Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Biblioteca - Ufficio Legislazione straniera
Titolo: Rassegna parlamentare comparata di politica internazionale 7/2011. L'attività parlamentare in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti in materia di politica estera, difesa e sicurezza
Serie: Rassegna parlamentare comparata di politica internazionale e sicurezza    Numero: 7
Data: 28/10/2011
Descrittori:
DIFESA E SICUREZZA INTERNAZIONALE   DIFESA NAZIONALE
FRANCIA   GRAN BRETAGNA
PARLAMENTO   POLITICA ESTERA

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RASSEGNA PARLAMENTARE COMPARATA
 DI POLITICA INTERNAZIONALE E SICUREZZA

 

L’attività parlamentare in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti

in materia di politica estera, difesa e sicurezza

 

 

Anno V, n. 7                                                                                            31 Luglio 2011

 

Francia

La Commissione per gli affari esteri e la difesa del Senato francese ha esaminato, nella seduta del 6 luglio 2011, il Rapporto d’informazione n. 733 (2010-2011) sul tema “la difesa antimissile balistico: scudo militare o sfida strategica?” (http://www.senat.fr/notice-rapport/2010/r10-733-notice.html).

Nel rapporto è ricostruito il dibattito in seno alla NATO che ha condotto al lancio del piano “Difesa antimissile balistico” (DAMB) e le sue principali caratteristiche.

Il rapporto, elaborato da tre senatori, J. Gautier, X. Pintat e D. Reiner, evidenzia in particolare che la NATO ha stabilito, al vertice di Lisbona del novembre 2010, di estendere la difesa antimissile dalle zone teatro di guerra, in cui sono dispiegate le forze militari dell’Alleanza, al territorio europeo. Il programma militare di attuazione del nuovo piano dovrebbe partire nel 2013.

Nel rapporto è inoltre spiegato che il progetto DAMB è un oggetto complesso che prevede cinque funzioni: quella militare, in quanto fronteggia la minaccia dei missili balistici; quella politica, perché rassicura le opinioni pubbliche; quella diplomatica, in quanto struttura le alleanze; quella economica, perché permette lo sviluppo delle tecnologie più all’avanguardia e indirizza le politiche industriali; quella strategica, in quanto influisce sui rapporti di forza. Sono quindi evidenziate alcune questioni lasciate in sospeso dal vertice di Lisbona sulla DAMB: in particolare i redattori del rapporto si chiedono se il nuovo programma di difesa antimissile del territorio europeo sarà realizzato con anche il coinvolgimento della Russia, se il nuovo progetto sarà realizzato sotto il comando della NATO o degli Stati Uniti, se le regole di attuazione saranno stabilite da tutti i paesi coinvolti, quale grado di protezione potrà avere l’Europa se essa si rimette ai mezzi di difesa e agli imperativi finanziari e strategici americani.

Nel rapporto è quindi evidenziato che tra i paesi europei non è presente una visione comune sulla DAMB. La minaccia missilistica è in generale percepita lontana, i costi per la realizzazione del progetto sono giudicati alti e prevale l’idea che gli USA assumano principalmente l’onere della sua attuazione. I redattori del rapporto si soffermano poi sulla posizione della Francia rispetto alla DAMB. È rilevato in particolare che la Francia rappresenta l’unico paese europeo le cui industrie possiedono le capacità necessarie per partecipare alla DAMB. È quindi sottolineato che se la Francia dovesse dotarsi degli strumenti necessari per realizzare la DAMB avrebbe una spesa di circa 700 o 800 milioni di euro all’anno per 10 anni. I firmatari del rapporto sottolineano inoltre che è bene che la Francia, pur partecipando al progetto, conservi una sua autonomia strategica e la sua politica di dissuasione nucleare. A tale scopo è proposta la realizzazione di un centro nazionale di difesa antimissile. È inoltre suggerito di coinvolgere il Parlamento nei lavori di revisione del Libro bianco sul tema e di organizzare un dibattito parlamentare sulla DAMB per ottenere un consenso politico prima di lanciare un impegno della Francia nel programma NATO. È inoltre affermato che sarebbe opportuno promuovere presso l’Agenzio europea di difesa (AED) l’organizzazione di una conferenza europea sulla partecipazione europea alla realizzazione della DAMB.

Il resoconto del dibattito in Commissione sul Rapporto è consultabile all’indirizzo web http://www.senat.fr/compte-rendu-commissions/20110704/etr.html#toc5.

 

Regno Unito

 

Il 20 luglio 2011 la Commissione Difesa della Camera dei Comuni ha pubblicato la sua sesta relazione della corrente sessione parlamentare, dedicata all’esame dei piani strategici per la difesa e la sicurezza nazionale (The Strategic Defence and Security Review and the national Security Strategy, http://www.publications.parliament.uk/pa/cm201012/cmselect/cmdfence/761/76102.htm). La Commissione ha esaminato il ruolo svolto dal National Security Council, organismo istituito nel 2010 e presieduto dal Primo Ministro, le cui competenze, riferite ai profili rilevanti per la sicurezza nazionale, si correlano in modo particolare alla pianificazione strategica (National Security Strategy – NSS) e al coordinamento delle iniziative in materia di difesa e di sicurezza strategica (Strategic Defence and Security Review - SDSR).

Pur esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sull’operato del NSS, considerato anche con riguardo all’individuazione delle priorità per l’impegno militare britannico nelle aree internazionali di crisi, la Commissione ritiene necessario il rafforzamento del controllo parlamentare sull’attuazione dei piani strategici da parte dell’organismo. Tale obiettivo è da perseguire prevedendo l’esame delle relazioni annuali presentate dal NSC non solamente – come precedentemente stabilito – da parte della competente commissione bicamerale (Joint Committee on the National Security Strategy), bensì dall’Assemblea, attraverso il regolare svolgimento di un dibattito alla Camera dei Comuni da calendarizzare all’interno dell’organizzazione dei lavori parlamentari riservata al Governo. La trasparenza e l’affidabilità del NSC, d’altra parte, trovano valida garanzia nello scrutinio sul suo operato che la stessa Commissione Difesa dellla Camera dei Comuni intende riservarsi, nonché in significative decisioni del Primo Ministro, come quelle di stabilire la revisione quinquennale dei piani strategici e di invitare il Leader dell’Opposizione a presenziare ai lavori dell’organismo.

Gli indirizzi in materia di difesa e sicurezza nazionale, tuttavia, nell’opinione della Commissione parlamentare risentono inevitabilmente del quadro economico generale, caratterizzato dal contenimento della spesa pubblica e da misure che hanno inciso anche sulla dotazione della Difesa. Le restrizioni di bilancio, seppure necessarie, non sembrano conciliabili con il mantenimento del tradizionale ruolo di influenza globale del Regno Unito, il cui inevitabile affievolirsi, contrariamente alle tesi sostenute dal Governo, non potrebbe essere interamente compensato dal rilancio dell’impegno diplomatico e da un diffuso ricorso al “soft power”. Affinché i piani strategici di difesa e sicurezza possano avere concreta efficacia è perciò necessaria la più chiara e realistica individuazione delle risorse disponibili e la costante verifica della loro adeguatezza alle finalità e alle ambizioni strategiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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