

Abruzzi

1.206.266

7

53.086

         7

Molise

358.052

-

-

(*)     2

Campania

4.760.759

28

148.039

(**) 29

Puglia

3.421.217

20

126.417

(**) 21

Basilicata

644.297

-

-

(*)    7

Calabria

2.045.047

12

68.167

      12

Sicilia

4.721.001

28

108.281

(**) 29

Sardegna

1.419.362

8

101.442

(**)   9

 

50.623.569

283

1.318.129

      315

 

N.B. – Sono contraddistinte con un asterisco le Regioni alle quali i seggi sono stati assegnati in esecuzione dell’art. 57, terzo comma, della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3. Il quoziente 164.740, per il riparto proporzionale di cui al quarto comma dell’articolo citato, è dato dal totale della popolazione delle Regioni per le quali non trova applicazione la norma del terzo comma, diviso per 291, cifra corrispondente alla differenza tra il totale dei seggi assegnati al Senato della Repubblica (315) e totale dei seggi (24) previamente assegnati alle Regioni contraddistinte da un solo asterisco, in applicazione delle succitate norme. Sono contraddistinte da due asterischi le Regioni alle quali è stato assegnato un seggio in più in base ai più alti resti.

 

Visto, il Ministro per l’interno

Rumor


N. 22

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 febbraio 1972.

 

Assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 28 febbraio 1972)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione della Camera dei deputati sono stati convocati per il giorno di domenica 7 maggio 1972;

Visto l’articolo 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione;

Visti gli articoli 2, comma secondo e seguenti, e 3 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Visto l’articolo 1 della legge 1° marzo 1968, n. 171, concernente la costituzione della provincia di Pordenone;

Visti gli articoli 1, 2 e 3 della legge 2 febbraio 1970, n. 20, concernente l’adeguamento delle circoscrizioni provinciali, degli organi e uffici della pubblica amministrazione nella regione Molise;

Vista la legge 6 maggio 1970, n. 241, concernente il distacco della borgata Lido di Follonica dal Comune di Piombino, in Provincia di Livorno, e la sua aggregazione al Comune contermine di Follonica, in Provincia di Grosseto;

Visti i dati relativi alla popolazione delle province di Grosseto e di Livorno, contenuti nella pubblicazione dell’Istituto centrale di statistica “Popolazione e movimento anagrafico dei Comuni”, volume XVI, 1970;

Visto il decreto 31 gennaio 1963, n. 18, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 2 febbraio 1963, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali alla popolazione legale secondo il censimento del 15 ottobre 1961;

 

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Ai collegi elettorali di cui alla tabella A, allegata al testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, ed aggiornata in relazione alle norme ed alla pubblicazione sopra richiamate, è assegnato il numero di seggi indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

 

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 28 febbraio 1972

 

LEONE

Andreotti - Rumor

Visto, il Guardasigilli: Gonella


TABELLA DI ASSEGNAZIONE DEL NUMERO DEI SEGGI AI COLLEGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

COLLEGIO

Popolazione
1961

Quozienti
interi

Resti

Seggi assegnati

I

Torino-Novara-Vercelli

2.684.677

33

32.995

33

II

Cuneo-Alessandria-Asti

1.229.573

15

24.263

15

III

Genova-Imperia-La Spezia-Savona

1.735.349

21

(*) 47.915

22

IV

Milano-Pavia

3.675.008

45

(*) 59.078

46

V

Como-Sondrio-Varese

1.365.110

16

(*) 49.446

17

VI

Brescia-Bergamo

1.627.619

20

20.539

20

VII

Mantova-Cremona

738.415

9

15.229

9

VIII

Trento-Bolzano

785.967

9

(*) 62.781

10

IX

Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

2.254.852

28

4.940

28

X

Venezia-Treviso

1.356.789

16

(*) 71.125

17

XI

Udine-Belluno-Gorizia-Pordenone

1.140.574

14

15.618

14

XII

Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì

2.095.370

26

6.175

26

XIII

Parma-Modena-Piacenza-Reggio Emilia

1.571.301

19

(*) 44.575

20

XIV

Firenze-Pistoia

1.245.702

15

(*) 40.392

16

XV

Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara

1.240.965

15

35.655

15

XVI

Siena-Arezzo-Grosseto

799.493

9

(*) 76.307

10

XVII

Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli Piceno

1.347.489

16

(*) 61.825

17

XVIII

Perugia-Terni-Rieti

957.150

11

(*) 73.256

11

XIX

Roma-Viterbo-Latina-Frosinone

3.796.552

47

19.914

47

XX

L’Aquila-Pescara-Chieti-Teramo

1.206.266

15

956

15

XXI

Campobasso-Isernia

358.052

4

36.636

4

XXII

Napoli-Caserta

3.070.570

38

17.118

38

XXIII

Benevento-Avellino-Salerno

1.690.189

21

2.755

21

XXIV

Bari-Foggia

1.928.531

24

35

24

XXV

Lecce-Brindisi-Taranto

1.492.686

18

(*) 46.314

19

XXVI

Potenza-Matera

644.297

8

1.465

8

XXVII

Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria

2.045.047

25

36.197

25

XXVIII

Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna

2.406.474

29

(*) 76.208

30

XXIX

Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta

2.314.527

28

(*) 64.615

29

XXX

Cagliari-Sassari-Nuoro

1.419.362

17

(*) 53.344

18

XXXI

Valle d’Aosta

100.959

1

20.605

1

XXXII

Trieste

298.645

3

(*) 57.583

4

 

TOTALI

50.623.569

615

 

630

 

N.B. – Sono contraddistinti con un asterisco più alti resti in base ai quali viene assegnato un seggio in più al Collegio.

                                                      Visto, il Ministro per l’interno

                                                                  Rumor

 


 

VI Legislatura

 

7 maggio 1972

data di svolgimento delle elezioni

 

25 maggio 1972

prima riunione delle Camere

 

1° maggio 1976

D.P.R. n. 163 di scioglimento delle Camere (G.U. 4 maggio 1976, n. 116)

 

3 maggio 1976

D.P.R. n. 164 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 4 maggio 1976, n. 116)

 

3 maggio 1976

D.P.R. n. 165 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per l’elezione del Senato della Repubblica (G.U. 4 maggio 1976, n. 116)

 

3 maggio 1976

D.P.R. n. 166 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 4 maggio 1976, n. 116)

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio dimissionario Moro.

Al quinto Governo Moro succede il terzo Governo Andreotti.

 

 


 

N. 163

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1° maggio 1976.

 

Scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 4 maggio 1976)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,

 

Decreta:

 

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 1° maggio 1976.

 

LEONE

Moro

 

Visto, il Guardasigilli: Bonifacio


N. 164

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 maggio 1976.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 4 maggio 1976)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data 1° maggio 1976, n. 163, relativo allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni;

Vista la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per l’elezione del Senato della Repubblica, e successive modificazioni;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 20 giugno 1976.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno di lunedì 5 luglio 1976.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 3 maggio 1976.

 

LEONE

 

Moro – Cossiga

Visto, il Guardasigilli: Bonifacio


N. 165

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 maggio 1976.

 

Assegnazione alle regioni del numero dei seggi per la elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 4 maggio 1976)

_________________

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 20 giugno 1976;

Vista la legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, “Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della regione Molise”;

Visto l’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, recante modificazioni alla legge 6 febbraio 1948, n. 29, “Norme per la elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 25 febbraio 1963, n. 282 “Modificazioni all’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, sulla elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali del Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 5 marzo 1973, n. 45, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 30 marzo 1073, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 24 ottobre 1971;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1974, n. 276, con il quale viene rettificato il numero della popolazione legale residente nel comune di Messina, censita al 24 ottobre 1971;

Sulla proposta del Ministro per l’interno;

Decreta:

Alle Regioni di cui all’art. 131 della Costituzione, modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è assegnato il numero di seggi senatoriali rispettivamente indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno:

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle legge e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 3 maggio 1976

Leone

Cossiga

Visto, il Guardasigilli: Bonifacio


 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

R E G I O N I

Popolazione
1971

Quoziente: 176.930

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

4.432.313

25

9.063

  25

Valle d’Aosta

109.150

-

-

(*) 1

Lombardia

8.543.387

48

50.747

  48

Trentino-Alto Adige

841.886

-

-

(*) 7

Veneto

4.123.411

23

54.21

  23

Friuli-Venezia Giulia

1.213.532

6

151.952

(**)7

Liguria

1.853.578

10

84.278

  10

Emilia-Romagna

3.846.755

21

131.225

(**)22

Toscana

3.473.097

19

111.427

(**) 20

Umbria

775.783

-

-

(*)    7

Marche

1.359.907

7

121.397

(**)  8

Lazio

4.689.482

26

89.302

(**) 27

Abruzzi

1.166.694

6

105.114

(**)  7

Molise

319.807

-

-

(*)    2

Campania

5.059.348

28

105.308

(**) 29

Puglia

3.582.787

20

44.187

      20

Basilicata

603.064

-

-

(*)   7

Calabria

1.988.051

11

41.821

      11

Sicilia

4.680.715

26

80.535

      26

Sardegna

1.473.800

8

58.360

       8

 

54.136.547

284

1.238.737

    315

 

N.B. – Sono contraddistinte con un asterisco le regioni alle quali i seggi sono stati assegnati in esecuzione dell’art. 57, terzo comma, della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3. Il quoziente 176.930, per il riparto proporzionale di cui al quarto comma dell’articolo citato, è dato dal totale della popolazione delle regioni per le quali non trova applicazione la norma del terzo comma, diviso per 291, cifra corrispondente alla differenza tra il totale dei seggi assegnati al Senato della Repubblica (315) e totale dei seggi (24) previamente assegnati alle Regioni contraddistinte da un solo asterisco, in applicazione delle succitate norme. Sono contraddistinte da due asterischi le regioni alle quali è stato assegnato un seggio in più in base ai più alti resti.

 

Visto, il Ministro per l’interno

Cossiga

 


 

N. 166

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 maggio 1976.

 

Assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 4 maggio 1976)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione della Camera dei deputati sono stati convocati per il giorno di domenica 20 giugno 1976;

Visto l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione;

Visti gli articoli 2, comma secondo e seguenti, e 3 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Visto l’art. 1 della legge 1° marzo 1968, n. 171, concernente la costituzione della provincia di Pordenone;

Visti gli articoli 1, 2 e 3 della legge 2 febbraio 1970, n. 20, concernente l’adeguamento delle circoscrizioni provinciali, degli organi e uffici della pubblica amministrazione nella regione Molise;

Visto l’art. 1 della legge 16 luglio 1974, n. 306, con il quale viene istituita la provincia di Oristano;

Visto il decreto 5 marzo 1973, n. 45, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 30 marzo 1973, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 24 ottobre 1971;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1974, n. 276, con il quale viene rettificato il numero della popolazione legale residente nel comune di Messina, censita al 24 ottobre 1971;

Sulla proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Ai collegi elettorali di cui alla tabella A, allegata al testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, ed aggiornata in relazione alle norme sopra richiamate, è assegnato il numero di seggi indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

 

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 3 maggio 1976

 

Leone

Cossiga

Visto, il Guardasigilli: Bonifacio

 


TABELLA DI ASSEGNAZIONE DEL NUMERO DEI SEGGI AI COLLEGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

COLLEGIO

Popolazione
1971

Quozienti
interi

Resti

Seggi assegnati

I

Torino-Novara-Vercelli

3.190.079

37

10.632

37

II

Cuneo-Alessandria-Asti

1.242.234

14

(*) 39.200

15

III

Genova-Imperia-La Spezia-Savona

1.853.578

21

(*) 49.027

22

IV

Milano-Pavia

4.430.074

51

(*) 47.593

52

V

Como-Sondrio-Varese

1.615.435

18

(*) 68.677

19

VI

Brescia-Bergamo

1.786.705

20

(*) 68.085

21

VII

Mantova-Cremona

711.173

8

23.725

8

VIII

Trento-Bolzano

841.886

9

(*) 68.507

10

IX

Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

2.426.385

28

20.317

28

X

Venezia-Treviso

1.475.871

17

15.044

17

XI

Udine-Belluno-Gorizia-Pordenone

1.134.383

13

17.280

13

XII

Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì

2.219.829

25

(*) 71.554

26

XIII

Parma-Modena-Piacenza-Reggio Emilia

1.626.926

18

(*) 80.168

19

XIV

Firenze-Pistoia

1.400.702

16

25.806

16

XV

Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara

1.292.509

15

3.544

15

XVI

Siena-Arezzo-Grosseto

779.886

9

6.507

9

XVII

Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli Piceno

1.359.907

15

(*) 70.942

16

XVIII

Perugia-Terni-Rieti

918.945

10

(*) 59.635

11

XIX

Roma-Viterbo-Latina-Frosinone

4.546.320

52

(*) 77.908

53

XX

L’Aquila-Pescara-Chieti-Teramo

1.166.694

13

(*) 49.591

14

XXI

Campobasso-Isernia

319.807

3

(*) 62.014

4

XXII

Napoli-Caserta

3.387.888

39

36.579

39

XXIII

Benevento-Avellino-Salerno

1.671.460

19

38.771

19

XXIV

Bari-Foggia

2.008.580

23

32.167

23

XXV

Lecce-Brindisi-Taranto

1.574.207

18

27.449

18

XXVI

Potenza-Matera

603.064

7

1.547

7

XXVII

Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria

1.988.051

23

11.638

23

XXVIII

Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna

2.415.193

28

9.125

28

XXIX

Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta

2.265.522

26

31.316

26

XXX

Cagliari-Sassari-Nuoro-Oristano

1.473.800

17

12.973

17

XXXI

Valle d’Aosta

109.150

1

23.219

1

XXXII

Trieste

300.304

3

(*) 42.511

4

 

TOTALI

54.136.547

616

 

630

 

N.B. – Sono contraddistinti con un asterisco più alti resti in base ai quali viene assegnato un seggio in più al Collegio.

                                                      Visto, il Ministro per l’interno

                                                                  Cossiga

 


 

VII Legislatura

 

20 giugno 1976

data di svolgimento delle elezioni

5 luglio 1976

prima riunione delle Camere

2 aprile 1979

D.P.R. n. 96 di scioglimento delle Camere (G.U. 4 aprile 1979, n. 4)

10 aprile 1979

D.P.R. n. 115 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 11 aprile 1979, n. 101)

10 aprile 1979

D.P.R. n. 117 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica (G.U. 11 aprile 1979, n. 101)

10 aprile 1979

D.P.R. n. 118 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 11 aprile 1979, n. 101)

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio dimissionario Andreotti. Il quinto Governo Andreotti viene nominato il 20 marzo 1979; il 31 marzo 1979, non avendo ottenuto la fiducia del Senato, rassegna le dimissioni.

Al quinto Governo Andreotti succede il primo Governo Cossiga.

 

Nel caso in esame, il disallineamento tra la data del decreto di scioglimento delle Camere e quello di convocazione dei comizi elettorali è dovuto alle seguenti circostante: il 2 aprile il Presidente della Repubblica Pertini firma il decreto di scioglimento delle Camere; nella seduta del 5 aprile il Consiglio dei ministri discute la questione dell’eventuale abbinamento delle elezioni politiche con le coincidenti consultazioni europee e amministrative, rilevando, allo stato, “l’impraticabilità del ricorso ad un decreto-legge [ritenuto necessario per rendere possibile tale abbinamento] per la mancanza, nella particolare situazione parlamentare, della necessaria unanimità di consenso”. Tenuto conto del parere negativo espresso in merito il 9 aprile dal Consiglio di Stato su richiesta del Governo, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 aprile, fissa per il 3 e 4 giugno la data di svolgimento delle elezioni politiche e per il 10 giugno quella delle elezioni europee.

 


 

N. 96

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 1979.

 

Scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 4 aprile 1979)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

 

Decreta:

 

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono sciolti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 2 aprile 1979.

 

PERTINI

Andreotti

 

Visto, il Guardasigilli: Morlino

 


N. 115

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 aprile 1979.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 dell’11 aprile 1979)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il proprio decreto in data 2 aprile 1979, n. 96, relativo allo scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto Presidenziale del 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni;

Vista la  legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per la elezione del Senato della Repubblica, e successive modificazioni;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’interno;

 

Decreta:

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati sono convocati per il giorno di domenica 3 giugno 1979.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno di mercoledì 20 giugno 1979.

Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 10 aprile 1979.

 

Pertini

Andreotti– rognoni

Visto, il Guardasigilli: morlino

 


N. 117

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 aprile 1979.

 

Assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 dell’11 aprile 1979)

_________________

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 3 giugno 1979;

Vista la legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, “Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della Regione Molise”;

Visto l’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, recante modificazioni alla legge 6 febbraio 1948, n. 29, “Norme per la elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 25 febbraio 1963, n. 282 “Modificazioni all’art. 1, della legge 27 febbraio 1958, n. 64, sulla elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali del Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 5 marzo 1973, n. 45, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 30 marzo 1973, con il quel vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 24 ottobre 1971;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1974, n. 276, con il quale viene rettificato il numero della popolazione legale residente nel comune di Messina, censita al 24 ottobre 1971;

Sulla proposta del Ministro per l’interno;

Decreta:

Alle regioni di cui all’art. 131 della Costituzione, modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è assegnato il numero di seggi senatoriali rispettivamente indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro dell’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 10 aprile 1979.

 

PERTINI

Rognoni

Visto, il Guardasigilli: Morlino


 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

R E G I O N I

Popolazione
1971

Quoziente: 176.930

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

4.432.313

25

9.063

       25

Valle d’Aosta

109.150

-

-

(*)    1

Lombardia

8.543.387

48

50.747

      48

Trentino-Alto Adige

841.886

-

-

(*)    7

Veneto

4.123.411

23

54.021

      23

Friuli-Venezia Giulia

1.213.532

6

151.952

 **)  7

Liguria

1.853.578

10

84.278

       10

Emilia-Romagna

3.846.755

21

131.225

(**) 22

Toscana

3.473.097

19

111.427

(**) 20

Umbria

775.783

-

-

(*)    7

Marche

1.359.907

7

121.397

(**)   8

Lazio

4.689.482

26

89.302

(**) 27

Abruzzi

1.166.694

6

105.114

(**)   7

Molise

319.807

-

-

(*)    2

Campania

5.059.348

28

105.308

(**) 29

Puglia

3.582.787

20

44.187

       20

Basilicata

603.064

-

-

(*)    7

Calabria

1.988.051

11

41.821

      11

Sicilia

4.680.715

26

80.535

      26

Sardegna

1.473.800

8

58.360

       8

 

54.136.547

284

1.238.737

     315

 

N.B. – Sono contraddistinte con un asterisco le regioni alle quali i seggi sono stati assegnati in esecuzione dell’art. 57, terzo comma, della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3. Il quoziente 176.930, per il riparto proporzionale di cui al quarto comma dell’articolo citato, è dato dal totale della popolazione delle Regioni per le quali non trova applicazione la norma del terzo comma, diviso per 291, cifra corrispondente alla differenza tra il totale dei seggi assegnati al Senato della Repubblica (315) e totale dei seggi (24) previamente assegnati alle regioni contraddistinte da un solo asterisco, in applicazione delle succitate norme. Sono contraddistinte da due asterischi le regioni alle quali è stato assegnato un seggio in più in base ai più alti resti.

 

Visto, il Ministro per l’interno

Rognoni


N. 118

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 aprile 1979.

 

Assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 dell’11 aprile 1979)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione della Camera dei deputati sono stati convocati per il giorno di domenica 3 giugno 1979;

Visto l’articolo 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione;

Visti gli articoli 2, comma secondo e seguenti, e 3 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Visto l’articolo 1 della legge 1° marzo 1968, n. 171, concernente la costituzione della provincia di Pordenone;

Visti gli articoli 1, 2 e 3 della legge 2 febbraio 1970, n. 20, concernente l’adeguamento delle circoscrizioni provinciali, degli organi e uffici della pubblica amministrazione nella regione Molise;

Visto l’art. 1 della legge 16 luglio 1974, n. 306, con il quale viene istituita la provincia di Oristano;

Visto il decreto 5 marzo 1973, n. 45, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 30 marzo 1973, con il quale vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 24 ottobre 1971;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1974, n. 276, con il quale viene rettificato il numero della popolazione legale residente nel comune di Messina, censita al 124 ottobre 1971;

 

Su proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

 

Ai collegi elettorali di cui alla tabella A, allegata al testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, ed aggiornata in relazione alle norme ed alla pubblicazione sopra richiamate, è assegnato il numero di seggi indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro per l’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 10 aprile 1979

 

 

PERTINI

Rognoni

Visto, il Guardasigilli: Morlino

 


TABELLA DI ASSEGNAZIONE DEL NUMERO DEI SEGGI AI COLLEGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

COLLEGIO

Popolazione
1971

Quozienti
interi

Resti

Seggi assegnati

I

Torino-Novara-Vercelli

3.190.079

37

10.632

37

II

Cuneo-Alessandria-Asti

1.242.234

14

(*) 39.200

15

III

Genova-Imperia-La Spezia-Savona

1.853.578

21

(*) 49.027

22

IV

Milano-Pavia

4.430.074

51

(*) 47.593

52

V

Como-Sondrio-Varese

1.615.435

18

(*) 68.677

19

VI

Brescia-Bergamo

1.786.705

20

(*) 68.085

21

VII

Mantova-Cremona

711.173

8

23.725

8

VIII

Trento-Bolzano

841.886

9

(*) 68.507

10

IX

Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

2.426.385

28

20.317

28

X

Venezia-Treviso

1.475.871

17

15.044

17

XI

Udine-Belluno-Gorizia-Pordenone

1.134.383

13

17.280

13

XII

Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì

2.219.829

25

(*) 71.554

26

XIII

Parma-Modena-Piacenza-Reggio Emilia

1.626.926

18

(*) 80.168

19

XIV

Firenze-Pistoia

1.400.702

16

(*) 25.806

16

XV

Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara

1.292.509

15

3.544

15

XVI

Siena-Arezzo-Grosseto

779.886

9

6.507

9

XVII

Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli Piceno

1.359.907

15

(*) 70.942

16

XVIII

Perugia-Terni-Rieti

918.945

10

(*) 59.635

11

XIX

Roma-Viterbo-Latina-Frosinone

4.546.320

52

(*)77.908

53

XX

L’Aquila-Pescara-Chieti-Teramo

1.166.694

13

(*)49.591

14

XXI

Campobasso-Isernia

319.807

3

(*)62.014

4

XXII

Napoli-Caserta

3.387.888

39

36.579

39

XXIII

Benevento-Avellino-Salerno

1.671.460

19

38.771

19

XXIV

Bari-Foggia

2.008.580

23

32.167

23

XXV

Lecce-Brindisi-Taranto

1.574.207

18

27.449

18

XXVI

Potenza-Matera

603.064

7

1.547

7

XXVII

Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria

1.988.051

23

11.638

23

XXVIII

Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna

2.415.193

28

9.125

28

XXIX

Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta

2.265.522

26

31.316

26

XXX

Cagliari-Sassari-Nuoro-Oristano

1.473.800

17

12.973

17

XXXI

Valle d’Aosta

109.150

1

23.219

1

XXXII

Trieste

300.304

3

(*) 42.511

4

 

TOTALI

54.136.547

616

 

630

 

N.B. – Sono contraddistinti con un asterisco più alti resti in base ai quali viene assegnato un seggio in più al Collegio.

                                                      Visto, il Ministro per l’interno

                                                                  Rognoni

 


 

VIII Legislatura

 

3 giugno 1979

data di svolgimento delle elezioni

 

20 giugno 1979

prima riunione delle Camere

 

4 maggio 1983

D.P.R. n. 145 di scioglimento delle Camere (G.U. 5 maggio 1983, n. 122)

 

5 maggio 1983

D.P.R. n. 146 di convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (G.U. 5 maggio 1983, n. 122)

 

5 maggio 1983

D.P.R. n. 147 di assegnazione alle Regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica (G.U. 5 maggio 1983, n. 122)

 

5 maggio 1983

D.P.R. n. 148 di assegnazione del numero dei seggi ai collegi per la elezione della Camera dei deputati (G.U. 5 maggio 1983, n. 122)

 

 

 

 

 

I D.P.R. di scioglimento delle Camere e di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono controfirmati dal Presidente del Consiglio dimissionario Fanfani.

Al quinto Governo Fanfani succede il primo Governo Craxi.

 

 


 

N. 145

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 maggio 1983.

 

Scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 5 maggio 1983)

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 88 della Costituzione;

Sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

 

Decreta:

 

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono sciolti..

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 4 maggio 1983

 

Pertini

Fanfani

Visto, il Guardasigilli: Darida


 

N. 146

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 maggio 1983.

 

Convocazione dei comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 5 maggio 1983)

_________________

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il proprio decreto 4 maggio 1983, n. 145, recante scioglimento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Visti gli articoli 61 e 87, terzo comma, della Costituzione;

Visto il testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni ed integrazioni;

Vista la  legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante norme per la elezione del Senato della Repubblica, e successive modificazioni ed integrazioni;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e la semplificazione del procedimento elettorale;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 maggio 1983;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’interno;

Emana

il seguente decreto

 

I comizi per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati sono convocati per il giorno di domenica 26 giugno 1983.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno di martedì 12 luglio 1983.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 5 maggio 1983.

 

Pertini

Fanfani– rognoni

Visto, il Guardasigilli: Darida


N. 147

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 maggio 1983.

 

Assegnazione alle regioni del numero dei seggi per elezione del Senato della Repubblica.

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 5 maggio 1983))

_________________

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto il decreto in data odierna, con il quale i comizi per la elezione del Senato della Repubblica sono stati convocati per il giorno di domenica 26 giugno 1983;

Vista la legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, “Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della Regione Molise”;

Visto l’art. 1 della legge 27 febbraio 1958, n. 64, recante modificazioni alla legge 6 febbraio 1948, n. 29, “Norme per la elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 25 febbraio 1963, n. 282 “Modificazioni all’art. 1, della legge 27 febbraio 1958, n. 64, sulla elezione del Senato della Repubblica”;

Vista la legge 23 aprile 1976, n. 136, recante norme per la riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale;

Vista la legge 14 febbraio 1963, n. 55, per la revisione delle circoscrizioni dei collegi senatoriali del Friuli-Venezia Giulia;

Visto il decreto 25 marzo 1983, n. 95, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 7 aprile 1983, con il quel vengono dichiarati i risultati ufficiali relativi alla popolazione legale secondo il censimento del 25 ottobre 1981;

 

Sulla proposta del Ministro per l’interno;

 

Decreta:

Alle regioni di cui all’art. 131 della Costituzione, modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è assegnato il numero di seggi senatoriali rispettivamente indicato nella tabella allegata al presente decreto, vistata dal Ministro dell’interno.

Il presente decreto entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 5 maggio 1983.

PERTINI

Rognoni

Visto, il Guardasigilli: Darida


 

TABELLA DI ASSEGNAZIONE ALLE REGIONI DEL NUMERO DEI SEGGI PER LA ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

R E G I O N I

Popolazione
1981

Quoziente: 184.965

Quozienti
interi

Resti

Seggi
assegnati

Piemonte

4.479.031

24

39.871

       24

Valle d’Aosta

112.353

-

-

(*)    1