Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Biblioteca - Ufficio Legislazione straniera
Titolo: FOCUS SICUREZZA 8/2008. L'attività parlamentare in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti in materia di sicurezza
Serie: Focus sicurezza    Numero: 8    Progressivo: 2008
Data: 16/06/2008
Descrittori:
DIFESA E SICUREZZA INTERNAZIONALE   STATI ESTERI
Organi della Camera: III-Affari esteri e comunitari
IV-Difesa

 

FOCUS SICUREZZA

 

L’attività parlamentare in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti

in materia di sicurezza

 

(a cura dell’Ufficio Legislazione Straniera)

 

Anno II, n. 8                                                                                               16 giugno 2008

 

Regno Unito

In corso di esame, in terza lettura, del CounterTerrorism Bill, disegno di legge di iniziativa governativa in materia di contrasto del terrorismo (il cui testo è consultabile in rete all’indirizzo: http://www.publications.parliament.uk/pa/cm200708/cmbills/063/08063.i-v.html), l’11 giugno la Camera dei Comuni ha finalmente approvato il controverso emendamento che fissa ad un massimo di 42 giorni la durata della detenzione senza formale incriminazione per colore che siano sospettati di coinvolgimento in attività terroristiche (pre-charge detention). Tale misura, avversata da settori dell’opinione pubblica e oggetto di motivate riserve anche in sede istituzionale (segnatamente da parte dell’Attorney General, Lord Goldsmith, e dal Commissario europeo per i diritti umani, Hammarberg), è stata aspramente criticata ai Comuni -anche da alcuni membri della maggioranza - in occasione delle precedenti letture nonché durante lo stesso dibattito conclusosi con la sua approvazione (con 315 voti a favore e 306 contrari: il resoconto è all’indirizzo: http://www.publications.parliament.uk/pa/cm200708/cmhansrd/cm080611/debtext/80611-0004.htm#08061189000001). Al voto sono seguite le dimissioni il Ministro–ombra degli Interni, Davis. L’estensione della durata di queste misure cautelari, applicabile in caso di “gravi ed eccezionali” minacce per la sicurezza pubblica, e bilanciata – nei propositi del Governo - da disposizioni di salvaguardia dei diritti dell’individuo conformi al vigente Human Rights Act, è stata tenuta ferma dal Governo in tutte le fasi del dibattito; alla rinuncia alla iniziale previsione di 90 giorni, a suo tempo propugnata dal Primo Ministro Blair, non è infatti seguito l’accoglimento della proposta alternativa di limitare agli ordinari 28 giorni la durata della pre-charge detention, e di permetterne l’estensione fino ad un termine massimo di 56 giorni a condizione della previa dichiarazione dello stato d’emergenza e per effetto di provvedimenti giudiziali di durata settimanale e di volta in volta notificati al Parlamento.

 

Spagna   

Il 3 giugno 2008 l’aula del Congresso dei Deputati ha approvato, con 328 voti favorevoli e 3 astenuti, una mozione al Governo presentata dal Gruppo Misto sulla necessità di ampliare la nozione giuridica di “vittime del terrorismo”, a conclusione di un dibattito al quale hanno partecipato i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari del Congresso (resoconto della seduta all’indirizzo Internet http://www.congreso.es/public_oficiales/L9/CONG/DS/PL/PL_012.PDF).

Il testo definitivo della mozione (consultabile all’interno del documento di seduta del 10 giugno http://www.congreso.es/public_oficiales/L9/CONG/BOCG/D/D_030.PDF, p. 11-12) è comprensivo degli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari socialista e popolare alla versione iniziale, ed invita il Governo a promuovere nel più breve tempo possibile, con il consenso di tutti i gruppi parlamentari della Camera, l’approvazione di una nuova legge sulla protezione ed il riconoscimento delle vittime del terrorismo.

La mozione indica, in particolare, cinque punti fondamentali:

·              l’ampliamento del riconoscimento politico di “vittime del terrorismo” a tutti i cittadini la cui libertà sia minacciata dall’attività terrorista, specialmente nei Paesi baschi e nella Navarra, anche se non siano bersagli diretti di attentati;

·              l’unificazione e la riformulazione delle norme vigenti in materia di sostegno e aiuto alle vittime del terrorismo;

·              il riconoscimento di nuovi diritti sociali per le vittime del terrorismo ed il miglioramento della loro condizione nei processi penali;

·              l’adeguamento della legislazione con riferimento alle diverse situazioni che sono conseguenza della violenza terrorista, in accordo con la giurisprudenza e le esperienze degli ultimi anni;

·              il riconoscimento ed il tributo che tutti i rappresentanti dei cittadini devono a quanti hanno subito la violenza terrorista, in qualunque sua forma.

Nell’ultima parte della mozione si invita inoltre il Governo ad avviare, in tempi brevi, un dialogo con le associazioni delle vittime del terrorismo, al fine di ascoltare le loro proposte ed ottenere il maggior consenso possibile con tali gruppi, in sede di elaborazione della nuova normativa.

 

Stati Uniti

Il 6 giugno 2008, presso la Subcommittee on Oversight of Government Management, the Federal Workforce, and the District of Columbia, interna alla Commissione sulla Sicurezza nazionale e gli affari governativi del Senato, si è tenuta un’audizione sull’efficacia della burocrazia del Dipartimento di Stato impegnata a garantire la sicurezza nazionale, con particolare riferimento agli aspetti legati al controllo degli armamenti, alla non-proliferazione ed alla contro-proliferazione. In una precedente audizione, svoltasi il 15 maggio scorso, erano emersi dubbi sull’effettiva capacità delle forze del Dipartimento di svolgere al meglio tali compiti. A questo nuovo incontro sono stati invitati a riferire due rappresentanti del Dipartimento di Stato, ma prima di loro è intervenuto il senatore democratico Daniel K. Akaka, presidente della sottocommissione, il quale ha ricordato, in apertura, come i candidati alle prossime elezioni presidenziali abbiano sottolineato la centralità della lotta al contenimento delle armi nucleari, pur senza indicare strategie concrete. Secondo il presidente, in particolare, bisogna focalizzare l’attenzione sull’attuale organizzazione interna del Dipartimento, scaturita da due riforme recenti: l’assorbimento dell’agenzia indipendente Arms Control and Disarmament Agency (ACDA) nel Dipartimento di Stato, che ha avuto luogo nel 1999, e la fusione dei due uffici per il controllo degli armamenti e per la non-proliferazione, avvenuta nel 2005, in un unico International Security and Nonproliferation bureau. Tali riforme, secondo Akaka, hanno indebolito le capacità effettive degli uffici e delle persone che vi lavorano, sicché bisogna ridare autonomia e potere decisionale alle strutture che si occupano di controllo degli armamenti e di non-proliferazione

(http://hsgac.senate.gov/public/_files/DKAStatementfortheRecord060608.pdf

).

In rappresentanza del Dipartimento di Stato sono poi intervenute Patricia McNerney e Linda S. Taglialatela. McNerney, in particolare, ha difeso la ristrutturazione del Dipartimento voluta dal Segretario di Stato, Condoleeza Rice, basata sulla creazione del Bureau of International Security and Nonproliferation (ISN), sul rafforzamento del Bureau of Political-Military Affairs (PM) e sull’espansione dei compiti del Bureau of Verification and Compliance, (rinominato Bureau of Verification Compliance and Implementation (VCI)), incaricato dell’attuazione dei trattati internazionali del settore. Con riguardo ad ISN in particolare, McNerney ha sostenuto, in opposizione al presidente Akaka, che la fusione dei due uffici preesistenti e l’assorbimento di ACDA nel Dipartimento di Stato hanno eliminato le precedenti duplicazioni esistenti e concentrato in un’unica struttura il controllo delle minacce convenzionali, nucleari, missilistiche, chimiche e biologiche, nonché dei rapporti tra le armi di distruzione di massa ed il fenomeno terroristico. Anche il rafforzamento di PM è servito ad identificarlo come l’elemento di collegamento principale con il Dipartimento della Difesa, poiché l’ufficio si occupa attualmente del contrasto alla proliferazione delle armi convenzionali, delle politiche di assistenza alla sicurezza, delle operazioni militari, della strategia e dei piani di difesa, nonché del commercio relativo alla difesa.

Tra i risultati positivi ottenuti, McNerney ha citato, in primo luogo, l’opera di smantellamento, guidata da ISN, della cosiddetta A.Q. Khan network, dal nome dell’ingegnere pachistano coinvolto in una rete internazionale che trafficava tecnologie per la costruzione di armi nucleari; in secondo luogo ha poi segnalato l’assistenza alla Libia per l’eliminazione dei suoi programmi di costruzione di armi di distruzione di massa.

L’ultima parte della relazione McNerney è stata infine dedicata all’esame del personale impiegato nelle attività del Dipartimento, considerato “eccezionalmente qualificato e motivato”. Il Dipartimento di Stato continua infatti ad attrarre personale dalle migliori università del paese, come dimostrano le numerose e qualificate richieste che pervengono in occasione delle selezioni per l’assunzione di personale promosse dal Dipartimento (http://hsgac.senate.gov/public/_files/McNerneyTestimony0606080.pdf).

 

 

 

XVI Legislatura – Focus sicurezza, Anno II, n. 8 – 16 giugno 2008